CONCRETE NEWS - Maggio/Agosto 2021

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TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO - OPERE CIVILI E INFRASTRUTTURE - PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI - INDUSTRIA DEGLI INERTI PREFABBRICAZIONE E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO - MONITORAGGIO, RIPRISTINO E CONSOLIDAMENTO - DEMOLIZIONE E RICICLAGGIO

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

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Supply chain of concrete eand precast industry Filiera del calcestruzzo della prefabbricazione

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La Rivista “Concrete News” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

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RINASCIMENTO INFRASTRUTTURALE N° 3 - 2021


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EDITORIALE

Fabio Potestà

Alberto Finotto

Giacomo Grassi

Rinascita infrastrutturale, ma non solo Cari Lettori, Il numero di Concrete News che leggerete nelle prossime pagine contiene un valore molto importante. Lo definiremmo come valore della “assertività nazionale”, cioè quella capacità di un Paese - e di chi vi abita e lo conduce - di esprimere con forza le proprie esigenze e di indicare con esatta concretezza quali siano i mezzi per soddisfarle nel modo più efficace e completo. La nostra copertina dedicata al ministro Enrico Giovannini è essa stessa una dichiarazione di assertività. L’azione del dicastero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, in parallelo con l’impegno del governo Draghi sugli obiettivi del PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), è quella di un deciso cambio di passo sul fronte della modernizzazione nella gestione e nel controllo delle infrastrutture della Penisola e nell’impulso all’avvio dei cantieri da far ripartire con forza o ancora da varare. Veniamo tutti da un periodo terribile - sempre che questa pandemia possa dirsi ormai in recessione de-

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finitiva - e la cosiddetta “politica del lock-down” da Covid-19 ha comportato pesanti ripercussioni sul settore delle costruzioni e su tutta la filiera dell’edilizia. Proviamo a riguardare i dati Istat della primavera 2020, nel momento di maggiore incertezza provocato dall’epidemia da Coronavirus. Nel nostro Paese circa il 61% degli addetti ai lavori era inattivo dopo la promulgazione del Dpcm 22 marzo e del successivo Dm del Mise del 25 marzo, che ha coinvolto anche i cantieri e l’edilizia privata. Praticamente un numero approssimativo di 816.000 lavoratori edili fermi, sospesi indefinitamente in una situazione contingente che ha portato alla chiusura o alla difficoltà più strenua migliaia di piccole e medie imprese private. Prima dell’ascesa di Draghi al governo, la miopia delle strategie di sostegno al comparto delle costruzioni ha rischiato di compromettere non solo la trama più importante del tessuto economico nazionale, ma addirittura di mettere a rischio la

manutenzione urgente delle infrastrutture più critiche. Oggi, con 101 grandi opere sbloccate e affidate a 42 commissari, con l’istituzione della Commissione Ponti e Viadotti e con lo sguardo lungimirante verso le regole europee degli appalti, così lontane dalle nostre secche legislative (e da quel Codice dei contratti pubblici che langue in una palude di regole stagnanti e contraddittorie), il vento sembra disporre le vele della Nazione e delle costruzioni d’Italia verso la rada da cui potrebbero finalmente prendere il largo, confermando il proprio ruolo di traino industriale per tutto il Paese. Ne troverete molti sentori di conferma in questo numero di Concrete News, e la sensazione che ciascuno di noi potrà ricavarne sarà un autentico toccasana. Un élan vital per lo spirito di chi crede ancora a una Repubblica moderna, giusta e fondata - oggi come ieri - sul lavoro prezioso delle persone di buona volontà. Buona lettura!

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Periodico associato a

SOMMARIO Maggio/Agosto 2021 Anno 3 ATTUALITÀ

In collaborazione con

TECNOLOGIE

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

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News ................................................................p.8

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INDUSTRIA DEGLI INERTI

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Obiettivo zero CO2 ...................................... p.86

Direttore Responsabile Fabio Potestà

AUTOMAZIONE E CONTROLLO

Responsabile Editoriale Alberto Finotto

Senso di confine ........................................... p.88 La nuova frontiera del revamping.............. p.92

Collaboratori Roberto Ambra Maria Angela Feliciello Giacomo Grassi Andrea Potestà Grafica e impaginazione Romina Testino grafica@mediapointsrl.it Fotografia Archivio Concretenews

PRIMO PIANO

Ufficio traffico Daniela Chiusa daniela.chiusa@mediapointsrl.it

COVER STORY Il volto normale del cambiamento ............ p.34

OPERE CIVILI E INFRASTRUTTURE Una centrifuga per il Terzo Valico ............... p.38 Un ponte alla sicurezza................................ p.44 La città che cambia volto........................... p.48

INTERVISTA Filosofia mobile.............................................. p.54 Visione d’Italia .............................................. p.58

PREFABBRICAZIONE E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO Armonia naturale ......................................... p.62

MATERIALI PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI Quando il calcestruzzo diventa sostenibile ....................................... p.96 Valore durevole............................................. p.98

INDUSTRIA DEGLI INERTI La nuova era degli aggregati .................. p.102

MACCHINE E IMPIANTI TECNOLOGIA E INNOVAZIONE L’ultima generazione nella nuova era della produttività ............. p.66 Puntano in alto i campioni moderni della versatilità........... p.70

INDUSTRIA DEGLI INERTI Tre perforatrici per una produzione raddoppiata ............. p.76

TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO Una supremazia in cinque sezioni .............. p.80

PREFABBRICAZIONE Impennata versatile ..................................... p.84

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ENTI E ASSOCIAZIONI ATECAP Transizione ecologica: nessuno si salva da solo ............................ p.104

Direzione e redazione MEDIAPOINT & EXHIBITIONS SRL Corte Lambruschini Corso Buenos Aires, 8/7 16129 Genova - Italy tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 redazione@concretenews.it Pubblicità Italia ed estero tel. +39-010-5704948 fax +39-010-5530088 info@concretenews.it Pre-stampa e stampa Euro Grafica - Genova Registrazioni Tribunale di Genova n.27/2011. Camera Commercio di Genova, R.I. N.O 395768 del 5 novembre 2001 Registro operatori di comunicazione N.O 022258 del 20 gennaio 2012 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Mediapoint & Exhibitions Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Fabio Potestà Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2021

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ATTUALITÀ NEWS

Nel Minas Gerais privatizzate nove autostrade Le nove autostrade che attraversano la regione brasiliana del Triángulo Mineiro saranno privatizzate mediante il programma Minas Gerais State Highway Concessions. Il lotto comprende le seguenti autostrade: BR-452, BR-365, CMG-452, CMG-462, LMG-782, LMG-798, LMG812, MG-190 e MG- 427. La concessione di questa rete autostradale ad aziende private genererà una serie di risparmi per la regione brasiliana di Minas Gerais. Il primo lotto assegnerà 659 km di strade a società private che, a loro volta, investiranno nell’arco della durata della concessione, circa 440 milioni di euro. Il bando di gara dovrebbe svolgersi in novembre di quest’anno. Il governo tuttavia spera di privatizzare circa 3.000 km di autostrade che collegano circa 120 comuni del paese.

Biden conclude i colloqui con i repubblicani sul programma per le infrastrutture Il presidente Joe Biden ha concluso senza successo una serie di colloqui per raggiungere un accordo con i senatori repubblicani sull’American Jobs Plan. Il piano originale per la modernizzazione delle infrastrutture e la creazione dei posti di lavoro da 2 trilioni di dollari introdotto alla fine di marzo, includeva 621 miliardi di dollari dedicati alle infrastrutture di trasporto. Poche settimane dopo, i senatori repubblicani hanno presentato il loro pacchetto di infrastrutture da 564 miliardi di dollari, che includeva 297 miliardi di dollari per strade e ponti e 59 miliardi di dollari per i sistemi di trasporto pubblico. Il presidente ha avviato le trattative con il senatore repubblicano Shelley Moore Capito, il principale negoziatore repubblicano e membro della Commissione per l’ambiente e i lavori pubblici del Senato. Tuttavia, secondo una dichiarazione del segretario stampa della Casa Bianca Jen Psaki, il presidente ha informato il senatore Capito che l’ultima offerta dei repubblicani non ha soddisfatto le esigenze essenziali del paese per modernizzare le infrastrutture di cui ha bisogno il paese.

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NEWS ATTUALITÀ

Colombia, 115 milioni di euro per il nuovo ponte di Arimena Attraverso l’Istituto Nazionale delle Autostrade (INVIAS) è stato firmato il contratto per asfaltare il tratto tra il Ponte Arimena e la località El Viento, una strada situata nella regione di Meta che fa parte dell’autostrada Pacifico - Orinoquía. Questa importante opera include anche la seconda fase del tratto El Viento Juriepe - Puerto Carreño, con un investimento complessivo di 115 milioni di euro. Tutti questi progetti fanno parte del programma nazionale “Compromiso por Colombia” che, in totale, prevede finanziamenti per 2,5 miliardi di euro per la realizzazione di 50 opere pubbliche riservate a modernizzare la rete stradale del Paese. Questi investimenti consentiranno la creazione di circa 100.000 nuovi posti di lavoro, a beneficio di 23 milioni di cittadini, oltre il 40% della popolazione colombiana.

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ATTUALITÀ NEWS

Elevata durevolezza e auto riparabilità per la platea del resort Punta dell’Olmo Da novembre 2020, Unical è impegnata nella fornitura di un importante progetto di riqualificazione urbana: si tratta del resort Punta dell’Olmo che sorgerà nell’area dismessa delle Ex Colonie Bergamasche, sita tra Celle Ligure e Varazze. Punta dell’Olmo è un progetto ambizioso, volto a dare ulteriore lustro alla Riviera Ligure nonché nuova vita ad un’area in stato di abbandono da diversi anni. 48 appartamenti di differenti tagli e metrature con impianti tecnologici all’avanguardia, balconi e vista mare saranno realizzati con elementi costruttivi strutturali progettati per garantire sicurezza antisismica, prestazioni di isolamento e risparmio energetico in classe A. L’impresa edile Delucchi S.A.S. ha scelto Unical per la realizzazione della prima palazzina del resort: sono già state realizzate due platee rispettivamente di 517 e 596,5 mc. Per il getto è stato utilizzato un prodotto su misura: ZC100532-C28/35 S5 D32 + 1% Crystal Mix di System Technology che conferisce al calcestruzzo maggiori doti di durevolezza e auto riparabilità. La consegna del cantiere è prevista per l’estate 2022.

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“Pietra Fusa” in podcast con Italcementi

NEWS ATTUALITÀ

La comunicazione Italcementi da alcune settimane si avvale di un nuovo strumento inedito e prezioso. Il suo nome è Pietra Fusa (in omaggio alla definizione che Pierluigi Nervi creò per descrivere la “magia” del cemento), un nuovo canale podcast dedicato al mondo delle costruzioni. Si tratta di una novità assoluta che affianca le altre attività comunicative di Italcementi, dal sito internet alle attività sui social (Facebook, Instagram, Linkedin e Twitter) e il blog aperto lo scorso anno. L’obiettivo è quello di rinnovare la fruizione della cultura del cemento a tutti i livelli, coinvolgendo i clienti, i progettisti, le imprese e chi più in generale è interessato al mondo delle costruzioni, un settore che si trova ancora alla base dello sviluppo economico e sociale di ogni comunità. Nei podcast di Pietra Fusa la narrazione tocca diversi argomenti fondamentali. A partire dal Purpose, l’insieme dei valori e delle azioni che descrivono il modo di operare di Italcementi, alla sostenibilità dei materiali delle costruzioni; dalle attività di tutela della biodiversità nelle cave ai programmi di sicurezza sul lavoro; dai materiali innovativi che rendono le nostre città più vivibili, al contributo tecnologico e di qualità nelle grandi opere come il nuovo Ponte San Giorgio a Genova. All’interno dei vari episodi l’ospitalità è riservata ai protagonisti del settore, coinvolgendo i tecnici e i ricercatori di Italcementi e di Calcestruzzi, oltre ai rappresentanti della filiera delle costruzioni. “Il fatto di poter creare pietre fuse, di qualunque forma, superiori alle naturali, poiché capaci di resistere a tensione, ha in sè qualcosa di magico”. Così si esprimeva Pier Luigi Nervi, uno dei più importanti progettisti italiani, autore di architetture strutturali che ancora oggi sono un simbolo della capacità espressa dal nostro Paese di realizzare opere meravigliose con il cemento. E proprio dalla Pietra Fusa prende spunto il titolo della serie Italcementi. I podcast sono disponibili su tutte le principali piattaforme: Spreaker, Spotify, Apple Podcast, Google Podcasts, Anchor e Tune In. Attualmente, i podcast già disponibili sono cinque, per altrettante tematiche: “Il cemento della sostenibilità“, “L’impegno per costruire un domani migliore“, “La seconda vita delle infrastrutture”, “I ‘cool materials’ per cambiare in meglio la vita in città“ e “Infrastrutture sostenibili“.

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ATTUALITÀ NEWS

Doka, un nuovo molo foraneo in Sicilia A Termini Imerese sono in corso le opere per la realizzazione di un nuovo molo foraneo che verrà realizzato con il getto di oltre 8.000 blocchi di cls, con pesi variabili tra le 30 e le 40 tonnellate. RINA, cliente di Doka, ha voluto utilizzare Concremote per verificare la temperatura di maturazione dei getti per i primi otto blocchi pilota, al fine di poter meglio ottimizzare i processi produttivi per gli altri elementi, con conseguente miglioramento dell’efficienza in cantiere. Si tratta di un’importante applicazione del sistema Concretemote di Doka, messo a punto per per misurare la temperatura di maturazione del getto per poi calcolare la forza di compressione della struttura del calcestruzzo. La corretta raccolta dei dati di maturazione è assicurata da un sistema a tre sensori (termocoppie) annegati nel calcestruzzo del blocco, che trasmettono al ricevitore di dati della temperatura in tempo reale. Non solo: il sistema verifica anche la temperatura ambientale nell’area del getto per poter consentire a RINA di avere sempre ben presenti le condizioni al contorno.

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ATTUALITÀ NEWS

Certificazione CSC per gli impianti di Bari e NapolI Gli impianti Calcestruzzi di Bari Industriale e Napoli Casalnuovo hanno ottenuto la certificazione CSC, lo schema del Concrete Sustainability Council, che certifica il processo di approvvigionamento responsabile su tutta la filiera di produzione secondo i principi base della Sostenibilità e nel rispetto di cinque categorie di crediti: pre requisiti, gestione, sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e sostenibilità economica. Sono le prime centrali di calcestruzzo di tutto il Sud Italia ad aver ottenuto questo importante riconoscimento. Agli impianti è stato assegnato il rating Silver. L’obiettivo è quello di validare l’intera filiera di processo: dal trasporto al riciclo delle materie prime. Il tutto nel segno della massima trasparenza per garantire prodotti performanti e filiere sicure, responsabili e sostenibili. Attualmente l’impianto di Bari è impegnato nella fornitura per il nodo ferroviaria di Bari mentre l’impianto di Napoli sta fornendo calcestruzzo per il cantiere dell’Alta Velocità Napoli-Bari. Gli impianti di Bari e Napoli si aggiungono a quelli già certificati di Peschiera Borromeo, Cologno Monzese e Genova Chiaravagna e alla cementeria Italcementi di Calusco d’Adda.

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NEWS ATTUALITÀ

Romania, Elettro Sigma fornisce l’automazione Dorner Batch Readymix a General Beton Elettro Sigma, distributore Dorner Electronic per l’Italia, ha recentemente consegnato l’automazione Dorner Batch Readymix, a General Beton, una delle più importanti aziende italiane del settore calcestruzzo che operano anche all’estero. Sviluppato e ottimizzato per impianti di calcestruzzo preconfezionato e impianti di prefabbricazione con un elevato livello di standardizzazione, il software di Dorner Electronic beneficia dello sviluppo continuo e della gestione professionale di tutti i prodotti Dorner. La fornitura è avvenuta presso uno stabilimento General Beton in Romania, dove Elettro Sigma ha installato anche la sonda d’umidità, Hydro Probe IV, del partner inglese Hydronix, leader mondiale della misurazione a microonde dell’umidità. Hydro-Probe IV è un resistente sensore a microonde per il rilevamento dell’umidità, progettato per il montaggio in contenitori, silos e trasportatori in ambienti di controllo del processo. Attiva su tutto il territorio nazionale, Elettro Sigma si è ritagliata negli anni vari riconoscimenti a livello internazionale operando anche all’estero, in collaborazione con le migliori aziende costruttrici di materiale elettrico, elettronico e software.

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ATTUALITÀ NEWS

Paolo Barberi nel CTS del Consorzio REC (Recupero Edilizia Circolare) Lo scorso 20 maggio, il Presidente ANPAR (Associazione Nazionale Produttori Aggregati Riciclati) Paolo Barberi, è stato nominato componente del Comitato Tecnico Scientifico del CONSORZIO REC, il primo consorzio di Economia Circolare per i rifiuti da Costruzione e Demolizione. Con la nomina del Presidente Barberi, viene riconosciuto ad ANPAR un ruolo chiave nella realizzazione dell’economia circolare nel mondo dell’edilizia italiana. Il consorzio REC raccoglie i centri vendita di materiali per l’edilizia che vogliono promuovere l’attività di recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D). I rivenditori consorziati possono allestire delle aree dedicate, denominate Centri Preliminari alla Raccolta (CPR), nelle quali raggruppare i rifiuti C&D secondo le semplici procedure del ‘’deposito temporaneo’’. I rivenditori di materiali per l’edilizia diventeranno anche rivenditori dei prodotti circolari derivanti dal riciclo dei rifiuti raccolti. Grazie ai Centri Preliminari di Raccolta consorziati a REC si ottiene quindi una riduzione dei rifiuti C&D avviati a smaltimento o abbandonati e un maggiore recupero di materia. Con la rete dei CPR del Consorzio REC e grazie a una piattaforma di condivisione della gestione dell’operatività, si riducono gli sprechi e migliorano i vantaggi. I CPR incrementano il riciclo e facilitano la diffusione e la vendita di nuovi materiali riciclati di qualità, diventando protagonisti dell’Economia Circolare. Al consorzio REC si possono iscrivere i Centri Vendita di materiali edili e gli impianti di recupero e di riciclo di tutti i rifiuti raccolti; possono inoltre aderire anche i trasportatori autorizzati e i produttori di materiali per l’edilizia.

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NEWS ATTUALITÀ

Rebuild Illinois, anche i cittadini partecipano allo sviluppo del piano ferroviario

Sono due milioni ogni giorno i cittadini che, nell’area Nord dell’Illinois e a Chicago, si spostano con i mezzi pubblici. Una massiccia domanda di mobilità che deve fare i conti con infrastrutture obsolete e una rete di trasporti (ferroviaria e stradale) vicina al collasso. Ad uno dei temi più dibattuti nello stato dell’Illinois, è arrivata nelle scorse settimane la risposta del governo. Il governatore J.B. Pritzker ha infatti lanciato nel mese di maggio un piano di investimenti da 45 miliardi di dollari che saranno spesi nei prossimi sei anni per promuovere il trasporto su ferro intorno a Chicago, creando 540mila posti di lavoro. Il piano – chiamato “Rebuild Illinois” – nasce con l’intento di modernizzare le infrastrutture di trasporto dello stato, attraverso un accordo bipartisan tra la maggioranza democratica e l’opposizione repubblicana. Il Dipartimento dei Trasporti dell’Illinois ha intanto invitato il pubblico a fornire suggerimenti che saranno considerati nello studio che valuta il sistema ferroviario statale. L’obiettivo della curiosa iniziativa è fare il punto dell’attuale situazione, risolvere i problemi legati alla capacità del trasporto pubblico e affrontare il tema della sicurezza. I suggerimenti saranno raccolti fino al 14 giugno attraverso il sito illinoisrailneeds.org che include un breve video e una serie di schede informative che faranno parte di questo sondaggio. Le informazioni raccolte verranno utilizzate nello sviluppo di un piano ferroviario statale, prima di poter accedere ai finanziamenti federali ai sensi della legge “Passenger Rail Investment and Improvement Act”. Lo stato dell’Illinois è di fatto lo snodo ferroviario della parte settentrionale degli Stati Uniti, l’unico in cui operano tutte e sette le ferrovie di Classe 1. Con oltre 16.000 chilometri di binari, necessita ora di consolidare la rete ferroviaria passeggeri, con nuove linee ferroviarie Amtrak che collegheranno Chicago con Quad Cities e Rockford, che andranno ad implementare gli attuali servizi ferroviari essenziali con 32 stazioni in tutto lo stato, e Metra che gestisce 11 linee, con 692 treni al giorno diretti alle 242 stazioni, nell’area di Chicago.

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Perù, la costruzione della nuova autostrada Calemar-Abra El Naranjillo é al 78% Al termine dei lavori di questa importante opera, il tempo di percorrenza sull’autostrada Calemar-Abra El Naranjillo a La Libertad, sarà dimezzato da due a un’ora. In base al nuovo bollettino divulgato dal Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni peruviano (MTC), l’avanzamento lavori si trova oggi al 78%. Con questo intervento, costato circa 115 milioni di euro, miglioreranno notevolmente le condizioni del traffico veicolare nel distretto di Bambamarca, situato nella provincia peruviana di Bolívar e tutta la parte settentrionale della regione sarà collegata al ponte Calemar, che si trova nello stesso distretto ed è stato completato nel 2018. Lungo il percorso si trovano importanti località rurali come Calemar, San Pedro de Mollepata e Bambamarca, che adesso saranno piú competitivi da un punto di vista commerciale grazie alla nuova autostrada di 72 chilometri. La costruzione di questa autostrada e il ponte Calemar offrono una soluzione completa per i residenti dall’estremità settentrionale di La Libertad, che potranno finalmente spostarsi verso le province centrali della loro regione.

Continua la ricostruzione del ponte nella baia di Pensacola danneggiato dall’uragano Sally Il Dipartimento dei trasporti della Florida riaprirà tra poco più di sei mesi il Pensacola Bay Bridge, ripristinando così il collegamento tra le città di Gulf Breeze e Pensacola. La maggior parte del ponte è a quattro corsie (due per ogni direzione) ad eccezione di un tratto a due corsie di un chilometro circa, per finire i lavori di riparazione. Il ponte ha subito ingenti danni in settembre 2020 a causa dell’uragano Sally, quando gli ingegneri avevano rilevato seri danni nell’asfalto e una gru era caduta sulla struttura portante distruggendo una sezione della carreggiata. Il dipartimento dei trasporti sta monitorando costantemente i lavori del Pensacola Bay Bridge al fine di confermare la data di riapertura prevista per gennaio 2022.

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SOLUZIONI INNOVATIVE AL PASSO CON LA PIÙ MODERNA PREFABBRICAZIONE Da oltre quarant’anni la Tecnocom, parte del Gruppo internazionale Progress, progetta e realizza casseri e sistemi completi per il settore della prefabbricazione residenziale, industriale ed infrastrutturale. In una sede completamente rinnovata ed ampliata, negli uffici e nello stabilimento produttivo, con grandi progetti di crescita in corso, l’azienda friulana leader in tutto il mondo mette al centro della propria attività il cliente e le esigenze della più moderna prefabbricazione, in Italia ed all’estero, grazie allo studio di soluzioni tecnologiche sempre all’avanguardia. Qualità, affidabilità, innovazione e customizzazione sono i valori fondanti della Tecnocom, la chiave del suo successo. L’eccellenza al servizio della clientela.

