Lungarno n. 110 - ottobre 2022

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Ottobre 2022 - N. 110

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012

N. 110 - Anno XI - Ottobre 2022

Rivista Mensile

ISSN 2612-2294

Editore: Tabloid Soc. Coop. • Firenze

N. ROC 32478

Stampa: Tipografia Baroni e Gori srl • Prato

Direttore Responsabile: Jacopo Aiazzi

Caporedattore: Riccardo Morandi

Editor: Arianna Giullori

Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero: Michele Baldini, Asia Neri, Francesca Nieri, Emanuele Nesti, Roberto Pecorale, Pietro Mini, Raffaella Galamini, Virginia Landi, Lafabbricadibraccia, Tommaso Ciuffoletti, Elisa Lupi, Niccolò Protti, Irene Tempestini, Carlo Benedetti, Susanna Stigler, Caterina Liverani, Giulia Focardi, Tommaso Chimenti, Leonardo Cianfanelli, Francesca Corpaci, Riccardo Morandi, Comari dell'Uscio, Marta Staulo, Andrea Bertelli, Simone Lisi e Francesca Arfilli.

Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell’editore e degli autori. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati.

L’Editoriale La serenata L’ultima Generazione In missione per il corpo Spazio Brizzolari Le geometrie di Olafur Eliasson
le giornate FAI It’s Gebism! Torna BuyFood FeelFlorence
a margine Fiorentini altrove
L’Agenda di ottobre Ottobre da non perdere
ameni e dove trovarli Sipario Brevi cronache librarie
l’animazione Made in Florence Up & Down Città in musica Minimondo Frastuoni Amorazzi Nuove aperture Lo Zigozago Palati fini Spirito Liquido Caro zodiaco 05 06 07 08 09 10 11 12 14 15 16 19 21 22 23 24 25 26 27 29 30
Verso
Spazi
Lavignetta
Luoghi
Nemo

M U S I C A DI F FUS A

UARTIERI DI FIRE NZE L’ORT N EI

OTTOBRE / NOVEMBRE 2022

GLI OTTONI AL ... CINEMA

Ensemble di Ottoni e Percussioni dell'ORT

GIO 06 OTTOBRE Mensa Caritas (via Baracca) ore 12:00 5

I FIATI ALL’OPERA

Alessandro Riccio attore | Quintetto a fiati dell’ORT

musiche di Mozart, Rossini, Bizet, Puccini

VEN 07 OTTOBRE Casa della Carità (via Corelli) ore 21:00 5

TANGO 2022 #PIAZZOLLA!

ORT ATTACK ensemble d'archi

musiche di Piazzolla, Gardel

SAB 8 OTTOBRE Casa Matilde (via Cosimo Il Vecchio) ore 17:00 5

DOM 09 OTTOBRE Foresteria Pertini (via Tagliamento) ore 17:00 3

CARMINA BURANA di Carl Orff

Orchestra della Toscana | Jaume Santonja direttore

Giuliana Gianfaldoni soprano

Antonio Giovannini controtenore

Roberto De Candia baritono

Coro della Cattedrale di Siena Lorenzo Donati maestro del coro

Coro voci bianche del Maggio Musicale Fiorentino Lorenzo Fratini maestro del coro

VEN 14 OTTOBRE Nelson Mandela Forum ore 21:00 2

BEETHOVEN

Orchestra della Toscana | Jaume Santonja direttore Coriolano Ouverture; Sinfonia n.5 op.67

SAB 15 OTTOBRE Manifattura Tabacchi 1 ore 17:00 e ore 21:00

TI RACCONTO DON GIOVANNI

di e con Alessandro Riccio | Ensemble di archi e fiati dell’ORT

musiche di Wolfgang Amadeus Mozart

arrangiamenti di Francesco Oliveto

SAB 19 NOVEMBRE Teatro A ratellamento ore 21:00 3

SAB 26 NOVEMBRE Palazzo Wanny ore 21:00 4

TRA BASSI E ALTI

Luca Provenzani violoncello | Amerigo Bernardi contrabbasso musiche di Sammartini, Bach, Levitin, Rossini

INGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE

- online su www.eventbrite.it

- teletonica al numero tel. 055 0681726

- mail a teatro@orchestradellatoscana.it

orchestradellatoscana.it

Durante i concerti sarà possibile fare una DONAZIONE per o rire un pasto caldo a chi ha più bisogno

VEN 25 NOVEMBRE Centro Il Samaritano (via Baracca) ore 17:30 5 concerto riservato agli ospiti del centro

in collaborazione con

LA SERENATA di

Ottobre è tempo di castagne. La castagna è un frutto pregiato e per raccoglierla capita di pungersi le dita.

Vale la pena? Sì perché è buona in qualsiasi forma venga cotta (o - se vogliamo fare i venali - è un frutto che frutta, visto quanto costa). Spesso gli obiettivi più belli sono anche i più difficili da raggiungere, ci si può far male durante il tragitto, si può essere costretti a tornare sui propri passi o a scendere a compromessi. Che sia passata o meno questa benedetta pandemia, ancora non ci è dato sapere (ma sperare, sì). Quello che sappiamo è che ci troviamo davanti alla consapevolezza di dover ricostruire un’intera filiera fatta di appuntamenti, luoghi, strutture e soprattutto abitudini, abbastanza provata, per non dire devastata, da marzo 2020 a oggi. Il nostro obiettivo, ora che l’estate con i suoi piacevoli e accoglienti spazi estivi è stata divorata da una famelica e bellissima voglia di partecipazione e arriva il ben più ostico autunno/inverno, dicevo, il nostro obiettivo è quello di infondere un briciolo di normalità e di serenità nell’accompagnarvi mese dopo mese a conoscere e riscoprire quello che in realtà non se n’è mai andato.

Il tutto con in sottofondo No Surprises dei Radiohead, che con le surprises per ora abbiamo dato.

Buona lettura!

EDITORIALE

Tutta campagna

Il bello delle elezioni è che si portano via la campagna elettorale. Il momento di massima espressione di vita collettiva, troppo spesso si trasforma in uno dei momenti giù degradanti dell'essere umano. Quella appena trascorsa è stata giocata principalmente su un tema che sembrava risolto già negli anni Settanta (la Legge 194 del 1978), ovvero sul diritto all'aborto. Tra proposte di esilio di Peppa Pig e discussioni sulle forme di tortura introdotte da paesi non più così lontani, come l'obbligo per la donna di auscultare il battito del feto prima di abortire in Ungheria, non c'è stato il tempo per affrontare i temi di questo millennio. Eppure, il problema del diritto all'aborto in Italia ancora persiste: senza andare in regioni che schierano frotte di obiettori di coscienza nei reparti di ginecologia – perché scelgono proprio quella specializzazione? - anche nell'illuminata Toscana il percorso può essere a tratti reso tremendo, come ha raccontato anche una nota attrice fiorentina di una sua esperienza personale. L'ambiente, dicevamo, praticamente non è stato menzionato, eppure la nostra regione soprattutto in questa stagione ci svela la ricchezza di quello che ci circonda. Le viti vengono spogliate dalle loro gemme, prima la raccolta delle olive e poi quella di marroni e castagne. I boschi si riempiono di funghi, scoprendo però anche vere e proprie discariche tra i cespugli. Come ogni anno è riaperta la caccia, perché gli ultimi referendum – eutanasia, cannabis e, appunto, abolizione della caccia – non sono stati presi in considerazione, per rimanere in tema di voto. Cambiano i governi, le stagioni e persino i millenni, ma la barzelletta del proprietario terriero che porta il figlio sulla cima della collina per mostrargli i possedimenti dicendogli “figlio mio, un giorno tutto questo sarà tuo”, sembra restare sempre valida. Perché il giorno dopo, stessa cosa fa il suo capofattore, che aveva assistito alla scena e alla gioia negli occhi del padroncino. Porta il figlio sulla cima della collina e gli dice, con incrollabile onestà: “Figlio mio, un giorno tutto questo”

IN COPERTINA

Thinking of Caravaggio di Karin Söderquist

Karin Söderquist vive a Stoccolma con suo marito e il suo gatto ed è un’illustratrice freelance. Il suo lavoro è stato descritto come “femminile e potente con la giusta percentuale di fantasia”. Ha studiato illustrazione al Camberwell College of Arts di Londra e ha collaborato, fra gli altri, con The New Yorker, Berliner Zeitung, Slanted Magazine, Der Tagesspiegel, Mindful Magazine, e Action!Aid.

https://karinsoderquist.com/ https://karinsoderquist.tumblr.com/ www.instagram.com/karinmsoderquist/

L’ULTIMA GENERAZIONE INTERVISTA A MICHELE GIULI

Galleria degli Uffizi, 22 luglio 2022: due ragazzi, da molti definiti mitomani, si incollano alla Primavera del Botticelli. I media (e i social) si scatenano, è il battesimo ufficiale di Ultima Generazione, un movimento che da allora (nemmeno un paio di mesi fa) ha fatto talmente tanto parlare di sé da diventare ormai una vera e propria scuola per la nuova (l’ultima) generazione di attivisti ambientali. Perché? Chi rappresenta l’Ultima Generazione? Cosa vuole?

Michele Giuli è uno dei fondatori, un tipo che non le manda certo a dire: “Messaggi semplici e chiari: il capitalismo e la destra capiscono esattamente questo con una comunicazione semplice e immediata. Il problema della sinistra è che crede di essere più intelligente. La lotta non è una cosa per forza di sinistra. Per me è probabile che ci siano spettri conservatori. I valori che usi sono assolutamente l’ultima cosa che conta. La prima cosa che conta è portare al centro le emozioni”

E perché comunicare così?

“Perché non c’è più tempo, qualunque scelta razionale si faccia, qualunque compromesso sarà inutile se non cambiamo paradigma, ridurre le emissioni è un piccolissimo passo, come utilizzare i trasporti pubblici, ma non basta, non possiamo più

accontentarci di questa logica politica e demagogica”.

Ma questa strategia “aggressiva” non rischia di esasperare un clima già in tutti i sensi bollente?

“Non stiamo capendo la portata della faccenda. Ogni cambiamento sociale è passato nella storia per motivi più emotivi e semplici, non sempre razionali. Ci vuole uno scontro emotivo all’interno della popolazione. Userei la razionalità, il dialogo, se dovessi convincere il mio coinquilino a farsi ogni tanto una doccia in più o in meno. Adesso però ci faremo male in ogni caso, non serve ridurre i consumi o calmierare le bollette. Passare dai messaggi assolutamente semplici. No gas no carbone. Occorre ingaggiare la popolazione: causare irritazione che genera una conversazione estesa”

E come si diventa parte del movimento?

“Per partecipare devi partecipare alle riunioni. Si richiede da un paio d’ore al giorno fino al tempo pieno. Al momento siamo su 5/6 città. L’obiettivo è raggiungere 40 città. C’è una sola struttura amministrazione centrale. Non lavoriamo con totale decentramento. Facciamo 3 piani strategici l’anno. Tutte le persone vengono informate sulle strategie. Chi arriva alle azioni ha fatto un percorso nel quale ha sposato obiettivi e strumenti del movimento”.

E come vi sostenete?

“Donazioni senza alcuna richiesta di restituzione di visibilità o sponsor”. Come vi ponete nei confronti delle al-

tre organizzazioni ambientaliste?

