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Monsignor Morosini ha chiesto al Papa di eliminare provvisoriamente la figura dei padrini dalle cerimonie di battesimo e cresima


CONTROCOPERTINA

Papi e padrini

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DOMENICA 15 GIUGNO

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Monsignor Morosini ha chiesto al Papa di eliminare provvisoriamente la figuradei padrini dalle cerimonie di battesimo e cresima

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MARIO NIRTA iconosciamolo: questo papa Francesco è un simpaticone che però tra i tanti problemi che l’assillano non pensava di ritrovarsi anche quello, abbastanza risibile in verità, propostogli da monsignor

Morosini. Il quale, in un’intervista - che tra l’altro mi pare abbondantemente concordata - dichiara d’aver scritto al papa per proporgli l’abolizione provvisoria dei padrini onde purificare il Battesimo, facendo così balenare il sospetto che, oltre che tra gli insegnanti, l’arcivescovo vorrebbe i precari anche nei riti religiosi. Allegria! direbbe Mike Bongiorno se tornasse in vita. Ovviamente i collaboratori del papa, oberati da ben altri impicci, dopo aver probabilmente pensato “Beato questo vescovo che non ha altri problemi per la testa”, non si presero neppure la briga di rispondere. Non per questo si diede per vinto il Monsignore che in un colloquio privato rinnovò la sua proposta ad un Pontefice che assillato da guerre nel mondo, migrazioni varie, unificazioni religiose, fecondazioni artificiali ed altri problemi di ben più rilevante importanza, a tutto pensava tranne che ai padrini nel batt e s i m o . Naturalmente, non essendo presenti, non sappiamo se il papa sia riuscito a restar serio ed a celare nei suoi occhi furbetti un sorrisetto i r o n i c o . Sappiamo solo che gli ha detto di no, indispettendolo e non poco. Ma prima di proseguire vediamo che cos’è questo benedetto Battesimo che Sua Eccellenza vorrebbe cominciare a smantellare partendo dall’abolizione dei padrini e che invece sta tanto a cuore a Sua Santità. E’ un sacramento inaugurato da Gesù in persona che lo ricevette nel Giordano da San Giovanni Battista che preda di uno strambo furore religioso, immergeva nei fiumi

Fattiuna

quanti gli ronzavano attorno. Siccome il battesimo del Figlio di Dio era un evento più unico che raro, per l’occasione apparve anche lo Spirito Santo che presentato Gesù come il suo Figliol diletto del quale s’era compiaciuto, se ne ritornò ai suoi cieli in attesa di ridiscendere di lì a qualche tempo per illuminare le zucche degli apostoli. In seguito il rito del battesimo cambiò ed ogni religione cristiana ne adottò uno proprio. I cattolici si limitarono a versare in testa al battezzando un po’ d’acqua, ad ungergli la fronte con olio e sale, nemmeno fosse un’insalata, domandando al padrino se, a nome del piccolo, rinunciava a Satana, alle sue pompe e a non ricordo che altro. Il padrino, che verosimilmente fungeva anche da testimone e che da quel momento diventava soprattutto per gli orfani una specie di secondo padre, rinunciava con allegra disponibilità a tutto, anche alle pompe che probabilmente scambiava per quelle delle biciclette, il piccolo veniva iscritto nel registro dei cattolici e poi si banchettava. Altre religioni, anziché per aspersione battezzavano per immersione, inducendo san Cipriano vescovo di Cartagine a sentenziare che i bambini immersi avevano una dose di grazie ben superiore di quelli aspersi. Come si vede, in fatto di stramberie, le religioni non hanno mai badato a spese. In effetti succedeva che il pastore prendeva per la collottola il malcapitato battezzando, lo immergeva per un paio di volte in un fiume o nello specchio d’acqua più vicino, insomma, detto alla nostra maniera, “si dava na para i calati” e così, insieme ad una nuova e immacolata coscienza, gli regalava spesso anche una bella bronchite. Ovviamente, in questo caso i padrini sembrano avere un ruolo marginale. E forse proprio per ciò se ne stavano prudentemente sulla riva. Ma da qui a sbatterli, sia pure provvisoriamente come vuole il Monsignore, fuori dai piedi, ce ne passa. E naturalmente quanti hanno tenuto a battesimo dei bambini non possono essere d’accordo anche perché di solito sono delle brave persone che sentono il peso della loro condizione e nei limiti del possibile aiutano i loro comparucci. Ma soprattutto, com’è d’uso dalle nostre parti, si guardano bene dal peccare contro il “Sangiovanni”, un peccato che non merita remissione. Ma anche così non fosse non vedo la necessità di sventolar loro quel cartellino rosso che invece Sua Eccellenza vuole brandire senza requie, dimenticando che nel Medioevo, quando in realtà il Battesimo fu istituzionalizzato, i padrini talora superavano il centinaio. In verità, le persone oneste sperano che si combattano i padrini della mafia, non certo quelli del battesimo che magari nemmeno sospettano di essere indigesti a Sua Eccellenza. In ogni modo, che non sia d’accordo io col suddetto monsignore conta poco, anzi non conta niente del tutto. Quel che però conta è che non lo è nemmeno il papa il cui giudizio è contestato dall’arcivescovo di Reggio che dice testualmente, “Resterà un ultimo tentativo da fare tutti i vescovi della Locride insieme”, contando così di convincerlo a recedere dalle sue posizioni. Speriamo che tutto questo non porti ad uno scisma e che dopo la Chiesa Gallicana, non spunti fuori quella Locridea, quasi il Monsignore avesse accolto un suggerimento del senatore Razzi “Senti a me, te lo dico da amico, qua è tutta una malvivenza, fatti una chiesa per conto tuo…”. (marionirta@libero.it)

chiesa...


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PRIMO PIANO

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di Doroteo

M ORTACCI

Popolo della Locride tacete e non lamentatevi più: quel che si semina si raccoglie Poche settimane fa ero elettrizzato, quasi scosso dall'idea che, finalmente, la Locride avesse la possibilità di cambiare faccia, di vedere un futuro roseo e luminoso all'orizzonte. In realtà era notte, e le mie positive sensazioni incrociavano il mio sonno la sera prima delle elezioni europee e comunali. Il sogno iniziava con gli slogan di Matteo Renzi e

la sua voglia di gioventù, proseguiva con le grida di Beppe Grillo e le sue trame di rivoluzione, si concludeva con le frasi di Berlusconi e Alfano che inneggiavano alla svolta. Aria fresca, in campo c'era anche la Meloni e Tsipras, stavolta, immaginavo girandomi tra le lenzuola è la volta buona. Così mi apparvero volti che neppure conoscevo, giovani ragazzi attenti e preparati, donne di polso, insomma un esercito di nuove leve della politica al comando della Locride. Al risveglio ho seguito con grande attenzione l'esito delle urne. Canolo, Sant'Ilario, Benestare, Martone, Roccella Jonica, Brancaleone, Riace, tutti confermati, tutto come prima. Il sogno che avevo fatto poche ore

prima si stava trasformando in incubo. Imperitura, ancora lui, Brizzi, Lucano e Moio e tutti gli altri. E Grillo e la rivoluzione? E Renzi e i giovani? E Tsipras, Alfano, Silvio, anche Silvio B. mi aveva abbandonato. Nulla è cambiato. Per carità i primi cittadini eletti sono anche brave persone, a modo, ma mi chiedo, visto che da un decennio sono sulla scena politica ( chi anche da due decenni) quando qualcuno durante l'assemblea dei sindaci della Locride chiede la testa di un collega perché avrebbe torto? D'altra parte il collega di cui si chiede la testa è lì da tempo immemore e nulla di positivo è emerso, anzi il tracollo è inarrestabile. E mi chiedo i cittadini della Locride amministrati sempre dai soliti noti che

LA LETTERA

Condividiamo il pensiero di Gigi Brugnano e siamo pronti all’impegno Carissimo direttore, abbiamo letto con interesse la bella intervista che Gigi Brugnano ha rilasciato al Suo giornale. Un'intervista ben fatta e chiara nei contenuti che ci permette numerosi spunti di riflessione. Emergono in primis, non solo le qualità morali di Gigi Brugnano, ma anche le capacità di analizzare la situazione sidernese e di proporre, con un ragionamento razionale e costruttivo, un percorso utile. Tali doti, in un momento come questo, rappresentano una risorsa per la nostra città ma soprattutto per il centro sinistra, che dovrebbe valorizzarle in modo unitario con convinzione e determinazione. Nel momento come quello che la città di Siderno sta vivendo, in cui tutti (a parole) non fanno altro che dire di voler anteporre il bene di Siderno a qualunque calcolo di convenienza politica, sarebbe delittuoso non ricercare (almeno all'interno del centro sinistra) in modo unitario, la partecipazione attiva di chi può raffigurare un percorso di rinascita della città. Condividiamo, con Gigi, anche la sintesi del Suo ragionamento: “prima di un candidato serve un progetto ”. Lo condividiamo e nel nostro piccolo, siamo pronti a dare il nostro contributo, sia in termini di idee e di proposte e che in termini di disponibilità a ricercare insieme con il centro sinistra e con le forze sane della città il percorso che consenta a Siderno, di riprendere sia politicamente che economicamente il ruolo di guida dell'intero comprensorio. Per questo, senza indugi, Siderno libera invita, ancora una

volta, al dialogo Il Pd e anche tutte le altre forze politiche che vogliono costruire un progetto politico alternativo rispetto alle forze politiche che hanno governato Siderno negli ultimi anni prima del commissariamento. Infine, ci piace rilevare che Gigi (bontà Sua), ha avuto parole di apprezzamento per la nostra iniziativa tesa a ricercare insieme (tutti insieme) regole comuni per la competizione elettorale. Il sasso lanciato da Siderno Libera ha prodotto una discussione che merita (evidentemente) maggior approfondimento. Tre sono i cardini della nostra proposta: un sindaco una lista; la presentazione alla cittadinanza, insieme al nome del Sindaco, del nome di coloro che andrebbero a comporre l'eventuale giunta; un codice etico che tutti i candidati dovrebbero impegnarsi ad accettare. L'obiettivo è quello (e si torna all'inizio delle riflessioni), di costruire un percorso che consenta di ridare forza alle istituzione tutte, Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale e che rimetta (con coraggio) il progetto e non il singolo al centro della discussione. Su questo siamo pronti a riaprire la discussione, con tutti, dai parti ai movimenti alle associazioni ma soprattutto ai singoli cittadini. Manca un anno alle prossimo competizioni elettorali, se davvero si vuole c'è tutto il tempo per lavorare e costruire un futuro per la nostra città. Cordialmente Siderno Libera

