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ISSN 2532-5973

• 2019

periodico di

sopravvivenza gastronomica

diretto da Paolo Massobrio

i vini euro 10,00

A S S A G G I

de

M E M O R A B I L I

Tutti i Top Hundred 2019 premiati a Golosaria Milano I migliori assaggi dell’anno di Paolo Massobrio e Marco Gatti


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VINITALY 2020 SEMPRE PIÙ INCUBATORE DI TENDENZE Entrano gli orange e i micromega wine

Digitale, globale, educativa, ma anche incubatoio dei trend emergenti del consumo del vino made in Italy nel mondo. Questo sarà la 54^ edizione di Vinitaly, in programma dal 19 al 22 aprile nel quartiere fieristico di Veronafiere (www.vinitaly.com). Tra le novità c’è l’ampliamento dell’area Organic hall (Pad. F) con la realizzazione del nuovo spazio Micromega Wine - Micro Size, Mega Quality, curato da Ian D’Agata e dedicato ad aziende con piccole produzioni a varietà indigena ad alto tasso qualitativo. Nel padiglione International_Wine entrano invece gli Orange wine. È questa la riposta del Salone Internazionale del Vino e dei Distillati alla crescente attenzione dei consumatori nei confronti dei vini biologici e biodinamici certificati – ospitati da VinitalyBio - da una parte e dei vini artigianali nelle loro molteplici sfaccettature dall’altra. Visto però che l’offerta biologica non si esaurisce tra i produttori di VinitalyBio, viene riconferma la sua Enoteca, che raccoglie tutta l’offerta diffusa tra moltissimi espositori della fiera. Da segnalare ancora nel padiglione International_Wine l’ingresso di nuovi espositori esteri, in particolare del Centro ed Est Europa e dell’area dei Balcani. Ad aiutare i visitatori di Vinitaly a orientarsi tra le migliaia di etichette esposte ci sarà la Vinitaly directory. Grazie all’indicizzazione di tutti i dati anche con tecniche ugc (user generated content) l’app permetterà di creare percorsi tematici e di seguirli guidati dal proprio smartphone. A quello che si annuncia come un Vinitaly da record, dopo i primati registrati lo scorso anno con 4.692 espositori in oltre 100mila mq netti e 125 mila visitatori da 145 nazioni di cui 33 mila buyer esteri accreditati, si affianca una nuova edizione di Sol&Agrifood, con la sua gustosa e ricca offerta di prodotti agroalimentari di qualità, di oli extravergine territoriali e di birre artigianali. Naturale cerniera tra vino e consumatori, il cibo offre la migliore espressione di sé nel Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità, che diventa ponte verso i mercati di tutto il mondo grazie alla presenza di miglia di buyer esteri. Lavori in corso a Verona, fuori dai padiglioni della fiera, anche per Vinitaly and the City. Con le sue contaminazioni tra vino, arte, musica e spettacolo, il fuori salone serale che ha visto l’anno scorso la presenza di 80.000 wine lover si prepara per un’altra edizione di successo.


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editoriale

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Un numero speciale

con tante cantine speciali. I nostri assaggi memorabili

L

’idea di creare il numero di Papillon di fine anno come una guida speciale, interamente dedicata ai vini, ci è venuta quella sera di luglio, quando l’ultima sessione di assaggio dei Top Hundred ci ha posto una riflessione: ma riusciremo mai a trasmettere tutta la gioia, il gusto, il valore che abbiamo ritrovato in questi bicchieri ai nostri lettori? Che sono tanti, se pensiamo che la pagina facebook IlGolosario Vini ha superato le 5.000 unità, senza far nulla, solo attraverso il passaparola; poi ci sono i lettori del Golosario e del golosario.it e quelli che ci hanno seguito quest’anno sul libro Vino Assaggi memorabili di quel giorno e di quell’ora. E gli appassionati che vengono a Golosaria (sia al castello di Uviglie nel Monferrato sia a Milano in autun-

no)? Un mondo che si fida o almeno accetta un confronto coi nostri assaggi che Paolo ha il privilegio, una volta la settimana, di recensire sulla Stampa. Tuttavia, mentre eravamo già in fase di lettura di bozze, una notizia ci ha raggiunti lasciandoci alquanto attoniti: la Michelin ha acquistato il 100% della guida di Robert Parker, The Wine Advocate. Per carità, nulla di nuovo, ma la sensazione che i francesi abbiano come scopo l’affermazione della loro Grandeur sia sulla ristorazione e quindi sui vini non ce la toglie nessuno. E una domanda maliziosa ci è sorta: «Ma Peppino Cantarelli avrebbe preso lo stesso la stella nel suo retrobottega di Samboseto di Busseto, se non avesse servito Champagne?». Il vino è un grande business e la ri-

storazione ne è il veicolo. Ora la Michelin detta i punteggi e quindi condizionerà sempre di più gli acquisti. E noi che si fa? In Italia si sta a guardare, magari si critica, però tutti sono a riempirsi la bocca del ristorante “stellato”. Se poi un ristorante che magari ha fatto la storia della nostra cucina perde la stella, come succede ogni anno, sistematicamente, in giro senti le peggiori cose sul conto di quella cucina dove in realtà nulla è cambiato. È la parabola del potere, che tuttavia non va sempre a braccetto con la verità delle cose.   Detto questo, noi abbiamo voluto rendere omaggio alle centinaia di cantine che ci hanno fatto amare l’Italia. In molti casi sono dei piccoli, sconosciuti, talvolta anche sgarbati produttori di vino di cui non ha mai


editoriale

papillon 72 parlato nessuno. Quando vengono approcciati da un giornalista, da una guida, sono diffidenti, perché di solito certe “firme” vanno a braccetto con le cantine importanti e potenti (leggete cosa si recensisce oggi in Italia) e quindi loro sentono di non rientrare nel mondo della comunicazione, quella con la C maiuscola. E invece noi li mettiamo al centro, talvolta anche offrendo un percorso per incontrare il grande pubblico, come accade a Golosaria, perché il nostro desiderio è quello che abbiamo denunciato all’inizio: trasmettere questa gioia. La gioia del vino, che ha assunto una consapevolezza maggiore, da parte dei produttori, oggi tutti impegnati in progetti di sostenibilità. Leggete allora fra le righe quali valori sta portando il vino italiano e

unitevi a noi nel far conoscere un mondo vero, che è fatto di volti, famiglie, uomini e donne, paesi e colline. L’Italia. P.s.: In questo Papillon vengono citate 670 cantine e almeno 3.000 vini, scelti secondo la casualità dell’assaggio di un intero anno. Le cantine che appaiono con la foto

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riguardano i vini che quest’anno hanno ricevuto il riconoscimento dei Top Hundred e dei Fuori di Top, così come le cantine Memorabili premiate sul palco di Golosaria domenica 27 ottobre appaiono con un simbolo e una foto.  Buona lettura a tutti! Paolo Massobrio Marco Gatti


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sommario

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Valle d’Aosta Piemonte Liguria Lombardia Veneto Trentino Alto Adige Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Toscana Marche Umbria Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna

Top Hundred 2019 Cantina Memorabile 2019


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i vini della Valle d’Aosta

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Valle d’Aosta

AOSTA MAISON AGRICOLE D&D tel. 0165552687 www.maisonded.vievini.it Vallée d’Aoste Petite Arvine 2017 Sulla collina di Aosta si può fare un ottimo vino e questa piccola azienda agricola è qui a dimostrarlo. Nata per recuperare gli appezzamenti già coltivati dai nonni – circa 3.000 metri in forte pendenza – negli anni si è impegnata nella ristrutturazione di altri appezzamenti ormai abbandonati. La Maison è così riuscita a raggiungere i tre ettari attuali su cui coltiva i vitigni tradizionalmente allevati in Valle d’Aosta e alcuni internazionali. Eccellente il Vallée d’Aoste Petite Arvine 2017 con i suoi profumi di frutta esotica e la giusta sapidità. MAISON MAURICE CRETAZ tel. 3403790559 www.mmc.wine

Vallée d’Aoste Torrette Superiore “Nee” 2016 Appena rientrati da Vinitaly, ai tavoli dell’Antica Trattoria Monlué, la sorpresa di un rosso valdostano di classe straordinaria: il Vallée d’Aoste Torrette Superiore “Nee” della Maison Maurice Cretaz di Sarre. Rubino profondo, ha profumi di frutta rossa, note di ciliegia e di frutti di bosco, elegantissima speziatura, sorso caldo ed equilibrato, con grande personalità, tannini ben integrati, finale infinito. Che vino! Del resto, in un’altra occasione sulla Stampa, abbiamo scritto: «Ma davvero il Petite Arvine è così? L’abbiamo pensato quando scendeva nel bicchiere un vino di colore oro intenso. Avvicinando il bicchiere al naso sentiamo il frutto della passione, lo zafferano e anche un effluvio di erbe officinali. In bocca è pieno, con una carezza allappante e una mineralità generosa». È stato imbottigliato a un anno dalla vendemmia, dopo macerazione sulle bucce per

5/6 giorni e bâtonnage periodici. Ci siamo immaginati Andrea Maurice quando ha svinato questo 2016 e ha sentito dentro la sua Vallée. Lui, architetto cinquantacinquenne che, insieme con la moglie Manuela Cretaz, si dedica a una viticoltura eroica d’altura, abbracciando il biologico-naturale e la biodiversità con convivenza di diverse specie vegetali. Top Hundred nel 2018. TANTEUN E MARIETTA tel. 3341822471 www.tanteunemarietta.it Vallée d’Aoste Rouge 2016 Questa cantina, che ha sede proprio in piena Aosta, l’abbiamo vista nascere e subito ci ha entusiasmato per i suoi bianchi, tant’è che nel 2015 ricevette il riconoscimento Top Hundred con il Vallée d’Aoste Pinot Gris “Bizelle” 2013. Ora l’assaggio di un rosso, il Vallée d’Aoste Rouge 2016 da mosto fiore di petit rouge,


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i vini della Valle d’Aosta

cornalin, gamay e vien de Nus. La malolattica avviene in barrique. Il vino che abbiamo nel bicchiere ha un rosso porpora vivo. Al naso è vinoso con note di piccoli frutti. Lo porti in bocca ed è gradevole il suo ingresso equilibrato, con un’acidità lunga e spiccata. Dopodiché manifesta il suo amaro per chiudere sapido. Ma ciò che ci ha colpito è quel file rouge, dal naso al palato, delle note minerali molto marcate. ARNAD (AO) BONIN DINO tel. 0125612660 - 3383053476 www.vievini.it

Vallée d’Aoste Petite Arvine “Boën” 2016 È il 1973 l’anno in cui questa cantina ha preso il via, con il padre Cesarino, prima, e dal 1987 con Bonin Dino, fino ad ora, che conduce 2,5 ettari di vigneto, coltivati nel comune di Arnad, in zona soleggiata e ventilata, caratterizzata da un clima mite e impiantati a filare con potatura tipo Guyot. La produzione oggi è di 12.000 bottiglie, suddivisa in otto qualità di vino. Il vino che ci ha stupito negli assaggi di Golosaria è il Vallée d’Aoste Petite Arvine “Boën”, giallo paglierino brillante, dai profumi di fiori bianchi e di

montagna, note fruttate e sentori minerali, gusto secco e con retrogusto di frutta gialla. Top Hundred 2019 DONNAS (AO) PIANTA GROSSA tel. 3480077404 www.piantagrossadonnas.it Vallée d’Aoste Nebbiolo “396 Aesculus Hippocastanum” 2017 Luciano Zoppo Ronzero ha iniziato solo nel 2014. Produce non più di 10mila bottiglie l’anno e i vigneti sono completamente terrazzati: muretti a secco e viti allevate a pergola alta valdostana, con più di 70 anni di vita. L’azienda si chiama Pianta Grossa perché nel cortile della cascina c’era un ippocastano secolare che aveva 396 anni ed era il più vecchio d’Italia. Grazie alla gestione del suolo con metodi naturali, non è necessario ricorrere all’uso di erbicidi e alla pratica dell’irrigazione. Il suo Vallée d’Ao­ste Nebbiolo “396 Aesculus Hippocastanum” affina solo in acciaio, proviene da nebbiolo picotendro con piccola percentuale di altre uve. Rubino trasparente, al naso ricorda la noce e i piccoli frutti, la viola e la melagrana. Finemente tannico, è molto elegante con un finale amarognolo. Georgos, il suo terzo vino, è invece affinato per 24 mesi in botte Stockinger di rovere austriaco: il primo Donnas Doc di un produttore privato. JOVENÇAN (AO) CROTTA DI PRADO tel. 3479638367 Vallée d’Aoste Pinot Noir 2016 Il mio buen retiro valdostano sta a Jovençan, nell’Hotel La Gabella,

papillon 72 dove ti fanno ancora la fonduta secondo due versioni, quella savoyarde e quella bourguignonne. Ed è qui che ho assaggiato, proprio con la fondue, il Pinot Nero 2016 della Crotta di Prado che dal suo colore rubino trasparente, al naso, manifestava note di tamarindo e frutta sciroppata, poi in profondità la cola e la china. Molto fine la trama, che chiudeva con una piacevole venatura tannica. MORGEX (AO) PAVESE ERMES tel. 0165800053 - 3474409153 www.ermespavese.it

Vallée d’Aoste Blanc de Morgex et de La Salle 2018 Le origini dell’azienda vitivinicola Ermes Pavese sono connesse alla storia della famiglia e a quella del Comune di Morgex. Ancora oggi a conduzione familiare, tutte le fasi della coltivazione vengono eseguite manualmente. Le vigne, trovandosi a un’altezza che va dai 900 ai 1.200 metri d’altezza, necessitano di pochi trattamenti poiché le temperature fredde sono un contrasto naturale alla proliferazione dei parassiti. Da 3 anni utilizzano enzimi sulle radici per far sì che la pianta riesca a difendersi da sola e, ulteriore


i vini della Valle d’Aosta

papillon 72 azione nel segno della sostenibilità, non hanno mai utilizzato diserbanti. Eccezionale, a Vinitaly and the city, è stato l’assaggio di un vino, Uno Percento 2017, da uve prié blanc, così chiamato perché “sopravvissuto” alle gelate di aprile che avevano ridotto a zero (anzi, all’1%) le uve in vigna. È stato il vino più gettonato nel Palazzo del Vino Sostenibile. Ma che piacevolezza il Vallée d’Aoste Blanc de Morgex et de La Salle 2018, con le sue note floreali e la sua freschezza che ha l’aria frizzante della montagna.

CAVE MONAJA tel. 3339538849

QUART (AO) AZIENDA AGRICOLA ROSSET tel. 0165774111 www.rosseterroir.it

Vallée d’Aoste Rouge “Foehn” 2016 A Cogne, il sommelier del Bellevue è riuscito a sorprendermi con un piccolo produttore di Sarre, il cui vino nel bicchiere ha tenuto banco tutta la sera (anzi ha tenuto testa anche a rossi più blasonati). Dal colore rubino classico emergono piccoli frutti evidenti e intensi, poi profondità di carrube e note di sottobosco. In bocca è fresco, rotondo, acidulo. Insomma un vino franco con finale lungo e allappante che si evolve nel bicchiere. Il protagonista è Chul Kyu Peloso, 46 anni, di origine coreana, che a un anno d’età è giunto in Valle d’Aosta nella sua nuova famiglia italiana. Chul incomincia con quattro ettari per dare vita a una creatura vitivinicola tutta sua, con un gioiello davvero raro: una vite di petit rouge di 300 anni. Un patrimonio talmente prezioso che due talee della medesima sono nei giardini del Quirinale. Clamoroso il rosso che ottiene da petit rouge con aggiunta di uve rare autoctone: il “Monaja 300” (gli anni della vite ma anche delle bottiglie prodotte). Al naso senti la frutta e il suo nocciolo amaricante, per un sorso placido, con tannini fini e ben levigati da acidità e spezie. Ma il

Rosset Terroir Trasor 2017 La montagna in un bicchiere: si potrebbe definire così la produzione di quest’azienda strettamente legata al territorio in cui opera. Un territorio difficile che impone di investire sulla qualità. Quindi solo vigneti autoctoni come il cornalin, il petit rouge e poi pinot gris e petite arvine, questi ultimi coltivati in luoghi eroici a oltre 900 metri di quota.  L’azienda Rosset è una piccola realtà con un’attenzione particolare alla salvaguardia dell’ambiente, nata nel 2001. Oggi la cantina è completamente ecosostenibile e a costo zero grazie all’impiego di pannelli fotovoltaici. L’obiettivo è la crescita naturale dei prodotti, perseguita preservando e valorizzando il territorio. Da assaggiare il Rosset Terroir­Trasor 2017 da uve petit rouge, syrah, l’eccezionale bianco Petite Arvine “Sopraquota 900” 2018 e il curioso Pinot Gris 2018.

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vino che abbiamo premiato come Fuori di Top 2019 è il Vallée D’Aoste Rouge “Foehn” 2016: dal colore rubino classico emergono piccoli frutti evidenti e intensi, poi profondità di carrube e note di sottobosco. In bocca è fresco, rotondo, acidulo. Insomma un vino franco con finale lungo e allappante che si evolve nel bicchiere. Buona la prima! MAISON VIGNERONNE FRÈRES GROSJEAN tel. 0165775791 www.grosjeanvins.it Spumante Extra Brut Rosé “Montmary” Prodotto con uve rosse della Vallée questo brut rosé della cantina bio Grosjean è una gran bella bottiglia dedicata alla montagna alta 2.015 metri che sta alle spalle della cantina. Un segno ulteriore di quanto la Valle stia crescendo con i suoi vini, arrivando a toccare tutta la gamma della tipologia eroica. Nel bicchiere avrete un vino di color rosato tenue, ma, nello stesso tempo, brillante e fascinoso. In bocca il sorso si presenta ampio con note setose e tanniche come se si stesse sorseggiando un grande rosso. E poi senti nel sottofondo una speziatura sottile. Che gioia! SAINT PIERRE (AO) CHATEAU FEUILLET tel. 0165903905 - 3287673880 www.chateaufeuillet.vievini.it Vallée d’Aoste Petite Arvine 2018 Nei percorsi che ci hanno portato più volte in Valle d’Aosta, terra che amiamo in modo particolare, abbiamo conosciuto Maurizio Fiorano, titolare di una piccola azienda che


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i vini della Valle d’Aosta

oggi produce 18.000 bottiglie, dando interessante interpretazione dei vini del territorio. Da provare il Torrette dalle note di frutta rossa e di spezie, e il Petit Arvine, dai profumi di fiori di montagna e frutta esotica, e sorso secco e dalla gradevole freschezza. Fuori di Top 2019

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LA SOURCE tel. 0165904038 www.lasource.it Vallée d’Aoste Torrette 2015 Per noi i vini di quest’azienda sono sempre stati una grande sorpresa, fin da quando li abbiamo scoperti, forse fra i primi. La degustazione recente però ci ha dato il segno concreto che i vigneti posti ad altezze importanti riescono a dare vini davvero unici. Il vino che non t’aspetti è comunque il Petite Arvine che ha un colore giallo oro ed è un concentrato di frutto della passione, sia al naso sia in bocca, con quell’acidità avvolta dentro a un corpo rotondo ed elegante. Di questa cantina si apprezza sempre, su tutti i vini, l’intensità olfattiva, anche sullo Chardonnay 2016 e sul Syrah. Del resto hanno un enologo davvero

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papillon 72 bravo, Mario Ronco, che li conduce passo dopo passo, senza ideologie (avete presente il dibattito inutile sui vitigni autoctoni e alloctoni?) e i risultati si vedono. Per esempio sul Cornalin 2016. Quando lo assaggi ti fermi e poi dici: «ecco, adesso ho conosciuto il Cornalin». Che qui si esprime con una pietra focaia al naso, ma poi diventa equilibrio pur nella sua freschezza indomita. E che dire del Gamay 2016 con le sue note vegetali e la freschezza tipica dei rossi di montagna? È da provare anche il Rosè, da uve petit rouge in prevalenza (ha un corpo ben forgiato) mentre il vino imperdibile è il Torrette 2015 dove senti ancora la pietra focaia (ma più sfumata rispetto al Cornalin) e quindi il sorso dei grandi rossi: pieno, rotondo, con la sua tannicità amalgamata. Che bell’esperienza tutti questi assaggi!


i vini del Piemonte

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Piemonte

ACQUI TERME (AL) CUVAGE tel. 0144371600 http://cuvage.it Cuvage Asti “Acquesi” Sta puntando in alto con gli spumanti, quest’azienda che ha sede nel territorio acquese ma che fa parte del gruppo Mondodelvino. Quest’anno abbiamo provato la sequenza dei loro brut, davanti a un pubblico di giornalisti che li hanno equiparati a campioni blasonati di Champagne. Per arrivare a riconoscere che i brut e gli extra brut, ma anche il rosé firmato Cuvage, hanno una loro identità ben precisa e un equilibrio che sorprende. Certo ha dato tanta soddisfazione il riconoscimento a Londra al concorso Champagne & Sparkling Wine World Championships, che è andato in assoluto, per la linea vini aromatici, al Cuvage Asti “Acquesi”: un vino dolce, ma equilibrato a tal punto da pensarlo anche a tutto pasto. Ne apprezzi le note di glicine e

fiori di arancio, la fragranza delle bollicine che lo rendono cremoso e fine. AGLIANO TERME (AT) SERRA DOMENICO tel. 0141954320 www.serradomenicovini.it Barbera d’Asti Superiore “Ruè” 2015 In questa Barbera ci sono tutti i motori accesi per fare un viaggio con l’autenticità del rosso piemontese per antonomasia. Al naso la frutta fresca concentrata e il sorso rotondo che ti segnala che siamo ad Agliano. La bella Barbera è così: acida e fresca che sempre sorprende, soprattutto quando ne trovi un campione così concentrato, superiore di nome e di fatto. ALBA (CN) CA’ DU LUIN tel. 0173361876

Barbaresco 2013 In uno dei locali che abbiamo visto crescere passo dopo passo fino all’eccellenza, e dove l’innovazione è di casa, nel solco della tradizione, al Ristorante Antica Macelleria Turba di Rivolta d’Adda, nel bicchiere un grande Barbaresco, quello di Cà du Luin. Dal colore granato, ha naso elegantissimo con note di marasca, viola appassita, tabacco e spezie, mentre al palato è caldo e di grande corpo, tannico e di lunghissima persistenza. PIO CESARE tel. 0173440386 www.piocesare.it Barolo 2015 Alla vigilia di Vinitaly abbiamo brindato con un grande vino che unisce Vinitaly and the city, quindi la città con i winelovers, e Vinitaly. È il Barolo di Pio Cesare, che abbiamo riassaggiato del millesimo 2003, e ci ha conquistato col suo colore granato


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i vini del Piemonte

luminoso, i suoi profumi di viola, marasca, spezie, il suo sorso caldo ed equilibrato, il suo carattere e la sua anima che è mirabile espressione baronesca, la sua persistenza infinita. Un grandissimo rosso di caratura internazionale! La Pio Cesare nasce nel 1881 con il bisnonno dell’attuale titolare, Pio Boffa, e da allora prosegue nel solco della continuità con la stessa famiglia al timone, oggi alla quarta generazione, ma con la quinta già pronta a farsi avanti. A fine novembre lo spettacolo della loro Barbera d’Alba Superiore “Fides Vigna Mosconi” 2010 di equilibrio sorprendente e il Barbaresco 2013. PODERI COLLA tel. 0173290148 www.podericolla.it Langhe “Bricco del Drago” 2016 È stata Patrizia Signorini a dirci che era mancato Beppe Colla, cui lei e suo marito Ferdinando, come noi, eravamo affezionati. È stato un grande, un patriarca del vino, una persona che per uno strano scherzo del destino è mancato in contemporanea con la scomparsa di un altro grande, a cui eravamo profondamente affezionati, Giancarlo Bini, uno degli alfieri dell’olio extravergine. A loro dedichiamo sorsi riflessivi e affettuosi di quel Bricco del Drago che è stato uno dei primi “super vini da tavola” d’Italia. Da uve dolcetto (85%) e nebbiolo (15%) ha colore rubino, naso che profuma di ciliegia, frutti di bosco e spezie, sorso elegante e di lunga persistenza. A Beppe e Giancarlo! ALBUGNANO (AT) CA’ MARIUCCIA tel. 3357507496 www.camariuccia.it

papillon 72 Barbera d’Asti Superiore “La Nina“ 2016 Venire a Ca’ Mariuccia è una festa senza se e senza ma. Siete in un’azienda agrituristica piena di animali, dove c’è persino un’agripizzeria e una bottega che vende prodotti fantastici da portarsi a casa (le zuppe in primis). E poi a tavola (ottima cucina) potrete assaggiare tutti i vini che produce Andrea Pirollo, il patron. Un corretto Sauvignon, uno Chardonnay piacevolissimo, una bollicina La Gina (di erbaluce, viognier e moscato) e un’altra di Freisa che si chiama La Luna. E poi siamo certi che vi innamorerete de La Giulia, che è la loro Freisa superiore, complessa e speziata che fa da contraltare all’Albugnano Superiore 2016, molto elegante, equilibrato con quella viola nebbiolesca incisiva. Al termine della degustazione tuttavia abbiamo dovuto dichiarare la nostra preferenza assoluta per La Nina, ossia la Barbera d’Asti Superiore 2016 che aveva un colore molto concentrato e una fragranza di rosa che invitava a bere. Che bella degustazione! ALFIANO NATTA (AL) ENRICO DRUETTO tel. 0141993144 - 3493451388 www.enricodruetto-vini.it Preja 2016 “Da un’ultima vite centenaria che affondava le radici nella nuda pietra - preja - presi alcuni tralci... Dopo molti anni nuove vigne danno vita a un vino sconosciuto”. Così Enrico Druetto, srive di uno dei suoi vini da sogno, Preja, che è frutto di uve baratuciat, vitigno a bacca bianca in via di estinzione, originario di Almese (To), estremamente resistente a peronospora, oidio e alla siccità prolungata. Ha una maturazione tardiva (contemporanea al nebbio-

lo) i cui grappoli maturi presentano una splendida colorazione rosa. Nel bicchiere si presenta con una veste dorata luminosa, al naso ha profumi di fiori di tiglio, sentori agrumati, note minerali e idrocarburiche, sorso secco, fresco, grandissima sapidità. Altro vino della nostra predilezione è il Môrej, Barbera dai profumi di rosa, ciliegia, note balsamiche, sorso pieno. P.s. Questo vitigno, che altri 5 produttori hanno iniziato a coltivare, segna la nascita di un fenomeno in Monferrato che reputiamo pari a quanto è accaduto nel Tortonese con il Timorasso. ALICE BEL COLLE (AL) CANTINA ALICE BEL COLLE tel. 014474103 www.cantinaalicebc.it Acqui Brachetto Secco “MonteRidolfo” 2017 La cantina di Alice Bel Colle ha saputo stupirci, negli anni, con i suoi magnifici vini da uve aromatiche, a partire dal Classic, l’Asti ottenuto con metodo classico, una rarità che per fortuna sta tornando in voga. E molto si deve anche a chi, come questa cantina, ci ha creduto da sempre. Il fatto che qui con gli aromatici si dialoghi alla grande, si nota anche nel vino che hanno presentato all’ultimo Vinitaly: l’Acqui Secco “MonteRidolfo”. Da uve brachetto al 100% è un vino al naso particolarmente interessante, per i profumi netti, puliti, di rosa e geranio che contraddistinguono il vitigno e in bocca un finale leggermente tannico, amarognolo, che lo rende perfetto con le carni leggermente più grasse. Un vino che in estate si può bere anche con qualche grado in meno rispetto alle canoniche temperature da rosso.


Pasticceria Gallina una lunghissima, dolce tradizione

Ad Alessandria basta dire “Gallina” per evocare irresistibili baci fatti con cioccolato e nocciole ed altri dolcissimi peccati di gola. Da più di quarant’anni e da quattro generazioni, nella centralissima via Vochieri, la famiglia Gallina si tramanda i segreti dell’arte pasticciera piemontese. I capisaldi sono il rispetto delle antiche ricette e la qualità delle materie prime: la nocciola è la Tonda Gentile delle Langhe, il burro proviene dal Cu-

neese celebre per le sue mucche da latte e il cioccolato è accuratamente selezionato. Fiore all’occhiello della Pasticceria sono i Baci Gallina, la cui ricetta è gelosamente custodita dai maschi della famiglia e tramandata di generazione in generazione. Ogni fase della lavorazione, che prevede una lunga serie di passaggi, è artigianale, fino all’incartamento manuale di ogni singolo bacio. Meritano anche La Cittadella, una crema spalmabile ottenuta con solo tre semplici ingredienti, nocciole zucchero e cacao; i Gallinotti al rhum, e poi gli amaretti morbidi, le praline, le uova di cioccolato, i semifreddi, le torte e la pasticceria mignon fresca e secca. Sono molte le antiche ricette custodite da questa famiglia, alcune di queste rivisitate sempre rispettando la tradizione. Tutto questo, unito alla gentilezza ed al rispetto verso il cliente, crea la base del successo della Pasticceria Gallina, che nel 2004 ha ottenuto il marchio di Eccellenza Artigiana, riconosciuto dalla Regione Piemonte.

via Vochieri, 46 - Alessandria - tel. 013152791 - www.pasticceriagallina.it


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ARAMENGO (AT) FASOGLIO CARLO tel. 0141909127 Barbera d’Asti Superiore Bisogna fare attenzione a questa cantina di Aramengo, perché, oltre alla maturità della Barbera, oggi aggiunge un Albugnano davvero eccellente. Da farci la firma, dunque, la Barbera d’Asti Superiore di Carlo Fasoglio di Aramengo. Dal colore rubino profondo, al naso ha profumi di rosa, ciliegia e spezie, nota minerale elegantissima, mentre al palato ha grande personalità, equilibrio tra freschezza e nota tannica, sorso ampio e di lunghissima persistenza.

papillon 72 la, la trama fresca e generosa. Da provare anche il Primo Rosso 2015 (sempre da uve barbera), che va più in profondità con speziature uniche (avverti le carrube e l’inchiostro) e un finale amarognolo. Vini di un grande territorio. Top Hundred 2019

AVOLASCA (AL) LUCA CANEVARO tel. 3394568485 Colli Tortonesi Derthona Timorasso “Cà degli Olmi” 2017 Ho assaggiato un Timorasso davvero buono, di Luca Canevaro, che ha scelto la strada del regime biologico. Me lo ha presentato il papà del Timorasso, al secolo Walter Massa, che credo goda nel vedere la sua creatura interpretata in maniera diversa. Questo Derthona Cà degli Olmi 2017 spicca di un giallo oro intenso e al naso offre note di grano (il San Pastore coltivato in zona?), poi senti il litchis, la frutta esotica, per un sorso vellutato ma anche allappante sul finale, data la sua freschezza ampia. Anche qui note sapide per un vino di stoffa che lascia in bocca una piacevole coda fruttata. Ma che dire anche dei suoi vini rossi come il Monleale 2016 biologico, da uve barbera? Ha colore porpora concentrato e in bocca senti il vino di una volta, con la sua mineralità, la prugna vio-

BARBARESCO (CN) GAJA tel. 0173635158 Barolo “Dagromis” 2015 Da Ribot, tavola meneghina radiosa a tutta ciccia, i grandi vini di Angelo Gaja. Del Barolo “Dagromis” 2015 è impressionante l’eleganza, il suo corredo aromatico che spazia dalla frutta rossa, con profumi di viola, marasca e piccoli frutti, e in particolare di lamponi e fragoline di bosco, alla menta e alle note balsamiche, per chiudere con fine speziatura, con un sorso di notevole armonia e finezza, in virtù di una trama tannica vellutata e di una suggestiva sapidità. Con Gaja ogni volta è una emozione. W i vini di “Le Roi”. PRODUTTORI DEL BARBARESCO tel. 0173635139 www.produttoridelbarbaresco.com

Barbaresco Riserva “Rabajà” 2004 È uno dei grandi rossi italiani: il Barbaresco Docg Riserva “Rabajà” 2004 dei Produttori del Barbaresco di Barbaresco, realtà straordinaria che ogni volta stupisce, ottenendo il frutto dalle 50 famiglie che lavorano i 110 ettari di terra su cui cresce la vite nebbiolesca. Nella riserva del vigneto Rabajà di Barbaresco, eleganza e potenza trovano inaspettata armonia. È famoso per essere stato imbottigliato per la prima volta nel 1971, quando Guido di Costigliole ne comprò l’intera produzione contribuendo a renderlo celebre in tutto il mondo. Il 2004, degustato ai tavoli del sommo Divin Porcello di Masera, ha colore granato, naso di grande complessità con note di marasca sotto spirito e spezie, sorso caldo, con tannino ben integrato e corpo avvolgente, finale armonico e persistente. RONCHI tel. 0173635156 www.aziendaagricolaronchi.it Barbaresco “Ronchi” 2015 Impresa famigliare da quattro generazioni, l’azienda agricola Ronchi è stata creata alla fine dell’Ottocento da Carlo Rocca, bisnonno di Giancarlo Rocca, l’attuale proprietario, cui si deve una nuova sensibilità ambientale nella coltivazione del vigneto. Vino bandiera della cantina, il Fuori di Top 2019 Barbaresco “Ronchi”, che nell’annata 2015 è rosso granato intenso con riflessi arancio, ha profumo di lampone e ciliegia, confettura di prugne, sensazione eterea e note di tabacco e fieno, cannella, pepe e vaniglia, gusto pieno, secco, ampio e corposo. Una sorpresa il Langhe Nebbiolo “In Amphoris” (affinato


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papillon 72 in anfora) rosso rubino, di media profondità, dal naso fruttato e note di fiori passiti, confettura di lamponi e speziata di pepe bianco, sorso fresco, tannico, agile, ma robusto e pieno di corpo.

emozionante, con i suoi profumi di viola e di piccoli frutti rossi, i sentori balsamici e di spezie tra cui spiccano cannella, chiodi di garofano e noce moscata e la sua beva coinvolgente; e il Cerequio, tannico, potente, con bouquet complesso con profumi di viola e rosa appassita, ciliegia, note balsamiche e di vaniglia e liquirizia. Il re, era ed è, il Cannubi, che nel millesimo 2015 ha colore rubino con riflessi granata, profumi floreali di rosa e viola, sentori di frutta (ciliegia e prugna), note di tabacco e liquirizia, mentre al palato si distende ampio e di notevole struttura. G.D. VAJRA tel. 017356257 www.gdvajra.it

BAROLO (CN) DAMILANO tel. 017356105 www.cantinedamilano.it Barolo “Cannubi” 2015 Quattro moschettieri, Lecinquevigne, Raviole, Brunate, Cerequio, e un re, Cannubi. È una storia iniziata a Barolo, a fine Ottocento, nel 1890, con Giuseppe Borgogno, e continuata con la generazione successiva, con Giacomo Damilano, il genero del fondatore. Gli attuali proprietari, i nipoti, proseguono l’attività del bisnonno. Alla guida dell’azienda dal 1997 ci sono Guido e Paolo, che lavorano coi vigneti migliori, crus tra i più prestigiosi come Brunate, Cannubi, Cerequio e Liste. Da applausi il Raviole, il nuovo cru da omonimo vigneto che colpisce per finezza e freschezza, per i suoi profumi di viola, la sua nota balsamica, il suo sorso di notevole carattere; il Lecinquevigne, rubino con riflessi aranciati, dal profumo intenso di rosa, cuoio, tabacco; il Brunate, di finezza

Langhe Freisa “Kyè” 1999 La filosofia dei Vajra è riassunta nella frase che son soliti ripetere: i vini non devono parlare ad alta voce, ma chiediamo loro di essere compagni del cuore di tutti. E di questo loro modo di veder vita e lavoro ci dirà la bellezza delle vetrate del sommo padre Costantino Ruggeri, che fanno bella mostra in cantina, rendendola affascinante luogo di elevazione, anticipazione preziosa della bellezza che troverete nel cuore dei Vajra, la splendida famiglia titolare di quest’azienda. Bellezza che ritroverete infine nel loro vino top, che è il Barolo, ma anche nel Freisa “Kyè”, maestoso (che abbiamo assaggiato recentemente con l’annata 1999). Ma già nel 2002 (in quell’anno Papillon diventava un movimento nazionale) il nostro entusiasmo si scatenò per quello che consideriamo il miglior Dolcetto d’Alba che esista, il Coste & Fossati. Come criterio, per i primi dieci anni avevamo deciso di non assegnare mai il nostro pre-

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mio Top Hundred per gli anni consecutivi alla stessa cantina, ma se avessimo deciso diversamente, nel caso dei Vajra abbiamo il sospetto che, ogni anno, li avremmo visti sul podio. VITE COLTE tel. 0173564611 www.vitecolte.it Barbera d’Asti Biologico “Rossofuoco” 2018 È il progetto dell’azienda cooperativa Terre da Vino che, con i suoi 2.500 piccoli coltivatori conferitori (per 5.000 ettari di vigneto), è una delle realtà più importanti d’Italia e in particolare del mondo dei vini piemontesi. Si tratta, in questo caso, di una selezione di vini su 300 ettari di vigne, coltivati con la massima attenzione alle pratiche agronomiche dei singoli conferitori. Il risultato è una linea di vini di qualità qui esemplificati dalla Barbera d’Asti “Rossofuoco” 2018, che proviene da uve coltivate in regime biologico sulla collina astigiana. Ha un cuore profondo di rosa e di viole e la sua acidità tipica compone un sorso di eleganza che sorprende. BOCA (NO) CASCINA MONTALBANO tel. 0322866519 - 3356007404 www.montalbanoboca.com Boca 2013 Tra il massiccio del Monte Rosa e i grandi laghi del nord, nel territorio del comune di Boca, tra la Valsesia e i laghi d’Orta e Maggiore, questa cascina che è un micro-borgo sorto sui resti di un castello del 1400 (e c’è chi sostiene che anche quest’ultimo sia stato a sua volta costruito su una rocca del IV secolo). Da un numero esiguo di vigneti strappati


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al bosco e dalla vigna di Cascina Montalbano, unico cru dedicato alla produzione del Boca Doc, a 430 metri sul livello del mare con esposizione sud-ovest, Alessandro Cancelliere, diventato viticultore per passione, da uve nebbiolo e vespolina novarese produce il suo Boca che, con il millesimo 2013, è entrato tra i nostri Top Hundred 2019. Rubino con riflessi granata, ha profumi di viola e frutta rossa, sentori speziati, sorso caldo, piacevolmente tannico ed equilibrato.

BORGOMANERO (NO) PODERI GARONA tel. 3441708791 www.poderigarona.com Boca 2013 Sono tornato all’Ori Pari di Boca, un’osteria invitante che oggi ha una nuova vita. E qui, mi sono proprio divertito a cercare un Boca che non conoscevo, come quello di Renzo Duella. Ha colore rubino con riflessi che virano all’aranciato. Al naso è vivo con le sue note di viola molto nette. In bocca colpisce l’equilibrio lungo e verticale, che denota il valore dei nebbioli del Nord. La sua tannicità è parte integrante di questo equilibrio che è la connotazione più avvincente di questa Doc.

papillon 72 BOSIO (AL) GHIO ROBERTO tel. 0143684320 - 3477789371 www.ghiovini.it Ovada Riserva “L’Arciprete” 2015 Quella di Roberto Ghio è una realtà che si estende su 45 ettari nel comune di Bosio, il più alto della zona del Gavi e dell’Ovada (il lembo di terra più vicino al Mar Ligure di tutto il Piemonte), di cui circa 15 coltivati a vigneto di Gavi, Gavi Riserva, Monferrato Nebbiolo, nonché Monferrato Bianco (fatto recuperando un antico vitigno ormai quasi scomparso: il caricalasino). Bandito l’uso di diserbanti, con il minimo uso di solforosa in cantina e il riutilizzo del legno di vigna per il riscaldamento domestico, la cantina mira a perseguire una sempre maggiore ecosostenibilità. Oltre ai diversi Gavi (Pian Lazzarino, Piasi, Pilomberto e Le Zucche Riserva), è interessante Vinarancio, vino ”orange” ottenuto da uve cortese biologiche, macerate, molto complesso sia al naso che in bocca. A incontrare il nostro massimo punteggio in degustazione è però l’Ovada Riserva “Arciprete” 2015, un grande vino da uve dolcetto 100% (nella varietà locale che qui chiamano “nibiò”) ottenuto dal primo vigneto storico di Ovada Docg, immatricolato all’albo della Regione Piemonte con il numero 001. Ha un rosso rubino carico e note di foglie bagnate e lampone. È piacevole la sua rotondità che viene incisa da un’acidità ben presente. Un vino elegante, equilibrato, capace di invecchiare a lungo. BRICHERASIO (TO) LA RIVÀ tel. 3409816099 www.agricolalariva.it

Vino Bianco Blanchet In quella vigna che si staglia sulla collina più alta di Bricherasio, ci avrei scommesso che Luca Trombotto coltivasse il doux d’Henry. La vigna fu acquistata da Giovanni Paschetto (bisnonno della moglie Nadia) al rientro dopo 12 anni di duro lavoro in miniera in Argentina. Si tratta del vigneto di Santa Caterina che va considerato un cru di questo territorio spesso dimenticato dal punto di vista vitienologico. Eppure sta rinascendo grazie a un gruppo di giovani. E quando abbiamo assaggiato il Blanchet dell’azienda La Rivà, Fuori di Top 2019 mi sono commosso: un vitigno raro che dà un vino paglierino con note erbacee e aromatiche caratteristiche. Senti le erbe officinali, la malva e la salvia, l’assenzio e poi un sorso equilibrato e marcatamente minerale. Luca Trombotto ci crede talmente che con questa rarità ha fatto il suo metodo classico “Nin” (36 mesi sui lieviti) che ha stoffa, note erbacee e una bella persistenza. Io ci farei anche un vermouth con la finezza di quell’uva rara.

BRIONA (NO) VIGNETI VALLE RONCATI tel. 3355732548 - 0118005851 www.vignetivalleroncati.it


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papillon 72 Colline Novaresi Nebbiolo Spanna “Runcà” 2015 C’era una volta lo Spanna, figlio di uve nebbiolo prodotto nei comuni del Nord del Piemonte. Nel nostro caso ecco l’interpretazione magistrale di Vigneti Valle Roncati, realtà fondata da Corrado Grosso, e sua moglie Cecilia, nel 1997, seguendo le orme del nonno Giuseppe Fassa, viticoltore a Briona (No) sin dai primi del ‘900. Nel bicchiere ha colore granata, naso elegantissimo con note di frutti di bosco, viola, marasca, sentori speziati, mentre al palato è di grande carattere, con giusta tannicità e nota minerale, ferrosa, tipica, bella freschezza e lunga persistenza. BRUSNENGO (BI) LE PIANELLE tel. 004901703343142 www.lepianelle.com Bramaterra 2011 L’avventura de Le Pianelle (dal nome di uno dei vigneti in Alto Piemonte) è iniziata quando Dieter Heuskel (responsabile europeo di un gruppo di consulenza) e Peter Dipoli (già produttore di vino a Cortaccia, in provincia di Bolzano) hanno acquistato il primo appezzamento, una vigna abbandonata in Nord Piemonte, nel dicembre del 2004. Con il passare del tempo, hanno poi acquisito altre parcelle, fino alle oltre 50 attuali. Tra il 2007 e il 2008, le due vigne sono state ripiantate per una superficie complessiva di circa 4 ettari. Il vitigno d’elezione è il nebbiolo, affiancato da due varietà locali, croatina e vespolina. Nella vecchia casa, nel centro storico di Brusnengo, dalla cantina escono ora due vini: un rosato, Al posto dei Fiori, e un rosso, il Bramaterra che, nel millesimo 2011, ha colore granato, note floreali di viola, profumi

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di frutta rossa e spezie, sorso caldo, piacevolmente tannico, elegante. CALAMANDRANA (AT) MICHELE CHIARLO tel. 0141769030 www.chiarlo.it Nizza Riserva “La Court” 2015 Michele Chiarlo è uno dei padri nobili del vino piemontese e soprattutto della Barbera, che negli anni è riuscito a portare ai vertici delle classifiche mondiali. La sua cantina è diventata prima un esempio di enoturismo, poi un vero e proprio centro culturale con rassegne d’arte e di cinema. Il suo Nizza Riserva “La Court” 2015 può vantare la certificazione VIVA, ottenuta in particolare sia per l’impatto ambientale molto basso sia per la ricaduta positiva delle azioni della cantina sul territorio. Da terreno che è “Cru” di “sabbie astiane”, costituito da marne argilloso-calcaree di origine sedimentaria marina, con buona presenza di limo e sabbia ricco di microelementi in particolare magnesio (la terra, l’importanza della terra!) il Nizza Docg Riserva è rosso rubino con riflessi granata, ha profumi di rosa, amarene, note di cacao e caffè, sentori di tabacco, mentre al palato è di suggestivo equilibrio, setoso, armonico e dal finale infinito. È poi un mito riconosciuto a livello internazionale il loro Nizza “Cipressi”. CALUSO (TO) CARLO GNAVI tel. 3482231844 www.cantinagnavi.it Erbaluce di Caluso Spumante Metodo Classico Brut “Turbante” Millesimato 2015

Giorgio Gnavi, 37 anni, è erede di una famiglia che da cent’anni coltiva quell’uva dagli acini lucenti. È un biologo ambientale, che ha esaltato le potenzialità del vitigno erbaluce. Il Brut “Turbante”, Top Hundred 2019, conferma quale potenza abbia quest’uva quando diventa brut. Ha colore giallo oro, al naso è ricco di note di frutta tropicale ed è molto intenso. In bocca colpisce subito la ricchezza sia delle bollicine sia della consistenza (“tanta roba”, vien da dire), che poi si dipana in un sorso elegante, piacevole, di una certa struttura che lo vede perfetto con i crostacei. Stesso nome in etichetta sulla bottiglia del Pas Dosé, che mostra note fragranti di crosta di pane, esito dei 50 mesi sui lieviti senza aggiunta di liqueur d’expedition. A differenziare (alla vista) le due versioni (Brut e Pas Dosé) la capsula: ramata per il Metodo Classico Brut (almeno 30 mesi sui lieviti), verde ottanio per il Metodo Classico Pas Dosé. Ma in casa Gnavi producono anche le altre due declinazioni della Doc: l’Erbaluce di Caluso “Cav. Giovanni”, omaggio a colui che, negli anni Cinquanta diede inizio all’impresa, e il passito. Il 2018 è frutto di una selezione delle migliori uve, affinate a lungo in acciaio e in bottiglia.


