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TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO - OPERE CIVILI E INFRASTRUTTURE - PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI - INDUSTRIA DEGLI INERTI PREFABBRICAZIONE E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO - MONITORAGGIO, RIPRISTINO E CONSOLIDAMENTO - DEMOLIZIONE E RICICLAGGIO

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

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Supply chain of concrete eand precast industry Filiera del calcestruzzo della prefabbricazione

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La Rivista “Concrete News” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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3a Edizione

2020

Giornate italiane

del

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CalCestruzzo

italian ConCrete days 29-31 October 2020 - Piacenza, Italy

La Fiera della Ripartenza

N° 2 - 2020


3a Edizione

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Giornateitaliane italiane Giornate

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www.concretenews.it

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29-31 Ottobre 2

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Sollevamento | Trasporti Eccezionali Movimentazione Industriale e Portuale

Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria Fondazioni Perforazione pozzi | Gallerie Foundations | Drilling | Tunnelling | Geotechnics | Quarrying and Mining Industry Geotecnica | Industria estrattiva-mineraria

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29-31 October 202 29-31 October 202 Gli organizzatori ringr le Associazioni Partner, le Is che hanno sostenuto e danno loro appuntam che si terrà a Piacenza da

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Per informazioni sulla prossima edizione del 202


Fiera certificata An exhibition audited by

Patrocini Enti & Associazioni

126/2018 GICX18S1

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2020 - Piacenza

20 - Piacenza, Italy 20 - Piacenza, Italy raziano gli Espositori, stituzioni e i Media Partner la 3a Edizione del GIC mento alla 4a Edizione al 27 al 29 Ottobre 2022 Associazione Porti Italiani (ASSOPORTI) · Via dell’Arco De’ Ginnasi, 6 · 00186 Roma C.F. 80213650585 · phone +39 06 6876193 · fax +39 06 6876550 · www.assoporti.it · info@assoporti.it

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2 Ottobre G29-31 iornate italiane 2020 del CPIACENZA alCestruzzo ItalIan Days Pad. C 1 onCrete - Stand D37 Piacenza, 29-31 Ottobre 2020

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Editorale

Fabio Potestà

Editoriale

Alberto Finotto

Giacomo Grassi

“VIRIBUS UNITIS”: per una Nazione che non vuole fermarsi Cari Lettori, Nei momenti di grande difficoltà come quelli che stiamo vivendo attualmente a causa del Coronavirus, trovare spunti positivi è un esercizio davvero complesso. Infatti, come dice Oscar Wilde, “l’esperienza è un insegnante difficile: prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione”. Ebbene, nel nostro piccolo, possiamo affermare che il percorso iniziato nel 2016 con la prima edizione del GIC-Giornate Italiane del Calcestruzzo/Italian Concrete Days e il lancio nel 2018 del portale www.concretenews.it divenuto nel 2019 anche rivista in formato cartaceo, è un cammino che per la prima volta riesce a concretizzarsi in occasione della 3ª edizione della mostra piacentina, evento questo che potrà aver luogo soprattutto grazie alla condivisione e al supporto ottenuti dalle più importanti aziende italiane (e tra queste comprendiamo i distributori dei più noti brand esteri), ma anche delle Associazioni di categoria – sia italiane che internazionali – nonché delle principali istituzioni che operano nel comparto delle infrastrutture in calcestruzzo e delle costruzioni.

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A Piacenza, in un polo fieristico che assume il valore simbolico di una orgogliosa ripartenza, le Giornate Italiane del Calcestruzzo presentano il volto di un comparto che non si è arreso al baratro della seconda grande crisi del millennio. Il mondo del calcestruzzo si è insediato in prima linea nella battaglia per la ripresa delle costruzioni nazionali, diventando pietra d’angolo nel rilancio e nello sviluppo delle grandi opere infrastrutturali e dell’edilizia più avanzata e sostenibile. Oggi, i provvedimenti del governo nazionale aprono la strada a una ripresa possibile delle costruzioni, lanciando una sfida integrata che coinvolge l’efficientamento energetico e un diverso approccio alla progettazione e all’economia dei materiali. Su scala mondiale, d’altro canto, assistiamo a fenomeni confortanti come quello del rilancio dei prefabbricati in calcestruzzo, legato senz’altro a una nuova domanda abitativa e urbanistica che si armonizzi con l’ambiente e con una politica delle risorse che riguardano il consumo del suolo e il rapporto più sostenibile con i

territori antropizzati. Parliamo di quartieri residenziali e commerciali, edifici di servizio, ospedali, strutture di stoccaggio e gestione dei rifiuti solidi urbani, porti, aeroporti, centri logistici e intermodali e altro ancora. Tornando al nostro Paese, si staglia ormai inderogabile la grande sfida delle infrastrutture di cui l’Italia ha bisogno con urgenza. La strada sembra ormai segnata e un’altra sfida decisiva - quella alla burocrazia che frena opere e sviluppo - non pare più rinviabile. L’occasione costituita da questo momento così difficile ma epocale per l’Italia delle costruzioni è straordinaria e non va sprecata. Il mondo del calcestruzzo nazionale sta facendo la propria parte con encomiabile spirito di resistenza e con la spinta di innovazione che da sempre ne caratterizza la storia industriale. Noi oggi, al GIC di Piacenza, siamo testimoni di questa storia e ne innalziamo le aspettative più alte con l’energia dell’impegno e della più alta fiducia nel futuro del Paese.

Buona lettura

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Somari

Periodico associato a

Sommario

Agosto/Ottobre 2020 - Anno 2 Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

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del calcestruzzo e della prefabbricazione SupplyFiliera chain of concrete and precast industries R

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News ................................................... p.8

Cover Story Si alza il sipario sul GIC 2020 .................p.26

Opere Civili e Infrastrutture Gabriele Buia: “Recovery Fund occasione da non sciupare” .....................p.30 Ponte indiano ingegno italiano .................p.32 Il sostegno alla rinascita .........................p.34 Il genio in Galleria ..................................p.38

Tecnologia del Calcestruzzo Sui binari del betonaggio ........................p.40 OMG SICOMA una storia proiettata nel futuro ...............p.42 Non osservazione passiva ma sperimentazione attiva .....................p.46 La creatività del faccia a vista .................p.48 CSC fa rima con trasparenza ..................p.50 La grande sfida ....................................p.52

Calcestruzzo Preconfezionato Il Calcestruzzo? La soluzione per... ..........p.56 Innovazione e green economy .................p.58 Innovazione e sostenibilità ......................p.60 A misura di cliente ................................p.62

Tecnologia e Innovazione L’arte del riciclo ....................................p.64 La mente nella miscela ..........................p.66 Tecnologia italiana negli Stati Uniti ...........p.70 Vette sul cantiere .................................p.74 Novità elettrizzanti ................................p.78 Questione di qualità ...............................p.80

Impermeabilizzazione e Protezione del Calcestruzzo Il sistema PENETRON nella progettazione della vasca bianca a reazione cristallina ....p.82 Impermeabilizzazione... da vero Paradis ...p.86 ®

Prefabbricazione e Manufatti in Calcestruzzo Il caminetto? Ci brucio gli scarti del calcestruzzo ..........p.88 Un reticolo di arte e tecnologia ...............p.90 La movimentazione dei prefabbricati diventa easy .........................................p.92 Sguardo sul 4.0 ...................................p.94

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Industria degli Inerti Il nuovo corso di ANEPLA .......................p.96 Gli scarti industriali diventano inerti per calcestruzzo .............p.98

Automazione e Controllo Misurazione dell’umidità Una tecnologia di cui l’industria del calcestruzzo non può fare a meno ........................... p.100

Pavimentazioni Industriali & Massetti Una nuova veste per la pavimentazione del porto di Salonicco .......................... p.104 Romfracht ......................................... p.108 Calcestruzzo fibroarmato per le sfide più difficili .......................... p.110 Nasce il nuovo Codice di Buona Pratica Massetti .................... p.114 Re dei pavimenti ................................. p.116 Nuova frontiera .................................. p.120 Le pavimentazioni industriali non hanno più difetti ............................ p.124

Ripristino, Consolidamento e Ristrutturazione Allarme rosso per la ricostruzione nel Centro Italia .................................. p.126 Un Micro per bassi spessori ................. p.128 Sul binario giusto ................................ p.132

Monitoraggio Strutture e Testing L’evoluzione del testing ......................... p.136

Demolizione e Riciclaggio Con NADECO la decostruzione fa squadra .p.138 Cinque per l’Europa ............................. p.140 All’opera in terra cinese ....................... p.144 Concrete e irraggiungibili ..................... p.146

La voce delle Associazioni Edoardo Rovarini è il nuovo presidente ... p.148 Castagnone: “Il BIM sarà la chiave di svolta nelle opere pubbliche” ............. p.150

Normative e Certificazioni Le regole del Superbonus ..................... p.154

Direttore Responsabile Fabio Potestà Responsabile Editoriale Giacomo Grassi Collaboratori Roberto Ambra Alberto Finotto Grafica e impaginazione Romina Testino grafica@mediapointsrl.it Fotografia Archivio Concretenews Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it Direzione e redazione MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 redazione@concretenews.it Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 adv@concretenews.it Pre-stampa e stampa Euro Grafica - Genova Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Exhibitions Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2020

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G29-31 iornate italiane Ottobre 2020

del CPIACENZA alCestruzzo ItalIan Days Pad. C 1 onCrete - Stand B14 Piacenza, 29-31 Ottobre 2020

La normativa Secondo la normativa vigente, sono idonei alla produzione di calcestruzzo per uso strutturale gli aggregati ottenuti dalla lavorazione di materiali naturali, artificiali, oppure provenienti da processi di riciclo conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 12620. La normativa specifica chiaramente che gli aggregati naturali e quelli artificiali/industriali sono equiparati, mentre gli aggregati riciclati sono distinti da un “oppure” che indica che posso sostituire quelli naturali e artificiali/industriali solo con quelli riciclati.

Il manufatto prefabbricato Qubeco Il manufatto prefabbricato Qubeco è realizzato con l’impiego di calcestruzzo contenente aggregato industriale certificato e selezionato. Le materie prime secondarie impiegate sono prodotte nell’impianto produttivo di Calvisano (Bs) in Via Carpenedolo, 16/A. La certificazione attestante la marcatura CE dell’aggregato è disponibile sul nostro sito.

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News

News

Il nuovo volto di Milano targato Sermac Poker di macchine ad alte prestazioni recentemente consegnate alle più importanti società di noleggio e pompaggio di calcestruzzo operanti a Milano e Provincia tra le quali Tripodi, MM Service & SAF, Derro Trasporto e Pompaggio CLS e naturalmente Gruppo Migliaccio. Gli acquisti più importanti hanno rispettivamente riguardato i modelli 5RZ46 e 6RZ56 della gamma Superlight e la pompa 5RZ51, con gruppi pompanti di ultima generazione. Anche per l’autocarramento delle macchine la scelta dei clienti è stata articolata tra le maggiori marche di camion come Mercedes-Benz, Volvo, Scania e Iveco a dimostrazione della capacità di SERMAC di soddisfare le scelte dei clienti interfacciandosi tecnicamente con i rispettivi concessionari per allestire l’attrezzatura completa con la massima precisione. SERMAC si conferma il partner ideale per soddisfare la clientela più esigente e trasformare i progetti in realtà concrete.

Colabeton si dota di EPD per i propri calcestruzzi

SISTEMI MAGNETICI

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G29-31 iornate italiane Ottobre 2020

del CPIACENZA alCestruzzo ItalIan onCrete Days Pad. 1 -CStand D18-E17

Loc. Sugremaro, 1 43053 Compiano (PR) Italy Tel: +39 0525 825131 @: info@pappadagino.com web: www.pappadagino.com

Piacenza, 29-31 Ottobre 2020

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L’Environmental Product Declaration (Dichiarazione Ambientale di Prodotto) è un documento che descrive gli impatti ambientali legati alla produzione di calcestruzzo, considerando tutto ciò che essa comporta in termini di consumi energetici, materie prime, semilavorati (tra cui lo stesso cemento) e acqua, la fase di trasporto, la produzione di rifiuti ed emissioni in atmosfera. I primi prodotti a essere dotati di EPD sono i 5 calcestruzzi dell’impianto di Mediglia (MI), cioè un CLS RCK20, tre tipologie di Dry Crystal RCK37 e un BeForce RCK55. La scelta di questo impianto da parte di Colabeton è dovuta all’importanza strategica, per le numerose opportunità marketing e commerciali che tale certificazione potrà garantire ai vari clienti di questa area metropolitana, solitamente molto attiva in termini di opere pubbliche. L’EPD Colabeton è basata su un’analisi LCA (Life Cycle Assessment) eseguita in accordo agli standard ISO 14040 e 14044 e in conformità alla norma ISO 14025. In aggiunta, fa riferimento al regolamento di EPDItaly e alla PCR (Product Category Rules) PCR ICMQ-001/15 – Prodotti da costruzione e servizi per costruzioni (Rev2.1) e alla EN 15804:2012+A1:2013. Colabeton intende comunicare in modo chiaro e oggettivo le prestazioni ambientali dei propri calcestruzzi, in virtù della politica di sostenibilità e trasparenza che il Gruppo è solito adottare nei confronti di tutti gli Stakeholder.

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SOLUZIONI INNOVATIVE AL PASSO CON LA PIÙ MODERNA PREFABBRICAZIONE Da oltre quarant’anni la Tecnocom, parte del Gruppo internazionale Progress, progetta e realizza casseri e sistemi completi per il settore della prefabbricazione residenziale, industriale ed infrastrutturale. In una sede completamente rinnovata ed ampliata, negli uffici e nello stabilimento produttivo, con grandi progetti di crescita in corso, l’azienda friulana leader in tutto il mondo mette al centro della propria attività il cliente e le esigenze della più moderna prefabbricazione, in Italia ed all’estero, grazie allo studio di soluzioni tecnologiche sempre all’avanguardia. Qualità, affidabilità, innovazione e customizzazione sono i valori fondanti della Tecnocom, la chiave del suo successo. L’eccellenza al servizio della clientela.

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G29-31 iornate italiane Ottobre 2020

del CPIACENZA alCestruzzo ItalIan Days Pad. C 1 onCrete - Stand C18 Piacenza, 29-31 Ottobre 2020

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PROGRESS GROUP

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News

News AdermaLocatelli porta al GIC 2020 il software GP Anchor Calculation AdermaLocatelli, azienda produttrice di profili d’ancoraggio per calcestruzzo, crede fortemente nell’innovazione digitale. Per questo motivo, da anni fornisce ai suoi clienti un software specificamente dedicato al progetto e alla verifica dei suoi prodotti e denominato GP Anchor Calculation. Gli algoritmi alla base del calcolo risultano certamente innovativi: consentono ai progettisti di controllare puntualmente i risultati ottenuti, garantiscono massima flessibilità nell’impostazione del problema, gestiscono molteplici normative di calcolo e sono visualizzabili all’interno di un’interfaccia estremamente moderna e interattiva. Il software può essere utilizzato sia dal personale di AdermaLocatelli, sia da tecnici esterni: l’azienda ha infatti ottimizzato i passaggi logici per percorrere il corretto iter progettuale, mentre i risultati di calcolo sono presentati all’interno di una relazione completa e professionale. Il software può essere liberamente scaricato dal sito www.anchorchannels.com/gpanchorcalculation: è stato sviluppato da BeEngineered s.r.l., azienda a forte componente ingegneristica, specializzata nello sviluppo software per l’ingegneria civile e nella quale AdermaLocatelli ha deciso di partecipare. Questa scelta è naturalmente derivata dalla medesima volontà aziendale di innovarsi digitalmente che ha consentito lo sviluppo di GP Anchor Calculation e grazie alla quale AdermaLocatelli può distinguersi dalla concorrenza: oggi, infatti, l’azienda non si limita più a fornire il solo prodotto, ma è anche in grado di garantire un efficiente servizio di progettazione a corredo di esso. Uno staff tecnico aziendale specializzato, un efficace e innovativo strumento di calcolo, una decennale esperienza e la garanzia di prodotti certificati: questi sono solo alcuni dei motivi per cui oggi AdermaLocatelli può essere considerata, a tutti gli effetti, importante punto di riferimento nel mondo dei profili d’ancoraggio per calcestruzzo.

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News

News

Hydrogeo presenta al GIC 2020 RADCON Formula #7 e RADMYX Hydrogeo presenta al GIC 2020 di Piacenza i prodotti RADCON Formula #7 e RADMYX. RADCON FORMULA #7 è una soluzione ecologica a base di silicati di sodio modificati biochimicamente che viene applicata a spruzzo sulla superficie del calcestruzzo e penetrando nella sua matrice sigilla fessure, pori e capillarità mediante un processo di gelificazione, creando un substrato a tenuta stagna contro l’ingresso dell’acqua e dei contaminanti come tutti i sali e gli idrocarburi. Trattandosi di un composto gelatinoso e non vetrificante, l’autorigenerazione del processo dura per tutta la vita operativa del calcestruzzo con durevoli benefici annullando di fatto il fenomeno della carbonatazione e favorendo inoltre la tutela del ferro di armatura. Una volta eseguito il trattamento non è necessaria alcuna manutenzione. Viene prevalentemente impiegato per impermeabilizzazione di impalcati di viadotti, gallerie artificiali, rampe, parcheggi sopraelevati, gradinate di stadi, piscine, vasche, ecc. RADMYX è un sistema di impermeabilizzazione capillare per strutture in calcestruzzo: è un additivo di massa che viene aggiunto all’impianto (800 grammi per metro cubo di calcestruzzo) e che reagisce con i sottoprodotti di idratazione del cemento formando dei micro cristalli che in presenza di acqua si attivano creando microfibre in grado di bloccare le venute d’acqua sia in spinta positiva che in spinta negativa. Viene impiegato prevalentemente per l’impermeabilizzazione di opere interrate e/o comunque non soggette a particolari stress termici.

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INTRODUCING THE LATEST INNOVATION, THE NEW PRESENTA LA SUA PIÙ RECENTE INNOVAZIONE, LA NUOVA THE MACHINE FOR EVERY JOB: LA MACCHINA GIUSTA PER QUALSIASI UTILIZZO: EXTERNAL SLABS SOLAI ESTERNI INDUSTRIAL FLOORS PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI AGRICULTURAL AGRICOLTURA SMALL WAREHOUSE PICCOLI MAGAZZINI

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News

News

RM porta al GIC 2020 il mescolatore doppio asse Serie MB e il nuovo Filtro STAR RM alza i veli al GIC 2020 sulle più recenti novità. Nello specifico si tratta di un mescolatore doppio asse Serie MB e del nuovo Filtro STAR per la depolverazione e sfiatamento sili. Sarà anche l’occasione per presentare al pubblico la rinnovata valvola a ghigliottina idraulica a marchio Vega presentata per la prima volta al pubblico al Bauma 2019. Accanto alle novità saranno esposti i consueti prodotti della gamma RM che il pubblico ha imparato a conoscere ed apprezzare nel corso degli anni. Appuntamento quindi allo STAND B30-C29 PADIGLIONE 1 di Piacenza Expo.

I sistemi per il riciclaggio e i vagli vibranti di C&B DUE in vetrina al GIC C&B due in occasione del GIC di Piacenza offrirà al pubblico una panoramica completa della sua gamma prodotti. C&B due Srl è un’azienda italiana leader nella produzione di macchine per il lavaggio e il riciclaggio del calcestruzzo e attrezzature per la vagliatura e la movimentazione degli inerti. I sistemi per il riciclaggio risolvono il gravoso problema del calcestruzzo residuo e dell’acqua di lavaggio delle autobetoniere. Questi impianti possono essere fissi o mobili e sono composti da un separatore (BR 10 o BR 25) che lava e separa gli inerti rendendoli nuovamente utilizzabili. I sistemi di lavaggio mobili sono facilmente trasferibili da un cantiere all’altro poiché la vasca di stoccaggio dell’acqua sporca è parte integrante dell’impianto. L’acqua residua derivante dal ciclo di lavaggio del calcestruzzo potrà ancora essere trattata successivamente con appositi impianti Matec dotati di filtropresse in grado di trattare e depurare l’acqua residua rendendola pulita e quindi completamente riutilizzabile. I vagli vibranti “Vibrofer” sono particolarmente indicati per la selezione di inerti, garantendo un’ottima qualità di selezione, elevate produzioni, semplicità di manutenzione e durata nel tempo. Tutti i vagli possono essere equipaggiati con un impianto dotato di docce di lavaggio o di apposite cofanature, nel caso in cui debbano essere trattati a secco materiali particolarmente polverosi. Per i vagli di dimensioni maggiori è previsto l’utilizzo di due vibratori che permettono una migliore distribuzione delle sollecitazioni sui corpi delle macchine. In casi particolari, dove non è possibile inserire per motivi di spazio i vagli a vibrazione libera circolare tradizionali, possono essere forniti vagli orizzontali a vibrazione unidirezionale o ellittica.

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News

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ILPA porta al GIC l’innovativo pannello PUR-STOCK per casseforme Il pannello PUR-STOCK è l’ultima innovazione proposta da ILPA e sarà presente anche al GIC 2020. La storica azienda bresciana non è nuova nel rivoluzionare il settore delle casseforme con proposte innovative. Già all’inizio degli anni ‘90 è stata la prima ditta al mondo a proporre una cassaforma composita, utilizzando legno e plastica in questo settore tradizionalmente conservatore. Attualmente in tutte le costruzioni più ardite, ultima delle quali la KINGDOM TOWER di JEDDA in Arabia Saudita, prima costruzione a superare il chilometro di altezza, hanno utilizzato pannelli concepiti a Brescia ed oggi utilizzati da tutti i principali player di settore. Questo pannello utilizzato come il tradizionale pannello a tre strati, abbinato al travetto di legno per l’armatura di solette, apre un nuovo business nel settore dell’affitto. La prima grande opera realizzata con successo è il The heart of the macblue! nuovo aeroporto di Johannesburg in Sud Africa, dove si sono potute realizzare grandi superfici con finiture impensabili con i tradizionali pannelli e senza l’ausilio del tradizionale olio disarmante.

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GOttobre iornate italiane 29-31 2020 - PIACENZA del CalCestruzzo Pad. 1 - Stand E28 ItalIan ConCrete Days

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G29-31 iornate italiane Ottobre 2020

del CPIACENZA alCestruzzo ItalIan onCrete Days Pad. 1 -CStand D20-E19 Piacenza, 29-31 Ottobre 2020

Calcestruzzi per il MOSE di Venezia Calcestruzzi è stata protagonista nei lavori di realizzazione e messa in funzione del MOSE di Venezia con la fornitura di i.idro MARINE CONCRETE, il calcestruzzo per applicazioni specifiche appositamente sviluppato per l’uso in ambienti marini o esposti a condizioni ambientali soggette all’azione corrosiva del mare o dell’aria. Anche se immerso nell’acqua di mare, il prodotto è in grado di resistere a diverse azioni corrosive quali quelle esercitate dai cloruri e dai solfati, dall’azione meccanica esercitata dalle onde e dalla conseguente azione del bagnasciuga. Nella sua formulazione specifica per il Mose, è in grado di garantire una vita di esercizio dell’opera di oltre 100 anni. I cassoni che contengono le paratie – ciascuno dell’imponente misura di 60 x 35 metri – sono stati realizzati con i.idro MARINE CONCRETE e rinforzati con barre di acciaio. Per far fronte agli elevati volumi richiesti dall’opera, Calcestruzzi ha installato una centrale di betonaggio sul litorale dell’isola di Pellestrina all’interno dell’area di cantiere composta da due impianti mobili. i.idro MARINE CONCRETE è stato immesso a ciclo continuo nelle autobetoniere e dopo un breve tragitto viene scaricato direttamente nei cassoni. Una volta stagionati, i cassoni sono stati posati direttamente in mare per la realizzazione dell’opera. Il cemento prodotto dalle cementerie di Calusco d’Adda (Bg) e Trieste arriva al Porto Marghera e da lì raggiunge direttamente via mare l’impianto di produzione del calcestruzzo. Grazie a questa scelta sostenibile è stato completamente eliminato il traffico su ferry boat e su strada.

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Il calcestruzzo, plasmato in fase di getto, è il materiale da costruzione più versatile e durevole. Le matrici RECKLI consentono di personalizzare e liberare la tua creatività, mitigando le imperfezioni tipiche del getto faccia a vista. Con i prodotti COPLAN è possibile agire sulla superficie del getto per colorare, proteggere, acidare, microlavare, pulire e rendere ancora più unici e durevoli i vostri manufatti in calcestruzzo.

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News

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Gli utensili di Lupato Meccanica in vetrina al GIC 2020 Lupato Meccanica, azienda leader nella produzione di utensili per il settore pietra da oltre trent’anni, ha ora progettato e sviluppato una gamma di prodotti per finiture grezze per calcestruzzo e agglomerati. Le finiture proposte si distinguono per tipologia di segno, layout e densità, e sono ad esempio spuntatura, bocciardatura, sabbiatura, graffiatura e rullatura. La nuova gamma di utensili si può applicare su macchine fisse – quindi macchine manuali o automatiche usate principalmente in laboratorio e che montano mole di almeno Ø250 mm e dischi almeno di Ø400mm - o su macchine portatili - quindi macchine di piccole

dimensioni per lavorazioni manuali facilmente trasportabili per essere utilizzate sia in laboratorio che in cantiere, e che montano utensili di massimo Ø230mm. I prodotti Lupato Meccanica quindi possono essere installati su linee di lucidatura, frese a ponte e a bandiera, levigatrici e lucidatrici da pavimento, smerigliatrici e molte altre tipologie di macchine. Nel campo dell’edilizia le lavorazioni grezze sono ideali anche per tutte le pavimentazioni esterne quali aree pedonali e piazzali e per rivestimenti esterni di capannoni e edifici. Sono molto richieste nell’ambito di progetti di riqualificazione per la messa in sicurezza di pavimentazioni rendendole antisdrucciolevoli, rispondendo al meglio ai requisiti di sicurezza antiscivolo e resistenza allo slittamento anche in presenza di situazioni climatiche avverse.

Betonrossi al GIC 2020 punta sulle pavimentazioni Betonrossi in occasione del GIC 2020 presenterà la gamma prodotti con un focus particolare dedicato alle pavimentazioni. Presso lo stand si potranno visionare i classici “BetonPav” e “DrainBeton”, prodotti Betonrossi presenti sul mercato da anni, oltre che esempi di pavimentazione in calcestruzzo “lavato” e “levigato”. Soluzioni che ampliano l’offerta e la proposta nel campo delle pavimentazioni. con questa con i suoi calcestruzzi per pavimentazioni si presenta con prodotti ad elevata valenza estetica e funzionale che vanno ad affiancarsi ai calcestruzzi “standard” prestazionali / strutturali. Tutte le realizzazioni sono state sviluppate e realizzate con aggregati locali realizzando materiali sostenibili e a basso impatto ambientale. L’ attenzione è sempre più rivolta alle molteplici richieste della clientela, ed in generale alle esigenze del mercato, operando con competenza, attenzione e professionalità nello sviluppo del prodotto e nel servizio offerto.

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News

News

Icaro porta al GIC 2020 l’innovativa Legatrice Automatica per Tondino Icaro porta al GIC 2020 di Piacenza l’innovativa Legatrice Automatica per Tondino. L’azienda bergamasca, protagonista di REBARTEXPO, punta su uno dei suoi modelli di maggiore successo: l’innovativa tecnologia di legatura del tondino sostituisce la legatura manuale, migliora l’efficienza del lavoro e riduce il numero di lavoratori necessari. La Legatrice Automatica può essere utilizzata in vari settori quali costruzioni, ponti, strade, ferrovie, infrastrutture e altri progetti speciali. Con un peso di soli 1,45 kg, la nuova Legatrice senza fili è potente quanto una legatrice con filo. Dotata di due batterie agli ioni di litio da 14,4V, essa offre ampia libertà di movimento e una prolungata autonomia di lavoro per gli operai sul sito di costruzione. Grazie alla velocità di legatura di 0,7 secondi per nodo, le prestazioni sul sito di costruzione diventano particolarmente veloci per una migliore gestione del tempo e delle risorse umane.

Nuova commessa USA per Webuild Webuild tramite la controllata statunitense Lane si è aggiudicata la gara da 176 milioni di dollari per il progetto di estensione Phase III della superstrada a pedaggio 183A, nel Nord del Paese. L’intervento consisterà nell’aggiunta di due corsie per un tratto di 6,6 miglia in ogni direzione tra la Hero Way e la SH 29 North. In più verrà realizzato un tratto tra la Hero Way e la Steward Junction South. I lavori prevedono la realizzazione di ben 17 ponti. Il progetto dovrà essere portato a termine entro la fine di ottobre 2024.

BUCHER MUNICIPAL

Spazio all’impianto di betonaggio mobile Bucher Cosmix

Bucher Municipal porta al GIC 2020 di Piacenza l’impianto di betonaggio mobile Bucher Cosmix, prodotto che continua a riscuotere grande successo sul mercato. Grazie all’esperienza nel raggiungere clienti su scala globale in un mondo in continua evoluzione, l’azienda ha progettato una macchina unica nel suo genere, portando nuove tecnologie nel campo dell’edilizia, migliorando il modo di lavorare, sempre con la massima efficienza. Con un tempo di messa in servizio ridotto (meno di due minuti) e il controllo totale della produzione e della qualità di calcestruzzo, Bucher Cosmix è uno strumento in grado di trasformare il business di chi lo utilizza. Grazie alla capacità di produzione di 50 m3 / ora e la possibilità di avvio e arresto, è possibile utilizzare Cosmix solo quando è necessario, senza sprechi e con tempi ridotti di sosta della squadra di operatori. E’ possibile terminare i progetti in poco tempo, risparmiando numerosi giorni di lavoro rispetto ai metodi tradizionali. Ciò consente di aumentare la redditività in media del 30% e di ridurre anche il traffico stradale della medesima percentuale.

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News

News

AGRES porta al GIC le pompe carrellate e autocarrate SANY e PUTZMEISTER Agres srl, con sede a Cavenago di Brianza, è dealer del gruppo Putzmeister-Sany per l’Italia. L’azienda sarà presente al al GIC di Piacenza nel Padiglione 1 – stand A36+B35 con una pompa autocarrata Sany modello SY37 Z5-150 e una pompa carrellata Putzmeister modello BSA 1005 D3 BC. La produzione Putzmeister, lo ricordiamo, comprende pompe carrellate, pompe autocarrate, autobetoniere, pompe per spitz-beton, intonacatrici e pompe per sottofondi.

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World of Concrete 2021 slitta a giugno Il World of Concrete 2021 è stato posticipato di cinque mesi. La nuova collocazione in calendario è dal giorno 8 al 10 giugno del prossimo anno. Gli organizzatori della manifestazione, alla luce dell’evolversi della pandemia a livello mondiale e locale negli Stati Uniti, hanno ritenuto che lo slittamento dell’evento fosse la soluzione migliore. Confermatissima, invece, la location che come per le passate edizioni sarà il Las Vegas Convention Center. “Ci impegniamo con i nostri espositori e partecipanti a fornire ogni anno una preziosa e produttiva esperienza faccia a faccia al WOC - ha affermato Jackie James, Group Director di World of Concrete - Questa è la prima volta nella nostra storia quasi cinquantennale che ci troviamo di fronte a circostanze che ci hanno indotto a riprogrammare l’evento. Riteniamo che le nuove date di giugno forniranno a tutti il tempo necessario per pianificare in modo efficace la manifestazione e ci consentiranno di reimmaginare il WOC per un periodo diverso dell’anno. Spostare l’evento dall’inverno alla tarda primavera consentirà ulteriori attività all’aperto di cui tutti potranno godere a Las Vegas, tra cui mostre di prim’ordine, dimostrazioni di nuovi prodotti ed entusiasmanti eventi per gli spettatori”.

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Al TOP per i pavimenti LMA Machine offre ai visitatori del GIC 2020 di Piacenza una panoramica completa delle sue machine per la levigazione e lucidatura delle superfici. LEADER MACHINE è una levigatrice professionale dotata di motore da 4HP necessaria per la pulizia di pavimentazioni civili ed industriali. Grazie alle dimensioni compatte e alla straordinaria maneggevolezza, è l’ideale per le operazioni di levigatura delle superfici di piccole e medie dimensioni in marmo, cemento, granito, gres, terrazzo e per preparare supporti per applicazioni resine e adatta a rimozione i vernici e colle. Grazie al suo movimento roto-orbitale, ORBITOP consente all’operatore di poter rilucidare marmi su banconi, top, gradini, tavoli e piccole superfici e fare trattamenti finali quali cristallizzazioni, cere etc... Inoltre è indicata anche per lavaggi di fondo, lavaggio moquettes e levigatura parquet. SD GRINDER oltre ad essere una monospazzola a basso impatto ambientale è anche molto robusta e di facile manutenzione. Dotata di carcassa e asta del manico in alluminio, coniuga efficienza, solidità e facilità di utilizzo rendendo la monospazzola ideale per chi deve soddisfare ogni esigenza di pulizia. Alcune caratteristiche: ruote di Ø150 mm in gomma morbida antitraccia, serbatoio capiente opzionale (15 l.), fornito di comodo tappo, costruzione estremamente robusta, installabile senza l’utilizzo di utensili. Regolabile in base all’altezza, la sua forma consente di abbassare il baricentro aumentandone la spinta sul pavimento.

