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1 - 30 APRILE 2016

foto di Guido Cavallini

6° EDIZIONE

mOSTRA FOTOGRAFICA

COLLETTIVA INTERNAZIONALE NEI MIGLIORI LOCALI DI TRIESTE www.leviedellefoto.it

CATALOGO 2016


A tutti voi. Avete reso questa edizione INDIMENTICABILE

... perchè in una squadra vince la Squadra


Le Vie delle Foto “Le Vie delle Foto” nasce e viene sviluppato come una mostra fotografica collettiva composta da tante mostre singole dislocate nel centro cittadino di Trieste. Il progetto realizzato prevede un’esposizione collettiva che, come un moderno network, si compone e collega tante location diverse, un motivo in più per girare a piedi incuriositi questa città, che negli ultimi anni si è adattata anche alla vita pedonale. Viene coperto tutto il centro cittadino e per un mese sarà possibile inventarsi percorsi per visitare anche quotidianamente alcune delle esposizioni in catalogo. Questa presentazione esiste proprio perchè in questa città vi sono forze emergenti, in grado di esprimersi anche senza l’appartenenza ad associazioni specifiche e che, da un’idea nata ad un tavolino, possono gene rare un evento vivace e dinamico. “Le Vie delle Foto” sboccia in una noiosa giornata di luglio, trasportata dall’entusiasmo di un progetto mai realizzato, si sviluppa grazie all’energia delle persone, più precisamente cinquanta fotografi che sposano il progetto, ancora più entusiasti rispetto all’anno precedente e che li vede studiare nuovi temi, pensando, realizzando e creando foto nuove e diverse, per una mostra che forse non è più “qualunque” a Trieste. Il programma cresce e fiorisce all’ombra di un afosissimo agosto, grazie anche alla lungimiranza di titolari di locali che aderiscono e continuano a credere all’iniziativa, mettendo a disposizione tempo e spazi. Il matrimonio di oltre cento menti geniali ha trasformato una “mostra qualsiasi” nella più grande mostra fotografica mai realizzata finora a Trie ste. Dalla mente vulcanica di Linda Simeone, giovane manager triestina, ai vostri occhi e per tutti i vostri sensi ecco a voi “Le Vie delle Foto”.


Indice dei Fotografi Aia Fvg Alessio Fiorentino Badoer Maurizio Barelli Euro Berliafa Marina Bonino Elisabetta Bronzato Mauro Burni Aaron Caligiuri Laura Cappucci Cristiana Chiappin Silvano Ciani Marco e Marcolin Gabriele Corrado Francesca De Donà Giacomo Dell’Osa Claudio Di Donato Michele Di Siro Patrizia Emiliozzi Giordano Fiorucci Enea Fossali Beniamino Fotografi a Trieste e non solo Genzo Giada Giacomini Emanuele Giacuzzo Fabio Gianotti Eugenio Giubilei Massimiliano Goding Pamela GSM Photographers Hi-ISO Immagini Studio Fotografico Laboratorio Fotografico Creativo


Landucci Stefano Lisi Vito Macor Fiorella Masnikosa Giorgio Mazza Antonio Francesco Menegaldo Luca Mia Madrid Micalizzi Martina Milos Giuliana Milotic Christian Monti Davide Morichetti Katia Musmeci Erika Oliverio Gerardo Perico Nadia Pons Giuseppe Romagnoli Federica Salusinszky Gyula Scarpa Massimiliano Secondin Alessandro Silver Richard Stolfa Tilen Tambalo Daniele Taverna Jenny Todisco Bettina Torreggiani Stefano Tufaro Gianni Zampetti Massimo Zanella Valentina Zangrando Andrea Zaninelli Roberto Zigante Gianni


PLACES WITHOUT PEOPLE Places without People è una mostra collettiva, frutto di una collaborazione tra liceali che studiano ingle se presso l’Associazione Italo Americana FVG a Trieste e liceali americani, che seguono un corso di fotografia all’Abington Friends School, che si trova fuori Philadelphia. I ragazzi hanno iniziato a corrispondere come Pen Pals, poi si sono sentiti e visti sul Skype. Infine hanno deciso di collaborare in un progetto creativo per poter approfondire la loro nuova amicizia e migliorare la loro capacità di comunicare. Molti degli studenti triestini sono amanti dell’architettura e volevano esplorare lo spirito di diverse strutture nella loro città senza la presenza umana. Gli studenti sono stati divisi in gruppi di lavoro con il compito di interpretare il tema a modo loro tramite fotografie che rappresentavano il concetto condiviso con il gruppo. Gli studenti americani hanno curato la stampa e il montaggio delle foto. La stessa mostra verrà esposta anche a Philadelphia. L’equipe italiana dell’Associazione Italo Americana FVG: Insegnante: Erin Russo Studenti: Marta Blasina, Andrea Brizzi, Raffaele Coccoluto, Diego Coslovich, Edoardo Debelli, Lucrezia Debelli, Anna Fornasaro, Michela Fornasaro, Ali ce Glavina, Alice Kalabota, Teresa Kucich, Teresa Luparelli, Elsa Mombelli, Raluca Paiu, Francesca Pella, Piero Pitacco, Simone Rosai , Laura Somma, Danjel Stefani, Alex Tommasin L’equipe americana dell’Abington Friends School Insegnante: Donna Russo Studenti: Kara Brownlie, Chandarith Chhay, Samantha Chisholm, Alyssa DeNofa, Gabrielle Ford, Mia Panzak, Carly Shanken, Allie Slagter, Dariush Sosnowski.


ALESSIO FIORENTINO

VOLTI NASCOSTI NEL BOSCO

Questa mia quarta mostra fotografica costituisce la seconda parte, ovvero la continuazione, della prece dente di due anni fa. Ho voluto dar nuovamente spazio alle figure naturali in pietra ed in legno che vedo nei boschi, anzi, che si fanno notare da me. Camminare per il nostro Carso Triestino, addentrarmi nel bosco, sentire i vari profumi come l’odore dell’erba umida dopo la pioggia, ascoltare in silenzio la voce del bosco, mi appaga e mi fa sentir parte di esso. Solo restando in silenzio si riesce a sentire meglio il suo respiro. Senza fretta. Nel bosco non bisogna mai aver fretta, le figure poi si fanno notare. Inizilamente mimetizzate grazie alla loro forma naturale, emergono pian piano e prima che spariscano nuovamente nell’ambiente da cui si affacciano, io le fotografo. Emergono per pochi istanti, si fanno vedere così come la natura le ha create e poi spariscono. Quasi sempre ritornando negli stessi luoghi, non le ritrovo più. Credo che sia necessario guardare le cose in modo diverso da come siamo abituati a farlo. Prima di usare gli occhi bisogna guardare con la mente e con i sentimenti. Se visitando la mostra vi emozionerete così come è capitato a me quando ho scattato queste fotografie, ne sarò veramente felice.


BADOER MAURIZIO

LUCE IN MOVIMENTO

Sono nato a Venezia e ho il privilegio di vivere e lavorare in questa magica città. Viverla e osservarla quotidianamente logico per me che il passo successivo sia stato quella di fotografarla. La mia passione data primi anni 70 , bianco e nero, la magia della camera oscura, le diapositive e infine il digitale. Adesso la reflex è una compagna inseparabile registro giochi di luce, movimenti che creano ogni istante immagini astratte (ma che sono reali) alle quali non prestiamo attenzione ma che si creano ininterrottamente. Maurizio porta il tema Luce in movimento. Le fotografie che presento fanno parte di uno studio sulla creatività dell’’acqua. Riflessi di case, gondole, pali si trasformano in qualcosa di completamente diverso irriconoscibile dal punto di partenza. Questo trasformarsi ogni attimo in base al movimento dell’acqua mai uguale crea infinite immagini particolari che io cerco di percepire e ritagliare in un contesto più vasto.


BARELLI EURO

ZONA ROSSA

Euro Barelli, inizia il suo percorso nel mondo della fotografia come fotoamatore, partecipando a numerosi concorsi fotografici e ottenendo soddisfacenti risultati. Approda alla professione nel 1988, rilevando l’attività di due fotografi che contemporaneamente vanno in pensione e si trova quindi impegnato sia sul fronte della foto per privati che aziendale. Questa genesi influenza le caratteristiche tecnico-artistiche del suo modo di fotografare: precisione dell’inquadratura, controllo delle luci, ricerca del miglior punto di vista tipiche del lavoro di still-life e attenzione all’attimo fuggente, adattamento alle varie situazioni di ripresa, rapidità operativa, capacità di comunicare con il soggetto ripreso che gli viene dall’esperienza di ritratto, foto matrimoniale e di cerimonia. Euro porta il tema Zona Rossa.


BERLIAFA MARINA

LA FORZA DELLA NATURA

Mi chiamo Marina Berliafa e sono una fotografa amatoriale con molta passione e poca concretezza: nella mia vita normale, infatti, lavoro in banca, dove la mia anima “artistica� soffre notevolmente! Sono autodidatta, ho cominciato a fare foto con una macchina fotografica ereditata da mio padre. Ho imparato le tecniche leggendo manuali di fotografia, mentre ho studiato le inquadrature sfogliando tonnellate di libri e giornali come il National Geographic e rubando con gli occhi quello che riescono a fare con la luce e i colori i grandi fotografi. Se dovessi sintetizzare il mio approccio alla fotografia direi che cerco di trasmettere le emozioni che la natura mi ispira. I viaggi diventano occasioni per conoscere e trasmettere questa conoscenza grazie alle immagini.


BONINO ELISABETTA

YHYACH

Le foto sono state scattate nel villaggio di Majja, nella Siberia orientale, a est del fiume Lena e della capitale Jakutsk, nel mese di giugno 2015. L’autrice, che vi ha soggiornato per un mese, era la prima straniera a farvi visita. La maggiore festività del popolo sacha è Yhyach, la celebrazione del solstizio d’estate (tra il 20 e il 25 giugno). Legato alla divinità del sole, nel periodo in cui tutto diventa di nuovo vivo, è il loro Capodanno. Il termine Yhyach significa “abbondanza”, poiché questa festa è strettamente associata con le divinità del sole e della fertilità. Durante il festival le persone vestono i costumi tradizionali. La celebrazione, che comprende cerimonie sciamaniche, mantra, concorsi di musica, canto, e gare, tra cui le corse di cavalli, si svolge in un ampio alas. Al centro dell’alas si trova l’Albero del Mondo, che collega l’intero universo: si trova nel Mondo di mezzo, le sue radici sono nel Mondo inferiore, i suoi rami nel Mondo superiore.


