Lungarno n.97

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Luglio-Agosto 2021


Find your difference.


Sommario 05

La Serenata Editoriale

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Nascere a Gerusalemme

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La gara per l'integrazione

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Street Art a Firenze

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L'Antica Società dei Canottieri Errata Corrige

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Come funziona la raccolta differenziata? Tre piccoli problemi della raccolta porta a porta

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Luoghi abbandonati Minimondo

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Lo Bello Stilo NoCost Lavignetta

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L'agenda dell'estate

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Personaggi fiorentini (È)tutto nei termini

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Una crema in vacanza Il Mignolo verde

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Filmare la storia degli altri Up&Down

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Andar per festival Brevi cronache librarie

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Bobo Rondelli

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Città in musica

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Frastuoni

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La posta di Sigismondo Froddini Amorazzi

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L'estate fiorentina nel segno dell'Arno Once Upon A Time in Florence

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Palati fini - Polpo e patate Spirito Liquido

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Oroscopo


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LA SERENATA di Matilde Sereni

EDITORIALE di Jacopo Aiazzi

Estate che vai, decoro che trovi "Una nuova ordinanza, in vigore dal 25 giugno, prevede il divieto di stazionamento e di consumo di bevande alcoliche in sei aree del centro storico considerate più a rischio assembramenti. Il consumo di alcol è consentito solo ai tavoli o al bancone." Così inizia il comunicato stampa del Comune di Firenze a pochi giorni dall'annuncio dei mille eventi per l'attesissima Estate Fiorentina 2021. Da una parte si respira aria di speranza e di nuovo rinascimento ma a quanto pare solo a pagamento perché, dall'altra arrivano risposte dal sapore astioso, rancoroso, quasi un vendicarsi dei torti subiti in questo lungo anno (conoscete il principio dell'anger transference? ecco, mi pare una cosa così) per chi riparte senza una lira in tasca. Non sta certo a me, o alla testata per cui scrivo, esprimere giudizi se non quando vere e proprie sentenze su come amministrare una città complessa come Firenze. Certo è che sembra passato un tempo bidimensionale da quando il Sindaco rilasciava dichiarazioni dopo essere rimasto "folgorato" camminando nelle vie deserte del centro storico per un nuovo, apparentemente drastico e imprescindibile, ripensamento della città. Fatta questa doverosa premessa, resta da goderci un lungo periodo con miriadi di eventi - tanti dei quali gratuiti - grazie all'impegno di tutti amministrazione compresa, perché alla fine della fiera la città è fatta dai cittadini e anche se la struttura di un operatore culturale non è fatta per far di conto, lui non lo sa e organizza eventi lo stesso. Buona lettura

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Dietro l’erba alta

n queste ultime settimane abbiamo potuto riscoprire le nostre strade e le nostre città, dopo il progressivo allentamento del coprifuoco. Come se le avessimo completamente abbandonate per quasi un anno, queste si presentano oggi diverse da come ce le ricordavamo. Nei giardini e nei parchi, lungo le strade e sui marciapiedi si è formata una sottile e affollatissima barriera di ciuffi d’erba a occultare la vista. Dietro questa rigogliosa muraglia non si nascondono solo le strade che ci ricordavamo. Lì sotto si annidano gli affetti scomparsi, ridotti a immagine scattosa su un monitor o ad una voce al telefono alternata da problemi di linea, dopo mesi e mesi di distanziamento sociale forzato. E se a qualcuno non risulta in alcun modo, la diagnosi è impietosa: lo scomparso sei tu. Ecco, forse è questo che dobbiamo fare: riallacciare i rapporti sfilacciati, riappropriarci della nostra socialità. Ricordarci degli affetti svaniti. Non importa munirsi di tosaerba e rasare tutto, basta spostare tutti questi ciuffi verdi per guardarsi un attimo negli occhi, costruirsi uno spazio in cui scambiarsi storie. Condividere gioie e sofferenze. Tutto però sembra andare in direzione esattamente contraria: si chiudono le piazze con la scusa del degrado e della vivibilità dei residenti (di Santo Spirito e basta, perché chiudendo una piazza si sposta il “problema”, mentre decenni di abbandono della residenza in tutto il centro storico sono stati accolti come fossero un processo inarrestabile). Si chiude anche a favore dei tavolini dei locali, spalmati in ogni angolo disponibile della città. E chissà quanto tempo dovremmo aspettare, anche con la pandemia ridotta a ricordo, prima dell’avvento di un nuovo eroe che ripristini tutto come prima e liberi strade e marciapiedi. Si parla di un concorso di idee per piazza Santo Spirito, dopo il pasticcio della cordonatura e conseguente ribellione di chi quella piazza la vive, rendendo il quartiere il più cool della città. Nella tragedia ridicola però, un piccolo passo avanti: almeno ora non allontaniamo a colpi di idranti le persone sedute sui gradini. “Quando gli elefanti combattono, è sempre l’erba a rimanere schiacciata”, recita un detto africano. Sta a noi scegliere se essere ciuffi d’erba o litigiosi pachidermi.

IN COPERTINA

Estate selvaggia di Gioia Ghezzo

Gioia è un’illustratrice veneziana che ama follemente la sua laguna. Il silenzio delle calli, il profumo di salsedine, la brezza marina sono le sue più grandi fonti d’ispirazione. L’affascina molto lavorare con i volumi creando forme morbide, dolci e burrose che rispecchiano il suo essere sognatrice e un’inguaribile romantica. Spesso racconta un femminile voluttuoso, potente per la sua vitalità, ma addolcito dall’implicita grazia dei soggetti. Si diverte ad illustrare anche animali, oggetti, paesaggi, nature morte e ricette. Predilige l’illustrazione tradizionale, infatti usa gouache e acquerelli. 
 Instagram: www.instagram.com/gioiaghezzo

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 97 - Anno X - Luglio-Agosto 2021 - Rivista Mensile ISSN 2612-2294 Editore: Tabloid Soc. Coop. • Firenze • N. ROC 32478 Direttore Responsabile: Jacopo Aiazzi Stampa: Tipografia Baroni e Gori srl • Prato Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell’editore e degli autori. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati.

Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero: Daniele Pasquini, Niccolò Protti, Virginia Landi, Michele Baldini, Matteo Chiapponi, Alect, Giulio Garosi, Susanna Stigler, Marco Tangocci, Davide Di Fabrizio, Teresa Vitartali, Aura Fico, Lafabbricadibraccia, Tommaso Ciuffoletti, Marcho, Marianna Piccini, Walter Tripi, Caterina Liverani, Tommaso Chimenti, Carlo Benedetti, Martina Vincenzoni, Giulia Focardi, Gabriele Giustini, SpazioPosso, Francesca Corpaci, Raffaella Galamini, Riccardo Morandi, Marta Staulo, Andrea Bertelli, Lulaida, Francesca Arfilli, Gioia Ghezzo. Caporedattore: Riccardo Morandi Editor: Arianna Giullori Lungarno ringrazia Marco Battaglia e la type foundry Zetafonts per aver concesso, rispettivamente, l'utilizzo delle font Queens Pro e Monterchi.


Nascere a Gerusalemme

di Daniele Pasquini

foto da radiotoscana.it

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uor Valentina Sala è nata e cresciuta ad Arcore, e mai avrebbe mai pensato di finire a Gerusalemme. Non pensava nemmeno di farsi suora, a dire il vero. Aveva scelto di diventare ostetrica: aveva sentito che era la sua strada, a 16 anni, quando era un’adolescente e sua madre partorì la sua sorellina. Certo, la sua era già una vita di fede, frequenta la parrocchia insieme al fidanzato, segue un percorso di spiritualità. Dopo le superiori cerca un luogo in cui stare durante gli studi, un posto che le consenta di meditare in silenzio. Trova accoglienza presso una struttura religiosa, dalle suore di San Giuseppe dell’Apparizione, una congregazione missionaria fondata in Francia. Per prima cosa pensa: “che sfigate, saranno tutte vecchie”. Ma si trasferisce lì, continua gli studi e macina ottimi voti. Poi la sua

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vita cambia, sente un’altra chiamata. Di lì a poco Valentina diventerà Suor Valentina. La congregazione la manda a Firenze, a Ponte a Mensola. È il 2005, si occupa delle attività coi giovani, che, a dire il vero, sono pochi: trova una mappa del quartiere e con la bicicletta va a cercarli a casa. Vivrà 5 anni tra Firenze e Fiesole, poi due anni in provincia di Lucca. Ama la Toscana, l’accoglienza che ha trovato. Durante le estati visita le missioni a Tunisi e ad Aleppo. Scopre che a Gerusalemme Est c’è un ospedale della congregazione che sta per aprire un reparto di maternità. La sua vita cambia di nuovo, radicalmente. La sua superiora si ricorda di lei e dei suoi studi e Valentina viene spedita nella Città Santa a seguire il progetto. “Ero spaventata, sia perché erano passati anni dall’università, sia perché il contesto non era dei più semplici. Non parlavo inglese, né arabo. Ho dovuto imparare a comprendere che potevo anche non essere capita. E qua è facile non essere capiti”.

L’ospedale è il St. Joseph, fondato nel 1956, l’unico palestinese in città. Prima ce n’era un altro, il St. Louis, che però dopo il 1948 è rimasto in territorio israeliano, e quindi di difficile accesso, senza permessi speciali, per la popolazione palestinese. La geografia di quei pochi chilometri quadrati è un rompicapo impossibile da risolvere. Mentre il nuovo reparto del St. Joseph è in costruzione, Suor Valentina visita gli ospedali palestinesi di Betlemme, Nazareth e Ramallah. Visita anche un ospedale israeliano. Da entrambe le parti osserva stupita che il parto è vissuto in modo brutale. Le donne sono viste come persone da curare, i medici le trattano da malate. Lei ha in mente qualcosa di diverso: “Questa terra vive già abbastanza violenza, togliamola almeno dal parto”. Vuole promuovere il parto naturale e inizia a raccontare le sue idee alle ostetriche palestinesi del St. Joseph. All’inizio trova resistenza, ma quando il reparto dell’ospedale è finalmente pronto, inaugurano il nuovo corso.


All’inizio arrivano poche coppie, nasce un bambino ogni 2-3 giorni, e la partenza lenta le dà il tempo di seguire tutto in prima persona e rodare il metodo: “Nel tempo è diventato il nostro stile. Volevamo un luogo di servizio, non una fabbrica di bambini”. I primi tempi a frequentare il St. Joseph sono i palestinesi di Gerusalemme e alcuni che arrivano dalla West-Bank. Il meccanismo delle assicurazioni sanitarie non aiuta, ancora meno i check point e i protocolli di sicurezza. Muoversi qua e là dal muro, o anche solo tra quartieri, non è una cosa semplice. La nuova svolta, l’ennesima, arriva nel 2017. Suor Valentina promuove un workshop per il parto in acqua: ci sono tante resistenze culturali da vincere, sembra una rivoluzione, ma alla fine il St. Joseph è il primo e unico ospedale a proporlo e la notizia gira. Anche tra gli ebrei. La prima coppia ebrea arrivata in maternità aveva scelto il St. Joseph solo perché costava meno degli ospedali israeliani. Lo staff dell’ospedale è interamente palestinese. Due ostetriche, una cristiana e una palestinese, non la vivono bene. “Loro ammazzano i nostri figli e noi dovremmo far nascere i loro?”. Suor Valentina teme le reazioni del personale. Aya, un’ostetrica palestinese che per anni è stata un’attivista, non comprende l’apertura della suora: “Io non li voglio vedere qua. Tutte le volte che nasce un bambino ebreo mi domando se sparerà a uno dei miei figli”. Valentina lavora di mediazione. Spera che se un bambino nasce in pace potrà diventare una persona di pace. L’ospedale è per tutti. La porta non si può chiudere. La prima coppia ebrea è così entusiasta dell’accoglienza ricevuta che consiglia la struttura ad altre famiglie. La voce corre e in poco tempo il St. Joseph diventa un punto di riferimento e un luogo di incontro. Le “doula” ebree, le donne che di professione accompagnano le coppie verso il parto, promuovono sempre di più la struttura. Ecco che nell’ospedale le ostetriche palestinesi assistono nel parto coppie di ogni etnia, cultura e religione. Perfino coppie di coloni, incredibilmente. Il telefono di Suor Valentina è pieno di testimonianze di affetto e gratitudine verso lo staff, e la consapevolezza di fare qualcosa di importante si diffonde anche nel personale. Persone che vivono vite tanto diverse, colme di ostilità e rabbia, si incontrano nella stessa sala parto. Italiani, palestinesi o israeliani: veniamo al mondo tutti allo stesso modo. E oggi? “Dopo ogni conflitto la situazione precipita, sembra di partire ogni volta da zero. Abbiamo personale che si rifiuta di accogliere gli ebrei che li stanno sfrattando. Cercano di mettere la professionalità davanti a tutto, ma per loro non è semplice”. Il St. Joseph è nel cuore di Gerusalemme Est, a Sheik Jarrah, il quartiere arabo da cui i sionisti vogliono sfrattare i palestinesi, il cuore della protesta che ha portato al sorgere dell’ultimo conflitto. Al piano terra dell’ospedale arrivano i feriti degli scontri della Spianata delle Moschee. Dopo il “Jerusalem Day”, la tensione è alle stelle. La città esplode, il conflitto si allarga. Al terzo piano in maternità ci sono coppie palestinesi ed ebree: le doula iniziano a

foto dalla pagina fb del St. Joseph Hospital

chiedersi se il St. Joseph sia o meno un luogo sicuro. Le ostetriche palestinesi intanto leggono online i post sionisti delle doula. Il conflitto è civile ed etnico, e arriva anche in corsia. I punti di vista sembrano inconciliabili. “Sono stati giorni disastrosi. A volte sembra non ci sia speranza, verrebbe solo da gridare. Però questa estremizzazione ha spinto tanti a capire e a dire che non è questa la realtà che vogliono. E ci sono anche cose che nessuno vede, come i messaggi che riceviamo da tanti ebrei che esprimono vicinanza allo staff dell’ospedale, mostrano comprensione, si scusano con il nostro personale per il trattamento di Israele”. Questo processo di umanità non cambia il corso della storia, ma il cuore delle persone sì. Una colona ebrea ha scritto a Suor Valentina che è convinta che la pace sia possibile dopo aver partorito al St. Joseph. Tante doula pensano lo stesso e inviano messaggi di solidarietà. Anche Aya, l’ostetrica-attivista, ha cambiato approccio: “cerco di dare il meglio di me. Spero che vedendoci lavorare insegnino ai loro figli a rispettarci”. Dopo 11 giorni di conflitto, con oltre 210 morti palestinesi e 10 morti israeliani, il 20 maggio Hamas e Israele hanno siglato una tregua. Quello stesso giorno al Saint Joseph nascevano 13 nuove vite.

