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Anno III - Numero 5 del 3 febbraio 2013

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Domenica 3 febbraio 2013

Anno III - Numero 4 del 27 gennaio 2013

pag. 2Vignetta di Carmine Mondola pag. 3Editoriale di Gianni Bianco pag. 4 Lettera pag. 5 Politica pag. 6 Italia pag. 7 Italia pag. 8 Territorio pag. 9 Intervista pag. 11Volontariato pag. 12 Cinema pag. 13 Scuola pag. 14 Società Un triste epilogo... pag. 16 Rubrica pag. 17 Napoli pag. 18 Sport pag. 19 Rubrica pag. 21 Riceviamo pag. 22 Rubrica pag. 23 Teatro RISTRUTTURAZIONI TOTALI E PARZIALI DI APPARTAMENTI RISTRUTTURAZIONE DI ESTERNI DI INTERNI EDIFICI O PARCHI - TETTO TERMICO PRONTO INTERVENTO E MANUTENZIONE

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di Giuseppe Clarino di Mario Romano di Angelo Ferro di Marzia Luciano di Tommaso Arcella di Rosaria Ascolese di Carmine Mondola di Emiliana Cresci di La Redazione di Maria Gentile di Valerio Cresci di Pasquale Lucchese di Luca Tramici di Ilaria Puglia e Pubblichiamo di Pina Savorra di Eduardo Paola

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Il graffio di Ciemme La carità sfrenata di Padre

Ludovico ...

... l’inutilità smisurata del Sindaco De Magistris

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Periodico settimanale a diffusione gratuita Anno III n. 5 - 3 febbraio 2013 Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. Reg. 4925 del 28/09/2011 Direttore responsabile: Pasquale D’Anna direttoredomenicale@libero.it Caporedattore: Gilda Longhi redazionedomenicale@libero.it Redazione: Via G. Marconi, 80026 Casoria (NA) redazionedomenicale@libero.it Stampa:

Via dell’Indipendenza, 37 80021 Afragola (NA) graficatuccillo@libero.it Edito da: Associazione Culturale Kasauri Casoria (NA) Progetto Grafico e Impaginazione: Marco Capparone Questo numero è stato chiuso in redazione Giovedi 31 gennaio 2013

LA REDAZIONE Rosaria Ascolese

Marzia Luciano

Tommaso Arcella

Pellegrino Mazzone

Gianni Bianco

Carmine Mondola

Marco Capparone

Raffaele Nocera

Vittoria Caso

Domenico Pagliuca

Valerio Cresci

Francesco Pagliuca

Emiliana Cresci

Eduardo Paola

Gennaro Crispino

Amalia Vettoliere

Gea D’Anna

Maria Ranieri

Massimo D’Auria jr

Mario Romano

Michele Della Gala

Vincenzo Russo

Ciro Esposito

Pina Savorra

Angelo Ferro

Luca Tramici

Maria Gentile

Umberto Simonetti

Pasquale Lucchese

Ernesto Valiante

Pietro Simonetti

Giovanni Manfredi


Domenica 3 febbraio 2013

Gianni Bianco

gianni.biancogb@libero.it

T

ra le tante opere di Padre Ludovico da Casoria, quella dell’Ospizio Marino rappresenta uno dei sogni realizzati dal Beato di Casoria e che da 150 anni ospita anziani pescatori sulla collina di Posillipo, in un posto d’incanto. L’idea di Padre Ludovico era di creare un luogo di sollievo per vecchi pescatori dopo una vita donata al mare. Alla morte, per sua espressa volontà, Padre Ludovico chiese di riposare nella Chiesa dell’Ospizio marino. I casoriani conoscono bene quel luogo per il pellegrinaggio durante l’anno e soprattutto l’11 marzo con la processione da Casoria a Posillipo in occasione della nascita di Arcangelo Palmentieri. La struttura oggi sale alle cronache napoletane con la clamorosa protesta degli anziani ospiti dell’ospizio che occupano il marciapiede e l’ingresso. Il perché è facile capirlo. L’Ospizio richiede interventi di adeguamento normativo, i lavori inizieranno il 14 febbraio. Le richieste di aiuto al Comune di Napoli, alla Regione Campania e al cardinal Crescenzo Sepe,

EDITORIALE

Gli indifesi sono scritte sugli striscioni. I vecchietti che protestano da vent’anni temono che la chiusura prevista per la metà di febbraio non sia momentanea e che una volta fuori non rientreranno più. L’Ospizio Marino Padre Ludovico da Casoria sorge in via Posillipo

24, fu edificato al posto del Palazzo del Castellano dai Frati Bigi della Carità, ospita cinquantasei anziani, tra loro dieci infermi e alcuni anziani con disagi mentali, sono curati e accuditi dalle suore francescane. Il comune di Napoli attraverso il settore assistenza,

incassa, secondo quanto riferiscono gli ospiti, il 66% dell’importo della pensione, erogando un contributo individuale di 34 euro. Il sindaco De Magistris ha rassicurato gli anziani prevedendo per loro una struttura di accoglienza provvisoria, per poi rientrare al completamento degli interventi. Le garanzie di questa promessa non ci sono, per gli ospiti e per i lavoratori. Le perplessità sono legittime, con i tempi che corrono, la politica promette e spesso elude gli impegni, per altre priorità, per maggiore rigidità normativa o per mancanza di fondi. La speranza che coltiviamo è quella di una soluzione idonea, che rassicuri gli anziani ospiti e soprattutto rispetti il volere di un umile frate che due secoli fa partì dalla sua città per costruire opere di carità nel mondo e che costruì per i vecchi Pescatori di Posillipo l’Ospizio di cui parliamo e insieme alla volontà di essere ospitato alla sua morte in quel luogo. Che cosa dire, confidiamo nella divina provvidenza, come spesso faceva il nostro Padre Ludovico da Casoria.

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Domenica 3 febbraio 2013

Continua la spoliazione del beato P. Ludovico da Casoria Riceviamo questo scritto dall’ing. Clarino,che riteniamo rappresenti lo stato d’animo di tutti i devoti del “fraticello”di Casoria “Io

voglio

liberissimo

essere dentro

libero, di

me.

e

Chi

mi

sento

potrebbe

rapirmi ciò che Dio mi ha dato? ….ecc” Queste sono le parole che andava profferendo il beato e credo che su questo non sia stato un buon profeta perché non aveva fatto i conti con la cupidigia e la durezza del cuore dell’essere umano. È da tre giorni che sui quotidiani e sui principali network appare la notizia della chiusura dell’ospizio marino di Posillipo fondato dal nostro beato. I motivi della chiusura appaiono contrastanti: da un lato c’è il comune di Napoli che da circa quattro anni non paga la retta giornaliera di € 34 al giorno per i 55 ospiti a cui l’istituto non è più in grado di provvedere al fabbisogno, dall’altro si parla di lavori di ristrutturazione da effettuarsi con una certa urgenza con lo sgombero dell’intera struttura. Lo scrivente che ha più volte visitato il complesso sotto la guida della superiora madre Pina ha potuto rilevare che il complesso dal punto di vista strutturale è in buone condizioni statiche ma necessita di urgenti lavori di manutenzione ordinaria quali la scala esterna e le pavimentazioni che dal complesso accedono alla marina, nonché il rifacimento dei bagni e delle cucine che risultano fatiscenti e con impianti non a norma; inoltre una migliore distribuzione degli spazi interni (un salone di circa 500 mq) consentirebbe una migliore fruizione della struttura stessa: lavori questi, si badi bene, che potrebbero benissimo essere eseguiti con la presenza degli ospiti. Ma l’interrogativo più palese è: con quali soldi il complesso sarebbe ristrutturato visto che l’istituto non è in grado di provvedere nemmeno alla propria sopravvivenza? L’istituto non è stato in grado neppure di riparare un montascale per la modica cifra di 10.000 €!

