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Febbraio 2018


FIRENZE

CREATIVE DAYS

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Concept by IED students: B. Feraboli, C. Mascia, F. Negri, A. Panero, L. Rabellino Bethaz, A. Scuto, M. T. Verderani

Workshop gratuiti di orientamento ai corsi triennali


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Lisa Bartali

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SOMMARIO 5

Editoriale / La serenata

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Lisa Bartali

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il Questionario con Luca Scarlini

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Gabriella Nanni

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Flavio Coppola

10 Internet per tutti

Dina Kanatpayeva

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Dina Kanatpayeva

12 Calibro 35 13 Musica 16 L’agenda di febbraio 18 Febbraio da non perdere 19 Cinema 20 Emanuela Mascherini

12 Calibro 35

21 La coppia 22 Centro / Periferia 23 Esseri urbani 24 Foneno 25 Suoni / Casa Jazz 26 Parole Di Verso / Con Senso 28 Simone Cipriani

Emanuela Mascherini

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29 Palati fini Gole profonde 30 Oroscopo


EDITORIALE di GABRIELE AMETRANO

I

n questo periodo siamo così assediati da programmi politici, statistiche e proiezioni fiscali che ci siamo dimenticati della cosa più importante: le persone. Siamo in piena campagna elettorale, a breve torneremo alle urne e, come già è accaduto in passato durante la corsa al gradimento, i nostri occhi guardano i vari protagonisti di partito esibirsi e parlare di numeri e futuro. Numeri che poco rappresentano la nostra vita quotidiana e futuro, che troppo spesso rimane incerto. Lungarno ha scelto per sua natura di non parlare di politica, di non offrire le sue pagine a dibattiti e posizioni, ma inevitabilmente ne osserva la spettacolarità delle dichiarazioni. Così, seguendo giornalisticamente un periodo in cui le interviste si accavallano su quotidiani e rotocalchi, anche noi abbiamo lavorato affinché abbia voce ciò che più ci è a cuore: la cultura e le persone. In questo numero, per la prima volta, troverete principalmente interviste. Domande e risposte a coloro che sono protagonisti della cultura, un dialogo che guarda da vicino le persone, che chiede sincerità e osserva le smorfie di una risposta data con un pizzico di imbarazzo. Ci siamo divertiti e messi alla prova, un po’ come ogni mese, nel trovare curiose esperienze, nomi noti e giovani speranze. Una campagna culturale la nostra, che ha nomi e futuro. Come vedrete il nostro “programma” è semplice: la cultura prima di tutto. Votateci!

LA SERENATA di MATILDE SERENI

P

ensavate di esservi liberati di me? Se non capite a cosa mi riferisco vuol dire che siete delle brave persone; se capite, vuol dire che siete nella cerchia degli “intimissimi”, magari ci speravate pure e invece io mi ripropongo, un po’ come la peperonata. È stato abbastanza inusuale bucare proprio il primo mese

dell’anno con tutti i significati che assume, ma ritengo l’essere in grado di distinguere le cose davvero importanti dagli attaccamenti una qualità abbastanza fondamentale della vita, quindi così doveva essere e così è stato. Potendo saltare a piè pari i convenevoli natalizi e i migliori auguri annuali, siamo già a raccontarci di persone nel mese in cui maschere e travestimenti la fanno da padrone con la festa che maggiormente li rappresenta: San Valentino! Per adesso ho capito poco del mondo e pochissimo delle persone che lo abitano. Riconosco le personalità affini e percepisco da chi è meglio stare alla larga, ciononostante non smetto mai di stupirmi per le infinite sfumature che ognuno mostra a seconda della luce del giorno. C’è chi vive in perenne campagna elettorale e chi adotta la regola del “oh, io sono così” (che è un lusso divertentissimo da ascoltare per chi sa di essere fatto cosà ma trova il compromesso per andare avanti); ci sono gli imprenditori e i dipendenti; c’è chi è leader e chi gli sta a fianco a stringergli la mano. C’è chi posticipa la sveglia e chi si alza al primo trillo. Il mondo è bello perché è vario? Sì. Bisogna conoscere tutti per capire chi si vuole intorno? Per l’amor del cielo, no. Sarà mica che la felicità di ognuno di noi dipende dalla felicità collettiva? Eh sì, sono tornata. Buona lettura.

In copertina Gli Amanti - Storie di cronaca di due Amanti che sono riusciti a riscoprire l’amore nel mese delle rose e dei cuori di Carlotta Antichi Mi chiamo Carlotta Antichi e sono nata a Montespertoli nel 1994. La passione per il mondo della comunicazione mi porta a diplomarmi in Grafica Pubblicitaria e laurearmi in Disegno Industriale. “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta” (Antoine de Saint-Exupéry) Amo il mondo dei bambini, la loro immaginazione e verità è fonte d’ ispirazione nel mio lavoro. Attualmente mi occupo di branding, web design e editoria, con la pubblicazione del libro “Gioca con Leonardo da Vinci” di Federighi editore e come grafica per la rivista Edera. https://www.behance.net/carlottaane50c

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 59 - Anno VI - Febbraio 2018 - Rivista Mensile www.lungarnofirenze.it Con il contributo di

Editore: Associazione Culturale Lungarno Via A. Scialoja, 33 - 50136 Firenze - P.I. 06286260481 Direttore Responsabile: Marco Mannucci Direttore Editoriale: Gabriele Ametrano Coordinamento: Riccardo Morandi Social Media Manager: Bianca Ingino, Valentina Messina Editor: Arianna Giullori Amministrazione: Arianna Giullori Stampa: Grafiche Martinelli - Firenze

Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dei proprietari. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. PER INFO lungarnofirenze@edizionibunker.it 348 8742572 PUBBLICITÀ Bunker s.r.l. commerciale@edizionibunker.it - Tel. 055.65 85 939

Hanno collaborato: Tommaso Ciuffoletti, Jacopo Aiazzi, Matilde Sereni, Giacomo Alberto Vieri, Maddalena Messeri, Giulia Focardi, Raffaella Galamini, Tommaso Chimenti, Riccardo Morandi, Cristina Romeo, Leonardo Cianfanelli, Caterina Liverani, Gabriele Ametrano, Francesca Corpaci, Marta Staulo, Riccardo Ventrella, Gianluca Danti, Giulia Alfano, Roberto Del Fosco, Pilade Cantini, Alessia Ronge, Alessandra Pistillo, Erika Gherardotti, Rocco Gurrieri, Marianna Storri, Luisa Santacesaria, Brochendors Brothers, Carlotta Antichi, Virginio.


LisaBartali

AMORE e TRADIZIONE

A dimostrazione di quanto la figura di Bartali sia ancora popolare e amatissima, oltre all’omaggio del Giro d’Italia, c’è il numero di scuole che portano il nome di questo campione che cresce di anno in anno.  “Ricordo che quando ero bambina, il nonno spronava me e gli altri nipoti a studiare, lui non aveva potuto farlo e ci teneva molto alla nostra istruzione. Sarebbe contento di sapere che ci sono scuole che portano il suo nome. Il mio è un cognome che non è facile da portare, la gente ha sempre bisogno di un confronto, come volessero confrontarsi con Gino. È stancante ma bello portare questo cognome, sono orgogliosa. Mio nonno ha lanciato messaggi forti: per me è un esempio di coraggio e dell’importanza di operare per gli altri. Nel mio piccolo anche con il blog cerco di tramandare questo messaggio, attraverso il mio vissuto”.

di RAFFAELLA GALAMINI

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ue ruote e un blog per raccontare l’amore per la bici e un nonno che ha fatto la storia del ciclismo. Neanche un anno fa Lisa Bartali ha aperto il blog www.biciclettami.it  per raccontare una passione che da sempre accompagna la sua vita e che ha ereditato dal mitico Gino. “Un’idea per promuovere il ciclismo urbano e per invogliare chi mi legge a usare la bici per andare al lavoro e per vedersi con gli amici. Così ho cominciato a promuovere gli itinerari urbani e a girare per la città, a intervistare le ciclofficine: per scelta preferisco quelle non famose, perché così svolgo un servizio per i cittadini del quartiere. L’idea è piaciuta tantissimo”.

Il blog nasce anche come stimolo per invogliare all’uso della bici. “Firenze è ancora indietro per ciclovie e infrastrutture ciclistiche, rispetto ad altre realtà ma passi in avanti sono stati fatti. Il segreto è non essere pigri, non lasciarsi scoraggiare, basta prendere il via con la bici e usare piccole accortezze per spostarsi e per evitare che la bici venga rubata. Il bike sharing è di sicuro uno stimolo in più” aggiunge.

Con un cognome come il suo e un blog sulle dueruote, era però impossibile per Lisa non parlare del nonno. Da qui l’idea di raccontare non solo aneddoti e storie legate alla sua carriera ma di far conoscere ricordi e testimonianze anche personali. Un ritratto di famiglia che non si limita a elogiare il campione ma esalta le qualità umane di Bartali. “Volevo portare avanti la memoria di mio nonno, dopo tanti libri scritti da autori di tutto il mondo volevo lasciare una mia testimonianza. Sono sempre dietro agli eventi che lo riguardano, al museo Bartali a Ponte a Ema accompagno le scuole per far conoscere questa realtà. Partecipo agli incontri nelle scuole per raccontare il legame tra sport&storia. Tante richieste e domande mi arrivano poi per email dagli Stati Uniti. Da quando nel 2013 è stato riconosciuto giusto tra le nazioni c’è un grandissimo interesse non solo sulla sua carriera di corridore ma anche sul ruolo che ha svolto durante la seconda guerra mondiale, per salvare gli ebrei, trasportando documenti sulla sua bicicletta”.

Biciclettami dedica infine uno spazio anche alla moda per ciclisti. “Ho frequentato il Polimoda e lavorato per un’azienda di moda, dove seguivo la produzione” racconta Lisa. “Ho pensato di realizzare delle magliette in cui i dettagli rimandano direttamente allo stile degli anni d’oro del ciclismo, come le tasche davanti sulla polo da uomo decisamente dallo stile vintage. C’è poi la linea in pelle con le borse da bici e la tracolla. Ogni pezzo porta il nome di battesimo di un campione. Si tratta di prodotti artigianali per chi ama andare in bicicletta con un occhio attento alla moda”. Una collezione che si ispira al passato e tiene conto del grande revival attorno al mondo del ciclismo subito dopo la seconda guerra mondiale. In Italia ci sono circa 100 ciclo storiche sul modello dell’Eroica, dato che rende bene l’idea dell’attenzione rivolta al mondo delle due ruote.

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il

uestionario con Luca Scarlini

di ROCCO GURRIERI

Nato a Firenze nel 1966, Luca Scarlini è docente alla Cà Foscari di Venezia, alla scuola Holden di Torino e presso altre importanti istituzioni italiane e straniere. Celebre saggista, scrittore e performer, questa inusuale figura del panorama culturale italiano è una singolarità o, per meglio dire, una scheggia impazzita di follia creativa. Di sua recente pubblicazione lo studio fra letteratura e storia dell’arte “Bianco Tenebra. Giacomo Serpotta, il giorno e la notte” (Sellerio, 2017), dove veniamo introdotti al conturbante artista di tardo Seicento fra le strade di una Palermo barocca dedita al culto dei morti. Del 2016 è invece “Ziggy Stardust, la vera natura dei sogni” (AddEditore), appassionato studio della figura di Bowie nelle vesti di Ziggy fra glam rivoluzionario, musica e furore. Il “Messia Lebbroso” visto da Scarlini, una perla per gli appassionati.

Rocco Gurrieri nasce ventiquattro anni fa. A cinque vede Quarto potere e s’innamora del cinema, a dieci legge Colazione da Tiffany e scopre il mondo. Passa la sua breve vita ad osservare e partecipare a quella degli altri. Scrive sceneggiature, racconti, fumetti. Co-dirige uno studio indipendente che produce video e animazione stop-motion. Viaggia spesso per l’Italia a promuovere e vendere libri.

Nome. Luca. Pronome. Scarlini. Complemento oggetto. Scrittore, performer. Il progetto al quale stai lavorando adesso. Molti: L’ultima regina di Firenze, una sorta di romanzo storico sugli ultimi Medici scritto per puntate, una serie di racconti su Frankenstein e il suo mito per esempio. Uno al quale vuoi assolutamente lavorare. Un libro e un film sulla relazione tra gli artisti e le creature feroci: rapaci, felini, etc… Dov’è che finisce la performance e inizia la realtà nella vita di Scarlini. Nessuno lo sa e io meno di tutti. Scherzo, ci sono dei confini chiarissimi, ma io imbroglio le carte più che posso”. Una festa indimenticabile. Una festa gitana alle Saintes Maries sur la Mer: 72 ore di danze sfrenate. La canzone che preferisci cantare. Posso dire per ora: The Power of Love FGTH, ma poi cambia, forse domani Let’s fall in love di Cole Porter. La cosa che ti piace fare di più. Forse, infine, raccontare storie, ma domani direi diversamente. Una cosa davvero strana che hai visto. La sala cerimonie in Puglia dove ragazze diciottenni celebravano le loro tette nuove post operazione. Cosa fai quando nessuno ti guarda. Ballo, anche più sfrenatamente di come faccio quando mi guardano. Una parola italiana da riscoprire. Psicopompo. Una nuova tendenza che ti sta simpatica. I gruppi whatsap con parsimonia. Una nuova tendenza che odi. I gruppi whatsap con insistenza. Consiglia un capo d’abbigliamento o un trucco da uomo col quale fare scalpore a una serata. Un mantello rosso cupo e una cravatta lavallière d’oro. Il libro che hai letto più volte. Molti: negli ultimi tempi sono tornato a “La storia di un fannullone” di von Eichendorff e a “Gli occhiali d’oro” di Giorgio Bassani. Il film migliore del 2017. “Anima e corpo” di Ildiko Enyedi. Il film peggiore del 2017. “Ladybird” di Greta Gerwig. Il caso di cronaca nera fiorentina più dimenticato. L’omicidio di Gianfranco Cuccuini nel 1995 al negozio di oggetti sacri in via del Proconsolo. Il primo segreto di stato che riesumeresti. Le cartelle di Rodolfo Siviero a Roma, il tema sono le opere d’arte rubate. Hai mai rubato qualcosa? Due libri, per povertà dickensiana, ma sono stato colto e mandato via con reprimenda. Sei mai stato vittima di stalking? Sì, due volte. Una noia mortale. Da quante persone sei stato conteso contemporaneamente? Dipende per cosa, ovviamente, per alcuni servigi da molti, per altri da nessuno.