“Quando abbiamo imbrattato il ministero, Greenpeace, WWF e Legambiente ci ha definito violenti. La base ha scioperato contro il direttorato e chiesto più voce. Vediamo quello che succede nelle organizzazioni. Si crea un grosso divario tra il leader e la base e chi decide si occupa solo dei soldi. Quindi occorre mantenere l’enorme costo burocratico. Arrivare al punto di rottura. L’obiettivo è prendere dei rischi. Siamo riusciti ad avere una sufficiente base finanziaria. Il messaggio è chiaro: tra tre mesi non sappiamo se ci siamo ancora e non è comunque continuare a esistere per forza il nostro scopo”.

E qual è?

“Creare una grandissima alleanza di cittadini istituzioni e organizzazioni che entrino in conflitto con lo stato. Lo stato continua a essere il nostro primo e più importante interlocutore, che continua, nonostante le tesi liberiste sostengano il contrario, a contare moltissimo. Difficile che accada a meno che non ci sia uno spazio per una realtà che ogni volta alza il tiro e mantiene alta l’attenzione. La disobbedienza civile non può funzionare senza tutto il “pacchetto”. In occidente dobbiamo riprendere in mano la politica. Occupiamoci di nuovo di politica. È quello che stiamo facendo”.

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IN MISSIONE PER IL CORPO IL TEATRO RITUALE COME PALEO-AVANGUARDIA di

Asia Neri

Il teatro rituale di Francesco Gori è una pratica performativa orientata alla presa di coscienza del proprio corpo mediante il risveglio dello spirito dionisiaco che abita ognuno di noi. Lo dicevano gli antichi con panthei mathos, conoscenza attraverso “il sapere degli istinti”; lo spiega bene Nietzsche, individuando in Dioniso il simbolo del disordine, della passione sensuale, degli impulsi sfrenati; e lo recupera anche Michel Maffesoli, sociologo contemporaneo, che con “l’ombra di Dioniso” ricorda quanto l’esperienza edonistica sia veicolo di condivisione dell’esperienza stessa.

Dai tempi più remoti fino alla nostra contemporaneità, lo spirito dionisiaco torna a rinnovarsi nella semantica e nella simbologia. A differenza nostra però, gli antichi greci sapevano bene come accoglierlo ed esorcizzarlo: dalle pratiche rituali in suo onore, a cortei festosi dedicati alla musica e alla danza. Per questo motivo, Francesco Gori ha generato un nuovo modo di fare teatro, tanto nuovo quanto antico, che definisce “paleo-avanguardia”: una pratica che milita, in prima linea, negli spazi della città portando avanti una missione primordiale, quella di Dioniso.

Ma facciamo un passo indietro e introduciamo l’iniziato. Autore, attore e regista, Francesco Gori è specializzato in drammatizzazioni in spazi non teatrali e lavora a Firenze con l’Associazione MUS.E come

mediatore culturale e teatrale. Insieme a Francesco Gherardi, compositore e polistrumentista diplomato in Tradizioni Musicali Extraeuropee, ha proposto negli ultimi anni numerosi laboratori di teatro rituale. Prima con Penteo, poi con Mysteries e infine con Body Revolution nel 2022, i due Francesco hanno aperto la porta delle pratiche performative e della body percussion ai cittadini e alle cittadine di Firenze. L’unico requisito richiesto per partecipare ai laboratori è il rispetto dello spazio esperienziale comune: i performer - per la maggior parte non professionisti - costruiscono insieme ai due registi la trama della restituzione al pubblico, solitamente performata nel mese di giugno. In queste restituzioni il dispositivo dello spettacolo viene meno e il pubblico viene accolto all’interno di un rito in cui gli “attori” svolgono il ruolo di facilitatori dell’esperienza collettiva.

L'interazione con i luoghi è un altro tratto caratterizzante del teatro rituale, tant’è che la neonata associazione di Francesco Gori prende il nome Genius loci, lo spirito del luogo. Gli antichi greci svolgevano i propri riti nei boschi, nelle grotte, in riva al mare, creando dei veri e propri itinerari. Il teatro rituale vuole esaltare l’interazione con lo spazio ur-

bano, inserendosi all’interno di contesti pubblici e privati e rivoluzionandone i tradizionali canoni di fruizione. Così è accaduto nella performance dello scorso settembre nei locali di Manifattura Tabacchi. I partecipanti vengono accolti con un invito, trovare il proprio posto nella grande piazza dell’Orologio. Da quel momento inizia il rito collettivo: i performer si disperdono in mezzo agli spettatori; le loro mani diventano magnetiche traghettando il pubblico davanti al Basement; poi la grande festa nel sotterraneo, una “discoteca sacra” tra maschere, danze e vestizioni. Nel giardinetto della zona bar, il pubblico viene bendato assecondando la creazione di un nuovo teatro, questa volta sonoro: un bosco di voci, canti, sibili, tintinnii e fruscii. Lo sguardo torna ad aprirsi per il ritorno nella piazza dove tutto è iniziato e dove tutto si conclude con un momento di body percussion, un ultimo ringraziamento al rito collettivo.

A chi pensa di non esserne capace, a chi sente il proprio corpo rigido, a chi crede che il ritmo non fluisca nel proprio sangue, il battesimo con il teatro rituale potrebbe trasformarsi in una vera e propria rivoluzione!

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lo spirito dionisiaco torna a rinnovarsi nella semantica e nella simbologia

SPAZIO BRIZZOLARI

di Francesca Nieri

Dal poeta al clochard, dall’artista e professore al rivoluzionario e contestatore, dall’intellettuale cattolico all’ateo che non smetterà però mai di credere che la vita possa avere un continuo, dal “diverso” al visionario. Lo spazio Brizzolari, attraverso un percorso museale che si articola su due piani di un ex fabbrica nel cuore di Scarperia nel Mugello, racconta l’eccentrica figura del pittore Antonio Brizzolari, esponente dell’art brut, morto nel 2016 all’età di 75 anni. Antonio era brillante quanto eccentrico e imprevedibile, affetto da schizofrenia, riversava il suo mondo fatto di volti, ideali comunisti, scenari futuristici, frasi ermetiche e talvolta premonitrici, su qualsiasi superficie avesse sotto mano: a partire dai suoi abiti e accessori, tutti rigorosamente personalizzati con la sua arte, a qualsiasi superficie ricordasse una tela; perfino i lenzuoli ed i muri della sua stanza della casa di cura dove viveva nell’ultimo periodo, divenivano un mezzo per raccontare il suo mondo in cui Antonio si rifugiava, forse per scappare dal nostro in cui la sua sensibilità e purezza venivano contaminate. Un museo voluto da suo fratello Giuseppe, molto diverso da Antonio per orientamento politico e modo di vivere, ma legato fortemente a lui, tanto da vedere “come una missione” la costruzione di questo spazio dove Antonio potesse avere l’attenzione come artista che avrebbe meritato in vita e dove raccogliere le centinaia di opere disseminate tra le cantine di San Salvi e le soffitte di amici. Opere che Antonio non ha mai voluto vendere, perché così facendo avrebbe messo in vendita anche la sua anima e il suo pensiero.

La sensibilità unita alla forza è il fil rouge che ci offre Antonio, attraverso i suoi quadri, per conoscere il suo universo. Liberiamoci quindi da preconcetti, giudizi e pregiudizi, entriamo in questo spazio, che attraversa tutte le sfaccettature dell’artista e dell’uomo, nel suo mondo fatto di fantasia e leggerezza (con le sue visioni extraterrestri e le sue navicelle spaziali pronte per fuggire su nuovi pianeti), di forza (data dalla sua integerrima visione politica che emerge in molte delle sue opere e installazioni), e di “diversità”. Le sue opere seguono un modo di scrivere in verticale, arrivano come un graffio, un urlo, un fuoco, a destabilizzare tutte le nostre certezze sul concetto di malattia mentale. Alla fine del percorso la riproduzione della sua stanza a San Salvi dove Antonio sui muri dipingeva e si annotava ogni tipo di appunto. La stanza, come molti degli altri interventi artistici nel museo, sono stati realizzati da due artiste C_ska e Qui&Ora che prima di lavorare al progetto hanno voluto conoscere l’uomo Antonio. Nella stanza anche il suo armadio, con le ante rigorosamente scritte, dove sono conservati ed esposti i suoi vestiti più famosi ed eccentrici con cui Antonio usava uscire all’arco di San Pierino a Firenze negli anni ’80-‘90. Molti forse se lo ricorderanno, era un personaggio che non poteva che essere ricordato.

SPAZIO BRIZZOLARI

Scarperia e San Piero, viale Kennedy 188 mail spaziobrizzolari@gmail.com cell. 334/8875885

www.spaziobrizzolari.com

IG spaziobrizzolari

FB Spazio Brizzolari

a Scarperia il museo futuristico in onore del pittore Antonio Brizzolari 8

LE GEOMETRIE DI OLAFUR ELIASSON E IL SOCIALE DI “MR ARBITRIUM”

Firenze si anima in questo inizio di autunno con le riflessioni sulla percezione e l’arbitrio dell’artista danese Olafur Eliasson nella sua nuova mostra “Nel tuo tempo” a Palazzo Strozzi, insieme all’allestimento in Piazza San Lorenzo di “Mr.Arbitrium” dello scultore Emanuele Giannelli La mostra “Nel tuo tempo” resterà aperta fino al 22 gennaio e nasce da una visita di Eliasson a Palazzo Strozzi, dove rimase affascinato dalla semplicità e razionalità dell’arte rinascimentale. L’artista ha creato un viaggio nell’essenza dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, ovvero nel rapporto tra umano e semplificazione geometrica della realtà. Ispirato a sua volta dalla filosofia di Platone, Eliasson ha reinterpretato in chiave contemporanea i grandi ideali degli antichi tramite la realizzazione di strutture simbiotiche con lo spazio circostante. L’architettura e lo spettatore divengono il cuore stesso della mostra in un dialogo diretto dato dall’uso di luci artificiali, ombre fugaci e colori intensi, invitandoci a riflettere sull’esperienza condivisa e comunitaria della realtà. La gamma cromatica delle luci è il fiore all’occhiello dell’esposizione. Seguendo il percorso tracciato nel Medioevo dall’Abate Suger, che nella sua ricostruzione dell’Abbazia di Saint Denis dette un’importanza ca-

pitale alla luce, espressione del divino, in opere come “Firefly double-polyhedron sphere experiment” e “Colour spectrum kaleidoscope” la regolarità geometrica si espande in un arcobaleno soggettivo di colori, dove ogni singolo spettatore ha una percezione diversa a seconda del suo angolo di osservazione. La contemporaneità di Eliasson si ritrova anche in “Your View Matter”, dove grazie a uno speciale visore di realtà aumentata il pubblico entra in uno spazio virtuale di complesse geometrie che si animano grazie a un effetto moiré, una realtà parallela che rinnova il messaggio dell’eterno Uomo Vitruviano.

