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TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO - OPERE CIVILI E INFRASTRUTTURE - PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI - INDUSTRIA DEGLI INERTI PREFABBRICAZIONE E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO - MONITORAGGIO, RIPRISTINO E CONSOLIDAMENTO - DEMOLIZIONE E RICICLAGGIO

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

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Supply chain of concrete eand precast industry Filiera del calcestruzzo della prefabbricazione

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La Rivista “Concrete News” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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DA GENOVA UN MODELLO DA IMITARE

N° 1 - 2020


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Piacenza (Italy) 29-31 October 2020

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Editorale

Fabio Potestà

Editoriale

Alberto Finotto

Giacomo Grassi

Nel peggio, il meglio... Cari Lettori, l’ora è arrivata. Bisogna ripartire e senza indugio, con la voce ferma di una nazione che lavora e non può fermarsi di fronte ai fantasmi e alla paura. All’indomani della riapertura dei cantieri decretata dal governo il 26 aprile scorso, le imprese di costruzione si sono conformate al Protocollo sicurezza e hanno ricominciato con una forte spinta d’urgenza le proprie attività. Nell’occasione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha definito la ripresa delle opere pubbliche una “questione di interesse nazionale”, riferendosi ai lavori già avviati nel contrasto al dissesto idrogeologico e nelle nuove realizzazioni in corso per il rinforzo dell’edilizia residenziale pubblica (soprattutto nell’ambito scolastico e penitenziario). Nelle pagine di questo nuovo numero di Concrete News, ad esempio, troverete una cronaca puntuale dell’efficienza sorprendente che può nascere dal più avvilente dei disastri civili. Quell’impulso al cambiamento che serve all’Italia per emergere dalle secche di una decadenza e di una crisi del settore potenzialmente fatale al tessuto economico e alla società. Ci riferiamo ai numerosi servizi speciali che dedichiamo al nuovo ponte di Genova, dove le ragioni tecniche di un successo operativo straordinario, portato a termine in meno di due anni, non esauriscono il senso di questo risorgimento delle forze migliori del Paese dalle ceneri dell’incuria infrastrutturale.

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Quello che resta da aggiungere alla maestria dell’intervento, in effetti, riguarda le ragioni più recondite dell’importanza di una grande opera come quella del viadotto sul Polcevera. Si tratta di ragioni che comprendono lo sviluppo stesso del tessuto socio-economico di una nazione, motivazioni di valore che attengono - nel caso del ponte progettato da Renzo Piano - al trasporto delle merci, alla comunicazione tra le persone, all’unione di strade transeuropee per il turismo. Parliamo dei cardini della crescita di un Paese. Per questo, la tensione decisionale che spetta al governo dev’essere quella di un’onda d’urto senza precedenti che trascini con sé investimenti e idee innovative. Anche dal peggio di una pandemia senza precedenti come quella del Coronavirus, va ricavato il meglio di un rinascimento delle coscienze e dell’impegno civile, economico, governativo. Alla vigilia dell’emergenza sanitaria, il 12 febbraio 2020, nel corso di una riunione della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici alla Camera dei Deputati, si è fatto il punto della situazione sullo stato della programmazione e della realizzazione delle infrastrutture più strategiche e prioritarie. Finalmente dal confronto, sono usciti dati positivi, in relazione, ad esempio, al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale (varato nel nel 2017) e alla recente riforma al Codice degli appalti, che ha prodotto i primi effetti

benefici. I margini di miglioramento sono evidenti, se guardiamo al costo complessivo (ed eccessivo) delle opere e ai tempi di realizzazione. Adesso è il momento di andare avanti, di procedere a passo di marcia verso la ricostruzione del Paese, allontanandosi dalle prudenze mal riposte che poco c’entrano con la responsabilità sanitaria nei confronti della popolazione ma attengono molto, invece, all’incertezza e all’ignavia tipica di una certa componente politica e ideologica del nostro dibattito nazionale. L’autunno che ci aspetta dev’essere quello di una stagione tutt’altro che declinante e arrendevole. Ci aspetta tanto lavoro e, da parte nostra, un impegno divulgativo e promozionale che seguiremo con la massima dedizione - nello svolgimento delle fiere che orgogliosamente abbiamo mantenuto nel calendario espositivo nazionale: il GIC, le Giornate Italiane del Calcestruzzo, e l’evento Pipeline & Gas Expo. Sono tempi di azione e di coraggio. Tempi di responsabilità e scelte mature per far ripartire aziende, imprese, professionisti e interi settori industriali. La costruzione del nostro avvenire bussa alla porta e noi dobbiamo aprire a essa con la forza e la preparazione di un porto che può ancora accogliere, senza limiti, le idee, le risorse e le speranze di un Paese che vuole risorgere.

Buona lettura

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G29-31 iornate italiane Ottobre 2020 del CPIACENZA alCestruzzo ItalIan Days Pad. C 1 onCrete - Stand E13 Piacenza, 29-31 Ottobre 2020

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Sollevamento e Installazione del tetto in tenso‐struttura del nuovo stadio del TOTTENHAM con l’ausilio di 216 strand jacks in simultanea

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Somari

Periodico associato a

Sommario

Marzo/Giugno 2020 - Anno 2 Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

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del calcestruzzo e della prefabbricazione SupplyFiliera chain of concrete and precast industries R

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News ................................................... p.8

Cover Story Da Genova un modello da imitare ............p.26 Premiato uno straordinario lavoro di squadra ..................................p.30 In campo l’eccellenza italiana di trasporti e sollevamenti ......................p.32 L’importanza dei dettagli ........................p.36 Calcestruzzi e Italcementi protagonisti con grande attenzione alla qualità e alla sicurezza del cantiere ....................p.39 Le soluzioni ad hoc per far rinascere Genova .......................p.40 La regia del RINA ..................................p.44

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Impermeabilizzazione e Protezione del Calcestruzzo Viadotti a prova di infiltrazioni ..................p.96 La cristallizzazione ed il self-healing nel calcestruzzo ....................................p.98

Prefabbricazione e Manufatti in Calcestruzzo Casseri high-tech per opere “eco-friendly” .p.102 Sulla parete del futuro ............................ p.104

Industria degli Inerti L’oro della ricerca ............................... p.108

Automazione e Controllo Un genio nell’impianto .......................... p.112

Opere Civili e Infrastrutture Efficienza “Made in Italy” per il nuovo viadotto sulla A6 ....................p.46 Obiettivo chiarezza e semplificazione ........p.50 Il nuovo blog è on line ............................p.52 I costruttori sono pronti a decollare, l’Italia no ..............................................p.54 Rimettere in moto il paese, le imprese stanno sparendo ...................p.56

Tecnologia del Calcestruzzo Impresa in centro città ..........................p.58

Calcestruzzo Preconfezionato CONCRETE. Dalle norme al cantiere ........p.60 Versatilità e mobilità prima di tutto ..........p.62 La precisione prima di tutto ....................p.66

Tecnologia e Innovazione Sulla pista di decollo ..............................p.68 OLI scelta per cambiare volto al Principato ..............p.70 Nel Cloud, senza fermarsi ......................p.74 Il fascino discreto del faccia a vista ..........p.78 A tutto getto ........................................p.82 DOSMECTM by Betonmec fa breccia negli States ...........................p.84 Parola d’ordine: sicurezza ......................p.86 Sguardo al futuro ..................................p.88 Missione in terra friulana .......................p.92 Efficienza liberata (e sotto controllo) .........p.94

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Pavimentazioni Industriali & Massetti Massetti radianti per trulli “green” ......... p.116 Quando cemento fa rima con sinergia .... p.118

Ripristino, Consolidamento e Ristrutturazione ACRP punta lo sguardo sull’Italia ........... p.122 Nelle vene del castello ......................... p.124

Demolizione e Riciclaggio Il nuovo skyline della Bovisa .................. p.128 In azione tra i ceramisti ....................... p.132

La voce delle Associazioni Quando il sole protegge il cemento ........ p.134 La famiglia si allarga ............................ p.136 2020 l’anno della svolta ....................... p.138

Fiere ed Eventi Appuntamento confermato per il GIC 2020 .................................. p.140

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Direttore Responsabile Fabio Potestà Responsabile Editoriale Alberto Finotto Giacomo Grassi Collaboratori Roberto Ambra Grafica e impaginazione Romina Testino grafica@mediapointsrl.it Fotografia Archivio Concretenews Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it Direzione e redazione MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 redazione@concretenews.it Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 adv@concretenews.it Pre-stampa e stampa Euro Grafica - Genova Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Exhibitions Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2020

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News

News

ERMCO

Marco Borroni alla guida di ERMCO IL MANAGER DI UNICAL SPA, 56 ANNI, AL VERTICE DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DI PRODUTTORI DI CALCESTRUZZO PRECONFEZIONATO. LO ABBIAMO INTERVISTATO IN ESCLUSIVA

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na grande notizia per l’Italia: Marco Borroni è stato eletto nuovo presidente di ERMCO, l’Associazione europea di produttori di calcestruzzo preconfezionato a cui partecipano i rappresentanti di 25 nazioni. Classe 1963, manager con oltre 25 anni di esperienza nel settore, Borroni è Direttore Esercizio e Nuovi Impianti di Unical Spa, azienda del gruppo Buzzi Unicem, che opera nel settore del calcestruzzo preconfezionato in Italia. Inoltre dal 2008 Borroni è membro del Consiglio Generale ATECAP (Associazione Tecnico Economica Calcestruzzo Preconfezionato), dal 2012 rappresenta l’Italia nel board ERMCO e dal 2018 partecipa ai Working Group di GCCA Global Cement and Concrete Association. Ingegner Borroni, innanzitutto congratulazioni e buon lavoro per il nuovo incarico. La situazione, soprattutto dopo il picco della pandemia del Covid, di certo non è facile. Come fotografa l’attuale contesto in riferimento al settore del calcestruzzo preconfezionato in Italia? Cosa ci si può attendere di qui alla fine dell’anno e nel 2021? “In questo momento ci vorrebbe veramente la sfera di cristallo… Ci sono segnali fortemente contrastanti: a fronte di una ripresa dell’attività giornaliera moderatamente confortante, notiamo ombre molto preoccupanti sul futuro. Ora come non mai gli scenari economici locali e globali sono legati, e l’incertezza regna sovrana. A questo aggiungiamo le croniche difficoltà del settore dell’edilizia in Italia, per cui non si

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vedono a breve cambiamenti significativi che permettano un riavvio sia delle opere infrastrutturali che dell’edilizia privata”. A livello europeo la situazione è simile all’Italia? Come si stanno muovendo le aziende estere? “Al netto di economie più solide, o di amministrazioni più efficienti e di sistemi di regole chiare, rimangono ovunque le incertezze sull’evoluzione globale dell’economia. Il timore di un rallentamento significativo anche nel settore edilizio è ovviamente molto forte”. Quali sono le principali criticità segnalate dalle aziende associate sulle quali lavorerete? “Pur in questa grande incertezza, risulta chiaro che, anche per il mondo dell’edilizia, siamo nel corso di una grande trasformazione: valori e obiettivi degli ultimi 50 anni non sono più attuali, e vengono sostituiti da altri che seguono un cambiamento generale della società. Guardiamo come sta cambiando il modo di muoversi, di comunicare, l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità in generale che modificheranno inevitabilmente anche il mondo delle costruzioni. Noi dobbiamo essere pronti per sostenere le qualità del calcestruzzo come materiale ideale ed essenziale nel mondo delle costruzioni, in particolare in virtù delle sue caratteristiche di sostenibilità, spesso a torto e ingiustamente vituperate”. Si parla molto di grandi opere quale chiave per sbloccare il paese. Condivide questa posizione?

Marco Borroni

“Certamente. Sia per la funzione di volano che l’edilizia rappresenta per l’economia, sia per i benefici che infrastrutture efficienti portano alla Comunità. Ma vorrei aggiungere che abbiamo l’urgenza non solo di realizzare alcune nuove opere strategiche, ma anche di sostituire molte delle infrastrutture realizzate nel passato che oggi si dimostrano non più adeguate o, come i recenti avvenimenti hanno dimostrato, pesantemente degradate e soggette a rischi importanti. Credo fortemente che dovremmo portare avanti una cultura di sostituzione edilizia piuttosto che di riparazione di ciò che non è più adeguato: interventi forti che ci diano opere moderne, affidabili e adeguate ad un mondo in trasformazione piuttosto che uno stillicidio di interventi che non potranno essere mai risolutivi”. Durante il suo mandato Lei lavorerà nel segno della continuità con i suoi predecessori? Quali saranno le priorità della sua azione? “ERMCO ha da sempre un ruolo fondamentale di presenza nelle Commissioni norma-

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tive europee, dove vengono redatte le norme tecniche che regoleranno la nostra attività in futuro: continueremo ad essere presenti con tecnici qualificati per far sì che la nostra industria possa evolvere favorevolmente e le nuove tecnologie e innovazioni possano giungere sul mercato in modo sicuro e controllato. ERMCO è inoltre luogo di confronto a livello europeo e , tramite i suoi collegamenti, anche mondiale: in un mondo che evolve velocemente sempre di più questo confronto potrà essere utile a tutti per restare sempre all’avanguardia, condividere esperienze e guidare il settore verso un progresso condiviso. Ma vorremmo approfondire ancora di più due grandi temi che oggi pensiamo essere le sfide più grandi e le direzioni in cui muoversi: la sostenibilità e la digitalizzazione. Sul tema della sostenibilità, come accennato, scontiamo una cattiva e immeritata fama che ha confuso il materiale calcestruzzo (o il suo componente cemento) con un uso talvolta scriteriato che ne è stato fatto in passato. Abusi o cattivi usi (dal punto di vista della qualità del prodotto o delle opere realizzate) che ci hanno fatto dimenticare quanto già gli antichi romani (basti pensare al Pantheon) o grandi ingegneri e architetti (pensiamo a Nervi o Calatrava oggi) abbiano realizzato donandoci opere belle, durevoli e funzionali. Parlando di digitalizzazione e BIM, quali novità ci riserverà il futuro prossimo? Quali sono in tal senso le vostre priorità e gli obiettivi? “Questa può essere veramente una grande rivoluzione: in fondo il mondo dell’edilizia e del cantiere fino ad oggi è stato poco toccato dalla digitalizzazione, molto meno che tantissimi altri settori. All’interno di un generale processo di digitalizzazione il BIM è

un’ulteriore rivoluzione, direi più “concettuale”: portare la maggior parte delle scelte, oggi effettuate in cantiere, senza tenerne traccia e, spesso, senza conoscenza completa del progetto, già in fase di progettazione, seguendo e registrando informaticamente ogni fase successiva. Dobbiamo essere pronti a fornire tutte le informazioni affinché il calcestruzzo sia inserito con profitto nei modelli BIM, e tutte le sue caratteristiche siano sfruttate per migliorare la qualità dell’opera. Ricordiamo che il calcestruzzo non è solo la resistenza strutturale, ma questa si può accompagnare a durabilità, pesi specifici diversi, isolamento termico, resistenza al fuoco, elevata o ridottissima permeabilità all’acqua, possibilità di armatura diffusa…”. Cembureau, GCCA ed EFCA costituiranno preziose “spalle” con le quali perseguire i vostri obiettivi? In che modo vi interfaccerete? “GCCA è un’associazione che raccoglie le principali aziende mondiali nel settore del cemento e del calcestruzzo: è un riferimento importante per l’ampiezza di orizzonte che abbraccia e intendiamo avare con loro uno stretto rapporto di partecipazione e interscambio. I grandi temi del nostro settore sono comuni, ed ERMCO può offrire il contributo della visione europea. Con EFCA (aziende chimiche che operano nel settore degli additivi per calcestruzzo) abbiamo già stretto ottimi rapporti, e con loro e con CEMBUREAU (cemento) intendiamo cooperare sempre di più quali produttori dei due più importanti componenti del nostro prodotto. Solo lavorando insieme costruiremo i calcestruzzi del futuro, che ci permetteranno di superare le sfide che ci attendono”.

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MANAGEMENT

Sungwoo Lee al vertice di Hyundai Construction Equipment Europe Sungwoo Lee è il nuovo amministratore delegato per l’Europa nominato da HCEE (Hyundai Construction Equipment Europe). Con vent’anni al servizio del Gruppo, Sungwoo Lee porta con sé in Europa una carriera di lunga data nelle vendite internazionali. SW Lee sostituisce mister J.H. Chun che ritornerà in Corea dove dirigerà il team del marketing internazionale di HCE (Hyundai Construction Equipment). “La crescita nella nostra quota di mercato – ha detto Sungwoo Lee – conferirà al marchio maggiore visibilità. Per raggiungere il nostro obiettivo, punteremo alla crescita in qualità e quantità per quanto riguarda sia la nostra organizzazione sia la rete di concessionari. Continueremo a concentrarci sui nostri tre punti chiave: coinvolgere la nostra rete di concessionari, eccellere in ciò che facciamo e appassionare i nostri team interni“.

RISPETTO DELL’AMBIEBTE

Kerakoll diventa “Plastic Free”

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Giornate italiane CalCestruzzo

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Kerakoll, attraverso il progetto Plastic Free, ha avviato la progressiva eliminazione della plastica monouso in tutti gli uffici e stabilimenti produttivi in Italia e nelle società controllate. L’iniziativa coinvolge circa 1.200 dipendenti e permetterà di ridurre il consumo di plastica di circa 10.000 kg all’anno contribuendo in modo concreto alla salvaguardia del Pianeta. L’azione principale del progetto è l’eliminazione di tutte le bottiglie di plastica vendute nei distributori automatici e la sostituzione con dispenser d’acqua. Per favorire l’abbandono della plastica a ogni dipendente è stata donata una borraccia in acciaio, personalizzata Kerakoll e numerata per favorirne l’identificazione. “Il progetto Plastic Free - sottolinea Andrea Remotti, CEO Kerakoll Group - si inserisce nella più ampia visione dell’azienda di rappresentare il GreenBuilding come filosofia costruttiva e di promuovere una migliore qualità dell’abitare a livello globale, attraverso materiali da costruzione ecocompatibili e soluzioni innovative orientate al miglioramento della salute e al rispetto dell’ambiente in cui viviamo.”

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CASSEFORME

Le casseforme Paschal riscuotono un significativo successo anche in India Le casseforme Paschal riscuotono un certo successo anche in India. Prova ne siano gli interventi volti alla realizzazione di un nuovo sottopasso in prossimità del college di Vellore. L’accesso al campus interno del VIT College di Vellore è infatti ostacolato da una linea ferroviaria che collega lo svincolo Katpadi al sito del VIT. Gli studenti e i dipendenti hanno quindi il problema di come attraversare i binari ferroviari. Per trovare una soluzione, il campus VIT ha deciso di costruire un sottopasso lungo 240 metri sotto la linea ferroviaria, al fine di evitare perdite di tempo e disagi e consentire un facile accesso al campus e agli edifici. L’ordine di costruzione del sottopasso ferroviario è stato assegnato a S. Rajagopal & Co, che vanta 50 anni di esperienza nel settore delle costruzioni. Grazie alla sua versatilità e alla vasta gamma di pannelli, è stata presa la decisione di utilizzare la cassaforma universale modulare PASCHAL per la cassaforma del serbatoio di raccolta sotterraneo, il muro e i muri di sostegno. PASCHAL Form Work (India) Pvt ha fornito in totale circa 161,7 m² di materiale per casseforme per la produzione di un’area di casseratura per un totale di 15.300 m².

CEMENTO “GREEN”

Ambiente, HeidelbergCement in “classe A” HeidelbergCement, Gruppo di cui Italcementi fa parte, riceve il rating «A» per il suo impegno per l’Ambiente. L’organizzazione internazionale nonprofit CDP ha inserito HeidelbergCement nella classifica “Climate Change A-List 2019” come una delle aziende leader per il suo impegno nell’azione per il clima. HeidelbergCement ha migliorato il suo rating nel settore della protezione del

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clima passando dal rating «A-» nell’anno precedente, al voto massimo «A», confermandosi tra le aziende leader nel settore del cemento. Delle circa 8.000 aziende che nel 2019 hanno divulgato dati a CDP, solo 179 in tutto il mondo sono state premiate con il voto massimo A, di cui nove in Germania. Anche Italcementi ha definito il proprio piano ambientale in linea con la capogruppo

HeidelbergCement con l’obiettivo di ridurre entro il 2030 del 30% le emissioni nette di CO2 per tonnellata di cemento rispetto al 1990. Tra gli investimenti concreti effettuati in questi anni rientrano i revamping degli impianti di Calusco d’Adda (BG), Matera, e Rezzato-Mazzano (BS) con un investimento complessivo di oltre 500 milioni di Euro, che hanno consentito una significativa riduzione delle emissioni.

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G29-31 iornate italiane Ottobre 2020

del CPIACENZA alCestruzzo ItalIan Days Pad. 1C- onCrete Stand B2-C1 Piacenza, 29-31 Ottobre 2020

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News

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Iniziata a Genova la demolizione del ponte Don Acciai È iniziata a Genova la demolizione del ponte Don Acciai, nel quartiere del Lagaccio. Il ponte, chiuso nel settembre 2018 per motivi di sullesicurezza, gru equipaggiate con ilexsistema personali. Dotato di un display TFT sarà ricostruito novo nellazioni parte Sense. A benSaranno guardare, inoltre, Steadyle due da pile 3,5”, Steady garantisce infine un alto centrale. invece conservate è molto più che un radiocomando: è un livello laterali. I lavori, per un costo complessivo didi qualità dell’immagine, offrendo vero1,8 e proprio “partner” che affiancaad ottobre. feedback dettagliati e precisi. Un altro milioni di euro, termineranno l’operatore per facilitare la sua giornata L’affidamento dei lavori è avvenutogioiello con della tecnologia è RACE – Remolavorativa, estremamente Assistant Control Effer – il nuovo siprocedura aperta. Ad ergonomico, aggiudicarseli ètestata perché braccia e manicon in posizione stema di connettività per le gru Effer che la lascia Italscavi, impresa sede a Scandicci naturale, riducendo la tensione postupermette di rimanere sempre connessi (Firenze). La demolizione vera e propria del rale.ponte Inoltre è facile da usare graziedialle alla gru, con la possibilità di accedere a segue le attività già svolte spostamento icone intuitive, mentre– l’ultima tutti i dati necessari. Fondamentale per / particolarmente ricollocazione dei sottoservizi la retroilluminazione permette di lavopianificare il lavoro e per intervenire delle quali completata pochi giorni fa con rarel’apertura anche nelle orenuovo in cui la luce comintempestivamente in caso di necessità. del bypass dell’acquedotto cia a– scarseggiare. Copre, infine, tutti Con di Race è possibile monitorare da ree quelle finali di scarifica del i manto canali di frequenza al mondo dispone oltre moto asfalto e smontaggio delleeringhiere, chela gru da qualsiasi device mobile di una scheda di memoria rimovibile in o fisso: basta accedere al portale, senza dell’impianto di illuminazione pubblica. cui è possibile salvare le proprie impostadover scaricare programmi o app spe-

cifiche, e in caso di difficoltà, ovunque ci si trovi, il Service Point di Effer può verificare istantaneamente il problema e intervenire subito con la risoluzione da remoto dell’anomalia. Race consente di raccogliere una gran mole di dati che permettono il monitoraggio e una miglior gestione della macchina: si può visualizzare il tragitto della gru dal pannello di controllo, monitorare il tempo effettivo di lavoro e misurare la percentuale di utilizzo delle attrezzature quali il jib, il cestello o le forche. Ma si può anche visualizzare le performance di più unità, per un miglior controllo della flotta. Un particolare sicuramente molto utile anche al noleggiatore. Senza contare i vantaggi in termini di manutenzione preventiva, dal momento che dal pannello è possibile sapere quanto manca alla manutenzione della gru e si possono quindi predisporre in anticipo gli interventi.

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DOOSAN

Maxi ordine da parte di CEMEX Importante ordine per Doosan Infracore Europe B.V.: l’azienda ha annunciato la fornitura di circa 100 nuove pale gommate a Cemex, una delle aziende leader a livello mondiale nel settore dei materiali da costruzione. Con questo nuovo accordo, CEMEX conferma Doosan quale fornitore unico delle nuove pale gommate per i suoi stabilimenti europei in Francia, Regno Unito, Germania, Polonia, Repubblica Ceca e Spagna. Le pale gommate Doosan ordinate da CEMEX includono modelli con capacità della benna da 2,2 a 6 m³, adatti a soddisfare una vasta gamma di applicazioni di carico e movimentazione. Una pala gommata DL550-5 è stata recentemente consegnata a La Ventrouze, in Francia, che è così divenuto il primo sito produttivo CEMEX a ricevere macchine di questo nuovo contratto. Il direttore del sito, Romain Legrand e il suo team hanno accolto la nuova pala gommata DL550-5 mettendola immediatamente al lavoro. Il nuovo rapporto con il Gruppo Doosan rientra nella strategia di CEMEX che punta a ridurre i costi di base rinnovando le prassi operative tradizionali e sviluppando nuove soluzioni.

TECNOLOGIA INNOVATIVA

Mapei presenta il primo Tool per la prescrizione del calcestruzzo in accordo alle N.T.E. 2018 Mapei ha introdotto sul mercato uno strumento digitale per la corretta prescrizione del calcestruzzo da utilizzare in opere strutturali di ingegneria civile e industriale, in armonia con le Norme Tecniche per le Costruzioni del 2018. Lo strumento fornisce un supporto ai professionisti e agli operatori del settore nel determinare la corretta prescrizione del calcestruzzo da adottare, rispondente alle prestazioni richieste dalle diverse casistiche di progettazioni strutturali civili e industriali. Il tool si affianca ai corsi e alle dimostrazioni offerte dalla formazione Mapei, anche in collaborazione con diversi ordini professionali ed associazioni di categoria, nel promuovere la conoscenza delle normative e le buone pratiche di utilizzo dei prodotti Mapei per la realizzazione di opere e strutture in calcestruzzo durevoli e affidabili.

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La nuova sede della Cassa Edile di Sondrio ultimata con pannelli prefabbricati COPLAN E’ stata ultimata la nuova sede della Cassa Edile di Sondrio, che ospita anche l’Ente per la Sicurezza e la Formazione dell’Edilizia. L’edificio, intitolato a Camillo Quadrio e Mosè Tognela, già presidenti dei due enti paritetici, ospita permanentemente nei propri laboratori anche le lezioni quotidiane e le esercitazioni per gli alunni del corso per operatore edile. L’edificio è certificato LEED e si presenta all’avanguardia per l’efficienza energetica e per la sostenibilità ambientale. I pannelli prefabbricati in calcestruzzo Coplan sono stati realizzati su matrice in gomma ad “effetto carta stropicciata”.

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La “new era” di NAD e AIDECO LE DUE ASSOCIAZIONI SI UNISCONO CON NUOVO NOME E UNA NUOVA IDENTITÀ DANDO VITA A UNA REALTÀ ASSOCIATIVA COMPLETAMENTE RINNOVATA. “Cambiare per crescere” può sembrare una frase retorica, adatta magari a un testo pubblicitario, ma è la filosofia con cui NAD, l’Associazione Nazionale dei Demolitori italiani, ha affrontato questi ultimi mesi: ancora prima del Coronavirus che ha imposto rivoluzioni drastiche agli asset delle aziende italiane, l’associazione ha affrontato il tema della resilienza (un’altra parola che sotto la retorica nasconde un valore davvero importante): adattarsi al cambiamento e rispondere alle nuove esigenze del mercato oggi è un processo quotidiano, e NAD ha deciso di diventarne parte attiva. Accanto a NAD anche AIDECO, l’Associazione Italiana per Demolizione Controllata, ha sentito negli ultimi tempi una grande necessità di rinnovamento. Un’occhiata alla realtà attuale del mondo delle costruzioni è stata sufficiente per elaborare una nuova strategia: all’inizio del 2020, AIDECO è confluita in NAD con lo scopo condiviso di creare una nuova associazione, più grande e più inclusiva, per ottenere una voce più forte nel settore delle costruzioni e lavorare sui temi dell’economia circolare. Il concetto universale che nulla si crei e nulla si distrugga si adatta perfettamente non solo ai driver sempre più “green” che animano l’industria e gli investimenti europei, ma anche all’entità stessa di NAD e AIDECO, che da esperti di demolizione sanno bene quanto sia importante questo ciclo di continua trasformazione nel settore delle costruzioni. Dopo una pausa forzata, condivisa purtroppo da tutto il settore, i prossimi mesi di “ripartenza” saranno l’occasione perfetta per continuare il percorso intrapreso dalle due associazioni. Quali sono i prossimi passi? Un nuovo nome e una nuova identità, che racconteranno i nuovi obiettivi di questa realtà associativa completamente rinnovata. L’inclusione di diverse categorie professionali, come le aziende che si occupano di bonifica e di trattamento di rifiuti e gli studi di ingegneria, affinché ci sia una vera rappresentanza di tutti i passaggi del ciclo produttivo. L’organizzazione di tavoli di lavoro, conferenze e gruppi di pressione, per rappresentare in Italia e in Europa la voce di una categoria professionale grande, integrata ed essenziale. Uno slancio, questo, condiviso dalle realtà associative di tutta l’Europa, e non è un caso che in questo processo di rinnovamento NAD e AIDECO godano dell’aiuto e dell’appoggio di EDA (European Demolition Association). Il valore aggiunto che un’associazione italiana del genere può portare al mercato sarà molto importante. In bocca al lupo!

GLI OBIETTIVI I prossimi passi saranno quelli dell’inclusione di diverse categorie professionali, come le aziende che si occupano di bonifica e di trattamento di rifiuti e gli studi di ingegneria, affinché ci sia una vera rappresentanza di tutti i passaggi del ciclo produttivo. E ancora: l’organizzazione di tavoli di lavoro, conferenze e gruppi di pressione, per rappresentare in Italia e in Europa la voce di una categoria professionale grande, integrata ed essenziale.

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LA NOMINA

Giovanni Legnini nuovo Commissario Ricostruzione Terremoto Centro Italia Giovanni Legnini è il nuovo commissario straordinario alla ricostruzione post sisma 2016. Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto di nomina del consigliere di centrosinistra alla Regione Abruzzo. Giovanni Legnini sostituirà Piero Farabollini il cui mandato è scaduto a fine 2019. Sulla nota di palazzo Chigi è precisato che l’incarico durerà fino alla fine del 2020. La decisione è stata presa “in considerazione della proroga dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi sismici che hanno colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dal 24 agosto 2016”. L’Avvocato Legnini - classe 1959 - ha già ricoperto alcune importanti cariche politico- istituzioniali. Dal 30 settembre 2014 al 27 settembre 2018 è stato Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. È stato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri del Governo Letta dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, con delega all’Editoria e all’Attuazione del programma di Governo, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel Governo Renzi dal 28 febbraio 2014 al 30 settembre 2014.

MILANO

Il calcestruzzo Holcim per le fondamenta di SeiMilano Sono iniziati i getti delle prime due platee, ciascuna da 2300 mc di calcestruzzo Holcim, per preparare le fondamenta di SeiMilano, il progetto di rigenerazione urbana che Borio Mangiarotti e Värde stanno realizzando su un’area di oltre 300.000 mq a Milano, nelle immediate vicinanze della metro Bisceglie. Per il getto delle fondazioni è stata scelta Holcim, che sta fornendo un calcestruzzo a basso calore d’idratazione studiato appositamente per getti massivi al fine di contrastare il rischio di fessurazioni. Questa tipologia di calcestruzzo è realizzata con cemento pozzolanico Holcim, un prodotto caratterizzato dal basso sviluppo del calore di idratazione, inferiore ai 270 J/g, studiato per garantire elevata durabilità. Il prodotto scelto per il mix è certificato LH (Low Heat) ed è anche eco – efficiente in quanto contiene una minore quantità di clinker.

LA NOVITÀ

Assodimi e Unacea stipulano un protocollo di collaborazione Assodimi e Unacea hanno stipulato un protocollo di collaborazione al fine di fare massa critica per far sentire con più forza la voce del settore delle macchine per costruzione. Le due associazioni dichiarano che intensificheranno le attività di mutua informazione, di consultazione, di comunicazione, di formazione e soprattutto le azioni di advocacy nei confronti degli stakeholder comuni. “L’associazione dei noleggiatori ha da sempre creduto nella forza del gruppo e nella collaborazione attiva fra tutti gli attori della filiera – ha dichiarato Mauro Brunelli, presidente Assodimi/Assonolo. Con Unacea ci sono sempre state convergenze in molti ambiti, ogni azione ha più forza se fatto in comune”. “Lo spirito unitario – dichiara Mirco Risi, presidente di Unacea – ci ha guidato a partire dall’inizio della nostra impresa associativa, dieci anni fa. Con Assodimi abbiamo sempre notato una forte convergenza su un modello di associazionismo antiburocratico e a guida imprenditoriale. Adesso nella difficile contingenza segnata dagli effetti della pandemia abbiamo voluto valorizzare la pratica quotidiana dei nostri rapporti per creare sinergie e fare massa critica a favore del comparto”.

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I DATI DEL SETTORE

Calo dell’attività per le imprese Ma c’è fiducia per la ripresa Il Centro Studio Economici di Federbeton ha divulgato i risultati del terzo aggiornamento dell’indagine veloce riguardante la fase 2 post lockdown. Tutti gli operatori lamentano un calo delle attività almeno del 30% rispetto al periodo pre-Covid, ma per il 54% di questi il calo è stato superiore al 50%. Molto buono il sentiment – soprattutto per i comparti di cemento, calcestruzzo preconfezionato e additivi - sulle prime settimane di ripartenza con un 60% di imprese che valuta positivamente e al di sopra delle proprie aspettative l’andamento delle attività. Sono ovviamente negativi i dati – ormai a consuntivo – dei mesi di marzo e soprattutto aprile. Le aspettative delle imprese della filiera per l’intero 2020 sono per un calo delle attività del 18%. Circa la metà (47%) delle imprese ha richiesto un finanziamento per fronteggiare le conseguenze della crisi, di questi finanziamenti tre su quattro prevedevano prestiti con garanzie statali e il 67% una durata di sei anni (ovvero quella prevista dal Decreto). Sui tempi delle erogazioni effettive la maggior parte delle imprese lamenta lungaggini eccessive con solamente il 30% che ha ricevuto la liquidità entro un mese dalla richiesta. Da sottolineare che i tassi di interesse relativi ai prestiti con garanzia statale non si discostano da quelli normalmente previsti dal mercato (tra 1% e 2%). In generale l’impatto sulla capacità produttiva delle misure di sicurezza prescritte è stato limitato.