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Quindi, il Caluso Passito Revej, dove l’annata in commercio è il 2007, frutto di un affinamento in vasche di cemento, prima del riposo in bottiglia per due anni. Inizialmente i grappoli dal bel colore ambrato, subito dopo la vendemmia, vengono lasciati passire su stuoie per circa 6 mesi. Ottimo vino da meditazione, ideale anche col cioccolato amaro o i formaggi stagionati. Vini di autentica stoffa piemontese. CANELLI (AT) GANCIA tel. 01418301 www.gancia.com Gancia Cuvée 60 Mesi Alta Langa Riserva Metodo Classico Brut 2010 Ha fatto la storia della spumantistica italiana questa casa, con sede a Canelli, che oggi vive un momento di grande rilancio. E lo fa attraverso tre Alta Langa, che abbiamo assaggiato con attenzione. Il primo è un Metodo Classico Brut che sta sui lieviti 36 mesi e colpisce per quella freschezza e per la nota di frutta secca. Quindi un 36 mesi Pas Dosé dove l’anima dell’Alta Langa emerge con più compiutezza e infine un 36 mesi Rosé particolarmente suadente con le sue note di rosa. Da provare la Cuvée 60 mesi, Riserva Alta Langa che porta il millesimo 2010. Ha colore giallo oro, spuma intensa e note di frutta matura. Completa la gamma la Cuvée di Asti Metodo Classico di 24 mesi, che esprime un corpo avvolgente dentro a una nota di pera madernassa al forno e di salvia. Grandioso! L’ARMANGIA tel. 0141824947 www.armangia.it

papillon 72 Barbera d’Asti “Sopra Berruti” 2017 Siamo sempre stati affascinati dal lavoro di Ignazio Giovine, titolare di questa cantina che produce un Moscato d’Asti eccezionale. Ma che dire della sua Barbera d’Asti Docg “Sopra Berruti”? Dal colore rosso rubino con riflessi violacei, al naso ha profumi di rosa e viola, note fruttate di ciliegia e fragola, caratteristico sentore di mandorla, mentre al palato ha sorso pieno, secco, con giusta acidità e buon corpo.

E poi che dire del Gavi? Paglierino classico di bella consistenza. Al naso subito note balsamiche e di erbe officinali mentolate, intenso e persistente. In bocca è immediatamente rotondo, molto ficcante l’acidità e straordinariamente sapido. In bocca rimane la freschezza della sapidità: una combinazione abbastanza unica. CASTEL BOGLIONE (AT) FOGLINO 7 tel. 3473680114 www.foglino7.it

CAPRIATA D’ORBA (AL) PESTARINO ALVIO tel. 3386224134 Ovada 2017 Mi sono commosso quando ho trovato sulla mia scrivania questa bottiglia. Nell’etichetta essenziale un nome, Alvio Pestarino, e una data, 1919, che è la data di nascita di mio papà: 19 marzo 1919. E da allora il numero 19 è entrato nella mia vita. Il 19 giugno è nato il mio terzogenito Giovanni, ma sempre il 19 giugno del 1992, con gli amici, fondai dal notaio il Club di Papillon. Ma, al di là di queste cabale su cui l’amico Arluno (della famiglia che produce Ghemme) avrebbe da scrivere un libro, il nome di Alvio Pestarino mi ricorda un suo vino passito di uve cortese che è la fine del mondo e che fu annoverato fra i nostri migliori vini d’Italia nel 2009. Oggi assaggio questo Dolcetto, che porta il nome di Ovada, e sento un’invasione di intensità fruttata, ma nello stesso tempo note minerali accentuate. In bocca è rotondo, succulento di piccoli frutti, piacevole, nervoso (elettrico ho scritto sul mio taccuino). Lo riguardo col suo colore rubino con tendenza al porpora intenso e fra me penso: è davvero grande il Dolcetto... ops l’Ovada.

Piemonte Pinot Nero “Gus” 2013 Ci vuole coraggio a puntare sul Pinot Nero in Piemonte, avevo scritto dopo il primo assaggio del suo Pinot Nero 2013. Oggi lo ribadiamo, come quando si parla di una sfida vinta da un giovane di queste terre: Agostino Foglino. Il suo vino ha colore rubino trasparente, sono abbastanza intensi e netti i descrittori del pinot noir: pepe, grafite, piccoli frutti. In bocca è morbido e ha una freschezza che non diresti, dopo 6 anni per il 2013, dopo 3 per l’esemplare 2016. La tannicità è ben presente e ben amalgamata con quel finale speziato e amaricante. Riassaggiato a Golosaria Milano, questo Pinot Nero sembrava invaso


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papillon 72 da una ulteriore maturità. Fantastico! Fuori di Top 2019 CASTELLETTO MERLI (AL) ASOTOM tel. 3338933379 Vino Rosso “Asotom” 2013 Ancora una volta una sorpresa il Rosso Asotom di Asotom, purpurea barbera di Tommaso Gallina, da uve di una vigna di 70 anni esposta a est (è la vigna più longeva e vocata dell’azienda), dai profumi di rosa, dalle note fruttate di ciliegia e frutti di bosco, dalla spiccata mineralità e dalla elegantissima speziatura, con un sorso che è un abbraccio, e con una generosa struttura che, sostenuta da freschezza e sapidità, è invito a berne e riberne. Un assaggio memorabile!

fatto terminare tutta la bottiglia. P.s. L’assaggio di tutto il resto, nei giorni a seguire, ci ha confermato quanto sia sulla strada giusta: grandiosa la sua Barbera d’Alba “Castlè” 2016 che conferma la vocazione a questo vitigno dell’enclave di Castellinaldo. CASTELNUOVO CALCEA (AT) CANTINA SOCIALE BARBERA DEI SEI CASTELLI tel. 0141957137 www.barberaseicastelli.it

CASTELLINALDO (CN) MORRA STEFANINO tel. 0173213489 Roero Arneis 2018 Il produttore di questo vino è quasi un coetaneo, che Paolo conobbe quando a Castello d’Annone fu arruolato in aviazione per il servizio militare. Due erano i produttori di vino: Mario Fontana, che oggi fa dei Barolo spettacolari, e Stefanino Morra, che invece aveva casa nel Roero. Oggi Stefanino ha una bella famiglia e il packaging dei suoi vini è cambiato ed è molto bello. Alla trattoria Madonna della Neve di Cessole ci hanno servito il suo Arneis e siamo rimasti davvero colpiti. Ha colore paglierino classico e immediatamente un effluvio molto persistente (ma molto) di frutta, che colpisce. Prologo di un sorso pieno, rotondo, di piacevolissima struttura e freschezza. Uno dei migliori Arneis di questi ultimi tempi, che ci ha

Barbera d’Asti “VentiForti” 2017 Da anni, a ogni degustazione, la cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, una delle maggiori cooperative del settore vitivinicolo piemontesi, ci sorprende con vini di indiscutibile classe. Con cantine e vigneti nel cuore della zona della Barbera d’Asti Docg, in un’area compresa tra i centri astigiani di Agliano Terme e Castelnuovo Calcea e oltre mezzo secolo di attività alle spalle, dai 250 soci – vignaioli (che coltivano 780 ettari di vigneto) riceve un conferimento medio annuo di 60mila quintali di uva. Un vino per tutti, che dice di come lavorano qui, la Barbera d’Asti “VentiForti” dal colore purpureo, dai profumi di rosa, ciliegia e spezie, dal

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sorso fresco, sostenuto dalla caratteristica acidità, ma che si distende ampio ed equilibrato. Che Barbera! Top Hundred 2019 MARCO REGGIO tel. 3479698516 Nizza “Caino” 2015 Ecco uno dei vini premiati al concorso Douja d’Or e in particolare degli Oscar della Douja, ovvero i vini che hanno superato i 90/100. Di questi ci ha colpito riassaggiare (Paolo faceva parte della Commissione, ma i campioni erano anonimi) il Nizza, che è della cantina di Reggio, nuova ai miei assaggi. Questo Nizza 2015 è decisamente potente, ampio, fruttato, con una speziatura sempre molto generosa di note di sottobosco. In bocca colpisce il suo equilibrio carezzevole, dove l’acidità resta un fil rouge dentro a un sorso piacevolmente rotondo. Della serie: Grandi Rossi. CASTIGLIONE FALLETTO (CN) VIETTI tel. 017362825 www.vietti.com Barolo “Castiglione” 2015 Questa cantina, di cui aveva fatto clamore il passaggio di proprietà alla Krause, in realtà procede con passo sicuro, grazie alla conduzione enologica della famiglia Currado, con una produzione di 300.000 bottiglie e un alto livello qualitativo, di cui sono documentazione indiscutibile i suoi Barolo “Villero” Riserva e il Barolo “Ravera”. Dall’eccellente rapporto qualità/ prezzo, il Barolo Castiglione 2015, assaggiato con grande soddisfazione da Ribot, paradiso dei carnivori di Milano. Di grande forza, autenticità, ha colore rubino luminoso e


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brillante, naso austero che si sviluppa su sentori di ciliegia scura e prugna, per poi lasciare spazio a note di spezie, liquirizia e anice, e poi ancora di cuoio e tabacco, con un palato che è invece vigoroso, tannico, con un lungo finale e retrogusto di frutta rossa. CASTIGLIONE TINELLA (CN) EZIO CERRUTI tel. 0141855240 - 3388007017 RiFol 2017 Ai tavoli di Mater Bistrot di Milano da Peppe Pillone, solare padrone di casa, un vino frizzante di grande personalità. È il RiFol di Ezio Cerruti di Castiglione Tinella. Da uve moscato ha colore giallo oro, naso intenso con note di pesca, albicocca e salvia, mentre in bocca è armonico e di bel carattere. CISTERNA D’ASTI (AT) PESCAJA tel. 0141979711 www.pescaja.com Barbera d’Asti “Soliter” 2018 Un equipaggiamento “High-Tech” come si trova qui, non significa che sia stata dimenticata la cura per la vigna. Anzi, qui il ricorso alla tecnica è per sublimare ciò che offre la natura, per lavorare al meglio la materia prima di altissima qualità. E il tocco personale che traduce perfettamente il desiderio insaziabile di perfezione che anima Beppe, si riflette nell’eleganza maestosa delle bottiglie Pescaja, dal confezionamento fuori dal comune, con le etichette ricoperte da un foglio d’oro protetto da un microfilm plastificato, realizzate da una delle più antiche e blasonate tipografie d’Italia. Il nostro vino è la Barbera d’Asti

papillon 72 “Soliter”, dal colore rosso rubino intenso, con venature porpora, con note di frutti rossi freschi e floreali, piacevoli accenni speziati, gusto pieno e armonico, con giusta acidità e finale di buona lunghezza. COCCONATO (AT) MACIOT AZIENDA AGRICOLA tel. 0141907857 www.maciot.it Barbera d’Asti “465” 2017 Questa è un’azienda di Cocconato d’Asti che ci sta facendo reinnamorare del vino di questa enclave del Basso Piemonte. Maciot ha scelto la strada del vino naturale, applicando i dettami della biodinamica, lavorando le vecchie vigne dei nonni e nuovi impianti, con elevato rapporto di ceppi per ettaro, concimazioni triennali con letamazione da cumulo e inerbimento con essenze da sovescio dell’interfila; quindi rese che non superano mai i 70 quintali a ettaro nei nuovi impianti, per scendere ulteriormente e naturalmente nelle vecchie vigne. E dobbiamo riconoscere che l’assaggio dei campioni di quest’anno ci ha dato la sensazione che abbia fatto un salto in avanti. Voti alti (e non avrei mai immaginato) sul Sauvignon“D’Or” 2017 che ha un color oro e un profumo di spremuta di arancia. Molto pregnante, piacevole con un file rouge di gran bell’equilibrio. “Buonissimo” abbiamo scritto sotto la Barbera d’Asti 2017 dal colore purpureo che ha stabilizzato una viola. Spettacolare il suo equilibrio. Ma cinque asterischi li abbiamo dati anche al Cabernet “Poch” 2017, superbo, altezzoso con un trama finissima di tannini che alla fine aveva quasi una chiusura dolce. Il vino rosso Nobilino (uve nebbiolo) ha stoffa ed è risultato uno dei migliori esempi del Monferrato.

Poteva essere qualcosa di più se il legno non avesse lasciato le sue tracce, “il” Barbera d’Asti Superiore (in questo non merita “la”) “Four Rapet” 2017. Al naso note di foglia bagnate e di ramassin. È profondo, ma con quelle note di legno l’acidità sembra slegata. In ogni caso gli altri sono stati tutti dei grandi assaggi. COSSANO BELBO (CN) TOSO tel. 014183789 www.toso.it Asti Secco “Sarunè” Cominciano a crederci i produttori di Asti Secco, il fratello dell’Asti-Asti che da sempre è dolce e nell’immaginario collettivo, dagli anni Settanta, offriva lo spunto del clima festoso del Natale. Dopo un anno dal debutto, quando i campioni del Secco delle varie aziende (grosse perlopiù) non erano ancora allineati, oggi possiamo parlare di un Asti Secco senza solfiti, che all’assaggio ci ha molto colpito, segnando una differenza. Lo produce Toso, che considero un’azienda benemerita per aver risollevato le sorti del Toccasana Negro, uno degli amari più buoni d’Italia, nato dall’intuizione di un settimino di Cessole. È ottenuto col metodo Martinotti a presa diretta con fermentazione del mosto fiore. Nasce solo dal raccolto di due colline del paese: Sangrato e Marini e la vinificazione avviene in assenza di ossigeno fino al mosto. Quindi passa in autoclave con microssigenazioni per la presa di spuma. La particolarità della vinificazione sta in questi primi passaggi: l’acino deve arrivare in pressa integro, senza rotture. Si presenta di color paglierino tendente all’oro, di spuma consistente e persistente,


i vini del Piemonte

papillon 72 con bollicina fine; al naso è molto pulito e mostra gli aromi classici del moscato (fiori d’arancio e glicine). In bocca ha una giusta acidità e chiude secco, ma soprattutto è di eccellente equilibrio.

ma sensazioni quasi di dolcezza. Il Bramaterra è di struttura maggiore, ma il campione assaggiato è ancora condizionato dalle note legnose della barrique nuova. In ogni caso ci sanno fare. E cresceranno.

COSTA VESCOVATO (AL) TERRE DI SARIZZOLA tel. 3381222128 - 3389331439 www.terredisarizzola.com

DIANO D’ALBA (CN) ABRIGO GIOVANNI tel. 017369345 www.abrigo.it

Derthona 2016 In questo Timorasso c’è il profumo di Chanel, c’è il talco che poi apre a note di frutta matura e idrocarburi. In bocca è fine, filigranoso, fresco e di corpo maturo che chiude con una nota di crosta di pane virante al sapido. Devo ammettere che ci sono tutti i descrittori di un Timorasso di qualità, che nasce nell’enclave di Costa Vescovado.

Dolcetto di Diano d’Alba “Sorì dei Crava” 2017 È una delle cantine icone della produzione del Dolcetto questa, dove Giorgio Abrigo e la moglie Paola, con i figli Giulio e Sergio, valorizzano le caratteristiche pedoclimatiche dei circa quattordici ettari vitati (60.000 le bottiglie prodotte all’anno). Loro coltivano la vite nei comuni di Diano d’Alba, Roddi, Grinzane Cavour e Novello, dove producono Barolo e Nebbiolo, Barbera; tra i bianchi Arneis e Favorita, ma soprattutto Dolcetto di Diano d’Alba, nelle versioni Sorì dei Crava e Superiore Garabei, con il secondo che è il cru più prestigioso, di razza, dal carattere aristocratico. Ma il primo è vino da perdere la testa, con il suo colore rubino intenso, brillante, con i suoi profumi di frutti rossi – tra cui spicca la ciliegia – e di mandorla, con il suo sorso armonico, minerale, e finale di notevole lunghezza.

CURINO (BI) LA PSIGULA tel. 3462249857 - 3402558146 www.lapsigula.com Coste della Sesia Rosso 2017 C’è fermento in terra biellese e le aziende vitivinicole che si stanno affacciando sul mercato sono più di una. A fine giugno abbiamo conosciuto quella di Claudia e Giacomo Foglia, che in etichetta porta ancora il nome La Tur, ma probabilmente (per ragioni che possiamo immaginare), il nome prossimo sarà La Psigula. In ogni caso l’assaggio dei due vini è stato molto interessante, soprattutto del Coste della Sesia ottenuto da un uvaggio classico di nebbiolo, croatina, vespolina, uva rara di vigne di oltre 50 anni. Piacevolissima la fragranza, le note fruttate che ricordano l’amarena e poi quella rotondità in bocca che recla-

GABIANO (AL) CASTELLO DI GABIANO tel. 0142945004 www.castellodigabiano.com Gabiano Riserva “A Matilde Giustiniani” 2011 Da questa realtà tra le più affascinanti, che i winelover hanno conosciuto con Golosaria Monferrato, che ha il suo cuore nel castello me-

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dievale fra i più belli del Piemonte (nel paese dove diede i natali alle Doc il senatore Paolo Desana) una produzione di vini di valore. Si segnala il Grignolino, che si propone con una certa opulenza, “nebbioleggiante”, ricco di sfumature minerali, oltre ai rossi Monferrato Doc, Barbera e naturalmente alla Doc Gabiano, tra le più piccole d’Italia, con la riserva 2011 Gabiano “A Matilde Giustiniani” dai profumi di confettura e note tostate, sentori speziati e sorso di suadente finezza. Da provare e da visitare! GATTINARA (VC) IARETTI PARIDE & C. tel. 0163826899 www.parideiaretti.it

Gattinara “Pietro” 2015 Se non fosse stato per papà Pietro, vigile urbano di professione e vignaiolo per passione, che nel 1999 voleva cedere la vigna, forse oggi non ci sarebbero i vini tutti da scoprire di Paride Iaretti, visto che è stato proprio in quell’occasione che è maturata la sua scelta di mettere nel cassetto il suo diploma di cuoco ottenuto alla scuola alberghiera di Varallo Sesia, di lasciare il lavoro di allora, e di dedicarsi a tempo pieno al vino. Per quanto ci riguarda, sul


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i vini del Piemonte

podio dei Top Hundred, Paride è salito quest’anno con il suo Gattinara “Pietro” (che onora la memoria del padre scomparso) 2015. Da vigne storiche di 90 anni di età e con etichetta raffigurante il paese di Gattinara disegnata dalla mamma di Paride, al naso ha profumi terziari di viola appassita, rose, sentori di marasca, elegante speziatura, mentre in bocca è asciutto, sapido, con tannini fini, e sorso dal carattere austero. IL CHIOSSO tel. 0163826739 www.ilchiossogattinara.it Vino Rosso “Ficorosso” Una sorpresa questo vino trovato ai tavoli della Vecchia Brianza new entry de ilGolosarioRistoranti di GattiMassobrio. È il Ficorosso de Il Chiosso di Gattinara, cantina nata nel 2007 per volontà di Marco Arlunno e Carlo Cambieri. Dal colore rubino, ha naso di notevole complessità con note di viola, marasca e spezie, in bella evidenza con profumi di cannella e pepe, sentori che vengono dalla predominanza del nebbiolo, e sorso pieno, di buon corpo ed equilibrio, con finale lungo e corrispondente. TRAVAGLINI GIANCARLO tel. 0163833588 www.travaglinigattinara.it Gattinara “TreVigne” 2014 “Un grande vino non può certo finire in una normale bottiglia”. Quella forma originale, delle bottiglie, squadrate, era sinonimo di un grande produttore, Giancarlo Travaglini, viticoltore di Gattinara dal volto buono che se ne è andato troppo presto. A portare avanti la sua azienda, la figlia Cinzia, che nel far

papillon 72 vino mette la stessa tenacia del padre, e il marito Massimo, che hanno saputo guardare anche al mondo della spumantistica, visto che sono tra coloro che hanno investito nel progetto Nebbione, il metodo classico ottenuto dalla punta delle uve nebbiolo. Il vino bandiera tuttavia era ed è il Gattinara “TreVigne”, che nel millesimo 2014 ha colore rosso rubino con riflessi granata – aranciati, profumi di viola e frutta rossa cui si accompagnano suggestive note minerali, sorso di grande stoffa. È uno dei nostri vini del cuore! GAVI (AL) LA CHIARA tel. 0143642293 www.lachiara.it Spumante Brut Metodo Classico “La Chiara” Roberto Bergaglio non ha mai dimenticato la sua esperienza lavorativa in una casa spumantistica e va orgoglioso di una creatura: il Chiara Brut, un metodo classico ottenuto da un blend di uve cortese (75%) e chardonnay (25%). La lenta rifermentazione in bottiglia e la scelta di farlo riposare sui lieviti dai 12 ai 24 mesi, regalano uno spumante dal colore paglierino classico; al naso le note floreali tipiche del suo Gavi glorioso, mentre in bocca colpiscono i tre descrittori di una piacevole “bollicina”: freschezza, finezza ed eleganza. Ma meritevoli – oggi nella mani del figlio Dario – sono anche il Gavi “La Chiara”, il Gavi “Groppella” (uno dei primi Gavi vinificati in barrique), prodotto con le uve delle vigne più storiche, e infine il Gavi etichetta nera, frutto di una super selezione di uve, vinificazione con criomacerazione e affinamento ancora più lungo nel tempo. 

GHEMME (NO) PLATINETTI GUIDO tel. 3389945783 www.platinettivini.com Colline Novaresi Nebbiolo 2016 Con le creazioni di Marika Prina, il sommelier Nicolò Galli ci ha sorpreso con un interessante rosso, della sua selezione. È il Colline Novaresi Nebbiolo della cantina Guido Platinetti. Rubino brillante, ha profumi di viola, nota di ciliegia e lamponi, sentori speziati, sorso caldo ma agile, di buona beva, piacevole nota ferrosa e finale lungo e di buona persistenza. Uno stupore che abbiamo riprovato a Torino, assaggiandolo al Magazzino 52 di via Giolitti. GRANA (AT) AMELIO LIVIO tel. 014192660 www.amelioliviovini.it Ruchè di Castagnole M.to “Primordio” 2017 Il Ruchè di Castagnole Monferrato è una delle Docg piemontesi più piccole e una delle più rare d’Italia. Si ottiene dall’omonimo vitigno autoctono, coltivato fin dal Medioevo nel convento di San Rocco, oggi scomparso. Tra gli interpreti che quest’anno ci hanno convinto, Livio Amelio, che prese le redini della cantina inaugurata da nonno Giuseppe e poi cresciuta con suo padre Carlo, oggi con l’aiuto della moglie Marisa e delle sue tre figlie Sara, Daniela e Arianna continua l’attività con successo. Se Barbera e Grignolino fanno la parte del leo­ne, il nostro Top Hundred è il Ruchè di Castagnole Monferrato M.to “Primordio” 2017. Nel bicchiere ha colore rosso rubino con accentuate sfumature di porpora, riflessi violacei, naso con nota aromatica carat-


i vini del Piemonte

papillon 72 teristica di rosa, sentori di ciliegia matura, albicocca, nocciola, frutta sciroppata, more e lamponi, sapore morbido e vellutato.

to Monferace 2015, un vino che marca perfettamente i descrittori del terroir di Grazzano Badoglio: talco, persino zenzero nella sua speziatura e un equilibrio offerto da una tannicità levigata.

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bino classico e trasparente, al naso avverti la grafite e poi note di viola e frutti rossi. In bocca sprizza in eleganza e mineralità, giustamente tannico e avvolgente. Un gran bel bicchiere. E chi poteva servircelo se non un oste autentico: Filippo, oste in Albaretto. Top Hundred 2019

LA MORRA (CN) BOGLIETTI ENZO tel. 017350330 www.enzoboglietti.com

GRAZZANO BADOGLIO (AT) TENUTA SANTA CATERINA tel. 0141925108 www.tenuta-santa-caterina.it Barbera d’Asti Superiore “VignaLina” 2016 Questa splendida tenuta nasce dal recupero voluto dalla famiglia Alleva di una proprietà settecentesca, incorniciata da estesi vigneti coltivati con varietà autoctone e internazionali. Un lavoro che ha permesso di creare una nuova realtà ambientale, paesaggistica e produttiva, nella quale la ricerca è sempre tesa a un’ecosostenibilità diffusa. Così negli impianti a guyot o a cordone speronato è stata creata una simbiosi tra i ceppi e le radici con consorzi biologici, capaci di stabilire il giusto equilibrio tra suolo e vegetazione secondo i dettami dell’agricoltura simbiotica. Sorprendenti dei nostri ultimi assaggi la Barbera d’Asti Superiore “VignaLina” 2016, di carattere deciso, dall’elegante bouquet fruttato; il Freisa d’Asti Superiore “Sorì di Giul”, la Barbera d’Asti Superiore “Setecàpita”, ma soprattutto il Grignolino invecchia-

Dolcetto d’Alba “Tiglineri” 2016 È l’anno del Dolcetto, e anche se critici e degustatori delle guide sembrano far finta di niente, perché preferiscono stare sui vini che fama già hanno, noi ne stiamo assaggiando un numero rilevante e con grandissima soddisfazione. In uno dei nostri locali del cuore, la Trattoria Maurizi, il grande Elio ci ha proposto il Dolcetto d’Alba “Tiglineri” 2016 di Enzo Boglietti. Dal colore rubino intenso e brillante, ha profumi d frutta rossa, note di erbe aromatiche e di mandorla, mentre in bocca è caldo e di buona struttura, con beva sostenuta da gradevole freschezza e finale lungo e dal retrogusto piacevolmente ammandorlato. BOSCO PIERANGELO tel. 0173509531 www.boscopierangelo.it Nebbiolo d’Alba 2016 Metti una sera d’estate ad Albaretto della Torre, nel giardino di Filippo Giaccone, oste del nostro privilegio, con il suo coniglio straordinario, i tajarin ai porcini e tanto altro ancora. Al nostro tavolo arriva un Nebbiolo d’Alba straordinario, prodotto da Pierangelo Bosco di La Morra (ma eccezionali saranno anche il Barolo e la Barbera). Ha colore ru-

BUSSOLO CESARE tel. 3385818724 Barolo “Fossati” 2014 Un percorso, quello di Cesare Bussolo, che si lega all’incontro con uno dei grandi del Barolo, Roberto Voerzio, e a uno dei comuni più importanti della Docg, La Morra, dove il concetto di cru è esaltato e la finezza domina sulla potenza. Dopo essersi formato alla Scuola Enologica di Alba, tra le poche medie superiori in Italia con specializzazione in viticoltura ed enologia, con l’incontro con il maestro, e lavorando al suo fianco, proprio come Roberto aveva fatto anni prima in Borgogna, ecco la svolta, da cui ha fatto sue la massima cura in vigna, il rispetto assoluto dell’ambiente, l’opzione a favore di rese estremamente basse, poco interventismo in cantina. Oltre all’interessante Barbera Santa Lucia, da provare il suo Barolo “Fossati” 2014, nostro Fuori di Top 2019, per la sua ele-


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i vini del Piemonte

ganza, le sue note floreali di rosa e viola, e i suoi profumi di fragoline di bosco e lamponi, il suo gusto caldo e di carattere.

CURTO MARCO tel. 017350640 www.vinicurto.it Barolo “Arborina” 2015 È proprio di viola e liquirizia questo Barolo “Arborina” che nasce sul solco dell’esperienza di Elio Altare. E possiamo dire che Nadia ha superato il maestro perché abbiamo ritrovato quell’eleganza perfetta che si può attendere da un Barolo di La Morra. In bocca è tannico, flessuoso dentro un equilibrio pregevole e di stoffa. Finisce con un finale amarognolo. Nasce in una piccola azienda a conduzione familiare, in uno dei cru del Barolo che sempre ha puntato sulla sostenibilità in tutte le fasi della produzione. Sin dalla coltivazione si evita l’uso di prodotti chimici invasivi, preferendo il concime naturale, i mezzi meccanici per togliere l’erba, le trappole ai ferormoni al posto degli insetticidi e la poltiglia bordolese come base per la cura delle varie patologie. In cantina invece la fermentazione avviene senza l’aggiunta di lieviti esterni, per esprimere al massimo la

papillon 72 territorialità e i vini non vengono né filtrati né chiarificati. Top Hundred 2019

MASCARELLO MICHELE & FIGLI tel. 017350103 www.mascarello.com Barbera d’Alba Superiore “Grandeur” 2016 Il nome Mascarello in Langa ha molti significati: Bartolo, il patriarca del Barolo; Mauro l’outsider di Monchiero... ma di questo Michele di La Morra si dice poco. Ora, durante la sosta in uno dei nostri ristoranti del cuore, da Stefano Paganini a San Martino Alfieri, il giovane ottimo sommelier ci ha dato l’occasione di bere vino a bicchiere. E quando abbiamo chiesto notizie su Barolo o Barbera di questo Mascarello, lui è andato diretto sulla Barbera. L’hanno chiamata “Grandeur” per l’esplosione di freschezza, nonostante l’elevazione in tonnaux e il lungo affinamento. Piacevole la nota ampia di frutta ma anche di erbe officinali, quasi a rimarcare l’anima acidula della Barbera. Un’anima (parola giusta), perché il corpo è possente e rotondo e termina con una lunghezza gustativa unica, allettata da una sapidità lamorrese.

MONFALLETTO DI CORDERO DI MONTEZEMOLO tel. 017350344 www.corderodimontezemolo.com Barolo “Monfalletto” 2013 Il vino è un valore reale che ci dona l’irreale, diceva Gino Veronelli. E quando accade di accorgersi di questo, con un vino, un bicchiere svela un mondo. È quello che abbiamo pensato con Cristina Carraro e Marco Citron, coppia di sommelier professionisti di talento e appassionati, che hanno fatto della loro Enoteca Vino e Dintorni di Cesano Maderno, un luogo del gusto dove, circondati da selezione di cose buone e bottiglie che sono il meglio del nostro Golosario e dei nostri Top Hundred, si vive un’esperienza “reale” che dona l’“irreale”. Tra i tanti vini a bicchiere, e tutti di valore (non come accade di trovare con etichette che disincentivano la scelta al calice), Barolo “Monfalletto” 2013 della Cantina Cordero di Montezemolo. Dal colore rubino intenso con riflessi granata, al naso ha sensazioni floreali di viola, note speziate e sentori di tabacco, che si alternano a profumi di ciliegia sotto spirito, cacao e lampone, mentre al palato è ricco, di corpo ed elegante, con sorso armonico e di bella personalità e lunga persistenza. RATTI tel. 017350185 www.renatoratti.com Barolo “Marcenasco” 2015 Tra i nomi che hanno fatto la storia del Barolo, Renato Ratti, che è stato uno dei grandi innovatori, sicuramente uno dei vignaioli che ha contribuito a costruirne il successo mondiale e il mito. Le sue vigne sorgono nei terreni intorno all’Abbazia dell’Annunziata nel comune


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papillon 72 di La Morra: qui fin dall’anno Mille sorgeva un insediamento benedettino diventato museo per volere stesso della famiglia Ratti. Oggi il timone è nelle mani del figlio Pietro che, seguendo gli insegnamenti del padre, ha continuato a credere nel Barolo e in particolare in questo Marcenasco, vino cult, capace di colpire l’attenzione dei degustatori di tutto il mondo. Fermentato in acciaio, viene affinato parte in botti di rovere di Slavonia, parte in barrique di secondo passaggio, ha forza, pienezza, armonia e i profumi di liquirizia e tabacco, sorso caldo e tannico, che affascina dichiarando la sua longevità. LOAZZOLO (AT) BORGO MONCALVO tel. 014487126 www.borgomoncalvo.com Loazzolo “Sagittabondo” Vendemmia Tardiva 2005 Che piacere questo Loazzolo “Sagittabondo”, Top Hundred 2019, dal colore ambrato chiaro, che nel bicchiere sa di ginestra e poi di mandarino candito. Un agrume sempre più intenso che si mischia alla canfora. In bocca la sua dolcezza è un velluto che sembra il cuore dolce di una caramella, elegante oltremisura, non stucchevole come certi Moscato passito, ma fresco. Il suo dolce finale ti invade come un panettone con le note dei lievitati delle feste. Di questa azienda ci ha tuttavia colpito anche il Dolcetto che producono Pierluigi e Graziella con i figli Andrea, enologo, e Luca, ingegnere meccanico. I due fratelli insieme hanno lanciato il progetto Vinooxygen, un sistema brevettato che permette di fare tutta la vinificazione senza mai travasare il

vino. In questo modo si esaltano gli aromi, con riduzione dei problemi di ossidazione e un limitato uso di solfiti. Il metodo Vinooxygen è stato sperimentato su cortese, moscato, timorasso e verdicchio e tra i rossi, sul pinot nero. Ora, il Dolcetto d’Asti “Pierino” 2016 ti accoglie con note di ciliegia, gigli di campo e frutti di bosco. Dal suo rosso rubino già immagini un sorso pieno, che poi si rivela piacevolmente tannico, fresco, davvero sorprendente. La Barbera d’Asti Superiore “La Pajassa” 2016 ha note di mineralità e freschezza sempre eleganti, mentre il Monferrato Rosso 2009 è un pinot nero che non ti aspetti: senti il pepe, la pietra focaia, le spezie e chiude il suo complesso sorso, sintesi dei primi due rossi, con una nota sapida.

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amaricante che ti insegue in bocca. Particolare e interessante. MAGGIORA (NO) CONTI - CANTINE DEL CASTELLO tel. 032287187 www.castelloconti.it Colline Novaresi Nebbiolo “Flores” 2017 Che piacere ritrovare i vini di uno storico produttore del Golosario. Una sera a Roma, questo Nebbiolo d’altri tempi, che mostra anche un lato aromatico, ma nello stesso tempo caldo, fine e speziato. È ottima la sua trama sottile che rende ragione del valore dei grandi nebbioli del Nord. VALLANA ANTONIO E FIGLIO tel. 032287116 www.vallanawines.com

LU MONFERRATO (AL) CASALONE tel. 0131741280 www.casalone.com Spumante Brut “Monvasia” Sta 60 mesi sui lieviti questa antica varietà di malvasia che ha dato alla luce un celebre vino bianco fermo di casa Casalone. Ma l’assaggio del Brut speculare è stata una boccata di freschezza. Al naso senti le note aromatiche di frutta fresca; al palato è ricco, con quella nota

Colline Novaresi Rosso “Spanna” 2015 Cinque generazioni per questa azienda che ora, sotto la guida di Francis e Marina Fogarty, onora la storia che ne ha fatto uno dei riferimenti e l’ambasciatrice dell’Alto Piemonte in Europa, America e Australia. Tra i vini, due quelli che ci hanno colpito. Il Colline Novaresi Boca, vino elegante e fine con notevole complessità olfattiva e marcata acidità tipica di questo cru, che rende molto interessante il lungo e lunghissimo invecchiamento; e il Colline Novaresi “Spanna” che si propone con tutta la struttura del nebbiolo, con bouquet floreale, tipico e molto espressivo, con profumi di viola e note fruttate di marasca, sentori speziati, sorso caldo e di carattere, con tannino ben integrato e piacevole nota minerale.


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MAZZÈ (TO) ANTONELLA PIATTI tel. 3384370371

papillon 72 to su cui, per ora, non rivendicano la Docg: in produzione pochissime bottiglie. Ma cresceranno. MOMBARUZZO (AT) LAFICAIA tel. 3358025368 www.laficaia.com

Erbaluce di Caluso Spumante Brut “Taramot” 2016 L’ultima scoperta di Erbaluce è stata in un ristorante di Carmagnola, l’Ostu Bruma, coi vini biologici di Antonella Piatti, enologa di Mazzè che ha iniziato a imbottigliare il vino nel 2006 insieme col marito. I Piatti, che hanno la certificazione bio fin dall’inizio, attualmente allevano viti a erbaluce, nebbiolo (con cui fanno il Canavese Nebbiolo con 90% nebbiolo e un 10% di chatus), e quindi barbera, bonarda piemontese, uva rara e merlot per il Canavese Rosso. L’Erbaluce di Caluso Brut “Taramot” 2016, Fuori di Top 2019, fa 15 mesi di invecchiamento sui lieviti e ha un residuo zuccherino molto basso vicino all’extrabrut. Ha colore paglierino, profumi floreali con una lieve nota di nocciola. È ricco di bollicine fini: lascia in bocca una felice freschezza. Ma mai ci saremmo aspettati di applaudire al Canavese Nebbiolo che aveva note di viola delicata e nerbo. Un’eleganza che è stata una sorpresa, decisamente distintiva rispetto ai campioni più noti delle Langhe o del nord Piemonte. Di loro produzione anche l’Erbaluce classico (e autentico) e il Passi-

Barolo “Laficaia” 2013 È la passione di Clemente Guasti, fondatore della storica cantina omonima, che deve aver contagiato il nipote Enrico Piantato, visto che, nel 2013, lasciati foro, toga e una carriera di successo, si è dedicato ai terreni di Casalotto di Mombaruzzo. Dal ricordo della pianta di fico dove era solito riposare suo nonno Clemente, l’idea da cui è nata Laficaia. Di pregio il Barolo “Laficaia” 2013 che, da vigne allevate nel comune di Barolo, svolta la fermentazione in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, con macerazione di 4-6 settimane a contatto con le bucce e, fatta la malolattica, arriva in commercio dopo aver affinato per 24 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia, per 4-6 mesi in acciaio e ulteriormente in vetro. Dal colore rosso granato con sfumature aranciate, ha profumi eterei, note delicate di viola e di marasca, gusto caldo, asciutto e armonico, con tannini dolci e ben levigati che ne fanno un vino di elegante austerità. LE TERRE ROSSE tel. 3458887072 Barbera d’Asti “El do Tère” 2017 Questo vino, Fuori di Top 2019, è stato una scoperta di Gioacchino Bardone, del ristorante Bardon del Belbo di San Marzano Oliveto. Una Barbera fantastica, che profuma intensamente di frutta rossa e di rosa.

In bocca avverti il velluto rotondo della Barbera e la sua freschezza che mostra un equilibrio speciale grazie anche all’alcol avvolgente (siamo sui 14,5°). Ebbene questa Barbera pura non solo è biologica, ma viene affinata in anfora. E ancora una volta questo strumento si è rivelato vincente nel ridare identità a un vino. In etichetta figura la scritta Tère Rùse che è l’esposizione dialettale di Terre Rosse.

MOMBERCELLI (AT) TERRE ASTESANE tel. 0141959155 www.terreastesane.it Barbera d’Asti “Anno Domini” 2016 È un gioiello la cantina Astesana di Mombercelli: 130 soci conferitori, 300 ettari di vigneto di cui 10 di proprietà (hanno piantato grignolino, barbera e sauvignon). Delle cantine sociali è forse la più piccola, con appena 100 mila bottiglie, ma i risultati sono sorprendenti. Provate il Cortese dell’Alto Monferrato “Cortenuova” 2018 che finisce con un amarognolo piacevolissimo. Notevole è il Sauvignon “Il Sabbione” 2018 che rimarca il pompelmo, mentre quel Grignolino d’Asti “Ganassa” 2018 dal color buccia di cipolla ha la freschezza dell’iris


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papillon 72 e della marasca. E poi quell’acidità che ti avvolge (e ricorda che siamo in un’enclave del Grignolino d’Asti, attenzione!). Da festa di Ferragosto sarà la cremosa Barbera del Monferrato “Testa Calda”, mentre il Monferrato Rosso “Ansèma” 2017 da uve albarossa fa sentire l’eleganza. Ha un cuore di ciliegia e una nota ammandorlata la Barbera d’Asti “La” (è la mia Barbera vinosa ed esemplare!), mentre la Barbera d’Asti “Anno Domini” 2016 combina la mandorla con la frutta sotto spirito ed è una delle migliori espressioni di Barbera oggi sul mercato: sapida, fresca e minerale. La versione superiore 2016 è il “Savej”, dove il tratto è filigranoso e fragrante. W la Barbera!

nerale sapida. E m’ha convinto che, con buona pace della Nascetta, il Bianco delle Langhe sia proprio il Riesling. Ma che buono il Dolcetto “Dosso” 2018 (carezzevole la mandorla). Che goduria quella Barbera d’Alba Superiore “Ariota” 2017 (qui la succulenza dei duroni) e infine quel Barolo “Barbadelchi” 2015 molto fine, oppure il Bricco San Pietro 2015 (di viola e liquirizia) dove capisci tutto il lavoro fatto in vigna. Un magnifico esemplare (come il Nebbiolo “Il Donato” 2017) di una cantina che sa far le cose proprio bene.