Usciti da Palazzo Strozzi, vi invito a passare poi davanti alla Chiesa di San Lorenzo, per poter ammirare fino al 31 ot-

tobre “Mr. Arbitrium” dello scultore Emanuele Giannelli. L’opera, come rivela il nome, invita a riflettere sul ruolo dell’arbitrio, se il gigante voglia spingere con forza la basilica in una michelangiolesca sfida, distruggendo il passato per fare spazio al nuovo, nonostante i pericoli che esso comporta (si veda il dibattito sulle intelligenze artificiali e sulle nuove tecnologie) o, al contrario, se la stia sorreggendo con l’intento di mantenere in auge il passato. Il gigante è nudo e ha indosso degli occhiali da saldatore, elementi chiave per comprendere la poetica dello scultore. Essi incarnano l’essenza dell’uomo tecnologico riallacciandosi a un’idea che si può trovare anche in Modigliani, ovvero sono “specchi dell’anima”, e in quanto tali l’artista decide di celarli, stuzzicando la curiosità degli spettatori. “Mr Arbitrium” ha un ruolo fortemente sociale, dato anche dalla sua posizione centrale nella vita quotidiana di Firenze, una città dove l’arte contemporanea fatica a essere accettata, come si nota dal biglietto ironico posto sotto la statua, scritto in vernacolo fiorentino Giannelli ha apprezzato molto il messaggio, tanto da esprimersi così a riguardo: “L’ambiente urbano è più divertente del museo, tutti ti guardano, ti giudicano e si esprimono sul tuo lavoro”, e aggiunge: “la vita è severa e l’ironia del fiorentino riesce ad alleggerirne il peso, è qualcosa da dover essere alimentata anche attraverso l’arte nelle piazze”

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VERSO LE GIORNATE FAI D'AUTUNNO

Sabato 15 e domenica 16 ottobre si terranno le Giornate di autunno del FAI - Fondo Ambiente Italiano, un finesettimana in cui in tutta Italia vengono aperti al pubblico, con contributo libero, centinaia di luoghi che solitamente sono chiusi, difficilmente accessibili o poco conosciuti. Anche a Firenze, una città dove ogni angolo è arte, anche il più sconosciuto, grazie ai volontari del FAI sarà possibile fare visita a svariati luoghi di cui spesso neppure i fiorentini conoscono l’esistenza, ubicati sia in pieno centro sia nei dintorni della città. Martedì 4 ottobre si terrà la conferenza stampa in cui saranno annunciati i nomi

dei luoghi in cui si terranno le Giornate di autunno, ma Daniela Di Nardo, referente regionale FAI Toscana, ci ha anticipato che tra questi ci saranno palazzi storici che non sono aperti al pubblico da decenni, oltre a ville, chiese e parchi. La manifestazione si inserisce nell’ambito della raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia” che il FAI organizza nel mese di ottobre e si svolgerà nel pieno rispetto delle norme sanitarie.

Il FAI, che nelle ultime giornate organizzate nella primavera del 2022 ha raggiunto ben 350.000 visitatori nonostante le restrizioni causate dalla pandemia, è nato nel 1975 da un’idea di Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto Croce, e del

presidente onorario Giulia Maria Mozzoni Crespi, con la missione di tutelare, proteggere e diffondere il patrimonio artistico, storico e paesaggistico del nostro paese, e da allora ha superato i 100.000 iscritti e ha salvato numerosi luoghi dimenticati in tutta la penisola. Le giornate del FAI sono organizzate dal 1993, quelle di autunno hanno raggiunto l’undicesima edizione e vedono impegnati centinaia di volontari che, non essendo guide turistiche di professione, riescono a narrare la bellezza di questi luoghi in visite guidate fuori dal comune, con un entusiasmo e un’empatia che rendono l’esperienza unica nel suo genere.

CITTÀ METROPOLITANA DI FIRENZE 21 ott venerdì ore 21:00 James Conlon direttore musiche di SCHUBERT BEETHOVEN orchestradellatoscana.it BIGLIETTI da €15,00 / Acquisto online su Ticketone.it INFO Biglietteria del Teatro Verdi tel. 055 212320

IT’S GEBISM! DUE CHIACCHIERE CON HÅKON GEBHARDT

Fino L’universo sonoro di Håkon Gebhardt è in continua espansione: un caleidoscopio musicale che spazia, senza preclusione di genere alcuno, tra decine di album vissuti in qualità di musicista, produttore, arrangiatore, tecnico del suono e autore di colonne sonore. In occasione dell’uscita del suo nuovo lavoro solista per Apollon Records “GEB HEART”, siamo andati a trovarlo nel suo Sottomarino fiorentino, il Das Boot Studio

Raccontaci del disco, in quali circostanze è nato?

“Abbiamo iniziato alcuni anni fa, nel mezzo del trasferimento da Trondheim a Firenze. Avevo portato qui un po’ di strumenti, in quel periodo dovevo lavorare a qualche colonna sonora, avevo tante piccole idee, ma non ho mai avuto il tempo per svilupparle perché sono stati anni molto impegnativi per noi: il trasloco dello studio a Firenze, l’inizio di una nuova vita, imparare una lingua, prendere la patente, sistemare la casa e lo studio. E quando eravamo quasi pronti per partire è scoppiata la pandemia”. Pensi che la situazione pandemica trascorsa abbia in qualche modo influito sul processo creativo?

“La pandemia è stata come un catalizzatore che mi ha permesso di riuscire a siste-

mare queste idee, mi sono messo da solo in studio per provare a mettere in ordine tutti questi piccoli pezzi che erano sparsi dappertutto. Siamo stati fortunati perché in quel momento avere la possibilità di lavorare a casa era molto tranquillizzante”.

È il tuo primo album composto interamente a Firenze, che rapporto hai con la città?

“Mi sento a casa qui a Firenze, veramente, perché non è troppo grande, è possibile andare dappertutto a piedi o in bici, e all’inizio ho sempre trovato persone disponibili ad aiutarmi, quando non sapevo ancora esprimermi bene con la lingua. Anche coi Motorpsycho qui in Italia ci siamo sempre sentiti a casa, talvolta nei club poteva succedere che l’impianto non funzionasse bene, mancava la corrente, ma la gente era così aperta e disponibile ad aiutarti, e per noi alla fine lasciare questo paese era sempre triste. Quando ho incontrato Marì (Simonelli) per me è stato facile prendere questa decisione”.

Il video che presenta il primo singolo Breakup Breakdown, interamente realizzato con scatti fotografici, senza animazione digitale, è un capolavoro di artigianato e di manualità: penso sia un’ottima sintesi della tua arte.

“Lavorare con il collage mi è sempre piaciuto fin da giovane. Qui vicino c’era un’edicola chiusa con tanti vecchi poster, così li ho presi e ho cominciato a tagliare qualche pezzo per vedere cosa succedeva. Quando ho

realizzato la copertina volevo andare avanti, era bello essere dentro un mondo composto da questi frammenti. Così li ho sistemati e muovendoli poco a poco ho scattato 10 foto di fila, ho provato a guardare sul telefono come scorrevano e ho trovato i movimenti interessanti. Inizialmente pensavo che 300 foto sarebbero bastate per completare il video. Ben presto però mi sono reso conto che non sarebbero state sufficienti, alla fine ne ho fatte 3500: un lavoro da pazzi durato quasi 4 mesi, tutti i giorni a fare foto e nuovi collage con riviste e cataloghi. Il tema del collage ritorna anche nella musica: come rompere qualcosa con il tentativo di ricostruirlo da capo dandogli una nuova forma musicale, in un processo di continua destrutturazione e ricomposizione”. Riprenderai l’attività live?

“Ho tanta voglia, avendo suonato tutte le parti tranne quelle di basso, curate da Marì, andrebbe messa su una band. Ma le canzoni funzionano anche solo con chitarra e voce, vedremo”.

Se dovessi pensare a una collaborazione da sogno, il primo nome che ti viene in mente sarebbe?

“Mike Patton!”.

Scansiona il QR code per leggere l’intervista completa.

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TORNA BUYFOOD

LA VETRINA DEL GUSTO

MADE IN TUSCANY

BuyFood Toscana è la passerella che ogni anno la Regione organizza per promuovere a livello internazionale l’agroalimentare certificato di qualità. Quest’anno si è giunti alla quarta edizione e dopo tre anni a Siena la manifestazione approda a Firenze nei giorni di martedì 11 e mercoledì 12 ottobre. L’evento è la giusta occasione per conoscere e apprezzare da vicino prodotti eccellenti: la Toscana è la prima regione in Italia per numero di denominazioni e tra DOP, IGP e SGT conta 92 prodotti per un valore complessivo delle produzioni pari 1,156 milioni di euro. A fare la parte del leone il vino con oltre 1000 milioni di euro ma i 152 milioni dal cibo sono tutt’altro che disprezzabi-

li. Da qui Buyfood che celebra oltre alle denominazioni i prodotti biologici e di montagna e i PAT della regione. Attraverso Buyfood 77 aziende toscane certificate hanno l’occasione di confrontarsi con una pattuglia di buyers selezionati da PromoFirenze e provenienti da tutto il mondo. Si tratta di ristoratori o titolari di piccole catene di livello nella ristorazione, rappresentanti di negozi gourmet, importatori che a loro volta rivendono a ristoranti o botteghe di pregio o attraverso propri canali di e-commerce  direttamente a clienti finali, negli Stati Uniti, in Canada o in altri stati dove le norme per l’importazione rendono difficile l’acquisto dall’estero.  Buyfood promuove le eccellenze agroalimentari, consolida la loro conoscenza all’estero e amplia i percorsi di internazionalizzazione attraverso  incontri B2B tra rappresentanti dell’of-

ferta toscana e buyer internazionali. Le imprese che partecipano hanno preso parte a un bando pubblico superando la selezione.

BuyFood Toscana è un evento di Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, organizzato da Fondazione Sistema Toscana e PromoFirenze. Una vetrina per promuovere la Tuscan Way of Life e il gusto Made in Tuscany. Significativo l’apporto di Vetrina Toscana, progetto di Regione e Unioncamere che promuove ristoranti e botteghe in Toscana che utilizzano prodotti tipici del territorio.

FEELFLORENCE UN’APP E UN SITO PER L'ECOTURISMO A FIRENZE

di Virginia Landi

Qual è la fontanella di acqua potabile più vicina a me? Quali percorsi posso fare in bici? Come evito le barriere architettoniche? Qual è la zona meno affollata al momento? Tra le app che strizzano l'occhio ad ambiente e turismo, oggi c'è anche FeelFlorence, l'infopoint virtuale studiato per offrire a cittadini e visitatori il miglior modo di vivere la città e il territorio. Cellulare alla mano, comincia il viaggio: parchi, giardini, aree naturali, manifestazioni sportive e passeggiate fuori porta, rievocazioni storiche, musei, musica, teatro e aperture straordinarie con alternative green. Un'avventura quotidiana di itinerari ed esperienze insolite nell'intera area metropolitana arricchite dalla possibilità di personalizzare la visita in base alle proprie preferenze, con aggiornamenti live

che forniscono informazioni anche sulla quantità di persone presenti nei principali punti di interesse. L'applicazione collegata al sito www.feelflorence.it è dotata di una chat attiva 24/7 e nasce con lo scopo di risolvere le principali criticità relative all'accoglienza e al turismo di massa coinvolgendo gli abitanti con un portale ufficiale del tempo libero. L'obiettivo è quello di portare a conoscere iniziative locali e luoghi inesplorati suggerendo di andare oltre i confini classici di Firenze, sfruttando i mezzi pubblici, rivolgendosi a guide autorizzate e partecipando ai progetti attivamente. I contenuti sono disponibili in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo e sono scritti e pubblicati da una redazione diffusa di operatori che lavorano nei comuni della Città Metropolitana. Amanti del click, ecoviaggiatori di tutto il mondo, bravi samaritani... state pronti al download: tocca a voi!

