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n. 3-4 marzo-aprile 2014 • anno LI1

Legge Sabatini ed acquisto di attrazioni Certificato penale per i dipendenti? Gli incontri dell’ANESV con ANCI e AEEG


ANESV-AGIS Presidenza Nazionale Via di Villa Patrizi, 10 00161 Roma Tel 0688473-273 o 274 Fax 0645481356 www.anesv.it • info@anesv.it

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Editoriale ’Assemblea generale dello scorso 10 aprile mi ha permesso di incontrare alcuni associati, delegati dalle Sezioni di appartenenza. È stata una riunione produttiva, perché i presenti hanno evidenziato le difficoltà affrontate nell’esercizio delle loro atdi Evelina Christillin tività. Buona parte degli interventi ha Presidente dell’ANESV riguardato la questione dei rapporti con ENEL ed i temi delle revisioni degli automezzi e della Direttiva Bolkestein, che continua a preoccupare. Su tali questioni non mancheremo di continuare a fare la nostra parte, sollecitando gli interlocutori istituzionali e prospettando soluzioni. Anche per il settore delle grandi strutture del divertimento l’Associazione sta operando attivamente, affrontando le tematiche di carattere fiscale legate all’utilizzo dei sistemi di biglietteria. Stiamo infatti tentando di rimuovere alcune criticità che impediscono di fatto la commercializzazione dei biglietti avvalendosi delle nuove modalità di vendita o di iniziative di marketing. Sono tante le questioni delle quali diamo notizia su questa rivista. Il certificato penale per i dipendenti ha preoccupato i gestori dei parchi di divertimento, alle prese con migliaia di assunzioni in questo periodo. Abbiamo cercato di fare chiarezza informando tempestivamente il settore e diffondendo le prime indicazioni del Ministero della Giustizia, dal quale siamo in attesa di ricevere risposta ad uno specifico quesito. Anche la richiesta di predisporre una dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte di coloro che abbiano ottenuto contributi per l’acquisto di attrazioni ha richiesto approfondimenti: riportiamo a riguardo le indicazioni ottenute dagli uffici ministeriali. Il tema della concorrenza di attività di divertimento gestite nella forma dei circoli privati è molto sentita tra gli operatori di strutture per bambini; con frequenza quasi quotidiana chiedono informazioni ai nostri uffici persone intenzionate ad aprire spazi ludici gestiti come associazioni culturali. Da qualche tempo, anche a seguito di specifiche indicazioni del Ministero dell’Interno, questa forma di gestione e’ chiamata a rispettare le principali norme di prevenzione incendi nei locali di spettacolo. L’Associazione ha dovuto sollecitare piu’ volte le amministrazioni comunali ad attuare controlli. Ne parliamo in un articolo, raccontando un episodio avvenuto a Torino. Con le festività di aprile si avvia la stagione più favorevole per la maggior parte delle imprese che rappresentiamo. E’ certamente un periodo importante, quello che si avvia; molti gestori hanno adottato una politica dei prezzi che tiene conto del momento difficile in cui versano le famiglie applicando tariffe compatibili alla situazione ecenomica generale. Auguro pertanto di cuore a tutti di ottenere le migliori soddisfazioni nei prossimi mesi. Buona lettura.


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n. 3-4 marzo-aprile 2014 • anno LI1

IN COPERTINA 6 23 27 28

Niente certificato penale per i dipendenti del settore: i chiarimenti del Ministero Il 4 aprile all’ANCI si è parlato di spettacolo viaggiante AEEG e connessioni temporanee Anche le attrazioni sono finanziabili con la Nuova Sabatini

ANESV Informa 8 Eventi fino a 200 partecipanti e Scia: nuove indicazioni dal Ministero dell’Interno 12 Contributi FUS La dichiarazione per “Enti ed organismi” 14 Palchi per spettacoli? In arrivo il decreto sulla sicurezza dell’allestimento 18 Circoli privati. A Torino si fa sul serio 20 Accessibilità delle persone disabili nei parchi di divertimento. Linee guida in arrivo 22 Assemblea Generale dell’ANESV 24 INPS: ecco gli importi per il 2014 26 Piazza Remigio Da Ronche, a Ferrara 26 “Giostre al cimitero di Bagnaia, anche i defunti hanno il diritto di divertirsi…” Parchi di divertimento 28 32 43

Webcam per estendere l’esperienza dei visitatori. Cosa vecchia? Ma no, oggi c’è lo streaming! La storia e l’evoluzione dei Rollercoasters, conosciuti in Italia anche come Montagne Russe o Ottovolanti, dal 1600 agli inizi del secolo scorso Sistemi di biglietteria. Alcune indicazioni su quesiti posti dagli Associati

Parchi acquatici 46 La vaschetta lavapiedi. Una normativa che risale al 1951 Parchi avventura 52 Moschettoni intelligenti, la nuova frontiera della sicurezza Eventi 56 ENADA primavera 2014 61 Assemblea Generale dei soci ANESV Campania

Legge Sabatini ed acquisto di attrazioni Certificato penale per i dipendenti? Gli incontri dell’ANESV con ANCI e AEEG

#3-4 marzo aprile 2014 anno LII Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 565/1996 Rivista bimestrale. Sped. Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Roma Direttore responsabile Massimo Piccaluga Vicedirettore Maurizio Crisanti Dalle sezioni Antonello Volpi, Amedeo Zanetti, Adriano Rossi, Angelo Catellani, Franco Moruzzi, Fabio Mannello, Ciro Guida, Cosimo Amato, Salvatore Speciale Direzione, amministrazione e pubblicità ANESV–AGIS Via di Villa Patrizi, 10 tel. 0688473-273 o 274 – Fax 0645481356 info@anesv.it www.anesv.it www.parchipermanenti.it www.parchiavventuraitaliani.it Grafica Massimiliano D’Affronto mdaffronto@gmail.com Stampa 8x8 S.r.l.

Fuoricampo 62 Marketing verso i liceali. L’esperienza del progetto Enjoineering

Il nostro periodico è aperto a tutti coloro che desiderino collaborare nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione che così recita: «Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione non costituendo pertanto tale collaborazione gratuita alcun rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione autonoma».


Niente certificato penale per i dipendenti del settore: i chiarimenti del Ministero Fatta chiarezza sugli adempimenti a carico dei datori di lavoro.

o conferma il Ministero della giustizia, con la nota del 22 aprile, che pubblichiamo, nella quale si afferma “Si ritiene pertanto che nei confronti del personale impiegato nei parchi di divertimento non sussista l’obbligo di acquisire il certificato penale”. Dai chiarimenti precedentemente diffusi, restano tuttavia da acquisire i certificati di coloro che abbiano tuttavia un contatto necessario ed esclusivo” con i minori stessi. Dallo scorso 7 Aprile è infatti necessario acquisire il certificato penale del casellario giudiziale obbligatorio per stipulare nuovi contratti di lavoro, che riguardino i dipendenti a contatto con minori. Il 6 Aprile è infatti entrato in vigore il decreto legislativo 39/2014 che attua la “Direttiva europea relativa all’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile”. La norma prevede che a provvedere debbano essere i datori di lavoro, per “lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori”. A seguito delle richieste di chiarimenti fortemente sollecitati da centinaia di dirigenti scolastici, Coni e Conferenza Episcopale 6

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Italiana, il Ministero della giustizia ha finalmente emanato – a 72 ore dalla decorrenza del termine, il cui mancato rispetto comporta un’ammenda da €10.000,00 a €15.000,00, riducibili a €5.000,00 se versati nei termini stabiliti dalla notifica - una nota chiarificativa, finalizzata ad evitare il collasso dei tribunali e la necessità di predisporre decine di milioni di certificati. La nota esclude dall’obbligo le situazioni in cui non si instauri un vero rapporto di lavoro – dunque i volontari, presenti in attività sportive o di volontariato – e la retroattività del provvedimento. In sostanza, l’obbligo grava a carico del datore di lavoro solo per le assunzioni effettuate a decorrere dal 7 aprile 2014. In carenza del certificato, le assunzioni non si bloccano, chiarisce il Ministero, secondo il quale si può procedere all’assunzione in forza di una dichiarazione del lavoratore. Segnala infatti il Ministero che “nelle more dell’acquisizione del certificato del casellario, sempre che puntualmente richiesto, si ritiene che si possa procedere all’assunzione in forza di una dichiarazione del lavoratore sostitutiva dell’atto di notorietà, avente il medesimo contenuto della dichiarazione sostitutiva di certificazione, eventualmente da far valere nei confronti dell’organo pubblico accertatore la regolarità della formazione del rapporto di lavoro”. L’11 aprile il Ministero del lavoro, con propria circolare prot. 37/0007175/MA008.A001, ha finalmente chiarito che l’adempimento va “circoscritto alle sole attività professionali che abbiano come destinatari diretti i minori e cioè quelle che implichino un contatto necessario ed esclusivo con una platea di minori (ad esempio insegnanti di scuole pubbliche e private, conducenti di scuolabus, animatori turistici per bambini/ragazzi, istruttori sportivi per bambini/ragazzi, personale addetto alla somministrazione diretta di pasti all’interno di mense scolastiche ecc.). Rimangono, pertanto, al di fuori della previsione normativa quelle attività che non hanno una platea di destinatari preventivamente determinabile in quanto rivolte ad una utenza indifferenziata, ma dove è comunque “possibile” la presenza di minori”. Sul sito del Ministero della Giustizia è possibile prelevare il modulo di richiesta del certificato alla locale Procura della Repubblica. (M.C.)


CERTIFICATO ANTIPEDOFILIA

Ministero della Giustizia UFFICIO LEGISLATIVO Oggetto: nota di chiarimento sui tempi di rilascio dei certificati del casellario giudiziale secondo quanto disposto dall’articolo 2 del decreto legislativo n. 39 del 2014 in materia di lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile. *** Come già riferito con la precedente nota di chiarimento, l’ufficio del Casellario centrale ha dato assicurazione circa la tempestività con cui saranno rilasciati i certificati richiesti a norma dell’art. 25-bis del d.P.R. n. 313 del 2002, recante disposizioni per l’impiego al lavoro di persone che, in ragione delle mansioni attribuite, debbano avere contatti diretti e regolari con minori. La struttura organizzativa di questo Ministero, richiesta per le vie brevi, ha attestato che i certificati saranno rilasciati entro qualche giorno dalla richiesta. In ogni caso, onde evitare che nella fase di prima applicazione della nuova normativa, possano verificarsi inconvenienti organizzativi, si ritiene che, fatta la richiesta di certificato al Casellario, il datore di lavoro possa procedere all’impiego del lavoratore anche soltanto, ove siano organo della pubblica amministrazione o gestore di pubblico servizio, mediante l’acquisizione di una dichiarazione del lavoratore sostitutiva di certificazione, circa l’assenza a suo carico di condanne per taluno dei reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600- quinquies e 609-undecies del codice penale, ovvero dell’irrogazione di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori. Per l’ipotesi in cui il datore di lavoro sia privato, nelle more dell’acquisizione del certificato del casellario, sempre che puntualmente richiesto, si ritiene che si possa procedere all’assunzione in forza di una dichiarazione del lavoratore sostitutiva dell’atto di notorietà, avente il medesimo contenuto della dichiarazione sostitutiva di certificazione, eventualmente da far valere nei confronti dell’organo pubblico accertatore la regolarità della formazione del rapporto di lavoro. www.anesv.it

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Eventi fino a 200 partecipanti e Scia: nuove indicazioni dal Ministero dell’Interno Abbiamo già dato notizia (lo SV n. 11\12-2013) della recente modifica apportata all’art. 69 TULPS. Dallo scorso 9 ottobre è infatti possibile sostituire la licenza di cui all’art. 69 TULPS con la SCIA per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che si svolgano entro le ore 24 del giorno di inizio, e fermo restando l’osservanza dell’art. 80 TULPS.

risposta ad un quesito del Comune di Ravenna, il Ministero dell’Interno, commenta il testo novellato dell’articolo 69, fornendo alcune interessanti indicazioni. Dalla nota che riportiamo, è evidente che il Dipartimento di P.S. non abbia gradito la novella dell’articolo 69. Ma nel merito, il Ministero osserva che il termine “eventi” non può che contrassegnare tutti gli spettacoli e trattenimenti dal vivo che rientrino nell’ambito di applicazione degli articoli 68 e 69. Quanto al dato relativo ai 200 partecipanti, viene indicato che esso corrisponde in sostanza alla “oggettiva capienza dell’impianto o del luogo” che ospiterà l’iniziativa. Per eventi all’aperto, se è presente una “chiara delimitazione dell’area” può farsi riferimento ai criteri di cui alla Regola Tecnica del 1996 e sue integrazioni (per pubblico in piedi un massimo di 20 persone ogni 10mq). Più significativa la risposta al quesito inerente la necessità di assoggettare in ogni caso la manifestazione alla verifica di agibilità di cui all’art. 80 TULP. In questo caso, chiariscono gli uffici ministeriali, la s.c.i.a. non prevede “il superamento del regime dei presupposti per il legittimo esercizio dell’attività prima sottoposta ad autorizzazione” . Nulla di nuovo, quindi, riguardo ai presupposti di sicurezza né alle

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verifiche previste dalla legge. Dunque la segnalazione certificata d’inizio attività dovrà essere “corredata dalla documentazione normalmente richiesta per il rilascio della licenza(ad es., ove siano installate attrazioni dello spettacolo viaggiante, la Licenza ex art. 69 TULPS di ciascuna di esse, l’attestazione di avvenuta registrazione e rilascio del codice identificativo, la documentazione relativa al collaudo periodico, il libretto dell’attrazione aggiornato, l’assicurazione, la dichiarazione di corretto montaggio, ecc.) ”. Infine viene chiarito che non può farsi una semplicistica analogia tra gli eventi con un massimo di 200 partecipanti e la semplificazione introdotta nel 2001, relativa ai locali ed impianti con capienza complessiva fino a 200 persone. Se il legislatore, che probabilmente aveva questo obiettivo, avesse scritto meglio il testo delle modifiche, probabilmente oggi l’interpretazione del Ministero sarebbe diversa. Purtroppo – ne parliamo anche nell’articolo seguente – ormai le norme sono prive di riferimenti ad aspetti tecnici, che gli estensori evidentemente non conoscono, né si preoccupano di approfondire.

Articoli 68, 69 e 71 TULPS così come modificati nel 2013. In grassetto le integrazioni Art. 68 1. Senza licenza del Questore non si possono dare in luogo pubblico o aperto o esposto, al pubblico, accademie, feste da ballo, corse di cavalli, né altri simili spettacoli o trattenimenti, e non si possono aprire o esercitare circoli, scuole di ballo e sale pubbliche di audizione. Per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio, la licenza è sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività di cui all’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, presentata allo sportello unico per le attività produttive o ufficio analogo. 2. Per le gare di velocità di autoveicoli e per le gare aeronautiche si applicano le disposizioni delle leggi speciali. Art. 69 Senza licenza della autorità locale di pubblica sicurezza è vietato dare, anche temporaneamente, per mestiere, www.anesv.it

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pubblici trattenimenti, esporre alla pubblica vista rarità, persone, animali, gabinetti ottici o altri oggetti di curiosità, ovvero dare audizioni all’aperto. Per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio, la licenza è sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività di cui all’articolo 19 della legge n. 241 del

1990, presentata allo sportello unico per le attività produttive o ufficio analogo. Art. 71 Le licenze e le segnalazioni certificate di inizio attività, di cui negli articoli precedenti, sono valide solamente per il locale e per il tempo in esse indicati.

DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA UFFICIO PER L’AMMINISTRAZIONE GENERALE Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale OGGETTO: Spettacoli dal vivo di portata minore — Richiesta di parere sull’interpretazione del D.L. 8.8.2013, n. 91, art. 7, c. 8-bis, recante modifica degli am. 68 e 69 TULPS AL COMUNE DI RAVENNA Servizio SUAP ed attività economiche (Rif n. P.G. 12048/20) 4 del 30.1.2014. E. P.C. ALLA PREFETTURA DI RAVENNA Si fa riferimento alla nota sopraindicata, con la quale viene chiesto l’avviso di questo Ministero in ordine all’interpretazione dell’art. 7 del D.L. sopra indicato, che ha sostituito le licenze previste dagli artt. 68 e 69 del TULPS con una segnalazione certificata di inizio attività, da presentarsi allo sportello unico per le attività produttive o ufficio analogo del Comune, per gli ‘eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio. Le questioni poste concernono, in particolare: – la precisazione della nozione di ‘evento’; – la necessita o meno della verifica di agibilità del locale o del luogo in cui l’evento è destinato a svolgersi, ovvero la sostituibilità dell’agibilità con una asseverazione di un tecnico abilitato ovvero, anche, con una dichiarazione sostitutiva di certificazione resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000. Premesso che sulla modifica normativa in questione lo scrivente Ufficio ha sollevato vive riserve sotto vari profili già nella fase del suo esame parlamentare, in ordine al primo quesito si osserva che il riferimento al termine ‘eventi’, contenuto in entrambe le nuove disposizioni introdotte agli artt. 68 e 69 TULPS, non possa che riferirsi - ai fini della sostituzione della licenza di polizia con la s.c.i.a. - a tutti gli spettacoli ed i trattenimenti pubblici ‘dai vivo’ che rientrino nel campo di applicazione dei due articoli, precisato 10 Lo spettacolo viaggiante

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nel primo periodo di ciascuno di essi, e che abbiano lo svolgimento e la partecipazione massima corrispondenti alle nuove previsioni. Quanto a tale misura massima, nella laconicità del dato normativa, si è dell’avviso che debba farsi riferimento non alla effettiva partecipazione prevista o prevedibile all’evento, bensì alla oggettiva capienza dell’impianto o del luogo nel quale esso è destinato a svolgersi, secondo un principio comune in tema di pubblici spettacoli (v. gli arti, 141, c. 2. DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA UFFICIO PER L’AMMINISTRAZIONE GENERALE Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale e 142, u.c., Reg. TULPS, approvato con RD. 6.5.1940, n. 635). Laddove l’evento sia destinato a svolgersi all’aperto, la capienza massima può essere determinata, previa una chiara delimitazione dell’area destinata all’allestimento, sulla base dei criteri stabiliti con decreto del Ministro dell’Interno del 19.8.1996, recante “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo”, come modificato dal D.M. 6.3.2001 in relazione “agli spettacoli e trattenimenti occasionali svolti all’interno di impianti sportivi, nonché all’affollamento delle sale da ballo e discoteche”. In ordine al secondo quesito e alle ipotesi di soluzione ventilate da codesto Comune, si osserva - preliminarmente - che le ipotesi nelle quali è ammesso il ricorso alla dichiarazione sostitutiva di certificazione o dell’atto di notorietà sono indicate in modo rigoroso, rispettivamente, dagli artt. 46 e 47 del DPR n. 445/200. Nella fattispecie che qui interessa, invece, le nuove disposizioni si limitano a sostituire le licenze di cui agli artt. 68 e 69 TULPS con una segnalazione certificata di inizio attività, senza mutarne la disciplina sostanziale concernente i requisiti di sicurezza richiesti.


D’altra parte, la disciplina generale della s.c.i.a. non prevede il superamento del regime dei requisiti e dei presupposti per il legittimo esercizio dell’attività prima sottoposta ad autorizzazione, bensì lo spostamento dei controlli dell’amministrazione competente ad un momento successivo all’avvio dell’attività medesima (anziché precedente). Pertanto, in linea teorica, la nuova norma non solo non ha inciso sui presupposti di sicurezza per la ‘pubblica incolumità richiesti dalla normativa in tema di pubblici spettacoli o intrattenimenti, ma neppure sulle verifiche richieste dalla legge, affidate alle commissioni di vigilanza ai sensi dell’art. 141 Reg. TULPS. È evidente, perciò, che tale segnalazione deve essere corredata dalla documentazione normalmente richiesta per il rilascio della licenza in relazione alle caratteristiche dell’allestimento proposto (ad es., ove siano installate attrazioni dello spettacolo viaggiante, la Licenza ex art. 69 TULPS di ciascuna di esse, l’attestazione di avvenuta registrazione e rilascio del codice identificativo, la documentazione relativa al collaudo periodico, il libretto dell’attrazione aggiornato, l’assicurazione, la dichiarazione di corretto montaggio, ecc.), Naturalmente, la circostanza che l’evento debba concludersi il giorno stesso del suo inizio e, dunque, in pratica, a poche ore di distanza dalla presentazione della s.c,i.a, rende di fatto assai problematica la tempestiva esecuzione delle verifiche della commissione stessa, che nel migliore dei casi potrebbero svolgersi solo ad evento già. in corso. Quanto alla ‘asseverazione di un tecnico abilitato’, ferma restando la necessità che DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA UFFICIO PER L’AMMINISTRAZIONE GENERALE Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale la s.c.i.a. sia corredata da ogni documentazione e dichiarazione idonea ad attestare la sicurezza dell’allestimento e la piena assunzione di responsabilità in capo all’organizzatore, si rappresenta che essa è richiesta dall’art. 141, c. 2, Reg. TULPS in sostituzione dei controlli e delle verifiche di competenza delle CCVLPS solo in relazione ai locali e agli impianti con capienza complessiva fino a 200 persone, dunque in :relazione ad una fattispecie non corrispondente a quella degli ‘spettacoli dal vivo di portata minore’ cui hanno riguardo le disposizioni qui in esame. IL DIRETTORE DELL’UFFICIO Castrese De Rosa www.anesv.it 11


CONTRIBUTI FUS La dichiarazione per “Enti ed organismi”

I beneficiari dei contributi per l’acquisto di attrazioni si sono visti recapitare una singolare richiesta dal MIBACT. ei documenti per ottenere la liquidazione, è comparsa una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà nel quale, il cittadino “consapevole delle responsabilità previste dalle vigenti disposizioni”, e preso atto che “non possono essere erogate a qualsiasi titolo somme sino alla comunicazione dell’avvenuta pubblicazione o aggiornamento delle informazioni richieste”, è tenuto a dichiarare di aver pubblicato “sul proprio sito internet” informazioni relative ai titolari di incarichi amministrativi ed artistici di vertice e di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, nonché’ di collaborazione o consulenza: a) gli estremi dell’atto di conferimento dell’incarico; b) il curriculum vitae; c) i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione.” In sostanza, se non viene inviato quest’atto notorio i contributi non vengono ero12 Lo spettacolo viaggiante

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gati. Da dove deriva questo obbligo? Dal Decreto valore Cultura, che per garantire la trasparenza impone ad “enti ed organismi” finanziati attraverso il FUS di rendere pubbliche le informazioni sopradette. Lodevole intento, soprattutto se riferito, appunto, ad enti ed organismi a partecipazione pubblica, al cui interno vi sono componenti di nomina politica ecc. Eppure queste disposizioni vengono applicate di fatto a tutte le tipologie di soggetti che ricevono contributi. Ditte individuali, società di persone e capitali, cooperative, poco importa. Sono tutti “enti”… Abbiamo quindi chiesto chiarimento al MIBACT, segnalando – ad esempio – che nessuna legge dello Stato impone ad un cittadino di avere un sito internet, che nella maggior parte delle imprese di spettacolo viaggiante non ci sono dirigenti. Niente da fare, la legge è uguale per tutti, ancorché di difficile applicazione in alcuni contesti. Cosa fare? Bisogna dar seguito alla richiesta ministeriale, se non si vuole perdere il contributo. Coloro che non avessero un sito internet possono rivolgersi all’ANESV, che ospiterà sul proprio sito uno spazio web dove inserire le informazioni richieste. Su specifico quesito dell’ANESV il Ministero, con nota del 20 marzo prot. 0004849, ha chiarito che: “In risposta alla vostra richiesta di chiarimenti, nel rinviare a quanto descritto sul sito della direzione generale al seguente indirizzo: http://www.spettacolodalvivo.beniculturallit/index. Dhpinews-contributi/423-chiarimenti-art-9-comma2-e-3- del-d1-8-agosto-2013-n91 si precisa quanto segue: la norma si riferisce a tutti i soggetti ( enti ed organismi dello spettacolo) che ricevono contributi a valere sui fondi FUS , quindi anche allo spettacolo viaggiante; devono essere fornite le informazioni richieste riguardo ai titolari di incarichi amministrativi ed artistici di vertice e o di collaborazione o consulenza, con gli estremi dell’atto di conferimento dell’incarico , il c.v. e i compensi relativi al rapporto di lavoro. La norma si intende applicabile anche alle società e, d’altronde, le Camere di Commercio non riportano tutti i dati richiesti; le ditte individuali o a conduzione familiare che non possiedono organi o non hanno incarichi dirigenziali o amministrativi e artistici di vertice, dovranno compilare ai sensi del DPR 45/2000 art. 46,47 e 76, la scheda che allegheremo alla nostra lettera di assegnazione; il sito internet sede di pubblicazione delle informazioni dovute, peraltro non espressamente richiesto dalla norma in oggetto, potrà anche essere quello dell’ associazione di categoria. Dunque, in sostanza, si tratta di rendere “pubblici” – e

certamente il sito è la soluzione più facile ed economica, i dati dell’impresa. Si dovrà quindi sottoscrivere la dichiarazione inviata dal Ministero, nella quale si dichiara di aver effettuato la pubblicazione, e di segnalare l’indirizzo internet – per i Soci che non avessero un sito, quello associativo è a disposizione - dove le informazioni saranno pubblicate. - Cosa indicare sul sito? Per le ditte individuali in particolare, che non si avvalgono di consulenze e collaborazioni, in sostanza non è necessario indicare il curriculum. Il titolare potrà dunque dichiarare sul sito che “ ai fini del rispetto dell’art. 9 commi 2 e 3 della l. 112\2013 si segnala: Mario Rossi è titolare della ditta individuare omonima, con p. iva 0000000000000000000000. La ditta non si avvale di incarichi amministrativi ed artistici di vertice ed incarichi dirigenziali, né di collaborazione o consulenza”. Riportiamo infine l’articolo della legge di conversione del decreto “Valore Cultura” e la nota ministeriale in risposta al quesito dell’ANESV. (M.C.)

Legge 7/10/2013, n. 112, di conversione del decreto 8/8/2013, n. 91 Disposizioni urgenti per assicurare la trasparenza, la semplificazione e l’efficacia del sistema di contribuzione pubblica allo spettacolo dal vivo e al cinema. Art. 9 … omissis … 2. Gli enti e gli organismi dello spettacolo, finanziati a valere sul Fondo unico dello spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, o ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, pubblicano e aggiornano le seguenti informazioni relative ai titolari di incarichi amministrativi ed artistici di vertice e di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, nonché’ di collaborazione o consulenza: a) gli estremi dell’atto di conferimento dell’incarico; b) il curriculum vitae; c) i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione. 3. Le informazioni di cui al comma 2 sono pubblicate dagli enti ed organismi entro il 31 gennaio di ogni anno e comunque aggiornate anche successivamente. Ai predetti soggetti non possono essere erogate a qualsiasi titolo somme sino alla comunicazione dell’avvenuto adempimento o aggiornamento. www.anesv.it 13


Palchi per spettacoli? In arrivo il decreto sulla sicurezza dell’allestimento Parchi divertimento, parchi acquatici, ma anche feste patronali ed eventi nei luna park: in tali contesti vengono spesso utilizzati palchi per ospitare spettacoli. a maggior parte delle strutture per il divertimento ospita infatti animazione e spettacolo musicali su palchi temporanei. Ora le operazioni di allestimento dovranno rispettare le regole previste da un decreto firmato lo scorso 21 febbraio dall’allora ministro Giovannini, e non ancora pubblicato sulla G.U.. Alcuni incidenti avvenuti durante l’allestimento di grandi strutture per concerti avevano allarmato il legi14 Lo spettacolo viaggiante

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slatore, che nel “decreto del fare” aveva introdotto il comma 2 bis all’art. 88 del d.lgs. n. 81/2008, prevedendo specifiche disposizioni per garantire la sicurezza dei lavoratori che operano in queste attività. Da indiscrezioni parrebbe che il nuovo Governo voglia metterci mano nuovamente, tuttavia non verrà perso il lavoro di stesura del decreto, condotto fino ad ora . La bozza di decreto individua “i casi in cui è necessario attivare l’organizzazione prevista per i cantieri temporanei o mobili e di conseguenza quando è necessario l’ausilio del coordinatore della sicurezza, sia in fase di progettazione che di esecuzione di lavori, per la tutela della salute e della sicurezza degli operatori che svolgono la loro attività nei settori degli spettacoli e delle fiere”. Restano fuori dall’ambito di applicazione del provvedimento i palchi per spettacoli composti da pedane fino a 2 metri di altezza, e le operazioni di montaggio e smontaggio di palchi prefabbricati, anche con copertura, prodotti da un unico fabbricante e montate secondo le indicazioni ricevute, di altezza complessiva non superiore a 7 metri. Il decreto esclude anche le tendostrutture strutturalmente indipendenti, prodotte da unico fabbricante, montate secondo le istruzioni e di altezza non superiore agli 8 metri o di superficie non superiore ai 400 mq.

CAPO I SPETTACOLI MUSICALI, CINEMATOGRAFICI E TEATRALI Articolo 1 Campo di applicazione 1. Le disposizioni del Titolo IV del d.lgs. n. 81/2008 si applicano alle attività di cui al comma 2 secondo le modalità previste dal presente decreto, avuto riguardo alle particolari esigenze di cui all’articolo 2. 2. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano, ai fini della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, alle attività di montaggio e smontaggio di opere temporanee di cui al successivo comma 3, compreso il loro allestimento e disallestimento con impianti audio, luci e scenotecnici, realizzate per spettacoli musicali, cinematografici e teatrali. www.anesv.it 15


3. Ai fini e per gli effetti del presente decreto si intendono per opere temporanee le opere di notevole importanza e complessità in rapporto o alle loro geometrie, per forme e dimensioni, o ai sovraccarichi o alle caratteristiche del sito di installazione e per le quali è richiesta una specifica progettazione strutturale. Articolo 2 Particolari esigenze 1. Le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro di cui al d.lgs. n. 81/2008 sono applicate alle attività di cui all’articolo 1, comma 2, tenendo conto delle particolari esigenze che caratterizzano le attività di lavoro tipiche degli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali quali:

autonomi o dipendenti, nelle aree di lavoro, con permanenza di durata variabile e con svolgimento di mansioni diverse tra loro; c) frequente presenza di imprese e lavoratori di diverse nazionalità nelle aree di lavoro; d) necessità di completamento dei lavori in tempi brevi, compatibili con lo svolgimento programmato degli spettacoli; e) necessità di realizzazione dei lavori in spazi ristretti; f) possibilità di operare in contesti caratterizzati da vincoli architettonici o ambientali; g) rischi derivanti dalle condizioni meteorologiche e ambientali in relazione alle attività da svolgersi in luoghi aperti. Articolo 3 Applicazione del Capo I del Titolo IV del d.lgs. n. 81/2008

1. Le disposizioni di cui al presente decreto e quelle a) compresenza di più imprese esecutrici nelle aree di cui al Capo I del Titolo IV del d.lgs. n. 81/2008 non operano per le attività. di lavoro, con permanenza di durata variabile; b) compresenza di un elevato numero di lavoratori,

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Circoli privati A Torino si fa sul serio A seguito della segnalazione di un esercente, il Comune di Torino ha effettuato un controllo su una associazione che gestiva giochi gonfiabili al coperto. Dalle verifiche è emersa una situazione di irregolarità che riguardava sia il tipo di immobile, con destinazione d’uso a “magazzino” che i giochi, privi di codice identificativo e attestazione di corretto montaggio. quotidiano La Repubblica ci ha gentilmente concesso la possibilità di riprendere l’articolo che descrive l’accaduto, evidenziando che l’attenzione dell’Amministrazione sarà rivolta a situazioni analoghe. Certamente gli esercenti vivono con disagio la concorrenza sleale effettuata da circoli privati, aperti tuttavia a chiunque voglia accedere e dunque in evidente conflitto con le finalità, prive di scopo di lucro, di un’associazione privata. Il rispetto delle norme costituisce un costo, ma è anche indice di professionalità perché risparmiare sulla sicurezza vuol dire mettere a rischio la salute dei clienti, in genere bambini. Le Sezioni ANESV hanno un modello di istanza per richiedere ai Comuni la verifica dei requisiti di attività imprenditoriali evidentemente camuffate da circoli privati. I Soci possono ovviamente avvalersene, richiedendo che l’Associazione invii la segnalazione. 18 Lo spettacolo viaggiante