Questa terra vive già abbastanza violenza, togliamola almeno dal parto

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La gara per l’integrazione

La comunità somala fiorentina di Niccolò Protti foto di Irene Tempestini

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a comunità somala di Firenze, secondo gli ultimi dati estrapolati dall’Istat, è composta da 389 persone. Persone, appunto, uomini e donne fatti di carne e di pensieri, con diritti e doveri da rispettare, ma anche con bisogni comuni a prescindere dalla propria nazionalità. Eppure sembra che ci si accorga di loro solo in occasione dei fatti di cronaca che li riguardano da vicino. Il 25 maggio scorso è avvenuto lo sgombero del palazzo ex Unipol di via Baracca, in cui i circa 80 inquilini appartenenti alla comunità somala di Firenze sono stati sfollati e alcuni di loro sono stati costretti a trascorrere la notte in strada (bloccando anche per quasi 24 ore il ponte Enzo Ferrari in segno di protesta). Questo è solo l’ultimo atto della corsa a tappe dei somali fiorentini, una gara a ostacoli iniziata ormai circa 10 anni fa col traguardo rappresentato dall’integrazione. Una bandiera a scacchi

che, però, dalle parole dei ragazzi somali che abbiamo intervistato presso l’Albergo popolare “Fioretta Mazzei” – alloggio dove sono state ospitate 11 persone dopo lo sgombero – è difficile da veder sventolare. I problemi maggiori riguardano l’opportunità di avere una sistemazione stabile e un lavoro, questioni che sono legate tra di sé a doppio filo. Come ci spiega Mahad – 24enne somalo che parla a nome di tutti – “Non riusciamo a trovare un contratto perché non abbiamo un indirizzo da dare”. E poi si entra in un circolo vizioso. Parafrasando le sue parole e il coro dei suoi connazionali, se non hai un lavoro (che non sia precario) non puoi permetterti una casa, ma se non hai una casa non puoi firmare un contratto di lavoro. La situazione venutasi a creare dopo lo sgombero, nell’ottica occupazionale, è ancora più complessa. “Alcuni di noi lavorano” – prosegue Mahad, impiegato come manutentore di aiuole comunali per una cooperativa – “ma se non sappiamo dove dormire di notte è difficile pensare al lavoro”.

Per risolvere la questione, i ragazzi vorrebbero un intervento da parte del Comune come garante per gli affitti oppure in qualità di ente capace di trovare un alloggio che non sia solo temporaneo. Dal lato delle istituzioni, l’Assessore al Welfare Sara Funaro commenta così: “L’amministrazione comunale non fa differenze nell’offerta di sostegno e accoglienza dei cittadini. Nelle varie situazioni interveniamo sempre con i servizi sociali, che fanno una valutazione professionale delle singole situazioni e in seguito danno una risposta adeguata ai vari bisogni delle persone e alle loro fragilità”. Anche in questo frangente i colloqui sono effettivamente avvenuti. Ma i ragazzi somali ci raccontano che ad alcuni di loro è stato detto di cavarsela da soli in quanto giovani, mentre ad altri, residenti in città diverse da Firenze, di andarsene. La questione è delicata e le soluzioni – non una uguale per tutti, ma tutte diverse in base alle singole storie – sono ancora lontane dall’essere trovate. Nella speranza che ci siano.

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Street art a Firenze Una mappa per scoprire l’arte di strada

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a cura di Virginia Landi in collaborazione con Street Level Gallery foto di Gianni Aiazzi

1 - GIUDIZIO UNIVERSALE di Francisco Bosoletti, via de’ Corbinelli Sei facciate alle Case minime, le case popolari di via Corbinelli e strade adiacenti. Mani, corpi e volti intrecciati che evocano una dimensione malinconica dell’esistenza e diventano un invito a essere presenti e liberi nel condurre la propria vita. 2-A LTRI COLORI di Luchadora, Palarotelle, via dell’Olmatello “Altri Colori” è un progetto realizzato in occasione del Pride Month 2021, un murale all’insegna dell’inclusività, dei diritti, della sensibilizzazione delll’emancipazione della comunità LGBTQIA+. 3 - DAVIDE ASTORI di Giulio Rosk, via Canova Un murale per ricordare Davide Astori, capitano della Fiorentina scomparso nel marzo 2018. Circa 240 mq su una parete di un fabbricato di case popolari gestite da Casa Spa. In basso sulla sinistra la frase più ricordata dallo stesso Astori: ‘Ogni bambino ha il diritto di giocare la sua partita’. 4 - NELSON MANDELA di Jorit, Piazza Leopoldo L’opera omaggio al premio Nobel per la pace Nelson Mandela è stata realizzata nel 2018 a cinque anni esatti dalla morte. Ben 125 metri quadrati sull’edificio che ospita le case popolari in piazza Leopoldo, chiamato anche “Condominio dei Diritti”, per ricordare ogni giorno l’importanza di rispettare i diritti fondamentali e inviolabili dell’uomo. 5 - ANTONIO GRAMSCI - ODIO GLI INDIFFERENTI di Jorit, via Canova Nel 2020 prende forma il primo piano di Antonio Gramsci per mano dello stesso artista di Mandela, Jorit. Sulla facciata esterna di un edificio popolare in via Canova è grande 213 metri quadri. Il ritratto che si staglia sulla parete combina raffigurazione realistica e simbolismo: le guance del protagonista sembrano essere graffiate da due strisce rosse, tratti distintivi di dell’autore che rimandano a rituali magici e curativi africani. 6 - I L CERVO installazione di Moradi Il Sedicente, Piazza Gaddi Un’incursione artistica che raffigura un maestoso cervo in legno al centro verde della rotonda di piazza Gaddi.

7 - IL PARTIGIANO PILLO di DesX, via Antonio del Pollaiolo Silvano Sarti o partigiano Pillo è il murale comparso in occasione della festa della Liberazione del 25 aprile in via Antonio del Pollaiolo, vicino alla sua vecchia abitazione. Non solo un volto sul muro dell’Audace Legnaia, ma una figura viva della Resistenza del quartiere fiorentino dove ha vissuto per poi diventare eroe nel rione di Monticelli. 8 - L’EREDITÀ di Ache77, via Policarpo Petrocchi L’opera raffigura la memoria di Janusz Korczak (Henryk Goldszmit), libero pensatore polacco di origine ebraica, medico, pedagogo, poeta, educatore e pioniere nella lotta per i diritti dei più piccoli, nonché una delle innumerevoli vittime della Shoah. Egli affermava che i diritti fondamentali di ogni bambino fossero tre: il diritto alla morte, il diritto alla vita presente, e il diritto ad essere pienamente se stesso. Le opere di Korczak sono alla base della Carta Internazionale dei Diritti del Fanciullo. 9 - SOTTOPASSO DELLE CURE artisti vari Volti urlanti, di bambini, di dèmoni, di artisti e personaggi celebri ma anche animali, natura, immagini provocatorie o futuristiche. Il sottopasso delle Cure si pone come una vera e propria galleria d’arte sotterranea aperta a tutti.

10 - SEDE ITT MARCO POLO di EDFcrew e Peeta, via di S. Bartolo a Cintoia Il Marco Polo è tra le scuole italiane che detiene il maggior numero di murales sulle pareti interne ed esterne. Il murales di EDFcrew raffigurante Ulisse, in questo caso metaforicamente paragonato alla figura dell’insegnante o del preside, è tra i più grandi realizzati in Europa su di un edificio scolastico. Le illusioni geometriche sull’altra facciata dello street artist Peeta colorano i muri come in un gioco che crea tridimensionalità e aiuta a trovare immagini surreali. 11 - LOTTA di RUN e Basik, via Rocca Tedalda Un’opera importante realizzata su un condominio di sei piani tra le case minime di via Rocca Tedalda. Si caratterizza come il primo grande intervento di muralismo in un palazzo del quartiere 2 di Firenze. La scelta del soggetto era inizialmente ricaduta sul tema del pugilato, per la presenza di una palestra di boxe che rappresenta una realtà significativa per la zona, ma è stato poi rielaborato e reinterpretato dagli artisti in un’immagine che evoca lotta e confronto. 12 - YIN E YANG di Blu, Fattoria di Mondeggi, Bagno a Ripoli Ideato appositamente per la struttura, il murale è un omaggio all’esperienza di Mondeggi Bene Comune, il progetto pensato per salvaguardare e valorizzare la tenuta agricola di Mondeggi, parte della città metropolitana di Firenze. La fattoria ha vissuto per anni in stato di abbandono; lo Yin e lo Yang taoisti raffigurati, rappresentano in questo caso la campagna e la città, due realtà divise, due mondi diversi spesso inconciliabili.

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Un’Estate fiorentina che dura quattro mesi invece dei consueti sei,

ma ricca di eventi, festival e rassegne in giro per la città, per dare un segnale di rinascita culturale della città di Firenze.

Un’Estate Fiorentina fatta di danza contemporanea, spettacoli teatrali, letture

nei chiostri delle biblioteche, nelle ville e nelle piazze, laboratori per famiglie e bambini, cine-

ma all’aperto, concerti di musica jazz, classica ed elettronica, e moltissimi altri eventi per una città che riprende fiato (finalmente) dopo un anno così penalizzante.

L’edizione 2021 curata da MUS.E prevede 146 progetti, selezionati dal bando

pubblico, ed un investimento economico totale che sfiora il milione di euro, inclusi i 15 festival già selezionati lo scorso anno:

Il festival letterario La città dei lettori (dal 26 al 29 agosto a Villa Bardini); la

rassegna dei Sagrati in musica sotto le stelle (vari luoghi, da giugno a settembre);

il festival Musart in piazza Santissima Annunziata (17-27 luglio); la rassegna di danza Future

Perfect (26 giugno-29 luglio a Santa Maria Novella); Apriti cinema (28 giugno-8 agosto); le giocolerie del Cirk Fantastik alle Cascine (6-21 settembre); Genius Loci in Santa

Croce (21-25 settembre); Lattexplus (1-20 settembre); il festival degli ottoni Italian Brass

Week (agosto, vari luoghi); Secret Florence alla scoperta dei luoghi insoliti (10-23 giugno); il Florence Folks Festival (luglio al Varlungo); gli eventi sulle terrazze

di Firenze dall’alto (in luoghi come il Forte di Belvedere, Giardino delle rose, Arcetri e

altri); le atmosfere internazionali del Festival au desert (30 giugno-2 luglio alle Cascine e chiostro di Santa Maria Novella); la rassegna multidisciplinare Copula mundi (2-5

settembre al Parco del Mensola); e il Florence Jazz Festival (9-12 settembre). Uno dei nuovi spazi dell’Estate Fiorentina è UltraVox con una programmazione ricchissi-

ma di eventi che va dal 25 giugno fino a settembre, il cuore del progetto si troverà presso l’Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale dove saranno in concerto: Fast Animals

And Slow Kids, Coma Cose, Federico Fiumani, La Rappresentante di Lista, e molti altri artisti che costelleranno 3 mesi di eventi.

Ad accoglierci all’ingresso del parco ci sarà una grande struttura che rimanda ai temi della sostenibilità, dell’ambiente, dell’incontro, realizzata da Canya Viva interamente con materiale bio, esattamente come il Vox Stage che ospiterà la programmazione serale.

Un evento tutto nuovo è Oltrarno Libro Aperto, un salotto letterario in Piazza del Carmine con un fitto programma di incontri dal 22 giugno all’8 agosto, organizzati dalla libreria Il Libraccio Firenze insieme a La Chute Associazione culturale.

