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PEACE MAKER loredana galante


Art Commission special Edition

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PEACE MAKER loredana galante

PEACE MAKER loredana galante

testo Alberto D’Ambruoso antologia critica Gianni Nappa Alessandra Redaelli Ada Frisian Loredana Galante Giovanna Lacedra Loredana Metta realizzazione grafica Vania Elettra Tam foto cover Antonio Delluzio

Liberodiscrivere® associazione culturale edizioni Responsabile della pubblicazione Art Commission © ISBN 9788893391467 Questo libro è in vendita anche su: www.Liberodiscrivere.it e su tutti gli store on-line

mediapartner

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Il gioco serio nell’opera di Loredana Galante

Alberto D’Ambruoso

Il tratto distintivo della più che ventennale ricerca artistica di Loredana Galante (questo catalogo presenta una selezione degli ultimi sei anni di attività), è senza dubbio da individuare nell’aspetto ludico presente in pressoché tutte le sue opere. Tuttavia sarebbe sbagliato liquidare i suoi lavori come giocosi tout court, in altre parole, fine a sé stessi. Sono piuttosto delle studiate operazioni artistiche, realizzate attraverso il recupero di molti dei giochi che si praticavano nell’infanzia e condotte in modo serissimo, con la stessa serietà, si potrebbe dire, con la quale i bambini giocano ad esempio ai soldatini o a guardie e ladri o, come posto in evidenza dalla copertina di questo catalogo, al gioco del dottore. In questo modo Loredana Galante compie un salto all’indietro nel tempo e porta lo spettatore a ri-vivere quelle sensazioni che tutti noi adulti abbiamo provato da piccoli quando abbiamo giocato a mamma-casetta o a giochi equivalenti che prefiguravano il mondo dei grandi. Quella di Loredana Galante è dunque una ricerca che muove dal personale, a partire dalla sua memoria, ma di fatto tratta di aspetti sociologici ed antropologici che riguardano tutti noi, che prima di diventare adulti abbiamo trascorso una bella fetta della nostra vita a sognare giocando. Nell’opera Castello di carte ad esempio, il personale diventa collettivo, essendo metafora delle relazioni parentali che accomunano tutte le persone: il gioco composto con le carte a formare un castello è realizzato attraverso le foto dei famigliari dell’artista. Persone care e forti che costituiscono l’ossatura della nostra identità ma che allo stesso tempo possono essere fragili e far cadere il castello con un alito di vento. Nel dar vita a questo mondo fantastico, una sorta di moderna wunderkammer popolata da oggetti di stoffa colorata, sculture, dipinti, installazioni, Loredana Galante allestisce dei veri e propri set nei quali si traveste ora da dottoressa ora da casalinga invitando il pubblico a partecipare attivamente alle sue performance. L’attitudine contributiva nei confronti dell’altro è posta in evidenza infatti fin dalla copertina del catalogo e il titolo stesso ne offre una chiara indicazione. Peace maker (produttrice di pace) che gioca con il termine inglese Pace-maker restituisce appieno questa sua attitudine nell’instaurare con l’altro (il paziente nelle sue performance) e in seconda battuta con lo spettatore, un rapporto pacifico, armonioso. La relazione con l’altro è d’altro canto un fattore primario nell’attività di counseling che Galante porta avanti parallelamente all’arte da tre anni. Molte delle pratiche del counseling sono state applicate anche alla sua ricerca come ad esempio nella performance I redraw your life nella quale l’artista si proponeva di “riparare” degli eventi negativi della vita delle persone disposte a raccontarle il proprio vissuto. La vita e l’arte tendono quindi a fondersi senza che vi sia più distinzione tra l’una e l’altra. Nel sempre più faticoso mondo in cui viviamo, nel quale a prevalere sono sempre più l’egoismo e la competizione più sfrenata a svantaggio delle persone più deboli, Loredana Galante ci offre la possibilità di guardarlo di nuovo con gli occhi dei bambini che un tempo eravamo, alla riscoperta di quella purezza che un tempo era di tutti noi. 4

Loredana Galante’s seriouse play

Alberto D’Ambruoso

The distinctive feature of the more than twenty years long artistic research of Loredana Galante (this catalog presents a selection of the last six years activity) is undoubtedly to be found in the playful aspect present in almost all his works. However it would be wrong to dismiss his works as playful tout court or, in other words, end in themselves. They are rather studied artistic operations, realized through the recovery of many of the games that were practiced in childhood and conducted in a very serious way, with the same seriousness, one could say, which the children play with, for example soldiers or guards and thieves or, as highlighted by the cover of this catalog, the doctor’s game. In this way Loredana Galante does a jump back in time and leads the viewer to re-live those sensations all of us adults felt when we were child and played make believe or equivalent games that foreshadowed the world of adults. Loredana Galante research moves from the personal, starting from her memory, but in fact deals with sociological and anthropological aspects that affect all of us, as before becoming adults we spent a good part of our life dreaming while playing. For example, in the work Castello di carte, what is personal becomes collective, being a metaphor of the parental relationships that everybody has in common: the game made up of cards to build a castle is realized by the artist’s family photos. Dear and strong people who are our identity backbone, but at the same time can be fragile and make the castle fall in a breath of wind. While giving life to this fantastic world, a sort of modern wunderkammer populated by colored cloth objects, sculptures, paintings, installations, Loredana Galante sets up real stages which she is in at one time disguised as a doctor, at another as a housewife inviting the audience to be involved in her performances. The contributory attitude towards the other, highlighted starting from the catalog cover and the very title, offers a clear indication. “Peace maker” (producer of peace) who plays with the English term Pace-maker fully returns this attitude in establishing with the other (the patient in her performances) and in second time with the viewer, a peaceful, harmonious relationship .The relationship with the other is on the other hand a primary factor in the counseling activity that Galante has been pursuing in parallel with art during three years. Many of the counseling practices have also been applied to her research, for example in the performance I redraw your life in which the artist sets out to “repair” negative events in the lives of those people willing to tell her their own experiences. Life and art therefore tend to merge ending the distinction between each other. In the increasingly difficult world we live in, where prevail selfishness and the most unbridled competition to the detriment of weaker people , Loredana Galante offers us the chance to look at it again with the eyes of the children we once were, to the rediscovery of that purity once belonged to all of us. 5