Gabriella Nanni IL VIAGGIO

A ZIG-ZAG

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di ALESSANDRA PISTILLO

rano gli anni Ottanta. Camminava in riva al ca: è importante raggiungerla. Mi piace prendere per mano chi è in cerca di se mare in Costa Etrusca stesso”. Sì, perché prima di scegliere un gioiello, devi sapere chi sei. “Oggi è più quando le arrivò la prima difficile trovare persone che abbiano un gusto proprio. Chi non conosce se ispirazione dalla natura. stesso tende a omologarsi alla moda; invece, per scegliere un pezzo unico, Quei piccoli sassi levigati dalci vuole coraggio”. Un gioiello Gabriella Nanni viene scelto da chi sta comle onde avevano un fascino irresistibile. “Racpiendo un percorso alla ricerca di sé, che non è mai fatto da linee dritte e contano il tempo e la vita” pensò, “sono preziosi, regolari, ma a zig-zag. La sua inclinazione è figlia di un’epoca di grande a modo loro”. L’idea di farne dei gioielli incastonafermento: “Negli anni ‘60-‘70 interpretavamo la moda con allegria e ti in argento fu spontanea e geniale e, col coraggio coraggio. Ricordo che andavo in giro per le strade di San Francisco di chi crede in ciò che fa, mandò in scena la sua linea – facevo la buyer per i grandi magazzini americani all’epoca – e gli Storie di Mare, che calcò le fiere più importanti in Itaamici americani mi chiedevano incuriositi da dove provenissero lia e all’estero. Era l’inizio delle sue storie cromatiche, le stoffe che indossavo. Cercavamo noi stessi in tutti i modi e che ancora oggi racconta nei bracciali, ciondoli e anelli non avevamo paura delle nostre idee; la nostra era una motiche portano la sua firma. Lei si chiama Gabriella Nanni ed vazione autentica”. è un’artista fiorentina che disegna gioielli. Quel primo sucFu sua l’idea dell’ulivo, l’Albero della Pace in via Lambertecesso le regalò una spinta formidabile e guidò la sua creativisca, piantato dopo la bomba del ‘93 in via dei Georgofili: tà verso le materie e i colori della natura: perle, coralli e conchiall’ iniziativa per la rinascita di una strada sconvolta dalglie impreziosivano il linguaggio dell’argento, sorprendevano e la furia omicida, parteciparono molti intellettuali, che conquistavano persone di ogni età e nazionalità. Grazie al lavoro offrirono arte in risposta all’attentato. Vivere bene di esperti orafi, la tavolozza delle sue storie si ampliò ulteriormenè scegliere percorsi che fanno crescere e cercare il te, fino ad abbracciare il vetro di Murano: con la linea Disegni di Luce proprio Io con sfide continue. “Crediamo di conoil panorama creativo si illuminò e i gioielli Gabriella Nanni arrivarono scerci, ma poi non è così; le esperienze sono tutal Victoria and Albert Museum di Londra, all’International Institute di to. Noi siamo work in progress. Chi siamo, non Chicago e al Beyeler di Basilea. Se le chiedete come nasce un suo gioiello, lo sappiamo mai fino in fondo”. L’importante vi dirà che nasce dal colore. La sua ispirazione viene dalla voglia di sorprenè non smettere di viaggiare. dere. Non per essere diversi a prescindere, ma per ricercare il contrasto col momento e vedere più lontano. “Un gioiello deve avere humor. Contano nuove combinazioni e abbinamenti, fondere ciò che hai dentro con ciò che ti stimola da fuori. Fare gioielli è come Gabriella Nanni sperimentare nuovi sapori in cucina”. Sono le persone che la ispirano. Per lei, arte Via Lambertesca, 28r 50122 Firenze e artigianato si incontrano per suggerire emozioni alle persone, ascoltarle e interwww.gabriellananni.it pretarle, intuire e condividere; comunicare vuol dire incontrarsi. “Ogni persona è uni-

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IL MADONNARO

Flavio Coppola di JACOPO AIAZZI

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rtisti di strada per antonomasia, sono gli eredi di una tradizione medioevale, quando i pellegrini disegnavano volti di madonne sui sagrati delle chiese per pagarsi il viaggio. I madonnari ancora oggi sono pittori erranti, ma per trovarli a Firenze basta andare in pieno centro, in via Calimala, tra piazza della Repubblica e la Loggia del Porcellino. Per conoscerli meglio abbiamo incontrato Flavio Coppola, storico madonnaro fiorentino. Come sei diventato madonnaro e cosa significa lavorare per strada? Negli anni Novanta lavoravo in una cooperativa sociale quando ho conosciuto alcuni artisti di strada a Firenze e ho deciso di licenziarmi per imparare l’arte del madonnaro. Ho pensato che fosse un buon modo per sostenermi con la pittura. Il problema principale di lavorare per strada è che quando piove non puoi lavorare. L’arte popolare, però, slegandosi dal percorso dei musei, delle gallerie e dei critici d’arte e concedendosi ad un pubblico più vasto possibile, crea un contatto diretto con le persone che, vedendo come dipingi, possono commissionarti copie di celebri quadri o decorazioni. E così puoi lavorare anche quando piove. Perché dipingere immagini sacre? D’inverno lavoravo a Firenze e d’estate

viaggiavo e dipingevo per tutta Italia, visitando i centri del turismo per trovare feste patronali, così da poter riprodurre l’immagine del santo lungo il percorso della processione. Più volte è successo, al sud, che le persone si inginocchiassero davanti al dipinto facendosi il segno della croce. A Firenze però la tendenza era al pop-manierismo: si usavano immagini riprese dalla tradizione modificate per veicolare concetti attuali, come il quadro Calunnia di Botticelli, con re Mida con le orecchie da asino sostituito da figure di politici noti. Questo tipo di pittura economicamente rende ma crea dibattito, riportando strade e piazze al loro ruolo di confronto tra cittadini. Com’è la vostra situazione in città? A Firenze oggi ci saranno sette o otto madonnari, non di più. La particolarità della scuola fiorentina è che si svolge solo per strada e alla fine della giornata si lava via il disegno, sotto lo sguardo incredulo dei passanti. Il madonnaro è una figura che però sta scomparendo, anche a causa del sistema delle licenze introdotte qualche anno fa dal Comune. Oggi a Firenze ci sono i permessi triennali, dal costo di 300€ all’anno e per un massimo di nove persone, e quelli momentanei della durata di due mesi, che non ti permettono di lavorare il fine settimana e i cui turni sono scelti da un algoritmo del Comune. Per questo io da circa un anno ho smesso di fare il madonnaro a Firenze e, lavorando anche come maestro di arte in 9

una scuola media, ho preferito lasciare il mio posto a qualcun altro. Vivendo di offerte, fare il madonnaro è redditizio? Dipende dai periodi: si va dai 20 euro al giorno ad un massimo di 200-250 euro. Ma è un lavoro a breve termine perché molto usurante. Stai tutto il giorno inginocchiato a dipingere con i gessetti, d’inverno con il freddo e d’estate con il caldo. Molti di noi sono diventati insegnanti d’arte. In Italia sono meno di venti i madonnari che ancora operano. All’estero la vostra arte è apprezzata? Fuori dall’Italia ci sono moltissimi festival dedicati a questa forma d’arte, il più importante a Baltimora, ma anche in Messico e in Olanda. In questi eventi però spesso gli artisti di strada stravolgono la figura del madonnaro, utilizzando i colori acrilici, il 3D oppure modificando le immagini al computer. L’arte del madonnaro non è nel dipinto in sé ma nella sua realizzazione. Cosa ne pensi delle più moderne forme di arte urbana? Come scuola fiorentina ci siamo sempre sentiti più vicini a Banksy che a Caravaggio. A Firenze ci sono molti artisti interessanti, come Hoppn e Exit Enter. Quello che però rispecchia di più la filosofia dei madonnari secondo me è Blub, con le sue foto e quadri celebri arricchiti di maschere da sub e boccaglio. Delle tag, invece, non ne capisco il motivo.


SOCIAL

Il web è un mondo per anziani di RAFFAELLA GALAMINI

I

nternet è un gioco da ragazzi, anche per i novantenni. Parola di Michele Trabison, 40 anni, una laurea in Filosofia e una lunga esperienza nell’editoria multimediale. Il suo corso “Internet per tutti” è gettonatissimo soprattutto tra gli anziani del Kantiere, uno spazio polivalente a Firenze dove associazioni, cooperative e semplici cittadini del Quartiere 4 svolgono corsi e attività amatoriali. “Il mio è un corso semplicissimo e divertente dove si impara ad utilizzare internet, la posta elettronica e a svolgere le operazioni base del computer – racconta – è adatto a chi parte da zero, o a chi ne sa molto poco. Di solito a lezione sono piccoli gruppi formati da quattro-cinque persone. Ha grande successo tra le persone anziane per l’approccio informale”. Con una decina di lezioni si impara quindi l’abc di internet: da come accendere e spegnere il computer al modo di avviare i programmi e di salvare un documento e creare una cartella. Azioni che sono facili come bere un bicchiere d’acqua per i nativi digitali, ma che tra le persone adulte possono essere un ostacolo insuperabile. I passaggi fondamentali delle lezioni sono dedicati alla navigazione su Internet e all’uso della posta elettronica per aprire le frontiere della grande rete ai suoi allievi. Per Trabison l’esperienza al Kantiere gli permette di unire la passione per l’informatica con il piacere di relazionarsi con gli altri.

“Semplicità espositiva, clima informale e un basso numero di allievi per assicurare l’attenzione dovuta” così Trabison descrive il suo corso, sottolineando come non mancano mai le risate. Con dieci anni di esperienza alle spalle, 3500 ore di formazione e oltre mille allievi, Michele ha insegnato a navigare a decine di allievi non più giovani ma sempre desiderosi di avventurarsi nei meandri del web. Non mancano anche studenti ultranovantenni a dimostrazione che non si finisce mai d’imparare. Prezzi popolari: 125 euro per 10 incontri da 60 minuti. Per informazioni: www.kantierefirenze.it.

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Disturbi dell’umore Disturbi d’ansia, panico e fobie Disturbi ossessivo-compulsivi Disturbi dell’alimentazione Disturbi di personalità Disturbi del sonno Disturbi e disfunzioni sessuali

Discontrollo del controllo degli impulsi Disturbi psicotici Disturbi da stress e psicosomatici Disagio esistenziale e relazionale Difficoltà di coppia


Dina Kanatpayeva IL CORPO E LA D MENTE di ALESSIA RONGE

ina Kanatpayeva nasce il 12 agosto del 1986 in Kazakistan, nell’ex capitale di Almaty. Trascorre le giornate con i nonni fra scuola e lavori domestici ricevendo una rigida e severa educazione. All’età di quindici anni si trasferisce in Italia, raggiungendo la madre. Arriva a Firenze senza sapere nulla della cultura italiana, senza conoscere la lingua. Il primo impatto con questa nuova realtà non è facile. Non solo dovrà affrontare un contesto culturale differente ma anche fenomeni di discriminazione dovuti, principalmente, ai suoi occhi a mandorla. Le difficoltà la porteranno a squilibri alimentari, aggravando anche la rabbia verso un padre sempre assente. Determinazione e forza di volontà le permetteranno però di cambiare totalmente la sua vita. La palestra diventerà non solo rifugio e valvola di sfogo, ma anche luogo dove poter cambiare il suo aspetto fisico, decidendo così di dedicarsi al mondo del make-up che tanto l’appassiona. Dina sembra aver trovato ora la sua strada fatta di amicizie, lavoro e amore. La ragazza del Kazakistan sente però che c’è ancora qualcosa che manca e grazie al suo primo viaggio in India troverà quel tassello: lo Yoga. La prima Pratica sarà per lei un cambiamento radicale non solo fisico ma mentale. Da quel momento in poi la pratica di Yoga sarà una costante della sua vita, decidendo di coltivare questa passione attraverso corsi che le insegneranno la nuova disciplina e un rinnovato approccio alla vita. Dina Kanatpayeva si trasforma così in una maestra di Yoga a tempo pieno, facendo della sua passione un lavoro. Grazie allo Yoga riesce ad accettarsi e determinare la nascita di una forte e indispensabile componete altruista. “Lo Yoga aiuti ad accettarsi e ad amarsi; le vibrazioni rilasciate dalla Pratica si rispecchiano anche sul mondo esterno”. Lo Yoga le ha permesso anche di coniugare e far convivere armoniosamente tre nuclei culturali grazie al lavoro che ha fatto in primis su se stessa: “se tu non sei in pace con te stesso non lo sarai mai con l’altro; soltanto accettandoti potrai anche accettare l’altro”. Dina ci confessa anche che “rabbia e rancore dell’infanzia e dell’età adolescenziale hanno lasciato il posto alla pace interiore grazie all’armonia che la pratica dello Yoga conferisce”. Ora è desiderosa di completare questa sua ricerca interiore approfondendo il mondo Yogi. La disciplina millenaria ha portato Dina verso la calma interiore, concretizzando giorno per giorno quello che è lo spirito profondo della disciplina: unione di corpo e mente.