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Cronaca di Torino, del 4 aprile 2014

LUDOTECHE “PIRATA”, BLITZ DEI VIGILI: DENUNCIATO UN GESTORE

In corso Taranto scivoli e giochi per bambini in un magazzino senza permessi né collaudi. Via ai controlli anche in centri commerciali e sulle attrazioni a monetina dei supermercati. di DIEGO LONGHIN 04 aprile 2014 NASCONO come funghi, facendo leva sulla voglia dei più piccoli di buttarsi sui castelli gonfiabili, sugli scivoli o nella piscina di palline. Centri giochi privati che permettono ai bimbi di sfogarsi e ai genitori di prendersi un attimo di pausa. E che risolvono in un batter d’occhio la rogna più grande per qualsiasi genitore: le feste, da quella di compleanno a quella di fine anno, dalla Befana al Carnevale. Ludoteche su cui la polizia municipale di Torino ha deciso di accendere un faro, con controlli mirati per verificare che le norme di sicurezza siano rispettate. A giudicare dal primo controllo, svolto al Fantasylandia Atlantide Club di corso Taranto, la situazione non pare delle migliori: gli agenti del nucleo di polizia amministrativa hanno sequestrato sia l’immobile, un magazzino trasformato in ludoteca, sia i giochi, denunciando il presidente dell’associazione. Lo screening dei centri proseguirà e toccherà i centri commerciali e le giostre dei supermercati: in gioco c’è la sicurezza dei bambini. Non è solo una moda quella dei centri giochi privati, ma soprattutto una comodità per le famiglie. La spesa è modesta: ingresso intorno ai 5-6 euro per ogni bambino. Qualche cosa in più se si organizzano pomeriggi o serate: nei feriali per una tavolata di dieci persone si arriva a pagare intorno ai 35-40 euro, nei festivi se ne sborsano 50. Poi ci sono i pacchetti all-inclusive: vassoio di pizzette, caramelle, patatine e bevande. A conti fatti, tra numero di feste annuali e ingressi giornalieri, si tratta di un bel business, soprattutto se si evitano le “rogne” burocratiche dei certificati di corretto montaggio, di collaudo, dei sopralluoghi prima di inaugurare le attrazioni, se non si rispettano le distanze www.anesv.it 19


minime, se mancano le targhette identificative dei giochi e se si risparmia sull’assicurazione. Proprio come nel centro a cui i vigili hanno posto i sigilli. L’intervento, a cui ne seguiranno altri, è stato coordinato dal responsabile del nucleo della polizia amministrativa di via Bologna, Luca Mangherini. Nel pool anche due tecnici del settore Sport e tempo libero del Comune con il compito di controllare le attrazioni. Esperti che hanno verificato, nel caso di corso Taranto, l’assenza delle targhette, del “Log Book” (una sorta di album fotografico con le indicazioni tecniche) e di tutti i certificati. “Quello dei centri giochi privati è un fenomeno in crescita” spiega il commissario Mangherini. Si fanno grandi affari, soprattutto se non si rispettano le norme. “C’è una questione di sicurezza dei giochi e delle attrazioni

che non si deve sottovalutare”. Un genitore che porta un bambino in una ludoteca privata a che cosa deve stare attento? Un primo segnale può arrivare dal rilascio di una tessera annuale di iscrizione al circolo. “Quello del “circolo privato” – spiega Mangherini – è un modo per dribblare le norme che chi ha un’attività imprenditoriale deve invece rispettare”. Occhio poi alle targhette. Le attrazioni devono avere codici identificativi e, in base alla grandezza, devono esserci spazi minimi tra una e l’altra. “Se sono troppo stipata qualcosa non va” sottolinea il commissario. Un’indicazione può arrivare pure dalla quantità di personale: non basta chi strappa i biglietti alla cassa, alcune attrazioni devono essere sorvegliate da un addetto.

ACCESSIBILITÀ DELLE PERSONE DISABILI NEI PARCHI DI DIVERTIMENTO LINEE GUIDA IN ARRIVO In attesa di poterne commentare il testo, non appena pubblicato, riportiamo una frase tratta dall’introduzione del documento:

Si è svolta a Roma il 22 febbraio scorso la riunione conclusiva del gruppo di lavoro che sta elaborando le linee guida per l’accessibilità delle attrazioni alle persone disabili. Il gruppo è composto da ingegneri, medici, psicologi, esperti in materia di sicurezza delle attrazioni ed esponenti delle associazioni che rappresentano le persone con disabilità e delle associazioni di categoria di produttori e gestori di attrazioni. È stato presentato il lungo lavoro di raccolta di dati scientifici ed elementi giuridici, studio sul campo con esperienze a Leolandia e Miragica, ed elaborazione della bozza di linee guida per favorire l’accessibilità nei parchi di divertimento. Il documento, aggiornato con le risultanze della riunione , sarà pubblicato a breve, dopo la presentazione dalle Provincia di Reggio Emilia, che lo ha sostenuto . Il documento è corredato da bibliografia e da schede – fondamentali – nelle quali sono esposte le “raccomandazioni” ai progettisti e produttori, ai gestori ed agli ospiti dei parchi di divertimento, che costituiscono la parte operativa dello studio. 20 Lo spettacolo viaggiante

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Se da una parte non ci sono – allo stato – evidenze tali che permettano di giustificare “divieti indiscriminati” alla fruizione delle attrazioni da parte di persone con particolari necessità, dall’altro, proprio perché è ancora tutto in via di valutazione e proprio perché la sicurezza degli ospiti è sicuramente la priorità dei costruttori e dei manager dei Parchi di divertimento, in alcuni situazioni si ritiene essere certamente meglio avere qualche cautela in più e fare qualche giro di giostra in meno, piuttosto che correre inutili rischi. Tutte le attrazioni non saranno mai completamente accessibili per tutti, tutte le possibili reazioni degli ospiti non saranno mai tutte assolutamente prevedibili. Crediamo che il valore aggiunto di questo documento sia il fatto di aver messo per la prima volta a confronto, su un tema sensibile come quello dell’accessibilità e fruibilità, esperti con formazioni ed ottiche diverse ma al tempo stesso complementari. E’ chiaro infine che questo lavoro avrà un significato se diverrà uno strumento di collaborazione e confronto fra utenti, costruttori di attrazioni e gestori dei parchi, con lo scopo finale condiviso da tutti che il parco sia e continui ad essere un momento di aggregazione, di integrazione, di divertimento per tutti gli ospiti ed i loro familiari, nel rispetto dei diritti e della sicurezza per tutti.


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Assemblea Generale dell’ANESV Ancora 10 di aprile per l’Assemblea Generale dei Delegati ANESV che, ad un anno esatto di distanza, si è riunita per fare il punto sull’attività associativa ed approvare i bilanci. La Presidente Christillin ha introdotto i lavori evidenziando le principali iniziative dell’ANESV dallo scorso aprile. In particolare è stato ricordata la modifica normativa che ha semplificato le procedure di registrazione delle attrazioni e le nuove indicazioni sulla necessità di regolarizzare i collaboratori familiari. Quanto alle forniture di energia elettrica la presidente ha segnalato i ripetuti contatti ed incontri con ENEL ed Autorità per l’energia, per segnalare le difficoltà nel sistema di fatturazione – ne parliamo in altra parte della rivista – ed affrontare la questione del corretto inquadramento fiscale delle abitazioni mobili. la Direttiva Bolkestein e le tariffe dei tributi locali sono stati oggetto di un incontro con i vertici dell’ANCI. Il presidente Fassino ha assicurato attenzione ed impegno da parte dell’Associazione dei comuni italiani. È quindi seguita la fase dell’approvazione del rendiconto consuntivo 2013 e preventivo 2014, approvati all’unanimità. I Delegati hanno poi prospettato alcuni temi: in particolare le difficoltà nelle procedure di liquidazione dei contributi ministeriali, appesantite da nuovi

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adempimenti, quali la dichiarazione sui compensi degli amministratori e le formule di pagamento . Quanto alle procedure di revisione periodica degli automezzi e delle tariffe del bollo auto dei mezzi ad “uso speciale”, i presenti hanno esposto alcune esperienze. Su questi temi, nonché su quello della Direttiva Bolkestein e degli adempimenti dell’autorizzazione edilizia per l’installazione di attrazioni, sono state individuate le linee d’intervento per l’attività dei prossimi mesi.


Il 4 aprile all’ANCI si è parlato di spettacolo viaggiante Piero Fassino, presidente dell’ANCI e sindaco di Torino, ha ricevuto una delegazione composta da esponenti di ANEC ed ANESV. L’incontro è stato richiesto per evidenziare la difficoltà nel corrispondere somme elevate per lo smaltimento dei rifiuti, che le nostre attività non producono. Si è anche trattata la questione delle rendite catastali, in vista della riforma del Catasto, per gli immobili della categoria D3 (cinema, teatri e parchi di divertimento). Le caratteristiche di molte delle attività di spettacolo, le quali occupano superfici rilevanti e dello spettacolo viaggiante, che non produce rifiuti, o dei parchi di divertimento, la cui tariffa rifiuti è versata calcolandola sull’intera superficie, e non su quella occupata dalla ristorazione, sono state rappresentate a Piero Fassino, il quale ha dichiarato che il tema sarà affrontato dall’ANCI congiuntamente al Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo. La presenza di alcuni cittadini torinesi ha reso l’incontro particolarmente cordiale.

Alla Direzione Generale della Motorizzazione Civile L’ANESV ha partecipato in Marzo ad una riunione con il Direttore Generale della Motorizzazione Civile, relativa alla richiesta –da tempo formulata – di esonero dalla richiesta di autorizzazione in deroga

per circolare con i mezzi pesanti nei giorni di divieto, fissati dal calendario della circolazione. È stato chiarito che il divieto non riguarda in ogni caso i veicoli “ad uso speciale” non atti al carico. Quanto alla richiesta di inserimento tra le categorie esonerate, la Direzione Generale si rapporterà con gli organi politici, ai quali compete la decisione. www.anesv.it 23


INPS: ecco gli importi per il 2014 L’INPS ha diffuso le indicazioni sulla contribuzione dovuta per il 2014 da artigiani e commercianti, ai quali sono assimilati gli esercenti dello spettacolo viaggiante. cco gli importi dei contributi minimi annui, quali sono le riduzioni per alcune tipologie di lavoratori, quali sono i termini e le modalità di pagamento. Le nuove aliquote contributive 2014 sono pari a: – 22,20% per gli artigiani; – 22,29% per i commercianti. Sono confermate le riduzioni per le seguenti tipologie di lavoratori: – i lavoratori di età inferiore a 21 anni impiegati prevalentemente all’interno dell’impresa artigiana o commerciale, che usufruiscono della riduzione di 3 punti percentuali delle aliquote contributive; – i pensionati di età superiore a 65 anni già pensionati presso le gestioni dell’INPS, che usufruiscono della riduzione del 50% dei contributi dovuti. Per quanto riguarda il minimale di reddito per il 2014 da prendere in considerazione per il calcolo del contributo dovuto, la Circolare INPS n. 19/2014 segnala che il valore é € 15.516,00. Pertanto i contributi fissi dovuti sul minimale rapportati ad anno sono i seguenti (v. tabella). Per quanto riguarda la contribuzione eccedente il minimale, l’INPS ricorda che

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per i redditi che superano il minimale di €15.516,00, sulla quota di reddito eccedente tale minimale e fino al limite di €46.031,00, si applicano le aliquote contributive sopra descritte. Sulla quota eccedente il limite di €46.031,00 e fino al massimale annuo di €76.718,00, le aliquote sono innalzate anche quest’anno di un punto percentuale, secondo quanto previsto dall’art.3-ter della D.L. n. 384 del 19.09.1992. Schematizzando (v. tabella in baso). La Circolare in esame si sofferma anche sui termini e sulle modalità di

versamento. I contributi fissi sul minimale devono essere versati tramite i modelli F24 alle seguenti scadenze: – Prima rata: 16.05.2014; – Seconda rata: 20.08.2014; – Terza rata: 17.11.2014; – Quarta rata: 16.02.2015. Mentre quelli dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale dovranno essere versati entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche.

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Piazza Remigio Da Ronche, a Ferrara Una piazza intitolata ad un esercente dello spettacolo viaggiante. È accaduto a Ferrara, città nella quale l’Amministrazione comunale, lo scorso 2 aprile, ha intitolato la piazza compresa tra via Paolo V, via Fortezza e via Niccolini, a Remigio Da Ronche, Cavaliere di Vittorio Veneto e capostipite della nota famiglia alla quale appartiene Gianni, che è stato Presidente Nazionale dell’ANESV. Remigio Da Ronche aveva ricevuto la medaglia di “fedeltà al viaggio”. Alla cerimonia pubblica è intervenuto il Sindaco ed altre autorità cittadine. È seguito un momento di festa, con gli sbandieratori e l’apertura della giostra collocata nel-

la piazza, per la libera fruizione dei bambini. Questa la motivazione dell’Ufficio Toponomastica ferrarese “Remigio Da Ronche è stato il primo giostraio ferrarese. Persona conosciuta e stimata sia in città che fuori dal territorio comunale, per oltre 53 anni ha fatto divertire tante generazioni, ma soprattutto i bambini. È riuscito a portare sullo scenario ferrarese tante giostre ancora oggi utilizzate e conosciute. Per queste ragioni l’Amministrazione comunale ha deciso di accogliere la proposta del figlio, Gianni Da Ronche, di intitolare con il nome del padre la piazza collocata di fronte all’acquedotto monumentale di Ferrara”.

“Giostre al cimitero di Bagnaia, anche i defunti hanno il diritto di divertirsi…” Questo il titolo apparso su una testata giornalistica locale per commentare, con tanto di filmato, la presenza di un luna park nel piazzale antistante il cimitero comunale di Bagnaia, in provincia di Viterbo. Campo Santo rumoroso, anche perché la ferrovia passa a pochi metri dal muro di cinta. Il video, (“Giostre al Cimitero” su Youtube) mostra in effetti alcuni carri ed una giostra a seggiolini su un terreno, separato dalle sepolture da una strada. Certo le attrazioni distano alcuni metri, tuttavia le emissioni sonore del parco e la presenza del pubblico, che deve raggiungere il luna park - distante poco meno di un chilometro dal centro storico – con i propri mezzi, rendono particolarmente singolare la collocazione. C’è da dire che lo sviluppo urbanistico del paese è arrivato a lambire il cimitero, e che un borgo antico non ha certo spazi adeguati. Nessuno pretende di installare le attrazioni nello splendido giardino all’ita26 Lo spettacolo viaggiante

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liana della cinquecentesca Villa Lante – nella foto - che dista 900 metri dal luna park. Ma andrà valutata una soluzione alternativa, meno distante dal centro e non prospiciente il cimitero. Giostre più vicine alle famiglie dei vivi, dunque, ma a qualche distanza dai luoghi dove i cittadini fanno fa visita ai loro cari defunti … in santa pace. (M.C.)


AEEG e connessioni temporanee Il 7 marzo scorso l’ANESV è stata ricevuta, insieme ai referenti di due altre Associazioni, dai dirigenti della Direzione Consumatori e della Direzione Tariffe dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas. Sono stati esaminati i problemi prospettati in una nota ANESV dello scorso settembre. In particolare i casi di mancato distacco della fornitura e fatturazione per periodi non richiesti. È stato fatto presente che questi casi sono centinaia e che il problema sorge soprattutto con ENEL. La responsabile della Direzione Consumatori ha spiegato che per loro regolamento ogni reclamo viene gestito singolarmente – ne ricevono oltre 43.000 l’anno – e che è difficile presentare reclami come “categoria”. Dopo le rimostranze dei presenti, si è stabilito di inviare una sorta di scheda riassuntiva dei casi più evidenti. È dunque essenziale che i soci ANESV inviino ai nostri uffici via fax 0645481356 o email soci@anesv.it le fatture errate, per forniture non slacciate e fatturazioni per periodi non richiesti contrattualmente.

ceve fatture per forniture elettriche per abitazione ed iva al 10% può detrarle dai costi dell’impresa. E’ inoltre risultato evidente che la tariffa “prima casa” può essere applicata a tutti i cittadini per abitazioni con forniture fino a 3Kw, che nel nostro settore sono praticamente inesistenti. Oltre i 3Kw la tariffa per le abitazioni è più alta, e in certe fasce di consumi può convenire richiedere l’energia come impresa – con tariffa industriale - con iva al 22%, potendo così detrarre i costi. In ogni caso, richiedendo l’energia per le abitazioni mobili con codice fiscale, in genere l’iva applicata dai fornitori è al 10%, ma questi costi non sono detraibili.