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ANTOLOGIA CRITICA p.7 Simile a me

p.17 养 (殖) Coltivare (Elisir di lunga vita)

p.32 Il castello

p.46 Tiles tales

“ Il tempo per Loredana Galante è un transito tra le memorie arcaiche del lavoro millenario della tessitura, che attraverso un inno scritto alla gentilezza, si afferma attraverso l’unione delle mani e nella condivisione del filare. Un tempo attuale, quello performativo, realizzato in più tempi, proprio come le antiche donne nello scorrere delle loro vite. Un tempo dedicato a se con gli altri, a indicare un tracciato nello scritto che coniughi l’emozione del fare con il sentimento del condividere, e tutto nel tempo performativo, in quello spazio casalingo senza mura e confini, se non nell’approcciarsi al lavoro come dedicazione alla manualità sensibile”

Curare, coltivare, costruire, riflettere, contribuire, rispettare vita Non è da intendersi come vita individuale. L’elisir di lunga vita dunque non è da ricercare per l’immortalità o l’ eterna giovinezza del singolo. Vita come impulso vitale, azione contributiva, afflati evolutivi e costruzione di un valore comune da rispettare e da conservare per la sua importanza. Vitale è ancora tutto ciò che tiene in vita, che produce senza distruggere, senza compromettere. L’Elisir della Vita si può ottenere mescolando insieme tutti gli ingredienti che possano contribuire a Rispettarla. In ambito sociale lo si può trovare cercando profondamente nella nostra responsabilità personale. Ognuno di noi possiede una goccia di questo elisir e può usufruirne per sé stesso , per gli altri esseri senzienti, per il pianeta. Il benessere del singolo non può fondarsi sul malessere di qualcun’ altro o la distruzione di bellezze e risorse naturali. Le stesse nostre parole devono avere un valore contributivo e vanno scelte con cura. Essere in vita non è solo respirare ma essere svegli, consapevoli, in ascolto, permeabili. L’ esperienza del singolo deve allinearsi con lo spirito intelligente dell’Assoluto, si alimenta con la Presenza e la Cura, in uno stato di integrazione tra l’effimero e l’eterno, tra l’individuo e l’intelligenza universale.

Creare: dialogare con l’energia. Il lavoro che ha come titolo Il mio castello è un castello di carte da gioco con le immagini di vecchie foto di famiglia, tra cui affetti scomparsi. L’opera parla dell’importanza del costruire la roccaforte di riferimento emotivo, ma anche la precarietà e la difficoltà delle relazioni affettive. Lo studio delle costellazioni famigliari mi ha portato ad approfondire, in un progetto dal titolo Senza radici non si vola,(il titolo del libro di Bertold Ulsamer su Bert Hellinger), proprio i rapporti con la famiglia. L’ambiente famigliare è una coreografia che ha ritmi e distanze che variano con le età e i relativi bisogni. Ogni percorso di emancipazione passa attraverso un serio esercizio di accettazione ed accoglienza.

...”La sua arte non è soltanto un’espressione della sua personalità. Per Loredana Galante è arte il suo stesso corpo, il gesto quotidiano e il contatto con l’altro da sé nel nome di una ferrea volontà di pacificazione, inclusione e accoglienza, che vivono nell’opera come nella vita. ..Il sostrato delle sue creazioni è quindi la vita stessa, la profondità della coscienza e il munificente valore delle relazioni. Respirare in sintonia profonda con luoghi e persone, ricollegarsi alle più antiche e multiformi tradizioni, attraverso gesti arcani, simboli poetici, stralci di memoria e intense, sorprendenti invenzioni. Fra pelle e opera corrono sottili, immediate, suggestive continuità: una sconfinata infatuazione per la Vita, per la sua bellezza e il suo mistero. Amore e immensità.

Gianni Nappa p.11 Special dates “.. raccontano la complessità dell’amore, della famiglia e delle relazioni attraverso i gesti e i materiali della quotidianità ripensati e rivestiti di significati profondi. Nel mondo fatato della Galante la vita stessa diventa performance ed anche la cerimonia del tè è al tempo stesso momento di condivisione e soggetto di una pittura leggera, sussurrata, fatta di piccole cose, mentre i suoi ragni tessitori avvolgono la stanza laboriosi, le sue formiche in abito da sera si pongono in bilico tra gioco leggero e surrealismo, le fontane stillano succo d’ arancia e lei, seduta in un angolo, ricama favole su piastrelle di stoffa..” Alessandra Redaelli

10 cose da sapere sull’arte contemporanea, Newton & Compton, 2018 p. 323

p.13 Disegno con fermagli e forcine Per Miss Galante il tempo è quello della casa. Il ticchettio del cucù, l’ora del tè, i biscotti da sfornare, la teiera calda al punto giusto da apporre su un tavolo di cliché domestici ornato con motivi superfloreali. La sua è un’ “attitude” da donna dei primi del secolo scorso. Per Guido Gozzano Loredana Galante avrebbe incarnato la Signorina Felicita de “I Colloqui”. Un concentrato di giochi familiari, di seduzioni da focolaio domestico, bellissima creatura malinconica e indaffarata di un sobborgo di fate casalinghe, artiste delle stoffe e dei ricami, dell’Art Noveau gingilloso e puntuale… Bozzetti con filigrane di colori smodati e suadenti, ghirigori di fascino e specialità nell’ordine di un meraviglioso divertissement che richiama la piccola dea di Lewis Carroll. Chicche di perle e fettucce, rituali di taglio e cucito, scatti da un matrimonio in posa per un dagherrotipo creativo e iniziale. Gabbie dorate e pettini smarriti, borsette di raso composte e scomposte, bottoni, occhi di generosità esclamata, poesie viaggianti. Il nonsense è complice del più grande dei delitti: l’artista osa e lo fa con grazia! Ada Frisian

Il posto è quello giusto quando diverti te stesso e con gli altri impari a sognare, Sicilia_Islandart

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Loredana Galante p. 17 Andare verso In questa mostra evocativa, da vivere come un momento di autocoscienza e quasi di iniziazione, accanto al cerchio e insieme ad esso ecco il simbolo del nodo. Legame, certo, ma anche promemoria, scansione, punto fermo nel fluire oceanico del tutto. Nodo che per la cultura iraniana assume il valore aggiunto del Dakhil, il nodo che si intreccia nei santuari a simboleggiare un bisogno, un desiderio e che, si dice, al momento in cui questo desiderio si avvererà si scioglierà da solo. Al nodo e al cerchio è dedicato uno dei momenti più importanti della mostra: la performance che le due artiste metteranno in scena insieme. In un movimento infinito, simbolo di come la natura è vita e morte e resurrezione e spazio per ogni essere in ogni momento sul lungo cammino del tempo, nodi verranno intrecciati e sciolti e poi di nuovo intrecciati e sciolti come in una danza, una danza circolare che coinvolgerà lo spettatore e lo renderà partecipe e protagonista. “Partendo da questa figura del cerchio come movimento senza interruzioni, abbiamo riflettuto sul cambiamento da uno spazio di neutralità”, raccontano le artiste. “…Ci siamo soffermate sulle forme pensiero evocate nelle tele appese sul soffitto, sulle percezioni spigolose e disfunzionali alla ricerca di un’armonia che è inclusione e sospensione di giudizio. Alla base c’è l’approccio dell’artista come individuo influenzante e la responsabilità sottesa a questo impegno.