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Partecipa a Smart and coop il bando per la creazione di nuove cooperative

Tre persone, un’idea e la condivisione dei valori di equità, inclusività, democrazia e sostenibilità smartandcoop.it Hai tempo fino al 31 ottobre

LA B

SPAZI A MARGINE di Elisa Lupi

«A poca distanza dagli Orti del Parnaso si trova la prima Chiesa Ortodossa Russa d’Italia. Costruita negli ultimi anni del XIX secolo e consacrata nell’anno 1902.L’idea di una chiesa ortodossa fu di Marija Nikolaevna, figlia dello Zar Nicola I. La chiesa è nuovamente visitabile dalla fine del 2019, dopo anni di attesa a causa della lunga e tortuosa ristrutturazione»

Pietro da quel che ricorda ha sempre vissuto in via Leone X, proprio di fronte a quel grosso cancello nero: sempre serrato, raramente aperto. Solo in quelle rare occasioni poteva, finalmente, ammirare da più vicino quelle imponenti cupole a forma di cipolla, che tanto gli ricordavano le sue origini, a volte dimenticate.

FIORENTINI ALTROVE

di Tommaso Ciuffoletti

Caterina

C’

è chi viene a Firenze arrivando da fuori: quelli sono i fiorentini da altrove. Poi ci sono quelli che da Firenze partono e vanno fuori: quelli sono i fiorentini altrove. Questo mese, questa rubrica è dedicata a loro.

Un giorno Caterina disse “non voglio fare l’università, voglio fare la stilista e farò il Polimoda”. Apriti cielo! Tutti laureati in famiglia, professori e professoroni e iniziò un periodo di sconforto. Che fortunatamente durò poco, perché la nonna Bruna non vedeva l’ora di insegnare a Caterina a cucire. E tutti si al-

linearono all’intuizione della nonna: “Se questa ragazza vuole fare la stilista, noi l’aiuteremo”

E così Caterina fece il Polimoda e poi lavorò da Ferragamo. Ma non era abbastanza e così volò a Osaka, dove studiò per un altro anno. E dopo ci fu il ritorno in Italia che sembrava già un’altra; più forte, più sicura, in linea perfetta con quella affermazione da cui tutto ebbe inizio “io farò la stilista”

E così ha fatto. Oggi Caterina vive a Parigi (sono ormai parecchi anni) dove disegna e crea per Chloé e la sua è la storia di una passione tenuta come si tengono

le passioni: strette da fare male. E io sono contento per lei. Ma mi manca tanto. Caterina è mia sorella.

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l'Agenda di Ottobre

SABATO 1

3 MOSTRA MERCATO AUTUNNALE DI PIANTE

E FIORI (fino al 02/10)

Giardino dell’Orticoltura (FI) ing. gratuito

3 FAF GREEN FESTIVAL - DONNE & SOSTENIBILITÀ

FAF Female Arts in Florence (FI) ing. gratuito

3 IL RESPIRO DEI SOGNI (fino al 15/10)

MAD Murate Art District (FI) ing. gratuito

3 SUPERBLAST II EXHIBITION (fino al 16/10)

Manifattura Tabacchi (FI) ing. gratuito

3 NEL TUO TEMPO - OLAFUR ELIASSON (fino al 22/01/23)

Palazzo Strozzi (FI) ing. 16€

DOMENICA 2

3 CORRI LA VITA

Parco delle Cascine (FI) ing. da 10€

3 YOGA4MED - MEDITERRANEA

Prato del Quercione, Parco delle Cascine (FI) ing. gratuito

3 GIUSEPPE VERDI - IL TROVATORE

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. da 40€

3 PIMP MY VINTAGE

The Stellar (FI) ing. gratuito

LUNEDÌ 3

3 FABRI FIBRA

Tuscany Hall (FI) ing. da 39 €

3 MADLAB22

MAD Murate Art District (FI) ing. gratuito

3 TRUFFAUT 90

La Compagnia (FI) ing. da 5,00€

MARTEDÌ 4

3 GIÒ POMODORO (fino al 23/11)

Eduardo Secci Contemporary Art Gallery (FI) ing. gratuito

3 MIDDLE EAST NOW 2022 (fino al 09/10)

La Compagnia (FI), Stensen (FI) ing. a pagamento

MERCOLEDÌ 5

3 LORIS GRÉAUD (fino al 15/11) Base / Progetti per l’arte (FI) ing. gratuito

3 GIUSEPPE VERDI - IL TROVATORE

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. da 40€

GIOVEDÌ 6

3 SFERA EBBASTA

Nelson Mandela Forum (FI) ing. da 32,20€

3 GLI OTTONI E PERCUSSIONI DELL’ORT Mensa Caritas (via Baracca, FI) ing. gratuito

3 GLI ORSI NON ESISTONO Spazio Alfieri (FI) ing. 5-8 €

3 GIUSEPPE VERDI - IL TROVATORE Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. da 40€

VENERDÌ

7

3 LE PAROLE NEL CASSETTO Giardino delle Rose (FI) ing. gratuito

3 DELETED SOUL + HERTZ COLLISION Combo Social Club (FI) ing. 10€

3 GIUSEPPE VERDI - IL TROVATORE

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. da 40€

SABATO 8

3 PAOLO BENVEGNÙ GLUE Alternative Concept Space (FI) ing. gratuito con tessera Glue/US Affrico

3 PONTASSIEVE DEI LETTORI (fino al 09/10) Le Muratine, piazza Vittorio Emanuele II (FI) ing. gratuito

3 CREATIVE FACTORY (fino al 09/10)

Piazza dei Ciompi (FI) ing. gratuito

3 RITO DI SORELLANZA - NON UNA DI MENO P.zz Santissima Annunziata (FI) ing. gratuito

3 LA DEMOCRAZIA DEL CORPO “GLI ANNI” Cango (FI) ing. da 5€

3 SCRIPTA. L’ARTE A PAROLE CON PAOLO CIREGIA Casa del Popolo di San Niccolò (FI) ing. gratuito

DOMENICA 9

3 ONLY USATO Il Conventino (FI) ing. gratuito

3 NIGHT BEATS + PEARZ Combo Social Club (FI) ing. 15€

3 LA DEMOCRAZIA DEL CORPO “GLI ANNI” Cango (FI) ing. da 5€

LUNEDÌ 10

MARTEDÌ 11

3 I MARTEDÌ DEL CONSERVATORIO CHERUBINI Institut français Firenze (FI) ing. gratuito

3 LA DODICESIMA NOTTE (fino al 20/10) Teatro della Pergola (FI) ing, da 13€

3 FLORENCE QUEER FESTIVAL (fino al 16/10) La Compagnia (FI)

MERCOLEDÌ 12

3 COMMUNITY DRUM CIRCLE InStabile Chapiteau, Via della Funga 27 (FI) ing. 10€ adulti/5€ under 13 su prenotazione

GIOVEDÌ 13

3 GIULIETTA E ROMEO Teatro Verdi (FI) ing. da 20,50€

3 IL PAESE DEI BALOCCHI Quartiere San Donato (FI) ing. gratuito

VENERDÌ 14

3 A JAZZ SUPREME (fino al 18/11) Sala Vanni (FI) ing. da 14€

3 S/P/READ SOUND POETRY READING Libreria Brac (FI) ing. gratuito

SABATO 15

3 DIAFRAMMA GLUE Alternative Concept Space (FI) ing. gratuito con tessera Glue/US Affrico

MUSICA \ TEATRO \ CINEMA \ ARTE \ EVENTI

3 LA DEMOCRAZIA DEL CORPO

“MANUAL FOCUS” Cango (FI) ing. da 5€

3 THE VERY BEST OF JOHN WILLIAMS

Teatro Verdi (FI) ing. da 34,50€

DOMENICA 16

3 MARRACASH IN PERSONA TOUR

Nelson Mandela Forum (FI) ing. da 25,00€

3 RITRATTI | SILVIA COLASANTI

Teatro della Pergola (FI) ing. da 13€

3 BOXCAR BERTHA

CSA Next Emerson (FI) ing gratuito

3 LA DEMOCRAZIA DEL CORPO

“MANUAL FOCUS” Cango (FI) ing. da 5€

LUNEDÌ 17

MARTEDÌ 18

3 GEORG FRIEDRICH HÄNDEL - ALCINA

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. da 40€

3 GAIA “ALMA TOUR”

Viper Theatre (FI) ing. Da 28,75€

MERCOLEDÌ 19

3 NEGRAMARO UNPLUGGED EUROPEAN TOUR 2022

Tuscany Hall (FI) ing. da 51,74€

3 ANNALISA Viper Theatre (FI) ing. 30€

GIOVEDÌ 20

3 NEGRAMARO UNPLUGGED

EUROPEAN TOUR 2022

Tuscany Hall (FI) ing. da 51,74€

3 GEORG FRIEDRICH HÄNDEL - ALCINA

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. da 40€

VENERDÌ 21

3 L’EREDITÀ DELLE DONNE (fino al 23/10) Manifattura Tabacchi (FI) ing. gratuito

3 MARA SATTEI “UNIVERSO TOUR” Viper Theatre (FI) ing. da 26,65€

3 DAN KINZELMAN “UNFALL” Sala Vanni (FI) ing. da 14€

SABATO 22

3 FRANCESCO RENGA // INSIEME TOUR

Teatro Verdi (FI) ing. da 25,00€

3 GEORG FRIEDRICH HÄNDEL - ALCINA

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. da 40€

3 LA DEMOCRAZIA DEL CORPO

“LA NOTTE È IL MIO GIORNO PREFERITO” Cango (FI) ing. da 5€

3 LE LESBICHE NON SONO DONNE”

TALK CON LUCE SCHEGGI

Alice storyteller (FI) ing. gratuito

DOMENICA 23

3 GIGI D’ALESSIO // NOI DUE TOUR Teatro Verdi (FI) ing. da 45,00€

3 LA DEMOCRAZIA DEL CORPO

“LA NOTTE È IL MIO GIORNO PREFERITO” Cango (FI) ing. da 5€

LUNEDÌ 24

3 GEMITAIZ E MADMAN

Tuscany Hall (FI) ing. da 35,00€

3 ROCK CONTEST 2022

Combo Social Club (FI) ing. gratuito

3 GEORG FRIEDRICH HÄNDEL - ALCINA

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. da 40€

MARTEDÌ 25

3 BAZIN Teatro della Pergola (FI) ing. da 13€

3 GEMITAIZ E MADMAN

Tuscany Hall (FI) ing. da 35,00€

MERCOLEDÌ 26

3 ROCK CONTEST 2022

GLUE Alternative Concept Space (FI) ing. gratuito

3 GEORG FRIEDRICH HÄNDEL - ALCINA

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. da 40€

GIOVEDÌ 27

3 LE DUE ROSE, PAVLO MAKOV (fino al 30/12) Cartavetra Art Gallery (FI) ing. gratuito

VENERDÌ 28

3 IMPRUNETA DEI LETTORI (fino al 29/10) Loggiato del Pellegrino, piazza Buondelmonti (FI) ing. gratuito

3 ANDREA PENNACCHI

Teatro Puccini (FI) ing. da 20€

SABATO 29

3 EASY CURE

GLUE Alternative Concept Space (FI) ing. gratuito con tessera Glue/US Affrico

3 ANDREA PENNACCHI

Teatro Puccini (FI) ing. da 20€

DOMENICA 30

LUNEDÌ 31

3 NOBODY'S PERFECT - HALLOWEEN NIGHT Tenax Via pratese, 46 Firenze (FI) ing. N.P.

3 FIRENZE HALLOWEEN RUN

Parco delle Cascine, Piscina Le Pavoniere (FI) ing. N.P

3 JAMES TAYLOR

Teatro Verdi Firenze (FI) ing. da €49,45

3 FIRENZE METAL Viper Theatre (FI) ing. da € 20

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PAOLO BENVEGNÙ

8 OTTOBRE • GLUE FIRENZE

Segnatevi la data nei calendari cartacei e digitali perché dopo due anni e mezzo di stop, riaprono le porte del Glue Firenze! “A mano a mano” sono le parole che accompagneranno questa nuova stagione per ricordarci, che è importante avere pazienza e perseveranza. Una nuova stagione all’insegna di un’attenzione particolare a band e realtà del territorio, quelle che più di tutti hanno sofferto durante e post la pandemia. Si parte con l’8 ottobre con Paolo Benvegnù, indie-hero molto legato a Firenze, per continuare il 15 con gli storici Diaframma di Federico Fiumani e le eliminatorie Rock Contest a seguire, insieme alla consueta programmazione del cineforum e tante altre novità in divenire. Questa stagione è dedicata a Vincenzo Silicato, adorabile responsabile della sicurezza mancato poco tempo fa.

