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Cafe' letterario dove potersi rilassare leggendo un libro,ascoltando musica.. serate a tema di lettura e musicali con artisti dal vivo.


TUTTOTENDA

TESSUTI E TENDAGGI Cornice d’eccellenza per la quotidianità di ognuno. Tuttotenda nel variopinto mondo dei tendaggi è un vero e proprio punto di riferimento. In Via del Marinaio, 2 (angolo con via Caletti) a Rimini, si tratta di una realtà che opera da più di 20 anni. L’azienda è composta da tre soci, tutti componenti della stessa famiglia; la sua peculiarità ed anche forza, infatti, riguarda proprio una gestione familiare attenta e professionale, che negli anni ha sempre saputo evolversi, mantendo però quella passione genuina per il proprio mestiere che da sempre la contraddistingue. Lo staff giovane e dinamico rende Tuttotenda moderno ed accattivante, ed allo stesso tempo in grado di soddisfare anche le esigenze più classiche. Difficile passare inosservato per Tuttotenda, a partire dalle vetrine dei negozi, allestite con particolare gusto ed originalità; chiunque vi passi davanti non può rimanerne colpito ed affascinato. I servizi forniti sono dei più vari e vengono gestiti personalmente dai soci componenti della famiglia Bianchi, fondatrice dell’attività. Dalla progettazione al montaggio, ogni fase viene accuratamente seguita da vicino, nei confronti di ogni cliente: strutture di ogni genere da esterno, un vasto assortimento di tendaggi per interno ed esterno, da Tuttotenda sarà possibile personalizzare l’ambiente sia di casa che di lavoro, nonchè il prorpio giardino, con i migliori prodotti sul mercato. Dall’ organza al cotone, dal velluto alla seta, da tende da sole a zanzariere da gazebo, Tuttotenda si avvale di tessuti di grande pregio, seppur mantenendo prezzi contenuti. Spesso in collaborazione con arredatori d’interni del territorio, Tuttodenda viene ricercata non solo da clienti, ma anche da addetti del settore per l’elevata professionalità ed esperienza che caratterizza i suoi installatori e progettisti. Tuttotenda mette a disposizione tutta la sua passione per questo lavoro. Qualità, gusto e stile. Cornice d’eccellenza per la quotidianità di ognuno.

Rimini: Via del Marinaio, 2 (angolo Via Coletti) 47900 Rimini Tel. e Fax 0541 28621 www.tuttotendarimini.it info@tuttotendarimini.it Facebook: TuttoTenda


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My Special Car Show 9 - 11 Maggio 12° Salone dell’Auto Speciale e Sportiva www.myspecialcar.it Amici di Brugg 22 - 24 maggio 57° Congresso dell’Associazione Amici di Brugg www.amicidibrugg.it

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Gelato World Tour 5 - 7 settembre Gusta e Vinci! Rimini - Italy Tecnargilla 22 - 26 settembre 24° Salone Internazionale delle Tecnologie e delle Forniture all’Industria Ceramica e del Laterizio www.tecnargilla.it TTG Incontri 9 - 11 ottobre 51a Edizione della Fiera B2B del Settore Turistico www.ttgincontri.it TTI Travel Trade Italia 9 - 11 ottobre 14a Edizione del Workshop Dedicato al Prodotto Turistico Italiano www.ttiworkshop.it

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Tende & Tecnica 23 - 25 ottobre 7° Biennale Internazionale dei Prodotti e Soluzioni per la Protezione, l’oscuramento, il risparmio Energetico, la Sicurezza, l’Arredamento www.tendeetecnica.it Sports Days ottobre Conoscere Praticare e investire nello Sport www.sportsdays.it Ecomondo 5 - 8 novembre 18a Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile www.ecomondo.com Oro Blu

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Un quartiere all’insegna del basso impatto ambientale. Un’organizzazione incentrata sulle best practices, in una città dove l’ambiente è in primo piano.


Proprietà Brand Media Plan S.r.l.i.l. Editing Sone s.r.l. Direttore Responsabile Matteo Garofoli Direttore Artistico Michele Scudo - redazione@lifeandpeople.it Direttore Artistico Gabriel Delacroix – redazione@lifeandpeople.it Art Director grafica@lifeandpeople.it Direttore Commerciale Stefano Marangoni – commerciale@lifeandpeople.it Account Manager Enrico Sanchi - enrico@lifeandpeople.it +39.339.2705653 Fotografi Alessandro Omiccioli / E-Clod / Roberto Masi Direttore Marketing Stefano Marangoni – 348.8552098 Pubblicità Marche e Lombardia Sone s.r.l. info@lifeandpeople.it +39.0721.969419 +39.348.8552098 +39.338.83.70327 Pubblicità Rimini e San Marino Publimedia robertabartolino@libero.it + 39.334.6418336 Pubblicità Lago di Garda e Brescia Alter Ego Servizi +39.366.5977076 Redazione Via Isaac Asimov 6/8 – 61032 Fano (PU) – Italia Tel. +39.0721.969419 – Fax. +39.0721.969419 Responsabile Eventi Max Oradei eventi.lifepeople@gmail.com +39.346.7702749 Stampa Arti Grafiche Picene S.r.l. Via della Bonifica 26 – 63040 Maltignano (AP) - Italia Facebook: Life and People

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EX FASHION 16 Charme Donna 28 Charme Uomo 42 Magia notturna 54 Tricot 64 Animalier 72 Moda democratica 80 Stile Animalier

PEOPLE 91 Ambra Angiolini 96 Simone Bruscia 100 A piedi nudi nel parco 104 Veronica Maya 110 Jonathan Soverchia 116 ELeonora Pieroni 124 Lorenzo Pierleoni 128 Indagare sull'arte 130 Marco Maddaloni BEAUTY 136 Il trucco c'è 140 Biocosmo DESIGN 142 The web world 144 Lhamp 150 Dionisio Cimarelli 154 Francesco Picelli Fiore FOOD 160 Spaghetti alla puttanesca 162 Duck the halls MUSIC 168 Chiara Robiony 172 FRancesco Sarzi AUTOMOTIVE 178 BMW TRAVEL 185 Ibiza 192 Azzorre

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Contributors Jean-Calude Poderini Anima del magazine, vanta una lunga e ampia esperienza nel mondo della moda come stilista e designer. È stato docente presso l’Istituto internazionale di moda ‘Polimoda’ di Firenze. Consulente nel mondo della moda come Art Director di shooting fotografici e creatore di eventi nonché relatore in conferenze del settore. Contatto: redazione@lifeandpeople.it Samuele Regina Daves Milanese d'adozione è da anni Opinionista,Docente e Consulente strategico nel mondo della moda.Art Director di shooting fotografici e creatore di eventi ha sempre avuto un approccio alla moda e alla vita scevro da schematismi. Oggi vive e teorizza il cross-gender come massima espressione di contemporaneità antropologica. Contatto: www.samueledaves.com Enrico Sanchi Eclettico personaggio riminese è cosmopolita d'azione. Milano, St.Tropez, Cortina, Porto Cervo, Ibiza, Madonna di Campiglio le località mondane che ama frequentare ed analizzare con spiccato senso critico,con una passione per la glamour night life sempre foriera di spunti sociologici.Giornalista pubblicista, mixa abilmente la passione per il giornalismo con le capacità commerciali di Marketing Manager e di pubbliche relazioni sviluppate negli anni. Teresio Troll Consulente di comunicazione, svolge le attività artistiche di grafica e pittura, poesia e narrativa. Come autore di racconti e poesie ha pubblicato nell’ordine:”Amori infantili e cuori salati” 1993,“Incendi e pompe” 1995,“Lingue malandrine” 1996,“Unheimlich” 1997,“Cagne, carogne e lettere d’amore” 2003, “Canguri nel cranio” 2003. La sua prima personale di pittura è del 2005. Ha tenuto per alcuni anni la rubrica ‘Glam Cooking’ sul quotidiano LaVoce. Sta lavorando al suo primo romanzo. Collabora con Il Teatro della Centena alla stesura di testi per la prossima produzione teatrale.Tiene workshop e seminari sulla costruzione della scrittura creativa. Dan Mc Sword Classe 1967,giornalista pubblicista dal 1989,laureato a pieni voti con una tesi in latino giuridico nel 1991, press agent dal 1996.Da quasi vent’anni segue i più importanti eventi musicali dance, sia in Italia che all’ estero.Miami,San Paolo,Ibiza,Londra,Parigi,Berlino,Amsterdam sono alcune delle località da lui visitate per recensire festival ed intervistare DJs, le rockstar del terzo millennio. Laura Bruscia Laureata in Lingue, ha sempre mirato ad approdare in ambienti letterari e multiculturali nel mondo artistico contemporaneo. Pittrice astratta e creatrice di bijoux, è anche addetta stampa e socia fondatrice dell'Associazione Artistica Val Cesano Arte.E' counsellor olistico ed ha elaborato una teoria personale di art-counselling.Traduttrice di manuali tecnici, insegna italiano. Agnese Testadiferro Percorre con entusiasmo la strada del giornalismo. Collabora con testate locali e nazionali. Attrice di teatro, esprime da anni emozioni classiche e contemporanee. Indossatrice di abiti sartoriali: guarda alla moda con occhio critico e attento, ma sostiene lo stile Audrey "less is more". Passione e motivazione sono le chiavi irrinunciabili per i suoi interessi lavorativi e artistici. Valentina Sorrenti Laureata in Sistemi e Comunicazione della moda e con un Master in Fashion Styling presso la prestigiosa Central Saint Martins University of Art and Design di Londra, ha iniziato fin da giovanissima a lavorare nel mondo della moda muovendo i suoi primi passi al fianco di nomi come Prada e Sergio Rossi. Attualmente è la Pr Communication Manager di un noto marchio di calzature made in italy e nel tempo libero si dedica alla sua grande passione per la scrittura di moda collaborando con vari fashion blog e magazine.

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BOLLICINE BON TON, LO STILE DELLE FESTE di Jean-Claude Poderini

Nel tepore della casa, avvolti dal calore di un camino acceso, la moda si svilup-

pa in uno stile Bon Ton, composto di abiti semplici ma con gusto raffinato e glamour. È un nuovo modo cool di vestire le feste in casa in un ambiente familiare e rassicurante. Coccolati da amici sinceri e da familiari, l’ambiente casalingo ci riporta ad antiche tradizioni. Cioè a quando le persone si riunivano per ricevere l’abbraccio caloroso e affezionato delle persone care. La classe è la caratteristica maggiore di uno stile che si distingue per le buone maniere. È rappresentato da un codice che decreta un comportamento sociale elegante. Le aspettative della persone, in una società convenzionale è sinonimo di una etichetta ispirata al buonsenso. L’abbigliamento nel contesto Bon Ton si manifesta in un modo semplice, con regole non scritte, ma di ricercata purezza. Tessuti semplici e colori tranquilli con modelli mai esagerati, definiscono una figura piacevole. Questo genere di vestire è indirizzato a tutti, indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza. La grazia e la semplicità del vestire, alimentano nuovi rapporti sociali e inedite occasioni. Crediti: Art Director: Gabriel Delacroix Photo: Gabriel Delacroix, Fabiana Struvaldi Model: Camilla Barduagni Post produzione: Roberto Talevi Hair: ‘Lounge’ (www.loungeparrucchieri.it) Outfits e accessori: ANGELICA CRUS - C.so Matteotti - Fano Location: ABITARE arredamenti - Via Pisacane, Fano (www.abitarestelluti.com)

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Infistil, forte di un' esperienza di oltre 40 anni, è oggi un' azienda rinnovata e costantemente attenta alle nuove tecnologie, alle  attuali tendenze architettoniche e alle  sempre più severe normative, in grado di soddisfare una clientela esigente e raffinata. La produzione diretta ci consente di essere flessibili  e competitivi e di coprire tutte le richieste del mercato, dall'edilizia privata a quella commerciale.

Showroom : Misano A., via del Mare 16, tel. 0541 610831 Pesaro, Strada Statale 48, tel. 0721 405049 Produzione: Tavullia - Ps


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VIBRAZIONI COCOONING, AVVOLTI DA UNA NUOVA ENERGIA Crediti: Art Director: Gabriel Delacroix Photo: Fabiana Struvaldi, Roberto Talevi Model: Lorenzo Pierleoni Post produzione: Roberto Talevi Hair: ‘Lounge’ (www.loungeparrucchieri.it) Outfits e accessori: ‘XXI SECOLO’ - C.so Matteotti - Fano Location: ABITARE arredamenti - Via Pisacane, Fano (www.abitarestelluti.com) >>

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Giacca Paoloni in lana cotta sale-pepe grigio; Camicia Armani Collezioni cotone rosso bordeaux stretch; Papillon Paoloni in seta color nero; Pantalone Armani Jeans verde bosco in cotone stretch.  


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INSEGUENDO UN SOGNO

‘M I

n una città con un’offerta alberghiera di circa 1000 strutture oggi è sempre più difficile per un hotel affermarsi come punta di diamante della affollata riviera romagnola. A detta di Annarita e Avv. Daniele Cipriani, titolari e gestori dell’affermatissimo Hotel Dei Platani a Rimini, la ricetta è davvero semplice: cortesia, accoglienza e identità. “Quello che manca spesso”, ricordano, “è la volontà di trattare chi paga non come un

cliente ma come un ospite. La gente preferisce pagare per un’esperienza piuttosto che per una stanza, dopotutto sono in vacanza!”. Annarita, naturopata ed estetista diplomata, da tempo coltiva la sua passione per il Feng Shui e le filosofie orientali ed il desiderio di conciliarle con il suo mestiere di albergatrice, e quando si è presentata la possibilità di reinvestire nella attività di famiglia,


assieme a Daniele ha presentato allo Studio di Architettura Moretti il proprio sogno. Niente più di una idea, di un concept, di un desiderio profondo ma nebuloso. “A dire il vero è tutto ciò che un architetto sogna e di cui ha bisogno”, spiega Riccardo Moretti, titolare dello Studio di Architettura di Rimini, “Troppo spesso al giorno d’oggi vediamo architetture e designs assolutamente autoreferenziali, che nella migliore delle ipotesi seguono la moda del momento, utili soltanto a fornire identità a un servizio anonimo. Architetture di facciata che vogliono solo urlare al passante la propria unicità, mancando di una qualsivoglia armonizzazione con il contesto urbano e sociale.” “E’ per questo”, ribadisce Michele, Architetto e figlio di Riccardo,”che una passione come quella dei sig. Cipriani è di grande valore, ci permette di declinare la loro personalità in un design, di trasformare ciò in cui credono in un’esperienza unica e completa per il cliente, che ritroverà nei titolari, nel servizio e nel design degli interni quella identità di brand che è propria delle grandi aziende di successo. L’obiettivo è creare uno spazio in cui l’ospite non stazioni soltanto per cambiarsi e dormire ma che fornisca un’esperienza sensoriale completa.” “E’ stato appassionante poter declinare il loro sogno nei cromatismi, nelle forme e negli spazi del progetto.”, spiega Riccardo, “La filosofia e gli insegnamenti feng shui sono stati interpretati e rielaborati in chiave

foto 1 moderna con l’obiettivo di fornire un ambiente armonico e rilassante. Abbiamo creato un dialogo tra i 5 elementi del Wu Xing (legno, fuoco, terra, metallo, acqua) permettendo ad ognuno di invadere lo spazio architettonico mantenendosi in armonia con gli altri, l’ambiente che ne risulta è altamente suggestivo ed etereo. Le linee curve che caratterizzano le pareti e gli elementi di arredo sospesi vanno a creare un ambiente accogliente e fluido che invita gli ospiti agli spazi di ristoro e di riposo eliminando gli spazi angusti e gli angoli.” “La natura ha un ruolo fondamentale nel progetto: la copertura della hall ad esempio sarà un tetto giardino ed è prevista una corte interna che sarà il luogo più intimo e introverso dell’hotel ma il fil rouge che unisce ed armonizza tutti gli elementi del progetto è la pianta iconica della cultura cinese.” “L’obiettivo fondamentale che abbiamo perseguito è di fornire un’esperienza multisensoriale che investa e avvolga l’ospite sin dal primo minuto del suo soggiorno; ancor prima del check-in deve sentirsi parte del sogno dei signori Cipriani, così come è successo a noi.”

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foto2 Famiglia Cipriani hoteldeiplatani.com hotelhollywood.it


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NOTTURNA IL FASCINO DELLA NOTTE SI ESPRIME IN SEDUCENTI ABITI DA SERA Crediti: Photo: Gabriel Delacroix, Michela Ricci Model: Erica Casagrande Post produzione: Roberto Talevi Hair: ‘Lounge’ (www.loungeparrucchieri.it) Make up: Creola di ‘Creolamoda’ - Marotta Outfits: Sabrina Mancinelli Accessori: ‘Andrea Ledaro’ (www.andrealedaroshop.com)

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Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del

reame? E lo specchio, puntualmente, risponde: Signora, voi siete la più bella di tutte! E' così che ogni donna desidera essere ogni giorno. Naturalmente anche l'uomo è oggi molto attento all'estetica, facendo propria la massima 'belli dentro, belli fuori'. Ecco perché sono sempre più ricercati i maghi del look. Sanno fare miracoli. Estetisti, acconciatori, visagisti e truccatori sono dei professionisti qualificati della bellezza, che traducono i desideri estetici in realtà, consigliando, trattamenti, lozioni, trucchi tagli e acconciature personalizzate per ogni occasione. Il mondo del look pone oggi sempre più sfide: non solo quelle della bellezza, ma anche e soprattutto quelle riguardanti la cura di sé, che rimandano a un concetto ben più ampio e profondo, l'amore e il rispetto per sé stessi. In Italia sono numerosi i saloni di bellezza fashion per donna e uomo, che testimoniano grande creatività e lunga esperienza nel settore. Creola, la titolare di Creolamoda, è un esempio di professioni-

sta dinamica, che sa crescere in un mercato sempre più esigente, in cui, per poter sopravvivere alla concorrenza, è necessario inventare sempre qualcosa di nuovo. Anche gli accessori fashion giocano un ruolo importante nel mondo della bellezza. Simpatiche ed eleganti mollette per capelli, numerosi anelli, bracciali, collane, orecchini di ogni tipo e tanto altro ancora propone questa hair stylist per impreziosire e migliorare il look. Il tatuaggio estetico per ritoccare e tracciare le sopracciglia è inoltre una tecnica innovativa, che trova ampio consenso nella vasta clientela, che si vede armonizzare magicamente i tratti del proprio viso. Nel rispetto della personalità e delle caratteristiche fisiche del soggetto, nei saloni per acconciature e make up vengono impiegati prodotti esclusivamente ad uso professionale di alta qualità, come creme per la salute della cute e dei capelli. Il fine è sempre quello di soddisfare ogni cliente, dal più raffinato a quello più estroso e cool.

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LA FILOSOFIA DI MARCO GARDINI L’ARCHITETTO RESPONSABILE DELLO STILE GARDINI PER ARREDARE CI SPIEGA LA SUA VISIONE DI DESIGN E ARCHITETTURA

Gardini per arredare nasce quasi 50 anni fa, distinguendosi immediatamente nel settore dell’arredamento per l’alta professionalità del personale, la freschezza delle idee e l’unicità dei progetti di mobili e complementi d’arredo. Moderno, classico, etnico e tradizionale: lo stile Gardini soddisfa tutti i gusti e le esigenze per la casa, l’ufficio, l’hotele le strutture medicali e specialistiche. I punti di forza sono un team formato da architetti, arredatoried interior designer in grado di esaudire i desideri della clientela; un grande laboratorio aziendale di falegnameria, con personale specializzato per l’esecuzione di prodotti su misura, sopralluoghi e rilievi, lascia intuire l’attenzione e la cura per rifiniture e dettagli. Abbiamo intervistato l’architetto Marco Gardini, responsabile dello stile Gardini per arredare: Parlaci un po’ di te, chi sei, quanti anni hai, il tuo ruolo nell’azienda. ‘Architetto Marco Gardini, 52 anni (dicono, ma non ci credo), segno zodiacale Leone. Sono architettoe imprenditore e viceversa: due ruoli inscindibili all’interno della mia vita.’ Anche da piccolo pensavi di fare l’architetto?‘Ho sempre pensato che mi sarei occupato di arredamento e crescendo la cosa si è evoluta. Il Legonon mi bastava più. Poi mi sono laureato a Firenze, la città che considero la vera culla dell’arte mondiale.’ Sei l’unico in famiglia a lavorare in azienda? Come giustamente fai notare, la nostra è un’azienda in cui la famiglia è molto presente. Oltre a me, c’è mio padre. il Cav. Mario, che passa ancora molto tempo con noi, orgoglioso dei successi che ognigiorno crescono. E mia sorella, che si occupa del settore amministrativo e della qualità: è lei che tienei cordoni della borsa.’

