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Febbraio 2020


FIND YOUR DIFFERENCE


Sommario 05

La serenata Editoriale: Persone, tra sanpietrini e melanina

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Stenterello e il Carnevale a Firenze Gite di Carnevale consigliate

09

Ride bene, chi nasce ogni 4 anni

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Firenze – Iran interferenze

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I Pupi di Stac

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La Firenze distopica di Dura-Lande

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Il mondo di Tomàs Saraceno Viaggi teatrali con la Compagnia delle Seggiole

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Intervista ai Dust & The Dukes

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A Villa Fabbricotti arriva il Museo Alinari I nuovi abitanti di via Rocca Tedalda

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Le sinergie dell'Arno ReCreo: rigenerazione rurale

17

Siamo davvero i più depressi d'Italia?

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L'agenda di Febbraio

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Febbraio da non perdere

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Accadde a febbraio

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I palcoscenici di febbraio

24

Esseri Urbani: I taccheggiatori Personaggi fiorentini: La Piera

25

Raccontando l'assurdo col cinema Up & Down Hollywood a Firenze Edition

26

La soluzione è il panno cerato Il Fintocolto a Fonte Lucente

27

Inchiostri mensili: Persona, personae I mestieri del libro, bestiario editoriale: Il traduttore

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Frastuoni

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DanzaInFiera a Firenze Bar Sport

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Città in musica: Febbraio tra jazz e rock

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Nuove aperture: Mettetevi comodi e fatevi una pizza Firenze NoCost: Santa Croce

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Palati Fini: Mug chocolate cake A tutta birra: Acido, acida

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Oroscopo


NELLA RETE DELLE PAROLE GENNAIO > MAGGIO 2020 24 GENNAIO - ORE 19.30

1984 di George Orwell – 1ª parte 7 FEBBRAIO - ORE 19.30

1984 di George Orwell – 2ª parte 14 FEBBRAIO - ORE 19.30

1984 di George Orwell – 3ª parte 28 FEBBRAIO - ORE 19.30

THE EXPERIMENT dall’esperimento sociale di Philip Zimbardo 17 APRILE - ORE 19.30

VIAGGIO DA SOLA PERCHÉ ispirato all’omonimo blog e a Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood 18 APRILE - ORE 19.00

IL TERREMOTO DI VANJA proiezione del docufilm e brani da Anton Čechov con Vinicio Marchioni 9 MAGGIO - ORE 17.00 > 23.30

IL PROFUMO di Patrick Süskind

TEATRO NICCOLINI FIRENZE

i Nuovi - Giovane Teatro della Toscana

www.teatrodellatoscana.it

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LA SERENATA di Matilde Sereni

La pareidolia è quella “tendenza” a ricondurre a forme note – per lo più volti –, oggetti dalla forma casuale. È un fenomeno talmente diffuso che Marina Rei ci ha persino intitolato un album (la notizia è che Marina Rei sia ancora in attività), ma in effetti a chi non è capitato di intravedere un coniglio in una nuvola? Siamo una specie veramente perfetta per questo, direi quasi evoluta al fine di modificare la realtà a nostro piacimento. Lentamente e con grande metodo, siamo riusciti ad applicare al mondo "reale” concetti e meccanismi fino ad un tempo relegati al campo artistico. E allora ecco che nasce la finanzia creativa, la mobilità, il marketing, non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che fa clic, l’emergenza climatica solo nelle parole, le condizioni di acquisto illeggibili nelle pubblicità delle automobili in tv, i comunicati stampa dove ogni azienda è leader e ogni evento è imperdibile, i bandi pubblici costruiti ad hoc, le compagnie di utenze – vitali o meno, acqua, luce, gas o uno stupido gestore telefonico – che cambiano i contratti in essere dove in un modo o in un altro c’è scritto sempre che non conta come stanno i tuoi clienti ma quanti clienti hai. Eccetera, eccetera. Febbraio è mese del carnevale, delle maschere per eccellenza. Proviamo a toglierle. Proviamo a toglierci di dosso per un giorno, per un’ora, tutto il superfluo di cui ci siamo circondati fino a questo strambo 2020 e vediamo cosa resta. La trasparenza e la concretezza, il sentirsi tranquilli guardandosi allo specchio e l’aver creato valore. Buona lettura.

EDITORIALE di Jacopo Aiazzi

Persone, tra sanpietrini e melanina

D

a pochi giorni è nato un nuovo sito (www.storiedifirenze.it), ispirato al blog americano Humans of New York, che si propone di raccontare “l’esercito di persone che, anche lontano dai riflettori, contribuisce alla storia della città”. La questione è di disarmante semplicità: sono le persone, anche le più comuni, al centro di tutto. Ed è proprio in ricordo di alcune persone che sono state recentemente posizionate le “pietre d’inciampo” (in via del Gelsomino, via del Proconsolo, via Ghibellina e piazzale Donatello), ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig nei primi del Novecento: piccoli quadrati di ottone con sopra incisi nomi, cognomi e date della cattura posizionate di fronte all’abitazione delle vittime delle deportazioni nei campi di concentramento per ricordare ai passanti cosa è accaduto durante l’occupazione nazifascista. Ed è sempre riconducibile a quel buio periodo della nostra nazione il ricordo per la recente scomparsa di Silvana Galli, novantunenne residente a Camaiore. La sua storia inizia quando, durante la liberazione, Silvana si innamorò giovanissima di un soldato afroamericano della 92a Divisione “Buffalo” (la stessa che liberò Sant’Anna di Stazzema, nota per il feroce eccidio) da cui ebbe un figlio. Tutti, in paese, le consigliarono di abbandonare subito quel bambino mulatto, perfino il prete si rifiutava di farlo entrare in chiesa. Silvana ha dovuto combattere per tutta la vita contro le maldicenze e il razzismo, più resistente della dittatura che lo aveva sdoganato in tutto il paese. “Per tutta la vita Giorgio -il figlio- è stato discriminato. Pensate quanto siamo stupidi: a distinguerci è solo un poco di melanina” disse in un’intervista al Tirreno nel 2013. Seppur con microscopiche differenze, in questo mondo siamo tutti persone. E sembra stupido doverlo ancora ricordare.

IN COPERTINA

Let the children play di Alect

Alessio Piccini, in arte Alect, è Creative Director e illustratore fiorentino, con un background da street artist che include murales e installazioni artistiche. Nel 2011 viene selezionato per l’esposizione di Pictoplasma a Parigi. Il suo lavoro di designer spazia tra visual video, poster e campagne di advertising. Insegna Visual Language a IED e fa parte dell’organizzazione del Type Thursday – l’evento mondiale sulla tipografia. Alcune delle sue illustrazioni le potete trovare su i muri di Bologna durante Cheap Festival, su riviste indipendenti come Inquieto, Frisco Speak e Lungarno. https://www.behance.net/alectpiccini https://vimeo.com/alect

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 81 - Anno IX - Febbraio 2020 - Rivista Mensile ISSN 2612-2294

Proprietario: Associazione Culturale Lungarno Editore: Tabloid Soc. Coop. • Firenze • N. ROC 32478 Direttore Responsabile: Jacopo Aiazzi Stampa: Tipografia Baroni e Gori srl • Prato Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell’editore e degli autori. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. Lungarno ringrazia Marco Battaglia e la type foundry Zetafonts per aver concesso, rispettivamente, l'utilizzo delle font Queens Pro e Monterchi.

I contenuti di questo numero sono a cura dell’Associazione Culturale Lungarno. Per la loro realizzazione hanno collaborato: Michele Baldini, Rame13, Giacomo Alberto Vieri, Martina Vincenzoni, Giulia De Giorgio, Giulio Garosi, Daniele Pasquini, Camilla Guidi, Gianluca Danti, Virginia Landi, Erika Gherardotti, Daniele C. Meyer, Alect, Riccardo Morandi, Tommaso Chimenti, Francesca Corpaci, Lafabbricadibraccia, Tommaso Ciuffoletti, Marcho, Caterina Liverani, Marianna Piccini, Walter Tripi, Luca Starita, Carlo Benedetti, Gabriele Giustini, Tazio Andrei, Giulia Focardi, Raffaella Galamini, Marco Tangocci, Davide Di Fabrizio, Marta Staulo, Andrea Bertelli, Lavinia Ferrone, Francesca Arfilli. Caporedattore: Riccardo Morandi Editor: Arianna Giullori L’Associazione Culturale Lungarno ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze per il contributo a sostegno delle attività culturali svolte.


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Stenterello e il Carnevale a Firenze di Michele Baldini illustrazione di Rame13

È

l'unica maschera del Carnevale e del Teatro Fiorentino, nonché, secondo l'Artusi, l'ultima della Commedia dell'Arte, a fine Settecento, dal commediografo e suo primo interprete Luigi Del Buono: è Stenterello. In Borgo Ognissanti si nota una targa, proprio intitolata al Del Buono, che lo omaggia della sua creazione, ispirata a un allampanato mendicante che allora bazzicava i dintorni. Una maschera tutt'altro che statica. A seconda degli interpreti il carattere e l'attitudine del personaggio, “tipicamente fiorentino”, misero ma orgoglioso, barcollante per il troppo vino ma tagliente nelle osservazioni, burlone e fesso insieme, “ospitale sì, ma massimo per tre giorni”, si adatta ai tempi, alle mode, ai momenti storici che attraversano la città, conservandone e arricchendo quel sapore di fiorentinità che tanto si cerca in giro, per guide, siti, ristoranti e giftshop, spesso invano. Lorenzo Andreaggi, attore in uno dei più recenti adattamenti aggiunge: “A Stenterello si può far dire tutto quello che si pensa veramente, senza filtri. Ho portato in scena Stenterello nel 2009, al Teatro Reims, adattando i testi di Adelaide Foti, mia maestra, dopo diversi anni dall'ultima interpretazione. Per tanti era una maschera vecchia, che non aveva niente da dire. Eppure, con pochi e semplici cambi di battuta, aggiornati al giorno d'oggi, il pubblico si è riconosciuto e ha riso tutto lo spettacolo, facendo il doppio sold out”. Ha nel tempo cambiato vocabolario, dal brillante al guitto, dall'acuto allo sfacciato (“Stenterello Rovinati di cognome, o Porcacci”) e qualche indumento, anche se il tricorno, il corpetto e le calze spaiate sono rimaste sempre intatte. E allora c'è da chiedersi: come saprebbe oggi Stenterello adattarsi e osservare la città che cambia? Cosa penserebbe della gentrificazione, di Pitti Immagine, dei minimarket, dei turisti orientali, dei food advisor

e dei food deliver, dei radical chic in Santo Spirito? E se proprio Borgo Ognissanti, oggi come mai terra di ristoranti e di minimarket, è la “madrepatria” di Stenterello, è anche qui che ogni anno, all'interno del Carnevale dei Bambini, organizzato dall'Associazione Borgognissanti, una sua stata in cartapesta viene riprodotta (a cura dell'istituto Victor Hugo) e bruciata: un gesto scaramantico, per scacciare forse gli spigoli più acuti del carattere cittadino. Il presidente, Fabrizio Carabba, mi introduce all'edizione 2020, che, salvo maltempo, sarà il 22 febbraio, proprio in Piazza. “Una manifestazione giunta alla tredicesima edizione, all'insegna della spontaneità e della semplicità, che vuole prima di tutto restituire alle famiglie e ai bambini, la memoria di quella che un tempo era una tradizione diffusa di quasi tutti i rioni della città”. “Ricordo che il corteo si allar-

gava a tutti quelli che vi si univano, mascherandosi e trascorrendo un pomeriggio insieme, magari terminando con una bella fetta di schiacciata alla fiorentina! Vogliamo quindi ricreare uno spazio di aggregazione sincera e naturale”. Ma non basta, sulla base di un'eredità ormai decennale, lanciata dall'allora assessore Giani e del suo “Carnevale Internazionale”, il Carnevale dei Bambini di Borgo Ognissanti fa vivere anche il tessuto multietnico del quartiere, includendo la comunità cinese, molto attiva, e le altre nazionalità, qui molto numerose e integrate. Nel programma, dalle 14 alle 18, numerose attività per i più piccoli, animazione, trucco e altri giochi, per finire proprio con il rogo della maschera. Il Carnevale di Ognissanti, è ormai il Carnevale dei Bambini di Firenze, avendo quest'anno ottenuto il patrocinio comunale.,

“Amici, parto per la luna, siate somari per aver fortuna!” (Stenterello)

GITE DI CARNEVALE CONSIGLIATE CARNEVALE DEI BAMBINI DI ORENTANO Nel Comune di Castelfranco di Sotto (PI), i carri allegorici sfilano per le vie della frazione dal 1956. Una manifestazione di schietto sapore folkloristico, merita anche per i dintorni e la buonissima pizza locale.

CARNEVALE MEDIEVALE DI CALENZANO

Atipico e piuttosto famoso, 200 figuranti, provenienti da tutti i borghi di Calenzano (Sommaia, Settimello, Carraia, Legri, Nome di Gesù, Le Croci e Foglia) sfilando accompagnati da giochi medievali, sbandieratori e il rogo di Re Carnevale. M.B.

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Sotto al Palazzo? C’è tutta la storia di Firenze

Da cimitero a stalla fino a sede del potere: gli scavi archeologici riportano alla luce le mille vite dell’area di Palazzo Medici Riccardi. Tredici secoli della città in mostra C’è tutta la storia di Firenze, da quando ancora la città si chiamava Florentia e di lì scorrevano le acque del Mugnone fino a quando nello stesso luogo sorse la sede del potere cittadino. Passando, nel corso dei secoli, dall’essere una stalla, una cantina per i vini e addirittura un cimitero. Sono le tante vite dell’area di Palazzo Medici Riccardi, rivelate dagli scavi archeologici effettuati nel suo sottosuolo che hanno permesso di ricostruirne la storia dal I secolo a.C. a oggi. Un intervento voluto dalla Città Metropolitana di Firenze per mettere in collegamento il Museo dei Marmi con la parte nobile del Palazzo e ricostruire la storia delle stanze situate nei seminterrati sotto il Cortile di Michelozzo. “Già nella prima fase dei lavori sono venute alla luce una serie di strutture archeologiche che vanno dal I secolo a.C. sino agli anni in cui Firenze fu Capitale d’Italia”, spiega l’archeologo Giovanni Roncaglia, assistente di scavo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e per le Province di Pistoia e Prato, che ha condotto i lavori. “Tra queste – prosegue Roncaglia – è stato ritrovato quello che era l’alveo del Mugnone, che in età romana portava l’acqua ai fossati che cingevano le mura dell’allora colonia romana di Florentia. All’interno del terreno di ricolmo del canale sono state ritrovate numerose quantità di reperti preziosi, esposti oggi nelle vetrine, e di oggetti relativi all’attività di un medico romano risalenti al I - II secolo d.C.”. L’area difatti rimase libera da costruzioni fino al periodo

www.cittametropolitana.fi.it/category/cultura/

alto medievale, dal VI al IX secolo, anni in cui venne però utilizzata come cimitero. Intorno al 1000-1100, successivamente alla realizzazione di un ampio muraglione che intersecava l’alveo del Mugnone, l’area cominciò ad essere abitata. Alla fine del XII e per tutto il XIII secolo venne poi interessata dalla presenza di strutture abitative, incluse due torri, successivamente inglobate nelle fondazioni dell’attuale Palazzo Medici Riccardi. Acquistata dalla famiglia Medici, fu infatti trasformata da Michelozzo come parte integrante del Palazzo. “Il materiale esposto è solo una selezione di quello che abbiamo ritrovato – sottolinea Roncaglia – ed è diviso per temi: i mestieri, la mensa, la vita quotidiana, il riscaldamento del palazzo. I reperti ci hanno dato la possibilità di valutare i sistemi di funzionamento e riscaldamento del palazzo a partire dall’età medicea. Le loro stufe, ad esempio, sono molto simili alle stufe nordiche, il che dimostra i continui contatti che i Medici avevano con i commercianti veneziani”.