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ATTUALITÀ NEWS

Scavi puliti con l’escavatrice RW 500 di Simex

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Progettata per il montaggio su mini pale compatte, l’escavatrice a ruota autolivellante Simex RW 500 offre svariate soluzioni per lavorare su superfici dure e compatte come asfalto, cemento e roccia, permettendo la realizzazione di tagli e piccoli scavi, scavi a sezione predefinita e mini/micro trincee (ad esempio, per la posa di cavi in fibra ottica), grazie all’ampia disponibilità di ruote di scavo (50, 80, 100 e 120 mm) e ad una profondità a regolazione idraulica di 250-500 mm. L’escavatrice è dotata di traslazione laterale idraulica che permette di operare agevolmente a bordo strada, regolazione idraulica della profondità, sistema opzionale NEB per l’abbattimento delle polveri e dispositivo PERFORMER che indica all’operatore la corretta velocità di avanzamento per poter ottimizzare al meglio le prestazioni. Il sistema autolivellante brevettato Simex raggiunge una profondità di scavo costante in qualsiasi condizione, indipendentemente dal profilo del suolo e dalla posizione dell’attrezzatura rispetto alla macchina motrice. Questo garantisce massima precisione, nessuna fuoriuscita accidentale di materiale, stabilità e velocità d’esecuzione. Il particolare disegno delle bocche di uscita del materiale permette di ottenere uno scavo pulito, alla profondità impostata. Il materiale scavato fuoriesce sia a destra che a sinistra. Chiudendo la bocca di destra, il materiale viene scaricato totalmente sul lato sinistro (per scavi a bordo strada). L’RW 500 è dotata della ruota a settori: il disco a settori smontabili e intercambiabili permette la rapida variazione della larghezza di scavomantenendo la stessa ruota base, ottimizzando i tempi dell’intervento e riducendo i relativi costi. l modello RWA 500, grazie all’inclinazione laterale idraulica, mantiene la ruota di scavo verticale e perpendicolare al piano di lavoro in ogni condizione, anche se la macchina motrice non è parallela al piano stradale, come nel caso dello scavo di trincee vicino o sui marciapiedi, compensando un dislivello fino a 200 mm.

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Lanciato DigiEcoQuarry, il progetto chiave per la digitalizzazione del settore degli aggregati Si è aperto ufficialmente ai primi di giugno, in modalità virtuale, DigiEcoQuarry: il progetto chiave per la digitalizzazione del settore degli aggregati, di cui Holcim è sito pilota. Il progetto è stato selezionato tra oltre 80 progetti concorrenti, e co-finanziato dalla commissione europea nell’ambito del programma HORIZON2020, con circa 13 milioni di euro. Il consorzio, di cui Holcim Aggregati Calcestruzzi fa parte per l’Italia, conta 25 partner, provenienti da Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Italia, Austria, Svezia, Finlandia, Colombia e Sudafrica ed è coordinato dall’associazione nazionale spagnola produttori aggregati ANEFA (Asociación nacional de empresarios fabricantes da áridos). Nel corso dei prossimi 4 anni, il progetto svilupperà e testerà un nuovo sistema digitale nelle cave di aggregati a partire dall’escavazione, fino alla produzione e al trasporto. DigiEcoQuarry svilupperà e validerà in 5 siti pilota un sistema di cava innovativo e integrato IQS, (Innovative Quarrying System) che comprende sensori, processi, strumenti e metodi per l’acquisizione, l’elaborazione e la condivisione dei dati per fornire un controllo di processo integrato digitalizzato, automatico con l’Intelligenza Artificiale in tempo reale per le cave di aggregati. Pronti per una sfida che porterà vantaggi in termini di sicurezza e salute, efficienza, sostenibilità e consapevolezza sociale. Holcim Aggregati Calcestruzzi, coordinerà i 5 siti pilota europei dove il sistema verrà testato (Vicat-Francia, Hanson-Spagna, Holcim Aggregati Calcestruzzi-Italia, Cronenberger-Germania, Cimpor-Portogallo) sperimentando il nuovo sistema per la parte di lavorazione dei materiali alluvionali (sabbia e ghiaia).

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USA, il progetto INVEST American Act debutta con 547 mld $ per infrastrutture Il disegno di legge americano prevede un finanziamento di 547 miliardi di dollari (circa 450 miliardi di euro) per la modernizzazione del trasporto ferroviario e del trasporto pubblico negli Stati Uniti. Il piano quinquennale utilizzerà queste risorse federali per costruire e riparare strade, ponti, trasporti e ferrovie, realizzando così il programma voluto dal presidente Joe Biden di investire nelle infrastrutture americane ed affrontare, al tempo stesso, la crisi climatica. Il presidente della commissione dei Trasporti e Infrastrutture Peter DeFazio ha affermato: “L’INVEST in America Act inserisce un pezzo fondamentale dell’American Jobs Plan del presidente Biden, cogliendo questa opportunità irripetibile per rinnovare il nostro sistema di trasporto dagli anni ‘50 e verso il nostro futuro di energia pulita”. “L’INVEST in America Act porterà la vecchia infrastruttura ferroviaria americana nel ventunesimo secolo”, ha affermato il presidente Donald M. Payne. “Ci saranno 95 miliardi di dollari per aggiornare i sistemi ferroviari passeggeri interurbani e finanziare progetti di infrastrutture critiche. Questo investimento nel futuro della nostra nazione incoraggerà più americani a utilizzare il trasporto ferroviario, ridurre la congestione del traffico, ridurre le emissioni di carbonio e ridurre gli effetti del cambiamento climatico”. Il progetto INVEST in America Act include 343 miliardi di dollari per la rete stradale e aumentare la sicurezza, 109 miliardi di dollari per per migliorare il traffico urbano e 95 miliardi per il trasporto ferroviario di passeggeri e merci e 32 miliardi di dollari per garantire che i ponti siano più sicuri, più affidabili e più resistenti.

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Completato oltre il 75% dei lavori di ammodernamento nel porto di Salaverry A fine maggio, la costruzione del Terminal Portuale della cittadina, promosso dal Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni (MTC) e dall’Autorità Portuale Nazionale (APN), ha registrato un avanzamento del 75%. Il distretto di Salaverry è uno degli undici distretti della provincia di Trujillo, in Perù, nella regione denominata La Libertad. Secondo il concessionario del progetto Salaverry Terminal International, ad oggi, sono stati investiti 105 milioni di dollari per portare avanti i lavori previsti nelle Fasi 1, 2, 3 e 4 di questo importante progetto. Il completamento dell’opera è prevista per il secondo trimestre del 2022, con un investimento totale di 140 milioni di dollari. Tra i lavori più importanti completati negli ultimi mesi, ci sono la riabilitazione del magazzino per lo stoccaggio dello zucchero, i silos della Fase 1 e la costruzione del magazzino per lo stoccaggio di soia e fertilizzanti. La Fase 3 del progetto riguarderà la costruzione di 12 silos che, una volta completati, consentiranno di ampliare lo stoccaggio di mais e frumento da 30.000 a 60.000 tonnellate. Il completamento delle Fasi 3 e 4 è previsto per giugno di quest’anno, mentre gli ultimi lavori delle Fasi 1 e 2 saranno pronti nel secondo trimestre del 2022. Grazie a questi lavori, la zona settentrionale del paese avrà un porto più efficiente per il trasporto di grano, mais, farina di pesce, fertilizzanti, concentrati di minerali, zucchero e altri prodotti. Per quanto riguarda la soia e i fertilizzanti, la capacità di stoccaggio sarà raddoppiata, aumentando la produttività del porto, a beneficio di oltre cinque milioni e mezzo di abitanti.

Il progetto di ammodernamento del porto di Salaverry ha creato oltre 1200 posti di lavoro

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Partnership tra Mapei ed Elettrondata per il controllo della qualità del calcestruzzo trasportato Mapei ed Elettrondata hanno dato avvio ad una partnership finalizzata al controllo del calcestruzzo trasportato. L’ accordo pluriennale è volto ad offrire, a livello mondiale, strumenti e servizi per il controllo della qualità, della produzione e del trasporto del calcestruzzo preconfezionato. La tecnologia per i processi di automazione di Elettrondata, unita alla tecnologia del calcestruzzo di Mapei rappresentano l’alleanza perfetta per offrire all’intera filiera il vantaggio derivante dall’implementazione di un processo di Total Quality sostenendo, al tempo stesso, la ricerca della neutralità di CO2. Il passaggio a un’economia circolare è fondamentale per la creazione di valore, la crescita economica e la gestione dei rifiuti e delle risorse. Attraverso l’insieme dei prodotti offerti dalla soluzione Mapei Concrete Industry Solutions, questa partnership integrerà materie prime, additivi per calcestruzzo, fibre e soluzioni digitali in un processo circolare di qualità e sostenibilità. Analizzando l’intero ciclo di vita di una struttura, aumenterà il valore e ridurrà l’impronta di carbonio attraverso l’utilizzo di prodotti di alta qualità e l’automazione dei processi. Inoltre, grazie al nuovo sistema ED SM II, anche la fase di consegna del calcestruzzo rientra ora nel processo di qualità. 17:24

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Il settore edile sarà più sicuro e sostenibile grazie alla robotica Entro il 2030, 9 imprese edili su 10 prevedono una crisi della manodopera, mentre l’81% che afferma che introdurrà robot nei prossimi 10 anni. A sostenere le sfide del settore della costruzione e dell’edilizia, come la necessità di alloggi più economici ed ecologici, una riduzione dell’impatto ambientale e la carenza di manodopera specializzata, ABB Robotics lancia una linea di soluzioni di robotica rivolta al mondo delle costruzioni e dell’architettura. Attualmente, nel settore delle costruzioni, solo il 55% delle aziende hanno già adottato soluzioni di robotica, tasso ben inferiore rispetto all’84% nel settore automobilistico e al 79% nel settore manifatturiero. L’automazione robotizzata offre un enorme potenziale per migliorare la produttività, l’efficienza e la flessibilità di produzione in tutto il settore edile, compresi l’inserimento dell’automazione nel settore dei prefabbricati, la costruzione di componenti edili al di fuori dal sito produttivo, la saldatura robotizzata e la movimentazione dei materiali fatta direttamente nei cantieri e la stampa 3D robotizzata per case e strutture personalizzate. Oltre a rendere il settore più sicuro (i robot sono in grado di movimentare carichi di elevato volume e pesanti, accedendo a spazi pericolosi) e più efficiente in termini di costi, i robot stanno migliorando la sostenibilità riducendo l’impatto ambientale, aumentando la qualità e riducendo gli sprechi. ABB sta collaborando con importanti università per lo sviluppo congiunto di nuove tecnologie di automazione per il mondo delle costruzioni, tra cui l’ETH di Zurigo, una delle principali università di ricerca in Svizzera. All’ETH, presso l’Istituto di tecnologia in architettura, ABB sostiene la ricerca nel campo della fabbricazione robotizzata in architettura e in campo edile e ha contribuito a creare il primo laboratorio al mondo per la fabbricazione digitale robotizzata collaborativa in architettura. L’innovativa tecnologia di ABB Robotics per la stampa 3D per il settore edile viene presentata come parte dell’installazione dello studio di architettura austriaco MAEID, partecipante alla 17a Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia (22 maggio-21 novembre 2021), ispirando gli architetti con diverse possibilità di automazione e di stampa 3D, orientandoli verso l’innovazione e nuovi modi di costruire.

Webuild continua a macinare numeri record Webuild continua a far registrare numeri importanti anche nel corso di questo 2021. Il valore consolidato delle aggiudicazioni di Webuild, dei contratti in corso di finalizzazione e di quelli in cui il Gruppo risulta il miglior offerente dall’inizio del 2021 a fine giugno è di otto miliardi di euro, con focus in Italia, Australia e Svizzera. Non bisogna però dimenticare il mega-contratto firmato per la linea ad alta velocità in Texas negli Stati Uniti, del valore di 16 miliardi di dollari (13,1 miliardi di euro). I progetti, in totale 28 e del valore complessivo pari a 13,8 miliardi di euro, oltre al Texas, prevedono la costruzione di infrastrutture sostenibili in particolare nelle aree di business mobilità sostenibile e clean water, e di questi ben cinque sono di importo superiore al miliardo di euro. Risultati che spingono il portafoglio ordini costruzioni potenziale di Webuild a fine primo semestre 2021 ad oltre 50 miliardi di euro e che rappresentano nel complesso una grande opportunità anche per la filiera di settore, in Italia 7.000 imprese coinvolte dal Gruppo in circa 20 progetti, e per la ripresa economica perseguita dal Paese. L’attività commerciale del Gruppo nei primi mesi del 2021 riflette gli effetti positivi del rafforzamento di Webuild in Italia ed all’estero, con una maggiore competitività che deriva anche da un nuovo livello dimensionale acquisito a seguito dell’integrazione di Astaldi, tramite l’operazione industriale Progetto Italia. Il backlog potenziale di Webuild nel Paese è cresciuto fino al 33% ed il Gruppo sta focalizzando oggi le proprie attività in Italia facendo leva anche sulla nuova accelerazione degli investimenti infrastrutturali spinta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dalla necessità condivisa a livello governativo di spingere la realizzazione di opere strategiche e la creazione di nuovi posti di lavoro.

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NEWS ATTUALITÀ

L’era del calcestruzzo al grafene prende il via in una palestra del Wiltshire

A poche miglia dal sito preistorico di Stonehenge, una palestra sta rivoluzionando l’industria delle costruzioni con un pavimento in calcestruzzo rinforzato con grafene, il primo del suo genere. Sviluppato dal National Graphene Institute (nella foto), istituto di ricerca dell’Università di Manchester, in collaborazione con l’impresa di costruzioni Nationwide Engineering, il nuovo prodotto – denominato Concretene – rimuove il 30% del materiale e tutto il rinforzo in acciaio richiesto nel calcestruzzo tradizionale, introducendo piccole quantità di grafene. Una soluzione che potrebbe ridurre significativamente l’impatto ambientale poiché il solo calcestruzzo produce circa l’8% delle emissioni globali di carbonio. La palestra del quartiere meridionale nel Solstice Park di Amesbury, nel Wiltshire, aprirà quest’estate con il primo solaio al mondo posato con Concretene. Isolato presso l’Università di Manchester nel 2004, il grafene è un materiale molto resistente e flessibile costituito da un singolo strato di atomi di carbonio. Quando miscelato con calcestruzzo, il grafene agisce da supporto meccanico e da superficie catalitica per un processo chiamato idratazione, che porta a un migliore legame su scala microscopica man mano che il calcestruzzo si solidifica. Ciò conferisce al prodotto finito una maggiore durata e resistenza alla corrosione. Poiché Concretene può essere utilizzato proprio come il calcestruzzo standard, non richiede nuove attrezzature o formazione nel processo di dosaggio o posa, con notevoli risparmi sui costi di produzione. Nationwide Engineering stima che potrebbe offrire ai clienti risparmi tra il 10-20% rispetto al calcestruzzo RC30 standard, con il costo aggiuntivo per Concretene compensato dalla riduzione del materiale necessario. Craig Dawson, application manager presso il Graphene Engineering Innovation Center, ha dichiarato: “Abbiamo prodotto una miscela di additivi a base di grafene che non disturba nel punto di utilizzo. Ciò significa che possiamo dosare il nostro additivo direttamente nell’impianto di betonaggio in cui viene prodotto il calcestruzzo come parte del loro sistema esistente, quindi non c’è alcun cambiamento in fase di produzione e di posa del pavimento.” “Siamo stati in grado di farlo attraverso un’indagine approfondita – insieme ai nostri colleghi universitari del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Aerospaziale e Civile – dei materiali che stiamo utilizzando e possiamo adattare questo approccio per utilizzare il grafene di qualsiasi fornitore, quindi non siamo vincolati a un unico fornitore. Questo rende Concretene una proposta più praticabile in quanto vi è una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento”.

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Waterfront di Levante, approvato il completamento dei canali Approvato il 4 giugno dalla giunta comunale, su proposta dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Genova Pietro Piciocchi, il completamento del ramo levante del canale principale navigabile e il congiungimento, nel tratto finale, con il canaletto. La progettazione, infatti, prevede, nel disegno del Waterfront di Levante elaborato dall’architetto Renzo Piano e dal Renzo Piano Building Workshop, il completamento del ramo di levante del canale navigabile, già avviato con la realizzazione dell’imbocco canale, con la prosecuzione verso est, sul retro del padiglione B Jean Nouvel, e la ricongiunzione verso sud alla Marina, con il cosiddetto canaletto che lambisce il lato Ovest del padiglione S Palasport. Il valore dell’intervento è di 21 milioni di euro, che trova copertura con i fondi React EU nell’ambito del Pon Metro-Programma operativo nazionale città metropolitane 2014-2020. «Con i nuovi canali – spiega l’assessore Piciocchi – il mare tornerà a essere parte della città, in quello che diventerà un grande parco urbano con una vocazione improntata alla nautica. Stiamo procedendo a pieno ritmo nei lavori di demolizione dei padiglioni, senza sosta neppure nei giorni festivi, di predisposizione delle aree che comprendono la sistemazione delle banchine sulle due sponde, con pali e paratie, e l’abbassamento di quota per avere un’area uniforme a mezzo metro sul mare. A ottobre 2022, quando saranno in funzione i canali, il padiglione Blu Jean Nouvel diventerà una sorta di isolotto, con un impatto decisamente importante in occasione del tradizionale Salone Nautico». «Il progetto donato dall’architetto Piano sta prendendo forma – commenta l’assessore all’Urbanistica Simonetta Cenci – e tra pochi mesi inizieremo a vederne i primi definiti contorni. Il Waterfront di Levante sarà un intervento di rigenerazione urbana perfettamente integrato con il contesto urbano circostante, un continuum naturale con l’area del Porto Antico dando vita a un hub a forte vocazione nautica, ambientalmente sostenibile e coerente con la visione della Genova del futuro». In queste ore, con una settimana circa di anticipo rispetto ai tempi previsti, sarà terminata la demolizione del manufatto del Padiglione D, l’ex sede della Facoltà di Ingegneria. In circa 30 giorni è fissato il termine per lo smaltimento dei detriti e lo sgombero dell’area. Seguiranno le operazioni di bonifica e sistemazione delle aree stesse. «Ringrazio tutti i tecnici del Comune e delle imprese private impegnati in queste operazioni perché stanno davvero dando prova di come sia possibile lavorare celermente e in sicurezza, in sinergia con Asl e Arpal - ha concluso l’assessore Piciocchi - voglio rassicurare anche gli abitanti del quartiere che la situazione ambientale e in particolare la qualità dell’aria è costantemente monitorata da apposite centraline posizionate su tre punti all’interno e due all’esterno del cantiere, uno alla rotonda di piazzale Kennedy e una a villa Croce, che, fino a oggi, non hanno rilevato alcuna situazione di rilievo per sforamento delle soglie. Inoltre, le operazioni di demolizione si sono svolte negli orari di chiusura dell’hub vaccinale per ridurne al minimo l’impatto».

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ATTUALITÀ NEWS

Grandi sfide per il nuovo governo peruviano nel settore delle infrastrutture Secondo gli esperti il nuovo governo che farà a capo del presidente Pedro Castillo eletto la settimana scorsa, dovrà affrontare una sfida importante. Consolidare il settore delle costruzioni, che attualmente rappresenta l’1,5% del PIL e 280.000 posti di lavoro diretti e 1 milione e mezzo di posti indiretti. Al momento c’è un budget per l’anno 2021 per circa 8,2 miliardi di euro, di cui il 60% a carico del governo centrale, il 20% alle regioni e il 20% agli enti locali. Il nuovo governo dovrà iniziare a coordinare con il governo uscente per conoscere lo stato attuale dei progetti e le reali condizioni per portare a termine i progetti che sono in esecuzione, così come per le nuove opere previste per il 2022. Tra le opere più importanti ci sono: la strada che collega l’aeroporto internazionale di Lima alle città di Santa Rosa e Costanera, la linea 3 e 4 della nuova metropolitana e la riparazione della strada Huanuco-Conococha.

Caro materiali, fondo da 100 milioni contro gli aumenti Per mitigare l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, che si è verificato negli ultimi mesi, viene introdotto un meccanismo di compensazione a favore delle aziende appaltatrici di opere pubbliche, al fine di assicurare il giusto equilibrio contrattuale ed evitare ritardi nella realizzazione delle opere stesse. La disposizione è contenuta in un emendamento parlamentare al decreto Sostegni bis, riformulato con il governo ed approvato dalla commissione Bilancio della Camera. La misura sarà attuata dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) che, oltre a rilevare le variazioni percentuali dei singoli prezzi dei materiali più significativi, avrà a disposizione un Fondo da 100 milioni di euro al quale le stazioni appaltanti potranno attingere per l’adeguamento dei prezzi, in caso di insufficienza delle risorse. Per i contratti in corso di esecuzione il MIMS rileverà entro il 31 ottobre 2021, con proprio decreto, le variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8 per cento, relative al primo semestre 2021 dei prezzi dei principali materiali da costruzione.

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Fiere ed Eventi

Il nuovo brand “Manitou Group Attachments”, dedicato alla gamma di accessori, nasce con l’obiettivo di semplificare e armonizzare l’offerta per i propri utilizzatori. Continuando il suo programma di ottimizzazione dell’offerta, Manitou ha quindi deciso di rinominarla, due mesi dopo averlo fatto con la gamma delle parti di ricambio. Ora designati con il marchio “Manitou Group Attachments” (precedentemente Edge e Manitou), gli accessori progettati in Italia, Stati Uniti e India sono rivolti ai numerosi mercati di riferimento del Gruppo, mirati alle varie applicazioni: agricole, edili, minerarie o logistiche. Questo unico marchio riguarderà i carrelli elevatori, i sollevatori telescopici, le pale compatte, le pale articolate e le terne prodotte dal gruppo per i tre marchi: Manitou, Gehl e MustangbyManitou. Wim Roose, Global Product Line Manager per gli accessori, spiega questa iniziativa: “Il nostro obiettivo è rispondere a tutte le esigenze dei nostri utenti in modo più coerente. Fornire una soluzione completa con un servizio di qualità e l’accessorio perfetto per le loro esigenze è la nostra priorità. Grazie al nostro ufficio design, interamente dedicato alla progettazione di accessori, siamo in grado di rispondere a tutte le richieste, anche sui mercati di nicchia.” Raggruppando tutte le sue risorse, Manitou Group ha ottimizzato la propria offerta di accessori al fine di fornire livelli crescenti di prestazioni e innovazione per i propri clienti nell’uso quotidiano della propria macchina. Questa offerta è ora facile da identificare con un nuovo logo su oltre 1.300 articoli suddivisi in 17 categorie di prodotti.