MONFORTE D’ALBA (CN) DIEGO PRESSENDA - LA TORRICELLA tel. 017378327 - 3803174336 www.diegopressenda.it Langhe Riesling 2017 Il vino bianco delle Langhe, non ci son dubbi è il Riesling. Dopo svariati assaggi eccoci sulle tracce del campione di Diego Pressenda di Monforte d’Alba. A volerlo a tutti i costi è stata la figlia Silvia, estimatrice di questo vitigno, consapevole delle potenzialità che avrebbe potuto esprimere nel microclima e nella morfologia della Langa nebbiolesca. Quello di casa Pressenda, Fuori di Top 2019, è ottenuto da uve riesling renano vendemmiate a settembre e subito pressate. La fermentazione è a basse temperature e resta in acciaio, sui lieviti, per tutto l’inverno. Dal suo colore paglierino brillante ti assalgono al naso note erbacee, ma anche il mango. In bocca lo avverti grasso ed elegante come i grandi rossi di Langa, ma termina con una freschezza mi-

FRANCO CONTERNO CASCINA SCIULUN tel. 017378627 www.francoconterno.it Langhe Nebbiolo 2015 Chi ha avuto il dono di conoscere il Conte Riccardo Riccardi sa bene che, se vini e tavole non erano di valore, non c’era compagnia fraterna che risparmiasse i suoi strali al vignaiolo o all’oste, foss’anche insieme alle sue adorate Marzia, Elisabetta o Martina. Se certi locali sono nostri luoghi del cuore, quindi, certo lo è per l’affetto che ci unisce a lui, e per il ricordo di momenti belli vissuti insieme proprio a quei tavoli, ma anche perché certi indirizzi, da

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anni, dimostrano di valere. È il caso di Ribot di Milano. Con una grande fiorentina, un bicchiere sontuoso di Nebbiolo di Franco Conterno, dal colore rubino, dal profumo di viola e marasca, dal gusto sostenuto da buona freschezza e piacevole tannicità, dal lungo finale. Una nostra cantina del cuore, anche per il Barolo, il Dolcetto, la Barbera e per quel brut NaPunta, da uve nebbiolo che ha sfondato a Golosaria Milano. GIACOMO FENOCCHIO tel. 017378675 www.giacomofenocchio.com Barolo “Bussia” 2013 Un assaggio che è andato dritto al cuore è quello che ci ha invitato a fare Simona Pera, grande sommelier, in abbinamento a un piatto della straordinaria cucina di Viviana Varese. Nel bicchiere il commovente Barolo “Bussia” della cantina Giacomo Fenocchio, capolavoro di eleganza, dal colore granato con riflessi aranciati, dai profumi di infinita eleganza, di viola e di marasca, dai sentori di tabacco e liquirizia, dalla speziatura fine, dal sorso di affascinante armonia, che svela tannini dolci, ma corpo, sapidità, quindi finale con retrogusto di ribes e spezie, persistenza infinita. Quando il Barolo svela il suo essere “re” dei vini. PIANPOLVERE SOPRANO BUSSIA tel. 017378421 Barolo Riserva 2008 Accade che dal “Signore della Magnum”, al secolo Franco Caprino, patron di quella Cantina di Franco di Milano che è al traguardo dei 20 anni di attività, si apra un grandissimo Barolo in magnum. Nel bicchie-


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re Pianpolvere Soprano Bussia Barolo Riserva 2008 Docg di Monforte d’Alba. Unico vino di unico vigneto, ha colore rubino ancora luminoso, profumi di viola, poi di frutta rossa e nera surmatura, di sottobosco, eleganti sentori speziati e di tabacco, e ancora note balsamiche e mentolate, mentre al palato è fruttato e piacevolmente tannico, sostenuto da bella freschezza, armonico e di persistenza lunghissima. MONLEALE (AL) VIGNETI MASSA tel. 013180302 Piemonte Vino da tavola Timorasso 1992 È stata un’esperienza indimenticabile la degustazione del Timorasso 1992 di Vigneti Massa di Monleale, una delle prime annate con cui Walter Massa ha ridato dignità e futuro a quel vitigno raro che è il timorasso. A lasciarci senza parole la sua freschezza, che non denunciava alcun cedimento a dispetto del suo essere vino bianco e di quasi trent’anni; quindi la sua straordinaria complessità, la sua eleganza, la godibilità della magnifica beva. Dal colore dell’oro, al naso si proponeva con note di cedro candito, crema pasticciera, sontuoso e caratteristico sentore di idrocarburi, degno dei più grandi bianchi del nord Europa, e ancora profumi di frutta esotica, zafferano e spezie, mentre al palato era di armonia mozzafiato, equilibrato, con sorso ancora vivo e per nulla stanco, minerale e di persistenza lunghissima. Incredibile il fatto che la comparazione con il suo Timorasso 2016 ci abbia dato i medesimi descrittori, anche se con una maggior carica speziata e un equilibrio esemplare: 27 anni. Messo nel decanter, nel corso della serata sviluppava il suo bouquet in

papillon 72 maniera clamorosa e galoppante. Un capolavoro! MONTÀ D’ALBA (CN) ALMONDO GIOVANNI tel. 0173975256 www.giovannialmondo.com Roero Arneis “Bricco delle Ciliegie” 2018 La cantina Almondo è una delle realtà che hanno dato un nuovo volto alle denominazioni del Roero, fin da quando negli anni Ottanta hanno deciso di puntare sul vitigno arneis. Oggi nella cantina lavorano le nuove generazioni e l’attenzione si è ancora più spostata sul tema della sostenibilità: per questo le pratiche agronomiche sono state sottoposte a un’apposita certificazione mentre, con la ristrutturazione della cantina, è stato installato un impianto fotovoltaico capace di coprire circa il 60% del fabbisogno energetico. In assaggio il superbo Roero Arneis “Bricco delle Ciliegie” 2018, un vino icona delle loro produzioni, frutto di una vendemmia di filari siti a 400 metri, i cui terreni sabbiosi conferiscono alle uve ottima acidità, accentuata mineralità e freschezza di profumi che ricordano la mela, ma anche gli agrumi e i ramassin. Un vino dall’ingresso morbido con un equilibrio spettacolare. Dello stesso vino, il giornalista Mario Calabresi ha creato una bottiglia dedicata ad Alberto Cavadore, suo antenato che vinse una medaglia a Parigi proprio con l’Arneis. MONTEGROSSO D’ASTI (AT) ROERO FRANCO tel. 0141956160 Barbera d’Asti Superiore “Sichei” 2016 Fu una Barbera che nel 2008 diven-

ne il rosso Top dei Top. E da allora è stato un crescendo. Per noi, l’assaggio recente della Barbera d’Asti Superiore “Sichei” 2016 (affinata 18 mesi in barrique) di Franco Roero. Dal colore purpureo ha profumi di rosa e ciliegia, fini note speziate, sorso fresco e dalla struttura generosa, lunghissima persistenza. Non da meno è la Barbera d’Asti Superiore “Cellarino” dove il sorso è un abbraccio generoso, con la freschezza tipica e una bella struttura, forza, armonia e lunghissima persistenza. La terza Barbera sarà il Carbuné che abbiamo assaggiato in una verticale dal 2007 al 2017. A colpire, pur in una trama riconoscibile presente dal primo all’ultimo assaggio (leggi terroir e mano del vignaiolo), la varietà delle annate raccontate da Franco Roero nell’incedere degli eventi climatici. Il 2011 aveva un’intensità olfattiva inusitata, che trova corrispondente in bocca, il frutto ancora integro, la mineralità spiccata, l’acidità perfetta. Ma anche 2009, 2008 e 2007 scombussolano le papille, in un progressivo accentuarsi di note terziarie, speziature profonde, sensazioni amaricanti che virano fino al fernet. Eppure ancora così “barbera”, nel sorso e nei profumi. Lo sapevamo, ne abbiamo avuto conferma: la Barbera è un vino che invecchia bene. MONTEMAGNO (AT) TENUTA MONTEMAGNO tel. 014163624 www.tenutamontemagno.it Barbera d’Asti Superiore “Mysterium” 2015 Tra le presenze che si ricorderanno a lungo dell’edizione memorabile di Golosaria Monferrato, oltre alle eccellenze dei magnifici produttori di cose buone di Casale, i vini, sia presenti a Uviglie, sia presenti nelle di-


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papillon 72 verse location monferrine. Tra i sorsi più emozionanti, quelli di Barbera d’Asti Superiore “Mysterium” della Tenuta Montemagno, straordinaria interpretazione del nobile rosso piemontese. Da vigne, che in alcuni casi superano anche gli 80 anni, un vino dal colore purpureo, dai profumi di ciliegia, frutti di bosco e in particolare di mora e ribes; quindi spezie, per un sorso caldo, ampio, elegantissimo, che si accompagna a suggestiva armonia, e finale di lunghissima persistenza. Poesia! NEIVE (CN) DARIO GIACONE tel. 0173638337 Barbaresco 2011 È un vino che abbiamo scoperto grazie alla segnalazione di quel wine-scout instancabile che è Fulvio Tonello, e che ci ha stupito per la sua autenticità, per il suo esser vino “contadino”, ossia con qualche spigolo, certo non perfetto e ben lontano da quei vini che sembrano costruiti in laboratorio, ma racconta la vigna e la terra in cui nasce. È il Barbaresco 2011 dell’azienda agricola Dario Giacone di Neive (che produce anche un “signor” Langhe Nebbiolo e Vin d’Maté, un vino da fine pasto, “filtrato dolce” da uve moscato). Dal colore granato caratteristico, con tipica tonalità tenue, al naso ha profumi di viola appassita, marasca sotto spirito e spezie, mentre al palato svela carattere e forza, con tannini e sapidità ben presenti, freschezza che sostiene la beva, un finale di lunga persistenza, che chiude con piacevole retrogusto di fragoline di bosco e frutta rossa. FRANCONE tel. 017367068 www.franconevini.com

Barbaresco “Gallina” 2016 Fabrizio Francone, una cantina che si è evoluta, compresa la fragranza dell’Arneis 2018 Magia. Dove avverti quella mela rossa molto franca e intensa; il suo profumo persiste ed è ficcante, mentre in bocca lo avverti pieno, ghiotto, fresco, con una persistenza lunga e piacevolissima. Ma all’assaggio dei Top Hundred è stato il Barbaresco Gallina 2016 a prendersi la scena con la sua filologica espressione sia alla vista sia al naso, introduzione a un vino caldo, di bell’equilibrio, con una pregevole seta tannica. I principi cardine della filosofia dei Francone, volta alla sostenibilità, sono due: da un lato il rispetto delle vigne, coltivate secondo i canoni dell’agricoltura integrata; dall’altro la vinificazione e l’affinamento dei vini con tecniche rispettose della materia prima (fermentazioni con lunga sosta sulle bucce) e della sua naturalezza (alcuni vini sono imbottigliati con contenuto in solfiti del 60% inferiore al limite ammesso).

TRAVERSA GIUSEPPE & FIGLI tel. 017367279 www.agriturismotraversa.it

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Moscato d’Asti “Cà Nova” 2018 Lo abbiamo incontrato a Golosaria Milano quest’anno e come noi tanti che hanno immaginato un brindisi col suo eccezionale Moscato d’Asti. L’interpretazione di Traversa di Neive, dà giallo oro, elegante aromaticità, nota di glicine e sentori fruttati di pesca e agrumi, sorso dolce ma non stucchevole. A la santé! NEVIGLIE (CN) BERA tel. 0173630194 www.bera.it Langhe Rosso “Sassisto” 2015 Da un’indagine fra i ristoratori lombardi sulla Barbera d’Asti si è scoperto che piace molto agli stranieri: un cliente su quattro che ordina questo vino viene dall’estero. La tipologia più ordinata è la Barbera d’Asti affinata in legno e più a lungo. Ma il 35% dei clienti, dopo aver ordinato la Barbera, segue la via dei grandi rossi piemontesi a base nebbiolo. E sembra la descrizione della storia di quest’azienda di Neviglie, dove Valter Bera ha legato per anni il suo nome al Moscato d’Asti. Poi, con l’ingresso in azienda dei figli oggi trentenni (Umberto, enologo, e Riccardo), c’è stata la virata verso i grandi rossi di Langa. Ecco dunque la teoria delle Barbera, in questo caso d’Alba, dove avverti quella rosa rorida che diventa grandiosa quando assaggi La Lena 2015, che è una Barbera Superiore affinata 24 mesi in botte grande, molto elegante, fine e con quella nota tannica che piace soprattutto all’estero. Il vino che tuttavia è nel mio cuore resta il Langhe Rosso “Sassisto” 2015, da uve barbera e nebbiolo macerate sulle bucce per circa una settimana. Ha colore rubi-


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no concentrato, diventa pregnante in bocca; al naso senti i piccoli frutti e le spezie tipiche dei grandi rossi di Langa. Ha una lunghezza gustativa infinita, sia il campione 2013 sia questo scalpitante del 2015. GARBARINO ROBERTO tel. 3477675403 www.robertogarbarino.it Alta Langa Extra Brut 2015 Conseguito il diploma di laurea in viticoltura ed enologia della Facoltà di Scienze Agrarie di Torino, nel 2001 Roberto Garbarino si è trasferito nelle Langhe come stagista, poi ha fatto esperienze all’estero, e infine è ritornato in Langa e nel 2010 ha acquistato una vecchia cascina dell’800 con vigne annesse (6,5 ettari, caratterizzate da un’età media di 25 anni, con terreni ripidi, argillosi con alcune vene sabbiose) e nel 2013, terminata la costruzione della cantina, ha avviato la produzione di Moscato d’Asti, Dolcetto d’Alba e Alta Langa. Ci ha colpito, al Blend4 di Azzate (Va), l’Alta Langa Extra Brut 2015 dal colore giallo paglierino con riflessi oro, dal perlage fine e persistente, dai profumi di frutta bianca e agrumi, dalle note di crosta di pane, dal sorso fresco e armonico, caratterizzato da invitante sapidità, che spinge alla beva, e dal finale di buona lunghezza. NIZZA MONFERRATO (AT) ANTICA CASA VINICOLA SCARPA tel. 0141721331 www.scarpawine.com Barbera d’Asti “Casa Scarpa” 2016 Scrivi Scarpa e leggi Barbera, perché stiamo parlando di un’azienda che con vini quali la Barbera d’A-

papillon 72 sti “La Bogliona” ha fatto la storia di questo vino. Ma nonostante un glorioso passato, qui hanno saputo innovare puntando alla sostenibilità: nei vigneti attuano la tecnica del sovescio a filari alterni o cover crop, volta a rinvigorire e bilanciare l’apporto di sostanze nutritive da parte del terreno. Favino, lupino, senape, trifoglio sono solo alcune delle sementi usate per svolgere funzioni di fissaggio o consumo dell’azoto. Hanno anche adibito in una zona di fondovalle un bacino di raccolta dell’acqua piovana volto a creare una riserva da utilizzare per i trattamenti di rame e zolfo; in tal modo l’impatto idrico è mantenuto ai minimi livelli. Tra i loro vini degustati quest’anno, la Barbera d’Asti “Casa Scarpa” 2016 rorida di frutta e di acidità viva, profonda e complessa. P.s. Per i 30 anni di Irene Massobrio abbiamo anche assaggiato il Barbaresco “Tettineive” 1988: vino di stoffa, molto equilibrato, speziato e con un principio di ossidazione che tuttavia non ha turbato l’assaggio fino all’ultima goccia.

estende per 53 ettari nel comune di Agliano Terme. Dal 1996 cinque ettari particolarmente vocati sono stati selezionati per la prima produzione della Barbera “Generala”, oggi a tutti gli effetti Nizza Docg. Recentemente abbiamo avuto la fortuna di assaggiare l’annata 1997 di questo vino. E il risultato è stato straordinario: una Barbera carezzevole, equilibrata, con la sua acidità ancora scalpitante. Una longevità straordinaria per un vino cult del Piemonte che amiamo, a maggior ragione dopo questa esperienza, in maniera particolare. NOVI LIGURE (AL) LA CEDRAIA tel. 0143329881 www.lacedraia.it

BERSANO tel. 0141720211 www.bersano.it Barbera d’Asti Superiore “Generala” 1997 Chissà che carriera avrebbe fatto, da avvocato, Arturo Bersano. Fortunatamente non lo sapremo mai, perché nel 1935 decise di abbandonare la strada nel Foro per dedicarsi al vino, fondando l’omonima cantina. Col motto “se vuoi bere bene comprati un vigneto”, ha dato il via a una delle più importanti realtà vitivinicole del Piemonte, negli ultimi trent’anni custodita dalle famiglie Massimelli e Soave. Tra le tante tenute che compongono l’azienda, c’è la Cascina La Generala, che si

Gavi “La Cedraia” 2017 È una cantina storica del territorio del Gavi, che ha posto da sempre una grande attenzione all’ambiente e alla sostenibilità: un concetto che applica in tutte le fasi della produzione del vino, dalla coltivazione delle uve (lavorazioni meccaniche, concimazioni, trattamenti con prodotti fitosanitari, ecc.) alla produzione vinicola, adottando tecnologie e processi volti a minimizzare l’impatto sull’ambiente e sul clima.


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papillon 72 A questo si affianca l’impegno a lavorare per la conservazione della biodiversità di un territorio unico come quello del Gavi. Tutte caratteristiche che le hanno permesso di ottenere la certificazione VIVA. L’assaggio è per il Gavi 2017 da uve cortese, vinificato e affinato in acciaio per conservarne al massimo la freschezza. E nel bicchiere si ha un campione suadente, di grande equilibrio e stoffa, che rimarca la persistenza degna di un grande bianco. Top Hundred 2019 OZZANO MONFERRATO (AL) ANGELINI PAOLO tel. 3468549015 www.societaagricolaangelinipaolo.com Grignolino del M.to Casalese “Arbian” 2018 Anche Paolo Angelini fa parte dell’Associazione Monferace, ma oltre al suo Grignolino invecchiato che aveva note di ciliegia e di prugna selvatica, ci ha colpito l’eleganza del Grignolino “Arbian” d’annata, il 2018, che è stato fra i Fuori di Top 2019. Siamo in un’azienda dinamica di Ozzano Monferrato, dove si producono i classici del Monferrato come la Barbera e alcune chicce tra le quali il Piemonte Syrah. Tutti interessanti, meritevoli di attenzione.

PASTURANA (AL) TERRE DI MATÈ tel. 3400543915 www.terredimate.it Vino Bianco “Il Maté” Può essere grande un Cortese? Lo penso da sempre e come me la pensa Tiziana, compagna nella vita e nel lavoro di Riccardo Aiachini, sommo cuoco della Fermata di Spinetta Marengo. È lei che ci ha fatto scoprire questo grandissimo bianco di colore paglierino che tende al verdognolo e quindi dichiara (anche se in etichetta non c’è) la sua giovane età (2018). Al naso senti la polpa del Cortese che è un misto di fiori bianchi ma anche di frutta tropicale. In bocca ne avverti la morbidezza, ma anche la sua franchezza che ha spigoli speziati accattivanti. La sua sapidità è unica nel genere dei Cortese. Un grande bianco, che Stefania Carrea ha prodotto senza solfiti aggiunti e da uve bio. Stefania sei grande!

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Guyot, inerbimento dei filari e inserimento di nidi per favorire la presenza di piccoli uccelli e pipistrelli, preziosi per l’ecosistema del vigneto. Dal 2011 è Luca Ferrero (nipote di Giorgio) a guidare l’azienda. Tra i vini, interessanti la Barbera d’Asti, un Rosso da tavola Vendemmia Tardiva (barbera), la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, ma il nostro Top Hundred è la Freisa d’Asti Superiore “Casot” 2016 dal colore rosso granato con riflessi aranciati, dai gradevoli profumi di rosa e di lampone, dal sorso amabile, corposo, pieno. E quest’anno sono spuntate anche le Bollicine, sempre di freisa.

PINO D’ASTI (AT) CÀ DEL PRETE tel. 3338950701 www.vinobiologicocadelprete.it Freisa d’Asti Superiore “Casot” 2016 Era il 1986 quando Giorgio Ferrero prendeva la guida dell’azienda agricola familiare, da quattro generazioni produttrice di vino a Pino d’Asti, implementando il metodo dell’agricoltura biologica per tutta la sua produzione e iniziando a commercializzare i vini come Cà del Prete (il nome, dalla cascina dove ha sede la cantina, un tempo connessa all’antica canonica sovrastante). I vigneti sono coltivati nel rispetto della tradizione e del paesaggio, con pali in legno, sistema

PIVERONE (TO) LA MASERA tel. 0113164161 - 3318016881 www.lamasera.it Erbaluce di Caluso Spumante Pas Dosé “Masilè” Alessandro, Gian Carlo, Davide, Sergio e Marco sono gli amici che nel 2005 a Settimo Rottaro hanno costituito La Masera, con il desiderio di far rivivere la produzione dell’Erbaluce Passito. La loro impresa è riuscita e oggi li vede produrre anche altre tipologie di vini, tra cui spumanti di pregio. Di classe l’Erba-


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luce di Caluso Spumante “Masilè” Pas Dosé. Dal colore giallo paglierino brillante, ha perlage fine, naso equilibrato dalle invitanti note floreali di erbe alpine di campo, sentori di crema pasticciera e spezie, mentre in bocca è fresco, armonico, di buona persistenza. Un vino che conferma l’eccellenza di questa cantina, da noi già premiata tra i nostri Top Hundred! PONZANO MONFERRATO (AL) ASSOCIAZIONE MONFERACE www.monferace.it Grignolino “Monferace” 2015 Il Grignolino “Monferace” 2015 è giunto al debutto dopo un affinamento di 40 mesi, di cui 24 in botte, voluto da 10 produttori riuniti in una libera associazione. Monferace è dunque il nome di questo Grignolino invecchiato, esattamente come lo conoscevano nel 1861 quando a Firenze vinse un campione di 11 anni e a Londra, l’anno dopo, un Grignolino che aveva 7 anni. Ma tracce di questo vino, nel Monferrato, si hanno già nel 1246 e nel tempo era diventato il vino delle cene importanti, da arrosti. Persino nelle Langhe del Barolo producevano Grignolino, poi questo vino ha subìto processi di imitazione e di semplificazione che lo hanno portato a un pallido rosato. Ma la terra del Monferrato lo esprime forte, tannico e fine come i grandi pinot noir di Borgogna e il Monferace 2015 ci conduce su un altro pianeta di conoscenza e di gusto. Il pioniere di questa impresa, Ermanno Accornero, ci ha messo davanti un campione molto tipico, fine, elegante oltremisura, fruttato e tannico (a occhi chiusi si poteva confondere con un nebbiolo). Il Grignolino di Vicara aveva

papillon 72 note molto intense di piccoli frutti, con un nerbo persistente. Di Tenuta Santa Caterina abbiamo già detto. Ma dello stesso paese, Grazzano Badoglio, merita il campione dell’azienda Sulin: note intense di rose e una pulizia estrema in bocca con sentori di piccoli frutti sotto spirito; più grasso il campione di Natta. Molto simile al pinot noir sarà il Monferace del Castello di Uviglie; finemente speziato quello di Alemat di Ponzano; verticale con note di mandorla e ramassin quello della Fiammenga; equilibrio esemplare nel campione della Tenuta Tenaglia e infine la polpa di ciliegia di Paolo Angelini che aveva pure note di prugna selvatica. Capolavori che segnano una storia nuova e antica. PRIOCCA D’ALBA (CN) ANTICA CASA RICOSSA MGM MONDO DEL VINO Piemonte Barbera “Appassimento” 2018 La famiglia Ricossa a fine ‘800 era titolare di una premiata distilleria nella periferia di Asti. Se oggi la storia di Ricossa prosegue, ma con la produzione di vini di qualità, sono laboriosità, professionalità e genio ad averla portata a diventare, da piccola distilleria di provincia, a grande realtà internazionale. Di razza il Nizza Docg “Cà dei Mandorli”, che dopo 18 mesi di affinamento, di cui 6 in legno, sorprende con il suo colore rosso intenso con riflessi violacei, i suoi profumi balsamici di timo e salvia, le note di vaniglia, liquirizia e cacao, il gusto intenso e rotondo. Una sorpresa il Piemonte Barbera “Appassimento” dai profumi di frutta rossa, note di prugna, sentori di cioccolato, gusto caldo, morbido, ricco.

ROATTO (AT) LA MONTAGNETTA tel. 335309361 www.lamontagnetta.com Freisa d’Asti Superiore “Bugianen” 2015 Il Freisa, eredità storica del territorio, è la specialità di Domenico Capello che da anni lo produce sulle colline della Val Triversa nel nord dell’Astigiano. Nel 1996 Domenico ha deciso di diventare viticoltore e investire sulle proprietà lasciategli dal nonno. Alla sua produzione di Freisa d’Asti Frizzante e Superiore affianca quella della Barbera, Piemonte Bonarda Frizzante, Piemonte Chardonnay e Rosato (il celebre Ciarét) e Monferrato Bianco (che ha dentro anche viogner). Oltre alla valorizzazione di uve e produzione locali, limitando al minimo l’impiego di fitofarmaci, in un territorio circondato da boschi, alla Montagnetta si genera anche energia pulita grazie a un impianto fotovoltaico collocato sopra la cantina, che permette l’autonomia energetica dell’azienda. Il Freisa d’Asti Superiore “Bugianen” 2015 è un esemplare perfetto di questo grande rosso, che lo scorso anno arrivammo ad apprezzare persino nel millesimo 2004. Da qui l’idea di nominare il Freisa, il Barolo del Monferrato. ROCCHETTA TANARO (AT) BRAIDA di Giacomo Bologna tel. 0141644113 www.braida.it Barbera d’Asti “Ai Suma” 2007 Braida, ovvero di Giacomo e Anna, della storia della Barbera, di quello strano Brasile d’Italia che è Rocchetta Tanaro e di Beppe e Raffael­


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papillon 72 la, con Norbert, che oggi portano avanti questa cantina che è simbolo del gusto italiano. I vini che ogni anno non mancano mai sulla nostra tavola, la Monella, il Bricco dell’Uccellone (che quest’anno ci ha stregato con una rarissima bottiglia del 1982!) e quell’Ai Suma, che, nella versione 2007, a fine anno, manco ci fossimo messi d’accordo, riemergendo dal primo sorso, ci ha fatto dire in simultanea “ma è monumentale!” Proprio così, tutt’e due ci siamo trovati a definirlo “monumentale” per la potenza e l’eleganza che aveva, da non credere. Il colore rubino fitto, il naso profondo con profumi di rosa, amarena, prugna, i sentori speziati e le note di liquirizia e di incenso, il gusto dalla trama tannica fitta, setosa, con un carattere che ne rivelava la formidabile longevità, ci hanno donato un’emozione che, brindando a Giacomo e Anna, e a Raffa, Norbert e Beppe, ci ha fatto esclamare “Ai Suma!” SALA MONFERRATO (AL) BOTTO MARCO tel. 0142486779 - 3285630404 www.vinibotto.it Grignolino del Monferrato Casalese “Barba Carlin“ 2018 A dare il via a questa cantina, Nonno “Vasin” che la fondò nel 1898, a Sala Monferrato, passando poi il testimone a papà Pietro. Oggi è protagonista la terza generazione con Marco che, insieme alla moglie Angela, gestisce l’attività coniugando le tradizioni di famiglia con l’utilizzo delle moderne tecniche di vinificazione, e gestendo una proprietà di circa 16 ettari. Nostro Top Hundred fu il Grignolino del Monferrato Casalese “Barba Carlin“ dal colore rubino scarico, profumi intensi di

amarena; gusto dal convincente misto di acidità e tannicità. Da provare la Barbera del Monferrato vivace, di buon corpo, rinfrescante e piacevolmente astringente nel finale, da abbinare a salumi e bagna cauda. Oppure quella Barbera da uve passite, che debuttò a Golosaria col nome di “Bric dal But”, mostrando i muscoli di un territorio che sa dare grandi vini. CASCINA SAN PIETRO UVA MATRIS www.uvamatris.com Barbera del Monferrato Superiore “Sagitta” 2015 È stato Sergio Motta a presentarci questi vini. Entrambi siamo rimasti colpiti, soprattutto da quell’espressione che offre Sala Monferrato, non nuova per noi in quanto a cantine interessanti. Dei sei vini che abbiamo assaggiato ci ha colpito quel Monferrato Bianco “Aurora” (chardonnay) che aveva note di ramassin. Intrigante il Piemonte Rosso 2015 (barbera e merlot); caratteristico il Monferrato Rosso “Nebula” 2016 (nebbiolo) con le sue note di pepe. Ma il top è stata la Barbera del Monferrato Superiore “Sagitta” 2015 che aveva una viola e una rosa molto profonde e speziate. Al naso una nuance di talco e poi una raffinata acidità che terminava con un sorso allappante. E qui tu dici, commosso: “È la Barbera!”. Ma alla fine ci è piaciuto anche il Monferrato Rosso “Fabula” 2015 (barbera e nebbiolo) che aveva profondità e finezza e poi un corpo elegante che perseguiva un equilibrio tutto suo. MAURO REI tel. 3335996763 www.mauroreivini.it

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Grignolino del Monferrato Casalese “Il Principe” 2018 Cerimonia solenne nel castello di Casale Monferrato dove ci hanno invitato alla premiazione dei vini del Torchio d’oro. E, dopo la cerimonia, abbiamo subito assaggiato questo Grignolino di un produttore che non conoscevamo. È davvero un principe il Grignolino: rosso tenue dal profumo di piccoli frutti; caldo, fine, con una velata tannicità che ti fa innamorare. Bravo Mauro! SALUSSOLA (BI) DONNALIA tel. 3387061221 www.donnaliasalussola.it Canavese Barbera “La Torre” 2016 Nella serata clamorosa organizzata da Arnaldo Cartotto del Club di Papillon del biellese, FuoriLuogo e Cna, negli spazi della Fondazione Pistoletto Cittadellarte, tra i produttori presenti, Silvia Bettinetti di Donnalia di Salussola, realtà dell’Alto Piemonte in provincia di Biella, nel comprensorio del Canavese dove la vite beneficia del microclima del vicino Lago di Viverone, e che ha nebbiolo, erbaluce e barbera come vitigni principali coltivati nei 4 ha di proprietà, situati a circa 300 metri s.l.m. in un esteso anfiteatro collinare circondato da boschi di acacia e di castagno. Nel bicchiere il Canavese Barbera “La Torre” dal colore rubino luminoso con riflessi violacei, profumi di violetta, ciliegia croccante, note di pepe nero e sbuffi mentolati, sentori di chiodi di garofano e liquirizia, sorso secco e di buona bevibilità. SAN MARTINO ALFIERI (AT) MARCHESI ALFIERI tel. 0141976015 www.marchesialfieri.it


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i vini del Piemonte

Barbera d’Asti Superiore “AlfierA” Tra il Roero e le Langhe, in un territorio che manifesta una particolare vocazione per la barbera, la Marchesi Alfieri è per noi cantina storica che ha sede nel castello di San Martino Alfieri sulle colline del Piemonte tra Asti e Alba. Dal 1983, le tre sorelle Emanuela, Antonella e Giovanna San Martino di San Germano conducono l’azienda e dal 1999 Mario Olivero è l’enologo e direttore. Dai ventuno ettari di vigneti di proprietà vengono prodotte 130.000 bottiglie all’anno. Il campione perfetto è per noi la Barbera d’Asti Superiore “AlfierA”, connotata da quella piacevole nota di mandorla che solo le grandi Barbera sanno avere. Ha colore brillante, che manifesta eleganza già alla vista, al naso senti la rosa speziata, in bocca quell’equilibrio fresco che segna la caratteristica delle Barbera migliori. SANTO STEFANO BELBO (CN) TOJO AZ. AGR. BOCCHINO VITTORIO tel. 0141840361 - 3351727573 www.tojovini.it Alma Escamotage Valeva la pena venire a Santo Stefano Belbo all’anteprima dei produttori di Moscato d’Asti, per conoscere Vittorio Bocchino, un ragazzo fiero, che ha puntato sul Moscato. E se vi capita assaggiare Lo Sfizio da uve surmature, che è la strada fra un passito e un Moscato invecchiato, rimarrete colpiti oltremisura. Ma quello che ci ha colpito è stato anche il suo Vino Bianco, Farinella, prodotto con uve favorita. Un vino sorpresa, piacevole, di medio corpo, con sfumature fragranti e una pienezza che raramente ho riscontrato in una favorita.

papillon 72 Alma significa anche Escamotage, un vino nuovo, nato dall’idea di 6 giovani produttori di dare un’identità a un bianco secco e fermo ottenuto da moscato bianco di Canelli. Escamotage può avere sia una vinificazione in acciaio inox sia un affinamento in legno. Top Hundred 2019

SERRALUNGA D’ALBA (CN) ROSSO GIOVANNI tel. 0173613340 www.giovannirosso.com Langhe Nebbiolo 2015 A noi il sole d’autunno ricorda il Nebbiolo che Dario Rotella, sommelier Aspi, ci ha fatto assaggiare accompagnandolo alla succulenta cassoeula preparata da Luca Gagliardi della Ristorante la Rampina. È il Nebbiolo di Giovanni Rosso, dai colori granata tenui, ma che una volta al naso e al palato, regala l’emozione di profumi elegantissimi di viola appassita, marasca e spezie, e di un sorso di affascinante armonia, equilibrato e di lunghissima persistenza. SCHIAVENZA tel. 0173613115 www.schiavenza.com

Barbera d’Alba 2016 È sfida “infinita” quella tra Barbera d’Asti e Barbera d’Alba, e a noi piace che sfida infinita sia perché, nelle loro diversità, regalano diverse emozioni che sarebbe un peccato non vivere. A sorprenderci, questa volta una Barbera d’Alba, al Quinto Quarto di Bosisio Parini (Lc), dove il patron Arnaldo, con le prelibatezze a tutta carne, bollito in primis, ci ha servito l’interpretazione “baroleggiante” di Schiavenza. Dal colore rubino profondo, ha naso che ricorda la viola, profumi elegantissimi di frutta rossa e fine speziatura, sorso caldo, ampio e piacevolmente tannico, finale lungo e convincente. Alba o Asti? La sfida continua! STAZZANO (AL) LORENZO BOTTAZZI TENUTA MONTEROSSO tel. 3478129129 Colli Tortonesi Timorasso 2016 Dopo un grande Vinitaly, una sosta in uno dei nostri luoghi del cuore, la Trattoria Masuelli San Marco dove in sala, con Akram, figura carismatica e da anni riferimento apprezzato da tutta la clientela, a sostituire il mitico nonno Pino, c’è ora Andrea Masuelli che prosegue la grande tradizione di famiglia. Tra i vini selezionati con competenza da Andrea, e abbinati in modo impeccabile ai piatti del grande Max Masuelli, l’interessante Colli Tortonesi Timorasso della azienda agricola Monterosso di Bottazzi di Stazzano. Giallo oro, ha naso complesso con note floreali, profumi di frutta esotica con note di frutti della passione e mango, elegante speziatura, soprattutto sentori minerali che si ritrovano anche al palato, in un sorso che stupisce per freschezza e sapidità, vista la notevole struttura.


i vini del Piemonte

papillon 72 STREVI (AL) MARENCO tel. 0144363133 Passrì di Scrapona (passito) 2015 In quella enclave preziosa per la produzione di Moscato e Brachetto (straordinario il 2019 appena assaggiato), sia nelle versioni fragranti e frizzanti sia in quelle passite, che è Strevi, un punto di riferimento sono i Marenco, che da sempre hanno sempre creduto nelle potenzialità del loro territorio investendo sulle tipicità aromatiche dell’Acquese ma anche su Barbera e Dolcetto. Il nostro vino del cuore è lo Strevi Passrì “Scaprona”, moscato passito dal colore ambrato, dai profumi di scorza di arancia candita e albicocca, dal sorso vellutato di inusitata dolcezza, un vino da meditazione straordinario che recentemente abbiamo assaggiato nella versione 2015. È poi straordinaria la Barbera d’Asti “Ciresa” 2016, che offre effluvi di eleganza inaspettata, equilibrio perfetto ottenuto con un uso saggio del legno. Ma la chicca rimane il Carialoso, un Monferrato bianco ottenuto dalle rare uve “carica l’asino”, vitigno autoctono che in loco chiamavano Barbera bianca per via della somiglianza dei grappoli. È un vino bianco molto caratteristico (senti la camomilla), davvero espressivo del territorio, che ha una fitta trama di acidità che lo rende fragrante. TORINO MARTINETTI FRANCO MARIA tel. 0118395937 www.francomartinetti.it Barbera d’Asti Superiore “Montruc” 2011 Quando onoriamo la memoria di Riccardo, il nostro amatissi-

mo Conte Riccardi, i vini sommi di quel campione di classe e stile che è Franco M. Martinetti, in abbinamento ai piatti (straordinari) di Marzia Riccardi Giannullo e delle sue figlie Martina ed Elisabetta, non mancano mai. Formidabili il suo Metodo Classico Brut “Quarantatre”, i suoi bianchi Martin e Minaia, quel Barolo “Marasco” che è vero capolavoro. Tra i rossi della nostra predilezione, la Barbera d’Asti Superiore “Montruc”, dal colore rubino intenso con riflessi purpurei, profumi di rosa, note fruttate di ciliegia, piccoli frutti e spezie, sorso pieno, generoso, di emozionante eleganza e ampiezza. È l’abbraccio della Barbera! Grande “Martino”! Viva Ric Ric!

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di 55 anni, con il Rocche dei Sette Fratelli che ha colore granato luminoso, note floreali di viola, sentori di tabacco e sorso di sorprendente agilità. E quel Lorens, nostro Top Hundred quest’anno, che si segnala per il suo colore rubino intenso, i suoi profumi di marasca e prugna matura, i suoi sentori di liquirizia e la fine speziatura, il gusto caldo, armonico, il finale che è un abbraccio. Clamorosi anche i Barolo. Papà Lorenzo dal cielo è orgoglioso di Walter!

TREISO (CN) LODALI WALTER tel. 0173638109 www.lodali.it Barbaresco “Lorens” 2016 «Al ricordo, all’esperienza, alla passione, alla fatica e alla gioia di mio padre Lorenzo». Walter Lodali, gigante buono di Treiso, quel giorno in cui il suo papà è volato troppo presto in cielo, non lo ha mai dimenticato. Era il 1982, e Mamma Maria Margherita, per tutti Rita, dall’oggi al domani si è trovata con quel piccolo di 5 anni, Walter, appunto, da crescere e con un’attività, non sua, ma quella di suo marito Lorenzo – la cantina di famiglia, fondata nel 1939 – da continuare o lasciare. Ce l’ha fatta. Walter nel 1998 si è diplomato alla scuola enologica di Alba. E avendo una marcia in più, ha sviluppato l’azienda, portandola ai livelli di eccellenza di oggi. Di una produzione di assoluto valore, emozioni forti dai due Barbaresco, da vigne

VIGNALE MONFERRATO (AL) ACCORNERO GIULIO tel. 0142933317 www.accornerovini.it Grignolino del M.to Casalese “Bricco del Bosco Vigne Vecchie” 2013 Se il Grignolino oggi ha riconquistato il prestigio che merita, parte importante del merito è di Ermanno Accornero, vignaiolo di razza che ha partecipato anche alla creazione dell’associazione Monferace, che si ripropone di valorizzare questo nobile rosso piemontese, facendone conoscere e apprezzare anche la sua longevità. Con il suo lavoro, poi, producendo anche grandissime Barbere, ha svolto una promozione


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i vini del Piemonte

del territorio monferrino unico. Per i suoi grandi vini, Barbera del M.to Superiore “Bricco Battista”, “Cima” e “Giulin”, Barbera del M.to “La Mattacchiona”, Grignolino del M.to Casalese “Bricco del Bosco”, Monferrato Freisa “La Bernardina” e Monferrato Rosso “Centenario” (da uve barbera, cabernet e altre uve), è stata nominata nostra Cantina Memorabile del Piemonte 2019. Nostro vino del cuore il Grignolino del M.to Casalese “Bricco del Bosco Vigne Vecchie” 2013. Dal colore granato, ha profumi di frutta rossa, erbe aromatiche e spezie, sorso dalla caratteristica nota tannica, eleganza, lunga persistenza.

papillon 72 dall’agronomo Desiderio Debalini (in cantina sempre) e dallo studio di Massimo Gigola. Ha un colore rubino intenso da cui escono note di rosa e fragola, ma anche di mandorla. In bocca è fresca, vellutata, con quell’acidità rotonda tipica delle migliori Barbera del Monferrato. Sta nascendo una stella: Hic et Nunc.

MORANDO SILVIO tel. 0142933590 www.morandosilvio.it

HIC ET NUNC tel. 0142670165 www.cantina-hicetnunc.it Piemonte Cortese “Tèmi” 2018 Qui ci troviamo di fronte ai classici. Anzi, dico di più: i classici dei classici, perché le vigne su cui lavora questa nuova cantina della famiglia Rosolen sono parecchio vecchie. E non mi sembrava vero di sentire la nettezza e la fragranza del Cortese “Tèmi” 2018, Top Hundred 2019, che al naso offre limone ed è freschissimo nella sua trama elegante. Fantastica la Barbera curata

Grignolino del Monferrato Casalese 2017 È il fondatore della Locanda degli Ultimi, quando con ultimi si intendono i contadini rimasti a difendere con tenacia le proprie tradizioni. I suoi vini sono ottenuti da agricoltura biologica, seguendo le pratiche di vinificazioni più tradizionali e nella sua locanda organizza periodicamente diverse iniziative di solidarietà, come la cena del solstizio d’estate o una speciale vendemmia per raccogliere fondi destinati a chi rischia di restare ai margini della società. Il suo Grignolino del Monferrato Casalese 2017 ha spirito anarchico e testabalorda, come direbbe Veronelli, un Grignolino che è “tanta roba”, in quanto a freschezza e tannicità. Da abbinare ai piatti

che sua moglie esegue nell’agriturismo. Cercatelo! VINCHIO (AT) CANTINA DI VINCHIO & VAGLIO SERRA VITICOLTORI ASSOCIATI S.C.A. tel. 0141950903 - 0141950608 www.vinchio.com www.vinchio.com/it/news-eventi Barbera d’Asti Superiore “I Tre Vescovi” 2017 Si tratta di una cantina cooperativa che è stata capace di incidere profondamente nello sviluppo e nella storia dei vini del Monferrato e in particolare della Barbera d’Asti. Dal 2018 ha adottato ufficialmente una policy, estesa a tutti i soci conferitori, volta ad assicurare il massimo rispetto dell’ambiente in ogni fase della coltivazione e successiva lavorazione delle uve. La Barbera d’Asti Superiore Docg “I Tre Vescovi” nasce da una speciale selezione di uve e vinificazione con invecchiamento in botti di rovere per almeno sei mesi. Dal colore purpureo, luminoso, brillante, ha naso che profuma di rosa e ciliegia, cui si accompagnano eleganti note speziate, mentre al palato è di buon corpo, con la freschezza tipica della Barbera che invita alla beva, ma con un sorso equilibrato e di lunghissima persistenza. Ma qui bisogna cercare la grande Barbera “Vigne Vecchie”, che ha compiuto 60 anni, e la Barbera d’Asti Superiore “Sei Vigne Insynthesis” della quale siamo stati testimoni di una verticale, dove l’annata 2001 era stupefacente. TENUTA BRICCO SAN GIORGIO tel. 3466363485 www.vinilaiolo.com


i vini del Piemonte

papillon 72 Barbera d’Asti Superiore “RossoMora” 2016 La miglior Barbera di una degustazione di 20 campioni offerti a un pubblico internazionale è stata quella della Tenuta Bricco San Giorgio, il RossoMora Superiore 2016, Top Hundred 2019. E si evince una perfetta compenetrazione fra i tannini del legno della barrique e la natura della Barbera, tanto da ricordare quando Veronel-

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li parlava di “elevazione” in carati. Che risultato avrebbe ottenuto il giovane Davide Lajolo di Vinchio con la botte grande o addirittura con l’anfora? Non lo sappiamo, certo della barrique ne ha fatto un buon uso. Ed è l’ultimo arrivato, che a questo punto riporta la nostra discussione al via, con una nota non secondaria sul suo modo di lavorare, che forse ha a che fare con la “Revolution”: le macerazioni lunghe.

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i vini della Liguria

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Liguria

BALESTRINO (SV) BERRY AND BERRY tel. 3395793783 www.berryandberry.it Vino Bianco Campolòu Un vino raro assaggiato al Vescovado di Noli. Si tratta di un bianco (meglio orange) da uve pian (pigato) vinificate in acciaio con 10 mesi sui lieviti e 12 in bottiglia. È un vino che ha dentro una freschezza pregnante con un filo citrino che accompagna tutto il sorso. Senti la frutta esotica e la pietra focaia e un equilibrio favorito dalla morbidezza della sua alcolicità. Piacevole anche l’altro bianco (vermentino e pigato), il Baitinin, sempre color giallo oro con piacevoli note di zenzero ed erbe aromatiche e in bocca un sorso pieno, che termina con un finale amarognolo e salmastro. Una gran bella scoperta!

BASTIA DI ALBENGA (SV) BIO VIO di Az. Agr. Vio Giobatta tel. 018220776 - 018221856 www.biovio.it Riviera Ligure di Ponente Granaccia “Gigò” 2018 Nella Piana ingauna la coltivazione delle erbe aromatiche, mentre, risaliti lungo la dolce vallata che segue il corso dell’Arroscia a Ranzo e alle terre alte della provincia di Imperia, troviamo vigneti e olivi (dell’antica tradizione della Riviera Ligure di Ponente di varietà Taggiasca). La lavorazione segue i dettami del biologico, che in questa cantina (già tra i nostri Top Hundred) danno vini formidabili, tra cui quelli con cui son stati con noi a Golosaria: il Pigato Riviera Ligure di Ponente “Bon in da Bon” 2018 dal colore giallo oro, profumi di salvia, macchia mediterranea erbe aromatiche, gusto secco, intenso, persistente e la

Granaccia Riviera Ligure di Ponente “Gigò” 2018 dal colore rubino con riflessi violacei, note fruttate e sentori speziati.