Museo di Palazzo Medici Riccardi Orari di apertura Tutti i giorni 9.00 – 19.00; chiuso il mercoledì Biglietti Intero (Museo + Mostra) € 10,00 Ridotto (Museo + Mostra) € 6,00

A cura della Città Metropolitana di Firenze


Ride bene, chi nasce ogni 4 anni

Firenze, la danza e quelle domande che avreste... di Giacomo Alberto Vieri

A

llora insomma capita che un sabato nebbioso, nell'uggia delle festività, alzi il telefono e chiami Giorgio Mancini, così... venti minuti di aneddoti e ilarità. Lui ha appena finito di lavorare: andrà in scena al Petruzzelli di Bari. Mi saluta cordialmente e comincia a raccontarmi di quanto è rimasto legato a Firenze: dal 2003 al 2007 Mancini fu direttore di Maggio Danza, il balletto del Maggio Musicale Fiorentino, firmando coreografie rimaste nell'immaginario, come una personale versione dello Schiaccianoci (di cui fu anche autore dei costumi), Giulietta e Romeo, o Giselle, ou les Willis, lettura drammaturgica, su musica di Adolphe Adam, messa in scena nel 2013 - quando fu richiamato a Firenze dopo le dimissioni di Francesco Ventriglia - con un corpo di ballo ridotto nel numero, dove i protagonisti portavano sul palcoscenico evoluzioni, timori, e paure tutte contemporanee. Ed erano gli anni delle sorti incerte della compagnia, erano anni in cui Firenze era bella ma non ballava.

Mancini ricorda tutto con passione e immenso affetto: estimatore della danza contemporanea, seppur di formazione classica, da sempre in scena sui palchi più rilevanti d'Italia e del mondo, il coreografo abruzzese è un fiero nato sotto il segno dei Pesci nel giorno che boh, tipo... mi schiarisco la voce per l'imbarazzo, “te lo avevano mai detto che pare... si ecco insomma, pare che porti un po' di sfortuna...”. Mancini ride: “Beh, fino ad adesso direi che posso smentire il senso comune”. Abituato a festeggiare, ogni anno, per ben due giorni, sia il 28 febbraio che il 1 marzo, “do agli amici la doppia possibilità, così alla fine anche i più smemorati non si dimenticano mai di farmi gli auguri”. Ricorda la faccia incredula di pressoché tutti i dipendenti di uffici pubblici e anagrafe e l'esclamazione di rito: “Lei è la prima persona che conosco che è nata il 29 febbraio”. In realtà, in giro, ce ne sono molte: tipo il premier socialista spagnolo Pedro Sánc-

hez, o la Maria Sole, dirimpettaia ed eterna confidente di mia nonna, che quand'ero piccolo diceva sempre che contava gli anni come i cani, così rimaneva più giovane e non le venivano le rughe. Così Giorgio scherza sui paradossi del tempo e dell'età. Come Firenze in fondo, che sembra crescere con ritmi tutti suoi. Eternamente perfetta, artisticamente immutata, internazionale nelle presenze, terra da cui sono transitati tutti, e che sulla danza potrebbe permettersi uno slancio in più, nuovo. Finiamo la nostra chiacchierata parlando del lavoro “ammirabile” di Eleonora Abbagnato al Teatro dell'Opera di Roma, di Virgilio Sieni (“un riuscito tentativo di innovazione”), parlando un poco del prima e un poco del domani, in una dimensione che alla fine è eterea, sospesa e molto bella. La nebbia forse scende, io chiudo la telefonata e penso come sarebbe stato nascere in un giorno che ogni tanto non c'è. Boh. Comunque la Maria Sole. Eh, che tipa quella...

Come Firenze in fondo, che sembra crescere con ritmi tutti suoi

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Firenze-Iran

Interferenze di Martina Vincenzoni foto di Alireza Rad

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urante un viaggio in Iran si imparano due cose: 1) Lo zafferano sta bene dappertutto, anche nel tè! 2) Non è necessario condividere un sistema linguistico per comprendere il prossimo. La prima la si apprende fermandosi in affollati bazar e ascoltando le generose spiegazioni sulle tecniche per assemblare un tappeto o i concerti di sitar allestiti in quattro e quattr'otto per te: una tazza non manca mai. La seconda l'ho imparata accompagnando Zoya Shokoohi e Francesca Sandroni, artiste attive a Firenze, per documentare la loro performance prevista in due città, Isfahan e Shiraz. Zoya è nata e cresciuta in Iran, dove si è laureata in ingegneria chimica. Qualche mese di lavoro in raffineria le è sufficiente per decidere di mollare tutto: racimola il denaro necessario come credenziale per il governo italiano, supera l'esame di lingua e si iscrive alla Accademia delle Belle Arti di Firenze. Ha la necessità di esprimere se stessa e le contraddizioni culturali di cui si sente parte. Esponendo in vari contesti toscani incontra Francesca, graphic e sound designer che

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lavora d'ibridazione: suoni elettronici si intrecciano a sinuose melodie popolari e a voci di film cult, i video di reportage si animano con schizzi digitali. Tutto ciò è alla base del lavoro This sculpture has no base, proposto alla Safavi House di Isfahan: due artiste donne in una galleria gestita da una donna. La performance prevede la diffusione di una traccia di musica ambientale e noise creata dalla sovrapposizione di voci di persone di diversa provenienza che raccontano piccole storie private. Nello spazio della galleria è allestito un microfono, invito ai partecipanti a sovrascrivere la propria storia a quelle in sottofondo, nella propria lingua, e a creare un'unica grande narrazione missata in diretta da Francesca. Nello spazio della galleria è anche presente una torre di Babele di sedie che il pubblico è invitato a smontare per sedersi o semplicemente per cambiarne la conformazione. La prima performance si svolge nonostante diverse difficoltà. L'arte contemporanea e la musica non tradizionale sono sorvegliate

speciali: si devono svolgere a volumi bassi e nascondendo le casse alla vista; le donne devono mantenere un contegno e Francesca è costretta a missare da seduta e limitando i movimenti. Ma a prevalere è il bisogno di esprimersi e diverse persone prendono coraggio e intervengono; altre promettono di spedire la propria storia alle artiste per contribuire al prodotto finale. L'atmosfera è commossa. Nasce una rete di comunicazione empatica in un'esperienza che Zoya definisce una “micro-utopia temporanea”: ci si capisce da estranei, da stranieri, nello spazio condiviso dell'arte. Il giorno seguente, in attesa della seconda performance in una galleria di Shiraz, passeggiamo al sole tra le rovine di Persepoli. Arriva una telefonata: è morto Soleimani, è lutto nazionale. L'arte deve tacere. Un velo di tristezza non lascerà le artiste fino alla fine del viaggio: io mi auguro che sia il punto di partenza per progettare, stavolta, una maxi-utopia permanente.

Non è necessario condividere un sistema linguistico per comprendere il prossimo


I Pupi di Stac

L’evoluzione dei burattini di Giulia De Giorgio foto di Giulio Garosi

A

metà degli anni ‘50, ai burattini crebbero le gambe. Siamo precisamente nel 1953, anno in cui Carlo Staccioli decise, contro ogni convenzione, di apportare una modifica stilistica ai suoi burattini regalandogli un bel paio di gambe e facendoli evolvere ufficialmente in Pupi: I Pupi di Stac. “Molti studiosi hanno pensato a una analogia con l'immagine di Pinocchio […]. L'interazione ed il movimento dei Pupi è effettivamente più impacciata e compassata; la recitazione è molto meno burattinesca e più marionettistica; si ricalcano di fatto i movimenti degli attori sul palcoscenico”. A parlarci di loro è Enrico Spinelli, diretto erede, capocomico nonché Presidente della Compagnia dei Pupi di Stac, attiva sul territorio fiorentino e non solo.

È sorprendente il modo in cui una realtà come quella dei Pupi riesca a farsi spazio in un mondo come quello di oggi, un mondo in cui spesso lo schermo virtuale prende il sopravvento sulla vita reale accaparrandosi con prepotenza l’attenzione nostra e dei più piccoli. “L'effetto dei burattini (goffi, scortecciati, logori, inespressivi senza labiale, piccoli e lontani) sul pubblico è sorprendente. Anche i più piccoli accettano immediatamente la convenzione teatrale per cui il pezzo di legno vive, ha sentimenti e ha un cuore. La magia delle fiabe e delle storie narrate e la capacità di interpretare mille voci e personaggi fanno il resto del miracolo. Il pubblico crede e vuol credere che i burattini siano VERI”. La dedizione di Enrico, la sua attenzione e la sua energia, spingono il suo sguardo

a un futuro pieno di speranze: “Spero di continuare a far ridere ed appassionare i bambini. Mi aspetto di indovinare nuove storie e allestire sempre spettacoli applauditi e riusciti. Poi mi aspetto certamente che tutti i validi collaboratori, che ho la fortuna di avere con me, possano continuare la tradizione dei burattini di Firenze. Desidero per il futuro (magari presto così lo vedo anch'io) un teatrino tutto nostro a Firenze, ovvero un teatro stabile di burattini per i fiorentini di oggi e di domani”. I Pupi di Stac si esibiranno in data 16 febbraio con Cenerentola al Teatro Puccini alle ore 16:45 e il 22 febbraio con Il Giardino del Re al Teatro CRC (Antella) alle ore 17:00.

Il pezzo di legno vive, ha sentimenti e ha un cuore

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La Firenze distopica di Dura-Lande

di Daniele Pasquini

illustrazione di Simone "Sime" Peracchi per Dura-Lande, Asterisco Edizioni

È

il 2052, l’anno della Poliorcesi. Un’escalation di micro-guerre ha ridotto il mondo in fin di vita. Ma non pensate al solito immaginario post-atomico, quello che emerge da questa condizione di assedio permanente è una società trasformata, tutt’altro che pacificata e assolutamente inquietante. Benvenuti in Dura-Lande, il gioco di ruolo progettato per Asterisco Edizioni da Marta Palvarini e dal suo team. La cosa ci riguarda da vicino. Perché Firenze, chiamata Antica Fiorenza, è uno dei fulcri attorno al quale ruota l’ambientazione di questo nuovo GDR. L'intera Toscana è stata acquistata da Proxima, una Corporation transumanista che l’ha trasformata in un gigantesco parco a tema rinascimentale. Immaginiamo una regione in cui ogni elemento fuori tono viene demolito. Vengono preservate Firenze, Pisa e Siena, interamente restaurate nelle forme urbane rinascimentali. Le altre architetture sono abbattute e il resto della Toscana è una distesa verde di prati, boschi, colline coltivate, piccoli villaggi in cui vivono e lavorano i figuranti-dipendenti di Proxima, tutta manodopera sudamericana. E non è tutto. Antica Fiorenza si è scontrata con la Città del Vaticano, cristianesimo e transumanesimo non possono andare d’accordo. A Firenze a regnare sono i De Medici, una delle 54 Clade del gioco, neo-società umane in lotta per il potere. I De Medici - nient’altro che i vertici della Corporation - dominano la città dall’Oltrarno District sfruttando, tra le altre cose, un cognome che suona prestigioso. Dura-Lande è un mix di avanguardia politica e distopia, di riflessione sul potere, sui diritti, sulla giustizia e sul rapporto tra classi. Un’ambientazione definita ecopunk, curata nelle interconnessioni tra tutti i singoli elementi. Nel mondo di Dura-Lande ogni cosa è lì per un motivo e influisce su economia, produzione e consumo delle risorse. Ogni sistema politico influenza le interazioni tra gli individui. Un’ampia demo è già disponibile gratuitamente sul sito dell’editore. Dal 15 gennaio è partita la campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso, che permette di sostenere il progetto e ottenere la versione completa. Qualcuno potrebbe pensare che “è solo un gioco”, ma si sa, “il gioco è una cosa seria”. E pensare alla Firenze distopica di Dura-Lande toglie ogni margine di dubbio.

Un luna park rinascimentale ai tempi della guerra permanente

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GLOSSARIO Clade: i nuovi gruppi sociali umani, a loro volta divisi in fazioni, in costante lizza per il potere. De Medici: i vertici della corp che governa Antica Fiorenza assumono questo nome (ricorrente sui monumenti della città) per legittimare il proprio dominio. Dura-Lande: Gioco di Ruolo Ecopunk ambientato nel Post-Mediterraneo, 300 anni dopo la Poliorcesi. Gioco di Ruolo (GDR): è un gioco dove i partecipanti ricoprono il ruolo di uno o più personaggi e tramite lo scambio dialettico creano uno spazio immaginario condiviso. Poliorcesi: Guerra tra le grandi corporation capitaliste. Avviene nel 2052 e coinvolge il mondo intero. Traducibile come “assedio permanente”. Transumanesimo: movimento culturale che sostiene l'uso delle scienza e della tecnologia per aumentare le capacità fisiche e cognitive dell’uomo. Volgar: parlato nel territorio fiorentino, neo-gergo che richiama le antiche iscrizioni sulle architetture rinascimentali.


VIAGGI TEATRALI CON LA COMPAGNIA DELLE SEGGIOLE di Martina Vincenzoni Foto di Filippo Manzini (Teatro della Pergola)

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Il mondo di Tomás Saraceno di Camilla Guidi foto: courtesy Palazzo Strozzi

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opo aver ospitato nel 2019 l’importante mostra sul Verrocchio e quella dedicata all’artista russa Natalia Goncharova, Palazzo Strozzi apre l’anno dedicandosi all’arte contemporanea, presentando i lavori di due tra i maggiori artisti della scena internazionale. La prima delle due mostre, intitolata Aria, aprirà i battenti sabato 22 febbraio e rappresenterà il più grande progetto mai dedicato in Italia all’artista argentino Tomás Saraceno. Nato nel 1973 a San Miguel de Tucumán, dell’eclettico Saraceno bisogna tener presente che è uno degli artisti più interessanti del panorama mondiale; con le sue affascinanti opere invita gli spettatori a cambiare punto di vista sul mondo, adottando uno sguardo diverso sulla realtà, nella speranza che tale cambiamento possa modificare il nostro modo di vivere questo fragile pianeta. Realizza infatti opere che sottolineano quanto l’uomo debba considerarsi una piccola par-

te di un grande ecosistema di cui l’artista, appunto, cerca di indagare connessioni e ripercussioni. L’esposizione fiorentina presenterà opere partecipative che coinvolgeranno sia il piano nobile del palazzo che il cortile, con l’intento annunciato di suggerire un confronto tra l’idea rinascimentale dell’uomo al centro dell’universo e quella contemporanea di un uomo che è parte di un universo complesso e fortemente interconnesso in cui è necessario ristabilire equilibrio, perché - come afferma l’artista stesso - “gli ecosistemi devono essere pensati come reti di interazione al cui interno ogni essere vivente si evolve insieme agli altri. Focalizzandoci meno sull’individualità e più sulla reciprocità, possiamo andare oltre la considerazione dei mezzi necessari per controllare l’ambiente e ipotizzare uno sviluppo condiviso del nostro quotidiano”. Decisamente una buona occasione per chi ritiene l’arte contemporanea un settore autoreferenziale e lontano dalla concretezza dei problemi reali per provare, almeno stavolta, a cambiare idea.

