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Alcuni mom della giornaenti di inauguraz ta ione

Una giornata da

ricordare

G

li ingredienti fondamentali per la buona riuscita di ogni festa c’erano tutti: c’era tantissima emozione da parte della direzione e dello staff, c’erano tante persone, gli amici che ci sono venuti a trovare e che hanno voluto condividere con noi la gioia di un giorno fatidico, c’erano gli incontri con i nostri autori più amati, c’erano i giochi per i più piccoli, c’era un fantastico buffet vegetariano, c’era un sole stupendo. E poi c’era lui: il festeggiato! Il nostro primo Macrolibrarsi Store, che in quel 21 settembre 2013 ha aperto le porte al pubblico nella nostra città di Cesena. È stata una giornata indimenticabile: ricca di momenti di gioia e condivisione e di piacevoli sorprese. Per chi ha lavorato dietro le quinte affinché tutto fosse perfetto al taglio del nastro, i complimenti e le strette di mano dei rappresentanti della città e dei tanti clienti sono stati una degna ricompensa per il grande impegno e il faticoso lavoro svolto. Ma impegno e lavoro hanno dato buonissimi frutti

e il negozio risplendeva non solo dei tanti prodotti, libri, cibi in bella mostra sugli scaffali, ma anche di energia positiva, energia data dalla forza di essere un progetto coraggioso in un momento difficile e dalla potente squadra di persone che ci credono ogni giorno. A un mese dall’inagurazione, entrando nel Macrolibrarsi Store la sensazione di energia e benessere provata il giorno della festa si rinnova: la bellezza dell’arredamento e i profumi che ti avvolgono all’ingresso ti accompagnano tra le corsie del negozio, trasformando il momento della spesa in un’esperienza di relax. I bimbi che ti accompagnano troveranno un angolo loro dedicato per intrattenersi con libri e colori, oltre che tantissime prelibatezze rigorosamente bio che sapranno soddisfare sia la loro voglia di goloserie sia la tua ricerca di un cibo sano e genuino. Per chi non è ancora venuto a trovarci, l’invito è quello di farlo!

Anche chi non abita a Cesena può facilmente raggiungerci, dal momento che il Macrolibrarsi Store è a due minuti dall’uscita Cesena Via Emilia della E45. Vieni a trovarci e rimarrai piacevolmente impressionato dal calore del nostro negozio: la tua copia omaggio di ViviConapevole sarà ad aspettarti all’ingresso! Lo staff di ViviConsapevole


Macrolibrarsi e ViviConsapevole:

costruiamo insieme un futuro migliore Pensiamo che un mondo più consapevole, più etico, più sano sia la miglior strada per la felicità personale, per il benessere globale e per garantire il futuro di questa terra e dei suoi abitanti. Macrolibrarsi diffonde conoscenza e consapevolezza sotto forma di libri, riviste, dvd, prodotti naturali, corsi ed eventi: nel mondo che vogliamo vediamo persone più consapevoli, che amano se stesse e la natura, che vivono in armonia con il prossimo, che ricercano e divulgano con passione nuove idee per un avanzamento collettivo di stampo ecologico-spirituale. Per raggiungere gli obiettivi della nostra Mission, oltre all’e-commerce Macrolibrarsi.it, abbiamo deciso di intraprendere nuove strade e dare vita ad altri progetti: La Fattoria dell’Autosufficienza — il progetto di permacultura sull’Appennino Romagnolo, centro studi di ecologia applicata; Macrolibrarsi Store — il negozio con erboristeria, alimenti biologici e libreria; ViviConsapevole — la nostra rivista istituzionale gratuita. Dal 2012 ViviConsapevole è distribuita a tutti i clienti di Macrolibrarsi.it, nelle principali fiere di ecologia e benessere e sul territorio nazionale in diversi esercizi commerciali a tema (negozi di alimentazione biologica e naturale, ambulatori di medicina alternativa, centri olistici, agriturismi…). Inoltre è scaricabile gratuitamente attraverso il web e sull’Apple Store. Con ViviConsapevole vogliamo diffondere i contenuti in cui crediamo, contenuti di qualità sui temi dell’agricoltura naturale, dell’alimentazione biologica e vegetariana, dell’autoproduzione e del saper fare, delle energie rinnovabili e del risparmio di risorse, della condivisione e della vita in comunità, della salute e del benessere, delle medicine alternative, del self help e della spiri-

4 ViviConsapevole - Inverno 2013

tualità. Per questo abbiamo deciso di creare una rivista gratuita stampata in 30.000 copie, in grado di raggiungere, sensibilizzare e appassionare un pubblico sempre più vasto. I riscontri positivi che riceviamo ogni giorno da voi lettori, le proposte di collaborazione e i contatti che arrivano sempre più numerosi ci fanno capire che siamo sulla giusta strada! Pensando di fare cosa gradita al nostro crescente pubblico abbiamo deciso di ampliare la rivista con un catalogo di libri e prodotti naturali dei migliori fornitori Macrolibrarsi: puoi trovare il catalogo sul retro della rivista. ViviConsapevole è sempre alla ricerca di nuovi spunti, di suggerimenti su possibili miglioramenti: non esitare a contattarci per proporre gli argomenti che vorresti vedere trattati sulla rivista e le tue personali esperienze di decrescita o di risparmio. Scrivici a redazione@viviconsapevole.it: ogni tuo suggerimento è prezioso! Buona Lettura Lo staff di Macrolibrarsi e ViviConsapevole

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Vivi Consapevole novembre/gennaio 2013/2014 Anno X– numero 35 Editore Macrolibrarsi di Golden Books Ideatore Giorgio Gustavo Rosso Direttore Responsabile Marianna Gualazzi redazione@viviconsapevole.it Responsabile di Redazione Romina Rossi info@viviconsapevole.it In Redazione Angelo Francesco Rosso f.rosso@viviconsapevole.it Massimiliano Cirielli m.cirielli@viviconsapevole.it Grafica e Uff. Abbonamenti Editing , Casa Editrice & Servizi Editoriali - Cesena (FC) Tel. 0547 347627 abbonamenti@viviconsapevole.it Ufficio commerciale Francesco Rosso commerciale@viviconsapevole.it 3358137979 Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero Elena Parmiggiani Silvia Strozzi Alessandra Spina Grazia Cacciola – Erbaviola.com Simona Empoli Romina Rossi Ilaria Bertini Dealma Franceschetti Claudia Mengoni Claudia Porta Claudia Ceroni Luca Fortuna Lucilla Satanassi Emanuela Selogni Valerio Pignatta Simona Oberhammer Emanuele Maria Sacchi Immagini acquistate su www.sxc.hu www.shutterstock.com Copertina: Shutterstock, Inc.Copyright: Dudarev Mikhail Stampa Grafica Editoriale Printing - BO Finito di stampare in novembre 2013 Tiratura: 30.000 copie


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via Emilia Ponente 1705 Diegaro di Cesena Tel. 0547 346317 negozio@macrolibrarsi.it Orari di apertura: Lun./Sab. 8,30-20,00; MartedĂŹ: 8,30-12,30 Giorni di chiusura: Domenica e MartedĂŹ pomeriggio.

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Indice l ORTO E GIARDINO Food Forest Un’alternativa all’orto tradizionale Elena Parmiggiani Orto invernale, raccolto spirituale

l Comunità Consapevole Vivere nella Città della Luce La Redazione

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l Medicina Naturale Antibiotici Naturali

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Grazia Cacciola

Il contadino ribelle che gioca con la natura Simona Empoli

Agricoltura Ecologica Estratto da Permaculture magazine

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Luca Fortuna

I Fiori per l’Inverno

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Lucilla Satanassi

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Dealma Franceschetti

Aiuto ho mangiato troppo! RawVolution Emanuela Selogni

l Cucina Menù etnico per le feste

Il lavaggio del naso con la lota

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Silvia Strozzi

La Redazione

Crucifere, le regine della tavola Alessandra Spina 10

Depressione e ansia: un aiuto dalla natura

Fare il formaggio... senza il latte La Redazione 12

La Redazione

Cuocere al forno, sul fornello a gas

Argento Colloidale potente antibiotico

14

Valerio Pignatta

La Redazione

Candida: i rimedi naturali

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Romina Rossi

Cioccolata fatta in casa

24

Ilaria Bertini

Regali di Natale... preparali in cucina

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Dealma Franceschetti

Regali di Natale... preparali con l’essiccatore Claudia Mengoni Claudia Porta

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Incartare, riciclando

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Romina Rossi

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l SELF HELP Troglo o persona libera? Emanuele Maria Sacchi

I 5 passi per crescere figli felici e autonomi

60 64 68

La Redazione

l VIAGGI Kerala: la culla del benessere Emanuela Selogni

Claudia Ceroni

Scrub per il corpo fai da te

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Simona Oberhammer

l SPECIALE: Natale fai da te La filosofia dell’autoproduzione

ECO alberello

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l Eventi

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Food Forest

Un’alternativa all’orto tradizionale Lavora con la natura e non contro, ti fa ottenere più di un raccolto, imita l’ecosistema foresta, è energeticamente efficiente, aumenta la biodiversità: perché non convertire il tuo giardino in un forest garden?

Elena Parmiggiani

I

nomi per questa tecnica in Italia sono molti: foresta giardino, foresta commestibile, orto-bosco. La food forest/forest garden è un tipo di coltivazione multifunzionale a bassa manutenzione che prende a modello l’ecosistema foresta (da qui il nome) e nel quale si coltivano piante da frutto e noci, piante da legno, ortaggi, aromi, fiori, erbe medicinali, fibre tessili, piante mellifere e tanto altro, in armonia con le necessità umane e della natura. Può essere realizzata in giardini e appezzamenti di qualsiasi grandezza, anche molto piccoli. È una tecnica che in sé non è permacultura, ma viene utilizzata molto spesso perché imita l’ecosistema foresta, svolge molteplici funzioni e, se rivisitata e inserita correttamente, facilmente rispetta molti dei princìpi di progettazione in permacultura.

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Un po’ di storia

I 7 livelli:

Grazie al lavoro di Robert A. de J. Hart, un pioniere della food forest, oggi si sente spesso parlare di foresta commestibile. Hart ha iniziato il suo lavoro negli anni Sessanta e, fino alla sua morte nel 2000, ha continuato a coltivare la sua food forest di 500 m2 in Inghilterra, creando l’opportunità per molti di conoscere questa metodologia e di diffonderla ad altri. Dagli studi e dagli esperimenti di Hart sulle food forest tropicali è stato tratto un primo testo1 che ha influenzato, e influenza tutt’ora, un pubblico sensibile all’ambiente e molti permacultori2, e a circa 35 anni dalla sua pubblicazione si sono moltiplicate le esperienze e le conoscenze.

Hart ha schematizzato la food forest in 7 livelli, dopo aver studiato gli ecosistemi foresta in Paesi tropicali. In sostanza Hart ha proposto di copiare la natura e di lavorare a strati, proponendo un modello utilizzabile anche nei climi temperati: 1) alberi di alto fusto (Chioma primaria) 2) alberi di media altezza (Chioma secondaria) 3) arbusti 4) erbacee 5) rizomatose 6) tappezzanti 7) rampicanti Il minimo di strati richiesti per una food forest è tre, incluso almeno un tipo di albero, il minimo spazio richie-


Fattoria dell’A utosufficienza

Cosa leggere

sto è idealmente quello della dimensione della chioma dell’albero a crescita completa e senza potature. I funghi sono un ulteriore strato molto interessante da aggiungere a questa lista.

La food forest in Fattoria dell’Autosufficienza Il 13 settembre 2013, grazie alla partecipazione di una ventina di studenti, abbiamo realizzato la FF in Fattoria dell’Autosufficienza. Dove c’è ora la food forest prima c’era un orto per noi difficile da gestire e raggiungere, specialmente in inverno. La food forest che abbiamo realizzato si basa sull’architettura a 7 livelli di Hart e include il livello delle micorrize/funghi, che forniscono minerali e acqua alle piante e le difendono da malattie. Molti alberi introdotti sono adatti alla micorizzazione col tartufo (Bagno di Romagna è una zona famosa per i suoi tartufi bianchi e neri). In 1200 m2 di area abbiamo messo a dimora: • alberi: ontani (5), pero, melo, prugno, nespolo germanico, fico, mandorlo, ciliegio (2), asimina (3), ginkgo (3), tiglio (4) • arbusti: eleagnus x ebbingei (30), ginestra (30), noccioli (5), goji (12) • perenni e/o Erbacee: asparagi (240), salvia (50), salvia ananas (35), origano (50), consolida (250), bamboo, dragoncello (5) • radici: aglio, cipolle, porri (350) • tappezzanti: fragole (70) • rampicanti: kiwi (3), viti (10), luppolo (1). Nella seconda fase metteremo a dimora anche altre piante tra cui varie ombrellifere, melissa, rafano, topinambur, altre

aromatiche, more, ribes e, nella zona più umida ma soleggiata, i lamponi.

Perché trasformare il proprio giardino in una food forest La food forest, con i suoi numerosi aspetti vantaggiosi (accelera le successioni, lavora con la natura e non contro, ti fa ottenere più di un raccolto, imita l’ecosistema foresta, è energeticamente efficiente, aumenta la biodiversità, ecc) ci offre la possibilità di convertire un orto (annuale, intensivo e ad alta manutenzione) in qualcosa di perenne, stabile, autofertile, dove possiamo coltivare alberi da frutto tradizionali ma anche sperimentare una serie di abbinamenti con piante inconsuete (asimina, goji). È un’alternativa valida al frutteto familiare, poiché ottimizza una serie di risorse, quali materiale organico, acqua, minerali, e offre una molteplicità di piante e di raccolti nell’arco dell’anno da giugno a novembre. Note 1 Forest Farming: Towards a Solution to Problems of World Hunger and Conservation, ROBERT A de J HART co-authored with James Sholto Douglas, Rodale Press (1976). Il testo offre indicazioni pratiche su come realizzare un forest garden. 2 Alcuni dei permacultori che hanno introdotto e uti-

David Holmgren Permacultura Come progettare e realizzare modi di vivere sostenibili e integrati con la natura. La più completa, concreta e pacifica rivoluzione della nostra vita quotidiana Il Filo Verde di Arianna 2013 Sepp Holzer Guida Pratica alla Permacultura Come coltivare in maniera naturale Giardini, Orti e Frutteti Il Filo Verde di Arianna 2013 Ordina su macrolibrarsi.it o chiama il numero verde 800 089 433

lizzato il concetto di food forest: Bill Mollison (Permaculture, A Designer’s Manual) David Holmgren (Permaculture, : Principles and Pathways beyond Sustainability) Patrick Whitefield (The Earth Care Manual e How to Make a Forest Garden) Martin Crawford (Creating a Forest Garden: Working with Nature to Grow Edible Crops) Dave Jacke, Eric Toensmeier (Edible Forest Gardens Vol. 1 e Vol. 2) Toby Hemenway (Gaia’s Garden: A Guide to HomeScale Permaculture) Geoff Lawton, DVD Establishing a food forest P. A. Yeomans, The Keyline Plan (1954)

Scritto da Elena Parmiggiani Originaria di Reggio Emilia e da sempre amante della natura, Elena Parmiggiani si occupa di Permacultura, di Agricoltura Sinergica e di Città in Transizione. Collabora con la rivista «ViviConsapevole» e con la Fattoria dell’Autosufficienza sull’Appennino Romagnolo. Ha frequentato il corso di 72 h di Permacultura con Saviana Parodi, Stefano Soldati e Angelo Tornato nel 2009. Si è diplomata presso l’Accademia Italiana di Permacultura nell’aprile 2012. Per approfondire le sue conoscenze di Forest Gardening/Food Forest ha frequentato nell’agosto 2009 e nel maggio 2012 i corsi di Forest Gardening di Martin Crawford, esperto internazionale di foresta commestibile in clima temperato.

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Menù etnico per le feste Stupisci i tuoi ospiti con un menù vegetariano, etnico, colorato, leggero e riscaldante Silvia Strozzi

S

i dice che la cucina nasce con il fuoco. La contrapposizione tra il crudo (natura) e il cotto (cultura) è segnata dall’utilizzo del fuoco, uno dei confini tra uomo e animale. La cottura dovrebbe essere sempre adeguata alla stagione. In estate ad esempio è sempre bene consumare cibi crudi o leggermente scottati, mentre durante la stagione invernale per equilibrare il freddo esterno è meglio scegliere cotture prolungate, come il forno o la pentola a pressione. La cottura più equilibrata è quella a vapore, infatti ha il pregio di non alterare le qualità energetiche dei cibi. Secondo la Medicina tradizionale cinese, la cottura cambia solitamente la qualità del cibo. Le temperature troppo alte disperdono l’energia della preparazione, mentre quelle medie tonificano.

I tipi di cottura adatti all’inverno I metodi di cottura che rinforzano maggiormente la natura calda dei cibi sono la frittura e il procedimento di arrostire o tostare direttamente sul fuoco. La frittura e la cottura in forno, hanno caratteristiche yang, sono quindi tipi di cottura molto adatti nella stagione invernale. Attenzione però alle cotture troppo lente (stufato) che rendono i cibi poco digeribili. La

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saltatura degli alimenti è una tecnica di cottura che permette di rafforzare l’energia intrinseca dell’alimento pur mantenendo inalterate le sue proprietà energetiche e organolettiche. Le cotture nell’acqua come la bollitura, oppure al vapore, sono quelle che alterano meno la qualità energetica degli alimenti. È importante servire gli alimenti moderatamente caldi se si vuole tonificare l’energia del rene; infatti un alimento troppo caldo disperde tutti i contenuti degli organi del basso ventre, mentre gli alimenti troppo freddi faranno soffrire il polmone.

Salato e caldo: protagonisti dell’inverno Nella Medicina tradizionale cinese, l’inverno è la stagione in cui rene e vescica, organo della loggia dell’acqua, sono protagonisti e il sapore che li nutre è il sapore salato. In questa stagione lo yin raggiunge il suo massimo e l’immobilità, il freddo, il buio prendono il sopravvento. I cibi dovranno essere più cotti e caldi, cucinati a lungo e “riscaldanti” per equilibrare l’energia esterna molto fredda. Si potrà utilizzare una zuppa di legumi e di verdure privilegiando le verdure che crescono sotto terra

(carote, rape, patate, cavoli) e cereali (avena, riso) per avere un pasto completo e ben bilanciato. Per riscaldare maggiormente l’energia di un piatto si possono aggiungere le erbe aromatiche e le spezie che unite agli infusi riscaldano maggiormente. Come dessert sono ottime le castagne e tutti i dolci a base di frutta secca, soprattutto le noci.

Menu’ etnico delle feste Volete stupire i vostri ospiti con un menù vegetariano, etnico, colorato e soprattutto leggero? Eccovi alcune ricette da utilizzare durante le vostre cene delle feste.

Silvia Strozzi Naturopata ed esperta di cucina naturale, giornalista pubblicista, Silvia Strozzi cura per Macro Edizioni la collana di cucina “Cucinare NaturalMente… per la salute”. Ha scritto sempre per Macro Edizioni i libri di cucina per bimbi 100 baby pappe e 100 baby ricette. Tiene con continuità conferenze e corsi di cucina naturale per la famiglia.


i e cu rcu m a c e c n o c a n o zucca Zu ppa ind ia

cchine già cotti - 3 zu odo vegetale 200 g di ceci llotto - 1 l di br po ci o ca an no di curcuma 1 cipolla bi o - ½ cucchiai ol nd ria co di 1 cucchiaino travergine olio d’oliva ex compagnare: 2 cucchiai di pepe - per ac e e al gr te in sale marino ali zucca a dadini. crostini integr a rondelle o la ne hi le cc te zu ni le U . te olio Lavate e taglia ffriggere con l’ e mettetela a so lla zzico di sale po pi ci la un e te Trita n le spezie co te ri po sa In . ci ppa per 45 zucchine e i ce sobbollire la zu te fa e i o od br il ete crostini integral e pepe. Aggiung calda con tanti n be a pp zu la rvite sole a crudo. minuti circa. Se di oliva o di gira ne gi er av tr ex io e un filo di ol

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Sambosek al forno Insalata di arance, noci e datteri (Marocco) (per 4) 1 caspo di insalata romana 3 arance 50 g di datteri 50 g di gherigli di noci 2 cucchiaini di acqua di fiori d’arancio 1/2 cucchiaino di cannella succo di 1 limone Pulite e lavate l’insalata, asciugate e tagliatela a strisce, adagiate nei piatti. Sbucciate le arance ed eliminate la parte bianca con cura, tagliatele a fette sottili, disponetele formando un cerchio sopra l’insalata. Tritate i datteri e le noci, quindi spargete il trito sulle insalate. A parte, miscelare il succo di limone con l’acqua di fiori d’arancio, irrorate le insalate con il composto preparato. Servire spolverizzando di cannella.

(Egitto) (per 4) Per la pasta: 500 g. di farina, 200 ml. di acqua, 80 g. di olio extravergine d’oliva, 2 cucchiai di lievito di birra, 1/2 cucchiaino di sale. Per il ripieno: 250 g. di seitan, 1 cipolla o porro, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, 1/2 cucchiaino di pepe nero, 1/2 cucchiaino di cannella o curcuma, olio extravergine d’oliva, sale. Mescolate insieme acqua, farina, lievito, olio e sale, lavorate fino a ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Formate una palla, mettetela in una ciotola e coprite con un canovaccio. Lasciate riposare 30 minuti. Nel frattempo, sminuzzate il seitan, tritate la cipolla finemente. In una padella, fate rosolare la cipolla in un poco di olio extravergine d’oliva, quindi aggiungete le spezie a fuoco alto per 5 minuti. Aggiungete il seitan facendolo dorare appena. Fate raffreddare e aggiungete anche il prezzemolo. Stendete la pasta facendo uno spessore di 1/2 cm circa. Ricavatene dei piccoli cerchi, collocate 1 cucchiaio del ripieno preparato al centro di ciascuno, coprire con altrettanti cerchi di pasta vuoti. Saldate bene i bordi premendo prima con le dita, poi con una forchetta. Impastate i ritagli di pasta rimasti, prima di ricavarne nuovi cerchi da farcire e lasciare riposare. Sistemateli sulla placca del forno spennellati con olio di sesamo o extravergine di oliva. Infornate a 180 °C per 20 minuti. Servite caldi.

Silvia Strozzi

Verdure squisite

Ricette - Curiosità - Approfondimenti “Esistono alcune malattie che si curano solo con l’alimentazione”: l’insegnamento di Ippocrate, spesso dimenticato, sta ritornando attuale. E le verdure sono un alimento salutare, che contiene buone quantità di proteine e carboidrati e pochi grassi; mangiate fresche, stufate o cotte al vapore, contengono un’alta quantità di vitamine, minerali e fibre; mentre gustate crude risultano spesso più digeribili. Attraverso veloci e semplici ricette, questo volume vi aprirà alla conoscenza dei principi e dei valori nutrizionali e salutistici di tutte le verdure. Spesso si crede di sapere tutto o quasi sugli ortaggi, invece ogni giorno la scienza scopre nuovi principi attivi e sinergie contenute nei vegetali, tali da renderli anche componenti principali di farmaci importanti. Ecco perché, oltre a ricette gustose e a spunti e varianti salutistiche, nel testo troverete tanti approfondimenti sull’utilizzo delle verdure non solo per cucinare, ma anche per curarsi in modo naturale e assolutamente economico. Libro – Pag. 94 – Prezzo € 6,50

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Crucifere Le regine della tavola dell’inverno

Ricette sane e gustose a base di cavoli, cavolfiori, broccoli e verza Alessandra Spina

L

e verdure crucifere o brassicacee si chiamano così perché i loro fiori hanno quattro petali che ricordano una croce. Sono una grande famiglia vegetale che comprende tutti i tipi di cavolo, cavolfiore, cavolo verza, cavolini di Bruxelles, cavolo cappuccio, cavolo nero, cavolo riccio, broccoli, broccoletti, rape, ravanelli, rucola, senape e topinambur. Le crucifere sono dei veri e propri ortaggi della salute: contengono quantità significative di zolfo, calcio, vitamina C e, in percentuale minore, iodio e potassio che svolgono una provata azione antiossidante e antitumorale.