BRONZATO MAURO

VIAGGIO INTORNO AL MONDO

Bronzato Mauro nasce a Sedico nel 1949. di famiglia Agordina, fin da giovane eta si avvicina alla fotografia, negli anni 70 all’eta’ di 22/23 anni si e’ avvicinato alla fotografia professionale svolgendo vari lavori, tra cui una campagna pubblicitaria per una nota azienda locale, fotoreporter per varie testa te giornalistiche locali (Il gazzettino, Corriere delle Dolomiti, Amico del Popolo) ed altre, fino ad arrivare all’accreditamento come reporter ufficiale della visita del Papa Giovanni Paolo II. Negli anni duemila ad oggi, la fotografia ritorna fortemente nella sua vita, scopre cosi la passione del viaggio che lo porta ad attraversare i quattro continenti, dal’Oceania all’America del Sud, dall’America del Nord al Nord Europa, un bagaglio fotografico intenso sia di colori che di passione Fotografica. “In questi anni mi sono dedicato a fotografare cercando di non utilizzare strumenti atti a modificare l’immagine ma a trovare posti che invitino colui che guarda a viaggiare, pensando che quel posto esiste, non perché la foto è bella ma perche il posto e bello”.


BURNI AARON

PRAGUE

Sono Aaron Burn, mi occupo di grafica pubblicitaria per un’azienda alimentare. Ho studiato cinema e ho realizzato qualche documentario di matrimonio, ma fondamentalmente produco spot e cortometraggi,lavorando autonomamente e concorrendo a festival a compenso. Il mio interesse per la fotografia è molto recente.Ho cominciato realizzando qualche foto promozionale per l’azienda in cui lavoro,solo da poco avendo viaggiato molto, ho avuto l’opportunità di avvicinarmi alla fotografia in modo più coinvolgente e con maggior attenzione. Nel 2014 ho partecipato a Le vie delle Foto con la mia prima esposizione personale.


CALIGIURI LAURA w.w.w. WHAT A WANDERFUL WORLD Mi occupo di fotografia dall’età di 18 anni, sono fotografa autodidatta. Inizio la mia carriera fotografica nel 2013 vincendo il terzo premio all’Icelandic Photo Contest. Successivamente ho esposto le mie foto in quasi tutta Italia. Ho partecipato per ben 2 anni consecuti vi a Le vie delle Foto. In w.w.w. What a Wanderful World ho cercato di cogliere la Bellezza nelle persone che ho incontrato durante i miei viaggi intorno al mondo che, per me, rimane sempre magnifico. Perchè se si sorride alla gente, tornano indietro solo sorrisi.


CAPPUCCI CRISTIANA

CHAINS TO FREEDOM

Cristiana Cappucci nasce ad Avellino nel 1982. Si trasferisce a Rimini per poi approdare a Trieste dopo varie esperienze di studio in Inghilterra, Francia e Grecia. Fin da piccola la passione della fotografia è presente nella sua vita e le viene trasmessa da suo padre, anch’egli grande appassionato. La mostra “From Chains to Freedom” si presenta come un percorso introspet tivo di nove scatti attraverso cui l’autrice ha voluto rappresentare la lotta di ogni essere umano contro le proprie barriere interiori che non gli consentono di esprimere la sua vera natura e di essere realmente felice. I primi scatti presentano una serie di foto in cui si evidenzia una forte limitazione data dagli oggetti posti in primo piano che non permettono di visualizzare in maniera nitida lo sfondo per poi aprirsi progressivamente verso gli scatti finali che esprimono in maniera evidente la tanto agognata conquista della libertà..


CHIAPPIN SILVANO UN POPOLO IN SILENZIO Silvano Chiappin, professionista da sempre, svolge la sua attività a Santorso, in provincia di Vicenza. Reportage e ritratto sono i generi che più gli hanno valso riconoscimenti sia nazionali che Finalista Portfolio in Piazza, Savignano del Rubicone, Premio Kodak European Gold Award, nel 2001 pubblica alcune foto per il New Magazine, Panorama Travel e per il libro “Drum Bun Romania”; nel 2002 consegue le prestigiose qualifiche: QIP, QEP nella categoria “Reportage”; nel 2004 riceve il premio Salamandra alla carriera da SIAF CNA; nel 2005 consegue le qualifiche QIP QEP nella categoria “ Social Portrait”; nel 2006 viene premiato al concosrso internazionale Orvieto Fotografia Professional Photographer Award e proclamato fotografo dell’anno nella categoria “Reportage”; nel 2007 vince il concorso internazionale National Geopraphic nella cagegoria Reportage. Nel 2008 viene selezionato come uno degli autori del calendario Kodak; nel 2009 gli viene concesso l’utilizzo del marchio Nikon.


CIANI M. e MARCOLIN G. METTIMI A FUOCO Marco Ciani scopre la fotografia da piccolo, consumando centinaia e centinaia di rullini, fino a quando comincia a lavorare con il padre facendogli da assistente durante i matrimoni. Si è avvicinato alla fotografia professionale lavorando come dipendente presso uno studio fotografico. La “scuola da studio” gli è stata determinante nel percorso della sua professione in quanto gli ha consentito di valorizzare gli aspetti più emozionanti eseguendo lo sviluppo e la stampa in proprio. Gabriele Marcolin nasce come geometra ma si converte subito alla grafica, la sua grande passione. “Con Marco Ciani esiste una collaborazione nonchè una grande amicizia che prosegue ormai da parecchi anni. Professionalmente ci siamo immersi in varie “sfide artistiche” come in due passate edizioni de Le Vie delle Foto. Quest’anno replichiamo e ci presentiamo come duo Foto-Grafica, mescolando le idee di entrambe... Perchè l’unione fa la forza? Semplice: perchè ci divertiamo!”


CORRADO FRANCESCA 77 LE GAMBE DELLE DONNE Nata a Udine, vivo da vent’anni a Trieste. Mi avvicino alla fotografia negli anni dell’Università, attirata dalla stampa in camera oscura. Dopo qualche anno di resistenza, cedo all’incalzare del digitale, cercando di approfondire con corsi e workshop le conoscenze acquisite negli anni. Non mi riconosco in uno specifico genere fotografico, ogni occasione è buona per congelare un momento in un’immagine, anche se non amo le composizioni troppo costruite. La fotografia mi permette di far vedere agli altri il mio punto di vista, di vedere con i miei occhi. Libera professionista e mamma, fotografa amatoriale. www.francescacorrado.it


DE DONA’ GIACOMO

INCANTO - VITA SELVAGGIA NELLE DOLOMITI BELLUNESI

Giacomo De Donà è nato a Belluno nel 1987. Belluno è una cittadina situata nell’alto Veneto, ai piedi dei primi rilievi dolomitici. Le Dolomiti Bellunesi. Si tratta di un ambiente spesso molto impervio e selvaggio, anche rispetto alle dolomiti settentrio nali, il cui paesaggio è più aperto, docile. Le Dolomiti Bellunesi sono fatte di scenari rocciosi chiusi, di grandi pareti, di natura verticale, a tratti impenetrabile. Dietro ad ogni angolo, ogni guglia cela una prospettiva, suggerendone altre cento. Qui c’è silenzio. Lo sguardo deve essere mobile, per cercare la direzione dello spazio, le aperture celate. Non tutto si trova facilmente a di sposizione. Spesso le vie, le cose, i soggetti vanno cercati. E’ in quest’ambiente chiuso, complesso, stimolante, per certi versi ancora intonso, che Giacomo De Donà esercita la sua professione/passione di fotografo. Testo di Gianluca D’Inca Levis.


DELL’OSA CLAUDIO

LA LUCE INCONTRA IL GUSTO

Nato alle ore 20.00 di un venerdì del 3 settembre 1971 a Guardiagrele, secondogenito della famiglia Dell’Osa.

La passione per la fotografia inizia intorno al 1999 con prime fotocamere digitali, per poi avvicinarmi a quelle analogiche, come la Mamiya RB67, la Nikon F90, ecc. In conseguenza della mia spiccata curiosità, sono stato attratto ed ho sperimentato, svariate tecniche fotografiche: dal macro alla fotografia 3D, da quella astronomica ai virtual tour, dal light panting alle ultime realizzazioni su tela. Protagonista indiscussa degli scatti che propongo in questa selezione è la luce. Oggetti di uso quotidiano e prodotti tipici della nostra terra, accostati con sapiente equilibrio, emergono da sfondi caraveggeschi, monòcromi e scurissimi, illuminati da squarci di luce che ne fanno risaltare la purezza delle linee e la vivacità cromatica. Nelle atmosfere sospese e rarefatte di queste moderne “nature morte”, frutto della manipolazione di luci ed ombre, riaffiorano reminiscenze di un lontano passato che ci riconducono alle nostre semplici, comuni radici.


DI DONATO MICHELE

FAUTOGRAPHIE

Sono nato nel ‘68 a San Severo (FG) in una famiglia dove si è sempre stati abituati a storicizzare i vari momenti di vita, le feste, le riunioni con delle immagini. Mio padre fotografava qualsiasi cosa con la sua Voigtlander VITO C e filmava in Super con una cinepresa Ricoh. A 9 anni ho ricevuto in regalo la mia prima macchina fotografica: una Diana F. Da allora non ho più smesso di fotografare e di cercare immagini nuove. Amo la fotografia di reportage e quella concettuale, così come amo esprimermi in bianconero, più confacente a mio avviso al mio modo d’intendere l’immagine. Non disdegno l’uso del colore, sempre molto tenue, appena abbozzato, quando necessario. “fautographie” (da faute: errore) è una rappresentazione di dierratologia fotografica, prova ed errore, appunto. Nella storia della fotografia la consacrazione ideologica dello scatto si ha con l’assunto bressoniano della teoria del momento decisivo.