Dal 22 febbraio al 19 luglio 2020 a Palazzo Strozzi

a seconda domenica di ogni mese, da 15 anni, è possibile visitare il Teatro della Pergola nei suoi aspetti inimmaginabili dalla platea: gli spazi dietro le quinte e sotto il palco, i rumori e le macchine che davano vita alle storie in scena già a fine Seicento, presentati da guide d'eccezione. Durante il viaggio teatrale In sua movenza è fermo il macchinista, l'impresario, la soprano, fino a Antonio Meucci e alla sarta di Eleonora Duse, riprendono vita negli attori della Compagnia delle Seggiole, che del racconto di quei luoghi ha fatto un intero progetto artistico. Ne abbiamo parlato con il capo comico Fabio Baronti, narratore entusiasta di una storia che è iniziata nel 1999: “in questi 20 anni abbiamo dato voce ai libri leggendo dalle vetrine della vecchia Libreria Edison; abbiamo dato vita alle stanze arredate dell'Ikea trasformandole in set per micro-spettacoli; abbiamo raccontato luoghi come il Forte Belvedere, Palazzo Davanzati e Villa Bardini con pièce scritte appositamente”. La filosofia della Compagnia parte dal presupposto che il teatro non può e non vuole competere coi mezzi tecnologici televisivi e cinematografici a cui l'occhio moderno è abituato, perciò si sposta naturalmente verso luoghi privi di scenografia, secondo il principio per cui: “se il cinema è immagine, il teatro sia parola”. La libertà garantita da questo approccio ha permesso alla Compagnia di progettare un'offerta artistica vasta e diversificata, che negli ultimi cinque anni ha aggiunto al calendario (già affollatissimo: si parla di un centinaio di spettacoli l'anno per ogni attore!) i Racconti del Terrore di Edgar Allan Poe. “L'idea nacque per un percorso esoterico nel giardino di Villa Peyron a Fiesole, al tramonto: calato il sole, si leggevano racconti di Poe alla luce delle fiaccole. Il successo dell'iniziativa ha permesso di trasformarla in uno spettacolo di mezzanotte nel Teatrino dei sotterranei della Pergola: un progetto unico in Europa”. Gli appuntamenti di febbraio sono il 13, 14 e 15 con La cassa oblunga.

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Intervista ai Dust & the Dukes Gianluca Danti

foto: courtesy Rebecca Lena

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iao ragazzi, è passato un anno dalla vittoria del Rock Contest. Chi sono oggi i Dust & the Dukes? “Oggi ci sentiamo un gruppo rock, unito, sicuro e consapevole delle proprie capacità. Durante tutto questo tempo abbiamo avuto la possibilità di lavorare su noi stessi e circondarci di un super team di lavoro. Abbiamo sviluppato e registrato i brani nei Sam Studio con il produttore Andrea Ciacchini che ha fatto venire fuori il nostro sound con grande sapienza”. Vi piace definire la vostra musica “desert rock”: una vostra grande qualità a mio parere è quella di riuscire a condensare queste influenze sixties in un sound contemporaneo.

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Vi rispecchiate in questa descrizione? “Sì, 'desert rock' perché per noi rappresenta un immaginario musicale e stilistico che ci ha sempre affascinato: non solo moderni rocker come Josh Homme ma anche tutti quelli che sono stati gli antenati del genere, dalla psichedelia dei Doors ai Black Sabbath, passando per Townes Van Zandt, fino ad arrivare alla leggenda del country Willie Nelson”. La vostra musica è ricca di suggestioni cinematografiche: quali sono i film che vi hanno ispirato? “I film sono una parte importante del nostro lavoro; sicuramente troviamo più stimoli nei film girati in pellicola i quali riuscivano a trasmettere qualcosa di estremamente reale in grado di nutrire la fantasia. Sognare, ai tempi, era facile. I film che più ci hanno stimolato vanno dall'inizio della storia del cinema

con 'Voyage dans la lune' di Georges Méliès oppure 'The Great Train Robbery' di Edwin S. Porter, del 1903, fino ad arrivare a quei film a colori denominati western”.

Desert rock: in perfetto equilibrio tra passato e modernità

Che progetti avete per questo nuovo anno? “Un tour europeo di circa 15 date, che toccherà Svizzera, Francia e Inghilterra e che sarà anticipato da un live esclusivo il 29 febbraio al Glue di Firenze. Inoltre, molto presto uscirà nuova musica e non abbiamo nessuna intenzione di fermarci. Sarà un 2020 intenso e continueremo a correre”.


A Villa Fabbricotti arriva il Museo Alinari di Michele Baldini

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o scorso 19 dicembre, per mezzo dell'Assessore Regionale alla Cultura Monica Barni, la Regione Toscana ha presentato a Palazzo Strozzi Sacrati l'acquisto del patrimonio della Fondazione Alinari, una collezione che conta oltre 5 milioni di immagini che raccontano più che mai la storia di Firenze (e d'Italia) dall'unificazione a oggi. Per l’acquisizione la Regione ha appositamente deliberato una variazione di bilancio, impegnandosi a mantenere integro il fondo fotografico, (il rischio era la vendita “a pezzi” incorrendo così in uno smembramento e nella dispersione del patrimonio). Un investimento importante, che rappresenta una forma di restituzione pubblica al pubblico di uno dei più grandi archivi fotografici del mondo. Ma è anche un intervento che ha, allo stesso tempo, costituito un ripensamento di Villa Fabbricotti, proprietà della Regione. Più di una voce infatti era trapelata riguardo alla privatiz-

zazione dell'edificio e del parco adiacente, situato nel Quartiere 5 e che prossimamente diventerà il luogo per il Museo Permamente Alinari. Nel 2017 era infatti nato un comitato spontaneo per opporsi a quella che sembrava una decisione inevitabile e che avrebbe potuto privare la città di un altro luogo distintivo della zona di viale Vittorio Emanuele, accessibile a tutti. Susanna Cecchi, portavoce del Comitato Villa Fabbricotti, si è spesa molto per la causa e saluta con positività e soddisfazione un primo risultato di una campagna lunga e spesso ignorata, ma che non è ancora terminata: “evidentemente qualcuno ha finalmente capito l'importanza che riveste quella villa per la popolazione e la vita comunitaria e aggregativa del quartiere” ci dice “ma occorre anche preservarne il parco, un luogo dove giovani e meno giovani possono trascorrere il proprio tempo libero in un'area verde, dobbiamo anzi impegnarci per far sì che l'orario di apertura del parco sia esteso, la chiusura pomeridiana alle 17 non permette a chi lavora di accedervi per fare una corsa o una passeggiata”.

I nuovi abitanti di via Rocca Tedalda di Camilla Guidi

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allo scorso gennaio la città di Firenze possiede un nuovo grande dipinto murale. Sono terminati infatti i lavori del notevole intervento nel quartiere di Rovezzano curato da Matteo Bidini in collaborazione con Street Levels Gallery e portato a termine dai due artisti RUN e Basik. Un’opera importante realizzata su un condominio alto ben sei piani tra le case minime di via Rocca Tedalda, i cui giovani artefici sono entrambi attivi e impegnati da anni nel settore dell’arte urbana: l’anconetano Giacomo Bufarini - RUN - autore tra l’altro del più grande dipinto a cielo aperto d’Africa, realizzato in occasione della Biennale d’arte di Marrakesh nel 2016 (6800 metri quadrati di piazza colorata a Essaouira in Marocco) e il riminese Lucio Basik Bolognesi - in arte Basik - anch’egli giunto ormai a lavorare nelle più importanti città del mondo (da San Francisco a Los Angeles e da Londra a Berlino). Quello di

Rovezzano si caratterizza come il primo grande intervento di muralismo in un palazzo del Quartiere 2, emerso in più occasioni vivo e in fermento e che infatti ha reagito con notevole entusiasmo e sostenuto fin dal principio l’idea. La scelta del soggetto era inizialmente ricaduta sul tema del pugilato, per la presenza di una palestra di boxe che rappresenta una realtà significativa per la zona, ma è stato poi rielaborato e reinterpretato dagli artisti che hanno voluto evocare soprattutto l’immagine della lotta e del confronto. RUN e Basik si sono ritrovati a collaborare per la prima volta e sono riusciti nella non semplice sfida di mantenere riconoscibile il proprio personale tratto stilistico (entrambi devoti più a pennelli e vernici piuttosto che agli spray e indirizzati verso una ricerca pittorica dai colori accesi e luminosi a campiture nette) e allo stesso tempo a lavorare in sintonia e a dar vita ad un risultato armonico e d’impatto. Per farsi un’idea di quanto la creatività possa cambiare la percezione urbana, non resta che fare un salto in via Rocca Tedalda! 15


Le sinergie dell’Arno Sei storie in cerca di committente

ReCreo

di Virginia Landi foto: courtesy Fabbricanove

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n Ponte d’Acqua come mezzo per instaurare un nuovo rapporto con il fiume Arno. Questo è il nome del progetto dello studio fiorentino di architettura FABBRICANOVE, presentato alla recente edizione della Biennale di Architettura di Pisa, dal tema Tempo d’Acqua. L’elemento fluido della città occupa ormai una posizione centrale, e non solo geografica, nei pensieri di una comunità che lo vorrebbe vivere da spazio pubblico. Il lavoro di Enzo Fontana e Giovanni Bartolozzi, esposto agli Arsenali Repubblicani di Pisa, riporta un programma unitario a scala territoriale di storie itineranti, che non si limita unicamente a proporre nuovi spunti ma una nuova visione complessiva fuori dai soliti schemi. Duecentoquaranta chilometri di fiume non possono limitarsi alle esigenze di singoli progetti locali, separando città, periferie e borghi per un elemento che in realtà le accomuna. Soprattutto dopo la recente decisione di riqualificare il tratto ciclopedonale - Ciclovia dell’Arno - che connette le città percorrendo l’intero fiume. Da una visione che unisce i due sentieri nascono così sei tipologie e sei microstorie in cerca di un committente, individuate da FABBRICANOVE come esempi di modelli replicabili lungo il corso del fiume, dalla provincia aretina a quella pisana passando per quella fiorentina. I frame, al momento immaginari, disegnano luoghi nei quali sia possibile pescare, sostare, lavorare o fare un picnic, suonare e ascoltare musica, usufruire di palestre all’aperto, prendere il sole come su una spiaggia, passeggiare e ammirare la natura da punti di osservazione rialzati, dalla sorgente alla foce. Questi sono solo alcuni degli scenari immaginati dai due autori, che vedono nei 68 ponti attraversati dall’Arno una dinamicità positiva che, come descritto nel loro video, “connette e separa, inonda e disegna forme, scava e segmenta”, ma che riesce sempre a ricucire le due sponde. Una realtà che merita nuove prospettive a cui dare una possibilità.

L’Arno connette e separa, inonda e disegna forme

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Rigenerazione Rurale di Erika Gherardotti

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n Italia abbiamo circa 2 milioni di beni immobili in disuso in aree rurali; in controtendenza, c’è sempre più interesse verso l’ambiente e il riutilizzo di questi spazi abbandonati. Per far fronte a questo gap, quattro giovani Shirin Amini (architetto), Federico Mazzelli (ingegnere energetico), Leo Cusseau (relazioni internazionali) e Leonardo Porcelloni (geografo) hanno ideato due anni fa, tramite l’incubatore universitario fiorentino, ReCreo: una piattaforma che mette in comunicazione i proprietari di questi beni in disuso, con coloro che vorrebbero utilizzarli. Piattaforma che, grazie alla sua attenzione verso la società e all’ambiente, ha recentemente vinto un premio istituito da Legambiente in collaborazione con Open Fiber. “Abbiamo realizzato una mappa della rigenerazione open source (map.ReCreo.network) in cui ciascuno può segnalare un immobile in abbandono (mappandolo o automappandolo nel caso in cui la segnalazione parta dal proprietario dello stesso) dettagliandolo di alcune caratteristiche che ci possono permettere poi di organizzare un matching tra domanda e offerta” ci dice Cusseu. “Ci sono tante persone interessate a realizzare delle attività all’interno di questi casolari; noi vorremmo dar loro la possibilità di attuarle, aiutandoli ad abbattere il costo dell'acquisto dell’immobile” ci spiegano. Come? Chiedendo al proprietario dello stesso una concessione a canone agevolato, basata sul costo del recupero del suo bene. Tra le soluzioni proponibili, ci dicono, ci potrebbe essere l’eCo-Living: uno spazio in aree green in cui è possibile coabitare e fare coworking. In questo modo si attua un processo di rigenerazione architettonica e innovazione sociale che recupera in una chiave contemporanea questi spazi rurali. Il processo di rigenerazione delle risorse inutilizzate è già iniziato. Chissà se magari quel rudere che ci piace tanto, un giorno, non ci possa davvero ospitare.


Siamo davvero i piú depressi d’Italia? di Daniel C. Meyer illustrazione di Alect

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oscana (in)Felix? Cultura, arte, bellezza, buona cucina, un tessuto sociale vivace, un’economia che tiene, un sistema sanitario efficiente… ci raccontano spesso che viviamo in una delle regioni più fortunate d’Italia, ma forse la realtà è un po’ più complessa. Infatti, secondo quanto riportato recentemente da Il Sole 24 Ore (che ha preso in esame i dati sul consumo di psicofarmaci forniti dal provider di dati sanitari IQVIA), la nostra regione è la prima in Italia nella classifica del consumo di antidepressivi e stabilizzatori dell’umore, con 28,13 unità somministrate pro-capite all’anno (giusto per fare un paragone: la media nazionale è di 16,90 unità, e in una regione come la Campania il dato è di 12,44 unità). Letto così, sembra un dato sicuramente impressionante, che fa riflettere; la tentazione più facile potrebbe essere quella di tracciare una sorta di “mappa del disagio mentale” sulla scorta di questi dati, e giungere alla conclusione che i toscani sono più depressi d’Italia mentre in altre regioni, per vari motivi,

sono invece più “felici”. Ma forse non è tutto così semplice, e i numeri da soli non bastano a spiegare un fenomeno così complesso. “Questi numeri vanno capiti e contestualizzati correttamente, a maggior ragione in un momento in cui siamo sommersi da fake news e notizie non correttamente riportate” commenta infatti Valdo Ricca, Professore Ordinario, Direttore della Scuola di specializzazione in Psichiatria all’Università degli studi di Firenze e Direttore della SOD Complessa Psichiatria AOU Careggi Firenze. E spiega: “Questi dati al contrario non fanno che confermare quello che già sappiamo, e cioè che la Toscana è, fin dai tempi del Medioevo -basti pensare a enti come le Misericordie, la Fratellanza Militare, l’Istituto degli Innocenti, e tanti altri- una delle regioni più civili d’Italia, che ha a cuore chi soffre e se ne prende cura. Una visione che fa parte anche del bagaglio di tutta la classe medica, a partire dai medici di famiglia e fino ai professori universitari, che su questi aspetti già negli anni Ottanta erano avanti nella loro cultura dell’insegnamento”. Secondo Ricca, “il dato sul consumo degli

antidepressivi va quindi “ribaltato”: non è che in Toscana ci sono più persone che soffrono, è che qui ce ne prendiamo cura come si fa da poche altre parti; non a caso, i numeri sulle prescrizioni di antidepressivi sono in linea con quelli di altre, civili, regioni del Nord Europa. Perché, ricordiamolo: stiamo parlando di medicine che hanno effetti importanti e positivi, soprattutto nei casi di depressione, ansia e stress, migliorano sensibilmente la vita di chi ne fa uso e riducono in modo significativo l’impiego di farmaci, come ad esempio le benzodiazepine, che invece possono dare seri problemi di dipendenza. Tutto questo mi fa dire, con la massima serenità, che io sono felice di vivere in una regione così civile che ha tanto a cuore la salute dei suoi cittadini. E penso che tutti noi dovremmo esserlo”.