Passato di ve rdur e crud ista spez iato Ingredienti ta, Cavolfiori o broccoli verdi, una caro mezzo mezza cipolla, sedano (se piace), e (passate al finocchio, spinaci, scarola, zucchin toli (o più) passaverdura), olio, sale, pepe, 2 mes zenzero, chiodi di di acqua calda che non ha bollito, garofano, peperoncino e menta. potete fare pochi minuti prima di Questo è un piatto crudista caldo. Lo ete tutti gli semplicissimo e molto veloce: mett mettere in tavola la cena perché è ere un risultato migliore otten Per etti. pezz a arli tagli di ingredienti nel frullatore avendo cura incluse. Tenete un gli spinaci e poi tutto il resto, spezie mettete alla base, vicino alle lame, Decidete voi la ire. serv tate il pepe al momento di po’ di menta per la guarnizione e grat hiaio oppure una cucc al giare man da ura ato di verd consistenza che gradite: una vero pass a. cosa di più vicino a una pure consistenza più asciutta, quindi qual

Pesto crud ista di broccoli

pesto Per ottenere 2 tazze di ndezza 1 broccolo di media gra sca un mazzetto di salvia fre e on lim zzo il succo di me mandorle o noci q.b. nale) 1 spicchio di aglio (opzio liva d’o olio mezzo bicchiere di di pecorino 2 cucchiai di acqua in scaglie o una grattata e tar en alim ito liev di sale e pepe - 1 cucchiaio disti convinti! se non siete vegani e cru a Frullate per un minuto fino r o nel robot da cucina. ppo nde tro ble lta nel ti risu ien to red pes il ing se gli olio o acqua Mettete tutti desiderata. Aggiustate con il pesto è pronto. e ottenere la consistenza ore sap il e rar ilib e per equ asciutto, infine sale e pep

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Alessandra Spina Food blogger e cuoca nomade, da anni ha scoperto i benefici (personali e collettivi) della dieta prima vegetariana e poi vegana. Crede nella filosofia del buon mangiare, delle materie prime di qualità, della stagionalità e della territorialità degli ingredienti. Ama avere sempre le mani in pasta, in cucina come nella vita. Per contatti: il-clan-destino.blogspot.com Pagina facebook/ilclandestinobio


Ve rza rip iena Per questa ricetta innanzitutto ci vogliono degli ingredienti fondamentali: un po’ di freddo fuori dalla finesta, qualche amico e del buon vino rosso, quello da pasto, corposo che al secondo bicchiere comincia già a scaldare gli animi e ad agevolare la favella tra i commensali. È uno secondo piatto vegetariano. La preparazione rich iede un po’ di tempo e attenzione ma ne vale la pena, è una di quelle ricette anti che che avvicinano gli animi.

Ingredienti 1 verza da circa 1 kg, se poi ve l’ha portata il nonno contadino del pae se ancora meglio 500 g di patate lessate e schiacc iate 50 ml di latte (che potete sostitui re anche con un latte di mandorle non zuccherato ovviamente) 60 g di formaggio pecorino grattug iato 60 g di pane raffermo (la mollica ) 1 uovo (oppure una tazzina di farin a di ceci e olio d’oliva) 4 cucchiai di olio di oliva - 50 ml di vino bianco 2 scalogni - 1 carota - 1 cipolla 1 costa di sedano 1,5 l di brodo vegetale - 40 g di burr o (o margarina) sale - pepe - 2 ciuffi di prezzemol o Lavate la verza eliminando le foglie sciupate e il torsolo. Mettetela in una pentola grande in cui bolle dell’acqua salata (4 l) e fate cuocere per 5, max 7 minu ti. Togliete la verza dall’acqua con l’aiu to di un mestolo forato in modo da non romperla e mettetela capovolta su di un canovacc io pulito per farla sgocciolare bene. Dopo 20 minuti ribaltatela e aprite le foglie con attenzione. Con l’aiuto di un coltello ben affilato togliete il cuore della verz a, creando un “buco” dove alloggere te il ripieno. Strizzate le foglie che avete tolto e tritatele. Soffriggete lo scalogno affet tato sottilmente, aggiungete poi il trito di verza e fate insaporire bene a fuoco medio per 5/7 minuti. Annaffiate con il vino e fate evaporar e. Togliete dal fuoco, versate tutto in un ciotola, compreso il fondo di cottu ra. Fate ammollare la mollica nel latte per 10 minuti, poi strizzatela e agg iungetela nella ciotola insieme alle patate schiacci ate. Unite anche l’uovo (o la farina di ceci con l’olio), i 30 grammi di pecorino grattuggiato e il prezzemolo tritato. Tritate nel robo t da cucina la carota, la cipolla e il sedano lava to fino a ottenere un trito molto fine. Aggiustate sale e pepe e impastate le verdure con il composto di patate che avete app ena preparato. Mettete la verza su di un telo da cuci na pulito e riempite il centro con il polpettone di patate. Chiudete le estremità del telo come se fosse un fagotto, mettetel o in un tegame alto che vada ne forno col suo cope rchio. Aggiungete il brodo fino a ricop rire il fagotto, mettete il coperchio e cuocete nel forno caldo a 180° per 1 ora. Togliete poi il fagotto dal brodo, scol atelo e sistematelo su una teglia da forno bassa rivestita di carta forno. Alzate il forn o a 220° e date un colpo di grill alla verza, avendo cura di spolverare con un po’ di form aggio e qualche fiocco di burro la supe rficie della verza, e il gioco è fatto. Se non avete un telo adatto alla cottu ra in pentola, potete anche usare dello cucina e legare la verza come se foss spago da e un regalo di Natale!

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Guida Pratica alla Permacultura

Come coltivare in maniera naturale Giardini, Orti e Frutteti Permacultura significa sostanzialmente praticare l’agricoltura seguendo il modello naturale, basato sui cicli naturali e gli ecosistemi: tutti gli elementi di questo sistema interagiscono fra di loro. Per praticare la permacultura è necessario seguire alcuni fondamentali principi: • Tutti gli elementi del sistema sono in interazione reciproca • Multifunzionalità: ogni elemento adempie a diverse funzioni e ogni funzione viene svolta da svariati elementi • Utilizzo energetico razionale ed efficiente sotto tutti gli aspetti, lavoro con energie rinnovabili • Sfruttamento di risorse naturali • Utilizzo intensivo di sistemi in piccoli spazi • Sfruttamento e coinvolgimento di processi ciclici naturali • Promozione e utilizzo di effetti margine (creazione di strutture dalla superficie poco estesa e altamente produttive) • Molteplicità invece di uniformità. Libro – Pag. 290 – Prezzo € 19,50

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Fare il formaggio... senza il latte! Grazia Cacciola ci insegna ricette semplici e alla portata di tutti per preparare in casa latte, yogurt e formaggi vegetali

La Redazione

Vuoi per problemi di intollerenza al lattosio, vuoi per scelte etiche e di salute legate alla cucina vegetariana e vegana, l’esigenza di sostituire prodotti caseari tradizionali con alternative a base vegetale coinvolge un numero sempre più elevato di persone. Grazia Cacciola - autrice del recentissimo libro Formaggi Veg (Sonda Edizioni) - ci spiega le caratteristiche di latte, yogurt e formaggi vegetali e come prepararli e consumarli in ricette ricche di salute e sapore. Chi sono i consumatori di latte, yogurt e formaggi vegetali? Sono soprattutto intolleranti e allergici al lattosio, e persone che come me hanno fatto una scelta etica e salutistica di non consumare derivati animali. Come è nata l’idea di questo libro? Anni fa dopo aver scelto l’alimentazione etica ho iniziato quasi subito ad autoprodurre il tofu in casa, aromatizzandolo in vari modi, poi è arrivata l’idea di provare a ricreare i processi di caglio e fermentazione, grazie anche a un paio di libri americani di

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cucina vegana che però avevano gusti davvero troppo lontani dai nostri e ricette comprensibili quasi solo da esperti di cucina. Le ricette di questo libro sono nate da dieci anni di sperimentazioni e rielaborazioni, di disastrosi allevamenti di muffe e fortunosi errori di pesatura, da ripetuti sconforti per l’insipido e improvvise gioie per il gusto ricreato e... da tanti assaggi critici, soprattutto!

tamento animale e sono completamente privi di grassi acidi grassi trans (TFA). Questi grassi, comunemente indicati come ‘colesterolo’, sono una componente del grasso che si origina dalla bioidrogenazione a livello ruminale di lipidi insaturi, presenti nell’alimentazione animale e assenti, invece, in latte e formaggio vegetale. Questi grassi sono all’origine della formazione di placche sclerotiche, dell’insorgenza di arteriosclerosi,

Non solo possiamo farci in casa ottimi formaggi vegetali, ma addirittura assumere un cibo ben bilanciato, che ci fa bene e per il quale possiamo finalmente non sentirci in colpa

Sono ricette molto difficili, per esperti? No, assolutamente. Le ricette sono tutte corredate da fotografie che illustrano il procedimento passo a passo. È un libro pensato anche per chi non ha molta esperienza in cucina. Quali differenze ci sono tra i formaggi tradizionali e quelli vegetali? Le grandi differenze tra formaggi veg e tradizionali sono due: i formaggi vegetali non implicano nessuno sfrut-

malattie coronariche, eventi ischemici. Il latte animale è anche in larga parte responsabile della fragilità ossea. Quindi i formaggi veg proposti in questo libro sono totalmente salutari? Sì, i prodotti vegetali di questo libro puntano solo verso la salute: non solo possiamo farci in casa ottimi formaggi vegetali, ma addirittura assumere un cibo ben bilanciato, che ci fa bene


e per il quale possiamo finalmente non sentirci in colpa. Porrei attenzione solo al consumo di quelli con frutta secca: la moderazione è necessaria. I formaggi vegetali hanno lo stesso contenuto di vitamine e calcio dei tradizionali? A livello di contenuti vitaminici e calcio, non ci sono grandi differenze, anzi, per questo invito a guardare le tabelle comparative e gli studi riportati nell’introduzione del libro. Inoltre il calcio da materia vegetale ha una biodisponibilità migliore per il nostro metabolismo, è più facilmente assimilabile. Purtroppo però gran parte della popolazione è fuorviata da informazioni pubblicitarie discutibili che propongono come indispensabili alcuni latticini ritenuti addirittura fonti privilegiate di calcio: non lo sono ed è recente la sanzione per pubblicità ingannevole ad alcuni di questi. Ci sono ingredienti e attrezzi professionali per produrre questi formaggi in casa? Chi mi conosce sa che sono piuttosto agguerrita verso le sofisticazioni alimentari. Per scelta uso solo materie prime naturali, preferibilmente da agricoltura biologica: soprattutto cereali e legumi per fare il latte da cui

si ottengono in seguito i formaggi per cagliata o fermentazione. Uso pochi addensanti e solo naturali, come l’agar agar che è un’alga e un vero toccasana per l’organismo oltre che un ottimo addensante naturale. Ho evitato anche gli ingredienti troppo costosi o di difficile reperibilità. Nulla di più semplice: 100 gr di fagioli di soia fanno un litro di latte di soia che fa una formaggella da circa 200 grammi. E così via con riso, orzo, avena, mandorle… In quanto agli attrezzi, è indispensabile solo un frullatore, che sia a boccale o a immersione o un robot da cucina. Tutto il resto, dallo scolapasta al canovaccio sono di uso comune in qualsiasi cucina. È un libro pensato per chi opera in una normale cucina di casa, non in un laboratorio professionale. Si possono conservare naturalmente o dobbiamo usare dei conservanti artificiali? I formaggi vegetali si conservano da 3 a 7 giorni in frigo, per ognuno è indicato il periodo giusto di conservazione, alcuni sono anche congelabili per mesi. Uso conservanti ma solo naturali: l’olio extravergine di oliva e l’olio di girasole, se da agricoltura

biologica e spremuti a freddo, sono ottimi conservanti, così come l’aceto di mele, che oltre a essere un altro ottimo conservante, è anche un agente di fermentazione. I celiaci possono trovare delle ricette idonee in questo libro? Il 90% dei formaggi in questo libro non contiene glutine. In poche ricette si usa l’avena e ho approntato una tabella delle sostituzioni nei casi di formaggi prodotti con questo ingrediente. È sicuramente un libro adatto in larga parte anche a intolleranti e allergici al glutine.

Cosa leggere Grazia Cacciola Formaggi Veg Latte, yogurt e formaggi vegetali fatti in casa Sonda Edizioni, 2013 Ordina su macrolibrarsi.it o chiama il numero verde 800 089 433

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Cuocere al forno, sul fornello a gas Con il fornetto Versilia prepari torte e pane con il fornello a gas: un risparmio di energia per un ottimo risultato Quando Stefania Rossini – super mamma e super esperta di autoproduzione – mi ha parlato del fornetto Versilia ne sono rimasta affascinata e le ho proposto subito di parlarne sulla rivista, per far conoscere a tutti voi lettori le meraviglie di questa semplice ed economica “pentola magica”, che ci permette di ottenere sul gas una cottura pari a quella che possiamo avere con il forno. Ciao Stefania, ci spieghi che cos’è il fornetto Versilia e come si usa? Il fornetto Versilia è una pentola semplice dai profumi antichi. Si utilizzava decenni addietro: le nostre nonne ne facevano largo uso, poi come tante cose e valori si è perso nel tempo. Ora per fortuna è stato riscoperto! È composto da tre pezzi: lo spargifiamma, il tegame con un foro al centro e il coperchio, tutto qui. Si utilizza sul fornello di casa, a fiamma bassissima.

È un modo di cucinare economico? Perché? È economico perché con più o meno le stesse tempistiche si cucina una torta dolce o salata, senza consumare corrente elettrica per il forno ma utilizzando solo una piccola fiamma del gas. Elimina anche la perdita del tempo necessario per far scaldare il forno. Inoltre con il fornetto Versilia le torte rimagono più soffici. A che tipo di preparazioni si adatta? È solo per i dolci o anche per il salato? Si adatta a ogni tipo di preparazione, dolce o salata. Addirittura anche per pizze con il buco: per chi ha bimbi inappetenti è un modo per proporre pietanze nuove e ingolosire anche i palati più schizzinosi. Si adatta anche per il pane, per patate e verdure, l’unica accortezza è quella di ungere bene e sporcare con farina, oppure mettere della carta da forno.

La Redazione

Ci sono particolari accortezze da seguire affinché le preparazioni vengano cotte ad arte? Come citato sopra, poche accortezze relative al materiale con cui è realizzata la pentola (il fornetto è in alluminio, un materiale con i suoi pro e i suoi contro). La cottura ad arte, per esempio per una torta salata, dolce o per un pane, consiste nel non sollevare il coperchio per i 3/4 del tempo. Perché ti piace utilizzare il fornetto Versilia? Come lo stai sperimentando? Mi piace utilizzarlo perché evito di accendere il forno, cosa che in estate è molto fastidiosa, oltre che esosa in termini economici in ogni stagione. Sto piano piano sperimentando tutti i tipi di torte: con questo fornetto non è necessario, come pensano in molte, avere ricette particolari, vanno bene tutte le ricette che avremmo utilizzato per il forno. Il pane è una vera scoperta!

Stefania Rossini Stefania Rossini ha 38 anni ed è mamma a tempo pieno di 3 splendidi bimbi, Riccardo 11 anni, Michela 6 anni e Beatrice 4 anni. È vegetariana da più di vent’anni, da sempre le piacciono le cose semplici e pratiche. Da tre anni, per necessità economica all’inizio e poi per soddisfazione, qualità e stile di vita, autoproduce molto di quello di cui necessita la sua numerosa famigilia: saponi, cosmesi, pane e generi alimentari, orto bio, uncinetto e maglia. È autrice dei libri Vivere con 5 euro al giorno e Cucinare guadagnando in soldi e salute, entrambi editi da Età dell’Acquario. Seguila sul suo blog natural-mente-stefy.blogspot.com

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La ricetta di Stefania: Pan di Spezie Vegano

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Ingredienti 150 g di farina integrale di grano tenero bio 100 g di farina di semola bio 200 g di zucchero di canna mascobado scorza di 1 arancia succo di 1 limone 1 cucchiaino da caffè di bicarbonato di sodio 100 g di olio d’oliva o di girasole 50 g di granella di nocciole o mandorle 200 ml di acqua 1 cucchiaio da tavola colmo di spezie: zenzero, cannella, chiodi di garofano in polvere

uniforme, la prima volta risulterà complicato, poi è più facile di quanto sembri. Mettere l’impasto nel fornetto, coprire con il coperchio, mettere sul fornello lo spargifiamma

Manuale per Salvare i Semi dell’Orto e la Biodiversità Scopri e difendi 117 ortaggi, erbe aromatiche e fiori alimentari - Unisciti ai Seed Savers e goditi i miracoli della natura

Procedimento Amalgamare tutti gli ingredienti, tranne il bicarbonato e il succo del limone: questi ultimi, li uniremo a parte e aggiungeremo per ultimo sono il lievito.

Oliare il fornetto Versilia molto bene con l’aiuto delle dita, “sporcare” la pentola in ogni sua parte interna, procedere poi con la farina in modo

Michel e Jude Fanton

apposito, accendere il gas a bassissima fiamma e adagiare sopra lo spargifiamma la pentola. Cuocere per circa un’ora, facendo attenzione a non sollevare il coperchio per almeno mezz’ora. Per controllare la cottura fare la prova forchetta: bucare la torta con una forchetta, se uscirà bagnata significa che la torta non è ancora cotta. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare.

Quest’opera ci insegna a ritornare alla pura e semplice capacità, oggi ormai perduta, di raccogliere i semi dalle stesse piante che seminiamo nell’orto o nel giardino, ricominciando da dove si erano fermati i nostri genitori o nonni che selezionavano e conservavano le semenze delle piante alimentari di anno in anno. In mancanza di coltivatori appassionati e in mano solo delle multinazionali, i semi dei nostri principali alimenti non potrebbero esistere: sono sicuri solo nelle mani di persone che li salvano, li coltivano e ne mangiano i frutti. Un manuale utilissimo per tutti noi che coltiviamo buon cibo nei nostri orti o nelle nostre aziende agricole. Un’opera essenziale per tutti gli orticoltori, agricoltori, cuochi e genitori che desiderano una vita sana con un’alimentazione naturale, per far crescere i propri bambini con gusti variegati e un cibo genuino. Libro – Pag. 160 – Prezzo € 11,50

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Orto invernale,

raccolto spirituale Un momento di pausa dai lavori manuali per ripensare al passato e progettare nuove coltivazioni future

P

er chi ama coltivare l’orto è arrivato il periodo dell’anno di riposo per le mani ed esercizio per la mente. Le mani, se ben protette dal freddo dell’orto con guanti idonei, dovranno solo raccogliere ogni genere di crucifera e qualche insalata, dai broccoli ai cavoli verdi e rossi, ai radicchi resistenti al freddo. Novembre è l’ultimo mese utile per la formazione di cumuli per composto: lo sviluppo dei funghi è piuttosto rapido e favorisce una buona trasformazione in sostanza organica. Sempre in novembre, il pomeriggio del 28 sarà una giornata speciale, la migliore per interrare l’achillea per l’apposito macerato, che abbiamo preparato nel giorno di S. Giovanni (vedi n. 33 di «ViviConsapevole»). In Dicembre si farà sentire di più la calma: sugli appezzamenti lasciati liberi dalle coltivazioni estive dovremo solo spargere compost e preparati di equiseto, ortiche e consolida per chi segue la biodinamica. Per chi invece segue la sinergica, il lavoro è come in molti casi: lasciar lavorare il terreno e i suoi micro-organismi! Ovviamente coperto di paglia, sotto il passaggio di gelo e neve invernali.

Gennaio segnerà la ripresa dei lavori di semina e trapianto, sebbene ancora molto pochi, ma si continuano a raccogliere sia i prodotti dell’orto sia qualche erba spontanea. In particolare, in questo periodo consiglio il cardo mariano (Silybum marianum), reso croccante al punto giusto dalle prime gelate invernali, ancor meglio dalla neve. In questi mesi si utilizzano le conserve fatte nell’estate con le produzioni in eccesso dell’orto e soprattutto si pensa, si elabora e ci si dà il tempo per ricordare l’anno passato e progettare nuove coltivazioni.

così come la vita stessa. Entriamo in connessione con qualcosa al di là di noi ed entriamo in comunione con il giardino, giochiamo con le piante e lavoriamo per loro. Riusciamo a provare un senso di appartenenza, a sentire il nostro posto nell’universo, a provare che siamo parte di qualcosa molto più grande di noi. L’arte e la pratica del giardinaggio è, nel vero senso della parola, un viaggio spirituale che può aiutarci a ritrovare il nostro senso dello spazio».

L’orto è anche un esercizio spirituale che ci migliora anno dopo anno. A questo proposito vorrei suggerirvi per questi mesi invernali la lettura di un libro dell’orticoltore pacifista Hank Bruce Il giardino dei sensi. Introduzione all’ortoterapia (Macro Edizioni). Nel capitolo “Oltre i nostri sensi fisici” è così che introduce il rapporto da pensare – o ripensare? – con il proprio orto-giardino: «Quando noi lasciamo entrare le piante nella nostra vita, non riusciamo più a rimanere passivi. Il giardinaggio è un’attività coinvolgente

Cardo mariano: come utilizzarlo

Grazia Cacciola Grazia Cacciola (www.erbaviola.com), è specializzata in tecniche agronomiche ecosostenibili. È autrice di saggi professionali e manuali divulgativi sull’alimentazione consapevole e gli stili di vita etici, tra cui L’orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti, FAG, e Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita e autoproduzione, FAG. Ha strutturato e supervisionato progetti dell’Unione Europea per l’incentivazione delle coltivazioni con metodo biologico e biodinamico. È stata l’esperta di coltivazione naturale nella trasmissione Geo&Geo su Rai3. Collabora con il Movimento Decrescita Felice e diversi gruppi di transizione.

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Grazia Cacciola – Erbaviola.com

Le radici del cardo mariano, in particolare in questo momento, sono al meglio e tenerissime: si lessano e si consumano esattamente come rape o carote, sono una via di mezzo anche per il sapore. Il colletto invece può essere utilizzato come contorno (ottimo lessato e condito con olio, limone e prezzemolo!) oppure aggiunto alle minestre. Le coste, la parte più conosciuta in cucina, si possono consumare in mille modi, dalle classiche impanature agli sformati, mentre le foglie più tenere in questo periodo si possono consumare crude in insalata… Insomma, del cardo non si butta proprio nulla! Pensate che addirittura i semi (sono acheni) si possono tostare per ottenere un surrogato del caffé!


*

periodi migliori di piantagione in questi mesi, secondo la biodinamica, saranno: Novembre: dalla mattina dell’1 alla sera del 5 e dalla sera del 19 alla sera del 30; Dicembre: dall’1 al 3 fino alle 23. Dal 17 alle 18 fino al 31 alle 15; Gennaio: dall’1 al 5 alle 18. Dal 19 pomeriggio fino alla sera del 29. GENNAIO Semina in semenzaio Verso fine gennaio seminiamo in semenzaio i più resistenti alle gelate: lattughe, bietole, spinaci, prezzemolo, piselli, fave, zucchine, basilico, bietole da coste, cavolo cappuccio primaverile, cipolla, lattuga, porri

DICEMBRE

NOVEMBRE Semina in semenzaio
 Bulbilli di aglio

Semina in semenzaio Solo nelle zone a clima mite si possono cominciare a seminare lattughe, piselli, fave, zucchine e basilico

 Semina in vaso / piena terra Fave, piselli

Semina in vaso / piena terra
 Cicorie, radicchi, fave, piselli, ravanelli, spinaci

Trapianti Cavolo cappuccio primaverile, cipolle

Trapianti
 Cavolo cappuccio primaverile

Raccolta Cavoli, porri, cicorie, sedano rapa, rape, carciofi

Raccolta
 Cavoli, cicorie, lattughe e lattughini, sedano, porri, finocchi, prezzemolo, carote ravanelli

Semina in vaso / piena terra Ancora non consigliata. In alcune regioni del sud (dalla Campania in giù) è possibile mettere all’aperto fave e piselli, per le primizie.
Misticanza di insalatine in serra. Trapianti Cipolline piantate a novembre in semenzaio (1 fila alla settimana, a scalare, per irrobustire). Cavoli, verze, cappucci e broccoli preparati in seminiera nei mesi precedenti. Raccolta Cavoli verza e cappuccio, broccoli, cavolfiori, cavolini di bruxelles, cavoli rossi, cardi Frutta Si piantano o trapiantano alberi da frutto con fioritura primaverile. Se non si è ancora in fase di gelate, si possono piantare nuovi alberi da frutto. Al di sopra dei 300 m è meglio aspettare febbraio.