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Io credo che dietro tutto questo ci sia in atto una grossa speculazione tesa a trasformare l’istituto in albergo a cinque stelle con sole, mare, cielo e spiaggia privata. Cose che il beato su pressione di alcuni pescatori aveva per loro realizzato. Il sindaco di Napoli ha promesso che gli

ospiti saranno adeguatamente sistemati in altri istituti e una volta terminati i lavori rientreranno nella struttura. Il Vaticano (non la chiesa fondata da Gesù Cristo) invece, seppur interpellato nella persona del cardinale Sepe, ad oggi tace ancora. Al sindaco De Magistris diciamo: ma i soldi necessari per sistemare gli ospiti in altre strutture non potrebbero essere dati alle suore bigie mantenendo così gli ospiti nella struttura? E il Vaticano non potrebbe intervenire presso

il comune affinché sia ripianata la situazione debitoria o addirittura intervenire con fondi propri? Forse tutto questo non conviene a nessuno, anzi si cerca di portare via quel poco che è rimasto dell’immenso patrimonio che Padre Ludovico con tanta abnegazione era riuscito, attraverso la carità, a costruire Forse vale la pena far conoscere ai lettori la storia della nascita dell’ospizio marino. Il beato P. Ludovico negli anni tra il 1870 e 1880 aveva raccolto 12 vecchi e poveri pescatori (quanti erano gli apostoli) sistemandoli dapprima in San Nicola da Tolentino e poi al Tondo di Capodimonte. Questi però lontani dal mare erano tristi e mostravano desiderio di voler vivere sul mare. P. Ludovico che per gli ultimi e i miseri era particolarmente predisposto nel 1868 tentò di comprare il palazzo Don Anna su cui da tempo aveva messo gli occhi. L’impresa non gli riuscì e nel 1873 fece comprare dai suoi benefattori, ad un’asta pubblica, una casa detta “del lazzaretto” a Posillipo. Il lazzaretto era costituito da un piano terra a livello della marina ove c’era una chiesa appartenuta agli scolopi e da piani superiori che arrivavano sino alla via Posillipo. I fratelli gli fecero rilevare che non si disponeva dei soldi per la ristrutturazione e P. Ludovico ebbe a dire un’altra delle sue celebri frasi “obbligheremo la Divina Provvidenza ad intervenire”. E cosi fu, tant’è che nel 1874, alla presenza del cardinale e delle autorità, l’istituto fu inaugurato e furono ospitati oltre ai dodici pescatori anche un convitto per fanciulli poveri. Nacque così l’ospizio marino. In ultimo un appello ai casoriani: perché alla presentazione della dichiarazione dei redditi non devolviamo l’8 per mille all’istituto del beato? Io lo farò. Giuseppe Clarino


Domenica 3 febbraio 2013

POLITICA

Mario Romano

mario.romano65@gmail.com

I

l voto è una scelta razionale? I cittadini votano dopo aver valutato attentamente la somma algebrica dei costi e dei benefici individuali? Secondo alcuni tale comportamento è solo un auspicio teorico. Troppi sarebbero i condizionamenti esterni atti a deviare una scelta utile e consapevole. Secondo altri, invece, è sempre possibile considerare razionale il comportamento elettorale a patto che tra i beni e i mali vengano inclusi non solo elementi di carattere squisitamente economico che costituiscono il benessere materiale, ma anche i valori o i controvalori religiosi e morali, il fascino e l’identificazione con il leader o di contro l’antipatia, il piacere dell’appartenenza o l’ostilità, insomma il benessere ideologico e psicologico o l’insofferenza e l’avversità. Può così accadere che l’individuo sia portato ad esprimere il proprio voto a favore di personaggi o parti politiche che dal punto di vista meramente economico e sociale hanno scarsissima propensione a tutelarne gli interessi, ma che gli arrecano di contro una notevole soddisfazione ideologica, religiosa o psicologica. In tale prospettiva, il cittadino compirebbe pertanto sempre una valutazione in termini di costi/benefici, facendo prevalere la soddisfazione del vantaggio emozionale. Ma dove si collocherebbe l’Italia in un’eventuale classifica di paesi democratici,

Un voto di cuore o di testa ? che tenga conto dei due diversi tipi di approccio? L’Italia è stato il primo paese che ha risolto la democrazia di massa in un sistema autoritario tendente al totalitarismo (il fascismo), dove i beni cosiddetti psicologici ed emozionali, i valori storico-culturali, religiosi e ideologici hanno decisamente preso il sopravvento su quelli frutto delle valutazioni razionali-economiche. Questa propensione ha fortemente condizionato la storia repubblicana, contribuendo a tenere per oltre quarant’anni la democrazia bloccata su aspre contrapposizioni ideologiche. Le utilità emozionali fanno dunque male alla democrazia? I paesi di antica e originaria tradizione democratica, quali il Regno Unito e gli USA, dove maggiore sembra la propensione al voto a carattere razionaleeconomico, pur in presenza di forti contrasti culturali, hanno mostrato di avere una democrazia più stabile e duratura. Nel ’94 Berlusconi si presentò con una formula di successo, come un innovatore che invitava i cittadini a liberarsi finalmente dai condizionamenti ideologici e a scegliere nella prospettiva economica dello sviluppo e delle liberalizzazioni. Insomma per il massimo beneficio “materiale”. Non mancò, però, per necessità di propaganda, di impiegare strumenti psicologici che facevano leva sul suo carisma di imprenditore di successo

o altri di tipo ideologico e religioso, quali il pericolo dei comunisti. Col tempo, anzi potremmo dire in tutto questo tempo, quelli che erano strumenti di propaganda si sono risolti con l’essere la sua unica qualità politica, la sua essenza, potremmo dire. Non si può, infatti, dire che in questi anni vi sia stato un miglioramento del benessere materiale. Di contro anche le parti politiche avverse hanno cercato di modellarsi su di lui, senza però mai raggiungere il medesimo grado di efficacia. Gli elettori italiani hanno continuato a coltivare e preferire i valori emozionali. Anche l’attuale campagna elettorale si sta pericolosamente indirizzando verso contrapposizioni a carattere emozionale. Un elemento di estraneità potrebbe forse essere rappresentato dal Movimento 5stelle, che ha elaborato un programma dettagliato, apparentemente ispirato ad una concezione razionaleeconomica. Molti però accusano che il limite di M5S stia nel formulare proposte di portata drammaticamente generale (ad es. uscita dall’euro), senza permettere il confronto critico e pubblico con voci contrastanti. Anzi, in una prospettiva anti-ideologica, che si contrappone dogmaticamente e diventa a sua volta ideologica; ancora una volta, dunque, assecondando la propensione degli italiani verso una scelta razionale-emozionale.

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Domenica 3 febbraio 2013

ITALIA

Angelo Ferro

ferroangelo@yahoo.it

L

a Banca Monte dei Paschi di Siena nasce nel 1472 come “Monte di pietà” per dare assistenza alle classi più disagiate della Toscana, in seguito prenderà l’attuale denominazione diventando il terzo istituto italiano per dimensioni. Oggi il principale azionista è la “Fondazione Monte dei Paschi di Siena”, ente con finalità di assistenza e utilità sociale legate soprattutto al territorio senese , che fa riferimento agli enti locali da tempo in mano ai partiti della sinistra, prima pds-ds, oggi partito democratico. l’Istituto chiude il 2012 con gravi perdite ( più di 2 miliardi di euro) da aggiungere ai 4,6 miliardi smarriti nel 2011. La situazione drammatica in cui si trovano i conti della banca è riconducibile ad operazioni effettuate anni addietro, precisamente tra il maggio 2008 e l’aprile 2009, periodo in cui sarebbero partiti otto bonifici per un totale di 17 miliardi di euro, dalle casse di Mps, pagamenti finiti sul tavolo delle procure che , secondo le ultime ricostruzioni, sarebbero oggetto di indagine; questi partono dalla vendita di “Banca Antonveneta” da parte dello spagnolo “Banco Santander” a Mps. Gli spagnoli avevano rilevato l’Antonveneta pochi mesi prima ad un prezzo di 6,6 miliardi di euro, poiché volevano trarne ottimi guadagni dalla rivendita fissarono un prezzo di 9,2 miliardi, che Mps versò per rilevare la banca veronese. L’operazione però è risultata troppo onerosa per i senesi, lasciando un segno nei conti che

Cosa è successo al Monte dei Paschi di Siena ha costretto gli stessi ad un indebitamento pagato caro e ad operazioni sul capitale che hanno dissanguato gli azionisti e la fondazione ( che detiene il 50 % di Mps). L’istituto ha cercato di coprire le perdite con operazioni finanziarie sempre più complesse e speculative, mettendo a segno una serie di movimenti disastrosi: ha acquistato titoli “tossici”, ha perso, li ha venduti ad altre banche per ricapitalizzare e si è fatto prestare 3 miliardi di euro ( da Banca Nomura) per l’acquisto di Btp trentennali,più sicuri, ma è arrivata la grande crisi italiana e ci ha riperduto. Oggi si ritrova povera e nel vortice di un inchiesta che risulta avere nuovi risvolti giorno dopo giorno. Il “Deus ex machina” pare sia Giuseppe Mussari( accompagnato da banchieri,politici,lobbisti e faccendieri vari) ex presidente dell’ Istituto senese, per il quale si profilano le ipotesi di aggiotaggio, falso in bilancio e turbativa, ha nascosto una serie di documenti attestanti le operazioni ad altissimo rischio. Gli accertamenti della procura riguardano anche i controllori , Consob e BANKITALIA, che dichiarano di essere all’ oscuro della reale situazione e del disavanzo, coperto nei bilanci con finte ricapitalizza-

zioni e occultando la presenza di titoli tossici in perdita. Anche se risulta una relazione degli ispettori di BANKITALIA che già nel 2010 rilevavano irregolarità , un documento che però non ha portato a provvedimenti da parte di palazzo Koch nei confronti di Mps. Ad oggi è stato nominato presidente del gruppo bancario Alessandro Profumo, vi sono ipotesi di commissariamento o l’ alternativa di un intervento dello stato direttamente nel capitale, una sorta di nazionalizzazione della stessa (come già prevista nell’ ambito dei Tremonti –bond). Perché un cumulo di personaggi riescono a fare il bello ed il cattivo tempo di una delle banche più antiche del mondo? Perché nessuno riesce ad avere un controllo ex ante sull’ operato degli stessi? Perché la finanza è diventata l’ arma più pericolosa al mondo e lo stato non tutela i cittadini ? Le indagini proseguono …… ne vedremo delle belle! Ma sempre come spettatori,inermi e un po’ disinteressati, che assistono al finale dell’ ennesima fiction italiana, senza poterne condizionare il finale che è sempre meno lieto, pagando un biglietto troppo alto per assistere ad uno spettacolo che nemmeno vogliono vedere.