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News

News - In ricordo di...

Ciao Faustino, ci mancherai IL 13 AGOSTO SI È SPENTO FAUSTINO BODRERO, PIONIERE NEL MONDO DELLE CASSEFORME PER CALCESTRUZZO E IMPRENDITORE ILLUMINATO. I FIGLI CHRISTIAN E ANDREA AL TIMONE DELL’AZIENDA PIEMONTESE

S

e ne è andato il 13 agosto scorso in silenzio, come nel suo stile. La scomparsa di Faustino Bodrero, nome molto noto nel settore delle casseforme da costruzioni, ha suscitato grande cordoglio nel mondo edilizio della prefabricazione. Faustino Bodrero era titolare della ditta Bodrero Casseforme srl con sede in provincia di Cuneo e alle spalle aveva un lungo percorso professionale iniziato nei primi anni ‘80. Nel 1983 Bodrero diede vita alla sua attività in una piccola officina, per trasferirla dieci anni più tardi nell’attuale sede che ad oggi si sviluppa su un’area produttiva di 6.000 mq insieme ad altri magazzini per la messa in vendita di attrezzature d’occasione. Da allora l’azienda ha conosciuto una notevole espansione anche nel mercato estero e oggi esporta in tutto il mondo i suoi prodotti.

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La Bodrero Casseforme si occupa di progettare, realizzare ed installare casseforme, impianti completi ed attrezzature per i prefabbricati in calcestruzzo armato e precompresso destinati alla costruzione di strutture industriali, civili e stradali. Nel 2018 Faustino Bodrero ha ampliato il suo commercio fondando una società in Spagna, la BODRERO MOLDES IBERICA SLU con sede in provincia di Toledo destinata alla vendita di attrezzature per la prefabbricazione. Bodrero aveva una grande passione per la montagna. Fin da giovane amava scalare le vette dell’arco Alpino fino ad arrivare in Patagonia con alcune spedizioni. Appassionato di sport invernali, aveva frequentato la scuola di sci con il campione del mondo Piero Gros. Un altra sua passione fu quella per i motori, che lo spinse

Faustino Bodrero

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PRECAST 2020 – Leicester (Inghilterra) 2-6 Novembre 2020 www.britishprecast.org (evento online)

ECOMONDO – Rimini (Italia) 3-6 Novembre 2020 www.ecomondo.com

Faustino e Christian Bodrero

nel 1998 a realizzare e gestire in società con alcuni amici il circuito internazionale Kart Planet di Busca (CN). Dopo il triste accaduto, le sue attività sono passate in gestione agli altri componenti della sua famiglia, ovvero i figli Christian e

Andrea insieme alla moglie Irma Ponzi i quali lavorano nell’azienda famigliare rispettivamente da 12, 20 e 35 anni. Il loro obbiettivo è ore quello di proseguire quanto realizzato da Faustino Bodrero nella sua vita con sconfinata passione e dedizione.

BAUMA CHINA – Shanghai (Cina) 24-27 Novembre 2020 www.bauma-china.com

WIRE – Düsseldorf (Germania) 7-11 Dicembre 2020 www.wire.de

BETON-TAGE, Neu-Ulm (Germania) 23-26 Febbraio 2021 www.betontage.de

INTERMAT, Parigi (Francia) 19-24 Aprile 2021 www.paris-en.intermatconstruction.com

UK CONCRETE SHOW, Birmingham (Inghilterra) 6-7 Maggio 2021 www.concreteshow.co.uk

SMOPYC, Willingen (Germania) 26-29 Maggio 2021 www.smopyc.es

WORLD OF CONCRETE 2021 – Las Vegas (USA) 8-10 Giugno 2021 www.worldofconcrete.com

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BIBM CONGRESS, Copenhagen (Danimarca) 14-16 Novembre 2021 www.bibmcongress.eu

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Cover Story

Si alza il sipario sul GIC 2020 I

l GIC 2020 quale volano per la ripartenza del settore del calcestruzzo. A Piacenza Expo, dal 29 al 31 ottobre prossimi, andrà in scena la più importante manifestazione europea dedicata al comparto e, numeri alla mano, si può già affermare che l’apprezzamento degli operatori non è mancato neppure questa volta.

La situazione in Italia Nel 2018 la produzione di cemento in Italia si è attestata a 19,3 milioni di tonnellate. La crescita è stata del 3,1% al Nord, mentre nel Centro e nel Sud la produzione si è contratta rispettivamente del 5,9% e del 2,4%. Invariata nelle isole. In crescita anche la produzione del calcestruzzo preconfezionato: +1% rispetto al 2017, ovvero 27,67 milioni di metri cubi. In timida crescita anche il consumo nazionale di cemento: +1,5%, pari a 18,98 milioni di tonnellate, nel 2018 rispetto al 2017.

Per tre giorni il quartiere fieristico piacentino ospiterà su una superficie di 11 mila metri quadri gli oltre 140 espositori, comprendenti i principali player italiani (e tra i più importanti esteri) del settore, in qualità di costruttori di macchine, attrezzature, materiali e prodotti chimici, offrendo in tal modo ai visitatori della fiera una vetrina privilegiata sulle tecnologie più innovative applicate alla filiera del calcestruzzo che comprende anche la demolizione delle strutture in cemento armato, il riciclaggio e il trasporto degli inerti. GIC, prima manifestazione in Italia dedicata al mondo delle infrastrutture in calcestruzzo e della prefabbricazione, si

Il taglio del nastro al GIC 2018

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pone, pertanto, come punto d’incontro tra le Istituzioni politiche e gli operatori. Un momento di confronto quanto mai necessario soprattutto in questo periodo di ripartenza post-Covid, perché, come il crollo del Ponte Morandi prima e la costruzione del nuovo ponte S. Giorgio di Genova poi hanno dimostrato, la manutenzione delle opere pubbliche e l’edificazione di nuove infrastrutture sono la condizione neces-

saria per l’incolumità dei cittadini e la leva imprescindibile per la ripartenza economica del nostro Paese. Un dialogo reso ancora più urgente dall’intenzione dell’esecutivo di far ripartire le opere pubbliche (oltre 200 miliardi l’investimento previsto per i prossimi 10 anni), grazie ai fondi dell’Unione Europea che saranno destinati per ultimare quelle opere da tempo sospese, ma anche per la costruzione di nuove infrastrutture in

ambito ferroviario, stradale, portuale, aeroportuale, intermodale ma anche per strutture sportive (quali stadi, palazzetti dello sport, etc), ovviamente senza dimenticare gli interventi di salvaguardia dei territori colpiti da eventi sismici e dissesti idrogeologici, tutti interventi che hanno nel calcestruzzo il loro comun denominatore. Tante saranno le novità esposte al GIC 2020, così come numerose saranno le te-

I numeri del settore Il segmento delle costruzioni in Italia rappresenta l’8% del Pil. Le imprese della filiera del cemento e del calcestruzzo hanno mostrato dal 2017 al 2018 una continua ripresa, con una crescita del fatturato e del valore aggiunto dell’intera filiera Federbeton rispettivamente del 3,3% e del 3,4%. Nel 2018 i consumi di cemento nel mondo sono aumentati del 3% rispetto al 2017, superando i 4 miliardi di tonnellate. A trainare il mercato è la Cina (+3%), ma sono in crescita anche in generale i mercati asiatici, il Nord America (+2%), mentre rallenta il consumo in America Latina (-1%). Consumi in aumento anche in Europa Occidentale (+1%), soprattutto per Spagna, Francia, Germania e Italia che ha registrato un aumento dell’1% nel 2018 rispetto al 2017, con un consumo di 18,9 milioni di tonnellate di cemento.

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CoverStoy

matiche dei convegni che si terranno in presenza (ovviamente nel rispetto delle più stringenti normative di distanziamento e sicurezza sanitaria) durante i 3 giorni di apertura della mostra piacentina. Anche nell’edizione 2020 ci sarà spazio per IDREXPO, dedicato al mondo delle demolizioni, CONPAVITEXPO, incentrato massetti e pavimentazioni industriali e AGGRETEXPO, focalizzato sull’industria degli inerti. Novità di quest’anno sarà REBARTEXPO, dedicato alle macchine per la piegatura del tondino.

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I dati dell’export I dati relativi all’export/import confermano il primato dell’Italia come paese esportatore. Nel 2018 il nostro Paese ha inviato all’estero circa 2,2 milioni di tonnellate di cemento e clinker (l’11,4% della produzione) in crescita del 7,8% rispetto all’anno precedente. Con una quota del 26,5% la Francia si è confermata come principale mercato per il cemento italiano, superando la Svizzera (16,6%), Malta (16,4%) e Spagna (16,3%). La capacità produttiva nel 2018 è stata di circa 32 milioni di tonnellate di cemento. In forte miglioramento la capacità produttiva utilizzata negli impianti del Nord e dell’area insulare del Paese, in peggioramento invece quella del Centro e del Sud. La distribuzione territoriale delle unità produttive vede la presenza del 39% degli impianti al Nord, del 16% al Centro e del 45% al Sud e nelle Isole.

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il made in Italy per eccellenza Con oltre 60 anni di esperienza, le famiglie fondatrici, Fuochi e Milanesi, conducono ancora oggi l’azienda FM GRU, leader nella costruzione e vendita di gru per edilizia: l’intero processo produttivo, dalla progettazione al collaudo finale, si svolge nella sede di Pontenure (PC), realizzando un prodotto made in Italy. Grazie all’impiego di tecnologie innovative e alla capacità di soddisfare le richieste di ogni singolo cantiere, il marchio FM è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per la sua qualità, affidabilità ed efficienza.

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Opere Civili e Infrastrutture

Gabriele Buia: “Recovery Fund occasione da non sciupare” IL PRESIDENTE DELL’ANCE AUSPICA UNA VISIONE CHIARA DI FUTURO PER SUPERARE LE “SOLUZIONI TAMPONE” A FAVORE DI UN PROGETTO A LUNGA SCADENZA. INFRASTRUTTURE E DIGITALIZZAZIONE TRA LE PRIORITA’ INDICATE

1)

Dottor Buia, innanzitutto grazie di avere accolto il nostro invito. Stiamo cercando con fatica, ma anche con grande entusiasmo e forza di volontà, di uscire dall’incubo del Covid e del lockdown. Come si è mosso secondo voi il Governo in questi mesi? “Sono stati mesi durissimi, e in gran parte lo sono ancora. Credo che abbiamo saputo bene affrontare l’emergenza, ma che manchi una visione di futuro e di che Paese vogliamo. I provvedimenti adottati in questi mesi hanno respiro corto, non incidono sui mali strutturali di questo Paese ma si limitano a trovare delle soluzioni tampone. In particolare sulla rigenerazione urbana e sulla concorrenza nel mercato dei lavori pubblici ci aspettavamo soluzioni strutturali e invece vediamo riproporre una visione troppo spesso conservatrice oppure nemica della concorrenza. Oggi più che mai invece è ora di fare scelte coraggiose e adottare finalmente misure di rilancio, di svolta per le prossime generazioni. Giusto intervenire in emergenza sulle misure di sostegno e di assistenza, ma bisogna creare lavoro, investire nel futuro e rimettere in moto il Paese”.

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2)

Abbiamo seguito i vostri appelli e le battaglie contro alcuni provvedimenti, come per esempio lo “Split Payment”. Perché è una spina nel fianco? “Perché si tratta di un vero e proprio furto di liquidità alle nostre imprese, alle quali questa misura ingiusta e assolutamente inutile - visto che con la fatturazione elettronica lo Stato ha in mano tutti gli strumenti per colpire i possibili evasori - sottrae ogni anno qualcosa come 2,5 miliardi di euro. Un gravissimo danno sociale ed economico, perpetrato peraltro in un momento drammatico come questo, contro cui ci siamo battuti con la massima determinazione, anche insieme a tutta la filiera del settore”.

3)

Quali sono le vostre richieste e le priorità per far ripartire il Paese? “Secondo noi questo Paese non potrà rimettersi in marcia se prima non vengono sciolti i nodi che lo tengono ingessato da anni. Come Ance abbiamo indicato cinque principali linee d’azione per raggiungere questo obiettivo. Innanzitutto la manutenzione del territorio e delle

infrastrutture. Serve un programma di interventi diffusi, un Piano Italia orientato alla sostenibilità, che comprenda opere per l’attenuazione dei rischi naturali, idrogeologico e sismico, e interventi nelle infrastrutture sociali necessarie per gestire la crescente domanda di servizi sociali: sanità, istruzione, edilizia abitativa e mobilità. Senza dimenticare le reti di collegamento, per rilanciare la competitività e ridurre il divario tra le diverse aree del Paese. Altra priorità è un grande Piano di rigenerazione urbana, da almeno 5 miliardi, che permetta di trasformare le nostre città adattandole ai nuovi bisogni della società. E poi non si può parlare di futuro senza affrontare un tema sul quale siamo in ritardo anni luce: l’innovazione e la digitalizzazione. Inoltre è urgente una politica fiscale strutturale, che favorisca concretamente riqualificazione urbana, economia circolare e efficienza energetica. E infine un’attenzione particolare al lavoro: occorre promuovere un percorso di formazione continua, con sostegno economico per i lavoratori e incentivi per le imprese che li assumono, agevolando l’incontro tra la domanda e l’offerta”.

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Gabriele Buia

4)

Perché in Italia continua a esserci una forte resistenza burocratica? Come si potrebbe superare il problema?

“La burocrazia è il nostro male atavico. Non esiste, infatti, nessun altra nazione al mondo in cui occorra tutto questo tempo per avviare un qualsiasi intervento: 16 anni per realizzare un’opera strategica e 4-5 anni per i più semplici interventi di manutenzione. Tempi inaccettabili. Più della metà, circa il 54%, si perdono tra procedure farraginose, scartoffie e rimpalli decisionali infiniti. Gli addetti ai lavori li chiamano tempi di attraversamento, ma noi abbiamo sempre sostenuto che è meglio chiamarli tempi morti. Per questo l’unica strada è quella di introdurre meccanismi strutturali di accelerazione della spesa, rafforzare la capacità amministrativa e tagliare con l’accetta e senza tentennamenti i troppi centri decisionali e posti di potere. Altrimenti qualunque piano infrastrutturale o di manutenzione rischia di rimanere un libro dei sogni”.

5)

Infine un breve auspicio guardando già al 2021. Si aspetta una svolta con le risorse del Recovery fund? “Abbiamo un’enorme opportunità da sfruttare, non sciupiamola disperdendo le risorse in mille rivoli e mille programmi che rischiano solo di rendere impossibile la spesa. Puntiamo su progetti concreti pensati soprattutto per le generazioni future, le più penalizzate da questa pesantissima crisi. Noi come Ance siamo disponibili a offrire tutto il nostro contributo e il nostro impegno affinché sia questa la mentalità per orientare le scelte e le azioni future. Il nostro settore può svolgere un ruolo determinante per consentire una nuova visione di Paese, costruendo il bene sociale, creando occupazione e contribuendo alla trasformazione dell’economia nella direzione della sostenibilità”.

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Ponte indiano ingegno italiano NELLA REGIONE INDIANA DEL JAMMU-KASHMIRE VERRA’ REALIZZATO UN PONTE FERROVIARIO AD UN’ALTEZZA DI 190 METRI. ITALFERR, GRUPPO FS, SI E’ AGGIUDICATA LA GARA PER LA PROGETTAZIONE E SUPERVISIONE DEI LAVORI. IL PROFESSOR MARIO P. PETRANGELI HA SEGUITO LO SVILUPPO DEL PROGETTO IN TUTTE LE SUE FASI A cura del Professor Ing. Mario P. Petrangeli, Presidente della Società “Mario Petrangeli & Associati srl”

N

ella regione indiana del Jammu-Kashmire è in costruzione una nuova linea ferroviaria lunga 300 chilometri che comporta la realizzazione di 90 chilometri di gallerie e di importanti viadotti, tra cui uno che attraversa la valle dell’Anji ad un’altezza di circa 190 metri dal fondo dell’alveo. La gara per la progettazione e supervisione dei lavori è stata vinta da ITALFERR del gruppo FS e lo scrivente ha seguito lo sviluppo del progetto in tutte le sue fasi. Il ponte è situato a ridosso di due gallerie: quella in riva sinistra, a causa della forte acclività della parete, è molto prossima alla spalla e lascia lo spazio per realizzare solo opere modeste. In riva destra, invece si ha una tratto quasi pianeggiante compreso tra la sponda della valle e l’imbocco del tunnel. E’ parso quindi subito logico orientarsi su una soluzione asimmetrica che richiedesse strutture e lavorazioni impegnative solo in riva destra. Tenuto poi conto dell’esigenza di costruire il ponte a sbal-

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Il futuro ponte

zo, data l’altezza dal fondo valle, si è arrivati allo schema di ponte strallato con una sola torre ed una luce principale di 290 metri. La torre in calcestruzzo ha un’altezza di circa 200 metri dallo spiccato, 390

metri dal fondo alveo ed è fondata su un pozzo di 20 metri di diametro. La campata di riva è stata limitata a 150 metri, il che ha richiesto la realizzazione di un grosso blocco di ammarro per assorbire le componenti verticali dei

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Il Prof. Ing. Mario Petrangeli

tiri degli stralli che su di esso si ancorano. Il blocco di ammarro ha una lunghezza di 40 metri, un’altezza di 17 ed accoglie 24 stralli (12 per lato). Poiché tutte le forze orizzontali longitudinali dovute al sisma ed all’esercizio verranno tra-

sferite a questo blocco, è stato necessario fondarlo su due pozzi di 14 metri di diametro. Tale ammarro è stato costruito in due fasi per consentire, inizialmente, il passaggio dei conci che dal rilevato andranno a posizionarsi sulla grande luce.

L’Anji Khad

Un pozzo di fondazione

L’Autore

La parte inferiore del blocco

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Il Prof. Ing. Mario P. Petrangeli si è laureato nel 1961. Giá professore di “Teoria e Progetto di Ponti” e “Gestione dei Ponti e delle Grandi Infrastrutture” presso la Facoltà di Ingegneria dell´Università “La Sapienza” di Roma. La sua esperienza nel campo della progettazione civile strutturale ne fa uno tra i maggiori esperti europei nella progettazione di ponti e viadotti stradali e ferroviari. È Presidente della Società “Mario Petrangeli & Associati srl”.

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Opere Civili e Infrastrutture

PERI

Il sostegno alla rinascita METTERE IN CAMPO SISTEMI D’AVANGUARDIA EFFICIENTI COME I MODULI TRIO E VARIO GT24 HA SIGNIFICATO CONTRIBUIRE IN MODO DECISIVO ALL’OPERA SIMBOLO DELL’ECCELLENZA ITALIANA NELLE GRANDI INFRASTRUTTURE

D

ue anni, il 2019 e il 2020 che verranno ricordati nel mondo delle costruzioni nazionali per la realizzazione del nuovo viadotto sul Polcevera di Genova, l’infrastruttura fondamentale per la rinascita

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economica della Lanterna di cui si è molto parlato, anche sotto il profilo tecnico finalmente, portando alla luce l’eccellenza delle grandi imprese italiane. L’avanguardia ha illuminato praticamente tutti gli ambiti di intervento, a partire

dall’importanza delle strutture provvisionali implementate per ogni fase della costruzione del Ponte di San Giorgio. Il fornitore di sistemi e soluzioni per casseforme utilizzati per la realizzazione dei plinti di fondazione e per le 21 imponenti

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pile in calcestruzzo armato (18 per il ponte e 3 per le rampe di accesso) alte fino a 39 metri, porta la firma di un protagonista del settore come Peri. Ricordiamo al lettore più incostante che il progetto di Renzo Piano prevedeva un viadotto di acciaio, alto 42 metri, lungo ben 1.067 metri e con un impalcato la cui forma riprende-

va il richiamo della chiglia di una nave. L’imponente struttura, sospesa tra terra e mare, oggi ultimata in ogni dettaglio, è costituita da 19 campate, posizionate a un interasse tra i 50 e 100 metri, a formare la travata continua dell’opera. Il cantiere del Ponte di San Giorgio verrà ricordato anche per i grandi numeri: 9.000 metri

Versatilità geometrica Con la cassaforma a travi per pareti Vario GT 24 di Peri, la disposizione dei singoli componenti può essere scelta liberamente. Per questa ragione, questo sistema può essere adattato a qualsiasi geometria e applicazione, variando per esempio il posizionamento degli ancoraggi o la pressione ammissibile del calcestruzzo fresco. Il sistema Vario GT 24 può essere impiegato per l’edilizia residenziale e industriale, per le spalle dei ponti o per pareti portanti, ed è particolarmente indicata per realizzare elementi costruttivi in calcestruzzo faccia a vista. La sua versatilità consiste nel poter variare la disposizione delle travi reticolari e dei correnti e la posizione degli ancoraggi e del reticolo dei giunti la si può effettuare in base alle esigenze progettuali. Le asole longitudinali dei correnti e delle giunzioni consentono una regolazione graduale dei moduli di cassaforma. In pratica, la giunzione li accosta, li allinea e li serra ermeticamente.

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cubi di volume per gli scavi; 60.000 metri cubi di calcestruzzo utilizzati per le parti d’opera in c.a.; 15.000 tonnellate di acciaio per la carpenteria metallica; 250 pali di fondazione da un metro e mezzo di diametro. Sopra tutto, una corsa contro il tempo che rimarrà da esempio di efficienza per tutto il sistema degli appalti pubblici del Paese. Costruire un’opera d’arte di acciaio e calcestruzzo, con ritmi serratissimi per l’esecuzione, è una grande sfida per tutte le imprese che lavorano e contribuiscono all’avanzamento dei lavori, a ritmo continuo, quotidianamente e senza pause festive. Forte della propria comprovata esperienza internazionale nella costruzione di ponti e viadotti, Peri ha saputo fornire una soluzione tecnologica efficiente per quanto concerne i sistemi di casseforme e impalcature; una soluzione che, per la realizzazione delle fondazioni e delle pile in c.a., ha consentito di avanzare con un ritmo regolare di un ciclo di getto ogni 2-3 giorni. Per la realizzazione delle fondazioni è stata utilizzata la cassaforma per pareti Trio, che permette rapidità e facilità di messa in opera grazie all’adozione del-

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la morsa BFD, solo componente di congiunzione che il sistema prevede per accostare, allineare e serrare ermeticamente gli elementi a telaio. La soluzione tecnologica adottata sia per le pile che per i relativi baggioli ha previsto l’impiego del sistema Vario GT24, la

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cassaforma per pareti componibile con la trave reticolare (GT24) che costituisce un sistema versatile e adatto alle realizzazioni di elementi costruttivi in calcestruzzo faccia a vista. Il sistema Vario è stato utilizzato per la realizzazione delle pile con altezze fino a 39 metri e della sezione

di forma ellittica da 9,5 per 4 metri. Per l’elevazione sono state impiegate cinque unità di cassaforma Vario GT24, con cicli di getto di 4,5 metri di altezza e due unità per la realizzazione della rampa di accesso. I moduli di questa cassaforma sono stati forniti pre-assemblati e quindi pronti all’uso; precisamente dimensionati alle pile del viadotto, sono stati realizzati con grande accuratezza nello stabilimento Peri di Cremona. I vantaggi immediatamente tangibili della consegna di sistemi pre-assemblati sono la velocità di messa in opera e il maggiore ordine in cantiere. Da sempre Peri è molto attenta al tema della sicurezza, sia nella progettazione e sviluppo dei propri prodotti che nell’utilizzo in cantiere e prevede sistemi integrati e procedure di messa in opera a massima tutela degli addetti in cantiere. Nello specifico, per le fondazioni la cassaforma a telaio Trio è stata abbinata al sistema di protezione anti caduta Prokit, che ha avuto la funzione di parapetto perimetrale per evitare le cadute dall’alto. Inoltre, lo stesso sistema di protezione è stato utilizzato per tutte le lavorazioni di posa dell’impalcato in sommità alle pile.

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Composto da un grigliato di protezione alto 110 cm e dai relativi montanti e attacchi per solai e pareti, è veloce da montare ed estremamente versatile per le diverse applicazioni in cantiere.   Per la fase di elevazione delle pile, è stata adottata la cassaforma Vario GT24 abbinata al sistema di ripresa Peri RCS con guide; queste ultime hanno permesso il sollevamento dell’unità di ripresa in massima sicurezza, nonostante le sollecitazioni dovute al vento. In questo caso, l’unità di cassaforma è stata movimentata al ciclo di getto successivo tramite l’utilizzo di gru e gli attacchi di sospensione di RCS hanno garantito un continuo e sicuro ancoraggio delle guide alle porzioni di pila già realizzata. All’interno della pila cava, le unità di cassaforma sono state sostenute da una piattaforma di sostegno e di ripresa BR, realizzata su misura e costituita da correnti metallici e travi in legno Peri. Questo ha permesso di avere un piano continuo e sicuro di lavoro. L’accesso in sicurezza alle diverse aree di lavoro è stato garantito, invece, dall’impiego di piattaforme di servizio e scale d’accesso monodirezionali Peri UP Flex 75; massima stabilità della struttu-

ra e grande comodità di accesso alle aree di lavoro sono i vantaggi immediatamente riscontrabili di questo sistema, con il quale sono state realizzate imponenti scale alte fino a 40 metri. Data la complessità logistica del nuovo Ponte di Genova sono stati molto importanti sia la consegna just in time di

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casseforme pre-assemblate, e consegnate in cantiere al momento dell’effettivo impiego, che la figura del Project Manager di Peri. Quest’ultimo ha fornito un supporto tecnico qualificato durante l’intero processo di costruzione e ha contribuito alla gestione ottimale delle attrezzature in cantiere.

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HOLCIM

CON L’INAUGURAZIONE DELLA GALLERIA DI BASE DEL MONTE CENERI, OGGI LA SVIZZERA È PIÙ UNITA CHE MAI. GRAZIE ANCHE ALL’IMPLEMENTAZIONE DEL CALCESTRUZZO SECONDO LE TECNICHE PIÙ AVANZATE

Il genio in Galleria C on la messa in funzione dei 15,4 chilometri della galleria di base del Ceneri, la nuova ferrovia transalpina (NFTA) è finalmente completa e si conclude così l’opera del secolo per una parte di territorio fonda-

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mentale nel cuore dell’Europa. Con l’ultimo elemento di AlpTransit, la Svizzera vanta ora una ferrovia pianeggiante da Altdorf a Lugano che consente il trasporto merci a convogli pesanti con carichi rimorchiabili fino a 4.000 tonnellate, men-

tre in precedenza la quota raggiungeva la metà della capacità attuale. Inoltre, l’opera permette di attraversare l’intero Paese senza ricorrere a trazioni aggiuntive e riduce nettamente i tempi di percorrenza nel traffico passeggeri. L’inaugurazione della nuova galleria di base del Ceneri si è svolta il 4 settembre scorso, al portale nord di Camorino, segnando l’ingresso in una nuova era del sistema di trasporto europeo, svizzero e ticinese. L’ultimo elemento della NFTA è stato messo in servizio dalle FFS, con un esercizio di prova. La galleria, lunga 15,4 km, conduce da Camorino (Sopraceneri) a Vezia (Sottoceneri) e nel successo di quest’opera fondamentale per il trasporto transalpino un ruolo fondamentale l’ha svolto Holcim, coinvolta con il proprio


know-how d’avanguardia nella produzione dei materiali da costruzione sin dall’inizio dei lavori in cantiere, nel 2010, con la fornitura di tutti gli aggregati dal sito Hüntwangen e del cemento dallo stabilimento di Siggenthal. Alla luce dei lunghi tragitti di trasporto, il cemento e gli aggregati sono stati forniti su rotaia percorrendo la vecchia tratta del Gottardo. Talvolta si sono resi necessari fino a 1.000 metri cubi di calcestruzzo quotidiano e, considerate le forti limitazioni imposte dagli scavi sotterranei, le consegne sono state gestite calcolando una puntualità estremamente minuziosa. Oltre all’aspetto logistico, che ha dovuto obbedire a una costante irreprensibilità

Tecnica superiore anche per le fondamenta Il know-how di Holcim ha brillato particolarmente anche nell’ambito di realizzazione delle fondamenta per la tecnica ferroviaria: il consorzio a cui è stato commissionato questo lavoro ha prodotto il calcestruzzo all’uscita settentrionale con un impianto mobile avvalendosi del cemento di Holcim e lo ha poi trasportato su convogli direttamente presso l’area edile nella galleria. Grazie alle esperienze acquisite da Holcim nell’ambito della galleria di base del San Gottardo, lunga 57 km, va da sé che l’azienda abbia vinto l’appalto per la garanzia della qualità di questo calcestruzzo all’altezza dei lavori più complessi.

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per le forniture, anche gli esperti tecnici del calcestruzzo di Holcim hanno dovuto affrontare una sfida tecnologica straordinaria. I mix di calcestruzzo spruzzato e calcestruzzo gettato utilizzati per la costruzione grezza hanno dovuto soddisfare i più elevati requisiti in termini di resistenza al solfato, mantenere le proprietà in condizioni di temperatura fino a 45°C e garantire una durata di vita di 100 anni. Inoltre, dovevano resistere anche a enormi pressioni statiche e all’elevatissima umidità per diversi decenni. Non a caso il progetto poneva come premessa il riutilizzo dei materiali di scavo della galleria quali aggregati per la produzione del calcestruzzo. Per le singole componenti costruttive, gli esperti tecnici del calcestruzzo di Holcim hanno quindi concepito formule speciali in grado di soddisfare i requisiti supplementari del committente. Per la produzione del calcestruzzo in concomitanza con la prosecuzione della costruzione della galleria, Holcim si è avvalsa anche di un impianto di calcestruzzo sotterraneo, che ha prodotto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e composto da due miscelatori indipendenti, ciascuno in grado di produrre 80 metri cubi di calcestruzzo all’ora. L’impianto ha prodotto circa un milione di metri cubi di calcestruzzo nel corso dell’intera durata dei lavori.

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Tecnologia del Calcestruzzo

Sui binari del betonaggio RED BETON PRESENTA AL GIC 2020 IL MONO VAGONE DEL TIPO “RAIL BETON”, CON UN’AUTONOMIA DI 20 METRI CUBI. LA MACCHINA E’ COMPLETAMENTE AUTOMATIZZATA E DOTATA DI COMANDO DA REMOTO. SPAZIO ANCHE AL MULTIVAGONE “TR 19”, CON 120 METRI CUBI DI AUTONOMIA

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ono sempre più diffusi anche in Italia i vagoni per effettuare il betonaggio lungo le linee ferroviarie. Red Beton porta al GIC 2020 il treno di betonaggio mono vagone del tipo “Rail Beton”, una macchina concepita per realizzare sulla linea ferroviaria calcestruzzo di alta qualità con una autonomia

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di 20 m3. Il mescolatore del calcestruzzo è del tipo planetario al fine di garantire una perfetta omogeneizzazione dell’impasto. Altro aspetto interessante: la macchina, completamente automatizzata con controllo delle operazioni e comando da remoto, è anche idonea a rientrare nel super ammortamento della “4.0”. Il pacchetto

tecnologico installato comprende il controllo dell’umidità degli inerti tramite sensore a microonde, il controllo della consistenza del calcestruzzo e un dispositivo per il dosaggio degli additivi. Il treno di betonaggio completamente autonomo multi vagone tipo TR 19, si differenzia principalmente dal Rail Beton per

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l’autonomia che è di 120 m3. Il convoglio è composto da sette differenti vagoni di cui quattro per lo stoccaggio degli inerti, uno per lo stoccaggio del cemento, uno per l’energia e lo stoccaggio dell’acqua e uno per la mescolazione. Il mescolatore è dello stesso tipo del Rail Beton, cioè del tipo planetario per garantire una perfetta

omogeneizzazione dell’impasto. A differenza del Rail Beton, sul vagone per l’energia e lo stoccaggio acqua è installato un gruppo elettrogeno a servizio delle utenze di tutto il convoglio. La macchina è completamente automatizzata come nel Rail Beton ed è dotata di controllo delle operazioni con comando da remoto. An-

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ch’essa è quindi idonea a rientrare nel super-ammortamento 4.0 Il pacchetto tecnologico installato è simile e comprende anche il controllo dell’umidità degli inerti tramite sensore a microonde, il controllo della consistenza del calcestruzzo e un dispositivo per il dosaggio degli additivi.