È morto Domenico Futia detto U Briscola: ARRESTATO CON L'OPERAZIONE RECUPERO, AVEVA UN TUMORE Capita che la Giustizia mostri il volto della legge. Capita spesso in Calabria. E il volto duro della legge è stato mostrato a Domenico Futia, un sidernese del 1947 detto Briscola. È morto ieri, nell'ospedale di Messina, dove per l'aggravarsi delle condizioni di salute era stato trasferito dall'ospe-

protestano a fare se poi, i soliti noti li ripiazzano al comando? Allora suggerirei al popolo locrideo di tacere, di non lamentarsi della spazzatura, delle tasse, della tasi e dei lungomari rotti e sporchi. Di non lamentarsi del lavoro che manca e delle strade piene di buche. Alla fine quel che si semina si raccoglie. Nulla di personale con i primi cittadini eletti, ci mancherebbe la democrazia è sacra, ma i risultati nel nostro territorio sono pari a zero e chi amministra ha scelto di caricarsi di responsabilità ed è giusto che si becchi anche le critiche. Detto questo plauso ad Alfonso Passafaro, un gesto coraggioso il suo in un tempo in cui i sogni svaniscono e restano gli incubi di una Locride annullata.

dale di Vibo, sede anche del carcere dove stava scontando la pena definitiva. Arrestato nel 2009 con l'operazione Naplam, (coltivazione di marijuana) a Futia erano stati concessi gli arresti domiciliari nel Settembre 2010 perché doveva subire un intervento gravissimo. Dopo l'asportazione del rene avvenuta nel reparto di Urologia di Locri, sempre a Settembre, la diagnosi è stata terribile: tumore. Ma nel dicembre dello stesso anno Futia veniva nuovamente tratto in arresto con l'operazione Recupero per associazione a delinquere di stampo mafioso. Da quel momento avvocati e familiari hanno più volte denunciato l'incompatibilità di Domenico Futia con il regime carcerario. Niente. Neppure quando il giudice cautelare del procedimento Recupero affermava che Futia non era idoneo al carcere. Che non ce la faceva fisicamente. Niente, perché, invece, il giudice di Sorveglianza della sentenza definitiva di Napalm, che ha condannato definitivamente Futia a sei anni e sei mesi, sosteneva che n'era idoneo. Ieri è stato dimostrato il contrario, se ce ne fosse bisogno. Un contrario di cui i familiari non se ne faranno niente. Un figlio, una moglie, in Italia, avrebbero il diritto di stare con un proprio caro negli ultimi anni di vita, quando il destino breve di un uomo è già stato sentenziato da una malattia gravissima, molto probabilmente degenerata e radicata dappertutto. Un pregiudicato, a sua volta e in Italia, avrebbe il diritto di stare con i propri cari alla fine dei suoi giorni, perché la morte è inguardabile quando ti bussa senza nessuno accanto. Ma a volte la Giustizia italiana, in Calabria, mostra spesso il volto bestiale della legge.

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ILVALZER DEI MARAM

“Da voi comandiamo noi” sembra recitare il rifiuto del commissario dell’Asp Franco Sarica alla giusta richiesta di un consiglio straordinario dei sindaci della Locride, nel piazzale dell’Ospedale della Locride.

ERCOLE MACRÌ Roma l’Eterna, Istanbul l’Incomparabile, Locri l’Incorreggibile. Consoli, imperatori, capocomici, vittime sacrificali, suggeritori, ascari e vassalli. Soprattutto vassalli che stanno a disposizione, al loro posto, ed eseguono ordini calati dall’alto in questa propaggine di Reggio che fu un’antica provincia greca. Locri spegne spesso le sue luci per alimentare quelle in riva allo Stretto, del waterfront di un paesazzo scandaloso, una mala figura che si spaccia per città metropolitana. L’allegria e l’entusiasmo innestati in questi mesi dal samba di Giovanni Calabrese vengono falciati dal giro di valzer di Alfonso Passafaro. Anch’egli a disposizione. Un colpo d’anca da dietro. Un tackle che non ci aspettavamo. Ci dispiace, Passafaro stava facendo bene nel suo settore, ma ancora una volta, dopo la crisi del 2007, la destra cittadina, unitamente intesa, conferma tutti i confini mentali di un pollaio che sguazza solo nei bassi orizzonti della sudditanza. A Locri bisogna dare conto. A chi? A chi lo deve dare Calabrese, a chi Macrì, a chi Passafaro? La giunta è sempre più abbottonata, i tre gruppi che la governano, referenti di poteri interni ed esterni, rimangono in silenzio, distaccati e diffidenti, gli uni con gli altri, con il veleno sulla punta della lingua e una mina sotto i piedi. E lo sceriffo di ferro, Franco Sarica, a chi deve dare conto di

Francesco Sarica La sanità fallita


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MALDI “

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OSPEDALE. IL 19 GIUGNO I SINDACI IN CONSIGLIO l Sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, non si ferma di fronte alla mancata autorizzazione data dal Commissario Sarica per lo svolgimento di un Consiglio Comunale congiunto tra tutti i 42 comuni della Locride nel piazzale dell'Ospedale di Locri, e controbatte confermando la data del 19 giugno dando appuntamento davanti il Palazzo di Città per un Consiglio Comunale convocato in via “straordinaria” ed “urgente”. Il Consiglio Comunale si svolgerà davanti al piazzale municipale alle ore 19 di giorno 19 giugno

L’allegria e l’entusiasmo innestati in questi mesi dal samba di Giovanni Calabrese vengono falciati dal giro di valzer di Alfonso Passafaro. Un colpo d’anca da dietro. Un tackle che non ci aspettavamo

una commedia reggina che diviene tragedia nella Locride? L’incatenamento dei sindaci davanti al Gran Bazar di Locri, i post su facebook di Giovanni Calabrese, nella pancia della campagna elettorale, non sono piaciuti. “Da voi comandiamo noi” sembra recitare il rifiuto del commissario dell’Asp Franco Sarica alla giusta richiesta di un consiglio straordinario dei sindaci della Locride, nel piazzale dell’Ospedale della Locride. Ma il consiglio nostro il 19 giugno si farà comunque, non all’ospedale ma davanti al comune cittadino. Perché bisogna pur fare qualcosa dinanzi a una sanità fallita, volutamente rimpicciolita a prova di microscopio, da un cotè politico-mafioso e dai grand commis che agiscono nelle tenebre, tra la piazza Camagna e il Cordon Bleu di quel paesazzo nero, nemico e metropolitano. Calabrese però questa volta va avanti, rifiuta di ingoiare da sindaco quel vecchio rospo che gli ingozzarono brutalmente sette anni fa da vicesindaco. Affronta a viso aperto il maramaldeggiare di chi pur essendo di Locri rema contro una città storicamente vinta, ripetutamente ferita, quasi morta. E l’assessore Fontana? Gli ho mandato un sms per verificare un suo presunto mal di pancia. Ci conosciamo da troppo, quindi mi preoccupo anche di una pur minima indiscrezione che lo riguarda. Non mi ha risposto. Strano. Gli volevo chiedere del teatro, dove di solito si aggira buona parte dell’élite provinciale. E nelle frazioni di provincia, specie in quella delle città metropolitane, sono più di sei i personaggi in cerca d’autore. E i rospi per Giovanni Calabrese.

Alfonso Passafaro La politica divisa


IL SEMINARIO

Svolto il seminario tecnico per chiarire l'accesso al credito per le imprese regionali 1

Nuove opportunità di sviluppo dal

Fondo rotativo 2

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uove opportunità di sviluppo per le imprese calabresi e per l'intero territorio regionale possono derivare grazie all'accesso al credito del Fondo rotativo “Jeremie”. Questo quanto emerso dal seminario tecnico tenutosi giorno 10 giugno a Locri e al quale hanno preso parte illustri rappresentati del settore finanziario regionale, ma non solo. Infatti, al tavolo dei relatori erano presenti il dott. Paolo Commisso, Presidente dell'Investment Board Jeremie e promotore dell'evento stesso, il dott. Giuseppe Minervino, Presidente ABI Calabria, il dott. Alberto Maria Schiavone, del Fondo Europeo Investimenti FEI, il dott. Jean Bernard Piedboeuf, della Banca del Mezzogiorno, il dott. Eugenio Caniglia, del Gruppo Intesa Banco di Napoli. Dopo gli interventi dell'Assessore Regionale alle Attività Produttive, dott. Demetrio Arena, del Sindaco della Città di Locri, dott. Giovanni Calabrese, e del dott. Ettore Lacopo, Presidente ODCEC di Locri, si è dato il via ai lavori che ha impegnato la platea per quasi tre ore. Numerosi gli spunti emersi dalle presentazioni effettuate, durante le quali si è cercato di dare tutte le informazioni necessarie, oltre che quelle prettamente tecniche e basate sui numeri, per poter accedere al Fondo Jeremie, ma anche a tutte le opportunità che questo riserva. Il Fondo Jeremie costituisce attualmente il più importante strumento di finanza messo a disposizione per le imprese del territorio regiona-

le, con le risorse finalizzate sia al finanziamento dell'attività corrente (capitale circolante), sia agli investimenti produttivi. Grazie alle sue peculiarità pubblico - private, il Fondo Jeremie interviene a ridurre il costo di accesso al credito con fondi finalizzati al sostegno e alla crescita del sistema produttivo regionale. Queste opportunità vanno dunque a vantaggio dell'azienda che fa richiesta di accesso al credito e quindi di sostegno economico, nonché, di conseguenza, anche a vantaggio dell'intero territorio in cui la stessa azienda è situata ed opera. L'evento è stato un'occasione unica a livello regionale e numerosi sono stati anche gli spunti nati dagli interventi effettuati dalla platea, nel momento in cui il seminario è stato aperto ai presenti, in modo da poter avere anche un'interazione in tempo reale. Quindi una tematica importante e globale quella della finanza d'impresa che ha coinvolto il territorio calabrese e le imprese locali, in modo di poter cercare di offrire ad esse un rilancio nel prossimo futuro, anche grazie alle competenza messe in campo dai professionisti del settore. Sicuramente nel tempo si continuerà a sentir parlare del Fondo Jeremie e nuove realtà bancarie e/o finanziarie si avvicineranno allo stesso, cercando così di offrire opportunità e offerte aggiuntive a vantaggio di chi fa richiesta di accesso a questa tipologia di credito.