International Exhibition

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Debutta il brand “Manitou Group Attachments”

MIDDLE EAST CONCRETE, Dubai (EAU) 12-15 Settembre 2021 www.middleeastconcrete.com 15 -18 Settembre Piacenza

Drilling & Foundations GEOFLUID, Piacenza (Italia) 15-18 Settembre 2021 www.geofluid.it

GIS 2021, Piacenza (Italia) 7-9 Ottobre 2021 www.gisexpo.it

ECOMONDO, Rimini (Italia) 26-29 Ottobre 2021 www.ecomondo.com

BIBM CONGRESS Copenhagen (Danimarca) 14-16 Novembre 2021 www.bibmcongress.eu

SMOPYC, Saragozza (Spagna) 17-20 Novembre 2021 www.smopyc.es

MADE EXPO, Milano (Italia) 22-25 Novembre 2021 www.madeexpo.it

WORLD OF CONCRETE – Las Vegas (USA) 18-21 Gennaio 2022 www.worldofconcrete.com

BETON-TAGE, Ulm (Germania) 22-24 Febbraio 2022 www.betontage.de

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Giornate italiane GIC 2022, Piacenza (Italia) del CalCestruzzo ItalIan CAprile onCrete D ays 28-30 2022 29-31 October 2020 - Piacenza, Italy www.gic-expo.it

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THE UK CONCRETE SHOW Birmingham (Inghilterra) 5-6 Maggio 2022 www.concreteshow.co.uk

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PRIMO COVER PIANO STORY

Enrico Giovannini

IL VOLTO NORMALE DEL CAMBIAMENTO APPARTIENE AL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILI ENRICO GIOVANNINI. L’ABBIAMO SCELTO COME SIMBOLO DI UNA PERSONALITÀ LONTANA DALLE APPARENZE, DOVE L’UNICA STRATEGIA DI IMMAGINE È QUELLA DEI RISULTATI. TANGIBILI E AUTENTICI, SUI FRONTI DELLA SICUREZZA DI STRADE, PONTI E FERROVIE. SOLO COSÌ L’ITALIA SARÀ SOSTENIBILE. E PRONTA A RINASCERE

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Fabio Croccolo

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n copertina potete vederne finalmente il volto, ma siamo sicuri che molti di voi non saprebbero, ad un primo sguardo, identificarne l’identità con tutta l’importanza che merita. Enrico Giovannini è l’attuale ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili nel governo Draghi. Un uomo che oggi assume la valenza di un cambio di passo nella gestione delle grandi opere che servono al Paese. Discrezione e laboriosità, decisioni e svolte definitive indicate a chi ha il dovere inderogabile di attuarle, a partire dai dirigenti della pubblica amministrazione per finire con il sistema di imprese che queste opere deve realizzarle rispettando tempi e modalità, senza alibi e con quell’urgenza che solo l’orgoglio delle cose fatte bene può far rispettare senza indugio.

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L’ultima risoluzione del ministro risale a pochi giorni fa e riguarda l’istituzione di una Commissione di alto profilo tecnico che dovrà definire i criteri per le verifiche e gli interventi di manutenzione da effettuare sulle strutture dei ponti in calcestruzzo armato precompresso e ordinario. Un gancio straordinario alla sicurezza di strade e autostrade che prevede l’attento monitoraggio su ponti e viadotti che in molti casi hanno più di cinquanta anni. Una problematica questa che per lungo tempo non è stata affrontata dalle istituzioni e che è diventata ormai di pubblico dominio, soprattutto dopo la tragedia del Ponte Morandi di Genova, anticipata nel 2016 dal drammatico crollo del cavalcavia di Annone Brianza, in provincia di Lecco. L’Istituto di Tecnologia delle Costruzioni (ITC) del CNR ha lanciato da tempo un allarme senza tema di smentita. “La sequenza di crolli che riguardano le infrastrutture stradali italiane sta assumendo, da alcuni anni, un carattere di preoccupante regolarità - recita un documento di analisi che risale addirittura a tre anni fa, l’indomani del crollo del ponte sul Polcevera - L’elemento in comune è l’età media delle opere: gran parte delle infrastrutture viarie italiane, in particolare i ponti stradali, ha superato i 50 anni di età, che corrispondono alla vita utile associabile alle opere in calcestruzzo armato realizzate con le tecnologie disponibili nel secondo dopoguerra, tra gli anni Cinquanta e Sessanta. In pratica, decine di migliaia di ponti in Italia hanno superato la durata di vita per la quale sono stati progettati e costruiti”. La disamina dell’ITC è impietosa e rileva che “In moltissimi casi i costi prevedibili per la manutenzione straordinaria necessaria a questi ponti superano quelli associabili alla loro demolizione e ricostruzione. Le cifre necessarie per l’ammodernamento dei ponti stradali in Italia sarebbero espresse in decine di miliardi di euro. Per evitare tragedie come quella accaduta con il viadotto di Genova sarebbe indispensabile una sorta di ‘piano Marshall’ per le infrastrutture stradali italiane, basato sulla sostituzione di gran parte dei ponti con nuove opere caratterizzate da una vita utile di 100 anni”. Oggi, i tecnici sono ormai del tutto consapevoli che i materiali utilizzati per le costruzioni hanno una vita utile limitata

e che questa può variare notevolmente in funzione della qualità degli stessi materiali, delle condizioni ambientali in cui la struttura è immersa ma soprattutto, in funzione delle attività di monitoraggio e manutenzione. La rapida crescita delle attività socio-economiche in molte aree urbane moderne è stata spesso accompagnata da un parallelo sviluppo delle rete di trasporto. In Italia, strade, autostrade, ferrovie, aeroporti e strutture portuali rappresentano ormai una componente critica di questi sistemi infrastrutturali, proprio a causa di inadeguatezze e vetustà comprovate.

Cambio di passo Ma a chi spetta il compito di monitorare e gestire le attività di manutenzione del patrimonio infrastrutturale del nostro Paese che, come tutti sappiamo, ha una spiccata vulnerabilità del territorio sia dal punto di vista idrogeologico che sismico? Per quanto sembri incredibile, al momento non è ancora disponibile un dettagliato censimento di tutte le strade, ponti, viadotti e gallerie esistenti nel nostro Paese. Per questo e per altre finalità necessarie all’analisi delle infrastrutture, il 30 novembre dello scorso anno, è stata costituita l’Ansfisa (Agenzia Nazionale per la sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali), un organismo che ha incorporato la precedente Ansf (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie), facendo proprio il know-how sviluppato in ambito ferroviario, con l’obiettivo di trasferirlo al settore delle infrastrutture stradali, autostradali e dei trasporti rapidi di massa. Il compito di Ansfisa è tra i più difficili tra quelli che un organismo di controllo delle opere

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PRIMO COVER PIANO STORY presenti sul territorio nazionale possa intraprendere. L’Agenzia ha praticamente il compito “di promuovere la sicurezza e assicurare la vigilanza per un raggio d’azione molto ampio, che comprende circa 840.000 chilometri di rete viaria, 18.900 chilometri di binari, 65.000 veicoli ferroviari e più di 8.000 imprese, tra gestori, aziende e centri di formazione”, secondo le parole dell’attuale direttore Fabio Croccolo. Come riportato dalla prima relazione annuale della stessa Ansfisa, la stratificazione normativa, i frequenti passaggi di gestione e la già citata vetustà delle opere, rendono attualmente molto difficile avere dati certi sul perimetro della rete e delle sue caratteristiche. Le ultime informazioni utili per il sistema viario comunale (il più cospicuo a livello nazionale) risalgono al 1999 e si riferiscono a una rete di circa 66.800 km di strade locali, mentre più di 135.000 km appartengono a Province e Regioni. Mancano tuttora le informazioni qualitative fondamentali per la definizione di moderni sistemi per la sicurezza da parte di gestori e proprietari e Ansfisa ha già avviato una prima grande ricognizio-

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ne, chiedendo il coinvolgimento da parte degli enti locali nella rilevazione dei dati per la conoscenza della propria rete di competenza. Il prossimo passo, dovrebbe essere la costituzione di un moderno sistema di monitoraggio della rete delle infrastrutture. Oggi dobbiamo colmare un ritardo insostenibile. Eppure, nel lontano 1967, un’altra tragedia - quella del cedimento del ponte monumentale di Ariccia, nel Lazio – produsse d’impeto una normativa all’avanguardia, con l’emanazione di una delle prime norme, in ambito internazionale, sul controllo e l’ispezione delle opere stradali. Si trattava della circolare 19.07.1967 n. 6736/61 A 1, dal dettato molto impegnativo per gli enti gestori, con l’obbligo di ispezioni visive ogni tre mesi per tutti i ponti della rete stradale e con un’ispezione più approfondita ogni anno. In caso di allarmi che evidenzino potenziali problematiche, la stessa norma prevede ispezioni speciali con l’utilizzo di indagini specifiche sui materiali e anche eventuali prove statiche. La norma è ad oggi una delle più

restrittive al mondo, tuttora valida ma evidentemente disattesa da un sistema colpevole, distratto, trascurato nella capacità gestionale come nella moralità pubblica che ne è alla radice.

Una rinascita “sicura” Torniamo quindi al volto poco noto e allo stile defilato ma professionale e determinato del ministro Giovannini. Il suo profilo, come quello di tutto il governo Draghi - di cui è tra gli esponenti più importanti - riporta alla possibilità di una svolta, nell’atteggiamento che è testimonianza di cambio d’abito sostanziale. Basta all’”infantilismo della politica”, come ha riportato brillantemente un bravo commentatore della carta stampata; largo invece alla prova capitale di una rinascita agognata da troppo tempo dalla società e dall’economia migliore del nostro Paese. In questo periodo di grave crisi socioeconomica causata dalla pandemia, all’esecutivo guidato da Mario Draghi spettano scelte in grado non

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solo di contemperare le esigenze di tutela della salute con quelle di sostegno al lavoro e ai settori economici e produttivi, ma anche di cogliere le opportunità per realizzare trasformazioni radicali dell’attuale modello economico e sociale. La ripresa e la resilienza contenute nella dominazione del PNRR devono poter convivere oggi con quel cambio di paradigma proposto dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sottoscritta anche dall’Italia nel 2015, nel solco di un modello di sviluppo che ha come primo scopo il benessere delle persone e della società, nel rispetto dell’ambiente e dei limiti planetari, attraverso target concreti e misurabili da raggiungere in questo decennio. Un percorso già intrapreso dall’Unione Europea che ha indirizzato le proprie politiche “proprio verso quel mutamento di prospettiva al quale tutti sono chiamati a contribuire, guardando ai contenuti chiari e non negoziabili del Green Deal e del programma Next Generation EU”, come sottolineato dallo stesso ministro Enrico Giovannini, pochi giorni dopo il suo insediamento. Una delle iniziative fondamentali per la trasformazione economica e sociale in chiave sostenibile è proprio la messa in sicurezza delle nostre infrastrutture. L’obiettivo 9 dell’Agenda 2030 cita le infrastrutture sostenibili e resilienti come

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condizione necessaria per uno sviluppo pieno e durevole e lo stesso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell’Italia pone grande attenzione a questo tema, con un investimento senza precedenti. Per accompagnare questo processo, lo stesso Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili sta mettendo in atto una serie di iniziative inequivocabili. Tra queste, l’attuazione dell’articolo 49 del decreto-legge ‘Semplificazioni’, con l’adozione delle Linee Guida per il censimento, la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e del monitoraggio dei ponti e delle gallerie lungo la rete stradale e autostradale. A questo si aggiungono le linee di finanziamento per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti sulle strade provinciali e metropolitane, con uno stanziamento di 1.150 milioni di euro, ai quali si sommano gli interventi previsti, per alcune tratte, proprio dallo stesso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “Una moderna cultura della sicurezza deve partire da questa nuova consapevolezza - sempre nelle parole del direttore di Ansfisa - Innanzitutto alla definizione del rischio accettabile secondo il modello Alarp (As Low As Reasonably Practicable) attraverso una riflessione che deve essere politica, basata direttamente sulle risorse che dovranno essere investite

per la riduzione del rischio al di sotto dei parametri definiti. Una sicurezza di questo tipo deve sostenersi sulla qualità, intesa come dinamico avanzamento della prevenzione, anche sulla base delle risultanze di incidenti e inconvenienti, coadiuvata dallo sviluppo della Just Culture, ovvero un modello organizzativo in cui l’informazione sull’inconveniente non viene criminalizzata, ma diventa un dato prezioso da cui partire per rendere la prevenzione più efficace. L’evoluzione che Ansfisa vuole introdurre si traduce in un crescente coinvolgimento dei gestori delle infrastrutture e delle aziende di trasporto - come responsabili, secondo le norme vigenti, della sicurezza - assegnando loro il compito di definire Sistemi di Gestione della Sicurezza (SGS) efficaci e di prevedere in essi, tra l’altro, le modalità di programmazione e attuazione delle attività di manutenzione e di controllo dei rischi, occupandosi di sicurezza non in modo prescrittivo e intermittente, ma proattivo e continuo nella loro sfera di competenza”. Dalle parole di Fabio Croccolo possiamo ricavare il nuovo modo di pensare che appartiene al Paese che anela a rinascere, a voltare la pagina del declino e della colpevole ignavia. A un Paese che non vuole apparire, ma essere finalmente protagonista e guida di valori per un mondo nuovo.

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PRIMO OPERE CIVILI PIANO E INFRASTRUTTURE

UNA CENTRIFUGA PER IL TERZO VALICO LO SCAVO IN GALLERIA PER LA GRANDE OPERA DI COLLEGAMENTO AL CORRIDOIO RENO-ALPI INCONTRA LA DIFFICOLTÀ DELLE GRANDI VENUTE D’ACQUA DURANTE L’AVANZAMENTO DELLA TBM IN ZONE DI FAGLIA, CON LA PRODUZIONE DI NOTEVOLI VOLUMI DI FANGO. UN PROBLEMA RISOLTO CON LA POTENTE CENTRIFUGA FORNITA DA UNO SPECIALISTA COME GETECH-GENNARETTI CENTRIFUGAL SYSTEMS

A

d Arquata Scrivia, appena usciti dall’autostrada A7, si sente la polvere dei cantieri. Entrare nel cuore di quella che sarà, a opere ultimate, la nuova ferrovia ad alta velocità Tortona/Novi Ligure-Genova - conosciuta anche come Terzo Valico dei Giovi, o più familiarmente come Terzo Valico - provoca una certa emozione. Lungo questo territorio aspro e irregolare, si sta creando quel collegamento veloce fra Genova e Novi Ligure che costituisce una priorità assoluta nell’ambito di quella direttriFederico Gennaretti, Export Manager di Getech

ce fondamentale che porta le merci che transitano giornalmente dal porto ligure verso l’Europa centrale. L’opera si inserisce nel Corridoio Reno-Alpi, tassello insostituibile nella rete strategica transeuropea di trasporto che collega le regioni europee più densamente popolate tra il porto di Rotterdam (sul Mare del Nord) e il Nord Italia. Il Terzo Valico si sviluppa complessivamente per 53 km - di cui 37 km in galleria - e interessa 14 comuni delle province di Genova e di Alessandria e le regioni

Liguria e Piemonte. La nuova linea sarà collegata a Sud - mediante l’interconnessione di Voltri e il doppio Bivio Fegino – con gli impianti ferroviari del nodo di Genova, per i quali sono in corso importanti lavori di adeguamento funzionale e di potenziamento, e inoltre con i bacini portuali di Prà e del Porto Storico. In dettaglio la linea, partendo dal nodo ferroviario di Genova (Bivio Fegino), si sviluppa quasi interamente in galleria (Galleria di Valico e Galleria Serravalle) fino alla Piana di Novi, a eccezione di un

Spaci, il container integrato Grazie alla compattezza strutturale e alla versatilità di allestimento, le centrifughe Getech si possono installare all’interno dei classici container industriali da 20’ e 40’, insieme agli altri accessori e componenti che completano l’impianto di separazione. I progettisti della sede di Jesi hanno concepito il modulo Spaci (acronimo di Stazione Polimero Automatica in Container Industriali), una soluzione impiantistica completa, chiavi in mano, facile da trasportare e da installare nei cantieri, con un’ottima adattabilità ai vari settori di impiego. Con Spaci è possibile separare qualsiasi tipo di fango, in qualsiasi area di intervento, facilitando lo smaltimento di un minor volume di materiale solido e potendo subito riutilizzare o riciclare il liquido ottenuto dalla separazione. A caratterizzare i vari modelli è l’installazione di Decanter GHT di diverse dimensioni, dotati di impianto di preparazione del polimero e del fango da trattare, con l’ausilio di sistemi per il controllo e la gestione del processo.

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breve tratto allo scoperto in corrispondenza di Libarna. La Galleria di Valico, lunga circa 27 km, prevede quattro finestre di accesso intermedio e, in linea con i più avanzati standard di sicurezza, i tratti in tunneling sono in gran parte

realizzati nelle due gallerie a singolo binario affiancate e unite tra loro da collegamenti trasversali in modo che ognuna possa servire da galleria di sicurezza per l’altra. Dall’uscita della galleria di Serravalle la linea si sviluppa prevalentemen-

te all’aperto fino ad imboccare la Galleria di Pozzolo, all’uscita della quale la linea prosegue sempre all’aperto fino all’innesto sulla linea esistente Pozzolo Formigaro-Tortona (sull’itinerario per Milano). Il collegamento tra la linea storica Ge-

Il cantiere Pozzo Cascina Radimero

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PRIMO OPERE CIVILI PIANO E INFRASTRUTTURE nova-Torino e il Terzo Valico dei Giovi avviene tramite l’interconnessione di Novi, realizzata a partire dalla Galleria Serravalle, attraverso due gallerie a singolo binario che si inseriscono sulla linea ferroviaria esistente prima del tratto urbano di Novi Ligure. In corrispondenza dell’innesto di ciascuna galleria di interconnessione con la galleria Serravalle è prevista un’uscita verso l’area di sicurezza, ciascuna galleria dell’interconnessione presenta un’ulteriore uscita intermedia ed il punto antincendio in prossimità dell’imbocco. Le maestranze sono in attività febbrile, dopo che a metà aprile, con l’abbattimento dell’ultimo diaframma, si sono completate le attività di scavo della galleria Serravalle, per il binario dispari, rivelando un tracciato di linea ferroviaria di circa 22 chilometri senza interruzioni. Nello specifico, la Galleria Serravalle si estende per una lunghezza totale di quasi 7 km (di cui circa 6,4 km scavati con tecnologia meccanizzata mediante TBM (Tunnel Boring Machine), con attraversamenti complessi in un contesto urbanizzato che hanno richiesto l’adozione di sistemi di monitoraggio all’avanguardia, sia in superficie che in galleria. Questo traguardo si aggiunge al completamento - realizzato tra settembre e dicembre

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2020 - dello scavo binario pari della galleria Serravalle con TBM e dello scavo con metodologia tradizionale di entrambi i binari nel tratto della Galleria di Valico dall’imbocco Nord a Pozzo Radimero. E qui si inserisce la nostra visita, che ha

come meta proprio il cantiere operativo Pozzo Cascina Radimero di Arquata Scrivia (Al), realizzato per supportare le attività di scavo meccanizzato in carico a Seli Overseas. Il lotto Radimero prevede l’esecuzione di un tratto di circa 7,7 km in sotterraneo, per una galleria a doppio fornice del diametro interno di 8,6 m. “I due tunnel verranno scavati impiegando due TBM EPB da 9,77 m di diametro per 110 m di lunghezza, con un sistema di back-up delle attrezzature di scavo - ci spiega l’ingegner Francesco Curto, responsabile del cantiere - . Le TBM sono rifornite di conci tramite veicoli di trasferimento MSV in andata e ritorno dalla galleria. Quella dello scavo con TBM è l’unica metodologia in grado di sostenere il fronte di scavo con la contropressione del terreno già scavato, consentendo di superare in piena sicurezza i tratti geologicamente più instabili, con presenza di acqua e materiali sciolti. Il percorso attraversa in effetti un insieme eterogeneo di unità geologiche strutturali. Ci troviamo nell’area di contatto tra le estremità della montagna alpina a ovest e la montagna appenninica settentrionale a est. Le problematiche di scavo attua-

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Getech, un’avanguardia internazionale li, legate alla venuta di grandi quantità d’acqua durante l’avanzamento della TBM in zone di faglia, con la produzione di notevoli volumi di fango, ha richiesto la fornitura al cantiere di una centrifuga da parte dello specialista Getech-Gennaretti Centrifugal Systems di Jesi (An)”. Ma che cos’è e a cosa serve nello specifico una centrifuga? Ce lo spiega direttamente Federico Gennaretti, Export Sales Manager dell’azienda marchigiana, premettendo che “le moderne tecnologie di scavo meccanizzato per tunneling, realizzate con TBM (Tunnel Boring Machines) dalle dimensioni ragguardevoli e con l’impiego di fango liquido per sigillare le pareti appena scavate della galleria, comportano soluzioni di trattamento e riciclo complesse”. Soluzioni che possono risultare efficaci solo mettendo in campo una centrifuga, per un duplice impiego. “Il primo è quello di separare e riciclare la bentonite frammista al fango di scavo in eccesso con la presenza di particelle solide di roccia oltre a sabbia, argilla e limo - spiega ancora Gennaretti - Il secondo impiego invece è quello più classico della separazione dell’acqua - riutilizzata a scopo industriale - dalle parti solide che vengono anch’esse riciclate o smaltite”. La centrifuga Getech ora ce l’abbiamo davanti. O meglio, è contenuta in un solido e capiente container che occupa una zona importante del cantiere Radimero. Federico Gennaretti ci accompagna all’interno

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La realtà di Getech nasce nell’ambito del gruppo Gennaretti Spa, nato nei primi anni Ottanta per la progettazione e realizzazione in fabbrica di sistemi centrifughi a elevata tecnologia. Per materiali impiegati, affidabilità e servizi integrati, la produzione Gennaretti nei decenni successivi ha dato una risposta innovativa a qualsiasi esigenza domestica e industriale per la separazione solido-liquido. La passione e l’obiettivo di un continuo miglioramento hanno indotto a tenere nella massima considerazione tutti gli aspetti di ricerca e sviluppo, sotto il duplice profilo tecnologico e funzionale, completando il cerchio virtuoso di una puntuale ingegnerizzazione dei processi e del prodotto. Nel corso degli anni, Getech è cresciuta in modo costante sul mercato nazionale e internazionale fino a diventare una delle più importanti realtà produttive e di partnership commerciale in Italia e all’estero.

per mostrarcene il fulcro, costituito da una solida struttura sferoidale in fusione di ghisa. Gli scarichi per i materiali solidi e per i liquidi sono ricavati da altrettante fusioni in acciaio inox, con caratteristiche che garantiscono stabilità nel tempo e grande compattezza; l’affidabilità di tutte le parti sottoposte ad alte velocità di rotazione deve essere al massimo grado. “Grazie a questa solidità costruttiva è possibile, anche dopo molti anni di ininterrotto funzionamento, rigenerare la stessa centrifuga Getech - rimarca l’Export Manager che ci fa da guida - Le parti in fusione vengono ricondizionate e le componentistiche elettroniche e meccaniche vengono aggiornate agli standard più recenti”. Il principio su cui si basa il funzionamento della centrifuga è quello di sfruttare la differenza di peso specifico tra le sostanze che devono essere separate. La separazione si realizza all’interno di un contenitore cilindrico-conico, chiamato tamburo, che viene fatto ruotare ad alta

velocità da un motore elettrico per elevare migliaia di volte la forza di gravità. Il prodotto viene immesso nella centrifuga attraverso un tubo di alimentazione e la rotazione fa depositare sulle pareti interne la parte solida mentre quella liquida forma un anello più interno, il cui spessore è determinato dalla posizione dei livelli di fuoriuscita, attraverso i quali il liquido uscirà chiarificato. All’interno del tamburo, troviamo la coclea. Questo componente della centrifuga ha la funzione di conferire all’esterno il prodotto solido che poi sarà scaricato da un sistema di evacuazione. La centrifuga Getech, nel complesso del cantiere di Radimero, è una testimonianza brillante del ciclo virtuoso che comprende tutte le lavorazioni del Terzo Valico. Non solo gli scavi sono stati eseguiti con una tecnologia complessa e innovativa ma l’avanguardia ha coinvolto anche la sperimentazione dei protocolli di gestione dell’amianto e di tutti gli aspetti

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PRIMO OPERE CIVILI PIANO E INFRASTRUTTURE legati alla sostenibilità ambientale. La tratta dell’opera complessiva sarà lunga complessivamente 87 chilometri e il completamento è previsto nel 2024. Oggi, sotto la supervisione del commissario straordinario Calogero Mauceri, dopo i lunghi mesi delle difficoltà causate dalla pandemia, la corsa è ricominciata con una programmazione di avanzamento lavori definita e dettagliata. L’Italia finalmente sta arrivando al traguardo di una delle mete più importanti, con il sistema portuale ligure e le principali linee ferroviarie del Nord Italia finalmente puntuali all’appuntamento con il futuro del trasporto merci e con il sistema intralogistico del resto d’Europa.

