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Giugno 2015

30

L’AGENDA DI GIUGNO / LONELY PLANET FIRENZE / TELEVISION / CROCODILES


SMILE

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gli occhi sorridono!

L A N U O VA F R O N T I E R A D E L L A C H I R U R G I A R E F R A T T I VA con il laser ZEISS VisuMax速 e ZEISS MEL速 90

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SOMMARIO 4

viaggi

Numero 30.

di cristina verrienti

Come gli anni che compirò quest’anno. Panico.

pellicole

Non sono mai stata tipo da troppe attenzioni su di sé,

JUST GO!

6

CANNES, DINOSAURI E BRAD PITT di caterina liverani sipario

8

SCENARI DI GIUGNO di tommaso chimenti

personaggi

mediapartnership di questo mese si chiama Festival del

di riccardo sgamato

INFINITE MOON

allegato”.

di daniele minucci

Ci troverete con loro e in molte altre occasioni con un

perle #2

BOYS, ARRIVANO I CROCODILES di dario “russel” bracaloni cose nuove

14 15

Viaggio. Tantissimi eventi dedicati e il programma quasi “in

perle #1

13

Quindi boh? Fare una festa? Non farla? Come avrete notato se state leggendo queste righe, la

E LA CHIAMANO ESTATE

12

con tutti, non mi piace essere al centro dell’attenzione.

ART À PORTER

di il tavolo del prosecco

10

mi piace molto conoscere sempre nuova gente e parlare

Ci penserò, intanto festeggiamo il numero di giugno.

arte

9

EDITORIALE di matilde sereni

banchino e una ragazza bellissima e giovanissima che si chiama Valentina, colei che porta avanti la campagna di

FOULAB

tesseramento soci.

di gabriele ametrano

Fermatevi, che con un modesto contributo vi beccate

domande

tessera, borsina, adesivo e un sorriso smagliante.

di eleonora ceccarelli

Che altro dire - ormai faccio il redazionale

LOS PECOS MUTANTES a quel paese

17 GRECIA, NON SOLO SPIAGGE E SIRTAKI di alba parrini

promozionale - c’è il nuovo sito www.lungarnofirenze.it, nato dalle sapienti mani di Mattia che si sta riempiendo

prêt-à-porter

just kids

piano piano di tante belle cose, che copre dove il

di alice cozzi

di davide morena

giornale manca, che racconta in tempo reale, che

18 SNAP 20

FAMILYROCK L’AGENDA DI GIUGNO boxini

22

GIUGNO DA NON PERDERE i provinciali

fermo immagine

di pratosfera

di mattia marasco

24 I GIARDINI DI PRATO

PIAZZA BECCARIA

caro cuore non buttarti giù

palestra robur

di carol & giuki

di leandro ferretti

25 NEL DUBBIO...

IL MANILA

niente panico

la sciabolata

di tommaso ciuffoletti

di la sciabolata

26 RINFRESCATEVI 27

approfondisce, che con il supporto dei social, si espande fin dove la carta non arriva. Ogni ramo di Lungarno sta finalmente crescendo per conto proprio e mi auguro presto di vedere una chioma rigogliosa sotto cui schiacciare un pisolino d’estate. E comunque non temete. Fedeli alla linea. Sempre. Buona lettura.

LE FRASI BUONE

STELLE

di faolo pox matite

28 PESCE DIRIGIBILE di urto

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 30 - Anno III - GIUGNO 2015 - Rivista Mensile - www.lungarnofirenze.it Editore: A  ssociazione Culturale Lungarno Via dell’Orto, 20 - 50124 Firenze - P.I. 06286260481

29 PAROLE

di gabriele ametrano

Direttore Responsabile: Marco Mannucci Direttore Editoriale: Matilde Sereni Responsabile di redazione: Matilde Sereni, Riccardo Morandi

30 SUONI

Editor: Cristina Verrienti

di gianluca danti

Social Media Strategist: Bianca Ingino Stampa: Grafiche Martinelli - Firenze Distribuzione: Ecopony Express - Firenze

in copertina: “ESSERE IN VIAGGIO” di Nicola Giorgio

Nicola Giorgio nasce a Firenze nel 1989. Nel 2008 si trasferisce a Urbino per frequentare il corso di progettazione grafica e comunicazione visiva all’ISIA. Presso lo stesso istituto, nell’aprile 2015, ha concluso il biennio specialistico in illustrazione, che gli ha dato la possibilità di frequentare un semestre all’Ecole Saint-Luc di Bruxelles. Attualmente lavora a Firenze come illustratore freelance e, insieme al collettivo Muttnik, progetta laboratori per bambini all’interno di librerie indipendenti. www.nicolagiorgio.com

Hanno collaborato: Tommaso Chimenti, Caterina Liverani, il tavolo del prosecco, Pratosfera, Eleonora Ceccarelli, Mattia Marasco, Leandro Ferretti, Faolo Pox, Aldo Giannotti, Riccardo Sgamato, Daniele Minucci, Alba Parrini, Gianluca Danti, Gabriele Ametrano, Davide Morena, Carol & Giuki, Alice Cozzi, Urto, Tommaso Ciuffoletti, La Sciabolata, Dario “Russel” Bracaloni, Nicola Giorgio. Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dei proprietari. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. Scopri dove trovare Lungarno su www.lungarnofirenze.it Si ringrazia la famiglia Fattori per sostenere e credere in Lungarno.


4

VIAGGI

N

di cristina verrienti

o. Basta! Domani parto. Me ne vado. Prendo e mollo tutto. Non ne posso più. Chi me lo fa fare di continuare così? Insomma, domani sono in ferie, però posso controllare le mail, quindi se avete bisogno… Sempre più alla ricerca di autenticità, combattiamo viaggiando la nostra personale crociata dell’escapismo contro la marea di alienazione urbana da cui ci sentiamo travolgere. Il turismo è diventato, così, non solo il fenomeno sociale più rilevante del nostro secolo, ma pure la pressoché unica forma di contatto interculturale tra popoli, tanto da meritare estesi studi antropologici. Mai nella storia come oggi le disponibilità economiche e di mezzi hanno reso accessibile viaggiare a una vasta fetta di persone, rendendo il fenomeno turistico la vera festa della società moderna, una specie di “dovere di vacanza” che ci spinge a uscire dal quotidiano. In occasione della pubblicazione della nuova guida Toscana della Lonely Planet, in prossima uscita, abbiamo avuto modo di parlare con Sara Fiorillo, una degli autori della guida.

JUST GO! Chi è un autore Lonely Planet? L’autore Lonely Planet è chi ha fatto sua l’idea che il viaggio sia una forza positiva. Colui che si mette al servizio dei viaggiatori affinché possano prendere decisioni informate su dove e come viaggiare. Che non accetta gratuità né sconti in cambio di recensioni favorevoli. Che evita parzialità e giudizi non obiettivi. Colui che effettua ricerche sul posto controllando personalmente tutto ciò che recensisce per scoprire siti ed eventi unici. Che cosa è richiesto a un autore in termini di bagaglio culturale, preparazione linguistica e attitudine caratteriale? Rispetto al bagaglio culturale è indispensabile essere versatili per poter descrivere sia un museo che un orto botanico. Sulla preparazione linguistica niente da dire, tranne l’ovvietà secondo cui sono gli incontri con le persone a determinare gran parte del viaggio. È necessario essere comunicativi, cordiali e affettuosi, essere sempre non soltanto qui e ora, perché il viaggio è una tessitura ininterrotta di quello che hai visto, stai guardando e vedrai; essere rigorosi ed esigenti con se stessi, per non restare indietro nella tabella di marcia, ma al contempo essere capaci di prendersi la libertà di tradire il programma per imboccare quella strada che porta da qualche parte (perché dell’intuito ci si deve fidare); essere maniacalmente precisi nella documentazione delle ricerche e altrettanto nell’archiviazione dei materiali; essere veloci: il tempo è sempre troppo poco e il mondo sempre troppo grande.

In cosa consiste la preparazione di un autore prima della partenza? La pianificazione del viaggio è una fase molto importante perché, se non fisicamente, è necessario avvicinarsi alla destinazione documentandosi con guide di viaggio (anche con quelle della concorrenza, certo!), abbozzando un itinerario, stilando delle linee guida a seconda dei punti di forza di quella città o regione e paese, richiamando amici di amici conosciuti sotto l’ombrellone cinque estati prima, frugando tra gli scaffali della libreria di fiducia in cerca del romanzo di un autore locale, di un saggio che ne racconti le tradizioni popolari o di un libro fotografico sul paesaggio.


5 Qual è il target del viaggiatore a cui mirano le guide e di conseguenza che tipo di esperienza culturale cercano di offrire? All’origine della lunga storia Lonely Planet il target era sicuramente quello del packpacker. Poi con il tempo il viaggiatore di riferimento è diventato anche colui che ha sostituito lo zaino con la valigia (con tutto quello che questo significa). Ma c’è una cosa importante da dire: una delle primissime cose che imparano gli autori è non giudicare chi dorme in una camerata per permettersi di mangiare meglio, né chi dorme in un cinque stelle e si nutre di street food per un mese. Ed ecco perché il pernottamento e i pasti si articolano sempre su tre fasce di prezzo. Basta che l’esperienza culturale offerta sia sempre autentica.

possibile che buona parte del guadagno sia destinata alla comunità; la possibilità di entrare in contatto diretto con le persone così da stabilire un rapporto autentico; la sensibilità culturale in termini di rispetto; la possibilità di ritornare a casa con qualche opinione diversa. Lasciarsi contaminare, insomma: questo io credo sia, in estrema sintesi, il viaggiare responsabile.

Che valore dà Lonely Planet all’idea di viaggiare responsabilmente? Un valore altissimo, naturalmente. È un po’ come un prisma a più facce che si compone di molti elementi: la conoscenza della realtà storica e politica per non ritrovarsi, ad esempio, a subire acriticamente il fascino di un paese; la tutela dell’ambiente e dei territori visitati; l’impiego di guide e personale del posto; la possibilità di seguire corsi di formazione o di fare volontariato; l’adozione di una linea di condotta ecologica per ciò che riguarda gli acquisti, verificando laddove

to. Adesso ogni viaggio è un po’ come un amico che ogni tanto ho bisogno di sentire per sapere quante sono diventate le barche restaurate del Museo Attivo di Portus Veneris di Tricase o se sono nati altri falchetti nella Riserva Diaccia Botrona. E ho naturalmente anche il desiderio di incontrarli di nuovo, perché è un po’ come se nessuna occasione risolvesse l’incontro. Una dolcissima condanna, no?

Come è cambiato il tuo modo di viaggiare dopo essere diventata un’autrice Lonely Planet? Mi vengono in mente gli amici conosciuti durante l’Erasmus, che non dimenticherò mai, che tuttavia non sento e non vedo da vent’anni. Ecco, un tempo i miei viaggi erano così. Da quando sono autrice, invece, qualcosa è cambia-

All you’ve got to do is decide to go and the hardest part is over. So go! Sei d’accordo? Penso che troppo spesso ci impigriamo nel senso di sicurezza del nostro confortevole quotidiano, dimenticandoci delle possibilità di cambiamento che si diramano dalle strade, sempre le stesse, che percorriamo ogni giorno, dai visi noti degli amici e dei colleghi, dai gesti automatici e dalle appiccicose abitudini. Credo che il viaggio per definizione sia una meravigliosa possibilità di fuga da questa zona di sicurezza. Una sorta di strappo nel cielo di carta. E se dopo l’attimo di smarrimento e di perplessità arriva quello in cui viene voglia di tuffarsi nell’azzurro, a quel punto è fatta: a quel punto il viaggio è già cominciato.


6

PELLICOLE

di caterina liverani

CANNES, DINOSAURI E BRAD PITT … mi venne la solita convinzione che la vita ricominciasse con l’estate. Il Grande Gatsby

N

oi di Lungarno vorremmo il meglio per i nostri lettori; e non possiamo non concordare con voi che “meglio”, in assenza di una dimensione spazio temporale che ci riporti a quando l’inizio di giugno arrivava con la promessa di una intera stagione di ozio e spensieratezza, sarebbe una bella vacanza di inizio estate di almeno dieci o quindici giorni. È probabile, oltre che auspicabile, che per qualcuno sia effettivamente così e in questo caso buon per voi amici diletti, non scordatevi di mettere queste nostre pagine in valigia! A beneficio di tutti coloro per cui, parafrasando un vecchio film con Warren Beatty, “l’estate può attendere”, abbiamo pensato di gettare un ampio sguardo sulle proposte in questo scorcio di bella stagione per i cinefili fiorentini. Uno dei primi appuntamenti promossi dall’Estate Fiorentina è all’insegna del cinema d’autore fresco fresco di red carpet, con la nuova edizione di Cannes a Firenze proposta da France Odeon in collaborazione con l’Istituto francese di Firenze e Quelli della Compagnia FST dal 18 al 25 giugno. Dodici i film proiettati in due location d’eccezione, lo Spazio Alfieri e la Cavea del Nuovo Teatro dell’Opera, tra cui non mancherà Il racconto dei racconti di Matteo Garrone le cui riprese si sono svolte al Castello di Sammezzano di Reggello e nelle vie cave del tufo al Parco archeologico di Sorano. È una pellicola attesa da tempo dagli spettatori italiani ad inaugurare questo giugno di cinema:

Fury, acclamato film di guerra prodotto e interpretato da Brad Pitt con Shia LaBeouf e Scott Eastwood, la cui uscita continua a slittare dallo scorso gennaio a causa del fallimento della casa di distribuzione Moviemax, sarà finalmente in sala il 3 giugno dopo ben nove mesi dall’uscita americana, e dopo una campagna mediatica durata un anno. Giovedì 11 sarà la volta di Jurassic World il quarto dei film ispirati al romanzo del compianto Micheal Crichton. Con Steven Spielberg ancora in gioco come produttore esecutivo, una colonna sonora composta da Michael Giacchino (già creatore dei disturbanti accompagnamenti musicali di LOST) e un cast che schiera in prima linea Chris Pratt (Her, Moneyball) insieme a Bryce Dallas Howard (Hereafter, The Help), figlia dell’ormai cittadino ad honorem Ron, Jurassic World sembrerebbe avere tutta l’intenzione di riportare il franchise iniziato nel 1993 agli antichi fasti. Questo mese sarà tempo di agognate uscite anche per tutti quei cinefili che, come chi vi scrive, condividono la passione per i buoni horror, quelli capaci di rendere giustizia alla gloriosa tradizione di questo genere. Ben tre le pellicole in programma: si parte mercoledì 3 con Insidious 3 - L’inizio, ultimo capitolo della saga nata dal talento del nuovo maestro del brivido James Wan (The Conjuring) che affida qui la regia al co-sceneggiatore Leigh Whannel; proseguendo il 4 con Wolf Creek 2 dell’australiano Greg McLean presentato alla Mostra del Ci-

nema di Venezia nel 2013 (Lungarno era presente!) dove suscitò grande ammirazione fino dalla prima proiezione venendo paragonato a classici come Duel e Picnic ad Hanging Rock. Si conclude il 18 con Unfriended che si propone di continuare la sperimentazione low budget di opere come The Blair Witch Project, Rec e Paranormal Activity ambientando la sua storia durante una telefonata Skype tra vecchi amici alla quale si aggiunge un’ospite inattesa… Ben altra sarà invece l’atmosfera del raffinato Le regole del caos, seconda prova registica dell’attore britannico Alan Rickman (Severus Piton in Harry Potter) che segna il ritorno da protagonista al cinema per Kate Winslet nel ruolo di una paesaggista alle prese con il parco di Versailles alla corte di Luigi XIV. Per quanto riguarda le commedie vi segnaliamo tra quelle in uscita il film brasiliano È arrivata mia figlia, brillante confronto generazionale vincitore del premio del pubblico alla Berlinale; Ted 2 con le nuove avventure di Mark Wahlberg e del suo sboccatissimo orsetto scritte e dirette da Seth MacFarlane (I Griffin) e l’inedita coppia Diane Keaton e Morgan Freeman nello struggente Ruth e Alex.


