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Non si trova il partner giusto,

a cura di:

Dott.ssa Elisa Forlin

Psicologa Cell. 340 3306613 - forlinelisa@gmail.com www.elisaforlin.it

lo si costruisce! Si trovano persone momentaneamente giuste, ed è da lì in poi che si costruiscono relazioni che funzionano o che non funzionano. Per costruire relazioni che funzionano è necessario rinunciare all’idea che il partner “giusto” esista lì fuori da qualche parte e che non riusciamo a trovarlo. Questa credenza può diventare un tranello che ci incastra nella costante attesa che arrivi qualcuno di migliore, immobilizzandoci nel suadente agio della speranza. L’amore è come una pianta (a volte spinosa) che va coltivata con cura: occorre innaffiarla, potare i rami secchi, allontanare i parassiti, concimarla, farle avere luce ed acqua, pazientare. Un modo per mantenere la pianta in salute è di imparare a gestire la comunicazione con il partner; esistono infatti diversi modi di comunicare uno stesso messaggio: alcuni producono conflitto all’interno della coppia ed altri creano vicinanza, comprensione e desiderio. Noi non funzioniamo soltanto secondo il buon senso e la razionalità, ma, soprattutto nelle relazioni affettive; sono le reazioni emotive che guidano i nostri comportamenti, per tale motivo dovremmo porre maggiore attenzione agli effetti delle nostre comunicazioni. Imparare a gestire il dialogo con il partner sul piano razionale e su quello emotivo, ci permette di evitare i conflitti che spesso nascono a seguito di vissuti di colpa, rifiuto, paura, attacco, fuga. Ogni atto comunicativo produce un effetto informativo ed uno relazionale; non conta solo “cosa” diciamo ma anche “come” lo diciamo: il “come” batte il “cosa” uno a zero! Le forme che usiamo per comunicare toccano le corde emotive dell’altro in maniera molto più diretta dei sofisticati processi cognitivi utilizzati per comprendere il nostro messaggio. Ragione ed emozione non sempre vanno d’accordo e spesso delle ottime ragioni, convincenti su un piano logico, sono vanificate dalla portata emotiva scatenata dal modo con cui le abbiamo comunicate.

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a tutta salute

Saper padroneggiare gli effetti delle nostre comunicazioni ci permette di dialogare efficacemente e di relazionarci serenamente con gli altri. Posso avere più tipi di liquido ma se li metto dentro allo stesso contenitore assumono tutti la stessa forma. Modificare le nostre abituali modalità comunicative può risultare difficile per il fatto che esse sono prevalentemente mosse da buone intenzioni, ovvero mettiamo in atto determinate dinamiche relazionali con l’intento di prevenire o risolvere un problema, ma in realtà molto spesso succede il contrario. Ce lo ricordava anche Oscar Wilde quando diceva che “È sempre con le migliori intenzioni che si sono prodotte le opere peggiori!” Imparare a dialogare è una competenza relazionale utile anche per migliorare se stessi, perché mentre comunichiamo trasformiamo le situazioni e le situazioni poi modificano noi stessi, producendo, in alcuni casi, realtà scomode. Anche quando non vorremmo, siamo artefici del nostro destino ed è nostra responsabilità diventare costruttori consapevoli del nostro universo, perché come disse Sartre: “Non facciamo quello che vogliamo e tuttavia siamo responsabili di quello che facciamo”

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