Il Fondo costituisce il più importante strumento di finanza messo a disposizione per le imprese del territorio regionale, con le risorse finalizzate sia al finanziamento dell'attività corrente (capitale circolante), sia agli investimenti produttivi


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i t n e v r e t n i i l G

IMMAGINI

1)TAVOLODEIRELATORIOSPITI, 2) DOTTORPAOLOCOMMISSO PRESIDENTE "INVESTMENTBOARDJERIMIECALABRIA", 3) PAOLOCOMMISSOCONILPRESIDENTE ABIREGIONECALABRIADOTTORGIUSEPPEMINERVINO, 4) DOTTORDEMETRIOARENA ASSOCIAZIONEREGIONECALABRIAATTIVITÀPRODUTTIVE , 5) DOTTORFELICEIRACÀ DIRIGENTEDIPARTIMENTOATTIVITÀPRODUTTIVEREGIONECALABRIA , 6) DOTTOR

PAOLO COMMISSO

ALBERTOSCHIAVONEFONDOEUROPEOPERGLIINVESTIMENTI

Presidente Investment Board Jeremie Calabria "Il Fondo sostiene le imprese meritevoli di finanza a tassi in media dimezzati rispetto a quelli ordinari praticati a parità di merito creditizio" "Non vi è impresa dove non vi è controllo della finanza, controllo di gestione e competenze aziendali: non basta fare ma bisogna saper fare impresa" "Il Jeremie Calabria costituisce il più rilevante Fondo di finanziamento congiunto pubblico privato a favore del tessuto imprenditoriale regionale"

FELICE IRACÀ

Dirigente Dipartimento Attività Produttive Regione Calabria : "E opportuno ragionare in maniera coordinata da parte di tutti gli attori del sistema bancario ed istituzionale" "Il problema dell'accesso al credito non va limitato al tasso o alla garanzia ma anche alla necessità di attivare strumenti di finanziamento a sportello e selezionare progetti di qualità verificata e verificabile"

ALBERTO SCHIAVONE

Fondo Europeo per gli Investimenti

o “Jeremie” 3

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"Il Fondo Europeo per gli Investimenti sostiene le imprese piccole e medie in tutta Europa ed il Fondo Jeremie costituisce una sfida per favorire la crescita del sistema produttivo regionale"

DEMETRIO ARENA

Assessore Regionale alle Attività Produttive "Bisogna adeguare le misure e gli strumenti finanziari esistenti all'economia reale" "Il sistema bancario deve avere un approccio diverso verso le imprese anche perché la ripresa del sistema delle imprese coincide con la crescita del sistema bancario e viceversa" "Bisogna attivare iniziative straordinarie in un contesto economico e sociale a forte rischio di tenuta"

JEAN BERNARD PIEDBOEUF

Direzione MCC Banca del Mezzogiorno "Preponderante è stato il finanziamento chirografario rispetto a quello ipotecario" "I finanziamenti di importo pari o inferiore a 100.000 euro sono stati pari al 40% del totale erogato"

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EUGENIO CANIGLIA Dirigente Banco di Napoli

"Erogati finanziamenti con Fondi Jeremie ad un tasso medio del 2,5%" "Due terzi dei finanziamenti erogati sono rivolti agli investimenti in capitale circolante delle imprese. L'80% delle aziende finanziate sono manifatturiere."

GIUSEPPE MINERVINO

Presidente ABI Regionale Calabria "Un mercato finanziario funzionante ha un ruolo decisivo per la crescita dell'economia reale" " Non ci possiamo più permettere di non utilizzare in maniere ottimale le risorse europee attraverso un efficiente impiego delle risorse"


RIVIERA

ATTUALITÀ

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GIUSEPPE GIARMOLEO a presenza a Cassano di Papa Francesco è un ulteriore segno di attenzione che la Chiesa riserva alla Calabria. E a nessuno sfugge la necessità che la nostra terra riceva un’attenzione “positiva” e non, come spesso avviene , un’attenzione che rinnova luoghi comuni che diventano infamie con il conseguente grave danno non solo d’immagine. Il Papa si reca in una regione periferica d’Italia per incontrare la “periferia” della nostra regione: è lo stile pastorale che ha voluto dare al suo ministero che risponde alle urgenze del nostro tempo, raccogliendo sfide importanti e impegnative, secondo l’esempio e la Parola di Cristo. La diocesi che il Papa visita è guidata da Monsignor Galantino, segretario della CEI per volontà di Francesco, pertanto la scelta è di certo legata a questa decisione del Papa, ma, con probabilità, anche un altro fatto ha inciso in questa decisione: in quella terra è avvenuto un tragico evento di sangue, con l’assassinio di un bambino: una barbarie che anche in una regione martoriata dalla violenza non ha lasciato indifferenti! Ma la preoccupazione del Papa non è solo per i fatti che hanno, giustamente, suscitato particolare scalpore: è costante nel suo insegnamento il richiamo al rispetto della dignità umana, al rispetto della persona umana a cominciare dal primo dei suoi diritti: il diritto alla vita! Purtroppo, nonostante le tante belle parole e la crescita di interesse anche verso i “diritti” degli animali, il nostro tempo ha registrato un aumento generale di violenza in tutte le sue forme: esplicite, larvate o, addirittura, nella forma

Il Papa non abbandona la Calabria Il Pontefice visita Cassano, incontra una Chiesa viva come è nel resto della regione, una realtà che continua a essere luce e sostegno concreto nel discreto silenzio, e ricorda che ogni cristiano, che ogni persona di buona volontà è chiamata a essere in prima fila nell’impegno a favore del bene

di “diritti”. E non vi è solo la violenza della criminalità, nelle varie forme, delle scelte politiche o economiche, ma anche di familiari contro altri familiari. Pertanto, queste realtà che nel nostro tempo assumono particolari dimensioni quantitative, non rendono né Cassano né la Calabria luoghi “speciali”: è tutta la nostra civiltà occidentale che deve ritrovare le sue radici cristiane! I comportamenti di Francesco e la sua parola vanno nella direzione di tornare all’essenziale, cominciando con il ricordare che il male non è invincibile, anzi è già sconfitto e non avrà l’ultima parola. Questa visita, non dimentichiamo, segue le presenze in Calabria di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, segue

due riconoscimenti importanti che la Chiesa calabrese ha avuto con l’incarico conferito, come si diceva, a Monsignor Galantino e quello conferito a Monsignor Marcianò, nominato Ordinario Militare. Per chi ha avuto modo di conoscere Monsignor Bregantini l’azione pastorale di Francesco ha un sapore speciale: in molti tratti era presente nelle parole e nei comportamenti di Padre Giancarlo: è un caso che proprio “nell’insignificante” Locride si sia realizzata una pastorale che sarebbe stata aspetto sostanziale del futuro pontefice? C’è Chi non abbandona nessuno! Nel segno dell’amore e della speranza, pertanto, il Papa visita Cassano, incontra una Chiesa viva come è nel resto della regione, una realtà che continua a essere luce e sostegno concreto nel discreto silenzio, e ricorda che ogni cristiano, che ogni persona di buona volontà è chiamata a essere in prima fila nell’impegno a favore del bene: non basta che parli il papa, non basta che il vescovo condanni o riaffermi i valori umani: c’è una presenza che è propria dei laici, anche in politica: uomini e donne normali che non temono di metterci la faccia nella difesa del bene comune, che considerano il loro impegno in società parte integrante della partecipazione alla messa. La parola del Papa genera una speranza che non nasce solo da una logica di ottimismo umano della volontà, ma è radicata nella Persona di Cristo che ha donato a ogni uomo, compresi coloro che operano il male, la possibilità di vivere, per sempre, la vita che tutti desideriamo. E nel cuore di ogni uomo vi è l’attesa di questa speranza


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Risultato di assoluta avanguardia all’Ospedale di Locri Locri in Promozione, Madre con il diabete monitorata durante il parto con una tecnologia rispolverate gli striscioni innovativa dalla pediatra Bruzzese e dal ginecologo Bonavita