DI SIRO PATRIZIA

NOVECENTO

Vivo e lavoro, non come fotografa, a Milano dove sono nata nel 1953. Ho cominciato ad interessarmi di fotografia artistica piuttosto tardi, nel 1993 anno in cui ho iniziato a frequentare il corso di fotografia di Giuliana Traverso “Donna Fotografa”, che ho seguito per tre anni integrandolo con la partecipazione a vari workshop di natura sia tecnica (sviluppo, tecniche di stampa, illuminazione) che creativa (ritratto, nudi, fotografia all’infrarosso). Prediligo un genere di fotografia intimista e suggestiva, senza alcuna esigenza di realismo descrittivo, e spesso mi piace dare ai miei lavori la forma di breve racconto fotografico. La lettura di “Novecento” di Baricco mi ha fatto riflettere su qualcosa che mi era familiare, un pensiero che mi apparteneva, riconoscevo, ma che non riuscivo a formulare a parole, né tanto meno a scrivere, nero su bianco per poterlo in qualche modo fissare, e da lì capire. Alcuni di noi, vita facendo, tentano più o meno timidamente, tra pochi momenti di ferma decisione ed molti altri di dubbio e di ripensamento, di allontanarsi da ciò che definiscono “destino” e cercano di percorrere strade diverse in fondo alle quali si ritrovano, perplessi, di fronte a quello che sembra essere il punto di partenza e, di nuovo, lo chiamano “destino”. Ma non è il destino, sei “tu” e per questo ti ritrovi sempre, per fortuna. Nessuno può, né vuole, uscire da sé stesso se non per ri-cercarsi e per ri-trovarsi, prima o poi, magari con qualcosa in più. Questo viaggio è una grande e commovente fatica che però ci fa crescere e ci fa riconquistare di nuovo “me stesso”, ma molto più grande, cresciuto.


EMILIOZZI GIORDANO

FIORE

Giordano Emiliozzi nasce a Macerata il 9 ottobre 1961. Ha iniziato ad occuparsi di fotografia negli anni adolescenziali. In principio si è dedicato all’immagine spontanea per poi sviluppare una consapevolezza relativa alla forza comunicativa del “clik” senza tuttavia abbandonare la naturalezza dell’osservare per interpretare il mondo che ci circonda. Le immagini che presento raccontano la sintesi di un percorso che è iniziato quando ho osservato le produzioni dei fotografi pittorialisti di fine 800 primi 900 ed in particolare di alcuni maestri giapponesi come Kusakabe Kimbei e Tamamura Kozaburo. Le foto, stampate mediante lastre di vetro direttamente a contatto su carta all’albumina, assumevano una tipica colorazione giallocalda. le immagini, che di fatto erano quasi in bianco e nero, venivano quindi decorate tramite pennellini che aggiungevano colori ottenuti da prodotti naturali alfine di conseguire un cromatismo suggestivo, di elevato impatto visivo e di riconosciuto valore artistico.


SKIN

FIORUCCI ENEA

Sono nato l’8 Agosto 1991 a Perugia. Fin dall’adolescenza ho dimostrato un forte interessamento nell’arte. Passavo le mie giornate fra una tela e uno scatto fotografico. Dopo aver scelto la fotografia come principale mezzo espressivo, nel 2014 ho iniziato a studiare fotografia presso l’Istituto Ita liano di Fotografia di Milano. A oggi il mio obiettivo e dar libero sfogo al mio pensiero, cercando sempre di lasciare qualcosa in chi guarda le mie opere. Amo la libertà; e con il mio occhio cerco di mostrare il mondo che ho nella mia testa, rispettando sempre il medium stesso. Inoltre, studio Comunicazione e Didattica dell’Arte presso l’Accademia di Brera di Milano. “Skin” è il progetto attraverso il quale ho cercato di scavare dentro me stesso. La mia intenzione è stata fino dall’inizio quella di rappresentare e interpretare le paure che ciascuno di noi affronta ogni giorno.


FOSSALI BENIAMINO

RETRO’

Beniamino Fossali è considerato uno degli autori più ricercati del panorama fotografico bellunese, attivo ormai da più di dieci lustri, con diverse mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Conosciuto e famoso per l’applicazione di una stes sa tecnica, definita nel gergo fotografico “heigh key” con l’esasperazione dei toni più chiari dell’immagine, che produce l’annullamento verso il bianco dei dettagli dei soggetti ripresi, siano essi corpi femminili o vasi e bottiglie, fino ad ottenere figure cariche di ambiguità, che sconfinano nel puro grafismo e nell’astrazione; dall’altro lo studio delle linee, in particolare quelle sinuose, nel contrasto con forme geometriche squadrate (cubi, rettangoli, parallelepipedi). In entrambi i casi, si percepisce una sensualità, che risulta, per assurdo, quasi più accentuata nelle nature morte, che non nei nudi femminili, muovendosi comunque nella stessa direzione, di una fotografia fortemente interpretativa. Una tecnica di ripresa, dunque, agli antipodi della mera riproduzione imitativa, che lascia ai fruitori ampi margini di lettura e comprensione, così com’era, su un piano pittorico, per le opere di Giorgio Morandi: analogia che finisce qui, oltre che per i soggetti rappresentati (vasi e bottiglie, appunto), se non vogliamo aggiungere che anche in questo caso le foto sono stampate su tela. Il titolo “Rétro” peraltro vuole sottolineare l’utilizzo di procedimenti ormai desueti, come la ripresa sulla pellicola, cui Fossali è ancora nostalgicamente affezionato.


FOTOGRAFI A TRIESTE E NON SOLO

LE PIAZZE DI TRIESTE

Apparteniamo al gruppo Facebook” Fotografi a Trieste e non solo” , questi i nostri nomi : Gianni Mohor, Riccardo Sanchini, Samantha Blank, Marisa Paoli, Alberto Radoicovich, Roby Carsi, Ester Pertegato, Diana Sincovich, Andrea Berini, Adriana Fonda, Va lentina Simsig , Steven Austin e Cristiana Capponi. A parte Gianni, l’unico professionista, siamo tutti fotoamatori, Ci siamo conosciuti su facebook e siamo usciti spesso a fotografare assieme. Il progetto di andare per le Piazze che presentiamo ne è la conferma. Nel 2015 Gianni Mohor ha proposto di rappresentare Trieste attraverso le sue piazze.Dal 4 gennaio 2015 con Piazza Libertà è iniziato l’impegno di incontrarci ogni prima domenica del mese. Abbiamo raggruppato Piazza Oberdan con p.Dalmazia e p.Vittorio Veneto , poi p. S. Giacomo con p.Puecher, p.Garibaldi. Largo Barriera con p Goldoni e p S,Giovanni. Piazza della Repubblica con S.Antonio, Largo Panfilli e P.Ponterosso. Piazza della Borsa, p.Verdi e p.Unità. Piazza Cavana, p Hortis e piazza Venezia per finire in dicembre con piazza della Cattedrale e castello di S.Giusto. Oltre a foto ambientali questo lavoro si è arricchito di scorci e dettagli . Dalla seconda uscita abbiamo coinvolto Onoria Fragiacomo che ci ha accompagnato descrivendo la storia dei luoghi, intervento molto importante che ha integrato con descrizioni storico artistiche i nostri scatti.


GENZO GIADA

LONDON 2.0

Giada Genzo, nasce nel 1981 a Trieste, dove vive e lavora. Coltiva da sempre la passione per la fotografia, basti pensare che, ancora ragazzina, investe la sua prima paga nell’acquisto di una reflex analogica. All’interesse personale affianca una formazione a tutto campo fin dall’era della fotografia analogica, approfondendo non solo le competenze artistiche ed espressive ma anche quelle prettamente tecniche . Durante il primo anno di formazione, presso l’Università degli Studi di Firenze, progetta e realizza un banco ottico funzionante. Negli anni successivi, rientrata a Trieste, lavora presso un laboratorio fotografico dove si occupa dello sviluppo e stampa su carta fotografica e sperimenta nuove tecniche di stampa. La passione per questa forma d’arte non viene mai meno e, ad un certo punto, è naturale ed inevitabile il passaggio alla fotografia professionale.


GIACOMINI EMANUELE

INK OF SOUL

Sono un fotografo, ma cosa significa per me la fotografia?

Un racconto. E’ un racconto la foto fatta al gatto che dorme sul tavolo, è un racconto la macchina sul viale abbandonata da mesi, è un racconto la possibilità di esprimere le mie idee e le mie emozioni grazie ad essa. Sapete, un vero tatuatore deve saper ascoltare la persona che ha davanti poiché ciò che farà avrà un impatto indelebile su quella persona. Quest’ultima da parte sua dovrà raccontare il motivo per il quale ha deciso di fare quel tatuaggio. Solo così il tatuaggio finirà di essere solo un segno ma racconterà qualcosa. Ed ecco qui che le strade di queste due arti cominciano ad avvicinarsi sempre di più. cambiano i mezzi , le tecniche anche le realtà ma in entrambi i casi si tratta di comunicazione. Ho deciso di essere un osservatore discreto e di conoscere bene i tatuatori prima di cominciare a fotografarli, tanto che sono andato da loro diverse volte. Mi sono soffermato sia su di loro raccontandoli nel loro studio ma soprattutto sulle espressioni di chi veniva tatuato. Smorfie di paura o dolore si contrappongono a quelle di gioia. Il tatuaggio è un viaggio e come ogni viaggio significante nella nostra vita troviamo delle difficoltà che ci permettono di renderci conto dell’importanza di esso. Proprio per questo il dolore in un tatuaggio non deve essere visto come un nemico ma come un compagno di viaggio che è li vicino a noi e ci fa capire quanto è importante ciò che si sta facendo.