INTERNET FESTIVAL 2022

6 - 9 OTTOBRE • VARIE LOCATION

#imperfezione è la parola chiave della nuova edizione di Internet Festival, in programma a Pisa da 6 al 9 ottobre. Una scelta apparentemente controcorrente quando si parla di innovazione digitale, dai più considerata il regno della potenza, dell’infallibilità, dell’efficacia; dove progresso e tecnologia sono protagonisti indiscussi. Eppure, mai come adesso la rivoluzione digitale è apparsa fragile e vulnerabile. Per la sua dodicesima edizione Internet Festival ha scelto di raccontare un’innovazione digitale meno idealizzata, più imperfetta, e di rimettere al centro l’essere umano e il suo ecosistema. Un’innovazione ispirata a principi etici e solidali, non più uno scudo per diventare invincibili, ma un percorso di sensibilità e inclusione, in grado di preservare l’equilibrio dell’ecosistema naturale in cui viviamo.

RITRATTI

16 OTTOBRE • TEATRO DELLA PERGOLA

Novità importante della nuova stagione degli Amici della Musica di Firenze, diretta dal Maestro Andrea Lucchesini, è la volontà di esplorare percorsi d’ascolto meno consueti attraverso un nuovo ciclo di eventi che prende il nome di Ritratti e si compone di quattro concerti di cui saranno protagonisti altrettanti compositori in attività. Lo sguardo si rivolge così alla musica contemporanea, seguendo un’idea ben precisa: chiedere a ciascun compositore di impaginare un concerto cameristico partendo dalla scelta di una o più loro opere da mettere in dialogo con grandi autori e lavori del passato nei quali abbiano trovato ispirazione. Il primo appuntamento con Ritratti è domenica 16 ottobre alle ore 21.00 presso il Teatro della Pergola con la compositrice Silvia Colasanti

MUSICA DIFFUSA

6 OTTOBRE - 25 NOVEMBRE • VARIE LOCATION

La Fondazione ORT è riuscita ad aggiudicarsi uno dei contributi più rilevanti del bando “Autunno fiorentino” grazie a una proposta innovativa chiamata “Musica diffusa” che realizza un viaggio artistico, con momenti culturali proposti in luoghi alternativi, che è al tempo stesso occasione per fare del bene. Il progetto proposto dall’Orchestra della Toscana, ha il merito di aver cercato non solo un reale decentramento includendo tutte le zone poste fuori dal centro, ma anche quello di aver intercettato dei partner che potessero legare le proposte artistiche a un tessuto sociale quanto mai interessato a momenti di aggregazione e di scambio socio-culturale. Si parte con Gli Ottoni al ... Cinema (6/10) alla Mensa Caritas di via Baracca e I Fiati all’Opera (7/10) alla Casa della Carità di via Corelli.

A JAZZ SUPREME

14 OTTOBRE - 18 NOVEMBRE • SALA VANNI

Puntuale come ogni ottobre, torna a Firenze A Jazz Supreme, la rassegna che propone il meglio del jazz contemporaneo. Curata e ideata da Musicus Concentus con la co-direzione artistica di Simone Graziano, questa sesta edizione ospiterà sul palco della Sala Vanni di Piazza del Carmine sei concerti di artisti italiani e internazionali, formazioni storiche e nuove produzioni, che sapranno fare la felicità di tutti gli amanti della musica jazz (e non solo!). Il compito di inaugurare la rassegna il 14 ottobre è affidato ai Jazzsonic, formazione nata grazie ad Italia Jazz Club che ha chiesto a Dario Cecchini di creare una band che suoni la sua musica durante i due giorni de Il jazz italiano per le terre del sisma a L’Aquila. Segue il 21 l’unico progetto da leader del sassofonista statunitense Dan Kinzelman e molti altri.

PAVLO MAKOV

27 OTTOBRE - 30 DICEMBRE • GALLERIA CARTAVETRA

Giovedì 27 ottobre, alle 17.30, la galleria Cartavetra, a Firenze, inaugura Le due Rose, una mostra personale dedicata al lavoro di Pavlo Makov, artista che rappresenta l’Ucraina alla 59° Biennale Internazionale di Arte di Venezia, ancora in corso, a cura di Domenico De Chirico. La raccolta di opere presentate ci riporta con semplicità e chiarezza a una riflessione sullo scopo dell’arte, necessariamente legata alla vita, a una visione tanto personale, quanto collettiva, della condizione umana. Attraverso metafore e simboli che costituiscono il suo linguaggio visuale, Makov ricostruisce una narrazione che si muove all’interno della trama conflittuale che coinvolge Russia e Ucraina a partire dalla prospettiva più intima, un percorso espositivo, composto dalle più recenti opere dell’artista.

OTTOBRE DA NON PERDERE
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LUOGHI AMENI E DOVE TROVARLI

di Niccolò Protti • foto di Irene Tempestini

Località nei pressi di Petrognano (già Semifonte)

Sopra Barberino Val d’Elsa, ma sotto una distesa di cielo, in cima a una salita modesta tra vigne cariche e pochi cipressi, spicca una cortina di alberi, una trincea circolare di sempreverdi. Tra le guglie di rami, su un manufatto di plastica rosa dal sole, siede un anziano peloso. Mi vede e si alza, ci incontriamo dentro questa cupoletta graziosa. Ci diamo la mano: si chiama Armando, o Arnolfo, o Aldemaro, chi si ricorda è bravo.

[Cosa sei quando non sei intera, quando ti manca quasi tutto, quando quello che resta non lo puoi che immaginare dalle parole di un pensionato sconnesso?]

Ci presentiamo e subito trovo l’affinità. Siamo compagni di briscola. Dopodiché lui abbandona la logica – assi di prima mano, briscole a ripieno – e le sequenze di significato. All’interno di questa cappelletta come la Cupola si susseguono discorsi col soggetto sottinteso, concatenazioni di eventi e rimandi, guerre a picconi e tricuspidi, un casino della madonna, bombe della fine del 1100. La memoria orale si interseca a parole acciottolate ed entroterra, otto secoli pieni di poolish liquidi, rimpasti, pieghe di rinforzo, quando Firenze ancora non era Firenze e qui si andava a piglialli pe’ i’ culo, si andava sotto le mura e gli si faceva Va Firenze, fatti in là, Semifon divien città. I verbi un ricordo lontano, rasi al suolo come questo posto che non ha avuto il tempo nemmeno di puzzare di vecchio, un armadio aperto da pochi minuti per due giorni alla settimana.

E la cappelletta: non superstite, o forse sì; non martire, o forse sì. Tra i cipressi e il cielo e la memoria, lui c’è, qui. Che è lui, poi, la storia e la memoria.

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Brevi Cronache Librarie

Racconti Fiorentini con la scusa di un Libro di Carlo Benedetti

Se una volta, di notte, la fila spariva per rinascere ogni mattina, adesso è eterna. La notte è solo un'attesa più buia.

I vecchi, quelli che non escono da almeno un decennio, sono convinti che in via De Neri non ci fosse quando erano ragazzini. Ma se chiedi quando è iniziata, non sono sicuri.

La lentezza con cui si guadagnavano pochi metri variava in base alla stagione, al momento della giornata e agli imperscrutabili meccanismi che regolavano la disponibilità della schiacciata, formaggio e salumi. Impossibile sapere quando mettersi in fila: almeno in questo, la fila era equanime. Il prosciutto regnava misterioso dietro ad un velo di silenzio.

Oggi, invece, inizia alle porte di Firenze, già al cavalcavia di Varlungo. Torpedoni carichi la ingrossano ogni giorno e la città non è altro che un’area di servizio per la fila. Nessuno sa bene davvero dove porti. Alcuni sperano ancora di assaggiare la schiacciata, altri ribadiscono che sono lì per il David, la Primavera. Si fanno ottimi affari, grazie alla fila: pizze surgelate e Spritz annacquati sono essenziali per lubrificarla quanto basta affinché avanzi senza sparire.

I lungarni, i viali, ogni strada è invasa dalla fila che ha molteplici inizi. I veterani giurano che porti al Battistero, altri in Palazzo Vecchio. In realtà non importa più a nessuno: si viene a Firenze per stare in fila, avanzare di un centinaio di metri, nelle giornate fortunate. Per muoversi senza dover andare da nessuna parte.

IMPERDIBILE MIO PADRE

di Tommaso Chimenti

Dopo un lungo anno di guerra e virus e una calda estate, dove non ci siamo fatti mancare nemmeno una campagna elettorale, almeno teatralmente la normalità è rappresentata da ottobre, tempo per ripartire, tempo per ricominciare con le buone abitudini: ascoltare storie da una platea, applaudire, sognare, riflettere attraverso parole ben scritte Per approfondire la drammaturgia canadese sul fronte del Quebec e precisamente di Montreal, al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino grazie alla rassegna Intercity sarà possibile scoprire “La Libertà” (1-2) di Martin Bellemare dove la libertà è quella di scegliere se morire o meno, “Gli antichi odori” (8) di Michel Tremblay dove viene messo in scena l'incontro tra due ex, un professore e un attore, “Coppie” (9) di Frederic Blanchette, brevi racconti taglienti su ex e coppie che prima o poi scoppieranno, “The Handmaid's tale” (15-16) con Viola Graziosi sulla libertà delle donne, e infine “Dracula” (21-22-23) una ripresa di un cult di Barbara Nativi. Al Teatro Verdi, culla della leg-

gerezza e del disimpegno di qualità, prima “Pio e Amedeo” (il 25) campioni della sproloquio e della sfacciataggine in tv, e a seguire il varietà “La favola mia” di Giorgio Panariello (26-30).