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Calibro 35 DECADE parola di Enrico Gabrielli di LUISA SANTACESARIA

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l 9 febbraio esce Decade, ultimo disco dei Calibro 35. Lo presenteranno alla Flog di Firenze il 24 febbraio assieme a tutti i musicisti che hanno partecipato alla sua realizzazione.

Come nasce questo album? “Decade è un disco nato senza alcuna premessa specifica, se non che dovesse essere un omaggio ai nostri dieci anni di attività. Doveva essere un album in cui rifacevamo brani del nostro repertorio e aggiungevamo cose prese da Indagine sul cinema del brivido, lavoro di qualche anno fa. Poi abbiamo voluto fare un disco di assemblaggio, una specie di “greatest hits” amplificato. Di fronte a questo progetto un po’ promozionale – lo ammetto – sono stato io a rilanciare, con Tommaso [Colliva], l’idea di buttare giù tre-quattro brani nuovi da fare con gli Esecutori di Metallo su Carta. Si sono aggiunti brani buttati giù dagli altri, e così siamo arrivati a un disco di originali nuovi, che abbiamo registrato alle Officine Meccaniche. Abbandonato il progetto dell’omaggio, abbiamo portato avanti un’idea nuova di disco che, in più, aveva un sotto-concetto derivato dal mondo architettonico distopico – con spunti presi dai lavori di Superstudio, in particolare. I brani, infatti, hanno nomi un po’ da library e un po’ da rivista di architettura degli anni di Le Corbusier. È un disco che non ha quasi nessuna traccia del concetto di poliziottesco, però sonoramente ancora alcune cose le ha: è diventato molto più

library che cinema.

puramente casuale, 2012, ndr].

Dieci anni dei Calibro 35. Qual è il resoconto? Dieci anni dei Calibro 35… sono stati lunghi [ride]! Lunghi e belli… Una di quelle classiche cose che quando nascono non ci scommetteresti un soldo bucato e che però, per ragioni di biochimica del gruppo e per nonchalance, spesso vengono meglio! Dopo il primo disco, che doveva essere una raccolta fatta da Tommaso, che è il super espertone, di colonne sonore più o meno afferenti al mondo del cinema poliziottesco italiano [Calibro 35, 2007, ndr], la resa – anche live – fu talmente entusiastica che abbiamo fatto un secondo disco [Ritornano quelli di…, 2009, ndr]. Il disco prendeva quasi tutti i brani che aveva scritto Massimo [Martellotta] per un documentario americano sull’action movie italiano.

Dagli USA, però, poi siete tornati in Italia. Si, l’America con quel disco si è un po’ esaurita, perché è un mercato che, banalmente, ha anche bisogno di tempo e noi, nel tempo, abbiamo cominciato ad avere sempre meno tempo. Per questo siamo tornati a incentrare il progetto in Italia. Abbiamo fatto il disco Traditori di tutti (2013), colonna sonora dell’unico film mancante sul Duca Lamberti, personaggio di Giorgio Scerbanenco, uno dei massimi scrittori di noir italiani. Dopodiché abbiamo perso fiducia nella realtà e siamo finiti nello spazio, per ragioni, forse, anche personali. Era un periodo in cui con Sebastiano De Gennaro avevamo creato l’etichetta 19’40”; ci vedevamo spesso e ci scambiavamo le nostre fantasie fantascientifiche. Sebastiano ha realizzato il progetto All my robots mentre io stavo iniziando a scrivere il primo libro di racconti di genere [Le piscine termali, Edikit, 2017] e i Calibro 35 si sono infilati nel mezzo. Così è nato S.P.A.C.E.. Dopo ci siamo presi una pausa: io ho portato avanti la collana discografica, le rassegne di Contemporarities e di Fuck Bloom!, il progetto degli Esecutori di Metallo su Carta, e poi ho avuto PJ Harvey per due anni, che è stato un altro blocco complesso da gestire. E ora eccoci qui.

Poi? Il secondo disco ci ha fatto supporre che si poteva sopravvivere di quella attività, e quindi non è stato difficile ipotizzare di poter andare al terzo. Nel frattempo, avevamo iniziato a espanderci oltre i confini dell’attività concertistica. In quel periodo, avevamo cominciato a stringere rapporti fertili con l’America, soprattutto con il Nublu Club, storico club newyorkese gestito da persone molto simpatiche; con la label di questo club abbiamo registrato il secondo e il terzo disco [Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è

Leggi l’intervista completa su www.lungarnofirenze.it

Luisa Santacesaria è musicista e musicologa. Collabora con il Centro Studi Luciano Berio, con gli Amici della Musica di Firenze e cura per Tempo Reale il progetto TRK. SOUND CLUB e il blog musicaelettronica.it. È membro del collettivo di musicisti Blutwurst. Nel 2016 e 2017 è stata curatrice musicale del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. 12


MUSICA di RICCARDO MORANDI

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irenze non è Rio de Janeiro o Venezia, e non è nemmeno Viareggio. Non c’entra il mare, ma il Carnevale, ovvero quella strana festività non propriamente percepita tale in quanto in questo mese i giorni rossi sul calendario sono solo domeniche. Bisogna lavorare, anche il giorno dopo il martedì grasso o il giovedì grasso, e per cortesia qualcuno ci spieghi quale è il giorno giusto per festeggiare. Tralasciamo comunque coriandoli, stelle filanti e bombette puzzolenti e concentriamoci su quello che succederà sui palchi della nostra città: vi possiamo assicurare che di cose ne accadranno molte. Il Teatro Puccini farà da apripista, con il Bennato meno famoso ma più sperimentatore, quello senza tinta ai capelli, quello più sudista, Eugenio. Segnatevi sul calendario Giovedì 1 Febbraio, che il teatro in zona Cascine diventerà targato meridione. Niente meridione italiano invece all’ Obihall il 5 Febbraio, visto che Goran Bregovic esploderà sonorità che furono im-

portanti per la generazione fuorisedista di anni orsono: ex rappresentanti di istituto, ex studenti di lettere e scienze politiche, il momento è topico, nonostante non vi sia in questa data indoor la polvere che tanto vi era cara durante i memorabili concerti dell’ Anfiteatro delle Cascine. Del resto il febbraio musicale parla quasi solo di club e sale concerto indoor, come quella dell’Auditorium Flog dove il 17 Febbraio si esibiranno i Sonics. Non li conoscete? Impossibile. Senza di loro le rockoteche sarebbero oggi vuote, il punk non sarebbe punk, i Nirvana forse non sarebbero esistiti e il pezzo di ribellione giovanile sarebbe ”Helter Skelter” dei Beatles, che per carità va benone. Parliamo poi di doppiette, e sono esattamente quelle del 23 e 24 Febbraio, sempre sulle colline del Poggetto: non due date dello stesso artista, ma due date, italiane, imperdibili. Il primo giorno lo presentiamo nominando Giovanni Lindo Ferretti, profeta avanguardista, ex CCCP, CSI e PGR. Non un concerto, ma un’ autentica lezione di filosofia, per il più grande personaggio della storia musicale alternativa italiana. Il secondo giorno, il 24, vi consigliamo caldamente forse la miglior band in cir-

colazione in questo momento in Italia, i Calibro 35. Cervello, gusto e tecnica fusi insieme, un live che vale molto più del prezzo del biglietto. In tutto questo concludiamo che Febbraio è il mese del Festival di Sanremo, che va visto. E se proprio volete uscire, come non ricordarvi che il 20 Febbraio al Mandela Forum esiste un accrocco denominato concerto, con NEK RENGA e MAX PEZZALI. Rassicuratevi, che a Marzo dobbiamo votare.


A R T E E M O DA Prove tecniche di dialogo di RAFFAELLA GALAMINI

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na linea sottile divide l’arte dalla moda. Due mondi che talvolta comunicano ma che spesso si muovono lungo rette parallele e non sempre riescono a coincidere. A Firenze due mostre in corso a Palazzo Pitti provano a indagare i rapporti tra l’una e l’altra realtà per creare possibili intersezioni. Un dialogo tra artisti e stilisti è al centro dell’esposizione che si snoda lungo le sale del Museo della Moda e del Costume. Una mostra/allestimento, curata da Caterina Chiarelli, Simonella Condemi e Tommaso Lagattolla negli spazi di Palazzo Pitti. La Galleria di arte moderna ha offerto dipinti e sculture da accostare ai lavori di artisti-couturiers attivi dagli anni Trenta del Ventesimo secolo fino ai giorni nostri. Eloquente il nome: “Tracce. Dialoghi ad arte” a sottolineare che l’esposizione vuole esplorare nuovi percorsi a livello estetico e comunicativo. Esposti 107 tra abiti, accessori, dipinti e sculture per un dialogo serrato e avvincente. A completare il tutto un percorso virtuale accessibile nella sezione IperVisioni del sito web delle Gallerie degli Uffizi all'indirizzo www.uffizi.it. Le Gallerie degli Uffizi in occasione del 93° Pitti Immagine Uomo hanno inaugurato “Capucci Dionisiaco. Disegni per il teatro”. La mostra è in corso a Palazzo Pitti, nelle sale dell'Andito degli Angiolini, fino al 14 febbraio. Gli stilisti sono sempre stati affascinati dalle luci della ribalta e difficilmente hanno resistito alla tentazione di proporre i propri lavori sotto i riflettori. La rassegna di Palazzo Pitti propone 72 opere su carta di grande formato (cm 70 x 50) che rivelano un Roberto Capucci inedito. Il couturier dell’Alta Moda famoso nel mondo per le sue creazioni sculture propone disegni di costumi maschili per il teatro. Lavori che, sin dagli anni Novanta e con grande riservatezza, sono serviti a dare sfogo alla sua fantasia d’artista. Una messinscena onirica che per una volta libera lo stilista dalle mode e dalle ribalte internazionali di tutti i tempi per consacrarlo a un palcoscenico immaginato e a lungo sognato.

S U L PA LC O S C E N I C O di TOMMASO CHIMENTI

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ebbraio è sinonimo di San Valentino, di Carnevale e di Sanremo. Il mese più corto si scalda con i grandi nomi della Pergola, le riflessioni del Puccini, la leggerezza spensierata del Verdi. Al Teatro della Pergola un trittico di pièce per un poker di personaggi amatissimi dalle donne di qualsiasi età: prima l'accoppiata Francesco Montanari – Vinicio Marchioni (visti insieme all'opera già nella serie “Romanzo criminale” in “Uno Zio Vanja” (fino al 4) un'ottica moderna al cechoviano dilemma attualizzato dalla penna di Letizia Russo, con quell'articolo indeterminativo davanti al titolo che mischia le carte, spariglia le supposizioni, apre il ventaglio delle possibilità dalla letteratura all'oggi rinfrescando un capolavoro con l'innesto del reale. A seguire gli occhi di ghiaccio di Alessandro Preziosi che si cala in questa nuova versione de “L'odore assordante del bianco”, scritto da Stefano Massini, che qui diventa il sottotitolo di “Vincent van Gogh” (6-11) e che indaga la malattia psichica e mentale e lavora sulle lettere tra il pittore dei girasoli e il fratello Theo. Per concludere Stefano Accorsi con “Favola del principe che sapeva amare” (dal 20 al 25) tratta da “Lo cunto de li cunti” di Gianbattista Basile; un trittico da non lasciarsi sfuggire. Passando al fronte Teatro Puccini prima arriva “Human” di Marco Baliani e Lella Costa (il 16) che partendo dal Mito e dall'Eneide ci propongono un parallelo con le migrazioni attuali. Sempre al teatro delle Cascine ecco Ale e Franz (il 23) con “Nel nostro piccolo”

un omaggio dichiarato a quella Milano che non c'è più e soprattutto a Gaber e Jannacci, a quel sottobosco, a quel microuniverso, a quell'atmosfera che si respirava nel capoluogo lombardo prima che fosse da bere, prima che fosse leghista, prima di Berlusconi, prima che fosse svenduta ai cinesi. Per finire, al Teatro Verdi, la casa del musical di Firenze, le piroette e le gonnelle svolazzanti di “Dirty dancing” (8-11) con ancora negli occhi i muscoli e lo sguardo dello scomparso, troppo giovane, Patrick Swayze e quella frase che ancora rimbomba negli adolescenti, ormai cresciuti, di trent'anni fa: “Nessuno mette Baby in un angolo”. E parte “The time of my life”. Luccichini e lucciconi.