L’Estate Fiorentina 2021 si propone come obiettivo quello di riportare la vita citta-

informazione pubblicitaria

dina anche nelle zone più periferiche unendo le varie forme d’arte per una città

che rifiorisce attraverso la cultura, la musica, la letteratura e la voglia di stare insieme (in sicurezza) per ricominciare a godersi questa meravigliosa città.

Quest’anno i protagonisti siete voi


Florence Folk Festival una festa popolare urbana che unisce artisti locali ed internazionali per 3 giorni di musica, cibo e convivialità.

Quando 22-23-24 luglio Dove Balera del Varlungo

Apriti Cinema!

MUSART

la rassegna di cinema d’autore

il festival che porta musi-

italiano e internazionale ad

ingresso libero che porta fiction, documentari, film, retrospettive e molto altro, per questa

edizione un omaggio alle Donne nell’arte con

una rassegna di cinque film dedicati alle figure femminili nell’arte.

ca e spettacolo nell’incredibile

atmosfera della piazza Santissima

Annunziata, un programma ricco di

concerti nei luoghi storici della città di

Firenze. Quando dal 14 luglio al 27 luglio Dove Piazza Santissima Annunziata, Chiostro degli uomini, Istituto In-

Quando dal 28 giugno all’8 agosto

nocenti, Chiostro di Levante

Dove Piazzale degli Uffizi

E quindi uscimmo a riveder le stelle una rassegna di concerti live che vedrà sul palco della Limonaia di Balagan Cafè un rinascimento culturale

Villa Strozzi i migliori artisti emergenti,

getto dedicato alla cultura come col-

in città artisti indipendenti che hanno

e sociale per la città di Firenze, un prolante dopo un periodo di chiusura e isolamento sociale. Quando 22 e

29 luglio, 5-19-26 agosto, 2 settembre Dove Sinagoga e

una ripartenza dal basso che porta fatto scalpore.

Quando 02-09-16-23- 30 luglio

06-13-20-27 agosto 03-04-08-17

settembre Dove Limonaia Villa Strozzi

Museo Ebraico

OLA Oltrarno Libro Aperto un salotto letterario con

l’obiettivo di riportare Piazza del Carmine a luogo di

incontro tra chi scrive e chi legge, un’occasione per

vivere la propria città attraverso la cultura

Quando dal 2 luglio al 4 agosto

Dove Piazza del Carmine


L’Antica Società dei Canottieri

Identità nel segno dello sport e della bellezza di Michele Baldini

E

sattamente al di sotto degli Uffizi, in quelli che un tempo erano gli spazi delle Scuderie Medicee (provate dal residuo della pavimentazione originale quattrocentesca sulla quale “ha posato gli zoccoli” il cavallo di Lorenzo il Magnifico) e poi degli Archivi di Stato durante la stagione di Firenze Capitale, ha sede dal maggio 1933 la Società Canottieri Firenze, un marchio inconfondibile di identità, tradizione e passione sportiva. “I nostri valori sono il canottaggio e i giovani” dice il presidente Michele Nannelli, “ed è ai giovani che cerchiamo di trasmettere – grazie a quella che a tutti gli effetti è una famiglia prima ancora di una società – l’identità cittadina, nel segno della bellezza e della preservazione della cultura e del paesaggio”. La società vanta infatti circa 600 soci di ogni età (spesso affiliati da più di una generazione), che “a differenza degli iscritti sono parte integrante del progetto”.

indipendenza economica e la propria autonomia identitaria. Sopravvivere alla pandemia non è stato facile, ma grazie al contributo degli stessi soci, alla disponibilità di uno spazio all’aperto unico al mondo e al fatto che la società è iscritta al CONI (e i canottieri hanno quindi potuto continuare ad allenarsi anche in zona rossa) oggi tutti i locali a disposizione (bar e ristorante compresi) sono stati riaperti e sono pronti a offrire uno scorcio della città, che in pochi possono concedersi. La società non è però solo un emblema della tradizione culturale e sportiva, ma anche un faro per il mantenimento della pulizia e del decoro delle sponde dell’Arno. È infatti grazie al contributo di Unicoop Firenze che sono stati istallati sul molo dei seabin, ovvero dei particolari

filtri-raccoglitori di nanoplastiche altrimenti nocive per l’ecosistema e la fauna fluviale: in poche settimane ne sono state raccolte oltre 5 kg. Una storia lunga ormai quasi 150 anni (il primo circolo risale al 1888) è anche ricca di tracce evidenti, che emergono dalla sala assembleare agli spogliatoi, fino al deposito delle imbarcazioni: si annoverano pezzi d’epoca unici, tra cui una canoa 8+ senza navigatore, risalente agli anni del Fascismo. Tutte le imbarcazioni d’epoca, recuperate e restaurate dopo l’alluvione del 1966, che devastò la sede, sono esposte e all’occorrenza pronte per essere messe in acqua. Quello che appare è un presidio di cui Firenze può essere orgogliosa e che non intacca, ma anzi valorizza il tessuto culturale del centro storico.

Ed è proprio grazie ai soci che la società continua a mantenere la propria

ERRATA CORRIGE

Segnaliamo un errore pubblicato sull’edizione di giugno del n. 96 di Lungarno, nell’articolo di pag. 9 “Il marchio Bemer, da Hollywood all’Oriente”. Stefano Bemer, fondatore del marchio, non è morto suicida ma per cause naturali. Inoltre, la sede storica non era quella di via Maggio, ma si trovava in San Frediano. Ci scusiamo con tutti i lettori e lettrici.

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Tre piccoli problemi della raccolta porta a porta 1-Q UATTRO BIDONI PER 30 METRI QUADRATI Nelle zone dove è iniziata la raccolta porta a porta sono arrivati i relativi bidoni (carta, indifferenziato, organico e un cestino più piccolo) per consentire la differenziazione dei rifiuti domestici. «Dove metto questi bidoni se vivo in pochi metri quadri di casa?» è stata la preoccupazione espressa dagli abitanti del centro storico. Alia però ricorda che nel centro cittadino non sarà attivata la raccolta porta a porta ed è possibile verificare quale sistema sarà attivato in ogni zona tramite il portale www.firenzecittacircolare.it 2 - L A SPARIZIONE DEI CASSONETTI L’arrivo della raccolta porta a porta spesso è seguita dalla rimozione dei cassonetti e dei cestini presenti in strada o, in alcune zone, dalla sostituzione con quelli ad apertura con chiavetta per i residenti. Una città senza bidoni della spazzatura è senz’altro bella da vedere, ma poco pratica se ospita costantemente un alto flusso di turisti. Il risultato sono maratone con i sacchetti del sudicio sottomano o l’abbandono per strada. Dove previsto questo tipo di raccolta, infatti, Alia procede dopo un primo mese di “prova” per gli utenti alla rimozione dei cassonetti, rimanendo però in costante contatto con l’amministrazione pubblica al fine di monitorare la situazione. 3 - SACCHETTI DELL’ORGANICO TROPPO BIODEGRADABILI In alcune frazioni, oltre alla consegna dei bidoni, viene effettuata la consegna semestrale dei sacchetti per il multilaterale e per l’organico. Se per i primi non si riscontrano problematiche, i secondi - dovendo essere biodegradabili - spesso si rompono con estrema facilità, facendo cascare i rifiuti dentro il bidone o, peggio, per strada. Una soluzione, consigliata da Alia, consiste nell’utilizzare le normali buste della spesa.

Come funziona la raccolta differenziata?

di Matteo Chiapponi

illustrazione di Alect

C

hi di noi, in procinto di adempiere al proprio dovere di cittadino modello, nel conferire i propri rifiuti nell’apposito cassonetto, non si è chiesto almeno una volta come prosegue la storia di quel sacchetto? Beh, è giunta l’ora di continuare il viaggio che ogni volta si interrompe col classico gesto dal retrogusto cestistico del lancio nel bidone. La gestione della raccolta differenziata in città ha subito un’evoluzione dal 15 febbraio 2021, giorno in cui è ufficialmente partito il progetto Firenze Città Circolare nei quartieri 2 e 5. Di cosa si tratta? Il progetto (fonte Alia spa), coinvolge 200.000 utenze domestiche e 28.000 utenze non domestiche e prevede l’attivazione di diversi sistemi di raccolta che si adattino alle necessità dei territori: 1) porta a porta; 2) postazioni stradali con contenitori fuori terra; 3) postazioni interrate. In questo modo Alia vuole realizzare un sistema di raccolta “a rete” dotandosi di impianti di smaltimento distribuiti su tutto il territorio regionale per ottenere la cosiddetta filiera corta. Quali sono i primi riscontri di questo cambiamento? Alia ci comunica che, grazie alla collaborazione dei cittadini, Firenze sfiora l’80% di raccolta differenziata, un vero e proprio boom rispetto al 2020. Infatti le cosiddette “frazioni estranee”, ovvero i rifiuti che non si è riusciti a differenziare correttamente, sono in diminuzione: per l’organico al 3,5% (media comunale nel 2020 al 12,2%), carta al 4,4% (11,7% l’anno precedente), gli imballaggi in plastica, me-

talli, polistirolo al 13% rispetto al 43,5% del 2020. Nelle aree collinari dei quartieri 1, 3 e 4, 11.000 utenze dal 21 giugno hanno visto partire il sistema porta a porta e nei prossimi mesi potremo apprezzarne il funzionamento. Come risponde Alia alle difficoltà di alcuni cittadini di affrontare un cambio di abitudini così radicale? La risposta, ci fanno sapere, è nel dialogo con gli utenti, attivando momenti di confronto, di accompagnamento e di ascolto. Un esempio? Anche le utenze servite con il sistema porta a porta, su richiesta, potranno ritirare l’A-pass, la chiavetta che, associata a un codice di utenza, permette di accedere ai cassonetti stradali a controllo volumetrico. Ma torniamo al viaggio che un rifiuto urbano compie dopo essere stato correttamente conferito nel giusto contenitore. Facciamo l’esempio di un vasetto di yogurt: arriva a Revet, l’azienda partecipata di Alia Servizi Ambientali S.p.a, che raccoglie, seleziona e avvia al riciclo plastiche, alluminio, vetro e tetrapak. Nell’impianto il vasetto inizia il suo recupero attraverso controlli, magneti, sensori ottici, vagli balistici e macchine a corrente induttiva. Superata la selezione, il vasetto raggiunge altre plastiche e passa alla vera e propria fase di trasformazione. Lavato e scaldato a 200° diventa una pasta fluida che, raffreddata, esce dalla lavorazione sotto forma di granuli. Questi granuli, assemblati ad altri possono diventare ad esempio una panchina. L’equivalente di 800 lattine di alluminio se riciclato correttamente, può diventare la scocca di una bicicletta, 1000 barattoli in acciaio possono diventare un tombino. Adesso la sfida sta tutta nel cercare di ridurre al minimo lo smaltimento in discarica, obiettivo primario sancito dall’Unione Europea ma, come afferma Alia, serve far presto perché il nostro pianeta non può più aspettare. 15


LUOGHI ABBANDONATI Foto e testo di Giulio Garosi

EX OSPEDALE SANT’ANTONIO DI FIESOLE Tremila metri quadrati abbandonati da 20 anni nel pieno centro fiesolano, una splendida vista su Firenze. Nel 2021 i fondi destinati alla riqualificazione dell’immobile sono stati dirottati altrove dalla Regione Toscana e dalla Asl.

MINIMONDO testo e foto di Susanna Stigler

Riponiamo l’esercito dei nostri orpelli invernali e torniamo fuori a vedere la luce.

43°49’17.6”N 11°13’39.7”E

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LO BELLO STILO NOCOST a cura di Firenze NoCost

Firenze NoCost che scrive di moda per Lungarno? Sì, la realtà surclassa la fantasia. Partendo da un capo di abbigliamento la guida (anti)turistica più pazza che ci sia ci racconta il passato e il presente di grandi uomini e lucenti donne che Firenze l’hanno resa unica e senza tempo. Perché lo (bello) stile è tutto. www.nocost.guide

La canotta del Peruggia IERI

OGGI

di Marco Tangocci e Davide Di Fabrizio

di Teresa Vitartali

“AEmblema di quell’Italia Campione del Mondo che nel 2006

ridatece la Gioconda”… ve lo ricordate il mitico striscione?

batteva in finale i cugini Francia. E chissà se l’autore di questo celebre invito alla romana conosceva la storia del sign. Vincenzo Peruggia. Vabbè, noi ve la raccontiamo… Parigi. Estate. L’estate del 1911. Il direttore del Louvre, tale Monsieur Homolle, sta per andare in vacanza e lascia un biglietto ai suoi sottoposti che recita “Non disturbatemi: chiamatemi solo se rubano la Gioconda!”. E ci ha pensato l’operaio Vincenzo Peruggia a far rientrare trafelato il direttore dalle vacanze, visto che la mattina del 21 agosto egli usciva dal museo proprio con l’opera di Leonardo avvolta nella giacca. E mentre per due anni Parigi scoperchiava tetti, svuotava cantine e sottoscala, additava colpevoli (tra cui Picasso e il poeta Apollinaire), ingaggiava detective e addirittura illustri veggenti e occultisti pur di rintracciare la donna più famosa al mondo, lei si nascondeva beata tra le braccia di un imbianchino italiano, in mezzo a mutande e canottiere bianche, nella sua umile (e umida) alcova parigina. Animato da spirito patriottico, il prode Peruggia arrivava addirittura a Firenze, col quadro nella valigia, nel tentativo di venderlo alla galleria degli Uffizi ma con la sicurezza che sarebbe rimasto per sempre in Italia, perché italiano, perché patrimonio artistico del suo Paese. Purtroppo per lui, che magari sperava anche in una medaglia al valore, così non andò: si beccò infatti un anno di carcere, mentre alla sua amata Monna Lisa fu regalato un biglietto di sola andata per Parigi.