Il Commissario Straordinario dell’ Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, durante la sua venuta all’Ospedale di Locri, ha voluto congratularsi con Franco Mammì, Primario di Pediatria, per i risultati che la diabetologia pediatrica è riuscita a raggiungere non solo in ambito provinciale, ma anche a livello regionale e al di fuori della nostra stessa regione. Il centro di Locri, infatti, coordina l’attività di tutti i centri di diabetologia pediatrica calabresi presenti all’interno di una “rete” assistenziale regionale operativa dal 2007. L’occasione è stata la nascita di una bellissima bambina, Costanza, la cui madre, affetta da diabete mellito insulino-dipendente, durante tutta la gravidanza e al momento del parto è stata monitorizzata con una tecnologia d’avanguardia utilizzata presso il centro di diabetologia pediatrica dell’ Ospedale di Locri, la cui responsabilità è affidata alla pediatra Mariella Bruzzese. Lucia (la mamma affetta da diabete mellito insulino dipendente) ha raccontato: «Quando ho deciso di avere un figlio, Mariella Bruzzese, la pediatra-diabetologa che mi ha in cura ha molto insistito sul fatto che era fondamentale avere un ottimo controllo glicemico sia prima che durante la gravidanza. Per la terapia del diabete ero già in trattamento insulinico con il microinfusore, ma la dottoressa ha voluto che utilizzassi anche il sensore

sottocutaneo per il monitoraggio continuo della glicemia. Grazie a questo strumento non ho avuto particolari sbalzi glicemici per tutto il periodo della gravidanza. Il microinfusore ed il sensore della glicemia mi hanno davvero aiutata ad avere una bambina sana e bellissima, e ora siamo una famiglia felice.Voglio ringraziare per questa mia bellissima esperienza anche tutta l’èquipe medico-infermieristica del reparto di Ginecologia ed in particolare il dott. Bonavita che si è fatto carico di assistermi durante la gravidanza e che al momento del parto mi è stato vicino». Mariella Bruzzese, la Pediatra-diabetologa che ha in cura Lucia, ha sottolineato: «Per una donna affetta da diabete mellito di tipo 1, insulino-dipendente, la gravidanza e il parto richiedono accurata preparazione e pianificazione. Oggi la tecnologia viene incontro in quanto sono disponibili strumenti sempre più affidabili e innovativi che, grazie ad un miglior controllo della glicemia, consentono di salvaguardare meglio la salute del bambino che nascerà. La novità più importante di questi ultimi anni, oltre alla terapia insulinica con il microinfusore, è il sistema per il monitoraggio in continuo della glicemia, chiamato anche “ holter glicemico” in analogia con il sistema che misura per 24 ore l’andamento dell’elettrocardiogramma o della pressione arteriosa». Carmelo CARABETTA

Dunque è ormai ufficiale, il Locri è tornato in Promozione. L'operazione è stata garantita da Paolo Spadaro, storica figura del calcio locrese, una mix di esperienza e capacità, che è riuscito grazie agli straordinari rapporti intrattenuti con i dirigenti della Benestarnatilese (in particolare quelli con i fratelli Amato) a riportare la “ultracentenaria” A.C. Locri nel campionato di “Promozione”. I tifosi potranno così iniziare a rispolverare sia striscioni che bandiere. Paolo Spadaro sta cercando di coinvolgere in questi giorni un nutrito gruppo di persone ed imprenditori per un progetto che lui stesso ha dichiarato ambizioso. Si punterà prevalentemente su un gruppo di calciatori del posto e la squadra sarà affida-

ta al bravissimo Cosimo Silvano. Tra pochi giorni tutto sarà ufficializzato . Saranno individuate le cariche dirigenziali, l'intero staff tecnico, e s' inizierà con la necessaria campagna -acquisti calciatori . Ora non rimane altro che auspicare un immediato ritorno sul terreno di gioco dello storico comunale di Via Cosmano e, magari, rivedere al più presto possibile anche quel famoso derby Locri- Siderno e viceversa che richiamava sugli spalti migliaia di spettatori. Calcisticamente parlando, quella di Spadaro, è stata una felice intuizione. I cittadini locresi dovrebbero dire grazie a questa persone umile ma molto determinata che però non finisce mai di stupirci. Go Paolo A.T.

“Work training”:i protagonisti sono i giovani “Work training” è un progetto promosso dall’Azienda Calabria Lavoro. Si tratta di un piano che prevede l’assunzione di cinquecento tirocinanti prevalentemente giovani, disoccupati e/o inoccupati dai 16 ai 29 anni, residenti nella provincia di Reggio Calabria, per dodici mesi presso soggetti pubblici e privati, retribuiti con un compenso di 500 euro mensili. Questa notizia risale al 31 Marzo, data della presentazione del progetto. Era stato stabilito che si sarebbero mobilitati entro il primo Maggio. E la prassi per compilare la richiesta on line è già stata avviata. A questo punto allora: manterranno le promesse? O come al solito tutto svanirà in un batter d’occhio? Leggendo il bando in cui tutta la procedura è dettagliatamente spiegata, ho focalizzato l’atten-

zione sul punto “criteri per l’assegnazione dei punteggi ai fini della graduatoria”: primeggia il titolo di studio, in seconda posizione l’età, poi l’indicatore di reddito ISEE, la lettera motivazionale e infine le conoscenze informatiche di base. Un’ottima opportunità, nonché una speranza per molti giovani, che in questi giorni si stanno adoperando a completare la richiesta, in scadenza il prossimo 19 Giugno. Notizie del genere non si apprendono mica tutti i giorni. Per dare un esempio: scrivo su google “agenzie di lavoro on line”, i risultati sono innumerevoli, clicco su una delle prime voci inserisco il luogo, cioè inserisco il nome di uno dei paesi limitrofi della provincia di Reggio Calabria, un lavoro tra i più comuni, quello di commessa...il risultato? Beh, “nessun risultato” ho trovato scritto, senza

tanto stupore devo ammettere. In un periodo storico e sociale in cui l’economia è arenata sulla pista senza riuscire a decollare, i pater familias sentendosi falliti per non riuscire ad assicurare ai loro figli il futuro che avevano programmato, minacciano di suicidarsi,e i comuni sono in perenne stato di dissesto, una notizia come questa, rivolta ai giovani non può far altro che risollevare gli animi. Scopelliti, in occasione della presentazione del “work training”, aveva dichiarato:”La sfiducia generata dalla mancata ripresa spinge le imprese a tagliare e a non assumere giovani, in quanto oggi rappresentano un costo non sostenibile. Con questo metodo cerchiamo di dare un po’ di respiro al mondo giovanile e alle aziende, focalizzandoci sulla provincia di Reggio.” Aveva centrato l’obiettivo Scopelliti. I giovani. È

rivolto a loro il più grande interrogativo nel mondo del lavoro. Pur di guadagnare qualcosa ed essere indipendenti accettano di lavorare in nero, di ricevere un misero stipendio, magari anche dopo aver fatto innumerevoli sacrifici, studiando in vista di un futuro migliore. Questo progetto arriva forse dalla consapevolezza che per cambiare l’ordine, o sarebbe più opportuno dire il disordine delle cose, sono necessarie menti giovani e motivate che si sappiano ingegnare e proporre, ad un pubblico che stupito saprà sicuramente apprezzare. Anche se i posti saranno limitati, solo cinquecento, questa iniziativa sarà servita soprattutto a rianimare una parte di società in momentaneo stato di arresto. Così se la speranza è l’ultima a morire, non rimane altro che sperare nel “Work training”.


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GERENZA

Registrata al Tribunale di Locri (RC) N° 1/14

Direttore responsabile: ANTONIO TASSONE Editorialista: ILARIO AMMENDOLIA COLLABORATORI: Ercole Macrì, Eleonora Aragona, Domenico Macrì, Franco Parrello, Daniele Mangiola, Lidia Zitara, Patrizia Pellegrini, Domenico Spanò.

Tony De Leo ci mancherà

EDITORE - No così srl - via D.Correale, 5 - 89048 Siderno

Il preside Antonio De Leo durante una conferenza tenutasi nell’istituto da lui diretto

Girolamo Staltari Siderno ha perso un'altro pezzo della sua storia. Si è spento , stroncato da una lunga malattia all'età di 79 anni l'imprenditore Girolamo Stalteri, per

Francesco Drianò, "nell'arte della Vita " e " per gli amici" Franchino

sabato il dottore Pietro Leone, da tutti conosciuto come Piero. Era come è considerato da più parti un vero operatore culturale”.

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A ricordarci che siamo tutti funamboli in bicicletta sul sottile filo della Vita è sempre e solo l'improvvisa scomparsa di qualcuno, la cui anima che ride, sempre riderà come una preghiera. In bicicletta e sorridendo si può andare anche quando "con grandi sacrifici" raggiungi e mantieni un peso superiore a 100 Kg. Così Franchino ha attraversato "facendosi leggero leggero" la sua e anche la nostra Vita: con un sorriso sgargiante, con miriade di battute brillanti, dense dell'ironia e a volte del sarcasmo di chi nella Vita non affronta solo cose belle. Lo sguardo acuto e intelligente, nascosto da un paio di occhiali, aveva consentito a Franchino di essere un imprenditore della Locride dotato di serietà e professionalità eterea per planare su un terreno minato senza mai arrivare allo scontro con nessuno. Come ad ogni Uomo, nella vita di Franchino non sono mancati i momenti tragici. Ma a differenza di molti, la sua sofferenza non si è mai trasformata in cinismo, nè le difficoltà hanno mai attenuato la sua generosità. Sempre pronto a mettersi in viaggio per scoprire un nuovo ristorante, per degustare prelibatezze, per condividere con gli amici il piacere della buona tavola e del buon bere, sempre pronto a tacere piuttosto che dire cose spiacevoli. Franchino, aveva saputo essere anche molto coraggioso nelle sue scelte: piuttosto che essere tra i Vinti, tra i vincitori o tra i perdenti, aveva preferito restare un pugile sentimentale. Come nella poesia di Vladimir Vysotskij cantata da Capossela, mentre Franchino è sul ring, la Vitaavversario «Colpisce, è un uragano... e lui si accascia poi stremato... e gli alzano la mano che non ha mai picchiato. Mentre lui serafico dice... La Vita è proprio bella, la Vita è proprio okay... e pensa un pò, sarà okappa per qualcuno per gli altri è kappaò». Con affetto e stima Antonella Sotira

tutti "Mommo".

