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LIFE & PEOPLE INTERNATIONAL EDITING: SONE SRL DIRETTORE RESPONSABILE - EDITOR IN CHIEF : ENRICO SANCHI direttore@lifeandpeople.it 339 2705653 DIRETTORE COMMERCIALE E MARKETING: STEFANO MARANGONI commerciale@lifeandpeople.it info@lifeandpeople.it 348 8552098 PUBBLICITA’ NAZIONALE: SOFINCOM SPA GRAPHIC DESIGNER: EMANUELE FEDELI grafica@lifeandpeople.it PHOTOGRAPHERS IN THIS ISSUE: DEVIN DEL SANTO - ENRICO RICCIARDI - VICTOR SANTIAGO - WILSON SANTINELLI ADVERTISING RIMINI - SAN MARINO: PUBLIMEDIA publimedia@lifeandpeople.it robertabartolino@libero.it 334 6418336 ADVERTISING LAGO DI GARDA E BRESCIA: ALTER EGO SERVIZI alteregoservizi@hotmail.it 366 5977076 REDAZIONE MILANO: VIA ENNIO 6/A MILANO 02 5412280 FACEBOOK: LIFEANDPEOPLE

registrazione Tribunale Pesaro 08/2012 Del 27.09.2012

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IND EX

MODA: Altaroma Bylos Enzo Miccio Daniele Alessandrini Superdry aw 15-16 Artemoda FASHION & PEOPLE: Samuelle Regina Daves Tullio Solenghi Fedez Paula Cademartori Marica Giannini Roberto Di Costanzo Enrico Ricciardi Veronica Giomini Elvio Dardanelli Anastasia “The Children for Peace” Tunde Stift Francesco Malavenda Francesco Sarcina Niccolo’ Moriconi LIFESTYLE AND BEAUTY: Haquos Milano Dr. Rocco Caminiti Dr. Gualdi Dr.ssa Patrizia Sacchi Carthusia profumi La Villa Dubai La magia del burlesque L’arte della barba DESIGN: Arch.Carmia De Ninnis Villa Koch HI-TECH Apple FOOD: Corrado Zamboni Glam Cooking MUSIC: Yaya dj Kraus dj ibiza dj awards Monika Kruse Dimitri Vegas Like Mike MOTORS: Fiat 124 TRAVEL: Danimarca Normandia e Gran Bretagna

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Contributors

Enrico Sanchi Eclettico personaggio riminese è cosmopolita d'azione. Milano, St.Tropez, Cortina, Porto Cervo, Ibiza, Madonna di Campiglio le località mondane che ama frequentare ed analizzare con spiccato senso critico, con una passione per la glamour night life sempre foriera di spunti sociologici. Giornalista, direttore responsabile, vanta un’esperienza decennale sulla carta stampata e mixa abilmente la passione per il giornalismo con le capacità commerciali di Marketing Manager e di pubbliche relazioni sviluppate negli anni. Agnese Testadiferro Giornalista, moderatrice, presentatrice e copywriter. La sua firma è nella pagina culturale del Corriere Adriatico e ciò che cerca è cogliere lo sguardo di chi le è seduto avanti per essere intervistato. Vincitrice di un Premio Nazionale di Giornalismo Scientifico, ama divulgare ciò che dovrebbe essere alla portata di tutti: la conoscenza di come salvaguardare la propria salute. E nella moda ha un punto di riferimento: Audrey Hepburn, perchè less is more. www.agnesetestadiferro.it Teresio Troll Consulente di comunicazione, svolge le attività artistiche di grafica e pittura, poesia e narrativa. Come autore di racconti e poesie ha pubblicato nell’ordine:”Amori infantili e cuori salati” 1993, “Incendi e pompe” 1995, “Lingue malandrine” 1996, “Unheimlich” 1997, “Cagne, carogne e lettere d’amore” 2003, “Canguri nel cranio” 2003. La sua prima personale di pittura è del 2005. Ha tenuto per alcuni anni la rubrica ‘Glam Cooking’ sul quotidiano LaVoce. Sta lavorando al suo primo romanzo. Collabora con Il Teatro della Centena alla stesura di testi per la prossima produzione teatrale. Tiene workshop e seminari sulla costruzione della scrittura creativa. Dan Mc Sword Classe 1967, giornalista pubblicista dal 1989, laureato a pieni voti con una tesi in latino giuridico nel 1991, press agent dal 1996. Da quasi vent’anni segue i più importanti eventi musicali dance, sia in Italia che all’ estero. Miami, San Paolo, Ibiza, Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam sono alcune delle località da lui visitate per recensire festival ed intervistare DJs, le rockstar del terzo millennio. Nives Concolino Giornalista e conduttrice radiofonica riccionese è da sempre impegnata nel mondo dell’informazione. Ha trasmesso in diverse emittenti, compreso Radio Sabbia e Radio Icaro della quale è stata cofondatrice. Ancora alle prese con gli studi umanistici e teologici, ha cominciato a collaborare assiduamente con i quotidiani (le Gazzette del Gruppo Longarini, Il Messaggero e L’Avvenire). Vent’anni fa è poi approdata al Resto del Carlino (Qn) per il quale scrive tuttora. Al suo attivo anche una decina d’anni d’insegnamento nelle scuole superiori. Appassionata di fotografia e di altre discipline artistiche, è autrice del volume“Villa Mussolini - Una finestra su Riccione”, redatto con M. Giannini, e coautrice del libro“Bolle di sapone”. Elena Parmegiani Nasce a Fabriano, in provincia di Ancona, ma poi si trasferisce a Roma dove consegue la maturità classica e la laurea magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa presso l’Università“La Sapienza”. Da più di dieci anni è il Direttore Eventi della Coffee House di Palazzo Colonna di Roma. E’inoltre consulente di eventi aziendali e wedding planner. Scrive su riviste qualificate riguardo tematiche che la appassionano quali l’arte, la moda, lo spettacolo e gli eventi. Marcello Tosi Laureato in Giuriprudenza e in Conservazione Beni Culturali iscritto dal 1996 all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, è collaboratore del "Corriere di Romagna" e di riviste e periodici culturali. Da ottobre 2001 a giugno 2002 è stato direttore responsabile dei mensili di marketing aziendale e cultura del territorio "Romagna Forum" e“Città Shop”. Laura Bruscia Laureata in Lingue e web writer, traduce testi in inglese e francese. Da sempre ama la lettura, il teatro e i viaggi. Frequenta gli ambienti multiculturali nel mondo artistico contemporaneo. Pittrice astratta e creatrice di bijoux, ha elaborato una teoria personale di art-counselling.

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INFO E RESERVATION: EVENTI@BYBLOSMILANO.COM TEL. +39 338 809 8326 VIA MESSINA 38 , 20154 MILANO


Editoriale

di Enrico Sanchi

Risulta difficile scrivere questo editoriale. Difficile perché Life&People ha perso un pezzo importante della squadra: Samuelle. Ma è grazie a Lei che questo nuovo numero è iniziato, con una sua impronta. In qualità di direttore dedico queste pagine a Regina, al suo modo di vedere la vita e al suo indiscutibile charme. Se pur la sua scomparsa è avvenuta in condizioni tragiche e il suo destino l'ha portata via all'alba dei 41 anni, la sua uscita di scena è stata paragonata a quella di una Diva. E come una Diva ha lanciato messaggi forti e importanti verso coloro che guardano in modo distorto chi decide di seguire la propria indole più intima. Ricordiamo la sua dolcezza ed educazione, la sua cordialità, le sue idee e battaglie a favore dei “gender". Per Life&People magazine lei rimane l'opinionista, consulente strategica e fashion art director storica con un approccio creativo e scevro di schematismi sia alla moda sia al Life Style. Con questo suo spirito è nato anche questo numero che ha preso vita dopo il suo ultimo saluto, grazie anche alla collaborazione e passione dei tanti collaboratori che hanno contribuito alla crescita del magazine reso negli anni un giornale di riferimento. Questo numero invernale dedica la sua copertina patinata ad una eccellenza femminile italiana della lirica: il soprano Carmen Giannattasio, a cui dedichiamo un ampio shooting di grande eleganza e lusso all'interno del Bulgari Hotel di Milano. Nel servizio indossa abiti dello stilista del wedding Antonio Riva resi ancora più preziosi dal connubio con i gioielli Bulgari. La moda trova ulteriore ampio spazio nei servizi dedicati all'ultima Fashion Week Milanese e ad Altaroma. Ma il lusso passa anche attraverso il giorno dedicato al sì. Ed ecco allora le proposte di Enzo Miccio presentate nella capsule collection "Le Jardin Suspende". Gli unici ed esclusivi profumi di Capri si ritrovano declinati nelle fragranze dell’indiscusso marchio Carthusia. La nostra rubrica People sempre ricca di personaggi, professionisti del teatro e della musica, passando da Tullio Solenghi a Fedez fino a Ibiza Dj Awards. I consigli estetici sono affidati al Dott. Rocco Caminiti della prestigiosa clinica Haquos di Milano e alla Dott.ssa Patrizia Sacchi. Il mondo del design e dell’architettura annovera tra le nostre pagine la filosofia architerica di Carmia De Ninnis presso Palazzo Tittoni a Roma, la magnifica location Villa Koch, nonché la lussuosa Villa Dubai. Con Roberto Di Costanzo scopriamo la bellezza del ritratto e i suoi libri disponibili in tutte le librerie della maison Louis Vuitton. L’ Hi Tech ha protagoniste le quattro imperdibili novità di casa Apple. E per finire ci regaliamo un viaggio attraversando i Paesi del Nord, passando in Normandia e attraversando Gran Bretagna e Danimarca.

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Moda

ALTAROMA di Elena Parmegiani

La XXVII edizione di Altaroma ha rafforzato ancora una volta il

connubio tra l’alta moda e la città eterna. Per l’occasione è stata scelta come nuova sede per le sfilate e le mostre il centralissimo Palazzo delle Esposizioni. La manifestazione è stata suddivisa in tre sezioni: Fashion Hub, dedicata alla promozione dei giovani talenti e alla formazione, Atelier orientata alle sfilate e presentazioni ed infine la sezione In Town che ha raccolto le iniziative e le attività connesse al mondo della moda. Come sempre forte è stata l’attenzione ai giovani considerati linfa vitale della kermesse. Nella mostra “5+5” Altaroma e Vogue Italia hanno presentato un progetto a sostegno dei nuovi stilisti emergenti in cui 5 talenti Thomas Tait, Marco De Vincenzo, Nicholas Kirkwood, MGSM Massimiliano Giorgetti, Paul Andrew hanno sostenuto 5 nuove leve della moda costituite da Carlo Volpi, Maria Sole Cecchi, Fernando Jorge, Martine Rose e Matteo Lamandini nel mostrare i propri lavori. È stata nuovamente rinnovata la collaborazione tra Altaroma e Coin Excelsior grazie all’iniziativa “New Designer at Coin Excelsior” in cui i creativi Elena Ghisellini, Federica Berardelli, Giancarlo Petriglia, Paula Cademartori, Sara Battaglia, Zanchetti hanno presentato le proprie borse, accessorio fortemente amato dal pubblico femminile. Abbiamo ritrovato l’ambito concorso “Who Is On Next?”, che attraverso il sostegno di Vogue Italia, si impegna a cercare i nuovi talenti nel mondo della moda. In questa edizione è stato vinto per l’abbigliamento da Lee Wood con la sua linea L72, mentre per le scarpe ha primeggiato il giovane diciannovenne milanese Nicolò Beretta con la sua divertente linea Giannico e per le borse invece si sono contraddistinte le creazioni di Lolita Lorenzo by Carol Oyekunle. E’ stato inoltre presentato il volume “JOAN. Paris Haute CoutureItalia Alta Moda” di Valentina Moncada che ripercorre la carriera della modella americana Joan Whelan, divenuta poi moglie del fotografo romano Jhonny Moncada, attraverso una serie di scatti in cui l’indossatrice mostra il suo guardaroba di abiti anni 50 e 60 indossati per le più importanti riviste internazionali, descrivendo la relazione tra la moda italiana e francese di quell’epoca. Abbiamo inoltre potuto ammirare ai Mercati di Traiano la mostra “L’Eleganza del Cibo” curata da Edoardo De Giorgio, Press Office di Gattinoni, che celebra il connubio perfetto tra la nutrizione e la maestria sartoriale del Made in Italy. I più grandi stilisti del panorama internazionale si sono ispirati nelle loro creazioni alla natura ed al mondo del cibo. Anche lo stilista internazionale Azzedine Alaia sceglie Roma e precisamente la Galleria Borghese per portare in scena le sue creazioni in una mostra dal titolo “Couture- Sculpture. Azzedine Alaia in the history of Fashion”. Per l’occasione abbiamo potuto vedere i 60 spettacolari abiti scultura dello stilista tunisino. Inoltre non sono mancati le grandi maison

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che hanno sfilato al Palazzo delle Esposizioni. Abbiamo ritrovato Raffaella Curiel che ha presentato una collezione ispirata ai Tudors e dedicata alla Regina Elisabetta come esempio di eleganza, civiltà, riservatezza ed equilibrio. C’è una grande attenzione nelle linee dei vestiti e nelle giacche che mettono in evidenza il punto vita ed il seno, dando volume ai fianchi così come prevede la moda del tardo 400 e primo 600. Molto particolari le sculture gioiello di Marina Corazziari che incorniciano i vestiti amalgamandosi mirabilmente alle creazioni della Curiel. Luigi Borbone guarda invece verso l’Oriente raccontandoci un’eleganza che non teme l’ostentazione della femminilità, creando silhouette ibride, sinuose ed esplicite nella loro sensualità. La costruzione degli abiti si ispira ai kimono e a mise da raffinatissime concubine e la scelta dei colori: amaranto, blu cina, verde acido ci suggerisce un’ambientazione senza tempo. Sabrina Persechino rinnova anche in questa edizione il legame tra architettura e moda e propone una linea ispirata ai Muqarnas, decorazioni dell’architettura orientale, che si intrecciano nei velluti e nella seta. Troviamo austere forme di abiti e cappelle mantello di colore zaffiro. Ettore Bilotta porta in scena una donna misteriosa ed altera ispirandosi alla Giuditta di Gustav Klimt. Le palette di colori spaziano dal rosso dei tralci di fiore disegnati sugli abiti ai rosa eterei, la lunghezza degli abiti è al ginocchio con gonne a ruota. Renato Balestra nel suo atelier presenta una donna senza tempo e sinuosa vestita in tutte le sfumature del grigio: dal perla all’argento, dal platino all’ematite intervallato solo da pochissime sfumature sui toni del verde rosso e azzurro che ricordano l’art noveau. Lo stilista marchigiano Vittorio Camaiani invece prende spunto dall’affascinante mondo dell’Egitto. Le piramidi si specchiano nella collezione inserendosi nel fondo dei pantaloni e nei cappotti proiettando la loro ombra sui tessuti con sartoriale costruzione di intarsi. Troviamo lane, cachemire e sete nei colori blu royal, grigio, nero, bluette e turchese. La donna Chiaradè che mette in scena lo stilista Pasquale Pironti è molto femminile, e non passa mai inosservata, vive di passione come le rose rosse ricamate che si rendono protagoniste sugli abiti sartoriali attraverso petali di seta applicati su macramé e pizzi prevalentemente di colore rosso. C’è il grande ritorno in questa edizione di Anton Giulio Grande che gioca sulla vanità femminile con vestiti realizzati in opulenti velluti e sete d’epoca, spacchi audaci, bustier steccati coperti di swarovski. Non sono mancati i defilè dell’Accademia Altieri Moda e Arte, dell’Accademia di Belle Arti di Roma, dell’Accademia di Costume e Moda, dell’Accademia Italiana, dell’Accademia Koefia, dell’Accademia di Moda Maiani, dell’Accademia Nazionale dei Sartori e della Scuola di Moda Ida Ferri che hanno presentato i progetti realizzati dai loro studenti.


Giorgio Armani

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Alaia Azzedine

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Vittorio Camaiani

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Sabrina Persechino

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Luigi Borbone

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Vittorio Camaiani

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Moda

BYBLOS

IL SOLE DALLA NATURA ALLA PASSERELLA di Agnese Testadiferro

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n tuffo a Singapore con Byblos. La collezione Primavera Estate 2016 è un tripudio di motivi floreali e geometrici, un collage declinato in chiave immaginifica. È così che prende forma “The Singapore Arboretum”. La griffe disegnata da Manuel Facchini si ispira a forme e colori del giardino botanico della città. Giardino in cui svettano costruzioni di mondi lontani e la natura si unisce a loro in un sodalizio unico per creare un paesaggio ultraterreno: un avveniristico eden attende le esploratrici della nuova generazione, donne supernatural figlie dirette di un poutpourri che prende forma in un bouquet contemporaneo di pezzi flori-cult. Vanno così in scena gonne a corolla e jacquard esotici. Per indossare gli abiti le designate sono proprio loro: le donne della nuova generazione. Gusto esotico e allo stesso tempo metropolitano. Una techno-giungla in alta definizione che mescola fiori tropicali e atmosfere futuriste su stampe, grafiche e jacquard in un accostamento fusion di pezzi glam. Il risultato sono impressioni grafichealternative, una accanto all’altra, su dress e skirt, in un disinvolto cheek to cheek che cambia e si modifica e non è mai quello che sembra: le texture giocano con le stampe e creano originali trompe l’oeil grazie ai plissè e ai tagli dei capi dove i fiori scompaiono fino diventare evanescenti nella lunghezza delle gonne, per poi svelarsi inaspettatamente nei movimenti. E come accade in natura ecco che in passerella alla Milano Fashion Week “The Singapore Arboretum Show” ha presentato la metamorfosi da protagonista. Una biodiversità botanica tra innesti di tessuti camaleontici e sovrapposizioni variopinte: grafiche sperimentali che tracciano uno stile illustrato e di design come nei capispalla bombati, spesso smanicati, sovrapposti ai panta palazzo abbinati ai top effetto lingerie. I volumi sono a libera scelta. I pantaloni o si allungano fino ai piedi o si fermano alla caviglia mentre alcuni abiti non superano il ginocchio e segnano il punto vita oppure hanno forma a trapezio. Volumi movimentati dai

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giochi del plissè che si trasforma, in un percorso come un ventaglio, che crea un continuo scambio tra grafica e materia. I colori? Della natura ovviamente. Il gioco dei colori accompagna l’evoluzione delle stampe in un jungle beat unico: i tessuti si intonano alla vegetazione ed esplode una sequenza di verdi e di blu che modulano i fiori secondo una tendenza geometrica. Ma anche gradazioni dal rosa al viola con un touch di microgeometrie di ispirazione etnica molto sottile e futurista. Accanto al bianco e nero onnipresenti. La moda Byblos spring and summer 2016 è un raggio di sole che da Singapore attraversa i continenti.

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Moda

ENZO MICCIO

NEW BRIDAL COLLECTION UN SOGNO PER TANTI SOGNI

di Agnese Testadiferro

Bridal collection firmata Enzo Miccio: un sogno divenuto realtà per

realizzarne altrettanti. Quattordici abiti onirici che danno vita a “Le Jardin Suspendu”. “E’ un’emozione davvero grande veder realizzato un altro sogno, una collezione nata dai miei pensieri molto tempo prima, immaginata, disegnata e realizzata insieme alle mani di sapienti premiere” racconta il wedding designer Enzo Miccio. “Le Jardin Suspendu” è un giardino incantato, onirico, in cui le spose si muovono leggere e leggiadre tra una natura lussureggiante che le avvolge, percorrendo con grazia gli abiti con ramages di pizzi rebrodati e ricamati. Come una fata eterea, indossa ampie gonne millefoglie di organza, nuvole di candido tulle, sinuosi rami di fiori di pesco che avvolgono il delicato décolleté il cui risultato è a metà strada tra miraggio e realtà creando un equilibrio di sobrietà e splendore». Una donna femminile, sensuale, delicata, elegante e sognatrice: è la donna che sceglie di indossare la nuova Bridal Collection presentata nel magico giardino ricreato nello storico

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cortile di Palazzo Durini alla Fashion Week di Milano. La donna della Enzo Miccio Bridal Collection vuole celebrare il momento d’amore con un abito che sia un tutt’uno con la propria personalità senza rinunciare al rigore, alla tradizione e al buon gusto. Ecco quindi organze double, tulle di seta, pizzi rebrodé, ricami luminosi e petali di fiori che si mescolano tra di loro con grazia. Ogni gioiello della collezione ha un nome preciso, ispirato dalla natura. Ma come nasce questa collezione da sogno? La risposta è da ricercare nel buon gusto innato e dall’eleganza nel dna di Enzo Miccio che anche in televisione regala il suo occhio e i suoi consigli a chi a lui si rivolge per un look nuovo e perfetto. Unito a ciò è immancabile la consolidata esperienza nel settore. Questo connubio si unisce poi alla maestria nella produzione di abiti da sposa ed haute couture della Maison Signore di Napoli. Un rapporto professionale che si appresta a festeggiare i dieci anni di sodalizio fatto di ricerca della perfezione e della bellezza.


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Fashion & People

CARMEN GIANNATTASIO UN GIORNO CON UNA DIVA di Enrico Sanchi

La star dell’opera viaggia in giro per il mondo tutto l’anno per

esibirsi nei grandi palcoscenici dei teatri lirici internazionali e anche per cantare nelle sale più importanti da Hong Kong a New York, da Londra a Mosca, da Parigi a Berlino, Tokyo, Amsterdam, Los Angeles e ovunque il suo fitto calendario la conduca. La sua vita sembra così gitana, che diventa sempre più arduo il compito e la priorità di trovarsi il posto perfetto per sentirsi come a casa. Life & People ha incontrato Carmen Giannattasio a Milano mentre si esibiva al Teatro Alla Scala in “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi accanto a Placido Domingo. Per il suo soggiorno milanese, Carmen ha scelto “Bulgari Hotel”: concetto di lusso e look moderno. L’albergo si trova nel cuore di Milano a due passi dalla zona shopping nel quadrilatero della moda, esso nasconde un bellissimo giardino riservato e una delle più esclusive Spa della città. Dopo una lunga giornata di prove a teatro Carmen ama rilassarsi in Spa e indugiare nei piaceri del massaggio e del bagno turco prima di incontrarsi con gli amici per un cocktail, con i giornalisti per un’intervista, in attesa del lunch dell’hotel che si presta magnificamente alle esigenze del soprano. Il volto di Carmen Giannattasio è abbinato agli eleganti ed esclusivi gioielli “Bulgari” agli abiti esclusivi dello stilista

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internazionale “Antonio Riva”, dei quali il soprano è ambasciatrice nel mondo. Sebbene non sia una modella, il suo aspetto teatrale è impressionante: la lirica al giorno d’oggi cammina di pari passo col cinema e l’idea di cantanti di vecchio stile che abbiamo nel nostro immaginario è totalmente sorpassata. Carmen è contesa non solo dai più grandi teatri d’opera come il Metropolitan e il Covent Garden, ma anche da cineasti. È stata definita dal “The Telegraph” come la Anna Magnani della Lirica, musa ispiratrice della Traviata diretta dal regista e sceneggiatore turco “Ferzan Ozpetek” che la vorrebbe quale attrice in uno dei suoi prossimi film. Il prossimo dicembre ritorna di nuovo sul palcoscenico di Covent Garden a Londra, dove debutta nel ruolo di “Nedda” opera Pagliacci del compositore Ruggero Leoncavallo. In questo servizio fotografico da noi proposto, indossa una serie di preziosi gioielli di Bulgari, abiti edizione limitata di Antonio Riva, scarpe della maison René Caovilla. Viene ritratta in vari momenti della giornata: dal risveglio mattutino, al brunch di pubbliche relazioni, lo studio e la lettura di nuovi libri nella suite dell’hotel, l’aperitivo delle 18, l’uscita serale verso un evento mondano, il ritorno in hotel per struccarsi e il meritato riposo, per risvegliarsi il mattino dopo dove un altro giorno, pieno di nuovi impegni e prove alla Scala la attendono.