Loredana Galante p.38 Along the threads of memory Lo sguardo sul mondo, per Loredana Galante, è uno sguardo di costante meraviglia. Lei stessa ci tiene a riportare l’etimologia della parola Sorpresa, per farci cogliere appieno il significato che intende: «Dal latino: mirabilia, cose ammirevoli; da mirari, guardare con meraviglia». Il mondo è, per l’artista, uno spazio emozionale che accoglie la Sorpresa. Bisogna, però, esservi disposti. In questo modo si afferma uno spazio di possibilità, d’inclusione dell’inatteso, di stupore, di osservazione sospesa. Un luogo d’eventualità. E si intuisce il proprio posto nel mondo, la profonda complicità con esso. Seppur tutto con breve memoria, sostiene Loredana Galante, si arriva a intuire persino una consapevolezza della bellezza universale. La lunga sottana/vestito concepito per Each Way celerà all’interno una Wunderkammer, un piccolo inventario d’ immagini, memorie, segreti, cartoline da mondi nuovi, souvenir dall’ occidente e dall’oriente. forme , oggetti incontrati, riconosciuti e raccolti, testimoni di un rituale di celebrazione dell’eccezionalità dell’attimo. L’abito fiume lascia scorrere su di sè il tempo e trattiene alcune reliquie del quotidiano, frammenti di un gesto poetico che include tutti. Loredana Galante

Sottana Flusso, Shengzhen

Loredana Metta,

Frammenti di Effetto Galante, dol’s magazine

back cover E servono… “...E servono mani ancora capaci di ricamare carezze e di sfiorare, leggere, gli orli e le pieghe delle tante vite in gioco.” (cit. Isabella Guanzini, Tenerezza, La rivoluzione del potere gentile, edizioni Adriano Salani, 2016).

Qualcuno ci mette davvero poesia in quello che fa. È il caso di Loredana Galante, che lo scorso 14 luglio durante l’opening di Artperformingfestival a Napoli, ha realizzato una performance animata da autentica condivisione. Loredana fa arte relazionale. Significa che le sue azioni servono in primis a mettere in relazione le persone, a metterne in relazione l’emotivitá e la sensibiltá. Cosí, senza pianificarlo, Loredana ha riattivato, con questa azione, una tradizione antica 2500 anni. La storia attraversa i gesti di queste donne. Attraversa l’artista. Loredana Galante ha radunato attorno a sè alcune donne di etá differenti, perchè cucissero insieme a lei questa grande tovaglia, esattamente come accadeva ad Atene durante l’Etá di Pericle, quando le ateniesi, durante le celebri feste Panatenee, si radunavano nella sala a pianta quadrangolare del Partenone attigua al naos e chiamata “parthenon”, per cucire e ricamare a turno l’enorme peplo dedicato alla dea Athena, che poi sarebbe stato sfoggiato in processione. La storia ritorna. Il gesto femminile, resta sacro e poetico. Giovanna Lacedra

Alessandra Redaelli

Andare Verso, Teheran

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CRITICAL ANTHOLOGY p.7 Simile a me

p.17 养 (殖) Coltivare (Elisir di lunga vita)

“The time for Loredana Galante is a transit between the archaic memories of the millennial work of weaving, that, through a written hymn to kindness, establishes itself by joining the hands and sharing the rowing. A current time, the performing one, carved out in many times, just like the ancient women in the flow of their lives. A time devoted to oneself with the others, in order to indicate a path in the writing, that combines the emotion of doing with the feeling of sharing, and everything in the performative time, in that home space without walls and boundaries, if not in approaching work as a dedication to sensitive dexterity “

Caring, cultivating, building, reflecting, contributing, respecting The term Life should not necesserily mean “individual life”. The elixir of life should not be sought in order to achieve individual immortality or eternal youth. Life is a vital impulse, a contributing activity, an evolutionary afflatus and the establishment of a shared value that must be respected and conserved due to its importance. Of vital importance is also everything that keeps us alive, that produces without destroying, without compromising. The elixir of life can be obtained by mixing together all the ingredients that can contribute to respecting it. In the social sphere it can be found by looking deeply into our personal responsabilities. Each of us holds a drop of this elixir and may make use of it for himself, for other sentient beings, for the planet. The experience of the individual must be line with the intelligent spirit of the Absolute, and leads with Presence and Care to a state of integration between the ephemeral and the eternal, between the individual and universal intelligence.

Gianni Nappa p.11 Special dates “.. tell the complexity of love, family and relationships through the gestures and materials of everyday life, rethought and covered with deep meanings. In the fairy world of Galante, life itself becomes a performance and even the tea ceremony is, at the same time, a moment of sharing and the subject of a light, whispered painting, made of little things, while its weaving spiders envelop, industriously, the room, its cocktail dressed ants hang in the balance between pastime and surrealism, the fountains drip orange juice and she, sitting in a corner, embroiders fairy tales on cloth tiles ..