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Domenica 3 febbraio 2013

Marzia Luciano

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A

mmonta a 615 il numero di individui denunciati all’Inps per aver riscosso le pensioni di altri non in vita, nell’intero anno appena trascorso, per un totale indebitamente percepito di circa 12,6 milioni di euro di prestazioni. Si pensi che solo ad Agosto i blitz della Guardia di Finanza avevano portato alla scoperta e denuncia di oltre 3400 tra falsi poveri e falsi invalidi, costati allo Stato ben 60 milioni di euro. A conti fatti, attualmente risulta che sono più di 3.556 i falsi poveri individuati nel 2012, a cui si aggiungono 1.047 fasi invalidi e 1.200 dipendenti pubblici con un doppio lavoro, per un totale di oltre 5 miliardi di euro indebitamente detratti allo Stato. Capita, non di rado, di apprendere dello smascheramento di “furbetti” che per anni hanno imbrogliato lo Stato, fingendo di essere invalidi o scarsamente retribuiti, percependo perciò una pensione che in realtà non gli spettava: è il caso dell’ex-muratore “cieco” di 53 anni, pensionato dal 2009, sorpreso a giocare ai videopoker nel bar del suo paese, filmato mentre fissava le vetrine dei negozi

ITALIA

“Furbetti” a confronto di telefonia, prelevava al bancomat oppure sistemava i propri attrezzi da pesca, del finto imprenditore agricolo della provincia di

Brindisi che, con i suoi braccianti, percepiva indennità di disoccupazione, maternità e malattia per 500.000 euro, dell’uomo della provincia di Piacenza che continuava a riscuotere la pensione di vecchiaia di una donna defunta nel lontano 2003, del “cieco assoluto” di Udine che, invece, dal 2005 percepiva la “dovuta” pensione, mentre aveva una vista invidiabile. Questi sono solo alcuni

dei tanti, troppi esempi di individui tutt’altro che ligi al proprio dovere, che si sono arresi alla dura evidenza di essere stati smascherati e che hanno giustamente pagato i tanti anni trascorsi a commettere indegne frodi, colpendo in pieno non solo lo Stato ma anche e soprattutto i propri concittadini onesti. Stando ad una statistica del 2010, la regione che deteneva il primato di falsi invalidi risultava la Basilicata, seguita a ruota libera dalla Campania e dalla Sardegna, mentre Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige erano fuori classifica per i numeri giudicati poco significativi. A meno di tre anni di distanza, la Campania si è collocata al primo posto nella classifica per questo sdegnoso merito, grazie all’inasprimento dei controlli dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, i quali hanno lasciato che la triste verità emergesse. E’ vergognoso realizzare che in un Paese civile, o che almeno dovrebbe essere ritenuto tale, nel caso di molti, il rispetto verso i propri concittadini rasenti livelli infimi, per cui chi è un truffatore viene addirittura scambiato per furbo e la sua disonestà è sinonimo di astuzia.

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TERRITORI

Tommaso Arcella archom@alice.it

I

n principio fu l’anarchia. Non quella intesa dagli anarchici politici che intendono l’anarchia come un senso di autoregolamentazione interna naturale insita in noi, per cui istintivamente si farebbero le cose giuste e mai contro la collettivitĂ . Infatti, in quest’ottica, nel campo edilizio, nella fine ‘800 e inizio ‘900, a Casoria, in assenza di leggi urbanistiche, sono stati realizzati palazzi di pregio, come quelli dei Conti Rocco di Torrepadula nel pressi di Via Marco Rocco, quello del compianto Ing. Domenico Salierno, casoriano d’O.C., e quello del famoso Architetto napoletano Domenico Vaccaro. Nell’immediato dopoguerra, invece, quando sono confluiti gli sciacalli imprenditoriali da Napoli con la partecipazione di qualche imprenditore locale, hanno cominciato a saturare il territorio a partire dai confine con la metrolpoli e la vicina Casavatore. Gli anarchici dicono che non sia necessario una legge o un comandamento che imponga di non rubare, non ammazzare ecc. poichĂŠ, sembra logico che sia deplorevole, e cosĂŹ sarebbe dovuto essere anche per lo sviluppo della cittĂ . Infatti cosĂŹ è stato per i comuni limitrofi come Afragola e Frattamaggiore, ma non per Casoria, PerchĂŠ? Il mio parere è che i politici che ci hanno governato dal dopoguerra ad oggi non hanno mai avuto l’amore per la propria cittĂ , come lo hanno avuto invece, gli amministratori dei paesi limitrofi, sopra citati. Infatti nei quertieri sviluppatisi fino agli anni ’70 si raggiunge una densitĂ  abitativa, quasi il doppio di quella territoriale che giĂ  è di sette mila abitanti per chilometro quadrato. Paragonabile alla densitĂ  di Hong Kong. E’ da notare che il confine con le cittĂ  di Afragola e di Frattamaggiore è facilmente individuabile, in quanto il territorio della nostra cittĂ  è saturo di edilizia speculativa o abusiva degli anni piĂš recenti. C’è voluta una

Domenica 3 febbraio 2013

Il P.R.G. Il P.U.C. questi sconosciuti. legge dello stato, cosiddetta “ponteâ€? (legge n°765/67), per bloccare le licenze edilizie, date liberamente, senza nessun criterio, fino all’agosto del 1968. Ma ormai alcuni quartieri erano giĂ stati compromessi e cosi sono rimasti e rimarranno. Putroppo i danni urbanistici non possono essere riparati se non con grosso dispendio di fondi e tenace volontĂ  politica, che nella nostra cittĂ  non c’è mai stata. Io proposi, in un incontro tematico di qualche anno fa al consiglio comunale, di abbassare

l’indice di densità abitativa di alcuni quartieri, istituendo l’indice di zone omogenee. Proposi le norme di salvaguardia transitorie per bloccare le aree residue rimnaste, e di eliminare due ultimi piani dagli edifici di oltre quattro piani. L’intervento non sembrava utopistico, visto quello realizzato nella nostra vicina metropoli, inerente il centro direzionale. Alcuni mi fecero i complimenti, altri mi considerarono un sognatore. Non erano sognatori forse, quei magistrati e tecnici che, del pieno dell’ultima guerra mondiale, e precisamente il 17 agosto del 1942, emanavano la prima vera legge urbanistica, la n° 1150, tuttora ancora

valida? Questa legge, in vista della ricostruzione, dava la possibilità ai comuni di dotarsi di strumenti idonei per un corretto sviluppo urbanistico. Ma non avevano considerato che in alcune città, come Casoria, non ci sarebbe stato il buon senso di servirsene. Un’altra legge, la n° 1402 del 1951 era specifica per i danni di guerra. Poi la n°1902 del 1952 che dava direttive specifiche per la salvaguardia del territorio in attesa della stesura dei piani urbanistici. Quindi un’altra del 1955. Poi addirittura nel 1964 fu emanata una legge per contrarre mutui per l’acquisizione di aree per l’attuazione dei piani urbanistici, i piani di recupero ecc ecc. Ma i politici dell’epoca erano sordi e ciechi. E dire che gli hanno intestato anche qualche via a qualche sindaco dell’epoca. Intanto le concessioni, date liberamente, continiuavano e sbafo e il territorio ne soffriva. Si pensava solo al lavoro, ai profitti economici e non si aveva la capacità di vedere oltre il proprio naso. Approfittando anche della lentezza burocratica per l’approvazione dei piani urbanistici, alimentata da costruttori e politici collusi, si è continuato a dare le licenze edilizie prima e concessioni a costruire poi. Fino all’attuale P.U.C. che, nonostante stabilisca la conservazione edilizia per il centro storico, si continua a dare permessi di abbattimento e ricoastruzione con relativo incremento di vani. Tutto questo, sempre in attesa che diventi esecutivo un piano urbanistico. Nel frattempo la situazione edilizia si aggrava ed il piano appena approvato non è piÚ valido, quindi va aggiornato o rifatto, con gli stessi tempi tecnici, e si rientra nel circolo vizioso. Intanto lo scempio continua con la complicità dei politici. Fino a quando? (l’opera rappresentata è: la città ideale del 2007)



