Lungarno n. 98

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Sommario 05

La Serenata Editoriale

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Cosa è una piazza

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Sì ma... quando riaprono l'Odeon e la Flog?

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Dopo Genova, arrivò Firenze

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Chi tutela il DDL Zan?

13

Nobody's Dream Sguardi d'autore al Forte Belvedere

15

Robin Food

16

Scatti emergenti

17

Lavignetta

18

L'agenda di Settembre

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Settembre da non perdere

23

Arriaga a Firenze Up&Down

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Annunci bestiali

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Sipario Brevi cronache letterarie

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Città in musica Minimondo

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Personaggi fiorentini È tutto nei termini

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Frastuoni

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Amorazzi

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L'espresso si serve in convento Once upon a time

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Palati fini Spirito Liquido

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Oroscopo



LA SERENATA

EDITORIALE

di Matilde Sereni

di Jacopo Aiazzi

Per una volta che ero riuscita a consegnare la Serenata di settembre in tempi non sospetti, mi tocca riscriverla con il solito tic tac della messa in stampa. Ma nessuna revisione è più felice di questa. Dal silenzio assordante di fine luglio/inizio agosto infatti, la raccolta firme per l’eutanasia legale ha preso una svolta inaspettata e significativa. A metà agosto si sono raccolte le 500mila firme necessarie e da quel momento sono apparsi i primi articoli sulla stampa nazionale, così da raggiungere agilmente le 750mila - anche grazie alla possibilità di firmare tramite SPID. Ho trovato inquietante il mancato supporto statale all’avvio della campagna perché qui siamo ai livelli di aborto/divorzio, quelle tematiche dove il cittadino vive nel quotidiano una situazione precisa e reale che condiziona la propria vita, mentre la politica guarda alle bandiere e si arrovella sulle virgole. A questo punto, per fortuna, poco importa. Per chi ancora avesse dubbi, il sito dove reperire tutte informazioni (dove firmare, quando e soprattutto perché) è questo: https://referendum.eutanasialegale.it/. Per essere liberi fino alla fine, c’è tempo fino al 30 settembre. Per tutto il resto, c’è Lungarno :) Buona lettura.

Recuperare spazio

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ecuperare spazio. Cosa può voler dire dopo quasi due anni di restrizioni e allontanamenti forzati possiamo immaginarlo. Ma significa anche molto altro. Sono i luoghi abbandonati del nostro territorio e recuperati attraverso buone pratiche. Come è successo a fine luglio, con l’annuncio del sindaco di Firenze Nardella della sospensione della delibera per la vendita della fattoria di Mondeggi a Bagno a Ripoli e della sua ristrutturazione, parlando in particolare di «un polo metropolitano utilizzando anche le buone esperienze che si sono verificate in questi anni». Ovvero, quelle del comitato Mondeggi Bene Comune che otto anni fa ha iniziato il proprio percorso opponendosi alla vendita del bene, mantenendolo in vita attraverso una gestione locale, collettiva, e sostenibile dei terreni e dei beni agricoli di proprietà pubblica. Dalla terra al cielo, recuperare spazio fa pensare, più letteralmente, ai recenti viaggi estivi per l’orbita terrestre da parte dei patron della Virgin e di Amazon, presto diventata una gara oltre a chi partiva per primo (11 luglio il primo, 20 luglio il secondo), a chi inquinava di meno (cherosene molto raffinato il primo e un misto di idrogeno e ossigeno il secondo). Tutto questo è successo nell’ennesima estate sempre più bollente che incendia tutto, dalla Sardegna al Canada. Persino le cattedre. Si, perché recuperare spazio significa anche lottare apertamente per un sistema più giusto. Come hanno fatto tre allieve, Rappresentanti degli studenti del Corso di Lettere, durante la cerimonia dei diplomi della Scuola Normale di Pisa, con un discorso potente contro la trasformazione dell’università in azienda, la standardizzazione della produzione scientifica orientata solo alla quantità, una precarizzazione sempre più crescente e l’esternalizzazione di molti servizi, lo scarso investimento dello Stato nella scuola pubblica e la retorica dell’eccellenza che finisce per schiacciare molti studenti e molto altro. «Noi siamo i cosiddetti eccellenti. Ma quale eccellenza tra le macerie?», si chiedono le ragazze nel loro discorso. Recuperare spazio è tornare a stare insieme, saper mantenere le nostre cose, esplorare quello che ci circonda e ricostruire dalle macerie. Soprattutto ricostruire dalle macerie.

IN COPERTINA

Luci nel buio di Alect

Mi sono ispirato alla festa della rificolona. Mi è sempre piaciuta l’idea delle persone che si recavano dalle campagne a Firenze, nella notte con le lanterne piene di speranze e voglia di festeggiare. L’illustrazione rappresenta una festa di fine estate, la fine di un ciclo. Le lucciole infatti che si vedono dietro si fanno vedere a iniziò estate. Due luci che chiudono un ciclo… o ne aprono uno nuovo.

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 98 - Anno X - Settembre 2021 - Rivista Mensile ISSN 2612-2294 Editore: Tabloid Soc. Coop. • Firenze • N. ROC 32478 Direttore Responsabile: Jacopo Aiazzi Stampa: Tipografia Baroni e Gori srl • Prato

www.instagram.com/alectpiccini www.behance.net/alectpiccini

Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell’editore e degli autori. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati.

Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero: Virginia Landi, Aura Fico, Michele Baldini, Daniele Pasquini, Martina Vincenzoni, Matteo Chiapponi, Daniel C. Meyer, Niccolò Protti, Amanda Martìn-Dombrowski, Lafabbricadibraccia, Caterina Liverani, Raffaella Galamini, Tommaso Chimenti, Carlo Benedetti, Giulia Focardi, Susanna Stigler, Tommaso Ciuffoletti, Marcho, Gabriele Giustini, Francesca Corpaci, Riccardo Morandi, Marta Staulo, Andrea Bertelli, Lulaida, Francesca Arfilli e Alect Caporedattore: Riccardo Morandi Editor: Arianna Giullori

Lungarno ringrazia Marco Battaglia e la type foundry Zetafonts per aver concesso, rispettivamente, l'utilizzo delle font Queens Pro e Monterchi.


Cosa è una piazza

di Virginia Landi e Aura Fico illustrazione di EnterExit

LA PIAZZA, SINTESI DELLA CIVITAS

«Lcome estensione all’aperto di uno spazio pubblico al chiua piazza in una città storica come Firenze nasce spesso

so, come erano un tempo intese le grandi basiliche - esemplare la relazione fra Piazza S. Croce e la Chiesa di S. Croce - , oppure come area dedicata al mercato, agli affari, derivando e conservando la matrice del foro della città romana» racconta Colomba Pecchioli architetto e presidente della Fondazione Architetti di Firenze. «Oggi lo spazio pubblico non può definirsi la replica dello spazio pubblico di una volta, essendo cambiati i paradigmi del lavoro, della socialità e delle relazioni, ma la piazza continua a conservare un importante ruolo per la collettività a partire dalle sue funzioni, come essere il luogo di raccolta dei cittadini e dove si svolge la vita delle persone. Durante la pandemia abbiamo sofferto della mancanza di quella dimensione di casualità data proprio dal genere di incontri e relazioni che si determinano involontariamente nel momento in cui entriamo nella sfera urbana. È necessaria una maggiore attenzione da parte di tutti in questo momento storico a non sottovalutare l’importanza di questa realtà. La piazza contemporanea che svolge al meglio il suo ruolo è infatti quella in cui riescono a convivere tutti i “conflitti” generati da utilizzi diversi e molteplici, proprio perché è nella diversità degli usi e degli utilizzatori che si produce una sintesi positiva, mentre laddove funzioni e target sono omologati a un unica tipologia di utenza - per esempio quella attuale e unicamente “commerciale” di Piazza S. Spirito - si definiscono le criticità che conosciamo. Come può la piazza conservare la sua specificità di spazio pubblico aperto, capace di innescare relazioni positive e appartenenza? Come Fondazione Architetti abbiamo da tempo avviato il progetto “Spazi sospesi” e riteniamo che lo spazio pubblico sia un tema imprescindibile per l’economia della città e il suo sviluppo futuro. È responsabilità di tutti contribuire a mettere a sistema le sinergie positive che producono l’identità e l’esistenza stessa della città e della sua civitas». V.L.

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LA PIAZZA COME FORMAZIONE DI COSCIENZA PUBBLICA

«Lè rimasta chiave di volta della società urbana, rispecchia il a piazza, con gli altri spazi pubblici che costellano la città,

grado di efficacia e di democrazia del suo sistema politico», spiega Annick Magnier, sociologa urbana e docente presso l’Unifi. «Non a caso, non solo a Firenze, torna costantemente la questione della sua gestione, della sua progettazione. A Firenze molte piazze sono state più o meno efficacemente riqualificate, alcune sono state create, anche da privati in particolare attorno ai grandi centri commerciali. Vediamo come, attraverso la cessione di diritti di occupazione, gran parte del “suolo pubblico” delle città, come nelle strade e nelle piazze di Firenze, sia di fatto “privatizzato”, riservato all’uso esclusivo di imprenditori e di loro clienti. Teniamo conto che questi spazi pubblici possono, inoltre, essere importanti per l’espressione del dissenso: si scende in piazza o in strada per dimostrare, offrono visibilità a movimenti o aspirazioni tramite gazebi. Ma non vi si formano le opinioni, non si discute della cosa pubblica nello spazio pubblico: sono cambiati i sistemi di comunicazione, di aggregazione. Ciò nondimeno lo spazio pubblico contribuisce a formare coscienza pubblica. L’esperienza della pandemia e del confinamento ha riattivato l’aspirazione a relazioni di prossimità. Abbiamo allora visto i pochi abitanti del centro storico riappropriarsene. Prendiamo l’esempio di Piazza Ognissanti, che da anni ha l’unica funzione di parcheggio per gli alberghi che vi si affacciano, nella quale sono tornati ogni pomeriggio i bambini a giocare. Sopravvivranno questi usi al riattivarsi intenso del turismo internazionale? D’altra parte la pandemia ha portato ad un’ulteriore ondata di privatizzazione dello spazio pubblico con la moltiplicazione dei dehors, strumento decisivo per la ripresa di una socialità, a lungo termine probabile vettore di un’intensificazione dell’accaparramento degli spazi da parte di una popolazione non residente, e di un’unica funzione, quella del consumo. L’Oltrarno, leggermente più popolato di residenti permanenti, è la cartina di tornasole dell’efficacia degli interventi, ma prima di tutto della volontà di intervenire. La chiusura, anche parziale, di spazi pubblici è sempre un segnale di estrema debolezza dell’attore pubblico». A.F.


Sì ma... quando riaprono l’Odeon e la Flog?

di Michele Baldini

foto di Giustina Terenzi

ODEON All’appello delle riaperture cinematografiche di maggio è mancata quella che forse è la sala più bella, quella più ricca di storia, quella che – per il sottoscritto ma mi sento in buona e folta compagnia – conserva i ricordi più indimenticabili che riguardino una poltroncina e un maxischermo: il Cinema Odeon. Il comunicato stampa, diramato in aprile, è il seguente: “L’Odeon non può riaprire con le limitazioni che ci sono, a noi manca il pubblico straniero che è fondamentale per la nostra programmazione in lingua originale. Quindi per adesso rimane chiuso e poi vedremo”. La programmazione online è continuata e non è male, ma l’Odeon è fatto di tante cose di cui la pellicola proiettata (e ne ho viste!) è solo un collettore: ci sono le luci che illuminano la sala art déco prima e dopo il film, la condivisione di pop corn troppo cari fatti con la macchinetta, il minidibattito in Piazza Strozzi, l’assembramento in biglietteria quando è inverno e piove (con gli occhiali che si appannano), raccogliere le riviste sul banco (tra cui Lungarno) mentre siamo in coda e iniziare a sfogliarle nell’attesa che la maschera ci strappi il cedolino, il Ramen in via de’ Banchi dopo il film e molto altro. Dunque, quando riapre l'Odeon? Finalmente abbiamo una risposta: il 16 settembre riparte la programmazione con uno dei film più attesi dell'anno: Dune di Denis Villenueve. L’auspicio di tutti noi appassionati è quello che compaiano presto tutti gli elementi per un buon progetto: un pronto adeguamento della sala, una programmazione all’altezza come le scorse stagioni, una gestione che non snaturi un’identità precisa (indipendentemente dal flusso di turisti stranieri, che a onor del vero stanno tornando) e la voglia, di tutti, di andare al cinema.