LAVIGNETTA

V

incenzo Peruggia. Un imbianchino italiano espatriato a Parigi che io me lo immagino passare tutta una vita a lavoro, con la sua canotta bianca, sgualcita e un po’ raffazzonata. Ma sapete da dove nasce la canotta o canottiera che sia? Beh, il nome spunta fuori dallo sport di coloro che indossano la canottiera, il canottaggio, anche se leggenda vuole che l’invenzione del capo di abbigliamento sia da attribuire a tale Jean Des Fauches, eccentrico nobile francese del XVI secolo che una volta, durante uno dei suoi consueti collerici attacchi, si strappò le maniche della camicia e così decise di rimanere: a braccia scoperte: comodamente. D’altronde, specie con questa afa di mezza estate, cosa c’è di meglio di tenere le braccia libere? Aveva ragione sto monsieur Des Fauches e, sia per maschietti che per femminucce, non possiamo che consigliare alcuni negozi vintage presi dritti dritti dalla selezione di Firenze NoCost 2021: REWIND VINTAGE SELECTION in via S. Gallo 23. Un negozio piccolo piccolo ma pieno di belle cose da indossare. Prezzi onesti e bella atmosfera. CLOCHARD VINTAGE in via dei Conti 16r. Tanta roba per ragazze, ma che entrino anche ragazzi e signorotti: canottiere, camicie, giacchette sia per lui che per lei. MELROSE VINTAGE in via de’ Ginori 18r o in largo Fratelli Alinari 8. C’è di tutto. Sicuramente anche canottiere per la vostra estate street e se non trovate nulla che vi dobbiamo dire? Strappatevi le maniche come monsieur Des Fauches.

di Lafabbricadibraccia

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L’agenda dell’estate LUGLIO Giovedì 1 3  19’40” PUNTUALE FESTIVAL (1-2/07)

Casa del Popolo di Settignano (FI) ing. €8/6

3  WALKING THERAPIE (fino al 31/07)

Quinoa-Zap, Vicolo Santa Maria Maggiore 1 (FI) ing. €12

3  PAOLO MIGONE - VUOTI D’ARIA

Teatro Comunale di Antella (FI) ing. €10

3  FESTIVAL AU DESERT- AFRICANA - RACCONTARE

IL CONTINENTE AL DI LÀ DEGLI STEREOTIPI Loggiato di Palazzo Strozzi (FI) ing. gratuito su prenotazione

3  AMADOU & MARIAM IN CONCERTO

Chiostro Grande di Santa Maria Novella (FI) ing. da €10

3  “MISHIMA CODE”- FUKUSHI ITO

MAD - Murate Art District (FI) ing. NP

Martedì 6

Lunedì 12

3  LA SOLITUDINE DEL SOVVERSIVO. INCONTRO

3  CALIBRO 35 A-LIVE

CON MARCO BECHIS E ADRIANO SOFRI OLA- Oltrarno Libro Aperto- Piazza del Carmine (FI) ing. libero

Mercoledì 7 3  IS THAT FOLK? - L’ALBERO LIVE

San Salvi (FI) Biglietto €10/8

3  BINARIO DONNA - “LA CASA DEI LIBRI”

Teatro Comunale di Antella (FI) ing. € 7

3  DON ANTONIO

Limonaia di Villa Strozzi (FI) ing. €13 + d.p.

Centro Pecci (PO) ing. €22

Martedì 13 3  “POETRY SLAM”

Il Molo (FI) ing. gratuito

3  UNA GIORNATA DI CECCO INNOCENTI

PERIFERICO FESTIVAL Teatro delle Spiagge alle Piagge (FI) ing. €10 su prenotazione

Mercoledì 14

3  LEO BONI

3  MARA REDEGHIERI

3  FLORENCE DANCE VESTIVAL “CINQUANTUNO”

3  BINARIO DONNA - “IL VERDETTO”

Circolo La Concordia (FI) ing. soci Arci Anfiteatro Limonaia Villa Strozzi ing. su prenotazione

Giovedì 8

Casa del Popolo di Settignano (FI) ing. NP Teatro Comunale di Antella (FI) ing. €7

3  SARA BATTAGLINI - VERNAL LOVE

Limonaia di Villa Strozzi (FI) ing. €13 + d.p.

3  “L’ODORE DEL SANGUE” MARIO MORTONE

3  “L’UOMO TIGRE, CAPIRE TUTTO IN UNA NOTTE”

3  PAOLO BENVEGNÙ

3  BACK YARD MARKET

3  ARIETE

3  AGAPE

Venerdì 2

3  ANTI-SLAM

Giovedì 15

Apriti Cinema! Piazzale degli Uffizi ing. su prenotazione The Student Hotel (FI) ing. libero

3  SACROBOSCO

Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero

3  DRI

Limonaia di Villa Strozzi (FI) ing. NP

3  FORSEIL

Teatro Comunale di Antella (FI) ing. €10

3  AMADOU & MARIAM IN CONCERTO

Chiostro Grande di Santa Maria Novella (FI) ing. da €10

3  VIA DEL CAMPO TRIBUTE BAND

Ultravox Firenze - Anfiteatro delle Cascine ing. gratuito

3  “LA NOTTE”- MICHELANGELO ANTONIONI

Apriti Cinema! Piazzale degli Uffizi ing. su prenotazione

3  I MOSTRI DELLA DIVINA COMMEDIA RACCONTATI

DA LORENZO MONTEMAGNO CISERI OLA - Oltrarno Libro Aperto - Piazza del Carmine (FI) ing. libero

Sabato 3 3  “RECALLED” - SEO YOO-MIN

Apriti Cinema! Piazzale degli Uffizi ing. su prenotazione

Domenica 4

3  “SOLE” - CARLO SIRONI

Apriti Cinema! Piazzale degli Uffizi ing. su prenotazione

Lunedì 5 3  SIMONE FORTI - “SENZA FRETTA”

Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato (PO)

ANDREA KAEMMERLE Teatro Comunale di Antella (FI) ing. €10

Ultravox Firenze - Anfiteatro delle Cascine ing. da €23 Il Molo (FI) ing. gratuito

3  LA BATTAGLIA DI CAMPALDINO RACCONTATA DA

FEDERICO CANACCINI OLA - Oltrarno Libro Aperto- Piazza del Carmine (FI) ing. libero

3  INEDITI PUNTI DI VISTA

Palazzo della Borsa (FI) ing. NP

Venerdì 9 3  GRAN PREMIO LA CHUTE ALLA POESIA

Casa del Popolo di Settignano (FI) ing. NP

3  GOD OF THE BASEMENT

Limonaia di Villa Strozzi (FI) ing. NP

3  CIPRIA - UN VIAGGIO SPETTACOLARE NELL’ARTE

DELLE DRAG QUEEN Teatro Comunale di Antella (FI) ing. €10

Sabato 10 3  FAUST’O PLAYS LOVE STORY

Teatro della Limonaia (Sesto F.no) ing. NP

3  FABRIZIO MORO

Ultravox Firenze - Anfiteatro delle Cascine ing. da €38

3  CREATIVE FACTORY

Piazza Ciompi (FI) ing. libero

3  FESTA TANABATA - FESTA DEI DESIDERI

GIAPPONESE Limonaia e giardino di Villa Vogel ing. libero

Domenica 11 3  CREATIVE FACTORY

Piazza Ciompi (FI) ing. libero

Chiostro degli Uomini, Istituto degli Innocenti (FI) ing. €17,25 Circolo La Concordia (FI) ing. soci Arci

3  “PANICO MA ROSA” - ALESSANDRO BENVENUTI

Teatro Comunale di Antella (FI) ing. €10

3  GINEVRA DI MARCO

Chiostro degli Uomini, Istituto degli Innocenti (FI) ing. €17,25

3  FEDERICO FIUMANI

Ultravox Firenze - Anfiteatro delle Cascine ing. da €11,50

3  “LA TRIOFERÀ” - MASSIMO ZAMBONI

CDP Settignano (FI) ing. NP

Venerdì 16 3  JOZEF VAN WISSEM

San Salvi (FI) ing. NP

3  EMMA NOLDE + JAMILA

Limonaia di Villa Strozzi (FI) ing. €7

3  PARTNERS IN CRIME

Teatro Comunale di Antella (FI) ing. €10

3  PSICOLOGI

Ultravox Firenze - Anfiteatro delle Cascine ing. da €23

Sabato 17 3  ROBERTO BOLLE AND FRIENDS

Musart Festival, Piazza SS. Annunziata (FI) ing. da €63,25

Domenica 18 3  M.E. GIOVANARDI

Villa Demidoff (FI) ing. NP

3  PIMP MY VINTAGE - TEMPORARY VINTAGE & ART

MARKET The Student Hotel ing. gratuito


Musica 3  SERENA ALTAVILLA E GIULIA PRATELLI

Chiostro degli Uomini, Istituto degli Innocenti (FI) ing. €17,25

3  MURUBUNDU E CLAVER-GOLD

Ultravox Firenze - Anfiteatro delle Cascine ing. da €20,70

Lunedì 19 3  EDOARDO BENNATO E ORCHESTRA DELLA

TOSCANA MusArt Festival, Piazza SS. Annunziata (FI) ing. da €28,75

3  COMPAGNIA TEATRI D’IMBARCO

VIAGGIO AL CENTRO DELL’INFERNO Teatro delle Spiagge alle Piagge (FI) ing. €10 su prenotazione

Martedì 20 3  MARCO PARENTE

Chiostro degli Uomini Istituto Degli Innocenti (FI) ing. da € 17,25

3  LA BIOGRAFIA DE LA VOCE DEL PADRONE DI

FRANCO BATTIATO RACCONTATA DA FABIO ZUFFANTI OLA - Oltrarno Libro Aperto- Piazza del Carmine (FI) ing. libero

Mercoledì 21 3  BINARIO DONNA - “LA DONNA ELETTRICA”

Teatro Comunale di Antella (FI)

3  BARGA JAZZ ENSEMBLE

Limonaia di Villa Strozzi (FI) ing. €13+d.p.

3  FEDERICO MECOZZI

Chiostro di Levante c/o Università degli Studi di Firenze ing. € 9,20

3  STEFANO BOLLANI PIANO VARIATIONS JESUS

CHRIST SUPERSTAR MusArt Festival, Piazza SS. Annunziata (FI) ing. da €28,75

3  MATTEO & PAOLA

Circolo La Concordia (FI) ing. soci Arci

3  EMMA

Ultravox Firenze - Anfiteatro delle Cascine ing. da €40

Giovedì 22 3  KUSTURIN

San Salvi (FI) Ingresso NP

3  FLORENCE FOLKS FESTIVAL (fino al 24/07)

Balera del Varlungo/Instabile (FI)

3  LE CASCINE E LA CONFLUENZA DI DUE FIUMI

PIA Palazzina Indiano Arte (FI) ing. NP

3  “LE SOLITE COSE”

Teatro Comunale di Antella (FI) ing. €10

3  ANGELO TRABACE

Chiostro di Levante - Università degli studi di Firenze ing. €9,20

3  LUKA ŠULIĆ

MusArt Festival, Piazza SS. Annunziata ing. da €28,75

Teatro

Arte

3  NORGE - LED ZEPPELIN TRIBUTE BAND

Ultravox Firenze - Anfiteatro delle Cascine ing. gratuito

3  BALAGAN CAFE’

Sinagoga e Museo Ebraico di Firenze (FI)

Venerdì 23 3  COMA COSE

Ultravox Firenze - Anfiteatro delle Cascine ing. da €28,75

Cinema Giovedì 29 3  LARSEN

San Salvi (FI) ing. NP

3  “ERCOLE E LE STALLE DI AUGIA”

Teatro Comunale di Antella (FI) ing. €10

3  BALAGAN CAFE’

Sinagoga e Museo Ebraico di Firenze (FI)

3  LA COLLINA DI ARCETRI

Osservatorio Astronomico di Arcetri (FI) ing. NP

3  MALVA

Venerdì 30

3  UI IN CONCERTO

3  NOT MOVING

3  PIETRO CANTARELLI

3  PIERPAOLO CAPOVILLA

3  FIORELLA MANNOIA

3  L’ALBERO

Limonaia di Villa Strozzi (FI) Teatro Comunale di Antella (FI) ing. €10 Chiostro di Levante - Università degli studi di Firenze ing. €9,20 MusArt Festival, Piazza SS. Annunziata ing. da €29,90

Sabato 24 3  JOHN DE LEO

Villa Demidoff (FI) ing. NP

Eventi

Teatro della Limonaia (Sesto F.no) ing. NP INTERPRETA VLADIMIR MAJAKOVSKIJ Officina Giovani (PO) ing. €10 Limonaia di Villa Strozzi (FI)

3  LA RAPPRESENTANTE DI LISTA

Ultravox Firenze - Anfiteatro delle Cascine ing. da €28

Sabato 31

3  NICCOLÒ FABI

MusArt Festival, Piazza SS. Annunziata ing. da €30

Domenica 25 3  ALICE CANTA BATTIATO

Ultravox Firenze Anfiteatro delle Cascine ing. da €34,50

3  VINCENZO VASI

Chiostro di Levante - Università degli studi di Firenze ing. €9,20

AGOSTO Giovedì 5 3  “CUORE LIBERO” - BOBO RONDELLI

Forte Belvedere (FI) ing. NP

Venerdì 6

3  MICAH P. HINSON

3  BONJE IN YURT

Lunedì 26

Venerdì 13

Teatro Romano di Fiesole (FI) ing. da €25

Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero

3  PRATO FILM FESTIVAL fino al 31/07

3  WASHITA

3  VINICIO CAPOSSELA, BESTIALE COMEDÌA

Venerdì 20

Prato - Varie location

Musart Festival-Piazza della SS. Annunziata (FI) ing. da €23

Martedì 27 3  ENRICO PIERANUNZI - CONCERTO ALL’ALBA

Chiostro degli Uomini Istituto Degli Innocenti (FI) ing. €15

Mercoledì 28 3  BINARIO DONNA - “IL CORPO DELLA SPOSA”

Teatro Comunale di Antella (FI)

3  DIALOGUES BIONDINI/MAURIZI/MARIOTTINI

Limonaia di Villa Strozzi (FI) ing. €13 + d.p.