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Cos’ha la tua azienda in più delle altre? Me, sicuramente... No, sto scherzando! Credo il fatto che seguiamo tutta la filiera della produzionedalla ricerca all’esecuzione, fino all’attenzione ai servizi - come i rilievi, il montaggio eseguito da tecnicispecializzati e e l’assistenza post vendita. E poi il contatto con le persone: il cliente va ascoltato.’ Ma quante ore lavori al giorno? Circa 12, tutti i giorni compreso il sabato. La domenica è invece rigorosamente dedicata alla famiglia,sicuramente il mio progetto più riuscito.

foto Matteo Ricci GARDINI per arredare - Via Savignano, 54 - Gatteo (FC) www.gardiniperarredare.it


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TRICOT AVVOLGENTI E DOLCI SENSAZIONI di Jean-Claude Poderini

La nuova interpretazione della moda uomo autunno inverno 2013 è

basata su un caldo comfort. La giacca e il tricot sono i due capi d’abbigliamento tra i più gettonati di questa fredda stagione. La giacca diventa avvolgente come una maglia, e la maglia prende le sembianze di una giacca. I due modelli classici si fondono in un genere di abbigliamento che denota un rinnovato classico. La giacca è destrutturata e realizzata con materiali morbidi e lanosi. Questo rende piacevole indossare le nuove giacche in rigorosi colori grigio blu o marron glassé. La maglia è realizzata con filati soffici e caldi di leggere fantasie mouliné o melange. Piacevoli al tatto e soffici rendono l’uomo addolcito e nello stesso tempo ringiovanito. L’uomo moderno è innamorato della vita e gli piace rifugiarsi in un mondo ignoto. Il suo look attuale e originale, determina una personalità ottimista e appassionato della natura. Il leitmotiv della stagione invernale è l’esaltazione per l’aria aperta, dove ama subire il fascino romantico del bosco. La magia dell’ambiente lo rapisce e carico di un inconsueto spirito metafisico si ripropone alla società con una immagine inedita. Il tricot, considerato il must-have di questo inverno è accompagnato da accessori sempre di lana come guanti, cappelli e sciarpe maxi e avvolgenti, per meglio affrontare la stagione fredda.

Crediti: Photo: Francesco Pellegrino (httwww.francesco-pellegrino.com) Model: Roberto Midulla (https://www.facebook.com/RobertoDusesPage robertoduse.tumblr.com) >>

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MODA DEMOCRATICA Crediti: Photographer: Bruno Spiezia (bruno.spiezia@tin.it; FB bruno spiezia) Model Sharon: Marta Fashion stylist: Alessandra Maria De Bellis ‘LA RONDINE’ Assistent Art Director: Sabina Makhsudova Accessori Ludovica Maccaferri (stylist)

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foto Matteo Ricci

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MAROTTA MACCHINE Marotta Macchine, azienda appartenente a Marotta Group, dal 1982 un esempio di realtà imprenditoriale marchigiana che è diventata un modello di sviluppo economico di riferimento per l’Italia e per l’estero. Impianti di Irrigazione Il nostro vero e proprio fiore all’occhiello, che in 20 anni si è sviluppato in modo particolarmente efficiente e professionale, è quello degli impianti di irrigazione automatizzati. In questo ambito abbiamo ottenuto risultati prestigiosi in ogni settore di realizzazione: residenziale, impianti sportivi, abbattimento polveri e agricolo, raggiungendo un livello qualitativo invidiabile, tanto da aver acquisito la Certificazione UNI EN ISO 9001:2008. Mediante l’utilizzo di avanzate tecnologie, i sistemi di irrigazione automatici realizzati da Marotta Group sono in grado di procedere ad un’irrigazione uniforme, controllando le esigenze del terreno, irrigando in sequenza i vari settori del vostro spazio verde, stabilendo durata, frequenza dei cicli di irrigazione anche nell’arco di diverse settimane, apportando notevoli benefici, sul piano economico e soprattutto ecologico ed ambientale, mediante un uso razionale della risorsa acqua. Parchi e Giardini Realizziamo opere nel pieno rispetto dell’ambiente circostante e della natura, partendo dal sopralluogo, allo studio del progetto, alla preparazione del terreno, alla semina del prato, alla messa a dimora di bordure fiorite, siepi, piante, alberi ed alla manutenzione degli impianti negli anni a seguire. Il tutto con un forte apporto di creativit? e design che rendono il giardino un’opera unica per ogni Cliente. Il verde e lo sport Realizziamo inoltre strutture sportive come campi da golf, da calcio, rugby e baseball. Alcuni Esempi: Sirolo (AN), San Giovanni in Marignano (RN), Savona, Cervia (RA), Torino, Verona, Firenze, Asti, Belluno…ed altri ancora. Le piscine Abbiamo un esperto team interno di consulenti, tecnici, ingegneri e designers che agisce in ogni lavoro con appropriato know how.

Inoltre contiamo sulle collaborazioni fattive dei marchi produttori pi? prestigiosi del settore. Per questo ogni progetto è il risultato di studi attenti ed analisi approfondite anche in questo contesto. Ogni opera realizzata diventa così un pezzo unico tagliato a misura sul singolo Cliente.

Il nostro ambito d’intervento riguarda: Piscine in pannelli d’acciaio; Piscine in cemento armato; Piscine in casseri di polistirolo; Piscine prefabbricate in vetroresina; Piscine a skimmer; Piscine a bordo sfioro. Centri Benessere I nostri Centri Benessere, grazie alla creazione di una divisione specializzata, sono una sintesi di elevato design e tecnologia: materiali innovativi e di massimo pregio estetico, installazioni progettate per garantire un benessere esclusivo, naturale, quotidiano. Trattiamo indistintamente sia realizzazioni professionali e ad uso pubblico che centri benessere privati direttamente nell’abitazione del cliente. Le Manutenzioni Il nostro reparto di manutenzione è rappresentato da risorse specializzate che si occupano esclusivamente di assistere il cliente. L’organizzazione ci consente di poter intervenire con tempestività ed in ogni luogo d’Italia. L’intervento, in casi di estrema urgenza, è immediato. Le certificazioni Tutta la nostra attività è frutto di una lunga e provata esperienza. Nel corso degli oltre 30 anni di operato ed a tutela di chi sceglie la nostra azienda per le proprie esigenze, abbiamo conseguito importanti classificazioni S.O.A. (Società Organismo di Attestazione) ed inoltre siamo in possesso delle seguenti certificazioni: Certificazione UNI EN ISO 9001:2008, Certificazione Ambientale UNI EN ISO 14001:2004, Certificazione sulla Sicurezza BS OHSAS 18001:2007, Certificazione SA 8000:2008 Marotta Group: un’azienda, tre divisioni specializzate in altrettanti ambiti di intervento ( giardini e piscine, impianti di irrigazione automatizzati, centri benessere), tante persone con la giusta dedizione per soddisfare le esigenze di tutti i nostri Clienti.


MAROTTA MACCHINE Via I. Asimov, 6/8- Marotta di Fano (PU) 0721.967292-969648 www.marottamacchine.it info@marottamacchine.it


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STILE ANIMALIER GLI ACCESSORI, IDEE REGALO di Laura Bruscia

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Animalier è diventato ormai uno stile inconfondibile. La fantasia maculata sulla seta o la stampa chiazzata sugli abiti e accessori sono da sempre sinonimi di un approccio grintoso, moderno e soprattutto originale alla vita. Lo stile animalier, è una tendenza tipica di quest'anno che ha origini molto lontane. Nel mondo iconografico il maculato è infatti una consuetudine presente già da tempo, ricca di numerose connotazioni semantiche. Nel '400 la pelliccia maculata con cui viene ritratta Maria Maddalena sembra alludere al proprio passato personale torbido; mentre i mantelli o i baveri leopardati del vestiario anglosassone maschile del periodo medioevale, evocano lo

stile regale, degno del solo sovrano. Il grande potere evocativo del genere maculato era ben noto anche agli egizi, che vedevano nel leopardo un vincolo con l'aldilà. Ecco perché questa civiltà inventò l'animale mitologico "serpopardo", un incrocio tra un serpente e un leopardo. La linea sauvage è anche la protagonista della vasta collezione invernale 2013/2014 di Andrea Ledaro, azienda marchigiana, portavoce del made in Italy nel mondo, che crea artigianalmente accessori in cuoio, di ottima finitura e qualità. Allo stile elegante, casual e sportivo viene affiancato quello animalier, rivisitato nel suo contenuto, attribuendo così un particolare >>

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tocco di preziosità ed eleganza alla vasta gamma dei prodotti artigianali, unici come un'opera d'arte. Il giovane brand si distingue per l'originale design e per la bellezza dei pellami leopardati, patchwork, tigrati, pitonati e vintage che testimoniano la grande versatilità maturata nei diversi anni di esperienza nel settore moda. Ma c'è di piu'.... la nuova collezione invernale non è soltanto chic, ma è anche all'avanguardia. Infatti, tutti i porta cellulari, borselli e borse da donna e da uomo sono eseguiti con pregiati pellami non necessariamente animalier , utilizzando sempre una protezione contro lo smog elettromagnetico. La genialità e l'inventiva di Andrea Ledaro è ben visibile anche

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nei numerosi bijoux, sapientemente realizzati con pietre preziose, inserti di cuoio zebrato, perle di vetro e semi naturali. Anche i portachiavi, dalle mille forme e colori, sono espressione di grande originalità e finesse. Cinture da uomo e donna, porta pc e tablet, valige professionali, marsupi, borse, borsette, shopper, bijoux e molti altri accessori ancora si trovano nell’outlet aziendale situato a Rosciano di Fano (PU), ma è anche presente su internet, nel sito e-commerce: www.andrealedaroshop.com. Per acquistare direttamente on line queste preziose idee regalo, basta fare un semplice click. L'azienda artigianale arriverà così direttamente a casa dell'acquirente, adattandosi ai suoi gusti e regalando stile, qualità e originalità.

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AMBRA ANGIOLINI LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W a cura di Jean-Claude Poderini

Lanciata da Gianni Boncompagni quando era un’adolescente

con la trasmissione Non è la Rai, Ambra Angiolini, 2007 di Nastro d’Argento, David di Donatello e Ciak d’oro per il film Saturno contro di Ferzan Ozpetek, è oggi una delle attrici italiane più richieste. Con La misteriosa scomparsa di W, primo monologo della sua carriera, ha dimostrato di essere all’altezza di ruoli impegnativi anche in teatro. Recentemente è stata protagonista al cinema dei film Immaturi di Paolo Genovese, Viva l’Italia di Massimiliano Bruno, Mai Stati Uniti di Carla Vanzina, Per sfortuna che ci sei di Alessio Maria Federici. In teatro nella passata stagione è stata protagonista insieme a Edoardo Leo della commedia Ti ricordi di me?

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foto Matteo Ricci

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Una donna qualsiasi, di nome V, nata in modo funambolico “e in quell’attimo, miracolo, per la gioia a tutti i parenti ricrebbero i capelli, e una suora cresimina si spogliò dalla sua palandrana rivelando un corpo stupendo, abbronzato, nato per l’amore…” ripercorre, follemente, comicamente, la sua vita, alla ricerca del suo pezzo mancante W. V è perciò una parte che cerca il suo tutto e in questo monologo paradossale, ridicolo e doloroso, cerca una spiegazione al suo senso di infelicità e incompletezza. Nel farlo si interroga su povertà e guerra, amicizia e intolleranza, giustizia e amore: “sono stata con Wolmer 6 anni e 2 mesi. Abbiamo totalizzato 12.346 baci e 854 coiti con una media di orgasmi per lui del cento per cento, per me del sedici per cento, media complessiva, secondo lui, del cinquantanove per cento, che non è male.” Tutto sembra sfaldarsi attorno a lei: scompare il coniglietto Walter, viene a mancare il nonno Wilfredo, sfuma l’amicizia con la compagna di scuola Wilma e si chiude squallidamente la storia d’amore con il fidanzato Wolmer. In questo testo la parola di Benni, agile e dissacrante, è sostenuta dall’interpretazione di Ambra Angiolini, per la prima volta sola in palcoscenico. La misteriosa scomparsa di W, di Stefano Benni con la regia di Giorgio Gallione è in cartellone, al Teatro Astra di Bellaria Igea Marina, giovedì 23 gennaio 2014. Le scene e i costumi sono di Guido Fiorato, le musiche di Paolo Silvestri e la produzione del Teatro dell’Archivolto di Genova. Il progetto artistico dell’Astra, ideato e curato dal 2011 da Simone Bruscia, direttore di Riccione Teatro e Assalti al Cuore, ha offerto alla città un modo nuovo di vivere il teatro, cuore pulsante della cultura a Bellaria Igea Marina; in questi anni il Teatro Astra si è trasformato in un emporio delle arti, per aspera ad astra si è rivelato un viaggio spettacolare nella contemporaneità, grazie al coinvolgimento e alla partecipazione di protagonisti assoluti come Donatella Finocchiaro, Luigi Lo Cascio, Alessio Boni, Francesco Scianna, Fabrizio Bosso, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni, Elio Germano, Teho Teardo, Sabrina Impacciatore, e un grande successo di pubblico, il quale si è dimostrato sempre più attento e coinvolto, facendo realizzare più di una volta sold-out.

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Bellaria Igea Marina prosegue dunque la sua ascesa dalle avversità alle stelle con la nuova stagione teatrale per aspera ad astra 13.14: cinque imperdibili appuntamenti che portano sul palco dell'Astra attori e autori straordinari di cinema, teatro e letteratura. La messa a fuoco nuova di un teatro che sceglie di portare in scena progetti speciali, nelle più diverse forme artistiche, un programma che punta alla qualità degli spettacoli e all’eccellenza dei nomi, che privilegia ancora una volta la prosa e la matrice letteraria delle rappresentazioni. Riferimenti indiscussi della scena contemporanea, i protagonisti di per aspera ad astra 13.14 sono nomi straordinari del teatro e della letteratura: Maria Paiato, Giorgio Albertazzi, Ambra Angiolini, Daniel Pennac e Fabio De Luigi.

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SIMONE

BRUSCIA TEATRO E ALTRO di Jean-Claude Poderini

Simone Bruscia Direttore Artistico del Teatro Astra di Bellaria Igea

Roma, attualmente vivo a Rimini. Mi occupo di produzione e promozione di progetti culturali e da poco più di due anni sono direttore di Riccione Teatro, soggetto promotore dello storico Premio Riccione per il Teatro e del Premio Riccione ‘Pier Vittorio Tondelli’. Riccione Teatro con il sostegno e il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini e Comune di Riccione, cura i più importanti riconoscimenti dedicati alla nuova drammaturgia italiana, gestisce i preziosi Archivi dei due Premi, ha in custodia l'Archivio del Living Theatre, promuove il Riccione TTV Festival (l’acronimo Simone Bruscia, vuoi presentarti ai lettori di Life and People sta per Teatro Televisione Video), rassegna che dal 1985 concentra International? la riflessione sul rapporto tra arti sceniche, arti visive e media. Ho appena compiuto trentasei anni, ho studiato a Bologna e a Inoltre da tre stagioni dirigo il Teatro Astra di Bellaria Igea Marina. Marina e di Riccione Teatro, racconta la sua idea di teatro. Giovane e con un pensiero innovativo delle arti visive teatrali, si confronta con la realtà della cultura italiana per rendere meno polveroso il palcoscenico e avvicinare i giovani al teatro. Ama confrontarsi con altre realtà culturali strategiche e insolite. ‘Non solo musei e biblioteche, perché oggi la cultura oggi è di chi sa sperimentare e osare’.

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People Sei molto giovane per i ruoli che ricopri… Non credo affatto di essere giovane. Anzi. In Italia c’è una percezione sballata. È la nostra cultura a essere gerontocratica. Le nuove generazioni sono condannate a interminabili file d’ingresso, non è più accettabile. Nel nostro Paese nascono e crescono continuamente nuovi talenti, devono trovare il modo di affermarsi grazie alle proprie capacità, affiancando e poi sostituendo i propri predecessori senza che ciò sia visto come un reato di lesa maestà. Quale è stato il tuo percorso? C’è una svolta culturale in atto, da tempo, nel mondo, la mia generazione non può permettersi solo di cercarsi un lavoro, ma se lo deve creare. Il mio percorso è iniziato qualche anno fa, quando ho provato a tradurre in professione gli studi in letteratura, musica e spettacolo. Insieme ad alcuni compagni di viaggio tra i quali Mirco Depaoli, Davide Lotti e Mauro Ermanno Giovanardi (bravissimo cantante, al tempo leader dei La Crus) ho ideato Assalti al Cuore, un festival di musica e letteratura che si è svolto a Rimini per quasi dieci anni. L’esperienza è stata positiva, complessa. Assalti al Cuore è diventato così una sorta di startup, un’opera aperta, un’officina permanente di ricerca artistica che esplora il terreno di confine tra i linguaggi, con particolare attenzione agli sperimentalismi e ai fenomeni delle avanguardie. Questo modo di intendere e di indagare partendo dall’interazione e dalle interferenze tra linguaggi e codici artistici è alla base della mia ricerca anche a teatro. Quale è il titolo della stagione teatrale 2013-2014 dell’Astra di Bellaria Igea Marina? Il teatro ha potenzialità enormi ed è uno dei più importanti interpreti del nostro tempo. Viviamo tempi bui e la crisi che attanaglia l’Italia -un Paese sempre più confuso, ignorante e quindi povero- va affrontata di petto, attraversando le difficoltà, le asperità. Per questo motivo abbiamo deciso di fare nostra una celebre sentenza di Seneca, ‘per aspera ad astra’, che letteralmente significa ‘attraverso le avversità, si raggiungono le stelle’. Non intendiamo giocare solo con il nome del nostro teatro Astra, ma siamo convinti che proprio affrontando le difficoltà più ostiche, più dure, il teatro possa cogliere la sfida e dare un segnale, facendosi interprete della cultura come motore dello sviluppo nella nostra società, che è sempre più la società della conoscenza.

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Quale messaggio vuoi lanciare al pubblico con le scelte di una stagione teatrale? Le stagioni del Teatro Astra si sono rivelate un viaggio spettacolare nella contemporaneità, grazie al coinvolgimento e alla partecipazione di protagonisti assoluti come Donatella Finocchiaro, Luigi Lo Cascio, Alessio Boni, Dente, Fabrizio Bosso, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni, Elio Germano, Teho Teardo, Sabrina Impacciatore che hanno presentato spettacoli spesso inediti, eventi unici che sono rimasti impressi. C’è un’attenzione generale da parte della stampa mai vista prima e un grande successo di pubblico che si è dimostrato in questi anni sempre più attento e coinvolto, facendo realizzare più di una volta sold-out. Anche quest’anno abbiamo proseguito la nostra ascesa ‘dalle avversità alle stelle’ con cinque appuntamenti che portano sul palco dell'Astra attori e autori straordinari di cinema, teatro e letteratura. I protagonisti di questa stagione sono Maria Paiato nei panni della Medea di Seneca, Giorgio Albertazzi in quelli di Italo Calvino, Ambra Angiolini protagonista di una pièce di Stefano Benni, Fabio De Luigi nei panni e nei versi di Raffaello Baldini e infine Daniel Pennac, scrittore amatissimo, in scena con il suo Journal d’un corps, una produzione internazionale di grande prestigio che Bellaria Igea Marina è pronta e felice di accogliere.