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Giornate italiane CalCestruzzo

del

ItalIan ConCrete Days Piacenza, 29-31 Ottobre 2020

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Fiere ed Eventi IL LUTTO

Addio ad Alessandro Fagioli pioniere di trasporti e sollevamenti Un grave lutto ha colpito il mondo dei trasporti e, più in generale, quello del sollevamento e delle grandi opere. Lo scorso 22 marzo è scomparso Alessandro Fagioli, presidente della grande azienda italiana famosa in tutto il mondo nell’ambito dell’heavy lifting e del trasporto eccezionale. Proprio la Fagioli è stata protagonista anche della recente ricostruzione del viadotto Morandi di Genova. Fagioli avrebbe compiuto 82 anni ad agosto. Figlio del fondatore, Giovanni – che creò la Fagioli nel 1955 – Alessandro ne ha seguito le orme, fin da quando la famiglia si trasferì da Traversetolo (a sud di Parma) a Montecchio, nella provincia di Roma. L’anno dopo, nel 1951, Giovanni acquistò un camion Dodge e iniziò la propria attività di trasporto, fino alla crescente specializza-zione che portò alla strutturazione definitiva dell’impresa nel 1955. Negli anni Sessanta, Alessandro visse l’ascesa dell’attività di famiglia, con l’arrivo dei primi semirimorchi e i le prime avventure industriali nel trasporto eccezionale. Gli investimenti continui e l’impegno di Alessandro Fagioli, alla guida della creatura industriale del padre Giovanni, porta allo sviluppo esponenziale dell’impegno e del fatturato, con sedi nel centro Italia e successivamente nel nord della penisola e l’apertura di avamposti operativi a Milano e a Torino. “La tecnologia muove il mondo”, era il motto di Alessandro Fagioli, pioniere nella comprensione tecnologica dell’importanza di soluzioni ingegneristiche avanzate per la movimentazione e il trasporto di manufatti sempre più pesanti e complessi nella logistica. Le vette operative più recenti hanno riguardato il trasporto, il sollevamento e l’installazione di sezioni di piattaforme offshore del peso fino a 44.000 tonnellate, in Canada. Nel nostro Paese, ricordiamo anche le operazioni straordinarie nel recupero del relitto della nave Concordia e l’insediamento dei cassoni e delle barriere fino alle 12.000 tonnellate per il progetto del Mose, a Venezia.

UK CONCRETE SHOW – Birmingham (Inghilterra) 9-10 Settembre www.concreteshow.co.uk

ICRI Fall Convention 2020 – Minneapolis (USA) 5-7 Ottobre www.icri.org

CONCRETE EXPO – Birmingham (Inghilterra), 6-7 Ottobre www.concreteexpo.co.uk

LE PONT SYMPOSIUM 2020 – Labège (Francia) 14-15 Ottobre www.le-pont.com

SAIE 2020 – Bologna (Italia), 14-17 Ottobre www.saiebologna.it

SAMOTER – Verona (Italia), 21-25 Ottobre www.samoter.it

®

Giornate italiane GIC – Piacenza (Italia), 29-31 Ottobre del CalCestruzzo www.gic-expo.it ItalIan ConCrete Days 29-31 October 2020 - Piacenza, Italy

ECOMONDO – Rimini (Italia), 3-6 Novembre www.ecomondo.com

PRECAST 2020 – Leicester (Inghilterra), 5 Novembre www.britishprecast.org

BIBM CONGRESS, Copenhagen (Danimarca) 15-17 Novembre www.bibmcongress.eu

BAUMA CHINA – Shanghai (Cina), 24-27 Novembre www.bauma-china.com

ICCX – Düsseldorf (Germania), 7-11 Dicembre www.wire.de

WORLD OF CONCRETE 2021 – Las Vegas (USA) 19-22 Gennaio 2021 www.worldofconcrete.com

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Da Genova un modello da imitare DOPO SOLI DUE ANNI MANCA POCO ALL’INAUGURAZIONE DELLA NUOVA INFRASTRUTTURA SUL POLCEVERA

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ue anni possono essere un lasso temporale estremamente lungo o breve, a seconda dei punti di vista. Eppure a Genova, in meno di un biennio, la ricostruzione dell’ex viadotto Morandi è stata

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portata a termine. Chiamarlo miracolo non sarebbe corretto. Infatti, la formula vincente è stata invece un condensato di buona pianificazione, organizzazione del lavoro, spririto di sacrificio e anche caparbietà e coraggio da parte di tutte le imprese che hanno preso parte al progetto. Unico giorno di stop del cantiere: il 25 Dicembre 2019. Neanche la tragedia del COVID-19 è riuscita a smorzare i ritmi. Il traguardo è stato raggiunto in tempi record, e non poteva esserci modo migliore per onorare in primis le 43 vittime innocenti del 14 agosto 2018, data che rimarrà scolpita nella memoria di tutta la Nazione. La regia dei lavori è stata caffidata al RINA, eccellenza ingegneristica

italiana con base proprio nel capoluogo ligure che anche in questo caso non ha fatto mancare il suo apporto. Lo scorso 28 aprile, sotto la stessa pioggia di quella maledetta vigilia ferragostana di due anni fa, le sirene delle navi ormeggiate in porto e quelle delle aziende della vallata alle spalle di Genova alle 12 in punto hanno salutato il varo dell’ultima campata della nuova infrastruttura, la numero 19, collocata tra le pile 11 e 12. Ai lavoratori sono andati i ringraziamenti delle autorità presenti a Genova in occasione della cerimonia: il Premier Giuseppe Conte, la

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Ministra ai Trasporti e alle Infrastrutture Paola De Micheli, il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il Sindaco di Genova e Commissario alla Ricostruzione Marco Bucci oltre agli amministratori delegati di Fincantieri e Salini Impregilo, rispettivamente Giuseppe Bono e Pietro Salini. Insieme a loro non ha voluto mancare all’appuntamento il Prefetto di Genova Carmen Perrotta oltre al Presidente di “PerGenova” Alberto Maestrini.

del “Quadrante Polcevera” e del nuovo parco urbano, il raggruppamento temporaneo composto dallo studio Stefano Boeri Architetti (capogruppo del team di

progettazione), Metrogramma di Andrea Boschetti, Inside Outside di Petra Blaisse, con Mobility in Chain, Transsolar Energietechnik, Studio Laura Gatti, Secondo

L’inaugurazione vera e propria della nuova struttura è in calendario per la fine del mese di luglio prossimo, quando il nuovo viadotto sarà percorribile. In questa fase è in corso la realizzazione della soletta in calcestruzzo di supporto all’asfalto e il montaggio dei carter e delle velette laterali. Il sistema di monitoraggio è anch’esso “made in Genova” grazie al contributo fondamentale dell’IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia. Al contempo, è previsto a giorni l’avvio dei lavori di riqualificazione dell’area sottostante il ponte. Dopo l’aggiudicazione del concorso internazionale del masterplan di rigenerazione

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Antonio Accotto, e la consulenza specialistica di H&A Associati, Temporiuso e dell’artista Luca Vitone, ha avviato un processo partecipativo insieme al Comune di Genova, l’Assessorato all’Urbanistica ed Urban Lab. Si sono incontrati la cittadinanza e una serie di soggetti, pubblici e privati, portatori d’interesse (in primis, il Comitato dei familiari vittime, i cittadini di Via Porro e Via Fillak e di Certosa, le scuole e il Municipio, il Comune, la Regione, Confindustria, FILSE, Ansaldo Energia, San Giorgio Seigen, IRETI, e altri ancora). Le nuove occasioni di confronto hanno portato ad approfondire il nuovo sistema di parchi e spazi pubblici, denominato Ambito B (di 12 ettari circa), con il nuovo Campus dell’innovazione sulla sponda occidentale del Polcevera, il Memoriale e la Serra della Biodiversità Mediterranea tra la sponda est, il Quartiere di Via Porro e Via Fillak, il Parco della Nora verso il fronte collinare est; Sono state coinvolte anche aree di RFI, a completamento della

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Piazza denominata “Genova nel Bosco”, grazie a un protocollo di intesa con il Comune. Come espresso fin dalle prime fasi del concorso, l’obiettivo dell’intervento, oltre a creare un nuovo spazio pubblico

di qualità e un “giardino della biodiversità”, è quello di connettere, attraverso una nuova infrastruttura ciclo-pedonale e di energia, il Cerchio Rosso, aree che oggi sono tra loro separate. Il sistema delle piazze e dei parchi, insieme al

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nuovo Anello immaginato nella fase di Concorso, saranno luoghi rigenerati che correranno sotto il nuovo ponte di Renzo Piano; elementi simbolici e manifesto di una ricucitura urbana tra le due sponde della vallata.

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Premiato uno straordinario lavoro di squadra L’INGEGNER CHIARA TARTAGLIA, VICE RUP DELLA RICOSTRUZIONE: “ABBIAMO LAVORATO DUE ANNI PER OFFRIRE ALLA CITTA’ UNA NUOVA RIPARTENZA CHE PASSASSE DAL PONTE. ORA CI SIAMO QUASI, SIAMO MOLTO EMOZIONATI”

“I

momenti più emozionanti di questi due anni sono stati la demolizione con cariche esplosive del 28 giugno 2019 e il varo del primo impalcato”. L’Ingegner Chiara Tartaglia, Vice RUP della ricostruzione del viadotto Polcevera di Genova nonché Direttore dei lavori per il recupero dei reperti delle parti crollate del vecchio Morandi, inizia a vedere la luce in fondo al tunnel alla pari delle centinaia di persone che a vario titolo hanno preso parte alla ricostruzione. Ingegner Tartaglia, cosa si prova adesso che il traguardo è vicino? “Tutti noi siamo molto soddisfatti, anche perché è stato un percorso lungo ed emozionante che ci ha coinvolti a fondo sin dal momento del crollo. Non dimentichiamo che alcune lavorazioni, come il calo in basso di travi così lunghe e pesanti con gli strand jack, sono stati degli inediti a livello mondiale. Dal nostro punto di vista abbiamo potuto osservare da vicino in che modo è mutata la conformazione del territorio e abbiamo recepito quali fossero le esigenze dei cittadini. Lo scopo era

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quello di offrire alla città una nuova ripartenza che passasse dal ponte, e adesso ci siamo quasi”. Molto spesso si parla di “Modello Genova” quale esempio da estendere a tutti gli interventi. Pensa che sarebbe fattibile? “Io credo di sì e a tal proposito tengo a fare una precisazione: il “Modello Genova” non ha previsto alcuna deroga ai contenuti, ma solo ai tempi. Le deroghe alla burocrazia sono state utilizzate solo per andare più veloci e nulla più. I controlli in stabilimento ed i controlli L’Ingegner Chiara Tartaglia

in cantiere sono stati molto accurati da parte della direzione lavori del RINA, di Conteco Check e del collaudatore che ha eseguito ed esegue controlli in corso d’opera”. Che tipi di calcestruzzo sono stati utilizzati e in che modo sono stati applicati? “Sono stati utilizzate 12 varianti di miscela alle quali si è arrivati dopo un coordinamento tra Per Genova (la joint venture tra Fincantieri e WEBUILD, ndr), l’attività di direzione lavori del Rina, mediante l’Ufficio del Controllo qualità materiali e lavorazioni retto dall’Ing. Figundio, il tutto sotto l’egida della Struttura Commissariale. Su tutti gli impianti sono stati eseguiti i processi di audit. L’RCK è stato variabile, dal 37 per le fondazioni al 55 per la soletta passando per il 45 delle pile e 45 o 55 dei baggioli a seconda della lunghezza degli impalcati adiacenti. Tutti i mix sono stati confezionati negli stabilimenti Calcestruzzi della zona, ovvero quelli di via Chiaravagna, San Quirico e Calata Bettolo. Anche l’impianto Polcevera era


Il Commissario Marco Bucci

Con il Commissario Marco Bucci e tutti i membri del team ci si è riusciti a coordinare bene nonostante i tempi ridotti? “Tutti noi abbiamo lavorato gomito a gomito durante tutto questo arco temporale e tutto è proceduto per il meglio. Abbiamo formato un bel gruppo e adesso siamo vicini al traguardo. Come

detto, l’emozione di certo non manca”. Nel ricordo delle 43 vittime del crollo del 14 agosto 2018, che tutti gli italiani porteranno nel cuore, il nuovo viadotto Polcevera è dunque pronto a rivestire il ruolo di asset viario fondamentale per tutto il nord Italia. Per il taglio del nastro l’appuntamento sarà in estate.

abilitato ma non è mai stato utilizzato. I cementi sono Italcementi, a basso e normale calore di idratazione. Gli additivi sono stati forniti soprattutto da MAPEI e gli inerti, provenienti dalle zone vicine, sono calcari tendenti alle dolomie. I controlli sono stati ogni getto tipologico, ogni giorno di getto ed ogni 100mc e per ogni prelievo sono stati fatti non meno di quattro cubetti, dei quali due erano “testimoni”. Sono state inoltre effettuate molte coppie di cubetti per seguire la maturazione del calcestruzzo.

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In campo l’eccellenza italiana di trasporti e sollevamenti FAGIOLI SI E’ OCCUPATA DI OGNI FASE RIGUARDANTE LA LOGISTICA DEL NUOVO PONTE, DAI TRASFERIMENTI DEI CONCI DALLA BANCHINA AL CANTIERE FINO ALLO SMANTELLAMENTO E AI SOLLEVAMENTI DELLE NUOVE SEZIONI. NE PARLIAMO CON IL CEO FABIO BELLI

Il CEO di Fagioli Fabio Belli

L

a Fagioli, società leader a livello internazionale nel settore dei trasporti eccezionali e dei sollevamenti, ha preso parte a ogni singola fase della ricostruzione del nuovo viadotto Polcevera di Genova. I conci realizzati alla Fincantieri di Castellamare di Stabia sono stati trasferiti in cantiere

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grazie alle tecnologie e ai mezzi del colosso di Sant’Ilario d’Enza (RE). Ne abbiamo parlato con il CEO della società Fabio Belli. Dottor Belli, è corretto affermare che nel cantiere dell’ex ponte Morandi sono state messe in campo tutte le tecnologie da voi consolidate negli anni passati, essendo stati coinvolti nei trasporti eccezionali, nello smantellamento e della ricostruzione della nuova infrastruttura? “Si è decisamente corretto, molte delle competenze sono scese in campo. Il coinvolgimento aziendale è stato trasversale in termini di business unit e mezzi utilizzati: project management, ingegneria per spedizioni marittime, trasporti eccezionali, smontaggi, montaggi, grandi movimentazioni e sollevamenti. Fagioli racchiude tutte le competenze di ingegneria e logistica necessarie per qualsiasi progetto nel mondo: nello specifico la

chiave del successo è stata un coordinamento perfetto di tutte le attività richieste dai committenti. Da segnalare l’altissima attenzione alle problematiche in materia di salute, sicurezza ed ambiente che un progetto del genere richiede. Non ultimo l’avere affrontato le attività più critiche in piena crisi Covid-19”. Può descriverci nel dettaglio le varie fasi che hanno coinvolto la vostra azienda? “Fagioli è stata l’unica società coinvolta sia nella demolizione tramite un ATI “ad hoc”, sia nella fase di trasporto e sollevamento del nuovo ponte per conto del Consorzio denominato “Per Genova”. In dettaglio, Fagioli ha trasportato via mare e su strada tutti gli elementi che compongono il ponte, partendo dagli stabilimenti di produzione di Castellammare di Stabia, passando dalle banchine del porto di Genova sino al cantiere del Nuovo Ponte sul Polcevera. Una volta che i pezzi

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del ponte hanno toccato terra a Genova sono stati trasferiti con mezzi speciali e percorsi dedicati attraverso la città: 237 sezioni con un peso che variava da 56 a 89 tonnellate per un totale di 60 notti. Ogni convoglio ha viaggiato di notte per non impattare sulla viabilità cittadina, già sottoposta ad un forte stress dopo il crollo del ponte Morandi. Tutte le operazioni sono state gestite da personale specializzato nella movimentazione di pezzi larghi sino a 10 metri che hanno sfiorato muri ed abitazioni attraverso le strade di Genova. Arrivati in cantiere, ogni singolo elemento ha composto le campate che oggi vediamo sopra la Val Polcevera. Come un

puzzle, tutto è stato assemblato a terra e posizionato sotto alle pile in cemento armato prima di essere sollevato e posizionato a 50 metri di altezza. Le campate più grandi erano lunghe 100 metri e pesavano circa 2000 tonnellate. Per movimentarle abbiamo utilizzato dei moduli di carrelli SPMT studiando ogni minimo dettaglio del percorso. Infine, i sollevamenti sono stati eseguiti con sistemi “Strand Jacks” e gru cingolate . Ogni operazione di varo ha incontrato difficoltà tecniche differenti e tra i più complessi occorre evidenziare il passaggio attraverso il Polcevera e il superamento della linea ferroviaria in esercizio. Arrivati in quota, il nostro compito

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è stato quello di posizionare con precisione millimetrica i vari conci per dare forma al nuovo ponte”. Può dirci quanti mezzi e quanta forza lavoro è stata impiegata in cantiere? Quale è stata la maggiore difficoltà incontrata oltre a quella di riuscire a realizzare il lavoro nei tempi previsti nonostante la pandemia del Covid? “Abbiamo utilizzato personale specializzato che ha lavorato in doppio turno sette giorni su sette con una presenza giornaliera di circa 30-40 operatori che hanno gestito operativamente le complessità del progetto. Nei momenti con maggiori atti-

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CoverSty vità, abbiamo impegnato 140 assi SPMT, tre sistemi di strand jacks da 600 tonnellate di capacità, tre gru di grandi portate da 600 tonnellate e 1200 tonnellate e gru minori. La difficoltà maggiore in progetti di questo tipo è mantenere alta la concentrazione: l’interesse mediatico era altissimo e i tempi per realizzare l’opera erano molto brevi. La bravura degli operatori e dei tecnici è stata quella di rendere facile anche le operazioni più difficili. Le continue manifestazioni di apprezzamento che riceviamo da tutto il mondo per il lavoro svolto testimoniano la perfetta riuscita di un progetto importante e molto complesso. Il tutto svolgendo le attività con la massima attenzione alla sicurezza, salute ed ambiente in piena crisi ‘Covid-19’ ”.

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Movimentate campate da 100 metri e 2.000 tonnellate Le campate più grandi del nuovo viadotto Polcevera sono lunghe 100 metri, con un peso di circa 2000 tonnellate. Per movimentarle Fagioli ha utilizzato dei moduli di carrelli SPMT studiando ogni minimo dettaglio del percorso. I sollevamenti sono stati eseguiti con sistemi “Strand Jacks” e gru cingolate .

Se è vero che ogni cantiere costituisce una grande opportunità di apprendimento e miglioramento/sviluppo delle tecnologie già consolidate, ritiene che l’esperienza fatta a Genova possa costituire un valore aggiunto per la Fagioli per proporsi a nuove fasce di

mercato quali appunto quello della demolizione di infrastrutture e della ricostruzione e/o degli interventi di manutenzione su infrastrutture esistenti? “Corretto: ogni progetto, cantiere e specifica soluzione adottata costituisce una nuova opportunità. Nello specifico riteniamo che alcune delle soluzioni che abbiamo adottato, in passato più conosciute ed apprezzate in altri settori di business (per esempio l’oil &gas) possano dare un grosso contributo anche al settore delle infrastrutture. La possibilità di movimentare grossi componenti di elevato peso in totale sicurezza e a costi contenuti, applicando concetti di modularizzazione più conosciuti in altri mercati potrebbe diventare una chiave di successo nei prossimi anni. La possibilità di costruire componenti in aree di prefabbricazione ad alta efficienza ed economicità e di installarli in poco tempo, con migliorie significative delle tempistiche progettuali, con una

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consistente riduzione del personale di cantiere porterebbe anche ad enormi vantaggi in termini di sicurezza, riducendo per esempio il lavoro in quota. Credo che il “modello” Genova possa e debba essere

utilizzato in futuro come esempio e divenire la “normalità”. Fagioli vorrà sicuramente essere protagonista nei prossimi anni nel panorama delle infrastrutture, collaborando pro-attivamente sia nelle

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attività di ingegneria che nella realizzazione fisica delle nuove opere civili necessarie per rilanciare non solo l’Italia ma Europa e Stati Uniti che ancora utilizzano strutture del primo dopo guerra”.

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L’importanza dei dettagli L’AZIENDA LIGURE EURO PRESS PACK HA FORNITO LE CENTRALINE OLEODINAMICHE E I CILINDRI AD ALTO TONNELLAGGIO PER LE OPERAZIONI DI SOLLEVAMENTO E MONTAGGIO DEL NUOVO VIADOTTO POLCEVERA

N

ei lavori di ricostruzione del nuovo viadotto Polcevera di Genova, oltre alle grandi aziende, sono intervenute anche numerosissime piccole-medie imprese italiane. Tra esse l’azienda ligure Euro Press Pack SpA, leader italiano nella costruzione di componenti oleodinamici ad alta ed altissima pressione, specifici per operazioni di sollevamento, trazione

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e spinta. L’azienda è stata coinvolta da subito. In un primo momento a fianco della ditta Vernazza Autogru alla quale ha fornito attrezzature utilizzate durante le operazioni di messa in sicurezza e ripristino dell’area coinvolta nel crollo, poi Fincantieri Infrastructure, costruttore dell’impalcato metallico, ha scelto Euro Press Pack come suo fornitore per le attrezzature necessarie al sollevamento e

alle operazioni di montaggio del nuovo viadotto. In particolare, numerose centraline oleodinamiche ed un centinaio di cilindri ad alto tonnellaggio (100, 300 e 500 ton) forniti tra settembre 2019 e febbraio 2020 sono stati utilizzati in tutte le operazioni legate al posizionamento dell’impalcato in quota, alle regolazioni e, soprattutto, all’abbassamento alla quota definitiva di progetto.

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Il varo del viadotto è stato caratterizzato da due macrofasi: la prima, durata da ottobre 2019 a metà maggio 2020, è stata incentrata sui sollevamenti, dove i cilindri Epp hanno svolto il prezioso ruolo di supporto nel posizionamento di precisione delle singole campate dell’impalcato. È nella seconda fase però che i cilindri EPP sono diventati i protagonisti silenziosi delle manovre, quando nella seconda metà di maggio 2020 le 17.000 tonnellate dell’impalcato, posato ad una quota più alta rispetto a quella di progetto per consentire tutta una serie di lavorazioni durante il montaggio, sono state abbassate di 265 millimetri per approdare definitivamente sugli appoggi che lo collegano alle pile sottostanti. In queste manovre, i cilindri EPP (vedi foto) sono stati incapsulati in apposite strutture metalliche che hanno consentito la corretta applicazione delle forze necessarie a muovere l’impalcato in totale sicurezza. Queste operazioni hanno richiesto l’utilizzo di più di 70 cilindri e relativi sistemi di azionamento ad alta pressione, posizionati su ogni pila e spalla del viadotto. Euro Press Pack Spa è stata un fedele alleato anche della ditta Spic Srl che da gennaio a marzo 2020 si è avvalsa di diverse tipologie di cilindri, ritorno a gravità e ritorno a molla azionati da pompa a leva e centraline elettriche per effettuare tutte le regolazioni degli elementi di carpenteria durante le fasi di pre-assemblaggio delle campate SPA P1 e P9-P10. La Euro Press Pack SpA si era già distinta quando nel Luglio 2019 aveva fornito

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La partecipazione al caso-studio sulla A16 La Euro Press Pack SpA si era già distinta quando nel Luglio 2019 aveva fornito in tempo record ad un’altra eccellenza italiana, la ditta genovese Vernazza Autogru, kit idraulici con cilindri ad alto tonnellaggio e corsa lunga da affiancare alle gru e zavorre durante le prove di carico, attività richieste su diretta commissione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il supporto di sei Università e diversi enti di ricerca, che hanno portato al collasso del viadotto Alveo Vecchio, sull’A16, come caso studio.

ad una altra eccellenza italiana, la ditta genovese Vernazza Autogru, in tempo record, kit idraulici con cilindri ad alto tonnellaggio e corsa lunga da affiancare alle loro gru e zavorre durante le prove di carico, portate avanti su diretta commissione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il supporto di sei Università e diversi enti di ricerca, che hanno portato al collasso del viadotto Alveo Vecchio, sull’A16, come caso studio. Il ponte, costruito negli anni’60, non più utilizzato è stato sottoposto a prove di carico e portato al collasso proprio per studiarne tecnicamente la resistenza e dunque approntare al meglio le tecniche per garantire la sicurezza delle infrastrutture. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tramite l’Ufficio ispettivo territoriale (Uit) di Roma, guidato dall’ingegner Placido Migliorino, con l’ausilio di professori delle Università di Trento, Roma La Sapienza, Federico II e Seconda Università di Napoli, Politecnico di Torino e

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Università di Chieti, si è avvalso di tali prove sul campo per elaborare un vademecum per i concessionari autostradali, con indicazioni omogenee e puntuali sui criteri da tenere in considerazione nella valutazione della sicurezza dei viadotti. E il campo prova sulla A16 è servito proprio per verificare quali debbano essere le pratiche che i concessionari dovranno utilizzare per monitorare lo stato di salute dei manufatti. Sull’Alveo Vecchio sono state effettuate prove di inestimabile interesse scientifico, uniche nel settore, che hanno consentito di studiare il comportamento reale dei viadotti in condizioni critiche di esercizio e di collasso, e daranno ora la possibilità di raccogliere informazioni preziose sugli standard di sicurezza, con particolare riferimento alle indagini sulle grandezze che governano la resistenza e la durabilità delle strutture, da inserire nelle linee guida ai concessionari.

Calcestruzzi e Italcementi protagonisti con grande attenzione alla qualità e alla sicurezza del cantiere Fin dai primi giorni di apertura del cantiere, Calcestruzzi e Italcementi sono scesi in campo per il nuovo viadotto Polcevera di Genova grazie agli elevati standard qualitativi dei loro prodotti. La realizzazione delle pile verticali in calcestruzzo a sostegno della struttura in acciaio e la copertura della parte orizzontale rappresentano un successo di squadra per le sinergie create fra le diverse direzioni del Gruppo Italcementi. Il mix design del calcestruzzo utilizzato è stato messo a punto nei laboratori della Direzione Tecnologia e Qualità di Italcementi presso i.lab a Bergamo. Tutta la filiera delle materie prime che lo compongono (il cemento, gli aggregati, l’acqua…) sono stati presi direttamente sul territorio ligure. Al contempo sono state studiate e selezionate le soluzioni più adatte sia per rispondere alle stringenti richieste progettuali in termini di resistenza meccanica e durabilità, obbligatorie per un’opera di eccellenza come il nuovo ponte, sia per attenuare la CO2 footprint. Per il cemento e il calcestruzzo utilizzati c’è stata una continuità certificata di qualità, durabilità, sicurezza e sostenibilità: si è partiti dalla cementeria Italcementi di Calusco d’Adda (BG) da dove proveniva il semilavorato (impianto che ha recentemente conseguito la certificazione CSC), passando per l’impianto Italcementi di Novi Ligure (AL) dove veniva macinato il cemento caratterizzato dall’elevata sostenibilità grazie al materiale proveniente dal ciclo produttivo dell’acciaio (circa 40%) e al basso livello di emissioni di CO2 (circa il 30% in meno di un cemento tradizionale), arrivando infine all’impianto Calcestruzzi di Genova Chiaravagna, anch’esso certificato CSC. Complessivamente sono stati resi disponibili per il rifacimento del ponte circa 67.000 mc di calcestruzzo. Importantissimo è stato anche l’aspetto legato alla sicurezza: sono stati rispettati i massimi requisiti previsti a tutela dei lavoratori.

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Le soluzioni ad hoc per far rinascere Genova FM GRU for the reconstruction of the new Genoa bridge

To facilitate their movements, the cranes were placed on special pads made for the occasion: a functional alternative to the reinforced concrete bases that are often used in normal construction sites. The support pads, produced in UK and made of a high-tech plastic material, are just 10 centimetres high. The extraordinary aspect is that each pad guarantees up to 230 tons of capacity but is so thin and versatile that you could easily transfer both tower and jib once the stack was complete.

SEI GRU A TORRE DELLA FM GRU DI PONTENURE (PC) SONO STATE UTILIZZATE PER I LAVORI DI RICOSTRUZIONE DEL VIADOTTO VERSATILITA’ E FM GRU for the reconstructionPOLCEVERA. of the new Genoa bridge TECNOLOGIA ALL’AVANGUARDIA STATE LE PAROLE D’ORDINE The work was carriedSONO out in progressive steps, during which the five cranes worked alongside the same number of pillars.

L

Once these had been finished, the cranes were moved several times until the entire vertical skeleton of the 18 planned supports had been completed.

a FM Gru di Pontenure (PC) ha avuto un ruolo fondamentale nella ricostruzione del viadotto Polcevera di Genova. L’azienda emiliana, leader nella costruzione di gru a torre, è stata scelta come fornitore nel progetto infrastrutturale progettato da Renzo Piano, le cui opere, lo ricordiamo, sono state dirette dal consorzio PERGENOVA costituito da Salini Impregilo e Fincantieri. Le gru sono state realizzate su misura e

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FM GRU for the reconstruction of the new Genoa bridge Also the crane lighting was also carefully designed: special and very powerful lamps were installed to ensure compliance with the safety regulations of the area, which borders on the airport zone. FMGru choose the most suitable solutions for a construction site that was active day and night.

the reconstruction of the new Genoa bridge

struction of the 18 pillars ended on the 18th of February in a record time. o have taken part in this important project for Genoa and for Italy as well.

personalizzate, adottando tutte le soluzioni tecnologiche più funzionali per il questo particolare contesto. La linea di torri di nuova generazione ha convinto e soddisfatto operatori e tecnici grazie soprattutto alla sua elevata adattabilità. Alte 52 metri e montate su un carrello sei per sei, le gru 2760 TLX e 2675 TLX sono equipaggiate con 27,90 metri di lunghezza bracci, accorciati per operare tra i pilastri in costruzione. La loro capacità è di 12 tonnellate. Le gru sono state utilizzate per la costruzione di strutture in cemento armato a sezione ellittica che sostengono il ponte in acciaio. Il lavoro è stato svolto in fasi progressive, durante le quali le cinque gru hanno lavorato insieme allo stesso numero di pilastri. Una volta terminati, le gru sono spostate più volte fino al completamento dell’intero scheletro verticale

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CoverSty FM GRU FOR GENOA BRIDGE dei 18 supporti previsti. Per facilitare i loro movimenti, le gru sono state posizionate su apposite piastre realizzate per l’occasione: un’alternativa funzionale alle basi in cemento armato che vengono spesso utilizzate nei normali cantieri. Queste piastre, prodotte nel Regno Unito e realizzate in materiale plastico ad alta tecnologia, sono alte solo dieci centimetri. L’aspetto straordinario è che ogni pad garantisce fino a 230 tonnellate di capacità, ma è così sottile e versatile che puoi facilmente trasferire sia la torre che il braccio una volta che la pila è stata completata. Anche l’illuminazione delle gru è stata attentamente progettata: sono state installate lampade speciali e molto potenti volte ad assicurare il rispetto delle norme di sicurezza dell’area che confina con la zona aeroportuale. FM Gru ha quindi scelto le soluzioni più adatte per un cantiere che è stato attivo giorno e notte e anche per questo motivo è stato portato a termine in This new generation tower line tempi record.

FM GRU for the reconstruction of the new Genoa bridge convinced and satisfied both operators and technicians thanks above all to its exceptional adaptability.

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An exhibition audited by

8th Edition 106/2017 GISX17S1

106/2019 GISX19R

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SEE YOU AT R

Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show

7-9 October 2021 Piacenza (Italy)

GIS 2019 FACTS & FIGURES

Total Exhibitors: 428 - Qualified Visitors: 11.400 Total Exhibit Area: 3 Halls, more than 41.000 sqm

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For info and stand booking - info@gisexpo.it - Ph. +39 010 5704948


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La regia del RINA LA STORICA SOCIETA’ GENOVESE HA COORDINATO I LAVORI E SVOLTO ATTIVITA’ DI SUPERVISIONE E CONTROLLO DEL CANTIERE E DEL NUOVO PONTE, DISPIEGANDO UNA FORZA LAVORO DI OLTRE 70 PERSONE TRA TECNICI E PROFESSIONISTI

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uasi come un segno del destino, è stata proprio la genovese RINA ad assumere il ruolo di PMC (Project Manager Consultant), direzione lavori e coordinamento della sicurezza in esecuzione nei lavori di ricostruzione del nuovo viadotto Polcevera di Genova. La società, nata nel 1861 e da sempre attiva in tutto il mondo ma con il proprio headquarter nel capoluogo ligure, ha dispiegato una “forza di fuoco” non da L’Ingegner Andrea Tomarchio

poco: con il coordinamento del project director Roberto Carpaneto e del project manager Andrea Tomarchio, sono state una settantina le persone coinvolte a vario titolo negli interventi. Ingegner Tomarchio, molti addetti ai lavori indicano nella demolizione con esplosivo del 28 giugno 2019 e nel calo della prima trave i momenti più emozionanti del ciclo della ricostruzione. E’ d’accordo? “Direi di sì. Entrambi i momenti sono stati a loro modo degli inediti. Nonostante le minuziose procedure che vengono svolte preliminarmente, sul momento c’è comunque una certa fisiologica dose di apprensione. E’ come quando a teatro va in scena “la prima” di uno spettacolo: tutto può accadere, è normale che sia così. Non dimentichiamo che il cantiere ha avuto una esposizione mediatica elevatissima e per di più noi genovesi eravamo molto coinvolti anche dal punto di vista emotivo. Di certo questi due anni saranno catalogati come un “unicum” ma anche come un momento di crescita e arricchimento professionale per tutti noi”. Come è arrivato il RINA ad avere l’incarico di supervisione dei lavori?