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Domenica 3 febbraio 2013

Rosaria Ascolese

rosaria.ascolese@libero.it

F

inalmente anche a Casoria arriva lo “Sportello Impresa”. Abbiamo incontrato il Dott.Raffaele Nocera, ideatore e promotore dell’iniziativa, e gli abbiamo rivolto alcune domande. Cos’è esattamente lo sportello imprese? L’ istituzione dello Sportello Impresa

nel Comune di Casoria è sempre stato un mio obiettivo, anche perché, per lavoro, mi confronto quotidianamente con i problemi delle aziende o dei tanti giovani che vogliono intraprendere un’attività sul territorio e hanno bisogno di orientamento finalizzato allo scopo. Purtroppo sia per l’eccessiva burocrazia della macchina comunale, sia per criticità prioritarie che hanno dovuto affrontare le varie amministrazioni negli ultimi anni, non è stato possibile attivare prima lo Sportello. Oggi, grazie al Forum della Gioventù di Casoria, di cui io sono membro di Giunta, siamo riusciti a portare avanti questo Progetto con l’entusiasmo e la collaborazione di tutti i componenti e del nostro Assessore di riferimento, laProf. ssa Luisa Marro. Questa iniziativa ha lo scopo di offrire un valido strumento di orientamento, informazione ed assistenza per l’autoimpiego e la creazione d’impresa, mettendo a disposizione le competenze dei propri operatori per consentire ai giovani e non, di orientarsi all’interno del complicato mondo della burocrazia, illustrando puntualmente i vari passaggi da percorrere per far nascere una nuova impresa e soprattutto facendo conoscere le tantissime opportunità di finanziamenti agevolati provinciali, regionali, nazionali ed europei.

I N T E RV I S TA

Apre lo “Sportello Impresa” a Casoria Come funziona? Dopo la Conferenza Stampa di presentazione avvenuta lo scorso 1 febbraio presso la Sala Consiliare del Comune di Casoria, lo Sportello Impresa, di cui io sarò Responsabile - avendo maturato anni di esperienza nel settore della finanza agevolata e consulenza aziendale - aprirà presso il Punto Informagiovani e sede del Forum della Gioventù cittadino, sito in Via Alcide De Gasperi n. 25 nei giorni di lunedi , mercoledì e venerdì, dalle ore 16:30 alle ore 18:30. A disposizione dei cittadini ci saranno giovani laureandi che forniranno un servizio gratuito di informazione, orientamento e sensibilizzazione per l’avvio e il sostegno di attività autonoma e di impresa. Il Progetto dello Sportello Impresa avrà una durata di 6 mesi, ma sono certo che, in accordo con l’Amministrazione, si riuscirà a dare questo servizio alle Imprese del territorio e ad i potenziali Imprenditori continuativamente. Quali saranno i benefici del territorio di riferimento?E quali i vantaggi per le imprese e per i cittadini? I dati diffusi di recente dall’Istituto Nazionale di Statistica, relativi alla disoccupazione giovanile in Italia e in particolare nel Mezzogiorno, restituiscono un quadro della situazione a dir poco sconfortante. Secondo le stime dell’Istat, infatti, un giovane su tre risulta disoccupato. In un contesto economico caratterizzato da una forte contrazione della crescita, molti sono i progetti, avviati da più attori sociali, in merito. Nello specifico, si sta cercando di orientare i giovani a tutti quegli

strumenti, messi in campo dalle Istituzioni alle varie scale territoriali, finalizzati al sostegno di progettualità imprenditoriali. Tuttavia, tali strumenti appaiono ancora troppo poco conosciuti, e comunque poco considerati dai giovani stessi come delle opportunità per la realizzazione individuale, anche per le difficoltà burocratiche sottese a certi percorsi ed è proprio questo uno degli obiettivi principali dello Sportello, quello di avvicinare i giovani e non solo, a questi strumenti che il più delle volte sembrano irraggiungibili. La situazione poc’anzi descritta trova nella nostra realtà territoriale un più profonda declinazione. In una tale prospettiva, si può e si deve fare qualcosa non solo per incentivare l’ l’attività d’ impresa, ma anche per non far “scappare” quelle poche realtà aziendali che ancora, oserei dire, con forza e con coraggio, resistono nel Comune di Casoria. Quali risultano essere, ad oggi, le possibilità più interessanti di finanziamenti agevolati per creare imprese ? La Microimpresa di Invitalia di sicuro rappresenta uno degli strumenti di maggiore aiuto per chi decide di intraprendere attività di impresa. E’ rivolta a soggetti che intendono avviare un’attività imprenditoriale in forma di società di persone. Le iniziative possono riguardare la produzione di beni, la fornitura di servizi, la distribuzione e fornitura di beni, non il commercio al dettaglio. E’ previsto un finanziamento massimale di 140.000 Euro, di cui il 50% a fondo perduto ed il 50% da restituire in 7 anni con tasso dello 0,83%.

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Domenica 3 febbraio 2013

V O L O N TA R I AT O

Carmine Mondola

carminemondola@hotmail.it

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Ancora Formazione per la Protezione Civile

ormazione continua per i Volontari di Protezione Civile. Si è tenuto infatti sabato 19 presso la biblioteca comunale “Don Mauro Piscopo” un incontro organizzato dalla Scuola di formazione di base per Volontari di Protezione Civile “Le Aquile” e con il patrocinio morale del Comune di Casoria. Un corso di formazione diretto ai volontari, ci ha spiegato il docente Umberto Simonetti Presidente della locale sede de “Le Aquile”, che ha fortemente voluto che questo incontro formativo si tenesse a Casoria, sede inusuale per le attività della scuola. “Ho chiesto l’autorizzazione sia al Presidente Nazionale Antonio Maggio che al Responsabile della scuola di formazione geom. Antonello Addezio, i quali mi hanno supportato”, ci dice Simonetti, “ne ho parlato con l’Assessore Dott. Luisa Marro per l’organizzazione ed ho ricevuto una fattiva collaborazione con la concessione appunto sia della sede corsuale che del patrocinio morale. Il corso strutturato secondo i dettami di legge è di quelli che rientrano nella formazione obbligatoria cosi come previsto dal D.Lgs. 81/08 per effetto del quale anche i volontari hanno l’obbligo di formarsi”.Presenti alla lezione tenuta con maestria dal Presidente “Le Aquile” di Casoria,

le sedi “Aquile” di Quarto, Pozzuoli, Bacoli, Napoli e Roccarainolam; presenti tra l’altro le altre associazioni del territorio, “Folgore”, “Il Tricolore” e “Airone”, invitate per l’occasione. Abbiamo posto alcune domande ai presidenti delle associazioni casoriane presenti i quali ci hanno risposto: “Questi corsi di formazione sono molto istruttivi soprattutto per i nuovi iscritti, anche per il modo in cui sono stati spiegati dall’istruttore, perché se i Volontari dovessero trovarsi in situazioni di emergenza come quelle proposte, sapranno come intervenire in piena sicurezza. Questi momenti devono essere vissuti come momenti di aggregazione e condivisione per amalgamare i gruppi che spesso in emergenza si ritrovano a lavorare fianco a fianco. Il momento dell’emergenza è sempre di particolare confusione per cui bisogna avere sempre i nervi saldi, gli eroi non esistono, approssimazione e poca esperienza accrescono la possibilità di incidenti ci dice il relatore, per questo crediamo tanto nella formazione continua dei volontari”. Un ringraziamento particolare và rivolto al Presidente Maggio presente a dare sempre la giusta importanza a questi momenti formativi.

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Domenica 3 febbraio 2013

C I N E M A

Emiliana Cresci

emiliana.cresci@yahoo.it

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al circo al grande schermo…Andrew Adamson, una nomination all’Oscar (regista di ‘Shrek’ e de ‘Le cronache di Narnia’), ed il cineasta visionario James Cameron (regista di ‘Titanic’ e dell’innovativo ‘Avatar’), invitano il pubblico ad una nuova avventura in 3D: Cirque du Soleil-Worlds Away (Mondi lontani). In arrivo in Italia con Nexo Digital dal 7 Febbraio, è già uscito negli States il 21 Dicembre scorso, distribuito dalla Paramount Pictures. Di fondo, il viaggio di due giovani che si cercano attraverso i mondi straordinari e onirici del Cirque du Soleil. Unica nel suo genere, questa coinvolgente pellicola vede rappresentate alcune performance tratte da sette spettacoli attualmente in scena a Las Vegas (‘O’, ‘Ka’, ‘Mystere’, ‘Viva Elvis’, ‘Riss AngelBelieve’, ‘Zumanity’ e lo spettacolo dedicato ai Beatles ‘Love’) in una storia d’amore circense. Il film vede come protagonisti nel ruolo della giovane coppia, Igor Zaripov (Tha Aerialist) e Erica Katheen Linz (Mia). Per ciò che attiene la trama, Mia è una giovane spettatrice di un circo d’altri tempi che presenta al suo pubblico esibizioni di mangiatori di spade e donne barbute; improvvisamente attratta da un trapezista, la donna lo guarda facendogli perdere la concentrazione. L’uomo, così, cade a terra e la sabbia della pista si spalanca, pre-

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Tra sogno e realtà: “Cirque du soleil-Worlds Away”, il film cipitando lui e Mia in una sorta di universo parallelo, di realtà parallela visionaria e fantastica, dove si ritrovano ad attraversare regni onirici popolati da creature eteree, ragni giganti, ambientazioni titaniche e così via.