L’ESPERTO CONSIGLIA

IL RACCONTO DEI RACCONTI

I

l cinema italiano può ancora essere una fiaba, una di quelle che commuovono, spaventano e insegnano. Matteo Garrone si affida per il suo nuovo film ad alcune delle novelle de Lo cunto de li cunti composto da Giambattista Basile nel 1634. Con un cast internazionale di eccezionali interpreti come Salma Hayek, Vincent Cassel, Tobey Jones, John C. Reilly, ai quali si aggiungono i “nostri” Alba Rohrwacher e Massimo Ceccherini, la fotografia di un monumento del cinema contemporaneo come Peter Suschitzky (The Rocky Horror Picture Show e Guerre Stellari), la colonna sonora del recente premio Oscar Alexandre Desplat e l’abile direzione di Garrone le immagini si fanno poesia, il passato accorcia le distanze con il presente e la magia diviene realtà. Girato per gran parte in Toscana al Castello di Sammezano, a Reggello e alle vie cave etrusche di Sorano in collaborazione con Toscana Film Commission, Il racconto dei racconti è un’opera che riesce ad andare oltre la sua magnifica cornice per riflettere con sensibilità sui rapporti tra genitori e figli, sulla perdita dell’innocenza e sul coraggio delle donne.

IL CLASSICONE

L’INFERNALE QUINLAN

I

l 2015 non è stato soltanto l’anno in cui Alejandro González Iñárritu ha ridato lustro al piano-sequenza con gli spericolati virtuosismi di Birdman, ma è anche il centenario di uno dei più geniali degli autori che la storia del cinema annoveri: Mr. Orson Welles. Era il 1958 quando Welles, regista e interprete de L’infernale Quinlan, lasciò a bocca aperta i suoi spettatori con i 3 minuti e 20 secondi iniziali girati con uno strabiliante long-take che ha fatto scuola. Torrido, brutale, scabroso e percorso da un’irresistibile vena umoristica, come del resto quasi tutta la produzione di Orson Welles, questo thriller intrappolato tra le rovine del confine tra Stati Uniti e Messico non ha nessuna intenzione di volerci apparire invecchiato di un giorno, continuando a ipnotizzare il pubblico con il fascino della sua messinscena e le fantastiche performance dei suoi protagonisti Charlton Heston, Janet Leigh, Marlene Dietrich e Za Za Gabor. Su tutti troneggia monumentale, in tutti i sensi, Orson Welles nei panni del triste e corrotto Capitano Quinlan.


8

SIPARIO

A

di tommaso chimenti

giugno si sa cosa si è perso e ancora non abbiamo percezione del futuro prossimo. Giugno crudele, quando chiudono i teatri al coperto e ancora le arene non hanno aperto i battenti. Giugno di calure improvvise e di refrigeri imbizzarriti. Certamente non è luglio col bene che ti voglio. Dopo le centinaia di passeggiate a San Salvi, si affaccia la Passeggiando a Fiesole (21/06, 10 euro, ritrovo Chiesa Santa Margherita a Saletta, chille.it, dalle 17), con Monica Fabbri e Roxana Iftime, in inglese e italiano, un cammino teatrale, un andare guardando e gustando le parole, la storia, il panorama, i passi, i piedi uno avanti all’altro, mentre un cantore spiega e si degustano le narrazioni, le magliette corte come i pantaloncini, le scarpe da ginnastica, tra sudore e arte, voglia d’estate e di natura, di verde e di respiro fuori dal traffico, desiderio di quelle parole che fanno unione e comunità. Al Bargello la collaborazione con la LombardiTiezzi si fa sempre più solida e corposa, come le pietre del vecchio palazzo del reggente fiorentino, massi squadrati che ci danno la certezza, anno dopo anno, di essere ancora lì, saldi e arroccati al loro posto. Dante avrebbe compiuto 750 anni, un pivello in confronto a Matusalemme. E allora in città è tutto un fiorire di Inferni. Quale migliore occasione e ricorrenza per ritirare fuori dal cilindro, dopo dieci anni, Inferno Novecento? Sandro

SCENARI DI GIUGNO Lombardi duetta con David Riondino (1/06) danzando sulla Commedia e facendo dialogare l’opera del Sommo Poeta con i personaggi del nostro recente passato, il Novecento, il secolo breve. Si avvicendano Lady Diana e Dodi Al Fayed, Marylin Monroe, Giulio Andreotti, Andy Warhol, Pier Paolo Pasolini e alcuni dei momenti più significativi (evidentemente quelli negativi) da Hiroshima al Vietnam alla guerra del Golfo. Si alternano brani celebri del primo volume dantesco affiancandoli a pezzi di giornalismo contemporaneo che hanno raccontato, sviscerato e analizzato in presa diretta questi tanti piccoli inferni quotidiani. Sempre Bargello, ancora Lombardi: fino al 15 giugno va in scena nuovamente Il ritorno di Casanova, riscrittura di Schnitzler, visto lo scorso anno sempre nel cortile con il pozzo e la luna sopra che ci guarda. Sandro Lombardi qui riesce, meglio che in altre occasioni, a trovare quell’equilibrio felice tra autobiografia e letteratura, arrivando a restituire alla platea oltre che la tecnica e l’impassibilità anche il cuore, la materia pulsante senza la quale attori e testo, messinscena e palco rimangono aridi e sterili. Una grande attrice del nostro tempo, Lella Costa, al servizio di un capolavoro assoluto, il Candide di Voltaire, musicato dal genio di Leonard Bernstein. Operetta comica in due atti, datata 1956, arriva al nuovo Teatro dell’Opera (3/06 alle 20.30) con la voce recitante della

Costa, cantata in inglese con sottotitoli in italiano, nel ruolo del protagonista ingenuo e naïf per eccellenza. Sorpresa al Teatro del Sale con Maria Cassi che si imbatte in una nuova avventura, tutto top secret ancora, anche il titolo, con un grande attore americano da Broadway. Dopo Parigi e gli Stati Uniti, Maria è pronta a riconquistare le stelle e le strisce con questo nuovo duetto, tutto in inglese (dal 2 al 6 e dal 23 al 30 giugno), che si preannuncia come nuovo cult della lunga serie di hit teatrali della signora del Sale. Per chi invece è amante della ricerca e della sperimentazione la meta ideale, a un’ora di strada dai lungarni, oltre che per la Piazzetta e gli scogli, il mare e le spiagge bianche lì vicino, l’eco di Mastroianni e Sordi, è senza dubbio il Festival Inequilibrio di Castiglioncello (armunia.eu). Qui, dal 24 al 28 giugno, si avvicenderanno interpreti con storie decennali di parola e monologo, di scelte artistiche coerenti e linee precise, senza mai accettare compromessi, innamorati della propria arte, attori con la A maiuscola: da Rustioni a Postiglione, da Oscar De Summa a Claudio Morganti, Nerval di Maurizio Lupinelli e Ventriglia/Garbuggino, fino a Leonardo Capuano. Un tuffo dove l’acqua è più blu.


ARTE

di il tavolo del prosecco

9

ART À PORTER

C

i si chiede spesso se la moda sia una forma d’arte e in fondo, in alcuni casi lo è. Quello che è sicuro è che la moda prende spesso spunto dall’arte. L’arte è il linguaggio del nostro tempo, ogni espressione artistica è in grado di darci una sorta di previsione di quello che sarà il nostro gusto, di ciò che ci piacerà. Inoltre, ogni corrente che si è affermata nel passato, può servire come tavolozza per definire uno stile coerente, una fonte di ispirazione pressoché inesauribile per la creatività. Ecco qui alcune immagini, suggestioni che, a colpo d’occhio, affiancano arte e moda. Giochiamo insieme a “trova le differenze”?


10

PERSONAGGI

di riccardo sgamato

E LA CHIAMANO ESTATE

A

Firenze non c’è mai niente da fare. Ecco uno che, come noi, aiuta a distruggere pezzo per pezzo questa credenza popolare ormai obsoleta. Oltre 700 eventi, quasi sei mesi di programmazione, 97 progetti finanziati. E soprattutto immaginiamo - almeno una ventina di notti in bianco a leggere e valutare i 135 progetti arrivati per Tommaso Sacchi, esperto in ambito artistico dell’Estate Fiorentina 2015, al timone della manifestazione dopo un’edizione “di rodaggio” come braccio destro di Stefano Boeri. Allora Tommaso, facciamo una di quelle cose un po’ da Invasioni Barbariche e un po’ da Domenica In. Raccontaci di te in 160 caratteri. Sono nato a Milano. Ho trentadue anni. Curatore, docente in accademia, sono stato capo gabinetto alla Cultura di Milano per un anno e mezzo e, da poco più di sette mesi, responsabile della Segreteria Cultura del Comune di Firenze. Dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano all’Assessorato alla Cultura di Firenze. Dai, svelaci le differenze… Difficile fornire una risposta sensata… sono due città diversissime con peculiarità, sistemi culturali e misure molto differenti. Firenze è considerata la capitale mondiale dell’arte, Milano la capitale della moda e del design. Ma, al di là dell’opinione comune, esistono anime nasco-

ste in entrambi i capoluoghi e sto avendo modo di capire come, in controtendenza, Milano possa puntare anche sul suo eccellente patrimonio storico e Firenze sulla sua veste più contemporanea. Firenze la sto scoprendo giorno dopo giorno ed è una città che non smette di stupirmi: la densità di luoghi unici e straordinari e la qualità estetica e dei contenuti sono davvero eccezionali. Non esiste altra città che abbia un centro storico che in meno di quattro chilometri quadrati racchiude quasi cento musei, decine di palazzi straordinari, meravigliose gallerie e teatri. Davvero, la densità di Firenze non la trovi in nessun altro luogo al mondo. Il secondo motivo di stupore è sul piano dei contenuti: Firenze vanta un livello di produzione indipendente incredibilmente alto. In una città di 350mila abitanti, gli operatori eccellenti sono davvero molti. In poco più di metà anno ho incontrato organizzatori, curatori, uffici stampa, direttori artistici di rara bravura e professionalità ed è per questo che scegliere tra le tante proposte dell’estate non è stata un’impresa semplice. Si sente molto parlare di contemporaneità, anche alla presentazione dell’Estate Fiorentina. Per molti è un termine abusato, per altri sconosciuto, per altri ancora è così onnicomprensivo che risulta quasi vuoto. Per te invece cosa significa? La contemporaneità è la carta di identità dell’oggi di un territorio, quello che una città è

in grado di produrre. Firenze gode di un grande vantaggio: ha la possibilità di rapportarsi continuamente - anche e soprattutto nella produzione contemporanea - con un patrimonio storico unico e inarrivabile. Del resto parliamo di un capoluogo che anche - e soprattutto - nel Rinascimento è stata una vera capitale del contemporaneo! Come giornale abbiamo sotto il naso tutti i mesi l’immensa produzione culturale presente a Firenze. Su quali criteri si è basata la tua scelta per compilare il cartellone dell’Estate Fiorentina 2015? Il sindaco ha lanciato uno slogan molto chiaro: un’estate contemporanea. Nel selezionare i progetti si è cercato di far emergere il carattere identitario di Firenze andando controtendenza al pregiudizio diffuso del rapporto esclusivo tra la città e la sua identità storica. Altro criterio di definizione del palinsesto è stato l’utilizzo della città come “palcoscenico multiplo”. In tutti e cinque i quartieri esistono luoghi splendidi, teatri naturali della città. Abbiamo così cercato di partire dalla relazione tra contenitori e contenuti, tra i luoghi della città e i tanti eventi in programma (oltre 750). Il master plan dell’Estate è partito - oramai diversi mesi fa - dialogando con i presidenti dei quartieri e ascoltando i suggerimenti dei cittadini. Come dicevo, non è stato facile definire un programma, data la ricchezza davvero impressionante dell’offerta in risposta


11 al bando, ma credo che oggi possiamo vantare una proposta varia, ricchissima di contenuti e che punta a far scoprire i luoghi - perfino quelli meno noti - di questa città straordinaria. Il grande dibattito di far vivere la città e, in parallelo, far dormire i residenti. Hai una ricetta per accontentare tutti? Su questo il sindaco ha dato risposte chiarissime. Mi sembra che ci si possa aspettare una stagione estiva nel rispetto dei residenti, senza rinunciare al grande intrattenimento. I nuovi spazi. Noi siamo a due passi da Piazza del Carmine e ci sembra un regalo strepitoso alla città e non vediamo l’ora di viverlo tutte le sere. Ma la tua Estete Fiorentina ne regalerà tanti alla città e questo ci piace molto. Raccontaceli. Dici bene, piazza del Carmine è stata - insieme ai Giardini di Campo di Marte (spazio verde sotto la curva Fiesole) e all’apertura di un punto di supporto dell’arena cinematografica di Santissima Annunziata - una delle new entry annunciate in conferenza stampa. Ma i luoghi sono molti e in crescita rispetto agli anni precedenti. La geografia degli spazi estivi quest’anno è incredibilmente ricca: grazie a una volontà chiara del sindaco Nardella e al lavoro degli Uffizi, della Direzione Cultura, siamo riusciti ad annunciare undici cuori dell’estate dove a una solida programmazione artistica si unisce un’offerta spesso di grande qualità. La rosa dei cosiddetti spazi estivi si completa con luoghi che si possono ritenere oramai must consolidati dei palinsesti cittadini: Le Murate, La Limonaia di Villa Strozzi, Piazza Demidoff, la Terrazza sull’Arno, il Parco dell’Anconella, Piazza Tasso e, da qualche giorno, è online il bando per la gestione del Giardino dell’Orticoltura. Mi pare davvero un successo. Pare che il progetto di una “cittadella della musica” alle Cascine stia prendendo forma e il 2015 sarà un passo avanti deciso . Come vedi il futuro di quell’area? Può davvero diventare un posto per la musica dal vivo con la vocazione europea delle location che ospitano i grandi appuntamenti? Si tratta di un’area che in termini di strutture per lo spettacolo non ha pari nel nostro paese. Provate a pensare a un distretto verde che in meno di due chilometri quadrati possa vantare spazi come: il Teatro dell’Opera, la Cavea del Teatro, l’Anfiteatro, i due ippodromi (Molina e Visarno), il prato delle Cornacchie… non c’è. Senza contare la Leopolda con i suoi spazi di archeologia industriale dal fascino unico, che hanno appena ospitato l’apertura dell’Estate Fiorentina. Abbiamo l’incredibile occasione di sviluppare una vera e propria cittadella dello spettacolo dove poter accogliere concerti di ogni tipologia. Il percorso iniziato con Stefano Boeri e Dario Nardella sui temi della musica

dal vivo (#piumusicalive) va proprio in questa direzione: dibattiti e confronti sulla produzione musicale nel nostro paese in alternanza a grandi momenti live. E non dobbiamo sottovalutare il fatto che Firenze è senza dubbio una delle piazze più ambite da artisti da ogni parte del mondo. Cosa manca a Firenze per avere il suo Rock in Roma? Il Rock in Firenze c’è già. Ed è un festival diffuso di grande musica dal mondo. Pensiamo a Tiziano Ferro, Vasco Rossi allo Stadio Franchi; David Gilmour, Patti Smith, I Limp Bizkit, Colapesce all’Ippodromo, la rievocazione di Epica Etica Etnica e Pathos alla Leopolda (con la scena della musica indie al completo, Brunori, Appino, Stato Sociale, Vasco Brondi, Angela Baraldi e molti altri), le straordinarie sonorità dal mondo del Festival au Desert alle Murate, i grandi live acustici degli artisti del Rock Contest di Controradio e gli incontri con i protagonisti della scena pop-rock con il Campus della Musica nel foyer del Comunale. Ripeto il Rock in Firenze c’è già, dura sei mesi ed è un festival diffuso. Che obiettivo ti sei posto? O meglio, qual è il risultato che ti renderà soddisfatto? L’obiettivo è di dimostrare che questa città può vivere sei mesi di cultura gratuita o a basso costo, ma di grande qualità. Nardella ha lanciato l’estate dei “tre più”: più spazi, più eventi , più

tempo, questo era l’obiettivo iniziale e direi che possiamo ritenerci soddisfatti alla partenza. Oltre 750 iniziative in ogni zona della città per la durata di oltre centocinquanta giorni. L’obiettivo nel tempo sarà portare il pubblico da ogni parte del mondo a vedere le ricchezze di questo straordinario territorio attraverso gli occhi della cultura. Raccontare un’estate progettata per Firenze da Firenze (approfitto per complimentarmi e ringraziare la Commissione che all’interno della Direzione Cultura ha dedicato tempo e competenze nella lettura e valutazione dei progetti) e dimostrare che, nell’arco di qualche chilometro quadrato, esistono operatori eccellenti in grado di dare vita all’estate più bella del paese E di questo si renderanno conto le centinaia di migliaia di viaggiatori che saranno in Italia nel periodo dell’Esposizione Universale. Ed ecco il domandone: cosa può fare Lungarno per l’Estate Fiorentina 2015? Lungarno è un pezzo dell’estate. Raccontare i luoghi, gli eventi, le piazze, i nomi è un compito non facile, ma se ne avrete voglia… benvenuti a bordo!