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“La società ha partecipato ad una indagine di mercato e alla fine quella offerta dal RINA si è rivelata la soluzione migliore, anche per la presenza sul territorio e in virtù della possibilità di mobilitare una settantina di persone tra tecnici e professionisti. Acquisito l’incarico, abbiamo fatto in modo di sviluppare il progetto con massima qualità e tempi certi”. Nonostante i tempi certi, non potevate di certo prevedere una tegola come quella del COVID-19… “E’ vero, così come è vero che non appena ha iniziato a diffondersi la notizia della diffusione del virus, abbiamo subito capito cosa sarebbe stato necessario nei tempi a venire. Una certa dose di dispositivi di protezione erano già utilizzati “di default” in cantiere, ma con il virus l’utilizzo è divenuto massiccio e grazie all’approvvigionamento tempestivo siamo stati in grado di non fermarci mai e di consentire a tutti di continuare a lavorare in sicurezza”. Quali sono stati altri aspetti inediti che hanno caratterizzato un cantiere così particolare come questo? “Dal punto di vista professionale, è stato uno dei pochi casi in cui un commissario si è avvalso di un PMC. All’estero è una

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prassi molto più comune rispetto all’Italia, dove invece il codice degli appalti non prevede figure del genere. Con il PMC, cliente si avvale di un braccio tecnico e gestionale. Sia la componente demolizione/ricostruzione che la componente costi hanno necessitato di una attività di grande coordinamento, che abbiamo messo in atto con tutte le nostre forze”.

seguite alla lettera. Spesso, erroneamente, i due concetti potrebbero essere confusi e sovrapposti. Tutti i passaggi formali sono stati eseguiti e non si è derogato nulla alle regole imposte dal MIT e dal Ministero dell’Ambiente. La burocrazia che deve essere bypassata è quella che crea inutili ostacoli, non certo quella che prescrive regole e procedure giuste e fondamentali”.

L’apposito Decreto che ha regolato l’esecuzione dei lavori vi è stato d’aiuto? “Sì, ma tengo molto a sottolineare un aspetto: il decreto 109, poi convertito in legge, ha avuto la funzione di velocizzare certe tempistiche a scapito della burocrazia. Ciò non vuol dire che le procedure non siano comunque state tutte quante

I controlli, a quanto sembra, sono stati ferrei. Conferma? “Assolutamente sì. ASL e forze dell’ordine hanno effettuato controlli in numero impressionante, ed era giusto che fosse così. Noi abbiamo coadiuvato chi era preposto a svolgere queste attività. Quando, ad esempio, è emerso che alcune ditte non

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potevano operare perché in odore di essere collegate alla criminalità organizzata, grazie al coordinamento tra tutti i soggetti operanti la notizia è subito venuta fuori ben prima che uscisse sui media. Ciò ha consentito di agire in modo tempestivo”. Anche i giovani sono stati “buttati nella mischia”? Come si sono comportati? “I nostri giovani, alcuni dei quali neo-laureati, hanno preso parte al progetto con grande entusiasmo. Nessuno si è tirato indietro né preventivamente né in corso d’opera, nonostante il grande stress a cui tutti quanti siamo stati sottoposti. Ma adesso, finalmente, vediamo ancora di più il frutto del nostro lavoro”.

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Opere Civili e Infrastutture Alla cerimonia di inaugurazione del viadotto Madonna del Monte hanno partecipato, tra gli altri, Paola De Micheli - Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giovanni Toti - Presidente della Regione Liguria, Ilaria Caprioglio - Sindaco di Savona e Bernardo Magrì Amministratore Delegato di Autostrada dei Fiori.

Efficienza “Made in Italy” per il nuovo viadotto sulla A6

CON UN INTERVENTO IN TEMPI RECORD È STATO RICOSTRUITO IL “MADONNA DEL MONTE” SULL’AUTOSTRADA TORINO-SAVONA CROLLATO LO SCORSO NOVEMBRE A CAUSA DI UNA FRANA

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eno di tre mesi per rimettere in piedi un viadotto. La storia di straordinaria efficienza tutta italiana arriva dalla Liguria ed è datata 21 febbraio 2020, giorno nel quale è stato inaugurato il nuovo viadotto “Madonna del Monte” sulla A6 Torino-Savona, investito lo scorso 24 novembre da una violenta frana del volume complessivo di circa 15.000 metri cubi staccatasi dal versante sovrastante. L’imponente massa di fango aveva impattato piuttosto violentemente il manufatto autostradale in direzione Nord tra i caselli di Savona e Altare, determinandone il cedimento. La realizzazione del nuovo viadotto in acciaio, lungo 58 metri e realizzato ad un’unica campata senza pilastri intermedi per scavalcare interamente la zona oggetto della frana, è avvenuta in circa 70 giorni, in anticipo rispetto ai tempi originariamente previsti, e ha visto l’impegno

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Il crollo Il giorno 24 novembre 2019 alle ore 14.05 circa un’imprevedibile e violenta frana (di volume pari ad oltre 15.000 m3) originatasi da un versante adiacente l’autostrada si è abbattuta a notevole velocità e con grande energia contro il viadotto Madonna del Monte (tronco A6 Torino-Savona in direzione Nord). Il versante dal quale si è innescata la frana non era classificato a rischio idrogeologico nella cartografia dell’Autorità di bacino regionale ed è al di fuori della proprietà autostradale. Svolti i primi interventi di messa in sicurezza dell’area anche mediante l’installazione di un sofisticato sistema di monitoraggio del versante e delle strutture, il giorno 29 novembre 2019 è stata riaperta al traffico la carreggiata sud dell’autostrada in entrambe le direzioni grazie all’incessante lavoro delle Forze dell’ordine, di pronto intervento, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, coadiuvata dai due centri di competenza dell’Università di Firenze e Cima Foundation, delle Autorità competenti, del personale dell’autostrada e delle decine di imprese che fin da subito si sono adoperate per superare lo stato emergenziale. Avuta la totale disponibilità delle aree, il giorno 13 dicembre 2019, Autostrada dei Fiori si è immediatamente concentrata sui lavori di ricostruzione del nuovo viadotto con l’obiettivo di restituire alla Liguria, nel più breve tempo possibile, un’arteria viaria di primaria importanza.

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di una media giornaliera di 40 addetti in rappresentanza delle 27 società impegnate nei lavori sotto il coordinamento di Itinera, tra i principali player globali nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali e di edilizia civile e industriale. L’impalcato, del peso di circa 300 tonnellate, è stato realizzato in acciaio di tipo “corten”, scelto per le migliori caratteristiche di resistenza alla corrosione e agli agenti atmosferici. La sezione è mista, ossia realizzata con travi in acciaio a cui si sovrappone una soletta in calcestruzzo gettata in opera. Nell’ambito dei lavori del nuovo viadotto sono state installate circa 1.300 metri di barriere di sicurezza con il massimo livello di contenimento. La stretta tempistica di realizzazione del nuovo viadotto è stata possibile grazie agli sforzi sostenuti dalle imprese che hanno partecipato ai lavori e alla proficua collaborazione, a vari livelli, di tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione della nuova infrastruttura.

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OperCivlInfastu L’ Amministratore Delegato di Autostrada dei Fiori Bernardo Magrì ha manifestato tutta la sua soddisfazione: “Siamo tutti particolarmente orgogliosi di essere riusciti a restituire in tempi così stretti ai nostri utenti e alla Regione Liguria un’infrastruttura di grande importanza per il territorio oltre che asse viario strategico per i collegamenti tra la Liguria e il nord ovest del Paese. Nella ricostruzione del nuovo viadotto Madonna del Monte - ha proseguito Magrì - abbiamo messo lo stesso impegno che mettiamo quotidianamente nella gestione delle nostre opere d’arte. Il nostro è un approccio di tipo industriale teso ad innalzare il livello qualitativo delle infrastrutture, come dimostrano alcuni numeri: dal novembre 2012, quando abbiamo iniziato a gestire il tronco A6 Torino-Savona, ad oggi, a fronte di 446 milioni di euro di ricavi totali abbiamo speso ben 510 milioni di euro, di cui circa 290 milioni tra investimenti (circa 180 milioni) e manutenzione (circa 110 milioni). Tali numeri - ha concluso Magrì - testimoniano come in questi anni di gestione la società abbia voluto privilegiare in via esclusiva il tema degli investimenti e dei lavori per innalzare il livello qualitativo delle opere”.

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Informazioni generali Inizio lavori:

13 dicembre 2019 (consegna definitiva)

Prevista apertura al traffico del viadotto: entro le ore 05.00 di sabato 22 febbraio 2020 Società impegnate nella ricostruzione: 27 Addetti impegnati nella ricostruzione:

40 (valore medio giornaliero)

Caratteristiche nuovo viadotto Lunghezza:

58 metri

Sviluppo:

unica campata senza pilastri intermedi

Travi impalcato:

acciaio di tipo “corten”, preferito per le migliori caratteristiche di resistenza alla corrosione e agli agenti atmosferici

Peso travi impalcato: 300 tonnellate


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Opere Civili e Infrastutture CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI

Obiettivo chiarezza e semplificazione IL VICEPRESIDENTE VICARIO GIANNI MASSA: “VOGLIAMO CHE SI ARRIVI A UNA PIENA CONDIVISIONE DEL PROCESSO E DEL PROGETTO TRA TUTTI GLI ATTORI IN CAMPO. PER FARLO SERVONO UNA BUROCRAZIA EFFICIENTE E LINGUAGGI PIÙ SEMPLICI E CONDIVISI. DICIAMO STOP ALL’AUTOREFERENZIALITÀ”

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l Consiglio Nazionale degli Ingegneri sta proseguendo con forza il suo lavoro finalizzato alla creazione e condivisione di un linguaggio comune a tutti gli attori della filiera del calcestruzzo. A sottolinearlo è il Vicepresidente Vicario Gianni Massa. “L’obiettivo è quello di superare alcuni linguaggi divenuti un po’ troppo autoreferenziali nel nostro mondo – dice Massa – Non dobbiamo mai dimenticare che l’ingegneria italiana è presente in tutta la filiera delle costruzioni, dalla progettazione alla Pubblica Amministrazione, dalle imprese alle cementerie per arrivare alla produzione e alla distribuzione. Vogliamo che gli operatori, partendo dal committente per arrivare al progettista e al direttore dei lavori insieme all’impresa, al gestore e al manutentore, non siano staccati dal percorso di ideazione, progettazione, realizzazione e gestione ad esempio di una infrastruttura”. Non solo il progetto al centro di tutto, dunque, ma anche e soprattutto l’intero processo. “Nel mondo dei materiali siamo di fronte ad innovazioni che nell’ultimo decennio hanno avuto (e stanno avendo) un’accelerazione importante – prosegue Massa – basti pensare alla tecnologia dei materiali, agli additivi, alla posa, al trasporto e al trattamento, tutti aspetti che richiedono competenze sempre più approfondite ma anche che siano in gra-

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do di avere una visione di sistema della filiera. Su questo il Consiglio Nazionale, attraverso le azioni politiche di categoria e tramite, tra le altre, Accredia, Quacing e CERT’Ing, in cui siamo presenti da protagonisti, sta lavorando assiduamente”. Una azione culturale, prima ancora che formativa, che deve quindi partire da lontano, per formare i futuri professionisti in modo adeguato. A cominciare dal loro percorso da studenti. “Riteniamo che la formazione sia fondamentale per avere competenze qualificate sempre aggiornate – conclude Gianni Massa – Da un lato si ha a che fare con quello che avviene in cantiere, dall’altra con la norma di riferimento. Stiamo sensibilizzando il legislatore e contemporaneamente ci sediamo ai tavoli

di scrittura della norma con proposte operative come quelle, solo per citarne alcune, sui ponti, il Sisma Bonus o il decreto BIM. Le nostre proposte riguardano anche il codice degli appalti, così come riteniamo fondamentale l’orientamento verso norme prestazionali e non prescrittive. Se tutto viene normato e poi insieme alla teoria non si cambia anche la norma stessa, si è in presenza di un problema. Per esempio, nel mondo delle costruzioni vi sono limiti geometrici che la tecnologia ha già superato ma che non possono essere utilizzati. Per questo riteniamo che lavorare sul confine tra norma prescrittiva e prestazionale sia il luogo di confronto fondamentale tra l’ingegneria italiana (insieme alle categorie tecniche) e l’amministrazione/politica”.

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Opere Civili e Infrastutture FEDERBETON

Il nuovo blog è on line CON LO STRUMENTO APPENA LANCIATO IL SETTORE SI RACCONTA IN PRIMA PERSONA do questi materiali grazie alla loro versatilità. Più in generale il blog nasce con una natura dinamica, aperto ai contributi esterni, nella consapevolezza che si debba guardare anche oltre il perimetro abituale degli addetti ai lavori per comprenderne al meglio le dinamiche e mettere in campo iniziative realmente efficaci.

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l lancio del blog, dopo circa un anno di presenza di Federbeton sui canali social, segna un ulteriore passo nel nuovo percorso di comunicazione intrapreso nel 2018. L’obiettivo è ancora una volta quello di aprire un dialogo sempre più ampio con gli operatori del settore e con il grande pubblico. Questo nuovo strumento nasce dalla necessità di approfondimento che non trova spazio nei canali esistenti di Federbeton. Una voce autorevole che, con un linguaggio tecnico-divulgativo, si rivolgerà a un pubblico ampio con contenuti diversificati. Sarà la filiera stessa a raccontarsi, attraverso i protagonisti che avranno la possibilità di condividere il proprio know how e le proprie esperienze. In questo luogo virtuale troveranno spazio anche osservatori esterni, esperti e utilizzatori. L’obiettivo è mostrare i materiali e le applicazioni sotto diversi punti di vista, per mettere in luce il ruolo centrale di cemento e calcestruzzo, materiali che hanno accompagnato l’evoluzione sociale ed economia della nostra società grazie alla capacità di evolversi e adattarsi a esigenze in continuo mutamento e che si confermano ancora

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oggi risorse indispensabili per la loro sostenibilità, affidabilità, disponibilità ed economicità. Storie, riflessioni, esperienze, luoghi contribuiranno a restituire un’immagine completa e veritiera di un settore che continua a investire in ricerca e innovazione per offrire prodotti e soluzioni sempre più performanti, in grado di garantire all’utente finale prestazioni eccellenti in termini di sicurezza, comfort e performance ambientali delle costruzioni. Poiché cemento e calcestruzzo non sono solo costruzioni e infrastrutture, Federbeton con il blog intende coinvolgere anche mondi apparentemente lontani come quelli del design e dell’arte che stanno riscopren-

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Opere Civili e Infrastutture ANCE GIOVANI

I costruttori sono pronti a decollare, l’Italia no LA PRESIDENTE REGINA DE ALBERTIS: “CANTIERI COL CONTAGOCCE E NUOVE OPERE FERME AL PALO: PERCHE’ DOBBIAMO ASSISTERE A TUTTO QUESTO?”

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annoso problema dei cantieri che non si sbloccano e delle grandi infrastrutture ferme al palo continua a essere una questione di primaria importanza per l’intero comparto delle costruzioni. E’ quello che emerge chiaramente anche dalle parole di Regina De Albertis, Presidente di ANCE Giovani. “Partiamo da alcuni numeri nudi e crudi – dice De Albertis – 749: è il numero delle opere pubbliche bloccate ma già finanziate. L’osservatorio Ance le ha catalogate e studiate una per una. All’interno troviamo un po’ di tutto: scuole, ospedali, strade, ponti: insomma infrastrutture essenziali per migliorare la vita dei cittadini. Un dato che fa ancora più rabbia in un Paese fragile e sempre più esposto a calamità naturali (come l’acqua alta a Venezia) che richiederebbero una manutenzione del territorio, degli edifici e delle opere di servizio più robusta e puntuale. Ma noi dell’Ance abbiamo fatto di più, abbiamo calcolato il valore economico di questi cantieri bloccati che raggiunge la cifra incredibile di 62 miliardi. E allora io dico: che cosa aspettiamo a farli partire? Cosa impedisce a Governo, Parlamento, Regioni, Comuni e aziende di Stato di avviare i lavori?” Ma non fini-

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sce qui: “308 sono le norme sugli appalti pubblici approvate negli ultimi 25 anni, una media di 12 all’anno. Una giungla di regole che finisce per creare confusione e che pesa come un macigno sulle spalle di noi imprenditori del settore prosegue Regina De Albertis - Già, perché se oggi voglio realizzare un’opera in Italia più della metà del tempo la perdo a fronteggiare spesso inutili complessità burocratiche. Lo dico con franchezza: è una vergogna. Venti, invece, è il numero dei governi che si sono succeduti in Italia negli ultimi 30 anni (nello stesso periodo la Germania ha avuto solamente tre cancellieri). Come può l’esecutivo occuparsi delle grandi sfide del futuro del Paese se impiega gran parte del suo tempo a lottare per la propria sopravvivenza, che comunque gli è garantita in media per 18 mesi? La continuità nell’azione di governo è strumento di crescita economica di valore inestimabile, così come lo sono la stabilità normativa e la certezza dei tempi della giustizia”. Non tutto è perduto, d’altro canto. Lo si capisce bene dai propositi che giovani e imprenditori di danno: “Come giovane donna – conclude Regina De Albertis - ho imparato che piangersi addosso non serve a nulla. In Italia la partita della crescita

possiamo giocarla ad un’unica condizione, cioè scommettere seriamente sul nostro sistema delle imprese, unica realtà in grado di generare e diffondere lavoro e benessere. Iniziamo a sbloccare le opere e vedremo nascere una nuova Italia, ma facciamolo subito!”.

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Opere Civili e Infrastutture ANCE

Rimettere in moto il paese, le imprese stanno sparendo L’ALLARME DELL’ASSOCIAZIONE DEI COSTRUTTORI: L’ALLERTA GENERALIZZATA E L’ALLARMISMO DIFFUSO STANNO BLOCCANDO CANTIERI IN TUTTA ITALIA E ANCHE ALL’ESTERO CON INCALCOLABILI DANNI SOCIO ECONOMICI

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on era un momento facile prima dell’avvento dell’emergenza Coronavirus e tanto meno lo è adesso. L’ANCE per bocca del Presidente Gabriele Buia lancia un nuovo grido di allarme: “Ci vogliono equilibrio e razionalità. Ritengo giusto il rispetto delle misure di prevenzione sanitaria, ma coniugandole con un ritorno alla normalità e scongiurando il panico generalizzato che sta bloccando il settore delle costruzioni italiano in casa e in tutto il mondo e di conseguenza l’intera economia del Paese. Stiamo mettendo in campo tutti i nostri sforzi per tutelare la salute dei lavoratori, ma dal territorio le imprese ci stanno segnalando situazioni paradossali e blocchi generalizzati anche al di fuori della zona rossa e della zona gialla. Di questo passo tantissime imprese rischiano di scomparire”. Una situazione grave che necessita con urgenza di essere sbloccata. “Questo ulteriore blocco dell’attività”, aggiunge il Presidente Ance, “si va ad aggiungere a 11 anni di crisi e all’assenza di misure organiche per far ripartire concretamente il settore come chiediamo da tempo: tutti a parole dicono di voler fare qualcosa

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per rilanciare l’economia e l’edilizia e poi invece vengono introdotte misure che ancora una volta affliggono le imprese con maggiori oneri e adempimenti burocratici, come ad esempio l’art.4 dell’ultimo decreto fiscale”. Occorre dunque agire immediatamente con un “pacchetto di

misure urgenti a sostegno delle imprese e dei territori più colpiti, ma anche con provvedimenti strutturali immediatamente operativi necessari per rimettere in moto il Paese, a cominciare da una grande opera di semplificazione delle procedure”, conclude Buia.

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Impresa in centro città 25 BETONIERE HANNO OPERATO IN SIMULTANEA PER LA RICOSTRUZIONE DELL’EDIFICIO DI FRONTE ALLA CASA DELLO STUDENTE DELL’AQUILA

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avorare con 25 betoniere in simultanea non era impresa facile sotto tanti punti di vista, in primis quello organizzativo. Con il cantiere collocato nel pieno centro di una città come l’Aquila, tanto meno. Colabeton ha quindi dovuto fare gli straordinari e mettere in campo le migliori professionalità per effettuare la ricostruzione dell’edificio a uso residenziale e commerciale situato di fronte alla Casa dello Studente, epicentro dei crolli avvenuti durante il sisma del 2009. L’intervento è consistito nella demolizione e successiva ricostruzione di uno stabile situato in via XX Settembre nel pieno centro del capoluogo abruzzese. Sulla platea di fondazione di 1.250 metri è stata effettuata un’elevazione in calcestruzzo

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fino al primo piano, da cui poi sono state predisposte armature con assi d’acciaio. Per il getto di calcestruzzo sono state utilizzate una pompa da 50 metri e una da 36

con il supporto, come detto, di 25 betoniere provenienti dagli impianti di Bazzano e Coppito. A coordinare il massiccio arrivo dei mezzi nel giorno della colata per

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la fondazione è stato il responsabile della produzione di Colabeton Giuseppe Sforza con l’Ing. Gianfilippo Listrani, capoarea, coadiuvati dai geometri di impianto Gianni Ianni e Lino Franchi con l’assistenza in laboratorio di Francesco Rotolo e in cantiere di Roberto Arena. Per il getto la scelta è ricaduta su un tipo di calcestruzzo tradizionale a resistenza 35 con esposizione XC2, diametro 25 e lavorabilità S4. “Essendo stata un’operazione iniziata alle 4 del mattino e proseguita fino al pomeriggio inoltrato, non è stato facile gestire tutto l’aspetto organizzativo – spiega Gianni Ianni di Colabeton – Dobbiamo ringraziare il grande contributo ricevuto anche dai vigili urbani dell’Aquila che hanno saputo gestire il flusso del traffico per il meglio compresi i disagi connessi alla circolazione. Gli automobilisti, vedendo 25 betoniere in fila su un rettilineo, chiaramente sono rimasti perplessi, ma la ricostruzione è fatta anche di questi passaggi”.

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CalcestruzoPnfi

Calcestruzzo Preconfezionato ATECAP

CONCRETE. Dalle norme al cantiere L’ASSOCIAZIONE DEI PRODUTTORI DI CALCESTRUZZO PROMUOVE UN CICLO DI INCONTRI PER CONOSCERE E PRESCRIVERE CORRETTAMENTE IL MATERIALE DA COSTRUZIONE PIÙ UTILIZZATO AL MONDO ANDREA BOLONDI, PRESIDENTE ATECAP

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l calcestruzzo è un materiale utile per la vita delle persone, un materiale tutt’altro che superato, ma troppo di frequente ingiustamente giudicato male a causa del suo cattivo utilizzo. Proprio perché il calcestruzzo viene spesso accostato a tristi vicende di cronaca e occupandomi del settore da diversi anni, posso serenamente sostenere che i produttori di questo materiale soffrono di una specie di complesso di inferiorità, perché sono visti sempre come quelli brutti e cattivi. Ma da un po’ di tempo a questa parte, fortunatamente, le cose stanno cambiando. È triste dire che ci sia voluta una tragedia così grande come quella di Genova perché si cominciasse a porre attenzione al fatto che anche il calcestruzzo, anzi soprattutto il calcestruzzo, che è una materia prima per costruire, va progettato, va manutenuto e va trattato con più attenzione e consapevolezza. Il tema degli incontri che l’Atecap sta promuovendo sul territorio è proprio questo. Il calcestruzzo va prescritto correttamente, non è affatto un materiale indistinto, si articola in diversi prodotti e soprattutto deve essere scelto non solo con il criterio di ciò che costa meno, ma deve essere scelto con il criterio di ciò che serve in quel momento,

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in quelle condizioni climatiche, in quella precisa situazione. Non va mai dimenticato che chi progetta un’opera ha la responsabilità di fare qualcosa che deve durare per molto tempo. Un’opera in calcestruzzo deve tenere in piedi un edificio, un ponte, una struttura, un’infrastruttura. È quindi una grandissima responsabilità, per la quale non ci si può limitare a scegliere sulla base del prezzo più basso. È necessario cominciare a chiedere a noi produttori di calcestruzzo non semplicemente un prodotto, ma una soluzione. Se si considerano la conformazione geografica e le condizioni climatiche del nostro Paese, particolarmente variegate entrambe, ci si aspetterebbe una produzione ampiamente distribuita nelle diverse classi di esposizione. Ma così non è: sia in termini di classi di resistenza che di classi di esposizione ambientale quasi il 60% dei calcestruzzi prodotti è concentrato all’interno di un intervallo non molto ampio. Il che vuol dire che non si contemplano le condizioni climatiche in cui si costruisce, non si valuta la conformazione geografica, e quindi poi non ci si può stupire se lo stesso calcestruzzo viene impiegato per fare la banchina di un porto, o per fare un muro a secco all’in-

terno di un bosco o piuttosto impiegato per le fondamenta di un palazzo. È imprescindibile cominciare a prendere in considerazione le condizioni ambientali di utilizzo, il campo di applicazione e le modalità di getto, perché se questa distanza fra progettazione e costruzione continua a restare così grande poi la si può pagare molto cara dal punto di vista della vita delle strutture. Si è cominciato a capire finalmente, dopo un po’ di tempo, che il momento topico non è solo quello in cui si costruisce ma è anche quello in cui poi bisogna tenere in esercizio le strutture. Per questo i costi legati alla manutenzione nel tempo sono fondamentali, e forse, in alcuni casi, più importanti dei costi di costruzione. Far comprendere che la progettazione del calcestruzzo è un’attività che va declinata in funzione delle condizioni di utilizzo, del tipo di soluzione da adottare e del risultato che si vuole ottenere è l’obiettivo di questa iniziativa. Se ci si limita a progettare, e addirittura ad acquistare, scegliendo la soluzione a costo più basso non si fa il bene della struttura. Non chiediamoci, dunque, quanto costa il prodotto, ma chiediamoci quanto costa il risultato finale.

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PAOLA COLAIACOVO, VICEPRESIDENTE ATECAP

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ngegneri e architetti sono una risorsa fondamentale per il nostro Paese. Il loro operato si riflette su tanti aspetti della quotidianità, esercitando responsabilità grandi sulla qualità delle costruzioni e sulla loro sicurezza. Il loro impegno e la loro professionalità ci garantiscono. I produttori di calcestruzzo, sotto l’egida dell’Atecap, hanno deciso di realizzare una serie di incontri in molte città d’Italia, per promuovere il calcestruzzo come merita. Il calcestruzzo rappresenta la storia dell’architettura, è un materiale che dimostra di essere plasmabile e di adattarsi a usi differenti, a qualunque forma: dai grattacieli agli ospedali, le scuole, le abitazioni, fino alle infrastrutture, come gallerie, strade in calcestruzzo, ponti e cosi via. È quindi il materiale che assicura la qualità della vita, oltre ad essere il più utilizzato al mondo dopo l’acqua. Il calcestruzzo è sicuro, economico, durabile, innovativo, tecnologico, sostenibile, ignifugo e antisismico, capace di creare bellezza e sviluppo. Il calcestruzzo rappresenta oggi l’architettura nel mondo, così come lo sarà domani. Per garantire tutte queste caratteristiche è necessario favorire e incoraggiare

la cultura del calcestruzzo che parta dalle responsabilità e dalla cooperazione dei vari attori nel mondo delle costruzioni: istituzioni pubbliche, tecnici (ingegneri, progettisti), produttori di materiali, imprese di costruzioni. Noi, produttori di calcestruzzo, siamo pronti a fare la nostra parte, ad offrire collaborazione, per lavorare insieme nel definire strategie e tecnologie sempre più avanzate per mettere a disposizione della comunità nazionale prodotti su misura per i diversi utilizzi ed esigenze prestazionali. Fondamentale è la prescrizione corretta dei calcestruzzi che deve essere effettuata in funzione dell’opera finale tenendo conto non soltanto del tipo di resistenza ma anche della conformazione del territorio e delle condizioni climatiche, individuando le modalità di getto e di manutenzione del prodotto. È importante conoscere come le diverse componenti interagiscono tra loro: dal cemento all’acciaio, dagli aggregati agli additivi per calcestruzzo. Il nostro Paese ha purtroppo imparato da gravissimi fatti, come il crollo di un ponte, quanto sia importante, fondamentale, la qualità del costruito e gli investimenti in manutenzione.

Investimenti che negli ultimi anni sono stati decisamente insufficienti. Le amministrazioni pubbliche, a cominciare dallo Stato, devono assumere iniziative concrete, allo scopo di recuperare i gap che si sono creati in questo ambito. La sicurezza non può essere rinviabile. I nuovi edifici, le nuove infrastrutture, le manutenzioni, hanno necessità di calcestruzzi specifici, avanzati, innovativi, di qualità: su questo i produttori Atecap sono in grado di rispondere nel modo migliore, garantendo tutti i requisiti di legge e aggiungendo a questi i risultati degli investimenti in ricerca e la professionalità. Il calcestruzzo è un mondo complesso e crediamo che investire nella formazione per l’uso corretto del calcestruzzo sia fondamentale per creare quelle giuste condizioni di collaborazione tra prescrittori, produttori e imprese, presupposto indispensabile per avere costruzioni di qualità.

MASSIMILIANO PESCOSOLIDO, SEGRETARIO GENERALE ATECAP

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a formazione tecnica, l’organizzazione e il sostegno di iniziative per favorire e diffondere la cultura del costruire in calcestruzzo, rappresentano i punti cardine dell’attività dell’Associazione sui quali l’Atecap è concentrata sin dalla sua costituzione. Il calcestruzzo è indubbiamente la scelta migliore per la realizzazione delle strutture, è un prodotto generoso, innovativo e tecnologico, capace di offrire potenzialità straordinarie che, però, a quanto sembra, sono poco diffusamente conosciute. Le sue proprietà, valutate all’interno dell’intero ciclo di vita di una struttura, sono inequivocabilmente vantaggiose in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. La durabilità lo rende preferibile rispetto a molti ma-

teriali concorrenti, il riciclo di materiali per la sua produzione consente un risparmio di materie prime non rinnovabili, la solidità fornisce garanzie di sicurezza strutturale delle opere, la massa termica permette di migliorare l’efficienza energetica poiché il materiale riduce le oscillazioni termiche della temperatura. Ma per ottenere dal calcestruzzo le migliori performance, questo va prescritto correttamente, e nella realtà ciò non sempre accade. Chi opera nel settore delle costruzioni sa che troppo spesso si è costretti ad avere a che fare con capitolati d’appalto in cui le opere in calcestruzzo sono prescritte in modo non corretto. Con questi incontri l’Associazione punta a migliorare proprio questa situazione, raccontando anche come il settore oggi sia in grado di proporre prodotti molto variegati e specializzati per i diversi utilizzi e le diverse esigenze prestazionali, con calcestruzzi praticamente su misura. La sconfinata versatilità del calcestruzzo, pur mantenendo la sua totale affidabilità dal punto

di vista della sicurezza strutturale, è stata possibile grazie soprattutto all’impegno che la categoria ha profuso nel miglioramento continuo, nella ricerca e nell’innovazione. In altri termini chi produce calcestruzzo preconfezionato è oggi in grado di proporre non più un “semplice materiale” ma una “soluzione costruttiva”. Purtroppo, a tale configurazione della produzione si contrappone, spesso, una domanda poco specializzata, orientata verso prodotti che non sono realmente in linea con le esigenze, una domanda spesso anche diffidente poiché influenzata da un errato indice di percezione qualità prezzo. Alla fine degli incontri si registra sempre un certo stupore quando si scopre che se una progettazione venisse eseguita correttamente utilizzando, ad esempio, un calcestruzzo più performante in termini di prestazione, meno economico indubbiamente, il costo di costruzione non subirebbe variazioni, anzi probabilmente si ridurrebbe.

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CalcestruzoPnfi

Calcestruzzo Preconfezionato

Versatilità e mobilità prima di tutto VITALI SPA PER IL CANTIERE DI MILANO LINATE HA SCELTO UN IMPIANTO MOBILE BLEND A240 PER LA PRODUZIONE DEI CONGLOMERATI

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n city airport di respiro internazionale sta sorgendo a Milano Linate. Gli ambiziosi interventi di restyling, iniziati la scorsa estate e tuttora in atto, restituiranno al pubblico e agli operatori uno scalo profondamente mutato e più moderno oltre

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che più accogliente e funzionale rispetto a prima. Blend e la sua tecnologia non potevano mancare all’appuntamento. Vitali SpA ha deciso di utilizzare un impianto mobile Blend A240 per la produzione dei conglomerati necessari per l’esecuzione degli interventi.

Il rifacimento della pista ha previsto la demolizione del manufatto esistente con il recupero di tutto il calcestruzzo tramite un processo di separazione dall’acciaio, di frantumazione primaria, di vagliatura e di successiva frantumazione secondaria eseguita con impianti mobili. Il materiale, è stato poi caricato e miscelato nel Blend A240. “Questo impianto è realmente mobile e non solo trasportabile: si tratta di una differenza sostanziale – spiega Paolo Biglieri, socio e responsabile commerciale di Blend Plants - Basti pensare che il camion della Vitali è partito dalla nostra

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sede con l’A240 alle 14.00 circa e alle 18.00 l’impianto era in grado di essere operativo in cantiere. Inoltre per quanto concerne i silos, Vitali ha scelto di utilizzare quelli convenzionali che hanno richiesto più tempo per il loro montaggio, ma con i nostri silos orizzontali mobili i tempi sarebbero stato identici a quelli dell’A240”. Altro elemento distintivo fondamentale dell’A420 è rappresentato da una marcata polivalenza: è possibile spaziare senza nessun problema dai classici misti cemen-

L’economia circolare… quella vera Il Blend A240 nella prova su campo ha dimostrato non solo la propria flessibilità ma anche una capacità produttiva tale da affrontare lavori impegnativi. Vitali Spa ha utilizzato due impianti nel cantiere di Linate. L’A240 è stato affiancato da un impianto convenzionale per la sola produzione di misto cementato.

