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Progetto e realizzazione grafica iM.coM. sas - San Damiano (AT) Tel. Fax 0141 975221 - im-com@libero.it Periodico anno terzo numero 2 - Giugno 2012 a diffusione gratuita con spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, no/asti

Anno III - N. 2 - Giugno 2012 - Free PressÂ

2T periodico di Asti - Alba e Provincia

Bicicl...Asti: la provincia vista dai pedali

Dalla montagna al mare: vivi un’estate

tra il Piemonte e la Liguria

Canelli: Assedio con ospite regale


www.sandriebocchino.it


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Credits Periodico a diffusione gratuita Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 6/2010 La redazione non si assume responsabilità per variazioni di date, orari e luoghi delle manifestazioni, e ringrazia tutte le Amministrazioni Comunali per la gentile collaborazione. È vietata la riproduzione anche parziale di impaginazione e grafica. Proprietà Artistica riservata: iM.coM. S.a.s. Art director: iM.coM. S.a.s. Progetto Grafico: iM.coM. S.a.s.

terraetradizione@im-com.it

Sommario Editoriale Terra & Tradizione

pag 4-5

Rubrica Il Prof. Giorgio Calabrese

Pag 6

Il Dottor Longo...

pag 7

Direttore responsabile: Livio Oggero

La penna del lettore

pag 8

I sapori Quotidiani

pag 9

Testi: Maurizio Bongioanni, Giorgio Calabrese, Bruno Cingolani, Riccardo Longo, Livio Oggero, Cesare Torta.

Speciali

Fotografia: Azienda Speciale Camera di Commercio di Asti per Archivio Douja d’Or 2011, Comuni di: Asti, Castelnuovo Don Bosco, Moncalvo, Nizza Monferrato, San Damiano, Fotolia, Giuseppe Febbraro, Pro Loco di: San Damiano, San Giulio, Matteo Piana, Redazione Terra & Tradizione, Silvano Cerrato (www. monferrato.info). Sede legale, Redazione, Pubblicità, Direzione, Progetto grafico, Pubbliche relazioni: iM.coM. S.a.s. Gli articoli pubblicati esprimono il pensiero dell’autore e non necessariamente quello dell’editore

Bicicl...Asti: la provincia vista dai pedali

pag 10-14

Dalla montagna al mare: vivi un’estate tra il Piemonte e la Liguria

pag 16-19

Territorio e Tradizione Canelli, una città “sotto Assedio”

pag 20-23

Nizza Monferrato, i borghi si animano

pag 26

Castelnuovo Don Bosco, cene per i golosi

pag 27

Moncalvo, un paese che ama l’arte

pag 28-29

San Damiano, feste a gogò

pag 30-31

Asti, un’estate in fermento

pag 32

Douja d’Or: solo per grandi vini

pag 36-40

Luglio, Agosto, Settembre: tutti gli appuntamenti

pag 42-46

Distribuzione Gratuita Spedizione in abbonamento Postale

C.so Roma, 6/A - 14015 San Damiano (AT) Tel. Fax 0141 975221 - Cell. 328 4175338 www.im-com.it - info@im-com.it

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Guardiamo avanti con positività

Crisi? Sfruttiamo questo cambiamento!

editoriale

Terra & Tradizione | pag 4

Guardare avanti. Essere con- intenderla in senso positivo, per fare festa non mancano: sapevoli della situazione in come dovrebbe essere, perché partiamo da questi segni di cui stiamo vivendo, ma usa- è proprio durante questi mo- ottimismo, lanciati dai Core una chiave di lettura im- menti che si deve continuare muni, dalle Associazioni, prontata sull’ottimismo. Vo- ad essere ottimisti, per porre dalle Pro Loco, da tutti cologlio incentrare il mio spazio basi future ancora più solide. ro che credono nel territorio. proprio su queste semE noi, con “Terra & plici affermazioni, for- “Tutti i problemi possono Tradizione” vogliamo se scontate, ma a mio essere nuovamente percepiti esserne un mezzo comavviso ricche di signi- come delle sfide o delle petitivo, aperto a tutti, ficato dato dalla parola “opportunità” per cambiare, per poter dire che la “ottimismo”. Partiamo crescere o imparare”. Provincia di Asti comda qui: essere ottimisti. Robert Dilts batte, si propone, si Difficile lo so, ma non (Il potere delle parole e della PNL) sprona! Ringraziando impossibile parte tutchi anche per questo to da noi, ognuno è ciò che In questi miei pensieri, la numero ha sposato la nostra vuole essere! Purtroppo è da luce dell’ottimismo è bene filosofia, incentrata sulla diun po’ di tempo, forse trop- a fuoco davanti ai miei oc- vulgazione della tradizione, po, che si sente parlare di cri- chi, e vorrei portarne un po’ invito tutti ad essere più otsi ma non deve essere inter- a tutti voi, per continuare a timisti, ed a vedere positività pretata in senso negativo. In valorizzare la nostra terra e in questo cambiamento stofondo, non finirò mai di ri- la nostra tradizione astigia- rico che stiamo vivendo, per peterlo, la parola “crisi” vuol na che, con fatica e passio- costruire qualcosa di ancora dire “cambiamento”, almeno ne, persone valide e capaci più solido. Tutti insieme! A nella sua accezione greca. An- fanno rivivere ogni anno, voi la chiave di lettura. Buoche noi, in Italia, e di con- mese, giorno, nelle piazze na estate a tutti e non esitate seguenza anche in Provincia dei maggiori centri, come a contattarci! di Asti, siamo in una fase di in quelle dei piccoli paesi. cambiamenti. Ed io voglio In questo numero gli spunti L’editore S. F.

Per la vostra pubblicità, telefonate allo 0141 975221, oppure inviate una mail avente per oggetto “contatto” a: im-com@libero.it e sarete contattati e consigliati al meglio, da un nostro incaricato.


Parola d’ordine: divertimento!

Estate, voglio viverti intensamente

editoriale

Terra & Tradizione | pag 5

Fino all’ultimo granello di pagine di questo numero. sabbia tra le dita. Si intito- Un’estate che si esprime anla così la poesia che ho scel- che nell’enogastronomia: to per aprire il mio editoriale il mare “servito” a tavola, sul numero di giugno di “Terra&Tradizione”. Fino all’ultimo granello di Un numero che apre le sabbia tra le dita porte all’estate, da vivere nei suoi colori, nelle sue Colorata estate emozioni, nei suoi amori. voglio viverti Ho pensato di prendere fino all’ultimo spunto da queste parogranello di sabbia le di Karen Tognini per tra le dita. vedere come possiamo trascorrere insieme, in Respirarti provincia di Asti e non non resisterti... solo, i tre mesi estivi, da sentire intensamente Annegando la mia mente come i granelli di sabin fluide emozioni tra venti salati di adorni bia tra le dita, piccoli ma pensieri persistenti al tatto, quasi “vivi”. Questi “granelli” In canti intonati sono tanti: feste di paese, sorrisi di stelle eventi, manifestazioni, sotto un cielo blu serate musicali, teatro. E di luci d’amore non si fermano mai, por(Karen Tognini) tati dall’acqua del mare e dei fiumi di montagna, due meraviglie della natu- grazie alle specialità di pera ben note, perché presenti sce, ai piatti dei grandi chef, in Piemonte e Liguria, alle pronti ad allietare i palati di quali sono dedicate alcune chi cerca la qualità nel cibo.

Un numero estivo ricco di appuntamenti, come giustamente ci si attende: da giugno a settembre la Provincia di Asti compie il suo massimo sforzo per offrire, ai suoi abitanti ed ai turisti, attrazioni sempre più interessanti. E allora respiriamo tutti insieme l’estate astigiana, per sentire quel profumo di tradizione che la terra emana orgogliosa, anche durante le calde serate dove i “sorrisi di stelle” allietano la nostra mente. E, durante le ferie, i “granelli di sabbia” diventano reali: un tuffo nel Mar Ligure è a portata di mano. L’estate si offre, cogliamone il vero significato: l’amore per la nostra terra! Buona estate a tutti, da passare anche in Provincia di Asti, “sotto un cielo blu di luci d’amore”. Livio Oggero, direttore


rubrica

Terra & Tradizione | pag 6

Prof. GIORGIO CALABRESE

La dieta Dukan sta impazzando in tutta Europa

Il Professor Giorgio Calabrese

Viva la “Dieta Mediterranea”. Un motto che ogni europeo dovrebbe fare suo, soprattutto quelli dei paesi che si affacciano al Mar Mediterraneo. Ed i difensori di questa positiva teoria, valore aggiunto per una dieta apprezzata in tutto il mondo, sono molti. Tra di loro il Prof. Giorgio Calabrese, famoso esperto nel campo delle diete, docente di Dietetica e Nutrizione Umana all’Università Del Piemonte Orientale ad Alessandria, all’Università degli Studi di Messina, all’Università degli Studi di Torino. Cibo e vino, un binomio che rientra nella dieta sopracitata: Giorgio Calabrese lo difende sicuramente in quanto Presidente Nazionale O.N.A.V. (Org. Naz. Assaggiatori Vino). A partire da questo numero di giugno abbiamo l’onore di ospitare una sua rubrica: in questo articolo, poche righe che esaltano la dieta mediterranea contro, come dire, dietologi d’Oltralpe che la pensano diversamente...

L’inventore della dieta Dukan, il medico francese Pierre Dukan, dopo aver convinto i francesi a seguire la sua eccentrica dieta, ha deciso ora di convincere il mondo a fare la stessa cosa. Questo tipo di dieta iperproteica è senza etica e cerca solo di vendere un risultato effimero e dannoso alla salute, mentre noi che prescriviamo la dieta mediterranea non vendiamo nulla ma consigliamo un regime alimentare equilibrato. Mercoledì scorso ho avuto un confronto con lui in televisione su Rai Uno durante la trasmissione di “Uno Mattina” e Dukan ne è uscito proprio perdente, grazie alle sue spiegazioni. Dukan, infatti, ha affermato che la sua dieta sia un modello di dieta simile a quella mediterranea, ma descrivendola dettagliatamente ci si rende conto che si tratta di un bluff. Egli consiglia di iniziare per 7-10 giorni mangiando a volontà proteine. Nella seconda fase di crociera, egli alle eccessive proteine di origine anima-

le, impone di associare le proteine vegetali, cercando di raggirare i pazienti dicendo loro che con questi vegetali si introducono tutti i carboidrati, che egli invece elimina completamente dalla sua dieta. Le conseguenze negative sulla salute sono evidenti: un aumento del colesterolo nel sangue, un aumento di azotemia, un aumento della secrezione gastrica con conseguente condizione di gastro-duodenite, un’alterazione ed ancora l’eccesso di sodio può contribuire a un aumento della pressione arteriosa e al rischio delle

malattie cardiovascolari. Questa dieta esclude completamente ogni tipo di carboidrato e frutta mentre ammette il consumo di pesce, carne e latticini. La British Dietetic Association, ente che si occupa della valenza delle diete in Inghilterra, ha “incoronato” la dieta Dukan come “una delle 5 peggiori del 2011” e quella francese l’ha definita una delle “15 diete più sbilanciate e potenzialmente rischiose della storia”. Meglio seguire la classica dieta mediterranea! Giorgio Calabrese


rubrica

Terra & Tradizione | pag 7

Questa domanda interessante ha bisogno di una premessa. Cos’è il sonno? Il sonno rappresenta quasi un terzo della vita ed è compito del sonno mantenere il metabolismo del cervello, inoltre con il dovuto riposo si bilancia il metabolismo del glucosio. Le ore di sonno possono variare da 5 a 10 e questo è influenzato da fattori genetici e ambientali. Se il paziente è sotto terapia farmacologica, naturalmente tutto ciò potrà cambiare (in questo periodo dell’anno sono molte le persone a soffrire di allergie e quindi con l’uso di terapie dedicate farmacologiche, lo stato di attenzione e sonnolenza potrà sicuramente cambiare) L’odontoiatria si occupa delle

Risponde ai nostri lettori

Il Dottor Longo...

Oggi la Medicina ha anche lo scopo di studiare le prassi diagnostiche e indirizzare le terapie per correggere il disturbo del sonno. Grazie a cosa possono essere risolte queste casistiche? Il dentista può dare risultati favorevoli alla riuscita della guarigione?

malattie del sonno da anni, e se i nostri lettori volessero continuare da soli la ricerca di letteratura potrebbero già trovare documenti datati 1900 grazie agli studi condotti da Pierre Robin, che utilizzò per primo il monoblocco, un apparecchio in grado di avanzare la mandibola e quindi coinvolgere la struttura dei tessuti molli circostanti. Oggi l’evoluzione di tutto ciò e’ reso possibile grazie al MAD, ovvero apparecchiature orali di avanzamento mandibolari molto più sofisticate e altrettanto leggere.

I disturbi del sonno possono trasformarsi in disturbi motori e quindi il paziente può diventare un bruxista notturno, oppure in disturbi respiratori. Apnee e russamento possono segnare lo stato iniziale della malattia. Oggi il colloquio con il proprio medico o lo specialista dentista, può essere significativo per una completa guarigione. Su indicazione dello specialista, il paziente potrà rivolgersi in centri di Gnatologia specializzati o centri di medicina del sonno. Riccardo Longo

Non smettere di sorridere!


rubrica

Terra & Tradizione | pag 8

Non basta parlare di km. zero, bisogna imparare a giocare in squadra

Territorio: forte opportunità

Da questo numero estivo è disponibile una nuova rubrica dedicata ai lettori. Si intitola “La penna del lettore”: inviateci pensieri, considerazioni, suggerimenti, a terraetradizione@gmail.com, saremo il vostro foglio bianco sul quale potrete scrivere e diventare protagonisti.