Sul film, Jacques Méthé, produttore esecutivo e direttore generale di Images, Events, Lifestyle of Cirque du Soleil, ha dichiarato: «Questo evento in 3D porta lo spettatore oltre la visione che avrebbe durante lo show, lo porta sul palcoscenico. Attraverso un punto di vista unico e particolare, il pubblico potrà scoprire ogni dettaglio artistico delle nostre produzioni, nonché lo spirito umano che caratterizza le perfomance dei nostri artisti. I due cineasti hanno catturato con maestria le potenzialità dell’ esperienza 3D del Cirque du Soleil». Un lungometraggio in cui trasporta-

re lo spettatore dall’altra parte della realtà. E grazie alla tecnologia 3D “Worlds Away”, si dà allo spettatore stesso la possibilità di volare, danzare o nuotare insieme ai protagonisti. Il film intende mostrare inoltre sia i numeri più importanti e belli del circo canadese messi in scena a Las Vegas, in una sorta di “best of”, sia gli aspetti e le caratteristiche della vita privata delle persone che lavorano all’interno dello show. Un’ ottima idea per mostrare lo splendido lavoro della compagnia circense più importante del mondo ma soprattutto più grande, con i suoi 3800 artisti internazionali, 8 spettacoli itineranti e 9 fissi. E lo stesso ‘visionario’ Cameron ha dichiarato: “Non abbiamo voluto mostrare gli effetti speciali ma esaltare la pura fisicità, il talento umano e la straordinaria abilità degli artisti. Il film inizia in questa sorta di circo malridotto per continuare con la scoperta di un altro circo in un’altra dimensione, nella quale sono caduti. Si vedono cavi e imbracature, nessun effetto speciale che li nasconda. Ed è proprio per questo che lo spettatore sperimenta l’ingegnosità della scenografia, le coreografie, la forza e l’agilità degli artisti che sembrano così fluide e naturali. Quello che si vede è puro Cirque”. Si preannuncia già un colossal dunque, e a noi non resta che aspettare e… vedere per credere!

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Domenica 3 febbraio 2013

La redazione

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ll’Istituto “Sacro Cuore” open day e premiazione del concorso fotografico “Il presepe tradizionale più artistico”

Per le famiglie fare il presepe è l’occasione per stare insieme. Quest’anno è stato organizzato dall’Istituto Sacro Cuore un concorso fotografico sul presepe tradizionale più artistico fatto dalle famiglie degli alunni. Domenica 13 gennaio il corpo docenti e gli alunni hanno messo in scena uno spettacolo sul Natale nel mondo, aperto al pubblico. Al termine della rappresentazione sono state premiate tre famiglie per aver presentato le foto dei presepi più artistici, tutti gli alunni presenti hanno invece ricevuto un attestato di partecipazione. Grazie a questo evento, che ha visto la viva partecipazione dei cittadini di Casoria e dei comuni limitrofi, è stato possibile visitare l’edificio scolastico e visionare I’offerta formativa ed i servizi di supporto alla didattica, al fine di contribuire ad una migliore formazione degli alunni nel quadro della trasparenza che da sempre caratterizza l’operato delle Suore Catechiste del Sacro Cuore. Le famiglie presenti sono state accompagnate alla “scoperta della scuola” dagli studenti “tutor” che hanno presentato i loro lavori e le loro esperienze edu-

SCUOLA

“Il presepe tradizionale più artistico” cative. Le docenti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, insieme agli alunni, hanno inoltre illustrato alcune tra le numerose attività laboratoriali, fornendo utili informazioni relative al piano di studio, ai programmi e alle attività scolastiche della scuola. La visita si

è conclusa con la distribuzione di un piccolo gadget ai piccoli visitatori. L’Istituto Sacro Cuore ha origine nel 1929 per rispondere alle attese e alle sollecitazioni della Chiesa e del territorio, in coerenza con il Carisma di fondazione. Nel 1972 è stata inserita la Scuola Secondaria di primo grado nel complesso dell’Istituto già esistente come Scuola

dell’Infanzia e Primaria. La Scuola accoglie quanti scelgono la sua proposta educativa, promuove lo sviluppo personale, culturale, sociale, morale e religioso dell’alunno rispettando i ritmi di apprendimento dell’età, delle differenze e delle identità di ciascuno. Realizza la proposta pedagogica per mezzo di una comunità educante conforme al Carisma di fondazione attuato da S. Giulia Salzano e dedica intelligenza, creatività ed energia nel servizio educativo. La Scuola crede fermamente che, per raggiungere gli obiettivi formativi e didattici, sia indispensabile la fattiva collaborazione tra scuola e famiglia. Quando docenti e genitori dialogano, gli alunni sono più sereni e partecipano di più a tutte le attività scolastiche e i risultati sono migliori. Per informazioni sulle attività dell’Istituto Sacro Cuore sito in Casoria in via Largo Madre Giulia Salzano, 16 A è possibile recarsi presso la segreteria della scuola, aperta al pubblico il lunedì, il mercoledì, il venerdì e il sabato, telefonare al numero 081.5404857 o inviare un fax al numero 081.7577619, oppure scrivere una mail all’indirizzo istituto. sacrocuore@libero.it.

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S O C I E T A’

Maria Gentile

marygentile@live.it

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on si ferma il fenomeno della violenza sulle donne, in Italia come all’Estero, i casi di violenza aumentano all’ordine del giorno, non trovando un freno. Ricordiamo l’episodio della ragazza violentata in India in presenza del fidanzato, da un branco di ragazzi all’interno di un autobus, ma anche i numerosi casi italiani di donne, spesso ex mogli o fidanzate, picchiate, violentante e/o uccise. L’indipendenza raggiunta dalle donne negli ultimi decenni, il diritto a porre fine ad una relazione, o semplicemente il ribellarsi a certi comportamenti, sembrano creare non poche difficoltà a uomini sempre più insicuri, che non accettano e non riescono ad elaborare la fine di una storia, decidendo di mettere a tacere per sempre le loro vittime. Ma oltre a violenze direttamente collegate a relazioni finite, ricordiamo anche violenze che di per sé non hanno alcuna spiegazione plausibile. Ragazze che camminano per strada, e che vengono aggredite e stuprate da perfetti sconosciuti. Ricordiamo il caso della violenza sessuale in Borgo Santa Caterina, ai danni di una 24enne bergamasca, incinta di poche settimane , da parte di un 32enne kosovaro; il procuratore della Repubblica di Bergamo, Francesco Dettori in un’intervista all’Eco di Bergamo dichiarò: “Sarebbe bene che di sera le donne

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Violenza sulle donne, riflessioni ed improbabili soluzioni. non uscissero sole”, aggiungendo però anche che “Le donne sono l’anello debole di una società in cui è parzialmente ancora inculcata l’assurda mentalità della femmina come oggetto del possesso”. Una dichiarazione che

lascia perplessi, soprattutto nella prima frase, che sembra quasi voler negare l’autonomia delle donne, ma che si presenta assolutamente

realista nella seconda affermazione, poiché purtroppo è vero, nonostante le numerose battaglie, le numerose associazioni ed i passi avanti fatti anche a livello legislativo, la donna continua ad essere vista, nella maggioranza dei casi, come oggetto sessuale e quindi di possesso. E non pensiamo solo al molestatore di turno. Pensiamo agli ultimi sviluppi nel mondo politico, che hanno diffuso l’immagine di una donna ambiziosa che per arrivare a ricoprire incarichi importanti, “vende” se stessa al primo Premier di turno. I messaggi mandati dai mass-media e dai social media, sono fondamentali perché arrivano ad un grande numero di persone, inculcando nella loro mente idee distorte e pericolose che trovano terreno fertile nella mentalità malata di certi individui senza scrupoli. Ovviamente tutto questo non basta e non può in alcun modo giustificare la violenza, lo stupro, lo stalking e quant’ altro. L’affermazione del Procuratore di Bergamo, esprime tutta l’ impotenza e l’ incapacità dello Stato di fronte agli abusi. Uno stato che non trovando soluzioni immediate ma nemmeno nel lungo termine, cerca di risolvere il problema, attribuendo alla vittima la causa del suo male, suggerendo di fatto la limitazione della sua libertà, come unica soluzione.