La centrifuga Getech, insediata all’interno del container

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PRIMO OPERE CIVILI PIANO E INFRASTRUTTURE

UN PONTE ALLA SICUREZZA IL DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILI HA NOMINATO LA COMMISSIONE TECNICA SULLA VERIFICA DELLA SICUREZZA DI PONTI E VIADOTTI. DA SUBITO, UNA LENTE DI INGRANDIMENTO SULLE OPERE SOSPESE IN TUTTO IL PAESE

L

a notizia è di quelle che confortano sulla tempestività delle decisioni annunciate fin dal suo insediamento dal governo Draghi. Dopo i commissariamenti necessari per sbloccare le grandi opere da anni in attesa di ripartire, dalla fine di luglio il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile ha segnato un altro punto a favore del-

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la reattività di intervento. Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto 19 luglio 2021, n. 288 che stabilisce la “Nomina della Commissione per la definizione dei criteri relativi alle verifiche tecniche e degli interventi manutentivi idonei da effettuare sulle strutture dei Ponti in Calcestruzzo armato precompresso e ordinario”.

Si tratta di un momento decisivo per inaugurare una nuova stagione virtuosa sul fronte della sicurezza delle infrastrutture in Italia, dopo la tragedia incancellabile e vergognosa del Ponte Morandi. Il decreto è stato predisposto proprio per migliorare la sicurezza delle nostre strade e delle autostrade che da nord a sud attendono da anni un programma

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Roberto Callieri, presidente di Federbeton

generalizzato di manutenzioni e controlli. Il decreto del Mims stabilisce l’avvio di un attento monitoraggio dedicato a ponti e viadotti, in molti casi con oltre cinquant’anni di servizio alle spalle. La commissione presieduta dal ministro Enrico Giovannini è certamente di alto profilo tecnico e ad essa spetta il compito arduo e impegnativo di definire i criteri per le verifiche e gli interventi di manutenzione da effettuare sulle infrastrutture sospese. L’istituzione della Commissione nasce dalla considerazione che molte opere strutturali sul territorio italiano sono state realizzate parecchi anni fa, prima della normativa attualmente in vigore in materia di progettazione e esecuzione di opere, e che quindi è opportuno procedere a un attento esame del loro stato di conservazione e dei possibili interventi di manutenzione. “In Italia un numero significativo di ponti, viadotti e altre opere stradali è datato e la realizzazione delle strutture risale mediamente a mezzo secolo fa - ha ribadito il ministro Giovannini illustrando gli obiettivi

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Federbeton approva la Commissione. “Dopo la ricerca, indispensabile il controllo delle opere” Anche Federbeton dedica il proprio messaggio di plauso e approvazione all’istituzione della cosiddetta “commissione ponti”. L’associazione che in Confindustria rappresenta la filiera italiana del cemento e del calcestruzzo, accoglie con favore la notizia della nuova struttura di controllo istituita dal ministro Enrico Giovannini, incaricata di definire i criteri per le verifiche e gli interventi di manutenzione da effettuare sulle strutture dei ponti in calcestruzzo armato precompresso e ordinario. “Cemento e calcestruzzo hanno garantito e continuano a garantire al nostro Paese di poter sviluppare il proprio patrimonio infrastrutturale a partire da materiali solidi, affidabili e durevoli nel tempo - afferma in una nota l’associazione rappresentativa del settore - Ne è dimostrazione la straordinaria capacità dimostrata dalle infrastrutture realizzate negli anni Cinquanta nell’accompagnamento dello sviluppo nazionale sotto il profilo economico, produttivo e sociale. Al servizio prestato al Paese da questa rete di opere così longeve purtroppo non è corrisposto, nel tempo, un impegno nella manutenzione delle opere stesse”. Tuttavia, l’assenza di manutenzione non può trasformarsi in un’accusa a un intero comparto industriale. “Ancora oggi, il calcestruzzo continua ad essere la soluzione più adatta per la realizzazione di grandi opere - sottolinea ancora Federbeton - Parliamo di un materiale unico, che offre garanzie sempre maggiori di durabilità, resistenza e adattabilità. La sua continua innovazione ha reso disponibili una varietà di calcestruzzi ultraperformanti e adatti alle nuove esigenze costruttive. Ma l’innovazione comunque non può sostituire la necessità fondamentale di manutenere e avere cura delle opere nel corso del tempo”. Federbeton dà quindi la massima approvazione all’approccio della Commissione appena istituita per impostare nuove e più stringenti modalità di esame dello stato di conservazione delle infrastrutture e per definire i possibili interventi di manutenzione. “Alcuni laboratori di ricerca hanno sviluppato calcestruzzi capaci di ricostituire, proteggere, sigillare, consolidare le strutture compromesse - ricorda ancora Federbeton - Per i ponti e i piloni, in particolare, sono disponibili calcestruzzi particolarmente fluidi, che, avvolgendo gli elementi strutturali degradati, creano una nuova pelle dello spessore di pochi centimetri ma con grandi performance. Questo tipo di intervento è in grado di estendere la vita utile delle opere fino a 100 anni ulteriori, moltiplicando la resistenza a fronte di investimenti ridotti”.

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PRIMO OPERE CIVILI PIANO E INFRASTRUTTURE

della Commissione - Oggi è necessario procedere a un aggiornamento dei criteri e delle modalità per eseguire controlli e manutenzione delle infrastrutture sospese in calcestruzzo armato precompresso e ordinario. Migliorare la sicurezza delle opere stradali anche in considerazione delle nuove tecniche

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di costruzione e di monitoraggio è una priorità del Mims, anche a fronte degli eventi atmosferici di grande portata che si stanno verificando sul pianeta e che sono il chiaro segnale di cambiamenti climatici in atto”. La Commissione, presieduta dall’ingegner Massimo Sessa - presidente del

Consiglio Superiore dei lavori pubblici - e composta da professionalità tecniche di comprovata esperienza del settore delle costruzioni, è incarica di procedere a un’ampia attività di valutazione tecnico-ingegneristica sulle modalità di esecuzione delle indagini che possono essere effettuate per valutare lo stato di

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Massimo Sessa

conservazione di ponti e viadotti realizzati nel secolo scorso in cemento armato, sulle possibili modalità per interventi di manutenzione, sulle opportunità fornite dalla evoluzione dei materiali e delle tecniche di monitoraggio delle opere strutturali. La stessa Commissione dovrà elaborare i criteri per predisporre un piano straordinario volto a migliorare la resilienza delle infrastrutture viarie. Il piano servirà alla individuazione di moderne tecniche per il consolidamento delle opere d’arte esistenti o per la ricostruzione di infrastrutture viarie da realizzarsi con tecniche che tengano conto dei possibili eventi ambientali, idrogeologici, sismici e climatici. Entro tre mesi dal suo insediamento la Commissione fornirà al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili una relazione sulle attività eseguite e le relative conclusioni.

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PRIMO OPERE CIVILI PIANO E INFRASTRUTTURE

LA CITTÀ CHE CAMBIA VOLTO DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE SONO I TERMINI CHE ACCOMPAGNANO LA TRASFORMAZIONE DEL FRONTE MARE DI GENOVA, UNO DEGLI INTERVENTI PIU’ IMPORTANTI NEL SUO GENERE SUL TERRITORIO NAZIONALE

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uando le benne demolitrici hanno iniziato le opere propedeutiche alla trasformazione dell’ormai ex quartiere fieristico di Genova nel

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nuovo “Waterfront”, ai genovesi, specie quelli un po’ più avanti con l’età, non possono non essere passati davanti agli occhi una miriade di ricordi risalenti ai

decenni scorsi. Quello che è in corso a Genova per la realizzazione del nuovo fronte mare cittadino è forse uno dei lavori più importanti su scala nazionale in

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questo momento nel suo genere. Alcuni numeri possono darne l’idea: un’area di intervento di circa 115.000 metri quadri, una volumetria preesistente di circa 370.000 metri cubi e una volumetria di progetto di circa 120.000. La superficie costruita preesistente, escluso il padiglione “S”, era di 60.000 metri quadrati con una superficie costruita di progetto di 34.000. Il nuovo parco urbano si estenderà su 16.000 mq, la nuova darsena su 14.700 e la superficie agibile misurerà 62.510 metri, di cui 15.960 adibiti a residenze e spazi comuni, 10.000 ad uffici, 8.900 per studentato e residence-hotel e 27.650 costituiti dal Padiglione “S”. La visione del Waterfront di Levante donata dall’Architetto Renzo Piano alla Città di Genova vuole ricreare una forte urbanità sul mare, affrontando il tema del Porto a partire dalla Città, riqualificando le aree dismesse della Ex-Fiera nel delicatissimo confine tra terra e mare, tra Città e Porto. Redatto conformemente alla visione di Renzo Piano, il progetto del Waterfront di Levante sviluppato da RPBW e OBR realizza una nuova prominenza di Genova sul mare con nuove funzioni urbane e portuali, pubbliche e private, che prevedono un grande parco urbano, una nuova darsena, residenze, uffici, studentato, retail, apart-hotels e il nuovo Palasport. Si tratta di un “ram-

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In fase conclusiva la banchina di ponente È attualmente alle battute conclusive il completamento della banchina di ponente, con la realizzazione di uno scivolo per imbarcazioni incassato nella banchina, in modo tale da non risultare di intralcio alle imbarcazioni in manovra; sono in corso di realizzazione i lavori delle nuove dorsali impiantistiche in sottosuolo e, soprattutto, gli scavi per l’abbassamento dei sedimi sia delle aree edificabili sia dei canali, fino alla quota utile per la realizzazione delle paratie di pali e palancole che costituiranno le strutture di sostegno delle banchine.

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PRIMO OPERE CIVILI PIANO E INFRASTRUTTURE mendo urbano” che trasforma ciò che prima era il retro del porto in un nuovo fronte urbano sul mare, dove si riconnettono Levante e Ponente, Corso Italia e il Porto Antico, risolvendo la cesura tra città e mare causata dallo sviluppo portuale del dopoguerra. Diminuendo di circa due terzi la volumetria preesistente e dimezzando la superficie costruita, il progetto ricerca la qualità dell’intervento in una profonda attenzione verso gli spazi aperti sul mare. L’affaccio diventa sutura tra città e mare. Il Porto Canale e il Parco Urbano diventano insieme condensatore di energie, accogliendo molteplici attività durante tutto l’arco dell’anno, del giorno e della notte. Il progetto del Waterfront di Levante prevede 5 lotti funzionali che insieme stimolano una vivace mixitè sociale, aggregando molteplici attività durante tutto l’arco dell’anno. Nel Lotto 1 sarà restituito alla città il Palasport (oggi inagibile) omologato CONI per ospitare la serie A di tutti gli sport indoor e accogliere grandi eventi, spettacoli e

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concerti, con un distretto commerciale tematico al piano terra aperto alla città. Grazie ad un profondo consolidamento strutturale, il progetto recupera la struttura radiocentrica preesistente, riportandola alla sua originaria ardita bellezza. Nel Lotto 2 è previsto lo studentato e residence-hotel (8.900 mq SA). Sviluppato in un corpo di fabbrica in linea parallelamente al Padiglione B e

con orientamento est-ovest, presenta le estremità aperte verso Levante e Ponente. Per ridurre l’impatto visivo dalla città, l’edificio ha un’altezza massima non superiore a 23 metri sul livello del mare. Il Lotto 3 ospita le residenze con gli spazi comuni (15.500 mq SA) che sono articolate in due corpi di fabbrica paralleli con orientamento nord sud, i quali definiscono una corte interna aperta e passante,

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PRIMO OPERE CIVILI PIANO E INFRASTRUTTURE consentendo l’apertura della vista dal Parco urbano verso mare. L’altezza è contenuta sotto i 26 metri s.l.m., definendo uno stretto rapporto con il mare, grazie ai generosi terrazzi panoramici, logge e spazi aperti prominenti sul nuovo canale animato dai posti barca prospicenti le abitazioni. Il Lotto 4 prevede un edificio terziario (10.000 mq SA) con impianto in linea orientato nord-sud, coperto da una sovra-copertura tipo flying carpet con un’altezza massima del corpo principale non superiore al colmo del Padiglione B e una piccola emergenza a mo’ di periscopio. Il Lotto 5 è caratterizzato dal Boulevard alberato a quota +5.50, piantumato con alberi ad alto fusto di altezza 12 metri ogni 8 metri, con la funzione di mitigare il fronte nord del Padiglione B, mentre la banchina a quota +1.20 sarà animata da servizi e funzioni pubbliche o ad uso pubblico. Per consentire l’estensione in pianta del Padiglione S, si è reso necessario lo spostamento della Piazza del Vento, la quale sarà ricollocata sopra l’impalcato di copertura della foce del Bisagno, in accordo con l’autore e la Soprintendenza.

Le strategie energetico-ambientali La progettazione del Waterfront di Levante è stata sviluppata secondo l’approccio NZEB Nearly Zero Energy Building, impostando la strategia energetica sulla sinergia delle componenti naturali che caratterizzano il litorale: il mare, il sole e il vento, senza ricorso a sistemi di generazione a fonti fossili, privilegiando le fonti rinnovabili.

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RIMINI | 26-29 ottobre 2021

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PRIMO PIANO INTERVISTA

FILOSOFIA MOBILE

L’ingegner Fabio Carollo

DALLE PAROLE DI FABIO CAROLLO, DIRETTORE COMMERCIALE DI EUROMECC, DERIVA TUTTA L’EVOLUZIONE DI UN SETTORE CHE RICHIEDE AGLI IMPIANTI FLESSIBILITÀ DI ALLESTIMENTO E DI PRODUZIONE. UN’ESIGENZA GENERALE CHE L’AZIENDA SICILIANA HA INTERCETTATO PERFETTAMENTE CON IL PROGETTO VERSATILE E LA COSTRUZIONE MODULARE DELLA SERIE FIVETECH

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Più di cinquant’anni di storia nel mondo del calcestruzzo equivalgono a una medaglia al valore. In un settore che ha attraversato tempeste di crisi periodiche e dolorose, la resistenza e la passione per la ricerca e la tecnologia applicata a un ambito come quello degli impianti di produzione, possono sembrare sintomi di eroismo strenuo. Ma nel caso di Euromecc non è così. Dal 1969, l’anno in cui Salvatore Attanasio fondò la realtà di OMC per la progettazione e la costruzione di impastatrici per il calcestruzzo e di betoniere con motore ausiliario e con presa di forza, molte cose sono cambiate. A partire dal nome, che nel 1989, con la costituzione di Euromecc, ha

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dato nuovo volto all’impresa di famiglia; e poi, nella proprietà, che nel 2015 passa all’ingegner Alfio Daniele Attanasio, con l’avvio di un nuovo capitolo dedicato agli impianti per la produzione di calcestruzzo, di RCC per progetti speciali (come le dighe), di misto cementato e di soluzioni per la prefabbricazione. Una strategia vincente ha permesso alla nuova Euromecc l’espansione di un portfolio prodotti vasto, raccogliendo successi importanti persino nella produzione di impianti per lo stoccaggio e la movimentazione di materiali sfusi, anche nei terminal portuali, ampliando nuove aree di business negli impianti di inertizzazione e nei sistemi di riciclaggio del calcestruzzo. L’ingegner Fabio Carollo è il testimone puntuale della fortuna tecnologica e produttiva che oggi vive il gruppo industriale di Masterbianco (Ct). La fotografia del momento attuale di mercato per Euromecc coincide con l’avvio di una nuova stagione nazionale di rinascita dei cantieri e il direttore commerciale della grande azienda siciliana

ci ha rivelato i contenuti fondamentali di questo successo in un’intervista esclusiva per i lettori di Concrete News. Ingegnere, Euromecc è passata indenne tra le onde della grande crisi finanziaria del decennio scorso e dell’emergenza pandemica attuale. Come ha conquistato il solido approdo di mercato che oggi ne rafforza fatturato e prospettive? Dal 2008 il nostro impegno si è dedicato in maniera preponderante al mercato estero, con una quota di fatturato che è cresciuta in modo rilevante sul fronte internazionale, molto più che in Italia. Oggi ci presentiamo con una struttura in grado di agire su uno scenario globale e tra i due ambiti di attività che riguardano da un lato gli impianti di betonaggio - core business tradizionale di Euromecc - e dall’altro i terminal portuali per lo stoccaggio di materie prime, assistiamo davvero a un’espansione di


La sede produttiva Euromecc di Masterbianco, in provincia di Catania

mercato a tutte le latitudini, dall’America de Sud all’Australia, dalla Russia all’Africa. In funzione di questa azione propulsiva, abbiamo strutturato il nostro ufficio commerciale per rimanere vicini alle esigenze specifiche di mercati nazionali dal differente approccio tecnico e culturale, reclutando personale di madrelingua, in grado di agire in modo efficace nei vari territori di competenza commerciale, con il supporto dei dealer e di agenti locali che senz’altro corroborano con efficacia la nostra azione. La produzione Euromecc è molto vasta. Dove si concentra il vostro attuale core business?

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Il prodotto principe per il mercato internazionale attualmente è l’impianto di betonaggio mobile e questa preminenza è dovuta a vari motivi. Innanzitutto, parliamo di un impianto che può essere contenuto in modo completo all’interno di container, con un’estrema semplicità trasporto, montaggio e riallocazione in siti di cantiere diversi. I nostri impianti mobili sono raggruppati nella serie FiveTech, contraddistinta da una linea di modelli ad alte prestazione per la produzione di calcestruzzi in un range che va dai 30 ai 130 m3 l’ora, con capacità di stoccaggio per il cemento elevatissime, ad assicurare la copertura giornaliera delle esigenze di cantiere. La Serie FiveTech è dotata di eccellenti

sistemi di automazione che permettono il dosaggio degli additivi e proprio la gestione ottimale degli additivi permette all’impresa di realizzare varianti di calcestruzzo diversificate a secondo dell’impiego, puntando su una qualità costante con invidiabili gradi di precisione. Il resto della nostra produzione è occupata prevalentemente da impianti speciali fissi che riguardano soluzioni customizzate da proporre ai nostri clienti attraverso progetti e soluzioni dedicate predisposte dal nostro ufficio tecnico, secondo requisiti peculiari di produzione oraria e di prestazioni. Ci può dare un identikit funzionale dell’impianto mobile FiveTech? A

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PRIMO PIANO INTERVISTA quali esigenze di versatilità rispondono questi modelli? L’impianto mobile modulare contempla una filosofia di omogeneizzazione dell’offerta di prodotto, rispetto alle specifiche impegnative richieste da un impianto mobile. Una volta individuato il range di produzione da soddisfare per il cliente, l’impianto proposto risponde a caratteri di standardizzazione opportuni, sia sotto il profilo dei processi produttivi interni di Euromecc, sia dal lato della disponibilità dei vari moduli. In questo senso, abbiamo a stock molte unità FiveTech in pronta consegna per le esigenze più urgenti di fornitura. La richiesta di impianti mobili è rilevante perché la necessità sempre più frequente dell’impresa è quella di produrre calcestruzzo là dove occorre, quando il tradizionale punto di fornitura centralizzato ha il limite di un raggio d’azione per la fornitura al cantiere comunque limitato. Oggi bisogna venire incontro ai bisogni di tutti quei clienti che vogliono avere a disposizione quantità di calcestruzzo rilevanti in tempo reale, seguendo intervalli di lavorazione anche

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irregolari, per una flessibilità opportuna di ricollocazione degli impianti cantiere dopo cantiere, magari a distanza di 5-6 anni dall’insediamento precedente. Consideriamo il complesso delle opere murarie che occorrono per realizzare un impianto fisso; opere che complicano la

rimozione dell’impianto, dopo il termine di un cantiere, con demolizioni della struttura e conferimenti in discarica dei rifiuti inerti. Non è un’opzione reale per chi richiede grande flessibilità. A un impianto mobile, invece, occorre al massimo una platea di insediamento, quando

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non vi è la possibilità di poterlo collocare direttamente a terra. L’eliminazione di costi aggiuntivi e di opere accessorie costituisce un vantaggio notevolissimo per il cliente. Un altro vantaggio è dato dalla possibilità di utilizzare materiali inerti di risulta, riciclandoli direttamente nell’area di cantiere. Certamente. Un caso esemplare che posso citarle è quello delle opere di ri-

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strutturazione dell’aeroporto di Linate, a Milano, due anni fa, con il rifacimento integrale della pista di decollo e atterraggio. Attraverso un nostro impianto mobile, per la realizzazione della nuova opera, l’impresa impegnata nelle lavorazioni ha riutilizzato oltre l’80% del materiale ricavato dalla demolizione della vecchia pista.

Il successo degli impianti mobili Euromecc può servire da cartina di tornasole per l’andamento attuale della filiera del calcestruzzo? Dopo anni davvero oscuri per il mercato italiano, durante i quali le uniche commesse di fornitura del calcestruzzo erano legate esclusivamente alle attività delle grandi imprese di costruzioni - spesso impegnate in opere infrastrutturali all’estero - oggi ci sono sentori di ripresa per sistemi che assicurino produzioni flessibili ma costanti, considerando anche la spinta importante dell’Industria 4.0 con il conseguente incremento degli investimenti nei nuovi impianti. Per il futuro, senz’altro occorrono, sempre per il mercato italiano, obiettivi di politica economica nel medio e lungo periodo che agevolino gli acquisti delle imprese più virtuose e lungimiranti, ad esempio sotto il profilo energetico e ambientale. Pensiamo alle imprese che troverebbero senz’altro un interesse precipuo nei nostri prodotti di alto profilo funzionale, dotati di premiscelatore fisso già installato, nell’ottica di una produzione responsabile, moderna e avanzata di calcestruzzi speciali e sempre di qualità.

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PRIMO PIANO INTERVISTA

VISIONE D’ITALIA PRIMA DI LASCIARE MOMENTANEAMENTE IL RUOLO DI CEO ALL’INGEGNER DIEGO BORGNA, DOMENICO CIANO, INSIEME AL DIRETTORE COMMERCIALE CRISTIAN BADIN, CI HA RILASCIATO UN’INTERVISTA ESCLUSIVA. UNA TESTIMONIANZA DELLA CRESCITA DI STRATEGIE E INVESTIMENTI PER RAFFORZARE LA CONQUISTA DEL MERCATO INTERNAZIONALE

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sentori del cambiamento verso un ruolo rinnovato e dall’energia di impatto moltiplicata sul mercato, li avevamo già avvertiti con la nomina dell’ingegner Diego Borgna come Operations Manager e Deputy Managing Director di Raimondi

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Cranes. Sentori che si erano accompagnati con la notizia dell’acquisizione di una vasta area industriale ad Arluno, nella prima provincia nord-ovest di Milano per l’avvio di importanti operazioni di adeguamento strutturale e funzionale dei

capannoni e degli impianti, per ricavarne la nuova casa italiana di Raimondi. Grande, imponente nelle dimensioni come nell’ambizione di incidere con forza sempre maggiore nel settore internazionale delle gru edili.