Imperdibile invece Andrea Pennacchi al Teatro Puccini (2829) con “Mio padre” il toccante racconto, tra l'autobiografico e il metaforico, sulla perdita dei padri, sulla ricerca di punti di riferimento, sulla crescita che sempre faticosa e a tentativi: "Quando è morto mio padre mi sono svegliato di colpo, come ci si sveglia dopo una festa in cui non ti divertivi e hai bevuto anche il profumo in bagno. È mattina, ti svegli e stai male, ma il peggio è che non ti ricordi niente, e c’è un casino da mettere a posto. E tuo papà, che era bravo a mettere a posto, non c’è più. Così sono finiti i miei favolosi anni ’90. La fine di una festa, la nascita di una nuova consapevolezza.

Come Telemaco, ma più vecchio e sovrappeso, mi sono messo alla ricerca di mio padre e della sua storia di partigiano e prigioniero, ma più ancora della sua Odissea di ritorno in un’Italia devastata dalla guerra. Sperando di trovare un insegnamento su come si mettono a posto le cose"

Basma Abdel Aziz La fila Nero, 2018 – 17€
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Crimes of the Future

È doloroso fisicamente restare delusi dall’ultimo film di un regista che si idolatrata. “Crimes of the Future”, con la trama ambiziosissima piena zeppa di riferimenti all‘arte e al cinema e di autocitazioni, manca l’energia (e anche il budget) che caratterizza l’eccesso in quasi tutte le altre opere di David Cronenberg. È viscerale, materico ma anche un po’ disgustoso. La carne tagliuzzata dei protagonisti potrebbe essere una metafora dei numerosi buchi narrativi. Un vero peccato.

L’ORIZZONTE DI GLORIA

NEMO L’ANIMAZIONE MADE IN FLORENCE

di Caterina Liverani

Nemo Academy, nata a Firenze più di venti anni fa, è un polo d’eccellenza per i professionisti nel campo dell'illustrazione, animazione, visual fx e altre discipline capisaldi dell’industria cinematografica mondiale. A raccontarci l’inizio di questa avventura nella sede di via dè Bardi Luca Chiarotti, Direttore Artistico e Didattico

Maps to the Stars

Un grottesco e brillante omaggio a Hollywood che è a un tempo stesso horror e commedia nera. Un bambino prodigio con problemi di droga, un guru dai metodi discutibili, un’attrice sul viale del tramonto e una ragazza con il corpo ricoperto di ustioni sono legati da apparizioni di fantasmi e dai versi di una poesia di Paul Elouard. Sottovalutato, ma ipnotico e rivelatore di alcune turpitudini che sarebbero esplose da lì a poco. Iconica Julianne Moore che impartisce disposizioni alla sua assistente seduta sul water con perfetta nonchalance.

“Era il 2000 e tutti i giovani artisti andavano a studiare all’estero. Perché non creare una scuola con un altissimo standard qualitativo qua? In un mese circa eravamo operativi con 35 studenti nella nostra vecchia sede. Adesso ne accogliamo 600 all’anno. Siamo la prima scuola ad aver creato un corso professionale di discipline come Animazione Digitale e Game Art in Italia. Non solo cinema quindi ma anche videogame? “Certo, ci sono numerose figure professionali legate alla loro creazione, quello che facciamo noi è insegnare a realizzare il vestito grafico. Cinema e videogame non sono poi industrie così diverse. Un tempo si facevano i videogiochi ispirati ai film, ora è il contrario. Le produzioni cinematografiche hanno capito che ci sono già delle fanbase molto forti e questo si traduce in incassi sostanziosi.”

Come si entra alla Nemo? “Non è sufficiente pagare una retta, ci vuole un colloquio attitudinale nel quale si esamina il portfolio dei candidati. Capita di trovare ragazzi non ancora pronti a cui suggeriamo di ritentare. Questo perché la nostra missione è formare professionisti pronti a inserirsi nel mercato una volta completata la formazione”

Con che bagaglio scolastico e, soprattutto, con quale tipo di interesse personale dei ragazzi appena maggiorenni arrivano all’Accademia? “Non è assolu-

tamente necessario aver frequentato il Liceo Artistico, anzi. Abbiamo notato che chi viene dal Liceo Classico per esempio è più affamato, perché è tutto nuovo e inoltre, grazie a un percorso di studio molto disciplinato, sa bene ottimizzare il proprio tempo libero disegnando. Anche per questo abbiamo creato un espediente che motivi i ragazzi a mantenersi in esercizio: tutta l’accademia viene divisa in 6 casate (in stile Harry Potter) che una volta al mese facciamo sfidare in battaglie di disegno.

Quando iniziano il corso di Animazione i ragazzi si dividono essenzialmente in appassionati di Anime e in Disneyani. Noi non insegneremo però uno stile, ma ad animare i personaggi. È la tecnica che va applicata a prescindere da ciò che piace. Nel mondo del lavoro oltretutto dovranno adattarsi allo stile dello Studio presso il quale saranno assunti.”

Nella sua storia il cinema di animazione si è incontrato spesso con il live action “C’è un film americano del 1964 intitolato L’Ammiraglio è uno strano pesce che noi mostriamo sempre agli studenti. È uscito lo stesso anno di Mary Poppins, un’epoca d’oro per il mix tra il live action e l’animazione. Benché ancora artigianale è questo l’ideale verso cui vogliamo indirizzare chi studia da noi.”

A fine luglio è stato presentato il trailer del film di animazione “Blue”: “è il risultato della Masterclass della fine del terzo anno: una selezione di allievi ha l’opportunità di lavorare per 5 giorni con delle figure di eccellenza nell’animazione. Quest’anno erano John Nevarez, Sandro Cleuzo e Tom Bancroft. Uno dei nostri obiettivi più ambiziosi è arrivare presto a produrre Blue e altri lavori creando una nuova realtà fiorentina che si occupi di animazione classica”.

IL VIALE DEL TRAMONTO
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L’AUTUNNO CALDO DI MUSICA DA TUTTO IL MONDO

Ci siamo lasciati l’estate alle spalle e con essa anche l’arene all’aperto, gli spazi estivi, i climi festivalieri, per tornare a una fruizione “teatrale” della musica dal vivo. Iniziamo, infatti, proprio da uno dei maggiori teatri fiorentini per parlare del nostro calendario mensile di concerti e appuntamenti per tutti i “palati”, il Teatro Puccini, che il 7 ottobre ospiterà Sona Jobarteh, cantante, compositrice, straordinaria virtuosa di kora, senza dubbio una delle musiciste più originali e interessanti del momento. Nata a Londra, nipote d’arte (suo nonno è il grande maestro griot Amadu Bansang Jobarteh), fa parte di una famiglia di grandi tradizioni musicali dalle quali nasce e cresce lo spirito del suo lavoro musicale e della sua cifra stilistica, tra sonorità tradizionali, blues e afropop. Domenica 9 ottobre non cambiamo venue ma cambiamo decisamente genere

con il Canzoniere Grecanico Salentino, il primo e più importante gruppo di musica popolare salentina, tra tradizione e modernità, in grado di reinterpretare in chiave contemporanea le tradizioni che ruotano alla celebre pizzica tarantata rituale. Due grandi recuperi dalla scorsa stagione invernale: al Tuscany Hall, il 6 ottobre, i Counting Crows tornano in Italia per presentare il loro nuovo album “Butter Miracle”, mentre il 31 ottobre, sarà James Taylor, al Teatro Verdi ad animare la notte di Halloween. Da tenere “sotto controllo” anche il programma del Viper che, tra celebri cantanti pop come Gaia (18 ottobre), Annalisa (19 ottobre) e Mara Sattei (21 ottobre), programma a fine mese (il 25, organizzazione Music Pool) il sassofonista e cantante Seun Kuti, figlio di uno degli artisti più influenti e rivoluzionari del XX secolo, Fela Kuti, “The Black President”, l’inven-

tore dell’Afrobeat; con lui, la storica formazione degli Egypt 80 – “la più infernale macchina ritmica dell’Africa tropicale” Nell’epoca della riscoperta di questo genere musicale, grazie alle varie contaminazioni che arrivano da molteplici ambiti musicali moderni, dall’hip hop alla techno e a tutta la tropical music, Seun Kuti & Egypt 80 rappresentano l’autentica radice originale, ma con un rinnovamento artistico e creativo naturale, aperto e carico di energia. Un concerto imperdibile.

CITTÀ IN MUSICA
minimondo
Un’idea di spazio Uno spazio di idee 43°47'01.9"N 11°11'41.7"E
testo e collage fotografico di Susanna Stigler
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FRASTUONI

WHITMER THOMAS

THE OLDER I GET, THE FUNNIER I WAS (SUB POP)

Per la nostra amata (e infinita) serie “In Italia se va bene venderà 10 copie” parliamo di Whitmer Thomas. Anche se a molti questo nome non dirà niente, Thomas è un attore, comico e musicista discretamente famoso negli States, conosciuto sopratutto per aver prestato la sua voce alla scorrettissima serie animata Stone Quackers di Ben Jones. Dopo un EP e un album sulla sorellina Hardly Art, Whitmer Thomas presenta il suo debutto su Sub Pop, un frullatone stortissimo e divertente di lofi punk, elettonica analogica e parti più acustico/ cantautorali, che ci teletrasporta inevitabilmente in quel pianeta colorato che Adam Green e Kimya Dawson hanno creato con i loro Moldy Peaches. Se volete farvi un’idea sul personaggione in questione consigliato il suo show “The Golden One” per HBO, dove Thomas riflette sul suo essere un “aging emo kid”.

MO TROPER MTV (LAME-O RECORDS)

Quindici brani in trenta minuti: solo questo potrebbe bastare per farvi amare il nuovo lavoro del cantautore di Portland Mo Troper. Physique du role perfetto da nerd certificato, Mo Troper continua da dieci anni la sua incessante ricerca del pop (non) perfetto, mescolando stili e strutture per creare brillanti patchwork mai perfette e volutamente “scordate”. In “MTV”, quinto album da solista e il primo per la piccola ma prolifica Lame-O Records, Troper attinge dai pastelli psichedelici californiani anni ‘60 diluendoli con la magia DIY anni ‘90 e con il suo falsetto sotto elio sempre in evidenza. Momenti folli quasi math, cedono il posto a brani d’amore beatlesiani, melodie di chitarra o a pastiche folk psichedelici con Art Garfunkel a Paul Simon con una manciata di pastiglie colorate in mano.

FRASTUONI SU SPOTIFY

THE AFGHAN WHIGS HOW DO YOU BURN? (ROYAL CREAM)

C’è sempre una grossa attesa quando i giganti dell’alternative rock Afghan Whigs annunciano il loro ritorno. Dopo cinque anni da “In Spades”, ultimo su SUB POP, e la conseguente e tragica morte del chitarrista Dave Rosser per cancro, bastano i primi secondi del nuovo “How Do You Burn”, per capire che Greg Dulli e soci sono ancora in splendida forma. Composto da dieci canzoni assemblate dalla nuova formazione in remoto tra California, Cincinnati, New Jersey e New Orleans, questo nuovo lavoro è dedicato da Dulli, a partire dal titolo, al caro amico e collaboratore Mark Lanegan (che compare con la sua inconfondibile voce in due canzoni), finendo inevitabilmente per affrontare il tema della morte e della perdita. Rock oscuro e sfacciato che colma la nostra astinenza toccando ancora una volta vette altissime.