FLOG In luglio è uscita la lista contenente le 17 città italiane candidate a ospitare l’Eurovision Song Contest 2022 e – a momenti – dovrebbe uscire la vincitrice: tra queste Firenze. Ebbene, parlando di musica e di contest, subito la mente vola alle finali del Rock Contest, organizzato da Controradio e come da tradizione svoltesi alla Flog. Fa strano soprattutto perché nell’ultima edizione in presenza (cioè il 2019), tra i giurati di quella finale c’era il cantautore che di lì a qualche mese (era dicembre) avrebbe vinto Sanremo e di conseguenza avrebbe rappresentato l’Italia all’Eurovision 2020 nei Paesi Bassi, che però, sempre causa COVID, non si è tenuta nelle forme più tradizionali, spappolandosi in diversi eventi online. Il Rock Contest non merita qui troppo spazio perché per Firenze è praticamente dalla sua genesi “L’evento” musicale, legato a doppia corda all’Auditorium Flog, il pantheon della musica locale. E personalmente non posso che sottoscrivere questo legame, giacché ho avuto l’onore, il piacere e la possibilità di entrare alla Flog da pubblico di concerti, pubblico della sala da ballo, artista sul palco, giurato e presentatore. Una specie di en plein insomma. Mi è scesa una lacrimuccia quando ho letto il post fissato in alto sulla pagina facebook del locale. C’era scritto che nel 2021 la Flog avrebbe compiuto proprio 30 anni. Cause della non riapertura? Immaginiamo le stesse: regole troppe, soldi troppo pochi. C’è tempo fino a dicembre per festeggiare il compleanno della maturità, speriamo di farlo tutti sotto quel palco.

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41° Stagione Concertistica 2021/2022

CITTÀ METROPOLITANA DI FIRENZE

direttore artistico DANIELE RUSTIONI

Leonora ARMELLINI John AXELROD Alena BAEVA Andrea BATTISTONI Lorenza BORRANI Ian BOSTRIDGE Alessandro CADARIO Alpesh CHAUHAN William CHIQUITO Daniel COHEN James CONLON Pietro DE MARIA Enrico DINDO Pablo FERRÁNDEZ Jonathon HEYWARD Vadim KHOLODENKO

Alina IBRAGIMOVA Ryan McADAMS Stefan MILENKOVICH Kazushi ONO Nicolai PFEFFER Donato RENZETTI Giovanni SCIFONI Giovanni SOLLIMA Markus STENZ Erina YASHIMA Nil VENDITTI

ABBONAMENTI da € 45,00 a € 256,00 In vendita da mercoledì 1° settembre alla Biglietteria del Teatro Verdi. È possibile prenotare l’appuntamento per il rinnovo ai seguenti contatti: tel. 055 0681726 teatro@orchestradellatoscana.it

BIGLIETTI da € 17,00 a € 19,00

In vendita da mercoledì 1° settembre alla Biglietteria del Teatro Verdi, presso i punti vendita BoxOffice e online su www.ticketone.it con relative commissioni aggiuntive. Biglietteria del Teatro Verdi via Ghibellina, 97 Firenze tel. 055 0681726 - teatro@orchestradellatoscana.it aperta dal lunedì al venerdì orario 10:00-13:00 e 15:00-17:00 Fondazione ORT | via Verdi, 5 Firenze tel. 055 2340710 - info@orchestradellatoscana.it

con il contributo di

www.orchestradellatoscana.it


Dopo Genova, arrivò Firenze

Cosa resta dei Social Forum di Daniele Pasquini

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sserci o non esserci, è stato comunque un problema. 20 anni fa, luglio 2021, i leader del G8 si riuniscono a Genova. In parallelo il Genova “World Social Forum”, espressione di un movimento globale per una globalizzazione alternativa, di critica al neoliberismo, per uno sviluppo sostenibile. Espressione variegata e non priva di contraddizioni di una società civile internazionale unita dallo slogan “un altro mondo è possibile”. I fatti sono noti. Mentre i capi degli 8 Paesi si incontravano nel cuore della città, trasformato in “zona rossa”, centinaia di migliaia di persone si radunarono per le strade e le piazze del capoluogo ligure. Lo striscione di apertura del corteo recitava “Voi G8, noi 6 miliardi”. Piazze tematiche, incontri, manifestazioni. Poi il caos: “Avevo 19 anni, era l’estate dopo la maturità. Partii con un amico, senza dirlo ai miei genitori. C’era molta preoccupazione, ma sentivo di doverci essere”, racconta a distanza di un ventennio Daniele Bianchini, che oggi è giornalista, direttore di Novaradio Città Futura. “Mi resi conto che eravamo impreparati ad affrontare quella situazione”: il pomeriggio del 20 giugno Bianchini si trovò quasi per caso nel cuore di piazza Manin, tra canti e balli, i pacifisti della rete Lilliput e i mercatini del commercio equo-solidale. “Ricordo poi l’arrivo del Blocco Nero, suonavano tamburi, come in una marcia”. La ricostruzione di quel giorno è stata oggetto di indagini e processi, oltreché di libri, film e documentari. I Black Block si diressero verso il Carcere di Marassi, dove la polizia non intervenne.

Le cariche arrivarono più tardi proprio in piazza Manin, dove i pacifisti furono picchiati. “Io non presi le botte, ma ricordo i lacrimogeni, i tentativi di fuga. Gli oggetti del mercatino rovesciati a terra”. Poi la corsa in una via laterale, il tentativo di trovare l’orientamento. Daniele e l’amico incrociano attivisti in marcia, si uniscono a un gruppo e seguono il flusso. “Eravamo spaventati”. Poco dopo i carabinieri caricarono (senza autorizzazione) il corteo delle Tute Bianche (autorizzato) che sfilava in via Tolemaide. Dopo la carica, la ritirata disordinata. Via Caffa, Piazza Alimonda. I colpi di pistola del 20enne ausiliario Placanica a un altro ventenne, Carlo Giuliani. Bianchini e l’amico raggiungono lo Stadio Carlini, una delle aree di accoglienza per i manifestanti. Inizia a circolare la notizia di un ragazzo ucciso. Forse uno spagnolo, forse più di uno. “Ricordo un’assemblea improvvisata, la stanchezza. Dormii di sasso, poi al mattino mi svegliai presto coi morsi della fame. Un membro dello staff mi chiese se avevo avuto problemi. C’era stata una perquisizione e non me ne ero accorto. Distribuivano Il Manifesto, c’era la notizia della morte di Carlo”. Il 21 luglio fu la giornata del corteo dei 300mila, il giorno in cui “era davvero importante esserci. Perciò quando Veltroni disse che i DS non avrebbero più manifestato per molti fu uno strappo definitivo”. Bianchini rientrò a casa in serata trovando posto su un pullman dell’ARCI. Vent’anni dopo quell’associazione è la sua casa, e dopo anni di silenzio ha scoperto che tra i colleghi in diversi erano a Genova come lui. “Solo che parlare di quei giorni non è mai stato semplice, quei valori condivisi sono rimasti, ma non ho più

ritrovato quella forza collettiva”. Il G8 si concluderà con i fatti della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto: “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la Seconda guerra mondiale” secondo Amnesty International, una “macelleria messicana” secondo il vicequestore aggiunto Fournier. Per la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo fu “tortura”. Più che una ferita, il G8 di Genova è ancora un trauma storico da elaborare. Un anno dopo, nel novembre 2002, l’ARCI ebbe un ruolo nell’organizzazione del Social Forum Europeo di Firenze. Dopo i fatti di Genova, la paura era molta. Firenze spaventata, Oriana Fallaci invita i fiorentini a chiudere i negozi e non mandare i bambini a scuola. “Fu invece un grande momento di partecipazione, pacifico, la dimostrazione che davvero un altro mondo era possibile”. Dopo lo scampato pericolo, le assemblee in Fortezza e la grande manifestazione, quel fenomeno politico è scomparso dai radar. Le priorità globali divennero altre. Il mondo dopo l’11 settembre 2001 era cambiato, diversa la concezione della sicurezza, del rapporto tra cittadini e istituzioni. Sarebbero servite le crisi del 2007, le encicliche di Bergoglio, i Fridays For Future e la pandemia a riportare d’attualità quei temi. I Social Forum dopo vent’anni somigliano a un’avanguardia incompresa, specie oggi che le utopie di inizio millennio – ambiente, nuova economia, diritti - entrano nei programmi dei governi. “Resta però forte il senso di sconfitta”, riconosce Bianchini. “Quei temi sono tornati centrali, ma non credo che sia una vittoria tardiva del movimento. Anche perché gli obiettivi sono ancora da raggiungere. E quella partecipazione non è più tornata”.

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Chi tutela il DDL Zan?

di Martina Vincenzoni

illustrazione di Mattia "BAU" Vegni

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uando si parla di discriminazione è difficile essere veramente inclusivi. È paradossale: anche quando si pensa alla tutela di singoli individui o categorie, necessariamente si distingue qualcosa da qualcos’altro. La sfida culturale di ogni epoca è quella di ascoltare queste voci “altre” e interrogarsi sull’allargamento dei confini. Abbiamo parlato con diversi soggetti che interpretano il DDL Zan proprio in questo senso.

L’OSSERVATORIO SULLE DISCRIMINAZIONI L’Osservatorio è un ente che si occupa di diritto antidiscriminatorio. La responsabile, Jennifer Michelotti, ci fa notare che “in Italia esiste un vuoto normativo. Il diritto civile (che si occupa di tutela sul lavoro, per esempio) garantisce un’ampia tutela a tutti i soggetti ma questo non ha corrispondenza nel diritto penale, dove si parla di reato di discriminazione solo per razza, etnia e religione. Pensare che il DDL Zan si limiti ad ampliare la legge Mancino con un’aggravante di reato è sbagliato: la legge introdurrebbe il reato di discriminazione per via del genere (quindi contro le donne, ad esempio), contro le persone LGBT e i disabili”. Questo nel concreto significa che a oggi, se un albergatore si rifiutasse di accogliere qualcuno perché nero, commetterebbe un reato di discriminazione. Se facesse la stessa cosa ai danni di una persona disabile, no. “L’importanza della legge sta proprio nell’introduzione del reato di discriminazione ai danni di categorie che sono invece tutelate sul piano del diritto civile, che va equilibrato al penale”.

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AZIONE GAY E LESBICA Daniele, presidente di Azione Gay e Lesbica, è arrivato dalla Russia all’età di 9 anni. Ha abbandonato la danza classica per non dover sopportare parole e atti di bullismo che riceveva quotidianamente. Descrive le scuole superiori come un incubo, terminato però con l’atto finale, liberatorio, di baciare il suo ragazzo alla festa di fine anno. Ora in quella stessa scuola va a fare incontri di formazione contro il bullismo omotransfobico. “La strada dell’accettazione da parte della società è lunga e per qualcuno dolorosa. Una legge come quella proposta dal deputato Zan sarebbe importante perchè educherebbe la comunità a comprendere la violenza di atteggiamenti che a volte sono bollati come semplici ragazzate, ma che sono in grado di minare gravemente la vita delle persone”. LA MAGNIFICA OCCUPATA La Magnifica Occupata, casa delle donne transfemminista, è un “collettivo che si autogestisce tramite assemblea, nato dopo il primo lockdown dall’esigenza di uno spazio il più sicuro possibile per donne e persone appartenenti alle identità LGBTQIA+”. Anche la posizione di questa realtà è orientata a sottolineare l’importanza dell’educazione alla diversità e al rispetto: “una legge che miri solo al punitivo, senza un cambiamento culturale che passi per scuole, lavoro e educazione ai generi e alle identità, alle sessualità etc., non farà altro che invocare la forca per chi attua violenza senza però diminuirla in alcun modo”.