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Febbraio giovedì 1

PENTACHIARI (02/12-02/02/2018) Galleria Il Ponte (FI) ing. libero THE W.A.M. GAME (7/11-15/02/2018) Teatro dell’Opera (FI) ing. riservato alle scuole L A BRISCOLA IN CINQUE (29-07/2018 esclusi 02-03/18) Teatro di Rifredi (FI) ing. da 18€ (il 31/12 da 40€) LEGATI DA UNA CINTOLA (08/09/17-25/02/18) Museo di Palazzo Pretorio (Prato) ing. 8€ ridotto 4/6€ SORRY, BOYS (01-03/02) Teatro di Rifredi (FI) ing. da 18€ JAMAIS DE LA VIE Institut français (FI) ing. NP METJAZZ (26/01-19/02) Teatro Metastasio (PO) ing. 20/15€ DOWNSIZING (1-4/02) Cinema Odeon (FI) ing. NP

venerdì 2 BOXE NIGHT FLORENCE Nelson Mandela Forum (FI) ing. 16,50/42,50€ IO, MIA MOGLIE E IL MIRACOLO (02-03/02) Teatro Cantiere Florida (FI) ing. intero 15/12€ GENE GNOCCHI Teatro Puccini (FI) ing. 22/18€ ZERO SPACCA (2-4/02) Il Lavoratorio (FI) ing. NP L A NOTTE Tender Club (FI) ing. NP ELSA MARTIN & STEFANO BATTAGLIA – SFUEÂI Sala Vanni (FI) ing. 20/13€

sabato 3 R AFAL BLECHACZ Teatro della Pergola (FI) ing. 12/25€ S TELLA MARIS Glue Alternative Concept Space (FI) ing libero con tessera DI VI KAPPA Pinocchio jazz (FI) ing. NP GIORGIO CANALI & ROSSO FUOCO Tender Club (FI) ing. 12€ VITTORIA AND THE HYDE PARK Viper Theatre (FI) ing NP FLAMENCO LIVE Teatro Verdi (FI) ing. 19/31€ OMAR SOSA Sala Vanni (FI) ing. NP FINE MESE (03-04/02 e 10-11/02) Teatro Le Laudi (FI) ing. 16/14€ ANTONIO MORESCO SU FEDERICO TOZZI Sala Ferri (FI) ing. libero BLAINE REININGER (TUXEDOMOON)+DORIAN GRAY+AUSONIA Circolo Arci Il progresso (FI) ing. NP MATTI DELLE GIUNCAIE + QUARTIERE COFFEE Auditorium FLOG (FI) ing. NP OMAR SOSA FEAT GUSTAVO OVALLES Sala Vanni (FI) ing. NP A COLD ROCKY HORROR NIGHT CPA Fi Sud (FI) ing. NP IL BAMBINO DALLE ORECCHIE GRANDI (3-4/02) Teatro delle Spiagge (FI) ing. NP

domenica 4

I LYA GRINGOLTS Teatro della Pergola (FI) ing. 12/25€ PREMIO CRESCENDO Aula Magna del Nuovo Ingresso dell’Ospedale di Careggi (FI) ing. libero AL CAVALLINO BIANCO Teatro Verdi (FI) ing. 19/31€ ANTA ANTA PERO PERO Spazio Alfieri (FI) ing.15€, bambini fino a 12 anni 10€ GLI ANIMALI RICONOSCENTI Teatro Puccini (FI) ing. 8€ L A CASA DEI GATTI Teatro di Rifredi (FI) ing. 10€ ALPESH CHAUHAN Opera di Firenze (FI) ing. 15/35€ WHISKY TRAIL Chiesa Grande della Confraternita (FI) ing. libero VALDARNO JAZZ (4/02-29/03) Location Varie (Valdarno) ing. NP

lunedì 5 L ’ESTRAVAGANTE - STEFANO MONTANARI Teatro della Pergola (FI) ing. 12/25€ GORAN BREGOVIC Obihall (FI) ing. NPa

martedì 6  INCENT VAN GOGH (06-11/02) V Teatro della Pergola (FI) ing. 18/34€, ridotto 13/22€ THE WOMAN WHO LEFT Teatro Verdi (FI) ing. NP

mercoledì 7 giovedì 8 DIRTY DANCING - IL MUSICAL (08-11/02) Teatro Verdi (FI) ing. 23/57,50€ TALE E QUALE A ME...AGAIN! Teatro Puccini (FI) ing. 18€ NOCTURAMA Institut français (FI) ing. NP IL GIOCATORE (8-11/02) Teatro Fabbricone (PO) ing. 17€ FABIO LUISI / LISE DE LA SALLE Opera di Firenze (FI) ing. 15/50€ THE PARTY (8-28/02) Spazio Alfieri (FI) ing. N

venerdì 9 T WO MOONS Camelot 3.0 (Prato) ing. libero ANDREA PUCCI “IN...TOLLERANZA ZERO” ObiHall (FI) ing. 26/37€ COME UN FIUME (09-11/02) Teatro Manzoni (Calenzano) ing. 13€ ridotto 7/10€ C APUCCI DIONISIACO (9-14/02) Palazzo Pitti (FI) ing. libero ARTE E STORIA A SESTO FIORENTINO Institut français (FI) ing. NP PETE O’DUBLO BENNET Circolo Arci Il progresso (FI) ing. NP RKOMI Viper Club (FI) ing. NP

SENZABENZA/LATTE+/KEROSENE CPA Fi Sud (FI) ing. NP CLAP! CLAP!/NUMA CREW Auditorium Flog (FI) ing. NP FIORENTINA – JUVENTUS Stadio Artemio Franchi ing. NP

sabato 10  ENIS MATUSEV D Teatro della Pergola (FI) ing. 12/25€ TONY CATTANO NACA Pinocchio Jazz (FI) ing. NP MAGIC FLORENCE Obihall (FI) ing. 19/80€ ANIMOTION FILM FESTIVAL Cinema La Compagnia (FI) ing. NP MASSIMILIANO LAROCCA canta DINO CAMPANA Circolo Arci Il Progresso (FI) ing. NP PINGUINI TATTICI NUCLEARI Auditorium FLOG (FI) ing. NP SAM AMIDON & GUANO PADANO Sala Vanni (FI) ing. 20/13€ NEVERMIND ROCK PARTY Viper Theatre (FI) ing. NP PARTNERS IN CRIME Combo Social Club (FI) ing. libero

domenica 11 L E CONCERT DES NATIONS - JORDI SAVALL Teatro della Pergola (FI) ing. 12/25€ CONCERTO DI CARNEVALE Aula Magna del Nuovo Ingresso dell’Ospedale di Careggi (FI) ing. libero FIERA DI OLTRARNO Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero FIORENTINA - JUVENTUS Stadio Franchi (FI) ing. NP L ABORAZIONE 2018 / SERATA INTERNAZIONALE Teatro Cantiere Florida (FI) ing. intero 15€, ridotto 9/12€ RIDENDO E SCHERZANDO Obihall (FI) ing. 12€ VESTIRE LA TORAH Museo Ebraico (FI) ing. 7€

lunedì 12  ARCO RIZZI, ENRICO DINDO,ALESSANDRO CARBONARE, M PIETRO DE MARIA Teatro della Pergola (FI) ing. 12/25€

martedì 13  RT - CONCERTO DI CARNEVALE O Teatro Verdi (FI) ing. 15/18€ NIGHT BAR (13-18/02) Teatro Metastasio (PO) ing. NPa PINOCCHIO, HARRY POTTER, TOPOLINO, HEIDI E TUTTI GLI ALTRI… (13/02-03/06) Villa Bardini (FI) ing. 8/6€

mercoledì 14 T IZIANA BERTONCINI & THOMAS LEHN Galleria Frittelli (FI) ing. 5€

giovedì 15 I L PRINCIPIO DI ARCHIMEDE (15-25/02 escluso 19/02) Teatro di Rifredi (FI) ing. Da 16/14€ GUÈ PEQUENO Viper Theatre (FI) ing. 25€


Musica • Teatro • Arte • Cinema • Eventi

LES CHEVALIERS BLANCS Institut français (FI) ing. NP JOEN ECHENOZ Institut français (FI) ing. NP MINDSHOCK Teatro Aurora (Scandicci) ing. 16/13€

venerdì 16 J ERSEY BOYS - IL MUSICAL (16-18/02) Teatro Verdi (FI) ing. 28,50/41€ MARCO BALLIANI - LELLA COSTA in HUMAN (16-17/02) Teatro Puccini (FI) ing. 20/25€ L A MORTE E LA FANCIULLA Teatro Cantiere Florida (FI) ing. intero 15€, ridotto 9/12€ DONNACCE 2 LA VENDETTA Obihall (FI) ing. 12€ HUMAN (16-17/02) Teatro Puccini (FI) ing. 25/20€ BERTHELEMY TOGUO-IL VIAGGIO IMMAGINARIO (16/02-16/03) Le Murate Progetti Arte Contemporanea (FI) ing. NP DRUNK SINATRA Circolo Arci Il Progresso (FI) ing. NP CLAVER GOLD Tender Club (FI) ing. NP FIRE! Sala Vanni (FI) ing. 20/13€a

sabato 17 ANDREA LUCCHESINI Teatro della Pergola (FI) ing. 12/25€ DUNK Glue Alternative Concept Space (FI) ing libero con tessera GAIA MATTIUZZI/PASQUALE MIRRA Pinocchio Jazz (FI) ing. NP THE SONICS Auditorium Flog (FI) ing. 13/18€ DICA 33 (C’È UN DOTTORE IN SALA?) (17-18/02) Teatro Le Laudi (FI) ing. 16/14€ FEDERICA MANZON SU UMBERTO SABA Sala Ferri (FI) ing. libero FORTEZZA ANTIQUARIA (17-18/02) Piazza Vittorio Veneto (FI) ing. libero RITS HOTEL Circolo Arci Il Progresso (FI) ing. NP L’ATLANTE DELLE CITTÀ Teatro Fabbricone (PO) ing. 6€ THE SONICS Auditorium FLOG (FI) ing. NP MIO PADRE VOTAVA BERLINGUER Teatro delle Spiagge (FI) ing. NP HOT SHOT Viper Theatre (FI) ing. NP MONKEY SHOW Combo Social Club (FI) ing. libero

domenica 18 JERUSALEM QUARTET Teatro della Pergola (FI) ing. 12/25€ PREMIO CRESCENDO Aula Magna del Nuovo Ingresso dell’Ospedale di Careggi (FI) ing. libero HO SCRITTO ITALIA SULLA SABBIA Spazio Alfieri (FI) ing.15€ FIERUCOLA DEI SEMI Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero IL DRAGO DALLE SETTE TESTE Teatro Puccini (FI) ing. 8€

PURIM Museo Ebraico (FI) ing. 7€ GRAN BAZAR Combo Social Club (FI) ing. libero

lunedì 19 SCHUMANN QUARTET Teatro della Pergola (FI) ing. 12/25€

martedì 20  EK MAX RENGA N Mandela Forum (FI) ing. 35/75€ FAVOLA DEL PRINCIPE CHE NON SAPEVA AMARE (20-25/02) Teatro della Pergola (FI) ing. 18/34€ FRAME (20-21/02) Teatro Cantiere Florida (FI) ing. intero 15/12€a

mercoledì 21 L A FAVORITE Institut français (FI) ing. NP ACQUARAGGIA Circolo Arci Il Progresso (FI) ing. NP

giovedì 22 L A FAVORITE (22/02-03/03) Opera di Firenze (FI) ing. 5/100€ UNA FESTA ESAGERATA (22-25/02) Teatro Verdi (FI) ing. 19/31€ RIKI Obihall (FI) ing. NP JE NE SUIS PAS UN SALAUD Institut français (FI) ing. NP FIGURES MUSICALES DE L’ECRIVAIN (22-24/02) Institut français (FI) ing. NP DANZAINFIERA (22-25/02) Fortezza da Basso (FI) ing. 15€ L’ALLEGRA VEDOVA (22-25/02) Teatro Fabbricone (PO) ing. 17€ CORPO-MENTE ≠ YOGA Cinema Odeon (FI) ing. NP

venerdì 23 L UST FOR YOUTH Glue Alternative Concept Space (FI) ing. 7/10€ ALE E FRANZ - NEL NOSTRO PICCOLO GABER, JANNACCI, MILANO (23-24/02) Teatro Puccini (FI) ing. 25/30€ GIOVANNI LINDO FERRETTI Auditorium Flog (FI) ing. 18€ ALE E FRANZ (23-24/02) Teatro Puccini (FI) ing. 30/25€ K AMA+ADDIO PROUST! Ex-Fila (FI) ing. NP SERENA ABRAMI+MARIA E IL LUPO Circolo Arci Il Progresso (FI) ing. NP GIOVANNI LINDO FERRETTI Auditorium FLOG (FI) ing. NP MAMAMIA IN FLORENCE Viper Theatre (FI) ing. NP PAZ-ZIA Combo Social Club (FI) ing.5€

sabato 24 C ALIBRO 35 Auditorium FLOG (FI) ing. NP

C RAZY MAMA Glue Alternative Concept Space (FI) ing libero con tessera FABIO LUISI / JAN VOGLER Opera di Firenze (FI) ing. 15/50€ HAGEN QUARTETT (24-25/02) Teatro della Pergola (FI) ing. 12/25€ TIM BERNE “BIG SATAN” Pinocchio Jazz (FI) ing. NP C ANCUN (24-25/02) Teatro Le Laudi (FI) ing. 16/14€ GIORGIO VASTA SU GIUSEPPE FENOGLIO Sala Ferri (FI) ing. libero C ANTO LA STORIA DELL’ASTUTO ULISSE Teatro Metastasio (PO) ing. 6€ GALEFFI Tender Club (FI) ing. NP FANTINE – QUANDO DAL CAOS NACQUE L’AMORE Teatro delle Spiagge (FI) ing. NP ALDO MONDINO (24/02-14/4) Galleria Il Ponte (FI) ing. libero A-S EXTENDED NIGHT Combo Social Club (FI) ing. 7/5€

domenica 25 C ARMINE IN FIERA Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero CHOPIN SOIREE Aula Magna del Nuovo Ingresso dell’Ospedale di Careggi (FI) ing. libero FIORENTINA - CHIEVO Stadio Franchi (FI) ing. NP CIOMPI MENSILE ANTIQUARIATO Piazza Ghiberti (FI) ing. libero PRESENT CONTINUOUS Teatro Cantiere Florida (FI) ing. intero 15€, ridotto 9/12€ ALI’ BABA’ E I 40 LADRONI Teatro Puccini (FI) ing. 8€ VETRINA ANTIQUARIA Piazza Matteotti (Scandicci) ing. libero L’OPERA DI MOZART IN CENTRIFUGA Hotel Relais Santa Croce (FI) ing. 10€ BARCELONA GIPSY BALKAN ORCHESTRA – BGKO Sala Vanni (FI) ing. NP FIORENTINA – CHIEVO Stadio Artemio Franchi ing. NP

lunedì 26 LEVANTE Teatro Verdi (FI) ing. 25/35€

martedì 27 L A CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO (27/02-04/03) Teatro della Pergola (FI) ing. 18/34€, ridotto 13/22€ I DUE MOSCHETTIERI (27/02-04/03) Teatro Fabbricone (PO) ing. 15€ ABBA DREAM Obihall (FI) ing. NP CHIARA CIVELLO Teatro Puccini (FI) ing. NP DA FIRENZE ALL’EUROPA (27/02-03/03) Palazzo Pitti (FI) ing. libero con il biglietto del museo

mercoledì 28  RT - OSPITALITA’ O Teatro Verdi (FI) ing. 15/18€


Febbraio da non perdere SAM AMIDON & GUANO PADANO

LUST FOR YOUTH

10 Febbraio - Sala Vanni (FI) Sam Amidon, cantautore e poli-strumentista, è uno dei più stimati artisti folk contemporanei. Fin dal suo debutto la critica, sia del vecchio che del nuovo continente, ha elargito commenti entusiastici sui suoi lavori e importanti magazine come Rolling Stone hanno paragonato la sua voce per spessore e intensità a quella di Nick Drake. Nel 2018 Sam incontrerà per la prima volta sulla sua strada il power folk dei Guano Padano. Quello dei Guano Padano, è come lo