GLI ALLACCIAMENTI CUMULATIVI HANNO ANCORA UNO SCONTO

applicano le riduzioni ai corrispettivi di cui alla Tabella 5, colonna A), come indicato alla Tabella 5, colonna C)

- tempi di erogazione delle forniture. E’ stata richiesta una riflessione sulla possibilità di ridurre il limite dei 5 giorni – che sommato ai 2 giorni che l’area commerciale ha a disposizione per trasmettere il contratto all’area tecnica diventano 7 – per consentire - l’aliquota iva per le forniture per abitazione. A seguito di un intervento di un rappresentante sinda- l’allacciamento in casi di particolare urgenza.Buoni lacale, che sottolineava l’esigenza di avere fatture al 10% voro, rivalutati i massimali. i 365 giorni decorrono da ma anche quella di detrarle dai costi, i rappresentanti qualsiasi giorno del calendario dell’AEEG hanno ricordato che nessun cittadino che ri-

Alcuni esercenti ci hanno chiesto se è ancora in vigore lo sconto per le richieste di allacciamento presentate contemporaneamente e relative al medesimo luogo di fornitura. La riduzione è prevista dalla Deliberazione dell’AEEG ARG/elt/ 199/11, all’Allegato C, art. 20, che prevede “3. Nel caso di una pluralità di richieste di connessione temporanea presentate nello stesso momento, in bassa tensione e ciascuna fino a 30 kW, relative ad uno stesso luogo di fornitura, che comportino la realizzazione di impianti di rete per la connessione temporanea di tipo transitorio, ma che non comportino la realizzazione di una cabina provvisoria di trasformazione MT/BT, per ciascuna richiesta si www.anesv.it 27


Anche le attrazioni sono finanziabili con la Nuova Sabatini di Maurizio Crisanti

Dallo scorso 31 marzo è possibile inoltrare telematicamente le domande per accedere ai benefici della legge conosciuta come “Nuova Sabatini”. Si tratta di un’agevolazione che mira ad accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese e migliorare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese. La Cassa Depositi e Prestiti ha costituito un plafond di risorse (fino a un massimo di 2,5 miliardi di euro eventualmente incrementabili, con successivi provvedimenti, fino a 5 miliardi) gestito dagli istituti di credito, che aderiscono alle Convenzioni Mise-Abi-Cdp, o le società di leasing che sono in possesso della garanzia rilasciata da una banca aderente alle convenzioni. Tali soggetti potranno utilizzare il plafond per concedere finanziamenti. Il contributo copre parte degli interessi sui finanziamenti bancari, in relazione agli investimenti realizzati, pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni. Le PMI beneficiano del contributo e del finanziamento che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”, fino al massimo previsto dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario. In sostanza, viene riproposto un meccanismo già noto, che aiuta le imprese che investono in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali. Il finanziamento in conto interessi, disponibile fino al 31 dicembre 2016, può coprire importi tra i 20.000 ed i 2 milioni di euro. Per quanto riguarda invece la procedura 28 Lo spettacolo viaggiante

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per la concessione del contributo, è stato previsto un meccanismo automatico e di accesso semplificato: l’impresa dovrà presentare alla banca, tramite posta elettronica certificata, un’unica dichiarazione-domanda per la richiesta del finanziamento e per l’accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. Una volta che la banca avrà adottato la delibera di finanziamento, il MISE procederà, in tempi ristretti, alla concessione del contributo e a darne comunicazione all’impresa. L’erogazione del contributo è prevista al completamento dell’investimento autocertificato dall’impresa e sarà effettuata in quote annuali secondo il piano di erogazioni riportato nel provvedimento di concessione. Informazioni e modulistica sul sito www.sviluppoeconomico.gov.it. La nota del Ministero dello Sviluppo Economico


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Webcam per estendere l’esperienza dei visitatori. Cosa vecchia? Ma no, oggi c’è lo streaming! Estendere la guest esperience è uno degli obiettivi di chi gestisce luoghi di divertimento. La fidelizzazione degli utenti, soprattutto nei periodi di chiusura, viene ottenuta attraverso strumenti convenzionali, come le attività sui social networks, l’invio di newsletter e la condivisione di video. ’è tuttavia una possibilità, offerta soprattutto ad acquari e parchi faunistici o naturalistici: promuovere la struttura attraverso le webcam. Niente di nuovo, direte voi. Le webcam in ambito turistico esistono dagli anni ’90 – lo sanno bene gli appassionati di sci e sport acquatici – e sono apprezzate per la possibilità di verificare le condizioni di piste innevate e condizioni meteo. Anche nel settore del divertimento le webcam sono state già utilizzate, ma c’è una novità: oggi la tecnologia permette di effettuare vere trasmissioni in streaming; non più una 30 Lo spettacolo viaggiante gennaio febbraio 2014


noiosa sequenza di fotogrammi che si aggiornano ogni 30 secondi, ma una vera trasmissione televisiva, in video streaming e realizzata senza grande tecnologia. Trasmettere in diretta può essere interessante anche per strutture come parchi avventura, laser game o kartrodromi e piste di pattinaggio sul ghiaccio, limitando semmai gli orari a quelli di maggiore afflusso. Tra le esperienze recenti, quella dei Sea world Parks, che hanno creato Animalvision (http://animalvision. com), un canale in streaming, dal quale è possibile osservare – h24 per 365 giorni l’anno – gli animali ospitati negli acquari, i pinguini e le vasche più spettacolari. Le immagini sono fantastiche, ed ampia è la scelta di canali da vedere, uno per ogni ambiente marino. In Italia una esperienza simile è possibile attraverso il sito dell’Acquario di Cattolica e Gardaland, con webcam non attive mentre scriviamo e non ottimizzate per il mobile. Abbiamo già scritto dell’esigenza di rendere la propria presenza online completamente responsive, visibile cioè da tutti i dispositivi, dal desktop al cellu-

lare. Le statistiche sulla penetrazione del web mobile e del mobile commerce nel 2013 mostrano infatti una tendenza inarrestabile, della quale le imprese devono tener conto. Come creare un canale streaming? Lo si può fare, ad esempio, da Facebook o da Twitter, anche se in questo modo i navigatori non saranno fidelizzati rispetto al sito internet del parco. È semplice trovare le istruzioni sul web. Un parco avventura, ad esempio, o un laser game, potrebbero facilmente mostrare la propria struttura e l’attività dei visitatori direttamente sui social network. Si può scegliere, ovviamente, di limitare lo streaming a certi orari, nei quali la struttura è più attiva. l parchi che hanno siti sviluppati in Wordpress, Drupal o Joomla possono utilizzare numerosi plugin che facilitano l’implementazione di un canale streaming TV per le webcam. Per quanto riguarda la tecnologia, di webcam ce ne sono di ogni tipo, collegate con cavetteria o Wi-Fi, e si possono acquistare facilmente. (M.C.)

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La storia e l’evoluzione dei Rollercoasters, conosciuti in Italia anche come Montagne Russe o Ottovolanti, dal 1600 agli inizi del secolo scorso pettacolari da vedere, alti a volte anche come palazzi di 40 piani… Mostri di legno o di acciaio i cui binari si attorcigliano a costruire figure geometriche impossibili e che sfidano la legge di gravità. O meglio, che la sfruttano per fare scorrere copiosa l’adrenalina nelle vene dei passeggeri a bordo dei treni lanciati a folli velocità. Una gara continua per raggiungere traguardi che anche solo pochi decenni fa sembravano irraggiungibili. E a maggior ragione se si torna ancora più indietro nel tempo, quando il brivido si misurava più con la pericolosità che con la velocità. Un tempo che risale al XVII° secolo, quando qualcuno scoprì che da una banale discesa su una pista ghiacciata poteva scaturire qualcosa di nuovo ed entusiasmante. Qualcosa che è stato poi la base di partenza per giungere ai moderni Parchi a tema che operano in tutto il mondo. Un’economia che muove miliardi di dollari e ha generato centinaia di migliaia di posti di lavoro. Una storia entusiasmante che si lega indissolubilmente alla cultura, agli usi e costumi di tanti popoli nel corso dei secoli. Una storia che è fatta di alti e bassi, discese e risalite. Proprio come un Rollercoaster, o Montagna Russa che dir si voglia.

XVII° SECOLO: L’inizio Ogni storia ha un inizio e la maggior parte degli storici concorda nel dire che le montagne russe risalgono agli scivoli ghiacciati russi. Questo tipo di pendenze sono apparse per la prima volta in Russia nel XVII secolo e un gran numero di queste istallazioni si potevano trovare nei pressi di San Pietroburgo. Le fondamenta erano in legno e un sottile strato di ghiaccio ne ricopriva la superficie. I coraggiosi salivano le scale e poi si lasciavano scivolare lungo una discesa inclinata 32 Lo spettacolo viaggiante gennaio febbraio 2014


di 50°. Poi risalivano le scale per una seconda discesa che era parallela ma in senso contrario alla prima. Tutto questo a bordo di sedie di vimini! “Mentre scendete lungo la pista, una specie di ebrezza leggera s’impossessa dei vostri sensi, cosa assolutamente deliziosa” diceva un rider, tutto eccitato. Le costruzioni, che dominavano spesso i gruppi di case, furono ben presto soprannominate “Montagne volanti”. Scivolare incontrava il favore dell’alta società russa, così che alcune istallazioni furono riccamente decorate per proporre un divertimento “d’elite”. Si dice che Caterina la Grande fosse una grande fan delle sensazioni che davano le discese ghiacciate e che ella stessa ne fece costruire qualche esemplare nelle sue proprietà. Durante la stagione invernale, le discese s’innalzavano tra i 20 e 25 metri di altezza, e si aggiravano su una lunghezza di 30 metri. Permettevano più discese multiple a bordo di grandi slitte. Se tutti sono d’accordo nel dire che le prime montagne russe apparvero in Russia, non tutti sono d’accordo sull’origine della forma moderna di queste attrazioni. In effetti la forma moderna può essere caratterizzata dall’aggiunta delle ruote ai veicoli di trasporto. Si dice che un membro della famiglia dello Zar chiese di cambiare la concezione dell’istallazione al fine di poter ap-

profittare delle discese per tutto l’anno. Furono aggiunte delle ruote e la prima montagna russa era nata. Una versione è raccontata nel libro di Robert Cartmell “The Incredible Scream Machine: A History of the Roller Coaster” dove si sostiene che è stato nei Giardini d’Orienbaum a San Pietroburgo che vennero aggiunte le ruote. L’attrazione venne messa a punto nel 1784: c’erano dei carrelli ondulanti lungo le colline, guidati da una pista. Altri storici invece sostengono che furono i francesi che aggiunsero le ruote e la mancanza di vere

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prove a sostegno della tesi di Cartmell. A seguito del grande successo delle discese ghiacciate in Russia, le istallazioni furono portate anche a Parigi, ed è con il nome di “montagne russe” che apparvero nel 1804 le prime attrazioni con le ruote. Poca attenzione era però stata data alla sicurezza. Per quanto strano possa sembrare, gli incidenti provocati dalle discese aumentarono la curiosità e l’affluenza di persone sulle montagne russe. Da quel momento in poi gli amanti delle sensazioni forti ebbero una nuova ragione d’essere. Sono passati tredici anni e ci ritroviamo nel 1817. Due coasters sono stati costruiti a Parigi: Le Montagne Russe di Belleville e Les Pormenades Aériennes. David Bennett, autore di “Roller Coaster: Wooden & Steel Coasters, Twisters and Corkscrews” riferisce che entrambe presentavano per la prima volta le vetture attaccate al binario per mezzo di un sistema ingegnoso, che si trova ancora ai nostri giorni: gli assi di ogni vagone scivolano dentro una scanalatura scavata ai lati lungo tutti i binari. Questo sistema è l’equivalente del moderno sistema di “upstop wheel”. Le Montagne Russe di Belleville presentavano due binari fianco a fianco, con un corridoio riservato ai visitatori per salire fino alla sommità di ciascuna pista. Le Promenades Aériennes avevano un percorso a forma di cuore, costituito da due binari disposti simmetricamente da una parte e dall’altra di un circuito centrale. I due binari si ricongiungevano in basso, poi risalivano parallelamente alla sommità del circuito. Più avanti furono aggiunti dei cavi per trattenere i vagoni sulla sommità dell’istallazione. Erano nate le moderne montagne russe!

A TESTA IN GIÙ! La prima montagna russa con looping ha aperto nei Giardini Frascati a Parigi. La discesa era alta 13 metri e presentava un looping di 4 metri di diametro. I primi test furono effettuati con ogni genere di cose (oggetti, animali) prima che l’uomo potesse salirci. Il percorso era semplice: l’amante di sensazioni forti scendeva a bordo di una piccola vettura, poi c’era il looping, costituito da un piccolo cerchio metallico. “Oggi è stato provato per la prima volta in Francia il Chemin de Fer Centrifuge. È stato importato dall’Inghilterra. Gli Inglesi ne hanno una copia più piccola, perché il loro anello non misura che due metri di diametro” (Estratto da un giornale dell’epoca, 1846). Questa attrazione rimase di moda per 20 anni. Un altro 36 Lo spettacolo viaggiante gennaio febbraio 2014

“Chemin de Fer Centrifuge” venne costruito al Cirque Napoleon, ma in seguito a un incidente durante le prove l’attrazione chiuse molto in fretta. Molti anni passarono, fino a che un uomo di nome LaMarcus Thompson creò la prima montagna russa negli Stati Uniti, rivoluzionando l’industria del divertimento per sempre…