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Il contadino ribelle

che gioca con la natura Per adottare uno stile di vita naturale basta prendere esempio dalle piante e dagli animali Nelle Alpi austriache, in una fattoria che si sviluppa su un dislivello che va dai 1100 ai 1500 m di altezza, con una temperatura annuale media di 4,5 °C, vive e pratica la sua speciale permacultura un contadino ribelle, Sepp Holzer. La sua figura è ormai famosa fra tutti gli appassionati di agricoltura biologica e permacultura di tutta Europa e non solo, infatti le sue consulenze vengono richieste anche negli altri continenti, dove ha già avviato progetti un po’ ovunque, dalla Russia al Brasile. Incontrandolo abbiamo scoperto una persona con una gran saggezza e tanta, tantissima passione Sepp, quando ha capito che il tipo di agricoltura che stava praticando era qualcosa di speciale? Come è arrivato alla “sua” permacultura? Diciamo che ho cominciato giocando, quando avevo cinque anni, all’aperto, fra le rocce (sono cresciuto in una fattoria a 1300 m di altezza in una regione alpina che viene chiamata la Siberia austriaca). Noi bambini dovevamo costruirci da soli i nostri giochi. I miei interessi erano le piante, i semi. Mi piaceva vedere come crescevano e si sviluppavano. E, come bambino, vedere come crescono i propri alberi, le proprie

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piante, i propri ravanelli e la propria insalata procura un’immensa gioia. Ho continuato nel tempo a giocare con le piante e i semi, non nell’orto, ma sempre di fuori, fra le rocce. E le mie piante crescevano meglio e più grosse di quelle dell’orto di casa. A scuola lo raccontavo alla maestra e ai miei compagni: alcuni hanno iniziato a venire a vedere e si meravigliavano di come crescessero le mie piante. Continuando così, col tempo ho creato anche un piccolo laghetto in cui si potevano pescare le trote con le mani. In questo modo ho fatto le mie esperienze, col tempo ho imparato a comunicare con la natura. Osservando ho imparato

Simona Empoli

anche a risolvere i vari problemi che si presentano. Vedendo ad esempio come gli animali selvatici mi mangiassero le piante, ho imparato a proteggerle piantando loro intorno dei rovi. Ho imparato che le rocce hanno un effetto stufa, e così via. È un apprendimento continuo, tutt’oggi continuo a imparare tante cose osservando la natura. Si apprende comunicando con la natura. Dopo la scuola ho svolto diversi corsi di specializzazione. E lì ho imparato come si devono potare gli alberi, come si concima, l’utilizzo delle sostanze chimiche e così via. Quando sono tornato ho applicato quanto avevo imparato nei miei orti e ne ho


avuto immensi danni. Gli alberi sono forse cresciuti meglio, ma in inverno poi sono morti per il freddo. Allora mi hanno detto che non potevo coltivare albicocche o altri alberi da frutta fra le rocce, dopo tutto quella era pur sempre la Siberia austriaca. Eppure prima quegli alberi crescevano! Allora iniziai a pensare che avevo imparato delle cose sbagliate. Che non era corretto rendere le piante dipendenti, ma che dovevano crescere in maniera autonoma, in simbiosi con la natura. Queste cose però non vengono insegnate in nessun libro, bisogna impararle con l’esperienza diretta nella natura. Imparando dalla natura si capisce che tutto può crescere in maniera più semplice, senza prodotti chimici. Naturalmente, nel processo di apprendimento si fanno degli errori, ma anche così s’impara.

Nella farmacia della natura, invece, si possono imparare così tante cose! Ma la maggior parte delle persone l’ha disimparato. Per ogni malattia c’è una pianta, ma non le si conosce più, non ci se ne serve più Poi col tempo qualcuno ha iniziato a prestare attenzione a quanto dicevo, ha iniziato a venire gente in fattoria, anche professori universitari, che vi hanno tenuto addirittura seminari. È interessante quanto racconta, cioè che nei suoi corsi di formazione ha disimparato a rapportarsi con le piante… Com’è possibile? L’uomo si è perso in alto mare. In tutti gli ambiti, non solo in agricoltura, ma anche in medicina, in veterinaria… Ci siamo persi. Naturalmente ci sono

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Intervista a Sepp Holzer

I frutti di piante antiche sono più saporiti e ci fanno stare meglio. Il problema è che molte persone sono così confuse che non riescono più a percepirlo

anche aspetti positivi in quanto si apprende nelle scuole e nelle università, non bisogna buttare via tutto. Ma purtroppo vedo come facciano ricorso alla chimica così tanto e così spesso! Anche quando non ce n’è assolutamente bisogno! Nella farmacia della natura, invece, si possono imparare così tante cose! Ma la maggior parte delle persone l’ha disimparato. Per ogni malattia c’è una pianta, ma non le si conosce più, non ci se ne serve più. Si può imparare tantissimo dagli animali che vivono liberi in natura, osservando come essi si servano di questa farmacia naturale. È tremendo quanto sapere e conoscenze riguardo a tante tecniche di lavorazione si stiano perdendo! L’uomo si serve ormai nei supermercati, non ha orti e per lo più non ha animali, e se ce li ha li tiene rinchiusi. L’allevamento di massa è una catastrofe, potrei raccontare tante cose! Ma io mostro che c’è un’altra via, che si possono trattare gli animali con più rispetto. Che si possono ad esempio sopprimere senza che sentano paura, risparmiando loro la paura. La paura è una catastrofe, è un rilascio incredibile di adrenalina, che è un’eccitante; lo si sa, ma negli allevamenti di massa non viene presa nessuna precauzione, non si ha rispetto dell’animale. Gli animali hanno un’anima: si può parlare con loro, percepire se si sentono bene o no, ma l’uomo non ha tempo; non ha tempo più neanche per i suoi simili. E ciò

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conduce a tutti quei comportamenti aggressivi e depressivi che si osservano. Non ci sono soluzioni al collasso se l’uomo non assume una consapevolezza naturale, se non riesce a immedesimarsi in ciò che si trova di fronte, che sia una pianta o un animale o un altro uomo. Bisogna collaborare con la natura e non combatterla! Nell’agricoltura quindi si può trovare una soluzione ai tanti problemi che abbiamo attualmente... Certo, in poco tempo si può arrivare a vivere bene ovunque. Bisogna però imparare a conoscere la natura. Non posso praticare ovunque la stessa agricoltura. Devo conoscere il clima del posto in cui ho la terra. La pioggia, le temperature, i venti, la topografia… Per questo l’uomo ha avuto il dono del pensiero dalla natura, per comprendere il suo intorno e non per combatterlo.

Con questi presupposti si possono creare terre fertili ovunque, in qualunque posto della Terra. In questo modo l’uomo può essere indipendente; si può persino combattere la fame. Ma deve imparare a comunicare con la natura, a usarla e non a sfruttarla, deve imparare a gestire le fonti d’acqua, che è la cosa più importante in assoluto. Certo però che se penso all’Austria, alla Germania, mi viene da pensare che sia facile parlare di gestione dell’acqua. Forse è più complicato avere acqua a sufficienza nei Paesi più meridionali. Penso alla Spagna, al Portogallo, alla Grecia, ma anche a certe zone d’Italia. Su tutto il pianeta si può trovare acqua. Bisogna solo pensare “naturalmente” e non normalmente. Abbiamo acqua a sufficienza in tutto il mondo, negli angoli più desertici della Spagna, in Russia...


Intervista a Sepp Holzer In Kazakistan, ad esempio, potete osservare un progetto che ho creato per il governo su una superficie di migliaia di ettari. Ovunque c’è acqua a sufficienza, basta conoscere le risorse della natura: il Sole, il calore, il vento, la neve, la pioggia… Conoscendo queste caratteristiche posso fare agricoltura ovunque, in Groenlandia come in Brasile. Mi devo adattare alla natura. Devo imparare a leggere nella natura affinché essa lavori per me. Se si aggiusta la gestione dell’acqua si è fatto il 70% di tutto il lavoro. Si deve avere acqua viva e non acqua morta e inquinata. Bisogna rendersi indipendenti nell’approvvigionamento dell’acqua. Ma passando da un tipo di agricoltura convenzionale a un’agricoltura naturale, quanto tempo è necessario perché il terreno torni a essere fertile, a essere vivo? Questo dipende da quanti e quali trattamenti ha subito quel terreno. Quanto più intensivo è stato l’utilizzo di sostanze chimiche su quel terreno, più tempo ci vorrà per tornare a uno stato di fertilità naturale, in quanto bisogna riportare vita in quel terreno. Anche la presenza di animali è importante, anche loro svolgono un ruolo fondamentale per creare un buon terreno. Nel suo libro lei consiglia l’utilizzo di piante “antiche”. Piante antiche e regionali, o meglio, locali. Queste, nel corso dei decenni

si sono adattate alle condizioni del clima e del terreno. Per cui sono le piante che daranno i frutti migliori. Sì, ma non ci potrebbe essere un problema di mercato? La gente ormai è abituata ai tipi di frutta e verdura che trova nei supermercati… Che poi sono le stesse quasi ovunque. Io ho raccolto esperienze in tanti Paesi. In genere, quando si portano qualità diverse, la gente ride, perché è abituata alla frutta e verdura dei supermercati. Le pere devono essere in un certo modo, le mele e le banane pure, indipendentemente dal Paese in cui ci si trova. Ma quando poi prova questi altri tipi di frutta, nota subito che hanno un sapore migliore, che mangiandole, lo stomaco si riscalda e ci si sente meglio. È solo una questione di tempo perché i prodotti in commercio, inquinati e di qualità inferiore facciano insorgere conseguenze sull’organismo: allergie, comportamenti aggressivi e depressivi ecc. I frutti di piante antiche sono più saporiti e ci fanno stare meglio. Il problema è che molte persone sono già così confuse che non riescono più a percepirlo. Allora è forse veramente ora che torniamo a pensare “naturalmente”, come questo contadino austriaco che ha imparato a fare agricoltura giocando con la natura.

Simona Empoli Collabora con il Gruppo Editoriale Macro da qualche anno, in qualità di selezionatrice dei testi e responsabile dell’area copyright. Fra i suoi interessi ci sono i metodi di agricoltura naturale e la permacultura.

Cosa leggere Guida Pratica alla Permacultura Come coltivare in maniera naturale Giardini, Orti e Frutteti Arianna Editrice, 2013 Ordina su macrolibrarsi.it o chiama il numero verde 800 089 433

Abbiamo intervistato Sepp Holzer Sepp Holzer, il ribelle delle Alpi austriache, ha fatto della sua fattoria originaria, Der Krameterhof, che oggi gestisce il figlio Josef Andreas, il più grande esempio in Europa di permacultura applicata in climi temperati. Oggi con la moglie Veronika ha acquistato una seconda fattoria in Suedburgenland, che gestisce con il metodo della cultura holzeriana. Per info e contatti: www.seppholzer.at

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La filosofia

dell’autoproduzione Romina Rossi

Tanti motivi per cui fare in casa conviene

S

ono cresciuta in una famiglia matriarcale in cui fare le cose in casa era la norma. Al supermercato, che allora era semplicemente la bottega di paese, si andava una volta la settimana, a prendere quello che non si aveva in casa e che non si riusciva a produrre. Così si passava l’estate a fare marmellate, succhi di frutta e conserve e a mettere quanta più frutta e verdura nei vasi in modo che si potessero avere,

anche nelle grigie giornate invernali, i sapori, i colori e i profumi dell’orto sotto casa. Il pane che si cuoceva nel forno era in grado di riempire la stanza da solo con la sua calda fragranza, il dolce che dentro al forno lievitava faceva venire l’acquolina; la pasta era fatta con le uova delle galline del nostro pollaio, la carne che finiva sulla tavola era quella dei capi allevati per uso domestico. D’inverno, essendo meno le ore di luce da poter dedicare ai

lavori in campagna, tre generazioni di donne passavano le serate a cucire, lavorare a maglia o fare altri lavoretti sedute davanti al camino o alla stufa. Anche da grande l’autoproduzione alimentare è rimasta la norma, un’abitudine che si è estesa anche ad altri prodotti non alimentari come creme, saponi, scrub, vestiti, riciclo di mobili e altro. Quello che può apparire come un passatempo è in realtà un’attività che cela diversi significati e un sacco di buone ragioni per cominciare a fare da sé. Perché alla lunga, l’autoproduzione è un atto d’amore nei confronti di se stessi e del pianeta.

I motivi dell’autoproduzione Risparmio economico Se fare le cose in casa può sembrare complicato (“non ho tempo” e “non sono portata/o per questo genere di cose” sono le frasi che si sentono più spesso al riguardo) e necessitare di molto tempo, in realtà diventa una fonte di risparmio di denaro. Si compra di meno, si spende di meno, perché non si pagano marche e pubblicità legate ai prodotti che portiamo a casa. A ciò si unisce il risparmio di tempo: facendo in casa, si evita di passare il fine settimana o le poche ore libere in coda alla cassa con un carrello straripante di prodotti e uno scontrino lungo quanto un lenzuolo. Ci si può riappropriare del proprio tempo e trascorrerlo in modi più

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gratificanti che spendere l’intera giornata al centro commerciale.

Risparmio ecologico. Produrre e fare in casa permette di evitare l’acquisto di merci provenienti dall’altro capo del mondo, con un enorme dispendio di carburante che si traduce in sperpero di risorse prime e inquinamento dell’intero pianeta. La frutta e la verdura dell’orto non hanno bisogno di ingombranti imballi di plastica o strati di cellophane dentro i quali avvizzire; la crema o il dentifricio fatti in casa non necessitano di scatole, foglietti e altri supporti che hanno il solo scopo di rendere la confezione più costosa.


Focus: autoproduzione

Antistress naturale Quando vi sentite nervosi e irritati mettete le mani in pasta e fate: bastano 10 minuti passati a impastare pane, dei biscotti, sferruzzare con la lana o anche raccogliere le erbe aromatiche da seccare per non ricordarsi più il motivo per cui si era arrabbiati. Provate per credere!

Ribellarsi alla globalizzazione

Riciclo e creatività

Cucinare con verdure raccolte nell’orto significa scegliere cosa piantare, piuttosto che doversi accontentare di quello che si trova nei banchi dei supermercati, ormai uguali in tutto il mondo. Ci sono varietà di frutta e verdura che non si trovano più in negozio, ma che invece sono buonissime e salutari, semplicemente perché il “mercato” non le vuole più. È una pacifica ribellione al mercato globalizzato; è far parte di quella parte di popolazione che non si lascia omologare dal sistema.

Fare in casa permette di riciclare un sacco di cose che altrimenti sarebbero da buttare: con i fondi del caffè si può fare lo scrub per il corpo. I vecchi vestiti diventano pezze da usare in cucina o per spolverare; dai pezzi di lana avanzata nasce una colorata e allegra coperta. Frutta e verdura rovinata sono ottime come base per succhi freschi o per insolite e originali ricette.

Attività ludica formato famiglia

Fare in casa molto spesso è l’occasione per passare del tempo insieme in famiglia, coinvolgendo anche Conoscere gli ingredienti i bambini. Che si tratti di zappare l’orto, raccogliere Sapere cosa si mangia o cosa ci si spalma sulla pelle è pomodori, fare conserve, biscotti o altro, state certi importantissimo. Molti prodotti alimentari sono farciti che anche i bambini più irrequieti si calmeranno e si di conservanti, coloranti e additivi dannosi per la salu- divertiranno. Fategli impastare la pasta o permettetegli te. Non va meglio per i prodotti di bellezza, molti dei di aiutarvi a fare una torta oppure insegnategli come quali purtroppo contengono agenti chimici, di deriva- si piantano le fragole, e avrete la loro totale attenziozione dal petrolio, che sono tossici e cancerogeni. ne e concentrazione. Sarà per loro uno dei giochi più belli che abbiano mai fatto.

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Cioccolata fatta in casa

Come prepararla da sé utilizzando ingredienti di qualità

N

atale si avvicina e vorresti fare un regalo originale, fai da te e gustoso? Pochi ingredienti e qualche attrezzo da cucina ti permettono di realizzare dei semplici ma gustosissimi cioccolatini che potrai personalizzare a piacimento, confezionare e regalare agli amici! Ti occorrono: l uno stampo per cioccolatini in silicone, resistente al calore; l2  00 g di cacao amaro biologico di ottima qualità; l2  00 g di burro di cacao (si acquista online, in pasticcerie, drogherie oppure in negozi che riforniscono pasticcerie); l2  cucchiai di sciroppo d’agave (potrebbero essere anche di più, a seconda di quanto amaro si desidera il cioccolato); la  romi a piacere (vaniglia, mandorla, scorze di agrumi).

Il procedimento base Come prima cosa fate sciogliere il burro di cacao, rigorosamente a bagnomaria e a fuoco bassissimo, evitando che la temperatura superi i 45° (potete aiutarvi con un termometro da cucina). Quando il burro si sarà sciolto, unite lo sciroppo d’agave assicurandovi che si sciolga completamente, altrimenti rimarrà separato dal resto nel composto una volta che i cioccolatini si saranno solidificati. Aggiungete quindi il cacao e gli aromi e mescolate bene, fino a quando non otterrete un liquido omogeneo in cui il cacao in polvere si sarà completamente sciolto nel burro di cacao.

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Ilaria Bertini

Variazioni sul tema A questo punto potete sbizzarrirvi, aggiungendo frutta secca tostata e frantumata, come noci, mandorle nocciole o anacardi, scorza di agrumi, liquori e così via. Potete aggiungerli direttamente al composto, per poi disporlo nello stampo, oppure potete cimentarvi con esperimenti più complessi, per esempio riempiendo per metà una formina con il cioccolato, adagiandovi una nocciola intera e ricoprendola con altro cioccolato. Potete anche realizzare il cioccolato bianco: al posto del cacao in polvere aggiungete al burro di cacao fuso 200 g di scaglie di cocco tritate fini, oppure della frutta secca morbida come anacardi o noci macadamia, sempre tritati.

La r ic et ta : i cu or i di m enta

lto in vo ga ne i Paes i Un tip o di cio cc olatin o mo y’, i cu or i di me nt a. tt anglo sa ss on i è il ‘m int pa am pin o pe r me tà, me tDo po aver rie mp ito un o st are pe r circa me zz’ora. te te lo in free ze r a so lidific cucchia ino di es se nun Ne l frat te mp o me sc olate lo (o zucche ro di ca nn a tr itato finemen te ne l ve a ro he cc so ia. za di me nt a, zu i e un cucchia io di lat te di giu ngeim iss fin ti ita tr di ar ac oppo liq uido ag macin ac af fè), an so lido, qu indi se appa re tr rm a de llo st am pin o e ar ult ris ve de to os mp fo Il co e de i dis ch et ti de lla stes sa te più zucche ro. Prep arat so lidific at o. Rico pr ite co n alt ro cio cc olato e e ad ag iatelo su l cio cc olato ee ze r pe r alt ri 30 mi nu ti, qu indi te ne te li in fr me ttete nu ov amen te in e. tt no a fr igo pe r un


Speciale Autoproduzione

Come conservare il cioccolato Una volta riempiti gli stampi mettete in frigo a riposare per una notte e il giorno dopo i vostri cioccolatini saranno pronti per essere impacchettati. Potete fare dei graziosi involucri con la carta stagnola e realizzare scatoline in cartone riciclato che potete dipingere a vostro piacimento. Ricordatevi che non essendoci conservanti, i cioccolatini vanno tenuti lontani da fonti di calore o in frigorifero, altrimenti si sciolgono e rischiano di deformarsi. Se non avete lo stampo di silicone potete usare gli stampini del ghiaccio (sempre che siano resistenti al calore) oppure delle pirofile poco profonde per realizzare delle vere e proprie tavolette di cioccolata che poi potete confezionare con della carta spessa e decorare a mano.

shutterstock Copyright: Volosina

Glossario Cacao in polvere: deriva dalla tostatura meccanica dei semi di cacao ma è privato della sua parte grassa (burro di cacao).

Burro di cacao: è il grasso estratto dai semi di cacao tramite pressatura. Pur essendo ricco di grassi saturi, non contiene grassi idrogenati ed è privo di colesterolo.

Massa di cacao: è il risultato della triturazione a caldo delle due parti del seme di cacao, dette cotiledoni, e contiene burro di cacao.

Il cioccolato di Modica Chiacchierando con alcuni pasticceri modicani, ho scoperto che il “vero“ cioccolato si fa utilizzando la massa di cacao, che è però più difficile da reperire per i privati. Il cioccolato di Modica infatti si ottiene facendo sciogliere a freddo (cioè senza superare i 40°) la massa di cacao – e non il burro – lo zucchero e i vari aromi (cannella, vaniglia, peperoncino). Il risultato è un cioccolato più friabile e granuloso. Se avete un pasticcere di fiducia che vi può procurare la massa di cacao, vale senz’altro la pena tentare, mentre i meno fortunati possono cimentarsi nella versione qui riportata fatta con cacao in polvere e burro di cacao, che comunque vi farà ottenere dei saporitissimi cioccolatini.

Ilaria Bertini Giornalista ambientale, vive tra il Regno Unito e l’Italia e scrive di ambiente, energia, sostenibilità e alimentazione vegan. Collabora con la Vegan Society e il magazine di investimenti sostenibili «Blue&Green Tomorrow» (twitter: ilaria_bertini).

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Regali di Natale... preparali in cucina Panettone e cioccolatini: classici dolci natalizi da realizzare, confezionare e donare agli amici Dealma Franceschetti

le Pa net tonci n i di Nata Per 6-8 panettoncini “0” - 100 g di farina di farro 200 g di farina manitoba sco fre ra bir - 15 g di lievito di 30-50 g di amido di mais girasole 80 g di olio di mais o di e) cchero di canna integral 130 g di Muscobado (zu buccia di 1/2 arancia la buccia di 1 limone - la ccolato fondente 60 g di uvetta - 50 g di cio re l’impasto a - farina q.b. per lavora 1 banana matura frullat . integrale - latte di soia q.b 1 pizzico di sale marino Attrezzature r muffins) ttone (oppure pirottini pe Stampi di carta per pane enti alim r pe nti are ettini trasp Per la confezione: sacch nastro. pi di lievitazione, Procedimento i di lavorazione con tre tem rno. fas 3 no do hie ric ini nc Questi panetto o per qualche gio preparare e si conservan ma sono molto facili da il lievito con 30 g di Prima fase tola. A parte sciogliere cio a un in ine far tre le ciotola unire il lievito Mescolare chiere circa). In un’altra una palla, coprire bic di a dit e (du a pid tie acqua Formare di farine e impastare. r 30 con circa 50 g del misto e mettere a lievitare pe a, ola llic pe lla de o ido um ss o ba nn pa più è un in casa la ciotola con °C). Se la temperatura -25 (22 o la ntr ldo de ca re go tte luo me he minuto minuti in un spegnere e dopo qualc , °C 60 a no for il are tri. scald centime l forno aperta di pochi ciotola con la porta de volume. Seconda fase doppiato all’incirca il suo rad er av e bb vre do lla pa le bucce gratTrascorsi i 30 minuti la del misto di farine, l’olio, g 0 20 ca cir ere ng giu e impastare bene, se A questo punto ag zico di sale. Mescolare piz un e a llat fru na na re un po’ l’impasto. tugiate, la ba po’ di farina per asciuga un do en ng giu ag rio necessa lasciar lievitare 4-6 ore. a con un panno umido e tol cio la o ov nu di re pri Co ad qua o in un liquore (rum Terza fase per qualche minuto in ac etta e passarla nella faria ett l’uv llo mo am in re Mette are l’uv ccolato a pezzetti. Strizz pasto. esempio) e tagliare il cio soia e aggiungerlo all’im di te lat di ’ po un n co ero percch zu are lo am e ad amalg na. Ammorbidir ccolato e impastare fino cio il e per a ett ina far l’uv e lla ch de an o ia Aggiungere del latte di so ere ng giu ag rio ssa ce ne Trasferire l’imfettamente il tutto. Se è attacchi troppo alle mani. si n no e ch do rbi mo panettone, stampo di ottenere un impasto i per muffin, stampo da tin rot (pi ito fer pre o mp lievitare ancora 1 ora. pasto nello sta più della metà e lasciar co po lo ti do ien mp rie c.) a 160°C per 30-45 minu silicone ec infornare in forno caldo ne nti zio are ita sp liev tra i lla ett de cch ne sa mi i Al ter re ne bene prima di confeziona circa. Lasciar raffreddare cartone o di latta. di per alimenti o in scatoline

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Speciale Autoproduzione

Preparare i regali di Natale in cucina è facile, divertente, economico e di solito anche molto apprezzato da chi li riceve. La parte più divertente è sicuramente il confezionamento, perché possiamo scatenare la nostra fantasia utilizzando sacchetti, scatole e nastri di tutti i tipi e colori. Gli ingredienti utilizzati si possono trovare nei negozi di alimentazione naturale e le attrezzature nei negozi di casalinghi oppure in quelli specializzati in attrezzature per gli alimenti.