Il tema della valorizzazione e promozione dei prodotti del territorio è sempre più sentito sia dai consumatori sia dai produttori e dagli addetti alla distribuzione. Oltre che rappresentare un fenomeno di virtuosa tendenza sotto il profilo del risparmio energetico e della qualità del cibo acquistato, lo stesso può rappresentare anche una opportunità di business e di stimolo per altri sbocchi commerciali collaterali. Iniziative di offerte di prodotti a Km. zero, di filiere corte, di prodotti ecologici e di prodotti artigianali del territorio stanno nascendo un po’ ovunque, il più delle volte generate da singoli operatori. I maggiori interessati dovrebbero essere le organizzazioni dei produttori e dei commercianti per creare un “sistema” in grado di raggiungere una massa critica sufficiente per dividere i costi e renderli sopportabili e massimizzare i risultati sul piano dell’immagine e del ritorno concreto di affari. Dico “dovrebbero” perché quello a cui stiamo assistendo nella maggior parte dei nostri comuni dell’Astigiano è proprio l’opposto a quanto affermato in apertura. Prendiamo ad esempio quello che succede a San Damiano perché può risultare emblematico di una realtà economica di una certa dimensione e di una lunga tradizione di eccellenza, nella produzione

di vini di qualità e di altri prodotti agricoli ed artigianali. Esiste una associazione di produttori con una quindicina di aziende associate ed una associazione di commercianti che raggruppa quasi tutti gli esercizi commerciali che sono un centinaio. Tali associazioni sono utili ed attive nel coordinamento di qualche timida iniziativa promozionale comune ma non riescono ad andare oltre alla stampa di un pieghevole con il nome e l’indirizzo degli associati o a partecipare a qualche fiera locale con piccoli banchi in cui sono esposti i loro prodotti. Certamente la mentalità contadina del non fare il passo più lungo della gamba e dell’essere padrone in casa propria continua a condizionare l’atteggiamento di molti operatori. Ha ancora senso al giorno d’oggi che 15 aziende vitivinicole (che potrebbero diventare una trentina con le altre dei comuni confinanti) si presentino sul mercato in modo individuale? Non si può dare un’occhiata a quello che si fa in altre regioni e pensare, ad esempio a costituire un consorzio in grado di ottimizzare produzione, imbottigliamento e marketing? Per quanto riguarda i commercianti, oltre a lamentarsi per l’arrivo di nuovi supermercati, che cosa hanno fatto di concreto in questi anni per fronteggiare la concorrenza dei nuovi canali di vendita? E’ chiaro che i piccoli esercizi sono destinati a chiudere i battenti se non sono in grado di caratterizzare l’offerta con una tipologia di prodotti che il super-

mercato non sarà mai in grado di offrire. Penso al pane artigianale, ai prodotti freschi dell’orto, agli insaccati artigianali, al miele locale, alla pasticceria fresca. Insomma, alle eccellenze del territorio. Qualche anno fa, la Pro Loco aveva tentato di riproporre i biscotti di nocciole, raccogliendo le testimonianze sulla ricetta di un noto artigiano del paese. Qualcuno li produce ancora, ma senza un logo, senza promozione pubblicitaria, nel silenzio più assoluto. Se li vuoi, me li devi chiedere, sembra dire questo atteggiamento. Mettetevi nei panni di un forestiero che, per sbaglio, capita in paese. Lo può attraversare per intero senza vedere un solo cartello che gli indichi dove può trovare qualcosa di caratteristico locale. La panetteria con il pane cotto in forno è uguale a quella che lo compra da fuori, agriturismo e produttori di vino se ne stanno nascosti in colline senza un cartello indicatore. Qualche eccezione naturalmente c’è, ma sempre per iniziativa individuale, non per iniziative organizzate e mirate. È un vero peccato. Sapere fare bene le cose, con amore e dedizione. Avere per le mani risorse che possono assicurare benessere per tutto il territorio e non ottenere i risultati che si meritano solo per mancanza di visione strategica d’insieme, dovrebbe far riflettere. Tra l’altro non c’è nulla da inventare, basta fare un giro dalle parti di Alba e delle Langhe. Cesare Torta


rubrica

Terra & Tradizione | pag 9

Uovo pochet, caciotta Kremina, piccoli germogli, bastoncini di rape rosse, olio extra vergine. Ingredienti per 6 persone. Per la pasta: Caciotta Kremina n. 1 Uova nostrane n. 6 Vari germogli di stagione, sakura, ecc. Rapa rossa n. 1 Piccole foglioline di insalatine. Germogli di ceci Olio extra vergine Sale e pepe q.b.

Le ricette dello chef Bruno Cingolani

“I sapori quotidiani”

Per la farcitura: Ricotta seirass piemontese gr. 200 Erbe primaverili selvatiche già bollite gr. 250 Tuorli di uovo n. 6 Parmigiano grattugiato gr. 50 Sale e pepe q.b.

non rimanga vicino all’uovo. Tagliare a pezzi la caciotta Kremina dando una certa forma a nostro piacere, ma anche un certo senso di presentazione. Composizione del piatto: in un piatto singolo, sistemare un uovo pochet o detto anche in camicia, affiancare alcuni pezzi di caciotta kremina, decorare con i vari germogli,

piccole insalatine, la rapa rossa tagliata a bastoncini. Aggiustare con poco sale, facoltativo è l’aggiunta di pepe macinato al momento, prima di servire l’olio extra vergine. Preparazione: facile Tempo: 30 minuti Antipasti o piatto di mezzo

Bruno Cingolani

Procedimento : In un pentolino non troppo grande con acqua salata, far cuocere le uova, chiamate anche in camicia o dette pochet, circa due minuti, in modo che il rosso rimanga liquido, ma tiepido, togliere e sistemarli su un piatto con carta sotto in modo che l’acqua

Un cane speciale Cristal era conosciuta in tutto il mondo. Per lei e per gli animali sono state fatte molte iniziative, organizzate da chi ama i nostri “amici a quattro zampe”. Per molti anni è stata al fianco dello Chef Bruno Cingolani che la vuole ricordare così, maestosa in questa foto.


Terra & Tradizione | pag 10

Bicicl...Asti: la provincia vista dai pedali

“Pedala, pedala!!...”. Quante volte ticare le tipicità enogastronomiche. da bambino ci siamo sentiti rivolge- In queste pagine proponiamo cinque re queste parole, un pò per scherzo, interessanti percorsi che ci faranno coun pò sul serio, magari dai genitori o noscere, dalla prospettiva della strada, da amici, duranla Provincia di te le scampagnaAsti, con uno Cinque itinerari studiati te in bicicletta. sguardo anche per i cicloturisti esaltano le Ricordi che tornanel vicino alesbellezze naturali, artistiche no attuali, grazie sandrino. Bici da e culturali della Provincia di alle numerose poscorsa, mountain Asti. sibilità che ci sono bike, city bike: per conoscere, in non importa, chiave turistica, la Provincia di Asti, ogni mezzo è perfetto per godersi le ammirando le colline, i monumenti meraviglie del Sud-Est del Piemonte. mentre si pedala, gustando l’enogastro- Ad ogni itinomia nei momenti di pausa, e riposan- nerario viene do nelle strutture ricettive astigiane. aff iancata la L’estate è alle porte, siamo in prima- mappa, per vera inoltrata, e la stagione per goder- poter dare si il panorama e stare nella natura, è un suff icienperfetta. In queste pagine iniziamo a te orientapedalare con la mente e la fantasia, mento a chi per poi salire veramente sui peda- si appresta a li e partire con la propria bicicletta, p e r c o r r e r l o. per percorrere quelle strade che rega- E allora tutti lano scorci mozzafiato, arte, cultu- in sella e pera e tanta tradizione. Senza dimen- dalare!!

La memoria riaffiora tra Valle Belbo e Val Tiglione Da Nizza Monferrato a Nizza Monferrato. Una specie di circuito, tutto nell’astigiano, in cui, per circa 46 km, l’appassionato di turismo può godersi luoghi di grande storia, e riportare alla mente ricordi lontani. Su strade asfaltate, la bici da corsa o la MTB, sono i mezzi che portano i turisti su un percorso dalla media/alta difficoltà, allietato dai panorami e dal verde che dominano le due valli Belbo e Tiglione. Si parte dalla stazione ferroviaria di


Terra & Tradizione | pag 11

Nizza Monferrato e si va in direzione del paese di Incisa Scapaccino: cinque km di strada pianeggiante, occhio solo al traffico. Prima del paese si prende la strada per Cortiglione verso Vinchio: eccoci nella Riserva naturale della Val Sarmassa. Mentre si pedala piano, si può ammirare il “giardino delle aromatiche” che divide le valli Belbo e Tiglione, richiamando alla memoria i luoghi della Mesopotamia tra il Tigri e l’Eufrate. Forse il paragone è azzardato ma rende l’idea di come la natura possa essere magnifica anche nell’Astigiano. A Vinchio tappa obbligata ad ammirare il parco letterario dedicato a Davide Lajolo. La storia dei partigiani rivive a Noche mentre si prosegue per Castelnuovo Calcea. Da qui in avanti piccole frazioni e paesi da ammirare: Toetto, San Bernardino, Agliano Terme, centro in cui si arriva a metà percorso. Sù verso Molizzo dove la chiesina della Madonna di Molizzo vale una fermata per ammirare il panorama. Si torna a Tiglione seguendo a ritrovo il sentiero ciclabile VT4. Il percorso continua: campi lavorati e tanti alberi accompagnano il ciclista sulla strada che porta ai paesi di Mombercelli, Freto, Belveglio. Siamo giunti agli ultimi 10 km: prendendo il percorso VT5 si torna sulla strada Langa. Un chilometro di sterrato in salita (si consiglia di farlo a piedi) e via verso Noche e Vaglio Serra. Ultimi quattro chilometri di relax in discesa ed eccoci di nuovo Nizza Monferrato.

Da Acqui con lo sguardo nell’astigiano Un pò nell’Alessandrino, un pò nell’Astigiano, quasi a non fare torto a nessuno. Un percorso di 40 km, tut-

to su asfalto, da affrontare su strada di media difficoltà in bici da corsa o city bike. Partenza dalla stazione ferroviaria di Acqui Terme verso sinistra per attraversare la città in direzione Savona. Si prende la parallela alla SS30 verso Terzo, stupendo borgo medioevale, teatro di grande musica in estate (Concorso Nazionale di piano, organo e clavicembalo). Qui una pausa obbligatoria: dalla Torre dei Malaspina lo sguardo si perde nella Valle Bormida, per un panorama che vale da solo il percorso. Stesso discorso per i sei km che portano il turista a Montabone: salita graduale, allietata dalla natura e dalle colline che si aprono davanti agli occhi. Giunti in paese ci si ferma per visitare la chiesa parrocchiale, dove sono custoditi i dipinti di Guglielmo e Orsola Caccia.

Si scende verso Nizza Monferrato per proseguire in regione Valdoche e via verso Rocchetta Palafea. Siamo quasi a metà percorso : tempo di arrivare a Castelboglione ed ammirare, sulla strada, la chiesa del ‘600 di San Rocco. La gita in bicicletta continua verso Calamandrana, sulla SS456, e via verso Bricco Oddone, per kilometri di puro relax e grande panorama. Negli ultimi 10 km del percorso merita fermarsi ad Alice Bel Colle: il nome dice tutto, grazie al suo Belvedere che si perde verso l’arco Alpino. Ultima tappa Ricaldone, famoso per Luigi Tenco, prima di ritornare ad Acqui Terme dalla SS456. Il Tanaro: lungo un fiume che unisce I fiumi sono da sempre importanti per le città. Un tempo come difesa e sostentamento economico, ora come ricordo di grande storia. Ed il fiume Tanaro, oltre che la provincia di Cuneo, solca le terre di Asti ed Alessandria, prima di proseguire la sua corsa verso il Po, di cui è il principale affluente di destra. Lungo il suo letto è nato un percorso di media difficoltà: 46 km (90% su asfalto) da percorrere con city bike o MTB, partendo da Alessandria, ed arrivando ad Asti,


Terra & Tradizione | pag 12

seguendo a ritroso il letto del Tanaro. La peculiarità ed il vantaggio di questo itinerario sono la natura e le strade a basso traffico, elemento che permette al ciclista di riposare la mente, per ammirare al meglio il paesaggio ed i paesi toccati. Dalla stazione dei treni di Alessandria si prende per il ponte Tiziano, ma si svolta prima, in direzione Casalbagliano. Già da questi primi kilometri il fiume accompagna da vicino i cicloturisti e, in alcuni tratti, grazie ad alcuni sentieri in sterrato, si può anche raggiungere la sponda. Unico avvertimento: fare attenzione, per calmo che sia, il Tanaro

è sempre un fiume imponente. La strada prosegue verso Villa del Foro dove la prima tappa obbligatoria è la visita alla Forum Fulvii, A nt iqua riu m Romano. Dopo questo tuffo nel passato di romana memoria, via verso Oviglio, Masio ed il primo ponte che porta alla torre medioevale, antica struttura strategica che dominava la valle del Basso Tanaro. Dopo Masio, vigneti e boschi accompagnano il ciclista che scollina verso Rocchetta Tanaro in discesa dove si può visitare la chiesetta della Madonna delle Ciappellette, di origine romana. La natura diventa la vera protagonista nel Parco Regionale di Rocchetta Tanaro: qui i ciclisti possono allungare la gita seguendo i percorsi ciclabili o trovando ristoro nei diversi punti. Ed eccoci giunti vicini al fiume: per

mantenere il percorso il più possibile lungo il suo letto, si consiglia di prendere la strada sterrata, di circa 2 km, esterna al Parco. La stradina permette di arrivare a S.Anna di Rocca d’Arazzo e alla salita per Azzano d’Asti, dove il Belvedere rende giustizia ai chilometri fatti finora. Nell’ultima parte del percorso si scende verso Asti e, entrati in città, si può pedalare tra i palazzi che portano al centro storico. Il Monferrato, qui vive la storia E’ il percorso più lungo ed impegnativo, ma ne vale davvero la pena cimentarsi, a passo turistico naturalmente, sulla strada che si sviluppa per 55 km, tutta su asfalto. In Bici da corsa o city bike si parte da Canelli e si ritorna nella città dello spumante dopo essersi inebriati di paesaggi ricchi di vigneti, noccioleti e storia medioevale. Il Monferrato regala tutto ciò, in queste decine di kilometri che lasciano nella mente e nell’anima una sensazione di pienezza e di rispetto per la natura. Partiti da Canelli si costeggia il fiu-


Terra & Tradizione | pag 13

me Belbo verso Nizza, per poi andare in direzione di San Marzano, vicino

alla pieve di S. Giovanni delle Conche, chiesa romanica posizionata su una bassa collina. Giunti a San Marzano dopo una salita graduale ci fermiamo per visitare il castello medioevale, prima baluardo, e poi fortezza spagnola nel ‘600. Meritano un’occhiata anche la Chiesa di San Marziano e le chiese campestri intorno al paese. Tutti in sella e si pedala verso Moasca, raggiunta da Regione Chierina. Qui altra storia medioevale grazie alla fortezza ristrutturata di recente, interessante per la cantina e le prigioni. Dal paese giù verso la SP6 per girare a sinistra al bivio in direzione Agliano. Giunti al paese da una dolce salita si può fare visita allo stabilimento delle Terme curative, ed alla piscina. Da qui, e siamo ad un terzo del percorso, ci si dirige verso Montegrosso per imboccare la strada che porta a Costigliole d’Asti. La lunga tratta sui pedali tra i campi, porta a S. Stefano, paese a metà strada della nostra lunga “tappa”. Se si vuole, piccola sosta in questo affascinante paesino del Monferrato e via verso il Santuario della Madonnina, risalente al ‘700. Il percorso porta verso Costigliole d’Asti dove si possono visitare la chiesa dell’Annunziata, il castello (ce ne sono altri nelle località vicine ma sono fuori percorso), e le vie del centro. Giù verso Castagnole delle Lanze che si raggiunge tra salite e discese, immersi nel verde. Boglietto e Calosso sono gli

ultimi due paesini prima del ritorno a Canelli, tra file di vigneti e discese rilassanti. Il Bormida: il fiume e la sua valle A f fa scina nte, impegnativo, difficile. Tre aggettivi che riassumono bene questo percorso, corto ma intenso: 36 km con il fiume Bormida che non ti abbandona mai. Andata e ritorno da Monastero Bormida, passando per Spigno e Millesimo, in bici da corsa o city bike, tutto su asfalto. Da Monastero Bormida si va in direzione R o c c aver a no, dal ponte medioevale e, dopo alcuni chilometri, si prende la strada per Cessole, vicino al torrente Tatorba. Dalla Madonna del Deserto si sale al paese. Arrampicata impegnativa ma ne vale la pena: il panorama e la natura ristorano dalla fatica. Dopo una piccola sosta, via verso San Giorgio Scarampi e, sulla collina, ecco la chiesa della Madonna del Ro-

sario. Si scende a Vesime dove si visita la Chiesa dell’Assunta ed il paese. Il fiume Bormida è sempre lì, come punto di riferimento su un percorso che ora porta a San Giorgio Scarampi su una salita un pò difficile, da affrontare con calma. L’ultima parte del percorso vede i ciclisti andare verso San Giovanni, San Gerolamo, con la torre di Vengore che sembra guardare il cammino. Finita la fatica: si scende per Monastero Bormida, per il ritorno al paese dove si possono visitare il castello, la chiesa di Santa Giulia e tornare sul ponte romanico, per ammirare il lento e perpetuo andare del Bormida, quasi per un ultimo saluto.