Jewels: Bulgari Dress: Antonio Riva Shoes: RenĂŠ Caovilla Styling: Mariano Sabbatelli Photo: Victor Santiago

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Moda

MODA

DI CLASSE IN CLASSE di Enrico Sanchi

Moda e musica si sono uniti in un binomio davvero mirabolante!!!

L’occasione è il concorso finale “Life&People” organizzato dalla scuola di formazione Arte Moda con sede a Fano (www. artemodascuola.it). La serata è stata possibile grazie al comune oltre a numerosi sponsor che hanno reso un’organizzazione armoniosa di tutto lo spettacolo: gradevole alla vista ed all’udito. La scuola di Moda, oramai presente nel territorio marchigiano dal 2007 anche in questa stagione ha voluto omaggiare le sue allieve con un concorso finale. Concorso che potesse ripagarle dell’impegno e della creatività che in classe hanno raggiunto con la supervisione degli esperti docenti. Di questo impegno, particolare merito va alla direttrice della scuola, Michela Ricci, che ha reso possibile un loro sogno: veder sfilare gli abiti creati personalmente da ognuna di loro. Preziosa altresì, la collaborazione del direttore artistico che con la sua comprovata esperienza nel campo della moda, riesce sempre a miscelare al punto giusto scelte ed intuizioni. Ecco allora sfilare giovani modelle non professioniste, volutamente scelte tra ragazze “acqua e sapone” per rendere partecipe nello spettacolo la gente comune e la moda fruibile a tutti. I temi della sfilata sono adatti per ogni stile: sia per la donna, che per l’uomo con capi ricercati adatti a chi ama l’eleganza, il buon gusto e sa osare. La magia del tacco dodici rende ogni modella particolarmente femminile ed armonica. Uno scenario unico ed imperdibile.

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“La ragazza della porta accanto” oggi, è una vera modella della passerella, resa ancora più unica e speciale grazie all’insuperabile lavoro dietro le quinte delle truccatrici ed acconciatrici esperte in nuovi look e tendenze. Ci si lascia andare con la leggerezza di una collezione grintosa ed aggressiva definita “Gothic Rock” che sa giocare con il nero, il rosso ed il viola. Tributo al grande stilista Gianfranco Ferrè con la sua linea “Ferrè”. Escono con sapiente eleganza le silhouttes ben disegnate dagli abiti sapientemente ricercati nei loro particolari. Abiti in seta, morbidi ma sensuali e linee ben decise, geometrie ricercate dai colori blu notte, nero, bianco. Ecco uscire due baby-modelle che con il loro abitino bianco da damigelle annunciano l’uscita dell’abito di punta: un abito da sposa elegante con tonalità bianche e nero miscelate sapientemente, creato interamente a mano. Arte ed artigianalità lo rendono speciale ed unico nei ricami. Dalla collaborazione tra Arte Moda e Life&People magazine nasce il concorso,infatti della sfilata sono stati scelti dieci abiti tra i più originali e creativi che hanno partecipato al servizio fotografico pubblicato sulla rivista patinata. Un vero e proprio defileé a regola d’arte, momento di condivisione e di sogni, particolarmente magico e suggestivo: “Arte Moda” scuola e formazione, ridisegna anche quest’anno, in passerella il suo stile. Il connubio “Arte e moda” sono nuovamente abbinati!!!


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All’interno del Savoia Hotel Mary, propone, il

nuovo Savoia Wellness con trattamenti personalizzati dedicati al benessere e con particolare attenzione all’estetica. Grazie all’esperienza acquisita in oltre 25 anni di attività, Mary, riesce a mirare i trattamenti più idonei per ogni singolo cliente con un’ampia offerta di servizi di bellezza e benessere a 360 gradi. Si utilizzano macchinari e creme dermoceutiche, ultrasuoni e massaggio endodermico. Negli ambienti del nostro centro ci si sente influenzati dalla cromoterapia e dall’aria rilassante. A disposizione della clientela bagno turco, piscina riscaldata e centro massaggi rilassanti.

Lungomare Murri, 13 - Rimini Tel. 0541 309678 info@wellnesssparimini.com www.savoiawellness.com


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Moda

CEREMONY IN URBINO

Photographer: Wilson Santinelli Models: Chiara Battistelli, Camilla Barduagni Simona Ugolini, Marika Tomassini, Emily Curzi, Teresa Gaspare Dress: Artemoda Make up: Simona Ugolini

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Moda

SUPERDRY

IL BRAND DELLE CELEBRITIES di Enrico Sanchi

Presentata la nuova collezione AW 15-16 alla London Collections

Superdry, non ferma la sua corsa, il famoso brand inglese con centinaia di store in tutto il mondo, indossato da celebrity di richiamo internazionale tra cui David Beckham,Idris Elba e Pippa Middleton per la nuova collezione Fall Winter 2015 non ha potuto che confermare la suo carattere stiloso e accattivante. Il marchio sceglie di declinare la collezione in tutte le sue varianti, dalla più elegante, alla più sportiva, per una proposta che abbraccia le esigenze di un lifestyle dinamico ed esigente. La soffice maglieria donna è migliorata ancora e propone tanti differenti motivi: quello nordico, le strisce bretoni e i lucenti filati lurex mentre i leggings in maglia sono la perfetta rappresentazione del confortevole abbigliamento invernale. Le stampe con fiocchi di neve e le rifiniture di pelliccia aggiungono un pizzico di eleganza ai capi ma come sempre sono immancabili gli audaci quadrettoni stile montano e le grafiche degli orsi che rincalzano il feeling invernale. Spolverata di paillettes e fiocchi di neve su maglie, magliette e gonne aggiungono un po’ di splendore alla grigia stagione, mentre i pizzi intricati nei tessuti rinnovano l’imparagonabile attenzione dei dettagli. Elementi chic abbinati ai caldi e soffici tessuti crea uno stile party senza esagerare. Ovviamente non poteva essere da meno la vasta scelta per lo stile

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casual di tutti i giorni: top, camicie, abiti, leggings e t-shirt vengono influenzati da tessuti con fiori scuri e da stampe dai colori pop. L’accenno boho è rafforzato dai dettagli in pizzo, dalla texture dei filati e dalla scelta dei colori inchiostro. Lo stile dell’uomo Superdry varia dal gentiluomo all’ esploratore, dal classico militare all’eroe della palestra. I capi spalla sono elaborati: piumini con i dettagli in stile montagna, windkickers trapuntati, cappotti classici e parka. Un’ impronta retrò e atletica trova strada nelle felpe e nei Jogger slim. La linea Copper field si evolve con nuove grafiche disegnate a mano, colori e stili, mantengono la grinta e la firma dello stile vintage di Superdry. I Maglioni pesanti a trecce vengono ravvivati da disegni geometrici dai colori vivaci, mentre le t-shirt mettono in mostra un’ampia gamma di sgargianti grafiche. La maestria della sartoria Superdry si evidenzia nel taglio slim dei classici pantaloni chino con ampia la scelta di colori contemporanei e sofisticati dettagli pop. Non da meno la collezione Jeans i denim sono disponibili in diversi lavaggi e modelli da quello skinny e pulito fino a quello morbido e strappato. Da sempre le collezioni Superdry si contraddistinguono per la meticolosa attenzione della vestibilità dei capi e dei dettagli: bottoni smaltati, loghi ricamati ed eccezionale qualità di tutti i tessuti non potranno che farvi innamorare anche questa volta.


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Moda

ELEGANZA RAFFINATA

Production: Celebrity One Photo: Devin Del Santo Grooming: Carlos Moron Styling Assistant: Andro Hidalgo Dress: Dirk Bikkembergs

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Moda

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DANIELE ALESSANDRINI

L’UOMO TRA POESIA E NEW STYLE

Collezione Uomo Daniele Alessandrini a

ritmo di colori. Ogni dettaglio è Prince of Wales. Una linea sottile attraversa tutta la linea facendo emergere l’uomo tra eleganza e casual. Un qualcosa di unico che rende pantaloni e giacche adatte a dare il tocco in più in ogni momento della giornata, senza rischiare di andare oltre. Niente eccessi, ma solo essenzialità. Patchwork, print handmade, sfumature, stampa flock, testi poetici danno emozioni e non invadono il look. Colori classici ma allo stesso tempo nuovi: rosso e blue notte, bianco, nero e grigio. E l’inverno, è anche lana. Via libera alla lavorazione di maglia con il testo impresso in contrasto con il colore. Un tocco english e poetico anche nei look più basic: solo Daniele Alessandrini.

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Design

LA FILOSOFIA ARCHITERICA DI CARMIA DE NINNIS di Elena Parmegiani

Fin dalle epoche più antiche la casa è stata da sempre considerata

il nostro rifugio, il luogo dove ci sentiamo protetti e rigenerati dopo aver trascorso la giornata all’esterno. Secondo le più antiche tradizioni, che traggono origine da quelle misteriche dell’antico Egitto, esisterebbe una sorta di “anima della casa” che i romani definivano “Genius Loci”. Questa arcana tradizione di pensiero è stata di recente ripresa e rielaborata con il termine “ Architerica”(architettura esoterica) dall’Arch. Carmia De Ninnis. Questa metodologia trova e crea il simbolo personale di ciascun individuo al fine di amplificare il proprio carisma. Tale teoria è descritta dall’Arch. De Ninnis nella sua più recente pubblicazione “L’arte di abitare”, edita da Mondadori. Incontro Carmia De Ninnis nella sua casa/studio, progettata secondo lo stile architerico. L’abitazione si trova all’interno del prestigioso Palazzo Tittoni, residenza cinquecentesca situata nei pressi della centralissima Piazza Barberini di Roma. Arch. De Ninnis come nasce la filosofia Architerica e su quali principi si basa? La filosofia Architerica è una concezione alternativa dell’arte di costruire e di abitare i luoghi e nasce dalla fusione di Arte, Design e Filosofia. E’una visione del mondo in cui lo spazio temporale non esiste. Ci sono opere che anche se hanno millenni sono intrinsecamente belle, irradiano potenza. Architerica va oltre il tempo, oltre le mode per abbracciare il “non tempo”. Che finalità ha questa corrente di pensiero?

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Partendo dal presupposto che esiste un continuo scambio energetico tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, Architerica mescola tradizioni del pensiero antico con elementi della cultura occidentale ottenendo una nuova consapevolezza nella costruzione di case, scuole, edifici, ecc. Lo scopo di questa filosofia è quello di svelare il potere della struttura architettonica al di là di una visione puramente estetica ed utilitaristica. La casa è progettata nel rispetto del committente al fine di aumentare il suo benessere psicofisico. Ci sono dei colori che predilige utilizzare? Sicuramente l’oro ed il nero che rappresentano il lusso. Prediligo entrambi poiché rappresentano per me il sole e la luna, la luce ed il buio. Nella nostra persona convivono questi due aspetti: il lato luminoso e solare e la parte più oscura, occulta e misteriosa. La sua casa è concepita come atelier /abitazione dove sono esposte alcune delle sue opere . Ci parli di esse. Entrando, sulla parete sinistra, appare l’opera “Prozac” in cui è raffigurato il potente simbolo di Re Salomone chiamato anche Stella a Sei Punte. L’installazione rappresenta la contrapposizione tra il potere femminile (triangolo nero con la punta rivolta verso il basso) ed il potere maschile (triangolo d’oro). A destra, sulla parete opposta, troviamo la libreria concepita in stile “meta modern” in cui la scaffalatura di vetro, di stile contemporaneo, utilizzata per l’appoggio dei volumi si amalgama perfettamente con la raffinata decorazione di intarsi floreali in oro di stile rinascimentale. Al centro dell’ingresso c’è l’installazione dorata di forma


rettangolare “Flora Mater” in cui spiccano una coppia di mani maschili e femminili che sottolineano e simboleggiano l’armonia tra l’essere maschile e femminile. Mi colpisce molto il pavimento della sua abitazione realizzato con una scacchiera bianca e nera, ce lo descriva. E’ un gres bicolor. Nella sua scelta mi sono ispirata al tipico pavimento dei palazzi nobiliari e delle chiese del Cinquecento. Siamo ora nella zona living, cuore della casa, non a caso al suo interno troviamo due opere raffiguranti cuori. Questa è la parte emotiva della mia abitazione: il salotto dove amo ricevere amici e committenti. Sulla parete destra c’è una grande specchiera barocca che riflette la luce naturale e quella artificiale della lampada a stelo con paralume di oro specchiato che si contrappone all’orologio a parete ed al candeliere antico che illumina le volte a botte. Proprio in fondo alla stanza c’è l’opera “Cuori d’oro” in cui cuori forti e muscolosi, pieni di amore e gioia, enfatizzano l’essenza emotiva degli individui. Vicino alla specchiera troviamo invece il quadro “ Liberum Cor” che rappresenta il cuore libero da rancori e cattiverie. Nel piano superiore della casa una

corona imperiale posta sul soffitto simboleggia il potere spirituale che ognuno di noi deve coltivare. Cosa chiedono i suoi committenti quando le affidano un progetto? Unicità ed esclusività, vogliono avere una casa disegnata su misura dai mobili fino alle pareti. Nel mio lavoro non c’è un confine tra l’essere architetto ed artista ma una fusione profonda tra design ed arte. Da cosa prende ispirazione nelle sue opere e quali sono i suoi progetti futuri? Mi ispiro alla bellezza della città più bella del mondo, la città eterna, Roma, dove attualmente vivo e lavoro, ma anche a tutto ciò che esprime fascino, ad un dettaglio che faccio mio e che sviluppo. Nel futuro desidero ampliare maggiormente il mercato estero ed aprirmi ad una clientela internazionale di livello che ami un lusso autentico, esclusivo, ricercato ed elitario. Non a caso ho creato il mio brand denominato “Luxury Wall Art” la cui filosofia è quella di declinare arte decorativa ed arredo creando pareti rivestite di alta moda.

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Fashion & People

ENRICO RICCIARDI

LO PSICANALISTA DELL’IMMAGINE PRESENTA “NOKTILUX” La genesi di “NOKTILUX“ Moonlight Visions, questo il titolo del

nuovo calendario 2016 di Enrico Ricciardi. La sua brillante carriera inizio’ esattamente 30 anni fa, quando, con una Leica M a telemetro trascorse notti intere sulle scogliere della Liguria, in attesa che la luce della luna piena illuminasse le rocce bagnate dal mare in tempesta, utilizzando una speciale pellicola diapositiva per luce tungsteno. Questi personalissimi esperimenti sulle riprese in lunga esposizione gli permisero di realizzare un libro fotografico di grande successo, intitolato “UNIVERSI IMMAGINATI”. Il tema della ricerca fotografica è il mondo marino: rocce, scogli e tracce di mare il tutto riletto in chiave cromatica notturna. Immagini in «bilico» tra chiaroscuri e fluide colate d’ acqua simili a montagne di lava solidificata. Da questo è nata appunto una collezione di 15 immagini raccolte nel libro. La vera sfida di Ricciardi è «Acquea». Dopo 30 anni, Ricciardi dal carattere ironico e riservato, ha deciso di utilizzare la “ nipote “ della LEICA M, la Leica M TYP 240 digitale, e, sempre munito del mitico Noctilux f 1, ( tutto il materiale LEICA M gli e’ stato gentilmente fornito da New Old Camera di Milano ), ha

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realizzato nel suo studio di Milano una serie di scatti a 18 modelle, simulando in luce continua la luce lunare e poi divertendosi a “ immergerle “ nei suoi vecchi e storici paesaggi notturni con l’ausilio di una lunga postproduzione realizzata personalmente. Il risultato finale: una galleria di 18 immagini lunari ed oniriche, innovativi scatti che evocano le sue strepitose rocce liguri e il suo mare si sono tramutati poi in un calendario grazie al contributo del designer Marco Melis. Questo nuovo progetto e concezione d’immagine del noto fotografo milanese e’ stato spunto per l’azienda Castellani Industria Ottiche , che ha addirittura creato, ispirandosi alle sue immagini, una collezione di originalissimi occhiali da sole. www.enricoricciardi.it Photo and digital artwork: Enrico Ricciardi Make Up & Hair: Ladydiabolika Thanks to: Marco Melis designer, Castellani S.R.L. Industria Ottica e NEW OLD CAMERA Milano per aver fornito il materiale LEICA M


Model: Francesca Ruocco

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Model: Susanna Canzian

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Model: Marina Dainotto

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Model: Ines Trocchia

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Lifestyle & Beauty

LA VERA EREDITA DELLA CULTURA ITALIANA

LA VILLA DUBAI

di Enrico Sanchi

Nella Villa delle “eccellenze italiane”, creatività, grazia e tradizione

si fondono per creare un autentico feeling italiano all’estero. A pochi metri dall’iconico hotel Burj Al Arab di Dubai, ciò che a prima vista sembra semplicemente una delle lussuose ville sulla prestigiosa Jumeirah Beach Road, nasconde una realtà di eccellenze Italiane rappresentanti la creatività, la tradizione e lo stile italiano nel Medio Oriente. La Villa è il sogno manifesto di cinque amici visionari, che si sono incontrati per caso, condividendo la stessa passione: trasmettere ad altri l’esperienza dell’eccellenza della tradizione italiana in una vera “casa dell’eleganza”. È il CEO de La Villa, Stefano Giuliani, che ci accoglie e ci guida attraverso quel viaggio immaginario che è diventato realtà. Ci racconta di come aver intuito, grazie alla sua lunga esperienza all’estero, che la qualità percepita del Made in Italy sia di gran lunga inferiore a quella reale, poiché all’Italia vengono spesso erroneamente associati stereotipi non esattamente rappresentativi della ricchezza del patrimonio artigianale , culturale e innovativo del nostro Paese . Da qui l’idea de La Villa: “per me La Villa è un pezzo di Italia fuori dai suoi confini, dove uomini e donne, scelti, possono fare esperienza della tradizione italiana. In questa casa dell’eleganza e dell’eccellenza, il Made in Italy non è solo un’espressione linguistica, ma una esperienza emozionale prestigiosa. Oggi siamo testimoni di un diverso orientamento del mercato, da brand-oriented a self-brand: gli individui esprimono la loro unicità costruendo un sistema di valori che vogliono caratterizzare anche attraverso una unicità di pezzi personali, fatti su misura, disegnati e realizzati solo per loro.” Secondo Stefano, La Villa risponde a queste nuove esigenze. Realizzarla era un suo sogno; aspettava solo il momento e il luogo opportuni per metterlo in pratica. La scelta di Dubai si spiega poiché la città oggi rappresenta un’importante vetrina, non solo verso il Medio Oriente ma anche a livello mondiale.

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Caratterizzata dalla prossimità a tutti i mercati più in crescita, è un luogo che oggi attrae investimenti da tutto il mondo, sia da parte di grandi multinazionali che di medie imprese e abbienti privati. All’arrivo a La Villa si viene accolti dal maggiordomo, che ci fa accomodare su uno dei comodi divani per immergerci in una atmosfera di musica e fragranze. L’occhio spazia tra gli oggetti d’arredo che trasmettono la passione che c’è dietro ogni singolo particolare. Il pavimento di marmo intarsiato, l’illuminazione, le tende, le porte di legno e tessuto, i quadri… tutto contribuisce a creare una sensazione unica. Stefano ci guida alla scoperta di questo ambiente, o meglio, come dice lui, “in questo esercizio concettuale” dove il vivere contemporaneo si fonde perfettamente con secoli di tradizione italiana. Pezzi unici, provenienti da maestri artigiani italiani, creano un armonioso esempio di “interior design”, unico al mondo nel suo genere. Il piano terra è dedicato alla sartoria maschile, ai business meeting all’ intrattenimento. Il primo piano ospita il fashion femminile, la sezione sposa, i gioielli e gli accessori. La più moderna tecnologia sposa la creatività e l’eleganza, come nei mosaici appesi al muro o incastonati nel pavimento, realizzati in nano-tecnologia con tessere dello spessore di un millimetro, formate da ben 16 strati di vetro su supporto flessibile, per adattarsi anche a superfici curve. Dopo averci descritto La Villa in tutti i suoi particolari ed averci presentato lo staff, i suoi compagni d’avventura e lo stilista, tutti rigorosamente italiani, Stefano esclama: “Noi non vendiamo cose, serviamo emozioni”. La nostra Mission è aiutare il cliente a scoprire le proprie esigenze più nascoste e noi gli serviamo ciò di cui sente bisogno, esattamente come egli lo percepisce, soddisfacendo le sue aspettative nel migliore dei modi. Solo brand italiani artigiani, che condividono questa filosofia e questa etica e vogliono contribuire ad esportare nel mondo la bellezza e l’eleganza italiana, possono far parte del nostro progetto.


