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milano

21 - 24 febbraio 2019

rassegna stampa press release

teatro franco parenti


INDICE


I BOREALI Quotidiani e periodici 25 gennaio

DOVE Agenda Milano di Chiara Pasqualetti Johnson e Fabio Sironi

3 febbraio

LA LETTURA I Boreali a Milano

7 febbraio

LIBERO Il festival della cultura del Nord Europa

8 febbraio

IL VENERDÌ DI REPUBBLICA In Islanda ogni vulcano ha qualcosa da raccontare di Giorgio Vasta

9 febbraio

IL MANIFESTO I Boreali

10 febbraio

LA REPUBBLICA E alla fine arriva lei LA LETTURA Splende la luce del Nord non solo in letteratura

11 febbraio

IL MESSAGGERO Dal 21 al 24 febbraio torna al Teatro Franco Parenti di Milano “I Boreali”, il festival dedicato alla cultura del nord Europa organizzato da Iperborea. Si parte da Björn Larsson

12 febbraio

LEGGENDARIA 1947, quando iniziò il presente, intervista di Maria Vittoria Vittori

14 febbraio

CORRIERE DELLA SERA Il grande Nord va oltre gli stereotipi e torna a Milano con I Boreali di Ida Bozzi IL GIORNO “I Boreali”: dal profondo nord arriva a Milano il super-Festival di Nicola Baroni

15 febbraio

IL CITTADINO Libri, musica, cultura e gastronomia: torna la “febbre” per la Scandinavia di Marta Calcagno Baldini


VIVERSANI Il Nord Europa “scende” nel Nord Italia IL VENERDÌ DI REPUBBLICA Il mio pazzo, pazzo tour con i pazzi di Paasilinna di Valerio Millefoglie 16 febbraio

CORRIERE DELLA SERA L’Europa boreale e quella della malinconia, «la Lettura» in viaggio di Ida Bozzi D Sì, guarire IO DONNA Festival: Milano, su al nord di Emilia Grossi LA STAMPA - TUTTO LIBRI Come sarebbe la mia vita se scoprissi di essere ebreo? di Björn Larsson

17 febbraio

LA LETTURA Dieci, cento, mille Nord. I Boreali in rassegna LA LETTURA «Caro Paasilinna»; una betulla accoglie i biglietti dei lettori di Cecilia Bressanelli LA LETTURA I film con i sottotitoli LA LETTURA L’investigatore gourmet assomiglia un po’ a Tex di Vanni Santoni LA LETTURA Emirato del Caucaso. Isis, hipster, minigonne di Erika Fatland LA LETTURA Scandali e premi Nobel mancati LA LETTURA Sesso? Nazione? Fede? No, io sono un uomo di Cristina Taglietti LA REPUBBLICA


I Boreali a Milano LA REPUBBLICA - Ed. Milano Leonardo Piccione “In Islanda c’è l’abbandono delle Murge però qui fa un freddo” di Annarita Briganti AVVENIRE Larsson: «Ci preoccupiamo troppo poco di essere umani» di Daniela Pizzagalli IL SOLE 24 ORE I vulcani d’Islanda tra racconto e leggenda di Serena Uccello 18 febbraio

CORRIERE DELLA SERA La narrativa che viene dal freddo; Voci del Nord su «la Lettura» di Cecilia Bressanelli

20 febbraio

CORRIERE DELLA SERA - Ed. Milano La solitudine dell’analista di Alessandro Beretta IL GIORNALE Larsson, Loe e Fatland: al via I Boreali Nordic Festival VIVI MILANO Il meglio della settimana VIVI MILANO Scopriamo il grande Nord di Ida Bozzi

21 febbraio

IL MANIFESTO Quando la superficie della vita s’increspa di Ingrid Basso CORRIERE DELLA SERA Voci dal Nord: prendono la parola «I Boreali» di Cecilia Bressanelli ELLE Idee da segnare in agenda di Isabella Lechi GIORNALE DI BRESCIA Oggi il nuovo Björn Larsson apre a Milano «I Boreali» GIORNALE DI BRESCIA Sui vulcani dell’Islanda, là dove l’uomo può misurarsi con il creato che si crea di Claudio Baroni


IL GIORNALE - Ed. Milano Una «fiera» per scoprire i paesi scandinavi di Marta Baldini Calcagno IL MANIFESTO Non solo incontri di letteratura IL MANIFESTO La geologia magnetica di una terra mai domata di Arianna Di Genova LA REPUBBLICA Emozioni Boreali. Libri, film, musica in formato famiglia di Annarita Briganti TUTTO MILANO “I Boreali” Voci del Nord TUTTO MILANO Il film “Denmark” al festival I Boreali TUTTO MILANO Letteratura, cinema e musica del nord di Fiorella Fumagalli 22 febbraio

IL CORRIERE DELLA SERA - Ed. Milano Appuntamenti: BOREALI FESTIVAL LEFT Il seducente ritorno dei Boreali LEGGO - Ed. Milano Scoprire la letteratura che viene dal freddo di Greta Posca INTERNAZIONALE RICEVUTI: Leonardo Piccione, Il libro dei vulcani d’Islanda

23 febbraio

IL SECOLO XIX - Ed. Genova Il senso di Agathe per la vita di Daniela Pizzagalli IO DONNA Incipit di L’ora di Agathe CORRIERE DELLA SERA - Ed. Milano Un weekend in stile nordico con i Boreali


24 febbraio

AVVENIRE - Ed. Milano La letteratura nordica al teatro Parenti CORRIERE DELLA SERA I labirinti dell’ex Urss e le favole nere per il gran finale del festival I Boreali IL GIORNO I Boreali Nordic Festival ospita Erika Fatland scrittrice norvegese ALTO ADIGE Islanda, 130 vulcani, 150 eruzioni e tante storie TRENTINO Islanda, 130 vulcani, 150 eruzioni e tante storie LA REPUBBLICA LIBRI: Il libro dei vulcani d’Islanda

25 febbraio

IL GIORNALE DI VICENZA L’agenda

Web 1 febbraio

VIAGGIVACANZE.INFO Cultura e Spettacoli di Sara Marchesi

4 febbraio

MAKEMEFEED.COM “I Boreali Nordic Festival 2019”: dal 21 al 24 febbraio al Teatro Franco Parenti MILANOTODAY “I Boreali Nordic Festival 2019”: dal 21 al 24 febbraio al Teatro Franco Parenti

6 febbraio

IL LIBRAIO.IT “I Boreali 2019”: i protagonisti del festival dedicato alla cultura del Nord Europa

7 febbraio

L’INDIEPENDENTE I Boreali, un invito al festival della cultura del Nord Europa


10 febbraio

IL MESSAGGERO.IT Letteratura, cinema e musica del Nord Europa a Milano: dal 21 al 24 febbraio torna “I Boreali” al Teatro Franco Parenti NUOVA RASSEGNA Letteratura, cinema e musica del Nord Europa a Milano: dal 21 al 24 febbraio torna “I Boreali” al Teatro Franco Parenti

12 febbraio

AISE I Boreali: torna a Milano il festival dedicato alla letteratura nordica

13 febbraio

CORRIERE DELLA SERA I Boreali, il festival a Milano; Il grande Nord oltre gli stereotipi di Ida Bozzi IL POST Torna il festival di Iperborea a Milano L’INDIEPENDENTE Un’immersione nel Nord Europa - Pietro Biancardi di Iperborea racconta I Boreali di Giovanna Taverni LEGGEREONLINE.COM I Boreali Nordic Festival 2019

14 febbraio

MYMI.IT Torna il festival della cultura nordeuropea: letteratura, cinema, musica, cibo, performance, corsi, workshop

15 febbraio

IO DONNA “L’ora di Agathe” di Anne Cathrine Bomann, la recensione di Monica Virgili CORRIERE DELLA SERA Su «la Lettura» l’Europa boreale e due esempi di malinconia di Ida Bozzi GLOBAL PRESS In attesa della 5a edizione dei Boreali Nordic Festival 2019 LEGGERETUTTI.NET Al via a Milano I Boreali, il festival dedicato alla letteratura nordica


SOLOLIBRI.NET “Il libro dei vulcani d’Islanda” di Leonardo Piccione di Mario Bonanno 16 febbraio

IL SOLE 24 ORE Letteratura, cinema e musica del Nord Europa, torna «I Boreali»

17 febbraio

CORRIERE DELLA SERA La narrativa che viene dal freddo; Voci del Nord su «la Lettura» di Cecilia Bressanelli IL POST Il Post in circolazione

19 febbraio

AISE I Boreali Nordic Festival 2019 LO SBUFFO I Boreali Nordic Festival torna a Milano MILANO MENTELOCALE.IT I Boreali Nordic Festival 2019 a Milano: programma, orari e ospiti MILANOWEEKEND Musica, cinema e tanta letteratura: con I Boreali il Nord Europa sbarca in città di Mariangela Traficante L’INDIEPENDENTE “Così mi sono perso tra i vulcani d’Islanda” - Intervista a Leonardo Piccione di Giovanna Taverni

20 febbraio

iCREWPLAY - LIBRI Leggilo anche tu: L’ora di Agathe. Anne Cathrine Bomann iCREWPLAY - LIBRI I boreali a Milano dal 21 al 24 febbraio di Francesca Savino CORRIERE DELLA SERA «I Boreali»: al via il festival. La narrativa che viene dal Nord di Cecilia Bressanelli LUOGHI D’AUTORE I Boreali, al via la quinta edizione del festival


SOLOLIBRI.NET I Boreali 2019: programma e protagonisti del festival di Ilaria Roncone RIVISTASTUDIO.COM Iperborea e l’editoria indipendente a Milano IO DONNA “Il libro dei vulcani d’Islanda” di Leonardo Piccione, la recensione di Monica Virgili 21 febbraio

SKY ARTE Milano chiama Scandinavia, con il festival I Boreali SKY TG24 Boreali, Valerio Millefoglie tra Kaurismaki e Paasilinna, tra cinema e letteratura di Fabrizio Basso IL GIORNALE.IT Una «fiera» per scoprire i paesi scandinavi di Marta Baldini Calcagno LEGGERE A LUME DI CANDELA Gert Nygårdshaug, “L’amuleto” ed. 2018 L’INDIEPENDENTE Incontrerete gli autori, noi vi raccontiamo i libri - I Boreali Festival VIVIMILANO.IT Festival “I Boreali” al Teatro Parenti di Ida Bozzi

22 febbraio

LAMPOON.IT L’ora di Agathe, quando Camus incontra Woody Allen di Giada Biaggi PANGEA “Ormai è stato scritto tutto, ma forse posso trovare un modo originale per dire qualcosa di importante”: Anne Cathrine Bomann, esordiente di successo della letteratura danese, dialoga con Matteo Fais LAPRESSE La Scandinavia in Italia e il Carnevale in mostra: cosa fare nel weekend del 23 e 24 febbraio di Corinna Spirito STREAM24 - IL SOLE 24 ORE Letteratura, cinema e musica del Nord Europa, appuntamento con «I Boreali» di Serena Uccello


NOTIZIE DE ATTUALITA Björn Larsson a I Boreali - Nordic Festival, Iperborea 25 febbraio

LEGGERE A LUME DI CANDELA Intervista a Gert Nygårdshaug, autore de “L’amuleto” 2019 AGI.IT “L’identità? È una scelta”. Intervista a Björn Larsson di Francesca Venturi CORRIERE QUOTIDIANO “L’identità? È una scelta”. Intervista a Björn Larsson

26 febbraio

MSN “L’identità? È una scelta”. Intervista a Björn Larsson

Radio

15 febbraio

RADIO POPOLARE Cult di Ira Rubini

17 febbraio

RADIO POPOLARE La Domenica dei Libri di Roberto Festa

19 febbraio

RADIO POPOLARE Cult RAI RADIO 1 GR di Cecilia Mosetti

20 febbraio

RADIO24 Caccia al libro di Alessandra Tedesco

21 febbraio

RADIO POPOLARE Cult di Ira Rubini

22 febbraio

RAI RADIO 3 Fahrenheit

24 febbraio

RSI Rete 2 di Margherita Coldesina


RADIO ONDA D’URTO RADIO POPOLARE La domenica dei libri di Roberto Festa


quotidiani e periodici newspapers and magazines


25/01/2019 Pag. 18 N.2 - 17 gennaio 2019

diffusione:35409 tiratura:61189

La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato

AGENDA MILANO di Chiara Pasqualetti Johnson e Fabio Sironi

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BELLA E ROMANTICA AppuntAmenti

1 | Steve McCurry, Chiang Mai, Thailandia, 2010. Al Mudec Photo. 2 | Francesco Hayez, La meditazione, 1850: è l’immaginesimbolo della mostra Romanticismo. 18

DOVE

Dopo avere conquistato il primato di città italiana con la migliore qualità della vita (Il Sole 24 Ore, dicembre 2018), Milano inizia il 2019 con un calendario di eventi davvero ricco. Il fotografo Steve McCurry inaugura il nuovo spazio Mudec Photo al Museo delle Culture con il progetto Animals: una settantina di scatti sul tema dell’interazione tra l’uomo e gli animali (via Tortona 56, mudec.it. Fino al 31/3). Reality ‘80, alla Galle-

ria Gruppo Credito Valtellinese, ripercorre quello che Eco definì “il decennio degli effetti speciali” con documenti, poster e fotografie, dal manifesto Ramazzotti sulla Milano da bere agli oggetti di culto della generazione paninara (corso Magenta 59, creval.it. Fino al 23/2). Per chi non l’avesse ancora vista, vale davvero la pena di visitare la mostra Romanticismo, che coinvolge le Gallerie d’Italia (p.za della Scala 6, gallerieditalia.com) e il Museo Poldi Pezzoli (via Manzoni 12, poldipez-

zoli.it), e che ha già richiamato oltre 80 mila visitatori. La rassegna indaga il contributo della cultura italiana a questo movimento sia dal punto di vista artistico, con oltre 200 opere, 42 delle quali mai esposte prima, sia sotto l’aspetto della musica, della letteratura, della poesia. Per l’occasione il Poldi Pezzoli ha ideato un taccuino romantico, scaricabile in Pdf dal sito del museo, per scoprire 25 luoghi legati al Romanticismo, sia in città (Casa Manzoni e la Pinacoteca di Brera, l’Arco della Pace e il Ponte

STEVE MCCURRY, ANDREA MARTIRADONNA, PAOLO TERZI, MATTEO MALAVASI

Tanti gli eventi da non perdere nella città più vivibile d’Italia: McCurry al Mudec, la cultura nordica al Franco Parenti, l’Ottocento alle Gallerie d’Italia e al Poldi Pezzoli. Con un menu ispirato ad Hayez


25/01/2019 Pag. 18 N.2 - 17 gennaio 2019

diffusione:35409 tiratura:61189

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Le dritte 3 | La mostra La Magnifica Fabbrica al Museo della Scala. 4 | Il ristorante Voce. 5 | Milano Icons: shopper e taccuini con i simboli della città. 6 | La barberia a tempo Scapicchio. 7 | Peck CityLife: il banco della gastronomia con i tavoli a vista.

delle Sirene), sia in Lombardia (Villa Carlotta a Tremezzo e l’Accademia Carrara a Bergamo). Anche il nuovo ristorante all’interno di Gallerie d’Italia, Voce, progettato da Michele De Lucchi e guidato dagli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani dello stellato Aimo e Nadia, celebra il Romanticismo con il risotto con pralinato di nocciole piemontesi al profumo di limoni della Costiera e il dessert dedicato all’Ultimo bacio di Francesco Hayez (p.za della Scala 6, tel. 02.40.70.19.35). Alla vigilia della costruzione di una nuova palazzina in via Verdi, la storia architettonica 6

della Scala viene ripercorsa nella rassegna La magnifica fabbrica - 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta, presso il museo dell’istituzione milanese (largo Ghiringhelli 1, museoscala.org. Fino al 30/4). Dal 21 al 24, il Teatro Franco Parenti ospita I Boreali, festival della cultura nordeuropea, ideato dalla casa editrice Iperborea: incontri con scrittori scandinavi, dibattiti, concerti, proiezioni cinematografiche, corsi linguistici e laboratori per bambini. Sabato 23 domenica 24, nordic brunch (via Pier Lombardo 14, iboreali.com). 7

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LocALi e negozi I maestri barbieri Scapicchio, famiglia pugliese che da cinque generazioni si tramanda l’arte della rasatura a mano libera, con lame affilate su pietra belga e giapponese e su cuoio di Cordovan, hanno aperto una bottega temporanea nella via della moda (via Monte Napoleone 14, prenotazione obbligatoria: cell. 393.45.101.33. Fino al 30/4). All’Isola, Milano Icons è il negozio, aperto dal grafico e illustratore Fabio Meroni, che propone quaderni e taccuini, magliette, poster, biglietti e carta da regalo ispirati a luoghi e simboli della città (via Pastrengo 7, milanicons.it). Peck, il tempio della gastronomia milanese, ha aperto a CityLife la seconda sede dopo quella storica in via Spadari. Il progetto dello studio Vudafieri Saverino Partners prevede una zona cocktail e tavoli a vista per mangiare davanti agli espositori della gastronomia: sembra quasi di potersi servire da soli (p.za tre Torri, tel. 02.36.64.26.60).

Libri spettacolari L’associazione Amici della Scala festeggia i primi 40 anni con una collana dedicata a grandi scenografi e artisti che hanno collaborato alle produzioni scaligere, come Leopoldo Metlicovitz (sopra), amicidellascala.it La festa dell’olio Dal 31/1 al 2/2, a Palazzo delle Stelline, Olio Officina Festival: tutto su segreti, virtù e abbinamenti dell’olio, www.olioofficina.com

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DOV E

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03/02/2019 Pag. 6 N.5 - 3 febbraio 2019

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diffusione:26307 tiratura:73552 07/02/2019 Pag. 22

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diffusione:8879 tiratura:34373 09/02/2019 Pag. 27

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diffusione:171388 tiratura:255996 10/02/2019 Pag. 56 ROBINSON

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10/02/2019 Pag. 55 N.376 - 10 febbraio 2019

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13/02/2019 Sito Web

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CULTURA

AL TEATRO FRANCO PARENTI

I Boreali, il festival a Milano Il grande Nord oltre gli stereotipi Dal 21 al 24 febbraio la manifestazione dedicata da Iperborea ai Paesi nordici Letteratura, attualità, il fronte «caldo» dell’Artico. Due incontri con «la Lettura» di IDA BOZZI

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IL COLLOQUIO

Conte: «Questa Ue è al canto del cigno. I gilet gialli? Piaccia o no sono il nuovo» di Massimo Franco

Elín Hansdóttir (1980), «Hyperrealities» (2017, stampa fotografica a colori), courtesy i8 Gallery, Reykjavik

Un focus sulla Norvegia, l’occhio puntato sull’attualità e due incontri in collaborazione con «la Lettura» del «Corriere della Sera», che nel numero in edicola da domenica 17 febbraio dedica 6 pagine all’evento. È stata presentata a Milano la

La tempesta perfetta manda in crisi il Paese degli opposti sovranismi

quinta edizione della rassegna I Boreali. Nordic festival, che si terrà al Teatro Parenti da giovedì 21 a domenica 24 febbraio, con quaranta eventi e molte novità.

di Aldo Cazzullo

La manifestazione dedicata alla cultura dei Paesi nordici, organizzata da Iperborea con il patrocinio del Comune di Milano e la collaborazione del Teatro Parenti, avrà un’apertura letteraria, giovedì 21, con lo scrittore svedese Björn Larsson e il nuovo romanzo La lettera di

Pietro Biancardi, editore di Iperborea

Gertrud (Iperborea), e amplierà le sezioni riservate ad altre arti, il cinema e la musica. «È un festival — spiega l’editore di Iperborea, Pietro Biancardi — di vocazione europea, che è poi la vocazione con cui è nata la casa editrice: dare un contributo alla circolazione delle culture

europee “altre”». Colpisce nella rassegna di quest’anno l’attenzione a questioni dell’attualità. «Intendiamo raccontare un’altra contemporaneità — continua Biancardi —

L’EX PREMIER A TUTTO CAMPO

Berlusconi attacca: «Italiani siete una vergogna. Conte? Fa bene il baciamano» di Alessandro Sala

EUROPA LEAGUE

Assalto ai tifosi del Siviglia, quattro accoltellati in centro a Roma: uno è grave di Rinaldo Frignani

La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato

LINK: https://www.corriere.it/19_febbraio_13/i-boreali-nordic-festival-milano-teatro-parenti-2019-c450c0fc-2fc2-11e9-9db5-c6e1c6b28b3d.shtml


13/02/2019 Sito Web

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Wanda e la rottura tra Icardi e l’Inter: «Sono fatta così...» Quello strappo con Perisic di Gaia Piccardi e Guido De Carolis Lo scrittore svedese Björn Larsson apre il festival

Quanto al programma, spicca la presenza di autori norvegesi nell’anno in cui la Norvegia è Paese ospite alla Fiera di Francoforte: oltre a Gert Nygårdshaug con il suo giallo L’amuleto, edito da Sem (sabato 23), e alla saggista-narratrice Erika Fatland con il suo Sovietistan, Marsilio (domenica 24), c’è Erlend Loe di cui Iperborea ripubblica il cult Naif.Super (domenica 24). Altro saggio narrativo è 1947, che la svedese Elisabeth Åsbrink presenta venerdì 22, mentre sabato 23 c’è la danese Anne Cathrine Bomann con il romanzo L’ora di Agathe (entrambi Iperborea). Studiosi e scrittori italiani si occuperanno di approfondire temi della letteratura nordica, domenica 24: Luca Scarlini sulle «favole nere» e le presenze inquietanti nella cultura scandinava, e Valerio Millefoglie che chiuderà il festival con il suo Arto Paasilinna

Memorial Tour, sull’autore scomparso in ottobre.

la scrittrice svedese Elisabeth Åsbrink

Per addentrarsi nella realtà di questi Paesi, due gli incontri in collaborazione con «la Lettura»: sabato 23, La guerra freddissima, sulle grandi manovre in corso intorno all’Artico ormai senza ghiacci. «Uno dei punti più caldi del mondo — ha spiegato ieri Fabio Deotto, che condurrà l’incontro con Carlo Barbante e Marzio G. Mian — non solo perché il riscaldamento lì è doppio rispetto al resto del pianeta, ma perché è ormai un centro Lo scrittore Fabio Deotto, tra nevralgico, con la nuova rotta navale e le potenze che gli ospiti stanno militarizzando l’area». Il secondo incontro, domenica 24, presenterà la Storia delle letterature scandinave (Iperborea, 2019), con il curatore Massimo Ciaravolo, Björn Larsson, Alessandra Iadicicco e la fondatrice di

Iperborea Emilia Lodigiani. «Un volume di oltre mille pagine — ha illustrato ieri Lodigiani — occupato per oltre un terzo dalla letteratura dagli Anni 60 in poi». Dopo il concerto di venerdì 22 con la norvegese Farao e il duo belga Asa Moto, nel weekend si affiancheranno agli incontri letterari e alle proiezioni di film anche i brunch nordici, i numerosi eventi per i bambini (corti animati, letture, laboratori) e i corsi di lingue, tra cui spicca quello di Faroese. 13 febbraio 2019 (modifica il 13 febbraio 2019 | 21:45) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL PERSONAGGIO

cercando di andare oltre gli stereotipi che spesso si hanno di quei Paesi. Parleremo del movimento #MeToo, dello scandalo dei Nobel, di violenza sulle donne, e poi di Artico, non solo dal punto di vista climatico».


diffusione:222170 tiratura:308621 14/02/2019 Pag. 37

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15/02/2019 Sito Web

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IL SUPPLEMENTO #377 IN EDICOLA DA DOMENICA 17 A SABATO 23 FEBBRAIO

Su «la Lettura» l’Europa boreale E due esempi di malinconia Nell’inserto sei pagine sul festival delle letterature nordiche. E prosegue il viaggio nell’Ue alla vigilia del voto di maggio: 27 scrittori, uno per ogni Paese dell’Unione, indicano una parola per formare un «dizionario comune». Testi da Bulgaria e Portogallo IDA BOZZI

IL CASO DICIOTTI

Salvini a processo sì o no, il M5s si affida a voto online sulla piattaforma Rousseau di Paolo Foschi

Illustrazione di Anna Resmini per «la Lettura» #377

LA TRAGEDIA

Migranti, rogo nel ghetto di San Ferdinando: un morto

Sono ragazzine e ragazzini: vivono nella «casa delle bambine che non mangiano», com’è soprannominato nella zona il Centro per i disturbi del comportamento alimentare Palazzo Francisci di Todi, l’unica residenza pubblica che accolga anche minori di 14 anni. Sono giovanissimi affetti da anoressia, pesano tra i 31 e i 42 chili, e li ha incontrati la scrittrice Teresa Ciabatti, che ha ascoltato le loro storie, le loro angosce, ha visto le stanze in cui sistemano i loro oggetti, le loro foto, i pupazzi che costruiscono.

di Redazione Online

LA GUIDA

L’Europa e il voto di maggio Poteri, lobbies, trasparenza Tutto quel che c’è da sapere di Ivo Caizzi

Con questa vicenda, affrontata con delicatezza e sensibilità da Ciabatti, si apre il nuovo numero de «la Lettura» #377, in edicola fino al 23 febbraio. In tutto il supplemento lo sguardo degli scrittori affronta temi complessi e fondamentali, alcuni drammatici, altri inaspettatamente felici, e ne

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LINK: https://www.corriere.it/la-lettura/19_febbraio_15/su-la-lettura-l-europa-boreale-quella-malinconia-5a57da26-3140-11e9-a4dd-63e8165b4075.shtm...


15/02/2019 Sito Web

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trae spunti su cui soffermarsi. Un esempio è l’intervento di Alessandro Piperno, che nella sezione Libri de «la Lettura» parte dall’analisi di un romanzo di Wallace Stegner (Verso un

sicuro approdo, Bompiani) per raccontare come la narrativa americana sappia sfiorare con grazia la dolcezza coniugale e perfino la felicità, e raccontando anche la propria sorpresa per essersi imbattuto in quello che definisce un capolavoro.

Cinque Stelle e Lega: la sfida dei veti incrociati di Pierluigi Battista L’ANALISI

I tormenti di Di Maio e i dubbi della Casaleggio L’opposizione: si vota presto di Massimo Franco e Francesco Verderami

Un altro esempio è la vicenda pochissimo nota di cui racconta Paolo Giordano: la storia rimasta sepolta per 80 anni in un archivio e pubblicata solo ora (Il viaggiatore, Rizzoli), scritta da un giovane ebreo, Ulrich Alexander Boschwitz. E cioè una fuga velocissima e sbigottita attraverso il 1938, in Germania, nei giorni successivi alla Notte dei cristalli e al pogrom degli ebrei. Giordano ne rievoca la figura, la vita brevissima (Ulrich morì mentre cercava di tornare in Europa dopo la fuga, su una nave silurata dai nazisti), e coglie il senso di allarme e di crescente lucidità che anima il libro.

A tutta una letteratura, quella che viene dal freddo», è dedicato il festival I Boreali organizzato dalla casa editrice Iperborea, al Teatro Parenti di Milano dal 21 al 24 febbraio: nello speciale di sei pagine sul supplemento ne scrivono Cecilia Bressanelli, Alessandra Iadicicco, Vanni Santoni, Cristina Taglietti, con le «Cartoline dal Nord» del primo italiano pubblicato da Iperborea, Leonardo Piccione, e con il viaggio nel Caucaso della norvegese Erika Fatland.

Il numero si chiude con altri due scrittori, per il progetto Le parole

dell’Europa, che coinvolge 27 autori, uno per ogni Paese dell’Unione europea, chiamati a raccontare con una parola iconica l’identità delle loro patrie e dell’Europa. Il bulgaro Georgi Gospodinov spiega che nel 2010 la Bulgaria era «il Paese più triste del mondo» secondo il World Happiness Report e racconta che cos’è per lui la «malinconia» bulgara, la tazà, descrivendo gli anni del socialismo e il pericolo della mancanza, oggi, di valori comuni. E il portoghese Pedro Chagas Freitas parla della nostalgia, la famosa saudade, che però in Portogallo esiste anche in versione allegra: un sentimento cui lo scrittore si augura che l’Europa non rinunci mai, cioè il diritto al sogno, anzi «il diritto all’improbabile». Il dialogo con i lettori è aperto sui social attraverso l’hashtag #vivalaLettura. 15 febbraio 2019 (modifica il 15 febbraio 2019 | 21:41) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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La copertina de «la Lettura» #377 è firmata dall’artista Laura Panno (Montebelluna, Treviso, 1954)


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"Lʼora di Aghate" di Anne Catherine Bomann, la recensione - iO Donna

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S P E C I A L E S F I L AT E HOME

SPETTACOLO E CULTURA

FOCUS ON:

1

LIBRI

PEOPLE

MODA

“L’ORA DI AGHATE” DI ANNE CATHERINE…

San Valentino 2019

2

Sfilate Autunno Inverno 2019/2020

3

L'oroscopo del gi

15 FEBBR A IO 2 01 9 ● LI BR I

“L’ora di Aghate” di Anne Catherine Bo recensione

Un anziano psicanalista, una giovane paziente e il loro male di vivere nel romanzo pubblica di MONICA VIRGILI

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uando nel suo studio si a!accia una “donna bruna di un pallore mortale”, al dottore mancano cinque mesi alla pensione. Questo vuol dire che dovrà

vedere ancora 800 pazienti, sedersi sulla sua poltrona di cuoio alle spalle del lettino e fingere di prendere appunti mentre in realtà riempie il taccuino di caricature di uccelli. Da tempo l’anziano psicanalista ha perso la voglia di fare il proprio lavoro e forse anche quella di vivere. Abita da solo https://www.iodonna.it/spettacoli/libri/2019/02/15/lora-di-aghate-di-anne-catherine-bomann-la-recensione/

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"Lʼora di Aghate" di Anne Catherine Bomann, la recensione - iO Donna

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proprio lavoro e forse anche quella di vivere. Abita da solo nella casa in cui è nato, in una cittadina della provincia francese, dove tutto è rimasto intatto per decenni, cinque

Tweets

giorni alla settimana siede allo stesso tavolo dello stesso ristorante e ogni sera ascolta dalla parete i rumori della vita del suo vicino che non ha mai visto.

Poi quella giovane donna tedesca che ha conosciuto l’ospedale psichiatrico (siamo negli anni Quaranta) insiste per essere presa in cura, proprio ora, proprio da lui. Agathe prima supera il filtro dell’e"cientissima infermiera, madame Surrugue, poi abbatte le resistenze dello stesso dottore. E tutto cambia. Il male di vivere della paziente costringe l’anziano psicanalista a guardare la propria infelicità. E cominciare a vivere la propria vita. Con questo primo romanzo la danese Anne Catherine Bomann (che è anche poetessa, psicologa e campionessa di pingpong) si addentra nel lato in ombra di ogni relazione umana. E a!ronta con empatia e delicatezza domande fondamentali. Ricordandoci che i ruoli e il tempo (che crediamo) a disposizione alla fine possono essere solo una convenzione. “L’ora di Agathe” di Anne Catherine Bomann, traduzione di Maria Valeria D’Avino, Iperborea, pagg 156, 15 euro La scrittrice presenterà il libro in anteprima al Teatro Franco Parenti a Milano il 23 febbraio nell’ambito del festival I Boreali

I BOREALI

IPERBOREA

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AUTORI DI CULTO

IL MIO PAZZO, PAZZO TOUR CON I PAZZI DI PAASILINNA 400 mila copie. Appresa la notizia della sua morte mi sono chiesto: cosa ci lascia uno scrittore quando ci lascia? Cosa rimane in noi dei suoi libri, cosa ricordiamo di quei libri, dov’eravamo quando li abbiamo letti? Come stavamo? Stavamo bene? Così, come un personaggio dei suoi racconti, ho intrapreso un viaggio per scoprirlo: l’Arto Paasilinna Memorial Tour. Dieci tappe in diverse librerie d’Italia, intervistando in ogni città i suoi lettori, entrando nelle loro case, sentendoli al telefono, ricevendo messaggi vocali e registrando le loro voci che sono poi diventate parte di un reading fatto, appunto, di voci, frammenti sonori, canzoni finlandesi, inni e memorie. In un’ora di spettacolo intreccio le trame dei libri di Paasilinna con le trame delle vite di chi lo ha letto. Nel mezzo, in parallelo, la geografia italiana che ho attraversato in auto, dai cartelli «Benvenuti nel paese di Pier Paolo Pasolini» che annunciano l’ingresso a Casarsa, a Camerino, in un ristorante in un container post terremoto con vista su edifici inagibili; incontrando affittacamere serbi collezionisti di mappamondi d’epoca a Modena, protezionisti di lanterne magiche a Pado-

di Valerio Millefoglie

Geniale e bislacco, lo scrittore finlandese è scomparso a ottobre. Ora le voci dei suoi fan italiani sono state raccolte per un reading itinerante. Chi l’ha inventato ce lo racconta

ull’automobile viaggiavano due uomini depressi. Il sole al tramonto, battendo sul parabrezza polveroso, infastidiva i loro occhi. Era l’estate di San Giovanni» È l’incipit del romanzo di Arto Paasilinna L’anno della lepre, storia di un uomo che dopo aver rischiato di investire con l’auto una lepre, decide di inseguirla nel bosco, la trova, se la mette nella tasca della giacca e i due diventano amici inseparabili per il resto del romanzo, in cui il protagonista abbandona la vita in città a favore di quella nei boschi. In Piccoli suicidi tra amici si legge invece: «La malinconia è un avversario più spietato dell’Unione Sovietica». E nel libro due sconosciuti tentano di sconfiggerla suicidandosi proprio la sera della festa di San Giovanni, festa della luce, in un fienile abbandonato. Qui s’incontrano per caso, si salvano la vita a vicenda e decidono di pensare più in grande. L’autore di queste storie è venuto a mancare all’età di 76 anni lo scorso 15 ottobre. Originario della Lapponia finlandese, Paasilinna era stato guardaboschi e giornalista prima di diventare uno degli scrittori nordici contemporanei più conosciuti al mondo: solo in Italia le sue opere, edite da Iperborea, hanno venduto quasi 98 . IL VENERDÌ . 15 FEBBRAIO 2019

IPERBOREA X2

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A DESTRA, ARTO PAASILINNA, MORTO L’ANNO SCORSO A 76 ANNI, E A SINISTRA IL SUO L’ANNO DELLA LEPRE (IPERBOREA, PP. 208, EURO 14, TRADUZIONE DI ERNESTO BOELLA). IN BASSO, DUE IMMAGINI DAI READING DELL’”ARTO PAASILINNA MEMORIAL TOUR”: L’ULTIMA TAPPA SARÀ IL 24 FEBBRAIO AL FESTIVAL “I BOREALI” DI MILANO

va, finlandesi emigrati in Italia per amore. Una popolazione unica di persone assolutamente normali, proprio come i personaggi di Arto. Andrea, ad esempio.Venti giorni prima del matrimonio la futura moglie gli spiega: «Ti amo talmente tanto che per preservarti da tutto questo dolore che ti darei se ci sposiamo, non ti sposo». Tutto era pronto: la cerimonia, le bomboniere, il viaggio di nozze. Mancava solo l’abito da sposo, era difficile trovarne uno che gli piacesse. E diventa difficile anche il periodo successivo, che Andrea allevia leggendo Paasilinna e ridendo da solo nella casa che avrebbero dovuto abitare in due. Poi un giorno vede nella vetrina di un negozio un abito che gli piace e decide di acquistarlo. Il vestito rimane lì per due anni, fino a quando Andrea non si sposa con l’attuale moglie. «Era luglio ma io indossavo un abito con il panciotto, invernale». «Così, il giorno di Pentecoste fu celebrato il primo matrimonio nella storia della Palude delle Renne», scriveva Paasilinna in La fattoria dei malfattori: il suo sposo «aveva pensato di indossare il completo nero che tanto successo aveva riscosso in occasione della festa

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CULTURA

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di Natale della polizia segreta, nel 1986». La moglie Ilona glielo proibisce: «Risparmia sui baci. Non sull’eleganza». Quindi se gli amori, le amicizie, le ditte, le vite falliscono, nei libri di Paasilinna interviene sempre una natura che porta i suoi protagonisti altrove, con orsi che celebrano messe e laghi in cui immergersi con un nuovo progetto di vita: aprire un museo della guerra in un sommergibile. Elena mi ha raccontato di Cantarana, luogo di case sparse sull’argine che costeggia

il Ticino, in provincia di Pavia. «Ci ho vissuto per tre anni, come in una bolla, fra la nebbia, in una piccola casa insieme a un gatto dalla testa storta. Sentivo che da un momento all’altro avrei potuto trovarmi fuori dalla porta un uomo con una lepre sotto il braccio». Leggeva Paasilinna nella soffitta dal tetto sporgente, «che somigliava alla prua di una nave, e questa nave puntava verso l’acqua». Simone, un uomo di 45 anni, che fin da bambino sognava di fare la guardia fore-

stale, mi ha scritto una mail da un indirizzo di posta elettronica che porta il nome di Vatanen, il protagonista dell’Anno della lepre. «Avevo da pochi anni perso mio padre e la vita si rivelò in tutta la sua durezza. Dovetti rinunciare agli studi in agraria e mi ritrovai a lavorare al carico e scarico merci dell’aeroporto di Malpensa. La lettura di questo libro attivò in me una voglia irrefrenabile di vivere ciò che avevo dentro. Dovevo andarmene da un quartiere difficile, entrai a lavorare come operaio forestale nell’oasi Zegna, sulle Alpi biellesi. Per sei anni fu come vivere in un libro di Paasilinna: contrabbandieri di grappa, cacciatori di frodo, mandrie di mucche giù per i pendii, colleghi albanesi capaci di bere e fumare in quantità inverosimile. Qualche volta si vede uno strano punto nel cielo: un essere umano a cui è stato concesso di volare, e io per sei anni lo feci». In quello che ho soprannominato il guestbook dei Piccoli suicidi tra amici, raccolgo alla fine di ogni reading le testimonianze del pubblico. Un uomo ha scritto: «Per il mio 50° compleanno mi hanno regalato Lo smemorato di Tapiola. Qualche mese dopo, causa una caduta, ho battuto la testa perdendo brani di memoria». Non dimentico invece il primo incontro che ho fatto grazie a questo tour, quello con Maurizio, medico romano. Nella cucina di casa, mentre la moglie era di là in salotto collegata a delle macchine, mi ha raccontato: «LA SUA FRASE PREFERITA? «La scoperta di Pa“LA COSA asilinna risale alla PIÙ SERIA scorsa primavera, È LA MORTE, un periodo molto MA NON PIÙ DI TANTO”» particolare della mia vita. Non appena terminata la lettura di Piccoli suicidi tra amici, a Irene, mia moglie, grande amore della mia vita, è stata diagnosticata una malattia fatale. La sera le leggo ad alta voce poesie e brani di prosa: sebbene lei ormai non parli, io credo che le frasi arrivino al cuore comunque, o almeno voglio crederlo. Di Arto non c’è una frase preferita perché amiamo ogni parola. Forse il proverbio che l’autore mette in apertura del libro: “In questa vita la cosa più seria è la morte, ma neanche quella più di tanto”». 15 FEBBRAIO 2019 . IL VENERDÌ .