I PRIMI ANNI NEGLI STATI UNITI (1800-1900) Il primo roller coaster americano non è stato costruito in un parco di attrazioni, né in una città. Ben lontano da tutto questo, la prima montagna russa americana è apparsa sui fianchi delle montagne in Pennsylvania. Il Mauch Chunk Swithback Railway, che assomigliava più a un treno lanciato a tutta velocità che a un vero roller coaster, è considerato l’antenato delle montagne russe moderne (“Swithback” è il nome dato alle montagne russe straniere e caratterizzato da un percorso con “alti e bassi”). L’imprenditore di una compagnia mineraria, Josiah White, fece costruire il suo Gravity Road (strada della gravità) nel 1827 per portare rapidamente il carbone dalle miniere di Summit Hill alle rive del fiume Lehig, per finire alla cittadina di Mauch Chunk; un viaggio di 14 chilometri. Convogli di più di 14 vagoni, caricati con 22 tonnellate di carbone scendevano la montagna a tutta velocità, con un solo coraggioso passeggero a bordo che doveva frenare all’arrivo! avevano lo sgradito compito di riportare i vagoni sulla sommità della collina. Ma apprezzavano il viaggio di ritorno e non erano i soli a rimanere insensibili alle sensazioni forti… Rapidamente la Gravity Road divenne un’attrazione molto popolare. Il minerale veniva portato verso la città al mattino, ma al pomeriggio i vagoni venivano riempiti non di carbone ma di passeggeri che pagavano 50 cents per il viaggio. Durante la metà del diciannovesimo secolo la richiesta di carbone aumentò considerevolmente, e White aggiunse un secondo percorso equipaggiato di una macchina a vapore da 120 cavalli dal monte Pisgah. Questo motore serviva a far


salire i treni a un’altezza di 200 metri, e qui, per la prima volta, apparve un sistema di sicurezza: una ruota dentata che impediva al convoglio di andare all’indietro (un arresto la obbligava a girare in un solo senso). Questo dispositivo di sicurezza, che venne in seguito migliorato, fu il primo dei sistemi che caratterizzano ancor oggi le montagne russe durante la salita. Nel 1872 venne scavato un tunnel, e questo ebbe come conseguenza di rendere la strada del carbone più accessibile di quanto non fosse la Gravity Road. Ma questo non fu la fine della Mauch Chunk Swithback Railway. L’Haute Tunnel fu un enorme successo: nel 1873 ben 35.000 passeggeri poterono effettuare un viaggio tumultuoso di 28 chilometri, per una durata di 80 minuti, attraversando i paesaggi naturali del Monte Pisgah e del Monte Jefferson. Questa particolare ferrovia offriva un incredibile spettacolo naturale. Il posto divenne un luogo turistico molto frequentato nel diciannovesimo secolo, così tanto che treni speciali assicuravano il collegamento tra la città di Mauch Chunk e gli stati di New York e del New Jersey per facilitare l’arrivo dei turisti. Purtroppo la prima montagna russa degli Stati Uniti chiuse nel 1929. A causa della Grande Depressione il turismo calò a poco a poco,

fino a quando le istallazioni arrivarono a rimanere vuote per giorni. Non sapremo mai quante persone abbiano sperimentato le Mauch Chunk Switchback Railways, ma una cosa è sicura: stuzzicarono la curiosità di molte persone in fatto di nuove sensazioni. Adna Thompson, un uomo creativo che elevò le montagne russe a un livello più alto. Da ragazzo inventava una gran quantità di arnesi per i suoi genitori e giochi per sua passione. Da adulto diresse molte imprese, una più redditizia dell’altra. Ma la tensione che accompagnava i suoi affari gli fece rinunciare al suo lavoro da dirigente per potersi dedicare a occupazioni meno stressanti. Ma essendo un uomo pieno di inventiva, Thompson non poteva restare ozioso a lungo. Creò la sua versione di montagne russe. Aveva la forma delle prime “Montagne Russe”, cioè due piste parallele, ma in senso opposto. Thompson creò una pista ondulata lunga 180 metri e alta 15 metri, sulla quale delle vetture viaggiavano alla velocità di 10 chilometri orari. E’ interessante sapere che Thompson non fu il primo a brevettare questo genere di invenzione. Nel 1878 Richard Knudson depositò il brevetto “Miglioramento per ferrovie inclinate”, ma l’invenzione non fu mai realizzata. Qualche storico sostiene che Thompson

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ha semplicemente riprodotto i concetti già messi a punto da Knudson, sistemandoli a modo suo. Nel disegno a destra: il brevetto di Knudson “Chemin de fer incliné”. Nessuno sa perché Thompson si sia lanciato nell’industria dei parchi. Ma quali che furono le sue ragioni, la sua invenzione fu un successo. L’attrazione aprì nel 1884 a Coney Island, Brooklyn (New York) e fece guadagnare al suo inventore circa 600 dollari al giorno. Considerato che Thompson faceva pagare un solo Nickel per un giro, il successo del Mauch Chunk Swithback Railways non è niente al confronto. La Storia ha definito Thompson come il padre delle montagne russe, cosa che non è per niente esatta quando si sa che si è ispirato alle invenzioni francesi e russe. LaMarcus Thompson non detenne il monopolio della sua invenzione per molto tempo. Nel 1884, Charles Alcoke creò una montagna russa di forma circolare e nella primavera del 1885 Philip Hinkle sviluppò il

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concetto di “lift”. Il lift (ascensore in inglese) è generalmente la prima parte inclinata in un percorso di montagne russe, dove il treno è tirato sulla sommità con l’aiuto di un cavo o di una catena. Questo ha permesso di concepire montagne russe più alte, con i binari che formano un circuito completo. Thompson sentiva che le montagne russe non dovevano più limitarsi a semplici sensazioni. Mancava qualche cosa: un decoro! Fu allora che si mise a costruire dei percorsi scenografici. Non si trattava che di montagne russe con l’aggiunta di diorama e passaggi al buio. A Thompson sono attribuiti più di 30 brevetti relativi a montagne russe tra il 1884 e il 1887 e la maggior parte relativa a questi percorsi scenografici. In questo periodo Thompson iniziò a collaborare con James A. Griffith, famoso per le sue vetture scolpite e per i suoi decori per le montagne russe. Insieme concepirono il primo percorso scenografico che aprì nel 1887 ad Atlantic City. Uno degli ingegneri del progetto era un giovane di nome John Miller, un nome che più tardi avrebbe rivoluzionato il mondo delle montagne russe. Il cammino di Thompson e Griffith si separò dopo il progetto di Atlantic City. Divennero feroci concorrenti nel campo dei percorsi scenografici. L’inizio del ventesimo secolo vide la nascita di un nuovo tipo di parchi: i “trolley parks”. Sono parchi creati in collaborazione con le compagnie di tram. I bus e i tram erano i principali mezzi di trasporto dell’epoca, ma durante i week-end venivano usati poco, perché la gente non aveva nessun motivo per spostarsi più lontano del parco pubblico in fondo alla loro strada. Le compagnie crearono allora dei parchi di attrazioni ai capolinea delle loro linee, questo ebbe come conseguenza di favorire lo spostamento degli abitanti e delle famiglie verso la periferia della città, nella campagna, per una giornata di riposo e divertimento. Whalom Park, posto su una collina in Massachusetts, è un buon esempio di parco creato dalle compagnie di trasporti per assicurarsi un guadagno nei periodi morti. Parchi già esistenti, come il Riverview, strinsero accordi con le compagnie locali di trasporti per favorire i loro visitatori, ma anche per favorire l’utilizzo delle linee. Questo proliferare di parchi ha naturalmente aumentato lo sviluppo delle montagne russe.


Una delle montagne russe di quell’epoca sopravvissuta ai giorni nostri è il Deap the Lip a Lakemont Park in Pennsylvania. Le vetture restaurate possono trasportare 4 persone disposte su 2 file e sono tra le più confortevoli al mondo. La montagna russa fu costruita nel 1902 da Joy E. Morris ed è alta 15 metri. La prima caduta è di 3 metri e il treno raggiunge una velocità di 16 chilometri orari. Venne fabbricata per sostituire la Gravity Railroad, bruciata accidentalmente nel 1901. Questa attrazione è la più antica esistente al mondo ancora in funzione. Venne costruita in un periodo in cui le montagne russe “a frizione” erano il massimo della tecnologia e una salita di 15 metri era spaventosa. Centinaia di vecchie montagne russe furono smantellate a causa della loro età o perché non offrivano più le sensazioni che il pubblico moderno si aspettava, ma quella di Lakemont continua a funzionare. Purtroppo una manutenzione pesante e i costi di riparazione elevati hanno costretto il parco a chiudere l’attrazione nel 1985. Il coaster era arrivato al punto in cui era necessario un rinnovamento generale, ma il parco non poteva permettersi questa restaurazione senza un sostegno finanziario esterno. Persone da tutto il mondo hanno inviato denaro perché questa montagna russa potesse un giorno tornare a funzionare. Si trattava di una riparazione della struttura. Secondo Ashley Rishel (responsabile del restauro) la ri-

parazione dell’intero coaster ha modificato solo il 30% la struttura originale. Più che la montagna russa stessa sono state restaurate le vetture, il punto d’imbarco e i locali tecnici. Quando si è iniziata la restaurazione il coaster poggiava su 60 centimetri di acqua e fango. C’era infatti una sorgente naturale che sgorgava sotto l’installazione. I lavori hanno permesso di consolidarla. Il Deap The Lip è stato dichiarato monumento storico nel 1991. Durante i primi anni delle montagne russe negli Stati Uniti, l’entusiasmo del pubblico e la concorrenza diede luogo a cambiamenti tecnologici continui: la corsa alla novità, un po’ come oggi. Per questo bisognava essere un po’ insensati per costruire montagne russe in legno, ma qualche costruttore e uomini d’affari hanno creduto al successo di questo tipo di montagne russe. Gli dobbiamo tutto il nostro rispetto.

I FASTI DEGLI ANNI ’20 (1920 – 1930) Gli anni ’20 sono stati un periodo di grandi cambiamenti negli Stati Uniti. Alla fine della Guerra Mondiale il paese si lasciava alle spalle uno dei periodi più repressivi della sua storia, sotto il governo di Woodrow Wilson. La popolazione provava un bisogno di cambiamento e di rinnovamento. Un simbolo di questo decennio di prosperità fu la nascita numerosa di montagne russe. Si calcola che esistessero tra le 1500 e le 2000 montagne russe in questo periodo, un numero incredibile confron-

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tato alle circa 700 esistenti attualmente nell’America del Nord. Questo slancio dei parchi d’attrazione negli Stati Uniti è da attribuire molto a Frederick Ingersoll e alla sua famiglia. Aprì il Luna Park a Pittsburg, che fu il primo parco d’attrazioni a utilizzare il principio reso celebre da Coney Island. Egli seguì le idee di Thompson e di Dundy, progettando il suo parco intorno a un “ShootThe-Chute” centrale, circondato da attrazioni, animazioni e negozi. Più tardi Ingersoll aprì un Luna Park a Cleveland, utilizzando la stessa disposizione. In un decennio apparvero negli Stati Uniti nomi di parchi celebri come Luna Parks, White City e Electric Parks, tutti presentando un “Shoot-The-Chute” centrale. Se Ingersoll ha notevolmente aiutato la popolarità dei parchi d’attrazione, John A. Miller ha contribuito allo sviluppo delle montagne russe. Miller depositò un centinaio di brevetti riguardanti le montagne russe. Qualche esempio: il sistema anti-rollback (una specie di cremagliera) è il rumore che si sente quando si sale che impedisce al treno di ritornare indietro; le ruote che impediscono alle vetture di staccarsi dai binari, i freni alla stazione d’imbarco e molto altro ancora. Queste invenzioni aiutarono lui e altri costruttori a creare le generazioni di montagne russe future. Miller iniziò la sua carriera sotto la tutela di LaMarcus Thompson. Lavorò anche con Frederick Ingersoll e nel 1920 unì le sue forze a Harry Baker. Interruppero la loro collaborazione nel 1923, quando Miller decise di amministrare lui stesso i suoi affari. Creò allora alcune delle migliori montagne russe d’America: il Racer a Kennywood, il Revere Thunderbolt, il Coaster (più tardi il Big Dipper) a Geauga Lake (ora Six Flags Ohio), il Triple Racer per l’esposizione di Dallas e altro ancora. Un altro contributo al mondo dei parchi fu portato da Miller grazie alla sua collaborazione con Norman Bartlett. Il Flying Turns fu una delle montagne russe più originali dell’epoca: presentava una sola vettura (rimpiazzata più tardi da treni con più vagoni) e nel percorso c’era un mezzo “tonneau”. Bartlett aveva una fertile immaginazione ma non conosceva molto sulla concezione delle montagne russe. Insieme costruirono il primo Flying Turns a Lakeside Park, presso Dayton in Ohio. Il loro secondo modello presentava questa volta un treno con più vetture. Questo fu costruito a Euclid Beach, a Cleveland in Ohio. Fu un successo, ma fu anche l’ultima collaborazione tra i due uomini. Bartlett costruì altri 6 Flying Turns tra il 1931 e il 1939. E’ stupefacente pensare che ne costruirono altrettanti durante il periodo della Depressione, periodo in cui la maggior parte delle montagne russe non potevano sopravvivere a causa dei prezzi elevati dei materiali, come il legno e il ferro. 40 Lo spettacolo viaggiante gennaio febbraio 2014

Playland a Rye (nello stato di New York) è stato un pioniere nel mondo dei parchi d’attrazione. In effetti si trattava del primo parco pianificato dalla A alla Z. Nella città di Westchester, una zona chiamata Paradise Park era il luogo d’incontro di ladri e prostitute. I rappresentanti della città decisero di trasformare quest’area in un vero parco d’attrazione, al fine di risolvere i problemi legati a quel tipo di abitanti. Rye Playland fu completamente progettato prima che il primo mattone fosse posato: un vero cambiamento per la concezione dei parchi dell’epoca. Franck Darling, uno dei progettisti e gestori del parco, ebbe l’idea di circondare con alberi i viali del parco, e in uno stile art-deco, creò una nuova forma di loisir senza precedenti. Le attrazioni erano separate dalle aree per i pic-nic e dalle zone riservate ai bambini, in modo che il rumore non disturbasse i visitatori. Una spiaggia era disponibile per i visitatori che desideravano rinfrescarsi e potevano anche fare un giro su un idrovolante. Il parco proponeva anche un gigantesco KiddieLand (area di gioco per i bambini) con attrazioni create apposta per i piccoli. La città di Westchester dirige il parco ancora oggi ed è una delle poche città degli Stati Uniti che gestisce un complesso di queste dimensioni. Ai giorni nostri i visitatori possono imbarcarsi su Dragon Coaster, una piccola montagna russa alta una ventina di metri ideata da Prior & Church nel 1929. Si dice che gli anni ’20 siano stati un’epoca in cui i visitaori non erano per niente considerati e che la sicurezza fosse un aspetto delle attrazioni poco importante. Mentre alcune attrazioni non erano certo sicure al 100%, altre però potevano essere utilizzate in tutta sicurezza. Il numero di morti in questi anni fu molto basso rispetto al numero di visitatori e al grande utilizzo delle attrazioni. Nonostante queste montagne russe fossero state costruite senza progetti, i loro costruttori fecero di tutto per garantire una certa sicurezza, addirittura qualche volte migliore rispetto alle montagne russe moderne. Gli anni ’20, quindi, possono essere considerati come gli anni del boom delle montagne russe.

I PRIMI ANNI DEL ’900 LA STORIA DI CONEY ISLAND SEA LION PARK Molti sostengono che le prime montagne russe ideate da grandi nomi come Thompson, Alcoke e Hinkle siano state costruite a Coney Island a New York. Coney è stato il luogo per testare numerose montagne russe innovative, poiché già a quell’epoca era un vero tempio del divertimento. Alla fine del XIX° secolo, come già riportato, le compagnie di tram costruivano dei parchi di attrazione alla fine delle loro linee per attirare dei passeggeri anche nei peiodi “vuoti, come la sera e i


weekend. Il più conosciuto di questi terminal è Coney Island, dove sono radunati più parchi ispirati dal successo dell’Esposizione Universale di Chicago del 1893. Coney Island è certamente il luogo di nascita dei parchi di attrazione americani, delle montagne russe moderne, dei “darkrides” e anche degli Hot-Dogs! Gli abitanti di New York hanno cominciato a visitare Coney Island intorno al 1830 e qualche mese fu sufficiente per veder nascere dozzine di alberghi e stabilimenti per le cure termali. Durante gli anni contigui al 1870, Coney era divisa in due zone. All’estremo est dell’isola, si poteva soggiornare nei grandi hotels destinati alle classi più agiate. Nella parte ovest, prosperava la prostituzione e il gioco d’azzardo. Era l’epoca in cui uomini e donne portavano abiti che dovevano coprire tutto il corpo, anche per bagnarsi. I vestiti bagnati pesavano parecchi chili, i coraggiosi bagnanti dovevano issarsi con una corda per uscire dall’acqua. Un certo John Y. Mc Kane dirigeva il complesso dell’isola con polso di ferro. Nulla poteva essere costruito a Coney Island senza la sua autorizzazione. Il corrotto Mc Kane guadagnava milioni di dollari ignorando il vizio. “Le case chiuse sono una necessità per Coney Island, e non ho intenzione di convertire l’isola al gioco d’azzardo, già presente nei casinò di Brighton Beach e Sheepsheed Bay”. Nel 1894 Mc Kane venne arrestato e l’isola esplose economicamente. Le classi popolari si dispersero sull’isola da est a ovest. Il luogo era pronto a diventare la capitale mondiale del divertimento. Nel 1897 il capitano Paul Boyton aprì una serie di attrazioni, chiamato Sea Lion Park. Il piccolo parco di Boyton fu il primo a utilizzare l’idea di “parco “ di attrazioni. Prima di questo gli imprenditori non possedevano che un piccolo numero di attrazioni. Da questo momento tutte le giostre vennero raggruppate entro un muro di cinta, che aveva lo scopo di impedire l’ingresso a prostitute e ladri. George C. Tilyou si arricchì grazie a Coney Island, aprendo nel 1897 il parco Steeplechase. L’attrazione di maggior richiamo era una corsa di cavalli meccanica del tipo Steeplechase, un modello molto raro nel mondo. Si trattava di rotaie di ferro sulle quali correvano 8 cavalli parallelamente. Nel 1903 Frederick Thompson e Elmer Dundy comprarono il Sea Lion Park da Boyton e aprirono Luna Park. Il loro nuovo paese incantato era qualcosa di mai visto. La sera brillava alla luce di 250.000 lampadine elettriche. Un visitatore lo definì un “paradiso elettrico”. Luna