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Fashion & People

ANASTASIA ED IL MAESTRO JACOPO SIPARI:

THE CHILDREN FOR PEACE di Elena Parmegiani

Sabato 28 novembre presso lo Spazio Novecento di Roma si è

svolto un elegante charity dinner per festeggiare i dieci anni dell’associazione The Children for Peace, fondata dalla filantropa americana Debra Mace nel 2005. La presidentessa ha presenziato alla serata romana ed ha parlato della sua onlus che opera nelle aree più disagiate del pianeta per dare supporto ai bambini poveri ed abbandonati. Con i fondi raccolti dall’associazione si riesce a dare sostegno economico ed alimentare ai bimbi ed ai loro famigliari. L’evento, fortemente voluto dal vicepresidente dell’associazione Massimo Leonardelli, è stato presentato dalla splendida Maddalena Corvaglia con la sapiente regia di Mazzini Eventi, ed ha avuto come special guest della serata la cantante Anastasia, indiscussa star a livello internazionale, che si è esibita insieme al Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli ed all’Orchestra Sinfonica Marco dall’Aquila. Anastasia per la sua potente voce è soprannominata “the little lady with the big voice” e vanta la vendita di ben 85 milioni di dischi in tutto il mondo. Il giovane Maestro Sipari è attualmente considerato come uno dei più validi direttori d’orchestra della sua generazione ed a soli trent’anni ha già diretto prestigiosi concerti quali: la prima mondiale della “Norma” al teatro Greco di Siracusa, il “Barbiere di Siviglia” al teatro Antico di Taormina, il “Nabucco” al teatro di Pompei e lo straordinario concerto “Pacem in terris” dedicato al Papa tenutosi lo scorso anno presso la basilica di San Giovanni di Roma con i più grandi nomi della musica leggera. Diversi momenti emozionanti hanno scandito il galà dinner. La star Anastasia, infatti, ha ricevuto lo Special Artist Award 2015 come premio per il suo impegno nel sociale ed ha cantato diversi dei suoi più grandi successi: “Army of me” e “Pieces of Dream” accompagnata dalle note del pianoforte del talentuoso Maestro Jacopo Sipari, elegantissimo con uno splendido smoking nero realizzato per lui da uno dei più grandi nomi della moda italiana: Carlo Pignatelli. Toccanti le parole del Maestro Sipari:

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“Non posso nascondere un’emozione che spero vivranno tutte le persone che sono state qui con noi stasera. Lavorare con una voce incredibile come Anastasia è un sogno non solo per noi musicisti ma per chiunque creda nell’arte, nella cultura e nella bellezza“. Ho cercato di individuare, mettendo anche dei testi che lei ha utilizzato per le sue canzoni, quelli che sono i messaggi che maggiormente possono sintetizzare quello che questa serata ha voluto in un certo qual modo rappresentare. Esprimere la propria arte, il proprio talento, la propria musica per un’ iniziativa benefica, come può essere quella di “The Children for Peace“, carica di maggiore significato tutto ciò che facciamo. Alla fine noi siamo musicisti quindi cerchiamo di esprimere e di interpretare la voce di Dio, cioè la musica e quindi indubbiamente speriamo che questo tipo di esperienza serva non solo a noi artisti per migliorare noi stessi ma anche a tutte le persone alle quale speriamo di arrivare con la nostra musica.“ Durante il charity dinner sono stati consegnati i riconoscimenti 2015 alle personalità che nel corso dell’anno hanno supportato la Onlus, fra i premiati: il direttore di Vanity Fair Spagna, Lourdes Garzon, il vice-direttore del gruppo editoriale L’Espresso Giorgio Martelli, il Dott. Carlo Zappalà per il profilo medico e la responsabile Italia del Gruppo De Grisogono, Chantal Montanarella. Diversi personaggi del mondo dello spettacolo hanno presenziato la serata: Noemi, Francesco Arca, Beatrice Aiello, Luca Calvani, Linda Batista, Marius Bizau, Nunzia Garrone accompagnata da Antonio Brosio, Fabrizio Maffei e consorte, Vittoria Belvedere, Valeria Marini, Jane Alexander, Giuseppe Lago e Elisabetta Caltagirone, Federico Coccia, Andrea Delfini e tanti altri. Nella parte finale dell’evento le sonorità swing del trio LaDyvette hanno dato un tocco retrò alla serata insieme alla celebre DJ Sonia Rondini che ha surriscaldato l’atmosfera con una divertente selezione di brani anni 80. Credit Photo: Danilo Romano e Gianluca Palma


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TULLIO SOLENGHI

LA PASSIONE: CONDICIO SINE QUA NON di Agnese Testadiferro

Il primo giorno di primavera è nato lui, Tullio Solenghi. Attore di

teatro prima di ogni altra cosa, oggi il suo ruolo più bello lo vive anche fuori la scena, senza trucco né parruco: il nonno. Sono passati anni, anche se sembra ieri, quando negli anni Settanta compare per la prima volta su un palcoscenico teatrale di fronte un pubblico pronto ad applaudirlo. Si susseguono poi le luci della ribalta televisiva con “Luna Park”, varietà del 1978 condotto da Pippo Baudo dove è emersa la sua verve da imitatore, con Beppe Grillo, Fioretta Mari, La Smorfia, Heather Parisi e Enrico Beruschi. E a seguire il successivo programma “Gran Canal” dell’indimenticabile Corrado e le brillanti commedie per la tv come “Le Pillole d’Ercole” e “Due dozzine di rose scarlatte”, arriva il 1982 che è da segnare come l’anno del Trio: Anna Marchesini, Massimo Lopez e lui. Radio, televisione e teatro li vedono protagonisti: a tanti, loro tre, hanno strappato quei sorrisi pieni che si trasformano in risate senza fine. I traguardi raggiunti si chiamano poi anche musical come “Frankenstainmusical”; trasmissioni come “Striscia la Notizia” che ha condotto con Gene Gnocchi o “Quelli che il calcio”; cartoni animati come “Re Leone” della Walt Disney per il quale presta la voce a Scar; spot televisivi come quello della Lavazza in cui è un brillante San Pietro; Premio David di Donatello che lo vede conduttore. La sua è una carriera che a guardarla ed esaminarla fa capire chi è l’attore: un trasformista che sa essere nel modo, luogo e tempo giusti ...la persona giusta. Lui è semplicemente lui, Tullio Solenghi. E per la stagione teatrale 2015/2016 il sipario per lui si apre con “George Dandin “ di Molière e “Quei due” di Charles Dyer in coppia, letteralmente parlando, con Massimo Dapporto. Ricorda i suoi inizi? Avevo 17 anni quando iniziai a frequentare la Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Genova. Il mio debutto ufficiale, e quindi la prima apparizione in scena, fu a 20 anni con “Madre Courage” di B.Brecht a fianco di una grande attrice del passato, Lina Volonghi. In quello spettacolo però non dovevo dire nessuna battuta e quindi, sotto questo aspetto, non fu esaltante. Dall’anno successivo iniziai ad avere parti importanti. Quali sono i suoi sogni di gioventù realizzati? Avere una compagnia teatrale tutta mia ed essere un primo attore: ecco, questo era il mio sogno primario che è stato pienamente realizzato e di questo sono completamente felice. Immagini di dover riscrivere la definizione di teatro nel vocabolario: cosa scriverebbe? Il teatro in un mondo che è dominato dalla rete e dalle immagini virtuali rimane l’unica forma di “spettacolo biologico” dove c’è il vero contatto genuino del pubblico con l’attore. Dove c’è una sinergia tra chi è sul palcoscenico e chi in platea la si gode ogni

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sera come un piccolo grande evento che si ripete. Il Trio cosa le ha lasciato di indelebile? Il Trio é stato sicuramente una molla per uscire dall’essere uni dei tanti e diventare protagonisti. Mi è rimasto il ricordo di 12 anni trascorsi tra fratelli: nessuno ci ha messi insieme ma siamo stati noi a sceglierci. Ci siamo scelti come amici, sul campo, lavorando. Dodici anni esaltanti. Gli ironici e al tempo stesso seriosi sketch con Enrico Brignano per la pubblicità Lavazza, che nell’ultima registrazione è un omaggio all’astronauta Samantha Cristoforetti, riescono sempre al primo ciak? Con Enrico c’è stata subito una bella intesa per cui le cose che facciamo, scritte dal creativo Mauro Mortaroli e con la regia di Alessandro Dalatri, vengono spontanee e non c’è neanche bisogno di fare tante prove. Per chi ci guarda da fuori è ovvio che sembriamo due poveri pazzi. Chiudendo gli occhi, mentre ascolta questa domanda, quale è il primo ricordo che viene alla mente? Il primo ricordo prepotente è il mio nipotino di un anno che mi ha completamente mandato fuori di testa! Mi ha fatto perdere la ragione. Lo stesso entusiasmo che ho avuto per le mie figlie, ma con il nipotino, che è il primo, è addirittura superiore. Sulla sua pagina web c’è un suo personale vocabolario: quando e come si è sviluppato? Quello è una cosa che risale a quando con il Trio si faceva la radio, nel 1982. All’epoca ognuno scriveva per contro proprio prima di incontrarsi per registrare insieme ed io ebbi l’idea di fare questo “ironico vocabolario parallelo”. C’è un qualche luogo comune su Tullio Solenghi che vuole smentire? Francamente non c’è un luogo comune, neanche una critica che è diventata tale. Una cosa che mi fa molto piacere sentire è “quanto è bravo!”. Questa esclamazione mi fa molto piacere perché non vengo identificato con quello del Trio o del Caffè: questo vuol dire che in tutti questi anni qualcosa è rimasto, oltre la riconoscibilità. Sogni nel cassetto ne ha? Continuare a lavorare con la passione che ancora ho. Ecco, io credo che non ci sia una occasione lavorativa particolare nel cassetto dei sogni , ma dico semplicemente che nel momento in cui i miei neuroni e la mia passione si smorzeranno, la mia vita diventerà davvero triste. Questo spero che accada il più tardi possibile, o meglio, che non accada mai.


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A SAMUELLE REGINA DAVES “IL VALORE DELLA PERSONA A PRESCINDERE DALLA SUA SESSUALITA” Enrico Sanchi Agnese Testadiferro

È sempre triste e doloroso ricordare un’amica che non c’è più.

Eh già, Samuelle Daves non era per noi solo una professionista nel mondo della moda con la quale abbiamo lavorato gomito a gomito per anni, fino all’ultimo. Non era solo il lavoro a legarci, ma un’amicizia personale condivisa nel tempo dove con ironia e spiccato senso professionale analizzavamo ogni cosa. Dalla moda, al LifeStyle, dalle tendenze internazionali alle contaminazioni tra moda, stili e movida notturna. Con lei ogni sguardo verso il nuovo era critico, attento e analitico. Ci ha insegnato, ancora più di quello che avevamo imparato nel corso della vita, che prima di giudicare bisogna pensare. Esattamente come si giudica un abito estroso si deve fare per i gesti, le parole e i pensieri delle persone. Soprattutto bisogna stare attenti. Attenti alle anime specialmente le piu’ fragili: saperle ascoltare e rispettare è un dovere. Trentina di nascita milanese d’adozione era da anni opinionista, docente e consulente strategica nel mondo della moda e del lifestyle.Fashion consultant, ricercatrice di tendenze estrinseca il proprio pensiero per fashion magazine e advertising per fashion brand .Recente il suo esordio in tv come opinionista e giornalista internazionale di livello scelta da Piero Chiambretti per il suo Grand Hotel. Fashion editor di Life&People magazine ha sempre avuto grandi competenze professionali, unite alla ricerca continua e costante del bello, di una sua armonica identità interiore ed esteriore. Il suo motto, non a caso era “il valore della persona a prescindere dalla sua sessualità”. Noi ti vogliamo ricordare così: energica, vitale e pungente. Una

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Diva. Una Diva che non ha avuto paura delle sue fragilità che a dire il vero, sono state le fragilità delle persone che ti circondavano, ti guardavano male e con sospetto. Non hai mai avuto timore di mostrarti come eri in un  mondo ipocrita dove la facciata è sempre piena di paiettes. Chiuso il sipario, infatti, ad aspettarla c’erano solo la famiglia e quei pochi amici che potevano definirsi tali. Noi, l’abbiamo sempre aspettata, ed è stata sempre capace di arricchirci con le sue uniche ed esclusive perle di saggezza che ci riservava. Ci è  dispiaciuto constatare che tante facce, tante persone da copertina che le facevano i sorrisi migliori e le dicevano “io ci sono”, alla fine o quando dovevano veramente esserci ...non c’erano. Ma questo sicuramente già lo sapeva, e lo ha capito da sola, nella sua breve esistenza: come diceva Pirandello nel lungo tragitto della vita incontrerai più maschere che volti. La sua é stata una drammatica uscita di scena nel giorno del suo 41esimo compleanno. Ha detto che era stanca, ma ha anche detto grazie. Il suo ultimo messaggio ai familiari e amici stretti è stato chiaro: viviate sempre nella fede, nella preghiera e nell’amore corrisposto. Il suo estremo e ultimo gesto é stato un monito di riflessione per tutti e una denuncia pubblica verso chi discrimina e non accetta il diverso. Di lei  dobbiamo ricordarci tutto: i suoi insegnamenti, i principi sani che aveva,i valori indiscussi che metteva sempre con priorità avanti ogni cosa, l’amore e il sostegno che si poteva ricevere solo dalla famiglia e dalle poche persone care che le sono state vicine fino all’ultimo. GRAZIE SAMUELLE CHE CI HAI DATO LA POSSIBILITÀ DI AVERTI CONOSCIUTO!!!


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Fashion & People

PAULA CADEMARTORI DESIGN, FORZA STILISTICA E MOOD CREATIVO di Angelica Grittani

Un nome inconfondibile e sempre più cool nel mondo della

moda. Un brand che riesce a unire la passione per l’eclettismo, per il colore e per l’avanguardia artistica mixati con la tradizione e l’eleganza. Tutto grazie alla visione della designer che ha dato vita al brand nel 2011, dopo essere stata consacrata da Vogue Italia, durante il contest “Who is on next?”, tra i nomi più promettenti della moda italiana nel campo degli accessori. A partire da un prototipo di borsa curata nei minimi dettagli, dove appare la famosa fibbia in metallo che diventerà il marchio di fabbrica Cademartori, prende vita questa nuova realtà imprenditoriale Made in Italy, che ad oggi vanta una diffusione mondiale del brand nel settore luxury e un fatturato che supera il milione di euro. Paula Cademartori è l’esempio di come i giovani stilisti oggi possono creare un marchio da zero, partendo solo dalle loro competenze creative e artistiche, dalla manualità e dalla qualità dei materiali, ma dimostra anche come si può diventare manager di sé stessi, puntando sulla propria personalità. Paula Cademartori, nata e cresciuta in Brasile, ha sempre desiderato diventare designer, sin da quando da bambina giocava con vestiti e scarpe della nonna, immaginando un mondo fantastico in cui dare sfogo alla sua creatività. All’età di 21 anni la giovane designer si trasferisce in Italia, Paese da cui ha origine la sua famiglia paterna. Sceglie Milano come città dove vivere, seguendo così la sua passione per la moda e per gli accessori e dove continua a studiare. Dopo un master di Fashion Accessories all’Istituto Marangoni e un corso manageriale presso l’Università Bocconi, inizia a muovere i primi passi nella moda fino ad essere selezionata tra i talenti emergenti nel 2009 da Vogue Italia con il concorso Vogue Talents. L’amore di Paula per l’arte e il design, uno spiccato approccio creativo e una formazione a tutto tondo, hanno reso il marchio visibile e riconoscibile non soltanto per un logo particolare, per una griffe di moda, ma perché alla base c’è un concept ben preciso: il design e la ricerca dei dettagli, l’utilizzo di materiali pregiati e l’eleganza di un prodotto artigianale. Il resto ormai è storia e

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Paula dal 2011 (anno della sua prima collezione) ad oggi continua espressamente a curare ogni dettaglio del processo creativo della maison, senza stancarsi e proponendo ogni giorno idee nuove che condivide con i suoi fan attraverso i social network. Le borse Paula Cademartori sono riconoscibili proprio perché diventano oggetti del desiderio: iconici esempi di design da collezionare, senza tempo, molto femminili, versatili e raffinati. Insomma quello che ogni donna vorrebbe da una borsa. In più ogni borsa richiama questo legame imprescindibile con la donna che la possiede: infatti le borse portano il nome di personaggi femminili famosi o di donne che la designer ammira particolarmente. Faye, Sylvie, Tatiana, Kate: ogni borsa ci ricorda la bellezza insita in ogni donna, quell’essere uniche per carattere e origini e sopratutto per la possibilità di fare la differenza. Un’espressione di sé molto chiara e forte: Paula Cademartori ha una visione della donna sofisticata ma allo stesso tempo impegnata nel mondo e in ciò che fa ogni giorno. E ogni giorno la designer ci dimostra questo suo impegno e carattere, nel mostrarsi come donna contemporanea, multitasking e innamorata di quello che fa. Nel suo profilo Instagram possiamo scoprire il mood di Paula Cademartori che attraverso l’hashtag #powermartori ha dato vita a una metafora del suo lavoro, come una moderna Wonder woman instancabile che si destreggia con il design e lo styling delle sue creazioni, sempre giocando e senza prendersi troppo sul serio. Dai portachiavi a forma di bamboline, che richiamano questo desiderio di superpoteri, alla clutch Big Bang che ci riporta nel mood dei fumetti, fino al sandalo Lotus che irrompe come una meraviglia unica per design e colori: non ci sono dubbi che la personalità del brand è visibile e ben equilibrata tra i prodotti e la loro disegnatrice. Così come ci si aspetterebbe da un brand di lusso, non alla portata di tutti ma capace di comunicare con le immagini una visione a 360 gradi del prodotto, capace di viverlo e raccontarlo in prima persona attraverso la passione della designer che in questo caso diventa ambasciatrice del brand a livello mondiale.


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Fashion & People

A TU PER TU CON GABRIEL GARKO di Grazia Pitorri

Ha affascinato moltissime donne con il sguardo intenso, bello e

impossibile. Gabriel Garko farà ancora battere il cuore delle fans da uomo single, anche se riuscire a sapere qualcosa di più sulla sua vita privata è difficilissimo, lui ama sopra ogni cosa la sua privacy. Smentita la notizia del suo matrimonio segreto con la giovane collega Adua del Vesco, è stato ospite pochi giorni fa alla fiera Tutto Sposi a Napoli. Affascinante ed in gran forma ha dispensato sorrisi ma anche qualche frecciatina. Reduce dal successo della sua ultima fiction “L’onore ed il rispetto 4” Garko sa di piacere e anche molto, pur avendo superato i 40 anni per ora non ci sono rivali. Archiviata la parentesi negativa di quella apparizione in Rai durante l’Arena di Giletti dove si era presentato con un viso molto gonfio ora, terminate le riprese della sua nuova fiction che lo vede interprete di un personaggio anomalo, l’attore torinese si appresta a vivere la stagione invernale con un nuovo grande progetto. Gabriel, presto vedremo la tua nuova fiction “Non è stato mio figlio”, al fianco di Stefania Sandrelli, che emozioni hai provato? Vi consiglio di vederla perché a me è piaciuta tanto, il mio personaggio è completamente diverso da quelli soliti, cioè è un uomo che non sa tenere una pistola in mano. Io sono il figlio della Sandrelli, il nostro è un rapporto particolare, devo dire che sono contento di averlo interpretato.

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di quanto fosse importante. Tu sai perdonare? Nella tua ultima fiction “L’Onore ed il rispetto” perdoni la madre di tuo figlio e tornate insieme dopo tante disavventure, tu torneresti sui tuoi passi in amore? Dipende dalle situazioni, ci sono momenti e momenti. Se per esempio trovo la mia donna a letto con un altro non è che reagisco bene, e allora viene fuori il Tony Fortebracci (scherza divertito riferendosi al personaggio forte della fiction ...). Sei stato invitato a Napoli per la fiera Tutto Sposi. È stato detto che ti saresti sposato in gran segreto o che ti sposeresti solo lontano dai riflettori. È vero? Non è certo un segreto che io abbia sempre cercato di tutelate la mia vita privata, io amo la riservatezza, diciamo poi che su questa cosa dello sposarsi in segreto ci gioco anche un po ‘ su ... Come ti comporti per affascinare una donna? Lo dovresti chiedere ad una donna! Io non seguo un cliché, ci sono milioni di modi... È vero che a te però non piacciono le donne molto alte? Sì, è vero, io amo le donne alte 1,70/1,71 perché poi con i tacchi arrivano al 1,80... Mi piace la donna con quella altezza, è una cosa mia legata puramente all’estetica.

Il rapporto tra mamma e figlio è importante, il tuo come è? Credo che non vi sia equilibrio più perfetto del rapporto mamma e figlio ...

Sei giovane, ma ogni tanto non pensi a mettere su famiglia ad avere un figlio? Sì, mi piacerebbe diventare padre.

Che cosa è l’amore per Gabriel Garko? Chi lo sa, è un sentimento che si vive ogni giorno, magari lo vivi e non sai bene come lo vivi, poi quando lo perdi allora ti rendi conto

Che padre saresti? Devo essere sincero? Non lo so, sarebbe inutile dire ora cose che non sai finché non provi quella grande emozione che è la paternità.


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Fashion & People

FRANCESCO MALAVENDA REGISTA DALL’ITALIA AGLI U.S.A. PASSANDO PER L’AFRICA di Agnese Testadiferro

Ciack si gira! John Savage, Bret Roberts, Blanca Blanco, D.J. Dr.

Feel X, Youma, Giada De Bòank, Falvio Bucci, Fabio Testi, Adriana Volpe… Loro sono solo alcuni che stanno scaldando l’estate cinematografica del regista Francesco Malavenda che è iniziata a Monte Carlo per un film con star internazionali. È un vulcano di idee quello che c’è nel regista di origini anconetane. Appassionato delle bellezze naturali di ogni continente ha iniziato subito a capire che certi scorci di mondo, come il mare ai piedi del Monte Conero, vanno immortalati per sempre. E non con uno scatto fotografico, ma con la camera da presa per far in modo che chi guada avanti ad uno schermo viva le stesse sue emozioni. Sono finite le riprese di “Teen Star Academy”, prodotto da Enrico Pinocci e distribuito dall’inglese Movie On. Un film, con una sceneggiatura internazionale, che fa approdare degli U.S.A. Malavenda. Il film ambientato in Costa Azzurra è stato diretto dal giovane regista Cristian Scardigno, un film Family/Music che ruota tutto attorno ad un gruppo di talentuosi ragazzi e bambini che frequentano un’Accademia di spettacolo. Protagonisti che ballano, suonano e cantano …ma che dovranno vedersela anche con un personaggio di spicco che ne combina di tutti i colori: il piccolo cane Alex. “Teen Star Academy” è un film internazionale e come tale vanta un cast che vede la presenza di John Savage, Bret Roberts, Blanca Blanco e poi il D.J. Dr. Feel X, Youma ed Adriana Volpe. Ma questo è solo l’inizio, la summer 2015 è solo in minima parte ferie per Malavenda. Sta già lavorando ad

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un nuovo film internazionale, prodotto da Enrico Pinocci, da girare entro l’anno il cui titolo sarà: “Six Children and One Grandfather”. In programma anche la mini serie Fantasy ambientata in Italia. Da un set all’altro a settembre è la volta di “Revenge of the Green Witch – La vendetta della Maga Verde”. Un film fantasy ambientato principalmente a Calcata, nel Lazio. Dall’Italia la pellicola, girata in italiano e inglese, prende poi il volo per gli Stati Uniti per la post produzione audio negli studi della Warner Bros, gli effetti speciali e il montaggio a cura della Experimental e Cineparadiz di Hollywood con la super visione di colui che ha curato anche il film Matrix. Ognuno può diventare produttore del fantasy perché il sistema scelto per la produzione è “vendita quote film”. “Esistono luoghi dove il cuore e la mente vivono quasi in simbiosi con la natura. ...lì il tempo sembra non passare mai e, se passa, lo fa in un modo così indiscreto che quasi sembra non accorgersene ...tra i boschi del parco del Treia accadono cose innaturali che coinvolgono la natura stessa dell’uomo. Ci vivono esseri visibili ed invisibili che a volte sconfinano da una realtà all’altra...” Questo è l’inizio da brividi del film che ha un cast che fino a settembre è in via di definizione, ma fin’ora sono confermati : Flavio Bucci, che sancisce così il suo ritorno al grande schermo, Fabio Testi, Franco Oppini, Loretta Rossi Stuart, Vincenzo Bocciarelli, Giada De Blank, Patrizia De Blanck, Lidia Vitale, Elena Ossola, Anna Rita del Piano, Gianfranco Apicerni, Blu Di Martino, Fiorenza Cafa’. E l’augurio è: buona paura a tutti!!


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Viale Ceccarini Riccione

www.facebook.com/BlueBarCaffe


Fashion & People

ROBERTO DI COSTANZO L’ARTE NEL SEGNO DEL RITRATTO di Elena Parmegiani

Roberto Di Costanzo è un giovane ritrattista, pittore, illustratore

e docente di storia del disegno presso l’Accademia del Lusso di Roma. Ha esposto in Italia e, su invito del Maestro Pierre Cardin, a Parigi presso l’Espace Cardin. I suoi libri illustrati ad inchiostro di china su Roma e Parigi, editi da Editions Nomades, sono disponibili in tutte le librerie Louis Vuitton del mondo.Non male per questo ragazzo romano che appena trentenne è riuscito a farsi strada da solo nel complicato e difficile mondo dell’arte. Incontro Roberto appena reduce dall’ultimo successo della sua personale intitolata “Visage En Pose”, inaugurata la scorsa settimana presso la Galleria Anfossi a Piazza di Pietra, dove è andato in scena un raffinato salotto borghese fatto di ritratti ad inchiostro di china in cui la fantasia dell’artista spazia di volto in volto. Roberto, come nasce l’amore per la pittura in generale e nello specifico per il ritratto? Il mio amore per la pittura ed il suo studio nasce da quando avevo 14 anni, quando iniziai a fare degli studi sui quadri ad olio, ciò fece scaturire in me una sensibilità, una curiosità tale da farmi scegliere delle scuole di formazione legate all’arte quali il Liceo Artistico, l’Accademia di Belle D’Arti ed il Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel frattempo mi innamorai dell’illustrazione, tanto che per la prima volta a 21 anni illustrai il Canto di Natale. L’illustrazione mi affascina molto poiché esprime al meglio il concetto, informa il lettore, aggrega la parola al segno: due realtà che convivono in perfetta complicità e simbiosi. Fra i miei lavori di illustratore a cui sono più legato troviamo le Fiabe Russe ed i Carnes de Voyages su Roma e Parigi disponibili in tutte le librerie mondiali di Louis Vuitton. Il costumista Piero Tosi è stato tuo mentore e maestro. Come ha influenzato il tuo percorso artistico? All’inizio i miei studi erano incentrati sulla scenografia. Incontrai poi Piero Tosi che mi influenzò artisticamente proponendomi dei lavori rivolti al carattere del personaggio che mi portarono ad amare la ritrattistica e lo studio della persona legato al mondo del cinema. Parigi è un liet motiv nella tua vita artistica. Che differenze trovi

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tra questa città e l’Italia? Parigi è una città con uno spiccato gusto per il disegno e per la ritrattistica in particolare, soprattutto c’è un vero e proprio collezionismo quindi un’educazione nello scoprire nuovi artisti e non solo nomi affermati. L’illustrazione in Francia è alla pari con tutte le altre arti. Da qualche anno sei anche docente di storia del costume presso l’Accademia del Lusso di Roma e presso l’Accademia Italiana. Che rapporto hai con i tuoi studenti che sono quasi tuoi coetanei? Il metodo che propongo ai miei allievi nasce da come ognuno di noi percepisce il mondo, dico sempre di guadare le cose con una fame, con un’intensità e passione tali da farle proprie. I miei alunni sono invitati a guardare il mondo nel profondo in maniera oserei dire quasi spirituale. Parlaci brevemente delle tue esposizioni più importanti svolte fino ad oggi. Sicuramente l’esposizione svolta all’Espace Cardin a Parigi di tre anni fa dove mi sono presentato al pubblico francese come illustratore e ritrattista. A maggio scorso invece, presso il Ristorante “Il Margutta”, ho voluto fare un tributo al grande regista Fellini con la mostra “Sotto casa di Federico” nella quale si sono potute ammirare illustrazioni legate al mondo del cinema e che ho intenzione di esportare nel Nord Europa ed in America. Nell’ultima mia personale invece, “Visage en Pose”, unisco la mia parte di ritrattista a quella di caratterista. Ho voluto esporre 50 ritratti ad inchiostro di china dove racconto l’intensità dei volti e la storia dei personaggi rappresentati. Quali luoghi ti hanno influenzato maggiormente finora nel tuo percorso artistico? Roma mi ha dato l’amore per l’arte, Parigi l’ispirazione, il rispetto e la stima per la mia professione. In futuro vorrei poter raccontare l’eccellenza italiana negli Stati Uniti. Descrivici un tuo sogno per il futuro. Vorrei continuare a fare ciò che faccio con la stessa passione trovando sempre nuovi spunti di descrizione ed avendo una profonda ammirazione nel raccontare.