GIACUZZO FABIO

VIAGGIO TRA I SILENZI

Fabio Giaccuzzo nasce nel 1961 a Monfalcone. Tra i suoi primi workshop ricordiamo quello con Roberto Salbitani presso la “Scuola di Fotografia nella Natura” a Mogginano (Arezzo-Italy). Ne seguiranno molti altri, tutti fondamentali per la sua crescita. “Viaggio tra i silenzi”, che si compone attualmente di una trentina di immagini e’ per adesso l’ultimo di quattro episodi; non e’ considerato da parte mia un punto di arrivo, ma solamente una tappa, che comunque considero importante, di un percorso. Nonostante ci stia lavorando da parecchi anni e forte sia la voglia di esplorare strade nuove, sento di avere ancora grande energia e motivazione nel proporre questi paesaggi rendendoli sempre più minimali; forte e’ la curiosità che mi spinge ad “osare” sempre di più nell’isolare nel nulla segni che al primo sguardo possono apparire del tutto insignificanti.


GIANOTTI EUGENIO

PEOPLE

Sono nato nel 1965 a Torino e mi occupo di fotografia da circa vent’anni. Nel tempo ho sviluppato una particolare sensibilità per la fotografia sociale ed etica pur occupandomi anche di cerimonie, eventi e di paesaggistica. La mia formazione nell’ambito del sociale si è affinata grazie a tanti anni di associazionismo. Ho imparato che non sei tu che scegli la fotografia, è lei che sceglie te. A volte lo scatto giusto si cela sul volto di una coppia felice o in un bimbo che gioca; quando cammini, che siano ricchi o poveri, gli uomini vanno guardati con il medesimo rispetto e amore e la macchina farà il resto. La fotografia per me? E’ COMUNICAZIONE , E’ IL MIO RESPIRO.... QUELLA PAROLA CHE NON DEVO NECESSARIAMENTE PRONUNCIARE PERCHE’ SE LA METTO A FUOCO RIMARRA’ VISIBILE PER SEMPRE.


GIUBILEI MASSIMILIANO I COLORI DI CASTELLUCCIO

Sono Massimiliano e sono un giovane fotografo romano classe 1987. Non so dire con precisione quando ho scoperto la fotografia, ma so per certo che è grazie a mio padre che ora è parte integrante della mia vita poiché all’età di 7 o 8 anni mi regalò la mia prima reflex, fu subito amore e diventammo inseparabili. Il desiderio di migliorare la conoscenza e la tecnica mi spinse a frequentare vari corsi di fotografia tra cui quello di fotoreportage, presso l’associazione culturale Nuovi Scenari Roma, tenuto dal fotoreporter Alex Mezzenga. Il corso terminò con la pubblicazione dei nostri lavori in un libro intitolato “Storie di ordinaria follia” edito Universitalia. Nel 2012 ho aperto lo studio fotografico Macmax Foto a Frascati, in provincia di Roma trasformando la mia passione in un lavoro a tempo pieno. Ho iniziato ad occuparmi di cerimonie, eventi culturali, feste private, eventi sportivi (tra cui il calendario per l’anno 2012 del Nettuno Baseball), book fotografici ed altri lavori che mi sono stati commissionati.


GODING PAMELA 68°20′N 14°40′ Pamela nasce a Trieste nel 1985. Sin da piccola è attratta dall’avventura e dai viaggi, e da queste due passioni nasce, dal bisogno di immortalare e raccontare i momenti vissuti in viaggio, quella per la fotografia. Lo stile fotografico di Pamela è perlopiù paesaggistico e naturalistico, ma si avvicina anche allo street style quando vuole raccontare gli ambienti urbani che visita, ed i loro protagonisti. La mostra che porta per Le Vie delle Foto si intitola “68°20′N 14°40′E”. ”Ho voluto raccontare con immagini quello che ho visto guardando il mare, le persone e il cielo. Volevo che una parte di me partecipasse allo scatto. Non sono paesaggi, non sono solo persone. Sono emozioni che mi appartengono e che ho visto mostrarsi di fronte a me. Ho deciso di condividere tutto questo con voi e vorrei provaste a ragionare sulle emozioni o sensazioni che queste immagini generano in voi. Un po’ come uno specchio, resta tale, ma in base a chi o cosa c’è davanti riflette cose diverse.”


GSM PHOTOGRAPHERS RIFLESSI.... RIFLESSIAMOCI GSM, ovvero Gabriella, Stefano, Max, una unione nata nel 2013 in terre francesi in una sera fredda e ventosa. Provenienti da esperienze diverse e uniti da una unica passione quale è la FOTOGRAFIA. I tre dei GSM persone diverse ma che si completano insieme: Gabriella “La Vulcanica” - Stefano “Il Tecnico”- Max

“l’Esecutore”. Nati inizialmente nel cimentarsi a “fotografi di scena” presso un teatro di Milano per diversi anni, poi a provare ad allargare i propri orizzonti, come le foto in studio, viaggi a progetto, street fotography, natura …. almeno ci proviamo. Ieri, anno 2015 i GSM non sono solo i tre fondatori, ma è coadiuvato da Amici fotografi, quali: - Alessandra “La Mamma” - Jessica “La Curiosa” - Fabrizio “Il Timido” - Felice “l’Entusiasmante” - Giorgio”Il Naturalista” - Luigi “l’Artista” - Roberto “lo Sportivo” Oggi, anno 2016 i GSM non si pongono limiti e ne traguardi ma affrontano ogni progetto proposto dal gruppo, con entusiasmo, dedizione, studio, ma soprattutto Passione per la Fotografia.


HI ISO TRIESTE CITY ROCKERS Marta, Andrea e Dean si sono conosciuti ad un corso di fotografia di spettacolo organizzato dall’associazione Trieste Is Rock, associazione che sta promuovendo con grande successo la musica rock (e non solo) a Trieste. Sono maturati insieme nel campo della fotografia di spettacolo, diventando fotografi ufficiali dell’Associazione. Accomunati da una grande passione per la fotografia ed un grande amore per la musica rock, hanno sviluppato un solido affiatamento di gruppo. Negli ultimi anni hanno visto crescere gruppi rock cittadini di notevole spessore e con i rockers triestini è nato un rapporto di amicizia. Marta, la più giovane del gruppo, è peraltro lei stessa una chitarrista di una giovane e promettente rock band cittadina. Non vogliono includere una loro biografia, anche perchè la fotografia di musica rock è anche un modo un po’ diverso di porsi dietro l’obiettivo, essere rockettari è un modo di vivere, perciò giudicateli dai loro scatti. I ragazzi di Hi-ISO portano il tema Il tema della mostra è la raffigurazione della musica, prevalentemente rock, che viene suonata sui palchi della nostra città. Perché sì, a Trieste di buona musica se ne suona tanta!! I soggetti fotografati sono band e musicisti trie stini che si sono esibiti a Trieste negli ultimi anni, alcuni anche condividendo il palco con artisti di fama internazionale. Gli scatti sono stati fatti in occasione di concerti organizzati dall’associazione Trieste Is Rock.


IMMAGINI STUDIO FOTOGRAFICO PERDERSI NEL MONDO Il nostro laboratorio fotografico è uno dei più’ attrezzati e tecnologici per quanto riguarda la stampa ama toriale e professionale di foto digitali e tradizionali. Grazie agli innovativi macchinari è possibile ottenere stampe su qualsiasi formato in pochi minuti con il processo di stampa chimica. Tutte le foto vengono corrette singolarmente garantendo un risultato impareggiabile con laboratori industriali. Oltre al servizio immediato di stampa, ci siamo specializzati in qualsiasi tipo di ritocco di foto vecchie e antiche. Siamo inoltre una delle poche attività che realizza artigianalmente e perso nalmente il montaggio e la rilegatura degli album libro. Altri servizi che forniamo comprendono la stampa artistica fine art, stampe su tela, foto poster e gigantografie, gadget personalizzati. Nell’area vendita siamo forniti di album artigianali, cornici e materiale fotografico. I ragazzi di Studio Fotografico portano il tema Perdersi nel Mondo “E’ più importante il viaggio o la meta?... Questi tre amici riuscendo a “perdersi” in ogni loro viaggio, colgono quella sensibilità e quell’attimo che il semplice turista avrebbe difficoltà a trovare. Foto del Nepal, India, Africa, Messico, Thailandia, svelano una ricchezza sicuramente non economica ma di volti e vite che si sono magnificamente incrociate con le loro. La speranza è che questa mostra possa far venire la voglia di scoprire nuovi sguardi e di “perdersi” viaggiando nel mondo.


LABORATORIO FOTOGRAFICO CREATIVO Siamo un gruppo di fotoamatori con storie e percorsi diversi ma accomunati dalla voglia di fuggire dalla fotografia come fenomeno di massa per dedicarci ad una fotografia più meditata, quella che richiede tempo e riflessione e che nasce da un’idea. Le opere che vengono esposte nel circuito cittadino de Le Vie Delle Foto sono frutto di un intenso lavoro di gruppo dove l’idea del singolo è stata filtrata attraverso la sensibilità di tutti i partecipanti in una continua osmosi di emozioni e sensazioni che alla fine hanno prodotto l’opera finale. Sono state usate tecniche molto diverse tra loro e definirle fotografie è riduttivo, molto spesso si tratta di vere e proprie installazioni, dove solo lo spunto iniziale è dato da un’immagine fotografica. Si è trattato di un lavoro stimolante e impegnativo in cui tutti hanno potuto far emergere la creatività latente che è insita in tutti noi. Si è trattato però anche di un lavoro divertente e coinvolgente, ingredienti questi che non devono mai mancare in un lavoro di gruppo.


LANDUCCI STEFANO

FACCE DELL’ANIMA

Sono un ingegnere informatico, un nerd e un fotografo amatoriale. Nato a Ivrea nel 1980, da mamma eporediense, sono cresciuto nella città del babbo: Arezzo. Nel 2008 sono stato adottato da Milano e nel 2015 sono finito a Trieste. La mia compagna è napoletana, perché non mi faccio mancare niente. Le mie prime foto le ho fatte con una Canob AE-1 rubata a mio padre e quel cordone ombelicale con l’analogico non l’ho mai veramente tagliato. Mi piace fotografare le persone, fissare i loro sguardi e attraverso quelli leggere pezzi della loro anima. I ritratti, gli sguardi e gli infiniti movimenti che i muscoli di un viso fanno per trasmettere le emozioni che sono ben nascoste nel profondo della nostra anima. Tante piccole sfumature che ci parlano più di mille parole. Le facce dell’anima di sconosciuti che sfiorano le nostre esistenze e che ine vitabilmente si legano anche alla nostra anima.