E il messaggio? Il messaggio è evidentemente un aspetto importante, s’intreccia naturalmente con le scelte di direzione artistica: la messa a fuoco nuova di un teatro che sceglie di portare in scena progetti speciali, nelle diverse forme artistiche, un programma che punta alla qualità degli spettacoli e all’eccellenza dei nomi, che privilegia la prosa e la matrice letteraria delle rappresentazioni. Alla base di tutto c’è una linea guida, un indirizzo condiviso. La stagione teatrale di Bellaria Igea Marina è inserita in un progetto culturale ampio e articolato che è stato intrapreso dall’Amministrazione Comunale della città e promosso da Fondazione Verdeblu. Insieme al Sindaco Enzo Ceccarelli, alla Presidente del Consiglio Comunale Maria Laura Domeniconi, al dirigente responsabile Ivan Cecchini, e al Presidente di Verdeblu Umberto Morri, siamo partiti dall’idea di trasformare e vivere l’Astra come un emporio temporaneo delle arti. È bello ed è necessario, al giorno d’oggi, che gli spazi culturali di una città, in primis un teatro -ma anche la biblioteca, un museo-, diventino punti di riferimento per tutti. Devono sapersi aprire al mondo, alla quotidianità. Non devono sembrare il rifugio per pochi eletti o addetti ai lavori, ma devono essere luoghi vissuti, praticati, attraversati. Devono sapere incontrare e abbracciare esperienze diverse, non solo artistiche. A Bellaria Igea Marina, nel cuore del centro cittadino, la Biblioteca Comunale Alfredo Panzini e il Teatro Astra ‘si guardano’, sono un unico cuore pulsante, progetti e rassegne come la stagione teatrale e il Bellaria Film Festival (storica kermesse internazionale dedicata al cinema documentario, vero e proprio fiore all’occhiello della città) devono attrarre e animare la vita della comunità. Come deve aggiornarsi il teatro contemporaneo in Italia, per togliersi la polvere di dosso e non essere noioso? Il teatro deve aggiornarsi sempre, in tutti i suoi aspetti. A partire da quello culturale, tecnologico e organizzativo. Altrimenti non solo è noioso, ma perde la sua funzione. Un concetto deve essere chiaro, il teatro è sempre teatro contemporaneo. Era così al tempo dei greci e di Shakespeare, nasceva e si sviluppava proprio per dare volto ai grandi temi che animavano e mobilitavano l’attualità del tempo. Il teatro, dunque, è sempre teatro del presente e ha sempre bisogno di innovare i propri linguaggi per non vedersi sfuggire la capacità di trovare un riscontro nella sensibilità dello spettatore, del cittadino di oggi. Per il teatro credo sia fondamentale trovare nuovi stili e linguaggi in grado di intrecciare e interpretare i nuovi modi di percepire e di immaginare del cittadino moderno. Tutti i cittadini, non solo i giovani. Il teatro è il luogo di un possibile rilancio forte della parola e del pensiero, di socializzazione, di confronto, deve contribuire a far germogliare un humus adatto all’innovazione, creare un ambiente, un network che renda competitiva una comunità in quella che gli esperti chiamano, a ragione, società della conoscenza. Quale è secondo Simone Bruscia il segreto per avvicinare le nuove generazioni alla cultura, ed essere più attrattivi? I teatri devono essere delle piazze aperte sulla città e devono aprirsi, devono confrontarsi e dialogare con le attività ricreative e commerciali di un territorio. Devono averci a che fare, aprendosi a un rapporto più generoso e spregiudicato con la città. Non possono essere luoghi chiusi, i teatri. Non sono solo il luogo dove gli artisti si esibiscono e mettono in scena gli spettacoli. Un teatro deve rappresentare qualcosa di riconoscibile, di organico al tessuto connettivo di una città. Non possono essere spazi a se stanti, ma dei luoghi d’incontro, come le chiese, la spiaggia, i mercati, le piazze. Fabrizio Gifuni, grande uomo di teatro, giurato del Premio Riccione e protagonista lo scorso anno all’Astra di Bellaria Igea Marina, ha espresso molto bene questo concetto in


People un suo recente intervento al Valle occupato: non esiste il tempo delle cose serie che è la produzione e il consumo e poi il tempo libero (in cui magari ci sta tutto il mondo dell’arte e dell’intrattenimento) –dice Gifuni- ma esiste il tempo della nostra vita, quindi quello che accade nei nostri teatri, nei nostri luoghi di cultura, è qualcosa di profondamente connesso con quello che accade oggi nel nostro Paese. Ecco, i teatri per vivere devono avere lo spirito foriero e il coraggio delle nuove generazioni, non devono resistere ai cambiamenti, ma devono saperli anticipare e non devono guardarsi solo allo specchio, ma devono osservare come si muovono tutte le realtà protagoniste della società. L’Italia, luogo di cultura, di moda e di design, come deve aggiornarsi per essere al passo con i tempi ed essere all’avanguardia? I luoghi di cultura devono allargare lo spazio mentale dei cittadini, far nascere aspettative nuove, farli accedere a esperienze ricche e complesse. I luoghi di cultura devono essere belli, accoglienti e al passo con i tempi. La nostra società è fondata sempre più sul forte valore simbolico-culturale delle merci, il cuore dello sviluppo è nella conoscenza, l’economia si sta culturalizzando. A Bellaria, a pochi passi dal Teatro Astra, c’è un meraviglioso concept store dedicato all’abbigliamento e alla ricerca sulla moda, si chiama Tredicimetri Quadri. Questo concept, ideato e animato da due giovani imprenditori del posto, Laura Savini e Manolo Clementi, può essere un riferimento importante anche per il teatro. È un luogo attivo e dunque attrattivo, votato alla sperimentazione, alla creatività, ogni oggetto presente a Tredicimetri Quadri racchiude in sé un forte contenuto immateriale, dato dal design e dalle idee che lo hanno concepito e realizzato. Oggi è importante entrare in un teatro e cercare più motivi, sentirsi bene come in un concept di nuova concezione. Per fare in modo che questo accada è necessario aprire sempre di più i teatri, aprendoli a nuove figure professionali, ad artisti creativi e audaci, provenienti anche da ambiti differenti, ma con competenze modellate sui bisogni di un luogo attivo sul territorio. CREDITS: Cinema Teatro Astra Viale Paolo Guidi 77/E Bellaria (Rimini) www.teatroastrabim.it facebook/teatroastrabellaria Tredicimetri Quadri Viale Paolo Guidi, 102 Bellaria (Rimini) facebook/tredicimetriquadri pinterest/13metriquadri CREDITS PHOTO: Simone Bruscia @ Tredicimetri Quadri, Bellaria (Rimini) - photo © Silvio Canini Simone Bruscia @ Teatro Astra, Bellaria (Rimini) photo © Silvio Canini

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A PIEDI NUDI NEL PARCO ‘Chi guarda e chi fa’ Una frase che esprime al meglio il senso della vita, nella continua divisione tra chi nel mondo cerca di capire il senso delle cose e chi invece le cose le fa, in un gettarsi a piedi nudi nella vita. di Manuela Spadoni

Non sempre le cose vanno fatte con un perché, a volte vanno

fatte semplicemente. E’ questa un po’ la visione di chi cammina a piedi nudi nel parco in inverno, senza alcuna protezione dalla terra, dalla neve, dalla vita. Un po’ un contatto reale con quel mondo che non è soggetto a regole ed equilibri sociali, ma un buttarsi nelle situazioni, viverle e apprezzarle per quelle che sono, senza pensare a domani. Del regista e attore Stefano Artissunch, alla seconda tournée di questo suo spettacolo che ha debuttato al Festival di Borgio Verezzi la scorsa stagione, insieme a Vanessa Gravina, Ludovica Modugno, Stefano De Bernardin, Federico Fioresi, la commedia ripropone la storia della coppia di neosposi newyorkesi alle prese con gli entusiasmi e le prime difficoltà della vita coniugale. Dalla messinscena di Mike Nichols (1963) con la quale vinse il Tony Award nel 1964 come miglior regista, con un giovane Robert Redford nei panni del protagonista, ruolo che replicò al cinema accanto a Jane Fonda nel 1967, la commedia racconta di Corie e Paul che dopo aver trascorso sei giorni di infuocata luna di miele chiusi in una stanza dell’hotel Plaza si trasferiscono nella loro prima casa, un piccolo e spoglio appartamento al quinto piano di un vecchio palazzo senza ascensore del Greenwich Village. La sistemazione, scomoda e spoglia, con un buco nel lucernaio che amplifica il freddo dell’inverno, unita alla presenza della madre di lei, sola e convenzionale, e di un eccentrico inquilino della mansarda sopra l’appartamento della coppia, bastano a mettere a dura prova la serenità matrimoniale e a far emergere le inevitabili differenze caratteriali. In una serata a

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quattro vengono ben presto a crearsi eccentriche alleanze: Corie e Velasco, vitali e eccentrici, e Ethel e Paul che subiscono le stravaganze dei loro "antagonisti". La vicenda è semplice e limitata a uno spazio, un appartamento, e a un tempo ben definito, qualche giorno, contestualizzata e schematizzata secondo i concetti tipici del perbenismo borghese degli anni 60/70, concetti che a oggi, pur traslati in una modernità di pensiero all’apparenza più liberale e meno formale, gli sposini Paul e Corie riescono a esprimere nel grande paradosso del fare e del guardare, un moderno essere o non essere amletico che ha perso la tragicità di Shakespeare per esprimersi in una vita più minuta e anonima, ma allo stesso tempo piena e tragica nel suo potersi evolvere in modo inaspettato e nella consapevolezza dell’imprevisto dei protagonisti. Una commedia questa che con grande leggerezza pone in evidenza in maniera incisiva nell’incedere dei dialoghi dei protagonisti un vivere che si pone il problema della complessità della vita semplice, del confronto con la diversità delle persone e della difficoltà dei rapporti. I problemi, il conflitto coniugale, i rapporti familiari e di vita quotidiana, la carriera, la casa sono sottolineati con immediato realismo e senza pathos tragico attraverso da una parte la morale conformista che valuta cose come predisposte e quindi valide da una parte, e dall’altra parte con la voglia di passione e rottura degli schemi. La quotidianità è bella fino a quando la vitalità e la sregolatezza del vicino non li divide, facendoli concepire la diversità che prima li ha completati come motivo di rottura insanabile. Eroi di tutti i giorni


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dal cuore umano, vivono la vita in un pathos a mio avviso umoristico, dove non è la sola battuta il motivo di intrattenimento ma le modalità di vissuto dei personaggi, lontani e vicini a una realtà che tende a esprimersi ma che in realtà nella forma rimane stabile, soprattutto nel modo di intendere la vita dei due protagonisti, lei che vive e lui che guarda. Paul è serio, giudizioso, prudente, Corie è vitale, appassionata, romantica; tanto l'uno è prevedibile e convenzionale quanto l'altra è imprevedibile e spudorata. Un modo di essere che sembra non avere più nessun punto di incontro quando dopo una sera di avvenimenti mondani e atipici lei semplifica la staticità di lui come quella di chi nella vita neanche guarda, ma osserva, immobile. Parole e termini che fanno riflettere a chi è capace di andare ‘a piedi nudi nel parco’ in inverno senza problemi. Una semplicità di concetti che rileva la complessità nascosta della quotidianità, della difficoltà del mantenersi stabili in situazioni che cambiano. Lo spettacolo è una produzione Synergie Teatrali. Le scene sono di Francesco Cappelli, i costumi di Marco Nateri, le luci di Giorgio Morgese. Stefano Artissunch nel ruolo del giovane avvocato Paul Bratter, anche regista dello spettacolo, ha infatti scelto Vanessa Gravina nel ruolo dell’affascinante e peperina Corie, Ludovica Modugno, nel ruolo di Ethel madre di Corie, e Stefano De Bernardin nel ruolo di Velasco. Chiude il cast Federico Fioresi, che già vestiva i panni del tecnico dei telefoni.

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BRUNO RADICIONI e «Le sue Marche» Paesaggi

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cirillosodano.it - ph. Mattia Corazza

GIOIELLI


VERONICA MAYA di Enrico Sanchi

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recitando negli spettacoli della madre regista teatrale. La sua brillante carriera in Rai inizia con la conduzione di programmi sportivi nel 2004 accanto a grandi nomi del giornalismo sportivo per poi approdare e diventare ancor più celebre con lo Zecchino D’oro che conduce continuatamente dal 2006. Nel 2007 ha condotto un altro programma storico Rai Linea Verde il rotocalco televisivo dedicato al mondo dell’agricoltura.Il suo sorriso e la sua eleganza hanno accompagnato gli italiani tra il bello della natura con Linea Verde e per due estati il quotidiano Uno Mattina Estate. Nel 2008 tiene a battesimo il format Endemol “Verdetto Finale” che raggiunge ampi consensi grazie alla sua squadra di lavoro consolidata. Lifepeople magazine incontra Veronica al teatro Antoniano di Bologna alla vigilia della conduzione dell’ottavo Zecchino D’Oro dove ci racconta di lei, i risultati raggiunti, la sua serenità professionale e sentimentale e i progetti futuri. Quali sono le novità per il prossimo Zecchino d’Oro? La 56esima edizione dello zecchino d’oro rassegna internazionale di canzoni per bambini è nata nel 1959 e in tanti anni è rimasto fedele a se stesso. Novità importante di quest’anno è il compimento dei 50 anni del Piccolo Coro “Mariele Ventre”. Conducendo questa kermesse ho debuttato da giovane conduttrice fino a diventare oggi giovane mamma, interpretando i personaggi piu’ amati dai bimbi. Il palco dell’Antoniano di Bologna è sempre un banco di prova importante e vedere l’impegno con cui è costruito il programma mi obbliga a dare il meglio di me stessa anche quest’anno assieme a Pino Insegno. Alla sua ottava partecipazione allo Zecchino d’Oro, ritiene che sia un ambiente a lei famigliare? Per me è un traguardo importante condurre per l’ottava volta lo Zecchino. E’ un ambiente a me familiare dove sono nate amicizie importanti come Padre Alessandro Caspoli che ha tenuto a battesimo i miei due bambini. Ho avuto il grande privilegio di far respirare a Riccardo e Tancredi mentre ero ancora in gravidanza la magica atmosfera del teatro Antoniano, ed ora stanno diventando piccoli spettatori della storica Kermesse canora. Verdetto Finale è un format che sente suo, su misura per lei? Verdetto finale è tutt’altro programma televisivo, si parla un altro linguaggio, il pubblico riesamina dei casi giudiziari, assieme a ospiti vip. E’ nato con me sei anni fa nel 2008 lo sento un format mio cercando di condurlo mettendoci il mio stile personale vissuto, la mia esperienza e la mia sensibilità senza mai essere autoreferenziale, raccontando storie forti che rappresentanto la fotografia del nostro paese cercando di rispettare il pubblico che si immedesima in ciò. Avendo raggiunto oltre 2.000.000 di spettatori al giorno, è una sfida vinta e il programma Rai in collaborazione con Endemol ha raggiunto la definitiva consacrazione. A cosa è dovuta la sua fortunata carriera in Rai? eronica Maya Russo nasce nel cuore di Parigi mentre la Felice della domanda...Il prossimo anno compio dieci anni in rai, Francia celebra la sua Festa Nazionale.Conduttrice televisiva sono grata e onorata di far parte di questa azienda che mi ha italiana debutta sul piccolo schermo agli inizi del duemila.La accolta e mi è stata sempre vicina anche nei momenti in cui ero danza è stata la sua scuola di vita; dall’età di 5 anni fino al in dolce attesa. Lavoro e mi impegno al massimo, sono stata 2003 è stata danzatrice professionista.Questa disciplina le ha sempre molto equilibrata sto portando avanti una carriera che formato carattere corpo e modo di condurre, e a 20 anni ritengo privilegiata rispetto altri. Provenendo dalla danza consegue il diploma.Poco dopo vince una importante borsa classica, sono molto scrupolosa, esigente con il mio gruppo di di studio per la scuola di Renato Greco a Roma, debuttando lavoro e con me stessa. La mia carriera è iniziata con un provino in varie dance opera e nel remake teatrale del 2001 con nel 2004 per Rai Sport mentre lavoravo con papà a Montecarlo Mario Monicelli nella commedia Amici Miei mettendo a nel suo ristorante come cameriera. frutto tutta l’esperienza maturata danzando, cantando e Essere compagna di un chirurgo plastico le crea dei proble-

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mi quando la guarda, si sente osservata da occhi di un professionista della bellezza? Nessun problema, chi mi guarda è l’uomo non il chirurgo… Ci siamo innamorati per come siamo e in soli tre anni abbiamo avuto due bambini. Lascio fuori il lavoro in famiglia e investo sempre tempo negli affetti familiari e personali. Mi sono sentita amata e osservata più che mai da Marco quando ero in dolce attesa nonostante le mie rotondità, le mie curve più accentuate, la mia morbidezza e anche nella fase di allattamento dei piccoli ho sentito sempre la sua vicinanza. Per Marco Moraci sono bella come sono senza dover ricorrere alla chirurgia estetica, anche se un domani….chissà… Con tre uomini a casa, quale è la sua sensazione quando rientra? Indubbiamente la “regina della casa” !!!Tutti mi aspettano e dipendono da me. Cucinare per i miei uomini,coccolarli prendermi cura di loro è per me stupendo,meraviglioso. Tutto questo mi dona tranquillità. Il suo nome è Veronica Maya, perchè anche ai suoi figli ha dato dei nomi doppi? Si esatto come il mio doppio nome Veronica Maya Russo anche ai figli abbiamo deciso per tradizione di famiglia di dare doppi nomi. Infatti il primo figlio Riccardo porta come secondo nome Filippo che è il bisnonno di Marco e Tancredi ha come secondo nome Francesco in onore dell’attuale papa. Cosa preferisce: teatro, canto, ballo o conduttrice televisiva? La conduttrice televisiva direi racchiude un po’ tutto il resto, il teatro, il canto e il ballo perché in TV mi sento sicura di stare sul binario giusto. La conduzione è una dimensione che mi fa sentire a mio agio e sento di aver raggiunto la giusta maturità. Nonostante ciò non riuscirei a nessun passaggio dei precedenti, perché vengo da un percorso formativo importante che non ha mai racchiuso l’ improvvisazione. Quanto di francese c’è in lei? Lo charme della lingua, i miei natali, il mio importante compleanno il 14 luglio festa nazionale francese, giorno dell’unità nazionale dove si commemora la presa della Bastiglia. Parigi richiama sempre le mie origini, tanti bellissimi ricordi e affetti…

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Si sente più sorrentina o più parigina? Assolutamente sorrentina, campana doc, vicino al mare, ai sapori, ai gusti e agli odori della Campania. Nutro un grande amore per l’arte tramandato da mia madre, regista teatrale, ma anche l’esperienza accanto al ristorante del papà mi ha aiutato tanto a crescere e diventare una brava cuoca, infatti poi nella conduzione di Linea Verde ho approfondito le mie conoscenze gastronomiche ed enogastronomiche. Lei si reputa più brava, più bella o più simpatica? Grazie dei complimenti…Spero di incarnare un mix di tutte e tre le cose. Se fosse un animale quale animale vorrebbe essere? Una gatta! Amo le coccole anche se in casa mi chiamano happy bunny… Un complimento che le piace particolarmente ricevere? Gli occhi… Suggerimenti per le giovani che, come lei, vogliono intraprendere una carriera nel mondo dello spettacolo? Attualmente è molto difficile costruire e intraprendere la carriera televisiva. In TV non basta entrarci con qualche comparsata per decretare il successo personale,il percorso richiede anni di studio,sacrificio e apparizioni per raggiungere popolarità. Nelle giovani di oggi vedo tanta superficialità e presunzione mentre ritengo essere doti fondamentali umiltà e cultura. Le piacerebbe girare un film? Ho fatto tante cose dalla ballerina alla conduttrice ma al momento non dirotterei la mia carriera su altro. Non ci si improvvisa attori e non amo prendere impegni in maniera superficiale perché non serve a nulla, pero’ un domani se capita occasione e avrò le giuste opportunità rimboccandosi le mani mai dire mai…. Progetti per il futuro? “Godermi il presente” dopo dieci anni in Rai di cui otto con lo Zecchino e sei anni di Verdetto Finale, ora voglio godermi i miei due figli piccoli (Tancredi ancora lo sto allatando) bisognosi della mamma e la storia d’amore importante con Marco. Ora non ho ansia di pensare a nuovi progetti però non nego che sarei pronta in futuro per carattere e ambizione personale a valutare altre proposte e rimettermi sempre in gioco.


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JONATHAN

SOVERCHIA di Jean-Claude Poderini

Giovane e intraprendente regista marchigiano, Jonathan Sover-

chia si occupa di video e fotografia. Laureato alla Nuct (Nuova Università di Cinema e Tv) di Roma, ha partecipato a varie collaborazioni televisive e cinematografiche prendendo parte a produzioni importanti. Ha incontrato figure come Giulio Manfreonia, Antony Hopkins, Mario Martone e Loris Rossi. Oltre a videoclip e pubblicità ha prodotto cortometraggi, tra cui SkinFlame, Waybeyond, BlackBlade e L'innamorato, pensati anche come spot. Con il corto ‘Palla al matt’ ha vinto lo scorso anno una delle puntate del ‘Tutto in 48 ore’ format di Rai5 andato in onda a Senigallia. Lo abbiamo conosciuto, e con passione ci ha introdotto nel magico e poetico mondo del cinema.

Potrebbe farlo all'infinito, per questo puo’ essere schiava di se stessa e del suo vizio, oppure decidere di ‘andare avanti’. Quale è la morale di questa interessante storia? Il tema è il destino e la nostra capacità di poterlo controllare. Visivamente il corto si sviluppa al contrario, il vino rientra nella bottiglia, la candela si riappropria della cera persa, un petalo caduto sul tavolo si riposiziona nella rosa.