C ioccolat in

Dealma Franceschetti Cuoca e terapista macrobiotica. Da diversi anni tiene corsi di cucina macrobiotica vegan, seminari di auto-cura e consulenze personalizzate per il recupero del benessere attraverso un’alimentazione consapevole. Fornisce consulenze via skype in tutta Italia attraverso il proprio sito. Attraverso il suo blog diffonde l’alimentazione macrobiotica vegana con ricette sane e gustose. È autrice dell’ebook L’alimentazione macrobiotica edito da Bruno Editore. Per contatti: laviamacrobiotica.it blog.laviamacrobiotica.it

i r ipie n i a lla Per 8-10 ciocc ba na na olatini 150 g di ciocco lato fondente ½ banana mat di malto di riso ura - 1 cucchiai no Attrezzature stampo per cioc co la tini Per la confezio ne: una scatol a di cartone o o carta forno o di latta - carta carta normale velina - nastro Procedimento Frullare la bana na con il malto per ottenere un Sciogliere il cioc a purea. colato a bagno maria molto le Con l’aiuto di un nt amente. cucchiaino o di un pennellino e le pareti dello ric oprire il fondo stampo con il cioccolato. Met freezer per 10 tere lo stampo minuti, quindi rip in etere l’operazi freezer altri 10 one e rimettere minuti. in A questo punto riempire lo stam po mettere in freez con la purea di er per circa 20 banana e minuti finché sa A questo punto rà congelata. ricoprire con al tro cioccolato fu cioccolatino e so per chiudere mettere in freez il er 15 minuti ci estrarre i ciocco rca. Ora è poss latini e confezio ib ile narli nel modo È possibile sp preferito. erimentare altri tipi di ripieno, co salsa di lampo m e ad esempio ni, crema di no cciole ecc. Buon divertimen to!

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Regali di Natale…

preparali con l’essiccatore Perché fare la fila nei negozi, quando a casa tua hai un comodo essiccatore che non aspetta altro che di essere utilizzato? Claudia Mengoni

In inverno l’essiccatore può Preparare i tuoi regali con essere utilizzato per prepararsi l’essiccatore offre moltissimi all’arrivo del Natale nel numero vantaggi: 34 di ViviConsapevole abbiamo l risparmio di tempo: il lavoro lo visto come realizzare originali fa tutto lui; decorazioni per la casa (http://bit. l poca  spesa, molta resa; ly/Hc9HXt): in questo numero ci l niente fila nei negozi; concentreremo sui regali di Natale l puoi personalizzare tutti i regali; per colleghi, amici e parenti! ld  oni originali e fatti a mano: il successo è assicurato.

Sale all’Arancia

Il sale all’arancia è indicato per insaporire carni e pesci (soprattutto carni bianche come pollo, tacchino, ma anche crostacei). La ricetta è molto semplice e di sicuro effetto: questo sale ha delicate sfumature arancioni e un forte profumo di agrumi. Gli ingredienti sono pochi: questa è la proporzione di base, per ottenere maggiori quantità di sale all’arancia vi basterà moltiplicare il tutto.

1 cucchiaio di scorza di arance 50 gr. di sale Lavate ed asciugate accuratamente l’arancia, poi grattugiatela in modo da ottenere un cucchiaio circa di scorza. Mescolate la scorza con il sale marino fino. Essiccate il tutto, aiutandovi con un foglio di carta da forno. In alternativa si possono inserire alcune fette di arancia essiccate direttamente dentro il barattolo del sale, ma così il sale prende meno profumo...

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Quale regalo più apprezzato di un oggetto fatto in casa, con le tue mani?

In questa ricetta abbiamo aromatizzato il sale con l’arancia, ma è possibile usare anche altri ingredienti, giocando con sapori e colori: potete fare sale alla lavanda, dalle delicate sfumature violacee, al sesamo per un sale “fumoso”, al tè verde, dal sapore un po’ amarognolo, o con buccia e foglie di lime per un sapore più esotico... E perché non provare a fare lo zucchero al profumo di rosa canina, o allo zenzero? Ricetta di: Blog Pensieri e Pasticci di Simo Fonte: http://essiccare.com/2013/01/21/sale-profumatoallarancia/#more-1557


Speciale Autoproduzione

Biscotti natalizi

Natale è anche tempo di dolci, e allora perché non regalare dei golosi biscottini al cioccolato? Questa ricetta è adatta anche ai crudisti: basta cuocere i biscotti nell’essiccatore con temperatura inferiore ai 40°. E l’essiccatore può essere utilizzato anche per sciogliere il burro di cacao. Per i biscotti:

Per la copertura di cioccolato:

1 tazza di datteri 1 tazza di mandorle scorza grattugiata di un’arancia spezie - 1 cucchiaio di cacao

3 cucchiai di burro di cacao 1 cucchiaino di agave 1 cucchiaio di cacao

Frullate insieme datteri e mandorle in eguale quantità, la scorza grattugiata di una arancia e spezie a piacere in modo da ottenere un impasto. 
Per aromatizzare noi abbiamo usato vaniglia, cannella, noce moscata, chiodi di garofano, zenzero, cardamomo, pepe e un cucchiaio di cacao. Stendete l’impasto ottenuto, ricavate dei biscotti (magari con le formine natalizie), ed essiccateli. Mentre i biscotti sono nell’essiccatore, preparate la copertura di cioccolato. Sciogliete 3 cucchiai di burro di cacao grattugiato, aggiungete l’agave e il cacao, e mescolate bene. Poi intingete i biscotti nel cioccolato ancora fuso. Per fare un figurone consigliamo di decorare i biscotti mentre il cioccolato è ancora morbido: spezie, semi di sesamo e papavero, scorza di arancia e limone, scaglie di cocco. Ricetta di: Sara Cargnello Miss Vanilla Fonte: http://essiccare.com/2012/12/28/bis-crudi-natalizi/#more-1479

In inverno si possono essiccare frutti invernali come arance e mandarini, bacche di rosa canina, cachi, mele e pere Claudia Mengoni Prima ha preso una laurea in Archeologia, che riteneva indispensabile per comprendere quale fosse stato il percorso dell’uomo del passato, e come si fosse arrivati all’uomo moderno. Poi si è avvicinata al mondo della decrescita e delle autoproduzioni, per capire dove andrà a finire l’umanità. Lavora in Macrolibrarsi da quasi un anno: si occupa della presentazione dei prodotti sul sito internet. Continua a vedere il futuro come un posto bellissimo...

Tisana invernale Sorprendi amici e colleghi regalando loro una tisana che li accompagnerà nelle fredde giornate invernali!

mele scorze di agrumi (arancia, mandarini o lime) frutti di bosco frutti di rosa canina cannella (da acquistare separatamente) Essiccate gli ingredienti della tisana: in questa abbiamo mischiato fiori e frutti, ma potete giocare con dosi e ingredienti! Se avete un essiccatore vi consigliamo di essiccare un prodotto per vassoio: per esempio un vassoio di mele, uno di rosa canina, uno di arance. In questo modo otterrete adeguate quantità di base, da mischiare per realizzare tisane personalizzate a seconda di chi deve ricevere il regalo! L’unica cosa a cui bisogna prestare attenzione è l’origine degli ingredienti: l’utilizzo di acqua bollente comporta l’estrazione di ogni genere di sostanza (anche nociva) ivi contenuta. Per questo motivo raccomandiamo l’utilizzo di prodotti naturali, biologici (soprattutto nel caso degli agrumi) o di provenienza certa. E se a qualcuno non dovessero piacere le tisane, questa è un’idea che può essere utilizzata anche per realizzare originali sacchettini profumati per armadi e cassetti. Ricetta di: Tauro Essiccatori Fonte: http://essiccare.com/2012/06/05/ tisana-di-fiori-e-frutti/

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ECO

alberello

Come realizzare un albero di Natale e un Calendario dell’avvento utilizzando una cassetta della frutta in legno Claudia Porta

M

ai buttare le cassette della frutta: con una semplice spennellata possono diventare bellissime ed essere riciclate in mille modi. Per questo Natale ne abbiamo smontata una e le abbiamo dato nuova vita, trasformandola in albero di Natale e/o in calendario dell’avvento.

Per realizzarlo vi occorreranno: • • • •

una cassetta di legno; un seghetto; colla forte; 24 scatole di fiammiferi (potete riciclare quelle vere o acquistarne di vuote nei negozi di articoli per il bricolage). Con il seghetto, tagliate le strisce di legno in modo da ottenere diverse strisce di lunghezza crescente. Sistemate una banda lunga in verticale e disponete sopra di essa le altre, in senso orizzontale, dalla più corta alla più lunga. Otterrete così un effetto “albero di Natale”.

Fate una prova per avere un’idea dell’effetto finale, poi con il seghetto tagliate una fessura alla base del “tronco”. Da un’altra striscia di legno ricavate un triangolo spuntato che andrete a inserire nella fessura in modo che il vostro alberello possa stare in piedi. Incollate le strisce orizzontali. Se avete una sega da traforo potrete ritagliare una stellina (come la nostra) o altre decorazioni direttamente dal legno della cassetta.  Il vostro alberello è pronto. Potete esporlo così com’è, dipingerlo o decorarlo con perline, scritte o qualunque altra cosa vi venga in mente.

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Speciale Autoproduzione

I libri di Claudia Porta Giochi con Me? Tanti modi creativi per accompagnare i nostri figli nella crescita Il Leone Verde, 2012 Giochiamo allo Yoga DEd’A, 2011 La Mia Mamma sta con Me Conciliare famiglia e lavoro grazie a internet Il Leone Verde, 2011

Noi lo abbiamo trasformato in calendario dell’avvento incollandoci sopra 24 scatoline simili a quelle dei fiammiferi. Se ne avete in casa, potete foderarle e decorarle per poi utilizzarle come contenitori delle sorprese per l’avvento, altrimenti le troverete in rete (cercando “scatoline fiammiferi”) o nei negozi di articoli per il bricolage. In questo caso le scatoline sono bianche e potrete decorarle a piacere. Noi abbiamo scelto una versione molto minimal, puntando sul bianco sul quale spiccano i numeri realizzati con gli stencil.

Come realizzare una bambola Waldorf ebook scaricabile gratuitamente dal blog di Claudia: lacasanellaprateria.com Ordina su macrolibrarsi.it o chiama il numero verde 800 089 433

Foto 13

Attenzione: se le scatoline sono molto vicine tra loro potrebbero non aprirsi completamente (foto 13). Se le vostre sorprese richiedono l’apertura totale dovrete sistemare le varie strisce di legno a una distanza maggiore tra loro, oppure staccarle di volta in volta per poterle aprire. Buon divertimento e buone feste!

Claudia Porta Mamma di tre bambini, blogger, autrice e creativa. Tra le sue passioni: la pedagogia montessoriana, lo yoga, la creazione di abiti e accessori con materiale di recupero. Sul suo blog lacasanellaprateria.com trovate articoli di approfondimento, tutorial per la realizzazione di materiale montessori fai da te, abiti, accessori, travestimenti di carnevale per bambini, prodotti per il corpo e tanto altro.

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Incartare, riciclando Come realizzare bellissimi pacchi natalizi e carte regalo con materiali di recupero

Claudia Ceroni

Impacchettare i regali di Natale può avere un costo notevole: carta, nastri, fiocchi e biglietti hanno prezzi sempre più elevati e sono spesso standardizzati nei toni e nelle fantasie. Per risparmiare, ma anche per dare libero sfogo alla nostra fantasia e manualità, possiamo sacrificare qualche serata davanti alla televisione e realizzare da noi carte-regalo e pacchetti personalizzati, magari conivolgendo i bambini di casa. Claudia Ceroni – ingegnere di cantiere dall’animo creativo – ci offre tantissimi spunti per un Natale tutto “fai da te”.

Per Creare tessuti personalizzati Materiali • scampoli di stoffa monocromatica chiara • colori per stoffa (utilizzati colori da 3,5 €/barattolo) • vaschetta per alimenti in polistirene • una patata • un cubo di legno/plastica • punteruoli da intaglio (quelli utilizzati sono stati comprati a 4,99 €/ confezione da 10 tipi), sostituibile con un coltellino da frutta spilucchino • un taglierino

Procedura • Per creare uno stampino con la patata: disegnare il motivo (a rovescio, sarà stampato ribaltato) sulla patata tagliata in due, intagliarla e asciugarla, intingerla nel colore steso in un piattino o pennellarla direttamente con un pennello a punta grossa. • Per creare uno stampino con la vaschetta: disegnare il motivo (a rovescio sempre), ritagliarla e incollarla sul cubo di legno o altro supporto di dimensioni adeguate, intingerla nel colore steso o pennellarne la superficie. Al termine dell’asciugatura, stirare ad alta temperatura

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Per creare carte da pacchi personalizzate Materiali

Procedura Utilizzare gli stampini per creare pattern personalizzati

• vecchi stampini di recupero, anche consumati • inchiostro comune • tampone per inchiostro • carta da pacchi

Pacco “canovaccio”: utilizzare un canovaccio, nastri di recupero e un rametto realizzato in carta come biglietto di auguri

Pacco “carta e spago”: utilizzare la carta creata con gli stampini; realizzare un finto spago da panettiere intrecciando due cordini di recupero. Creare una finta targa da pacco con carta e con un salvabuchi colorato di rosso. Fermare il nastro con un po’ di ceralacca. Pacco “bimbo”: utilizzare la carta creata con gli stampini, realizzare il fiocco di carta seguendo le istruzioni disegnate. Per realizzare la targhetta, forare con una vite una tessera di un vecchio memory (quello utilizzato trovato a un mercatino) e scrivere il nome del destinatario sul retro.

Claudia Ceroni Ingegnere edile dall’animo creativo, Claudia è ecomamma di due bimbi. Tra le sue passioni sfrenate: il disegno, il cucito, il packaging creativo e ricicloso, la pasta madre. Realizza partecipazioni personalizzate per matrimoni o altre cerimonie e ricorrenze. Potete contattarla a claudiaceroni@gmail.it

Pacco “tessuto”: utilizzare il tessuto personalizzato, come nastro usare un pezzo di passamaneria con l’aggiunta di una fettuccia, che era il manico di una borsa in carta di un negozio. Includere nel fiocco qualche rametto di rosmarino, oppure salvia, pungitopo ecc. Aggiungere due vecchie perline in legno al fiocco.

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Scrub

per il corpo fai da te Prepararli in casa permette di risparmiare e allo stesso tempo usare semplici ingredienti che troviamo in dispensa per fare lo scrub, ma volendo, possiamo comodamente prepararlo in casa, usando semplici ingredienti, che si possono trovare più o meno in qualsiasi dispensa. Possiamo farne per tutti i gusti e con ingredienti nuovi di volta in volta, con poca spesa e poca fatica, e possiamo scegliere di farli più o meno delicati a seconda del tipo di pelle. Per non seccare eccessivamente la

L’esfoliazione – o scrub – aiuta a rimuovere gli strati morti e a ridare vigore, bellezza e freschezza alla pelle, che in poco tempo ritorna così luminosa, liscia e bella

casi l’esfoliazione – o scrub – aiuta a rimuovere gli strati morti e a ridare vigore, bellezza e freschezza alla pelle, che in poco tempo ritorna così luminosa, liscia e bella. Lo scrub infatti contiene un ingrediente esfoliante (composto da granuli) e uno liquido o fluido (come l’olio): insieme “grattano” via le cellule morte e allo stesso tempo levigano la pelle rendendola più morbida. In commercio ci sono molti prodotti

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pelle, lo scrub andrebbe fatto una volta ogni 1 o 2 settimane, chi ha la pelle secca dovrebbe invece limitarsi a 1 o 2 volte al mese. Dopo lo scrub è bene applicare una crema idratante. Di seguito trovate qualche ricetta per preparare scrub casalinghi. Una volta fatto, il procedimento è sempre lo stesso: si applica lo scrub sulla pelle umida, si massaggia con piccoli movimenti circolari e si risciacqua sotto la doccia.

Romina Rossi

Shutterstock Copyright: Ekaterina Garyuk

S

e la vostra pelle appare spenta, inspessita, opaca e invecchiata potreste aver accumulato cellule morte e altre impurità che si depositano all’interno dei pori e trasformano la pelle rendendola brutta. Soprattutto con l’arrivo dell’inverno, quando il corpo viene coperto per gran parte del giorno per ripararsi dal freddo, è più facile che la pelle accumuli delle impurità. In questi


Speciale Autoproduzione

Scrub al sale marino

Scrub al caffè

Ingredienti Una tazza di sale marino macinato fine Mezza tazza di olio di mandorle

Ingredienti Una tazza di caffè macinato fine Mezza tazza di yogurt fresco

Mescolate bene il sale marino e l’olio. Potete applicarlo con le mani su tutto il corpo.

Mescolate insieme il caffè con lo yogurt e massaggiatelo sul corpo. Grazie alla presenza dello yogurt subito dopo la pelle appare già più morbida ed elastica.

Lo scrub contiene un ingrediente esfoliante (composto da granuli) e uno liquido o fluido (come l’olio): insieme “grattano” via le cellule morte e allo stesso tempo levigano la pelle rendendola più morbida

Scrub al caffè per combattere la cellulite Ingredienti 500 g di caffè 100 g di sale grosso o zucchero di canna 30 g di olio di mandorla

Mescolate tutti gli ingredienti e passate sulle zone più colpite dalla cellulite.

Scrub alle noci e miele Ingredienti 2 cucchiaini di miele Una tazza di zucchero Olio di oliva q.b.

Mescolate il miele allo zucchero e aggiungete tanto olio d’oliva quanto basta per far assumere al preparato una consistenza morbida ma non troppo liquida. Fonti:_http://www.inerboristeria.com/ scrub-corpo.html; http://www.pianetadonna.it/bellezza/corpo/ricette-scrub-esfoliante-fai-da-te-in-casa.html#/bestof_massaggio_corpo_viso_1; http://www.benessereblog.it/post/24919/le-5-ricette-per-scrubcorpo-fai-da-te-con-ingredienti-naturali

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Vivere nella Città

della Luce L’ecovilaggio sulle colline marchigiane coniuga la crescita personale all’ecologia e si apre all’esterno con un intenso programma di corsi e seminari

La Redazione

C’è una dimora storica sulle colline marchigiane che è stata ristrutturata con grande attenzione ai materiali naturali e al risparmio energetico. È una grande casa in cui abitano 40 persone che condividono spazi e ideali, che sono accomunate dall’aver incontrato il Reiki nel proprio percorso di crescita e che ora si propongono al mondo come nuovo modello di vita famiglia e di vita comunitaria. Alla Città della Luce si vive insieme, si condivide, si risparmia energia, si produce cibo biologico, ci si autoproducono vestiti, scarpe e gioielli, si fa delle proprie passioni il proprio lavoro, ci si cura con l’ayurveda, si nasce in casa, si lavora costantemente su se stessi e sulle proprie relazioni, si fanno tantissimi corsi, si pubblicano libri. Umberto Carmignani, maestro Reiki e presidente de La Città della Luce, ci ha raccontato come è nata e cosa si sperimenta in questa comunità intenzionale. Ho visto il documentario di presentazione de La Città della Luce sul vostro sito e mi ha molto toccata. Mi è rimasta molto impressa la commozione con cui chi vive a Città della Luce ne parla: cosa vi lega così profondamente? Di fondo c’è un’emozione, un senso, uno scopo comune, un significato. Quando ci siamo incontrati nel ’95-’96 eravamo tutti un po’ sperduti e disorientati, in una grossa crisi esistenziale: non

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eravamo soddisfatti dei nostri lavori, delle nostre relazioni ed eravamo alla ricerca di un percorso di consapevolezza. Sulla nostra strada abbiamo incontrato il Reiki: il tempo che trascorrevamo insieme durante gli incontri e i ritiri dei fine settimana diventava sempre più un tempo di significati, di gioia, di condivisione. E siccome stavamo così bene insieme abbiamo deciso di iniziare un percorso di vita in comune, inizialmente in un appartamento in città. Successivamente ci siamo svincolati dalla città e ci siamo trasferiti dove siamo oggi, sulle colline marchigiane in un edificio storico che abbiamo ristrutturato. Paradossalmente la nostra comunità è nata dal bisogno egoistico di ciascuno di noi di stare meglio con se stesso e con gli altri: da qui però il passo verso l’attenzione al benessere globale e la volontà di cambiare il mondo è stato breve. La Città della Luce è un ecovillaggio: la vostra attenzione al vivere ecologico e al rispetto dell’ambiente in che cosa si traduce concretamente? Il nostro impengo in questo senso parte dal fatto che siamo attualmente un gruppo di 40 persone che utilizza una sola cucina, che mangia in una stanza: non viviamo in un condominio, ma in spazi anche comuni che per la loro stessa natura costituiscono un risparmio di risorse e di energia. Poi abbiamo un impianto fotovoltaico per la

Un momento della vendemmia biodinamica

produzione di energia elettrica (circa 20 kw), utilizziamo lampade a basso consumo o a LED, abbiamo un impianto di riscaldamento a biomasse (utilizziamo la legna e il pellet). Inoltre siamo in 40 e abbiamo un parco auto composto da 5-6 vetture che condividiamo: sono vettute ibride o a metano e gpl. Abbiamo orti e campi che utilizziamo per l’autoproduzione e che coltiviamo secondo i canoni dell’agricoltura sinergica, della permacultura, dell’agricoltura biologica e biodinamica. Abbiamo costituito un GAS, un Gruppo di Acquisto Solidale, e abbiamo selezionato un certo numero di fornitori che soddisfa le nostre esigenze di reperire cibo di grande qualità a chilometro zero. Evitiamo di curarci con farmaci, di assumere sostanze chimiche (qui si

I princìpi di Reiki che guidano la comunità nella quotidianità Solo per oggi Non ti arrabbiare Solo per oggi Non ti preoccupare Guadagnati da vivere onestamente Onora i Genitori, i Maestri e gli Antenati Mostra gratitudine per ogni cosa vivente


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La Città della Luce Comunità ed ecovillaggio dove si studiano e sperimentano discipline bio-naturali per una vita sana e consapevole nel rispetto dell’individuo, della famiglia, della società e dell’ecosistema. Per info e contatti lacittadellaluce.org beve moderatamente e il fumo è bandito). Ci curiamo e facciamo prevenzione con i metodi dell’ayurveda, lavoriamo con Reiki sui conflitti e sui problemi familiari in modo da intervenire a monte, prima che la malattia si manifesti. Facciamo il parto in casa: ci vuole un grande coraggio in questi tempi, c’è dietro un altro tipo di filosofia ma è un grande regalo che si fa a se stessi e ai propri figli. In sostanza utilizziamo le risorse in maniera più parca, lavoriamo sull’autoproduzione, sulla prevenzione delle malattie e sul mantenimento dello stato di salute: tutto questo riduce il nostro impatto sull’ambiente e sulla società. Quali sono le attività che proponete all’esterno? Attraverso le nostre pubblicazioni e i nostri corsi diffondiamo la filosofia che ci anima e le buone pratiche che utilizziamo quotidianamente: l’autoguarigione, l’assumersi la responsabilità della propria vita, l’essere d’aiuto a se stessi e agli altri, cambiare un mondo che non può e non deve andare avanti in questo modo. Non si può andare avanti con un certo tipo di ricerca tecnologica che non prende in considerazione le esigenze del pianeta, con il nucleare, con un certo tipo di politica e religione,

con una logica di guerra e di ampliamento degli armamenti, con la logica della maggioranza che prende le decisioni, con un’economia in cui i più ricchi continuano ad arricchirsi a scapito dei soggetti più deboli. Durante i nostri corsi, ma anche e soprattutto durante gli open day che teniamo una volta al mese, proponiamo alle persone che ci vengono a trovare una rassegna di quelle che sono le discipline olistiche per il benessere personale e spieghiamo i motivi per cui sarebbe bello e sensato che tutti cominciassero a vivere in comunità, o per lo meno a ragionare in termini di comunità. Quali sono secondo te i passi verso il cambiamento? Il sistema sociale ed economico in cui viviamo crea frustrazione, infelicità e rabbia: una persona infelice e frustrata è un ottimo consumatore perché sarà disposto a mangiare e acquistare qualsiasi cosa per colmare le proprie frustrazioni. Il primo passo da compiere è cambiare noi stessi, il secondo cambiare le nostre relazioni, il terzo è cambiare il sistema. Noi stiamo provando a fare questo.