BONASSOLA (SP) CÀ DU FERRÀ WINE & TASTING tel. 3280369500 www.caduferra.wine Liguria di Levante Passito Bianco “L’Intraprendente” 2017 L’orgoglio della Liguria e del nostro Paese sono giovani come Davide


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papillon 72 Zoppi, che, sulla scia di mamma Aida Forgione e papà Antonio Zoppi – che vent’anni fa hanno lasciato le loro attività di successo per aprire un agriturismo a Bonassola –, dopo aver girato il mondo e rinunciato a una grande carriera nel mondo della giustizia, ha dato vita a Cà du Ferrà, seguendo l’amore smisurato per la terra ereditato dai genitori. Ne è nata una realtà da vedere, con le vigne che, dopo l’acquisto dei terreni incolti da decenni, sono tornate ad abitare le colline a picco sul mare, la nuova cantina inaugurata nell’aprile 2018 e una produzione in biologico di vini formidabili. Bonazolae e Luccicante, i due bianchi che parlano del mare che li accarezza. Un gioiello L’Intraprendente, passito da uve bosco, albarola e vermentino, dai profumi di ginestra e arancia candita, dalle note di piante officinali, dal sorso dove dolcezza e acidità trovano perfetto equilibrio. CARRO (SP) I CERRI tel. 3485102780 - 3475940729 www.icerrivaldivara.it Liguria di Levante “Fonte dietro il sole” 2017 La Liguria, fatta eccezione per il Rossese di Dolceacqua, è associata a grandi vini bianchi, ma quando accade di imbattersi in altre espressioni di rosso, quasi sempre si rimane piacevolmente basiti. È il caso del Liguria di Levante Fonte dietro il sole de I Cerri di Carro, rosso interessante della Val di Vara da uve shyraz, merlot e ciliegiolo. Dal colore rubino brillante ha profumi di frutta rossa, con note di ciliegia e lampone, sentori balsamici e nota minerale, mentre al palato è di buon corpo, fresco e sapido, con finale lungo e retrogusto invitante di frutti di bosco.

CASTIGLIONE CHIAVARESE (GE) CASA DEL DIAVOLO tel. 3284760159

Golfo del Tigullio Bianchetta Genovese “Ciana” 2017 Possiamo dire di aver finalmente provato la grandezza della Bianchetta genovese. La produce Valerio Sala, brianzolo d’origine, studi di ingegneria aerospaziale che, da dipendente in un’azienda di protesi al titanio, ha deciso di cambiare mestiere. Nel 2010 si trova un ettaro intorno a casa, a Castiglione Chiavarese (fra poco raddoppierà). Oggi produce tre vini per 5 mila bottiglie: Bianchetta “Ciana”, Ciliegiolo “Nüaggi”, Dolcetto “Muntà”. In vigna fa solo trattamenti strettamente necessari, mentre in cantina usa lieviti selezionati. La Bianchetta viene imbottigliata in primavera e commercializzata dopo un anno di affinamento in bottiglia, con l’obbiettivo di dimostrare la sua capacità di invecchiamento. Ed è impressionante il campione 2014 della sua Ciana: al naso note sulfuree che derivano da vitigno e terreno, ma anche erbe officinali in abbondanza. In bocca è fresco, ma nello stesso tempo complesso e unico nelle sue sfumature assai persistenti che si confermano con il vino del 2017. Top Hundred 2019

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CERVO (IM) LA GINESTRAIA tel. 3272683692 www.laginestraia.com Riviera Ligure di Ponente Vermentino 2018 Due amici sono i protagonisti di questa storia a cavallo tra l’Imperiese e il Savonese. Marco Leporieri e Marco Brangiero hanno investito in 4 siti (10 ettari per 50 mila bottiglie) suddivisi tra il territorio di Cervo e l’entroterra di Albenga. Dai vigneti terrazzati del primo sito prende vita il loro Riviera Ligure di Ponente Vermentino 2018, nostro Top Hundred 2019. Viene vinificato con pressatura soffice delle uve, fermentazione a temperatura controllata e affinamento in acciaio. Ha colore giallo paglierino con qualche sfumatura verdastra. Notevole anche il loro Pigato 2018 e la sua versione Riserva, denominata Via Maestra, che prende vita da un vigneto di 60 anni a dimora in Valle Arroscia ai margini della piana di Albenga. Quest’ultimo affina per almeno 9 mesi in tonneaux e rivela una notevole complessità aromatica, note di miele e fiori d’acacia, morbido ed elegante al palato. Assaggiato in un ristorante neo coronato: Da U Titti di Cipressa.


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i vini della Liguria

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DIANO ARENTINO (IM) MARIA DONATA BIANCHI tel. 0183498233 www.aziendaagricolabianchi.it

GENOVA ANDREA BRUZZONE tel. 0107455157 www.andreabruzzonevini.it

Riviera Ligure di Ponente Pigato 2014 È un omaggio alla Liguria indomita, questo grande bianco, che è figlio del lavoro di una cantina che esplora nuove strade ma sempre alla ricerca della qualità. Giallo dorato, ha profumi di erbe aromatiche, frutta e in particolare pesca e albicocca, con note di macchia mediterranea. Al palato è secco e sapido, armonico e con retrogusto di rosmarino e salvia. Magia del mare.

Valpolcevera “La Superba Coronata” 2018 Ha radici antiche il legame della famiglia Bruzzone con il vino, visto che già l’osteria fondata dal bisnonno Bacci a Mainetto (Serra Riccò) ospitava nelle sue fondamenta un “fundegu” che all’epoca riforniva di vini locali anche le regioni limitrofe. Nel 1985 papà Eugenio chiama al suo fianco nella cantina di famiglia Andrea, e da lì inizia il percorso di quest’uomo che si sta facendo conoscere per la sua voglia di far emergere i prodotti della tradizione ligure per restituirli alla loro dignità. Prezioso il suo lavoro a favore del riscatto della Valpocevera, e in particolare per la valorizzazione della bianchetta, che ha interpretazione interessante con vermentino, bosco e rollo, nel Valpolcevera “Superba Coronata”: giallo oro, dai profumi di macchia mediterranea, salvia e sorso sapido, e in versione, spumante, in Janua, metodo classico, dal perlage fine, naso fine con note agrumate e rosmarino, sorso secco ed equilibrato.

DOLCEACQUA (IM) TERRE BIANCHE tel. 018431426 www.terrebianche.com Rossese di Dolceacqua 2016 Amiamo la Liguria, e in particolare i suoi vignaioli eroici, di Levante e Ponente. Ora, Terre Bianche di Dolceacqua è una realtà che fin dagli anni in cui noi avevamo pensato di accendere i riflettori su questa meraviglia che è il Rossese con wine tasting mirati, nelle degustazioni alla cieca, risultava sempre tra le migliori. Quest’anno ai tavoli di Cristian Magri, corona radiosissima de ilGolosario Ristoranti, nel bicchiere il Rossese di Dolceacqua di Rondelli & Laconi di Terre Bianche. Dal colore rubino ha naso raffinato di frutta rossa, sentori di cassis, more e lamponi, note speziate profonde di cannella e pepe, profumi di macchia mediterranea e origano, sorso caldo, ma sostenuto da splendida sapidità e note minerali e balsamiche, finale lunghissimo.

LUNI (SP) CANTINE LUNAE BOSONI tel. 0187660187 - 0187669222 www.cantinelunae.com Colli di Luni Albarola 2018 La cantina si estende in un comprensorio di 45 ettari compresi tra i comuni di Ortonuovo e Castelnuovo Magra, di cui una parte caratterizzati da vigneti sperimentali per studiare e sviluppare le caratteristiche dei vitigni tradizionali, in collaborazione con la Regione Liguria e con il Centro Nazionale di Ricerche

di Torino. La cantina è votata alla sostenibilità ambientale fin dalla vigna, con pratiche agronomiche che prevedono di eliminare l’uso di diserbanti e di utilizzare concimi naturali. La biodiversità è anche tutelata attraverso la valorizzazione dei piccoli conferitori, che così possono continuare da un lato a tener viva la coltivazione dei vitigni autoctoni e dall’altro a mantenere integro il paesaggio vitivinicolo. Da assaggiare il Colli di Luni Albarola dalle uve dell’autoctono albarola, ma anche il Vermentino è perfetto, sia nella versione Etichetta Grigia sia in quella superba Etichetta Nera. E poi che dire dell’apice del loro rosso? Si chiama Colli di Luni Rosso “Niccolò V” ed è frutto di uve sangiovese, merlot, pollera nera. TERRA DELLA LUNA tel. 3400810409 www.terradellaluna.com Liguria di Levante “Il Caligrè“ 2015 Il confine tra Toscana e Levante ligure è territorio che di anno in anno esprime un numero crescente di eccellenze, sia nel vino sia nella ristorazione sia nella mixology, grazie a una generazione di nuovi imprenditori che dimostra di avere chiaro che è solo la distinzione con qualità e professionalità a portare lontano. Un vino assaggiato in quel baluardo di gusto italiano che è La Brinca di Ne (Ge), è il “Caligrè” Liguria di Levante di Terra della Luna. Grenache in purezza, affinato in tonneau di rovere francese per 15 mesi, ha bel colore rubino purpureo, profumi intensi di frutta rossa, nota di piccoli frutti come lamponi e fragoline di bosco, fine e lieve speziatura, sorso equilibrato e persistente e di affascinante eleganza.


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papillon 72 ORTONOVO (SP) BONDONOR LUCA MENCONI tel. 3488713641 www.cantinebondonor.com Colli di Luni Vermentino “Lunaris” 2018 Nelle colline di Ortonovo Luca Menconi, con l’aiuto del padre Giuliano e il fratello Nicola, conduce questa tenuta che si estende su una superficie di circa 5 ettari tutti di proprietà coltivati a vite e ulivo. Tra i vini migliori, tra i rossi, Atrum da uve sangiovese e canaiolo, dal colore rosso rubino, profumo intenso, fruttato, con note di lampone, con lieve sentore di vaniglia mentre in bocca si presenta pieno, intenso e piacevolmente tannico. Tra i bianchi, di grande eleganza, invece, il nostro Top Hundred 2019, il Colli di Luni Vermentino “Lunaris” 2018 giallo paglierino chiaro con riflessi dorati, profumo intenso con note fruttate, sentori di macchia mediterranea, salvia, sorso fresco ed equilibrato con gradevoli note minerali e balsamiche, per un vino che si segnala per la sua freschezza e la nota aromatica ed è ideale per essere gustato con i piatti di mare della cucina ligure.

PIEVE DI TECO (IM) TENUTA MAFFONE tel. 3471245271 www.tenutamaffone.it

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di gradevole freschezza e buona morbidezza. SALEA (SV) LA VECCHIA CANTINA tel. 3393793641 www.lavecchiacantinacalleri.it

Ormeasco di Pornassio Superiore 2016 Nel 2009, la scelta di Bruno di lasciare il suo lavoro precedente per dedicarsi con Eliana al vino, coltivando in alta Valle Arroscia i vigneti di famiglia che hanno tra i 60 e i 100 anni. E tutto in modo tradizionale, senza diserbanti e concimi chimici. A Golosaria a Milano hanno conquistato tutti con il Pigato Riviera Ligure di Ponente e soprattutto con quel vino che ha in queste terre il suo luogo di elezione che è l’Ormeasco di Pornassio Superiore 2016 (fra i Top Hundred 2019), dal colore rubino con riflessi violacei, profumo intenso di frutta e di spezie, con sentori di ciliegia matura, mora, ribes, confettura di prugne e viola mammola leggermente appassita, gusto secco, leggera tannicità, finale gradevole amarognolo. La sorpresa più clamorosa è stato il Dueluglio 2014, con l’assaggio dell’unico spumante metodo classico da uve ormeasco. Sboccata dopo 40 mesi sui lieviti nel bicchiere, ha colore rosato molto tenue, profumi eleganti di ciliegia e di crosta di pane, sorso

Spumante Brut Nature 2012 È bello vedere come ci siano giovani che hanno sposato la filosofia della qualità, trasformando locali storici, facendo passi meditati, investendo per farne luoghi capaci di parlare al popolo del gusto, dando così futuro alla loro attività e contribuendo in questo modo al futuro del paese e del territorio in cui operano. È il caso del Bar Franca di Levanto, dove tre giovani, Andrea e Giulia Leveratto e Dario Caminati, preso in mano quello che era un bar del paese hanno messo in gioco la loro passione per il vino, selezionando bottiglia su bottiglia, e creando all’interno uno spazio enoteca di tutto rispetto. Ed è qui l’assaggio del Brut Nature 2012 de La Vecchia Cantina. Da uve pigato in purezza, ha colore giallo paglierino brillante, perlage fine, naso elegante con note floreali, sentori di macchia mediterranea e di erbe aromatiche, profumi di salvia e rosmarino, sorso fresco e sapido, di buona persistenza. Questa è la Liguria che guarda al futuro! SANREMO (IM) PODERE GRECALE tel. 01841955158 www.poderegrecale.it Riviera Ligure di Ponente Pigato 2018 A proposito di vini liguri, in un eccellente ristorante di pesce (la Rada a Lignana) ci siamo imbattuti in un altro bianco ricco di autenticità, un Pigato, prodotto da Serena Ronco-


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i vini della Liguria

ne a Bussana, alle porte di Sanremo. Un bianco di colore paglierino che aveva note floreali molto pronunciate, ma è in bocca dove si è manifestata la sua piacevole complessità, direi un senso di purezza del Pigato, che ci ha portati (eravamo in due) a finire la bottiglia, preferendola di gran lunga a un già ottimo Greco Irpino. Ora il Podere Grecale o meglio Serena Roncone produce anche un Vermentino che abbiamo assaggiato nelle settimane a seguire, trovandolo altrettanto interessante. Il 2018 esprime profumi minerali con sentori grumati e di frutta bianca. Dalla vigna di proprietà più prossima al mare, nasce la versione riserva, il Maen, vinificato in acciaio e imbottigliato non prima di due anni dalla vendemmia. La vendemmia 2017 si rivela ben strutturato e complesso, con note iniziali sapide e poi di frutta molto matura. SANTO STEFANO DI MAGRA (SP) ZANGANI tel. 0187632406 www.zangani.it

Colli di Luni Vermentino Superiore “Boceda” 2017 Un Vermentino davvero tosto questo Boceda 2017, che scende con

papillon 72 un colore paglierino carico di buona consistenza. Al naso è speciale il profumo (nel senso letterale del termine) con note di fiori di arancio. In bocca è pieno, secco, fresco e di corpo con una chiusura sapida ed equilibrata e un leggero amarognolo sul finale. Un gran bel Colli di Luni, già da preferire con i crostacei. Fuori di Top 2019 SARZANA (SP) LA BETTIGNA tel. 3385321327

Colli di Luni Vermentino 2018 È un vino memorabile, non solo per l’unicità che abbiamo riscontrato, ma anche per il luogo dove l’abbiamo assaggiato: il “coronato” Petit Restaurant del Bellevue di Cogne, che ha una spaziale carta dei vini con alcune chicche. Come questo Vermentino, Fuori di Top 2019, che al naso ti offre note salmastre mai avvertite con tanta intensità. Ha colore giallo oro, da cui emerge un bouquet di fiori e di frutta (albicocche fresche). L’ingresso è immediatamente sapido, poi scende elegante, fresco e di eccellente equilibrio dentro a un’espressione minerale molto potente. Un campione così non ci era mai capitato di assaggiarlo. Nicola ed Emilio

praticano fermentazioni spontanee e utilizzano solo lieviti autoctoni. E solo in certe annate, dalle medesime uve passite nasce il Doze, un vino da meditazione prodotto solo in 150 bottiglie. LEGNANI STEFANO tel. 3482229695 Ponte di Toi 2016 Un amore nato tra Slovenia e Friuli incontrando quei produttori che hanno scelto la strada del biologico, producendo i cosiddetti “orange wines”, quello che ha spinto Stefano Legnani a lavorare in Liguria, abolendo prodotti chimici sistemici e chimica in cantina. Interessante il Bamboo Road, blend ottenuto da trebbiano, malvasia di Candia, albana e vermentino, da vecchi filari, che prende il nome da una serie di piante di bambù che costeggiano questo vigneto, un vino “vecchio stile” dalle caratteristiche “locali”, con bassa acidità e uve mature, con caratteristiche che annoverano tratti floreali e agrumati. Il Ponte di Toi, vermentino in purezza, dal colore giallo oro, dai profumi di ginestra e cedro, dai sentori di macchia mediterranea ed erbe aromatiche, dal sorso fresco e sapido. SOLDANO (IM) TENUTA ANFOSSO tel. 0184289906 Rossese di Dolceacqua Superiore 2017 Ai tavoli di uno dei locali del cuore del Golosario Ristoranti, Il Melograno di Bogliasco, locale in crescita, il vino della serata è stato il clamoroso Rossese di Dolceacqua Superiore 2017 di Tenuta Anfosso. Rubino brillante, ha profumi di rosa, violetta, ciliegia, lamponi, corbezzoli e cassis,


i vini della Liguria

papillon 72 sentori di pepe rosa, cuoio e tabacco, mentre al palato è caldo e ben bilanciato, con sorso fresco e di suggestiva sapidità, lunghissima persistenza. Ristorante e vino da conoscere! TAGGIA (IM) AGRICOLTORI RIVIERA DEI FIORI www.rivierafiori.net

Riviera Ligure di Ponente Vermentino “Maixei” 2018 Questo vino lo abbiamo assaggiato in un locale di Tortona, il Billis, che ci ha riservato una sorpresa che mai avremmo immaginato. In un solo anno è cresciuto parecchio. È l’epopea di questi due giovani, i fratelli Filippo e Alessandro Billi, che saranno famosi. Nel frattempo ecco il vino che non ci aspettavamo:

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un Vermentino di colore paglierino classico che immediatamente ci ha dato un profumo di pesca gialla molto intenso, ma poi col passare del tempo aumentava ancora di intensità, spingendo le note di freschezza. In bocca è avvolgente mentre la chiusura sapida è stato un invito per continuare a berne. Ancor più con la cucina superlativa di questo luogo.

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i vini della Lombardia

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oro, ha perlage fine e persistente, mentre al naso ha profumi floreali, di acacia, di zafferano e di frutta esotica, e in particolare di frutto della passione, poi di nocciola e mandorla, quindi speziatura raffinata, mentre in bocca ha splendida ampiezza con profondità di sorso, sapidità emozionante e lunghezza infinita. ARTOGNE (BS) VALLECAMONICA AGRICOLA tel. 0364599088 - 3355828410 www.vinivallecamonica.com

Spumante Metodo Classico Blanc de Blancs “il 33” Uno chardonnay strepitoso prodotto nella Bergamasca: Blanc de Blancs “il 33” di Colletto di Adrara San Martino, premio Top Hundred 2019. Giallo paglierino con riflessi

Spumante Metodo Tradizionale Pas Dosé Blanc de Noirs Millesimato “Nautilus CruStorico” 2012 Grazie ai grandissimi Daniela Piscini e Philippe Léveillé del sommo Miramonti l’Altro di Concesio e alla famiglia Glisenti della omonima trattoria di Vello di Marone, l’as-

saggio di un vino formidabile, il Nautilus, spumante metodo classico tradizionale millesimato, da uve rosse di ceppi storici autoctoni del vigneto Ruk, a 450 metri s.l.m., che arriva sul mercato dopo 42 mesi di bottiglia, di cui 36 a 40 metri di profondità nelle acque del Lago di Iseo, antistanti Monteisola. Nel bicchiere ha spuma ricca, perlage finissimo, naso elegantissimo con note di nocciola, pane tostato, spezie, erbe officinali, mentre al palato è


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i vini della Lombardia

papillon 72 di grande carattere, fresco e sapido, minerale, con finale lunghissimo. E alla radiosa Baitella di Cinisello Balsamo (Mi), l’assaggio emozionante anche dell’Estremo da riesling renano e affinamento 12 mesi nel lago D’Aviolo a 1.930 metri nel Parco dell’Adamello. Fuori di Top 2019 BEDIZZOLE (BS) CANTRINA tel. 0306871052 www.cantrina.it Benaco Bresciano Rosso “Nepomuceno” 2015 Questo che vi presentiamo è uno dei vini più clamorosi che abbiamo premiato negli anni, grazie alla scoperta di Savino Poffa della Trattoria Urbana Mangiafuoco di Brescia. È il Nepucemo de La Cantrina. Dal colore rosso rubino profondo, con riflessi violacei, ha naso complesso che richiama i piccoli frutti, e in particolare il lampone e le fragoline di bosco, la frutta rossa selvatica, eleganti note speziate, mentre in bocca ha carattere e personalità, con buona armonia e lunghissima persistenza. BERGAMO FRONTEMURA tel. 3395313393 https://frontemura.com Valcalepio Rosso 2015 Nel Comune di Bergamo, di fronte a Città Alta, ecco l’Azienda Biologica Frontemura, con i vigneti terrazzati che circondano la cantina, localizzati in zona collinare con forti pendenze su terreni marnoso-calcarei e microclima ideale, con escursione termica – assicurata da fredde correnti notturne provenienti dalle Alpi Orobiche e calore intenso di giorno – che favorisce la migliore maturazione. Tre i vini, tra cui il Rosato Lu-

stralis e il Passito “Sass del Lüna”. E poi quel Valcalepio Rosso 2015 che, scoperto ai tavoli del sommo Opera Restaurant di Sorisole, nostra luminosa corona radiosa, da uve merlot e cabernet sauvignon, ha colore rubino con riflessi violacei, naso intenso con note di frutti di bosco, note di lampone e ribes, fine speziatura, sorso di buon corpo, armonico, retrogusto di frutta rossa molto elegante. Top Hundred 2019

BORGO PRIOLO (PV) SANT’ANDREA tel. 0383872242 www.santandreavini.it Provincia di Pavia Riesling In Oltrepò Pavese non va dimenticato il potenziale del Riesling, che in versioni come quella di cantina Sant’Andrea di Borgo Priolo, è un bianco di notevole personalità. Giallo oro, ha profumi intensi di frutta esotica, di mango e frutto della passione, caratteristiche note di idrocarburi, sorso fresco e pieno, spiccata sapidità e bella armonia. BORGONATO DI CORTE FRANCA (BS) FRATELLI BERLUCCHI tel. 030984451 www.fratelliberlucchi.it

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Curtefranca Rosso “Mandola” 2016 Quando si parla di territorio franciacortino quasi sempre si citano le diverse espressioni di Franciacorta, Satèn in testa, dimenticando gli altri vini che, nella interpretazione di numerose cantine, non solo nelle versioni più importanti, ma anche in quelle più quotidiane, sono tutt’altro che “seconde scelte”. È il caso del Curtefranca Rosso 2016 “Mandola” dei Fratelli Berlucchi di Cortefranca. Celeberrimi per i loro Franciacorta, realizzati con la consulenza di quel mago che è Cesare Ferrari, enologo di fama internazionale, vanno a segno anche con questo rosso da uve cabernet franc e merlot, dal colore rubino brillante, suggestiva eleganza al naso dove si propone con note vinose e di frutti di bosco, sorso fresco, di bella stoffa, dalla sapidità invitante che invita alla beva e finale di buona persistenza. CANNETO PAVESE (PV) AZ. AGR. QUAQUARINI FRANCESCO tel. 038560152 www.quaquarinifrancesco.it Classese Oltrepò Pavese Pinot Nero Brut 2012 È un piccolo gioiello oltrepadano e italiano, il Classese Oltrepò Pavese Pinot Nero Brut di Quaquarini, rara cantina a chiamare ancora Classese, il suo grande brut. Quello che vi segnaliamo oggi è della vendemmia 2012 e ha avuto sboccatura il 20 aprile 2019. Dal colore giallo oro, ha perlage di somma eleganza, profumi di rara complessità con impatto olfattivo giocato su mandorle e nocciola tostata, note di agrumi canditi e zenzero, e sottili sentori minerali, mentre al palato si presenta strutturato, con freschezza e invitante sapidità in sinergia, a


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i vini della Lombardia

rendere la beva dinamica. Che vini immensi dona l’Oltrepò Pavese ai produttori che lavorano amando la terra! Quaquarini non a caso è uno degli “angeli matti” del Consorzio Club del Buttafuoco Storico. BRICCO DEI RONCOTTI tel. 3663025432 Buttafuoco “Corno del Diavolo” 2016 Chiedo scusa se ho chiamato al telefono poco prima delle dieci di sera questa cantina. Ha risposto mamma Maria Rosa e alla fine non sono riuscito a parlare col figlio. Volevo solo fare i complimenti per l’artigianalità contadina dei suoi vini, in diretta. Willian Colombo è un vignaiolo di Canneto Pavese e sulle sue tracce mi aveva messo, manco a dirlo, un Buttafuoco: il Corno del Diavolo 2016 con tannini ben levigati, fruttato e morbido e quell’acidità verticale che gli dona la barbera. Così ho voluto conoscere anche il resto. Ed è stato notevole l’incontro con il Roncotto 2016 (Provincia di Pavia Rosso da uve nebbiolo, croatina, sangiovese, cabernet, barbera e ughetta). Uno spettacolo vero e proprio al naso, con note fruttate ed erbacee che si rincorrono. L’alcol spinge profumi caldi resi tali dalla lunga maturazione in rovere. Ha un piacevolissimo ingresso morbido, poi è una distesa di tannini filigranosi e termina con l’amarognolo di una liquirizia dolce. Molto buono anche il Nebbiolo 2016 e l’Inaspettato 2018 (uve croa­tina, barbera, ughetta di Canneto). Eccellente la Croatina in purezza 2018. L’ho trovato più rivolto ai rossi che ai bianchi. FIAMBERTI GIULIO tel. 038588019 www.fiambertivini.it

papillon 72 Buttafuoco Storico “Vigna Sacca del Prete” 2015 È “Il” rosso dell’ Oltrepò Pavese, il Buttafuoco, vera gloria del territorio lombardo e orgoglio italiano. Tra gli assaggi, spicca per classe e carattere il Buttafuoco Storico “Vigna Sacca del Prete” di Fiamberti, Fuori di Top 2019. Dal colore rosso rubino intenso, al naso ha splendida complessità con profumi di frutta rossa, note di marasca sotto spirito, spezie, caffè e sentori balsamici, mentre al palato è caldo, di gran corpo. Un rosso fuoriclasse!

FRANCESCO MAGGI tel. 038560233 www.maggifrancesco.it Buttafuoco Storico “Vigna Costera” 2013 Il Buttafuoco è figlio di uve croatina al 50%, sostenute dalla spina dorsale della barbera al 25% e il restante da uva rara e ughetta di Canneto. Da provare il Buttafuoco “Vigna Costera” della cantina Maggi (il giovane Marco è alla guida del Consorzio) dove abbiamo ritrovato quel profumo caratteristico di rose e mandorle. In bocca un vino di stoffa e di piacevole equilibrio, placido, giustamente tannico, intrigante. La cantina nasce intorno

agli anni ’40 nel comune di Montescano, una realtà piccola di soli 3 ettari che oggi sono diventati oltre 25 divisi sul territorio di più comuni. Coltivano i vitigni classici dell’Oltrepò Pavese: negli ultimi anni in particolare hanno puntato sul recupero e il rilancio del Buttafuoco Storico. GIORGI dei Fratelli Giorgi Antonio, Fabiano ed Eleonora tel. 0385262151 www.giorgi-wines.it Gran Cuvée Storica Metodo Classico “Giorgi 1870” Nel 2025 saranno 150 anni di attività per questa cantina, fondata nel 1875, nata da un ambito di agricoltura familiare che negli anni si è ampliata fino ai 60 ettari attuali. A guidare il lavoro una filosofia che fonde tradizione e innovazione, con la valorizzazione dei vigneti autoctoni dell’Oltrepò e di quelli che qui hanno trovato il loro habitat ideale. Nei vigneti, per garantire la qualità del prodotto al massimo livello, viene praticata la potatura castigata; la concimazione è realizzata esclusivamente con prodotti naturali e la produzione per ceppo è inferiore alla norma in un’ottica di sostenibilità della viticoltura. Tra i prodotti più prestigiosi, la Gran Cuvée Storica Metodo Classico “Giorgi 1870”, da uve pinot nero in purezza provenienti da Montecalvo Versiggia, S. Maria Della Versa, Rocca De’ Giorgi, a un’altitudine che va dai 250 ai 400 metri, che ha colore paglierino con riflessi oro, perlage fine, note di salvia, menta e albicocca, gusto secco e di razza. E il Buttafuoco Storico da uve barbera (45%), croatina (45%), uva rara (5%) e vespolina (5%), dal


i vini della Lombardia

papillon 72 colore rosso granata con sfumature aranciate, profumi di frutta rossa e spezie, gusto caldo e di lunga persistenza. CAPO DI PONTE (BS) CONCARENA tel. 3275320347 www.cantinaconcarena.it Valcamonica Rosso “Barabant” 2015 Concarena è il nome e il simbolo dell’azienda, e indica il luogo in cui sono coltivate le uve, con i vigneti tra l’abitato di Cemmo e quello di Ono San Pietro. Dove praticano la lotta integrata così da ridurre al minimo i trattamenti, ed effettuano lo sfalcio dell’erba interfila mentre è sempre inerbito il centro del filare. D’inverno lasciano pascolare le pecore in vigneto. Non concimano, non irrigano e gestiscono il verde completamente a mano, defogliatura inclusa. La vendemmia è manuale e da metà settembre offrono i loro spazi agli apicoltori nomadi. La cantina è alimentata da energia fotovoltaica che copre quasi completamente i consumi mentre l’attenzione alla sostenibilità si rivolge anche al packaging delle bottiglie, in vetro leggero. Di questa cantina eroica amiamo il Valcamonica Rosso “Barabant”. Da uve marzemino (55%) e merlot (45%), ha colore rosso rubino brillante, mentre al naso ha profumi elegantissimi di viola e rosa, sentori di frutti di bosco e in particolare di mirtillo, sorso morbido e fresco. Con carni e formaggi di media stagionatura. CAPRIANO DEL COLLE (BS) LAZZARI tel. 0309747387 www.lazzarivini.it

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Capriano del Colle Marzemino “Berzamì” 2018 Non finisce mai di stupirci Lazzari, che nel 2018 è stato Top dei Top. Così ai tavoli di Verdenero è stato emozionante il suo Capriano del Colle Marzemino “Berzamì”. Figlio di una zona Montenetto, che l’agronomo rinascimentale Agostino Gallo in uno scritto del Cinquecento riportava come particolarmente vocata alla coltivazione dell’uva marzemino, nel 2001 con una collaborazione tra l’Azienda Agricola Lazzari e la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, ha riportato alla luce i suoi cloni di marzemino autoctoni. Nel bicchiere ha colore violaceo, naso intenso con note di lamponi e ciliegia, mentre al palato è elegantissimo con retrogusto fruttato e finale lunghissimo! Del medesimo produttore, anche l’assaggio, avvenuto a Golosaria Monferrato, del suo Adamah, Extra Brut Metodo Classico Millesimato 2014 (da uve chardonnay) che al naso ha note fragranti come certe caramelline ai frutti di bosco. In bocca pienezza e sostanza accompagnata da una lineare freschezza.

quella moderna, caratterizzata da ambienti di costruzione più recente, dove hanno luogo le fasi della vinificazione, secondo le attuali e avanzate tecnologie. I terreni sono di natura silicio argillosa, particolarmente ricchi di breccia e materia calcarea, ed esprimono la massima vocazione nella coltura della vite praticata dalla Cantina Lantieri sugli stessi fin dal XVI secolo. I Franciacorta vengono prodotti esclusivamente mediante l’utilizzo delle uve raccolte manualmente provenienti dai vigneti di proprietà dell’azienda, che vengono gestiti con grande cura e attenzione al fine di ottenere frutti sani, condotti a perfetta maturazione. Tra i numerosi prodotti di valore, di classe l’elegante Franciacorta Extra Brut, dal colore giallo oro brillante, dal naso fine ed elegante con note di pane grigliato, frutta bianca, miele e sentori minerali, sorso fresco e armonico, bella struttura.

CAPRIOLO (BS) LANTIERI DE PARATICO tel. 030736151 www.lantierideparatico.it

Oltrepò Pavese Bonarda 2017 Si respira aria nuova in Oltrepò Pavese, con i campioni di questa nuova stagione protagonisti a Golosaria a Milano. Per salutare la riscossa di questo splendido rosso lombardo, la Mossa Perfetta di Davide Calvi. Dal colore rubino intenso, ha spuma rosea, profumi invitanti e fini di marasca, viola, piccoli frutti tra cui spicca il lampone, sorso che con la sua briosità si distende equilibrato, piacevolmente sapido, ampio, con un finale lungo e dal goloso retrogusto di frutta rossa.

Franciacorta Extra Brut I Lantieri producevano vino già nel sedicesimo secolo, avendo l’onore di essere fornitori alla corte dei Gonzaga di Mantova, e a quelle di Ferrara e Milano, con il Rubino di Corte Franca, antesignano dei vini attuali. Oggi il complesso aziendale comprende la struttura storica, della quale fanno parte le vecchie cantine dai volti seicenteschi, e

CASTANA (PV) AZ. VITIVINICOLA CALVI tel. 038582136 www.buttafuocostorico.it


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i vini della Lombardia

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CASTEGGIO (PV) BALLABIO SOCIETÀ AGRICOLA tel. 0383805728 www.ballabiowinery.it

marasca, note speziate, sentori balsamici, sorso caldo e di buon equilibrio, lunga persistenza. Una bella scoperta!

re di una caramella. La tannicità è perfettamente compenetrata in un sorso di signorile equilibrio. E sai che fai? Lo bevi e lo ribevi.

Spumante VSQ Dosage Zero Blanc de Noirs Sans Année “Farfalla Noir Collection” Questa cantina Paolo ce l’ha nel cuore. Era il 1985, tesi di laurea sul mercato del vino in Italia. Allora girava di persona le cantine per intervistarle e un’intervista che lo colpì fu al titolare di Ballabio. Quando tornò a casa, ricorda di aver trovato la nebbia più fitta mai vista in vita sua. Però ricorda anche la solidità di quei vini, che ha ritrovato una sera alla cucina del ristorante gourmet della Cascina Guzzafame. Poi l’assaggio meditato in ufficio della collezione Farfalla Noir Collection Zero Dosage. Un paglierino chiaro, molto fine già al naso, ricco ed elegante in bocca con un’acidità generosa. Lo abbiamo preferito, ma solo di poco, al Farfalla Noir Collection Extra Brut, che aveva note di maggiore intensità forse, ma rimarcava meno la finezza del primo. In ogni caso grandi prodotti, di cui Angelo Ballabio potrebbe andare orgoglioso.

CHIURO (SO) CASA VINICOLA PIETRO NERA tel. 0342482631 www.neravini.com

CLUSANE D’ISEO (BS) BONFADINI tel. 0309826721 www.bonfadini.it

CASTIONE ANDEVENNO (SO) LA SPIA di Rigamonti Michele Az. Agr. tel. 3356407139 www.laspia.wine Valtellina Superiore 2013 Stiamo degustando con grande curiosità quei vini eroici che nascono ad altezze impossibili dove il mondo del vino continua a stupirci, con la sua capacità di esprimere novità ed eccellenze davvero sorprendenti. L’ultima, questo Valtellina Superiore 2013 de La Spia. Di sorprendente autenticità, ha profumi di viola e di

Valtellina Superiore Grumello “Tirso” 2015 Tra le cantine che rappresentano un punto di riferimento per gli amanti dei vini valtellinesi, i Nera di Chiuro. Molto elegante Tirso (nome scelto per il Valtellina Superiore Docg Grumello, ricordando il bastone avvolto da pampini e grappoli che i fedeli di Dioniso agitavano esultanti nelle feste). Da uve chiavennasca e autoctone e storiche quali pignola e rossola, nel bicchiere ha colore rubino con riflessi granata, profumi di viola e marasca, sentori speziati e nota di tabacco, mentre in bocca è caldo e di buona struttura, con tannino ben integrato, beva agile e lunga persistenza. CIGOGNOLA (PV) CAVALLOTTI tel. 0290848829 www.cantinecavallotti.it Oltrepò Pavese Buttafuoco 2015 Questa guida ai vini ha dentro tantissimi rivoli. Uno di questi si potrebbe intitolare “Alla ricerca del Buttafuoco”. E quante volte io e Marco ci siamo imbattuti in campioni che ci hanno avvinti. Come questo campione del 2015 di Cantine Cavallotti che aveva note calde di amarena al naso con la polpa rossa matura. In bocca un sorso profondo che si apre come il cuo-

Franciacorta Nature “Veritas” C’è chi lo preferisce senza se e senza ma. A Golosaria Monferrato s’è fatto conoscere coi suoi Franciacorta e a quanto pare ha fatto bene, come fece a suo tempo Elisabetta Abrami che oggi svetta coi suoi Franciacorta in alcuni locali di Alessandria. Di Bonfadini abbiamo assaggiato il Brut “Nobilium” 24 mesi sui lieviti, che aveva un colore giallo oro e una freschezza lunghissima. Ma il campione che ci è piaciuto di più è stato il Franciacorta Nature “Veritas” che sta 36 mesi e ha quella natura champagneggiante che spicca da ogni angolatura, finanche sul finale sapido e ampio. Curioso l’Opera Rosè, dal colore buccia di cipolla, con un sorso che ti riempie la bocca di freschezza e ha una spada di bell’impatto. Hanno davvero carattere di vini di Bonfadini. COLOGNE (BS) QUADRA tel. 0307157314 www.quadrafranciacorta.it Franciacorta Brut “QBlack” Ai tavoli di un locale che, come è scritto su una lavagna che campeggia sul banco bar, dice di essere (ed è) il “ristorante che non ti aspetti”, l’Osteria Delle Rane Rosse di Settimo Milanese, la nostra scoperta è stata di un Franciacorta di classe, che fa onore al territorio. Porta


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papillon 72 la firma di Mario Falcetti, uno dei grandi interpreti della spumantistica franciacortina, oggi guida ispirata e sapiente di Quadra di Cologne. Nel bicchiere il Franciacorta Brut “QBlack”. Da uve chardonnay (61%), pinot bianco (26 %) e pinot nero (13%), ha colore giallo oro, perlage fine e continuo, note floreali, profumi di frutta esotica, con sentori di mango e ananas, pregevole nota di erbe aromatiche e di spezie, palato di vibrante freschezza e sapidità, con sorso di grande pienezza. CORTE FRANCA (BS) BOSIO tel. 0309826224 www.bosiofranciacorta.it Franciacorta “B.C.” 2007 Se la Franciacorta oggi è simbolo di eccellenza italiana, certo lo deve alle sue cantine più famose, a partire da Ca’ del Bosco, Bellavista Winery, Berlucchi, Uberti, Barone Pizzini, ma anche a quei giovani che sulla loro scia si sono riproposti di fare onore all’Italia della spumantistica, dedicandosi senza esitazioni alla ricerca della massima qualità. Tra questi Laura e Cesare Bosio, i cui Franciacorta di anno in anno non fanno che stupire per la loro personalità. Un vero gioiello il Franciacorta Docg “B.C.” 2007 (pinot nero e chardonnay), la cui sboccatura è del marzo 2018, un 120 mesi sui lieviti che affascina per il suo colore giallo oro, il perlage fine e continuo, le sue note di frutta gialla, i sentori speziati, il sorso di grande carattere, il gusto fresco e sapido, complessa, la persistenza infinita. DESENZANO DEL GARDA (BS) SELVA CAPUZZA tel. 0309910381 www.selvacapuzza.it

San Martino della Battaglia “Campo del Soglio” 2018 È un perfetto modello di cantina e struttura enoturistica, capace di valorizzare una delle più piccole Doc italiane, questa realtà, che è anche un bell’esempio di sostenibilità. In tutta l’azienda non vengono usati erbicidi. Nelle vigne vengono eseguiti meno trattamenti possibili, cercando di beneficiare della caratteristica ventilazione della tenuta. Nei vigneti, inerbiti spontaneamente, che hanno un sesto di impianto largo ed estendono la loro parete fogliare in verticale, non si falcia mai l’erba durante la fioritura. Viene ridotto al minimo l’inquinamento di qualsiasi tipo. Interessante il San Martino della Battaglia “Campo del Soglio” 2017 dalle note di timo e camomilla, dal sorso fresco e sapido, lineare. DOMASO (CO) SORSASSO LAGO DI COMO tel. 0344910022 www.sorsasso.com Terre Lariane Domasino Rosso 2018 Tra gli imprenditori che stanno ridando voce alla tradizione vitivinicola lariana, un plauso va a Daniele Travi e alla moglie Roberta, che dopo aver ripreso la cura dei vigneti di famiglia e costruito una nuova, modernissima cantina, con le uve delle loro vigne dislocate tra i comuni di Domaso, Dongo e Lenno, fanno vini di pregio, vere chicche da intenditori. È un prodotto del nostro privilegio il Terre Lariane Domasino, da uve merlot, croatina e sangiovese vinificate con macerazioni sulle bucce per una settimana, fermentazione a temperatura controllata e affinamento per metà delle uve in barrique e il restante in acciaio.