Quale significato assume la decisione che prende la protagonista del corto? La decisione finale della protagonista corrisponde con lo sviluppo del personaggio. Non voglio svelare il modo in cui questa crescita si attua. Per vedere se continuerà a viaggiare indietro nel ‘Poco prima del caffè’, è il tuo ultimo cortometraggio, ce ne tempo, o se decide di credere sul futuro, bisognerà guardare il puoi parlare? corto su Youtube. Poco prima del caffè è un cortometraggio che definirei fantasy. Con Alessia Raccichini, Jacopo Mancini. Fotografia di Michele Magliola, Chi è più poeta, il regista o lo sceneggiatore? scenografia di Elisabetta Pierangeli, suono di Luca Barchiesi, Sicuramente è un corto ricco di poesia. E' il lavoro più personale musica di Andrea Montali. Il corto si apre con un'immagine di un che ho realizzato. Per una volta mi sono voluto dimenticare di orologio senza lancette. Una ragazza appena si alza dal letto, la fornire un prodotto basandomi sul compromesso tra arte e mattina, poco prima del caffè, si dirige in sala da pranzo dove è commerciabilità. posizionato l'orologio. Lei ha le lancette in mano, ed è in realtà In generale credo sia assolutamente giusto fornire al pubblico padrona del proprio destino perché può decidere se mandare prodotti con una forte componente artistica, ma al tempo stesso indietro il tempo e rivivere quello che è successo la sera prima. facilmente fruibili, non fare l'arte per se stessi. E la soglia tra i due

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foto Matteo Ricci

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People poli, arte e commerciabilità, è come un filo di un rasoio su cui bisogna tenersi in equilibrio. Ebbene stavolta ho volutamente calcato sulla poesia. Ho creato un video dove non esiste parlato e la musica arriva solo nel finale. Non di facile fruizione. Credo che lo spettatore debba partecipare in modo attivo e non passivo alla visione, vedendoci tutte le sfumature che vuole, interpretando. Nel corto non è chiaro il confine tra realtà e sogno. E' difficile stabilire chi è più poetico tra regista e sceneggiatore. Ognuno mette a disposizione del film la propria poetica, anche quando il regista interpreta una storia che non è sua.

Una volta, lavorando in un azienda vinicola, in giro per i campi, vidi un trattorista, lo fermai e gli dissi che lo avrei ingaggiato per qualcosa. Lui lo prese come uno scherzo. Solo quando lo chiamai veramente si ricredette. I momenti meno belli sono quando tutto sembra andar male. A volte le cose non coincidono, magari salta la corrente mentre giri in interni di notte, perché una lampada delle tre che hai a disposizione è caduta a terra rompendosi e non sai dov’è il quadro elettrico. Bisogna sempre reagire con calma e ringraziare quelli della troupe, un tecnico o un semplice amico, ti aiuta a risolvere il problema.

Quali sono i registi che preferisci? E qualcuno ha influenzato la tua formazione? Sergio Leone in particolare è un modello assoluto di riferimento per la sua capacità di narrare con le immagini. La sua cultura visiva gli ha permesso di esprimersi attraverso delle inquadrature che spesso assumono significato simbolico e che sono capaci di arrivare a tutti, anche al pubblico meno colto. Poi Christopher Nolan che arriva alle grandi masse, esprimendosi con il linguaggio dell'arte; questo è il Cinema, e i vari Batman di Nolan lo dimostrano. Si parla della paura, della storia dell'uomo, della fragilità fisica umana. Tutto questo in film dove il protagonista è comunque un idolo popolare dei ragazzi (e non solo): Batman. Nel corto invece ci sono forse influenze inconsce di registi studiati al corso di Cinema che ho frequentato, Jeunet, Gilliam, Burton.

In quale misura è possibile proporre idee nuove nell’ambito del cinema italiano? Come vedi oggi il cinema italiano? Proporre idee nuove per il cinema italiano è impossibile. Nessun produttore prende in esame qualcosa al di fuori dello standard cine-televisivo del momento, mentre in Spagna, Inghilterra, Belgio, Francia, Germania si producono pellicole horror, thriller, fantasy. Se hai un progetto, anche valido, consigliano di rivolgerti direttamente all'estero. Questo è un Paese malato e andrebbe curato, o meglio educato. La prima materia scolastica a subire tagli in un Paese che detiene il 75% dell'arte mondiale, è la Storia dell'Arte. Basterebbe allevare un po' meno ignoranti e magari il cinema italiano (e non solo) tornerà a dare cenni di vita.

Puoi raccontarci il tuo lavoro sul set? Usi uno storyboard? Quanto spazio lasci all’improvvisazione sul set? Al corso ho imparato sul campo a dirigere cortometraggi, cercando ogni volta di sopperire alla mancanza dei mezzi tecnici ed economici con la fantasia. Dalla fase di scrittura e storyboard si pensa già come ottimizzare, senza trascurare il messaggio che si vuol dare. E lo storyboard è un passaggio fondamentale. Permette di avere una dose di controllo abbastanza alta nella produzione del lavoro. Lo si pianifica prima, senza fretta. Una volta sul set, gli imprevisti sono dietro l'angolo, il tempo è il tuo più acerrimo nemico, corre spietato quando la preparazione per il lavoro invece è lenta. Pianificare una sintesi delle riprese da effettuare aiuta ad ottimizzare i tempi. Rispetto sempre lo storyboard, anche se c'è chi dice che questo porta un po' di freddezza al lavoro, perché s’improvvisa poco. Credo sia più importante l'organizzazione e l'intelligenza; mettere in discussione u’ inquadratura che si pensava in un modo, cambiarla se le circostanze non permettono di ottenerla. Oppure, pianificare di nuovo il lavoro se l'atmosfera che si crea sul set permette di registrare situazioni non prevedibili sulla carta. E' vero che l'esperienza accumulata sui set mi sta permettendo di seguire meno rigorosamente i miei appunti, ma non credo arriverò mai sul set senza storyboard. Quali sono i momenti più interessanti durante le riprese e quelli meno interessanti dal tuo punto di vista? I momenti emozionanti sono quando sul set rivedi l'inquadratura appena realizzata e capisci che è stato svolto un ottimo lavoro collettivo, da te, ma soprattutto da chi in quel momento ti sta aiutando dando il massimo. In particolare gli attori hanno un compito difficilissimo. Può esserci una bella scenografia, una bellissima luce, un bel movimento macchina, ma se l'attore non è partecipe il risultato non c'è. Farli entrare nella parte è il mio compito principale sul set. Spesso mi diverto a dirigere persone che non hanno mai recitato, magari quel volto mi comunica qualcosa e appena ho un personaggio per quella faccia, chiamo.

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Progetti per il futuro? Per il futuro ho un soggetto molto interessante che sto revisionando, si tratta di un progetto ambizioso, un lungometraggio. Ma ne parleremo più in là. Dopo aver vinto qualche premio, dopo aver prodotto e diretto vari corti, spot, videoclip, sento la necessità di fare il passo successivo, misurarmi con me stesso e con responsabilità più grandi, anche a costo di sbagliare. Gestire, perché no, anche un budjet che possa permettere di realizzare un prodotto più completo. Avere maggior risorse economiche non vuol dire necessariamente ottenere un prodotto migliore rispetto a quelli realizzati con poco. Aiuterebbe però nel delegare mansioni e potersi concentrare veramente sulla regia, non dovendo ricoprire contemporaneamente il ruolo di produttore, operatore, scenografo, d.o.p., montatore, come spesso mi è accaduto nei miei corti. Credo che la Marche Film Commission stia facendo un buon lavoro promuovendo il nostro territorio a produzioni di calibro internazionale, ma sarebbe bello far arrivare risorse, anche minime, anche a chi nelle Marche continua a lavorare da professionista in questo settore, magari ha vinto qualche concorso, perciò dovrebbe avere delle qualità, ma difficoltà nel reperire finanziamenti. In fondo ci sarà qualcuno che ha un bel soggetto pronto da produrre.


foto Matteo Ricci


Cafe' letterario dove potersi rilassare leggendo un libro,ascoltando musica.. serate a tema di lettura e musicali con artisti dal vivo.


La realizzazione del progetto è dello "StudioUndici" Architetti: Marco Gabellini, Igor Macrelli

Zoe cafe'ďż˝ viale Lazio 4 47838 Riccione ( Rn)


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ELEONORA

PIERONI OCCHI VERDI E MOLTO PIU’ di Enrico Sanchi Photo : Alexander Brucolini (www.alexanderbrucolini.com) Alessandro Pellicciari

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leonora Pieroni è indossatrice, fotomodella che sogna il cinema. La sua predisposizione al mondo della moda e dello spettacolo si sviluppa parallelamente al suo percorso di studi. Laureata in Scienze della Formazione con il massimo dei voti è anche insegnante di scuola primaria e attiva sul sociale. Nata a Foligno, in Umbria nel 1986, è conterranea e grande stimatrice della top model Monica Bellucci. Le sue ispirazioni l’hanno portata a fare spesso le valigie per spostarsi da una città all’altra fino ad approdare in America alla ricerca di nuove esperienze. Oggi il suo nome riecheggia tra le pagine dei giornali di moda e di gossip, il suo volto e il suo corpo si possono ammirare in cataloghi e pubblicità di famosi brand, e le sue capacità interpretative in telefilm e pellicole cinematografiche.

partecipare al concorso di Miss Italia per la categoria minorenni. Da lì, seppur con il volere contrario di mio padre, iniziai a ottenere diverse vittorie nei concorsi di bellezza e così, una “vetrina” dopo l’altra sono arrivata al Cinepanettone del 2010 “A Natale mi sposo” con Massimo Boldi e poi alle fiction “Due imbroglioni e mezzo”, “Don Matteo”, il programma tv “La Grande Magia” con Teo Mammuccari e ultimamente su La5 (rete mediaset) con il programma ‘Tacco 12” affidato alla conduzione di Cristina Chiabotto.

La tua famiglia ti ha mai ostacolato nelle scelte? Vengo da una famiglia con educazione molto rigida e solidi valori, già questo è stato un grosso muro da sfondare quando iniziai i primi passi ancora minorenne. E’ una bella famiglia la mia, italiana e proveniente dalla piccola provincia, i miei sono delle persone Come sei arrivata alla moda e al mondo dello spettacolo? La passione per la moda mi ha portato a sfilare sin dall’età di realiste e concrete, e ai loro occhi il mondo dello spettacolo non cinque anni per i negozi della mia città. A sedici anni fui notata da appare qualcosa di realmente produttivo e di durata, lo paragonaun talent scout durante una festa scolastica, che mi incoraggiò a no a una meteora nel cielo. >>

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Essere modella è solo una caratteristica. Quali sono le tue priorità? Essere modella significa incarnare il sogno che avevo da piccola: essere una Barbie e vivere nella villa con il tetto rosa e le palme nel giardino. La mia priorità (che spero di realizzare tra non molto) è formare una famiglia tutta mia con tre bambini e un uomo che mi ami per come sono, e con questa famiglia vivere in una bellissima casa e svolgere un lavoro che mi appaghi e mi renda serena. Il cinema, dopo le esperienze nel piccolo schermo e il cinepanettone, desideri girare qualche film o telefilm in particolare? Con quale regista ti piacerebbe collaborare? Beh qui dovremmo stendere un enorme tappeto rosso per parlare del Signor Cinema con la lettera maiuscola. Grandi registi con i quali mi piacerebbe lavorare sono: Virzì, Marco Tullio Giordana, Tornatore, Muccino, mentre del cinema americano adoro Ozpetek, Tarantino e D. Spielberg. Sarebbe fantastico poter lavorare con uno di questi registi interpretando il ruolo di donna importante come sono state le attrici che hanno fatto la storia del cinema:Brigitte Bardot, Sofia Loren e la mitica Monica Bellucci. Quali sono gli ostacoli che hai incontrato nei concorsi di bellezza? Ahimè, sono nata nel segno del leone, quindi: perfezionista, protagonista, desiderosa di vittoria. Già questo rappresenta un ostacolo visto che nei concorsi non si può sempre vincere, e per un leone la parola sconfitta è altisonante! Gli ostacoli più grandi però che ho incontrato sono altri.

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Particolari episodi stravaganti nella tua vita? L’incontro a Cannes durante il Festival del Cinema con l’attore regista Van Damme con il quale ho trascorso una serata a parlare di cinema, inoltre sono stata corteggiata da due Principi uno indiano di Dubai e un altro di famiglia reale europea. Nel tuo mondo esistono delle situazioni in cui bisogna scendere a compromessi? Essere una bella donna è una fortuna data dal caso, ma allo stesso tempo è una cosa della quale ci si può approfittare. Proprio perché il mondo della moda e dello spettacolo si basa in gran parte sulla bellezza, la bellezza rappresenta il pegno da pagare se si vuol far carriera, Ciò però a mio avviso è riduttivo e deprimente. Solo se hai solide radici riesci a fare successo! Resistere al compromesso, essere perspicaci, e determinate fortifica lo spirito e aumenta la stima che l’altro ha di te! Come ti tieni in forma? Ho una grande passione per lo sport e il movimento. Con il lavoro che svolgo è fondamentale tenersi in forma con una sana alimentazione e attività fisica. Inoltre sono essenziali trattamenti, massaggi , ottime creme e buon riposo, “Mens sana in corpore sano” . Progetti per il futuro? Oltre a servizi fotografici c’è in cantiere un programma di TV streamit che spazierà dal fashion alla cucina di cui però vi lascerò il desiderio dell’attesa. Sto lavorando su un progetto che riguarda

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la moda legata alla cucina italiana, grande business del futuro soprattutto all’estero. Gli studi, eccellente studentessa, sportiva, attiva nel sociale: come fai a realizzare tutto? A volte me lo chiedo anch’io come faccio a fare tutto, non mi basta il tempo e i giorni della settimana. Fortuna che posso contare sulla mia determinazione e sulle mie energie finché ci saranno, ma il segreto per fare tutto con entusiasmo è dato proprio dall’equilibrio dei due lavori che svolgo: uno appartenente a un mondo più incantato e l’altro a un mondo realistico che mi rimette con i piedi per terra e mi fa apprezzare le cose vere e semplici della vita. Un sogno nel cassetto? Ci vorrebbe un comò per contenere tutti i miei sogni! Da piccola mi posizionavo di fronte allo specchio e facevo finta di sfilare per Miss Italia e di presentare il Festival di Sanremo. Il primo sogno l’ho raggiunto, il secondo chi lo sa? Il sogno per eccellenza con la S maiuscola è sfilare per Victoria Secret a New York dove ho già realizzato uno shooting fotografico e solcare il red carpet di Cannes con un film di Muccino o Tarantino. Altri sogni sono: far parte del cast calendario Max come modella e parte presentare il Festival di Sanremo. Quali sono le dosi per arrivare al successo? Di sicuro posso dire che gran parte del merito lo attribuisco a me stessa, alla mia caparbietà, ambizione, costanza, ma soprattutto allo spiccato senso di vita e alla solarità che porto dentro. Gli studi e la formazione che ho avuto lavorando nel sociale e con persone meno fortunate mi hanno fatto apprezzare molto di più la vita. Un ruolo importante lo devo anche alle solide radici della mia famiglia.

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L’ANGOLO

DELL’ENERGIA di Giancarlo Pierantoni

I

l mondo non può fare a meno dell’energia. In una parola si racchiude un qualcosa di fondamentale per la nostra esistenza. Per la vita industriale e produttiva e per la nostra normale sussistenza. Il mondo energetico di cui intendo occuparmi riguarda fondamentalmente quello che è più vicino a tutti noi, tutti i giorni. E cioè le energie primarie che usiamo nelle nostre case. L’energia elettrica in primis, poi il metano, o le fonti similari che ci garantiscono l’energia termica necessaria a creare un comfort abitativo accettabile, che ognuno di noi regola secondo le proprie esigenze, e soprattutto, direi, secondo le proprie tasche. In passato l’energia è stata utilizzata in maniera massiccia, senza guardare poi così tanto ai quantitativi consumati. Poi è arrivata la crisi e la conseguente oculata attenzione ai costi. Allora ci siamo accorti che consumare tanta energia costava. Dopo l’austerity degli anni ’70, le case automobilistiche hanno iniziato a studiare motori più parsimoniosi. E certo che 20 anni fa chi poteva pensare di girare con Mercedes o BMW con motori da più di 200Hp consumando quanto un’utilitaria? Ce lo ha permesso la tecnologia. Poi, oltre ai costi ci siamo accorti che questo consumo smodato dell’energia stava portando danni notevoli agli equilibri naturali. Ed allora via con leggi, norme ed incentivi per promuovere soluzioni a basso impatto ambientale, parsimoniose nei consumi di energia. E poi le energie rinnovabili. Tutto questo ha iniziato ad affascinarmi qualche anno fa. Quando i progetti di efficienza energetica sono diventati progetti veri e propri. Da sviluppare ad hoc per ogni esigenza. Con quale scopo? Fondamentalmente tre sono gli scopi principali. Diminuire i consumi di energia primaria, che in un solo colpo permette l’abbassamento dei costi ed il miglioramento dell’impatto sull’ambiente. Ma diminuire i consumi utilizzando soluzioni a tecnologia avanzata che ci permettono anche un miglioramento del comfort abitativo. Certo che se io mi accontento di vivere a 15 gradi in inverno consumo probabilmente abbastanza poco. Ma credo di poter affermare che non è certo una

scelta confortevole. No. Le tecnologie che vogliamo descrivere in questo spazio sono le tecnologie avanzate che ci permettono di vivere meglio spendendo meno. Quanto meno? Molto meno. Talvolta quasi niente. L’esigenza è forte, perché i costi dell’energia sono aumentati a dismisura negli ultimi anni. E perché il recupero di un mondo ecologicamente sostenibile non è più uno scherzo, né un qualcosa che possiamo rimandare a domani. Ma di cosa parleremo in questo spazio? Parleremo di soluzioni e tecnologie che permettono di risparmiare energie primarie, quindi elettricità e metano o assimilati, fornendo maggior comfort. Cercheremo di mettere insieme l’energia del sole, con quella della terra, gestite da sistemi tecnologici moderni che a fronte della grande facilità e trasparenza di utilizzo nascondono tecnologie di alto livello, sviluppate dalle più grandi case costruttrici, per permettere di avere un risultato impensabile fino a pochi anni fa.


Negli ultimi anni si è fatto un gran parlare del fotovoltaico. A prescindere dalle soluzioni adottate dai nostri governi per gestire i meccanismi incentivanti ed arrivare pian piano alla cosiddetta “GRID PARITY”, cioè alla convenienza economica senza incentivi, è sicuramente affermabile che l’utilizzo dell’energia fotovoltaica, a prescindere dagli incentivi, che l’hanno fatta diventare anche un business, è una grande fonte di risparmio in termini economici, ma anche in termini ambientali, poiché permette una riduzione drastica e consistente dell’energia elettrica prodotta da fonti fossili. Ma il fotovoltaico non risolve il problema!!! È vero non lo risolve in toto, ma è appunto l’insieme delle tecnologie che permette la riduzione drastica dei consumi da fonti tradizionali. Una sola energia rinnovabile, una sola tecnologia per lo meno allo stato dell’arte, non consente di risolvere i problemi in toto. Non possiamo pensare che un impianto fotovoltaico possa coprire il fabbisogno per intero. Ma l’impianto fotovoltaico, coadiuvato dal solare termico e da tecnologie di sfruttamento delle risorse quali pompe di calore e geotermia ad esempio, permettono davvero di raggiungere “costo energetico zero”. Ma ne vale la pena? A fronte di un mero calcolo matematico se vogliamo anche ottimistico probabilmente no. Ma non siamo neanche così distanti dalla convenienza economica. Per cui, vista come soluzione pionieristica e sicuramente conveniente in un futuro abbastanza prossimo si può cominciare a prendere in considerazione. Riscaldare, raffrescare, mantenere l’umidità ad un livello ottimale, garantire il corretto ricambio d’aria. Tutto minimizzando i costi per l’approvvigionamento di energia primaria. Questo è l’obbiettivo. Altro importante settore dove l’energia è impegnata in maniera massiccia e dove si può fare ancora molto è l’illuminazione. Negli ultimi tempi la normativa ha imposto una buona riduzione dei consumi dovuti agli assorbimenti di energia elettrica per illuminazione. La tecnologia di conseguenza ha fatto il resto. Le possibilità sono ancora molte e le soluzioni tecnologiche si stanno sviluppando per rendere economicamente conveniente le soluzioni prese in considerazione. Specificatamente dopo le lampade ad incandescenza ormai quasi in disuso, normalmente vengono usate le fluorescenti a basso consumo. Questi elementi hanno una resa luminosa molto superiore alle normali lampade ad incandescenza. Ma la vera svolta è data dagli elementi illuminanti a LED. Il sistema di illuminazione a LED infatti è la soluzione tecnologica scelta anche dall’unione europea come tecnologia per

l’illuminazione per il futuro. Perché? I vantaggi sono innegabili e le ultime soluzioni raggiunte dalla tecnologia hanno fatto propendere per questa strada. Il LED emette luce in maniera propria. Le lampade ad incandescenza così come quelle a fluorescenza emettono luce come secondaria conseguenza di un surriscaldamento. La luce è calda. Se toccate una lampada ad incandescenza questa scotta e se la luce di un faretto viene puntata addosso genera calore. Nel caso del LED invece la luce è emessa grazie all’emissione di fotoni stimolati dal passaggio della corrente nella giunzione elettronica. Il calore generato è dovuto al passaggio della corrente nella giunzione, quindi è un effetto secondario, dovuto al lavoro svolto dalla corrente stessa. Questo comporta un altissimo rendimento del corpo illuminante. Pensate che con le lampade ad incandescenza la resa luminosa era di appena 14 lumen per watt. La fluorescente arriva a 40-60. Il LED? Oggi siamo a 100-110 lumen/watt, che è già un traguardo eccezionale, ma tra pochi mesi saremo a 140-160. Tra due anni e mezzo a 250 lumen per watt. Quasi 20 volte di più della lampada ad incandescenza. Non male no? E gli altri vantaggi? Be il CRI, cioè il coefficiente che determina la possibilità di discriminare i colori è superiore a 80. Questo significa che riesco a vedere i colori reali in quasi tutta la gamma dal viola al rosso. Non c’è emissione di raggi ultravioletti, che sono dannosi e generano invecchiamento delle superfici e dei tessuti. Sono fatte tramite una giunzione incapsulata con materiale plastico, quindi non si rompono come una normale lampada ma sono molto più robuste. Durano tanto. Almeno 20 volte di più di una normale lampada. Raggiungono immediatamente la massima luminosità, appena accesa, possono essere spente ed accese anche a frequenze elevate senza determinare riduzione della vita media e possono lavorare anche a bassissime temperature. Dentro un frigorifero per esempio. E gli svantaggi? Be ovvio che ci sono……

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LORENZO

PIERLEONI MODA E SPORT, ANIMA E CORPO di Jean-Claude Poderini

Lo sa bene, cosa vuol dire ottenere e specialmente mante-

nere un’ottima forma fisica, Lorenzo Pierleoni che si divide tra la passione per la moda e per lo sport. Entrato nel mondo della moda come indossatore e fotomodello, partecipa alle sfilate milanesi Ed è spesso chiamato per realizzare fotoshooting per cataloghi di moda e spot pubblicitari. L’eleganza nel portamento e i caratteri del viso lo fanno apprezzare in un mondo capriccioso e in un ambiente bizzarro come quello della moda. L’altra passione, lo sport, è quella che maggiormente soddisfa e completa la personalità di Lorenzo Pierleoni. Due ore, quattro/cinque volte la settimana si allena presso la palestra Gymnasium Urbino (FB Gymnasium Urbino) con il cugino Donnini Denis, suo istruttore nonché responsabile della ‘Legionarivs Team’, la Federazione-Scuola di Alessio Sakara. Gli esercizi di palestra forgiano il fisico ed evidenziano una muscolatura prestante, adeguata per il mondo del fashion e aiutano a ottenere il fisico asciutto.