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tati fino ad RCK molto alti passando per conglomerati di vario genere, compresi gli asfalti a freddo. Questa impostazione permette a Blend di essere oggi presente in tutto il mondo con le proprie macchine. “Il cuore delle nostre macchine è il mescolatore in continuo associato al dosaggio degli inerti – prosegue Biglieri – Parliamo di inerti, cemento, bitumi o

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CalcestruzoPnfi

additivi che sono dosati in peso in continuo”. Tutte le procedure vengono costantemente monitorate elettronicamente tramite sensori di carico. In questo modo è possibile ottenere una miscelazione costante che è fondamentale per la qualità del prodotto finale. Nel caso dell’A240, il mescolatore è a doppio albero controrotante e permette una produzione che arriva a 120 m3/ora. Si tratta di un impianto che permette di fare fronte a produzioni importanti. “La presenza di un mescolatore in continuo, il dosaggio dei materiali separato per ogni singola tramoggia e l’aggiunta dei leganti, delle emulsioni, dei bitumi e degli additivi nella fase finale di

impasto hanno permesso di avere un impianto in grado di confezionare conglomerati molto differenti fra loro – conclude Biglieri - Si passa quindi dai misti cementati e si arriva ai calcestruzzi con

resistenza garantita. L’elemento interessante è che il tipo di mescolatore permette di lavorare con aggregati riciclati. Esattamente l’esigenza della Vitali nel cantiere di Linate”.

Numeri da record In circa tre mesi di attività, l’impianto BLEND A240 ha prodotto oltre 18.000 m3 di conglomerati. La macchina ha lavorato su turni continui 24/24 e 7/7 per tutta la durata dei lavori passando dal misto cementato all’RCK55 S4.

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Calcestruzzo Preconfezionato Calcestruzzo Preconfezionato La precisione prima di tutto

L’IMPIANTO KIES UND BETON AG DI DIESSENHOFEN (SVIZZERA) HA ADOTTATO L’INNOVATIVO SISTEMA DI MISURAZIONE OLAS DI WERNE & THIEL SENSORTECHNIC PER LA DETERMINAZIONE DELLA DENSITÀ DELL’ACQUA DI RICICLO DEL CALCESTRUZZO. DISTRIBUTORE PER L’ITALIA È LA ELETTROSIGMA

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gni anno in Germania vengono prodotti circa 40 milioni di m³ di calcestruzzo preconfezionato, di cui circa il 2% – 3% non può solitamente essere lavorato. Questa massa residua deriva ad esempio dal calcestruzzo non ritirato dai clienti, o dal calcestruzzo che, dopo la fornitura, rimane attaccato alle pareti interne dei tamburi delle betoniere. Se questa massa residua non può essere riciclata, deve essere smaltita come rifiuto speciale a costi elevati. L’industria del calcestruzzo preconfezionato sta compiendo da molti anni notevoli sforzi per riuscire a realizzare un passaggio da una pura tecnica di smaltimento a uno sfruttamento del materiale in circuiti di sostanze chiusi. Questo però impone l’uso di nuovi sistemi di misurazione e di nuove tecnologie.

La Werne & Thiel Sensortechnic, rappresentata in Italia da ElettroSigma srl, ha accettato questa sfida e ha sviluppato il sistema di misurazione OLAS (Optical Light Absorption Sensor): un processo di misurazione OnLine rivoluzionario per la determinazione della densità dell’acqua di riciclo del calcestruzzo. Werne & Thiel Sensortechnic si è specializzata nello sviluppo di un’innovativa tecnologia industriale a sensori. Lo sviluppo del sistema di misurazione OLAS, un sistema di misurazione OnLine per la determinazione del contenuto di sostanze solide dell’acqua di riciclo del calcestruzzo ebbe inizio appena quindici anni fa. Oggi è stato realizzato un sistema di misurazione che ha raggiunto la produzione in serie. OLAS si serve di un intelligente pro-

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Il processo di taratura In modalità di misurazione, la precisione della misura può essere verificata in qualsiasi momento mediante un test zero ciclico eseguito in manuale o in automatico. A tale scopo occorre semplicemente spruzzare acqua dolce tra l’unità di trasmissione e quella di ricezione e confrontare il segnale di misurazione con la taratura a zero. Eventuali corpi estranei bloccati nel raggio di misura dell’ottica verrebbero rilevati immediatamente con questo metodo. Al contrario, il getto d’acqua può essere naturalmente utilizzato anche per pulire l’ottica da corpi estranei e depositi. Durante il test zero, OLAS-TPC assume il comando completo del getto d’acqua, compresa l’estrapolazione dei valori di misurazione del test zero da un’eventuale media dei segnali già effettuata.

cesso di misurazione ad assorbimento infrarosso, che fa penetrare la luce di misura nel materiale tramite delle fibre ottiche. Su richiesta, OLAS può diventare un sistema di misurazione completo se integrato con OLAS-TPC (OLAS Touch Panel Controller), un’unità di analisi, visualizzazione e comando ottimizzata. Per un circuito di materiale chiuso nella produzione del calcestruzzo, la norma EN1008 prevede che la densità nei bacini dell’acqua residua non superi il valore limite di 1,07 kg/lt. Il campo di misurazione standard di OLAS è compreso tra 1,000 kg/lt e 1,150 kg/lt eccede di gran lunga il campo richiesto. In questo modo, anche in caso di superamento del valore limite, è possibile registrare il valore di densità massima in modo affidabile e abbassarlo nuovamente aggiungendo acqua fresca.

Con questa innovazione brevettata in tutto il mondo è ora possibile migliorare la qualità del calcestruzzo mediante una misurazione automatica e continua della densità dell’acqua di riciclo del calcestruzzo. Nel frattempo sono stati resi pubblici i risultati dei numerosi test di durata con i primi apparecchi di serie del sistema di misurazione OLAS: già nel mese di novembre 2007 venne messo in funzione un sistema di misurazione OLAS per il monitoraggio della densità dell’acqua residua presso la Holcim Kies und Beton AG di Diessenhofen (Svizzera). Il resoconto del dirigente mr. Mascherin dopo più di un anno di impiego durante l’esercizio quotidiano: “Il dispo-

sitivo di misurazione e il display digitale della densità dell’acqua residua forniscono continuamente informazioni sulla densità corrente nei bacini dell’acqua residua. Così possiamo inserire il valore direttamente nel sistema di controllo della produzione. In questo modo la qualità e, in particolare, la costanza dei valori del protocollo lotti e del controllo del calcestruzzo fresco sono notevolmente migliorate. Il sistema di misurazione è quasi esente da manutenzione e il display fornisce valori di misura di una precisione eccezionale”. L’apparecchio presenta un tempo di assestamento inferiore a 40msec ed è in grado di rilevare e visualizzare in modo affidabile l’intensità della luce di misurazione di 1/10.000.000 dell’intensità massima. La risoluzione interna del sistema di misurazione OLAS è anche più elevata.

Il sistema di misurazione Contrariamente ai classici turbidimetri, anch’essi funzionanti con sistemi ottici, è interessante vedere come le impurità o i graffi (dovuti alle sostanze misurate abrasive) sull’ottica di OLAS influiscono in maniera praticamente nulla sulla precisione di misurazione. Questo vantaggio è dato dal fatto che i turbidimetri funzionano solitamente in sostanze da misurare così trasparenti che i graffi sull’ottica assorbono molta più luce di misura della sostanza da misurare. Nelle applicazioni per le quali OLAS è stato concepito, il funzionamento è pertanto totalmente inverso. In questo caso, la sostanza da misurare assorbe molta più luce delle impurità o dei graffi sull’ottica. Per poter escludere influssi sulla precisione di misurazione dovuti ai graffi anche per applicazioni in sostanze da misurare molto trasparenti, per OLAS sono disponibili su richiesta anche ottiche pre-invecchiate. Supply chain of concrete and precast industries

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Tecnologia e Innovazione

Sulla pista di decollo I PRODOTTI MAPEI SONO STATI UTILIZZATI NELL’AMBITO DEI LAVORI DI AMMODERNAMENTO DELL’AEROPORTO DI MILANO LINATE

C’

è anche la firma di Mapei sui recenti lavori di ammodernamento effettuati all’aeroporto Enrico Forlanini di Milano, meglio conosciuto come Milano Linate. L’intervento ha riguardato il rifacimento del manto della pista di decollo e atterraggio, lunga 2,4 chilometri e larga 60, e della pista di rullaggio. Numerosi prodotti della multinazionale milanese sono stati utilizzati per il ripristino della sigillatura dei giunti tra le lastre in calcestruzzo dei piazzali di sosta degli aeroplani e in quelle di raccordo con le nuove piste di decollo e atterraggio. Per la realizzazione dei nuovi giunti, dapprima si è proceduto a pulire manualmente e meccanicamente le precedenti sigillature bituminose, oramai indurite e senza

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L’Azienda

più nessuna funzione elastica. Successivamente è stata eseguita l’applicazione del PRIMER M, primer monocomponente per sigillanti poliuretanici, applicato laddove dove i giunti risultavano perfettamente puliti e privi di tracce di bitume, e del PRIMER SN, promotore di adesione epossidico, dove i giunti presentavano ancora tracce di bitume. Prima della sigillatura, è stato applicato sul fondo del giunto MAPEFOAM, il cordoncino comprimibile in polietilene espanso a cellule

Fondata nel 1937 a Milano, Mapei oggi conta 89 consociate, inclusa la capogruppo, in 56 paesi e 83 stabilimenti produttivi in 36 paesi nei cinque continenti con un fatturato consolidato 2018 di 2,5 Miliardi di € e oltre 10.500 dipendenti nel mondo. Alla base del successo dell’azienda vi è la specializzazione nel mondo dell’edilizia attraverso l’offerta di prodotti e sistemi certificati che soddisfino le richieste dei clienti e della domanda unita all’internazionalizzazione, per una maggiore vicinanza alle esigenze locali e riduzione al minimo dei costi di trasporto, e alla Ricerca e Sviluppo, a cui vengono destinati gli sforzi più importanti dell’azienda sia dal punto di vista degli investimenti sia delle risorse umane.

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chiuse, per regolarizzare la profondità del giunto e evitare che la nuova sigillatura nel tempo aderisca sul fondo. Infine, è stato applicato MAPEFLEX PU50 SL, il sigillante per giunti strutturali di dilatazione e frazionamento per pavimentazioni in calcestruzzo sottoposte a traffico intenso e carichi pesanti, resistente a saltuarie aggressioni chimiche causate da alcuni prodotti derivati dagli idrocarburi. Durante i tre mesi di chiusura dell’aeroporto, si è contestualmente intervenuti anche per il restyling dell’area imbarchi. Qui Mapei ha fornito le soluzioni per la posa e la fugatura delle piastrelle ceramiche di grande formato nel primo slot di bagni dei 15 totali dell’area imbarchi. Per la posa delle piastrelle di 240 x 120 cm è stato impiegato l’adesivo alleggerito ULTRALITE S2, deformabile, facile da spatolare, in grado di garantire un’ottima resa e un’eccellente bagnatura della piastrella assicurandone una perfetta adesione al supporto. È idoneo per la posa di grandi formati anche su sistemi di isolamento termico a cappotto. Per la stuccatura delle piastrelle sono stati utilizzati ULTRACOLOR PLUS, malta ad alte prestazioni, antiefflorescenze, idrorepellente con DropEffect® e resistente alla muffa con tecnologia BioBlock®, e KERAPOXY CQ, fuga epossidica antibatterica, certificata dall’Università di Modena secondo la norma ISO 22196:2007 come stuccatura protetta dalla formazione e proliferazione di microorganismi.

Lavori fino al 2021 I lavori di restyling, volti a rendere l’aeroporto di Milano Linate un vero e proprio City Airport, proseguiranno fino alla prima metà del 2021 e con loro la presenza di Mapei in cantiere per fornire un supporto utile alla realizzazione di una struttura accogliente e funzionale. Da segnalare che entro breve l’aeroporto sarà collegato al centro città tramite la nuova linea della metropolitana in fase di costruzione.

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Tecnologia e Innovazione

OLI scelta per cambiare volto al Principato L’AZIENDA EMILIANA E’ STATA SELEZIONATA DA BOUYGUES PER IL PROGETTO “PORTIER COVE”: A MONACO VERRA’ AMPLIATO IL LITORALE NELLA PARTE ORIENTALE CON LA REALIZZAZIONE DI PARCHI, NUOVI POSTI BARCA E ABITAZIONI

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a parte orientale di Montecarlo sta cambiando volto e l’Italia sta giocando un ruolo da protagonista nei lavori. Il merito è anche della OLI S.p.A. di Modena, la quale ha fornito i vibratori ad alta frequenza e i quadri

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di controllo per i casseri utilizzati per la costruzione delle fondazioni e delle piattaforme marine. L’azienda emiliana è il maggiore produttore mondiale nel settore della tecnologia della vibrazione e, in partnership con la francese Vibramat, ha

Il progetto L’imponente operazione del Portier Cove ha preso le mosse nel 2013, quando il governo del Principato aveva espresso la volontà di ampliare verso il mare la costa compresa tra la spiaggia del Larvotto e le rocce delle Spélugues. Allo scopo, una procedura pubblica aveva selezionato il gruppo guidato da Bouygues-SAM L’Anse du Portier che, supportato da ingenti capitali privati, si era candidato per completare una trasformazione da due miliardi di euro, con un progetto affidato alle mani di due progettisti francesi basati a Parigi, lo studio Valode et Pistre e il paesaggista Michel Desvigne, e del genovese Renzo Piano.


OLI presente in tutto il mondo I vibratori OLI sono utilizzate in numerosi progetti sia in Italia che all’estero. Entro i confini nazionali sono da citare le linee ferroviarie ad alta velocità Napoli-Bari e Milano-Venezia, mentre all’estero li troviamo ovunque, in particolar modo per importanti infrastrutture realizzare in Cina, Australia, Tahilandia, Dubai, Europa e America, segno di come l’apprezzamento per l’azienda sia oramai consolidato e diffuso globalmente.

un ruolo fondamentale negli interventi in via di realizzazione da parte del colosso d’oltralpe Bouygues. OLI ha dato un contributo fondamentale sin dalle prime fasi del progetto, grazie alla pluridecennale esperienza in campo di vibrazione, sapendo affiancare e guidare Bouygues nel posizionamento e nell’installazione dei vibratori e supervisionando anche le relative modifiche di

irrigidimento della cassaforma. Oltre a questo, OLI ha partecipato allo start-up del cantiere supervisionando il ciclo di vibrazione che, ottimizzato, ha permesso di ottenere manufatti eccellenti, sia strutturalmente che esteticamente. Nel rispetto delle vigenti normative di sicurezza, i vibratori elettrici ad alta frequenza utilizzati a Monaco sono gli MVE 2000/6N-HC-50 A0 a bassa tensione (42

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volt). Il progetto, denominato Portier Cove, sarà ultimato entro il 2025 e prevede l’installazione in acqua di 18 blocchi di cemento alti 27 metri della stazza di diecimila tonnellate ciascuno. Nel 2013 il Principato aveva pubblicato un bando internazionale per la realizzazione del progetto. Il vincitore tra le proposte giunte al tavolo di Alberto II è stato il gruppo Bouygues Travaux Publics che include imprese

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monegasche come J.-B. Pastor & Fils oltre che i famosi studi di architettura Valode & Pistre, Renzo Piano e Alexandre Giraldi. Il nuovo eco-distretto di Monaco consiste in una estensione del litorale esistente del Principato con un promontorio di 60.000 metri quadri, dal Grimaldi Forum al tunnel di Formula Uno. Il progetto di riqualificazione sostenibile del territorio orientale di Monaco offrirà una superficie esclusivamente pedonale con un parco pubblico di un ettaro, diverse passerelle sia lungo la costa che in tutto il distretto che si collegheranno con le aree esistenti del Principato, un porto che offrirà circa 30 nuovi posti barca, un parcheggio pubblico sotterraneo, edifici per uffici e spazi commerciali, case di lusso tra cui edifici multi-proprietà e ville private sul lungomare e un’estensione del centro congressi Grimaldi Forum.

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Tecnologia e Innovazione TEAMSYSTEM

Nel Cloud, senza fermarsi

IL PASSAGGIO DALL’INSTALLAZIONE SU SERVER LOCALE AL CLOUD ERA AVVENUTO POCO PRIMA DELL’AVVENTO DEL CORONAVIRUS. COSÌ I TECNICI DELLA PROVINCIA DI NOVARA HANNO ADOTTATO LA MODALITÀ SMART WORKING SENZA ALCUNA DIFFICOLTÀ

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na storia virtuosa che vede finalmente al centro un team di lavoro in ambito pubblico. La vicenda riguarda l’Ufficio Tecnico della Provincia di Novara che si occupa della gestione e manutenzione delle strade provinciali e, in questo ambito, anche di progettazione e direzione lavori. Tra gli interventi più comuni, ci sono quelli

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di bitumatura, segnaletica, realizzazione di barriere, rotatorie, piccoli interventi sui muri, ecc. Per la progettazione e per la direzione lavori, utilizza da oltre vent’anni il software gestionale a brand STR, oggi TeamSystem Construction Project Management (TS CPM). TS CPM offre a tutti gli operatori del settore uno strumento evoluto e flessibile

per generare preventivi, gestire i costi di commessa, pianificare e programmare gli interventi e supportare la direzione lavori e la gestione del cantiere. Il tutto già pronto per l’impiego su progetti BIM. TeamSystem Construction Project Management può essere utilizzato su rete locale o in Cloud. All’inizio del 2020, l’ufficio tecnico della Provincia di Novara ha effettuato la

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migrazione dalla installazione su server locale a quella in Cloud: una scelta che si è rivelata provvidenziale con l’arrivo del Coronavirus. “Il nostro ufficio utilizza questa piattaforma software da tantissimi anni, e ne abbiano seguito quindi tutta l’evoluzione fino ad arrivare a TS CPM spiega Massimo Rivetti, responsabile P.O. del Settore Tecnico della Provincia di Novara - La nostra struttura è composta da sei persone tra varie figure tecniche. Avevamo sempre operato con il software installato in locale su server, ma già da diversi anni stavamo pensando di passare al Cloud per poter utilizzare la soluzione anche al di fuori dell’ufficio. Volevamo che fosse possibile inserire i dati da web, in modo da agevolare il lavoro da remoto per chi di noi esce in cantiere. Inoltre, volevamo svincolarci dagli oneri di gestione dell’hardware, in modo da non dover avere una struttura informatica interna per gestire il server e per fare i backup. Il server che invecchiava ci ha spinto a cambiare”. Le licenze installate su server sono quindi passate al Cloud alla fine del 2019: è stata una scelta lungimirante, che si è rivelata particolarmente vantaggiosa durante le settimane di emergenza sanitaria. L’epidemia Covid-19 ha costretto tutto il personale a lavorare in smart working, ma “avendo anticipato di qualche mese il Covid-19, abbiamo avuto la possibilità di provare CPM

in Cloud in ufficio, tutti insieme – come sottolinea Massimo Rivetti – Quando eravamo ormai tutti perfettamente operativi è arrivata l’emergenza virus, e quindi ab-

Un nuovo portale per Bimfactory Un nuovo sito internet completamente rinnovato nella sua veste grafica e nei contenuti (bimportale.com). Si tratta del nuovo portale di Bimfactory che non ricopre solo il ruolo di canale più adatto per diffondere la nuova immagine societaria, ma costituisce anche una fonte di informazioni rivolte a tutti i clienti ed utenti che desiderano migliorare il processo di gestione delle attività in cui sono coinvolti e implementare il BIM nella propria organizzazione e nelle modalità di lavoro. L’obiettivo del nuovo “biglietto da visita su web” è quello di offrire in pochi passaggi una panoramica chiara sull’identità e l’operatività dell’azienda nel campo del BIM e della digitalizzazione evidenziando all’utente, già dalla home page quali sono i vantaggi nell’affidarsi a Bimfactory come partner affidabile e di fiducia in grado di accompagnare il cliente nel processo di implementazione del BIM.

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biamo potuto continuare a operare immediatamente, in continuità, da casa. Tutti i progettisti stanno lavorando, il nostro lavoro sta proseguendo senza nessun tipo di interruzione”. La versione Cloud di TeamSystem Construction Project Management è disponibile grazie alla tecnologia offerta da Microsoft Azure e permette di accedere all’applicazione e salvare i propri dati ovunque ed in qualsiasi momento, anche da dispositivi mobili. Il software diviene quindi un fondamentale strumento di lavoro che abilita la cooperazione tra i vari attori di un progetto, attraverso un accesso ai dati sicuro e affidabile. Oltre alla delocalizzazione e alla possibilità di inserire nel gestionale i dati direttamente dai cantieri, Massimo Rivetti sottolinea un altro vantaggio, particolarmente importante per una Pubblica Amministrazione, come

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appunto la Provincia di Novara: “Grazie al Cloud non abbiamo più la necessità di una struttura informatica interna per gestire i dati. Nel rispetto delle normative vigenti, infatti, la PA deve preservare l’integrità dei dati - afferma Massimo Rivetti - La soluzione in Cloud di TeamSystem consente di avere backup e aggiornamenti in automatico”. Un altro vantaggio? Il software è sempre aggiornato. “Mi ricordo che in passato, quando usciva un aggiornamento, tutti i colleghi dovevano scaricarlo e installarlo, magari con la necessità del supporto di una figura competente - rimarca Rivetti - Oggi con il Cloud non è più necessario, tutto avviene automaticamente ed è molto facile con un clic aggiornare il software all’ultima versione”. Dall’esperienza dei mesi di emergenza da Coronavirus, l’Ufficio Tecnico cercherà di trarre degli insegnamenti positivi, come racconta Massimo Rivetti: “Siamo molto soddisfatti di TeamSystem Construction Project Management, ma riconosciamo di avere ancora ampi margini per sfruttarlo al meglio; conosciamo solo una piccola parte di tutte le funzioni disponibili, e sappiamo che ci sono grandi potenzialità che dobbiamo esplorare. Per questo stiamo seguendo

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con interesse il ciclo di webinar che TeamSystem ha organizzato per queste settimane, dedicati a demo e approfondimenti del software”. Tra gli obiettivi per il futuro, oltre a quello di approfondire la conoscenza di funzioni

e opportunità della piattaforma gestionale TS CPM, per poter continuare sulla strada del Cloud anche quando l’emergenza sanitaria sarà finita, attivandosi anche per l’accesso al sistema in mobilità per le attività direttamente in cantiere.

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Tecnologia e Innovazione PERI

Il fascino discreto del faccia a vista UNA TECNICA COMPLESSA CHE VALORIZZA LE STRUTTURE E IL DESIGN DI MOLTI EDIFICI DESTINATI A OSPITARE MUSEI, GALLERIE D’ARTE E PRESTIGIOSI CENTRI CULTURALI. IL RISULTATO, MIRABILE, È FRUTTO DELL’UNIONE DI UNA PROFONDA RICERCA TECNICA ED ESTETICA

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he si tratti di altezze mozzafiato o di strutture dalla forma complessa, i nuovi progetti avveniristici degli architetti per la realizzazione di musei, auditorium musicali, stadi o ponti mettono l’industria delle costruzioni di fronte a sfide di altissimo livello in tutto il mondo. In molti di questi casi il calcestruzzo faccia a vista è la soluzione più moderna e idonea, che permette di soddisfare esigenze sia di carattere tecnico-ingegneristico che di tipo economico ed estetico. Quello del faccia a vista è uno dei plus maggiori di un protagonista globale come Peri nell’ambito delle casseforme. Si tratta di un know-how prezioso per il gruppo industriale tedesco, una risorsa di ricerca e sviluppo in grado di offrire alle imprese di costruzione un aiuto concreto nella scelta, nella pro-

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gettazione e nella fornitura di pannelli di rivestimento e sistemi di casseforme che rispondano in modo ideale alle diverse esigenze di progetto. Per ogni superficie a vista esiste la giusta soluzione, dalla cassaforma standard a quella personalizzata. Grazie alla intensa collaborazione tra architetti, imprese esecutrici e specialisti dello staff Peri, i risultati testimoniano tutte le virtù di un ciclo operativo rigoroso e collaudato. Guardiamo innanzitutto ai principi base che costituiscono la “sapienza storica” nella realizzazione di opere e strutture in calce-

struzzo faccia a vista. Il fondamento base può riassumersi nel concetto che segue: grazie alla facilità di lavorazione del calcestruzzo fresco, abbinata all’impiego di adeguati sistemi di casseforme e pannelli di rivestimento, è possibile ottenere di fatto ogni forma architettonica con un’altissima qualità del risultato estetico. La realizzazione di un buon faccia a vista è influenzata da vari fattori: il pannello di rivestimento e il sistema di cassaforma impiegato; la miscela del calcestruzzo (incluso tipo di cemento e inerte) utilizzata; l’aggiunta di pigmenti; la scelta del disarmante appropriato; i trattamenti superficiali successivi, quali lavaggio, levigatura, lucidatura e sabbiatura; l’impregnazione idrofoba, la verniciatura trasparente e il tipo di rivestimento adottati. Grazie all’evoluzione dei materiali da costruzione, inoltre, si hanno a disposizione ulteriori campi di applicazione grazie ai nuovi tipi di calcestruzzo, come quello ad alta resistenza, leggermente compattato e auto-compattante o il calcestruzzo fibrorinforzato (fibre in acciaio e in materiale polimerico). La norma DIN 18217 “Superfici in calcestruzzo e

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pannelli di rivestimento” è considerata lo standard di riferimento per la realizzazione di superfici in calcestruzzo. La

norma non regolamenta le caratteristiche estetiche, dato che non esistono norme vincolanti per la realizzazione di super-

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fici in calcestruzzo. Questo è comprensibile in quanto l’estro creativo di un progettista non può essere sottoposto a normative. Il suo compito è quello di descrivere nel modo più completo e chiaro possibile il suo pensiero circa l’aspetto di una struttura in calcestruzzo. “Per la progettazione e realizzazione di opere e strutture con esigenze particolari relative alle superfici in calcestruzzo è essenziale che tutte le figure professionali coinvolte lavorino in modo coordinato spiegano dal quartier generale Peri Italia di Basiano (Mi) - La soluzione ottimale per un buon risultato di un’opera in calcestruzzo faccia a vista è la creazione di un gruppo di lavoro dedicato. Nella fase di progettazione, quando ancora i lavori non sono appaltati e l’impresa esecutrice non è stabilita in via definitiva, si rivelano molto utili accordi di consulenza con società specializzate e competenti - tra i

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TecnolgiaIvz La forma libera I più comuni sistemi di casseforme possono essere classificati in diversi gruppi: per pareti, per solai, per pilastri e per superfici 3D. Concentrandoci sull’ultimo gruppo - che comprende le realizzazioni più prestigiose nell’ambito dei grandi progetti dedicati all’arte e alla cultura - va sottolineato il fatto che gli architetti e i costruttori spesso cercano di colpire visivamente il pubblico dei fruitori con forme e strutture fuori dal comune, caratterizzate da superfici a vista di qualità eccellente e da spigoli molto accentuati. Le cosiddette “superfici 3D a forma libera” non possono essere quasi mai realizzate con sistemi di casseforme convenzionali. Per questo genere di strutture è quindi necessario progettare una cassaforma personalizzata. Il progetto della cassaforma viene elaborato dal un produttore di casseforme come Peri, sulla base di un modello tridimensionale. Questo tipo di cassaforma è costituito da elementi di base, portanti dal punto di vista statico, e da elementi di cassaforma 3D che conferiscono la forma desiderata. I singoli moduli di cassaforma vengono poi assemblati direttamente in cantiere e successivamente posizionati con l’aiuto di punti di misurazione, assi ausiliari e dime. Le modalità di messa in opera dei singoli moduli in cantiere sono molto simili a quelle delle casseforme standard. “Di norma, la struttura portante viene realizzata con componenti standard della cassaforma a travi per pareti Vario GT 24 - specificano dagli headquarters Peri di Basiano - Pertanto, al termine del progetto molti componenti di questi moduli speciali possono essere riutilizzati per altre applicazioni”.

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quali vanno annoverati proprio i produttori di casseforme come Peri - oppure con studi di ingegneria di comprovata esperienza. Lo studio di ingegneria incaricato potrà assumere quindi il ruolo di coordinatore del team dedicato al faccia a vista”. Riguardo alle casseforme, le moderne costruzioni prevedono l’impiego di casseforme evolute, composte in prevalenza da elementi di sistema. “La grande compatibilità tra i singoli elementi porta a numerosi vantaggi - conferma l’ufficio tecnico Peri - In primo luogo, grazie alla logica di montaggio prestabilita, si incrementa notevolmente la probabilità di utilizzo corretto dei singoli elementi della cassaforma. In seconda battuta, la versatilità di impiego in cantiere fa diminuire di conseguenza i costi di ammortamento delle attrezzature in relazione allo specifico progetto. Da ultimo, l’utilizzo di sistemi di casseforme evolute aumenta sensibilmente il livello di sicurezza per il personale impegnato in cantiere”.