La playlist di Frastuoni è su Spotify. Aggiornata settimanalmente, contiene una selezione dei migliori brani sia italiani che internazionali, in linea con i gusti della rubrica. Scansiona il QR code per accedere direttamente e segui la pagina Facebook di Lungarno per rimanere aggiornato.

Per reclami, segnalazioni e pacche sulle spalle, scrivi a frastuoni@lungarnofirenze.it

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AMORAZZI

Area X

Sono sia asexual che gelos* a morte, come posso fare? Sto con una persona che pensava che le cose si sarebbero sistemate in qualche modo e ora impazzisce, perché oggettivamente voglio fare sesso molto di rado ma mi sento anche morire nel pensare questa persona che fa sesso insieme a qualcun altr* che non sia io. Che si fa in questi casi? Merito le bastonate?

Fringuella de mi corazón, in questi giorni sto leggendo “Annientamento” di Jeff VanderMeer. Hai presente?

Ci hanno fatto anche un film brutto con Natalie Portman e Oscar Isaac che trovi su Netflix e di cui puoi fare serenamente a meno anche perché, tra parentesi, non c’entra quasi niente con l’originale. Detto questo, in caso tu non lo conosca, ti faccio un riassuntino. Una tizia parte in spedizione esplorativa all’interno di una zona contaminata da qualche misterioso fenomeno chiamata Area X. Non ti racconto troppo, così lo leggi, ma in sostanza (viene fuori ti direi subito, dunque è un po’ spoiler ma non il genere di spoiler per cui potresti augurarmi la morte) la questione è che all’interno dell’Area X le cose/persone/animali finiscono per mischiare il proprio corredo genetico con quello di un’entità aliena, per cui tutti diventano degli strani mischioni tra se stessi e altro. Il processo, sebbene biologicamente molto interessante, non sembra essere molto piacevole. Nel film hanno voluto metterci dei bestioni con una valanga di denti che sbavano e berciano con la voce delle persone che si sono appena mangiate, immagino perché buttarci qualche secchiata di sangue risultasse più tranquillizzante per i produttori che far uscire un horror psicologico lentissimo sull’inevitabilità del cambiamento. Il libro, invece, è stranamente bello e deprimente e alla fine – sebbene in teoria sarebbe normale parteggiare per la sopravvivenza della protagonista umana – un po’ ti fa pensare che potrebbe anche essere ok abbandonare le nostre identità e trasformarsi in altro, smetterla di considerarci solidi e immutabili e accettare di evolvere non dico in qualcosa di meglio o peggio, ma più che

~ QUASI UNA POSTA DEL CUORE ~ a cura di Francesca Corpaci • illustrazione di Costanza Ciattini Affidate

altro di diverso, complesso e affascinante. Perdonami amorina, sto andando fuori tema; però leggilo il libro, è una figata e se ti piace è una trilogia quindi dopo potrai averne altri due. In ogni caso il concetto che vorrei proporti è che trasformarsi è bello, ma forse essere modificatə a piacimento non troppo. Voglio dire: in che modo e a beneficio di chi la persona con cui stai pensava che le cose “si sarebbero sistemate”? E poi, soprattutto, cosa significa “sistemate”? Che saresti diventata più compatibile coi suoi desideri? Mi pare che con questa persona tu abbia una relazione romantica intensa, con annesso terrore di essere abbandonata. È informata del tuo orientamento sessuale e non lo condivide, ma in ogni caso decide di stare con te immaginando che qualcosa cambierà. Non vedo, però, nemmeno un ragionevole indizio per cui una cosa del genere dovrebbe succedere, a parte la stessa casualità statistica per cui in qualsiasi momento potresti desiderare di adottare un corgi, o inciampare, o inciampare su un corgi. Non meriti le bastonate amica, solo una persona che non si creda così importante da poter pilotare i tuoi desideri e che non ti faccia sentire sbagliata. Aprire la coppia potrebbe anche essere una soluzione, vero, ma forse, almeno in questo momento, non per te. Ti proporrei quindi una pausa di riflessione: a fine mese c’è la Ace Week, usala per pensare a chi sei e cosa vuoi senza le pressioni di nessuno e con il supporto della comunità; magari viene fuori che staresti molto meglio con qualcun altrə, o che è arrivato il momento di lavorare sulla tua gelosia, o che quello che ti serve è una saga di fantascienza pazzesca che ti accompagni verso qualsiasi cosa vorrai diventare

dubbi, dilemmi e inconfessabili segreti in forma 100% anonima a: tellonym.me/amorazzi. Ogni mese il vostro amichevole amorazzo di quartiere risponderà in questo spazio.
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LO ZIGOZAGO

storie e tradizioni

Comari sull'Uscio

I renaioli e Bacchette, il “principe della pescaia di Santa Rosa”

Fino al secolo scorso l’Arno, oltre che via di trasporto per merci e persone, è stato anche sede di numerose attività economiche. I più caratteristici lavoratori “fluviali” erano senza dubbio i renaioli, che alle prime luci dell’alba montavano sul loro barchetto e, con l’aiuto di una stanga di legno, si muovevano alla ricerca di un deposito di sabbia. Una volta trovato, iniziavano il faticoso lavoro di estrazione della rena, materiale prezioso per l’edilizia. Nei periodi di secca, i renaioli tappezzavano di buche il fondale del fiume momentaneamente spogliato dell’acqua. Ecco perché le loro mogli, per annunciare il momento del pranzo, erano solite chiamarli dalla riva con l’altro nome con cui erano conosciuti in città: “Bucaioli, c’è le paste!” Giorgio Raddi, dentista e scrittore sanfredianino, in un suo diario descrive con affetto il curioso personaggio di Bacchette, il “bucaiolo più famoso di Firenze”. Nelle memorie dell’autore, il “renaiolo della pescaia di Santa Rosa” è ricordato come un eroe della mitologia fiorentina, un’ombra rassicurate che conosceva le acque del fiume come le proprie tasche. “Ho assistito a diversi suoi salvataggi” racconta il Raddi, “tirava fuori dall’acqua chiunque, così, come una palata di rena!”. Era un gigante buono Bacchette, “un atleta dal fisico asciutto, sveglio dalla vita dura che lo rendeva attento alle cose del mondo e della natura”, ma burbero, come la maggior parte dei fiorentini. “Da rispettare a distanza” perché “in caso contrario ti cambiava i connotati”. A poco vale chiedersi se Bacchette sia esistito realmente o se sia soltanto la fantasia di un nostalgico cronista: in casi come questo, l’esattezza storica è ben disposta a cedere il passo alla favola per portare memoria di tutta un’epoca e della sua poesia.

L’ARTE DEL GUSTO, LE BORSE-GIOIELLO E L’ AUSTRALIANA AESOP

Ha debuttato a Lastra a Signa, in via dello Stadio 3 all’interno del palazzetto dello sport il primo locale del nuovo brand della ristorazione Tosca–L’arte del gusto. Il progetto è dell’imprenditore Pietro Nicastro, che molti ricorderanno per aver fondato con Monica Fantoni il franchising Löwengrube. Questa volta si passa dal format del ristorante-birreria bavarese a una celebrazione della schiacciata, street food caro al pubblico fiorentino e toscano. La speranza di Nicastro è di bissare il successo di Löwengrube che in 17 anni è giunto a contare quasi 30 punti vendita in tutta Italia, di cui uno all’estero. Da Tosca-L’arte del gusto, la schiacciata è proposta con salumi e formaggi tipici toscani di alta qualità: prosciutto, finocchiona, mortadella di Prato e non manca la cecina. Ci sono poi alcuni piatti tradizionali: l’inzimino, il lampredotto e la trippa alla fiorentina. Staff giovane in sala per il nuovo locale.

Ponte Vecchio ha un nuovo inqui-

lino a Firenze. Il brand Graziella Braccialini ha aperto un altro punto vendita che segna una tappa fondamentale dello sviluppo della holding toscana. Grazie alla presenza di due punti vendita in città il brand punterà a diversificare produzioni e collezioni diversificate: il negozio in via dei Calzaiuoli propone le linee di pelletteria, mentre la nuova attività su Ponte Vecchio presenterà le linee di gioielli in oro, di gioielli in argento e di borse-gioiello impreziosite con pietre preziose. In via Calimala è arrivato Aesop, l’azienda australiana conosciuta nel mondo per i prodotti destinati alla cura di viso e corpo e dei capelli. Dietro la grande vetrina del negozio si ha modo di osservare le confezioni delle creme, delle profumazioni d’ambiente e delle essenze per il corpo, senza dimenticare i kit regalo.

I prodotti sono realizzati grazie a una selezione di ingredienti naturali ma progettati in laboratorio per assicurare sicurezza ed efficacia. Sono in bella mostra su scaffali all’interno di un ambiente dove sono prevalenti i colori tenui e naturali.

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Mese dell’affido 2022

Mese dell’affido 2022

Mese dell’affido 2022

DECIMA EDIZIONE

DECIMA EDIZIONE

DECIMA EDIZIONE Calendario eventi

Calendario eventi

Calendario eventi

Apertura del mese dell’affido

Apertura del mese dell’affido

Apertura del mese dell’affido

Venerdì 30 Settembre ore 18.30

Venerdì 30 Settembre ore 18.30

Venerdì 30 Settembre ore 18.30

Apertura del Decennale del Mese dell’Affido a cura del Centro Affidi di Firenze con la partecipazione degli operatori del Progetto Avec e Performance dei Lumen Invoco con Led Graphic Show - presso Piazza Giuseppe Poggi. ore 19.15

Apertura del Decennale del Mese dell’Affido a cura del Centro Affidi di Firenze con la partecipazione degli operatori del Progetto Avec e Performance dei Lumen Invoco con Led Graphic Show - presso Piazza Giuseppe Poggi. ore 19.15

Illuminazione di Torre San Niccolò in occasione del Decennale del Mese dell’ Affido presso piazza Giuseppe Poggi.

Illuminazione di Torre San Niccolò in occasione del Decennale del Mese dell’ Affido presso piazza Giuseppe Poggi.

Apertura del Decennale del Mese dell’Affido a cura del Centro Affidi di Firenze con la partecipazione degli operatori del Progetto Avec e Performance dei Lumen Invoco con Led Graphic Show - presso Piazza Giuseppe Poggi. ore 19.15

Illuminazione di Torre San Niccolò in occasione del Decennale del Mese dell’ Affido presso piazza Giuseppe Poggi.

OPEN DAY

OPEN DAY

OPEN DAY

Giovedì 6 ottobre ore 17

Giovedì 6 ottobre ore 17

Incontro Informativo con gli operatori del Centro Affidi e testimonianze a cura delle famiglie affidatarie. Proiezione del Video Decennale del Mese dell’Affido.

Giovedì 6 ottobre ore 17

Incontro Informativo con gli operatori del Centro Affidi e testimonianze a cura delle famiglie affidatarie. Proiezione del Video Decennale del Mese dell’Affido.

EVENTO DA REMOTO

EVENTO DA REMOTO

Incontro Informativo con gli operatori del Centro Affidi e testimonianze a cura delle famiglie affidatarie. Proiezione del Video Decennale del Mese dell’Affido.