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Cicli Giorgio, bici a tutto divertimento! Segui la filosofia “Fulludic” per un turismo su due ruote vista dai pedali Una vita sui pedali, e non solo per diletto, ma soprattutto per lavoro. La “Cicli Giorgio” (www.cicligiorgio.it) di Bruno, Mario e Carlo Correggia, ha origine lontane, legate a due nomi di persone conosciute nel mondo delle due ruote, ed anche di quelle motorizzate. Stiamo parlando di Mario Voglino e del genero Giorgio Correggia, padre degli attuali titolari. Persone legate dalla passione per la bicicletta, capaci di intuirne le potenzialità e di carpirne al meglio il fascino. In due modi: uno legato alla “Cicli Giorgio” come attività professionale nel mondo delle riparazioni, della costruzione di telai da corsa, e della MTB, l’altro al turismo su due ruote, grazie alla nascita, nel 2011, dell’associazione “Fulludic” (www.fulludic.com), della quale fanno anche parte Fabio, Marco e Corrado. E’ Bruno Correggia, a nome di tutti, a parlarne. «Partiamo dalla nostra concezione della bicicletta. Per noi la bici è un mezzo per divertirsi e per mantenersi in forma. I vantaggi sono a livello mentale perchè aiuta a dimenticarsi per un pò dei problemi quotidiani della vita, ed a livello fisico, perchè pedalare aiuta a rigenerare il corpo ed a diventare più forti. La bicicletta rispetta l’ambiente e lo fa vivere intensamente, regala emozioni davanti ad un panorama mozzafiato, magari dopo una dura salita. E le soddisfazioni non mancano».

Ci spieghi il perché. «Iniziamo dalla “Cicli Giorgio”. Oltre all’aspetto legato al reparto corse, al quale aderiscono circa settanta corridori (la metà fanno agonistica) tra cicloamatori, cicloturisti, amanti delle Gran Fondo, il nostro lavoro, dalla produzione di telai negli anni ’80 al negozio aperto ad Alba lo scorso anno, è sempre stato caratterizzato dalla passione per le due ruote anche in chiave umana. Abbiamo sempre cercato un rapporto di fiducia con il cliente che ci ha permesso di evolverci e di proporre nuove conoscenze, fino a specializzarci anche nel mondo delle MTB». Un mondo che ha portato anche alla nascita dell’associazione Fulludic? «In parte diciamo di sì. Nel 2011 io e mio fratello Mario, con Fabio, Corrado (Presidente Fulludic), e Marco, abbiamo ufficializzato con la nascita di Fulludic la nostra filosofia di turismo. Una proposta legata al paesaggio, ai sentieri, alle emozioni che le stupende zone del Roero possono regalare a chi sale in bici e parte su strada o sterrato. Così si può capire come sia le MTB che le Trekking Bike siano il nostro pane. Sia io che gli altri soci siamo maestri nazionali di MTB e organizziamo corsi per bambini (6-12 anni) e per adulti, senza dimenticare le donne, alle quali dedichiamo corsi specifici, con un buon successo di partecipazione “rosa”. Le lezioni si tengono nel parco naturale outdoor dell’Ecomuseo delle Rocche di Mon-

tà, in una zona recintata e senza pericoli. I diversi livelli di istruzione, compresi quelli per discesa, sono seguiti da un buon numero di appassionati: se questa non è un’altra soddisfazione... Invito tutti a venirci a trovare in negozio ad Alba, per conoscere la filosofia Fulludic».


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Dalla montagna al mare:

vivi un’estate tra il Piemonte e la Liguria

Vinadio (CN) - Forte Albertino

Piemonte e Liguria: regioni unite, non a caso. Ci ha pensato la natura a dare all’uomo la grande opportunità di potersi rilassare in due ambienti tra di loro collegati: la montagna ed il mare. Per un’estate dove non si vuole rinunciare a vivere in due territori fantastici, magari per qualche giorno di relax, o anche solo per una giornata all’insegna del divertimento, ecco quello che si può vedere ed ammirare. In questo tempo, dove l’accortezza economica è all’ordine del giorno, se si razionalizzano bene i giorni di vacanza, è possibile vivere al meglio il Piemonte e la Liguria, e di conseguenza le loro peculiarità che, in queste pagine, scopriremo insieme a voi, appassionati di escursioni nei sentieri tra laghi e rocce, o di rilassanti bagni nelle acque del Mar Ligure con, negli occhi, le Alpi Marittime. Iniziamo il nostro “viaggio” dal Piemonte, per poi spostarci verso la Liguria, per capire quello che c’è da vedere e da vivere, per respirare aria pulita e ritemprarsi dalle fatiche del lavoro annuale. In Piemonte, per una montagna tutto l’anno Montagne inserite nei Parchi Protet-

ti, una scelta mirata per salvaguardare la natura. Iniziamo con qualche numero, giusto per rendere l’idea di come, in Piemonte, si faccia sul serio a livello turistico ed ambientale. Ci sono 63 Aree Protette, 2 Parchi Nazionali (Il Gran Paradiso e quello della Val Grande, dal 1992). Grande riguardo verso il Po, grazie all’istituzione del “Sistema della Fascia fluviale” che “sorveglia” tutti i 235 km del suo letto dove scorrono le acque in Piemonte. L’Unesco ha riconosciuto il grande lavoro sulla montagna nel 2003, inserendo i sette ““Sacri Monti” piemontesi (Crea, Varallo, Orta, Ghiffa, Belmonte, Domodossola e Oropa) nella Lista del Patrimonio Mondiale per l’Umanità. Come si può capire da queste poche righe, andare in vacanza sulla montagna piemontese, in inverno od in estate, vuol dire diventare protagonisti su un palco di teatro unico, e da rispettare. Concentriamoci sull’estate e vediamo subito che le escursioni nei sentieri sono il “miele” preferito da chi ama camminare, per ammirare panorami mozzafiato. Argentera, Monviso, Rocciamelone, Gran Paradiso, Monte Rosa, le località

delle Alpi Marittime, Cozie e Liguri, sono meta di escursionisti e appassionati di sentieri di ogni livello, da quelli in alta quota, a quelli più “abbordabili”, presenti intorno ai suggestivi paesi di montagna. Ma in estate che cosa si può anche fare in montagna? Un paradiso dai mille sani divertimenti: sport di terra, acqua e aria, dalla bici alla mongolfiera, dal deltaplano alle rapide in gommone, canoa, rafting, hydrospeed, in particolare nei torrenti selvaggi della Valsesia e dell’Ossola. E non solo: in montagna d’estate si prende il sole nei prati e nelle aree adibite, magari dopo un bel pic-nic, o un pranzo in locande tradizionali. E dopo la “siesta” si può anche fare shopping nei centri dei paesi o scoprire musei caratteristici, o una passeggiata a cavallo. Si può anche giocare a golf con le 18 buche di Sestriere, e le 9 di Claviere e Limone Piemonte, senza dimenticare Prato Nevoso, o dedicarsi alla pesca nelle numerose strutture dei laghi e dei torrenti. Cuneo, la Provincia dei sette itinerari La Provincia Granda e la montagna, un connubbio di successo anche nei mesi


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estivi. Dal “Re di Pietra” (Monviso) alle Langhe ed il Roero, passando per la pianura. In Provincia di Cuneo vengono offerti sette itinerari d’eccellenza. Noi ci occupiamo di quelli relativi alla montagna, partendo da Cuneo, capoluogo di una delle province più grandi d’Italia. Cuneo (534 metri slm) è una città suggestiva, con il suo centro storico affascinante, unito dall’enorme piazza Galimberti (da non perdere il colorato mercato del martedì) dalla quale si possono ammirare le montagne verso la vicina Francia. La piazza segna un immaginario confine tra il centro storico medievale e le nuove abitazioni, costruite dopo l’abbattimento delle mura tra il 1800 e il 1802. Valle Pesio: non mancate la visita a Pesio ed alla sua Certosa, nel Parco Naturale dove c’è la zona carsica del Marguareis, ed il “Pis del Pesio”, gigantesca “fontana naturale” di 30 metri di salto. Tappa a Peveragno per le

fragole, poi a Boves da dove si ammira la Bisalta, montagna suggestiva di Cuneo, e le numerose chiesette, tra cui il Santuario Regina Pacis a Fontanelle. Si va verso la montagna e si incontra Borgo San Dalmazzo, cittadina con resti romani, per salire a Vernante, paese dei murales dedicati a Pinocchio, in memoria di Attilio Mussino, disegnatore celebre per l’interpretazione del burattino di Collodi, con tanto di museo. A quota 1000 metri si fa sul serio: Limone Piemonte, in inverno stazione sciistica, d’estate offre arte e passeggiate suggestive. Se si sale alla parrocchia gotica di S. Pietro in Vincoli, il panorama è assicurato. Valle Gesso: si inizia da Valdieri e Sant’Anna di Valdieri, per poi spostarsi ad Entracque ai piedi della diga “Luigi Einaudi”, il più grande impianto idroelettrico di pompaggio Enel d’Italia. Valle Stura: è una zona particolare, per-

chè divide le Alpi Marittime da quelle Cozie ed è formata da ben undici paesi. Aisone, Argentera, Demonte, Gaiola, Moiola, Pietraporzio, Rittana, Roccasparvera, Sambuco, Valloriate, Vinadio. Tutti con le loro bellezze, da vedere. Un occhio particolare a Demonte, per il centro storico, e Vinadio, per la sua valenza storica, e per il Forte di Carlo Alberto. Non dimenticatevi del Santuario di Sant’Anna di Vinadio a 2010 metri: un panorama mozzafiato, ed una leggenda da interpretare; da vedere il grande masso con due impronte che la leggenda vuole siano i piedi di S. Anna. Il Colle della Maddalena e quello della Lombarda si possono raggiungere anche a piedi, nei sentieri che portano ai rifugi. Suggestivi anche i pascoli di Sambuco dove pascolano le pecore sambucane, famose per la lana e la bontà unica della loro carne. Valle Maira: Dronero è la sua città d’arte, ricca di storia e tradizione, di giolit-


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tiana memoria. Proseguendo meritano una visita Cartignano (694 mt.), per il castello, Macra (875 mt.), Celle Macra (1270 m) e Stroppo (1087 mt.), per le loro chiese storiche. Si sale tra vie strette dai boschi fino a Elva, siamo oltre i 1600 mt., ma il paese ne giustifica la gita per la sua architettura ed il suo ambiente incontaminato. E per un tuffo nella natura si scende ad Acceglio (1200 metri circa), paese di frontiera, dove l’anfiteatro naturale offre laghetti e piccole cascate, in un paesaggio quasi bucolico. Valle Varaita: Busca, per il suo castello del Roccolo, Costigliole Saluzzo, per i tre castelli nel centro storico, la gotica Brossasco, Valmala, e la folkloristica Sampeyre, sono le perle di questa parte della Granda. Il Monregalese: un altro territorio ricco di montagne è sicuramente la zona che ha come “capoluogo” Mondovì, città composta da parte alta, detta Piazza, ricca di negozi artigianali, e da parte bassa dove ci sono i Breo, Piandellavalle e Carassone, luoghi dove si svolge la vita sociale e politica. Non dimentichiamo Altipiano, considerevole centro urbanistico. Il fiume Ellero solca la cittadina dove si possono visitare chiese, palazzi e i giardini del Belvedere con la torre civica, raggiungibili con la funicolare, il cui percorso è stato ideato nel 1886 per collegare Breo a Piazza. Prima di avvicinarci alle montagne, ecco Vicoforte con il suo Santuario, costruito nel 1596 su progetto di Ascanio Vitozzi, intorno a un pilone, venerato per una leggenda che vuole l’icona della Madonna sanguinante dopo che un cacciatore la colpì. Ci si muove verso Ceva, in Valle Tanaro, famosa per le otto porte medioevali (torre guelfa e campanone sono le uniche testimonianze) e via verso Garessio (581 mt.), con il Santuario di Valsorda. Si prende la statale 28 verso Ormea, il Col di Nava, e sulla strada ecco la torre saracena dei Barchi, che domina il fiume Tanaro, nella parte alta della valle. Ormea, nelle Alpi del Mare, regala un bel

centro storico e chiese da visitare e intorno le borgate sono da vedere per il loro puro stile montano. A Frabosa Soprana in estate le passeggiate sono assicurate! Verso i 1000 mt. Valcasotto, un tempo castello reale dei Savoia, regala prodotti tipici e paesaggio straordinari, come Pamparato e Roburent. Paesi dove il moderno turismo si unisce alla tradizione montanara. I paesi di Roccaforte Mondovì, Villanova Mondovì, Lurisia, Bastia, sono i centri principali in Valle Ellero. Il Monte Pigna è meta di escursionisti ed amanti delle grotte. Valli Occitane: lunghe valli di unione sociale. Ma quante sono le Valli Occitane in Italia? Tra Piemonte e Liguria sono quattordici, anche se è difficile dare numeri esatti. Dalla Spagna all’Italia, passando per la Francia, l’Occitania, con le sue tradizioni, la sua lingua e le sue bellezze, si può considerare come un lungo territorio di unione sociale. In provincia di Cuneo comprende l’alta Val Tanaro (Briga Alta e una frazione di Ormea, le valli del Quié o Kyé, le valli Ellero, Maudagna e Corsaglia). Guardando alla vicina Liguria, una parte della Valle Argentina, ad Imperia, e i piccoli centri Realdo, Verdeggia, ed Olivetta San Michele. La Valle Pesio è occitana fra Chiusa Pesio, Peveragno e Boves ai piedi della Risalta, e le piccole valli Colla e Josina. E ancora Vermenagna, Gesso, Stura, Grana, Maira, Varaita, Po, Bronda e Infernotto. Torino, bella anche in alta quota Sentieri e mulattiere erano, anche in Provincia di Torino, vie di comunicazione che univano i villaggi in pianura ed i villaggi agli alpeggi in montagna. Ora, pur non avendo perso il loro ruolo principale, vengono considerati importanti in chiave turistica, per lo sviluppo del territorio. Anche in questa parte di Piemonte andare in montagna vuol dire vivere, anche solo per un giorno, culture, tradizioni, rispetto per l’ambiente. Chi ama la mon-

tagna ricerca zone dove ci si allontana dal caotico mondo del quotidiano, per tuffarsi quasi in una “dimensione parallela”, che ha altri ritmi ed altre frequenze. Dai ghiacciai del Monte Rosa ai tranquilli paesini delle Alpi Marittime, si vivono le Alpi Piemontesi. Per la Provincia di Torino si parte da nord dove, un tempo, il popolo dei Walser, originari dell’alta valle del Rodano, nell’attuale Vallese, colonizzarono il versante italosvizzero nel XIII Secolo. Qui le tracce sul Monte Rosa non mancano e le minoranze a Gressoney (Valle d’Aosta) non mancano. In questi territori l’allevamento bovino e la produzione casearia, regalano prodotti di nicchia. Gli alpeggi sono in zone panoramiche e la transumanza è uno spettacolo solo vederla. Tra la Val di Susa e le Alpi Marittime, ci si avvicina alla Francia, ed attorno al Monviso gli amanti dell’alpinismo si “riuniscono” in tutte le stagioni. Le Alpi del Sud tra Torino e Cuneo sono la meta preferita per chi vuole vivere giorni sia in bassa che alta quota, per sentirsi parte viva della natura. In Liguria, mare vista montagna Mare vista montagna. La Liguria è una regione unica e particolare proprio per questo motivo. Unica perchè in pochi chilometri quadrati regala una concentrazione di ambienti naturali ricchi di microclimi; particolare perchè, rilassati nelle calme acque del Mar Ligure, si può godere di un panorama che passa dal-