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Dal colore rubino classico, al naso ha piacevoli note di prugna e di confetture, mentre in bocca colpisce l’armonia, la rotondità, il buon corpo, per un “vino scoperta”. Da provare anche il loro Terre Lariane Domasino Bianco, da uve verdesa e sauvignon blanc, dalle note di pesca e frutto della passione ed elegante sapidità. ERBUSCO (BS) CA’ DEL BOSCO tel. 0307766111 - 0307766136 www.cadelbosco.com Franciacorta Extra Brut Rosé Riserva “Annamaria Clementi” 2004 Sono oltre cinquant’anni che Ca’ del Bosco firma eccellenze mozzafiato, da quando, per prima, fu la cantina che ebbe il coraggio di misurarsi con rispetto, ma senza inutili timori reverenziali, con le maison più prestigiose d’Oltralpe. Il merito di quel geniaccio, sempre avanti (per dirla con lo slang dei giovani), di Maurizio Zanella che, dopo i viaggi con Giacomo Bologna e Luigi Veronelli in Francia, aveva capito che l’unica strada per “vincere” era solo quella della qualità, ai livelli sommi. Da allora, sempre e solo un crescendo, con l’omaggio alla mamma, la cuvée Annamaria Clementi che, nel tempo, si è rivelato Franciacorta di tale lignaggio, da essere, a ragione, considerato tra le migliori espressioni spumantistiche del mondo. Provare, alla cieca – e quindi liberi dal condizionamento che può dare l’etichetta di qualche champagne – per credere. Per quanto ci riguarda, oggi, a farci provare “brividi” di vera commozione, il Franciacorta Riserva Cuvée “Annamaria Clementi” 2004. Giallo oro, e dal perlage fine e continuo, al naso ha complessità da fuo-


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riclasse, con note di cedro candito, marzapane, nocciole, e ancora elegantissima speziatura, cui seguono profumi di scatola di sigari e caffè, mentre al palato è un vero capolavoro di armonia, con sorso ancora giovane e di suggestiva sapidità, equilibrio. Da berne, e riberne... un sogno! SANTA LUCIA tel. 0307769814 www.santaluciafranciacorta.it

papillon 72 to si propone soffice e piacevolmente cremoso, con sorso fresco e minerale e finale di buona persistenza. GODIASCO (PV) CABANON tel. 0383940912 www.cabanon.it Souvenir 2018 Bevendo il Souvenir di Cabanon, ai tavoli di La Zelata, ho pensato agli amici Paolo Massobrio e Camillo Langone con cui avrei voluto condividere la gioia di questo goloso vino frizzante, tipologia che nel cuor ci sta. Souvenir è un’affascinante croa­tina, dal colore rubino profondo, spuma rosea, naso intenso di frutta rossa, sorso ricco, pieno, di grande struttura, ma di buona beva grazie al sostegno di una giusta acidità. GRUMELLO DEL MONTE (BG) LA COLLINA tel. 0354420812

Franciacorta Satèn L’azienda di Pierluigi Villa e sua moglie Ardenia Moraschi, gestita con i due figli Gregorio (enologo) e Maurizio, si distende su 30 ettari distribuiti tra Erbusco, Rodengo Saiano, Capriolo, Passirano e Rovato, tra cui spiccano alcuni vigneti incorniciati da mura in pietra, con la sede produttiva, che è nel complesso architettonico intorno a Palazzo Longhi, costruito nel XVII secolo su una struttura risalente al XIV. Condotta secondo il metodo dell’agricoltura biologica (il 2014 la prima vendemmia certificata), ha nel Franciacorta Docg Satèn, Top Hundred 2019, il suo fiore all’occhiello. Giallo paglierino brillante, ha perlage fine e continuo, profumo floreale cui segue elegante speziatura, mentre al pala-

Valcalepio Rosso “Bruno Rosso” 2014 Assaggio speciale all’Osteria Tre Gobbi di Bergamo con una bella bottiglia dalla provincia di Bergamo. È il Valcalepio Rosso de La Collina di Grumello del Monte. Rubino brillante, ha profumi di frutti di bosco e fine speziatura, sorso fresco e di buon corpo, che invita alla beva, e finale di buona persistenza. GUSSAGO (BS) COLLINE DELLA STELLA tel. 0302770596 www.collinedellastella.it Franciacorta Dosaggio Zero Alla Vimercati Vineria con Cucina new entry e luogo del vino di Ca-

rate Brianza, la scoperta del DosaggioZero di Colline della Stella (vendemmia 2012, tiraggio 03/13 e sboccatura il 25 marzo 2018). È uno dei vini a cui ci ha abituato quel genio di Andrea Arici, di formidabile eleganza e carattere. Giallo oro, ha perlage fine e continuo, naso di affascinante complessità con note di frutta esotica, e in particolare di ananas e mango, sentori di nocciola e tabacco, elegante speziatura, mentre al palato è un capolavoro di armonia, con il sorso che si propone secco e sapido, perfettamente equilibrato, dinamico e con finale di lunghissima persistenza. ISEO (BS) MASSUSSI LUIGI FRANCIACORTA tel. 0309822954 www.massussifranciacorta.it Franciacorta Extra Brut Millesimato “Cuvée del Lago” 2012 Fondata da Giuseppina Ruggeri e dal marito Vittorio Massussi nel 1985, con il sostegno del padre materno Agostino, è una realtà dove la passione per la viticoltura è antica, risalendo alla seconda metà del XIX secolo, quando il trisavolo Luigi produceva vino rosso. Ora alla guida abbiamo Luigi, che per scelta produce perlopiù Franciacorta, in versione millesimati di alta gamma (non meno di 40 mesi in affinamento sui propri lieviti). Tra i prodotti il Brut e Satèn “Mi & Mi”, solo in determinate annate il curioso Rosato fermo VDT “Venus” e l’esclusiva Riserva Extra Brut “Curtel”. Franciacorta di punta, la Cuvée del Lago 2012. Ottenuta da uve (di alta collina) chardonnay (60%), pinot bianco e pinot nero (40%), con assemblaggio di 6 selezioni della stessa annata, e più del


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papillon 72 15% di vino riserva in barrique di rovere francese di altra annata, nel bicchiere ha colore giallo paglierino brillante con riflessi dorati, perlage finissimo, bouquet elegantissimo con note di pan brioche, pasticceria e fiori bianchi, mentre in bocca è fruttato e armonico, con notevole persistenza e “freschezza”. LONATO (BS) PERLA DEL GARDA tel. 0309103109 www.perladelgarda.it Lugana “Madre Perla” Bio 2016 Era il 2006 quando Giovanna Prandini firmava la sua prima bottiglia di Lugana, dalla sua cantina alla sommità di una valle che conduce al santuario della Madonna della Scoperta di Lonato, alle spalle del lago. E i vigneti di turbiana, messi a dimora da lei e dal fratello Ettore, stanno su terreni calcarei, perfetti per questo vino sorpresa. Siamo stati da lei un pomeriggio, incuriositi dalla svolta bio, che per ora coinvolge due etichette. E abbiamo assaggiato pressoché tutti i vini, scoprendo un Lugana dalla straordinaria versatilità: riserva, superiore, brut, vendemmia tardiva e passito. Lei fa esprimere l’uva in tutte le versioni. Ma che sorpresa il Brut Nature 2011 prodotto solo in magnum, con 40 mesi sui lieviti, che ha colore dorato e champagneggia con l’intensità della crosta di pane. Come complessità gli si avvicina solo il Castelguelfo 2007, che invece è chardonnay al 100% e ti accarezza con note di frutta secca. Tuttavia il vino grande, è il Madre Perla bio 2016, che entrerà in commercio in primavera. Ha colore paglierino tendente all’oro, al naso senti la mandorla (un dolce di pasta di mandorle e liquore di

Salvatore De Riso). Avverti la frutta secca, l’ampiezza e la complessità di un vino quasi da mangiare, che è elegante oltremisura e ti lascia in bocca la freschezza delle erbe officinali. Il suo Lugana Superiore “Madonna della Scoperta” 2013 viene affinato in legno ed è intrigante, mentre la Perla 2017 è perfettamente equilibrato. Il Madre Perla 2013 è uno Chanel, profuma di limone e trae tannicità dall’affinamento sulle fecce. MESE (SO) MAMETE PREVOSTINI tel. 034341522 www.mameteprevostini.com Valtellina Superiore Sassella “San Lorenzo” 2015 Il vigneto di San Lorenzo, a 450 m.s.l.m., è circondato dalle antiche mura del Convento San Lorenzo, che domina la città di Sondrio, nella zona di produzione del Valtellina Superiore Docg Sassella. Da questo vero e proprio clos, la selezione meticolosa dell’uva che va a dare questo meraviglioso vino, con gli acini non perfettamente integri che vengono eliminati, e la fermentazione alcolica con 15 giorni di macerazione delle bucce sul mosto alla temperatura di 25 °C che avviene dopo una delicata diraspatura con le uve leggermente pigiate che sono inviate nei serbatoi in acciaio inox. Dopo la torchiatura il vino svolge la fermentazione malolattica in fusti di rovere in cui l’affinamento prosegue per circa 16 mesi. E prima della commercializzazione il vino affina in bottiglia per altri 10 mesi. Nel bicchiere il Valtellina Superiore Sassella 2015 “San Lorenzo” di Mamete Prevostini ha colore rubino profondo, naso elegantissimo con profumi floreali di viola, note fruttate di lamponi e amarene, fine speziatura

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con sentori di cannella e tabacco, mentre al palato è di buon corpo, equilibrato, con sorso di formidabile armonia, finezza, classe. È un fuoriclasse che racconta la grandezza del territorio in cui nasce. Oggi davvero all’apice dei vini valtellinesi. MONIGA DEL GARDA (BS) COSTARIPA tel. 0365502010 www.costaripa.it Garda Classico Chiaretto “Molmenti” 2015 La prima vigna dove Mattia Vezzola ci ha portato è stata alle Brede di Moniga di proprietà di un senatore veneziano nel 1909, tale Pompeo Gherardo Molmenti, che fra i primi aveva puntato su un Chiaretto (dal francese Claret) molto diffuso in Provenza. E quando Vezzola è stato in Francia ha scoperto molte similitudini nelle tecniche di produzione, compresa una parentela del groppello col pinot noir. Insomma, Mattia Vezzola, enologo sommo, che ha contribuito all’affermazione di una casa come Bellavista in Franciacorta, è appassionato in cuor suo di vini rosati. Non gli importa se la sua cantina, Costaripa, è in Valtènesi e non in Franciacorta: lui sa che il progetto è l’affermazione totale di quel tipo di vino, fino a farne delle riserve. Presto dividerà in due la cantina: una solo per le bollicine, l’altra per i rosati fermi. Ma quello che m’ha sconvolto è stato scoprire che lui lavora con 35 variabili di rosè differenti, che assembla con l’arte dei grandi enologi. Costaripa significa 500 mila bottiglie: 5 metodo classico e 8 vini a vocazione. Le vigne sono nelle migliori posizioni della Valtènesi, divise in 6 Comuni, tutte vista lago, perché Vezzola crede che i grandi vini talvolta nascano


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quando ci sono grandi panorami. Assaggio il RosaMara 2018 (groppello, marzemino, sangiovese e barbera) e lo trovo soave fin dal colore rosa pallido: grande eleganza e finale sapido. Il Molmenti 2015, dedicato al fondatore, ha color buccia di cipolla e in bocca note avvolgenti di frutta secca con sentori aromatici misti a spezie. Un vino esemplare, di velluto solido, di cui ti innamori. Il Maim 2015 è un groppello in purezza, rubino con note vinose e di pepe fresco e la tannicità prolunga il velluto. Il 2012 è fantastico con le sue note di frutta sotto spirito. Il capitolo brut rosati Mattia Vezzola è un crescendo. Da una fonte ricchissima di bollicine fini senti note di pesca e mela, di pastiglie Leone. E la grande annata 2013, da chardonnay, ci fa dire quanto la bollicina sia un esaltatore della qualità delle uve di questa terra benedetta. Un vino che champagneggia, già dal suo colore giallo oro.

MONTALTO PAVESE (PV) LA PIOTTA PADROGGI LUIGI E FIGLI tel. 0383870178 www.padroggilapiotta.it Oltrepò Pavese Spumante Brut Metodo Classico “Talento” Oltre 30 anni di storia per questa azienda fondata nel 1985 da nonno Luigi, sulle orme della famiglia Padroggi, da generazioni nel mondo

papillon 72 vitivinicolo. Dai venti ettari di proprietà, con vigneti di un’età media di circa 30 anni, ma anche nove filari di pinot grigio impiantati nel 1930, una produzione annua di circa 70.000 bottiglie. Realtà che vanta certificazione biologica e vegan, ci ha sorpreso ancora una volta con il suo “Talento” Brut Metodo Classico. Dal colore giallo oro, ha perlage di notevole finezza, profumi di grande intensità di frutta esotica con note di frutto della passione e mango, sentori di crosta di pane e spezie, mentre al palato è ricco, ampio, con sorso che svela carattere e bella struttura, finale lunghissimo. MONTECALVO VERSIGGIA (PV) CALATRONI tel. 038599013 www.calatronivini.it Spumante Brut Metodo Classico “Pinot 64” Era il 1964 quando Luigi Calatroni diede inizio al suo percorso come produttore firmando le sue bottiglie. Con il pinot nero i primi passi. E se oggi tra i vini spicca anche un signor Riesling renano, il Campo Dottore, a quell’inizio son legati i vini del cuore, ossia il Norema 90 Dosaggio Zero Rosé, e quel Pinot 64 che nasce da sole uve pinot nero raccolte ad altitudini diverse (dai 250 ai 390 metri s.l.m.) e coltivate su terreni calcarei con vendemmia anticipata per ottenere basi fresche e fragranti (e dopo la messa in bottiglia e la rifermentazione, il vino riposa sui propri lieviti per almeno 30 mesi). Giallo paglierino brillante, ha perlage continuo e di grande finezza, naso elegantissimo con note floreali di fiori di acacia, sentori di crosta di pane e frutta bianca, sorso di grande freschezza e buon corpo, sapidità e finale di buona persistenza.

MONTEVECCHIA (LC) TERRAZZE DI MONTEVECCHIA tel. 0399331111 - 3357901133 www.terrazzedimontevecchia.com Terre Lariane Rosso “Pincianell” 2017 Nella storia del vino lombardo, ruolo importante ha Montevecchia, dove negli anni del boom industriale l’antica tradizione contadina della coltivazione della vite aveva rischiato di scomparire. Presidio di difesa, la famiglia Ghezzi, che non ha mai abbandonato la terra. Oggi in questa zona, la svolta con i Crippa de La Costa, determinanti nell’avviare quella rinascita della viticoltura del territorio che ha dato il là a quel percorso che è sfociato nel progetto Terre Lariane, e che oggi vede un buon numero di produttori, tra cui molti giovani, far vivere le colline della zona con la vigna. Da applausi in questo senso il percorso qualitativo fatto dai Ghezzi, il cui Terre Lariane Igt Rosso “Pincianell” 2017 svela un’anima nuova, sconosciuta a chi conosceva il Pincianell (da pinciroeu, in dialetto brianzolo, acino d’uva) e che si presenta di un bel colore rubino brillante, con profumi di frutta rossa e spezie, gusto fresco e sorso di buona beva. Un vino di grande piacevolezza. W le Terre Lariane! MONTICELLI BRUSATI (BS) RAVARINI GIANLUIGI tel. 3358394439 Franciacorta Pas Dosé 2009 Questo Franciacorta che porta la data del 2009 è stato sui lieviti per 78 mesi e ha dosaggio zero. Lo produce Gianluigi Ravarini di Monticelli Brusati con uve chardonnay al 100%. Prodotto in 600


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papillon 72 esemplari, senza filtrazione è un vino decisamente grande. Ha colore brillante tendente all’oro, al naso note di violetta e mandorla con nuance che ricordano lo Champagne. L’eleganza in bocca è notevole, la freschezza invadente e il finale è sapido. Con l’affinamento lungo (le annate precedenti hanno raggiunto i 90 mesi) i Franciacorta arrivano a livelli superiori. Questo campione clamoroso ne è la conferma. Top Hundred 2019

PADERNO FRANCIACORTA (BS) CAMILUCCI tel. 0307702739 www.camilucci.it Franciacorta Brut Alle Olimpiadi invernali assegnate a Milano-Cortina brindiamo con un signor Franciacorta assaggiato a Le Rosse di Milano e che ci ha proposto “El director”, soprannome di patron Sergio, palato colto e selettivo, e che ci ha sorpreso per carattere, stoffa, eleganza. È il Franciacorta Docg Brut di Camilucci di Paderno Franciacorta, dal colore giallo oro, dal perlage fine e continuo, dai profumi floreali e di frutta esotica, dalle note di nocciola e dai sentori minerali, dal gusto fresco e sapido, con un finale lunghissimo.

PIETRA DE’ GIORGI (PV) CANTINA SCUROPASSO tel. 038585143 www.scuropasso.it Pinot Nero Metodo Classico Roccapietra Zero Pas Dosé Fondata nel 1962, questa cantina, guidata ora da Fabio Marazzi e dalla sua famiglia, ha puntato tutto sulla sostenibilità in agricoltura con impianti fotovoltaici e conduzione biologica. La sua linea di spumanti Roccapietra si concentra sul Blanc de Noirs da uve pinot nero, poche bottiglie di alta qualità. Emozionante il suo Metodo Classico Roccapietra (nome scelto per raccontare il territorio attraverso la sintesi dei nomi dei due comuni simbolo della valle Scuropasso, Rocca de’ Giorgi e Pietra de’ Giorgi), dal colore giallo paglierino intenso, dai profumi di grande complessità con note di crosta di pane, fiori e frutti in evidenza, spiccata mineralità, sorso fresco e invitante con nota sapida che sostiene la beva. Ogni anno a Golosaria questa cantina registra un suo personale successo, per l’eleganza dei suoi brut e pas dosé, ma anche per Buttafuoco Storico, Sangue di Giuda e Riesling “orgogliosamente” Italico. È eccellenza dell’Oltrepò! PONTE IN VALTELLINA (SO) DIRUPI tel. 3472909779 - 3493627973 www.dirupi.com Valtellina Rosso “Olé!” 2016 Ne hanno fatta di strada i vulcanici e appassionati giovani titolari di Dirupi, da quando per primi li scoprimmo intuendone la stoffa da campioni. Non si sono montati la testa ed è bello vedere che il loro cammino procede con passo sicuro,

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senza cullarsi sugli allori della meritata notorietà che oggi li accompagna. È vino elegante, che si beve con grande soddisfazione, il loro Olé!, rosso di Valtellina (da uve nebbiolo) che abbiamo ritrovato ai tavoli dell’ottimo Sine Restaurant, la bella new entry della ristorazione milanese e della nostra guida ai ristoranti. Rubino tenue, come ha da essere un rosso dall’anima nebbiolesca, al naso ha note floreali di viola, profumi fruttati di marasca, sorso dinamico in cui la struttura è ben sostenuta da una equilibrata freschezza, con piacevole sapidità e finale di buona lunghezza. MARINO LANZINI tel. 3200989012

Rosso di Valtellina 2016 Siamo in Valtellina, a toccare con mano una nuova rinascita con tanti piccoli produttori che stanno lavorando a livelli altissimi con la chiavennasca. Il Rosso di Valtellina di Marino Lanzini, produttore che pochissimi conoscono in Valle, è sorprendente. Senti subito la liquirizia dolce, poi la viola. In bocca ha un equilibrio pazzesco, coerente con quella nota dolce-speziata del naso. Minerale al palato, pieno di evoca-


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zioni montanare di fiori. Grazie a Trippi, sommo locale di Montagna di Valtellina, per questa scoperta. Fuori di Top 2019 PONTIDA (BG) TOSCA tel. 035795841 - 3487565109 www.vinitosca.it Valcalepio Rosso Riserva “Dionigi Farina” 2015 Da sempre tra i temi del confronto nel mondo del vino c’è il dibattito sui vitigni internazionali, in primis il cabernet, anziché gli autoctoni. Ora nel bicchiere uno dei vini che ci emoziona sempre. È il Valcalepio Rosso Riserva “Dionigi Farina” 2015 della Cantina Tosca di Pontida. Frutto del sapiente lavoro dei Locatelli, moderni custodi dei vigneti plasmati nel Medioevo dai monaci Benedettini di Pontida, operando nel massimo rispetto dell’ambiente, nel bicchiere ha colore rubino con riflessi granata, profumi di grande eleganza di ribes, mirtillo, tabacco e spezie, mentre al palato svela il suo grande corpo, la struttura di razza, pur offrendosi con un sorso di affascinante equilibrio. POZZOLENGO (BS) COBUE tel. 0309108319 - 3357680734 www.cobue.it Garda Marzemino “Dolce Colle” 2016 Ci ricordiamo bene il giorno e l’ora, a Nudo & Crudo Bistrò di Milano, quando i titolari “rock” Giulia Ferri e Andrea e Annagiulia Rottigni ci fecero assaggiare per la prima volta i vini di Cobue, cantina allora sconosciuta. Da noi premiata tra i Top Hundred, da allora, a ogni assaggio ci sorprende con l’autenticità dei

papillon 72 suoi vini. È la stessa sorpresa che si è rinnovata con il Garda Marzemino “Dolce Colle”. Rubino brillante, ha profumi di buona intensità di mirtillo, lamponi, spezie, mentre al palato è elegante, fresco e sapido, con un finale fruttato e che invita a riberne. TENUTA ROVEGLIA tel. 030918663 www.tenutaroveglia.it Lugana Riserva “Vigne di Catullo” 2015 In una terra già coltivata dai romani – qui i vecchi contadini ricordano di aver portato alla luce, con gli aratri, monete e antichi reperti – le mura quattrocentesche della Cascina Roveglia presentano una realtà avviata a fine ‘800 da Federico Zweifel, poi introdotta al vino da suo figlio Giusto, quindi condotta negli anni Ottanta dal genero Giovanni Felice Azzone, accademico dei Lincei che ha portato criteri scientifici nel lavoro. La Tenuta è ora nelle mani delle figlie Sara, Vanessa e Babettli. Circa 100 gli ettari vitati, quasi 800.000 le bottiglie prodotte, con la convinzione che il territorio vale. Quindi la produzione dei vini più classici della zona, tra cui spiccano il Lugana “Limne”, il Lugana vendemmia tardiva “Filo di Arianna” e quel Lugana “Vigne di Catullo” Riserva che, nel millesimo 2015 ha colore paglierino con riflessi verdi acqua, profumi di agrumi, tra cui spiccano pompelmo e lime, sentori erbacei e di pietra focaia, gusto secco e dalla caratteristica sapidità. PROVAGLIO D’ISEO (BS) BARONE PIZZINI tel. 0309848311 www.baronepizzini.it

Franciacorta Riserva “Bagnadore” 2011 Silvano Brescianini, general manager dell’azienda, ha presentato in anteprima la sua riserva 2011 del Franciacorta bio “Bagnadore”: 70 mesi di affinamento sui lieviti, 20 mila bottiglie. Esce dopo il 2012 e si è fatto accompagnare da due altri millesimi: il 2005 e il 2004, decisamente interessanti e champagneggianti. Tuttavia questo 2011 è un cavallo di razza particolare, che ha nel corpo e nella freschezza il suo quid, foriero di tanti altri anni di affinamento. Piace per l’eleganza e la fragranza, ma soprattutto per quella spada di acidità che non è comune a tutti i Franciacorta. Frutto di uve chardonnay al 60% e di pinot nero, si è rivelato un alfiere importante della denominazione. Suadenti le note ancora verdi al naso. Questa azienda, nel 2005, ha iniziato a commercializzare il primo Franciacorta da viticoltura biologica certificata. Nel 2007 viene inaugurata la nuova cantina costruita secondo i criteri della bioedilizia. Novità assoluta, che abbiamo avuto il piacere di assaggiare in anteprima, è poi Tesi Uno, Extra Brut Metodo tradizionale, da uve erbamat, antico vitigno bresciano già citato nel ‘500 da Agostino Gallo e mai approdato nelle produzioni franciacortine recenti. Tesi Uno, presente in una percentuale del 60%, con pinot nero (20%) e chardonnay (20%), si propone con un colore giallo paglierino brillante, con perlage finissimo e continuo, naso elegantissimo con note di fiori, e in particolare di calla, biancospino, sentori agrumati, mentre al palato è piacevolmente secco, di grande tensione, con sorso citrino, e gusto di limone e pompelmo, suggestiva mineralità.


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papillon 72 PUEGNAGO DEL GARDA (BS) COMINCIOLI tel. 0365651141 www.comincioli.it

RODENGO SAIANO (BS) MIRABELLA tel. 030611197 www.mirabellafranciacorta.it

Vino Rosato “Diamante” 2018 È un punto di riferimento per tutta la zona, il Garda, per quanto riguarda l’olio. Stiamo parlando di Comincioli, da sempre produttore di vere eccellenze. Campione del nostro Golosario, da anni firma anche vini di grande fascino. Affascinante il Diamante, dal colore rosa chiaretto, dai profumi elegantissimi di frutti di bosco ed erbe aromatiche, dal sorso fresco e di lungo racconto.

Spumante Pinot Bianco Brut Nature C’è una cantina in Franciacorta che ha scelto di scommettere sul Pinot Bianco. E quindi il suo Pinot Bianco Nature è qualcosa da conoscere. Ha un colore oro invitante, al naso ha note floreali fini e persistenti. Quando scende in bocca colpisce, nella freschezza, la nota erbacea, che diventa quasi dolce nel suo evolversi molto elegante. Il Pinot Nero 2015 ha invece qualcosa di speziato al naso e un residuo zuccherino che abbraccia un’acidità ficcante. Due bei bicchieri!

QUISTELLO (MN) CANTINA SOCIALE DI QUISTELLO tel. 0376618118 www.cantinasocialequistello.it Lambrusco Rosato di Quistello “80 Vendemmie” Tra le presenze storiche delle cantine a Golosaria, la Cantina di Quistello, paladina senza eguali del Lambrusco e interprete di valore dei vini frizzanti. Dedicato a Camillo Langone, che con noi condivide la passione per quei vini dall’anima italiana che sono i frizzanti, come ha scritto nella recensione dedicata a Vini Assaggi Memorabili. Nel bicchiere, l’“80 Vendemmie” Lambrusco Rosato di Quistello. Rosso rubino scarico-rosa intenso, ha spuma ricca, naso elegantissimo con note floreali di rosa e viola, profumi di frutti di bosco, e in particolare di fragoline di bosco, sorso fresco e armonico. Ma da provare è anche il Lambrusco dal colore rubino intenso con l’etichetta blu, ottima interpretazione delle uve lambrusco ruberti, maestri, salamino e ancellotta.

ROVESCALA (PV) ANNIBALE ALZIATI tel. 038575261 - 029085141 www.alziati.it Spumante Brut Metodo Classico Dosage Zero Millesimato “Astrea” 2013 Abbiamo un’affezione particolare per questa cantina e il suo Gaggiarone. Lo firma Annibale Alziati, testardo, caparbio, produttore in quel di Rovescala, meravigliosamente innamorato della terra e stimato da Veronelli che gli dedicò un memorabile pezzo sul Corriere della Sera. Da uno dei cru più autentici d’Italia, nasce un vino che parla con il suo colore intenso, granato, con i suoi profumi di sorprendente complessità, con quel suo bouquet che si propone con invitanti e continue note di frutta rossa (la ciliegia) e mandorle amare, con il suo sorso imponente, appagante. Da conoscere. Ma in anteprima di Alziati abbiamo assaggiato anche il suo brut prodotto in terra franciacortina, a

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Ome, che rappresenta una provocazione assai interessante. Si chiama Astrea, Brut Dosage Zero 2013. Astrea è la figlia di Zeus e di Temi, che diffondeva sentimenti di virtù e di equilibrio e quando piangeva per la malvagità degli uomini emanava lacrime d’oro. Questa leggenda è scritta in controetichetta dove appare anche il marchio del vino bio. Ha un colore orange molto spiccato e al naso senti la complessità delle note speziate, dove sembra di entrare in un negozio indiano. Ma al gusto avverto la magia di Astrea, ossia l’equilibrio che Annibale ha ritrovato in quella giungla di sensazioni croccanti, con un finale secco e sapido, che accompagna la persistenza. Un vino spumante prodotto in terra franciacortina da un uomo dell’Oltrepò: la provocazione ci sta tutta, il prototipo, a nostra memoria, non ha paragoni. SAN COLOMBANO AL LAMBRO (MI) ANTONIO PANIGADA VINO BANINO tel. 0371898795 www.banino.it San Colombano al Lambro Riserva “Banino Vigna La Merla” 2013 Nella sosta a La Piana di Carate Brianza dove lo chef patron Gilberto Farina ci ha fatto gustare il piatto di formaggi più buono della mia vita, con un percorso in cui ogni assaggio era un insieme di profumi e sapori commovente, oltre a piatti di grande gusto, tra i vini il Banino 2013 Riserva “Vigna La Merla” di Antonio Panigada di San Colombano al Lambro. Rubino con riflessi granata, ha profumi di marasca, tabacco, spezie, mentre al palato è caldo e di grande sapidità, con


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i vini della Lombardia

tannino ben integrato e notevole complessità, finale lunghissimo. SAN DAMIANO AL COLLE (PV) BISI tel. 038575037 www.aziendagricolabisi.it Provincia di Pavia Rosso “Ultrapadum” 2013 Il nome è appropriato: “Ultrapadum”, un vino che sicuramente sarebbe piaciuto a Giuan Brera. Lo abbiamo assaggiato al Selvatico di Rivanazzano. Un rosso figlio di croatina e barbera rifermentato in bottiglia: è di 6 anni fa e fa circa 14 gradi. Favoloso! Ha colore porpora, al naso senti la viola ben concentrata, in bocca la sua briosità lo rende come una crema che offre sapore e sostanza. Un grande vino, per quanto mi riguarda, che ha una sua finezza e finalmente porta questo genere, i frizzanti, ai livelli che si meritano. Di Bisi abbiamo poi assaggiato il notevole Riesling “La Grà’” 2017, l’avvincente Croatina “Pramattone” 2017 (5 asterischi pieni) e la Barbera “Roncolongo” 2015: grandiosa. BRANDOLINI ALESSIO tel. 038575232 - 3391619222 www.alessiobrandolini.com Oltrepò Pavese Pinot Nero Extra Brut Metodo Classico “Luogo d’Agosto” A soli 26 anni, fresco di laurea in Enologia, Alessio Brandolini, nel 2009, ha dovuto prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia con un secolo e mezzo di storia alle spalle, applicando i principi della sostenibilità sui due terroir principali di proprietà: a San Damiano al Colle, quindi a Montù Beccaria e a

papillon 72 Rovescala. E qui i terreni argillosi sono la fonte d’ispirazione per i vini bianchi. Voti altissimi su tutti i vini, a cominciare dall’Oltrepò Pavese Pinot Nero Extra Brut Metodo Classico “Luogo d’Agosto” Dosage Zero, Fuori di Top 2019. Giallo tendente all’oro, bollicine finissime, al naso una nota salmastra come il mare di agosto ed erbe officinali intorno. In bocca è esemplare: molto elegante, sapido sul finale. L’Extra Brut Rosé “Note d’Agosto”, con il pinot nero macerato in pressa per brevissimo tempo, è altrettanto notevole: piccoli frutti e un’espressione di pienezza e di corpo che sorprende. Il Pavia Pinot Nero “Al Negrès” 2017 è invece fermo, dal bel colore rosso granato (note di ribes e pepe), mentre il Rosso Riserva “Il Beneficio” 2015, blend di croatina, barbera e uva rara, ha un colore impenetrabile e una rotondità in bocca esaltante. Ma non è finita, perché la gloriosa Bonarda vivace “Il Cassino” 2018 è fragranza pura di more. Fantastica come il Riesling denominato I Prà, accanto al Bianco “Il Bardughino” 2018 (malvasia secca), altra prova della sua capacità di trarre il meglio da vitigni e terreni, rasentando la perfezione. Ultimo assaggio La Barbera “Il Pozzo” 2017 che aveva una fantastica rosa al naso a introdurre un sorso di grande piacevolezza.

SAN GIACOMO DI TEGLIO (SO) BARBACÀN tel. 3479659916 - 3477162105 www.barbacan.it Valtellina Superiore Valgella “Söl” 2016 Nella sosta ai tavoli de La Présef di Mantello, tra gli abbinamenti pensati da Claudio Baggini, sommelier fuoriclasse e delegato Aspi della Valtellina, l’elegante Valtellina Superiore Valgella Docg “Söl” 2016 dell’azienda agricola Barbacàn. Rosso che conferma di valere il nostro premio Top Hundred, ha colore rubino tenue, naso di rara finezza con profumi di viola, marasca, piccoli frutti e in particolare lamponi e fragoline di bosco, sorso equilibrato, di buona struttura, con finale lunghissimo. FAY tel. 0342786071 www.vinifay.it Valtellina Superiore Sassella “Il Glicine” 2016 Era una sfida difficile, ma si può considerare vinta, ed è una bella novità, VÒCE, con cui Stefania Moroni, Alessandro Negrini e Fabio Pisani, hanno portato la filosofia di gusto, che è l’imperdibile eredità dei sommi Aimo e Nadia, nel cuore di Milano. Tra i vini sapientemente abbinati, a bicchiere, ai diversi piatti, ad accompagnare il secondo “Milano: controfiletto di vitella di montagna alla milanese al giusto rosa con patate al rosmarino”, un rosso delle “montagne” lombarde: il Valtellina Superiore Sassella “Il Glicine” della cantina di Sandro Fay. Figlio del vigneto Il Glicine che si estende per un ettaro nella sottozona Sassella a 470 m. s.l.m., nel comune di Sondrio, dal colore rubino tenue, ha profumi di viola e marasca, note speziate di pepe e cannella, gusto caldo e


i vini della Lombardia

papillon 72 armonico, con una beva che è resa agile da una buona freschezza. SAN PAOLO D’ARGON (BG) ANGELO PECIS tel. 035959104 www.pecis.it Terre del Colleoni Moscato Giallo Passito “Laurenzio” 2015 Se vi capita di andare a Treviglio, cercate un locale che si chiama Mate. Qui non solo si mangia bene, ma c’è una selezione di vini che non ti aspetti. Ed è qui che abbiamo assaggiato questo Moscato Passito “Laurenzio” che al naso ti avvolge con note di frutta candita (limone), poi una sottile speziatura che sottosta a un sorso vellutato, freschissimo, dolce. Un assaggio davvero fantastico! Top Hundred 2019

CANTINA SOCIALE BERGAMASCA tel. 035951098 www.cantinabergamasca.it Spumante Brut Metodo Classico “SottoSopra” Come dice Sergio Cantoni, direttore del Consorzio dei Vini della Valcalepio, oggi la provincia di Bergamo

esprime vini d’eccellenza. Una verità che condividiamo e che si può verificare semplicemente assaggiando. Una conferma dall’elegante Metodo Classico Brut “SottoSopra” della Cantina Bergamasca. Da uve chardonnay, pinot nero e pinot bianco ha colore giallo oro, spuma ricca e perlage di grande finezza, al naso è intenso con note fruttate e in particolare di pesca gialla e di frutta tropicale, tra cui spicca l’ananas, sentori di nocciola e spezie, mentre al palato è ricco e armonico, con sorso fresco e sapido di bell’equilibrio. SANTA GIULETTA (PV) ISIMBARDA tel. 0383899256 www.isimbarda.com Oltrepò Pavese Riesling “Vigna Martina” 2015 L’Oltrepò Pavese sta dimostrando tutto il suo potenziale ma non si deve far dimenticare che le colline oltrepadane sono terra d’elezione anche per un altro vitigno principe, il Riesling. A ricordarcelo, un’interpretazione sontuosa di Isimbarda. Formidabile il suo Oltrepò Pavese Riesling “Vigna Martina” 2015, giallo oro, dai profumi di frutta esotica, e in particolare di papaya e mango, dalle caratteristiche note di idrocarburi e dai sentori speziati, dal sorso equilibrato, minerale, di affascinante armonia. SANTA MARIA DELLA VERSA (PV) MANUELINA tel. 0385278247 www.manuelina.com Spumante Pinot Nero Metodo Classico Dosaggio Zero Millesimato 2015 Li abbiamo assaggiati ben 4 volte questi vini che hanno in etichetta il

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nome delle particelle catastali. Siamo in un’azienda famigliare, nata da nonno Luigi Achilli, sviluppatasi poi con Antonio e Paolo, che ha dedicato il nome a una delle sue figlie: Manuela. Hanno 22 ettari in produzione per 250.000 bottiglie. Ora, il 137 Brut Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero (36 mesi sui lieviti) è stato il nostro primo amore: fragrante con un bouquet ampio e una pregnanza fresca davvero elegante (millesimo 2015). Il 145 è il nome di un rosé, metodo classico, da uve pinot nero che ha color buccia di cipolla e offre un brut di nerbo ed eleganza, forse il migliore dei nostri assaggi recenti. Superbo il Dosage Zero 2015 che è stato Top dei Top della categoria spumanti tra i Top Hundred 2019: colore paglierino, note citrine che promettono, un perlage ricco e poi in bocca un’esplosione di freschezza, che chiude con note secche e sapide. Lo consideriamo un prototipo esemplare di Dosage Zero. Anche questo deriva dalle uve della particella catastale 137, raccolte esclusivamente in cassetta con pressatura soffice. Detto questo, ci siamo divertiti ad assaggiare il Riesling “Filare 52” del 2016, esemplare con le sue note di idrocarburi; il Bonarda “Ǎchillius” 2017 che ha note fragranti di mela rossa e una cremosità frizzante speciale. Per non dimenticare il Sangue di Giuda, glorioso vino dolce frizzante. Una cu-


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i vini della Lombardia

riosità è il Pà Luigi 2016 ovvero un Bonarda fermo, capace di offrire un vino rosso vero, con frutta rossa e mineralità evidente (senti l’inchiostro) e un tratto di setosa tannicità che mi fa dire: Manuelina grandi vini! SIRMIONE (BS) CA’ DEI FRATI tel. 030919468 www.cadeifrati.it Amarone della Valpolicella “Pietro Dal Cero” 2015 Un documento che riferisce “di una casa con cantina sita in Lugana nel tener di Sermion detta il luogo dei Frati” attesta l’esistenza di Ca’ dei Frati sin dal 1782. Sarà nel 1939 che Felice Dal Cero, figlio di Domenico, già viticoltore in Montecchia di Crosara, nel veronese, si trasferirà in quella casa, in Lugana di Sirmione, intuendo fin da subito la vocazione vitivinicola della zona. È il 1969 quando il figlio Pietro inizia a imbottigliare la sua prima etichetta di Lugana Casa dei Frati, successivamente detta Ca’ dei Frati. Da quando è scomparso, nel 2012, alla guida ci sono la moglie Santa Rosa e i figli Igino, Gian Franco e Anna Maria. Tra i vini, protagonista è il Lugana con il Lugana “I Frati” e il Lugana “I Frati” affinato 5 anni in bottiglia Riserva; quindi il Lugana “Brolettino” e il Lugana “Brolettino” affinato 5 anni in bottiglia Riserva. A stupirci però questa volta l’Amarone della Valpolicella “Pietro Dal Cero” dal colore granata, dai profumi di marasca e spezie, dal sorso agile, invitante, grazie alla struttura sostenuta da una notevole sapidità e piacevole nota balsamica. CA’ LOJERA tel. 0457551901 www.calojera.com

papillon 72 Lugana “Riserva del Lupo” 2015 A Peschiera del Garda, sulle rive del Benaco, questa cantina, nata negli anni ’90, è da tempo il punto di riferimento per la produzione del Lugana, qui soprannominato il “Signore del Grande Lago”. Realtà a conduzione famigliare, vede a capo i coniugi Tiraboschi, con Franco che svolge le operazioni in vigna e in cantina, mentre Ambra segue l’accoglienza, curando in prima persona l’agriturismo ricavato all’interno dello stabile aziendale. Nei vigneti di proprietà, circa 20 ettari, con vigne che raggiungono anche i cinquant’anni d’età, si coltivano diverse tipologie di vitigni, a bacca sia bianca sia rossa, tra i quali spiccano il turbiana o trebbiano di Lugana, protagonista della Lugana Doc, oltre a chardonnay, cabernet sauvignon e merlot. Della gamma, menzione particolare al Lugana “Riserva del Lupo” 2015, dai profumi di erbe aromatiche, agrumi, mela e pesca, sorso dalla incisiva nota minerale e buona intensità. Fuori di Top 2019

Merlot della Bergamasca “Tessére” 2015 La Bergamasca è miniera di cose buone e ai tavoli della famiglia Comi, titolare di quel Fatur che è indirizzo della nostra predilezione, all’ombra dei grandi platani, abbiamo gustato un vino che è pregevole espressione del territorio. È il Tessére di Sant’Egidio di Sotto il Monte. Da uve merlot, viene prodotto solamente nelle annate favorevoli, con invecchiamento di 12 mesi in tonneaux da 300 litri di rovere francese e rovere americano. Nel bicchiere ha colore rubino, profumi di lamponi e ciliegia, speziatura fine con sentori di cannella, gusto equilibrato, con freschezza e sapidità che invitano alla beva, e finale di buona persistenza con retrogusto fruttato. STRADELLA (PV) PARAVELLA tel. 3385318705 www.paravellavini.com Oltrepò Pavese Bonarda “Violino” 2017 Ai tavoli di una realtà su cui ci sentiamo di scommettere, Ristorante GioEle, una scoperta di cui andiamo orgogliosi: la succosa Bonarda “Violino” di Paravella di Stradella. Dal colore rubino intenso, con riflessi violacei, ha spuma rosea, naso invitante con profumi di frutta rossa e note di piccoli frutti, sorso di buon corpo, con freschezza e sapidità in armonia, e finale con retrogusto di ciliegia. PELLEGRINI tel. 038588305 www.pellegrinifranco.it

SOTTO IL MONTE GIOVANNI XXIII (BG) SANT’EGIDIO tel. 035794732 www.sant-egidio.it

Sogno del Vignaiolo 2016 Ci ha lasciato senza parole il vino che ci ha fatto scoprire Gilberto Fa-


i vini della Lombardia

papillon 72 rina ai tavoli della sua formidabile La Piana a Carate. Da un produttore della nostra predilezione, Franco Pellegrini, un gioiello che non avevamo ancora assaggiato. È il Top Hundred 2019 Sogno del Vignaiolo (da vitigni autoctoni allevati a guyot), che si presenta con colore rosso rubino profondo, naso che unisce intensità ed eleganza, con note di frutta rossa, tabacco, spezie, sorso ricco e di grande struttura, ma sostenuto da buona freschezza e suggestiva sapidità.

TIRANO (SO) TENUTA SCERSCÉ tel. 3461542970 www.tenutascersce.it Valtellina Superiore “Essenza” 2015 Cristina Scarpellini ci ha raccontato del percorso che ha portato al riconoscimento, da Parte dell’Unesco, dell’arte immateriale dei muretti, risultato formidabile conseguito dalla Valtellina del vino. Nel bicchiere ecco allora Valtellina Superiore “Essenza” di Tenuta Scerscè di Tirano. Rosso rubino con riflessi granata, ha naso elegantissimo con note di viola, marasca, nota balsamica e sentori speziati, gusto secco con tannini e freschezza che rivelano grande longevità. È un vino

da sogno, che fa onore alla grande Valtellina del vino. TORRE DE’ ROVERI (BG) QUATTROERRE GROUP VILLA DOMIZIA tel. 035580701 www.quattroerre.com www.villadomizia.net Terre del Colleoni Manzoni Bianco “.Uno Villa Domizia” 2016 Fondata agli inizi degli anni Novanta dalla famiglia Rota (nota al grande pubblico per aver realizzato con successo un’attività di distribuzione di vini e distillati) Quattroerre Group - Villa Domizia sin dagli esordi si è sempre rivolta alla ricerca della qualità e della produzione di vini che fossero lo specchio enoico fedele del territorio. La sede dell’azienda è a Torre de’ Roveri, nell’omonima zona nella provincia di Bergamo, una delle più tipiche per la produzione dei vini Valcalepio e oggi produce tre famiglie di vini: quella blasonata e classica che raggruppa i Valcalepio Bianco, Rosso e Riserva, quella innovativa della denominazione Terre del Colleoni che raggruppa l’Incrocio Manzoni, l’Incrocio Terzi e lo Spumante Millesimato, e quella moderna che riunisce i Bergamasca a Indicazione Geo­ grafica Tipica Cuvée Zerotre Bianco e Rosso. Il vino che ha avuto il nostro Top Hundred 2018 è il Terre del Colleoni Manzoni Bianco “.Uno Villa Domizia” 2016, dal colore giallo paglierino, interessanti note aromatiche che ricordano i frutti tropicali e l’albicocca, gusto fresco, morbido, con una persistenza molto lunga. VILLIMPENTA (MN) VILLA PICTA www.villapicta.it

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Spumante Extra Brut Metodo Classico “Folium” 2016 «Il Lambrusco che vive ed evolve sosta naturalmente sui fermenti». Con questo incipit Paolo Pasini presenta la filosofia dei suoi vini sorpresa. L’azienda nasce nel 20132014 sui terreni di casa dei suoi nonni, che possedevano un piccolo vigneto con cantina per passione personale. Siamo sui terreni alluvionali leggeri e sabbiosi dove il vitigno ideale è il lambrusco Ruberti. Ora, Il Bacio (da uve lambrusco di Sorbara), prodotto col metodo classico (18 mesi sui lieviti) è un’esaltazione della freschezza e della stoffa del Lambrusco. Ma che piacere sentire le note caratteristiche nell’altro Spumante Metodo Classico Extra Brut, nostro Top Hundred 2019, dove le note di more si fanno ghiotte, al naso e in bocca, rimarcando finezza e spessore. Il vino maggiormente prodotto (5 mila bottiglie) è tuttavia il Mantova Lambrusco Ruberti “Villa Picta” fermentato sui lieviti secondo il metodo per cui l’uva viene successivamente diraspata e pigiata, con la fermentazione già attiva. E anche qui si avverte la franchezza di un Lambrusco di carattere, sui cui hanno intenzione di incrementare la produzione.