photo Marlin Dedaj/Sereia Comunication sotto: il logo dell’Estate Fiorentina 2015


12

PERLE #1

di daniele minucci

INFINITE MOON

T

rentotto anni possono sembrare un’eternità. La nascita di una nuova generazione, eventi storici di grande portata e il flusso del tempo che, inevitabilmente, si accumulano sul volto delle persone. Ma talvolta ci sono artisti che con le loro opere riescono a trascendere questo flusso arrestando il ticchettio dell’orologio. I Television sono tra questi. Il 17 giugno suoneranno il loro capolavoro, Marquee Moon, al Teatro Romano di Fiesole e mai come in quel momento trentotto maledetti anni sembreranno così brevi. Ma, nonostante la modernità della loro opera li renda atemporali, ho bisogno di fare un passo indietro per potermi tuffare nel loro mondo. 1977. Un anno di tragedie per la musica. Muore Maria Callas, l’aereo dei Lynyrd Skynyrd cade portandosi dietro le vite di Ronnie Van Zant, Steve Gaines e Cassie Gaines. Soprattutto, è l’anno della morte del re Elvis Presley. Questi lutti segnano la fine decisiva di un’epoca dalle cui macerie nasce uno dei movimenti culturali più stimolanti di tutto il Novecento: esplode il punk. In Inghilterra l’uscita di Nevermind the Bollocks dei Sex Pistols, insieme all’omonimo dei Clash, e in America Rocket to Russia dei Ramones portano il rock a slittare dai suoi binari, arrivando all’apoteosi della protesta. No Future for You diventa la frase simbolo di un’intera generazione allo sbando, la generazione post-Vietnam che cova dentro le ferite di una guerra assurda. Una generazione che come poche altre ha subito l’alienazione della società e dell’industrializzazione, reagendo come un cane rabbioso. Ma, mentre Johnny Rotten e Co. conquistavano il mondo, c’era un novero di band che attraverso l’underground faceva la propria rivoluzione parallela al punk, accostandosi e allontanandosi al genere di continuo. Questi gruppi prendevano

come ispirazione la musica del sottosuolo dei Velvet Underground e le improvvisazioni di Coltrane, anziché il proto punk firmato Stooges e il glam rock dei New York Dolls o dei primi Roxy Music, esprimendo la propria rabbia attraverso un metodo più ragionato e complesso. Nelle fila di questi grandi rivoluzionari della musica, molti dei quali usciti dal leggendario club CBGB’s, c’erano pure i Television. Per assurdo i nostri ricordano tra i propri il grandissimo Richard Hell, uno dei primi punk della storia (e la lista per la rivendicazione dello scettro di inventore dello stile tutto borchie e catene che caratterizzò l’epoca è lunghissima, partendo da Iggy Pop fino ad arrivare a Johnny Thunders), che dopo aver abbandonato il gruppo, leggenda narra a causa dei suoi limiti musicali che lo portarono a non saper affrontare l’epopea lunga dieci minuti di Marquee Moon, intraprese la carriera da solista dando alla luce nientemeno che Blank Generation - guarda caso nel 1977. Sostituito il bassista, ecco nascere Marquee Moon, l’imponente grido disperato di Tom Verlaine (chitarra e voce del gruppo e sì, grande fan del decadentismo) che cambiò per sempre la storia della musica. Uscito con qualche mese di anticipo rispetto al capolavoro dei Sex Pistols, è il primo disco post-punk in piena epoca punk, oltre ad essere il manifesto definitivo della new wave. In parole povere è l’anello mancante tra passato e futuro, l’opera propria di una generazione, che allo stesso tempo può essere accostato anche a tutte le generazioni successive. È la musica del degrado, quella che urla il suo distacco totale dal peace, love and trip degli anni Sessanta, denunciando la decadenza spirituale delle persone e della società. Nevrosi e alienazioni moderne che arrivano ai nostri giorni e che saranno trattate pure da altri gruppi simbolo della new wave come i Pere Ubu e i Suicide. Ma la più grande rivoluzione

TELEVISION 17 giugno 2015 Teatro Romano di Fiesole Fiesole - Firenze

stilistica sta nella chitarra. Parliamo di quella del poeta di origini quasi Reediane, Tom Verlaine, che violenta lo strumento come mai nessuno aveva osato prima, trascinandolo in un nuovo sound fatto di tremolii e feedback. Una chitarra capace di assumere sia “il suono di mille uccelli”, come dichiarò Patti Smith, che quello di coltelli affilati, galleggiando nel limbo di estasi violenta che ha sancito la nascita di una nuova era in cui lo strumento è stato riadottato nella sua estremizzazione del metallo da centinaia di gruppi, a partire dai geni post-punk Gang Of Four fino ad arrivare al post-hardcore dei Big Black, come dimostra la loro Passing Complexion. Così ecco servita la storia della musica attraverso otto tracce che prendono vita in 45 indimenticabili minuti. Una lezione che ha aperto le strade della new wave, influenzando gruppi come Joy Division e The Cure, che ha proiettato la propria musica fin sull’olimpo degli immortali, giungendo a noi attraverso l’insegnamento raccolto dagli Interpol, dai Blonde Redhead e molte altre menti che continuano a regalarci grande musica grazie a questo capolavoro di trentotto anni fa. Trentotto anni che possono sembrare un’eternità come un secondo. Il 17 giugno, nella splendida cornice del Teatro Romano di Fiesole, molti probabilmente faranno un bellissimo tuffo nel passato, ma sono sicuro che i restanti assisteranno a una visione del futuro. E a uno dei più importanti eventi musicali dell’anno.


PERLE #2

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di dario “russel” bracaloni

CROCODILES 19 giugno 2015 Glue - Alternative Concept Space Firenze

BOYS, ARRIVANO I CROCODILES

S

arò sincero, ho sempre avuto un rapporto strano con i Crocodiles. In principio mi stavano un po’ sulle scatole e ascoltando i loro album mi sembravano monotoni, forse influenzato da quella sorta di antipatia che, senza motivo, mi ispiravano le loro interviste e le loro foto. I due ragazzi di San Diego mi parevano una coppietta di snob, privi di fibra, un preparato per certi studenti d’architettura che devono darsi un tono ribelle oltre alle Clarks ai piedi. Mi sembravano mancare di spessore, ma non ci avevo capito nulla. Chiedo quindi venia per il mio stupido pregiudizio e vi racconto il momento epifanico in cui ho capito che i Crocodiles no, non sono monotoni e sì, spaccano tutto. 28 giugno 2013, Miv Festival, Pordenone. Parto da Firenze, in quella mezza estate che arrivò tardi e che mai arrivò davvero, per andare in tour con un’altra manica di irresistibili ubriaconi, al secolo The Heartbreaks. Il quartetto di Morecambe, fresco del successo del suo album di esordio, era di scena sul palco del festival veneto insieme ai Wire e, rullo di tamburi, ai Crocodiles. Su uno sfondo di prati verdi e Alpi

Carniche li ho visti suonare: granitici, ma leggiadri, rumorosi, ma composti, precisi, ma caleidoscopici. Durante quell’ora di show ho capito qual è la loro dimensione: i Crocodiles sono una vera live band, di quelle che in studio cercano di riprodurre l’intensità di un live e che se non vedi dal vivo “godi solo a metà”. Da lì in avanti li ho ascoltati con orecchie diverse e guardati con ammirazione perché i Crocodiles sono un gruppo retrò ma, per citare il Nido del Cuculo, “ci stanno attenti ar ‘design” e non c’è un brano dei loro cinque album che non suoni fresco, e fate attenzione, non è cosa da tutti riuscire a mantenere freschezza compositiva e di suono all’interno di quel microcosmo rappresentato dal loro genere musicale. Non è neanche cosa da tutti sopravvivere ai propri cliché e al proprio successo - nel loro caso senza mai rinnovarsi - ma, da vera garage band, andando dritti per la propria strada, duri e puri. Così pubblicano Boys, a distanza di soli due anni dal precedente Crimes of Passion, seppure due anni possano sembrare un’eternità di tempo per una band per la quale l’urgenza espressiva è tutto. Il disco è registrato a Città del Messico e viene definito dalla stessa

band come un disco di salsa-punk. Cosa voglia dire questa etichetta lo dovremmo chiedere a Brandon e Charles, ma sicuramente un’idea ve la potete fare ascoltando Kool Tv, settimo brano in scaletta dell’album: percussioni degne di un complesso sud americano accompagnano il cantato sornione e stiloso, sorretto dal substrato di chitarre e organi sporchi tipici dei coccodrilli. Peroxide Hearts ammicca ai Velvet Underground di Sweet Jane resa in chiave postmoderna, mentre il singolo Foolin Around è una giostra proto disco, con un giro di basso irresistibile, figlio diretto di Billy Jean, sebbene la linea vocale collosa trasporti tutto in chiave California, dove i Crocodiles sono abituati a intonare i propri pezzi. Finalmente arrivano a Firenze, dal vivo, per un concerto anticipato dai tre della girandola di Pitti. Per avere un’esperienza totale vi consiglio di fare il giro di tutti gli aperitivi, nei negozi e arrivare a venerdì 19 debitamente stonati, privati di sonno e con tanto odio in corpo da poter urlare senza ritegno l’inno immortale della band californiana: I Wanna Kill. Con moderazione eh!


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COSE NUOVE

FOULAB

S

opra il letto, sul divano, a volte sul tappeto. Li troviamo ovunque e li utilizziamo sempre per dare quel tocco di tenerezza al nostro corpo. Un classico cuscino sotto la testa, un morbido cuscino dietro la schiena o sotto il nostro regale fondoschiena. Il cuscino: accessorio del nostro arredamento, ma mai considerato fondamentale. E sbagliamo perché un divano non diventa casa senza averne un paio appoggiati sopra, un letto non ha la stessa intimità e una sedia la stessa comodità. A Firenze qualcuno ha pensato di dare un tocco di classe a questi oggetti. Basta con cuscini che poi ritrovate anche in Nuova Zelanda, tutti uguali, tutti fatti con lo stampino. Francesca Minervino e Federica Primavori hanno deciso di mettere la creatività al servizio della comodità. Architette entrambe, Francesca con il pallino del cucito, Federica con la pazienza della giovane mamma, hanno creato FouLab, una piccola casa di produzione di cuscini. Creazioni uniche che nascono dalle stoffe pregiate di foulard vintage, custodi della morbidezza ma anche splendidi oggetti d’arredo. Così FouLab (Fou da foulard e Lab da laboratorio) nel 2013 dà vita alla sua prima collezione. Una macchina da cucire, un po’ di tempo per andare a scovare le stoffe e più di un pizzico di buongusto ed ecco che le creazioni prendono forma. «Amiamo il vintage perché è qualcosa d’altri tempi, ma mai fuori moda. Cerchiamo nei mercatini, scoviamo negozi, rovistiamo negli armadi delle nonne: dentro cassapanche di famiglia o sotto stoffe polverose alcune volte escono colori vivaci, fantasie anni Sessanta o Settanta che non hanno mai perso il loro valore estetico» dice Francesca. E con quelle stoffe le due si mettono al lavoro, prendono misure, accettano richieste di alcuni clienti per pezzi su misura e il gioco diventa un

di gabriele ametrano

gesto artigianale. «Amanti dell’arredamento, del gusto, del colore ma anche chi si è stufato di vedere e avere in casa oggetti prodotti in massa: sono queste le persone che ci contattano» spiega Federica. «I nostri cuscini sono pezzi originali, unici, che donano alla casa un dettaglio raffinato.» E se lo dice un’architetta avrà le sue ragioni. Sul loro sito si trovano tutte le ultime creazioni: colori sgargianti, geometrie e disegni. Fiori, nature surreali, marine d’altri tempi. Tra questi anche cuscini che portano la firma di importanti case di moda. Francesca non nasconde un poco di pazzia creativa nel loro lavoro. «Scegliamo secondo il nostro gusto, adocchiando e lavorando solo su ciò che ci piacerebbe avere in casa. A volte capita che nelle nostre mani finiscano pezzi vintage di Gucci, Emilio Pucci o case di moda

francesi: selezioniamo la parte che più si addice al prodotto e teniamo il restante. Creiamo anche dei collage sartoriali: unire tessuti e colori dona ancor più originalità.» Una pazzia che genera creatività, come già annuncia lo stesso nome del laboratorio, perché fou prima di comporre la parola foulard ha in francese il significato di follia. L’artigianato ai tempi della crisi è questo: la riscossa del piacere del vintage e dei colori, la voglia di riscoprire l’antica e sempre nobile arte del cucito. Questa è la creatività, il gesto che gioca con la semplicità e il buongusto. A loro, quindi, la gioia di portare avanti le passioni che sono diventate lavoro. A noi il piacere di sederci su un divano che con i cuscini di FouLab non sarà mai come quello degli altri. www.foulab.it


DOMANDE

di eleonora ceccarelli

LOS PECOS MUTANTES

U

na storia nuova. Un progetto unico che cresce tra le meravigliose mura di una casa studio in pieno Oltrarno. Los Pecos Mutantes, ossia Mia e Alex. Un marchio di moda appena nato con i migliori presupposti, una capsule collection fatta da pochi e basilari elementi interscambiabili tra loro. Una linea di abbigliamento che ritrova nel passato i prodotti che hanno fatto storia, icone riviste con occhi contemporanei sia per materiali che per finiture. Ma questa che vi presento non è una semplice linea d’abbigliamento, sono opere nate da una vera e propria fusione di musica, arte e life-style. Mia è arrivata dalla Spagna per studiare moda e qua si è fermata trovando a Firenze un luogo dove lavorare e ispirarsi. Alex, artista e musicista inglese, trasferitosi anche lui per motivi di studio ha fatto della nostra città il luogo dove esprimersi al meglio. L’incontro tra queste due personalità, intrigan-

ti e fuori dal comune, ha dato vita al marchio. Tutto è iniziato con l’ideazione e produzione di camicie su misura, progetto che, riscuotendo un certo successo, ha stimolato una ricerca più studiata e mirata. Difficile definire Los Pecos Mutantes: un marchio di concezione spagnola, ispirato dalla sensibilità di un pittore e scultore inglese, ma nato e si sviluppato in Italia, a Firenze nello showroom in via Santo Spirito 14, dove le collezioni vengono rifinite nei loro dettagli come un prodotto di qualità Made in Italy. Un marchio dove ricercare la moda internazionale (Los Pecos Mutantes distribuiscono a Madrid, Ibiza e presto anche a Londra), perfettamente adattata al contesto fiorentino. Entrare nel loro atelier è un’esperienza bellissima, stimolante e inaspettata, un incontro magico tra forma estetica, anatomia, pittura e musica. Quest’ultima infatti gioca un ruolo molto im-