LISI VITO

ISTANTI DI VITA QUOTIDIANA

Ho sempre guardato fotografie fin da piccolo. Qualsiasi fotografia che mi capitava sotto gli occhi: le foto che scattava mio padre, e quelle sulle riviste; le foto esposte nelle vetrine dei negozi, e quelle delle vacanze di amici e parenti. Poi ho cominciato a farle io! Con la macchina di mio padre, una Agfa Silette. Poco più tardi scopro che posso sviluppare i rullini e stampare le mie foto! E’ fatta. Tutti i miei bianconero vedono la luce nel bagno di casa. La passione mi ha portato, negli anni 80, a frequentare l’Istituto Europeo di Design di Roma e quindi a seguire un corso di fotografia e grafica pubblicitaria.Ho potuto lavorare come fotografo di scena sia per una emittente privata partenopea, che a teatro. La partecipazione a vari concorsi mi ha consentito di raccogliere premi e riconoscimenti.Da 26 anni sono operatore di ripresa nell’organico della sede RAI di Napoli.Iscritto a due fotoclub nella città dove vivo, partecipo ad attività varie: mostre, concorsi ed eventi.Per questa mia terza partecipazione a Le vie delle foto presento una serie di dieci fotografie dal titolo “Istanti di vita quoridiana”. C’è un istante perfetto, che si mangia gli altri. Puoi digiunare anche tutta la vita, dopo. Istanti di gioia, di timidezza, di necessità, di amore, di libertà, di follia, di gioco, di fantasia... Istanti che arrivano all’improvviso, senza bussare alla porta. Istanti che devi prendere al volo senza esitazione. Premi il pulsante e fermi il tempo, per sempre. Eccolo, quello è l’”istante perfetto”. Quello che racconta la storia. Quello che mangia tutti gli altri..


MACOR FIORELLA

THE FOODIES

Fotografa del 1977 inizio nell’azienda di famiglia sotto la guida di 4 professionisti che cito perché sono stati fondamentali e ai quali devo la passione per il mio lavoro : – papà Dino, specializzato in fotografia industriale e matrimoni – zio Carmelo, ritrattista e mago della camera oscu-

ra in bianco e nero – Maria Ubaldini, amica e Maestra non solo di tecnica ma anche di “psicologia” dellafotografia – la cugina Claudia Valdevit genio nello mescolare acidi e polveri al fine di avere dei negativiperfetti e stampe Fine Art, sempre nel BN. Fotografare il cibo non è un meccanico lavoro di still life. L’immagine non deve riprodurre un oggetto ma deve far venir l’acquolina in bocca, desiderio di assaggiare e gustare quello che rappresenta. Ecco perchè il titolo del mio portfolio non è Cibo (Food) ma The Foodie e cioè, il Buongustaio. Quando ho iniziato a lavorare nello Stock ho, per forza di cose, cominciato a fotografare anche il cibo, amando la buona cucina è stato facile passare dagli scatti isolati con background bianchi di pezzi di formaggio/fettine di carne a piatti elaborati. - http://www.fiorellamacorphotography.eu


MADRID MIA

LO QUE HABITA EN MI

Mía Madrid è una fotografa creativa che si occupa di fotografia concettuale. Mia vive a Madrid (Spagna) dal 2012 ma nasce in Perù, dove è cresciuta e dove si è dedicata alla sua formazione. Al giorno d’oggi si sente una fotografa in tutto e per tutto, un po’ artista e tanto sognatrice. Pensa che la realtà sia un concetto che svanisce nel momento in cui si crea un’immagine e questo è il motivo per cui la sua fotografia è nata fondamentalmente come obiettivo volto ad una creazione artistica. Ritiene inoltre che ogni fotografia rappresenti il suo modo di visua lizzare, percepire o sentire il mondo. “Quando ho scoperto il mondo della fotografia, il mio io interiore mi ha spinta a rinascere attraverso le immagini. Ho sentito il bisogno di rivelare una serie di pensieri cercando di trovare un linguaggio capace di comunicare con il mondo esterno, un linguaggio che non fosse ovvio, una serie di codici nascosti in oggetti simbolici, gesti e posizioni del corpo che potessero essere integrate con la natura”


MASNIKOSA GIORGIO

STOCKHOLM

Fotografo e designer autodidatta. Ho lavorato in un laboratorio fotografico professionale e ho imparato lì il “mestiere” della fotografia; accomunando la mia passione per i viaggi ho cominciato a collaborare come “stringer” con delle agenzie in Svezia e all’estero. Dopo alcuni anni di lavoro come “freelance” con giornali e periodici ho fondato nel 1994 una mia casa editrice (Masnikosa Förlag) e ho cominciato a dedicarmi a progetti propri. Come editore ho debuttato nel 1994 collaborando col museo Vasa di Stoccolma. Masnikosa Förlag - Eldargatan 4 11766 Stockholm, Sweden giorgio.masnikosa@telia.com - www.masnikosa-forlag.com


MAZZA ANTONIO FRANCESCO OMBRE E RIFLESSI

Antonio Francesco Mazza da più di trent’anni è fotografo professionista, ha collaborato con varie riviste di settore e testate nazionali è specializzato nella fotografia industriale, di still life e d’arte. Si occupa anche di ricerca fotografica soprattutto nell’uso creativo della Polaroid con la quale realizza opere d’arte uniche nel loro genere. Le sue opere sono state esposte in varie città d’Italia. Ha realizzato vari cataloghi di mostre d’arte tra gli ultimi “Prove d’autore” di Franco Battiato. “Ombre e riflessi” In un certo periodo dell’anno verso la fine di febbraio, il sole entra con prepotenza nella mia cucina creando ombre e riflessi particolari negli oggetti che i suoi raggi incrociano. La mostra raccoglie alcuni scatti dove il gioco tra chiari e scuri, tra luci e ombre crea un insieme di emozioni che rendono gli oggetti ritratti di difficile riconoscimento al punto da far crescere in chi osserva la curiosità di capire quale sia il soggetto ritratto.


MENEGALDO LUCA LA FRENESIA DEL GIORNO Quando viaggiamo siamo sempre presi ad osservare cose nuove, mille dettagli da vedere… e non ci accorgiamo che mentre noi stiamo viaggiando, ci circonda un mondo che gioca, che soffre, che lavora, un mondo pieno d’anima e di amore; Quando viaggiamo dovremmo riflettere e fermarci un secondo a vedere quello che accade attorno a noi, sedersi su di una panchina oppure su un muretto ad osservare… Cogliere Il gioco, L’amore, Il disagio a volte percepito a volte no, riuscire a lasciare la frenesia del momento e fermarsi a riflettere. Catturare quello che normalmente la nostra mente vede ma non osserva, vede e non immagazzina. La fotografia è anche questo, focalizzare momenti per ricordare ciò che l’occhio non ha saputo vedere. Menegaldo Luca nasce a Treviso nel 1974. Nel 1994 si trasferisce nella Provincia di Belluno, dove grazie alla passione lasciatagli da una persona cara si avvicina alla fotografia amatoriale di viaggio, e inizia cosi un percorso ricco di emozioni che lo porta a fotografare mondi lontani e vicini. Da qualche anno, la voglia di ricerca nell’ambito fotografico, lo porta ad avvicinarsi al ritratto fotografico, andando alla ricerca di espressioni, di complicita’ che solo la fotografia puo’ portare.


MICALIZZI MARTINA

EGO

Nata a Trieste nel 1990, Martina Micalizzi, è una fotografa in erba. Sempre portata nelle forme di arte che prevedessero l’uso di creatività, manualità e un’impronta originale, scopre nella fotografia uno strumento valido e rapido per trasformare i suoi stati d’animo e il suo modo di vedere le cose in qualcosa di concreto. Sarà solo dopo qualche anno e numerosi progressi della tecnologia, che riprenderà in mano una vera fotocamera digitale a cui ne seguiranno altre due fino a giungere all’acquisto della prima Reflex. Il suo stile, spesso definito malinconico, rende i suoi scatti curiosi ed apprezzabili da un pubblico abbastanza vario. Dopo un primo lungo periodo di soggetti inanimati, sperimenta nuovi scatti con modelli umani fino ad arrivare ad oggi, quando, spronata e successivamente convinta dagli amici, decide di rendere visibili a tutti le sue ormai innumerevoli raccolte di immagini in modo da ampliare la sua visibilità e fare un piccolo passo verso quella che un giorno le piacerebbe considerare come la sua professione.


MILOS GIULIANA

TRIBUTE TO JACK VETTRIANO

Le foto prendono ispirazione dai quadri di Jack Hoggan, noto come Jack Vettriano (Fife, 17 novembre 1951), pittore scozzese di origini italiane. Sono state realizzate negli interni del Hotel Savoia (Ts). Protagonista principale Roxy Rose (di origini Russe) performer burlesque italiana. Vettriano racconta di uomini e donne,le scene sembrano fissare un’ intera storia,ma dando spazio,non dicendo tutto,lasciando lo spettatore a pensare a cosa è accaduto o potrebbe accadere. In questo lo associo a Prevert, mio primo amore per quanto riguarda la poesia. Ne amo lo stile,le atmosfere,i colori caldi e la passione che traspare..la seduzione,i tormenti,gli abbracci,i distacchi ed i ritorni.. Come sottofondo musicale per Vettriano come non citare Leonard Cohen,a cui Vettriano ha dedicato uno dei suoi quadri. Vettriano,Prevert,Cohen (accompagnati magari da un buon bicchiere di vino) sono per me un trinomio imprescindibile.