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Tecnologia del Calcestruzzo

OMG SICOMA una storia proiettata nel futuro

L’AZIENDA È NATA NEL 1947 ED È OGGI UNA REALTÀ DI LIVELLO INTERNAZIONALE, CHE OFFRE SUL MERCATO LA MIGLIORE TECNOLOGIA SU MISURA PER I CLIENTI

Alcuni numeri I mescolatori fabbricati e forniti dal 1964 ad oggi - - -

Planetari 13500 unità Doppio Asse Orizzontale 6500 Unità Turbina 300 unità

I

fratelli David e Bruno Galletti costituiscono la loro prima Società artigianale nel lontano 1947 con solide basi nel campo della meccanica di precisione e della costruzione di macchine. Nel 1964 progettano e costruiscono il primo mescolatore planetario P375 con caratteristiche di miscelazione del tutto innovative che presto sarà conosciuto sul mercato con il nome «Planetario Galletti». Nel 1972 viene costituita la O.M.G. (Officine Meccaniche Galletti S.r.l.) con importante investimento in macchinari ed attrezzature all’avanguardia nella sede di Ponte Valleceppi (Perugia) che

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permette l’ampliamento della gamma e della tipologia dei mescolatori. Nel 1992 il crescente sviluppo nei mercati esteri porta alla costituzione di SICOMA S.r.l., società del nascente Gruppo OMG a cui è delegata la costruzione degli altri modelli di mescolatori e la vendita e l’assistenza all’estero di tutti i prodotti del gruppo OMG. Le soluzioni tecniche innovative che caratterizzano i mescolatori OMG SICOMA, inventate ed introdotte nel corso del tempo, sono protette da brevetti internazionali e li rendono difficilmente imitabili. Attualmente il Gruppo OMG è presente in modo diretto in Spagna (Galletti Iberica 1988), in Francia (OMG France 2006), in Cina (Sicoma Zhuhai 2000), in USA (Sicoma North America 2005), in India (Sicoma Mixer India 2011) e in Marocco (OMG Sicoma ADO). In particolare, in Cina ed India può contare sulla localizzazione della produzione per servire al meglio tali mercati. In molti altri paesi si avvale della collaborazione di distributori o agenti.

La gran parte dei componenti strategici viene prodotta internamente nell’area dedicata a macchine a controllo numerico (CNC) e con CMM per misure di precisione. Gran parte della produzione è organizzata con un assemblaggio in linea in cui i vari componenti sono preparati in qualità e predisposti per il montaggio per poter essere assemblati in modo semplice, veloce e preciso. VASTA GAMMA DI MESCOLATORI Con taglie che vanno dai 10 litri ai 9 metri cubi di resa vibrata, i mescolatori OMG SICOMA coprono in pratica

ogni possibile esigenza, dalle piccole quantità da preparare in laboratorio alle più impegnative produzioni nei grandi impianti di betonaggio e di processo industriale.

LA PRODUZIONE La produzione principale si svolge negli stabilimenti di Ponte Valleceppi e di Torgiano, che si estendono su una superficie di 40.000 mq di cui 13.000 coperti e nei quali lavorano circa 100 dipendenti tra operai e impiegati. Tutti i processi aziendali, in particolare la produzione, sono inquadrati in un insieme di procedure conformi alla ISO 9001 e certificate dal CERMET già dal 1995.

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IL MESCOLATORE GIUSTO La vasta scelta in termini di tipologia di mescolazione e di taglia della macchina, consente a SICOMA di proporre la migliore soluzione tecnico-economica per lo specifico utilizzo cui sono destinate. Le macchine possono essere corredate di differenti accessori e optional che ne ottimizzano la produttività, la qualità di mescolazione e la durata di vita. Laddove necessario, vengono sviluppate nuove soluzioni per soddisfare le specifiche esigenze del cliente. VARI CAMPI APPLICATIVI Le prestazioni eccellenti dei mescolatori OMG SICOMA sono riconosciute in diversi campi di applicazione sia nel settore delle costruzioni (calcestruzzo preconfezionato per autobetoniera, produzione di elementi prefabbricati o precompressi, manufatti vibrocompressi, premiscelati a secco), che nei processi industriali (vetrerie, materiali refrattari per fonderie, prodotti chimici, trattamento rifiuti). IL FUTURO Il settore del calcestruzzo, sicuramente preponderante, vede un’evoluzione sempre più rapida. L’impiego di nuovi materiali e di miscele innovative pone e porrà nuove sfide tecniche e tecnologiche (UHPC, calcestruzzi geopolimerici, calcestruzzi fibro-rinforzati…) che OMG SICOMA raccoglie con entusiasmo e determinazione nella costante ricerca della qualità e dell’affidabilità delle proprie soluzioni.

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TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO - OPERE CIVILI E INFRASTRUTTURE - PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI - INDUSTRIA DEGLI INERTI PREFABBRICAZIONE E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO - MONITORAGGIO, RIPRISTINO E CONSOLIDAMENTO - DEMOLIZIONE E RICICLAGGIO

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

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Supply chain of concrete eand precast industry Filiera del calcestruzzo della prefabbricazione

Supply chain of concrete and precast industries R

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Per informazioni info@concretenews.it Tel. (+39) 010 5704948 Supply chain of concrete and precast industries

www.concretenews.it45


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Tecnologia del Calcestruzzo

FIBROCEV

Non osservazione passiva ma sperimentazione attiva UN TEAM DI RICERCA E SVILUPPO ALTAMENTE QUALIFICATO E COMPETENTE GARANTISCE LA MASSIMA EFFICIENZA PRODUTTIVA E QUALITATIVA DELLE OPERE REALIZZATE CON FIBRE FIBRAG®

L

e giornate iniziano sempre presto in Fibrocev Lab. Grazie ad un team di Ricerca e Sviluppo altamente qualificato e competente, ogni giorno Fibrocev garantisce la massima efficienza produttiva e qualitativa delle opere realizzate con fibre FIBRAG®. Gli ingegneri e tecnici di Fibrocev Srl eseguono costanti controlli qualitativi in cantiere e test sul composito fibrorinforzato nel proprio Laboratorio di Ricerca interno. Fibrocev Srl è infatti in grado di affiancare e supportare i suoi clienti con l’appoggio di un vero e proprio laboratorio mobile equipaggiato per effettuare prelievi in situ di travetti e piastre in calcestruzzo fibrorinforzato, da testare con prova di trazione per flessione e prova di punzonatura secondo le norme EN

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14651 e EN 14488-5. Il laboratorio mobile è inoltre in continuo contatto con la sede principale per facilitare lo scambio di informazioni con i tecnici interni e agevolare in breve tempo le eventuali migliorie in sito. Mettendo a disposizione la propria esperienza nel settore, la stazione mobile di Fibrocev ha lo scopo unico di fornire al cliente un supporto e assistenza continui dalla fase progettuale a quella realizzativa, assicurando quindi una maggior qualità nei processi di lavorazione in cantiere e negli impianti di produzione di calcestruzzo, con verifiche immediate sulle proprietà meccaniche dei materiali e sulle caratteristiche del composito durante le fasi di lavorazione e di getto. Garanzia di qualità e di precisione sono caratteristiche che hanno sempre con-

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traddistinto Fibrocev Srl, grazie anche all’adozione dei FIBRAGŽ TOOLS, siste-

mi di controllo del dosaggio di fibra ad altissima precisione.

Il laboratorio mobile Fibrocev affianca e supporta i suoi clienti con l’appoggio di un vero e proprio laboratorio mobile equipaggiato per effettuare prelievi in situ di travetti e piastre in calcestruzzo fibrorinforzato, da testare con prova di trazione per flessione e prova di punzonatura secondo le norme EN 14651 e EN 14488-5.

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Tecnologia del Calcestruzzo

COPLAN

La creatività del faccia a vista

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l calcestruzzo, plasmato in fase di getto, è senza dubbio il materiale da costruzione più versatile e durevole in assoluto. Le matrici RECKLI consentono di personalizzare e liberare la creatività del progettista, mitigando le imperfezioni tipiche del getto e rendendo l’opera in calcestruzzo gradevole esteticamente. Con i prodotti COPLAN è possibile agire sulla superficie del getto in calcestruzzo

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per texturizzare, colorare, proteggere, acidare, microlavare, pulire e rendere ancora più unici e durevoli i manufatti prefabbricati e i getti in opera. La parte superficiale della costruzione rimane, dal punto di vista architettonico, un importante elemento d’impatto. Se è vero che, ad esempio, il vetro e l’acciaio infondono leggerezza alla costruzione, il calcestruzzo rimane ancora una delle

componenti espressive fondamentali del costruito. Con i prodotti COPLAN il calcestruzzo può essere utilizzato come unico elemento costruttivo, sia per la struttura portante sia per la finitura. Soprattutto le superfici di ponti, viadotti, muri di sostegno, prefabbricati ecc.. non vengono mai rivestite, e dalla perfetta esecuzione delle loro superfici dipendono due caratteristiche

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Le possibilità di finitura del calcestruzzo con i prodotti COPLAN: - modellato con matrice in gomma RECKLI - disattivato con ritardanti superficiali, anche a disegno su membrane ARTICO - con immagini impresse grazie alle matrici FOTOBETON - con disegni e motivi stampati in digitale - protetto dal tempo e dallo sporco con effetti lucido, opaco, colorato, invisibile, ecc. - trattato con il sistema fotocatalitico DTOX per abbattere gli inquinanti

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fondamentali: la durabilità e l’aspetto estetico. Con l’aiuto dei prodotti COPLAN è possibile realizzare superfici a disegno con pochi pori, poche efflorescenze, colorate e protette dall’acqua, dai cloruri, dalla carbonatazione e dalla corrosione delle armature, pronte quindi per affrontare la sfida più importante nell’edilizia: la durata nel tempo.

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Tecnologia del Calcestruzzo

CSC fa rima con trasparenza LA CERTIFICAZIONE DI GESTIONE RESPONSABILE HA LO SCOPO DI EVIDENZIARE GLI ASPETTI DI SOSTENIBILITA’ E INNOVAZIONE CHE CONTRADDISTINGUONO LA FILIERA

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avorire la trasparenza lungo tutta la filiera per evidenziare gli aspetti di sostenibilità e innovazione che la contraddistinguono. Questo è l’obiettivo della certificazione CSC, nata a livello globale e portata in Italia da Federbeton. CSC (dal nome del soggetto che la gestisce a livello internazionale ovvero il Concrete Sustinability Council) è una certificazione di gestione responsabile che coinvolge l’intera filiera del cemento e del calcestruzzo e porta con sé diverse opportunità. Mettendo in luce il contributo dell’industria in termini di sostenibilità e innovazione migliora la consapevolezza degli stessi operatori circa il proprio ruolo e li spinge verso obiettivi sempre più ambiziosi. La certificazione restituisce, infatti, una valutazione delle prestazioni che va dal livello Bronze fino al Platinum in un

percorso di miglioramento continuo. Attraverso evidenze concrete validate da un ente di certificazione indipendente consente, inoltre, di affermare il valore della

Attualmente i certificati attivi in Italia sono: • • • • • • • •

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Impianto Santena (TO), Unical, calcestruzzo, livello Gold Impianto Berlia (TO), Unical, calcestruzzo, livello Silver Cava Ceretto (Carignano - TO), Unical, aggregato Cementeria Robilante (CN), Buzzi Unicem, cemento, livello Bronze Impianto Peschiera Borromeo (MI), Calcestruzzi, calcestruzzo, livello Gold Cementeria di Calusco d’Adda (BG), Italcementi, cemento, livello Bronze Impianto Genova Chiaravagna (GE), Calcestruzzi, calcestruzzo, livello Silver Cementeria di Vernasca (PC), Buzzi Unicem, cemento, livello Bronze

filiera, svincolandola da una percezione troppo legata al passato e spesso distorta da preconcetti. Il ruolo di Federbeton è quello di referente nazionale - Regional System Operator (RSO) – con il compito di facilitare l’applicazione dello schema in Italia e di promuoverlo presso gli stakeholder locali. L’avvio dello schema in Italia ha richiesto una fase preparatoria nella quale Federbeton, anche raccogliendo i suggerimenti delle diverse parti in causa, ha adattato lo schema alla realtà nazionale. Tenendo conto delle peculiarità della filiera italiana del cemento e del calcestruzzo e soprattutto del contesto normativo cogente, Federbeton ha proposto al Concrete

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Sustainability Council un adattamento italiano del CSC. Mantenendo l’impianto dello schema globale, la versione italiana approfondisce alcuni aspetti che Federbeton ritiene fondamentali per raggiungere l’obiettivo di massima trasparenza nei confronti degli interlocutori. Legalità, tracciabilità, coinvolgimento dei dipendenti nelle politiche aziendali sono alcuni dei temi sui quali si è posto l’accento. Grazie all’impegno delle aziende e degli organismi direttamente coinvolti nelle certificazioni è stato possibile testare lo schema e mettere a punto le procedure operative più idonee, gettando le basi per una diffusione più ampia.

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Federbeton, in qualità di RSO ovvero di interfaccia con l’organizzazione centrale, si occupa della promozione a livello nazionale dello schema, del supporto alle aziende che intendono certificarsi e della gestione dei rapporti con gli organismi di certificazione. Federbeton, interpretando l’istanza generalizzata dei suoi associati, ha assunto un impegno importante che permetterà di dimostrare agli stakeholder il valore intrinseco della filiera in termini di sostenibilità, nel senso più ampio del concetto.

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Tecnologia del Calcestruzzo

BUZZI UNICEM

La grande sfida INAUGURATO NELLO STABILIMENTO DI VERNASCA (PC), L’IMPIANTO BASATO SULLA TECNOLOGIA DEL CALCIUM LOOPING, RISULTATO DEL PROGETTO EUROPEO CLEANKER PER ABBATTERE DEL 90% LA CO2 DURANTE IL CICLO PRODUTTIVO DEL CEMENTO

I

l progetto Cleanker (produzione di Clean Clinker attraverso il processo di calcium looping) è finanziato dalla Comunità Europea, nell’ambito del programma Horizon2020. L’obiettivo è quello di dimostrare la possibilità di catturare oltre il 90% della CO2 generata durante il ciclo produttivo del cemento, grazie ad un impianto in scala pilota connesso direttamente al circuito gas della cementeria. Il progetto ha previsto l’ingegneria, la costruzione e il funzionamento di un impianto basato sulla cosiddetta “tecnologia del calcium looping” nella cementeria Buzzi Unicem di Vernasca. All’iniziativa, partecipano

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12 partner europei e uno cinese, coordinati dal Laboratorio Energia Ambiente di Piacenza (LEAP), operante nel settore energetico/ambientale e partecipato dal Politecnico di Milano. Nelle cementerie circa il 60% delle emissioni totali di CO2 provengono dalla calcinazione del carbonato di calcio (CaCO3) presente in abbondanza nella

farina cruda (70%), mentre la restante parte di emissioni proviene dal processo di combustione. La tecnologia del calcium looping è la più promettente per la cattura di CO2 e potrebbe rivelarsi indicata per impianti da realizzarsi nel medio e lungo termine. Il processo del calcium looping sfrutta la capacità dell’ossido di calcio (CaO) di catturare CO2 a una temperatura di circa 650 °C. Tale reazione avviene nel carbonatore. Dopo aver catturato la CO2, l’ossido di calcio (CaO) si trasforma in carbonato di Calcio (CaCO3). Quest’ultimo ritorna al calcina-

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Una partenza per il futuro Il 9 ottobre scorso infine, l’impianto del progetto Cleanker è stato inaugurato ufficialmente nello stabilimento Buzzi Unicem di Vernasca, alla presenza di Antonio e Luigi Buzzi, rispettivamente direttore operativo e direttore tecnico di Buzzi Unicem, di Stefano Consonni, presidente Leap e professore di sistemi per energia e ambiente del Politecnico di Milano e di Francesco Rolleri, presidente di Confindustria Piacenza che ha espresso, al termine della presentazione, la soddisfazione per un progetto importante che diventa realtà, con ricadute industriali significative non solo per il territorio piacentino.

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tore, dove avviene la combustione ad ossi- geno puro che portando la tempera- tura dei gas a circa 950 °C favorisce la trasformazione del carbonato (CaCO3) in ossido di calcio (CaO) e CO2. Il ciclo (loop) dell’ossido di calcio si sviluppa in due reazioni. La prima è la carbonatazione, attraverso cui la CO2 reagisce con ossido di calcio secondo la reazione CaO + CO2=> CaCO3 + calore. La seconda è la calcinazione, con la quale la CO2 è rilasciata, secondo la reazione inversa CaCO3 + calore => CaO + CO2. Realizzando la calcinazione in ossigeno (anziché in aria) si genera un gas costituito da CO2 pressoché pura, salvo la presenza di umidità e eventuale aria falsa, quindi pronta per una depurazione finale, liquefazione e stoccaggio in siti geologici adatti o per eventuale utilizzo. L’impianto pilota è stato realizzato sul lato nord della torre del preriscaldatore

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TecnolgiadCalcestruzo del forno di Vernasca. Le nuove parti di impianto (calcinatore e carbonatore le principali), sono state progettate per essere realizzate adiacenti ai piani in cemento armato della torre esistente, ma all’esterno, per non intralciare la conduzione dell’impianto di produzione clinker. Le attività iniziali di ingegneria sono state sviluppate dalla Direzione Progetti e Nuovi Impianti Buzzi Unicem di Casale a partire dai primi mesi del 2017 con la modellazione tridimensionale dell’impianto, lo studio dei flussi e i calcoli termodinamici necessari per stabilire le dimensioni delle tubazioni e dei macchinari. L’impianto è stato in seguito gradualmente migliorato rispetto all’idea iniziale, grazie ad approfondimenti e scambi di know-how tra i partner tecni-

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ci. La progettazione dell’impianto è stata assegnata alla società tedesca IKN che si è occupata anche della definizione delle specifiche di macchina e successivamente della costruzione e dell’acquisto dei macchinari. Dopo aver effettuato la modellazione 3D dell’impianto e i calcoli termodinamici, la Direzione Progetti e Nuovi Impianti Buzzi Unicem si è occupata della progettazione strutturale e della costruzione sia delle piattaforme di accesso all’impianto, sia degli impianti dei servizi generali (acqua, aria, combustibili); dell’analisi dei rischi e della marcatura CE dell’impianto; della definizione delle specifiche di funzionamento, nonché della progettazione elettrica e successiva realizzazione. Allo stesso tempo, sulla base della

prima ingegneria, è stato redatto il documento di appalto per la fornitura dei montaggi, assegnati a una ditta italiana specializzata. Grazie a un’attenta pianificazione delle attività, i tempi di montaggio e i costi sono stati mantenuti sotto controllo e i lavori sono stati svolti in sicurezza, in un’area comunque impegnata dalla normale attività produttiva dello stabilimento. Il montaggio è stato coordinato sul campo dall’addetto Nuovi Impianti di cementeria che si interfaccia con la sede per la soluzione dei problemi che insorgono durante le varie fasi. Tutti gli aspetti ambientali e di sicurezza sono stati gestiti con la collaborazione dei colleghi del servizio EAS Buzzi Unicem.

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Calcestruzzo Preconfezionato

Il Calcestruzzo? La soluzione per… ANDREA BOLONDI, PRESIDENTE ATECAP

L’

importanza di promuovere la cultura del prodotto e del costruire in calcestruzzo L’Atecap non ha mai smesso di organizzare e partecipare a eventi, iniziative, workshop, seminari, presentazioni e qualsiasi altra opportunità di confronto pubblico o privato per dare giusto valore al prodotto e promuovere una cultura del prodotto e del costruire in calcestruzzo, rivolgendosi principalmente a progettisti, imprese, direttori dei lavori e committenti. Il calcestruzzo è il materiale da costruzione che indiscutibilmente è utilizzato per la stragrande maggioranza delle opere costruite, ma nonostante ciò non se ne conoscono appieno i vantaggi, le potenzialità e le caratteristiche strutturali e tecniche, di sicurezza, estetiche, architettoniche e di sostenibilità. È un prodotto che non rilascia sostanze nocive, resta inalterato nel tempo, non emette elementi dannosi per la salute, non contamina l’ecosistema, non lascia passare l’acqua, resiste al fuoco, è durevole nel tempo, è antisismico. È sostenibile perché rispetta l’ambiente, viene prodotto localmente, rafforza il legame con il territorio e con la natura, accresce il benessere delle comunità locali ove risiedono gli impianti di produzione e consente al progettista di creare strutture solide, durevoli e allo stesso tempo affascinanti, plastiche, originali e ricche di inventiva soddisfacendo tutte le esigenze. Ancor di più che nel passato l’Associazione deve essere in grado di intercettare anche le esigenze di progettisti, direttori dei lavori, collaudatori, imprese di costruzione, uffici pubblici, grandi committenti per fornire supporto tecnico nella prescrizione, nell’utilizzo e nel controllo del calcestruzzo. Agli attori in gioco va indirizzata un’attività di promozione del prodotto quale soluzione ideale per qualsiasi tipo di opera,

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grande o piccola che sia, tornando a parlare di soluzione per edifici alti, architetture complesse, tunnel e pavimentazioni, impianti di trattamento delle acque, strutture antisismiche, ponti e viadotti, realizzazioni con stampa 3d, design e finiture di interno, ecc. Cominciamo subito. Il calcestruzzo è la soluzione per la pavimentazione delle gallerie stradali L’Italia, per la morfologia del proprio territorio, enumera il 60% delle gallerie operanti sull’intera rete europea e, nel mondo, è seconda soltanto al Giappone. Considerando la sola rete Trans-European Road Network, ovvero l’insieme delle strade individuate come strategiche per lo sviluppo europeo, ci accorgiamo come, disseminate lungo la penisola, vi siano oltre 700 chilometri di tunnel in esercizio, ma soltanto un decimo soddisfa gli standard dettati dalle normative europee in vigore. È, dunque, quanto mai opportuno collocare il tema “gallerie” nel capitolo “deficit infrastrutturale” italiano, che è tra le questioni maggiormente sentite nella sfida che vede il nostro Paese ricongiungersi ai grandi dell’Unione oltre che per stimolare il rilancio dell’economia e restituire al Paese costruzioni sicure, sostenibili ed efficienti. Con il trascorrere degli anni e degli eventi gli stereotipi di realizzazione delle infrastrutture e, nello specifico delle gallerie, hanno visto via via l’introduzione e l’affermazione del concetto di “progettazione d’emergenza”. In particolare, la norma europea specifica opportuni criteri e standard di sicurezza che tengono conto, tra le altre cose, della lunghezza delle gallerie, del numero di corsie, del tipo di costruzione, del rischio di congestione, del tempo di intervento dei servizi di pronto intervento, ecc. Appare evidente, quindi, il ruolo fondamentale della scelta appropriata del

tipo di costruzione e del materiale con cui essa è realizzata. È in questo quadro specifico che il calcestruzzo gioca un ruolo fondamentale grazie alle straordinarie proprietà che gli consentono di garantire elevati gradi di sicurezza e di affidabilità, oltre che di prevenzione. Un materiale inerte, non combustibile e atossico come il calcestruzzo contribuisce ad aumentare la sicurezza di utenti e squadre di soccorso in caso di incendio, anche per la non deformazione del manto stradale. Al di là di incidenti di particolare entità la maggiore sicurezza è determinata anche dalla ridotta necessità di interventi di manutenzione che, insieme alla maggiore luminosità del calcestruzzo, riduce il rischio di incidenti e il disagio causato agli utenti dalle interruzioni del traffico dovute ai cantieri. Una pavimentazione in calcestruzzo è anche sinonimo di sostenibilità sociale, economica e ambientale. Proprio sugli aspetti di sostenibilità si è incentrato un recente studio Università di Roma La Sapienza, che ha quantificato i vantaggi, in termini economici e di efficienza energetica, legati all’utiliz-


zo di pavimentazioni in calcestruzzo all’interno delle gallerie rispetto alla tradizionale soluzione in conglomerato bituminoso. Il colore chiaro della pavimentazione consente un risparmio considerevole sull’illuminazione che, unito alla maggiore durabilità del materiale, rende le pavimentazioni in calcestruzzo preferibili nelle gallerie più lunghe di 1.000 metri,

con un vantaggio economico variabile dal 20 al 26% a seconda della lunghezza della galleria e della vita utile di progetto (20 o 30 anni). Costruire in calcestruzzo significa investire sul futuro: un buon investimento iniziale, come spesso accade, si trasforma, dopo pochi anni, in un vantaggio economico reale e considerevole.

MASSIMILIANO PESCOSOLIDO, SEGRETARIO GENERALE ATECAP

C

alcestruzzo, il materiale dalle ignote potenzialità Da molti anni l’Atecap si adopera per incrementare la “cultura del calcestruzzo” intesa come conoscenza e sensibilità verso le potenzialità strutturali, estetiche, architettoniche e di sostenibilità del materiale da costruzioni che è alla base della maggior parte degli edifici. Si tratta di un’opera di sensibilizzazione che ha radici lontane i cui risultati vanno periodicamente misurati per comprendere dove si è arrivati e in che direzione proseguire. Per questo con l’ausilio di un rinomato istituto di ricerche, qualche anno fa l’Associazione ha voluto condurre un’indagine strutturata in uno studio quantitativo presso la popolazione italiana e in uno studio qualitativo presso opinion leader di settore. Ciò che è emerso è stato inaspettato. L’idea che esistesse una consolidata cultura del “consumatore finale del prodotto abitativo” spesso improntata ad aspetti prevalentemente estetici e meno attenta agli elementi strutturali del prodotto acquistato è risultata infondata. L’indagine ha evidenziato in primis come la qualità dei materiali da costruzione, definiti come quei materiali utilizzati per mura, fondamenta, ecc., sia uno dei principali fattori-guida per la scelta della casa d’acquistare. Nel panorama dei materiali per l’edilizia del nostro Paese, dove oggi si affacciano prepotentemente altri prodotti come l’acciaio ed il legno, che indubbiamente fanno leva su un portato evocativo di eco sostenibilità, il calcestruzzo, materiale leader, vanta presso l’opinione pubblica

un’immagine tutt’altro che negativa e che si caratterizza in modo particolare per un senso di stabilità. Il calcestruzzo evoca, infatti, un’idea di solidità, poi, porta alla mente immagini legate ai componenti degli edifici, quindi fondamenta, pilastri, travi, è associato alla sicurezza, talvolta citata solamente in questo modo, talvolta intesa come sicurezza antisismica e richiama il concetto di resistenza. A fronte del riconoscimento che il calcestruzzo sia un materiale durevole, sicuro e antisismico è meno noto, invece, che sia un isolante termico, un isolante acustico e che sia ecosostenibile, ossia un materiale a basso impatto ambientale perché fatto con materiali riciclabili e con un “fine vita” piuttosto lungo. Contrariamente alle aspettative, sono invece i risultati dello studio qualitativo che ha coinvolto opinion leader tra istituzioni centrali e locali, architetti, progettisti, ingegneri, associazioni di categoria, immobiliaristi. Emerge un quadro a tinte fosche che vede le istituzioni poco informate e le meno addentro alle questioni inerenti il mondo del calcestruzzo, gli architetti, gli ingegneri e i progettisti ideologicamente critici nei confronti di un materiale che giudicano comunque fondamentale per quasi qualsiasi costruzione, gli immobiliaristi più distaccati e concentrati sul proprio lavoro che rappresenta, a loro dire, il vero valore aggiunto nel mondo dell’edilizia ed infine le associazioni di categoria che manifestano una chiara competenza in materia. In sintesi, il calcestruzzo è versatile, si presta ad ogni tipo di costruzione, è “su misura”, è disponibile, accessibile e poco

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costoso, è un materiale sicuro, ma reca anche in sé, a parer loro, una debolezza estetica derivante dal fatto di essere pesante, rigido, invadente e soggetto al deterioramento in reazione agli agenti atmosferici. Quindi un’immagine complessa, ambivalente, ma allo stesso tempo con un potenziale altissimo: il calcestruzzo non è percepito come vecchio o sorpassato, piuttosto necessita di una maggiore e più specifica informazione per rendere più conosciute le opportunità che offre e le sue enormi potenzialità che, per molti versi, sono ancora ignote.

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Calcestruzzo Preconfezionato

TECNO-BETON

Innovazione e green economy L’AZIENDA BERGAMASCA, PROSSIMA AI 37 ANNI DI ATTIVITÀ, SI PRESENTA AL GIC CON TUTTE LE SOLUZIONI PROPOSTE PER IL BETONAGGIO E PER IL TRATTAMENTO DEGLI INERTI, CON UNO SGUARDO ALL’ECONOMIA CIRCOLARE E AL SISTEMA BREVETTATO RCS

T

ecno Beton può essere considerata un’azienda a forte vocazione innovativa e tecnologica nel campo del betonaggio e del trattamento degli inerti. Ne è dimostrazione la sua storia: fondata nel 1983 da Simona Bianchi e Livio Betelli come impresa installatrice e collaudatrice d’impianti di betonaggio, nel 2000 Tecno-Beton si è trasformata in una società di progettazione e costruzione degli impianti stessi, implementati con soluzioni tecniche ad alto valore aggiunto, spesso progettate su misura. Ma come ogni azienda lungimirante che si rispetti, nessuno ad Arcene, Provincia

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di Bergamo, è voluto rimanere con le mani in mano nel corso degli anni. Tecno-Beton ha sempre saputo rinnovarsi in modo graduale studiando sia soluzioni innovative che ampliando la gamma di quelle offerte. “Siamo tra i pochi a utiliz-

zare ad esempio coclee verticali per ridurre gli spazi nei cantieri – dicono Bianchi e Betelli - come pure soluzioni per il lavaggio dei mescolatori. Si tratta di prodotti alternativi e all’avanguardia per la manutenzione. I nostri sistemi di lavaggio auto-

Mercati esteri nuova frontiera Tecno-Beton punta forte sullo sviluppo nei mercati esteri. Le prospettive di crescita sono buone: l’azienda è già operativa in Nigeria, Libia, Marocco, Azerbaijan per commesse rilevanti e intende proseguire su questa strada in altri paesi strategici quali Germania e Svizzera.