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Agricoltura

ecologica Patrick Whitefield visita la fattoria di Rebecca Hosking e Tim Green, nel Devon, che è concepita per funzionare come un ecosistema naturale

Estratto da Permaculture magazine n. 77

www.permaculture.co.uk - Traduzione di Romina

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Azienda Sostenibile

«Mettiamo in discussione tutta la classica saggezza in agricoltura» ha detto Rebecca Hosking quando lei e Tim Green mi hanno mostrato la loro fattoria nel Devon la scorsa primavera. Avevano appena rilevato il terreno dal padre di lei l’autunno precedente, quindi per molti aspetti era molto simile a com’era prima, ma entrambi hanno le idee ben chiare sulla direzione da prendere e hanno già cominciato il percorso. Pascolo di gruppo Praticano la gestione olistica del pascolo, o pascolo di gruppo com’è anche definito. Il metodo consiste nel tenere gli animali in uno stretto gruppo su un piccolo pezzo di terra per un breve periodo, generalmente un giorno, e poi spostarlo. Ciò significa che il pascolo può essere gestito con molta più precisione, e crescere in modo costante in qualità. Quando gli animali hanno accesso a una vasta area, essi mangiano le piante più nutrienti e lasciano quelle meno buone e insapori che hanno poco valore nutritivo. Ciò porta a un diminuzione costante della qualità del pascolo. Ma quando gli animali sono concentrati su una piccola area per un breve periodo, essi mangiano tutto allo stesso modo. Allo stesso tempo, danno al terreno su cui si trovano un condimento di letame e quando vengono spostati, la ricrescita è immediata. Il primo scopo di Rebecca e Tim è quello di far pascolare le pecore su erba alta piuttosto che sul corto tappeto erboso che hanno ereditato dal precedente sistema di gestione. Erba alta significa radici più profonde, che si traduce in maggiore materia organica aggiunta al terreno e mag-

giori nutrienti minerali contenuti nel sottosuolo. Significa anche che le pecore mangiano un po’ dell’erba e ne calpestano dell’altra. Cambiando la dimensione del recinto ogni giorno, Rebecca e Tim possono decidere quale porzione di erba nutre le pecore e quale porzione nutre il terreno. Calpestare il terreno è una bestemmia per gli agricoltori tradizionali ma è l’elemento chiave del sistema olistico. È una fonte di fertilità del terreno naturale e autoctona, e aiuta anche a formare un tappetino di materiale fibroso sulla superficie del terreno. Questo terrà le zampe delle pecore lontane dal suolo, prevenendo la zoppia e permettendo loro di essere tenute all’aperto tutto l’anno senza danneggiare il terreno. Le recinzioni elettriche sono usate per tenere gli animali nel loro appezzamento di terreno quotidiano. A prima vista sembra innaturale ma in realtà è molto più vicino al modo in cui pascolano gli erbivori selvatici della normale pratica di raggruppare il bestiame, in cui le pecore o le mucche hanno accesso a un intero campo per molti giorni o settimane. Un gregge selvatico è accerchiato dai predatori che girano loro intorno e attaccano il primo singolo capo che si allontana. Le recinzioni elettriche hanno il ruolo che nell’ecosistema avevano i lupi un tempo. La gestione del pascolo olistico è stata sviluppata da Allan Savory, dello Zimbabwe, ed è stata messa in pratica da molti agricoltori nord americani, sebbene qui in Europa sia ancora poco conosciuta. 1 Rebecca e Tim fanno parte di un piccolo gruppo di pionieri che sperimentano questo sistema.

Animali sani «Perché diamine hai scelto le pecore Shetland?» ha chiesto loro un vicino. 1 http://tiny.cc/allan_savory (il sito è in inglese, N.d.T)

«Per che cosa le allevi, carne?» «Le alleviamo per la salute», ha risposto Rebecca. Le Shetland sono una razza a coda corta, che hanno origine dalle pecore selvatiche del nord Europa, più che dal Middle East, da dove provengono le razze più commerciali. Il montone è islandese, un’altra razza a coda corta. Anche se potreste vedere molte pecore a coda corta nelle campagne, queste hanno la coda mozzata alla nascita – proprio il tipo di intervento che Tim e Rebecca stanno abbandonando. L’allevamento è un elemento della salute dell’animale e il metodo di pascolo stesso ne è un altro. Poiché gli animali sono spostati ogni giorno, pascolano sempre su terreni puliti, mai dove hanno concimato di recente. Le pecore soffrono molto di vermi intestinali e questo è un metodo naturale di prevenire le infezioni. Così Tim e Rebecca non danno loro alcun vermicida chimico. Né tanto meno le vaccinano o curano la zoppia – lasciano fare a un sistema immunitario sano. C’è qualche problema di zoppia al momento nel loro gregge, ma sono convinti che sparirà poiché lo strato fibroso delle piante cresce sulla superficie del terreno e tiene le loro zampe lontano dal fango. Nemmeno aiutano i parti. Molti agnelli sono nati mentre ero lì e tutti sono saltati fuori abbastanza facilmente. Come suona strano tutto ciò ai pastori tradizionali!

Agrosilvicoltura Avere le recinzioni elettriche significa che è facile piantare alberi nel mezzo dei campi senza doverli proteggere uno per uno dal pascolo del gregge. Ovunque siano le pecore gli alberi possono sempre essere dall’altra parte del recinto. Lo scorso inverno hanno piantato una rete per la maggior parte di alberi da frutto, gentilmente donati da Martin

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Azienda Sostenibile

1

1 Rebecca Hosking ispeziona un pascolo molto cresciuto. 2 In alto: Il foraggio appiattito e calpestato dalle pecore aiuta a nutrire il terreno. 3 Gli scarabei e altri scarafaggi hanno fatto un gradito ritorno da quando la fattoria ha assunto una gestione ecologica. 4 Un parto naturale di agnelli gemelli avvenuto durante la visita di Patrick.

2

3

Crawford della Agriforestry Research Trust2, su parte della fattoria. Progettano anche di piantare del foraggio per fornire agli animali parte della loro dieta. Questo miscuglio di piante e pascolo può essere molto più produttivo di quanto lo siano piante e pascoli da soli. La competizione fra le piante di diverse forme, dimensioni e cicli annuali è minore rispetto a quella che c’è fra le piante di una stessa famiglia, come succede in un semplice pascolo. Ci sono anche alcune interazioni positive, come la fertilità che viene sollevata da sottoterra dalle radici degli alberi e condivisa con il manto erboso quando cadono le foglie. Laddove gli agricoltori tradizionali vedrebbero gli alberi piantati in mezzo al pascolo come un’attività in perdita, Tim e Rebecca la vedono come una produzione in crescita. Non producono fieno o insilato. L’alimentazione invernale viene ricavata dal secondo taglio. Si tratta di erba che è cresciuta in estate ed è stata essiccata in situ. L’unico alimento che usano è del fieno in pellet per insegnare alle pecore femmine a seguire un secchio. Ciò rende più facile spostarle, persino su una strada pubblica con molti incroci, 2 www.agroforestry.co.uk (il sito è in inglese, N.d.T)

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Azienda Sostenibile che altrimenti richiederebbe molte persone per bloccare il traffico.

4

Aumentare la diversità Quest’anno progettano di introdurre le capre e i maiali. Sembra che la razza Large Black possa sopravvivere con una dieta solo a base di erba, anche se ciò significa che crescono molto più lentamente. Stanno anche pensando a dei tacchini, e progettano i bovini fra un paio di anni. Aumenteranno anche la diversità dei campi piantando dell’altro pascolo, trifoglio ed erbe. Il trucco è piantarli nel recinto dove gli animali staranno il giorno dopo, così verranno calpestati. «Nei primi due anni i profitti crescono gradualmente», dice Tim, «visto che si è nutrito più il terreno degli animali. Poi, dopo il terzo o quarto anno gli effetti degli “ettari d’oro” cominciano a decollare e la maggior parte degli agricoltori si sono resi conto che quando ciò si verifica, possono aumentare il bestiame di due o tre volte». Una cosa che mi ha impressionato è stato l’entusiasmo e l’immaginazione che Rebecca e Tim mettono nell’attività di stravolgere la saggezza contadina. Un’altra era la loro semplicità nell’affrontare la complessità della natura. Hanno citato Allan Savory, il creatore del sistema: «Quando hai a che fare con l’ecosistema, supponi sempre di avere torto».

Nuovi pascoli? Da quando Patrick ha fatto visita a Tim e a Rebecca, i due hanno deciso di seguire un’altra rotta. «Dopo tre anni di cambiamenti lenti alla nostra gestione della fattoria ora ci rendiamo conto che i primi benefici all’ecologia e alla produttività stanno diventando evidenti. Sfortunatamente, proprio quando il successo cominciava a crescere a valanga, ci siamo

resi conto di aver raggiunto i limiti di ciò che la mia famiglia è disposta a permettere che si verifichi in questo pezzo di terra» dice Rebecca. Quindi stanno cercando un nuovo lotto di terra fra i 100 e i 300 acri. Non terra agricola di prima qualità – al contrario – che sia stata arata o usata come pascolo. Se tutto va bene in pochi anni sarà abbastanza bella, piena di biodiversità, piena di animali selvatici e produttiva – proprio l’opposto di un terreno coltivato. Se siete in grado di dare un aiuto contattate: wolftreefarmuk@gmail.com. Nel 2009 Rebecca Hosking, figlia di agricoltori, e Tim Green, biologo, hanno girato un film, Una fattoria per il futuro. Il film si concentra sulla sicurezza del cibo nel Regno Unito ed esplora nuovi metodi agricoli ecologici inclusi quelli che sono indipendenti dal combustibile fossile, per aumentare la produzione di cibo. Sia Tim che Rebecca hanno lavorato per l’Unità di Storia Naturale della BBC producendo documentari naturalistici.

Patrick Whitefield tiene corsi di permacultura sia per agricoltori sia per giardinieri. Potete trovare i dettagli dei suoi corsi, sia residenziali sia online su: http://patrickwhitefield.co.uk

Per informazioni sulla rivista Permaculture e sui libri editi da Permanent Publications visitate: www.permanentpublications.co.uk

Cosa leggere Patrick Whitefield Permacultura per Tutti Oltre l’agricoltura biologica, per curare la terra e guarire il Pianeta Aam Terra Nuova Edizioni Ordina su macrolibrarsi.it o chiama il numero verde 800 089 433

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Antibiotici Naturali Con tea tree, propoli, echinacea e oli essenziali diciamo addio agli antibiotici di sintesi e ai loro fastidiosi e nocivi effetti collaterali Luca Fortuna

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Medicina Olistica

L

a scoperta delle penicilline da parte di Fleming nel 1929 è stata in grado di rivoluzionare la medicina moderna. Patologie infettive come la polmonite, la tubercolosi, la sifilide potevano essere trattate con questi preparati. Negli ultimi 50 anni, a causa dell’uso sconsiderato degli antibiotici, si sono creati ceppi di virus e batteri definiti “resistenti”, che hanno richiesto nuovi antibiotici sempre più potenti. I microrganismi sono però in grado di adattarsi al nuovo farmaco e oggi il fenomeno è divenuto allarmante, con la presenza di alcuni ceppi super resistenti che non possono essere trattati con nessuno degli antibiotici allopatici. Gli antibiotici (antibios = contrari alla vita) sconfiggono non solo i batteri responsabili delle malattie, ma anche quelli benefici e responsabili della salute del nostro sistema immunitario. Il danno più evidente derivante da un uso improprio di antibiotici di sintesi è la vulnerabilità delle nostre difese, che paradossalmente ci rende più esposti a nuove infezioni, con la necessità di assumere altri farmaci. Infatti gli antibiotici di sintesi sopprimono il sistema immunitario e appesantiscono fegato e reni. Infine non possono essere usati

per prevenire, ma solo per curare un’infezione. Usandoli in modo improprio, per un tempo non corretto o per trattare il patogeno sbagliato, si instaura così un circolo vizioso che da un lato indebolisce e danneggia l’organismo (gli effetti collaterali sono molto pesanti) e dall’altro rende i microbi sempre più resistenti. Gli antibiotici naturali, derivati da estratti di piante, sono attivi contro virus, batteri, funghi e parassiti. Dis-

L’organismo corpo può naturalmente attivare le difese, rafforzarsi ed essere in grado di difendersi da solo dalle aggressioni esterne. Si instaura così un circolo virtuoso che determina maggiore benessere e vitalità. Per questi motivi, gli antibiotici di sintesi, andrebbero utilizzati solo in casi di assoluta necessità, sotto stretto controllo medico e per periodi limitati.

Gli antibiotici di sintesi sopprimono il sistema immunitario e appesantiscono fegato e reni

truggono i patogeni, ma preservano i batteri amici e non danneggiano l’organismo. Non producono accumuli per il fegato o i reni, stimolano il sistema immunitario e non determinano resistenza. Possono essere utilizzati sia per prevenire, sia per trattare un’infezione. Attraverso un loro impiego costante si potenzia dall’interno il sistema immunitario, senza aggredirlo.

Il Tea Tree Contrariamente a quanto avviene con gli antibiotici di sintesi, l’utilizzo delle sostanze antibiotiche naturali non comporta il rischio di sviluppare il fenomeno allarmante della resistenza. La minaccia all’umanità da parte della resistenza agli antibiotici è un problema serio, che non può essere sottovalutato. Gli appelli a ridurre l’uso degli antibiotici rivolti

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Medicina Olistica dall’OMS (Organizzazione mondiale per la sanità) e da altri autorevoli enti sono divenuti sempre più pressanti. Diviene pertanto necessario trovare un’alternativa, ricorrendo, ad esempio, ai rimedi naturali e in particolar modo a quelle sostanze di provata azione antibiotica. Tra le tante possibili risorse, troviamo l’olio essenziale di Albero del Tè (Tea Tree Oil), originario

immunitario, sono antinfiammatori, antiallergici e cicatrizzanti. Proteggono i tessuti e le membrane dai processi degenerativi e sono validi antiossidanti. Il propoli contiene minerali utili al sistema immunitario come il calcio, il nichel, lo zinco, il ferro, il rame, il titanio e il vanadio. Possiede proprietà antibatteriche, antivirali e antimicotiche. Ha la capacità di rad-

Gli antibiotici naturali, derivati da estratti di piante, sono attivi contro virus, batteri, funghi e parassiti. Distruggono i patogeni, ma preservano i batteri amici e non danneggiano l’organismo

dell’Australia (Melaleuca Alternifolia): una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica «International Journal of Antimicrobial Agents», ha valutato gli effetti dell’olio essenziale su una coltura di 30 ceppi batterici che causano le più comuni malattie della pelle. Si è osservato come i batteri dello Stafilococco venissero uccisi dall’olio in questione e si è scoperto che la suscettibilità agli antibiotici è rimasta invariata, escludendo così il rischio di antibiotico-resistenza.

La propoli La propoli è una miscela composta da elementi di origine naturale e deriva dalla raccolta di resine da parte delle api. Usata per sigillare le fessure dell’alveare, ricoprire la cella della regina e disinfettare l’ambiente interno ed esterno dell’alveare, possiamo definirla come la farmacia delle api. Contiene flavonoidi, aldeidi, idrossiacidi e oli eterici, tutte sostanze altamente benefiche. I flavonoidi, come la galangina, rafforzano il sistema

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doppiare il ritmo di riproduzione delle cellule e quindi di accelerare il percorso di guarigione delle ferite. Indicato contro le malattie da raffreddamento e in generale verso tutte le affezioni delle vie respiratorie, può essere usata anche per il trattamento di infezioni gastrointestinali e delle vie urogenitali. La forma elettiva è la tintura alcolica, che può essere assunta mescolata con acqua o succhi di frutta in ragione di 20-30 gocce da una a quattro volte al giorno. È un perfetto substrato per gli oli essenziali, che ne arricchiscono le proprietà. Basta aggiungere una o due gocce di olio essenziale alle gocce di propoli e poi disciogliere il tutto.

L’echinacea Numerosi studi hanno dimostrato le virtù terapeutiche dell’echinacea, una pianta dalle spiccate proprietà immunostimolanti, antinfiammatorie e antibiotiche. È consigliabile assumerla fin dai primi freddi, per beneficiare della sua azione stimolante a carico

del nostro sistema immunitario. L’echinacea stimola i macrofagi e i globuli bianchi a cui spetta il grande compito di proteggerci dai virus e dai batteri. Utile anche durante un’infezione virale, influenza o raffreddore. Ottimo antibiotico naturale che stimola nell’organismo la produzione di interferone, una proteina che protegge le cellule da attacchi virali. L’EMEA (Agenzia europea per i medicinali) ha approvato l’utilizzo di estratto di Echinacea purpurea per prevenire e curare il raffreddore. In commercio si trovano diversi preparati pronti, importante scegliere estratti titolati e standardizzati.

L’aromaterapia È possibile combattere le infezioni con i più potenti rimedi naturali, gli oli essenziali certificati per aromaterapia. Come dimostrato da numerosi studi scientifici, debellano i patogeni, sostengono le naturali difese, tonificano l’organismo e svolgono un’efficace azione di protezione. Contengono naturalmente centinaia di princìpi attivi in proporzione variabile, annullando il rischio di antibiotico-resistenza, poiché i microbi non riescono ad adattarsi alla loro struttura mutevole. In caso di raffreddore, gli antibiotici allopatici non servono mai, poiché è causato sempre e solo da virus. Il rimedio di elezione contro le infezioni virali è l’olio essenziale di Ravintsara Assumere 3 gocce emulsionate in un cucchiaio di miele di timo 4 volte al giorno per tre giorni. Applicare 4-5 gocce sulle piante dei piedi mattino e sera. Fare delle inalazioni con 2-3 gocce. Infine, non si deve dimenticare l’importanza di un ambiente sano, con aria purificata da germi patogeni, in modo da evitare la propagazione del contagio, rinforzare le mucose respiratorie e facilitare la respira-


Medicina Olistica zione. La miscela di oli essenziali puri “Inno all’Inverno”, realizzata con una sinergia di Eucalipto globulus, Arancio dolce, Limone e Legno di Hoo si rivela perfetta in casa e nei luoghi di lavoro. È sufficiente diffondere 10 gocce del mix due volte al giorno per un’ora. Il rimedio di elezione contro le infezioni batteriche è l’olio essenziale di Origano Si ottiene per distillazione dall’origano selvatico (Origanum compactum) diffuso nel Bacino del Mediterraneo. I principi attivi più importanti contenuti sono due fenoli, il carvacrolo e il timolo, che possiedono una notevole azione antibiotica ad ampio spettro. Secondo numerosi test di laboratorio, batteri patogeni, virus, parassiti e funghi sono eliminati nel giro di pochi minuti di contatto. Efficace contro centinaia di patogeni, è quindi una scelta perfetta quando

non si conosce con esattezza contro quali ceppi di microbi si sta lottando. Aiuta a ridurre le infiammazioni, evita le fermentazioni intestinali ed equilibra la flora batterica. Favorisce la stimolazione della ricrescita dei tessuti colpiti da infezione ed eradica i patogeni. Aiuta a rinforzare le naturali difese del corpo. Può essere assunto internamente o utilizzato per uso esterno, ad esempio per la guarigione di ferite infette. Uno studio ha mostrato che il carvacrolo dell’origano è in grado di attivare l’HSP (Heat shock proteins), un sistema antinfiammatorio naturale presente nel nostro corpo, attraverso i linfociti T. Il risultato è la soppressione dell’infiammazione articolare. L’olio di origano ha un effetto analgesico molto pronunciato e applicato esternamente ha la capacità di penetrare profondamente nel liquido sinoviale. Assumere 3 gocce emulsionate in un

cucchiaio di miele di timo fino a 4 volte al giorno per tre giorni. Applicare 4-5 gocce emulsionate in olio di calophylla sulla zone da trattare. Si tratta di un olio essenziale molto attivo, da impiegare con attenzione. Irritante per le mucose, non si può usare in gravidanza e allattamento o nei bambini al di sotto dei 12 anni.

Cosa leggere Stephen Harrod Buhner Antibiotici Naturali Alternative efficaci per combattere le infezioni batteriche resistenti ai farmaci Punto D’Incontro, 2003 Luca Fortuna Gli Antibiotici Naturali Xenia, 2007 Ordina su macrolibrarsi.it o chiama il numero verde 800 089 433

Luca Fortuna Esperto di aromaterapia, creatore di profumi, fragranze e percorsi di benessere naturali. Docente e consulente per numerose aziende. I suoi prodotti e trattamenti sono venduti in oltre 30 nazioni. Scrittore di talento è autore di numerosi testi divulgativi e di saggi specialistici. Per informazioni e consulti individuali: info@lucafortuna.it

Antibiotici e bambini: un utilizzo spesso improprio L’approccio alle comuni malattie infettive, soprattutto dei bambini, è basato quasi esclusivamente sugli antibiotici. Si tratta di un errore di impostazione che andrebbe corretto. Quando le infezioni divengono ricorrenti, si dovrebbe spostare l’attenzione dai microbi al terreno, ovvero non concentrarsi sui patogeni, ma piuttosto sull’organismo. Nelle ricorrenze infettive è la debolezza del terreno che assume importanza. Sono gli antibiotici la causa delle ricadute. Questi farmaci alterano profondamente la flora intestinale e creano le condizioni per ulteriori stati catarrali, debolezza immunitaria, proliferazioni batteriche anomale e infine nuove infezioni. Alcuni studi hanno dimostrato che dopo un solo trattamento antibiotico la flora intestinale dei bambini può rimanere alterata per un anno e mezzo. L’ecologia intestinale governa la salute delle vie respiratorie e influenza la produzione di catarro. L’alterazione della flora intestinale, e quindi il sistema immunitario, nei primi anni di vita può influenzare negativamente la salute negli anni successivi, aumentando il rischio di patologie croniche come asma e allergie.

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I Fiori per l’Inverno Utilizzare i Fiori di Bach in applicazione locale per lenire e guarire da dolori articolari, febbre, otite, herpes e geloni Lucilla Satanassi

L

e esperienze dell’applicazione locale dei Fiori di Bach che abbiamo raccolto ci incoraggiano a proseguire in questa direzione con sempre maggiore convinzione. Mi piacerebbe così in questa sede ordinare un po’ le conoscenze e vedere come si possono affrontare problemi tipici dell’inverno.