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la sabbia delle spiagge, alle rocce della montagna che collega al Basso Piemonte. Monti, mare e fiumi, ecco come è la Liguria. Compresa tra le Alpi Marittime (Ponente Ligure) e gli Appennini (Levante Ligure), ha un territorio montuoso per il 65%, con cime alte fino a 2200 mt (Monte Saccarello) che scendono fino al mare. E la costa è meta di molti turisti, soprattutto in estate. Le spiagge si sviluppano per circa 300 km e si passa dalla scogliere ai litorali in pietra o sabbia, in base alla zona. Fondali profondi fino a 2000 mt, frastagliati, accolgono il Mar Ligure (punta estrema a nord-ovest del Mar Mediterraneo). Come fauna si passa dagli ulivi dell’entroterra, dove si produce il pregiato olio ligure, alle pinete che danno respiro ai centri abitati sulla costa. Ci sono anche piccoli isolotti affascinanti: Gallinara e Bergeggi in provincia di Savona, Palmaria, Tino e Tinetto nelle zone di La Spezia. I fiumi sono pochi ed hanno portata limitata ma, durante le piogge abbondanti, vengono tenuti sotto controllo su tutto il territorio. Occupiamoci della parte marina e scopriamo insieme quali sono le Riviere liguri, tanto amate dai vacanzieri. Iniziamo da Ponente (dal confine francese fino alla parte ovest di Genova) dove troviamo l’ Entroterra imperiese, l’Entroterra savonese, la Riviera dei Fiori e la Riviera delle Palme. I versanti sono morbidi e distesi, con i monti lontani dalla costa, valli spaziose che si perdono dolcemente verso il mare. Le spiag-

ge sono sabbiose e suggestivi promontori, detti “Capo”, le custodiscono. Alcuni esempi sono Capo Berta, Capo Mele, Capo Noli e Capo Sant’Ampelio. A Levante abbiamo, partendo da La Spezia e salendo verso Genova, le Cinque Terre e Golfo dei Poeti, l’Entroterra spezzino, il Golfo del Tigullio, l’Entroterra genovese, Genova e Golfo Paradiso. Qui troviamo una maggiore concentrazione di promontori vicini al mare: una visione poetica con i pini che sembrano immergersi nel mare, tra le scogliere. Spiagge con ciottoli e scogli dove prendere il sole o divertirsi tra le loro piccole insenature. Famosi i promontori di Portofino, Sestri Levante nel Golfo del Tigullio, la Punta del Mesco alle Cinque Terre, Portovenere che disegna una penisola unica nel Golfo dei Poeti, sempre a La Spezia. Un bagno in acque pulite. Quando si parla di mare si pensa sempre ad acqua, se non proprio cristallina, almeno pulita. La Regione Liguria è molto attenta in questo ed il turismo la ricompensa con presenze notevoli durante i periodi estivi. Un marchio sulla qualità del mare e dell’ambiente circostante, è dato da diversi Comuni e spiagge rispettivamente Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, e Bandiera Blu della “Foundation for Environmental Education” (FEE), che coinvolge 41 nazioni nel Mondo. Iniziamo con i paesi che si possono fregiare della “Bandiera Arancione”, un marchio di qualità turistico am-

bientale ideato dal Touring Club Italiano, e rivolto alle piccole località dell’entroterra che puntano su qualità e eccellenze nei vari campi: dalla natura alla tutela del territorio, dall’enogastronomia alla ricettività turistica. Nel 2011 le Bandiere sventolano nei comuni liguri di Brugnato (SP), Santo Stefano d’Aveto (GE), Apricale (IM), Pigna (IM), Seborga (IM), Triora (IM), Castelnuovo Magra (SP), Sassello (SV), Toirano (SV), Varese Ligure (SP), Castelvecchio di Rocca Barbena (SV), Airole (IM), Pignone (SP), Dolceacqua (IM). Tutti luoghi da andare sicuramente a vedere, per innamorarsi dell’affascinante entroterra della Liguria. Se ci spostiamo al mare, possiamo trovare diverse località marchiate “Bandiera Blu”, un programma Eco-label Internazionale per la certificazione della qualità ambientale in località turistiche marine e lacustri. Dal 1987 l’organizzazione nongovernativa e no-profit “Foundation for Environmental Education” (FEE), con l’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite (UNWTO), ha dato il via a questo progetto di respiro mondiale. In Liguria sono “Bandiera Blu” Genova, Lavagna, Moneglia, Chiavari, Imperia, Sanremo – Imperatrice, Camporosso, Bordighera, La Spezia, Ameglia – Fiumaretta, Lerici, Savona, Albissola Marina, Bergeggi, Loano, Celle Ligure, Spotorno, Varazze, Noli, Albisola Superiore, Finale Ligure, Savona – Fornaci. Forza allora, l’estate è servita!


Non mancano le novità per la 21ª Edizione

Canelli, una città “sotto Assedio”

territorio

Assedio di Canelli: un’edizione speciale. Per due motivi: da una parte, il 2012 segna la vigilia del 400° anniversario della vittoria contro il Duca di Nevers, dall’altra, per l’occasione, il Comune ha deciso di introdurre alcune novità in un anno dove le ristrettezze economiche generali degli Enti Pubblici, hanno costretto ad un maggior ingegno da parte di chi, con passione, organizza una delle rievocazioni storiche più affascinanti d’Italia. E così anche quest’anno Canelli vive per l’Evento che vi riassumiamo. All’inizio del XVII secolo Canelli era una cittadina del Ducato di Monferrato, in mano a Francesco Gonzaga, Duca di Mantova, fino al 1612. Alla sua morte, dal 1613 al 1617, il Monferrato fu teatro della guerra di Successione del Ducato che vide protagonisti Carlo Emanuele I, duca di Savoia e nonno della figlia di Gonzaga, e Carlo Gonzaga, duca di Nevers. La posizio-

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ne strategica della città, posta sul confine dei due regni, portò gli eserciti a scontrarsi duramente: alla fine i Savoia, grazie anche al fondamentale aiuto del popolo, respinsero Carlo Gonzaga, e Carlo Emanuele I dispensò la città dal pagamento delle tasse per trent’anni. Era il giugno 1613. Torniamo a noi ed arriviamo al 1992: una grande idea ha portato in auge la rievocazione dell’Assedio. Autore di questa intuizione tre cittadini legati alla propria terra: Sergio Bobbio, Giovanni Vassallo e Gianluigi Bera. Da ventun anni Canelli, a giugno, diventa l’ “ombelico del mondo” degli appassionati di storia, raccogliendo in due giorni migliaia di visitatori, con ricadute positive su tutta l’economia del territorio. L’edizione numero 21 va in scena sabato 16 e domenica 17 giugno. L’assessore alle Manifestazioni Aldo Gai ha comunicato che la rievocazione stori-

ca verrà rivissuta con maggior parsimonia, ma che le novità non mancheranno. Teatro delle battaglie sono i prati Gancia di Villanuova, e si svolgono sabato 16 giugno, in notturna, alle ore 21, e domenica 17 giugno, alle ore 10. Palcoscenico della manifestazione il centro storico, da piazza Aosta a Villanuova, come lo scorso anno. Lo scenografo Carlo Leva ha studiato la porta d’ingresso che sarà posizionata all’inizio di via XX Settembre, là dove sorgeva nel Seicento. Non mancheranno gruppi militari stranieri e nazionali, anche se in numero ridotto. E non può mancare la gastronomia: attenzione visitatori, per mangiare in osterie e taverne munitevi all’ingresso del “testone”, moneta di scambio per assaporare i “gusti forti” del ‘600, con stoviglie dell’epoca, naturalmente. Ma quali sono le novità? L’Assessore Aldo Gai, sempre molto entusiasta, invita


territorio tutti a collaborare anche in vista dei festeggiamenti, previsti nell’edizione 2013, per i 400 anni dall’evento storico, e comunica che, all’Assedio 2012, ci sarà un ospite regale: «Siamo onorati della presenza di Sua Altezza Reale il Principe Sergio di Jugoslavia, terzogenito della Principessa Reale Maria Pia di Savoia, figlia di Re Umberto II, e del Principe Alessandro Karageorgevic di Jugoslavia, figlio del Principe Paolo, Reggente del Regno di Jugoslavia fino al colpo di stato del 27 marzo 1941, che lo depose e provocò l’occupazione della Jugoslavia da parte dell’Asse il 6 aprile 1941. Il Principe, classe ’63, frequenta la Columbia University di New York, studia fotografia all’International Center of Photography e lavora per la Kodak da cinque anni. Nel carnet dei suoi colleghi e amici Andy Warhol, ospite abituale della sua casa in Florida». Due giorni da vivere con grande emozione e allegria, come conferma Aldo Gai, assessore alla cultura e manifestazioni della Città di Canelli, nonché Colonnello Camillo Taffini durante la sfilata: «Per Canelli la rievocazione storica dell’assedio è l’appuntamento clou dell’anno, senza nulla togliere alle altre manifestazioni che vengono organizzate. La città rivive la sua storia e durante la due giorni sono presenti numerosi gruppi storici, dall’Italia e dall’estero. Quest’anno abbiamo fatto i conti con

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le ristrettezze economiche ma l’entusiasmo non è mancato di certo». Un assessore che diventa Colonnello: «Sono orgoglioso di vestire i panni di un valoroso uomo d’armi che difese le nostre terre e i luoghi del Piemonte. Fu un grande stratega e soldato coraggioso e divenne famoso per il suo valore in battaglia. Questa figura è diventata parte di me e, durante la vita quotidiana, alcuni conoscenti mi chiamano Colonnello, e lo prendo come un complimento».

IL PROGRAMMA Due giorni sotto Assedio per la vittoria SABATO 16 GIUGNO La città si trasforma Dall’alba alle ore 15,00 Canelli diventa seicentesca e lo spettacolo della trasformazione è assicurato dalla concitazione dei figuranti che diventano militari, cittadini, mendicanti..., mentre dalle prime ore del pomeriggio i rumori dell’esercito nemico che si avvicina, si odono al di là del Fiume Belbo. La città assediata Dalle ore 15,30 I soldati del Reggimento Croce Bianca si addestrano aspettando il nemi-

co in Piazza Aosta. I maestri d’arme istruiscono i soldati del reggimento e le truppe per l’imminente battaglia. In città arrivano spaventati contadini e popolani, passando per la porta principale, ed i militari ispezionano i carriaggi alla ricerca di eventuali spie. I cannoni dei nemici iniziano a sparare e si impossessano dall’accampamento esterno sabaudo. I soldati dei Savoia si trincerano nella cerchia cittadina, mentre quelli del Duca di Nevers si posizionano all’esterno di Canelli. Dalle ore 17,30 Al rullo dei tamburi arriva ad ispezionare le porte della città il Comandante della Piazza di Canelli, scortato dal suo drappello. Dopo qualche scaramuccia si inizia a trattare: il nemico intima o la resa o la battaglia, i canellesi rifiutano la resa ed inizia l’Assedio. La lunga notte dell’assediato Dalle ore 20,00 “Cena degli assediati” nelle osterie e taverne di Canelli Dalle ore 22,00 Il nemico si fa largo tra le fortificazioni, nei prati Gancia, a Villanuova, si scontrano le truppe dei Savoia e dei Gonzaga, lungo la Sternia e in tutto il centro storico si scatenano violenti scontri tra nemici, briganti e le milizie del colonnello Taffini. Alle porte cittadine: esibizione di musi-

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territorio ci, saltimbanchi e giochi d’arme. Dalle ore 23,30 I nemici incendiano il castello. È il turno della popolazione che aiuta il capitano e le guardie a domare il fuoco. I briganti assaltano i nottambuli e gli avventori delle osterie ancora aperte. Per tutta la notte ronde e veglie negli accampamenti militari. DOMENICA 17 GIUGNO L’assedio entra nel vivo Ore 9,30 Si intensifica l’attività militare alle porte della città, i nemici si schierano alla porta della Villa, il corteo ducale, preceduto dal rullo dei tamburi percorre la città, il Duca ispeziona le truppe. Cresce la confusione, il nemico tenta un nuovo assalto al castello, ma è costretto a fermarsi nei prati Gancia, a Villanuova, in attesa di conquistare la città. Ore 10,00 Le truppe del colonnello Taffini salgono la Sternia, il nemico intima la resa, si tratta, le truppe canellesi decidono di resistere, mentre ci sono scaramucce tra soldati rivali. Le varie compagnie militari sfilano per la città per raggiungere gli schieramenti nei prati Gancia.

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La battaglia finale (prati Gancia, borgo antico di Villanuova) Dalle 11,00 I Prati Gancia diventano il teatro della vittoria di Canelli e dei Savoia: le truppe di Nevers sono circondate e fuggono, lasciando sul campo morti e feriti. La vittoria Dalle 12,00 Viene dichiarata la fine dell’Assedio: Canelli ha vinto, la popolazione esulta, il capitano delle guardie e le autorità locali dichiarano la fine dell’assedio. Il Duca Carlo Emanuele I di Savoia esenta i canellesi dal pagamento delle tasse per trent’anni. Dalle 12,30 Si festeggia con il “Pranzo della Vittoria” tra musica e intrattenimenti. Dalle ore 15,00 Continuano i festeggiamenti fuori e dentro le mura, disfida della “carra”, divertimenti, spettacoli, giochi ed eno-gastronomia. Finale Torneo Taffini Dalle ore 17,00 Per tutta la due giorni “a ferro e fuoco” lungo le vie del borgo antico musici,

compagnie di attori, decine di bancarelle e mestieranti d’epoca ricreano l’atmosfera seicentesca. Informazioni Città di Canelli - Ufficio Manifestazioni Via Roma,37 14053 (AT) Tel. +39.0141.820231 IAT Ufficio di informazione e accoglienza turistica Via G.B.Giuliani,29 14053 Canelli (AT) Tel. +39.0141.820280.