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L’ingegner Domenico Ciano

l’autorità in capo fino a oggi all’ingegner Ciano. Nelle settimane precedenti, Concrete News aveva raccolto in esclusiva - per il tramite prezioso di Valentina Pivetta, Communication and Marketing Analyst di Raimondi - un’intervista a due voci che ci è stata concessa dall’ingegner Domenico Ciano e da Cristian Badin, direttore commerciale dell’azienda milanese. Quella che segue è la sintesi di una conversazione approfondita e rivelatrice del prossimo futuro di crescita per Raimondi Cranes.

Poi, il 20 luglio scorso, Raimondi Cranes ha annunciato l’avvicendamento alla dirigenza del gruppo dello stesso Diego Borgna, che ha assunto per la durata di un anno, come amministratore delegato facente funzione, tutte le responsabilità e

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Quali programmi di sviluppo strategico prevede ha in previsione Raimondi Cranes da oggi ai prossimi tre anni, a seguito dell’inaugurazione dei lavori di adeguamento del nuovo sito di Arluno e della nomina dell’ingegner Diego Borgna a capo delle Operations, nell’organizzazione della produzione futura della gamma di gru? (Domenico Ciano) L’acquisizione e l’avvio dei lavori di adeguamento del nuovo sito produttivo è parte integrante del no-

stro piano di sviluppo strategico sia per quanto riguarda l’efficienza produttiva che l’espansione del nostro product portfolio. L’obiettivo è quello di soddisfare le esigenze dell’attuale mercato delle gru a torre e di potersi adattare dinamicamente ai futuri trends. Grazie all’esperienza dell’ingegner Borgna, stiamo lavorando per realizzare un sito produttivo all’avanguardia, coniugando i dettami della lean production con quelli dell’Industry 4.0. La sede di Arluno costituirà quindi un vero e proprio quartier generale per la vostra nuova stagione di espansione e investimenti. (D.C.) Certamente questa nuova struttura ci permetterà di poter migliorare aspetti oggi fondamentali del nostro business come la qualità, i tempi di consegna, e il prezzo dei nostri prodotti. L’operatività del nuovo stabilimento produttivo sarà quindi basata su un ciclo integrato dove la carpenteria, i sistemi di controllo, e l’assemblaggio verranno effettuati in loco. Raimondi Cranes già da alcuni anni è certificata ISO 14001, sta inoltre ponendo

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PRIMO PIANO INTERVISTA particolare attenzione anche agli aspetti ambientali. Riteniamo infatti questi fondamentali per migliorare la nostra idea di business in cui hanno importanza non solo indicatori economici ed organizzativi ma anche indicatori legati alla sostenibilità ambientale. Che ambizioni riponete nello sviluppo del mercato italiano, in vista di una nuova stagione di grandi cantieri e infrastrutture? Quali ambiti di intervento ritenete più interessanti sotto il profilo delle forniture? Quale area del mercato domestico è al centro del vostro impegno più assiduo nella fornitura di gru? (Cristian Badin) Raimondi è da sempre un protagonista primario nel settore italiano per la produzione di gru, sia a torre flat-top che brandeggianti. Per questa ragione storica, il nostro primo obiettivo è quello di mantenere un primato così consolidato grazie allo sviluppo sempre più accurato di macchinari per il sollevamento basati sulle più recenti tecnologie. Questo ci permetterà di continuare a servire il mercato con prodotti all’avanguardia e di alta qualità rispondenti alle specifiche delle più recenti agevolazioni fiscali. Tra le tecnologie a cui puntiamo ci sono senz’altro nuovi sistemi di monitoraggio da remoto e altre modalità all’avanguardia che incrementano le prestazioni delle gru. Non abbiamo aree di mercato specifiche nelle quali vogliamo impegnarci con maggiore vigore, poichè ogni regione ha per noi la sua importanza. Quello a cui puntiamo invece è una presenza capillare a livello locale e regionale con distributori fidati e capaci di assicurare un servizio clienti continuo e d’eccellenza. Considerate le importanti agevolazioni di investimento previste dal governo nazionale per il Sud Italia, ovviamente daremo ancor più attenzione agli operatori di quei territori. In che modo il noleggio - variabile in decisa ascesa per la tipologia delle gru edili - può coadiuvare l’espansione della vostra attività in Italia? (C.B.) Raimondi tiene fede alla sua natura, ossia quella di essere produttrice di gru.

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Al momento non c’è alcuna intenzione di entrare direttamente nel settore del noleggio in quanto significherebbe intaccare il rapporto con i nostri distributori a livello nazionale e internazionale. Siamo consci però del fatto che il mondo del noleggio è un mondo in ascesa che avrà un impatto significativo nel futuro del nostro settore. Al momento puntiamo a migliorare la nostra offerta con gru che si adattino più facilmente ai noleggiatori; con questo intendiamo dare la possibilità alle rental company di avere comunalità di ricambi e componenti tra le varie gru e una conseguente riduzione di magazzino. Vi sono poi casi particolari come cantieri strate-

gicamente importanti che possono meritare una gestione dedicata che potrebbe anche includere il noleggio, ma sempre e comunque a supporto dei nostri fidati distributori. L’Europa di Raimondi Cranes: come si sta sviluppando la vostra attività nel Vecchio continente e in quali opere? Com’è organizzata attualmente la vostra rete distributiva e quali novità prevedete nel 2021? (C.B.) L’attività nel vecchio continente è in continua espansione con aree di mercato come la Francia – uno dei più impegnativi in Europa – in constante crescita. Allo sta-

Il testimone della guida (per un anno) a Diego Borgna L’ingegner Diego Borgna, veterano delle gru con più di due decenni di esperienza straordinaria nel settore del sollevamento cantieristico e industriale, oggi è amministratore delegato facente funzione di Raimondi Cranes, carica che manterrà per la durata di un anno, dopo essersi unito al gruppo inizialmente come vicedirettore generale, guidando contemporaneamente anche le Operations. Come parte del processo di avvicendamento, e per facilitare una transizione fluida e puntuale nell’alta dirigenza, l’ingegner Ciano e lo stesso Diego Borgna negli ultimi mesi hanno lavorato a stretto contatto, insieme al direttore commerciale Cristian Badin. “Da sempre, è di estrema importanza per Raimondi la preziosa relazione che l’azienda mantiene con lo staff dei suoi agenti ufficiali, allo scopo di assicurare la massima soddisfazione dei clienti internazionali – ha sottolineato l’ingegner Borgna nel commentare l’importanza del Dipartimento Commerciale di Raimondi – A partire dallo scorso mese di marzo, il mio lavoro si è correlato puntualmente con il team commerciale nel pianificare la nostra espansione e i passi strategici successivi. Questa collaborazione interdipartimentale sarà molto utile, nel momento attuale di una nomina così impegnativa come quella di amministratore delegato facente funzione”. Il Consiglio Direttivo di Raimondi ha ribadito il proprio supporto in maniera totale alla decisione dell’ingegner Ciano di scegliere la strada di un anno sabbatico dalla propria carica, curando con impegno responsabile alcuni obiettivi primari di salute e benessere. “Sono ora completamente slegato dalle operazioni quotidiane dell’azienda, come pure dalle decisioni di più alto livello, con effetto immediato – ha dichiarato Domenico Ciano, l’indomani dell’avvicendamento – Esprimo il mio ringraziamento al Consiglio Direttivo per la comprensione e il supporto durante questo periodo. Porgo all’ingegner Borgna i miei migliori auguri per i prossimi 12 mesi, e spero di assistere al cammino di Raimondi nel migliore connubio di progresso gestionale e continuità nel raggiungimento di obiettivi importanti sotto la sua gestione”. Diego Borgna

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Cristian Badin

to attuale stiamo avendo ottimi riscontri in altri paesi come l’Inghilterra e la Germania. La nostra rete è basata su distributori di ottima qualità, partner fidati con cui lavoriamo da anni, ben radicati nei mercati di riferimento. Allo stesso tempo, terniamo aperti canali di dialogo con altri importanti player nel settore del noleggio per rendere la nostra rete distributiva ancora più capillare. Il mercato internazionale risponde in modo reattivo alla vostra attuale collocazione worldwide di prodotti e strategie? Quali cantieri sono in primo piano attualmente nelle vostre forniture? (C.B.) Come per l’Europa, ci sono mercati di riferimento a quali guardiamo con molto interesse. Ci stiamo preparando con una gamma di prodotti studiati e sviluppati per specifici mercati ed è nostra premura entrarci affidandoci a partner di eccellenza. In merito ai progetti, non possiamo non citare il cantiere di Braila in Romania, dove quattro gru Raimondi a torre flattop MRT294 stanno contribuen-

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do alla realizzazione del terzo ponte più lungo d’Europa. Questo progetto è per Raimondi motivo di orgoglio, considerato il lavoro tecnico e operativo svolto durante questi mesi. Al momento attuale le quattro gru a torre si trovano ad altezze che variano dai 200 ai 215 metri. Quali novità sono previste nei ruoli chiave e nella squadra aziendale futura di Raimondi Cranes? (D.C.) Raimondi è un’azienda che crede ed investe massivamente nelle risorse umane. Il nostro obiettivo è quello di cre-

are un team forte ed unito rinvigorendolo con nuovi e giovani talenti. Quello a cui puntiamo è conservare questi talenti grazie a strumenti di formazione e crescita del personale e al contempo esaltando i valori delle competenze soft e hard che fanno capo alle risorse umane del team Raimondi. Chiaramente, gli aspetti tecnici giocano un ruolo particolarmente rilevanti in Raimondi Cranes e pertanto una specifica attenzione è data proprio a questo aspetto ed alla squadra che vi è coinvolta con grande impegno e professionalità.

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PRIMO PREFABBRICAZIONE PIANO E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO

ARMONIA NATURALE

NELLA LUNGA STORIA DELLA PREFABBRICATI GUERRINI, LA DEDIZIONE ALLE NECESSITÀ DELL’AGRICOLTURA E DELL’ALLEVAMENTO RIVELA SOLUZIONI ALL’AVANGUARDIA PER L’INSEDIAMENTO DI SILOS E STRUTTURE CHE RISPETTINO IL MANDATO PAESAGGISTICO E AMBIENTALE

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e la storia della prefabbricazione in calcestruzzo armato e in calcestruzzo armato precompresso ha messo solide radici in terra bresciana, lo si deve senz’altro a una realtà innovativa e sempre in assetto di ricerca come Prefabbricati Guerrini. L’azienda trova le proprie origini nel 1968 e oggi, a 53 anni di distanza, insieme alle società Camuna Prefabbricati e Wood Beton, costituisce con WB Factory una mirabile integrazio-

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Giovanni Spatti

ne con due gruppi aziendali che trovano il comune denominatore nell’ingegner Giovanni Spatti, a capo di un sistema straordinario che unisce soggetti d’impresa complementari nel comune obiettivo di proporre soluzioni costruttive dalle elevate prestazioni per il settore civile, industriale o delle grandi opere. Uno sguardo ai sistemi costruttivi adottati da Prefabbricati Guerrini ci riporta ad altrettante specialità maturate nel corso

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di un’esperienza multiforme e indirizzata a molteplici settori di intervento. Il sistema Bacacier, ad esempio, è la matrice dedicata a strutture dalle grandi superfici, principalmente nell’ambito della logistica e dei magazzini, un modulo realizzativo per maglie strutturali estremamente importanti e una resistenza al fuoco fino a R 180’. L’estrema leggerezza del sistema Bacacier permette di minimizzare i costi della committenza, soprattutto alla luce

delle nuove normative sulla prefabbricazione, con il vantaggio di una raccolta delle acque meteoriche perimetrale. Il secondo sistema di Prefabbricati Guerrini che descriviamo in sintesi è quello a dop-

Filosofia di rispetto per il paesaggio Anche nel campo dell’allevamento, per la tipologia delle stalle realizzate in pianura o addirittura in montagna (molte sono le realizzazioni eseguite nelle valli piemontesi, valdostane, lombarde e liguri), la Prefabbricati Guerrini ha sviluppato soluzioni adatte alle necessità più moderne degli operatori, traslandole anche nell’ambito rurale destinato a maneggi e stalle per le attività ippoterapiche e sportive. Negli ultimi anni, comunque, Prefabbricati Guerriniha studiato molteplici soluzioni per l’inserimento delle strutture prefabbricate in contesti paesaggistici particolari, seguendo esigenze speciali e stringenti sotto i molteplici aspetti dell’impatto ambientale.

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pia pendenza, che prevede l’impiego di travi precompresse a falde inclinate con pendenza strutturale del 10% e del 28% - ideale per la raccolta delle acque meteoriche su linee di gronda longitudinali ad alta portata. La possibilità di raggiungere luci fino a 40 metri e una resistenza al fuoco sempre fino a R 180’ si abbina alle caratteristiche peculiari del manto di copertura, solitamente realizzato in lastre metalliche, con l’agevolazione all’insediamento di impianti fotovoltaici integrati. Il sistema Skyplan è riservato invece alle strutture produttive e commerciali, con luci fino a 34 metri e la medesima resistenza al fuoco a R 180’. Per questo modulo è prevista una superficie interna con intradosso piano, in modo da raggiungere notevoli risultati estetici senza l’utilizzo di controsoffittatura.

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PRIMO PREFABBRICAZIONE PIANO E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO Tra i sistemi Guerrini con tegola membranali ad alte prestazioni, la fattispecie Ultra presenta testate chiuse stondate ad alto impatto architettonico con pendenza strutturale del 6,5% e manto di copertura con lastre metalliche coibentate (del tipo sandwich) fissate su listelli di legno. Invece, la variante Pegasus riporta al vantaggio dello smaltimento delle acque meteoriche sul perimetro della struttura e il manto di copertura è realizzato con impermeabilizzazione e coibentazione all’interno della vasca, con strutture di collegamento tra i tegoli che vanno dai pannelli sandwich ai pannelli illuminanti e allo shed. Menzioniamo ancora, tra le innumerevoli tipologie, il sistema per edifici Multipiano, realizzabile con tutte le tipologie strutturali presenti sul mercato; nello specifico, gli orizzontamenti possono essere eseguiti con tegoli TT (lunghezza fino a 30 metri e resistenza al fuoco fino a R 180’), pannelli alveolari (resistenza al fuoco fino a R

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240’) e tegoli a intradosso piano di nuova concezione. Concentriamoci ora su una tradizione nella tradizione. Per la Prefabbricati Guerrini riguarda, nello specifico, quella dei prefabbricati per l’agricoltura, con moduli come i silos orizzontali per l’insilaggio di granaglie e per lo stoccaggio di altri materiali sfusi. Si tratta di strutture composte da pilastri e pannelli di tamponamento idonei a sopportare notevoli spinte orizzontali. I silos a celle verticali, invece, prevedono fondi celle precompressi svasati che agevolano la tipologia dei prodotti da insilare, particolarmente efficaci per lo scarico dei prodotti stessi. Proprio in relazione all’ambito delle strutture prefabbricate agricole, la Prefabbricati Guerrini si è evoluta nel senso della sostenibilità, per assicurare un impatto sempre più adeguato anche al contesto naturale - a partire dalle finiture esterne dei muri e delle colonne, dove nel corso degli anni sono state introdotti elementi di pregio (come la colorazione con ossidi in pasta della facciata esterna dei pan-

nelli di tamponamento, fino ai listelli di cotto del tipo “fatto a mano” o “trafilato”; in diversi casi è stata prodotta una matrice in calcestruzzo tinteggiata che ha ricreato fedelmente la finitura “paramano”). Per la copertura delle strutture, con il fine di connotare architettonicamente l’intera costruzione, si è scelto di realizzare pendenze dal 25% al 35%, decisamente maggiori rispetto alle classiche basse pendenze dei prefabbricati, sempre con il fine di armonizzarne l’inserimento ambientale. L’apporto di ricerca della società WoodBeton, autentico precursore delle strutture in legno e legno lamellare, ha consentito alla Prefabbricati Guerrini di realizzare molte coperture lignee su struttura portante in cemento armato con un risultato finale sempre di grande pregio estetico. Pregio seguito come fine anche nelle coperture e nelle impermeabilizzazioni con lastre metalliche e lattonerie dalle colorazioni in sintonia con il contesto ambientale e nella realizzazione di coperture con coppi in laterizio o in lamiera in simil-coppo stam-

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pata e antichizzata. Senza dimenticare, naturalmente, quelle che sono le peculiarità delle strutture quindi la possibilità di realizzare grandi luci strutturali e maglie importanti con altezze interne considerevoli. Un campo in cui la Prefabbricati Guerrini è sicuramente all’avanguardia è quello delle strutture a spinta destinate all’insilaggio dei prodotti. Sono state realizzate strutture con pareti a spinta (silos orizzontali) per altezze molto rilevanti (anche maggiori di 7 m), sempre garantendo le ampie maglie strutturali. Questi silos orizzontali sono stati ideati, come abbiamo già anticipato, per lo stoccaggio di mais, grano, riso, legna e altre materie prime di carattere agricolo. Il silos verticale a celle svasate può definirsi un’esclusiva Guerrini, frutto di un’idea rivoluzionaria maturata alla fine degli anni Settanta, con una continua e significativa evoluzione tecnica e costruttiva nel corso

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dei decenni successivi. L’ultima versione, che prevede l’utilizzo di tiranti certificati in acciaio zincato, permette di realizzare celle di altezza superiore ai 10 m e di costruire centri di stoccaggio che possono variare da poche celle verticali fino a strutture che ospitano 12 o più celle, con la possibilità di ulteriore ampliamento. Queste strutture, solitamente utilizzate in ambito risicolo, sono poi dotate di una porzione destinata ad accogliere l’essic-

catoio. Ottimo rapporto qualità/prezzo, una minima necessità di manutenzione rispetto alle strutture metalliche e soprattutto una velocità e qualità realizzativa di altissimo livello sintetizzano le prerogative di queste strutture verticali. In meno di tre mesi si può arrivare alla costruzione di una serie importante di celle (9, 12 o anche 18) che aiutano così l’imprenditore agricolo a una messa in opera molto rapida.

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MACCHINE TECNOLOGIA E IMPIANTI E INNOVAZIONE

L’ULTIMA GENERAZIONE NELLA NUOVA ERA DELLA PRODUTTIVITÀ PRESTAZIONI AL TOP CON LE NUOVE PALE GOMMATE DOOSAN DL220-7 E DL-250-7. UNA COMBINAZIONE PERFETTA DI POTENZA E COSTRUZIONE DI ALTA QUALITÀ PER DARE VITA A DUE MACCHINE IMBATTIBILI

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opo il lancio dei sette modelli più grandi, avvenuto nel dicembre 2020, debuttano ora le DL220-7 e DL250-7, gli ultimissimi modelli che completano la famiglia delle pale gommate Doosan serie DL-7.

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Come gli altri modelli della gamma, le DL220-7 e DL250-7 sono azionate tramite una nuova e potente motorizzazione conforme Stage V, che permette maggiore produttività, consumi ancora più efficienti e un basso costo totale di possesso, oltre

a condizioni lavorative per l’operatore davvero ottimali. Gli accessori idraulici della nuova serie sono ancora più versatili. Impianti e linee idrauliche ausiliarie reagiscono prontamente ai comandi, ma con una risposta sempre dolce. La 3ª valvola a spola con portata regolabile e funzione di detent è di serie, assicurando portata costante per gli accessori ad azionamento idraulico. La 4ª valvola a spola è disponibile, a richiesta, su entrambi i modelli. L’interruttore proporzionale sul joystick permette un controllo comodo e facile dell’accessorio idraulico. Sempre a richiesta, sono disponibili diversi tipi di pneumatici dei maggiori fornitori mondiali, per coprire la più vasta gamma di applicazioni e di condizioni di lavoro. Inoltre, i due nuovi modelli possono essere ordinati con il contrappeso opzionale da 300 kg, se le applicazioni di destinazione lo richiedono. Doosan ha inoltre ampliato la sua offerta di opzioni in modo da fornire accessori da lavoro ancora più corrispondenti alle singole applicazioni.

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La nuova pala gommata DL220-7 di Doosan è dotata di una benna da 2,3 m di capacità, mentre la macchina gemella DL250-7 è dotata di una benna da 2,5 m di capacità.

Le benne standard dei modelli DL2207 e DL250-7 hanno, rispettivamente, capacità di 2,3 e 2,5 m3. La cinematica a Z assicura forze di strappo e capacità di sollevamento elevate (in particolare per i materiali pesanti) e un angolo di scarico ampio che agevola la fuoriuscita dei materiali aderenti. Entrambi i modelli sono disponibili in versione HL con braccio High Lift e contrappeso da 300 kg, per le applicazioni che richiedono una maggiore altezza di scarico e ancora più versatilità, consentendo quindi agli operatori del settore edile, demolizione, riciclaggio, estrazione mineraria e cava di trasportare una vasta gamma di materiali, come terreno, sabbia e inerti. Tempi di ciclo ridotti, prestazioni migliori e un minor consumo di carburante nelle applicazioni di caricamento e trasporto. Tutto ciò grazie al sistema antibeccheggio LIS (Load Isolation System) che rende più lineare la marcia, migliora il comfort dell’operatore e incrementa la produttività grazie alla maggiore stabilità durante il movimento della pala gommata.

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MACCHINE TECNOLOGIA E IMPIANTI E INNOVAZIONE

Il braccio caricatore è ammortizzato da un accumulatore idropneumatico collegato all’impianto idraulico di sollevamento che agisce da ammortizzatore. Le pale gommate DL220-7 e DL250-7 hanno trasmissione automatica Powershift a 4 velocità e assali con differenziale a slittamento limitato (LSD) di serie. In opzione, è possibile invece scegliere il cambio Powershift a 5 velocità con convertitore di coppia con lock-up e assali HDL per impieghi gravosi, che migliorano ulteriormente la trazione con il blocco differenziale idraulico (HDL), in particolare negli ambienti a carico elevato. Il differenziale con bloccaggio idraulico al 100% è inseribile automaticamente a piena coppia, senza intervento dell’operatore. Miglioramenti sono stati apportati al powertrain, per fornire all’operatore

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l’11% di velocità di traslazione in più, fino a un massimo di 40 km/h. L’impianto idraulico e i componenti chiave aggiornati assicurano durata e manutenibilità sensibilmente migliori mentre entrambi i modelli sono supportati da una garanzia standard completa di 3 anni/5000 ore. Le DL220-7 E DL250-7 sono azionate da un nuovo e potente motore a basso consumo che consente di fare a meno della valvola per il ricircolo dei gas di scarico (EGR). Per un ulteriore risparmio di carburante, Doosan ha predisposto inoltre lo Smart Guidance System (DSGS); un nuovo sistema che analizza le abitudini e lo stile di guida dell’operatore per aiutarlo a migliorare l’efficienza dei consumi di carburante. Eccellente visibilità per l’operatore con un comfort da prima classe, grazie alla

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nuova e spaziosa cabina che offre un abitacolo su misura con una visuale del 14% superiore rispetto ai modelli della serie DL-5 e con meno punti ciechi. Al centro della cabina vi è un sedile super comodo, Grammer Actimo XXL con sospensione orizzontale e verticale pienamente regolabile, supporto lombare pneumatico e riscaldamento del sedile, con cintura di sicurezza a 3 punti, tutto di serie. Il nuovo joystick elettronico è direttamente integrato nel bracciolo destro del sedile e contribuisce a ridurre i tempi di ciclo. La regolazione della sensibilità e l’assorbimento delle sollecitazioni sono stati concepiti per assicurare comfort e precisione nel controllo della macchina. La funzione di ritorno automatico a livello riduce il numero di manovre nelle operazioni ripetitive quali: il ritorno automatico allo scavo, di kick-out dell’inclinazione della benna, di arresto del richiamo della benna e di smorzamento delle sollecitazioni, agevolando il lavoro e migliorandone la qualità

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Pensata per assicurare un controllo più preciso con una corsa della leva più breve, riducendo così anche l’affaticamento, la sensibilità del joystick ergonomico è regolabile in funzione delle preferenze dell’operatore per mezzo del nuovo schermo da 8” Doosan Smart Touch che riunisce tutte le funzioni importanti di cui l’operatore ha bisogno. Per quanto riguarda la gestione della flotta, le pale DL220-7 e DL250-7 sono equipaggiate di serie con la versione più recente del sistema di monitoraggio avanzato wireless DoosanCONNECT TMS 2.0. Progettato specificamente per la gamma Doosan, il sistema permette di gestire in modo produttivo la macchina, pianificare adeguatamente la manutenzione e ridurre i tempi di fermo. Riprogettate sulla base delle esigenze del mercato europeo, le nuove macchine serie DL-7 daranno grande soddisfazione ai clienti in termini di comfort per l’operatore, efficienza dei consumi, produttività e sostenibilità.