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Ma altresì importante e decisamente non trascurabile, oltre alle ore di allenamenti, è l’alimentazione che copre un ruolo ugualmente fondamentale. Una sana e corretta alimentazione fa si che gli sforzi degli esercizi non siano invano, ma anzi possa contribuire a plasmare il corpo di uno sportivo. Ma se pensate che si limiti a svolgere semplici, anche se impegnative, sedute di palestra con sollevamento pesi ed esercizi vari, siete lontani dalla realtà. Lui si confronta con ben altro, con le arti marziali e principalmente con la più completa: la MMA. La MMA (Mix Marzial Arts), è la più paurosa e pericolosa delle arti marziali. È uno sport che va eseguito con correttezza e intelligenza, che racchiude sia combattimento a contatto pieno dove il regolamento consente l’utilizzo sia di tecniche di percussione e sia di tecniche di lotta.

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Non è difficile credere che praticando uno sport simile, e dedicando tutto quel tempo, riesca ad avere una forma perfetta, quella forma ben apprezzata dalle Agenzie di Moda milanesi. Queste lo apprezzano specialmente per la sua prestanza fisica, utile per tutti i servizi di abbigliamento e anche per l’intimo maschile nonché per l’abbigliamento sportivo, sia sportswear e sia sportivo tecnico. Anche se può apparire crudele e duro, le Arti Marziali Miste sono basate non solo sulla forza fisica, ma sono determinate da una continua concentrazione, esercizio mentale e fisico. Non a caso la locuzione latina ‘mens sana in corpore sano’. Crediti: Photo: Marco Trionfetti Model: Lorenzo Pierleoni (FB Lorenzo Pierleoni)


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INDAGARE SULL’ARTE di Teresio Troll

Raymond Chandler non è un pittore, nemmeno un poeta

(almeno per quanto si conosca di lui). Raymond Chandler è uno scrittore divenuto, dopo il suo primo romanzo, uno sceneggiatore di Hollywood. E allora? Allora, nel suo romanzo ‘Farewell, my lovely’, il protagonista, l’investigatore Philip Marlowe ha nell’ufficio appeso un quadro. Si tratta di una riproduzione di un autoritratto di un altro Philip: Rembrandt. Leggendo il suo libro mi sono ovviamente chiesto: cosa c’entra Rembrandt con un investigatore privato protagonista di novelle ‘noir’? Chandler è un tipo preciso, non l’ha certo buttata lì. La risposta è semplice e l’ho già detta: cosa fa Marlowe? Marlowe indaga. Il suo mestiere è ricordarsi di ogni singolo dettaglio, metterli in relazione per poi indagare sui fatti. Per altri indagare è, invece, incamerare dati continuamente per indagare sul nulla, sull’anima umana. E costruire coi dati raccolti una nuova storia, simile e differente da altre mille storie. Scrivere una parola, come una nota musicale, per sentire poi come suona in modo differente. Per altri ancora che non sono disposti a comunicare con la scrittura, i dati raccolti finiscono su una tela, dentro un universo di segni, colori, materia. Lo scopo non è ricreare un racconto, mettere insieme i termini e le note di una nuova lirica. Non c’è intento. C’è solo un’insaziabile destino che li porta a incamerare dati come un processore informatico; dati continui a sovrapporsi, a ripetersi. Nulla sfugge al loro sguardo: gambe, volti, culi, foglie, cani, treni, polvere, acqua, labbra, nuvole. Non hanno né scampo né tregua da questo tormento che li segue anche nel loro sonno. A volte soprattutto nel sonno. La gente li chiama ‘artisti’, altre volte ‘poeti’. Inconsapevoli del fatto che anche ‘poeta’ significhi ‘creatore’. Loro si mettono in tasca questo insufficiente vocabolo come una coccar-

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da, una piccola coccarda che gli dà almeno il privilegio di essere liberi nella forma di vivere. Ogni tanto la tirano fuori e la mostrano sul tessuto di una tela, di una pietra, di un sonetto impastato e ombroso come un quadro di Rembrandt. Impiastrato e ombroso come un caso di Marlowe, sempre irrisolto.


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MARCO MADDALONI JUDOKA DAL PRIMATO SENZA PRECEDENTI, CI RACCONTA COME LO SPORT DEVE AIUTARE A FAR SPICCARE IL VOLO di Agnese Testadiferro

La voce è quella tipica napoletana, inconfondibile. L’aspetto è

tipicamente mediterraneo con capelli e occhi scuri. Il fisico è scolpito. Lo sguardo deciso. Il suo sarcasmo arriva al momento giusto e con la battuta giusta. Ma di tutte queste cose ciò che colpisce di Marco Maddaloni, atleta delle Fiamme Azzurre, è la sua irrefrenabile corsa verso un obiettivo da cui poi ne scaturiscono a cascata altri. Lui è un judoka italiano classe 1984 che all’età di diciassette anni vinse il titolo di campione assoluto della Repubblica Italiana nella categoria Judo Under 73 kg, e ancora oggi ne detiene il primato. Sette volte campione di judo italiano per età, di cui tre volte campione italiano di tutte le età. A quattordici anni campione di classe. Due volte campione d’Europa. Dal 7 settembre 2013 è Oro alla Judo European Cup Senior in Bratislava (Slovacchia) e dal 19 ottobre Oro alla Ijf Europan Open ( ex World Cup) di Glasgow. I suoi obiettivi futuri sono: Olimpiadi 2016, il matrimonio, più spazio al judo in Italia, più riscontro per chi fa sacrifici nello sport ma è costretto

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a smettere per mancanza di attenzione mediatica e quindi di sostegno. Reduce dal reality di Raidue ‘Pechino Express’ vinto in coppia con il nuotatore Massimiliano Rosolino, spera che un giorno venga data la giusta visibilità a tutti gli sport, come avviene per il calcio. Quando nasce la passione per il judo? Nasce e si sviluppa in modo estremamente naturale. Il judo è una passione di famiglia. A Scampia abbiamo anche una palestra dove si pratica il judo, ‘Star Judo Club Napoli’ di Gianni Maddaloni, mio padre. Quando a undici anni sono arrivate le prime medaglie ho iniziato a praticarlo a livello agonistico. Questo centro sportivo di famiglia è molto sensibile alla crescita e allo sviluppo dei bambini della zona di Scampia…, uno dei quartieri più disagiati di Napoli? Si, stiamo da anni portando avanti un progetto importante per >>


Scampia, ‘Progetto Maddaloni0. La nostra è una zona disagiata ed è fondamentale fare qualcosa. Noi diamo la possibilità di far praticare il judo ai bambini a prezzi davvero simbolici, facciamo rieducazione con lo sport per recuperare situazioni problematiche e reintegrare in società i giovani minori detenuti. Vogliamo veder realizzata una società civile attraverso lo sport, la cultura e la legalità. Aiutiamo anche le donne con la possibilità di fare ecografie al seno per prevenire tumori. I Ministeri della Giustizia, della Gioventù, delle Pari Opportunità ci hanno riconosciuto come società impegnata nel recupero e reintegro di giovani minori detenuti. Le autorità locali ci sostengono perché operiamo con passione per bambini, ragazzi e famiglie del quartiere Scampia operando nel sociale. Siamo orgogliosi del nostro lavoro anche perché risultiamo essere una delle associazioni maggiormente impegnate in prima linea per il recupero di giovani in difficoltà, compresi bambini diversamente abili e non vedenti. Come si può emergere nella vita provenendo da una realtà con molte problematiche? Con la rabbia e la voglia di affermarsi nella vita. Lo sport aiuta tantissimo. E questo lo vedo nella palestra di famiglia: sarebbe bello avere una ‘cittadella dello sport’ in ogni città d’Italia o quartiere disagiato o comunque in ogni posto dove ci sono giovani allo sbando che però hanno la grinta per voler cambiare la propria vita. Il judo cosa insegna a un bambino? Insegna che nella vita ci sono delle regole da rispettare; è educazione salutare e chiedere il permesso di fare qualcosa quando non si è da soli; all’altro si deve rispetto. Chi fa judo ancor prima di salire sul tatami si deve togliere le scarpe, chiedere di poter salire, salutare, poi chiedere se si può scendere. Stringere la mano all’avversario è importante. Quando si vince o si perde, si deve scendere dal tatami a testa alta. Il judo rappresenta uno stile di vita, inoltre è uno degli sport fisici e motori più completi, e questo lo dicono i risultati di molte ricerche. Consiglio a tutti il judo, regala emozioni, forma caratterialmente e fisicamente. Perché uno sportivo decide di partecipare a un reality? Per dare lustro al mio sport. Semplicemente per questo. Purtroppo solo il calcio, senza far polemica, è considerato più di

ogni altra attività sportiva, e questo è per me uno sbaglio. Con la risonanza mediatica che si ha con trasmissioni televisive e reality è più semplice parlare e far conoscere una realtà che merita attenzione. Mi auguro di avere un riscontro non solo di popolarità fine a se stessa, ma di avere gli spazi necessari per trasmettere ciò che il judo rappresenta, ciò che fa per la crescita dei ragazzi, cosa insegna e quindi destare curiosità. Ci sono sportivi che portano alta la bandiera Italiana nelle discipline più disparate e in pochi ne conoscono il nome e il vero significato della disciplina stessa. Pechino Express è un reality d’avventura che fa girare il mondo e superare prove difficili. L’edizione 2013 ha avuto come meta finale Bangkok. Quali sono stati i momenti più toccanti? E’ stata un’esperienza che mi ha fatto vivere con un euro al giorno, poche cose, niente orologio ma mi ha regalato tanto, soprattutto un nuovo amico, Massimiliano Rosolino. Mi sono adattato a tutto senza problemi, data la mia origine. Ma le cose più brutte sono state gli sguardi tristi dei bambini, i volti affamati delle persone che pur di far mangiare noi concorrenti si privavano del cibo: ovviamente preferivo non mangiare io. Ho visto auto iper lussuose e povertà allo stato puro a distanza di pochi chilometri. Hai un sogno per la televisione? Si, vorrei poter realizzare una trasmissione, o meglio un documentario di più puntate interamente dedicato al judo.

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Beauty

IL TRUCCO C’E’

Creo la moda è lo slogan del salone di bellezza e l’idea principale della hair stylist e make upper Creola. di Laura Bruscia

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Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del

reame? E lo specchio, puntualmente, risponde: Signora, voi siete la più bella di tutte! E' così che ogni donna desidera essere ogni giorno. Naturalmente anche l'uomo è oggi molto attento all'estetica, facendo propria la massima 'belli dentro, belli fuori'. Ecco perché sono sempre più ricercati i maghi del look. Sanno fare miracoli. Estetisti, acconciatori, visagisti e truccatori sono dei professionisti qualificati della bellezza, che traducono i desideri estetici in realtà, consigliando, trattamenti, lozioni, trucchi tagli e acconciature personalizzate per ogni occasione. Il mondo del look pone oggi sempre più sfide: non solo quelle della bellezza, ma anche e soprattutto quelle riguardanti la cura di sé, che rimandano a un concetto ben più ampio e profondo, l'amore e il rispetto per sé stessi. In Italia sono numerosi i saloni di bellezza fashion per donna e uomo, che testimoniano grande creatività e lunga esperienza nel settore. Creola, la titolare di Creolamoda, è un esempio di professioni-

sta dinamica, che sa crescere in un mercato sempre più esigente, in cui, per poter sopravvivere alla concorrenza, è necessario inventare sempre qualcosa di nuovo. Anche gli accessori fashion giocano un ruolo importante nel mondo della bellezza. Simpatiche ed eleganti mollette per capelli, numerosi anelli, bracciali, collane, orecchini di ogni tipo e tanto altro ancora propone questa hair stylist per impreziosire e migliorare il look. Il tatuaggio estetico per ritoccare e tracciare le sopracciglia è inoltre una tecnica innovativa, che trova ampio consenso nella vasta clientela, che si vede armonizzare magicamente i tratti del proprio viso. Nel rispetto della personalità e delle caratteristiche fisiche del soggetto, nei saloni per acconciature e make up vengono impiegati prodotti esclusivamente ad uso professionale di alta qualità, come creme per la salute della cute e dei capelli. Il fine è sempre quello di soddisfare ogni cliente, dal più raffinato a quello più estroso e cool.

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Studiando nei minimi dettagli la forma del viso, con il trucco vengono evidenziati i pregi e nascosti i difetti, facendo particolare attenzione alle linee e forme. Il segreto di ogni truccatore è quello di dare luce nei punti giusti, sia per quanto riguarda gli occhi che per quanto riguarda il viso. Quindi la scelta dei colori e delle sfumature per il make up non è mai casuale. Cura dunque il tuo aspetto: chi ha detto che l'amore è cieco? (Mae West). Photo: Gabriel Delacroix  Salone di bellezza Creolamoda Piazza Kennedy, 7 61037 Marotta (PU) Tel 0721 96677

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BIOCOSMO LABORATOIRE DERMATOLOGIQUE di Agnese Testadiferro

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Nuovi orizzonti nella cosmesi grazie alle nanotecnologie! Per

una pelle perfetta si deve agire in profondità e la nuova tecnologia della linea di cosmeceutici a marchio BIOCOSMO dell’azienda italiana N.P. Pharma in collaborazione con la società farmaceutica Pentapharm, azienda leader dal 1948 nel settore farmaceutico, cosmetico e diagnostico, risponde alle esigenze sempre più precise di donne e uomini attenti al proprio aspetto. Biocosmo è la prima linea di cosmeceutici a utilizzare le nanotecnologie nella cosmesi ed è una linea innovativa per la giovinezza del viso. La regola di questa azienda è: curare le cause e non le conseguenze delle imperfezioni della pelle e lavorare a livello cellulare per risolvere i problemi dall'interno. Le nanotecnologie sono sostanze attive ad alta concentrazione che favoriscono la rigenerazione cellulare e quindi il ringiovanimento della pelle, rendendo la cosmesi veramente curativa. Le nanoparticelle favoriscono il recupero del bilancio energetico naturale delle cellule e ne ravvivano i meccanismi per la rigenerazione, rafforzano il sistema immunitario, migliorano l'elasticità e il metabolismo della pelle rendendone perfetta l’idratazione e prevenendone l’invecchiamento precoce. Star italiane e internazionali come Simona Ventura, Elisabetta Canalis, Gli Angeli di Victoria Secret’s, Katy Perry, Karl Lagerfeld, Charlotte Casiraghi e tante altre ancora usano questi prodotti per preservare e mostrare la bellezza che tutti ammirano. Biocosmo è una linea formulata da uno staff di ricercatori scientifici e chirurghi estetici italiani. La missione aziendale è quella di garantire l'alta qualità dei propri prodotti sia in chiave di purezza, sia di qualità dei principi attivi e di reale elevata concentrazione degli stessi. Tutti i principi attivi utilizzati sono della migliore qualità esistente sul mercato, e con pesi molecolari ideali per garantirne l'effettiva penetrazione. I prodotti nanocosmetici permettono di prevenire sia l’invecchiamento cutaneo precoce che diverse patologie grazie a una correzione ‘morbida’ di processi che avvengono nelle cellule della pelle in fasi iniziali e avanzate. I trattamenti della linea sono quindi Anti-Age. Esistono due linee sul mercato: la Linea 1 ‘Cellular Activator’ e la Linea 2 ‘Dna Skin Cell Repairer’ I trattamenti si dividono in due categorie. La Linea 1 “Cellular Activator” è attivatore naturale di acido ialuronico e collagene con il principio attivo SYN HYCAN. Consigliata dai trentacinque anni in poi perché combatte il rilassamento della pelle aumentando la produzione di Ialuronano (300%) migliorando la genesi delle Fibrille di Collagene. Aumenta di tre volte la produzione di acido ialuronico (+ 300 %). Ha effetto rassodante e rimodellante attraverso la stimolazione della biosintesi dei GAG. I GAG sono glicosaminoglicani e costituiscono una riserva per il derma.  La Linea 2 “DNA Skin Cell Repairer” protegge e ripara il Dna delle cellule. Rimodella la pelle del viso con il Siero di Vipera (3%), principio Attivo SYN AKE. Consigliato dai venticinque anni perché diminuisce la profondità delle rughe, protegge il DNA delle cellule della pelle dall’invecchiamento, aumenta la tonicità e l’idratazione della cute, stimola le difese naturali di una pelle matura, inducendo la longevità cellulare, favorisce la detossificazione di una pelle stressata, aumenta il metabolismo cellulare. Inoltre riduce la contrazione delle cellule muscolari (-68%) levigando la pelle e prevenendo la formazione delle prime rughe d’espressione.

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THE WEB WORLD di Laura Bruscia

L'autostrada informatica trasformerà la nostra cultura

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tanto drasticamente quanto l'invenzione della stampa di Gutenberg ha trasformato quella del Medio Evo' (Bill Gates). E' ormai necessario farsene una ragione: la rete informatica e i social network sono oggi i protagonisti assoluti nella scena della storia mondiale. Ogni vicenda umana, di natura politica, psicologica, sociale o professionale trova la massima espressione e celerità on line, facendo il giro del globo con la velocità della luce. Operazioni molto semplici e facilmente accessibili, come l'iscrizione a facebook o la creazione di un blog, causano immediatamente il traffico web, promuovendo un'idea, un progetto o un determinato prodotto. Ciò vale sia per i blogger, che per hobby redigono testi su numerose tematiche di vario interesse, e sia per i blogger, che a pagamento pubblicizzano progetti ad hoc, come i siti aziendali. Naturalmente gli utenti on line manifesteranno il proprio indice di gradimento, che sarà ben visibile a tutti, se verranno postati contenuti attendibili e soprattutto di qualità. Da un punto di vista più strettamente professionale, una valida testimonianza riguardo il mondo del web, ci è fornita dalla nota società Ektos di Bologna, da parte dell'imprenditrice Adriana Carmen Golofca. L’uso adeguato delle nuove tecnologie informatiche è oggi la chiave fondamentale per il successo delle aziende italiane ed estere,afferma convinta la titolare di questa società informatica. Da numerosi anni, infatti, lo studio cura, progetta e realizza soluzioni informatiche web per aziende che vogliono rimanere competitive nel panorama non solo nazionale, ma mondiale. Ektos supporta dunque i specifici processi organizzativi e di business del proprio cliente, grazie all'elevata competenza e professionalità del suo team, proponendo sempre soluzioni efficaci in tempi brevi. Fra i numerosi servizi, quelli più richiesti sono la realizzazione dei siti web, gestionali personalizzati, siti e-commerce, SEO Marketing, Social Media Marketing e Brand Reputation. I servizi SEO di questa società informatica, permettono di ottenere i migliori risultati nel posizionamento sui motori di ricerca e quindi di incrementare notevolmente la visibilità del sito e il traffico utenti. Insomma, un mondo in continua evoluzione, quello del web! Ma se da un lato esso è facilmente consultabile da tutti, che interagiscono con tutto, dall'altro richiede sempre più competenze tecniche innovative da parte degli ingegneri informatici, altamente specializzati nella produzione di software, ma anche esperti in comunicazione, come insegna la società Ektos).