Mattia "BAU" Vegni Mattia Vegni, in arte BAU, è un illustratore, graphic designer e tatuatore toscano, con base a Firenze. Nel proprio lavoro mischia elementi Pop e Queer per dare vita alla propria idea di estetica, ricercando quell’elemento “fuori posto” che rende interessante il mondo e per il quale vale la pena raccontarlo. Tra le ultime collaborazioni merita di essere citata quella con Netflix Italia, per cui ha realizzato un’illustrazione dedicata alla serie “Pose” nella quale viene raccontato l’amore tra Papi ed Engel, coppia rainbow formata da una donna trans ed un uomo cis gender. Il progetto è stato realizzato per il mese del Pride ed ha visto la partecipazione di altri 4 illustratori queer italiani.



“Nobody’s Dream”

Il sogno di un artista in fuga di Matteo Chiapponi foto di Roberto Osis per Augustenborg Project

“N

obody’s Dream” è il nome della sua mostra, ma è anche la contraddizione del suo sogno che si avvera. Facciamo un passo indietro: estate 2017. Francesco studia all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Adriano Bimbi, suo maestro, lo contatta perché una coppia di genitori danesi in vacanza in Toscana, Volinka e Mark, vuole un ritratto dei suoi due figli. Francesco si reca dalla famiglia, dipinge il ritratto e riceve il compenso non sapendo che la sua vita è appena cambiata. Di lì a poco si diploma e continua la sua vita di artista nel ventunesimo secolo: pittura, studio e qualche lavoretto qua e là per sbarcare il lunario. Arriva la pandemia e il sogno di fare della propria arte un lavoro sembra svanire. Francesco sta per prepararsi al classico piano B quando un suo follower su instagram lo contatta: “Era Volinka, che mi scriveva che insieme a suo marito stavano aprendo una galleria d’arte contemporanea in Danimarca volta alla promozione di giovani artisti e volevano coinvolgermi nel progetto”. Si tratta dell’Augustenborg project dedicato sia alla fruizione che alla creazione artistica; un ex manicomio situato su un fiordo danese in cui vengono allestiti anche alloggi e atelier per ospitare artisti da tutto il mondo. Francesco Pirazzi, inaugura il progetto con la sua mostra “Nobody’s Dream”. Non finisce qui. Attorno ai suoi 26 dipinti si crea un’attenzione tale che viene reinvitato per una residenza artistica di 4 mesi dove dipingerà ed esporrà lì le sue opere. Questa storia è indice di come una realtà come quella fiorentina, in grado di formare gli artisti del futuro, non abbia poi la capacità di visione per far sì che poi chi merita abbia la possibilità di esprimersi artisticamente. “Affidando maggiori risorse e spazi a realtà dinamiche che operano sul territorio, si creerebbe una vera e propria cultura del contemporaneo anche a Firenze, che purtroppo, troppo spesso è schiava della sua storia”. IG: @francesco_pirazzi_ @Augustenbord-Project

Sguardi d’autore al Forte Belvedere di Daniel C. Meyer

L’

estate fiorentina della (timida) ripartenza passa anche dal Forte di Belvedere che, dal 25 giugno e fino al 20 ottobre, ospita la doppia mostra fotografica Ieri, oggi, domani. Italia autoritratto allo specchio, un progetto firmato dal Museo Novecento. Doppia perché le mostre sono due, allestite nei tre piani della palazzina del Buontalenti: una si intitola “Italiae. Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea”, curata da Rita Scartoni e Luca Criscenti, e promossa dalla Fondazione Alinari per la Fotografia, e l’altra invece “Pienovuoto”, con le immagini di Massimo Vitali e la regia di Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento. La prima, che si dipana su tre sezioni (Paesaggi, Opere, Volti), è un ritratto corale e sfaccettato del Belpaese: un grande archivio della fotografia italiana, un “best of” con immagini scattate da fotografi del calibro di Gianni Berengo Gardin, Paolo Pellegrin, Gabriele Basilico, Gian Paolo Barbieri, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli e Ferdinando Scianna (solo per citarne alcuni), che hanno ritratto il Bel Paese ognuno a modo suo, ognuno con la sua prospettiva unica e al tempo stesso riconoscibile. “Pienovuoto” esalta invece il lavoro di Massimo Vitali, che attraverso il suo sguardo di fotografo sa cogliere l’instabile ma ricorrente equilibrio tra densità e assenza, tra calca e solitudine, tra città e spiagge affollate e luoghi ameni dove la presenza umana è ridotta ai minimi termini; un racconto per contrasti in cui, per una volta, la verità non sta mai nel mezzo. Un doppio appuntamento per gli amanti della fotografia d’autore che ci restituisce l’immagine di un’Italia complessa e inafferrabile, un caleidoscopio fatto di mille sfumature e al tempo attraversato da forti contrapposizioni. Indefinita, indefinibile Italia.

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4 CITTÀ METROPOLITANA DI FIRENZE


Robin Food

Il food delivery locale di Niccolò Protti

N

adim ci aspetta davanti alla chiesa di Santa Maria Novella. Indossa uno zaino rosso enorme ed è a cavalcioni della sua bicicletta, quella da passeggio. Quella da lavoro, oggi, non serve. Nadim è un rider dal 2016, quando ha iniziato con Just Eat perché aveva (e ha ancora) la passione per la bici e per fare qualche extra. Oggi, dopo cinque anni, lo incontriamo in veste di uno dei sette soci fondatori di Robin Food, realtà costituitasi lo scorso maggio come risposta locale alle grandi aziende di food delivery. Cominciamo dal nome, all’interno del quale c’è tutta la sostanza del progetto: “Robin Food perché ricorda Robin Hood, che ispira giustizia e redistribuzione equa”. È stata questa la spinta propulsiva dell’iniziativa – ci spiega Nadim – la cui concezione risale ad un anno fa: la volontà di trovare il giusto compromesso tra la posizione dell’azienda e quella dei rider – “che col sistema attuale non hanno potere di negoziazione” –, “di darci lavoro e garanzie, di non sfruttarci, di avere la possibilità di essere artefici del nostro destino”. È proprio per questo motivo che Robin Food nasce come una cooperativa: per essere orizzontali, per disporre della facoltà di auto-organizzarsi, per decidere in democrazia e per portare delle novità nel settore della consegna di cibo. L’aspetto che differenzia maggiormente Robin Food dalle altre realtà consiste nell’introduzione della paga oraria al posto del cottimo. Quando chiediamo a Nadim quale differenza ci sia tra i contratti di Robin Food e quelli che propone Just Eat – salita

recentemente alla ribalta come la prima e, fino al momento in cui scriviamo, unica grande compagnia di food delivery ad assumere i rider con contratto subordinato – la sua risposta si fa un po’ vaga: “Robin Food assumerà con un contratto del CCNL che non sarà il multiservizi, che sarà migliore di quello di Just Eat, ma che non abbiamo ancora deciso”. Poi però prosegue entrando nel dettaglio per quanto riguarda la concorrenza e ci dice che Just Eat ha sì fatto dei contratti, ma la maggior parte dei rider – non tutti – sono stati assunti con un contratto a 10 ore settimanali e che, di conseguenza, nessuno di loro arriverà a fine mese con uno stipendio adeguato. Robin Food vuole essere diverso e andare oltre alla sola questione economica. Nadim tiene a rimarcare gli altri punti di forza del progetto: anzitutto la sostenibilità ambientale, in quanto i rider si muoveranno solamente con bici o mezzi elettrici, senza quindi contribuire in nessun modo ad aumentare le emissioni inquinanti; il secondo – quello capace di elevare davvero il valore del servizio – legato alla territorialità, alle persone, al rapporto diretto tra Robin Food, i suoi lavoratori e le aziende che potranno usufruire dei servizi della cooperativa. Nadim sa che questa “virtù” local potrebbe essere riconosciuta come valore aggiunto solo da un’utenza di nicchia, tuttavia rimarca a più riprese come i benefici per chi si rivolgerà a Robin Food saranno, oltre che etici, anche economici per le attività ristorative in quanto le commissioni che intendono applicare saranno del 27% e, se le aziende gli concederanno l’esclusiva, scenderanno al 24%. Robin Food, secondo le previsioni, dovrebbe essere operativo da settembre, inizialmente effettuando solo il servizio serale.

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SCATTI EMERGENTI di Amanda Martín-Dombrowski

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Diario di un corpo

tefania inizia a pensare al progetto “Obesa” nel 2018, quando viene messa in lista per un’operazione di chirurgia bariatica. Nelle fotografie che realizza, l’autrice mette in scena le riflessioni che hanno accompagnato la sua graduale presa di commiato dal corpo che per quindici anni l’ha accompagnata, celebrandone il valore e la femminilità. Anche grazie all’incontro con il movimento bodypositive in rete, fin dal titolo del progetto Stefania affronta apertamente la vergogna e il segreto che circondano la sua condizione attraverso un linguaggio poetico e dai colori pastello. Lo fa accostando dettagli del proprio corpo a fotografie still life di calchi in gesso e altri elementi in pasta modellabile creati ad hoc, sfruttando la composizione fotografica e un’estetica delle forme per rendere gradevoli allo sguardo le parti più dileggiate del proprio corpo. “Ci sono vergogne che possono diventare segreti. Ma l’obesità è impossibile da nascondere. E questo l’obeso lo sa benissimo. Il suo è un corpo che parla da solo e involontariamente si mette in mostra. In un paese come l’Italia, dove l’obesità non è poi cosi’ diffusa, ci si può ritrovare in una stanza con un corpo enorme in mezzo a tanti corpi normali. Sono una donna obesa e utilizzo la fotografia per raccontare il mio corpo. L’ho fotografato con distacco perché non lo voglio riconoscere; l’ho fotografato con amore perché rimane pur sempre la mia casa”. Stefania Mattioli, nata a Prato nel 1986, vive a Firenze, dove svolge l’attività di fotografa commerciale e porta avanti la sua ricerca artistica. Il progetto “Obesa” è stato il suo progetto finale alla scuola di fotografia Fondazione Studio Marangoni. www.stefaniamattioli.com @stefania.mattioli

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L’agenda di Settembre Mercoledì 1 3  GIOVENTÙ RIBELLE - TRIO DELL’ORT

Villa Medicea di Careggi (FI) ing. gratuito su prenotazione

3  IL CIELO STELLATO FA LE FUSA

Piazza delle Murate - ing. libero

Giovedì 2 3  FIRENZE DALL’ALTO - “DANTE A TEMPO DI RAP”

MURUBUTU & CLAVER GOLD Anfiteatro della Limonaia di Villa Strozzi ing. su prenotazione

3  FIORE SUL VULCANO FEST - LEGNO

3  IL TEATRO DELLE DONNE - “AMARTI, CHE FATICA!”

3  SDRAIV-IN - “LO CHIAMAVANO TRINITÀ”

3  PIC NIC DI PAROLE - BIBLIOCICLO

Domenica 5

3  PERIFERIAMO - “IL PARADISO DEGLI ALBERTI

Limonaia di Villa Strozzi (FI) - ing. libero Parco di Poggio Valicaia (FI) - ing. 20 €

3  SDRAIV-IN: “LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI

IN SICILIA” Parco di Poggio Valicaia (FI) - ing. 20 €

3  ORT FLORENTIA - QUARTETTO D’ARCHI

Villa Medicea di Careggi (FI) ing. gratuito su prenotazione

3  LE RAGAZZE DI SAN FREDIANO

3  LETIZIA FUOCHI IN CONCERTO

3  ORT ATTACK - ENSEMBLE D’ARCHI

3  GABRIELE DONNINI, TATTOING LIVE SESSION

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 17 €

Villa Medicea di Poggio Imperiale (FI) ing. gratuito su prenotazione

Spiaggetta sull'Arno (FI) - ing. gratuito CON TECNICA HAND POKE Semiottagono delle Murate (FI) - ing. su prenotazione