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MACCHINE TECNOLOGIA E IMPIANTI E INNOVAZIONE

PROGETTATE PER LE NECESSITÀ DEL CANTIERE URBANO, I NUOVI ESCAVATORI GOMMATI HW-A LAVORANO A BASSE EMISSIONI E ASSICURANO PRESTAZIONI SUPERIORI IN TERMINI DI PRODUTTIVITÀ, EFFICIENZA NEI CONSUMI, COMFORT E SICUREZZA

PUNTANO IN ALTO I CAMPIONI MODERNI DELLA VERSATILITÀ H

yundai Construction Equipment ha recentemente presentato la nuova linea di escavatori gommati Serie A azionati da motori diesel Cummins B4.5 e B6.7 Stage V, senza ricircolo dei gas di scarico (EGR) e senza esigenza di rigenerazione manuale del filtro antiparticolato diesel (DPF).

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Quattro i modelli, da 14-23 ton, adatti a qualsiasi applicazione, che garantiscono produttività aumentata ed emissioni ridotte. I modelli HW140A e HW160A sono i nuovi leader della categoria per l’impiego in lavori di scavo di fossati, sterramento, spianamento, trivellazione, taglio sollevamento e preparazioni di siti. Il modello

HW140A ha un peso operativo è di 14.900 kg con braccio monolitico e 15.860 kg con braccio triplice mentre l’HW160A che condivide gran parte del sottocarro e della sovrastruttura con la versione minore, pesa 17.580 kg (versione braccio monolitico) e 18.390 kg (con braccio triplice). Il modello HW170ACR, dal raggio compatto, pesa 18.810 kg, è offerto invece esclusi-

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vamente con braccio triplice mentre l’ultimo della serie, il modello HW210A pesa 22.270 (con braccio monolitico) e 23.665 kg (con braccio triplice).

Più flessibilità e sicurezza con un nuovo design compatto Diverse le migliorie apportate su questa nuova gamma, che rendono gli escavatori più solidi e versatili. Per aumentare la stabilità della macchina, il centro di rotazione e la struttura inferiore dei modelli HW140A e HW160A sono spostati di 100 mm in avanti. Inoltre, per liberare lo spazio dedicato al serbatoio carburante, la sovrastruttura sul lato destro è spostata di 150 mm in avanti mentre, per migliorare la visibilità dalla cabina e liberare spazio addizionale per il vano motore, la sovrastruttura sul lato sinistro è spostata di 230 mm in avanti. Sui modelli HW140A e HW160A con contrappeso standard, anche il raggio di rotazione posteriore è spostato di 200 mm in avanti per tagliare lo sbalzo posteriore, rendere gli escavatori più manovrabili in spazi ristretti e aumentare la capacità di sollevamento. Per l’HW170ACR con rotazione posteriore ridotta, il raggio di rotazione posteriore è stato tagliato di ulteriori 410 mm mediante l’utilizzo di un contrap-

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peso incorporato, per fusione ,con circa 800 kg in più di peso rispetto della precedente unità saldata. La larghezza della sovrastruttura è stata aumentata di 25 mm. Questo modello a raggio compatto è l’ammiraglia della nuova gamma HW Serie A ed è specificamente progettato per soddisfare le esigenze degli operatori nel segmento, in forte crescita, delle infrastrutture e dei servizi pubblici, con macchine da 17-18 ton estremamente manovrabili. Sul modello HW210A, il centro di supporto del braccio è stato spostato di 10 mm verso il lato destro della macchina, così da ottimizzare lo spazio libero fra il cilindro del braccio e la cabina. Anche qui, il raggio di rotazione posteriore è stato ridotto, da 2.850 mm a 2.740 mm, per rendere la macchina più manovrabile e ridurre il rischio di sbattere con il contrappeso quando la macchina gira. Sulla struttura inferiore, l’interasse è stato aumentato e il centro di rotazione è stato spostato verso il lato posteriore del telaio per migliorare la distribuzione del peso e quindi la stabilità. La posizione degli assali è stata adeguata per distribuire

più uniformemente i carichi sugli stessi e rendere più morbida la traslazione. Ora i cilindri di oscillazione dell’assale sono dotati di valvole di sicurezza individuali per mantenere la rigidità in caso di avaria della linea idraulica. Per massimizzare il funzionamento sicuro, sono adottate valvole di sicurezza su tutti i cilindri di braccio, avambraccio e lama. L’attacco anteriore è stato ridisegnato sui modelli più piccoli con la rotazione del cilindro dell’avambraccio di scavo per proteggere meglio lo stantuffo. Il montaggio sulla sommità del cilindro con lo stantuffo ha anche migliorato la distribuzione del peso e la stabilità della macchina. La boccola ottimizzata dell’avambraccio semplifica l’installazione di sistemi di ingrassaggio automatico.

Opzione attacchi Per i modelli HW140A, HW160A e HW170ACR, gli attacchi di lama dozer e stabilizzatori sono imbullonati in sede sul lato anteriore e posteriore della struttura inferiore. Utilizzando una spaziatura dei

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MACCHINE TECNOLOGIA E IMPIANTI E INNOVAZIONE

Pulsanti di comando in cabina

fori di montaggio identica, i supporti di lama dozer e stabilizzatori possono essere collocati su entrambe le estremità. Montata su un sistema a bracci paralleli, grazie alla maggiore lunghezza del collegamento e della corsa del cilindro, la lama dozer ha un raggio d’azione più ampio. Questa soluzione aumenta l’altezza della lama e la profondità di taglio, offrendo uno spazio maggiore fra lama e pneumatici che agevola la manutenzione. Sull’HW210A, lo stabilizzatore anteriore è saldato in sede con lo stabilizzatore posteriore imbullonato per fornire un layout semi-intercambiabile. I cilindri degli stabilizzatori idraulici sono dotati di una nuova piastra protettiva che riduce i danni causati da detriti in caduta, mentre il disegno degli stabilizzatori impedisce alle gambe di penetrare nel suolo durante l’utilizzo. Le macchine possono essere equipaggiate di una staffa di supporto optional sulNovità: Interruttore FNR e Blocco cilindro sul joystick

Accesso facilitato al radiatore

Interno cabina HW140A

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Motori a basse emissioni I modelli HW140A, HW160A e HW170ACR adottano un motore diesel Cummins B4.5 da 4,5 litri che sostituisce il motore più grande da 6,7 litri della precedente generazione. Dotato di turbocompressore Wastegate, questo motore compatto è associato a un impianto di scarico, a pacchetto flessibile, a doppia unità, che comprende: un catalizzatore di ossidazione diesel (DOC), un filtro antiparticolato diesel (DPF) e la riduzione selettiva catalitica (SCR). L’eliminazione del ricircolo dei gas di scarico (EGR) riduce i costi di manutenzione, mentre la dimensione più piccola, rende il motore più efficiente nei consumi rispetto al predecessore. Nonostante la riduzione della capacità del motore, le nuove HW140A, HW160A e HW170ACR sviluppano una potenza maggiore di ben 129 kW (173 CV) rispetto ai 117 kW (156 CV) della precedente generazione. L’impianto idraulico sensibile al carico Rexroth, con controllo del flusso indipendente dal carico combinato al sistema di propulsione, assicura velocità operativa costante e controllabilità aumentata per l’operatore. I tre motori utilizzano un nuovo modulo di raffreddamento a catasta, facilmente punibile e dotato di ventola reversibile a comando idraulico . Oltre a migliorare la durevolezza, ottimizza l’economia carburante e la riduzione del rumore. L’HW210A adotta l’ultimo modello di motore Cummins B6.7 da 6,7 litri. La versione B6.7 è dotata di turbocompressore a geometria variabile e di post-trattamento a modulo singolo con i sistemi DOC, DPF e SCR alloggiati in un unico pacchetto di scarico. Anche qui, sono eliminati l’EGR e l’esigenza di rigenerazione manuale del DPF, con conseguente taglio dei costi di manutenzione e del tempo di inoperatività. La potenza massima erogata dal Cummins B6.7 è di 145 kW (195 CV) e fa segnare un incremento rispetto alla versione precedente, come per il motore compatto. La versione da 21 ton adotta due pompe idrauliche Kawasaki con controllo elettronico del flusso delle pompe (EPFC) che hanno già dimostrato la loro efficienza sui cingolati Hyundai HX210A e HX220AL. Questa soluzione assicura una velocità di flusso minima ridotta che, a seconda dell’operazione, consente risparmi di carburante fino all’8-11%. Il minimo automatico è standard e abbassa ulteriormente consumi, rumorosità del motore ed emissioni di scarico.

Novità: Radar con un secondo monitor

la lama dozer posteriore per un gancio traino. La predisposizione comprende connettori elettrici per l’illuminazione e connettori idraulici per i freni del rimorchio che aggiungono versatilità ai modelli HW.

Più produttività in un ambiente confortevole L’accesso alla cabina è stato migliorato con gradini addizionali che soddisfano la normativa di sicurezza ISO 2867, facilitando l’ingresso e l’uscita dalla cabina, oltre che l’accesso alla sovrastruttura della macchina nei lavori di manutenzione. Ora la cabina è dotata di tergicristalli paralleli su entrambe le sezioni del parabrezza che coprono un’area maggiore. Uno specchio supplementare sul lato destro della macchina e il montante frontale superiore più stretto di 50 mm migliorano ulteriormente la visibilità. La portiera della cabina integra un finestrino con la parte bassa ampliata che permette di vedere meglio il suolo sulla sinistra dell’escavatore. I modelli Serie A sono dotati di sistema di monitoraggio avanzato a 360°. Un sistema di telecamere AAVM (Advanced Around View Monitoring) di Hyundai che comprende immagini posteriore, laterali e a occhio di uccello che può essere installato come optional per offrire all’operatore una visione generale sull’ambiente di lavoro in prossimità della mac-

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MACCHINE TECNOLOGIA E IMPIANTI E INNOVAZIONE china. Il sistema integra la tecnologia di rilevamento intelligente degli oggetti in movimento (IMOD - Intelligent Moving Object Detection) che allerta l’operatore quando persone o oggetti si avvicinano a meno di cinque metri dalla macchina. Inoltre un sistema radar (optional) rileva oggetti statici o in movimento entro un raggio di 10 metri sulla parte posteriore dell’escavatore, giorno e notte. Gli ostacoli sono visualizzati su un monitor separato per offrire massima visibilità all’operatore. Gli escavatori sono dotati di un nuovo piantone guida regolabile a 3 vie, inclinabile nelle sezioni inferiore/superiore e telescopica nella sezione centrale. Un design più snello e l’assenza di leva sul lato destro danno una migliore visibilità davanti alla macchina. Lo sterzo a joystick (optional) tramite la leva destra, è utilizzabile a basse velocità operative mentre il cambio di direzione è stato spostato sui joystick, per conferire il massimo controllo all’operatore. Ora gli escavatori gommati HW sono offerti esclusivamente con leve joystick proporzionali che assicurano controllo superiore e facilità di utilizzo. I pulsanti sulle teste dei joystick sono stati ridisegnati per facilitarne l’azionamento e, quando l’oscillazione dell’assale anteriore è impostata in modalità automatica, anche il blocco cilindri può essere attivato e disattivato con un pulsante sul joystick. I comandi degli attrezzi sono dotati di un arresto dell’operazione continua, per la modalità rottura o frantumazione. Ora i cambi di direzione possono essere comandati tramite l’interruttore sul joystick, per cui il pedale di traslazione, a due vie, è stato eliminato e la posizione dei pedali è stata ottimizzata. Un tappetino del pianale in due pezzi agevola la pulizia della cabina e riduce il rischio di danni durante il lavoro di manutenzione. Tutti gli escavatori dispongono di un display touchscreen 8” da cui vengono effettuate le impostazioni di comandi e funzioni della macchina. Il nuovo modulo jog dial, con controller rotante e interruttori delle funzioni riposizionati,

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semplifica l’accesso ai menu nel sistema touchscreen. Il controllo traslazione (optional) consente di traslare morbidamente anche su terreni accidentati. Un accumulatore assorbe le asperità del suolo e consente al braccio di flottare in modo controllato con vantaggi per quanto concerne il comfort. Il sistema include l’opzione del braccio flottante utilizzabile nei lavori di livellamento. Tutti gli escavatori Hyundai Serie A sono dotati di un blocco di sicurezza automatico che impedisce l’azionamento involontario delle funzioni del braccio. Per prevenire l’attivazione immediata delle funzioni idrauliche, il sistema impedisce anche l’avviamento del motore se la leva di sicurezza si trova in posizione sbloccata. La funzione è particolarmente utile durante la traslazione su strada o vicino a edifici e altri ostacoli.

Manutenzione agevolata e connettività Il cofano motore, ridisegnato, dà un’eccellente visuale sull’area posteriore della macchina; facile da aprire e chiudere, dà accesso a tutti i punti di controllo della manutenzione quotidiana. Per evitare versamenti, la pompa di rifornimento carburante elettrica integra la funzione di arresto automatico. I modelli HW140A, HW160A e HW170ACR sono dotati di parafanghi in polietilene ad alta densità che sostituiscono i precedenti parafanghi metallici, men-

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tre il modello HW210A conserva i parafanghi metallici della generazione precedente. Come parte della transizione alla versione Stage V, gli escavatori beneficiano della diagnosi connessa del motore. Tramite una app per smartphone, i tecnici dell’assistenza possono accedere da remoto ai codici di guasto del motore e approntarsi prima di recarsi in loco con l’attrezzatura e le parti necessarie a completare il lavoro di riparazione o manutenzione. Per una rapida diagnosi dei guasti, il sistema fa affidamento sul supporto Cummins Quickserve. Il sistema di controllo macchina offre ai clienti an-

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che la possibilità di personalizzare i menu sullo schermo per prevenire l’utilizzo non autorizzato di specifiche funzioni della macchina. Per evitare che l’efficienza della macchina sia intaccata è, ad esempio, possibile impedire le modifiche della modalità operativa.

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MACCHINE INDUSTRIA E IMPIANTI DEGLI INERTI

TRE PERFORATRICI PER UNA PRODUZIONE RADDOPPIATA

IN UNA CAVA DELL’ALTA BAVIERA, IN SOLE 5 ORE, UNA SPEEDROC 3F DI EPIROC, HA PORTATO A TERMINE IL LAVORO, RAGGIUNGENDO LA PRODUZIONE DI UN’INTERA GIORNATA. CIÒ È STATO POSSIBILE GRAZIE ALLA PRECISIONE E ALLA VELOCITÀ DELLE TRE PERFORATRICI DI ULTIMA GENERAZIONE.

S

iamo nella cava di VeroStone Petersbuch nei pressi di Eichstätt, in Alta Baviera, in Germania. Sono le 11 del mattino di un giorno di sole e l’operatore del carro di perforazione, Peter Schminkel, ha già superato il minimo di produzione previsto per l’intera giornata. “In estate di solito iniziamo alle 6 del

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mattino, e praticamente ho finito”, dice guardandosi intorno. Con condizioni meteorologiche come queste, l’operatore non ha nemmeno bisogno di sedersi all’interno del carro di perforazione SpeedROC 3F. Sta in piedi accanto ad esso o seduto su una sedia, con un telecomando che lo aiuta a semplificare il

posizionamento delle slitte della cabina e ad avere una migliore visione d’insieme. Quando aziona il carro di perforazione direttamente dalla cabina, due telecamere montate sulla guida anteriore, gli danno una buona visuale dell’area di lavoro. La cava di VeroStone, dove Schminkel sta utilizzando SpeedROC 3F, è un forni-

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Peter Schminkel

tore locale di pietra naturale, con clienti in tutto il mondo. L’operatore fa questo lavoro da 18 anni, manovrando qualsiasi tipo di carro di perforazione. “La precisione e la velocità dello SpeedROC 3F, così come la sua pulizia, hanno reso il lavoro molto più veloce ed efficiente”, afferma. Con tre perforatrici da roccia idrauliche invece di due, Epiroc ha costruito la macchina appositamente per il settore della lavorazione di pietre ornamentali in modo da raddoppiare le prestazioni,

Franz Heiß

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Marcus Hausner BW

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MACCHINE INDUSTRIA E IMPIANTI DEGLI INERTI indipendentemente dal fatto che si tratti di perforazione in granito, pietra calcarea, marmo o arenaria. Durante le prove sul campo in una cava di calcare, ognuna ha perforato una media di 1,5 m/minuto, ossia 2 km di lunghezza di perforazione su un turno di otto ore. Per ridurre il peso, le slitte e le rotaie sono state assemblate in base a una nuova arNuovo comando a distanza migliorato

chitettura, contenendo il costo totale di proprietà. Inoltre, l’ampia copertura del braccio, la rotazione a 360° della macchina portante e la mobilità su terreni molto flessibili consentono allo SpeedROC 3F di raggiungere quasi ogni angolo della cava. Inoltre, i quattro montanti di supporto stabilizzano il carro durante la perforazione.ì

La cava di Petersbuch è costituita da pietra calcarea del Giura. È una delle sei di proprietà di VeroStone. L’azienda fornisce lastre di pietra per facciate e pavimenti di edificim musei, stazioni della metro, università, centri commerciali, teatri e aeroporti in innumerevoli paesi in tutto il mondo. Inoltre, produce gradini e davanzali per i proprietari di case locali. Marcus Hausner, socio amministratore di VeroStone, conferma la descrizione dell’operatore dei vantaggi del nuovo SpeedROC. Allo stesso tempo, è molto soddisfatto del basso consumo di carburante del carro di perforazione. “Adesso siamo sui 1516 litri all’ora. Il nostro carro precedente consumava circa 30 litri”, afferma Hausner, aggiungendo: “Riassumendo, con SpeedROC 3F la nostra produzione è praticamente raddoppiata mentre i costi sono dimezzati.” Parallelamente, sottolinea il grande vantaggio del partner di assistenza di Epiroc HeißHydraulik. “Il carro di perforazione è molto affidabile e necessita principalmente di manutenzione preventiva, ma con lavori pesanti come il nostro, per noi è fondamentale che un meccanico si presenti velocemente ogni volta che è

La cava Petersbuch, costituita da calcare del Giura, si trova vicino a Eichstätt, nell’Alta Baviera, in Germania. La sua roccia ha 140 milioni di anni e lo spessore totale del deposito è di circa 25 metri. Il sito è costituito da ventisei strati (con altezze da 20 a 140 cm) e fornisce pietra naturale per lastre, gradini e davanzali. Serve clienti che provengono da tutto il mondo. SpeedROC 3F è il carro di perforazione di ultima generazione prodotto da Epiroc per l’industria della lavorazione della pietra ornamentale. Le sue tre perforatrici da roccia rendono questo modello particolarmente efficiente e produttivo, ideale per la perforazione di granito, calcare, marmo e arenaria. Le slitte e le guide sono costruite intorno ad un’architettura completamente nuova per ridurre il peso; l’utilizzo inoltre dello stesso modello di carro ben collaudato dello SpeedROC 2F, permette allo SpeedROC 3F di mantenere il costo totale di proprietà a un livello basso. Un collettore di polvere ad alta capacità garantisce un buon ambiente di lavoro. Tutta la polvere infatti viene raccolta in un deposito incorporato che può essere rilasciato quando richiesto, è anche possibile raccogliere la polvere in sacchetti di plastica. Tutti i componenti principali sono posizionati in modo da essere facilmente accessibili per la manutenzione e l’assistenza. Questo rende lo SpeedROC 3F un carro di perforazione complessivamente produttivo e affidabile e stabilirà nuovi standard per l’intero settore della lavorazione della pietra ornamentale.

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necessario. Heiß Hydraulik è molto affidabile.” Franz Heiß, proprietario del centro di assistenza, conferma il buon rapporto di lavoro. “Conosciamo molto bene le sfide del lavoro di VeroStone. Ecco perché siamo disponibili a fornire assistenza ai loro carri di perforazione ogni volta che ce lo chiedono”, afferma. Mentre l’operatore Schminkel torna alla sua sedia, azionando il carro di perforazione tramite telecomando, Hausner racconta: “VeroStone faceva parte del Gruppo Sto, una multinazionale che si occupa di fornire materiali da costruzione e servizi completi per impianti. Circa sei mesi fa abbiamo concluso un’operazione di management buyout. Acquistare uno SpeedROC 3F è stata una delle nostre prime decisioni quando abbiamo iniziato. I risultati attuali dimostrano che ci avevamo visto giusto.”