Ektos di Adriana Carmen Golofca  via Nicolo Pisano, 36 40138 Bologna

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Semplicemente differenti!

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LHAMP LA NUOVA LAMPADA IN FIBRA DI CARBONIO di Gabiele Nardini

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ue ragazzi pugliesi, l’interior designer Arcangelo Fiore e l’executive manager Angelo Carrieri hanno presentato poco prima dell’estate la loro creazione: Lhamp, la lampada in fibra di carbonio. Questa, è una lampada unica nel suo genere, poiché la fibra di carbonio, è un materiale un po’ inusuale per queste cose, ma comunque rivoluzionario. Il progetto è nato dalla passione di Angelo Carrieri per i

materiali usati nel mondo dell’automotive e dell’aeronautica come la fibra di carbonio, e dalla mente creativa di Arcangelo Fiore. Da questa unione nasce Lhamp (http://www.lhamp.eu), una lampada dalle molteplici forme e dai cavi colorati concepita ed elaborata con un profilo in fibra di carbonio, un materiale innovativo e inusuale per questo tipo di accessorio, da una luce a LED bianca e un cavo colorato in tessuto. >>

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La lampada è stata pensata per adattarsi a ogni tipo di arredamento ed è completamente personalizzabile perché il cliente può sceglierne la forma, il colore e la tonalità del cavo, il quale è volutamente a vista. Lhamp è disponibile online dove il cliente potrà optare per le caratteristiche che preferisce. In cantiere c’è anche l’idea di utilizzare altri materiali per il corpo della lampada, con giochi di trasparenze e texture all’avanguardia. La novità è senz’altro il materiale: la fibra di carbonio, è un composto leggero con trama quadrettata, che unisce la modernità della materia con uno sguardo alla natura nella scelta del soggetto, una bellissima testa di cervo. La lampada di dimensioni 100x51x21 è un’ottima idea per la casa, e si presta all’abbinamento con diversi stili di arredamento. Sia esso moderno o antico, la fierezza del cervo rende l’ambiente innovativo per la sua idea molto cool. È piacevole l'idea di un soggiorno completamente minimale, dei divani bianchi, un mobile in cristallo e sopra lei, con il cavo colorato e un semplice quadro con macchie di colore. Un'idea azzeccata per chi vuole osare, e avere qualcosa fuori dagli schemi nel proprio soggiorno, salone o camera, poiché è proprio un pezzo che si riesce ad adattare a ogni tipo di posto. Al giovane team piace progettare nuovi elementi, a volte insoliti, ma che racchiudono l’essenza del Made in Italy. Non si tratta solo di moda o di design, ma in questo caso parliamo anche d’imprenditoria giovanile italiana. Un originale tocco di design che crea fascino nell’ambiente abitativo. In definitiva è una lampada che è stata studiata in modo eccellente e, con fierezza, i due designer possono affermare ‘abbiamo dato luce al carbonio’.

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Sapori d’altri tempi...


A Bologna, in pieno centro storico, a pochi passi dalle 2 torri e Piazza Maggiore, la Taverna del Postiglione accoglie i suoi ospiti in un ambiente caldo e suggestivo. Il luogo ideale per assaporare le ottime prelibatezze locali tra pareti che parlano di passato. Un incantevole palazzo storico fa da cornice ad un trionfo di profumi e sapori. Qui la cucina tipica bolognese è affiancata dalla ricerca continua di nuovi piatti. Il tutto accompagnato da un’eccellente carta dei vini, che seleziona le migliori etichette regionali e nazionali.

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DIONISIO

CIMARELLI IL MAESTRO DELLA SCULTURA E DELL’ ARTE TRADIZIONALE MA CONTEMPORANEA

di Agnese Testadiferro

La New York Academy lo definisce come colui che “ha la capacità

di fare la differenza nel mondo dell’arte”. Dionisio Cimarelli è il più grande scultore italiano in Cina. Le sue opere hanno avuto, tra le altre, numerose richieste per mostre a Shanghai, da parte del consolato generale d’Italia, a Pechino,per conto dell’ambasciatore d’Italia per festeggiare la Festa della Repubblica, a Berlino, Oslo, Potsdam, Dumaguete (Filippine). Diploma in scultura, specializzazione in scultore della figura lignea nella scuola di specializzazione in Val Gardena, postlaurea alla “The Academy of Fine Arts” di San Pietroburgo e in seguito a quella di Praga. Nel 2012 il Maestro Cimarelli è stato introdotto all’American Order of Merit, l’ordine di merito americano per professionisti eccellenti nella scultura e nelle belle arti. Per lui, la scrittrice cinese Lucy Luo ha dedicato un intero capitolo nel libro “Afternoon Tea”. E’ notizia recente il suo Visto 01 per l’America. Visto prestigiosissimo che si rilascia solo dopo una rigida selezione e solo a coloro che hanno un valore culturale e artistico di alto livello. I prossimi mesi saranno per lui interamente americani. È stato nominato Direttore Artistico presso Richard MacDonald Studios, uno tra i più importanti studi di scultura negli Stati Uniti, Di lui si parla da anni, ma come tutte le eccellenze nostrane, il suo nome ha una risonanza incredibile all’estero. Il suo percorso di studi e la carriera artistica inizia già con le idee chiare e ottiene borse di studio per l’ammissione alla “The New York Academy of Art” di New York, una ottenuta dalla “National Sculpture Society” di New York, e ancora un’altra per la Russia da parte del

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Ministero degli Affari Esteri di Roma. Cimarelli non è solo scultore, ma anche restauratore a livello europeo. Scultore restauratore presso il Palazzo dei Nobili e il Palazzo Reale di Stoccolma, “The Institution of Civil Engineers” a Londra, Arco di Trionfo di Marsiglia, Cattedrale di Strasburgo, Helsinki in Finlandia, Chiesa Reale “Christiansborg Slotskirke” di Copenaghen, Corte Napoleone del Museo del Louvre di Parigi, Tostem Stone di Tokyo. La sua arte l’ha trasmessa ai ragazzi e agli esperti di settore grazie alle sue conferenze e le docenze, tra cui a “King Saud” University di Riyadh in Arabia Saudita e la “Wimbledon School of Art” di Londra. Quando maturano la passione e la decisione di partire da casa per viaggiare e studiare? Fin da bambino sapevo che avrei voluto viaggiare e studiare dove avrei potuto sviluppare la mia passione per l’arte. Se volevo crescere e soddisfare il mio desiderio d’imparare dovevo fare la valigia e andare. Se sarei rimasto sarei oggi un artista incompleto. A quindici anni mi sono costruito un tornio e i vasi che facevo li portavo a cuocere a Jesi (An) da un contadino che aveva un forno. Facevo lavori saltuari estivi adatti alla mia età e mettevo da parte ogni lira. Poi ho preso l’abilitazione da bagnino per assicurarmi un lavoro ovunque andassi. Ero un grande risparmiatore perché volevo seguire me stesso. Così oltre allo studio mi sono regalato viaggi studio in Australia, Africa, America, Danimarca. La mia esperienza in Estremo Oriente invece è stata oggetto di pubblica>>


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foto Matteo Ricci

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zione su Tuttoturismo nel 1988 dal titolo “Il Volto dell’Oriente”. A 17 anni avevo visitato a Carrara la più bella Accademia di scultura e nonostante i sacrifici per permettermela dopo l’Istituto Statale d’Arte di Ancona sono andato a studiare là e gli anni seguenti sempre in giro per il mondo. Volevo conoscere il Maestro Trubbiani e non ho esitato a farlo, bisogna circondarsi di Maestri e non avere paura di essere i primi a chiamarli. La mia vita ha seguito il corso della mia passione e quest’anno, con soddisfazione ho accolto l’invito del mio amico e collega Massimo Ippoliti che mi ha voluto tra i suoi studenti dell’Istituto d’Arte per raccontare la mia storia, motivare e provocare i ragazzi. Cosa manca alle nuove generazioni? Il coraggio di esprimere se stessi. Purtroppo il problema risiede nella mentalità collettiva. Occorre cambiare mentalità: non è vero che fare qualcosa di diverso dagli altri significa fare qualcosa di negativo. Viaggiando ho avuto la possibilità di esprimermi, di non avere quelle ansie che nascono quando si vive in un ambiente che ha abitudini che non riesci a condividere, ma non perché esiste un giusto e un sbagliato, ma semplicemente perché ognuno di noi ha un modo di fare e pensare. Allora quello che consiglio è di fare il proprio percorso di vita. Prendere le cose di petto fa crescere. Una cosa paradossale oggi è rappresentata dagli stimoli e dalla comunicazione. Abbiamo tanti stimoli, ma allo stesso tempo ce ne sono pochi. La comunicazione è pazzesca, ma al tempo stesso la gente non riesce a comunicare. Esiste innovazione artistica senza imitazione? La mia opera d’innovazione continua nasce da uno studio costante, non solo delle grandi opere del passato, ma delle forme e degli stili della nostra tradizione. Non esiste grande arte senza imitazione, come si credeva nel Rinascimento. Non dobbiamo confondere imitazione con copia, sono due concetti diversi. Imitazione è interpretazione e confronto, e il restauro è il modo ideale per interpretare e confrontare. Che funzioni ha il restauro per uno scultore? Ha due importanti funzioni: formazione culturale e tecnica. Lo studio delle grandi opere del passato, dei classici della scultura, del loro significato storico, culturale e spirituale e lo sviluppo delle capacità tecniche che con il restauro vengono esercitate e sviluppate.

foto Matteo Ricci

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Quasi nove anni in Cina: “Dionisio’s Matteo Ricci” l’opera più conosciuta. Per l’Expo 2010 a Shanghai ho realizzato la scultura di Matteo Ricci esposta poi nel Padiglione Italia dal quale sono passate le autorità più illustri dell’Italia e della Regione Marche. Ho avuto così la possibilità di farmi conoscere anche nel mio Paese destando curiosità a livello mediatico. Un italiano in Cina non


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ben conosciuto in Italia ha suscitato clamore. Recentemente la Regione Marche ha acquistato quest’opera che sarà presto esposta, perché se io sono un artista italiano riconosciuto in Cina, Matteo Ricci è stato e continua a essere riconosciuto come il più grande missionario italiano, marchigiano, in terra cinese. La Cina è un Paese complicatissimo ed essere riuscito a lasciare un segno durante un periodo che farà parte della storia del mondo, mi rende orgoglioso.

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FRANCESCO PICELLI FIORE IL PERSONAL TRAINER DEI VIP di Enrico Sanchi

Picelli Fiore Francesco (www.francecofiore.com), milanese di

origine e atletico sin dalla nascita, dopo le scuole superiori frequenta l’Isef a Genova e Milano iniziando la sua carriera come istruttore in diversi centri fitness di Milano. Ha praticato molti sport, frequentato diversi corsi di specializzazione che aggiunti all’esperienza pratica acquisita sul campo fanno di lui uno dei più famosi e ricercati Personal Trainer in Italia. Richiesto dai vip, preparatore atletico di livello ha formato istruttori di palestra in tutta Italia alcuni dei quali divenuti noti e responsabili di grandi centri sportivi. E’ ottimo conoscitore delle tecniche d’allenamento nello sviluppo delle varie forze muscolari, dalla biomeccanica umana, alla psicologia sportiva. Autore del suo libro nel 2001 sulla nuova scienza per il benessere della mente “PSICOFITNESS” dal titolo “IL TUO PERSONAL TRAINER“ ove spiega la strategia per vincere la pigrizia. Spesso intervistato compare su riviste importanti di settore e su reti televisive partecipando a trasmissioni (Verissimo, Studio Aperto, La Vita in Diretta, TG5) come opinionista in materia. Una delle sue doti maggiori consiste nel riuscire a ottenere il massimo rendimento psicofisico da chiunque si rivolga a lui. Anni di attività come personal trainer, massaggiatore, consultant management sport, sei soddisfatto di questa professione? Come potrei non essere soddisfatto della mia professione alla quale ho dedicato un’intera vita. Sicuramente le soddisfazioni sono incrementate con i risultati ottenuti, l’impegno intenso e costante

legato all’entusiasmo di svolgere un lavoro partito da una passione legata allo sport in generale e alla costante ricerca di scoprire nuove tecniche e sistemi, per cercare di contrastare l’invecchiamento psicofisico. Ci puoi spiegare in cosa consiste il tuo lavoro e come nasce la passione per tutto ciò? In generale, la mia attività consiste nell'educare il cliente a stili di vita salutari, a programmare e realizzare allenamenti finalizzati a un determinato scopo, sulla base delle esigenze fisiologiche e psicologiche di una persona. Sembra incredibile ma la mia passione nasce da un evento spiacevole. Quando ero ragazzino mi ammalai al fegato non c’erano cure che dessero significativi risultati al mio problema. L’unica cura era stare attenti a ciò che si mangiava, alimentarsi in un certo modo, con alimenti che contenessero pochi grassi animali era fondamentale. L’attività fisica in palestra spesso è ripetitiva e noiosa, come combattere questa difficoltà? Diversi anni fa, dopo accurate ricerche nel settore fitness appresi che il muscolo risponde meglio quando le angolazioni di lavoro cambiano continuamente e quando gli stimoli sono nuovi la risposta è ancor più entusiasmante. Quindi iniziai a eseguire circuiti misti, a variare continuamente tipo di attrezzo sullo stesso muscolo per rendere la seduta, non solo meno noiosa, ma anche più efficace. >>

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foto Matteo Ricci

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Quali consigli sul giusto modo di praticare sport mantenendosi in forma? L’importanza del riposo e di una sana alimentazione? Uno dei consigli in ogni attività sportiva bisogna usare moderazione, gli eccessi non portano allo scopo finale. Questa fondamentale regola deve essere accompagnata da una sana e personalizzata alimentazione. L’allenamento e la corretta alimentazione sono ottimizzati dall’organismo durante il sonno. Il dimagrimento e l’armoniosità fisica estetica sono la tua specialità, qual’è il segreto per raggiungere tali obiettivi? Più che un segreto oserei dire che tutto ciò consiste in un attento e minuzioso studio del soggetto. Valuto attentamente la scheda anamnestica, studio il caso e la composizione degli esercizi unendo la dieta più idonea. Coinvolgere il cliente è uno dei miei segreti che lo rendono partecipe, così impara e migliora. Personal training in palestra, a domicilio, consulenze alle palestre, quali soddisfazioni si provano per questo mestiere? Le soddisfazioni che si traggono da questo mestiere sono tante così come gli ostacoli. Il continuo impegno, il mantenersi aggiornati, il misurarsi con i propri competitor, lavorare con estrema professionalità mi incutono entusiasmo. Nulla é più gratificante delle soddisfazioni che si traggono da questo mestiere. Una vita dedicata al sacrificio, impegno,costanza, trovi pesante a volte tutto ciò? Questo mestiere credo che sia tra i più complessi al mondo. Il sacrificio che si deve riporre è importante e confesso che mi sono trovato tante volte a rivedere ed esaminare lo stesso caso. La caparbietà, la passione, la determinazione e il sacrificio, sono state le armi vincenti che mi hanno affermato nel lavoro. Diversi i vip che si affidano e si sono affidati a te che possono

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referenziare il tuo prezioso lavoro. Avresti mai immaginato di raggiungere tale successo? Assolutamente no. Tutto pensavo tranne che sarebbero stati questi i miei clienti. Anzi, quando iniziai gli studi presso l’università di Genova pensavo a una clientela completamente diversa. Sono stato sempre circondato da attori, modelle, starlette, cantanti, stilisti. Nel mio lavoro penso di aver raggiunto una posizione invidiata da molti, ne sono entusiasta e credo che se rinascessi rifarei lo stesso percorso. Sei anche massaggiatore! Il tuo libro “Il tuo personal trainer” quali contenuti e argomenti tratta? Si sono anche massaggiatore a completamento del lavoro di Personal Trainer. Conosco così bene il corpo umano, muscoli e scheletro, il passaggio è stato facile avendo predisposizione e sensibilità nelle mani per il massaggio. Il libro che ho scritto nel 2001 mi è stato commissionato dalla Sperling & Kupfer Editori, in quanto trovarono molto interessanti delle pubblicazioni su riviste di settore. Insegnare alle persone che non hanno mai fatto attività fisica, un modo facile utilizzando una strategia psicologica vincente per farli iniziare a praticare sport. Obiettivi imminenti e progetti per il futuro? Vorrei cercare di adeguare la figura del personal trainer alla tecnologia moderna, interagire con le persone, impartire lezioni e consulenze via etere, o con un semplice click. Hobby e tempo libero? Adoro dipingere, leggere e viaggiare, giocare a tennis, andare in barca, sciare ma anche starmene in una spiaggia tropicale a godermi il sole. Inoltre mi occupo di un’associazione “SOS Giovani” Onlus. della quale sono direttore. Metto in pratica il mio amore per il prossimo assistendo i ragazzi più disagiati. Forse sarà il mio futuro … chissà?


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SABATO 28 DICEMBRE, PRESENTAZIONE DICEMBRE

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SPAGHETTI ALLA

PUTTANESCA Bruno Spiezia nasce a Roma nel 1962 e inizia a fare i

primi passi nella fotografia a 14 anni affascinato da quello che la fotografia riusciva a trasmettere. Apre un laboratorio di sviluppo e stampa B&N nel 1983 e assieme al socio lavorano nel campo della fotografia matrimoniale, quella industriale e quella sportiva. Lui certamente resta affascinato dal ritratto e dalla Moda, campo in cui si ritroverà a operare anni dopo. Opera anche nell’ambiente dello Spettacolo tra i suoi lavori Le riprese fotografiche per il Musical ‘Il Conte di Montecristo’. Come molti fotografi anche lui pur avendo una cultura fotografica Analogica si converte alla fotografia digitale e porta a termine un progetto fotografico dedicato al Nudo artistico Femminile con una mostra ad Arezzo ‘Nude Sensualità’. Le sue immagini vengono poi pubblicate sull’ Head Magazine, editoriale molto qualificato nell’ambito artistico. Inizia anche il suo affacciarsi nel mondo della Moda e iniziano le prime collaborazioni con stilisti come Luigi Bruno, Mia Carmen e Cinzia Scozzese con la quale realizza un catalogo della Linea di costumi ‘Chic BeachWear’. Le sue foto sono pubblicate su vari giornali quali Life and People International o Fotocult . Allo stesso tempo è presente ogni mese nella rivista aziendale ‘Sincronizzando’ con immagini Aziendali. Mostra la sua poliedricità in tutti i generi fotografici che man mano ha affrontato: dal reportage alla foto di Moda, dalla foto da cerimonia a quella sportiva o a quella naturalistica. Resta la foto del ritratto e del fashion le sue tematiche preferite ma non sono da meno nemmeno generi come il Glamour o il Nudo Artistico. Collabora in modo gratuito per dei progetti fotografici con la protezione civile, dove vede la fotografia come elemento principale del progetto e dove gli intenti sono a scopo benefico. Abbiamo incontrato il fotografo Bruno Spiezia (Fb Bruno Spiezia, Mail bruno.spe@tin.it) che ci ha presentato uno dei suoi piatti preferiti.

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a cura di Michele Scudo


RICETTA: Spaghetti alla puttanesca INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 400 gr spaghetti, 500 gr pomodori pelati,150 gr olive nere, 5 acciughe, 3 spicchi d'aglio, olio d'oliva, 5 capperi, sale e prezzemolo tritato. PREPARAZIONE: Lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata. Intanto preparate in una padella grande un soffritto con l’aglio, l’olio, i filetti d'acciuga, i capperi, le olive nere, i pomodori spezzettati e un pizzico di sale. Scolate gli spaghetti al dente e aggiungeteli nella padella e mescolate bene a fuoco basso. Cospargete con prezzemolo tritato e servite.