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Fashion & People

SILVIA ABBATE

UNA RAGAZZA, UNA DONNA, UNA MAMMA di Stefano Marangoni

Bellissima e biondissima. Gambe chilometriche e fisico statuario.

Le fortune che madre natura le ha dato, Silvia Abbate le ha sfoggiate prima sulle passerelle e poi sfruttate durante la partecipazione alla prima edizione de “La Pupa e il Secchione”. Dalle sfilate al reality, da opinionista nei salotti televisivi a business woman. L’ex pupa si è così reinventata grazie alla grande passione per la moda e non solo.

tuoi 31 anni. Vivace, poliedrica e sempre attenta ai cambiamenti. Essendo sempre stata una persona indipendente sono continuamente alla ricerca di una mia identità nella vita privata e professionale. La passione per la moda nel 2013 mi ha spinto a disegnare una mia linea personale di capi prodotti con filati nobili, curati e selezionati tutti rigorosamente made in Italy. Una linea di capispalla in cashmere classici per adulti e bambini, che grazie alla mia creatività rendo sempre fashion includendo nuove stampe.

Hai iniziato a sfilare dall’età di sedici anni, ma la notorietà televisiva è arrivata nel 2006 col reality “La Pupa e il Secchione”. Come ricordi quell’esperienza? La mia passione è sempre stata la moda. Iniziai sfilando come modella avendo così la possibilità di girare il mondo in autonomia sotto la supervisione della mia agenzia. Poi è arrivata, per caso, la chiamata verso la tv. Veramente così: tra un casting di moda e l’altro ne feci anche uno televisivo. Avevo 19 anni ed erano gli anni della spensieratezza, della voglia di divertirsi. Devo ammettere che nel reality mi sono divertita molto, oltre aver fatto divertire.

Cosa vorresti ti portasse il domani? Lavoro, soldi o amore? Ora come ora sto iniziando una nuova avventura, una nuova attività imprenditoriale con alcuni soci, che mi vede impegnata in prima persona. Abbiamo rilevato una storica azienda italiana nel campo dell’abbigliamento, rilanceremo il marchio a livello nazionale e faremo grandi cose. La fase organizzativa è in atto e si spera di finire il tutto tra pochi mesi, il tempo di preparare la nuova collezione e vi darò notizia. Il lavoro non manca, i soldi se vogliamo non bastano mai, l’amore invece quando e se sarà arriverà… Per ora mi basta l’amore verso mio figlio Federico.

Oggi sei cresciuta, sei diventata una donna e una mamma premurosa trovando il tempo di laurearti. Dopo il reality passai da un programma all’altro tra Rai e Mediaset come opinionista su vari argomenti proposti. Mi sono distinta per essere stata donna pungente e cinica, esprimendo sempre il mio pensiero senza peli sulla lingua, come del resto faccio nella vita. Nel frattempo mi sono laureata in arte moderna e contemporanea frequentando anche uno stage al museo Guggenheim di New York. L’arte è sempre stata un’altra delle mie passioni. In famiglia ho sempre respirato profumo d’arte e il padre di mio figlio è un grande collezionista. Sono dunque anche mamma di uno splendido bimbo di 8 anni: Federico. Lui è la mia priorità sempre e comunque. La mia è una splendida famiglia moderna nella quale c’è anche mia madre che rimane sempre mio punto di riferimento e mia consigliera di vita. Ho iniziato anche a scrivere come freelance per diverse testate giornalistiche di moda, alimentazione e arte, che sono passioni innate da sempre.

Ti vediamo in televisione come show girl. Ora anche giornalista ed imprenditrice. Una tua giornata tipo? Non ho mai una giornata uguale a un’altra, dovendo accudire un bimbo. I miei soci mi permettono di gestire al meglio il mio tempo. Comunque mi sveglio presto al mattino, preparando la colazione al mio piccolo grande amore per poi accompagnarlo a scuola e poi inizia la mia giornata tra showroom e appuntamenti. Ogni mattina adempio al meglio al mio “dovere” di madre. Una cosa a cui tengo particolarmente è aspettare mio figlio all’uscita da scuola per passare il pomeriggio con lui, seguirlo negli studi e nei compiti e accompagnarlo ai suoi corsi pomeridiani. La sera sono a casa che cucino per lui, che rimane la mia priorità, ciò che più importante ho. Poche sono le mie uscite mondane, giusto per curare le pubbliche relazioni. Mi ritaglio pochi spazi personali per l’estetista, il parrucchiere o la palestra. Senza lo sport non riesco a vivere: corsa, pilates, yoga servono per mente e corpo.

Insomma sei una donna, ma ragazza allo stesso tempo con i soli

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Ora non sono più una Pupa ma una Donna!!!


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Locale rivelazione dell’anno

. . . gra z i e a vo i !

B ell u di Q u ara nt a d u e, R i cc i o ne Vi a l e D i a z 2 0 i n fo 3 4 0 6 2 2 7 4 5 3 - 3 2 0 9 1 8 0 9 1 5


Fashion & People

MARICA

GIANNINI di Enrico Sanchi

Partenopea da parte di padre e siciliana da parte di madre, Marica

Giannini è un’esplosione di solarità. Uno sguardo profondo come il mare del sud ed un sorriso che salda il cuore. A diciotto anni lascia la sua amata Portici e si trasferisce a Roma. Ci resta per dodici anni dopodichè approda a Milano per una parentesi lunga quattro anni. Ritorna a Roma lo scorso anno, dove vive tutt’ora per inseguire i suoi sogni.  Inizia come fotomodella per pagarsi le spese per vivere a Roma, successivamente diventa giornalista per realizzare il suo sogno. Da sempre una grande passione, il calcio,  passione questa  che oggi è diventata il suo lavoro. Dopo diversi anni alla conduzione di  diversi  programmi calcistici, da Sportitalia passando per collaborazioni con SportMediaset, Marica e’ oggi alla conduzione del canale AS Roma Calcio.   Modella, giornalista pubblicista, blogger da diversi anni conduce trasmissioni calcistiche: un caso o una scelta mirata?  Mai nulla accade per caso, o quasi mai. Da bambina sognavo di diventare giornalista e condurre il telegiornale. Un sogno atipico per una bambina ma sono cresciuta con il mio nonno paterno che alle 13 ogni santo giorno mi imponeva di seguire il Tg. Da lì nasce la mia passione….le mie icone erano i giornalisti. Una professione voluta fortemente. Sapevo di voler diventare una giornalista e la mia passione per lo sport mi ha portato a intraprendere poi la strada del giornalismo sportivo. Amo lo sport a trecentosessanta gradi.   Da cosa nasce la passione per il calcio? La mia carriera giornalistica è iniziata nel 2006 con il mondo del basket. Amo il tennis e il calcio è arrivato più avanti. Mio padre da giovane giocava a calcio ( a livello dilettantistico) e in età adulta fu anche allenatore. Cresciuta quindi in un contesto familiare calcistico, la mia vera passione per questo sport è arrivata giorno dopo giorno. A Sportitalia ero alla conduzione del Tg sportivo finché arrivò il momento in cui mi affidarono un programma tutto

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mio sul calcio.   Donne e calcio il binomio funziona? Credo possa funzionare ma non basta solo un’immagine femminile . Ci vuole anche professionalità e competenza. Si dice che il mondo del calcio sia maschile. In parte è vero ma in parte posso dire che anche noi donne possiamo dire la nostra in questo sport. Comunque questo binomio pare funzioni. Oggi si sente sempre più spesso parlare di violenza negli stadi. Cosa ne pensi? La violenza negli stadi è purtroppo una piaga del mondo del calcio. Confido però in chi ci governa e chi a capo della Lega calcio, perché qualcosa possa cambiare. Qualche passo in avanti è stato fatto ma ancora troppo poco. Ad aggravare non solo la violenza fisica ma anche quella verbale. Atti di razzismo sugli spalti è quanto di peggio si possa vedere negli stadi e fuori.   Ad un certo punto della sua carriera scrive e pubblica un libro “Io e Lui” un libro che parla di Amore a 360°. Da cosa nasce l’idea? Nasce dalla volontà di voler parlare di un sentimento che governa il mondo ma anche dal desiderio di voler trasferire, ad altri, le mie esperienze di vita. Esperienze che hanno cambiato la mia esistenza. Dall’amore per Gesù ad un amore per un uomo. Entrambe queste figure sono state e sono determinanti nella mia vita. La mia voglia è di dimostrare, attraverso il mio percorso di vita che grazie all’amore, si supera qualsiasi ostacolo. Grazie all’amore di Gesù si può diventare felici.      Restando in tema di amore.. è innamorata? Non sono innamorata ma aspetto con ansia un amore travolgente che mi sconvolga la vita.  L’amore più grande della mia vita l’ho chiuso in un cassetto ed ora sono pronta ad aprire di nuovo il mio cuore. Sogno un marito eccezionale e tanti bimbi da crescere. 


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Fashion & People

FRANCESCO

SARCINA C

ome nascono le canzoni di ‘Femmina’? La domanda semmai dovrebbe essere “Come nascono le canzoni?”, perché ogni album ha la sua storia. Ogni disco è come un album fotografico, descrive e raccoglie fotografie di un periodo di vita. Le canzoni di questo album sono nate in vari luoghi, come spesso mi accade; a casa, in treno, in areo. Devo dire che ho lavorato parecchio anche negli studi di Amici, in camerino ho allestito un piccolo studio e mi sono registrato parecchi demo. La canzone che preferisci del disco? E’ difficile scegliere una canzone che preferisci di un disco appena uscito perchè è fresco, nuovo e quindi sono tutte canzoni adorate. Sicuramente mi tocca molto “Inesauribile”, l’ultima traccia. E’ una canzone che descrive la storia di un uomo con il suo trascorso, con gli errori che ha fatto nella sua vita: guarda, osserva e delinea il ritratto di una creatura al suo fianco pura e che porta nel grembo una vita. Un momento di purezza e magia totali. E’ un brano che rappresenta il confronto tra l’oscurità e la luce. A breve sarai padre per la seconda volta di Nina. Com’è l’attesa? Estremamente emozionante (oltre ad avere una grande pazienza con gli sbalzi ormonali che ci sono, sono ironico ovviamente!) Ti chiedi chi sarà Nina, perché accogli uno spirito, un’entità, un individuo. E’ una creatura a sé, con dei tratti che avranno a che fare con me e la madre ma l’identità sarà la sua. Mi domando che faccia avrà… chi sarà questa Nina? Cosa ti ha insegnato la paternità? Ad avere molta pazienza con le madri! Scherzo, più che altro la paternità mi ha insegnato che chi impara di più in questo percorso sono i genitori. Pensi di dover educare, insegnare un sacco di cose ai bambini, ma in proporzione loro imparano molto più velocemente e sono quelli che più insegnano, soprattutto a noi genitori.

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E’ l’amore in cosa ti ha cambiato? L’amore mi cambiato sicuramente nel sapermi lasciare andare. Senza dubbio. Cos’è rimasto di Francesco ai tempi de Le Vibrazioni? Bisognerebbe chiedere agli altri cosa è rimasto del Francesco di quei tempi, io guardo avanti. Sicuramente ho conservato quell’istinto precedente alle Vibrazioni, perché cominciando un nuovo percorso con il secondo disco solista ho ritrovato in me quello spirito di lotta e di avventura che mi accompagna sin dagli esordi. Perché solo due tappe in questo nuovo tour? Due date ad ottobre perché prima mi voglio dedicare durante gli instore ad incontrare uno per uno coloro che hanno acquistato il mio album. Li vorrei conoscere prima tutti e rivederli poi nei due appuntamenti dal vivo, che saranno due date evento, non svelo altro. Inoltre, la famiglia è molto importante per me, sto cercando di conciliare tutto in modo ottimale. Ritrovarti nelle vesti di vocal coach ad Amici è stata una novità. Cosa ti ha spinto ad accettare? L’occasione di lavorare con i ragazzi mi ha spinto ad accettare di entrare nel cast di Amici. I giovani sono sognatori ed è bello percepire il loro desiderio di volersi realizzare. In Italia non abbiamo nient’altro che si occupa di musica se non i talent, una nazione come la nostra che dovrebbe essere dedita all’arte oggi non lo è. Ci rimangono quindi solo i talent dove poter lavorare e parlare di musica. Pronto per il matrimonio? Sto lavorando talmente tanto da non dover pensarci!!!


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Design

VILLA KOCH

IL FASCINO DELLA CULTURA DEL PASSATO di Elena Parmegiani

L’Italia e le sue bellezze, il nostro patrimonio, i luoghi d’arte mai

dimenticati e fruibili dal pubblico. Fra questi, a pochi passi da Recanati, sulle colline marchigiane, troviamo Villa Koch, magnifica residenza nobiliare del 700 dallo stile neoclassico con elementi liberty. In origine la Villa fu di proprietà del Conte Carradori, poi nell’ 800 divenne la residenza del celebre architetto Gaetano Koch, progettista persino della Banca d’Italia a cui deve il nome, che ne ampliò le proporzioni. Nel 900 fu ereditata dalla Famiglia Monaldi che ha saputo conservare tuttora inalterato l’antico splendore dell’epoca, al punto che la residenza è stata riconosciuta da diversi critici di interessante valenza artistica e culturale. Tuttora la gestione è affidata alla nuova generazione degli eredi Fabrizio e Massimiliano Monaldi. In questo incontaminato luogo ricco di storia, l’arte e la natura si amalgamano perfettamente: la residenza possiede infatti un parco

ed un bosco di 1 km, che rappresenta la seconda zona boschiva delle Marche dopo la Selva di Castelfidardo. L’atmosfera d’arte e di cultura che si respira stando all’interno di questa proprietà ha fatto sì che persino il regista Mario Martone la scegliesse come set del suo ultimo film “Il giovane favoloso”, dedicato alla figura di Giacomo Leopardi ed interpretato dall’attore Elio Germano. Le riprese a Villa Koch hanno portato fortuna alla pellicola: dopo il trionfo al Ciak d’Oro ha persino conquistato il Globo d’Oro come miglior film del 2015. Attualmente l’indirizzo di gestione della Famiglia Monaldi è orientato a utilizzare la location non solo per eventi privati e matrimoni, ma soprattutto per manifestazioni culturali legate ad Ambasciate e ad Istituzioni, nel rispetto della memoria dell’Arch. Koch, per far sì che tutto il territorio possa fruire di questo meraviglioso luogo nell’ottica di un arricchimento culturale ed artistico.

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Fashion & People

TUNDE STIFT

UNA DONNA CORAGGIOSA DIVENTATA UN’ARTISTA STRAORDINARIA di Enrico Sanchi

Da cubista ad imprenditrice, una carriera di successi Abbandonare il proprio luogo di origine per cercare lavoro all’estero, con la necessità di integrarsi senza conoscere storia e tradizione del nuovo Paese è complicato per chiunque. Tentare questa avventura ad appena 19 anni di età è addirittura da considerare una vera e propria impresa. Eppure lei non ci ha pensato due volte. Decisa, intraprendente, e soprattutto coraggiosa, ha fatto le valigie, salutato parenti ed amici ed ha lasciato Budapest, la città che l’aveva cresciuta e dove aveva fantastici ricordi della sua adolescenza. In tasca aveva pochi soldi ma, allo stesso tempo, tanti sogni. Quei sogni che, dopo tanti sacrifici, la ragazza è riuscita a conquistare. Lei si chiama Tunde Stift, ungherese di nascita ma italiana di adozione. Una donna vera, forte, caparbia, decisa e – permetteteci il termine – una donna “con le palle” ! Nonostante la sua vita, non sia stata tra le più facili, non si è mai arresa ed è sempre stata in grado di affrontare qualsiasi situazione, anche quelle in cui gli ostacoli sembravano insormontabili. Donna di bell’aspetto (la tipica bellezza ungherese di donna alta, bionda, con uno sguardo penetrante ed un un sorriso straordinario) Tunde si è presentata in Italia con la sua qualifica: diploma in economia e commercio ed insegnante di aerobica. E naturalmente, da “artista nata” come lei si è subito rimboccata le maniche ed ha cominciato a “correre”. Fuggita dalla sua bellissima Ungheria negli anni ‘90 cominciò come indossatrice “saltando” per l’Italia in lungo e in largo. Prima a Milano, poi a Roma lavorando con tanti fotografi importanti, e partecipando a diversi trasmissioni televisive nazionali. Lavori fatti ? “Tanti” dice lei Molte persone, nel campo dell’arte, della moda e dello spettacolo, si perdono davanti alle prime difficoltà prendendo strade sbagliate. Tunde, invece, non ha mollato mai. Ha collaborato, con varie esperienze, anche nei locali alla moda delle costa adriatica.

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Il mitico Shalimar, l’Odissea, Il Prince, Il Pascià, e, sempre in crescendo professionalmente, sino ad ottenere la direzione artistica del Centro Vacanze di Cingoli. Tunde è stata cubista, poi direttrice artistica, ed avrebbe potuto fare molto di più, se avesse deciso di lasciare Senigallia. Ma l’amore per lo spettacolo e per le Marche ha inciso in maniera determinante nella sua carriera professionale. Artista a 360 gradi, Tunde ha deciso agli inizi del nuovo millennio di diventare imprenditrice. Nasce così la Planet comunication, azienda ideata e diretta da Tunde da più di 10 anni che si occupa di moda e di spettacolo. La Planet comunication, organizza eventi di vari tipo, puntando soprattutto sulle sfilate di moda per le quali è esclusivista nelle Marche del concorso Miss Mondo Italia e Miss Arte Moda Italia. Nel 2001 studia, progetta e realizza un suo format televisivo: la trasmissione Planet Moda TV dove racconta mode e tendenze regionali e nazionali, andando a curiosare con le proprie telecamere nei vari eventi italiani. Inoltre, spazia all’estero: a Cannes al Festival del Cinema, al Salone Nautico di Genova e a tante altre fiere internazionali. Entra nei locali più glamour, intervistando tantissimi Vip, organizza sfilate e si “trasforma” in ottima presentatrice con il suo simpatico italiano “non perfetto”. Nel corso degli anni, Tunde acquisisce ulteriori competenze diventando docente della Poliarte Design School dove insegna. E’ inoltre wedding planner, collaborando con la Tenuta Il Giogo di Trecastelli (Ancona), consulente di bellezza e personale shopper esperta di moda. Ma Tunde non si ferma mai!!! E’ sempre alla ricerca di novità, studia per acquisire nuove competenze, frequentando corsi di formazione per la sua crescita personale. Da poco ha perfezionato il suo sito internet (www.planetmodatv.it) che è ormai a tutti gli effetti un magazine di tendenza. Ed in futuro ? Da Tunde possiamo aspettarci tutto. E non aggiungiamo altro...


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Lifestyle & Beauty

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LA TOILETTE MASCHILE E L’ARTE DI FARE LA BARBA

di Maurizio Sabini Rabaldo Stensi

Oggi va l’uomo barbuto e con il baffo. Sparvieri metropolitani con l’aria vagamente retrò donano alle nuove stagioni, non più con l’aria vagamente retrò donano alle nuove stagioni, non più prettamente invernali, l’aspetto ingiallito delle cartoline d’altri tempi e surclassano i gettonati barba e pizzetto usati come stratagemmi estetici sia dai brutti per coprire i difetti somatici, sia dai bellissimi per esaltare il fascino congenito. L’influenza stilistica colpisce i giovani avventori di quelli che prima si chiamavano barbieri e che adesso vanno sotto il nome di hair stylist e si dichiarano neofiti del cesellato vello un po’ per vanesia curiosità, un po’ perché ora la moda sembra riavvolgere il nastro fino agli anni ’30.   Al di là di un discorso prettamente estetico, c’è anche chi ha ravvisato in questo ritorno al ‘pelo vintage’ un modo per ‘sopravvivere’ alla crisi economica, poiché pare proprio un ricorso della storia quello che nei momenti difficili ci si aggrappi a una qualche gratificazione vezzosa, per sentirsi -nonostante tutto- ‘ganzi’ anche alla fine del mese, cosa che già durante la grande depressione del ’29 contribuì a non compromettere affatto gli incassi dei barbieri americani. La rasatura è una pratica millenaria: si hanno testimonianze di rasoi in selce, in bronzo e in oro ben prima dei rasoi in ferro. Come indicato dalle pitture rupestri che raffigurano uomini sbarbati, l’uomo si radeva già nella preistoria, utilizzando utensili di pietra o le valve di conchiglia. Dobbiamo comunque attendere la civiltà egizia con l’introduzione del rame e del bronzo per vedere la nascita del rasoio. In passato era inusuale per un uomo radersi da solo e la maggior parte degli uomini si recavano dal barbiere una volta alla settimana, quasi sempre la mattina, del giorno “di festa” com’era definita la Domenica, con il loro miglior vestito, i benestanti più volte, mentre pochi fortunati erano rasati da maggiordomi o se militari dai propri

attendenti-barbieri. Tra i protagonisti di questo rito secolare troviamo: il pennello da barba utilizzato per montare il sapone o la crema composto da setole di tasso molto morbide, suino o cinghiale più economiche delle precedenti e addirittura cavallo nei paesi islamici, dove le setole del suino sono ritenute per religione un prodotto impuro; poi la schiuma che viene creata con il pennello direttamente sul volto o con l’ausilio di una ciotola e il sapone da barba un particolare tipo di sapone utilizzato per creare schiuma anche se oggi meno usato rispetto alla schiuma in bomboletta. Non ultimo il rasoio che può essere a seconda della lama sia a mano libera in genere a serramanico, per motivi di comodità e sicurezza, spesso sono i rasoi storici dei barbieri, oppure usa e getta. Invece a seconda della modalità di utilizzo si hanno quelli in umido, che per il loro corretto uso necessitano di una schiuma o sapone, e i rasoi a secco come l’ elettrico. Infine citiamo il dopobarba, quella lozione in gel, balsamo o liquida, utilizzata in cosmetica maschile, dopo la rasatura per contrastare fenomeni irritativi o traumatici che si verificano con tale pratica, contenente essenze profumate per ammorbidire la pelle e sostanze antisettiche, utili a prevenire infezioni che si generano a seguito di traumi locali dovuti alla rasatura, come piccoli tagli. Nei secoli la barba è stato amata ma anche odiata e vietata da imperatori restando pur sempre il segno distintivo di ogni uomo. Le donne ad oggi preferiscono l’ uomo barbuto perché alza il livello di virilità in colui che la porta e secondo studi scientifici previene patologie come attacchi di asma e tosse, protegge dal freddo e dai raggi solari e rallenta l’ invecchiamento cutaneo. Ricordiamo solo che la barba da ferocia al guerriero, ma rende un semplice amante irresistibile.