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VEIKKO SOMERPURO

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IL SUPPLEMENTO IN EDICOLA DA DOMENICA 17 A SABATO 23 FEBBRAIO

La narrativa che viene dal freddo Voci del Nord su «la Lettura» Nell’inserto #377, sei pagine sul festival «I Boreali» che arriva a Milano da giovedì 21 Prosegue il viaggio tra «Le parole dell’Europa» con i testi dalla Bulgaria e dal Portogallo

 CECILIA BRESSANELLI

POLITICA

Voto su Salvini, M5S divisi. Di Maio in bilico, l’avvertimento di Grillo di Carmen Plotino e Monica Guerzoni

Dettaglio dell’illustrazione di Angelo Ruta per «la Lettura» #377

Dieci, cento, mille Nord. Giovedì 21 al Teatro Franco Parenti di Milano

LA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE

inaugura la quinta edizione de I Boreali. Nordic Festival. Organizzato dalla casa editrice Iperborea, la rassegna è un viaggio di quattro giorni (fino a domenica 24) alla scoperta delle letterature nordiche; ma anche del cinema, della musica e del cibo, della cultura del Nord Europa a tutto tondo.

Salvini e la consultazione del M5S: «Basta che non finisca come Sanremo»

Il nuovo numero de «la Lettura», il #377 in edicola fino a sabato 23, dedica sei pagine alla rassegna. Alessandra Iadicicco s’interroga su dove stia andando la narrativa che viene dal freddo; Cristina Taglietti intervista lo scrittore svedese Björn Larsson —

La copertina de «la Lettura» #377 firmata da Laura Panno

autore de La vera storia del pirata Long John Silver e in uscita per Iperborea (editore dei suoi libri in Italia) con La lettera di Gertrud — che ben conosce l’Italia e apre la rassegna. Ci sono

di Marco Cremonesi

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LINK: https://www.corriere.it/la-lettura/19_febbraio_17/lettura-narrativa-che-viene-freddo-boreali-b23ce12c-32db-11e9-ab13-b1bad8396d5f.shtml


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l’antropologa Erika Fatland, classe 1983 pure lei norvegese, autrice di Sovietistan (viaggio nelle periferie dell’ex Urss edito da Marsilio) che firma un reportage dal Caucaso.

La giustizia dei Cinque stelle affidata alla piazza web di Antonio Polito IL VOTO DEL M5S

Caso Diciotti, come si vota sulla piattaforma Rousseau di Corriere Tv

Nel nuovo numero del supplemento, diversi sono i contributi degli scrittori. Teresa Ciabatti racconta, con delicatezza e sensibilità, il suo incontro con le ragazzine (ma anche ragazzini) che vivono nella «casa delle bambine che non mangiano», come viene chiamato il Centro per i disturbi del comportamento alimentare Palazzo Francisci di Todi (in Umbria), l’unica residenza pubblica italiana che accoglie anche pazienti sotto i 14 anni. Le ospiti hanno tra i 10 e i 29 anni; arrivano a pesare meno di 40 chili. Sono bambine, oppure rimpiangono di non esserlo più; tra le stanze personalizzate risuona una frase: «Vietato avere diciott’anni».

Nella sezione Libri, Alessandro Piperno analizza Verso un sicuro

approdo (Bompiani) dell’americano Wallace Stegner, un romanzo di fallimenti che trasuda felicità, e afferma: «Sebbene abbia ritegno a usare certe parole in pubblico, non stento a definirlo un capolavoro». Paolo Giordano ripercorre la vicenda di un romanzo che viene dal passato, Il viaggiatore (Rizzoli), scritto da un giovane ebreo, Ulrich Alexander Boschwitz, nel 1938 quando aveva 23 anni (ne aveva 27 quando morì nell’Atlantico mentre, esule, cercava di tornare in Europa). Il libro è stato pubblicato solo ora dopo che è rimasto chiuso per 80 anni negli archivi della Biblioteca Nazionale di Francoforte.

E ad altri due scrittori, tra i 27 coinvolti (uno per ogni Paese dell’Ue) nel progetto «Le parole dell’Europa», è affidata la nuova tappa del viaggio che proseguirà fino al voto di fine maggio per il rinnovo del Parlamento europeo. Nell’inserto in edicola tocca al bulgaro Georgi Gospodinov e al portoghese Pedro Chagas Freitas scegliere una parola-chiave, rappresentativa della loro nazione e dell’essere europei. Entrambi propongono un termine che, in modo diverso, indica la «malinconia». Per Gospodinov, che spiega come dal 2010 la sua Bulgaria sia il Paese «più triste del mondo», è tagà («malinconia», appunto). Per Chagas Freitas è la saudade portoghese: luminosa e felice.

La malinconia ritorna anche nelle canzoni più ascoltate in oltre 60 anni negli Usa: è quanto emerge da uno studio dell’Università di Detroit analizzato dagli articoli di Michele Primi ed Elena Rinaldi. «La Lettura» guarda anche alla notte degli Oscar (tra il 24 e il 25 febbraio), con la visual data che riunisce tutti i film premiati per la miglior sceneggiatura (originale e no) accompagnata da un testo di Alice Rohrwacher. Mentre i testi di Giovanni Brizzi e Giulia Ziino ricordano i 2.200 anni dalla fondazione di Aquileia (181 a.C.) che rivive in mostre, eventi e progetti in 3D. 17 febbraio 2019 (modifica il 17 febbraio 2019 | 20:16) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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poi le «Cartoline dall’ultimo Nord», brevi testi dedicati alle isole islandesi Vestmann firmati da Leonardo Piccione, il primo italiano pubblicato da Iperborea; il giallo del norvegese Gert Nygårdshaug, L’amuleto (Sem), raccontato da Vanni Santoni; e un’altra ospite de I Boreali,


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CULTURA

MILANO

«I Boreali»: al via il festival La narrativa che viene dal Nord Il 21 febbraio al Teatro Parenti parte la rassegna dedicata ai Paesi nordici Lo scrittore svedese Björn Larsson inaugura la quinta edizione della manifestazione di CECILIA BRESSANELLI

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OTTAVI DI CHAMPIONS

La Juve cade a Madrid: 2-0, Gimenez e Godin fanno sognare l’Atletico di Paolo Tomaselli

Bianconeri messi in crisi da ritmo e corsa dell’Europa di Mario Sconcerti Lo scrittore svedese Björn Larsson CORRIERE TV

Letteratura, soprattutto, ma anche cinema, musica, cibo, corsi di lingua e workshop per addentrarsi nella cultura del Nord Europa e ascoltare le voci che vengono dai Paesi nordici.

Il gestaccio di Simeone al primo gol dell’Atletico (poi le scuse in tv) Video

Il 21 febbraio al Teatro Franco Parenti di Milano parte la 5ª edizione de I Boreali Nordic Festival, ideato e organizzato dalla casa editrice Iperborea con il patrocino del Comune di Milano e in collaborazione con il Teatro Parenti (via Pier Lombardo 14), dove la rassegna sarà ospitata fino a domenica 24 febbraio. L’inaugurazione, in chiave letteraria, è affidata allo scrittore svedese Björn Larsson,

IL RETROSCENA

molto legato all’Italia e a Milano, che dialogherà con Alessandro Zaccuri a partire dal romanzo appena uscito per Iperborea, La lettera di Gertrud (ore 18.30, Sala Testori; l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria a staff@iperborea.com).

Il governo e l’ombra del voto in autunno, prima della nuova Finanziaria

Seguirà, alle 21, la proiezione del film The King’s Choice del regista norvegese Erik Poppe. Poi fino a domenica gli ospiti — grandi autori e nomi nuovi dal Nord e non solo — si alterneranno in 40 eventi (i biglietti vanno da e 3,50 a

di Francesco Verderami

ALLA CAMERA

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20/02/2019 Sito Web

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Quest’anno appuntamenti dedicati anche per i più piccoli. E un omaggio all’autore finlandese Arto Paasilinna scomparso il 15 ottobre (domenica 24, ore 19.30). La cultura nordica sarà esplorata con un party musicale (venerdì 22, 22.15), i film e i Nordic Brunch (sabato e domenica). E ampio spazio sarà dedicato

Sulla Tav mozione congiunta LegaM5S: «Ridiscutere integralmente il progetto» di Claudio Del Frate

all’attualità. Due sono gli incontri organizzati con «la Lettura», media partner del festival. Il primo, La guerra freddissima, con Carlo Barbante, Fabio Deotto e Marzio G. Mian, è dedicato all’Artico (sabato 23, ore 19.15); il secondo (domenica 24, ore 17) affronta la storia delle letterature scandinave, con Massimo Ciaravolo, Emilia Lodigiani, Alessandra Iadicicco e, ancora, Björn Larsson. Sul nuovo numero de «la Lettura», il #377 in edicola fino a sabato 23 febbraio, che dedica uno speciale di 6 pagine ai Boreali, l’autore è protagonista di un’intervista di Cristina Taglietti. 20 febbraio 2019 (modifica il 20 febbraio 2019 | 20:53) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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20/02/2019 Pag. 4

diffusione:143000

LE «MOGLI» SECONDO MOLIÈRE «La scuola delle mogli», commedia amara di Molière che attacca con arguzia la morale dell’epoca, da martedì in scena all’Elfo Puccini con la regia di Arturo Cirillo: inviti per voi

3a pagina 54

ARTE

MUSICA POP

TEATRO

IL RINASCIMENTO DI ANTONELLO

EMMA AL FORUM, DIECI ANNI DI HIT

IL MUSICAL CIVILE DI CRISTICCHI

Una mostra da non perdere a Palazzo Reale dove da giovedì saranno esposte diciannove opere di Antonello da Messina in arrivo da collezioni italiane e internazionali (inviti per voi)

Quasi dieci anni di carriera e un concerto per celebrarli: lanciata da «Amici», martedì sera Emma tornerà sul palco del Forum con i tutti i suoi successi. Senza risparmiarsi, come sempre

Fresco di Sanremo, Simone Cristicchi torna al suo teatro musicale con «Manuale di volo per uomo», storia di attualità piena di poesia e tenerezza. Da venerdì al Manzoni, regia di Antonio Calenda (inviti per voi)

3a pagina 44

3a pagina 48

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NOTHOMB, IL NUOVO LIBRO La scrittrice belga martedì al Libraccio con il suo nuovo romanzo «I nomi epiceni»

I DATURA E LA DANCE ANNI ‘90 Sabato al Bobino si balla: in console, con i successi dell’epoca, il gruppo celebre negli anni ‘90

TUTTI

i coupon a pagina 66

NELL’OFFICINA DELLA SCALA Prenotate la visita esclusiva (giovedì 28) all’Ex Ansaldo dove nascono costumi e scene per opere e balletti

3a pagina 12 mercoledì 20 febbraio 2019

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il meglio della settimana


20/02/2019 Pag. 4

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vivi social club

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succede in città

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kids

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persone

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strade e piazze

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MUSICA CLASSICA

FESTIVAL

CINEMA

MALOFEEV, ENFANT PRODIGE

CHE FASCINO IL GRANDE NORD!

IL LUNGO WEEKEND DEGLI OSCAR

Arriva da Mosca Alexander Malofeev, l’enfant prodige del pianoforte (17 anni) che due anni fa ha conquistato la Scala e che mercoledì incanterà il pubblico con un recital in Conservatorio

Appassionati del Nord? Fate un salto al Teatro Parenti dove, da giovedì, il festival «I Boreali» vi farà conoscere e gustare tradizioni, letteratura, lingue e gastronomia dalla Scandinavia all’Islanda

Sabato e domenica, aspettando gli Oscar: all’Odeon maratona dei film candidati (nella foto «La favorita») in originale con sottotitoli. Proiezioni anche al Beltrade e al Cinemino (con diretta notturna)

3a pagina 52

3a pagina 12

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food

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by night

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life style

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arte

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cultura

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pop rock jazz

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musica classica

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teatro

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cinema

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fuori città

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coupon GIN PER INTENDITORI Oltre duemila etichette (anche vodka e tequila) al «Milano Gin & White Spirits» all’hotel Marriott

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PASSIONE LEGO Costruzioni di mattoncini in mostra, area gioco e scatole di montaggio vintage a Novegro

BAMBINI, C’È SHAKESPEARE Amori e incantesimi nello spettacolo «Sogno» domenica al teatro Munari (inviti per voi)

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mercoledì 20 febbraio 2019

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21/02/2019 Pag. 100 N.7 - 2 marzo 2019

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USCIRE, FARE, GUARDARE... Idee da segnare in agenda PER LA SETTIMANA DAL 21 AL 27 FEBBRAIO di Isabella Lechi

Libri Musica, letteratura e degustazioni gourmet:

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Charity Trenta ore per la vita torna anche quest’anno a favore delle donne affette da sclerosi multipla: per sostenere la campagna basta inviare un sms al numero 45591. Fino al 17 marzo. trentaore.org Lunedì 25

Arte Eva Herzigova (sopra), Tilda Swinton e Laetitia Casta sono solo alcune delle star che hanno sfilato davanti all’obiettivo del fotografo di moda Jan Welters. La galleria 7.24x0.26 ne raccoglie gli scatti più iconici in via San Pietro all’Orto 26 a Milano. Fino al 30 marzo. Mercoledì 27

5

Danza Un viaggio incantato nel mondo di Alice: il nuovo spettacolo dei Momix unisce alle classiche acrobazie gli elementi caleidoscopici della fiaba di Carroll (sopra, la locandina). Al teatro Olimpico di Roma. Lo show andrà poi in tour a Trieste, Cremona, Torino. Fino al 24 marzo. filarmonicaromana.org Martedì 26

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Avviso ai cinefili: questa notte vi servirà molto caffé per seguire la diretta della cerimonia degli Oscar, in onda su Sky cinema, con i commenti del nostro critico Gianni Canova. sky.it

Domenica 24

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Festival I migliori esperti di lighting design si sono dati appuntamento alla Leopolda di Firenze per la prima edizione del Bright festival (sopra, un video mapping): tre giorni di workshop e incontri per parlare di tecnologie digitali e partecipare ai dj set di musica elettronica. Affrettatevi, oggi è l’ultimo giorno. brightevents.it Sabato 23

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Musica Omar Pedrini parte con un nuovo tour per festeggiare il venticinquesimo anniversario dall’uscita di Viaggio senza vento, lo storico album dei Timoria, con un concerto a Roncade (Tv). Fino al 16 marzo. ticketone.it

Venerdì 22

EQUILIBRE MONACO, JAN WELTERS/ COURTESY OPEN SPACE PARIS, GETTY IMAGES

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la cultura scandinava approda al teatro Parenti di Milano con il Boreali nordic festival. Questa sera lo scrittore Björn Larsson affronta il tema dell’identità collettiva; Elisabeth Åsbrink quello della parità di genere, il 22; Farao (sopra) canta nel foyer, sempre il 22. Nel weekend brunch con specialità tipiche. Fino al 24 febbraio. iboreali.it/2019 Giovedì 21


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21/02/2019 Pag. 1 N.1035 - 21 febbraio 2019

diffusione:50000

GABRIELE LAVIA TORNA A PIRANDELLO

“I BOREALI” VOCI DEL NORD

I DJ SET “ALLA MODA”

A PAGINA 8

A PAGINA 18

A PAGINA 32

A PAGINA 52

ALLA SCOPERTA DI LUOGHI E MONUMENTI IN COMPAGNIA DI “CICERONI” PROFESSIONISTI

L’ATTORE E REGISTA IN SCENA ALLO STREHLER CON “I GIGANTI DELLA MONTAGNA”

LETTERATURA, CINEMA, MUSICA E FOOD: ARRIVA IL FESTIVAL DEI PAESI SCANDINAVI

DAI MAGAZZINI GENERALI AL TEATRO PRINCIPE LE FESTE PER LA SETTIMANA DELLE SFILATE

DAL 21 AL 27 FEBBRAIO

1035 Settimanale. Supplemento gratuito al numero odierno de “la Repubblica”. Sped. Abb. Post. articolo 1, legge 46/04 del 27/2/2004

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GERGIEV ALLA SCALA

L’OPERA “CHOVANŠCINA” REGIA DI MARTONE A PAGINA 16

NEL MONDO DI NENEH IL CONCERTO

LA CANTANTE AL MAGNOLIA CON IL NUOVO ALBUM “BROKEN POLITICS” TRA SOUL ED ELETTRONICA DI MANFREDI LAMARTINA

IDENTITÀ GOLOSE QUATTRO CHEF PER UN MENÙ A PAGINA 40

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LA GIORNATA DELLE GUIDE


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22/02/2019 Pag. 16 Ed. Milano

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23/02/2019 Pag. 250 N.8 - 23 febbraio 2019

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Libri, scrittrici, scrittori, letture

a cura di Maria Grazia Ligato

Lèggere: “

Lo scrittore Gianrico Carofiglio, 57 anni. È stato magistrato e senatore della Repubblica. Il nuovo romanzo ha per protagonista il maresciallo Pietro Fenoglio.

Se fossi andato in pensione a settantadue anni, avrei avuto davanti i miei ultimi cinque mesi di lavoro. Il che corrispondeva a ventidue settimane e voleva dire che, se tutti i pazienti si fossero presentati, mi restavano esattamente ottocento incontri. (Incipit di L’ora di Agathe di Anne Cathrine Bomann, Iperborea)

Perché tutti diciamo bugie?

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manzi di Carofiglio i piani di lettura si sovrappongono, l’abilità investigativa sconfina nella ricerca di un valore condivisibile di verità e l’ombra della menzogna avvolge indagini e vita reale. La materia maneggiata dal Grisham italiano non è facile, dalla sua ha una precedente carriera di magistrato,

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G ET T Y

La versione di Fenoglio di Gianrico Carofiglio, Enaudi, pagg. 172, euro 16,50. Disponibile in audiolibro su Audible.

Nell’ultimo libro di Gianrico Carofiglio, La versione di Fenoglio, lo spunto narrativo è dato dall’incontro del maresciallo Fenoglio con un ragazzo al quale il vecchio carabiniere racconterà tre casi che ha risolto in passato, spiegandogli il suo metodo investigativo. Ma come sempre nei ro-

I M AG E S

“La verità sempre e comunque è un’idea astratta” dice lo scrittore. Dipende dalle convenienze sociali o da quanto siamo disposti a mettere a rischio l’immagine di noi stessi. Il maresciallo Fenoglio indaga. Applicando alla realtà il metodo del dubbio


23/02/2019 Pag. 250 N.8 - 23 febbraio 2019

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conclusasi con le dimissioni nel 2013: “Nel libro c’è tutta la questione del rapporto tra confidenti e forze dell’ordine. O hai visto molto da vicino come funzionano le cose o il lettore non ti crede”. Nel romanzo affiorano molte delle implicazioni psicologiche che Carofiglio cura con abilità nella veste di scrittore e anche di relatore in seminari di scritture e tecniche di negoziazione con un metodo ispirato all’investigazione. Temi importanti, convitati di pietra in ogni forma di comunicazione: verità, bugia, ego, persuasione, manipolazione. Oltre al racconto investigativo nel libro c’è un discorso sul metodo e sulla menzogna. L’aspirazione è quella di enunciare un metodo investigativo che sia un metodo più generale per entrare in rapporto con la realtà. Applicare all’esistente lo strumento del dubbio metodico. Fenoglio nelle sue ricostruzioni cerca le divergenze, dettagli che “macchiano” una ricostruzione perfetta. È la chiave per non rimanere intrappolati nel proprio ego. Bisogna imparare a vedere le cose da punti di vista differenti, altrimenti sfuggono particolari decisivi. Dice Fenoglio che tendiamo a confermare le nostre idee. Confirmation bias dicono gli psicologi: guardiamo il mondo attraverso l’idea che ce ne siamo fatti andando alla ricerca delle conferme e non vedendo la disconferma. Pericolosissima premessa di molte sciagure, a cominciare dalla politica. Tutti mentono ma pochi lo sanno: perché tutti mentiamo? C’è la menzogna per la sopravvivenza individuale e collettiva: la verità sempre e comunque è un’idea astratta, un obbligo che può confliggere con l’imperativo morale. Poi ci sono le menzogne che diciamo per comodità o vigliaccheria. E quelle che diciamo a noi stessi per conformarci a un’immagine dalla quale abbiamo paura di discostarci. Secondo Fenoglio, infatti, quando raccontiamo un episodio di cui siamo stati protagonisti è difficile non reinterpretarlo. Di solito ripuliamo il racconto da vigliaccherie e trasformiamo il puro caso in intelligente programmazione. Nella tecnica investigativa come si pesa la veridicità di un testimone? Può dire bugie anche senza rendersene conto? Il più onesto dei testimoni dirà delle cose false nel senso di non corrispondenti a come è andata. Ogni racconto dipende da fattori personali che lo deformano. In primis, la capacità percettiva: come noi percepiamo il mondo non è oggettivo. Secondo i cinesi due terzi di ciò che vediamo è

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2019

Gli altri libri di Carofiglio

Testimone inconsapevole (Sellerio). Il libro d’esordio: con questa avventura dell’avvocato Guerrieri l’autore ha aperto il filone del legal thriller in Italia.

Le tre del mattino (Einaudi). Il confronto fra un padre ed un figlio lungo le strade di Marsiglia. Ne usciranno profondamente diversi.

dietro i nostri occhi. In un noto esperimento gli psicologi chiesero a dei ragazzi di contare i passaggi che una squadra di basket faceva prima di arrivare a canestro. Alla domanda su quanti passaggi avessero visto, risposero quasi tutti correttamente. Ma pochissimi avevano visto l’uomo travestito da gorilla che ogni tanto attraversava il campo. Non c’erano gli occhi per vederlo. Molto dipende dal modo in cui si elabora un ricordo. Quindi cosa deve fare un investigatore? Prima di tutto restituire al testimone la dignità che ha perso, perché subire o anche solo assistere un atto violento fa sentire umiliati. E poi ascoltare il suo racconto senza interrompere con la richiesta di dettagli, altrimenti si “addestra” il testimone a ricordare solo quello che gli viene chiesto. Le sue vite, prima da magistrato e poi da scrittore, si sono mai incrociate? Una volta venne un avvocato dei criminali con sei libri. “Giudice me li deve firmare” disse. “Per chi sono?”. Era gente che avevo condannato io. Firmai e basta. Spesso vado nelle carceri a parlare con i gruppi di lettura, un’esperienza interessante. Una frase che Fenoglio cita è “Preferisco i mascalzoni agli imbecilli, perché ogni tanto si concedono una pausa”. L’imbecillità procura molti danni? Fa arrabbiare perché non è un destino ma un’attitudine. Non si tratta di maggiore o minore intelligenza ma da come si fa prevalere sulla realtà il proprio ego individuale, o il proprio ego collettivo, tanto per non parlare di politica. Può essere pericolosa perché come diceva Bertrand Russel gli imbecilli sono molto sicuri di sé. Gli esempi non mancano. Quando parlo di persone intrappolate nel proprio ego collettivo alludo a un modo di fare politica. È sempre stato così ma ora siamo in una fase di parossismo mai visto. Ma si può dire la verità in politica? Dire la verità in politica corrisponde a non trattare le persone come aggregato da muovere in un modo o nell’altro nel totale disprezzo della coerenza. Quale rapporto possiamo avere con la verità? Un rapporto laico, non si riuscirà mai a possederla integralmente. La locuzione “la verità” ha 21 anagrammi, di cui tre interessanti: rivelata, evitarla, relativa. Ognuno corrisponde a una linea del pensiero filosofico: evitarla allo scetticismo che la ritiene irraggiungibile; rivelata al principio religioso della metafisica; relativa, attenta ai punti di vista. Il suo rapporto con la verità? Mi piace pensare di aver trattato le persone come persone. E coltivato il dubbio. Maria Grazia Ligato

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Chiesero a dei ragazzi di contare i passaggi che una squadra faceva per arrivare a canestro. Quasi tutti risposero correttamente. Ma pochissimi avevano visto l’uomo travestito da gorilla che attraversava il campo


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Cultura e Spettacoli di Sara Marchesi

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febbraio 2019

Un mese di Febbraio incentrato sulla cultura, la scienza e la sua fusione con il mondo del teatro. Perché due mondi apparentemente così lontani, sono molto più vicini di quel che si crede Il teatro Pacta di Milano ospita il Festival Scientifico ScienzaInScena Atto √2, dal 5 al 17 febbraio 2019 per poi

Al via la XX edizione di Obiettivo sul Mondo, rassegna dedicata al mondo del viaggio e della fotografia, organizzata a Genova

continuare fino al 28 febbraio con alcune date su Torino, Trento e l’hinterland milanese. 7 titoli, un workshop teatrale matematico, una mostra/installazione, incontri post spettacolo con artisti ed esperti, libri e 4 spettacoli dedicati ai ragazzi. “Un festival all’insegna dei grandi anniversari, – annuncia la curatrice Maria Eugenia D’Aquino – i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e i 50 anni dallo sbarco sulla Luna. Ed è proprio a Leonardo che è dedicata l’edizione di quest’anno e la nostra nuova produzione teatral scientifica che aprirà la rassegna”.

Proposte per San Valentino in Italia: castelli e piatti ricordo, mare e monti ma sempre da innamorati. Una festa che non ha età

All’interno del Festival presso il PACTA SALONE anche un workshop su come trasformare un argomento scientifico in una pièce teatrale, una video installazione a tema, a cura di Flash et Bip – Fulvio Michelazzi e Maurizio Pisati, sull’identità, chi sono io, cosa faccio vedere di me stesso, come mi vedono gli altri e infine 4 titoli dedicati ai bambini parte della rassegna PARAPIGLIA – TeatroInFamiglia, con spettacoli a partire dai 3 anni sullo spazio, l’astrofisica, la matematica e Galileo Galilei. www.pacta.org

Il Teatro Sanbapolis di Trento, dal 18 al 23 febbraio ospita il “Teatro della meraviglia”. Per il terzo anno giungeranno in questa città spettacoli molto interessanti che trattano tematiche scientifiche. I primi due giorni di festival sono dedicati a momenti formativi e informativi diretti alle scuole superiori. I restanti 4 giorni invece sono dedicati alle esperienze teatrali con delle messe in scena che toccano in maniera diretta temi scientifici e che lo fanno però senza mai perdere di vista lo scopo primo del teatro, che è quello stimolarci verso la bellezza, la meraviglia e la curiosità. Si potrà inoltre, su prenotazione, visitare la mostra interattiva “Play!” che propone in maniera divertente e informale un percorso attraverso fenomeni ed esperimenti scientifici. Oggetti sonori si intrecciano a esperimenti sul tempo, il magnetismo si affianca a giochi di luce. Tutto questo diventa un pretesto leggero e spontaneo, ma scientificamente rigoroso, per affrontare ed

Taurus e-bike sempre più sofisticate, personalizzabili in ogni dettaglio. Uno status simbol la nuova linea ebike con ZeHus

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01/02/2019 04:13 Sito Web

Viaggivacanze.info

www.teatrodellameraviglia.it

Dal 21al 23 febbraio, a Torino, presso il centro congressi Torino Incontra, prende il via la quarta edizione del Festival del Giornalismo Alimentare. Questo appuntamento è ormai un punto di riferimento per i professionisti della comunicazione di tutta Italia e non solo. La tre giorni di Festival risponde alla necessità di riflessione, incontro e formazione sui temi più caldi legati al mondo del cibo. Per questo parteciperanno blogger, giornalisti, aziende, funzionari di amministrazioni pubbliche, professionisti della sicurezza alimentare, uffici stampa e rappresentanti di associazioni, per aprire il confronto e accendere la discussione. Filo conduttore del dibattito sarà la qualità dell’informazione, a fronte anche di un pubblico di consumatori sempre più attento, partecipe e preparato. Un programma ricco, in cui si alterneranno workshop, seminari, dibattiti, laboratori, eventi off ed educational, rivolto sia ai professionisti del settore sia al pubblico interessato al cibo nelle sue molteplici sfaccettature. Si parlerà di politiche agroalimentari, di cambiamenti climatici, salute e alimentazione; sicurezza alimentare, Made in Italy, contraffazione, mafie, innovazione e sostenibilità ambientale nella filiera del cibo. www.festivalgiornalismoalimentare.it

Dal 21 al 24 febbraio al Teatro Franco Parenti di Milano ci sarà la quinta edizione de “I Boreali Nordic Festival 2019”, il più grande festival italiano interamente dedicato alla cultura del Nord Europa. Il festival coinvolgerà la città di Milano in un’esplorazione dei diversi ambiti artistici e culturali del Nord Europa, partendo dalla letteratura e dall’incontro con autori conosciuti e tradotti in tutto il mondo, per aprirsi ad altre aree di avanguardia come la musica e il cinema. Per quanto riguarda la letteratura, parteciperanno i grandi autori e i nomi nuovi dal Nord Europa e non solo, con presentazioni e approfondimenti durante tutta la durata del festival. Fra gli ospiti, lo scrittore svedese Björn Larsson e l’esordiente Leonardo Piccione. Non solo letteratura, ma anche incontri ed eventi dedicati all’approfondimento di temi rivolti all’attualità; un concerto con artisti della scena musicale scandinava nel Foyer del Teatro Franco Parenti; corsi di lingua e letteratura per chi intende avvicinarsi alla cultura nordeuropea e laboratori dedicati ai più piccoli. Inoltre anche gastronomia, con un nordic brunch nelle giornate di sabato e domenica e una rassegna cinematografica, con proiezioni di film in lingua originale sottotitolati in italiano. www.iperborea.com

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SARA MARCHESI

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esplorare il metodo scientifico.


04/02/2019 09:39 Sito Web

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"I Boreali Nordic Festival 2019": dal 21 al 24 febbraio al Teatro Franco Parenti DOVE Teatro Franco Parenti Via Pier Lombardo, 14 QUANDO Dal 21/02/2019 al 24/02/2019 10-19 PREZZO Incontri dai 3 ai 7 euro ALTRE INFORMAZIONI Sito web iboreali.it Evento per bambini

Redazione

04 febbraio 2019 9:39

D

Epilazione a casa facile e praticamente…

al 21 al 24 febbraio al Franco Parenti torna I Boreali Nordic Festival, il festival italiano dedicato alla cultura nordeuropea. Organizzato e ideato

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da Iperborea - che dal 2015 propone a Milano e in tutta Italia i grandi nomi e le personalità più originali della cultura nordica - il festival è giunto alla quinta

Bosnia: i figli della vergogna - Nati da stupri di guerra…

edizione e ha ospitato in quelle precedenti più di 150 eventi in 20 sedi diverse, 80 partner e 140 ospiti, la maggior parte dei quali venuti dal nord Europa.

ARTE

Il festival Anche quest’anno "I Boreali” promette grandi numeri: quattro giornate e più di quaranta incontri con scrittori, intellettuali, artisti, registi, musicisti, librai e professori, oltre a laboratori e spettacoli. Tra gli ospiti italiani delle scorse edizioni: il conduttore radiofonico Marco Ardemagni, la scrittrice italiana Violetta Bellocchio, il giornalista e blogger Matteo Bordone. Tra gli ospiti internazionali: la scrittrice svedese Elisabeth Åsbrink, il giornalista olandese Jan Brokken, Bruxas, lo scrittore danese Stig Dalager. Diverse le tematiche previste negli incontri di questa nuova edizione, tra cui: “Il movimento #metoo in Svezia, tra scandali e premi Nobel mancati” (il 22 febbraio alle ore 18), la presentazione de “l libro dei vulcani d’Islanda” di Leonardo Piccione (22 febbraio alle ore 19), la presentazione dell’albo illustrato “Giorno di Neve” di Komako Sakai (24 febbraio, ore 11) e numerosi laboratori per i più piccoli.

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"I Boreali Nordic Festival 2019": dal 21 al 24 febbraio al Teatro Franco Parenti 

"Boreali Nordic Festival 2019" | 21-24 febbraio | Teatro Franco Parenti

Pubblicata il: 4/02/2019

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“I Boreali 2019”: i protagonisti del festival dedicato alla cultura del Nord Europa STORIE

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Dal 21 al 24 febbraio torna I Boreali, il festival dedicato alla cultura del Nord Europa organizzato dalla casa editrice Iperborea, per quattro giorni al Teatro Franco Parenti di Milano

NEWS CLASSIFICHE PIÙ CONDIVISE 1 “Pose” e l’incredibile spettacolo della ball culture degli anni Ottanta

- Il programma e i protagonisti 2 “Il Corriere – The Mule”: il film testamento di Clint Eastwood

Dal 21 al 24 febbraio torna I Boreali, il festival dedicato alla cultura del Nord Europa organizzato dalla casa editrice Iperborea, per quattro giorni al Teatro Franco Parenti di Milano (sul sito il programma completo della rassegna, ndr).

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3 Il rap americano spiegato, tra passato e presente, e l’ascesa della cultura black 4 Le critiche al libro di Fabrizio Corona


06/02/2019 17:27 Sito Web

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il suo nuovo romanzo La lettera di Gertrud. Dopo di lui, tra gli ospiti, Leonardo Piccione con Il libro dei vulcani d’Islanda. Storie

di uomini, fuoco e caducità, la svedese Elisabeth Åsbrink autrice del successo internazionale 1947, il norvegese Gert Nygårdshaug

5 “I Boreali 2019”: i protagonisti del festival dedicato alla cultura del Nord Europa 6 Bologna Children’s Book Fair: il programma, i temi e le novità dell’edizione 2019

con il giallo L’amuleto (SEM), Anne Cathrine Bomann, scrittrice e psicologa danese al suo esordio con L’ora di Agathe, l’antropologa norvegese Erika Fatland con Soviestistan. Un viaggio in Asia

centrale (Marsilio) ed Erlend Loe, uno dei più popolari e divertenti scrittori scandinavi, autore del romanzo di culto Naif.Super.

NEWS PER APPROFONDIRE

Viaggio attraverso i vulcani dell’Islanda (con il primo autore italiano di Iperborea)

Non solo letteratura, ma anche cinema, con film in lingua originale come Denmark di Kasper Rune Larsen e A Serious Game di Pernilla August , corsi di lingua e letteratura, incontri su temi rivolti all’attualità, il tradizionale Nordic Brunch del fine settimana e, nella serata di venerdì 22 febbraio, il concerto della cantante e polistrumentista norvegese Farao e del duo belga Asa Moto.

Un corso per imparare a presentare i libri in pubblico (e gestire gli imprevisti)

Sempre in ambito musicale, domenica 24 Mirco Mariani presenta il suo nuovo progetto Fwora Jorgensen ispirato alle atmosfere e alle sonorità dei film di Aki Kaurismäki. Ci saranno anche tanti appuntamenti dedicati ai più piccoli, con letture e laboratori ispirati alle pagine dei più grandi autori di

Torna "Autori di oggi Capolavori di ieri"

letteratura per l’infanzia del Nord Europa, un incontro sul tema dell’Artico con Fabio Deotto, Carlo Barbante e Marzio G. Mian (autore di Artico. La battaglia per il Grande Nord, Neri Pozza) e un approfondimento sulla storia della letteratura scandinava, entrambi organizzati in collaborazione con La Lettura – Corriere

della Sera, un confronto sul “paradosso nordico”, ovvero il lato nascosto della parità di genere, ideato insieme a Il Post, e l’Arto Paasilinna Memorial Tour, una performance dello scrittore Valerio Millefoglie che, dopo aver girato le librerie d’Italia, si conclude a Milano. I Boreali nel corso dell’anno farà tappa in altre città: CernobbioLugano, Bologna e Matera.

LIBRI PER APPROFONDIRE

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A inaugurare la quinta edizione del festival sarà Björn Larsson, con


07/02/2019 11:55 Sito Web

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Se vi è capitato di avere tra le mani un libro edito da Iperborea, allora sapete già con quanta cura lavora la casa editrice milanese

fondata nel 1987 da Emilia Lodigiani e specializzata in letteratura nord-europea. La scelta di un formato appena più lungo e stretto

riesce a rendere i libri Iperborea perfettamente riconoscibili tra gli scaffali delle librerie, e molto spesso le illustrazioni in copertina valorizzano un autentico lavoro artigianale, con un catalogo che raccoglie non solo autori scandinavi ma anche olandesi, islandesi, estoni. Il festival I Boreali nasce da un’idea di Iperborea, e si tratta del più grande festival italiano dedicato alla cultura nordeuropea: dal 2015 a Milano e in tutta Italia si incontrano i grandi nomi della cultura nordica (non solo letteratura ma anche cinema, musica, attualità, arte). L’edizione numero cinque del Nordic Festival – I Boreali la trovate a Milano dal 21 al 24 Febbraio, per quattro giorni al Teatro Franco Parenti; nel corso dell’anno il festival vi aspetta anche a Cernobbio-Lugano, Bologna e Matera. Ma entriamo nel cuore del programma milanese, e del perché vi stiamo invitando a partecipare. Anche quest’anno non mancano i grandi eventi in programma, senza contare che il tutto sarà più gustoso grazie a quel Nordic Brunch di sabato 23 Febbraio, dove vi attende una vera e propria esperienza culinaria scandinava con aringhe e polpette svedesi (sì – proprio quelle che mangiate nei grandi spacci di arrendamento, ma più buone). L’inaugurazione è affidata a Björn Larsson, lo scrittore-marinaio svedese che presto troverete in libreria con il nuovo romanzo La

lettera di Gertrud: ci parlerà proprio del libro, e di un tema piuttosto attuale che viene affrontato nelle pagine, quello delle identità e delle appartenenze. Tra gli autori presenti al festival ci sarà anche Leonardo Piccione, che con il suo splendido Il libro dei

vulcani d’Islanda. Storie di uomini, fuoco e caducità è riuscito a regalarci una mappa perfetta per esplorare una terra difficile e sotto la perenne minaccia dei suoi vulcani. E ancora tra i grandi ospiti trovate la svedese Elisabeth Åsbrink autrice del successo internazionale 1947, il norvegese Gert Nygårdshaug con il giallo L’amuleto (SEM), Anne Cathrine Bomann, scrittrice e psicologa danese al suo esordio con L’ora di

Agathe, l’antropologa norvegese Erika Fatland con Soviestistan. Un viaggio in Asia centrale (Marsilio) ed Erlend Loe, uno dei più popolari e divertenti scrittori scandinavi, autore del romanzo di

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07/02/2019 11:55 Sito Web

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Anche la musica sarà grande protagonista con I Boreali Live. La cantautrice norvegese Farao vi trascinerà su a Nord con le atmosfere della sua voce raffinata, incrociando sintetizzatori e batterie. Dal Belgio arrivano invece gli Asa Moto, il duo belga che produce sotto la stessa etichetta dei Soulwax, che ha ottenuto quattro nomination ai Red Bull Elektropedia Awards. Con entrambi l’appuntamento è il 22 Febbraio in tarda serata al Teatro Franco Parenti. Il 24 Febbraio invece vi attende Fwora Jorgensen, il nuovo progetto musicale di Marco Mariani ispirato alle atmosfere e alle sonorità dei film di Aki Kaurismäki.