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Food

DUCK THE HALLS L’ANATRA NATALIZIA di Teresio Troll

I

l puré è morto. La cotoletta è pronta a seguirne il feretro. Fegato polenta e baccalà seguono la salma in agonia. Pure il maiale, detto il porco. vive momenti difficili. Anatra e oca le illustrissime scomparse. Ma scusate: più etnico della pasta e fagioli e del brodetto di pesce? Eppure, anche oca e anatra la moda ce li fa propinare entrambi nel peggiore dei modi. Ovvero di petto e di prosciutto. Oppure alla cinese. Al rist cinese (perché estendere il nobile participio quando non corrisponde a verità?). L’oca non sarà sempre titolata dal magazine e dai media ma nella prima pagina dei nostri periodici e dei nostri media in genere ce n’è sempre. Di petto, soprattutto. Sarà per via del becco sempre aperto? L’anatra meno. Sarà per via del collo troppo corto. E allora anatriamo al suono più fuorimoda che ci venga in mente: il Folk. Perché è l’etnico che abbiamo conosciuto per primo. Il folk inglese a confronto del bifolk musicale di moda vanta una pagina magnifica che si chiama ‘Fotheringay’. Su etichetta rigorosamente ‘pink’ l’armonia dei Fairport Convention di Sandy Denny. La sua voce vola e non stride mai. Prima di tutto chiariamo al profano: l’anatra non è gommosa. È una moda di dire. È un modo di non saperla cucinare, soprattutto. In un rœmer, se l’avete, va deposto l’ornito. Oppure in pirofila da forno. Dopo averla marinata nel vino per quàttro ore cirquà deponetela cosparsa di sale mescolato ad albume, nel forno. Preparate a parte mentre gli invitati, quattro, vi tengono compagnia con chiacchiere e vino, una base con curry stemperato in olio (la moda direbbe extra vergine d’oliva spremuto a freddo da coltivazione biologica con caratteristiche organoleti-

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che e profumo fruttato=che palle!), fagioli cannellini lessati, porro fresco rondellato fino al primo verde e pomodorini ‘ciliegia’ tagliati a metà. Foglie di basilico e bergamotto ci stanno come la chitarra in ‘The pond and the stream’. La tavola va agghindata per gli amici e per l’anatra. L’oca la inviteremo la prossima domenica. Quindi tovaglia grossa e piatti di coccio. Così come in coccio è il tegame in cui finire il volatile unendolo al resto, dopo averlo cotto e liberato con un colpo di scettro dalla crosta di sale. È un piatto davvero da re. Scettro mazza o martello sono comunque appropriati anche se è con l’oca che rendono il massimo effetto. Se avete la fortuna, per carità meritata, di possedere un bel tavolo di legno magari antico o nobilmente vecchio, potete optare per tovagliette americane. Acqua sempre nella caraffa e vino nuovo. Vin du pays se siete tornati dalla Francia o vino del contadino se ne conoscete uno davvero bravo a farlo. Perché anche il vino del contadino è stato una brutta moda, rispettando la qualità mediocre del termine. Ora di fronte al piatto: avete notato? La pelle è croccante e il contorno è una corona per il crostino di pane caldo. Una piccola nota vada ad intelligente parsimonia (sta già tornando di moda, dati i tempi…): filtrate tutto quello che l’anatra ha lasciato nella pirofila tolti i pezzi di sale. Fateci con facoltativa aggiunta di peperoncino la base per le tagliatelle di domani. Ci si alza da tavola con le dita unte, lo spirito giusto senza dissapori.’Peace in the end’ dicono i Fairport in Fotheringay. Fotheringay come la piana inglese…Un’anatra. Il mio regno per un’anatra.


UN’AVVENTURA TUTTA DI

CORSA PER IL ‘MANCIO’ di Federica Stroppa

P

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rima di raccontarvi questa avventura devo fare una premessa l'a.s.d PO.di.F. ‘Mirasole’si occupa dal 1995 di sport per disabili, all' inizio solo nella disciplina del nuoto nell' attuale FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) rivolta ad atleti con disabilità fisica. Da alcune stagioni la PO.di.F. è entrata a far parte della FISDIR (Federazione Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) in un primo momento solo nella disciplina del nuoto e in seguito anche nell’atletica leggera con risultati sorprendenti. Tutto ha inizio grazie a un incontro fortuito con la Prof. Patrizia Paleco insegnante di educazione fisica all' Itas Vivarelli che dice di avere in classe un ragazzo fortissimo nei 100 metri piani che si è fatto notare nelle gare scolastiche. Dopo questo incontro nella stagione agonistica 2010/2011 entra a far parte della ‘Mirasole’ Luca Mancioli il primo atleta nell'atletica leggera FISDIR per la PO.di.F.’Mirasole’. Luca Mancioli non si è fatto attendere molto, anzi direi che è stato velocissimo vincendo subito una medaglia d'oro eccezionale! Infatti il 12 e il 13 marzo 2011 alla sua prima partecipazione, in Ancona al Pala indoor ai campionati italiani di atletica leggera FISDIR Luca conquista la medaglia d'oro nella distanza dei 60 metri piani con il tempo di 9"71 per la categoria juniores. Con questo risultato e con gli impegni che ne conseguono Luca viene seguito maggiormente nella preparazione in particolare dall' allenatore Massimiliano Poeta dell' Atletica Fabriano in pista e da Eros Biagioli dello Sterlino Wellness Club per la preparazione fisica in palestra. Dopo aver disputato le due prove regionali di atletica, 30 aprile a Civitanova con il tempo di 15"2 ed il 28 maggio a San Benedetto con il tempo di 14"6 nella distanza dei 100 m piani, tempi di tutto rispetto, se si pensa che il limite europeo è 16"9. Luca stupisce tutti conquistando la prima convocazione in nazionale ai primi Campionati Europei IAADS (Federazione dedicata agli atleti con la sindrome di Down). Dal 3 al 5 giugno a Cagliari Luca mostra di essere a livello Nazionale e non solo, si laurea campione italiano juniores nei 100 metri piani in 14"88. Questo lascia ben sperare per gli Europei IAADS infatti il tempo appena fatto nei 100 metri gli permette di qualificarsi alla finalissima europea. Nella finale europea Luca conquista uno splendido argento, in 14”67, dietro il portoghese Luis Goncalves, per soli 19 centesimi. La stagione 2011/2012 inizia subito con un appuntamento importante, quello della riconferma. Il 17/18 marzo Luca si presenta ai Campionati Nazionali Indoor visibilmente emozionato, per la presenza della sua professoressa, del suo allenatore e di alcuni componenti della squadra; e anche per il fatto che partire da favorito può essere ‘un’ arma a doppio taglio’, invece riesce a sorprendere ancora.

Luca una volta posizionatosi al blocco di partenza e udito lo start si è lasciato tutto alle spalle compresi gli avversari, migliorando il tempo sui 60 metri piani e fermando il cronometro a 9”34, mezzo secondo in meno rispetto all’anno scorso. La conferma del titolo italiano juniores lo porta a disputare i Campionati Mondiali IAADS alle Azzorre in Portogallo dal 15 al 21 maggio. Il 16 maggio comincia il mondiale di Luca nella sua specialità: i 100 metri piani. In batteria ottiene un ottimo secondo posto con un 14"25. La finale ha tutt’altro sapore complice l'emozione per la sua prima finale mondiale Luca stacca un 14"65 che gli vale il quarto posto. Ma per il ‘Mancio’ , questo è il suo soprannome in nazionale, il mondiale non è finito. Il 17 maggio nella staffetta 4x100 Luca è il terzo frazionista e nonostante un cambio al limite riesce a conquistare insieme agli altri la medaglia d'oro e record mondiale con 1'00"80. Nell'ultima giornata di gare la nazionale si presenta come matricola nella 4x 400. Il Mancio si presenta in pista con una prima frazione perfetta pur non avendo mai affrontato questa distanza e insieme agli altri ragazzi con il tempo di 5'25"88 conquista il titolo mondiale e il record. Una stagione straordinaria, ma per l’alfiere della ‘Mirasole’ non è certo finita qui il 17 e 18 giugno si trova a Macerata per affrontare i Campionati Assoluti outdoor (FISDIR). Campionati Assoluti


perché gli atleti che si qualificheranno si troveranno a gareggiare in una finale con atleti appartenenti alla categoria juniores e senior. Nella giornata di sabato il ‘Mancio’ disputa sia i 100 metri che i 200 metri ottenendo i crono migliori che gli consentono di laurearsi campione italiano juniores, e di disputare le finali per il titolo italiano assoluto. Nella giornata di domenica la prima finale che Luca affronta è quella dei 100 metri piani, il suo tempo d'ingresso è 14"61. È una gara estremamente nervosa e tirata per la vittoria, nella quale con il tempo di 14"94 conquista la medaglia d'argento. Luca non ama molto il ‘metallo meno nobile’, infatti si riscatta subito nei 200 metri piani, il suo tempo d’ingresso è 31”02. La finale è fantastica e lascia senza parole. La progressione è costante, gli avversari non possono replicare e l'uscita dalla curva gli permette di conquistare il titolo italiano assoluto con il tempo di 31"37. Che dire in questa stagione i 200 metri piani sono ‘la ciliegina sulla torta’ . La stagione 2012/2013 inizia nel migliore dei modi, si presenta ai Campionati Italiani Indoor Fisdir (Ancona 23/24 marzo 2013) nelle sue distanze i 60 metri piani e la sorpresa della scorsa stagione i 200 metri piani. In entrambe le gare dovrà affrontare batterie e finali visto il suo passaggio alla categoria senior. La preoccupazione è maggiore per chi è sugli spalti, genitori e amici che di Luca visto come conquista la finale nei 60 metri piani, vincendo la batteria con un ottimo 9"02 che fa ben sperare per la finale che lo vedrà contrapposto a Roberto Casarin suo compagno di staffetta in nazionale che nella prima batteria ottiene il miglior tempo con 8"89. In finale Luca non ci fa soffrire comanda dall'inizio alla fine questa finale e il cronometro gli da ragione 8"76 campione italiano e nuovo record italiano. I 200 sono da brividi, visto che nonostante una caduta in batteria riesce a piazzarsi al primo posto. Dopo le cure del caso, Luca disputa la finale con il tempo di 30"85, conquista la medaglia d'oro e il nuovo record italiano. Agli assoluti FISDIR di Pescara (21/23 giugno) la musica per Luca non cambia, anzi se possibile diventa ancora più forte. Nei 100 metri piani vince la batteria in 13”69 facendo registrare il nuovo record italiano, nella finale invece conquista il titolo italiano in 13”94. Nei 200 metri piani il Mancio costruisce il suo capolavoro, vince la batteria con il tempo di 29”42 il nuovo record italiano. Nella finale si laurea campione italiano ritoccando il proprio record e fermando il cronometro a 29”25. In questi campionati Luca ha dimostrato una forza e una preparazione incredibile, e ha presentato un buon biglietto da visita per gli Europei IAADS che si svolgeranno a Roma alla Cecchignola dal 27 al 30 giugno. Questi campionati, ultimo appuntamento della stagione, hanno riservato emozioni incredibili, anche se non ero lì ho potuto sentire, l’emozione di mamma Dea, babbo Renato e della sorella Alessandra. Il Mancio deve anche togliersi dei ‘sassolini dalle scarpe’ dagli europei di Cagliari con il portoghese Luis Goncalves. Nella prima giornata di gare Luca inizia subito bene nelle batterie dei 100 metri piani si qualifica con il miglior tempo 14”29. Nella finale tiratissima, combattuta sul filo dei centesimi la spunta in 14”45 sul portoghese Goncalves Luis e il connazionale Gabriele Rondi. Il 29 giugno affronta la staffetta 4x100, è l’ultimo staffettista, l’Italia  con Luca è medaglia d’argento in 1”00”67 dietro ai portoghesi neo primatisti mondiali per soli dieci centesimi. In chiusura di questa giornata Luca si qualifica per la finale dei 200

metri piani in 29”37 con il miglior tempo. Nella giornata conclusiva l’Atleta della PO.di.F. ‘Mirasole’ è il primo a far suonare l’Inno di Mameli conquistando la medaglia d’oro e il record del mondo con il tempo di 29”37, record del portoghese Goncalves che si deve accontentare del secondo gradino del podio. Con questo articolo ho voluto farvi conoscere il lavoro della PO.di.F ‘Mirasole’ e la tenacia, la volontà e il gran talento di Luca Mancioli che con l’aiuto della sua famiglia sta vivendo e ci fa vivere come appassionati delle emozioni fantastiche.

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Music

MISS DJ CHIARA ROBIONY MUSICA ALLO STATO PURO

di Enrico Sanchi

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Chiara Robiony: professione dj. La sua carriera radiofonica inizia

nel 94 a KissKiss Network, cui segue l'esperienza a RDS, a Radio Capital e M2O, l’emittente di musica allo stato puro dove lavora attualmente e che considera la sua seconda casa. Nel panorama del clubbing internazionale la figura femminile negli ultimi anni si è affermata sempre più e dalla consolle è uscita una vera professionista e artista musicale che si è distinta come dj e producer. Chiara Robiony si racconta a Life and People Int. Magazine, l'abbiamo incontrata e scambiato quattro chiacchiere davanti a una caipiroska alla fragola in una delle sue serate, ovviamente in discoteca.

A quali progetti stai lavorando in questo momento e con chi? Sono alle prese con un nuovo progetto disco, con la violinista Virginia Galiani ...ma non dico altro...sai sono molto gelosa delle mie idee...

Sei definita la top dj di M2O. Ti piace lavorare in questa radio? Cosa vorresti e con chi ti piacerebbe lavorare in futuro? Sono onorata di questa definizione. Lavoro in un bellissimo ambiente dove mi sento a mio agio, anche accerchiata e supportata, se cosi si può dire, da grandissime e stimate colleghe. Adoro lavorare a M2O, come direbbero a Londra :"is my cup of the.." E' perfetto per me. Ci sono arrivata dopo una sudata gavetta passando per diverse radio, e la scelta M2O è stata quasi un lancio nel vuoto, perché quando è partito il progetto non sapevo cosa Come nasce la passione per questo lavoro? avrei fatto. Era solo musica, ma ora sono qui, ed è qui che voglio Dal desiderio di possedere tutta la musica che adoro, infatti con la restare. scusa di dover lavorare da ragazzina non mi sentivo in colpa poiché spendevo tutta la mia paghetta in dischi... Hai raggiunto quasi vent’anni di brillante carriera radiofonica cosa è cambiato nel tuo lavoro? Come e quando inizia la tua carriera, come ti avvicini alla Forse tutto, forse nulla, a meno che non decidiamo di parlare di musica? tecnologia avanzata, ma sai che noia, anche perché è cambiata la Tutto è cominciato nel 1993. Amavo la musica ma non potevo tecnica di lavoro: le prime dirette le facevamo con i vinili e i cd, comprare ogni cd che mi passava dall'orecchio. Così la nonna mi mentre ora è tutto digitale. Poi sicuramente si sono moltiplicati gli disse:"fai la Dj no???" Il suo consiglio è stato colto e da lì è partito impegni. All’inizio era quasi un gioco, ora si tratta di suddividere il tutto. tempo fra il lavoro in radio, le serate e le produzioni. Il tuo rapporto con la musica è solo lavoro oppure altro? Senza dimenticare il rapporto con gli ascoltatori, che si è evoluto No, la musica è passione e la colonna sonora portante della nostra nel tempo. Almeno un’oretta al giorno la dedico per rispondere vita. Vi prego non riduciamo tutto solo al lavoro! alle mail, seguire il blog, myspace ecc ecc. foto Matteo Ricci >>


Music

E la musica come è cambiata negli anni, quali nuovi traguardi immagini? Immagino un pò la musica come la moda, è ciclica e quindi, mi verrebbe da dire,”non buttate quel cappotto prima o poi vi toccherà rimetterlo”. Quale il tuo target di riferimento e il tuo pubblico? Non mi piace suddividere i fruitori di musica in target, mi piace pensare che la mia musica non abbia limiti di età! Raccontaci qualcosa in più di te: i tuoi hobby e il tempo libero? Sono una fortunata e i miei hobby sono diventati il mio lavoro. Chi mi segue in Radio ascolta i miei consigli, sa che sono una fissata di moda. Un’altra passione è lo sport, il running ma non credo mi vedrete alle prossime olimpiadi, però...mai dire mai...

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Music

FRANCESCO

SARZI IL MICROFONO, LA SUA VOCE di Dan Mc Sword

Francesco Sarzi, mantovano doc, è senza dubbio uno dei vocali-

st più richiesti dai locali italiani del cosiddetto circuito fashion. E’ protagonista sia in radio sia in TV con diversi programmi, musicali e non. Professionista a tutto tondo, sa capire prima degli altri quando sia il momento di scherzare e quando sia il momento di fare sul serio. Da questa stagione cura la direzione artistica del Vanilla di Riazzino (locale svizzero), così come collabora a diversi programmi radiofonici. E per non farsi mancare davvero nulla, è appena uscito con la sua nuova produzione discografica. Quando hai iniziato a fare il vocalist? “Negli anni novanta. Folgorato dalla Deejay Time e da Albertino,

mi sono trovato senza accorgermi a imitarlo alle feste scolastiche. Il mio esordio ufficiale si è verificato nel 2001 al Jackie O’ di Marmirolo di Mantova; con il passaggio al Bambù di Mantova e al Papeete di Milano Marittima è iniziata la mia carriera professionale vera e propria”. I suggerimenti di Francesco Sarzi per impersonare il ruolo del bravo vocalist? “Un vocalist professionale deve sempre ricordarsi di essere al servizio del dj e della sua musica. Se in una serata ci si ricorda più del vocalist che del dj, il risultato della serata risulta giocoforza negativo”.

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Music

In quali locali stai lavorando? “Ogni sabato sono al Vanilla in Canton Ticino, Svizzera, dove quest’anno curo la direzione artistica. Il venerdì e la domenica lavoro in locali quali Fellini di Pogliano Milanese, Evita di Cuneo, Berfi’s di Verona, Nonsolomoda di Ivrea, Just Cavalli di Milano, giusto per citarne alcuni. La mia collaborazione con Big Mama Production sarà ulteriormente rafforzata, dal momento che da settembre gestisce in esclusiva il mio calendario” Parliamo di radio, in particolare del tuo programma Spidermix? “Siamo nel vivo della nostra quarta stagione, sempre all’insegna di ospiti sempre più internazionali, che spesso e volentieri realizzato strisce di musica mixata appositamente per noi. Siamo trasmessi in tutta Italia, così come i nostri linkssui vari social network ottengono sempre più riscontri”. Novità sul fronte discografico? “Da poche settimane è iniziata la mia collaborazione con Andrea Mattei, speaker di M2O. Abbiamo già remixato il singolo di Simon from Deep Divas versus Corona ‘Bay Baby’, uscito su Dwa questa estate. Da pochi giorni è uscito il nostro primo singolo vero e proprio, da intitolarsi ‘Crazy Duck’ (etichetta Enjoy Recordings)”.

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Buon Natale e felice anno nuovo!


Automotive

BMW SERIE 3GT GRAN TURISMO LOW PROFILE Due volumi e mezzo, questo dietro la sigla GT della serie3 della BMW. È stato ripreso dalla serie 5 questo concetto della mezza misura in più (o in meno, qui il punto di vista del singolo cliente sarà una discriminante). di Manuela Spadoni

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Automotive

E’

una versione che osa nel concetto e nella linea, rendendosi di fatto un’alternativa valida in tutto e per tutto a modelli di livello superiore dai quali trasla il concetto di esclusività. La linea è accattivante e decisa, con il frontale aggressivo che riprende lo stile BMW e il posteriore che scende in una curva perfetta e armonica, resa più dinamica dal disegno del profilo e attenta a non stonare dal concetto di sportività che vuol riprendere. La visione d’insieme non lascia spazio a dubbi in quanto a caratterizzazione del modello, e i dettagli delle sagomature lo rendono di fatto il più bello, modellato e sviluppato. Con questa innovativa versione la serie 3 prende le distanza dal segmento intermedio a cui fa riferimento, un segmento affollato e variegato che tutto sommato è in parte quasi standardizzato nell’offerta di design, dotazioni e prestazioni e si eleva al di sopra delle masse, proponendo il lusso ma senza enfatizzarlo. Una Serie3 che come tale rimane versatile, pragmatica e tipicamente tedesca nelle linee guida, ma che aggiunge spirito e audacia alla gamma. Ci voleva un passo avanti, e BMW ha colto il momento per osare e stupire allargando per questo innovativo modello il riferimento di utenza che di solito gode di questo tipo di proposte, come fu con la presentazione qualche tempo fa della BMW Serie5 GT, e proponendo una tecnologia e una meccanica superiore a una fascia di persone più ampia, anche se comunque ristretta e di nicchia visti i quasi 40.000 euro che occorrono per l’acquisto di una 318d in allestimento intermedio. Anche in questo caso, come nella filosofia della casa di Monaco, rimangono fuori dal prezzo

i tanti accessori che la BMW ha in opzione e che non inserisce di serie nei suoi modelli che nella versione in oggetto possono far crescere il prezzo fino a 60.000 euro. La GT è un modello a metà strada fra sportivo e utilitaristico, in un concetto di versatilità e ottimizzazione di forme e volumi molto ben riuscito, il più corposo e pretenzioso degli ultimi tempi se vogliamo, visto che a conti fatti stravolge due categorie di auto, berlina e station wagon, e in quel segmento che di solito è il traino delle vendite. Un azzardo che come tale potrebbe dar vita a un nuovo segmento dell’auto, non sportiva, non familiare e non berlina. La Gran Turismo, nata per soddisfare le esigenze dei clienti sportivi, che però non vogliono rinunciare al comfort e a una elevata capacità di carico, è caratterizzata da una linea molto aggressiva e rivista in alcuni dettagli. 20 cm più lunga della touring, gode di un’armonia di forme che raramente convince del tutto. Le proporzioni sono valide, sia a livello di estetica che di abitabilità (cresciuti in questo caso anche il passo e l’altezza) e soprattutto a livello di guidabilità il tutto è perfettamente giostrato per garantire il massimo in termini di prestazioni e comfort. Nulla è lasciato al caso, come in ogni pensiero BMW. Risultato dello sviluppo BMW EfficientDynamics garantisce consumi dimensionati grazie al concetto di lightweight design intelligente che abbina un’aereodinamica ottimizzata all’Air Breather e allo spoiler posteriore attivo per il massimo livello di efficienza e dinamismo. Non mancano la funzione start/stop automatico, la Brake Energy Regeneration, l’indicatore del punto ottimale di cambiata. >>

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Automotive

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Automotive

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Automotive

Caratteristiche tecniche BMW 318d Gran Turismo Modern Prezzo da 38.304,00 euro Dati Generali Carrozzeria berlina 2 volumi Anno Modello 2013 Fine produzione n.d. Prezzo € 38.304 Cavalli fiscali 20 Porte 5 Posti 5 Passo 292 cm Lunghezza 482 cm Larghezza 183 cm Altezza 151 cm Massa 1.540 kg Massa rim. 1.600 kg Bagagliaio 520 l Bagagliaio max. 1.000 l Omologazione Euro5 Impianto n.d. Motori e prestazioni Motore alimentazione gasolio Codice Motore 16286 Combustibile gasolio Cilindrata 1.995 cc Sovralimentatore turbocompressore (a passo variabile) Numero Cilindri 4 Tipo Cilindri in linea Prestazioni gasolio Potenza 143 Cv (105 Kw) Giri al minuto 4.000 Coppia 3.200 Nm (326 Kgm) Giri coppia max. 1.750 Velocità max. 210 Km/h Accelerazione 0-100 9,7 s Consumi l/100Km 5,5 / 4,0 / 4,5 Emissioni g/Km n.d. / n.d. / 119,0 Serbatorio 57 l Autonomia n.d. Cambio e Trazione Trazione posteriore Marce 6 Cambio meccanico Pneumatici Anteriori E Posteriori 225/55 R17 97V Anteriori E Posteriori 225/50 R18 95V Anteriori 225/50 R18 95V Posteriori 255/45 R18 99V

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Grazie al nuovo sistema BMW ConnectedDrive, la nuova BMW Serie 3 Gran Turismo definisce i nuovi parametri di riferimento a livello di sicurezza, di comfort e d’infotainment. Da sottolineare invece la nuova tecnologia d’interfaccia che assicura un ampio utilizzo di telefoni cellulari e di numerose funzioni di ufficio mobile via Bluetooth sulla base d’internet. La BMW Serie 3 GT è disponibile in una versione d’ingresso e nelle linee di equipaggiamento Sport Line, Luxury Line e Modern Line. Disponibile anche il pacchetto M Sport.