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Fashion & People

FASHION BLOGGER DI SUCCESSO

VERONICA GIOMINI

Veronica Giomini è una delle fashion blogger italiane più

promettenti. Il suo blog, Therougemisscake, è nato nel 2013 e l’ha resa una delle style blogger più seguite. Conta un numero di visitatori sempre in crescita e i suoi look sono sempre più apprezzati. Ciò che fa realmente la differenza è la qualità della grafica e delle immagini che portano ad importanti collaborazioni. Una ragazza determinata con chiare idee che porta avanti il suo sogno, sicuramente un esempio da seguire per tutte le ragazze che ambiscono a questo lavoro. L’abbiamo incontrata e abbiamo approfondito con qualche domanda inerente il suo lavoro, i suoi interessi le sue curiosità e progetti futuri. Come hai iniziato il lavoro di fashion blogger? Ho scoperto il blog l’ultimo anno di liceo, all’inizio era da me considerato più come semplice hobby. Ma poi con il passare del tempo, sono cresciuta e di conseguenza sono cambiati anche i miei interessi. Ad oggi mi sento realizzata, ho fatto passi da gigante in così poco tempo e ho ottenuto della grandi soddisfazioni. Non mi sento mai arrivata per carattere, sono una persona che ad ogni traguardo raggiunto me ne prefiggo altri mille. In cosa consiste il tuo lavoro? Il mio è un lavoro particolare, costituito da un insieme di passioni e interessi che riguardano principalmente il mondo della moda.

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All’interno del mio blog Therougemisscake.com vengono inseriti trends del momento, articoli di bellezza, accessori di arredo e decor. Da sempre ho cercato di arricchirlo al meglio per far sì che le persone si interessino non solo alla moda ma anche ad altro. Non mancano di certo i miei outfit, che costituiscono parte integrante del blog. Normalmente vengono scattate foto dettagliate dei miei looks, ma questa volta insieme alla mia cara amica fotografa Alina Stefanescu abbiamo deciso di creare qualcosa di diverso e originale. Perché seguirti? Chi mi segue sa benissimo che persona sono, dietro ai social c’è una persona come tante altre, semplice ma davvero curiosa, con infinite aspirazioni per il futuro: la ragazza della porta accanto!!! Quali sono i must have nel tuo guardaroba? Sicuramente il jeans, che mi accompagna nelle mie giornate: super versatile e perfetto per ogni occasione, sia nella quotidianità che nelle serate mondane, indossato nel giusto modo all’insegna della comodità. Quali sono i tuoi progetti futuri? Per ora voglio pensare solamente al presente e fare del meglio per far si che possa realizzare in futuro il mio grande sogno che preferisco non svelare.


Photo: Alina Stefanescu Model: Veronica Giomini

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Lifestyle & Beauty

CARTHUSIA I PROFUMI SENZA TEMPO ESCLUSIVI DI CAPRI

di Agnese Testadiferro

Capri e i suoi profumi. Tutto l’anno, in ogni dove e in ogni

quando. Anno 1380 : ha inizia la magia che oggi prende il nome di Carthusia. I fiori di Capri raccolti e sistemati in un vaso d’acqua per tre giorni avevano creato, ad insaputa del padre priore della Certosa di San Giacomo, una fragranza inaspettata. Sei secoli dopo si ritrovano le carte del religioso erudito in alchimia che il

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priore contattò per aver spiegazioni. Oggi, nel XXI secolo ogni momento della giornata può riportarci nell’isola di Capri, dove la vita va per un binario tutto suo e dove ritornare fa bene al corpo e allo spirito. Come allora, quando un chimico piemontese creò il più piccolo laboratorio nel mondo, tutte le fasi della produzione di un profumo Carthusia vengono eseguite a mano per garantire la


rigorosa osservanza dei metodi naturali e la preziosa cura del fare artigianale. Cento anni di conoscenze e migliorie hanno sviluppato un’educazione olfattiva che non può passare inosservata e chi arriva a Capri non può ritornare indietro senza una boccetta, un sapone o una candela Carthusia: sarebbe come andare a Roma e dimenticarsi del Colosseo. Tutte le fragranze hanno un legame invisibile e indissolubile con Capri: atmosfere ed emozioni dei prodotti Carthusia nascono dall’approfondita conoscenza dei singoli elementi provenienti esclusivamente da ciò che produce la natura caprese. Gli stessi elementi vengono poi mescolati tra di loro diventando musica olfattiva. A casa, in hotel o in borsa Carthusia sa come essere presente: Eau de toilette, Eau de Parfum, talco, bagnodoccia, crema corpo, crema uomo da rasatura, candele,

diffusori per ambienti, collezioni esclusive per Hotel e Resort. Ma anche il Wedding diventa un momento da immortalare con i profumi di Capri. Con Carthusia Wedding è possibile personalizzare le confezioni dei profumi con i nomi degli sposi, trasformare le essenze in un dono prezioso da lasciare a chi ha condiviso con noi un giorno da incorniciare. Ma personalizzare un dono, anche per un compleanno o una ricorrenza, sarà un pensiero più esclusivo. Incidere frasi e nomi, giorni e attimi. Perché, diciamolo, quando si fa un regalo personalizzato …il pensiero vale doppio. Significa amore senza tempo. E Carthusia nel tempo ha manifestato amore, per Capri e per i dettagli. E quindi amore per chi decide, da decenni, di sceglierla e di esserle fedele.

Testimonial Chartusia Profumi di Capri: Carmen Giannattasio Dress: Lungta de Fancy

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Photo

MATTEO

CORAZZA di Irene Benedetti

Prima pennellate di colore, ora pennellate di luce.

Così esordisce e si presenta Matteo Corazza, fotografo riccionese di 40 anni. Un artista che nasce con la vocazione per la pittura. “Amo la pittura che è la mia prima passione, poi ho scoperto la fotografia dove ho trovato con grande sorpresa una sostanziale differenza.” In pittura per creare ho necessità di isolarmi, riesco a trovare l’ispirazione solamente chiudendomi in un mondo interiore e da lì iniziare a trasferire su tela emozioni, stati d’animo, immagini che compaiono nella mia mente e trovano esigenza di essere espressi. Tutti credo abbiano un proprio mondo interiore incontaminato da cui attingere emozioni ed ispirazioni proprie. La fotografia la vivo dal 2005, avevo 30 anni ed è stato amore immediato che mi ha travolto come nessuna passione era riuscita prima, tanto da viverla come un bisogno. Non posso più guardare un paesaggio, un oggetto, un volto con gli stessi occhi di prima, qualsiasi cosa che incroci il mio sguardo diventa un possibile protagonista d’arte che vivo dentro e da lì l’istinto immediato di immortalare il momento con quella luce o non luce, con quella angolazione, movimento o non movimento. Sono gli scatti inaspettati quelli che raccontano la vita, il poter sottolineare sfaccettature che normalmente le persone spesso si perdono, privandosi anche di emozioni importanti che possono nascere dalle piccole e semplici cose. Per Matteo Corazza la fotografia però non è solamente una passione. Ha visto infatti nascere, grazie al suo eccellente operato tantissime collaborazioni con riviste e testate giornalistiche. Predilige lo scatto inaspettato, quello istintivo, che in qualche modo entra un po’ in contrasto con l’arte spontanea, ma in egual modo interessante. Per Matteo la fotografia è fascino allo stato puro e lo è ancor più

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quando richiama lo still life trovando protagonisti oggetti inanimati dai quali riuscire a far scaturire emozioni capaci di raggiungere gli occhi di chi le ammirerà. Obbiettivo alquanto difficile che richiede un importante studio dell’immagine. “La sfida è riuscire a guidare le emozioni delle persone fino al pensiero su qualcosa che parte da una base inespressiva di per sè”. Matteo Corazza ha potuto sperimentare questo stile scegliendo i suoi protagonisti nel cibo, legando quindi alla passione il suo lavoro principale, quello del ristoratore, realizzando così scatti di composizioni culinarie sublimi a qualsiasi palato. Sostiene che il suo miglior scatto debba ancora nascere e al tempo stesso guarda ogni scatto come il migliore, ma non per presunzione, semplicemente ognuno di essi raffigura un pezzetto della sua vita. “Ogni fotografia parla di me, ogni fotografia è mia figlia ed è un corso inarrestabile che mai potrò né vorrò fermare, momenti di crescita che hanno scandito la mia vita arricchita da tante belle persone.” Matteo non si pone limiti lascia spaziare la sua creatività in ogni contesto, spazio e tempo, non si preclude i sogni e svela: Vorrei dedicare un mio scatto a Salvador Dalì che mi affascina con la sua arte surreale. Ammiro le opere dei grandi fotografi di reportage e vorrei puntare un giorno proprio il mio obiettivo in quei luoghi affascinanti in giro per il mondo, anche se rimango sempre attratto dal corpo umano un opera perfetta di madre natura che non mi stanco mai di fotografare e studiare. Stuzzicandolo su quello che oggi affianca la fotografia ossia il foto ritocco lui risponde: La fotografia vive un periodo di abuso del foto ritocco, io per primo non nego di ricorrervi, ma questo è quello che la società chiede, la tv, i social: appariamo tutti per quello che non siamo, vorremmo un mondo perfetto e la fotografia ce lo sa regalare in squarci di immagini che esaudiscono i nostri desideri. www.matteocorazza.com


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Lifestyle & Beauty

I GIOIELLI DI

SANDRINE VRANCKEN I gioielli di Sandrine Vrancken sono nati con lei. Un gioco iniziato

da bambina e proseguito da ragazza quando comprava le sue perle a La Droguerie in Rue du Jour a Parigi e scovava pezzi più strani Aux Puces per realizzare le sue collane. Una passione che ha continuato ad essere gioco senza prendersi troppo sul serio, fino a quando, tra le amiche per cui produceva dei “sur mesure” il passaparola l’ha portata a “provarci” in alcuni negozi trendy e a misurarsi con il successo delle sue creazioni romantiche, calde e colorate con l’utilizzo di pietre, strass e tessuti uniti in modo originale dal suo stile molto francese contaminato dalla sua curiosa voglia di viaggiare, dalla passione per l’arte e dall’amore per l’Italia scelta ormai da molti anni, come sua residenza di vita e lavoro preferita.

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Certo Sandrine, ha da sempre lavorato nella moda, prima come buyer e poi come stylist per numerose testate e l’amore per cercare di cogliere le sfumature del bello ha caratterizzato la sua passione per gli intrecci, le pietre ed i fili colorati da tessere insieme a metalli e Swarovski ... Oggi, le sue collezioni esprimono diversi mood e nascono dai suoi viaggi, da un quadro, da un film o da una musica e sono i colori, le atmosfere, le culture popolari a stimolare la sua creatività che attraverso l’intensità dei colori abbinati alle catene alle pietre semipreziose o agli strass Swarovski, rendono uniche, riconoscibili e allegramente eleganti le sue creazioni. Tutte le produzioni di Sandrine sono rigorosamente realizzate a mano in Italia e/o in Francia.


Anelli Nove25 modello ARMOR ROUND STONE Anello tondo con lavorazione a squame in argento 925 e corindone rosso Gioielli unici, innovativi e personalizzabili all’infinito. 925 è un team di giovani con sede a Milano, che prende l’ispirazione per le proprie creazioni dal mondo street, dai tattoo e dal writing. Gli anelli sono unisex. Anelli indossati anche da diversi vip tra cui Max Pezzali, Victoria Cabello e Claudia Pandolfi. Nove25 è un laboratorio di customizzazione di Idee, nel quale la sperimentazione, la passione e la ricerca del gusto, unite all’attenzione del dettaglio, si fondono al desiderio del cliente per creare prototipi esclusivi. Il prototipo infatti ha un significato intrinseco: rappresenta il primo vero collegamento tra fantasia e realtà produttiva.

TRONA DALLA POLTRONA AI BRACCIALETTI Christian Tamburinelli Titolare di BLUESTAR Fashion Design, azienda Pesarese che produce e distribuisce i prodotti a marchio Trona. Il marchio è nato inizialmente come nome della Sua poltrona galleggiante realizzata con materiali adoperati nel settore nautico, ideata e brevettata per invenzione industriale, che accoglie l’utilizzatore avvolgendolo come il Trono di un re. Insieme ad un caro amico di infanzia, viene ideato il marchio Trona, sul quale è stata poi utilizzata un araldica di famiglia. Oggi Trona è un Brand che stà facendo il giro del mondo nel settore del Lusso, servendo Hotel 5 stelle, resorts, poolbuilders, negozi di arredamento per outdoor, cantieri navali. Christian Tamburinelli ci spiega come nasce la linea di gioielli: il nostro Brand piace, perché è sinonimo di qualità ed artigianalità, i prodotti sono realizzati a mano in Italia. I fornitori con cui collaboriamo sono principalmente nelle Marche, perché preferisco lavorare con l’indotto locale per quanto è possibile. La nostra linea di bracciali Gioiello, nasce dall’esigenza di far arrivare il nostro marchio Trona ad un pubblico molto più vasto, dando la possibilità a chi si riconosce nel nostro brand di indossare i nostri articoli realizzati in vera cima nautica e con finiture in Oro 18kt e/o Rodio. info@trona.it – www.buytrona.com

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Hi-Tech

APPLE IOS E TV IL TRINOMIO CHE SUPERA SE STESSO Novità continue in casa Apple che con l’alta perfezione di IOS regala emozioni e diverse concezioni del futuro. La telefonia è iPhone 6s e iPhone 6s Plus con colori ad alto impatto visivo come le nuovissime finiture e accessori in pelle e silicone.

iPhone 6s e iPhone 6s Plus aggiungono una nuova, potente dimensione alla rivoluzionaria interfaccia Multi-Touch dell’iPhone con 3D Touch, che rileva con quanta pressione tocchi il display, permettendoti di fare cose essenziali più velocemente e facilmente. I nuovi iPhone introducono Live Photos, con cui le immagini prendono vita, trasformando istanti congelati nel tempo in indimenticabili memorie viventi. Live Photos, 3D Touch, la fotocamera iSight da 12 megapixel, la fotocamera FaceTime HD da 5 megapixel con Retina Flash e altre caratteristiche sono alimentate dal chip A9 progettato da Apple, il chip per smartphone più avanzato di sempre, che fornisce prestazioni più veloci e un’autonomia della batteria superiore. Progettati con il vetro più resistente rispetto a qualsiasi altro smartphone sono realizzati in alluminio serie 7000, la stessa lega utilizzata in campo aereospaziale, con splendide finiture metalliche fra cui il nuovo oro rosa. Parlando di telefonia Apple si chiama in causa anche iOS con iOS 9, il sistema operativo mobile più evoluto al mondo, porta maggiore intelligenza all’iPhone, con assistenza proattiva, potenti funzioni di ricerca e funzioni Siri avanzate, il tutto tutelando la privacy degli utenti. Le app integrate diventano ancora più potenti: l’app Note è stata riprogettata, Mappe include informazioni dettagliate sui trasporti e la nuova app News offre la migliore esperienza di lettura delle notizie su un dispositivo mobile.Le fondamenta di iOS sono ancora più solide grazie agli aggiornamenti software che richiedono meno spazio libero per l’installazione e grazie alle evolute funzioni di sicurezza, per una protezione ancora superiore dei dispositivi. Ma anche il polso vuole la sua parte e Apple non delude con due misure, 38 e 42 mm, e tre collezioni di Apple Watch. Apple Watch Sport ha una cassa in leggerissimo alluminio anodizzato color argento, grigio siderale, oro e oro rosa, un display Retina protetto da un vetro Ion-X rinforzato e un cinturino sport in fluoroelastomero ad alte prestazioni disponibile in diversi colori. Apple Watch ha una cassa in lucido acciaio inossidabile naturale o nero siderale e un display Retina protetto da vetro in cristallo di zaffiro, offre inoltre

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iPhone 6S e 6S Plus

iWatch


una scelta fra tre cinturini in pelle, un bracciale a maglie in acciaio inossidabile e un loop in maglia milanese, oppure cinturini sport bianco o nero. Apple Watch Edition ha una cassa appositamente realizzata in leghe d’oro rosa o giallo 18 carati, due volte più dure dell’oro tradizionale, un display Retina protetto da vetro in cristallo di zaffiro lucido e una scelta fra cinturini e bracciali dal design esclusivo, con fermagli o fibbie in oro 18 carati. Dal divano di casa il relax ha solo un obiettivo: la nuova Apple TV. Costruita da zero con una nuova generazione di hardware ad alte prestazioni offre un’interfaccia utente intuitiva e divertente, grazie a Siri Remote. Apple TV ha inoltre il nuovo sistema operativo tvOS, basato su iOS di Apple, che permette a milioni di sviluppatori iOS di creare nuove app e nuovi giochi innovativi appositamente per Apple TV e distribuirli direttamente agli utenti tramite il nuovo App Store. Integrare la tecnologia touch in Apple TV crea un’esperienza connessa e naturale, anche se lo schermo del televisore è dall’altra parte della stanza. Con Siri, puoi usare la tua voce per cercare film e trasmissioni per titolo, genere, cast, troupe, classifica o popolarità, rendendo semplice dire cose come: “Voglio guardare New Girl”, “Trova i migliori film divertenti degli anni ’80”, “Trova i film con Jason Bateman” o “Trova trasmissioni per ragazzi”. Apple TV cercherà in ITunes e nelle app più diffuse quali Netflix, Hulu, HBO e Showtime, mostrando le opzioni disponibili per guardare i film e le trasmissioni che hai trovato. Siri offre inoltre navigazione on-screen e controllo della riproduzione, oltre a un rapido accesso a informazioni su sport, borsa e meteo. Per la tv c’è tvOS, il nuovo sistema operativo per Apple TV e il kit di sviluppo tvOS SDK che contiene strumenti per consentire agli sviluppatori di creare fantastiche esperienze per il salotto di casa, proprio nello stesso modo in cui hanno creato un fenomeno app globale per iPhone e iPad. La nuova e ancora più potente Apple TV integra un chip A8 progettato da Apple, le cui prestazioni superiori permetteranno agli sviluppatori di dar vita a giochi coinvolgenti e app con contenuti su misura per la TV. tvOS supporta le principali tecnologie di iOS incluso Metal, per una grafica dettagliata, effetti visivi complessi e Game Center, per divertirsi e condividere i giochi con gli amici. E in viaggio? Vietato non mettere in borsa il nuovo iPad Pro. Il nuovo e più grande iPad Pro è dotato di un meraviglioso display Retina da 12,9” con 5,6 milioni di pixel, il numero maggiore mai introdotto su un dispositivo iOS, con prestazioni rivoluzionarie grazie al nuovo chip A9X a 64 bit, che nulla ha da invidiare alla maggior parte dei pc portatili. E’ sottile e leggero e ha una batteria che garantisce un’autonomia di 10 ore per seguirti tutto il giorno. Apple Pencil per iPad Pro rende disegni e schizzi straordinariamente fluidi e naturali, offrendo un’accuratezza incredibile per attività quali l’illustrazione artistica o la precisa progettazione 3D. Un connettore Lightning integrato su Apple Pencil rende l’abbinamento e la ricarica semplice e veloce. La nuova Smart Keyboard di Apple estende ulteriormente la comodità di iPad Pro, offrendo una tastiera di dimensioni complete in un design sottile e resistente in modo da poterla portare ovunque. La Smart Keyboard si aggancia alla innovativa porta Smart Connector di iPad Pro, eliminando la necessità di una batteria separata, dell’interruttore on/off o dell’abbinamento Bluetooth.iPad Pro ha già ispirato gli sviluppatori di app della prossima generazione: produttività, design, illustrazione, ingegneria, medicina,istruzione, gioco e intrattenimento. Il futuro parla chiaro: la tecnologia non ha frontiere né limiti invalicabili.

Apple TV

iPad Pro

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Lifestyle & Beauty

IL GERGO: UN PERFETTO EQUILIBRIO TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE In anteprima la nuova collezione ispirata allo stile senza tempo Il Gergo

Dopo il lancio della nuova campagna pubblicitaria la nuova

collezione Il Gergo è protagonista di un viaggio autunnale dove colori, creatività e tradizione si fondono nella ricerca dello stile classico e contemporaneo che da sempre contraddistingue il marchio.

I nuovi modelli rievocano le prime collezioni lanciate sul mercato, andando a cogliere gli aspetti distintivi del marchio che hanno reso celebre l’azienda Spernanzoni nel mondo. La combinazione tra artigianalità, qualità dei materiali e colorazioni naturali danno vita a delle vere e proprie opere d’arte da indossare. I morbidi pellami, catturano l’attenzione della nuova collezione Autunno Inverno 2015 dove cuciture ornamentali risaltano le forme in stile British, da sempre icone del mondo Il Gergo. Una collezione realizzata con grande cura artigianale, ideate per accompagnare ogni istante di vita. Calzature dalle tonalità forti che esprimono una modernità senza tempo.

MATE College dallo stile classico inglese in morbida pelle pregiata con cuciture realizzate a mano. Quiete e dolcezza dalle linee armoniche, tipiche della collezione Loafer Il Gergo. MOCASSINI I mocassini Il Gergo sono sinonimo di buon gusto e leggerezza. Calzature eleganti dal perfetto stile moderno. Ogni mocassino è appositamente creato rispettando la classica tradizione artigianale. Il contrasto dei materiali sposa la semplicità e l’eleganza delle forme.

COLLEZIONE

BOOTS Lacci due colori, morbida pelle e guardolo norvegese, sono le caratteristiche chiave della collezione Boots. La suola in gomma: spessa, leggera e resistente completa questa collezione dal carattere moderno e casual. Completamento perfetto per uno stile esclusivo.

Il Gergo presenta la nuova collezione, dedicata allo stile classico e contemporaneo. I nuovi modelli da sono impreziositi dai motivi distintivi del marchio, declinati in nuove versioni innovative che rispecchiano la tradizione di eccellenza e l’impeccabile savoir-faire Il Gergo.

SNEAKERS Ispirata allo stile urbano, la collezione sneakers dona comfort e leggerezza. Le decorazioni dal design tradizionale e i dettagli raffinati impreziosiscono le linee essenziali della calzatura, offrendo versatilità adatta ad ogni occasioni più casual.

BUSINESS Glamour, raffinata e moderna. La collezione Business è dedicata all’uomo esigente che non rinuncia al carattere elegante nemmeno nel quotidiano. L’artigianale lavorazione Goodyear Welted e la cura dei dettagli donano un look in grado di riflettere il proprio stile personale in ogni momento della giornata.

JENNY Tocco femminile al confine fra mascolinità e femminilità, riversando entrambe le nature in una collezione contemporanea. Stile contemporaneo dalle forme arrotondate in grado di fronteggiare qualsiasi look. Suola leggerissima e dettagli raffinati dal motivo brogue danno origine a uno spirito dinamico e casual.

CERIMONIA Fedele alla sua tradizione di eccellenza e all’inconfondibile gusto per calzature dallo stile sofisticato, Il Gergo elabora la collezione Cerimonia dalle linee ricercate e dai dettagli raffinati. Ogni singola creazione richiede tutto il saper fare dei nostri migliori artigiani, dalla scelta dei pellami più pregiati alla precisione di ogni singolo dettaglio.

SLOANE La simbiosi perfetta di forma e funzionalità in una calzatura di pura bellezza. Sloane è una reinterpretazione al femminile dell’omonima Oxford da uomo, con una silhouette esile accentuata da un irriverente motivo brogue a coda di rondine. La fodera in pelle e le impeccabili cuciture aumentano la praticità di questo modello.