MILOTIC CHRISTIAN

ALL AROUND YOU

La fotografia è una forma artistica/creativa, una continua ricerca in cui il fotografo attraverso le immagini, il suo bagaglio culturale, vuole trasferire a chi osserva i suoi pensieri e le sue emozioni in Modo semplice e diretto. Ecco, questo è ” All around you, tutto intorno a te”. Descrivere se stessi è sempre difficile ma è la base per far capire a chi vuole conoscermi chi sono e cosa faccio. Sono Christian Milotic e a 40 anni decido che è ora di diventare ciò che mi rende felice, un fotografo professionista. La mia fotografia nasce ad un corso fotografico cittadino, da subito ho capito che bisogna avere una base culturale, tecnica e di condivisione che solo il C.F.T (Circolo Fotografico Triestino) poteva darmi; non mi sono fermato in questi anni e ho ampliato la mia visione e cultura fotografica partecipando a molti workshop cittadini e nazionali, la svolta però arriva nel 2014 con l’inizio di un percorso formativo con il NWAC ( Nikon Advance Wedding Campus), un percorso che mi ha fatto capire cosa vuol dire essere fotografi professioni sti e cosa è la fotografia in questo momento; mai come in quest’ultima tappa fatta a Lipari ho capito che questa è la strada giusta per far arrivare alle persone la mia anima sensibile e attenta alle emozioni. Rule the Galaxy.


MONTI DAVIDE

OMBRE NELLA BAIA

Sono un ragazzo come tanti, cresciuto in una famiglia felice, figlio unico di genitori unici. Ho sempre apprezzato le cose belle, avendo avuto la fortuna di avere alle spalle delle persone che mi hanno inse gnato ad apprezzarle. Il mio amore per la fotografia è nato relativamente tardi,non sono un fotografo professionista da 10 anni e non giocavo da bambino con la reflex di mio padre o di mio nonno. Sono sempre stato un grande appassionato di tecnologia, assetato di conoscenza tecnologica. E da li l’idea che mi ha fatto avvicinare alla fotografia è iniziata a cambiare,non era più la voglia di congelare un momento, era diventata voglia di capire come la luce possa condizionare così tanto la visione del mondo di una persona che utilizza una macchina fotografica. Nel frattempo proseguo i miei studi, presso la facoltà di Scienze e Tecnologie Multimediali dell’Università di Udine.


MORICHETTI KATIA

ANDATA / RITORNO

Sono nata nel 1975 nelle Marche. Vivo a Bologna ma per lavoro viaggio molto. L’interesse per la fotografia nasce grazie a mio padre: lui è così incapace di scattare foto, che toccava a me farlo. Ho iniziato a interessarmi seriamente di fotografia cinque anni fa, ho frequentato un corso base e poi ho proseguito da sola, cercando di comunicare il mio sguardo sulle cose. La fotografia mi ha dato molto. Ho potuto conoscere i fotografi che più ammiro, ho incontrato amici preziosi, ho vinto qualche premio, pubblicato ed esposto in Italia e all’estero, ho avuto la possibilità di lavorare nei teatri e potuto, soprattutto, conoscere me stessa: per questo il mio conto con la fotografia è aperto, e io sono perennemente in debito. Da qualche anno sono sempre in giro per lavoro. Mi piace guardare la gente: gente che aspetta, che sale, che scende, che cerca posto per le valigie, che mangia, telefona, dorme. Mi piace ascoltare i loro discorsi. Li scrivo, a volte. Fingo di giocare col cellulare e scatto foto, per scoprire poi che la gente si somiglia tutta. Col tempo si distinguono i viaggiatori abituali, ai quali il viaggio scorre via veloce, dai viaggiatori occasionali, che si armano di cruciverba che non finiranno, cibi portati da casa, musica da ascoltare. Ci sono i fortunati che riescono a dormire. Questo è il diario, in foto e parole, di un anno di viaggi.


MUSMECI ERIKA

TRAM

Nata a Trieste, si diploma presso l’istituto d’Arte E. e U. Nordio,frequenta il corso organizzato in memoria della Scuola di Nino Perizi tra il 1998 e il 2000 presso l’Istituto d’Arte E.U.Nordio in collaborazione con il Museo Revoltella di Trieste e partecipa alla mostra collettiva medesima esposta al Museo Revoltella. Il comune denominatore che lega tutte le città che ho fotografato è il mezzo di trasporto pubblico , il tram. In alcuni viaggi che ho fatto tra l’ Italia e all’ estero ho scoperto con piacere che grandi città come Torino e Milano e in Portogallo, a Lisbona, c’è ancora il tram . Mezzo di trasporto “antico” per certi aspetti ma tuttora utilizzato . Rivederlo altrove è come riscoprirlo nella mia città , ridargli importanza e valore, è come riappropriarsi di un “bene” , indispensabile a volte, perché ci porta da una destinazione all’ altra.


OLIVERIO GERARDO

EVANESCENZE

Gerardo oliverio nasce in un paese della provincia di Foggia chiamato orta nova nell’anno 1946. Dal 1966 vive a trieste ove, grazie ad un amico , ha conosciuto la macchina fotografica e con la stessa ha fotografato i diversi momenti della vita familiare sino a quando si e’ dedicato, sempre in via amatoriale, ad immortalare le luci della natura nelle sue sfumature. Chi non si e’ mai entusiasmato davanti ad un tramonto con i suoi toni di rosso? Chi non si e’ sentito preoccupato innanzi ad un cielo plumbeo annerito da nuvole minacciose? Ebbene, questi momenti sono il tema delle sue foto che vogliono mostrare all’attento osservatore la luce del cielo e degli oggetti posti nella natura e la natura stessa in eventi atmosferici nelle prime ore del mattino ed al calare della sera. Le immagini possono sembrare ripetitive, ma non e’ cosi’ se gli attimi colti ed impressi se li osservano attentamente nella sequenza cromatica. Il colore e’ predominante perche’ crede in una immagine di un mondo colorato frutto, forse, del suo passato di autodidatta pittore. Esperienza fatta in eta’ giovanile. La luce gioca nel colore e mostra tutta la bellezza delle cose che ci circondano affinche’ gli occhi, la mente ed il corpo ne possano gioire. Un mondo grigio da’ nostalgia. Nel colore si riconosce chi gode attimi di gioia per sopprimere la tristezza ed il dolore.


PERICO NADIA

VIAGGIO DENTRO

Il tema della casa rispecchia l’attualità sociale in modo piuttosto grave. Tutte queste persone che devono lasciare la propria casa nel tentativo di trovare una un posto sicuro accogliente dove poter stare tranquilli. La casa come rifugio, serenità, accoglienza ma purtroppo a volte anche prigione. E’ stato questo il mio sentire, quando accompagnai Alessandra una cara amica a vedere una casa per il suo acquisto. Pensai a chissà quali persone fossero passate in questa casa,quante vite hanno ascoltato e respirato questi muri. Chiesi ad Alessandra di poterci tornare da sola. Passando più volte per vedere come la luce entrava dalle finestre e ascoltando le emozioni che mi avvolgevano, iniziai il mio viaggio. Volendo dar vita a quelle emozioni che sentivo intorno a me nonostante all’interno della Casa non vi fosse più nessuna traccia. Ho voluto ridare emozioni e vita a questa casa aiutandomi con la luce. Queste sono le ultime fotografie di questa casa perché poi è stata completamente rifatta e della sua atmosfera non vi è più traccia.


PONS GIUSEPPE

IN MOVEMENT

Perché scatto? Mi rilassa, mi fa sentire bene ... e mi dà grande energia. Fotografare mi rende felice, mi permette di osservare il mondo intorno a me in una dimensione diversa e di proporre il mio punto di vista personale, senza barriere o compromessi. Fotografare mi rende libero. Una delle cose più belle è quella di entrare in contatto con l’altro, incontrare il suo sguardo e scattare. In quel momento nasce un rapporto così intenso come breve e ciò accade soprattutto nella fotografia di strada. Amo la “street photography”. “In Movement” nasce dal mio amore per la “Street photography” e per la necessità che ho di viaggiare per lavoro. Credo infatti che la digitalizzazione della fotografia abbia reso il linguaggio fotografico molto più democratico dal punto di vista tecnico e l’utilizzo del cellulare vada visto in questi termini.


ROMAGNOLI FEDERICA CENT’ANNI DI GIOVINEZZA

Timida. Ambiziosa. Testarda. Sognatrice. Sono nata a Gorizia il 6 gennaio 1991, dove tutt’ora vivo e mi sono diplomata come tecnico dei servizi turistici. Sviluppai l’interesse per la fotografia già da piccola con le classiche macchine fotografiche usa e getta che usavo soprattutto durante le gite scolastiche. A 16 anni mia madre mi regalò la mia prima fotocamera digitale compatta, con cui iniziai a dedicarmi ad autoritratti costruiti e alla fotografia Beauty, sia a colori che in bianco e nero. Trovai nella fotografia il miglior mezzo di comunicazione con le altre persone, dato il mio carattere introverso e riservato. Per un periodo abbandonai questa grande passione, che riaffiorò un paio di anni fa. Capii che la fotografia era parte integrante della mia vita e che non l’avrei mai più voluta lasciare in disparte. Adoro occuparmi personalmente dell’ abbigliamento e del make-up. Mi occupo anche di fotografia concettuale (cercando di trasmettere un’idea o un concetto attraverso dei simboli) e ricerco nuove sperimentazioni per creare immagini astratte e soprattutto grafiche. Per me la fotografia non è un semplice hobby ma una terapia! Mi ha aiutata a superare momenti difficili, mi ha aiutata a comprendere meglio quali fossero i miei limiti e le mie debolezze e a cercare di migliorarmi prima di tutto come persona e poi come fotografa. In essa trovo il miglior mezzo d’ espressione per comunicare i miei pensieri e i miei punti di vista, ma anche lati del mio carattere che difficilmente riesco a esternare a contatto con le persone.