UN TUFFO NELLA STORIA Durante l’Assedio è meglio sapere che... Il Tiletto è un documento di riconoscimento indispensabile per non essere considerato un nemico... Con questo documento il turista può girare tranquillo. Questo documento viene rilasciato dalle autorità militari presso la porta principale del Borgo, la porta di Pozzolo ed il piazzale di San Leonardo. Tocca al turista far vidimare il documento nelle tre postazioni militari appena citate. Solo i tre timbri lo rendono valido. Numerose ronde militari fermeranno sistematicamente il turista


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case, antri piccoli cortili e bei panorami. E le sorprese non mancano.

per verificare il documento. Chi ne fosse sprovvisto rischia l’arresto, ma anche la berlina o la gogna... Ogni vidimazione permetterà di visitare le zone della manifestazione e di apprezzare punti panoramici di Canelli.

la città servono gustosi piatti del ‘600, accompagnati da prelibati vini. Menù e prezzi ben visibili sono popolari. La disposizione delle osterie e delle taverne è indicata nella piantina che si può richiedere all’entrata.

La bulletta di sanità è simile al Tiletto ma è un documento sanitario. Il turista che ne è in possesso, è esente da contagi, vaiolo, rogna e altri morbi e pertanto può circolare liberamente per la città. La bulletta viene rilasciata presso la porta scenografica di accesso al borgo di Villanuova dai frati del Convento di Sant’Agostino. Attenzione, per i “casi dubbi” è previsto anche un periodo di osservazione nel “Lazzaretto”, in compagnia di altri “malati”...

Visita alle cantine vinicole. Sono nel sottosuolo, in un labirinto di gallerie dalla bellezza architettonica unica. Qui, riposano ed invecchiano i più prelibati vini canellesi. Chi fosse interessato a vedere con i propri occhi il regno di vini e di spumanti, può approfittare dell’apertura delle cantine, in concomitanza con la rievocazione storica.

Comportamento con i personaggi in costume. I circa 1500 figuranati sono tutti educati: nel ‘600 si dava solo del Voi. Siete tenuti a rispettarlo, rispondendo a tono... I militari sono l’autorità principale. Hanno i compiti di individuare le spie nemiche, di difendere la città ed i suoi abitanti. Chi fosse “assalito” da briganti o malfattori, può rivolgersi a loro. Osterie e taverne. Numerose per tutta

Il vino dell’assedio di Canelli. Si beve selezionato. Sulle bottiglie, oltre all’etichetta del produttore, viene inserita una particolare etichetta che è realizzata ogni anno da un artista diverso. Le prime edizioni del Vino dell’Assedio sono diventate oggetti da collezione sia per l’originalità che per la limitatezza della tiratura. La sternia - il borgo di Villanuova. Grande suggestione storica in un luogo importante per Canelli. La Sternia, antica strada acciottolata che dalla piazza San Tommaso sale a quella di San Leonardo inerpicandosi sulla collina, tra

Disfida della carra. Cioè? Nel XVII secolo l’unità di misura maggiormente usata in Piemonte, nel commercio dei vini, era la “carra”. Una grande botte posta sopra un carro, che poteva contenere sino a dieci-dodici brente attuali (circa 650 litri) e che era usata per il trasporto di vino e per misurare la quantità di un liquido venduto o acquistato. Questo carro, ricostruito oggi dai mastri falegnami canellesi, consta di un piano centrale sul quale è montato un grande contenitore in legno lavorato. Al suo interno, viene posta una grande botte, piena di vino, che andrà in premio al vincitore. Alle due estremità del carro è montato un enorme timone in legno, che sporge per oltre due metri, lungo il quale sono fissati quattro pioli. Due squadre, composte da otto elementi, si piazzano tra i pioli dei due timoni e devono spingere la carra. Vince chi riesce a ricacciare l’avversario oltre il limite prestabilito.


Divertimento al gusto di... Pepedoro! La discoteca apre la stagione estiva

Una stagione particolare per il Pepedoro. La discoteca, al suo quinto anno di attività, è pronta per ospitare gli amanti del divertimento pulito nella sua pista all’aperto. Dopo la stagione invernale, si aprono le porte dei “Giardini Estivi”, dove il fascino delle calde serate viene esaltato dalla piscina e dall’ambientazione curata e di classe. Cene, band dal vivo nel pre serale, musica fino a notte fonda, cortesia, sono alcuni degli ingredienti che fanno del locale un mix di allegria esplosivo! Al Pepedoro si balla il martedì, il sabato e nei prefestivi. La formula è nuovamente vincente, studiata per soddisfare gli amanti dei diversi generi musicali: al martedì musica revival e commerciale attuale, per

un pubblico “Over 25”. Al sabato musica house e commerciale per i più giovani. Ed arriva la grande novità della “Country and Western dance”, genere musicale e di ballo che sta crescendo molto in Italia, per vivere le atmosfere texane e delle grandi praterie dell’America Settentrionale. Al Pepedoro si può degustare l’enogastronomia locale di eccellenza: per una serata completa gli ospiti possono prenotare la cena dalle ore 21 a bordo piscina, per un appuntamento a tavola indimenticabile in un ambiente unico. Al Pepedoro il divertimento è assicurato! «La filosofia della

Pepedoro - afferma Piero Carosso uno dei tre soci e presidente di Radio Valle Belbo National Sanremo – è stata fin dal 2007 quella di offrire al pubblico un divertimento sano e pulito. In questi anni la selezione della clientela è stata praticamente naturale e, chi decide di passare con noi le sue serate, lo fa in allegria, in un ambiente genuino. Questi cinque anni di attività sono stati positivi e per questo devo anche ringraziare il “popolo della notte” che viene al Pepedoro, e che invito per la stagione estiva appena iniziata». Al Pepedoro entri gratis! Continua la proposta ad “Ingresso libero a consumazione facoltativa”: questo è anche un modo di accoglienza ospiti molto apprezzato.


CALENDARIO EVENTI GIUGNO AL PEPEDORO Sabato 9 Giugno

INAUGURAZIONE DEI GIARDINI ESTIVI DI PEPEDORO SUMMER CLUB

Mercoledì 13 Giugno

Festa di fine scuola con ospiti a sorpresa e afterparty ART DAY in collaborazione con il forum giovani di Alba

Sabato 16 Giugno FESTA DELLA BIRRA

Sabato 23 Giugno IBIZA SUMMER TOUR

Sabato 30 Giugno

ISHARM - THE PHARAONIC NIGHT from PACHA SHARM EL SHEIK

Neive (CN) Per info: 329 3057251


Serate all’insegna dell’enogastronomia locale

Nizza Monferrato, i borghi si animano

territorio

Tutto pronto per un’estate di eventi a Nizza Monferrato. Nel mese di luglio il Borgo San Michele organizza la Camminata Enogastronomica “Da ‘n piot a l’òter” (da un piatto all’altro). La camminata (circa 4 km ad anello) avrà come scenografia le colline vitate di San Michele, inserite in un paesaggio suggestivo e come punti di sosta cinque-sei cascine o cortili in cui sarà possibile degustare piatti tipici e vini offerti dai produttori locali. Si partirà dalla cascina Palermo, dove saranno forniti salami e marmellate per la merenda, per poi spostarsi alla cascina Rizzolo dove sarà servito l’aperitivo. Presso la cascina Garona sarà la volta di una ricca spaghettata, mentre la carne alla griglia sarà servita presso casa Chiorra. Si chiude in bellezza con dolce e moscato alle 24 nel cortile della chiesetta di San Michele. Nel corso della serata, saranno anche premiate varie categorie di gruppi, dal più numeroso al più “luminoso”. La camminata non è che il preludio della

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più ricca festa patronale che si terrà ad agosto dal 19 al 22. Le altre due feste patronali riguarderanno gli altri due borghi di Nizza. Dal 4 al 9 agosto il Borgo BriccoCremosina sarà in festa e il 27-28 sarà la volta del Borgo San Nicolao. Il Borgo Bricco-Cremosina è certamente il più antico di Nizza e vanta feste di devozione alla Chiesetta della Madonna. Infatti la festa ruota tutta intorno a questo sacro edificio con la celebrazione di sante messe e processioni con fiaccolata serali. Ovviamente non si tralasciano i momenti più “bacchiani”: c’è il raduno degli Amanti del cavallo “Memorial Baldizzone Mario” per cavalli da sella e da attacco; la consueta passeggiata lungo le falde del Bricco, una camminata a vocazione storico-culturale con momenti eno-gastronomici; e poi concerti, la leva, le serate danzanti. Durante le cene si potranno gustare ricchi piatti dalle tagliatelle ai funghi agli gnocchi al sugo di salsiccia, dallo stinco di vitello alla paella. Con sorprese contenute nel-

le confezioni delle posate. A settembre nel primo fine settimana ci sarà in Piazza Garibaldi la Mostrascambio delle moto e auto d’epoca organizzata dall’associazione Veteran Motor Club. L’associazione, nata nel 1989, si occupa di promuovere l’interesse per le auto e per le moto storiche, organizzando e partecipando a raduni specifici di auto e moto. Nel corso degli anni la manifestazione ha riscosso un sempre maggiore successo, imponendosi come una delle principali manifestazioni del settore grazie all’alto numero di espositori e di visitatori. Lo spazio espositivo messo a disposizione è pari a 18.000 mq. Chi intendesse partecipare in qualità di espositore usufruendo degli spazi coperti sotto il Foro Boario, deve prenotarsi entro la fine del mese di luglio presso la segreteria dell’associazione al numero 0141/721492. Per gli spazi all’aperto, questi verranno assegnati agli espositori secondo l’ordine di arrivo, fino ad esaurimento.


Un agosto ricco di appuntamenti

Castelnuovo Don Bosco, cene per i golosi

territorio

A Castelnuovo Don Bosco si chiude il 19 giugno la Festa Patronale della Comunità Collinare “Alto Astigiano” a Moransengo, con cene e musiche, e si apre la stagione delle sagre e delle cene di paese. Il mese di agosto è il periodo migliore nel quale ambientare questi piacevoli appuntamenti. Il primo di questi è il 6 agosto con la “Cena sotto le Stelle” alle 20,15 in Piazza Don Bosco. Il menù prevede l’aperitivo della pro loco con prosciutto e melone, insalatissima di formaggi, carne cruda, parmigiana di melanzane, spaghetti allo scoglio, mezze penne estive, arrosto con patatine fritte, macedonia con gelato bevande e caffè inclusi – a 22 € (gratis per i bambini al di sotto i 6 anni). Le iscrizioni sono da farsi entro e non oltre il 1 Agosto contattando il numero 3661111944. La serata sarà animata dal deejay-set e ci saranno sorprese per tutti i partecipanti. Si continua il 7 agosto alle ore 20,30 in Piazza Don

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Bosco con Marco e Mauro, il duo comico per eccellenza delle nostri parti che da più di vent’anni porta in giro il suo cabaret incentrato sul Piemonte e sui piemontesi. La serata alterna in Via Roma dalle 20,30 “Calici sotto le stelle” dove saranno presenti tutti i produttori di vino locale. Si continua il 13 agosto in viale Regina Margherita dalle ore 19 con “Spiedinando”, una serata a base di spiedini di carne mentre Piazza Dante dalle 21 viene occupata musicalmente dagli inseparabili Bruno Mauro e la Band (ingresso

6 €), l’orchestra di liscio più immancabile della zona. Invece domenica 14 agosto, nuovamente in Piazza Dante, si cambia musica con una serata latino americano con la scuola di ballo di Asti “Zero Club” (ingresso gratuito).

Come di consuetudine il giorno di Ferragosto più di 200 espositori popoleranno le vie e le piazze di Castelnuovo dalle ore 9 per il Mercatino dell’Antico. Per questa edizione del mercatino, oltre ai commercianti che vendono pezzi di antiquariato per hobby, si è esteso l’invito anche all’ingegno creativo, cioè a quei venditori che applicano la loro creatività all’ambiente domestico. Lo stesso giorno alle ore 11 verrà celebrata la Santa Messa dell’Assunta alla Madonna del Castello e la sera alle ore 21 in Piazza Dante Liscio Simpatia con ingresso a 5 €. Alle ore 23 ci saranno i grandiosi fuochi d’artificio che faranno ‘brillare’ il cielo del paese in festa. Ultima giornata di festa martedì 16 agosto. Dalle ore 19 “Antipastiamo” in Piazza Dante e infine conclude i festeggiamenti il consueto concerto di Lella Blu in cui la sua voce inconfondibile, un repertorio a 360°gradi e tanto spettacolo assicurano al pubblico grandi emozioni e serate divertenti.


Canto, danza e cinema per un’estate emozionante

Moncalvo, un paese che ama l’arte

territorio

Ed è di nuovo estate! E quella di Moncalvo anche quest’anno si preannuncia ricca di appuntamenti di rilievo. Canto, danza e cinema sono le tre “arti” che trasformano il paese in un grande palcoscenico di emozioni, per donare agli abitanti ed agli appassionati, serate di puro divertimento e di grande cultura. Iniziamo con una novità interessante: “Moncalvo in canto”. Da quest’anno il paese si veste anche di note musicali grazie alla passione ed alla professionalità della macchina organizzativa diretta da Massimiliano Vacchina, presidente provinciale CSEN, già a capo del “Moncalvo in Danza” (di cui parleremo dopo). Tre le categoria di gara: lirico, moderno e musical. Da mercoledì 27 giugno a domenica 1 luglio sono in programma le fasi finali del concorso, in cui sono messi in palio più di 10 mila euro in denaro. Un evento musicale iniziato con la fase eli-

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minatoria in tutta Italia, che ha visto le seguenti date: 13 maggio a Bologna (moderno e musical), 25 maggio a Milano (moderno, musical e lirico), 2 e 3 giugno a Cagliari (moderno e musical), 9 giugno a Brindisi (moderno e musical), 10 giugno a Castellana Grotte (moderno e musical), 15 giugno a Napoli (moderno e musical), 16 e 17 giugno a Roma (moderno, musical e lirico), e 18 giugno a Catania (moderno e musical). Ogni categoria di “Moncalvo in Canto” avrà una giuria specifica composta da preminenti esperti nelle varie discipline e, a fare da madrina d’eccezione del nuovo format, sarà Fioretta Mari, specialista di fama nella dizione e recitazione, e nota insegnante al programma televisivo “Amici” di Maria De Filippi. Il team di esperti è completato dal tenore Luis Alva, docente alla Scuola di Canto del Teatro alla “Scala di Milano” e da Vittorio Matteucci, cantatto-

re e personaggio poliedrico nell’ambito delle arti espressive. E altri grandi nomi non mancano: Marco Munari, Adelina Scarabelli, Denia Mazzola Gavazzeni, Cristina Rapini, Manuel Gervasoni, Luca Pitteri, Annalisa Benedetti, Enrico Botta, Francesco Baccini, Fabrizio Dorsi. Ed il commento di Massimiliano Vacchina è entusiastico: «L’appuntamento non si limita al solo evento previsto per la prossima estate nel nostro paese. Il nome di Moncalvo si prepara infatti a conquistare, sotto l’insegna delle nobili arti del canto e della danza, tutta l’Italia e il mondo intero, grazie ai vari momenti che si svolgeranno anche fuori dal Monferrato come, ad esempio l’edizione invernale prevista a Milano». Adesioni e manifestazioni di interesse verso l’appuntamento sono giunte da concorrenti e accademie di paesi come Giappone, Corea del Sud, Cina, Germania, Spagna e Francia.