3  FLOREMUS FESTIVAL (fino al 12/09)

3  IN SUBURBIA

3  ESTATE A SAN SALVI - MY SWEET GEORGE

3  DANTE NELLA VITA DEI TEMPI SUOI

Varie location (FI) - ing. da 5 a 18 €

Area San Salvi (FI) - ing. 10 €

3  INTEMPORANEA - “POLVERE. IL CASO MARTA

RUSSO” Biblioteca delle Oblate (FI) - ing. gratuito

3  BALAGAN CAFÉ

Sinagoga e Museo Ebraico (FI) - ing. libero

3  FIT/ALCHIMIA (fino al 4/09)

Giardino dell'Orticoltura (FI) - ing. libero

3  IMPULSO CREATIVO - ANTONIO PRONOSTICO

INSTANT ART MAD - Murate Art District (FI) ing. gratuito su prenotazione

Limonaia di Villa Strozzi (Fi) - ing. 12 €; soci ARCI 10 € Parco d’arte Pazzagli (FI) - ing. 6 €

3  PIMP MY VINTAGE - VINTAGE & ART MARKET

Molo Firenze (FI) - ing. libero

Lunedì 6 3  INTEMPORANEA - “SE VERRÀ LA GUERRA, CHI

CI SALVERÀ? LO SGUARDO DEI BAMBINI SULLA GUERRA TOTALE” Biblioteca delle Oblate (FI) - ing. gratuito

Martedì 7 3  NOEMI - ULTRAVOX FIRENZE

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 38 €

3  HOMO PANDEMICUS

3  ZAUBERTEATRO - LUPI (fino al 10/09)

Venerdì 3

3  STENTERELLIADE

Serre Torrigiani (FI) - ing. gratuito

3  LATTEXPLUS FESTIVAL - APPARAT + GIGI MASIN

- ULTRAVOX FIRENZE Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 40 €

3  FIORE SUL VULCANO FEST - LUPINERI, COSIMO

MALAMADRE, CASSANDRA, TONNO, SILENZIO È SEXY, LA CANAGLIA Limonaia di Villa Strozzi (FI) - ing. libero

3  COMPAGNIA TEATRALE SANGUEMISTO - OLTRE

LA LUNA Parco dell’Anconella (FI) - ing. libero su prenotazione

3  ESTATE A SAN SALVI - L'INQUISITORE

Area San Salvi (FI) - ing. 10 €

3  SDRAIV-IN - “MORTO STALIN SE NE FA UN ALTRO”

Parco di Poggio Valicaia (FI) ing. € 20

3  HOMO PANDEMICUS

Villa Arrivabene (FI) - ing. gratuito

Sabato 4 3  CARL BRAVE - ULTRAVOX FIRENZE

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 34,50 €

3  ESTATE A SAN SALVI - FESTIVAL DI STORIE

DIFFERENTI (fino al 12/09) Area San Salvi (FI) - ing. NP

Giardino dell’Iris (FI) - ing. 12 - 15 €

La Toraia - Lungarno del Tempio (FI) - ing. gratuito

3  PIC NIC DI PAROLE - BIBLIOCICLO

Parco di San Donato (FI) - ing. libero

Mercoledì 8 3  LA RAPPRESENTANTE DI LISTA - ULTRAVOX FIRENZE

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. NP

Cortile di Villa Vogel (FI) - ing. con biglietto Villa Vogel (FI) - ing. NP

RACCONTA DANTE” partenza da Piazza Gino Bartoli (FI)

3  CIRK FANTASTIK! (fino al 19/09)

Parco delle Cascine (FI) - ing. con biglietto

3  FIRENZE DALL’ALTO - “EARTHPHONIA”

Villa Bardini - ing. su prenotazione

Venerdì 10 3  LEVANTE - ULTRAVOX FIRENZE

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 34,50 €

3  LA GRANDE LIRICA - VINCERÒ

Terrazza di Forte Belvedere (FI) ing. da 10 €

3  UN NUOVO VIAGGIO PER IL DIARIO POPOLARE

Spazio esterno SMS Rifredi(FI) - ing. gratuito

3  PERIFERIAMO - “IL PARADISO DEGLI ALBERTI

RACCONTA DANTE” partenza da Piazza Gino Bartoli (FI)

3  NON ERA COSÌ CHE MI AVEVANO DETTO IL MARE

Biblioteca Villa Bandini - ing. libero

3  IL TEATRO DELLE DONNE - “AMARTI, CHE FATICA!”

Cortile di Villa Vogel (FI) - ing. con biglietto

3  READING IN THE SOUND - “IO. ALTROVE”

Biblioteca Buonarroti - ing. libero su prenotazione

Sabato 11 3  ZEN CIRCUS - ULTRAVOX FIRENZE

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. 28 €

3  FIRENZE SUONA - BERTON IN CONCERTO

Area Pettini Burresi (FI) - ing. gratuito

3  GIRONI URBANI - GRAFFITI CONTEST

Parco del Mensola (Fi)

3  LA BELLA E LA BESTIA

Parco d’arte Pazzagli (FI) - ing. 6 €

3  IL TEATRO DELLE DONNE “UNA STORIA AL

CONTRARIO” Cortile di Villa Vogel (FI) - ing. con biglietto

3  E QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE -

3  RISONANZE METROPOLITANE - “IL CERCHIO DI

3  READING IN THE SOUND: "FERRAGOSTO"

Domenica 12

ZERONAUTA Limonaia di Villa Strozzi (FI) - ing. libero

Biblioteca delle Oblate - ing. libero su prenotazione

3  INTEMPORANEA - “SE L’ACQUA RIDE”

Museo Zeffirelli (FI) - ing. gratuito

Giovedì 9 3  ERNIA - ULTRAVOX FIRENZE

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 28,75 €

3  FIRENZE JAZZ FESTIVAL (fino al 12/09)

Varie location - ing. NP

3  DANTE E LA MUSICA ATTUALE (fino al 10/09)

Biblioteca delle Oblate (FI) - ing. gratuito

GESSO DEL CAUCASO” Palestra di Pian Mugnone (FI)

3  TRA BASSI E ALTI - ORT DUO

Villa Medicea di Careggi (FI) ing. gratuito su prenotazione

3  MOVIE STAR JUNKIES

Festa ARCI Varlungo (FI) - ing. gratuito

3  LUNARIA TEATRO “CREATURA DI SABBIA”

Cortile di Villa Vogel (FI) - ing. con biglietto

3  RISONANZE METROPOLITANE - “IL CERCHIO DI

GESSO DEL CAUCASO” Palestra di Pian Mugnone (FI)


Musica

Teatro

Arte

Cinema

Eventi

Lunedì 13

Venerdì 17

Giovedì 23

3  INTEMPORANEA - “LA FELICITÀ DEGLI ALTRI”

3  UMBERTO TOZZI - ULTRAVOX FIRENZE

3  FFF - ANNASTELLA E DONATELLA GIBBONI

3  MAX PEZZALI - ULTRAVOX FIRENZE

3  TEMPOREALE FESTIVAL - BERNARD FORT

3  FLORENCE QUEER FESTIVAL

3  FFF - QUARTETTO WERTHER

3  FFF - KEVIN SPAGNOLO E SIMONE RUGANI

3  FIRENZE DALL’ALTO

Martedì 14

3  E QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE -

Piazza delle Murate (FI) - ing. gratuito

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 34,50 € Conservatorio Cherubini (FI) - ing. NP

3  PIC NIC DI PAROLE - BIBLIOCICLO

Villa Favard (FI) - ing. libero

3  MATERIA PRIMA - “IL COLLOQUIO” DI

COLLETTIVO LUNAZIONE Chiostro Grande di Santa Maria Novella (FI)

3  TEMPOREALE FESTIVAL - LUIGI CECCARELLI

Limonaia di Villa Strozzi (FI) - ing. 5 €

3  FFF - TRIO CHAGALL

Conservatorio Cherubini (FI) - ing. NP

Mercoledì 15

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 38 €

Opus Ballet Light Box (FI) - ing. 5€

Conservatorio Cherubini (FI) - ing. NP

SUPERSUGO DISCHI NIGHT Limonaia di Villa Strozzi (FI) - ing. libero

3  READING IN THE SOUND - “CORPO APPENNINO”

Biblioteca delle Oblate - ing. libero su prenotazione

3  MATERIA PRIMA - “SERGIO”

Chiostro Grande di Santa Maria Novella (FI) ing. con biglietto

Sabato 18 3  MATERIA PRIMA - “ASTOR PIAZZOLLA”

Chiostro Grande di Santa Maria Novella (FI) ing. con biglietto

3  FRANCESCA MICHIELIN - ULTRAVOX FIRENZE

3  TEMPOREALE FESTIVAL - JÉRÔME NOETINGER

3  LA DIVINA COMMEDIA

Domenica 19

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 28,75 € Teatro di Cestello - Parco d’arte Pazzagli (FI) ing. su prenotazione obbligatoria

3  PERIFERIAMO “RISCOPRIAMO RIFREDI”

partenza da Piazza Dalmazia

3  MATERIA PRIMA - “IL COLLOQUIO”

Chiostro Grande di Santa Maria Novella (FI) ing. con biglietto

3  READING IN THE SOUND - “IL CANNOCCHIALE

DEL TENENTE DUMONT” Biblioteca Villa Bandini - ing. libero su prenotazione

3  INTEMPORANEA - “CHE FINE HANNO FATTO I

BAMBINI?” Cinema La Compagnia (FI) - ing. gratuito

3  MATERIA PRIMA - “VENERE E ADONE”

Chiostro Grande di Santa Maria Novella (FI) ing. con biglietto

Giovedì 16 3  PIC NIC DI PAROLE - BIBLIOCICLO

Parco di San Donato - ing. libero

3  PIERO PELÙ - ULTRAVOX FIRENZE

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 38 €

3  FFF - AXEL TROLESE

Conservatorio Cherubini (FI) - ing. NP

3  PERIFERIAMO “RISCOPRIAMO RIFREDI”

partenza da Piazza Dalmazia

3  FESTIVAL COPULA MUNDI (fino al 19/09)

Parco del Mensola (FI) - ing. libero

3  FIRENZE DALL’ALTO - “GLI INNOCENTI E LA CITTÀ:

UN LEGAME ININTERROTTO” Terrazza del Caffè del Verone - ing. su prenotazione

3  DUNE (fino al 19/09)

Cinema Odeon (FI) - ing. NP

Opus Ballet Light Box (FI) - ing. 5€

3  CIRK FANTASTIK!

Parco delle Cascine (FI) - ing. con biglietto

Lunedì 20 3  “SYLVANO BUSSOTTI: IL CONTESTO, LE SCENE”

PARC Performing Arts Research Centre, Fondazione Culturale Stensen (FI)

3  INTEMPORANEA - “LE RAGIONI DEL DUBBIO.

L’ARTE DI USARE LE PAROLE” BiblioteCaNova Isolotto (FI) - ing. gratuito

3  FFF - ETTORE PAGANO E GUIDO COPPINI

Conservatorio Cherubini(FI) - ing. NP

Martedì 21 3  FUCK ART LET'S DANCE - ULTRAVOX FIRENZE

Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 17,25 €

3  FFF - DUO MARILÙ

Conservatorio Cherubini(FI) - ing. NP

3  GENIUS LOCI - ALLA SCOPERTA DI SANTA CROCE

(fino al 25/09) - Piazza Santa Croce

3  READING IN THE SOUND - BIANCA BELLOVÁ

Biblioteca Thouar - ing. libero su prenotazione

3  INTEMPORANEA - RICCARDO BRUSCAGLI

Biblioteca Buonarroti (FI) - ing. gratuito

Mercoledì 22 3  MELANCHOLIA + LITTLE PIECE OF MARMELADE -

ULTRAVOX FIRENZE Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. da 23 €

3  TEMPOREALE FESTIVAL - BUSSOTTI "APOLOGY"

Fondazione Culturale Stensen - ing. 10€

Conservatorio Cherubini (FI) - ing. NP

Cinema La Compagnia (FI) - ing. su prenotazione

LA TORRE SAN NICCOLÒ E L’OLTRARNO Terrazza della Torre San Niccolò

3  PROSPETTIVE FIORENTINE - NELLA FIRENZE DI

DOSTOEVSKIJ Spazio CTI Teatro (FI) - ing. gratuito con prenotazione

3  NON ERA COSÌ CHE MI AVEVANO DETTO IL MARE

Biblioteca Pietro Thouar - ing. libero

Venerdì 24 3  FFF - JOSEF MOSSALI

Conservatorio Cherubini (FI) - ing. NP

Sabato 25 3  PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI RENZO CRESTI