Farao - The Hours (Official vide…

‐04:23

Spazio anche al cinema al Nordic Festival, con la proiezione in lingua originale di Denmark di Kasper Rune Larsen e A Serious

Game di Pernilla August. E per i più appassionati corsi di lingua e letteratura, con un breve corso comparato di lingue e culture scandinave. Senza dimenticare gli appuntamenti con i più piccoli, con letture e laboratori. E poi gli incontri organizzati dai due main partner del festival La Lettura – Corriere della Sera e Il Post. Tra gli appuntamenti da non perdere consigliamo l’Arto Paasilinna Memorial Tour: lo scrittore finlandese ci ha lasciato di recente, e da qualche tempo Valerio Millefoglie porta in giro la lettura dei suoi libri in Italia per ricordarlo; la stessa cosa accadrà al festival I Boreali. Resterete incantati dall’umorismo di Paasilinna, perdersi tra le pagine di libri come L’anno della lepre o Piccoli suicidi tra

amici riescono a toccare le nostre corde di esseri umani — non a caso sono diventati grandi classici nel catalogo Iperborea. Con un programma così ricco non potevamo che sostenere, così ci trovate tra gli Sponsor Tecnici del festival. Se vi sembra impossibile vedere l’aurora boreale da queste parti, allora provate il Nordic Festival: con un po’ di magia negli occhi potreste rischiare di vederne persino una. I Boreali continua a Cernobbio/Lugano in Aprile, a Bologna nel mese di Giugno, e nella capitale della cultura Matera a Ottobre. Tutte le info qui.

La Finlandia intera entrava nella stagione estiva. Le acque si erano liberate, gli umani risvegliati. Il sole splendeva raggiante, una brezza leggera turbinava nell’aria. Dalle parti di Lestijärvi, in campagna, una madre di famiglia sfornava brioche alla cannella, a Kokkola, sulla costa, un automobilista ubriaco provocava un incidente mortale. Insomma, era cominciata l’estate. — Arto Paasilinna

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culto Naif.Super.


Leggendaria

1947, quando iniziò il presente Un racconto in forma autobiografica che, alla ricerca del passato della propria famiglia, mette a fuoco un anno fondamentale per la definizione delle questioni dell’oggi intervista di Maria Vittoria Vittori a Elisabeth Åsbrink

C’

Leggendaria 133 / gennaio 2019

è un anno particolare, appena dopo la Prima guerra mondiale, in cui sembrano delinearsi, più che in ogni altro, le coordinate della nostra contemporaneità. È l’anno in cui scoppia la Guerra Fredda e viene coniato il termine genocidio, Primo Levi riesce finalmente a pubblicare il più volte rifiutato Se questo è un uomo e Simone de Beauvoir scrive Il secondo sesso, l’onu riconosce lo Stato d’Israele e il figlio d’un orologiaio egiziano riprende dal passato la parola jihad e la lancia verso il futuro, a Parigi Dior vara il “new look” e nell’Oregon vengono avvistati straElisabeth ni oggetti volanti. E mentre i movimenti fascisti Åsbrink e neonazisti creduti definitivamente sconfitti 1947 dalla guerra sono già all’opera in tutto il mondo Trad. di per ricostruire una vasta rete di protezioni e di Alessandro Borini alleanze, c’è un bambino ebreo orfano e profugo Iperborea dall’Ungheria che deve decidere del suo futuro, Milano 2018 se partire per il nuovo stato d’Israele o tornare a 314 pagine, 18 euro Budapest: quel bambino diventerà il padre di Elie-Pub 4,99 euro sabeth Åsbrink, la giornalista e scrittrice svedese che ha fatto di quest’anno il protagonista del suo libro 1947. Un libro complesso ed estremamente stimolante, che conducendo i lettori nei retroscena meno esplorati del passato, li induce a porsi domande inedite sul presente. Qualcuna di queste domande le abbiamo rivolte proprio a lei, Elisabeth Åsbrink, a Roma per partecipare al Salone dell’editoria sociale promosso dalle Edizioni dell’asino e dalla rivista Gli Asini.

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Ci può raccontare la genesi di un libro così particolare che sceglie come protagonista un anno della storia del mondo? L’idea iniziale era quella di scrivere una biografia di Per Engdahl che nel 1947 va a Copenaghen per fondare un partito nazista: avevo trovato dei riferimenti in due libri di Stieg Larsson [autore de la trilogia di Millennium, ndr] relativi ai movimenti estremisti. Naturalmente, bisognava verificare ed è per questa ragione che ho iniziato una ricerca sui giornali svedesi. Non ho trovato molto su di lui, ma in compenso mi sono resa conto che quest’anno, il 1947, era pieno di fatti rilevanti. Quello che si è formato allora è qualcosa con cui ancora oggi noi ci confrontiamo: i diritti umani, lo jihadismo, il femminismo. E durante la scrittura sono emersi i motivi più profondi e personali: in effetti tutti

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i temi trattati nel libro hanno a che fare profondamente con me, sia nel dolore che nella gioia. E, man mano che scrivevo, mi sono accorta che molti di questi temi riguardavano proprio la storia della mia famiglia. Quindi, in effetti, si tratta di un libro in cui faccio il ritratto di un anno filtrato attraverso di me, e in cui costruisco anche il ritratto di me filtrato attraverso quest’anno.

L’elemento che colpisce immediatamente è l’incessante movimento dei profughi in ogni parte del mondo: profughi ebrei da ogni paese europeo, profughi palestinesi, profughi indiani e pakistani. Quando ho iniziato a scrivere non avevo messo in conto di parlare di rifugiati, ma nel frattempo è esploso il fenomeno dei profughi siriani. E questo ha creato una sorta di parallelismo perché è come se la realtà fosse entrata nel processo di scrittura. Nello stesso tempo, la questione dei rifugiati è anche personale perché sono la figlia di un profugo scampato all’Olocausto. Ed è un’eredità che i bambini inevitabilmente ricevono dai genitori, una conoscenza silenziosa che è anche una responsabilità silenziosa. Mio padre è arrivato in Svezia a vent’anni, non conosceva la lingua ma ha studiato ed è diventato medico. Ha guardato solo avanti, non si è mai voltato indietro. La simbiosi tra noi ha voluto che stessimo schiena contro schiena, e mentre lui ha continuato a guardare avanti, io ho guardato indietro.

«

Anche nei suoi libri precedenti ha mostrato un interesse particolare per la ricostruzione e l’analisi di fascismo e nazismo. Qualche anno fa suscitò molto scalpore, nel suo paese, la rivelazione del passato nazista di Kamprad, il fondatore dell’Ikea. La cosa singolare che emerge nel libro è che, proprio mentre fascismo e nazismo vengono sconfitti militarmente e storicamente, in realtà si muovono appena sotto la superficie, tessendo reti in tutto il mondo: che cosa è successo, in quell’anno, che i governi e l’opinione pubblica non hanno saputo o voluto vedere? I paesi che erano appena usciti dalla guerra erano nel pieno del recupero di una vita normale sia sul piano materiale che sul piano morale. Si cerca di recuperare un’integrità morale, e quindi viene fuori il discorso sui diritti umani, viene riconosciuto il significato della parola genocidio. Ma inizia anche la Guerra Fredda. Quindi paradossalmente

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INTERVISTA / ELISABETH ÅSBRINK

12/02/2019 Pag. 35 N.133 - gennaio 2019


Leggendaria

Elisabeth Åsbrink

Un passaggio decisivo per il nostro presente mi sembra la sostituzione del termine razza con il termine cultura… Per Engdahl e Maurice Bardèche hanno deciso a un certo punto che la parola razza non si poteva più usare, e allora l’hanno sostituita con cultura, ma con lo stesso presupposto: se razze diverse non potevano mescolarsi, neppure culture diverse potevano mescolarsi. È un cambiamento che dà la possibilità agli ideologi fascisti e nazisti di continuare ad esprimersi a proposito della razza, figurando però come antirazzisti. La cosa fondamentale è che questo ha modificato in modo consapevole il linguaggio e la retorica per parlare di cultura: le culture vengono rappresentate come qualcosa di statico, che non si evolve, che rimane sempre uguale a se stesso. Ma la bellezza della cultura sta nel suo movimento.

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Parliamo allora di questa cultura in movimento: c’è una folta schiera di poeti, musicisti, narratori nel suo libro che portano avanti un lavoro sotterraneo e potente che guarda al futuro. Qual è stata la loro importanza, in quel 1947, e quale può essere ancora oggi la funzione di chi scrive? Simone de Beauvoir, Paul Celan, Thelonious Monk, Nelly Sachs, Christian Dior, George Orwell sono tutte persone che erano sintonizzate sul loro tempo, senza volerlo essere, e l’eredità che ci hanno lasciato opera attivamente ancora oggi. Paul Celan e Nelly Sachs, che sono poeti, cercano di mettere in parole ciò che non c’era più: l’assenza. Tutti lo fanno, oggi, ma loro sono i primi. Pensiamo anche a Simone de Beauvoir che in quest’anno fa esperienza di una grande passione per Nelson Algren: le sue lettere d’amore ad Algren all’inizio mi hanno quasi irritato perché mi sembravano

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una forma di sottomissione, ma poi ho capito che non si stava sottomettendo a un uomo, ma all’amore. E comincia proprio nel 1947 a scrivere Il secondo sesso. Aveva già lungamente pensato a questo libro, ma solo adesso riesce a mettere insieme il senso di se stessa nell’amore come persona priva di potere e l’analisi di questa forma di sottomissione. È in questo modo che pone le basi del femminismo di oggi: riesce a rappresentare la donna nella completezza di chi si dà alla passione, ma è anche capace di analizzarla. Oppure si prenda il caso di George Orwell: 1984 è tornato alla ribalta proprio nell’America di Trump, perché Orwell ha creato una distopia che è una buona chiave di lettura non solo del suo tempo ma anche, e soprattutto, del nostro.

Nel suo libro tributa il giusto riconoscimento a Raphael Lemkin, l’avvocato e giurista polacco che coniò il termine genocidio e che dopo molte battaglie riuscì a far approvare dall’onu la sua convenzione sul genocidio. Come mai il suo nome è rimasto misconosciuto? Io stessa stento a credere che il genocidio non sia stato considerato, a lungo, come un crimine. Ma penso che per molte potenze politiche questo termine sia risultato provocatorio, e in qualche modo lo è ancora oggi: si pensi al caso della Turchia che ancora non riconosce ufficialmente lo sterminio degli armeni come genocidio.

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Nel 1947, pur tra numerose divergenze, s’inizia a parlare anche di Europa unita. Una prospettiva realizzata ma che oggi appare fortemente a rischio. Ecco, come vive lei, da cittadina e scrittrice, la situazione sociale e politica del suo paese e dell’Europa? In questo momento prevale, in Svezia, un atteggiamento positivo, favorevole nei riguardi dell’Europa, pur con l’eccezione della destra e della sinistra estremiste. Per conto mio, penso che sia paradossale dividerci di nuovo in tanti stati nazionali. Certo, dobbiamo lavorare molto, rendere l’Unione Europea più democratica e fare in modo che funzioni meglio, soprattutto dal punto di vista economico. Ma bisogna farlo assolutamente, perché questa è l’unica possibilità. n

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Leggendaria 133 / gennaio 2019

l’obiettivo si sposta al pericolo rappresentato dai sovietici e dal comunismo: è come se il nazismo uscisse fuori dal radar. L’anticomunismo spesso è consistito nel riconoscere che i migliori avversari del comunismo erano fascisti e nazisti e quindi alcuni di loro sono riusciti a ricreare un movimento forte senza essere minimamente disturbati.

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INTERVISTA / ELISABETH ÅSBRINK

12/02/2019 Pag. 35 N.133 - gennaio 2019


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scrittore Valerio Millefoglie che, dopo aver girato le librerie d'Italia, si conclude a Milano. «I Boreali» nel corso dell'anno farà tappa in altre città: Cernobbio-Lugano,


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I BOREALI: TORNA A MILANO IL FESTIVAL DEDICATO ALLA LETTERATURA NORDICA  12/02/2019 - 16:29

 Email  Stampa  PDF MILANO\ nflash\ - Dal 21 al 24 febbraio torna I Boreali, il festival dedicato alla cultura del Nord Europa organizzato da Iperborea, per quattro giorni al Teatro Franco Parenti di Milano. A inaugurare la quinta edizione del festival a Milano sarà Björn Larsson con il suo nuovo romanzo "La lettera di Gertrud". Dopo di lui, tra gli ospiti, Leonardo Piccione con "Il libro dei vulcani d'Islanda. Storie di uomini, fuoco e caducità", la svedese Elisabeth Åsbrink, autrice del successo internazionale "1947", il norvegese Gert Nygårdshaug con il giallo "L'amuleto" (SEM), Anne Cathrine Bomann, scrittrice e psicologa danese al suo esordio con "L'ora di Agathe", l'antropologa norvegese Erika Fatland con "Soviestistan. Un viaggio in Asia centrale" (Marsilio) ed Erlend Loe, uno dei più popolari e divertenti scrittori scandinavi, autore del romanzo di culto "Naif. Super". Non solo letteratura, ma anche cinema, corsi di lingua e letteratura, incontri su temi rivolti all'attualità, il tradizionale Nordic Brunch e concerti. (nflash) ARTICOLO PRECEDENTE

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Mercoledi, 13 Febbraio 2019 21:06:07

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Categoria principale: Rivista Pubblicato Mercoledì, 13 Febbraio 2019 17:39

Editoria Digitale Pianeta Self Publishing

La quinta edizione si terrà dal 21 al 24 febbraio a Milano Teatro Franco Parenti. È l’occasione per un’esplorazione dei diversi

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I BOREALI è il più grande festival italiano interamente dedicato alla cultura del Nord Europa, ideato e organizzato da Iperborea con il patrocinio del

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Comune di Milano e in collaborazione con il Teatro Franco Parenti, dove da giovedì 21 a domenica 24 febbraio ci si immergerà nel fascino del mondo nordico. Il festival anche per questa quinta edizione è l’occasione per un’esplorazione dei diversi ambiti artistici e culturali del Nord Europa, partendo dalla letteratura e dall’incontro con autori conosciuti e tradotti in tutto il mondo, per aprirsi ad altre aree di avanguardia come la musica, il cinema, la gastronomia. Dopo le giornate milanesi, il festival raggiungerà anche altre città italiane nel corso del 2019: dopo Venezia, Firenze, Torino, Cagliari, Trento e Rovereto, I Boreali

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approderà a Bologna e Matera, e per la prima volta all’estero con un’edizione a Cernobbio/Lugano. Programma è molto vasto ed è disponibile

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sul sito della manifestazione, vi proponiamo una sintesi. Per quanto riguarda la LETTERATURA, parteciperanno grandi autori e nomi nuovi dal Nord Europa e non solo, con presentazioni e approfondimenti durante tutta la durata del festival. Fra gli ospiti, lo scrittore svedese Björn Larsson, che inaugurerà il festival con il suo nuovo attesissimo romanzo “La lettera di Gertrud” (Iperborea, 2019), che esplora gli orizzonti a lui cari come il desiderio di libertà, il coraggio di esplorare le proprie origini, il senso dell’appartenenza, l’identità collettiva. Elisabeth Åsbrink, nota scrittrice e giornalista svedese di narrative non fiction, autrice del successo internazionale “1947” (Iperborea, 2018; Gert Nygårdshaug, scrittore di culto norvegese, attivista ambientale e autore di oltre 40 libri; Anne Cathrine Bomann, scrittrice, poetessa e psicologa danese; Erika Fatland, giovane antropologa fra i maggiori scrittori norvegesi emergenti, che parlerà con Marta Serafini del suo libro “Soviestistan”. Ma molti altri appuntamenti sono in cartellone fra gli APPROFONDIMENTI LETTERARI.

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Traduttore

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13/02/2019 17:39 Sito Web

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con artisti della scena musicale scandinava in concerto nel Foyer del Teatro Franco Parenti (venerdì 22 febbraio ore 22.15).. Non solo letteratura, ma anche incontri ed eventi su TEMI RIVOLTI ALL’ATTUALITÀ, come Il “paradosso nordico”, ovvero il lato nascosto della parità di genere, in collaborazione con Il Post, dove Elisabeth Åsbrink, Ludovica Lugli e Luca Sofri riflettono sul lato nascosto della parità di genere nei paesi nordici, dove si registra il maggior

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numero di maltrattamenti domestici ai danni delle donne (venerdì 22 febbraio ore 20.30); Il movimento #Metoo in Svezia, tra scandali e premi Nobel mancati, l’incontro a cura Anna Brännström e i ragazzi dell’Università Statale di Milano (venerdì 22 febbraio ore 18).

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Come sempre la MUSICA è assoluta protagonista della serata di venerdì,


13/02/2019 17:38 Sito Web

Libri CULTURA

MERCOLEDÌ 13 FEBBRAIO 2019

Torna il festival di Iperborea a Milano Dal 21 al 24 febbraio ci sarà la quinta edizione dei Boreali, il festival dedicato alla cultura dell’Europa del Nord (con dentro una cosa del Post)

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Da giovedì 21 a domenica 24 febbraio al Teatro Parenti di Milano ci sarà la quinta edizione di I Boreali: il festival dedicato alla cultura dell’Europa del Nord organizzato dalla casa editrice Iperborea, nota proprio per la sua trentennale attenzione agli autori scandinavi e nordeuropei, oltre che per i suoi libri stretti e lunghi. Il programma dei Boreali è molto ricco e prevede incontri con scrittori e intellettuali nordici e italiani, un concerto di musica elettronica, proiezioni di film, brevi corsi di lingua (tra cui il faroese, quella che si parla alle isole Fær Øer), attività per bambini e brunch con salmone, merluzzo e aringhe. Tutto avverrà al Teatro Franco Parenti, che si trova in via Pier Lombardo 14, poco distante da Porta Romana.

Come già l’anno scorso, anche il Post è complice nell’organizzazione del festival. Con l’intenzione di aggiungere al programma anche elementi di attualità e informazione, oltre che di cultura e letteratura, Iperborea ha chiesto alla redazione di progettare e coordinare un incontro. Sarà dedicato a uno dei cosiddetti «paradossi nordici», quello per cui nonostante Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia e Danimarca siano i paesi che più rispettano l’uguaglianza di genere, sono anche quelli in cui si registra il maggior numero di violenze domestiche contro le donne. A parlarne sarà la scrittrice e giornalista svedese Elisabeth Åsbrink (si pronuncia “Osbrink”), di cui l’anno scorso Iperborea ha pubblicato 1947: è un libro che racconta, mese per mese e in varie parti del mondo, cosa successe nel 1947, anno cruciale per il presente. L’incontro, venerdì alle 20.30, sarà introdotto dal peraltro direttore del Post Luca Sofri; a parlare con Åsbrink sarà la giornalista del Post

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13/02/2019 17:38 Sito Web

Tra gli eventi più interessanti dei Boreali ci sono i seguenti, ma il programma completo del festival potete leggerlo q u i. I biglietti per la maggior parte degli eventi costano 3 euro e 50; quelli per i film costano 7, quello per i concerti 12.

Giovedì 21 febbraio

18.30 – La lettera di Gertrud: l’identità tra scelta e destino Lo scrittore svedese Björn Larsson, autore di La vera storia del pirata Long John Silver, tra gli altri, parlerà del suo nuovo libro con il giornalista Alessandro Zaccuri.

Venerdì 22 febbraio

18.00 – Il movimento #metoo in Svezia, tra scandali e premi Nobel mancati Anna Brännström, professoressa di svedese all’Università di Milano, racconterà insieme ad alcuni suoi studenti le vicende che hanno portato alla mancata assegnazione del premio Nobel per la letteratura nel 2018, di cui il Post aveva scritto q u i.

19.00 – Islanda: terra di storie, fuoco e caducità Presentazione di Il libro dei vulcani d’Islanda, libro d’esordio di Leonardo Piccione, primo autore italiano di Iperborea. È una raccolta di fatti di cronaca e leggende legati ai vulcani islandesi, che vengono descritti anche dal punto di vista scientifico. Insieme a Piccione ci sarà il conduttore radiofonico Matteo Caccia.

20.30 – Il «paradosso nordico», ovvero il lato nascosto della parità di genere L’incontro con Elisabeth Åsbrink organizzato dal Post.

22.15 – I Boreali Party Concerti della musicista norvegese Farao e del duo belga Asa Moto.

Sabato 23 febbraio

12.00 – Breve corso comparato di lingue e culture scandinave Un’introduzione, a cura di Anna Brännström.

15.30 – 1947, l’anno in cui cominciò il presente Presentazione del romanzo di Åsbrink, con l’autrice e lo scrittore Giacomo Papi.

16.45 – L’amuleto del cacciatore. Delitti ed enigmi dai fiordi

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Ludovica Lugli.


13/02/2019 17:38 Sito Web

Nygårdshaug, pubblicato da SEM. Nygårdshaug ne parlerà con lo scrittore, giornalista ed esperto di thriller Luca Crovi. Il romanzo è un thriller che parla di mummie e mitologia nordica.

18.00 – Sul lettino di Freud: quando gli amici allungano la vita Presentazione di L’ora di Agathe della danese Anne Cathrine Bomann, che parlerà del libro insieme allo psicologo e giornalista, peraltro blogger del Post, Massimo Cirri.

Domenica 24 febbraio

14.30 – Faroese, la lingua della nostalgia Breve corso di lingua e cultura faroese: se ci andrete sarete di sicuro quelli tra i vostri amici che avranno fatto la cosa più strana nel weekend.

15.30 – Sovietistan. Nel cuore dell’Asia dove il tempo si è fermato e gli oligarchi sono sovrani Presentazione di Sovietistan della giornalista norvegese Erika Fatland, pubblicato da Marsilio. È un saggio che racconta cosa è successo in Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan da quando non c’è più l’Unione Sovietica. L’autrice ne parlerà con la giornalista del Corriere della Sera Marta Serafini.

17.00 – Viaggio nella letteratura scandinava. Dai racconti attorno al focolare al romanzo che rivela le contraddizioni della modernità Presentazione di Storia delle letterature scandinave, che Iperborea pubblicherà questo mese: è il primo testo pensato per gli studenti universitari di letterature nordiche pubblicato dal 1968. Lo presenteranno il curatore Massimo Ciaravolo, Emilia Lodigiani, fondatrice di Iperborea, Björn Larsson e la giornalista Alessandra Iadicicco.

18.15 – Dalla Norvegia con umore. L’ironia dissacrante di Erlend Loe Incontro con lo scrittore norvegese Erlend Loe, autore di Tutto sulla Finlandia, Doppler, Volvo, Saluti e baci da Mixing Part e Naif.Super, di cui Iperborea sta per pubblicare una nuova edizione. A parlare con lui ci sarà la giornalista Natascha Lusenti.

19.30 – Arto Paasilinna memorial tour. Cosa ci lascia uno scrittore quando ci lascia Lo scrittore Valerio Millefoglie ha girato l’Italia per raccogliere testimonianze dei lettori di Arto Paasilinna, amatissimo scrittore finlandese morto lo scorso ottobre, sul ruolo dei suoi romanzi nella loro vita. Poi ha messo insieme alcuni di questi racconti in una performance in cui verranno letti anche alcuni brani di libri di Paasilinna.

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Presentazione di L’amuleto dello scrittore norvegese Gert


13/02/2019 Sito Web

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CULTURA

AL TEATRO FRANCO PARENTI

I Boreali, il festival a Milano Il grande Nord oltre gli stereotipi Dal 21 al 24 febbraio la manifestazione dedicata da Iperborea ai Paesi nordici Letteratura, attualità, il fronte «caldo» dell’Artico. Due incontri con «la Lettura» di IDA BOZZI

 

IL COLLOQUIO

Conte: «Questa Ue è al canto del cigno. I gilet gialli? Piaccia o no sono il nuovo» di Massimo Franco

Elín Hansdóttir (1980), «Hyperrealities» (2017, stampa fotografica a colori), courtesy i8 Gallery, Reykjavik

Un focus sulla Norvegia, l’occhio puntato sull’attualità e due incontri in collaborazione con «la Lettura» del «Corriere della Sera», che nel numero in edicola da domenica 17 febbraio dedica 6 pagine all’evento. È stata presentata a Milano la

La tempesta perfetta manda in crisi il Paese degli opposti sovranismi

quinta edizione della rassegna I Boreali. Nordic festival, che si terrà al Teatro Parenti da giovedì 21 a domenica 24 febbraio, con quaranta eventi e molte novità.

di Aldo Cazzullo

La manifestazione dedicata alla cultura dei Paesi nordici, organizzata da Iperborea con il patrocinio del Comune di Milano e la collaborazione del Teatro Parenti, avrà un’apertura letteraria, giovedì 21, con lo scrittore svedese Björn Larsson e il nuovo romanzo La lettera di

Pietro Biancardi, editore di Iperborea

Gertrud (Iperborea), e amplierà le sezioni riservate ad altre arti, il cinema e la musica. «È un festival — spiega l’editore di Iperborea, Pietro Biancardi — di vocazione europea, che è poi la vocazione con cui è nata la casa editrice: dare un contributo alla circolazione delle culture

europee “altre”». Colpisce nella rassegna di quest’anno l’attenzione a questioni dell’attualità. «Intendiamo raccontare un’altra contemporaneità — continua Biancardi —

L’EX PREMIER A TUTTO CAMPO

Berlusconi attacca: «Italiani siete una vergogna. Conte? Fa bene il baciamano» di Alessandro Sala

EUROPA LEAGUE

Assalto ai tifosi del Siviglia, quattro accoltellati in centro a Roma: uno è grave di Rinaldo Frignani

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LINK: https://www.corriere.it/19_febbraio_13/i-boreali-nordic-festival-milano-teatro-parenti-2019-c450c0fc-2fc2-11e9-9db5-c6e1c6b28b3d.shtml


13/02/2019 Sito Web

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Wanda e la rottura tra Icardi e l’Inter: «Sono fatta così...» Quello strappo con Perisic di Gaia Piccardi e Guido De Carolis Lo scrittore svedese Björn Larsson apre il festival

Quanto al programma, spicca la presenza di autori norvegesi nell’anno in cui la Norvegia è Paese ospite alla Fiera di Francoforte: oltre a Gert Nygårdshaug con il suo giallo L’amuleto, edito da Sem (sabato 23), e alla saggista-narratrice Erika Fatland con il suo Sovietistan, Marsilio (domenica 24), c’è Erlend Loe di cui Iperborea ripubblica il cult Naif.Super (domenica 24). Altro saggio narrativo è 1947, che la svedese Elisabeth Åsbrink presenta venerdì 22, mentre sabato 23 c’è la danese Anne Cathrine Bomann con il romanzo L’ora di Agathe (entrambi Iperborea). Studiosi e scrittori italiani si occuperanno di approfondire temi della letteratura nordica, domenica 24: Luca Scarlini sulle «favole nere» e le presenze inquietanti nella cultura scandinava, e Valerio Millefoglie che chiuderà il festival con il suo Arto Paasilinna

Memorial Tour, sull’autore scomparso in ottobre.

la scrittrice svedese Elisabeth Åsbrink

Per addentrarsi nella realtà di questi Paesi, due gli incontri in collaborazione con «la Lettura»: sabato 23, La guerra freddissima, sulle grandi manovre in corso intorno all’Artico ormai senza ghiacci. «Uno dei punti più caldi del mondo — ha spiegato ieri Fabio Deotto, che condurrà l’incontro con Carlo Barbante e Marzio G. Mian — non solo perché il riscaldamento lì è doppio rispetto al resto del pianeta, ma perché è ormai un centro Lo scrittore Fabio Deotto, tra nevralgico, con la nuova rotta navale e le potenze che gli ospiti stanno militarizzando l’area». Il secondo incontro, domenica 24, presenterà la Storia delle letterature scandinave (Iperborea, 2019), con il curatore Massimo Ciaravolo, Björn Larsson, Alessandra Iadicicco e la fondatrice di

Iperborea Emilia Lodigiani. «Un volume di oltre mille pagine — ha illustrato ieri Lodigiani — occupato per oltre un terzo dalla letteratura dagli Anni 60 in poi». Dopo il concerto di venerdì 22 con la norvegese Farao e il duo belga Asa Moto, nel weekend si affiancheranno agli incontri letterari e alle proiezioni di film anche i brunch nordici, i numerosi eventi per i bambini (corti animati, letture, laboratori) e i corsi di lingue, tra cui spicca quello di Faroese. 13 febbraio 2019 (modifica il 13 febbraio 2019 | 21:45) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL PERSONAGGIO

cercando di andare oltre gli stereotipi che spesso si hanno di quei Paesi. Parleremo del movimento #MeToo, dello scandalo dei Nobel, di violenza sulle donne, e poi di Artico, non solo dal punto di vista climatico».


14/02/2019 13:38 Sito Web

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I Boreali – Nordic Festival 2019  Eventi a Milano

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Torna il festival della cultura nordeuropea: letteratura, cinema, musica, cibo, performance, corsi, workshop Dal 21 al 24 febbraio nella splendida location del Teatro Franco Parenti torna I Boreali Nordic Festival, il festival italiano dedicato alla cultura nordeuropea. L’evento, giunto alla quinta edizione, è organizzato e ideato da Iperborea in collaborazione con Franco Parenti.

Il festival L’idea di un festival dedicato al Nord nasce per offrire in una città a vocazione europea e internazionale come Milano il punto d’incontro tra Italia e paesi del Nord Europa, favorendo l’accoglienza e il dialogo tra le due culture. Il crescente successo dei “Caffè” tematici ha spinto a organizzare a partire dal 2015 il Festival I Boreali, evento che ha sempre maggiore successo. Anche quest’anno “I Boreali” avrà un programma ricco di attività ed appuntamenti. Durante le quattro giornate si svolgeranno circa quaranta incontri con scrittori, intellettuali, artisti, registi, musicisti, librai e professori, oltre a laboratori e spettacoli. Diverse le tematiche previste negli incontri di questa nuova edizione, tra cui: “Il movimento #metoo in Svezia, tra scandali e premi Nobel mancati” (il 22 febbraio alle ore 18), la presentazione de “l libro dei vulcani d’Islanda” di Leonardo Piccione (22 febbraio alle ore 19), la presentazione dell’albo illustrato “Giorno di Neve” di Komako Sakai (24 febbraio, ore 11) e numerosi laboratori per i più piccoli. Non mancherà la musica, protagonista della serata di venerdì, con artisti della scena musicale scandinava: Farao e Asa Moto. La gastronomia invece avrà il suo momento con il tradizionale nordic brunch di sabato e domenica (ore 12-14.30). 21 al 24 febbraio – Teatro Franco Parenti – Prezzi: da 3,5 euro a 12 euro Nordic Brunch: 35€ (bevande incluse), 13€ box lunch bambini – prenotazione obbligatoria a banqueting@teatrofrancoparenti.com Per la serata inaugurale ingresso gratuito con posti limitati – prenotazione obbligatoria a staff@iperborea.com Programma completo sul sito del festival.

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Un’immersione nel Nord Europa | Pietro Biancardi di Iperborea racconta I Boreali GIOVANNA TAVERNI - 22 MINUTI AGO

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Il festival I Boreali nasce da un’idea della casa editrice Iperborea, e si tratta del più grande festival italiano dedicato alla cultura

nordeuropea. Dal 21 al 24 Febbraio il Teatro Franco Parenti di Milano ospiterà l’edizione numero cinque: incontri con autori,

eventi, concerti e proiezioni cinematografiche vi attendono per una vera e propria immersione nel cuore del Nord. Abbiamo fatto una chiacchierata con Pietro Biancardi, editore della casa editrice specializzata in letteratura nord-europea e fondata nel 1987 dalla madre Emilia Lodigiani. Ci ha raccontato com’è nato il festival, come si è evoluto, e con quanta cura e passione si lavora a Iperborea. Siete tutti invitati al festival I Boreali — avventurieri, appassionati, curiosi.

Partiamo da I Boreali. Siamo alla quinta edizione del festival dedicato alla cultura nordeuropea, e non a caso l’idea nasce da una casa editrice come Iperborea. Ci raccontate le tappe che vi hanno portato a ideare il festival, e come lavorate all’organizzazione? È stato un percorso graduale. Il primo festival piccolino è partito nel 2009 e si chiamava Caffè Amsterdam: l’idea era quella di invitare due, tre autori, proiettare un film, per farne qualcosa che andasse al di là del singolo incontro con l’autore. Piano piano da Caffè Amsterdam siamo passati a Caffè Helsinki, Caffè Copenaghen, Caffè Stoccolma, dei mini-festival dedicati alle singole culture nordiche di cui ci occupiamo, finché non abbiamo deciso di fare il salto e far nascere I Boreali che è dedicato a tutto il Nord Europa e non più a un paese singolo. Da qui il festival è cresciuto molto: quest’anno per esempio ci saranno una quarantina di incontri solo nell’edizione milanese, mentre i festival più piccoli raggiungevano al massimo dieci, quindici incontri. E poi è stata importante la collaborazione sempre più stretta con il Teatro Franco Parenti, con cui ci troviamo benissimo. Inoltre da tre anni abbiamo iniziato anche a fare delle versioni itineranti del festival, lo abbiamo portato in giro tra città come Venezia, Torino, Genova, e quest’anno andiamo a Lugano, Bologna e Matera. Matera che è anche capitale europea della cultura 2019. Più in generale come selezionate le tappe itineranti del festival? Tutte le volte che abbiamo portato il festival in giro in altre città molto è dipeso dal sostegno che abbiamo trovato, da partner validi sul posto, anche perché vogliamo garantire una qualità nella ricezione degli ospiti e nell’organizzazione. E poi cerchiamo una comunicazione più forte sul territorio di quella che possiamo avere noi. A volte qualcuno ci ha invitato direttamente, altre volte

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di quest’anno son state le città a invitarci, come nel caso di Lugano/Cernobbio dove l’organizzazione di un festival locale ci ha chiesto di fare tappa lì. Stesso discorso per Bologna e Matera. Anche quest’anno gli ospiti saranno tanti. A inaugurare il festival sarà l’autore svedese Bjorn Larsson, che presenta in anteprima La lettera di Gertrud in uscita il prossimo 20 Febbraio. Si tratta di un romanzo importante perché esplora il tema di identità e appartenenze proprio in un momento storico in cui ce n’è davvero bisogno. Invitiamo tutti a leggerlo? Sì, Bjorn Larsson è uno dei nostri autori più rappresentativi e crediamo abbia scritto un libro importante, che si discosta un po’ dal resto della sua produzione e riflette su un tema essenziale che è quello delle identità, ovvero di come siamo convinti di scegliere noi chi siamo, ma in realtà spesso questa cosa ci viene imposta come un riflesso dagli altri. In breve, è la storia di un uomo che solo dopo il funerale della madre – e tramite una lettera che gli ha lasciato – scopre che fosse un’ebrea sopravvissuta a un campo di concentramento, e che ha sempre nascosto queste sue origini, sia per paura che la storia potesse ripetersi ma anche per dare al figlio la possibilità di scegliere chi essere. La cosa ovviamente lo sconvolge, da un lato perché è ateo e la parola ebreo ha poco significato da un punto di vista religioso per lui, e dall’altro perché è uno scienziato genetista convinto che nulla possa identificare da un punto di vista genetico un ebreo da un’altra persona. Da lì nasce il tormento di non sapere cosa fare, anche perché ha una figlia e scegliere di essere ebreo vorrebbe dire che anche la figlia lo è; così iniziano le sue ricerche e le indagini per capire cosa fare. La denuncia di Larsson, quello su cui vuole farci riflettere, è la difficoltà di scegliere la nostra identità: scegliere o rifiutare di essere ebreo vorrebbe dire finire nel mirino da un lato degli antisemiti e dall’altro degli estremisti sionisti; suo malgrado, finirebbe in una trappola comunque. Questa è l’idea, poi c’è una trama che naturalmente trascina il lettore.

Arto Paasilinna

Oltre ai libri di Larsson tra i grandi successi editoriali di Iperborea ci sono anche quelli dello scrittore finlandese Arto Paasillina, scomparso di recente. Al festival ci sarà un evento omaggio allo scrittore, un memorial tour con reading di suoi brani che sta attraversando anche il paese nel frattempo. Qual è il suo libro a cui siete più affezionati? È difficile scegliere perché Paasillina è stato un autore molto

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abbiamo cercato noi di coinvolgere le realtà. Nel caso delle tre tappe


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costanti e immutati. Ed è anche per questo che abbiamo deciso di fare questo memorial tour, perché ci siamo resi conto di quanto fosse amato dai lettori italiani. E se n’era accorto anche Valerio Millefoglie, lo scrittore, cantante e performer che ha ideato lo spettacolo che ha già toccato 10 città italiane e ora andrà ai Boreali e in tutte le tappe del festival. Il lettore di Paasillina sembra intrattenere con l’autore qualcosa che va oltre la semplice lettura, così abbiamo invitato anche a condividere delle testimonianze in proposito ed è stato piuttosto facile perché siamo stati contattati da tantissimi lettori che ci hanno lasciato le loro storie. Valerio le ha raccolte e sono assolutamente toccanti e commoventi, i lettori trasmettono l’idea di una lettura che gli ha cambiato la vita. Poi magari il mio preferito può essere L’anno della lepre, e per altri Il bosco delle volpi o Piccoli suicidi tra amici — è questo il bello di Paasillina. Abbiamo davvero apprezzato l’edizione de Il libro dei vulcani d’Islanda di Leonardo Piccione (altro ospite del festival), e ci piacerebbe sapere come avete lavorato al libro perché – non solo è scritto meravigliosamente – ma è anche una splendida chicca da collezionisti e appassionati, con tutte quelle mappe che valorizzano il lavoro artigianale che c’è dietro il libro. Grazie davvero, è un libro su cui ci siamo un po’ sbizzarriti perché si prestava, e per l’occasione abbiamo anche abbandonato il nostro tradizionale formato 10×20. Era talmente ghiotta la possibilità di fare un bel libro con illustrazioni, e su un formato stretto e lungo sarebbero venute fuori un po’ sacrificate, quindi abbiamo optato per un formato più classico — anche perché pensavamo che il libro in sé fosse talmente eccezionale da non aver bisogno neanche di formati particolari. Quello che ci ha subito colpito è stata anzitutto l’idea, e poi soprattutto la penna di Leonardo Piccione, anche perché non pubblichiamo autori italiani – di solito riceviamo tante proposte che gentilmente decliniamo. In questo caso il libro ci era stato suggerito da due persone fidate che dicevano, voi normalmente non fate questi libri, ma questo qui dovreste considerarlo. E poi ci è arrivato questo manoscritto con le storie, alcune poi sono andate a costituire le 47 storie del libro dei vulcani, e abbiamo subito notato tre cose: una voce e una lingua molto forti e originali di Leonardo Piccione; una sua capacità da segugio di trovare storie; e poi per scrivere un libro così che va dalle saghe antiche alla cultura contemporanea, dal calcio alle spedizioni degli astronauti, ci vuole una solidità intellettuale di altissimo livello, e Piccione ce l’ha assolutamente. Probabilmente anche per i suoi studi scientifici, è laureato in statistica ma ha coltivato questa passione per la letteratura. Nella qualità del testo noi non abbiamo nessun merito, è tutta farina del suo sacco. Poi insieme a lui e allo studio xxy ci siamo un po’ divertiti a farne un bel libro illustrato.