Domenica 3 febbraio 2013

RUBRICA

Valerio Cresci

vcresci@gmail.com

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a notte del 21 Gennaio, nella sua villa di Grondona, il presidente Garrone se ne è andato, in punta di piedi senza fare tropo clamore, con la stessa classe ed eleganza che lo contraddistingueva da sempre nelle stanze del calcio, piene di fanatici e buffoni. Ebbi la fortuna di incontrarlo una domenica mattina a Capodichino, dovevamo prendere lo stesso aereo per Milano ed alle tre c’era la partita a Genova. Era l’anno della coppia Pazzini e Cassano, della Samp allenata da Del Neri, l’anno della qualificazione in Champions. Subito lo riconobbi, era come sempre elegante, indossava il suo cappotto verde, il solito cappello ed aveva un toscano spento tra le mani; mi avvicinai: “ Buongiorno Presidente, che ci fa a Napoli che oggi c’è la partita a Genova, non è che è venuto a trattare Pazzini o Cassano, ce lo può fare questo regalo”. Mi sorrise, raccontandomi che aveva trascorso il Sabato ad Avellino da amici. Rimanemmo a chiacchierare aspettando l’apertura dell’ imbarco per l’aereo e da subito capii che era una persona semplice, umile, rispondeva alle mie domande come un nonno fa col nipote, cercando di fargli capire le cose con la sua saggezza. Prima di salire sull’aereo ci salutammo facendoci i rispettivi in bocca in lupo per le nostre squadre. Il presidente Garrone amava il calcio e la sua squadra, lo si vedeva

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A Spasso nel calcio

Addio Presidente Garrone… da come ne parlava. Nel 2002 rilevò la Sampdoria salvandola dal fallimento e portandola dopo solo un anno già in serie A. Affidò la co-

struzione del progetto a Giuseppe Marotta che da subito con la scelta dell’allenatore Walter Novellino ottenne i risultati che il presidente si augurava. Dal 2002 in poi, infatti, la Samp non è mai retrocessa in serie B fino allo sorso campionato ed anzi nella stagione 2010-2011 ha partecipato anche ai preliminari di Champions. Lascia il calcio non solo un importante uomo dello Sport, ma un grande uomo. Mi piace ricordare Garrone con questa canzone: “L’ultima volta che l’ho vista, sembrava ancora una bambina ma ci faceva già girar la

testa e per vederla ad ogni appuntamento, per me non era presto, partire la domenica mattina; l’ho vista questa primavera sembrava proprio una signora vestita coi colori della sera, una regina sotto i riflettori, purtroppo per adesso la vedo solamente alla tv; chissà com’è adesso la domenica con lei, dimmelo tu che puoi sentire i brividi che da, dille che io, che io non l’ho tradita, che io non l’ho dimenticata mai ed è per questo che ritornerei. Ho letto che da un po’ di tempo lei viaggia spesso per l’ Europa chissà che un giorno io non la riveda, chissà che lei non venga proprio qui, vestito per la festa di certo lei mi riconoscerà; Amico dalla mia finestra vedo ciminiere e tulipani, amico mio lo sai verrà domani e dopo tanto tempo io ritornerò perché ci lega un filo, un filo che mi porta dritto a lei”. Queste sono le parole di una bellissima canzone che racconta di un tifoso doriano, emigrato in Olanda ma partito senza il proprio amore, lasciando il cuore a Genova anzi a Marassi, la casa della sua amata: la Sampdoria. Questi sono gli stessi sentimenti che Domenica 27 Gennaio il presidente Garrone avrà provato guardando la sua squadra battere il Pescara da lassù, pensando “Cara Sampdoria sono dovuto partire , “io non ti ho tradita, io non ti ho dimenticata mai ed è per questo che ritornerei”.


Domenica 3 febbraio 2013

NAPOLI

Pasquale Lucchese napoledano@libero.it

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inuto novantadue e trenta secondi: Zuniga offre al Matador il pallone dell’1-3, l’uruguaiano sbaglia. La partita agli sgoccioli è quasi vinta, eppure Cavani si rialza e corre verso il centrocampo, a difendere il vantaggio partenopeo. Un fotogramma, apparentemente superfluo, rappresenta questo straordinario talento sudamericano, che a sua volta incarna quest’’ultimo’ scorcio di Napoli. Un Napoli che, prima squadra a riuscirci quest’anno, sbanca il Tardini di Parma con una prestazione intelligente, discontinua e volenterosa. Dopo il pari di Firenze, la trasferta in Emilia racchiudeva diverse insidie, ma anche le risposte a diverse domande. Nel catino gialloblu, colorato anche di azzurro da oltre 5000 partenopei, il Napoli ritrova capitan Cannavaro, che torna in campo dopo l’annullamento della squalifica. Mazzarri deve rinunciare allo squalificato Berhami, sostituito da Dzemaili, e all’infortunato Maggio, al cui posto gioca Mesto. Partita subito vivace. Il Parma con piglio aggressivo e dinamico gioca a tutto campo. Il Napoli con il passare dei minuti prova a prendere metri. Pandev spara alto da posizione invitante; è il primo squillo azzurro. Al 20°minuto, Dzemaili tira fuori dal cilindro un assist tanto bello quanto efficace per Marek. Lo slovacco è straordinario e senza stoppare, di prima intenzione, chiude sul palo lungo, capitalizzando al massimo l’invenzione svizzera. Dopo il vantaggio la partita si accende, fioccano le occasioni da rete: miracolo di Morgan, Paolo salva sulla linea, Dzemaili conclude sul portiere una galoppata in contropiede, e Matador di testa, su delizioso assist di sua maestà Marek, angola

Il Napoli sbanca l’inviolato Tardini troppo. Nella ripresa i ritmi si abbassano, il Napoli arretra troppo il baricentro, lasciandosi schiacciare dalla squadra emiliana, che pur senza strafare, tiene in apprensione la nostra retroguardia. Il Napoli non riesce a ‘respirare’, resta in ‘apnea’ nella propria metà campo, pur non rischiando di ‘annegare’. Mazzarri prova a correre ai ripari: dentro ‘finanche’ Donadel,

per uno spento Inler. Con l’acqua però non si scherza, e al minuto 74, Sansone dalla sinistra entra in area, disorienta Hugo, tira e trova una sfortunata deviazione di Paolo, che inganna Morgan: pari del Parma. Un Napoli rinunciatario, incapace di mettere in atto il suo gioco di rimessa, si vede riagguantare da un coriaceo e mai domo Parma. La partita ricorda per certi versi quella di 7 giorni prima, nella vicina Firenze, con il ‘solito’ Napoli incapace di cogliere il momento. Intanto, esordisce con la nostra maglia il neoacquisto Armero, e Lorenzo subentrato ad un lento Pandev, prova a metter brio, ma è troppo defilato, e sembra non riuscire ad incidere. Sembra, è solo apparenza. Minuto ottantaquattro: il tascabile

frattese prende palla a centrocampo, la difesa del Parma sale, Lore legge il movimento del Matador, e lo trova con una chirurgica verticalizzazione. Matador è a tu per tu con Mirante, non è facile, ma Edi sa di non poter sbagliare: supera il portiere e insacca la rete del nuovo vantaggio. I minuti finali sono palpitanti, ma il fortino azzurro regge, e al minuto novantadue e trenta secondi, Matador si divora la rete della tranquillità, ma si rialza e corre a difendere la preziosa vittoria. Una storia già raccontata, e presa come ‘modello’ per descrivere lui, il signor Edinson Cavani e il suo, nostro Napoli. Un Napoli che non è Edi-dipendente, ma che trova nell’uruguaiano la sua sintesi di gioco, la consacrazione di una squadra tornata ad esser tale, dopo un periodo di smarrimento. Domenica prova eccellente, ma non è una novità, di Marek. Bravo Blerim, non sono un suo estimatore, ma domenica ha disputato una partita di qualità e quantità. Bene la difesa, un po’ meno le fasce, con un ‘semplice’ Mesto e uno Zuniga svegliatosi a partita in corso. Esordio di Armero, il cui apporto potrà tornar utile; sufficiente Donadel, ma servirebbe un giocatore con maggiore freschezza fisica e mentale. Insigne decisivo per l’assist, deve aver più coraggio, e forse ri-merita un’occasione dal primo minuto, al posto di un Pandev, la cui tecnica eccellente non si discute, come, però, anche la sua lentezza! Matador corre per il campo come un forsennato, sbaglia qual cosina; ma quando deve piazzare la zampata, c’è! Vittoria sostanzialmente meritata, contro un ottimo Parma. E alcune domande trovano, una, parziale,risposta.