Park fu un enorme successo e attirò l’attenzione di William Reynolds, un politico locale molto attento a tutto quello che poteva essere illegale. Nel 1904 costruì Dreamland Park, dove si trovavano attrazioni molto “moralizzanti”, come la Creazione e la porta dell’Inferno, che avevano lo scopo di mostrare una dottrina religiosa ai visitatori. Dreamland restò aperto fino al 1911 ma non fu mai così popolare come i suoi predecessori. A Coney Island si potevano trovare le migliori e le più innovative montagne russe del mondo. Come già detto in precedenza qui ebbe inizio la prima riuscita economica di una montagna russa e il primo sistema di risalita meccanica (lift). Nel 1895 Lina Breecher creò il Flip Flap Railway e lo costruì al Sea Lion Park di Boyton. L’originalità di questa montagna russa era il looping… e che looping! Si trattava della prima riapparizione dell’inversione dopo quella dei giardini Frascati a Parigi alla fine del XIX secolo (di cui abbiamo parlato nella prima parte). Altrettanto scomodo e pericoloso il looping da 7 a 80 metri; attirava molto gente, ma chiuse rapidamente qualche anno più tardi. Al fine di ridurre i G del looping verticale del Flip-Flap, Edward Prescott costruì il LoopThe-Loop di Coney Island nel 1901. Il suo binario d’acciaio e il suo looping a forma di ellisse ridussero fortemente il numero di G subiti dai “riders”, procurando sensazioni forti in tutta sicurezza. Sfortunatamente il pubblico guardava più allo spettacolo esteriore offerto dall’attrazione e pochi osavano sperimentarla. Il Loop-The-Loop sopravvisse fino alla Prima Guerra Mondiale, poi chiuse per fallimento. Tredici montagne russe furono costruite a Coney Island dal 1884 fino agli anni 30. Una delle più grandi fu il Giant Racer, costruito nel 1911. La sua struttura bianca era la più alta dell’epoca. Nel 1926 venne smontata per lasciare il posto a una delle montagne russe più celebri della storia: il Cyclone. Il Cyclone rappresenta il metro di paragone di tutti i coaster. Ripide discese, assenza di peso (quella sensazione di leggerezza che si prova quando i piedi non toccano il suolo del vagone), curve strette e solo una sbarra di sicurezza per trattenere i passeggeri, hanno fatto del Cyclone un coaster eccezionale. L’attrazione concepita da Vernon Keenan, fu costruita dalla Harry Baker Company e dalla National Bridge Company (una specie di Genio Civile) che contribuì alla costruzione dello scheletro metallico dell’attrazione. Aperto con 6 settimane di ritardo, dopo il pagamento di una fattura di 100.000 dollari da parte dei fratelli Jack e Irving Rosenthal, il Cyclone è stato il coaster che ha www.anesv.it 41


avuto più successo a Coney Island. Nel 1934 i fratelli Rosenthal comprarono il Palisades Park nel New Jersey e vi dedicarono molte energie per portarlo al successo. Assunsero Chris Feucht, ideatore del coaster Drop The Dips, per dirigere il Cyclone. Feucht apportò delle modifiche all’attrazione, ancora visibili ai giorni nostri. Il Drop The Dips apre il 6 giugno 1907 a Coney Island e offre sensazioni finora mai provate. Al contrario del Loop-The-Loop, fu subito un successo. Ma Feucht non fu mai soddisfatto di come era realizzata l’attrazione e non smise mai di modificarla tanto che migliorò invecchiando. Oltre che per la prima montagna russa “moderna” dobbiamo ringraziare Feucht anche per un’altra invenzione: la barra di sicurezza per i passeggeri. Fu il primo proprietario di coaster a istallare questo sistema di sicurezza, che rimpiazzava le catene o le

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semplici cinture il cui scopo – minimo all’epoca – era garantire la sicurezza dei passeggeri. Altre due montagne russe segnarono la storia a Coney Island: il Thunderbolt, costruito nel 1925 da John Miller e il Tornado, costruito nel 1926 dalla Thompson Company sotto la direzione di Franck Darling. Il Thunderbolt era un’attrazione folle, ma a causa della sua vicinanza con il Cyclone (situato all’inizio della strada) questa montagna russa fu spesso snobbata dal pubblico. Il Tornado era una superba montagna russa che bruciò nel 1977. Una torre dominava in mezzo al percorso e questo ispirò una leggenda: alcuni dicono che La Marcus Thompson saliva sulla sommità per trovare l’ispirazione per la creazione delle sue montagne russe… solo che era morto 7 anni prima della costruzione di Tornado. Coney Island sarà ricordato come il parco d’attrazioni che più di tutti ha influenzato i parchi americani. Su Westland.net è presente un dettagliato elenco dei rollercoasters che si sono succeduti nel parco di Coney Island. © Testo originale: Adam Sandy – www.ultimaterollercoaster. com – Archivio Fotografico: www.ultimaterollercoaster.com – www.ridezone.com – www.westland.net © Traduzione, prefazione e adattamento a cura di Monica Ternelli e Roberto Canovi – www.parksmania.it


Sistemi di biglietteria

Alcune indicazioni su quesiti posti dagli Associati

L’Associazione ha ricevuto vari quesiti, che sono stati analizzati in collaborazione con qualificati interlocutori, in contatti informali. Ecco cosa è risultato dall’approfondimento dei casi specifici: Molte strutture hanno adottato la prestampa per dotarsi di biglietti da utilizzare in caso di guasto del sistema. Può inoltre verificarsi il caso che si blocchi il sistema di controllo accessi. Esiste una procedura manuale per vendere biglietti e\o gestire il controllo degli accessi in caso di blocco del sistema? Come noto, la prestampa, effettuata su biglietti a data libera (biglietto abbonamento) e dunque in teoria annullabili entro il quinto giorno dal primo evento fruibile, non è il sistema più corretto dal punto di vista fiscale. L’Associazione ha presentato un interpello che, a quanto è dato sapere, potrebbe confermare l’annullabilità dei biglietti a data libera invenduti, nel termine di cinque giorni dall’ultimo evento fruibile. È possibile comunque dotarsi di biglietteria SIAE, ovvero acquistare ancora i biglietti cartacei predisposti dalla SIAE, compilando poi il modello C1 manuale. In questo modo non si stampano titoli che, essendo a data libera, comportano l’assolvimento dell’iva. È stata segnalata l’esigenza di vendere biglietti smaterializzati con pacchetto per famiglie, anche inclusi in una card come nella “tessera del tifoso”. È possibile che in un biglietto smaterializzato, o in pdf, cumulativo sia dato un solo codice (ad es. codice a barre) per più biglietti? È emerso che sono tanti i settori che hanno richiesto una modifica normativa, richiedendo la emanazione di un provvedimento agenziale in questo senso. Si dovrebbe arrivare a poter emettere un solo sigillo fiscale per più biglietti, ovviamente solo per strutture dotate di controllo accessi. Anche in Italia i parchi di divertimento appartengono a volte a gruppi, ed hanno l’esigenza di includere due strutture all’atto della vendita del biglietto per una di esse. In genere si tratta di due soggetti fiscali diversi.

È possibile includere in un biglietto più eventi di diversi organizzatori? Tra le soluzioni possibili c’è quella di individuare un parco ”capofila”, titolare del sistema di biglietteria, che vende il biglietto cumulativo e poi comunica alle altre strutture i codici dei biglietti venduti: in alcuni casi è stato realizzata una procedura informatizzata che provvede a caricarli sui sistemi di biglietteria degli altri parchi, altrimenti si opera manualmente, a seconda del software adottato. Ci sono già esperienze simili, che operano attraverso il sistema del “rateo”, individuando cioè un rateo dal biglietto cumulativo (es: 30 euro complessivi suddivisi in ratei da 10 euro, dei quali 20 per il parco più costoso e 10 euro per l’altro, oppure ratei da 5 euro da suddividere tra le varie strutture) . Quanto all’Iva, trattandosi di biglietto abbonamento, essa viene corrisposta dal parco che ha effettuato la vendita. E’ anche possibile dotare gli altri parchi di accesso web al sistema di biglietteria del “capofila”, così da consentire a tutte le strutture di vendere i biglietti abbonamento cumulativi. Si verificano situazioni nelle quali è necessario procedere all’upgrade, trasformando ad esempio un biglietto a data fissa in un abbonamento. Infatti a volte il cliente accede al parco e, durante la giornata, decide di acquistare l’abbonamento, vedendosi riconoscere uno sconto all’atto dell’acquisto. Come gestire questa situazione? È certamente possibile “caricare” sul sistema due tipi di abbonamenti: quello a prezzo intero, venduto prima dell’accesso al parco, e quello “upgrade” , a tariffa più bassa, offerto a coloro che abbiano acquistato il biglietto e decidessero di convertirlo in abbonamento. Sarebbe utile che la seconda tipologia di abbonamento fosse venduta solo all’interno del parco, dunque acquistabile solo dai visitatori. Sorge l’esigenza di proporre biglietti “all inclusive”, che includano, ad esempio, il parcheggio o altre prestazioni. Come gestirli attraverso il sistema di biglietteria? Se non si tratta di consumazioni, si deve attendere che sia consentito di considerare il corrispettivo incassato quale “borsellino elettronico”, attraverso il quale acquistare prestazioni soggette a diversi regimi fiscali. È molto sentita l’esigenza di cedere unitamente al biglietto per lo spettacolo anche altre prestazioni di beni o servizi (es. Popcorn unitamente al biglietto per il cinema, biglietto del parco + menù fast food) soggetti ad Iva. Come gestire queste fattispecie attraverso il sistema di biglietteria? E’ possibile avvalersi in questo caso di un sistema adottato in molti cinema multiplex, mutuandolo dalle discoteche, con il sistema dello “scorporo”, dunque vendendo un “biglietto con consumazione”. Peraltro l’aliquota iva del biglietto e della consumazione è equivalente, al 10%. (M.C.) www.anesv.it 43


La vaschetta lavapiedi.

Una normativa che risale al 1951 La vaschetta lavapiedi nelle piscine ha origini lontane, che risalgono ad una circolare ministeriale emanata nel 1951. Da allora ha subito poche modifiche, se si escludono quelle dettate dalle innovazioni tecnologiche come ad esempio l’installazione di una fotocellula od il dosaggio automatico dell’antimicotico. di Rossana Prola* roce (dei gestori) e delizia (dei tecnici della prevenzione) rappresenta da sempre una delle disposizioni più controverse nell’ambito degli impianti acquatici ad uso pubblico. La legislazione al riguardo è basata su disposizioni regionali, nelle regioni che si sono dotate di un qualunque dispositivo normativo. Nelle altre sono i singoli tecni46 Lo spettacolo viaggiante gennaio febbraio 2014


ci della prevenzione a dettare le regole, che possono quindi variare sensibilmente da un impianto ad un altro oppure anche nel corso della storia dello stesso impianto, se cambia l’ispettore. La varietà di disposizioni sull’argomento è interessante, ma lascia comunque spazio alla fantasia di progettisti e di addetti al controllo. Con o senza fotocellula, con o senza doccia, quali dimensioni minime, accessibile per i disabili o meno, quale profondità minima, quale lunghezza, alimentata con acqua corrente oppure no, sempre piena o con spruzzini attivabili automaticamente … e chi più ne ha più ne metta. In più, come si organizzano entrata ed uscita? È necessario entrare nella vaschetta lavapiedi ed uscire da un tornello, che si romperà nel giro dei primissimi mesi di gestione a causa degli innumerevoli tentativi di farlo girare al contrario per evitare la vaschetta, oppure è fattibile un unico passaggio dotato di acqua nella quale si entra e si esce? L’impianto ideologico della vaschetta lavapiedi si basa sull’obbligo del suo attraversamento e porta quindi con sé la ben più ingombrante recinzione (o delimitazione che sia). Appare perfettamente chiaro a chiunque frequenti le piscine infatti come sia assolutamente impossibile pensare ad una vaschetta lavapiedi nella quale

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INVITANDO GLI ALTRI A SEGUIRE IL TUO ESEMPIO! gli utenti transitino senza esserne obbligati. E’ un dato di fatto assodato chel’unico modo per costringere gli utenti a pasare attraverso il presidio igienico sanitario sia la coercizione e difatti l’aggettivo ricorrente nelle norme è “ineludibile”. Nessuno però mai si è chiesto PERCHÉ gli utenti si rifiutino di passare nella odiata vaschetta lavapiedi... Perchè sono pigri? Perchè gli piace restare con i piedi sporchi? O forse perchè l’acqua, essendo acqua corrente, è per forza di cose sempre fredda? O perchè la vaschetta si sporca con una tale rapidità da diventare prestissimo una vaschetta sporcapiedi invece che lavapiedi? E poi perchè devo per forza di cose attraversare praticamente nudo il presidio, farmi annaffiare di acqua gelata, per poi magari stendermi sul lettino senza nemmeno uno straccio di asciugamano o peggio con un asciugamano più bagnato di me? La teoria della vaschetta lavapiedi è una sfida impossibile alla logica. Il senso (corretto) è quello di evitare di portare all’interno dell’acqua della vasca una quantità di sostanze 48 Lo spettacolo viaggiante gennaio febbraio 2014

inquinanti, cioè di sporco, che possa comprometterne le caratteristiche igienico-sanitarie e per farlo si pretende di recintare le vasche costringendo le migliaia di persone che frequentano un parco acquatico ad attraversare piccoli canali di acqua gelida, che gli operatori devono mantenere sempre efficienti e pulite. Questi “imbuti” creano non pochi problemi di sicurezza, anche perchè pur di non attraversarli i bagnanti si inventano di tutto, mettendo spesso a rischio la propria incolumità. Un aspetto di difficile comprensione è questa attenzione sui piedi al limite del feticismo. E il resto del corpo? Perchè invece di concentrarsi su una singola parte anatomica non si concentrano attenzione e fatica sull’educazione igienica degli utenti delle piscine? Sicuramente far comprendere come sia importante non entrare in acqua sudati e ricoperti di creme o magari truccati è decisamente più importante del bagnarsi leggermente correndo. Fare una doccia degna di questo nome, magari con sapone ed acqua calda negli spogliatoi, prima di entrare in acqua, questo si avrebbe un senso! E per togliere gli eventuali residui di sporco da sotto le


ciabatte è più che sufficiente un erogatore di acqua e soluzione sanificante da far funzionare premendo un pulsante. Come educare i bagnanti non è certo un problema di poco conto, ma con il tempo e molta costanza e pazienza si otterrebbero sicuramente molti più risultati di quelli ottenuti finora recintando le vasche con il filo spinato. Il problema resta quello delle norme, laddove esistono. Modificarle è possibile, ma si tratta di un percorso lungo, faticoso ed irto di ostacoli, da affrontare singolarmente con ogni regione. Una fatica immane. Una possibilità è rappresentata dalla stesura di un protocollo di educazione e di sorveglianza salitaria da stendere in

accordo con la propira ASL di riferimento, in modo da verificarne la fattibilità e l’efficacia nel tempo e portare, un impianto alla volta, alla sostituzione della odiata vaschetta con un comportamento più appropriato da parte degli utenti. È, senza ombra di dubbio, un percorso “rovescio” rispetto a quello che dovrebbe essere. Solitamente si utilizzano le norme per educare, in questo caso si educa per modificare le norme. Ma, si sa, viviamo in un Paese strano e a questo ci dobbiamo adattare. (*) Professioneacqua.it Immagini realizzate da Antonio Barra, ASL di Cremona - Sede di Crema

Obbligo vaschetta lava piedi – Leggi Regionali Piscine pubbliche (A1)

Piscine turistico ricettive (A2)

Piscine condominiali (B)

Toscana

Obbligo di vasca lavapiedi, alimentata in modo continuo con acqua contenente una soluzione disinfettante che può essere immessa anche con un sistema automatico che si attiva al passaggio del bagnante, ed una doccia. La vasca lavapiedi deve essere dimensionata in modo tale da rendere obbligatoria l’immersione completa dei piedi nella soluzione disinfettante. Essa ha un battente di almeno 15 centimetri ed una lunghezza minima di 1 metro e 50 centimetri. La vasca lavapiedi è accessibile a coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea, anche mediante l’utilizzo di apposita sedia a ruote.