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prolifico, e anche molto regolare, con una creatività e una fantasia


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The Passenger

Un’altra delle vostre intuizioni editoriali è la rivista The Passenger. Che altre uscite ci attendono? Stiamo chiudendo proprio in questi giorni il prossimo numero che è dedicato al Portogallo, e poi entro l’estate andremo prima in Grecia e poi in Norvegia. L’idea è quella di farne uscire 5 o 6 all’anno, ed è venuta fuori osservando la mancanza di pubblicazioni simili nelle librerie, ovvero una rivista che raccontasse la contemporaneità di un paese. Siamo tutti dei grandi viaggiatori, inoltre siamo appassionati di reportage come genere letterario sul modello dei grandi magazine internazionali soprattutto di stampo anglosassone. Così ci siamo resi conto che quando per esempio si partiva per l’Islanda, l’Olanda, il Giappone (- questi sono i numeri usciti finora), quel che mancava era una pubblicazione che raccontasse l’aria che tira in quei paesi. Sì, certo, se parti per un weekend ad Amsterdam hai la guida turistica per capire quali musei andare a vedere, e su internet trovi dove andare a mangiare o a quale serata andare, però una pubblicazione che fosse un po’ l’equivalente di avere un caro amico che vive ad Amsterdam ed è molto informato su quello che succede nel paese – quella cosa lì in libreria non si trovava, e abbiamo deciso di farla noi. Oltre agli eventi letterari al festival ci sarà spazio anche per il cinema e la musica. Per esempio, i concerti della cantautrice norvegese Farao e del duo belga Asa Moto. Siete appassionati anche di musica? Assolutamente, molto. L’idea del festival ruota intorno a mescolare gli eventi letterari con altre discipline per dare un assaggio della cultura nordica a tutto tondo. Però ecco, siccome son stato sempre appassionato di musica e di concerti, e anche gli altri che lavorano con me, ero molto molto felice – con la scusa del festival – di darmi anche all’organizzazione dei concerti. E questa serata dei Boreali Party mi riempie sempre di grande emozione. Quest’anno sarà venerdì 22 e ci saranno una cantante molto interessante come Farao, che fa un electro-pop sofisticato, e Asa Moto, un duo di dj belgi. In questo momento l’Europa vive un po’ una crisi di identità con il ritorno dei nazionalismi. In un’epoca del genere un festival come I Boreali va in direzione contraria, e ci propone un’esplorazione e uno scambio di punti di vista. Diciamo che persino un brunch culinario può essere un’occasione che va in questa direzione, che ne dite? Ci piacerebbe molto sì. Iperborea è nata nell’87 da un’idea di mia madre, e andava anche in questa direzione. Da un lato lei seguiva una sua passione, la letteratura nordica che in Italia non veniva Questo sito usa i cookies per migliorare la tua esperienza. Se vuoi saperne di più, clicca su Policy. Accetto Policy

tradotta e che aveva scoperto in Francia da lettrice. Si rese conto


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IL SUPPLEMENTO #377 IN EDICOLA DA DOMENICA 17 A SABATO 23 FEBBRAIO

Su «la Lettura» l’Europa boreale E due esempi di malinconia Nell’inserto sei pagine sul festival delle letterature nordiche. E prosegue il viaggio nell’Ue alla vigilia del voto di maggio: 27 scrittori, uno per ogni Paese dell’Unione, indicano una parola per formare un «dizionario comune». Testi da Bulgaria e Portogallo IDA BOZZI

IL CASO DICIOTTI

Salvini a processo sì o no, il M5s si affida a voto online sulla piattaforma Rousseau di Paolo Foschi

Illustrazione di Anna Resmini per «la Lettura» #377

LA TRAGEDIA

Migranti, rogo nel ghetto di San Ferdinando: un morto

Sono ragazzine e ragazzini: vivono nella «casa delle bambine che non mangiano», com’è soprannominato nella zona il Centro per i disturbi del comportamento alimentare Palazzo Francisci di Todi, l’unica residenza pubblica che accolga anche minori di 14 anni. Sono giovanissimi affetti da anoressia, pesano tra i 31 e i 42 chili, e li ha incontrati la scrittrice Teresa Ciabatti, che ha ascoltato le loro storie, le loro angosce, ha visto le stanze in cui sistemano i loro oggetti, le loro foto, i pupazzi che costruiscono.

di Redazione Online

LA GUIDA

L’Europa e il voto di maggio Poteri, lobbies, trasparenza Tutto quel che c’è da sapere di Ivo Caizzi

Con questa vicenda, affrontata con delicatezza e sensibilità da Ciabatti, si apre il nuovo numero de «la Lettura» #377, in edicola fino al 23 febbraio. In tutto il supplemento lo sguardo degli scrittori affronta temi complessi e fondamentali, alcuni drammatici, altri inaspettatamente felici, e ne

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LINK: https://www.corriere.it/la-lettura/19_febbraio_15/su-la-lettura-l-europa-boreale-quella-malinconia-5a57da26-3140-11e9-a4dd-63e8165b4075.shtm...


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trae spunti su cui soffermarsi. Un esempio è l’intervento di Alessandro Piperno, che nella sezione Libri de «la Lettura» parte dall’analisi di un romanzo di Wallace Stegner (Verso un

sicuro approdo, Bompiani) per raccontare come la narrativa americana sappia sfiorare con grazia la dolcezza coniugale e perfino la felicità, e raccontando anche la propria sorpresa per essersi imbattuto in quello che definisce un capolavoro.

Cinque Stelle e Lega: la sfida dei veti incrociati di Pierluigi Battista L’ANALISI

I tormenti di Di Maio e i dubbi della Casaleggio L’opposizione: si vota presto di Massimo Franco e Francesco Verderami

Un altro esempio è la vicenda pochissimo nota di cui racconta Paolo Giordano: la storia rimasta sepolta per 80 anni in un archivio e pubblicata solo ora (Il viaggiatore, Rizzoli), scritta da un giovane ebreo, Ulrich Alexander Boschwitz. E cioè una fuga velocissima e sbigottita attraverso il 1938, in Germania, nei giorni successivi alla Notte dei cristalli e al pogrom degli ebrei. Giordano ne rievoca la figura, la vita brevissima (Ulrich morì mentre cercava di tornare in Europa dopo la fuga, su una nave silurata dai nazisti), e coglie il senso di allarme e di crescente lucidità che anima il libro.

A tutta una letteratura, quella che viene dal freddo», è dedicato il festival I Boreali organizzato dalla casa editrice Iperborea, al Teatro Parenti di Milano dal 21 al 24 febbraio: nello speciale di sei pagine sul supplemento ne scrivono Cecilia Bressanelli, Alessandra Iadicicco, Vanni Santoni, Cristina Taglietti, con le «Cartoline dal Nord» del primo italiano pubblicato da Iperborea, Leonardo Piccione, e con il viaggio nel Caucaso della norvegese Erika Fatland.

Il numero si chiude con altri due scrittori, per il progetto Le parole

dell’Europa, che coinvolge 27 autori, uno per ogni Paese dell’Unione europea, chiamati a raccontare con una parola iconica l’identità delle loro patrie e dell’Europa. Il bulgaro Georgi Gospodinov spiega che nel 2010 la Bulgaria era «il Paese più triste del mondo» secondo il World Happiness Report e racconta che cos’è per lui la «malinconia» bulgara, la tazà, descrivendo gli anni del socialismo e il pericolo della mancanza, oggi, di valori comuni. E il portoghese Pedro Chagas Freitas parla della nostalgia, la famosa saudade, che però in Portogallo esiste anche in versione allegra: un sentimento cui lo scrittore si augura che l’Europa non rinunci mai, cioè il diritto al sogno, anzi «il diritto all’improbabile». Il dialogo con i lettori è aperto sui social attraverso l’hashtag #vivalaLettura. 15 febbraio 2019 (modifica il 15 febbraio 2019 | 21:41) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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La copertina de «la Lettura» #377 è firmata dall’artista Laura Panno (Montebelluna, Treviso, 1954)


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MILANO. Letteratura, cinema, musica, cibo, performance, corsi, workshop, tutto questo è il festival dei Boreali Nordic, ideato e organizzato da Iperborea con il patrocinio del Comune di Milano e in collaborazione con il Teatro Franco Parenti, dove da giovedì 21 a domenica 24 febbraio ci si immergerà nel fascino del mondo nordico. Il festival anche per questa quinta edizione è l’occasione per un’esplorazione dei diversi ambiti artistici e culturali del Nord Europa, partendo dalla letteratura e dall’incontro con autori conosciuti e tradotti in tutto il mondo, per aprirsi ad altre aree di avanguardia come la musica, il cinema, la gastronomia. Dopo le giornate milanesi, il festival raggiungerà anche altre città italiane nel corso del 2019: dopo Venezia, Firenze, Torino, Cagliari, Trento e Rovereto, I Boreali approderà a Bologna e Matera, e per la prima volta all’estero con un’edizione a Cernobbio/Lugano. Programma Per quanto riguarda la LETTERATURA, parteciperanno grandi autori e nomi nuovi dal Nord Europa e non solo, con presentazioni e approfondimenti durante tutta la durata del festival. Fra gli ospiti, lo scrittore svedese Björn Larsson, che inaugurerà il festival con il suo nuovo attesissimo romanzo La lettera di Gertrud (Iperborea, 2019), che esplora gli orizzonti a lui cari come il desiderio di libertà, il coraggio di esplorare le proprie origini, il senso dell’appartenenza, l’identità collettiva (con Alessandro Zaccuri, giovedì 21 febbraio ore 18.30, prenotazione obbligatoria). Nei giorni successivi si susseguiranno l’esordiente Leonardo Piccione, il primo autore italiano pubblicato da Iperborea, che insieme a Matteo Caccia racconterà l’Islanda, a partire da Il libro dei vulcani d'Islanda - Storie di uomini, fuoco e caducità (Iperborea, 2019), una raccolta di fatti di cronaca e leggende, visioni e ispirazioni legate a eventi del passato, del presente e del futuro a partire dall’assunto che i vulcani islandesi abbiano sempre interferito nelle vite di singoli uomini e di intere generazioni (venerdì 22 febbraio ore 19); Elisabeth Åsbrink, nota scrittrice e

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Gert Nygårdshaug, scrittore di culto norvegese, attivista ambientale e autore di oltre 40 libri, che converserà con Luca Crovi del suo ultimo avvincente giallo pubblicato in Italia L'amuleto (SEM, 2018) che vede protagonista Fredric Drum, esperto di crittografia che indaga su un misterioso amuleto da cacciatore (sabato 23 febbraio ore 16.45);

Anne Cathrine Bomann, scrittrice, poetessa e psicologa danese, che discuterà con Massimo Cirri di terapia, vecchiaia, humour, amicizia, solitudine e senso della vita a partire dal suo esordio L’ora di Agathe (Iperborea, 2019), un romanzo breve ambientato a Parigi negli anni '40, la storia dolce e struggente di rinascita e cambiamento di uno psichiatra alla fine della sua carriera (sabato 23 febbraio ore 18); Erika Fatland, giovane antropologa fra i maggiori scrittori norvegesi emergenti, che parlerà con Marta Serafini del suo libro Soviestistan. Un viaggio in Asia centrale (Marsilio, 2018), appassionante reportage sulle cinque repubbliche dell’Asia centrale, Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, nazioni ancora alla ricerca della loro identità, strette fra est e ovest e fra vecchio e nuovo (domenica 24 febbraio ore 15.30); Erlend Loe, uno dei più popolari e divertenti autori scandinavi, il cui libro più noto è Naif.Super (Iperborea, 2002), romanzo di culto tradotto in tutto il mondo, che dopo alcuni anni di assenza dall’Italia porterà ai Boreali il suo umorismo un po’ surreale, quella sua speciale capacità di raccontare i momenti di crisi dell’esistenza e offrire una sua chiave lettura del mondo, utile a ritrovare la voglia e il senso del vivere (con Natascha Lusenti, domenica 24 febbraio ore 18.15). Fra gli APPROFONDIMENTI LETTERARI, Il mondo è uno specchio oscuro. Favole nere dal nord, tra Maria Gripe e la tradizione scandinava di e con Luca Scarlini, un racconto tra immagini di ghiaccio e tenebra, tra bianco e nero estremi, nelle pagine di alcuni dei massimi scrittori scandinavi e di una tradizione così ricca di favole nere, ambientazioni sinistre, presenze inquietanti (domenica 24 febbraio ore 12). In calendario anche l’attesa ultima tappa dell’Arto Paasilinna Memorial Tour, un viaggio lungo l’Italia dello scrittore Valerio Millefoglie, che da gennaio ha attraversato 10 città per ricordare il geniale scrittore finlandese Arto Paasilinna, scomparso il 15 ottobre 2018 all’età di 76 anni (domenica 24 febbraio ore 19.30). A seguire Fwora Jorgensen, presentazione del nuovo progetto musicale di Mirco Mariani, ispirato alle atmosfere e alle sonorità dei film di Aki Kaurismaki. A seguire Fwora Jorgensen, presentazione del nuovo progetto musicale di Mirco Mariani, ispirato alle atmosfere e alle sonorità dei film di Aki Kaurismaki. Infine, Peer Gynt: una messa in scena di Ibsen, un incontro con Federica Fracassi e Luca Micheletti che, in occasione dello spettacolo itinerante ideato per la Palazzina dei Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, in scena dal 9 al 22 marzo, raccontano il loro progetto basato sul celebre poema drammatico scritto da Henrik Ibsen e musicato da Edvard Grieg e ripercorrono la storia di questo capolavoro (sabato 23 febbraio ore 12). Ad arricchire il programma di questa quinta edizione de I Boreali, due incontri organizzati in collaborazione con La Lettura-Corriere della Sera: La Guerra freddissima, un confronto sul tema molto dibattuto dell’Artico, dove Fabio Deotto, Carlo Barbante e Marzio G. Mian (autore di Artico. La battaglia per il Grande Nord, Neri Pozza) discuteranno di permafrost in scioglimento, amplificazione polare, interessi economici incrociati e militarizzazione galoppante (sabato 23 febbraio ore 19.15); Viaggio nella letteratura scandinava. dai racconti attorno al focolare al romanzo che rivela le contraddizioni della modernità, un approfondimento sulla Storia delle letterature scandinave (Iperborea, 2019), a cui partecipano il curatore

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giornalista svedese di narrative non fiction, autrice del successo internazionale 1947 (Iperborea, 2018), un saggio narrativo, un romanzo e un reportage al tempo stesso sul 1947, che per lei costituisce un punto di svolta nel XX secolo, un anno chiave nella definizione del mondo moderno, di cui converserà con Giacomo Papi (sabato 23 febbraio ore 15.30);


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Come sempre la MUSICA è assoluta protagonista della serata di venerdì, con artisti della scena musicale scandinava in concerto nel Foyer del Teatro Franco Parenti (venerdì 22 febbraio ore 22.15). Quest’anno sarà presente FARAO, nome d’arte di Kari Jahnsen, songwriter, cantante e polistrumentista norvegese classe 1987, voce leggera e suggestiva fra le più interessanti del momento, e Asa Moto, pseudonimo di Oliver Geerts e Gilles Noë, duo belga che affianca un uso esperto dei sintetizzatori all’imperfezione estetica, creando melodie affascinanti e ritmi pulsanti dovuti a generatori di suoni antiquati e a strumentazioni acustiche. Non solo letteratura, ma anche incontri ed eventi su TEMI RIVOLTI ALL’ATTUALITÀ, come Il “paradosso nordico”, ovvero il lato nascosto della parità di genere, in collaborazione con Il Post, dove Elisabeth Åsbrink, Ludovica Lugli e Luca Sofri riflettono sul lato nascosto della parità di genere nei paesi nordici, dove si registra il maggior numero di maltrattamenti domestici ai danni delle donne (venerdì 22 febbraio ore 20.30); Il movimento #Metoo in Svezia, tra scandali e premi Nobel mancati, l’incontro a cura Anna Brännström e i ragazzi dell’Università Statale di Milano (venerdì 22 febbraio ore 18). Non mancano come di consueto i CORSI DI LINGUA E LETTERATURA per chi intende avvicinarsi alla cultura nordeuropea, fra i quali il laboratorio condotto da Luisella Sari La cavalcata delle Valchirie. Breve lezione sul ruolo della donna nella società vichinga (sabato 23 febbraio ore 14); Parole e identità. Breve corso comparato di lingue e culture scandinave, un incontro sulla lingua come portatrice di identità a cura di Anna Brännström e dell'Istituto culturale nordico (sabato 23 febbraio ore 12); Faroese, la lingua della nostalgia, corso di lingua faroese con Gianfranco Contri e Andrea Meregalli (domenica 24 febbraio ore 14.30). Numerosi anche gli APPUNTAMENTI DEDICATI AI PIÙ PICCOLI: sabato 23 febbraio alle ore 11 Le filastrocche del mio amico Ulf, lettura animata e laboratorio creativo per bambini dai 3 ai 5 anni dedicato alle filastrocche di Ulf Stark, uno dei più grandi scrittori per l’infanzia e per la gioventù che la Svezia abbia dato all’Europa, a cura di Pino Costalunga; in contemporanea Gelato alla fragola o pasta di uova di merluzzo: di che cosa sanno i baci?, lettura animata e laboratorio per bambini dai 6 anni su Il bambino dei baci di Ulf Stark (Iperborea, 2018), a cura di Martina Folena; sabato 23 febbraio alle 16 in programma Jussi Johla e la volpe, lettura animata e laboratorio per bambini 3-5 anni su una nota fiaba della tradizione popolare lappone parente de “Il gatto con gli stivali”, a cura di Martina Folena; in contemporanea Il mondo tutto matto del piccolo Virgil, lettura animata per bambini dai 6 anni di alcuni brani tratti da Il piccolo Virgil dello scrittore danese Ole Lund Kirkegaard (Iperborea, 2018), a cura di Pino Costalunga; domenica 24 febbraio alle 11 Venite a vedere, è arrivata la neve!, laboratorio/ evento per bambini 3-5 anni con letture da Giorno di Neve di Komako Sakai (Babalibri) a cura di Barbara Archetti; in contemporanea Viaggio nella Città dei Desideri, lettura animata e laboratorio creativo per bambini dai 6 anni su I figli del mastro vetraio di Maria Gripe (Iperborea, 2017), a cura di Irene Gandolfi; domenica 24 febbraio alle 16 Le avventure polari di Kiko e Tuka, laboratorio/ evento per bambini dai 3 ai 5 anni con letture da Kiko di Cristel Desmoinaux (Babalibri), a cura di ABC; in contemporanea Munitevi di bussola, voliamo insieme verso Nord!, laboratorio per bambini dai 6 anni con letture da Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson di Selma Lagerlöf (Iperborea, 2017) a cura di Irene Gandolfi. Presente anche la GASTRONOMIA con il tradizionale Nordic Brunch nelle giornate di sabato e domenica (ore 12-14.30) e una RASSEGNA CINEMATOGRAFICA con proiezioni di film in lingua originale sottotitolati in italiano, fra i quali Denmark di Kasper Rune Larsen (2017), vincitore del Premio Aprile al Milano Film Festival 2018; La vera storia di Olli Mäki (2016), esordio al lungometraggio del finlandese Joho Kuosmanen premiato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2016, vita di un pugile felice anche nella sconfitta; The Girl, the Mother and the Demons di Suzanne Osten (2016); A Serious Game di Pernilla August (2016), storia dell’amore puro tra due giovani che, molto diversi tra loro, continueranno a lasciarsi e ritrovarsi senza mai trovare un equilibrio insieme; The King’s Choice di Erik Poppe (2016), che racconta come la decisione nell’aprile del 1940 del re di Norvegia di fronte all’ultimatum delle truppe tedesche abbia cambiato le sorti dell’intero paese.

I BOREALI nasce dall’esperienza di Iperborea degli ultimi anni, maturata attraverso l’ideazione e l’organizzazione di altri festival dedicati alla scoperta della cultura nordica: olandese, danese e svedese e finlandese, con Caffè Amsterdam (2010), Caffè Copenaghen (2012), Caffè Stoccolma (2013), e Caffè Helsinki (2014), che hanno registrato un'affluenza crescente, con circa 4000 spettatori su oltre 30 eventi. L’idea di organizzare dei festival dedicati al Nord è nata dalla volontà di offrire in una

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Massimo Ciaravolo, Emilia Lodigiani e Björn Larsson, moderati da Alessandra Iadicicco (domenica 24 febbraio ore 17).


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I Boreali è ideato e organizzato da Iperborea con il patrocinio del Comune di Milano in collaborazione con il Teatro Franco Parenti. Iperborea è una casa editrice milanese fondata da Emilia Lodigiani nel 1987 con l’obiettivo di far conoscere la letteratura dell'area nord-europea in Italia. Da anni è diventata un punto di riferimento per la promozione e l'organizzazione di eventi legati alla cultura nordica. Milano, Teatro Franco Parenti via Pier Lombardo 14, Milano 21 - 24 febbraio 2019 Quinta edizione Asa Moto, Carlo Barbante, Anne Cathrine Bomann, Anna Brännström, Matteo Caccia, Massimo Ciaravolo, Massimo Cirri, Gianfranco Contri, Pino Costalunga, Luca Crovi, Fabio Deotto, FARAO, Erika Fatland, Federica Fracassi, Alessandra Iadicicco, Björn Larsson, Emilia Lodigiani, Erlend Loe, Ludovica Lugli, Natascha Lusenti, Mirco Mariani, Andrea Meregalli, Marzio G. Mian, Luca Micheletti, Valerio Millefoglie, Gert Nygårdshaug, Giacomo Papi, Leonardo Piccione, Luca Scarlini, Marta Serafini, Luca Sofri, Alessandro Zaccuri, Elisabeth Åsbrink Con la sponsorizzazione di: Stora Enso, Ceres, Giver Viaggi e Crociere, Norwegian Seafood Council, Seafood from Norway Con il sostegno di: Ambasciata di Norvegia, Ambasciata di Svezia, Ambasciata di Finlandia, Co-funded by the Creative Europe Programme of the European Union, Norla, Visit Norway, Kulturrådet, Danish Arts Foundation In collaborazione con: Babalibri, Marsilio, SEM, Università degli Studi di Milano. Dipartimento di lingue e letterature straniere, Università degli Studi di Milano. La Statale, SWEA. Swedish Women’s Educational Association, Storie Libere.fm, Istituto Culturale Nordico, I Distratti, Milano Film Festival, Gogol&Company, Verso libri, Neri Pozza Editore Con la sponsorizzazione tecnica di: Scuola Holden, L’indiependente, Storytel, UNAHOTELS. Hotel Mediterraneo Milano, Drogheria Milanese, MilanoVino Media Partner: La Lettura – Corriere della Sera, Il Post Teatro Franco Parenti via Pier Lombardo 14, Milano Prezzi da 3,5 euro a 12 euro Nordic Brunch: 35€ (bevande incluse), 13€ box lunch bambini – prenotazione obbligatoria a banqueting@teatrofrancoparenti.com Per la serata inaugurale ingresso gratuito con posti limitati – prenotazione obbligatoria a staff@iperborea.com Per informazioni e prenotazioni: iboreali.it, festival@iperborea.com, t 02.87398098 Ufficio stampa: Francesca Gerosa, francesca.gerosa@iperborea.com, c 3402350215

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città a vocazione europea e internazionale come Milano il punto d’incontro tra Italia e paesi del Nord Europa, favorendo l’accoglienza e il dialogo tra le due culture. Il crescente successo dei “Caffè” tematici ha spinto a organizzare a partire dal 2015 il Festival I Boreali, un grande evento che ha inizialmente toccato diversi luoghi culturalmente e storicamente significativi di Milano come il PAC, la Fondazione Cineteca Italiana - Spazio Oberdan, il Museo Civico di Storia Naturale, il Piccolo Teatro e molti altri, per approdare nel 2016 al Teatro Franco Parenti, dove ha consolidato la propria identità e dove la collaborazione è proseguita fino a oggi.


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Al via a Milano I Boreali, il festival dedicato alla letteratura nordica 15 febbraio 2019 |

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Filed under: A r t i c o l i,E v e n t i,LT:week |

Posted by: Redazione Leggere:tutti

Björn Larsson, con il suo nuovo romanzo La lettera di Gertrud, darà il via a I Boreali, il festival dedicato alla cultura del Nord Europa organizzato da Iperborea, dal 21 al 24 febbraio al Teatro Franco Parenti di Milano. Nel programma troviamo: Leonardo Piccione con Il libro dei vulcani d’Islanda. Storie di uomini, fuoco e caducità, la svedese Elisabeth Åsbrink autrice del successo internazionale 1947, il norvegese Gert Nygårdshaug con il giallo L’amuleto (SEM), Anne Cathrine Bomann, scrittrice e psicologa danese al suo esordio con L’ora di Agathe, l’antropologa norvegese Erika Fatlandcon Soviestistan. Un viaggio in Asia centrale (Marsilio) ed Erlend Loe, uno dei più popolari e divertenti scrittori scandinavi, autore del romanzo di culto Naif.Super. Tanti degli appuntamenti sono dedicati ai più piccoli, con letture e laboratori ispirati alle pagine dei più grandi autori di letteratura per l’infanzia del Nord Europa. Tra gli appuntamenti accanto alla letteratura ci saranno anche il cinema con film in lingua originale come Denmark di Kasper Rune Larsen e A Serious Game di Pernilla August@, corsi di lingua e letteratura, incontri su temi rivolti all’attualità, il tradizionale Nordic Brunch del fine settimana e, nella serata di venerdì 22 febbraio, il concerto della cantante e polistrumentista norvegese Farao e del duo belga Asa Moto. Sempre in ambito musicale, domenica 24 Mirco Mariani presenta il suo nuovo progetto Fwora Jorgensen ispirato alle atmosfere e alle sonorità dei film di Aki Kaurismäki. I Boreali nel corso dell’anno farà tappa in altre città: Cernobbio-Lugano, Bologna e Matera.

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“Il libro dei vulcani d’Islanda” di Leonardo Piccione  Mario Bonanno

 15-02-2019

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Montagne e ghiacciai. Eccedendo in fantasia si può pensare che in Islanda ci siano più montagne e ghiacciai che abitanti. Quattrocentomila (ad arrivarci) abitanti e ghiaccio e vulcani a non finire. Non per fare poesia, ma si può anche dire che i vulcani rappresentano il vero dna dell’Isola: si trovano dappertutto, morfologia del terreno, storia e leggende comprese. Vulcani attivi. L’Islanda è un delle isole vulcaniche più attive del pianeta. Questo è il fatto e il sottotitolo del bel libro che Leonardo Piccione dedica all’argomento (“Il libro dei vulcani d’Islanda”, Iperborea 2019) ne estende la portata simbolica: “Storie di uomini, fuoco e caducità”, dice. E non c’è tra questi un solo richiamo che non sia veritiero. Stratificati nelle 380 pagine del volume ci sono gli uomini, c’è il fuoco (zampilli e colate di lava) e c’è il senso del caduco che, a guardare bene, in Islanda incombe su ogni cosa. Forse perché al cospetto di una natura a tal punto immanente, ogni altro elemento può apparire (appare) come sospeso e appeso a un filo. Esile. Transitorio. Fragile. Della materia dei sogni e al tempo stesso annichilente. Oltre a Eldfell e Hekla, in Islanda ci sono altri 30 sistemi vulcanici attivi, di tutte le tipologie conosciute: l’isola è una specie di tacchino ripieno di nitroglicerina. Sono state documentate circa 150 eruzioni dall’arrivo dei vichinghi, nel IX secolo, a oggi, ma la vivace reputazione dell’Islanda precede di molto l’epoca della colonizzazione.

Si legge a pagina 15 e lo scrittore Hallgrimur Helgason, che insiste sul tema e scherza col fuoco (ma non troppo): Qui da noi ogni dieci anni in media compare una nuova montagna o un nuovo campo di lava a cui tocca trovare un nome. È il paese stesso a renderci creativi.

Come si evince da nome e cognome, Leonardo Piccione non è islandese. Col senso narrativo degli islandesi si misura semmai attraversando random 47 storieparadigma, intersecate in qualche modo a storie di vulcani. Storie di uomini e ardimenti – il mistero della spedizione di Von Knebel, lo schiavo caraibico divenuto il primo islandese di colore della storia, persino i leggendari Bobby Fischer e Boris Spassky che si sfidano a scacchi nella Reykjavik del 1972 -. Saghe e leggende

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(quelle norrene, in primo luogo) ai confini del mondo e della realtà. La scienza e la cronaca: passate - le missioni NASA nei canyon “lunari” degli altipiani interni dell’Islanda – e presenti – lo studio dei tunnel di lava che potrebbero indicarci la “strada” verso Marte e gli studi vulcanologici per prevedere le eruzioni -. Il tutto costantemente sorvegliato dai vulcani. Un destino ineluttabile per l’Islanda. Metafisica e ontologia in forma di fuoco e lava. A ricordarci la natura relativa delle cose - del terreno sul quale ci spostiamo, della Terra sulla quale viviamo - e al tempo stesso possibile apertura verso l’enigma di una creazione che prevede il conflitto tra gli elementi come origine della vita. Alla luce di tutto ciò, “Il libro dei vulcani d’Islanda” si offre alla lettura come un libro magmatico (è il caso di scriverlo), aperto ad assunzioni trasversali. Un libro con dentro il fascino delle storie d’avventura e il nitore del saggio scientifico. L’inquadratura in campo lunghissimo di un’isola-emblema del destino. In divenire come il destino del genere umano.

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo libro: Il libro dei vulcani d’Islanda Autore del libro: Leonardo Piccione Genere: Raccolte di racconti Categoria: Narrativa Italiana Casa editrice: Iperborea Anno di pubblicazione: 2019 Prezzo:

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SAGGI | 27 aprile 2018


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 BLOG

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019

Il Post in circolazione Occasioni per vedersi e imparare delle cose, nelle prossime due settimane

 (John Woods/The Canadian Press via AP)

4

Gli appuntamenti del Post “fuori dal Post” si vanno facendo più fitti, col concorso della partecipazione di lettori e persone interessate a capire meglio le cose, e di partner preziosi che li ospitano e richiedono. Quindi ci possiamo vedere in queste occasioni, nei prossimi giorni.

Martedì 19 febbraio ore 21, Circolo dei Lettori, Torino Cosa succede tra noi e la Francia È una puntata straordinaria della serie “Ultim’ora” in cui il Post cerca di capire cosa sta succedendo intorno ai temi dell’attualità: in questo caso gli sviluppi nelle recenti complicate relazioni tra i governi italiani e francesi, con il ritorno annunciato dell’ambasciatore, le simpatie della maggioranza italiana per i contestatori francesi, e tutta la storia che c’è dietro. Con Luca Sofri e Davide De Luca del Post, e Vladimiro Zagrebelski ed Edoardo Greppi ospiti illustri.

Giovedì 21 febbraio ore 18,30, MUDEC, Milano La plastica, spiegata bene Avviamo motivati una collaborazione con il Museo delle Culture e i suoi ospitali spazi raccontando i fondamentali di un tema globale di cui parliamo e sentiamo parlare e spesso ce ne sfuggono gli elementi concreti. Tipo: cos’è, la plastica? Da dove arriva? E cosa le succede, dal nostro bidone in poi? Con Luca Sofri e Francesco Costa.

Venerdì 22 febbraio ore 20,30, Teatro Parenti, Milano Il paradosso nordico Qui invece siamo ospiti e complici per il secondo anno del festival dei

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17/02/2019 14:22 Sito Web

insieme alla scrittrice Elisabeth Åsbrink. Con Ludovica Lugli e Luca Sofri.

Giovedì 28 febbraio, Scuola Belleville, Milano Il giornalismo del Post È la terza stagione del corso che il Post tiene alla scuola di scrittura Belleville per condividere le tante cose che abbiamo imparato in questi nove anni, dalla scrittura alle questioni economiche, dalle newsletter all’accuratezza delle verifiche, dalle fonti utili ai podcast, e ancora: comincia il 28, ci si può iscrivere ancora, alla fine produciamo insieme cose come questa. Con la redazione del Post. Vai al prossimo articolo Quanto vendono i quotidiani, rispetto a cinque anni fa

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Boreali, e parliamo delle questioni di parità di diritti tra i sessi in Svezia,


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IL SUPPLEMENTO IN EDICOLA DA DOMENICA 17 A SABATO 23 FEBBRAIO

La narrativa che viene dal freddo Voci del Nord su «la Lettura» Nell’inserto #377, sei pagine sul festival «I Boreali» che arriva a Milano da giovedì 21 Prosegue il viaggio tra «Le parole dell’Europa» con i testi dalla Bulgaria e dal Portogallo

 CECILIA BRESSANELLI

POLITICA

Voto su Salvini, M5S divisi. Di Maio in bilico, l’avvertimento di Grillo di Carmen Plotino e Monica Guerzoni

Dettaglio dell’illustrazione di Angelo Ruta per «la Lettura» #377

Dieci, cento, mille Nord. Giovedì 21 al Teatro Franco Parenti di Milano

LA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE

inaugura la quinta edizione de I Boreali. Nordic Festival. Organizzato dalla casa editrice Iperborea, la rassegna è un viaggio di quattro giorni (fino a domenica 24) alla scoperta delle letterature nordiche; ma anche del cinema, della musica e del cibo, della cultura del Nord Europa a tutto tondo.

Salvini e la consultazione del M5S: «Basta che non finisca come Sanremo»

Il nuovo numero de «la Lettura», il #377 in edicola fino a sabato 23, dedica sei pagine alla rassegna. Alessandra Iadicicco s’interroga su dove stia andando la narrativa che viene dal freddo; Cristina Taglietti intervista lo scrittore svedese Björn Larsson —

La copertina de «la Lettura» #377 firmata da Laura Panno

autore de La vera storia del pirata Long John Silver e in uscita per Iperborea (editore dei suoi libri in Italia) con La lettera di Gertrud — che ben conosce l’Italia e apre la rassegna. Ci sono

di Marco Cremonesi

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LINK: https://www.corriere.it/la-lettura/19_febbraio_17/lettura-narrativa-che-viene-freddo-boreali-b23ce12c-32db-11e9-ab13-b1bad8396d5f.shtml


17/02/2019 Sito Web

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l’antropologa Erika Fatland, classe 1983 pure lei norvegese, autrice di Sovietistan (viaggio nelle periferie dell’ex Urss edito da Marsilio) che firma un reportage dal Caucaso.

La giustizia dei Cinque stelle affidata alla piazza web di Antonio Polito IL VOTO DEL M5S

Caso Diciotti, come si vota sulla piattaforma Rousseau di Corriere Tv

Nel nuovo numero del supplemento, diversi sono i contributi degli scrittori. Teresa Ciabatti racconta, con delicatezza e sensibilità, il suo incontro con le ragazzine (ma anche ragazzini) che vivono nella «casa delle bambine che non mangiano», come viene chiamato il Centro per i disturbi del comportamento alimentare Palazzo Francisci di Todi (in Umbria), l’unica residenza pubblica italiana che accoglie anche pazienti sotto i 14 anni. Le ospiti hanno tra i 10 e i 29 anni; arrivano a pesare meno di 40 chili. Sono bambine, oppure rimpiangono di non esserlo più; tra le stanze personalizzate risuona una frase: «Vietato avere diciott’anni».

Nella sezione Libri, Alessandro Piperno analizza Verso un sicuro

approdo (Bompiani) dell’americano Wallace Stegner, un romanzo di fallimenti che trasuda felicità, e afferma: «Sebbene abbia ritegno a usare certe parole in pubblico, non stento a definirlo un capolavoro». Paolo Giordano ripercorre la vicenda di un romanzo che viene dal passato, Il viaggiatore (Rizzoli), scritto da un giovane ebreo, Ulrich Alexander Boschwitz, nel 1938 quando aveva 23 anni (ne aveva 27 quando morì nell’Atlantico mentre, esule, cercava di tornare in Europa). Il libro è stato pubblicato solo ora dopo che è rimasto chiuso per 80 anni negli archivi della Biblioteca Nazionale di Francoforte.

E ad altri due scrittori, tra i 27 coinvolti (uno per ogni Paese dell’Ue) nel progetto «Le parole dell’Europa», è affidata la nuova tappa del viaggio che proseguirà fino al voto di fine maggio per il rinnovo del Parlamento europeo. Nell’inserto in edicola tocca al bulgaro Georgi Gospodinov e al portoghese Pedro Chagas Freitas scegliere una parola-chiave, rappresentativa della loro nazione e dell’essere europei. Entrambi propongono un termine che, in modo diverso, indica la «malinconia». Per Gospodinov, che spiega come dal 2010 la sua Bulgaria sia il Paese «più triste del mondo», è tagà («malinconia», appunto). Per Chagas Freitas è la saudade portoghese: luminosa e felice.