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dagldagldagltheiii Batchi SttheBatching aStStproducti taaproducti ittii nUniUniUnig plplants tottiiianoontsalalalnandnandandSudSudSuddidivision, i c a. Gr a zi e ai suoi de br a nds svi l u ppat i nel cor s o degl i anni of f r e un pr o pr i o VEGA, br a nd dedi c at al l a pr o duzi o ne vissalioAmer n,Amer BASE brand, dedi c ated to the producti e of accessori e s for batchi n g i c a. Gr a zi e ai suoi de br a nds svi l u ppat i nel cor s o degl i anni of f r e un BASE brand, dedicated to t h e pr o duct i o n of pi p el i n es , wear par t s and sal sal e e of of accessori accessori e e s s for batchi n g Amer i c a. Gr a zi e ai suoi de br a nds svi l u ppat i nel cor s o degl i anni of f r e un Batching Batching plants plants division, division, BASE BASE brand, brand, dedicated dedicated to di t u baz i o ni , par t us u r a e acces s o r i per i l dagli theplBatching Sttheaantsproducti tproduction i Uniandplants twearioaln andSudanddivision, Amer i c a. Gr a zi e ai suoi de br a nds svi l u ppat i nel cor s o degl i anni of f r e un sal e of accessori e s for batchi n BASE brand, dedicated tog the production of pipelines, wear parts and sale of accessories for batching parts for concrete mi x ers. and and sale sale ofconcrete accessories accessories nts antsglproduction andoandbalwear wear parts parts foroper forofconcrete mimixsetxers. ers.forfortobatching serserserplvvvtheiiiazzzplthetheplants iiioooproduction e per chi a si a nel r e del cal c est r u zzo si a nel set t o r e del l ’ i m pi a nt i s t i c a. di t u bazi o ni , par t i usur a e accessor i per i l Produttori i t al i a ni di parti usura e componenti per pompe gl o bal e per chi oper a si a nel set t o r e del cal c est r u zzo si a nel set t o r e del l ’ i m pi a nt i s t i c a. Produttori i t al i a ni di parti usura e componenti per pompe production and saleoper ofconcrete accessories fortorbatching gl o bal e per chi a si a nel set e del cal c est r u zzo si a nel set t o r e del l ’ i m pi a nt i s t i c a. and wear parts for concrete mixers. pl a nts and wear parts for mi x ers. Produttori i t al i a ni di parti usura e componenti per acces s o r i e s f o r concr e t e t r a ns p or and concrete mixers. servplantsizplants iplantso glandoandandbalwearewearwearperpartspartspartschiforoperforforconcrete aconcrete sia nelmixers. setmixers.Produttori tore del calitcalestiat niaruspzzodiortpartiosieailnelpompaggi settoereocomponenti dellcal’imcpiesatntruziperstoic. a.pompe usura pompe

oneionzeuiozndiuozoduizrodpurodparoplalralpalaollaatolaltaocaticodaitcedaidedcdieddnedadnranbdranb,rAab,GArb,AGE,VGEAVEGoViEorpVioropioropiroproprp

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lea lnelneacnltaetnaNatNa.otNa.zoNz.zouz.rouztszrutezsructesrlcaetslcaelceancleaonecionzeuiozndiuozoduizrodpurodpirdopirdiptidnitianditiapniitampnimpai imepi emoi ezoizzeouzrouztszrutezsructesrlcaetslcaelcaclac

eprempeP mpoempopmoreporpeprpeitrpneitepnitneniotnenponemponmpomcpocmoecoeacerauerasuruasuursiuturisaturipatrpiaitdrpaidpindiaindianlaianltaialtairltoairtiotri utoitrdtuotoduttrdouProdProPrP

tthhaann2200 ccuussttoommeerrssiinn7700ddiiffeerr nnttccoouunnttrriieess,,ffrroommEEuurrooppeettoothheeMMiidd lleeEEaasstt,,ffrroommtthheeUUnniitteeddSSttaaeess DDiivvissioonneeCCaallcceessttrruuzz ooccoonnpprrooddoottiiaamamarrcchhiioo to South America. Thanks to its two brands, RM ofers a global and high-quality service to its proprioVEGA, brand dedicato al a produzione ccuussttoommeerrssiinntthheeccoonnccrreett aannddbbaattcchhiinnggppllaannttssiinndduussttrriieedssi.. tubazioni, parti usura e ac es ori per il di tubazioni, parti usura e ac es ori per il iochricoharicmharmcaarmaaimtatiottaidottoidtrtodporodpnroponrcponconczozzcouzrouztszrutezsructesrlcaetslCcaelCaceClnaeoCneionseiovsniosvDivDsiDviD

Produttori italiani di parti usura e componenti per pompe Produttori italiani di parti usura e componenti per pompe Produttori di parti usura e componenti perNata pompe calcestruzzoitaliani e impianti di produzione calcestruzzo. nel Produttori italiani di parti usura e componenti per pompe calcestruzzo e impianti di produzione calcestruzzo. Nata nel calcestruzzo e impianti di produzione calcestruzzo. Nata 1986, RM ha ealimpianti suo interno 2 divisioni: calcestruzzo. Nata nel calcestruzzo di produzione nel 1986, RM ha al suo interno 2 divisioni: 1986, RM ha al suo interno 2 divisioni: 1986, RM ha al suo interno 2 divisioni: Italian manufacturer of wearparts and related accessories Italian manufacturer of wearparts and related accessories Produttori italiani di parti usura e componenti per pompe Italian manufacturer of wearparts and related accessories Produttori italiani di parti usura e componenti perl’ampl pompe for pumps and batching plants. Established inmento RMè cresci è cresci cresciutauutataneglnegl negli anni ianni annieeesisisièèèconsol consolidItalian ifordataataconcrete acqui s endo i m mobi l i che hanno permesso iiaamento manufacturer of wearparts and related accessories Produttori italiani di parti usura e componenti per pompe RMRM è i consol acqui s endo i m mobi mobi l i l i che che hanno hanno permesso permesso l ’ a l mpl ’ a mpl i a mento concrete pumps and batching plants. Established calcestruzzo epumps impianti di produzione calcestruzzo. Nata nelinin for concrete and batching plants. Established Produttori italiani di parti usura e componenti per pompe RM è cresciuta negli anni e si è consolidata acquisendo immobili che hanno permesso l’ampliamento calcestruzzo epumps diiproduzione calcestruzzo. Nataiamento nelin RMRM RMèlcresciuta èazicresci cresciuta negli negli anni annieeunesisisièrièèfconsolidata consolidata acquisendo immobili immobili che chelhanno hanno hanno permesso permesso l’ampliamento l’ampliamento 1986, RM has 2eimpianti branches: www.r-m.it for concrete and batching plants. Established è u ta negl i anni consol i d ata acqui s endo i m mobi che permesso l ’ a mpl del ’ e nda di v entando eri m ento i m portante affi d abi l e nel a produzi o ne e forni t ura di parti calcestruzzo e impianti di produzione calcestruzzo. Nata nel 1986, RM has 2 branches: www.r-m.it deldelRM ldell’azienda ’alzi’èaezicresciuta nda endawww.r-m.it didivdiventando entando vnegli entando un un ri ri f eri f eri m m ento ento i m portante e affi d abi l e e nel nel l a l a produzi produzi o ne o ne e e forni forni t ura t ura di di parti parti 1986, RM ha al suo interno 2 divisioni: 1986, RM has 2 branches: calcestruzzo e impianti di produzione calcestruzzo. Nata nel anni e si è consolidata acquisendo immobili che hanno permesso l’ampliamento un riferimento importante e affidabile nella produzione e fornitura di parti RM ha ale2suo internonella 2 divisioni: dell’azienda dell’aziendawww.r-m.it diventando diventandoununriferimento riferimento1986, importante affidabile affidabile nella produzione produzione e e fornitura fornitura di di parti parti 1986, RM has branches: 1986, RM ha al suo interno 2 divisioni: del l ’ a zi e nda di v entando un ri f eri m ento i m portante e affi d abi l e nel l a produzi o ne e forni t ura di parti usura, accessori eeattrezzature attrezzature nelnelsettore settore deldelle leopere opere pubbl ihecheheenella e2ecicicidivisioni: vliproduzione i.li.iNel.NelNel 2000 sisièfornitura èaperta aperta alalall''ellstero ''eparti stero 1986, RM ha alepubbl suo interno usura, usura, accessori accessori e e attrezzature nel nel settore del l e i c e v v i l 2000 2000 si si è aperta al l e stero dell’azienda diventando un riferimento importante affidabile e di usura, accessori attrezzature settore opere pubbliche civili. Nel 2000 è aperta e stero Italian manufacturer of wearparts and related accessories usura, usura,accessori accessorie eattrezzature attrezzaturenelnelsettore settore delle opere pubbliche pubbliche e e civili. civili. Nel Nel 2000 2000 si si è è aperta aperta all' all' e stero e stero Italian manufacturer of wearparts and related accessories Divisione Calcestruzzo con prodotti aalmarchio usura, accessori e attrezzature nel settore del l e opere pubbl i c he e ci v i l i . Nel 2000 si è aperta l ' e stero Italian manufacturer of wearparts and related accessories e oggi vanta pi ù di 200 cli e nti di s tri b ui t i i n pi ù di 70 paesi che vanno dal l ' E uropa al Medi o Ori e nte, usura, accessori e attrezzature nel settore delle opere pubbliche e civili. Nel 2000 si è aperta all' e stero Divisione Calcestruzzo con prodotti a marchio e oggi vanta più di 200 clienti distribuiti in più di 70 paesi che vanno dall' E uropa al Medio Oriente, ee oggi oggi vanta vanta pi pi ù ù di di 200 200 clienti cli e nti di di s s tri tri b b ui t i i n pi ù di 70 paesi che che vanno vanno dal dal l ' E l ' E uropa uropa al Medi Medi o o Ori Ori e nte, e nte, for concrete pumps and batching plants. Established in oggi e oggivanta vantapiùpiùdidi200 200clienti clientidistribuiti distribuiti in più di 70 paesi che che vanno vanno dall' dall' E E uropa uropa al al Medio Medio Oriente, Oriente, Italian manufacturer of wearparts and related accessories Divisione Calcestruzzo con prodotti a marchio for concrete pumps batching plants. Established in proprioand VEGA, brand dedicato alla produzione Divisione Calcestruzzo con prodotti a marchio for concrete pumps and batching plants. Established innte,un proprio VEGA, brand dedicato alla produzione più clienti distribuiti in più dall' Medio Oriente, e oggi vanta pi ù di 200 cli e nti di s tri b ui t i i n pi ù di 70 paesi che vanno dal l ' E uropa al Medi o Ori e dagli Stati Uniti al Sud America. Grazie ai suoi de brands sviluppati nel corso degli anni offre 1986, RM has 2 branches: dagl i Uni t i Ameri c a. Grazi e svi l u ppati degl i www.r-m.it dagli dagli Uniti Uniti America. America. Grazie Grazieefor suoi sviluppati degli VEGA, brand dedicato alla produzione pumps batching plants. Established dagl dagl i Stati i StatiUni Uni ti tali alSudSudAmeri Ameri cca.a.Grazi Grazi aiaiconcrete suoi sviand svisviluppati luluppati ppati nelnelusura corso corsodegl degl i anni i anni offreoffre 1986, RM de hasbrands 2brands branches: diproprio tubazioni, parti edegli accessori perinunilun www.r-m.it proprio VEGA, brand dedicato alla produzione 1986, RM has 2 dibranches: www.r-m.it tubazioni, parti usura edegli accessori per unil dagli Stati Uniti al Sud America. Grazie ai suoi de brands sviluppati nel corso anni offre servizio globale per chi opera sia nel settore del calcestruzzo sia nel settore dell’impiantistica. di tubazioni, parti usura e accessori dagl i Stati Uni t i al Sud Ameri c a. Grazi e ai suoi de brands svi l u ppati nel corso degl i anni offre unilil 1986, RM has 2 branches: servizio globale per chi chi opera opera sia sia nel nel settore settore del calcestruzzo sia sia nel nel settore settore dell’impiantistica. www.r-m.it serviziglobale o globaleperperchichiopera settoredeldelcalcalccestruzzo estruzzo siaaeanelnelil pompaggio dell’deliml’iempicalcestruzzo. piaaccessori antistisctia.ca. per servizio operasisiasiaanelnelsettore settore si settore settore del nti ditrasporto tubazioni, parti usura per trasportosiaenel il pompaggio del calcestruzzo. servizio globale per chi opera sia nel settore del calcestruzzo settore dell’impiantistica. trasporto e il pompaggio del calcestruzzo. servizio globale per chi opera sia nel settore del calcestruzzo si a nel settore del l ’ i m pi antisticaa.marchio Divisione Calcestruzzo con prodotti trasporto e il pompaggio del calcestruzzo. Calcestruzzo conimportant prodotti aand marchio continuouslygrew grewupupupthroughout throughoutthe yearsand anditDivisione itproprio established itself as an reliable Divisione Calcestruzzo con prodotti a marchio RMRMcontinuously grew throughout thetheyears established established itself itself as an important and reliable Concrete division, VEGA brand, dedicated to VEGA, brand dedicato alla produzione Divisione Calcestruzzo con prodotti a marchio Concrete division, VEGA brand, dedicated toeble RM conti nuously grew y grew grewupupupupthroughout throughoutthethetheyears yearsand andiittproprio iproprio testabl establisVEGA, iVEGA, shed hed itbrand sel f as an i m portant and rel i a dedicato alladedicated produzione RM conti n uousl throughout hed i t i sel t f as an i m portant and rel i a bl Concrete division, VEGA brand, to RM continuously throughout years and established itself as an important and reliable brand dedicato alla produzione benchmarkin inthetheproduction productionofofofwear wearparts, parts,accessories accessories and equipment in the field of civil and public the production of pipelines, wear parts and benchmark production wear parts, and equipment equipment in the field of civil and public diproprio tubazioni, parti usura e accessori perandtoil Concrete division, brand, VEGA, brand dedicato alladedicated produzione the production off asVEGA pipelines, wear parts RM conti n uousl y grew up throughout the years and i t establ i s hed i t sel an i m portant and rel iapubl bliceilil ic di tubazioni, parti usura e accessori per the production of pipelines, wear parts and benchmark i n the producti o n of wear parts, accessori e s and equi p ment i n the fi e l d of ci v i l and benchmark in the production parts, accessories equipment in field civil public benchmark i n the producti producti o o n n of of wear wear parts, accessori e s and equi equi p p ment ment i n the fi e l d of ci v i l and publ di tubazioni, parti usura e accessori per accessories for concrete transport and companygrew grewbigger biggerbybybyacquiring acquiringnew new facilities and surface works. works.TheThecompany company grew bigger facilities facilities and and currently has has a asurface e il pompaggio delecalcestruzzo. the production of currently pipelines, wear parts andofil of ditrasporto tubazioni, parti usura accessori per accessories for concrete transport and trasporto epilment pompaggio del calcestruzzo. accessories for concrete transport andiofc of benchmark i n the producti o n of wear parts, accessori e s and equi i n the fi e l d of ci v i l and publ trasporto e il pompaggio del calcestruzzo. works. The company grew bigger by acquiring new facilities and currently has a surface pumping. works. The company grew bi g ger by acqui r i n g new faci l i t i e s and currentl y has a surface works. The company grew bibiginginger bybyitacqui ringnew facilit eeeoutside soutside siloutside and yandcalcestruzzo. hasnow a itsurface of m2.grew Back inger 2000 itentered entered newtrasporto markets more accessories for ofcurrentl transport and approximately approximately 4.4.500500m2.m2. Back Back 2000 2000 markets markets ofconcrete Italy Italydeland now ithashasmore pompaggio pumping. pumping. approximately 4. 5 00 m2. Back in 2000 it entered new markets outside ofcurrentl Italy and now ittsurface has more works. The company grew bi g ger by acqui r i n g new facitotolitotitheetheoutsi soutsi and yandhasthe a iUnited ofto Concrete division, VEGA brand, dedicated pumping. in707070 different countries, from Europe the Middle States than than200200 customers ininm2. different different countries, countries, from Europe Middle Middle East, East, from from the United States approxi mcustomers atel Back 2000 entered new markets outsi d e of I t al y now i t has more approxi matel y 4.y 54.00500m2. Back Back ininin2000 2000 ititentered new markets markets d e of I t Ital al y and now has more Concrete division, VEGA brand, dedicated to Concrete division, VEGA brand, dedicated to than 200mAmerica. customers in 70 different countries, from Europe to the Middle East, from the United States the production of pipelines, wear parts and atel y 4. 5 00 m2. Back i n 2000 i t entered new markets outsi d e of I t al y and now i t has more Concrete division, VEGA brand, dedicated tothanapproxi tothan South South America. Thanks Thanks to to its its two two brands, brands, RM offers a global global and and high-quality high-quality service service to to Thanks tofferent its countries, two brands, RMEurope offers atothe global and the production ofeeEast, pipelines, wear parts andtoitsits 70 di ferent countri e s, from Europe the Mi t ed States 200 200 customers customers i n i n 70 70 different di f countri e s, from to the Mi Mi d d dl dl East, from from the the Uni Uni t ed States the production of high-quality pipelines, wear partstoand andits Divisione Impiantistica con toprodotti abrands, marchioRM offers to South America. Thanks its two a global and service accessories for concrete transport the production pipelines, wear parts and Divisione Impiantistica con prodotti aplants marchio customers customers incustomers inthetheconcrete concrete and and batching batching industries. concrete andfferent batching plants industries. accessories fordlofe East, concrete transport and than 200 i n 70 di countri e s, from Europe to the Mi d from the Uni t ed States Divisione Impiantistica con prodotti a marchio accessories for concrete transport and toDivisione toproprio South SouthBASE, Ameri Ameri c a. c a. Thanks Thanks to to i t i s t s two two brands, RM a gl gl o o bal bal and and hi high-quality g h-quali t y servi service c e to i t s Thanks to i t s two brands, RM offers a gl o bal hi g h-quali t y servi c e to i t s proprio brand dedicato alla produzione e offers Impiantistica con prodotti a marchio pumping. customers in the concrete and batching plants industries. for concrete transport and BASE, brand dedicato alla produzione e accessories pumping. proprio BASE, brand dedicato alla produzione e tocustomers South Ameri cconcrete a.concrete Thanks tobatchi ibatchi tallas twonproduzione brands, RMndustri offers a global and high-quality service to its pumping. alla commercializzazione diand accessori per impianti proprio BASE, brand dedicato e customers i n i n the the concrete and batchi n g pl a nts i n e s. and n g pl a nts i dustri e s. alla commercializzazione di accessori per impianti pumping. alla commercializzazione di accessori per impianti dialla betonaggio e parti usura per i principali customers i n the concrete and batchi n g plaimpianti ntsmarchi industries. commercializzazione per di betonaggio e parti usuradi accessori per i principali marchi didi mescolatori. betonaggio e parti usura i principali marchi Divisione Impiantistica conper prodotti a marchio diDivisione betonaggio e parti usura per i principali marchi di mescolatori. Impiantistica con prodotti a marchio di mescolatori. Divisione Impiantistica con prodotti a marchioeitaliani di parti usura eGcomponenti Produttori per pompe 81 proprio BASE, brand dedicato alla produzione i diDivisione mescolatori. Impiantistica con prodotti a marchio Produttori aanini didi parti usura ee componenti per pompe C proprio BASE, brand dedicato alla produzione eiittali Produttori ali parti usura componenti per pompe proprio BASE, brand dedicato alla produzione e

Produttori italiani di parti usura e componenti per pompe Produttori italiani parti usuraeeecomponenti componenti pompe Produttori Produttori italiani italiani di didiparti parti usura componenti per perpompe calcestruzzo e impianti di usura produzione calcestruzzo. Nata nel Produttoriitaliani italianidi diparti partiusura usuraeeecomponenti componentiper perpompe pompe Produttori italiani Produttori di parti usura componenti per pompe calcestruzzo e impianti di produzione calcestruzzo. nel calcestruzzo calcestruzzo e impianti impianti di di produzione produzione calcestruzzo. calcestruzzo. Nata Nata nel 1986, RM italiani ha al suo interno 2 divisioni: Produttori didi parti usura componenti per Produttori italiani di parti usura eeecomponenti per pompe Produttori italiani parti usura componenti pompe calcestruzzo e impianti di produzione calcestruzzo. Nata calcestruzzo e impianti di produzione calcestruzzo. Nata nel calcestruzzo impianti di produzione calcestruzzo. Nata nel nel 1986,RM RMha haalal suo interno 2divisioni: divisioni: 1986, 1986, RM suo suo interno interno 2 2 divisioni: Produttori italiani di parti usura e componenti per pompe Produttori Produttori italiani italiani di di parti parti usura usura e e componenti componenti per per pompe pompe calcestruzzo impianti di produzione calcestruzzo. Nata nel calcestruzzo e impianti di produzione calcestruzzo. Nata nel calcestruzzo e impianti di produzione calcestruzzo. nel 1986,RM RM haalalsuo suo interno divisioni: 1986, 1986, RM ha suo interno interno 2 22divisioni: divisioni: Italian manufacturer of produzione wearparts and relatedper accessories Produttori italiani di parti usura e componenti pompe calcestruzzo e impianti di calcestruzzo. Nata nel calcestruzzo calcestruzzo impianti impianti di diwearparts produzione produzione calcestruzzo. calcestruzzo. Nata Nata nelnel 1986, ha suo interno divisioni: 1986, RM suo 222divisioni: 1986,RM RM haealal suointerno interno divisioni: Italian Italian manufacturer manufacturer of of wearparts and and related related accessories accessories Italian manufacturer of wearparts and related accessories for concrete pumps and batching plants. Established calcestruzzo e impianti di produzione calcestruzzo. Nata nel in 1986, RM ha al suo 2 divisioni: Italian manufacturer of and Italian manufacturer ofwearparts wearparts andrelated relatedaccessories accessories 1986, 1986, RM RM ha alpumps suo suo interno interno interno 2 2 divisioni: divisioni: Italian manufacturer of wearparts and related for for concrete concrete pumps and and batching batching plants. plants. Established Established in in for concrete pumps and batching plants. 1986, RM has branches: 1986, RM ha al 2 suo interno 2 divisioni: www.r-m.it Italian Italian manufacturer manufacturer of of wearparts and and related related accessories accessories Italian manufacturer ofwearparts wearparts and related accessories for concrete pumps and batching plants. for for concrete concrete pumps pumps and and batching batching plants. plants. Established Established in in 1986, 1986, RM branches: www.r-m.it www.r-m.it Italian manufacturer of wearparts and related accessories 1986,RM RMhas has22branches: branches: www.r-m.it Italian Italian manufacturer manufacturer of of wearparts wearparts and and related related accessories accessories for for concrete concrete pumps pumps and and batching batching plants. plants. Established Established in in for concrete pumps and batching plants. www.r-m.it 1986,RM RMhas has22branches: branches: 1986, 1986, RM branches: www.r-m.it www.r-m.it Italian manufacturer of wearparts and related accessories for concrete pumps and batching plants. Established in for for concrete concrete pumps pumps and and batching batching plants. plants. Established Established in in 1986, RM 1986, branches: www.r-m.it www.r-m.it 1986,RM RMhas has22branches: branches: www.r-m.it for concrete pumps and batching plants. Established in Divisione Calcestruzzo con prodotti a marchio 1986, RM has 2 branches: www.r-m.it 1986, 1986, RM RM has 2 Divisione branches: branches:Calcestruzzo www.r-m.it www.r-m.it Divisione Calcestruzzo con con prodotti prodotti a marchio marchio Divisione Calcestruzzo con a marchio 1986, RM has 2 branches: www.r-m.it proprio VEGA, brand dedicato alla produzione Divisione Divisione Calcestruzzo Calcestruzzo con con prodotti aproduzione marchio marchio Divisione Calcestruzzo conprodotti a marchio proprio proprio VEGA, VEGA, brand brand dedicato alla alla produzione proprio VEGA, branddedicato dedicato produzione di tubazioni, parti usura e accessori per il Divisione Divisione Calcestruzzo Calcestruzzo con con prodotti prodotti a marchio a marchio Divisione Calcestruzzo con prodotti a marchio proprio VEGA, brand dedicato alla produzione proprio VEGA, brand dedicato alla produzione proprio VEGA, brand dedicato produzione di di tubazioni, tubazioni, parti parti usura usura e e accessori accessori per peril ilil Divisione Calcestruzzo con prodotti a marchio di tubazioni, parti usura e accessori per Divisione Divisione Calcestruzzo Calcestruzzo con con prodotti prodotti aproduzione marchio a marchio proprio proprio VEGA, VEGA, brand brand dedicato dedicato alla alla produzione trasporto e il pompaggio del calcestruzzo. proprio VEGA, brand dedicato alla produzione di tubazioni, parti usura eprodotti accessori per il ilil di tubazioni, parti usura e accessori di tubazioni, parti usura e per Divisione Calcestruzzo con a marchio trasporto trasporto eeeilililpompaggio pompaggio del del calcestruzzo. calcestruzzo. proprio VEGA, brand dedicato alla produzione trasporto pompaggio del calcestruzzo. proprio proprio VEGA, VEGA, brand brand dedicato dedicato alla alla produzione produzione di didi tubazioni, tubazioni, parti parti usura e eeaccessori accessori per peril ilil tubazioni, partiusura usura accessori per trasporto trasporto eeeilililpompaggio pompaggio del del calcestruzzo. calcestruzzo. trasporto pompaggio del proprio VEGA, brand dedicato alla produzione di tubazioni, parti usura e accessori per di di tubazioni, tubazioni, parti parti usura usura e e accessori accessori per perilil toil trasporto trasporto ililpompaggio pompaggio del del calcestruzzo. calcestruzzo. Concreteeeeildivision, VEGA brand, dedicated trasporto pompaggio del calcestruzzo. di tubazioni, parti VEGA usura ebrand, accessori per to il to Concrete Concrete VEGA brand, dedicated dedicated to trasporto e ilildivision, del calcestruzzo. Concrete VEGA brand, dedicated trasporto trasporto edivision, edivision, ilpompaggio pompaggio pompaggio del del calcestruzzo. calcestruzzo. the production of pipelines, wear parts and Concrete division, VEGA brand, dedicated to Concrete VEGA dedicated to Concrete VEGA brand, to trasporto edivision, ildivision, pompaggio delbrand, calcestruzzo. the the production production ofof pipelines, pipelines, wear wear parts partsand and the production ofVEGA pipelines, wear parts and Concrete Concrete division, division, VEGA brand, brand, dedicated dedicated to to accessories for concrete transport and the ofof pipelines, wear parts and Concrete division, VEGA brand, dedicated to the production pipelines, wear partsand and theproduction production ofVEGA pipelines, wear parts and accessories accessories for for concrete concrete transport transport and Concrete division, brand, dedicated to Concrete Concrete division, division, VEGA VEGA brand, brand, dedicated dedicated to to accessories for concrete transport and the the production production ofof pipelines, pipelines, wear wear parts partsand and pumping. the production ofVEGA pipelines, wear parts and accessories accessories for for concrete concrete transport transport and and Concrete division, brand, dedicated to accessories for concrete transport and pumping. pumping. the production of pipelines, parts and the the production production ofofconcrete pipelines, pipelines,wear wear wear parts partsand and and pumping. accessories accessories for for concrete transport transport and pumping. accessories for concrete wear transport and pumping. the production of pipelines, parts and pumping. accessories for accessories accessories for for concrete concrete concrete transport transport transport and and and pumping. pumping. pumping. accessories for concrete transport and pumping. pumping. Divisione Impiantistica con prodotti a marchio pumping. pumping. 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Batching plants division, BASE brand, dedicated plants plants and and wear wear parts parts for forconcrete concrete mixers. mixers. Batching plants division, BASE brand, dedicated toto the production and sale of accessories forbatching batching Batching plants plants division, division, BASE BASE brand, brand, dedicated dedicated to theBatching production and sale of accessories for the production and sale of accessories for batching plants and wear parts for concrete mixers. plants and wear parts for concrete mixers. plants and wear parts for concrete mixers. Batching plants division, BASE brand, dedicated to the production and sale of accessories forbatching batching production and sale of accessories for batching plants and wear parts for concrete mixers. the the production production and and sale sale of of accessories accessories for for batching plants and wear parts for concrete mixers. plants and wear parts for concrete mixers. the production and sale of accessories for batching and wear parts for concrete mixers. plants and wear parts for concrete mixers. RM cresciuta negli anni consolidata acquisendoimmobili immobiliche chehanno hannopermesso permesso l’ampliamento plants plants and and wear wear parts parts for for concrete concrete mixers. mixers. RM RM è cresciuta èè cresciuta negli negli anni anni eee sisisièèèconsolidata consolidata acquisendo acquisendo immobili che hanno permesso l’ampliamento l’ampliamento RM è cresciuta negli anni e si è consolidata acquisendo immobili che hanno permesso l’ampliamento plants and wear parts for concrete mixers. importante RM è cresciuta negli anni e èconsolidata consolidata acquisendo immobili che permesso l’ampliamento dell’azienda diventando un riferimento affidabile nella produzione fornitura parti RM è cresciuta negli anni eun sisi è acquisendo immobilinella chehanno hanno permesso l’ampliamento dell’azienda dell’azienda diventando diventando un riferimento riferimento importante importante eeaffidabile affidabile nella produzione produzione e eefornitura fornitura di di di parti parti RM è cresciuta negli anni e si è consolidata acquisendo immobili che hanno permesso l’ampliamento RM è cresciuta negli anni e si è consolidata acquisendo immobili che hanno permesso l’ampliamento RM è cresciuta negli anni e si è consolidata acquisendo immobili che hanno permesso l’ampliamento dell’azienda diventando un riferimento importante e affidabile nella produzione e fornitura di parti dell’azienda diventando un riferimento importante e affidabile nella produzione e fornitura di parti usura, accessori e attrezzature nel settore delle opere pubbliche e civili. Nel 2000 si è aperta all'estero dell’azienda diventando un riferimento importante affidabile nella produzione e fornitura di parti usura, usura, accessori accessorienegli eattrezzature attrezzature nel nel settore settore delle delle opere pubbliche pubbliche ee civili. civili. 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Nel 2000 si è aperta all'estero dell’azienda dell’azienda diventando diventando un unriferimento riferimento importante importante e pubbliche affidabile affidabile nella nella produzione produzione efornitura di di parti parti usura, accessori edieattrezzature nel settore delle opere pubbliche evanno civili. Nel 2000siesidegli èaperta aperta all'estero usura, accessori attrezzature nel settore delle evanno civili. Nel 2000 èal all'estero vanta più di 200 clienti distribuiti insuoi più dide 70 paesiche che vanno dall'Europa alfornitura Medio Oriente, e oggi vanta più di 200 clienti distribuiti in più dide 70 paesi dall'Europa Medio Oriente, e oggi vanta più 200 clienti distribuiti in più paesi che dall'Europa al Medio Oriente, dagli Stati Uniti al Sud America. Grazie ai suoi brands sviluppati nel corso anni offre dagli dagli Stati Stati Uniti Uniti aleal Sud Sud America. America. 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Grazie ai suoi de brands sviluppati nel corso degli anni offre e oggi e oggi vanta vanta più più dieal di 200 200 clienti clienti distribuiti distribuiti in in più più 70 paesi paesi che che vanno vanno dall'Europa dall'Europa alaperta al Medio Medio Oriente, Oriente, dagli Stati Uniti al Sud America. Grazie ai de brands sviluppati nel corso degli anni offre un dagli Stati Uniti Sud America. Grazie ai suoi brands sviluppati nel corso degli anni offre unun servizio globale per chi opera sia nel settore deldi calcestruzzo sianel nel settore dell’impiantistica. servizio globale per chi opera sia nel settore del calcestruzzo sia settore dell’impiantistica. servizio globale per chi opera sia nel settore del calcestruzzo sia nel settore dell’impiantistica. e oggi vanta più di 200 clienti distribuiti in più di 70 paesi che vanno dall'Europa al Medio Oriente, dagli Stati Uniti al Sud America. Grazie ai suoi de brands sviluppati nel corso degli anni offre un Stati Uniti al Sud America. Grazie ai suoi de brands sviluppati nel corso degli anni offre un servizio globale per chi opera sianel nelsettore settore delcalcestruzzo calcestruzzo sianel nelsettore settore dell’impiantistica. dagli dagli Stati Stati Uniti Unitial al Sud Sud America. America. Grazie Grazie ai ai suoi suoi de brands brands sviluppati sviluppati nel nelcorso corso degli deglianni annioffre offre unun servizio globale per chi opera sia del sia nel settore dell’impiantistica. servizio globale per chi opera sia nel settore del calcestruzzo sia dell’impiantistica. RM continuously grew up throughout the years and established itself as animportant important and reliable RM continuously continuously grew grew up up throughout throughout the the years years and ititestablished established itself itself as as an an important and reliable reliable dagli Stati Uniti al Sud America. 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Back in 2000 it entered new markets outside of Italy and now it has more than 200 customers in 70 different countries, from Europe to the Middle East, from the United States 200 customers in 70 different countries, from Europe to the Middle East, from States than than 200 200 customers customers in in 70 70 different different countries, countries, from Europe Europe to to the the Middle Middle East, East, from from the the United United States States to South America. Thanks to its two brands, RM offers a global and high-quality service its to South America. Thanks to its two brands, offers a global and high-quality service to its South America. 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iornate taliane 29-31 Ottobre 2020 del PIACENZA alCestruzzo ItalIan Pad.C1onCrete - B20-C21Days Piacenza, 29-31 Ottobre 2020


TecnolgiaIvz

Tecnologia e Innovazione TORRE MILANO

A tutto getto HOLCIM HA GETTATO 13.000 METRI CUBI DI CALCESTRUZZO IN SOLE 14 ORE PER I LAVORI DI REALIZZAZIONE DELLE FONDAZIONI DEL NUOVO GRATTACIELO

M

ilano continua a essere il “luogo privilegiato” per i getti di calcestruzzo da record. Questa volta la protagonista è stata Holcim, che ha gettato 13.000 metri cubi di calcestruzzo in sole 14 ore per i lavori di realizzazione delle fondazioni della nuova Torre Milano in piazza Carbonari, nel cuore del capoluogo lombardo. Il progetto prevede la realizzazione di un edificio di 80 metri di altezza per 23 piani fuori terra e un 24° piano tecnico con belvedere sulla città, firmato dallo Studio Beretta Associati. Holcim è stata scelta come partner per la

Saranno forniti 6.300 metri cubi di calcestruzzo in C37 classe di esposizione XC3 per muri travi e solai, altri 2100 metri cubi di C45 XC3 sono previsti per muri e pilastri e 1700 mc di C55 XC3 per i solai.

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fornitura di calcestruzzo per la costruzione della torre per un totale di circa 13.000 mc. Il getto delle fondazioni è avvenuto in sole 14 ore senza soluzione di continuità dell’intera platea di fondazione. Un risultato particolarmente soddisfacente viste le difficoltà logistiche anche a causa del consueto traffico cittadino della città di Milano. A essere gettati sono stati più di 2.000 metri cubi di calcestruzzo Antìdro impermeabile a basso calore d’idratazione appositamente studiato per i getti massivi al fine di contrastare il rischio di fessurazioni. Sono stati messi in campo due impianti di produzione del calcestruzzo con quattro punti di carico totali, provenienti da due cave di aggregati con l’utilizzo di due autopompe per il pompaggio del calcestruzzo fornito dagli impianti di produzione di Segrate e Novate Milanese. Una volta terminate le operazioni di getto della fondazione si passerà alla realizzazione delle opere in elevazione dei piani interrati (pilastri e murie) e delle solette di copertura. Saranno forniti 6.300 metri cubi di calcestruzzo in C37

classe di esposizione XC3 per muri travi e solai, altri 2100 metri cubi di C45 XC3 sono previsti per muri e pilastri e 1700 mc di C55 XC3 per i solai. Nel complesso, i lavori interessano una superficie commerciale di circa 10.500 mq per 105 appartamenti di tagli diffe-

Supply chain of concrete and precast industries

renti in classe energetica A, con pannelli fotovoltaici, il recupero delle acque per l’irrigazione e la ventilazione meccanica controllata in ogni unità abitativa. Con la realizzazione di Torre Milano si aggiunge un altro importante elemento nella ridefinizione dello skyline di Milano.

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Tecnologia e Innovazione

DOSMEC™

by Betonmec

fa breccia negli States FORTA CONCRETE FIBER HA ACQUISITO ED INSTALLATO IL DOSATORE AUTOMATICO DI FIBRE SFUSE DOSMEC™ MODELLO DF2000

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ematica comune in tutte le applicazioni che richiedono l’utilizzo di fibre è la necessità di distribuirle efficacemente in maniera costante ed automatica diminuendo o eliminando la necessità di manodopera. Per questo motivo e spinti da positive esperienze precedenti Dosmec™ ha deciso di focalizzare la propria attività nella produzione di un’ampia gamma di sistemi per il dosaggio automatico delle fibre e di altri materiali nel calcestruzzo. Lo scorso settembre 2019 Forta Concrete Fiber, un’importante produttore di fibra statunitense, ha acquisito ed installato il dosatore automatico di fibre sfuse Modello DF2000.

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Forta Fiber richiedeva specificamente un dosatore adatto all’utilizzo con una

propria tipologia di macrofibra sintetica (Forta Ferro). Questo poiché l’azienda non riusciva ad ottenere risultati apprezzabili con altre tipologie di dosatori. La richiesta era anche quella di una macchina che permettesse alte performance di dosaggio. Durante la recente visita presso la sede di Forta, Chris Lowett (director of Operations di Forta) ha confermato che il dosatore Dosmec™ DF2000 ha ampiamente soddisfatto le aspettative in quanto

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il sistema a canale vibrante che è alla base della serie Dosmec DF permette di sbrogliare e movimentare senza attriti la fibra (in questo caso macrofibra sintetica), dosandola sino ad una capacità massima produttiva di 25/30 kg al minuto (200 kg/min nel caso di fibra metallica).

Il calcestruzzo fibrorinforzato Il calcestruzzo fibrorinforzato FRC è un materiale composito (appartenente alla famiglia dei calcestruzzi speciali) composto da un calcestruzzo di riferimento al quale vengono aggiunti e distribuiti in maniera costante ed omogenea elementi fibrosi discontinui per rinforzare la matrice cementizia. L’utilizzo del calcestruzzo fibrorinforzato sta aumentando esponenzialmente in tutte le sue varie derivazioni attraverso l’utilizzo di fibre metalliche, sintetiche, carbonio, vetro, kevlar per la produzione di calcestruzzo UHPC,GFRC,SFRC,SNFRC.