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il prodotto

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La sinfonia del crudo dolce DI MARCO D'OGGIONO

L'acidità dell'orange wine ha esaltato al meglio la grande eleganza al palato e l'intrinseca dolcezza di una pancetta cotta arrotolata e leggermente affumicata che non teme rivali. Atto secondo nel segno del vino bianco top dei top, ovvero il Colli Maceratesi Ribona 2018 di

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on eravamo alla Scala di Milano, ma “l'orchestra” salita sabato pomeriggio sul palco del Wine Tasting di Golosaria Milano, era quella delle grandi occasioni. Il successo finale dell'opera andata in scena è stato così decretato dal perfetto connubio sensoriale tra i nostri “primi violini”, i vini Top dei Top 2019, con il “coro di archi” rappresentato dai superbi salumi del Prosciuttificio Marco D'Oggiono. Due i Maestri d'eccezione a dirigere: Marco Gatti, giornalista e sommelier, e Dionigi Spreafico, titolare insieme alle sorelle Agnese e Giulia dell'azienda sopra citata. A quest'ultimo, il merito di aver entusiasmato la platea qualificata con il racconto appassionato dell'arte e dell'abilità norcina espressa quotidianamente nel laboratorio di

trasformazione e di stagionatura di Oggiono (Lc). Ouverture, la sinfonia creata dalle bollicine eleganti del Metodo Classico Pinot Nero (vendemmia 2015) della cantina Manuelina dell'Oltrepò Pavese e il sontuoso prosciutto crudo dolce (privo di conservanti, lavorato a secco e con poco sale marino). Un abbinamento affascinante, nel quale le invitanti note fruttate e minerali del primo ben si sposavano con la persistenza, la pulizia, le sensazioni morbide e delicate del prodotto principe dei fratelli Spreafico. Atto primo ricco di emozioni (al palato): ecco in scena l'inedito spumante macerato sulle bucce, il Dosaggio Zero “Astrea” di Annibale Alziati (prodotto a Ome in terra franciacortina) e la deliziosa pancetta Collinetta.


il prodotto

papillon 72 Podere Sabbioni e della novità di Marco D'Oggiono Prosciutti, ovvero la bresaola di tacchino denominata La Dolce Tacchina. Qui si è consumato (è il caso di dirlo) un solido matrimonio tra le spiccate note minerali e la sapidità di un vino davvero autentico e identitario (si produce con l'uva rara ribona o maceratino) e un salume di classe, estremamente delicato ma con un carattere ben definito, dato da una leggera affumicatura al naturale. Si ottiene da una lavorazione a mano

delle migliori carni di tacchino italiano, con una concia leggera di erbe aromatiche autoctone. Sorprendente! L'atto finale ha visto invece protagonisti assoluti il vino Nobile di Montepulciano della cantina Lombardo e una chicca di grande valore, il Carpaccio Celtico, ottenuto dalla razza bovina più pregiata del nostro Paese, la chianina. Qui, si è evidenziata una reciproca esaltazione di sapori e aromi, in un perfetto equilibrio tra le note tostate

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della bottiglia e quelle leggermente affumicate e speziate del carpaccio. Magnifico!


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i vini del Veneto

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Veneto

BAONE (PD) CA’ OROLOGIO tel. 042950099 www.caorologio.com Veneto Bianco “Salarola” 2018 Gli amici del ristorante Le Tentazioni di Saonara non sono solo bravi in cucina, ma anche nella scelta dei vini. E capita che talvolta chiedano un confronto con noi su alcune bottiglie che hanno trovato stupende. È accaduto con questo Bianco del Veneto “Salarola” prodotto sui Colli Euganei, esattamente a Bao­ ne, dall’affascinante Maria Gioia Rosellini. Da uve moscato e pinot bianco, si presenta al bicchiere con il suo giallo orange e al naso note di muschio e albicocche. Ne avverti un filo di speciale aromaticità, che ritorna in bocca con la sua ricchezza. È possente e generoso e il suo finale amarognolo trae origine dalla tipicità del vitigno.

BARDOLINO (VR) ZENI 1870 tel. 0457210022 www.zeni.it Amarone Classico della Valpolicella “Vigne Alte” 2013 Oggi alla guida di questa cantina c’è la quinta generazione, con Fausto, esperto enologo e agronomo, e le sorelle Elena e Federica, specializzate nel settore vendite, accoglienza ed enoturismo. Proseguendo sulla strada tracciata da Gaetano, per tutti Nino che, negli anni ‘50 fu tra i primi a puntare sulla vinificazione di singole tipologie di uve, dando valore al luogo dove veniva coltivata la vite, oggi come allora qui si punta sul rispetto della terra e si opera nel segno della sostenibilità. Oltre al Bardolino Classico “Vigne Alte”, sono importanti gli Amarone prodotti, tra cui l’Amarone Classico della Valpolicella “Vigne Alte” 2013 dal colore rubino fitto, i profumi di

frutta rossa e spezie, il sorso ampio e di carattere. BREGANZE (VI) MACULAN tel. 0445873733 www.maculan.net Vespaiolo Valvolpara 2018 Non ci abbiamo messo un secondo, appena ricevuta la bottiglia, ad assaggiare la novità di questa azienda storica, di Fausto Maculan. Noi crediamo nel Vespaiolo ed eravamo certi che qui avremmo trovato l’espressione della sua potenzialità. Ha colore giallo brillante tendente all’oro, al naso senti le pesche gialle mature e poi un ché di mandorla. Il sorso è rotondo e poi vira verso la freschezza incisiva, che è una peculiarità esemplare di questo vitigno. Un grande vino, un’eccellente finezza. Bravi, si fa così ad amare il proprio territorio.


i vini del Veneto

papillon 72 BRENDOLA (VI) PEZZALUNGA tel. 3357442159 Colli Berici Cabernet Franc 2016 Una piccola azienda di cui si fa anche fatica a trovare tracce, ma che merita. È pazzesca la nota di frutta fresca, molto intensa la vena erbacea che si mescola con la ciliegia. In bocca la sua morbidezza lo rende quasi dolce, caldo con un finale che poi vira sull’amarognolo. Le note vegetali emergono anche nel Rosso Santiago che è un Cabernet Franc Riserva, di cui abbiamo assaggiato i millesimi 2011 e 2012. CASTELCUCCO (TV) COLMELLO PAT DEL COLMÈL tel. 0423545292 - 3336719717 3331096892 www.patdelcolmel.it Asolo Prosecco Superiore Millesimato Dry “Duse” 2018 Su un rilievo dei Colli Asolani, i terreni della famiglia Forner, soprannominata “Pat”, che da quattro generazioni coltivano la vite con passione e sempre alla ricerca della migliore qualità. Il cambio di passo desiderato avvenne dieci anni fa, quando Lino e il figlio Matteo decisero di investire riordinando e ampliando i vigneti (oggi 11 ettari per 60 mila bottiglie) e costruendo la nuova cantina seminterrata. Già Top Hundred nel 2015 con il Montello e Colli Asolani Recantina “Pat del Colmèl”, quest’anno abbiamo particolarmente apprezzato il Prosecco Superiore Millesimato Dry “Duse” 2018, scintillante nei profumi di melone, fiori bianchi e note citriche (lime), e dalla bocca in perfetto equilibrio tra zuccheri e

freschezza. Un’espressione di Prosecco da fine pasto, con biscotti e frutta secca. CASTELFRANCO VENETO (TV) CONTI RICCATI tel. 3466476186 www.contiriccati.it Asolo Prosecco Superiore Extra Brut “Non vogliamo essere l’azienda migliore al mondo, ma quella che cerca di essere considerata e stimata come la migliore per il mondo, perché sostenibilità è felicità”. Questo il motto di Aldobrando, Filippo e Valperto, del nobile casato degli Azzoni Avogadro Carradori, titolari di tre tenute, ossia di Conti degli Azzoni nelle Marche e di Conte Aldobrando degli Azzoni Avogadro Carradori in Toscana e della Conti Riccati in Veneto. Quest’ultima cantina si trova a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, e si estende su una superficie di 200 ettari, di cui 20 vitati, con i vigneti che sono situati a Castello di Godego, con esposizione a sud e terroir particolarmente vocato alla coltivazione del Prosecco. Detto che Conti Riccati gode anche della denominazione di origine controllata e garantita Asolo Prosecco Superiore per i due prodotti da uve coltivate nella zona dei colli Asolani, tra i vini assaggiati, di formidabile eleganza, l’Asolo Prosecco Superiore Extra Brut, dal colore paglierino brillante, dai profumi di frutta e in particolare mela e pera, dalle note floreali di glicine, e dal sorso fresco e di rara finezza.  CASTELNUOVO DEL GARDA (VR) GIOVANNA TANTINI tel. 0457575070 - 3488717577 www.giovannatantini.it

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Bardolino Chiaretto 2018 Rispetto del territorio e valorizzazione delle uve sono i principi cardine di questa cantina di Giovanna Tantini, dove le tecniche usate sono semplici e naturali, nella convinzione che la maggior parte del lavoro vada fatto in vigna. Quindi la potatura viene effettuata nelle corrette tempistiche, con massima attenzione per i grappoli; tutta la lavorazione è a mano, senza l’impiego di macchinari invasivi e metodi che possano modificare i ritmi naturali della pianta. Le viti vengono piantate in terreni che, per la loro composizione organica, si rivelano i più idonei a tale coltivazione. La sostenibilità è inoltre garantita dall’utilizzo esclusivo di energia fotovoltaica. Nel bicchiere il Bardolino Chiaretto 2018, dal profumo inteso e sorprendente di frutta rossa, sorso fresco e sapido, bel carattere. CAVAION VERONESE (VR) BETTILI CRISTIANA tel. 3488009671 www.cristianabettiliwines.it Amarone della Valpolicella 2012 Cristiana Bettili è erede di una famiglia che da oltre un secolo lavora nel mondo del vino, attraverso diverse tenute acquisite negli anni. La svolta più importante nel 1999, quando lei entra in azienda e decide di convertire l’intera produzione al metodo di coltivazione biologico. Non vengono utilizzati prodotti di sintesi chimica nella difesa, ma solo di origine organica. Per prevenire gli attacchi fungini di oidio utilizzano lo zolfo e per prevenire la peronospora il rame. Anche in quest’ultimo caso Cristiana cerca di andare oltre, adoperando batteri antagonisti della peronospora e testando


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i vini del Veneto

anche altri prodotti alternativi di origine naturale. Sono pure entrati a far parte del progetto VIVA. Il loro Amarone della Valpolicella 2012 ha la fragranza fruttata dei migliori esemplari assaggiati negli anni, accompagnata da quella speziatura elegante che ti fa sognare. Fuori di Top 2019

CELLORE DI ILLASI (VR) FERRAGÙ CARLO tel. 0457834315 - 3355379809 www.ferragu.it Amarone della Valpolicella 2013 Bella la storia di questa cantina che, fino a circa 15 anni fa, vedeva i fratelli Ferragù essere conferitori di uve alla locale cantina sociale. Poi la svolta con la produzione in proprio nei circa otto ettari di proprietà, puntando sulle varietà tradizionali della Valpolicella, con l’attenzione alle pratiche agronomiche sostenibili – per esempio oggi non usano disseccanti – e all’utilizzo di energia pulita, grazie a un impianto fotovoltaico che permette di massimizzare l’autoconsumo. Di classe l’Amarone della Valpolicella 2013 rosso rubino, dalle note di amarena e spezie, dal sorso caldo, armonico.

papillon 72 CHIAMPO (VI) SACRAMUNDI tel. 0444624538 www.sacramundi.it Lessini Durello Brut Metodo Classico Riserva 36 A vedere il colore oro intenso di questo bicchiere di Durello Metodo Classico con 36 mesi sui lieviti, ci vien da pensare che il nome infelice di questo vino non sia altro che una mutazione del nome dorella. L’ho assaggiato al Sant’Eusebio di Bassano del Grappa, con una tagliata ai funghi porcini. Vino imperioso, con note di frutti bianchi ben maturi, in bocca è fresco, pieno, perfetto anche sulle carni. Termina con una mineralità tipica, che è un finale sapido avvincente. E ancora una volta il Durello si conferma una rivelazione, uno degli spumanti italiani più incredibili, da conoscere. Top Hundred 2019

longobardi. È la Conca dell’Alpago, incorniciata dalle Prealpi Bellunesi, dove Katja Zanon, nel borgo di Codenzano, ha reimpiantato cloni di pinot nero nel suo ettaro di proprietà, oltre a ripristinare completamente gli antichi terrazzamenti a secco. Oggi, il migliaio o poco più di bottiglie che escono dalla sua cantina sono il frutto di uno scrupoloso lavoro quotidiano manuale, e dell’applicazione in campo dei principi della biodinamica. La prima espressione originale che ha creato è il Vigneti delle Dolomiti Pinot Nero “Córs” 2016, nostro Top Hundred 2019. Ha colore rubino scarico, al naso senti ribes e lamponi e una fine speziatura; in bocca è un velluto. Poi, due cru sempre a base pinot nero: il Franzesca e il Vigna Corletta. Stessa vendemmia, medesime barbatelle, vigneti quasi confinanti (200 metri li separano), ma caratteristiche organolettiche differenti. Colore rosso deciso, note evidenti erbacee, grandi tannini, il primo; rosso scarico, note vanigliate e morbidezza al palato, il secondo.

CHIES D’ALPAGO (BL) VAL DE POL SOC. AGR. tel. 3518523661 Vigneti delle Dolomiti Pinot Nero “Córs” 2016 Boschi di conifere, pascoli, laghi e villaggi in pietra dai nomi romani e

CINTO EUGANEO (PD) MONTE BRÈCALE tel. 3347086841 www.montebrecale.it


i vini del Veneto

papillon 72 Veneto Chardonnay “La Specola” 2016 Bisogna andare in un ristorante come l’Aldo Moro di Montagnana per scoprire certe chicche che l’omonimo Aldo, sommelier preparatissimo serve accanto ai piatti della sorella Silvia, una vera rivelazione della cucina di cui prima o poi (peccato il poi) le altre guide si accorgeranno. Per ora ha la corona radiosa del Golosario e un cappello della Guida dell’Espresso. Ebbene, questo Chardonnay bio cresce su marne calcaree, fermenta naturalmente e invecchia in botte senza filtrazione. Da qui un vino che ha l’anima, che si evince dalla mineralità diffusa e in quel tocco di sapidità per un sorso di nerbo, decisamente avvincente. COL SAN MARTINO (TV) MEROTTO tel. 0438989000 www.merotto.it Valdobbiadene Prosecco Superiore “Cuvée del Fondatore Graziano Merotto” 2018 Da uve delle Rive di Col San Martino, e in particolare dai mappali 86 826 a 230 metri sul livello del mare, la “Cuvée del Fondatore Graziano Merotto” Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Millesimato 2018. Dal colore giallo paglierino brillante, ha spuma cremosa, perlage fine e persistente, naso elegante con sensazioni floreali di glicine e fiori di zagara, note di frutta bianca e agrumi, sorso fresco e sapido, con finale persistente dalle note fruttate e floreali. Davvero notevole! COLOGNOLA AI COLLI (VR) FASOLI GINO tel. 0457650741 www.fasoligino.com

Soave Superiore “Pieve Vecchia” 2015 In questa cantina di lunga tradizione, dove si fanno vini sin dal lontano 1925, dal 1984 operano secondo i dettami dell’agricoltura biologica, e dal 2006 in approccio biodinamico. La filosofia che ispira il lavoro è ben riassunta da questo motto: “Il nostro presente non è che il passato di altri e ciò che oggi siamo è inscindibilmente legato a chi ci ha preceduto”. Qui si ragiona così. E la dimostrazione che si pensa e agisce in questa direzione, la fornisce una gamma di vini che ogni anno meriterebbe il nostro palco dei Top Hundred. Ne è espressione luminosa il Pieve Vecchia 2015, Soave dal fascino antico, figlio di selezione di uve di vigne di vecchio impianto e di fermentazione e affinamento in botti da 500 litri, dal profumo di fiori e spezie dolci, sorso fresco e sapido.

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granate, al naso è fruttato, intenso, con note di ciliegia, frutta rossa, liquirizia, tabacco e legno di cedro, mentre al palato è morbido e caldo, strutturato, equilibrato e persistente. Già nel 2008 è stato premiato tra i nostri Top Hundred. COSTABISSARA (VI) ONGARESCA tel. 3662837155 www.cantinaongaresca.it Veneto Pinot Nero 2015 Ongaresca quest’anno si è fatto conoscere a Golosaria Milano. E, come per noi, anche per altri sarà stata una sorpresa questo Pinot Nero dal colore rubino trasparente, al naso note di grafite miste a piccoli frutti, spezie. In bocca un sorso pieno, con la finezza dei migliori pinot nero. Una vera chicca. Fuori di Top 2019

TENUTA SANT’ANTONIO tel. 0457650383 www.tenutasantantonio.it Valpolicella Superiore “La Bandina” 2015 Quattro fratelli, Armando, Massimo, Tiziano e Paolo che, dopo aver fatto esperienze importanti in giro per il mondo, hanno deciso di tornare a “casa”. E seguendo nuove strade nel segno della sostenibilità, operano con coltivazioni a basso impatto ambientale e impianto fotovoltaico. Tra i vini migliori il Valpolicella Superiore “Nanfrè”, il Veneto “Scaia” (garganega e chardonnay), il Télos Bianco (garganega e chardonnay), l’Amarone della Valpolicella “Campo dei Gigli” e l’Amarone della Valpolicella “Selezione Antonio Castagnedi”. Il vino della nostra predilezione resta tuttavia il Valpolicella Superiore “La Bandina”. Rosso rubino profondo con sfumature

CROCETTA DEL MONTELLO (TV) VILLA SANDI tel. 04238607 www.villasandi.it Asolo Prosecco Superiore Biodiversity 2017 Il gruppo Villa Sandi nella sua storia ha sempre cercato di stabilire


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sinergie con enti e associazioni impegnati nella tutela dell’ambiente e nel sociale, così da costruire un vero e proprio sistema di lavoro votato alla sostenibilità. Il che significa alimentazione da fonti rinnovabili attraverso la centrale idroelettrica interna e un sistema fotovoltaico e poi ancora il recupero delle acque potabili. Questo rientra in un quadro più ampio di attenzione all’ambiente in tutte le fasi della produzione, che ha permesso alla cantina di ottenere la certificazione “Biodiversity Friend” dalla WBA (World Biodiversity Association). Questo attesta proprio l’utilizzo di buone pratiche, sostenibili e a ridotto impatto ambientale, nella conduzione dei vigneti allo scopo di preservare la biodiversità. Da assaggiare l’Asolo Prosecco Superiore Biodiversity 2017 che riassume proprio questa filosofia. FARA VICENTINO (VI) BOSCODIVINO tel. 3492328851 www.boscodivino.it Spumante Metodo Classico Pas Dosé “B3” Sono almeno tre anni che teniamo sotto osservazione quest’azienda vicentina che si dà molto da fare e che è sempre a un passo dai Top Hundred. Quest’anno – purtroppo fuori tempo massimo – abbiamo assaggiato il suo metodo classico Pas Dosé “B3” (pinot nero, chardonnay e vespaiola) e il Veneto Rosso “Rossodivino” 2016 (taglio bordolese) che in etichetta dichiara “zero” trattamenti sistemici, diserbanti e concimi animali per arrivare al vino VeganOk. Il Pas Dosé è stato un assaggio notevole: colore giallo oro, al naso senti le note di zenzero, mentre in bocca è decisamente cremoso, molto buono con quella nota

papillon 72 di crosta di pane e di lieviti che in qualche modo champagneggia. È sapido il suo finale. Notevole davvero. Il Veneto Rosso, che esce dalle vigne di Breganze, aveva invece la freschezza dei frutti rossi e in bocca una parte aromatica molto singolare con una nota finale amaricante. Comunque un bel vino fresco, serbevole e soprattutto di grande equilibrio. Bravi! FUMANE (VR) MONTE DEI RAGNI tel. 0456801600 www.montedeiragni.com Valpolicella Classico Superiore 2013 Questo vino, assaggiato da Damini ad Arzignano, pare abbia colpito anche Josko Gravner che ha degustato pure l’Amarone. Il Valpolicella Classico Superiore del nostro assaggio ha un colore rubino medio, al naso note fruttate piuttosto intense ed evidenti. In bocca è rotondo, equilibrato con una definita trama tannica assai pregnante, che ne prolunga, con l’acidità, la persistenza. Viene prodotto senza chiarifiche e filtrazioni. Un bel bicchiere, da ricercare. Fuori di Top 2019

SCRIANI tel. 0456839251 www.scriani.it Amarone della Valpolicella Classico 2015 A Fumane, nel cuore della Valpolicella Classica, questa cantina, che ha i vigneti principali di proprietà su una bellissima collina denominata Monte S. Urbano a est e La Costa a ovest con i terreni (di medio impasto con decise componenti di calcarei grigi e oceanici e tufi basaltici ideali per produzioni di altissima qualità) situati a un’altitudine che varia dai 250 ai 400 metri s.l.m. Nei diversi poderi (Ronchiel, Mandolari, Bosco, Carpanè, Tondin, La Costa) viti di età compresa tra 9 e 40 anni, con sesto di impianto tradizionale e allevate a pergola (semplice e doppia), sistema che permette una densità di circa 3.000 piante per ettaro. Tra i vini, oltre ai Valpolicella, Classico, Classico Superiore e Ripasso, e al Recioto, il rosso di punta è l’Amarone della Valpolicella Classico che, riassaggiato all’anteprima del 2015, ha colore rubino carico tendente al granato, profumi netti di frutta a bacche, marmellata e ciliegie sotto spirito, note di vaniglia, spezie, liquirizia e mandorle amare, sorso caldo, armonico e di carattere. SECONDO MARCO tel. 0456800954 www.secondomarco.it Amarone 2012 Il suo cognome dice delle sue origini, tutte nel vino, visto che gli Speri sono famiglia celeberrima nel mondo dell’Amarone, ma lui, Marco Speri, invece di vivere di rendita sulla fama degli antenati, con orgoglio e consapevolezza dei suoi talenti, ha voluto creare una realtà sua,


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papillon 72 ed è nata questa nuova cantina, Secondo Marco. Ai piedi del Monti Lessini, nel cuore della Valpolicella, là dove un microclima ventilato e ideale per la vite incontra una terra generosa di sali minerali, ha piantato filari a “pergola modificata“ a forma di Y nei quali i grappoli d’uva crescono pensili senza toccare i tralci, e i suoi vini ogni anno sono uno spettacolo. “Tieni i piedi in terra e vedi che ti spuntano le ali”, la frase che meglio sintetizza quello che è successo, con i risultati che sono d’eccellenza. I quattro vini prodotti, Valpolicella Classico e Ripasso, Recioto e Amarone, rappresentano un vero poker d’assi. Sommo l’Amarone che, nel 2012, ha colore rubino intenso, con note granata, aromi di frutta matura, confettura di amarena, lamponi e prugna, mentre al palato ha gusto caldo, morbido, struttura e persistenza. GAMBELLARA (VI) BASTIANELLO tel. 0444445175 www.bastianellovini.com Sicilia Nero d’Avola “Feudo Acreide” 2017 Un vino dal rapporto qualità/prezzo sorprendente, questo Nero d’Avola “Feudo Acreide” di Bastianello Tamaduoli, dal colore rosso rubino brillante, dai profumi intensi e netti di mirtillo, carruba ed erbe aromatiche, il sorso di buon corpo, fresco, sapido e buona persistenza. CORTENERA tel. 04441787372 www.cortenera.it Spumante Metodo Classico Cuvée “Ginevra” Due i brut che abbiamo riassaggiato di questa cantina di Gambellara.

L’Extra Brut e la Cuvée “Ginevra”. Del primo ci ha sorpreso il colore giallo oro e quelle note di cedro e limone al naso; in bocca è ricco e fresco, di spalla ampia. Il secondo aveva un giallo oro antico decisamente brillante e bollicine fini. Diciamo che, con le sue note balsamiche al naso, aveva tutti i descrittori per champagneggiare. In bocca ne apprezzi la struttura e la freschezza con il finale sapido e amarognolo. GIACCIANO CON BARUCHELLA (RO) COMINI tel. 3462205921 www.vinicomini.jimdo.com Vino Rosso “Benedina” Lo sapete che c’è vino anche in provincia di Rovigo? Ecco la Benedina, da un’uva a bacca rossa, considerata sicuramente “migliorativa”. Ma la sua espressione in purezza dà un vino dal colore violaceo e porpora molto acceso. Al naso lo avverti vinoso e con note di mele rosse e di fragola. In bocca è piacevolissima la nota fruttata che poi vira verso un amarognolo tannico. Un bel vino sorpresa, che abbiamo premiato come Fuori di Top 2019.

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GREZZANA (VR) LA COLLINA DEI CILIEGI tel. 0287158048 - 0158484385 www.lacollinadeiciliegi.it Amarone della Valpolicella 2014 Rosso di punta di Massimo Gianolli, l’Amarone 2014, che si presenta di un bel colore rubino profondo, con naso ampio e profumi di marasca, frutti di bosco, tabacco, caffè e spezie, mentre al palato è di buona struttura, equilibrato, di bella beva grazie alla freschezza data dall’annata, con finale lungo e retrogusto fruttato. Da assaggiare con tutti gli altri vini nel loro splendido relais a Erbin dove c’è la cucina radiosa della Locanda Ca’ del Moro. JAGO DI NEGRAR (VR) AZ. AGR. F.LLI RECCHIA tel. 0457500584 www.recchiavini.it Amarone della Valpolicella Classico “Masua di Jago” 2014 Da oltre 110 anni (la fondazione di questa cantina risale al 1906) la famiglia Recchia è impegnata nella produzione dei classici vini della Valpolicella. Siamo a Jago di Negrar, in un terroir sottoposto al benefico influsso del Garda. In vigna, i vitigni tradizionali dell’Amarone: corvina, rondinella e molinara, alla base del Valpolicella Classico e Superiore, del Recioto e dell’Amarone. E proprio quest’ultimo, nell’etichetta Masua di Jago, abbiamo apprezzato per la sua spiccata complessità. È un Amarone seducente, dagli intensi sentori speziati che si sommano all’intensità dei frutti rossi, che si risolve in un sorso morbido e vellutato, sostenuto da una buona acidità.


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LAZISE (VR) TINAZZI tel. 0456470697 www.tinazzi.it Amarone “Cà de Rocchi-La Bastia” 2015 Era la fine degli anni ‘60 quando Eugenio Tinazzi, a Cavaion Veronese, sulle rive del Lago di Garda, creava questa cantina, di cui Gian Andrea, il figlio del fondatore, si è innamorato subito, seguendo il padre sin da allora, quando era ancora diciottenne. Negli anni, grazie alla sua intraprendenza, ha allargato gli orizzonti in termini sia di produzione sia di mercati, con le proprietà che ora sono nelle aree della Valpolicella e in Puglia, e i vini presenti in oltre 30 Paesi in tutto il mondo. Nel bicchiere l’Amarone “Cà de Rocchi-La Bastia” 2015, rubino con riflessi granata, con note di frutta a bacca rossa che evocano ciliegia e lampone, sentori di prugna e lievi note speziate e balsamiche con leggero richiamo al cioccolato, grande corpo, retrogusto fruttato. LEGNAGO (VR) ANERI tel. 044220477 www.aneri.it Amarone della Valpolicella “Stella” 2012 Un vulcano, Giancarlo Aneri, patron felice della realtà che porta il suo nome, in cui da tempo lavorano con bravura anche i figli Stella e Alessandro. Proprio alla figlia è dedicato il vino di punta (tra gli altri vini, assaggiate anche i Prosecco), l’Amarone della Valpolicella “Stella”, grande rosso veneto dal sorso suadente e dalla complessità rara. Un vino morbido ed elegante che riflette il carattere di Giancarlo, che è stato capace di portare il suo

papillon 72 vino nel mondo, avvicinandolo alle tavole dei “grandi”, dal G8 dell’Aquila ai 27 capi di Stato firmatari della Costituzione europea. Senza dimenticare che l’elezione di Trump è stata salutata con un suo vino e che Putin, ogni anno, richiede le sue bottiglie. Quest’anno, infine, al premio È Giornalismo ha presentato un suo pinot nero, Ale, dedicato al figlio Alessandro. Prodotto a Cornaiano, viene affinato per quindici mesi in botti di rovere, e con il suo colore rosso rubino, i profumi intensi e fini di lampone, ribes, fragoline di bosco e la fine speziatura con ricordi di pepe e nota balsamica, il gusto morbido e vellutato, ha fatto dire a tutti: “Chapeau, monsieur Aneri!”. MANSUÈ (TV) TENUTE TOMASELLA tel. 0422850043 www.tenutetomasella.it Friuli Grave Friulano 2016 Abbiamo conosciuto il comm. Luigi Tomasella nel febbraio scorso al Mudec, durante una cena dove l’ospite d’onore era Gianfranco Soldera. Era uno dei pochissimi produttori presenti, in mezzo ai 200 invitati, e ci siamo ricordati che alcuni anni fa avevamo premiato il suo vino più semplice, un rosè sbarazzino, che però aveva carattere. Abbiamo aperto il suo Friulano e ci ha colpito la medesima cosa: il carattere. Colore paglierino con note che virano all’oro, al naso profumi caldi e speziati, con frutta bianca. In bocca colpisce la pienezza, e poi la tipicità che emerge dalla Doc Grave, forse mai valorizzata come si merita. Complimenti! MARANO DI VALPOLICELLA (VR) CÀ LA BIONDA tel. 0456801198 www.calabionda.it

Amarone della Valpolicella Classico “Ravazzol” 2015 Con i fratelli Alessandro e Nicola Castellani di Marano di Valpolicella, che si sono alimentati nella vocazione familiare (sono la quarta generazione), viaggia a gonfie vele la loro azienda, Cà La Bionda. Dal 2000 hanno sposato i principi dell’agricoltura biologica e dal 2012 hanno avviato la certificazione. La passione e la serietà con cui lavorano fa sì che i loro vini mietano successi, a partire da quell’Amarone della Valpolicella Classico “Ravazzol”, il loro rosso che ci è piaciuto di più. Prima di arrivare al bicchiere, tutto inizia dalle vigne allevate a pergola, raggruppate su terreni calcarei (età media di oltre mezzo secolo), poi ecco la vendemmia nella prima decade di settembre, con le uve che rimangono a passire fino a metà dicembre all’interno di cassette di legno (le “arelle”) a riposo nel fruttaio aziendale. Quindi la vinificazione che prosegue con la fermentazione su lieviti indigeni e un lungo affinamento di almeno 42 mesi, in botti grandi di legno. Il risultato è un vino dal colore rubino cupo, che al naso ha spettacolare spinta olfattiva fruttata mista a spezie e in bocca si propone con un sorso di rara perfezione, elegante, equilibrato, possente. TENUTA SANTA MARIA VALVERDE tel. 3475620086 www.tenutasantamariavalverde.it Amarone della Valpolicella Classico 2012 Nicola Campagnola, viticoltore visionario, con grande passione, impegno e perseveranza, ha ristrutturato la cantina presente nella casa colonica, dove la sua famiglia ha iniziato a coltivare la vite alla fine


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papillon 72 del ‘800, chiamandola “Tenuta Santa Maria Valverde” in omaggio alla bella e antica cappella dedicata a Santa Maria Valverde che si affaccia sulla tenuta. I vigneti sono situati a circa 500 metri s.l.m., sulla collina di Marano di Valpolicella, cru tra i più vocati del territorio. Di pregio i Valpolicella, sia Classico Superiore sia Ripasso. Prodotto di punta, l’Amarone della Valpolicella Classico, dai profumi di prugna, mora di rovo, mirtillo, ciliegia, note di confettura, pepe e vaniglia, grande complessità che si ritrova anche in bocca, con sorso sapido, minerale e dal finale speziato di pepe nero. TERRE DI LEONE tel. 0456895040 www.terredileone.it Amarone della Valpolicella Classico 2015 Azienda giovane che ci ha conquistato sin dai suoi esordi. Questa cantina è situata nel cuore della Valpolicella Classica, a Marano di Valpolicella, e si estende per 10 ettari sulle colline veronesi di origine vulcanica a 420 metri s.l.m. con vigneti tutti allevati a guyot, piantati ad alta densità (circa 7.000 ceppi ettaro), con una lavorazione naturale, che riduce al minimo lo stress delle uve. Molto interessante il Valpolicella Classico Superiore Ripasso 2017, apprezzato a Golosaria, anche se il vino più significativo è l’Amarone della Valpolicella Classico, rosso granato intenso, dai profumi di frutta rossa, e sentori speziati, dal sorso caldo e di bella struttura, complesso, corposo e persistente con note fruttate sul finale. VAONA tel. 0457703710 www.vaona.it

Valpolicella Superiore 2016 Se andate all’Osteria Paderno di Marano in Valpolicella sarete accolti da una sorpresa: tutti i vini del paese vengono offerti a bicchiere, dai 3 euro del Valpolicella Classico o Superiore ai 5 dell’Amarone. E io mi sono divertito a scorrere i nomi dei nostri campioni: Corte Archi, Terre del Leone, Novaia. Curioso poi l’assaggio imperioso di questo Valpolicella Superiore, nostro Fuori di Top 2019, prodotto da Odino Vaona in anfora. Il colore è rubino brillante e molto concentrato, al naso spiccano le amarene mature e un cuore intenso di mandorla amara con un effluvio aromatico molto ampio e decisamente pulito (merito dell’anfora). In bocca è velluto immediato che poi diventa fresco e infine tannico con un finale che richiama ancora l’aroma del frutto iniziale. Un rosso esemplare nella sua eleganza. Di stoffa, fresco, prodotto con una tecnica di affinamento in anfora e legno che preserva il frutto.

MEZZANE DI SOTTO (VR) LE GUAITE DI NOEMI tel. 0458880396 www.sisure.it

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Amarone 2015 È il 1987 quando Stefano Pizzighella, il papà di Noemi, decide di acquistare un piccolo frantoio per avviare la produzione dell’olio, sfruttando alcuni ettari di uliveto di famiglia posti sulle colline del piccolo comune di Mezzane di Sotto. Dopo qualche anno, un altro investimento, e sempre sul territorio, piantando la vite nella parte più alta delle colline, chiamata Le Guaite, la più vocata per l’Amarone. E oggi i suoi vini, tutti contraddistinti da basse rese in vigna e lunghe maturazioni in cantina, sono un libro aperto sulla Valpolicella, raccontandola con una tipicità affascinante. L’Amarone 2015 è paradigmatico della sua interpretazione tradizionale, con i suoi spiccati profumi di ciliegia, le speziature fini e le note di caffè, con una bocca dove si avverte il perfetto equilibrio accompagnato da una lunghissima persistenza. È una delle cantine cult dell’Amarone in questo momento. PROVOLO tel. 0458880106 www.viniprovolo.com Veneto Rosso “Gino” 2016 Il Ripasso non era mai stato nelle nostre corde: una mezza misura, pensavamo, giacché o bevi l’Amarone oppure è come prendere l’olio al tartufo invece del frutto originale. Ma prima o poi mi sarei ricreduto circa questo vino che viene ripassato, prima dell’affinamento, laddove prende vita l’Amarone (botti e vinacce). È successo dalla famiglia Provolo di Mezzane, viticoltori da quasi 100 anni, che vendono i loro vini (150 mila bottiglie) in maggioranza all’estero. Oggi in cantina ci sono il figlio Matteo (21 anni), anche lui con studi in enologia, la


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figlia Alessia, che si specializzerà nel marketing e la moglie Nicoletta che si occupa della contabilità. Una bella famiglia, con idee molto chiare sulla cura di questi vini esigenti. Mi aprono tre bottiglie dei loro bianchi: un Soave e due garganega in purezza dove mi conquista il Tuja 2017, vendemmia tardiva con profumi caldi, note fruttate (senti la pera) e una sapidità piacevole. Dei rossi ho segnato voti alti per il loro Veneto Rosso dedicato a Gino annata 2016 che aveva note vinose molto concentrate, con mineralità elegante. Ed è Top Hundred 2019. Il Valpolicella Ripasso Superiore “Campotorbian” 2013 aveva invece una speziatura ampia: senti il caffè, il cacao, ma soprattutto avverti un’eleganza impressionante. Eccezionale. Poi c’è l’esperienza del profumo intenso dell’Amarone 2011, perché loro escono sul mercato solo dopo il giusto affinamento. E senti le note pregnanti di quel vino, con speziature sottili e tannini ancora crudi.

ROCCOLO GRASSI tel. 0458880089 www.roccolograssi.it Soave “La Broia” 2015 I suoi rossi, Amarone in testa, ogni anno figurano tra i nostri migliori

papillon 72 assaggi (per noi questa cantina è la contemporaneità dell’Amarone assoluto come lo furono Quintarelli e Dal Forno. Numeri 1). Ma è stata un’esperienza da ricordare la degustazione con Angelo Piccirillo e Andrea Pesenti del Soave “La Broia” di Roccolo Grassi. Giallo paglierino intenso, con riflessi oro, al naso ha profumi di agrumi, e in particolare di cedro, note di idrocarburi e spezie, con sentori di pepe e cannella, mentre al palato è di grande eleganza, minerale e dal gusto di nocciole e mandorla, con finale lungo e sapido. Un grandissimo bianco! MONTEBELLO VICENTINO (VI) CASA CECCHIN tel. 0444649610 www.casacecchin.it Lessini Durello Metodo Classico 36 Mesi “Nostrum” 2012 La nostra passione sincera per il Durello brut è segnata da una serie di punti di riferimento. Fra questi c’è Casa Cecchin, che ci ha dato il Durello Metodo Classico 36 mesi “Nostrum” 2012. Al colore ti spiazza quel giallo oro intenso, al naso le note speziate di zafferano. In bocca lo senti piacevolmente secco, speziato con un finale di gran bella persistenza. Uno spettacolo! MONTEFORTE D’ALPONE (VR) LA CAPPUCCINA tel. 0456175036 www.lacappuccina.it Soave “Fontègo” 2017 È uno dei nomi di riferimento per quanto riguarda il Soave, questa cantina, la cui storia è iniziata oltre un secolo fa, nel 1890, con la fondazione da parte della famiglia

Tessari. Vera e propria pioniera nel settore, sin dal 1985 opera secondo i dettami dell’agricoltura biologica, senza l’impiego di diserbanti, concimi chimici e pesticidi, e con estrema attenzione alla qualità, con impianti ad alta densità, basse rese di uva per ettaro, sistemi di potature corti, inerbimento tra i filari, sovescio, concimazioni organiche naturali, trattamenti a base di rame e zolfo, da ultimo, l’installazione di un impianto fotovoltaico che genera energia pulita in autonomia. Orgoglio è il Soave “Fontègo” (dal nome del vigneto Fontègo, “cru” conosciuto per l’eleganza e l’equilibrio) dai profumi floreali, di agrumi e nocciola, e dal sorso sapido e fine. MONTEGROTTO TERME (PD) SALMASO GIACOMO tel. 049794124 www.vinisalmaso.it Colli Euganei Merlot “Terra Pacis” 2016 Sentire il profumo di questo vino è come cogliere una prugna matura. Poi in bocca la sua pienezza si svela in un sorso rotondo che ha una carezza di tannini davvero piacevole. Questo è un vino-vino, abbiamo scritto sul mio taccuino, in attesa di conoscere meglio altri prodotti. NEGRAR (VR) DOLCEVERA tel. 0457501045 www.dolceveravini.com Amarone della Valpolicella Classico 2015 Non conoscevamo questo produttore, Marco Benedetti, ma poi abbiamo scoperto che sta debuttando dopo la sofferta iniziativa di lasciare un posto di lavoro per riprendere


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papillon 72 le vigne di famiglia e vinificare in proprio. Un nuovo giovane che si cimenta col vino, dunque, e già è pronto a vincere dedicando il nome dell’azienda a una persona eccezionale: Suor Vera d’Agostino da Chieti. E se il suo Ripasso 2016 era fin troppo speziato, l’Amarone 2015 aveva invece i connotati perfetti dell’equilibrio che conferisce questo millesimo. E che bello sentire al naso il rabarbaro e la ciliegia speziata, poi in bocca quella fragranza rotonda finemente fumé che lo connota classico fra i classici della zona. Ci ha sorpreso, il giorno dopo, coglierne ancora la sua complessità piena. Il Valpolicella 2018 è invece fresco ed è l’incipit di “gioia” e “condivisione”, le altre parole, che insieme a “terra”, costituiscono il suo credo. In etichetta, c’è anche una cartina di Negrar con l’indicazione dei 7 appezzamenti su cui lavora, che praticamente abbracciano i punti nevralgici di tutta la zona. Questo ragazzo è decisamente dei nostri. Cercate il suo Amarone! SARTORI tel. 0456028011 www.sartorinet.com Amarone della Valpolicella “Corte Brà” 2011 Sta facendo un grande lavoro, Andrea Sartori, esponente della quarta generazione di una famiglia impegnata nella produzione del vino sin dal 1898. Oltre ad avere ricoperto cariche istituzionali importanti (tra le più significative, la presidenza del Consorzio di Tutela dei vini della Valpolicella e dal 2004 al 2010 la presidenza di Unione italiana vini), dal 2000, da quando ricopre l’incarico di Presidente della Casa Vinicola Sartori, guidando con mano sicura la sua grande cantina, assieme a Luca e Paolo Sartori, ha

aperto all’azienda nuovi mercati, riuscendo a coniugare numeri importanti e qualità. Di classe l’Amarone della Valpolicella “Corte Brà” dal colore rosso intenso con lievi riflessi granati, dagli intensi profumi di marasca, confettura di frutta rossa, pepe e polvere di caffè, dal sorso di notevole profondità aromatica e compattezza gustativa, con finale ampio e retrogusto di vaniglia e cioccolato. VIGNETI DI ETTORE tel. 0457540158 - 3404620518 www.vignetidiettore.it Amarone della Valpolicella 2015 Ettore Righetti, in passato direttore e presidente della Cantina Cooperativa di Negrar, e figlio di una famiglia dove il vino era cuore dell’attività da almeno cinque generazioni, da tempo, con il nipote Gabriele, con studi in agronomia ed enologia, ha intrapreso una nuova avventura, rilanciando ancora una volta tutto sulla qualità e credendo nelle colline di Negrar, nel cuore della denominazione della Valpolicella Classica. Due gli appezzamenti, a un’altitudine sul livello del mare che varia dai 250 ai 400 metri s.l.m., l’uno sul versante occidentale della valle di Negrar, con esposizione sud-ovest, l’altro sul versante orientale con esposizione sud-est, per una proprietà di quindici ettari con piante che vanno dai 15 ai 40 anni d’età. Il risultato è una cantina di cui si sentirà parlare a lungo. Di pregio l’Amarone della Valpolicella, dal colore rosso rubino intenso, dal profumo di marasca e spezie, dal sorso caldo e di grande struttura, e dalla lunghissima persistenza. Uno spettacolo con cacciagione e selvaggina.

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VILLA SPINOSA tel. 0457500093 www.villaspinosa.it Amarone della Valpolicella Classico “Guglielmi di Jago 15 anni” 1998 Si deve a Enrico Cascella Spinosa, l’attuale proprietario dell’azienda vitivinicola, il recupero degli ambienti rurali della tenuta, risalenti al 1700 circa. I vigneti di proprietà si estendono su una superficie complessiva di circa venti ettari, e sono impiantati con le classiche varietà del territorio, quali corvina, corvinone e rondinella, nei comuni di Negrar in Valpolicella e Marano di Valpolicella, e lavorati nel segno del più profondo rispetto verso l’ambiente, la biodiversità, la natura e l’ecosistema. Il risultato sono vini che portano i nomi di cru di pregio, come Figari, Jago, Albasini, Guglielmi di Jago e Francesca Finato Spinosa, con rossi che, andando dal Valpolicella Classico Superiore al Ripasso, all’Amarone e al Recioto, raccontano in modo impeccabile il territorio, come a voce sa fare anche Piergiovanni Ferrarese, nuova forza in cantina. Cru di maggiore spessore, l’Amarone “Guglielmi di Jago”, figlio di una lungimirante intuizione del prof. Roberto Ferrarini che, un po’ controcorrente, venti anni fa, suggerì di affinare nel legno per molto tempo le migliori annate, da consumare 10, 15, 20 anni dopo la vendemmia. Nel caso dell’Amarone della Valpolicella Classico “Guglielmi di Jago 1998 15 anni” ha profumi di prugna, ciliegia, note di cioccolato, tabacco e caffè, sentori di erbe aromatiche e cenni di chiodi di garofano, sorso setoso e armonico. PESCHIERA DEL GARDA (VR) SANSONINA tel. 0457551905 www.sansonina.it


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Garda Cabernet “Evaluna” 2016 La Sansonina è un’azienda con un vigneto di 13 ettari che si adagia nelle morene meridionali del Lago di Garda, vicino a Sirmione. Un luogo di grande piacevolezza di paesaggio e di tradizione vinicola per il suo Lugana. Proprio in questa terra, Carla Prospero nel 1997 intraprende una sfida al femminile, affiancata dalla figlia Nadia, e riporta in vita, attraverso un accurato intervento, un antico vigneto di merlot, iniziando la produzione di un vino rosso in terra di bianchi: il Sansonina (da una selezione di una serie di cloni francesi di merlot). Nel 2016 fa il suo ingresso nel mercato Evaluna, un Garda Doc Cabernet, 2016. Fin dagli esordi l’azienda è impegnata nella tutela della biodiversità, utilizzando i migliori approcci per il più basso impatto ambientale. Inoltre sostiene la viticoltura integrata che utilizza in sinergia di tutte le tecniche disponibili alla difesa delle piante e tutte le pratiche possibili per favorire uno stato ottimale delle viti. Materiali come la roccia e il legno fungono da elementi fondamentali per la loro naturalezza. PIAN DI FELTRE (BL) PIAN DELLE VETTE tel. 0439302803 - 3298191436 www.piandellevette.it Vino Spumante di Qualità Metodo Classico Pas Dosé “Mat ‘55” È un nostro Top Hundred 2019 il Metodo Classico Pas Dosé “Mat ‘55” di Pian delle Vette di Feltre, scoperto ai tavoli della somma Locanda San Lorenzo di Puos d’Alpago (Bl). Da uve pinot nero e chardonnay, ha colore giallo paglierino brillante, perlage di notevole finez-

papillon 72 za, naso elegantissimo con note di mela cotogna, nocciola, frutta esotica, e in particolare di ananas e banana, fine speziatura, mentre al palato è di buona struttura, piacevolmente sapido, con note di frutta che ritornano e lunga persistenza. Ma che dire, anche, del Pinot Nero? Rosso rubino, ha profumi di lamponi, ribes, ciliegia, mentre al palato è armonico, di buona freschezza e beva invitante, bella persistenza.

ma reso elegante e non esageratamente corposo, e poi un Cabernet esemplare che dice della mano di questo giovane produttore, che avrà tanti successi.