Dolori articolari Subito mi viene da pensare ai dolori articolari che nelle loro varie manifestazioni trovano la massima espressione con il freddo. La caratteristica comune che il corpo vive è la rigidità della parte interessata che sia il collo,

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la schiena o le articolazioni. La rigidità è un po’ una chiave di accesso alla scelta dei Fiori. Possiamo fondamentalmente distinguere due tipi diversi: una rigidità statica e una rigidità dinamica. Vediamo di capire la differenza. La rigidità statica esprime una qualità di tipo centripeto e quindi yin, il principio femminile della medicina cinese. Di solito non è causata da un principio infiammatorio, è fredda e quindi migliora con il calore, è circoscritta a zone limitate del corpo e tende e non espandersi o irraggiarsi. È più legata a fenomeni di usura e di degenerazione o di indurimento e calcificazione.

Anche la parte colpita al tatto appare molto dura, fredda e bloccata, direi impietrita. Il dolore è fermo e costante e di solito migliora con il leggero movimento e peggiora dopo il riposo, anche quello notturno. A questo tipo di rigidità statica si associano due fiori: Rock Water e Water Violet. Rock Water è raccomandato per le rigidità articolari croniche che non abbiano origine infiammatorie, per esempio le conseguenze di incidenti traumatologici, le contratture cronicizzate, la perdita di mobilità per artrosi. Water Violet agisce sia per bocca sia localmente per rendere più flessibile ed elastico il comportamento e il corpo. Water Violet ha come parola chiave isolamento e ancora rigidità intesa come difficoltà a comunicare le proprie emozioni e rimanere in un muto isolamento con la perdita della vista, la sordità o la mancanza o difficoltà di mobilità. Questi sono due fiori base per il trattamento di rigidità fredde e statiche che si mostrano con dolore costante che peggiora con la stasi e il riposo e migliora con il caldo. La rigidità dinamica è causata da un processo infiammatorio in atto, caldo, asciutto, espansivo e con una direzione centrifuga quindi con un


Medicina Olistica carattere prettamente yang, il principio maschile della medicina cinese. Di solito il dolore è forte e irradia o pulsa, è bruciante e migliora con il riposo e peggiora con il movimento e lo sforzo. La parte è gonfia e arrossata e beneficia di applicazioni fredde. I Fiori che risuonano con questo quadro sono Vervain, Impatiens e Vine. Sono tutti e tre fiori dinamici che rispecchiano temperamenti focosi e in esubero di energia, così come di solito anche il sintomo locale è esagerato, rovente, veloce. Vervain è un chiaro esempio di questo quadro soprattutto della espressione esagerata. Impatiens interviene in tutte quelle situazioni di tipo acuto che presentano la componente dolorifica, infiammatoria, calda. Impatiens rappresenta le accelerazioni e placa il dolore acuto, il dolore causato da tensione o da spasmi. Impatiens è utile nelle contratture, nel torcicollo, lombalgia, sciatalgia, strappi, slegature. Vine aiuta a riassorbire il liquido versato e in tensione purché sia circoscritto a una cavità delimitata e precisa. Ottimo nei versamenti articolari, negli edemi ecc. Vine è utile quando in questo quadro di rigidità dinamica abbiamo liquido in tensione, così come il liquido dell’acino d’uva è in tensione nello spazio fortemente circoscritto della buccia. Questi sono i fiori base per il trattamento delle rigidità calde e dinamiche che si mostrano con un dolore intenso e rovente. Dopo questa ampia premessa e distinzione fra rigidità statica e dinamica vediamo quali altri fiori possiamo affiancare ai due gruppi yin e yang. Elm è un fiore che localmente può contenere il dolore quando è straripante ed è collegato alla responsabilità. Willow è un altro fantastico rimedio per alleviare i dolori articolari che può essere utile in tutti e due i gruppi. Willow è preparato dal salice bianco che nei secoli ha fatto conoscere le

sue proprietà antinfiammatorie e antipiretiche. Star of Bethlehem può essere un altro fiore da applicare nelle lombalgie acute, nei dolori articolari, nelle infiammazioni del nervo sciatico perché riduce l’impatto del corpo con il trauma. Agrimony invece può essere utile per allentare il tormento.

a

Geloni

Un altro tipico problema invernale sono i geloni che possono essere prevenuti e affrontati con questa combinazione: Hornbeam – debolezza a livello circolatorio; Scleranthus – il problema è ciclico, va e viene; Walnut – cattivo adattamento al cambiamento di clima; Clematis – apporto energetico alla parte colpita; Vervain – principio infiammatorio, arrossamento. Per i geloni consulterei anche la mappa di Krämer per completare la composizione e individuare le cause emotive che forniscono il sintomo.

Otite

Per l’otite acuta è possibile adottare la seguente composizione da usare localmente e per bocca composta da:

Lucilla Satanassi Laureata in Scienze Agrarie, appassionata ricercatrice, tiene corsi in tutta Italia come esperta di agricoltura biologica, naturopata e floriterapeuta e rappresenta un punto di riferimento autorevole e lungimirante per tutti gli appassionati e operatori nel settore della fitopreparazione ed erboristeria. Nel 1992 insieme a Hubert Bösch fonda Remedia, una piccola impresa nell’Appennino ToscoRomagnolo realizzando il sogno di praticare l’erboristeria coltivando e trasformando fiori ed erbe. Per maggiori informazioni: www.remedia.it info@remediaerbe.it.

Crab Apple – purificazione; Vine – tensione (vescicole); Vervain – espressione esagerata; Star of Bethlehem – per favorire la cicatrizzazione.

Febbre

Potremmo delineare una miscela di fiori atta a contenere la temperatura corporea con applicazioni locali e di compresse bagnate sulla fronte e assunzione per bocca composta così: Vervain – espressione esagerata e focosa; Holly – per il suo carattere urente e rosso; Elm – per contenere lo straripamento; Cherry Plum – per lo stato di caos; Clematis – per concentrare le forze di risposta ed evitare la sconnessione (delirio);

Vervain – infiammazione acuta;

Crab Apple – purificazione, ripulire attraverso il sudore, la pelle;

Crab Apple – pulizia, purificazione;

Olive – per ridare energia.

Elm – dolore straripante;

Nel caso di febbre alta o stato influenzale questa miscela andrebbe assunta anche per bocca, ogni mezz’ora attingendo direttamente 4 gocce dalla bottiglia o con il metodo del bicchiere. Questo consiste nel preparare un bicchiere di buona acqua e metterci 20 gocce della miscela, quindi bere l’acqua ogni 15-20 minuti a piccoli sorsi.

Vine – liquido in tensione; La miscela può essere introdotta nell’orecchio veicolata da soluzione fisiologica sterile.

Herpes labiale

Per l’herpes labiale possiamo usare la seguente miscela:

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Aiuto

!

ho mangiato troppo La macrobiotica ci aiuta ad affrontare i postumi da “grande abbuffata” natalizia

L

e occasioni speciali come il Natale ci stimolano spesso a lasciarci andare con il cibo, complici i pranzi luculliani con i parenti, ma anche il piacere di condividere con le persone care dei cibi particolarmente golosi. A volte paghiamo le conseguenze di questi eccessi con pesantezza di stomaco, bruciore, sonnolenza e mal di testa. Per affrontare questi piccoli disturbi da “pranzo coi parenti” possiamo farci aiutare dai rimedi macrobiotici, facili da preparare e molto efficaci.

Tè kukicha all’umeboshi Il tè kukicha, conosciuto anche come “bevanda dei 3 anni”, è un tè verde in rametti, praticamente privo di teina e dalle virtù interessanti: è digestivo e alcalinizzante. Bevuto durante i pasti aiuta la digestione e aggiungendo la prugna umeboshi si trasforma in un efficacissimo rimedio macrobiotico da bere dopo i pasti o al bisogno, in caso di difficoltà digestive, bruciori di stomaco e mal di testa localizzato sulla fronte oppure alle tempie e agli occhi. La prugna umeboshi (che in realtà è un albicocca) è un frutto sottoposto a una lunga fermentazione sotto pressione e sotto sale, che può durare mesi o addirittura anni. Questa

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Dealma Franceschetti

lavorazione permette di ottenere una vera e propria medicina per tutto l’apparato digerente, ma anche per il fegato. Infatti l’umeboshi favorisce l’attività digestiva, migliora la qualità della flora intestinale e stimola la funzionalità epatica. E per non farci mancare nulla è anche un potente alcalinizzante.

Bevanda di Kuzu e Umeboshi Questo rimedio è forse uno dei più famosi e utilizzati

Ri cetta pe r una pe rsona 1 ta zz a d’acq ua 1 cucchia ino di kuzu eb oshi 1 pe zzet tin o di pr ug na um

lie re il kuzu in zzet to di pr ug na e sc iog pe il a tt he rc fo la n co e iat a e il re st o Sc hia cc iar iol to, l’u me bo sh i sc hia cc La sc iar sc zu ku il ire Un . da ed fr sc ola nd o. po ca ac qu a oc o e po rt are a bo llo re me de ll’a cq ua . Met te re su l fu eg ne re . Be re ca ldo . Re go lan do la qu an tità sp bo llire qu alc he se co nd o e la de ns ità de lla be va nd a a se co nd a de i gu st i. re ria va la sa pid ità. d’a cq ua è po ss ibi le eb os hi è po ss ibi le va ria re um di à tit an qu la do lan Re go


Medicina Olistica dalla macrobiotica perché è una sorta di panacea. È adatto per i disturbi dell’apparato digerente, quindi sia dello stomaco sia dell’intestino, ma anche per il mal di testa e la febbre. Il kuzu è un amido estratto da una radice capace di alcalinizzare, rinforzare e riequilibrare lo stomaco e l’intestino. Questa bevanda è considerata poi un vero e proprio “antidoto” alle sbornie e all’abuso di dolci. È il classico rimedio che, come si suol dire, “ti rimette al mondo”. Questo rimedio è particolarmente utile in caso di difficoltà digestiva, acidità di stomaco, reflusso e mal di testa.

Zuppa di miso La zuppa di miso è una minestra di verdure con l’aggiunta dell’alga wakame e del miso. Il miso è un fermentato della soia dalle incredibili proprietà: alcalinizza, rinforza il tubo digerente, pulisce l’intestino, aiuta la flora batterica intestinale e rinforza la pelle e i capelli. La zuppa di miso si può utilizzare in apertura del pasto per preparare la mucosa del tubo digerente a digerire meglio e assorbire bene i nutrienti, ma è perfetta anche come rimedio per i disturbi allo stomaco e il mal di testa da eccesso di cibo o da stress.

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Ri cetta pe r du e pe rs

Ri cetta pe r una pe rsona 1 ta zz a d’acq ua ku kicha 1 cucchia ino di rame tt i di eb oshi 1 pe zzet tin o di pr ug na um a bo llo re In un pe nt oli no po rt are oc ere pe r cu l’a cq ua co n i rame tt i e me tt ere a 2-3 mi nu ti. In un a ta zz umeb os hi na ug pr di o un pe zzet tin ldo co n e ve rs ar vi so pr a il tè ca tt i po sl’a iut o di un co lin o. I rame pa io un so no es se re riu til izz at i alc he qu e llir di vo lte fa ce nd oli bo mi nu to in più.

1 cip oll a pic co la ze mo lo, 1 ca ro ta pic co la di po rro, di se da no, di prez c.) , llo ne va ra di lo, co oc br , cata log na, ec 1-2 fo glie ve rdi (di cavo lo cines e, cime di ra pa di , to ot oll cip di , ta ala di ins 3 cm di alg a wa kame 2-3 ta zze d’acq ua a piace re ) o di ze nzero, di 1 cucchia io di mi so (o più sil ico, er ba cip oll in a, succ ba lo, mo ze ez pr o, tt llo Arom i (ci po limone ec c.). l’a cq ua 10 mi nu ti circa . Po rt are cr pe me ka wa lga l’a llo ili. Qu an do l’a Met te re in ammo o tagli are le ve rd ure so tt cio lin e e cu oc ere mp te at fr l ne e e on izi oll a eb st ris rd ure e l’a lga tagli at a a qu a bo lle ag giu ng ere le ve pa rt e, sc iog lie re il mi so co n un po’ d’a cq ua di A co pe rt o pe r 5-10 mi nu ti. nt ola , me sc ola re e sp eg ne re . Ag giu ng ere gli pe co tt ur a e ag giu ng er lo in lda in in ve rn o e tie pid a in es ta te . e ca ar om i pref er iti e se r vir

Scritto da Dealma Franceschetti Cuoca e terapista macrobiotica. Da diversi anni tiene corsi di cucina macrobiotica vegan, seminari di auto-cura e consulenze personalizzate per il recupero del benessere attraverso un’alimentazione consapevole. Fornisce consulenze via skype in tutta Italia attraverso il proprio sito. Attraverso il suo blog diffonde l’alimentazione macrobiotica vegana con ricette sane e gustose. È autrice dell’ebook L’alimentazione macrobiotica edito da Bruno Editore. Per contatti: laviamacrobiotica.it - blog.laviamacrobiotica.it

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RawVolution!

Nel crudismo è utilizzato solamente cibo fresco, integro e non raffinato, che non ha subito processi chimici o cotture oltre i 42° C

La rivoluzione del cibo crudo: l’alimentazione per il vero benessere Il movimento del raw food (ovvero del cibo crudo), nato negli USA circa tre decenni fa, si sta rapidamente diffondendo anche in Italia, sia tra i patiti dell’alimentazione sana e a basso impatto ambientale (vegetariani e vegani per capirci) sia tra gli sportivi che cercano un immediato apporto calorico per migliorare le loro prestazioni fisiche. La buona notizia è che non occorre essere vegetariani o vegani per apprezzare gli enormi benefici del cibo crudo, e non è nemmeno indispensabile 52 ViviConsapevole - Inverno 2013

diventare un “crudista” al 100%, ovvero una persona che si alimenta esclusivamente di frutta, verdura e semi crudi. Perché il crudo fa cosi bene? Nel crudismo è utilizzato solamente cibo fresco, integro e non raffinato, che non ha subito processi chimici o cotture oltre i 42° C, in modo da conservare intatti tutti i valori nutritivi, le vitamine, le proteine, gli enzimi, i fitonutrienti, i sali minerali, l’acqua, che durante la cottura vengono parzialmente o completamente distrutti. Gli alimenti maggiormente usati nel RAW sono frutta, verdura, germogli,

Emanuela Selogni semi, frutta secca, frutta essiccata e alghe coltivati in maniera biologica e ecosostenibile. È uno stile alimentare straordinario che permette a chiunque di vivere con maggiore energia e di stare sempre in ottima salute, senza rinunciare ai piaceri del palato. Un cibo sano e vivo, che porta gioia e solarità migliorando sensibilmente anche la psiche.

Energia allo stato puro Provare per credere: per una volta sostituite i tanto amati “cappuccino e brioche” con una colazione a base di frutta fresca di stagione, semi di girasole, frutta secca a scelta, un po’


Medicina Olistica

di cocco in scaglie e il succo di un limone. Avrete nel giro di pochissimo tempo un immediato apporto di energia, una digestione più facile e veloce, nessun senso di pesantezza (pur sentendovi sazi) e, non dovendo ingaggiare un’impegnativa battaglia digestiva tra carboidrati raffinati, proteine e zuccheri, avrete inevitabilmente una mente più chiara e creativa. Eccoci ora alla pausa di mezza mattina: eliminiamo per un momento l’idea che un secondo caffè (e forse un dolcetto?) siano indispensabili per sopravvivere fino al pranzo, e concediamoci invece uno snack di cibo crudo dolce (cosa ne dite di qualche pralina di datteri e fichi con nocciole e semi di sesamo?) oppure salato (cracker con germogli di semi di lino, anacardi, carote e pomodori secchi). Di nuovo grande energia e leggerezza saranno con noi fino ai pasti successivi: la cucina del cibo crudo offre piatti ricchi e appetitosi anche per il pranzo e la cena e addirittura menù completi per le grandi occasioni!

Il segreto del cibo crudo Ma qual è il segreto del cibo crudo (ovviamente biologico e non transgenico)? Sembra che la dentatura e l’apparato digerente dell’essere umano siano predisposti per un’alimentazione di questo tipo; in altre parole possiamo assimilare (e sfruttare subito) l’energia di frutta, verdura e semi (di girasole, lino, sesamo, chia, ecc...),

mentre cereali cotti, carne e legumi richiedono un superlavoro per essere digeriti e trasformati in energia disponibile. Il cibo crudo, specialmente i germogli, è ricco non solo di nutrienti ma soprattutto di energia vitale, quella che trasformerà il germoglio o il seme in una piantina ed è perciò (a differenza dell’amata brioche) vivo; è inoltre un cibo semplice: non essendo raffinato o trasformato dalla cottura, esso “parla” direttamente al nostro corpo, favorendo la rigenerazione rapida dei tessuti, una mente leggera e creativa, una pelle luminosa, un sonno profondo e ristoratore, insomma è un potente aiuto per il vero benessere! Da sempre i grandi maestri spirituali e un numero sempre crescente di nutrizionisti ci invitano ad alimentarci prevalentemente con cibo crudo: l’alimentazione del nuovo millennio è senz’altro raw food! Il nostro consiglio non è quello di cambiare radicalmente la tua alimentazione da un giorno all’altro, ma di integrare il crudismo nella tua normale alimentazione, cercando di aumentare la quantità di cibi freschi e crudi nella tua dieta. Sicuramente ne guadagnerai in salute, vitalità e benessere! GO RAW! BE RAW!

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Il lavaggio del naso

con la

lota

Combatti naturalmente raffreddori, sinusiti, nevralgie, cefalee e tanti altri disturbi La Redazione

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Il lavaggio nasale si è dimostrato utile per liberare le vie respiratorie e combattere raffreddori, sinusiti, nevralgie, cefalee, alitosi e riniti allergiche


Medicina Olistica

C

on l’arrivo dei primi freddi è facile prendersi raffreddore, mal di gola, sinusiti e avere il naso chiuso. Per combattere questi disturbi spesso si ricorre alla medicina naturale e all’aiuto di oli essenziali, tinture e quant’altro. Ma c’è un metodo, poco conosciuta da noi in Occidente, una pratica che permette di liberarsi di tutti questi fastidi e di molti altri, e di riappropriarci del nostro benessere con pochi e semplici gesti. Si tratta dell’irrigazione nasale, che consiste nel passaggio delle cavità nasali di soluzioni idrominerali, a scopo terapeutico o di igiene. In India, lo Jala Neti, come viene chiamato, è molto diffuso tanto che è considerato una normale attività quotidiana di igiene orale. In Occidente è ben conosciuta da chi pratica Hatha Yoga, proprio perché gli esercizi di pranayama (cioè di controllo ritmico del respiro) necessitano di profonde respirazioni attraverso le narici. In ogni caso, il lavaggio nasale si è dimostrato utile per liberare le vie respiratorie e combattere raffreddori, sinusiti, nevralgie, cefalee, alitosi e riniti allergiche. Chi pratica costantemente lo Jala Neti sostiene anche di avere un odorato e un olfatto più fini. Inoltre, stimolando i nervi del cranio e decongestionando gli occhi e le orecchie, anche la mente beneficia dell’irrigazione nasale, diventando più nitida.

La lota neti Il lavaggio nasale è molto semplice da eseguire e richiede pochi minuti; può essere fatto da tutti quotidianamente, anche se per avere i benefici sono sufficienti 2-3 lavaggi la settimana. In caso di congestione

Il lavaggio nasale è molto semplice da eseguire e richiede pochi minuti; può essere fatto da tutti quotidianamente, anche se per averne i benefici sono sufficienti 2-3 lavaggi la settimana

nasale o allergie acute tuttavia può essere effettuato fino a 4 volte al giorno. Per poter fare i lavaggi nasali bisogna procurarsi una lota neti, un piccolo contenitore a forma di teiera con il beccuccio adatto a essere inserito nel naso. Con acqua e sale marino (se preferite potete utilizzare sale himalayano), la lista dell’occorrente è completata. Vediamo ora come si usa la lota neti e come si effettua il lavaggio. Prima di tutto si riempie la lota con acqua tiepida (non mettete mai acqua fredda) e sale (attenti a non abusarne perché, sebbene sciolga il muco, c’è il rischio che troppo sale bruci le mucose). Quest’ultimo è un ingrediente indispensabile, poiché permette al nostro organismo, composto in parte da liquidi salini, di assimilare meglio la soluzione che andiamo a inserire. Le quantità da utilizzare sono davvero modiche: per mezzo litro di acqua basta 1 cucchiaino di sale; se volete una soluzione salina ancora più efficace potete aggiungere una puntina di bicarbonato. Preparata la lota, s’introduce il beccuccio in una narice e si piega la testa lateralmente: in questo modo l’acqua scorre all’interno della narice e fuoriesce dall’altra, secondo la forza di gravità. Lo stesso procedimento va poi ripetuto per l’altra narice. Al termine si soffia via tutta

l’acqua rimanente, che porterà con sé i residui di muco, polveri e sostanze inquinanti. Si tratta di un metodo talmente semplice e naturale che anche le donne incinte lo possono praticare, mentre sarebbe bene non somministrarlo ai bambini sotto i 4 anni; chi soffre di epistassi cronica (sangue dal naso) dovrebbe invece evitarlo. Questa pratica è un’ottima alleata per chi vuole smettere di fumare: riducendo il bisogno di respirare con la bocca, rende il naso più sensibile agli agenti contaminanti del fumo inalato. In tal modo il cervello si libera dalla dipendenza sia fisica sia psicologica del fumo.

Cosa leggere Lota per il lavaggio nasale In vari colori Ananda Inner Life Narayan Choyin Dorje Manuale di Yoga Neti Il tradizionale metodo Jala Neti per la pulizia delle vie nasali Tecniche Nuove Edizioni, 2008 Ordina su macrolibrarsi.it o chiama il numero verde 800 089 433

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Depressione e ansia:

un aiuto dalla natura Come ritrovare benessere ed equilibrio in situazioni di irrequietezza, disturbi del sonno, compromissione delle facoltà cognitive, insicurezza e paura immotivata, insoddisfazione e perdita di piacere

La Redazione

Possiamo definire la depressione come una forma di disturbo che si presenta quando una persona non è più capace di affrontare con coerenza taluni stress emotivi. La depressione influenza negativamente la quotidianità dell’individuo che ne soffre e ciò che prima procurava piacere, improvvisamente perde di interesse. Soma e Psiche È attraverso gli organi di senso che l’essere umano si relaziona con il mondo esterno, ed è noto come questo lo influenzi. I nostri stati d’animo come rabbia, paura, aggressi-

rbi del Irrequietezza e Distu

vità, vanno a interrompere il continuum tra psiche e soma. Un trauma, un evento sfavorevole, un nemico, possono interrompere il flusso delle emozioni, delle passioni, ripercuotendosi sul soma, e da qui agli organi percettivi, interrompendo quel flusso interno di immagini appaganti di cui l’uomo abbisogna costantemente per essere sereno. Un termine moderno per definire questo concetto è “somatizzazione”: la malattia è la somatizzazione fisica di un disagio emotivo. Ad esempio, la rabbia, quando è trattenuta e non espressa, può essere scaricata a livello fisico in vari modi: acidità di stomaco, problemi digestivi, cefalee, bruxismo (il digrignare i denti), dolori muscolari, rigidità.

Sonno

ze 40% Luppolo: inflorescen foglie 20% Biancospino: fiori eie 20% Ginkco biloba: fogl tera 20% Cardiaca: pianta in40 gtt – tre volte al giorno Impiego: TM 20 – 56 ViviConsapevole - Inverno 2013

In queste situazioni, se si cura solamente il sintomo, il sollievo che se ne otterrà sarà solo momentaneo perché non vengono rimosse le cause profonde che lo hanno generato. Del resto, anche la medicina moderna riconosce che lo stress e i sentimenti negativi hanno un’influenza diretta sul sistema immunitario. L’organismo ha caratteristiche sue proprie dette anche di “campo vibrazionale” che si muovono con l’energia propria o di altri esseri. Per comprendere il significato di vibrazione bisogna considerare che l’organismo umano è formato da cellule, quindi da molecole, e scendendo ancora nel più piccolo, da atomi. L’atomo, che è la particella fondamentale della materia, è costituito secondo la fisica quantistica sia da materia sia da energia.