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Tecnologia e Innovazione BIG ASTOR

Parola d’ordine: sicurezza IL TUNNEL PEDONALE GENIUS COMPIE 10 ANNI: DAL 2010 UN BILANCIO PIU’ CHE POSITIVO IN TERMINI DI VENDITE IN TUTTO IL MONDO

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ono passati esattamente 10 anni da quando, per la prima volta e a livello mondiale, è stato introdotto sul mercato un nuovo e innovativo dispositivo per la protezione pedonale in presenza di lavori in quota. In principio l’idea era semplice: inventare un prodotto in grado di fornire riparo contro la caduta accidentale dall’alto di piccoli oggetti o liquidi durante lo svolgimento di

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lavori aerei. In realtà la sola progettazione ha richiesto diverso tempo perché ciò che gli ideatori avevano in mente non si limitava alla sola realizzazione di uno strumento in grado di fornire protezione ma la sfida più difficile è stata creare un prodotto unico, performante e dalle caratteristiche originali, di facile e veloce applicazione. La ricerca dei materiali più adatti per la realizzazione della struttura, l’analisi di un

sistema in grado di agevolare l’apertura e la regolazione dei supporti telescopici sono solo alcuni aspetti che hanno comportato maggiore studio da parte dei tecnici e ingegneri. Dopo numerosi esami, prove e collaudi si è giunti al completamento di quello che oggi conosciamo come il tunnel pedonale Genius. Le motivazioni che hanno spinto i manager della Big Astor srl ad investire sulla ricerca e sulla produzione del tunnel hanno avuto origine nei cantieri dove si eseguivano lavori tramite l’utilizzo di piattaforme aeree. Fin dalla fine degli anni ’80 e inizio anni ‘90, anni in cui cominciavano a circolare i primi modelli di piattaforme aeree e il mercato del noleggio iniziava ad espandersi, emerse la necessità di proteggere le persone che transitavano nella zona sottostante dove venivano eseguiti i lavori. In quel periodo, ma anche fino a qualche anno fa, le misure adottate consistevano in soluzioni onerose e che richiedevano diversa manodopera da impiegare e perdite di tempo. In alternativa si prevedeva la chiusura di marciapiedi, ma questa opzione significava un pericolo per i pedoni che dovevano attraversare la strada, il più delle volte, fuori dalle strisce. Ecco quindi l’esigenza di trovare una soluzione che da un lato garantisse un riparo sicuro, avendo dimensioni e pesi contenuti, e dall’altro un costo decisamente inferiore rispetto ai precedenti rimedi. Il risultato

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Il montaggio è semplice Contrariamente ad altri metodi, non servono attrezzi per il montaggio di Genius: in meno di un minuto si può aprire un modulo e il suo utilizzo è istantaneo. Nell’arco di pochi minuti si possono montare diversi metri di tunnel consentendo uno svolgimento dei lavori immediato e sicuro. ottenuto ha soddisfatto interamente gli obbiettivi preposti mantenendo le caratteristiche e le specifiche tecniche che ci si era prefissati. Elemento distintivo del tunnel Genius è la possibilità di unire ogni singolo modulo al fine di creare infiniti percorsi di sicurezza di varie forme e dimensioni. Inoltre la facoltà di variare l’altezza dei sostegni telescopici in maniera indipendente permette non solo di regolare la quota di passaggio ma anche di superare ostacoli o posizionarsi su piani inclinati come le scale. Le dimensioni dei moduli in posizione di chiusura sono estremamente limitate, così come il peso che è di 31 Kg. Essendo l’intera struttura composta da materiali ultra leggeri ma molto resistenti, come il policarbonato alveolare e l’alluminio, il tunnel può essere trasportato e movimentato in maniera semplice, pratica e veloce. L’utilizzo di Genius è illimitato, in presen-

za di cantieri edili, ponteggi fissi o mobili, piattaforme aeree o scale per traslochi il tunnel fornisce protezione ai pedoni e consente uno svolgimento dei lavori senza rischi e pericoli. Anche in circostanze come lavori stradali e cantieri in genere la protezione è garantita contro le intemperie e in situazioni di caldo estremo fornisce un valido riparo. Genius è un marchio di proprietà della Big Astor srl, azienda leader nel settore del lavoro aereo e della sicurezza pedonale. I suoi prodotti sono brevettati, esportati in tutto il mondo e certificati CE.

Le barre antintrusione Di recente sono stati aggiunti tra gli accessori disponibili le barre antintrusione laterale, per evitare l’ingresso ai lati del tunnel, le barre paraschegge e i tendalini laterali per la pioggia e liquidi.

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Tecnologia e Innovazione

Sguardo al futuro EUROMECC CONTINUA LA SUA CRESCITA COSTANTE ANCHE IN UN PERIODO DIFFICILE COME QUELLO ATTUALE. L’AZIENDA DA’ APPUNTAMENTO AL GIC 2020 (PIACENZA, 29/31 OTTOBRE) PER PRESENTARE GLI ULTIMI SERVIZI INNOVATIVI ED “ECO FRIENDLY”. ABBIAMO INTERVISTATO IL SALES DIRECTOR FABIO CAROLLO

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e si pensa alla Euromecc di Misterbianco (CT) viene in mente il classico esempio di azienda in costante ascesa e, dettaglio forse ancor più importante, sempre con l’obiettivo di crescere e di ottenere importanti affermazioni. Prova ne siano sia i risultati

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conseguiti negli ultimi anni che gli ambiziosi progetti in cantiere. Di tutto ciò ne parliamo con l’Ingegner Fabio Carollo, Sales Director di Euromecc. Ingegnere, parlando di quote di mercato, quali sono le pro-

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spettive di crescita sia nel mercato domestico che in quello estero? “Da questo punto di vista gli scorsi mesi sono stati per tutti abbastanza duri a causa della pandemia da Covid-19. Abbiamo dovuto rivedere molte procedure e adattare il nostro modo di lavorare “scoprendo” lo smart working e le video conferenze. La situazione, grazie a Dio, sta gradualmente tornando alla normalità e questo ci fa ben sperare per i mesi a venire, sia per quanto riguarda il mercato italiano che per quello europeo. La criticità maggiore che ancora ravvisiamo sta invece nel disallineamento rispetto a molti Paesi extra europei ove ancora persiste una situazione sanitaria abbastanza critica e che porterà quindi ad uno spostamento in avanti degli investimenti”. Euromecc ha ufficializzato nei mesi scorsi una partnership con il gruppo Zoomlion-Cifa. Potreste dirci quali sono state le ricadute commerciali di

questo accordo e le prospettive dello stesso? “L’accordo, ratificato durante l’Intermat di Parigi del 2018, ha già superato la fase di rodaggio con reciproca soddisfazione delle due aziende che hanno condiviso tecnologie e risorse commerciali. I primi beneficiari di tale accordo sono i nostri clienti che possono contare su una sinergia vincente in grado di elevare il valore intrinseco dei prodotti e dei servizi offerti. Notevoli economie di scala applicate al ciclo produttivo, impianti in pronta consegna e soluzioni finanziarie innovative completano la gamma dei vantaggi derivanti da tale partnership”. Quali sono stati i prodotti e le tecnologie utilizzate nei progetti da voi seguiti ultimamente? Negli ultimi mesi abbiamo dedicato particolare attenzione al settore della prefabbricazione riuscendo a centrare l’obiettivo di vendita di tre impianti dedicati a diverse tipologie produttive. Il primo

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impianto produce travetti ferroviari ed ha la particolarità, essendo installato nel Sud Italia, di avere un controllo costante sulla temperatura degli inerti in tramog-

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TecnolgiaIvz gia per consentire di ottenere temperature del calcestruzzo entro i limiti di progetto; il secondo, un impianto quadrimescolatore con distribuzione aerea del calcestruzzo, copre tutte le esigenze produttive della piccola e media prefabbricazione quali ad esempio produzione di blocchi, pavimentazioni autobloccanti, multistrato e colorate ecc,; il terzo invece produrrà calcestruzzo per il settore della prefabbricazione medio-pesante (componenti per capannoni, solai, travi da ponte ecc) consentendo elevate produzioni orarie e cicli di lavoro H24/7.

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In termini di prodotto, quali sono quelli più innovativi? “Grazie alla partnership con CIFA, la gamma degli impianti mobili è stata totalmente rinnovata ed integrata con nuovi modelli dalle prestazioni migliorate. Uno dei best seller è l’impianto mobile FIveTech 2Mix MC per la produzione di stabilizzati, misti cementati, “asfalti a freddo” e calcestruzzi non strutturali. Quattro funzionalità racchiuse in un unico impianto mobile fra i più versatili del mercato”.

A fine ottobre prossimo si terrà a Piacenza l’attesa terza edizione del GIC - Giornate Italiane del Calcestruzzo. In occasione dell’evento piacentino presenterete delle novità? Quali? “Il GIC sta assumendo sempre più un ruolo guida per la filiera del calcestruzzo nel panorama fieristico nazionale e, spero presto, anche Internazionale. Cercheremo quindi di riporre tutta la nostra attenzione nell’organizzazione dell’evento proponendo soluzioni e servizi innovativi ed eco-friendly ad una platea fortemente qualificata ed interessata”.

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Electric Pick&Carry Cranes e e: info@jmgcranes.com www.jmgcranes.com From 2 to 70 Ton

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Tecnologia e Innovazione

Missione in terra friulana LE SOLUZIONI ALSINA SONO STATE UTILIZZATE PER I GETTI DELLA TERZA CORSIA DELL’AUTOSTRADA A4

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l nuovo tratto a tre corsie dell’Autostrada A4 è lungo circa tre chilometri e mezzo e interessa i comuni di Gonars e Bagnaria Arsa. E’ uno dei punti più delicati e strategici dell’asse autostradale perché coinvolge il nodo di interconnessione fra A4 e A23 all’altezza di Palmanova, dove si intersecano i flussi di traffico

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da e verso Venezia, Udine, Trieste e quelli diretti verso l’Austria e la Slovenia. Iniziati a ottobre 2017, oltre all’allargamento della carreggiata (da due a tre corsie) gli interventi hanno riguardato la demolizione e costruzione di tre cavalcavia (opere 13, 17 e 18), fra i quali quello sulla direttrice Trieste – Venezia, l’opera princi-

pale del primo sub lotto, inaugurato il 2 giugno 2019. I cavalcavia 13 e 17 consistono in impalcati metallici che poggiano su otto pile in tutto. Su queste due opere Alsina ha fornito la casseratura circolare delle pile, di altezze tra 5,80 mt e 6,50 mt, e quella speciale dei pulvini, ottenendo una finitura a vista sui manufatti. Il cavalcavia 18, l’opera principale, è un manufatto imponente in acciaio e calcestruzzo composto da due campate, lungo 120 metri la cui struttura in acciaio pesa 530 tonnellate. L’impalcato poggia su due grandi spalle di dimensioni 17,80 x 13,50 mt ed altezza 6,50 mt, gettate in calcestruzzo SCC autocompattante. L’utilizzo di tale calcestruzzo determina un aumento notevole delle pressioni sulla cassaforma, che è stata progettata e calcolata per resistere a pressioni fino a 60 kN/ mq. Tali pressioni hanno quindi richiesto l’utilizzo di travi metalliche esterne di rinforzo alla cassaforma ed un abbassamento della velocità di getto a 1 mt/ora. Un’ultima difficoltà di esecuzione è stata la presenza di due rostri inclinati nella parte centrale interna della spalla, dove sono stati progettati appositi sistemi per inclinare le casseforme per muri Alisply

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La doppia insidia della pila centrale La pila centrale del manufatto, di dimensioni 4,00-5,70 var. x 1,60 x 8,50 mt (b x l x h) e di forma svasata con terminazioni curve, presentava una duplice difficoltà: un ulteriore aumento della pressione esercitata sui pannelli dal calcestruzzo SCC, dovuto a dimensioni minori rispetto alla spalla, ed un rischio di curvatura del manto multistrato tra gli elementi metallici dei telai, sempre dovuto alle alte pressioni di getto. Per ovviare a ciò, oltre ad un rinforzo strutturale della cassaforma, si è operato con un raddoppio del manto multistrato di rivestimento, così da aumentarne l’inerzia e quindi azzerare possibili curvature anomale. E’ stata infine imposta una velocità massima di riempimento di 2,00 mt/ ora, corrispondente ad una pressione massima di utilizzo della casseratura di 100 kN/mq.

Muri, e permettere il getto in posizione fuori standard. “Le sfide legate alla casseratura delle opere di questo cantiere sono state principalmente dovute alle grandi dimensioni dei manufatti e all’utilizzo del calcestruzzo

autolivellante SCC, che comporta una pressione sulle casseforme molto più alta dei normali standard - spiega l’Ingegner Ivano Belli, responsabile tecnico del cantiere per conto di Alsina - E’ stata necessaria una collaborazione continua con il

cantiere, non solo durante il montaggio per verificarne la correttezza, ma anche durante il getto per evitare anomalie sulla velocità di riempimento. La continua comunicazione tra i tecnici Alsina e i tecnici di cantiere ha permesso di ottenere un ottimo risultato finale, sia in termini di qualità che di sicurezza durante tutte le fasi operative”.

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Tecnologia e Innovazione WACKER NEUSON

Efficienza liberata (e sotto controllo) VIBRATORI INTERNI A BATTERIA PORTATILI E SISTEMA COMPATEC PER PIASTRE VIBRANTI. CHE COS’HANNO IN COMUNE? UNA GESTIONE CONSAPEVOLE DELLA QUALITÀ IN CANTIERE

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a un pioniere delle light series di attrezzature per il calcestruzzo come Wacker Neuson le novità tecnologiche rappresentano sempre una sorpresa per gli operatori più sofisticati, alla ricerca di soluzioni che conferiscano elasticità di intervento ed efficacia immediata nelle lavorazioni. Di seguito, tra le soluzioni introdotte dallo specialista tedesco sul mercato odierno, abbiamo selezionato due avanguardie significative in altrettante linee di prodotto che ne valorizzano la gamma attuale dedicata alla concrete technology e al settore attiguo della compattazione.

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Partiamo da una serie di attrezzature che è senz’altro sinergica alle applicazioni più dirette degli operatori. Si tratta dei vibratori interni, attrezzature flessibili impiegate in cantiere allo scopo di conferire maggiore solidità e resistenza al calcestruzzo dopo il conferimento in situ, nella contingenza di una lavorazione da effettuare in tempi estremamente rapidi. La tecnologia di Wacker Neuson si è concentrata ormai da molto tempo su queste tipologie di strumenti tecnologici prêt-àporter e la proposta più recente in questo ambito si estrinseca oggi nell’azionamento a batteria (nella sua forma più avanzata: agli ioni di litio) conferito al modulo

stesso del vibratore interno, a vantaggio di un’azione in campo ancora più veloce, efficiente e sicura. Il powerpack, installato nello zaino convertitore (ACBe) consente all’operatore di portare a spalla il modulo energetico del vibratore, senza la necessità scomoda di adottare un cavo elettrico di alimentazione. Una soluzione ideale quando la lavorazione prevede un’applicazione sulle superfici più estese e in particolare nell’azione efficace su ponteggi e casseforme. L’ACBe (acronimo di Akku Converter Backpack, convertitore a batteria ricaricabile con sistema a zaino) è quindi il primo sistema al mondo di vibratori interni portatili con azionamento a batteria. Per l’operatore, questa tipologia di strumenti ormai consueta si traduce nel massimo comfort e nella più ampia libertà di movimento durante la compattazione del calcestruzzo, senza la presenza di cavi ostativi, come già detto, e senza la frequente commutazione dell’attacco del vibratore interno oppure la necessità di spostamenti del convertitore. Le caratteristiche del modulo di Wacker Neuson rilevano un sistema modulare che assicura elevata flessibilità e risparmio sui costi, un motore elettrico robusto e totalmente esente da manutenzione, un powerpack, estraibile che si può utilizzare su tutti gli apparecchi a batteria Wacker Neuson e un convertitore integrato nello zaino che garantisce una bassissima tensione di sicurezza (34 V). Il sistema compatto dell’ACBe contempla una distribuzione ergonomica


Qualità integrata con EquipCare “Il vantaggio di Compamatic si traduce in enormi risparmi di tempo per cantieri grandi e complessi - confermano i responsabili di prodotto Wacker Neuson - In questo senso, è possibile garantire la qualità della lavorazione tramite l’EquipCare Manager e quindi sono necessarie meno ispezioni in cantiere; il controllo di qualità più semplice comporta tempi e vantaggi in termini di costi anche per le piccole imprese. Una piastra vibrante dotata di Compamatic invia i dati per il controllo di qualità alla soluzione telematica EquipCare di Wacker Neuson. L’esatta posizione della macchina viene registrata tramite GPS. Allo stesso tempo, il controllo del compattamento Compatec legge il valore di compattamento in tempo reale. Un’immagine satellitare con una Heatmap (mappa di calore) mostra in EquipCare Manager, usando colori diversi, il luogo specifico e lo stato di efficienza della compattazione”. Poiché Compamatic è integrato nella soluzione telematica EquipCare esistente di Wacker Neuson, i clienti possono accedere facilmente sul PC ai dati della macchina utilizzando EquipCare Manager per monitorare lo stato di avanzamento della stessa operazione di compattamento.

di protezione standard, da 1,5, 3 e 5 metri). Portiamo ora la nostra prospettiva di applicazione al suolo e parliamo di piastre vibranti per la compattazione. Gli operatori che lavorano solo occasionalmente con queste attrezzature, alle volte trovano difficile la valutazione del corretto costipamento del terreno. Wacker Neuson dedica a loro la funzionalità avanzata di Compatec, a esclusione di eventuali passaggi superflui e di situazioni di costipamento eccessivo e sovraccarico. Compatec rappresenta oggi l’unico sistema di controllo del compattamento disponibile sul mercato in cui il sensore è applicato al corpo superiore dell’attrezzatura. I del peso sull’operatore mentre il funzionamento ad alta frequenza con numero di giri stabile conferisce risultati ottimali a ogni applicazione. L’attrezzatura inoltre costituisce una soluzione ideale per il noleggio, dal momento che lo zaino con la batteria può essere abbinato a diverse bottiglie, con un notevole risparmio di spazio e di costi (l’operatore può scegliere fra tre diametri alternativi, da 38, 45 e 58 millimetri, per altrettante lunghezze delle guaine vantaggi? Nessuna linea di segnalazione soggetta a malfunzionamenti dal sensore all’unità di valutazione - dato che tutti i componenti sono incapsulati in un’unità - e una garanzia di protezione da forti vibrazioni e dalla frantumazione di ciottoli. L’avanzamento ulteriore in questo ambito si chiama Compamatic e costituisce una combinazione ideale tra lo stesso sistema di controllo Compatec un modulo telematico. Wacker Neuson sta introducendo questa novità per le serie di piastre vibranti reversibili DPU80, DPU90, DPU110 e per le varianti telecomandate DPU80r e DPU110r, nella gamma da 80 a 110 kiloNewton, ma Compatec è disponibile anche per il set di accoppiamento in parallelo del modello DPU110.

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Impermeabilizzazione e Protezione del Calcestruzzo

Viadotti a prova di infiltrazioni ELASTOBITUME DI DRACO E’ STATO SCELTO PER L’IMPERMEABILIZZAZIONE A FREDDO DEI VIADOTTI SULL’AUTOSTRADA A18 SIRACUSA-GELA

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n un’epoca nella quale la prevenzione dei danni alle infrastrutture è tornata tragicamente di estrema attualità, è divenuta ancora più marcata l’esigenza di effettuare gli interventi manutentivi con cadenza regolare e con l’utilizzo delle più moderne tecnologie unite a prodotti di elevati standard qualitativi. Prova ne siano i recenti interventi effettuati lungo l’autostrada A18 Siracusa-Gela, nel cuore della Sicilia. L’esigenza, anche in questo caso, è stata quella di salvaguardare ulteriormente ponti e viadotti dalle aggressioni come

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l’azione delle acque meteoriche che, infiltrandosi nelle fessure del calcestruzzo, lo disgregano durante il ciclo di gelo e disgelo, l’attacco chimico dell’anidride carbonica che altera le caratteristiche meccaniche del cemento e carichi e sollecitazioni meccaniche dei veicoli in transito. Per questo era fondamentale la scelta dell’impermeabilizzante, in fase di risanamento, per preservare la durabilità dell’opera e mantenerla in sicurezza a lungo termine. In fase progettuale, per il ripristino dell’impalcato del viadotto, si è scelto quindi di utilizzare ELASTOBITUME di

Draco, rivestimento bicomponente impermeabile elastico e senza solventi, le cui caratteristiche specifiche consistono in un’elevata resistenza meccanica, sia durante le fasi di stesura che di transito, unite ad un’elevata resistenza termica per consentire l’applicazione a caldo della pavimentazione in conglomerato bituminoso. Il tutto unito ad un’elevata resistenza chimica e alla condizioni atmosferiche. L’impermeabilizzazione è stata applicata tra la struttura di supporto - il sottofondo in calcestruzzo dell’impalcato - e il conglomerato bituminoso posato a caldo. Prima di stendere il prodotto è stata importante la preparazione della superficie da impermeabilizzare, che doveva avere adeguate pendenze per lo sgrondo delle acque e presentarsi pulita, quindi priva di grassi, sostanze oleose, polveri e altri residui. ELASTOBITUME è stato applicato a spruzzo sulla superficie con uno spessore di posa di 4 millimetri in modo da garantire l’impermeabilità e la tenuta, anche in


ELASTOBITUME Rivestimento Impermeabilizzante Bicomponente ed Elastico Epossi-Bituminoso esente da Solvente ELASTOBITUME è un rivestimento bicomponente impermeabile elastico anticorrosivo senza solventi ad elevata resistenza meccanica, termica, chimica e alle condizioni atmosferiche, e ad elevato potere adesivo. ELASTOBITUME è un formulato a base di resine epossidiche modificate con resine epossipoliammidiche elastiche e bitumi sintetici non tossici. La sua natura chimica e le sue prestazioni lo rendono ideale per l’impermeabilizzazione del calcestruzzo anche preliminarmente alla realizzazione di manti bituminosi posati a caldo.

presenza di operazioni di cantiere gravose che danneggerebbero i normali filmogeni a basso spessore. ELASTOBITUME è un prodotto che ha il vantaggio di poter essere posato velocemente e in sicurezza, è applicabile a spruzzo prima della posa dell’asfalto e tollera le contrazioni e le dilatazioni della struttura. Oltre a ciò resiste all’aggressione chimica di sali disgelanti, idrocarburi e acque inquinate, nonché agli shock termici.

Committente: Cosedil SpA Impresa Esecutrice: Stevanato Prodotti e Lavori Speciali srl Fornitore della tecnologia: DRACO Italiana SpA

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Impermeabilizzazione e Protezione del Calcestruzzo

La cristallizzazione ed il self-healing nel calcestruzzo LA TECNOLOGIA PENETRON® È STATA COINVOLTA QUALE PARTNER INDUSTRIALE DEL PROGETTO RESHEALIENCE, NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA “HORIZON 2020 PER LA RICERCA E L’INNOVAZIONE”

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l calcestruzzo, seppur realizzato a regola d’arte, è un materiale caratterizzato da una struttura porosa, con pori di differenti tipologie a seconda delle dimensioni e delle reazioni chimiche che si verificano nel materiale stesso. Un’eccessiva porosità del calcestruzzo causa la perdita delle prestazioni meccaniche e lo rende vulnerabile all’azione dell’acqua, uno dei “nemici” principali della durabilità delle strutture. Quando l’acqua penetra nella matrice del calcestruzzo, innesca infatti una serie di processi chimico-fisici che accelerano i fenomeni di degrado quali carbonatazione dei ferri d’armatura, erosione da gelo-disgelo, aggressione chimica quando l’acqua contiene cloruri o solfati ecc... Al fine di ovviare a tali inconvenienti, è importante effettuare un controllo della struttura porosa del calcestruzzo. Le tradizionali aggiunte minerali come ceneri volanti, fumi di silice, loppe etc.. caratterizzati da una distribuzione granulometrica più fine di quella del cemento, densificano la matrice, riducendo sia il volume complessivo dei pori sia il loro diametro. Tuttavia, negli ultimi decenni si stanno affermando sul mercato con

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forza sempre maggiore anche specifici additivi “riduttori” di permeabilità, che si possono distinguere in additivi “idrofobi” ed additivi cristallizzanti. I primi, a base petrolio, creano sulla superficie dei pori uno strato idrorepellente, ma non agiscono sulla struttura del calcestruzzo. Gli additivi cristallini, invece sono polveri di natura fortemente “idrofila” che, reagendo con l’acqua anche sotto forma di umidità, danno luogo a composti cristallini che, densificando nelle porosità, limitano la penetrazione dell’acqua e delle sostanze aggressive da essa veicolate. Il sistema di impermeabilizzazione del calcestruzzo per cristallizzazione è utilizzato da oltre 50 anni in tutto il mondo per la risoluzione di problematiche legate ad infiltrazioni d’acqua in strutture interrate, presentando diversi vantaggi in termini di velocità e semplicità di posa in opera. Penetron Italia S.r.l. è distributore esclusivo sul territorio nazionale di uno speciale additivo reattivo per cristallizzazione, il PENETRON® ADMIX, una polvere costituita da cemento Portland, sabbia silicea e additivi chimici proprietari da aggiungere a secco assieme agli

inerti. Esso reagisce con l’acqua presente nel calcestruzzo per formare cristalli aghiformi insolubili che occludono le porosità del calcestruzzo, rendendolo di fatto impermeabile, e tornando a riattivarsi ogniqualvolta vi sia presenza di umidità (sia in spinta positiva, che in controspinta). Il test per verificare la profondità di penetrazione dell’acqua in pressione (5 bar a 72 h), effettuato dalla IMM (Istituto Meccanica dei Materiali SA) di Grancia, Svizzera, su tre provini di forma cubica (l=150 mm) in calcestruzzo C30/37 realizzati con cemento di tipologia CEM III/A, rapporto acqua/cemento 0,5 ed additivato con PENETRON® ADMIX, in ragione dell’1% sul peso del cemento, ha dimostrato che l’acqua non è in grado di penetrare il calcestruzzo per più di 3 mm di profondità. Su un cubetto di calcestruzzo C25/30 con cemento CEM III/A, rapporto a/c 0,58, additivato con PENETRON® ADMIX (1%), invece, presenta una penetrazione massima di 9 mm. PENETRON® possiede inoltre l’esclusiva capacità di self-healing, auto-cicatrizzazione delle fessure del calcestruzzo, sino ad un’am-

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Immagine al microscopio Magnification: X100.0 della cristallizzazione in una fessura del calcestruzzo

piezza di circa 0,4 mm. La capacita di auto-riparazione dei compositi cementizi è nota da diverso tempo: il primo studio sistematico risale all’anno 1937. Tale fenomeno è dovuto ad un’idratazione ritardata dei componenti del cemento presenti lungo le interfacce della fessura, pronti a reagire con l’acqua che penetra nel calcestruzzo attraversando la fessura stessa. I prodotti di questa reazione vanno, dunque, a depositarsi sulle facce della fessura, riducendone l’ampiezza fino

al completo ripristino. Il PENETRON® rappresenta l’”agente stimolante” di tale reazione. Sebbene, infatti, il calcestruzzo presenti tale proprietà in maniera autogena, essa si arresta dopo poco tempo, dal momento che i componenti cementizi preposti al self-healing si consumano gradualmente, sino al completo esaurimento. Ad evidenziarlo è proprio una serie di ricerche condotte dal Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale del Po-

Gli obiettivi di ReSHEALience I principali obiettivi di ReSHEALience sono quelli di sviluppare calcestruzzi ad elevata durabilità (Ultra High Durability Concrete - UHDC) e di proporre una metodologia di progetto “DAD” (Progetto Basato sulla Verifica di Durabilità - Durability Assessment-Based Design) per strutture sia realizzate interamente sia riparate/rinforzate con UHDC, al fine di migliorarne la durabilità e prevederne le prestazioni a lungo termine in condizioni ambientali estremamente aggressive (EAE).

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litecnico di Milano, che ha sottoposto provini cubici in calcestruzzo con e senza l’additivo PENETRON® ADMIX a ripetuti cicli di fessurazione, in tre differenti condizioni di esposizione: immersione permanente in acqua, aria atmosferica e cicli umido/asciutto per intervalli di tempo in un intero anno di lavoro. Nonostante la cicatrizzazione avvenga in tutte e tre le condizioni, è la presenza d’acqua il fattore che favorisce maggiormente la capacità di auto-riparazione, per cui i provini immersi permanentemente si sono completamente auto-cicatrizzati anche dopo ripetuti cicli fessurativi. È bene distinguere l’azione del “self-healing” dal “self-sealing”, che non è permanente e rappresenta un riempimento delle fessure con carbonato di calcio (to seal = sigillare, chiudere), che può comunque disciogliersi in presenza di spinta idraulica. Il self-healing del PENETRON®, invece, è durabile (to heal = cucire, guarire) in quanto reazione che dà luogo a cristal-

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ImperabilzonPtdCcsu li di silicato di calcio idrato insolubilei, che permettono anche un ripristino delle prestazioni meccaniche all’intorno della fessura. La tecnologia PENETRON® è stata coinvolta quale partner industriale del progetto ReSHEALience, nell’ambito del programma “Horizon 2020 per la Ricerca e l’Innovazione”, guidato dal Politecnico di Milano ed è composto da 14 partner da 8 diversi Paesi. I principali obiettivi di ReSHEALience sono quelli di sviluppare calcestruzzi ad elevata durabilità (Ultra High Durability Concrete - UHDC) e di proporre una metodologia di progetto “DAD” (Progetto Basato sulla Verifica di Durabilità - Durability Assessment-Ba-

sed Design) per strutture sia realizzate interamente sia riparate/rinforzate con UHDC, al fine di migliorarne la durabilità e prevederne le prestazioni a lungo termine in condizioni ambientali estremamente aggressive (EAE). I nuovi concetti di progettazione proposti verranno convalidati attraverso il monitoraggio a lungo termine in sei progetti pilota in scala reale, che riguardano i settori strategici più rilevanti per la politica di sviluppo sostenibile dell’UE nelle condizioni ambientali EAE (XA e XS). Punto di partenza dei 4 anni di attività (2018-2021) è il concetto di “Calcestruzzo ad Elevata Durabilità” (UHDC: Ultra High Durability Concrete)

quale “metamateriale”. Con l’utilizzo di materie prime “a km 0” e di rinforzo fibroso discreto/organizzato (Textile Reinforced UHDC), sono stati prodotti calcestruzzi “calibrati” per rispondere ai previsti livelli di sollecitazione strutturale attraverso un comportamento incrudente in trazione (strainhardening) e la formazione di molteplici fessure: la ampiezza di ciascuna di esse viene efficacemente limitata (50 micron) incorporando componenti alla nanoscala (nano-fibre di allumina e/o cellulosa) ovvero promuovendone la capacità di riparazione autogena (self-healing) mediante l’additivo cristallizzante PENETRON ® ADMIX.

Paesi e partner partecipanti al progetto ReSHEALience, con indicazione del numero di partner per Paese; descrizione e localizzazione dei progetti pilota.

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PrefabiczonMutCls

Prefabbricazione e Manufatti in Calcestruzzo NOVATEC

Casseri high-tech per opere “eco-friendly” LA SMECAP DI FERRANDINA (MT) HA RICEVUTO DALL’AZIENDA EMILIANA DUE CASSERI PER VASCHE 3D MONOLITICHE PER LA CREAZIONE VASCHE DI PRIMA PIOGGIA E PER IL RECUPERO DELL’ACQUA PIOVANA

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n un mondo sempre più sotto assedio del surriscaldamento globale e in una Italia con un’ispirazione sempre più “eco-friendly”, le vasche di prima pioggia e per il recupero dell’acqua piovana stanno prendendo sempre più piede al fine di ridurre gli sprechi e salvaguardare uno dei nostri beni più preziosi: l’acqua. È così che Novatec srl, azienda modenese con una consolidata esperienza di 40 anni nel settore delle casseforme e fornitrice

dei maggiori gruppi italiani ed esteri, contribuisce con il suo Know-how alla costruzione di casseri per la creazione di vasche 3D monolitiche capaci di ridurre i tempi di attrezzaggio, gli sprechi e rendere l’intero ciclo produttivo maggiormente efficiente. Proprio di pochi mesi fa è la consegna di due casseri per vasche 3D monolitiche che permettono alla Smecap di Ferrandina (MT) di creare elementi ove lunghezza ed altezza delle pareti sono modificabili in base alle diverse necessità, garantendo una maggiore flessibilità di produzione. L’innovazione, frutto di numerosi anni di ricerca e sviluppo, ha consentito la creazione di casseforme con un alto grado

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di automazione ove il getto dei manufatti avviene contrario al senso di posa permettendo una perfetta finitura delle pareti, ma soprattutto eliminando lo spiacevole effetto delle bolle sul fondo che si vengono a creare nel getto in senso di posa. Ed è proprio qui che entra in gioco l’esperienza di Novatec srl, un’esperienza capace di fornire un cassero automatico con una centralina idraulica dotata di numerosi comandi che consentono all’operatore di aprire e chiudere in pochi minuti tutte e quattro le pareti, di azionare i cilindri idraulici per la sformatura, ma soprattutto, che è in grado di variare la lunghezza del contro-cassero interno automaticamente. Gli accorgimenti adottati e le soluzioni innovative, fanno di questi casseri attrezzature altamente personalizzate, flessibili e capaci di rispondere alle sempre più variabili esigenze di mercato senza dover incorrere in riprogettazioni o modifiche radicali.