La malinconia ritorna anche nelle canzoni più ascoltate in oltre 60 anni negli Usa: è quanto emerge da uno studio dell’Università di Detroit analizzato dagli articoli di Michele Primi ed Elena Rinaldi. «La Lettura» guarda anche alla notte degli Oscar (tra il 24 e il 25 febbraio), con la visual data che riunisce tutti i film premiati per la miglior sceneggiatura (originale e no) accompagnata da un testo di Alice Rohrwacher. Mentre i testi di Giovanni Brizzi e Giulia Ziino ricordano i 2.200 anni dalla fondazione di Aquileia (181 a.C.) che rivive in mostre, eventi e progetti in 3D. 17 febbraio 2019 (modifica il 17 febbraio 2019 | 20:16) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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poi le «Cartoline dall’ultimo Nord», brevi testi dedicati alle isole islandesi Vestmann firmati da Leonardo Piccione, il primo italiano pubblicato da Iperborea; il giallo del norvegese Gert Nygårdshaug, L’amuleto (Sem), raccontato da Vanni Santoni; e un’altra ospite de I Boreali,


19/02/2019 17:55 Sito Web

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I BOREALI NORDIC FESTIVAL 2019  19/02/2019 - 16:20

MILANO\ aise\ - È stato presentato nei giorni scorsi a Milano I BOREALI, il più grande festival italiano interamente dedicato alla cultura del Nord Europa, ideato e organizzato da Iperborea con il patrocinio del Comune di Milano e in collaborazione con il Teatro Franco Parenti, dove da giovedì 21 a domenica 24 febbraio ci si immergerà nel fascino del mondo nordico. Il festival anche per questa quinta edizione è l’occasione per un’esplorazione dei diversi ambiti artistici e culturali del Nord Europa, partendo dalla letteratura e dall’incontro con autori conosciuti e tradotti in tutto il mondo, per aprirsi ad altre aree di avanguardia come la musica, il cinema, la gastronomia. Dopo le giornate milanesi, il festival raggiungerà anche altre città italiane nel corso del 2019: dopo Venezia, Firenze, Torino, Cagliari, Trento e Rovereto, I Boreali approderà a Bologna e Matera, e per la prima volta all’estero con un’edizione a Cernobbio/Lugano. Programma Per la LETTERATURA, parteciperanno grandi autori e nomi nuovi dal Nord Europa e non solo, con presentazioni e approfondimenti durante tutta la durata del festival. Fra gli ospiti, lo scrittore svedese Björn Larsson, che inaugurerà il festival con il suo nuovo attesissimo romanzo La lettera di Gertrud (Iperborea, 2019), che esplora gli orizzonti a lui cari come il desiderio di libertà, il coraggio di esplorare le proprie origini, il senso dell’appartenenza, l’identità collettiva (con Alessandro Zaccuri, giovedì 21 febbraio ore 18.30, prenotazione obbligatoria). Nei giorni successivi  Email  Stampa  PDF si susseguiranno l’esordiente Leonardo Piccione, il primo autore italiano pubblicato da Iperborea, che insieme a Matteo Caccia racconterà l’Islanda, a partire da Il libro dei vulcani d'Islanda - Storie di uomini, fuoco e caducità (Iperborea, 2019), una raccolta di fatti di cronaca e leggende, visioni e ispirazioni legate a eventi del passato, del presente e del futuro a partire dall’assunto che i vulcani islandesi abbiano sempre interferito nelle vite di singoli uomini e di intere generazioni (venerdì 22 febbraio ore 19); Elisabeth Åsbrink, nota scrittrice e giornalista svedese di narrative non fiction, autrice del successo internazionale 1947 (Iperborea, 2018), un saggio narrativo, un romanzo e un reportage al tempo stesso sul 1947, che per lei costituisce un punto di svolta nel XX secolo, un anno chiave nella definizione del mondo moderno, di cui converserà con Giacomo Papi (sabato 23 febbraio ore 15.30); Gert Nygårdshaug, scrittore di culto norvegese, attivista ambientale e autore di oltre 40 libri, che converserà con Luca Crovi del suo ultimo avvincente giallo pubblicato in Italia L'amuleto (SEM, 2018) che vede protagonista Fredric Drum, esperto di crittografia che indaga su un misterioso amuleto da cacciatore (sabato 23 febbraio ore 16.45); Anne Cathrine Bomann, scrittrice, poetessa e psicologa danese, che discuterà con Massimo Cirri di terapia, vecchiaia, humour, amicizia, solitudine e senso della vita a partire dal suo esordio L’ora di Agathe (Iperborea, 2019), un romanzo breve ambientato a Parigi negli anni '40, la storia dolce e struggente di rinascita e cambiamento di uno psichiatra alla fine della sua carriera (sabato 23 febbraio ore 18); Erika Fatland, giovane antropologa fra i maggiori scrittori norvegesi emergenti, che parlerà con Marta Serafini del suo libro Soviestistan. Un viaggio in Asia centrale (Marsilio, 2018), appassionante reportage sulle cinque repubbliche dell’Asia centrale, Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, nazioni ancora alla ricerca della loro identità, strette fra est e ovest e fra vecchio e nuovo (domenica 24 febbraio ore 15.30); Erlend Loe, uno dei più popolari e divertenti autori scandinavi, il cui libro più noto è Naif.Super (Iperborea, 2002), romanzo di culto tradotto in tutto il mondo, che dopo alcuni anni di assenza dall’Italia porterà ai Boreali il suo umorismo un po’ surreale, quella sua speciale capacità di raccontare i momenti di crisi dell’esistenza e offrire una sua chiave lettura del mondo, utile a ritrovare la voglia e il senso del vivere (con Natascha Lusenti, domenica 24 febbraio ore 18.15). Fra gli APPROFONDIMENTI LETTERARI, Il mondo è uno specchio oscuro. Favole nere dal nord, tra Maria Gripe e la tradizione scandinava di e con Luca Scarlini, un racconto tra immagini di ghiaccio e tenebra, tra bianco e nero estremi, nelle pagine di alcuni dei massimi scrittori scandinavi e di una tradizione così ricca di favole nere, ambientazioni sinistre, presenze inquietanti (domenica 24 febbraio ore 12). In calendario anche l’attesa ultima tappa dell’Arto Paasilinna Memorial Tour, un viaggio lungo l’Italia dello scrittore Valerio Millefoglie, che da gennaio ha attraversato 10 città per ricordare il geniale scrittore finlandese Arto Paasilinna, scomparso il 15 ottobre 2018 all’età di 76 anni (domenica 24 febbraio ore 19.30). A seguire Fwora Jorgensen, presentazione del nuovo progetto musicale di Mirco Mariani, ispirato alle atmosfere e alle sonorità dei film di Aki Kaurismaki. A seguire Fwora Jorgensen, presentazione del nuovo progetto musicale di Mirco Mariani, ispirato alle atmosfere e alle sonorita? dei film di Aki Kaurismaki. Infine, Peer Gynt: una messa in scena di Ibsen, un incontro con Federica Fracassi e Luca Micheletti che, in occasione dello spettacolo itinerante ideato per la Palazzina dei Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, in scena dal 9 al 22 marzo, raccontano il loro progetto basato sul celebre poema drammatico scritto da Henrik Ibsen e musicato da Edvard Grieg e ripercorrono la storia di questo capolavoro (sabato 23 febbraio ore 12). Ad arricchire il programma di questa quinta edizione de I Boreali, due incontri organizzati in collaborazione con La Lettura-Corriere della Sera: La Guerra freddissima, un confronto sul tema molto dibattuto dell’Artico, dove Fabio Deotto, Carlo Barbante e Marzio G. Mian (autore di Artico. La battaglia per il Grande Nord, Neri Pozza) discuteranno di permafrost in scioglimento, amplificazione polare, interessi economici incrociati e militarizzazione galoppante (sabato 23 febbraio ore 19.15); Viaggio nella letteratura scandinava. dai racconti attorno al focolare al romanzo che rivela le contraddizioni della modernità, un approfondimento sulla Storia delle letterature scandinave (Iperborea, 2019), a cui partecipano il curatore Massimo Ciaravolo, Emilia Lodigiani e Björn Larsson, moderati da Alessandra Iadicicco (domenica 24 febbraio ore 17). Come sempre la MUSICA è assoluta protagonista della serata di venerdì, con artisti della scena musicale scandinava in concerto nel Foyer del Teatro Franco Parenti (venerdì 22 febbraio ore 22.15). Quest’anno sarà presente FARAO, nome d’arte di Kari Jahnsen, songwriter, cantante e polistrumentista norvegese classe 1987, voce leggera e suggestiva fra le più interessanti del momento, e Asa Moto, pseudonimo di Oliver Geerts e Gilles Noë, duo belga che affianca un uso esperto dei sintetizzatori all’imperfezione estetica, creando melodie affascinanti e ritmi pulsanti dovuti a generatori di suoni antiquati e a strumentazioni acustiche. Non solo letteratura, ma anche incontri ed eventi su TEMI RIVOLTI ALL’ATTUALITÀ, come Il “paradosso nordico”, ovvero il lato nascosto della parità di genere, in collaborazione con Il Post, dove Elisabeth Åsbrink, Ludovica Lugli e Luca Sofri riflettono sul lato nascosto della parità di genere nei paesi nordici, dove si registra il maggior numero di maltrattamenti domestici ai danni delle donne (venerdì 22 febbraio ore 20.30); Il movimento #Metoo in Svezia, tra scandali e premi Nobel mancati, l’incontro a cura Anna Brännström e i ragazzi dell’Università Statale di Milano (venerdì 22 febbraio ore 18). Non mancano come di consueto i CORSI DI LINGUA E LETTERATURA per chi intende avvicinarsi alla cultura nordeuropea, fra i quali il laboratorio condotto da Luisella Sari La cavalcata delle Valchirie. Breve lezione sul ruolo della donna nella società vichinga (sabato 23 febbraio ore 14); Parole e identità. Breve corso comparato di lingue e culture scandinave, un incontro sulla lingua come portatrice di identità a cura di Anna Brännström e dell'Istituto culturale nordico (sabato 23 febbraio ore 12); Faroese, la lingua della nostalgia, corso di lingua faroese con Gianfranco Contri e Andrea Meregalli (domenica 24 febbraio ore 14.30). Numerosi anche gli APPUNTAMENTI DEDICATI AI PIÙ PICCOLI: sabato 23 febbraio alle ore 11 Le filastrocche del mio amico Ulf, lettura animata e laboratorio creativo per bambini dai 3 ai 5 anni dedicato alle filastrocche di Ulf Stark, uno dei più grandi scrittori per l’infanzia e per la gioventù che la Svezia abbia dato all’Europa, a cura di Pino Costalunga; in contemporanea Gelato alla fragola o pasta di uova di merluzzo: di che cosa sanno i baci?, lettura animata e laboratorio per bambini dai 6 anni su Il

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TORNA A LONDRA "CINEMA MADE IN ITALY"  19/02/2019 - 19:15

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bambino dei baci di Ulf Stark (Iperborea, 2018), a cura di Martina Folena; sabato 23 febbraio alle 16 in programma Jussi Johla e la volpe, lettura animata e laboratorio per bambini 3-5 anni su una nota fiaba della tradizione popolare lappone parente de “Il gatto con gli stivali”, a cura di Martina Folena; in contemporanea Il mondo tutto matto del piccolo Virgil, lettura animata per bambini dai 6 anni di alcuni brani tratti da Il piccolo Virgil dello scrittore danese Ole Lund Kirkegaard (Iperborea, 2018), a cura di Pino Costalunga; domenica 24 febbraio alle 11 Venite a vedere, è arrivata la neve!, laboratorio/ evento per bambini 3-5 anni con letture da Giorno di Neve di Komako Sakai (Babalibri) a cura di Barbara Archetti; in contemporanea Viaggio nella Città dei Desideri, lettura animata e laboratorio creativo per bambini dai 6 anni su I figli del mastro vetraio di Maria Gripe (Iperborea, 2017), a cura di Irene Gandolfi; domenica 24 febbraio alle 16 Le avventure polari di Kiko e Tuka, laboratorio/ evento per bambini dai 3 ai 5 anni con letture da Kiko di Cristel Desmoinaux (Babalibri), a cura di ABC; in contemporanea Munitevi di bussola, voliamo insieme verso Nord!, laboratorio per bambini dai 6 anni con letture da Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson di Selma Lagerlöf (Iperborea, 2017) a cura di Irene Gandolfi. Presente anche la GASTRONOMIA con il tradizionale Nordic Brunch nelle giornate di sabato e domenica (ore 12-14.30) e una RASSEGNA CINEMATOGRAFICA con proiezioni di film in lingua originale sottotitolati in italiano, fra i quali Denmark di Kasper Rune Larsen (2017), vincitore del Premio Aprile al Milano Film Festival 2018; La vera storia di Olli Mäki (2016), esordio al lungometraggio del finlandese Joho Kuosmanen premiato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2016, vita di un pugile felice anche nella sconfitta; The Girl, the Mother and the Demons di Suzanne Osten (2016); A Serious Game di Pernilla August (2016), storia dell’amore puro tra due giovani che, molto diversi tra loro, continueranno a lasciarsi e ritrovarsi senza mai trovare un equilibrio insieme; The King’s Choice di Erik Poppe (2016), che racconta come la decisione nell’aprile del 1940 del re di Norvegia di fronte all’ultimatum delle truppe tedesche abbia cambiato le sorti dell’intero paese. I BOREALI nasce dall’esperienza di Iperborea degli ultimi anni, maturata attraverso l’ideazione e l’organizzazione di altri festival dedicati alla scoperta della cultura nordica: olandese, danese e svedese e finlandese, con Caffè Amsterdam (2010), Caffè Copenaghen (2012), Caffè Stoccolma (2013), e Caffè Helsinki (2014), che hanno registrato un'affluenza crescente, con circa 4000 spettatori su oltre 30 eventi. L’idea di organizzare dei festival dedicati al Nord è nata dalla volontà di offrire in una città a vocazione europea e internazionale come Milano il punto d’incontro tra Italia e paesi del Nord Europa, favorendo l’accoglienza e il dialogo tra le due culture. Il crescente successo dei “Caffè” tematici ha spinto a organizzare a partire dal 2015 il Festival I Boreali, un grande evento che ha inizialmente toccato diversi luoghi culturalmente e storicamente significativi di Milano come il PAC, la Fondazione Cineteca Italiana - Spazio Oberdan, il Museo Civico di Storia Naturale, il Piccolo Teatro e molti altri, per approdare nel 2016 al Teatro Franco Parenti, dove ha consolidato la propria identità e dove la collaborazione è proseguita fino a oggi. Iperborea è una casa editrice milanese fondata da Emilia Lodigiani nel 1987 con l’obiettivo di far conoscere la letteratura dell'area nord-europea in Italia. Da anni è diventata un punto di riferimento per la promozione e l'organizzazione di eventi legati alla cultura nordica. (aise)


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“Così mi sono perso tra i vulcani d’Islanda” | Intervista a Leonardo Piccione GIOVANNA TAVERNI - 14 MINUTI AGO

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Leonardo Piccione - Foto di Elena Chernyshova

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Il festival della cultura nord-europea I Boreali vi aspetta questa settimana a Milano dal 21 al 24 Febbraio. Tra incontri, eventi,

concerti e brunch scandinavi, il festival nato da un’idea della casa editrice Iperborea promette una vera e propria immersione nel

Nord Europa. Tra gli ospiti di questa edizione ci sarà Leonardo Piccione, autore de Il libro dei vulcani d’Islanda, uscito a Gennaio per Iperborea — un libro per esploratori, un’edizione curata fino ai minimi dettagli e di cui è possibile innamorarsi perdutamente. Nell’attesa del festival abbiamo fatto qualche domanda a Piccione, e lui ci ha raccontato come sia meraviglioso perdersi tra i vulcani


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Il libro dei vulcani d’Islanda inizia così: “L’Islanda è una malattia”. Dunque, è cominciato tutto da una malattia di Islanda? Com’è nato questo rapporto con l’isola? Per semplicità sono solito rispondere a questa domanda spiegando che risale tutto agli anni del liceo, al fatto che nel giro di pochi mesi l’Islanda mi si manifestò sotto forma di tre materie scolastiche molto diverse tra loro: letteratura italiana, con Il dialogo della natura e di un islandese di Leopardi; scienze della terra, con – ça va sans dire – il vulcanismo; e fisica, con il magnetismo terrestre – che è all’origine del fenomeno delle aurore boreali. Così decisi di unire i puntini e incentrai la tesina degli esami di stato sull’Islanda, che fino ad allora era un luogo di cui conoscevo a malapena l’esistenza. Quando qualche tempo dopo la visitai di persona per la prima volta, compresi che forse c’era un’attrazione più profonda tra quella terra e il sottoscritto. Da allora ho cominciato a tornarci con frequenza crescente, e a sperimentare una sorta di crisi di astinenza nei periodi trascorsi lontano dall’isola. E invece come ti è venuta l’idea di mettere insieme questo meraviglioso zibaldone di storie islandesi ispirato ai suoi vulcani? Perché credo che ci siano proprio i vulcani all’origine di quell’attrazione che dicevo. A un certo punto, dopo l’ennesimo viaggio in Islanda, mi sono trovato nella condizione di dover giustificare a parenti e amici il mio continuo andare verso il Nord – io che vengo da un profondo Sud. Allora mi sono messo a scrivere, a elencare i motivi per cui continuavo a prendere aerei per Reykjavík: le cose che avevo voglia di rivedere, le storie che speravo di approfondire. Bene, mi sono reso conto che gran parte degli spunti che avevo raccolto avevano in qualche modo a che fare con l’attesa, con la tendenza molto islandese di vivere in uno stato di costante sospensione. Aspettare la prossima tempesta, o il ritorno del sole dopo settimane; aspettare l’inverno, poi di nuovo l’estate. Aspettare, soprattutto, la prossima eruzione vulcanica. E, insomma, noi umani abbiamo un legame particolare con l’attesa, no? Dino Buzzati ha scritto in uno dei suoi Sessanta racconti che «l’attesa rappresenta probabilmente l’unica forma di felicità concessa all’uomo.» Ecco, le storie dei vulcani sono soprattutto storie di attesa, celebrazioni della speranza e insieme del timore che ogni cambiamento porta con sé. La nuova isola emersa dal mare, il nuovo campo di lava a cui dare un nome. Ma anche il prossimo viaggio, la ricerca di forme di vita extraterrestri, un nuovo amore. Tutto è attesa.

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d’Islanda.


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Un aspetto che ci ha colpito molto è la tua penna da narratore, non è una cosa scontata per un libro che gioca facile nell’intrigare il viaggiatore, l’appassionato o il semplice collezionista. Leggerti è un vero piacere, ci accompagni in queste 47 storie con un ritmo letterario autentico. Come hai unito una formazione più scientifica a questa vocazione letteraria? Grazie per il complimento! Mi fa piacere, soprattutto perché sono stato a lungo convinto – in parte lo sono ancora – che questa doppia anima sia più che altro un difetto, una particolare forma di indecisione. Ho avuto a che fare per anni con i numeri (ho completato un dottorato in Scienze statistiche tre anni fa) pur sapendo che erano le parole a sedurmi di più. Questa dualità mi ha segnato e messo in crisi, però scrivendo questo libro ho realizzato che le due vocazioni non sono necessariamente in contraddizione. Anzi, ritengo che la curiosità e il metodo – che sono prerogative della ricerca scientifica – possano tornare molto utili anche quando si prova a fare narrativa. Quale storia ti sei divertito a scrivere di più? Senza dubbio quella di Jørgen Jørgensen, l’avventuriero danese che a inizio Ottocento si autoproclamò re d’Islanda per due mesi. Giocatore d’azzardo, politico, navigatore, spia internazionale, mercante, galeotto, scrittore, infermiere e confessore, è stato definito «una delle più curiose meteore della storia umana.» Ho scoperto la sua storia quando ero già a buon punto con il resto del libro, altrimenti non escludo che avrei potuto lasciar perdere i vulcani e dedicarmi esclusivamente delle sue peripezie. Il sottotitolo del libro è: Storie di uomini, fuoco e caducità. E proprio la caducità emerge sempre dentro questo storie, la perenne minaccia sotto cui vive il popolo islandese. Dall’idea che ti sei fatto l’islandese è più portato ad accettare semplicemente di vivere sotto il peso di queste intemperie, oppure c’è un sentimento di sfida nei confronti della natura? Gli islandesi hanno un rapporto bifronte con la natura. Da una parte non riescono a nascondere la propria soddisfazione – in certi casi sembra quasi tracotanza – per essere riusciti a domare l’apparentemente indomabile creato islandese. Teniamo presente che in seguito all’eruzione del Laki del 1783, che uccise un terzo della popolazione dell’isola, gli islandesi erano considerati un popolo a rischio di estinzione, tanto che la Corona danese pensò di evacuare completamente l’isola. Invece loro rimasero. Hanno superato decenni di povertà e sofferenze e oggi sono una delle nazioni più benestanti del mondo. In certi modi di fare questa consapevolezza è lampante: “Se siamo riusciti a sopravvivere su quest’isola inospitale, cosa potrà mai fermarci?”, pensano gli islandesi, che – anche a causa di questa convinzione – in certe decisioni non brillano affatto per lungimiranza. La società islandese non è idilliaca come può apparire dall’esterno. Per esempio oggi ha un problema molto serio con lo sfruttamento delle risorse naturali,

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Hverfjall – Foto di Leonardo Piccione


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per sfruttarne l’intrinseca energia fino all’ultimo watt. Dall’altro lato, tuttavia, permane insopprimibile negli islandesi il timore che il benessere conquistato non sia definitivo. Che quella vinta contro la natura non sia la guerra ma una battaglia: domattina il vulcano Katla potrebbe eruttare e rendere l’isola inabitabile per decenni, gli islandesi lo sanno. Oltre alla ricca produzione letteraria, l’Islanda coltiva una tradizione musicale feconda. Viene subito da pensare a due nomi importanti come quelli di Björk o i Sigur Rós, progetti che tra l’altro hanno conquistato un respiro internazionale. Questo successo da cosa dipende?, una lingua musicale? A me piace molto ascoltare l’islandese, e prima o poi lo imparerò. Nonostante l’asprezza di certi suoni (basti dire che la c non esiste, rimpiazzata sempre e comunque dalla k), trovo che la lingua abbia un bel ritmo, scandito da quest’accento sulla prima sillaba di ogni parola (in Islanda io sono Lèonardo, non Leonàrdo). Il successo dei musicisti islandesi però penso che più che alla musicalità della lingua sia collegato alla peculiare e diffusa sensibilità artistica di questo popolo, alla capacità che hanno le storie concepite su quest’isola di acquisire un respiro universale. Proprio come i vulcani della loro terra, gli scrittori e i musicisti islandesi sono in grado di produrre effetti anche lontano dal luogo natio dell’ispirazione. E non certo da oggi, visto che già le saghe medievali sono piene di guerrieri spietatissimi che però compongono anche raffinate poesie. È davvero incredibile la proporzione di islandesi che si dedicano a una qualche forma d’arte. Saranno le lunghe notti invernali, o la mancanza di alternative, o gli stimoli che vengono dalla natura. O magari una somma di tutto questo. Fatto sta che in Islanda si scrive e si suona tantissimo. Per dirne una, il mio coetaneo che a Húsavík ha vissuto prima di me nella camera con vista baia dove io poi avrei messo insieme un buon numero di storie di vulcani, e che nella vita fa tutt’altro, è appena uscito con un disco stupendo. Si chiama Fæ Ör, l’ho inserito nella playlist che raccoglie 21 brani musicali legati in qualche modo al Libro dei vulcani.

Davanti al Þeistareykir

Il lavoro che avete fatto per l’edizione del libro è eccezionale, tutte quelle mappe illustrate ne fanno un oggetto bello, e una bussola all’orientamento da portare in viaggio. Ci racconti le tappe che hanno spinto in questa direzione te, Iperborea, e lo

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nel Paese si discute sul come e quanto sia giusto spremere la terra


19/02/2019 09:15 Sito Web

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Dal primo momento ho immaginato quello che sarebbe diventato il Libro dei vulcani d’Islanda come un oggetto piacevole da sfogliare e da guardare – oltre che da leggere, se possibile. Non pensavo a fotografie (ci sono un sacco di bei libri fotografici sull’Islanda) e nemmeno a disegni (ci sono un sacco di bei libri illustrati sull’Islanda). A me piaceva l’idea di mascherare l’anima letteraria del libro dietro un’apparenza quasi da manuale scientifico. Occorreva qualcosa che io non avevo ben chiaro in mente, ma i Questo sito usa i cookies per migliorare la tua esperienza. Se vuoi saperne di più, clicca su Policy. Accetto Policy

creativi di xxystudio evidentemente sì: hanno preso le mappe

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studio xxy?


19/02/2019 13:59 Sito Web

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Musica, cinema e tanta letteratura: con I Boreali il Nord Europa sbarca in città Mariangela Tra cante · 1 minuto fa

Torna a Milano il festival interamente dedicato alla cultura del Nord Europa, ideato e organizzato da Iperborea con il patrocinio del Comune di Milano e in collaborazione con il Teatro Franco Parenti, dove da giovedì 21 a domenica 24 febbraio ci si immergerà nel fascino del mondo nordico. Ecco I Boreali: un’esplorazione dei diversi ambiti artistici e culturali del Nord Europa, partendo dalla letteratura e dall’incontro con autori conosciuti e tradotti in tutto il mondo, per aprirsi ad altre aree di avanguardia come la musica, il cinema, la gastronomia. Dopo le giornate milanesi, il festival raggiungerà anche altre città italiane nel corso del 2019: dopo Venezia, Firenze, Torino, Cagliari, Trento e Rovereto, I Boreali approderà a Bologna e Matera, e per la prima volta all’estero con un’edizione a Cernobbio/Lugano.

I Boreali Milano, Programma LETTERATURA: parteciperanno grandi autori e nomi nuovi dal Nord Europa e non solo, con presentazioni e approfondimenti durante tutta la durata del festival. Fra gli ospiti, lo scrittore svedese Björn Larsson, che inaugurerà il festival con il suo nuovo attesissimo romanzo La lettera di Gertrud (Iperborea, 2019), che esplora gli orizzonti a lui cari come il desiderio di libertà, il coraggio di esplorare le proprie origini, il senso dell’appartenenza, l’identità collettiva (con Alessandro Zaccuri, giovedì 21 febbraio ore 18.30, prenotazione obbligatoria). Nei giorni successivi si susseguiranno l’esordiente Leonardo Piccione, il primo autore italiano pubblicato da Iperborea, che insieme a Matteo Caccia racconterà l’Islanda, a partire da Il libro dei vulcani d’Islanda – Storie di uomini, fuoco e caducità (Iperborea, 2019), una raccolta di fatti di cronaca e leggende, visioni e ispirazioni legate a eventi del passato, del presente e del futuro a partire dall’assunto che i vulcani islandesi abbiano sempre interferito nelle vite di singoli uomini e di intere generazioni (venerdì 22 febbraio ore 19); Elisabeth Åsbrink, nota scrittrice e giornalista svedese di narrative non ction, autrice del successo internazionale 1947 (Iperborea, 2018), un saggio narrativo, un romanzo e un reportage al tempo stesso sul 1947, di cui

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scrittore di culto norvegese, attivista ambientale e autore di oltre 40 libri, che converserà con Luca Crovi del suo ultimo avvincente giallo pubblicato in Italia L’amuleto (SEM, 2018) che vede protagonista Fredric Drum, esperto di crittogra a che indaga su un misterioso amuleto da cacciatore (sabato 23 febbraio ore 16.45); Anne Cathrine Bomann, scrittrice, poetessa e psicologa danese, che discuterà con Massimo Cirri di terapia, vecchiaia, humour, amicizia, solitudine e senso della vita a partire dal suo esordio L’ora di Agathe (Iperborea, 2019), un romanzo breve ambientato a Parigi negli anni ’40, la storia dolce e struggente di rinascita e cambiamento di uno psichiatra alla ne della sua carriera (sabato 23 febbraio ore 18); Erika Fatland, giovane antropologa fra i maggiori scrittori norvegesi emergenti, che parlerà con Marta Sera ni del suo libro Soviestistan. Un viaggio in Asia centrale (Marsilio, 2018), appassionante reportage sulle cinque repubbliche dell’Asia centrale, Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, nazioni ancora alla ricerca della loro identità, strette fra est e ovest e fra vecchio e nuovo (domenica 24 febbraio ore 15.30); Erlend Loe, uno dei più popolari e divertenti autori scandinavi, il cui libro più noto è Naif.Super (Iperborea, 2002), romanzo di culto tradotto in tutto il mondo, che dopo alcuni anni di assenza dall’Italia porterà ai Boreali il suo umorismo un po’ surreale, (con Natascha Lusenti, domenica 24 febbraio ore 18.15). In calendario anche l’attesa ultima tappa dell’Arto Paasilinna Memorial Tour, un viaggio lungo l’Italia dello scrittore Valerio Millefoglie, che da gennaio ha attraversato 10 città per ricordare il geniale scrittore nlandese Arto Paasilinna, scomparso il 15 ottobre 2018 all’età di 76 anni (domenica 24 febbraio ore 19.30). A seguire Fwora Jorgensen, presentazione del nuovo progetto musicale di Mirco Mariani, ispirato alle atmosfere e alle sonorità dei lm di Aki Kaurismaki. In ne, Peer Gynt: una messa in scena di Ibsen, un incontro con Federica Fracassi e Luca Micheletti che, in occasione dello spettacolo itinerante ideato per la Palazzina dei Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, in scena dal 9 al 22 marzo, raccontano il loro progetto basato sul celebre poema drammatico scritto da Henrik Ibsen e musicato da Edvard Grieg e ripercorrono la storia di questo capolavoro (sabato 23 febbraio ore 12). Ad arricchire il programma di questa quinta edizione de I Boreali, due incontri organizzati in collaborazione con La Lettura-Corriere della Sera: La Guerra freddissima, un confronto sul tema molto dibattuto dell’Artico, dove Fabio Deotto, Carlo Barbante e Marzio G. Mian (autore di Artico. La battaglia per il Grande Nord, Neri Pozza) discuteranno di permafrost in scioglimento, ampli cazione polare, interessi economici incrociati e militarizzazione galoppante (sabato 23 febbraio ore 19.15); Viaggio nella letteratura scandinava. dai racconti attorno al focolare al romanzo che rivela le contraddizioni della modernità, un approfondimento sulla Storia delle letterature scandinave (Iperborea, 2019), a cui partecipano il curatore Massimo Ciaravolo, Emilia Lodigiani e Björn Larsson, moderati da Alessandra Iadicicco (domenica 24 febbraio ore 17). MUSICA: è assoluta protagonista della serata di venerdì, con artisti della scena musicale scandinava in concerto nel Foyer del Teatro Franco Parenti (venerdì 22 febbraio ore 22.15). Quest’anno sarà presente FARAO, nome d’arte di Kari Jahnsen, songwriter, cantante e polistrumentista norvegese classe 1987, voce leggera e suggestiva fra le più interessanti del momento, e Asa Moto, pseudonimo di Oliver Geerts e Gilles Noë, duo belga che af anca un uso esperto dei sintetizzatori all’imperfezione estetica, creando melodie affascinanti e ritmi pulsanti dovuti a generatori di suoni antiquati e a strumentazioni acustiche. TEMI RIVOLTI ALL’ATTUALITÀ, incontri su argomenti come Il “paradosso nordico”, ovvero il lato nascosto della parità di genere, in collaborazione con Il Post, dove Elisabeth Åsbrink, Ludovica Lugli e Luca Sofri ri ettono sul lato nascosto della parità di genere nei paesi nordici, dove si registra il maggior numero di maltrattamenti domestici ai danni delle donne (venerdì 22 febbraio ore 20.30); Il movimento #Metoo in Svezia, tra scandali e premi Nobel mancati, l’incontro a cura Anna Brännström e i ragazzi dell’Università Statale di Milano

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converserà con Giacomo Papi (sabato 23 febbraio ore 15.30); Gert Nygårdshaug,


19/02/2019 13:59 Sito Web

CORSI DI LINGUA E LETTERATURA: per chi intende avvicinarsi alla cultura nordeuropea, in programma appuntamenti fra i quali il laboratorio condotto da Luisella Sari La cavalcata delle Valchirie. Breve lezione sul ruolo della donna nella società vichinga (sabato 23 febbraio ore 14); Parole e identità. Breve corso comparato di lingue e culture scandinave, un incontro sulla lingua come portatrice di identità a cura di Anna Brännström e dell’Istituto culturale nordico (sabato 23 febbraio ore 12); Faroese, la lingua della nostalgia, corso di lingua faroese con Gianfranco Contri e Andrea Meregalli (domenica 24 febbraio ore 14.30). APPUNTAMENTI DEDICATI AI PIÙ PICCOLI: sabato 23 febbraio alle ore 11 Le lastrocche del mio amico Ulf, lettura animata e laboratorio creativo per bambini dai 3 ai 5 anni dedicato alle lastrocche di Ulf Stark, uno dei più grandi scrittori per l’infanzia e per la gioventù che la Svezia abbia dato all’Europa, a cura di Pino Costalunga; in contemporanea Gelato alla fragola o pasta di uova di merluzzo: di che cosa sanno i baci?, lettura animata e laboratorio per bambini dai 6 anni su Il bambino dei baci di Ulf Stark (Iperborea, 2018), a cura di Martina Folena; sabato 23 febbraio alle 16 in programma Jussi Johla e la volpe, lettura animata e laboratorio per bambini 3-5 anni su una nota aba della tradizione popolare lappone parente de “Il gatto con gli stivali”, a cura di Martina Folena; in contemporanea Il mondo tutto matto del piccolo Virgil, lettura animata per bambini dai 6 anni di alcuni brani tratti da Il piccolo Virgil dello scrittore danese Ole Lund Kirkegaard (Iperborea, 2018), a cura di Pino Costalunga; domenica 24 febbraio alle 11 Venite a vedere, è arrivata la neve!, laboratorio/ evento per bambini 3-5 anni con letture da Giorno di Neve di Komako Sakai (Babalibri) a cura di Barbara Archetti; in contemporanea Viaggio nella Città dei Desideri, lettura animata e laboratorio creativo per bambini dai 6 anni su I

gli del mastro vetraio di Maria Gripe

(Iperborea, 2017), a cura di Irene Gandol ; domenica 24 febbraio alle 16 Le avventure polari di Kiko e Tuka, laboratorio/ evento per bambini dai 3 ai 5 anni con letture da Kiko di Cristel Desmoinaux (Babalibri), a cura di ABC; in contemporanea Munitevi di bussola, voliamo insieme verso Nord!, laboratorio per bambini dai 6 anni con letture da Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson di Selma Lagerlöf (Iperborea, 2017) a cura di Irene Gandol .

GASTRONOMIA: torna il tradizionale Nordic Brunch nelle giornate di sabato e domenica (ore 12-14.30). RASSEGNA CINEMATOGRAFICA: proiezioni di lm in lingua originale sottotitolati in italiano, fra i quali Denmark di Kasper Rune Larsen (2017), vincitore del Premio Aprile al Milano Film Festival 2018; La vera storia di Olli Mäki (2016), esordio al lungometraggio del nlandese Joho Kuosmanen premiato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2016, vita di un pugile felice anche nella scon tta; The Girl, the Mother and the Demons di Suzanne Osten (2016); A Serious Game di Pernilla August (2016), storia dell’amore puro tra due giovani che, molto diversi tra loro, continueranno a lasciarsi e ritrovarsi senza mai trovare un equilibrio insieme; The King’s Choice di Erik Poppe (2016), che racconta come la decisione nell’aprile del 1940 del re di Norvegia di fronte all’ultimatum delle truppe tedesche abbia cambiato le sorti dell’intero paese.

Riassumend I Boreali 2019 21-24 febbraio Teatro Franco Parenti via Pier Lombardo 14, Milano Prezzi

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(venerdì 22 febbraio ore 18).


19/02/2019 13:59 Sito Web

Nordic Brunch: 35€ (bevande incluse), 13€ box lunch bambini – prenotazione obbligatoria a banqueting@teatrofrancoparenti.com Per la serata inaugurale ingresso gratuito con posti limitati – prenotazione obbligatoria a staff@iperborea.com Per informazioni e prenotazioni: iboreali.it, festival@iperborea.com, t 02.87398098

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I Boreali Nordic Festival torna a Milano

Folate di vento dal Nord previste su Milano, precisamente da giovedì 22 a domenica 24 febbraio. A preannunciarlo non è il bollettino meteo, ma l’imminente inizio di «I Boreali Nordic Festival» che anche quest’anno approda a Milano. Ospitato presso il Teatro Franco Parenti, «I Boreali Nordic Festival» è la giovane manifestazione – che quest’anno compie quattro anni – ideata e organizzata da Iperborea, la prima casa editrice che dal 1987 si impegna a diffondere la letteratura nordeuropea in Italia. Quattro giorni all’insegna della cultura, indagata nelle sue molteplici forme: letteratura, musica, cinema, arte, cucina e molto altro; il tutto orientato secondo l’ago della bussola che punta dritto verso il Nord. Tantissimi gli ospiti di quest’anno, sia italiani sia internazionali. Tra le personalità più originali della cultura nordica saranno presenti lo scrittore svedese Björn Larsson, l a scrittrice svedese E l i s a b e t h Å s b r i n k, lo scrittore norvegese Gert Nygårdshaug, la scrittrice danese Anne Cathrine Bomann e tanti altri. Un programma fitto, costellato da tantissimi eventi in cui si affronteranno diverse tematiche di interesse, a partire dagli scandali del Premio Nobel in Svezia con l’incontro «il movimento #metoo in Svezia, tra scandali e premi nobel mancati», o quello dedicato ai “paradossi nordici”, realizzato in collaborazione con il giornale Il Post: «il “paradosso nordico“ ovvero il lato nascosto della parità di genere». Non mancheranno anche momenti di svago, come il concerto di musica elettronica, organizzato per venerdì sera alle 22.00, durante il quale si esibiranno il musicista norvegese Farao e il duo belga Asa Moto; o i brunch di mezzogiorno a base di salmone marinato all’aneto, tris di aringhe marinate e affumicate, polpette con patatismos e tante altre pietanze nordiche. «I Boreali» ha un occhio di riguardo anche per i più piccoli, con appuntamenti di vario genere, tra cui la proiezione di cortometraggi animati, letture e laboratori esperienziali dove anche i piccini potranno far sentire la loro voce e mettersi alla prova! Insomma, anche quest’anno «I Boreali Nordic Festival» si preannuncia come una festa senza età, dai mille colori dove la curiosità e la voglia di conoscere

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I Boreali Nordic Festival 2019 a Milano: programma, orari e ospiti 

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Da giovedì 21 febbraio a domenica 24 febbraio 2019

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Il vento del nord torna a soffiare su Milano: da giovedì 21 a domenica 24 febbraio 2019 al Teatro Franco Parenti l'appuntamento è con I Boreali, il festival dedicato alla cultura nordeuropea organizzato dalla casa editrice Iperborea. In programma quattro giorni di eventi: a inaugurare I Boreali 2019 è lo scrittore svedese Björn Larsson. Maggiori informazioni sul luogo A seguire quattro giornate di eventi legati al Nord Europa tra letteratura, Teatro Franco Parenti cinema, musica, cibo e cultura: dai Nordic Brunch ai film scandinavi in lingua originale (con sottotitoli), dai laboratori per bambini al Boreali Party con concerti di artisti nordeuropei; fino ai tanti incontri con scrittori e intellettuali dedicati alla cultura dei paesi dell'Europa settentrionale (tra gli ospiti lo scrittore di culto Gert Nygårdshaug, l'autrice Elisabeth Åsbrink, l'antropologa Erika Fatland e Valerio Millefoglie con la tappa milanese dell'Arto Paasilinna Memorial Tour in ricordo dello scrittore finlandese).