territorio I concorrenti ammessi alle semifinali e finali raggiungeranno a giugno la città di Moncalvo, nel suo splendido scenario paesaggistico, portando quindi in Monferrato ricadute turistiche di grande impatto. Le gare saranno accompagnate, nelle serate di “Moncalvo in Canto”, da momenti di accrescimento e confronto fra i presenti e da spettacoli ed esibizioni di altissimo livello artistico, fra i quali si prevede anche uno speciale omaggio al compianto Lucio Dalla. Per info: press@moncalvofestival.it www.moncalvoincanto.it facebook.com/moncalvo.indanza Neanche il tempo per rifiatare e lunedì 2 luglio inizia “Moncalvo in Danza”. La 5ª edizione va in scena fino a domenica 8 luglio, così suddivisa: dal 2 al 6 luglio sono in programma gli ambiti stage con grandi professionisti del settore, il 7 e l’8 luglio via al concorso di danza classica, moderna e contemporanea,

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con tanto di spettacoli (Per programma e varie www.moncalvoindanza.it). Gli iscritti agli stage sono centinaia e provengono da tutta Italia per seguire le lezioni del team di docenti di spicco composto da: Alex d’Orsay, Angelo Monaco, Beatrice Belluschi, Ludmill Cakalli, Anna Rita Larghi, Elisabetta Terabust, Donatello Jacobellis, Mauro Mosconi, Francesco Nappa, Pasquale Tafuri, Tatiana Sulejmani, Anbeta Toromani e Caterina Buratti. «Un ottimo interessamento all’evento che ogni anno diventa sempre più frequentato da allievi che provengono sempre da più lontano! Direi che la soddisfazione è tanta!», è il commento di Massimiliano Vacchina. A segnare l’inizio dei workshop e delle esibizioni serali del “Festival” sarà, nella giornata del 30 giugno, la cerimonia

inaugurale i cui ospiti saranno l’Ètoile della danza Carla Fracci, il Maestro Giuseppe Carbone e il regista Beppe Menegatti, con la speciale madrina Fioretta Mari e diversi docenti di Moncalvo in Canto. Dopo l’incontro con la stampa, ecco lo spettacolo di Erica Brindisi “Smania di Vivere” con il patrocinio dell’Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla). E anche in questo caso i biglietti prenotati per la serata sono già molti… L’Ufficio Csen di Moncalvo sarà aperto tutti i pomeriggi (dal Lunedì al Venerdì) dalle 15,30 alle 18,30 per tutte le informazioni necessarie relative alle iscrizioni agli stage, la prenotazione dei biglietti, le delucidazioni sul concorso. L’Ufficio risponde al numero telefonico 0141 917660 o si può raggiungere via mail all’indirizzo: info@moncalvoindanza.it.


Le feste di San Damiano d’Asti sono dettate dall’agenda dell’attuale Pro Loco che è nata nell’anno 2000 per volontà dell’amministrazione comunale, ereditando l’espe-

Sono diversi i Santi Patronali ricordati

San Damiano, feste a gogò

territorio

rienza organizzativa e culturale dei gruppi di lavoro che l’hanno preceduta. E’ composta da una decina di soci e da numerosi volontari che contribuiscono con il loro operato alla buona riuscita delle manifestazioni. Il mese di giugno si apre con la Festa del Rondò, tre giornate dal 22 al 24 giugno con giochi, balli e serate mangerecce. In più alla domenica ci saranno musica e balli country. Tra i piatti della Pro Loco è bene ricordare la “Buseca”, termine dialettale che indica la trippa, un piatto tipico. Nella tradizione piemontese può essere cucinata in due modi:

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asciutta e in brodo come minestra di verdure. La Pro Loco propone questa seconda versione, che in passato veniva servita in scodelle nei giorni di fiera. Si continua con la festa patronale di San Giulio, la bella frazione di San Damiano dove è stata recuperata la festa del paese che si terrà dal 29 giugno al 2 luglio. Ogni sera a una cena sarà abbinata un’orchestra di liscio. Ma oltre agli stand gastronomici, che si apriranno alle ore 19 con portate di antipasti, anguilla, agnolotti, grigliate e molto altro ancora, ci sarà anche la gara di bocce. Altra festa di paese è quella di San Grato e San Giacomo il 6-7-8 luglio. Tre giorni di musica, iniziative e gastronomia per le due borgate del Comune astigiano. Oltre alle specialità di pesce vi saranno tornei sportivi, tra calcetto, beach volley e podistica, e serate musicali. Il 15 luglio è la volta del mercatino del biologico “Le quattro stagioni”. L’idea di sviluppare questo merca-

tino di prodotti bio nasce nell’aprile 2010 in occasione di un corso di formazione sull’agricoltura biologica, finanziato dalla Regione Piemonte, e svoltosi in Borgata Ripalda di San Damiano d’Asti con l’obiettivo di consolidare un evento periodico fisso sul quale poter contare, sia per chi produce, sia per chi acquista. Il 22 luglio per gli appassionati di auto d’epoca ci sarà il raduno di auto storiche,

mentre la settimana successiva, esattamente il 28-29 luglio ecco il 6° Vespa raduno per le vie del centro storico a cura dell’associazione Vespan e Salam. Dal 20 al 25 luglio tocca a Gorzano festeggiare il suo santo patrono. Organizzato dalla Pro Loco locale, la festa punta sul fritto misto


territorio gorzanese con antipasti, agnolotti, pizza, dolci e vini doc locali. Danze e divertimento caratterizzeranno ciascuna serata. Agosto si apre con la 4ª edizione della festa della patata in Borgata Ripalda. Dalle ore 20 la solita formula: stand gastronomici, bevande a volontà e musica. Un copione che si ripropone anche nel Borgo San Bernardo-Valmolina dal 10 al 12 agosto. Dal 17 al 23 agosto tutti a tavola o sulla pista da ballo, dopo aver visitato il mercatino dell’antiquariato, per ricordare San Bartolomeo. È questo in sintesi il programma della festa patronale di Vascagliana. Non mancheranno il raduno di auto e

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trattori d’epoca e la dimostrazione degli antichi mestieri. Come ogni anno gli amanti dello sport potranno cimentarsi nella corsa di bici intitolata a Giovanni Migliassi. Per tutti gli altri c’è il banco di beneficienza nei locali della parrocchia. Ultimi appuntamenti a settembre. I primi due giorni vedranno le Sagre Sandamianesi della Pro Loco catalizzare l’attenzione del paese con eventi, manifestazioni e cene. Poi San Damiano si sposterà ad Asti per correre al consueto palio, e quest’anno lo farà da detentore dei titolo conquistato nel 2011, per preparare piatti per la cena propiziatrice e sfilare durante la rievocazione.


Sono molti gli appuntamenti nel capoluogo

Asti, un’estate in fermento

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Calendario ricco di eventi per il Comune di Asti a partire da ogni ultima domenica del mese che vede i Portici di Piazza Alfieri e Piazza della Libertà popolarsi di banchetti del mercatino dell’antiquariato. La Pro Loco di Castiglione invece organizza da venerdì 6 luglio a martedì 10 luglio l’ “Estate Castiglionese” nelle ore serali con musica, sagre e balli. La sagra si accavalla a “Torretta sotto le Stelle” organizzato in Borgo Torretta: in queste serate, oltre alla possibilità di gustare “a cielo aperto” varie proposte gastronomiche, faranno compagnia spettacoli vari e piacevolissima musica per festeggiare insieme l’estate ormai arrivata. Ancora nello stesso weekend – sabato 7 e domenica 8 - il Borgo San Jorio mette in piazza la sua 6ª Festa del Borgo dove sarà possibile partecipare a una “ricca” lotteria a premi. Non è ancora finita perché per gli amanti del gusto, domenica 8 luglio sarà anche l’occasione per assaggiare piatti tipici alla rassegna agroalimentare in Piazza Alfieri sotto i Portici Anfossi dalle 9 alle 19. Sicuramente da non perdere è la rassegna musicale che ormai da anni contraddistingue la città di Asti. Parliamo di “Asti Musica” che si svolgerà dal 10 al 20 luglio e che in queste settimane sta aggiornando il suo cartellone sempre ricco

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di nomi importanti della scena musicale internazionale. Giovedì 12 luglio è la volta del Borgo San Rocco e Rione San Martino che insieme daranno vita alla consueta Festa d’Estate in Via Lessona dalle 20,30. Poi arriva il sabato 14 luglio con tre eventi degni di nota: il primo si svolge alla sera allo Stadio Comunale e si tratta della corsa di cavalli montati a pelo (e che si ripeterà il 25 agosto). Il Comitato Palio San Paolo invece cucina per la Cena sotto le stelle ambientata nell’antica Corte del cortile del comitato. Infine la sagra del Pesce al circolo di Montemarzo che inizia già dal pomeriggio alle 13. Il 28 e il 29 luglio vedranno piazza Leonardo da Vinci trasformarsi in un circuito destinato a ospitare il 24° Rally del Tartufo organizzato da Motor Sport Moncalvo. Si passa ad agosto e continuano le sagre di Asti. Dal 3 al 7 agosto c’è la Festa Patronale di Sessant (che si ripeterà il 4 e 5 settembre). Nella stessa domenica – 5 agosto – vi sarà “...per stella un limonin”, cioè i festeggiamenti dedicati alla pesca limonina che si terranno a Variglie e organizzate dalla sua Pro Loco a partire dalle 12. La settimana successiva i festeggiamenti patronali interesseranno anche la Località Valletanaro (dall’11 al 15), di nuovo Variglie (dal 24 al 27) e

Montemarzo (25 e 26 agosto). Ultimo giorno d’agosto dedicato alla Corsa Ciclistica Scalata Gerbido, ottant’anni dopo la scalata del mitico Giovanni Gerbi, alias “Diavolo Rosso”. Settembre sarà colorato di vino grazie alla Rassegna Enologica più famosa, la Douja d’Or, giunta alla sua 46° edizione e che si terrà al Palazzo dell’Enofila dal 7 al 16 settembre (per saperne di più, vai alla pag. 36). L’8 settembre è caratterizzato dalla AgroArte, la mostra-mercato di prodotti biologici officinali e artistici che si terrà dalle 9 alle 19 in Piazza San Secondo. Di notevole spessore enogastronomico è domenica 9 settembre con il “Festival delle Sagre”, una grandiosa rassegna dedicata alla cucina contadina che vede ogni anno la partecipazione di più di quaranta Pro Loco dell’astigiano e la distribuzione di centinaia di piatti tipici locali. Il tutto si terrà nella piazza Campo del Palio e già al mattino alle 10 si potrà assistere alla sfilata in costume per le vie della città (partenza in via Cavour). Infine, dal 13 settembre inizia l’evento che pone Asti al centro dell’attenzione nazionale: il Palio. Cene propiziatorie, sbandieratori, e poi il 16 settembre la tanto seguita corsa dei cavalli. Ma di questo ne parleremo nel prossimo numero.


Che buona la carne “Terre Alfieri è!” ha organizzato la degustazione

Tel. 0141.669736 - CEL

“La battuta di Fassone all’orizzontale”. Una frase di stile per riassumere come anche la carne pregiata possa essere presentata in modo particolare. Se pensiamo alle “verticali dei vini”, la mente si apre: questa volta al posto dei sommelier, ecco sette importanti chef piemontesi, riuniti il 24 maggio scorso presso “Cà Vittoria” di Tigliole d’Asti, dall’intuizione di Beppe Guido, titolare della nota Cantina Pescaja. L’evento è stato organizzato per valorizzare la battuta di Fassone. Erano presenti gli chef stellati Davide Scabin, Enrico Cordero, Mariuccia Ferrero, Walter Ferretto, Andrea Ribaldone, Luca Zecchin e Massimiliano Musso che ha giocato in casa, nel paese dove al Fassone viene dedicata una fiera agricola tra le più interessanti nel Piemonte. Gli chef hanno dialogato, moderati dal giornalista Sergio Miravalle, con il professor Giorgio Calabrese, Giorgio e Gilberto Grigliatti, Giorgio Marega, Giuseppe Guido e Sergio Conti.

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Sono intervenuti la scrittrice Laura Calosso, Elio Archimede e Giorgio Ferrero. Questo evento rientra nel progetto “Terre Alfieri é!”, di cui Beppe Guido ci ha parlato. Scopriamo insieme i segreti di queste terre. Valorizzare i prodotti locali. La sua è stata una felice intuizione. Come ha concepito l’evento “La battuta di Fassone all’orizzontale?” «Questo evento rientra nella filosofia di “Terre Alfieri é!”, un movimento di idee, di produttori (vignaioli, allevatori di vitelli e suini, macellai, salumieri, ristoratori, albergatori) e persone che amano semplicemente la loro terra. E’ nato per promuovere e valorizzare il nostro territorio, ma anche per salvaguardarne le tradizioni, il paesaggio e le colture presenti. L’evento “La battuta di Fassone all’orizzontale” è stato un valido esempio di come concepia-

CISTER NA d’ASTI TEL. 0141.979191 mo il progetto». Definisca meglio questo mix vincente di idee a favore della Provincia di Asti. «Nel 1915 Patrick Geddes, un architetto attivista sociale e filantropo, in un lavoro che si chiamava “Cities in evolution” pronunciò una frase che si è poi rivelata di grande importanza per la vita. Questa frase recitava “Think


di Fassone! con sette chef stellati!

VINCENZO BOSSOTTI vignaiolo

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globally, act locally”: “Pensa Globale, agisci Locale”. Da queste parole, ad esempio la Sony Corporation ne ha fatto un pensiero di comunicazione globale per i suoi prodotti. Il progetto di “Terre Alfieri é!” può basarsi su una simile frase ma parafrasata così: “Think Local, Act global”, cioè “Pensa Locale, agisci Globale”. Questo perché noi non siamo adatti per il globale e per la massificazione. Noi siamo adatti per il locale. Per il tipico. Questo è ciò che sappiamo far bene. Noi non siamo pronti e non possiamo fare i conti con i grandi numeri e con le culture intensive. Ma possiamo stare nel Globale, agendo! Portiamo avanti i nostri prodotti, salvaguardiamo la poliedricità delle nostre colture, delle nostre tradizioni. Diffondiamo il nostro modo di vita ed i nostri prodotti così come sono fatti, nel mondo. Questo è un modo non per fermare

Cisterna d’A sti Telefono 0141.975806 la globalizzazione, che è inarrestabile, ma per superarla e per fare competizione ad armi pari».

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La qualità enogastronomica diventa protagonista.