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portante in Los Pecos Mutantes che ha deciso di promuovere all’interno del suo sito web band indipendenti, concedendo loro una finestra dove dare informazioni sui propri dischi e concerti. Gli stessi gruppi sono coloro che posano davanti all’obiettivo, indossando gli abiti del marchio, in un continuo scambio che non mette confini alla creatività. Sparse nella casa-studio di Alex e Mia, una batteria e alcune chitarre sono a disposizione di amici e musicisti che improvvisano delle session musicali in qualunque momento, arricchendo l’atmosfera dell’atelier con continue incursioni sonore. I capi e i tessuti, molti dei quali con grafiche disegnate dallo stesso Alex, sono unici nel loro genere e racchiudono un contrasto tra ricercatezza e noncuranza, tra ciò che è di moda e fuori moda. Ho pensato molto al pomeriggio trascorso in loro compagnia, a quell’aria metropolitana che ho respirato. Le vite cosmopolite di Alex e Mia si riflettono nel modo di essere e di vivere e ovviamente in tutte le loro produzioni. Un’energia incontrollabile e vitale fuoriesce da questo luogo, forse perché è una casa frequentata da artisti di diverse nazionalità che lasciano il segno del loro passaggio quasi fosse un circolo artistico dove sinergie continue si incontrano e danno vita a opere musicali scultoree, pittoriche e di moda. Una comunità in costante movimento che abbiamo il diritto di conoscere e il dovere di frequentare. Da fiorentina posso affermare che per me è un orgoglio sapere che c’è ancora chi sceglie la mia città come luogo per vivere e soprattutto come fucina culturale e creativa. Forse l’Italia non è il mercato migliore dove navigare, ma sicuramente è un luogo meraviglioso dove creare. www.lospecosmutantes.com


A QUEL PAESE

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di alba parrini

GRECIA, NON SOLO SPIAGGE E SIRTAKI

C

he cosa avrà provato il professor Henry Walton Jones Junior, alias Indiana Jones, nello scoprire un Cavaliere a guardia di una reliquia tra le più sante della storia delle religioni? Quali sentimenti si saranno agitati nella mente di “Indy”? Devozione, reverenza, paura? A questo pensa la mia mente nerd mentre sto per varcare la soglia del monastero di Ossios Loukas, sulle pendici del monte Elicona, letteralmente il “monte tortuoso”, nella regione greca della Beozia. È agosto, sulla collina non spira un filo di vento e gli uliveti sottostanti sembrano guardarmi con compassione, custodi nei loro tronchi nodosi del ricordo di migliaia di pellegrini che nei secoli hanno percorso i sentieri di tutta la Grecia alla ricerca della benedizione di San Luca, le cui reliquie sono poste all’interno del monastero. Quando finalmente mi decido a entrare, il misticismo del luogo mi investe come uno schiaffo gelido in faccia. I colori brillanti delle pareti interamente ricoperte da mosaici bizantini e il fortissimo odore di incenso fanno da cornice alla piccola cella dove sono conservate le spoglie del Santo, cavaliere e crociato, venerato perché predisse la conquista di Creta al patriarca bizantino. Ho l’impressione di trovarmi in un film: il Cavaliere posto in alto, abbigliato con il mantello da crociato e la spada in pugno, i pellegrini che si prostrano per chiedere la grazia, in un’atmosfera fumosa, fredda e buia. La Grecia è così: ti aspetti solo spiagge, sirtaki e moussaka e ti ritrovi in cima a una montagna con il cuore gonfio di commozione per una visione spirituale. E quale miglior visione di un meteorite, uno sperone di roccia, forse caduto dallo spazio in epoca preistorica, appoggiato sul picco più alto di un promontorio della Tessaglia? La parola meteora, secondo Wikipedia, ha sia l’accezione di frammento di asteroide, che quella così visivamente lampante di entità a metà tra l’aria e la Terra - letteralmente meta aer (a mezz’aria). Nelle falesie di arenaria vicino alla città di Kalambaka, ha sede uno dei più importanti centri religiosi ortodossi, arrampicato, o sarebbe meglio dire miracolosamente in equilibrio, sulle pendici di alcune torri naturali al confine con le nuvole. Di ventiquattro monasteri abitati fino al secolo scorso, oggi solo sei sono attivi, alcuni dei quali raggiungibili esclusivamente attraverso un complesso sistema di scale a pioli e carrucole. La storia del sito comincia agli inizi del XII secolo, quando una comunità di asceti dette avvio a uno stato monastico organizzato. Ma fu durante il periodo delle invasioni dei turchi che il luogo divenne veramente inespugnabile, e che si assistette alla proliferazione di questo raggruppamento di santuari comunicanti tra loro soltanto per via aerea. Arrivare in cima al cucuzzolo, oggi, significa estraniarsi dal caos della zona sottostante, dove è localizzata la maggior parte degli hotel, per avere un assaggio della vita placida degli eremi-

ti, scandita soltanto dal ritmo del sole e delle stagioni. La cultura mistica greca è ovviamente anche legata all’Olimpo, al Partenone, ai miti sull’origine del mondo e ai grandi filosofi classici. Immergersi in questa cultura significa non mancare una visita a Olimpia, Micene, Delfi e gli altri innumerevoli siti patrimonio dell’UNESCO. Ma quello che unisce questi luoghi è il fil

rouge che attraversa tutta la parte continentale del paese, ossia la consapevolezza che l’uomo di oggi non è che il prodotto del lògos e della mistica ellenici: tutte le nostre categorie derivano dall’aria che si respira qui e anche il turista più distratto non può evitare di sentire nella propria pancia e nel proprio cuore una spinta inconscia verso i misteri dell’infinito.

SALSA TZATZIKI

La tzatziki è la più tipica delle salse greche e può essere sia un accompagnamento ai piatti principali come il souvlaki, che uno stuzzichino da mangiare con la pita, il caratteristico pane tondo. Ingredienti: 250 grammi di yogurt greco molto denso 1 cetriolo 1 spicchio d’aglio un pizzico di aneto 3 cucchiai d’olio sale q.b.

Sbucciare e grattugiare i cetrioli, strizzarli bene con l’aiuto di un canovaccio per eliminare completamente l’acqua. Schiacciare l’aglio con l’apposito utensile. Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola e mescolare finché l’olio sarà completamente assorbito.


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PRÊT-À-PORTER

di alice cozzi

SNAP, INTERVISTA A SARA MAUTONE

A

ll’età di ventitré anni Sara Mautone è già una fotografa affermata. Ha collaborato con LuisaViaRoma, la rivista Rumore e a giugno è prevista l’uscita del suo primo libro di ritratti. Divisa tra Firenze e Milano, parla in esclusiva con noi della sua prima fatica. Sara, come è nata l’idea del libro? Quest’anno ho trascorso molto tempo a Milano dove ho coinvolto le modelle con cui condivido l’appartamento in una serie di shooting da me organizzati. Poi un giorno, Bianca Vagnoli, che ha curato la parte grafica del libro, mi ha detto di dover realizzare un portfolio per un progetto universitario e così, a un tratto, mi sono accorta di avere moltissime foto non pubblicate, frutto di un anno di lavoro, che avevano una connessione fra loro cromatica, tematica e concettuale. Come descriveresti il tuo libro? Questo volume è un libro di ritratti. Tutta l’opera è incentrata sui volti, tanto che non ho voluto mettere nessun titolo in copertina - solo la foto di un volto strappato a metà - né i numeri di pagina. Sia presente, assente o tagliato, il volto rimane il vero protagonista di tutta l’opera.

JUST KIDS

I colori del libro sono bianco rosso e nero, quasi un film muto in slow-motion. Chi ti ha ispirata? Sono da sempre interessata al lavoro sulla materia e sul colore che Rothko e Burri hanno portato avanti; trovo questi colori, in particolare il rosso, molto raffinati. Sicuramente sono stata influenzata anche dai primi piani di Bergman e dalle geometrie delle stanze di Suspiria di Dario Argento. Siamo abituati a un tipo di fotografia ultra ritoccata, il tuo approccio invece è molto naturale. Sì, sono cresciuta tra il mare e la campagna e il mio rapporto con la natura è molto forte e predominante anche nelle mie fotografie. Nel libro, alternati ai volti, ci sono still life di acqua, rami e stelle. Anche le acconciature e il trucco delle ragazze sono un chiaro riferimento alla natura: volevo che i capelli ricordassero i rami degli alberi e che i colori sul volto fossero quelli della terra. Un’altra tua grande passione è la musica, cosa ascoltavi quando lavoravi a queste foto? Back to Land dei Wooden Shjips (ride).

di davide morena

FAMILYROCK ALL’ANFITEATRO

S

abato 6 giugno l’Anfiteatro delle Cascine di Firenze ospiterà un concerto rock. E che c’è di speciale? direte voi. Be’, succederà sicuramente qualcosa di inedito sulle gradinate, dove il pubblico sarà composto perlopiù da… bambini! È tutta qui, semplice e insolita, l’idea che sta dietro a FamilyRock, una giornata pensata per festeggiare la fine della scuola a suono di rock, liberi di urlare e di fare casino. Una piccola Woodstock per giovanissimi che rinnegano lo Zecchino d’Oro e che non ballano il Valzer del Moscerino. Le varie attività cominceranno alle 16.00 per arrivare al clou della serata con il concerto della Daddyband, la prima band di papà musicisti professionisti che suona e racconta il rock’n’roll ai bambini in maniera spassosa e coinvolgente. Ci ha spiegato meglio questa avventura Laura Vaioli, organizzatrice e anima di Miniarock, l’associazione che crea lo scompiglio rock nelle vite sfrenate dei minorenni. «Era settembre del 2012, io e mio marito (Marco Morandi, chitarrista e arrangiatore) eravamo

a un concerto di Iggy Pop e lì abbiamo pensato che sarebbe stato bello portare il nostro figlio più piccolo a un vero concerto rock. Così dalla visione di una cosa impossibile è nato un progetto reale: la Daddyband.» Una serie di concerti - tutti sold out - e un seguito sempre più nutrito di mini-fan. Non è difficile immaginare che anche alle Cascine ci sarà una grande affluenza. «Con la musica rock i più piccoli sentono la potenza del ritmo e si abituano a sonorità diverse da quella della consueta musica per bambini.» It’s a Long Way to the Top, if You Wanna

Rock’n’roll: dove vuole arrivare Miniarock? «Vogliamo fare di Firenze la capitale del rock per bambini! Riuscire a ideare, produrre e realizzare iniziative che promuovano l’arte, la musica, la cultura facendo saltare grandi e piccini e soprattutto portare avanti messaggi di autenticità, anticonformismo e amore. I bambini felici di oggi saranno generazioni solide, equilibrate e propositive. No?» Yeah.! www.familyrock.it www.firenzekids.it


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GIUGNO LUNEDÌ 1 I BM INTERNATIONAL DRUM’N’BASS MEETING Tenax (FI) I LUOGHI DEL TEMPO ASCANIO CELESTINI Miniera Miccioletta Massa Marittima (GR) MARTEDÌ 2  AD MAX FURY ROAD (1-3/06) M Cinema Odeon (FI) MERCOLEDÌ 3

SABATO 6

S PAZIO TANGERINE DREAM Limonaia di Villa Strozzi (FI)

 TV MUSIC AWARDS M Parco delle Cascine (FI)

 OUBLE REED FESTIVAL (6-7/6) D Scuola di Musica di Fiesole (FI)

P IERGIORGIO MILANO FABBRICA EUROPA Caffè Letterario de Le Murate (FI)

NOMADI Campo Sportivo di Carraia (Calenzano)

T EMPO REALE - TR_MICRO Villa Strozzi (FI) I L PUNTO Dieci/Ottavi (PO) FAMILYROCK Anfiteatro delle Cascine (FI) S ON HYE-JEONG FABBRICA EUROPA Caffè Letterario de Le Murate (FI)

L ATTEX EXPERIENCE Anfiteatro delle Cascine (FI)

THE LAST INTERNATIONALE Anfiteatro delle Cascine (FI)

 OTO TAKAHASHI M FABBRICA EUROPA Caffè Letterario de Le Murate (FI)

LEBRON_DJSET Rari Nantes (FI)

I L SOGNO DELLE STAGIONI Teatro Verdi (FI)

J OHN FROG & THE COUNTRY DOLLS LIVE in SIEVE - Pontassieve (FI) C ICATRIZ - ALINE CORREA Cortile di Palazzo Strozzi (FI) T HE WRITER’ SEASON / LA STAGIONE DEGLI SCRITTORI New York University - Firenze (FI) VENERDÌ 5 C ELLULOID JAM Dieci/Ottavi (PO) S A PRIÉRE / SUL PUNTO FABBRICA EUROPA Caffè Letterario de Le Murate (FI) S ORJ CHALANDON. CHIEDERÒ PERDONO AI SOGNI Istituto Francese Firenze (FI) T HE WRITER’ SEASON / LA STAGIONE DEGLI SCRITTORI New York University - Firenze (FI)

DOMENICA 14

 PERA MUSIC FESTIVAL (6-7/6) O Arena Fiera Marconi (PO)

DOMENICA 7

GIOVEDÌ 4

MERCOLEDÌ 10

LUNEDÌ 8

F ESTIVAL DEGLI SCRITTORI Varie Location (FI) GIOVEDÌ 11 P HILLIPP & COLE DJ SET LIVE in SIEVE - Pontassieve (FI) LUMINAL Dieci/Ottavi (PO) C AMPI BEACH PARTY (11-13/06) Parco di Villa Montalvo (Campi Bisenzio) F ACCIAMO UN’OPERA Teatro Romano di Fiesole (FI) F ESTIVAL DEGLI SCRITTORI Varie Location (FI)

I MUSICI DI FRANCESCO GUCCINI Anfiteatro delle Cascine (FI)

F LAVIO GIURATO Dieci/Ottavi (PO) T ROFEO PODISTICO OBIHALL Obihall (FI)

 AGGIO ELETTRICO (12-13/06) M Limonaia di Villa Strozzi (FI)

L A STORIA DEL COSTUME E LO STILE DI OGGI (8-12/6) Teatro della Pergola (FI)

 ORKCENTER OF JERZY W GROTOWSKI AND THOMAS (12-14/6) Teatro Goldoni (FI)

T OMMASO BARTOLONI (8/6-5/7) Volume (FI)

F ESTIVAL DEGLI SCRITTORI Incontri con gli scrittori (ore 11) Balconata di Palazzo Strozzi - Firenze Premiazione (ore 18) Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio - Firenze (FI)

F ESTIVAL DEL VIAGGIO (9-13/6) Varie Location (FI) F RIDA GIULIA FRANCESCHINI FABBRICA EUROPA Caffè Letterario de Le Murate (FI)

 IRTUAL FOREST V Dieci/Ottavi (PO) I NDOSSARE SCULTURE (15-19/6) Teatro della Pergola (FI) MARTEDÌ 16 L A MANDRAGOLA (16-21/06) Cortile del Bargello (FI) P ITTI UOMO (16-18/06) Fortezza da Basso (FI) P LASTIC WORKSHOP (16-18/06) IED Firenze (FI) MERCOLEDÌ 17

VENERDÌ 12

 ASCO ROSSI V Stadio Artemio Franchi (FI)

MARTEDÌ 9

LUNEDÌ 15

SABATO 13 L IMP BIZKIT Visarno Arena - Cascine (FI) MARAVIGLIA! (13-14/06) Calenzano Alto

TELEVISION Teatro Romano di Fiesole (FI)  RUPPO NANOU (17-19/6) G Istituto Francese Firenze (FI)  ALK TALK CARLO INFANTE W IED Firenze (FI) GIOVEDÌ 18  EDO & THE BELLO’S N Pontassieve (FI) P ATTI SMITH Visarno Arena - Cascine (FI)  ACHI DA PIETRA, TRIBUNA LUDU, B TANZ Dieci/Ottavi (PO) S URFER JOE SUMMER FESTIVAL 2015 (18-21/06) Terrazza Mascagni (LI) C ANNES A FIRENZE (18-26/06) Nuova Cavea (FI)


MUSICA TEATRO ARTE CINEMA EVENTI PERCHÉ A FIRENZE NON C’È MAI NIENTE DA FARE... VENERDÌ 19

MERCOLEDÌ 24

CROCODILES Glue (FI)

I FÒCHI DI SAN GIOVANNI Firenze (FI)

I OSONOUNCANE, SOLKI, ALESSIO DUFOR Dieci/Ottavi (PO)

 CEAN BELLS O Dieci/Ottavi (PO)

 EDEA (19-20/6) M Teatro Romano di Fiesole (FI) P IACERI PROLETARI Piazza Giorgini (FI) SABATO 20  ORLD REFUGEE DAY LIVE | UNHCR W Visarno Arena - Cascine (FI)  ASUEA OR QUESTRA, N KALEIDOSCOPIC, QUEIT PIGS, HELKA WU? Dieci/Ottavi (PO) L IFE & DANCE Teatro Verdi (FI) DOMENICA 21