Compromissione de

lla facoltà congnitiv e

Ginseng: radice 40% China: corteccia 20 Ginkgo biloba: foglie% Mag giorana: somm 20% Impiego: TM 20 – 40ità 20% gtt – tre volte al giorn o


Questa energia viene naturalmente assorbita e trasmessa attraverso radiazioni elettromagnetiche che hanno una frequenza, una vibrazione. Il corpo umano, dunque, emette e assorbe energia, “vibrazioni”.

Fitoterapia e Ansia Per questo motivo i prodotti preparati secondo la tradizione erboristica, oltre a contenere erbe che aiutano a ritrovare la serenità della mente, ne contengono altre in sostegno al fisiologico benessere e all’equilibrio vibrazionale dell’organismo. A fronte di tali situazioni, il ricorso alla fitoterapia deve indirizzarsi verso il “riequilibrio dei flussi emotivi” accumulati nel tempo, riportando armonia nei cicli circadiani correlati alle funzioni vitali dell’individuo, inseriti in un più generale contesto di offerta di benessere.

Insicurezza e paura immotivata Iperico: sommità 40% Lavanda: sommità 20% Guaranà: semi 20% Origano: foglie 20% Impiego: 20 – 40 gtt - tre volte al giorno

Stati d’ansia ze 40% Luppolo: inflorescen cia 20% Salice bianco: cortec20% Tiglio: fiori e fogliea 20% Cimicifuga: rizom tt - tre volte al giorno Impiego: 20 – 40 g

Insoddisfazione e pe

rdita di piacere

Damiana: foglie 40% Rosmarino: foglie 20 Alloro: foglia 20% % Fumaria: sommità 20 Impiego: 20 – 40 gtt % – tre volte al giorno

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Argento colloidale

potente antibiotico Un battericida davvero efficace e senza impatto sull’organismo

N

egli ultimi anni l’utilizzo dell’argento colloidale per la cura di varie patologie sta diventando sempre più diffuso e le titubanze e i dubbi su questa forma di preparato stanno lasciando il posto alla meraviglia per l’efficacia e la velocità di azione di un rimedio che pare avere tutte le carte in regola per un futuro di successo travolgente. Cos’è esattamente l’argento colloidale? La definizione esatta non è facile perché la chimica dei colloidi è un settore molto complesso e il concetto stesso di colloide è cambiato nel corso del tempo. Con argento colloidale si intende comunemente una sospensione

liquida di argento elementare oppure una dispersione liquida di composti a base di argento difficilmente solubili. Solo la prima di queste è adatta all’uso sanitario. Nell’argento colloidale le più piccole particelle dell’argento elementare sono finemente distribuite in acqua distillata. Si usa acqua distillata perché non devono esserci impurità. Se per esempio nell’acqua ci sono altri cationi e anioni possono formarsi altri sali come quelli d’argento che sono molto pericolosi. Va quindi sempre tenuta presente la differenza tra sali e sospensioni, che è fondamentale sia per la salubrità del rimedio sia per la sua efficacia. Al momento dell’acquisto o della produzione bisogna fare la mas-

Valerio Pignatta sima attenzione alla composizione del preparato. Non ci devono essere all’interno altre proteine o additivi. Le particelle di argento sono nanometriche e non sono la stessa cosa degli ioni argento, i preparati a base dei quali sono spesso venduti come argento colloidale, ma in realtà non sono altro che argento ionico in soluzione. Pure gli ioni argento hanno la capacità di combattere i batteri, ma sono molto reattivi e tendono a formare velocemente sali di argento come il cloruro. L’argento colloidale puro invece è assolutamente atossico per tutte le forme di vita che non siano monocellulari. L’argento colloidale prodotto per mezzo di un genera­tore casalingo, come quelli che ormai si trovano

Argento colloidale in veterinaria e per la cura delle piante L’argento colloidale può essere utilizzato anche per le infezioni dei nostri animali (congiuntiviti, cimurro anche equino, mastiti, dermatomicosi, leptospirosi, tossi ecc.). In apicoltura, spruzzato all’interno dell’alveare è un ottimo rimedio contro la peste delle api (in sostituzione degli antibiotici comunemente utilizzati). In agricoltura può andare bene per l’antracnosi delle rose, la ticchiolatura del melo, il cancro delle piante, la ruggine del pero, l’oidio o mal bianco, la peronospora, la muffa grigia, l’accartocciamento delle foglie, le malattie delle piante da appartamento ecc.

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L’azione di questo rimedio è così veloce che i batteri non hanno quasi mai il tempo di riprodursi mutandosi in ceppi resistenti

sul mercato, è costituito da quindici atomi circa e ha un diametro compreso fra 1 e 5 nm. Un nanometro è un millesimo di micrometro, che a sua volta è un millesimo di millimetro. Per avere un’idea della grandezza delle particelle si può immaginare che i batteri di dimensioni comprese fra i 200 e gli 80.000 nm siano da 40 a 16.000 volte più grandi di una particella di argento colloidale.

Il potere antibatterico La caratteristica terapeutica più evidente dell’argento colloidale è proprio quella di essere un potente antibatterico. L’argento, nella forma di nanoparticelle del colloide, interrompe il ciclo

metabolico enzimatico dei batteri e ne provoca il soffocamento e la morte nel giro di sei minuti. Dopo di che il sistema immunitario e linfatico entrano in gioco per la loro espulsione. L’azione di questo rimedio è così veloce che i batteri non hanno quasi mai il tempo di riprodursi mutandosi in ceppi resistenti, perché il tempo di replicazione dei batteri è molto superiore rispetto alla velocità di azione battericida dell’argento. Viceversa l’argento colloidale non esplica azione sugli enzimi presenti nell’organismo, che sono molto diversi dalle forme di vita monocellulari. Le particelle colloidali svol-

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Scardinare il sistema tecnogeno Reality Transurfing

Se non hai talenti o pregi eccezionali il sistema prevede che tu non possa essere “primo”. A dispetto di ogni ragionevole previsione, tu prenditi invece il diritto di essere unico. Mentre tutto sembra procedere in modo lineare, secondo l’iter prestabilito e inarrestabile del progresso tecnologico, il cancro del sistema ha iniziato a crescere, indipendentemente dalla volontà dell’uomo. Alzato il velo di questa apparente normalità, il processo appare come realmente è: del tutto fuori controllo. Anestetizzati a nostra insaputa, sopravviviamo, dormendo un sonno profondo della coscienza che nemmeno sospettiamo. Inconsapevoli viti d’ingranaggio di un sistema autoregolato e distruttivo continuiamo ad alimentare l’ingranaggio riempiendo le file di quelli che marciano nella direzione che è stata loro indicata. Se lo fanno tutti è giusto, ci dicono, serriamo i ranghi e non abbandoniamo le file. Ma potrebbe esserci un’alternativa: rimanere all’interno del sistema scoprendone le carte, per poter utilizzare le sue regole perverse a nostro vantaggio. Libro – Pag. 480 – Prezzo € 17,50

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Medicina Olistica

Disinfezione della casa In casa può poi essere utilizzato per la disinfezione degli oggetti e delle superfici, come collutorio per l’igiene orale e per la pulizia di protesi dentarie e apparecchi ortodontici. L’azione dell’argento colloidale è sicura se vengono rispettati parametri ben precisi (ossia purezza dell’acqua distillata e assenza di sale, proteine o altri composti).

gono dunque nel sangue un’azione duratura di disinfestazione e disabilitano l’enzima specifico del metabolismo di molte forme di virus, batteri e funghi, catalizzandolo e soffocando in tal modo i microrganismi stessi.

Controindicazioni e dosi consigliate Un’unica controindicazione all’assunzione di argento colloidale è la presenza di una grave insufficienza renale che potrebbe facilitare l’insorgere

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di argiria, una colorazione grigia della pelle dovuta a depositi di argento in seguito all’uso molto prolungato di argento colloidale non coadiuvato da un buon apparato escretore. Le dosi quotidiane di sicurezza non devono superare i 350 ug per un adulto di 70 kg o i 25 ug per un bambino di 5 kg. Il contenuto di argento totale è normalmente espresso sotto forma di parti per milione (ppm) equivalenti a milligrammi di argento per litro (mg/l). Per ogni patologia e per ogni situazione però le dosi sono diverse e l’utilizzo di un prontuario ad hoc o il ricorso al consiglio di un medico o di un naturopata è utilissimo e d’obbligo. Una regola generale che deriva dalla pratica clinica in Germania stabilisce comunque un dosaggio massimo di 2 ml/kg di peso corporeo (concentrazione di 25 ppm), sia per gli adulti sia per i bambini (va sempre preso a

piccoli sorsi e a digiuno per evitare che si leghi ad altri elementi dei cibi introdotti). Si tenga presente che in caso di uso prolungato anche i batteri buoni del tratto intestinale possono risentirne. Sarebbe allora opportuno ripristinare la flora batterica consumando yogurt probiotici di buona qualità.

Dove reperire l’argento colloidale In effetti, il reperimento dell’argento colloidale per uso terapeutico non è proprio facile. Tranne alcune farmacie molto rifornite (vedi su tutte www. farmaciagraziani.it) in pratica è possibile trovarlo solo su siti internet che vendono parafarmaci tramite commercio elettronico online. In questi casi il rischio di non procurarsi un prodotto di qualità è piuttosto alto, ma approfondendo prima il tema e facendo un po’ di verifiche è possi-


Medicina Olistica bile anche trovare prodotti di grande purezza ed efficacia. Marche come Crystal Silver o Nano Silver sono ottimi punti di partenza e modelli di confronto per eventuali altri prodotti simili reperiti. Attenzione ai siti che promuovono preparati ad alta concentrazione di argento (da 100 ppm fino a 2000 ppm) e che in pratica non tengono conto della potenziale tossicità di queste concentrazioni. Come afferma il dottor Gabriele Graziani, un esperto in tema, la concentrazione attiva ottimale è di 10 ppm. Concentrazioni eccessive sono inutili, sia per la tendenza a perdere lo stato colloidale che esse comportano, sia per i rischi cui queste ci espongono. Autori tedeschi come Josef Pies e Uwe Reinelt consigliano invece soluzioni con concentrazioni di 25 ppm. Ma l’ipotesi più riduttiva mi sembra sempre la più auspicabile, specie le prime volte che si assume un rimedio mai assunto prima. Un’ipotesi alternativa è quella di produrselo da soli con l’utilizzo di un generatore a norma, utilizzando barrette d’argento purissimo al 99,9% e acqua distillata. E ovviamente seguendo attentamente le istruzioni. Il nocciolo dell’informazione sul tema è comunque questo: anche le infezioni più resistenti possono esse-

Cosa leggere Josef Pies Uso Terapeutico dell’Argento Colloidale, Prezioso Antibiotico Naturale Efficacia, utilizzo ed esperienze di guarigione Macro Edizioni, 2009 Ordina su macrolibrarsi.it o chiama il numero verde 800 089 433

re sgominate dall’argento colloidale nel giro di una o due settimane. E, al contrario degli antibiotici, qui non ci sono effetti collaterali. La scelta sta quindi al paziente. Ovviamente, se non ci sono cambiamenti positivi

a breve, meglio accertarsi presso un medico della necessità di altre terapie di supporto. Ma sicuramente l’aiuto che deriva da questo rimedio semplice è davvero ampio e di grande efficacia.

Valerio Pignatta Naturopata e plurilaureato, lavora come traduttore, redattore e collaboratore di riviste e case editrici, fra cui il Gruppo Editoriale Macro. Ha pubblicato diversi articoli su periodici nazionali inerenti il rapporto salute/ambiente e testi divulgativi di medicina naturale. Vive con la famiglia all’insegna della descrescita, della sobrietà volontaria, e della condivisione comunitaria.

Cosa si cura con l’argento colloidale L’argento colloidale è stato sperimentato e ne è stata dimostrata l’efficacia per

• malattie degli occhi come congiuntivite, oftalmie, blefariti, orzaioli; • malattie delle vie respiratorie come asma bronchiale, bronchite, raffreddore, influenza, mal di gola, pertosse, laringite, polmonite, sinusite ecc. • malattie della pelle come acne, eczema atopico, verruche, impetigine, ascessi, orticaria, fuoco di Sant’Antonio, herpes, psoriasi ecc. • malattie di bocca e denti come parodontite, alitosi, afte, mughetto, gengiviti, carie ecc. • malattie del tratto urogenitale come cistite, gonorrea, uretrite, ipertrofia prostatica, micosi vaginale, leucorrea ecc. • malattie dell’apparato digerente come meteorismo, colite ulcerosa, diarrea, enterite, emorroidi, gastrite, malattia di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile ecc.

• altre malattie di vario tipo come artrite, artrosi, sindrome da stanchezza cronica, fibromialgia, otite, morbillo, parotite, mononucleosi, reumatismi, rosolia, scarlattina, varicella ecc. • Come si può dunque ben vedere lo spettro di microrganismi e situazioni in cui l’argento colloidale può intervenire è davvero stupefacente e vasto. • Il rimedio in questione può essere addirittura un valido sostituto degli antibiotici nelle infezioni ospedaliere antibiotico-resistenti. È vero che ci sono alcune infezioni resistenti anche all’argento colloidale stesso (come quelle di alcuni batteri dell’intestino, dei polmoni o delle vie urinarie), ma in generale è spesso un’ottima e valida terapia sostitutiva dove gli antibiotici non possono più nulla.

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Candida:

i rimedi naturali Cibi, piante e consigli per risolvere la candidosi

Simona Oberhammer

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Medicina Olistica

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e soffrono moltissime donne. Circa il 70-75 per cento nel corso della propria vita ha dovuto affrontare un episodio da candida. Colpa di una predisposizione all’infezione. Ma anche di errori banali, facili da evitare.

Un forte prurito e strane perdite bianche

Bruciore intimo, arrossamento, perdite biancastre, gonfiore dei genitali esterni, prurito e irritazione: questi sono i sintomi più evidenti di una vaginite da candida

Bruciore intimo, arrossamento, perdite biancastre, gonfiore dei genitali esterni, prurito e irritazione: questi sono i sintomi più evidenti di una vaginite da candida. Disturbo fastidioso e spesso recidivante (cioè compare a ripetizione) che dipende da un microscopico fungo: la Candida albicans. Amante degli ambienti umidi, la candida è naturalmente presente nel nostro corpo, assieme ad altri miliardi di germi. In particolare è presente nell’intestino, dove di solito vive da “ospite” discreto, senza dare fastidio. Può capitare però che il fungo prenda il sopravvento, per esempio a causa di un momentaneo abbassamento delle difese immunitarie oppure per colpa di uno squilibrio della flora batterica intestinale. E allora il disturbo si scatena. La naturopatia offre soluzioni semplici ma molto efficaci per risolvere in modo naturale la candidosi. Eccone alcune che io, come naturopata, consiglio.

quindi essere ricca di proteine e fibre e povera di carboidrati. Passata la fase acuta si tornerà a mangiare normalmente, continuando però a non esagerare con dolci, pasta e zucchero raffinato.

A tavola, pochi zuccheri

Un aiuto dalle piante e dagli integratori

La candida è “golosa” di zuccheri, sotto forma di glucosio o di amido: dolci, pane, pasta, riso ma anche frutta. Non vanno dimenticati gli alcolici, soprattutto la birra e i superalcolici, che contengono elevate quantità di zuccheri. Chi soffre di candidosi dovrebbe quindi ridurre i carboidrati nella propria dieta. È sconsigliato anche un eccesso di latticini: contengono infatti lattosio, che è uno zucchero semplice. L’alimentazione dovrebbe

Mantenere l’intestino pulito Nella maggior parte dei casi la vaginite da candida si scatena quando questo fungo migra dalla vagina verso l’intestino, diventando molesto. Del resto questo disagio è spesso associato alla stitichezza, alla colite o alla disbiosi, cioè all’alterazione della flora batterica. Uno dei modi più facili e veloci per combattere i disturbi da candida è quello di regolarizzare la funzionalità intestinale. Per risolvere il disturbo “alla radice” consiglio di effettuare una vera e propria disintossicazione intestinale (a riguardo ho scritto un articolo sul n. 32 di Vivi Consapevole. Lo puoi trovare anche su www.viviconsapevole.it).

• La melaleuca (Tea tree oil). È un antifungino naturale. Dalla corteccia si estrae l’olio essenziale che viene utilizzato in capsule, in ovuli, in creme per applicazioni locali e in soluzioni per l’igiene intima. • L’estratto di semi di pompelmo (ESP). Attivo anche a basse concentrazioni, è particolarmente utile in caso di candida albicans.

Personalmente consiglio la preparazione in gocce, più facilmente assorbibile, sebbene il rimedio sia reperibile anche in capsule. • I fermenti lattici. Aiutano a modificare il terreno biologico favorevole all’attecchimento del fungo, grazie alla loro azione antagonista sulla proliferazione e colonizzazione della candida. È importante ricordare che la presenza dei lattobacilli nella flora vaginale rappresenta la miglior difesa nei confronti dei germi patogeni. • L’acido caprilico. Conosciuto anche come acido ottanoico, è un acido grasso a lunga catena. È utile in caso di esagerata presenza nell’intestino del micete candida in quanto nutre i batteri “amici” nell’intestino e limita la proliferazione dei microrganismi “nocivi”. In caso di candidosi è consigliabile utilizzarlo insieme ai fermenti lattici. • La biotina. Quando questa vitamina è carente la candida si sviluppa con più facilità. La biotina è infatti indispensabile per mantenere l’equilibrio della flora batterica intestinale. • La vitamina C. Rafforza le difese immunitarie, aiutando a contrastare spontaneamente la proliferazione della candida. • L’echinacea. Anche questa pianta stimola le funzioni immunitarie, combattendo la candidosi.

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L’omeopatia per la candidosi I sintomi della candida possono essere attenuati anche con l’omeopatia, che consiglio in abbinamento ai rimedi sopracitati. • Helonias dioica 5 CH: durante gli “attacchi” assumere cinque granuli almeno tre volte al dì. Aiutano a ridurre il fastidio. • Candida albicans 15 CH: cinque granuli tutti i giorni (associati a Helonias dioica) in caso di candidosi. Invece quando si sta bene, cinque granuli tre volte alla settimana, per ridurre le possibilità che il problema si ripresenti.

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Amante degli ambienti umidi, la candida è naturalmente presente nel nostro corpo, assieme ad altri miliardi di germi. In particolare è presente nell’intestino, dove di solito vive da “ospite” discreto, senza dare fastidio

Semplici accorgimenti all’insegna della “freschezza” Quando la candida perseguita con i suoi fastidiosi disturbi è fondamentale anche seguire alcune regole. • Asciugamani personali. Non utilizzare salviette intime in comune con altre persone. Allo stesso modo è importante curare l’igiene dei sanitari del bagno con detergenti disinfettanti.

• Sì al cotone. I tessuti naturali permettono alla pelle di traspirare: scegliere quindi slip di cotone, più freschi di quelli realizzati con materiali sintetici. No ai tanga, se la candidosi è in corso: possono risultare scomodi e irritare ulteriormente la zona. In più, sono così ridotti che, indossandoli, è quasi inevitabile contaminare gli abiti.


Medicina Olistica La candidosi è un disturbo particolarmente collegato alla sfera intima e alla propria femminilità. Il disagio infatti tante volte si presenta in caso di stress e quando si è meno in sintonia con se stesse • Stare all’asciutto è importante. Dopo il bidet è necessario asciugarsi con cura, perché la candida prolifera in ambiente umido. Per questo motivo è anche importante non utilizzare i salvaslip, che impediscono la traspirazione. • “Bonificare l’ambiente”. La candida tende a “colonizzare” biancheria, lenzuola, asciugamani, che vanno quindi cambiati frequentemente e lavati con acqua caldissima.

I libri di Simona Oberhammer Ginnastica intima per donne Riscopri la tua femminilità con il Metodo Gymintima® Bis Edizioni, 2013

In contatto con la propria femminilità La candidosi è un disturbo particolarmente collegato alla sfera intima e alla propria femminilità. Il disagio infatti tante volte si presenta in caso di stress e quando si è meno in sintonia con se stesse. Quindi un percorso al femminile è particolarmente indicato in caso di candidosi, per risolverla definitivamente.

Simona Oberhammer Naturopata, specializzata in nutrizione, bioterapie e idrocolonterapia (USA). Ha ideato diversi metodi. Tra i principali: • Naturopatia Oberhammer®, naturalmente sani. • La Via Femminile®, un percorso per le donne. La dottoressa diffonde i suoi programmi in Italia e all’estero con libri, conferenze e corsi. Per maggiori informazioni: www.simonaoberhammer.com facebook.com/simonaoberhammer

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Troglo

o persona libera? Scopri a quale categoria appartieni e come liberarti dagli atteggiamenti negativi che non ti permettono di prendere il volo Emanuele Maria Sacchi - Liberamente tratto da Il segreto del carisma

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Self Help

H

ai presente quelle persone che parlano sempre di se stesse, dei loro successi, delle loro esperienze, del fatto che certe cose le conoscono da anni e naturalmente le applicano da sempre, loro, quelli che parlano solo ed esclusivamente di se stessi e non chiedono mai nulla di te, ti ignorano, ti escludono? Poi ci sono anche quelli che parlano sempre e solo di se stessi ma in termini negativi: quelli che parlano sempre dei loro problemi (come se tu non ne avessi mai), ti dicono che non hanno mai tempo (come se tu ne avessi da sprecare), ti raccontano che sono sempre pieni di lavoro e che la mole dei loro impegni è in continuo, costante aumento (come se tu non avessi niente da fare), si lamentano del traffico che hanno incontrato e dei disagi che hanno dovuto affrontare e non chiedono mai nulla di te, non ti riconoscono; per loro semplicemente non ci sei! Ci sono solo loro. Ecco, questi personaggi così negativi, in tono ironico io amo chiamarli i “troglo” (da troglodita). Ne conosci qualcuno? Mi piace pensare che dentro ognuno di noi abitano due anime profondamente diverse: da una parte c’è il lato oscuro, negativo e perdente; probabilmente in ognuno di noi c’è un piccolo “troglo”! Dall’altra parte c’è una pepita d’oro, una scintilla di Dio, un’energia immensa e positiva che ci parla di bene, di forza e di carisma.

salute mentale, ma pochissimo si è scritto su come raggiungere la salute mentale. Ci si concentra sui sintomi di depressione, ansia, nevrosi e non si analizzano con uguale fervore le persone psicologicamente sane per comprenderne le strategie. Già, conosciamo tutti persone spesso tristi o facili all’ira o prive di vitalità, ma le altre persone, quelle più felici, più allegre e che si sentono più realizzate, come fanno? Le persone più felici, pur nella loro diversità, cosa hanno in comune? Quali pensieri fanno, come si svegliano al mattino e come rincasano la sera, cosa dicono, quali sono i loro comportamenti distintivi e come affrontano la vita?

Identikit della persona libera

Accetare la vita nella sua interezza

Se c’è una cosa relativa alle scienze umane su cui non sono d’accordo, è il fatto di essersi quasi sempre concentrati sul curare i “malati”, mentre a mio avviso sarebbe stato ugualmente importante scoprire i segreti dei “sani”. La psicologia, per esempio, ha utilizzato fiumi d’inchiostro per trattare di malattie e di

caldo, insomma, tutto. Non passano il tempo a lamentarsi, hanno certamente cose ben più importanti da fare. Se piove, per loro va bene; l’aria si rinfresca e si fa più pulita. Se fa caldo, invece di sbuffare, si lasciano accarezzare dal sole. Se sono bloccate in un ingorgo stradale, o il volo delle 18 è stato cancellato, o se il ristorante è chiuso per turno, la prendono con spirito. Se si sentissero domandare cosa non amino, avrebbero difficoltà a dare una risposta immediata. Loro prendono quel che c’è, bene attenti a non lasciarsi sfuggire nulla. Accettano la vita nella sua interezza e l’amano compiutamente. Sono libere dalle angosce e dal senso

Le persone libere non passano il tempo a lamentarsi, hanno certamente cose ben più importanti da fare

E soprattutto, queste persone emozionalmente così evolute, in che cosa ci assomigliano e cosa potrebbero, invece, ancora insegnarci? Queste persone, che io chiamo “persone libere” sono diverse da gran parte della gente. Sono esenti da timori inutili e da sudditanze psicologiche. Sono persone assai differenti fra loro eppure hanno un tratto in comune: il pieno possesso di se stesse e una sana indipendenza, la libertà appunto.