LABOUR

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Desert Boots dal gusto contemporaneo e dinamico. Linee essenziali per uno stile informale. La combinazione di pellami selezionati e la maestria nella lavorazione offrono alla collezione Boots il complemento ideale per l’uomo moderno.

www.ilgergo.it


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Lifestyle & Beauty

LA MAGIA DEL BURLESQUE di Laura Bruscia

Si apre il sipario. Si accendono i riflettori sul trucco vistoso,

sull’acconciatura anni trenta e sulla mise osée di una professionista teatrale che, ironica e divertita, ammalia lo spettatore, mostrando i mille segreti della seduzione. Il genere burlesque appartiene dunque al mondo femminile, esaltandone in particolare l’elemento ironico-satirico di intrattenimento. Alcune cantanti contemporanee come Madonna, Christina Aguilera, e Lady Gaga si sono spesso ispirate alla cultura del burlesque per le loro esibizioni, riscuotendo così notevole successo. In realtà questo  genere di spettacolo ha origini ben più antiche. Nacque in Gran Bretagna nel XVIII secolo come parodia dei drammi strappalacrime e del melodramma italiano.  Successivamente, nell’Inghilterra Vittoriana , esso spiccò come genere parodistico. Col tempo, comunque, l’elemento satirico andò in parte scemando, trasformando così il burlesque in uno spettacolo simile al varietà, che trovò ampia diffusione soprattutto negli Stati Uniti verso la fine del XIX secolo. In questo paese, infatti, lo spettacolo assunse una connotazione particolarmente caricaturale, con l’inserimento di svariate canzoni e balletti eseguiti da danzatrici che, gradualmente, effettuarono anche lo strip-show. Dixie Evans, Gipsy Rose Lee,Tempest Storm e Starr Blaze sono

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soltanto alcune delle stelle americane che seppero esprimersi con singolare passionalità, ironia e femminilità, trovando un ampio consenso di pubblico. Dita von Teese, è la diva del burlesque dei giorni nostri. La famosa esibizione nel gigantesco bicchiere Martini l’ha resa nota in tutto il mondo. È l’icona contemporanea dello stile vintage e sofisticato. Nel 2010 l’artista poliedrica Grace Hall ha fondato a Roma ‘Il Tempio del Burlesque’, una vera e propria scuola che insegna l’arte della seduzione, esaltandone le mille sfaccettature. Alcune delle materie di studio di questo Istituto romano sono, oltre alla recitazione e alla mimica, la dialettica del teasing, strip tease, tip tap, charleston, jazz e swing. La magia del burlesque desta grande attenzione negli spettatori perché sollecita l’immaginazione e la fantasia dell’universo maschile, attento alle trasparenze, al gioco e alla sensualità disinibita. Ma anche il gentil sesso è interessato a questo particolare genere, perché in fondo esso ritrae, con gioco e maestria, i numerosi elementi propri dell’archetipo del femminile, connaturati nella donna da millenni. La creatività, l’ironia, la furbizia, la vanità e la civetteria, per esempio, sono alcuni di questi attributi che vengono messi in scena con corsetti di pizzo nero, tacchi a spillo e boa di piume che fanno sempre tanto chic!


Photo: Gioglamour www.gioglamour.it Model: Valentina Oradei

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LA BELLEZZA

HA LE GAMBE CORTE di Teresio Troll

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olti sostengono che la gola è il vero nemico della ‘linea perfetta’. Paste, pizze, bomboloni sono dei veri e propri attentati dinamitardi per la silhouette. Non parliamo poi di tagliatelle e hamburgers e pseudo-cioccolate. All’ Università di Wageningen alcuni studiosi olandesi hanno verificato che il cibo morbido porta all’ingestione di oltre il 10% in più dello stesso prodotto, ovvero purea di patate anziché patate, hamburger anziché bistecca, etc, e ingerendo tutto più velocemente. Altri dietisti sostengono che, quanto li amo…, si dovrebbe mangiare quello che realmente ci va di mangiare e solo quando abbiamo fame. Con il senso di colpa sotterrato nel bunker della buona ragione. Le madri frequentano dietologi, santoni e nutrizionisti ma non si rendono conto di avere dei veri guru a portata di mano: i figli. I bambini sono i veri detector del mangiar sano. Vedono una cosa che li attira ed è tutto già deciso. Scelgono per la forma, l’odore e soprattutto il colore. Le vitamine, per esempio, si riconoscono da questo. Poi fanno la prova sapore ovvero mettono tutto in bocca e decidono. Si lasciano consigliare dal rapporto con il loro corpo che, prima che le madri ci mettano le mani, funziona perfettamente.Negli anni seguenti saranno contaminati da pigrizia parentale televisione rapporti sociali insegnanti di ogni genere. Ma questa è un’altra storia… Fermiamoci qui e riprendiamo l’inizio del discorso. Siamo dipendenti dal vizio della gola? Mangiamo, come si suol dire, con gli occhi? Beh, non è forse vero che un piatto ben presentato risulta più buono? Dunque, volete essere belle? Fidatevi dei bambini. Il loro senso più sviluppato è quello del bello.

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Lifestyle & Beauty

HAQUOS BELLEZZA A 360 GRADI Lifestyle sofisticato e filosofia “Tailor Beauty”.

Haquos è un centro di medicina e chirurgia estetica innovativo a Milano: raggruppa uno Staff di Medici Specialisti e noti esperti nel settore che propongono ad ogni cliente sinergie di trattamenti di bellezza ad hoc. E’ un team di professionisti uniti per creare con il paziente un percorso di stile e glamour. L’ Istituto, coordinato dal Dott. Rocco Caminiti medico estetico e chirurgo plastico, vuole essere un riferimento sicuro e affidabile per guidare il cliente alle più moderne procedure di estetica, medicina e chirurgia che possano rispondere alle più svariate richieste. A questi trattamenti si affiancano appuntamenti stagionali e iniziative beauty per aggiornare il cliente sulle nuove tendenze, guidarlo nella scelta dei prodotti più innovativi e adatti alle caratteristiche dell’individuo. L’obiettivo di Haquos è rendere la fisionomia di ogni persona più armonica nella propria interezza, per questo offre molteplici specializzazioni mediche ed estetiche che soddisfino le esigenze del cliente e lo pongano al centro di un progetto da sviluppare insieme: seguito, consigliato e aiutato nella scelta dei trattamenti più adatti alla sua richiesta, per sentirsi sempre unico e insostituibile. Lo staff di medici e consulenti di Haquos forma un team di professionisti della bellezza altamente specializzati e di grande esperienza: un pool di tecnici attenti al particolare, alle ultime ricerche e allo stile che deve contraddistinguere ogni cliente nella sua psicologia e nella sua fisionomia, per un intervento “Tailor Made” di ringiovanimento del viso, rimodellamento del corpo, ricostruzione e cosmeceutici personalizzati. Il tempo è una componente fondamentale dell’istituto: conoscere il paziente, le sue esigenze e il suo pensiero per agire insieme in itinere e ottenere il risultato migliore, autentico e duraturo. Nell’esclusivo ambiente di Haquos, pensato per soddisfare esigenze diverse, il cliente trova un’oasi di benessere, calma ed eleganza nel centro di Milano, per orientarsi con i nostri medici verso trattamenti specifici, in grado di produrre risultati benefici fin dalle prime sedute e di far ritrovare al paziente il suo equilibrio psico-fisico.

Dott. Rocco Caminiti

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Lifestyle & Beauty

LE NUOVE FRONTIERE TECNOLOGICHE DELLA MEDICINA ESTETICA Di Perla Persichini e Stefano Palma

Il poliambulatorio Fisiosan di Lucrezia si sta impegnando nella

realizzazione di un centro di medicina estetica ove le pazienti abbiano la possibilità di effettuare consulenze e trattamenti idonei alle loro esigenze. Il nostro progetto, partito da Ottobre 2015, è quello di riuscire ad offrire alle utenti un’ampia gamma di possibilità per quanto riguarda la diversa tipologia di trattamenti in modo da poter far fronte all’eterogenea e soggettiva necessità di ognuna di loro. Cosa offrite nello specifico? Ad ogni paziente offriamo una iniziale consulenza con il medico totalmente gratuita durante la quale si possa effettuare un preliminare confronto ed organizzare un ipotetico percorso specifico per ogni richiesta, percorso che il medico propone e concorda con la paziente in base ad un’approfondita analisi della problematica che si svolge mediante un’accurata anamnesi ed un successivo esame obiettivo sulla paziente stessa. In base ad ogni specifica esigenza, il centro cosa è in grado di mettere a disposizione dei pazienti? Una vasta gamma di apparecchi medicali di ultima generazione costantemente aggiornati, verificati e sottoposti a controlli con certificazione. Grazie alla collaborazione con la società Laser Service, da decenni operante nel campo della fornitura di apparecchi laser ed elettromedicali, disponiamo infatti di tutte le tecnologie attualmente considerate il gold-standard per ciascun tipo di trattamento e siamo affiancati nell’utilizzo da tecnici laser specialist che verificano ad ogni utilizzo la funzionalità degli apparecchi e collaborano con il medico per la personalizzazione, paziente per paziente, dei parametri operativi. Il tutto a garanzia dell’efficacia e della sicurezza di ogni trattamento. Quali sono gli apparecchi a vostra disposizione? Laser co2 iperpulsato con manipolo frazionale (ringiovanimento, lifting microablativo, macchie, cheratosi e altro); Laser KTP 532 nm (lesioni vascolari); Laser Thermofractional (smagliature, cicatrici e esiti cicatriziali); Luce pulsata medicale (epilazione, couperose, discromie, fotoaging); Ultrasuono cavitazionale (cellulite, adiposità localizzate). Per quanto riguarda i trattamenti di medicina estetica cosa proponete? Siamo in grado di proporre una vasta gamma di procedure di medicina estetica quali Trattamenti di biorivitalizzazione viso e corpo con acido jaluronico, idrossiapatite di calcio e fili in polidiossanone; filler; trattamento con tossina botulinica…etc Qual è il vostro obiettivo principale?

Il nostro obiettivo è di disporre di più metodiche di trattamento possibile che ci consentano di poter far fronte di volta in volta alle diverse esigenze che ci vengono prospettate in modo da essere in grado di adattarci alla situazione specifica che ci troviamo davanti e non dover adattare quest’ultima alle nostre disponibilità. Alle pazienti cosa volete offrite quando entrano in contatto con voi? Vorremmo offrire un centro che possa rispondere nel modo più completo e meno invasivo possibile all’esigenza di accompagnare e non controvertire il fisiologico processo di invecchiamento che accomuna tutti noi. Ci proponiamo infatti di individuare il percorso più idoneo per far sì che la paziente possa ottimizzare quelli che sono i suoi punti di forza ed al contempo correggere piccoli inestetismi senza alterare in alcun modo quelli che sono i tratti peculiari del suo aspetto. Quali sono gli aspetti importanti del vostro progetto? Abbiamo scelto di garantire ai nostri pazienti oltre all’efficienza dei nostri servizi anche e soprattutto il massimo delle garanzie in fatto di sicurezza collaborando con Laser Service, azienda leader del settore elettromedicale e specializzata in macchinari medicali estetici. L’azienda ci consente di disporre sempre di tecnologie di ultima generazione, certificate e controllate costantemente in modo da poter essere efficienti nelle loro indicazioni e soprattutto sicuri per le pazienti. Per quanto concerne i prodotti utilizzati nelle procedure, abbiamo adottato presso il centro Fisiosan la gamma completa di una delle aziende più importanti nell’ambito della medicina estetica: la MERZ AESTHETICS. Questa scelta ci ha infatti consentito di poter disporre di un’ampissima gamma di prodotti certificati ed approvati oltre che in ambito CE anche dalla FDA americana che ci da estreme garanzie in materia di sicurezza del prodotto stesso. Quando si esegue un trattamento di medicina estetica infatti è fondamentale tenere presente che il paziente che vi si sottopone è perfettamente sano, pertanto prima ancora di perseguire l’obiettivo del raggiungimento del risultato estetico risulta basilare non nuocere. Dott.ssa Perla Persechini Medico chirurgo specialista in chirurgia vascolare Dr. Stefano Palma Laser specialist www.laserservicehb.it facebook.com/esteticalaserservice


Pergola Via Bellini, 1 - 0721 735957 - 339 5617286 Visite specialistiche - Ecografia - Fisioterapia - Osteopatia - Laserterapia Cagli Via Flaminia, 128 - 0721 790269 - 320 6314912 Visite specialistiche - Medicina dello sport Fisioterapia - Osteopatia - Laserterapia Lucrezia di Cartoceto Via Flaminia, 94-96 - 0721 877194 - 3345861441 Visite specialistiche - Fisioterapia - Osteopatia - Laserterapia Sassoferrato Via Garibaldi, 18 - 0732 959583 - 347 3258258 Visite specialistiche - RIsonanza magnetica - Fisioterapia Osteopatia - Medicina dello sport Marotta Via Brodolini - 328 8842622 Fisioterapia - Osteopatia - Medicina dello sport Pesaro Via del Novecento, 17 - 0721 452193 - 349 2942972 Visite specialistiche - Terapie del dolore - Fisioterapia - Osteopatia San Michele al Fiume Via Vittorio Emanuele II - 339 5617286 Fisioterapia - Osteopatia Canavaccio Via Nazionale - 346 6665346 Prossima apertura


In collaborazione con

LASER SERVICE DIVISIONE ESTETICA

GENNAIO-FEBBRAIO 2016 OPEN DAYS Date e luoghi da visionare su profili Facebook Esteticalaserservice e Fisiosan


Lifestyle & Beauty

ALESSANDRO GUALDI Tutte le protesi attulamente sul mercato sono di ottima qualità e garantiscono ottimi risultati. Questa nuova generazione di protesi mammarie porta con sè numerose innovazioni:. Un gel coesivo più malleabile che permette alle protesi di mantenere due diverse conformazioni: tonda da sdraiati e a goccia in posizione eretta, garantendo naturalezza sia al tatto che nei movimenti. Una innovativa testurizzazione dell’involucro particolarmente resistente alla trazione e meno aggressivo nei confronti dei tessuti, che permette il suo inserimento tramite incisioni più piccole. Quali sono i principali consigli che lei da alle pazienti che si sottopongono alla mastoplastica? Il primo consiglio che do alle mie pazienti è quello di perseguire un risultato naturale, che permetta al seno di mantenere un aspetto gradevole e armonico anche col passare degli anni. Vede, ogni busto è un campo da gioco diverso e per ogni campo da gioco esiste un impianto diverso, a seconda dello spessore dei tessuti e della larghezza del torace. È per questo che il sistema matrix permette di personalizzare volume, larghezza e proiezione dell’impianto per garantire il risultato prospettato. Qual è l’età media delle donne che desiderano sottoporsi a questo intervento? A parte qualche raro caso di ventenni accompagnate dalla madre, in generale sono donne tra I 30 e I 60 anni. Indipendenti economicamente e consapevoli, che si regalano l’intervento per un’esigenza squisitamente personale. A volte per affermare una femminilità dove un seno non è mai sbocciato ed altre per ritrovarla nel caso di un seno svuotato dopo delle gravidanze.

I

l Dott. Alessandro Gualdi è uno dei primi chirurghi in Italia ad aver utilizzato la Motiva Implant Matrix, la protesi per il seno “intelligente”. In cosa consiste? Si tratta di un impianto mammario innovativo, sia nei materiali, che in alcuni aspetti che riguardano la sicurezza e la tracciabilità. Io le definisco le “protesi intelligenti” perchè all’interno alloggiano un piccolo cervello, che non è altro che un piccolo microchip approvato dalla FDA che ne permette la tracciabilità anche dopo che è stato inserito nell’organismo, riportando tutte le notizie riguardanti il lotto, il tipo di impianto, il volume, la data di innesto e i dati del chirurgo che ha eseguito l’intervento. Tutto questo attraverso l’utilizzo di uno scanner che ne permette la lettura in tempo reale. Quali sono i vantaggi rispetto alla classica protesi?

Oltre ad aver brevettato uno strumento innovativo per un lifting mini invasivo, lei è uno dei chirurghi che in Italia si occupa di chirurgia per l’emicrania. Di cosa si tratta? E permette davvero di guarire? Si tratta di un intervento risolutivo laddove trova giuste indicazioni: una diagnosi di emicrania documentata ed una risposta positiva ai test con la tossina botulinica iniettata in punti bersaglio specifici. Se la risposta ai test è positiva il 55% dei pazienti dimezza gli attacchi emicranici sia in intensità che in durata. Il 35% assiste ad una completa scomparsa degli attacchi emicranici. Mi pare un ottimo risultato per pazienti invalidati da tale patologia. Attualmente ha altri progetti da sperimentare? Tra i vari progetti stiamo evolvendo l’utilizzo di alcuni dispositivi riassorbibili nell’ambito del ringiovanimento facciale. È in progetto anche un nuovo strumento per la chirurgia mammaria ed uno per l’innesto di grasso autologo.

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Lifestyle & Beauty

INTRALIPOTERAPIA UN METODO EFFICACE CONTRO I PICCOLI ACCUMULI ADIPOSI

Dopo le festività, dopo un brindisi o dopo peccati di gola

può succedere che ci si ritrovi a fare i conti con qualche chilo di troppo e con una sensazione spiacevole di gonfiore, spossatezza e appesantimento generale con aumento della ritenzione idrica. Si cerca quindi di ricorrere ai ripari, in modo da tornare in forma nel più breve tempo possibile, cercando di depurare il corpo dalle tossine e dal grasso in eccesso. Abbiamo chiesto qualche consiglio alla Dott.ssa Patrizia Sacchi

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specialista in medicina estetica e in dietologia, titolare di due studi ad Ancona e a Jesi. Sicuramente, la prima indicazione da seguire è quella di una dieta equilibrata, basata su una restrizione calorica, ma soprattutto priva di alimenti ipercalorici e ricchi di grassi saturi. In associazione bisogna sempre abbinare uno stile di vita sano e una moderata attività fisica, ma tal volta nonostante la dieta e l’esercizio fisico, si formano degli accumuli di grasso localizzato, difficili da eliminare. Spesso le cause dell’ adipe localizzato, sono da ricondurre a fattori


genetici, che portano maggior numero di cellule adipose disposte in zone particolari come nelle anche, nelle natiche, nella zona addominale, nelle braccia o nel collo. La medicina estetica in questi casi può essere di grande aiuto perché può correggere ed eliminare gli inestetismi del corpo in modo dolce e soprattutto in poche sedute. E’ possibile restituire armonia al proprio corpo, andando ad agire in modo mirato e senza correre il rischio di effetti collaterali indesiderati. Tra le tecniche consigliate per combattere questa “ guerra al grasso” c’è l’intralipoterapia, una tecnica basata su una serie di infiltrazioni in grado di determinare la lisi degli adipociti. E’ una tecnica che si basa sull’utilizzo di Aqualix, il primo iniettabile al mondo autorizzato come dispositivo medico per il trattamento non chirurgico delle adiposità localizzate. Ma come viene eseguita questa tecnica? La metodica consiste nell’ infiltrazione, di una soluzione microgelatinosa mediante aghi particolari. Questa soluzione chiamata Aqualix, agisce direttamente sulla membrana cellulare delle cellule adipose. Gli agenti lipolitici iniettati rompono le cellule adipose, e il grasso contenuto all’ interno entra nel circolo linfatico e viene poi eliminato attraverso i processi metabolici. Questa tecnica viene eseguita con pochi punti di accesso, si distribuisce la sostanza direttamente nell’adipe in maniera omogenea, in modo di evitare avvallamenti. L ‘unico accorgimento, è nell’esecuzione della tecnica, bisogna “affidarsi a mani esperte”. Attualmente l’utilizzo e la vendita di Aqualix sono riservati ai medici, che abbiano seguito un corso di formazione nelle tecniche dell’intralipoterapia, fornendo così un’ ulteriore garanzia al paziente. In ogni caso i risultati non sono visibili immediatamente, ma si ottengono in maniera graduale. Si possono fare più sedute con una frequenza di 3-4 settimane l’una dall’altra fino ad ottenere i risultati desiderati. Ma il trattamento può essere considerato un metodo dimagrante? Il trattamento è efficace solo in caso di accumuli adiposi di piccola e media entità, non sostituisce una tradizionale chirurgia infatti non è possibile utilizzare Aqualix in zone con spessore del tessuto adiposo inferiore a 1,5 cm. In caso di problemi più importanti, le tecniche tradizionali come la lipoaspirazione chirurgica garantiscono un risultato più incisivo e soprattutto duraturo nel

tempo. Ma qual è l’età ideale per ricorrere a questo trattamento? L’età, ci spiega la specialista, gioca un ruolo importante anche perché per smaltire il grasso è fondamentale avere un metabolismo perfetto, e questa funzione con gli anni tende a rallentare. In ogni caso il trattamento è indicato nei casi in cui la cute è tonica, quindi bisogna fare attenzione quando vengono trattate alcune parti del corpo come ad esempio le braccia, dove il trattamento potrebbe aumentare il rischio di svuotamento soprattutto nella parte interna e potrebbe risultare poco estetico. Il trattamento porta a delle conseguenze? Gli effetti collaterali sono veramente minimi, si può avere un leggero senso di bruciore nelle zone trattate con leggere ecchimosi, si può avere anche una modesta dolenzia che a volte può persistere per qualche giorno. È normale avere un’ arrossamento della zona trattata con un edema che si risolve nell’arco di pochi giorni. Per migliorare i risultati dell’intralipoterapia, può essere importante consigliare un trattamento di drenaggio e di massaggio tra una seduta e l’altra. Per aumentare i benefici del trattamento è utile indossare delle calze compressive (70 DEN). Anche la terapia con ultrasuoni è un buon aiuto per la distribuzione degli adipociti, agendo in sinergia con i principi attivi utilizzati, permettendo di ottenere maggiori risultati. Il trattamento è adatto a tutti? Il trattamento è adatto a tutti, può essere effettuato anche negli uomini, ma è controindicato nel caso di allergie, malattie autoimmuni, malattie del fegato, del rene, nel diabete, in caso di malattie ormonali e nei casi di patologie mentali. In ogni caso è indispensabile la visita e la valutazione da parte del medico, ma è anche importante ricordare che l’ intralipoterapia non è un metodo per perdere peso e non può quindi sostituirsi ad un corretto regime dietetico e ad una attività sportiva che è indicata per mantenere un adeguato tono muscolare. P.S. Medical Center Dott.ssa Patrizia Sacchi Centro ANCONA - Via Villafranca, 4 - Tel. e Fax 071.203046   Centro JESI - Via Roma, 67 - Tel. e Fax 0731.56876 Cell. 368.3199517 • e-mail: psacchi@tiscali.it  www.dottoressapatriziasacchi.it Facebook: Patrizia Sacchi

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Fashion & People

NICCOLO MORICONI UN UOMO MIGLIORE Un Uomo Migliore, il nuovo singolo scritto e composto da

Niccolò Moriconi, un brano che segna la maturazione artistica del giovane cantautore romano. La canzone si avvale di una partecipazione di prestigio, quella del celebre attore italiano Giancarlo Giannini, che per la prima volta nella sua carriera artistica, presta l’inconfondibile voce per un brano pop. In questo nuovo lavoro Niccolò prende spunto dai casi più discussi e controversi della giustizia italiana per compiere un viaggio nella propria interiorità, e spronare infine ognuno a credere fortemente nella sua identità, rifiutando ogni omologazione. “Ho scritto questo brano senza alcun intento polemico – dichiara Niccolò – ma sentendolo piuttosto come un’esortazione a ignorare i giudizi gratuiti e le ‘condanne’ del prossimo, scoprire noi stessi e sentirci i soli artefici del nostro domani”. Niccolò, Un uomo migliore è un brano sull’ingiustizia. E’ sempre stato un tema a te caro? La giustizia, nelle sue diverse declinazioni è un tema molto dibattuto oggi. Come osservatore ho potuto constatare che in certe occasioni la legge viene applicata in modo discutibile. Ma sono un artista e non un uomo di legge, quindi non vado oltre nei miei giudizi: sono sempre e solo le emozioni che mi interessano, dietro ogni vicenda umana.