3  BOTTAI/MEILLE

Circolo La Concordia (FI) ing. soci Arci

3  FRANCESCA MICHIELIN

Ultravox Firenze - Anfiteatro delle Cascine ing. da €28,75

Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero

3  LE FRANCO+ ELISE DUCHEMIN

Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero

Venerdì 6 3  “MONOLOGHI QUANTISTICI” - GABRIELLA

GREISON Giaridno delle Rose (FI) ing. NP

Giovedì 26 3  LA CITTÀ DEI LETTORI (fino al 29/08)

Villa Bardini (FI) ing. NP

Venerdì 27 3  ADDIO PROUST!

Limonaia Villa Strozzi (FI) ing. libero


MUSICA

/

FILM

/

LIBRI

/

INCONTRI

DAL 18 GIUGNO AL 31 AGOSTO

70 APPUNTAMENTI FRA CULTURA, INCONTRI E CONDIVISIONE. Le emozioni del cinema, il valore dell’attualità, nuove sonorità: stare ancora e di nuovo insieme, d’estate. Una rassegna curata insieme a tante realtà fiorentine e coordinata dalla Fondazione Stensen. Lo sguardo curioso di Firenze, dalle 19:00 a mezzanotte, è in Manifattura Tabacchi! SCARICA IL CALENDARIO

PIAZZA DELL’OROLOGIO manifatturatabacchi.com | stensen.org

Incontri 19:00 / Proiezioni 21:30 - Biglietto intero 6 € via delle Cascine 35, Firenze


PERSONAGGI FIORENTINI di Tommaso Ciuffoletti illustrazione di Marcho

(È) TUTTO NEI TERMINI di Michele Baldini e Virginia Landi

L

a tecnologia corre veloce, le cose cambiano a vista d’occhio, la nostalgia, talvolta, incombe. Cos’era la vita senza l’online? Cos’era la vita senza il coprifuoco? Difficile da dire con esattezza. Ci sentiamo a tratti incerti, frastornati, debolmente entusiasti, fisicamente o mentalmente impreparati. Di seguito vi ricorderemo alcuni dei motivi.

Sonia Guidi

C

i sono ricordi che riposano in cassetti della memoria e che ti accompagnano silenziosi. Potrebbero rimanere lì per sempre e spegnersi con te, se non capitasse qualche occasione, qualche incidente che, come uno scatto improvviso di serratura, decide di aprire il cassetto di uno di quei ricordi. E la sorpresa più grande, a pensarci, è che una volta aperto ti accorgi che lì dentro ci sono un sacco di cose preziose. Perché preziosa, in questo caso, è la persona a cui quei ricordi sono legati. Sonia Guidi. Era di Panzano e forse quest’anima di paese le veniva da lì, ma la Sonia che ricordo io era il cuore e il sorriso di quella strada/quartiere/paese fiorentino che è stata, per qualche tempo, San Niccolò. Dalla Casa del Popolo ai giardini della Carraia, dai tavolini di Bevovino allo studio d’arte di Giovanni De Gara e la Fondazione Il Bisonte. Dove tutti, più o meno, conoscevano tutti e tutti, tutto sommato, si sopportavano anche. Sonia girava per San Niccolò spesso in compagnia di amiche o di Maurizio, e salutava, parlava, organizzava, faceva. Una, dieci, cento cose, tutte mosse da una curiosità, un entusiasmo e un’assenza di filtri o pregiudizi che per quanto conosco di questa città e dei suoi abitanti, era più unica che rara. Quando mi trasferii a vivere lì, non so dire come la conobbi, ma inevitabilmente capitò. Pensavo questa cosa qua, quando mi è venuta in mente Sonia: che le comunità son cose bellissime, ma ci vuole chi le crea. Sonia aveva proprio questa dote: creava comunità. E quando se ne va una persona con una dote così, lascia un vuoto che non è facile colmare.

Scusa il vocale /skuza il ‘voka:le/ (Espressione comune, la parola “vocale„ contrae l’espressione “messaggio vocale„). L’abitudine è sempre più diffusa: quella maledetta icona con il microfono sulla chat di Whatsapp è ormai diventato il pulsante salvavita per le conversazioni a senso unico. Ma se il flusso di coscienza può essere rilassante e catartico per chi lo lascia scorrere, più controverso è il ruolo del ricevente, spesso nell’imbarazzo di non sapere cosa rispondere, quando e come («scrivo o registro anch’io?»). La recente introduzione dell’acceleratore di riproduzione è un sollievo solo parziale. Da qui il disclaimer di cui all’oggetto, che quasi ogni volta introduce (per senso di colpa dedotto) il resto del messaggio. Lockstalgia /lɒk.ˈstæl.dʒə/ dall’inglese Lockstalgia (sentimento di nostalgia per il periodo di lockdown da pandemia di covid-19. L’hai sofferto, l’hai detestato, ti sei lamentato a più non posso e adesso questo lockdown, come molte delle cose che nel tempo hai maledetto e poi malamente abbandonato, un po’ lo vuoi nuovamente, lo agogni, insomma, ti manca. La Lockstalgia non è altro che la nostalgia per il periodo passato tra le mura di casa, a guardar fuori dalla finestra, a sperimentar ricette, a consumarti gli occhi alla tv o su Netflix, a finire di leggere quel libro. La Lockstalgia sono quei momenti in cui hai spostato l’ufficio dal divano alla poltrona e dalla poltrona alla scrivania, fino alla cucina e poi di nuovo, al divano. Un periodo che ha fatto nascere un’infinità di termini come Quaranteam, gruppi di persone che vanno in quarantena insieme. Una condizione che è diventata un mantra. E adesso? Per gradi, torni ad uscire, a condurre una vita sociale, sei costretto a parlare, ad andare in ufficio, a ottimizzare il tempo. Come disse Antoine De Saint-Exupéry: “La nostalgia è il desiderio di non si sa cosa”. Ma tutti sappiamo che un po’ ci manca il pigiama. Per fortuna che è estate.

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Una crema in vacanza testo e illustrazione di Marianna Piccini

C

hi ha voglia di partire alzi la mano! La stagione delle vacanze è arrivata e finalmente quest’anno – incrociamo le dita - saremo in grado di spostarci più lontano, magari prendendo addirittura un aereo. Ma che sia il mare, la montagna o la vostra casa d’infanzia, c’è una cosa che non dobbiamo mai dimenticarci di fare: prenderci cura della nostra pelle. La crema solare “Reef safe” è obbligatoria ma anche una buona crema idratante è importante; meglio ancora se solida, facile da trasportare e fatta in casa! Prepararla è davvero semplicissimo, vi serviranno: 30g di burro di Karitè, 25g di cera d’api, 45g di olio di mandorle. Unite in una ciotola tutti gli ingredienti e lasciateli sciogliere lentamente a bagnomaria. Quando si saranno sciolti completamente mescolateli bene e versate il contenuto in degli stampini in silicone. Se non ne avete foderate una ciotola o un bicchiere con carta da forno e versate lì il composto.

A questo punto potete aggiungere anche qualche goccia del vostro olio essenziale preferito. Aspettate che la crema si raffreddi leggermente poi mettetela in frigo dove dovete lasciarla per qualche ora fino a che non si sarà solidificata del tutto. Dopodiché potete avvolgerla in un pezzetto di carta forno, o chiuderla in un piccolo vasetto di vetro, e portarla comodamente con voi ovunque vogliate andare. Ricordatevi solo di non lasciarla al sole altrimenti si scioglie. Applicatela la sera su tutto il corpo passandola sulla pelle umida e massaggiandola bene. È perfetta anche per piedi, mani e le labbra secche, in più, in base all’olio essenziale che avete scelto, porterà con se anche le proprietà terapeutiche della pianta. Nel caso la consistenza di una crema solida non vi dovesse piacere potete tranquillamente togliere la cera dagli ingredienti e una volta raffreddato il composto mescolarlo bene con una forchetta fino ad ottenere una crema soffice. Qualunque sia la crema che preferite ricordatevi che la salute della vostra pelle è importante, non rovinatevi le vacanze!

IL MIGNOLO VERDE IN VACANZA E LE SUE PIANTE illustrazione e testo di Walter Tripi

V

ia libera! Pur con tutte le attenzioni del caso, possiamo finalmente goderci qualche giorno di timida vacanza. Nel farlo, però, non dobbiamo tralasciare il colore del nostro Mignolo: affondandolo nella sabbia, ricordiamoci che a casa potremmo aver abbandonato le nostre verdi fatiche da appartamento. Piante e piantine meritano di sorpassare l’estate e, perché no, risplendere per fare bella mostra di sé durante gli aperitivi casalinghi di cui, piano piano, ci stiamo riappropriando. A venirvi in soccorso – as usual – il buon vecchio Mignolo Verde con qualche trucco estivo per salvaguardare le vostre fatiche. Cominciamo dalle basi: d’estate, una bella doccia fresca è un vero e proprio toccasana, ma non soltanto per il corpo. Infatti, adesso più che mai sarebbe un errore ba-

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gnare soltanto la superficie dei vostri vasi, poiché l’acqua potrebbe evaporare prima di giungere alle radici: non soltanto massima attenzione a innaffiare abbondantemente, ma valutate anche un bel bagno d’acqua per le vostre piante, in modo da diffondere in modo omogeneo il nutrimento. Ancor più banale, ma non si sa mai: non dimenticate dell’esistenza dei sottovasi, che talvolta possono letteralmente salvare la vita! Sicuramente usate già le bottiglie di plastica a testa in giù per irrigare, ma vi prego evitate le coperture fai-da-te con lenzuola varie: esistono delle ottime reti ombreggianti che mantengono le temperature necessarie alla piante facendo circolare l’aria: vi farebbe piacere essere avvolto in

un bel plaid in pile a luglio? In ogni caso, c’è una questioncina che potreste non aver preso in considerazione: siete proprio sicuri di aver scelto le piante giuste per il balcone? Perché se questo è all’ombra, allora l’ideale saranno begonie, fucsia, lobelia. Ma se il sole batte forte, allora petunia, ibiscus, surfinia e geranio potrebbero davvero dare il meglio di loro. E per mantenere colori accessi, il potassio è sempre una buona idea. Adesso, valigia fatta e... si parte!