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Domenica 3 febbraio 2013

S P O R T

Luca Tramici

l.tramici@gmail.com

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ome rendere un bambino più sicuro di sé

Sabato 26, nell’Istituto Sacro Cuore di Casoria, si è tenuto l’incontro incentrato sulla relazione tra Psicologia e Sport nello specifico la disciplina olimpica del Taekwondo. Il convegno è stato moderato dalla d.ssa Rosa Russo e dal M^ Domenico D’Alise, con la partecipazione di una vasta e giovane rappresentanza del Centro Azzurro di Casoria ed Afragola. La D.ssa Russo ha evidenziato attraverso varie slide che, molti aspetti presenti in Psicologia, siano asportabili nel mondo dello sport, modi, comportamenti e movimenti sono spesso lo specchio dell’individuo stesso, in questo caso di bambini che si cimentano in questa disciplina. Il Taekwondo possiede un valore particolare, è uno sport terapeutico, capace di correggere il carattere e il modo di esternare dei bambini, riesce ad invocare sicurezza e autostima nella persona attraverso il pieno rispetto dell’avversario, l’educazione verso il prossimo e l’ordine. Tanti aspetti si possono riscontare anche solo osservando alcune pratiche, cosa che il Maestro D’Alise cerca di esporre ai tanti presenti in sala: La postura, il saluto, i movimenti sono coordinati e decisi, caratteristiche che possono indurre un bambino esitante e goffo a diventare sicuro di sé, socievole e senza paure. Anche gli obiettivi preposti possono giovare alla causa, sopratutto gli insuccessi e le sconfitte, rappresentano uno stadio che tutti di noi almeno una volta dobbiamo pregustare, perché son quelle che ci permetteranno di crescere e di cumulare esperienza. L’incontro è terminato con una rappresentazione di varie forme del Taekwondo interpretate dai piccoli e bravissimi allievi del Centro Azzurro.

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Psicologia e Taekwondo


Domenica 3 febbraio 2013 “Inizia ad infastidire il prossimo in un pomeriggio del maggio 1972 a Napoli. A cinque anni sapeva già dattilografare. Pasionaria tifosa del Napoli, impulsiva, aggressiva e permalosa. Non le interessa altro che scrivere, respira grazie a questo”.

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omenica mattina. Porto i bambini in un parco giochi e sto loro vicino mentre vanno sullo scivolo. Frotte di bambini urlanti che, però, seguono l’ordine di precedenza e quindi di arrivo. Tutti tranne uno. Un bimbo sui sei anni, robusto, capelli corti corti e pantaloncino alla zuava. Si butta avanti come un ossesso e scavalca gli altri in fila. Lo fermo e gli dico di aspettare il suo turno. Quello mi guarda come fossi matta e fa per arrampicarsi sulla scala che porta in cima. Lo blocco. Lui mi strattona. Io lo blocco più forte. Gli stringo il braccio, quello non molla la presa. Lo afferro con tutte e due le braccia ma il pupo niente, non lascia l’appiglio. Senza pensare per un secondo alle possibili conseguenze del gesto che sto per compiere, qualora nelle vicinanze ci fossero dei genitori un po’ restii al fatto che ci debbano essere delle regole da seguire, prendo il bambino sotto le ascelle e lo tiro via. Quello si aggrappa ancora più forte allo scivolo e lo fa spostare di

R U B R I C A

Fuoco di Puglia

Dammi delle regole e le seguirò (per sempre) qualche centimetro. Alla fine ho la meglio. Il bambinello molla la presa e mi guarda dritto negli occhi. Da quel momento divento la sua migliore amica. Quando arriva il suo turno gli dico “ecco, adesso puoi andare, tocca a te”. Nei suoi occhi ho visto una riconoscenza che è difficile spiegare, qualcosa che mi ha riempito il cuore di mamma e mi ha ricordato quando facevo lezione ai ragazzi dell’obbligo formativo nei quartieri più difficili della mia città, Napoli. In pratica quei ragazzi che avevano lasciato la scuola dell’obbligo e che progetti regionali ed europei cercavano di riportare sui banchi di scuola.

mia migliore allieva. Prese il diploma e adesso lavora come dipendente in un ufficio. Tutto questo per dire che, a volte, basta la strada giusta per risvegliare un’idea e conquistare un’anima. il bambino del parco giochi, dopo la battaglia ingaggiata per lo scivolo, non ha più tentato di superare gli altri in fila. Ogni volta arrivava lì davanti e si fermava a guardarmi. Aspettava la mia approvazione.

Io gli dicevo “vai, puoi andare”, carezzandogli i capelli a spazzola, e lui mi sorrideva con gli occhi. Non ho mai sentito la sua voce, nemmeno una volta, ma so che quel bambino si ricorderà per sempre di me. Perché i figli di chi insegna che le regole nella vita non servono e che, anzi, bisogna infrangerle, hanno A Villaricca, la prima volta, fui accolta con un disperato bisogno di averle delle regole. Se un coltello poggiato sul banco. Cercando di glie le dai, ti sono grati a vita, perché instilli in mantenere il sangue freddo iniziai a raccontare loro un dubbio. tutti i lavori che avevo svolto nella mia vita, fin quando una ragazza con la voce da maschio Hanno bisogno di guida, di capire cosa è mi chiese innocentemente “hai fatto pure le giusto e cosa è sbagliato. Quando sono andata marchette?”. “Non ancora”, risposi, “ma chi via gli ho sorriso. E lui a me. E la domenica è può dire cosa ti capita nella vita?”. Diventò la diventata un giorno stupendo.

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Domenica 3 febbraio 2013

Riceviamo e pubblichiamo LETTERA APERTA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO DEL ISIS “GANDHI” Liceo Classico, Liceo Scientifico tradizionale e delle Scienze Applicate e Liceo Economico Sociale Gentili genitori, cari studenti,il Liceo “Gandhi” di Casoria, dopo alterne vicissitudini, oggi si presenta come una scuola moderna, rinnovata e funzionale al passo con i tempi, aperta alle innovazioni didattiche ed educative profondamente integrata nell’economia e nella cultura del territorio in cui opera. Nella profonda evoluzione già in atto in ogni settore della vita economica, culturale e sociale, le vere sfide che i giovani dovranno affrontare al termine del loro progetto di formazione saranno il positivo inserimento nella vita lavorativa e lo sviluppo di una personalità matura, ricca di feconde interazioni con la Comunità e con l’Ambiente. La nostra scuola si presenta oggi innanzitutto come uno luogo di crescita culturale, spazio di incontro e di socializzazione e ha come finalità la crescita integrale della persona, offre un servizio didattico di qualità che valorizza le potenzialità di tutti i docenti e interviene con efficacia sulle criticità. Oggi risulta particolarmente importante che la Scuola condivida con gli Studenti, le loro Famiglie e il Territorio in un progetto volto, non solo a raggiungere elevati livelli di conoscenze, competenze e abilità nei vari settori rappresentati dalle discipline, ma anche e soprattutto, a fornire gli strumenti, conoscenze, abilità e competenze con cui

ASSESSORATO ALLA CULTURA

affrontare gli inevitabili cambiamenti Per la realizzazione di tali obiettivi lo studente è da noi inteso come il centro dell’intero processo formativo, mentre i docenti, grazie alla loro elevata professionalità e alla loro adesione all’impulso promotore, non sono trasmettitori di saperi preconfezionati ma sollecitatori negli allievi di una costruzione consapevole ed autonoma del proprio sapere. L’Istituto, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa delle famiglie e delle finalità generali, si propone di realizzare la crescita educativa e culturale di tutti gli studenti, valorizzandone le diversità e promuovendone le potenzialità attraverso tutte le iniziative di integrazione e inclusione utili al raggiungimento del successo formativo.Lo studio della Lingua Straniera, delle Nuove Tecnologie e delle Scienze Naturali, Fisiche, Matematiche e Umanistiche, sviluppano in modo peculiare, unitamente alle discipline proprie della struttura tradizionale, i settori di competenza della comunicazione, dell’informatica e del metodo scientifico. Le abilità in questi settori, intersecandosi in modo particolarmente significativo con quelle delle discipline umanistiche classiche, quali il Latino e il Greco, ed espressive, ampiamente sviluppate nell’Istituto, consentiranno un proficuo orientamento e forniranno strumenti di trasferimento delle competenze acquisite da un ambito di saperi ad un

altro.L’Istituto, si caratterizza da molti anni, per una vasta gamma di iniziative extrascolastiche, che s’intrecciano con l’offerta curriculare e che forniscono agli allievi ricche occasioni di allargamento del proprio orizzonte di interessi. La disponibilità nell’ambito dei diversi edifici scolastici di attrezzature di un buon livello qualitativo come ad esempio di laboratori di informatica, di biologia e chimica e di spazi polifunzionali concorrono ad elevare la qualità dell’ istruzione degli studenti promuovendo l’unitarietà del sapere e del saper fare, nell’ottica di una azione formativa che tiene conto della impegnativa sfida in atto nel campo dell’istruzione e formazione dei giovani.Consapevole che gli obiettivi che questa istituzione scolastica si propone potranno realizzarsi non solo con l’impegno di tutti gli operatori di questa scuola, sono certo che con il supporto delle Istituzioni territoriali, delle famiglie e di tutti coloro che hanno a cuore il bene dei nostro giovani, auguro a tutti i frequentanti e ai nuovi prossimi iscritti di trovare nel Liceo Gandhi il luogo dove potersi formare come uomini e donne del futuro. P.S. Per eventuali chiarimenti siamo a disposizioni presso le nostre sedi di VIA ALDO MORO e VIA TORRENTE tutti i giorni dalle ore 9,00 alle ore 13,00 Il Dirigente Scolastico Prof. Gennaro Ruggiero