23 Febbraio - GLUE – Alternative Concept Space (FI)

definisce lo scrittore Vittorio Bongiorno, un “folk metropolitano, dove melodia e rumore, analogico e digitale, vuoto e pieno, uomini soli e donne fatali si versano l’ultimo bicchiere…” Una vera fusione di intenti, non un semplice opening. La pianura padana, straordinariamente al confine con il New Mexico, incontra il Vermont, disegnando nuovi orizzonti per il folk contemporaneo.

Si preparano al ritorno in grande stile i Lust For Youth, che ci avevano lasciato con “International” e “Compassion”, gli album che li avevano proiettati definitivamente in territori tracciati da Depeche Mode, Pet Shop Boys e New Order. Quelli che sono stati i primi lavori dell’ensemble come band, e non più l’opera solista di Hannes Norrvide, sanciscono definitivamente il loro passaggio al pop, non senza però rinuncia-

re alla natura intimista degli esordi che continua a traspirare nei testi. La formazione, che ora è a tutti gli effetti una band, con l’aggiunta di Malthe Fischer e Soho Rezanejad come forze creative, è al lavoro sul nuovo album che sarà sempre pubblicato da Sacred Bones Records nel 2018, una delle etichette più attive nel panorama indipendente e presenterà in anteprima il nuovo lavoro il 23 febbraio al Glue.

GIOVANNI LINDO FERRETTI

GALEFFI

23 Febbraio - Auditorium Flog (FI)

24 Febbraio - Tender Club (FI)

Ogni generazione italiana che ascolta musica ha il suo eroe. Le parrucchiere del 1981 avevano Claudio Baglioni, gli studenti di Bologna nel 1977 gli Inti Illimani, i baristi di Novedrate nel 2001 Gigi D’Agostino. Giovanni Lindo Ferretti è un eroe di questi, l’eroe della generazione che fra la fine Ottanta e la fine Novanta ascoltava musica alternativa. Giovanni Lindo Ferretti è forse il personaggio più magnetico e

carismatico, avanguardista e profondo che la scena musicale italiana abbia mai avuto. Essere non solo controcorrente, ma esserlo senza mai abbandonare le proprie scelte, che alcuni contestano in salsa ottusa. Ritirarsi a vita privata pur rimanendo dentro quello che lo circonda: tutto questo è Giovanni Lindo Ferretti che non si discute, ma forse nemmeno si ama. Giovanni Lindo Ferretti s’impara. Fine.

Che questi ultimi mesi siano felici per la musica italiana è per noi un dato di fatto, e lo diciamo perché amiamo il revival contaminato: i The Giornalisti che sguazzano fra Luca Carboni e gli Stadio o Brunori SAS che mescola in salsa piccante Rino Gaetano e Vasco Rossi. Questi sono i nostri eroi. Poi c’è lui: Galeffi. Dopo Iosonouncane, Levante, Canova, L’Orso e L’Albero ci mancava il nome di un digestivo che sguazza in sonori-

TRK. SOUND CLUB: APPUNTAMENTI CON LA MUSICA SPERIMENTALE

Febbraio bambino

di musicaelettronica.it

di Cristina Romeo

MERCOLEDÌ 14 FEBBRAIO 2018 TIZIANA BERTONCINI & THOMAS LEHN (DE)

Preparate maschere, coriandoli e stelle filanti che il mese di febbraio si apre con i festeggiamenti legati al Carnevale. Sabato 10 dalle 14 alle 18 in Piazza Ognissanti ci sarà "Il Carnevale dei bambini di Firenze" con animazione, giochi e dolcezze varie per i bambini (e non solo). L'ingresso è libero - l'evento non si svolgerà in caso di pioggia. Domenica 25 Febbraio alle ore 10.30 vi aspetta invece una curiosa visita guidata alla scoperta della casa-museo Stibbert, dove è ospitata la vasta raccolta di armi ed armature del collezionista inglese Frederick Stibbert.

e-cor ensemble TRKitalia - Galleria Frittelli Arte Contemporanea TRK. SOUND CLUB torna il 14 febbraio con il duo italo-tedesco formato da Tiziana Bertoncini (violino) e Thomas Lehn (sintetizzatore analogico). Formatosi nel 2002, il duo porta avanti una ricerca sul timbro basata sull’alchimia che crea l’incontro fra uno strumento classico e uno elettronico. I due musicisti articolano la loro performance basandosi su modelli tradizionali di tensione/distensione, rottura, intensità ed espressività in tutte le possibili sfaccettature. Agli artisti

tà tardo sanremesi, melodie orecchiabili e tutto sommato piacevole. Galeffi rassicura, e anche se è giovane e forse inesperto, sicuramente riuscirà a tenere in sala un discreto numero di persone. Perché, per fortuna, almeno lui non è un progetto islandese di sperimentazione sonora. Ci rassicura, con il suo nome che citiamo solo a tarda sera dopo la caponata a cena. Ci rassicura, con le sue melodie. Consigliato.

del panorama internazionale saranno per la prima volta affiancati giovani musicisti elettronici selezionati dai principali Conservatori italiani. Ospite di questo primo TRKitalia è l’e-core ensemble, progetto di musica elettroacustica fondato nel 2013 da Mirjana Nardelli, Cristian Maddalena e Francesco Altilio. Galleria Frittelli via Val di Marina, 15 Novoli (www.frittelliarte.it), h 21:00. Biglietto d’ingresso: € 5,00. 18

Nella splendida Sala della Cavalcata ammirerete un gruppo di cavalieri riprodotti con le loro armature ed a cavallo, a grandezza naturale. Per altre informazioni e prenotare la visita scrivete a museiacolazione@hotmail.com.


IN SALA di CATERINA LIVERANI

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uesto mese ha soli 28 giorni e una serie di pellicole di cui si parlerà per tutto l’anno. In “The Post” Tom Hanks e Meryl Streep sono diretti da Steven Spielberg nel racconto della coraggiosa scelta fatta nel 1971 dal The Washington Post di pubblicare dei documenti segreti trafugati dal Pentagono, sulla guerra in Vietnam. “Ore 15:17 - Attacco al treno” è il nuovo film dell’inossidabile e infaticabile Clint Eastwood, che mette in scena la tragica cronaca dell'attacco al treno Thalys del 21 agosto 2015, facendola interpretare ai 3 soldati americani che furono i veri protagonisti della vicenda. Il tre volte premio Oscar Daniel Day-Lewis dà il suo definitivo addio alle scene (chissà se per tornare a Firenze per dedicarsi al mestiere di calzolaio come già fatto in precedenza) con “Il filo nascosto”, opera candidata a divenire una pietra miliare nella filmografia del suo regista Paul Thomas Anderson che già lo aveva diretto nel 2007 ne “Il Petroliere”. Ben due Golden Globe per “La forma dell’acqua - The Shape of Water” la deliziosa fiaba di Guillermo del Toro, già vincitrice a Venezia del Leone d’Oro per il Miglior Film, che ci ricorda che il vero amore non è mai impossibile e un Globe come miglior attore anche per James Franco che torna, all’alba dei suoi primi 40 anni, dirigendo e interpretando “The Disaster Artist” in cui racconta la vera storia delle circostanze in cui venne realizzato il film del 2003 “The Room” di Tommy Wiseau, etichettato dalla critica come il più brutto film della storia e divenuto nel tempo un vero cult. A proposito di brutti film in questo mese è da segnalare la provvidenziale conclusione della sciagurata saga di “Cinquanta Sfumature di Grigio” che forse (ma probabilmente no) sarà ricordata come il tentativo, totalmente fallito, di riportare sul grande schermo quell’erotismo patinato che tanto ci aveva fatti divertire a cavallo fra gli anni 80 e 90 con pellicole come “9 settimane e mezzo” o “Basic Instinct”. Non ci mancherà.


INCONTRI

Emanuela Mascherini D di CATERINA LIVERANI

ifficile dare una sola definizione per personalità come Emanuela Mascherini. Attrice (teatro, cinema, radio, televisione), scrittrice (“Non ci casco più!” ed. Kowalski-Feltrinelli, “Memorie del cuscino” ed. Castelvecchi, "Alice senza meraviglie" ed. Pendragon) e regista ( “Offline” il recente corto da lei diretto e interpretato negli ultimi 6 mesi si è aggiudicato 15 premi e una candidatura ai Nastri d’Argento).

Emanuela fiorentina di nascita, ma romana di adozione? Definizione calzante! In realtà vado dove mi porta il lavoro e mi sento un’apolide in questi ultimi anni. Il mio punto fermo però rimane Firenze. Per questo hai voluto ambientare qui “Offline”? Esatto. Ho voluto creare un “non luogo” dove tradizione e contemporaneità si sfiorano senza incontrarsi mai e per questo Firenze è perfetta. Per raccontare l’incomunicabilità tra un nativo digitale e una trentenne alfabetizzata al virtuale, ho scelto dei luoghi simbolici come una Biblioteca delle Oblate piena di giovani che non si guardano più attorno perché impegnati con i propri smarthphone. Insieme al direttore della fotografia ho creato un quadro all’ingresso della Biblioteca in cui i ragazzi, in un ambiente intriso di classicità, sono illuminati solo dalla

luce degli schermi e quando la protagonista passa fra queste ombre loro non si accorgono di lei. Abbiamo poi scelto di ambientare delle scene alla libreria Caffè La Cité in cui degli spettatori assistono a un concerto di nuovo attraverso lo schermo dei telefoni. Anche le Serre Torrigiani sono state una risorsa preziosa nella quale collocare parte della vita di Nicolas, un luogo di una bellezza unica; la casa di Aurora è invece fuori dal centro, per sottolineare il fatto che Firenze è una città ancora a misura d’uomo in un universo in cui la realtà virtuale tende a isolarci. Offline parla di una grande forma di violenza di un uomo verso una donna, ovvero l’abuso di fiducia. Temi come questi sono di triste attualità proprio nel mondo dello spettacolo oggi come non mai. È talmente urgente parlare di questi temi che si stanno organizzando proiezioni di “Offline” addirittura nelle scuole, perché attenzione e rispetto vanno insegnati prima di arrivare a conseguenze estreme. Come molte altre donne ho vissuto situazioni spiacevoli di molestie o mobbing anche in ambiti lavorativi che non avevano a che fare con lo spettacolo. Succede quando una persona abusa del suo potere per attuare un ricatto, e capita sia con uomini che con donne. I soprusi, la violenza verbale sono molto sottili e spesso si insinuano nel nostro quotidiano professionale e personale. Per ciò che riguarda Molestopoli trovo giusto che 20

certi meccanismi siano venuti allo scoperto, solo ritengo i processi imbastiti sui social deleteri, perché portano a ironizzare e screditare qualsiasi testimonianza.

Tu hai vissuto da vicino la violenza che possono generare i tribunali social quando questa estate il protagonista di “Offline” Domenico Diele ha causato un incidente stradale in cui una donna ha perso la vita. Fin da subito ho deciso di tacere nel rispetto di entrambe le parti coinvolte e continuo a ripetere che i luoghi in cui dibattere questi fatti sono altri. È semplice dare l’etichetta di mostro a qualcuno, pensando che è altro da noi, ma la realtà è sempre molto più complessa. Con me Domenico è stato un professionista generosissimo. Il mostro che si è dipinto non l’ho mai conosciuto.

Ti piace come Firenze viene fotografata dagli altri cineasti o come viene resa nelle serie tv e nei film che vi sono sempre più frequentemente ambientati? È come quando ti chiedono se ti sembra bello l’uomo della tua vita, quindi sì, mi sembra bellissima anche quando è resa un po’ come una cartolina! (ride). Quando ami così tanto un luogo non riesci a essere obbiettivo. Firenze e la Toscana hanno un potenziale enorme dal punto di vista scenografico e continuano sempre a sorprendere chi opera nel cinema. Io sono già al lavoro su un nuovo progetto che parte dalla mia città.