Pietro Leone Lutto nel mondo della cultura. È morto

DOMENICA 15 GIUGNO

Roccella: in ricordo di Franchino, l'arte di attraversare la vita sorridendo

“ mi aveva telefonato per chiedermi “Lettere dalla Locride”. Lo ha fatto con parole belle che solo Lui sapeva pronunciare e che non oso riportare. Mi spiace di non aver fatto in tempo a regalarglielo. La sua morte mi porta a riflettere sull'effimero che ogni esistenza porta con sé, sulla caducità degli ideali, sulla fragilità umana che reclina il capo all'incalzare della morte. Ci mancherà il preside, lo scrittore, l'intellettuale impegnato ma soprattutto ci mancherà Tony ed il suo delicato sorriso. Ilario Ammendolia

SETTIMANALE

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RICORDANDO

Tony De Leo è morto. Ci mancherà il suo sorriso mite, la sua delicata tenerezza. Ho frequentato con Lui le scuole superiori e l'università. E' stato testimone al mio matrimonio. Tempi bellissimi e non solo per la nostra giovinezza. Tempi che adesso si colorano di malinconia e di rimpianto. Ci siamo laureati insieme e di quel periodo ricordo la grande allegria e le sue risate senza fine. Poi un giorno, a Caulonia centro, dove allora vivevo, Tony è venuto a trovarmi. Voleva impegnarsi nella organizzazione dei giovani del PSIUP di cui allora ero nella segreteria provinciale. Iniziammo un percorso politico molto bello, a volte, entusiasmante come non lo è stato mai più. Eravamo quasi tutti ragazzi e guardavamo all'Oriente rosso ed all'Alba nuova che sembrava illuminare il mondo di una allegra luce di solidarietà , di fraternità e di uguaglianza. Tanta più è stata splendente l'alba, tanto più malinconico è il tramonto. Abbiamo visto alzarsi in cielo i nostri ideali come gli aquiloni del Pascoli. Poi le prime folate di vento, lo sbandamento, la caduta. Qualche mese fa ho recensito su questo stesso giornale il suo ultimo libro sulla scuola che mi aveva fatto avere. Pochi giorni fa

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Ieri a Monasterace oggi a Ferruzzano. Il passato che non cambia il presente

Questione meridionale, una lotta tradita ILARIO AMMENDOLIA

F

erruzzano ha la fortuna e il merito di aver eletto un ottimo sindaco. Una donna che coniuga cultura ad umiltà, buon senso e capacità amministrative Un sindaco che profuma di semplicità, profondamente e sinceramente legata al suo Paese ed al suo popolo. Non dobbiamo consentire che qualcuno provi a mandarlo via a colpi di pistola. I nostri paesi sono un’unica frontiera quando si cede in un punto si arretra l’intera linea del fronte. Marisa Romeo deve percepire concretamente che dietro di sé c’è tutta la Locride. Quella vera. Quella delle persone che non abbassano la testa dinanzi alla protervia dei poteri oscuri (e non è la sola ndrangheta) che tentano di comandare nella nostra terra. Noi tutti dovremo sentirci scorta democratica del sindaco di Ferruzano così come lo siamo stati di Maria Carmela Lanzetta, già sindaco di Monasterace che si voleva cacciare con il fuoco. Partendo dai fatti di Monasterace abbiamo promosso una eccezionale mobilitazione democratica che è andata ben oltre la Locride. La incolumità e la dignità di un sindaco come quella di un bracciante o di un detenuto, è stato fulcro e motore della nostra mobilitazione. C’è un nemico nell’ombra che ha premuto il grilletto. Ci sono i suoi complici. C’è un nemico più insidioso e responsabile per quanto accade nella nostra terra. Su questo qualche riflessione dovremmo farla. Gli ultimi dati sulla recessione economica in Calabria sono drammatici e tendono ad ampliare la forbice che ci divide dalla altre regioni d’Italia e d’Europa. Nel 2013 il Pil nel Sud è ancora sceso ancora del 4,4% rispetto alla media nazionale, l’occupazione negli ultimi del dibattito politico la questione meridionamesi è ulteriormente calata del 7,7% in più le. rispetto al resto d’Italia... In Calabria i dati Spiace che i primi passi del governo Renzi Istat sono ancora più dolorosi e drammatici. sembrano andare in direzione diversa se non C’è un buco nero che sembra risucchiarci opposta. Rifletta il ministro Lanzetta. verso il disastro. C’è un nesso inscindibile tra la drammatica All’indomani dei fatti di Monasterace abbia- crisi calabrese confermata dai recenti dati mo approvato il progetto d’urto della Locride Istat e i colpi di pistola sparati a Ferruzzano e il protocollo della legalità. Non debbono Noi non possiamo e non vogliamo essere l’anrestare sulla carta. Dinanzi al ministro tindrangheta del potere e della conservazione Cancellieri, da presidente del comitato dei tour court dell’ordine esistente. Noi siamo sindaci della Locride, ho preso la parola per altra e diversa cosa. Noi siamo impastati dalle ribadire che la presenza ndranghetista in lotte per cambiare la società, del sangue dei Calabria non si risolve mandando nuovi mili- vinti, del sudore degli emarginati, delle soffetari o con la giustizia sommaria ma affrontan- renze dei carcerati, del grido strozzato delle do la questione sociale e riportando al centro vittime di mafia, dall’impegno per modificare

L’ordine, la sicurezza, la legalità sono parole vuote se lo Stato resta scisso dalla Costituzione. Ma da questo orecchio non si vuole sentire. Si rifletta. C’è un solo modo per essere vicini a Marisa Romeo e a tutti coloro che si tenta di intimidire

un ordine ingiusto. L’ordine, la sicurezza, la legalità sono parole vuote se lo Stato resta sostanzialmente scisso dalla Costituzione. Ma da questo orecchio non si vuole sentire. Si rifletta. C’è un solo modo per essere vicini a Marisa Romeo (o a Rosario Rocca) ed a tutte le persone che si tenta di intimidire: rilanciare la lotta alla ndrangheta come lotta per il rispetto sostanziale della Costituzione e per il riscatto della nostra Terra e contro la diffamazione calcolata del nostro popolo. C’è un filo rosso che collega la nostra lotta contro lo scioglimento dei consigli comunali con rito sommario, la detenzione delle persone senza giusto processo, le carceri-vergogna, gli arresti spettacolo ed il nostro deciso collocarci a fianco delle persone che si tenta di intimidire.. La democrazia non si difende a segmenti ma nella sua interezza. Questa è stata ed è la nostra Resistenza. Nel mese di giugno di trentaquattro anni fa eravamo a Rosarno dove un giovane intellettuale comunista, Peppe Valarioti, era stato ucciso. Non eravamo un piazza intimidita ma una folla enorme che come un “ tribunale del popolo” accusava gli assassini e poneva il problema di una Calabria diversa. Dopo 34 anni quella lotta non è vinta perché è stata tradita . Sequestrata dagli stessi poteri responsabili del degrado della Calabria e della stessa presenza della ndrangheta. Non si lasci cadere nel vuoto la necessità di un’ impegno militante a fianco di Marisa Romeo. Ieri a Monasterace oggi a Ferruzzzano, cambiano le persone, ma non cambia il senso del nostro impegno e della nostra lotta.


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DOMENICA 15 GIUGNO O 17

Il caso paradossale della famiglia Tuccio

È

GIUSEPPE TUCCIO incontestabile che in questi ultimi anni lo Stato ha individuato il fenomeno mafioso come il più preoccupante “fatto criminale” per cui ha messo in campo strategie di rinnovata efficienza sia quanto agli strumenti operativi impiegati sia quanto alla professionalità dei funzionari chiamati a governare sinergicamente tutte le strategie. Pur tuttavia la ndrangheta continua a crescere esponenzialmente, occupando prepotentemente la fragile economia calabrese ed invadendo quella nazionale fino a minacciare la tenuta democratica di parecchi enti locali. Ho trascorso proprio la metà della mia vita in magistratura ed ho avuto l’opportunità di vedere applicate le varie normative antimafia succedutesi nel tempo dal 1962 ad oggi. Ero all’inizio della mia carriera (anni 60’) a Caltanissetta in un momento delicato per il particolare impegno affidatomi di organizzare un adeguato contesto indiziario a sostegno della misura di prevenzione da irrogare al capo mafia siciliano Giuseppe Genco Russo. Al termine dell’attività lavorativa una grande personalità che mi onorò di sua amicizia, Leonardo Sciascia, mi disse con grande pacatezza e fervida convinzione:“Dottore, la mafia non è solo un fatto criminale”. Sono trascorsi tanti anni, tornato in Calabria questa stessa espressione mi è stata ribadita con altrettanta determinazione dal compianto Pasquino Crupi, ultimo rappresentante di una troppo trascurata cultura meridionalistica (da Gaetano Salvemini a Gaetano Cingali, da Tonino Gualascio a Sharo Gambino, che portando ad emersione i fatti tragici che hanno contrassegnato la “Mala Unità” di Del Boca), invitavano la classe politica ad una riflessione sull’opportunità della valorizzazione degli insegnamenti della storia, che indicavano la Calabria sempre destinataria di condotte colonialistiche di depauperamento delle proprie risorse, di una determinante deculturazione, fattori fondamentali per la crescita del rapporto tra mafia e sottosviluppo sociale. La copiosa saggistica in materia finì per essere depositata definitivamente in scaffali di biblioteche di studiosi e la