Alessandra Redaelli

10 things to know about contemporary art, Newton & Compton, 2018 p. 323

p.13 Disegno con fermagli e forcine For Miss Galante, time is that of the house. The cuckoo’s ticking, , the tea time, the biscuits to be churned out, the perfectly hot teapot, to be placed on a table of domestic clichés, adorned with superfloreal motifs. Her attitude” is an early last century women’s one. For Guido Gozzano Loredana Galante would have embodied Miss Felicita of “I Colloqui”. A concentrate of family games, of domestic hearth seductions, a beautiful melancholic and busy creature of a homemade fairies suburb, fabrics and embroideries artists, from the knick-knacking and precise Art Noveau ... Sketches of immoderate and persuasively colored laceworks, doodles of charm and specialties in the order of a wonderful divertissement, recalling the Lewis Carrol’s little goddess. Pearls and ribbons beans, cutting and sewing rituals, shots from a wedding posing for a creative and initial daguerreotype. Gilded cages and lost combs, composed and disordered satin handbags, buttons, eyes of exclamated generosity, traveling poetry. Nonsense is the accomplice of the greatest crime: the artist dares and does it with grace!

p.46 Tiles tales

p.32 Il castello

Loredana Galante p. 17 Andare verso The presence of the knot or tie is a symbol of self-awareness. The points of attachment in the fabric is a reminder of a fixed moment in the motion stream of all things. In the Iranian culture binding a knot represents making a wish, request or wanting, hoping to turn it into a tangible reality. The circle and the knot have been emphasized in this presentation and are used by the artists in the performance, using an unending circular movement, indicating life, death and resurrection of the living being, while the symbolic knots in the course of its life open and close. The constant circular motion calls on the viewer to envision the path of existence or eradication. The artists claim that the circle reflects a neutral space. The hanging fabric conveys varied thoughts and meaning but pursuits balance, harmony and suspension of judgement. The knots therein are fixed points within the inherent potential of progression. Our aim is to create communication between fixed points in time, the knots, with the timelessness and liberation of the circle. The relation between these opposing forces, the constant flow of life, the relationship of the knots with time and liberation, alongside the fixedness and timelessness of the ageless circle which is void of distance is significant. The performance resembles a ritual where binding and opening the knots allows change, transformation, influence and ascendance.

Creating conversing with the energy. The work titled Il mio castello is a castle of playing cards, made of old family photos, including lost loved ones. The work speaks about the importance of building the emotional reference stronghold, but also the precariousness and difficulty of human relationships. The study of family constellations led me to deepen, in a project entitled Senza radici non si vola, (no roots, no fly) the title of Bertold Ulsamer’s book on Bert Hellinger), the relationships with the family. The family environment is a choreography that has rhythms and distances that vary with age and relative needs. Every emancipation path passes through a serious exercise of acceptance and hospitality. Loredana Galante

...“Her art is not just an expression of her personality. For Loredana Galante her own body is art, the daily gesture and the contact with the other out of herself in the name of a iron will of pacification, inclusion and welcome, living in the work as in life. Her creations substratum is life itself, the consciousness depth and the relationships invaluable value. Breathing in deep harmony with places and people, reconnecting to the most ancient and multiform traditions, through arcane gestures, poetic symbols, excerpts of memory and intense, surprising inventions. Between skin and artwork run thin, immediate, suggestive continuities: an endless infatuation for Life, for its beauty and its mystery. Love and immensity. Loredana Metta

Frammenti di Effetto Galante, dol’s magazine

back cover And It’s need…

p.38 Along the threads of memory The gaze on the world, for Loredana Galante, is a look of constant wonder. She keenly reports the word Surprise’s etymology, to make us fully grasp the meaning she intends: “From the Latin: mirabilia, admirable things; from mirari, look with wonder ». For the artist, the world is an emotional space that welcomes the Surprise. But we must be willing to do so. In this way a space of possibility is affirmed, of inclusion of the unexpected, of wonder, of suspended observation. A place of eventuality. And one senses its place in the world, the profound complicity with it. Although all with a short memory, says Loredana Galante, we can even realize an awareness of universal beauty. The long skirt / dress designed for Each Way will hide inside a Wunderkammer, a small inventory of images, memories, secrets, postcards from new worlds, souvenirs from the West and the Orient forms, objects encountered, recognized and collected, witnesses to a ritual celebrating the exceptional nature of the moment. The river dress lets time flow over itself and keeps some everyday’s relics, fragments of a poetic gesture including everyone. Loredana Galante

“... And It’s need hands still able to embroider caresses and to touch, read, the lips and the folds of so many lives at risk.”” (cit. Isabella Guanzini, Tenerezza, La rivoluzione del potere gentile, edizioni Adriano Salani, 2016).

Someone really puts poetry in what he does. So it is for Loredana Galante, who on July 14, at the ARTPERFORMINGFESTIVAL in Naples, has realized a performance animated by true communion. Loredana makes relational art. Actions are primarily used to connect people, to relate emotion and sensitivity. In that way, without planning it, Loredana has reactivated, with this action a tradition 2500 years old. The story goes through the gestures of these women. Crosses the artist. Loredana Galante has gathered some women of different ages, to sew with her this great tablecloth, just as it used to happen in Athens during the Pericles era, when the Athenians, during the famous Panatenee celebrations, gathered in the quadrangular based hall near the naos and called “Parthenon”, to sew and embroider in turn the huge peplo dedicated to goddess Athena , that would then be shown in the procession. The story goes back. The female gesture remains sacred and poetic. Giò Lacedra

Sottana Flusso, Shengzhen

Alessandra Redaelli, Andare verso Andare Verso, Teheran

Ada Frisian

Il posto è quello giusto quando diverti te stesso e con gli altri impari a sognare, Sicilia_Islandart

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Note dell’artista

Diadascalie | Captions

Essere in relazione è il tema portante della mia arte: un esercizio di inclusione e confronto, di capitalizzazione delle radici, di rispetto; un conferire costantemente importanza all’altro da sé. Il mio lavoro attraversa gli strati emozionali, riabilita la gentilezza, esalta il sentimento. Perseguo un tempo lento, consapevole, in ascolto, un tempo dell’assimilazione e della riformulazione costruttiva. Con il mio lavoro cerco di risvegliare ad un’appartenenza consapevole, ad un unicum, da sostenere con la parte migliore di ognuno, un’appartenenza responsabile in cui trovare conforto. I miei dipinti sono tapisserie in cui compiere itinerari tra oggetti, racemi, animali complici di qualche sortilegio e di un rituale per rimettere ordine nello scompiglio, con la Cura, per mezzo di strisce/righe e Con l’aiuto di ragni tessitori. Appunti, scritte, forse istruzioni campeggiano nei lavori. Per leggerli occorre inclinare la testa, mettersi a testa in giù, comunque cambiare il punto di vista. Non è facile avere la” pelle sottile”, ci si lascia permeare e poi occorrono tempo, sforzo e respiri profondi per contenere tutto. Le installazioni e gli oggetti che costruisco sono banche dati analogiche di memorie e suggestioni. Sono una Sottana Madre, vestiti giganti che contengono le Storie vere di paese, Cappelli da signora, Guardaroba in miniatura, Livres di stoffa, Cornucopia con il pane, Flusso Fiume di oggetti, feticci sentimentali, reliquie del quotidiano. Ed è la Gentilezza che assurge a missione. Sotto la pressione esercitata dalla precarietà trova riparo nello Sweetly Ordinary: la semplicità e la consistenza dei gesti, delle abitudini, della conferma insita nella ripetizione A due generazioni di distanza: toujours la même feuille. Il mio approccio inclusivo dell’altro da sè sfocia in uno spazio che ospita l’estremizzazione del mio desiderio di democratizzazione si chiama To be Kind: “Proponete purchè sia Kind. To be kind è uno spazio da visitare, il mio atelier, uno spazio d’incontri e proposte, attivo da due anni a Milano.