LA COPPIA di MARIANNA STORRI Psicologa Psicoterapeuta

N

el regno animale coppia e accoppiamento spesso coincidono. Alcune specie sono monogame e restano con lo stesso partner per la vita. Altre preferiscono altri tipi di strategie, come l’accoppiamento di gruppo. Ad ogni modo ogni specie osserva un rituale, in genere piuttosto complesso a vantaggio della femmina, sostanzialmente al fine di ottenere l’atto sessuale. Dovete crederci! I maschi, perfino tra gli insetti, tendono a darsi davvero molto da fare: le femmine sono selettive e seguono dei parametri piuttosto rigidi volti a favorire il codice genetico migliore. Fino a qualche decennio fa anche nella nostra specie il rituale pre accoppiamento - o come alcuni lo ricordano, corteggiamento - aveva un ruolo molto importante. Attualmente le cose sono piuttosto cambiate. Da fiori, lettere, appuntamenti, cioccolatini e sguardi furtivi e languidi oggi il corteggiamento si è trasformato in un messaggio sulla chat di Facebook che più o meno consiste in frasi in “codice”. “Prendiamo un caffè?”, “Sei interessante, mi incuriosisci”, “Beviamo qualcosa” significa: “non ti conosco, non mi conosci, ma davvero vorrei accoppiarmi con te!!”. A questo punto, se le donne dovessero osservare come parametro per la scelta del partner la scelta del codice genetico migliore - ovvero il

maschio alpha - la nostra specie si sarebbe ovviamente estinta o sarebbe senza dubbio decimata. Eppure continuiamo a popolare la terra con miliardi di esemplari e il numero non accenna a diminuire, per cui tra gli umani esistono spinte motivazionali articolate, sebbene forse meno funzionali della scelta del DNA del maschio alpha. Le motivazioni principali che inducono maschi e femmine a stare insieme sono squisitamente differenti. In generale il maschio ricerca la femmina per l’accoppiamento mentre la femmina cerca il maschio per la coppia. Ed è qui che la donna deve essere sufficientemente brava a convincere il maschio che si sta accoppiando e che non stia, in realtà, formando una coppia! Il maschio se ne accorgerà il giorno del matrimonio o quando si ritroverà a chiedere il permesso per uscire con i suoi amici. Gli uomini e donne sono differenti. La natura crea tutto con equilibrio e uomini e donne in questo sono squisitamente complementari. Le donne - in genere - sono accompagnate dall’ansia di voler formare una coppia, di sposarsi, di mettere su famiglia, di condividere, fare tutto insieme! Gli uomini sono terrorizzati all’idea di non avere più il proprio sacrosanto spazio di libertà, che sia fatto di calcetto, musica, amici, silenzio, playstation, letture, la mamma. Perché una coppia si formi e resti tale è necessario che le ansie del maschio e della femmina siano in equilibrio. 21

Al di là degli aspetti evolutivi, certamente dal punto di vista psicologico, la formazione della coppia e della sua sopravvivenza è un processo estremamente complicato che implica e richiama in sé moltissimi fattori di natura motivazionale, individuale e certamente legati alla storia personale di ognuno di noi. Alcune persone si scelgono perché per anni i due membri condividono un progetto che viene - consciamente o inconsciamente - ritenuto prioritario per la realizzazione del sé e dell’identità dell’individuo. Per altre l’incastro di coppia, il patto implicito, si basa sull’esperienza nella famiglia di origine, il rapporto con le figure di riferimento: tendiamo a riproporre il rapporto che avevamo con nostro padre o nostra madre o entrambi, e ciò che risulta come irrisolto la psiche tende a riproporlo fino a che, in qualche modo non trova una soluzione. Si tratta della coazione a ripetere. Per tale ragione per parlare di coppia dovremmo spendere davvero molte parole ma occorre, per cominciare, tenere presente la differenza che ci caratterizza, e che a questa si aggiungono i bisogni, le paure e le funzioni che nascono dalla nostra esperienza di vita all’interno delle famiglie di origine. Ma è davvero così complicato? Le coppie non sono solamente la somma di due persone, sono un universo a parte molto difficile da decifrare o valutare. Ed è forse per questo che l’adagio popolare dice “ tra moglie e marito, non mettere il dito!”


FIRENZE PERIFERIA

FIRENZE CITTÀ di GIACOMO ALBERTO VIERI

di MADDALENA MESSERI

“Sally cammina per la strada...” in Viale Europa

Isolotto

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anno tutti nomi di fiori, le strade dell’Isolotto. Non sono intitolate a illustri signori, soldati o poeti, ma a camelie, azalee, pioppi, pini e mimose. Un po’ come nei paesini di mare, dove la vita è leggera e anche ai nomi delle strade non si chiede più di tanto, e ci si accontenta di una via delle cernie o delle folaghe. Ecco, un po’ come i paesini di mare è l’Isolotto, le strade sono strette, piene di bici e si incrociano con precisione: viste dall’alto in effetti sembrano una scacchiera disegnata dalla matita di un geometra comunale senza troppa fantasia. Questa scacchiera ha compiuto da poco sessant’anni ed è forse la zona più lapiriana di Firenze. Perché è proprio grazie alla tenacia del sindaco La Pira che furono costruite queste case di edilizia popolare, in un lembo di terra strappato al fiume grazie al nuovo argine, dove un tempo c’era una discarica e un lazzaretto e dove ora c’è un quartiere a misura d’uomo. “Lo chiamavano Bronx o anche Corea. L’unico mezzo a disposizione per raggiungere il centro era l’autobus numero 9, che si fermava spesso in salita costringendo tutti quanti a scendere per spingerlo” racconta la scrittrice Elena Stancanelli nel suo “Firenze da piccola”. Le cose per fortuna sono cambiate. Per arrivare ora c’è la tramvia, che in dieci minuti ti porta alla stazione di Santa Maria Novella e con la bici, passando dalla Passerella appena rifatta e tagliando attraverso le Cascine, sei in centro nel giro di tre canzoni. Anche il degrado degli anni ’70 è in pratica sparito, la periferia malfamata si è trasformata in una zona di famiglie e bambini, gli alberi sono cresciuti e regalano le loro foglie grandi alla piazza del mercato, dove tra l’altro a breve partiranno i lavori di riqualificazione. Non c’è molto altro all’Isolotto, questo è vero. Ma ora è davvero una città nella città, proprio come desiderava La Pira. “Create anche voi, in questa città satellite – disse – un focolaio di civiltà: ponete a servizio dei più alti ideali dell’uomo i talenti di cui voi siete ricchi, fate che in questo luogo sia coltivato, per le generazioni future, un seme fecondo di bene e di civiltà”. E possiamo dire che quelli che arrivarono qui, immigrati dal Sud, dalle campagne, i profughi dalmati, trovarono appartamenti vuoti e baracche piene di topi come spazi comuni ma nel giro di qualche decennio l’hanno trasformato in un luogo con un’anima, un’isola civile, l’Isolotto appunto, per semplicità chiamato quartiere.

“L

e persone, soltanto le persone” come avverte Christian Raimo nel suo omonimo libro. Quelli che siamo stati, che maldestramente siamo, che con un pizzicotto di speranza forse saremo. Ma mica le persone dei Moscow Mule, del contouring, delle feste a Palazzo “Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare”, mica quelle dei viaggi in Patagorvegia, in FriuliVeneziaTibet, delle cose bislacche, Autentiche (e poi non so, la diamo per autentica una cosa se c'ha già un hashtag su instagram? Ve la butto lì come domanda, io davvero non saprei), anti-capitaliste, vegane, femministe. Mia nonna diceva sempre una cosa: “La miglior cura al fastidio sarebbe un giretto nelle corsie d'ospedale, ogni sei mesi”. Lei chiamava fastidio quel bisogno, tutto umano, di doversi lamentare, di voler scaraventare addosso al mondo, talvolta, quel che dolore non è, ma più una tristezza ancestrale e diffusa, un crampetto dell'anima, uno sforzo eccessivo, sì, ma nulla di più. Io ho fatto a cambio delle corsie d'ospedale con due passi fra Via Belgio, Piazza Francia, Via Ungheria: lì, da quelle parti insomma, a volte mi butto in terra – pure un po' platealmente – come un calciatore e simulo un crampo, magari lo provo sul serio, magari voglio solo interrompere l'azione, ma insomma è lì che fermo il gioco. Tipo una mattina feriale su una panchina della grande Coop all’inizio di Viale Europa, in quella piazza-cattedrale di cemento, dove passano etnie, dialetti, classi, microcosmi tanto lontani e affascinanti, dove cammina la ricca e mendica il migrante, dove la vedova ritira la pensione e Sara, con un tatuaggio sul polpaccio (“E' tutto un equilibrio sopra la follia” c'è scritto), i jeans a vita bassa e un piercing sul prolabio, sta in fila alla Posta per ritirare una multa e ascolta un vocale di whatsapp con le cuffie e sorride e poi è il suo turno allo sportello. In Viale Europa, dove si incrociano gli annacquati fastidi di ognuno e tutto sommato il cemento li assorbe con dignità.

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ESSERI URBANI di FRANCESCA CORPACI

I tifosi del Lebowski

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l mio amico B. dice che il calcio è il gioco più bello del mondo, ma il mio amico B. si inganna. Innanzitutto il calcio non è più bello di nessuno. Magari simpatico, salubre, un pochino divertente, ma proprio il più bello? Siamo seri. Allora il rugby? La signorilità, il raro compenetrarsi di forza e controllo, lo schiocco sonoro dei femori in frantumi. Il tennis: uno contro uno, la versione non legalmente perseguibile del duello all’arma bianca. L’hockey subacqueo: colpire un disco con un bastoncino mentre l’ossigeno evapora dall’organismo. O il buzkashi, tradizionale sport dell’Asia Centrale in cui due squadre di cavalieri si contendono una carcassa di capra. Poi c’è la faccenda del gioco. Da quando il calcio è un gioco? Il calciomercato, i ritiri, le conferenze stampa, gli scandali, le scommesse, gli allenamenti, il dopo partita, la bamba, il dissing, l’analisi degli schemi. La sfiancante routine di un consulente finanziario, spiata dai buchi come gli anziani coi cantieri. Esiste però un’eccezione, un club figlio dell’amore per una squadra sempre perdente, fenice sbocciata dalle ceneri di una chimera dove i supporter sono anche i dirigenti, ma a differenza di certi altri del giro non atterrano sul campo con l’elicottero né vendono terzini sinistri per comprarsi l’eroina. I tifosi del Lebowski seguono la squadra femminile non per faccende di quote rosa, ma perché le ragazze giocano come circonfuse di fuoco. I tifosi del Lebowski mandano i bambini alla scuola calcio, che è gratis per tutti e non fa i provini. I tifosi del Lebowski vanno in trasferta negli stadi di provincia, hanno sciarpe grigionere e dopo ogni partita i giocatori li ringraziano di essere lì. I tifosi del Lebowski stanno su cinque continenti, e ogni anno fanno la tessera per un campionato che non vedranno in tivù. Il calcio forse è davvero il gioco più bello del mondo, ma solo in località Tavarnuzze.

Illustrazione di Brochendors Brothers

Brochendors Brothers [brókəndórz brəðərz] sono una coppia creativa che vive e lavora tra Firenze e Bologna. Il loro sito è brochendorsbrothers.org. L'illustrazione è tratta dalla storia a fumetti "Tifiamo Lebowski" pubblicata sul sito di graphic journalism Graphic News.

PA L E S T R A R O B U R

LEZIONI DI GINNASTICA C U LT U R A L E P E R F I O R E N T I N I

I bronzi di Riace di RICCARDO VENTRELLA

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l periodo era questo, trentasette anni fa. Usciti dal mare calabro a sorpresa, erano sprofondati nel dimenticatoio del processo di restauro per iniziare il quale già erano passati tre anni dal ritrovamento. Così in totale ce ne vollero nove prima di rivederli nella Sala del Nicchio del Museo Archeologico di Firenze, dove furono temporaneamente esposti in attesa che fosse pronta la sede definitiva di Reggio Calabria. A conferma che tutto quanto circondava i Bronzi era inatteso e sorprendente, la mostra fu un travolgente successo. Quattrocentomila persone vi entrarono fino alla chiusura del 24 giugno 1981, ammirando quegli straordinari pezzi di

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Magna Grecia restituiti dal pelago mare. Una voglia di bello che contrastava col grigiore di quella temperie, affetta da mille problemi e paure, un altro anticipo della voglia di riscatto che gli Ottanta avrebbero portato con sé.


STREET ART

Foneno di ERIKA GHERARDOTTI

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agari li avrai visti o sentiti passeggiando per il centro di Firenze. È difficile non notarli. Due buskers che suonano sopra un pittoresco carretto, così come lo chiamano amichevolmente loro, quasi fosse anch’esso un membro del gruppo. Loro sono i Foneno e il carretto è un risciò riadattato e gli serve per trasportare agevolmente la strumentazione. Il duo fiorentino è composto da Ugo Nativi, alla batteria e core, e Federico Riondino, voce, chitarra e kazoo. Propongono il repertorio di Mississippi John Hurt, un chitarrista e cantante degli Stati Uniti anni ’60 e il suo Piedmont Blues, una sorta di rhytm’n’country blues. Entrambi sono sulla scena musicale da una trentina d’anni. Ugo Nativi è stato tra i fondatori dei Malfunk, un gruppo indie rock noto negli anni ‘90. Successivo l’incontro con Federico Riondino. I due inizialmente si esibivano nei locali, poi la svolta nel 2012: “Perché non proviamo ad esibirci in strada?”. La possi-

bilità di suonare nelle piazze più belle di Firenze (Ponte Vecchio, Piazza della Repubblica, Piazzale Michelangelo, Santa Croce), fare spettacoli tutti i giorni, vivere di questo e stare a contatto con un pubblico variegato. L’esperienza gli piacque e nacquero i Foneno. Nei primi tempi era diffi-

cile trovare degli spazi in cui esibirsi. Con il tempo il regolamento sull’arte di strada è cambiato. All’estero è più frequente imbattersi in buskers che fanno buona musica. A Firenze è una realtà che si sta evolvendo, e forse siamo sulla buona strada.