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inconfondibile

G

razie a una nuova proposta innomio vativa, la Tecno-Beton srl, sociestud tà di riferimento nel settore della progettazione, costruzione e installazione anni di impianti per la produzione di calceche, struzzo preconfezionato si appresta a tre fare un ulteriore significativo passo in avanti. L’innovazione e lo sviluppo coimp stante sono da sempre nel dna dell’acest Simona Bianchi e Livio Betelli zienda bergamasca. “Negli ultimi anno s ni abbiamo ampliato il nostro listino proponendo nuovibbiamo modelli e soluzioun rati e organizzati, grandi nomi in sempre gani impiantistiche per soddisfare le rito, c ambito cementizio”. Così esordirantito un chieste di un mercato sempreai più clienti esidott scono Simona Bianchi e Livio Begente e competitivo” esordisce Simona servizio completo e Bianchi a.d. di Tecno-Beton. “I risulall’a telli, alla guida di Tecno-Beton, affidabile, svolto con passione, tati di questi sforzi sono positivi: nel ve: c fondata nel 1983 come impresa energia e massima professionali2014 siamo cresciuti notevolmente in controtendenza tutto installatrice e collaudatrice d’imtà.successo Ciò chealla ci congiuntura contraddistingue è Il sistema RCS di Tecno-Beton sta riscuotendo ampio anche oltreeconomica del settore.d’innovare Per favorire queto e pianti di betonaggio, che nel 2000 il desiderio e miglioi confini nazionali. La soluzione tecnica dell’Rcs brevettata, apporta una sta crescita, l’azienda ha implementae pu si è trasformata in una società di rare continuamente. Quella con reale innovazione nel mondo della gestione dei resi derivati dai processi to ogni reparto, dall’ufficio tecnico alla rete commerciale, senza dalla progettazione e costruzione dei committenti è dimenticare una verail e proproduttivi, consentendo di riutilizzare completamente gli scarti della produfondamentale contributo del bora gli impianti stessi, implementapria partnership, unpersonasodalizio di zione del calcestruzzo: di fatto l’Rcs non produce rifiuto. Dopo una prima le dei reparti produttivi e servizio post e gr ti con soluzioni tecniche ad alto fiducia. E clienti fase sperimentale, affiancati dalla prestigiosa facoltà di DiIngegneria delle vendita”. fattoi l’nostri esperienza e la fles-non sosibilità dell’azienda sisoluzione traduce nella caclien Costruzioni dell’Università di Bergamo, oggi il sistema è unaqualunque: valore aggiunto, spesso progettano Rcs aziende sin dagli pacitàil direcupero le più efficaci risposte, utilizzata da importanti gruppi in Italia, consentendo nei loro ne d te su misura. “Siamo tra i pochi a inizi didare questa avventura imprensia che si tratti di importanti commesprocessi produttivi dei materiali di scarto, con ottimi riscontriabbiamo in di core utilizzare ad esempio: coclee verditoriale, di colse internazionali o ditermini singole scelto forniture risparmio economico e, non meno importante, di sostenibilità ambientale. locali. Oltre acon offrire un’ampiaben gam-struttuè qu ticali per ridurre gli spazi nei canlaborare gruppi ma di prodotti standard, il punto di ford’im Simona Bianchi e Livio Betelli za di Tecno-Beton risiede nella capacitum tà di realizzare progetti sulle specifiche richieste, affiancando i clienti nella riiner cerca della migliore soluzione: impianmatici consentono di evitare l’intervento berg ti mobili da cantiere nelle versioni Wet dell’operatore, garantendo maggior sicutent & Dry, o per le più complesse installaL’innovazione nel betonaggio che valorizza la gestione zioni, di vere e proprie fabbriche per rezza, funzionalità e risparmio”. terli delle acque di processo la produzione del calcestruzzo. Il conOltre alle proposte impiantistiche nel met cetto per Tecno-Beton di “fabbrica del settore del calcestruzzo, Tecno-Beton ofspos cisamente la differenza. Conclud importanti gruppi in Italia, consentencalcestruzzo” è la messa in esercizio di mona Bianchi: “La nuova frontier do il recupero nei loro processi produtun polo produttivo che si integra con il fre alla committenza un servizio ancora lia, Tecno-Beton è l’espansione sui m tivi dei materiali di scarto, con ottimi territorio, nel rispetto dell’ambiente al più completo, che va dall’estrazione al suba ti esteri. Le prospettive di crescita riscontri in termini di risparmio econoservizio della collettività. In linea con prodotto finito. La soluzione per farlo è ciali stero sono buone: operiamo già mico e, non meno importante, di sostequesti obiettivi, la soluzione tecnica cuamente in Nigeria, Libia,tede Mar nibilità ambientale. L’utilizzo dell’Rcs dell’Rcs brevettata, apporta una reale stata trovata con l’ampliamento al setAzerbaijan per commesse rileva non si limita ai cantieri con produzioinnovazione nel mondo della gestione tore cave, sempre nell’ottica di un contirece intendiamo proseguire su questa ni medio/alte, ma nelle sue varie verdei resi derivati dai processi produttinuo confronto con la committenza volto perAl da in altri Paesi strategici quali sioni, offre soluzioni anche per spavi, consentendo di riutilizzare compleEmirati Arabi Uniti e Svizzera. zi limitati e in condizioni gravose per tamente gli scarti della produzione del a trovare e sviluppare soluzioni sempre ese I lia, invece, stiamo investendo in la gestione delle acque di processo cocalcestruzzo: di fatto l’Rcs non produmigliori. Si è quindi aggiunta la realizzion keting e ampliando la nostra pre me in ambiente urbano o per il setce rifiuto. Dopo una prima fase sperizazione di frantumazione e selezione latuni per farci conoscere da un maggio tore della prefabbricazione. Anche il mentale, affiancati dalla prestigiosa famero di clienti come una realtà, mercato nazionale, dove non mancano coltà di Ingegneria delle Costruzioni vaggio inerti, con l’acquisizione di comdive distingue per qualità, innovazion le innovazioni, si sta accorgendo deldell’Università di Bergamo, oggi il simittenti del calibro di Mapei, Laterlite e to d nica delle proprie proposte”. l’Rcs: una proposta targata che fa destema Rcs è una soluzione utilizzata da

Tecno-Beton, leader di soluzioni hi-tech nell’ambito del betonaggio

“A

Il sistema RCS e SCS valorizza i resi di calcestruzzo

Un’anima ecologica

Gras Calce.

regi del tolar

PLATINUM Novembre 2014

Simona Bianchi e Livio Betelli

E non è tutto: Tecno-Beton mette a punto anche parte dei dispositivi montati su draghe in Italia, nell’ambito dell’escavazione subacquea, tramite la commercializzazione delle draghe della tedesca

Rohr Bagger, mentre ha recentemente siglato un accordo per la distribuzione nel nostro Paese macchine da fran- 2018 PLATINUM - Novembre 50 delle tumazione Astec, multinazionale statunitense.

SIMONA BIANCHI E LIVIO BETELLI

Tecno-Beton offre la garanzia delle certificazioni di qualità Uni En Iso sin dal lontano 2000. “Ci impegniamo da sempre nella ricerca della qualità del prodotto e del servizio: negli anni abbiamo ottenuto e implementato le certificazioni nel sistema di gestione per la qualità nei settori: AE

zione e EA 28 per l’installazione in cantiere”. Gli investimenti an-

prefissati. “Operando continuativamente nel rispetto del nostro

formazione aziendale, nel rispetto dell’ambiente, nella gestione di salute e sicurezza e il costante rinnovamento tecnologico del parco macchine, permettono all’impresa di raggiungere costan-

mo ai nostri clienti una piena collaborazione del rapporto di sostenibilità” aggiunge Livio Betelli. Scegliere un impianto Tecno-Beton significa ottenere efficienza, assieme a una collaborazione pre-

modello organizzativo, garantia-industries nualichain in ricerca eof sviluppo, nella Supply concrete and precast

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Calcestruzzo Preconfezionato

Innovazione e sosteniblità UNICAL AL GIC 2020 CON UNA VISIONE DI SINERGIA STRATEGICA TRA IL MONDO DELLE COSTRUZIONI, L’AMBIENTE E IL DIGITALE

T

ra i protagonisti indiscussi del GIC 2020 è inserita di diritto (oltre che per merito) Unical, che proporrà uno stand dedicato a due temi di grande interesse e attualità: gli elementi Unical BIM, perfetto connubio tra calcestruzzo e digitalizzazione, e calcestruzzo e riciclo, in cui si spiegano le

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procedure adottate per ridurre gli impatti ambientali, promuovendo modelli di produzione sostenibili. Progettata insieme a Brains Digital e BimPool, Unical BIM mostra gli elementi in calcestruzzo preconfezionato finalizzati a una progettazione accurata, efficiente, rispettosa dell’ambiente ed economica.

“Abbiamo lavorato per mettere a punto la rappresentazione digitale dei nostri principali calcestruzzi dedicati per agevolare il compito di ingegneri, architetti e progettisti - dichiara Marco Borroni, Direttore Esercizio e Nuovi Impianti di Unical - per fornire informazioni puntuali sia per la progettazione di opere

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Lo stand Lo stand di UNICAL al GIC 2020 è il D32/E31

che per la redazione di un capitolato che risponda pienamente alle esigenze del cantiere”. Un altro tema di rilievo riguarda la sostenibilità legata alla produzione del calcestruzzo. Unical è la prima azienda italiana ad aver ottenuto la certificazione secondo il nuovo schema globale di gestione responsabile CSC (Concrete Sustainability Council) su impianti di calcestruzzo, cave e cementerie. La certificazione CSC attesta che l’azienda opera in maniera sostenibile nell’intero processo industriale sotto il profilo ambientale, economico e sociale e fornisce prodotti con un impatto limitato sull’ambiente.

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Calcestruzzo Preconfezionato

SIPE

A misura di cliente L’AZIENDA BRESCIANA MOSTRA AL GIC I SUOI CAPOLAVORI IMPIANTISTICI E LE SOLUZIONI DI PROGETTAZIONE ED ASSISTENZA STUDIATE AD HOC PER OGNI ESIGENZA

A

l GIC 2020 di Piacenza non poteva mancare SIPE, storica azienda bresciana nota in tutto il mondo nell’ambito del betonaggio. SIPE produce impianti dal 1979 e dallo stabilimento di Montichiari (Brescia) segue una clientela molto ampia in tutto il globo. Produrre calcestruzzo di qualità è la filosofia aziendale che non vuole rimanere uno “slogan” pubblicitario, bensì viene resa concreta quotidianamente attraverso un insieme di tecnologie nei prodotti, formazione e conoscenza della tecnologia del calcestruzzo e delle norme che lo regolano. Il complesso di queste conoscenze (divulgate sia internamente in azienda che verso i partner) dà la possibilità di fornire un servizio completo al cliente sia in fase commerciale che in fase di montaggio ed assistenza. Questa attenzione sull’elemento principale con il quale gli impianti SIPE operano, si unisce ad una attenzione giornaliera per i clienti. Da sempre SIPE ha sviluppato le proprie macchine intorno alle problematiche dei cantieri temporanei, e quindi sia le macchine stesse che gli impianti e i si-

stemi offerti soddisfano l’esigenza di produrre calcestruzzo di qualità in questo tipo di contesto. La qualità del calcestruzzo prodotto deriva anche dal mescolatore, elemento che in Italia ha avuto poca fortuna ma che nei mercati europei ed extra-europei ha fatto breccia. Gli impianti mobili danno possibilità al cliente di scegliere l’autoproduzione per avere risposte in termini di economia, disponibilità e qualità. Lo sviluppo negli anni di questo tipo di tecnologie ha portato alla sviluppo di tre di-

verse linee di prodotti: TORRE, MOBILI e VERTICAL. I TORRE sono impianti a raggi raschianti per cantieri temporanei, con una produzione da 10 a 40 mc/ora che insieme alla gru di cantiere assicurano una autoproduzione di qualità con elevati risparmi economici.

SIPE al GIC 2020 Lo stand di SIPE al GIC 2020 è al PADIGLIONE NR. 1 STAND NR. A18-B17

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Il Vertical SP2250/2020, SELF BETON L’impianto VERTICAL SP2250/2020, SELF BETON di Sipe oltre ad essere mobile, essendo composto in moduli, occupa spazi limitati in cantiere e rappresenta una novità assoluta per il mercato. SELF BETON è un “distributore” automatico ed autonomo di calcestruzzo secondo le Norme Europee. Si monta in tre giorni, in uno spazio di 3 x 16 metri, con una precarica di inerti. E’ totalmente automatico ed è dotato di Strumentazione 4.0. Il cliente dopo aver effettuato un pagamento con carta di credito o codice QR, sceglie la ricetta necessaria e l’impianto rileva in automatico il mezzo da caricare; a quel punto il calcestruzzo viene prodotto e caricato. L’impianto è studiato per cantieri temporanei situati in centri urbani avendo un controllo totale delle emissioni e della rumorosità.

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I MOBILI sono impianti orizzontali con tramogge di stoccaggio inerti, con una produzione che va da 25 a 100 mc/ora. Sono facilmente trasportabili e montabili con la possibilità di avere fondazioni premontate. I VERTICAL sono impianti verticali costituiti in moduli di montaggio, con una produzione da 35 a 80 mc/ora. Velocissimi da montare, occupano spazi limitati in cantiere e al contempo assicurano grande produttività.

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TecnolgiaIvz

Tecnologia e Innovazione

L’arte del riciclo BLEND PLANTS HA FORNITO ALL’AZIENDA “ATTIVITA’ DI RECUPERO SRL” DI COLICO (LC) UN IMPIANTO BLEND SEVENTY, IN GRADO DI CONFEZIONARE CALCESTRUZZO UTILIZZANDO IL 100% DI AGGREGATI RICICLATI

V

iviamo in un’epoca nella quale il concetto di economia circolare sta divenendo sempre più di uso quotidiano. Ciò nasce dalla necessità di limitare l’uso delle risorse primarie della terra e di rispettare l’ambiente in misura maggiore rispetto a quanto avvenuto sino ad ora. Il progetto sviluppato grazie agli sforzi di Blend Plants, “Attività di Recupero srl” e Betonblock va esattamente in questa direzione, riscuotendo, oggi, grande successo. Siamo a Colico, in Provincia di Lecco. E’ qui che la ditta Attività di Recupero srl recupera ogni tipo di “scarto”, che includa plastica, carta o metalli, ma soprattutto materiali che provengono dai cantieri di demolizione e costruzione. Materiali selezionati con grande attenzione la cui parte “nobile” viene poi re-impiegata come materia prima per la costruzione, ad esempio, di blocchi di contenimento. All’interno dello stabilimento lombardo è attivo quotidianamente un impianto BLEND SEVENTY montato su una struttura scarrabile, utilizzato per il confezionamento di calcestruzzo ottenuto da aggregati riciclati. Caratteristica che contraddistingue gli impianti Blend è la possibilità di confezionare calcestruzzo usando nell’impasto il 100% di materiale riciclato. Il calcestruzzo, viene poi a sua volta utilizzato per la fabbricazione di blocchi di contenimento con il sistema Betonblock prodotto in Olanda ma commercializzato dalla stessa Blend. L’impianto Blend viene anche usato in cantiere per la produzione di misto cementato e di calcestruzzo per sottofondi e pavimentazioni, oltre che per asfalto a freddo. Attività di Recupero impiega Blend Seventy

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Alimentazione e approvvigionamento L’alimentazione delle tramogge, che possono variare da 2 a 4, avviene con una pala gommata da 4,0 m3. Nonostante le dimensioni della benna, il riempimento avviene con facilità. L’approvvigionamento del cemento viene effettuato, in questo caso, direttamente da silos per evitare il continuo riempimento della tramoggia ottimizzando così tempi e costi. Il Seventy, così come tutti gli impianti Blend, è polivalente in quanto adatto sia a postazioni fisse che ad un impiego mobile e ferroviario.

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anche nei cantieri stradali in cui la produzione di calcestruzzo non strutturale è continua e necessaria. L’elevata produttività di Blend Seventy, insieme alle casseformi Betonblock, permettono la fabbricazione di venti blocchi in circa mezza giornata di lavoro. Una produttività che ha consentito di realizzare ampie pavimentazioni in calcestruzzo, pareti di contenimento e non solo, con un livello qualitativo elevato in cantieri di vario genere e dimensioni.

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TecnolgiaIvz

Tecnologia e Innovazione REMDEVICE

La mente nella miscela IL RADIOCOMANDO A CONSOLLE GENESIS È LA RISPOSTA AFFIDABILE, PRECISA E SICURA CHE DEVE CONTRADDISTINGUERE IL CONTROLLO PIÙ ESIGENTE DEGLI IMPIANTI MOBILI DI BETON MIXING

I

l nome senz’altro riporta alla nascita di una nuova idea nel campo del controllo di una macchina da remoto. Il radiocomando a consolle Genesis di REM-

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device stabilisce senz’altro uno standard di riferimento nel campo delle applicazioni più impegnative e complesse. Precisione e concretezza operativa, ad esempio,

sono le richieste fondamentali quando si trasporta un materiale premiscelato come il calcestruzzo in un cantiere per il suo successivo impeigo; è importante azzera-

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re ogni possibilità d’errore. Un materiale come il calcestruzzo, per caratteristiche e tipologia, richiede grande attenzione, controllo e precisione dal trasporto fino all’utilizzo finale. Precisione e fluidità della manovra sono fondamentali soprattutto quando il materiale arriva nell’area di lavoro. Qui il radiocomando, appositamente studiato per questa applicazione, permette tramite funzioni e manovre selezionate la massima efficienza ed efficacia nelle manovre. Genesis presenta una trasmittente con alto grado di funzionalità ed applicazione, in grado di lavorare anche nelle situazioni più difficili, grazie ai materiali impiegati per la sua costruzione e il suo concept funzionale. Nello specifico, la trasmittente Genesis studiata per le applicazioni di beton mixing può essere dotata fino a tre joystick, con selettori e potenziometro adatti a manovrare in tutta sicurezza ogni macchina e sfruttarne al massimo le funzioni peculiari. Un prodot-

to pensato, comprovato e allestito, quindi, per risultare come centro di controllo ideale, nelle mani di tutti gli operatori del beton mixing.

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Nella sua identità più completa, la particolarità del radiocomando Genesis di REMdevice rivela un’unità trasmittente per il controllo a distanza studiata,

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innanzitutto, per consentire all’operatore stesso il massimo ampliamento delle possibilità di personalizzazione, attraverso il display (da 2.6” e 3.2”) e

la facoltà di implementare diversi attuatori, joystick, selettori e potenziometri, pulsanti e data feedback, senza risultare in alcun modo ingombran-

Genesis, i dati tecnici Accumulatore Durata Trasmissione Alimentazione Livello sicurezza stop Livello sicurezza joystick Gestione comandi Dimensioni e peso Display grafico Riceventi disponibili Normative Garanzia

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interno, ricaricabile a induzione fino a 40 h (3 h, riserva di carica) BiBanda 72 canali IMS 433/870 China 418, Usa Can 915 radio/frequenze 12-24 Vdc +/- 25% - 24-110 Vac +/-10% PL-D cat. 3 (elettronica. Move-mobile cat. 4 PL-E sil. 3) Elettronica. Move-Mobile cat. 3 PL-D sil.2 on/off - CANbus - PWM - tensione/corrente RS 422/485 310 x 193 x 163 mm - 1.580 g 2.6” - 3.2” DIN - EcoBox - RubyBox - EcoCan - Mobile EN-300220-1 cl. 1 - CE - FCC (USA/CAN) 36 mesi (accumulatori compresi)

te come modulo portatile. Inoltre, la ricarica a induzione con operatività di 40 ore e il grado di protezione del radiocomando IP65, rendono questo strumento ideale per tutti i cantieri che si svolgono in condizioni di notevole varietà per ragioni ambientali e atmosferiche. La gamma delle applicazioni consentite dal radiocomando Genesis comprende, oltre all’ambito della miscelazione dei materiali e del calcestruzzo in particolare, numerose applicazioni nell’ambito della perforazione e in altri settori di alto livello tecnico come gli ambiti della logistica, dei grandi sollevamenti, dei trasporti marittimi e ferroviari, delle grandi sessioni di escavazione e delle lavorazioni cantieristiche basate sull’impiego di mezzi cingolati, oltre al lavoro in quota con grandi piattaforme aeree e agli interventi in ambienti forestali e nelle attività minerarie.

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8th Edition 106/2017 GISX17S1

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Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali The Lifting, Industrial & Port Handling and Heavy Transport Show

7-9 October 2021 Piacenza (Italy)

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Tecnologia e Innovazione

Tecnologia italiana negli Stati Uniti MATEC HA FORNITO A UN CLIENTE DEL NORTH CAROLINA UN IMPIANTO CWR (CONCRETE WATER RECYCLING) IN GRADO DI OPERARE SU 25 CAMION PER ORA E DI EFFETTUARE QUATTRO CICLI DI LAVORO IN 60 MINUTI

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a tecnologia italiana per il trattamento e il filtraggio delle acque nella produzione e post-produzione del calcestruzzo è arrivata oltre Oceano. Matec, leader di mercato nel settore, è arrivata a fornire a un cliente del North Carolina (USA) un impianto CWR che ha comportato un drastico cambiamento nel modus operandi. Prima dell’entrata in funzione dell’impianto Matec, il cliente consumava 15.000 litri l’ora e produceva 120 m3 al

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giorno di materiale di scarto. Per arrivare a una drastica riduzione dei costi, è stato installato un impianto CWR (Concrete Water Recycling) composto da una filtropressa 630x630 da 15 piastre e un vaglio separatore. In questo modo è stato possibile riutilizzare l’acqua trattata e filtrata per lavare i camion, riducendo i volumi di smaltimento grazie alla disidratazione dei fanghi, trasformati in un sottoprodotto asciutto più facile da stoccare.

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Di seguito i valori di produzione: • TONNELLATE PER ORA: 1.2 • CAMION PER ORA: 25 • CICLI ORA: 3-4 IL PROCESSO I camion/betoniere (1) vengono lavati e il residuo viene scaricato nella coclea separatrice o nel vaglio separatore. La coclea separatrice, (2) o il vaglio separatore, recupera gli inerti lavati. La ghiaia e gli inerti recuperati (4) sono pronti per essere riutilizzati. L’acqua sporca (3) stoccata nel serbatoio esterno è agitata dal moto agitatore. L’acqua sporca viene spinta grazie a una pompa HPT (5) direttamente nella filtropressa, senza aggiunta di FLOCCULANTE e senza essere chiarificata. La filtropressa (6) filtra le acque trattenendo tutti i solidi e restituendo al ciclo produttivo acqua completamente pulita (7) pronta per essere riutilizzata. La filtropressa produce panetti di fango secchi (max 20% di umidità) effettuando più di cinque cicli ora e riducendo i fanghi dell’85%. FILTROPRESSA La filtropressa Matec viene utilizzata nelle installazioni CWR per la disidratazione dei fanghi. La macchina è completamente automatica, per la chiusura e l’apertura delle piastre, il lavaggio delle tele e delle piastre e il loro scuotimento, per garantire che nes-

Eccellenza toscana Matec è il leader e il produttore principale di macchine per l’attività di filtrazione ad alto livello tecnologico delle acque derivanti dal lavaggio camion, betoniere, pompe e calcestruzzo, e in generale tutte le acque reflue e fanghi derivanti dai processi di lavaggio nei centri di produzione calcestruzzo. Gli impianti di filtrazione CWR sono progettati per massimizzare il rendimento nei cantieri del settore e per il recupero e riutilizzo delle acque di lavaggio, chiarificate in modo automatico e senza l’utilizzo di additivi chimici. Si garantisce così un abbattimento dei costi di smaltimento, grazie anche alla produzione di panetti secchi facilmente palabili e trasportabili.

sun residuo di fango rimanga attaccato alle tele. Attraverso la disidratazione, si ottiene acqua pulita che può essere riutilizzata per lavare betoniere e unità di recupero cemen-

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to (coclea o vaglio) nonché panetti secchi facili da smaltire. MATEC, con il suo sistema CWR, ha l’obiettivo di recuperare il calcestruzzo residuo a fine ciclo lavorativo.

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TecnolgiaIvz COCLEA La coclea ha la funzione di separare gli inerti, che nel processo vengono anche lavati, dall’acqua, in cui rimarranno le particelle più fini, pronta per essere pompata nella filtropressa MATEC. Gli inerti recuperati vengono scaricati a cumulo a un’estremità della macchina e sono pronti per essere riutilizzati nel ciclo di produzione del calcestruzzo. VAGLIO SEPARATORE Il vaglio separatore oltre alla funzione di separazione ha anche quella di selezione del materiale lavato, selezione che varia a seconda del numero e dalla foratura di reti installate. Il vaglio viene posizionato sopra una vasca, dove andrà a finire l’acqua residua, pronta per essere trattata con la filtropressa.

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AL SERVIZIO DELLE GRANDI OPERE INGEGNERIA, TRASPORTI E SOLLEVAMENTI AD ALTO VALORE AGGIUNTO PER LE COSTRUZIONI PONTI

EDIFICI 2.000 ton

1.350 ton

Trasporto e installazione delle sezioni del nuovo ponte di Genova con carrelli SPMT, strand jacks e gru cingolate

Sollevamento e Installazione di 10 piani completi di due edifici INTEL in India con l’ausilio di strand jacks

STADI

GALLERIE 216 Jacks

Sollevamento e Installazione del tetto in tenso‐struttura del nuovo stadio del TOTTENHAM con l’ausilio di 216 strand jacks in simultanea

486 ton

Rilocazione, Trasporto e Installazione di talpe meccaniche (TBM): trasporto con carrelli modulari, SPMT; sollevamento e installazione con sollevatori idraulici e strand jacks

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GRU CINGOLATE

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oltre 1.000 m di torri

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Tecnologia e Innovazione POTAIN

Vette sul cantiere LE DUE GRU A TORRE MDT 319 CHE SI STAGLIANO SUL GOLFO DI SALERNO, PRESIEDERANNO PER TRE ANNI LA COSTRUZIONE DI UNO DEI PIÙ IMPORTANTI COMPLESSI RESIDENZIALI E COMMERCIALI NEL TERRITORIO DI “PORTA DEL MARE”

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e torri sono tornate. Tornate in tutti i nuovi cantieri d’Italia, intendiamo, con un segnale di resistenza che non può che far bene all’edilizia prossima futura del Paese. Le gru si innalzano da Nord a Sud per seguire progetti abitativi ambiziosi e di vasta portata - urbanistica e sociale - e al valore dei progetti si abbina spesso un valore tecnico puntuale e senza compromessi. Andiamo al Sud, ad esempio, nell’area di “Porta del Mare”, un lembo di territorio incantato che guarda il golfo di Salerno, al centro tra la Costiera Amalfitana e quella del Cilento, entrambe patrimonio dell’Unesco. Qui l’impresa R.C.M. Costruzioni è impegnata nella costruzione di un notevole complesso residenziale e commerciale. I 44.000 m² di sviluppo territoriale ospiteranno un nuovo quartiere per il futuro di Salerno, riqualificando un’area abbandonata ma di grande prestigio paesaggistico, a pochi passi dal Marina d’Arechi Port Village, il magnificente porto-isola al lar-

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Il montaggio perfetto go della costa sud della città, vicino allo Stadio Arechi progettato dall’architetto Santiago Calatrava. Il progetto prevede complessivamente la costruzione di 183 appartamenti, divisi in tre torri residenziali, cinque unità commerciali, 125 garage, un parcheggio per la capienza di 800 auto e un ristorante. Tutta l’area sarà circondata da un parco cittadino attrezzato e valorizzato dalla piantumazione di una selezione di flora mediterranea, con ulivi, mirti e ginestre. Intanto a dominare il cantiere appena inaugurato sono le torri che si stagliano

Quando si è trattato di progettare il montaggio delle due gru a rotazione alta MDT 319, la gru tuttoterreno GMK6400 di Grove ha costituito una scelta privilegiata. Con l’ausilio di questa autogrù - già prescelta da alcuni specialisti della prefabbricazione in calcestruzzo in virtù dell’alta capacità di tiro e movimentazione per componenti dall’ingombro e dalle dimensioni notevoli - ogni elemento delle gru a torre è stato sollevato e allestito sfruttando le facoltà dell’’auto-rigging MegaWingLift, un modulo che aumenta del 70% la capacità di tiro delle gru tuttoterreno Grove a sei assi. L’autogrù, con una capacità di 400 tonnellate, presenta un braccio principale di 60 m (estensibile fino a 79 m con il jib), per un’altezza in punta massima di 136 m e una capacità di gestire carichi fino a un raggio massimo di 96 m. nella sagoma delle gru gemelle a rotazione alta Potain, del modello MDT 319. Le due gru - una da 70 m una da 80 m - sono

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state acquistate da R.C.M. Costruzioni direttamente da Manitowoc Cranes mentre il montaggio e il servizio post-vendita

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sono stati forniti dal centro assistenza di Edilcom. Le due gru MDT 319 sono state montate alla fine di maggio, in soli cinque giorni, con l’ausilio di un’autogrù della stessa famiglia Manitowoc, una Grove GMK6400 della flotta Pergamo Sollevamenti. Le ragioni della scelta di R.C.M. Costruzioni risiedono nell’efficienza tecnologica dei sistemi di controllo e gestione implementati sulle due gru: i moduli CCS e CraneSTAR Diag, in grado di incrementarne la velocità, la precisione e la redditività operativa durante l’intero ciclo di realizzazione del progetto (la cui durata è stimata in circa tre anni). Il sistema

Manitowoc Crane System Control (CCS) misura e controlla tutti i movimenti della gru e le sollecitazioni strutturali in tempo reale; consente, ad esempio, in soli 15 minuti, di configurare la gru e calibrarne i sensori di movimento, impostare i limiti del carrello, dell’interruttore e del braccio. Con l’ausilio di questo sistema, le gru segnalano automaticamente i periodi di sosta, aiutando l’operatore a lavorare in modo rapido e preciso. Il CCS inoltre ha la funzione supplementare di uno strumento di manutenzione, consentendo all’operatore il monitoraggio delle condizioni della gru da uno schermo in cabina. R.C.M. Costruzioni ha

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acquistato i due modelli MDT 319 con l’installazione del sistema CraneSTAR Diag, innovativo sistema di gestione per queste tipologie di gru. Il CraneSTAR Diag consente l’accesso ai dati del sistema CCS e l’esecuzione della diagnostica da remoto, in tempo reale, da qualsiasi parte del mondo. I gestori delle flotte di gru a torre possono monitorare quindi le posizioni, le condizioni di lavoro, il piano di manutenzione e i tempi di attività per massimizzare l’efficienza in cantiere delle macchine. A “Porta del Mare”, anche grazie alla tecnologia Manitowoc, il futuro del territorio sta già prendendo il largo.

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Novità elettrizzanti CIFA PARTECIPA AL GIC 2020 CON I NUOVI OPTIONAL ELETTRONICI DELLA GAMMA POMPE AUTOCARRATE. ALLO STAND C2/D1 ESPOSTO IL MODELLO DI 42 METRI “FULL OPTIONAL”

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ifa è ancora una volta protagonista al GIC di Piacenza. In questa edizione l’azienda punterà sui nuovi optional elettronici offerti nella propria gamma di pompe autocarrate per facilitare il lavoro in cantiere e garantire maggiore sicurezza agli operatori. Protagonista allo stand sarà lo Smartronic® - il sistema di gestione elettronico che raccoglie tutte le informazioni necessarie per gestire le funzioni dell’attrezzatura in modo semplice e preciso - allestito per l’occasione su una pompa autocarrata della serie Steeltech: la K42L. Smartronic dà informazioni sullo stato della macchina e gestisce autonomamente il gruppo pompante, la pressione di

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pompaggio e il numero di giri del motore al fine di ottimizzare le prestazioni e limitare al massimo i consumi. Le nuove funzionalità, frutto delle evoluzioni riguardanti la sicurezza e l’ottimizzazione del lavoro in cantiere, riguardano i sistemi di antioscillazione del braccio, l’apertura/chiusura automatica e il controllo Advanced Stability Control (ASC) 2.0, riconosciuto come il migliore e più efficace sistema di controllo stabilità per le pompe autocarrate.

Esposto anche il mescolatore planetario mep 1000 In rappresentanza della gamma impianti di betonaggio CIFA by Euromecc, sarà esposto il mescolatore planetario MEP 1000, che consente una resa di 1 metro cubo a ciclo di calcestruzzo vibrato, ed è dotato di due stelle di mescolazione per garantire un’ottimale miscelazione dell’impasto in modo da renderlo perfetto con qualsiasi tipo di inerte: secco, semi-asciutto e plastico.

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La pompa è dotata di gruppo pompante a circuito chiuso HP1608EC con 160 metri cubi all’ora di produzione e 80 bar di pressione massima sul calcestruzzo. Il sistema di gestione macchina è lo Smartronic GOLD con Advanced Stability Control. Il radiocomando installato consente il controllo dei movimenti del braccio con 2 soli joystick. K42L appartiene alla linea Steeltech che è composta da macchine affidabili e solide, completamente personalizzabili per rispondere alle specifiche esigenze.

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Questione di qualità IL CASSERO QUICKJET® STA PRENDENDO SEMPRE PIÙ PIEDE NELLE FONDAZIONI E COSTRUZIONI IN GENERE. L’AZIENDA MILANESE È PROPRIETARIA DEL BREVETTO E LE CARATTERISTICHE TECNICHE SONO CERTIFICATE

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a qualità del cassero QuickJet® è sempre più apprezzata sul mercato date le sue particolari caratteristiche e la sua qualità. QuickJet® sta riscuotendo successo poiché è l’ideale per paratie, plinti, murature di fondazione, muri di sostegno, fondamenta in genere, o dovunque la rimozione dei casseri risulti difficile. Può inoltre essere utilizzato anche per vasche e piscine, vani ascensore, gallerie, serbatoi per liquidi ecc… La geometria e lo spessore dei fogli QuickJet® aumentano la rigidità e la resistenza del manufatto in modo da minimizzare il ricorso ad armature supplementari da posizionare nel cassero. I fogli sono

forniti in differenti formati e con dimensioni modulari che ne migliorano l’utilizzo in ogni tipo di progetto. QuickJet® permette di diminuire il lavoro necessario per la messa in opera delle casserature e non necessita di smontaggio. Inoltre riduce al minimo gli scarti. I fogli zincati sono leggeri e facilmente trasportabili e stoccabili. La minore mano d’opera ed il minor tempo necessario alla predisposizione dei casseri a perdere sono un sicuro vantaggio anche economico per le imprese edili. QuickJet® offre una maggiore resistenza e rigidità come armatura aggiuntiva non influendo a livello strutturale ma complementare. E’ disponibile in diversi

Le caratteristiche tecniche Il sistema QuickJet® è costituito da un insieme di fogli di lamiera zincata dello spessore di 0,5 mm lunghi due metri con altezze modulari alle nervature (distanti tra loro 10 centimetri). Gli elementi base possono essere affiancati per ottenere misure multiple rispetto a quelle standard, oppure possono essere in parte sovrapposti per ottenere misure differenti senza dover provvedere a tagli e smaltimento degli scarti. Il fissaggio all’armatura avviene mediante l’utilizzo di semplici legacci metallici.

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La struttura La struttura di QuickJet® è costituita da nervature, che irrobustiscono ed irrigidiscono il cassero, e da parti più leggere che presentano una lavorazione ad intaglio, ottenuta tramite stampatura e stiratura, che, oltre che a rendere più flessibile e leggero l’elemento, ne consentono una più agevole legatura all’armatura e diminuiscono notevolmente la pressione del getto di calcestruzzo nel cassero. QuickJet® è sia armatura che cassero a perdere, quindi non sono necessarie le operazioni di sgombero tipiche del sistema costruttivo tradizionale (recupero dei casseri e smaltimento degli scarti). È inoltre possibile preassemblare i casseri a perdere insieme alle armature in stabilimento e trasportarli successivamente in cantiere, risparmiando i tempi ed i costi della mano d’opera; questo metodo è ideale per elementi di fondazione e pilastri.

formati modulari, utilizzabili al meglio in tutti i progetti e riduce al minimo gli scarti nonché i tempi di taglio ed adattamento delle dimensioni. I fogli nervati in acciaio zincato che compongono il sistema QuickJet® possono essere utilizzati posizionando le nervature in orizzontale o in verticale. QuickJet® è un sistema concepito come una lamiera forata con nervature di irrigidimento dello spessore di circa 2,5 centimetri fungendo anche da distanziali.