Le caratteristiche delle vasche Dimensioni esterne vasca “1”:

Larghezza mm 2.000 Lunghezza variabile mm da 3.500 a 5.000 Altezza pareti mm 2.000 Spessore pareti mm 100 Spessore pavimento mm 100

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Dimensioni esterne vasca “2”:

Larghezza mm 1.400 Lunghezza variabile mm da 2.000 a 4.000 Altezza pareti mm 1.800 Spessore pareti mm 70 Spessore pavimento mm 70

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PrefabiczonMutCls

Prefabbricazione e Manufatti in Calcestruzzo PROGRESS

Sulla parete del futuro

SI CHIAMA THERMOWAND ED È LA DIMOSTRAZIONE EVIDENTE DI COME IL CALCESTRUZZO POSSA COSTITUIRE UN ACCUMULATORE DI CALORE CON EFFETTO TERMOREGOLANTE, A GARANZIA DEL PIÙ ELEVATO COMFORT AMBIENTALE

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l calcestruzzo ha ancora un futuro dal lungo orizzonte, nell’edilizia residenziale? Se guardiamo alle soluzioni di un attore primario come Progress, specialista della prefabbricazione insediato a Bressanone, in uno dei territori dalla progettualità più avanzata (non solo a livello nazionale), la risposta non può che essere affermativa. La filosofia di partenza dell’azienda altoatesina rileva un fatto incontestabile che deriva da una lunga esperienza costruttiva: i prefabbri-

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cati in calcestruzzo soddisfano in modo eccellente le esigenze dell’architettura moderna e del comfort urbano e lo sforzo concettuale dello staff Progress è quello di adattare i singoli progetti alle esigenze individuali del cliente, che sia nello specifico un costruttore di complessi abitativi o un’impresa impegnata in ambito commerciale o industriale. Tra le soluzioni concepite e implementate dall’azienda che attualmente risaltano sul mercato per il successo ottenuto nei setto-

ri più diversificati, va evidenziato il sistema Progress Thermowand, frutto di una ricerca dinamica sui materiali di notevole efficacia. In cosa consiste, nella sintesi? Progress Thermowand è un elemento parete prefabbricato industrialmente, composto da due lastre in calcestruzzo con superficie liscia da cassero metallico priva di pori, collegate tra loro, con isolamento termico integrato e priva di ponti termici. La lastra esterna non portante assolve funzione di protezione del pannello di

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isolamento termico ad essa adiacente. L’armatura strutturale è contenuta nella lastra interna e nel nucleo gettato in opera. Dopo il montaggio degli elementi in cantiere e la maturazione del getto di completamento si ottiene un sistema di parete staticamente monolitico. “Possiamo ben dire che il nostro calcestruzzo è… verde, sostenibile - sostengono convinti dagli uffici progettuali Progress di Bressanone - I suoi componenti naturali (acqua, sabbia e cemento) vengono prelevati e lavorati a livello regionale. Poi arriva naturalmente la nostra idea decisiva per un impiego moderno nell’edilizia residenziale più avanzata. Nella parete Progress Thermowand il calcestruzzo crea un involucro protettivo attorno al materiale isolante. Ci si può sorprendere

Dettagli di economia ed estetica Nella parete Progress Thermowand la configurazione delle aperture per porte e finestre è estremamente semplice. In alternativa alla casseratura in legno, una soluzione innovativa offre la possibilità di integrare già in stabilimento moduli finestra, con o senza cassonetti per tapparelle o veneziane, nel relativo elemento parete. “La precisione e la qualità sono garantite - confermano i progettisti Progress - Questa soluzione non presenta ponti termici e contribuisce quindi a rispettare lo standard CasaClima. Nella scelta del sistema di finestre vi sono numerose possibilità: il tipo di finestra, la vetratura, i davanzali e altri elementi possono essere scelti in piena libertà”. Come per la parete Progress Thermowand, anche le spallette dei moduli per finestre sono verniciabili direttamente. Con l’installazione di fabbrica di tutti i componenti sotto forma di soluzione completa, si ottiene un risultato non solo esteticamente gradevole, ma anche molto conveniente sotto il profilo economico.

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PrefabiczonMutCls isolanti, è possibile rispettare lo standard CasaClima e ottenere valori U fino a 0,10 W/m2K. Numerosi tipi di matrici conferiscono alla parete Progress Thermowand una nuova forma di personalizzazione e di estetica. “Ciascun prefabbricato in calcestruzzo diventa quindi un elemento architettonico con possibilità pressoché illimitate - confermano dal quartier generale Progress - La superficie prende vita e tutto l’immobile diventa il principale punto di attrazione. Con effetti giocosi, di imitazione, in effetto 3D oppure addirittura con disegni. Il committente si può sbizzarrire! Pigmenti colorati innovativi per il calcestruzzo completano la gamma delle possibilità individuali di configurazione e conferma un’idea all’avanguardia che facciamo nostra: il calcestruzzo non è né grigio né noioso. La vastissima gamma di matrici e di pigmenti colorati conferisce ad ogni parete un look individuale”. Confermando il punto di partenza della nostra tesi: quella di un futuro luminoso per il calcestruzzo nell’edilizia residenziale più avanzata e sostenibile. per le eccellenti caratteristiche termoisolanti di questo sistema e per l‘impronta ecologica conferita a ogni realizzazione; ne abbiamo la prova quotidianamente in cantiere. La capacità della parete Thermowand di proteggere dal freddo e di accumulare il calore proveniente dall‘esterno, cedendolo poi ai locali interni nell‘arco delle 12 ore successive, garantisce un microclima equilibrato che supera i risultati più ottimistici di resa energetica”. In effetti, nel corso dei numerosi progetti abitativi cantierizzati in Alto Adige e in Trentino, i clienti di Progress hanno confermato in report dettagliati le caratteristiche isolanti della parete Thermowand. Nell’isolamento termico che costituisce uno degli obiettivi principali del sistema, il calcestruzzo assorbe energia termica rilasciandola gradualmente nel tempo. Gli elementi di collegamento tra le lastre in cemento armato sotto forma di barre in fibra di vetro evitano la formazione di ponti termici, permettendo così di raggiungere valori U particolarmente contenuti. In questo modo, con pareti e isolamenti di diverso spessore e con diversi materiali

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le soluzioni Edilmatic

per elementi prefabbricati SISTEMI DI RITENUTA SQUADRETTE EDIL R- SR

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ACCREDITATO INSERTI QUALITAÊ

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Industriaegl

Industria degli Inerti GRUPPO BASSANETTI

L’oro della ricerca DA OLTRE 50 ANNI IL PRODUTTORE PIACENTINO ESTRAE DALLE CAVE DEL TERRITORIO UNA SELEZIONE SAPIENTE DI SABBIE E GHIAIE, TRASFORMATE IN PRODOTTI DI ALTA QUALITÀ DALL’IMPIEGO SOFISTICATO E VERSATILE

A

l grande alveo del Po attingevano e attingono ancora i cercatori d’oro di casa nostra. Ma la storia di lavoro e uomini che circonda il grande fiume riporta ad altri materiali preziosi: quelli delle sabbie e delle ghiaie che rappresentano uno dei fondamenti dell’economia lombar-

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do-emiliana nell’enclave di confine che unisce il territorio piacentino agli ultimi avamposti della campagna milanese. Da qui, dall’alveo che passa da Monticelli d’Ongina - passaggio cruciale della navigazione fluviale, attraverso la conca di Isola Serafini - si dipana la vicenda di materia e vita della cava Bassanetti, pie-

tra d’angolo dell’omonimo Gruppo che da 50 anni svolge un’attività primaria nell’estrazione, nella lavorazione e nella commercializzazione di aggregati lapidei, sabbie e ghiaie. I materiali, estratti dalle varie cave di proprietà - oltre a quella di San Nazzaro, a Monticelli d’Ongina, vanno annoverate

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nella coltivazione quelle di Gargatano e di Ca’ Morta, sempre nel territorio piacentino - vengono avviati alla lavorazione negli impianti del Gruppo, dotati di macchinari e attrezzature automatizzate e tecnologicamente all’avanguardia. La qualità dei prodotti è testata inoltre dal continuo monitoraggio degli inerti, sia in entrata che in uscita, con il supporto

scientifico di un laboratorio di analisi interno. “L’innovazione di oggi riguarda la capacità di produrre materie prime di alta qualità - tiene a sottolineare Claudio Bassanetti, amministratore delegato ed erede proprietario del Gruppo industriale di famiglia, un autentico riferimento storico per il settore estrattivo del Nord-Ovest nazionale - Per controllare

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e gestire la trasformazione delle terre operata dai nostri impianti, è necessario implementare un’automazione d’avanguardia, in modo da poter seguire con modalità scientifica i dati micrometrici e il chimismo del prodotto”. Nella cava Bassanetti di Monticelli d’Ongina (PC), in località Cascina Pioppaio, il punto di partenza del processo pro-

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Industriaegl

duttivo è costituito dal “lago” d’estrazione del materiale che viene conferito successivamente all’impianto di trasformazione. Il centro di alimentazione è una sorta di cumulo-polmone da cui si attinge il materiale grezzo. Dopo un opportuno dosaggio - in funzione del carico massimo conferibile ai diversi impianti - questa materia prima viene condotta, attraverso i nastri trasportatori, alle lavorazioni specifiche. Si ottengono, tra gli altri prodotti di questo ciclo di trasformazione, diverse varietà di sabbie che vengono impiegate nella produzione di materiali speciali e varie tipologie di ghiaini, secondo un processo di lavorazione che opera in continuo. “L’impianto è nato nel 2006 per seguire il filone dell’edilizia speciale, fornendo i componenti di base utilizzati da gruppi industriali come Mapei nella composizione di almeno 30-40 linee di prodotto ogni anno - specifica Claudio Bassanetti - Sono stati, nel tempo, questi stessi produttori a richiedere una fornitura specializzata di materiali di base sempre più costante. Quindi ci siamo attrezzati

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per lavorare sulla base dei dati micrometrici che ho prima menzionato - una dinamica che pochi cavatori riescono a mettere in atto - lavorando sulla curva del materiale in modalità assolutamente innovative. Nella cava principale di San Nazzaro, ad esempio, abbiamo saputo diversificare il prodotto estratto, sfruttando al massimo la materia prima”. I prodotti, quindi, l’”oro” autentico che si ottiene da queste cave, si differenzia tra sabbie, ghiaie, inerte misto, sabbie essiccate e sabbie speciali. Tra le tipologie di sabbie che si ricavano nelle cave Bassanetti troviamo diverse qualità diversificate, come la sabbia “0-600”, inerte di riferimento per la produzione di premiscelati umidi, con caratteristiche ottimali anche per malte e intonaci. Attraverso gli impianti all’avanguardia implementati da Bassanetti si ottengono qualità uniche

per questo tipo di sabbia, garantendo una granulometria controllata e l’assenza di inquinamenti organici, vegetali e di argilla. La sabbia “0-600” è un riferimento anche per la produzione calcestruzzo aerato autoclavato e per altri prodotti di alta qualità. Altra variante, la sabbia “0-2 Imp.1”, dedicata all’ambito dell’edilizia. In questo caso, la sabbia presenta una granulometria controllata compresa nei limiti indicati dalle Norme USGA, ideale per tappeti erbosi dei campi da golf e per ogni tipo di prato sportivo. La sabbia silicea “0-2 Imp.2” è ideale per i premiscelati umidi. Altre varietà importanti comprendono la tipologia “0-5 impianto 1”, prediletta dai prefabbricatori, che di questa sabbia apprezzano soprattutto l’elevato contenuto in silice e le ottime caratteristiche di resistenza che conferiscono al manufatto finale. Rappresenta inoltre la curva ideale studiata per i calcestruzzi, considerata l’assenza di grumi d’argilla e la bassissima reattività agli alcali. Un’altra sabbia come la “BBU106” risulta come inerte di riferimento per la produzione nell’ambito

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della ceramica di qualità ed è ottima anche per la realizzazione di collanti e prodotti ecosostenibili, opere di alta qualità, impianti sportivi e piscine private. “Ci siamo dedicati ai clienti più evoluti - specifica il titolare del Gruppo Bassanetti - Si tratta di imprese che si occupano di ristrutturazioni, oppure di fornitori di materie prime innovative, con un rapporto competitivo qualità-prezzo. Realtà deprimo pino come Ytong o Xella. Sono i clienti stessi che ci chiedono un’evoluzione del prodotto, anche per diversificare e tenere vivo un mercato che deve evolversi per non morire. Si tratta del futuro della nostra edilizia, la strada maestra che offre ancora spazi di intervento e margini di realizzo ai suoi esponenti più coraggiosi e reattivi. C’è un patrimonio enorme all’interno delle

L’avanguardia che aiuta il processo Bassanetti, per la gestione avanzata e il controllo degli impianti che presiedono la cava proprietaria di Monticelli d’Ongina, ha scelto il sistema Q-automation di Ma-estro, con il valore supplementare del modulo AFC (Automatic Feeder Control) per la regolazione automatizzata delle fonti di alimentazione dei materiali in funzione del processo produttivo. La tecnologia Q-automation coordina tutti i macchinari al lavoro in cava, regolando automaticamente l’intero processo. I sensori installati nelle zone critiche dell’impianto permettono di determinare, in modo automatico, il carico delle varie linee dell’impianto attraverso un controllo puntuale tramite il PLC dedicato.

nostre città, in termini di edilizia di pregio e il mercato del Gruppo Bassanetti la territorialità, estesa nel raggio di 350 km. La qualità dei nostri prodotti, poi, ha spinto il raggio d’azione anche più in

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là e la nostra ricerca interna ci fa evolvere in continuazione in altre direzioni, portando l’economia della cava al livello di una vera e propria miniera di idee e opportunità”.

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AutomazineCrl

Automazione e Controllo MA-ESTRO

Un genio nell’impianto DALLO SPECIALISTA DI ROVERETO, L’AVANGUARDIA DI CONTROLLO CHE AUTOMATIZZA I PROCESSI NEL SEGNO DELLA CONNETTIVITÀ PIÙ AVANZATA

U

n materiale che spesso cambia caratteristiche mette a dura prova i vari componenti dell’impianto di produzione degli inerti. Questi stessi componenti vengono continuamente sollecitati in modo diverso; ad esempio, più il materiale è duro e più vengono sovraccaricati i vari frantoi e mulini, più il materiale invece è umido e voluminoso e più sono sotto pressione le macchine di trasporto (nastri e vibratori) , idrocicloni e le macchine di selezione (vagli). Monitorare queste variazioni è fondamentale, non solo ai fini dei costi produttivi, sicuramente molto importanti, ma anche ai fini di una maggiore efficienza, di un miglioramento e un’ottimizzazione della produzione. Il sistema Q-Automation concepito e progettato da uno

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specialista dell’avanguardia di controllo negli impianti di produzione in cava come Ma-estro (società di sviluppo e implementazione ad alta tecnologia, insediata a Rovereto) permette la regolazione automatica dell’intero processo, mettendo in comunicazione tutte le macchine presenti nell’impianto. Di fatto è un valido aiuto e semplifica i controlli più complessi. Il sistema è composto da un’unità centrale - simile a un’ intelligenza artificiale - e da una serie di sensori installati sulle macchine dell’impianto. Il programma assiste l’operatore in tutte le fasi di controllo e regolazione, elabora automaticamente ogni informazione ricevuta dai sensori e regola automati-

camente il flusso di materiale agli alimentatori allo scopo di ottenere la massima resa in termini di produzione, riducendo al minimo sprechi e inefficienze. La regolazione automatizzata dei processi ha il vantaggio di poter portare un impianto al massimo delle sue potenzialità, con risultati impensabili fino a qualche anno fa per un impianto regolato manualmente. La funzione AFC, inte-

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grata nel sistema Q-Automation, è stata implementata in modo da essere fruibile anche dall’operatore poco esperto, garantendo così massima resa produttiva e minimizzando i fermi impianto. Oltre al controllo del processo produttivo, il modulo AFC registra informazioni che riguardano produzione, consumi, manutenzioni e fermi dell’impianto stesso permettendo all’operatore di conoscere in tempo reale il vero costo per tonnellata prodotta e di gestire analiticamente le varie fasi del processo. Il software AFC è personalizzato in base alle problematiche riscontrate nell’impianto. L’interfaccia grafica è intuitiva e di facile utilizzo, progettata per essere utilizzata anche da operatori che abbiano una dimestichezza limitata con i sistemi informatici. La rappresentazione dell’impianto è affidata a un render 3D customizzato e di facile lettura, i comandi sono touch screen e il sistema prevede l’impostazione delle regolazioni per i set

point delle macchine. L’hardware consta di un PC industriale privo di parti in movimento, concepito per resistere alle alte temperature e alle forti vibrazioni; il sistema lavora in ambiente Windows embedded e viene ripristinato alla versione originale a ogni accensione. Questa

caratteristica lo rende affidabile, in grado ad esempio di gestire spegnimenti improvvisi senza che vi siano danni all’architettura software o all’hardware; inoltre in questa maniera il sistema è protetto da cancellazioni involontarie o da virus informatici.

Sinergia in produzione Il sistema Q-Automation di Ma-estro prevede una sinergia puntuale con un altro modulo avanzato. Si tratta di Q-Production, un sistema automatico concepito per il controllo di produzione e consumi energetici dell’impianto di frantumazione. Il sistema fornisce tutti i dati e le statistiche necessarie per conoscere i tuoi reali costi di produzione. Identifica inoltre problematiche, ottimizza i processi e ti permette di ottenere un risparmio su ogni tonnellata prodotta. Installando una semplice elettronica debitamente collegata alla sensoristica, è possibile la registrazione e il monitoraggio automatico dei relativi dati di produzione. Il portale web dedicato consente all’utente di tenere sotto controllo ogni aspetto della produzione in maniera chiara, semplice, intuitiva, e, soprattutto, in tempo reale.

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AutomazineCrl Il controllo automatizzato della zona primaria si configura innanzitutto nello studio e conseguente risoluzione delle problematiche legate alla variabilità del materiale scaricato in tramoggia. La funzione AFC di Q-Automation ha la capacità di gestire il flusso del materiale tenendo conto e adattandosi in tempo reale a questi fattori attraverso una sinergia di controlli. Tutte le singole macchine e componenti sono controllati e gestiti alla pari di un operatore esperto e competente, con il plus di una regolazione automatica dell’alimentatore del materiale ogni 1,5 secondi, massimizzando così l’efficienza e la produttività nella parte iniziale del processo produttivo. L’operatore potrà quindi concentrarsi esclusivamente sul controllo del resto del processo, intervenendo al massimo sulle criticità a valle della zona primaria. Nel controllo dei frantoi a cono, grazie a un sensore ad ultrasuoni l’operatore potrà decidere l’altezza del materiale in-

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camerato automaticamente. Il sistema gestirà l’alimentatore per mantenere il valore impostato regolandolo in modo costante, evitando accensioni e spegnimenti repentini. In presenza di tramogge polmone, il sistema sarà in grado di gestire automaticamente anche l’arresto e l’avvio della macchina per ridurre al massimo i consumi energetici. Riguardo alla gestione dei mulini a martelli, l’alimentazione viene regolata automaticamente dal controllo amperometrico e da uno speciale algoritmo software. L’operatore dovrà solo definire l ’assorbimento energetico massimo della macchina, il sistema poi regolerà automaticamente il materiale. Il filtro software media tutti i dati ricevuti dal controllo assorbimento e rielabora le informazioni per regolare la macchina correttamente ed evitare continue regolazioni “sali e scendi”. Anche per i mulini VSI l’alimentazione viene regolata nello stesso modo. Il controllo dei vagli avviene grazie a un’attenta analisi e interpre-

tazione dell’assorbimento energetico; il software sviluppato permette di elaborare tutti i dati e di determinare lo stato di ogni vaglio. Questo controllo consente di determinare il carico del vaglio e qualsiasi anomalia nel suo funzionamento; permette inoltre di evitare sovraccarichi della macchine ed eventuali tempi di fermo impianto per anomalie. I nastri trasportatori posso- no essere dotati di molteplici controlli; ad esempio si possono controllare i giri del nastro stesso, possono essere installati dei sistemi di pesatura per controllare la produzione, dei sensori anti sbandamento, dei sensori a ultrasuono per monitorare punti critici o metal detector per intercettare eventuali corpi estranei metallici presenti. Il controllo continuo della pressione dell’idrociclone permette un monitoraggio molto attento ottimizzando il processo produttivo. Una rilevazione di bassa pressione è sintomo generalmente di sovraccarico della macchina e potrebbe causare una perdita di sabbia e una possibile ostruzione dei tubi di scarico della macchia con dei fermi impianto molto importanti. Il sensore di pressione installato in cima al cono dell’idrociclone è protetto da una membrana per evitare che acqua e sabbia ne compromettano il funzionamento. Il sistema permette di gestire il carico delle sfangatrici e recuperatrici sabbia: viene calcolato automaticamente il carico della macchina che verrà gestita in totale autonomia dal sistema AFC, deputato a gestire anche segnalazioni esterne, come ad esempio gli impianti di depurazione fanghi. Si possono inoltre instal- lare sistemi per monitorare la produzione dei limi. Altre funzionalità Q-Automation consentono di controllare da remoto le operazioni di scarico e il reale livello di carico dei sili di stoccaggio o poter vedere dall’esterno l’autonomia di carico. Grazie all’ abbinamento del sistema AFC con l’innovativo controllo produzione, si può realizzare il monitoraggio e la registrazione di tutti i consumi energetici; inoltre abbinando automaticamente questi dati alla reale capacità produttiva dell’impianto, è possibile valutare eventuali variazioni di utilizzo dell’impianto stesso.

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ondi, Massetti e Pavimentazioni e Rivestimenti Continui ENTE NAZIONALE con riconoscimento giuridico ENTE NAZIONALE con riconoscimento giuridico Italiana Sottofondi, Massetti e Pavimentazioni e Rivestimenti Continui issociazione e Rivestimenti Continui Via Giovanni Amendola, 46e- Rivestimenti 00185 Roma a Sottofondi, Massetti e Pavimentazioni Continui Via Giovanni Amendola, 46 - 00185 Roma 46 e- 00185 RomaContinui- www.conpaviper.org 1dola, - segreteria@conpaviper.org entazioni Rivestimenti Giovanni Amendola, 46 - 00185 Roma Tel. 06 Via 62270411 - segreteria@conpaviper.org - www.conpaviper.org g - www.conpaviper.org ni Amendola, 46chain - 00185 Romaand precast 2270411 - Supply segreteria@conpaviper.org - www.conpaviper.org of concrete industries viper.org - www.conpaviper.org Associazione Italiana Sottofondi, Massetti e Pavimentazioni e Rivestimenti Continui 10/10/18 12:22

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PavimentzoIdusrl&M

Pavimentazioni Industriali & Massetti

Massetti radianti per trulli “green” DA ARCHITETTURA DELLA TRADIZIONE AD ABITAZIONE MODERNA: LATERLITE HA CONTRIBUITO CON IL MASSETTO RADIANTE AD ALTA CONDUCIBILITÀ PARIS 2.0 ALLA RISTRUTTURAZIONE DI UN TRULLO A CISTERNINO (BR)

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razie alle tecnologie dei materiali impiegati per realizzare i massetti, anche i famosi trulli pugliesi possono diventare energeticamente efficienti. Prova ne sia l’intervento che a Cisternino ha visto la partecipazione

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di Laterlite con il massetto ad alta conducibilità termica per sistemi di riscaldamento radiante a pavimento PaRis 2.0. Ristrutturare un trullo e renderlo abitabile, massimizzandone il comfort abitativo secondo i più moderni criteri di prestazio-

ni energetiche e isolamento termico era l’obiettivo della riqualificazione che ha interessato uno di questi particolari edifici nella località brindisina. Il progettista ha previsto un sistema di riscaldamento a pavimento, al quale abbinare un masset-

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Cisternino, Comune della provincia di Brindisi, si trova nel cuore della zona pugliese della Murgia, ed è considerato tra i borghi più belli d’Italia. Qui, tra le bellezze architettoniche della zona, spiccano i trulli, le tipiche costruzioni in pietra dalle mura bianche e dai famosi tetti a cono. I trulli rappresentano uno degli esempi più straordinari di architettura popolare italiana; da elementi della tradizione possono diventare dimore moderne e all’avanguardia, grazie a un processo di recupero nel pieno rispetto dell’originalità dell’opera.

to di finitura a elevata conducibilità termica in grado di valorizzare l’efficienza dell’impianto: la scelta per questo secondo elemento è caduta su PaRis 2.0 di Laterlite per le sue caratteristiche termiche che ottimizzano le prestazioni del sistema radiante a pavimento. Il massetto di finitura è stato posto su tutta la superficie del piano terra dell’edificio, per un’estensione totale di circa 150 m2, in un complesso di più trulli comunicanti collegati tra loro per mezzo di aperture. La scelta tecnica di PaRis 2.0 è stata dettata dalla necessità di avere un massetto di finitura a elevata conducibilità termica, tale da consentire all’impianto di riscaldamento a pavimento di funzionare al massimo delle prestazioni e, di conseguenza, ottenere una riduzione dei consumi energetici rispetto a quelli che si avrebbero con un massetto tradizionale. PaRis 2.0 è caratterizzato da una bassa inerzia termica e da un ridotto spessore d’applicazione, fondamentali per la rapida messa a regime del sistema radiante e il suo impiego an-

che in modo discontinuo. PaRis 2.0, infatti, grazie all’elevato coefficiente di conducibilità termica certificato (λ = 2,02 W/mK), è in grado di ottimizzare le prestazioni dell’intero sistema di riscaldamento/raffrescamento a pavimento, favorendo una migliore e omogenea trasmissione del calore negli ambienti.

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Oltre alla conducibilità termica, un’altra caratteristica che distingue PaRis 2.0 è la possibilità di essere utilizzato anche in basso spessore, fino a un minimo di due centimetri. La posa in basso spessore è una caratteristica sempre più richiesta dal mercato delle costruzioni ma anche dagli stessi produttori di sistemi di riscaldamento radiante a pavimento, che hanno indirizzato la loro gamma su sistemi tecnologici sempre più compatti. Elevata conducibilità e basso spessore, infatti, assicurano una minore temperatura dell’acqua nei tubi e una maggiore velocità di diffusione del calore, a tutto vantaggio di chi abiterà gli spazi.

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PavimentzoIdusrl&M

Pavimentazioni Industriali & Massetti

Quando cemento fa rima con sinergia LA BOIACCA CEMENTIZIA I.TECH CARGO DI ITALCEMENTI È STATA SCELTA PER IL RISANAMENTO DI UNA PAVIMENTAZIONE IN ASFALTO AMMALORATO DELLA RICICLERIA DI A2A DI MUGGIANO

L’

esigenza era quella di trovare una soluzione per dare valore aggiunto alle pavimentazioni in asfalto rendendole resistenti ai carichi concentrati. Per il risanamento di una pavimentazione in asfalto ammalorato della ricicleria di A2A di Muggiano, in provincia di Milano, la scelta è così ricaduta su i.tech CARGO di Italcementi, capace di rispondere ai requisiti di velocità e flessibilità di intervento. Il bisogno di operare in tempi ridottissimi della multiutility che opera nei settori ambiente, energia, calore, reti e tecnologie, si è tradotta nella fornitura del materiale frutto delle sinergie tra Italcementi e Calcestruzzi e pronto all’uso: si tratta di un prodotto dalle alte prestazioni meccaniche, impermeabile e con una messa

in opera in tempi molto brevi, ottimo per l’intasamento totale di asfalti open graded per la realizzazione di pavimentazioni semi-flessibili, monolitiche, dalle elevate resistenze alla compressione e alle aggressioni chimiche come solventi ed idrocarburi. La fase di progettazione della pavimentazione semiflessibile ha tenuto conto delle caratteristiche finali, in termini di performance meccaniche, indicate dalla committenza. I carichi e le movimentazioni all’interno dell’area A2A sono di notevole rilevanza: molti mezzi giornalmente transitano e operano al suo interno, “motivo per il quale è stata prevista una soluzione che ben si coniugasse con le richieste della committenza - ricorda Enrico Scarlato di Novabit, azienda specializzata nella produzione di conglomerati bitumino-

Perché è stato scelto i.tech CARGO: 1) Tempi di esecuzione ridotti rispetto a un calcestruzzo 2) Assenza di giunti di costruzione/dilatazione 3) Tempi di indurimento di 24 ore 4) Ottima resistenza negli ambienti aggressivi 5) Alta resistenza ai carichi concentrati 6) Impermeabilità 7) Alta stabilità alle variazioni termiche 8) Buona resistenza al fuoco 9) Costi di manutenzione ridotti 10) Bassa rigidezza (calcestruzzo E=20000 Mpa Rigido) (Asfalto E=2000 Mpa Flessibile) (i.tech Cargo E= 9000 Mpa semi flessibile)

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La scheda tecnica dell’intervento Committente: A2A Progetto: riqualificazione della pavimentazione della Ricleria di Muggiano (1300 m2) Soluzione: Boiacca cementizia Prodotto: i.tech CARGO di Italcementi - Bergamo Applicatore: NovaBit Srl Nova Milanese (MI)

si, asfalti colorati, misti cementati che ha curato la preparazione della oltre che lo studio puntuale della granulometria (% di vuoti) del bitume drenante -. Secondo il progetto, i vuoti di questo nuovo tappeto dovevano essere pari a circa il 24%, misura ottimale per l’intasamento con la boiacca cementizia prodotta per miscelazione intensiva del prodotto in polvere i.tech Cargo con acqua”. “Il mix di asfalto-cemento di i.tech CARGO si è confermata la soluzione consona

in casi come quello di A2A in cui la committenza ha tempi strettissimi - spiega Riccardo Pasa, responsabile di i.build, la business unit di Calcestruzzi specializzata nella posa in opera di pavimentazioni drenanti, architettoniche e industriali -. L’esigenza della committenza era quella di avere una nuova lastra che garantisse caratteristiche come velocità di realizzazione, resistenza superficiale in funzione dei mezzi e dei macchinari posizionati e necessari alle lavorazioni, spessori limita-

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PavimentzoIdusrl&M ti, impermeabilità e resistenza al fuoco. La scelta adottata ha permesso di realizzare in breve tempo una pavimentazione nuova altamente durabile e resistente, con uno spessore totale di circa cinque centimetri, non ottenibile con altre soluzioni

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come le pavimentazioni in solo asfalto, rapide nell’applicazione ma con una vita utile più breve, oppure in calcestruzzo che hanno lunga durata di servizio ma un maggiore tempo di messa in opera (compatibili con i tempi di maturazione del

calcestruzzo stesso). Per questo da parte della committenza vi è stata piena soddisfazione sia per il risultato finale che per le tempistiche di lavorazione che hanno ridotto notevolmente i disagi legati al fermo cantiere”.

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PLUS LINE

A CONCEPT OF A NEW BOOSTER LINE

V.T.N. EUROPE S.P.A. Via dell’Artigianato 41/43 36026 Cagnano di Poiana Maggiore · VI · Italy vtn@vtngroup.com www.vtneurope.com Supply chain of concrete and precast industries

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Riprstno,Cldameuz

Ripristino, Consolidamento e Ristrutturazione ACRP

ACRP punta lo sguardo sull’Italia L’ASSOCIAZIONE EUROPEA PER LA RIPARAZIONE, IL RONFORZO E LA PROTEZIONE DELLE COSTRUZIONI GUARDA CON SEMPRE MAGGIORE ATTENZIONE AL NOSTRO PAESE PER ESTENDERE IL SUO RAGGIO D’AZIONE

L’

associazione ACRP, European Association for Construction Repair, Reinforcement and Protection, si prefigge lo scopo di sostenere una rete europea di professionisti e realità nazionali dei singoli paesi formata da aziende, pubbliche amministrazioni, appaltatori, produttori, ingegneri ecc... Lo scopo è quello di sviluppare e condividere le esperienze e il bagaglio

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tecnico dei partecipanti al fine di sviluppare sempre nuove e migliori competenze di pari passo con formazione continua su svariati temi inerenti il settore dell’edilizia e delle costruzioni. Sicurezza e aggiornamento professionale sono alcune delle parole d’ordine. La nascita dell’associazione ha preso il via con gli incontri che si sono tenuti tra la STRRES, associazione francese che raggruppa le azien-

de specializzate nella riparazione e nel rinforzo strutturale, e la ARPHO, associazione spagnola per la riparazione, il rinforzo e la protezione del calcestruzzo. Dopo un primo incontro tenutosi a Parigi nel 2015, sono state portate avanti una serie di iniziative che hanno finito per coinvolgere associazioni anche inglesi e tedesche. Nel 2018, in occasione del GIC – Giornate Italiane del Calcestruzzo a Piacenza, STR-

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RES e ARPHO hanno deciso di convocare una riunione informale sempre a Parigi con tutte le associazioni nazionale europee potenzialmente interessate a partecipare alla creazione di una rete europea per la riparazione, in rinforzo e la protezione delle opere in calcestruzzo (e non solo). A seguito degli incontri che si sono tenuti negli ultimi anni, è stato stilato un elenco di priorità e punti cardine sui quali si fonda l’esistenza dell’associazione stessa. In primis, è stato constatato un livello troppo basso di consapevolezza e interesse comune sull’importanza della manutenzione. In tal senso il settore dell’edilizia non fa eccezione. Diretta conseguenza è la necessità di una maggiore focalizzazione sull’aspetto della prevenzione, troppo spesso dimenticata. “Prevenire è meglio che curare”, in tal senso, può essere il modo di dire più calzante. Secondo: è necessario un livello maggiore di cultura e una formazione più approfondita e diffusa. Un’esigenza che nasce dalla constatazione di come al giorno d’oggi , al di fuori dei gruppi di specialisti di nicchia, non esistano conoscenze generali, formazione o competenze per comprendere come ispezionare, progettare ed eseguire la manutenzione di strutture ed edifici, nonostante gli sforzi di ogni associazione nazionale per generare letteratura e

L’Associazione è senza scopo di lucro L’Associazione europea per la riparazione, il rinforzo e la protezione delle costruzioni ACRP, è un’associazione europea senza scopo di lucro focalizzata nelle attività di riparazione, rinforzo e protezione di tutti i tipi di strutture ed edifici realizzati con materiali diversi (cemento, acciaio, ...). Inoltre, l’ACRP ha tra gli altri i seguenti obiettivi: prendersi cura, promuovere e proteggere gli interessi della riparazione, del rinforzo e della protezione in Europa, stabilire e promuovere norme europee sulle tecniche di manutenzione, essere coinvolti e avere un impatto su legislazione in materia di salute e sicurezza.

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materiali a riguardo. Terzo: puntare a un maggiore coordinamento nel ciclo riparazione/rinforzo e protezione e ispezione/progetto/prodotto / esecuzione. La necessità di maggiori standard e regolamenti è indicata come un’altra priorità nell’ambito della sensibilizzazione degli enti preposti così come una maggiore diffusione, a partire dalle università, della cultura della riparazione, del rinforzo e della protezione, visti ancora oggi come troppo marginali.

