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I prodotti Bio: focus su vino e miele E’ passato un pò di tempo da quando l’agricoltura biologica apparteneva unicamente ad un settore di nicchia: la sua diffusione attuale arriva a coprire un’importante fetta del mercato e diventa un modello di sviluppo sostenibile finalizzato alla salvaguardia, alla valorizzazione delle risorse, al rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore grazie all’adeguamento ad una naturale stagionalità. Sono moltissimi i prodotti pensati su base biologica, tra i quali spiccano senz’altro il vino ed il miele. L’italia è il principale paese esportatore di vini biologici e ha provveduto a regolamentare le pratiche enologiche, autorizzando l’uso di determinate sostanze chiarendo che un vino è biologico se deriva da uve biologiche. E’ proprio questa una delle principali

differenze tra il cosiddetto “vino libero” e quello bio: la certificazione secondo il regolamento europeo del 2012 . I vini biologici, che seguiranno le procedure previste e che saranno prodotti da aziende certificate da un ente autorizzato (i quali comunque possono integrare le regole europee con procedure più adatte al territorio), recheranno il logo europeo, sinonimo universalmente riconosciuto di qualità. La normativa prevede la riduzione della chimica e dei solfiti in vigneto e in cantina: il quantitativo di solforosa è limitato a 100mg/l per i vini rossi e 150/l per i bianchi. In questo l’Italia ha inoltre una marcia in più poichè le condizioni climatiche possono consentire sovente un quantitativo minore di solforosa rispetto ad altri grandi

paesi produttori. Ad ogni modo ricordiamo anche che condizioni metereologiche avverse possono comportare una giustificazione all’aumento del quantitativo di solforosa, previa autorizzazione dell’autorità competente. Il produttore biologico utilizza sostanze coadiuvanti preferibilmente biologiche, non di sintesi o comunque di origine naturale (vegetale, animale, microbiologica). Sono ammessi dalla normativa lieviti enologici biologici conformi alla vinificazione di produzione; sono però anche ammessi lieviti convenzionali non OGM. La temperatura per i trattamenti termici non deve superare i 70° e per la centrifugazione o filtrazione la dimensione dei pori non deve essere inferiore a 0,2 micrometri. Sono assolutamente vietati dalla normativa: la concentrazione parziale a freddo, l’eliminazione dell’anidride solforosa con procedimenti fisici, la dealcolizzazione parziale del vino e la realizzazione della stabilizzazione tartarica mediante elettrodialisi o scambiatori di cationi. Un aspetto importante nella viticoltura è la lotta ai parassiti, che può avve-

nire attraverso vari strumenti: con la concimazione equilibrata che rinforza allo stesso tempo la pianta e con l’uso di antiparassitari di origine naturale (rame, zolfo, estratti di piante) o con la lotta biologica, che prevede l’utilizzo di organismi viventi antagonisti dei parassiti. La parola “biologico” è sinonimo quindi di rispetto, passione per il lavoro e qualità del prodotto finito da offrire al consumatore. Un altro prodotto vanto del nostro paese è il miele, conosciuto come il nettare degli dei. L’unico prodotto che deve la sua nascita e le sue caratteristiche alla natura, ai i fiori e alle api senza alcuna manipolazione dell’uomo, tranne ovviamente le attività di smielatura e invasettamento. Prodotto dalle mille proprietà curative, antibiotiche e cosmetiche, è ricco di calorie assolutamente non dannose, poiché gli zuccheri che lo compongono, fruttosio e glucosio, non sono scomposti dal fegato. Come nella viticoltura così nell’apicoltura l’uomo è invitato a rispettare e

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