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ImperabilzonPtdCalcestruzo

Impermeabilizzazione e Protezione del Calcestruzzo

Il sistema PENETRON nella progettazione della vasca bianca a reazione cristallina

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OSA SIGNIFICA VASCA BIANCA Con vasca bianca s’intende una struttura in c.a. gettata in opera che garantisca prestazioni di impermeabilità e tenuta all’acqua, esente da qualsiasi rivestimento impermeabilizzante in adesione diretta. A seconda della destinazione d’uso e dell’ubicazione del manufatto, la vasca bianca dovrà resistere ad una spinta idrostatica positiva, negativa o frequentemente ad entrambe.

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Si tratta dunque di strutture di nuova costruzione impermeabili e a tenuta fin dal principio, senza l’ulteriore applicazione di materiali impermeabili in adesione corticale, nel cui caso si parlerebbe di vasche nere. COME FUNZIONA La vasca bianca si contrappone ai sistemi tradizionali (= vasche nere) quali teli in pvc, pannelli bentonici e guaine che, opportunamente posizionati e fissati all’esterno del manufatto, realizzano un involucro impermeabile e meccanicamente resisten-

te se integro e continuo. Con tali premesse, risulta chiaro che il sistema della vasca bianca risulta più competitivo qualora, per esigenze di cantiere, si debba gettare con mono-cassero direttamente contro terra (pali e diaframmi), oppure quando vi siano lavorazioni aggiuntive alla posa di regolarizzazioni e confinamenti. In tutte le altre situazioni, con scavo aperto e doppio cassero, dove trovano spazio abitualmente i sistemi tradizionali, il metodo vasca bianca risulta comunque vincente, grazie ad una riduzione delle fasi di lavoro, snellezza e ridotti tempi di cantiere.

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Il mercato delle vasche bianche si differenzia in due tipologie ben distinte, per garantire la funzionalità finale: • costruire manufatti con calcestruzzo impermeabile e a tenuta idraulica da interrare (anche in presenza di falda) • realizzare opere idrauliche interrate. Le vasche bianche tradizionali richiedono generalmente la preparazione di un cls con rapporti a/c molto bassi e con un Rck molto elevato, con conseguente difficoltà, sia per quanto riguarda la lavorabilità, sia per il controllo dei getti. Un cls con tali caratteristiche, infatti, si presenta più difficile per quanto riguarda la messa in opera e può subire problematiche correlate alla fessurazione da ritiro igrometrico. È imprescindibile infatti la necessità di prevedere un’armatura integrativa anti-fessurativa, che rende ancor più complessa (e costosa) la posa in opera. Tutti i giunti (di ripresa di getto e di fessurazione controllata), punti preferenziali per il passaggio dell’acqua, inoltre, vengono risolti mediante iniezioni puntuali di resine. Il Sistema di Vasca Bianca PENETRON® si basa sul comportamento dell’additivo reattivo a cristallizzazione PENETRON® ADMIX per confezionare calcestruzzi con matrice strutturale impermeabile, capaci di reagire attivamente cicatrizzando microlesioni fino a 400 micron e restituendo le prestazioni meccaniche originali. Il Sistema è composto, inoltre, da una gamma completa di accessori idonei a conferire la te-

nuta idraulica in tutti i giunti di costruzione, strutturali e di fessurazione programmata molto semplici da posare in opera e studiati ad hoc per le singole casistiche.

VANTAGGI TECNICO-ECONOMICI DEL SISTEMA PENETRON La vasca bianca reattiva impermeabile eseguita con il Sistema PENETRON® presenta numerose differenze con le altre vasche bianche presenti sul mercato, che si concretizzano in semplicità operativa e tempistiche di cantiere ridotte, con conse-

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guente economicità finale dell’intervento. Il grande vantaggio, però, è rappresentato dall’esecuzione di getti di calcestruzzo impermeabili nell’intera massa e capaci di auto-cicatrizzare – “self healing” – microlesioni di ampiezza fino a 0,4 mm, con valori prestazionali d’impermeabilità crescenti nel tempo, con un conseguente aumento della durabilità complessiva delle strutture trattate. Le vasche bianche presenti in mercato richiedono generalmente un calcestruzzo eseguito in opera con un mix design minuziosamente curato nella ricetta, con

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ImperabilzonPtdCalcestruzo rapporto acqua-cemento molto basso (< 0,5) e con una curva granulometrica chiusa, con aggiunta significativa di ceneri volanti e gettato seguendo scrupolosamente i dettami della regola d’arte. Tuttavia, è una massa inerte e non possiede alcuna capacità di reattività e di autoriparazione nel caso si manifestassero i tipici difetti costruttivi, quali microlesioni da ritiro o da assestamento. Nel dettaglio si riepilogano le principali differenze tecniche-operative tra la classica vasca bianca e la vasca bianca con Sistema PENETRON®: - Aggiunta nel mix design del calcestruzzo dell’additivo impermeabilizzante PENETRON® ADMIX ad azione cristallizzante, in grado di chiudere le microporosità e la capillarità del cls - Proprietà del calcestruzzo additivato con PENETRON® ADMIX di autocicatrizzazione – “self healing” – sempre attiva delle fessure, fino ad un’ampiezza pari a 0,4 mm - Possibilità di eseguire riparazioni di non conformità a posteriori in controspinta, mediante l’utilizzo di un sistema di riparazione composto da cemento a presa istantaneo, malta e boiacca cementizia ambedue con proprietà cristallizzanti - Nessuna modifica del mix design fornito dalla centrale di betonaggio, la quale dovrà semplicemente garantire la classe di resistenza del calcestruzzo prevista dal Capitolato Tecnico - I getti di calcestruzzo potranno essere realizzati anche con rapporti a/c superiori a 0,5, con conseguente aumento della lavorabilità - Possibilità di realizzare i getti di platea in unica soluzione, con conci di superfici di 800 - 1.000 mq, permettendo di ridurre i giunti di ripresa e l’impiego della pompa per il calcestruzzo - Realizzazione di fessurazioni programmate ogni 8 - 10 m lineari di murature - Nessun aumento dei ferri d’armatura previsti dal progettista - Nessun aumento dello spessore e della classe di resistenza del cls prevista dal progettista - Presenza di DOPPIO GIUNTO meccanico e post-iniettivo per la tenuta idraulica di tutti i giunti - Rilascio della garanzia postuma decennale anche con lavorazioni eseguite dall’impresa appaltatrice.

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IL PROCESSO DELLA DEFINIZIONE DELLA VASCA BIANCA IMPERMEABILE STRUTTURALE PER CRISTALLIZZAZIONE Fase 1: Prestazione impermeabile In fase di progettazione si analizzano le caratteristiche strutturali del calcestruzzo indicato dello strutturista: - classe di resistenza - classe di esposizione - tipo di cemento - rapporto a/c si stabilisce secondo la normativa il contenuto minimo di cemento e, in seguito all’analisi degli elaborati grafici, si stabilisce la miscelazione dell’additivo Pene-

tron ADMIX, che dovrà essere, in fase di esecuzione, confermata o adeguata al mix design dei getti. In fase di esecuzione dei getti, con il contributo del tecnologo l’UT procede all’analisi e prequalifica dei mix design di progetto dell’impianto di betonaggio e, stabilita la compatibilità con il tipo di cemento utilizzato, si determina il corretto dosaggio dell’additivo Penetron ADMIX per ogni mc di getto. Inoltre, il personale preposto della PENETRON ITALIA supervisionerà, sia in fase di confezionamento del cls nel centro di betonaggio, sia nelle fasi di esecuzione dei getti, la verifica delle “non conformità

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esecutive”, finalizzata all’individuazione delle eventuali procedure di ripristino per procedere all’assistenza al collaudo della tenuta finale e, se richiesta, all’emissione delle garanzie postume con assicurazione decennale postuma “rimpiazzo e posa in opera sul calcestruzzo impermeabile PENETRON” Fase 2: Progettazione delle campiture e dei dettagli costruttivi idonei alla tenuta idraulica della vasca nella sua interezza Una volta definita la prestazione impermeabile si procede alla definizione della “vasca impermeabile”, e quindi all’individuazione delle fasi realizzative delle platee/fondazioni e dei muri perimetrali, indicando per ogni particolare costruttivo di riferimento (giunto di costruzione-ripresa getto, giunti di frazionamento programmate, elementi passanti, distanziali-tiranti dei casseri, ecc…) il corretto presidio da adottare per la tenuta idraulica delle opere di

fondazione (platee e muri contro terra, muri gettati contro-palificazioni e o contro-diaframmi), parcheggi interrati, vasche di contenimento, depuratori, serbatoi di acque potabili, condotte idrauliche, piscine, porti e banchine, tunnel e gallerie artificiali, sottopassaggi ferroviari e stradali, monolite a spinta e diaframmi.

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I presidi, riportati nelle tavole grafiche specifiche del progetto preliminare di impermeabilizzazione, permettono l’individuazione degli elementi accessori che con l’additivo PENETRON ADMIX® costituiscono il sistema PENETRON. A completamento degli elaborati grafici si procederà con la redazione del computo metrico estimativo e della documentazione a corredo.

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ImperabilzonPtdCalcestruzo

Impermeabilizzazione e Protezione del Calcestruzzo VOLTECO

Impermeabilizzazione… da vero Paradis L’AZIENDA VENETA HA ULTIMATO GLI INTERVENTI NEL PRESTIGIOSO HOTEL DI PIETRASANTA, IN VERSILIA. LA MEMBRABA AMPHIBIA SARÀ PRESENTATA AL GIC 2020

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a sfida che Volteco si è trovata ad affrontare nei lavori all’hotel Paradise di Pietrasanta non era semplice. Da subito è emerso un significativo e diffuso problema di infiltrazioni d’acqua che stava danneggiando i parametri murari di interesse storico, caratterizzanti l’intero edificio, particolarmente soggetti all’aggressione quotidiana dell’umidità.

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Nelle fasi iniziali della progettazione non era stata prevista alcuna impermeabilizzazione: risultava, perciò, evidente la forte presenza di umidità di risalita nelle murature del piano terra e la fuoriuscita d’acqua dal pavimento, soprattutto in prossimità delle mura di valore storico e nel torrione, che rischiavano di ammalorarsi sempre di più con il pericolo di essere soggette a danneggiamenti anco-

ra maggiori come sgretolamenti, crepe o altri danneggiamenti strutturali. Il progetto di riqualificazione prevedeva di mantenere l’autenticità dell’edificio, lasciando completamente a vista le murature storiche. Di conseguenza è stato necessario individuare un sistema che permettesse di risanare tali murature e fermare sia la risalita capillare sia la contro spinta dell’acqua dal basso senza andare a utilizzare intonaci o altri materiali coprenti. In collaborazione con committenza e progettisti, in fase di progettazione, il team Volteco, incaricato di fornire tutte le tecnologie per i lavori d’impermeabilizzazione e di supportare passo passo il personale qualificato addetto all’applicazione, ha proposto una soluzione tecnica ad hoc che garantisse tale protezione effettiva dall’acqua mantenendo intatto il concept del progetto originario. Gli interventi d’impermeabilizzazione degli ambienti interni dovevano, quindi, soddisfare una duplice esigenza: da un lato eliminare tutte le modifiche realizzate negli anni che non risultassero coerenti con la tipologia di struttura andando a creare problemi all’assetto originario, e, dall’altro, rinnovare vari elementi costitutivi dell’edificio per recuperare il rapporto artistico con le mura della città, parte integrante dell’edificio.

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Hotel Paradis di Pietrasanta (LU) Scheda tecnica Committente: Hotel Paradis Impresa: Multiedil Srl Assistenza e servizio tecnico: Volteco Spa Fornitore soluzioni impermeabilizzazione: Volteco Spa

Non solo, ai fini di un recupero fatto a regola d’arte era necessario adeguare la struttura alle esigenze d’uso in conformità ai regolamenti vigenti, senza stravolgere la conformazione originale della struttura e senza alterarne l’aspetto esterno. Si è optato per la realizzazione di una “rifodera” andando a creare una vera e propria vasca impermeabile fino a quota campagna unitamente a un intervento di risanamento delle murature con una barriera chimica idrofobica. In particolare, è stata posizionata Amphibia di Volteco, la membrana impermeabilizzante, multistrato, dalle elevate capacità idro-reattive, sugli orizzontali opportunamente zavorrati da una struttura in c.a. per garantire la resistenza alla controspinta esercitata dall’acqua e sulle pareti verticali è stato eseguito un intonaco con l’utilizzo di Bi Mortar Plaster Seal rivestito con Plastivo e collegato ad Amphibia mediante giunto bentonitico WT102 e Akti-vo 201. Appena fuori terra, è stato realizzato un efficace sbarramento chimico mediante iniezioni di Triple Zero. Un progetto

d’intervento studiato e sviluppato con l’obiettivo di conservare gli aspetti architettonici già definiti. Nonostante le esigenze non fossero poche, i vincoli nemmeno e il progetto piuttosto

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ambizioso, le capacità e le competenze della direzione lavori nel coordinare i diversi interventi, coadiuvata dalla presenza tecnica di Volteco, hanno ottenuto ottimi risultati.

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PrefabiczonMutCalcestruzo

Prefabbricazione e Manufatti in Calcestruzzo ASSOBETON

Il caminetto? Ci brucio gli scarti del calcestruzzo DI GIORGIO FERRARINI, PRESIDENTE ASSOBETON

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o appena chiuso un quotidiano generalista a tiratura nazionale che in un articolo decanta la meravigliosa resistenza al fuoco di una struttura realizzata in legno. Appena la scorsa settimana, un altro quotidiano, anch’esso generalista e a tiratura nazionale, racconta che le strutture d’acciaio sono totalmente riciclabili, quindi il non plus ultra in materia di sostenibilità ambientale. In occasione del terribile evento del ponte sul Polcevera, a Genova, illustri personaggi e meno noti “predicatori” hanno gridato allo scandalo indicando come esempi di eccellenza per la durata nel tempo il Golden Gate Bridge, il cui nome evoca “immortalità”, e il ponte di Brooklyn, perché costruiti in acciaio. Qualche settimana fa davanti alle telecamere della RAI, quindi, urbi et orbi, uno dei maggiori costruttori edili italiani ha “rassicurato” la popolazione asserendo che il calcestruzzo dura non più di 50 anni e questa affermazione, rilasciata con lo sfondo delle bellissime nuove pile in calcestruzzo del costruendo ponte di Genova “in acciaio” progettato da Renzo Piano che, come sappiamo, sostituisce quello crollato realizzato in “cemento” proprio una cinquantina di anni fa, ha turbato il quieto vivere (a dire il vero poco quieto durante il recente periodo pandemico)

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del mio amico medico che l’indomani, di primo mattino, si è preoccupato di chiedermi quali rischi corra sul tragitto casa-ospedale dovendo passare tutti i giorni, due volte, su un ponte in calcestruzzo realizzato 70 anni fa che scavalca l’Adige a Verona. A ben pensarci, se abbiamo posto la dovuta attenzione nella lettura, possiamo anche trovare invertiti materiali e qualità: altri articoli, infatti, chissà perché difficilmente pubblicati sulle riviste tecniche specializzate non di parte, ci istruiscono sull’assoluta e totale riciclabilità del legno, sulle capacità ignifughe dell’acciaio, sull’eterna durata di entrambi, ecc… A questo punto mi sono sorti un po’ di dubbi: perché non si parla mai delle opere in calcestruzzo e delle tante qualità che il materiale possiede? Ma il calcestruzzo è veramente un materiale superato? Forse non è riciclabile? Forse è vero che non “dura” più di 50 anni? Forse è stato scoperto che brucia e alimenta gli incendi? Forse non è sostenibile per l’ambiente? Forse, col tempo, arrugginisce o è attaccabile da (micro) organismi che ne alterano la consistenza? Forse… Siccome, nonostante la carica che temporaneamente occupo, non sono né un ingegnere né un tecnico dei materiali, negli ultimi giorni ho cercato di approfondire

gli argomenti e di trovare una risposta, seppur limitata, a queste domande. Ho scoperto che tante opere infrastrutturali possono essere costruite solo in calcestruzzo, ad esempio le gallerie artificiali e le dighe (dove l’alternativa, ma solo in certe situazioni territoriali, è la terra), che in tutte le costruzioni che superano una certa altezza è indispensabile che ci siano dei nuclei di irrigidimento in calcestruzzo, e ciò senza contare che ogni costruzione si regge (se togliamo la città di Venezia e poche altre) su fondazioni in calcestruzzo così come sono in calcestruzzo tutte le parti di edificio realizzate entro terra. Ho scoperto che molto spesso si generalizza, in maniera impropria, l’identificazione della materia del costruito, per cui l’appena inaugurato nuovo ponte di Genova risulta e risulterà a Tutti un ponte “costruito in acciaio” o “ponte in acciaio” quando per la sua edificazione sono stati utilizzate circa 24.000 tonnellate di acciaio (comprese le 9.000 tonnellate di acciaio utilizzate per l’armatura del calcestruzzo) e 67.000 metri cubi di calcestruzzo (cioè circa 170.000 tonnellate); e non sarebbe potuto essere diversamente. Ho scoperto che esistono anche bellissimi ponti totalmente in acciaio, escluse evidentemente le solite fondazioni, risalenti

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alla fine del 1800. Tra tutti ricordo quelli costruiti dall’impresa Eiffel che a Oporto scavalcano il fiume Douro. Ho scoperto che, al pari dell’acciaio, anche il calcestruzzo, evidentemente con tecniche diverse, è totalmente riciclabile e che la difficoltà, al pari dell’acciaio e di qualsiasi altro materiale, risiede non nella sua capacità endogena di un totale riutilizzo, ma nella complicazione esogena della preventiva selezione degli altri materiali componenti l’edificio (vetri, serramenti in legno e/o alluminio, tubi in pvc, materiali isolanti, ecc…) durante le demolizioni dei fabbricati. Ho scoperto che il calcestruzzo non alimenta il fuoco; anzi, è resistente al fuoco, contrariamente agli altri materiali che lo diventano solo se inizialmente e periodicamente trattati con prodotti intumescenti o protetti, nel caso dell’acciaio, proprio con il calcestruzzo; e ho scoperto che detti trattamenti ne rendono assai costosa la riciclabilità, rendendola, talvolta, addirit-

Giorgio Ferrarini

tura impossibile dovendo trattare i materiali demoliti al pari dei rifiuti speciali pericolosi. Ho scoperto che il calcestruzzo non fonde alle basse temperature, che il calcestruzzo non arrugginisce, che il calcestruzzo resiste ai funghi e alle muffe, che il calcestruzzo non teme termiti e roditori. Ho scoperto che, nella storia ormai millenaria, il calcestruzzo ha consentito la costruzione di opere ed edifici che con altri materiali non sarebbe stato possibile, o non sarebbero giunti fino a noi, quali ad esempio il Pantheon con la sua cupola, voluto a Roma dall’imperatore Adriano. Ho scoperto che l’industria offre al mercato delle costruzioni, oltre alla gamma normale cui siamo abituati, calcestruzzi ad altissima resistenza meccanica, fotocatalitici che catturano la CO2, drenanti, trasparenti, autopulenti, autoriparanti che racchiudono contenuti di ricerca e innovazione paragonabili a quelli dei prodotti farmaceutici, tra l’altro tutti sempre severamente controllati nel luogo di produzione. Ho scoperto che il ponte più alto del mondo, il viadotto di Millau, l’edificio più alto del mondo, il Burj Khalifa, sono in calcestruzzo, ma pure il Museo della Scienza dell’architetto Santiago Calatrava a Valencia e la Stazione Marittima dell’architetto Zaha Hadid a Salerno sono stati costruiti in calcestruzzo. Ho scoperto che le proprietà termiche legate alla massa del calcestruzzo riequilibrano gli sbalzi termici giornalieri in qualsiasi stagione contribuendo al risparmio energetico. Ho scoperto che i valori dei pesi propri delle strutture, amplificati dai coefficienti di sicurezza dettati dalle normative, consentono alle costruzioni in calcestruzzo margini di sicurezza tali da sopportare carichi accidentali “straordinari” ben superiori a quelli imposti per legge, evitando che la caduta di pochi centimetri di neve, eccedenti quelli previsti dalla legge ed assunti nel calcolo statico, possano provocare, come già accaduto anche nel recente

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passato, i crolli di strutture realizzate con altri materiali che si vantano per la loro “leggerezza”. Ho scoperto che il calcestruzzo è veramente una materia prima a” KM 0”, come va di moda ora, e non deve essere importato dall’estero come succede per altri materiali. Ho scoperto, anche, che per ottenere la massima durata ed evitare che il tempo e l’incuria producano danni, anche i manufatti infrastrutturali in calcestruzzo e gli edifici con essi costruiti, come capita a tutte le cose di questo mondo, hanno bisogno di essere sottoposti a manutenzioni, proprio come è obbligatoriamente richiesto, ma in maniera più costante, massiccia e costosa, alle opere realizzate con altri materiali. Quindi? Quindi, ho scoperto, con tristezza, quanto, ormai, anche nel settore delle costruzioni la comunicazione propagandistica sia divenuta preponderante su quella tecnica; e ho scoperto che il miglioramento della qualità dei materiali, molto spesso, non passa dai centri di ricerca e sperimentazione e dai laboratori, ma solo dalle modifiche di alcuni parametri normativi. Quindi penso che sia giunto il momento che al calcestruzzo venga riconosciuto quel pacchetto vincente di qualità che ne hanno determinato, nel tempo, l’impiego massiccio nella nostra Italia, Paese privo di ferro e legno, ma ricco di calcare e argille, e che lo ha fatto scegliere come materiale costruttivo dai migliori progettisti del passato e attuali. Mi auguro che queste mie “scoperte” possano contribuire allo scopo. Proprio per quanto detto, non posso che plaudere e supportare, sia personalmente che come Assobeton, manifestazioni ed eventi, quali le Giornate Italiane del Calcestruzzo, che contribuiscano a diffondere le qualità e la cultura del calcestruzzo. A proposito, il titolo scaturisce da un esperimento realmente provato che, purtroppo, non ha dato l’esito positivo sperato.

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PrefabiczonMutCalcestruzo

Prefabbricazione e Manufatti in Calcestruzzo

Un reticolo di arte e tecnologia L’IMPRESA DI ALTIVOLE (TV) HA REALIZZATO UN EDIFICIO INDUSTRIALE IN TOSCANA CON UNA STRUTTURA FORMATA DA 220 COLONE E 122 TRAVI INCASTONATE TRA LORO

È

possibile trovare in una costruzione un condensato di alta tecnologia della prefabbricazione unita a fantasia e creatività degli architetti portate all’ennesima potenza? Guardando l’edificio industriale produttivo realizzato da Pellizzari Building a Santa Croce sull’Arno, verrebbe proprio da dire di sì. L’impresa di Altivole, Provincia di Treviso, non è certo nuova a realizzazioni di questo genere, sia ben chiaro. Guardando però le nuove opere erette nel corso del tempo una dopo l’altra, ci si riesce sempre a stupire in qualche modo. Se da una parte anche l’occhio vuole la sua parte, dall’altra, per gli addetti ai lavori più addentrati negli aspetti tecnici, gli spunti sui quali soffermarsi non sono pochi. L’edificio industriale di Santa Croce sull’Arno, in Provincia di Pisa, ha visto anche il coinvolgimento dell’impresa di costruzioni Carron Cav. Angelo di San Zenone degli Erzellini, sempre nel trevigiano. Sulla base delle indicazioni fornite dalla committenza, la Conceria Masoni, è stato deciso di realizzare gli elementi in calcestruzzo prefabbricato mediante la costruzione di casseri in metallo “ad hoc”. Il calcestruzzo impiegato in questo caso è stato il C35/45 RCK 45 – XA3. La struttura è formata da ben 220 colonne e 122 travi che, incastonate tra loro, vanno a formare il reticolo. Il lungo pro-

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Le PARETI DI RIVESTIMENTO Le Le PARETI PARETI DI DI RIVESTIMENTO RIVESTIMENTO

www.colorulorenzo.it

La ditta Coloru Lorenzo con professionalità è dal 1975 al servizio delle imprese nella costruzione e nella prefabbricazione

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cedimento di tessitura dei manufatti, 16 rigorosamente l’uno diverso dall’altro, ha comportato un lavoro di circa 120 giorni di produzione nello stabilimento Pellizzari e 40 giorni di montaggio in cantiere. Le travi e le colonne sono state fissate tra di loro mediante ancoraggi metallici di tipo meccanico, tutti rigorosamente a scom-

parsa. Pellizzari è in grado di realizzare indistintamente pareti monolitiche, a lastre oppure a grandi travi e colonne, come avvenuto in questo caso. L’elemento distintivo è la personalizzazione eseguita per ogni cliente, che le rende uniche nel suo genere e che rispecchia sempre il carattere e la personalità di chi di volta in volta le commissiona.

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PrefabiczonMutCalcestruzo

Prefabbricazione e Manufatti in Calcestruzzo

La movimentazione dei prefabbricati diventa easy

ITALCARRELLI PRESENTA AL GIC 2020 I NUOVI TRASPORTATORI SEMOVENTI DELLA SERIE PTN PER L’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI E DELL’EDILIZIA PREFABBRICATA ABITATIVA, COMMERCIALE E INDUSTRIALE

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a movimentazione e il trasporto di prefabbricati in calcestruzzo sono attività da sempre critiche sia per l’operatività che per la sicurezza. Rendere queste operazioni più semplici, veloci e a rischio zero è stato l’obiettivo della Divisione Movimentazione Pesante ITALCARRELLI® durante la progettazione dei nuovi trasportatori semoventi della serie PTN, per l’industria delle costruzioni e dell’edilizia prefabbricata abitativa, commerciale e industriale. Questi trasportatori semoventi sono la soluzione ottimale per movimentare pannelli ed elementi prefabbricati in calcestruzzo di diverse dimensioni nonché per traspor-

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tarli dalle linee di produzione ai magazzini e alle aree di spedizione, grazie agli speciali profili per il loro sollevamento.

I trasportatori sono totalmente personalizzabili per soddisfare le necessità specifiche degli operatori: nelle dimensioni del

Software all’avanguardia Il dipartimento Software di Italcarrelli ha sviluppato un software per la gestione del motore che permette migliori performance e massima efficienza con minimo consumo. Italcarrelli ha realizzato diversi trasportatori semoventi personalizzati secondo le esigenze dei suoi clienti, che trovano ampia applicazione nell’industria dei prefabbricati e sono già stati messi in funzione in numerosi stabilimenti di produzione di prefabbricati in tutto il mondo.

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trailer - secondo il carico da movimentare, nelle motorizzazioni - diesel, gas o versioni elettriche, con vari optional disponibili e nella capacità di carico. Questi inloader sono infatti equipaggiati di una portata standard di 30 tonnellate ma possono essere fornite speciali versioni anche maggiori, in relazione a lunghezza e caratteristiche dei prefabbricati. Realizzati con componenti di alta qualità, dotati di uno speciale sistema brevettato di sollevamento - chiamato “Sicur Lift” progettato dal Dipartimento Ricerca & Sviluppo Italcarrelli per una doppia sicurezza meccanico-idraulica, grazie alle clamp idrauliche la cui posizione può essere modificata tenendo conto della lunghezza e caratteristiche del carico, gli elementi prefabbricati sono ben fissati all’inloader e il trasporto avviene in modo sicuro. Per ottenere la massima versatilità, sempre con un’attenzione alla sicurezza, la gommatura è di tipo superelastico compatibile con l’utilizzo su asfalto o pavimentazioni sconnesse e il posto di guida può essere con operatore in piedi oppure con operatore seduto.

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PrefabiczonMutCalcestruzo

Prefabbricazione e Manufatti in Calcestruzzo PAPPADÀ GINO

Sguardo sul 4.0 L’AZIENDA DI COMPIANO (PR) SFODERA IL SUO CONCENTRATO DI TECNOLOGIA TRA MAGNETI E MACCHINE POSA TREFOLI

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a Pappadà Gino di Compiano (PR) sbarca al GIC e mette in mostra i suoi macchinari ad elevata connotazione tecnologica. L’azienda produce macchine e attrezzature per l’industria della prefabbricazione che hanno tra i loro punti di forza originalità, affidabilità, risparmio di tempo e mano d’opera.

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I prodotti Pappadà, tra i quali la ricca gamma di magneti e le macchine posa e spingi trefoli, sono tutti progettati e realizzati in Val di Taro. Alcuni sono ottenuti migliorando e ottimizzando prodotti già esistenti, altri sono stati brevettati. La ditta Pappadà Gino ha introdotto nel corso degli anni diverse innovazioni nel settore della prefabbricazione con lo sco-

po di migliorare i sistemi costruttivi già utilizzati o di introdurne di nuovi, per questo la macchina posa trefoli può rientrare nei benefici industrie 4.0. L’aspetto fondamentale della sicurezza sul lavoro trae enorme giovamento da questa macchina in quanto l’operatore non manovra direttamente e manualmente il trefolo (cosa che avviene con altre

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Veniteci a trovare al

apparecchiature) ma deve semplicemente premere un tasto sul radiocomando in dotazione della macchina Posa trefoli, azione priva sia di pericolo che di sforzo fisico per l’operatore. A conferma di ciò è il fatto che su decine di macchine vendute non si è mai verificato nessun problema riguardante la sicurezza dell’operatore e anche l’aspetto ergonomico è rispettato. Le vendite sono avvenute in tutto il mondo dalla Romania al Belgio, dall’Arabia Saudita all’ America Latina e all’Iraq. Questi dati hanno peraltro fatto capire all’azien-

da quanto il problema della stesura del trefolo sussista in moltissime nazioni e come la Pappadà Gino sia una realtà in grado di progettare una macchina altamente affidabile ed utile. Quest’anno si è conclusa la vendita della cinquantesima macchina, settima per il gruppo Willy Naessens, e questo suscita grande soddisfazione in casa Pappadà Gino. L’annoso problema della stesura del trefolo è stato risolto, la soluzione è tanto unica quanto semplice, non ci sono eguali in tutto il panorama della prefabbricazione.

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®

G29-31 iornate italiane Ottobre 2020

del CPIACENZA alCestruzzo ItalIan Days Pad. C 1 onCrete - Stand A43 Piacenza, 29-31 Ottobre 2020

PLASMACEM E MERAT WORKTEAM ARCHITETTURE INNOVATIVE Lo scorso anno, lo studio di architettura MW – Merat Workteam di Parigi ci ha consultato per la realizzazione di una matrice molto particolare da utilizzare per la costruzione di un edificio in uno dei quartieri più caratteristici di Parigi. Le dimensioni dei teli matrice necessari è di 2800x2500mm. con un peso di circa 300Kg./cad.uno. PLASMACEM, su richiesta dell’impresa, ha inoltre provveduto ad incollare i teli matrice su pannelli in pino marino (resistenti all’acqua) tramite colla bicomponente (PLASGLUE-Bi). L’impresa, coadiuvata dalla direzione Lavori curata dello studio MW e con l’aiuto di nostri tecnici specializzati in cantiere, hanno realizzato una vera opera d’arte per come sono stati curati gli assemblaggi, per la miscela di calcestruzzo selezionata, per la cura nel vibrare il cemento al fine di minimizzare i fenomeni quali nidi di ghiaia o piccoli fori di superficie. Il risultato è davanti agli occhi di tutti!! Siamo orgogliosi di essere stati tra i protagonisti di un progetto che, in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo, è in grado di suscitare l’amore per il bello in chi lo osserva; lo stesso amore per il bello che ha da sempre ispirato 95 i popoli latini.