La Toscana è la regione con il maggior consumo di antidepressivi

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L’agenda di febbraio Sabato 01

3  GIRO GIRO MONDO - ALLA SCOPERTA DEL PERÙ

Biblioteca Filippo Buonarroti (FI) ing. libero su prenotazione 3  MA COME MI VESTO? Biblioteca Mario Luzi (FI) ing. libero su prenotazione 3  MERCATO BOTTEGHE Piazza del Carmine (FI) ing. libero 3  ANTONIO ZAMBRINI PIANO TRIO Associazione Vie Nuove - Pinocchio Jazz (FI) ing. €12,00 3  IL LAGO DEI CIGNI Teatro Verdi (FI) ing. da €20,50 3  CAMERINI (fino al 02/02) Teatro di Rifredi (FI) ing. €16,00 3  I TRE PORCELLINI - UN MUSICAL...CURVY (dal 01 al 02/02) Teatro di Cestello (FI) ing. €20,00 3  SIGNORINA JULIE (dal 01 al 02/02) Teatro Lumière (FI) ing. €14,00 3  OBIEZIONE DI COSCIENZA E DIRITTI (01-08-15/02) Fondazione Culturale Stensen (FI) ing. NP 3  DIAFRAMMA IN CONCERTO Auditorium Flog (FI) ing. €10,00 +ddp - €13,00 alla porta 3  IRISCOSSA HARDCORE CPA (FI) ing. NP 3  IL CALZOLAIO DI ULISSE (fino al 01/02) Teatro Puccini (FI) ing. da €25,00 3  SEONG-JIN CHO, PIANOFORTE Teatro della Pergola (FI) ing. da €17,00 3  IMMAGINE ITALIA & CO. 2020 (dal 01 al 03/02) Fortezza da Basso (FI) ing. NP 3  FIRENZE HOME TEXSTYLE 2020 (dal 01 al 03/02) Fortezza da Basso (FI) ing. NP 3  RASHID & GE’ SCARPATO PERCUSSION EXPERIMENT Hangar Firenze (FI) ing. NP 3  SCAPES, MOSTRA FOTOGRAFICA IED Firenze (FI) ing. NP 3  JUNGLE BOOK (fino al 09/02) Teatro della Pergola (FI) ing. NP 3  NOI, NEANCHE DANNATI (fino al 29/02) Etra Studio Tommasi (FI) ing. libero 3  GRUNGE NIGHT/PEARL JAM VS NIRVANA Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera

Domenica 02

3  CHI HA VISTO LA CODA DEL SIGNOR VOLPE? (dal 02/02)

Teatro della Pergola (FI) ing. posto unico €5,00 3  LA BELLA E LA BESTIA Teatro Puccini (FI) ing. €8,00 3  LA VEDOVA ALLEGRA Teatro Verdi (FI) ing. da €19,00 3  BEATRICE VENEZI Teatro del Maggio (FI) ing. NP 3  SUNDAY BRUNCH (02-09-16-23/02) Manifattura Tabacchi (FI) ing. €35,00

Lunedì 03

3  DOCTOR STRANGELOVE (dal 03 al 04/02)

Odeon CineHall (FI) ing. NP 3  IL DOTTOR STRANAMORE (dal 03/02) Fondazione Culturale Stensen (FI) ing. NP 3  FOCUS BRAHMS Teatro della Pergola (FI) ing. da €17,00

Martedì 04

3  LE SIGNORINE (dal 04 al 09/02)

Teatro della Pergola (FI) ing. da €21,00 a €37,00 3  IL CINEMA DI ROMAN POLANSKI (04-11-18-25/02 Fondazione Culturale Stensen (FI) ing. NP 3  CINEMA ISRAELIANO: TEMI E TABÙ Fondazione Culturale Stensen (FI) ing. libero

Mercoledì 05

3  FIERA DI OLTRARNO

Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero

3  IL BAROCCO IN ITALIA E NON SOLO

Relais Santa Croce (FI) ing. da €10,00

3  BISONTE VOLLEY (09-28/02)

Mandela Forum (FI) ing. NP

3  BRUNO CANINO – ANTONIO BALLISTA

Teatro della Pergola - Saloncino (FI) ing. da €17,00

3  MOSTRA - SPETTATORI (dal 05/02 al 05/04

3  IN SUA MOVENZA È FERMO (dal 09 al 05/04)

3  B.L.U.E. IL MUSICAL COMPLETAMENTE IMPROVVISATO

3  PIANO SOLO - CAREGGI IN MUSICA

3  CURON/GRAUN

Lunedì 10

Giovedì 06

Martedì 11

Teatro della Pergola (FI) ing. NP

Teatro Puccini (FI) ing. da €23,00 Teatro Verdi (FI) ing. da €12,00

3  BAZ - LA VERITÀ RENDE SINGLE

Teatro Puccini (FI) ing. €22,00 3  LE OPERE COMPLETE DI W. SHAKESPEARE (da 06 al 08/02) Teatro di Rifredi (FI) ing. da €16,00 3  KETAMA 126 TuscanyHall (FI) ing. €20,00 3  ALBERTO GARUTTI - LA MERAVIGLIA TALKS Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero

Venerdì 07

3  IN SEZIONE AUREA (dal 07 al 08/02)

Teatro Cantiere Florida (FI) ing. €15,00

3  WE WILL ROCK YOU (dal 07 al 09/02)

Teatro Verdi (FI) ing. da €34,50 3  GLI ANTIDILUVIANI (dal 07 al 16/02) Teatro di Cestello (FI) ing. €16,00 3  DELIRIO A DUE (dal 07 al 09/02 e dal 15 al 16/02) Teatro Reims (FI) ing. NP 3  CLASH VS RAMONES Auditorium Flog (FI) ing. da €5,00 a €7,00 3  DRONE LIVE + LISA KANT Circolo Il Progresso (FI) ing. NP 3  JAMES CONLON Teatro del Maggio (FI) ing. da €20,00 3  PETRALANA Hangar Firenze (FI) in. NP 3  A CHE SERVONO GLI UOMINI Teatro Goldoni (FI) ing. €29,20

Sabato 08

Teatro della Pergola (FI) ing. €13,50 Aula Magna del NIC (FI) ing. libero

3  ARSENICO E VECCHI MERLETTI (dal 11 al 16/02)

Teatro della Pergola (FI) ing. da €21,00 a €37,00

3  TRE ROTTURE (dal 11 al 15/02)

Teatro di Rifredi (FI) ing. da €16,00

3  CIRCO KAFKA (dal 11 al 23/02)

Teatro Magnolfi (PO) ing. €14,00

Mercoledì 12

3  ORT - GIOVANNI SOLLIMA

Teatro Verdi (FI) ing da €15,00

Giovedì 13

3  MODENA CITY RAMBLERS

Teatro Puccini (FI) ing. da €23,00

3  ROMEO E GIULIETTA NATI SOTTO CONTRARIA STELLA

Teatro Verdi (FI) ing. da €19,00

3  ANGELO DURO DA VIVO

TuscanyHall (FI) ing. da 20,00

3  GIACINTO DI PIETRANTONIO - LA MERAVIGLIA TALKS

Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero

3  TALK ALLA SPINA/DEGUSTAZIONE DI BIRRE (13-20-27/02)

Manifattura Tabacchi (FI) ing. su prenotazione

Venerdì 14

3  AXTO (dal 14 al 15/02)

Teatro Cantiere Florida (FI) ing. €15,00

3  RICCARDO ROSSI (dal 14 al 15/01)

Teatro Puccini (FI) ing. da €22,00 +ddp

3  LES NEGRESSES VERTES

Auditorium Flog (FI) ing. €20,00 +ddp - €25,00 all’ingresso

3  IL PICCOLO PRINCIPE (dal 08 al 09/02)

3  LILITH AND THE SINNERSAINTS

3  ERIC FRIEDLANDER THROW A GLASS

3  ROYAL VIBES DJ SET

3  QUEEN PARTY - KILLER QUEEN IN CONCERTO

3  TOSCA (dal 14 al 16/02)

3  KIM BOMSORI - RAFAŁ BLECHACZ

3  PIERRE BASTIEN

Teatro Puccini (FI) ing. €18,00

Associazione Vie Nuove - Pinocchio Jazz (FI) ing. €12,00 Auditorium Flog (FI) ing. €5,00 +ddp - €8,00 all’ingresso Teatro della Pergola (FI) ing. da €17,00

3  DJ VANESSA

Hangar Firenze (FI) ing. NP

3  FULLIN LEGGE FULLIN (dal 08 al 09/02)

Associazione Culturale il Lavoratorio (FI) ing. NP 3  COSMETIC Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera

21>23 FEBBRAIO 2020

TEATRO NICCOLINI

Domenica 09

di Luigi Dei Regia Paolo Valerio

Circolo Il progresso (FI) ing. NP Hangar Firenze (FI) ing. NP

Teatro Goldoni (FI) ing. da €31,20 Sala Vanni (FI) ing. €20,00 - €13,00 +ddp prevendita

Sabato 15

3  GIRO GIRO MONDO - ALLA SCOPERTA DELLA RUSSIA

Biblioteca delle Oblate (FI) ing. libero su prenotazione

3  INDIPENDENZA ANTIQUARIA (dal 15/02 al 16/02)

Piazza dell’Indipendenza (FI) ing. libero


Musica 3  ALEXANDER HAWKINS & MARCO COLONNA

Associazione Vie Nuove - Pinocchio Jazz (FI) ing €12,00

3  FABRIZIO DE ANDRÈ 80 - VIA DEL CAMPO IN CONCERTO

Auditorium Flog (FI) ing. €6,50 +ddp - €10,00 all’ingresso

3  POLE ART ITALY 2020 FLORENCE (dal 15 al 16/02)

TuscanyHall (FI) ing. da €27,00

3  MIKHAIL PLETNEV

Teatro della Pergola (FI) ing. da €17,00 3  THE (VAN) BEETHOVEN GAMES (dal 15/02 al 15/03) Teatro del Maggio (FI) ing. da €5,00 3  KEY.NA DJ SET Hangar firenze (FI) ing. NP 3  GENERAL STRATOCUSTER Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera

Domenica 16 3  CENERENTOLA

Teatro Puccini (FI) ing. €8,00 3  LA DEMOCRAZIA DEL CORPO (dal 16/02 al 30/04) Cango (FI) ing. NP 3  FIERUCOLA DEI SEMI Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero 3  ORT ATTACK Relais Santa Croce (FI) ing. da €10,00 3  JORDI SAVALL Teatro della Pergola - Saloncino (FI) ing. da €17,00 3  CHI HA PAURA DEI MOSTRI? (dal 16 al 18/02) Teatro di Rifredi (F) ing. NP

Lunedì 17

3  LES ARTS FLORISSANTS – PAUL AGNEW

Teatro della Pergola - Saloncino (FI) ing. da €17,00

Martedì 18

3  I MARTEDÌ DEL CONSERVATORIO CHERUBINI (18.25/02)

Institut français Firenze (FI) ing. libero

3  THE DEEP BLUE SEA (dal 18 al 20/02)

Teatro Goldoni (FI) ing. €29,00

3  IL SIGNOR DIAVOLO

Spazio Alfieri (FI) ing. €7,00

Mercoledì 19

3  LA COMMEDIA DELLA VANITÀ (dal 19 al 23/02)

Teatro della Pergola (FI) ing. da €21,00 a €37,00

3  ELLIOTT MURPHY

Circolo Il progresso (FI) ing. NP

Teatro

Arte

Venerdì 21

Biblioteca delle Oblate (FI) ing. NP 3  UNA TRAGEDIA REALE (dal 21 al 22/02) Teatro Cantiere Florida (FI) ing. €15,00 3  ASCANIO CELESTINI - BARZELLETTE (dal 21 al 22/02) Teatro Puccini (FI) ing. da €18,00 +ddp 3  MOLECOLE D’AUTORE IN CERCA DI MEMORIA Teatro Niccolini (FI) ing. da €11,00 3  QUEEN AT THE OPERA TuscanyHall (FI) ing. da €27,00 3  D’IUORNO Circolo Il Progresso (FI) ing. NP 3  DON PASQUALE (dal 21/02 al 04/03) Teatro del Maggio (FI) ing. da €40,00 3  SALONE INTERNAZIONALE DELL' ARCHEOLOGIA Palazzo dei Congressi (FI) ing. NP 3  STATT’ZITT LIVE GE’SCARPATP Hangar Firenze (FI) ing. NP

Sabato 22

Biblioteca Villa Bandini (FI) ing. libero su prenotazione

3  LA FABBRICA DEI BOTTI

Associazione vie nuove - Pinocchio Jazz (FI) ing. €12,00

3  VIRGINIA RAFFAELE IN SAMUSÀ (dal 22 al 23/02)

Teatro Verdi (FI) ing. da €25,30

3  LA PORTA DEL SILENZIO (dal 22 al 23/02)

Teatro Le Laudi (FI) ing. NP 3  UN TRAM CHIAMATO DESIDERIO (dal 22 al 23/02) Teatro di Cestello (FI) ing. €16,00 3  TARANTINO PULP KARNIVAL PARTY Auditorium Flog (FI) ing. €8,00 - €5,00 in costume 3  JERUSALEM QUARTET Teatro della Pergola (FI) ing. da €17,00 3  L’ELISIR D’AMORE PER I BAMBINI (dal 22/02 al 08/03) Teatro del Maggio (FI) ing. €20,00 3  LA TRAVIATA (dal 22/02 al 02/04) Teatro del Maggio (FI) ing. da €30,00 3  PERCUSSION EXPERIENCE CON GENTE SCARPATO Hangar Firenze (FI) ing. NP 3  WHERE ELSE? - MARTA BELLU Cango (FI) ing. €12,00 3  ACQUA ALTA HIGH TIDES (dal 22/02 al 09/05) Galleria Poggiali Firenze (FI) ing. libero

Palazzo Strozzi (FI) ing. NP

Teatro Verdi (FI) ing. da €15,00

3  LA SCORTECATA (dal 20 al 22/02)

Teatro di Rifredi (FI) ing. da €16,00

3  CONTENUTI ZERO VARIETÀ

Teatro Puccini (FI) ing. €20,00

3  DANZAFIERA 2020 (dal 20 al 23/02)

Fortezza da Basso (FI) ing. NP

3  NOTE AL MUSEO

Antica Canonica di San Giovanni (FI) ing. libero su prenotazione 3  WHEN THE RAIN STOPS FALLING (dal 20 al 23/02) Teatro Metastasio (PO) ing. da €11,00