GIOVEDÌ 25

J ACQUES RANCIÈRE, SCARTI: IL CINEMA TRA POLITICA E LETTERATURA Palazzo Strozzi (FI)

 NCDC / LUISA CORTESI K Teatro Cantiere Florida (FI) L ETTERE AL PADRE (25-27/06) Cortile del Bargello (FI) VENERDÌ 26  AOMI BERRILL N Cortile di Palazzo Datini (PO)  ASSARONI PIANOFORTI M Dieci/Ottavi (PO)

 NCDC - KOREA NATIONAL K CONTEMPORARY DANCE COMPANY (26-27/6) Teatro Goldoni

IL CORPO DISEGNATO (22-26/6) Teatro della Pergola (FI) MARTEDÌ 23

 IRTUOUS CIRCLES OF MILES V Terme Romane di Fiesole (FI)

L A MONARCHIA Dieci/Ottavi (PO)

 RCHESTRA DEI RAGAZZI O Teatro Romano di Fiesole (FI)

OSC2X Dieci/Ottavi (PO)

LUNEDÌ 29

NUDIST Dieci/Ottavi (PO)

F RANCESCO GIOMI / MUSICA ELETTRICA Location da definire - Firenze (FI)

LUNEDÌ 22

PILGRIMS Teatro Romano di Fiesole (FI)

 INEVRA DI MARCO G Piazza Barberini (Barberino Val d’Elsa)

 ORLD LEAGUE VOLLEY: W ITALIA-BRASILE Mandela Forum (FI)

 NEXPECTED MUSIC U Cortile di Palazzo Strozzi (FI)

DOMENICA 28

 PRITI CINEMA (26/06 - 26/07) A P.zza Santissima Annunziata (FI) P RATO FILM FESTIVAL (26-28/06) Corte delle Sculture Biblioteca Lazzerini (PO) SABATO 27  REEN LIKE JULY G Dieci/Ottavi (PO)

T IZIANO FERRO Stadio Artemio Franchi (FI)

 OBO RONDELLI & NADA B Buca del Palio (Fucecchio)

L IVING COLTRANE Teatro Romano di Fiesole (FI)

L E ROI DAVID Teatro Romano di Fiesole (FI)

MARTEDÌ 30 T RIBUTO A LUCA FLORES Terme Romane di Fiesole (FI) J MASCIS Anfiteatro Museo Pecci (FI) L ’HOMME ARMÉ Auditorium di Sant’Apollonia (FI)


GIUGNO da non perdere SABATO 6 e DOMENICA 7 OPERA MUSIC FESTIVAL Arena Fiera Marconi (PO)

Mi sento sempre fuori dal mondo quando leggo gli artisti di questi eventi. Perché non ne conosco uno. O meglio, questa volta ne conosco uno: Jeff Mills che è un nomone ed è anche uno che passa spesso da Firenze. Comunque la verità è che l’Opera Music, che quest’anno si ispira ancora di più a Dante per ovvi motivi celebrativi, compie un grande errore. Fa una serata dedicata al Paradiso e una all’Inferno, senza prevedere una serata per il Purgatorio che è il regno degli incerti, dei fluttuanti, dei precari, di quelli che per un errore o una cattiveria cadono giù e per un’opera buona o un colpo di culo salgono su. Il nostro regno di tutti i giorni. Raccolta firme su change.org per mettere una serata in più dedicata al Purgatorio, magari il mercoledì, il giorno di mezzo per antonomasia.

VENERDÌ 12 I MUSICI DI FRANCESCO GUCCINI Anfiteatro delle Cascine (FI)

La prima immagine che m’è venuta in mente è proprio quella che vedete qui. Poi ho pensato alla cricca di Buena vista social club senza il vecchietto figo, poi ai Queen dopo Freddy Mercury, ai Litfiba con Cabo, agli Iron Maiden… boh, ho pensato a tutti quegli eccezionali musicisti che suonavano con Guccini, persone serie e riconosciute, che ormai erano abituati a stare dietro al cantore di via Fabbri che si perdeva le parole e beveva Lambrusco che asfaltava l’esofago. E che a un certo punto sono quasi rimasti orfani, lì, sul palco, senza front man. Allora tutti all’ANFI, ma senza gridare “Valeriooo” se non con una nostalgica erre moscia.

VENERDÌ 12 VASCO ROSSI Stadio Artemio Franchi (FI)

Quando ero piccolo, in riviera c’era un tipo che aveva la Renault 5 turbo blu scura con effetto brillantina. Sgommava alla curva a ridosso del mare, tirava la seconda e la terza, aveva quei paravento ai finestrini con la sfumatura azzurra. Era un tamarro vero. Io avevo otto anni e una bicicletta con la sella lunga, rossa, il cambio sembrava il joystick del Commodore 64 ed era posizionato sulla doppia canna centrale. Andavo a comprare il gelato dalla Gilda, bar dietro casa dei miei nonni, ed era l’estate che avevo imparato il dito medio come offesa e lo mostravo a tutti, soprattutto a mia zia Maria. Mentre ero dalla Gilda a comprare la Coppa dei Campioni Motta, si sente una grassa frenata e uno schianto meccanico. Usciamo tutti e trovo il tamarro con la Renault 5 ingabbiata tra due ante di un cancello metallico, con il parabrezza sfondato e i cristalli in frantumi. E lui dentro che, illeso, cantava Toffee.

VENERDÌ 19 CROCODILES Glue (FI)

Si chiama Hearts of Love ed è la mia canzone preferita dei Crocodiles. Anche perché è la seconda che conosco e ascolto da quando mi sono accorto che sono fuori dal mondo. Forse perché penso troppo al lavoro, o magari da quando ho un cane penso più a collezionare merde da raccogliere che collezionare album da ascoltare, o forse perché non mi sento realizzato nel rapporto con il mio partner, o forse perché temo la prova costume o forse il rapporto con mia madre. Non lo so, ma tutti mi stanno facendo sentire un disadattato, tutti che parlano di ’sti Crocodiles, mi sembra di essere circondato da alieni che parlano un casino di questi Crocodiles. L’altra sera a Fabbrica Europa c’erano quelli di Lungarno che parlavano dei Crocodiles, mi è pure arrivata una mail che mi diceva che dovrei andare a sentire i Crocodiles. Che fo, ci vo?

SABATO 20 WORLD REFUGEE DAY LIVE | UNHCR Visarno Arena – Cascine (FI) Di tutta questa storia sono due le cose che mi sbalordiscono. La prima è che con un biglietto del concerto, 10€, praticamente due birre medie ghiacciate bevute al fresco, due pacchetti di sigarette, un pieno allo scooter, due pizze margherite dallo Scugnizzo in San Frediano, un deca ai campetti, una quota del calcetto, una rasatura dal barbiere, con 10€ si dà un mese di acqua potabile a un rifugiato. Un mese di acqua potabile. L’altra è quella chitarra che sta sui manifesti, fatta con il legno dei barconi naufragati a Lampedusa, legno che suona contro legno che affonda, musica e voce contro grida d’aiuto e silenzio. 20 giugno, 10€, Cascine, estate. Un modo per divertirsi facendo del bene.

MARTEDÌ 23

TIZIANO FERRO Stadio Artemio Franchi (FI)

Ed eccoci qui, a osannare un altro dei nostri idoli indiscussi, meglio di Mika, meglio di Jova, meglio di Freddy Mercury, meglio di Liga. Tizianone Ferro, l’ex ciccione che salta come i Take That e canta meglio dei tre impomatati de Il Volo. L’ultima volta che l’ho visto in TV alle Invasioni Barbariche non mi è piaciuto tantissimo, l’ho visto per la prima volta un po’ “macchietta”. Strano perché a me piace tantissimo quel tono normale al quale ci ha abituati, la sobrietà artistica, la discrezione del suo outing, la tenerezza dei gossip che alla fine non riescono mai a deflagrare come ci si aspetterebbe. L’altro giorno fuori da Amblè è arrivato un tipo hipster marinaio barbuto e palestrato con la bici e lo sguardo duro da pubblicità della Opel Mokka e ha detto ai suoi amici “O, ma Tiziano Ferro sta con Miguel Bosè?”. Silenzio di dieci secondi. E uno gli ha risposto “Geloso eh?”.


25 / 27 giugno Cortile del Bargello GIANLUIGI TOSTO

LETTERE AL PADRE www.teatrodellatoscana.it

di Franz Kafka regia Massimo Masini

19 / 20 giugno Teatro Romano di Fiesole

MEDEA di Euripide regia Gabriele Lavia

16 / 21 giugno Cortile del Bargello

LA MANDRAGOLA di Niccolò Macchiavelli regia Claudio Spaggiari

TEATRO ROMANO DI FIESOLE Via Portigiani 3, Fiesole 055.0763333 pubblico@teatrodellapergola.com

CORTILE DEL MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO Via del Proconsolo 4, Firenze 055.0763333 pubblico@teatrodellapergola.com

1 / 3 luglio Cortile del Bargello STEFANO ACCORSI

GIOCANDO CON ORLANDO ASSOLO da Ludovico Ariosto


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I PROVINCIALI

di pratosfera

I GIARDINI DI PRATO

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om’è noto ai più, Prato è la città dove le case si mescolano ai capannoni e gli edifici più grandi sono fabbriche oppure nel migliore dei casi ex fabbriche. Questa è una storiella che siamo sicuri potrebbe piacervi e che vi consigliamo di seguire per capire come funziona dalle nostre parti. In una di queste grandi fabbriche tessili quindi, qualcuno con la vista lunga un giorno ha pensato bene di realizzarvi un teatro; e non un teatro qualunque visto che stiamo parlando del famoso Fabbricone e del 1974. Ecco, quarantun anni dopo, qualcuno con la vista altrettanto lunga (speriamo), ma sicuramente con il senso del bello, ha deciso di trasformare il cortile di quella fabbrica in un giardino. Un giardino vero con tanto di erbetta, e di chiamarlo Ex Fabrica, per coerenza e

rigore morale. Quest’area verde in mezzo alle ciminiere è candidata a luogo più interessante dell’estate e non solo per la suggestiva cornice pratese di cui vi abbiamo appena parlato. Passando alle cose serie, dentro il giardino ci sarà il bar Dieci Ottavi e accanto al bar un palco, più o meno grande, dove potrete ascoltare in ordine sparso: Iosonouncane (19/06), Flavio Giurato (8/06), Nudist (29/06), La Monarchia (25/06), Massaroni Pianoforti (26/06), Solki (19/06), Bad Love Experience (20/07); e assistere agli spettacoli teatrali Delirium Betlem di Francesco Salvi, Essere Emanuele Miriati di Riccardo Goretti e Le Mutande di Luca Cortina per la produzione del teatro stabile del Metastasio. Non è mica finita qui. Mancano all’appel-

FERMO IMMAGINE PIAZZA BECCARIA

U

n groviglio di macchine parcheggiate, un flash mob di seconde e terze file che fanno suonare clacson all’impazzata mentre frotte di pedoni si spostano apparentemente senza fine tra via Gioberti e Borgo la Croce; ecco come si presenta Piazza Beccaria. Centro nevralgico della città ospita ancora una timida porta, Porta alla Croce - che dava anche il nome alla piazza - unica superstite del progresso architettonico di Giuseppe Poggi, sotto i cui colpi perirono, invece, le antiche mura, oggi eleganti e rumorosi viali di circonvallazione. In questo enorme palcoscenico del Nuovo e del Potere, i palazzi neoclassici che la circondano e che oggi ospitano banche, rosticcerie cinesi e cinema allucchettati, furono pensati come quinte sceniche, affiancati da una grande zona verde ricreativa e d’incontro cittadino, i Pratoni della Zecca, che hanno lasciato ben presto il posto a una caserma di cavalleria e poi cento anni dopo all’Archivio di Stato.

www.lamiafirenze.mattiamarasco.it mattia.marasco@gmail.com

lo setti giorni che saranno dedicati a Le più belle frasi di Osho, che se non sapete cos’è non vi fanno uscire a Prato Est e ad autori come Dente, che verrà a Prato a presentare il suo libro Favole per bambini molto stanchi, e Laura Gramuglia (Radio Capital), e Tuono Pettina-

di mattia marasco

to e anche ai Camillas, provenienti direttamente da Italia’s Got Talent. Non sappiamo cosa farete voi, noi a Prato quest’estate ci divertiamo di sicuro. www.pratosfera.com


CARO CUORE NON BUTTARTI GIÙ

di carol & giuki

scrivi a carocuorenonbuttartigiu@gmail.com

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NEL DUBBIO, FACCIAMO FUORI LA MOGLIE

I

breve per sistemare le cose e se nulla cambia mollalo.

Sto frequentando un ragazzo che però… ahimé è sposato. Io sono persa, ma lui fa un passo avanti e tre indietro. Dice che sta molto bene con me, però ho paura che la situazione non girerà mai a mio favore. Quante possibilità ho? Come posso conquistarlo davvero? Chi siamo? Dove andiamo? Perché ci innamoriamo sempre dell’uomo sbagliato? Questa è una di quelle domande che non avrà mai risposta. Nel tuo caso c’è solo una cosa da fare per conquistarlo davvero: far fuori la moglie. Fino a quando sarà in mezzo ai giochi sai bene che non sarà mai totalmente tuo. Ma non possiamo ucciderla, il delitto passionale è ancora reato. Credo che il ragazzo debba ora più che mai fare l’uomo e prendere una decisione. Ma tu invece… per quanto accetterai di fare la ruota di scorta? Cerca di volerti bene, dagli un tempo

Non volevo scrivervi, ma ho pensato che forse delle sconosciute sapranno cosa consigliarmi. Sei anni fa ho conosciuto un ragazzo, di diversi - parecchi? troppi? - anni più grande di me: colpo di fulmine, ci siamo lasciati andare alla passione e poi ognuno per la sua strada. Lui non avrebbe voluto questo, ma io non potevo fare altrimenti, gli anni di differenza erano troppi e soprattutto ero fidanzata. Da allora però qualcosa ci unisce, e periodicamente spunta fuori per caso o mi chiede di vederci. Ho l’impressione che questa storia mai vissuta davvero mi tormenterà tutta la vita. Ma ora, come allora, non ci sono le condizioni, non ci sono mai le condizioni. Allora perché mi fa male il cuore a non potergli dire di sì? Be’ si dice che l’amore non abbia età e forse nel

ntrecci, tradimenti, ritorni di fiamma. Beautiful? No, ladies & gentlemen: questo è giugno. Perché la realtà è sempre peggio della finzione. Pronti? Pronti!

tuo caso il problema non sono gli anni di differenza. Se quest’uomo da piacevole ed eccitante diversivo è diventato un punto di riferimento, o stai perdendo una grande occasione o non riesci a riconoscere in lui una grande amicizia. Tentar non nuoce e comunque meglio testare ora che ritrovarsi poi a fare la badante. Perché di tutte le cose non vissute a pieno rimane la voglia. La voglia di consumarle fino in fondo, di assaporarle e, perché no, di incastrarcisi. Le condizioni si creano, ma se le crei con qualcuno più giovane non è meglio?

PALESTRA ROBUR

foto: Adriana Desiderio

di leandro ferretti

lezioni di ginnastica culturale per fiorentini

IL MANILA

I

n una geografia ideale dei luoghi del divertimento fiorentino d’antan, si può dire senza timore di smentite che il Manila era “lontano”. Sicuramente più lontano del Tenax, nel cuore di Campi Bisenzio. Si può ben dire che il Manila valesse sempre quel viaggio spesso compiuto in Ciao, senza parabrisa, attraversando le lande, che poi saranno colonizzate dalla Festa dell’Unità di Occhetto, con le mani appoggiate sul faro puntato verso la steppa nebbiosa per avere un po’ di conforto. Il Manila fu un’idea di Rodolfo Banchelli, ballerino acrobatico e cantante, e di Ubert Scarlini che con Banchelli condivideva la passione per la danza rock. Gli anni Ottanta principiavano e con essi la voglia di fare un locale diverso dagli altri. La balera del circolo di Campi fu rapidamente trasformata in uno dei cult dell’underground fiorentino, tra concerti, performance, spettacoli teatrali e sfilate di moda. Raccontare gli anni Ottanta a chi non li ha conosciuti è impossibile, ma se cercavi gli Spandau Ballet agli esordi, una festa con animali dello zoo, Vittorio Gassman o i primi writer mai arrivati da queste parti, il Manila era il posto giusto; anzi, era tanto di più. Fu ristrutturato in stile decisamente egi-

zio, e nei Novanta ospitò anche alcune puntate di Vernice Fresca. Da Robyn Hitchcock a Carlo Conti, ma sempre con immenso stile.