Industriaegl

Industria degli Inerti

Il nuovo corso di ANEPLA CLAUDIO BASSANETTI PRENDE IL TESTIMONE DA PAOLO ZAMBIANCHI E VA ALLA GUIDA DELL’ASSOCIAZIONE

Claudio Bassanetti

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on l’assemblea 2020 di ANEPLA tenutasi lo scorso 25 settembre a Piacenza Expo è iniziata ufficialmente la guida dell’associazione da parte di Claudio Bassanetti, dell’omonimo gruppo con base a Monticelli d’Ongina. Bassanetti ha preso il testimone da Paolo Zambianchi, Direttore Tecnico di Holcim Lafarge, al quale è andato il sentito ringraziamento da parte dell’assemblea per l’eccellente ed appassionato lavoro svolto in questi anni. Nel discorso di apertura del neo insediato Presidente forte è stato il richiamo ai valori della tradizione e della memoria di un lavoro antico che ha avuto una parte importante nella crescita economica del dopoguerra e l’impegno a continuare il

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lavoro già svolto concentrandosi sui temi di maggiore attualità ed impatto per il settore quali economia circolare, energie rinnovabili, Imu, leggi sulle cave e normativa tecnica. Sotto il titolo di “L’attività estrattiva e la Green Economy: esperienze a confronto” ci si è confrontati presentando alcune eccellenze del mondo ANEPLA. Più precisamente è stato dato spazio ad alcuni soci che nel corso degli ultimi anni hanno lavorato per portare valore aggiunto nella loro attività nell’ottica della Green Economy. Treso, Laterlite, San Valentino e Gruppo Bassanetti hanno presentato il loro lavoro di valorizzazione della materia prima, con la creazione di materiali innovativi. NuovaDemi ed Holcim hanno

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Protocollo di intesa con WWF Italia Anepla ha sottoscritto un protocollo di intesa con WWF Italia volto alla rinaturazione del fiume Po, peraltro inserito nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO. L’iniziativa verterà su progetti portati avanti da entrambi i soggetti sottoscrittori ma anche dalle amministrazioni pubbliche. L’obiettivo è quello di raccogliere fondi legati al Recovery Fund al fine di creare posti di lavoro nel segno della tutela e del rispetto ambientale, temi di cui ANEPLA è da sempre portatrice.

invece spiegato il loro sforzo nel campo del risparmio energetico e nelle energie rinnovabili, con l’obbiettivo di un’attività carbon free. Per finire il Presidente della Sezione ANEPLA Beni e Servizi Giorgio Manara ha riassunto il lavoro di tutti i partner industriali della filiera per ac-

compagnarla nel percorso verso la Green Economy. La chiusura della giornata è toccata alla Ministra delle Infrastrutture Paola de Micheli che, oltre a presentare il lavoro del suo Ministero nella programmazione di opere infrastrutturali nei prossimi

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La Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli

15 anni, ha elogiato l’Associazione per la preparazione del settore in termini di ecologia, comunicazione e sostenibilità, riconoscendone il ruolo di interlocutore preparato e prezioso per il Governo. “Il mio mandato inizia dopo il grande lavoro portato avanti da Paolo Zambianchi, il quale ha creato un ottimo solco da seguire – dice Claudio Bassanetti – Spesso il nostro settore viene etichettato come “antico” e a scarsa spinta innovativa, ma non è così: a dimostrarlo ci sono i passi da gigante compiuti sotto il profilo tecnologico. Anche il mondo degli aggregati riciclati sta vivendo una fase nuova grazie anche alle normative varate, che finalmente sono chiare e che hanno fatto da impulso a importanti attività di ricerca. Nelle normative stesse, ad esempio, vengono indicati i criteri minimi ambientali; questo ha spinto la ricerca per prodotti aventi caratteristiche idonee. Dalle aree predisposte per gli impianti fotovoltaici arriverà un grande impulso non solo per le cave ma anche per tutta l’industria energetica”.

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Industriaegl

Industria degli Inerti DI.MA.

Gli scarti industriali diventano inerti per calcestruzzo L’AZIENDA LOMBARDA CON UN PROCESSO ESEMPLARE DI “ECONOMIA CIRCOLARE” PRODUCE E REALIZZA AGGREGATI ARTIFICIALI E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO DERIVANTI DA ATTIVITÀ DI RECUPERO, CONTRIBUENDO A RIDURRE LO SMALTIMENTO IN DISCARICA DI MATERIALI INERTI IDONEI AL REIMPIEGO

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a “mission” della DI.MA. è divenuto oramai un appellativo aziendale: trasformare gli scarti delle lavorazioni industriali in inerti per il calcestruzzo. Non tutto, s’intende, può essere utilizzato a tal scopo, ma quello che avanza dalla lavorazione dell’acciaio, per esempio, risulta essere particolarmente adatto. In un’epoca nella quale l’economia circolare sta assumendo sempre maggiore importanza, dalla DI.MA. arriva un esempio che va nella direzione giusta. DI.MA. ha creato tre linee produttive di Misto Cementato caratterizzate da differenti dosaggi di legante idraulico (cemento) in funzione delle specifiche applicazioni d’uso richieste: MISTOCEM, DIMACEM5 e DIMACEM10. Con opportune lavorazioni, il materiale di scarto può essere immesso nuovamente nel mercato come prodotto innovativo e tecnicamente performante. Tutto il processo produttivo viene certificato con marcatura CE in Sistema 2+ da ente terzo (QAID) nonchè il prodotto finito è dotato di “Asserzione Ambienta-

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Il manufatto prefabbricato QUBECO

le” che ne certifica il contenuto minimo di materiale di recupero finalizzata al rispetto dei CAM Edilizia (Criteri Ambientali Minimi) e/o necessarie in caso di certificazione LEED degli edifici. Il Misto Cementato prodotto da DI.MA. si presta alla posa con mezzi meccanici quali bobcat, pala meccanica, trattore con livella, vibrofinitrice ecc... per essere poi compattato con piastra o rullo vibrante. La speci-

La normativa Secondo la normativa vigente, sono idonei alla produzione di calcestruzzo per uso strutturale gli aggregati ottenuti dalla lavorazione di materiali naturali, artificiali, oppure provenienti da processi di riciclo conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 12620. La normativa specifica chiaramente che gli aggregati naturali e quelli artificiali/industriali sono equiparati, distinguendoli da quelli riciclati.

Il manufatto prefabbricato QUBECO è realizzato con l’impiego di calcestruzzo confezionato con aggregato industriale certificato e selezionato. Le materie prime secondarie impiegate sono prodotte nell’impianto produttivo di Calvisano (Bs) in Via Carpenedolo, 16/A. La certificazione attestante la marcatura CE dell’aggregato è disponibile su www.dimainerti.com.

fica curva granulometrica degli aggregati, oggetto di costante ricerca e sviluppo, permette di ottenere, dopo opportuno co-

stipamento, piani finali ben compatti ed omogenei e che garantiscono inoltre una permeabilità superficiale.

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CONTROL SYSTEM TECHNOLOGY un team vincente che corre per te the best team for you

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Automazione e Controllo

Misurazione dell’umidità Una tecnologia di cui l’industria del calcestruzzo non può fare a meno

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n un’epoca in cui la maggior parte delle organizzazioni stanno cercando di massimizzare i profitti, riducendo al contempo i costi e mantenendo la qualità, non è quindi più economico trascurare i vantaggi che la misurazione dell’umidità può portare ai produttori di calcestruzzo, sia per prefabbricati che per preconfezionato strutturale. Una delle principali fonti di inconsistenza nella produzione di calcestruzzo è il continuo variare dell’umidità della sabbia e degli aggregati. I cambiamenti del contenuto d’acqua possono derivare da diverse parti del processo di produzione del calcestruzzo con effetti diversi: 1. Variazione del contenuto di umidità naturale negli aggregati; 2. Precisione del sistema di dosatura dell’acqua nel miscelatore di calcestruz-

zo (di solito non è un problema nei moderni impianti in calcestruzzo); 3. I sistemi di trasporto o stoccaggio dei materiali scoperti consentono un incremento del contenuto d’acqua a seconda delle precipitazioni o la loro riduzione per evaporazione;

La fonte più significativa di variazione dell’umidità è il contenuto di umidità naturale negli aggregati. Una variazione dell’1% del contenuto di umidità in un aggregato si traduce in una variazione di 10 Kg per ogni 1.000 Kg di aggregato secco pesato caricato nel mesco-

Dimensione granuli

Umiditá % Range

Sabbia fine

0 to 16

Sabbia grossolana

0 to 12

8mm

0 to 10

10mm

0 to 4

12mm

0 to 3

20mm

0 to 2 Supply chain of concrete and precast industries

37040 Bevilacqua - VR - Italy - Via Enrico Mattei, 461 Tel. +39 0442 642384 - Fax +39 0442 640326 - E-mail: info@elettrosigma.com


latore. Pertanto, maggiore è la variazione di umidità, e maggiore è il peso dell’aggregato utilizzato, più grave risulta la deviazione dalle proporzioni prefissate. Il contenuto d’acqua negli aggregati può raggiungere il 16% provocando gravi ripercussioni economiche nel commercio di questo materiale. Come si può vedere dalla tabella sopra, il range di umidità che aggregati di dimensioni diverse possono trattenere, aumenta con la finezza dell’aggregato. Pertanto, i produttori di calcestruzzo dovrebbero inizialmente concentrarsi sulla misurazione dell’umidità nei materiali più fini.

Sensore di umidità Hydronix Hydro-Probe HP04

Posizioni di installazione tipiche per un sensore di umidità Hydro-Probe HP04 del calcestruzzo. Un moderno impianto installa in genere sensori di umidità a microonde all’aperura dei silos degli aggregati. Una volta che il sensore è stato configurato correttamente, le letture dell’umidità possono essere prese per ogni batch. Il sistema di controllo dell’impianto può quindi utilizzare questi valori per regolare i “pesi umidi” degli aggregati per garantire che il corretto peso secco di ogni aggregato venga caricato nel mixer. Un impianto che produce 160 m3 di calcestruzzo vedrebbe un periodo di recupero per le apparecchiature di misurazione dell’umidità di 3 mesi con un errore di umidità del 3%, ottenendo successivamente notevoli benefici sia in termini di aumento della resa che di miglioramento della qualità.

Misurazione dell’umidità nei miscelatori

Opzioni per la misurazione dell’umidità nella produzione di calcestruzzo Oggi ci sono prodotti disponibili sul mercato che permettono la misurazione del contenuto di umidità di aggregati e calcestruzzo fresco con un alto grado di precisione. La tecnica a microonde è emersa come la più adatta per la misurazione dell’umidità nella produzione di calcestruzzo, principalmente grazie alla sua precisione (di solito nell’intervallo di -0,2% a seconda della qualità della calibrazione), alla sua indifferenza alla presenza di polvere o colore e al rapporto qualità-prezzo di questo tipo di attrezzature.  

Per i produttori di prefabbricati e manufatti in calcestruzzo, materiali di alta qualità e i livelli di umidità ben controllati sono fondamentali per garantire risultati costanti. Ci sono risparmi significativi in cemento, colore e additivi, nonché riduzioni del numero di batch sprecate, sono tutti vantaggi comuni della misurazione dell’umidità. Oltre all’installazione di sensori di umidità nei silos degli aggregati per garantire le giuste misurazioni delle quantità, i produttori di prefabbricati e manufatti in calcestruzzo generalmente opteranno anche

per un sistema di controllo dell’umidità all’interno del miscelatore, per garantire la quantità corretta d’acqua totale nel calcestruzzo, batch dopo batch. Misurare l’umidità del calcestruzzo fresco in un miscelatore consente di avere il pieno controllo sul contenuto di umidità finale prima che la miscela venga scaricata. Ciò garantisce che le variazioni dovute all’umiditào all’essiccazione dell’aggregato che avvengono durante il trasporto dalla tramoggia al miscelatore oppure per la pressione variabile dell’acqua vengano eliminate. Le misurazioni dai sensori di umidità nel miscelatore vengono utilizzate per calcolare il volume corretto di acqua necessaria per replicare con precisione la stessa ricetta ogni batch, così da garantirne la ripetibilità qualitativa.

Sensore di umidità Hydronix Hydro-Mix HM08

Misurazione dell’umidità nei contenitori degli aggregati Nel calcestruzzo preconfezionato, il contenuto variabile di umidità influisce sia sulla resa ottenuta per una determinata quantità di cemento sia sulla qualità e la resistenza

Hydro Probe HP04 installato sotto un silo

Installazioni tipiche per un sensore di umidità Hydro-Mix HM08

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Controllo dell’omogeneità mediante misurazione dell’umidità È possibile utilizzare l’umidità rilevata dal sensore all’interno del miscelatore come indicatore del grado di omogeneità ottenuta in qualsiasi stadio di miscelazione. L’acqua è un ottimo indicatore di dispersione del materiale. Quando gli ingredienti vengono caricati nel miscelatore il sensore

rileva il contenuto variabile di umidità nel tempo, dove gli aggregati saranno umidi e il legante sarà asciutto. Poiché questi materiali si mescolano con acqua e additivi, gradualmente si ottiene un segnale più stabile man mano che l’acqua si disperde uniformemente nella mescola. Quando il segnale in uscita del sensore è stabile nel tempo significa che la mescola è omogenea. L’uso del controllo dell’omogeneità con-

sente l’ottimizzazione dei cicli di miscela. Una volta che il produttore può valutare se il mix è omogeneo o meno, può quindi regolare il tempo di miscelazione per garantire che venga utilizzato solo il tempo necessario per omogeneizzare la miscela. Questo a sua volta ha grandi vantaggi in termini di riduzione del consumo energetico, riduzione dell’usura dei componenti e aumento della produzione.

Un tipico ciclo di miscelazione visto da un sensore mixer Hydronix Hydro Mix HM08

La misurazione dell’umidità nella produzione di calcestruzzo riduce i costi

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Oltre a migliorare la qualità, l’uso del controllo dell’umidità consente anche di migliorare la redditività nelle operazioni di produzione di calcestruzzo, riducendo i costi delle materie prime e aumentando la resa della produzione. Anche se più difficile da quantificare, la riduzione di batch scartate, la riduzione dell’usura dei componenti e il risparmio energetico aumentano la redditività. Il miglioramento è tale che i clienti Hydronix stimano un tempo di ritorno d’investimento dell’apparecchiatura compreso tra 3 e 6 mesi. Se stai pensando di utilizzare attrezzature per il controllo dell’umidità o desideri ricevere ulteriori consigli, assicurati di scegliere un’azienda che abbia un’ottima reputazione, che possa integrarsi con il tuo sistema attuale e che sarà in grado di darti il migliore servizio clienti e supporto post-vendita, vale a dire Elettro Sigma per il mercato italiano.

Mix per il controllo dell’umidità Hydronix è specializzata nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di sistemi digitali di misurazione dell’umidità a microonde. Abbiamo sviluppato la tecnica digitale a microonde che ora è diventata la scelta preferita per la mi-

surazione dell’umidità nell’industria del calcestruzzo. Con oltre 85.000 sistemi installati in tutto il mondo dalla nostra fondazione nel 1982, Hydronix è il leader mondiale della misurazione a microonde dell’umidità.

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Una nuova veste per la pavimentazione del porto di Salonicco IL SISTEMA DRACOBIT® DI DRACO ITALIANA SCELTO PER IL RIPRISTINO DELLA PAVIMENTAZIONE DELL’AREA ESTERNA DI MOVIMENTAZIONE CONTAINER DELLO SCALO GRECO

I

l piano di potenziamento del porto di Salonicco, il secondo più grande della Grecia, prevede anche la partecipazione di Draco Italiana, azienda che dal 1982 sviluppa e produce soluzioni tecniche per l’edilizia moderna, a cui è stato affidato il rifacimento della pavimentazione dell’area esterna di movimentazione container. Il ripristino dell’area, 200.000 mq di superficie costantemente soggetti a traffico intenso e

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pesante ed esposti ad ambiente marino e cicli di gelo-disgelo, ha visto la progettazione di una pavimentazione semiflessibile bituminoso-cementizia, senza giunti, realizzata con il sistema Dracobit®. Questa tipologia di pavimentazioni prevede l’uso di conglomerato bituminoso drenate intasato di malta cementizia che garantisce prestazioni, livelli di sicurezza e durabilità elevati, proprietà che le rendono particolarmente indicate nelle

aree di stoccaggio e di movimentazione container portuali. Il sistema Dracobit®, uno dei prodotti più apprezzati della Gamma DRACO, presenta i vantaggi connessi ad un perfetto connubio tra la matrice bituminosa e il cemento, salvaguardando la natura flessibile del manto bituminoso e incrementandone le performance meccaniche. Il sistema si compone di un tappetino di asfalto drenante avente spessore di 5 cm che viene

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Il sistema Dracobit® Il premiscelato alla base del sistema, impiegato per l’intasamento di manti in conglomerato bituminoso nella realizzazione di pavimentazioni semiflessibili bituminoso cementizie, grazie alle elevate doti di resistenza chimico-meccanica del premiscelato permette il raggiungimento di eccezionali durabilità delle pavimentazioni garantendo anche una serie di vantaggi: • Velocità di realizzazione. Pavimento agibile in 48 ore! • Resistenza ai sali ed ai cicli di gelo-disgelo. • Assenza dei giunti. • Costo accessibile. • Idoneità per la ristrutturazione di vecchi pavimenti, realizzando un riporto superficiale di soli 3-6 cm. • Elasticità-flessibilità. • Resistenza ad escursioni termiche estreme, da -50° C a +90° C.

poi intasato con l’apposito formulato superfluido Dracobit®. La prima fase dell’intervento ha previsto la preparazione del supporto, realizzata con la scarifica della pavimentazione esistente e l’applicazione di un primer bituminoso. Nella seconda fase si è steso lo strato di asfalto drenante di 5 cm (asfalto open-graded). La terza fase di lavorazione ha visto l’intasamento dei vuoti con l’apposito premiscelato superfluido ad elevata durabilità Dracobit®. Il premiscelato in polvere è caratterizzato da una miscela di componenti inorganiche e additivi utilizzata per confezionare boiacche superfluide a ritiro compensato, da mescolare con acqua, in una quantità pari a 6 ÷ 6,4 l per sacco da 20 kg, senza cloruri, con elevate capacità di penetrazione e riempimento dei vuoti. La formulazione è stata studiata per assicurare al formulato gli opportuni livelli di viscosità e lavorabilità in fase di iniezione e per raggiungere elevate resistenze meccaniche e un sostanziale contenimento del ritiro idraulico. Il sistema consente inoltre l’eliminazione del principale fattore di debolezza delle pavimentazioni, i giunti, tradizionalmente punto d’innesco dei fenomeni di degrado delle pavimentazioni sottoposte a condizioni di stress meccanico e chimico. Il manto

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ottenuto risulta stabile anche in presenza di escursioni termiche da -50°C fino a +90°C. Una soluzione efficace e rapida, che garantisce tempi di esecuzione brevissimi. La pavimentazione, altamente durabile e resistente, è transitabile dopo sole 48 ore, riducendo i disagi alla circolazione legati al fermo cantiere. Questa scelta realizzativa ha permesso alla committenza di avere in breve tempo una pavimentazione nuova non ottenibile con soluzioni tecnologiche alternative (pavimentazione in solo asfalto oppure pavimentazione in calcestruzzo).

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Pavimentazioni Industriali & Massetti Massetti Pavimentazioni Industriali & ROMFRACHT con sede in Romania, Europa dell’Est, è una delle più grandi aziende produttrici di fibre metalliche e polipropilene, presente sul mercato dal 1996. Perché la situazione generata dal nuovo coronavirus COVID 19 non ci permette di essere presenti quest’anno al GIC, cerchiamo di presentare brevemente i nostri prodotti e speriamo di vedervi fra due anni al GIC 2022. Fibre metalliche La gamma di fibre metalliche RFC e RFO è disponibile in tutte le dimensioni per il mercato europeo. Essendo molto performanti, riusciamo ad essere competitivi nel rapporto qualità-prezzo.

Fibre di polipropilene Le fibre di polipropilene sono fibre ad alte prestazioni, progettate sia per il rinforzo strutturale del calcestruzzo che per massetti o copertura in cemento armato. Le fibre per micro fessura sono già ben note sul mercato. RO-FERO • Fibra strutturale per il rinforzo del calcestruzzo, utilizzata come sostituto della fibra metallica • Confezionata in sacchi da 0,5 kg per facilitare il dosaggio per metro cubo di calcestruzzo • Si pompa facilmente, perché la fibra può omogenizzarsi con gli inerti del calcestruzzo • È sul mercato da 5 anni e riscuote un grande successo, facendosi apprezzare dai pavimentisti sia in Romania che in tutta Europa. RONET • Una fibra di classe media per il rinforzo di massetti • Dedicato ai sistemi di riscaldamento a pavimento, perché blocca le frequenti contrazioni del calcestruzzo dovute alle differenze termiche • Disponibile nelle lunghezze: 12 mm, 19 mm, 38 mm, 54 mm • In confezione da 0,5 kg per facilitare il dosaggio per metro cubo di calcestruzzo

RoWhite • Una fibra dedicata alla eliminazione delle micro fessure • Applicabile a tutti i tipi di calcestruzzo • Disponibile nelle lunghezze: 3 mm, 6 mm, 12 mm, 18 mm, 38 mm • Essendo molto performante e sufficiente un dosaggio di 600 g per metro cubo di cemento • Disponibile in confezioni da 0,6 kg 108

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109 ACCREDITATO INSERTI QUALITAÃ&#x160;


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Pavimentazioni Industriali & Massetti

Calcestruzzo fibroarmato per le sfide più difficili PER IL NUOVO MAGAZZINO AUTOMATIZZATO DELLA TEDDY A GATTEO A MARE (FC) SONO STATE SCELTE LE SOLUZIONI BEKAERT PER UNA PAVIMENTAZIONE SOGGETTA A MOLTE SOLLECITAZIONI E REALIZZATA SU UN TERRENO FORMATO DA MATERIALI FINI

S

cegliere il pavimento giusto è un aspetto importante per assicurare la continuità delle attività negli stabilimenti produttivi e logistici. Per cui progettare una pavimentazione durabile è di fondamentale importanza, soprattutto laddove il terreno sottostante è costituito da materiali fini, tipo limo e argilla di differenti consistenze e profili granulometrici. È il caso di Gatteo a mare (FC) dove ora sorge il nuovo magazzino automatizzato del Gruppo Teddy. In questo caso il terreno su cui la pavimentazione doveva

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essere realizzata, da sondaggi geologici e verifiche geotecniche, era interessato da cedimenti a breve e lungo termine sotto i carichi di esercizio previsti sul pavimento. Pertanto la Direzione Tecnica dell’impresa appaltatrice ha previsto la realizzazione di un sistema di addensamento del terreno mediante inclusione di elementi profondi in calcestruzzo atti a migliorare la deformabilità del terreno e a ridurre i cedimenti attesi. Poiché tali elementi verticali in calcestruzzo sarebbero stati discreti rispetto all’estensione complessiva dell’area, si è dovuto considerare nullo

l’apporto del suolo e progettare la pavimentazione poggiante direttamente sui soli elementi verticali rigidi previsti per ridurre la deformabilità del terreno e i cedimenti attesi (pali). La struttura prefabbricata ha interessato una superficie di circa 30.000m2 per accogliere due zone: una dedicata a scaffalature multi-shuttle e un’altra per il Boom Conveyor su rotaia. Pertanto anche il progettista, in questo caso l’ing. Giovanni Saba della ITS srl, impresa specializzata in pavimenti industriali, ha dovuto verificare distintamente le due zone.

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ZONA SCAFFALATURE In base allo schema di riferimento delle scaffalature è stata eseguita una verifica delle sollecitazioni (momenti flettenti e punzonamento della pavimentazione in corrispondenza dei pali in calcestruzzo sottostanti) dovute alle forze positive di compressione, sia per carichi permanenti, pesi uniformemente distribuiti, variabili passerelle, Sisma X e Sisma Y positivo e negativo, considerando le combinazioni di carico fattorizzate secondo coefficienti agli SLU e agli SLE: ZONA NASTRO TRASPORTATORE

- Max valore carichi a compressione: +112 kN sugli appoggi G e A - Max valore carichi a trazione: - 62,4 kN sugli appoggi G e A Di conseguenza anche la verifica è stata eseguita in due parti; una per il pavimento soggetto ai soli carichi positivi e una ai soli carichi negativi, come indicato nella CNRDT 211/2014 che descrive la pavimentazione in calcestruzzo come una struttura che deve essere verificata ai soli carichi verticali a compressione e non a trazione. Per la verifica della pavimentazione fibroarmata su pali è stato utilizzato il software della Bekaert “Slab on piles”, che impiega i fattori di carico della TR34 ed è adatto ai casi in cui non si possa considerare l’apporto del terreno (K=0).

Per quanto riguarda invece la verifica dei carichi a trazione per sisma, sono state verificate, mediante modellazione agli Elementi Finiti, le combinazioni delle azioni verticali in trazione, considerando una linea di montanti soggetti a trazione e una linea di montanti soggetti a compressione.

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- Q1: -54 kN a trazione su due ruote a distanza, ipotizzata, di 80cm - Q2: +134 kN a compressione su 4 ruote a distanza, ipotizzata, di 34cm Per motivi costruttivi la pavimentazione, per l’alloggiamento della rotaia, presentava uno scasso sagomato profondo circa 10 centimetri, pertanto la verifica dei carichi a trazione è stata condotta considerando uno spessore pari a 20 centimetri, rispetto ai 30 centimetri della pavimentazione limitrofa. Anche in questo caso la verifica è stata eseguita in due parti: una del pavimento soggetto ai soli carichi positivi e una del pavimento ai soli carichi negativi. Per la verifica della pavimentazione fibroarmata su pali è stato utilizzato il software della Bekaert “Slab on piles”, mentre per la verifica dei carichi a trazione, sono state calcolate, mediante modellazione agli Elementi Finiti, le combinazioni delle azioni verticali di trazione, ottenendo i momenti sollecitanti.

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PavimentzoIdusrl&M FASE ESECUTIVA Come indicato dalla Norma olandese CUR111 e raccomandato dall’ingegnere geotecnico che ha effettuato l’analisi del sottofondo, il pavimento fibroarmato doveva essere realizzato con appoggio diretto sulla testa dei pali riduttori di cedimento e il giunto di costruzione passante per la testa del palo. In base ai dati tecnici a disposizione e alla distribuzione dei carichi all’interno del magazzino è scaturita una maglia dei pali (3,6 m x3,2 m) di geometria cilindrica con diametro di 410 mm. La presenza della doppia rete, con quella inferiore solo ai bordi della campitura, ha permesso di ottenere campiture giornalie-

re di getto fino a 1000 m2, utilizzando la Laser-screed e senza necessità di effettuare tagli di contrazione. Una tale soluzione è possibile solo con l’impiego di fibre d’acciaio che presentano un comportamento sovra-resistente (hardening), assolutamente paragonabile al rinforzo con armatura tradizionale. Per soddisfare questa esigenza, Bekaert ha sviluppato una fibra d’acciaio con forma e capacità uniche: le Dramix® 5D. Queste fibre presentano caratteristiche mai viste prima sul mercato: - proprietà di ancoraggio perfette (tripla uncinatura); - resistenza alla trazione ultra-elevata (≥ 2.300 N/mm2);

- elevata duttilità del filo d’acciaio con una capacità di allungamento maggiore del 6%. Grazie a un’intelligente combinazione fra ancoraggio migliorato e proprietà del filo accuratamente progettata, una singola fibra 5D è in grado di sostenere fino a 100 kg. Queste caratteristiche uniche hanno come risultato un materiale da costruzione con prestazioni elevate: un calcestruzzo con fibre d’acciaio dal comportamento strutturale ma dosaggi modesti. Sia le fibre stesse che le lastre di calcestruzzo armato con queste fibre vengono sottoposte a rigorosi test per misurare le loro prestazioni e la loro sicurezza, sia nei laboratori Bekaert che in laboratori indipendenti, comprese università europee rinomate.

Questa tipologia di fibre ad alto tenore di carbonio viene prodotta in placchette con colla idrosolubile che permette un’ottima miscelazione all’interno della matrice cementizia evitando la formazione di grumi. A conclusione del getto, ITS ha ottimizzato la finitura con uno strato di usura con quarzo grigio naturale premiscelato e un antievaporante a base di silicati.

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Pavimentazioni Industriali & Massetti

Nasce il nuovo Codice di Buona Pratica Massetti AL GIC 2020 DI PIACENZA PRESENTATI IN ANTEPRIMA I RISULTATI DELLE PROVE EFFETTUATE E LE NOVITÀ CONTENUTE NELLA QUARTA REVISIONE DEL DOCUMENTO DA PARTE DI CONPAVIPER A CURA DELLA SEZIONE MASSETTI DI CONPAVIPER

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ino agli anni ‘90 la posa del massetto, allora definito “battuto” o “magrone”, e della pavimentazione ceramica (bi-cottura prima e monocottura dopo) venivano realizzate dalla medesima squadra di posatori: le figure professionali del “piastrellista” e del “massettista” coincidevano. Successivamente, con la progressiva diffusione del gres porcellanato e degli adesivi, le pose del massetto e della finitura sono avvenute separatamente per mano di operatori sempre più specializzati. Con gli anni, quindi, una nuova figura professionale ha cominciato a delinear-

si nella produzione e messa in opera di massetti, dotandosi di laboratori tecnologici interni o esterni alla propria organizzazione per la progettazione delle miscele, investendo in sofisticate macchine automatiche per il loro confezionamento e pompaggio. Ha affrontato e risolto in cantiere la compatibilità del massetto con il recente avvento dell’isolamento termico ed acustico delle civili abitazioni, del riscaldamento/raffreddamento a pavimento, delle nuove generazioni di finiture ceramiche, lapidee, lignee, resilienti e resinose.

Oggi la quasi totalità dei massetti è realizzata da professionisti in grado di guidare i progettisti e le imprese nella realizzazione in cantiere del pavimento (o sistema pavimento), cioè di tutta la stratigrafia compresa tra il solaio ed il rivestimento, adeguandolo agli specifici vincoli di cantiere. Recentemente i rappresentanti di questa categoria iscritti a Conpaviper hanno deciso di convogliare in un unico documento le informazioni sparpagliate in numerose norme e documenti tecnici nazionali ed internazionali: Codice

Esempi di macchine automatiche usate dai posatori di massetti

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Esempio di pavimento

di Buona Pratica per la progettazione, l’esecuzione e il controllo dei massetti (rev.3). Con la rev.4 hanno deciso di andare oltre: travasare le proprie co-

noscenze tecniche di cantiere trasformandole in caratteristiche misurabili ed oggettive ottenute dopo due anni di prove di cantiere realizzate su numero-

se tipologie di pavimenti. Al GIC 2020 di Piacenza vengono presentate in anteprima i risultati delle prove effettuate e le novità contenute nella rev. 4.

C&Bdue e Matec, insieme, verso grandi risultati. C&Bdue è un’azienda italiana leader nella produzione di impianti di betonaggio e macchine per il lavaggio e il riciclaggio del calcestruzzo. C&Bdue ha sempre prestato una particolare attenzione agli aspetti ambientali proponendo sistemi per il riciclaggio che consentono di risolvere il gravoso problema del lavaggio di autobetoniere e pompe e di permettere il recupero del calcestruzzo residuo. Matec è un’azienda italiana leader nella produzione di macchine per l’attività di filtrazione ad alto livello tecnologico delle acque derivanti dal lavaggio di camion, betoniere, pompe calcestruzzo, e per il trattamento di acque reflue e fanghi derivanti dai processi di lavaggio nei centri di produzione calcestruzzo e nelle cave. Questa specializzazione così affine all’interno del medesimo settore (ma su aspetti diversi del processo produttivo) ha portato all’idea di una collaborazione tra le due aziende. C&Bdue e Matec progettano e realizzano insieme impianti di filtrazione completi CWR (Concrete Water Recycling) per recuperare e riutilizzare le acque di lavaggio, chiarificate in modo automatico e senza l’utilizzo di additivi chimici. Questa collaborazione ha trovato in diversi impianti realizzati nella Svizzera Romanda, la conferma che due eccellenti aziende, Supply chain of concrete and precast industries insieme, possono fornire al cliente il servizio perfetto e la soluzione adatta a risolvere qualsiasi problema di recupero acque.