“SYLVANO BUSSOTTI E L’OPERA GENIALE” Teatro dell’Opera - Ultravox Firenze Anfiteatro delle Cascine (FI) - ing. NP

3  RISONANZE METROPOLITANE - “IL GILGAMESH”

Biblioteca di Pontassieve - ing. NP

Domenica 26 3  FLORENCE GUITAR FESTIVAL

Sala Vanni (FI) - ing. su prenotazione

3  RUY BLAS

Parco di Villa Vogel (FI) - ing. gratuito con prenotazione obbligatoria

Lunedì 27 3  FFF - GIOVANNI BERTOLAZZI

Auditorium Folco Portinari (FI) - ing. NP

3  IL PARADISO È SOLO L'INIZIO

Giardino dell'Orticultura (FI) - ing. gratuito

Martedì 28 3  INTEMPORANEA - “UN BACIO DIETRO AL

GINOCCHIO” Biblioteca Mario Luzi - ing. libero

3  FFF - TRIO EIDOS

Auditorium Folco Portinari (FI) - ing. NP

3  IL PARADISO È SOLO L'INIZIO

Piazza della Vittoria (FI) - ing. gratuito

Mercoledì 29 3  ATTRAVERSAMENTI DANTESCHI

Villa Bardini (FI) - ing. gratuito

3  IL PARADISO È SOLO L'INIZIO

Piazza Dalmazia (FI) - ing. gratuito

Giovedì 30 3  FFF - GIULIA RIMONDA + VALENTINA KAUFMAN

Auditorium Folco Portinari (FI) - ing. NP

3  IL PARADISO È SOLO L'INIZIO

Giardini del Teatro di Rifredi (FI) - ing. gratuito



Settembre da non perdere FABBRICA EUROPA 2 SETTEMBRE - 17 OTTOBRE 2021 • VARIE LOCATION

FIRENZE JAZZ FESTIVAL 8 - 12 SETTEMBRE 2021 • VARIE LOCATION

Dal 2 settembre al 17 ottobre la XXVIII edizione del Festival Fabbrica Europa attraverserà i processi creativi di artisti nazionali e internazionali. Musica, teatro e danza si mescolano in questo festival che tocca vari spazi della città di Firenze come il Teatro Cantiere Florida, il PARC, Villa Caruso di Lastra a Signa e molti altri. Il festival si apre con DéRives un progetto di ilotopie, la sezione musica del Festival si sviluppa partendo dalla dimensione aperta del Parco delle Cascine che accoglie le sonorità di Alice Phoebe Lou. Dal 20 al 25 settembre per l’Estate Fiorentina, si tiene “90BUSSOTTI” ascolti e visioni su Sylvano Bussotti” per festeggiare i suoi 90 anni.

Da mercoledì 8 sabato 12 settembre torna il Firenze Jazz Festival in un’edizione che coinvolge oltre 100 artisti che si esibiranno all’interno di location come Villa Bardini e Villa Strozzi. Tra i nomi che spiccano, troviamo i sassofonisti statunitensi James Brandon Lewis e David Murray, due dei migliori pianisti europei Franco D’Andrea e Rita Marcotulli e molti altri talenti. Quattro giorni di concerti per tornare a vivere la musica live dopo tanto tempo. Le prevendite sono già in vendita su OOOH Events.

TEMPO REALE FESTIVAL 2021 - PHONÉ 14 - 22 SETTEMBRE • VARIE LOCATION

FESTIVAL ITACA - IL FESTIVAL DEL TURISMO RESPONSABILE 17 - 19 SETTEMBRE 2021 • VARIE LOCATION

Torna il Tempo Reale Festival 2021 quest'anno dal titolo Phoné, l'avveniristica opera del pioniere della computer music John Chowning vista come un riferimento simbolico ad un sistema creativo che fa della voce il campo espressivo privilegiato: da Sylvano Bussotti a Bernard Fort, fino all’attualissimo teatro delle voci di Ceccarelli e Noetinger, questa sezione del festival vuole offrire un piccolo spaccato sull’attualità della composizione elettroacustica vocale, connettendosi idealmente al progetto StudioVox che ha caratterizzato la primavera digitale di Tempo Reale. Sperimentazione e meraviglia si susseguono in opere e performance uniche e originali tra la Limonaia di Villa Strozzi, la Fondazione Stensen e il nuovo spazio Opus Ballet Light Box.

Nato nel 2009 Itaca è il primo festival in Italia ed Europa ad occuparsi di turismo responsabile e innovazione turistica sostenibile. Il tema 2021 è “Diritto di respirare”, respiro come diritto ma anche come bisogno, il respiro che attraversa il corpo e che manca nella frenesia delle città. Il festival si svolgerà tra il 17 ed il 19 settembre nella città di Firenze sviluppandosi tra convegni, workshop, incontri, formazione, visite guidate nel territorio, concorsi di scrittura illustrazione e fotografia, degustazioni e molto altro ancora. L’ingresso è gratuito ed è richiesta la prenotazione.

FIRENZE RiVista 17 - 19 SETTEMBRE 2021 • COMPLESSO DELLE MURATE

LA FINE DELLA FINE DEL MONDO 30 SETTEMBRE - 3 OTTOBRE 2021 • TEATRO DI RIFREDI

Dal 17 al 19 settembre nel Complesso delle Murate si svolgerà Firenze RiVista, il festival delle riviste e dell’editoria indipendente. Il tema di questa edizione è “Passaggio”, la trasformazione della vita sociale e culturale dopo la pandemia. Il festival si svolgerà come una piccola fiera con stand di riviste e case editrici per far conoscere al pubblico il lavoro culturale che di solito rimane sommerso dalla grande distribuzione di massa.

“La fine della fine del mondo” la prima edizione del festival di teatro per le nuove generazioni che si terrà dal 30 settembre al 3 ottobre. Progettato dalla compagnia inQuanto teatro nel corso dell’emergenza sanitaria, “La fine della fine del mondo” prevede una quattro giorni di laboratori artistici,teatro e conversazioni con uno sguardo alle nuove generazioni.

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DRINK FOOD & CHILL W I T H M I C H E L I N S TA R C H E F E R E Z O H AYO N

S UM M ER 2021 Via Baccio Bandinelli, 98, 50142 Firenze FI • lamenagere.it • rivalofts.com


Arriaga a Firenze di Caterina Liverani

U

up&down

n Festival per far incontrare Dante e la cultura latino americana che coinvolgerà uno degli autori cinematografici e letterari messicani più celebri del mondo: Guillermo Arriaga. “Dante Entre Dos Mundos” si terrà dal 16 al 19 settembre alla Compagnia con eventi che abbracciano letteratura, musica e cinema. Per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri è in programma una conferenza sull’influenza esercitata dalla Divina Commedia nella letteratura latino americana animata dal poeta e traduttore spagnolo José Maria Mico, autore dell’ultima traduzione della Divina Commedia in spagnolo, insieme al Professor Franco Cardini e all’attore Massimiliano Finizzeri Flory. Nel corso dell’incontro vi saranno anche letture di brani tratti da Jorge Luis Borges accompagnati dalla musica di Astor Piazzola eseguita dal vivo dal Maestro Sergio Scappini. Sceneggiatore di 21 grammi e Babel e regista di The Burning Plain - Il confine

della solitudine, Guillermo Arriaga sarà a Firenze per presentare, in collaborazione con La città dei Lettori, il suo ultimo romanzo “Salvare il fuoco” edito da Bompiani; nel corso dell’incontro l’attore fiorentino Maurizio Lombardi (The Young Pope, The New Pope, Pinocchio) interverrà leggendo alcune pagine dal libro. Autore di un cinema che scava nel dolore dei personaggi passando attraverso gli errori, i rimpianti e un indissolubile legame col proprio passato, Arriaga divide la sua carriera fra regia e sceneggiatura, ma è proprio nella scrittura dei romanzi che sembra sentirsi più a suo agio, anche nel condividere qualche elemento autobiografico come l’infanzia trascorsa in un quartiere difficile di Città del Messico. I film scritti per il regista e amico Alejandro González Iñárritu (premio Oscar per Birdman e The Revenant) Amores Perros, 21 grammi e Babel, che compongono la cosiddetta Trilogia della Morte, sono indimenticabili storie corali che, dalla loro uscita, hanno cambiato la percezione del pubblico internazionale verso la poetica e complessa qualità visiva ed emotiva propria del cinema messicano. Nel corso del Festival “Dante Entre Dos Mundos” sarà anche presentato

il cortometraggio da lui diretto nel 2019 No One Left Behind. Guillermo Arriaga sarà inoltre protagonista di una Masterclass a La Compagnia domenica 19 settembre alle 11:30 in cui ripercorrerà i passaggi che lo hanno portato a essere un punto di riferimento sia nel cinema che nella letteratura internazionali. In programma al Festival film di autori provenienti da tutto il Sud America: Noche de fuego e Nudo Mixteco (Messico), Los sonámbulos (Uruguay), Tengo miedo torero (Argentina, Messico, Cile), Karnawal (Argentina, Brasile, Messico, Chile, Noruega, Bolivía) e Las mejores familias (Perú, Colombia). Grande attenzione al cinema documentario con i brasiliani A última foresta, La vocera e Babenco – Tell Me When I Die e la coproduzione tra Colombia ed Ecuador La ciudad de las fieras. Il Festival Entre Dos Mundos è nato a Firenze nel 2018 attraverso l’Associazione Culturale VIVARTE con lo scopo di creare un ponte ideale fra la cultura italiana e quella latinoamericana. Per tutte le iniziative, i biglietti e gli appuntamenti consultare il sito entredosmundosfirenze.com

L’orizzonte di gloria

Il viale del tramonto

A QUIET PLACE Un film di puro genere horror su una delle cose più terrificanti che conosciamo e che tutti abbiamo sperimentato: il silenzio. È una pellicola davvero innovativa e intrigante quella diretta e interpretata da John Krasinski (il Jim Halpert di The Office). Ci sono elementi solidi come un nucleo familiare sopravvissuto a un evento soprannaturale, una città deserta, gli alieni ma anche trovate davvero originali e accattivanti come la presenza della giovanissima attrice sordomuta Millicent Simmonds. Un nuovo classico di genere da avere assolutamente nella propria cineteca.

A QUIET PLACE II Perché ogni buona idea che il cinema americano mainstream riesce ancora, con sforzo, a partorire deve sempre e comunque essere riveduta, corretta, annacquata e servita allo spettatore come quasi un regalo? Non è un brutto film A Quiet Place II, rimasto per più di un anno congelato a causa della pandemia, ma la sua presenza e l’agghiacciante promessa di un terzo capitolo finiscono inevitabilmente per limare valore e unicità di quel primo grande film. Ci sono dei sequel che funzionano, e anche questo assolve dignitosamente al suo compito, ma non sarebbe stato meglio qualcosa di nuovo? 23


ANNUNCI BESTIALI di Raffaella Galamini

Abbiamo imparato ad apprezzare ancora di più la loro fedeltà, il loro attaccamento durante il periodo del lockdown. Costretti in casa h24 abbiamo cominciato a capire un po’ di più la loro psicologia e abbiamo cementato il rapporto con loro. I nostri cani, i nostri gatti sono stati ancor più fedeli compagni in quel difficile momento. Per chi ha un animale domestico questa pagina mensile vuole essere un punto di riferimento per apprendere attraverso i consigli di educatori cinofili come instaurare un corretto rapporto e capirne esigenze e richieste. Per chi invece vorrebbe adottare ma ogni volta trova una scusa e rimanda Lungarno offre un’occasione di stimolo e di riflessione e magari spinge al grande passo di aprire il cuore a un animale in difficoltà. Raccontando di volta in volta storie spesso anche difficili, in attesa del lieto fine da copione o, qualche volta, già concluse nel migliore dei modi. Con l’adozione e l’ingresso in una casa per cominciare una nuova vita.