EVENTO DA REMOTO

CONTEST ARTISTICO con ritratti di adulti e minori

CONTEST ARTISTICO con ritratti di adulti e minori

CONTEST ARTISTICO con ritratti di adulti e minori

Sabato 15 Ottobre ore 15

Sabato 15 Ottobre ore 15

Sabato 15 Ottobre ore 15

Presso il Gazebo dell’Affido all’interno del parco dell’Anconella in via Villamagna.

Presso il Gazebo dell’Affido all’interno del parco dell’Anconella in via Villamagna.

Presso il Gazebo dell’Affido all’interno del parco dell’Anconella in via Villamagna.

Ultime dall’Affido!

Ultime dall’Affido!

Ultime dall’Affido!

Giovedì 20 Ottobre ore 17

Giovedì 20 Ottobre ore 17

Giovedì 20 Ottobre ore 17

Revisione dell’European Child Guarantee e delle Linee di Indirizzo a cura del CNSA - Coordinamento Nazionale Servizi Affidi.

Revisione dell’European Child Guarantee e delle Linee di Indirizzo a cura del CNSA - Coordinamento Nazionale Servizi Affidi.

EVENTO DA REMOTO

EVENTO DA REMOTO

Revisione dell’European Child Guarantee e delle Linee di Indirizzo a cura del CNSA - Coordinamento Nazionale Servizi Affidi.

EVENTO DA REMOTO

CONCERTO

dei Solo Pervoice con aperitivo per adulti e bambini

CONCERTO dei Solo Pervoice con aperitivo per adulti e bambini

CONCERTO dei Solo Pervoice con aperitivo per adulti e bambini

Sabato 29 Ottobre ore 17

Sabato 29 Ottobre ore 17

Presso l’Albero dell’Affido all’interno del Giardino San Silvestro, Borgo Pinti 62.

Sabato 29 Ottobre ore 17

Presso l’Albero dell’Affido all’interno del Giardino San Silvestro, Borgo Pinti 62.

Presso l’Albero dell’Affido all’interno del Giardino San Silvestro, Borgo Pinti 62.

Tutti gli eventi sono gratuiti

Tutti gli eventi sono gratuiti

Per ricevere il link degli eventi da remoto scriveteci a centroaffidi@comune.fi.it

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Tutti gli eventi sono gratuiti

centroaffidi@comune.fi.it

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CENTRO AFFIDI centroaffidi.comune.fi.it Via Palazzuolo 12, 50123, Firenze 055 26 16 445-427
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PALATI FINI

testo e illustrazione di Marta Staulo

Dolce Firenze

Mentre il mondo si scervella su quanta elasticità garantisca al fusillo la cottura a fuoco spento e su quanto tale pratica incida in modo concreto sui consumi, ora che la bolletta ti arriva assieme alla dichiarazione della donazione degli organi, il toscano bread - senza sale - and born ride dai suoi palazzi in bugnato & giardino privato dove risiede dal 1420, more or less. La capacità di mantenere, riutilizzare e preservare al tempo fa di queste terre e di questa città la sua fortuna più grande, che forte di una granitica immobilità sociale, ha fatto sì che oggi si possa girellonare in un meraviglioso lunapark Reinassance-themed, dove le strade sono marciapiedi e i pochi rimasti in centro a breve si aggireranno in costume e stendardo. “Lo si tiene”, era infatti il mantra della signora Caterina, fiorentina agè interpretata da Sabrina Guzzanti nel 1997 in Pippo Chennedy Show, chissà ispirata da quale potenziale suocera votata più all’up-ciclyng che alla sharing economy. Il risparmio è un’attitudine e una virtù che si riflette nella quotidianità, e, si sa, non c’è cosa più quotidiana e sacra del pane, quando si parla di sprechi. Il pane è fatica notturna, corpo di Cristo, il pane si suda e si porta a casa. E per i toscani il pane è una cosa serissima, dove secoli di sberleffi causati dall’assenza del sale hanno generato una stregua difesa, rendendolo protagonista dei piatti simbolo della tavola regionale, nella Minestra di Pane in inverno (quella che il giorno dopo chiami ri-bollita, riciclone doppio) nella Panzanella in estate. Che se non è zuppa è pan bagnato, per intendersi. Ma il riciclone non finisce qui, a Firenze sono riusciti a dare vita all’arido pane raffermo anche in versione sweet, sotto il nome Dolce Firenze, dove pane, uova, zucchero e poco più si trasformano in una torta che porterà la tua curva glicemica a toccare in agilità gli stessi picchi delle tue bollette.

SPIRITO LIQUIDO

Un aeroplano di carta

“Tutti i reazionari sono tigri di carta. Apparentemente sono terribili, ma in realtà non sono poi tanto potenti”.

Un aeroplano di carta, piegato alla bene e meglio e lanciato nel vuoto delle urne, le hostess avvertono l’equipaggio di prepararsi al disastro annunciato. Per questo atterraggio di fortuna non c’è cura, affrontiamolo con un cocktail adeguato in mano stretti al seggiolino dell’inflazione. Questo cocktail inventato a New York nel 2007 da Sam Ross, prende il suo nome dall’omonimo pezzo della rapper britannica M.I.A., un’esplosione di melting pot musicale e sociale. Dato che l’aperitivo alcolico non avrebbe portato una detonazione apprezzabile, useremo la ricetta originale che prevede sempre quattro ingredienti divisi in parti uguali, ma al posto dell’aperitivo alcolico viene usato il bitter. Le dosi sono 30ml di Bitter, 30 ml di Bourbon whiskey, 30 ml di amaro, 30 ml di succo di limone. Per l’amaro potete sceglierne uno a vostra scelta, il consiglio è usarne uno ben bilanciato, non troppo dolce, né troppo amaro o speziato, visti i tempi però potete permettervi di esagerare sul dolce, visto che probabilmente avrete già l’amaro in bocca. Versate tutti gli ingredienti in uno shaker colmo di ghiaccio, agitate bene e poi versate in una coppetta ghiacciata.Cercate di prepararne una quantità adeguata, e quando lo sorseggerete, a sera seduti in poltrona con gli occhi rivolti al domani, datevi un contegno, niente lacrimucce. Si sa, probabilmente i risultati saranno duri da dimenticare. Un brindisi al futuro, sperando non sia di carta pesta.

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CARO ZODIACO

L’oroscopo che ti giudica, ma che alla fine ti vuole bene

ARIETE (21 marzo-19 aprile)

Caro Ariete come va la ripartenza? Un progetto per l’anno nuovo? Ma tu sei sempre nel presente (in testa quella frase del capolavoro di Risi) sempre attaccato con le unghie al tuo presente puntiforme che si spalanca d’infinito, come dici tu. Allora ti guarderai le scarpe e dirai: Va tutto bene. Sì, ariete, ma un discorso serio lo potresti fare.

TORO (20 aprile-20 maggio)

Caro Toro un massaggio con l’happy ending non ti cambierà la vita. Né in positivo né in negativo, non cambierà il destino della Terra, quindi vai, fallo per tutti noi così non ne parliamo più, basta con questi discorsi che non colgono il problema. Il problema se proprio vuoi saperlo è il capitalismo (così mi hanno spiegato quelli bravi).

GEMELLI (21 maggio-20 giugno)

Caro Gemelli, c’è stato un tempo in cui il tuo destino sembrava segnato. Ricordi? Poi hai voluto fare di testa tua, hai cambiato tutto. Oggi ti chiedi che è stato di quella strada che avresti potuto (o forse dovuto) seguire, se crescono piante nelle buche della strada, e ti dici che quella via fosse bella e rigogliosa. Ma non è vero neanche questo.

CANCRO (21 giugno-22 luglio)

Caro Cancro il mese scorso sono stato troppo duro con te, quindi sappi che questo sarà il tuo mese (l’ho appena deciso). Ottobre rappresenterà una svolta. Certo, una svolta, ma alla tua maniera. Una di quelle che se non ci fai caso neanche ti accorgi e si potrebbe correre il rischio di dire che non è cambiato niente, come tuo solito.

LEONE (23 luglio-23 agosto)

Caro Leone siamo usciti a cena, al Dopo lavoro ferroviario, ca va sans dire, di fronte a quel posto berlinese dove siamo finiti solo per criticarlo. La serata è finita, ci siamo salutati con un abbraccio. Però ti ho visto ancora, in motorino, e non mi hai notato. Ti ho osservato nella lunga attesa di un semaforo, pensando che di te non ho capito niente.

VERGINE (24 agosto-22 settembre)

Cara Vergine conosci alla perfezione ogni neo del tuo corpo, anche quelli nelle zone cieche. Sei attenta a ogni minuscolo sintomo, registrato sul taccuino del tuo cuore (semicit). L’osservazione di te stessa ti ha portato a scrivere un dizionario personale di un miliardo di pagine. Vergine, mai ho conosciuto qualcuno che si conoscesse meno di te.

BILANCIA (23 settembre-22 ottobre)

Cara Bilancia il tuo è il segno zodiacale dell’estetica. La cosa potrebbe stupire perché le magliette fluo, il cappello da ciclista sebbene voi non siate ciclisti, la bandana, fanno a pugni con il buon gusto (e il buon senso). Tuttavia a chi vi critica potrete rispondere: anche la non-estetica è in fondo un’estetica (ciò è molto profondo e vero).

SCORPIONE (23 ottobre-21 novembre)

Caro Scorpione è squillato il telefono ed eravate voi (fenomeno dei più rari). Avete capito da alcuni micro-segnali che non potevo parlare. Vi siete scusati e avete chiuso la conversazione (è una cosa bella di voi, la capacità di leggere piccole cose). Ora però passeranno mesi prima di risentirvi e con l’analista dovrò affrontare il tema della madre.

SAGITTARIO (22 novembre-21 dicembre)

Caro Sagittario c’è una carta dei tarocchi che mi fa pensare a te: il Bagatto. Le sue scatoline, dadi, piccole cose senza valore diventano tra le sue mani degli oggetti magici e luminosi. Poi, quegli stessi oggetti, lontani da voi, riemergono sbiaditi e tornano a essere le cagate che avete preso da Tiger in una momentanea perdita della ragione.

CAPRICORNO (22 dicembre-19 gennaio)

Caro Capricorno ti ergi durante la riunione di condominio e dici la tua: no, il cartello contro la pubblicità in cassetta non te l’accolli. Ti issi tra i banchi in formica del premio di poesia e ammutolisci la presidentessa emerita di novant’anni per difendere la poetessa trans. E non mi sembra che in tutto ciò ci sia proprio niente di sbagliato.

ACQUARIO (20 gennaio-19 febbraio)

Caro Acquario sei contrario a molte cose: i poeti laureati, i formaggi erborinati, il tabacco umido. Per ognuna di queste posizioni hai tesi complesse e assolute. Sono tutte posizioni giuste, non fraintendermi, ma adesso sei rimasto solo con il tuoi poeti palestinesi, il tuo buccia di rospo e il tuo tabacco Pueblo (che, per dire, lo fanno in Polonia).

PESCI (20 febbraio-20 marzo)

Cari Pesci siamo a Ottobre e tutti i segni dello Zodiaco sono tornati a lavoro. Tutti tranne voi. Ma qualcuno deve dirvelo. Potete anche raccontarvi che siete in vacanza, ma la verità è che avete perso il lavoro, che vi hanno sfrattato di casa e sta arrivando l’inverno. Ecco, ora ve l’ho detto.

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FACOLTÀ DI CREARE

FASHION & COMMUNICATION SCHOOL

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