Teatro della Pergola (FI) ing. da €21,00 a €37,00

3  TESNOTA

Spazio Alfieri (FI) ing. €7,00

Mercoledì 26

3  ALICE IN WONDERLAND

Teatro Verdi (FI) ing da €20,50

3  CAVEMAN - L’UOMO DELLE CAVERNE

Teatro Puccini (FI) ing. da €17,40

3  LORDI “KILLECTION TOUR 2020”

Viperclub (FI) ing. €28,00

Giovedì 27

3  ORT - LORENZA BORRANI

Teatro Verdi (FI) ing. da €15,00

3  ABBADREAM

TuscanyHall (FI) ing. da €17,00

3  NIENTE PANICO* (dal 28 al 29/02)

Teatro di Rifredi (FI) ing. da €16,00

3  THE EXPERIMENT

Teatro Niccolini (FI) ing. NP

3  WHISKY TRAIL

TuscanyHall (FI) ing. €17,00

3  BACKDOOR SOCIEY

Circolo Il Progresso (FI) ing. NP

3  ANDY E NORMAN

Teatro Puccini (FI) ing. €18,00

3  ALEXANDER LONQUICH

Teatro del Maggio (FI) ing. da €20,00

3  2TONY SOTTO

Hangar Firenze (FI) ing. NP

3  SEXY MOVERS - AURELIO DE VIRGILIO

Cango (FI) ing. €12,00

Sabato 29

3  GIRO GIRO MONDO - ALLA SCOPERTA DEL MAROCCO

Biblioteca Mario Luzi (FI) ing. libero su prenotazione

3  PATRES

Teatro Cantiere Florida (FI) ing. €15,00

3  SHEKU KANNEH-MASON + ISATA KANNEH-MASON

Teatro della Pergola (FI) ing. NP

3  CALIBRO 35

Auditorium Flog (FI) ing. da €16,50

Teatro Puccini (FI) ing. €8,00 3  FIERA PROMOZIONALE SANTO SPIRITO Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero 3  CONVERSANDO CON LUDWIG Relais Santa Croce (FI) ing. da €10,00 3  JERUSALEM QUARTET – HILA BAGGIO Teatro della Pergola - Saloncino (FI) ing. da €17,00 3  “MI CHIAMO ERIK SATIE COME CHIUNQUE…” Aula Magna del NIC (FI) ing. libero

3  ORT - DANIELE RUSTIONI - RUBINO

3  I SOLITI IGNOTI (dal 25/02 al 01/03)

Venerdì 28

3  IL MIO LIBRO PREFERITO

3  LA LAMPADA DI ALADINO

3  TOMÀS SARACENO - ARIA (dal 20/02 al 19/07)

Eventi

Martedì 25

3  PONTE DI BABELE

Domenica 23

Giovedì 20

Cinema

Lunedì 24

3  GREASE (dal 29/02 al 01/03)

Teatro Verdi (FI) ing da €25,00

3  OSSESSIONE PERICOLOSA (dal 29/02 al 01/03)

Teatro Le Laudi (FI) ing. NP

3  UN GRANDE GIRO D’AMORE (dal 29/02 al 01/03)

Teatro di Cestello (FI) ing. €18,00

3  STOLEN APPLE

Circolo Il Progresso (FI) ing. NP

3  LE BLOND DJ SET

Hangar Firenze (FI) ing. NP

3  DUST & THE DUKES

3  IAN BOSTRIDGE – JULIUS DRAKE

Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera

Teatro della Pergola -Saloncino (FI) ing. da €17,00

20/02

21-22/02

14-15/02

28/02 Teatro Puccini www.teatropuccini.it inizio spettacoli ore 21.00


Febbraio da non perdere TRE ROTTURE DALL'11 AL 15 FEBBRAIO TEATRO DI RIFREDI Presentato con successo in prima nazionale nell’edizione appena conclusa del prestigioso Napoli Teatro Festival, "Tre rotture" è un testo, mai tradotto e rappresentato in Italia, del francese Rémi De Vos, uno dei più interessanti autori della nuova drammaturgia europea, ma ancora sconosciuto da noi. L'incomunicabilità, l'angoscia, l'astrattezza della vita sociale contemporanea raccontate attraverso la lente d'ingrandimento di un entomologo o di un medico legale che analizza le sottili dinamiche dei rapporti interpersonali e, più specificatamente, di coppia. Il classico triangolo da pochade borghese - lui, lei e l'altro - ma declinato in maniera paradossale e grottesca. L'umorismo chirurgico e politicamente scorretto di De Vos affonda il bisturi nello sfinimento dei rapporti di coppia in una società occidentale banalmente benestante, scioccamente edonistica e fatalmente destinata all'estinzione.

SHEKU KANNEH-MASON + ISATA KANNEH-MASON 29 FEBBRAIO TEATRO DELLA PERGOLA Fra i musicisti classici più influenti e interessanti dell’ultimo periodo, figura sicuramente Sheku Kanneh-Mason. Il suo talento lo ha portato ad esibirsi al Royal Wedding del Principe Harry e Meghan Markle lo scorso mese di maggio. Grazie alla sua trionfale esibizione, il diciannovenne musicista afro-britannico si è aggiudicato, con “Inspiration”, l’album del suo debutto, non solo la posizione numero uno nella classifica degli album di musica classica, ma anche il titolo di album più venduto del 2018 in questa categoria. Per questa prima apparizione in Italia, sarà accompagnato dalla sorella Isata al pianoforte per un programma che combina grandi pagine classiche e composizioni contemporanee. Sheku Kanneh-Mason suona un violoncello Antonio e Girolamo Amati del 1610, su gentile concessione di una collezione privata.

GIOVANNI SOLLIMA 12 FEBBRAIO TEATRO VERDI

LA DEMOCRAZIA DEL CORPO DAL 16 FEBBRAIO AL 30 APRILE CANGO

Mercoledì 12 febbraio (ore 21.00) sul palco del Teatro Verdi di Firenze per i concerti targati ORT, sarà protagonista un vero virtuoso del violoncello: Giovanni Sollima. Un musicista - che vestirà anche i panni di direttore - per cui suonare non è un fine, ma un mezzo per comunicare. Con la sua empatia e professionalità riesce a far appassionare anche gli ascoltatori non abituali. Questa volta stupirà con due capisaldi del repertorio: il Concerto n.2 di Haydn e le Variazioni su un tema rococòi Čajkovskij. In programma anche due brani da lui stesso composti e un suo arrangiamento per violoncello e archi di “Knots”, ultima traccia dell'album Octopus (1972) della band progressive rock Gentle Giant.

La democrazia del corpo 2020 inaugura domenica 16 febbraio con Kevin Jerome Everson, importante artista americano dalla multidisciplinare personalità (cinema, pittura, scultura e fotografia. A Cango viene proposta la videoinstallazione We was up there, we was waiting on them alla presenza dell’artista che incontra il pubblico. A cura di BHMF Black History Month Florence. NOVISSIMI è la rassegna dedicata ad artisti under 35 con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma Per Chi Crea. Cango ospita i lavori di giovani coreografi impegnati in una significativa ricerca sui linguaggi del corpo: Marta Bellu presenta in prima assoluta Where Else? su musica dal vivo di Donato Epiro (22 febbraio), Aurelio Di Virgilio propone in prima assoluta Sexy movers (28 febbraio), Camilla Monga porta sul palco Duetto in ascolto.

ELLIOTT MURPHYY WITH OLIVER DURAND 19 FEBBRAIO CIRCOLO ARCI PROGRESSO Dopo oltre 15 anni torna a Firenze Elliott Murphy in compagnia di Olivier Durand. Newyorkese e cantautore di culto, Elliott Murphy è un personaggio dalle varie contaminazioni, cresciuto nei club underground della Grande Mela con Lou Reed, New York Dolls, David Byrne e Patti Smith, ma in seguito avvicinatosi anche a Bruce Springsteen, suo grande amico e spesso sul palco e nei dischi con lui, nell'arco della sua carriera. Veterano rocker e autore, la sua carriera nella musica e nella letteratura è più attiva che mai, vanta oltre 35 album. Il suo ultimo lavoro discografico “Ricochet”, uscito in ottobre 2019, è un album eclettico di outtakes, versioni live e brani precedentemente non pubblicati degli ultimi 20 anni della carriera discografica dell'artista di quarantacinque anni, comprese le cover di brani iconici di Bob Dylan, Bruce Springsteen e Tom Petty e undici brani originali.

CALIBRO 35 29 FEBBRAIO AUDITORIUM FLOG “Momentum” - uscito il 24 gennaio per la milanese Record Kicks rappresenta un nuovo punto di partenza per i Calibro 35, una delle formazioni contemporanee che più è riuscita a superare declinazioni di genere e forme espressive, mantenendo una personalità totalmente riconoscibile e apprezzata a livello internazionale. Il risultato è un disco di rara intensità in cui gli scenari disegnati dai Calibro sono più che mai variopinti, talvolta rarefatti e sognanti, ma sempre carichi di energia, grazie a una sezione ritmica che supporta il raffinato lavoro armonico ulteriormente arricchito da nuovi timbri e colori. Come se i Comet is Coming fossero diretti da Morricone, Tortoise e JPEGMafia unissero le forze con DJ Signify e Stelvio Cipriani, producendo un suono senza tempo né punti cardinali.


ACCADDE a FEBBRAIO di Riccardo Morandi e Virginia Landi

NASCE DOLLY, IL PRIMO ANIMALE CLONATO - FEBBRAIO 1997 Nel febbraio 1997 a Roslin, in Scozia, viene annunciato sulla rivista Nature il successo della prima clonazione di un mammifero, ottenuto dalle cellule di un individuo adulto, la pecora Dolly. Quando appresi quanto accaduto ero molto piccola ma la notizia mi emozionò tantissimo; al tempo avrei tanto voluto un fratello o una sorella senza dover scomodare troppo mia madre e la clonazione mi sembrò da subito un’ottima soluzione. Dolly, la pecora di razza Finn Dorset, “figlia” del team di scienziati di Ian Wilmut e Keith Campbell e creata al Roslin Institute nel luglio del 1996, divenne ben presto l’ovino più famoso del mondo. Sette anni più tardi, il 14 febbraio 2003, la pecora Dolly muore a seguito di alcune complicazioni. L'animale è conservato nel Royal Museum di Edimburgo e la sua storia aprì la strada ad altri nuovi esperimenti, fra i più noti il toro Galileo e la cavalla Prometea, creati dall'italiano Cesare Galli.

LA STRAGE DI SAN VALENTINO - 14 FEBBRAIO 1929 Abbinare i termini “strage” e “San Valentino” è quasi poetico, rimanda alle stragi di cuori di giovani belli e speranzosi. Apre, nella nostra immaginazione, orizzonti romantici, da film di tempi che furono, tipo “Casablanca” o meglio ancora “Sapore di Sale”. Niente di tutto questo è quello che avvenne nella città bagnata dal lago Michigan targata Blues Brothers, ovvero Chicago: un freddo giovedì sera del 1929, quattro gangster, di quelli veri, travestiti da poliziotti, fecero irruzione in un garage di North Clark Street, una strada nella parte nord vicina al lago. Lo scopo era un’esecuzione della banda rivale a quella di Mr. Al Capone (mica uno a caso): obiettivo perfettamente raggiunto, visto che le vittime scambiarono i loro colleghi realmente per poliziotti, facendosi disarmare e sostanzialmente giustiziare. Tutti morti, con più di 50 colpi a testa. Uno di loro, tale Frank Gusenberg, era ancora vivo (per poco) all'arrivo della polizia, ma alla domanda su chi gli avesse sparato rispose "nessuno mi ha sparato". Quando si dice la professionalità.

LANCIO DI FACEBOOK - 4 FEBBRAIO 2004 Siamo sicuri che quei ragazzi non lo avevano minimamente immagino. Non avevano immaginato che quella paginetta con le foto tessere, creata per far ritrovare fra di loro gli studenti di Harvard, diventasse 'sta roba. Non avevano capito che il 4 febbraio 2004 avevano dato vita a una delle cose più potenti nella storia dei rapporti fra esseri umani. Perché se Instagram è un’enorme visione delle diapositive del mare su scala mondiale, se Twitter è l’agenzia di stampa personale attiva h24, Facebook è la conferenza stampa personale aperta sul mondo di tutti. Dal macellaio al professore, dal pensionato al politico. Tutto orizzontale, tutte le voci sono paritarie. Evitiamo, per alleggerire il box, di citare Umberto Eco, ma la rivoluzione è stata una cosa forse paragonabile nella storia del mondo all’invenzione dei lenzuoli con gli angoli, al porta carta igienica a due rotoli (chi non ce l’ha faccia questo passo), alle gomme da masticare in confetto senza zucchero. Un’evoluzione. Sì, no, forse. #Mettetelike.

FONDAZIONE DI YOUTUBE - 14 FEBBRAIO 2005 Chad Steve e Karim avevano fra i 26 ed i 28 anni in quel 2005. Dopo una breve esperienza per tutti e tre a Paypal, i ragazzi pensarono di creare un supporto online per condividere i clip delle loro vacanze con i parenti, distanti migliaia di chilometri da San Mateo, località che si affaccia sulla stessa baia di San Francisco. Non avevano idea di cosa stavano facendo: fondere la tv con il computer. Inutile parlare in termini tecnici e di funzionalità della piattaforma Youtube, detta italicamente “il tubo”, c’è solo da riflettere su come è stata rivoluzionata la nostra percezione di immagini in movimento: un passo simile alla trasposizione cinema/tv, dove quest’ultima suppliva (con i benefici dei questa espressione) al primo mezzo. Il tubo ha ribaltato gratuitamente il rapporto fra visualizzazione e visualizzatore, ma soprattutto è diventata forse l’archivio di filmati più grande che l’uomo abbia avuto a disposizione con solo una connessione. Un San Valentino rivoluzionario.

SUFFRAGIO FEMMINILE IN SVIZZERA - FEBBRAIO 1971 Febbraio sì, febbraio no. È il 1868, quando le donne di Zurigo chiedono, invano, il diritto di voto in occasione della revisione della Costituzione Cantonale. Invano come il seguente tentativo, che nel febbraio 1959 vede bocciare alle urne il progetto di legge sull’introduzione del suffragio femminile a livello federale, con il 66,9 percento di voti contrari, contro il 33 percento favorevoli. Soltanto il 7 febbraio del 1971, 53 anni dopo la Germania, 27 dopo la Francia e 26 dopo l’Italia, la Svizzera accorda il diritto di voto e di eleggibilità alle donne. La situazione si ribaltò decisamente con il 65,7 percento di voti favorevoli contro il 34,3 contrari. Un traguardo raggiunto grazie alle associazioni femminili svizzere e alla loro mobilitazione per ottenere la maggioranza del Popolo e dei Cantoni.