Filmare la storia degli altri Gold Valley Studio di Caterina Liverani

Q

up&down

uante cose abbiamo scoperto di noi in questi mesi? Quante fragilità ma anche quanta voglia di trarre qualcosa di buono da ciò che è capitato. Come hanno fatto Gianpiero e Claudio, due ragazzi con una grande passione in comune: raccontare la realtà filmandola. Come vi siete conosciuti? Gianpiero: “Eravamo entrambi impiegati presso un’azienda di arredamento. Io mi occupavo dei social e Claudio faceva storytelling. Io mi sono laureato l’11 marzo 2020 in disegno industriale e il 12 è stato il mio ultimo giorno di lavoro. Ci siamo trovati, anche a causa del Covid, entrambi nella stessa situazione e con il comune obiettivo di voler raccontare storie”. Claudio: “La Pandemia, specie nei primi mesi, ha davvero rischiato di mettere in ombra tante situazioni anche molto gravi che andavano avanti da prima. È così che è nato il nostro primo progetto: con l’obiettivo, attraverso la storia di un singolo, di raccontare una comunità in protesta”. Si intitola “Questa Vita ha più da Offrire o da Soffrire?” il primo lavoro realizzato da Gianpiero Martino e Claudio

Carbone, un cortometraggio documentario sulla crisi del cementificio Sacci di Greve in Chianti raccontata attraverso le parole di Beatrice che, con grande coraggio e dignità, affronta la difficoltà dell’incertezza sul proprio futuro lavorativo a 49 anni. Come avete scelto questo soggetto? Gianpiero: “Per andare al lavoro ogni giorno passavo davanti al picchetto di questi lavoratori in protesta, al mattino presto, talvolta sotto la pioggia. Mi ha colpito molto questa immagine di tenacia e ci siamo avvicinati a loro. È stato Claudio a individuare Beatrice come interlocutrice perché come dice lui “i suoi occhi parlano”. Claudio: “All’inizio era restia e molto timida, per questo quando si è aperta è stata così sincera. Siamo entrati nel suo mondo e in quello dei suoi compagni di protesta, nelle loro case (proprio a casa di Beatrice è ambientata parte del documentario). Le persone tendono ad allontanarsi dalla sofferenza degli altri come se fosse contagiosa, per questo noi raccontiamo delle storie di reazione alle avversità, per favorire una immedesimazione non per forza negativa”. La reazione alle difficoltà è anche soggetto del vostro ultimo lavoro. Claudio: “Abbiamo conosciuto Antonio: 40 anni, lavoratore, molto sportivo, un calciante storico. Anche lui vive a Greve

in Chianti. Di punto in bianco un paio di anni fa ha contratto una infezione midollare che lo aveva inizialmente condotto alla totale immobilità. Ci ha raccontato la sua storia incredibile, da quando riusciva a muovere solo gli occhi alla quasi completa ripresa”. Gianpiero: “Un percorso il suo che ha attraversato fasi diverse, ma che ha avuto come costante un lavoro fisico incredibile fatto di allenamenti e fisioterapia. La sua storia sarà pronta nei prossimi mesi”. Continuerete a raccontare il territorio toscano? Gianpiero: “Certo ma non solo! Abbiamo fame di filmare altre storie e ci sono anche dei progetti che ci porteranno sicuramente fuori”. Claudio: “Siamo però realisti, per continuare questo lavoro ci vuole un’attrezzatura di cui ancora non disponiamo. L’inizio è stato naturale: una persona racconta la sua storia e noi abbiamo l’esigenza di far seguire le immagini al racconto. Ma per proseguire dobbiamo organizzarci”. I lavori di Gold Valley Studio sono disponibili sul loro canale Youtube e sulla pagina Instagram col dietro le quinte.

L’orizzonte di gloria

Il viale del tramonto

LA FINESTRA SUL CORTILE “La Finestra sul Cortile” è in realtà un film che parla di matrimonio. Ne sono tutti ossessionati: l’infermiera che si prende cura della riabilitazione del fotoreporter Jeff e che lo vorrebbe felicemente sistemato, la sua amante Lisa che vorrebbe essere impalmata e naturalmente il povero fotografo ingessato che vede i giorni da scapolo allontanarsi. Che genio Hitchcock a costruire il thriller più bello della storia sul terrore della solitudine e sulla curiosità per le vite degli altri. Perfetto da vedere in una notte d’estate in città, con in sottofondo i rumori del vicinato ovviamente.

LA DONNA ALLA FINESTRA In un suo film Carlo Verdone definisce “minestra riscaldata” il più noioso e ripetitivo degli incontri amorosi. Qui si parla di cinema ovviamente, che è un’altra cosa, ma quando si mescolano insieme, per l’infinitesima volta, ingredienti come l’agorafobia, la dissociazione dalla realtà, i traumi psicologici e lo spiare il prossimo, il risultato è il medesimo. Un po’ come quelle ricette dietetiche che si vedono su TikTok in cui si assembra quello che c’è in frigo filmandolo con una luce che lo faccia apparire invitante.

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Le buone idee meritano di essere premiate. Il bando rivolto a quei giovani che vogliono costituire un’impresa basata sui valori di equità, democrazia, inclusività e sostenibilità: una cooperativa.

smartandcoop.it

Hai tempo fino al 16 luglio 2021

LAB


BREVI CRONACHE LIBRARIE di Carlo Benedetti

Racconti fiorentini con la scusa di un libro

Andar per festival

La Toscana ricca di rassegne di Tommaso Chimenti

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a Toscana è ricca di teatri, spesso all’italiana. Ogni piccolo comune ha il suo spazio. E anche d’estate la tradizione non si interrompe con le piazze piene di eventi e i tanti festival che abbondano in tutta la regione. Negli anni scorsi, prima della crisi e pre-Covid, se ne contavano cento, tra musicali, interdisciplinari e teatrali. Resistono gli storici (e sarebbero tutti da seguire), da Mercantia a Certaldo (15-18 luglio), ad Inequilibrio a Castiglioncello (fino al 4 luglio), Orizzonti a Chiusi (inizio agosto), Orizzonti Verticali a San Gimignano (20-22 agosto), l’Estate Fiesolana a Fiesole (fino al 22 agosto), l’Estate Fiorentina nel capoluogo (fino a settembre inoltrato), Kilowatt a Sansepolcro (16-24 luglio), il Dramma Popolare a San Miniato (fino a fine luglio), Radicondoli (a cavallo tra luglio e agosto), Utopia del Buongusto sparso sul litorale tirrenico (luglio, agosto e settembre), Giorni Felici a Follonica (fino a settembre), ovviamente il Teatro Povero a Monticchiello (la prima quindicina di agosto). Solo per citarne alcuni. Ma ogni piccolo comune ha la sua valida rassegna con proposte alte e popolari. Una tribù che danza, una folla che recita, un pubblico che cerca l’attore, la storia, il nutrimento anche nelle serate calde. Da ricordare assolutamente: a Firenze ritorna il viaggio all’interno della tramvia con “Walking Thérapie” a cura del Teatro di Rifredi, un piccolo cammino fuori, a piedi, e dentro di noi (1-31 luglio) per scoprire angoli della città sconosciuti come parti di noi lasciate sotto la polvere, nascoste che, con le cuffie in testa, e ascoltando il racconto, possono emergere e fare capolino. Per sorridere e riflettere. Che d’estate il cervello non deve andare in vacanza, né essere parcheggiato a boccheggiare sotto un ombrellone. Lo spettatore curioso non si ferma, come non si blocca il teatro già per troppo tempo stoppato, ma la voglia è tanta sia da parte di chi sta sul palco, sia da quella di chi starà seduto, semmai con un ventaglio in mano, in platea. L’applauso fa bene a chi lo riceve come a chi lo fa. Come i regali.

In un tentativo crudele di convincerci che l’educazione non fosse solo stare in classe, i genitori e un professore illuminato organizzarono una visita notturna ad Arcetri. La 3C era una classe tranquilla, piena di ragazzini ormonali come me. Caterina, invece, leggeva libri presi in biblioteca e non si imbarazzava a parlare con gli adulti per strada: apparteneva alla categoria delle idee perfette e irraggiungibili. Quando mi guardava, sorridevo, mi sudavano le mani e avevo voglia di vomitare da quanto mi piaceva. Nel giardino dell’osservatorio, fra i modellini della Terra e Marte, mi prese la mano: - Sono in scala sai? - Certo, lo sapevo. Non sapevo niente: sentivo il caldo della mano che mi stringeva e non respiravo per paura si staccasse. - E lo sai che le molecole di cui siamo fatti io e te sono nate dalle stelle? - Certo. Il suo braccio premette contro il mio e sotto la maglietta sentivo la pelle d’oca. - E che senza il sole non ci sarebbe nulla sulla terra? - Sì. Mi guardò perplessa. Poi si fermò, eravamo gli ultimi della fila. Si mise le mani sui fianchi e mi dette un bacio su una guancia. Fra Marte e Giove. Proprio dove orbita la fascia principale degli asteroidi. - E che anche se ci tocchiamo fra le nostre mani c’è comunque un sacco di spazio vuoto lo sai? - Certo, lo sanno tutti. Appoggiò le labbra sulle mie. Io feci un passo indietro, tutto iniziò a girare, mi voltai appena in tempo e vomitai. Con grande stile, non mi parlò mai più.

Brian Greene, Fino alla fine del tempo. Mente, materia e ricerca di significato in un universo in evoluzione Einaudi, 2020 – 29€

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Bobo Rondelli

Una costante variabile indipendente di Martina Vincenzoni

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i sono volte in cui uno si prepara a un appuntamento importante in quello che pensa essere il migliore dei modi. Nel caso di un’intervista a Bobo Rondelli, si riascolta la discografia, si prepara le domande, ci si accerta di approfondire i concetti. Niente di più fuorviante. Bobo è la variabile impazzita che ti fa cambiare continuamente rotta: il segreto è seguire il flusso, invece di opporre resistenza. Andiamo con ordine. L’11 giugno è uscito “Cuore Libero”, ultimo lavoro di Bobo, che segue di quattro anni il precedente, “Anime Storte”. Cerco di capire cosa sia successo nel frattempo: come si passa da “Anime Storte” a “Cuore Libero”? “Non puoi fare questa domanda a me che improvviso tutti i giorni. In quattro anni sai quante improvvisate, anche non realizzate... Non so neanche cosa succede domani. Io faccio dischi a seconda di dove trovo le energie. Mi auguro ci sia una certa coerenza, o magari no, perché il tempo cambia molte cose nella vita, come diceva uno che non c’è più”. Bene, ripartiamo. Il 1 luglio suonerai all’Anfiteatro di Fiesole. Che rapporto hai con Firenze? “Non esiste la città, esiste il piccolo luogo dove vado. Nel caso di Fiesole sono ben contento perché l’anfiteatro fa per me, son costretto ad alzare la testa come

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un gladiatore. Non sopporto i teatri. Farei solo anfiteatri fosse per me, perché a teatro fai il pomposo, stai in alto su un palcone, la gente è in basso, le energie fanno più fatica ad arrivare. In anfiteatro salgono su e hai modo di tirar fuori la tua armatura dell’anima. È l’unica volta in cui alzo la testa, la testa alta mi ricorda troppo il militare. In genere sto a testa bassa. Mi vergogno di esistere e nemmeno so perché, un albero ha molta più dignità dell’umano. Abbi pazienza, oggi sono un po’ così, ero a pranzo dal fratello di Sabrina...”

“Sabrina” è il singolo che ha preceduto l’uscita dell’album. Un testo e un video carichi di nostalgia: che significato ha per te questo sentimento? “È necessaria, c’era anche un bel film russo che si chiamava Nostalghia, di uno che aveva i capelli mezzi bianchi e mezzi

neri... Un film peso, per la mia generazione era buono ma non so per quella di ora. C’è il cosiddetto pazzo che si dà fuoco dopo un grande discorso sul mondo”. Comincio ad annaspare ma è lui a guidare il discorso che procede naturalmente dalla paura della morte all’antimilitarismo, da Céline a De Andrè, passando per il David Bowie di “Changes” (“Still don’t know what I was waitin’ for...”). Molti pensieri vanno alla sua Livorno, alla Terrazza Mascagni: “In realtà si chiama Terrazza Costanzo Ciano, che ha sovvenzionato Mussolini. Livorno ha anche questa storia. Il Partito Comunista fu fondato qui e poi c’è stato il fascismo più incallito. Avessero fatto solo architettura, sarebbe stata una storia migliore”. E Livorno oggi? “Le ragazze sono molto belle, anche i ragazzi. C’è mistura di razze, armeni ebrei olandesi greci inglesi... Grazie a un fiorentino! Un Medici, e il suo bellissimo editto del 1591: le Leggi Livornine. Sarebbero da attuare oggi: si parlava di abolire la pena di morte, di libertà di culto... concetti cui l’America, con la sua idea di libertà, ancora non è arrivata. Livorno è Libertas. Mi piace per questo, anche nei suoi aspetti più truffaldini”. Alla fine, è lui a rincuorarmi per l’andamento oscillante della nostra chiacchierata: “L’intervista è brutta se fai il compitino... Meglio una bella discussione”.