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Di seguito il programma completo del festival I Boreali 2019, al Teatro Parenti di Milano da giovedì 21 a domenica 24 febbraio.

Giovedì 21 febbraio  Ore 18.30, Sala Testori: «La lettera di Gertrud»: l’identità tra scelta e destino, inaugurazione del festival 2019 con lo scrittore svedese Björn Larsson e Alessandro Zaccuri (ingresso gratuito fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria via email)

 Ore 21.00, Sala Testori: The king’s choice, proiezione del film di Erik Poppe, Norvegia, 2016 (biglietto 7

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euro)

Venerdì 22 febbraio  Ore 18.00, Cafè Rouge: Il movimento #metoo in Svezia, tra scandali e premi nobel mancati, incontro con Anna Brännström (biglietto 3,50 euro)

 Ore 19.00, Cafè Rouge: Islanda: terra di storie, fuoco e caducità, incontro con Leonardo Piccione e Matteo Caccia (biglietto 3,50 euro)

 Ore 20.30, Cafè Rouge: Il «paradosso nordico», ovvero il lato nascosto della parità di genere, incontro con la scrittrice svedese Elisabeth Åsbrink, Luca Sofri e Ludovica Lugli (biglietto 3,50 euro)

 Ore 20.30, Sala Testori: The girl, the mother and the demons, proiezione del film di Suzanne Osten, Svezia, 2016 (biglietto 7 euro)

 Ore 22.15, Foyer Basso: I Boreali Party, con musica live della cantautrice norvegese Farao e del duo belga Asa Moto (biglietto 12 euro)

Sabato 23 febbraio  Ore 11.00, Sala Treno Blu: Le filastrocche del mio amico Ulf, incontro per bambini dai 3 ai 5 anni con Pino Costalunga (biglietto 3,50 euro)

 Ore 11.00, Appartamento: Gelato alla fragola o pasta di uova di merluzzo: di che cosa sanno i baci?, lettura animata e laboratorio per bambini dai 6 anni a cura di Martina Folena (biglietto 3,50 euro)

 Ore 12.00, Sala Treno Blu: La lingua può definire l’identità? Breve corso comparato di lingue e culture scandinave, con Anna Brännström (biglietto 3,50 euro)

 Ore 12.00, Foyer Basso: Nordic Brunch a base di specialità gastronomiche nordiche (costo 35 euro bevande incluse, bambini 13 euro; con prenotazione obbligatoria via email)

 Ore 12.00, Cafè Rouge: «Peer Gynt»: una messa in scena di Ibsen, incontro con gli attori Luca Micheletti e Federica Fracassi (biglietto 3,50 euro)

 Ore 12.30, Sala Testori: Shorts for Children, proiezione di 7 cortometraggi animati per bambini (biglietto 3,50 euro)

 Ore 14.00, Sala Treno Blu: La cavalcata delle valchirie, lezione sul ruolo della donna nella società vichinga a

Pavia

Angelo Pintus in Destinati al…

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19/02/2019 11:15 Sito Web

Åsbrink e Giacomo Papi (biglietto 3,50 euro)

 Ore 16.00, Sala Treno Blu: Jussi Johla e la volpe lappone, lettura animata e laboratorio per bambini dai 3 ai 5 anni a cura di Martina Folena (biglietto 3,50 euro)

 Ore 16.00, Appartamento: Il mondo tutto matto del piccolo Virgil, incontro per bambini dai 6 anni con Pino Costalunga dedicato allo scrittore per l'infanzia Ole Lund Kirkegaard (biglietto 3,50 euro)

 Ore 16.30, Sala Testori: A serious game, proiezione del film di Pernilla August, Svezia, 2016 (biglietto 7 euro)

 Ore 16.45, Cafè Rouge: L’amuleto del cacciatore: delitti ed enigmi dai fiordi, incontro con lo scrittore norvegese Gert Nygårdshaug e Luca Crovi (biglietto 3,50 euro)

 Ore 18.00, Cafè Rouge: Sul lettino di Freud: quando gli amici allungano la vita, incontro con la scrittrice danese Anne Catherine Bomann e Massimo Cirri (biglietto 3,50 euro)

 Ore 19.15, Cafè Rouge: La guerra freddissima, incontro sul riscaldamento globale con Carlo Barbante, Fabio Deotto e Marzio G. Mian (biglietto 3,50 euro)

 Ore 21.00, Sala Testori: Denmark, proiezione del film di Kasper Rune Larsen, Danimarca, 2017 (biglietto 7 euro)

Domenica 24 febbraio  Ore 11.00, Sala Treno Blu: Venite a vedere, è arrivata la neve!, lettura animata e laboratorio per bambini per bambini dai 3 ai 5 anni con Barbara Archetti (biglietto 3,50 euro)

 Ore 11.00, Appartamento: Viaggio nella città dei desideri, lettura animata e laboratorio per bambini per bambini dai 6 anni con Irene Gandolfi (biglietto 3,50 euro)

 Ore 12.00, Cafè Rouge: Il mondo è uno specchio oscuro: favole nere dal nord, tra Maria Gripe e la tradizione scandinava, incontro con Luca Scarlini (biglietto 3,50 euro)

 Ore 12.00, Foyer Basso: Nordic Brunch a base di specialità gastronomiche nordiche (costo 35 euro bevande incluse, bambini 13 euro; con prenotazione obbligatoria via email)

 Ore 12.30, Sala Testori: Shorts for Children, proiezione di 7 cortometraggi animati per bambini (biglietto 3,50 euro)

 Ore 14.30, Sala Treno Blu: Faroese, la lingua della nostalgia, incontro con Gianfranco Contri e Andrea Meregalli (biglietto 3,50 euro)

 Ore 15.30, Cafè Rouge: Sovietistan: mel cuore dell’Asia dove il tempo si è fermato e gli oligarchi sono sovrani, incontro con la scrittrice norvegese Erika Fatland e Marta Serafini (biglietto 3,50 euro)

 Ore 16.00, Sala Treno Blu: Le avventure polari di Kiko e Tuka, lettura animata e laboratorio per bambini dai 3 ai 5 anni a cura di Cristina Zeppini (biglietto 3,50 euro)

 Ore 16.00, Appartamento: Munitevi di bussola, voliamo insieme verso nord!, lettura animata e laboratorio per bambini per bambini dai 6 anni con Irene Gandolfi (biglietto 3,50 euro)

 Ore 17.00, Cafè Rouge: Viaggio nella letteratura scandinava: dai racconti attorno al focolare al romanzo che rivela le contraddizioni della modernità, incontro con Alessandra Iadicicco, Björn Larsson, Emilia Lodigiani e Massimo Ciaravolo (biglietto 3,50 euro)

 Ore 19.30, Cafè Rouge: Arto Paasilinna Memorial Tour: cosa ci lascia uno scrittore quando ci lascia, con Valerio Millefoglie (biglietto 3,50 euro)

 Ore 20.30, Cafè Rouge: Fwora Jorgensen, presentazione del nuovo progetto musicale di Mirco Mariani, ispirato alle atmosfere e alle sonorità dei film di Aki Kaurismäki (ingresso compreso nel biglietto dell'Arto Paasilinna Memorial Tour)

 Ore 21.00, Sala Testori: La vera storia di Olli Mäki, proiezione del film di Juho Kuosmanen, Finlandia, 2016 (biglietto 7 euro) Per ulteriori informazioni e approfondimenti consultare il sito ufficiale di I Boreali Nordic Festival. Approfondisci con:

 Maggiori informazioni sull'evento Potrebbe interessarti anche:

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   Scopri cosa fare oggi a Milano consultando la nostra agenda eventi. Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend.

OGGI AL CINEMA A MILANO

Green book Di Peter Farrelly Drammatico 2018 Tony Lip è uno dei migliori buttafuori di New York. Siamo nel 1962 e ha bisogno di trovare un nuovo impiego dopo che il locale notturno dove lavorava, il Copacabana, è costretto a chiudere. Decide di accompagnare in tour un musicista prodigio...

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cura Luisella Sari (biglietto 5 euro)

 Ore 15.30, Cafè Rouge: 1947, l’anno in cui cominciò il presente, incontro con la scrittrice svedese Elisabeth


19/02/2019 18:24 Sito Web

Lo Sbuffo

Per chi non potrà essere presente a Milano, ricordiamo che «I Boreali» non si ferma solo nella città meneghina, ma porterà le sue ventate di Tramontana anche in altre città italiane, passando per Cernobbio\Lugano, Bologna, fino ad arrivare alla capitale europea della cultura 2019, Matera. Per un elenco completo degli ospiti e una panoramica dettagliata delle iniziative e degli eventi in programma, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale.

FONTI

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I Boreali

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CULTURA

MILANO

«I Boreali»: al via il festival La narrativa che viene dal Nord Il 21 febbraio al Teatro Parenti parte la rassegna dedicata ai Paesi nordici Lo scrittore svedese Björn Larsson inaugura la quinta edizione della manifestazione di CECILIA BRESSANELLI

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Letteratura, soprattutto, ma anche cinema, musica, cibo, corsi di lingua e workshop per addentrarsi nella cultura del Nord Europa e ascoltare le voci che vengono dai Paesi nordici.

Il gestaccio di Simeone al primo gol dell’Atletico (poi le scuse in tv) Video

Il 21 febbraio al Teatro Franco Parenti di Milano parte la 5ª edizione de I Boreali Nordic Festival, ideato e organizzato dalla casa editrice Iperborea con il patrocino del Comune di Milano e in collaborazione con il Teatro Parenti (via Pier Lombardo 14), dove la rassegna sarà ospitata fino a domenica 24 febbraio. L’inaugurazione, in chiave letteraria, è affidata allo scrittore svedese Björn Larsson,

IL RETROSCENA

molto legato all’Italia e a Milano, che dialogherà con Alessandro Zaccuri a partire dal romanzo appena uscito per Iperborea, La lettera di Gertrud (ore 18.30, Sala Testori; l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria a staff@iperborea.com).

Il governo e l’ombra del voto in autunno, prima della nuova Finanziaria

Seguirà, alle 21, la proiezione del film The King’s Choice del regista norvegese Erik Poppe. Poi fino a domenica gli ospiti — grandi autori e nomi nuovi dal Nord e non solo — si alterneranno in 40 eventi (i biglietti vanno da e 3,50 a

di Francesco Verderami

ALLA CAMERA

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20/02/2019 Sito Web

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Quest’anno appuntamenti dedicati anche per i più piccoli. E un omaggio all’autore finlandese Arto Paasilinna scomparso il 15 ottobre (domenica 24, ore 19.30). La cultura nordica sarà esplorata con un party musicale (venerdì 22, 22.15), i film e i Nordic Brunch (sabato e domenica). E ampio spazio sarà dedicato

Sulla Tav mozione congiunta LegaM5S: «Ridiscutere integralmente il progetto» di Claudio Del Frate

all’attualità. Due sono gli incontri organizzati con «la Lettura», media partner del festival. Il primo, La guerra freddissima, con Carlo Barbante, Fabio Deotto e Marzio G. Mian, è dedicato all’Artico (sabato 23, ore 19.15); il secondo (domenica 24, ore 17) affronta la storia delle letterature scandinave, con Massimo Ciaravolo, Emilia Lodigiani, Alessandra Iadicicco e, ancora, Björn Larsson. Sul nuovo numero de «la Lettura», il #377 in edicola fino a sabato 23 febbraio, che dedica uno speciale di 6 pagine ai Boreali, l’autore è protagonista di un’intervista di Cristina Taglietti. 20 febbraio 2019 (modifica il 20 febbraio 2019 | 20:53) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cultura | Dal numero

Iperborea e l’editoria indipendente a Milano • Una casa editrice nata nel 1987 che negli ultimi anni è diventata un caso di successo. di Studio

M

20 Febbraio 2019

ilano è sempre stata una città di grandi case editrici (Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli), da qualche tempo è in ascesa però anche il settore delle indipendenti, fino a una decina d’anni fa un fenomeno decisamente più romacentrico. Tra questi spicca Iperborea, sia sotto il punto di vista culturale che per quello del rapporto con la città. Abbiamo chiacchierato con i due principali artefici di questo “caso”: Pietro Biancardi, editore, e Cristina Gerosa, direttore editoriale.

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ⓢ La vostra “estetica” è rimasta più o meno fissa nel tempo, mentre la casa editrice ormai ha sfondato la nicchia… L’idea di mantenere una grafica forte e distintiva più o meno costante nel tempo risale alle origini: pubblicando autori dai nomi “esotici” e a volte impronunciabili, spesso sconosciuti, provenienti da Paesi poco frequentati dalla cultura mainstream (si pensi ai finlandesi oppure ai baltici) era imprescindibile avere una forte riconoscibilità (di formato e di grafica) che permettesse alla casa editrice di essere visibile e immediatamente riconoscibile in libreria. Con l’aumentare della varietà delle attività culturali proposte (libri, festival,

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ⓢ Come, quando e perché avete deciso di far nascere Iperborea? Iperborea nasce nel 1987 per far conoscere la letteratura nordica in Italia, fino a quel momento “dimenticata” dall’editoria maggiore (ad esempio alcuni autori classici come Knut Hamsun o Selma Lagerlöf erano stati pubblicati negli anni Trenta e Quaranta nelle edizioni della Medusa Mondadori ma poi sono scomparsi dalle librerie). Prima di fondare Iperborea, Emilia Lodigiani (madre di Pietro Biancardi) aveva vissuto dieci anni a Parigi dove era diventata un’appassionata lettrice di molti autori nordici, sia classici che contemporanei, pubblicati con successo in Francia fin dagli anni Settanta. Tornata in Italia si è resa conto che nessuno di loro era mai stato tradotto in Italia. Iperborea si è fatta apprezzare fin da subito per la qualità e il rigore delle sue scelte editoriali (potendo scegliere senza concorrenza, è riuscita a pubblicare fin dall’inizio i più grandi autori di quella vasta e ricca area culturale) ed è cresciuta di anno in anno sia come visibilità che come vendite, azzeccando anche qualche longseller, con autori come Per Olov Enquist, Arto Paasilinna, Björn Larsson, Kader Abdolah. Insieme all’attività strettamente editoriale Iperborea ha sempre dato grande attenzione alla promozione dei suoi autori, iniziative che nel corso degli anni hanno preso la formula dei festival, in particolare dal 2015 con i Boreali, manifestazione nata a Milano (questa edizione inizia il 21 febbraio al Teatro Franco Parenti, qui il programma completo) ma che nel corso degli anni ha toccato diverse altre città come Torino, Venezia, Genova, Firenze.

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ⓢ Che rapporto avete con Milano? Vi ha aiutati avere radici in questa città? Come vedete la Milano del futuro rispetto al settore editoriale? A Milano Iperborea è nata, è cresciuta, passando attraverso gli anni più bui e godendosi l’ultimo periodo di fioritura: ora la città trabocca di iniziative culturali e ha un’offerta finalmente all’altezza di una capitale europea. Anche a questo Iperborea ha dato il suo piccolo contributo: Pietro Biancardi, editore di Iperborea, è uno dei soci fondatori della Libreria Verso, probabilmente la libreria più attiva in città in termini di incontri con scrittori e artisti. Sul futuro del settore editoriale milanese rimaniamo ottimisti: in città si è ormai imposta mediamente una qualità alta dell’offerta, sia per il buon livello degli operatori culturali, sia per il pubblico milanese, ormai ampio, attento e variegato quel che basta per permettere la sopravvivenza (e in qualche modo la prosperità) di nicchie anche piccole. E se effettivamente la politica riuscirà nell’impresa di accorciare la distanza tra

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corsi) a un certo punto si è reso necessario un intervento grafico radicale, che non solo coinvolgesse i libri, ma tutta l’immagine di Iperborea. Il risultato di un anno di lavoro insieme a xxystudio è un grande restyling lanciato a gennaio 2015, sotto il quale tutte le iniziative hanno in qualche modo trovato casa, allineandosi e riverberando una con l’altra con una veste sicuramente più “contemporanea” e aperta a un pubblico più giovane. Ed è stato più facile trovare posto sotto lo stesso tetto per le iniziative editoriali arrivate negli ultimi due anni: una collana di libri per ragazzi (i Miniborei), libri illustrati (la serie dei Mumin di Tove Jansson) oltre a The Passenger, un libro-magazine che ambisce a raccontare la contemporaneità di un Paese attraverso longform di autori internazionali. Diversificando la proposta, si è comunque scelto di tenere tutto sotto lo stesso marchio e di dare continuità a un’impostazione grafica alla “francese” (per intenderci, con una gabbia che ritorna, font, titolo e autore nello stesso posto) proprio per rafforzare il lavoro sul brand e sulla continuità nella scelta editoriale (cercando di mantenere scelte grafiche coerenti una con l’altra che riflettessero anche la qualità dei contenuti). Rimanere fedeli all’identità del marchio, già forte e costruita mattone dopo mattone (nel vero senso della parola, visto che il formato dei libri, 10×20 è il formato del mattone di cotto) in oltre 30 anni, cercando allo stesso tempo di dargli una nuova freschezza, è stata una scelta praticamente obbligata. La tua sensazione comunque è confermata dai numeri: il fatturato di Iperborea è triplicato dal 2014.

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centro e periferie, come ha promesso, la città non può che migliorare ulteriormente. L’importante è non dare un’interpretazione sbagliata alla vivacità culturale dei milanesi e cercare di imporre loro grandi imprese calate dall’alto (come il caso di Tempo di libri, forse l’unica iniziativa culturale recente che ha fallito): a Milano c’è un ottimo humus, basta poca acqua qua e là per veder spuntare fiori bellissimi.

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20 FEBBRAIO 2019 ● LIBRI

“Il libro dei vulcani d’Islanda” di Leonardo Piccione, la recensione Un viaggio tra saghe e scienza nel volume pubblicato da Iperborea alla vigilia del festival I Boreali, dedicato alla cultura del Nord di MONICA VIRGILI

M

odificano il suolo, ridisegnano

montagne, generano storie. I vulcani ci ricordano continuamente che la Terra ha un cuore di fuoco e che non esiste pace tra gli elementi. Minerali e rocce, lava e ghiaccio.

I vulcani sono anche la testimonianza vivente della creazione, ci rammentano che niente è eterno: sarà per questo che hanno sempre affascinato avventurieri e poeti. Giulio Verne, che fa entrare dal cono dello Snefels i tre protagonisti di “Viaggio al centro della Terra”, diretti alle viscere del pianeta. Giacomo Leopardi nel “Dialogo della Natura e di un Islandese” dà voce all’uomo in fuga dalla sua isola per sfuggire “i ruggiti del monte Ecla”. Ma il vulcano è anche metafora di potere, luogo oscuro dell’anima, come ha dimostrato in tempi più recenti Malcom Lovry in “Sotto al vulcano”: l’intenso racconto di una giornata vissuta dal console messicano Firmin sotto la minaccia di due vulcani immaginari. I vulcani esercitano un fascino magnetico anche su Leonardo Piccione, giovane studioso pugliese, che da anni osserva quel laboratorio “naturale e umano” a

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cielo aperto che è quest’isola unica e ne illustra la “patologia” che genera: il “mal d’Islanda”. Così si incontrano il “magmatico” campione di scacchi Bobby Fischer che è diventato cittadino islandese e ha scelto questa terra come ultima dimora, e la guida che accompagna i turisti nel camino del vulcano, ma anche i tanti artisti che hanno saputo cogliere il senso di questa terra dove “il tempo accade”. In questo libro singolare di “storie di uomini, fuoco e caducità” Piccione racconta attraverso le 47 aree vulcaniche dell’isola leggende e cronaca, compresa l’eruzione dell’Ryjafjallajokull, che nel 2010 rivoluzionò per settimane il traffico aereo mondiale. Pericolosamente attivi o spenti da millenni, questi vulcani dai nomi impossibili e dall’aspetto spesso rassicurante (“un pandoro tagliato a metà”) hanno ispirato saghe e ipotesi scientifiche. Per gli antichi queste “strane montagne” erano abitate da spiriti e demoni. Per gli scienziati sono una palestra per simulare la vita extraterrestre. Per tutti un viaggio nella storia dell’Uomo e del suo straordinario pianeta. “Il libro dei vulcani d’Islanda” di Leonardo Piccione, Iperborea, pagg 384, 19,50 euro Leoanardo Piccione sarà al Teatro Franco Parenti a Milano il 22 febbraio nell’ambito del Festival boreale

 I BOREALI

IPERBOREA

LEONARDO PICCIONE

Tweet di ​@IOdonna IO donna @IOdonna #GenerationWealth dal libro al film. Cosa non si fa per essere giovani, ricchi e belli iodonna.it/spettacoli/cin…

"Generation Wealth", dal libro al film. C… Arriva su Amazon Prime il documentario … iodonna.it

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I Boreali 2019: programma e protagonisti del festival Arriva anche quest’anno I Boreali, il festival dedicato alla cultura nordeuropea ad opera di Iperborea che nasce e prosegue dal 2015 in poi a Milano. Vediamo programma e ospiti del festival I Boreali 2019.

 Ilaria Roncone

 20-02-2019 SEGUI SOLOLIBRI SUI SOCIAL

Il festival italiano interamente dedicato alla cultura nordeuropea torna a Milano e in tutta Italia: quest’anno I Boreali sarà ospitato nella sede del Teatro Franco Parenti di Milano a partire dal 21 fino al 24 febbraio. Del festival fanno parte tutti i più grandi nomi e le personalità più originali che caratterizzano la cultura nordica in ogni suo ambito: cinema, musica, letteratura, attualità. Lo scopo è quello di mettere al centro i grandi temi del vivere contemporaneo andando a stimolare l’incontro tra le diverse culture europee. Vediamo insieme la storia del festival, il programma e i protagonisti de I Boreali 2019.

I Boreali: la storia del festival Arrivato ormai alla sua quinta edizione il festival ha proposto nelle precedenti quattro più di 150 eventi in 20 diverse sedi con 80 partner e 140 ospiti, l a stragrande maggioranza dei quali provenienti dal nord Europa. Anche in questa edizione saranno ospiti de I Boreali moltissimi scrittori, artisti, registi, musicisti, librai, intellettuali e professori al centro di attività come laboratori, letture, spettacoli, proiezioni, concerti, corsi e molto altro ancora. A partire dal 2016, inoltre, il festival ha allargato i propri orizzonti arrivando a proporsi in incontri anche in alcune delle maggiori città italiane a parte Milano: gli ospiti de I Boreali hanno partecipato anche ad eventi in realtà come Torino, Venezia,

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partecipazione ed entusiasmo in tutte queste mete. Per il 2019 sono previste alcune nuove tappe in grandi realtà italiane e non solo. Qualche esempio? Cernobbio/ Lugano, Bologna e Matera.

I Boreali 2019: programma e ospiti Il programma de I Boreali 2019 è ben definito ormai e prevede eventi in moltissimi ambiti di interesse: letteratura talk kids food live laboratori film Dal 21 al 24 febbraio 2019 le attività si alterneranno sul palco del Teatro Franco Parenti e non solo, portando una serie di famosi ospiti a parlare di tutto ciò che riguarda la cultura nordeuropea e non solo, con particolare attenzione alla fusione e all’armonizzazione delle differenti culture di tutto il Vecchio Continente. Tra i vari ospiti e protagonisti del festival I Boreali 2019 troviamo personalità italiane e straniere come: Barbara Archetti, Matteo Caccia, Anna Brännström, Erika Fatland, Björn Larsson, Gert Nygårdshaug e moltissimi altri. © Riproduzione riservata SoloLibri.net

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I BOREALI, AL VIA LA QUINTA EDIZIONE DEL FESTIVAL  20/02/2019

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Dal 21 al 24 Febbraio 2019 – I BOREALI è il più grande festival italiano interamente dedicato alla cultura del Nord Europa, ideato e organizzato da Iperborea con il patrocinio del Comune di Milano e in collaborazione con il Teatro Franco Parenti, dove da giovedì 21 a domenica 24 febbraio ci si immergerà nel fascino del mondo nordico.

Il festival anche per questa quinta edizione

è

l ’ o c c a s i o n e

p e r

un’esplorazione dei diversi ambiti artistici e culturali del Nord Europa, partendo dalla

letteratura

e

dall’incontro con autori conosciuti e tradotti in tutto

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il mondo, per aprirsi ad altre aree di avanguardia come la musica, i l

cinema,

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gastronomia. Dopo le giornate milanesi, il

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I Boreali, al via la quinta edizione del Festival Programma Per quanto riguarda la LETTERATURA, parteciperanno grandi autori e nomi nuovi dal Nord Europa e non solo, con presentazioni e approfondimenti

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durante tutta la durata del festival. Fra gli ospiti, lo scrittore svedese Björn

In Germania il castello

Larsson, che inaugurerà il festival con il suo nuovo attesissimo romanzo La

che ispirò Walt Disney

lettera di Gertrud (Iperborea, 2019), che esplora gli orizzonti a lui cari come il desiderio di libertà, il coraggio di esplorare le proprie origini, il senso dell’appartenenza, l’identità collettiva (con Alessandro Zaccuri, giovedì 21

Mario Soldati: America primo amore

febbraio ore 18.30, prenotazione obbligatoria). Nei giorni successivi si

Majestic Café, la sala

susseguiranno l’esordiente Leonardo Piccione, il primo autore italiano

da tè più celebre di

pubblicato da Iperborea, che insieme a Matteo Caccia racconterà l’Islanda,

Porto

a partire da Il libro dei vulcani d’Islanda – Storie di uomini, fuoco e caducità (Iperborea, 2019), una raccolta di fatti di cronaca e leggende, visioni e

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ispirazioni legate a eventi del passato, del presente e del futuro a partire

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dall’assunto che i vulcani islandesi abbiano sempre interferito nelle vite di

Letterario

singoli uomini e di intere generazioni (venerdì 22 febbraio ore 19); Elisabeth Åsbrink, nota scrittrice e giornalista svedese di narrative non

Vittorio Sartarelli e la sua cara Trapani...

fiction, autrice del successo internazionale 1947 (Iperborea, 2018), un saggio narrativo, un romanzo e un reportage al tempo stesso sul 1947, che per lei

Tra libri e caffè, un

costituisce un punto di svolta nel XX secolo, un anno chiave nella

tour del Vietnam

definizione del mondo moderno, di cui converserà con Giacomo Papi (sabato 23 febbraio ore 15.30); Gert Nygårdshaug, scrittore di culto norvegese, attivista ambientale e autore di oltre 40 libri, che converserà con

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Luca Crovi del suo ultimo avvincente giallo pubblicato in Italia L’amuleto (SEM, 2018) che vede protagonista Fredric Drum, esperto di crittografia che indaga su un misterioso amuleto da cacciatore (sabato 23 febbraio ore 16.45); Anne Cathrine Bomann, scrittrice, poetessa e psicologa danese, che discuterà con Massimo Cirri di terapia, vecchiaia, humour, amicizia, solitudine e senso della vita a partire dal suo esordio L’ora di Agathe (Iperborea, 2019), un romanzo breve ambientato a Parigi negli anni ’40, la storia dolce e struggente di rinascita e cambiamento di uno psichiatra alla fine della sua carriera (sabato 23 febbraio ore 18); Erika Fatland, giovane antropologa fra i maggiori scrittori norvegesi emergenti, che parlerà con Marta Serafini del suo libro Soviestistan. Un viaggio in Asia centrale (Marsilio, 2018), appassionante reportage sulle cinque repubbliche dell’Asia

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Emanuela Riverso

nazioni ancora alla ricerca della loro identità, strette fra est e ovest e fra vecchio e nuovo (domenica 24 febbraio ore 15.30); Erlend Loe, uno dei più

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popolari e divertenti autori scandinavi, il cui libro più noto è Naif.Super (Iperborea, 2002), romanzo di culto tradotto in tutto il mondo, che dopo alcuni anni di assenza dall’Italia porterà ai Boreali il suo umorismo un po’ surreale, quella sua speciale capacità di raccontare i momenti di crisi dell’esistenza e offrire una sua chiave lettura del mondo, utile a ritrovare la voglia e il senso del vivere (con Natascha Lusenti, domenica 24 febbraio ore 18.15).

IN LIBRERIA:

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prima volta all’estero con un’edizione a Cernobbio/Lugano.


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I boreali a Milano dal 21 al 24 febbraio Notizie in Vetrina

I boreali a Milano dal 21 al 24 febbraio Di Francesca Savino - Febbraio 20, 2019

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Festival letterario italiano: I Boreali Caro lettore, ho il piacere di annunciarti che anche quest’anno la casa editrice Iperborea ha organizzato il festival italiano dedicato alla cultura nordeuropea, I B o r e a l i, giunto alla quinta edizione. Da giovedì 21 febbraio a domenica 24 febbraio il festival sarà a Milano, presso il Teatro Franco Parenti.

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Alessia Baraldi -

Febbraio 20, 2019

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I boreali a Milano dal 21 al 24 febbraio Notizia

Francesca Savino -

Febbraio 20, 2019

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Leggilo anche tu: L’ora di Agathe. Anne Cathrine Bomann Notizia

Anna Francesca Perrone Febbraio 20, 2019

Un bellissimo scenario, per un bellissimo festival

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20/02/2019 18:00 Sito Web

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librai, musicisti, registi e tanto altro. Questa casa editrice mi piace particolarmente, i luoghi in cui sono ambientati i racconti mi attirano per il loro rispetto della natura e per la fusione tra quest’ultima e l’uomo, quindi quando verrà vicino a casa mia penso che installerò la tenda fuori dagli stand. Ora, qui, per te, voglio parlare di alcuni scrittori presenti agli eventi, primo fra tutti Leonardo Piccione, di cui ti ho segnalato l’ultimo libro qualche giorno fa. Una persona che mi piacerebbe conoscere è Barbara Archetti, operatrice sociale esperta in animazione socio-pedagogica e percorsi interculturali. Vorrei incontrare C a r l o B a r b a n t e, p e r c h é è m o l t o a t t i v o p e r l a p r o t e z i o n e dell’ambiente e per lo studio dell’impatto antropico sul clima. Un autore di cui ho sentito molto parlare, che ha fatto molto successo anche in Italia è Björn Larsson. Tra gli autori vorrei conoscere Pino Costalunga che è anche regista e autore di teatro per l’infanzia, come Martina Folena, educatrice teatrale specializzata in narrazione per l’infanzia. Interessante è colei alla quale dobbiamo tutto questo, infatti nel 1987 ha fondato la casa editrice Iperborea, sto parlando di Emilia Lodigiani. Oltre a questi sarebbe un’occasione fantastica per conoscere musiche diverse da quelle che ascolto abitualmente, così da ampliare la mia cultura musicale; o conduttori radiofonici, come Natascha Lusenti, con la quale avrei numerosi argomenti in comune, in quanto è volontaria ENPA, quindi sicuramente rispettosa degli animali e della natura. Amici milanesi, io dovrò aspettare la programmazione bolognese del festival “I boreali”, ma se ti capita di andare a me farebbe piacere leggere i tuoi commenti sull’evento.

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Francesca Savino Sono nata a Padova nel 1978 e amo in modo smodato gli animali. Nel 2013 ho iniziato il percorso di guardia ecozoofila durante il quale ho tenuto lezioni sul rispetto di animali e ambiente. . Nel 2015 mi sono laureata in tecnologie ambientali e forestali. Il mio grande progetto è trasformare le lezioni, in cui i bambini trasmettevano grandi emozioni, in un racconto.

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di Ida Bozzi È una terra di antiche saghe e leggende ma anche di moderne “scuole del thriller”, e offre ai viaggiatori una natura estrema tra vulcani e ghiacciai, un ventaglio di lingue diverse e una tradizione di cucina tutta particolare. Il Grande Nord è protagonista del festival “I Boreali”, che si svolgerà da giovedì 21 a domenica 24, organizzato da Iperborea e dal Teatro Parenti: l’inaugurazione al Teatro Parenti, giovedì 21, è affidata a un grande autore svedese, Björn Larsson, e alla proiezione di un film norvegese, “The king’s choice” di Erik Poppe. Incontri e proiezioni continuano nei giorni successivi (tra gli scrittori, il norvegese Gert Nygårdshaug e la danese Anne Cathrine Bomann), ma il programma è vario: venerdì 22 si può partecipare al party serale con la musicista norvegese Farao e il duo belga Asa Moto (ore 22.15, euro 12), sabato e domenica c’è il Nordic Brunch con i cibi tipici dei diversi Paesi (ore 12). Ci sono anche i seminari di lingue: sabato 23 si può frequentare il “Breve corso comparato di lingue e culture scandinave” (ore 12, euro 3,5), domenica 24 c’è invece il “Faroese, la lingua della nostalgia” dedicato alle Isole Faroer (ore 14.30, euro 3,50). Per i bambini, sabato e domenica i cortometraggi animati (ore 12.30, euro 3,50) e le letture animate (tra le tante, domenica “Le avventure polari di Kiko e

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Tolkien non era ancora stato tradotto in italiano. L'attore che impersona Frodo sul grande schermo non era ancora nato. Leggevo in inglese "Il signore degli anelli", c'era un temporale, era saltata la luce. Ricordo di avere acceso una candela ed aver proseguito la lettura: per me quell'immagine- io che leggo a lume di candela- è diventata il simbolo della mia passione. Io leggo, sempre, ovunque. E amo parlare di libri, per farli amare dagli altri.

giovedì 21 febbraio 2019

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Gert Nygårdshaug, “L’amuleto” ed. 2018

▼ 2019 (28) ▼ febbraio (11) Gert Nygårdshaug, “L’amuleto” ed. 2018

vento del Nord cento sfumature di giallo

Murakami Haruki, “L’assassinio del commendatore”, ... Javier Marías, “Gli innamoramenti” ed. 2013

Gert Nygårdshaug, “L’amuleto” Ed. SEM, trad. Andrea Romanzi, pagg.191, Euro 17,00 Personaggio singolare, questo Fredric Drum che è il protagonista dell’altrettanto singolare thriller “L’amuleto” dello scrittore norvegese Gert Nygårdshaug. Personaggio singolare per le sue passioni- è u n esperto enologo nonché amante di vini raffinati, gestisce un ristorante che ha la fama di essere il migliore di Oslo, e, parlando di cose più ‘serie’, è uno studioso di antiche scritture, siano geroglifici o rune. Per quello che riguarda la sua vita privata, Fredric, sulla trentina, è single ma ha avuto una storia con una ragazza francese che è rimasta vittima, insieme a lui, di una tragica avventura, non ama mettere radici e quindi non ha una casa ma vive in una pensione (mai più a lungo di sei mesi nella stessa, in genere). E “L’amuleto” è un thriller singolare proprio per quello che non è: la polizia è assente, quindi non è un romanzo di indagine poliziesca e non è neppure una detective story in assenza di un detective. Sarà Fredric Drum a dipanare le fila di quanto è successo e sta succedendo.

Christian Guay-Poliquin, “Il peso della neve” ed... Javier Marías, “Il tuo volto domani” ed. 2005 Uwe Timm, “Un mondo migliore” ed. 2019 Javier Marìas, “Berta Isla” ed. 2018 Su Tong, “Lanterne rosse” ed. 1996 Katarzyna Bonda, “Nessuna morte è perfetta” ed.... Sabahattin Ali, “Madonna col cappotto di pelliccia... Yishai Sarid, “Il mostro della memoria” ed. 201... ► gennaio (17) ► 2018 (189) ► 2017 (279) ► 2016 (297) ► 2015 (267) ► 2014 (426)

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Fredric è stato invitato ad una degustazione su un’isoletta al largo di Oslo ma la giornata è rovinata da un incidente: il traghetto su cui si trova viene investito da un piccolo cabinato, Fredric è sbalzato in acqua ma riesce a nuotare fino al pontile. All’uomo con cui stava parlando nel momento dell’impatto va molto peggio: muore con la gola trafitta dalla scheggia di una lastra di vetro. E però: che cosa faceva con una siringa in mano? E da dove spunta fuori la strana bambola che galleggia accanto a Fredric e che lui si infila sotto la camicia? La strana bambola è la copia di una piccola mummia, deve essere una sorta di amuleto. Ad ogni modo scompare dallo scaffale del ristorante dove Fredric l’aveva messa in mostra. Se Fredric spera di mettersi tutto alle spalle partendo per un’incantevole vallata dove andrà a pesca con un amico inglese e poi si unirà ad un gruppo di studiosi per decifrare il mistero delle due mummie di palude che sono state rinvenute proprio lì, si sbaglia di grosso. Perché, uno dopo l’altro, succedono fatti strani. O Fredric è tremendamente sfortunato o c’è qualcuno che cerca- più di una volta- di ucciderlo. E lui si salva sempre per un soffio. Perché proprio lui deve essere tolto di mezzo?

dal libro al film Diaspora Diaspora africana Diaspora ebraica distopia dramma eventi fantascienza fiaba fresco di lettura guerra guerra civile spagnola guerra d'Africa guerra dei Balcani guerra del Vietnam guerra in Iraq

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Leggere a lume di candela.

holidays i dieci bellissimi i nostri tempi il libro dimenticato il libro ritrovato in altre lingue in breve in memoria

Leggere “L’amuleto” è un piacere, un bel cambiamento dalle cupe atmosfere dei gialli nordici a cui siamo abituati. Si beve molto (nessuna bevanda dozzinale di quelle che in genere trangugiano i detective beoni, qui ci facciamo una piccola cultura sui vini pregiati), si ammirano paesaggi stupendi, impariamo qualcosa sulle mosche colorate che servono come esca per pescare (e ci viene in mente il libro con un titolo simile a questo, “L’amuleto celeste” di Helen Humphreys) e molto sulle culture primitive nordiche e sulle cosiddette mummie di palude (i cadaveri ben conservati nella torba del terreno) a cui il poeta Seamus Heaney aveva dedicato i bei versi della poesia che inizia con Some day I will go to Aarhus/ To see his peat-brown head,/ The mild pods of his eye-lids,/His pointed skin cap.

incroci di civiltà intervista la Storia nel romanzo legal thriller love story musica per un libro mystery noir painting fiction premio Campiello

Leggere a Lume di Candela è anche una pagina Fcebook

premio Nobel

la recensione sarà pubblicata su www.stradanove.it

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Gert Nygårdshaug presenterà il libro al festival dei Boreali, a Milano (21-24 febbraio)

prima guerra mondiale Prossimamente racconti ricorrenze riletture romanzo 'romanzo' romanzo di formazione romanzo on the road romanzo storico saga saggio satira seconda guerra mondiale Shoah specchio dei tempi spy-story Storia storia di famiglia testimonianze

Pubblicato da Maria Emilia Piccone a 13:14

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TINTORETTO. UN RIBELLE A VENEZIA

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Milano chiama Scandinavia, con il festival I Boreali

TINTORETTO. UN RIBELLE A VENEZIA

21 febbraio 2019

Prende il via oggi, giovedì 21 febbraio, la nuova edizione del festival dedicato all’immaginario scandinavo e organizzato dalla casa editrice Iperborea. Lo scrittore Björn Larsson avrà l'onore di inaugurare i quattro giorni di incontri fra letteratura, cinema e parole.