L'Hotel Savoia è gestito dalla Famiglia Antonioli che, attraverso una atmosfera elegante e familiare, unita alla tradizione e alla professionalità, lo rende il luogo ideale per una vacanza di relax, benessere e divertimento.

Savoia Palace Hotel Viale Dolomiti di Brenta 18, 38086, Madonna di Campiglio Trento 0465 441004

savoiapalace.it

PROPOSTE VACANZA 2013

da 3 a 7 giorni


Travel

IBIZA LA MAGIA DAI MILLE VOLTI di Samuele Regina Daves ed Enrico Sanchi

I

biza è l’isola per antonomasia. Artisti, attori, scrittori, hippy e cool-hunter, stilisti e amanti della notte tutti si ritrovano assieme a celebrare un’isola dai mille volti la cui peculiarità maggiore è il senso di libertà concettuale ed estetica che la permea. >>

foto Matteo Ricci Ushuaia

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Travel

E’ straordinario ed estremamente significativo viverla dunque in tutte le sue sfaccettature per poterla raccontare nel modo più compiuto, passando da un’elegantissima cena da Cipriani a un pre-party molto ibizenco al KM5, arrivando poi all’alba all’Amnesia. Quali sono dunque i luoghi culto dove è impensabile non attingere quel quid di atmosfera ibizenca che la rendono così speciale? Certamente KM5, che prende il nome dalla posizione sull’isola. Situato infatti nella campagna di Ibiza, precisamente al km 5,6, sulla strada di San José, è uno spazio polifunzionale con un'atmosfera cosmopolita. Un’originale collezione di luoghi che cominciò a prendere forma nel 1994, anno d’inaugurazione, con l'obiettivo di consentire ai visitatori di immergersi in una serie di spazi, ognuno con la sua atmosfera distintiva, che vanno dalla chill-out all’esuberante mondano, alla sperimentazione culinaria super-cool. L’atmosfera concettuale radical-chic permea lo spazio rispettandone la natura. Le piante che sorgono all’interno sono tutte originali e la loro intersecazione nello spazio è straordinaria. Il ristorante, dall’eccellente cucina internazionale, è il cuore del complesso, affacciato sul salotto in giardino, con i suoi tendoni e bar come l'Orca, Higuera o la Barra, recentemente ristrutturato. In quest’ambiente, la più moderna novità è l’inserimento del Sushi & Kaviar Bar, dove è possibile sperimentare il miglior caviale e sushi del mondo, accompagnati da vodka, champagne o Sake, o gustare il menu sushi servito per il comfort e il piacere dei clienti nella Lounge. Un’elegante boutique che accoglie gli ospiti all’ingresso, completa questa splendida collezione, con alcuni marchi tra cui il brand direttamente prodotto e un simpatico merchandising, dando un tocco di moda allo spazio. Qui gli ospiti potranno trovare capi di abbigliamento per uomo e donna creati dai migliori designer dell'isola. KM5 presenta poi il suo album-compilation (giunto all’editing numero 13), internazionalmente riconosciuto come uno dei migliori del suo genere. Continuando nell’esplorazione dell’isola, il posto più chic è certamente la zona di Marina Botafonch. E’ qui che si trova Cipriani. Cipriani rappresenta ovunque lo stile italiano nel mondo: un nome, una garanzia. In ogni parte del pianeta, l’eccellenza della ristorazione del Made in Italy porta questo nome. Il marchio, di famiglia nasce a Venezia nel 1931 da un’idea di Giuseppe Cipriani che apre un Harry Bar al primo piano di un magazzino abbandonato in un vicolo cieco vicino a Piazza S. Marco. La qualità del cibo, l’atmosfera rilassata e l’impeccabile servizio che segue gli standard storici del lusso internazionale ne hanno fatto un nome-brand e must-have per artisti, attori, personaggi del bel mondo, dandogli una grande notorietà internazionale.

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foto Matteo Ricci Pacha

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Questo è testimoniato dall’apertura diretta di altri ristoranti Cipriani nel mondo, in location note per le loro specificità: New York, Miami, Los Angeles, Abu Dhabi, Hong Kong, Bodrum, Porto Cervo, Monte-Carlo e Ibiza. Sorprendente e piacevole è ritrovare le atmosfere descritte proprio a Ibiza. L’isola crocevia di mode, stili e tendenze, è un posto frequentato da un multi varietà di persone. E nel senso di modernità del concetto di contaminazione sociologico non sorprende ritrovare tanta classe e stile nell’Isola. E’ anzi un meraviglioso momento di lusso e d’immersione in atmosfere spazio-tempo oltre la quotidianità che proiettano in un mood retrò anni ’30, vista la sofisticata architettura retrò e art decò di mobilio e location e gli impeccabili servitori in smoking bianco. Eccellente il menù, divino l’accompagnamento di musica jazz alla serata, e imperdibile come dessert il gelato alla vaniglia direttamente prodotto. Amabile il titolare, impeccabile padrone di casa, Giuseppe Cipriani che dichiara la sua soddisfazione per il business nell’isola confermandone il caleidoscopico mood. Situato nel porto di Marina Botafonch c’è Lio. Definito come ristorante, club e cabaret, Lio è molto più di una combinazione dei tre, è un'ennesima esperienza ibizenca. I clienti possono ammirare la miglior vista della città di Ibiza e la piacevole brezza del mare Mediterraneo gustando una cucina eclettica insieme a un intrattenimento teatrale, dove si combinano le prestazioni di cantanti, attori e artisti di ogni genere in uno spettacolo originale e indimenticabile. Molto frequentato dai vip internazionali. Sempre in questa zona si trova uno dei club più importanti al mondo, il Pacha. Raffinato club storico di ampio respiro non delude mai le attese in particolare nella splendida zona privè. La serata per antonomasia è certamente il consolidato “Fuck me i am Famous” con David Guetta mentre FUDE è il nuovo concetto del Pacha: serate a tema che coniugano gastronomia, design e musica fusion per una nuova tipologia di divertimento. Come quello che sempre garantisce Ushuaia. L’Ushuaia è l’ultima nata tra le location del divertimento puro e rappresenta un mix unico al mondo come idea di genere. E’ composta di un Beach Hotel, un Club e la Tower. Straordinario Hotel di modern design ha tutto quanto si possa desiderare per soddisfare il piacere estetico e musicale. E’ possibile ascoltare i migliori dj internazionali che suonano in consolle a bordo dell’immensa piscina direttamente dalla propria camera d’albergo. Questo è il comfort considerato più cool. Su questo concept nel 2013 è nata l’Ushuaia Beach Tower, alta torre di otto piani che affianca l’hotel originario e da cui è possibile vedere tutta la zona circostante, il mare e la spiaggia al ritmo della musica di maggior ricerca. E’ una sorta di superprivè deluxe dove poter gustare dall’alto i party del club sottostante: tutto naturalmente con una vista mozzafiato.

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foto Matteo Ricci Ushuaia

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La visionaria animazione sottostante, una folla a bordo piscina sempre entusiasta e la programmazione con i migliori Dj al mondo completano il quadro glamour. Esattamente dal lato opposto dell’ingresso dell’Ushuaia si trova la storica discoteca Space, uno tra i club più famosi al mondo. Una sorta di città della notte per la sua immensità e la cui programmazione è sempre sorprendente. Un vero must non solo per i clubber ma per chi vuole approcciarsi a conoscere la storia del mondo della notte internazionale. Tutti i migliori Dj hanno suonato allo Space che dal 1990 ha sviluppato nel corso degli anni un’ unicità sorprendente in fatto di musica. Capace di una capienza di diecimila persone ha una molteplicità di sale su più livelli da scoprire mano a mano che si prosegue nello spazio e da visitare come un turista intento nell'attraversare un antico castello. A ritmo di sound naturalmente. Atmosfere storiche proiettate nella modernità anche per l’Amnesia, altro gigante del clubbing internazionale. Nella sua terrazza un tempo si riunivano gli hippy, cantando al tramonto del sole. Ora, presenta uno degli impianti musicali piú spettacolari del mondo, insieme a un rinnovato impianto luci. E’ qui che si svolgono feste tra le piú incredibili che si possano godere nell'isola: la Troya, con un’animazione onirica e folle, la festa della schiuma o il Matinee. Tutte riflettono fedelmente la notte piu’ magica. Ibiza è dunque uno spettacolo incredibile di cui hanno goduto e godono i piu’ diversi personaggi e che non potrà non catturare chiunque decida di viverla intensamente.

Km 5

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Km 5


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Boom Club Ibiza Cipriani

Cipriani Abu Dhabi

foto Matteo Ricci

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AZZORRE LE ISOLE DI ATLANTIDE di Pietro Spadoni


Le Azzorre, sono un piccolo arcipelago portoghese di nove isole

perdute in mezzo all'Oceano Atlantico. Un luogo che conserva una magia nascosta, da cogliere negli sguardi delle persone che qui vivono o negli angoli di natura selvaggia raggiungibili a piedi, immersi in boschi che ricordano le foreste equatoriali quanto a stratificazione e complessità. Qui non troverete lunghe distese sabbiose in grado di attirare un turismo balneare di massa né la barriera corallina ad arricchire la costa. Quel che troverete sono isole nate lungo la dorsale atlantica, una frattura della crosta terrestre che nel corso di milioni di anni le ha generate grazie alla risalita di magma dalle viscere della terra. Come risultato di un'intensa attività vulcanica, le Azzorre ospitano caldere, grotte, crateri e tunnel generati dal movimento della lava durante i processi eruttivi che si sono susseguiti nel tempo. Ogni isola è speciale e, pur essendo di piccole dimensioni, ognuna di esse rivela un proprio peculiare carattere distintivo. Nell'agosto 2013, siamo stati in alcune isole delle Azzorre centrali. Faial, l'isola azzurra, è la prima a ospitarci. Il nome è dovuto alla grande abbondanza di Ortensia (Hydrangea macrophilla), pianta dal grande fiore che qui forma lunghe siepi e vaste macchie dall'intenso colore azzurro. >>

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Il cambiamento è subito brusco, un piccolo aeroporto, curato e tranquillo, i sorrisi spontanei degli autisti colpiscono subito il visitatore. La banchina del porto è ornata da centinaia di graffiti che, secondo la tradizione, i marinai disegnano durante la sosta lungo la traversata atlantica. Il contrasto tra la piccola comunità dell'isola, legata alle sue tradizioni, e la provenienza cosmopolita dei marinai è davvero forte. L'isola è dominata dalla grande Caldera (1043 m), spesso coperta di nubi e di grande impatto emotivo per via del profondo e vasto cratere che ospita. Dalla caldera del Cabeco Gordo è possibile raggiungere a piedi, la Punta dos Capelinhos. Questa scenografica escursione, permette di immergersi nella foresta di Laurisilva tipica delle Azzorre e altrove quasi scomparsa a causa delle alterazioni dell'uomo. L'itinerario termina al Faro dos Capelinhos al cui interno è stato creato un interessante museo che svela la storia vulcanica recente dell'isola e la dinamica evolutiva delle Azzorre. Da non perdere è anche il Peter Sport Cafè, che anima le serate della capitale e ospita lo Scrimshaw Museum, il museo dedicato all'arte baleniera. Si tratta di una collezione di denti e ossa di Capodoglio e mammiferi marini, decorati dall'insospettabile talento dei balenieri durante le pause di caccia. Un comodo traghetto ci conduce all'isola di Sao Jorge, l'isola del queso. Dal latte delle tante mucche che costellano i profumati pascoli di quest'isola si produce, infatti, un pregiato formaggio a pasta semidura dall'aroma che ricorda la fontina valdostana. Una produzione di alta qualità, non industriale, secondo l'esprit di queste meravigliose isole.

Sao Jorge ha una geografia peculiare, una dorsale montuosa ne segue l'intero profilo, orientato in direzione NordOvest-SudEst. Ai piedi della dorsale di quest'isola lunga e stretta, troviamo tante fajas, piccole baie generate dalla frana delle pareti sovrastanti e colonizzate grazie al paziente e infaticabile lavoro degli abitanti. Alcune di questa fajas sono state abbandonate a causa delle difficoltà di accesso, alcune celano autentiche perle, imperdibili per il turista attento. Tra queste il Cafe Nunes, nella Faja dos Vimes. Qui i suoi gentilissimi gestori sono lieti di mostrare l'intera filiera del caffè, dalla pianta alla tazzina, nell'unica coltivazione di caffè in Europa. Alla Faja da Caldeira do Santo Cristo troviamo invece un raro mollusco simile alle vongole, che è possibile degustare direttamente nel piccolo bar della baia. Ogni, faja, ogni villaggio, ogni chiesa hanno una loro storia e riviverla nei racconti degli isolani, coi loro sorrisi così sereni ed autentici, trasmette emozioni antiche, dimenticate per chi è abituato a vivere in continua lotta col tempo e gli impegni. Ci spostiamo in traghetto a Pico, patria della tradizione baleniera, ora diventata regno dell'ecoturismo e del whalewatching, l'osservazione ravvicinata di affascinanti cetacei come balene, capodogli, delfini, orche. In gommone si arriva ad affiancare le specie di delfini più confidenti grazie all'aiuto delle vicia, torri di osservazione che un tempo servivano per indicare la direzione nella caccia ai capodogli e oggi sono utilizzati per facilitare l'osservazione dei cetacei alle imbarcazioni in mare. Pico è anche cultura del vino. >>

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E' paesaggio protetto dall'Unesco per via dell'opera di sistemazione del territorio legata alla coltivazione della vite fatta nel corso dei secoli. Muretti, mulattiere, villaggi rurali, chiese e cantine realizzati in pietra lavica rendono la regione di Santa Luzia sicuramente imperdibile e la colonizzazione di muschi e licheni sul basalto nero crea un effetto cromatico davvero unico. Per i camminatori piÚ esperti, un'avventura da non perdere è sicuramente la salita alla vetta di Monte Pico (2.351 m), la piÚ alta del Portogallo, che domina l'intero arcipelago. A malincuore, qui termina il nostro viaggio, con l'auspicio di tornare presto sull'arcipelago perduto...

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TONY I

nizia le sue prime esperienze nel 1990, da allora il suo stile, la sua tecnica, e la sua notorietà sono costantemente aumentati fino a oggi. Ha suonato in tutti i locali della riviera che hanno fatto la storia. Il suo inconfondibile stile, sempre accompagnato da vivaci percussioni, lo ha portato a suonare anche in Svizzera, a Londra, in Lombardia, nel Triveneto, in Toscana, Lazio, Marche, Campania e Molise. Nell'estate del 1993 approda come resident nel primo after hours organizzato in Italia che si svolgeva nel 'Grand' Hotel' di Riccione il “Diabolik'a" all"età di 16 anni, in contemporanea suonava i martedì sera alla villa delle rose, serata organizzata sempre dal Diabolik'a, poi man mano prende sempre più piede nei locali romagnoli e inizia ha suonare in club come il Cellophane, l'Ecu, il Gheodrome, Embassy, Symbol, Peter Pan, Cocorico', Wish e Pascia' ecc... Nel 1995 va in Svizzera all’Abirint e nel 2006 al ‘Babalou’ a Londra.   Cultore della Deep House più sofisticata e influenzato dalle sonorità old school, trasmette al pubblico, anche quello più attento, emozioni sempre nuove producendo un sound esclusivo e personale. lavora resident presso "Dok  Docshow Evwry Week di sabato al Numa (BO). Periodicamente si esibisce, al ‘Café Prestige’ di Campobasso , al ‘LOL’ di Senigallia, al 'Art Noir’ di Riccione, al ‘CLUB 24’ di Senigallia, al ‘Wake Up’ di Bologna piu' extra date... Questi sono alcuni locali dove ha lavorato. Emilia Romagna: Docshow ‘BO’, Marabu ‘RE’. Symbol ‘RSM’. A Rimini: Echoes, Cocoricò, Pascià, Cellophane, Ecu, Gheodrome, Byblos, Embassy, Peter Pan, Green Bar, Makkaroni, Altavista, Tiramisù, Elisabeth Café, Istinto Club, Malindi, Bikini, L' Ook, Villa delle Rose, Wish, Classic, Zapping, Yankee’s, Moxie. Veneto: Gatto e la Volpe ‘FE’, Birdland ‘FE’, Arpax ‘Ppd’, Theos Club ‘PD’, Station ‘PD’. Nelle Marche a Senigallia: Miù, Bahia Club, Shalimar, Club 24, Mamamia, Café Elite, Fashion Café, Vertigo, Bodeguida. Chalet Beach ‘Montemarciano’, Lotus e Oasi ‘Marotta’. Pesaro: 071, Corto Maltese, Terrazza Martini, Party in the Wood, e Bus Bar a ‘Urbino’. Fano: MOM, Calamara , XL Club, Baraonda. Falconara: Wood. Civitanova Marche: Zaffiro, Covo dei Pirati, Gatto Blu, Virgola Zero Uno, Buena Vista, Villa Fermani , Villa Bonaccorsi, Club Gran Torino, Baxster, Y2K Club, Jolly Club, Paperomenta. Ancona: Cocomero, Etho Club, Chalet. In Campania a Napoli: Piazza di Spagna, Defeniu, Ghost, Metropolis, Tina’s Bar, il Castello e History e a ’Caserta’. Nel Lazio a Latina: Maxim e White Bar. Lombardia: G LOUNGE"milano"JESUS"desenzano del garda"DNA"desenzano del garda". In Piemonte, al Trocadero di Domodossola e al LOFT "Torino". In Svizzera, L’Abirint a Zurigo. Calabria: Tuch Club e Hipe Club a Crotone. Sicilia: Peos Club a Catania e Faxing Club a Cefalù. Molise: Impero e Café Prestige a Campobasso. Abruzzo: Acanfora Club a Teramo, Party on the Beach e Terzo Cerchio a Pescara. In Toscana a L’Orologio di Firenze. Regno Unito al Balalou di Londra. Produce per la Unistory Music ed è presente su tutti i portali di musica come beat port, juno download, dj download, ecc.. indirizzi web facebook/tonyddeledda-tonyddeledda@gmail.com. Toni D è uno dei dj accreditato per gli eventi di Life and People.

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Lifeandpeople dicembre 2013