ASSOCIAZIONE KASAURI

Giovedi 7 Febbraio al TEATRO ATENEO serata di beneficenza con gli

ANIMA NOVA 21


Domenica 3 febbraio 2013

R U B R I C A

Malattie croniche e giovani

Pina Savorra

pinasavorra@gmail.com

Q

uando si parla di “malattia cronica” ci si riferisce generalmente a una patologia che, allo stato attuale delle conoscenze mediche e scientifiche, non può essere guarita definitivamente ma può essere trattata in modo da consentire, a colui che ne è affetto, di migliorare la propria qualità della vita. La malattia cronica può richiedere cure particolari e rapporti frequenti con strutture e personale sanitario. Essa può alterare le funzioni fisiche, intellettuali, emotive e sociali e determinare, generalmente, inabilità parziale o totale di una persona. Una malattia cronica nella vita di un giovane, comporta una serie di cambiamenti sia a livello fisico che a livello psicologico: può incidere sulle dimensioni relazionali più intime e personali, limitare l’ autonomia e l’indipendenza e segnare profondamente anche colui che se ne è fatto carico direttamente come i genitori, i fratelli e sorelle o i parenti più vicini. Se la patologia cronica non è accolta in modo adeguato dal giovane e dalla sua famiglia, essa inciderà notevolmente sullo sviluppo psicologico e sulla crescita affettiva e relazionale sia del giovane che dell’intero contesto familiare. Negli adulti le malattie croniche quali diabete, ipertensione, cardiopatie, malattie del rene, sclerosi multipla, cancro ed altre, sono la prima causa di morte. I giovani

affetti da patologie croniche come queste, hanno maggiori speranze di vita, anche se, essendo fortemente invalidanti, necessitano di assistenza e sostegno altamente specializzate offerte da equipe multidisciplinari. Fino a pochi anni fa, chi nasceva con un certo tipo di patologie croniche come diabete, fibrosi cistica o epilessia, non riusciva a superare la prima infanzia. Negli ultimi anni, grazie anche allo sviluppo della ricerca scientifica avanzata, i giovani affetti da patologie croniche possono aspirare ad una vita sempre più dignitosa. Molti gruppi e associazioni, sorte per rendere visibili specifiche patologie, hanno a lungo sottolineato l’esigenza di un reale percorso psicologico che non si limitasse al solo sostegno ma che si facesse carico dell’intero percorso di crescita sia del giovane che della rete familiare. Ciò che accomuna i giovani portatori di patologie croniche, è che tutti inevitabilmente necessitano di un attento sostegno psicologico che si faccia carico dei vari ambiti che s’impegnino a rispettare sia la patologia che il naturale svolgersi quotidiano della vita. Per poter migliorare la qualità della vita di un giovane è necessario permettergli di viverla abbattendo ogni

forma di barriera fisica e mentale. Stiamo parlando di quei presidi medici, ambulatori, scuole, attività sportive, attività ricreative e tutto ciò che può far parte del quotidiano di un ragazzo che non incentivano, ma che piuttosto ostacolano chi non possiede “le carte in regola” per vivere. Le difficoltà poste da una società come la nostra, ci obbligano ad interrogarci su quanto possa essere realmente invalidante una patologia cronica in sé. Potrebbe essere utile ed auspicabile una ricerca scientifica sempre più volta a rivedere e ridefinire in modo continuo gli eventi stressanti in funzione di “un proprio stile” di risoluzione dei problemi. Lo stress derivante dalla malattia cronica potrebbe non risultare inevitabile e dipendere, nella maggior parte dei casi, dalle risorse a disposizione, siano esse “esterne”, come i mezzi economici, la disponibilità di terapie efficaci, l’abbattimento definitivo delle barriere architettoniche e culturali, la messa in discussione dei pregiudizi intellettuali, il supporto della rete, o siano esse”interne”, come il possesso di informazioni mediche e burocratiche utili per la gestione dei problemi.

Casoria Ambiente RITIRO KIT RACCOLTA DIFFERENZIATA SOCIETÀ UNIPERSONALE

COMUNICATO

Si avvisa la cittadinanza che in relazione al ritiro dei kit di buste per la differenziata lo stesso, per chi non lo avesse ancora fatto, può essere effettuato dalle ore 10,00 alle ore 13,00 presso il center point della Maione Group (tel. 0817580101) sito in Casoria alla via G. Giolitti,4. Si ricorda che per il ritiro dei kit l’utente deve presentarsi agli uffici sopra citati munito di codice fiscale e della copia della bolletta attestante l’avvenuto pagamento della TARSU . Informiamo ,inoltre che, gli utenti,normalmente censiti, qualora non effettuassero il ritiro dei kit saranno compulsati dai Vigili Ambientali del Comune di Casoria per segnalare eventuali impedimenti od altro che non consentano il ritiro stesso. Rinnoviamo, ancora una volta, l’invito alla cittadinanza ad effettuare con sempre più impegno la raccolta differenziata al fine di raggiungere l’agognata percentuale del 70% e ricordiamo che eventuali segnalazioni relative alla raccolta rifiuti possono essere inviate o alla e mail dell’Ufficio Pubbliche Relazioni info@casoriambiente.it o ai vigili ambientali del Comune di Casoria. Cogliamo l’occasione per ringraziare la cittadinanza che da sempre collabora e coopera con la Casoria Ambiente S.p.A. . L’Assessore all’Ambiente Avv. P. Tignola 22

Il Presidente C.d.A. Dott. F. Girardi


Domenica 3 febbraio 2013

T E A T R O

Al teatro Immacolata, “Noccioline & Pistacchi” Gori, Michele Rinaldi, Elvia Puglisi, Roberta Schiattarella, Luigi Granato e Martina Allegra Fontana. Le scene sono di Giovanni Sanniola, le musiche di Giovanni Lubrino. Nella villa dell’imprenditorie Gustavo De Santis, sposato da diversi anni con Isabella, compare una donna, Paola, la segretaria di

De Santis, pronta ad aspettare un uomo, il socio di affari di De Santis, il signor Corrado Lamberti. Il povero Gustavo De Santis

si trova ad aspettare la figlia Clotilde, ed assecondare la donna, la quale deve sfuggire dalle ire del marito inferocito, Filiberto. Paola per trattenersi in casa per evitare di incontrare il marito appostato fuori la villa, si inventa di essere innamorata di Gustavo. Quando arriva Clotilde, il protagonista inizia ad inventarsi una serie di bugie assurde per evitare che si scoprisse la clandestina relazione. Una telefonata anonima avverte Isabella, della esistenza di questo villino. La donna, non ci pensa due volte e si fionda a casa di Gustavo, il quale, ha nascosto alla moglie di avere una figlia illegittima. Il povero imprenditore si trova circondato dalla moglie, dalla segretaria e dalla figlia e cerca di sfuggire da queste situazioni imbarazzanti raccontando una serie di frottole ed evitando che le tre donne potessero fare amicizia. A rompere tutti gli schemi ed gli equilibri, ci pensa Corrado Lamberti che arriva con il suo papillon rosso e la bottiglia di champagne. La situazione sembra precipitare, si perde la concezione della realtà, amori che nascono, amori che scompaiono, tutto condito con noccioline e pistacchi.

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SETTIMANA PROVA

D

all’8 al 10 febbraio, al teatro Immacolata va in scena “Noccioline & Pistacchi “nell’adattamento di Giorgio Gori. La pièce di Giacomo Aversa è tratta dalla commedia “Twist” di Clive Exton. Il testo è un tipico esempio di pochade e di comicità inglese basata sugli equivoci più che sulla battuta. L’ambientazione non è importante, può essere Napoli, Londra o Parigi. Il pubblico si troverà davanti ad una scenografia povera, allestita soltanto da pochi elementi. Il colore neutro aiuta lo spettatore a focalizzare l’attenzione sui personaggi e non su ciò che gli circonda. Lo spettacolo inizia a sipario aperto e al buio, un’innovazione rispetto alla classica pochade. I personaggi sono realistici, non vengono caricati. L’obiettivo di questa messa in scena è di far sorridere puntando l’attenzione sul narcisismo, sull’ipocrisia e sulla lussuria di alcune classi sociali, che talvolta raggiungono livelli assurdi fino a perdere la concezione della realtà rendendoci “maschere di noi stessi”. Lo spettacolo in due atti, ha tempi e ritmi comici, veloci e brillanti. Protagonisti sono Giorgio

RITAGLIA E PRESENTA LA TUA

edu80@libero.it

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Eduardo Paola

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il domenicale di Casoria  

Il Domenicale di Casoria

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