La Difficile Antimafia Leonardo Sciascia e Pasquino Crupi Stato italiano preferì la via della mortificazione costante dei diritti costituzionali delle popolazioni del Sud in favore della salvaguardia della “sicurezza”. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Migliaia di giovani e giovanissimi, senza un avvenire lavorativo, blanditi dalle lusinghe degli esponenti di spicco di una ndrangheta, ormai holding mondiale, lobby tra le lobby, riempiono le carceri italiane, mentre il 2% soltanto dei vertici delle varie ndrine sono raggiunti dai necessari contesti probatori da parte della magistratura. È crollata la fiducia dei giovani anche nei confronti della

magistratura e delle forze dell’ordine; non regge la tenuta democratica di parecchie Amministrazioni comunali. Non mancano poi testimonianze di “leggi speciali” che consentono di pervenire ad errori clamorosi quanto alla individuazione di responsabilità personali. È inevitabile il richiamo alla legge sulle incandidabilità, alla legge sullo scioglimento delle pubbliche Amministrazioni, agli interventi legislativi in sede penale e processuale con previsioni normative che non hanno prodotto risultati di valore; dall’aumento del carico sanzionatorio, alla creazione di nuove fattispecie penali, dal ricorso alla cultura della premialità alle inutili afflizioni fisiche per i detenuti, all’aumento smisurato dei termini della custodia cautelare ecc. ecc.. È veramente tempo di più radicali riflessioni, recuperando gli itinerari culturali tracciati dal meridionalismo anche di origine calabrese incominciando ad abbandonare gli itinerari dell’antimafia parolaia e marciaiola ed impe-

gnando la classe politica dirigente attuale ad una riflessione più approfondita soprattutto per dissolvere la diffusissima percezione di una Città, bollata per marchio mafioso nella sua totalità. Non posso concludere questa brevissima nota senza richiamare due episodi emblematici che hanno riguardato la mia persona e quella di mio figlio l’avvocato Luigi Tuccio. A causa di una arraffazonata Relazione della Commissione di Accesso, il Ministro dell’Interno, per il tramite dell’Avvocatura Distrettuale Locale, ha indicato la pericolosità di mio figlio, quale membro dell’Amministrazione comunale (nel giudizio per l’incandidabilità) giacché “il genitore faceva parte di una società impegnata ad assicurare appalti illeciti da parte del Comune in favore della criminalità organizzata locale” (SIC!). Non conosco le ragioni “dell’abbaglio”, ma ho reagito a tutela della mia dignità e di quella di mio figlio formulando una citazione per danni nei

confronti del Ministro dell’Interno. Ma quel che mi indigna e che respingo con sdegno è l’asserzione gratuita contenuta in una sentenza secondo cui mio figlio, che si è alimentato di pane e giustizia, vivendo una adolescenza sotto una mortificante scorta rafforzata per oltre dieci anni (a causa del mio impegno giudiziario antimafia), che ha sentito l’odore acre delle ceneri e delle macerie di un attentato dinamitardo mafioso di una mia casa di abitazione, che non è stato mai eletto nell’Amministrazione comunale (cooptato come Assessore esterno, proprio

per la sua riconosciuta ferrea fedeltà ai valori della legalità) viene indicato come veicolo di trasmissione del virus criminogeno nel Comune di Reggio. Per altro verso, cavalcando la cultura del sospetto e del vieto principio della trasmissibilità degli errori di un soggetto nei confronti degli esponenti familiari, affini e para-affini, una sentenza ha stravolto il senso di un colloquio penitenziario avvenuto in un carcere del Nord tra due soggetti ergastolani, detenuti dagli anni 90’, e della moglie di uno di essi, è stato qualificato come connotato del carattere di “cordialità” con mio figlio che non ha mai visto, né interloquito, né direttamente né indirettamente, con i predetti i quali (come si desume dal testo della conversazione intercettata), hanno avuto necessità di richiedere alla visitatrice notizie sulla identificazione di mio figlio informandosi se per caso egli fosse congiunto dello scrivente, con l’intuibile obiettivo di carpire capziosamente assurdi vantaggi per il loro stato detentivo stante la mia qualità di Garante dei Detenuti (per altro soltanto con competenza sulla posizione dei detenuti nella Casa Circondariale reggina). Orbene a fronte della limpida logica interpretazione di tale contesto effettuabile da parte del decidente, emergeva come la ragione della nomina di Luigi Tuccio nella qualità di Assessore comunale esterno, nonché il conferimento di incarichi legali alla sua compagna, avvocato Giampiera Nocera, non avevano alcun collegamento né era possibile ricostruire una qualsivoglia interconnessione con il noto colloquio penitenziario tra due detenuti ergastolani e la congiunta di uno di essi. Dicevo del mio quasi mezzo secolo di impegno giudiziario: ho appreso che la tutela della dignità umana, presidio invalicabile di tutte le libertà è compito dei “guardiani delle leggi” e come tale non può essere subordinata a soddisfare differenti esigenze ricollegabili anche alle inefficienze dello Stato ricorrendo a procedimenti speciali connotati da evidenti distorsioni dei meccanismi di acquisizione delle prove (a carattere unilaterale) o peggio ad operazioni ermeneutiche di scarso pregio giuridico.


RIVIERA

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CULTURA E SOCIETÀ ARTE E DINTORNI di Domenico Spanò

Sfilata del terzo Corteo Storico“Carlo Maria Carafa” Per la terza volta a Roccella Jonica si è ricreato il fascino della corte dei Carafa, un tempo signori incontrastati dello Stato feudale più esteso in Calabria. L’iniziativa, promossa già l’anno scorso nella prima edizione dal professor Vito Pirruccio, dirigente scolastico, quest’anno è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale, viste le ricadute positive in termini di presenze turistiche e soprattutto in termini di fermenti culturali generatisi dalla precedente manifestazione. L’organizzazione è stata affidata alle numerose associazioni locali, tra le quali, in primo luogo, Roccella com’era, che ormai da anni conduce lo studio sulla storia del territorio con ricerche di tutto rispetto, basato sulla lettura e l’esame dei documenti d’archivio e delle diverse pubblicazioni di eccellenti studiosi locali, edite in questi ultimi anni, tutte incentrate sul periodo carafiano a Roccella e dintorni. Anche quest’anno erano presenti come figuranti, insieme ai ragazzi del liceo e dell’Isit, gli studenti di Mazzarino nei loro sontuosi abiti d’epoca, accompagnati dai loro insegnanti e dal dirigente scolastico, Giuseppe Miccichè. Ma non tutti ricordano chi era Carlo Maria Carafa: legislatore, urbanista, scrittore, politico celebre in tutte le corti europee, religioso, cultore dell’arte e delle scienze, membro del Parlamento siciliano, che presiedette più volte. Governò i maggiori feudi della Calabria e della Sicilia, tra cui proprio la contea di Mazzarino, dove si stabilì nel 1678 insieme alla consorte Isabella d’Avalos dei marchesi del Vasto. Il Carafa fu tante persona in una, una mente poliedrica, un grande diplomatico. Tra i suoi titoli spicca quella di Principe di Butera, Primo titolo del Regno di Sicilia, Grande di Castiglia di prima classe, Principe

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Ilcandidatosipresenti perlaprovacostume SARA JACOPETTA

della Roccella e del Sacro Romano Impero. Il Principe, benché risiedesse stabilmente in Sicilia, non trascurò di interessarsi del riordino dei suoi possedimenti in Calabria, come aveva fatto nell’isola. Tra il 1673 e il 1674, infatti, ebbe modo di visitare lo Stato feudale della Roccella, il più vasto dominio della Calabria Ulteriore, che comprendeva: il Principato della Roccella, il Marchesato di Castelvetere, la Baronia della Fabrizia, la Contea della Grotteria con i casali di Martone e San Giovanni, la Baronia di Siderone, la Contea di Condoianne con i casali di Sant’Ilario e Ciminà, la Baronia del Bianco con i casali di Casignana e Carafa. Visitando i suoi feudi calabresi volle accertarsi di persona circa le condizioni di vita delle locali popolazioni e la condotta ed l’efficienza degli amministratori feudali: le impressioni maturate nel corso di quella lunga e minuziosa ricognizione convinsero il Principe della inderogabile necessità di provvedere, in forza della sua potestà normativa, a comporre l’opera Ordini, Pandette e Costituzioni, con la quale dare un assetto giuridico organico ai suoi possedimenti in Calabria e quindi raggiungere un fine pratico, il buongoverno dello Stato della Roccella.

DOMENICA 15 GIUGNO

puoi fare. Ultimo ostacolo: la roba cioccolatosa messa appositamente alla cassa. È la psicologia del marketing, non ci cascare. Il passo successivo è fare attività. No, non col telecomando o col dito sullo smartphone. Vai alla ricerca delle scarpe da ginnastica, nascoste tra mocassini e calzature da happy hour. Sei pronto: farai una corsetta o una camminata veloce e nel mentre sentirai già la tua pancetta ritirarsi; la palpi con le mani mentre affanni, sì, sembra propria più soda. Tornerai a casa e all’istante salirai sulla bilancia. Sembri un bambino, mentalmente intendo. Passo successivo: il mare. Ti dirai che l’estate vera inizierà tra un mese e mezzo, tempo che dedicherai a tornare in forma (come lo eri cinque anni fa). Le prime volte sceglierai un angolo di spiaggia tranquillo, lontano da sguardi indiscreti e da fisici palestrati. Forse qualcun altro ha avuto la tua stessa idea ed ecco che non appena piazzi il tuo telo mare arriva quel gruppo di “amici” che mal digerisci. Esplode la rabbia dentro di te. La tua pancetta giace sotto la t-shirt simpatica che l’anno prima ti stava sicuramente meglio, provi a sederti ma ne esce fuori la modalità “in gravidanza”. Ecco il piano: tolgo la maglia e subito mi sdraio, così compenso con l’effetto ventre piatto. La maglia si incastra, la testa resta impigliata e nel dimenarti la tua pancia si muove come un budino. Soli cinque minuti di mare e già vorresti essere a casa. Non importa quanto i tuoi genitori ti abbiano tirato su con i discorsi dell’esser belli dentro: ogni giugno la tua autostima scende così in basso che magari ti incontra Lucifero e ti dice: “Già da queste parti?”. Perlomeno tu hai avuto la decenza di non spiazzarti la mutanda bianca dove quella foresta dell’Amazzonia di peli incontaminati spicca ancora di più. E poi ricordati una cosa: se sei calabrese e non superi la prova costume, sei giustificato. Ammesso.