Douja d’Or: solo per grandi vini

territorio

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Quaranta. Non sono i giorni ro delle Politiche Agricole. del gusto”, dove le eccellenze canonici della Quaresima o Per la 40ª edizione, in pro- nazionali si uniscono a quelle quelli della “quarantena” sa- gramma dal 7 al 16 settem- del territorio astigiano: i vini nitaria. In questo caso sono bre, sono stati assaggiati ben Docg ambasciatori dell’Astigli anni che la Douja d’Or 972 vini provenienti da 373 giano nel mondo (Asti Spucompie. 1973-2012: il “Con- produttori in tutta Italia: nu- mante, Moscato, Barbera), la corso Enologico Naziona- meri di prestigio, numeri che cultura del vino, la tradizione le” gode di ottima salute! fanno la storia del vino e dei enogastronomica, la ristoraUn compleanno speciale, territori che rappresentano. zione, la produzione agroaimportante, che si festeggia «I 40 anni del concorso che limentare tipica e di qualità. nell’ambito della 46ª edizio- festeggiamo nel 2012 sono E qui saranno premiati i ne del Salone Nazionale vincitori che hanno del Vino. Sono passati superato i tre giri di Dal 7 al 16 settembre tanti anni dalla prima degustazione Onav, al Palazzo Enofila va in edizione, datata maggio e, per chi avrà meriscena la 40ª edizione 1973, quando alla pritato voti superiori ai del Concorso, nel 46° ma “Mostra d’assaggio 90/100, ecco l’Oscar. Salone del Vino. nazionale Vini Doc e Un’edizione con noDocg da pesce e da antipa- una testimonianza dell’evo- vità, dicevamo prima: la sto, da arrosto e da dessert” luzione del vino italiano: parteciparono 136 vini, pro- dalla riscossa dopo lo scanvenienti da 88 aziende di 15 dalo del metanolo (1986) regioni italiane, seleziona- ai vertici nella classifica del ti per l’occasione dai mae- mercato mondiale», sottolistri assaggiatori dell’Onav nea Mario Sacco, presidente (Organizzazione nazionale della Camera di Commerassaggiatori di vino). cio di Asti che tramite la Una partenza positiva che sua Azienda Speciale proha portato la Douja ad una muove la manifestazione. crescita costante, fino ad Teatro di questa edizione essere riconosciuta e patro- sarà ancora una volta il Pacinata anche dal Ministe- lazzo dell’Enofila, il “tempio


territorio Douja d’Or non è solo vino, o meglio il vino viene valorizzato anche da aspetti culturali ed artistici che diventano co-protagonisti del suo successo. Da segnalare, domenica 9 settembre, nell’area spettacoli della Douja d’Or (cortile dell’Enofila), l’evento “Cesare, la luna e la vigna. Omaggio a Pavese nel giorno del suo compleanno”, drammaturgia e regia di Luciano Nattino, una coproduzione promossa dalla Douja

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d’Or e dalla Fondazione Cesare Pavese. «Il progetto di co-marketing attiverà una proficua sinergia su ambiti territoriali e di pubblico diversi ma complementari, sostiene il presidente Sacco, giocando sul trinomio vino-gastronomia-cultura tra Langhe e Monferrato. L’evento consentirà infatti lo scambio di presenze turistiche tra i visitatori del Salone e quelli richiamati nelle Langhe dalla due giorni dedicata a Pavese

(8-9 settembre, Santo Stefano Belbo)”. La Douja d’Or ampierà dunque il suo filone artistico e culturale, affiancando alla storica e consolidata partnership con la Fondazione Alfieri, la nuova collaborazione con la Fondazione Pavese. Viene riproposto l’ “aperitivo con l’arte” a Palazzo Mazzetti, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. Un appuntamento che lo scorso anno è stato tra i più graditi.

Douja d’Or, una storia che ha cambiato il territorio

Le tappe del premio, nato per salvaguardare la produzione Cos’è la Douja d’Or? Si parla e si scrive tanto di “Douja d’Or”, ma lo sapete che cosa è la “douja”? Innanzitutto si pronuncia “dùia”, espressione che identificava l’antico e panciuto contenitore che i produttori usavano per le operazioni di travaso del vino. Una brocca diventata famosa, possiamo dire: ora, ai produttori vincitori, ne viene data una dorata dal “nome Oscar”. E non solo per questo motivo, infatti dalla douja è nato Gianduja, la più celebre maschera piemontese (Gioan d’la Douja, appunto perché la usava direttamente per bere, come se fosse un boccale di dimensioni extralarge). E ad Asti, dagli anni ’60, sono stati capaci a valorizzare questa brocca, eccome!

Anni ‘60: Douja, un’intuizione vincente Un’intuizione, un’idea, quante volte hanno salvato una situazione difficile, facendo in modo che il buio si trasformasse in luce? La storia è piena di questi “miracoli umani”, e la Douja d’Or può essere considerata tale per il territorio astigiano, dove, in quegli anni, gli affari e la reputazione dei produttori non erano sicuramente floridi. Suo ideatore fu Giovanni Borello, presidente della Camera di Commercio di Asti dal 1966 al 1984, che vedeva il vino come prodotto di qualità, pronto a diventare il motore e l’ambasciatore dell’Astigiano nel mondo. Riuscì a portare un senso di responsabilità mai visto prima in molti

MERCATO COPERTO assapora la tradizione

Orario mercato coperto: 8,00/13,00 - 15,30/19,30 Mercoledì e Sabato orario continuato Chiuso la domenica e il giovedì pomeriggio

Piazza Libertà 10 Mercato Coperto - ASTI


territorio e nel 1967, sulla statale per Torino, alle porte di Asti, un originale stand allietò gli automobilisti di passaggio con degustazioni di vino: un successo “on the road” si potrebbe dire, grazie alla passione dell’EVVA (Ente Valorizzazione Vini Astigiani) creato appositamente pochi mesi prima. Le fondamenta erano state fatte, ora si trattava di consolidare la casa. Dal 1968 al 1970 i giardini pubblici vengono animati da originali botteghe del vino a forma di botti gestite da accattivanti ragazze in costume monferrino. E per la prima volta come logo della manifestazione compare (su disegno del pittore Leuda) il caratteristico boccale, la Douja, diventata per l’occasione , “d’oro”. Il pubblico capisce ed apprezza, acquistando sempre più bottiglie. Anni ‘70, alla Douja si affianca il Festival delle Sagre Due sono gli aspetti importanti che fanno crescere il valore della Douja: la nuova sede in piazza Alfieri, sotto i portici Pagliani, e la nascita del Festival delle Sagre. Giovanni Borello riesce anche a portare la Douja nel suggestivo castello di Costigliole, dove viene creato una specie di museo dei vini del Monferrato: segno di apertura fondamentale, che “rompe” una mentalità fino ad allora chiusa. In questo decennio i massimi esperti del setto-

re vitivinicolo intervengono anno dopo anno, e l’interesse aumenta. Dibattiti, convegni, interventi autorevoli attirano l’attenzione dei mass media nazionali e internazionali. Anni ’80, maledetto metanolo... Nel 1984 Giovanni Borello lascia la guida della Camera di Commercio a Vittorio Vallarino Gancia che, nel 1986, si trova ad affrontare lo scandalo del metanolo, un macigno sul mondo del vino. La Douja patisce anche lei ma si cerca di essere più forti dei “furbi” che hanno cancellato, con questa loro azione scellerata, anni di duro ed onesto lavoro nel campo vitivinicolo. Per riconquistare la fiducia dei consumatori si deve fare appello a tutte le forze disponibili e mobilitare produttori, politici e organi di informazione. Anni ’90, si torna a sorridere Sono gli anni della ripresa, lo scandalo metanolo è stato lasciato nel baratro e la Douja d’Or ha ripreso a correre. Viene creato il premio “Alambicco d’oro”, assegnato a 75 distillati di 6 Regioni italiane. Nel 1991 si festeggiano i 25 anni ed all’inaugurazione è presente Gianni Goria, l’allora Ministro dell’Agricoltura. Un segnale importante, lanciato anche dagli organi di Stato.

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Sono anche gli anni del rinnovamento d’immagine: il nuovo presidente della Camera di Commercio, Salva Garipoli, apporta novità per la promozione e la commercializzazione dei vini. Esempio l’edizione del ’93, in piazza Medici: le tredici DOC astigiane vengono proposte nei ristoranti, si degustano i vini della Sicilia e del Trentino, e viene creato il concorso “Miss Bottiglia”. Intuizioni felici con crescita esponenziale di visite e degustazioni. E siamo a 30 anni: piazza Roma diventa teatro del convegno delle Donne del Vino che dedicano la manifestazione alle produttrici europee: spettacoli, mostre e la musica dell’Orchestra Sinfonica RAI. Dal 2000 ad oggi: la Douja aumenta gli spazi Alla Camera di Commercio arriva Aldo Pia alla presidenza. Dal 2000 è Palazzo del Collegio ad ospitare la Douja d’Or, ed ai vini viene affiancata la gastronomia di eccellenza: sono anni di grandi consensi e cifre mai viste prima. Negli anni recenti la Camera di Commercio, sotto la guida di Mario Sacco, punta forte sulla Douja d’Or che, nel 2006 raddoppia e poi nel 2007 addirittura triplica gli spazi! Palazzo Ottolenghi con la Douja della Barbera, e poi Palazzo Alfieri con la Douja dell’Asti, sono i teatri di un evento che è diventato un “must” imperdibile. Dal 2011 il Palazzo dell’Enofila ospita le “due” Douja d’Or, secondo una formula di successo che valorizza i vini astigiani, nazionali, e non solo.


Tutti gli appuntamenti

Luglio, Agosto, Settembre

territorio DAL 1­ AL 15 LUGLIO: Estate in tutte le salse A luglio, in piena estate, quale miglior passatempo nelle calde serate se non quello di cercar divertimento nei paesi dell’Astigiano? Non è una domanda, ma una interessante proposta per passare qualche ora di allegria in nome della tradizione, insieme ad amici e parenti. Musica, cibo, arte, cultura sono i protagonisti di un luglio ricco di appuntamenti. Si inizia subito domenica 1 luglio: in frazione San Giulio, a San Damiano, continua la “Festa Patronale”, iniziata il 29 giugno, fino al 2 luglio (Info 0141/975056), come in frazione Savi, a Villanova d’Asti (Info 0141/946085). Sempre domenica a Portacomaro la “Festa dello sport a Rio”, mentre a Monastero Bormida serata dedicata al “Teatro per le strade in una notte di mezza estate”. A Castellero inizia la due giorni di “Festa Patronale” con balli e canti (Info 0141/942401). A Robella, in fr. Cortiglione, dal 30 giugno al 2 luglio spazio alla “Sagra dell’Agnolotto” con grandi abbuffate in tutte le salse... e domenica “In moto tra le colline” (Info 0141/998123). Per gli amanti della storia “Castelli Aperti” a Monastero Bormida, Cisterna d’Asti, Montiglio Monferrato, mentre in Fr. Morialdo a Castelnuovo

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Don Bosco alle ore 10.30 inizia la “Festa Patronale”. Il secondo fine settimana inizia già venerdì 6 luglio con la “Festa d’Estate” a Baldichieri d’Asti, fino all’8 luglio (Info: 0141/66006). In Fr. Castiglione ad Asti quattro giorni di “Estate Castiglionese” con mostre di pitture, serate a teatro e cene, anche a base di pesce (Info: bertarelliriccardo@ virgilio.it). A Villata, fraz. di Valfenera, per tutto il weekend c’è la “Festa dell’Estate” (Info: 333/2248198). Sempre il 6 luglio a Piovà Massaia serata divertente dal titolo “A fa mej i’na bela ghignada pito’st che...”. A San Damiano d’Asti, in Fr. San Grato tre giorni dedicati alla “Festa di San Grato/San Giacomo”. Sabato 7 luglio a Vinchio ecco la storia “Con la luna nei boschi dei Saraceni”, passeggiata nei boschi dalle ore 21. A Bubbio ecco il “Concerto Jazz-parco

scultoreo Quirin Mayer”, mentre a Buttigliera d’Asti inizia il “Festival Giovanile”. A Cerro Tanaro “Live in Cerro”. A Castagnole

Monferrato, presso la Cantina Sociale, due giorni dedicati alla “Sagra del Fritto Misto alla Piemontese”, a Pino d’Asti “Festa d’Estate”, a Piova Massaia “Merenda Sinoira”, ed a Castel Rocchero “Cena sotto le stelle” (Info: 0141/760132). Domenica 8 luglio “Castelli Aperti” a Cisterna d’Asti, Castell’Alfero, Montiglio Monferrato, mentre a Casorzo, area Cantina, il “Re Tartufo incontra il Barbera”. La seconda settimana del mese propone martedì 10 a Moasca l’inizio della due giorni “Nero di Stelle”, dedicato a vino, musica e stelle (Info: 0141/856182). A San Martino Alfieri ricordi danteschi nella giornata dedicata a “Nel mezzo del cammin... di nostre vigne”. Il wekend invece inizia venerdì 13 luglio: a Cortandone, fino al 15 luglio, “Festa d’Estate-Ciclocorta”. A Cisterna “Cena etnica”, ed a Chiusano d’Asti, fino al 16 luglio, “Festa Patronale di Chiusano” (Info: 0141/901536). Sabato 14 luglio a Bubbio “Musica sotto le stelle”, a Mombaruzzo inizia la due giorni de “I percorsi del gusto”, con sapori , musica e tipicità protagonisti (Info: 0141/77387). A Incisa Scapaccino Borgo Villa, si ricorda per due giorni “Incisa 1514”, rievocazione della battaglia contro il Marchese di Monferrato (Info: info@incisa1514. info). Sempre in chiave


territorio storica, “Festa Medioevale” a Cantarana, mentre ad Albugnano “Festa d’Estate” fino a domenica, come a Montiglio Monferrato, in Fraz. Carboneri, al via la “Festa Patronale”. Il weekend è ricco di rievocazioni: a Grazzano Badoglio, alle ore 20.30, va in scena “Il Suol d’Aleramo”, teatro, musica ed enogastronomia. Decisamente più culinaria la due giorni di Portacomaro con la “Rassegna dell’Agnolotto”(0141/202627). Domenica 15 luglio continua “Castelli Aperti” a Cisterna d’Asti, Monastero Bormida, Montiglio Monferrato, Nizza Monferrato e Viarigi, mentre a Vaglio Serra serata musicale dal titolo “Strangers in the night”. DAL 16 AL 31 LUGLIO: W la festa di paese! Il fine settimana che porta all’ultima parte del mese, inizia venerdì 20 luglio con la “Festa Patronale” a Montiglio Monferrato, in Fraz. Sant’Anna, fino al 23 luglio (Info: 0141/994008). A Piovà Massaia secondo appuntamento con “A fa mej i’na bela ghignada pito’st che...”, mentre a San Damiano d’Asti, in Fraz. Gorzano, fino al 25 luglio, va in scena la “Festa di Gorzano” (Info: http://www.prolocogorzano.it). Tempo di festa anche ad Agliano Terme fino al 24 luglio “Festa Patronale di S. Giacomo” (Info: 0141/954023). Sabato 21 luglio a Corsione inizia la “Festa Patronale di San Cristoforo”, fino al 23 luglio (Info: 0141/905075), mentre a Castel Rocchero ecco “Castel Rocchero in lume”. Per una “Merenda Sinoira” tutti a Piovà Massaia, invece a Grazzano Badoglio, ore 20.30, secondo appuntamento con “Il Suol d’Aleramo”, teatro, musica ed enogastronomia. Ad Azzano d’Asti rievocazione storica , fino a domenica, di “Azzano in Fiamme” e “festa patronale” (Info: 0141/297114). Domenica 22 luglio a Cisterna d’Asti, Castell’Alfero, Montiglio Monferrato, Nizza Mon-

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ferrato, “Castelli Aperti” per un tuffo nella storia, mentre a Mombaruzzo “Festa di S. Maria Maddalena”. La fine del mese si apre giovedì 26 luglio a Montaldo Scarampi, con “La Ruota del Mulino - Gente di Collina, un mercato di storie, schiamazzi e musica”, sino alle ore 21.30, ed a Revigliasco d’Asti, dove, fino al 31 luglio, va in scena la “Festa Patronale di Sant’Anna”

(Info: 0141/208191). Venerdì 27 luglio a Monastero Bormida “Fiera Bovina di S. Desiderio”, a Settime inizia la “Festa Patronale” (0141/209124), fino al 31 luglio, come ad Antignano (Info: 0141/205123). A Mombaruzzo proseguono “Le sere d’estate”. Sabato 28 luglio a Castel Rocchero “Cena di mezza estate”, a Cortiglione due giorni dedicati alla “Festa d’Estate”, Castelnuovo Don Bosco, in Fraz. Morialdo, tre giorni di “Festa Patronale”. A Montegrosso d’Asti “Festa Patronale di Santo Stefano” (Info: 0141/953052), mentre a Cessole invitante serata dedicata al “Gran fritto misto di pesce”. Feste patronali a scelta: Montiglio Monferrato in Fraz. Banengo, Cellarengo, Maretto. A Grazzano Badoglio due serate dedicate a “Il Suol d’Aleramo” - teatro, musica, enogastronomia. Domenica 29 luglio “Castelli Aperti” a Cisterna d’Asti, Moncucco Torinese, Nizza M.to, Castelnuovo Don Bosco. Si chiude con la “Caccia al tesoro a piedi” a Viglia-

no d’Asti, e “Correndo per Vigliano”, in programma martedì 31 luglio.