p.6 Sottana Madre, 2017 tessuto, ricamo, pizzo, uova di plastica, filo, | fabric, embroidery, lace, plastic eggs, string. 85x200cm

p.28 Livres, 2018, libri di tessuto, gommapiuma, oggetti | books made of fabric, foam, objects

p.7 Simile a me, 2018 frames e backstage video | frames and backstage video

p.30 Intervista, 2015, Museo Nacional de la muerte di Aguascalientes, Messico | Interview, Museum de la muerte of Aguascalientes, Mexico

Notes of the artist Being in relation is the main theme of my art: an exercise of inclusion and comparison, of capitalization of roots, of respect; a constantly giving importance to the other in itself. My work crosses the emotional layers, rehabilitates kindness, exalts the feeling. I seek a slow and conscious pace, where listening,is a time of assimilation and constructive reformulation. With my work I try to awaken to a conscious belonging, to a unique, to be sustained with the best part of each one, a responsible belonging in which finding comfort. My paintings are tapisserie where you do itineraries between objects, racemes, animals accessory to some enchantement and a ritual to restore order among confusion, with the Care, using stripes / lines, Wth the help of weaving spiders. Notes, writings, perhaps instructions stand out in my works. To read them you have to tilt your head, put yourself upside down, however change your point of view. It is not easy to have the “slender skin”, to let yourself permeate and then, it takes time, effort and deep breaths to contain everything. Installations and objects I build are analogical databases of memories and suggestions. They are a Sottana Madre, giant dresses that contain the Storie vere di paese, Cappelli da signora, miniature Guardaroba, Livres in fabric, Cornucopia with bread, Flusso fiume of objects, sentimental fetishes, relics of everyday life. And it is Kindness that rises to a mission. Under the pressure exerted by precariousness I find shelter in the Sweetly Ordinary: the simplicity and consistency of gestures, habits, the confirmation inherent in repetition A due generazioni di distanza: toujours la même feuille. My inclusive approach of the other in itself leads to a space that hosts the extremity of my desire for democratization, called To Be Kind: “ Do propose as far as it is Kind. To be kind is a space to be visited, my atelier, a space for meetings and proposals, running since two years ago in Milan.

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p.8 Bianco e Nero, 2018, acrilico su tela| acrylic on canvas 150x100 cm p.9 Nero Gallo, 2015, acrilico su tela | acrylic on canvas 100x100cm p.9 Nero, 2015, acrilico su tela, 100x100cm Nero, 2015, acrylic on canvas, cm 100x100 p.10 Rosa, 2015, acrilico su tela | acrylic on canvas 150x100cm p.11 Special dates, 2015, insetti con abiti su misura, dimensioni variabili, collezioni private | tailor dressed insects, variable sizes, private collections

p.31 Sirene, 2015, acrilico su tela | acrilyc on canvas diametro 50cm p.31 Ovale modica, 2015, acrilico su tela | acrilyc on canvas 50x50 cm p.32 Il Castello, 2015, carte da gioco e foto di famiglia | play cards and family pictures p.32 Lotus flower for cats, 2016, tessuto | fabric 1.50x2.50x60cm p.33 Il ballo in maschera, 2018 performances (ph. Massimo Festi)

p.12 Flusso fiume, 2014, installazione site specific, disegni, oggetti, feticci e memorie, dimensioni variabili | site specific installation, drawings, objects, fetishes and memoir, variable sizes.

p.34 Rosso modica, 2015, acrilico su tela | acrilyc on canvas 50x50cm, collezione privata | private collection

p.13 Disegno con femagli e forcine, 2009, penna e acquarellosu carta | pen and watercolors on paper 27x36cm

p.34 Cagnolino in scatolina, 2009, acrilico su tela | acrilyc on canvas 100x100cm

p.14 Blu + uccelli, 2009, acrilico su tela | acrilyc on canvas 150x100cm

p.35 Amanti, 2015, acrilico su tela | acrilyc on canvas 30x30cm

p.14 Teiera, 2015, acrilico su tela fiori, tessuto | acrilyc on floral canvas, fabric 150x100cm

p.37 Pesce, 20214, acrilico su tela | acrilyc on canvas 30x45cm

p.15 Borli, 2011, acrilico su tela | acrylic on canvas 150x280cm p.16 Feticci sentimentali, 2017, legno, stoffa, materiali diversi, dimensioni variabili | wood, fabric, various materials, variable sizes p.17 Coltivare, 2015, bozzetto acquarello e tecnica mista su carta | watercolors sketch and mixed tecnique on paper 27x36cm p.18|19 Coltivare, 2015, performance interattiva di Loredana Galante, a cura di Fortunato D’Amico | interactive performance, curated by Fortunato D’Amico. p.20 Albero e gallina, 2015, acrilico su tela | acrilyc on canvas 50x50cm, collezione privata | private collection p.20 Quadro Ovale, 2006, acrilico su tavola con cornice dipinta | acrilyc on panel with painted frame 130x60cm p.21 3 finestre, 2017, acrilico su tela | acrylic on canvas 80x20cm p.22 Blue, 2013, acrilico su tela e stoffa | acrilyc on canvas and fabric 300x200cm p.24|25 Andare verso, 2014, installazione site specific, dimensioni variabili e performance “NODI” - Teheran, Iran | site specific installation, variable sizes and performance “NODI”Teheran, Iran p.26 Flying Crapet, 2015, performance