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Telecamere per un miglior posizionamento dalla cabina

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MACCHINE TECNOLOGIA E IMPIANTI DEL CALCESTRUZZO

UNA SUPREMAZIA IN CINQUE SEZIONI LA NUOVA STEELTECH K36L-5 DI CIFA PUNTA SULL’INNOVAZIONE DELLE PRESTAZIONI A MISURA DI OGNI CANTIERE. ELETTRONICA INTELLIGENTE E TUTTE LE POSSIBILITÀ DELLE NUOVE FUNZIONALITÀ SMARTRONIC

U

n nuovo modello della gamma di pompe autocarrate segna un lancio di prodotto degno di massima attenzione. Si tratta del modello K36L- 5 di Cifa, dove - come da tradizione - con la K si indica la tipologia pompa autocarrata, con la cifra 36 la lunghezza in

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metri del braccio, con L la linea Steeltech (che si caratterizza per l’alta possibilità di configurazione) e infine con 5 il numero di sezioni del braccio. Il nuovo modello è stato presentato alla fine di luglio, durante un evento online dedicato ai clienti italiani, annunciato

con lo slogan “5 arms like never before” per sottolineare la peculiarità di questa macchina, una pompa autocarrata “a 5 sezioni mai vista prima”. In effetti si tratta di un esemplare unico nel segmento dei 30-40 metri, grazie proprio al braccio dalla flessibilità notevolissima e al peso

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complessivo molto ridotto (inferiore alle 26 tonnellate). “La K36L-5 è stata progettata da Cifa per rappresentare la pompa per calcestruzzo perfetta per ogni cantiere, soprattutto nei contesti operativi con limitata disponibilità di spazio, e per ogni operatore, anche per il mono esperto - sottolinea Marco Polastri, direttore Sales, Aftersales & Marketing dell’azienda di Senago, parte del gruppo Zoomlion - Questa nuovo modello autocarrato è la risposta alle esigenze operative dei lavoratori e delle aziende per i quali la facilità di utilizzo di un mezzo e il risparmio del tempo che ne deriva sono due aspetti essenziali, ora più che mai. Questo nuovo prodotto si inserisce in una strategia di Cifa che punta a razionalizzare l’offerta in virtù delle nuove esigenze di flessibilità del cantiere di oggi”. La Steeltech K36L-5 fa rilevare innanzitutto un braccio davvero smart, che permette di pompare in qualsiasi situazione, anche con i posizionamenti più difficoltosi. Questa prerogativa è possibile grazie

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alle cinque sezioni già menzionate ma soprattutto al nuovo giunto a rotazione continua sull’ultima sezione. L’enorme differenza nell’utilizzo di un rotore è in termini di semplicità d’uso e risparmio

di tempo: più facile da aprire e configurare anche nei cantieri al chiuso, perché lo snodo permette qualsiasi posizionamento e rotazione del braccio in entrambe le direzioni. Il telaio della K36L-5 è stato

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MACCHINE TECNOLOGIA E IMPIANTI DEL CALCESTRUZZO

riprogettato da zero per ottenere compattezza e leggerezza. La stabilizzazione lineare posteriore rende possibile qualsiasi posizionamento, anche il più complesso perché la macchina - rispetto all’uso di stabilizzatori a “X” - occupa molto meno spazio. Inoltre, la K36L-5 è stata creata per essere montata su telai a 3 assi con passi corti da 4 a 4,5 metri, rendendo la macchi-

na sempre manovrabile anche nei centri urbani o nelle zone montane. La K36L-5 può essere dotata del sistema di gestione elettronico Smartronic, il che significa poter sfruttare al massimo le potenzialità della macchina senza trascurare la sicurezza d’uso. Questa facoltà è conferita dalle nuove funzionalità di Smartronic, ASC e MBE. LASC (Advanced Stabi-

lity Control) rappresenta uno dei migliori sistemi di stabilizzazione sul mercato delle macchine mobili e permette di ottenere il massimo dall’utilizzo della macchina. Il sistema è intelligente e massimizza l’area di lavoro in funzione dell’effettiva apertura degli stabilizzatori; quando ci si avvicina a una situazione al limite della stabilità, entra in azione: prima rallentando la movimentazione del braccio, e alla fine fermandolo prima di raggiungere una configurazione critica. L’MBE (Max Boom Extension) è un sistema predittivo che dà all’operatore la distanza massima che si può raggiungere con il braccio in caso di apertura parziale della stabilizzazione. Quando l’operatore arriva in cantiere, prima di aprire il braccio può vedere sul display della macchina l’effettiva apertura massima raggiungibile in tutta sicurezza: il risparmio di tempo è garantito.

Opzione 4.0 con Cifa Vista Come tutte le macchine Cifa, anche la K36L-5 può essere configurata con il software di gestione e monitoraggio da remoto Cifa Vista, che grazie all’opzione 4.0 ready permette di accedere ai contributi previsti dall’industria 4.0.

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il made in Italy per eccellenza Qualità, affidabilità ed efficienza: queste sono le caratteristiche che rendono il marchio FMGru apprezzato in tutto il mondo.

Transizione 4.0: Innovazione e benefit con Tutte le nostre gru possono essere dotate di un sistema di interconnessione che le rende idonee all’iperammortamento previsto dal piano nazionale Transizione 4.0: questo sistema consente di creare un collegamento tra la gru e i sistemi informativi del cliente, di monitorare da remoto i mezzi e di ricavare dati sullo stato e sull’utilizzo della macchina.

www.fmgru.it

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MACCHINE E IMPIANTI PREFABBRICAZIONE

IMPENNATA VERSATILE DALL’INCREMENTO DI SBRACCIO VERTICALE AL VERTICE OPERATIVO DA 56,5 M, IL MODELLO IGO T 99 È UN PRODIGIO DI ALLESTIMENTO IN CANTIERE PER BEN SEI LUNGHEZZE DISPONIBILI

A

rriva sul mercato e subito la posta delle performance si alza sul fronte delle capacità e dello sbraccio. Parliamo della nuova gru automontante Potain Igo T 99, con le prestazioni appena menzionate che si elevano rispettivamente a 6 ton e a 48 m. Un modello eccezionale, dunque, che in estensione a 45 m, raggiunge una capacità di 1,5 ton mentre al massimo sviluppo di 48 m, si possono sollevare in punta ancora 1,2 ton. Per l’automontante novità d’eccellenza di Potain, il valore dinamico è quello di un ampio sbraccio in azione verticale, con un’altezza sotto gancio da 38,5 m in orizzontale e un vertice di 56,5 m in assetto

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impennabile a 30°. Sei le diverse lunghezze di lavoro della Igo T 99 (31,7, 32, 33,8, 40, 45 e 48 m), con la possibilità di aggiungere alla gru tre sezioni di montante supplementari per un totale di sette altezze di lavoro, da 20,5 m a 38,5 m. Il trasporto in cantiere della gru è facilitato dalle dimensioni compatte che caratterizzano questo modello – una lunghezza totale di soli 15,65 m e un’altezza di 4 m, per dimensioni compatibili con tutti gli attuali assali da trasporto Potain Igo e Igo T. Installabile in soli 4,5 x 4,5 m, la Igo T 99 si avvale di un nuovo meccanismo di allestimento che consente di montare la gru in spazi ristretti, vicino agli edifici, per uno sviluppo della struttura dall’alto dopo che la base è già stata eretta. Livellare questa automontante dalle molte sorprese, poi, è semplice come regolare una vite di supporto e la gru può essere alimentata alternativamente a 480 e 400 v.

Un controllo superiore Con il software Potain Smart Set-Up, gli operatori possono procedere all’allestimento e nelle varie fasi di lavoro utilizzando solo il telecomando. Un ampio display mostra ogni momento d’azione attraverso un’interfaccia intuitiva che consente la programmazione di tre profili di gestione. Gli operatori che desiderano operare da una cabina possono scegliere tra una cabina Ultra View o Ultra View Light, implementate del sistema di controllo della gru Manitowoc CCS, mentre la tecnologia High-Performance Lifting (HPL) conferisce alta velocità alle operazioni di sollevamento anche al carico massimo e l’utilizzatore può selezionare varie velocità in base alle circostanze operative.

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TECNOLOGIE INDUSTRIA DEGLI INERTI

OBIETTIVO ZERO CO2

I

l mondo del cemento sta al passo con i tempi e non si fa cogliere impreparato dalle importanti trasformazioni alle quali il pianeta sarà chiamato per la propria tutela. HeidelbergCement ha annunciato la sua intenzione di procedere con l’upgrade del suo stabilimen-

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to a Slite, sull’isola svedese di Gotland, per farla diventare la prima cementeria a neutralità carbonica al mondo. Il sistema che verrà installato nell’impianto di Slite, gestito da Cementa, filiale del Gruppo HeidelbergCement, sarà dimensionato per catturare fino a 1,8

milioni di tonnellate di CO2 all’anno, che corrispondono alle emissioni totali dell’impianto. Inoltre, l’uso di combustibili a base biologica nella produzione del cemento a Slite verrà incrementato in linea con l’impegno del gruppo di aumentare la quota di biomasse nella miscela di combustibili. La cattura a pieno regime delle emissioni di CO2 dell’impianto è prevista entro il 2030. “HeidelbergCement sarà il leader nel settore del cemento nel suo cammino di transizione verso la neutralità carbonica - ha detto il dr. Dominik von Achten, Presidente del Consiglio di Amministrazione di HeidelbergCement - Per la decarbonizzazione del nostro settore, la chiave è trovare, applicare e dimensionare le soluzioni tecniche per la cattura e l’utilizzo o lo stoccaggio del carbonio” Dopo aver acquisito esperienza preziosa con le tecnologie CCU/S in Norvegia e in altre nazioni, ora siamo entusiasti di compiere il passo successivo con un cementificio ad assoluta neutralità carbonica in Svezia. Si

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HEIDELBERGCEMENT REALIZZERÀ A SLITE, SULL’ISOLA SVEDESE DI GOTLAND, LA PRIMA CEMENTERIA A NEUTRALITÀ CARBONICA AL MONDO Sistema all’avanguardia Il sistema che verrà installato nell’impianto di Slite, gestito da Cementa, filiale del Gruppo HeidelbergCement, sarà dimensionato per catturare fino a 1,8 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, che corrispondono alle emissioni totali dell’impianto

tratta di un passo rivoluzionario per il nostro settore.” Questo progetto rivoluzionario supporta gli ambiziosi obiettivi svedesi per la riduzione delle emissioni di carbonio. L’impianto per la cattura del carbonio verrà costruito accanto allo stabilimento a Slite,

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dove vengono attualmente prodotti tre quarti del cemento usato per la produzione di calcestruzzo in Svezia. Si stima che i processi per l’autorizzazione e il periodo di costruzione richiederanno poco meno di dieci anni. Uno studio di fattibilità già avviato tratterà le questioni chiave legate

alla scelta delle tecnologie, all’impatto ambientale, ai temi legali e finanziari, alla logistica e all’approvvigionamento di energia. La CO2 catturata verrà trasportata in sicurezza in un sito offshore sicuro per lo stoccaggio permanente, posizionato diversi chilometri sotto al livello del suolo.

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TECNOLOGIE AUTOMAZIONE E CONTROLLO

SENSO DI CONFINE INSTALLATI SULLA MACCHINA DA DISTRIBUZIONE SPEEDY, I SISTEMI BACKSENSE E BACKEYE360 CONTRIBUISCONO A UNA DINAMICA AGILE E SENZA RISCHI INTORNO AL MEZZO DURANTE LE OPERAZIONI PIÙ IMPEGNATIVE IN CANTIERE

L

a collaborazione tra Bianchi Casseforme e Brigade Elettronica rivela una partnership ormai consolidata. La propensione all’innovazione unisce gli intenti di queste due realtà industriali che sembrano per molti aspetti condividere un percorso virtuoso accomunabile. Brigade, infatti, ha portato in Europa, oltre 45 anni fa, il primo avvisatore acustico per la retromarcia e via via si è specializzata e affermata nel settore della sicurezza veicolare. Bianchi, nei primi anni Sessanta, ha realizzato le prime casseforme metalliche in Italia - in sostituzione di quelle in legno - e negli anni Ottanta, ha creato Speedy, la famosa macchina per la distribuzione del calcestruz-

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zo, frutto di una visita di Mario Bianchi negli Stati Uniti, dove ne ammirò un prototipo che contribuì alla svolta progettuale dell’azienda italiana. Speed infatti è una macchina per la distribuzione di quantità di calcestruzzo da 3-4 m3 versatile, economica e, soprattutto, rapida e affidabile. Il suo lancio costituì una svolta per Bianchi Casseforme, contribuendo all’ascesa di fatturato e autorevolezza nell’industria della prefabbricazione in calcestruzzo. La Speedy fu il trampolino di lancio che proiettò l’azienda sul mercato europeo, negli anni Novanta (con la Spagna che fece da apripista). Poi, nel 2008, l’approccio di mercato diventa mondiale, portando l’export Bianchi al

65% dei ricavi totali. Un’attività che si rivolge al comparto della prefabbricazione contemplando nella gamma di prodotti casseforme per elementi prefabbricati (di tipo industriale, commerciale, civile e residenziale), sistemi di distribuzione del calcestruzzo, impianti completi e a Carosello per la produzione automatizzata, sistemi magnetici, di precompressione e di vibrazione, accessori di sollevamento e fissaggio. Oggi, a quasi sessant’anni dalla nascita e con la terza generazione già operativa in azienda, Bianchi Casseforme prosegue il cammino tracciato dal suo fondatore, puntando su tecnologie innovative e avanzate, come la nuova Speedy elettri-

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Pronti all’industria 4.0 La vera innovazione Brigade, non solo in termini di sicurezza, è il collegamento di Backeye360 a MDR, il sistema di videoregistrazione mobile, scelto nella versione Wi-Fi e 4G, che rispetta alcuni criteri necessari per poter asseverare le macchine all’industria 4.0. Oltre a registrare ed archiviare le riprese delle telecamere, infatti, l’MDR consente l’interconnessione della macchina al server aziendale ed il suo monitoraggio in tempo reale. Ovvero: geolocalizzazione, scambio di informazioni sugli allarmi della macchina, visualizzazione in diretta delle fasi di lavoro, con possibilità di intervenire in caso di anomalie. Funzionalità che hanno suscitato l’interesse dei clienti di Bianchi Casseforme, che, a sua volta, confermando la sua propensione all’innovazione, ha approfondito e studiato la direttiva Industria 4.0 e li ha guidati nella scelta dei dispositivi Brigade più adatti.

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TECNOLOGIE AUTOMAZIONE E CONTROLLO

ca, ora in fase di sviluppo. La versione attuale della macchina distributrice è propulsa da un motore a combustione interna alimentato a gasolio, ma il modello elettrico - disponibile a breve - è di certo una scelta vincente, soprattutto nell’imminenza delle normative sempre più stringenti sulle emissioni, specialmente nel caso in cui, come spesso accade nei cantieri concrete in Italia e in Europa, un’impresa si trovi a lavorare in ambienti completamente al chiuso. La nuova Speedy non avrà dunque alcuna limitazione di impiego; anzi, sarà omologata per qualsiasi paese, in ambito internazionale per una nuova sfida che Bianchi Casseforme lancia, alla vigilia di una ripresa nazionale che trova la personalità di un’azienda forte, di lunga esperienza e dal know-how esclusivo. Per definire la mutua conoscenza tra Bianchi e Brigade, dobbiamo parlare di una garanzia di massima sicurezza per macchine come la già menzionata Speedy. Su quasi tutti i propri modelli, Bianchi Casseforme ha installato i dispositivi Brigade Elettronica - nello specifico, tra gli altri, il radar Backsense e il sistema

di telecamere e monitor Backeye360. Il Backsense impiega la tecnologia FMCW (onda continua modulata in frequenza) che assicura un rilevamento preciso e istantaneo di ostacoli materiali e persone. Il suo raggio d’azione può essere configurato, a seconda del mezzo, da 2 a 10 m di larghezza e da 3 a 30 m di distanza; sono possibili aree di rilevamento personalizzate per escludere oggetti fissi o elementi della carrozzeria. Dal design estremamente robusto, Backsense implementa un display a cinque stadi

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di facile lettura, con relativi allarmi acustici. Un dispositivo, il backsense, che Bianchi Casseforme monta sulle macchine destinate a clienti particolari che prevedono di impiegare la Speedy per cicli pesanti di lavoro, con l’impegno di gettare 130 m3 al giorno di calcestruzzo in condizioni di completa efficienza e sicurezza. Backeye360 è invece un sistema di visione a 360 gradi tutto intorno al mezzo. Tramite un apposito software, riunisce e rielabora le riprese di quattro telecamere ultragrandangolari in una sola immagine, riproducendola immediatamente sul monitor in cabina (versione impermeabile da 7”, più resistente degli standard). Inoltre, Backeye360 permette di attivare specifiche viste grazie a diversi trigger, e il monitor può essere frazionato, per mostrare, in contemporanea, l’intero mezzo e una specifica zona. Un sistema che azzera gli angoli ciechi, a salvaguardia degli operatori. Bianchi Casseforme lo ha installato con facilità sulle Speedy, dal momento che il montaggio delle telecamere si concentra sulla parte superiore del mezzo, ruotando in contemporanea con la parte mobile della macchina.

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TECNOLOGIE AUTOMAZIONE E CONTROLLO

LA NUOVA FRONTIERA DEL REVAMPING ELETTRO SIGMA FORNISCE SOLUZIONI “CHIAVI IN MANO” PER OGNI TIPO DI NECESSITÀ, CONTANDO ANCHE SULLA PARTNERSHIP CON I PIÙ BLASONATI PARTNER INTERNAZIONALI

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l termine “revamping” applicato al campo edilizio consiste nel “revampizzare” vecchi impianti per renderli più moderni, innovativi, intelligenti e portarli al passo con il mercato del calcestruzzo. Il revamping prevede diversi interventi all’interno di un impianto, dalle parti meccaniche, elettriche, idrauliche e idriche ma anche operazioni a livello hardware e software per renderlo più manutentivo e predittivo. La manutenzione di sistemi d’automazione è sempre stata un’operazione delicata, ma soprattutto da eseguire con cognizione di causa anche perché, spesso, queste installazioni presentano molte parti complesse; ci riferiamo ai sistemi di controllo logico o elaborativo per la gestione di macchine e processi, che minimizzano la necessità dell’intervento umano. Tali impianti, oltre ai controlli di ordinaria amministrazione, possono essere integrati con nuove funzionalità e programmi tecnologici che consentono di migliorarne la resa, le attività o i tempi. Per questo motivo Elettro Sigma applica le nuove speciali automazioni di Dorner Electronic, partner di fiducia da anni. In questo momento, sono state intraprese sfide con le più importanti aziende mondiali nel settore readymix che hanno iniziato questo per-

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corso di revamping nei propri impianti in Italia con l’automazione DornerBatch, i dosatori di additivi e le sonde d’umidità Hydro Probe IV. Il tutto interfacciato con il sistema aziendale ERP o MES. Elettro Sigma effettua revamping su dosatori additivi liquidi, Dorner Batch, sonde d’umidità, quadro elettrico e sistema di sicurezza silos. Tutti i prodotti in questione possono essere forniti chiavi in mano.

Sigma propone diverse soluzioni per la gestione degli additivi liquidi come plastificanti e stabilizzanti. L’obiettivo è quello di soddisfare sempre le richieste dei clienti, motivo per cui l’azienda ha un’ampia gamma di proposte. A seconda delle esigenze vengono forniti additivi che hanno capacità diverse

Dosatori additivi liquidi I sistemi LW prodotti da Elettro Sigma consentono di dosare un solo additivo liquido con un’approssimazione dello 0,5%. L’additivo pescato dal serbatoio passa attraverso il sistema LW per mezzo di una pompa bidirezionale che consente di coprire le distanze che abitualmente si riscontrano in tali impianti. Sono dotati di un sensore di troppo pieno che commuta un contatto comunicando l’anomalia al sistema di controllo centrale. Inoltre visualizzano a distanza la quantità di additivo contenuto nel recipiente, collegando l’uscita della cella di carico ad un idoneo strumento elettronico o a sistemi automatici di controllo come PLC. I dosatori per liquidi sono utilizzati soprattutto nell’ambito degli impianti di miscelazione, Elettro

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come intervento di revamping su un impianto esistente. L’azienda austriaca Dorner Electronic si è affermata come leader del mercato europeo e mondiale per le soluzioni software per l’industria dei materiali da costruzione.

Sonde d’umidità Hydronix è il maggior produttore al mondo di sensori digitali per la misurazione a microonde dell’umidità. Dalla sua fondazione nel 1982, l’azienda ha fornito oltre 85.000 sensori a svariate industrie in oltre 80 paesi del mondo. I sensori di umidità sono impiegati efficacemente in numero-

se applicazioni, dalla produzione di calcestruzzo, aggregati e asfalto, alla gestione di materiali organici come mangimi per animali, granaglie, frutta a guscio, oli e biomasse. Hydro-Probe è stato il primo sensore di umidità in cui è stata adottata la tecnica di misurazione a microonde digitale. È dotato di una funzione di elaborazione numerica del segnale che fornisce un’uscita lineare, sia analogica che digitale, e può essere facilmente collegato a qualsiasi sistema di controllo. Le applicazioni tipiche includono il controllo dell’umidità in sabbia, cemento, calcestruzzo, asfalto e aggregati.

come quali 5 - 17 - 27 - 57 litri. Inoltre vengono proposte versioni per impianti dry e wet a gravità con scarico nel mixer.

DornerBatch Si tratta un semplice e intuitivo sistema di controllo ideato per gli impianti di calcestruzzo e prefabbricati con elevato grado di standardizzazione. Il pannello di controllo tutte le informazioni importanti, per fare una produzione di qualità. DornerBatch si armonizza facilmente con i programmi ERP o MES di terze parti. Il sistema inoltre soddisfa i fattori abilitanti di Industry 4.0 e quindi può essere agevolato sia come prima installazione che

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TECNOLOGIE AUTOMAZIONE E CONTROLLO

Hydro-Mix è un robusto sensore di umidità a microonde ad incasso da inserire in mescolatori e trasportatori per il controllo dei processi industriali. Progettato da Hydronix per tollerare condizioni difficili come la turbolenza di un mescolatore, il sensore ha funzioni integrate di elaborazione del segnale e può essere facilmente collegato a un qualsiasi sistema di controllo. Il sensore esegue 25 misurazioni al secondo, consentendo di rispondere rapidamente a qualsiasi variazione del contenuto di umidità e di determinare la raggiunta omogeneità.

Quadro elettrico

Elettro Sigma effettua diverse azioni per soddisfare ogni esigenza del cliente fino ad arrivare alla finitura del quadro, come la progettazione di sistemi manuali o automatici per comando, la costruzione

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di quadri cablati in officina collaudi, le effettuazioni di controlli per sistemi di dosaggio additivi liquidi e polveri e la configurazione nelle cabine di comando centrali. Vengono inoltre realizzati quadri per impianti di betonaggio, di

distribuzione del calcestruzzo e precast/ readymix. Quindi perché conviene revampizzare? Semplice! Per una maggiore verifica dei costi e per l’ottimizzazione ed il controllo dell’impianto.