Un pò entrambe le cose. La storia di Fabrizio mi ha colpito, e nel testo infatti ci sono alcuni riferimenti alla sua vicenda. Ma, allo stesso tempo, l’occasione di descrivere la condizione di un uomo recluso è stato il pretesto per parlare della solitudine, della paura di non farcela, del sentirsi incompreso, e della lotta per rimanere se stessi fino in fondo nonostante le difficoltà. Ad ogni modo questi sono da sempre temi ricorrenti nei miei brani e nel mio modo di vivere il mio essere cantautore. Tre parole per definirti. Osservatore, solitario, sognatore. Progetti futuri? Nell’immediato futuro ci sono sicuramente concerti, vista la stagione estiva che offre diverse opportunità, un album al quale io e i miei collaboratori stiamo lavorando...e molta vita, che per me non è mai un ‘mestiere’

C’è un cantautore in particolare al quale ti ispiri? I miei gusti musicali sono molto vari. Sento, però, una forte sintonia con alcuni cantautori come Venditti, Zero e, più di ogni altro, mi sento affine a Vasco Rossi. Vasco non è semplicemente un personaggio ma rappresenta per me qualcosa di più. Attraverso i suo brani sa trasmettere una visione della vita e del mondo che da sempre hanno saputo toccare la mia anima. Come nasce la collaborazione con Giancarlo Giannini? Da una serata al teatro dell’Opera di Foggia, dove ci trovammo a esibirci nello stesso evento. Al maestro Giannini piacque la mia canzone e, grazie all’iniziativa della mia etichetta discografica Melody Studio Recording, siamo riusciti ad ottenere una magnifica collaborazione che rimarrà momento indimenticabile della mia carriera artistica.  Il caso Corona è stato uno degli spunti per il brano o il punto di partenza?

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Food

CORRADO ZAMBONI LO “CHEF TORTELLISTA” di Enrico Sanchi

Classe 1972, reggiano doc, Corrado Zamboni inizia la propria

esperienza dalla gavetta con un apprendistato a 360°, quando adolescente entra a far parte nell’azienda di famiglia La Sfoglia, piccolo laboratorio artigianale di pasta fresca. Oggi Corrado è al timone dell’attività. La peculiarità della produzione odierna è quella di affiancare la tradizione con l’innovazione. Da cosa nasce questa passione? Diciamo che un po’ era inevitabile che mi appassionassi a questo mondo. Sin da piccolo, la domenica, a casa c’era il rito dei cappelletti fatti a mano. Ricordo mia nonna e mia mamma insieme in cucina sin dalle prime luci dell’alba a tirare la pasta, fare il ripieno e chiudere i cappelletti. Tra l’altro gran parte degli ingredienti arrivava dal nostro orto. Un’immagine che mi fa ancora sorridere è quella delle giornate passate con gli amichetti a raccogliere e stivare le zucche insieme al nonno. Poi negli anni ’80 quello che per mia madre era un hobby, o meglio una tradizione casalinga é diventato a tutti gli effetti un lavoro con l’apertura insieme a delle amiche di quello che ancora oggi è il laboratorio La Sfoglia. Quando hai capito che sarebbe diventato il tuo lavoro? Ho sempre amato la cucina è il mio mondo. Dopo la scuola dell’obbligo ho iniziato a lavorare però in un’officina meccanica. Le machine e le moto sono le altre mie passioni. Ci sono stato per un anno poi sono passare a fare il commesso in un supermercato finché è arrivato il servizio militare dopodiché mi sono trovato a dover fare i conti con la fatidica domanda “cosa vuoi fare da grande” e la risposta è stata semplice, volevo seguire le orme di famiglia. Ho iniziato dalla gavetta con un apprendistato a 360 gradi e poi osservavo sempre attentamente mia madre, Laura Gasparini e le altre sfogline. I movimenti delle mani, la preparazione de ripieni e piano piano ho imparato il mestiere. Partendo dal fare le consegne,

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poi con il tempo a lavorare in laboratorio come operaio, sono poi diventato coordinatore ed infine titolare. Oggi sei tu a portare avanti la tradizione di famiglia? Si e lo faccio con orgoglio. La realtà del Laboratorio oggi si basa su due pilastri portanti tradizione e innovazione. Mi piace sperimentare, unire ingredienti che all’apparenza sembrano non avere nulla in comune ma che se miscelati fra loro nelle giuste dosi, possono dare vita a gusti particolari in grado di stuzzicare piacevolmente tutti i palati, coinvolgendo al tempo stesso anche gli altri sensi. Oggi accanto ai classici tortelli di zucca o verdi trovano spazio i tortelli al Mojito, ai fichi e Rum, al caffè e chi ne ha più ne metta. Una novità è il “servizio su misura”. Proprio come una vera propria sartoria del gusto il cliente può scegliere tra una gamma di formati, tipi di sfoglia, colori e ripieni e creare il proprio tortello ad hoc. Cosa diresti dire a chi volesse intraprendere questo lavoro? Direi semplicemente due parole: Passione e tanto cuore. Come in ogni cosa sono fondamentali. Credo inoltre che tenere vive le tradizioni culinarie del nostro paese, nel mio caso specifico, della lavorazione della pasta fresca ripiena sia fondamentale. Tramandarle a chi verrà dopo di noi, un dovere. Qual è il tortello di cui vai più orgoglioso? Direi tutti perché in ogni creazione ci metto l’anima ma se devo proprio essere sincero il tortello di zucca è la mia specialità. Ci metto un pizzico di amaretto che dà vita ad un sapore tra la mandorla e l’anice. Quale sarà la prossima creazione culinaria? Sto lavorando con delle farine particolari quindi la prossima novità non sarà tanto sul ripieno quanto sulla pasta.


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U

n nuovo progetto curato dallo chef Lorenzo Andreattini. L’informalità dell formula take-away si sposa con una cucina di alto livello, attenta alle materie prime e sempre pronta a stupire con piatti nuovi e creativi. Potrete prendere i nostri menù d’asporto, usufruire del servizio a domicilio o cenare comodamente da noi! Tra le esperienze di Lorenzo Andreattini:  il ruolo di sous nella cucina del Ristorante Vicolo Santa Lucia di Cattolica  e uno stage presso il ristorante giapponese Wabi.Sabi di Pesaro ORARI: Aperto tutti i giorni dalle 12:00 alle 14:30 e dalle 18:00 alle 22:30 Chiuso domenica a pranzo


Food

UNA MONTAGNA BIANCA di Teresio Troll

Sapete fare la panna montata? Quella fresca grassa per quanto

sembra leggera. Saporita e saziante per quanto sembra nebulosa. Sapete glassare arance e limoni? Sono imprese difficili. Perché ci vuol paziente attenzione e mano e cuore e naso e amore. Perché se ti adoperi a qualcosa di così, ormai, introvabile e speciale, significa che la porta di casa tua è stata spazzata e liberata da brutti oggetti e disordine. Significa che qualcuno entrerà con la luce del giorno più bello da quella porta e sorriderà un saluto e porgerà un regalo e depastranandosi svelerà carni del petto o guance rosee e sussurrerà complimenti se sopra i venti e grandi parole perfette se sotto i sette. Esempio: “mmmh…che profumino…” Eh, grazie all’ornito! Ci ho lavorato ore di dedizione! Anche se avrei preferito, e chissà che non sia così, e speravo che il complimento fosse partorito dal contatto di guancia e collo… Seguitemi ai fornelli, miei affezionati propinatori di goloserie, mentre le femmine ed i bambini si mettono comodi a chiacchierar tra amici e aperitivo. Non so se ve la sentite di montare la panna fresca. Basta essere equipaggiati di frusta od altro. Operazione più facile per il cioccolato fuso, quello ottenuto con cacao nero fondente (scegliete quello al 90 per cento o poco meno). Sciogliere il cioccolato a bagnomaria con un po’ di zucchero un pezzetto di vaniglia e pochissima panna liquida. Anche senza panna, solo aggiungendo qualche cucchiaio di vino di Porto e un sorso di distillato di marasche. Se non c’è tempo o voglia di

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preparare, la vita vi offre poche ancore di salvezza. Tra queste una è il vostro pasticcere di fiducia. Chiedete e lì c’è. Candidatevi ai canditi e vi sarà dato. Poi ritornate di corsa a casa. Fate sparire la carta con il marchio della pasticceria e colate il ciocco sul panettone. E quando il nero si è fatto solido, prima di servire in tavola, spalmate la bianca panna sulle fette del panettone (fanno anche quello! dovete solo scaldarlo in forno). Mettete un po’ di buona musica artigianale, musica per piano o per archi. La tavola è grande. Contiene tanti oggetti e tanti odori. E’ un pranzo quale se ne fanno quale ve ne fate in questi giorni di bontade festiva. Il cibo la mette in barba anche al natale. Resta un bel modo, sicuro, di spendere bene i propri soldi. Perché stesi sul tavolo in vesti di arrosti dolci minestre pasticci, ti accorgi che i denari sono stati investiti bene. Il giovane sotto i sette mangia tutto ma ha veduto nel mucchio dei corridoi vaticani una piccola gemma celliniana. Una montagnola bassa fatta in casa tempestata di uvette e canditi pennellata di scuro cioccolato non so se svizzero o fiammingo o meglio, l’han detto anche gli inglesi, italianissimo. Coperto come un cielo del Tiepolo da nubi belle e vaporose che ci tufferesti dentro oltre alla lingua e le dita il cuore stesso. Una nube che non vedi l’ora si sposi al bruno oleoso e croccante della glassa, un bianco che sembra la cima delle cime più ambite. Un materasso di piacere dove rotolarsi e saltare e perdersi immergersi fecondare sogni e sorrisi e ridi e gusti e mangi e lecchi e godi e ridi e ridi e ridi…Oh! Ma guarda un po’, caro il mio bamboccione… Sembra panna montata quella sul panettone?


Fashion & People

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IL TRASGRESSIVO POP HOOLISTA TOUR DI

FEDEZ di Marianna Pilato

Per coloro che ancora non lo conoscessero, Fedez (all’anagrafe Federico Leonardo Lucia) è un rapper

e cantautore milanese che ultimamente sta facendo parlare molto di sé grazie al successo del suo Pop Hoolista Tour. Ogni tappa prevista in calendario, infatti, non prevede un semplice concerto rap bensì uno spettacolo vero e proprio durante il quale, fra l’esecuzione di un brano e un altro, vengono mostrati dei video ironici sulla situazione del nostro Paese oppure Fedez stesso dialoga con il suo affezionato pubblico. La voce che accompagna le immagini di queste clip di critica politico-sociale, del resto, è quella del celebre attore-doppiatore Francesco Pannofino, che ha partecipato volentieri a questo progetto musicale il cui scopo è di veicolare dei messaggi seppur non attraverso i tradizionali mezzi di comunicazione. È stato scelto il nome di fantasia “pop-hoolista” per ribattezzare il tour prendendo spunto dal concetto di “populismo”, ovvero quell’ atteggiamento o movimento politico tendente a esaltare il ruolo e i valori delle classi popolari in cui l’artista ha dichiarato di rispecchiarsi profondamente. Sempre “Pop-Hoolista” si intitola il suo ultimo album, contenente due hit del momento, ovvero i duetti con due splendide voci femminili della musica italiana: Francesca Michielin (per “Magnifico”) e Noemi (per “L’Amore Eternit”). Il disco ha confermato il successo già riscontrato con il precedente lavoro “Sig. Brainwash – L’arte di accontentare”, che è stato uno degli album più venduti in assoluto nel 2013. Avendo un carattere che riesce a imporsi sulle masse, il cantante ha saputo ricoprire nel talent show X Factor anche il ruolo di coach, portando al trionfo i suoi pupilli Lorenzo Fragola e Madh, che hanno avuto la fortuna di firmare un contratto subito dopo con la casa discografica Newtopia, che Fedez ha fondato insieme al collega J Ax. Ma la celebrità raggiunta sia in campo musicale che televisivo non sembra bastare al rapper: è di questi giorni infatti la notizia che Fedez è divenuto direttore creativo del brand di moda NoGodz, sviluppato dai designer di Sisley prendendo stile dal look e dallo stile dell’artista. “Tutto quello che partorisco viene dal mio vissuto – ha spiegato il cantante in persona – voglio riportare in auge gli anni 2000, con grafiche molto colorate, tanto uso del fluo, disegni che si ispirano ai lavori di Ron English, uno dei miei street artist preferiti. A tutti gli effetti un connubio di streetwear e street art”. Dallo scorso marzo, inoltre, Fedez sta girando l’Italia con il “Pop-Hoolista Tour” che proseguirà per tutta l’estate. Egli in questo modo ha avuto l’occasione di esibirsi presso il Mediolanum Forum di Assago (Milano), tempio italiano della musica per eccellenza dove hanno cantato divi sia nazionali che internazionali. In tutte le sale concerto o negli spazi all’aperto che ospiteranno le tappe in calendario, verrà allestito un palco molto grande di forma circolare che permetterà a tutto il pubblico di godersi lo show a 360 gradi. Ad accompagnare Fedez (voce e chitarra) sul palco anche per le prossime date estive ci sarà sempre la sua band formata da altri 7 elementi, ovvero da Dj Zak (consolle), Fausto Cogliati (chitarra), Sopreman (doppie), Vivian Grillo (voce), Fabiano Pagnozzi (tastiere), Paolo Zadra (al basso) e Paola Caridi (alla batteria).

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Music

YAYA DJ

LA MUSICA: LA MIA PASSIONE di Enrico Sanchi

L’abbiamo scoperta e non ce la siamo fatta sfuggire. Stiamo

parlando di Ilaria Donatone, in arte Yaya Deejay, giovane ragazza di 27 anni che da oltre un decennio fa quello che lei definisce il “lavoro più bello che possa esistere! Entusiasmo da vendere e professionalità da regalare per la giovane molisana che sta trovando conferme su tutto il territorio nazionale ed internazionale fino a vivere grandiose esperienze a Sanremo, dove parteciperà nel 2016 per il terzo anno consecutivo. Ha aperto i concerti di Vasco Rossi nel 2014; protagonista quest’estate nel tour “105 music and fun”, è appena tornata in Italia dopo aver portato la sua musica a Zurigo, Berlino, Sitges, Barcellona; ma non vuole svelarci altro. Com’è nata questa passione per i dischi e per la musica? E’ esplosa all’improvviso o è una passione che coltivi sin da piccola? La musica ha sempre fatto parte della mia vita, fin dalle scuole elementari.Mi sono innamorata della musica da quando i miei genitori mi regalarono una tastiera,così passavo ore ed ore rinchiusa in camera a studiare!Ascoltavo le deejay parade che trasmettevano ogni sabato e registravo le hit del momento, per poi captare ogni nota e suonare! Mi divertiva un mondo! Finchè non ho messo le mani sui primi vinili!Per me era una sensazione eccezionale. Ancora oggi provo quelle emozioni, ogni qualvolta mi trovo davanti al mio pubblico, mi sento come quando chiudevo la porta della mia stanza e lasciavo libero sfogo al divertimento ed alla mia passione! Vivi a Bologna, ma molisana di origine: Termoli ti ha visto nascere, ti senti legata ancora a questa città e al Molise? Sono nata a Termoli e cresciuta in un meraviglioso paese: Trivento. La mia terra è l’unico posto in cui ritrovo serenità, pace, gli amici, la mia famiglia, i valori. Purtroppo questo lavoro mi ha portata a diverse rinunce: è il prezzo da pagare se decidi di seguire il tuo sogno. Tornare a casa, nel mio Molise, è però sempre una gioia

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immensa, sono sempre fiera ed orgogliosa di parlare della mia terra, ovunque io vada! Sei diventata famosa con i dj-set nelle discoteche, ma soprattutto per le tue partecipazioni ai grandi eventi, quali sono le differenze? Diciamo che sono due cose completamente diverse, ma musicalmente uguali! In discoteca ti esibisci suonando la musica che ti rappresenta e che più senti tua, negli eventi sta a te capire che genere musicale proporre. Non mi sono mai fatta problemi sulle famose “richieste”,in contesti come Sanremo bisogna adattarsi e proporre musica a 360° .Personalmente mi diverte molto e sinceramente ogni tanto una rispolverata sui vecchi dischi anni ’70/’80 non fa mai male. Giusto per tenere sempre ben allenato l’orecchio. Quale è il momento più bello della tua carriera che ricordi in particolar modo? In questo lavoro ogni situazione, ogni club, ogni evento conserva i suoi ricordi e le sue soddisfazioni, di cose meravigliose ne ho fatte tante! Da Sanremo, all’estero, ho suonato a Berlino, Zurigo, Barcellona, ho suonato per Radio 105 quest’estate in un tour mozzafiato che mi ha regalato tante emozioni, ma la cosa che mi ha cambiato la vita è stata aprire i concerti di Vasco Rossi dal 2014, da questa esperienza sono cresciuta professionalmente. Sento ancora i brividi al pensiero. Si, credo fortemente che sul palco di Vasco ho vissuto i momenti più belli della mia carriera. Un tornado di adrenalina insomma! Cosa ti aspetta nel 2016? La mia vita è adrenalina allo stato puro. Al momento sto lavorando sul mio tour invernale, ma sapete, sono sempre molto supertiziosa, e non mi piace svelare segreti troppo presto. Per il 2016 è stata riconfermata la mia presenza a Casa Sanremo. Cosa aggiungere di più? Molise nel cuore, dischi tra le mani e l’augurio di mille successi.


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Music

ALESSANDRO

KRAUS

di Dan Mc Sword

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l percorso musicale di Alessandro Kraus cresce e si rafforza costantemente. Il suo passato, recentissimo, rivela una spiccata tendenza per l’EDM e l’Electro House. Il presente ed il futuro hanno una direzione musicale ben tracciata: destinazione Future House, in piena coerenza con le tendenze attuali. La sua passione per le sette note si rivela subito spontanea, così sin da giovanissimo scopre un incondizionato amore per la consolle.Il suo esordio ufficiale nella natia Svizzera, in party studenteschi a Zurigo e Berna. Nel giro di pochi anni arriva a suonare in location di livello quali Just Cavalli di Milano e Miami, Sottovento di Porto Cervo, Vivai di Sant Moritz, DSTRKT di Londra, Happy End di Bansko, Serebro di Kiev, Principe di Savoia e Magazzini Generali di Milano. Sia nel 2014 che nel 2015 è stato protagonista delle edizioni di Sant Moritz Music Summit, in una line-up che comprendeva Louie Vega, David Morales, Tony Humphries, Simon Dunmore, Joey Negro, Bob Sinclar e tanti altri ancora. Questa estate ha suonato alla prima edizione di Emerald Music Summit, così come ad inizio ottobre è stato ospite speciale all’Hollywood di Milano e a Pineta di Milano Marittima. Come hai deciso di diventare dj? “Un po’ per caso un po’ per destino: ad una festa tra amici” I tuoi club preferiti. Italiani e stranieri. “In Italia ho avuto grandi soddisfazioni al Gattopardo Cafè ed ai Magazzini Generali. Due locali totalmente differenti, ma molto simili per la loro incredibile energia! All’estero devo mettere al primo posto un club un Bulgaria: l’Happy End di Bansko. Una baita da 1500 persone entusiaste, che ti accolgono con tutto il calore che possono riservarti e, dulcis in fundo, un impianto stereo che potrebbe fare invidia ai migliori locali di Ibiza!”

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Quali erano i tuoi idoli musicali da teenager? “Posso dire con certezza che i miei idoli sono stati Michael Jackson, Madonna, George Michael ed i mitici Eiffel 65, questi ultimi mi hanno avvicinato alla musica dance e li andavo sempre a sentire al Titanic di Lugano, in Svizzera”. I tuoi dj’s preferiti. Italiani e stranieri. “Adoro Deadmau5 e Pryda, ma anche Alesso e Tchami. L’importante è che un dj sia capace di emozionare”. Se non fossi diventato un dj adesso saresti… “Lavorerei comunque in ambito musicale, una passione che mi ha sempre toccato!” Differenze tra locali italiani e stranieri “I Club Italiani hanno un grosso vantaggio: gli italiani stessi. Se amano la tua musica e come suoni, ti seguono. A volte sono molto esigenti e quindi diventa difficile riuscire a crearsi una fan-base. L’Italia è rinomata per le incredibili location e per il legame che il mondo della notte ha con il Jet-Set. L’unico problema che riscontro regolarmente sono gli impianti: molte volte non sono adeguati o l’attrezzatura non viene mantenuta in maniera corretta, quindi ci si ritrova a lavorare in posti incredibili, ma senza la possibilità di dare il massimo. Un artista con il quale ti piacerebbe collaborare? “Ce ne sono tanti. Di sicuro vorrei collaborare con qualcuno che mi faccia crescere! Sarò ripetitivo ma direi Tchami, ma anche lo stesso David Guetta”.


Raccontaci l’episodio più divertente/ imbarazzante che ti è capitato dietro una consolle/durante un djset. “Di sicuro al primo posto metto quella volta che sono stato assalito in console da due modelle brasiliane, e c’era in giro la mia ex…. Immaginate come sia finita…”. I tuoi hobby? “La mia vita è tutto lavoro e hobby. Facendo quello che amo, tendo a lavorare sempre, senza sosta, ma, come dice Confucio: ‘Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai un giorno nella tua vita’.”