SUONI di GIANLUCA DANTI e GABRIELE SOBREMESA

U.S. Girls - In A Poem Unlimited (4AD) Quello di Meg Remy, poliedrica artista conosciuta per il suo progetto U.S. Girls, potrebbe essere eletto tra i dischi più belli e significativi del nuovo anno. In A Poem Unlimited, questo il nome dell’album in uscita per 4AD, è una sorta di meditazione oscura: ha una forte connotazione sociale e politica raccontando storie di disuguaglianza e abusi (“Velvet 4 Sale”) o di uomini violenti (“Pearly Gates”). Con il suo carattere a tratti surreale, l’album racconta storie di vendetta non solo contro gli atti di violenza ma anche contro le bugie dei leader politici e religiosi. A livello prettamente sonoro, se prima Remy aveva optato per un pop minimalista, questo nuovo capitolo è una totale inversione non solo per le tematiche affrontate ma soprattutto per la sua ambiziosa combinazione tra funky (“L-Over”) e synth pop (“Rosebud”). Se si ascoltano i due singoli di lancio possiamo cadere nell’inganno di trovarci di fronte all’ennesimo disco ‘pop tradizionale’. Fidatevi, c’è molto di più. (G.D.)

Son Lux - Brighter Wounds (City Slang) I Son Lux, progetto del newyorkese Ryan Lott, stanno meritatamente conquistando un posto sempre più importante nello scenario avant-pop contemporaneo. In attività dal 2008 e dopo diverse produzioni, tra cui Sisyphus (Asthmatic Kitty/Joyful Noise, 2014) con Serengeti & Sufjan Stevens, approdano su City Slang con un lavoro ancora dedito alla sperimentazione e all'esplorazione del tema della bellezza e della violenza dell'amore. Non solo elettronica d'avanguardia ma anche pop multidirezionale e pieno di contrasti. Consigliatissimi.(G.D.)

The Soft Moon - Criminal (Sacred Bones) Non ha certo bisogno di presentazioni la macchina oscura di Luis Vasquez, ormai conosciutissima dietro il nome di The Soft Moon, che quest'anno firma un contratto con la gloriosa Sacred Bones chiudendo a sorpresa il "solido" rapporto con Captured Tracks. Musicalmente ci troviamo di fronte ad un assodato post-punk con tinte gothic e industrial con cui la one-man-band di Oakland avvia una riflessione profonda sul senso di colpa, trovando sollievo confessando i propri misfatti e accusando gli altri per il dolore procurato. Bello ed intenso. (G.D.)

CASA JAZZ

Good Vibes di GIULIA FOCARDI

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e il mese di gennaio ci ha fatto vibrare per alcune perle rare, su tutte il trio di Julian Lage con un tutto esaurito al Teatro Sant’Andrea di Pisa, il nuovo mese non abbassa le aspettative, invitandoci a percorrere quasi tutto il corso dell’Arno alla ricerca delle nostre good vibes preferite. Molte sono le proposte che si muovono tra Firenze, il Valdarno, Empoli e Pisa e tra queste vi segnaliamo quattro occasioni da non perdere. Iniziamo il 3 febbraio con un concerto esplosivo, caldo e colorato, che vede Omar Sosa (piano) e Gustavo Ovalles (percussioni) sul palco della Sala Vanni: Omar Sosa rappresenta da sempre lo spirito poliglotta e libero proprio della musica jazz, distinguendosi per un linguaggio musicale personale, aperto, unico, e caratterizzato dalle diverse anime che fanno parte anche della sua natura e che, nel duo con il venezuelano Ovalles,

emergono con forza e naturalezza. Il 10 febbraio ci spostiamo a Castelfiorentino per il New 4tet di Enrico Rava, da sempre promotore e motore dei giovani talenti italiani; insieme a lui, in questa band vincitrice del Top Jazz nel 2015 come miglior formazione dell’anno, Francesco Diodati, Gabriele Evangelista e Enrico Morello, tre talenti che, come confermato dallo stesso leader, “insieme funzionano bene”. Il resto è dato alla musica, alla sensibilità profonda e all’affinità che li lega da anni. Senza riprendere fiato, l’11 volgiamo l’attenzione all’altra sponda dell’Arno, quella pisana: sarà, infatti, nuovamente il Teatro Sant’Andrea a ospitare uno dei 25

concerti più attesi del mese, con Baba Sissoko e Antonello Salis, duo inedito e vulcanico. Un set “senza reti”, composto da ritmi tradizionali africani e improvvisazione jazz, uniti nella ricerca di uno spirito creativo carico di energia. Il 16 febbraio, invece, sarà la volta di Terranuova Bracciolini e di The Assassins di Francesco Cusa, la nuova formula del quartetto per il batterista siciliano formato con Valeria Sturba, Giulio Sternieri e Giovanni Benvenuti: nuove sonorità aperte a influenze funk e jazz per “un gioco continuo di tensione e rilassamento, con uno sguardo alla tradizione e l’altro alla contemporaneità”, come racconta il leader.


PA R O L E di GABRIELE AMETRANO

Teoria della classe disagiata di Raffaele Alberto Ventura Minimum Fax pp. 264 - € 16.00

quello che abbiamo è solo una brutta illusione. Noi apparteniamo ad una classe non più agiata (disagiata, quindi), che vorrebbe esistere nelle promesse altrui ma che è costretta solo ad ammettere la propria condizione di sconfitta. Facciamo di tutto per vivere nell’apparenza ma poi piccoli segnali ci mostrano come ogni nostro sforzo sia una rovinosa caduta verso stili di vita che mai avremmo voluto vivere. Soprattutto in campo intellettuale, creativo, artistico. Ed è per questo che questo libro fa male, a me, a noi, ma soprattutto a quei sedicenti intellettuali che combattono giorno dopo giorno per costruirsi un mondo fatto di apparenti successi (editoriali, progettuali, creativi) in cui però credono solo loro e pochi altri amici. Insomma, prendendo spunto dall’amorevole Funari, questo libro conferma l’assioma per cui “se uno è un disagiato nun je posso dì intellettuale perché poi se crea delle illusioni”.

Se c’è una cosa che fa imbestialire tutti è sentirsi dire la verità. Non puoi dire ad uno grasso che è grasso, né ad uno antipatico che è antipatico: la sincerità diventa l’offesa più difficile da digerire. Ed io lo so che parlare di questo libro farà incazzare molti, soprattutto alcuni pseudo intellettuali fiorentini, ma diciamo che la cosa non mi interessa perché se c’è un solo aspetto del mio carattere su cui non transigo è proprio dire le cose come stanno. Ecco questo preambolo un po’ sopra le righe per dirvi che “Teoria della classe disagiata” è uno di quei libri che ci mettono davanti ad uno specchio e quello che vediamo non è proprio un bel vedere. Non è un saggio quello di Ventura, ma una bella riflessione sul mondo contemporaneo da parte di chi ha letto molto ed ha prima di noi pensato alla propria condizione. Il succo di queste pagine sta nell’analisi più o meno precisa di un contesto storico, il nostro, e della decadenza delle nostre illusioni. Ci hanno promesso un mondo migliore, una vita migliore, un futuro migliore ma

Se c’è un libro d’esordio che in questo periodo mi ha totalmente rapito è quello di Simone Somekh, giovanissimo autore torinese ma che oggi vive a New York. “Grandangolo” è un romanzo di formazione, una storia contemporanea, scorrevole, piacevole per la sua scrittura, che riesce in ogni sua pagina a trattare temi altissimi e preziosi con la giusta leggerezza. La storia di Ezra, ebreo ortodosso di una comunità statunitense, non riguarda solo chi è immerso nella cultura ebraica. L’amicizia, l’importanza della cura degli affetti, il coraggio, la voglia di vivere le proprie passioni non

sono elementi che appartengono ad una religione o una cultura ma sono comuni a tutti noi. Siamo di fronte ad un romanzo che ci lascia riflettere anche dopo averlo letto tutto d’un fiato, incapaci di non sottolineare frasi che inevitabilmente ci colpiranno. Una fra tutte, parafrasando, “le tragedie ci insegnano a parlare solo per dire cose sensate”. Leggetelo. Grandangolo di Simone Somekh Giuntina pp. 180 - € 15.00

Con Senso

Di Verso

Tempo di Carnevale! Maschere, coriandoli, stelle filanti e... scherzi, naturalmente! Anche per distrarsi un po' dal rigoroso divieto di mangiare carne che inizierà nei giorni successivi al Martedì grasso. Nel Medioevo, infatti, la prescrizione ecclesiastica imponeva il rinuncio alla carne a partire dal primo giorno di Quaresima, una volta finita la settimana di bagordi carnevaleschi. L'origine del nome della festa più scanzonata dell'anno è da ricercare nel latino Carne levàmen, o Carne, vale!, cioè "carne, addio!". È sicuramente il periodo dell'anno più adatto per giocare qualche tiro mancino! Fin dal XIII secolo è attestata la parola scherzare, derivante dal tedesco scherzën. Nella sua accezione originale, scherzën rappresentava l'azione di saltellare gioiosamente, rallegrandosi. Il significato si è poi mutato negli anni, dall'esprimere fisicamente l'esultanza fino a indicare l'atteggiamento di irriverente trionfo di chi ha appena beffato il prossimo. La parola è probabilmente imparentata con l'ugualmente tedesco skërn, da cui si rintraccia l'origine di “scherno”, “schernire”.

Ho tanta fede in te. Mi sembra che saprei aspettare la tua voce in silenzio, per secoli di oscurità.

di GIULIA ALFANI

a cura di ROBERTO DEL FOSCO

tratto dalla poesia di Antonia Pozzi Confidare, 1934 in Poesia che mi guardi, 2009

Antonia Pozzi (1912 – 1938) è stata una precoce poetessa italiana; cresciuta all’interno di un ambiente aristocratico scandito da una opprimente educazione religiosa e perbenista, esprime nei suoi scritti quell’asciuttezza propria di una personalità riservata e attenta al rigore. Ipersensibile e, forse per questo, espressione di una dolce angoscia creativa, cercò di opporsi alle paranoie familiari con un carattere forte ed una brillante intelligenza filosofica. Nelle sue opere, tutte affidate alla notorietà postuma (Montale curò la prefazione di una raccolta a lei dedicata), affida alle immagini la liberazione di quell’oppressione dell’anima che la portò al suicidio a soli 26 anni.

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L ' O T T A VA D I P I L A D E

Il succo del discorso di PILADE CANTINI

"Grazie un caffè...". "Per me un cappuccino e due sfoglie, di quelle con il riso”. Il primo bevve un sorso, pian pianino, e l'altro un morso, ad addolcire il viso. Mi alzai e a loro mi portai vicino, li riconobbi e feci un gran sorriso: "Ma siete proprio voi? Roba da matti!", e salutai sia Lenin che Togliatti. "Perciò, compagno, questi sono i fatti", disse il Migliore concludendo il morso: "È inutile che tanto t'arrabatti, è solo questo il succo del discorso”. Io li guardai stupito e loro, infatti, - che nemmeno un secondo fu trascorso mi risero scuotendola la testa: "Capito? Solo questo ormai ci resta”. La mia reazione fu delusa e mesta: "Macché, venvìa, vu mi prendete in giro!" "Eh no, la verità gliè proprio questa, te lo può confermare anche Palmiro”. "È vero, è vero, gnamo, si fa festa, finisci il cappuccino, Vladimiro”. "Che ti dicevo? Se non muta il clima, non ci rimane che l'ottava rima…"

Pilade Cantini è nato a San Miniato nel 1972.Ha scritto e curato diversi libri di vario genere; collabora con Il Vernacoliere di Livorno e si esibisce da vent'anni con band musicali comico-comuniste: i Rossi pe' Forza, gli Inti-illipiedi, gli Aeroflot feat., Collettivo Radio Mosca. Il suo ultimo libro è “Il Manifesto del Partito Comunista in ottava rima” (Edizioni Clichy).

Sensemedia è uno studio di produzione multimediale. Un luogo dove concetto, estetica, tecnica e qualità trovano uno spazio in comune. Un dialogo fra creativi e tecnici che, a seconda del progetto, raggiungono una sinergia per trasformare un’idea e diffonderla. Il nostro team lavora su due fronti; ideare e sviluppare progetti propri e diventare traduttori delle vostre idee. Le competenze del nostro staff spaziano dall’ideazione alla scrittura fino alla produzione e post-produzione nell’ambito audio, video e web.