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I palcoscenici di febbraio di Tommaso Chimenti

S La Firenze teatrale entra nel vivo della stagione

arà il mese palindromo per eccellenza. Aspettando le 02.20 del 02.20. Cabala e segni matematici, il piatto è servito. In più è un anno bisestile. Intanto la Firenze teatrale entra nel pieno, nel vivo della stagione, inaugurando gli ultimi tre mesi di un'altra annata ricca di titoli, personaggi, di palcoscenico. Due campioni dell'affabulazione, in maniera diversa certamente, saranno al Teatro Puccini, prima Marco Paolini, con il suo intrinseco essere veneto, montano, nordico, poi Ascanio Celestini dalle borgate romane con tutto il suo carico di umanità, il suo bagaglio di storie di quartiere. Paolini ci porta dentro le pieghe di Ulisse con il suo Nel tempo degli Dei (1 febbraio) a contatto, in frizione, in eterna lotta con le entità che tutto governano, che non conoscono il passare del tempo, che non hanno percezione della morte: Ulisse siamo noi, curiosi e mortali. Poi arriva Celestini con le sue Barzellette (21-22 febbraio) che forse faranno ridere, ma amaramente, partendo dal suo libro omonimo e dialogando con la musica, sempre presente in scena con il cantore romano. Una bella doppietta d'alta qualità per il Teatro della Pergola: ecco Battiston con il suo

corpo che qualche anno fa era diventato Orson Welles e che adesso, data la stazza oltre che l'immensa bravura, si sdoppia in questo Winston vs Churchill (1-2 febbraio) tra l'uomo e il politico, tra l'intimo e lo statista pubblico. Altro titolo che attrae è certamente la trasposizione teatrale de I soliti ignoti (25-29 febbraio) con Vinicio Marchioni sugli scudi per ritornare agli anni del Dopoguerra più complicati, più faticosi ma anche più leggeri, quella leggerezza del vivere che adesso abbiamo perso nel benessere. Al Teatro Verdi due bei nomi: prima Ale e Franz con Romeo e Giulietta (13-15 febbraio) dove un gruppo di artisti di strada cialtroneschi interpreterà le vicende dei due giovani amanti veronesi, nello spirito delle compagnie di giro secolari. Da seguire assolutamente sarà anche Virginia Raffaele (22-23 febbraio) che ci porterà dentro le sue facce, i suoi personaggi, il suo caleidoscopio di voci in questo Luna Park che è la vita. Nel nostro personale viaggio nel teatro fiorentino di febbraio non può mancare il Teatro di Rifredi (fresco vincitore del Premio Ubu speciale) che presenta la novità Tre rotture (11-15), testo del francese Remi De Vos, con tre coppie sull'orlo di una crisi di nervi: si lasciano, si azzannano, non riescono più a capirsi in un gioco thriller, noir, amaro e intrinsecamente comico. Lasciatevi guidare.


ESSERI URBANI di Francesca Corpaci

di Tommaso Ciuffoletti

illustrazione di Lafabbricadibraccia

illustrazione di Marcho

I taccheggiatori

La Piera

P

are che nei supermercati - non quelli americani dei telefilm, bensì quelli comuni, familiari, nostrani: all'Esselunga, all'Eurospin o al Margherita, che un tempo c'era e forse ora non c'è più - pare che nei supermercati, dicevo, venga impiegato personale in borghese, e cioè individui privi di grembiulone e cartellino con le iniziali, umani abbigliati come normali clienti o anzi, travestiti da normali clienti con il solo infamante obiettivo di sgamare i taccheggiatori ed esporli al pubblico ludibrio, giacché in effetti che si chiamasse la pula non si è mai visto. Viene da interrogarsi sull’origine di tanto accanimento, ed è presto detta. Per illuminarla, si potrebbe ricorrere a concetti quali - in semiotica - significato e significante, la performance art degli anni Settanta, il socialismo e certi passaggi biblici, ma preferisco ripescare un esempio che uso da sempre; un fatto, secondo me, illuminante; un’immagine che riciclo con frequenza tale da indurre il sospetto che non ci sia più uno straccio di idea originale in questa rubrica, che dovrei forse - e sarebbe meglio - lavorare la terra, imparare una lingua, riciclare la plastica; ma l’esempio, posso garantirlo, è buono, e pertanto lo utilizzerò lo stesso. Si tratta del mio amico N., detentore di un part-time nell’editoria con una sfilza di straordinari mal pagati da far girare la testa. Le rare volte che si reca al super si fa consigliare dal personale bottiglie costose, che in seguito porta a casa senza pagare. Al tizio sotto mentite spoglie che lo fermerà, in un sabato pomeriggio del futuro, dirà che è cosa lecita appropriarsi di ciò che è già nostro.

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PERSONAGGI FIORENTINI

D

icono sia lo spirito fiorentino. Sarà... ma a me inizia a stare sui coglioni. Mi riferisco a quella supposta ironia, in nome della quale certi lavoratori vengono chiamati con appellativi offensivi come "il Merda", "il Lurido" e così via. Questo tanto per essere chiari e per non nasconderci dietro un dito d'ipocrisia. Perché questo ritratto è dedicato alla Piera, istituzione fiorentina che sta nel chiosco dei panini dietro la Maratona, a Campo di Marte. A lei e a tutti coloro che come lei lavorano fino a tarda notte, per strada, a un pubblico vario e variamente acconciato. “Guarda che in realtà è piena di soldi e gira in Mercedes”. Questo mi son sentito rispondere più di una volta alle mie filippiche sull’avere rispetto delle persone che lavorano. Ho in uggia il complottismo e ancor più quelli che trovano una colpa guadagnare se si lavora; quindi non lo so se la Piera è piena di soldi e gira in Mercedes, ma so che se fosse vero ne sarei contento. In generale della Piera so poco, ci vado da sempre essendo nato e cresciuto a Campo di Marte -, ma di solito prendo il mio panino, bevo la mia birra, fumo una sigaretta e riparto. Lei è lì, spesso con sua figlia, ultimamente anche con suo nipote e mi piace questa cosa di una famiglia che lavora insieme. W la Piera!


Raccontando l’assurdo col cinema

Incontro con Maria Chiara Venturini di Caterina Liverani

I

È nata prima la passione per il cinema o per l’animazione? “Un giorno ho capito che dovevo guardare quanti più film possibili e così ho fatto, vedendo letteralmente di tutto ed è lì che ho scoperto l’animazione. Sono rimasta folgorata dal lavoro del regista ceco Jan Švankmajer, la sua oscurità mi ha ispirata”.

ciano parte della normalità. Un film recente che mi ha molto colpito è Midsommar. Era ora che si facessero film horror così! Non si capisce che cosa sia a terrorizzare, ma è sicuro che l’inquietudine ti rimane appiccicata addosso. È l’ipotesi che l’assurdo possa realizzarsi. Il successo di film come questo mi spinge a coltivare la mia visione”.

Chi è Maria Chiara? “Una che è arrivata al cinema per caso, perché aveva esaurito tutti gli strumenti che aveva per esprimersi. Ho iniziato con la fotografia e, benché sia rimasta una delle mie passioni, ho capito che non sarebbe stata il mio lavoro. Sentivo che c’era altro da esplorare, allora ho iniziato a disegnare e ho proseguito la mia ricerca. Sono andata in Australia dove ho lavorato per un fotografo, studiato l’inglese e il cinema prima di approdare a Los Angeles”.

Nel tuo lavoro c’è un’evidente ricerca letteraria oltre che cinematografica. Quali sono i tuoi scrittori e registi di riferimento? “Sono una lettrice accidentale e un po’ smemorata, per questo ho sempre annotato su una delle mie agende qualsiasi cosa abbia visto o letto. Disegno personaggi, annoto osservazioni di questo mondo che mi piace definire grottesco. Tra i registi uno dei miei riferimenti è sicuramente Fellini che prendeva nota dei suoi sogni. Credo che il vero lavoro di un regista stia nell’osservare il quotidiano e rielaborarlo. A me piace notare in tutto l’assurdo, ed è una cosa che mi capita spesso sia quando da Los Angeles torno ad Arezzo che viceversa. Vedo cose che fatico a convincermi che fac-

Il 2019 è stato un anno molto importante che ha visto presentato, durante la Settimana della Critica alla Mostra di Venezia, il tuo ultimo cortometraggio Fosca. Progetti per il futuro? “Mi sto rendendo conto solo ora a mesi di distanza cosa ha significato il passaggio a Venezia di Fosca. Lo avevo pensato come un “biglietto da visita” da presentare ai produttori a Los Angeles durante i meeting, ma non che potesse arrivare a tanto. Adesso sto per tornare negli Stati Uniti. Ho una manager molto brava e ho scritto due film, uno dei quali particolarmente complesso tanto che temo di spaventare i produttori! (ride). Ma la verità è che non vedo l’ora”.

HOLLYWOOD A FIRENZE EDITION

up&down

l lavoro di Maria Chiara Venturini, classe 1992, nata ad Arezzo ma di casa a Los Angeles, è insolito, accattivante, deliziosamente dark e irriverente. Un fantastico e grottesco mix fra elementi felliniani e burtoniani, con delle incursioni in una autorialità più contemporanea come quella di Jennifer Kent (Babadook). Per entrare nell’universo di Maria Chiara è consigliato iniziare dal suo curatissimo sito mariachiaraventurini.com dove sono raccolti i suoi principali progetti (videoclip musicali e cortometraggi) presentati al visitatore con lo stile gotico che caratterizza anche la sua regia.

Annoto osservazioni di questo mondo che mi piace definire grottesco

L’orizzonte di gloria

Il viale del tramonto

HANNIBAL Quanta soddisfazione ancora oggi nel vedere il Dottor Hannibal Lecter spassarsela tra monumenti e chiese nella sua amata Firenze dopo aver messo nel sacco l’FBI e versato fiumi di sangue. Nessuno a Hollywood è più riuscito a rendere la città così divertente in un film, come Ridley Scott con Hannibal. Si racconta di una comparsa che sul set chiese sfacciatamente a Sir Anthony Hopkins se invece dell’autografo potesse darle un piccolo morso sul braccio. I selfie ancora non esistevano: altri tempi, altre tempre. Gran film.

6 UNDERGROUND Chiariamo subito: nessun monumento è stato maltrattato per realizzare 6 Underground, la super-produzione Netflix che il regista Michael Bay ha voluto ambientare in parte a Firenze. La trama del film è trascurabile, si può però supporre che la scelta di mettere in scena uno scatenato inseguimento automobilistico nelle anguste vie del centro storico, sia una sorta di giocosa dissacrazione. In parte l’obiettivo è centrato ma, più di tutto, la sequenza fiorentina di Bay sembra la parodia di una lezione di guida fatta da un istruttore sbruffone a un principiante pazzoide. 25


Conservare il cibo senza pellicola di plastica

La soluzione è il panno cerato di Marianna Piccini

L

a pellicola di plastica avvolge tutto il nostro cibo, è ovunque, e ci abbiamo talmente tanto fatto l’abitudine che non ce ne accorgiamo neanche più! Sembra così innocua, fine, leggera e trasparente, eppure è uno dei materiali più pericolosi per il nostro ecosistema. Proprio perché è così fine si trasforma molto più velocemente in microplastica invadendo ogni più piccolo spazio del nostro pianeta e, se finisce in acqua, tartarughe e pesci la mangiano pensando sia una medusa. Insomma... sarebbe meglio farne a meno. Eccovi quindi una semplicissima alternativa: i panni cerati. Il panno cerato non è altro che un pezzo di tessuto reso impermeabile perché imbevuto in cera naturale, solitamente cera d’api, che prende e rimane nella forma che desideriamo in base a come lo modelliamo. Può avvolgere un frutto lasciato a metà da conservare in frigo, coprire una ciotola con gli avanzi o incartare un panino da

portare a scuola... insomma le possibilità sono infinite. È talmente semplice che si può fare benissimo anche in casa con pochi materiali. Tagliate un pezzo di tessuto di cotone della grandezza e della forma che desiderate, appoggiatelo sopra a un foglio di carta da forno, cospargetelo di cera d’api o cera vegetale in scaglie (che potete trovare anche in erboristeria), richiudete il tutto con un altro strato di carta da forno e stirate. Attraverso il calore del ferro da stiro la cera si scioglie e viene assorbita dal tessuto. Quando tutto il tessuto sarà ricoperto di cera va lasciato raffreddare, poi staccato lentamente dalla carta da forno e a quel punto il vostro panno cerato sarà pronto per essere utilizzato! È sconsigliato usarlo su carne e pesce, e anche su cibi caldi. Dopo ogni utilizzo è buon uso lavarlo con acqua tiepida (non calda altrimenti la cera si scioglie) e sapone neutro per evitare che sostanze chimiche entrino a contatto con il cibo. Questa alternativa alla pellicola è 100% ecologica e non tossica e vi durerà fino a 12 mesi.

UNA VITA IN UN ASTUCCIO: IL FINTOCOLTO A FONTE LUCENTE di Walter Tripi

S

e qualcuno vi chiedesse di sintetizzare l'intera vostra vita in un oggetto o in un'opera d'ingegno, cosa scegliereste? La fintocoltaggine potrebbe davvero dare il meglio di sé: non si tratta di un tatuaggio, che spesso cova un'occasione, un amore, un pilastro. Si tratta di ridurre a singolo, l'interezza delle proprie occasioni, amori, pilastri e pure di paure, errori, perdite. Un Fintocolto contemporaneo potrebbe decidere di indicare il proprio profilo Instagram: seguimi e vedrai, tra alte saturazioni e trip da Wikiquote, chi sono stato, ciò che ogni giorno divento e soprattutto quanto plastiche riescano a essere le mie posizioni tra feste e monumenti. Un Fintocolto Beat potrebbe invece affidarsi a un poemetto dai molti spazi bianchi, lasciando all'altrui interpretazione (e sbadiglio) tutto ciò che mai è riuscito a interpretare di sé. Uno romantico, invece, passerebbe ore tra le offerte di Amazon per scovare un oggetto che possa essere simbolo totale: un carillon, un mappamondo piumato, un giradischi di forma vintage in plastica eterna. Se invece doveste ereditare proprietà gigantesche al declivio delle colline di Fiesole, potreste sempre riversare lì tutto il vostro esistere, come ha fatto Paolo Peyron nel Bosco di Fonte Lucente. Il Bosco, oggi visitabile grazie alla Fondazione proprietaria, è un giardino in continua evoluzione, costruito su terrazzamenti progressivi, volti verso Firenze come punto di fuga e nobile fondale; ricco di statue venete, disseminate tra bosco e giardino all'italiana. Soprattutto - da qui il nome - ricco di fontane, tutte diverse, e un laghetto, nutriti da un'unica fonte cinquecentesca. Tra scalinate, pietra, oggetti d'arte e musica - esiste uno spazio dedicato a Riccardo Muti - stiamo parlando di un vero astuccio di meraviglia, a cui una persona ha dedicato la propria vita e ve l'ha riversata. Se però non avete un padre che vi lasci a disposizione ettari di verde, beh, l'idea del mappamondo piumato resta comunque un'alternativa originale.