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Music

DIMITRI VEGAS &I DJLIKE MIKE NUMERI UNO AL MONDO di Dan Mc Sword

Lo scorso ottobre, i fratelli belgi Dimitri Thivaios e Michael

Thivaios, meglio noti come Dimitri Vegas & Like Mike, sono stati incoronati i dj numeri uno al mondo, grazie al raggiungimento della prima posizione nella Top 100 Djs Poll della rivista inglese Dj Mag, che ogni anno elegge i cento migliori disk jockey del mondo. Votati da milioni di fan in rappresentanza di oltre 170 nazioni, Dimitri Vegas & Like Mike sono stati proclamati numeri uno durante una cerimonia vera e propria che si è tenuta all’Amsterdam Arena, autentico evento di spicco dell’Amsterdam Music Festival e dell’Amsterdam Dance Event. I re di Tomorrowland, il festival dance più importante al mondo, rappresentano un’esclusiva italiana di JE|Just Entertainment, etichetta discografica italiana indipendente creata nel 2003 dal suo A&R e dj Sergio Cerruti, label decisamente attiva nell’ambito della musica elettronica, dance e pop. Su JE|Just Entertainment sono usciti i due ultimi singoli di Dimitri Vegas & Like Mike, “The Hum” e “Higher Place”, quest’ultimo in collaborazione il vincitore dei Grammy Awards Ne-Yo, e uscirà il loro primo album, previsto per inizio 2016. Sempre su JE|Just Entertainment, questa estate è uscita la compilation Tomorrowland Melodia, un triplo cd firmato da un vero e proprio all stars team, un’autentica lineup da main stage: Armin Van Buuren, Dimitri Vegas & Like Mike, Martin Garrix, Oliver Heldens, Robin Schultz e Steve Angello. Il tutto incastonato in un cofanetto deluxe con finiture dorate, accompagnato da un photobook di oltre 40 pagine, con le migliori foto di Tomorrowland. Le celebrazioni di Dimitri Vegas & Like Mike sono appena iniziate: in sistematico tour mondiale, venerdì 18 e domenica 19 dicembre si esibiranno al Palazzo dello Sport di Anversa nel loro show “Bringing The Madness 3.0”, due date che hanno registrato il tutto esaurito già lo scorso settembre, 40mila biglietti venduti on line in poco più di mezz’ora. Un risultato raggiunto in precedenza soltanto da U2, Madonna, Beyoncé e Coldplay. Un risultato da veri e propri numeri uno, un titolo che Dimitri Vegas & Like Mike mostrano sempre più di meritarsi da ogni punto di vista. www.dimitrivegasandlikemike.com

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Music

DANCELAND

IBIZA DJ AWARDS di Dan Mc Sword

La 18esima edizione dei Dj Awards di Ibiza, svoltasi martedì 29

settembre al Pacha di Ibiza, si è decisamente svolta all’insegna dell’ecclettismo, con una serie di vincitori in grado di soddisfare il palato di ogni vero appassionato di musica elettronica. 10 categorie per altrettanti dj, votati al pubblico sul web e undici premi speciali conferiti da un panel di esperti hanno innervato una vera e propria serata di gala che da quasi vent’anni sancisce nel migliore dei modi il bilancio dell’estate ibizenca. Un momento di ritrovo più che eccellente, con tanto di pre-party all’hotel Ocean Drive dove è sempre possibile intervistare i maggiori protagonisti dei Dj Awards in un clima alquanto informale e con l’opportunità di ritrovarsi tra addetti ai lavori in un contesto sempre piacevole. E’ la magia di Ibiza, c’è poco da fare. Una magia unica al mondo, capace di rendere l’Isla Blanca un mondo a sé, dove il divertimento e la musica di qualità sembrano andare avanti all’infinito. I vincitori più acclamati dei Dj Awards 2015? Mladen Solomun (categoria deep house), Carl Cox (techno), Hardwell (electro/ progressive house e international dj), Armin Van Buuren (trance), Claptone (producer), Hannah Wants (bass), Cuartero (newcomer), Arthur Baker (eclectronic music pioneer) e Luciano e Hot Since 82, trionfatori a pari merito per quanto concerne la categoria tech house. Acclamazione pura, infine, per Sister Bliss dei Faithless, premiati per la miglior electronic live performance, nel caso specifico quella svoltasi all’Ibiza Rock Hotel durante la ventesima edizione del Bbc Radio One 1 week-end. Per la prima volta nella sua storia, i Dj Awards hanno avuto un loro party ufficiale, iniziato subito dopo la cerimonia di premiazione, impreziosita a sua volta dalla performance live di Martin Wilson, che ha cantato una delle hit del momento, Marvinello. La line-up è rimasta segreta sino all’inizio della festa vera e propria. Si sono esibiti Claptone con la sua ormai caratteristica maschera, Arthur Baker con un live dj set arricchito dall’utilizzo di strumentazioni quali la 808 e la 303, Cuartero e Michel Cleis b2b con Klement Bonelli. Premiazioni e serata sono stati trasmessi in diretta dalla web tv www.be-at.tv. L’appuntamento con i Dj Awards è già confermato per la prossima edizione, in programma come sempre a fine settembre. http://djawards.com/

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Music

MONIKA

KRUSE

MUSICA FELICE

di Dan Mc Sword

Nata a Berlino nel 1971 e cresciuta a Monaco di Baviera, la

tedesca Monika Kruse ha scoperto sin da bambina di amare la musica, per un semplice ma fondamentale motivo: le sette note sanno sempre come renderla felice. In breve tempo si è imposta come una delle deejay techno più autorevoli al mondo, merito anche e soprattutto della sua etichetta discografica Terminal M, che quest’anno festeggia il suo quindicesimo anniversario. Suona spesso in Italia, ad esempio in eventi quali Monsterland Halloween Festival, il più importante party italiano di Halloween, capace di radunare a Milano oltre 15mila persone, organizzato dallo stesso team che questa estate propone Holi Dance, il Festival dei Colori, in tutta Italia. Che musica ascoltavi da teen-ager? “Police, Kate Bush, Eurythimcs, hip-hop, funk, soul. Ogni musica che soddisfasse il mio desiderio di ballare”. E adesso? “Direi che ho mantenuto gli stessi gusti musicali. Un brano di Marvin Gaye mi fa sempre sorridere, Prince non è mai una cattiva idea; quando sono in auto mi rilasso con la musica classica”. I tuoi djs preferiti. Italiani e stranieri.

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“Incominciamo con gli italiani: Marco Carola è senza dubbio il numero uno, sono stata molto felice di aver suonato alla sua serata Music On di Ibiza per il secondo anno consecutivo. Amo tantissimo Paul C, Paolo Martini, Luca Morris, Sasha Carassi, Federico Grazzini, Dema, Macromism e Stefano Noferini. I djs italiani sono molto talentuosi!”. Per quanto concerne gli stranieri? “Dj Koze, Luciano, Joris Voorn e Andrea Oliva (italiano trapiantato in Svizzera – nda) e ovviamente i dj del Berghain - Panorama Bar di Berlino dove sono resident”. La tua opinione in merito alla musica EDM ed i festival? “Trovo l’EDM orribile, mi indispongo se la ascolto per più di tre minuti, anche se capisco che sia musica fatta per divertire la gente, quindi va bene così; spero soltanto che prima o poi tutti trovino il tempo di seguire musica che merita più approfondimento ed attenzione”. I tuoi link? soundCloud: https://soundcloud.com/monikakruse mixcloud: http://www.mixcloud.com/monikakruse


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Motors

TORNA LA FIAT 124 SPIDER UN MODELLO CHE HA FATTO LA STORIA Per chi opera nel mondo della moda è consuetudine tenere in

stretta considerazione le esigenze del pubblico a cui ci si rivolge in modo tale da essere quasi certi, non appena si lancia una nuova tendenza, di avere fatto centro. Questo principio è però valido anche per le aziende che operano in ambito automobilistico in cui è fondamentale tenere presenti i riscontri dei consumatori nel corso del tempo. Questo permetterà di introdurre sul mercato modelli in grado di soddisfare le aspettative non solo sul piano estetico, ma anche per quanto riguarda le capacità di investimento del pubblico, un aspetto ormai fondamentale in tempi di crisi come quello che stiamo attualmente vivendo. . Proprio per questo Fiat nella decisione relativa al prossimo modello che lancerà sul mercato ha deciso di fare un tuffo indietro nel tempo alla riscoperta di un modello che è entrato a pieno titolo nella storia dei motori, ma che potrebbe dare la possibilità anche ai più giovani di scoprirne le potenzialità. Si tratta della Fiat 124, Spider  che tornerà a essere commercializzata a distanza di ben cinquant’anni da una delle sue ultime apparizioni. Anche gli appassionati di musica ricorderanno bene il debutto di questo modello, che risale ai tempi della canzone “Yellow Submarine”, uno dei successi storici dei Beatles, che risultarono indubbiamente legati ai successi di questa vettura realizzata dalla casa automobilistica nata a Torino. Bastò poco tempo, infatti, per far sì che la Fiat 124 Spider potesse conquistare con merito anche il mercato statunitense.

La nuova 124 Spider, che si prepara a catturare l’interesse non solo dei giovani ma anche di chi anni fa ha sognato con questo modello molto particolare, è stata presentata al Salone dell’Auto di Los Angeles ed è stata costruita sulla piattaforma della Mazda MX-5, altrettanto elegante e sportiva, con richiami evidenti al suo passato. Il modello originale era stato progettato da Pinin Farina, mentre quella realizzata attualmente presso il Centro Stile di Torino potrà contare sull’aggiunta della tecnologia e di materiali innovativi. La carrozzeria è stata notevolmente alleggerita, mentre ci sarà la possibilità di scegliere tra otto colori: due pastello, Rosso Passione e Bianco Gelato; i cinque metallizzati Nero Vesuvio, Grigio Argento, Grigio Moda, Bronzo Magnetico, Azzurro Italia; e infine il tristrato Bianco Ghiaccio) con capote vintage e comandi rigorosamente manuali. Fiat 124 Spider monta un motore a quattro cilindri turbo MultiAir da 1,4 litri, che eroga 140 CV di potenza (103 kW) e 240 Nm di coppia, che unito a materiali leggeri e alla meccanica raffinata e innovativa garantisce un’emozionante esperienza di guida. Saranno due invece gli allestimenti tra cui sarà possibile scegliere e che saranno commercializzati a partire da aprile 2016, 124 Spider e Lusso. A questa si deve poi aggiungere anche l’edizione limitata Anniversary in 124 esemplari rosso passione con sedili in pelle nera.


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Il celebre alpinista e sub, istruttore federale di varie discipline quali

immersione quota-ghiacci, speleosub ed altre attività subacquee, ama definirsi un esploratore di laghi ai confini del cielo. Sono oltre quindici anni ormai che le sue stagioni estive sono concentrate sulla sistematica esplorazione, in assoluta autonomia e quasi sempre in solitaria, dei laghi alpini d’Alta Quota. Specchi d’acqua nascosti tra le rocce, specchi del cielo dove camosci e stambecchi sono di casa. Tra le sue recenti esplorazioni, ha ricordato con particolare emozione quella al lago Carbonè in Valle Gesso nel cuneese (2569 mt) dove suo padre perse la vita a causa dell’incidente che nel 1954 vide la caduta dell’aereo Dakota C47 su cui si trovava. Una salita che ha definito “un grande volo”, che ha permesso di rinvenire nuovi resti dell’aereo immerso con 21 vittime. ‹‹Ho cominciato – dice Elvio -- come speleo per seguire i percorsi e i giochi dell’acqua nella terra, arrestandomi davanti a sifoni misteriosi. Tutta quell’acqua, ho scoperto poi, finiva nel mare, ed è lì che sono andato anch’io. Con qualche migliaio di immersioni, in luoghi esotici e situazioni fino ad allora solo immaginarie, ho scoperto un altro mondo, un’altra dimensione, un universo in cui si poteva quasi volare…Ma un giorno sono tornato. Prima in punta di piedi e poi sempre più spesso, meravigliandomi come un bimbo che loro, le mie montagne, fossero ancora lì ad aspettarmi…ed ho ricominciato ad immergermi ”dentro” di loro, specchi di un cielo ai confini delle terre emerse...››. A volte mi sento cosi piccolo – aggiunge -- io con il mio zaino, con le mie attrezzature, solo tra punte aguzze, picchi scoscesi, distese sconfinate di terra e di erba e di acque nascoste. Io solo, ad esplorare un lago alla ricerca del mitico drago che forse non troverò mai...››. Come è iniziata questa lunga storia di immersioni nei laghi di alta quota? ‹‹É una passione nata nel 1980 dopo un lungo periodo passato come speleologo, in grotta, poi nei canyon misteriosi, nell’ immensità del mare e infine tra rocce aguzze e picchi scoscesi. Trenta chili di fatica sulla schiena, tanta è l’attrezzatura, gambe e

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testa allenati, voglia di arrivare e passione assoluta per i laghi d’alta quota. Il giorno più massacrante di tutti: 1911 metri di dislivello, per 6 ore, 8 minuti, 42 secondi di salita, circa 14 km (per un errore di percorso) ai Laghi superiore, mediano, inferiore delle ForciollineMonviso (2835 mt) ...3 immersioni!!! Come ci si prepara per questo tipo di esplorazioni? ‹‹Leggendo, informandomi, studiando l’argomento, mettendomi anche in contatto con colui che per primo aveva affrontato seriamente l’argomento delle immersioni in quota (lo svizzero Americo Galfetti ), mi sono reso conto che c’erano almeno due motivi per dedicarsi a questa nuova avventura: la scarsa conoscenza delle dinamiche fisiologiche derivanti da queste immersioni e il desiderio di vedere ambienti dove mai prima occhio umano si era posato. In una parola: esplorazione! Ero partito con un piccolo gruppo di amici, ma poi i miei studi sulla materia si sono fatti più intensi, e fatta strada la consapevolezza che l’unico modo di esplorare capillarmente e seriamente, sarebbe stato quello di affrontare la montagna per quello che era, senza scorciatoie, senza supporti neppure morali, soli con la propria voglia di andare››. E cosa si sperimenta su di sé? “Ore ed ore passate in salita, chilometri di sentieri a volte impraticabili, tratti in arrampicata, con dislivelli giornalieri che arrivano anche a 2.000 metri, con più di 30 chili di attrezzatura nello zaino. Immersioni ripetute a quote ben oltre i 2000 metri, fatte quasi sempre in giornata, senza alcun tipo di acclimatamento. Discese sempre al limite, per raggiungere prima possibile il punto di partenza, quasi per poter sognare ancora, immaginando un nuovo lago, una nuova esplorazione, una nuova avventura…” Una nuova stagione si avvicina. Altri laghi, lo attendono. La prossima estate lo porterà in altri luoghi ed avrà nuove storie da raccontare. Tornerà ancora, dice, sul luogo del disastro aereo del 1954 al Carbonè…Una salita di quelle belle toste, con i suoi 1650 metri di dislivello e i suoi 34 chilometri da fare in giornata. E’ un sogno anche questo, dice, come tutti gli altri, ma si sa , i sogni sono cosi, si realizzano solo quando sono profondamente sognati…


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Travel

DANIMARCA TRADIZIONI ED EMOZIONI di Giovanni Bruscia

Una terra ricca di paesaggi e cultura che merita davvero

l’attenzione non solo dei suoi abitanti, ma in modo particolare di coloro i quali desiderano immergersi in una società diversa dalla nostra e per questo motivo davvero affascinante. La Danimarca presenta delle tradizioni e dei luoghi in grado di suscitare emozioni difficilmente descrivibili. Se decidete di evadere dalla quotidianità, allora il consiglio è quello di visitare la Danimarca e vedrete che non rimarrete delusi dalla scelta. Attenzione però: mettetevi comodi e pianificate con cura il vostro viaggio perché questa è una terra che non smette mai di stupire e per essere visitata in maniera adeguata, per comprendere le usanze della popolazione locale è necessario diverso tempo. Basti pensare alle innumerevoli città che meritano davvero di essere conosciute. Tra queste non vanno dimenticate Odense, città natale della scrittrice Hans Christina Andersen ed Helsingor, cittadina a circa mezz’ora da Copenaghen che col suo meraviglioso castello di Amleto attende tutti gli amanti della cultura danese. Non a caso, Shakespeare decise di ambientare una delle sue opere più famose proprio all’interno di questo castello, entrato oggi a far parte delle bellezze presenti all’interno del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Ovviamente non va dimenticata la capitale, Copenaghen. La città offre infatti moltissimi luoghi adatti a soddisfare le esigenze di qualsiasi tipologia di turista, sia egli un appassionato di arte, di musica e perché no, di botanica. Per gli amanti delle piante e della natura è d’obbligo la visita ai Giardini Reali di Kogens Have ed al Giardino Botanico. Agli appassionati di musica, consigliamo di recarsi in Danimarca nella prima metà del mese di luglio, in quanto è proprio in quel periodo che potranno trovare una manifestazione molto

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apprezzata in tutta Europa che sarà sicuramente in grado di soddisfare le loro esigenze musicali. Parliamo del Copenaghen Jazz Festival, evento clou dell’estate danese che offre a tutti la possibilità di assistere a centinaia di concerti di musica jazz . Gli amanti dell’arte devono invece cerchiare in rosso un luogo che è assolutamente obbligatorio visitare una volta giunti in Danimarca; si tratta del museo d’arte contemporanea Louisiana nella città di Humlebaek dove già dall’esterno è possibile notare come arte, architettura e natura si combinino tra loro per offrire a tutti i visitatori uno spettacolo davvero unico, da vivere intensamente in ogni momento della visita. La Danimarca però è anche molto altro: ad esempio, gli amanti delle due ruote troveranno un Paese che consentirà loro di poter girare liberamente in bicicletta senza preoccuparsi troppo di auto e altri mezzi che spesso imperversano nelle nostre città mettendo a serio rischio l’incolumità degli stessi ciclisti. Tra i principali motivi che consentono di usare facilmente e liberamente la bicicletta in Danimarca vi sono la conformazione geografica , dal momento che non esistono alture né asperità tali da impensierire amatori e semplici appassionati ma anche l’opportunità di “mimetizzarsi” appieno con la popolazione locale, poiché la bicicletta e il suo uso fanno parte a tutti gli effetti della cultura danese. Per chi volesse invece assaggiare alcuni piatti tipici del Paese nordico consigliamo di provare le “Frikadeller”, polpette di carne tipicamente danesi ma degno di nota è anche il”dyreyg”, arrosto di capriolo con mirtilli rossi. Questi sono solo alcuni dei motivi che dovrebbero spingerci a visitare la Danimarca per capire come sia possibile scoprire differenze culturali significative che comportano senza dubbio anche un arricchimento culturale del turista che decide di “tuffarsi “ in una terra magica piena di attrazioni e curiosità.


Photo: Andrea Amatori Archivio il Ponticello

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TURISMO

E LE ESPERIENZE DI VIAGGIO ALTERNATIVE di Angelica Grittani

Il turista di oggi è cambiato: non è più solo consumatore di un

prodotto, ma è alla ricerca di un’esperienza di viaggio di qualità, che lo metta in contatto con la realtà del luogo che visita. Il turista non è più una parte passiva dell’incontro tra domanda e offerta ma diventa così parte attiva nel processo di decisione e valutazione. Infatti il web ha offerto questa possibilità ineccepibile dal punto di vista del beneficio verso il consumatore, di poter scegliere liberamente i servizi, i mezzi, le attività e di crearsi una propria offerta di viaggio personalizzata, aiutati in questo processo dalle recensioni presenti online. Il web ha creato una rete di relazioni che possono cambiare l’andamento dell’offerta turistica, arricchirlo con esperienze originali e di maggior respiro rispetto ad un pacchetto all inclusive. Senza dubbio il mondo dei Bed and breakfast ha introdotto questo spirito di condivisione, e di viaggio autentico, proprio mettendo a disposizione non solo stanze, ma anche stili di vita da scoprire. Airbnb, una società che ha preso piede nel 2008 prima negli Stati Uniti e che ora è presente in più di 190 paesi è un esempio di come sia possibile offrire valide alternative agli hotel e ai villaggi turistici. Il fondatore della società, Joe Gebbia, dice che l’idea è nata quando lui e il suo coinquilino, non riuscendo a pagare l’affitto del loro loft a San Francisco, decisero di ospitare nel soggiorno di casa alcuni viaggiatori, offrendo agli ospiti letti gonfiabili e prima colazione. Come funziona questo servizio? Inizialmente ci si registra sul sito Airbnb, per avere la possibilità di offrire un alloggio, una stanza o una casa, inserendo le foto e i dettagli utili. Il valore aggiunto nell’utilizzo di questa piattaforma sta nella possibilità di condividere con gli ospiti la propria città o i propri interessi, oltre a mettere in affitto una casa o una stanza nel breve periodo. Le possibilità di conoscere persone nuove diventano quasi infinite, infatti gli utenti possono decidere chi e quando ospitare, essendo una negoziazione di tipo diretto tra chi sta cercando un appartamento e chi lo offre. E

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così lo scambio non è solo di tipo pratico, ma diventa un momento di scoperta e conoscenza. Soprattutto quando si viaggia in paesi stranieri e si vuole conoscere da vicino la cultura del luogo, questo è un sistema valido di incontro tra persone. Persino il viaggio in sé può diventare un momento di condivisione: questa è l’idea che sta alla base di Bla Bla Car, una realtà sostenibile e molto social che offre la possibilità di scegliere il tragitto da fare in macchina e vedere se c’è qualcuno con cui condividere il viaggio (sia il tempo che le spese, come benzina e pedaggio). Si può essere sia passeggeri sia conducenti e anche questo servizio funziona molto bene grazie alle recensioni. Per quanto riguarda le attività da fare sul territorio, in Italia stanno nascendo attività locali che mettono in contatto persone del luogo con i turisti, offrendo esperienze uniche e originali che raccontino ogni città in modo diverso. La start-up di origine sarda, Guide Me Right, nasce proprio con questo intento: offrire un punto di vista diverso, per guidare i turisti non solo nei percorsi canonici, ma anche attraverso gli usi e i costumi di un luogo, dando vita a una rete di conoscenze trasversali e innovative. Nella loro piattaforma web e dall’applicazione mobile si può entrare in contatto con i “local friend” presenti nelle principali città italiane, che mostrano le loro attività e i loro interessi, suscitando così la curiosità del “guest” che in questo caso può scegliere tra un’offerta di varie attività: scoprire botteghe e antichi mestieri a Volterra, un giro in scooter a Roma, una giornata al mare a Cagliari, shopping vintage a Milano, etc. Basta solo lasciarsi guidare dai local friend alla scoperta di parchi, musei, ristoranti, attività artigianali ed aprire gli occhi verso il nuovo! E per gli spiriti più green ci sono diverse realtà non convenzionali, come quella di Wonder Way a Milano, che organizza “biciclettate” in giro per parchi e città, aventi l’intento di girovagare con il naso all’insù e di scoprire ciò che in macchina non si riesce ad apprezzare.


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NORMANDIA E BRETAGNA

TERRE D’INCANTO di Pietro Spadoni

Un’avventura in lande collinari spazzate tutto l’anno dai venti

oceanici tra Normandia, nome che deriva da “The North Man”, gli uomini del nord, i vichinghi e Bretagna, terra occupata dai popoli discesi dalla Britannia romana, cioè l’attuale Gran Bretagna. Qui si respira l’essenza dell’oceano che si manifesta nelle forme più variegate. Fari che svettano dalle alte falesie, le ottime ostriche della baia di Monte Saint Michel, il ginestrone coi suoi fiori gialli che si ripiega su se stesso: tutti i sensi sono pervasi dal profumo del mare. Un viaggio dalle sensazioni difficili da descrivere che rimandano ad epoche passate. Ne è un esempio la traversata a piedi con la bassa marea della baia di Monte Saint Michel come facevano i pellegrini che, fin dall’antichità hanno sempre raggiunto l’isola al centro della baia e la potente abbazia dedicata al culto di San Michele Arcangelo. Il cammino a piedi nudi nella sabbia umida e i guadi sui rivoli creati dalla corrente che allontana l’acqua dalla terraferma regalano emozioni che si provano in pochi altri luoghi al mondo. La meta rimane sempre visibile davanti a noi e si avvicina ad ogni passo, fino a quando i nostri piedi non toccano il freddo granito dell’abbazia. La lavanda dei piedi è l’ultimo ostacolo prima della visita all’austera abbazia. Sensazioni tutte diverse, quelle che proviamo muovendoci sulle coste frastagliate di Cancale fino al Pointe du Gruoin sulla Costa di Smeraldo con l’intenso sapore delle ostriche ancora in bocca. Il GR34, la Grande Randonnée, il Grande cammino, chiamato anche Sentiero dei Doganieri è il filo conduttore di tutto il nostro percorso. Si chiama così in quanto era utilizzato dai doganieri per controllare le coste ed ostacolare il contrabbando in epoche ormai remote. Continuando a seguirlo ci conduce fino alla Punta di Cap Frehel. Si tratta di un luogo spettacolare: Fort La Latte compare all’improvviso e si innalza a strapiombo sulla falesia di granito rosa. Il piacevole vento è che ci accompagna, si sposa alla perfezione

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con la camminata che ci conduce fino al faro di Cap Frehel fino ad osservare la Fauconnière, alti scogli che sono il territorio di battaglie alate tra uccelli marini per il possesso del poco spazio disponibile. Spostandoci ad ovest, raggiungiamo la Costa di Granito Rosa, anch’essa una tormentata dall’azione erosiva di vento e mare, disgregata in una miriade di spettacolari insenature ed isolotti. Prima tappa l’isola di Brehat, che al di fuori dei mesi estivi è un paradiso indimenticabile di quiete e naturalità e in cui gli austeri edifici col tetto in ardesia compongono un curioso contrasto con la miriade di piante fiorite, provenienti da tutto il mondo, che vi trovano un microclima ideale, umido e soleggiato. Anche qui non mancano suggestivi fari spazzati dal vento e vi troviamo persino un interessante mulino a marea. Intervalliamo i trekking ad una gita in barca nella Riserva Naturale delle Sept Îles, un arcipelago di isolotti diventato un must-to-see per gli ornitologi in quanto occupato, oltre che da una piccola colonia di Foche grigie, da una colonia di Sule, grandi uccelli marini che si tuffano con eleganza nell’oceano per ricercare il pesce. Da lontano le isole paiono ricoperte di neve, da vicino si comprende che il bianco è dovuto alle Sule col loro piumaggio candido, tanto fitte sulle isole da apparire un corpo unico. Conclude la nostra settimana la piacevole escursione a Ploumanac’h: qui la Costa di Granito Rosa ha la sua massima espressione dando vita a creature misteriose ed artistiche installazioni di roccia. Bretagna e Normandia ci hanno colpito non solo per la bellezza dei paesaggi e le suggestioni dell’oceano ma anche per l’armonia di un contesto umano fatto di piccoli borghi molto curati, di aziende agricole ben tenute e di persone assai distanti dallo stereotipo dei francesi poco cordiali e distaccati. Torneremo presto a trovarli. Fotografie di Giovanni Londei e Francesca Verna www.ilponticello.net


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