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NIENTE PANICO

di tommaso ciuffoletti

RINFRESCATEVI

N

on sono giorni facili per chi soffre il calore. Firenze fa buca. L’afa, l’umido, le fottute zanzare, la droga, l’asfalto che ribolle, ogni volta mi chiedo se era vero che c’erano le zanzare perché gli animalisti non volevano che si facesse la disinfestazione. Le piscine pubbliche, quelle sporche, quelle pulite, i motorini, le ragazzine con le tette enormi perché mangiano la carne con gli additivi. Chiudono le scuole, il blocco degli scrutini, lo sciopero a maggio, non ci sono più le mezze stagioni, la droga, “ehi ho un diablo okkupiamo il Mikelangelo”. San Giovanni, i fuochi, le multe, il calcio storico, la droga, mio cugino fa il calcio storico e ti tira - erano meglio l’anno scorso. E comunque non posso davvero credere alla storia delle disinfestazioni per proteggere le zanzare. Le fottute zanzare. La droga. In fondo una speranza. Se ogni anno è peggio, quest’anno è meglio dell’anno prossimo. L’ottimismo è il profumo della vita e chi la sente n’è parente. Mi mancano i giochi di parole di quando eravamo bambini. Specchio riflesso,

LA SCIABOLATA

chiuditi nel cesso. Un due tre, caco io, puzzi te. ANSA. Milano: Salvini dice che “Alfano è brutto”. ANSA. Roma. Alfano dice che “Salvini è stupido”. Chi se lo dice, se lo dice per sé. Infinite volte. Una sempre più di te. Tiè. Vorrei invecchiare come un bambino delle elementari. Senza pensieri. Senza l’Isis. Senza la Corte Costituzionale. Senza le narcomafie. Senza la Cina. Senza il neoliberismo. Senza Vendola. Quando ancora le supercazzole facevano ridere. E si potevano mangiare anche le fragole. Chernobyl e la lattuga, di tutte le cose proprio la lattuga era quella più contaminata. La lattuga. Così la chiamavano ai telegiornali. Che a casa mia la chiamavamo banalmente insalata e io crescevo pensando che fosse l’insalata delle Tartarughe Ninja. Lapo, mio marito, ieri al bagno ha deciso di diventare ricco. Poi baderà a godersi la vita. Ma a un tratto ci ha ripensato. “Dai diamanti non nasce niente” mi ha urlato da dietro la porta. Quel ragazzo inizia a preoccuparmi.

di la sciabolata

LE FRASI BUONE

E

stenuante inizio d’estate quello che stiamo vivendo. Entusiasmo nei salotti buoni, i salotti del popolo equo e solidale, i salotti dove si possiede una TV, rigorosamente a tubo e piombata su RaiTre. Il Carpi e il Frosinone sono in serie A. Insieme al Sassuolo e all’Empoli diventeranno i baluardi del dogma indissolubile, post-catecumenale, ma rigorosamente laico, di chi rende sempre e comunque ragione al più debole, al più piccolo, indipendentemente da chi sia e da cosa dica. Anche coloro “che il calcio è uno schifo da dopo Calciopoli” (lo scandalo del calcioscommesse del 1980 non è calcolato), oppure del “riportiamo le famiglie allo stadio” (famiglie che non ci sono mai andate, diciamocelo), potranno seguire lo sport delle masse, una volta tanto. Le frasi buone preconfezionate. Sono queste le vere criticità sociali del nostro tempo: quelle che si possono utilizzare in qualunque occasione, come un disco di Bublé in sottofondo dal dentista. “Riportare le famiglie allo stadio” è un guazzabuglio di retorica svuotata dal significato stesso della frase, visto che queste famiglie non ci sono mai state allo stadio. Avete mai visto padri, madri, figlie e figli, zii cugini e nipoti acquistare sette, otto tagliandi in curva per goder-

si tutti insieme una partita di Coppa Italia? Se fosse vera questa tesi, perché non organizzare un bel cenone di Capodanno con le famiglie a San Siro durante una partita dove vincerà il migliore e non ci saranno falli? “Certezza della pena”. Bellissima frase ripetuta con ossesso dal grande regista Walter Veltroni nella campagna elettorale del 2008. Tutti d’accordo, anche la magistratura, che non si è mai fermata a spiegare quale giudice di Assise condanni un imputato senza certezza, senza sicurezza, con i benefici del “boh”. Quando Veltroni pronunciava questa frase la prima immagine che balenava in testa era Massimo Troisi togato che condannava all’ergastolo Cutolo. Tralasciando il fatto che dovrebbero indire un concorso nazionale per spiegare con esattezza cosa sia “la società civile”, espressione coniata non si sa bene da chi e quando (soprattutto non si capisce a chi si riferisca), soffermiamoci un istante sull’inflazionata espressione “senza se e senza ma”, che denota una certezza tale (opposta al sopracitato giudice che condanna senza certezza l’imputato) che in confronto De Gaulle sembra Enrico Letta. Le espressioni di cui sopra possono essere inserite in un discorso o in una conversazione in maniera confusa e

casuale, come la programmazione musicale di Isoradio, che passa dai Sex Pistols a Mino Reitano con la stessa facilità con cui il fu Ciwati stette dentro e fuori dal PD a giorni alterni, come le targhe degli autoveicoli in una Roma del 1975. Diciamo fu Ciwati perché ci mancherà molto: lo immaginiamo ora nel mitico “gruppo misto parlamentare”, che sembra una roba paragonabile alle confezioni di gelato artigianale male assortite che il commensale invitato porta nelle vostre tavole. Lo immaginiamo a parlare con politici altoatesini, ex democristiani di minoranza o deputati senza partito. Ci mancherà il Ciwati, lo sappiamo. E manca già a molti, perché la linea del ”eh, sì, ma io, però” è inconfondibile, libera, con il suo essere francamente smarcata, come lo è l’amore per il calcio di chi il calcio poco lo tollera, ma il prossimo anno tiferà sicuramente Carpi e Frosinone.


STELLE

di faolo pox - disegni di aldo giannotti

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Continua il periodo di ascesa inarrestabile, sei come un film che parte tranquillo e poi iniziano a succedere un sacco di cose divertenti e coinvolgenti man mano che la pellicola scorre. E lo spettatore si aspetta che prima o poi qualcosa di negativo accada, ma gli intoppi sono solo piccoli dissuasori del traffico che tu salti di slancio e vai avanti verso un finale aperto che lascia all’immaginazione ogni lieto fine. Serie tv del mese: Boris

Ultimamente sei diventato il miglior risolutore di problemi al quale potessi affidarti. Ed è bella questa virata perché prima ti davi solo le colpe, ora ti dai colpe e meriti, anzi, i meriti superano un casino le colpe. Affronti gli imprevisti con filosofia, offri soluzioni creative, elaborate come dei nodi che scogli tirando due fili e sempre con il sorriso. Mettiti nei guai toro, fallo a giugno perché voglio vedere cosa ti inventi per uscirne fuori. Serie tv del mese: Better Call Saul

C’è da essere riflessivi, un po’ te l’ho già detto. Non devi spegnerti e non devi fare l’asceta nel Mugello. Però rischi di mettere tutto in coda e di creare l’ingorgo. Invece devi pianificare e valutare perché giugno potrebbe essere un mese di svolta nei tuoi piani futuri. Certo, questo lo leggi dappertutto, ma dovresti non ascoltare chi ti dice “ma che te frega, pensa a divertirti”. Sì, pensa a divertirti, ma intanto pensa, sennò verrai travolto dagli avvenimenti. Serie tv del mese: The Mentalist

Vedi cancro, dovresti essere più sicuro della tua percezione degli altri. Fossi in te avrei meno dubbi. Sai vedere e leggere le sfumature, entri in empatia, cogli un sacco di informazioni che però poi non metti a frutto perché non ti fidi di te stesso. Invece, se riuscissi a farlo, potrebbe essere un punto di forza clamoroso, ti darebbe un vantaggio su tutti, sul tuo capo soprattutto. E se tu sei il capo, potresti essere una guida infallibile. Serie tv del mese: Lie to Me

Hai scelto l’arguzia? Bravo leone. Ora passiamo alla seconda parte dell’esercizio. Preferisci restare sempre oggetto delle tue scelte oppure passare in soggettiva, cavalcare l’istinto e sfoggiare tutto il tuo fascino. Non è per tutti i leoni, lo so. Ma ci sono leoni che restano oggetti stupendi per sempre e si illudono di andar bene cosi. Ce ne sono altri che lasciano credere di esserlo e poi, non si sa come, li ritrovi alla guida, guanti da pilota, sguardo sulla strada, ghigno sicuro e fascino travolgente. Cosa vuoi essere? Serie tv del mese: Scandal

Ed ecco giugno che per te è ancora un mese di passaggio, dove non hai le ferie, ma fa già caldo per andare al mare, dove c’è da lavorare, ma chi lavora con te si sente ormai in ferie, dove tutti programmano e tu vorresti dire “ma che cazzo programmate che tanto poi vi salta tutto”. In tutta questa acidità riesci a essere produttivo e concreto e segni una serie di punti a tuo favore a tratti inspiegabili. Conta fino a dieci, se ci riesci. Serie tv del mese: Dottor House

So che già un po’ mi ami o almeno mi ascolti. E dopo questa cosa che ti dirò che mi amerai ancora di più. La leggerezza del tuo maggio e il tuo quadro astrale va in una sola direzione: viaggio. È il momento di partire, non sederti su “ma, andrò all’Elba o forse in Salento o in barca con gli amici”. Zero. Passaporto alla mano, skyscanner, vai via. È il momento. Hai la sorte, positività, incontri, tutto dalla tua parte. O adesso o mai più. Serie tv del mese: Pan Am

Ora che hai steso tutti i tuoi nemici e in qualche modo stai regnando sulle tue terre, ti voglio dare un’ispirazione. Ulisse. Devi pensare a lui ogni volta che avrai qualcosa da sbrogliare, ma soprattutto ci devi pensare quando non avrai niente da fare o quando non saprai cosa fare. Pensa a Ulisse invece di fare il culo a qualcuno a caso o mandare quei messaggi di cui poi ti penti dopo cinque minuti. Ulisse... e lontano da Circe. Serie tv del mese: Il trono di spade

L’onda negativa di maggio sarà più lunga del previsto e, se va bene, arriverà fino al primo weekend di giugno, ma non escludo un possibile metà mese di merda. Dopo questa bella notizia ti posso anche dire che in generale giugno sarà il peggior periodo del tuo anno, che comunque resta un anno ganzo e positivo. Fine delle cose negative. Ti consiglio di essere più neutrale, non farti coinvolgere in discussioni e prova a dare la ragione agli altri. Entrare in un vortice a volte può trascinarti chissà dove. Serie tv del mese: Breaking Bad

Quindi c’hai preso gusto con tutto quest’esercizio. Lo sapevo che sarebbe finita così, ma non te lo potevo dire a maggio. È il tuo grande punto di svolta dell’anno, esserti messo in carreggiata e capire che non si sta mica così male con tutta questa vita organizzata. Anche perché poi si riflette un po’ su tutto con tuo immenso stupore, tra l’altro. Resti inquieto, ma sei così stanco che non ti fai più intaccare da tutti quei dubbi pallosi o da quelle frette nevrotiche. Serie tv del mese: Orange Is the New Black

Vento in faccia. Così sarà il tuo giugno.Aabbassa la cresta però perché l’importante è che tu te la goda, non che gli altri vedano quanto te la stai godendo. Dovresti condividere di più con te stesso, limitare le esternazioni e non cercare conferme. È un consiglio per giugno, caro acquario, hai la mente frizzante, un passo avanti agli altri, mettiti al loro servizio e fai qualcosa di buono. Servirà a tutti e ti farà passare delle vacanze che sentirai di esserti meritato. Serie tv del mese: Detective Castle

Ti sono vicino - sghignazzando - perché giugno non sarà un mese facile. Dovrai guardarti le spalle, non saprai bene di chi fidarti, poche cose andranno fluide. Però già il fatto di metterti in guardia ti servirà. Dall’altra parte questa negatività ti renderà anche attraente, forse per qualche crocerossina/o che penserà di aver trovato la sua missione stagionale. Gli amici non ti saranno di aiuto. L’unica cosa che potrai fare è startene davvero sulle tue e limitare i danni. La soluzione arriverà solo alla fine del mese. Serie tv del mese: True Detective


pesce dirigibile di urto


PAROLE

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di gabriele ametrano

LAST DAYS OF CALIFORNIA di Mary Miller Edizioni Clichy - pp. 262

La fine del mondo è vicina, almeno per ciò che ne sa la famiglia Metcalf. E da credenti convinti questa è l’occasione per vedere la seconda venuta di Cristo, a cui solo pochi eletti potranno assistere. Per farlo però i Metcalf dovranno attraversare gli Stati Uniti, dall’Alabama alla California, dove il sacro e definitivo evento darà nuova sorte a chi è stato un buon uomo e pessimi presagi ai peccatori. Partiranno in macchina per percorrere più di 2500 miglia, convertire sulla strada poveri illusi e catechizzare con volantini e ridicole magliette chi ancora non ha capito il proprio destino. Jess sarà la nostra compagna di viaggio in questa lettura che apre la collana Black Coffee di Clichy, ultimo percorso editoriale dedicato alle nuove voci della letteratura americana. La quattordicenne è in piena crisi adolescenziale: si sente brutta, inadeguata, grassa e continuamente offuscata dalla bellezza esuberante della sorella Elise. Il viaggio è lungo e noioso, in territori i cui orizzonti modificano gli umori, pranzando nei fast food tra prediche del padre a sconosciuti e dissapori maturati durante le nottate in squallidi motel. Jess imparerà a sognare, a vivere quella insensata situazione come stesse vivendo un film, una pellicola in cui tutto muta se solo la regia decide di spostare l’inquadratura. On the road, chiusi per lo più nell’abitacolo dell’auto, la famiglia tirerà fuori antichi rancori e infelicità, catapultando ogni membro della famiglia nella propria individualità. La quattordicenne Jess riuscirà miglia dopo miglia ad accettare se stessa, a comprendere che tipo di donna sarà e quale destino può attenderla. Una frizzante commedia letteraria in cui si potranno capire i simbolismi e la dedizione alla religione tipici degli stati del sud dell’America, intravedendo tra le righe anche la voce di William Faulkner, ma con un linguaggio giovanile e felicemente contemporaneo. Saranno fuoco, fulmini e cenere a chiudere le pagine di questo romanzo? Per saperlo dovete mettervi in viaggio, pagina dopo pagina.

TUTTE LE STRADE PORTANO A NOI di Alcide Pierantozzi Editori Laterza - pp. 196

Prendete la via Francigena e un manipolo di amici. Partite a piedi dal Gran San Bernardo e, passando per Roma, datevi come tappa Bari. Impiegherete circa un mese e mezzo se avete un buon passo, altrimenti qualche ora se decidete di far vostra l’esperienza che Alcide Pierantozzi ha scritto in questo libro. Tra boschi, paesini e alcune disavventure, l’autore ha percorso la strada che attraversa la penisola, passo dopo passo. Storie e vita s’incontrano sopra ogni pietra, ma ciò a cui è andato incontro non è solo l’essenza dell’altro: camminando si pensa a tutto più o meno, soprattutto a se stessi. E sono pensieri che trafiggono il costato, insieme alla fatica e a volte alla sete. E ci s’immerge nel confronto con una sconfinata umanità, eremita e lontana dalla quotidianità, anche dei ricordi. Sembra che camminare accorci le distanze: modifica le prospettive e guarda l’orizzonte con lentezza. Saranno ore di lettura intensa, diretti a una meta che non sarà un luogo, ma il nostro luogo.