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Pavimentazioni Industriali & Massetti

Re dei pavimenti TRIMMER AL GIC 2020 DI PIACENZA TOGLIE I VELI ALLA NUOVA PALLINATRICE XT30 DGT CONCEPT. NELLO STAND PRESENTI ANCHE LE CONSOLIDATE LINEE DI SCARIFICATRICI TRIMMSCARIFIER E LE LEVIGATRICI HTC INSIEME A TUTTE LE PIÙ RECENTI NOVITÀ DI PRODOTTO

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ell’edizione 2020 del GIC di Piacenza, come già avvenuto per le precedenti, la Trimmer di Castelnuovo Bocca d’Adda (LO) sarà protagonista nella sezione ConPavitExpo, dedicata ai massetti e alle pavimentazioni industriali. Oltre alle ormai consolidate linee di scarificatrici TrimmSCARIFIER, di propria produzione, e di levigatrici HTC, in distribuzione esclusiva per l’Italia, saranno presenti altri nuovi prodotti. Andiamo a scoprirli. OBTEGO Linea completa di prodotti e soluzioni, innovative e di elevata qualità, per la protezione e la cura dei pavimenti in calcestruzzo: densificanti, indurenti, protezione antimacchia, idro e oleo repellente, finitura lucida e coloranti. FAST-GRIND™ Sistema veloce, semplice ed efficiente per la lucidatura dei pavimenti in calcestruzzo con l’utilizzo di frattazzatrice. Il sistema brevettato FAST-GRIND™ consente di equipaggiare ogni frattazzatrice con utensili diamantati e di ottenere in tempi rapidi, e ad un costo molto ridotto per metro quadro, diversi livelli di finitura, da una di tipo base alla “sale e pepe” ad elevata brillantezza. Il risultato finale è un pavimento lucido, totalmente privo di polvere e di facile manutenzione. TrimmBLAST XT30 DGT Concept La gamma di pallinatrici TrimmBLAST è stata arricchita di un nuovo modello che rivoluzionerà il mondo delle pal-

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Trimmer al GIC Trimmer avrà al GIC 2020 uno stand interno (C17) ed un’area demo all’esterno (F4-G3)

linatrici portatili, introducendo per la prima volta, anche in questo ambito il concetto di Industria 4.0. E’ il primo passo verso la connessione tra persone, macchine e sistemi, un enorme valore aggiunto in termini di riduzione dei costi, disponibilità di informazioni in real-time ed interazione tra risorse. Il modello best-seller dell’azienda, la pallinatrice TrimmBLAST T30 viene sostituito dalla nuova XT30 DGT Concept che sarà presentata per la prima volta sul mercato italiano proprio in occasione del GIC 2020. Alcune caratteristiche: pannello di controllo con display multitouch 7”, inter-

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faccia HMI con indicazione della velocità di avanzamento, conta ore, metri lineari e metri quadri lavorati (per singolo lavoro e totali), Ampere, dati tecnici, scelta della lingua. E ancora: possibilità di collegare l’attrezzatura alla rete aziendale per lo scarico dei dati di lavorazione tramite 3 opzioni: cavo, wifi o USB mobile con sim card; aggiornamento software da remoto; “U-TURN” Setting: innovativa impostazione della velocità di manovra dell’attrezzatura. Planche comandi semplificata, con impiego di un joystick per impostare velocità e direzione. Predisposizione per futura attivazione: - Servizio Cloud con canone annuale - Inserimento avvertimenti per la sostituzione delle principali parti di usura - GPS Maggior produttività grazie all’ottimizzazione dello studio fluidodinamico del processo di pallinatura - Nuova concezione alloggio motore per più scelte di configurazioni potenza e voltaggio - Motore ad alta efficienza IE3 - Componenti elettrici certificati UL (Underwriters Laboratories Inc.) conformi alle più restrittive norme di sicurezza applicabili.

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Supply chain of concrete and precast industries ÂŽ GOttobre iornate italiane 29-31 2020 - PIACENZA del Pad.C1alCestruzzo - Stand B2-C1 ItalIan ConCrete Days Piacenza, 29-31 Ottobre 2020

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Pavimentazioni Industriali & Massetti CHIMICA EDILE

Nuova frontiera L’AZIENDA TOSCANA PRESENTA AL GIC 2020 DI PIACENZA LE ULTIME NOVITA’ COME L’ADDITIVO COMPENSATORE DRY D1 NG A BASE DI OSSIDO DI CALCIO SINTERIZZATO, IDEALE PER I PAVIMENTI INDUSTRIALI

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himica Edile anche quest’anno sfoggia al GIC di Piacenza le sue ultime novità. Tanto è stato il lavoro sugli additivi a base di calce, indispensabili per evitare il ritiro di malte cementizie e calcestruzzi, da far nascere l’additivo compensatore di ritiro di nuova generazione a base di ossido di calcio sinterizzato DRY D1 NG, che trova il massimo impiego nella costruzione di pavimenti industriali con lastre di grandi dimensioni e ridotta apertura dei giunti. Per questo, oggi la Chimica

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Edile è un riferimento internazionale in questo campo. Esempio di impiego del DRY D1 NG nel calcestruzzo, in pavimentazione industriale joint-less, per realizzare un supermercato di 12.000m2a Taubaté nella regione di San Paolo in Brasile. La pavimentazione è realizzata con tecnologia joint-less ed integrata con lastre 15x15 metri. Il calcestruzzo rinforzato con macro fibre sintetiche strutturali ha permesso di realizzare spessori di soli 15 centimetri (carico puntuale 6t e carico

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PavimentzoIdusrl&M Azienda tra passato e futuro generale 6t x m2) e soddisfacendo la perentoria richiesta del cliente: costruire in breve tempo, ridurre al minimo i futuri costi di manutenzione ed applicare il minor numero possibile di giunti ad apertura ridotta. Il pavimento è stato monitorato nell’arco di un anno: la pavimentazione è rimasta in ottimo stato e con buona resistenza superficiale, senza fenomeni di abrasione e mantenendo la propria brillantezza. Non sono stati altresì evidenziati fenomeni di fessurazione o curling. Inoltre, i giunti che delimitano le lastre, hanno conservato un’apertura nulla e senza alcun degrado.

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La Chimica Edile, fondata nel 1981 con sede a Castiglione della Pescaia (GR), è costituita da un gruppo di tre aziende e numerosi distributori a livello globale. Per non dipendere da terzi, sviluppa e produce internamente i propri prodotti, innovativi e di alta qualità,sempre in linea con le esigenze del mercato. Ricerca continua e sviluppo di nuove soluzioni, sempre nel rispetto per l’ambiente, sono la forza di un’azienda in costante crescita, che da sempre si distingue partecipando a convegni di settore col supporto di università e professionisti internazionali.

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del CPIACENZA alCestruzzo ItalIan onCrete Days Pad. 1 -CStand D46-E45 Piacenza, 29-31 Ottobre 2020 Area esterna Stand F12

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Pavimentazioni Industriali & Massetti CPRGIUNTI

Le pavimentazioni industriali non hanno più difetti IL GIUNTO DI COSTRUZIONE COSINUS SLIDE® ASSICURA UN EFFICIENTE CONTROLLO SIA DEI CARICHI STATICI CHE DINAMICI E UN PASSAGGIO DI CARRELLI SENZA URTI E ROTTURE LOCALIZZATE IN CORRISPONDENZA DEI GIUNTI DI COSTRUZIONE

L

a crescente domanda di piattaforme logistiche ha favorito la ricerca nel campo delle pavimentazioni industriali in calcestruzzo essendo queste ultime una delle componenti più importanti di un edificio industriale. I professionisti del settore nel corso degli anni hanno posto sempre

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maggiore attenzione alla tematica delle pavimentazioni industriali ed in particolare ai giunti di costruzione per il delicato ruolo che quest’ultimi svolgono. Per quanto concerne i giunti costruzione, che possiamo definire come linee di discontinuità nel pavimento in calcestruzzo determinate dai limiti di produttività

giornaliera per la realizzazione dei getti, si è assistito ad una rapida evoluzione nel corso degli anni passando dai semplici barrotti inguainati a veri e propri dispositivi prefabbricati che integrano la funzione di trasferimento del carico a quella di protezione del calcestruzzo in prossimità dei bordi del giunto. Infatti il giunto di costruzione, è investito dalla duplice funzione antitetica di consentire da un lato, la libertà dei movimenti dovuti principalmente al ritiro e al fluage del calcestruzzo e dall’altro garantire la congruenza elastica tra le parti adiacenti il giunto di costruzione assicurandone la continuità e la perfetta complanarità. Questa funzione viene espletata in modo compiuto tanto più è elevata la capacità di trasferimento dei carichi del giunto di costruzione. Il design innovativo del giunto di costruzione Cosinus Slide® brevettato da Hengelhoef Concrete Joints (HCJ) e distribuito in Italia da CPRGIUNTI, offre una duplice risposta alle richieste prestazionali rivolte ad un giunto di costruzione. Cosinus Slide® rivoluziona il concept del trasferimento statico e dinamico dei cari-

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chi passando dallo schema tradizionale di tipo discreto mediante barrotti o piatti ad uno schema continuo in cui è il pavimento stesso ad assolvere alla funzione di giunto di costruzione. Infatti Cosinus Slide® realizza una mensola continua disegnata da una sinusoide superficiale scorrevole su una cosinusoide inferiore. L’efficienza del trasferimento di questo tipo di configurazione raggiunge valori che superano ampiamente il 40%. La speciale forma della sinusoide in vista è stata studiata per ottenere una significativa riduzione della rumorosità al passaggio dei carrelli con ruote rigide e contestualmente a preservare l’integrità del calcestruzzo lungo lo sviluppo della sinusoide in vista.

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Riprstno,ConsolidametRruz

Ripristino, Consolidamento e Ristrutturazione CONSIGLIO NAZIONALE DEI GEOLOGI

Allarme rosso per la ricostruzione nel Centro Italia DOPO IL TERREMOTO DEL 2016 CON EPICENTRO AD AMATRICE, I LAVORI SONO IN FORTE RITARDO E DOPO PIU’ DI QUATTRO ANNI MOLTI INTERVENTI SONO ANCORA FERMI AL PALO A CAUSA DELLA BUROCRAZIA

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quattro anni dal primo dei terremoti che tra agosto 2016 e gennaio 2017 hanno sconvolto il Centro Italia, sia la ricostruzione pubblica

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che quella privata sono in forte ritardo e tale lentezza è dimostrata dal Rapporto sulla ricostruzione post sisma 2016 presentato di recente dal Commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini”.

A pronunciare queste parole è Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, in occasione del quarto anniversario dal violento sisma di magnitudo 6.0 che, il 24 agosto 2016, di-

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strusse Amatrice e Accumoli, nel Lazio, e Arquata del Tronto, nelle Marche, provocando 299 vittime. “Questi dati dimostrano che il bilancio dei lavori è tutt’altro che positivo - aggiunge Angelone - a partire dalla ricostruzione privata: dei 5.325 progetti approvati in questi quattro anni, 2.544 quelli già realizzati e 2.758 i cantieri in corso. Quattro anni di burocrazia e lungaggini che hanno portato a un ritardo ancora più evidente nella ricostruzione pubblica: basti pensare che dei 2,1 miliardi di euro già stanziati, le risorse effettivamente erogate ammontano a circa 200 milioni di euro, appena il 10% del totale” denuncia il geologo. “I numeri citati sono uno specchio fedele delle attività di ricostruzione: siamo in un ritardo grave e moralmente inaccettabile, accentuato dall’appesantimento amministrativo che colpisce, in generale, ogni iter autorizzativo in Italia” ha dichiarato Roberto Troncarelli, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio. “C’è una tendenza a creare complicazioni e lungaggini anche quando potrebbero essere assunte decisioni di snellimento, basate sul buon senso - prosegue -. E non appare condivisibile l’osservazione che, alla base di tutto il rallentamento, vi sia la necessità di garantire trasparenza nelle procedure di affidamento, nella rotazione degli incarichi professionali, nel rispetto delle norme vigenti”. Un terremoto talmente violento da modificare la connotazione geografica del nostro Paese. “A fronte di un evento sismico del genere, che ha avuto ripercussioni profonde sugli aspetti economici e sociali di un’intera Regione spiega il geologo -, si sarebbe dovuta costruire da subito una corsia preferenziale per tornare ad una parvenza di normalità nel più breve tempo possibile, per gestire poi sul lungo periodo le attività di completamento in un quadro normativo ordinario. Invece i numeri, soprattutto quelli della ricostruzione privata, sono ancora imbarazzanti per un paese civile. Senza poi voler entrare nel merito delle ricadute sui professionisti e sulle imprese che, ad oggi, non riescono ad incassare i loro crediti, sempre per questioni

legate alla ridondanza dei controlli, delle verifiche e degli accertamenti. È auspicabile che, tenuto conto dell’accuratezza e della meticolosità dei controlli, questo rappresenti almeno l’occasione per porre la prevenzione alla base di ogni scelta pianificatoria ed edificatoria ed evitare che in futuro si registrino altri eventi che segnino così profondamente popolazioni e territori”. Il sisma del 2016 non fece tremare solo il Lazio, ma anche Abruzzo, Umbria e Marche. Arquata del Tronto, il piccolo comune in provincia di Ascoli Piceno, è stato tra i più colpiti dalla scossa del 24 agosto 2016. Daniele Mercuri, Presidente Ordine dei Geologi delle Marche: “Sono trascorsi quattro anni da quel 24 agosto e voglio, innanzitutto, ricordare e rendere omaggio alle persone che in quei tragici giorni hanno perso la vita. Gli edifici privati danneggiati dal terremoto del 2016 sono stati oltre 80 mila, di cui più di 45 mila nelle Marche; fino al mese di giugno

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2020 nella nostra regione sono state presentate circa 8.400 richieste di contributo, avviati quasi 3.600 cantieri e circa 1.690 edifici risultano riparati. Tali dati evidenziano una ricostruzione piuttosto lenta che la pandemia dovuta al Covid-19 ha ulteriormente complicato. Al fine di velocizzare e semplificare il processo di ricostruzione, è stata emanata l’Ordinanza 100 che introduce l’autocertificazione da parte dei progettisti e stabilisce un tempo massimo di concessione del contributo pari a 110 giorni. Nell’ambito della prevenzione e pianificazione sono stati avviati studi e approfondimenti volti a garantire una migliore conoscenza delle caratteristiche geologiche, sismiche e fisiografiche del territorio per consentire una ricostruzione più sicura. Solo attraverso un’adeguata azione preventiva e pianificatoria si può arrivare ad una efficace ricostruzione che possa valorizzare la rinascita dei nostri meravigliosi territori, borghi e città”.

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Ripristino, Consolidamento e Ristrutturazione LATERLITE

Un Micro per bassi spessori PER LA GAMMA CENTROSTORICO, NASCE IL NUOVO MICROCALCESTRUZZO FIBRORINFORZATO FRC A ELEVATE PRESTAZIONI HPC. SPECIFICO PER IL CONSOLIDAMENTO ESTRADOSSALE DEI SOLAI IN CALCESTRUZZO

se. Fibrorinforzato con fibre polimeriche strutturali, Micro calcestruzzo CentroStorico consente di realizzare rinforzi estradossali dei solai in basso spessore da soli 2 cm e senza armatura. In funzione del tipo di solaio, della presenza e scabrezza della cappa, Micro calcestruzzo può essere posato direttamente sul supporto o con l’impiego di Connettore CentroStorico

L’

utilizzo di solai in laterocemento, o solai misti, rappresenta una consolidata tradizione costruttiva italiana che ricorre in gran parte degli edifici costruiti fra gli anni Trenta e gli anni Settanta e si è declinata in diverse tipologie, dai solai gettati in opera ai solai a travetti prefabbricati e blocchi in laterizio, dai solai tipo “Varese” ai solai SAP. I vecchi solai in laterocemento presentano tuttavia importanti vulnerabilità, dovute da un lato alla scarsa capacità di carico, dall’altro al fatto che le ridotte sezioni dei travetti, spesso poco armati, e della cappa collaborante li rendono poco rigidi. Questi solai necessitano quindi di interventi di riqualificazione al fine di aumentarne la portata e la rigidezza, la sicurezza sismica, la qualità e le prestazioni sotto il profilo termoacustico e della resistenza al fuoco.

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Per soddisfare tali esigenze, in particolare quando i vincoli di cantiere richiedono di limitare al minimo gli spessori d’applicazione, Laterlite ha creato Micro calcestruzzo CentroStorico, un nuovo calcestruzzo strutturale composito ad alte prestazioni HPC con tecnologia FRC (Fiber Reinforced Concrete) studiato specificatamente per il consolidamento estradossale a basso spessore dei solai in laterocemento, calcestruzzo, SAP e Vare-

Chimico. Utilizzabile, oltre che per la realizzazione di getti collaboranti per il consolidamento strutturale dei solai in laterocemento, calcestruzzo, tipo SAP e Varese, anche per getti strutturali a basso spessore in genere e getti strutturali a norma con il D.M. 17/01/2018 “Norme Tecniche per le Costruzioni” e alla relativa “Circolare” (Istruzioni alle Norme

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Tecniche per le Costruzioni), Micro calcestruzzo CentroStorico consente di realizzare rinforzi in basso spessore grazie alle elevate prestazioni e adesione alla soletta da rinforzare; le speciali fibre strutturali

polimeriche marcate CE permettono inoltre a Micro calcestruzzo CentroStorico di essere applicato anche in assenza di armatura metallica di rinforzo (ad esempio una rete elettrosaldata).

Nuova gamma per il preesistente Nasce nel 2013 per le esigenze del mercato della ristrutturazione, la gamma di prodotti e sistemi tecnici CentroStorico di Laterlite. La linea è composta da prodotti premiscelati in sacco leggeri (calcestruzzi, massetti a basso spessore, sottofondi ad elevata resistenza), prodotti tecnici come livelline, lattici e primer e un materassino sottopavimento per il risanamento acustico delle strutture orizzontali. La gamma CentroStorico, fino a oggi, ha offerto agli specialisti soluzioni apprezzate nel campo del rinnovo, del ripristino e del restauro seguendo le necessità della progettazione e della cantierizzazione.

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L’aggregato fine utilizzato nella sua formulazione (<3 mm) e la speciale matrice cementizia consentono l’applicazione in spessori molto bassi, da 2 a 6 cm; al tempo stesso, l’alta resistenza a compressione (classe C55/67), l’elevato modulo elastico 35 GPa e l’adesione al supporto consentono a Micro calcestruzzo CentroStorico di rispondere ad ogni esigenza di rinforzo strutturale. Micro calcestruzzo è fortemente adesivo al supporto, sia per la posa diretta sulla superficie da consolidare con scabrezza minima 5 mm che con incollaggio strutturale con Connettore CentroStorico Chimico, richiede una miscelazione di soli 5 minuti ed è facile e veloce da posare perché a consistenza superfluida e colabile, oltre a presentare una reazione al fuoco di Euroclasse A1.

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Riprstno,ConsolidametRruz Come già accennato, Micro calcestruzzo CentroStorico può essere posato direttamente sulla cappa esistente o in combinazione con Connettore CentroStorico Chimico. Nel primo caso, per assicurarne la necessaria adesione al supporto, la superficie deve presentare una scabrezza di almeno 5 mm e va trattata con Lattice CentroStorico (o, in alternativa, bagnata a saturazione con acqua) per evitare la rapida disidratazione dell’impasto e le conseguenti fessurazioni. In presenza di una cappa esistente con scarsa resistenza meccanica

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e compattezza, prima dell’applicazione di Micro calcestruzzo CentroStorico si consiglia di stendere Primer CentroStorico con spolvero di sabbia con funzione di consolidante superficiale (in sostituzione del Lattice CentroStorico e della bagnatura con acqua del supporto). Nel secondo caso, in presenza di una cappa in calcestruzzo sprovvista della necessaria scabrezza superficiale e su tavelloni in laterizio (ad esempio nei solai SAP) la posa va preceduta dalla stesa di Connettore CentroStorico Chimico; questa soluzione evita il trattamento

del supporto con lattice o la bagnatura, e va preceduta dal consolidamento superficiale con Primer CentroStorico con spolvero di sabbia se la cappa stessa presenta scarsa resistenza e compattezza. Connettore Chimico svolge anche la funzione di incollaggio strutturale, migliorando la prestazione del sistema sino al 50%. Micro calcestruzzo CentroStorico non richiede aggiunta di altri materiali ed è facilmente preparabile con le normali betoniere, mescolatori planetari, impastatrici a coclea, trapano elettrico fino a completa omogeneizzazione.

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La rivista , Fondazioni Perforazione pozzi Gallerie Industria estrattiva-mineraria pubblicataGeotecnica dal 2015, è l’evoluzione cartacea del portale www.perforare.it, l’unico in Italia specializzato nei settori delle perforazioni verticali, orizzontali e direzionali, il tunnelling, le fondazioni speciali, la geotecnica, la bonifica e il consolidamento dei terreni e l’industria estrattiva. Fondazioni | Perforazione| Pozzi | Gallerie | Geotecnica | Industria Estrattiva-Mineraria |

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Ripristino, Consolidamento e Ristrutturazione RUREGOLD

Sul binario giusto

UN PONTE FERROVIARIO AD ARCHI IN CALCESTRUZZO E MURATURA, CON I SISTEMI FRCM DI RINFORZO, RITORNA IN PIENA FUNZIONALITÀ STATICA. CON GARANZIE DI LUNGA DURATA ANCHE CON SOVRACCARICHI CICLICI CAUSATI DAI FENOMENI SISMICI

O

pere lineari e puntuali, tracciati e opere d’arte come ponti e viadotti, fanno delle infrastrutture ferroviarie un ambito particolarmente complesso sia per le importanti sollecitazioni statiche e dinamiche cui esse sono sottoposte, sia per le problematiche di durabilità che sono chiamate ad affrontare. Il tema è particolarmente im-

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portante e delicato per la rete ferroviaria nazionale, che in molte sue parti è spesso datata e perciò richiede sia un attento monitoraggio, sia la necessità di intervenire con opere di rinforzo e atte a ripristinarne la funzionalità. Proprio questa è la situazione operativa affrontata nell’intervento che ha coinvolto uno dei ponti collocati lungo la linea ferroviaria “Eccellente-Ro-

sarno” nei pressi di Nicotera (nella provincia di Vibo Valentia), per il quale sono state utilizzate le soluzioni di consolidamento Ruregold per il rinforzo strutturale a base di FRCM. Ruregold ha sviluppato nel corso della sua storia tecnologica una spiccata specializzazione nei sistemi di rinforzo delle strutture, sia in calcestruzzo sia in mura-

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tura, basati sugli innovativi FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix), costituiti da fibre lunghe in PBO e carbonio a elevata resistenza a trazione non soggette a corrosione, annegate in una speciale matrice inorganica capace di garantirne l’aderenza con il supporto. L’intervento - commissionato dalla RFI, nella Direzione territoriale di Reggio Calabria - ha coinvolto una tratta della ferrovia Tirrenica Meridionale, la Eccellente-Rosarno, il più importante collegamento ferroviario Nord-Sud tra la Sicilia, la Calabria e il resto della Penisola. Il troncone è stato modificato negli anni con la realizzazione di un doppio binario al fine di abbreviarne il percorso, e si dirama in due differenti tratte: la direttissima, a doppio binario, passante per Vibo Valentia e Mileto, e la linea vecchia, a binario unico, via Pizzo Calabro, Tropea e Nicotera. Proprio lungo quest’ultima tratta si trova il manufatto oggetto dell’intervento, un ponte ad archi in calcestruzzo e muratura parte dal tracciato della linea storica, che nel tempo ha evidenziato segni crescenti di degrado fino a necessitare di un

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Riprstno,ConsolidametRruz

Connessione perfetta Nell’applicazione delle fasciature di rinforzo è stato utilizzato anche PBO-Joint, il connettore a fiocco in fibra di PBO specificamente sviluppato per l’impiego nei sistemi FRCM Ruregold. Insieme alla matrice inorganica MX-PBO Joint, PBO-Joint è un sistema di connessione per il collegamento delle strutture esistenti in muratura e calcestruzzo armato con i sistemi di rinforzo strutturale FRCM in PBO. Il connettore a fiocco viene realizzato in opera mediante l’impiego di un fascio di filati/trefoli paralleli e continui, raccolti all’interno di una rete elastica tubolare realizzata con fili di poliestere, poliammide e lattice, estensibile sia longitudinalmente che trasversalmente e rimovibile. Questo fascio diventa rigido solo a seguito dell’impregnazione con l’apposita matrice inorganica MX-PBO Joint, e inserito all’interno del foro opportunamente realizzato, nell’elemento strutturale in muratura o calcestruzzo armato, e incrementa la capacità di adesione del sistema di rinforzo FRCM in PBO con il supporto esistente.

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massiccio intervento di consolidamento finalizzato a ripristinare un grado di funzionalità statica adeguato ad assorbire gli sforzi generati dai carichi ciclici tipici di queste strutture. Un’analisi dettagliata della struttura ha coinvolto in particolare il progettista - l’ingegner Vincenzo Malatacca - e l’impresa esecutrice – la Morfù di Rossano (CS) - nell’ndividuare la necessità di rinforzo dell’intradosso degli archi; un intervento che ha contemplato proprio la scelta delle soluzioni per il rinforzo strutturale FRCM di Ruregold. Nel caso in esame, in particolare, è stata utilizzata PBO-MESH 70/18, la rete bidirezionale in fibra di PBO da 70 g/m2 in ordito e 18 g/m2 in trama disponibile

in due altezze (50 e 100 cm), in combinazione con MX-PBO Muratura, matrice inorganica fibrata a base cementizia ideale per consentire l’ottimale trasferimento delle tensioni dall’elemento strutturale alla rete. La conformazione della rete in PBO la rende idonea per applicazioni quali la fasciatura di pilastri e il rinforzo dei nodi trave-pilastro. Utilizzabile per il miglioramento della duttilità delle parti terminali di travi e pilastri mediante fasciatura, il confinamento di pilastri, l’incremento della resistenza dei pannelli dei nodi trave-pilastro, il rinforzo di travi in calcestruzzo e strutture in calcestruzzo armato normale e precompresso e il confinamento di pilastri, il sistema basato su

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Ruregold PBO-MESH 70/18 permette di migliorare la resistenza a flessione semplice, taglio e pressoflessione di pilastri e travi, incrementare la duttilità dell’elemento strutturale rinforzato e delle parti terminali di travi e pilastri, la resistenza dei nodi trave-pilastro, la capacità di dissipazione dell’energia e l’affidabilità delle strutture anche in presenza di sovraccarichi di tipo ciclico come in caso di sisma. Oltre a garantire la massima celerità operativa, la combinazione delle soluzioni FRCM Ruregold ha consentito di ottenere il ripristino della completa funzionalità statica del manufatto e la durabilità necessaria in funzione dei carichi di esercizio tipici di queste strutture.

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MonitragSueTs

Monitoraggio Strutture e Testing PROVE ANTISISMICHE

L’evoluzione del testing RISPOSTA DI UN EDIFICIO ESISTENTE IN C.A. PROGETTATO PER SOLI CARICHI VERTICALI: PROVE PUSHOVER IN SITO E ANALISI NUMERICHE A CURA DELLA FONDAZIONE EUCENTRE

I

l lavoro numerico sperimentale presentato è stato condotto nell’ambito del progetto di ricerca PRISMA (PiattafoRme cloud Interoperabili per SMArt-government), con l’obiettivo di studiare la risposta sismica delle costruzioni esistenti progettate secondo norme, ora superate, che sottostimano le azioni sismiche e non contemplano adeguati dettagli costruttivi. E’ stato individuato un edificio realizzato nella prima metà degli anni ’80 con struttura a telaio di due piani in calcestruzzo armato situato in provincia di Messina. La progettazione della prova, del relativo setup e sistema di attuazione è stata fatta sulla base del progetto originale, dei risultati di un rilievo

geometrico e di una serie di test non distruttivi per la caratterizzazione dei materiali. La stima della capacità in termini di forza e spostamento è stata derivata da analisi pushover. Vari modelli non lineari hanno consentito di considerare diverse ipotesi riguardanti aspetti dubbi del comportamento strutturale, tra questi: rigidezza dei solai ed effettivo contributo dei tamponamenti.

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L’edificio è stato sottoposto a serie di tre cicli pseudo-statici uni-direzionali ad ampiezza crescente. Poiché semplici analisi preliminari indicavano che il collasso sarebbe stato certamente caratterizzato dalla formazione di un piano debole al piano terreno, si è scelto di applicare il carico orizzontale al solo primo impalcato. Questo ha consentito di realizzare la struttura di riscontro all’interno del provino stesso, risolvendo al contempo i problemi legati alla carenza di spazio attorno all’edificio. A posteriori, confrontando i risultati numerici e sperimentali, è apparso chiaro che il modello più accurato fosse quello che considerava solai rigidi e pieno contributo dei tamponamenti. E’ opportuno sottolineare che, prima della prova, queste ipotesi di modellazione non erano affatto scontate dato il diffuso degrado e sfondellamento dei solai e la limitata connessione tra tamponature e telaio portante. Forza massima e rigidezza iniziale del telaio sono stati valutati correttamente dalla modellazione non lineare, così come la sequenza di danneggiamento. Come previsto numericamente, i test ciclici hanno causato il collasso di tutte le tamponature parallele alla direzione di prova, mentre i pannelli disposti perpendicolarmente hanno subito solo modesti danni. I pilastri con asse forte parallelo agli spostamenti indotti nella struttura, attirando forze maggiori a causa della

loro maggiore rigidezza, sono stati soggetti a espulsione del copriferro, snervamento delle armature longitudinali, formazione di cerniere plastiche e rotture miste flessione-taglio. Viceversa, i pilastri orientati ortogonalmente ai primi hanno mostrato una sufficiente flessibilità per accomodare gli spostamenti inter-

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piano imposti senza subire gravi lesioni. Le travi non hanno sviluppato fessure degne di nota, mentre qualche nodo non completamente confinato si è fessurato per taglio. La risposta sperimentale ha confermato i risultati attesi e le tipologie di danno tipiche delle strutture a travi forti – colonne deboli.

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DemoliznRcag

Demolizione e Riciclaggio

Con NADECO la decostruzione fa squadra LA NUOVA REALTÀ ASSOCIATIVA RENDE LA FILIERA PIÙ STRUTTURATA. GIUSEPPE PANSERI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

L’

estate appena terminata ha visto numerosi cambiamenti per quanto riguarda NAD (Associazione Nazionale Demolitori Italiani): come precedentemente annunciato anche su queste pagine, il processo di cambiamento che NAD aveva posto in essere insieme ad AIDECO (Associazione Italiana Demolizione Controllata) ha ufficialmente compiuto il giro di boa e oggi è nata NADECO: Associazione Nazionale Demolizione ed Economia Circolare per le Costruzioni. NADECO si configura come associazione completamente rinnovata e vuole lavorare per rispondere attivamente alle problematiche di un settore in continua evoluzione. Un esempio concreto di que-

La green economy NADECO si inserisce nel dialogo con il mercato e le istituzioni, sviluppando i propri tavoli di lavoro intorno al tema centrale della green economy.

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sta evoluzione è costituito dagli interventi successivi al crollo del Ponte Morandi nel 2018: la progettazione e l’esecuzione dei lavori di demolizione e ricostruzione, a cui peraltro hanno partecipato alcune imprese associate a NADECO che hanno fornito il loro fondamentale apporto, ha mostrato come un’operazione del genere, nel mercato contemporaneo, necessiti di soddisfare una pluralità di istanze, dal rispetto delle norme di sicurezza all’osservanza delle politiche ambientali. Il mercato moderno ha bisogno di regole nuove e punti di riferimento che, soprattutto nel momento dell’assegnazione delle gare, portino in primo piano la necessità di aziende competenti e professionali che agiscano a norma di legge. In questo frangente NADECO s’inserisce nel dialogo con il mercato e le istituzioni, sviluppando i propri tavoli di lavoro intorno al tema centrale della green economy. La professionalità, il rispetto dell’etica del lavoro, l’attenzione alle tematiche ambientali: questi i driver che NADECO desidera che siano riconosciuti universalmente, così che sempre più aziende, oltre a quelle associate, possano conformarsi

Giuseppe Panseri, Presidente del Consiglio Direttivo di NADECO

a essi e configurare un futuro efficiente e sostenibile per la filiera della decostruzione. Non a caso, NADECO non affilia solo aziende di demolizione (civile e industriale o controllata), ma si divide internamente in sei categorie di soci al fine di rappresentare al meglio l’intera filiera: demolizione, taglio al diamante, bonifica, lavorazione di materiali inerti, trattamento di rottami ferrosi e studi di ingegneria. Freschi di nomina, i ruoli principali del nuovo Consiglio Direttivo dell’associazione sono Giuseppe Panseri (Despe S.p.A.) in qualità di Presidente e Diego Tedoldi (Tecnotagli S.r.l.) in quella di Vicepresidente. Come Coordinatore della Commissione Tecnica è stato nominato Ivan Poroli (Ri.Form.A. Tecnica S.r.l.). L’avventura di NADECO, forte delle radici delle aziende che la compongono, è appena iniziata, ma già trova riscontro nell’interesse da enti e associazioni a livello europeo per i temi dell’economia circolare.