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Riprstno,Cldameuz

Ripristino, Consolidamento e Ristrutturazione HILTI

Nelle vene del castello LA MESSA IN SICUREZZA DOPO IL SISMA DEL 2016, A ROCCA D’AJELLO VA ANNOVERATA TRA LE OPERE DI RAFFORZAMENTO ESEMPLARI DEL PATRIMONIO STORICO, A OPERA DI UN AUTENTICO SPECIALISTA

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l castello “Rocca d’Ajello”, nella contrada di Camerino (che costituisce il fulcro storico del comune omonimo in provincia di Macerata) è insediato sul crinale di una collina ed è costituito da una serie di corpi connessi fra loro. Sono variamente articolati e di consistenze diverse ma costituiscono un unico complesso monumentale. È stato edificato dai

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Duchi di Varano a partire dal XII secolo e, seppur siano evidenti interventi successivi alla sua prima realizzazione, conserva un carattere di unitarietà costruttiva con paramenti murari in pietra di arenaria squadrata, solai a volta di pietra e in legno, copertura in legno e laterizio. Le pareti, in particolare quella nord-ovest, sono costituite da muratura a sacco

con paramenti esterni ed interni dello spessore di 40 centimetri circa, in pietra di arenaria più o meno squadrata e di varia pezzatura a seconda delle altezze, legata con malta di calce. Il complesso principale, l’adiacente chiesa di San Biagio e i giardini all’italiana dominano il paesaggio boscoso circostante. L’insieme è uno dei complessi più suggestivi delle Marche. Gli eventi sismici dell’Agosto 2016 hanno però causato diversi dissesti nelle opere murarie. Dopo il terremoto, il corpo principale nella parete nord-ovest (lunga oltre 45 metri ed alta circa 15 metri) presentava un leggero fuori piombo con interessamento di parte della parete ovest nel punto di connessione. La parete ha subito un principio di rotazione verticale verso l’esterno, intorno all’asse di appoggio. Le strutture secondarie ai livelli più alti sono state lesionate, in particolare nei controsoffitti in “camorcanna” decorata, nei pavimenti e nelle merlature. Seppur con diversa estensione anche le torri hanno subito conseguenze analoghe che hanno comportato diversi dissesti: sconnessione delle pareti lungo gli spigoli di contatto, conseguente espulsione delle travi di legno poste a sostegno degli orizzontamenti, abbattimento tra i paramenti murari con lesioni delle murature di contatto e danneggiamento degli intonaci e controsoffitti. L’arco posto all’esterno del al complesso, posizionato sull’unica strada di accesso per la corte interna, era privo di

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catena. Il cuneo di spinta era in evidenza compromettendone la stabilità. A questi danneggiamenti sono seguiti lavori di riparazione e di riduzione della vulnerabilità sismica, oltreché di rafforzamento locale dell’edificio monumentale. Le opere sono state eseguite dall’impresa edile Gaspari Gabriele di Ascoli Piceno sulla base di un progetto predisposto dall’architetto Stefano Gelagna e dall’ingegner Alessandro Vittorini Orgeas. Per mettere in sicurezza la parete nord-ovest e diminuire le pressioni sia all’interno della muratura che sul piano di appoggio delle fondazioni è stato necessario eliminare le spinte orizzontali non contrastate dalle volte, con apposite catene metalliche, aumentare la resistenza della muratura collegando i due paramenti del “sacco” con cuciture ed iniezioni di malte, consolidare il terreno di fondazione - che, sia pur roccioso, si presenta fessurato ed al limite della capacità portante nei confronti delle sollecitazioni indotte L’insieme di questi interventi ha apportato un notevole miglioramento della connessione della parete con il resto del corpo dell’edificio. Con lo stesso criterio, specificatamente con opportune cuciture tiranti disposte secondo il piano mediano delle pareti stesse, si è ripristi-

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Riprstno,Cldameuz

nata la connessione dello spigolo ovest con il resto delle murature. Le azioni di ripristino di tipo convenzionale (cuci e scuci, consolidamenti locali, risarcimenti profondi delle stuccature) sono stati effettuati in tutti i punti in cui la muratura si presenta lesionata e sconnessa. Si sono eliminate le spinte delle volte del 1°, 2° e 3° livello con ripristini murari in chiave (intradosso) ed apposite catene metalliche passanti, disposte all’imposta delle volte stesse. Il corpo centrale presenta per una lunghezza di circa 35 metri rispetto ai 45 totali, solo muri portanti e nessun muro ortogonale. Pertanto è stata disposta una reticolare in acciaio e legno in posizione sommitale alle pareti, giacente sul piano orizzontale, posizionata sopra le volte in “camorcanna” dell’ultimo livello e sotto le capriate in legno della copertura. Agli spigoli delle torri l’impresa ha operato in varie fasi. Dapprima con il risar-

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Hilti DD 250, la potenza agile Uno degli strumenti impiegati puntualmente dalle squadre dell’impresa Gaspari Gabriele al lavoro nella Rocca D’Ajello è identificabile nella carotatrice a diamante DD 250 di Hilti. Si tratta di un’attrezzatura agile che consente all’operatore di lavorare più velocemente, abbattendo le tempistiche e i costi di intervento. In virtù del cambio a quattro marce, la carotatrice DD 250 garantisce una maggiore potenza per i diametri più grandi e maggiore velocità per quelli più piccoli. Si tratta di uno strumento ideale nella realizzazione di fori ciechi per ancoraggi pesanti e ferri di armatura, aperture in soffitti, pareti e pavimenti per linee di servizio, canali di ventilazione e tubazioni sanitarie o lavori di carotaggio di dimensioni estreme. La DD 250 garantisce sempre le massime prestazioni di foratura. La robustezza di questa attrezzatura migliora la trasmissione della potenza dal motore alla corona, e la manutenzione in loco riduce i tempi di fermo dell’attrezzo. Un’ulteriore innovazione è il display digitale: offre una comunicazione intuitiva che consente di monitorare e supportare tutte le fasi della foratura in tempo reale - livella digitale, selettore di marce, funzione di controllo potenza, containserzioni, contatore tempo di marcia e messaggi di servizio di facile comprensione. Altre caratteristiche generali riportano all’unità di azionamento per uso intensivo, raffreddata ad aria, con trasmissione a 4 velocità e pratici comandi. Va rilevato poi il connettore rapido opzionale BL che permette un cambio delle corone in pochi secondi senza alcun tipo di attrezzo (sistema senza utensili). Infine, va menzionata la disponibilità della funzione di avviamento foro per corone di grandi dimensioni.

cimento delle lesioni e delle sconnessioni della muratura, in particolare in corrispondenza degli angoli con interventi di “cuci e scuci”. In seguito con la scarificatura profonda e la stuccatura a vista con malta di calce ed idonei protettivi dell’intero paramento esterno ed interno. In terzo luogo, con il consolidamento della parete a sacco ai vari livelli per mezzo di iniezioni per migliorare l’effetto di insieme. Successivamente, ancora con il consolidamento degli spigoli ai vari livelli con

tiranti di acciaio passanti (catene) disposti lungo i lati interni dei muri. Infine l’arco posto esternamente al complesso ha visto il risarcimento delle lesioni e delle sconnessioni della muratura con interventi di “cuci e scuci” e, il contrasto della spinta orizzontale tramite tiranti di acciaio (catene) disposti internamente. In sintesi, un’opera mirabile, compiuta nell’arco di 180 giorni per riportare a nuova vita l’antica e prestigiosa dimora nel cuore delle Marche.

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DemoliznRcag

Demolizione e Riciclaggio

Il nuovo skyline della Bovisa SI È CONCLUSA A MILANO LA DEMOLIZIONE DELL’EX PALAZZO DELLE POSTE ITALIANE IN PIAZZALE LUGANO PER MANO DELLA ARMOFER CINERARI LUIGI DI SIZIANO

Andrea Cinerari

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opo un’attesa durata quasi vent’anni l’ex palazzo delle Poste Italiane di piazzale Lugano a Milano è solamente un brutto ricordo. Europa Gestioni Immobiliari, Società del Gruppo Poste Italiane, proprietaria del sito ne ha deciso la definitiva demolizione. Il progetto di demolizione e bonifica è stato firmato dalla Società di Ingegneria

di Segrate Corbellini srl. Progettista e Direttore dei Lavori è stato l’ingegner Umberto Corbellini. I lavori, affidati a Tecnocalor, sono stati eseguiti dalla Armofer Cinerari Luigi srl di Siziano (PV). L’edificio aveva una struttura portante in profilati metallici di elevato spessore con tamponamento in laterizi e calcestruzzo e solai in struttura mista accia-

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Andrea Disep

Approccio tecnico e progettuale Le imponenti strutture hanno richiesto la predisposizione di un accurato progetto esecutivo di demolizione, con lo studio dettagliato di differenti tecniche di approccio al progetto. La prima fase è stata affrontata da Armofer traslando i mezzi da demolizione in copertura con l’ausilio di un’autogru: un escavatore cingolato da 80 quintali, insieme a mezzi minori di servizio ha demolito la copertura e i due piani superiori. La seconda fase (il resto della demolizione) è stata af-

io/calcestruzzo. L’altezza complessiva fuori terra era di 35,60 metri. Il volume lordo complessivo misurava 94.120 metri cubi. Dopo la bonifica terminata alcuni anni fa, a febbraio 2019 è iniziata la demolizione meccanica delle strutture fuori terra, intervento tanto complesso quanto spettacolare dal punto di vista tecnico. In cantiere Armofer con la propria flotta di mezzi e ormai all’attivo quasi 60 anni di esperienza nelle demolizioni più complesse. In cabina Andrea Cinerari, Direttore tecnico dell’azienda pavese..

frontata tanto da terra con le tecnologie specifiche per la demolizione a grande altezza (escavatori cingolati con bracci Ultra High Demolition). Le strutture portanti in ferro sono state sezionate a caldo in quota, assicurate e traslate a piè d’opera con l’ausilio della gru di cantiere. Il taglio definitivo pronto forno è avvenuto a terra, alternativamente con la fiamma ossiacetilenica (travi e pilastri principali) o a freddo, con una grossa cesoia oleodinamica montata su un escavatore cingolato di classe 30 tonnellate. I mezzi intervenuti per la demolizione primaria in altezza

I mezzi in campo Per la demolizione primaria: • Kubota 80 q – traslato con autogru in copertura con martello demolitore /pinza cls • Liebherr 954 demolizione top down edificio in c.a. / edificio in ferro • Liebherr 960 demolizione top down edificio con struttura in ferro e vano scale di altezza 35,65 m

Per la demolizione secondaria e taglio del ferro a piè d’opera: • Escavatore cingolato 30 ton Volvo EC220 E NH con cesoia oleodinamica • Escavatore cingolato Liebherr 934 con cesoia oleodinamica • Escavatore cingolato Doosan DX 340LC-5 con frantumatore MBI o cesoia oleodinamica

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DemoliznRcag Caratteristiche dell’edificio L’edificio aveva una struttura portante in profilati metallici di elevato spessore con tamponamento in laterizi e calcestruzzo e solai in struttura mista acciaio/calcestruzzo. L’altezza complessiva fuori terra era di 35,60 metri. Il volume lordo complessivo misurava 94.120 metri cubi.

sono stati due, il Liebherr 954 e il nuovissimo Liebherr 960 che può raggiungere comodamente l’altezza operativa richiesta di 35 metri. Entrambe le macchine hanno lavorato dall’interno dell’area di cantiere, talvolta con telo protettivo in PVC per contenere le proiezioni di polvere su strada e costantemente con cannone nebulizzatore di acqua. In questo modo Armofer è stata in grado di garantire accanto ai più elevati standard di sicurezza anche ottimi risultati in termini di comfort ambientale. Il recupero dei materiali ha raggiunto percentuali intorno al 97-98%.

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DemoliznRcag

Demolizione e Riciclaggio

In azione tra i ceramisti RAD SERVICE E TREVI BENNE HANNO CREATO LA SINERGIA VINCENTE PER LA DEMOLIZIONE DEI CAPANNONI DELLA CERAMICA CASTELVETRO A MODENA, PER UN TOTALE DI 26.000 METRI

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el bel mezzo della terra delle ceramiche per eccellenza, RAD Service e TREVI BENNE hanno creato la sinergia vincente per la demolizione dei capannoni della Ceramiche Castelvetro adibiti a centro logistico. I lavori sono stati eseguiti a Modena, sul confine con i comuni di Maranello e Fiorano Modenese. Il cantiere è stato allestito nell’ex stabilimento ceramico di 26.000 metri coperti circondato da 55.000 metri di piazzale. I capannoni, dalla forma a volta piuttosto semplice, avevano un’altezza al colmo di

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dieci metri ad esclusione delle aree destinate agli atomizzatori, dove l’altezza raggiungeva i 27 metri. La prima fase degli interventi è stata dedicata alla demolizione del fuori terra, anche se è già in programma la rimozione dei primi 15.000 metri quadri di pavimentazione. In un secondo momento verrà realizzato il nuovo stabilimento logistico della Ceramica Castelvetro. I mezzi utilizzati dalla RAD Service di Gubbio sono stati un Hitachi 350 (con la possibilità del doppio braccio) e un DOOSAN 235 entrambi con attrezzatura TREVI BENNE.

Sull’Hitachi 350 è stato montato anche il braccio da 25 metri per l’esecuzione della demolizione del primo atomizzatore. A essere impiegato è stato un frantumatore girevole TREVI BENNE FR 23P da 25 quintali con moltiplicatore di potenza impact booster, in grado di moltiplicare la pressione d’esercizio, pretarata a 250 bar, per ben tre volte, portandola quindi a raggiungere un picco di 750 bar per alcuni secondi. Il fatto che la valvola del moltiplicatore entri in azione in modo automatico comporta una maggiore velocità del ciclo apri-chiudi della mascella e di con-

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Lo smaltimento del materiale Il materiale di demolizione, deferrizzato, è stato ridotto volumetricamente prima di essere smaltito nelle discariche autorizzate. In questo caso non è stato possibile effettuare campagne mobili di frantumazione.

tempo la serietà e flessibilità come azienda e perché offrono un prodotto molto valido. Sul mercato si presentano con un rapporto qualità-prezzo che giudico otti-

mo. Oramai abbiamo molte attrezzature Trevi Benne a partire dal mini escavatore da 15-16 quintali per arrivare a quello da 500 quintali”.

seguenza un risparmio di tempo. TREVI BENNE installa i moltiplicatori sulle serie FR, MK, F e HC per quanto concerne le attrezzature da demolizione per i modelli da 15 a 40 quintali. Nel cantiere modenese è stata impiegato anche un frantumatore multikit, uno strumento caratterizzato da un telaio fisso a cui si possono agganciare kit di diversa natura, una soluzione ideale per le demolizioni (come questa) che prevedono un’alta percentuale di materiale ferroso. “Ci siamo affidati a Trevi Benne – spiega il responsabile commerciale di Rad Service Luca Odorici – perché ne conosciamo da

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LavocedlAsizn

La voce delle Associazioni ANVER

Quando il sole protegge il cemento L’INGEGNER CAROLA CORCIONE DELL’UNIVERSITA’ DEL SALENTO HA OTTENUTO E BREVETTATO LA VERNICE HYBRID CHE SALVAGUARDA IL CALCESTRUZZO GRAZIE A UNA MEMBRANA PROTETTIVA INNESCATA DAI RAGGI UV

L

a ricerca universitaria italiana, dedicata all’ottenimento di prodotti vernicianti di sempre maggior durabilità, traspirabilità e trasparenza una volta applicati a superfici cementizie, pietre, calcestruzzi e altro in edilizia, porta ad eccellenti risultati, unici al mondo. E’ il caso dei risultati straordinari ottenuti da una ricercatrice e docente dell’Università del Salento (Lecce), l’ingegner Carola

Corcione che, insieme a un team di ricerca, ha ottenuto, industrializzato e brevettato un prodotto commercializzato con il nome Hybrid a base di monomeri e oligomeri nanostrutturati, polimerizzabili mediante reazioni di indurimento del film applicato in esterno, indotte dalle radiazioni luminose del sole; indurimento che procede anche dopo che sia stata interrotta la luce solare. Il prodotto, brevettato internazionalmente da Unisalento, ha già salvato dal degrado

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molti monumenti in pietra leccese, con il quale è rivestito ad esempio il Duomo della stessa città pugliese, una pietra calcarea molto porosa. Grazie infatti alla durezza superficiale, idrofobicità, resistenza alla luce, ha una durata notevolmente superiore ad altri prodotti vernicianti. E’ un altro successo della ricerca universitaria italiana di ingegneria dei materiali e dei trattamenti delle superfici. Successo che per ora non ha uguali a livello internazionale.

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LavocedlAsizn

La voce delle Associazioni UNACEA

La famiglia si allarga SANY, PROMOVE DEMOLITION E TIERRA SONO GLI ULTIMI NOMI ENTRATI A FAR PARTE DELL’ASSOCIAZIONE

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a famiglia UNACEA cresce sempre di più. Nell’ultimo periodo sono stati diversi i nomi, anche di primaria importanza, che sono entrati a far parte dell’associazione. Sany, Trelleborg, Promove Demolition e Tierra sono solo gli ultimi esempi. SANY - Presente in Europa dal 2009, anno di fondazione di Sany Germany a Bedburg, l’azienda ha sviluppato prodotti dedicati al mercato europeo nel settore delle macchine per il calcestruzzo, anche grazie all’acquisizione di Putzmeister nel 2012. Negli ultimi anni, ha allargato la gamma alle macchine per il movimento terra e alle gru portuali. “A livello europeo e con una particolare attenzione per l´Italia, Sany è una realtà in crescita ed è quindi fondamentale essere presente, oltre che sul mercato, anche nelle realtà associative nazionali - ha dichiarato Guido Peveri, direttore vendite dell’azienda - Entriamo in Unacea per confrontarci più attivamente sui temi nazionali con gli altri attori del settore”. PROMOVE – Promove è un’ azienda specializzata in attrezzature per la demo-

lizione. Fondata nel 1989 a Molfetta in provincia di Bari, l’azienda è presente sul mercato internazionale con una linea completa di martelli demolitori idraulici, cui si aggiungono pinze, cesoie e frantumatori, coprendo così la gamma delle attrezzature per le innovative attività di demolizione silenziosa e selettiva. “La nostra realtà industriale, sebbene saldamente legata al nostro territorio, ha acquisito negli anni una sempre più forte connotazione internazionale - ha dichiarato Rachele Capurso, presidente dell’azienda - Unacea si è ormai affermata come unica piattaforma autorevole di rappresentanza dell’industria italiana nel mondo, ed è per questo che abbiamo deciso di aderire”. TIERRA - Attiva nello sviluppo di sistemi telematici di diagnostica e controllo remoto di macchine per costruzioni per clienti Oem e post-vendita, Tierra ha aderito a Unacea come socio aggregato. Fondata nel 2008 come joint venture da Topcon e Divitech, dal 2018 Tierra ha sede a Torino, dove ha avviato una collaborazione continuativa con il Politecnico. “Controllo remoto, macchine intelligenti, gestione telematica

L’Associazione Unacea è l’associazione di categoria delle aziende di macchine e attrezzature per le costruzioni, ed è aperta al contributo di tutte le imprese, enti e organizzazioni che a vario titolo lavorano nel comparto. Nata nel 2010, con circa 50 associati, Unacea è l’associazione di riferimento delle macchine movimento terra, per il calcestruzzo, per la perforazione, delle gru a torre e delle attrezzature.

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delle flotte e del ciclo di vita delle macchine sono solo alcune delle cruciali sfide tecnologiche che interesseranno l’industria nel prossimo decennio – ha dichiarato Paolo Traso, amministratore delegato dell’azienda. Sfide complesse, cui rispondere con soluzioni che coniughino innovazione e semplicità di utilizzo. Aderiamo a Unacea perché siamo convinti che il confronto, le sinergie e le collaborazioni tra le aziende siano indispensabili per guidare nel miglior modo possibile lo sviluppo tecnologico del settore, immaginando insieme le macchine per costruzioni di domani”. TRELLEBORG – Azienda produttrice di pneumatici e ruote, ha aderito a Unacea come socio aggregato. L’azienda, attiva nei settori delle macchine per costruzioni, agricole e per il sollevamento, ha la sua sede centrale a Tivoli, vicino Roma. A questa si aggiungono tredici stabilimenti produttivi distribuiti tra Europa, Nord e Sud America, e Asia. “Quali produttori di pneumatici, siamo convinti che la vicinanza e la collaborazione con la aziende di macchine per le costruzioni nella cornice di un’associazione di categoria sia fondamentale per una migliore presenza sul mercato - ha dichiarato Roberto Zampieri, construction segment leader dell’azienda. Con Unacea, che rappresenta l’industria italiana anche presso la Ue tramite il Cece, potremo accedere a un network internazionale, economico, tecnico e di mercato, oltre che partecipare attivamente alle rilevazioni europee sul clima di business e sulle aspettative del prossimo futuro”.

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LavocedlAsizn

La voce delle Associazioni UN.I.ON.

2020 l’anno della svolta IL PRESIDENTE IGINIO LENTINI: “SERVONO RISPOSTE DALLE ISTITUZIONI, VOGLIAMO PIU’ DIALOGO E UN COSTANTE AGGIORNAMENTO PER GLI ASSOCIATI”

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l Presidente dell’Unione Italiana Organismi Notificati e Abilitati Iginio Lentini traccia un bilancio dell’anno che si è da poco chiuso con uno sguardo a quello che sarà il futuro prossimo. Il tutto, partendo da una presentazione dell’associazione. Dottor Lentini, quanti associati conta la UN.I.O.N. e come è strutturata?

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“UN.I.O.N. è un’Associazione di categoria che riunisce 29 associati: Organismi Notificati (ambito ascensori e montacarichi), che operano nel comparto della certificazione e ispezione in relazione a Direttive emanate dall’UE; Organismi Abilitati che operano, sulla base della legislazione nazionale, nell’ambito delle ispezioni di impianti di messa a terra elettrici e con pericolo di esplosione e antenne paraful-

mini secondo il DPR 462/01; Organismi Autorizzati alle verifiche delle attrezzature di lavoro e degli apparecchi di sollevamento secondo il DM 11.4.11 Art. 71. La struttura UN.I.O.N. è aderente al proprio organigramma. Dall’Assemblea dei soci, sovrana, discendono le cariche sociali, rappresentate dal Presidente e Legale Rappresentante la cui carica è biennale, rinnovabile. È assistito da una segreteria

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la cui sede centrale è a Roma. Egli, oltre a sovrintendere l’Associazione, è responsabile dell’Organismo di Vigilanza, ODV, che cura i rapporti con le istituzioni, oltre che RSPP (Responsabile del Servizio prevenzione e protezione, Legge 81/08). Il Presidente è capo del Consiglio Direttivo di cui fanno parte cinque componenti e un supplente. Oltre allo Statuto, è dotata di un Codice Deontologico (Comitato di Controllo) al quale sovrintendono due dicasteri, il MiSE e il MLPS, e un’Associazione di Consumatori, il Movimento difesa del Cittadino. Completano il quadro strutturale 3 GdL (Art. 71 DM 11.4.11, ex DPR 162/99 e Direttiva 2014/33/UE, DPR 462/01) che assicurano agli iscritti un luogo di dibattito sulle problematiche specifiche dei prodotti rappresentati dall’Associazione. UN.I.O.N. ha propri delegati nelle Commissioni UNI Apparecchi di Sollevamento e UNI Ascensori e Montacarichi e in quattro Comitati CEI. Partecipa con un delegato alle riunioni periodiche di Direttiva Ascensori che si svolgono presso il Coordinamento Europeo degli OO.NN. a Bruxelles. È dotata di un proprio organo mensile di stampa di informazione e comunicazione, UN.I.O.N. Magazine by NewsLiftLetter, e di un sito istituzionale”.

“Far capire alle istituzioni l’evidenza di utilizzazione della Associazione nel panorama operativo-funzionale della sicurezza degli impianti e delle attrezzature”. Quali dialoghi e riscontri si sono avuti fino ad ora dal Governo e dagli enti? “È proprio con riferimento al punto 3 che si sono evidenziati i problemi con le istituzioni, sottolineando come si rimanga basiti constatando le mancate risposte alle lettere e ai chiarimenti richiesti dall’associazione”. Lo sblocco dei cantieri potrebbe essere una chiave di volta per il comparto?

“Assolutamente! Non ci vuole Einstein per giudicare il danno economico oggettivamente più ampio che in altri comparti ma che agiscano, viceversa, negativamente da mettere in moto altre efficienze collegate”. Infine, un messaggio a tutti gli associati e a chi volesse diventarlo. “Se si vuole effettivamente coltivare il seme che fa germogliare il miglioramento aziendale in funzione dell’effettivo bisogno, occorre valutare attentamente chi delle associazioni e dei futuri soci sia in grado di fornire la professionalità necessaria”.

Compact, powerful, noiseless, cost-effective The heart of the macblue!

Quali sono gli obiettivi di UNION per il 2020? “Gli obiettivi possono essere enunciati quali: 1) La produzione dell’opera editoriale “Libro UN.I.O.N.”, dopo quella del compendio riguardante l’attività dell’associazione dal 2001 al 2014 e dopo i “Quaderni della legalità”. 2) Portare avanti il progetto di cui al DL 162/19 art. 36 e 7 bis per assicurare agli iscritti la complessiva informazione riguardo i costi INAIL del 5%. 3) Organizzare l’Assemblea dei soci con lo spettro del Coronavirus. 4) Come prevedere l’attività futura al buio dell’epidemia della quale non si sa come sarà la sua evoluzione”. Quali sono le maggiori criticità da superare per associazione e associati?

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neron.it

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FierdEvnt

Fiere ed Eventi GIC – GIORNATE ITALIANE DEL CALCESTRUZZO

Appuntamento confermato per il GIC 2020 DAL 29 AL 31 OTTOBRE SI TERRA’ A PIACENZA EXPO LA TERZA EDIZIONE DEL GIC – ITALIAN CONCRETE DAYS

S

i terrà regolarmente dal 29 al 31 ottobre prossimi il GIC – Giornate Italiane del Calcestruzzo a Piacenza Expo. L’appuntamento, giunto quest’anno alla terza edizione, è stato confermato in calendario sulla base dei segnali incoraggianti che riguardano l’andamento dei contagi da COVID-19 a livello nazionale. Nel momento in cui questo numero di Concrete News va in stampa, il trend continua a essere in diminuzione. Mediapoint and Exhibitions, organizzatrice dell’evento, si è già attivata per fare in modo che sia gli espositori che i visitatori possano partecipare alla manifestazione con la massima sicurezza. In virtù della continua e costante diminuzione dei contagi, sia in Italia che nel resto d’Europa, le modalità relative al distanziamento sociale finora applicate potrebbero allentarsi; ciò soprattutto per quanto riguarda la partecipazione ai convegni, naturale corollario di qualsiasi manifestazione fieristica. La graduale riapertura dei voli tra l’Italia e gli altri paesi europei è un segnale positivo che lascia supporre la presenza degli operatori esteri al GIC, in particolare quelli del Nord Europa che già nelle passate edizioni hanno partecipato in

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grande numero. Con le recenti decisioni del Governo italiano e i “bazooka” per il supporto all’economia e all’edilizia sostenibile messi in campo, si attende una graduale marcata ripresa anche del

mercato italiano delle costruzioni. Motivo per il quale sono molte le aziende che hanno già confermato la loro presenza al GIC, ulteriore tangibile segno di come nel Paese sia grande la voglia di

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ripartire dopo un lungo periodo di stop forzato. Come nelle edizioni del 2016 e 2018, anche quest’anno saranno presenti diverse aree tematiche all’interno della fiera: IDREXPO (Italian Demolition and Recycling Expo) sarà dedicata al mondo delle demolizioni, CONPAVITEXPO (Concrete Paving Technologies) sarà incentrata sui massetti e le pavimentazioni e AGGRETEXPO (Italian Aggregates Technology Expo) sul mondo degli inerti. Novità dell’edizione 2020 sarà REBARTEXPO, focalizzato sulle macchine per la piegatura del tondino. “Fortunatamente – afferma Fabio Potestà, direttore della Mediapoint and Exhibitions - il continuo e costante ral-

lentamento dei contagi, sia in Italia che nel resto d’Europa, ci induce a un cauto ottimismo sulla possibilità di organizzare nell’autunno prossimo a Piacenza sia la 3ª edizione del GIC – Giornate Italiane del Calcestruzzo / Italian Concrete Days che l’edizione inaugurale del Pipeline & Gas Expo – The Utility Construction Show, eventi che senza le problematiche causate dal Coronavirus avrebbero probabilmente già totalizzato il tutto esaurito, a conferma del notevole interesse destato dalla formula delle nostre manifestazioni che assicurano agli espositori un target di visitatori estremamente qualificato a fronte di costi di partecipazione assai contenuti. Sono convinto che le aziende che operano nel settore delle costruzioni e delle opere

www.idrexpo.it

pubbliche saranno penalizzate in maniera meno incisiva e ciò anche grazie agli investimenti annunciati dall’attuale compagine governativa in campo infrastrutturale, unitamente alle attraenti agevolazioni fiscali per l’edilizia residenziale. Agli espositori interessa avere incontri con visitatori qualificati che possano loro garantire utili riscontri commerciali. Aggiungo, infine, che la visita a fiere così specializzate, organizzate in un quartiere fieristico, tra l’altro, con spazi particolarmente ampi, può garantire anche con le attuali regole di distanziamento una normale fruizione dei contatti tra espositore e visitatore che, già in una situazione pre-Covid, rispettavano un logico turno di ingresso per interloquire con il personale presente negli stand”.

www.conpavitexpo.it

ITALIAN AGGREGATES TECHNOLOGY EXPO Supply chain of concrete and precast industries

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Inquestomr

In questo numero Inserzionisti

Aziende citate

TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO - OPERE CIVILI E INFRASTRUTTURE - PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI - INDUSTRIA DEGLI INERTI PREFABBRICAZIONE E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO - MONITORAGGIO, RIPRISTINO E CONSOLIDAMENTO - DEMOLIZIONE E RICICLAGGIO

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

R

Supply chain of concrete and precast industry

del calcestruzzo e della prefabbricazione SupplyFiliera chain of concrete and precast industries R

A

ACRP ......................122 Aideco ...................... 20 Alsina ....................... 92 Ance .................. 54, 56 Anver .....................134 Armofer .................128 AssoBIM .................. 74 Assodimi .................. 22 Atecap ...................... 60

HeidelberCement ... 12 Hilti ........................124 Holcim .............. 22, 82 Hyundai ................... 10

I

Italcementi ........39, 118

DA GENOVA UN MODELLO DA IMITARE

N° 1 - 2020

R

K

Kerakoll ................... 10

Rad Service ............132 RINA ........................ 44

Bassanetti ...............108 Betonmec ................. 84 Big Astor .................. 86 Blend ........................ 62

L

S

C

Ma-estro ....... 111, 112 Mapei ................ 16, 68

B

Calcestruzzi ....39, 118 Cemex ...................... 16 Colabeton ................ 58 Coplan ...................... 18

D

Laterlite ..................116

M

N

Nad ........................... 20 Novatec ..................102

Doosan ..................... 14 Draco ........................ 96

O

E

P

Elettrosigma ............ 66 Ermco ..........................8 Euromecc ................. 88 Euro Press Pack ...... 36

F

Fagioli ............... 25, 32 Federbeton ....... 22, 52 Fincantieri ................ 26 FM Gru .................... 40

G

Gaspari Gabriele ...124 GIC .........................140

142

H

La Rivista “Concrete News” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

Supply chain of concrete and precast industry

Oli ............................. 70

Paschal ..................... 12 Penetron ................... 98 Peri ........................... 78 Progress .................104 Promove .................136

Sany ........................136 Smecap ...................102

T

TeamSystem ............ 74 Tierra ......................136 Trevi Benne ............132

U

Unacea ............22, 136 Unical ..........................8 UN.I.ON. ...............138

V

Vitali ......................... 62

W

Wacker Neuson ....... 94 WeBuild ................... 26 Werne & Thiel ......... 66

49 Autovictor 11 Barin 59 Bianchi 57 Blend Plants - FBG 14 Cem 18 Cifa 77 Concrete Expo 115 Conpaviper 23 CST II Damilano Group 24 Draco 107 Edilmatic 19 Elettrosigma 35 Euro Press Pack 5 Fagioli 7 FM Gru 3 GIC 43 GIS 137 Indeco 21 Istituto Italiano del Calcestruzzo IV Italcementi 91 JMG 73 Khl 53 Kimera 131 Mantovanibenne 13 Mapei 101 Mapex 111 MB 139 Neron 135 Overmat 10 Pappadà Gino III Pipeline & Gas Expo 9 Platform Basket 55 Potain 81 RM 85 Saeclimber 65 Socomec 17 Tecnocom 51 Tekna Chem 15 Tyrolit 121 VTN


THE ONLY EUROPEAN EXHIBITION FULLY DEDICATED TO THE MID-STREAM SECTOR AND THE GAS, OIL & WATER DISTRIBUTION NETWORKS

17-19 November 2020 Piacenza (Italy)

With the Patronage of

THE UTILITY CONSTRUCTION SHOW

TRA GLI ESPOSITORI CONFERMATI DEL PGE 2020 AMONG THE CONFIRMED EXHIBITORS AT PGE 2020 A.M.S.

Consulenze S.r.l.

STC

Servizi di Consulenza su Qualità , Salute, Sicurezza ed Ambiente Servizi di Ingegneria Civile e Strutturale

Services Technology Consulting

Bonatti Franco S.r.l. IMBALLAGGI INDUSTRIALI

Service S.r.l.

Supporting Associations

For info and stand bookings info@pipeline-gasexpo.it - Ph. +39 010 5704948

www.pipeline-gasexpo.it


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CONCRETE NEWS Marzo/Giugno 2020  

CONCRETE NEWS Marzo/Giugno 2020  

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