PRAMAGGIORE (VE) LE CARLINE tel. 0421799741 www.lecarline.com

PONTE DI PIAVE (TV) CASA BACCICHETTO tel. 0422759931 www.baccicchettovini.it Piave Manzoni “Animafranca” 2017 Ma che sorpresa i vini di questa cantina di Ponte del Piave, che si chiama Baccichetto. I tre vini erano tutti offerti a bicchiere alle Beccherie di Treviso, corona radiosa della nostra guida, e il più intrigante è stato senz’altro il Manzoni Bianco “Animafranca”, Top Hundred 2019. Lo senti pulito con la sua nota floreale aromatica molto netta. In bocca è pieno, fine, amarognolo sul finale, con una stoffa resistente che lo connota fra i grandi vini bianchi e non solo da oggi. Ma che dire dei due rossi: il Raboso, realizzato come si faceva una volta,

Resiliens Bianco 2017 C’è una cantina che rappresenta proprio il futuro. Si chiama Le Carline e da qualche anno ha intrapreso la strada dei vitigni resistenti, che possono prevenire i danni dei cambiamenti climatici. Daniele Piccinin ha sposato un progetto della Regione Veneto che ha individuato uve capaci di resistere alle avversità, ottenute dopo diversi incroci tra vitigni del Nord Europa, resistenti alle malattie fungine, con vitigni antichi presenti in Veneto. Nomi come aromera, muscaris, johanniter, sauvignon rytos, sauvignon nepis, souvignier gris, fleurtai, soreli. E ancora, prior, cabernet cortis, cabernet carbon, cabernet volos, roesler, merlos kanthus, merlot khorus, cabernet eidos. Impariamo a conoscerli, perché saranno i vitigni del futuro. Li abbiamo assaggiati nei blend della linea Resiliens – i primi nel Bianco, i secondi nel Rosso – e li abbiamo


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papillon 72 trovati straordinari. Anche dopo cinque giorni i descrittori di piccoli frutti (il ribes e il mirtillo) nel Rosso erano ancora più croccanti ed evidenti. Ora, il Vino Bianco Bio Resiliens ha inedite note vegetali e fumé che si trasformano in note di idrocarburi. E qui senti il vino che va a prendere alimento nella profondità della terra. In bocca è molto elegante, con una spada di acidità sostenuta e un’espressione di frutta esotica che si manifesta anche in bocca. È placido, leggermente sapido, minerale, con un finale che ha un ché di ammandorlato. E che dire del Rosso, che al profumo regala note animali che poi si evolvono fino a diventare cioccolato bianco (avete letto bene)? In bocca è pungente, scalare nella sua evoluzione che mischia la forza dell’acidità con la maturazione dei tannini. Un vino galoppante, che poi regala appunto quelle note di piccoli frutti. Un vino biologico (certificato), senza solfiti aggiunti e vegano, che dal 2017 è una realtà. RONCÀ (VR) DAL CERO TENUTA CORTE GIACOBBE tel. 0457460110 www.vinidalcero.it Soave 2017 Quando si dice i ricordi. Nel 2016 a una fortunata edizione di Golosaria a Bassano del Grappa, ambientata a Villa Giusti del Giardino, venne – fra i 30 espositori – la cantina Dal Cero. E da allora, dopo aver assaggiato i vini che non erano niente male, ci siamo ripromessi, prima o poi, di assaggiare tutta la gamma, anche perché ci è capitato un loro Durello eccellente, la Cuvée Augusto, non dosato, ma anche un Amarone all’ultima Anteprima, che s’è distinto. Poi il tempo passa, ma intanto, mentre provavamo la cu-

cina del ristorante Acchiappagusto di Arcugnano, da una carta di vini pazzesca, ecco questa bottiglia della Tenuta Corte Giacobbe, che insieme con Gianni Rigoni Stern e la moglie ci siamo bevuti con grande soddisfazione. La prima cosa che ci ha colpito di questo Soave, di nome e di fatto, era la nota vulcanica che si mescolava a sentori agrumati. Invitante. In bocca lo senti avvolgente, rotondo, preciso nella sua freschezza, dove la mineralità gioca a evidenziare note di mandorla, prima della chiusura sapida. Top Hundred 2019

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cine della nostra predilezione, fra cui il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut. Vero punto di riferimento qualitativo per la sua eleganza, questo Prosecco ha colore paglierino brillante, perlage fine e continuo, note floreali e sentori di mela eleganti, gusto cremoso, fresco, piacevolmente viperino e dalla beva gustosa. Ideale come aperitivo, si esalta in abbinamento a crostacei crudi o al vapore. Ulteriore plus, da guinness il rapporto qualità/prezzo. SAN PIETRO IN CARIANO (VR) MONTE FAUSTINO FORNASER tel. 0457701651 www.fornaser.com

SAN PIETRO DI FELETTO (TV) SAN GIUSEPPE AZ. AGR. tel. 0438450526 - 3479023595 www.aziendaagricolasangiuseppe.it Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Situata proprio nel cuore della “Strada del Vino Bianco”, lungo la direttiva che da Conegliano conduce a Valdobbiadene, questa realtà vitivinicola è nata negli anni Novanta con Giovanni Battistella, ex imprenditore edile che, “nel mezzo del cammin di sua vita” ha deciso di cambiare mestiere, ed è diventato un bravissimo vignaiolo. Insieme a lui il figlio Carlo, diplomato in enologia. Producono alcune bolli-

Valpolicella Classico Superiore Ripasso “Il Ripetente” 2015 “A ogni ripasso il ripetente impara di più, ricorda la vecchia lezione e assorbe quella nuova. Lui la sa lunga. Ha ascoltato il maestro più di chiunque altro” . Quello che “la sa lunga” , come è scritto sulla retroetichetta, è Paolo Fornaser che, con ogni vino che firma, regala emozioni. Ritrovo questo produttore tra i nostri Top Hundred ai tavoli della somma Osteria della Buona Condotta di Nicoletta Rossi e Matteo Scibilia. Con “la cotoletta perfetta”, il Valpolicella Classico Superiore Ripasso “Il Ripetente” 2015 di Fornaser, appunto. Rosso rubino, ha naso ampio e complesso con note di ciliegia, prugna, spezie, mentre al palato è piacevolmente tannico, di grande carattere, ma con beva invitante, bella sapidità. MONTECARIANO tel. 0456838335 www.montecariano.it


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Valpolicella Classico Superiore “Corte Monte” 2015 È dell’azienda Montecariano – che da anni applica la tecnica della “produzione integrata”, nel segno della salvaguardia e miglioramento dell’ambiente agrario e antropico circostante – il rosso che condividiamo. È il Valpolicella Classico Superiore “Corte Monte”, dal colore rubino, dai profumi di marasca, dalle note di prugna e dai sentori di spezie, dal gusto equilibrato, con una piacevole sapidità che invita alla beva, dal finale di buona lunghezza e retrogusto fruttato. SANTA SOFIA tel. 0457701074 www.santasofia.com Amarone della Valpolicella Classico “Gioè” 2011 A un Vinitaly che ha superato le più rosee aspettative, confermandosi la manifestazione più prestigiosa al mondo per il settore del vino, dedichiamo un grandissimo rosso del territorio veronese. È l’Amarone della Valpolicella Classico “Gioè” 2011 di Santa Sofia di San Pietro in Cariano. Da vigneti di collina nelle zone più vocate nei comuni di Marano di Valpolicella, Fumane e San Pietro in Cariano, da uve corvina e corvinone (80%), e rondinella (20%), con appassimento delle uve per un periodo di circa 100 giorni e 24 mesi in botti di rovere di Slavonia, 18 mesi in botti da 225 litri di rovere francese di media tostatura e almeno 2 anni in bottiglia. Nel bicchiere ha colore rubino fitto, impenetrabile, con riflessi granati, mentre al naso ha profumi di grande intensità di rosa macerata, amarene, marasche sotto spirito, prugne e fichi secchi, nota di cioccolato fondente e fine speziatura, mentre in bocca è caldo e di

papillon 72 notevole struttura, con tannini ben bilanciati e bella sapidità, retrogusto fruttato e lunghezza infinita. TEDESCHI FRATELLI tel. 0457701487 www.tedeschiwines.com Amarone della Valpolicella “Capitel Monte Olmi” 2010 Sulla tavola c’erano vini da sogno, davvero. Ma uno ha strappato il giudizio entusiasta di tutti, e, va detto, a qualcuno “la lacrima” di commozione... È l’Amarone della Valpolicella “Capitel Monte Olmi” 2010, capolavoro della famiglia Tedeschi che, da decenni, è punto di riferimento del territorio con vini che di anno in anno non fanno che confermare che questa è cantina di caratura internazionale. Rosso che prende il nome dal vigneto situato a Pedemonte di Valpolicella, nel cuore della Valpolicella Classica, con estensione di 2,5 ettari con esposizione sud ovest (vigneto ottenuto su terrazze, con la grande pendenza che assicura la perdita di acqua in caso di piovosità abbondante, mentre la profondità e la struttura prevalentemente argillosa permettono di trattenere l’acqua nei periodi di siccità). Da uve corvina (30%), corvinone (30%) rondinella (30% ), oseleta, negrara, dindarella, croatina e forselina (10%), nel bicchiere ha colore rubino luminoso, naso con profumi di amarena, piccoli frutti e in particolare lampone e ribes rosso, sentori di mallo di noce e tabacco, elegante speziatura, mentre in bocca è di grande struttura, caldo ed equilibrato, con sapidità che sostiene la beva, armonia e finale di lunghissima persistenza. Con Tedeschi abbiamo anche concluso gli assaggi con un loro Recioto del 1974...poesia. Una grande famiglia.

TENUTE UGOLINI tel. 0457703830 www.tenuteugolini.it Amarone della Valpolicella “Valle Alta” 2013 Un legame iniziato con il nonno, quello con terra e vino, per la famiglia Ugolini, anche se, solo alla morte del padre, Giambattista Davide e Tiziano, vent’anni fa, hanno deciso di occuparsi delle vigne. Ed è solo di un decennio dopo la scelta di non limitarsi a vendere l’uva prodotta, ma vinificarla, imbottigliandola. Per anni tutte le attenzioni e le cure sono state per i vigneti di collina, anche sotto il profilo paesaggistico (alle Tenute Ugolini appartengono 12 km di muretti a secco). Di recente, infine, l’acquisizione di Corte Quaranta, antica, panoramica corte rurale ai piedi del colle di San Michele. Tra i vini che abbiamo conosciuto meglio a Golosaria Milano, il Valpolicella Classico Superiore “San Michele”, il Valpolicella Ripasso “Monte Solane”, omaggio di classe al territorio, il grande Amarone della Valpolicella “Valle Alta”, rosso rubino intenso, dai sentori floreali e fruttati, dalle note di confettura di marasche e di ciliege sotto spirito, dai sentori di spezie dolci come la cannella e la noce moscata, dal gusto vellutato, elegante e morbido, e il Recioto della Valpolicella “Valle Lena”, vino della tradizione per eccellenza, dal sapore vellutato e armonico, dai profumi di confettura di ciliegie e prugne. TOMMASI VITICOLTORI tel. 0457701266 www.tommasiwine.it www.villaquaranta.com Recioto della Valpolicella 2015 In una sosta a pochi minuti dal casello Telgate Grumello della A4,


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papillon 72 ai tavoli del Ristorante Al Vigneto, patron Vito Siragusa accompagna il dessert con l’elegante e per nulla stucchevole Recioto di Tommasi. La cantina Tommasi è stata fondata nel 1902. Ma la vitalità che ha questa realtà, nelle mani ora della quarta generazione, è da esordienti. La famiglia è celebre per il suo Amarone ma negli ultimi vent’anni sono stati fatti investimenti importanti, che hanno portato ad ampliare le proprietà, affiancando alle vigne della Valpolicella, tenute, dal nord, in Oltrepò Pavese, al centro Italia in Toscana, fino al sud in Basilicata a Barile e a Manduria in Puglia. Da uve corvina 65%, rondinella 30%, molinara 5% il Recioto ha colore rubino, naso intenso di ciliegia e fichi, sorso caldo ma che invita alla beva, lunga persistenza. ZYMÉ tel. 0457701108 www.zyme.it Kairós 2002 Vitigni e uliveti in tutto il territorio veneto, con particolare concentrazione nella Valpolicella. È la scelta di questa azienda, con la volontà di avere una varietà di terreni che rispecchia la filosofia aziendale ispirata alla ricerca, alla curiosità e alla sperimentazione. Gli ettari vitati sono 30, per una produzione annua di circa 80.000 bottiglie, suddivise tra 3 vini bianchi e 8 rossi, con la filosofia produttiva di Zymé che si diversifica in due linee, corrispondenti ai principi che informano la visione di Celestino Gaspari: valorizzazione dell’identità territoriale e sperimentazione innovativa. La linea classica, a denominazione di origine protetta (Dop), comprende i prodotti storici del territorio: Valpolicella, Valpolicella Superiore (Ripasso), Amarone e Amarone Riserva. Il

fiore all’occhiello della produzione è Harlequin, rosso realizzato con decine di uve autoctone della sua terra, unico, e nel millesimo 2009, l’ultimo da noi degustato, a dir poco, emozionante. Da provare anche 60 20 20, da uve cabernet sauvignon, merlot e cabernet franc. E Kairós che, quando è nato, a lui non sembrava straordinario, e che invece a noi conquistò immediatamente. È un rosso concentrato che colpisce per la freschezza, l’ingresso morbido, l’espressione di sensazioni aromatiche che sono come un concerto. Ne abbiamo assaggiato quest’anno un campione del 2002. Era straordinario. SAN POLO DI PIAVE (TV) CA’ DI RAJO tel. 0422855885 www.cadirajo.it Piave Tai “Iconema” 2017 La cantina Ca’ di Rajo è custode di un vero gioiello, della Bellussera: un metodo di allevamento della vite basato su un sistema a raggi messo a punto alla fine dell’800, che prevede un sesto di impianto ampio dove pali in legno di circa 4 metri di altezza sono tra loro collegati da fili di ferro disposti a raggi, con ogni palo che sostiene 4 viti, alzate circa 2,50 metri da terra, da ciascuna delle quali si formano dei cordoni permanenti che vengono fatti sviluppare inclinati verso l’alto e in diagonale rispetto all’interfilare, formando una raggiera. 15 gli ettari a Bellussera dove si coltivano raboso, glera, chardonnay, pinot bianco, sauvignon, verduzzo, merlot, oltre alla marzemina bianca, rarità dalle origini antiche. Il vino da provare Iconema, un Tai Doc Piave dal colore giallo oro, profumi di sambuco e mandorle, note di pesca

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gialla matura e albicocca disidratata, leggeri sentori di spezie, tra cui spicca lo zafferano, note e minerali che ricordano la pietra focaia, mentre al palato è di grande eleganza, con freschezza e sapidità in perfetta unione. ENOTRIA TELLUS tel. 3480826795 - 3479560403 www.enotriatellus.it Marca Trevigiana Rosso “Piradobis” 2018 Ancora un Prosecco? Ci siamo avvicinati con titubanza all’extra dry millesimato con l’etichetta sbarazzina di questo produttore e abbiamo avuto una bella sorpresa. «Vai a vedere che Fabio Lucchese è un tipo originale», abbiamo pensato dopo l’ottimo assaggio del suo Prosecco equilibrato, ben fatto, coerente e tutt’altro che piacione come certi prototipi tutto profumo e dolcezza. Curiosa anche la sua versione del Pinot Grigio delle Venezie Dosage Zero che ha fragranza e carattere, come ci si aspetta da questo grande vitigno. Ma la sorpresa è stato il Rosso, da uve merlot, raboso e raboso passito. Non ci aspettavamo quel mirtillo penetrante al naso e poi quel sorso ampio e rotondo, caldo, decisamente buono. Questo produttore ha stoffa. SANT’AMBROGIO DI VALPOLICELLA (VR) BENEDETTI CORTE ANTICA tel. 0456801736 www.cantine-benedetti.com Amarone della Valpolicella Classico “Croce del Gal” Black Label 2010 “Dalla terra alla bottiglia, un’unica mano”. Vanno fieri i fratelli Benedetti di utilizzare solo uva di propria


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produzione, seguendo la nascita dei vini sin dalla coltivazione della vite, con certosina attenzione in ogni passaggio, espressione del loro profondo amore e passione per la terra. Oggi l’azienda è composta da 14 ettari di vigneto di proprietà in zona Valpolicella ed esporta in più di 15 Stati del mondo. In produzione le tipologie caratteristiche del territorio, in diverse linee, con il vino che ci ha conquistato che è l’Amarone della Valpolicella Classico “Croce del Gal” Black Label: granato, con profumi di confettura di ribes e ciliegia, poi note agrumate di arancia amara, quindi sentori di tamarindo e richiami speziati di pepe, bacche di ginepro e tostatura di tabacco, beva che si esprime agile grazie a bella freschezza, con tannini vellutati, sorso armonico e finale lunghissimo con retrogusto di liquirizia. BOSCAINI CARLO tel. 0457731412 www.boscainicarlo.it Amarone della Valpolicella Classico “S. Giorgio” 2014 Nella zona classica e storica della Valpolicella, questa bella realtà, che si estende su di una superficie di 14 ettari e che porta il nome del nonno Carlo Boscaini, appunto. Oggi al timone sono i nipoti, Carlo e Mario, cui si deve l’introduzione di tecnologie e lavorazioni all’avanguardia sia nei vigneti sia in cantina. La produzione è di circa 60.000 bottiglie di vino prodotte solo con l’uva dei vigneti di proprietà, in maniera tradizionale, ma con attrezzature moderne e con il minimo uso di additivi chimici. Tra i rossi prodotti, Valpolicella Superiore, Valpolicella Ripasso, Amarone della Valpolicella Docg, Recioto della Valpolicella Docg. Sul podio

papillon 72 quello che era già stato nostro Top Hundred, l’Amarone della Valpolicella Classico “S. Giorgio”. Rosso rubino profondo, al naso ha note di confettura di amarene, sentori speziati, profumi di tabacco, mentre in bocca è caldo, di grande struttura, persistente. SARCEDO (VI) FATTORIA SOCIALE LA COSTA tel. 04451670108 www.fattoriasocialelacosta.com Sarco 2016 La vita in campagna e il lavoro tra i vigneti come fattore di integrazione e di crescita per persone diversamente abili. È una realtà nata per offrire opportunità occupazionali o di inserimento lavorativo per giovani e adulti con disabilità e svantaggio sociale, La Costa, che vede i ragazzi ospitati seguire alcuni passaggi del ciclo produttivo, dalle attività in campagna, in vigneto e nell’orto, all’etichettatura (dal disegno delle etichette del vino, al passaggio di etichettatura vera e propria e sigillatura della bottiglia con la capsula), al confezionamento del prodotto. Di questa bella realtà, quell’“angelo matto” e fuoriclasse del gusto che è Claudio Rugna de La Costa di Cinisello Balsamo (Mi) ci ha proposto l’interessante Sarco, rosso che sorprende per la sua eleganza, e che si propone con note di ciliegia, frutti di bosco e spezie, tra cui spicca il pepe, e che si fa bere e ribere grazie a bella freschezza, piacevole sapidità, finale di buona lunghezza. SOAVE (VR) BALESTRI VALDA tel. 0457675393 www.vinibalestrivalda.com

Trebbiano di Soave “Libertate” 2017 Serata sorpresa a Verona, al ristorante Canonica in zona Castelvecchio (corona radiosa davvero eccellente). E qui abbiamo conosciuto un vino decisamente sorprendente: il Trebbiano “Libertate” prodotto a Soave in anfora e poi finito in acciaio. Un vino naturale già in vigna, dove non si fa uso di diserbanti e pesticidi, che mostra una purezza assoluta. Ha colore paglierino piuttosto carico, al naso note piacevolmente floreali e agrumate. In bocca la sorpresa di un equilibrio perfetto come quando assaggi una birra d’abbazia. Un vino di buon corpo, ma che si esprime in maniera elegante, con un’ottima persistenza trascinata dalla freschezza e dal nerbo. Uno dei bianchi più buoni d’Italia. Top Hundred 2019

CANTINA DI SOAVE tel. 0456139811 www.cantinasoave.it Soave Classico “Rocca Sveva” 2018 Dal 1898 Cantina di Soave è espressione delle denominazioni del territorio veronese, infatti può vantare prodotti d’eccellenza nell’ambito del Soave e del Valpolicella a cui


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papillon 72 si somma la spumantistica con i Lessini Durello. I migliori vigneti di collina danno origine ai prestigiosi vini della linea Rocca Sveva che, a oggi, rappresentano la linea d’eccellenza della cantina nata all’ombra del Borgo Rocca Sveva, splendido maniero medioevale e cantina all’avanguardia. Tra i vini di questa selezione spicca il Soave Classico, che ha ottenuto la Certificazione di Sostenibilità VIVA, e che pratica elementi di sostenibilità rivolti anche all’utilizzo di un’etichettatura e di un packaging ecosostenibile. Soave nel nome e di fatto: perfetto equilibrio, acidità avvolgente. Fragranza. TAMELLINI tel. 0457675328 Spumante Metodo Classico Extra Brut Millesimato 2010 Pio Francesco e Gaetano Tamellini, il primo impegnato in cantina e il secondo in vigna, titolari di una azienda tra le colline del Soa­ve, producono centomila bottiglie, tutte nel segno della qualità, a partire dal Soave Classico “Le Bine De Costìola”, già Top Hundred. Ai tavoli della Trattoria Del Tacco di Desio però, Salvatore Biondo, il neo titolare, con la sua passione contagiosa per il vino e per le produzioni spumantistiche, ci ha stupito con l’assaggio dell’interessantissimo Spumante Metodo Classico Extra Brut Millesimato 2010, dai profumi agrumati di bergamotto e di frutta esotica, dalle note di crosta di pane, nocciole e burro, dal sorso perfettamente equilibrato, dalla bella bilanciatura tra struttura e freschezza, e dalla suggestiva nota sapida che sostiene la beva. SOMMACAMPAGNA (VR) LE VIGNE DI SAN PIETRO tel. 045510016 www.levignedisanpietro.it

Custoza 2017 È una delle poche aziende da noi premiate due volte nei Top Hundred questa cantina guidata da Carlo Nerozzi, spirito da leader e uomo di profonda cultura, ma anche imprenditore di valore, capace in questi anni di costruire attorno a sé una squadra vincente. I terreni dello stupendo vigneto, coltivato all’interno di un parco nelle colline moreniche del Garda, non vengono lavorati e l’erba tra le vigne è gestita meccanicamente senza uso di diserbanti. Viene utilizzata la pratica del sovescio per arricchire i terreni e aumentare la biodiversità. Le uve vengono raccolte a mano in casse e lavorate previo raffreddamento entro poche ore dalla raccolta. Di grande caratura i vini, tra cui il simbolo è il Custoza da uve garganega, tocai, trebbiano e manzoni, dal colore paglierino, naso dai sentori floreali e fruttati, e profumi che richiamano le erbe di campo, sorso fresco, scorrevole, piacevolmente sapido.

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colto in una zona come le colline moreniche, alle porte di Verona. Straordinario è stato poi l’assaggio del Rosso “Obardi” 2013 (da uve syrah, petit verdot, teroldego e merlot) che, grazie al suo equilibrio elegante, nel novero dei vini di tutta la gamma, ha ottenuto il riconoscimento di Top Hundred 2019.

VILLA MERIGHI tel. 0457190039 - 3355692703 www.villamerighi.it

SONA (VR) CORTE QUAIARA tel. 0457190158 www.cortequaiara.it Veneto Rosso “Obardi” 2013 Quando siamo a Verona veniamo qui perché si mangia da dio, ma anche perché Leo, il patron del Bersagliere, ha sempre delle bottiglie nuove da farci conoscere. Ed è qui che abbiamo assaggiato un Pinot Nero 2013 prodotto a Sona da Giovanni Montresor. E mentre assaggiavamo quel rosso di un certo spessore, che aveva freschezza da vendere, giustamente tannico e con tutti i connotati di un grande pinot noir, mi chiedevo che bestia strana fosse questo vitigno. Difficile da esprimersi, ma sorprendente se

Custoza Bio “Livio Fugatti” 2017 Cresce di anno in anno il novero dei produttori di Custoza meritevoli di attenzione. Questo Custoza Bio “Livio Fugatti” di Villa Merighi, assaggiato al Bersagliere di Verona, ci ha piacevolmente colpito. Ha colore giallo, al


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i vini del Veneto

naso lo senti floreale, ma nello stesso tempo fresco e citrino. In bocca è armonico e nervoso nel medesimo tempo, perché l’acidità lo rende vivo. Perfetto come aperitivo e sugli antipasti, a tutto pasto se abbiamo del pesce. Top Hundred 2019 TERRAZZO (VR) LE CAREZZE tel. 044223289 www.cantinalecarezze.it Merlara Malvasia “Diana” 2017 Il patron del ristorante Aldo Moro di Montagnana, Sergio Moro, è una persona amabilissima, con la quale ci piace chiacchierare ogni volta che passiamo, anche solo per un caffè. E lui ha una certa propensione per i vini. Come quelli dell’azienda biologica Le Carezze, una realtà emergente della Doc Merlara. A più riprese abbiamo assaggiato il Pinot Grigio “Jupiter” 2017, che è molto carico al naso di speziature; in bocca è croccante, fresco, secco e pregnante. Il Merlot al naso sembra una macedonia di piccoli frutti, ma poi emergono le note di cuoio e di legno. L’ultimo assaggio, durante la cena del 5 novembre è stato del Merlara Malvasia “Diana” 2017 che alla fine è il vino che ci ha convinto di più. Una Malvasia dove l’aromaticità è domata, quasi che abbia voluto dare anima all’equilibrio e alla piacevolezza del sorso. Saranno famosi! TORREGLIA (PD) QUOTA 101 tel. 0425410922 www.quota101.com Colli Euganei Fior d’Arancio “Il Gelso di Lapo” 2014

papillon 72 “Vini da meditazione o da conversazione”, così ha battezzato passiti e vendemmie tardive il grande Luigi Veronelli. Sono vini che oggi trovano un difficile abbinamento (assurdo accostarli al foie gras servito come antipasto, suvvia!), ma restano ideali per i giorni a cavallo di Natale e Capodanno, quando succede di ricevere ospiti. E allora si conversa sorseggiando un vino di questo genere, che deve restare memorabile. Da uve moscato, coltivate sui Colli Euganei, abbiamo trovato un passito straordinario di Fior d’Arancio: il Gelso di Lapo. L’azienda che lo produce si chiama Quota 101 e ha sede a Torreglia. Il colore è giallo ambrato intenso: profuma di fichi e miele, ma anche di fiore di zagara e di arancio candito. La sua persistenza vellutata in bocca è suadente, e ti rapisce. A Golosaria Milano è stato proclamato Top dei Top dei vini passiti tra Top Hundred 2019.

VALDOBBIADENE (TV) SUI NUI tel. 04231916793 www.suinuispumanti.it Prosecco Treviso Dry A Golosaria a Treviso sono state interessantissime le degustazioni dedicate al mondo del Prosecco, affrontato in tutte le sue tipologie

e sfumature emozionali. Tra le sorprese, premiato tra i Top Hundred 2019, questo Dry, di Sui Nui, dal profumo elegante di mela Golden e di pompelmo, dal gusto gradevole e armonico, dal sorso abboccato ma invitante, dalla grande piacevolezza. Una bella bottiglia che ha fatto un racconto da ascoltare.

VIGNETO VECIO tel. 0423900338 www.vignetovecio.it Vino Col Fondo “Mesi” 2016 «I veri intenditori non bevono vino; degustano segreti». Questa frase di Salvator Dalì ispira il lavoro della famiglia Miotto, titolare di un agriturismo in quel di S. Stefano di Valdobbiadene, tra le storiche colline di produzione del Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, e soprattutto produttori di vini, sin dal Dopoguerra, prima con nonno Silvio poi con papà Italo e ora con il nipote Silvio e i suoi figli, Elisa ed Enrico, enotecnico presso la Scuola Cerletti di Conegliano, che segue l’intero processo di produzione del Valdobbiadene Docg, dalla vite alla bottiglia. In produzione Valdobbiadene Prosecco Superiore nelle versioni Brut, Extra Dry e Dry. E come altre cantine, oltre ai loro prodotti Docg, hanno Prosecco nella versio-


i vini del Veneto

papillon 72 ne cosiddetta “frizzante col fondo”. È il caso di Mesi, “col fondo” ottenuto con il metodo naturale della rifermentazione in bottiglia, tramandato da quattro generazioni. Giallo oro, ha sentori di fiori di acacia, glicine, crosta di pane, mentre in bocca è secco e di bella sapidità, equilibrato e persistente.

il Bardolino Superiore “Pràdicà” 2016 (corvina, rondinella e sangiovese) che esprime una freschezza fruttata sorprendente. E quando la moglie ha portato in tavola i fugasi (biscottini del luogo), ci hanno aperto i Fenili, un passito di garganega che sa di panettone: velluto di dolcezza adorabile. Buono e bello come questa famiglia.

VALEGGIO SUL MINCIO (VR) CORTE GARDONI tel. 0456370270 www.cortegardoni.it Custoza “Mael” 2016 Gianni Piccoli e la sua bella famiglia: la moglie Stefania con il sorriso di chi è grata alla Provvidenza, i figli Mattia (enotecnico), Stefano (agronomo) e Andrea (marketing) tutti in cantina con le nuore e Francesco, figlio di Stefano, prossimo enologo. Producono 180 mila bottiglie con quelle etichette che esprimono i colori e la solarità della loro terra. Il Chiaretto, già polverizzato dal mercato, era amato da Gualtiero Marchesi. Ma che buono quel Bianco di Custoza 2017 che profumava di mela rossa e di frutti esotici. In bocca è pieno, senza acidità sfacciata con finale sapido. Il Custoza “Mael” 2016 ha color oro e vede un’aggiunta di riesling. È molto fine: ti offre ginestra e macchia mediterranea. Fantastico! E poi i rossi: il Becco Rosso 2016 di corvina in purezza che ha note erbacee e di ribes, espressivo di franchezza; il Rosso di Corte, taglio di cabernet e merlot, dove avverti la confettura di prugna e la liquirizia. Un rosso profondo ancor più nel campione del 1990, di straordinario equilibrio. Ma ci credete che questo rosso non sfigurava accanto a una bottiglia ceca che a un tratto hanno aperto: un Sassicaia del 1997. Ultimo vino

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della coltivazione biologica. La sua prima vendemmia è del 2008, con vinificazione in garage. Lui infatti punta su freschezza, acidità e bevibilità. Il corpo elegante e fresco è frutto della sperimentazione dei primi anni e il suo Amarone ha un residuo zuccherino basso dacché l’appassimento non è esagerato, così come la fermentazione a bassa temperatura non estrae esageratamente. In questa maniera punta sul fruttato del vino che affina in botti da dieci ettolitri usate e un lungo periodo in bottiglia. Il suo 2015 ha colore rubino intenso, al naso è floreale con note di rose rosse e di viole, quindi sentori di spezie, tabacco dolce da pipa, erbe balsamiche, grafite. Ha un gusto caldo, armonico, di eccellente equilibrio. Top Hundred 2019

VERONA EDERLE GIOVANNI tel. 045913797 - 0455708183 www.giovanniederle.it Amarone della Valpolicella 2015 A Verona a inizio anno ha debuttato l’annata 2015 dell’Amarone, che va in controtendenza rispetto al modesto millesimo 2014. “È la migliore annata degli ultimi 30 anni” hanno dichiarato alcuni produttori. Nel mazzo dei nostri assaggi, o meglio nella rosa dei sei migliori degustati alla cieca (Cà dei Frati, Collis Riondo, San Cassiano, Pietro Zanoni e Zeni), è emerso Giovanni Ederle, 32 anni, che produce il vino con la sorella Camilla a due chilometri dall’Arena di Verona, sulle colline di San Mattia, dove ha pure un agriturismo. Quelli che lavorano con loro sono sotto i trent’anni e l’inclinazione, dal 2012, è quella

VIDOR (TV) DE FAVERI tel. 0423987673 www.defaverispumanti.it Valdobbiadene Superiore di Cartizze A Vidor, l’azienda della famiglia De Faveri è nata qualche anno prima del successo mondiale del Prosecco, nel 1978, cosa che le ha consentito di farsi le ossa, migliorare costantemente la produzione, dotarsi di


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i vini del Veneto

strutture all’avanguardia. Oggi i fondatori, Lucio e Mirella De Faveri, sono affiancati in vigna e in cantina dai figli Giorgia e Giordano. La loro produzione è ricca, tutta orientata alla spumantistica. Otto i Valdobbiadene, che fin dal packaging dimostrano grandi ambizioni. Da

papillon 72 provare il Valdobbiadene Prosecco Spumante, da manuale, con spuma tenue e moderatamente persistente, profumi di glicine, sorso agile. Pregevole il Valdobbiadene Prosecco Superiore Millesimato 2018 dalle note di frutta esotica e mela Golden, finale al palato con nota

amarognola che si fa apprezzare. L’asso è il Valdobbiadene Superiore di Cartizze dalla bollicina fine, e giusta cremosità per un sorso piacevole, raffinato, così come il naso, dove a spiccare sono i profumi floreali, glicine, biancospino, salvia ed erbe aromatiche.


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Trentino

ALA (TN) TENUTA MASO CORNO tel. 3287442006 www.tenutamasocorno.it Trentodoc Pas Dosé “Giulio Larcher” 2014 In un maso secolare sulle pendici dei Monti Lessini, Tenuta Maso Corno, maso-vigneto che si allarga a ventaglio su un terrazzo orografico sospeso sul torrente Ala, e guarda dall’alto dei suoi 500 metri la valle dell’Adige. Giulio Larcher, vignaiolo per passione, ha puntato su cloni figli delle viti originarie, portainnesti selezionati, rese basse, cernita dei grappoli, raccolta manuale, nel rispetto della tipicità storico-ambientale e i risultati sono formidabili. Oltre all’interessante Pinot Nero “Santa Maria Maso Corno”, dai profumi fruttati e dalla garbata e avvolgente tannicità, ad averci spinto a inserirlo tra i nostri Top Hundred di quest’anno, il Trentodoc Pas Dosé “Giulio Larcher”

2014 dai profumi elegantissimi, dal sorso fresco e sapido, minerale, dalla spiccata acidità e dal gusto ampio e affascinante.

ALDENO (TN) CANTINA ALDENO tel. 0461842511 www.cantinaaldeno.com Trentino Merlot Riserva 2014

A Vinitaly erano stati premiati per il Lagrein “Athesim Flumen”. E in un recente passato hanno avuto riconoscimenti per i loro bianchi, e per i loro Trentodoc Brut “Altinum” e Trentodoc Brut “Altinate” Blanc de Blanc Bio Vegan. Ma le bravissime Chiara Lodato e Alba Sparanero, titolari di Vini e Vinili, indirizzo imperdibile per winelovers e giovani appassionati, ci sorprendono con un rosso che non è il Lagrein, appunto, ma il loro Merlot Riserva. Rubino con riflessi granata, ha naso di notevole importanza, con profumi di frutti di bosco, e in particolare di ribes e more, sentori speziati e note di tabacco, china e liquirizia, mentre al palato è caldo ed equilibrato, con una beva agile, che si chiude con retrogusto lungo di piccoli frutti e spezie. AVIO (TN) SAN LEONARDO tel. 0464689004 www.sanleonardo.it


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i vini del Trentino

Trentino Riesling 2015 Oltre mille anni fa era un monastero, e da più di tre secoli è la residenza dei Marchesi Guerrieri Gonzaga, quella Tenuta San Leonardo che è un giardino di vigne e rose protetto dalle imponenti montagne trentine. È stata una splendida sorpresa trovare ai tavoli di Vittorio, un bianco della cantina che rappresenta l’aristocrazia del vino italiano, la Tenuta San Leonardo, celebre per il suo rosso San Leonardo, uno dei migliori vini del mondo. Splendida scelta, quella di patron Francesco Cerea e del grande Fabrizio Sartorato, sommelier che ci hanno stupiti proponendoci, questo Riesling di rara eleganza, dal colore dorato, dai profumi di agrumi e frutta esotica, dalla caratteristica nota di idrocarburi, dal gusto pieno, ampio, con un sorso fresco e dinamico, ma di notevole complessità. Tra piatto e vino è stato matrimonio d’amore! CEMBRA LISIGNAGO (TN) CORVÈE tel. 3440260170 www.corvee.wine Trentino Superiore Cembra Müller Thurgau “Viàch” 2016 Un gruppo di giovani che conferivano le uve fino al 2016, hanno scelto di mettersi in proprio, in Val di Cembra. Promotore è il giovane enologo Moreno Nardin che raggruppa gli altri intorno a un’idea: raccontare il territorio grazie all’evoluzione dei vini nel tempo. Ovvero una maturazione lenta in cantina affinché si possano esprimere nel miglior modo. Ed è la Corvée, nome che evoca un mutuo coinvolgimento. Moreno Nardin, 31 anni, è presidente e responsabile tecnico, mentre gli altri soci si occupano della parte agricola (tutte le vigne, 13

papillon 72 ettari, sono in conversione biologica). La prima vendemmia è datata 2016 con müller thurgau, pinot grigio, pinot bianco e chardonnay, cui si aggiungono un Trentodoc Blanc de Blancs e un Rosè. Le vigne di alta montagna infatti, collocate sopra i 500 metri, sono ideali per chardonnay e pinot nero base dei brut. Ma le vigne di pinot nero, con qualche venatura di argilla e terreni più profondi, servono anche per il rosso, uscito a dicembre 2018 e in divenire. Tuttavia è il müller thurgau il vitigno principe della Valle: aromatico, esalta queste caratteristiche sopra i 600 metri di quota, grazie a temperature più basse e alle escursioni termiche. È una varietà molto fine, delicata. E difatti è stupendo già al naso: violette di bosco e note minerali. È il migliore dei nostri assaggi degli ultimi anni, questo Trentino Superiore Cembra Müller Thurgau “Viàch” 2016, da una vigna a 670 metri che ha avuto il riconoscimento Top Hundred 2019. Lo senti pieno in bocca, con quella vena aromatica che ti accompagna in un sorso elegante e finanche complesso. Superbi i Trentodoc: giallo oro il Blanc con quella crosta di pane al naso e una lunga vena fresca; fragranza di rosa nell’altro campione.

FAEDO (TN) GRAZIANO FONTANA tel. 0461650400 Trentino Müller Thurgau 2017 Le colline di Faedo hanno altezze importanti, che vanno dai 350 ai 600 metri s.l.m. E qui c’è un punto di riferimento, da sempre, per chi ama i vini autentici: Graziano Fontana, un autentico vignaiolo che passa tutto il suo tempo attivo in vigna e crede nella filosofia del vignaiolo FIVI, ovvero colui che ama i suoi vigneti, li protegge, ne raccoglie i frutti e li “imbottiglia”. I Fontana oggi hanno sei ettari di proprietà e i figli, Walter di 25 anni, Andrea di 23, dopo l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, con la figlia Giulia di 21 anni, sono pronti per nuove avventure. Per esempio con un Trentodoc che uscirà presto, data la loro propensione a coltivare chardonnay. Tuttavia, della degustazione di tutti i vini, mi hanno colpito soprattutto due campioni, che a dire il vero sono stati una sorpresa. Dico subito che Chardonnay, Müller Thurgau, Sauvignon e Gewürztrami­ner avevano tutti una trama filigranosa intrigante, ma il vino che più ha destato il mio stupore è stato il Müller Thurgau 2017, davvero coerente con la sua natura, delicato al naso con note di biancospino, poi in bocca fresco, piacevole col suo medio corpo che ne fa un vino speciale per la tavola. Ma una sorpresa è stato anche il Pinot Nero 2016, che mostrava un’incredibile speziatura, tanto da coprire i frutti rossi che affioravano in un secondo tempo. Emergevano invece la grafite intensa, il pepe, per poi offrire in bocca un piacevole equilibrio, con un finale quasi affumicato.


i vini del Trentino

papillon 72 ISERA (TN) MARCO TONINI tel. 3404991043 www.toninimarco.it

bocca è dolce e non stucchevole, armonico, di lunghissima persistenza. Da meditazione.

Trentodoc Brut Nature 2013 Ai tavoli de Il Gallo Nero di Vertemate con Minoprio, in una delle soste più belle dell’anno, con i piatti di Alessio, tra i vini che Serena sceglie con talento unico (la sua cantina, uno splendido esempio di cosa voglia dire avere competenza e mettere passione nella selezione), uno dei nostri Top Hundred degli ultimi anni di cui più andiamo fieri. È il Trentodoc Brut Nature 2013 di Marco Tonini di Isera. Da uve chardonnay e pinot bianco (la vendemmia è 2013, la sboccatura del 2016), ha colore giallo paglierino brillante, perlage fine e continuo, profumi elegantissimi di fiori bianchi, note fruttate di mela cotogna e susina gialla, spiccata mineralità, mentre al palato è fresco, armonico e con affascinante vena sapida che prosegue ininterrotta fino alla chiusura di notevole finezza. Sorprendente anche il cru Trentodoc Nature Riserva “Le Grile” 2013.

MEZZOCORONA (TN) CANTINA DI MEZZACORONA tel. 0461616399 www.mezzacorona.it

LASINO (TN) PISONI tel. 0461563216 www.pisoni.net Vino Santo 2004 È davvero uno spettacolo, il Vino Santo della azienda Fratelli Pisoni della frazione Pergolese di Lasino, ottenuto dopo lungo appassimento sulle “arele” e pigiatura nella Settimana Santa, dell’uva nosiola coltivata sulle “Frate”, che circondano la Valle dei Laghi. Dal colore ambrato, ha profumi suadenti di frutta esotica, note di datteri, fichi secchi e arancia candita, mentre in

Trentodoc Rotari Riserva “Flavio” 2010 Quelle cinque anfore di terracotta, dentro a una cantina che produce ogni anno 48 milioni di bottiglie, ci hanno acceso una lampadina: vuoi vedere che la sperimentazione ha trovato casa nella cantine sociali? La cantina di Mezzacorona è certamente all’avanguardia, ambientata in una vera e propria cittadella del vino di 10 ettari. Sono 1.600 i soci conferitori di uve (ma anche di mele) che lavorano su 2.617 ettari di vigneto. Una cantina che ha 114 anni di storia, ma che ha avuto il coraggio di rinnovarsi, con un investimento clamoroso per una struttura che è bella e attuale a distanza di 20 anni. Ora, il Rotari Flavio Riserva 2010 è un Trentodoc eccezionale (100% chardonnay) che abbiamo assaggiato accanto al brut Nature 2008. In entrambi i casi note macerate di frutti esotici, un velluto suadente ed elegante dentro a un sorso finissimo di bollicine allegre. Ti lascia la bocca pulita grazie alla sua mineralità e le note di pasticceria sono appena accennate. Grandissimo sarà il campione dei 40 anni, un extra brut che champagneggia e che verrà riprodotto. Dopodiché, cercate il Pinot Grigio Riserva “Castel Firmian” 2017 che ha un giallo intenso e una felice nota di pera e fa il paio con l’immediatezza di un notevole Chardonnay Riserva 2016. Glorioso sarà il Teroldego Riserva 2014 dalla

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nota filigranosa che esalta il mirtillo, ma ancor di più il NOS, ovvero la riserva 2012 di Teroldego che ha tutto il nerbo verde di questo grande vitigno italiano. Ma resterete impressionati anche dal Nero d’Avola 2015 della loro cantina di Sambuca (Feudo Arancio), dove emerge il lampone. Un sunto di assaggi che è come un invito a scoprire tutto il resto.