La prima cosa, quella che si nota immediatamente, è che della vita amano praticamente tutto: non sciupano il tempo a rammaricarsi, né si intristiscono pensando alle occasioni perdute. Sono entusiaste della vita e vogliono ricavarne tutto quel che possono. Amano il sole, così come la nebbia, il vento, il freddo come il

di colpa, non si tormentano pensando alle cose passate, paralizzando il loro presente e oscurando il loro cervello. Molto raramente sono preda dell’ira. Piuttosto che arrabbiarsi, se ne vanno o cambiano argomento. Non amano combattere, specialmente se ciò li allontana dalla pienezza e dal sapore della vita.

Vivere nel presente Queste persone vivono soprattutto nel presente, non nei ricordi del passato o nei sogni del futuro. Non si sentono minacciate dall’ignoto; anzi, si cibano di esperienze varie e insolite e vanno a caccia del nuovo. Sono persone che hanno la capacità sopraffina di trarre ogni piacere dalla vita di tutti i giorni. Spesso sono gioiose, perché hanno compreso che è sciocco aspettare la gioia. Di conseguenza le vanno incontro, la cercano

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Self Help

sacrificarsi inutilmente per essa. Le persone libere ridono spesso e di gusto. Lo fanno in moltissime situazioni. Anche in questo sono contagiose, infondendo allegria e buon umore in chi li circonda.

Amarsi per quello che si è

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Le persone libere ridono spesso e di gusto. Lo fanno in moltissime situazioni. Anche in questo sono contagiose, infondendo allegria e buon umore in chi li circonda

e la trovano. Insomma, la scelgono. Il loro è un modo spontaneo di vivere, del tutto simile a quello di un bimbo. Indipendentemente dalla loro età, hanno negli occhi la meraviglia e tutti i colori dell’arcobaleno e molti altri. Le persone libere nutrono nei confronti di ogni donna e di ogni uomo un amore, una curiosità e un trasporto fortissimo. Sono attratte dal miracolo dell’umanità. È che non si confondono con l’altro, non si annientano con l’altro; interagiscono vivacemente, senza mai perdere il rispetto e l’identità di se stesse.

Essere anticonformisti Trascorrendoci del tempo insieme, noterai in loro una certa mancanza di conformismo. Non sono ribelli, ma

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compiono le loro scelte anche se queste sono in conflitto con quelle di molte altre persone. Sanno ignorare certe piccole convenzioni a cui non attribuiscono alcun senso e che invece rivestono molta importanza nell’esistenza di tanti. Non seguono necessariamente la corrente, né si sentono in obbligo di frequentare una classe sociale o certi ambienti. Non mandano cartoline con i saluti se lo sentono come un fastidio. Praticano la fermezza e la libertà di scelta. In compenso regalano attenzione e cortesia con estrema generosità. Appartengono a se stesse, e se da un lato riconoscono l’importanza della comunità e delle sue regole, dall’altro rifiutano di esserne schiave e di

Non è gente cupa, afflitta, che naviga nel mare della vita trascinandosi con fatica. È semplicemente gente vivace, talvolta criticata dai pessimisti cronici perché considerata inopportunamente frivola o infantile. Accettano il loro aspetto con serenità. Se sono basse, va bene così; ma altrettanto vale se sono molto alte. Due occhi azzurri sono belli, così come due occhi scuri, espressivi e profondi. Una capigliatura folta è gradevole, così come sa essere interessante la calvizie. Non discutono eccessivamente il loro aspetto fisico, né questi è per loro motivo di rammarico. Semplicemente si accettano, e probabilmente si trovano anche piacevoli, vuoi per l’espressione del viso, vuoi per l’andatura elegante, vuoi per le mani curate, vuoi per qualcos’altro. La mortificazione non trova spazio nei loro pensieri, né si scusano di come sono.

Evitare gli ostacoli Le preoccupazioni che paralizzano tanta gente, loro le vedono come seccature di minore importanza. Sanno spesso scrollare le spalle e


fare come se niente fosse, consapevoli che molti ostacoli, invece di essere affrontati, possono essere tranquillamente evitati. Mentre la maggior parte della gente si sente facilmente minacciata da fattori esterni ed è vulnerabile e influenzabile dagli altri, le persone libere non sanno cosa voglia dire essere minacciate. Così, mentre altri si lasciano conquistare dall’ira o dal risentimento, loro si sentono, e meravigliosamente sono, i titolari del loro destino; i protagonisti, nel bene e nel male, delle loro scelte. Niente di più e niente di meno.

Coltivare la salute fisica e mentale Le persone libere si ammalano raramente. Soprattutto non passano il tempo a raccontare dei loro mali, della loro stanchezza o del loro stress. Non cercano commiserazione, ne tanto meno pietà. Invece conosco molte persone che vagano con un carcere di massima sicurezza nel cervello e una paralisi nel cuore; si trascinano stancamente verso il divano della sera, si buttano sui sospiri e i risentimenti e non si accorgono che la vita li trapassa, lasciandoli in disparte e indifferenti, senza scosse, né palpiti, né salti.

Al contrario, come credi che reagisca una persona libera quando qualcosa di negativo la butta pesantemente a terra? Resta prostrata sul marciapiede, maledice il destino, si rintana in una sala d’aspetto e perseguita a piagnucolare perché si è fatta male o qualcuno è stato cattivo con lei? No. Si alza, si sistema l’abito, e riprende la sua strada, abbracciata alla vita. La persona libera non cerca affannosamente la felicità: vive pienamente, e la felicità le corre incontro da sola.

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Cosa leggere Emanuele Maria Sacchi Il Segreto del Carisma Racconti emozionanti, tecniche concrete ed azioni mirate per chi vuole sviluppare autorevolezza, credibilità e capacità di attrarre Franco Angeli, 2008 Ordina su macrolibrarsi.it o chiama il numero verde 800 089 433

Scritto da Emanuele Maria Sacchi

Bruce Lipton

L’Effetto Luna di miele

Scopri il segreto per mantenere viva la tua relazione di coppia Ripensate alla storia d’amore più spettacolare della vostra vita, la Numero Uno, quella che ha sconvolto la vostra esistenza. Si è trattato perlopiù di un periodo di sincera beatitudine, florida salute e abbondante energia. La vita era così bella che non vedevate l’ora di saltare fuori dal letto la mattina per sperimentare ancora il Paradiso in Terra. Era l’Effetto Luna di Miele, destinato a durare in Eterno. Ma, sfortunatamente, per la maggior parte delle persone l’Effetto Luna di Miele è di breve durata. Immaginatevi come sarebbe la vostra vita se poteste far durare l’Effetto Luna di Miele per tutta la vita.

Emanuele Maria Sacchi ha battuto molti record: grazie alla sua capacità di trasmettere emozioni e, contemporaneamente, di trasferire tecniche immediatamente applicabili, ha sempre vinto tutti i contest a cui ha partecipato. Ha raggiunto il punteggio più alto di Bruce H. Lipton, autore del bestseller La Biologia sempre (4,9) nella storia del Politecnico di Milano, dove ai master MBA ha insegnato delle Credenze, spiega come L’Effetto Luna di Negoziazione e Leadership. È stato l’unico italiano invitato come key speaker al Miele non sia un caso né una coincidenza, bensì una creazione personale. Questo libro rivela Forum Mondiale della Negoziazione. Collabora con aziende di 18 diversi Paesi ed come manifestiamo l’Effetto Luna di Miele, e le è “Best Trainer” di importanti multinazionali, molte delle quali sono inserite nella top ragioni per cui lo perdiamo. 500 a livello mondiale. Attualmente è: Presidente di Evolution Network (Consulenza Attraverso tale conoscenza i lettori diventeranno capaci di ricreare l’esperienza della luna di miele, di Direzione e formAzione) rete europea di professionisti con Sedi a Ginevra, Madrid, questa volta in modo da assicurare una relazione Milano, Londra e Zurigo; Executive Manager di Dale Carnegie (prima società stile “e vissero per sempre felici e contenti”, che farebbe la gioia di un produttore hollywoodiano. al mondo nel Training & Education); Executive Coach di Lee Hecht Harrison – Leadership Consulting di New York; autore del bestseller Il Segreto del Carisma. Libro – Pag. 192 – Prezzo € 14,50 Alterna momenti di estrema concretezza ad altri di profondo coinvolgimento; ha Bruce Lipton in Italia: 27 Settembre 2014! condotto personalmente più di 2000 seminari e conferenze in italiano e in inglese a cui Maggiori informazioni su macrolibrarsi.it hanno partecipato, a oggi, oltre 100.000 persone.

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I 5 passi per crescere

figli felici e autonomi Roberta Cavallo e Antonio Panarese, autori del libro Smettila di reprimere tuo figlio (Uno Editori) ci spiegano come superare le difficoltà nel rapporto bambini-genitori

La Redazione

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ambini vivacissimi, che non si tengono, che non riescono a stare nelle regole, che non ascoltano, che hanno sempre più spesso problemi di attenzione e relazione sia con i coetanei sia con gli adulti: il quadro dell’infanzia e dell’adolescenza descritto da insegnanti, genitori, nonni, educatori, specialisti sta univocamente assumendo le stesse tinte, negative e poco piacevoli. I manuali sull’educazione dei figli impazzano: come farli mangiare, come farli dormire, come fargli fare i compiti... Ma quello di dare le regole ai genitori affinché loro le diano ai figli è una strada che può dare buoni frutti? Il nuovo libro Smettila di reprimere tuo figlio si annuncia diverso già dal titolo: non si invita il genitore a fare qualcosa, ma lo si esorta a non fare. Secondo gli autori, per i genitori è necessario compiere un passo indietro rispetto all’interventismo dilagante: ascoltare, stare in panchina, rispettare i tempi lunghi dei bambini, curare la relazione e offrire loro cibo fresco, sano, di stagione, vivo e ricco di elementi nutritivi. Come è nata l’idea di scrivere il libro Smettila di reprimere tuo figlio? Per cinque anni abbiamo gestito un centro residenziale con 28 bambini

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in affido familiare. Inoltre da diversi anni organizzavamo già corsi di formazione per genitori, insegnanti, ostetriche e svolgevamo consulenze genitoriali. L’idea del libro è arrivata perché sempre più genitori ci chiedevano un aiuto pratico.

accettati di più per le nostre scelte, non essere obbligati a fare cose contro la nostra volontà, forse ancora avremmo preferito più attenzioni, coccole o stare più tempo con mamma e papà, e magari non è successo, segnandoci interiormente.

Perché oggi è così difficile crescere un bambino? Molti genitori si trovano in difficoltà perché sono stati cresciuti a loro volta da genitori che, non comprendendo appieno i loro bisogni, non hanno fornito loro un imprinting rispettoso della natura del bambino. Le nostre generazioni sono vittime delle modalità educative del passato. Durante l’infanzia avremmo desiderato essere

Quali sono i comuni errori derivanti da questi condizionamenti? Sono tre in particolare:

• oggi è comune pretendere che bambini e ragazzi siano al “passo con i tempi”: li forziamo nella performance e in ritmi poco naturali. Sono sottoposti a eccessivi stimoli che possono causare disturbi comportamentali;


Bambini e Genitori • non c’è un’educazione alimentare: non si conoscono i cibi che aumentano il rischio di malattie e quelli che garantiscono la salute; • spesso si impongono regole senza considerare il punto di vista del bambino, la reale motivazione per cui piange o compie una determinata azione. Nel libro proponete la mappa per la crescita felice come un percorso per crescere un bambino sereno e felice. In cosa consiste? La mappa è un fiore con 5 competenze che consentono di essere autonomi nella crescita di un bambino fino ai 21 anni:

• il primo petalo del fiore è “La formula per ottenere la Complicità fra genitore e figlio”. Fornisce le strategie pratiche per prevenire la maggioranza delle difficoltà oggi diffuse; • il secondo, “La formula per assecondare i Codici di Madre Natura”, descrive

le leggi che la natura prevede per la crescita serena; • “La formula per mantenere tuo figlio in ottime Condizioni di salute” illustra i fattori che influiscono sulla salute emotiva, fisica e per prevenire le malattie; • il quarto, “La formula per garantire a tuo figlio il giusto Cibo”, descrive le linee guida per sapere quali alimenti sono salutari e quali sono dannosi;

Sono anche presenti oltre 30 casi pratici risolti come otite, gelosia, pianti continui, capricci, incubi, coliche gassose e difficoltà con i compiti. I nostri lettori come possono approfondire questi temi? Il libro è il biglietto d’ingresso, per 2 persone, al corso di un giorno La formula per la Crescita Felice che si terrà in 10 città. Per maggiori informazioni www.bimbiveri.it

• infine, “La formula per vivere nella Consapevolezza” descrive le cause dell’infelicità e i blocchi che impediscono di avere una relazione armonica con i figli. Roberta Cavallo, Antonio Panarese Smettila di Reprimere tuo Figlio Come la semplice formula di Madre Natura garantisce la crescita felice del tuo bambino da 0 a 21 anni Uno Editori, 2013

Gli autori del libro Smettila di reprimere tuo figlio Roberta Cavallo, scrittrice, formatrice specializzata nell’infanzia secondo natura, consulente genitoriale. Cofondatrice di Bimbiveri, la società per la crescita felice dei bambini, ha gestito per 5 anni un centro di affido familiare per minori disagiati collaborando con i servizi sociali di Torino, Casale Monferrato, Leinì e Viterbo. Ha condotto all’interno del centro di affido un’esperienza triennale di istruzione familiare. Ha gestito per la Regione Piemonte il corso di aggiornamento “La Via Naturale: lo sviluppo emotivo del bambino secondo natura” per la formazione degli insegnanti delle scuole dell’infanzia. È l’ideatrice con Antonio Panarese di “Come crescere tuo figlio secondo natura”, il programma formativo completo rivolto a tutti i genitori, insegnanti e operatori del settore infanzia per apprendere le leggi di madre natura attraverso la mappa per la crescita felice dei bambini da 0 a 21 anni.

Antonio Panarese, scrittore, formatore specializzato nell’infanzia secondo natura. Co-fondatore di Bimbiveri, la società per la crescita felice dei bambini, ha gestito per 5 anni un centro di affido familiare per minori disagiati collaborando con i servizi sociali di Torino, Casale Monferrato, Leinì e Viterbo. Ha condotto all’interno del centro di affido un’esperienza triennale di istruzione familiare. Ha gestito per la Regione Piemonte il corso di aggiornamento “La Via Naturale: lo sviluppo emotivo del bambino secondo natura” per la formazione degli insegnanti delle scuole dell’infanzia. È l’ideatore con Roberta Cavallo di “Come crescere tuo figlio secondo natura”, il programma formativo completo rivolto a tutti i genitori, insegnanti e operatori del settore infanzia per apprendere le leggi di madre natura attraverso la mappa per la crescita felice dei bambini da 0 a 21 anni.

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Kerala:

la culla del benessere In India una vacanza speciale per coccolare corpo, mente e anima Emanuela Selogni

S

iamo in inverno, fa freddo e avvolti dal grigio di una giornata senza sole, ci avviamo verso l’aeroporto, perché sì… finalmente si parte! La nostra meta è il Kerala, una terra incantata sul Mare Arabico, nella parte sud occidentale dell’India. Il nostro intento? Premiarci con una vacanza speciale, all’insegna di un ben-essere più ampio e completo, che coccoli corpo, mente e anima. Arrivati a destinazione, siamo sopraffatti dalla bellezza che ci circonda, il Kerala è chiamato “il paese degli dei” e davvero merita questo epiteto. Le sue lunghe distese di bianche spiagge sabbiose, le sue acque pulite, le abbondanti palme di cocco e i bellissimi fiori tropicali, sono lo sfondo naturale di questa luminosa e calda giornata. Il nostro alloggio è accogliente e confortevole; la sua elegante architettura riflette le tipiche case keralesi, in legno di tek e bambù. In questo paradiso tropicale siamo accolti con squisita cordialità e guidati dai nostri insegnanti di Ananda (il gruppo spirituale che organizza questo viaggio). Conosciamo chi si prenderà cura di noi.

L’approccio ayurvedico alla salute globale Il centro benessere ha 12 medici disponibili per consulti personali, tutti laureati all’Università in Medicina e Scienza Ayurvedica, e ben 70

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massaggiatori e terapeuti! Da una bravissima insegnante di Ananda apprendiamo che l’ayurveda è un approccio completo all’arte del vivere; esso ci insegna a raggiungere una vita armoniosa ed equilibrata. Comprende la dieta, lo yoga e la meditazione e consiglia l’uso di preparati d’erbe e massaggi terapeutici con oli medicinali. Decidiamo di goderci subito un massaggio completo con olio caldo; quest’antica tecnica lavora su ogni livello: fisico-energe-

tico, mentale e spirituale, e ci regala uno stato di benessere profondo. Ci sentiamo felici, più rilassati, “puliti” e liberi! Anche la pratica della meditazione quotidiana, tocca tutti noi nel profondo e porta alla nostra anima la pace e la gioia che tanto desideriamo. Ogni mattina e ogni sera pratichiamo l’Ananda Yoga, un approccio spirituale al classico Hatha Yoga, che non solo si prende cura del nostro corpo, ma raggiunge il livello psicologico,


Viaggi

emozionale e spirituale tramite l’uso delle affermazioni di guarigione e gli esercizi di rinvigorimento energetico. Le gite con il gruppo nel frattempo si susseguono e scopriamo un territorio ricco e avvincente, dove arte e cultura si fondono col magnifico paesaggio che ci circonda lasciandoci un’impronta indelebile nel cuore. Ahimè… Il tempo vola, ed è ora di tornare a casa; ci siamo fatti cullare da tanta bellezza, grazia e splendore, ci sentiamo più giovani e pieni di energia. Portiamo con noi bellissimi ricordi, fotografie, souvenir e il più prezioso dei regali: l’offerta di un nuovo approccio che potremo applicare nella nostra vita quotidiana, tecniche ed esercizi per essere più centrati, per focalizzare l’energia ed essere profondamente rilassati; soprattutto, abbiamo imparato a toccare il nostro Sé più profondo, un’esperienza di pace e intensa gioia che non perderemo mai più… Per info sui Pellegrinagggi Ananda www.ananda.it/it/viaggi-spirituali Tel. 0742.813620

Cosa leggere Swami Kriyananda RAJA YOGA Il manuale completo di yoga e meditazione Ananda Edizioni Pierpaolo Di Nardo India del Sud. Nella terra degli Dei Polaris, 2010 Ordina su macrolibrarsi.it o chiama il numero verde 800 089 433

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Calendario degli Eventi Inverno 2013 6 – 9 novembre

Fiera Ecomondo

17° Fiera internazionale del recupero e dello sviluppo di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile Rimini – quartiere fieristico www.ecomondo.com 15 novembre

Corso Cromaterapia applicata

Docente: Alessandro Pera San Pietro in Cerro (PC) – Lumen www.naturopatia.org 17 novembre

Corso di formazione Aromaterapia per l’inverno

Docente: Luca Fortuna Milano – Grand Hotel Visconti Palace www.macrolibrarsi.it; 800 089 433; servizioeventi@macrolibrarsi.it 17 novembre

Convegno Farmacibi. Il potere terapeutico dell’alimentazione

Relatori: Luca Speciani, Eugenio Luigi Iorio, Claudio Pagliara, Vincenzo Pezzulla, Domenico Tiso, Massimo Citro, Debora Conti Torino – Hotel Atlantic www.macrolibrarsi.it; 800 089 433; servizioeventi@macrolibrarsi.it 23 novembre

Seminario Vaccinazioni pediatriche. Per una scelta consapevole Ore 15.30 Relatori: Eugenio Serravalle e Luca Ventaloro - Organizzato da: Comilva Cesena (FC) – Aula Magna della facoltà di Psicologia, P.le Sanguinetti 180/D Michela: 0547 304492; info@comilva.org 23 – 24 novembre

Corso Food forest – ovvero come trasfor-

mare un fazzoletto di terra in un bocconcino prelibato - Docente: Stefano Soldati Pramaggiore (VE) – Fattoria didattica La Boa - www.laboa.org; tel. 335 5634287 (Stefano)

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24 novembre

Corso Il favoloso mondo di… spezie, cacao, tè e bacche

Docenti: Valentina Jennifer Carpanese e Carlo Martini Battaglia Terme (PD) – Associazione Culturale La Biolca www.labiolca.it; info@labiolca.it 29 novembre

Seminario Vivere sani fino a 100 anni si può! ore 17.00-18.30

Relatore: Roberto Bianchi Punto vendita Macrolibrarsi Diegaro di Cesena (FC) Via Emilia 1705 www.macrolibrarsi.it; 800 089 433; servizioeventi@macrolibrarsi.it 29 novembre

Seminario Vivere sani fino a 100 anni si può! ore 21.00-22.30 Relatore: Roberto Bianchi Grand Hotel Terme della Fratta Fratta Terme di Bertinoro (FC) via Loreta 238 - Tel. 0543 460911 www.termedellafratta.it 30 novembre

Seminario Sequenze numeriche per rigenerare il corpo secondo

l’insegnamento di Grigori Grabovoi Docente: Eleonora Brugger Rimini – Hotel Du Soleil www.macrolibrarsi.it; 800 089 433; servizioeventi@macrolibrarsi.it 30 novembre – 1 dicembre

Seminario L’arte di fare i saponi - Seminario pratico sulla

6 dicembre

Il programma veganic con dieta mediterranea, vegetariana e vegana ore 17.00 – 18.30 Relatore: Michele Riefoli Punto vendita Macrolibrarsi Diegaro di Cesena (FC) Via Emilia 1705 www.macrolibrarsi.it; 800 089 433; servizioeventi@macrolibrarsi.it 6 dicembre

Il programma veganic con dieta mediterranea, vegetariana e vegana

ore 21.00-22.30 Relatore: Michele Riefoli Grand Hotel Terme della Fratta Fratta Terme di Bertinoro (FC) via Loreta 238 - Tel. 0543 460911 www.termedellafratta.it 6 dicembre

Corso Dolcetti per le feste natalizie. Pasticceria vegan

Docente: Giacomo Pisanu San Pietro in Cerro (PC) – Lumen scuola di naturopatia - www.naturopatia.org 7 dicembre

Seminario Il cibo come sostegno per un sano sviluppo interiore

Docenti: Paolo Pistis e Elena Zaramella Battaglia Terme (PD) – Associazione Culturale La Biolca www.labiolca.it; info@labiolca.it 14 – 15 dicembre

Corso Erboristeria integrale. L’inverno: è ora di concentrarsi in noi stessi

saponificazione a freddo a caldo e sui saponi liquidi - Docente: Laura dell’Aquila Luminasio (BO) – Fattoria didattica Il giardino di Pimpinella - 3899703212; www.pimpinella.it; info@pimpinella.it

Docente: Laura dell’Aquila Luminasio (BO) – Fattoria didattica Il giardino di Pimpinella 3899703212; www.pimpinella.it; info@pimpinella.it

30 novembre – 1 dicembre

Corso Ecomoda: l’arte del riciclo

Corso Gioielli energetici con pietre e cristalli Docente: Giovanna Bellini Ripe (AN) – La Città della Luce www.lacittadellaluce.org

14 – 15 dicembre

Docente: Luciana Gianotti Ripe (AN) – La Città della Luce www.lacittadellaluce.org


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Vivi Consapevole 35 - Rivista  
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