p.34 Stendino, 2006, acrilico su tela | acrilyc on canvas 120x60cm

p.36 Tempo, dittico, acrilico su tela | acrilyc on canvas 50x30cm

p.38 Sottana Flusso, 2018, site specific installation, permanent collection of Each way Art and Fashion Museum, Shengzhen Cina p.39 Along the threads of memory, 2018, performance with Maria Jole Serreli, Each way Art and Fashion Museum, Shengzhen Cina p.40 Ipotesi, 2018, tecnica mista su tela e ricamo | mixed tecnique on canvas and embroidery 180x180cm. p.41 Traiettorie, 2018, tecnica mista su tela e ricamo | mixed tecnique on canvas and embroidery 80x60cm p.42|43 Della natura, 2018, dittico, tecnica mista su tela e ricamo | mixed tecnique on canvas and embroidery 80x80 cm (each) p.44|45 Tiles Tales, 2018, piastrelle di tessuto e ricamo di porzioni di racconti, ricordi e memorie di persone evocate e legate da piastrelle e da pavimenti | fabric and embroidery tiles, done of part of tales, souvenirs and memoirs of persons, evoked and tied by tiles and floor 20x20cm (each) p.46 Ragni tessitori, 2014, lavoro ad uncinetto e bottoni, installazione | crochet and button, installation - GAM Genova MACRO Roma back cover E servono… tovaglia, ricamo | tablecloth, embroidery, performance 216x140cm back cover Oiseau chantant en promenade, 2008, legno e pelle | wood and leather 15x26x9cm

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Biografia Loredana Galante è nata a Genova nel 1970 e vive a Milano. Ha studiato presso il liceo artistico Paul Klee e l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Successivamente vince la borsa di studio del centro T.A.M. diretto da Arnaldo Pomodoro. Frequenta stage di danza e corsi di teatro, come il “Master Iat Gong di teatro, danza e musica dei popoli”, di Echo Art, e la Scuola di Teatro Quelli di Grock a Milano. La sua attività performativa si concentra sui rituali di socializzazione ed interazione con il pubblico. Il cibo è uno degli elementi ricorrenti delle sue performances, usato allo scopo di facilitare il contatto e la fruizione dell’evento artistico anche ad un pubblico di non addetti ai lavori. L’attenzione alle fasce deboli della popolazione, in particolare bambini e anziani, la vede impegnata in workshop e progetti come Le cose che non ho mai detto, C’era una volta, Friederick e L’arpa dell’amore. In Se ci sei batti un colpo: segni e linguaggi della comunicazione, L’oggetto perfetto, Natale da buttare Loredana Galante coinvolge le scolaresche nelle tematiche del riciclo e della solidarietà. Abat-Jours, è un progetto svolto con le detenute del carcere femminile di Genova Pontedecimo, con l’obiettivo di dar vita a momenti di creatività immuni da disagi e sentimenti d’oppressione. Esprimendosi con la pittura e l’installazione, ma sconfinando nella performance, affronta i temi centrali dell’umano: l’amore, la famiglia, la dipendenza emotiva, l’abbandono. In Nove borsette in viaggio, The wedding show, L’ importante è partecipare, Storie vere di paese, Flying Carpet, Tiles Tales raccoglie storie e testimonianze per mezzo di scritti, foto ma anche di tessuti, di frammenti materici di memoria. La memoria e l’ansia della perdita sono i motori azionati per collezionare, cucire, catalogare ricordi ed emozioni. Quello di Loredana Galante è un viaggio alle radici delle inquietudini e dei bisogni umani, affrontando i nemici comuni dell’isolamento e della solitudine, portati alla luce utilizzando i linguaggi dell’arte. Ha vinto premi e partecipato a residence tra cui il The Cill Rialaig Project Ballins Kelly Co. - Kerry (IRL); eProjeckt “Ar. Toll – Sommer Labor- Bedburg-Hau (D); Neerwaya (BURKINA FASO).Tra i progetti itineranti da ricordare Rooms, foto e video, che si svolge all’ interno di stanze d’albergo (Barcellona, Dubai, Istanbul, Bangkok, Venezia, Siem Reap, Trani, Ouagadougou, Londra...) con il testo di Angela Madesani. Loredana Galante non è vincolata ad un medium, il suo lavoro va dall’esile ed elegante tratto della matita, fino all’ abitare e galantizzare gli spazi. Lavora con l’installazione, la performance, la pittura e la forma laboratoriale. Essere in relazione è il tema portante della sua arte: un esercizio di inclusione e confronto, di capitalizzazione delle radici, di rispetto; un conferire costantemente importanza all’altro da sé. Il suo lavoro attraversa gli strati emozionali, riabilita la gentilezza, esalta il sentimento. L’artista ricerca un tempo lento, consapevole, in ascolto, un tempo dell’ assimilazione e della riformulazione costruttiva. Cerca con il suo lavoro di risvegliare ad un’appartenenza consapevole, ad un unicum, da sostenere con la parte migliore di ognuno, un’appartenenza responsabile in cui

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Biography trovare conforto. I suoi dipinti sono tapisserie in cui compiere itinerari tra oggetti, racemi, animali complici di qualche sortilegio, di un rituale che nello scompiglio cerca di rimettere ordine, con la Cura, l’aiuto di strisce/righe e Con l’aiuto di ragni tessitori. Appunti, scritte, forse istruzioni campeggiano nei lavori. Per leggerli occorre inclinare la testa, mettersi a testa in giù, comunque cambiare il punto di vista. Non è facile avere la” pelle sottile”, ci si lascia permeare e poi occorrono tempo, sforzo e respiri profondi per contenere tutto. Le installazioni e gli oggetti che costruisce sono banche dati analogiche di memorie e suggestioni. Sono una Sottana Madre, vestiti giganti che contengono le Storie vere di paese, Cappelli da signora, Guardaroba in miniatura, libri di stoffa, Cornucopia con il pane, Flusso Fiume di oggetti, feticci sentimentali, reliquie del quotidiano. Ed è la Gentilezza che assurge a missione. Sotto la pressione esercitata dalla precarietà trova riparo nello Sweetly Ordinary: la semplicità e la consistenza dei gesti, delle abitudini, della conferma insita nella ripetizione A due generazioni di distanza: toujours la même feuille. Il suo approccio inclusivo dell’altro da sè sfocia in uno spazio che ospita. L’estremizzazione del suo desiderio di democratizzazione si chiama To be Kind. Lei stessa dice: “Proponete purchè sia Kind”. To be kind è uno spazio da visitare, il suo atelier, uno spazio d’incontri e proposte,attivo da due anni a Milano. Nel corso della sua attività artistica ha esposto in Italia e all’ estero, tra cui a Tokyo, Dubai, Hannover, Strasburgo, Nizza, New York, Teheran, Ouagadougou, Shengzhen. Quest’ anno ha inaugurato il museo Each way art and fashion museum, Shengzhen, Cina con un’ istallazione site specific e la performance Along the threads of memory. Hanno scritto di lei: Vera Agosti, Luca Beatrice, Germano Beringheli, Achille Bonito Oliva, Chiara Canali, Marco Canepa, Luciano Caprile, Viana Conti, Miriam Cristaldi, Chiara Crosti, Fortunato D’ Amico, Alberto Dambruoso, Genni Di Bert, Kaiser, Manuela Gandini, Milly Gandini, Maria Flora Giubilei, Angela Madesani, Emilia Marasco, Franco Ragazzi, Alessandro Riva, Alessandra Redaelli, Elisabetta Rota, Laura Safred, Sandra Solimano, Olivia Spatola, Paola Valenti, Stefano Verri, Chiara Vigliotti.