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È un viaggio verso nord quello proposto anche quest’anno da I Boreali, il festival che, fino al 24 febbraio, troverà temporanea dimora presso il Teatro Franco Parenti di Milano. Organizzata dalla casa editrice Iperborea, specializzata in autori scandinavi, la rassegna punta i riflettori sulla cultura nordica, attraverso i protagonisti che la animano. Giunto alla quinta edizione, il festival porta a Milano scrittori, intellettuali, artisti, musicisti, librai e

Sandy Skoglund – Visioni Ibride Torino, 23/01 > 24/03

registi, offrendo al pubblico 4 giorni di talk, proiezioni, laboratori e appuntamenti gastronomici, in linea con lo spirito multidisciplinare di una iniziativa che dal 2016 si è allargata ad altre città, come Torino, Venezia, Genova, Trento, Rovereto, Firenze, Udine e Cagliari, e che quest’anno raggiungerà anche Cernobbio/ Lugano, Bologna e Matera. Fra i molti ospiti della tappa milanese spiccano Björn Larsson, che inaugurerà la rassegna mettendo

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[Immagine in apertura: Björn Larsson alla 25esima edizione della Comédie du Livre di Montpellier, Francia, 2010, photo by Esby fonte Wikipedia]

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l’accento sul tema dell’identità; Anna Brännström, voce del talk intitolato al movimento #metoo in Svezia; Luca Sofri, Massimo Cirri, Anne Cathrine Bomann ed Emilia Lodigiani. Uno sguardo davvero variegato sull’immaginario scandinavo, tra letteratura e immagine in movimento.


21/02/2019 00:25 Sito Web

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Incontrerete gli autori, noi vi raccontiamo i libri | I Boreali Festival REDAZIONE - 5 MINUTI AGO

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Il festival I Boreali nasce da un’idea di Iperborea, e si tratta del più grande festival italiano dedicato alla cultura nordeuropea: dal 2015 a Milano e in tutta Italia si incontrano i grandi nomi della cultura nordica (non solo letteratura ma anche cinema, musica, attualità, arte). L’edizione numero cinque del Nordic Festival – I Boreali la trovate a Milano dal 21 al 24 Febbraio, per quattro giorni al Teatro Franco Parenti, e ci trovate tra gli sponsor tecnici dell’evento. Abbiamo letto qualche libro degli autori a cui saranno dedicati gli incontri al festival: qui vi raccontiamo perché vale la pena fare un giro a I Boreali, ma anche leggere i libri. Che l’immersione nel Nord abbia inizio.

La lettera di Gertrud, Björn Larsson Oltre che dalla banalità del male, bisognerebbe guardarsi dalla banalità delle associazioni di idee. Bianco = Buono, Nero = Cattivo, ad esempio, sono non solo semplificazioni potenzialmente pericolose ma, soprattutto, presupposti di riflessione eccessivamente elementari e persino erronei. E ciò nonostante, una delle associazioni più immediate fatte in Italia, come in altre parti del mondo, è la

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21/02/2019 00:25 Sito Web

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Idea spiccia (certo!), miope e sciocca (ma ovvio!) eppure, leggendo La lettera di Gertrud di Björn Larsson, una piccola parte del cervello non può fare a meno di associare questo libro a un mobile Ikea. Solo perché l’autore è svedese? No di certo. Né il paragone va interpretato in senso negativo, tutt’altro. Il fatto è che, come un oggetto Ikea, La lettera di Gertrud si presenta con una forma semplice, immediata, utilitaristica ma non per questo priva di una misurata attenzione estetica. La narrazione procede piana, consequenziale: Martin Brenner, affermato genetista, si trova a disperdere al vento le ceneri della madre Maria, appena defunta. Con lui c’è soltanto la sua famiglia, il suo piccolo mondo pressoché perfetto composto dalla moglie Cristina e dalla figlia Sara. La vita di Martin si è sempre svolta con una relativa tranquillità, tranquillità che nemmeno la scomparsa della madre sembra avere più di tanto scalfito. Questo almeno fino a che, alcuni giorni dopo il funerale, l’avvocato Levin lo contatta per esaudire l’ultima volontà della madre, ossia rivelare al figlio la sua vera identità a lungo nascosta. Maria, in realtà, si chiamava Gertrud, ed era una sopravvissuta alla Shoah. Aveva concepito Martin con un altro reduce dell’Olocausto, e si era poi unita in seconde, brevi e travagliate nozze al figlio di un ricco industriale, rivelatosi dopo poco tempo uno xenofobo, razzista e antisemita. Maria/Gertrud si era così rintanata in sé, dedicandosi unicamente al figlio e nascondendo, a lui e a se stessa, il loro essere ebrei. Il tutto, pare, per tutelare Martin, per lasciarlo libero di scegliere autonomamente chi e cosa essere, senza imporgli senza possibilità di appello un’etichetta: quella di ebreo. La rivelazione avviene quando ormai lei non c’è più, quando lui è un affermato e lucido scienziato cinquantenne che quindi dovrebbe avere la maturità per potersi autodefinire, per scegliere con indipendenza se autoetichettarsi o meno. Ma questa rivelazione, fatta quando meno avrebbe dovuto turbare Martin, finisce in realtà per scavare dentro di lui con il logorio di una goccia, sconvolgendo la sua esistenza. Cosa comporta, in termini concreti, l’etichetta “ebreo”? Siamo veramente liberi di scegliere ciò che siamo? Possiamo effettivamente accogliere o rifiutare le etichette che il mondo vuole imporre? In ultima analisi, chi siamo noi, ciò che noi stessi vogliamo, o ciò che qualcosa di esterno, un nome, una religione, una sequenza di geni, ci impone di essere? Con la sua scrittura piana e lineare come la superficie di un Billy o di un Mörbylånga, Larsson ci trascina nell’intricata profondità dell’animo umano, dimostrando l’assurdità delle banali associazioni di idee. Semplice = superficiale? In Svezia, assolutamente no. a cura di Stefano Peradotto

Sarà proprio Björn Larsson a inaugurare il Festival “I Boreali”, presentando La lettera di Gertrud giovedì 21 febbraio presso la Sala Testori del Teatro Franco Parenti.

1947, Elisabeth Åsbrink

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seguente: Svezia = Ikea.


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successo. Così Elizabeth Åsbrink definisce il 1947, l’anno che dà il titolo al suo libro e che la scrittrice e giornalista svedese ridefinisce non più come anno di transizione, ma protagonista cruciale delle sue parole–scopriremo anche della sua vita–e della storia del mondo così come lo conosciamo adesso. A due anni dalla Seconda Guerra Mondiale, ogni nazione ha le sue macerie da ricostruire e le sue colpe da espiare. In Europa aleggia ancora il fantasma del nazismo: nasce la prima corrente di negazionismo, ma anche una parola che adesso riconosciamo come crimine contro l’umanità, il genocidio, che ha lasciato gli ebrei sopravvissuti disperati e con la determinata voglia di fuggire verso “casa”. Nel 1947 si inizia infatti a parlare di Israele (che nascerà l’anno successivo) mentre l’impero coloniale inglese inizia a sfaldarsi: ad agosto, infatti, l’India e Pakistan ottengono l’indipendenza. Tutto era già successo, e tutto poteva ancora succedere. Ma nel 1947 non si parla solo di crisi, ma anche di rinascita culturale: si comincia a trattare di diritti, di musica e di arte. George Orwell scrive 1984, Christian Dior seduce con le sue sfilate, il giornalista di jazz Bill Gottlieb incontra per la prima volta Thelonius Monk a New York.Elisabeth Åsbrink tratteggia con un ritmo incalzante gli eventi di un anno, in un saggio organizzato in tanti capitoli quanti i mesi che lo compongono, in cui si saltella da un luogo all’altro del pianeta senza per questo perdere in coinvolgimento. Grandi eventi e cose all’apparenza piccola si intrecciano a formare la storia del nostro tempo e quindi di ognuno di noi; scopriamo che la storia del 1947 è anche la storia della famiglia della Åsbrink, raccontata nel commovente intramezzo “I giorni la morte”. Ed è impossibile non riconoscere negli avvenimenti qualcosa di determinante anche per le nostre vita. Vi dico il mio: nel 1947 Simone de Beauvoir inizia a scrivere Il secondo sesso. a cura di Martina Neglia

Naif.Super, Erlend Loe Ci sono momenti cruciali nella vita: uno di questi è sicuramente il giro di boa dei venticinque, quando non sei più così giovane ma

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L’anno in cui tutto era già


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società si aspetta tu abbia quanto meno trovato una direzione verso la quale guardare. Trovare il proprio posto nel mondo non è mai stata cosa facile, soprattutto nella precarietà degli ultimi decenni. Lo sa e sente bene l’anonimo protagonista di Naif.Super, libro dello scrittore norvegese Erlend Loe arrivato per la prima volta in Italia grazie a Feltrinelli e poi ripubblicato da Iperborea. All’età di ventiquattro anni e a un anno dalla conclusione degli studi universitari, il nostro protagonista decide di mollare tutto e di andare a vivere a casa del fratello, in quel momento in viaggio negli Stati Uniti. In quella casa prova a trovare e ridarsi un senso. Il libro si articola infatti in brevi capitoli, in cui piccole cose fanno scaturire riflessioni, ricordi del passato; anche le conversazioni che il giovane ha con Børre, bambino incontrato per caso. Il protagonista stila spesso delle liste, riconoscendo quello che sa, quello che gli piace, quasi a rimettere ordine dentro sé stesso. Sono tanti i pensieri che Loe gli fa esprimere, tra malinconia, incertezza ma anche quel sano spirito da non perdere mai. Si sorride infatti in modo sano, in

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un’altalena di sensazioni che ci restituisce la condizione di una

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neanche tanto adulto e la


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Una «fiera» per scoprire i paesi scandinavi Fino a domenica la V edizione di «Boreali Nordic festival»: libri, cinema e leccornie

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Marta Baldini Calcagno - Gio, 21/02/2019 - 06:00

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Marta Baldini Calcagno Nel 1987, quando Emilia Lodigiani ebbe l'ardire di fondare Iperborea, la casa editrice che pubblica letteratura contemporanea di autori scandinavi, in pochi conoscevano quelle terre. «Oggi c'è molto più interesse e familiarità con i paesi nordici - dice Pietro Biancardi, editore Iperborea figlio della Lodigiani - Vendiamo di più rispetto ad anni fa. Dall'altro l'attrazione può essere anche prima turistica, come viaggiatori, e poi per la letteratura. Oggi hanno aperto a Milano anche molti ristoranti nordici che possono incuriosire le persone». Biancardi il crescente interesse di pubblico per il Nord Europa mentre è impegnato a tutto campo negli ultimi dettagli della V edizione di «Boreali Nordic Festival», l'appuntamento che, al Teatro Franco Parenti dal 21 al 24 febbraio, approfondirà appunto cultura scandinava sia attraverso la letteratura, che gli usi e costumi. La partecipazione del pubblico ai vari appuntamenti del Festival una dimostrazione del doppio binario di interesse che le persone provano verso i Paesi Scandinavi: da un lato gli autori, dall'altro la cucina, la musica leggera, le conferenze, i corsi e workshop per conoscere quelle terre. Si parte quindi oggi alle 18.30 con un incontro con Bjorn Larssoon, lo scrittore svedese che propone il suo nuovo atteso romanzo «La lettera di Gertrud», ebrea sopravvissuta ai lagher. Importante novità per la V edizione è la presentazione, venerdì 22 alle 19, de «Il libro dei vulcani d'Islanda- storie di uomini, fuoco e caducità» di Leonardo Piccione, il primo autore italiano pubblicato da Iperborea. Insieme a Matteo Caccia racconterà l'Islanda, tra fatti di cronaca e leggende, a partire dalla credenza che i vulcani abbiano il potere di influire sulle vite di singoli uomini e intere generazioni. Tra «1947» di Elisabeth Asbrinkl ﴾sabato 23 ore 15.30﴿, il saggio su un anno che per l'autrice è chiave nella definizione del mondo moderno, e «Sovietistan. Un viaggio in Asia centrale» dell'antropologa Erika Fatland. Non mancheranno corsi di lingua, una rassegna cinematografica e approfondimenti gastronomici. Rilevanti gli appuntamenti per i più piccoli, sabato 23 e domenica 24 ﴾info. www.iboreali.it, festival@iperborea.com, 02-87398098﴿. Raccomandato da

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22 FEBBRAIO 2019 AT 9:30 / CULT

L’ora di Agathe quando Camus incontra Woody Allen

Text Giada Biaggi @giadabgg

«Un amico mi ha regalato Lo straniero di Camus quando avevo vent’anni, l’ho letto molte volte cercando di capirlo a fondo (cosa che credo di non essere riuscita ancora a fare). Ma l’idea fondamentale del libro, il fatto che la vita sia un qualcosa di assurdo e senza significato mi ha influenzata profondamente. Tanto che ho deciso di chiamare il mio cane Camus – devo ammettere che il suo atteggiamento ha un che di esistenzialista». A parlarci così è Anne Catherine Bomann (classe 1983): dodici volte campionessa di ping-pong della Danimarca, psicologa e autrice di L’ora di Agathe, caso editoriale alla London Book Fair e in corso di traduzione in quindici paesi. In Italia è uscito il 6 febbraio 2019 per Iperborea. L’ora di Agathe è una versione tragicomica de Lo Straniero; è come se Woody Allen e Camus avessero iniziato a giocare una partita di ping-pong dove a cercare di passare da una parte all’altra non ci fosse più un pallina, ma il senso della vita. In un paesino nei pressi di Parigi negli anni Quaranta uno psichiatra settantenne entra in una crisi esistenziale. «Se tutti i

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Cosa ci rende umani? L’essere assaliti da pensieri o il momento in cui dopo aver pensato agiamo? «Il filosofo danese Kierkegaard ha ben evidenziato come lo scegliere possa venire solo dopo l’ansia e la disperazione, e il protagonista de L’ora di Agathe soffre di entrambe. La sua vita è rigidamente vuota e solo quando inizia a scegliere diventa responsabile della sua felicità – e si apre al cambiamento» – poiché umani siamo degli esseri responsabili della nostra felicità.

Tag:Books, Recensioni

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pazienti si fossero presentati, avrei avuto davanti a me ottocento incontri»; con questa statuizione il protagonista del libro conta il tempo che gli manca alla pensione. Un protagonista che anagraficamente è distante dall’autrice, ma nel quale c’è molto di lei – come ci ha insegnato la storia della letteratura ogni biografia è sempre un’autobiografia travestita: «Io stessa ho vissuto in un paesino fuori Parigi e il luogo era ancora così vividamente presente nei miei ricordi che non ho potuto che attingervi. Anche per lo psichiatra; all’inizio pensavo ingenuamente che fosse frutto della mia fantasia, ma più tardi, dopo aver finito il libro mi sono accorta che una serie di persone lo avevano ispirato: mio padre, lo psichiatra americano Irvin Yalom – e io. Mi sono sorpresa io stessa, ma ci sono molte delle mie ansie nella mente del protagonista».


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BJÖRN LARSSON A I BOREALI – NORDIC FESTIVAL, IPERBOREA 22 febbraio 2019 | Autore admin

Ieri pomeriggio è iniziato a Milano, al Teatro Franco Parenti, I Boreali, Nordic Festival organizzato dalla CE Iperborea. Un evento che propone quattro giornate dedicate alla letteratura e alla cultura dei paesi del Nord Europa, con incontri, proiezioni di film, concerti, laboratori per bambini e assaggi gourmet. Il festival è organizzato negli spazi del teatro e nelle sale che si affacciano sulla piscina: spazi che sono stati ristrutturati recentemente recuperando un edificio che era in stato di abbandono e che, ora, è tornato alla vita, offrendo alla città degli spazi per la cultura davvero gradevoli.

L’apertura, ieri pomeriggio, non poteva essere migliore: infatti ha visto protagonista un autore tanto amato da noi lettori italiani, Björn Larsson. Ha presentato il suo nuovo romanzo, “La lettera di Gertrud“, che ha offerto molti spunti di riflessione sul tema “l’identità tra scelta e destino“. Larsson parla un italiano fluente quindi l’incontro è stato anche facilmente fruibile e molto diretto, senza la mediazione della traduzione. Naturalmente ho subito acquistato il libro, che l’autore ha firmato con dedica a tutti i presenti, soffermandosi a scambiare qualche battuta con ciascuno. È una persona davvero affabile e arguta, mi è piaciuto molto. Ieri sera ho iniziato la lettura perché la presentazione e le riflessioni mi hanno intrigato…. presto ne parlerò in dettaglio. Se vivete a Milano o in zone limitrofe, fate un salto perché il festival presenta molti appuntamenti e dibattiti stimolanti. Questo è il link: https://iboreali.it/2019/

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Letteratura, cinema e musica del Nord Europa, appuntamento con «I Boreali» di

Serena Uccello 22 FEB 2019

Torna a Milano fino al 24 febbraio I Boreali, il festival organizzato dalla casa editrice Iperborea e dedicato alla cultura del Nord Europa. A inaugurare la quinta edizione del festival sarà Björn Larsson con il suo nuovo romanzo «La lettera di Gertrud»; con Larsson ci saranno Elisabeth Åsbrink autrice del successo internazionale «1947», e poi Gert Nygårdshaug con il suo giallo «L'amuleto» (SEM), Anne Cathrine Bomann scrittrice e psicologa danese al suo

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Erika Fatland con «Sovietistan. Un viaggio in Asia centrale» (Marsilio) ed Erlend Loe, autore del romanzo di culto «Naif.Super». Non solo autori stranieri ma è in questi giorni in libreria per Iperborea l'italiano Leonardo Piccione con il suo «Il libro dei vulcani d'Islanda. Storie di uomini, fuoco e caducità». PER SAPERNE DI PIÙ Letteratura, cinema e musica del Nord Europa, torna «I Boreali» Scopri il programma de I Boreali TUTTI I VIDEO SU:

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La Scandinavia in Italia e il Carnevale in mostra: cosa fare nel weekend del 23 e 24 febbraio LaPresse e upday presentano gli eventi da non perdere dell'ultimo fine settimana di febbraio in tutta Italia di CORINNA SPIRITO | 22 febbraio 2019

A Roma c'è il formaggio da scoprire, a Milano si respirano le atmosfere nordeuropee e a Firenze il Carnevale diventa una mostra d'arte. Ecco alcune delle migliori proposte tra gli eventi di sabato 23 e domenica 24 febbraio in tutta Italia. I boreali - A Milano, nella prestigiosa sede del Teatro Franco Parenti, si tiene I Boreali, il festival italiano dedicato alla cultura nordeuropea, organizzato e

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nomi e le personalità più originali della cultura nordica, dalla letteratura al cinema, dalla musica all’attualità, dando voce ai grandi temi del vivere contemporaneo e stimolando l’incontro tra diverse culture europee. Giunto alla quinta edizione, il festival ha proposto nelle prime quattro rassegne più di 150 eventi in 20 sedi diverse, 80 partner e 140 ospiti, la maggior parte dei quali venuti dal nord Europa. Quattro giornate con scrittori, intellettuali, artisti, registi, musicisti, librai, professori, laboratori, letture, spettacoli, proiezioni, concerti e corsi. Sul sito il programma ufficiale Omaggio a Chantal Akerman - Il 23 e 24 febbraio 2019 il Cinema Massimo Mnc di Torino ospita New Desire Omaggio a Chantal Akerman, una due giorni dedicata alla grande cineasta belga - scomparsa nel 2015 poco dopo aver presentato al Festival di Locarno il suo ultimo lavoro, No Home Movie promossa da Lovers Film Festival, Museo Nazionale del Cinema e il Master in Design for Arts del Politecnico di Torino in collaborazione con Aiace e con il supporto di Filmidee e del Sindacato Belleville. L'evento che si svolge anche grazie alla Cinémathèque Royale de Belgique e alla Cinémathèque Française propone un programma che per la sua completezza è assolutamente inedito per il panorama culturale italiano ed è allineato con il percorso teorico che ha accompagnato il Master in Design for Arts che, attraverso i due workshop tenuti dagli artisti Doug Ashford e Max Pitegoff e Calla Henkel, ha dato particolare rilevanza a tematiche legate all'identità di genere, in particolare ai vari movimenti di liberazione delle donne, delle minoranze etniche, della comunità LBGTQ+ nelle società capitaliste nelle quali viviamo, e di cui Chantal Akerman è interprete fondamentale. Proiezioni, dibattiti e approfondimenti: tutte le informazioni sul sito ufficiale

foto lo debole/bianchi 30/03/2017 pol -Firenze G7 della cultura a Palazzo vecchionella foto:riccardo muti foto lo debole/bianchi- 30/03/2017 pol firenze G7 of culture at palazzo vecchioin the pic:riccardo muti

Carnevale in mostra - Si apre per Carnevale una mostra in tema a Firenze. L'effimero splendore dei carnevali barocchi parla al pubblico delle mascherate, delle feste e degli allestimenti barocchi. Ne è protagonista lo spettacolare dipinto Il Carro d'oro di Johann Paul Schor, recente acquisto dalle Gallerie degli Uffizi, raffigurante Il corteo del principe Giovan Battista Borghese per il Carnevale di Roma del 1664, del pittore tirolese Johann Paul Schor (Innsbruck 1615 - Roma 1674) attivo a Roma a partire dalla fine degli anni Trenta del Seicento. Forse il più creativo e fantasioso collaboratore di Gian Lorenzo Bernini, Schor fu artista dell'effimero, della messa in scena barocca, della festa di rappresentanza, dell'ingresso cerimoniale. Al contempo con la sua stupefacente fantasia era capace di progettare trionfi da banchetto in glassa di zucchero, stoviglie in argento, ma anche pale d'altare e decori ad affresco. "L'acquisizione, da parte delle Gallerie degli Uffizi, del grande dipinto di Johann Paul Schor si è rivelata una grande opportunità per approfondire gli studi sull'artista - commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt - e

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ideato da Iperborea, che dal 2015 propone a Milano e in tutta Italia i grandi


22/02/2019 20:57 Sito Web

Barberini (dipinto di Filippo Lauri e Filippo Gagliardi), allestita il 28 febbraio 1656 dinanzi a Palazzo Barberini in onore della regina Cristina di Svezia convertitasi al cattolicesimo. Alla progettazione dei vari apparati per la Giostra dei caroselli collaborò anche lo Schor che otto anni dopo, lo stesso giorno (28 febbraio), progettò e organizzò la 'Mascherata Borghese' testimoniata nel dipinto da lui stesso eseguito. Nella sala delle Nicchie appositamente rivestita in raso giallo oro, come le centinaia di figure in vesti di Ninfe Esperidi che affollano il dipinto di Schor, accanto alle due grandi tele dedicate alle celebri mascherate romane viene esposta la serie completa dei 'Balli di Sfessania' di Jacques Callot, originale rassegna delle maschere italiane del Seicento, le tre incisioni di Stefano della Bella che documentano un'altra celebre mascherata, svoltasi nel 1661 al Giardino di Boboli a Firenze, e ancora alcuni dipinti dedicati ai carnevali popolari. Per la prima volta viene presentata al pubblico un'inconsueta 'Scena carnevalesca' del pittore Bartolomeo Bianchini, abitualmente conservata nei depositi e restaurata in occasione della mostra. Chiude la rassegna una monumentale 'Culla da parata' - l'acquisto è in fase di completamento da parte delle Gallerie degli Uffizi - realizzata dalla bottega dei fratelli Schor per l'erede di una non ancor nota casata principesca romana. Nella culla, più affine a un celebrativo gruppo scultoreo che a un arredo funzionale, l'aristocratico neonato veniva presentato agli esponenti delle grandi casate romane e all'élite ecclesiastica. Tutte le informazioni sul sito ufficiale

Formaticum - Sabato 23 e domenica 24 febbraio, al WEGIL di Roma c'è Formaticum, la prima mostra mercato di rarità casearie italiane. Formaticum è un nuovo progetto per la promozione e la vendita di formaggi di qualità, rivolto sia agli appassionati che agli operatori di settore, quali ristoranti e botteghe del gusto. Durante l'evento si avrà modo di passeggiare tra tanti banchi di assaggio, degustare e acquistare direttamente dagli espositori tantissime tipologie di formaggi e conoscere gli operatori del settore, dai ristoranti alle botteghe del gusto. In programma ci saranno anche seminari formativi che si terranno durante tutto l’arco della manifestazione. Maggiori informazioni sul sito ufficiale Festival Espressionismo - Ha preso il via il Festival Espressionismo, omaggio della Città di Torino al movimento artistico che, a partire dai primi anni del XX secolo, influenzò tutti i linguaggi artistici, a cominciare dalla pittura e dalla musica. Promosso dalla Città e da Sistema musica, l'associazione che riunisce diversi enti musicali di Torino, questo festival rappresenta il quarto capitolo di un percorso multidisciplinare nato nel 2016 da un'idea di Gastón FournierFacio. La manifestazione conferma - come per le passate rassegne

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per ricostruire non solo la storia dell'evento raffigurato sulla tela, ma tutto un tessuto di relazioni artistiche e di committenza nel secondo Seicento a Roma e a Firenze". Il dipinto di Schor con il corteo carnevalesco del principe Borghese viene esposto insieme a un'altra grandiosa tela, prestata dal museo di Roma di Palazzo Braschi: si tratta della Giostra dei Caroselli a Palazzo


22/02/2019 20:57 Sito Web

di Vienna', con Schönberg, Berg e Webern, presenti nel Festival con numerosi brani liederistici e strumentali. Oltre ai concerti, il programma prevede anche una retrospettiva dedicata al cinema tedesco degli anni Dieci e Venti - che testimonia le tappe fondamentali nello sviluppo dell'estetica e del linguaggio del mezzo, allora agli albori, con il superamento del naturalismo delle origini attraverso l'irrealismo del décor e della recitazione - e alcuni incontri che si focalizzano sul rapporto dell'arte musicale con quella figurativa e con la poesia, oltre a evidenziare il contributo italiano all'Espressionismo. Sabato 23 febbraio, alle 16 nella Sala 3 del Cinema Massimo, sarà proiettato Il gabinetto del dottor Caligari (Germania, 1919 - 80'), regia di Robert Wiene. Il giorno successivo, domenica 24 febbraio, sempre alle 16 e nella stessa sala si potrà vedere Nosferatu il vampiro (Germania, 1921 - 106'), regia di Friedrich Wilhelm Murnau. Entrambi gli appuntamenti sono realizzati dal Museo nazionale del cinema in collaborazione e con il sostegno del Goethe-Institut Turin. Il 24 febbraio, alle 21, il Teatro Vittoria ospiterà Viaggio al termine delle note. Lo sguardo rosso dell'Espressionismo, uno spettacolo-concerto sotto forma di indagine a cura di InPoetica - Festival trasversale delle arti. Un percorso ispirato alla figura cardine di Arnold Schönberg, testimone intimo e decisivo di un approccio che esalta fino a esasperare il lato emotivo della realtà, allontanandosi dalla percezione oggettiva. Il 'viaggio' sarà condotto dagli storytellers Alessandra Morra e Fabriano Fabbri, cui si intrecciano le letture di Tiziano Scarpa e Cristiano Godano. Le sonorizzazioni di Giorgio Li Calzi contribuiscono all'idea con contaminazioni di musica jazz ed elettronica, giustapposte alla celeberrima 'Verklärte Nacht' di Schönberg eseguita da un ensemble di archi. Tutte le informazioni sul sito ufficiale

MODALITÀ AEREO (2019) di Fausto Brizz…

Al cinema - C'è Modalità aereo tra le più attese nuove uscite della settimana cinematografica. film Egoista, ricco e presuntoso, Diego è un imprenditore di successo che si ritroverà in un incubo dopo aver perso il suo smartphone. Quando dimentica in aeroporto il suo cellulare di ultima generazione (che contiene l'elenco dei suoi contatti, gli accessi ai suoi profili social e a cui sono collegate le carte di credito), due inservienti decidono di vendicarsi dell'atteggiamento arrogante che Diego ha avuto nei loro confronti rubandogli la sua vita digitale. Protagonista della nuova commedia di Fausto Brizzi è Paolo Ruffini nei panni del ricco snob, mentre Lillo e Dino Abbrescia sono gli inservienti che approfittano della situazione. Nel cast anche Violante Placido nei panni della hostess che tenterà di contenere il panico di Diego durante il lungo volo che dall'Italia lo porta a Sidney, vissuto nell'ansia di aver perso il prezioso smartphone. Qui tutti i nuovi titoli usciti nelle sale cinematografiche

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monografiche di successo dedicate a Vivaldi, Casella e Strauss - la sinergia tra alcune delle principali realtà culturali torinesi coinvolgendo una ventina di istituzioni. L'edizione 2019, come le precedenti, presenta un palinsesto con un cartellone monografico di concerti, proiezioni, spettacoli musicali e incontri di approfondimento, molti dei quali a ingresso libero. Sono diversi i compositori che hanno dato il loro contributo alla poetica espressionista, in Germania e nel resto d'Europa. In musica tutto è partito dalla 'seconda Scuola


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Cosa ci fa un poeta morto nel cuore del Consiglio comunale? Da vivo il poeta è un folle e un dinosauro, quando è defunto diventa una cartolina turistica. Pensieri cinici

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HOME / LETTERATURA / “Ormai è stato scritto tutto, ma forse posso trovare un modo originale per dire qualcosa di importante”: Anne Cathrine Bomann, esordiente di successo della letteratura danese, dialoga con Matteo Fais

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“ORMAI È STATO SCRITTO TUTTO, MA FORSE POSSO TROVARE UN MODO ORIGINALE PER DIRE QUALCOSA DI IMPORTANTE”: ANNE CATHRINE BOMANN, ESORDIENTE DI SUCCESSO DELLA LETTERATURA DANESE, DIALOGA CON MATTEO FAIS Pangea

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Posted On Febbraio 22, 2019, 9:49 Am

La sua prosa è netta, limpida. La trama sintomatica di un certo modo di intendere la letteratura: insomma, “niente effetti speciali” come avrebbe detto Raymond Carver. Bando ai personaggi fuori dal comune, irrealistici, così particolari da non rappresentare che sé stessi. L’ora di Agathe, il debutto narrativo di Anne Cathrine Bomann, scrittrice e poetessa danese pubblicata in Italia da Iperborea – encomiabile casa editrice, la sola a portare qui da noi la letteratura scandinava – è essenziale, privo di compiacimenti e fronzoli. Il testo rilancia in grande stile l’esistenzialismo, indegnamente scomparso dalla scena letteraria, evitando certi inutili avvitamenti filosofici. Solo uno psicanalista alle prese con i problemi della vecchiaia e della morte, e quello di ritrovare un qualche interesse per il lavoro e i suoi pazienti. La scossa finale che aspettava gli arriverà attraverso l’incontro con un oscuro e tribolato personaggio, Agathe, che gli imporrà di essere accolta in cura, malgrado lui sia prossimo alla pensione. Il testo potrebbe costituire un esempio per i tanti autori italiani che si affannano nella scrittura di romanzi quantomeno improbabili e con scarsi legami con la realtà, ma è il caso di precisare che forse gioverebbe loro anche prendere qualche lezione di umiltà dalla scrittrice in questione. Malgrado il suo romanzo sia tradotto o in corso di traduzione in ben diciotto paesi, ha accettato la nostra intervista con entusiasmo e ha risposto alle domande in poche ore. Non come i soliti noti che, qui da noi, forti di qualche modesta pubblicazione, si comportano neanche fossero tutti novelli Sartre o potenziali premi Nobel. Con rispetto parlando, ma se andassero in terapia dalla scrittrice – che non per niente è anche psicologa – forse riuscirebbero a ridimensionare la loro delirante egoità. [Anne Catherine Bomann sarà a Milano sabato 23 Febbraio, alle ore 18:00, presso il Café Rouge – Teatro Franco Parenti. Per info, consultare questo link]

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22/02/2019 08:49 Sito Web

Pangea

Direi che, sì, mi influenza molto. Infatti il mio debutto narrativo, che affronta tematiche esistenziali, vede uno psicanalista come protagonista. Successivamente ho scritto un saggio sulla schizofrenia e un romanzo per adolescenti che trattava di bullismo, solitudine e difficoltà sessuali. La forza che mi guida è la condizione interiore dei miei personaggi e il modo in cui riescono a destreggiarsi nella vita in generale, oltre che rispetto ai problemi particolari che ho creato appositamente per ognuno di loro. Ma a dirla tutta pubblicai due raccolte poetiche già nel 1999 e nel 2004, ancora prima di iniziare il mio percorso universitario, eppure già allora scrivevo delle stesse tematiche presenti al momento nei miei romanzi. Rovesciando quindi la prospettiva, si potrebbe anche dire che sono diventata una psicologa perché da sempre interessata al modo di pensare, sentire e interagire degli uomini. E questo è in fondo ciò che ho scelto di esplorare in qualità di scrittrice. Con L’ora di Agathe certo ho attinto molto dalla mia esperienza personale come terapeuta. Proprio come il dottore del libro, so bene quanto si possa essere stanchi a fine giornata, dopo aver ascoltato tutto il tempo gli altri parlare; mi sono inoltre chiesta a mia volta come fosse possibile creare il giusto equilibrio tra l’essere una professionista soggetta a remunerazione e l’avere a cuore le sorti dei propri pazienti. Inoltre, per quel che concerne i diversi casi di cui lui parla, non posso nascondere di averli creati anche basandomi su molte delle persone che ho incontrato sul lavoro nel corso degli anni. Mi sbaglio, o dietro il tuo libro vi sono molte letture esistenzialiste? In effetti alcuni critici, qui in Danimarca, hanno ipotizzato diversi riferimenti alla letteratura esistenzialista nel mio libro, ma temo che mi abbiano sovrastimata – ho giusto letto Lo straniero di Camus e alcuni manuali di psicologia, quali ad esempio quelli del danese Sløk e dello psichiatra americano Yalom e non mi è mai capitato per il momento – proprio come al personaggio principale di L’ora di Agathe – di affrontare un’opera di Sartre. Ma il mio compagno è un filosofo e ha scritto un articolo sull’esistenzialismo che ho letto alcuni anni addietro, oltre ad aver raccolto nella nostra libreria l’intera produzione di Kierkegaard e molti altri libri importanti. Perciò, non si può negare che in qualche modo sia stata influenzata da questo filone di pensiero nella scrittura del testo. In ultimo, però, la mia più grande ispirazione è costituita dal mio stesso sentimento di essere nel mondo, a contatto con le problematiche esistenziali con cui tutti si confrontano – come il fatto che dobbiamo invecchiare e morire, dare un senso alle nostre vite, e l’essere tutti fondamentalmente soli, volendo citare la più importante. Mi sono quindi limitata a lasciar pensare e sentire al mio buon dottore molte delle cose che io per prima avevo pensato e sentito in passato, aumentando però il tono di voce così da poterle finalmente dire. Non ho potuto fare a meno di notare che, malgrado tu scriva dal punto di vista del genere opposto al tuo, gli uomini li capisci molto bene. Dimmi, che difficoltà comporta assumere una prospettiva totalmente altra? Mi fa piacere che tu mi ritenga tanto abile! In effetti, sì, è un po’ strano; sia in L’ora di Agathe che nel mio nuovo romanzo per adolescenti, i protagonisti principali sono maschi. Non so sinceramente perché, mi viene da fare così e non mi è mai parso particolarmente difficile. In fin dei conti, si tratta unicamente di creare un personaggio che si comprenda e, a quel punto, il suo genere perde di importanza, non trovi? Per quel che riguarda il dottore in L’ora di Agathe, credo di aver usato la figura di mio padre come modello per le descrizioni fisiche – ha ottant’anni e quindi attraverso lui ho potuto farmi un’idea di cosa voglia dire avere le ginocchia doloranti, o non camminare più veloce come un tempo e via dicendo. E, anche se non potrei dirlo con certezza, forse il mio passato di giocatrice di ping pong (ho giocato per anni a livello professionistico) mi ha aiutato quando ho dovuto calarmi nella mente di un maschio, essendo stata costantemente circondata da uomini e ragazzi. Il mondo dello sport è sovente un campo a predominanza maschile, o almeno lo era quando c’ero io, e ho spesso viaggiato, partecipato a ritiri, e mi sono allenata, in situazioni in cui ero una delle poche ragazze in mezzo a molti ragazzi. Perché scrivi? Senti forse ci sia qualcosa che solo tu puoi dire? La prima risposta che mi viene in mente è che scrivo perché devo, o comunque perché amo farlo. La passione per le parole e il linguaggio viene prima di tutto, credo, e forse è proprio per questo che ho iniziato dalla poesia. La faccenda dell’avere una storia da narrare, trovare una trama e via dicendo, giunge in un secondo momento. Non so mai cosa scriverò in principio, sicché direi che non è propriamente che abbia chissà quale messaggio da trasmettere o che ritenga di poter essere l’unica a dire certe cose. Anzi, di base mi sentirei di affermare che è stato scritto e detto tutto ormai e non penso di avere un contributo particolare da fornire in tal senso. Ma forse posso trovare un modo originale per dire qualcosa di importante rispetto a cosa significhi esistere come essere umano, o creare un personaggio che sia al contempo peculiare e accattivante tanto da mutare almeno in parte la vita di qualcuno, quel che basta per sentirsi riconosciuto o per capire come vivere la propria esistenza, e direi che questo per me può bastare. Cosa leggi di solito? In verità, le mie letture sono delle più disparate. Per tanti anni mi sono concentrata in prevalenza sui manuali di psicologia. Gli studi intrapresi hanno richiesto molte letture e, una volta finito, sentivo che fosse comunque necessario continuare così da poter aiutare al meglio i miei pazienti. Al momento, invece, leggo più romanzi e, tra i libri affrontati negli ultimi anni che mi siano piaciuti maggiormente, citerei Nicole Krauss con La storia dell’amore e Milan Kundera con L’insostenibile leggerezza dell’essere. Ho anche apprezzato H. Yanagihara in Una Vita Come Tante. Mi capita inoltre di leggere romanzi gialli come quelli della serie Gruppo A dello svedese Arne Dahl, autori danesi come Morten Pape, Naja Marie Aidt e Iben Mondrup, oltre a testi riguardanti lo scrivere per migliorarmi.