SALUSINSZKY GYULA

PARIGI 13.11.15

“Sono nato a Budapest, ma ormai da diversi decenni vivo in Italia, dal 1982 a Trieste. Dopo aver cessato la mia attività imprenditoriale mi sono dedicato alla mia passione fotografica che nel frattempo ho cercato di migliorare e raggiungere livello professionale. Parigi, la sera del 13 novembre 2015…..    Eravamo andati al cinema per vedere il film “Il figlio di Saul” ,opera sconvolgente, un  capolavoro, oggi pluripremiato. Alla fine della proiezione un silenzio “assordante” nella sala.  Nessuno si muove. Usciamo piano e attoniti. Tutti. Non riusciamo a dire neanche una  parola. Dopo mezzogiorno incontriamo dei giovani per le strade. Sempre più numerosi. Molti con  fiori in mano e si dirigono verso Place de la Republique, nonostante il consiglio della polizia  di evitare luoghi pubblici, assembramenti. Sono in moltissimi, di diverse origini etniche.  La vita riprende: gente a passeggio, bambini per strada, la sera di sabato i bistrot, ristoranti  pieni come sempre. E forze dell ordine. Dappertutto. Non come di solito.    Io cerco di fotografare questa Parigi: ferita, scioccata, ma forte ed orgogliosa. Esemplare.    Con le mie foto quì esposte voglio esprimere i miei sentimenti e sensazioni  di quei giorni ed  il rispetto nei confronti dei PARIGINI.  Spero di esserci riuscito, almeno parzialmente. 


SCARPA MASSIMILIANO OPORTO

Sono nato a Pordenone il 18 Giugno 1971 da madre operaia e padre Geometra, il piacere per la fotografia mi stato donato dal mio caro padre ancora in tenera età, quando, curioso, giocavo con la sua preziosa Fujica, reflex dalle eccezzionali caratteristi che tecniche che ancora oggi custodisco gelosamente. La serie di foto che andrò a presentare si divide in due filoni principali, sono state scattate in un occasione veramente particolare, il mio viaggio di nozze. Siamo in Portogallo, nazione che mi ha sempre incuriosito, sotto ogno forma, estetica e culturale. In felice compagn ia di mia moglie abbia scovato i luoghi piu’ caratteristici e bizzarri di questa terra, scoprendo un ambiente ricco di contrasti e di figure bizzarre, una società molto accogliente, con gente molto gentile e disponibile. E’ una terra tutta da scoprire e forse un viaggio di nozze non è sufficiente a mapparla tutta. Ed e’ proprio per questo motivo che nei 14 giorni a disposizione, ho cercato di cogliere, grazie all’aiuto di mia moglie, gli aspetti e gli attimi più particolari di questo splendido viaggio.


SECONDIN ALESSANDRO SEGNI E SILENZI

Nato a Venezia nei primi anni settanta. Vivo in Friuli, a Porcia. Da sempre appassionato all’arte nelle sue forme, da qualche tempo mi dedico alla fotografia. Come fotografo non amo collocarmi all’interno di un genere specifico, anche se ultimamente prediligo i paesaggi. Per me la fotografia è soprattutto un momento intimo, ricco di emozioni e di silenziose narrazioni. Attraverso i miei scatti cerco di raccontare la mia storia mescolata a quella dei soggetti che ritraggo. E’ come un viaggio, un percorso interiore, che si manifesta in ogni foto. Segni e Silenzi è il titolo della mia mostra. E’ una idea che mi ha impegnato per più di un anno tra il bosco e la piana del Cansiglio. Luoghi che frequentavo un tempo e che ultimamente, grazie alla passione per la fotografia e alla dedizione a questo progetto, ho imparato ad amare ed osservare con occhi diversi: lo spettacolo che madre natura offre ogni giorno suscita sempre grandi emozioni. Durante le quattro stagioni ho cercato i segni dell’uomo in quel territorio, per certi aspetti poco noto ad un turismo di massa, e dove la natura è ancora viva tra immense distese, splendide vedute, imponenti alberi e infiniti silenzi.


SILVER RICHARD

TRAM

Richard Silver è nato a New York, cresciuto a Brooklyn e attualmente vive a Manhattan. Per lui “casa” è laddove si trovi la sua macchina fotografica. Nella sua vita, Richard ha visitato oltre 200 città e ben 76 paesi, di cui 12 solo lo scorso anno. Nonostante abbia cambiato moltissimi lavori (dal distributore di bevande, il broker a Wall Street, e l’agente immobiliare a Manhattan), Richard ha sempre mantenuto una passione per la fotografia ma ha iniziato a scattare a tempo pieno nel 2011. L’amore per i viaggi gli ha offerto molte opportunità di fotografare le diverse città e culture. Richard ama l’architettura iconica , che si tratti di antico o moderno , e si è sempre focalizzato sulla documentazione delle belle strutture in ogni nuova città visitata . Egli ama utilizzare tecniche come quelle del Time Slice , Tilt Shift , HDR e dei panorami verticali per presentare il nostro mondo quotidiano in un contesto visivo alterato .


STOLFA TILEN

IL GOLFO MAGICO

Sono nato a Postumia nel 1982 ora vivo a Sezana (Slovenia). Nel 2008 ho finito gli studi a Lubiana laureando come ingegnere civico. Il mestiere mi ha portato a essere un intreccio tra architettura e ingegneria lavorando negli spazi urbani e in mezzo alla natura. Tra gli ultimi progetti conclusi vado fiero della rivitalizzazione della proprietà dell’ Equito di Lipica e dei sentieri nelle grotte di Škocjan. L’esigenza di fotografare, documentare e preparare i progetti, tantissimo tempo perso in natura aggiunte alle radici carsiche che vivono in me ha accesso in la passione per la fotografia. Documentare e fotografare i momenti, le storie nascoste che la terra carsica fatta di sassi, sole e mare, ci propongono e diventata un’abitudine. La mostra “Golfo magico” e un insieme di momenti che il Golfo di Trieste offre al visitatore durante l’anno. Una serie d’immagini che documentano i posti nascosti, la natura fatta di roccia in stretto contatto con il mare, gli edifici storici come il castello di Marmare e Duino immersi nella natura e i tramonti che dipingono il golfo a modo loro. La mostra e un insieme di fotografie che oda il Golfo per quello che e quello che dovrebbe restare, una terra di ispirazione profonda per tutti noi.


TAMBALO DANIELE

COLOURS OF LANDSCAPE

Sono nato nel 1958 a Susano di Castel d’Ario antico borgo del mantovano. Vivo a Nogara nel mezzo della bassa veronese: terra di valli e di nebbia. Insegno telecomunicazioni in un ITIS di Villafranca Veronese dove tra l’altro posso discutere di fotografia coi colleghi dell’indirizzo grafico. Nel tempo libero, tra le mille cose a cui mi interesso, mi dedico alla fotografia. In questa mia ennesima partecipazione alla via delle foto ho portato questa mia ricerca applicata al paesaggio. Questa serie di fotografie nasce dall’idea di cercare la parte emozionale del paesaggio eliminando quegli elementi figurativi che se da un lato lo caratterizzano e ce lo fanno riconoscere dall’altro lo riconducono a degli stereotipi che spesso ci portano a belle foto tutte uguali (esempio classico i tramonti). Si può attingere a quanto già sperimentato nella pittura contemporanea ed in particolare nell’espressionismo astratto di Pollock o Rothko.


TAVERNA JENNY

FLOWERS

Mi chiamo Jenny e non sono una fotografa. Non lo sono professionalmente e non mi definisco tale. Sono nata nel 1975 in un piccolo paesino della bassa friulana e ho conosciuto la fotografia, come espressione in età adulta. Ho frequentato l’istituto d’arte e mi ha dato alcune piccole basi di fotografia, Con i pochi soldi messi da parte mi comprai una reflex analogica, ma in quegli anni sperimentare costava... Da circa tre anni possiedo una reflex digitale e sto lasciando libera la mia anima nel fare ciò che naturalmente sa fare... cogliere gli attimi di umanità più intensi e figli della passione. Non sempre ci riesco ma quando succede mi sento libera. Un fiore è breve, ma la gioia che dona in un minuto è una di quelle cose che non hanno un inizio o una fine (Paul Claudel) Osservare i fiori è una delle cose che amo di più in natura. Mi emoziono sempre, davanti ad un fiore, e ho cercato di coglierne l’essenza in ogni modo possibile, senza mai riuscirci. Ma forse è impossibile farlo. La fotografia mi ha dato l’opportunità di esprimere una piccola parte di me attraverso i fiori. Ed attraverso queste fotografie vi parlo un po’ di me. Colori vivaci ma anche delicate sfumature di bianco e nero. Di ogni fiore si coglie l’essenza, che è colore, profumo ed anche forma. E la parte più intima resta celata da mille petali, come uno scrigno prezioso in fondo al mare.


TODISCO BETTINA

PEOPLE

Bettina Todisco è nata a Udine e vive a Trieste. E’ fotografa per passione e viaggiatrice, quando il tempo lo consente. Laureata in Matematica presso l’Università di Trieste, specializzata in informatica, ha lavorato come progettista di sistemi informativi presso un’azienda del settore ICT nella quale oggi ricopre il ruolo di Communication and Social Media Manager. Ha approfondito le tematiche della comunicazione, conseguendo il master di I livello in Analisi e gestione della comunicazione, indirizzo comunicazione pubblica e di impresa, presso l’Università di Trieste. Giornalista pubblicista, collabora alle pagine culturali di quotidiani e periodici locali. Ama la letteratura, la scrittura, il cinema, il teatro, i viaggi e la fotografia. E proprio dalla fotografia, last but not least, resta sin da bambina stregata, dedicandosi ad essa nelle riunioni di famiglia prima e nei viaggi poi, rubando con i suoi scatti immagini di bambini, donne, uomini. Solo dopo molte ritrosie cede al digitale nel 2005, rigorosamente Nikon.