CITTÀ IN MUSICA di Giulia Focardi foto di Riccardo Crimi

La calda estate musicale

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on l’estate il pubblico dei concerti torna finalmente a respirare. Così come successo nel 2020, anche in questo 2021 “pandemico”, dopo mesi di interruzioni e di astinenza, con la stagione estiva arrivano anche molteplici possibilità per riassaporare il piacere della musica dal vivo. Iniziamo da Fiesole, il 1 luglio, con un nome di assoluto rilievo nel panorama nazionale: Bobo Rondelli, insieme a Claudio Laucci al pianoforte, torna al Teatro Romano con il nuovo album “Cuore libero”, a distanza di 4 anni da “Anime Storte”. 12 canzoni nate durante questo periodo assurdo e che vanno a comporre un viaggio intimo e profondo dentro ai pensieri e ai ricordi di Bobo dove il tema ricorrente è l’amore, il perdono, lo spazio e l’intero universo. Sempre a Fiesole segnaliamo per gli appassio-

nati di jazz: Nico Gori St. John Trio feat. Flavio Boltro (2 luglio), Rava Special Edition (7 luglio), Giovanni Guidi “Ojos the Gato” (16 luglio). Sempre all’interno dell’Estate Fiesolana segnaliamo anche: Ghigo Renzulli No.Vox (15 luglio) e Extra Liscio (4 agosto). Tornando in campo jazzistico sottolineiamo la nuova rassegna “Sotto le stelle medicee”, con svariati concerti nel mese di luglio nelle splendide Ville Medicee fiorentine: alcuni nomi in programma, Peppe Servillo insieme a Javier Girotto e Natalio Mangalavite, Antonello Salis e Simone Zanchini, Ada Montellanico e molti altri ancora (info: eventimusicpool.it). Anche Musart Festival riparte, dopo un anno di stop, nella prestigiosa piazza Santissima

Annunziata, con nomi di spicco della musica italiana; ne citiamo alcuni: Paolo Benvegnù (14 luglio), Ginevra Di Marco (15 luglio), Edoardo Bennato insieme all’Orchestra della Toscana (19 luglio), Stefano Bollani (21 luglio), Fiorella Mannoia (23 luglio), Niccolò Fabi (24 luglio), Vinicio Capossela (26 luglio). Ad agosto, la fiorentina associazione Music Pool si trasferisce sulla costa, a Follonica, dove da decenni organizza il Grey Cat Festival diretto da Stefano Cocco Cantini. La celebre rassegna, arrivata quest’anno alla 41esima edizione, inizierà, il 25 luglio e terminerà il 19 agosto. Alcuni nomi di rilievo: Danilo Rea, Karima, Roberto Gatto, Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Fatoumata Diawara, Gonzalo Rubalcaba.


Partecipa ai prossimi eventi in presenza:

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F R AST UO N I di Gabriele Giustini

ALESSANDRO CORTINI “Scuro Chiaro”

BOBO RONDELLI “Cuore libero”

SLEATER-KINNEY “Path of Wellness”

Probabile che conosciate Alessandro Cortini, ex chitarrista divenuto mago dei synth, per la sua militanza nei Nine Inch Nails di Trent Reznor. Ma saremmo ulteriormente felici se lo conosceste anche per la reputazione che si è costruito in oltre venti anni di carriera, oltre ad altre importanti collaborazioni con maestri dell’ambient e del noise-drone come Daniel Avery, Lawrence English e Merzbow. Queste esperienze hanno quindi contribuito a formare la sua ambient visionaria e tutti i suoi lavori solisti, tra cui l’eccellente “VOLUME MASSIMO”, uscito un paio di anni fa. Questo nuovo disco, intitolato “Scuro Chiaro”, prosegue il percorso intrapreso con il precedente disco partendo sin dall’artwork, fotografato e creato da Emilie Elizabeth, estensione tematica tra questi due lavori. Atemporale – nel senso che i movimenti contenuti del disco sono frutto della ricerca minuziosa di Alessandro fra vecchi registrazioni o brani che non avrebbero avuto un senso nel precedente disco – “Scuro Chiaro” si regge sullo Strega synth semi-modulare ideato dallo stesso Cortini con Make Noise. Indefinibile, proviamo a descrivere questo lavoro di Cortini fra trame cinematiche, momenti oscuri e ambient futurista. Un altro importante tassello aggiunto alla sua carriera e discografia.

A quattro anni di distanza da “Anime storte”, torna Bobo Rondelli con “Cuore libero”, suo nuovo album composto da dodici canzoni - o episodi, tanta è la forza descrittiva - nate in questo periodo assurdo. Retto da una strumentazione scarna – voce, piano, archi e violini con sezione ritmica praticamente invisibile – e da temi come l’amore e il perdono, il disco è un viaggio intimo registrato in casa con l’aiuto di Davide Fatemi e gli arrangiamenti e il piano di Claudio Laucci, anche co-autore dei testi. “Cuore libero” ci rende la versione migliore di Bobo, quello che riesce a commuovere e raccontarci storie – questa volta non solo con sede nella sua Livorno – con il cuore in mano. Sin dall’apertura gentile de ‘Il punto immenso’ veniamo catapultati immediatamente in atmosfere crepuscolari. Il momento più intenso arriva da metà disco in poi, con una seconda parte di livello assoluto. Da ‘Sabrina’, primo singolo che ricorda il primo amore fanciullesco di Bobo, con questa bimba un po’ gianburrasca poi scomparsa in età adulta ma troppo presto a causa di un’overdose, a il ‘Più bel teatro’ sui rapporti finiti, da ‘Cuore libero’ – la canzone – sul tema della morte e dell’aldilà a ‘Strada a senso inutile’, sull’inadeguatezza, a ‘L’infermiera’, figura in grado di prendersi cura di un uomo nato per fare il paziente, fino alla conclusiva e movimentata ‘Se vuoi andare’ – sarebbe un bellissimo secondo singolo – ancora su un rapporto chiuso. Cantautorato di classe che ci rende uno degli autori e scrittori toscani più sottovalutati, in uno stato di grazia e poesia

Qualche anno fa – per l’esattezza era il 2015 – le Sleater-Kinney pubblicarono “No Cities to Love”, album che mise d’accordo un po’ tutti e che addirittura pose l’allora trio composto da Carrie Brownstein, Corin Tucker e Janet Weiss, in una nuova posizione del mercato discografico, spostandole da una nicchia di appassionati verso un pubblico più ampio, mantenendo regolarmente intatta la nicchia. Questo perché era rimasta sacra l’attitudine originaria della band, quel DIY che ciascun fan della band apprezza sin dagli esordi. Le belle canzoni contenute in “No Cities to Love” attirarono l’attenzione di molti, tra questi anche Anne Clark che si propose come produttrice. Le tre accettarono ma si ruppe l’equilibrio e Weiss, la batterista, lasciò le cose a metà e salutò tutti. Ne uscì un disco senz’anima, con le tre ormai due, tirate per la giacchetta lontano dalla loro zona di comfort. Siamo quindi felici di ritrovarle adesso con questo nuovo “Path of Wellness”, sempre in due, ma almeno senza suggerimenti sballati. Autoprodotto, il disco rimanda ai suoni di “No Cities to Love” e, in alcuni momenti, ci si avvicina. Oltre all’ottima title track, seguita dalle eccellenti ‘High in the Grass’ e ‘Worry with You’, il disco vive mediamente di canzoni molto belle e racconta come si sopravvive in tempi insoliti, nello specifico durante gli scontro tra anti-fascisti e polizia di Portland in epoca pandemica. “Path of Wellness” è la salvezza delle Sleater-Kinney, oltre che la loro fuga. Capiremo dal prossimo lavoro a che punto saranno. Momento più alto, ‘Shadow Town’.

Mute

Santeria/The Cage

Mom + Pop

FRASTUONI SU SPOTIFY

La playlist di Frastuoni è su Spotify. Aggiornata settimanalmente, contiene una selezione dei migliori brani sia italiani che internazionali, in linea con i gusti della rubrica. In copertina Sleater-Kinney. Scansiona il QR code per accedere direttamente e segui la pagina Facebook di Lungarno per rimanere aggiornato. Per reclami, segnalazioni e pacche sulle spalle, scrivi a frastuoni@lungarnofirenze.it 29


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AMORAZZI

~ QUASI UNA POSTA DEL CUORE ~ a cura di Francesca Corpaci illustrazione di Costanza Ciattini

La posta di SIGISMONDO FRODDINI a cura di SpazioPosso

Sprint finale… ma qual era la gara? Dottore, mi è venuta una leggera ansia, per usare un eufemismo, rispetto alla mia situazione universitaria. Procedo, ma non spedita come vorrei. Vedo le persone che hanno cominciato il mio stesso anno chiedere la tesi, addirittura laurearsi in anticipo (questa poi, come facciano per me rimane un mistero). E io arranco, rifiuto esami, rimando appelli e comunque mi sembra di trascorrere tutto il mio tempo sui libri. Mi chiedo se non sarebbe meglio mollare tutto. Ma poi cosa faccio? Avrebbe un consiglio da darmi? Nadia Cara Nadia, capisco la sua leggera ansia, del resto è perfettamente in linea con l’idea che il percorso universitario sia una corsa, se non una gara, con tanto di record da battere nel concludere prima dei tempi. Questa almeno sembra essere il tipo di narrazione portato avanti a volte, senza guardare nessun’altra variabile, se non il risultato finale. Guardandola da questa prospettiva sfido chiunque a non viversela con ansia! E così le storie di chi ci mette più tempo, di chi interrompe e riparte, di chi non si laurea, di chi è fuoricorso, di chi cambia idea e decide di cambiare, rischiano di diventare narrazioni di serie B. Ma, le dirò Nadia, quelle sono storie che vale la pena ascoltare: storie alternative, fatte di sacrifici, di scelte ripensate, di percorsi interrotti e poi ripresi; storie fatte di paure, sofferenza, di imprevisti sentiti come macigni, di pressioni, ambizioni e lotte interne tra desideri e aspettative. Perchè quello che c’è nel mezzo è difficile vederlo a volte, è difficile per i nostri protagonisti, figuriamoci per il mondo esterno e finché la società si ferma a osservare la superficie, corriamo il rischio di appiattire tutte le individualità su una stessa linea che segna chi va bene e chi no. Il percorso è ciò che fa la differenza e non esiste un giusto o uno sbagliato, sono tutti degni di essere rispettati, perché la sofferenza che sta dietro a quei blocchi, a quei ritardi, a quelle interruzioni nessuno può capirla se non la persona stessa (che, tra parentesi, non se l’è scelta come se fosse un’alternativa al dare esami!). Quindi da domani, anzi da oggi, invito non solo Nadia, ma tutti quanti, a fare un piccolo sforzo e usare meno la lente performante, che non può far altro che appiattire, uniformare e schiacciare, al fine di non vedere tutto come se fosse un confronto e una competizione.

Inviate le vostre domande, crisi e drammi esistenziali a spazioposso@gmail.com. Il dott. Sigismondo Froddini vi risponderà in questo spazio.

Jenny from the Block Cara Amorazzi, sono innamorata di un uomo che vive dall’altra parte del mondo e che non vedo mai. Ogni tanto mi invia qualche regalo costoso per farsi perdonare della distanza, facendomi sentire come Jennifer Lopez nell’indimenticabile hit “Love Don’t Cost a Thing”. Nel frattempo frequento un altro che invece abita qui, e che può fingersi congiunto quando mi viene a trovare. Ma mentre lui si sta parecchio affezionando, io principalmente sono innamorata del suo cane. Cosa mi consigli di fare per uscire da questo incartamento e disagio emotivo? Dear J.Lo, ti immagino bonissima e annoiata a morte che pilucchi costosi cioccolatini a bordo piscina aspettando invano che il telefono squilli, mentre su un’impressionante cucina a isola, modello magnate del petrolio, il tuo friend with benefits prepara spuntini che tu prontamente servirai al cane. Ok no, perdoname, mi sa che ascolto troppo Lana Del Rey. Ti faccio una domanda: scartare bracciali Cartier inviati tramite servizi di spedizione con politiche contrattuali deplorevoli, ti aiuta davvero a sentire più vicino il tuo Marc Anthony? Se sei ancora la Jenny from the block che tutti ricordiamo mentre abbandona a bordo strada una decappottabile da paura con le chiavi nel quadro perché credit cards ain’t romance, io credo di no. Rompi dunque gli indugi e spiega allo zio d’America che se vuol farsi perdonare qualcosa può cominciare salendo su un aereo. Dimmi querida, cosa vi tiene lontani? Il lavoro? Un’altra famiglia? Una detenzione per crimini internazionali? O una benedetta pandemia mondiale? Per ogni stallo c’è una soluzione, e mi pare tu sia stanca di languire nella tua villa vista mare immaginaria. Quindi ecco il consiglio: sonda il terreno per eventuali avvicinamenti, o per un piano visite non dico addirittura serrato, ma per lo meno soddisfacente per entrambi. E poi ti prego, libera quel povero cristo che nel frattempo ci sta rimanendo schiacciato. Non che tu non possa trovarti un intrattenimento per i tempi morti, ma per lo meno accertati che la cosa sia piacevole e indolore per entrambi. Se la diplomazia funziona, evviva, se invece va tutto male, abbandona la nave e scappa col cane Affidate dubbi, dilemmi e inconfessabili segreti in forma 100% anonima a: tellonym.me/amorazzi. Ogni mese il vostro amichevole amorazzo di quartiere risponderà in questo spazio.