Loredana Galante was born in Genoa in 1970 and lives in Milan. She studied at Paul Klee School of Arts in Genoa and had her degree at “Accademia Ligustica di Belle Arti”. She won a scholarship at the center TAM directed by Arnaldo Pomodoro. Loredana follows courses and workshops experience of dance and theatre, such as the “Master IAT Gong in theater, dance and music of the peoples” by Echo Art and the theatre school “Quelli di Grock” in Milan. Her work with performance focuses on socializing and interaction rituals with and between people. Food is one of the means used to ease personal contacts as well to allow normal people approaching contemporary art. Workshops and projects like Le cose che non ho mai detto (things I never said), C’era una volta (Once upon a time), and Friederick e l’arpa dell’amore are focused on vulnerable groups like children and elderly. In Se ci sei batti un colpo: segni e linguaggi della comunicazione (If you’re in let’s knock: communication signs and languages), L’oggetto perfetto (The perfect object), Natale da buttare (Christmas to be thrown away) the artist involves some schools in the issues of solidarity and recycle. Loredana builds and boosts trust and intimacy to facilitate people expressing themselves, as in the performance La maga delle spezie (The spices witch). By using meditation and introspection practices her work deepens understanding and intimacy, pointing attention to the dramas and passions of her and other one’s biography. These human “recurrences” are shown in grotesque forms of redemption, acceptance and deep com-passion. The project abat-jours is performed with some women jailed in the prison of Genoa Pontedecimo, with the aim to allow moments of creativity free from feelings of discomfort and oppression. Expressing herself by paintings and installations, by crossing the border into performance, Loredana approaches the central themes of humanity: love, family, emotional dependency, abandonment In Nove borsette in viaggio (Nine traveling bags), The wedding show L’ importante è partecipare (What worth it is to participate), Storie vere di paese (True countryside stories) Flying Carpet, Tiles Tales she tells us stories using tissues as fragments of memory. A textural work that finds its roots in concerns of human needs, defying the common enemies such as isolation and loneliness. Loredana has been awarded many times and spent several months in residences including The Cill Rialaig Project, Ballins Kelly Co. - Kerry ( IRL); eProjeckt “ Ar . Toll - Labor Sommer - Bedburg -Hau (D); Neerwaya in Burkina Faso. Among the traveling projects you must remember Rooms, photo and video, which takes place inside hotel rooms ( Barcelona , Dubai, Istanbul , Bangkok, Venice , Siem Reap , Trani, Ouagadadougou , London ... ) with the text of Angela Madesani . Loredana Galante is not bound to a medium. her work goes from the slender and elegant pencil stroke, to the living and galantizing spaces. Work with the installation, the performance, the painting and the workshop form. Being in relation is the main theme of her art: an exercise of inclusion and comparison, of capitalization of roots, of respect; a constantly giving importance to the other by itself. His work crosses the emotional layers, rehabilitates kindness, exalts the feeling. The artist seeks a slow, conscious, listening time, a time

of assimilation and constructive reformulation. With her work she tries to awaken to a conscious belonging to a unique, to be supported with the best part of each one, a responsible belonging in which to find comfort. Her paintings are tapisserie in which doing itineraries between objects, racemes, animals accomplices of some spell, of a ritual that in the bustle tries to restore order, with the Care, the help of stripes/lines and With the help of spiders weavers. Notes, writings, perhaps instructions stand out in the works. To read them you have to tilt your head, put yourself upside down, however change your point of view. It is not easy to have the thin skin, you allow it to permeate and then it takes time, effort and deep breaths to contain everything. The installations and objects that he builds are analog databases of memories and suggestions. They are a Sottana Madre, giant dresses that contain The true stories of the country, Lady’s hats, miniature Wardrobe, cloth books, Cornucopia with bread, Flux River of objects, sentimental fetishes, relics of everyday life. And it is Kindness that rises to a mission. Under the pressure exerted by precariousness finds shelter in the Sweetly Ordinary: the simplicity and consistency of gestures, habits, the confirmation inherent in repetition Two generations away: toujours la même feuille. Its inclusive approach of the other by itself flows into a space that hosts it. The extremism of his desire for democratization is called To Be Kind. She herself says: “Propose as long as it is Kind”. To be kind is a space to visit, its atelier, a space for meetings and proposals, active for two years in Milan. During his artistic career he has exhibited in Italy and abroad, including in Tokyo, Dubai, Hanover, Strasbourg, Nice, New York, Teheran, Ouagadougou, Shengzhen. This year he inaugurated the museum Each way art and fashion museum, Shengzhen, China with a site-specific installation and the performance Along the threads of memory. Have written about her: Vera Agosti, Luca Beatrice, Germano Beringheli, Achille Bonito Oliva, Chiara Canali, Marco Canepa, Luciano Caprile, Viana Conti, Miriam Cristaldi, Chiara Crosti, Fortunato D’ Amico, Genni Di Bert, Kaiser, Manuela Gandini, Milly Gandini, Angela Madesani, Emilia Marasco, Franco Ragazzi, Alessandro Riva, Elisabetta Rota, Laura Safred, Sandra Solimano,Olivia Spatola, Paola Valenti, Stefano Verri, Chiara Vigliotti.