KELLY

SMOKEY

Kelly ha 10 mesi, è stata trovata in una discarica in Sicilia circa otto mesi fa. Aveva perso la zampina posteriore destra, si pensa a causa del morso di un ratto. Con la sua mamma e tutta la cucciolata è arrivata con una staffetta a Firenze dove la Florence Dog Rescue si è occupata delle prime cure, dei vaccini e delle adozioni. Purtroppo Kelly, un po’ per la menomazione subita e un po’ per il carattere diffidente ancora non ha trovato la sua famiglia. Le volontarie di Florence Dog Rescue la descrivono intelligente e ostinata, furba e scaltra ma soprattutto bellissima come si vede dalla foto. Non disperano di riuscire con un intervento chirurgico a restituirle la piena mobilità. I veterinari ritengono che si possa tentare l’applicazione di una protesi e per questo le volontarie fiorentine che la seguono hanno organizzato una raccolta fondi. Per Kelly l’ideale sarebbe un’adozione in un contesto tranquillo, meglio se in compagnia di un altro cane più anziano. È fondamentale per lei avere una figura di riferimento. Va d’accordo anche con i gatti, sa andare al guinzaglio, ama le passeggiate nella natura e quando è in libertà si comporta correttamente. Si trova a Firenze e si affida in Toscana.

Ci sono anche storie che finiscono con il lieto fine nonostante le premesse a dir poco tragiche. È il caso di Smokey, un gattino a pelo grigio di appena un anno. Era rinchiuso in una gabbia, in una delle tante perreras di Siviglia. Luoghi che sono descritti come lager e spesso sono l’anticamera della morte per cani e gatti che vengono rinchiusi qui. Grazie all’impegno di una veterinaria Laura che ha smosso le coscienze di tanti con i suoi appelli via Facebook e promosso l’attività dell’associazione Una zampa per la Spagna tra i suoi contatti sono stati raccolti 150 euro per acquistare chip e passaporto per il viaggio; il gatto è stato pure sterilizzato per poter arrivare in Italia. Giunto a Firenze con grande fatica è cominciata la risalita dall’inferno. Il gatto all’inizio non voleva uscire dal trasportino, mangiava solo di notte quando non si sentiva osservato. Lentamente ha cominciato a migliorare, ha acquistato fiducia e indipendenza fino a quando, dopo alcuni appelli su Facebook, ha trovato finalmente la persona giusta: una volontaria della Lav che si chiama Patrizia e aveva già una gattina. Ha scelto Smokey per allargare la famiglia e regalargli il finale da fiaba che meritava.

Per informazioni: 339 347 1111 Elena 3471632158 Beatrice 3489124409 Martina

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BREVI CRONACHE LIBRARIE di Carlo Benedetti

Racconti fiorentini con la scusa di un libro

Il teatro riparte

Anzi continua dopo l’estate di Tommaso Chimenti

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settembre, in una situazione pre-pandemica, si ricominciava a vedere qualcosa dopo lo stop estivo e soprattutto dopo la sospensione agostana, escluso qualche festival fuori dalle grandi città. Quest’anno, alla seconda stagione stravolta dal Covid-19, il teatro non si vuole fermare. Quindi settembre, anche a Firenze, e in attesa di riaprire ufficialmente i teatri al chiuso (sperando sia possibile e la variante Delta non rovini nuovamente i piani) è tempo di spettacolo, all’aperto, con distanziamento. Fortunatamente. Ci sono gli ultimi scampoli di “Estate Fiorentina” con diversi appuntamenti a partire da “Di Dante in Dante” (il 18) a cura del Laboratorio Nove, un recital sulla Divina Commedia, un gruppo di cantori più tre bambini che impersoneranno Virgilio, Dante e Beatrice: “I bambini sono i protagonisti ideali, preziosa risorsa per annullare la distanza sociale e riconquistare finalmente una sospirata normalità. È da questa condizione di privazione che nasce il progetto per cercare di avvicinare le generazioni”. Altro progetto interessante è senza dubbio: “Prospettive fiorentine: nella Firenze di Dostoevskij” (il 23) un gioco nel quale il vero protagonista, e argomento principale, sarà il pubblico. Un gioco che finirà con la premiazione del vincitore. Il Teatro del Cestello ha per settembre cinque date sparse in varie location cittadine (3-7-15-25-26) per la rassegna “Un Cestello di stelle diffuse in città” suddiviso nei quattro Quartieri: il Parco d’Arte Pazzagli nel Q2, a Rovezzano, la Limonaia di Villa Strozzi nel Q3, il parco dell’Anconella Q3, il Chiostro delle Leopoldine e il Teatro di Cestello, Q1. Se ancora il Teatro di Rifredi, il Puccini e la Pergola sono fermi, il Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino a settembre sarà molto attivo con la programmazione di “Dracula” (10-12 e 17-19) per “Intercity Festival” alla sua 34esima edizione. È una ripresa dello spettacolo iconico di Barbara Nativi a 25 anni dal suo debutto, e che qui, diretto da Dimitri Milopulos con un nuovo cast, prende nuova linfa in prima assoluta: “Dracula non è un ospite malvagio a cui noi, poveri ingannati, permettiamo di avvicinarsi rendendoci cosi vittime consenzienti. Dracula è una parte di noi, spesso ben nascosta. Una parte oscura che non permettiamo a noi stessi di lasciar emergere. La teniamo nascosta perché la temiamo. Dracula è proibito, sacrilego, godurioso, lussurioso. Dracula è il desiderio. Dracula è vivere la vita con arrogante bellezza”.

– Ma sei un ragazzo, non ti preoccupare. Avevo quarant’anni. Non mi sentivo un ragazzo da molto, moltissimo tempo. Erano forse le magliette che portavo? Era che non avevo una macchina? Che non ero sposato e non avevo figli? – Sono un ragazzo perché quelli come lei non muoiono mai. Il professore, ordinario da almeno mezzo secolo, barone indiscusso del dipartimento, spense la sigaretta nel suo posacenere da tasca – solo a lui era ancora permesso fumare in ufficio – e iniziò a ridere. Una risata generosa, che quasi divenne tosse. Risi anch’io e lo salutai con una stretta di mano. Piazza Savonarola era deserta. Contando tutti i contratti, questo avrebbe potuto essere il quindicesimo. Con i lavori a nero, saremmo stati sulla trentina. Mentre traducevo Eschilo per un’edizione critica che non avrei firmato, la sera lavoravo come cameriere. “Ragazzo” mi chiamavano i clienti. Lei mi aspettava al chiosco della Rosy. Aveva ordinato due Mojito anche se non erano ancora le quattro: la Rosy non giudicava nessuno. – Lo facciamo? – mi chiese senza guardarmi in faccia. Con la cannuccia, provavo a mischiare il lime e lo zucchero mentre cercavo qualcosa di intelligente da dire. Non mi ricordavo il nome del sociologo che parlava dei giovani senza status come di una miccia per la rivoluzione. Forse Weber? Ma no, non era lui. Lewis? – Lo facciamo o no? – aggiunse aprendo lo zaino in pelle riciclata che alloggiava comodamente una Beretta Serie 90. Lloyd Warner no di sicuro, pensai. Forse Treiman? Avevo il nome sulla punta della lingua.

Michele Vaccari Urla sempre, primavera NN Editore, 2021 – 19€ 25


CITTÀ IN MUSICA di Giulia Focardi

Una nuova realtà a Scandicci

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i chiama Costanza in Jazz e da giugno porta il jazz toscano a Villa Costanza, Scandicci. Una nuova rassegna nata dalla collaborazione tra Music Pool e i gestori del Ristopark al parcheggio scambiatore (patrocinio del Comune di Scandicci) che, ogni anno, raccoglie e accoglie milioni di passeggeri, turisti, pendolari, con la volontà di creare un punto stabile per la musica dal vivo a Scandicci, per chi resta e chi parte. Dopo alcuni concerti organizzati in estate, la rassegna continua anche a settembre con tre serate programmate: il 2 settembre il giovane pianista Dimitri Tormene, di stanza a Lucca, si esibirà con Luca Franchini (contrabbasso) e Dario Guarino (batteria); il 9 settembre

MINIMONDO testo e foto di Susanna Stigler

La riapertura della tenda del mondo

43°47’24.8”N 11°05’27.5”E

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sarà la volta della talentuosa Alice Innocenti (voce e arrangiamenti) con Mattia Mazzola (sax contralto), Marco Cattani (chitarra), Mirco Capecchi (contrabbasso), Michele Vannucci (batteria); chiuderà la programmazione di settembre il duo di Nico Gori (clarinetto) insieme a Sergio Rizzo, giovane chitarrista. Ma non solo jazz nella città in musica di settembre: il 9 ci spostiamo alle Cascine, all’Anfiteatro Ernesto De Pascale, per il concerto di Ernia: rapper, classe 1993, anche lui figlio della stessa generazione e dimensione periferica milanese che ha creato fenomeni come Ghali (con cui ha lavorato), Sfera Ebbasta, Mahmood, è un artista attento e consapevole, propenso alla ricerca e alla commistione tra i generi musicali. Rimaniamo sempre

alle Cascine per la quarta edizione di Decibel Open Air che torna a Visarno Arena l’11 e il 12 settembre, per trasformarla in uno dei party dance più grandi d’Europa. Il festival porterà infatti a Firenze alcuni dei nomi più importanti della techno e dell’elettronica internazionale, come Nina Kraviz, Ben Klock, Paul Kalkbrenner. Chiude il nostro mese di musica dal vivo, Sfera Ebbasta (24 settembre, Mandela Forum) che dopo decine di dischi di platino e oltre un miliardo di stream su Spotify, torna a esibirsi dal vivo portando “Famoso” in tour, con uno spettacolo futuristico pensato da Trident Music su misura per lui.


PERSONAGGI FIORENTINI di Tommaso Ciuffoletti illustrazione di Marcho

(È) TUTTO NEI TERMINI di Michele Baldini e Virginia Landi

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settembre torna la paura del virus nonostante il clima suggerisca vacanze intelligenti. Vacanze in macchina? Forse, ma saltando la fila. E perché non sul Delta del Po? Oppure, tanto per fare una variante, una bella crocera sul Delta del Nilo, come l’Imperatore Adriano quando per cause ancora sconosciute (all’epoca non c’era il Green Pass) vi perse annegato il suo amante Antinoo?

Leonardo Romanelli

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ggi sono tutti sommelier. E sono tutti gourmet, fanno le recensioni, danno pareri e sanno cucinare, oh sì, sanno cucinare meglio di chi il cuoco lo fa per lavoro. Oggi. Ma c’era un tempo in cui il vino si beveva della casa, il ristorante italiano aveva la tovaglia a quadrettoni e l’olio era abbandonato sul tavolo insieme a sale e pepe. Beh, l’olio è ancora oggi abbandonato sul tavolo insieme a sale e pepe e questo dimostra quanta strada ci separi ancora dai cugini francesi, che se l’avessero avuto loro, l’olio, nei ristoranti ci sarebbero le carte degli olii e col cavolo che lo trovavi abbandonato sul tavolo insieme a sale e pepe. Ma se tra oggi e allora e ci sono delle differenze è merito anche di chi si è dedicato a raccontare di vini e cucina prima degli altri. Leonardo Romanelli è uno di quelli che questo lavoro - cuoco, docente, sommelier, degustatore, critico, content creator - ha iniziato a farlo quando non sembrava nemmeno che potesse essere un lavoro. Maestro di tanti e amico di tanti ancora. Io personalmente gli voglio un bene particolare, perché di lui mi piace una cosa su tutte: la curiosità. La cosa che, credo, ti permette di fare le cose prima degli altri e di continuare a farle anche dopo anni, con la stessa identica attitudine. Perché alla fine della fiera, per essere un assaggiatore non serve il palato, quello lo si forma col tempo. Serve la curiosità.