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MATERIALI PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI

QUANDO IL CALCESTRUZZO DIVENTA SOSTENIBILE IL TRASPORTO DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE INCIDE MOLTO SUL PREZZO FINALE DI UN PRODOTTO, PENALIZZANDOLO NEL CASO DI LAVORI RICHIESTI LONTANO DALLO STABILIMENTO. GRAZIE ALA LEGGEREZZA DELLA NUOVA LINEA DI MATERIALI LEGGERI IN CALCESTRUZZO DI MICHELETTO, IL TRASPORTO DEGLI STESSI INCIDE MENO SUL PREZZO FINALE, RENDENDOLI PIÙ DISPONIBILI OVUNQUE

I

n Francia ha pavimentato l’intero parcheggio di un grande centro commerciale di Grenoble; in Croazia ha portato a termine numerose aree private affacciate sul mare; a Bucarest ha realizzato il fondo stradale delle aree dedicate a parco giochi. Stiamo parlando di Micheletto, azienda di San Giorgio delle Pertiche (PD) di cui sessant’anni di storia, testimoniano

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la qualità e l’originalità delle sue pavimentazioni in calcestruzzo. Grazie a una serie di prodotti innovativi per i quali il trasporto incide meno sul prezzo finale, l’azienda padovana prevede oggi di incrementare notevolmente la sua presenza sui mercati internazionali, passando dall’attuale 5% di fatturato estero ad una quota del 30% entro il 2025. Come spiega Stefano Micheletto, presidente dell’azienda «Dalla lavorazione delle materie prime, delle sabbie e degli inerti, fino al prodotto finito, il nostro la-

boratorio segue uno scrupoloso protocollo di verifica della produzione, curando ogni fase del processo, controllandone la conformità al quadro legislativo e rilasciando un prodotto garantito e monitorato”. Proprio la grande attenzione alla ricerca e alla sostenibilità ambientale, unita alla necessità di contenere il peso dei materiali da trasportare, ha portato Micheletto alla realizzazione di Ri-Made Eco. Si tratta di una nuova linea di materiali in calcestruzzo che utilizza una miscela granulare leggera, a base di polimeri (G-MIX), ottenuta dal rici-

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clo di materie plastiche non pericolose post-consumo. Una soluzione destinata principalmente alla realizzazione di pavimentazioni autobloccanti sostituendo, in misura percentuale, gli inerti comunemente usati. Ideato nel rispetto delle più recenti restrizioni normative, Ri-Made Eco punta quindi alla sostenibilità, alla leggerezza, alla flessibilità e all’abbattimento dell’effetto isola di calore. Il riciclo delle materie plastiche evita l’aumento di materiale in discarica e il ricorso a nuove materie prime non rinnovabili, come la ghiaia di fiume, i quarzi, i graniti. L’utilizzo di Ri-Made Eco gode quindi di molteplici vantaggi, quali: • la sostenibilità, grazie al completo utilizzo di materie plastiche non pericolose post consumo; • La leggerezza, in quanto il peso di un elemento della pavimentazione realiz-

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zata con Ri-Made Eco è nettamente inferiore a quello di uno stesso elemento tradizionale composto da sabbia e da cemento; • La flessibilità, garantita dalla possibilità di utilizzare il materiale plastico riciclato in diverse percentuali all’interno delle pavimentazioni autobloccanti in calcestruzzo, senza riduzione delle prestazioni meccaniche; • l’abbattimento dell’effetto isola di calore, ottenuto grazie alla conducibilità termica propria della miscela di polimeri che permette di ridurre l’assorbimento di energia solare e mantenere una più bassa temperatura del fondo stradale. A livello progettuale, Ri-Made Eco permette di aumentare i punteggi nell’ambito dei protocolli di sostenibilità ambientale degli edifici e nelle gare d’appalto. Inoltre, soddisfa i criteri ambientali minimi (CAM) richiesti per le nuove costruzioni,

per le ristrutturazioni e per la manutenzione degli edifici pubblici. Rispetto alle materie riciclate comunemente usate, l’utilizzo del materiale plastico G-MIX ha un vantaggio predominante, in quanto conferisce una densità minore rispetto alle materie prime classiche, riducendo notevolmente il peso della pavimentazione, pur mantenendo le stesse caratteristiche estetiche e tecniche. L’obiettivo di Micheletto è quindi proporre nuovi materiali composti da calcestruzzo e da elementi di recupero, altamente sostenibili e nel pieno rispetto delle più recenti restrizioni normative, che possano garantire, al tempo stesso, elevate prestazioni. L’azienda punta ora a proporre una pavimentazione erbosa o filtrante; una sorta di grigliato che presenta dei solchi in cui si può far crescere l’erba o giocare sui colori. Una novità che sta incontrando apprezzamento, in particolare in ambito pubblico.

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MATERIALI PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI

VALORE DUREVOLE TRA LE SOLUZIONI PER LA MANUTENZIONE E IL RIPRISTINO DELLE PAVIMENTAZIONI IN CALCESTRUZZO, SI DISTINGUE UNA LINEA SPECIFICA DI PRODOTTI DRACO A BASE DI RESINE CEMENTIZIE PER GARANTIRE LUNGA VITA E FUNZIONALITÀ ALLE PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI a cura di Gianluca Pagazzi, ingegnere libero professionista e Davide Gabrielli, direttore generale di Draco Italia Spa

L

a pavimentazione industriale è il supporto primario sul quale si svolgono tutte le attività produttive di una azienda ed è quindi importante che la sua realizzazione venga attentamente progettata e personalizzata in base alla specifica destinazione d’uso. In realtà, fino a qualche anno fa, la sua realizzazione nonché la definizione di spessori, armature, caratteristiche del calcestruzzo e disposizione dei giunti venivano demandate all’esperienza del pavimentista

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o del direttore dei lavori. Con l’entrata in vigore delle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018, si è avuto il riconoscimento della necessità di progettazione delle pavimentazioni industriali con l’indicazione del Documento CNR-DT 211/2014, “Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione ed il controllo delle pavimentazioni di calcestruzzo”, quale riferimento per le modalità di progettazione e di realizzazione di una pavimentazione, sulla base della destinazione d’uso e dei carichi

agenti, della resistenza all’abrasione, della planarità e dell’orizzontalità della pavimentazione, della realizzazione dei giunti e così via. Perché una pavimentazione industriale possa assolvere alle sue funzioni primarie, è necessaria tuttavia una concomitanza di fattori, tra i quali la qualità dei materiali impiegati nella realizzazione, la corretta esecuzione, i controlli e la manutenzione. Quest’ultima garantisce la durabilità e la funzionalità della pavimentazione, nell’arco della sua vita nominale.

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Le pavimentazioni industriali in calcestruzzo sono infatti le strutture maggiormente sottoposte a sollecitazioni, cedimenti differenziali e tensioni di varia natura, causati da carichi statici e dinamici di servizio dovuti all’attività produttiva. Il loro deterioramento e usura è principalmente dovuto ad azioni meccaniche agenti in superficie, oltre che a difettosità tecnologiche o di realizzazione della lastra. In esterno, inoltre, le superfici sono esposte anche ad eventi atmosferici, sforzi termici eccessivi e disomogenei o cicli di gelo-disgelo troppo rapidi, che determinano una condizione di esercizio ancora più gravosa. Nell’ambito della manutenzione e della protezione, Draco Italiana, azienda primaria nel settore delle pavimentazioni industriali, ha predisposto una specifica linea dedicata ai Pavimenti con una gamma di soluzioni e sistemi al fine di eseguire la manutenzione e gli eventuali ripristini delle pavimentazioni, durante la loro vita di servizio, e la relativa protezione.

Manutenzione e ripristino delle pavimentazioni Le malte di resina sono soluzioni particolarmente efficaci per la riparazione delle pavimentazioni in calcestruzzo ammalorate e supporti soggetti ad usura, traffico elevato e degrado. La resina epossi-cementizia additivata con inerti ad alta resistenza, additivi e fibre offre la massima certezza di adesione, ottime resistenze a compressione e all’abrasione, ideali per le riparazioni localizzate di buchi e il ripristino della superficie usurata. Rispetto ai

Sigillatura, efficacia in due mosse Draco Italiana propone una serie di prodotti specifici dedicati alla sigillatura e riparazione dei giunti di contrazione/controllo e delle fessure. Tra questi, Dracoflex P è un sigillante poliuretanico monocomponente a basso modulo elastico flessibile e chimico resistente, caratterizzato da elevata aderenza ai supporti ed elevata capacità di lavoro. Epojoint invece è una resina epossipoliuretanica bicomponente flessibile chimico-resistente, pensata specificatamente per il “riempimento dei giunti” di costruzione, di controllo e di dilatazione nelle pavimentazioni in calcestruzzo, industriali, stradali, aeroportuali, con elevata capacità di lavoro e buona resistenza agli urti, al traffico e agli oli, benzine, kerosene e soluzioni saline.

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MATERIALI PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI prodotti tradizionali, la matrice epossi-cementizia a rapido indurimento garantisce una maggiore resistenza all’abrasione e al traffico pesante, adesione eccellente anche su fondi umidi, duttilità nativa con conseguente tolleranza di supporti microfessurati, inassorbenza e facilità di pulizia. Nel piano di manutenzione ordinaria, da eseguire durante la vita nominale della pavimentazione, sono sempre previsti: la pulitura, il ripristino puntuale della sigillatura dei giunti, il ripristino localizzato dell’eventuale trattamento superficiale e dello strato di finitura, il ripristino puntuale del giunto di costruzione, di espansione e di contrazione in presenza di patologie di degrado evidenti, il controllo e verifica dello stato fessurativo e della sua evoluzione, in presenza di patologie di degrado particolarmente pronunciate, la verifica delle patologie di degrado determinate dalle deformazioni spontanee della piastra

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gelo e disgelo, sali disgelanti e traffico elevato. Il rivestimento realizzato con Epomalt Fast 50 può essere reso ancora più assorbente e di facile pulizia applicando Wepox Finitura, ideale per la ricostruzione dello strato di usura di piazzali esterni in calcestruzzo e per pavimentazioni industriali soggette a forte traffico. Epomalt Fast 100 è un malta resinosa epossicementizia bicomponente da rasatura per il restauro e il rivestimento ‘a vista’ di pavimentazioni industriali in calcestruzzo ammalorate (versione a medio spessore - 0,6 mm circa per strato). Il prodotto può essere lasciato ‘a vista’ grazie alle ottime caratteristiche fisico-meccaniche e all’effetto antiscivolo. La Linea Pavimenti offre anche il prodotto denominato semplicemente Epomalt, una malta bicomponente epossi-cementizia a “grana fine” con cui si eseguono rasature millimetriche per il restauro e il rivestimento delle pavimentazioni ammalorate in calcestruzzo che può essere lasciata a vista grazie alle ottime caratteristiche fisico-meccaniche e al grado di finitura estetica elevato.

La riparazione dei giunti Per il ripristino di giunti di costruzione e contrazione ammalorati soggetti a traffico elevato, la riparazione di pavimentazioni industriali soggette a sollecitazioni e la realizzazione di giunti a travetto ad alta resistenza, Draco Italiana propone Riparagiunti, una malta a base di resine epossidiche, leganti e aggregati in curva, che si applica facilmente tramite colatura e non è soggetta a ritiro. Nel caso di ricostruzioni, stuccature e riparazioni di pavimentazioni e spalle di giunti in calcestruzzo e conglomerati cementizi in genere, anche in verticale, si può ricorrere all’uso di Pavifix, una malta epossidica bicomponente a rapidissimo indurimento formulata per la riparazione localizzata di pavimentazioni in calcestruzzo. Epomalt Fast 50 è un malta resinosa epossicementizia bicomponente da rasatura per il restauro e il rivestimento di pavimentazioni industriali in calcestruzzo soggette a delaminazione della superficie e ad ammaloramenti (versione per rasature - 0,4 mm circa per strato). La formulazione epossicementizia inoltre permette la sua applicazione anche in esterno in presenza di climi freddi, pioggia, cicli di

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MATERIALI INDUSTRIA DEGLI INERTI

LA NUOVA ERA DEGLI AGGREGATI

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SI È APERTO UFFICIALMENTE (IN MODALITÀ VIRTUALE) DIGIECOQUARRY, IL PROGETTO CHIAVE PER LA DIGITALIZZAZIONE DEL SETTORE, DI CUI HOLCIM È SITO PILOTA

I

l maxi-progetto per la digitalizzazione del settore degli aggregati è ufficialmente partito. L’iniziativa, selezionata tra oltre 80 concorrenti, è co-finanziata dalla Commissione EU ed è inserita nell’ambito del programma Horizon2020 con circa 13 milioni di euro. Il Consorzio, di cui Holcim Aggregati Calcestruzzi fa parte per l’Italia, conta 25 partner a livello Europeo e internazionale tra Società (Metso, Sandvik, Akka, Maxam, ecc…), Università (Chalmers, Universidad Politecnica de Madrid, ecc..), Associazioni di categoria (ANEFA, Asogravas) e centri di ricerca (Mintek, Zabala, ecc). Il progetto, coordinato da César Luaces Frades (Segretario Generale di ANEFA - Asociación nacional de empresarios fabricantes da áridos) con il supporto di Zabala, si svilupperà su un periodo di quattri anni ed è finalizzato a sviluppare e testare un nuovo sistema digitale nelle cave di aggregati dall’escavazione, alla produzione e trasporto. DIGIECOQUARRY svilupperà e validerà in cinque siti pilota un sistema di cava innovativo e integrato che comprende sensori IQS, processi, strumenti e metodi per l’acquisizione, l’elaborazione e la condivisione dei dati per fornire un controllo di processo integrato digitalizzato, automa-

tico con l’AI in tempo reale per le cave di aggregati. Questo si tradurrà in migliori condizioni di salute e sicurezza per i lavoratori, che attraverso processi automatizzati e controllati non verranno più esposti ad operazioni pericolose, ma anche nel miglioramento dell’efficienza dei siti estrattivi degli inerti, con conseguente aumento della redditività dei processi estrattivi e della sostenibilità operativa a lungo termine. E ancora: massima sostenibilità ed efficienza delle risorse nelle operazioni di cava attraverso la riduzione delle emissioni, il miglioramento della gestione dell’acqua e la promozione di un approvvigionamento sostenibile delle materie prime per alimentare le catene del valore nuove ed esistenti chiudendo i cicli dei materiali e garantendo la produzione a lungo termine e una igliore accettazione sociale attraverso la comunicazione con i responsabili politici, i cittadini e gli attori rilevanti. Holcim Aggregati Calcestruzzi, coordinerà i 5 siti pilota europei dove il sistema verrà testato (Vicat-Francia, Hanson-Spagna, Holcim Aggregati Calcestruzzi-Italia, Cronenberger-Germania, Cimpor-Portogallo) sperimentando il nuovo sistema per la parte di lavorazione dei materiali alluvionali (Sabbia e la Ghiaia).

Lo scopo del progetto DIGIECOQUARRY svilupperà e validerà in cinque siti pilota un sistema di cava innovativo e integrato che comprende sensori IQS, processi, strumenti e metodi per l’acquisizione, l’elaborazione e la condivisione dei dati per fornire un controllo di processo integrato digitalizzato, automatico con l’AI in tempo reale per le cave di aggregati

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ENTI E ASSOCIAZIONI ATECAP

TRANSIZIONE ECOLOGICA: NESSUNO SI SALVA DA SOLO PER COGLIERE LE OPPORTUNITÀ CHE SI APRONO NEL NUOVO MERCATO DELLA GREEN ECONOMY OCCORRE UNA STRATEGIA DI RECIPROCITÀ CHE ACCOMUNI TUTTI GLI ATTORI DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE di Andrea Bolondi, Presidente Atecap

L

a transizione ecologica è l’obiettivo del nostro Paese, e dell’Europa tutta quantomeno, per la ripresa dopo la pandemia. Il perché è evidente a ognuno oramai: è stata innestata una spirale non più sostenibile per il pianeta che abitiamo. La popolazione mondiale è in costante aumento, con conseguente necessità di produrre sempre di più per soddisfarne il fabbisogno. L’ambiente, però, non è in grado di tollerare un sistema industriale così intensivo e la sua reazione è quella di diventare non più “ospitale” per il genere umano. Dobbiamo quindi cambiare passo, anzi probabilmente è già tardi, vista la costante ascesa nel numero di abitanti del nostro pianeta. Secondo le stime, il punto di partenza è collocabile appena dopo la rivoluzione industriale del diciassettesimo secolo, che sarebbe stato il periodo in cui venne raggiunto il primo miliardo di persone. Da lì, siamo poi passati da due miliardi ai quasi otto attuali in meno di un secolo. Sconvolgente. Le Nazioni Unite prevedono che, procedendo con questi ritmi, la popolazione mondiale dovrebbe aumentare di altri due miliardi nei prossimi trenta anni, arri-

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vando a toccare la preoccupante quota di dieci miliardi. In questa prospettiva, appare evidente come, al centro dei processi di cambiamento, giochi un ruolo chiave proprio l’industria delle costruzioni, che fornisce prodotti che si prefiggono di essere utili alla vita delle persone. Il tema della transizione ecologica certamente non può prescindere dalla ricerca e dall’innovazione tecnologica. Ma in termini di scenari di politica industriale, richiede anche riflessioni sugli aspetti legati alla creazione di valore in un contesto di mercato. Questo per scongiurare il rischio, almeno nel breve periodo, che tutti gli sforzi si concentrino su poco lungimiranti tattiche di mero ribaltamento degli oneri legati ai processi di transizione. Porto l’esempio a me più vicino, quello del calcestruzzo, la soluzione ideale per realizzare case, infrastrutture, opere piccole e grandi, il materiale più sicuro, durevole e sostenibile nelle mani dell’uomo per ogni tipo di costruzione. Il legante oggi più utilizzato per la preparazione del calcestruzzo è il cemento, messo a disposizione da un sistema industriale alle prese con una vera e propria rivoluzione in materia di energia e ambiente.

Siamo alla vigilia della “tempesta perfetta”, mutuando dalla meteorologia l’espressione per descrivere una situazione in grado di provocare il massimo danno possibile in una determinata area. Innanzitutto, l’”ambiziosa” revisione del sistema europeo di scambio di quote di emissione, che accelererà gli investimenti delle imprese dei settori energivori, tra cui il cemento, per intervenire su costose tecnologie di abbattimento delle emissioni degli impianti di produzione. Per evitare che questa “temeraria” revisione penalizzi il sistema industriale europeo a favore di Paesi con diverse aspirazioni ecologiche, l’Europa è alle prese con l’introduzione di una sorta di dazio per colpire i prodotti importati da quelle nazioni che non rispettano i medesimi standard ambientali in vigore nel vecchio continente. Un meccanismo di adeguamento per tassare alla frontiera determinate materie prime fabbricate in paesi esteri, sulla base del loro contenuto di anidride carbonica. Dalla bontà, o meno, di tale meccanismo dipendono i flussi delle esportazioni e, soprattutto, l’adeguata certezza per le imprese, alla base degli investimenti in decarboniz-

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zazione e delle scelte di rilocalizzazione delle attività produttive. Last but not least, il rincaro delle “bollette” dovuto alle le nuove linee guida sugli aiuti di Stato in materia di energia e ambiente, la base giuridica di tutti gli aiuti di Stato che saranno formulati nell’ambito degli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che non includono il cemento tra i settori cosiddetti “eligible”, vale a dire che alla scadenza della notifica italiana verrà meno il sistema di sconti attualmente in vigore. Questa concomitanza storica di circostanze impone una profonda analisi per non banalizzare il processo di transizione ecologica come la gestione e la traslazione di extra-oneri lungo gli attori della filiera e per cogliere l’opportunità di trasformazione che coinvolge tutta la catena del valore. In altri termini, è di fondamentale importanza che sin da subito, si persegua e si segua una strategia di reciprocità che accomuni tutti i soggetti coinvolti nella filiera delle costruzioni. Per ciò che riguarda più da vicino il settore del calcestruzzo, importante sarà il processo di valorizzazione del prodotto, che già da qualche tempo inizia a non essere più

Andrea Bolondi

erroneamente percepito come un prodotto generico, una commodity, ampiamente disponibile sul mercato che non si differenzia da quelli concorrenti agli occhi dei potenziali clienti. Su questo fronte rilevante è l’attività dell’Associazione in termini di evidenze delle caratteristiche del calcestruzzo, prodotto che deve essere “scelto” dai progettisti non perché inevitabile ma per i suoi vantaggi indiscussi ed identificabili. Dal punto di vista tecnologico sarà fondamentale la ricerca di soluzioni a basso impatto e innovative che impieghino nuove materie prime, quali ad esempio cementi a basso contenuto di clinker, da cui scaturisca lo studio di nuovi mix-design. Inoltre, andrà approfondito il contributo della logistica legata al trasporto e alla consegna del calcestruzzo nella strategia di decarbonizzazione, valutando costi e benefici dell’eventuale passaggio da mezzi tradizionali a mezzi alimentati a metano o energia elettrica. Insomma, il cammino è appena iniziato, è lungo e il traguardo è ineludibile. Ma la rotta non è ancora tracciata, per cui scegliamo quella più efficace per tutti, in un gioco in cui o si vince insieme o non si vince affatto.

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IN QUESTO Maggio/Agosto 2021 NUMERO Anno 3

Aziende citate A

F

ABB Robotics .......... 28 Anpar ....................... 20 Atecap ....................104

Federbeton .............. 45

Bianchi Casseforme .88 Brigade Elettronica ..88

C Calcestruzzi ............. 14 Cifa ........................... 80 Consorzio REC ....... 20

D Delucchi ................... 10 Doka ......................... 12 Doosan ..................... 66 Dorner Batch .... 15, 92 Draco ........................ 98

TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO - OPERE CIVILI E INFRASTRUTTURE - PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI E MASSETTI - INDUSTRIA DEGLI INERTI PREFABBRICAZIONE E MANUFATTI IN CALCESTRUZZO - MONITORAGGIO, RIPRISTINO E CONSOLIDAMENTO - DEMOLIZIONE E RICICLAGGIO

G

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione

R

Supply chain of concrete and precast industry

Filiera del calcestruzzo e della prefabbricazione Supply chain of concrete and precast industries R

Supply chain of concrete and precast industry

General Beton ...........15 Getech ........................38

H HeidelbergCement .86 Holcim ............ 22, 103 Hyundai ................... 70

Inserzionisti 9 Bianchi Casseforme 21 Blend Plants - FBG 17 Draco III Edilmatic II Elettro Sigma 7 Euromecc 5 Federbeton

La Rivista “Concrete News” è edita da Mediapoint & Exhibitions s.r.l. di Genova

B

Enrico Giovannini è il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili. Una figura che ha assunto in questi ultimi mesi il ruolo di uno stratega per il rilancio delle grandi opere e dello sviluppo sicuro di strade, ponti e ferrovie. Nell’Italia della nuova ripresa, è uno degli uomini chiave per le costruzioni del futuro.

83 FM Gru RINASCIMENTO INFRASTRUTTURALE

95 Geofluid

N° 3 - 2021

53 Idrobase

I

11 Italcarrelli

Italcementi ............... 11

M Manitou ................... 33 Mapei ....................... 27 Micheletto ................ 96

E

P

Elettro Sigma .... 15, 92 Elettrondata ............. 27 Epiroc ....................... 76 Euromecc ................. 54

PGExpo .................... 21 Potain ....................... 84 Prefabbricati Guerrini ................... 62

R Raimondi ................. 58 Renzo Piano Building Workshop ......... 30, 48

IV Italcementi 13 Kimera 14 Metalgalante

S

15 Neron

Seli Overseas ........... 38 Simex ........................ 16

20 Pappadà Gino

U Unical ....................... 10

105 Penetron 43 Pipeline & Gas Expo 27 Rocchi 25 Sicoma 23 Tecno-Beton 19 Tecnocom 31 Tekna Chem 3 Unical

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SOLUZIONI ANTISISMICHE PER LA PREFABBRICAZIONE TRAVE

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RITENUTA TRAVE-PILASTRO EDIL TP

RITENUTA TEGOLO-TRAVE EDIL TT

PARAMETRI SPOSTAMENTO RESISTENZA A TRAZIONE/COMPRESSIONE AGLI SLU TASSELLI N° ARCHETTI

PARAMETRI SPOSTAMENTO RESISTENZA A TRAZIONE/COMPRESSIONE AGLI SLU TASSELLI N° ARCHETTI

± 12.5mm 50kN M20 4

DISPOSITIVI ANTISISMICI DI RITENUTA TRAVE-PILASTRO EDIL TP-N PARAMETRI SPOSTAMENTO RESISTENZA A TRAZIONE/COMPRESSIONE AGLI SLU Damping di progetto TASSELLI N° ARCHETTI

± 12.5mm 20kN M12 4

DISPOSITIVI ANTISISMICI DI RITENUTA TEGOLO-TRAVE EDIL TT-N

EN 15129:2009

PARAMETRI SPOSTAMENTO RESISTENZA A TRAZIONE/COMPRESSIONE AGLI SLU Damping di progetto TASSELLI N° ARCHETTI

± 12.5mm 70kN 39% M24 6

± 12.5mm 20kN 43% M16 4

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PARAMETRI SPOSTAMENTO RESISTENZA A TRAZIONE TASSELLI PANNELLO

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