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Tra le recenti esposizioni e performance:

Recent exhibitions and performances:

2018 - Cina Along the threads of memory, 2018, performance con Maria Jole Serreli a cura di Barbara Santoni Intangible Culture Heritage Art Exhibition, inaugurazione del Museo Arte contemporanea Each way art and fashion museum, Shengzhen, Cina (pers.) 2017 - Colors, mostra presso studio Morri e Rossetti, Milano a cura di Alessandro Riva (pers) 2016 - Creazione di Valore, testo di Tsunesaburo Makiguchi, Azimut Milano (pers.) 2015 - Coltivare 养 (殖) 2015 Biennale Arte Cina Elisir di Lunga Vita Mastio della Cittadella,Torino, a cura di Fortunato D’ Amico 2014 - Andare verso, con Saba Zahra Najafi, galleria Today Art, Teheran a cura di Alessandra Redaelli, testi di Alessandra Redaelli e di Behnam Kamrani - me lo pORTO, happening (workshop di cucito + sfilata) a cura di Fortunato D’Amico, nell’ambito di SuperOrtoPiù di Michelangelo Pistoletto (Cittadellarte), Superstudio Più, Milano - Con l’aiuto dei ragni tessitori, mostra personale GAM, Genova testi di Chiara Canali, Fortunato D’Amico, Maria Flora Giubilei; laboratorio didattico al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce con la collaborazione di Cerruti Arte (pers.) 2013 - Intervista with Antonio Padilla, museo de la muerte, Aguascalientes, Mexico 2012 - Nice to meet you How to say you are pleased to meet people performance a cura di Olivia Spatola, artefiera di Bologna ed eventi arte fiera off: Museo della Musica, Teatro delle Celebrazioni, Palazzo Bevilacqua Ariosti, Palazzo Gnudi, spazio Poltrona Frau 2011 - 012 pro etica profetica p o etica a cura di Chiara Canali e Fortunato D’ Amico, Torino Stazione Porta Nuova; Sebben che siamo donne, Palazzo Libera, Villa Lagarina, Trento, a cura di Angela Madesani - 210,So exotic,performances exibition series a cura di Chiara Vigliotti, Reload Ex Officine Automobilistiche, Roma 2010 - White Cellar, ex Palazzo Fiat, Torino a cura di Chiara Canali - Lafie du monde, La maison des jeunes de la culture de Zorgho, Residence international artistique, progetto UNESCO, Neerwaya, Zorgho, Burkina Faso - Lafie du monde, performance di Loredana Galante e Nicole Haché, La maison des jeunes de la culture de Zorgho, Residence international artistique Neerwaya, Zorgho, Burkina Faso, progetto Unesco - Mood Traveller, galleria Costantini, Il torchio, Milano (pers) 2009 - DA CAPO in Genua IKG - International Artists Forum, a cura della Galleria 44 Palazzo Ducale, Genova, The precious gift, a cura di Chiara Canali, Dubai; Prima O Poi si cambia, 26 minuti di puntata televisiva, su Telegenova, Teleliguria, Teletoscana, Telereporter, www.canale10, progetto e conduzione di Michele Serrano - The precious gift, progetto site specific di Loredana Galante, a cura di Chiara Canali,City of Dubai 2008 - Se ci sei batti un colpo, segni e linguaggi della comunicazione, Loggia dei Mercanti, Genova, presentazione in catalogo di Achille Bonito Oliva (pers) Una Question(e) pubblica, è il libro edito da De Ferrari con la presentazione di Achille Bonito Oliva, che raccoglie gli ultimi anni di lavoro.

2018 - Cina Along the threads of memory, 2018, performance with Maria Jole Serreli curated by Barbara Santoni Intangible Culture Heritage Art Exhibition, opening of Each way art contemporay museum art and fashion museum, Shengzhen, Cina (solo) 2017 - Colors, exibition in Morri e Rossetti studio, Milano curated by Alessandro Riva (solo) 2016 - Creazione di Valore, text of Tsunesaburo Makiguchi, Azimut Milano (solo) 2015 - Coltivare 养 (殖) 2015 Biennale Arte Cina Elisir di Lunga Vita Mastio della Cittadella,Torino, curated by Fortunato D’ Amico 2014 - Andare verso, with Saba Zahra Najafi, Today Art gallery, Teheran curated by Alessandra Redaelli, text by Alessandra Redaelli and Behnam Kamrani - me lo pORTO, happening (workshop and fashion show) a cura di FortunatoD’Amico, SuperOrtoPiù of Michelangelo Pistoletto (Cittadellarte), Superstudio Più, Milano - Con l’aiuto dei ragni tessitori, solo show, GAM, Genova text by Chiara Canali, Fortunato D’Amico, Maria Flora Giubilei; work shop Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce in collaboration with Cerruti Arte 2013 - Intervista with Antonio Padilla, Museo Nacional de la muerte, Aguascalientes, Mexico 2012 - Nice to meet you How to say you are pleased to meet people, performance curated by Olivia Spatola, Bologna Artefiera and off events, Music Museum, Celebrations Theater, Bevilacqua Ariosti palace, Gnudi palace, spazio Poltrona Frau 2011 - 012 pro etica profetica p o etica curated by Chiara Canali e Fortunato D’ Amico, Turin Porta Nuova Station - Sebben che siano donne, Libera Palace, Villa Lagarina, Trento, curated by Angela Madesani - 210,So exotic,performances exibition series curated by Chiara Vigliotti, Reload Ex Car Factories, Rome 2010 - White Cellar, Turin ex Fiat palace, curated by Chiara Canali - Lafie du monde, La maison des jeunes de la culture de Zorgho, Residence international artistique ,UNESCO Project,Neerwaya, Zorgho, Burkina Faso - Lafie du monde, performance by Loredana Galante and Nicole Haché, La maison des jeunes de la culture de Zorgho, Residence international artistique Neerwaya, Zorgho, Burkina Faso, Unesco Project - Mood Traveller, galleria Costantini, Il torchio, Milano (solo) 2009 - DA CAPO in Genua IKG - International Artists Forum, by Galleria 44, Palazzo Ducale, Genoa - The precious gift, curated by Chiara Canali, Dubai - Prima O Poi si cambia, 26 minutes tv show, on Telegenova, Teleliguria, Teletoscana, Telereporter, www.canale10, projected and hosted by Michele Serrano 2008 - Se ci sei batti un colpo, segni e linguaggi della comunicazione, Loggia dei Mercanti, Genoa, text by Achille Bonito Oliva (solo) Una question(e) pubblica, is the book edited by De Ferrari, with a presentation by Achille Bonito Oliva, that collects last years works.

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finito di stampare nel mese di novembre 2018 www.loredanagalante.it - nfo@loredanagalante.it


15,00 euro

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catalogo monografico

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