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INCHIOSTRI MENSILI

I MESTIERI DEL LIBRO BESTIARIO EDITORIALE

di Luca Starita

I

Persona, personae

n latino, il termine per indicare la maschera, più precisamente quella teatrale, è persona, vocabolo che definisce oggi un essere umano, un individuo neutro, senza sesso, né età, né condizione sociale. Il rapporto quindi tra ciò che si è e ciò che si interpreta è strettamente collegato. L'autore che ha affondato il suo pensiero nel continuo gioco tra identità e personalità, tra realtà e apparenza, è Luigi Pirandello. In Uno, nessuno e centomila Pirandello racconta la storia di Vitangelo Moscarda, un uomo ordinario che, a seguito di un commento della moglie sul suo naso, si trova in un crescendo di consapevolezze che lo porteranno alla follia. L'uomo non è uno, è un nulla che esiste solo in quanto proiezione degli altri, i centomila. Sempre personaggio ordinario e dal nome ugualmente evocativo è Giuseppe Pigliacelo, il protagonista di Suicidi dovuti di Aldo Busi che a febbraio festeggia settantadue anni. Nell'ultimo giorno di un insolito Carnevale, il campanaro Pino decide di essere l'ultimo di una lunga e strana catena di suicidi. Anche qui i centomila, gli altri, hanno un ruolo predominante: accusato da una folla inferocita di essere un ignobile stupratore, Pino desiste e si abbandona alle accuse di atrocità mai compiute. Sempre a febbraio nasce Victor Hugo che rende protagonista, nel suo I miserabili, proprio quella folla che, descritta nella frammentarietà delle sue componenti, viene restituita al lettore nella sua totalità, come un essere vivente disgraziato che ha un unico destino comune.

di Carlo Benedetti

I

Il traduttore

l traduttore, pallido, con l’aria di chi è sempre a metà di qualcosa di molto importante, frequenta poco le redazioni e preferisce rinchiudersi in perfetta solitudine. Guarda ogni oggetto con sospetto perché ne vede due: uno per ogni lingua da o verso cui traduce. Non sorprenda, quindi, la sua goffaggine, che è frutto del vivere in un mondo doppio, più complesso del nostro. Alcuni traduttori si fanno incatenare alla sedia e biascicano parole in varie lingue, per settimane, maledicendosi, maledicendo le scelte fatte dalla terza media in poi. Più di uno si accascia, incapace di decidere quale, fra le sette traduzioni possibili di un phrasal verb, sia la migliore. Stuoli di giovani si affrettano a riempire gli spazi lasciati liberi, pronti a sbranare chi li ha preceduti a colpi di nuove traduzioni. Esistono due tipi di traduttori: i primi sognano di trovare una propria voce inconfondibile. Gioiscono quando leggono il proprio nome sul frontespizio e sperano di far dire ai lettori “ecco, è lui”; i secondi vorrebbero sparire, farsi trasparenti, assottigliarsi fino al punto in cui le parole entrano da sole in una lingua per uscirne in un'altra, senza sforzo, come una membrana cellulare che deve solo mantenere l’omeostasi. Per i lettori è impossibile distinguere gli uni degli altri. Dove puoi trovarlo in città? La Giuntina (https://www.giuntina.it/) è l’unica casa editrice europea specializzata in cultura ebraica che si rivolge a tutti i lettori. I traduttori degli oltre 800 titoli in catalogo conoscono Yiddish e Ebraico (moderno e antico). Mazel tov!

2019 20 Lorenza BORRANI direttore e violino

27 FEBBRAIO

musiche di Haydn, Zimmermann, Beethoven

Richard GALLIANO fisarmonica, mellow tone e concertatore

18 MARZO

musiche di Galliano, Piazzolla, J.S. Bach

inizio Concerti ore 21.00

1980 | 2020

orchestradellatoscana.it

Biglietteria via Ghibellina, 97 - Firenze 055 212320 da lun a sab - 10/13 e 16/19


F R AST U O N I di Gabriele Giustini

BILL FAY “COUNTLESS BRANCHES”

CALIBRO 35 “MOMENTUM”

FIELD MUSIC “MAKING A NEW WORLD”

La storia di Bill Fay è commovente. A noi piacciono le storie commoventi e proviamo a raccontarvela in pochissime righe. Fay è uno straordinario cantautore e pianista inglese che realizzò un paio di dischi rispettivamente nel ‘70 e nel ‘71. Dischi già belli, bellissimi, ma che rimasero un po’ sommersi per qualche oscuro motivo. Fay, non proprio un allegrone, ne soffrì non poco fino a quando, nel ’98, tipo mentre tagliava l’erba, ricevette una telefonata con la quale veniva informato della ristampa di quei due lavori. “Qualcuno mi ha ascoltato allora” pensò. Ci rifletté quei quindici anni e, nel 2012, tornò con un nuovo album di inediti intitolato “Life Is People”, acclamatissimo. Nel 2015, un altro disco, “Who Is the Sender?”, altrettanto acclamato. Sempre di culto, ma finalmente qualcuno si era accorto di quanto fosse preziosa la sua tristezza e la sua musica. Oggi è disponibile “Countless Branches”, nuovo album di Fay e disco che segna il momento più prolifico della sua carriera. Il disco, dall’approccio più minimale e istintivo, è una raccolta di gioielli tenuti nascosti da Bill in questi ultimi 40 anni e che l’artista ha adesso deciso di pubblicare. Canzoni che non erano ancora finite, a volte solo delle bozze, che adesso emergono accompagnate da una nuova veste, con melodie e testi rinnovati. Canzoni che toccano, con l’usuale delicatezza e poetica, temi cari all’artista: natura, famiglia e ciclo della vita. Canzoni magnifiche.

Seppur mai in maniera eclatante, i Calibro 35 hanno tuttavia sempre cambiato qualcosa nei loro lavori. D’altronde, almeno all’inizio, la formula - colonne sonore e polizieschi rivisitati in salsa jazz-funk più qualche inedito qua e là - era quella e non c’era molto spazio per la fantasia. Ma via via c’era sempre quella sfumatura in aggiunta e quei due, tre inediti in più. Fino a quando le rivisitazioni sono quasi scomparse e, con il precedente “Decade”, è stato realizzato una sorta di colto bignami di tutto quello sin qui realizzato. Era quindi il momento perfetto per prendersi un rischio un po’ più grosso e, la creatura nata dagli sforzi di Cavina, Colliva, Gabrielli, Martellotta e Rondanini, non ha certo tenuto il freno a mano. Tanto “Decade” è stato il disco di riepilogo del percorso condiviso in questi dieci anni, quanto “Momentum” è invece il lavoro che anticipa ciò che sarà nei prossimi dieci. Dieci brani come un magma musicale e inclassificabile in cui convivono black music - ne è eccellente testimonianza il primo singolo ‘Stan Lee’ con la partecipazione di Illa J., sì fratello minore del povero J Dilla cosmic jazz, blaxploitation (ovviamente eh), jazz, synth (tantissimi synth), suoni algidi talvolta rarefatti ed elettronica analogica e vera. “Momentum” è ricco di nuovi spunti e di prime volte - ci sono più brani cantati che in passato - ed è un lavoro che certifica una volta di più l’eccellenza dei Calibro. Aspettiamo di vederli dal vivo - saranno alla Flog il 24 febbraio - per uscire sereni e sorridenti, tirandoci una pacca leggera sulle spalle e commentando con un “che band ragazzi, che band”.

Echi prog - spesso accostati alla musica dei Field Music - più concept album, più 19 brani più una certa lunghezza. Sono, questi, tutti elementi che solitamente mi tengono lontano da qualsiasi tipo di ascolto, causa una certa allergia a certi suoni, a certe chitarre, a certe voci. Come sempre, però, ci sono le eccezioni che confermano la regola, come “Making a New World”, il nuovo album della band di Sunderland, ottavo della loro carriera e seguito di “Open Here” di circa tre anni fa. Si tratta di un concept album, la cui tematica è quella delle conseguenze a lungo termine della Prima Guerra Mondiale anche se non strettamente un concept sulla guerra. Si parla di controllo del traffico aereo, di ultrasuoni, Piazza Tienanmen, di operazioni chirurgiche per il cambio di sesso e altro. Le canzoni sono nate da un progetto per l'Imperial War Museum e sono state eseguite per la prima volta nelle loro sedi di Salford e Londra nel gennaio 2019. Dal punto di vista musicale, che in fondo è quasi sempre la cosa che ci interessa di più, “Making a New World” è un lavoro più che mai solido in cui british-pop, prog rock, kraut, post rock - ‘Best Kept Garden’ sembra quasi un déjà vu dei Battles - e cenni new wave si legano magistralmente fra i solchi e le sfumature delle 19 canzoni, alcune di esse solo brevemente accennate in un minuto o poco più. Omogeneo ma al tempo stesso eclettico, “Making a New World” è un lavoro importante e necessario che pone definitivamente i Field Music fra i migliori esponenti del pop britannico contemporaneo e più colto.

Dead Ocean

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Record Kicks

Memphis Industries


Evento Internazionale

DanzaInFiera a Firenze di Tazio Andrei

L’

arte della danza e del ballo organizzate e proposte in un grande evento per i professionisti e per i curiosi del settore. Una manifestazione ben organizzata che torna a Firenze: DanzaInFiera in programma dal 20 al 23 febbraio alla Fortezza Da Basso. Gli amanti del ballo, e non solo, potranno aggiornarsi sulle novità del settore e sulle nuove discipline presenti nei circuiti del benessere come palestre e centri fitness. A tal proposito, per soddisfare le esigenze organizzative il programma è un fitto palinsesto ricco di even-

ti. Sono tantissime le lezioni gratuite, anche per i principianti e per chi volesse testare le proprie capacità con simpatia. Nei quattro giorni si potrà così accedere a lezioni, gare ed assistere alle decine esibizioni dei nomi più importanti del panorama internazionale. Sono previsti oltre 400 eventi distribuiti su 14 padiglioni per 20 mila ballerini attesi a garantire un’offerta di qualità sui vari palchi: semplici show all’insegna dell’intrattenimento e del divertimento, oltre alle tante competizioni e gare. DanzaInFiera è divenuto un appuntamento fisso anche per le aziende specializzate che si interfacciano direttamente con gli appassionati. Dunque non solo show ma anche

BAR SPORT di Riccardo Morandi

N

on solo di dolci e festività vive lo sportivo, tanto meno lo sportivo in inverno (che magari socializza meglio davanti a una chiara media). Il febbraio fiorentino è sempre denso di appuntamenti che prescindono magari i picchi glicemici dovuti al consumo di schiacciata alla fiorentina, talvolta ereticamente mescolata a crema chantilly. Ma veniamo per gradi, parlandovi per prima cosa di un evento storico, ovvero la partita dell’assedio del Calcio Storico Fiorentino. Bene, non è sport, non ci son campionati, non ci sono stadi. Ma è “l’evento” storico per eccellenza dove una palla si muove davanti a calcianti, nel ricordo di quel 17 febbraio 1530 dove Piazza Santa Croce divenne teatro di una delle più importanti sfide lanciate dalla Repubblica Fiorentina, assediata, all’imperatore Carlo V, assediante. Torniamo agli eventi codificati, per segnalarvi gli appuntamenti all’Artemio Franchi dei calciatori viola: Fiorentina - Atalanta (2 febbraio) e Fiorentina - Milan (23

strategie ed iniziative promozionali per i canali trade e field marketing. Un luogo di incontro di tutte le declinazioni della danza. Infatti negli ultimi anni si è registrato un costante incremento di partecipanti tra gli amanti dello sport e del fitness: nuovi balli come forma di allenamento alternativa senza tralasciarne l’aspetto ludico. Sarà l’occasione di poter accedere a lezioni gratuite di Zumba, cosi come del più “tradizionale” latino americano. Contrariamente al luogo comune diffuso in città “a Firenze non c’è mani niente da fare” DanzaInFiera rappresenta un appuntamento di eccellenza. Un vero e proprio Expo di livello internazionale.

febbraio). Non ci sarà ancora il mago Ribery, ma le speranze di un mercato proficuo, di cui lo scrivente sa tutt’ora ben poco, non possono che farci recare baldanzosi (?) in zona Campo di Marte. Mentre al femminile la compagine calcistica fiorentina affronterà il Milan in Coppa Italia (8 febbraio) e Sassuolo in campionato (15 febbraio), gli altri sport presentano un derby dell’hinterland fiorentino non propriamente da ridere. Serie A, volley femminile, Firenze (o meglio San Casciano) contro Scandicci. Segnatevi la data, che non è da perdere: 23 febbraio. Il giorno del giudizio per due autentiche realtà nazionale della pallavolo, ovvero il Bisonte Firenze e la Savino Del Bene, quest’ultima orgoglio dello sport scandiccese e più volte stata negli ultimi anni fra le primissime d’Italia. Un derby che si preannuncia super caldo, anche se forse non caldo e tosto come i terzi tempi dei match dei fiorentini Medicei, realtà importantissima della TOP 12 nazionale di rugby, che andranno in questo mese a sfidare in casa prima il Mogliano Rugby 1969 (8 febbraio) e poi il gigante Petrarca Padova (15 febbraio). Appuntamento per gli amici della palla ovale allo Stadium Rugby M. Lodigiani, vicino vicino l’Artemio Franchi.

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Città in Musica

Febbraio tra jazz e rock di Giulia Focardi

F

ebbraio a Firenze inizia con un grande e atteso ritorno: i Diaframma sul palco della Flog, il 1 febbraio. Oltre 40 anni di carriera, 20 dischi in studio, un pezzo di storia della new wave italiana dagli anni '80 a oggi per una band che continua ad avere successo e appeal verso diverse generazioni di fan. Federico Fiumani e compagni sono uno dei gruppi intramontati e ancora saldamente ancorati alla scena nazionale, capaci di produrre sempre nuova musica (l’ultimo disco “L’abisso” è stato pubblicato meno di due anni fa) per un progetto che sembra aver trovato un proprio equilibrio stabile nei membri della band (Fiumani è l’unico membro fondatore ancora in attività con i Diaframma). Come sempre, da non perdere. Sempre alla Flog, il 14 febbraio, Les Négresses Vertes faranno vibrare il palco e il pubblico festeggiando il 30° anniversario della pubblicazione di “Mlah”, il loro disco più famoso, vera e propria impronta di questo gruppo carismatico e poliedrico, figlio della Parigi ope-

raia degli anni ’80. La loro musica continua ad essere una irresistibile miscela di suoni nordafricani, gitani, reggae, ska, uniti alla più tradizionale chanson français; uno stile che si contraddistingue ancora oggi rendendoli uno dei gruppi folk-rock più conosciuti al mondo. A fine mese invece ci spostiamo a Sesto Fiorentino per Sesto Jazz che ritorna, tra Teatro della Limonaia e Villa Gerini, con tre date di alta qualità artistica (inizio concerti ore 21:30): l’inizio è previsto il 21 febbraio con il compositore, batterista e percussionista svizzero Julian Sartorius. Artista a tutto tondo e creativo, i suoi pattern ritmici sono inedite escursioni alla ricerca di suoni nascosti che eliminano la distanza fra il timbro naturale degli strumenti e la musica elettronica sperimentale. La rassegna prosegue il 22 con un trio che unisce sullo stesso palco il trombettista Ralph Alessi, il contrabbassista Thomas Morgan e il compositore e batterista israeliano Ziv Ravits, e si chiude il 23 con il concerto della vocalist e performer Leïla Martial insieme a due talenti del jazz italiano: Stefano Tamborrino (batteria) e Francesco Diodati (chitarra).