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LO CHEF

ESSENZIALE

Simone Cipriani di RICCARDO MORANDI

U

na generazione intera è cresciuta con i piatti tipici in casa ed il filetto al pepe verde al ristorante. Le cose sono poi cambiate, il food ed il gusto ora sono altra cosa. Anche “troppa cosa”, visti i format, le ricette online, la tv. Per fortuna ci sono loro, gli chef giovani, tosti, capaci. Simone Cipriani, 32enne, executive chef di “Essenziale” è una testa di serie nella nostra città. Un ragazzo che potresti trovare in una redazione, in una libreria o ad un concerto. Creatività, semplicità e stile: non a caso, tanto è stato il successo di “Essenziale” che Simone lancia adesso, dentro Eataly, il punto food “FAC”, ovvero Fast and Casual. Simone Cipriani. Un padre ristoratore, una madre contraria al mio lavoro in quel mondo. Una folgorazione: vedere i cuochi in cucina da adolescente come una specie di pirati eccentrici della cucina. Niente amore per il cibo in quegli anni, quindi? Assolutamente no, non mangiavo niente! Ho però due ricordi legati all’infanzia: i furti degli stampi da dolci di mia mamma per fare “torte di fango” e l’assaggio delle uova di formica, che adesso vanno alla grande. E dopo? Iscritto al linguistico, bocciato. Scelta

successiva, ovviamente, la scuola alberghiera. Studio e lavoro continuo, girando fra Roma, Siena, e Formentera. Una sera mi sono trovato a Firenze per un aperitivo davanti al Santo Graal: era aperto da poco e cercavano un cuoco. Ho lasciato il curriculum e dal giorno dopo ho iniziato. Qualcosa sta cambiando nel food fiorentino, spesso legato solo a piatti tipici? Assolutamente si. Quello che facevo al Santo Graal, ad esempio, era “strano”, ora è “figo”. Nonostante il turismo, che cerca piatti classici, Firenze sta diventando importante a livello internazionale, vedi Bottura che adesso apre proprio qua. All’ingresso di “Essenziale” c’è una citazione di Bruno Munari. Creazione e cibo, sensazioni e gusto. Devo ringraziare forse mio nonno, che dipingeva: tutte le volte che lo andavo a trovare mi regalava un colore diverso. Tutto quello che è creazione mi affascina, proprio per questo non voglio limitare solo al piatto il rapporto fra me ed il cliente. Quello che vedi, quello che mangi, i colori che osservi, l’ambiente che vivi: questo è quello che provo a dare. Non ti sembra che il percorso evolutivo del gusto italiano possa in un futuro prossimo diventare isteria collettiva da pasto? Secondo me siamo già all’isteria. Esagero dicendo che esiste un feticismo verso gli chef tale da non far apprezzare più la serata: ci vogliamo sentire tutti Masterchef o critici gastronomici. Carlo Cracco, effettivamente, rimase impietrito in TV davanti ad una battuta della Littizzetto, dove si chiedeva se uno chef a casa mangiasse anche i bastoncini 28

di pesce. Tu li mangi? No, ma solo perché non mi piacciono. Detto questo, io non cucino a casa, al massimo, come tutti, scaldo qualcosa, come fanno molti amici chef che conosco nel giorno libero… Allora per te Cracco da solo se li mangia? (ride)… noo…non lo so! Fossi più giovane, proveresti Masterchef? No, non mi è mai piaciuto Masterchef. Noi abbiamo fatto TV con Gambero Rosso, ma è tutt’altra cosa. Il “piatto dramma” che hai nel cuore, quello davanti al quale crolleresti. Le cose trash mi fanno sorridere dandomi degli spunti. Quello che mi infastidisce è vedere, e non è una cosa snob, un piatto fiorentino fatto male: in quel caso preferisco davvero un panino del fast food. È la mancanza d’amore verso il cibo che mi irrita. Quale è il tuo sapore preferito? Credo sia l’umami, sapido e dolce, come la cucina italiana, ricca di pomodoro: un gusto che ti coccola il palato. Un gusto “pop” e non me ne voglia lo chef Oldani per questa definizione. Un tuo maestro ispiratore? Steve Jobs. Adoro come ha messo a frutto la sua creatività per rendere un qualcosa unico, semplice, bello e funzionale. In cucina cito lo chef Ferran Adrià o gli italiani Scabin e Lopriore: avanguardisti che stanno cambiando i nostri piatti. Quali sono i luoghi essenziali a Firenze, secondo te. Firenze è tutta splendida, ma Piazza della Passera è imprescindibile. La adoro.


ZIALE PA L AT I F I N I di MARTA STAULO

Spaghetti con le polpette Il film Before Midnight (Richard Linklater, 2013), ultimo della trilogia dell’amore romantico che scollina anni e continenti, ha tra le prime scene quella di un padre che ruba una mela alla figlia con la scusa di insegnarle la bellezza della condivisione. Segue la madre che incolpa il padre di tutti i potenziali disturbi alimentari che tale azione potrebbe comportare in futuro alla bimba. Punto, story of my life. Non so se mi porto dietro uno shock del genere ma di sicuro ho ereditato l’ingordigia per linea paterna. Perché esistono due tipi di donne: quelle che si cibano dei soli assaggi del piatto e quelle che se solo provi ad allungare la mano in direzione del loro piatto rischi l’amputazione, e questa sono io. Per quanto la sharing economy abbia nobilitato la sottilissima arte dello scrocco, per quel che riguarda il cibo, io condivido solo la foto. Detto ciò, ci sono cose che è obbligatorio condividere oltre alle bollette, la cistite e l’abbonamento Nexflix: gli spaghetti con le polpette. Perché pensateci bene: nutrirsi dallo stesso piatto vuol dire soprattutto avere la possibilità di battere sul tempo il partner e mangiar anche la sua parte di spaghetti. Finché poi non arriva il giorno che incontri quello che “felicità è lasciargli la tua ultima polpettina”.

GOLE PROFONDE di TOMMASO CIUFFOLETTI

Voglio farmi un fiasco Un corso di marketing dell’enogastronomia, almeno in Italia, dovrebbe aprirsi con la scena disneyana di Lilli e il Vagabondo che mangiano gli spaghetti con le polpette, nel retro del ristorante italiano (nome del ristoratore, ovviamente: Tony), su un tavolo apparecchiato con l’inevitabile tovaglia a quadretti e una candela posata su un fiasco di vino. C’è tutto quel che era l’immagine della ristorazione italiana all’epoca. Lontani i tempi di Bottura e Oldani, così come quelli di Masterchef e stronzate affini. Ambiente casalingo, piatti semplici (come se poi fosse semplice fare una pasta al pomodoro), generoso fiasco di vino rosso in tavola e magari anche una boccetta d’olio d’oliva. Spesa totale: tendente allo zero. Nel frattempo i francesi cucinavano il nulla farcito al gusto di lusso con sopra spennellata di bonjour finesse, per un prezzo 100 volte superiore. Tutto con la erre opportunatamente arroncinata ed un Bordeaux del Cinquantotto che prima di portartelo in tavola devono andare a prenderlo in cassaforte. Pardon, nel caveau. Poi ci siamo fatti furbi ed abbiamo imparato dai francesi. Supportati da una cucina regionale d’eleganza e varietà incomparabilmente superiore a quella dei cari cugini d’Oltralpe, abbiamo iniziato a tirarcela anche noi, a farcire di un po’ di lusso i nostri spaghetti e accompagnarli con bottiglie made in Italy di gusto francese. E siamo stati bravi, senza dubbio. Ma più passa il tempo e sprofondiamo nel gorgo del feticismo enogastronomico di resoconti Instagram h24 di pranzi, cene, colazioni, bottiglie e voglia di vomitare, più vorrei tornare a cena da Tony, con quei sinistri spaghetti con le polpette. E dimenticandomi che il fiasco fu, nei secoli passati, una delle ragioni della rovina del Chianti (ma di questo parleremo un’altra volta), vorrei anche il fiasco di rosso. Brinderei a San Gennaro, la Vespa e le gondole. E ringrazierei Ruffino che produce un Chianti in un fiasco, molto elegante, da 1L. Lo trovate facilmente in giro per una cifra intorno ai 13 euro. 29


OROSCOPO di VIRGINIO illustrazioni di MELANIA BRANCA

Non sarebbe questo il momento ideale per lasciarsi andare, dovrai lavorare duramente e assiduamente per non veder svanire quello che hai realizzato finora. Non sarà facile, anche a causa dell’elevato livello di stanchezza mentale e fisica, ma non devi lasciarti sopraffare dal malumore, vedrai che tutto si sistemerà.

Ti ritroverai circondato da persone che vorranno aiutarti, sostenerti, indicarti le scelte migliori. Approfittane con umiltà, e soprattutto non dimenticare di ricambiare i favori altrimenti potresti apparire un egoista. Potresti non riuscire a riparare ad un errore, ma come si dice sempre, sbagliando si impara.

Una piccola svista potrebbe compromettere il tuo lavoro. Diffida di chi si dimostra disposto ad aiutarti, potrebbe fare il doppio gioco e metterti in cattiva luce. Gli unici di cui potrai fidarti saranno i tuoi familiari; loro sapranno ascoltarti, confortarti e comprenderti oltre che a farti trascorrere del tempo in armonia.

Il tuo cuore potrebbe avere un sussulto, ritrovarsi inquieto e indeciso. La tranquillità costruita finora sembra si stia dissolvendo. Prova a vivere le tue relazioni con lieve distacco, ma allo stesso tempo non lasciarti sfuggire la persona giusta per te, potrebbe passarti davanti agli occhi in ogni momento.

La tua aria gioviale e amichevole farà sì che le persone che hai intorno potrebbero sceglierti come confidente. Potresti scoprire cose che neanche immaginavi, ma non approfittarne e cerca di mantenere una certa distanza, non è questo il momento per approfittare di queste

Concediti qualcosa che desideravi da tanto, dedicati un po’ di tempo, cerca di vivere al massimo questo periodo. Prima di tutto perché te lo meriti dopo tutto il lavoro svolto finora, e soprattutto perché il prossimo periodo dell’anno si prospetta molto impegnativo per te, quindi approfittane e fatti una vacanza.

In questo periodo sarebbe meglio evitare di prendere decisioni o effettuare grandi cambiamenti. Se poi non puoi farne a meno, ti consiglio di chiedere un parere a qualcuno della tua famiglia. Ad ogni modo, una piccola vacanza con i tuoi cari in questo momento sarebbe l’ideale per te. Pensaci.

Avrai la possibilità di dimostrare a tutti quali sono le tue vere capacità, e in molti apprezzeranno la tua abilità nell’aiutare gli altri a risolvere controversie e conflitti. Approfitta della tua energia positiva per conoscere persone nuove, sia mai che fra di loro si nasconda la tua anima gemella.

Sei sulla strada giusta per ottenere ciò che vuoi, ma ricordati sempre che niente ti è dovuto. Quindi non lasciarti spaventare dalle grandi sfide, l’importante è mostrare l’impegno cercando di evitare lo stress che ne deriva. Questo potrebbe portarti ad ottenere la stabilità materiale che aspettavi da tempo.

C’è qualcosa che ti sta allontanando dalle persone che ami, un senso di incertezza e irrequietezza che può svanire solo dopo un confronto. Probabilmente non sarà piacevole, ma di sicuro sarà necessario. Non aver timore di affrontare le situazioni, non trovare scuse e cerca di risolvere questo problema il prima possibile.

Continua a lavorare con il solito impegno ed entusiasmo e con grande probabilità riceverai la giusta ricompensa, sia economica che professionale. Tutta questa dedizione al lavoro potrebbe non essere compresa dalla tua famiglia, ma non arrabbiarti e pensa che cercano solo di vederti felice.

Ti si prospetta un periodo faticoso e pieno di sfide. Saperle superare non sarà sempre facile e a volte non sarà neanche necessario, piuttosto cerca di sfruttare queste situazioni per comprendere quali sono i tuoi limiti e che non sempre puoi essere responsabile di tutto quello che accade.

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lunedì 12 febbraio ore 21

saloncino della Pergola

sabato 3 febbraio ore 16

teatro della Pergola

RAFAŁ BLECHACZ pianoforte

Solopiano - Mozart, Beethoven, Schumann, Chopin

MARCO RIZZI violino ENRICO DINDO violoncello ALESSANDRO CARBONARE clarinetto PIETRO DE MARIA pianoforte

domeniCa 4 febbraio ore 21

Debussy, Messiaen

ILYA GRINGOLTS violino

teatro della Pergola

lunedì 5 febbraio ore 21

Solopiano - Schubert, Schumann

L’ESTRAVAGANTE STEFANO MONTANARI

saloncino della Pergola

direttore e violino Stravaganze armoniche - Bach, Vivaldi

Il mondo del Quartetto - Haydn, Beethoven, Bartók

sabato 10 febbraio ore 16

saloncino della Pergola

saloncino della Pergola

Odissea Bach - Bach, Pauset saloncino della Pergola

teatro della Pergola

DENIS MATSUEV pianoforte

Solopiano - Beethoven, Čajkovskij

domeniCa 11 febbraio ore 21

teatro della Pergola

LE CONCERT DES NATIONS JORDI SAVALL viola da gamba e direttore

Tous les matins du monde Mr. De Sainte Colombe le Père, Lully, Couperin, Marais, Rameau, Forqueray, Leclair

sabato 17 febbraio ore 16

ANDREA LUCCHESINI pianoforte

domeniCa 18 febbraio ore 21

JERUSALEM QUARTET

lunedì 19 febbraio ore 21

SCHUMANN QUARTETT

Il mondo del Quartetto Beethoven, Šostakovič, Schubert

sabato 24 febbraio ore 16

teatro della Pergola

domeniCa 25 febbraio ore 21

saloncino della Pergola

HAGEN QUARTETT

Il mondo del Quartetto - Mozart, Webern, Čajkovskij, Beethoven, Debussy

prevendite: biglietteria teatro della Pergola CirCuito box offiCe tosCana www.boxol.it

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Lungarno n. 59  

mensile gratuito di arte e cultura a Firenze

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