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Tu sei una psicologa. In che modo la professione influenza il tuo lavoro di scrittura?


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Pangea

A voler essere onesta, non ne so granché. Per intenderci, L’ora di Agathe è il mio debutto letterario, uscito nel 2017 per una piccola casa editrice e, anche se sto pian piano cominciando a farmi largo nel mondo letterario danese, direi che sono ancora alla sua periferia. Mi sento comunque di dire che abbiamo anche noi qualche voce di rilievo, specialmente femminile, e che al momento molti romanzi del genere autofiction stanno diventando incredibilmente popolari tra il pubblico. Vorrei inoltre far presente che, a mio giudizio, gli scrittori danesi costituiscono un gruppo amichevole e coeso, felice di aiutare con i propri consigli un autore esordiente, e che quelli tra di loro che hanno letto e apprezzato il mio romanzo stanno facendo un veloce passaparola – questa è stata sicuramente una piacevole esperienza e, per quel che è in mio potere, faccio del mio meglio per dare alla comunità qualcosa di cui possa andare fiera. Il tuo romanzo, L’ora di Agathe, è stato tradotto in diversi paesi. Non hai timore che l’opera del traduttore possa in qualche modo distorcere il tuo lavoro? Il linguaggio è stato uno dei punti più importanti per me nel corso della scrittura di L’ora di Agathe, e infatti ecco spiegato perché mi ci sono voluti tre anni per portarlo a termine. Ci ho lavorato su così tanto, a livello di editing, che quasi potrei fare a meno di rileggerlo; non sapevo neppure più cosa fosse sulla pagina, nella mia testa, cancellato o riscritto. So solo che desideravo che ogni frase fosse per quanto possibile perfetta. Per risponderti quindi, sì, ho riflettuto sulla questione della traduzione pensando che forse la mia ricerca per un particolare tono, per un certo ritmo e un respiro poetico corressero poi il rischio di scomparire nella trasposizione in un’altra lingua. Per fortuna i diversi traduttori sono stati così gentili da segnalarmi ogni qualvolta abbiano avuto dei dubbi, inclusa quella italiana, Maria Valeria D’Avino, di cui non posso non sottolineare la scrupolosità nel lavoro. Insomma, sono assolutamente sicura che ognuno di loro abbia fatto del suo meglio e, in fin dei conti, è anche salutare per me non farmi prendere dalla smania del controllo e ricordare quanto sia importante un dono simile, il fatto che qualcuno lavori per far sì che il mio libro possa essere letto dalle persone in tutto il mondo. Matteo Fais **** You’re a psychologist. How does your profession influence your literary work? Quite a lot, I must say. First we have my debut novel, which deals with existential questions and features a psychiatrist as the protagonist. Then I wrote a nonfiction book about schizophrenia, and finally a YA-novel (young adult fiction) about bullying, loneliness and a difficult sexuality. The driving force for me is the inner mental states of my characters and how they are going to cope with life in general and the problems that I create for them in particular. But I actually published two poetry collections already in 1999 and 2004, before I even started on my university studies, and back then I was writing about many of the same themes that occur in my current fiction. So you could also turn it around and say that I became a psychologist because I have always been extremely interested in how we humans think, feel and interact. And that is also what I am exploring as a writer. With Agathe of course I drew a lot on my personal experience as a therapist. I know how tired you can be after listening to others talking for an entire day; I too have wondered about how to create the right balance between being a paid professional and caring about my clients, just like the doctor in my book. And when it comes to the different patients that he speaks to, I created them on the basis of the many people that I myself have talked to over the years. Am I wrong or behind this book there’re many existentialist readings? In fact a few reviewers here in Denmark have suggested that I make a lot of references to existentialist literature in the book, but I am afraid that they think too much of me – I have only read The Stranger by Camus and some psychologist textbooks by for instance the Danish writer Sløk and the American psychiatrist Yalom, and I have not – just like the main character in Agathe – yet red anything by Sartre. But my boyfriend is a philosopher, and he wrote a paper on existentialism that I read some years ago, and he has put the collected works of Kierkegaard and a lot of other great books up on our book shelf, so of course I was somewhat inspired by this line of thought when writing the book. But I must say that the greatest inspiration was my own feeling of being in the world, living with the existentialist conditions that we all face – that we are aging and are going to die, that we ourselves have to give meaning to our lives, and that we are fundamentally alone, to name the most important. So I let the good doctor think and feel a lot of things that I myself have thought and felt and then just turned up the volume, so to speak. I couldn’t help but notice that, although you write from a male point of view, you understand men pretty well. How hard is it to look from another perspective? I am glad that you think so! And yes, it is funny; both in Agathe and in my new YA-novel the main characters are male. I don’t know why this happened, it just came to me this way, and it never felt especially difficult. Perhaps it is just a matter of creating a character that you understand, and then the sex doesn’t really matter that much? When it comes to the doctor in Agathe, I think I might have used my father as a model for the more physical part – he is 80, so through him I could kind of get an idea of how it must be to feel your knees hurting, not being able to walk as fast as you used to and so on. And I don’t know this for sure, but perhaps my background in the table tennis world (I have played for many years on a professional level) has also helped me when trying to get into the head of a man, because there I was constantly surrounded by boys and men. The sport’s world is often a male dominated world, so it has been for me anyway, and I have been on many trips and camps and have had many practicing sessions where I was one of a few girls between a lot of boys.

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Come descriveresti l’attuale mondo letterario danese?


22/02/2019 08:49 Sito Web

Pangea

The first answer that comes to mind is that I write because I have to, or because I love to anyway. The passion for words and language comes first, I think, perhaps that was why I started with poetry. All this about having a story to tell, finding a plot and so on comes second to me. I never know what I am going to write when I begin, and so it isn’t like I have some great message that I need to send out or that I think I am the only one who can deliver. Basically everything has probably been written and said already, I don’t imagine that I have something new to contribute in that sense. But perhaps I can find original ways to say something important about being a human being, or I can create an original and moving character that can change someone’s life just a little by making them feel recognized or making them think about how to live their own life, and that is enough for me. What do you usually read? I read a mix of books really. For a lot of years I concentrated on reading mainly nonfiction textbooks about psychology. There was a lot of reading required during the studies, and when I was finished it felt even more important to keep reading in order to help my clients the best I possibly could. But now, I read more fiction again, and some of the books that I have really enjoyed in the last years include The history of love by Nicole Krauss and The unbearable lightness of being by Milan Kundera. I also recently read A little life by H. Yanagihara and loved it. But I also read crime novels like those about the A-group by Swedish Arne Dahl, Danish books by for instance Morten Pape, Naja Marie Aidt and Iben Mondrup and books about writing to better my craft. How would you describe the current Danish literary world? To be honest, I don’t know that much about it. I mean, Agathe was my debut novel and came out in 2017 on a very small publishing house, and even though I slowly begin to enter the Danish literary world now, I would still say that I am somewhat in the periphery of it all. But I will say that we have some very strong voices, especially female, and that at the moment more autobiographical novels seem to be extremely popular. I would also say that the Danish writers seem to be a very friendly crowd who is happy to help a new author with advise, and those who have read my books and liked them are quick to spread the word – that experience has been very pleasant, and I do my best to give back to the writing community as best I can. Your novel Agathe has been translated in many countries. Are you afraid of how a translator’s work could affect your novel? The language was very important to me when writing Agathe, and that is one of the reasons why it took me as long as three years to write. I have edited Agathe so many times that at last I almost could not read it anymore; I did not know what was on the page and what was in my head or had been deleted or rewritten. I wanted every sentence to be as perfect as possible. So yes, I have given it some thought that perhaps my search for a special tone, a rhythm in the language and a poetic feel could risk disappearing in translation. Luckily the different translators have been very kind to write to me when they have had questions, including the Italian one, Maria Valeria D’Avino, who was also very thorough. So I have full confidence that each and everyone has done their best, and then it is an exercise for me to just let go and remember what a gift it is that people are working to translate my work so that it can be read by people around the world. Condividi:

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Why do you write? Do you feel there’s something you can only tell?


diffusione:38852 tiratura:53630 23/02/2019 Pag. 37 Ed. Genova

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21 febbraio 2019

Boreali, Valerio Millefoglie tra Kaurismaki e Paasilinna, tra cinema e letteratura

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Il meglio di Cinema Arto Paasilinna e Aki Kaurismaki , letteratura e cinema del Nord raccontati in questa intervista da Valerio Millefoglie che sarà protagonista domenica 24 alle ore 19.30 di un appuntamento de I Boreali , la rassegna organizzata dalla casa editrice Iperborea Articolo di Fabrizio Basso

(@BassoFabrizio) Chissà perché il Nord è sempre profondo e l'inverno è sempre il generale. Chissà perché lassù, al Nord appunto, gli scenari sono tristi, bianchi, monotoni e condizionanti. E invece sotto l'apparente glaciazione la creatività germoglia. Il cinema e letteratura, con le loro storie a volte surreali, con i thriller (L'Uomo di Neve tratto dal romanzo di Jo Nesbo è stato protagonista sui canali di Sky Cinema) e la quotidianità hanno prima bussato alle nostre porte e poi si sono accomodati con noi nel salotto buono. Termina domenica 24 febbraio a Milano la rassegna I Boreali voluta dalla case editrice Iperborea, pionieri delle esplorazioni letterari al Nord come Umberto Nobile e, forse, Robert Peary, lo furono per la geografia. Domenica 24 alle ore 19.30 al Café Rouge del Teatro Franco Parenti Valerio Millefoglie racconta il suo Arto Paasilinna Memoria Tour: cosa ci lascia uno scrittore quando ci lascia. Dopo di lui un mini live di Mirco Mariani che ha realizzato un disco di atmosfere kaurismakiane in italiano. Ho intervistato, nell'attesa, Valerio Millefoglie. Strana commistione Paasilinna-Kaurismaki. Partiamo dallo scrittore.

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Il Memoria Tour a lui dedicato parte quando è morto e su una richiesta di Iperborea che mi ha chiesto di pensare a qualcosa su di lui. Non è la prima volta. Ho già realizzato l'Opera Omnia su Arto. Opera omnia? In 58 minuti e 30 secondi ho letto idealmente tutti i suoi libri. Quelle cose da Guinness dei primati. Ma li ha letti davvero? Certo. Tutti. E li ho raccontati come fosse uno solo. Cosa la ha affascinata? Il suo ritrarre gli ultimi, i fallimenti umani, la gente che perde il lavoro. Come i film di Aki Kaurismaki. Tanta gente comune le ha parlato di Paasilinna. Quando Iperborea mi ha proposto di inventare qualcosa su di lui, erano almeno un paio di mesi che mi domandavo in che modo i libri entrano nella nostra quotidianità. E a margine delle

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pagine scrivevo i momenti da fermare. Un esempio? Ero immerso ne L'Altra Parte di Alfred Kubin, era estate eppure io mi sentivo in inverno e gli incubi mi facevano compagnia. Per Paasilinna ho intervistato anche chi ha letto un solo libro. Come ha scoperto Kaurismaki? Con L'uomo senza passato. Giravo per Milano e quando ho visto il manifesto sono rimasto folgorato. Il film lo ho visto più volte, coinvolgendo anche amici. Cosa le piace di quel cinema? Sono storie scenograficamente lontane da me eppure mi parlano. E poi amo le musiche dei suoi film: il tango finlandese di Kaurismaki e le orchestrine e i cantanti improbabili che popolano i suoi film.

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Le ambientazioni? Dico solo che sono entrato così tanto nei film di Kaurismaki che sono stato un mese a Helsinki

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in cerca di tristezza. La hai trovata? Ho trovato una capitale di respiro europeo e allegra.

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E la tristezza? La ho trovata in provincia Il suo spettacolo che futuro ha? Dopo la serata di Milano andrà in Svizzera, a Bologna e a Matera. Verrà poi registrato in formato audio e sarà un podcast per Storie Libere. Hai altri progetti? Ho una idea di un romanzo ma al momento niente di concreto. Ho le mie collaborazioni giornalistiche. Inizierò una collaborazione con The Passanger il libro-rivista di Iperborea: mi dedicherò alla ricerca dell'altro come un paese svizzero popolato da portoghesi.

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Finlandesi in Italia? Tanti. Ma nessuno ha saputo dirmi se esiste un giovane Kaurismaki. I miti vanno conosciuti oppure solo ammirati per timore di restarne delusi? Io credo sia sempre meglio conoscerli. Un incontro è sempre interessante.

Tin Star 2 episodio 2 highlights 2

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27/02/2019 07:59 Sito Web

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Tolkien non era ancora stato tradotto in italiano. L'attore che impersona Frodo sul grande schermo non era ancora nato. Leggevo in inglese "Il signore degli anelli", c'era un temporale, era saltata la luce. Ricordo di avere acceso una candela ed aver proseguito la lettura: per me quell'immagine- io che leggo a lume di candela- è diventata il simbolo della mia passione. Io leggo, sempre, ovunque. E amo parlare di libri, per farli amare dagli altri.

martedì 26 febbraio 2019

Archivio blog

INTERVISTA A ERIKA FATLAND, autrice di “Sovietistan” 2019

▼ 2019 (31) ▼ febbraio (14) INTERVISTA A ERIKA FATLAND, autrice di “Sovietista... Erika Fatland, “Sovietistan” ed. 2018

vento del Nord

Intervista a Gert Nygårdshaug , autore de “L’amule... Gert Nygårdshaug, “L’amuleto” ed. 2018 Murakami Haruki, “L’assassinio del commendatore”, ... Javier Marías, “Gli innamoramenti” ed. 2013 Christian Guay-Poliquin, “Il peso della neve” ed... Javier Marías, “Il tuo volto domani” ed. 2005 Uwe Timm, “Un mondo migliore” ed. 2019 Javier Marìas, “Berta Isla” ed. 2018 Su Tong, “Lanterne rosse” ed. 1996 Katarzyna Bonda, “Nessuna morte è perfetta” ed.... Sabahattin Ali, “Madonna col cappotto di pelliccia... Yishai Sarid, “Il mostro della memoria” ed. 201...

copywright Tine Poppe

► gennaio (17) ► 2018 (189)

Sono giornate intense, queste del Festival dei Boreali a Milano, organizzato dalla casa editrice Iperborea. Giornate ricche di incontri che offrono spunti per riflessioni e idee nuove, possibilità di parlare con gli autori dei loro libri perchéche cosa c’è di meglio di continuare a parlare di libri che ci sono piaciuti, che abbiamo amato, con chi li conosce più di ogni altro? Ero ansiosa di conoscere Erika Fatland, di conoscerla di persona (sembra un elfo, ho pensato, quando l’ho vista) dopo essere stata in sua compagnia ed aver sentito la sua voce per tutte le 524 pagine di quel libro affascinante che è “Sovietistan”.

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Quando è iniziato il suo interesse per le repubbliche che una volta facevano parte dell’Unione Sovietica? E’ iniziato con il mio desiderio di studiare il russo perché volevo leggere in lingua originale i grandi scrittori russi. E poi mi piaceva studiare una lingua slava. Avevo frequentato il liceo in parte in Francia e in parte in Finlandia, e così sono andata in Russia, essenzialmente perché volevo imparare la lingua. Avevo anche studiato antropologia sociale a Copenhagen e avevo l’opportunità di fare ricerche sul campo, in attesa di diventare una scrittrice- che era quello che volevo essere. Ma avevo 19 anni e prima dovevo studiare. Nel 2004 c’era stata la strage dei bambini a Beslan, in Ossezia, ad opera di terroristi ceceni. Io andai a Beslan tre anni dopo la tragedia in cui furono uccisi 200 bambini: volevo scoprire come si fa a vivere dopo un simile dramma. E ho scritto la mia prima opera, “Il villaggio degli angeli”, che è il nome del cimitero. Da lì è nato il mio interesse per gli altri paesi che prima facevano parte dell’Unione Sovietica- popoli diversi che vivevano insieme un esperimento sociale. Anche il Turkmenistan, l’Uzbekistan e gli altri ‘stan’ facevano parte dell’Unione Sovietica: come ne sono stati influenzati? Non sentiamo mai parlare di questi paesi. Ero curiosa. Non c’era nessun libro su questi stati.

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27/02/2019 07:59 Sito Web

Leggere a lume di candela.

guerra d'Africa guerra dei Balcani guerra del Vietnam guerra in Iraq guerra russo afghana

Se dovesse dire una sola parola per parlare di quello che più l’ha colpita di ognuno dei cinque stati, quale sceglierebbe? Andiamo per ordine:

holidays i dieci bellissimi i nostri tempi il libro dimenticato

Turkmenistan: bizzarro. Kazakhistan: vasto. Tagikistan: montagne. Kirghizistan: donne. Uzbekistan: via della seta. E adesso può spiegarci di più, del perché ha scelto queste parole? Bizzarro il Turkmenistan perché è il paese più strano. E’ rimasto isolato dopo il crollo dell’Unione Sovietica e il suo presidente è come impazzito: nessuno lo controllava più da Mosca. Ha trasformato il paese nella sua immagine, il suo ego diventò ossessivo. La capitale Ashgabat è la Las Vegas del deserto. In un certo senso è divertente e affascinante: ci sono strade molto ampie e però non ci sono automobili. Non si trova un bancomat che funzioni, bisogna partire con il denaro con sé. Il secondo presidente è eccentrico quanto il primo: seguono entrambi la corrente del culto della personalità. Bisogna uscire dalla capitale per incontrare la gente che è molto amichevole ed ospitale.

il libro ritrovato in altre lingue in breve in memoria incroci di civiltà intervista la Storia nel romanzo legal thriller love story musica per un libro mystery noir painting fiction premio Campiello premio Nobel premio Strega prima guerra mondiale Prossimamente racconti reportage ricorrenze riletture romanzo 'romanzo' romanzo di formazione romanzo on the road romanzo storico saga

Il Kazakhistan è grande, è il nono paese più vasto del mondo. E però è abitato da meno di 20 milioni di persone. In Kazakhistan ho viaggiato in treno: un’esperienza terribile. Nel Tagikistan il 90% del territorio è formato da montagne. E’ un paese molto bello ma molto povero, il più povero dei cinque. Nel Kirghizistan vige l’usanza del ratto delle spose (le dico che avevo preparato una domanda su questa tradizione che mi ha sconvolto). Dicono che è la loro tradizione, ma non è tradizione come viene fatto oggi. Una volta era diverso, la ragazza veniva rapita per superare ostacoli al matrimonio. Oggi le ragazze sono forzate ad accettare il matrimonio- è diverso. E pensare che 800 anni fa Gengis Khan aveva proibito il ratto delle spose- sua madre era stata una vittima di questa usanza. E’ difficile che si verifichi un cambiamento: la polizia, gli avvocati, gli imam, tutti sono cresciuti con questa tradizione, è la norma. Affiora qualche tentativo di cambiamento, ma è difficile, ci vorrà tantissimo tempo. Nel libro racconto della ragazza russa con cui ho parlato- aveva rifiutato il matrimonio, ma per lei non era una vergogna rifiutarsi di sposare l’uomo che l’aveva rapita.

saggio satira seconda guerra mondiale Shoah specchio dei tempi spy-story Storia storia di famiglia testimonianze thriller un autore Un giorno. Un paese una storia vera vento del Nord Voci da mondi diversi Voci da mondi diversi. Africa Voci da mondi diversi. America Latina Voci da mondi diversi. Area germanica Voci da mondi diversi. Asia Voci da mondi diversi. Australia Voci da mondi diversi. Belgio Voci da mondi diversi. Canada Voci da mondi diversi. Cina voci da mondi diversi. Corea

In Uzbekistan gli antichi edifici sono testimoni del passato, di quando l’Uzbekistan era attraversato dalla via della seta che andava dalla Cina all’Italia. I popoli degli altri stati erano gente nomade, qui invece la storia diventa viva, testimone del passato, nelle splendide madrasse di Bukhara e di Samarcanda.

Voci da mondi diversi. Cuba Voci da mondi diversi. Diaspora ebraica Voci da mondi diversi. Europa dell'Est Voci da mondi diversi. Francia Voci da mondi diversi. Georgia

Pensa che quella che si può definire come una specie di sindrome della dittatura che accomuna i cinque ‘stan’ sia una diretta conseguenza del loro passato? E’ difficile dire perché questi stati non si siano trasformati in democrazie come è successo in Georgia o nei paesi Baltici. Non avevano un passato democratico, non erano mai stati paesi democratici. Accadde che la struttura politica dell’Unione Sovietica rimase uguale. Nel Kazakhistan c’è ancora, come

Voci da mondi diversi. Giamaica Voci da mondi diversi. Giappone Voci da mondi diversi. Gran Bretagna e Irlanda Voci da mondi diversi. India Voci da mondi diversi. Malta Voci da mondi diversi. Medio Oriente

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guerra civile spagnola


27/02/2019 07:59 Sito Web

Leggere a lume di candela.

Voci da mondi diversi. Nuova Zelanda Voci da mondi diversi. Penisola balcanica Voci da mondi diversi. Penisola iberica Voci da mondi diversi. Polonia Voci da mondi diversi. Russia Voci da mondi diversi. Stati Uniti d'America Voci da mondi diversi. Svizzera warning novel

Lei sottolinea, nel suo libro, la nostalgia comune in questi stati per un passato che a loro sembra fosse migliore del presente. Ma non hanno ragione, dopo tutto? Che cosa hanno guadagnato con l’indipendenza? Quando ho chiesto una spiegazione per questa nostalgia, mi hanno risposto che allora la gente era più uguale. Adesso ci sono persone incredibilmente ricche ma la maggior parte lotta per sopravvivere. Una volta la differenza non era così visibile. In Tagikistan, ad esempio, si stava veramente meglio, avevano uno stato sociale. Dopo c’è stata una guerra civile negli anni ‘90 e oggi non hanno neppure l’elettricità per 24 ore di seguito. Stavano meglio in passato. Bisogna anche dire che ormai l’Unione Sovietica era molto tempo fa e i giovani non ne hanno memoria. La maggior parte delle persone che ne parla ha nostalgia della propria giovinezza. Mi ha colpito la loro mancanza di indignazione per tutte le tragedie del loro passato- la carestia, le deportazioni di massa, gli esperimenti nucleari con il conseguente aumento dei casi di cancro, la scomparsa del lago Aral. E’ per ignoranza? Fatalismo? La non-abitudine a pensare in maniera critica? Domanda complessa. Durante il regime autoritario dell’Unione Sovietica l’autorità non voleva che la gente pensasse, che pensasse autonomamente. C’è anche mancanza di informazione. Non sanno l’inglese, non ricevono notizie del mondo e quelle che ricevono dall’interno o dalla Russia non sono obiettive. Mi ha reso felice che persone dell’Uzbekistan che avevano letto il mio libro tradotto in russo mi abbiano ringraziato per essere finalmente venuti a conoscenza di tante cose. I più giovani sono nati in questi nuovi stati e trovano tutto naturale, i più vecchi sono più critici perché ricordano il passato. Dove ci porterà con il suo prossimo libro? Il prossimo libro, che sarà pubblicato in Italia fra qualche mese, si intitola “La frontiera” ed è un viaggio in giro per la Russia attraverso la Corea del Nord, la Cina, la Mongolia, il Kazakhistan, l’Azerbaijan, la Georgia, l’Ucraina, la Bielorussia, la Polonia, la Lituania, la Lettonia e l’Estonia. E infine la Finlandia e la Norvegia. Leggere a Lume di Candela è anche una pagina Facebook intervista e recensione saranno pubblicate su www.stradanove.it

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presidente, Nazarbayev che fu installato come leader del partito comunista da Gorbachev.


28/02/2019 10:37 Sito Web

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I Boreali Festival | Abbiamo attraversato l’interno Nord senza muoverci da Milano REDAZIONE - 2 ORE AGO

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28/02/2019 10:37 Sito Web

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Che magnifica esperienza il viaggio verso le terre del Nord che ci ha offerto un semplice weekend milanese di fine Febbraio. È successo

tutto a I Boreali Festival, evento all’insegna della grande cultura nord-europea ideato e organizzato dalla casa editrice Iperborea:

tra incontri, musica dal vivo, brunch culinari, e sorprese (le scoprirete nel report), il Teatro Franco Parenti di Milano ha ospitato una vera e propria immersione lassù tra Svezia, Norvegia, Islanda e immensi ghiacciai. Noi eravamo presenti, e vi raccontiamo perché il festival ha vinto la sua scommessa, ma attenzione — avvisiamo i gentili lettori che l’effetto collaterale potrebbe essere la voglia di partecipare a una delle prossime tre tappe del festival itinerante, che si terranno a Lugano/Cernobbio, Bologna e Matera. Ad aprire le danze lo scrittore svedese Björn Larsson, che ha presentato il suo ultimo romanzo, La lettera di Gertrud – edizione italiana curata da Iperborea. Durante l’incontro inaugurale del Nordic Festival, Larsson e il giornalista Alessandro Zaccuri ci hanno raccontato il tema – attualissimo – che fa da sfondo al romanzo, quello delle identità. Siamo tutti ossessionati dall’idea di far parte di un gruppo, di essere accettati dalla società – e questo capita anche al protagonista del romanzo, Martin, dopo aver scoperto di essere ebreo. Durante l’incontro Larsson ci ha ricordato l’importanza di non generalizzare attraverso categorie e stereotipi, molto più interessante è soffermarsi sul singolo individuo – che poi è quello che lo scrittore è riuscito a fare nel suo ultimo libro. A rendere ancora più emozionante l’incontro la collaborazione con Storytel, che ci ha regalato la voce dall’attrice Francesca Toti che ha letto per il pubblico alcuni brani del libro.

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28/02/2019 10:37 Sito Web

L'indiependente

Ma l’attualità non è stata protagonista solo attraverso il tema delle identità al festival: grazie al talk «il movimento #MeToo in Svezia, tra scandali e Premi Nobel mancati» ci siamo immersi anche nell’onda lunga di un movimento che negli ultimi anni ha conquistato il dibattito pubblico (a meno che negli ultimi anni non siate stati in visita su un altro pianeta, avrete sentito parlare di #metoo). Durante l’incontro alcuni studenti dell’Università di Milano ci hanno parlato dello scandalo dell’ autunno 2017 che ha riguardato un membro dell’Accademia Svedese che assegna i Premi Nobel per la Letteratura, quando Jean-Claude Arnault era stato accusato di molestie e abusi da ben 18 donne. In seguito allo scandalo una grande opera di sensibilizzazione al tema ha attraversato l’intera Svezia, paese che tra il 2010 e il 2015 registrava circa 51 atti di violenza sessuale al giorno: da questo movimento verrà promulgata la legge sullo stupro – la Svezia ne esce scossa ma profondamente cambiata, più consapevole.

ll movimento #metoo in Svezia, raccontato dagli studenti dell’Università Statale di Milano – Foto di Alec Cani

E dopo la Svezia si fa tappa in Islanda grazie all’incontro con l’autore Leonardo Piccione che ci racconta Il Libro dei Vulcani d’Islanda, da poco uscito con Iperborea. La speciale conformazione dell’isola islandese con tutti i suoi vulcani, il senso di precarietà e caducità che avvolge le storie dei suoi abitanti e protagonisti, sono i temi centrali di un vero e proprio manuale all’orientamento nella piccola e leggendaria terra del Nord. Pare quasi di esser presenti – per un attimo – sull’isola. La serata continua con l’appuntamento più sonoro di tutti: I Boreali Party ci offrono l’occasione per un ascoltare un po’ di

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Björn Larsson – Foto di Alec Cani


28/02/2019 10:37 Sito Web

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Pietro Biancardi, editore di Iperborea, ci ha confessato di essere un grande appassionato di musica e live, e così questo festival offre l’occasione di assecondare anche questa passione con l’organizzazione della serata dedicata al party vero e proprio. Quest’anno i grandi protagonisti sul palco del Teatro Franco Parenti son stati la musicista e cantautrice norvegese Farao – che regala performance canore di rara bellezza, tutte intarsiate in un pop moderno, raffinato, perduto tra synth e batterie, con l’illusione di essere scaraventati davvero verso le dolci terre scandinave – e il duo belga Asa Moto, che ha reso il ritmo accelerato, duro e indimenticabile.

Farao – Foto di Alec Cani

Al sabato ci si alza con la voglia di correre ancora all’evento per immaginare nuove aurore boreali. E così quando incontriamo l’autrice Anne Catherine Bomann che racconta il suo nuovo romanzo L’ora di Agathe (Iperborea Edizioni), subito ci reimmergiamo nella splendida lettura che da poco abbiamo finito, e che ancora non ha lasciato i nostri ricordi. La Bomann racconta come lo studio della psicologia abbia contribuito molto al processo creativo del romanzo, e del resto la voce narrante è affidata proprio a uno psicologo. Inoltre ci regala anche una chicca-confessione: oltre a interessarsi di scrittura e psicologia, la Bomann è una grande appassionata di ping-pong. È sempre divertente ascoltare gli aneddoti dei protagonisti degli incontri dalla loro propria voce. Uno degli incontri più interessanti di tutto il festival è quello dedicato a un tema che dovremmo tenere a mente ogni giorno: il riscaldamento globale e il climate change. La guerra freddissima è il talk che ci racconta lo scenario apocalittico che stiamo vivendo, ed è bravissimo Fabio Deotto nel ricordare quanto il problema ci riguardi tutti da vicino. L’artico non è più quel luogo bianco, puro e incontaminato che è entrato nel nostro immaginario, qualcosa sta succedendo sotto i nostri occhi – eppure se ne parla così poco nel nostro paese, e così poco viene stimolato il dibattito intorno alla questione. Grande merito va dato a I Boreali per aver dato spazio a una questione centrale come questa: perché il problema non riguarda solamente le terre artiche o lo scioglimento dei ghiacciai – chiunque in questo momento sulla terra dovrebbe attivarsi per dare il suo contributo, diffondere e informare, siamo tutti letteralmente coinvolti. Ce lo ricorda la giovane ragazza svedese Greta Thunberg, una delle più impegnate attiviste dei

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buona musica e prenderci una pausa al ritmo dei concerti dal vivo.


28/02/2019 10:37 Sito Web

L'indiependente

Il panel sull’Artico – Foto di Alec Cani

Uno dei momenti più commoventi di tutto il festival capiterà però l’ultimo giorno, quando Emilia Lodigiani, fondatrice della casa editrice, riceve dal re di Norvegia il riconoscimento come commendatore all’ordine reale al merito di Norvegia, alla fine di un bellissimo talk sulla cultura nordica che vede ancora protagonista Larsson, insieme ad Alessandra Iadicicco e Massimo Ciavarola. Dopo averci raccontato l’idea che ha ispirato la nascita della casa editrice, la Lodigiani riceve la bella sorpresa.

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nostri tempi, e ce lo ricorda anche il festival più nordico di tutti.


02/03/2019 08:34 Sito Web

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LIBRI

Le favole nere della tradizione scandinava 2 Marzo 2019

Al Festival I Boreali di Milano protagoniste le favole nere del Nord. Ecco alcuni libri al centro della kermesse dedicata alla letteratura scandinava

MILANO – Il mondo è uno specchio oscuro: ce lo raccontano le favole nere del Nord tra Maria Gripe e tradizione scandinava al Festival I Boreali a Milano. A guidarci nel mondo gotico del Nord è Luca Scarlini, saggista e storyteller, che lasciando da parte la tradizione della favola mediterranea de “Lo cunto de cunti” e la letteratura morale, inizia a raccontare il romanzo, Vincitore del premio Andersen nel 1974, I figli del mastro vetraio di Maria Gripe, ambientato nell’antico paese di Penuria dove vivono i fratellini Pietro e Chiara insieme alla mamma Sofia e al papà Alberto, che nella sua piccola bottega di vetraio realizza i più bei vasi e bicchieri della regione. Ma Pietro e Chiara vengono rapiti dal Sovrano della Città dei Desideri.

La fiaba Comincia così la loro avventura in un palazzo incantato, pieno di meraviglie, giocattoli e leccornie, ma sospeso in un’inguaribile solitudine, governato da una Sovrana spleen che a forza di avere tutto ciò che vuole ha perso ogni gioia di sognare e preferisce i levrieri neri ai bambini che si trovano a camminare in un castello dominato dalla solitudine, dove a far loro

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Il mistero di Agnes Cecilia e il tema del seriale Fra clavicembali e spinette abbandonate, si snoda il più brontiano dei libri della Gripe, I l mistero di Agnes Cecilia: Nora ha quattordici anni, vive con gli zii e Dag, loro figlio, dopo essere rimasta orfana, ma non è la classica protagonista dei romanzi strappalacrime sugli orfani perché gli zii di Nora sono effettivamente bravissime persone, lei bibliotecaria, lui professore, che se ne prendono cura come se fosse realmente loro figlia; Dag, il cuginofratello, è il suo confidente e migliore amico. La sua storia comincia dopo il trasloco in un nuovo appartamento, quando inizia a essere attraversata, suo malgrado, da eventi inspiegabili: rumore di passi quando in casa non c’è nessuno, telefonate che la salvano da incidenti, la sveglia con il meccanismo rotto Tutto potrebbe avere una spiegazione razionale, ma difficilmente questa basta. E così, cercando di venire a capo del mistero della casa, attraverso degli oggetti ritrovati in dei vecchi ripostigli e qualche indagine, Nora finisce dentro altre storie appartenenti a un tempo che non c’è più, ma così incredibilmente concrete e vicine – in particolare, nella storia di una bambina rimasta da sola, proprio come lei.

Il bullismo nelle fiabe Ugo e Carolina di Maria Gripe racconta la storia di due outsider: Ugo ha un padre in galera e Carolina è maltrattata da una bambina più grande, Gunnel, che è una leader negativa, la vera bulla. Gunnel la tormenta in vari modi, arrivando al punto di stravolgere persino la sua visione dei genitori, che lei guarda adesso vedendoli con gli occhi dell’altra, ridotti a due personaggi ridicoli. In questo difficile apprendistato, arriva in classe Ugo, un bambino totalmente diverso da tutti gli altri, che sceglie quasi per istinto di farsi amico di Carolina. È un bambino su cui nessuno può fare pressioni, uno spirito libero, e grazie all’aiuto morale ed alla presenza di questo compagno, Carolina si libera degli impacci e dei disagi, impara a riconoscere le vere amiche, impara a capire e a decidere con serenità a chi dare la propria fiducia. Gunnel ed i suoi piccoli tirapiedi vengono così rimandati nella pozzanghera dei loro meschini dispettucci e rivalità, ignorati e quindi resi totalmente inoffensivi. Il libro, pubblicato nel 1962, anticipa il tema del bullismo, un problema già vivo nella Svezia del tempo. Ce lo dimostra un altro romanzo della Gripe, F u o r i s o t t o t o c c a a t e , che scardina il mito della famiglia perfetta con una bambina impacciata che per difendersi, grazie a un loden verde, impara a recitare il ruolo della cattiva finché si imbatte in Irma, che la spinge a un confronto con se stessa.

I fratelli Cuordileone

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compagnia sono solo le loro immagini riflesse dagli specchi. Fino a quando a Palazzo arriva Svolazza Beltempo, una misteriosa vecchietta con un lungo cappotto e un cappello ornato di farfalle, che tesse tappeti magici in cui può leggere il futuro: il motivo del telaio è un topos della letteratura ed è simbolo di costruzione di qualcosa di positivo. I riferimenti per la costruzione della fiaba sono da una parte Edgar Allan Poe con il motivo dello specchio e del castello, ma anche Cime tempestose, punto di riferimento per la costruzione del paese dei desideri.


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Anne Cathrine Bomann ed il ritorno alla letteratura esistenzialista

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La carrelata tra le fiabe del Nord si chiude con Astrid Lingen e I fratelli Cuordileone (Pubblicato nel 1973) che passano, come in una grande, fatale avventura, da una vita all’altra. Nel mondo di là c’è pace ma c’è anche, eterna, lotta tra il bene e il male; non c’è dunque riposo, ma un continuo superamento, pervaso dalla stessa mobilità della vita. E lo attua Jonatan Cuordileone, l’eroe medioevale dai capelli d’oro e dagli occhi di cielo, ma anche il gracile fratellino Briciola. Briciola è, come è stato Mio, l’anti-eroe che la Lindgren ama, il bambino timido e pauroso ma sensibile e giusto, che con la sua debolezza sconfigge i più forti. Attraverso l’uso sapiente dei romanzi di cappa e spada Astrid Lingen con leggerezza riesce a veicolare altri contenuti, perché ci insegna che si può vincere , come vorrebbe anche il bambino più comune, senz’armi, solo con un cuore spaventato ma eroico.


radio


I Boreali - Nordic Festival 2019 INTERVISTE E SERVIZI RADIO

DATA

TESTATA

SERVIZIO / INTERVISTA

17/02/19

RADIO POPOLARE - La domenica dei libri

Intervista a Bjรถrn Larsson a cura di Roberto Festa

19/02/19

RADIO POPOLARE - Cult

Intervista a Anna Oppes e presentazione del festival

19/02/19

RAI RADIO 1 - GR

Intervista a Leonardo Piccione (ospite del festival) di Cecilia Mosetti

20/02/19

RADIO24 - Caccia al libro

Intervista a Bjรถrn Larsson a cura di Alessandra Tedesco

21/02/19

RADIO POPOLARE - Cult

Intervista a Pietro Biancardi di Ira Rubini

22/02/19

RAI RADIO 3 - Fahrenheit

Intervista a Bjรถrn Larsson

24/02/19

RSI - Rete 2

Intervista a Leonardo Piccione e Bjรถrn Larsson (ospiti del festival) a cura di Margherita Coldesina

24/02/19

RADIO ONDA D'URTO

Intervista a Erlend Loe (ospite del festival)

24/02/19

RADIO POPOLARE - La domenica dei libri

Intervista a Erika Fatland (ospite del festival) di Roberto Festa

24/02/19

LIFEGATE RADIO

Intervista a Carlo Barbante (ospite del festival) di Rosy Matrangolo


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Rassegna stampa I Boreali - Nordic Festival 2019 / Press Review  

Rassegna stampa del festival dedicato alla cultura nordica I Boreali 2019, a cura di Iperborea (Teatro Franco Parenti, 21-24 febbraio)

Rassegna stampa I Boreali - Nordic Festival 2019 / Press Review  

Rassegna stampa del festival dedicato alla cultura nordica I Boreali 2019, a cura di Iperborea (Teatro Franco Parenti, 21-24 febbraio)

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