Agosto a tutta enogastronomia!

1 AGOSTO – 14 AGOSTO: si va per musica e castelli Un agosto astigiano... tutto da mangiare e bere! Possiamo definire così il mese estivo per eccellenza, in cui molte persone si riposano dalle fatiche annuali, chi al mare, chi in montagna. Ma c’è tempo anche per le numerose proposte gogliardiche dei paesi. Una vera e propria scorpacciata di gusti e profumi, c’è l’imbarazzo della scelta! Scopriamolo insieme. Mercoledì 1 agosto a Portacomaro, in Fraz. Migliandolo, inizia la nove giorni dedicata alla “Festa della Madonna della Neve” (0141/202627) con balli, musica, cene e tante sorprese. Il primo weekend del mese è ricco di eventi: venerdì 3 agosto a Montiglio Monferrato inizia la “Festa Patronale”, fino al 6 agosto (0141/994008). A Mombaruzzo “Le sere d’estate”, a Tigliole via con “Tigliole in festa” per sei giorni (Info: 0141/667124). A Calosso “Rodotiglia,...Notte di Luna & Co”, passeggiata enogastronomica tra i sentieri del territorio. Feste patronali a Cassinasco, Piovà Massaia, Castagnole Monferrato, Castelnuovo Don Bosco, Castelnuovo Calcea, Quaranti. Tutte manifestazioni di quattro, cinque giorni. A Penango tre giorni dedicati alle “Feste d’Agosto, Sagra delle trote cotte su pietra” (Info: 0141/910123). Sabato 4 agosto Loazzolo festeggia, ed a Sessame “Brindisi sotto le stelle”. A Grazzano Badoglio, alle ore 20.30, nuovo appuntamento con “Il Suol d’Aleramo” - teatro, musica, enogastronomia. A Vigliano d’Asti, fino all’8 agosto, “Festa Patronale” (Info: 0141/953140), ed a Variglie inizia la due giorni dedicata alla “Festa della Pesca Limonina” (Info: 0141/208173, 208546). Amanti della storia a Cisterna d’Asti, Costigliole


territorio d’Asti e Viarigi, domenica 5 agosto, per “Castelli Aperti”. A Castelnuovo Belbo “Camminata enogastronomica”, a Costigliole d’Asti “Sagra del Peperone”. “Madonna della Neve” protagonista a Serole, Castell’Alfero, e Cessole. Nel secondo weekend ecco un assaggio di stelle cadenti a Calosso con “A s p e t t a n do la notte di S . L or e n z o”, come a Montiglio e Serole, giovedì 9 agosto. Venerdì 10 agosto a Isola d’Asti “Calici di Stelle” (0141/958134), stessa idea ad Albugnano, Cocconato e Costigliole d’Asti. Tema vino anche a Casorzo dove, presso la cantina, inizia la “Sagra del Malvasia”, fino al 14 agosto (Info: 0141/929141). A Cantarana inizia, fino al 13 agosto, la “Sagra dell’agnolotto e della tinca in carpione” (Info: 0141/942277). A Robella inizia “Caffè Concerto”, manifestazione che si protrarrà fino al 20 agosto (Info: 0141/998123). Feste di San Lorenzo a Scurzolengo e Castagnole delle Lanze. Il weekend di Ferragosto inizia sabato 11 agosto a Vinchio, in Fr. Noche con i “Festeggiamenti Patronali-Ferragosto Nochese”, fino al 15 agosto (Info: 0141/950120). Stessa musica a Cortanze con “Cortanze in Festa” fino al 16 agosto (Info: 0141/901470). A Castel Rocchero gustosa “Braciolata”, a Celle Enomondo, dall’11 al 16, “Festa Patronale di San Rocco”. Domenica tutti a “Castelli Aperti” a Cisterna d’Asti e Nizza M.to per poi puntare a Celle Enomondo per “Celle in Vespa e 500”.

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Ed eccoci giunti a martedì 14 e mercoledì 15 agosto: martedì a Mombercelli presso il Santuario dell’Assunta “Concerto dell’Assunta” dalle ore 21, a Vesime due giorni di “Ferragosto Vesimese” (Info: 0144/89015). A Montegrosso d’Asti inizia la “Festa Patronale di S. Rocco”, fino al 21 agosto con serate e appuntamenti interessanti (Info: 0141/953052). 15 AGOSTO - 31 AGOSTO: è bello mangiare e bere sotto le stelle Ferragosto: a Bubbio “Processione dell’Assunta”, a Tonco “Festa Patronale”, a Mombercelli - Santuario dell’Assunta – dalle ore 17 “Festa campestre dei giovani della Valtiglione”. A Celle Enomondo “Cammina Celle, passeggiata tra colline e vino”, a Moransengo “Spaghettata di Ferragosto”, a Cassinasco “Fiaccolata di S. Massimo”, ed a Montafia “Processione in onore della Madonna Assunta”. “Festa Patronale di S. Rocco”, il 16 agosto, ad Aramengo - Marmorito e Fr. Gonengo, mentre venerdì 17 agosto a Cortazzone inizia la “Festa Patronale di S. Rosa”, fino al 21 agosto, come a Vinchio, dove fino al 22 agosto, tutti in piazza per “Agosto Vinchiese” (Info: 0141/950120). A Cunico dal 17 al 20 agosto, “Festa Patronale di San Bartolomeo e Sagra dello Gnocco” (Info: 0141/906502). Sabato 18 agosto a Vinchio “Sul percorso del Museo Contadino all’aperto”, a Moransengo “Fest’Estate” fino al 20 agosto, a Buttigliera d’Asti quattro giorni con la “Festa Patronale

e Fiera dell’aglio, del tacchino e della Gallina Bionda di Crivelle” (Info: 011/9921812). Domenica 19 agosto a Monastero Bormida suggestiva “Cena al Castello”, mentre a Cisterna d’Asti, Monastero B.da, Nizza M.to continua “Castelli Aperti”. A Cinaglio, dal 21 al 27 agosto, “Festa Patronale di San Felice” (Info: 0141/209113). Giovedì 23 agosto a Cerreto d’Asti inizia “Cerreto d’Asti in Festa”, fino al 27 agosto (Info: 0141/996073), a Valfenera due giorni di “Vineria in Piazza”, a Ferrere, fino al 27 agosto, ecco la “Festa Patronale di S. Agostino” (Info: 0141/932008), invece a Bruno la “Festa Patronale” dura fino al 26 agosto (Info: 0141/764124). A Mombaruzzo – Bazzana, dal 23 al 28 agosto “La sei giorni bazzanesi”, evento gastronomico a tema (Info: 0141/77002). Venerdì 24 agosto “Ciao Estate” a Cerro Tanaro, fino al 27 agosto (Info: 0141/409114); stessi giorni per Montiglio Monferrato – Rinco per la “Festa Patronale”. Un giorno in più ad Antignano - Fraz. Gonella per la “Festa Patronale-Sagra dell’anguilla” (Info: 0141/205123). A Portacomaro, fino al 31 agosto, “Festa Patronale di S. Bartolomeo” (Info: 0141/202128) con giornate dedicate a musica e gusto. A Montemagno, “Montemagno sotto le stelle”, fino al 27 agosto. A Calliano tre giorni di “Sagra dello stufato d’asino” (Info: 0141/928152). A Castagnole delle Lanze dal 24 agosto al 3 settembre “Contro Festival della canzone d’impegno” (Info: 0141/878529) con artisti italiani e non noti a livello nazionale ed internazionale. A Variglie “Festa di San Michele Arcangelo”, fino al 27 agosto. Sabato 25 a Castell’Alfero – Callianetto “Ceroankio - 8° Live Rock a scopo benefico”, mentre a Baldichieri d’Asti “Maxi grigliata di fine estate”. A Bubbio inizia la “Festa Delle Figlie”, fino al 1 settembre (Info: 0141/83502), serate cultural-musicali


territorio d’altri tempi. Domenica 26 agoto continua “Castelli Aperti” a Cisterna d’Asti, Castell’Alfero, Moncucco T.se, Viarigi, San Giorgio Scarampi. A Viarigi “Saltinpiazza, rassegna dell’arte di strada”. Lunedì 27 agosto a Castagnole delle Lanze “153ª Fiera della Nocciola”, mentre a Portacomaro “174ª Fiera agricola di S. Bartolomeo”. Martedì 28 agosto a Villafranca d’Asti ecco il concorso vinicolo “Vininvilla”. Fino al 1 settembre degustazioni e tanto vini ( Info: 0141/943071). Il mese si conclude con la “Sagra di Settembre” (30 agosto-1 settembre a Villafranca d’Asti), con la “Festa del Titolare del Santuario dei Caffi” a Cassinasco, dal 31 agosto al 3 settembre. Settembre: un inno alle Sagre e al vino. 1 SETTEMBRE – 15 SETTEMBRE: vino, cibo e storia Settembre è il mese di passaggio tra l’estate e l’autunno. Le temperature estive calano un po’, e permettono alle persone la raccolta delle uve, vero e proprio momento clou per molti astigiani, e non solo. E in questo periodo le Sagre, le serate, i festival, sono tutti in onore del vino, abbinato al buon cibo, quasi come rito propiziatore per il futuro. Vendemmia, nocciole, prodotti di fine estate: in Provincia di Asti non si smette mai di stupire! Il mese inizia con un weekend: sabato 1 a Cocconato va in scena “Cocco...wine”, due giorni di degustazioni (Info: 0173/364631 GoWine), mentre a Castell’Alfero alla “Pedalata in Festa” di sabato, si unisce il doppio appuntamento (anche domenicale) con il “Trenino del Romanico e delle Cantine”, tra storia e buon vino (Info: 0141/406611), il tutto inserito nella “Festa Patronale”, fino al 4 settembre. A Cassinasco, fino al 3 settembre, “Festa del Titolare del Santuario dei Caffi”, mentre a Portacomaro, durante “Le Notti dei Redabissi”, in fraz. Mogliandolo

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(1-3 settembre, info: 0141/202128), anche la “Xª Maratona di tamburello a muro”. A Cortandone giornata dedicata alle “Masche intorno a Cortandone”, a Bubbio “Festa Delle Figlie”, Passerano Marmorito, in Fraz. Schierano, dal 1 al 3 settembre, “Festa Patronale”, come a Villanova d’Asti dove si propone la “Festa di Sant’Isidoro” (Info: 0141/946085), ed a Scurzolengo due giorni per la “Sagra del fritto misto e bagnet” (Info: 0141/203118). Domenica 2 settembre si va da “Castelli Aperti” a Cisterna d’Asti, Bubbio, Castelnuovo Calcea, Monastero B.da, Nizza M.to alla “XI Rassegna dell’Agricoltura”

di Tonco. Si continua con la “Festa Patronale” a Montiglio Monferrato, in Fraz. Rocca, con la “Castagnolestate Festeggiamenti di San Bartolomeo” a Castagnole delle Lanze, la “Sagra della Nocciola” a Settime, e la “Fiera Caprina” a Roccaverano. Martedì 4 settembre a Castell’Alfero interessante “Escursione notturna in MTB” (Info: 0141/406611). Venerdì 7 settembre, fino al 10, inizia a Cocconato la “Festa Patronale dei SS. Fausto e Felice”. Sabato 8 settembre “Festa Patronale” a Albugnano e Mombaldone, e “Festa della Vendemmia” a Castelnuovo Belbo che, la

domenica 9, propone “Motoincontro della Vendemmia”. Sempre domenica “Castelli Aperti” a Cisterna d’Asti, Castell’Alfero, Montiglio M.to, Nizza M.to. A metà mese, venerdì 14 settembre, a Piovà Massaia tre giorni dedicati alla “Festa dell’Uva” (Info: 0141/996603). A Castell’Alfero, sempre venerdì, “Cena propiziatoria” per il Palio di Asti, come a Baldichieri. Sabato 15, a Cocconato “Mercatino Medievale”, a San Paolo Solbrito “Festa della Madonna di Serra” (Fino al 17 settembre, info: 0141/936103). 16 SETTEMBRE – 30 SETTEMBRE: Cene pro Palio di Asti e Castelli Aperti Domenica 16 settembre sempre “Castelli Aperti” a Cisterna d’Asti, Montiglio M.to, Nizza M.to. Sabato 22 a Cocconato “Cena propiziatoria”, domenica storia nei castelli con “Castelli Aperti” a Cisterna d’Asti, Bubbio, Monastero B.da, Montiglio M.to, Nizza M.to, Viarigi, mentre a Cocconato “Palio degli Asini”, kermesse gogliardica, e ad Albugnano “Festa della Vendemmia”. La fine del mese inizia a Dusino San Michele con la “3ª Note sotto le Stelle” e la “Sagra del Gnocco”, manifestazione che prosegue fino al 30 settembre (0141/930123). Venerdì 28 settembre a Baldichieri d’Asti, fino al 30, “Festa Patronale della Madonna del Rosario” (Info: 0141/66006). Sabato 29 settembre, a Piea d’Asti, la due giorni dedicata alla “Fiera Regionale della zucca” (Info: 0141/901650). Domenica 30 settembre propone: a Montiglio Monferrato – Corziagno “Festa Patronale”, a Roccaverano “Festa Patronale di S. Gerolamo”, e “Castelli Aperti” a Asti-Palazzo Gazelli di Rossana, Cisterna d’Asti, Bubbio, Castell’Alfero, Costigliole d’Asti, Monastero Bormida, Montiglio Monferrato, Moncucco Torinese, Nizza Monferrato, Mombaruzzo, Castelnuovo Don Bosco.


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Terra e Tradizione - numero 7  

2T periodico di Asti - Alba e provincia

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