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La conferenza di Aideco con ANCE

Lâ&#x20AC;&#x2122;ultima assemblea ordinaria di NAD

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Demolizione e Riciclaggio DOOSAN

Cinque per l’Europa LA SERIE HB DI MARTELLI DEMOLITORI IDRAULICI, DEDICATA ALLE IMPRESE DEL VECCHIO CONTINENTE, È UN’AUTENTICA LINEA MULTIFUNZIONE PER ROCCE E CALCESTRUZZO

U

na linea che percorre con coerenza le classi di applicazione che vanno dal miniescavatore alle macchine cingolate di medie dimensioni, estendendo il range dell’utilizzo in numerosi segmenti dell’e-

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dilizia. Così può definirsi la nuova gamma di martelli demolitori idraulici serie HB che Doosan Infracore Europe ha lanciato di recente per il mercato europeo. I cinque modelli della nuova gamma di martelli demolitori serie HB sono l’e-

spressione di un concetto innovativo di martello idraulico che combina grandi prestazioni e design semplificato. Sono specificamente ottimizzati e pienamente omologati per gli escavatori Doosan da 1,2 a 15 tonnellate. Il risultato è una gamma di martelli che offre un elevato livello di produttività, tanto nel demolire calcestruzzo, quanto nel frantumare rocce. La serie HB contempla quindi cinque modelli di martelli demolitori idraulici - HB03, HB04, HB06, HB08 e HB15 - progettati per miniescavatori ed escavatori cingolati e gommati Doosan nella fascia di macchine da 1,2 a 15 tonnellate. Destinati idealmente ai la-

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vori di demolizione, i martelli Doosan sono adatti anche per le applicazioni di costruzione generale, noleggio, cave e miniere. La gamma parte dal martello demolitore HB03, adatto per i miniescavatori Doosan DX17z da 1,7 t e DX19 da 1,9 t. Segue il modello HB04 per i miniescavatori DX27z da 2,7 t e DX35z da 3,5 t. Il terzo modello nella gamma - il martello demolitore HB06 - è progettato per l’escavatore gommato Doosan DX57W-5 da 6 t e per i miniescavatori DX62R-3 e DX63-3. Il quarto modello è il martello HB08 per il miniescavatore Doosan DX85-3 da 8 t. Il martello demolitore top di gamma HB15 è destinato invece agli escavatori cingolati Doosan DX140LC-5, DX140LCR-5 e DX160LC-5 e gli escavatori gommati Doosan DX140W-5, DX160W-5 e DX165W-5. L’alta qualità di questi martelli demolitori è supportata da una garanzia di due anni - in questo Doosan è all’avanguardia nell’offerta di settore - dal prezzo di lancio vantaggioso che garantisce ai clienti il massimo dei vantaggi in termini di TCO (Total Cost Ownership). La combinazione di queste caratteristiche è stata pensata da Doosan per offrire alle

Dati tecnici Peso della macchina (t)

HB03 HB04 HB06 HB08 HB15 1,2-3,0

2,5-4,5

4-7

6-9

10-15

100

150

300

390

900

Peso operativo (carcassa, kg) Diametro utensile (mm) Pressione di esercizio (bar)

45

53

60

80

100

88-117

88-117

108-137

118-147

147-166

Portata idraulica richiesta (l/min)

20-30

25-30

40-70

50-90

80-110

Frequenza colpi max/minuto

1.200

1.100

900

800

700

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imprese molti benefit in più rispetto alle prerogative d’acquisto previste normalmente per la tipologia dei martelli idraulici. Come per tutte le macchine e gli accessori Doosan, inoltre, anche i nuovi martelli demolitori sono completamente supportati dalla solida rete di assistenza delle concessionarie Doosan e dagli specialisti di prodotto Doosan, in piena ottica “one-stop-service”.

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Grazie allimplementazione di sofisticati trattamenti termici e materiali di alta qualità per componenti chiave come cilindro e pistone, questi martelli idraulici si distinguono per la loro eccezionale durata. L’energia della corsa del pistone viene accumulata comprimendo il gas nella camera di azoto e il sistema con valvola interna ha una struttura semplificata e un numero inferiore di parti. Un ammortizzatore in

uretano assorbe le vibrazioni che potrebbero danneggiare la macchina e migliora il comfort dell’operatore. La testata anteriore supporta il martello demolitore e il montaggio a boccola assorbe le sollecitazioni prodotte dall’utensile. L’alloggiamento insonorizzato è l’ideale per i lavori in ambienti come le aree urbane, dove la rumorosità va contenuta e le normative locali richiedono l’uso di demolitori silenziati.

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DEMOLITION

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AWARDS2O15 INDUSTRIAL DEMOLITION AWARD

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Demolizione e Riciclaggio

All’opera in terra cinese SIMEX HA VENDUTO UNA FRESATRICE PL 45.20 ALL’AZIENDA SHUNYING TRAFFIC ENGINEERING CO. ATTRAVERSO IL DEALER ATE. LA MACCHINA È ANDATA AD AGGIUNGERSI AD UNA STENDIASFALTO ST 200

L

a tecnologia di Simex è arrivata ad operare anche in Cina, per la precisione nella provincia di Anhui. L’azienda di San Giovanni in Persiceto (BO) ha venduto una fresatrice stra-

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dale PL 45.20 all’azienda Shunying Traffic Engineering Co., attraverso il dealer ATE di Shanghai. La fresatrice è andata ad aggiungersi ad una stendiasfalto Simex ST 200, già presente nella flotta. L’azienda è

specializzata in lavori di pavimentazione stradale, operando principalmente nella provincia di Anhui. Mr. Zhu, titolare della ditta, ha mostrato immediatamente il suo apprezzamento

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verso l’attrezzatura: «Di solito usiamo le mini pale per montare fresatrici e stendiasfalto per la pavimentazione stradale. Queste attrezzature hanno una struttura compatta e permettono di lavorare occupando solo una parte della carreggiata, evitando l’inconveniente di dover chiudere tutte le corsie, assicurando così il normale traffico veicolare». La PL 45.20 della Simex ha garantito ottime performance, procedendo linearmente, lasciando un canale fresato pulito e senza avvallamenti. La regolazione indipendente della profondità sul lato destro e sinistro, combinata al sistema autolivellante, si è rivelata essere un valore aggiunto per l’operatore, sia per la facilità d’uso che per la qualità del canale fresato. Dato che spesso le strade ad alta percorrenza presentano danni strutturali longitudinali, dopo aver fresato, si rende necessaria la stesura di asfalto di copertura allo scavo. Senza un’attrezzatura adatta “le operazioni di pavimentazione stradale richiederebbero circa sei lavoratori, che non solo è svantaggioso da un punto di vista economico, ma non produce nemmeno risultati qualitativamente accettabili” ha continuato Mr. Zhu. “Da quando la stendiasfalto Simex ST è entrata a far parte della flotta, l’efficienza nei lavori di ripavimentazione è significativamente aumentata, e il livello di pulizia degli interventi incontra le esigenze del cliente. Senza contare l’abbattimento dei costi di manodopera”.

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Demolizione e Riciclaggio EPIROC

Concrete e irraggiungibili DUE NUOVE PINZE PER CALCESTRUZZO CB CONCRETE BUSTER PER LAVORI PESANTI DI FONDAZIONE E DECOSTRUZIONE AD ALTO SBRACCIO INNALZANO LA GAMMA DI PRESTAZIONI HEAVY DUTY

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alla fucina delle attrezzature Epiroc, arrivano due nuovi modelli di pinze per calcestruzzo della serie CB Concrete Buster, dedicate ai carri d’applicazione più pesanti, in particolare agli escavatori da demolizione di alta gamma. Le nuove CB 5500 e CB 7500 sono progettatie, in particolare, per i carri tra le 50 e le 85 tonnellate. Grazie al peso relativamente leggero, i modelli CB Concrete Buster rappresentano una scelta efficace per l’utilizzo con macchine portanti (escavatori e altre tipologie assimilabili) con braccio lungo o comunque con altezze elevate di applicazione, nell’ambito di lavorazioni con materiale altamente abrasivo e un basso livello di visibilità dell’attrezzatura in funzione. Sono inoltre adatti nei contesti di cantiere in cui la rumorosità costituisce un problema da

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risolvere. In effetti, le pinze CB Concrete Buster possono essere utilizzate tranquillamente anche in aree residenziali in cui i demolitori idraulici non sono consentiti. Come hanno scoperto gli appaltatori di costruzioni edili e di demolizione di tutto il mondo, le pinze per calcestruzzo CB, grazie alle ganasce ad ampia apertura e all’elevata forza di frantumazione, sono ideali per demolire muri di fondazione spessi ed eseguire lavori leggeri di fenditura travi e calcestruzzo pesante ad altezze molto elevate. Queste attrezzature sono dotate di due potenti cilindri idraulici che erogano una forza di chiusura pressoché continua per la massima produttività in ogni fase di demolizione. I cilindri idraulici sono completamente protetti dalle protezioni delle bielle Una valvola di velocità integrata garantisce cicli di lavoro più rapidi.

Con un’impressionante forza di rottura fino a 190 tonnellate - a seconda del modello - le pinze per calcestruzzo CB Concrete Buster sono dotate di due ganasce indipendenti che eliminano la forza di spostamento, riducendo così i livelli di sollecitazione. Le lame da taglio sono sostituibili e reversibili. Una caratteristica produttiva per tutte le pinze per calcestruzzo CB Concrete Buster consiste nella rotazione idraulica in continuo a 360°, che consente una manovrabilità precisa e un posizionamento ottimale della pinza. Se il tagliente afferra il materiale a un angolo obliquo, una valvola limitatrice della pressione incorporata consente un movimento ad azione automatica che porta la ganascia del tagliente nella posizione ideale. Questa valvola protegge in modo efficace sia il supporto che il tagliente da forze di reazione potenzialmente dannose.

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I nuovi modelli CB 5500 e CB 7500 offrono forze di rottura rispettivamente di 150 tonnellate e 190 tonnellate. Le aperture delle ganasce per i due modelli sono di 1.600 mm e 1.800 mm. La gamma completa CB comprende ora sei modelli con pesi di servizio da 320 kg a 7.400 kg, in applicazione a carri dalle 2 alle 85 tonnellate.

Hatcon, il controllo totale Nella dotazione tecnologica Epiroc è arrivato Hatcon, un dispositivo di monitoraggio remoto per demolitori e frese a tamburo che tiene traccia della posizione e delle ore di funzionamento per migliorare l’efficienza e la sicurezza. La piattaforma basata sul cloud My Epiroc fornisce ai clienti notifiche sulla manutenzione, crea elenchi di attività e fornisce una panoramica completa dell’intera flotta. Tutti i dati vengono presentati in modo diretto per semplificare sia le attività quotidiane che le decisioni a lungo termine. Hatcon è disponibile di serie o come kit retrofit per demolitori e frese a tamburo di gamma premium Epiroc. Una volta collegato, il sistema monitora ogni singolo utensile e mantiene aggiornati i clienti tramite My Epiroc. Le notifiche sulla manutenzione e gli avvisi sulle parti soggette a usura sono solo alcune delle caratteristiche che contribuiscono ad aumentarne l’efficienza. “Hatcon fornisce ai clienti un nuovo livello di controllo - conferma Torsten Ahr, Vice President Marketing Hydraulic Attachment Tools di Epiroc - Il sistema è in grado di sapere dove sono gli utensili, cosa fanno, quando hanno bisogno di manutenzione, se un utensile viene utilizzato più degli altri. Fondamentalmente tiene sempre aggiornato irresponsabile dell’impresa. E con My Epiroc, tutto, dalla pianificazione della manutenzione, all’identificazione dei guasti e alla ricerca di nuove soluzioni risulta molto più facile e veloce. Queste informazioni non solo contribuiranno a creare un flusso di lavoro più fluido con meno tempi di fermo macchina, ma possono anche essere fondamentali per raggiungere gli obiettivi aziendali di efficienza e di economia di gestione”.

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LavocedlAsizn

La voce delle Associazioni ASCOMAC

Edoardo Rovarini è il nuovo presidente

E

doardo Rovarini è stato eletto Presidente per il quadriennio 2020 – 2024 di ASCOMAC Imprese per l’Italia. La decisione è stata assunta nel corso della riunione del Consiglio Direttivo. Laureato in Economia e Commercio all’Università Cattolica di Milano, Rovarini inizia la propria carriera lavorativa nella consociata italiana della multinazionale americana Honeywell Information Systems S.p.A. con sede a Milano acquisendo importanti esperienze nella gestione di progetti speciali per importanti clienti industriali. Ne segue poi un’esperienza di gestione commerciale dei clienti del comparto industria per IMIT S.p.A. al tempo azienda leader nella produzione di componentistica elettromeccanica di controllo della temperatura. Dal 2005 in Karl Dungs S.r.l. filiale italiana con sede a Bresso (MI) di Karl Dungs GmbH & C. KG multinazionale tedesca leader nelle tecnologie e nei sistemi di controllo dei gas occupandosi prevalentemente delle applicazioni di cogenerazione. “Viviamo giorni di grande incertezza socio-economica e questo, inevitabilmente, porta a focalizzare la nostra attenzione da subito sui problemi contingenti e, tenuto conto anche delle grandi trasformazioni in atto, sulle strategie per il futuro – ha

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detto Rovarini - E’ pertanto vitale fare proprio adesso uno sforzo importante di individuazione e di conoscenza delle nuove necessità dei Soci e degli Operatori per costruire il punto di riferimento delle tematiche di sostenibilità energetico-ambientale in ambito Confcommercio

e non solo, attraverso progetti attrattivi, innovativi, condivisi e, soprattutto concreti. Obiettivo che contempla la necessità di rafforzare la partecipazione di ASCOMAC a tavoli inter-associativi per una ripartenza ed un rilancio seri e concreti dell’Italia”. Edoardo Rovarini

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AGGIORNATO AL 19 OTTOBRE


LavocedlAsizn

La voce delle Associazioni ASSOBIM

Castagnone: “Il BIM sarà la chiave di svolta nelle opere pubbliche” ABBIAMO INTERVISTATO IL PRESIDENTE DI ASSOBIM ADRIANO CASTAGNONE, CHE ANALIZZA IL PARTICOLARE MOMENTO STORICO DEL SETTORE CON UNO SGUARDO AL FUTURO FATTO DI INNOVAZIONE E TECNOLOGIA

P

residente Castagnone, che momento stanno vivendo le aziende associate ad ASSOBIM dopo questa faticosa sosta forzata e la ripartenza? “La pandemia da Coronavirus ha portato a un cambio di paradigma nel nostro modo di vivere e di rapportarci, che probabilmente modificherà radicalmente il nostro approccio alla trasformazione digitale di tutti gli ecosistemi sociali. Durante il periodo di isolamento forzato, lo smart working ha permesso di reagire immediatamente a un contesto ambientale che è evoluto rapidamente. La maggior parte delle imprese ha reagito con un approccio tattico e puntuale per far fronte all’emergenza. Ora, questa situazione può trasformarsi in un’opportunità per chi guarda alla ripresa con un occhio lungimirante. La straordinarietà del momento storico che abbiamo vissuto può avere dei risvolti positivi: il cambiamento che il Coronavirus ha richiesto, ha prodotto una grande

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disponibilità “al nuovo”. Pensiamo allo smart working, all’interoperabilità, alla digitalizzazione di tante attività avvenuta grazie all’adozione di piattaforme digitali scalabili di supporto al business. A prescindere dal virus, molte aziende utilizzeranno anche in futuro le piattaforme digitali, poiché i vantaggi sono stati evidenti, a cominciare dall’efficacia nello scambio delle informazioni. Lungimiranza, visione a lungo termine e scelte strategiche possono fare la differenza in questo momento. Per questo è importante dotarsi già adesso di strumenti di collaborazione, che consentano di digitalizzare i processi attivi con i propri fornitori e clienti, rendere digitale la gestione dei documenti o implementare sistemi di firma digitale. Credo che la filiera debba affrontare con coraggio la situazione attuale, abbracciando il cambiamento. Il dramma della pandemia può recuperare un significato positivo di grande opportunità e rinnovamento digitale, e ASSOBIM intende impegnarsi a fondo per questo obiettivo”.

Quali sono le principali problematiche con le quali le aziende si trovano a che fare e per le quali chiedono soluzioni? “Le imprese, minacciate dagli sconvolgimenti del Covid-19, chiedono di promuovere l’innovazione in azioni concrete di Governo, a partire dalla corretta e puntuale applicazione del Decreto 560, fino ad arrivare a proposte mirate per utilizzare parte degli stanziamenti del Covid-19 per incentivare l’innovazione e accelerare la ripresa dello sviluppo economico della filiera delle costruzioni. Le aziende si aspettano il rafforzamento del DM 560/2017, con il suo eventuale accorpamento nella prossima nuova versione del Codice degli Appalti. Chiedono misure di incentivazione e supporto verso le stazioni appaltanti pubbliche che si attiveranno per rispettarlo. E auspicano interventi concreti per il supporto e la diffusione di strumenti utili alla digitalizzazione dei processi. Pensiamo che sia fondamentale in questo frangente che lo Stato assuma soprattutto

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il ruolo di committente di infrastrutture fondamentali per modernizzare il Paese, e che la loro realizzazione debba essere un’occasione da cogliere per la digitalizzazione dei processi di progettazione e costruzione”. Quale è stato il tasso di crescita negli ultimi anni del comparto legato al BIM? Quali sono i propositi per questo 2020 e soprattutto per il 2021? “La crescita del BIM in Italia negli ultimi anni è stata costante. Nel 2019 e nel 2020 la diffusione del Building Information Modeling ha indubbiamente continuato la sua fase di sviluppo, grazie anche ad alcuni fattori “leva” tra cui spicca l’avvio, dal 1° gennaio 2019, dell’obbligatorietà progressiva dei progetti digitali negli appalti di opere pubbliche. Nel 2020 l’attività di ASSOBIM è stata fortemente incentrata sul grande tema del BIM per le opere pubbliche, sul quale abbiamo recentemente pubblicato un manifesto dal titolo “Il BIM come strumento fondamentale per il rilancio delle costruzioni in Italia”. Il manifesto ricorda l’im-

Adriano Castagnone, Presidente di ASSOBIM

La crescita del BIM in Italia La crescita del BIM in Italia negli ultimi anni è stata costante. Nel 2019 e nel 2020 la diffusione del Building Information Modeling ha continuato la sua fase di sviluppo, grazie anche ad alcuni fattori “leva” tra cui spicca l’avvio, dal 1° gennaio 2019, dell’obbligatorietà progressiva dei progetti digitali negli appalti di opere pubbliche.

portanza di digitalizzare i processi per diminuire il gap competitivo nei confronti di altri settori produttivi e individua nel BIM lo strumento fondamentale per il rilancio delle costruzioni in Italia. L’impegno di ASSOBIM nel 2020 si è focalizzato soprattutto sulla Pubblica Amministrazione, la cui presenza risulta ancora carente tra gli attori di filiera che hanno scelto di adottare il BIM. La formazione dei tecnici della Pubblica Amministrazione diventa fondamentale anche alla luce del percorso di obbligatorietà del BIM, la cui soglia dal 2021 interesserà tutti i lavori di importo superiore ai 15 milioni di euro. ASSOBIM ha recentemente pubblicato un e-book dal titolo: “I processi digitalizzati nella Pubblica Amministrazione per la gestione dei contratti pubblici”. Il documento presenta i risultati di uno studio che ASSOBIM ha commissionato all’Università di Brescia e vuole essere uno strumento concreto e operativo; entra nel merito del contesto normativo, dei tempi di introduzione dell’obbligatorietà e degli adempimenti preliminari all’adozione di metodi e strumenti di modellazione informativa. Analizza la gestione digitalizzata delle procedure di affidamento dei contratti pubblici e le attività di istruttoria, controllo e verifica della gestione informativa. Continuerà anche nel 2021 l’impegno di ASSOBIM nel farsi portavoce con le istituzioni e con i principali influencer del mondo BIM, per una promozione costante del Building Information Modeling in Italia”. Secondo le vostre previsioni, tra qualche anno il BIM che tipo di ruolo assumerà nel comparto delle costruzioni? Sarà utilizzato in modo e misura diverse rispetto ad ora?

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“Anche in un settore tradizionalista come quello delle costruzioni, termini come “industria 4.0”, “digitalizzazione”, “smart building”, “realtà virtuale” sono entrati nell’uso comune e mai come oggi risulta fondamentale per tutti gli attori della filiera rivoluzionare approcci, metodi e processi. Il BIM, che poggia proprio su concetti quali collaborazione, condivisione delle informazioni, interoperabilità e standard digitali, è lo strumento di lavoro idoneo in grado di aiutare gli operatori a riconfigurare in senso digitale l’intera filiera delle costruzioni e quindi è destinato ad assumere un ruolo sempre più importante”. La cultura del BIM ha una diffusione che ritenete sufficiente già adesso o è uno strumento ancora non utilizzato per tutta la sua potenzialità? “Il BIM in Italia sta entrando nella quotidianità operativa di progettisti e costruttori, anche se meno di quanto ci si aspettasse e di quanto ce ne sia realmente bisogno. Prima dell’emergenza Covid-19 il mercato BIM in Italia viaggiava “a due velocità”. Da una parte, un numero limitato di grandi studi, organizzazioni, committenti e imprese di fascia alta, per le quali il BIM è diventato la regola. Dall’altro lato, il mondo professionale composto per lo più da architetti e ingegneri e le piccole imprese, ancora in una fase di analisi e di studio. La carenza più significativa è quella della committenza, sia quella privata diffusa, sia specialmente quella pubblica, nonostante l’avvio dell’era del Decreto Baratono. ASSOBIM ha contatti con associazioni ed enti pubblici e riscontra tra i professionisti della Pubblica Amministrazione il desiderio di implementare il BIM. La speranza è che chi è al vertice colga que-

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LavocedlAsizn sto desiderio e fornisca gli strumenti per poterlo concretizzare”. Il DL Semplificazioni varato dal Governo potrebbe rappresentare un’opportunità anche per Voi? “È positivo che il Governo abbia introdotto misure per la semplificazione e l’innovazione digitale in materia di contratti pubblici ed edilizia, ma devono essere gli attori della filiera a prendere coscienza e a portare avanti con consapevolezza e convinzione azioni concrete. Credo che bisognerebbe incentivare l’adozione del BIM riconoscendone il valore, ed essere premianti nei confronti di chi lo utilizza e lo applica concretamente. La consapevolezza che il BIM faciliti e agevoli il lavoro dei protagonisti della filiera delle costruzioni dovrebbe procedere di pari passo con un piano che ne favorisca l’adozione”.

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NormativeCertifcazon

Normative e Certificazioni

DECRETO RILANCIO

Le regole del Superbonus DETRAZIONI AL 110% PER CHI ESEGUE UNA RISTRUTTURAZIONE FINO AL 31 DICEMBRE 2021 PER GLI INTERVENTI ANTISISMICI E DI EFFICIENTEMENTE ENERGETICO. ECCO LE INDICAZIONI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE PER LAVORI AMMESSI, REQUISITI NECESSARI E INDICAZIONI PRATICHE

I

l Decreto Rilancio del governo ha introdotto il cosiddetto Superbonus, nella forma di una detrazione del 110% sulle spese sostenute per chi effettuerà interventi di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e di riduzione del rischio sismico nei propri condomini o nelle abitazioni singole. La detrazione fiscale del 110% vale per i lavori effettuati dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e sarà suddivisa in cinque rate di pari ammontare. Ad esempio, per una spesa di 10.000 euro, si ottengono 11.000 euro di detrazione pari a 2.200 euro annui da recuperare nelle 5 dichiarazioni dei redditi presentate successivamente all’esecuzione dei lavori. Gli interventi che danno diritto alla detrazione del 110% sono sostanzialmente di due tipi e possono riguardare sia la singola unità immobiliare che il condominio (sono escluse le nuove costruzioni). Di fatto si agevolano gli interventi generali che migliorano la prestazione termica dell’edificio e quelli volti a ridurre il rischio sismico.

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I lavori pertinenti al provvedimento riguardano gli ambiti seguenti: 1) Isolamento termico delle superfici opache inclinate, verticali e orizzontali (delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno, i vani non riscaldati o il terreno, compreso il tetto) che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore

al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare che si trova all’interno di edifici plurifamiliari (che sia indipendente e disponga di accesso autonomo all’esterno). La detrazione spetta per una spesa massima di 40.000 euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono

La prerogativa della cessione In alternativa alla fruizione della detrazione in dichiarazione dei redditi, è possibile optare per la cessione della detrazione. In accordo con il fornitore si può ottenere uno sconto in fattura di importo massimo pari alla spesa da sostenere, che lui recupera sottoforma di credito d’imposta, oppure si può optare per la cessione a terzi, comprese banche e finanziarie del credito d’imposta pari alla detrazione spettante. Sia il fornitore che gli altri soggetti che ricevono la detrazione possono cederla a loro volta ad altri soggetti sempre sottoforma di credito d’imposta nei confronti dello Stato. Nel caso in cui ci siano più soggetti che hanno diritto alla detrazione, ognuno può scegliere come comportarsi indipendentemente dalla scelta fatta dagli altri tra ottenere la detrazione o optare per la cessione. Inoltre, il contribuente può scegliere ad esempio di fruire della detrazione nella dichiarazione dei redditi del 2020 e del 2021 per le spese sostenute nel 2020 e cedere il credito corrispondente alle altre tre rate di detrazione.

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l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità. Se l’edificio ha più di otto unità abitative, la spesa massima si abbassa a 30.000 euro a unità. Per gli edifici unifamiliari o per gli appartamenti in condominio ma con accesso autonomo all’esterno la spesa massima detraibile è di 50.000 euro; 2) Interventi condominiali per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento (nel caso si installino pompe di calore reversibili) e alla produzione di acqua calda sanitaria. La detrazione spetta anche per le spese di smaltimento o bonifica dell’impianto sostituito, per la sostituzione della canna fumaria collettiva esistente con sistemi fumari multipli o collettivi nuovi compatibili con apparecchi a condensazione, per le spese relative all’adeguamento dei sistemi di distribuzione come i tubi, di emissione come i sistemi scaldanti e di regolazione come sonde, termostati e valvole termostatiche. La spesa massima per usufruire del 110% è di 20.000 euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici fino a 8 unità. Se le unità sono più di 8 la spessa massima per ognuna si abbassa a 15.000 euro. 3) Interventi su edifici singoli (o dell’unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano indipendenti e dispongano di accesso autonomo all’esterno) per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti aventi le stesse caratteristiche di quelli appena visti per gli interventi condominiali, con l’aggiunta per le aree non metanizzate, dell’installazione di caldaie a biomassa con prestazioni emissive almeno pari alla classe di qualità cinque stelle. La detrazione spetta anche per le spese di smaltimento o bonifica dell’impianto sostituito. La spesa massima per usufruire del 110% è di 30.000 euro. Se su di uno stesso immobile vengono eseguiti più interventi che danno diritto al superbonus, la spesa massima detraibile è data dalla somma dei limiti di spesa fissati per ogni intervento. Allo stesso modo, per gli interventi condominiali, la spesa detraibile che spetta ad ogni condo-

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NormativeCertifcazon

mino è fissata in base ai millesimi di parti comuni di sua competenza, infatti, i limiti che variano in base al numero di unità immobiliari che costituiscono il condominio servono esclusivamente per calcolare la spesa massima complessivamente detraibile. La detrazione del 110% si applica anche alle spese funzionali all’esecuzione dell’intervento, quali l’acquisto di materiali, la progettazione e le spese professionali, perizie, installazione di ponteggi, smaltimento dei materiali rimossi, Iva, imposta di bollo, diritti sui titoli abilitativi edilizi. Il superbonus del 110% spetta anche per alcuni interventi che vengono eseguiti congiuntamente ad almeno uno di quelli appena visti e che per questo vengono definiti “trainati”. Occorre prestare attenzione alla data di effettuazione di questi la-

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vori infatti, possono ottenere la detrazione maggiorata del 110% solo se eseguiti nell’intervallo di tempo che va dalla data di inizio lavori a quella di fine lavori degli interventi così detti trainanti. In particolare, viene riconosciuto il superbonus per altri lavori di riqualificazione energetica (la detrazione del 110% spetta anche su questi lavori nei limiti di spesa relativi a questi ultimi); l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici; l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica e di sistemi di accumulo a questi integrati. Gli interventi antisismici che danno diritto alla detrazione del 110% sono tutti quelli compresi nell’attuale sismabonus con limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, ma senza vincoli sul numero

massimo di immobili su cui effettuare gli interventi. Infatti, l’unico requisito richiesto è che le abitazioni si trovino nella zona sismica 1, 2 o 3. Sono detraibili anche le spese sostenute per la realizzazione congiunta di sistemi di monitoraggio strutturale continuo ai fini antisismici. Nel limite di spesa di 96.000 euro rientra anche il caso di “acquisto di case antisismiche”. Se, al posto della detrazione, si decide di cedere il credito corrispondente a un’impresa di assicurazione con la contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione del premio assicurativo, al posto del 19% spetta per il 90%. La detrazione per il premio assicurativo non è cedibile. Per le persone fisiche, l’utilizzo delle detrazioni è ammesso su al massimo due unità

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immobiliari, oltre agli eventuali interventi su parti comuni condominiali. In caso di interventi condominiali hanno diritto alla detrazione anche i possessori di sole pertinenze (ad esempio box o cantine) che abbiano partecipato alla spesa. In ogni caso, la detrazione massima che ogni contribuente può ottenere è pari all’imposta annua che dovrebbe versare, se si è incapienti, la parte di detrazione non goduta non può esser recuperata negli anni successivi o chiesta a rimborso, ma può essere ceduta a terzi. Sono in ogni caso escluse le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9 cioè le abitazioni di lusso. La spesa deve essere sostenuta da condomini (in caso di assenza dell’amministratore, in dichiarazione va inserito il codice fiscale del condomino che si fa carico di effettuare gli adempimenti richiesti dalla normativa), persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, cioè solo per gli immobili che non sono compresi nei beni dell’azienda o che siano strumentali all’esercizio dell’attività lavorativa professionale; Istituti au-

tonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica (in questo caso la detrazione è possibile per le spese sostenute fino al 30 giugno 2022); cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci; Onlus e organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e dalle associazioni sportive dilettantistiche (per queste ultime solo per la parte di immobile destinato agli spogliatoi). Per ottenere la detrazione del 110%, gli interventi, nel complesso, devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche (ad esempio dalla D alla B), anche congiuntamente ad altri interventi di efficientamento energetico,

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all’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. Se questo “salto” di 2 classi non è possibile, bisogna comunque ottenere il passaggio alla classe energetica più alta, quindi per chi si trova nella classe energetica “A3” il superbonus viene riconosciuto con il passaggio alla “A4”. Il passaggio di classe va dimostrato con l’attestato di prestazione energetica (A.P.E.), ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata. Gli interventi relativi all’ecobonus devono essere asseverati da tecnici abilitati per il rispetto dei requisiti e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. I professionisti incaricati attestano anche la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Gli interventi relativi al sismabonus devono essere asseverati da professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza.

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Inquestomr

In questo numero Inserzionisti

Aziende citate

47 Ateikon 15 Blend Plants - FBG 12 Bodrero

AdermaLocatelli ..... 10 Agres ........................ 22

B

Bekaert ...................110 Betonrossi ................ 18 Blend ........................ 64 Bodrero Casseforme .24 Bucher Municipal ... 20 Buzzi Unicem .......... 52

C

Calcestruzzi ............. 17 C&B Due .................. 14 Chimica Edile ........120 Cifa ........................... 78 Colabeton ...................8 Coplan ...................... 48 CPRGiunti .............124

D

DI.MA. ..................... 98 Doosan ...................140 Draco Italiana ........104

E

ElettroSigma ..........100 Epiroc .....................146

F

Fibrocev ................... 46

G

GIC ........................... 26

H

Holcim ..................... 38 Hydrogeo ................ 12

158

I

Icaro ............................ 20 Ilpa .............................. 16 Italcarrelli ................... 92 Italferr ......................... 32

L

115 C&B due TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO - OPERE CIVILI E INFRASTRUTTURE - PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI - INDUSTRIA DEGLI INERTI PREFABBRICAZIONE E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO - MONITORAGGIO, RIPRISTINO E CONSOLIDAMENTO - DEMOLIZIONE E RICICLAGGIO

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

R

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Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione Supply chain of concrete and precast industries R

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La Rivista “Concrete News” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

A

3a Edizione

M

del

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Laterlite ..................128 LMA Machine ......... 23 Lupato Meccanica .. 18

La Fiera della Ripartenza

OMG ......................... 42

P

Pappadà Gino ......... 94 Pellizzari .................. 90 Penetron ................... 82 Peri ........................... 34 Potain ....................... 74 Putzmeister ............. 22

113 Damilano Group 143 Despe 22 Draco 3 Elettrosigma

N° 2 - 2020

S

73 Fagioli 5 Federbeton 29 FM Gru

Sany .......................... 22 Sermac .........................8 Sicoma ...................... 42 Simex ......................144 Sipe ........................... 62

85 Form impianti

T

21 IHS

Tecno-Beton ............. 58 Trimmer .................116

Q

U

Quickjet .................... 80

Unical ....................... 60

R

V

Red Beton ................ 40 REMdevice .............. 66 Ruregold ................132 RM ............................ 14

91 Coloru Lorenzo

109 Edilmatic

Matec ........................ 70

O

152 Cifa 17 Coplan

2020

Giornate italiane

123 Cem

Volteco ...................... 86

W

WeBuild ................... 20

153 Geofluid I-III GIC 69 GIS 11 Idromeccanica 19 ILPA IV Italcementi 31 Janser 107 Kimera 119 Mapei 16 Neron 51 Palfinger Italia 8 Pappadà Gino 55 Pegaso Stampi 7 Penetron 149 Pipeline & Gas Expo 95 Plasmacem 41 Romfracht II Sicoma 13 Somero 9 Tecnocom 103 Tekna Chem


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Fiera certificata An exhibition audited by

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27-29 October 2022 Piacenza (Italy)

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CONCRETE NEWS Agosto/Ottobre 2020  

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