Variante /va·riàn·te/ s. f. [part. pres. Di variare, sostantivato al femm.].(Modifica parziale rispetto a un esemplare o tipo che si considera fondamentale; ciascuna delle diverse forme, dei diversi aspetti con cui una cosa si può presentare rimanendo sostanzialmente identica). Il termine Variante, fino a oggi conosciuto come vocabolo per esprimere diversità, acquista nel 2021 una nuovissima accezione pandemica. Un termine “in”, al passo coi tempi, comunque molto utilizzato anche in precedenza poiché, fortunatamente, “il mondo è bello perché è vario”. Ma l’unica variante che preoccupa davvero nella stagione estiva, sappiamo tutti benissimo qual è e come si appella: SGC FIRENZE - PISA - LIVORNO, meglio conosciuta come FI-PI-LI. Un calvario infernale degno del girone dantesco. Una punizione divina di auto incandescenti e code chilometriche ideale per espiare tutti i nostri peccati in ritorno dal weekend, trascorso al mare o sulla costa. Gruppo Facebook consigliato, per sentirsi meno soli: I Dannati Della FI PI LI. Delta (M. Δ, m. δ) è la quarta lettera dell’alfabeto greco. La lettera deriva dalla lettera (daleth) dell’alfabeto fenicio ed è all’origine della D dell’alfabeto latino e della Д del cirillico. La lettera maiuscola è di forma triangolare; così, proprio come il triangolo cantato da Renato Zero “non l’avevamo considerata” come variante del COVID-19. Comune a molte formule algebriche e matematiche o nome di una particolare foce di fiume (d. del Nilo, d. del Po, ecc.) richiama anche un glorioso modello di automobile, più volte campione mondiale di rally negli anni ‘80.

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F R AST UO N I di Gabriele Giustini

LOW “Hey What”

JOHN MURRY “The Stars Are God’s Bullet Holes”

Sub Pop

Un disco dei LOW spesso introduce la stagione autunnale. Fu così tre anni fa, con l’uscita del precedente “Double Negative”, lavoro accolto con entusiasmo da fan e addetti ai lavori. Un lavoro talmente bello che, in qualche modo, poneva Alan Sparhawk e Mimi Parker in un angolo. Che fare ora, oltre quello che abbiamo già fatto partendo da una personale visione di slowcore fino a un folk sperimentale e ricco di suoni saturi? Si prosegue esattamente per la strada sin qui battuta, facendo ancora meglio. È quello che accade in HEY WHAT, tredicesimo album della band in ventisette anni di carriera e terzo con il produttore BJ Burton. Anticipato dai due bellissimi singoli – oddio, singoli è un parolone – ‘Days Like These’ e ‘Disappearing’, l’album vede la band ancora fuori dalla mischia e sempre fedele nel trovare nuovi modi per esprimere la discordia e la gioia di essere vivi, per trasformare la dualità dell’esistenza in musiche da abbracciare. Sempre superlativi gli intrecci vocali e le armonie create da Alan e Mimi, sorta di zattera di salvataggio dal caos generato dalla tempesta di suoni noise, metallici e saturazioni varie. Si pensava quello di “Double Negative” fosse il punto di non ritorno. Ma “HEY WHAT”, i Low son tornati e lo hanno fatto ancora meglio. Disco magnifico.

Submarine Cat Records

Torna John Murry, uno dei nostri eroi folk-noir preferiti e già protagonista di un Is That Folk? di un paio di anni fa quando ci si poteva assembrare sereni senza green pass, con il suo terzo album, intitolato meravigliosamente “The Stars Are God’s Bullet Holes”. Cantautore fra i più sottovalutati dell’interno universo, Murry è uno di quei musicisti dalla classa infinita, di quelli che hanno ottenuto un centesimo di quel che avrebbero meritato. Almeno finora. E infatti Murry se ne sbatte allegramente, mh non proprio allegramente, e sforna un altro disco stellato e meraviglioso, come avvolto nel più morbido velluto nero. È un disco che penetra fino al cuore, scalfendolo con la sua onestà, la spietata intimità e la contorta bellezza. “The Stars Are God’s Bullet Holes” non è un album per un mondo ordinario, perché non è un album ordinario così come non è ordinaria la cover di ‘Ordinary World’. È un album in cui immergersi e da cui emergere consapevoli che questo mondo è un posto straordinario, e che John Murry è un artista straordinario.

SAULT “Nine”

Forever Living Originals Quando leggerete questa recensione – ehi, grazie per farlo, davvero – è molto probabile che il nuovo disco dei Sault si sia liquefatto e che non sia più disponibile nella sua edizione digitale. Sì perché la band ha deciso di far vivere il disco solo per i primi 99 giorni, dopo i quali verrà ritirato nella sua versione digitale per esistere, probabilmente, solo in formato fisico. Giusto? Sbagliato? Non si sa. Sappiamo solo che queste dinamiche, unite alla segretezza/curiosità/morbosità verso un collettivo di cui non conosciamo quasi nulla, hanno innescato una sorta di isteria collettiva in una piccola nicchia, costretta a cercare e forse trovare le pubblicazioni della band a prezzi fuori mercato. E forse tanto giusto, per un collettivo che fa dell’impegno uno dei suoi punti di forza, non lo è. Musicalmente, però, i Sault continuano impeccabili a registrare dischi alla velocità della luce – mica vivranno tutti in uno studio? – e, soprattutto, con una qualità altissima, grazie all’affascinante ed equilibrata miscela di generi e di influenze, tra inserzioni elettroniche, fumose, gospel, R’n’B, Funk e afro/soul. Speculazioni o no, non possiamo far altro che godere di brani come l’articolata ‘London Gangs’, l’avvolgente ‘Bitter Streets’ o la sorprendente ‘9’, strano incrocio tra afro-soul e Paul Weller.

FRASTUONI SU SPOTIFY

La playlist di Frastuoni è su Spotify. Aggiornata settimanalmente, contiene una selezione dei migliori brani sia italiani che internazionali, in linea con i gusti della rubrica. In copertina Low. Scansiona il QR code per accedere direttamente e segui la pagina Facebook di Lungarno per rimanere aggiornato. Per reclami, segnalazioni e pacche sulle spalle, scrivi a frastuoni@lungarnofirenze.it 29



AMORAZZI

~ QUASI UNA POSTA DEL CUORE ~ a cura di Francesca Corpaci illustrazione di Costanza Ciattini

La locura Atto primo: lui organizza una maratona di “Boris-la serie”, io impazzisco. Usciamo insieme finché non scopro che il suo essere fan della pagina FB “Poligamia portami via” non è un caso. Esco sbattendo la porta e mi si rompe anche il cuore. Atto secondo: un anno dopo. Prima sbronza post lockdown mi ritrovo sotto casa sua, gli scrivo, salgo, scopiamo. Seguono pranzi con cascate di prosciutto, passeggiate nei parchi rincorrendo conigli, notti abbracciati con Barbero in sottofondo. L’estate ci dà alla testa, soprattutto a lui. Appuntamento a mezzanotte, io puntualissima, bellissima e profumatissima lo aspetto fino alle 3. Arriva, sbronzo e molesto, si addormenta mentre litighiamo, minaccio di andarmene. Risponde “fai come vuoi”, me ne vado. Mentre attraverso la città canto “Non Succederà Più”, presentata a Sanremo 1982 da Claudia Mori e cantata nell’edizione 2020 da Elettra Lamborghini e Myss Keta. Atto terzo: il 3 dicembre, giornata internazionale delle persone con disabilità, gli scrivo un messaggio di auguri. Mi chiede scusa, faccio la dura, dentro sono sciolta come un pezzo di raclette ma fuori resisto. Scriviamo i nostri nomi nella neve, ci baciamo sotto la luna, ci diamo l’esclusività a vicenda, va tutto bene. Butto la maschera di ferro e mostro la mia vera anima kawaii, tipo che gli preparo i pancake al prosciutto mentre dorme. Nel frattempo perde il lavoro e mette le mani avanti su quello che può succedere da qui in poi. Giorni di completo silenzio, intervallati da comunicazioni di servizio per fissare appuntamenti manco fossi il suo dentista. Io mi sento già data per scontata e soprattutto mi sento scema, ma ancora in tempo per scendere da questo treno bellissimo che viaggia sulle classiche rotaie tutte rotte che cedono proprio mentre passi sul burrone. Dottoressa, che devo fare? Amor de mi vida, mi sa che una storia iniziata con Boris poteva solo lasciarti F4, basita. Hai presente quando, nell’ultimo episodio della terza stagione, gli sceneggiatori spiegano a René che per ottenere una serie di successo deve infilarci LA LOCURA, ovvero il peggior conservatorismo italico con una spruzzata di simpatia gagliarda? Ecco, ho l’impressione che il tuo crush sia quel genere di articolo. Sarà anche l’estasi del romanticismo, ma ti molla tre ore all’addiaccio sotto casa (la prossima volta vieni via però) e quando le cose si mettono male tira su il muro USA Messico. Altro indizio: lui fa qualcosa che non ti va a genio, tu te ne vai ferita nell’onore come Mimì metallurgico

e lui si guarda bene da venirti a cercare. Poi ti rifai viva e si ricomincia da capo. C’è un video di Maccio Capatonda, forse la più alta vetta della sua carriera, in cui a seguito di ripetute delusioni il nostro eroe domanda alla fidanzata, un’indimenticabile Pina Sinalefe, se lei non lo ami più. Al che, perfettamente imperturbabile, Pina risponde che lo ama, ma tipo al 40%. Ecco baby, sospetto che tra voi sia un po’ così. Se ti va di accollartela vaya con Dios, ma il mio consiglio è: salta giù dal treno più in fretta che puoi e investi il tuo tempo in qualcosa di più utile, tipo scrollare all’infinito la pagina “Agnelli di pasta di mandorle brutti”

Affidate dubbi, dilemmi e inconfessabili segreti in forma 100% anonima a: tellonym.me/ amorazzi. Ogni mese il vostro amichevole amorazzo di quartiere risponderà in questo spazio.

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L’espresso si serve in convento di Raffaella Galamini foto di Sofie Delauw

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alla caffetteria con annessa scuola del caffè nell’ex convento alla libreria per bambini al posto di una falegnameria artigiana. A Firenze le nuove aperture invitano a ripensare gli spazi cittadini e la loro destinazione finale con un occhio attento alla formazione. Nell’ex monastero di Sant’Ambrogio, Ditta Artigianale & Hario Cafè hanno aperto una accademia internazionale con l’obiettivo di diffondere la cultura dell’espresso attraverso corsi di tostatura ed eventi per coffee lovers. L’accademia è annessa alla nuova caffetteria di Ditta Artigianale, la terza in città e si trova in via Carducci. Il locale è aperto tutti i giorni dalle 7 a mezzanotte e offre colazione, pranzo, brunch, aperitivo e cena. Protagonisti i caffè specialty preparati con vari metodi: dall’espresso al V60, dall’Aeropress al Cold brew e allo Steampunk. Confermati i grandi classici della cucina di Ditta: bakery home made, pancakes, uova strapazzate, croque monsieur e croque madame, bagel. Nel Cocktail Bar a fare la parte del leone il Gin con oltre 150 etichette diverse da abbinare a tapas varie all’aperitivo. In una vecchia falegnameria in Oltrarno, in via dei Serragli, è sbarcata Dilà, la libreria per ragazzi di Todo Modo. Si tratta di una costola dell’attività in via dei Fossi e dietro il progetto figurano sempre Maddalena Fossombroni e Pietro Torrigiani. Composta da quattro stanze, ha un cortile destinato ai laboratori. Migliaia i titoli in esposizione, con grande attenzione alle immagini e al lavoro degli illustratori. La nuova boutique di Dior è arrivata in via Strozzi: nel locale su due piani trova posto l’intero universo femminile del brand francese con la collezione pret-a-porter autunno-inverno 2021-2022 di Maria Grazia Chiuri, gli accessori e le borse iconiche della maison, i gioielli e gli orologi creati da Victoire de Castellane. Al centro di un arredamento dai toni neutri si trovano un dipinto dello Studio A+N e un’opera in ceramica di Louise Frydman.