Umbria

Obbligo vaschetta lava piedi con doccia, non eludibile, alimentata con acqua contenente una soluzione disinfettante. Tale vasca, munita di doccia, deve essere realizzata dimensionalmente e strutturalmente in modo da rendere obbligatoria l’immersione completa dei piedi. Sono ammessi sistemi alternativi. Per le persone con ridotta e/o impedita capacità motoria dovrà essere previsto all’ ingresso un adeguato sistema di lavaggio.

Emilia Romagna

Obbligo vaschetta lava piedi con doccia, non eludibile, alimentata in modo continuo con acqua contenente una soluzione disinfettante. Tale vasca, munita di doccia, deve essere realizzata dimensionalmente e strutturalmente in modo da rendere obbligatoria l’immersione completa dei piedi. Deve essere accessibile anche dai disabili. Sono ammessi sistemi alternativi.

È obbligatorio disporre nei pressi dell’area balneatoria una vaschetta lavapiedi che consenta l’immersione completa dei piedi con doccia, alimentata in modo continuo da acqua contenente una soluzione disinfettante.

Lombardia

Nella zona di passaggio tra la Sezione Servizi e le aree a piedi nudi devono essere installate: - vaschette lavapiedi, alimentate con acqua corrente o con acqua a ricambio periodico e dosaggio di soluzione disinfettante; - erogatori di soluzione sanificante per i piedi

Agli accessi alle aree a piedi nudi devono essere installate: - vaschette lavapiedi, alimentate con acqua corrente o con acqua a ricambio periodico e dosaggio di soluzione disinfettante; - erogatori di soluzione sanificante per i piedi.

Non prevista dalla normativa

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Marche

Obbligo di vasca lava piedi con doccia non eludibile, alimentata in modo continuo con acqua contenente una soluzione disinfettante. Tale vasca munita di doccia, deve essere realizzata in modo tale da rendere obbligatoria l’immersione completa dei piedi, accessibile anche dai disabili con i relativi ausili. Sono ammessi sistemi alternativi.

Liguria

Non esiste la normativa

Trento

Obbligo di vasca lava piedi con doccia non eludibile, alimentata in modo continuo con acqua contenente una soluzione disinfettante. Tale vasca munita di doccia, deve essere realizzata in modo tale da rendere obbligatoria l’immersione completa dei piedi, accessibile anche dai disabili con i relativi ausili. Sono ammessi sistemi alternativi.

Non previsto dalla normativa

Bolzano

Obbligo di vasca lava piedi con doccia non eludibile, alimentata in modo continuo con acqua contenente una soluzione disinfettante. Tale vasca munita di doccia, deve essere realizzata in modo tale da rendere obbligatoria l’immersione completa dei piedi, accessibile anche dai disabili con i relativi ausili. Sono ammessi sistemi alternativi.

Nei pressi dell’area balneatoria è disposta una vaschetta lava piedi per l’immersione completa dei piedi, alimentata in modo continuo da acqua contenente una soluzione disinfettante e almeno una doccia.

Non previsto dalla normativa

Molise

In attesa di regolamento

Calabria

L’area a piedi nudi deve essere delimitata e accessibile esclusivamente dall’ area di rispetto attraverso un passaggio obbligato che consenta il preventivo lavaggio e disinfezione mediante l’immersione completa dei piedi, in vaschetta alimentata in modo continuo da acqua contenente una soluzione disinfettante. Nell’ area deve essere prevista almeno una doccia ad uso dei bagnanti.

Non previsto dalla normativa

Puglia

L’area a piedi nudi deve essere delimitata e accessibile esclusivamente dall’area di rispetto, previo lavaggio e disinfezione dei piedi e delle calzature destinate a tale area. L’accesso all’area bagnanti è consentito esclusivamente previa completa pulizia personale mediante doccia.

In attesa di apposita regolamentazione

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Moschettoni intelligenti, la nuova frontiera della sicurezza di Maurizio Crisanti

I moschettoni intelligenti rappresentano la vera innovazione di questi ultimi anni, nell’ambito dei dispositivi di protezione dei parchi avventura. Dopo la diffusione delle zip line, l’adozione di sistemi con “Interlocking system” è il vero elemento che caratterizzerà la stagione 2014 nei percorsi acrobatici. Sono sempre di più le strutture italiane che hanno adottato questi dispositivi. Italia i sistemi più diffusi sono quelli prodotti da due aziende importanti, Bornack e Clic-It, anche se ne esistono anche altri, sempre di produzione estera. I sistemi divergono per aspetti tecnici, ma hanno l’obiettivo di impedire a chi li utilizza di liberarsi di entrambi i moschettoni, perché uno rimane chiuso sulla linea di vita fino a che l’altro non viene chiuso a sua volta. Le modalità con cui si realizza questa alternanza nell’apertura sono diverse da produttore e produttore, in alcuni casi è necessario installare sulle linee di vita dispositivi che vengono “riconosciuti” dal moschettone, mentre altri sistemi non necessitano di nuovi accorgimenti. 52

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I vantaggi? L’adozione di questi dispositivi rende l’attività non soggetta a fattori comportamentali, e dunque assai più sicura del sistema tradizionale, che usa moschettoni di tipo alpinistico e non impedisce che per distrazione o scarsa perizia il visitatore possa disancorarsi dalla linea di vita. Gruppi scolastici, famiglie in gita non abituate agli sport di montagna, bambini distratti possono così utilizzare dispositivi che impediscono, di fatto, di poter cadere al suolo. Il gestore, a fronte di un investimento significativo – una longe con moschettoni intelligenti costa tra i 230 e i 270 euro e prevede a volte un contratto di manutenzione annuale – si trova a gestire una struttura nella quale la vigilanza è meno impegnativa e genitori, accompagnatori ed insegnanti che seguono le evoluzioni da terra sono meno stressati. Nella revisione della norma europea – che sarà pubblicata alla fine dell’anno – è infatti previsto l’inserimento di questa tipologia di dpi, ed i livelli di supervisione da parte degli operatori sono stati conseguentemente “alleggeriti” rispetto a quelli imposti alle strutture che utilizzano longe tradizionali. Ovviamente esistono anche i sistemi di linea di vita continua – nei quali l’utente è sempre connesso alla linea di vita - particolarmente adatti a percorsi per bambini - come la Coudou Pro Zaza, distribuita da Kong. I nuovi modelli non necessi-

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tano infatti di particolari modifiche alle linee di vita dei percorsi e sono molto interessanti anche per gli esercenti che gestiscono attrazioni come il Mixtreme, che si stanno orientando verso l’adozione di questo sistema di sicurezza. Su Youtube è possibile vedere i video di presentazione dei dei sistemi Bornack, Clic It e Coudou.

IL PARERE DEI GESTORI Quale dei prodotti più diffusi è migliore? Non è semplice rispondere, perché ogni gestore ha valutato la robustezza, la semplicità di utilizzo ed i costi di gestione dei moschettoni intelligenti offerti da vari fornitori. Abbiamo chiesto a due giovani gestori, entrambi adeguatamente formati per svolgere arrampicata sportiva e lavori in altezza, che hanno adottato sistemi diversi, di darci qualche impressione dell’utilizzo di questi dispositivi: Michael Kammerer, titolare del parco Kronaction di Issengo (BZ), struttura nell’area di Plan de Corones, molto visitata in Estate e Marco Todisco, proprietario del parco Treja Adventure, a pochi chilometri da Roma, che ha una stagione assai prolungata: Hai deciso di sostituire le longes con “moschettoni intelligenti”. Una scelta dettata da quali esigenze? (Michael) Abbiamo scelto questi dispositivi appena abbiamo saputo che esistevano sistemi del genere. L’obiettivo è fare tutto il possibile per evitare incidenti. Anche a noi che effettuiamo lavori in quota ogni giorno può succedere che si resti con i due connettori aperti, figuriamoci se parliamo di persone che lo fanno per la prima volta.

Che impatto ha il nuovo sistema sugli aspetti gestionali? Serve meno vigilanza? (Michael) Noi non risparmiamo in effetti sugli addetti, perché vogliamo dare assistenza lungo i percorsi, spiegare come si deve fare il singolo esercizio ecc... volendo si può anche ridurre il personale, ma questo non era il nostro obiettivo. Usando questo sistema è un po’ più lenta tutta la dinamica nel parco, ma non crea veri problemi. (Marco) Il sistema è più complesso e meno intuitivo da utilizzare soprattutto per i bambini. Questo comporta un briefing più articolato quindi più lungo. Mediamente l’utente preferiva utilizzare i moschettoni tradizionali perché più semplici. Questo sistema non porta secondo me un vero risparmio sul personale addetto, anche se il controllo è sicuramente meno impegnativo. Sotto i percorsi bisogna comunque esserci… Come reagisce il pubblico? (Michael) Le persone abituate ad andare in montagna all’ inizio tendono a criticare il sistema, ma quando lo utilizzano imparano ad apprezzarlo. Inoltre i genitori e gli insegnanti dei gruppi scolastici lo vedono come garanzia della massima sicurezza per i loro bimbi. Le scuole vengono adesso senza porre problemi di responsabilità, anche se da noi venivano anche prima.

(Marco) Molte persone hanno difficoltà iniziali che piano piano, con l’utilizzo, si risolvono, ma qualche problema rimane. Sicuramente i genitori dei bambini e ragazzi apprezzano molto l’adozione di questi dispositivi, e ancora di più chi porta gruppi presso la nostra struttura (Marco) Ho adottato questi moschettoni per aumentare per compleanni, campi estivi o scolaresche e gruppi organizzati. il livello di sicurezza del mio parco. 54

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ENADA primavera 2014 Flipper, biliardini, in poche parole Amusement. Così si può definire la 26a edizione dell’Enada Primavera (Rimini 19-21 marzo 2014) la rassegna della Sapar organizzata da Rimini Fiera. otevole la riduzione nei metri quadri (erano occupati solo due padiglioni, quasi la metà rispetto a quanto eravamo abituati a vedere), ma la qualità della produzione esposta non ne ha risentito. Dopotutto, che il settore delle slot machine non stia passando un periodo proprio roseo era cosa risaputa e già con l’edizione romana dello scorso ottobre si era avuto sentore che qualcosa stesse cambiando dopo anni di boom e record di presenze. Tuttavia, in questa tappa primaverile il clima era sicuramente più sereno, forse proprio grazie agli apparecchi di puro intrattenimento che l’hanno fatta più o meno da padrone non solo nella sfera prettamente commerciale. 56 Lo spettacolo viaggiante gennaio febbraio 2014


Diversi eventi collaterali hanno infatti avuto luogo in fiera, primo fra tutti per prestigio ed internazionalità il Campionato Europeo di Flipper Sportivo (21-23 marzo) che ha debuttato l’ultimo giorno di fiera per proseguire poi nel week end. Per rimanere sul flipper, si è svolto anche il 4° Spring Pinball Tournament (19-21 marzo), altro torneo sportivo, organizzato da Ifpa Italia e Tecnoplay, valido per il ranking internazionale (WPPR). La contemporaneità con il Campionato Europeo ha reso la gara ancora più interessante per la partecipazione di tantissimi player internazionali di alto profilo. Altri due tornei satellite, sempre validi per il ranking WPPR, sono invece stati giocati sul nuovo flipper Mustang presentato da Stern Pinball in anteprima europea proprio in occasione della competizione. Quasi un ritorno agli Anni 80, quando il flipper era indiscusso protagonista dell’Enada. www.anesv.it 57


Altro grande evergreen posto sotto i riflettori è stato il calciobalilla, precisamente i modelli della Fas Pendezza che ha deciso di celebrare il mezzo secolo di attività proprio con un Torneo a coppie organizzato dalla Uisp (Unione Italiana Sport per Tutti), in una partnership che dura da anni. Indubbiamente questi eventi hanno contribuito alla buona riuscita della fiera almeno per quanto riguarda gli ingressi: 25.208 i visitatori, con un calo del 6,45% che può definirsi fisiologico visto il momento storico. Gli stessi organizzatori si sono dichiarati soddisfatti, pur auspicando una maggiore attenzione da parte delle Autorità. Quanto a noi dello Spettacolo Viaggiante, presenti come di consueto con il nostro stand nel Media Village, non possiamo che apprezzare questo “ritorno” dell’intrattenimento, avendo ritrovato diversi operatori del nostro settore che hanno deciso di

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scommettere anche su questa fiera che ci è apparsa sicuramente più bilanciata come presenza di prodotti. All’Enada infatti c’è sempre stata una forte componente dedicata al mondo del Gaming, da cui a volte i nostri operatori si sono forse sentiti un po’ schiacciati. Stavolta non è stato così e ce ne rallegriamo sperando che questa Primavera porti ad una stagione estiva proficua ed una nuova fioritura del mercato.

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Assemblea Generale dei soci ANESV Campania

L’ASSEMBLEA GENERALE dei soci della Sezione Interregionale ANESV della Campania-Calabria si è riunita il giorno 16 aprile 2014 alle ore 11.00 presso la sede sociale in Napoli alla Piazza Gesù Nuovo,33 per discutere sugli argomenti: 1. Comunicazioni del Presidente; 2. Aree Spettacolo Viaggiante e regolamenti; 3. Revisione Legge regionale Campania 6/2007 sui contributi; 4. Progetti Spettacolo Viaggiante finanziati con fondi Europei; 5. News Edenlandia; 6. Varie ed Eventuali. Sono presenti per il consiglio Guida Ciro-Presidente, Amedeo Cioffi, Antonio Cioffi, Diego Guida, Cioffi Renato, Cioffi Ivan, Canterini Gina, Onorato Carmine, Carrucola Domenico. Sono altresì presenti in qualità di soci: Pietati Carmine, Pietati Pacifico, Montico Giulia Marisa, Autiero Pietro, Soc. Arcolandia, Apicella Mauro, Guerrini Roberto, DeMatteo Carlo, Dematteo Riccardo, Di Guida Salvatore, Di Guida Giuseppa (New Project srl). Il presidente apre il dibattito facendo una panoramica, sugli ultimi anni durante i quali si ricorda che sono stati realizzati: i corsi professionali per gli associati, con il conseguimento dell’attestato per il Corretto Montaggio, e stato riconsolidato il rapporto con Reale Mutua Assicurazioni con polizze vantaggiose, e stata portata a regime la legge regionale della Campania 6/2007 che assegna contributi all’Attività di Spettacolo Viaggiante, sono state risolte tutte o quasi le problematiche in Campania e in Calabria, relative all’Assegnazione dei codici identificativi relativi al DM 18/05/2007 e così via. Richiama i soci al pagamento tempestivo delle quote Associative onde consentire la continuità dell’Azione Associative. Il presidente rende nota una proposta dell’ANESV per la gestione dell’EX Parco Edenlandia. La proposta diretta agli associati è di formare una ATS per la gestione del Parco formata da 10 esercenti , in grado di poter mettere in campo un capitale sociale di 1.000.000,00 di € formata da quote di 100.00,00 € , in più un investimento in capitale e risorse umane pari a 2.000.000,00 di € in 5 anni al fine di rivalorizzare l’intero impianto, la proposta scadrà dopo 20gg. Dalla data dell’Assemblea, per poi essere portata al vaglio del Giudice fallimentare. I lavori proseguono con il resoconto di quanto ottenuto dalla Sede Nazionale in merito ai servizi di fornitura elettrica da parte di ENEL Energia e si indicano ai soci le modalità di accesso alla fornitura uso carovane con gli ulteriori ab-