LETTURE DIGITALI L’INVENZIONE DELLA MADRE

SEMBRAVA UNA FELICITÀ

di Marco Peano

NN Editor - ebook

Minimum Fax - ebook

Questo libro è un pugno allo stomaco. Mattia, il protagonista, deve accettare la malattia terminale della madre. Accudirla nella quotidianità di una vita di provincia, nell’intimità di una casa piena di ricordi, nella dura consapevolezza dell’inesorabile scorrere del tempo. Imparare a dire addio a ciò che amiamo è la cosa più terribile che l’uomo possa provare. Queste pagine lasciano comprendere il senso di ciò che è inevitabile, con la delicatezza di una prosa che lacera eppure conforta.

di Jenny Offill

La vita può cambiare, ma soprattutto cambiarci. Le speranze, le ambizioni, i sogni: tutto può mutare e portarci altrove. La donna protagonista di questo romanzo traccia su di sé la linea sottile che divide la delusione e la felicità del destino. Voleva essere una scrittrice di successo, ma si è ritrovata amante, sposa, madre. Una prova narrativa, che con brillante capacità, mette sotto il riflettore una vita come tante altre, che non ha niente di speciale tranne l’essere il ritratto più fedele delle nostre anime.

ESERCIZI DI STILE / gabrieleametrano.com


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SUONI

di gianluca danti

THEE OH SEES MUTILATOR DEFEATED AT LAST Castle Face Records

Alla fine del 2013 i Thee Oh Sees annunciarono di essersi presi una pausa a tempo indeterminato, in seguito alla decisione del front man John Dwyer di trasferirsi da San Francisco a Los Angeles: «Hanno bisogno di una pausa, vivono in posti diversi ed è difficile andare avanti!» dichiarò la manager Annie Southworth. Questa fase di indefinite hiatus non durò così tanto: ad aprile del 2014 venne infatti pubblicato Drop, successore del maestoso Floating Coffin. Mutilator Defeated at Last è l’ultimo capitolo della garage-psych band californiana, registrato e mixato da Chris Woodhouse e masterizzato da John Golden (Soundgarden, Melvins, Ty Segall). Le chitarre sature di echo-delay e gli inesauribili groove psichedelici nel brano di apertura Web suggeriscono quello che sarà il trend del disco: nessun cambio di rotta, ma anzi i Thee Oh Sees rimangono conformi alle trame sonore garage delle precedenti pubblicazioni. L’estratto successivo, Whitered Hand, dall’andamento punk, è la perfetta espressione dell’incredibile impatto che la band riesce a propagare durante i live. Nove brani che trasmettono l’abilità della band nel combinare chiari riferimenti Seventies (Turned Out Light, Lupine Ossuary) con un sound attuale e riconoscibile senza il rischio di sprofondare nella monotonia. Nella seconda parte del disco primeggia l’anima psichedelica di Dwyer e soci; i sette minuti barrettiani di Sticky Hulks, l’inconsueta e interamente strumentale Holy Smoke e l’eufonica chiusura di Palace Doctor. Che dire, i TOS probabilmente non pubblicheranno mai album sconvolgenti, ma la loro forza sta proprio in questa disinvolta e compatta schiettezza.

METZ II Sub Pop

Che la scena musicale canadese sia attualmente la più prolifica ed eterogenea non c’è dubbio (i Viet Cong, gli Ought o i celebri Arcade Fire vi diranno sicuramente qualcosa) e i Metz, fin dal loro esordio datato 2012, ne sono tra gli esponenti più interessanti; del resto, se firmi un contratto per la Sub Pop e segui in tour mostri sacri come Mudhoney e Meat Puppets significa che non sei lì per caso. Provando a tenersi distanti dal calderone di band nirvaniane e senza idee, i Metz trovano conferme con il secondo full length intitolato semplicemente II: una produzione complessivamente più accurata, messa a punto in tre diversi studi tra Toronto e l’Ontario e completata senza quella impazienza e frenesia con cui era stato concepito l’omonimo album d’esordio. Acetate è il primo colpo inferto dal trio canadese, un basso e una batteria ossessivi, un senso di esasperazione dalla voce e le parole di Edkins (She’s barely breathing, I’m wading through puddles on the floor) e insistenti riff di chitarra degni degli storici Green River. Le altre nove tracce marciano senza tregua: i cinque minuti di puro noise in Spit it Out desistono soltanto nell’intermezzo Zzyzx, per poi riattaccare nella successiva I.O.U. e nelle esplosive Landfill e Nervous System che suggeriscono di alzare il volume dei vostri diffusori. Non una vera e propria sterzata rispetto al primo lavoro, ma II trova sicuramente posto tra le uscite più valide dell’anno, del resto il marchio di qualità è certificato da Sub Pop Records. Scusate se è poco.

TORRES SPRINTER Partisan Torres, al secolo Mackenzie Scott, cantante originaria di Nashville, dopo il bellissimo esordio uscito nel 2013, continua la sua ascesa nella scena femminile cantautoriale americana. Sprinter, registrato con il supporto di Adrian Utley (Portishead) alla chitarra e di Ian Oliver al basso (Pj Harvey), mostra il profilo introspettivo di Torres, raccontando momenti della propria vita personale tra abbandono e incapacità di connettersi con le persone. In brani come Strange Hellos e New Skin, probabilmente i più belli dell’intero lavoro, si denota uno stile di scrittura molto spontaneo e diretto con cui la giovane musicista racconta se stessa dimostrando un incredibile e affascinante talento. CIRCUIT DES YEUX IN PLAIN SPEECH Thrill Jockey La storia di Haley Fohr aka Circuit des Yeux è simile a quella di tante cantautrici americane indipendenti che percorrono per anni chilometri e chilometri in solitari tour per suonare in qualche bar scalcinato della provincia americana. In Plain Speech è il disco che ripaga tutti gli sforzi di quegli anni. Esce per una label importante come la Thrill Jockey e mostra la definitiva maturazione nel songwriting della musicista americana. Quello che ne viene fuori è un disco di avant folk ricco di psichedelia che ha come asso nella manica la voce baritonale, tirata al massimo, di Haley. Traccia consigliata: Dream Of TV. SOUVLAKI REHEATED AN ITALIAN TRIBUTE TO SLOWDIVE Seashell Records Lo splendore e il fascino degli Slowdive, band capostipite della scena shoegaze, rivivono in questo tributo curato dalla label indipendente italiana Seashell Records. Dopo ventidue anni dalla sua pubblicazione, Souvlaki, il masterpiece della band britannica, viene così rivisitato da numerosi artisti italiani tra cui Niccolò Carnesi, che reinterpreta la stupenda Alison, Felpa alle prese con Altogether e il cantautore siciliano Claudio Cataldi che indossa i panni di Neil Halstead in Here She Comes. L’artwork è stato curato dall’artista palermitano Marco Cassarà. suoni@lungarnofirenze.it

MEMORIES Joy Division “ANNIVERSARY EDITION” Per celebrare il 35° anniversario di Love Will Tear Us Apart, memorabile e indimenticabile singolo dei Joy Division uscito il 27 giugno 1980, la Rhino Records ha deciso di ristampare l’intero catalogo della band britannica. Così dal 29 giugno usciranno i due capolavori in vinile 180gr. Unknown Pleasures (1979) e Closer (1980). Il 24 luglio usciranno i postumi Still (1981) e Substance (1988), quest’ultimo conterrà, inoltre, una versione speciale di Love Will Tear Us Apart (registrata presso il Pennine Studios di Oldham nel gennaio del 1980) e l’inedita As You Said. Sicuramente una bella sorpresa per i fan di una band dall’eterna bellezza, ancora oggi punto di riferimento intoccabile della scena new wave contemporanea.


Con il patrocinio di

13/19

Città di Palermo

Assessorato al Turismo

GIUGNO2015

PALERMO

10ª EDIZIONE • GIUGNO 2015 Raccontiamo ogni anno storie di viaggio, vissute o immaginate, scritte, scattate o filmate. Scopri il programma su:

www.festivaldelviaggio.it

www.societadeiviaggiatori.org

Palemo, piazza dei Normanni

Festival FIRENZE DEL Viaggio

9/13 GIUGNO2015

Firenze, piazza della Signoria (Festival del Viaggio · Foto Walter Moretti

La Società Italiana dei Viaggiatori presenta


Il Festival del Viaggio STAZIONE FS STATUTO

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Progetto e direzione Alessandro Agostinelli Consulenza al progetto Marcella Croce Gloria Roselli

Progetto grafico e immagine del festival PetriBros Ufficio Stampa Sara Bertolozzi

Organizzazione e logistica Laura Bartoli Chiara Fontanella Alessandra Lombardi Claudio Serni IA LE M IC HE LA NG ELO

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L’arte è troppo bella per restare in un solo  luogo: porta sempre con te le opere che ami. Entra nella galleria di Firenze Musei Store e  scopri i nostri prodotti. Benvenuto nel nostro portale, dove potrai  visitare le meraviglie di Firenze comodamente  da casa tua ed acquistare prodotti Made in  Italy unici e ricercati.

PIAZZALE DI PORTA ROMANA

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PIAZZA S.FIRENZE

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Museo della Specola

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MUSEO GALILEO

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AUDITORIUM DELLA MUSICA

Libreria On the Road

FORTEZZA DA BASSO

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La Nottola di Minerva Firenze Musei Store RAI Radio 3 Cospe “Lessico dei Beni Culturali” – Università di Firenze Festival Immagimondo Lecco Nosotras Onlus

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CLI – Università di Pisa Dip. Scienze Politiche – Università di Pisa Agenzia Russa per il Turismo Museo di Storia Naturale – Università di Firenze Libreria On the Road Firenze Firenze Convention Bureau

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In collaborazione con: Institut Francais Firenze Quelli della Compagnia - FST Spazio Alfieri Fondazione Marangoni Le Murate Lungarno LILSI – Università di Firenze

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Viaggiatori, turisti, vagabondi e operatori, il Festival del Viaggio è in pista anche quest’anno con la sua decima edizione. Un traguardo raggiunto attraverso gioie, acrobazie, momenti magici e incontri importanti. In questi dieci anni si sono consolidati gli appuntamenti del primo festival italiano dedicato a chi ama viaggiare. Quest’anno il Festival del Viaggio sarà a Firenze dal 9 al 13 giugno (e a Palermo dal 13 al 19 giugno). I temi della sessione fiorentina, attorno ai quali ruoterà questa decima edizione, sono di grande attualità: città, guerre, cibi, amori. Vedremo filmati inediti sulle donne curde che combattono nella città siriana di Kobane con l’inviata di guerra RAI Lucia Goracci; Daniele Dainelli, uno dei più importanti fotografi italiani, presenterà per la prima volta in Italia la sua mostra sulle case dei contadini cinesi; vedremo in prima nazionale il film “The Salvation” sugli immigrati danesi nel Far West americano; quattro giovani registi russi presenteranno quattro documentari sui viaggi nelle aree periferiche della Confederazione, in prima europea.E poi uno spettacolo teatrale che si terrà dentro una vecchia 500 Fiat alle Murate, e una lettura in piazza della Repubblica sopra una carrozza dell’Ottocento, perché una delle caratteristiche del Festival del Viaggio è creare eventi straordinari in città. E quest’anno saranno addirittura dodici i luoghi del festival a Firenze, con tanti ospiti importanti che ci aiuteranno a capire e a raccontare il Mondo in cui viviamo e ci spingeranno, ancora una volta, alla curiosità per l’altrove, indicando l’unica strada che ci emoziona: quella della partenza. Alessandro Agostinelli

La grandezza dell’Arte rinascimentale risiede  hanno saputo trasmettere attraverso la propria  arte avevamo bisogno di affidarci a grandi infatti nella particolarità della sua bellezza,  firme dell’artigianato, della moda e del design. senza tempo né spazio. Ampia collezione Proprio come la pennellata di un grande  Scegli tra tanti prodotti di qualità disegnati dai  artista trasforma la tela in un’opera eterna,  migliori artigiani italiani. così i nostri designer e artigiani trasformano  N.b. - Forato per sovrastampa oggetti comuni in qualcosa di unico,  Garanzia estesa richiamando quelle emozioni che maestri  I prodotti sono coperti da una garanzia di 24  come Michelangelo, Tiziano e Raffaello hanno  mesi, unitamente a quella del produttore. saputo regalarci attraverso i propri capolavori. Spedizione sicura Ogni acquisto viene spedito in maniera rapida  Grandi maestri, grandi firme Per riprodurre le emozioni che i grandi artisti  ed in totale sicurezza per il prodotto.

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Programma Martedì 9 giugno Ore 18.30

Firenze 9 / 13 giugno 2015 ore 21.45

MOSTRE Fondazione Studio Marangoni via San Zanobi, 19/r

0re 21

ore 23.30

Pop Palestine

Documentario su piatti, chef, pasticceri palestinesi di Silvia Chiarantini e Alessandra Cinquemani

L’Alba comincia a Kobane

Mercoledì 10 giugno Ore 12

Ore 9.30

Ore 12

Ore 17

VISIONI Auditorium Sant’Apollonia via San Gallo, 25/a Architetture lontane

Ore 18.15

India

Mostra fotografica di Giovanni Spreafico Ore 20.30

VISIONI Spazio Alfieri via dell’Ulivo, 8

Low Cost Flocks

Ore 17/19

Viaggio interiore quando parliamo d’amore Spettacolo teatrale in automobile di e con Elena Guerrini Ore 19

di Manuela Conti e Lorenzo Tripodi Ore 21

Quattro documentari russi del Tour Film Fest I AM di Leila Gagieva The cuckoo in crocodile cove di Evgenij Korzhenkov – screenwriter Ksenya Dragunskaya On The Edge di Natalia Uglitskih The breath of tundra di Mihail Gorobchuk – producer Svetlana Dalskaya Prima europea

VISIONI Auditorium Sant’Apollonia via San Gallo, 25/a Architetture lontane di Andrea Laquidara

Panciabella Cooking Class

Tuscany cooking class for foreigners and italians Lezione di cucina toscana per stranieri e italiani. Prenotazione obbligatoria panciabellaflo@gmail.com

Un film sull’immaginario di viaggiatori e turisti di Giacomo Agnetti

VISIONI Spazio Alfieri via dell’Ulivo, 8

Rendez-vous with Russia

EVENTI Sala Pegaso - Regione Toscana Palazzo Sacrati Strozzi, piazza Duomo

EVENTI House city center

VISIONI Auditorium Sant’Apollonia via San Gallo, 25/a Architetture lontane

Alamar Doble Forza

Fuori dalle Mura

Ore 19.30

EVENTI Le Murate piazza delle Murate

Una 500 per tre

Un viaggio nelle storie della Seconda Guerra Mondiale di Alessandro Agostinelli

di Ksenia Okhapkina MOSTRE Spazio Alfieri via dell’Ulivo, 8

Luogo d’incontro tra lessico e immagini dei beni culturali Convegno internazionale di studi a cura di “Lessico dei Beni Culturali”

Sulla Linea Gotica

Ore 19

INCONTRI Accademia delle Arti e del Disegno Sala Adunanze via Orsanmichele 4, Firenze

La Guida Turistica

Filmato sul “Treno della Memoria” degli studenti toscani

In the beginning was the CUBE

Ore 20

EVENTI Sala Pegaso - Regione Toscana Palazzo Sacrati Strozzi, piazza Duomo

Ad Auschwitz

Viaggi veri e immaginari nei mari e nella terra ai confini del mondo con Tito Barbini e Paolo Ciampi Ore 19

Ore 9

Viaggi gay e rock’n’roll Lettura di Riccardo Ventrella

PRESENTAZIONI Libreria On the Road via Vittorio Emanuele II, 32/r

L’ultimo pirata della Patagonia

EVENTI Carrozza Break de Chasse piazza della Repubblica

Sex and The World

L’erbario di Rosa Luxemburg

Ore 18.30

Venerdì 12 giugno

Luogo d’incontro tra lessico e immagini dei beni culturali Convegno internazionale di studi a cura di “Lessico dei Beni Culturali”