Camilla Biondi, Arturo Mugnai, Federica Valeri 31


L’Estate Fiorentina nel segno dell’Arno

di Raffaella Galamini

foto di Andrea Pacini - @hardkore79

S

u Lungarno Colombo a Il Molo debuttano il palco galleggiante e il servizio di babysitting. Tra gli stand Rex Cafè, Bono bono, Il Polpaio dell’Elba, Simbiosi, PokePop e gelateria Vivaldi. Sul lungarno del Tempio la Toraia con hamburger, pizze e street food tra musica, yoga e area kids e il Dogana Beach tra cene e cocktail. In Lungarno Aldo Moro, al Tuscany Hall la Festa del Mugello tra calcio, lounge bar e grigliate e la new entry Holle: ordini via App per Deliburger, Taqueria, Fisheria, Holle Bar e Beerrò. Ricco il cartellone, soccer compreso. Sotto il ponte di Varlungo torna InStabile Culture in Movimento: concerti, spettacoli e circo contemporaneo più cocktail bar e ristorante Natura&Vino. Calcio a go-go, street food e concerti al Fiorino sull’Arno e da Habana 500 su lungarno Pecori Giraldi. A S. Niccolò la River Urban Beach tra palme (finte), lettini e ombrelloni, concerti e dj set, beach volley&calcio, street food e non solo; c’è Easy Living per un drink al tramonto vista Arno. Il chiosco dei Renai tra vini cocktail e tapas approda alla terrazza delle Rose a Villa Bardini. In viale Fanti da Light-Il Giardino di Marte musica, cinema, Europei, street food. La Montagnola di via Salvi Cristiani punta su calcio, food con il Pizzagnolo ed eventi. Alla Fortezza da Basso, al Lago dei Cigni Off Bar: calcio e musica live, food con Icchethai e Don Fefè. Da Manifattura Tabacchi spettacoli,tour in bici e calcio, l’area food& drink con Soul Kitchen, TodoModo, Eredi Nigro. In zona Cascine Fi-gò è la novità all’Ippodromo delle Mulina con solarium, beach volley, area fitness, zona kids, concerti; Ristoro dell’Indiano per un drink serale; Parc Bistrò con i vini di Caffè Sant’Ambrogio, pizza e primi di pesce e Pavoniere con un nuovo village ecofriendly: la piscina è al centro di eventi, aperitivi e cene a bordo vasca. Da segnalare le iniziative di Villa Vittoria, Anconella Garden, Limonaia di Villa Strozzi, Serre Torrigiani in piazzetta, Giardino dell’Artecultura e piazza San Marco.

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ONCE UPON A TIME IN FLORENCE di Riccardo Morandi

Duilio 48 C’era una volta qualcosa che c’era, e che non c’è più. Non parliamo di qualcosa di recondito, di leggendario o di sussurrato, bensì di un fulcro del commercio fiorentino. Parliamo del più importante magazzino di Firenze. Per molti è noto adesso con un cognome veneto di quattro lettere, ma in pochi ricordano quel pezzo di città, a oggi morto, col nome riferibile forse alla maglia di un atleta di Football Americano, ovvero DUILIO 48. Vogliamo dirla tutta? “DUILIO” non era il nome del proprietario, ma bensì il nome di una nave a cui il bazar si ispirava, e “48” non era il civico e neppure l’anno di apertura, ma il costo di base degli oggetti venduti, alla nascita: 48 centesimi. La strada dello struscio, delle cosiddette “vasche”, aveva fino a pochi anni fa un riferimento in questo magazzino, dove tutto era acquistabile: argenteria, tessuti, vestiti, cocci e balocchi. “DUILIO 48” è stato lo splendido mix fra l’emporio degli Olenson ne “La casa nella prateria” e qualche catena nordeuropea che oramai è sinonimo di moda/stile/tecnologia. L’alternativa al negozio esisteva solo in questo contesto, ed era una festa arrivarci. La modernità dal 1848, la bellezza di entrare e poter acquistare tutto, la prima idea di selfservice sui beni è nata qua con DUILIO. Ma venne il lockdown ed il magazzino del cognome veneto si spostò, e quel posto scomparve del tutto: i fiorentini forse guarderanno quel pezzo di Firenze ripensando alle carrozze che si accatastavano all’ingresso. La gentrificazione ha fatto comunque un buon lavoro, per DUILIO: in estate, passate da Viareggio, e godetevi lo splendore liberty della succursale di questa catena edificata 100 anni fa. Altro che centri commerciali negli svincoli autostradali. Il commercio era bellezza, e speriamo torni ad esserlo.


PALATI FINI testo e illustrazione di Marta Staulo

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Polpo e patate

h, gli Europei, i maxi schermi, le magliette dei calciatori comprate in gita, notti magiche e i ghiaccioli limone menta e fragola. L’avete appesa la bandiera alla finestra? Ah, non l’avete più tolta da quando cantavate sul balcone. O forse siamo già a “mamma butta la pasta” e l’avete messa in cantina contro ogni prognostico. Folle in calcistico delirio si chiedono in questi giorni chi mai sostituirà il Polpo Paul, cefalopode che ha tenuto col fiato sospeso milioni di tifosi indovinando i risultati delle partite condotte dalla Germania (e non solo) in occasione dei mondiali di calcio 2010 in Sud Africa. Paul, che viveva nell’ acquario pubblico presso il Centro di Vita Marina di Oberhausen in Germania, era mantenuto a digiuno per diverso tempo affinché, posto davanti a due cozze inserite in due scatole identificate con bandiere diverse, scegliesse rapidamente di quale mollusco cibarsi per primo, indicando quindi la nazione che avrebbe vinto la partita. Alla premonizione della sconfitta della Germania da parte della Spagna, i tedeschi, incolpandolo di patrio tradimento, inondarono il web con ricette a base di polpo, mentre gli iberici avviarono trattative per adottarlo, vicini a sostituire il simbolo nazionale. Si sprecano offerte da tutto il mondo per adottarlo e, ai dinieghi sull’espatrio, gli vengono dedicate statue, cittadinanze onorarie, film, strade, un po’ come si faceva con l’Arcuri ai suoi tempi d’oro. Dall’isola d’Elba chiedono ne venga riconosciuta l’italica cittadinanza fino ad allora creduta britannica (ah, lo ius soli) perché si ritiene pescato nelle acque dell’isola, tanto che, morto di cause naturali, a meno di 24h dalla scomparsa, il comune di Campo dell’Elba gli intitola un sentiero panoramico. Insomma quella che si dice una vita ricca di avventure, che non saremmo a raccontare se qualcuno l’avesse stordito in un’insalata di patate.

SPIRITO LIQUIDO di Andrea Bertelli

Libera nos Mojito “Tesoro, troviamo un chiringuito, voglio bermi un bel mojito, voglio andare al mare, nel mojito la mia routine voglio lasciare.”

L’

11 luglio è la giornata mondiale della popolazione, evento annuale fissato dal consiglio direttivo del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sulle problematiche riguardanti la popolazione mondiale. Le tematiche sono legate ad attuali problemi della demografia, come l’importanza del controllo famigliare sulle nascite, la parità tra i sessi, la salute durante la maternità e i diritti umani. Caso vuole che in questo giorno cada anche il Mojito Day, l’ideale per schiarirsi le idee e affrontare al meglio la calura estiva e una giornata di social awareness: 40 ml di rum, 20 ml di succo di lime fresco, 2 cucchiaini (facciamo uno) di zucchero di canna, soda e un ciuffo di menta fresca. Miscelate in un tumbler il succo di lime, lo zucchero di canna e la menta avendo cura di non pestarla. IL MOJITO NON È UN COCKTAIL PESTATO. Aggiungete ghiaccio a cubetti, della soda e un bel ciuffo di menta a guarnire. Applicando una fusione di intenti tra le due, si potrebbe ottenere la giornata della disinibizione mondiale della popolazione. Basterebbe strutturare un programma culturale di base per abbattere le diversità di genere e le gabbie sociali, con distribuzione di contraccettivi, ed a seguire una bella iniezione di mojito. Hub di mojito gratuiti per tutti. L’inibizione sociale e religiosa così, forse, rimarrebbe solo un lontano ricordo. 33


OROSCOPO di Lulaida illustrazioni di Francesca Arfilli

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ARIETE (21 marzo - 19 aprile) Siete buoni e cari come si suol dire, ma se vi pestano i piedi, scatenate l’Inferno senza passare dal via. Bene, questo sarà il vostro stato d’animo in luglio e sarà bene che avvisiate chi vi sta intorno. Ad agosto andrà meglio anche se vi tornerà l’eritema, non lo vivrete come un dramma, basta un po’ di crema! Compiti per le vacanze: Corso di meditazione

BILANCIA (23 settembre - 22 ottobre) Luglio si aprirà con notizie che aspettavate da tempo, anche se non è detto che vi faranno contenti. Dovete portare pazienza perché non sempre le cose vanno come vorremmo, ma se saprete coltivare la nobile arte dell’attesa, agosto vi farà dei regali degni di nota. Godetevi anche la vita come viene e siate ottimisti, è estate!!! Compiti per le vacanze: Prenotare un viaggio

TORO (20 aprile - 20 maggio) Ma quanto siete sospettosi voi? Sempre pronti a indagare anche là dove non c’è stato alcun crimine. Forse perché siete cresciuti a pane e Angela Lansbury… cercate di godervi luglio con quella sua brezza estiva, ad agosto le temperature saliranno e dovrete munirvi almeno di un ventilatore. Compiti per le vacanze: Spegnere la televisione

SCORPIONE (23 ottobre - 21 novembre) Ogni anno la stessa storia: dove vado in vacanza? E quando partire? Cosa portarsi dietro? Sarà il caso di comprare un’altra valigia? Stop. Ora fate un bel respiro, mettetevi comodi e pensate una cosa alla volta, non dovete necessariamente decidere tutto e subito come fosse un lavoro. Siete in vacanza, rilassatevi anche. Compiti per le vacanze: Comprare lenzuola di lino

GEMELLI (21 maggio - 20 giugno) Ieri ti lamentavi perché pioveva sempre, ora il caldo non lo tolleri. Questo forse è il tuo limite: vuoi sempre qualcosa che non c’è. Luglio sarà il mese decisivo per capire se ciò che desiderate sia anche raggiungibile o no. Per una volta abbiate fiducia nel prossimo e forse agosto vi riserverà delle piacevoli soprese. Compiti per le vacanze: Lezioni di yoga

SAGITTARIO (22 novembre - 21 dicembre) Cari amici, luglio vi vedrà molto fiacchi, sarà per il caldo oppure perché non è stato un anno semplice, ma la vostra vitalità è sotto le scarpe. Non vi preoccupate perché agosto invece vi vedrà in netta ripresa anzi vi dirò di più: sarà un mese ricco di situazioni e soprese che vi renderanno felici e vi faranno ricordare questo periodo. Compiti per le vacanze: Fare jogging al tramonto

CANCRO (21 giugno - 22 luglio) Eppure l’estate dovrebbe essere il vostro periodo d’oro. Eppure un tuffo in mare vi è sempre piaciuto. Eppure tra luglio e agosto sarete in pieno mood malinconico. Bene il mio consiglio è di non indulgere in questo stato d’animo, perché se così farete non riuscirete a godervi nemmeno un briciolo di pace. Compiti per le vacanze: Prenotare una spa

CAPRICORNO (22 dicembre - 19 gennaio) Siete un po’ in disaccordo con tutti in questo momento, ma passerà. Nel frattempo godetevi i cieli azzurri di luglio e approfittatene per fare un giro in campagna, in mezzo alla natura riscoprirete parti di voi nascoste. Agosto optate per il classico mare, dove? A voi la scelta. Compiti per le vacanze: Cambiate parrucchiere

LEONE (23 luglio - 23 agosto) Sei proprio dove immaginavi di essere, sei felice. Questo ti fa paura? Temi che chi sente una cosa del genere possa portarti sfortuna? Ma credi ancora a queste cose? Amico Leone la sfortuna non esiste, la tua vita è solo il risultato delle scelte che hai fatto o farai. Luglio e agosto saranno decisivi. Compiti per le vacanze: Scrivere un diario

ACQUARIO (20 gennaio - 19 febbraio) Come sempre avete messo troppa carne la fuoco e non riuscite a gestire tutto. Ma il vostro carattere vi permette di vivere in modo sereno anche periodi intensi come questo. Luglio sarà un mese di ottimi spunti che daranno i loro frutti ad agosto quando il sole sarà rovente ma anche la vostra passione… e ho detto tutto! Compiti per le vacanze: Farsi venire dei dubbi

VERGINE (24 agosto - 22 settembre) Il momento è arrivato: avete tutte le carte in regola perché questa estate si trasformi nel momento perfetto per cambiare la vostra vita in modo definitivo. Attenzione, il mio non è un ordine, ma solo un suggerimento, siete liberi di non coglierlo e di continuare a vivere come vi pare. Ma ci penserei su onestamente. Compiti per le vacanze: Dieta detox

PESCI (20 febbraio - 20 marzo) C’è poco da dire, spesso dovreste fare un passo indietro ma invece non riuscite. Non sempre si può avere ragione, non sempre la vostra parola è quella che conta e non sempre siete in grado di non soffrire. Gli scivoloni fanno parte del vivere. Non sto dicendo che sarà una pessima estate, anzi, ma dovete tener presente quello che vi ho detto. Compiti per le vacanze: Imparare a rialzarsi


LA SCENA MUTA

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PIC-NIC CONCERTS

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FIRENZE SCANDICCI

Instabile / Balera del Varlungo ore 22

PARCO DEL castello dell’ACCIAIOLO ore 22

INGRESSO GRATUITO 22 LUGLIO

Ingresso Gratuito / Spettacoli con biglietto 29 LUGLIO

AYOM IL TENCO ASCOLTA+ 23 LUGLIO MORGAN FANFARA STATION 30 LUGLIO 24 LUGLIO BOBBY SOLO BARO DROM ORKESTAR 31 LUGLIO MICHELA GIRAUD

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