Accanto all’esito delle pagelle, ecco che arriva ogni anno di questi tempi, puntuale e inesorabile, una delle prove più difficili cui bisogna prepararsi: la prova costume. Come uno studente che si dispera per racimolare una sufficienza che lo salvi dalla bocciatura, qualsiasi uomo o donna si attaccano alla speranza di perdere almeno quei due o tre chili. Crisi isteriche vomitate sulla madre che cucina con troppi condimenti, disprezzo totale verso chi nasce, cresce e muore magro. Ben lontano quell’esame di coscienza di ammettere che per un intero anno si è mangiato quanto sarebbe bastato per sfamare, come si suol dire, una squadra di pallone. Tanta è l’ira che ci si prepara alla guerra. Via la nutella, via quell’uovo di Pasqua che ancora avanza nell’angolo della dispensa. Di corsa al supermercato, fili dritto verso l’obiettivo finale: il banco frigo con yogurt e mozzarella. Sei agguerrito, nulla ti può fermare! Stai ben attento a non volgere lo sguardo altrove. Cos’è quella roba ipercolorata? No, lo scaffale delle merendine. Vedi la scritta Ferrero ovunque, ma ce la

La “civiltàcontadina”neiversidiSalvatoreFilocamo ILARIO AMMENDOLIA Salvatore Filocamo è un grande poeta calabrese, un pensatore contadino, un uomo di grande saggezza. Non è per niente facile recensire il suo libro d “voci e valori del mio tempo”, edito da Pangallo. Non è facile perché i suoi scritti sono stati già recensiti e commentanti da illustri intellettuali e critici letterari come Pasquino Crupi, Mario La Cava, Saverio Strati, Antonio Piromalli ed altri ancora. Salvatore Filocamo è poeta della civiltà contadina di cui è capace di cogliere con intuito profetico la fine , con un filo di nostalgia “ ..nta stu rigugghiu chi tuttu rivota/ i belli usanzi antichi si perdiru/ chilli genti sinceri scumpariru…” . Tutta la sua poesia è percorsa da una lieve malinconia per i “cosi i na vota” che diventa struggente rimpianto. Eppure Egli come pochi aveva denunciato le ingiustizie , le disuguaglianze e l’insop-

portabile divisione del mondo in ricchi e poveri presente in quella civiltà millennaria“ U riccu a menzujornu mangia mata: primu , secundu, terzu, frutta e vinu; doppu mangia si faci a passijata, po’ si ndi vaji e jioca a lu casinu…. U poveru finisci la jornata e trasend’inta jetta nu sospiru, videndu la mugghieri ncandilata e li figghjoli chi ciangiunu n’ngiru..” Filocamo canta il mondo contadino ma rifiuta la cultura subalterna. Nei suoi versi è evidente una grande voglia di rivolta dinanzi alle ingiustizie che il Poeta locrese propugna in nome di quella saggezza contadina che aspirava ad un mondo giusto in quanto creato da nostro Signore “ cu reguli e misuri” . Filocamo individua nella interessata rottura di tali regole la causa di un mondo che va a “rumbuluni” cioè si muove a passi lesti verso la catastrofe. I ricchi hanno sottomesso i poveri e ciò comporta una eterna lotta tra gli uomini.

Lotta che Filocamo in linea di principio rifiuta così come rifiuta la violenza da qualsiasi parte provenga perché “sutt’o celu simu tutti frati”. Sa leggere la realtà aldilà delle superficie e dei ruoli sociali. Nella poesia “si non criditi lejti i giornali” parla di un contadino che denuncia un furto d’uva nella sua vigna ma i carabinieri completano l’opera dei ladri, rubando ciò restava e arrestando il contadino. Egli ammonisce “..la storriella pot’esseri mbentata, ma e tempi d’oji sunnu fatti veri…e n’arrobbanu sulu i carbineri..”. Ruba gran parte della classe dirigente ma non lo si può dire altrimenti ti arrestano.Un’ amara conclusione che dimostra la capacità del Poeta di scavare la verità oltre le apparenze. Ci sarebbe un gran bisogno di una cultura autentica che non si adagi sui luoghi comuni.. Egli sogna un altro mondo e non è difficile comprendere quale. Chiama Togliatti,

segretario dei comunisti italiani: “amatu capu” e Sandro Pertini, il presidente partigiano, “amatu Presidenti”. Non sopporta le ingiustizie e quando coglie l’impossibilità di cambiare si rivolge al Cielo e dà voce alla sua dissacrante protesta“ E vui, Signuri, chi tuttu viditi, pecchì sti cosi storti i supportati/Ddui sunnu i cosi: o Vui non ci siti/ o puri vui d’i ricchi vi spagnati”. Struggenti i versi per la perdita della moglie amata a cui è stato si sentiva legato da “cordi di azzaru” e il suo dolore diventa “focu vivu chi non si poti astutari”. Il tempo attenua il dolore soprattutto quando i numerosi figli ed i tanti nipoti diventano conforto della vecchiaia: “ndaju na curuna chi m’adorna, cu tant’affettu sti capilli janchi: i figghi e di niputi na culonna, e su’ cchjù riccu di cchjù grossi banchi” Arguzia, sarcasmo, sottile ironia, tanta allegria nelle farse popolari, il teatro di strada tendente a divertire ed a divertirsi durante il

periodo di Carnevale. Era il momento in cui si poteva dire tutto o quasi. Il mondo per pochi giorni veniva rovesciato, il padrone faceva finta di non sentire ed il popolo era finalmente libero di dire la verità. Filocamo compone dei capolavori che meriterebbero di andare in scena ancora oggi perché conservano tutta la freschezza e l’attualità. Poeta contadino, ribelle, saggio, misurato. Poeta di un mondo che fu.. ma sempre attuale perché attuali sono gli eterni problemi che appartengono agli uomini di tutti i tempi ed i tutti i continenti.: la giustizia, la felicità, la bellezza, il dolore, la morte. Un libro molto bello che vorrei fosse letto in tutte le scuole , in tutti i paesi della Calabria ed oltre. Introdotto con intelligenza da una bella prefazione del professor Ugo Mollica e con la pregevole nota biografica dell’indimenticabile Carmelo Filocamo.


RUBRICHE

CARTOLINE MERIDIONALI

di Antonio Calabrò

Piani di Lopa - Venti Calabresi In primis era lo Scirocco, che soffiò a lungo su questa terra portandoci l’Africa; e poi il Grecale, che ci condusse Omero e Pericle. Battuta tra i venti al centro del Mediterraneo, tra l’incrocio di mari e di placche tettoniche, tra grandi tensioni contesa, Calabria, terra di vento, di guerra e d’amore.

L’ANGOLO DI PARRELLO

di Franco Parrello

SIDERNO DOLCE RICORDO

Pillole

Ritorno ai miei affezionati lettori, dopo un periodo trascorso a Pavia, per controlli sanitari. Siderno, sino a pochi anni fa, era la "perla" della costa jonica, con migliaia di turisti che erano felici di trascorrere le loro vacanze in questa località. Ora il sole non splende più come una volta a Siderno. Il lungomare praticamente non esiste, le ville con alberi centenari e di grande valore botanico sono abbandonate a se stesse; le strade periferiche lasciano a desiderare. Tornerà di nuovo a sorgere il sole a Siderno? Siamo sfiduciati, ma ancora non troppo per non crederci. Non ancora !!!

Naturopatiche

A cura di: Patrizia Pellegrini Naturopata Bioterapia Nutrizionale® Presidente Associazione Culturale Tone www.associazione-tone.it associazione.tone@gmail.com

Il linguaggi dei colori vegetali ...continua il linguaggio dei colori, dai due estremi, rosso e bianco al giallo verde e viola, mangiamo con i colori della stagione! Cerchiamo di mangiare secondo i ritmi della natura: in estate, frutta e verdura hanno proprietà diuretiche, idratanti, rinfrescanti, antiossidanti. Proprio ciò che serve in primis per contrastare il caldo. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno (non troppo fredda) per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione. Un bicchiere ogni ora, non bere tanta acqua in breve tempo. Assumerla anche durante i pasti: facilita la digestione e accelera lo svuotamento dello stomaco, attenuando così la sensazione di pesantezza che a volte sopraggiunge dopo mangiato. ALIMENTI GIALLI Il colore giallo è simbolo di vitalità, ricerca del nuovo, attrazione, calore e vivacità . Il colore giallo con tutte le sue tonalità fino all'arancione è nei peperoni gialli, arance, limoni, pompelmo, pesca, albicocca, melone, mela gialla, mango, ananas, zucca gialla, carote….. Questi colori vitali sono flavonoidi, beta-carotene, polifenoli, acidi organici, carotenoidi….. tutti dotati di preziose

azioni positive su tutto il nostro corpo. ALIMENTI VERDI Il colore verde è simbolo di stabilità, costanza, energia interna…. è rilassante. Lo si può trovare su insalate, peperoni verdi, kiwi, mele verdi, broccoli, spinaci, agretti, bieta, carciofi, cicoria, indivia, ruchetta, lattuga, cetriolo, zucchine, prezzemolo, basilico, rosmarino….. Il colore verde è clorofilla, isotiocianati, indoli, sulforafano, acido folico… ALIMENTI VIOLA Il viola con le sue varie tonalità è simbolo tranquillità,quiete, fedeltà, trasformazione. Il viola lo si può trovare nelle melanzane, mirtilli, prugne, more, ribes, uva spina, uva nera, fichi, susine, radicchio….. Il viola è dato dai polifenoli, antocianine che hanno grandi proprietà protettive sul sistema circolatorio, vascolare.


RIVIERA

BLOB

Il fromboliere senza fionda Il signor Rocco Panetta da Marina di Gioiosa Jonica, noto per le sue battaglie a sostegno del lavoro, ed il Presidente della Provincia, Giuseppe Raffa che è rimasto incantato dall'ars oratorio del nostro “fromboliere” senza fionda.

Mammoliti vs Fortugno Nello spazio di pochi giorni si sono trasformati da acerrimi nemici politici, all'interno dello stesso partito, a grandi ascoltatori e sostenitori renziani. Stiamo parlando di Giuseppe Fortugno, Giuseppe Mammoliti con in mezzo il giovane Alessandro Archinà.