INCONTRI Institut Français piazza Ognissanti

Conferenza sulla rappresentazione fotografica di un erbario famoso con Chiara Nepi, Anaëlle Vanel

INCONTRI Università di Pisa - Polo Piagge via Matteotti 4, Pisa

La Guida Turistica

Das Herbarium

Ore 17.30

Presentazione delle guide su Firenze e sulla Toscana con Alessandro Agostinelli, Sara Fiorillo

Giovedì 11 giugno

MOSTRE Museo La Specola via Romana, 17

Rosa Luxemburg e le sue piante Installazione fotografica di Anaëlle Vanel Prima nazionale

VISIONI Spazio Alfieri via dell’Ulivo, 8

PRESENTAZIONI Mercato Centrale Terrazza Ristorante Tosca piazzale del Mercato Centrale

Una sera con Lonely Planet

di Kristian Levring Film “Academy Two”. Prima nazionale

INCONTRI Le Murate piazza delle Murate

I filmati inediti della guerra e la sfida delle donne curde allo Stato Islamico con Lucia Goracci - Rai

Ore 21

The Salvation

Rural China

di Daniele Dainelli Inaugurazione Mostra Fotografica Prima nazionale

VISIONI Spazio Alfieri via dell’Ulivo, 8

Sabato 13 giugno Ore 19

PRESENTAZIONI Libreria On the Road via Vittorio Emanuele II, 32r

Le isole della Toscana

Taccuini, acquerelli e carnet di viaggi sull’arcipelago con Andrea Ambrogio a seguire

Italia coast to coast

Guida dall’Adriatico al Tirreno con Simone Frignani

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La Società Italiana dei Viaggiatori presenta

Mostre Festival del Viaggio 2015

Inaugurazione MARTEDÌ

9 Giugno

Rural China Mostra fotografica di Daniele Dainelli

Uno dei più importanti fotografi italiani contemporanei porta in mostra il suo lavoro che da sei anni lo fa viaggiare nelle campagne della Cina. Dopo l’esposizione di Shangai del 2014, questa mostra fotografica approda per la prima volta in Europa. Dai paesaggi naturali, alle abitazioni dei contadini cinesi, i loro mobili, il loro vestiario quotidiano, gli utensili del loro lavoro. Queste fotografie sono un affresco straordinario della vita ordinaria di tanti cinesi che non vivono nelle grandi città.

ore 18.30

_Fondazione Studio Marangoni Via San Zanobi, 32/r

La mostra rimarrà aperta fino al 26 Giugno 2015, da lunedi al venerdi con orario 15 – 19 o su appuntamento (tel. 055 481106 - exhibition@studiomarangoni.it) Inaugurazione MERCOLEDÌ

10 Giugno

Das Herbarium Rosa Luxemburg e le sue piante. Installazione fotografica di Anaëlle Vanel

Dal 1913 al 1918, a margine della sua attività politica, Rosa Luxemburg “costruisce” un erbario. Ogni pianta è un punto di riferimento che definisce i contorni di una geografia personale. Ogni pianta è un punto di ancoraggio. Il tempo della botanica è sottratto all’instabilità del tempo storico. Segue l’immutabile ciclo delle stagioni, come se dal perpetuo ritorno della primavera nascesse una fiducia organica nella rivoluzione.

ore 12

_Museo La Specola, Sala Lettura Via Romana, 17

In collaborazione con Museo di Storia Naturale Firenze, Institut Français

Inaugurazione MERCOLEDÌ

10 Giugno ore 20

_Spazio Alfieri Via dell’Ulivo, 8

India Mostra fotografica di Giovanni Spreafico

Un viaggiatore di lungo corso che ha collezionato perfette immagini in bianco e nero in tanti posti del Mondo. A Firenze un’esposizione dedicata all’India, con il suo fiume più importante, i suoi riti e l’emozione dei suoi abitanti che traspare dalla cornice di immagini rigorose. In collaborazione con Festival Immagimondo Lecco, Nosotras Onlus

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Gli eventi del Festival del Viaggio a Firenze

Incontri Festival del Viaggio 2015

L’alba comincia a Kobane MARTEDÌ

9 Giugno

Incontro con Lucia Goracci. I filmati inediti della guerra e la sfida delle donne curde allo Stato Islamico

Una delle più attive inviate di guerra della RAI e i filmati inediti del suo reportage a Kobane, una delle città martoriate dalla guerra tra lo Stato Islamico e la popolazione curda. Il racconto di tante donne curde coraggiose che hanno preso in mano le armi per difendere le loro case, le loro famiglie. Questa è una riflessione su ciò che sta accadendo nel Mediterraneo, a pochi passi da noi, ma anche una maniera di suggerire che il viaggio contempla argomenti non sempre facili da digerire.

ore 21

_Le Murate piazza delle Murate

Parteciperanno Wlodek Goldkorn (Espresso-Repubblica), Gianluca Solera (Cospe)

L’erbario di Rosa Luxemburg MERCOLEDÌ

10 Giugno

Conferenza sulla rappresentazione fotografica di un erbario famoso

A partire dalle immagini dell’allestimento fotografico di Anaëlle Vanel, un’esperta botanica e l’autrice delle foto discutono del valore degli erbari e del valore degli ideali nella vita quotidiana, raccontando anche la storia di un personaggio affascinante come quello di Rosa Luxemburg.

ore 17.30

_Institut Français piazza Ognissanti

GIOVEDÌ

11 giugno

Con Chiara Nepi, Anaëlle Vanel. Presenta Isabelle Mallez (direttrice Institut Français Firenze)

La guida turistica Luogo d’incontro tra lessico e immagini dei beni culturali

dalle ore 9.30

Convegno internazionale di studi a cura di “Lessico dei Beni Culturali” Un convegno internazionale con ospiti docenti e ricercatori da tutto il Mondo per raccontare, sotto vari punti di vista, come le guide turistiche hanno modificato, nel corso del tempo, l’immaginario dei turisti, il lessico oggi canonizzato per i viaggiatori e la definizione delle opere artistiche che caratterizzano soprattutto un Paese ricco di beni culturali come l’Italia.

_Università di Pisa, Polo Piagge via Matteotti, Pisa VENERDÌ

In collaborazione con: Centro Linguistico d’Ateneo (Università di Pisa), Dipartimento di Scienze Politiche (Università di Pisa), Dipartimento Lingue Letterature e Studi Interculturali (Università di Firenze), Società Italiana dei Viaggiatori

12 giugno

dalle ore 9.30

_Accademia delle Arti e del Disegno via Orsanmichele, Firenze

Pisa, 11 giugno Il discorso delle guide e le loro traduzioni Guida e viaggiatori nel tempo Progettare una guida

Firenze, 12 giugno Le immagini del lungo viaggio L’arte nelle guide Il messaggio delle guide: immaginario e propaganda

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La Società Italiana dei Viaggiatori presenta

Presentazioni Festival del Viaggio 2015

MERCOLEDÌ

10 Giugno ore 17.30

_Libreria On the Road via Vittorio Emanuele II, 32/r

GIOVEDÌ

11 Giugno ore 21

_Mercato Centrale Terrazza Ristorante Tosca, piazzale del Mercato Centrale

Inaugurazione SABATO

13 Giugno ore 19

_Libreria On the Road via Vittorio Emanuele II, 32/r

L’ultimo pirata della Patagonia Viaggi veri e immaginari nei mari e nella terra ai confini del mondo

Il nuovo libro del grande viaggiatore Tito Barbini torna nei luoghi di uno dei suoi viaggi più avvincenti, la Patagonia. E si torna in quel lontano parlando di un personaggio che prima dell’autore ha attraversato quelle lande, con le sue storie e il suo sguardo. Ma come sono i differenti sguardi, reali o fantasiosi, ai confini del Mondo? Con Tito Barbini e Paolo Ciampi

Una sera con Lonely Planet Presentazione delle guide su Firenze e sulla Toscana

Una delle guide più accurate del Mondo, Lonely Planet è una garanzia di qualità per ogni turista e viaggiatore. Nel cuore di Firenze, al Mercato Centrale, si presenta la nuova Pocket Firenze e la nuovissima Country Toscana. Saranno presenti gli autori che racconteranno i retroscena e i migliori ristoranti, musei, hotel in città e in regione. con Alessandro Agostinelli, Sara Fiorillo (EDT – Lonely Planet) Saluto dell’assessore Giovanni Bettarini (Comune di Firenze)

Le isole della Toscana Taccuini, acquerelli e carnet di viaggi sull’arcipelago

Ci sono i carnet de voyage, quei libri che raccontano una città, un paese, un luogo geografico, senza parole, ma solo con l’aiuto dei colori. Sono i colori degli acquerelli che ci rendono un sentimento del luogo più che la descri zione oggettiva di una fotografia. Qui il protagonista è l’arcipelago toscano, cioè le varie isole e isolette che lo compongono. con Andrea Ambrogio (illustratore e naturalista). In collaborazione con EDT A seguire

Italia coast to coast Un viaggio a piedi, dalla costa adriatica fino al Mar Tirreno, attraversando borghi medievali, colline, campagne bruciate dal sole, e un pezzo di Appennino. L’autore si mette in cammino per farci riscoprire le bellezze di un’Italia minore. Con Simone Frignani, in collaborazione con Terre di Mezzo Presenta i due incontri Martina Castagnoli

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Gli eventi del Festival del Viaggio a Firenze

Eventi Festival del Viaggio 2015

GIOVEDÌ

11 Giugno ore 12

_Carrozza Break de Chasse piazza della Repubblica

Sex and the World Viaggi gay e rock’n’roll

Venticinque anni di viaggi e di incontri, da un rocambolesco tour tra Orano e Marrakech nel 1973, a un appuntamento al buio a Zurigo nel 2009. In mezzo ci sono Patmos, la Gay Bay Area di San Francisco, Berlino, Londra, Madrid, Barcellona, Cordova, Parigi, New York, Herat… Storie di vita, amicizia, amore, musica, politica, sesso, letteratura, trasgressioni. Una lettura dei passi più piccanti e avventurosi del libro di Bruno Casini. Lettura di Riccardo Ventrella, dal libro omonimo di Bruno Casini (Editrice Zona) In collaborazione con www.toscanaincarrozza.com

GIOVEDÌ

11 Giugno dalle 17

_Sala Pegaso Regione Toscana Palazzo Sacrati Strozzi, piazza Duomo

70° della Liberazione Ad Auschwitz · Sulla Linea Gotica

La Regione Toscana ha prodotto due docufilm dedicati alla Seconda Guerra Mondiale. Il primo è un videodiario fatto dai giovanissimi studenti della regione sull’ultimo viaggio ad Auschwitz col treno della memoria; il secondo un docufilm degli itinerari tra Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Marche sulla Linea Gotica. Con Alessandro Agostinelli, Paolo Bongini, Ugo Caffaz, Giovanni Gozzini, Elena Pianea. Presenta Paolo Ciampi

Panciabella Cooking Class GIOVEDÌ

11 Giugno ore 19.30

_House city center

Tuscany cooking class for foreigners and italians · Lezione di cucina toscana per stranieri e italiani

Una chef toscana, cresciuta professionalmente a New York, torna a Firenze per l’estate 2015. È un’occasione per gli appassionati di ricette regionali di addentrarsi nei segreti della preparazione di piatti gustosi con cui fare bella figura in qualsiasi occasione conviviale casalinga. Prenotazione obbligatoria, si avranno tutte le informazioni tramite email. Information and Booking / Informazioni e Prenotazioni panciabellaflo@gmail.com - www.panciabella.com

Una 500 per tre VENERDÌ

12 giugno ore 17 / 21

_Le Murate piazza delle Murate

Viaggio interiore quando parliamo d’amore · Performance teatrale di Elena Guerrini

La 500 è un’auto mitica con cui l’Italia ha scoperto il viaggio ed è lo spazio scenico di questo spettacolo in cui tre spettatori per volta vengono accolti all’interno per parlare d’amore. Elena ha appena concluso la sua relazione e sta partendo per un lungo viaggio. Ci sono fazzoletti, cioccolato, musica e alcuni libri (da Shakespeare ad Alda Merini). Quindici minuti stretti all’interno di un’auto mitica da cui inevitabilmente si uscirà cambiati. Parole, incontri, suggestioni per tre spettatori alla volta - Di Elena Guerrini Produzione di Creature Creative. In collaborazione con Fiat 500 Club Italia - www.cinquino.it

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La Società Italiana dei Viaggiatori presenta

Visioni Festival del Viaggio 2015 MERCOLEDÌ

10 Giugno ore 20.30

_Spazio Alfieri via dell’Ulivo, 8

Low cost flocks Un film sull’immaginario di viaggiatori e turisti, di Giacomo Agnetti

Un docufilm intrigante e acutissimo sull’esperienza da cartolina che fanno la maggior parte dei turisti che arrivano di fronte a un monumento particolarmente famoso, come la Tour Eiffel, Santiago de Compostela, le piramidi egizie. Interviste che tentano di svelare l’immaginario del viaggiatore. Prodotto da Magic Mind Corporations e Wendy Films. Sarà presente l’autore

MERCOLEDÌ

10 Giugno ore 21.45

_Spazio Alfieri via dell’Ulivo, 8

The Salvation Di Kristian Levring. Film “Academy Two“ in anteprima nazionale

Dopo aver sparato all’uomo che ha ucciso sua moglie, un colono danese emigrato in America (Mads Mikkelsen) incorre nella furia del fratello dell’assassino (Jeffrey Dean Morgan), uno spietato proprietario terriero che detta legge nelle città di frontiera. Il film è un viaggio nel West americano delle origini, un viaggio di emigrati e di fuorilegge che hanno costruito col sangue la storia degli Stati Uniti. Presenta Claudio Carabba. In collaborazione con “Quelli della Compagnia – FST”

MERCOLEDÌ

10 Giugno ore 23.30

_Spazio Alfieri via dell’Ulivo, 8

10 Giugno ore 19

11 Giugno ore 19

12 Giugno ore 19

_Auditorium Sant’Apollonia via San Gallo, 25/a

VENERDÌ

12 Giugno ore 21

_Spazio Alfieri via dell’Ulivo, 8

Pop Palestine Documentario di viaggio sulla cucina popolare palestinese, di Silvia Chiarantini e Alessandra Cinquemani

Quattro amici in viaggio, dal sud al nord della Palestina, alla scoperta delle tradizioni culinarie palestinesi: di casa in casa, nei laboratori di pasticceria, intervistando famosi chef e venditori ambulanti. Con Stefano Sivieri, Armando Siesto, Alessandra Cinquemani, Silvia Chiarantini e la partecipazione straordinaria di Chef Fidaa Ibrahim Abuhamdieh.

Architetture lontane Tre lungometraggi di architettura, in collaborazione con Dipartimento di Architettura – Università di Firenze In the beginning was the CUBE, di Ksenia Okhapkina _ Presenta Claudio Saragosa Quattro città russe a confronto, con le affinità e le divergenze tra i loro stili architettonici Fuori dalle Mura, di Andrea Laquidara - Presenta Corrado Marcetti Urbino 2, area per studenti universitari, poi abbandonata, ora occupata da migranti ed extracomunitari Alamar Doble Forza, di Manuela Conti e Lorenzo Tripodi - Presenta Michele Paradiso La vita di un quartiere abbandonato alla periferia di L’Havana Prima di ogni proiezione aperitivo gratuito offerto dalla Taverna greca Dioniso

Rendez-vous with Russia Quattro documentari russi del Tour Film Fest

Quattro documentari di quattro registi russi di grande bravura. Per la prima volta in Italia ci avventuriamo nella visione di luoghi, territori e comunità sconosciute, di zone periferiche della Confederazione Russa. I AM (60’), di Leila Gagieva (2014) The cuckoo in crocodile cove (49’), di Evgenij Korzhenkov – screenwriter Ksenya Dragunskaya (2012) On The Edge (38’), di Natalia Uglitskih (2011) The breath of tundra (26’), di Mihail Gorobchuk – producer Svetlana Dalskaya (2012) Con Vladimir Golikov, Georgy Sushko. Presenta Marco Luceri (Sindacato Critici Cinematografici)

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Lungarno n. 30  

mensile gratuito di arte e cultura a Firenze

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