battimenti ottenuti nonché viene consegnato il modulo per i reclami. L’Associazione nell’ottica dell’ampliamento delle aree per lo Spettacolo Viaggiante, ha presentato su richiesta della Stessa Amministrazione un’elenco di aree per alcuni parchi temporanei a Napoli, le aree, sono: Piazza Mercato, Viale Dhorn, Via della Marinella, Piazza del Plebiscito, Parco Urbano Scampia le modalità saranno comunicate in seguito. Inoltre il presidente ha invitato i presenti a fornire richieste in caso di aree di nostra competenza tra Campania e Calabria. La legge regionale Campania 6/2007 in materia di contributi subirà una revisione nell’anno 2014, in particolare saranno escluse dal contributo le piccole attrazioni a funzionamento semplice, in effetti già il ministero aA responsabile dei rapporti con la Regione, illustra la possibilità di accedere ad un nuovo filone di contributi, fortemente voluti dall’Associazione ed in particolare per progetti speciali legati allo Spettacolo Viaggiante, il PAC 3 di riferimento prevede la concessione del 100% dei costi sostenuti per la realizzazione di progetti inerenti lo Spettacolo Viaggiante in Campania , possono partecipare soltanto coloro che sono iscritti nell’Albo Regionale ed abbiano esercitato e ottenuto già contribuzioni della Regione Campania negli anni 2012/2013 , le modalità di partecipazione al Bando sono disponibili presso la sede regionale ANESV NAPOLI. In ultimo il Consigliere Cioffi Ivan, illustra una sua proposta di realizzazione, del “Festival della Giostra” alle TERME DI AGNANO, che si terrà dal 12/9/2014 al 12/11/2014 il festival prevede 2 mesi di esercizio durante i quali si alterneranno vari spettacoli con artisti italiani e internazionali, nonché i personaggi più amati dai bambini. Le giostre saranno posizionate in modo da realizzare un parco , a forte impatto tematico, ci sarà la possibilità di partecipare con GRANDI, MEDIE, PICCOLE, E PICCOLISSIME ATTRAZIONI, le modalità e i costi di partecipazione all’evento, sono disponibili presso la sede ANESV Napoli, il responsabile del procedimento è il Sig. CIOFFI IVAN. Speriamo di dare sempre un contributo efficiente ai nostri associati affinchè affrontino l’attività nella consapevolezza che c’è sempre chi veglia su di loro e sulle loro problematiche. Sempre a disposizione per la categoria auguriamo a tutti gli esercenti una stagione serena ricca di prosperità, e un appuntamento alla prossima Assemblea Generale. Un caro saluto la sezione interregionale ANESV Campania e Calabria. (a cura di Diego Guida) www.anesv.it 61


Marketing verso i liceali. L’esperienza del progetto Enjoineering Fare marketing per raggiungere gli studenti liceali, il sogno di ogni struttura del divertimento. ervono idee per coloro che vogliono promuovere un marchio entrando in relazione con i liceali. Per questo presentiamo “Enjoineering”, un’azione realizzata proprio da studenti universitari, quasi coetanei dei destinatari del progetto, in linea con i loro desideri, il modo di pensare e gli strumenti diffusi tra i ragazzi delle scuole superiori. Il progetto “Enjoineering” (http//www.enjoineering.com), creato da studenti della Università della Tuscia (VT) per promuovere il corso di laurea in Ingegneria industriale, si rivolge infatti ai ragazzi che, al termine del liceo, devono orientarsi tra gli Atenei. Ma come raggiungere i neo diplomati? Il gruppo di lavoro ha progettato un piano di marketing a 360 gradi, che prevede azioni “By Students, for Students”, utilizzando gli universitari come testimonials. Gli universitari, dopo un corso di marketing e web marketing autogestito, hanno realizzato, in accordo con l’Ateneo, un piano di comunicazione in tre fasi, con azioni personalizzate su ognuno dei canali di comunicazione selezionati, e per ognuno dei target: Nella prima fase, di una settimana, è prevista una micro-campagna rivolta principalmente agli Influencers, individuati tra persone che fanno comunicazione nel mondo universitario e delle istituzioni. Sarà curata la pubblicazione di due video che introducono il progetto: uno relativo alla stampa 3D del logo e l’altro che presenta le persone che hanno realizzato il progetto, e ne sono i testimonials. Vengono inoltre attivati gli account Facebook, Twitter e Google+, sui quali vengono veicolati i video, alcuni testi brevi ed immagini di presentazione. Sono previste inoltre pubbli62 Lo spettacolo viaggiante gennaio febbraio 2014


cazioni di articoli su alcuni blog e magazine del settore del Web Marketing, nei quali il progetto sarà presentato come esempio innovativo di comunicazione per promuovere un corso universitario. Gli strumenti adottati sono canali Video Social Media, Facebook, Twitter, Google+, oltre a blog e testate online. Segue poi la fase del lancio del progetto, in due settimane, con la messa online del sito, popolato inizialmente di contenuti statici, che saranno implementati con gli articoli del blog. Il giorno stesso del lancio vengono attivati i profili dei Social Network ancora non aperti e inizia la diffusione anche sui profili privati, viene diffuso il comunicato stampa di presentazione dell’iniziativa “Gli Universitari non Stanno più a Guardare” e si ha una prima copertura su testate online generaliste e blog nel settore del Web Marketing, per generare “buzz” intorno al progetto e ottenere links utili alla SEO nella fase successiva. Questa fase si conclude con l’organizzazione dell’evento istituzionale di presentazione, aperto alla stampa e alle istituzioni e promosso tramite l’ufficio stampa dell’Università della Tuscia. Levento, secondo l’intenzione dei ragazzi, permette di ottenere popolarità e generare il passaparola attraverso gli influencer presenti.

presenza dei rappresentanti delle istituzioni. Ne ha parlato, tra l’altro, il Tg3 regionale, Italia Oggi e le cronache locali di alcuni quotidiani. Insomma,  c’è da imparare dal progetto Enjoineering anche per il settore dei parchi di divertimento, in alcuni dei quali si opera senza una vera progettualità, usando i profili aziendali dei social network come fossero quelli personali. Da qui a trasformarli in leve di marketing, ce La terza fase prevede azioni a regime, per consolidare ne passa... Forse in questo l’energia e la curiosità dei le relazioni e la presenza sui social networks. Per tre ventenni ha una marcia in più. mesi saranno gestite le discussioni con gli utenti tramite i social media, analizzate le tendenze dei quesiti su forum e gruppi di discussione, che saranno utili per la Abbiamo posto a Paolo Dello Vicario, creazione di contenuti interessanti e facilmente condi- studente al secondo anno di Ingegnevisibili per il blog. L’attenzione si sposta dunque dall’In- ria – già professionista in ambito SEO fluencer allo Studente, per ottenere il contatto diretto e web marketing – e coordinatore del tramite i social media e i forum di settore, modellando i gruppo di lavoro, alcune domande: contenuti del sito in base alla curiosità generata. Come è nata l’idea di promuovere un corso di lauQuesti i Social Network sui quali i ragazzi hanno de- rea attraverso un progetto di marketing? ciso di puntare: Facebook (filo diretto e ricezione dei quesiti e sviluppo del brand), Twitter (contatti con gli L’idea nasce semplicemente per unire una passione e influencers), LinkedIn (branding), YouTube (video di lavoro con il proprio corso di studi, convinti che questi presentazione dell’Ateneo, delle lezioni e degli eventi), siano di qualità e di assoluta eccellenza nel panoraVine (viral video con scene tratte dai video per YouTu- ma nazionale. In questo anno e mezzo di Ingegneria be), Pinterest (infografiche con statistiche e branding). ci siamo resi conto sempre di più che i corsi avevaNon solo online. Il progetto è infatti ricco di azioni no caratteristiche difficili da trovare in altri atenei: la offline, momenti istituzionali in Ateneo ed ed iniziati- preparazione elevata e la richiesta di impegno hanno ve più “classiche”, come la organizzazione di eventi avuto sempre, come contrappeso, un’enorme disponipresso gli istituti scolastici, la stampa di strumenti di bilità dei docenti e la volontà di creare un offerta dicomunicazione, quali locandine ecc. . Il progetto è stato dattica innovativa. Personalmente mi sono reso conto presentato nell’ateneo viterbese lo scorso 4 aprile, alla ad esempio che gli “Homework”, ovvero le relazioni www.anesv.it 63


tecniche da presentare per i corsi di Termodinamica e Macchine, mi stavano aiutando enormemente nell’impostazione del mio lavoro, che di termodinamico ha ben poco. Quando poi abbiamo scoperto che molte Università non sfruttano ancora il web a dovere e che è un campo da sperimentare totalmente, è venuto spontaneo raccogliere la sfida e vedere cosa ne veniva fuori. Così abbiamo iniziato a organizzare i corsi di formazione sul Web Marketing e in breve eccoci qui.

Tutta la nostra azione punta sul metterci la faccia: vogliamo organizzare eventi, rispondere alle domande, far sì che Enjoineering possa essere il più interattivo possibile e che risponda alle esigenze di chi sta facendo una delle prime grandi scelte della vita.

Il progetto è nato da “studenti per gli studenti”, lo consideri un punto di forza il fatto che la comunicazione sia concepita da ragazzi, quasi coetanei del target da raggiungere? Avete deciso di metterci la faccia… Penso che essersi posti un paio di anni fa le stesse domande che oggi andiamo ad analizzare per sviluppare la nostra strategia sia un enorme vantaggio a nostro favore; sappiamo esattamente cosa avremmo voluto sapere, e cerchiamo di creare qualcosa che aiuti i ragazzi a scegliere il meglio, forti della convinzione che la Tuscia possa essere un’ottima strada per chi decida di orientarsi verso il campo dell’Ingegneria Industriale. Penso anche che sia più facile “fidarsi” di un coetaneo che sta vivendo un’esperienza e cerca di spiegarla nel miglior modo possibile, piuttosto che di testi generici senza un’anima alle spalle.

Ci rivolgiamo essenzialmente a due macro-target: uno è ovviamente quello degli studenti, l’altro è quello dei possibili influencers del settore, le persone che possono aiutarci a veicolare il nostro messaggio.

Avete analizzato un target specifico di destinatari delle azioni di marketing. Quali sono i media che questi ragazzi utilizzano maggiormente?

Ai primi cerchiamo di offrire le risposte migliori e più sincere alle domande che, dopo un’analisi, abbiamo catalogato come importanti; ai secondi vogliamo invece proporci con tutto il nostro entusiasmo e la carica innovativa che un progetto come Enjoineering può portare. I social network saranno il principale strumento di dialogo: Facebook e YouTube in primis e a seguire anche Twitter, Pinterest, Vine, Instagram e Google+, ognuno con una specificità diversa. Il sito servirà invece a raccogliere ed elaborare le domande, anche tramite un blog interno di aggiornamento e approfondimento.

Parchi e social media. I risultati di un piano di comunicazione di Maurizio Crisanti Abbiamo già parlato delle azioni messe in campo da Mirabilandia, attraverso TheGoodOnes di Marco Marozzi. All’avvio della stagione 2014, l’agenzia ha diffuso alcuni dati dello scorso anno. Molto interessanti i i risultati: la strategia di implementazione della presenza del parco ravennate sui social media ha fatto registrare oltre 89.000 nuovi iscritti alla community, 603.000 interazioni, generate da 246.000 utenti unici italiani e stranieri, oltre 4 milioni di visualizzazioni sui canali video. L’applicazione “Cronache da Mirabilandia”, collegata a Facebook, ha raccolto più di 11.000 foto degli utenti. Per il 2014 il piano della presenza sui social media prevede una implementazione dell’interazione tra il pubblico presente nel parco ed i social network, e la promozione delle offerte commerciali e dell’attività con i brand partner. Oltre a Facebook e Youtube, 64 Lo spettacolo viaggiante gennaio febbraio 2014

sarà potenziata la presenza su Instagram e Twitter per l’approccio real-time. La presenza sui social, oltre a creare condivisione e “rumore” sul parco, ha l’obiettivo, grazie a nuova tecnologia, di aumentare le conversioni per l’acquisto di biglietti ed offerte.


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IVA Controlli dell’Agenzia delle entrate sul settore dell’intrattenimento. Nuove metodologie per VTL e sale giochi

BANCHE Obbligo POS per professionisti, il rinvio nel Milleproroghe Il discusso obbligo del POS per le imprese, del quale abbiamo dato notizia nel numero scorso, nonchè l’obbligo di accettare carte di debito (bancomat), vengono posticipato dal primo gennaio al 30 giugno 2014 con un emendamento al Milleproroghe. Per importi superiori ai 30 euro, scrive il MiSE, l’accettazione delle carte di debito diviene obbligatoria, pertanto gli interessati non potranno fare a meno di dotarsi di Pos. In un decreto da emanarsi entro il prossimo 26 giugno potranno esserci riguardanti soglie e livelli di fatturato minimo, nonché eventuali estensioni dell’obbligo per altri strumenti di pagamento. Per alcune imprese, tuttavia, il rinvio dell’obbligo del POS è solo fino al 28 marzo 2014: da tale data scatta l’obbligatorietà, infatti, per le imprese ed i professionisti con fatturato che sorpassa i 200 mila euro, sempre per importi maggiori di 30 euro.

L’Agenzia delle Entrate ha diffuso nei giorni scorsi una nuova versione della metodologia di controllo di sale giochi e biliardi. In particolare le metodologie forniscono agli ispettori indicazioni per: - uniformare i comportamenti operativi degli uffici al fine di assicurare ai controlli uno standard qualitativo più elevato; - contribuire allo sviluppo di maggiori professionalità e capacità di controllo del personale; - aumentare la proficuità dei risultati attraverso una sistematica utilizzazione delle indagini indirette (riscontri esterni, ecc.); - indirizzare le indagini sugli aspetti sostanziali della posizione fiscale del contribuente, riducendo al minimo i controlli formali.

LIETE Nuova nascita nella famiglia dello spettacolo viaggiante. È nata “MIA” figlia di Sandro Giarnotta e di Carmela Dulcetta nonché nipote di Salvatore Speciale, presidente della Sezione Sicilia Sardegna. Auguri ai familiari.

NECROLOGI La famiglia Dell’Acqua ci segnala che il 26 dicembre scorso è mancata CLARA DELL’ACQUA, sorella di Roberto E Fernanda, esercenti romani. In febbraio è deceduto BENITO ETTORE LARIBLE, fratello di Adelina, nostra associata. Ai familiari giungano sincere condoglianze.

All’età di 85 anni dopo lunga malattia si è spento GAETANO TALARICO. Per 20 Anni presidente della Sicilia dell’ANSVA e successivamente presidente onorario dell’ANESV Sicilia – Sardegna, Don Tanino, cosi lo appellavamo confidenzialmente, verrà ricordato da tutti noi con affetto e ammirazione. Nei suoi articoli, pubblicati nelle riviste dello spettacolo viaggiante, traspariva il suo attaccamento alla categoria, respingendo, in particolar modo, l’arroganza di coloro che dividevano le coscienze e si è sempre battuto per la crescita civile dello spettacolo viaggiante. Un dirigente d’altri tempi, ma soprattutto per noi tutti “Don Tanino” Presidente Don Chisciotte. Salvatore Speciale Le ultime sue parole pronunciate qualche giorno prima del suo decesso ed affidate ad un video proiettato dopo la funzione religiosa dei suoi funerali sono state: «Ho superato le innumerevoli vicende della vita, gioie, dolori, amarezze, contrarietà e come sempre aiutato dalla mia meravigliosa compagna, madre dei miei figli, ho continuato la mia corsa come su una giostra, ho visto salire e scendere in tanti, ora io debbo scendere, e’ arrivato il mio momento: ragazzi io scendo. Ritorno alla casa del padre. E che fa…? Piangete…? Tenetevi per mano, non litigate, amatevi come io vi ho amato e vi amerò. Drin drin… Altra corsa! Scusate…! Arrivederci…!» Tanino TALARICO

66 Lo spettacolo viaggiante gennaio febbraio 2014


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n. 3-4 marzo-aprile 2014 • anno LI1

Legge Sabatini ed acquisto di attrazioni Certificato penale per i dipendenti? Gli incontri dell’ANESV con ANCI e AEEG


Lo Spettacolo Viaggiante n. 3-4 2014