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ONCE UPON A TIME IN FLORENCE di Riccardo Morandi

Il Kon Tiki La canicola fiorentina estiva era forte, la voglia di andare al mare era tanta, ma il mare era distante. Non troppo, ma in ogni caso la voglia di aria aperta era forte per i fiorentini chiusi in uffici e appartamenti refrigerati solo dai rumorosi ventilatori. Così qualcuno ebbe la magnifica idea, alla fine dei meravigliosi anni Sesssanta (cit. Gianni Minà) di aprire uno spazio che oggi definiremmo “polifunzionale” lungo il nostro fiume. In centro? Assolutamente no, fu scelta un’area in zona Sud, il Lungarno che portava verso Pontassieve, dove oggi sorge l’ex Teatro Tenda. Il nome? Esotico, quello di un’imbarcazione norvegese che fece nel dopoguerra un simpatico giro in Polinesia. Voilà, abbiamo a Firenze il KON TIKI. Nella memoria di tante generazioni di fiorentini il solo nome rilancia una nostalgia a base di ristoranti, ping pong, bar, campi da tennis, sale giochi e avanguardistici minigolf visti solo nel telefilm “Fantasilandia”. Il Kon Tiki era una piccola Rimini estiva aperta a tutti, era un luogo di aggregazione con la stessa utopia che aveva caratterizzato Consonno (città dei balocchi nei pressi di Lecco), era un punto di aggregazione per una parte delle periferie fiorentine. Una parte, va detto, perché da nativo scandiccese e quindi distante da questa struttura, ho solo un paio di ricordi di questa Coney Island fiorentina. Il Kon Tiki rimase vivo fino a una buona parte degli anni Novanta, ma il resto è storia: area dismessa, anni di incurie, recupero con finalità sempre di aggregazione ma mai con la vocazione originaria. Del resto è cambiato il tessuto sociale, tutto è più veloce, le sale giochi sono scomparse e il tavolo da ping pong lo possiamo trovare (chiuso) solo in qualche oratorio: dei ristoranti non parliamo, che la diffusione di tavoli è quasi pari a quella delle polemiche durante la sessione estiva di calciomercato della Fiorentina (!). Il Kon Tiki era la Firenze che frescheggiava dopo il lavoro. Era la festa di tutti. #ridatecikontiki.


PALATI FINI testo e illustrazione di Marta Staulo

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La Zuppa Inglese

gni qual volta un dolce vanta più versioni della propria genesi, state sicuri che da un lato c’è una storia che lo vuole nato in Toscana o a Firenze, arrogandosi l’origine dei capisaldi della pasticceria di mezza Europa. Per il gelato, di comprovate origini arabe, in città si raccontano addirittura due versioni delle sua ben radicata nascita fiorentina. La prima lo vede inventato dal pollivendolo Ruggeri (che ne fece un segreto), la seconda narra che a inventarne la realizzazione sia stato Bernardo Buontalenti, architetto che dà ancora oggi il nome al gusto crema. Poi si passa al Tiramisù, dolce che pare sia stato creato nelle case chiuse del nordest quando serviva un aiutino dalla cucina, ma che un’altra pagina di storia vuole sia nato in terra toscana intorno al 1600. Quando Caterina dei Medici sposa Enrico di Valois nel 1533 per divenire poi regina di Francia, tutto ciò che viene creato in Francia viene geotaggato a Firenze. Nella lista si annoverano i macarons - passati da Venezia per Firenze prima di approdare al banchetto di nozze a Parigi - e la pasta choux, (choux = cavolo, per la somiglianza con la crucifera), ricetta base di tutta la pasticceria francese che dà di diritto ai fiorentini l’invenzione anche della discendenza di profiteroles, eclairs e bignè. Last but not the least, fiorentinissima per quanto il suo nome ci dica tutt’altro, sembra essere la zuppa inglese, le cui origini vengono contese tra Toscana ed Emilia. Quelle più accreditate lo vedono come una rielaborazione del trifle eseguita presso la corte estense. I fiorentini ribattono con una doppia presunta storia sulla sua creazione, che oscilla tra la cucina di una donna inglese residente a Fiesole e le celebrazioni di un arrivo alla corte medicea, diventata poi famosa in un bar in città frequentato da anglosassoni che, arrogandosi a loro volta la già arrogata ricetta, gli cambiarono il nome addirittura ancora secoli prima che, in campo extra culinario e con stile italico, li battessimo ai rigori.

SPIRITO LIQUIDO di Andrea Bertelli

Happy hour, whiskey sour! Firenze non è particolarmente famosa per il suo clima ventilato, e in queste giornate afose, dove l’umidità si appiccica all’anima de li mortacci nostri, non c’è niente di meglio, arrivati a sera, di un bel Whiskey Sour ghiacciato, ideale per liberarsi dai bollori cittadini. Il whiskey sour è un cocktail sensuale, dove danzano leggiadri i profumi di caramello e affumicato del bourbon assieme alla freschezza del succo di limone che bilancia e pulisce la bocca. Per dargli un aspetto più hipster friendly, rileccatelo con una fettina d’arancia e una ciliegia al maraschino, verrà un bijou. Ingredienti e dosaggi: 4,5 cl bourbon whiskey 3-4 cl succo di limone 1,5 cl sciroppo di zucchero Preparazione: Per prepararlo si comincia versando lo zucchero nello shaker, poi il succo assieme a whiskey, ghiaccio e circa 10 ml di albume d’uovo, le cui proteine servono a creare una bella schiuma compatta, rende maggiormente piacevole la bevuta. Tranquilli, esiste anche la versione Vegan 3.0, basta usare l’acquafaba. Per assicurarsi che la schiuma abbia la bolla giusta, fine e compatta, meglio usare un Boston in modo da avere una shakerata ampia e decisa. La storia di questo cocktail è avvolta nel mistero, si perde tra gentiluomini inglesi e bar sudamericani. Probabilmente era una ricetta marinaresca, per creare un tonico che resistesse alle intemperie e adatto a prevenire i malanni legati ai lunghi viaggi in mare. È adatto anche per curare il logorio della vita moderna. In alto i gomiti! 33


OROSCOPO di Lulaida illustrazioni di Francesca Arfilli

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ARIETE (21 Marzo -19 Aprile) Come è andata la vostra Estate? Non siate modesti, avete fatto scintille e potete vantarvene ampiamente. Vi dirò di più: settembre godrà di tutto quello che avete concretizzato nei mesi più caldi e sarà vostro alleato sollevandovi da ogni affanno che pensavate di dover affrontare. Sorridete un po’! Segni particolari: Ha sempre freddo

BILANCIA (23 Settembre-22 Ottobre) Quanto avete aspettato di rivedere quella persona? Quanto volevate quelle scarpe? Adesso tutto è possibile, anche se vi pare impossibile: dovete imparare che la vita è uno specchio, “sorride se la guardi sorridendo”. Questo vale per qualunque cosa, il vostro atteggiamento sarà determinante. Segni particolari: Pragmatico fino al midollo

TORO (20 Aprile-20 Maggio) Non avete voglia di raccontare delle vostre vacanze. Non sono state all’altezza delle aspettative? Oppure sono risultate così incredibili che avete paura di rovinarle condividendole con gli altri. Qualunque sia il vostro caso, non mi perderei molto dietro a queste sciocchezze. Per una volta state sereni e vivete la vita per quello che è: caos e imperfezione. Segni particolari: Perdona ma non dimentica

SCORPIONE (23 Ottobre-21 Novembre) Su di voi si dicono sempre tante cose: ha un’anima scura, è vendicativo, è sincero e cosi via. Tutto vero indubbiamente, ma una delle vostre caratteristiche è senza dubbio la lealtà, non solo verso gli altri, ma anche voi stessi, quindi non ingannatevi proprio ora. Settembre sarà un ottimo periodo per seminare bene il vostro orticello, con ciò che amate veramente. Segni particolari: Ha una memoria di ferro

GEMELLI (21 Maggio-20 Giugno) Vi avevo detto che lo scorso mese sarebbe stato fantastico e dalla vostra faccia sorridente deduco di aver indovinato. Settembre è sempre un periodo cuscinetto, ma passa in fretta e se avete fatto per tempo i vostri compiti per le vacanze, non ci saranno problemi. In caso contrario un tre in pagella non fa mai male. Segni particolari: È piuttosto alto

SAGITTARIO (22 Novembre- 21 Dicembre) Finalmente settembre arriva e con lui il buon vino, cosa che fa parte dell’irrinunciabile per voi. Il caldo afoso e umido dei vostri pensieri, lascia il posto a un periodo rassicurante e di lucidità in cui la vostra creatività potrà venir fuori in modo deciso e dirompente. Abbiate fiducia, in questo periodo ogni cosa che toccate risplenderà in modo duraturo. Segni particolari: Instaura rapporti duraturi

CANCRO (21 Giugno-22 Luglio) Aspettate la pioggia dopo il caldo dell’Estate. Aspettate spesso le cose invece di viverle: non siete ancora pronti ad abbandonare l’ansia che fa parte delle vostre giornate, ma se volete vivere al meglio la vita occorre abbandonare le vecchie abitudini. So benissimo che cambiare non fa parte di voi, ma adesso non si può rimandare. Segni particolari: Non si scotta mai, al sole

CAPRICORNO (22 Dicembre-19 Gennaio) “Che fatica essere voi”, ogni tanto pensate questo. Avete ragione. Settembre però che di solito è il vostro tallone di Achille, vi stupirà con una girandola di incontri inaspettati e contratti che magicamente si chiuderanno bene. Non temete di affondare le mani in quello che desiderate, è lì che vi sta aspettando. Segni particolari: Capelli splendenti

LEONE (23 Luglio-23 Agosto) Settembre vi piace, ritornano le vecchie abitudini, riaprono le scuole e i negozi, la città si ripopola e la brezza delle serate settembrine vi mette di buon umore. Questo mese siete più propositivi del solito e avete l’impressione che la strada che avete intrapreso sia quella giusta. È cosi, per cui niente paure recondite, andate! Segni particolari: Forte senso dell’umorismo

ACQUARIO (20 Gennaio-19 Febbraio) È l’ora della verità: questo mese è la prova decisiva, il vostro esame di riparazione e se avrete studiato allora non ci sarà niente da temere. In caso contrario siate pronti ad attutire il colpo con la consapevolezza che ogni cosa passa, persino quelle brutte. Non sto dicendo che sarà cosi, ma forse per una volta è meglio essere preparati. Segni particolari: Essere resiliente

VERGINE (24 Agosto-22 Settembre) Non penso abbiate seguito i miei consigli, del resto ascoltate spesso solo la vostra campana, o mi sbaglio? Mi state dicendo che invece avete cambiato atteggiamento? Bravi, così si fa. In questo mese potete abbracciare quello che vi fa battere il cuore senza rischio né paure. State sereni, finalmente tutto ha uno scopo. Segni particolari: Soffre di insonnia

PESCI (20 Febbraio-20 Marzo) Siete cosi amanti del caldo che settembre non lo vedete di buon occhio perché segna la fine delle vacanze e l’avvicinarsi dell’inverno. Va bene, ora dovete rilassarvi, manca ancora tempo prima che rimettiate sciarpe e guanti, perché preoccuparsene ora? Anzi, vi dirò che questo mese sarà sfavillante per voi, le cose belle arriveranno una dietro l’altra! Segni particolari: Ossatura fine e occhi chiari



01.06 >>>>> 30.09

E tu chi sei?

Quest’anno i protagonisti siete voi

Il vero protagonista dell’Estate Fiorentina 2021 sei tu! Visita il sito estatefiorentina.it per scoprire tutti gli eventi in programma. Sarà un vero spettacolo.

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