La loro musica continua ad essere una irresistibile miscela di suoni 31


FIRENZE NO COST di Marco Tangocci e Davide Di Fabrizio

LE FAVOLOSE

2E½

Firenze NoCost è la guida (anti)turistica più pazza che ci sia e i suoi autori hanno mappato per anni fontanelle, vinai, scorciatoie, trattorie sconosciute; portano in giro storie, immagini, suoni di questa città. Per i lettori di Lungarno consigliano “le favolose due e mezzo”, divise per rione. www.nocost.guide

Nuove aperture

Mettetevi comodi e fatevi una pizza di Raffaella Galamini

U

n grande ritorno a Firenze per gli amanti della pizza. Dopo una lunga attesa Giovanni Santarpia ha riaperto in via Senese. “Un locale per mangiare pizze e non solo, in un ambiente che concilia qualità e semplicità” così ha spiegato la sua scelta il pizzaiolo, per tanti anni premiato con i Tre Spicchi del Gambero Rosso. In menù a dettare legge sono stagionalità e territorialità per una cucina che, tra novità e sperimentazioni, rimane legata alla tradizione campana. Grande attenzione ai fornitori e alla qualità della materia prima, al resto pensa Giovanni al forno. La pizzeria si compone di due sale, per un totale di circa 50 coperti: qui si può prenotare un tavolo. Ai due banconi adiacenti al forno si può mangiare senza prenotazione, avendo la possibilità di veder sfornare le pizze in diretta. Giorno di chiusura il lunedì, aperto solo a cena e a pranzo su richiesta. Info: via Senese 155R, Firenze, tel 055/9338245, www. giovannisantarpia.com. Le piacevoli sorprese per gli amanti della pizza non finiscono qui: Don Fefè ha aperto un nuovo locale su Lungarno Colombo (www.donfefe. it). Uno spazio dove apprezzare le

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pizze dei fratelli Sorrentino e un menù in equilibrio tra Campania e Toscana. Cresce la presenza de Il Vecchio e il Mare in via Gioberti con l’apertura di Street, locale che, come dice il nome stesso, punta sul cibo da strada. Pizze di ogni tipo: in teglia, al vapore, alla pala, focaccine tonde, cecina, focaccia di Recco, pizzette e schiacciata da consumare all’interno del locale o da acquistare in versione asporto per gustarle direttamente a casa. Dalla pizza all’arredo di lusso: ritorno in grande stile per Poltrona Frau (www. poltronafrau. com/it). Ha aperto un negozio dall’ambientazione di design in via della Fornace. Tra grandi vetrate ad arco e un soffitto con travi di legno a vista, vengono proposti i grandi classici da sempre protagonisti nel catalogo Frau e le nuove collezioni presentate al Salone del Mobile.

Il ritorno di Santarpia, Don Fefè e Il Vecchio e il Mare raddoppiano. Sbarca in città Poltrona Frau

Santa Croce

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BAR “QUELO”

BORGO SANTA CROCE 15 MAR-DOM 8.30-1.00

Per un aperitivo economico e vegetariano (o anche vegano) in un ambientino allegro passate da Quelo. L’aperitivo inizia alle 19.30 e non prevede sovrapprezzi. Voi scegliete la bevuta tra birra (4-5€), calice di vino (4-7€) o uno degli ottimi cocktail (5-6€) e poi spilluzzicate liberamente dal bancone, sul quale troverete crostini misti, pasta fredda, cous cous di verdure ecc. Ah, non tutti sanno chi è Quelo e noi diamo un indizio: “la risposta è dentro di te, epperò è sbagliata!” (C.G.).

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SUSHI “IYO IYO”

VIA G. VERDI 12R LUN-SAB 12.00-15.30 E 19.00-3.00 DOM 12.00-15.30 E 19.00-00.00

Lo conoscono in pochi e i pochi che lo conoscono lo amano, a patto che amino la vodka. Teoricamente è una trattoria italo-russa, un bar e perfino un kebabbaro, ma voi entrate solo per un motivo: uno shot di ottima vodka a 2,50€, rigorosamente made in Russia. I ragazzi vi consiglieranno quella alla betulla, e ve la consigliamo anche noi. Poi concludete il rito con l’ormai celebre fetta di pomodoro. Na zdorovie!

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L’ABSIDE NASCOSTO DI SANTA CROCE

VIA SAN GIUSEPPE 5R

Vi sveliamo un segreto. In via San Giuseppe l’insegna della Scuola del Cuoio vi indicherà il portone per cui accedere all’unico punto della città (a meno che non abbiate casa in questa zona) da cui è visibile lo splendido abside della chiesa di Santa Croce, che a nostro avviso è bello almeno quanto la facciata. L’ingresso, ai più sconosciuto, è assolutamente libero. Non perdetevelo.


PALATI FINI testo e illustrazione di Marta Staulo

Mug chocolate cake

Per la serie non tutti sanno che, dietro al cioccolatino simbolo del San Valentino nostrano si nasconde una grande donna. La grande donna in questione era Luisa Spagnoli (sì, quella dei vestiti per quelle con le ossa grosse). Dopo aver acquistato una drogheria, si cimentò nel confezionamento di caramelle e cioccolatini, la cui creazione più nota è il Bacio (Perugina, ndr), quello che alle scuole medie scartavi e attaccavi nella Smemoranda e sulle cui lapidarie quotes hai fondato tutto quello che sai sull’amore (fatti una domanda e datti una risposta). Resta facile pensare che la signora Luisa ne mangiò un po’ troppi, così da avviare il suo marchio d’abbigliamento eponimo per taglie forti, inizialmente di sola maglieria filata dall’allevamento intensivo di conigli che possedeva.Forse ancora meno persone sanno che prima di prendere il nome di Bacio, questo scrigno di cioccolata e nocciola si chiamava Cazzotto, avendo questo la forma simile a quella di un guanto da pugile. Non è lecito sapere se c’è Celentano dietro questa virata marketing da “pugno a carezza”, ma di tubi di Cazzotti ne avresti venduti a palate, cara Luisa. Ma tu che vivi nella capitale italiana dei single e non dormi ancora la notte a pensare a Marriage Story (Noah Baumbach, 2019) perché sai che se è finita così a schifo a una come Scarlett Johansson, figurati te, so che questo San Valentino starai - per scelta altrui - ben lontana dalle confezioni di cioccolata ed è per questo che ti dedico una mug chocolate cake, il dolce che celebra San Faustino, protettore dei single e sicuramente anche dei forni a microonde.

A TUTTA BIRRA di Andrea Bertelli

L

Acido, Acida

e European Sour Beers, dette volgarmente birre acide, costituiscono un universo di smorfie e bocche storte dopo il primo assaggio. D’altra parte o le si odia o le si ama, e nel caso della seconda ipotesi, dopo non si riesce più a farne a meno; al pub gli amici ti guardano increduli, vedendoti dilapidare i tuoi risparmi in bevande dagli odori strani, sempre più schifati ad ogni tuo sorso. Il lambic è uno stile tra i più famosi del genere, tipico della zona di Bruxelles, una birra di frumento abbastanza acida, eccentrica, talvolta moderatamente maleodorante, con una spiccata acidità che sostituisce l’amaro del luppolo. Per tradizione è fermentata spontaneamente. I descrittori olfattivi variano, affievolendosi con l’età, si va da straccio vecchio, sella di cavallo, pollaio, terroso, ematico, caprino o fieno. La nonna direbbe: “Vu siete tutti grulli a bere codeste porcherie”. Grosso errore. La versione invecchiata si chiama Gueze, ed è un blend di lambic di differente invecchiamento, uno, due e tre anni. Il lambic “giovane” apporta gli zuccheri fermentabili, mentre il vecchio ha il caratteristico gusto “selvaggio” dato dalla lunga azione dei lieviti. Una buona Gueuze possiede un bouquet pieno e intrigante, un aroma acuto e un gusto “morbido” e vellutato. Il lambic è servito senza carbonazione, mentre la Gueuze viene servita effervescente. I prodotti contrassegnati con le parole “oude” o “vielle” sono considerati i più tradizionali. Meglio un’acida che un acido, a voi l’ardua sentenza.

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OROSCOPO di Lavinia Ferrone illustrazioni di Francesca Arfilli

ARIETE Il lago di Aral è un lago in Asia centrale che si sta prosciugando a una velocità tale per cui già dopo mezzora che sei lì puoi percepire visibilmente il suo ritirarsi. A febbraio sarete sommersi di lavoro, vi sconsiglio di prendere esempio dal lago di Aral e ogni tanto regalarvi una pausa di alcolismo.

BILANCIA Eravamo tutti quanti allo zoo comunale, tranne te tranne te tranne te. E lo sai perché Bilancia? Perché qui siamo tutti animali nello zodiaco a parte te e gli Acquarii, un caso? Io non credo. E allora fateci il piacere mettetevici voi con gli Acquarii che stanno sempre a lamentarsi. A marzo li potete scaricare.

TORO Tori scatenati se la vostra vita fosse una chiavetta USB probabilmente ora vi sareste estinti. Nel senso, se il computer ti dice che la chiavetta va espulsa, santo cosmo, prima di strattonarla con violenza fuori dal computer, va espulsa, correttamente. Invece che fate? Strattonate e poi vi lamentate.

SCORPIONE La coperta di pile fu inventata già nella Preistoria ma, non essendo ignifuga, decimò interi popoli la cui principale fonte di riscaldamento era il fuoco. Fu poi riscoperta nel 1492 quando i Conquistadores videro che i Maya veneravano divinità avvolte in mantelli di pile. Ti auguro una scoperta simile.

GEMELLI Gefemefellifi, l’alfabeto farfallino fu inventato da un balbuziente per far sentire cretine le persone che lo deridevano, spostando l’attenzione sul fatto che erano loro a non essere in grado di capire. Paraculo? Può darsi, ma ha funzionato. Ti consiglio di ispirarti a questa storia nelle prossime settimane.

SAGITTARIO Ora, io poi figuriamoci, non è che voglio dire che… ma ci mancherebbe, per l’amor del cielo sto dicendo se mi lasci se, ma no, no, macché, figuriamoci ho capito, ti ho detto non sto dicendo, ma via, se mi lasci finire, no non stavo dicendo questo allora, aspetta, aspetta. Febbraio tutto così, preparati.

CANCRO Incredibili Cancers. Quando attaccate lo svocalone con l’aggiornamento delle ultime settimane partono le scritte in prospettiva: “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana” e giù a sparlare della principessa Leila che non vi ha passato il compito di greco etc. A febbraio la sintesi usare dovrete.

CAPRICORNO Sai quella tizia che ti viene dietro da un anno e mezzo (eh sì, il tempo vola) fino all’umiliazione che si è convinta di amarti quindi ti sta appresso che manco un venditore di rose, che te la sdegni perché cioè dai che palle? Inizia a calcolarla, febbraio sarà un periodo di calvizie per carenza vitaminica.

LEONE Lo sapevi che il detto “scavicchi ma non apra” non fu inventato da Bonolis, bensì da un gruppo di avventurieri in epoca colonialista appena giunti sulle coste sudamericane, ritrovatisi davanti un forziere pieno d’oro? Cioè, si pensa ci fosse oro, nessuno lo ha mai aperto. Questo mese, non fare lo stesso errore.

ACQUARIO Il motivo per cui, se metti gli auricolari in tasca li ritroverai sempre e solo annodati, ma non ci sono possibilità che tu una volta, togliendoli dalla tasca, li trovi perfettamente districati, si chiama entropia. Quella cosa che in queste settimane, con un’impennata, annoderà ben bene la tua vita.

VERGINE Lo sapevi che le Camille, le merendine alla carota, funzionano da deumidificatori e, facendole seccare, diventano comodissime spugnette abrasive per i tegami più incrostati? Ti consiglio di usare la fantasia questo mese, e andare in giro a dire cazzate come queste ai tuoi amici spacciandoti per creativa.

PESCI Per quasi un secolo tutti i Pesci del mondo hanno apprezzato la gente che viveva un po’ alla Snoopy, che dava importanza alle piccole cose come la goccia d’acqua che gli entra nella manica facendogli esclamare “Brrr che freddo!”. Che tenerezza, non è vero? No Pesci, no! Questo mese, cattivissimi.

www.lallucevago.com

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Stagione concertistica 2019-2020

DOMENICA 16 FEBBRAIO ore 21

Saloncino della Pergola

SABATO 1 FEBBRAIO ore 16

Teatro della Pergola

SEONG-JIN CHO pianoforte

Solopiano

Brahms, Franck, Berg, Liszt

Con il contributo dell’Istituto Culturale Coreano

DOMENICA 2 FEBBRAIO ore 21

Saloncino della Pergola

QUARTETTO PROMETEO

Il mondo del Quartetto

Čajkovskij, Ghedini, Beethoven

JORDI SAVALL viola da gamba bassa

Hume, Ferrabosco, Ford, Playford

In collaborazione con Fundació Centre International de Musica Antiga Con il supporto del Departament de Cultura della Generalitat de Catalunya e l’Institut Ramon Llull

LUNEDÌ 17 FEBBRAIO ore 21

Saloncino della Pergola

LES ARTS FLORISSANTS PAUL AGNEW direttore e tenore

L’arte del canto

Gesualdo

Con il sostegno dell’Institut français Firenze

SABATO 22 FEBBRAIO ore 16

LUNEDÌ 3 FEBBRAIO ore 21

Saloncino della Pergola

QUARTETTO PROMETEO ENRICO PACE pianoforte

Il mondo del Quartetto

SABATO 8 FEBBRAIO ore 16

Saloncino della Pergola

KIM BOMSORI violino RAFAŁ BLECHACZ pianoforte

L’arte del canto

Saloncino della Pergola Dohnányi, Brahms

Teatro della Pergola

Beethoven, Fauré, Debussy, Szymanowski Con il contributo dell’Istituto Culturale Coreano

DOMENICA 9 FEBBRAIO ore 21

Saloncino della Pergola

BRUNO CANINO pianoforte ANTONIO BALLISTA pianoforte

Progetto Beethoven 2020 Beethoven / Liszt

JERUSALEM QUARTET

Beethoven

Con il contributo dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Israele in Italia

DOMENICA 23 FEBBRAIO ore 21

HILA BAGGIO soprano JERUSALEM QUARTET

Schulhoff, Desyatnikov, Korngold

Con il contributo dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Israele in Italia

LUNEDÌ 24 FEBBRAIO ore 21

Saloncino della Pergola

IAN BOSTRIDGE tenore JULIUS DRAKE pianoforte

L’arte del canto

Mahler, Stephan, Butterworth, Weill, Britten

SABATO 15 FEBBRAIO ore 16

Teatro della Pergola

MICHAIL PLETNEV pianoforte

Solopiano

Beethoven, Mozart

SABATO 29 FEBBRAIO ore 16

Teatro della Pergola

SHEKU KANNEH-MASON violoncello ISATA KANNEH-MASON pianoforte

Beethoven, Lutosławski, Rachmaninov, Barber CON IL CONTRIBUTO DI


Qual è il futuro delle città? 20 ospiti internazionali, 3 giorni di incontri, laboratori e mostre curati da chi progetta le città di domani tra arte, rigenerazione urbana e verde. B9 — MANIFATTURA TABACCHI Via delle Cascine 33, 50144 Firenze manifatturatabacchi.com

Many Possible Cities è il festival di Manifattura Tabacchi dedicato alla rigenerazione urbana e al futuro delle città.

21—22—23 Febbraio 2020

Profile for Lungarno Firenze

Lungarno n. 81  

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