Una delle vie più caratteristiche di Siderno, Via Portosalvo. Qui, oltre alla meravigliosa chiesa matrice, si trovavano numerose botteghe artigiane che animavano il più importante centro commerciale della provincia di Reggio Calabria. Oggi la via è quotidianamente intasata dal traffico e soprattutto sembra completamente trasformata. Ma forse è giusto che sia così in quanto Siderno continua ad esercitare sempre un certo fascino.

I commandos soft-air Tra sacro e profano

Domenica di pulizia spiaggia a Siderno grazie all'interessamento di tutte le associazioni aderenti alla consulta cittadina. Hanno contribuito tangibilmente alla riuscita della manifestazione anche i giovanotti del soft-air Siderno che per l'occasione hanno sfoderato una tuta mimetica eccellente Il noto attore locrese, con origini geracesi, Antonio Tallura, oltre che essere un bravissimo attore di telefilm e rappresentazioni teatrali , tra i suoi numerosi impegni professionali, riesce spesso a trovare il tempo per indossare la maglia della nazionale italiana Attori. Di lui dicono che sia bravo a saltare l'avversario ma per certificarlo preferiremmo osservarlo dal vivo nella locride

In Mezz’ora appena estate In Mezz'ora appena, il programma di Rtv condotto nella stagione televisiva 2013-2014, non andrà in vacanza. Da domenica 29 giugno In Mezz'ora appena andrà in onda da una delle più belle strutture alberghiere del Reggino. Il programma partirà, infatti, alle ore 21.00 e con repliche in orari diversi.

L’Oroscopone “datevi una calmata” Ariete: nel guardarvi la gente terrà le mani in tasca, chissà come mai? Sarà stato per quella volta che con uno sguardo avete fatto scivolare un ciclista che vi aveva quasi investito? Dopotutto sotto il vostro sguardo non vola neanche una mosca, perché “bzzz!” e con un'occhiata avete fullminato tutti gli astanti. Controllatevi, qua finisce come in “Carrie, lo sguardo di satana”. Toro: Marte vi fa rompere. Ma cosa? Le palle agli altri, naturalmente. Sempre a raccontare dei vostri malanni, dei vostri piccoli dolorini, di vostra suocera, del cognato, della zia, dei cugini. Ma prendetevi un ennesimo Tavor, fatevi una inalazione di morfina e mandate Marte a quel paese. uccedergli, ma a quel punto, attenti al sapone! Gemelli:inconsapevoli della vostra patologica insonnia e del vostro sonnambulismo, ogni notte vi dedicate a svuotare il frigorifero, ma con grande selettività: solo dolci e dolciumi, cioccolato, gelati e semifreddi. Snobbate i formaggi (troppi grassi) e le carni (come le cucinate da addormentati?Crudefannovenirelasalmonella,ameno che non siate capaci di farvi un carpaccio dormendo).

Quando si incontrano fanno scintille. Il professionista con l'hobby dello sport, della musica e della poesia, Eugenio Triveri, ed il celebre “Priuri” che ogni sera intrattiene gli ospiti del suo locale con il “rosario” annodato di poesie

by Giuditta Cancro: non potete sperare che le mutande che vi portate in testa vi possano sempre salvare da ogni situazione complicata in cui vi cacciate. Faccia di gufo, sì, ma con moderazione. Non ostentatela, per carità, perché si sa: c'è sempre qualcuno che ha una faccia di gufo più grande della tua, e per giunta è anche più grosso e più forte. Leone: Con l'aiuto di Giove potrete espandere. Espandere, non spendere! Fermate i vostri ardori compulsivi shoppinghistici! Il vostro budget mensile vi permette al massimo un gelatino e voi state già pensando di aprire una sorbetteria (per mangiarvi tutto il gelato). Siate cauti nelle spese, e magari potrete, complici Saturno e Plutone, ricercare la causa delle cadute di potenza nelle vostre perfomance. Vergine: Venere in caduta libera, ma talmente tanto libera che anche gli astronomi della NASA si stanno spaventando per voi. La qualità della vostra vita sentimentale è ridotta al lumicino, ad una strozzata fiammella di candela nel vento, come diceva la canzone, peccato per voi che siete stonati e non sapete l'inglese. Siete il solo segno dello zodiaco che in questa settimana ha bisogno del Multicentrum e non della valeriana. Forza!


SETTIMANALE

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DOMENICA 15 GIUGNO

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Uomini d’altri tempi. Il V.I.P. di questa settimana è il nostro amico Alfonso Passafaro. Chi conosce Alfonso sa bene che è un appassionato e forse anche collezionista di auto d'epoca. Anche lui, come il nostro Ercole, è un appassionato di vecchie automobili.

Fiori d’arancio Selfie “terzinato” in tutti i sensi. Al ritmo di organetto, chitarra e tastiere , tre protagonisti indiscussi della musica locridea esportata nel mondo. Ecco a voi i cauloniesi Mimmo Cavallaro e Domenico Sisto ed il gioiosano Cosimo Papandrea in trasferta in Germania

A guardarli bene si può notare una certa somiglianza. Stiamo parlando dell’attore sidernese Vincenzo Muià e del cele bre regista romano Dario Argento. Attenti all’ossessione per i dettagli ed all'importanza di questa fotografia. Dallo sguardo iniziamo ad avvertire un certo timore.

Separati ma sempre amici Una storica amicizia che si è riverberata anche in politica. Stavolta, a beneficiare del caffè al bar, forse pagato dall'ex Sindaco Panetta, è stato il suo ex assessore ed amico prof.Alberto Crupi. Chissà se sarà vero? Boh…

Un’altra bellissima coppia che si è promessa eterno amore davanti a Dio. Francesco ed Emanuela hanno vissuto il loro giorno più bello davanti a parenti, amici e conoscenti. Ai giovani sposi vanno i nostri più fervidi auguri.

Valenti di nome e di fatto Da ex consigliere provinciale ad attuale Sindaco di Bivongi, Felice Valenti non si ferma un attimo. E noi lo seguiamo sempre con grande interesse e con la consapevolezza che anche questa estate riuscirà ad organizzare eventi importanti per tutta la vallata dello Stilaro

auguri agli sposi Felicitazioni da tutta la redazione di “Riviera” ai neo sposi Congiusta Imparato che hanno coronato il loro sogno d'amore e sono convolati a nozze nei giorni scorsi. Auguri.

Piccoli grisù crescono SièvissutouninteressanteincontropressolacasermadeiVigilidelFuoco“F. Caricari”diSiderno, chehavistocoinvoltiscolariedocentidellesecondeclassielementaridelplessoG.Pascoli,I.C.Pascoli-AlvarodiSidernoe delCentro PedagogicoProfessionale“FuoriClasse”diGioiosaIonica. L'evento,fortementevolutodalladirigentedott.ssaAntonellaBorrello,èstato unasingolareeproficua esperienzachehaconsentitoaibambinidiapprenderetantepiccoleregole,chespessoincasa,fannolagrandedifferenza.

Bilancia: Luna pallida e vagante sulla steppica desolazione del vostro cuore. Ma voi, pragmatici come sempre, ve ne fregate tre casse e mezzo (di birra). In realtà l'unica desolazione che vi interessa è quella delle vostre finanze, che se si potesse incarnarle in qualcosa, sarebbe Gandhi o Marco Pannella prima di svenire durante uno sciopero della fame.

Capricorno: l'amor si colora e vi accalora, ma qui, più che un cappellino di lana, una stufetta o uno scaldino, passiamo ad una caldaia a gas, ad una carbonaia, ad un incendio, ad una centrale nucleare! Con questo ritmo di progressione geometrica, tra un po' darete origine ad un buco nero… anzi, no, il buco nero già c'è.

Scorpione: Mercurio vi stressa, vi stressa e vi ristressa. E quando ha finito di stressarvi, vi prende, vi appallottola, vi mastica come una gingomma, vi allunga, fa il palloncino e poi vi fa scoppiare. Ecco, la vostra settimana si concluderà con una sottile, umiliante perifrasi di peto detto “loffia”, puzzolente ma silente. Speranzosi volgetevi alla settimana successiva al 15.

Acquario: Ipar che di crisopazzi scintilli e di berilli viridi a fiacca! Ma cos'è? Il grande Poeta? Il Vate? No, è la nuova montatura dei vostri occhiali. Occhiali? Ma se ci vedete benissimo!Vi pare, vi pare! Non sapete distinguere un falco da una colomba, neanche quando il vento soffia da sud, e vi fate trarre in inganno come Pinocchio e le quattro monetine.

Sagittario: Il moto epiciclico di Terra e Luna vi sta dando alla testa: non siete costretti a seguirlo, anche perché -diciamocelo- siete perdenti in partenza. È proprio inutile che corriate sbattendo a destra e a manca, che facciate stretching, corsa, jogging e aquaplanning. Se siete in forma, ci rimarrete, se non siete in forma finirete all'ospedale, ché il cuore non vi regge. Datevi una calmata!

Pesci: le palle (fisiche o metaforiche, a seconda del vostro sesso o mancanza dello stesso), vi girano così forte da avere creato un vortice di bassa pressione che devasterà la Russia nella prossima settimana e produrrà cicloni anche su Marte. Sappiate che -in Italia- le accuse per strage e genocidio comportano multe dai 20 ai 200 euro: quanto per la trasgressione del divieto di fumo.

Premiata la Fossa dei leoni La scuola calcio della Fossa dei Leoni di Siderno ha ricevuto dal presidente del comitato locale della Figc, Carmine Barbaro, nel corso di una cerimonia che ha avuto luogo nei locali del centro Tim di Siderno, il premio “Fair play 2014”. Presenti alla manifestazione, tra gli altri, i tecnici Francesco Romeo e Cecè Gulloni, il dirigente Mimmo Panetta ed il presidente Mimmo Romeo.



Riviera n°24 del 15/06/2014