TORREGGIANI STEFANO LA TRANSUMANZA

Il nostro Phototeam “Wedding 3 punto zero” ( W.3.0) , nasce da un’idea, da una filosofia di lavoro. Il nostro fine è quello di affidarci alla modernità radicandola nella tradizione. L’ attualità, le nuove proposte, devono essere sempre accompagnate dalla tecnica e dalla consapevolezza. Dal foto-reportage alla fotografia di moda, dal ritratto alle intramontabili foto di paesaggi, sono le nostre naturali fonti di ispirazione; settori dove operiamo solitamente, anche al di fuori del settore Wedding. Sono l’ entusiasmo e l’amore che poniamo nel nostro lavoro a darci una spinta in più e a fornirci nuove energie . Siamo inguaribili romantici e ci perdiamo spesso, rapiti, ad osservare tramonti e i sorrisi delle persone. La nostra naturale vena artistica poi completa l’opera . Il vostro matrimonio è e sarà veramente il giorno più bello della vostra vita, l’avverarsi di un progetto, di un’idea, di un sogno. Per questo noi, fotografi del vostro matrimonio, ci impegneremo a rendere eterno questo momento . Immagini che rimarranno eterne negli occhi dei vostri invitati, ma tangibili e reali nel vostro album, cucito su misura per voi. Non siamo una fabbrica, ma moderni artigiani dell’immagine, pronti a rea lizzare il vostro servizio fotografico e video secondo le vostre esigenze, le vostre aspettative, i vostri sogni. Siamo pronti ad accompagnarvi nel vostro sogno e a farvelo rivivere. Qualità, eleganza, creatività sono gli obiettivi cardinali ed irrinunciabili del nostro lavoro.


TUFARO GIANNI

WEDDING MOMENTS

Sono un fotografo di matrimoni ad Udine. Mi avvicino alla fotografia ancora bambino. All’epoca mio padre aveva una Zenit con un 58mm f/2 comprata chissà dove, ma poter rivedere, ormai grandicello, le mie foto con il pannolone, fatte con quella scatoletta magica, faceva nascere in me la voglia di poter fare quello che faceva mio padre: le fotografie. Gli chiesi di insegnarmi l’arte della fotografia. Fu amore a prima vista. Da allora è stato un crescendo passando dal 35mm della mia personalissima Olympus al 120 ZenzaBronica dei fotografi professionisti della mia zona. Sono stato il ragazzo di bottega per diversi anni… Fotografare la gente, poter vedere espressioni e contesti fanno nascere in me un senso di profonda calma. Sogno. Vivo. Abbandono tutto me stesso in quella foto. Per questo ho deciso di voler raccontare delle storie attraverso la fotografia.


MASSIMO ZAMPETTI

FOESIE

Non è un errore, questo progetto si chiama esattamente così... FOESIE. FOESIE è l’acronimo di “FOto” e “poESIE”, ovvero quando le mie poesie incontrano le mie foto. E’ un open-project, non ha una fine... o credo non ne abbia almeno fintanto continuerò a “generare” poesie. Fermo restando la passione per la fotografia, ho cominciato non molti anni fa a sentire l’esigenza di raccogliere su carta, per non perderne memoria, quelli che erano e che sono i miei pensieri. Da li ad abbinare a ciascun pensiero una foto il passo è stato breve e con il tempo la “cosa” è cresciuta fino ad assumere una connotazione abbastanza corposa e ancorché intimamente e strettamente personale, ad essere resa pubblica. Il filo logico, quindi, che tiene insieme il progetto è la poesia. Un ultima precisazione, come per la parte visuale “Non mi sento e... forse neanche lo sono... un fotografo, mi sento più un... visionario” per la parte testuale “Non mi sento e... neanche lo sono... un poeta, sono un pensatore... un pensatore ad alta voce.” Fino ad ora sono 40 volte che un mio pensiero incontra una mia visione.


ZANELLA VALENTINA

TRAM

Classe 1976, dopo una Laurea in Scienze Politiche ed un Master in Discografia, lavoro per anni nell’ambiente stimolante di uno dei più storici studi di registrazione di Milano, seguendone il settore legato agli eventi ed alle produzioni discografiche. Amo la fotografia del “carpe diem”, tutto ciò che vedo e mi incuriosisce può diventare il mio prossimo soggetto preferito. Per ulteriori informazioni, consultare: www.wonderv.it ”Prendete la vita con leggerezza che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.”(I.Calvino) Questa frase, rappresenta il cuore del mio pensiero per questo lavoro fotografico, mescolando immagini di leggerezza “corporea” con immagini legati ad una leggerezza della mente e del modus vivendi che rendono il mondo, un luogo legato alla relatività delle cose della vita.


ZANGRANDO ANDREA AUTUMN SECRETS

Andrea Zangrando, nato a Trieste nel dicembre del 1978, scatta le sue prime fotografie con la macchina fotografica reflex del padre alle scuole medie per una manifestazione scolastica. Da quel momento fino all’autunno 2010, quando acquista la sua prima reflex digitale, la fotografia resta un interesse in letargo. Negli anni successivi, anche grazie ai viaggi effettuati in giro per il mondo, la sua passione per la fotografia e la voglia di migliorarsi cresce di giorno in giorno frequentando dapprima il suo primo corso di fotografia fino al recentissimo Workshop di ritratto e moda nella vicina Rovigno. La sua fotografia che si può definire paesaggistica - con la netta predilezione per i tramonti - si sta lentamente trasformando in quanto considera la presenza dell’essere umano all’interno di un contesto, indipendentemente dalla sua natura, il valore aggiunto tra una cartolina ed una bella fotografia. La città natale diventa così la sua palestra preferita per provare nuove tecniche di ripresa e rubare scatti di attimi di vita.


ZANINELLI ROBERTO

ORIZZONTI DI NUVOLE

Roberto Zaninelli, nasce nel 1965 a Milano, dove attualmente vive. Ha iniziato a fare fotografie da quando era piccolo, facendo pratica con la macchina di papà, una Ricoh 500 G che ha fatto sua prima di passare, per prati cità, alle compatte analogiche e, successivamente, negli anni ottanta, alle digitali. Negli anni 90 è la volta di una reflex analogica per passare finalmente ad una reflex digitale nel 2011. Innamorato delle montagne e della natura in generale ha scattato migliaia di diapositive durante le sue scalate nelle Alpi e trekking in giro per il mondo. Amante della solitudine, gli ampi spazi e gli orizzonti alpini hanno fortemente influenzato il suo “imprinting” fotografico. E’ infatti dalla maestosità dei paesaggi che si sente maggiormente ispirato cercando di trasmettere all’osservatore delle sue foto le emozioni di questi panorami. Queste fotografie scattate dal villaggio montano in cui trascorro parecchi periodi dell’anno, vogliono essere il racconto dello scorrere delle stagioni. Sono il tentativo di trasmettere le emozioni che ho provato durante l’attimo dello scatto; pace, inquietudine, tormento; emozioni più o meno mutevoli che, come le nuvole, si formano e dissolvono. Nuvole amichevoli, minacciose, tempestose che accarezzano, avvinghiano e sferzano orizzonti uguali ma sempre diversi.


ZIGANTE GIANNI

TRAMONTI E INCONTRI A TRIESTE

Sin da piccolo ho avuto curiosità nei confronti della macchina fotografica e della sua potenzialità di catturare, congelare, magnificare ed esaltare un momento che, senza questo strumento, sarebbe andato perduto! Solo in età adulta però ho avuto la possibilità di avere una macchina fotografica tutta mia. Una Canon AE-1 affiancata poi da una Canon A1, il tutto completato da ottiche differenti che mi permettevano di esprimermi in una varietà di temi, dalla paesaggistica ai primi piani. Avevo dunque il giusto corredo per poter eventualmente far conoscere i miei sentimenti, le mie emozioni attraverso la fotografia. Dalle foto private poi, per casualità, sono passato a fare il fotografo free lance, cominciando a seguire mia nipote al concorso di Miss Italia in tutte le sue tappe, servizi di convegni, di teatro, sfilate di moda e tante altre manifestazioni. Mah ahimé, un destino avverso ha fatto sì che tutto mi venisse tolto durante una cena in Friuli durante la quale ignoti mi avevano depredato di tutto! Non ho un palmares di qualificazioni o diplomi, sono semplicemente un amante della fotografia, che non appena mi si è ripresentata l’occasione, mi sono ripreso tutto quello che mi era stato tolto ed ora mi sono rimesso in gioco. Amo la spontaneità nel scatto fotografico, amo la luce e tutti i suoi colori e mi intriga il gioco di luci della notte, ma amo anche il bianco e nero. Un vero fotografo, un fotografo completo intendo, fotografa tutto, ma in ognuno di noi c’è uno stile che si può individuare scatto dopo scatto.


LA DOLCE VITA

LE VIE DELLE FOTO TRA SOLIDARIETA’ ARTE E MODA

Un’esperienza dedicata ai cinque sensi, alla moda, all’arte, alla musica e alla fotografia, Le Vie delle Foto, in collaborazione con ARTROPHIA quest’anno si è decisamente sbizzarrita e in occasione della serata di beneficenza ha organizzato in uno scenario d’eccellenza come il Castello di San Giusto presso il LOFT STORY un evento magico, dal gusto fotografico, solidale e culturale. Sono state esposte e vendute ad offerta libera tutte le opere che i fotografi aderenti all’iniziativa 2016 hanno messo gratuitamente a disposizione. Hanno sfilato sulle note di Alexey Grankowsky, noto sound designer russo, splendide modelle indossando indumenti di designer provenienti da tutto il mondo: Anna Vedeneeva Couture - Russia BORSA - Trieste - Italia Céline Marie - UK A Rock on A Lens Eyewear - Australia Paolin - Italia Estroverso - collettivo - Russia, Italia, Germania Madebyenka - Croazia Foglianera - Italia Ogni anno l’organizzazione de Le Vie delle Foto aiuta associazioni di tutto il mondo e famiglie locali, anche quest’anno è stato scelto di dare il contributo alla piccola Aurora e alla sua famiglia, la bimba triestina è affetta dalla malattia CLKD5.


GRAZIE DA TUTTO LO STAFF Lucia Slavica Martina Micalizzi Micol Brusaferro Linda Simeone Giada Genzo Pamela Goding Onoria Fragiacomo

ICAE F A R G IONAL O T O F TERNAZ A R T 16 0 2 E mOS TTIVA IN L LE COL IZIONE 6° ED

APRI

l'arte a portata di caffè nei migliori locali di trieste www.leviedellefoto.it foto di Guido Cavallini - TANKPHOTOFACTORY

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Catalogo mostra fotografica collettiva Le Vie delle Foto Edizione 2016