ROVERETO (TN) DALZOCCHIO ELISABETTA tel. 0464668933 - 3339695989 www.dalzocchio.it Vigneti delle Dolomiti Pinot Nero 2015 La storia della cantina di Elisabetta Dalzocchio nasce da due grandi amori, quello per il suo territorio siamo a Rovereto, nelle Dolomiti - e quello per un vitigno in particolare: il pinot nero. L’azienda agricola viene fondata nel 1979, da una proprietà composta da due ettari di bosco e due di vigneto di pinot nero, circondata da montagne, boschi, querce e piante di conifere, dove spira costantemente una brezza dal Lago di Garda. È l’habitat ideale per il pinot nero che qui infatti dà risultati altissimi. In cantina vinificazione in tini di rovere aperti, fermentazione spontanea e invecchiamento


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i vini del Trentino

in carati di rovere per 18 mesi. Nel bicchiere un grande vino che al naso spazia dai classici piccoli frutti ai sentori più evoluti di spezie e sottobosco e in bocca è morbido, con un tannino di tagli sartoriale. TRENTO CANTINA SOCIALE DI TRENTO tel. 0461920186 www.cantinasocialetrento.it Trentodoc Rosé “Vigna Zell” Ai tavoli di uno dei 10 migliori locali dove gustare la cassoeula, la Trattoria Risorgimento di Pioltello, grazie ad Andrea Pesenti, nel bicchiere l’interessante Trentodoc Rosé “Vigna Zell” della Cantina Sociale di Trento. Dal colore rosa intenso, ha profumi di frutti di bosco, e in particolare di fragoline e lamponi, nota floreale, sorso secco e sapido, armonico, di bella ampiezza. Con la cassoeula un abbraccio d’amore! CAVIT tel. 0461381711 www.cavit.it Trentodoc Altemasi “Graal” Riserva 2011 Nata nel 1950, quando alcune cantine si associarono dando vita a un Consorzio di Cantine Sociali, oggi

papillon 72 Cavit raggruppa 10 cantine associate, dislocate su tutto il territorio trentino e conta circa 4.500 conferitori, aderendo da oltre venti anni al “Protocollo per una produzione viticola di qualità in Trentino”, nel segno di un’agricoltura pienamente sostenibile. In questi anni è entrata nel gotha del vino italiano, grazie a una produzione che spaziando, dai Trentodoc, alla linea Maso, cru prestigiosi nati dalla collaborazione con l’Istituto Agrario di San Michele, fino ai Trentino Superiori, o a una linea di “dolci” di gran classe, si è segnalata per la continuità qualitativa. Una bella novità, l’elegante Trentino Nosiola “Conzal”. “Fuori categoria”, l’affascinante Vino Santo Trentino “Arèle”, giallo oro, dalle note di miele e frutta secca, dal gusto di grande equilibrio. Ma per noi è fuoriclasse assoluto il Trentodoc Altemasi “Graal” Riserva 2011, dal colore giallo oro luminoso, dal perlage fine e persistente, dai profumi floreali e fruttati, di pesca bianca, e dalle note agrumate, dai sentori speziati e dal gusto fresco e sapido. FERRARI - FRATELLI LUNELLI tel. 0461972311 www.ferraritrento.it Trentodoc Riserva Giulio Ferrari Rosé 2006 Ci sono dei vini che segnano la vita e uno di questi è il Giulio Ferrari,

Riserva prodotta solo in speciali annate dal 1972. I fratelli Lunelli (Gino, Franco e Mauro) l’hanno voluta dedicare al Fondatore, dal 1980. Ma ora la nuova generazione, ossia i figli dei Lunelli (Matteo, Camilla, Marcello e Alessandro), hanno voluto mettere un loro timbro con un Rosé, una Riserva da campioni, che porta il nome di Giulio Ferrari, esercizio di affinamento lunghissimo sui lieviti (11 anni) di pinot nero (in prevalenza) e di chardonnay. Un vino che già al colore dà l’idea di qualcosa di equilibrato. Lo porto al naso e la nota è immediatamente vinosa, quasi fosse emerso da una vasca di pietra di montagna con tutta la sua freschezza. E invece poi esprime la complessità dell’affinamento in bottiglia, quando fa emergere note di tamarindo e di arancia candita. Lo assaggi e lo riassaggi e registri una vena sapida e fresca di lunga persistenza, che lascia ricordi di polvere di caffè, pepe bianco, tutto sul filo della finezza. L’enologo Ruben Larentis è un mago dell’eleganza, mix di pinot nero di montagna, accarezzato dallo chardonnay. Oggi, con questo Rosé si dipana l’arco ad ampio raggio, per dimostrare fin dove arriva la selezione delle migliori uve di montagna, unita a un affinamento spinto, che non ha timore del tempo. Sensazioni speziate e minerali: il ricordo che lascia in bocca quel vino.


i vini dell’Alto Adige

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Alto Adige

CALDARO SULLA STRADA DEL VINO (BZ) LIESELEHOF tel. 0471965060 www.lieselehof.com Vino del Passo 2018 Werner Morandell e la sua famiglia ispirano il loro lavoro alla filosofia che li vede credere profondamente che il rispetto per la natura debba essere alla base di ogni azione e per questo hanno sposato il biologico da oltre vent’anni, con i primi tentativi che risalgono al 1993 e, a partire dal 2002, intensificata con la piantagione di vitigni Piwi. Dell’anno successivo la presentazione dei primi vini senza trattamenti in vigna. Nel 2004 la creazione del programma ‘Vini di montagna’, con il vigneto più alto, che è sul Passo Mendola, a 1.300 metri d’altitudine e, successivamente, l’apertura del ‘Museo delle Viti’, che attualmente raccoglie 350 vitigni provenienti da tutto il mondo. Di formidabile eleganza, i vini di questa cantina rac-

contano l’Alto Adige in modo unico. Nostro Top Hundred quest’anno il Vino del Passo 2018: paglierino, dagli aromi citrini, cui seguono profumi di ananas e pesca, sentori di erbe selvatiche, mentre al palato ha chiara nota minerale, lieve acidità, finale lungo.

Alto Adige Lagrein Scuro Riserva “Berger Gei” 2015 Questo è un produttore che amiamo particolarmente e fino a oggi siamo sempre stati rapiti dai suoi vini bianchi perfetti, puliti e dal pinot nero. Ma realizza anche un grande rosso, il Lagrein Riserva “Berger Gei”. Dal colore rubino fitto, ha profumi di piccoli frutti rossi, sentori balsamici e cenni speziati, mentre in bocca si rivela ricco e complesso, con nota fruttata e finale persistente. Vino di corpo, sostanza, eleganza. JOSEF WEGER tel. 0471662416 www.wegerhof.it

CORNAIANO DI APPIANO (BZ) IGNAZ NIEDRIST tel. 0471664494 www.ignazniedrist.com

Alto Adige Pinot Nero “Maso delle Rose” 2016 È una cantina storica dell’Alto Adige, che reca come data di fondazione il 1820 e oggi vede al comando la sesta generazione della stessa famiglia rappresentata da Johannes


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i vini dell’Alto Adige

Weger. Pratiche agronomiche rispettose delle uve e dei terreni, per buona parte prospicienti la cantina e una conservazione importante delle architetture storiche che compongono la proprietà, sono parte dell’attenzione rivolta da questa cantina all’ambiente che la circonda e alla sua storia. Punta di diamante della loro produzione il Pinot Nero “Maso delle Rose” 2016 di luminosa eleganza, con le sue note di violetta, piccoli frutti, vaniglia e ciliegia. CORTACCIA SULLA STRADA DEL VINO (BZ) TIEFENBRUNNER tel. 0471880122 www.tiefenbrunner.com Alto Adige Cabernet Sauvignon Riserva “Vigna Toren” 2015 Questo assaggio lo devo proprio raccontare. Siamo a Cortaccia, nel cuore delle vigne altoatesine: una quarantina di giornalisti di cui la maggior parte stranieri. Ci invitano ad assaggiare alla cieca i cabernet o tagli bordolesi più famosi d’Italia, in quattro batterie da quattro dove sempre c’è un francese e anche un vino altoatesino. Assaggiamo, compiliamo le schede e diamo i nostri punteggi. Alla fine su uno schermo escono i risultati, accolti da un “Ohhhhhh” di sorpresa, perché il Sassicaia per tutti non era fra i primi. E qual è stato il vino che ha stupito tutti? Eccolo, questo cabernet sauvignon al 100% prodotto a Cortaccia sulla Strada del Vino da Christof Tiefenbrunner. Al naso senti l’erbaceo ma anche le note di mirtillo; in bocca scende in maniera molto elegante con una liquirizia filigranosa sul fondo che accompagna i tannini. Ma la nota finale è tutta per la

papillon 72 mineralità dei terreni dove nasce quest’uva. Uno spettacolo! FIÈ ALLO SCILIAR (BZ) TENUTA WASSERERHOF tel. 3387779227 www.wassererhof.com Alto Adige Cabernet Riserva 2015 Dalla formidabile cantina di Franco Rossi de La Cantina di Manuela in via Procaccini a Milano, con i piatti del grande Giuseppe Mosca, e in particolare con un risotto allo zafferano che valeva il viaggio, un rosso di classe infinita. È l’Alto Adige Cabernet Riserva 2015 di Wassererhof, nostro Top Hundred 2019. Rubino fitto, impenetrabile, ha naso complesso con profumi di piccoli frutti, e in particolare di lamponi e ribes, nota balsamica, ricordi di menta e fine speziatura, mentre in bocca ha perfetto equilibrio tra corpo e freschezza, tannino ben integrato, sorso con finale lunghissimo e retrogusto fruttato.

Talento Extra Brut Metodo Classico Riserva Joseph Reiterer è stato uno dei primi a portare una filosofia di qualità estrema cui si ispira tutta l’enologia altoatesina, anche nel mondo degli spumanti. Il suo sorriso è quello di un uomo che vive felice tra i monti, o meglio tra quelle montagne dove nascono i suoi 12 spumanti, tra i più buoni d’Italia. Dire che siamo affezionati a questa cantina è quasi scontato, però questa volta ci ha davvero sconvolto con l’assaggio del suo superbo Talento Extra Brut Riserva. Un brut dal colore giallo oro brillante, in cui al naso si avverte la crosta di pane che è evidente e fragrante, ma poi frutti sotto spirito con note tropicali e fiori. Un bouquet pazzesco e molto persistente. In bocca si fa apprezzare la ricchezza, la freschezza dentro a un corpo dove l’acidità è una spada che poi emerge alla fine e trascina la persistenza. In bocca ha tutto quello che si può chiedere a un extra brut e resta una delle migliori espressioni della spumantistica italiana, che chiude con una pulizia estrema. Orgogliosi di amare questa cantina. MONTAGNA (BZ) MASO THALER tel. 0471819890 - 0471919928 3388483363 www.masothaler.it

MELTINA (BZ) ARUNDA tel. 0471668033 www.arundavivaldi.it

Vigneti delle Dolomiti Manzoni Bianco 2018 Ha iniziato il suo cammino nel 2004, Maso Thaler, coronamento di un progetto familiare avviato con la decisione della famiglia Motta di lasciare Roma e trasferirsi a Montagna, e che vede oggi i 3,5 ettari curati direttamente dalla famiglia, ossia da Nino Motta, dalla moglie Anna Maria Vianini Tolomei, dai fi-


i vini dell’Alto Adige

papillon 72 gli Filippo e Francesco che seguono anche la cantina, affiancati da Marco Stefanini. Dei vini, tra cui si segnala un elegante Pinot Nero, tra i bianchi (di razza Chardonnay e Sauvignon) ha notevole personalità il loro Manzoni Bianco (clone di riesling renano e pinot bianco, crea­to negli anni Trenta dal Prof. Luigi Manzoni, preside della Scuola di Enologia di Conegliano). Dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, ha caratteristica nota aromatica, sentori di pesca, mela e frutta tropicale, con note di ananas e mango, profumi di camomilla ed erbe di campo, mentre in bocca ha corpo, struttura, sorso sapido e minerale, e finale di buona lunghezza. SALORNO (BZ) HADERBURG ALOIS OCHSENREITER tel. 0471889097 www.haderburg.it Alto Adige Brut Pas Dosé 2015 Ai tavoli di un locale della nostra predilezione, La Fugascina - Pane, Vino e Sorrisi, brindisi alla loro grande professionalità e alla bellezza del loro locale affacciato sul lago, con il Pas Dosé 2015 di Haderburg. Giallo oro, ha perlage fine e persistente, naso elegantissimo con note di frutta gialla, nocciole e caffè, e lunga speziatura, mentre in bocca è secco e di notevole carattere, sapido e persistente. Uno dei brut più intriganti d’Italia che premiammo fra i Top Hundred già nel 2005. TERLANO (BZ) CANTINA TERLANO tel. 0471257135 www.cantina-terlano.com

Alto Adige Terlaner I Primo Grande Cuvée 2016 Sin dalla sua fondazione nel 1893, questa cantina si distingue per i vini bianchi straordinariamente longevi e minerali che esprimono al meglio la zona di produzione. Nelle sue cantine un vero e proprio archivio enologico, che è uno scrigno delle rarità, con una sorta di “biblioteca” ricavata a 13 metri di profondità, dove riposano circa 100.000 bottiglie di tutte le annate dal 1955 a oggi, e alcune ancora più vecchie. Dai vigneti situati ad altitudini diverse tra i 250 e i 900 metri s.l.m., vini che sono tra i migliori d’Italia come Terlaner 1991, Vorberg, Nova Domus. Per quanto ci riguarda, un’emozione il Terlaner I Primo Grande Cuvée 2016 da uve pinot bianco, chardonnay e sauvignon blanc, giallo paglierino brillante, dai profumi floreali, e note di frutta esotica, sentori di mandorla e spezie, mentre in bocca ha beva dinamica, struttura, sorso di suggestiva mineralità, persistenza infinita. Qui producono vini che sfidano i più grandi bianchi del mondo!

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acino per acino da una resa in vigna di 38 ettolitri a ettaro in due vigneti in località Sella (500-550 metri s.l.m.). Le uve vengono vinificate in barrique sui lieviti per 11 mesi; l’ulteriore maturazione è in vasche, sempre sui lieviti per altri 22 mesi. E hai un vino di inusitata eleganza: colore paglierino brillante che vira all’oro. Al naso ti avvince la nota di banana, tipica dello Chardonnay, ma anche il mango e poi agrumi e fiori. In bocca è qualcosa di spettacolare il suo velluto, che poi svela cenni di nocciola e mandorla in una marcata mineralità che termina sapida e di persistenza lunga. È nato uno dei migliori vini bianchi d’Italia. J. HOFSTÄTTER tel. 0471860161 www.hofstatter.com

TERMENO SULLA STRADA DEL VINO (BZ) CANTINA TRAMIN tel. 0471096633 www.cantinatramin.it Alto Adige Chardonnay Riserva “Troy” 2015 Metti una sera a cena al Sant’Hubertus di San Cassiano e poi una degustazione ad alta quota, il giorno dopo, con 30 giornalisti e l’enologo di questa cantina, Willi Stürz, un mostro di bravura che ha voluto presentare insieme ad altri 9 Chardonnay del mondo questa perla, prodotta in appena 4.000 bottiglie. Frutto di uve vendemmiate quasi

Alto Adige Pinot Nero “Barthenau Vigna S. Urbano” 2015 Hofstätter produce 850 mila bottiglie l’anno ed è leader nel Pinot Nero di cui abbiamo assaggiato tre campioni superbi: la Riserva Mazon 2015, la mitica Vigna Sant’Urbano e il Roccolo, ultimo nato, prodotto in appena 1.200 bottiglie, che vuol essere una sfida ai rossi di Borgogna. Ed è difficile trovare una pre-


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i vini dell’Alto Adige

ferenza sui tre. C’è la nota fruttata della Riserva Mazon, che poi esprime tutta la mineralità di quel cru; ci sono i piccoli frutti del Sant’Urbano con quella tannicità che viene fuori dalla viola ed è elegante, con una trama filigranosa e un’acidità ficcante (è il mio vino). E poi c’è l’ampiezza del Roccolo, sempre 2015, che esprime molto bene le note aromatiche, ma rispetto agli altri è ancora crudo e richiede pazienza (affinamento) prima di compiersi e mostrarsi grande, come già fa presagire il suo equilibrio e la sua verticalità. Ma poi che splendore il Pinot Bianco “Barthenau” 2016 che sta 15 mesi sui lieviti e le basse rese a ettaro danno un vino rotondo; che eleganza il Sauvignon “Oberkerschbaum” 2017 della selezione Vigna, che offre limone e frutto della passione, mentre il Gewürztraminer

papillon 72 ha erbe officinali, menta e profuma di banana. Un sogno che si accende nella sua sapidità. VARNA (BZ) PACHER HOF tel. 0472835717 www.pacherhof.com

naso di suggestiva finezza, con caratteristica nota aromatica, sentori di fiori bianchi, poi profumi intensi di frutta esotica che ricordano l’ananas e la banana, mentre al palato ha spiccata mineralità e freschezza, sorso di bella personalità e finale di buona persistenza. Top Hundred 2019

Alto Adige Valle Isarco Sylvaner 2017 Abbiamo riassaggiato questo Valle Isarco Sylvaner grazie a Francesca Penzo, giovane e talentuosa donna del vino già Miglior Sommelier del Veneto nel 2017 e quest’anno Miglior Sommelier del Sagrantino, che ci ha incuriosito condividendo con noi l’emozione che aveva avuto da questo assaggio. Emozione, poi, da noi condivisa. Dal colore giallo paglierino carico, con riflessi dorati, ha

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i vini del Friuli Venezia Giulia

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Friuli Venezia Giulia

BRAZZANO DI CORMONS (GO) LIVIO FELLUGA tel. 048160203 www.liviofelluga.it Rosazzo “Terre Alte” 2017 Aveva 102 anni quando è mancato e per tutti era il “patriarca del vino” friulano Livio Felluga, una storia da film, grande umanità, amore, intelligenza, laboriosità, il suo colpo di genio l’aver creato nel 1956 l’inconfondibile etichetta della “carta geografica”, per indicare la provenienza delle uve a garanzia di un prodotto di valore. Forma di marketing ante litteram nata dal suo amore per la terra. Oggi l’azienda vanta un’estensione collinare di 155 ettari a vigneto, produce mediamente 800 mila bottiglie all’anno ed è portata avanti da quelli che con la moglie Bruna, sono gli amori e l’orgoglio della sua vita, i figli Maurizio, Elda, Andrea e Filippo. Della sua straordinaria eredità, il vino che fa

di questa cantina una delle grandi a livello internazionale, il Rosazzo “Terre Alte”. Nel millesimo 2017 ha colore giallo paglierino, brillante, al naso ha profumi elegantissimi di fiori, pesca, mandorle e nota di vaniglia, mentre al palato ha corpo e freschezza, sorso agile e invitante, finale lunghissimo. Grande! BUTTRIO (UD) MEROI tel. 0432673369 Friuli Colli Orientali Malvasia “Zitelle Durì” 2015 Che esperienza fantastica la cena Agli Amici di Udine, con il servizio di questa Malvasia straordinaria prodotta a Buttrio da Paolo Meroi, un produttore che a questo punto desideriamo conoscere più a fondo. Il colore giallo virante all’oro esprime note di frutti esotici di moderata aromaticità. In bocca è un velluto,

nel senso proprio della stoffa che esprime questo vino, levigata da una piacevole acidità. Abbiamo bevuto una delle migliori Malvasia di quest’anno. Davvero bravi! MIANI tel. 0432674327 Friuli Colli Orientali Rosso 2015 Dalla terra dei grandi bianchi, un rosso di classe ed eleganza unici. È il Friuli Colli Orientali Rosso di Miani di Buttrio, produttore schivo, che sta lontano dai riflettori, che vive in vigna, come dicono i suoi vini che fanno racconti. A condividerlo con noi, con l’orgoglio e la certezza di giocare un asso, Roberto Riccardo Tornabene, talentuoso sommelier Aspi. Rubino luminoso, ha profumi di somma finezza di frutti di bosco, e in particolare di mora, lampone e ribes, note di spezie dolci, grafite, cioccolato fondente e tabacco, gu-


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sto caldo e armonico, con acidità e sapidità che rendono il sorso agile. Top Hundred 2019

minerale e sapido. E un rosso, lo Schioppettino, dai profumi di frutti di bosco, sentori speziati di pepe e nota di sottobosco. E quattro della prestigiosa Selezione Myò. Un rosso, l’emozionante Refosco, fruttato e dal gusto armonico. E tre bianchi, ossia il Sauvignon, dalle tipiche note di pesca, salvia e frutta esotica e dal sorso equilibrato. Il Pinot Bianco, dai profumi di mela e dal gusto fresco e sapido. E la Ribolla Gialla, di straordinaria eleganza, dai profumi di fiori di acacia e sentori di albicocca e mandorla, buon corpo, intrigante sapidità, finale corrispondente. È una nostra Cantina Memorabile 2019!

CIVIDALE DEL FRIULI (UD) ZORZETTIG tel. 0432716156 www.zorzettigvini.it Friuli Colli Orientali Refosco dal Peduncolo Rosso “Myò Vigneti di Spessa” 2016 Un percorso alle spalle iniziato oltre 100 anni fa, sulle colline di Spessa di Cividale nel cuore dei Colli Orientali del Friuli. Da una decina di anni alla conduzione dell’azienda c’è Annalisa, giovane talentuosa, che sta portando la cantina a livelli di qualità formidabili. Con un vigneto di proprietà di 115 ettari e una produzione annua in media di 800.000 bottiglie, con l’export che è del 50% con una presenza storica in Austria e Germania e una penetrazione crescente in diversi mercati, dall’Asia agli Stati Uniti, dall’Australia al nord Europa, Annalisa sta scrivendo una pagina nuova della avventura famigliare. Per quanto ci riguarda, ci hanno entusiasmato sei vini, due della linea Zorzettig, ossia un bianco, il Friulano, dalla piacevole nota aromatica e dal finale

CORNO DI ROSAZZO (UD) I CLIVI tel. 3287269979 www.clivi.it Friuli Colli Orientali Friulano 2018 Che onore ricevere in dono i vini di questa cantina friulana che coltiva in regime biologico. Due assaggi. A iniziare dal Friulano 2018 che ti avvince per il suo colore giallo e consistente ma anche brillante. Al naso ha note di pera e frutti bianchi; in bocca è molto equilibrato, placido ed esprime solo alla fine la sua trama di acidità che chiude in maniera particolare: note amarognole e sentori di ammoniaca. Il Brut Nature ha un colore ramato, al naso emerge tutto l’effluvio citrino offerto dalla sua acidità (le uve sono ribolla gialla), mentre in boc-

papillon 72 ca è pieno, secco, ma quelle note citrine spiccate trapassano il sorso terminando con una vena sapida. Un brut molto particolare, divisivo. E per questo vero. DOLEGNA DEL COLLIO (GO) TENUTA STELLA tel. 0481639895 www.tenutastellacollio.it Collio Malvasia 2017 Questa Malvasia durante una degustazione ha colpito tutti i presenti (c’erano almeno 50 ristoratori del Triveneto) e anche me. Credo che in questo momento sia l’esemplare più interessante di tutto il Friuli Venezia Giulia (e ci metto pure la Ribolla brut). Colpisce il colore giallo oro molto intenso; al naso senti le note aromatiche, tuttavia contenute, con un che di arancio, ma anche sentori speziati che ti portano sulle vette dei frutti esotici. In bocca è il velluto che colpisce in un sorso subito pieno che poi lascia spazio ad una profonda mineralità che quasi copre la freschezza (che è ben presente, ma questa acidità servirà a conservare questo bianco per tanti anni, c’è da scommetterci). Termina con un che di sapido, ma anche qui: esattamente moderato ed equilibrato come le note aromatiche dell’inizio. Tenuta Stella tuttavia ha una novità, che porta a 6 le referenze: un vino rosso. E questo accanto ai tre bianchi (Friulano, Ribolla e Malvasia) e a due brut spettacolari: il Ribolla Spumante Brut Metodo Classico e il Metodo Classico Blanc de Blanc Pas Dosé “Tanni”. Il rosso è lo Sdencina 2017 a base di schioppettino e refosco. Ma veniamo all’assaggio dei tre bianchi e di questo rosso. Il Friulano 2017 ha note di limone penetrante e il suo colore brillante fa intuire l’intensità della freschezza. È un vino


i vini del Friuli Venezia Giulia

papillon 72 elegante, ampio e generoso, decisamente superiore alle aspettative. Immediatamente il mio preferito. Ma che dire della Ribolla che invece ha note speziate e il suo profumo è di prugna gialla. Mi ha commosso perché ha dentro proprio la mineralità della ponca, cioè dei terreni di quest’area del Collio di confine. È un vino caldo, intimo, che ha dentro un cuore di pienezza e la solita espressione filigranosa in bocca. L’ho definito: il mio vino intimo. Veniamo ora allo Sdencina 2017. Ti incolla al naso, perché senti la grafite, l’inchiostro, note speziate che ricordano certi pinot nero. Ma questo è un testabalorda, quasi come un Terrano, che svirgola l’equilibrio con un’acidità ficcante. Sfido all’assaggio chiunque per un vino che ha un’autenticità impressionante. Quel caldo e fruttato ampio sarà da conoscere nella sua evoluzione. Ne riparliamo fra 5 anni. Anche questo rosso termina con un finale amarognolo nella sua trama filigranosa che è il tratto di tutti i vini di Tenuta Stella, cantina del cav. Sergio Stevanato che, insieme agli enologi Erika e Alberto Faggiani, ha virato subito per una produzione biologica. E i risultati si sentono. VENICA & VENICA tel. 048161264 www.venica.it Collio Bianco “Tre Vignis” 2015 Non si sbaglia mai con i vini di Venica & Venica, vignaioli dal 1930 simbolo di eccellenza di quel Friuli Venezia Giulia che, senza discussioni, è orgoglio italiano per quanto riguarda i bianchi. La cantina trova un alfiere instancabile in Ornella Venica. Nel bicchiere il Collio Bianco “Tre Vignis”, da uve sauvignon, chardonnay e friulano che ha colore

giallo oro, profumi di fiori di acacia, note di foglia di pomodoro e peperone, sentori di frutto della passione e mango, mentre al palato è secco e fresco, piacevolmente sapido e armonico, di bella persistenza. DUINO AURISINA (TS) LUPINC tel. 3457171274 www.lupinc.it

Venezia Giulia Vitovska 2016 Non immaginavamo che nella spartana osteria Gustin di Sgonico, dove la domenica sera la gente del posto viene a mangiare una pizza, si potessero assaggiare tutti i vini in carta a bicchiere. E ne abbiamo approfittato per bere tre Vitovska e due Terrano. Ma alla fine il campione assoluto è rimasto lui, Lupinc, che consideriamo un emergente, visto che, rientrato a Trieste la sera, nel luogo dove ci aspettavano i relatori del convegno del giorno dopo, quando abbiamo chiesto una Vitovska e un Terrano, ci hanno consigliato vivamente proprio Lupinc, che avevamo assaggiato un’ora prima. Ora, quella Vitovska, premio Top Hundred 2019, ha colore giallo tendente all’oro e note di spezie tipiche della zona. Ha una freschezza ficcante e molto persi-

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stente. Ma che sorpresa anche quel rosso violaceo, vinoso, che emana profumi di frutta rossa fresca. Il Terrano ha un sorso rotondo e acidulo, come una Barbera. È lunghissimo in bocca, finanche sgraziato, proprio come piace a noi. FAEDIS (UD) RONC DAI LUCHIS tel. 3402452040 - 3392050126 www.roncdailuchis.com Spumante Brut Metodo Classico “Nui” È un metodo classico unico e raro, prodotto interamente con uve verduzzo al 100%. Una scelta ben riuscita per un brut che si presenta di un bel colore giallo limone. Lo stesso limone misto a cedro ed erba appena tagliata è il descrittore che si avverte al naso con una certa intensità. La spuma è generosa e fine e in bocca offre piacevolezza insieme a una complessità di note dove emerge anche la mineralità della pietra focaia. Molto fine, di persistenza lunga, avverti poi che l’acidità si amalgama perfettamente col velluto. Un’interpretazione molto coerente del vitigno in versione brut. Di questa azienda attiva da tre generazioni, avviata dal nonno Anselmo, consolidata dal figlio Enni e proseguita ora dal nipote Federico, con una produzione di circa 15.000 bottiglie, meritano anche il Refosco di Feadis e il nobile Picolit. GORIZIA RADIKON tel. 048132804 www.radikon.it Venezia Giulia Bianco “Slatnik” 2011 Il vino che merita di essere considerato “Memorabile” tra quelli as-


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i vini del Friuli Venezia Giulia

saggiati ad aprile è il Venezia Giulia Bianco “Slatnik” 2011, creatura di Saša Radikon, figlio del leggendario Stanislao, per tutti Stanko. Da uve chardonnay e friulano di viti di 25 anni di età coltivate con metodo biologico su terreno argilloso costituito dalla ponca, è “orange wine” che nel bicchiere si presenta di un colore che ricorda la buccia di arancia, mentre al naso conquista con i suoi profumi di albicocca, cedro candito, scorze di agrumi, frutta tropicale e in particolare di ananas e mango, per le sue note speziate, e in bocca lascia stupiti per la sua grande armonia, per la sua inaspettata freschezza, per il suo finale infinito. Grande Sasa! Tuo padre dall’alto sarà orgoglioso di te! GRADISCA D’ISONZO (GO) MARCO FELLUGA tel. 048199164 - 048192237 www.marcofelluga.it Collio Bianco “Col Disôre” 2016 Siamo nel Collio Goriziano, in una zona che già agli inizi del Duecento era considerata tra le più vocate per l’agricoltura. E Marco Felluga è uno dei padri del vino di questa terra, il cui contributo è stato determinante nel rilancio e nella valorizzazione di questo territorio. Questa azienda storica è stata tra le prime ad aderire al progetto VIVA e, dallo scorso anno, è capogruppo e coordinatrice del progetto dedicato alla viticoltura sostenibile per il Friuli Venezia Giulia con l’obiettivo di realizzare, insieme alle altre aziende del circondario, un “Master Plan della sostenibilità tagliato sul territorio” per aiutare le cantine a ridurre l’impatto ambientale. Al successo con tutte e due le cantine, la Marco Felluga e la Russiz Superiore ci ha conquistato con il Collio Bianco “Col Disôre” 2016 dal

colore paglierino brillante, dai profumi di fiori di acacia e di pompelmo, dalla bocca avvolgente, con elegante armonia tra sapidità e freschezza che chiude con un finale lungo e con note calde e ammandorlate. MANZANO (UD) GIUSEPPE TUZZI tel. 336600351 www.tuzzi.wine Friuli Colli Orientali Merlot 2015 Non ero mai stato al mercato di Piacenza dei produttori della FiVi, ma quelle tre ore sono state edificanti per le scoperte che ho fatto. In particolare, dopo una settimana, ci è rimasto in mente Tuzzi, produttore friulano proprio sotto l’Abbazia di Rosazzo. Dopo aver provato il suo Bianco e il suo Friulano, davvero eccellenti, ci ha colpito il velluto di questo Merlot di eleganza straordinaria. Fuori di Top 2019

OSLAVIA (GO) PRIMOSIC tel. 0481535153 www.primosic.com Collio Pinot Grigio 2016 È stata entusiasmante la nostra ultima sosta, ai tavoli del D’O di Da-

papillon 72 vide Oldani il cui percorso, da piccola trattoria fucina di cucina Pop, a grande ristorante, tra i migliori del mondo, è certo un esempio di cosa voglia dire un cammino fatto di professionalità, sacrificio, imprenditorialità. Tra i vini degustati nel suo locale, il sontuoso Pinot Grigio di Primosic, “orange wine” dal colore ambrato dato dalla fermentazione sulle bucce, dai profumi floreali di violetta e dalle note fruttate di lamponi e frutti rossi, dal sorso potente, complesso, ricco e minerale. PAVIA DI UDINE (UD) SCARBOLO tel. 0432675612 www.scarbolo.com

Venezia Giulia Refosco dal Peduncolo Rosso 2013 Una bella storia, quella degli Scarbolo, iniziata con Gino che, contadino in una famiglia di mezzadri, impara i segreti del vino nella casa di proprietari terrieri del paese e quando negli anni Cinquanta si trasferisce con la famiglia a Lauzacco, acquista i primi campi e pianta, tra le altre colture, anche un piccolo vigneto. Nel 1982, con il figlio Valter, che ha studiato viticoltura ed enologia, il salto di qualità, fino a oggi con l’ingresso in azienda della


i vini del Friuli Venezia Giulia

papillon 72 moglie Maria Grazia e dei figli Lara e Mattia che, con dedizione propositiva, hanno dato inizio a un nuovo capitolo di questa storia. Tra i vini interessanti ecco il Friulano e la Ribolla gialla. Tuttavia il nostro Fuori di Top quest’anno è il Venezia Giulia Refosco dal Peduncolo Rosso 2013, dal colore rubino, con riflessi violacei luminosi, dai profumi speziati di pepe bianco, di confettura di susine, dal gusto ampio, con sorso di carattere e retrogusto fruttato di more e spezie. POVOLETTO (UD) MARCO SARA tel. 0432666066 www.marcosara.com Friuli Colli Orientali Friulano 2018 È famoso Marco Sara per Picolit e Verduzzo Friulano, ma da convinto sostenitore del valore del territorio, non ha potuto non dedicarsi anche alla produzione di altri vitigni autoctoni, del friulano e del refosco innanzitutto. Del suo lavoro, che segue i dettami dell’agricoltura biologica, vero fiore all’occhiello il Friuli Colli Orientali Friulano 2018. Giallo paglierino con riflessi verde smeraldo, ha profumi floreali di fiori di acacia, note fruttate di pesca e albicocca, sentori minerali, mentre al palato è secco, fresco e sapido, con gusto che ricorda la mandorla e finale di buona persistenza. PREPOTTO (UD) VIGNA TRAVERSO tel. 0422804807 www.vignatraverso.it Friuli Colli Orientali Merlot 2017 Quando si parla di Merlot e Cabernet, immediato il confronto con le

grandi espressioni che ne danno i francesi. Istintivo, ma sbagliato, perché, soprattutto nel nostro NordEst, è lunga la tradizione e la famigliarità con questi nobili vitigni. Con gli amici di Papillon siamo rimasti favorevolmente colpiti (in assaggio 40 vini, ma questo è emerso su tutti) dalla interpretazione di Merlot che dà la cantina Vigna Traverso di Vigneti in Prepotto (Ud). Rubino intenso, ha profumi di lampone, ribes e spezie, mentre al palato è morbido ed equilibrato, con un finale di buona lunghezza. Un produttore decisamente straordinario!

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assaggiati negli ultimi tempi, tanto da meritare il premio Top Hundred 2019. Ci ha colpito anche il Sauvignon, che aveva note di salvia, mentre il Refosco 2011 ti accoglie con l’erbaceo al naso che sembra un bosco in primavera. Ha un colore rubino impenetrabile da cui emergono note di rabarbaro. In bocca è morbido, piacevolmente tannico, felice. Ma che vino!

REMANZACCO (UD) VIGNE DEL MALINA tel. 0432649258 www.vignedelmalina.com Venezia Giulia Chardonnay 2013 Io credo che la grandezza di un ristorante, in questo caso Al Cjasal di San Michele al Tagliamento, sosta pazzesca del nostro girovagare, stia proprio in quel mestiere da oste che è scovare vini di caratura superiore. Vini sconosciuti come sconosciuto a certe guide è questo ristorante davvero innovativo che da solo merita il viaggio. Questo Chardonnay dall’eleganza assoluta, che in etichetta si dichiara vino vegano, ha un colore paglierino brillante come non mai. Al naso senti imponente il descrittore tipico del vitigno che è la banana, ma dentro a un effluvio di particolare intensità e persistenza che vuol quasi annunciarti: attento che sono un grande vino. Dai suoi 14 gradi non ti aspetteresti di sentire così viva l’acidità che arriva a dare un tocco di amaro sul finale. Potremmo dire che era un vino elegante, ma gli aggettivi qui non rendono idea. Diciamo allora che è uno degli Chardonnay più buoni

SAN FLORIANO DEL COLLIO (GO) ALESSIO KOMJANC E FIGLI tel. 0481391228 www.komjancalessio.com Collio Friulano 2017 I suoi bisnonni producevano vino in Collio già alla fine dell’Ottocento. E Alessio continua quest’attività negli anni Settanta e con la sua azienda (che è sulla strada che dalla chiesetta del Preval va verso San Floriano del Collio, in una posizione panoramica dalla quale, verso nord, lo sguardo si apre sulla spettacolare cornice delle colline e delle Alpi orientali) è stato tra i primi a intuire l’importanza della vendita del proprio vino in bottiglia, proponendolo con la prima etichetta “Alessio Komjanc” che risale all’annata 1973. Dal 2000 nuovo impulso è stato dato dall’ingresso in azienda


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dei quattro figli maschi Beniamin, Roberto, Patrik e Ivan. Nel 2006 la ristrutturazione della cantina, che oggi ha una superficie coperta di 750 mq. Tra i vini prodotti, di pregio Sauvignon e Chardonnay, e il nostro Top Hundred 2019, il Collio Friulano 2017 paglierino con riflessi verde acqua, dall’aroma floreale di glicine, dal gusto ben strutturato, persistente, morbido, e retrogusto che evoca la mandorla.

SAN MARTINO AL TAGLIAMENTO (PN) PITARS tel. 043488078 www.pitars.it Friuli Sauvignon “Braida Santa Cecilia” 2018 Talvolta ci si ritrova alla ricerca del vino perfetto. Ma che un Sauvignon incarnasse questa categoria rara proprio non me lo sarei aspettato. E invece Gunnar Cautero, patron friulano dell’Osteria della Stazione di Milano, ci ha subito piazzato un Sauvignon inenarrabile. Ora, questo Sauvignon ha un colore paglierino classico ma brillante. Lo porgi al naso e ti confonde con le sue note aromatiche non sfacciate come certi Sauvignon. Qui comanda la salvia insieme a una mace-

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donia di frutti esotici, ma tutto giocato sulla finezza e, rara avis, su una intensità e persistenza che non ti aspetti. In bocca è un velluto, ma anche un campione di equilibrio dove senti l’estate con quella foglia di pomodoro che ti accompagna in un sorso di straordinaria soddisfazione. Grazie Gunnar! Fuori di Top 2019

ettari di vigna su terreni composti per lo più da marne arenarie. Dal 2013 hanno scelto la conversione al biologico per cui in vigna non usano diserbanti, praticano solo lo sfalcio dell’erba e realizzano la vinificazione mediante l’utilizzo di lieviti naturali. Il vino che più ci ha colpito è stato il Verduzzo 2017, le cui uve vengono appassite in pianta per 40/60 giorni a seconda del grado zuccherino di partenza; la fermentazione avviene a temperatura naturale (quindi senza controllo) con lieviti indigeni. Affina 10 mesi in vasche di acciaio e quindi 4 mesi in bottiglia. Ha un colore oro brillante, mentre al naso ha note dolci che ricordano il panettone e i canditi. In bocca lo senti dolce, ma trapassato da una spada di acidità che lo rende piacevolmente pulito. Sarebbe l’ideale con il foie gras.

SAVORGNANO DEL TORRE (UD) SARA & SARA tel. 0432666365 www.saraesara.com

SGONICO (TS) SKERLJ tel. 040229253 www.skerlj.it

Venezia Giulia Verduzzo 2017 Quest’azienda è innanzitutto autentica, nel senso dei vini fatti come una volta. Ce li ha fatti conoscere Franco delle Cantine di Manuela di Milano, uno dei più attenti selezionatori di bottiglie d’Italia. La storia di questa azienda inizia nel 1954 da nonno Dante che abbandona la parte zootecnica per concentrarsi sul vino. Eredità raccolta dai nipoti Alessandro in cantina e Manuele in vigna, che escono con le prime bottiglie nel 1989. Le uve sono riofalcone, friulano, picolit e refosco. E anche lo schioppettino che spiantano quando riammodernano la cantina, ma che rimetteranno quest’anno in quei sette

Venezia Giulia Malvasia 2016 Tra i vini memorabili di questi mesi, quello che ci ha proposto Marco Mori - chef di razza e intenditore di vini, che ora ha deciso di mettere la sua grande esperienza in un locale in cui il gusto brilla ed è alla portata di tutti, Da Morris a Erba - è un vino della cantina Skerlj di Sgonico. Qui, due giovani agricoltori, Kristina e Matej, con l’aiuto dei genitori Just e Danila e sulla scia dei nonni, abili agricoltori, che hanno insegnato a curare la terra, hanno accettato una sfida: offrire e raccontare con i vini il loro territorio. Obiettivo centrato con la formidabile Malvasia 2016. Giallo oro, ha profumi di agrumi, albicocca, miele, nota balsamica


papillon 72 di mentuccia ed eucalipto, sentori salmastri, mentre in bocca è poesia con un sorso che si distende fresco e sapido, con un finale di eleganza emozionante. UDINE VIGNA PETRUSSA tel. 0432713021 www.vignapetrussa.it Friuli Colli Orientali Schioppettino “RiNera” 2016 Al Testina di Milano abbiamo ritrovato un vino che ci sorprende sempre per la sua eleganza, e che, peraltro, ha davvero un eccellente rapporto qualità/prezzo. È il Friuli Colli Orientali Schioppettino 2016 di Vigna Petrussa. Rosso rubino con riflessi violacei, ha naso intenso e invitante con caratteristico profumo di ciclamino, viola, frutta rossa, mentre in bocca è fresco e dalla beva di soddisfazione, con sorso sapido e di buona persistenza. Fuori di Top 2019

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Emilia Romagna

BERTINORO (FC) BISSONI tel. 0543460382 www.vinibissoni.com Albana di Romagna Passito 2015 Raffaella Bissoni aveva un sogno: valorizzare sangiovese e albana, i vitigni tipici della Romagna, creando vini di qualità. Così, nel 1988, sul meraviglioso colle di Casticciano, un balcone affacciato sul mare e sul borgo medievale di Bertinoro, ha dato vita alla cantina che porta il suo nome. E attraverso un paziente lavoro in vigna, rispettando la natura e i suoi cicli, ha messo in ogni bottiglia la sua passione e l’amore per le cose fatte bene. 11 gli ettari, di cui 5 vitati, a circa 200 metri sul livello del mare. E due le varietà d’uva: il sangiovese e l’albana, appunto. Tra i suoi vini, nostro Top Hundred 2019 il formidabile Albana di Romagna Passito 2015, ottenuto con il metodo di appas-

simento su pianta, dai profumi di zafferano, miele, fichi secchi, datteri e confettura di albicocca, dolce, ma per nulla stucchevole e di classe.

bianco ci ha dato la riprova. Ha colore giallo oro. Al naso avverti note curiose di frutti esotici e amaranto. In bocca l’ingresso morbido poi un’acidità pregnante mai sentita che accompagna questa frutta esotica sotto spirito. Alla fine è sapido, secco, allappante. Grandioso. CASTEL BOLOGNESE (RA) COSTA ARCHI tel. 3384818346 https://costaarchi.wordpress.com

BRISIGHELLA (RA) VIGNE DEI BOSCHI tel. 3389949367 - 3471404604 www.vignedeiboschi.it Ravenna Bianco “16 Anime” 2016 È una delle nostre cantine del cuore e l’ennesimo assaggio di questo

Romagna Sangiovese “Assiolo” 2016 Un Sangiovese come avete sempre sognato. Elegante, che rincorre finezza, senza voler essere muscoloso. Gabriele Succi ha in qualche modo sublimato l’area Serra di Castel Bolognese, dimostrando cosa significa partecipare al terroir, con tutta l’intelligenza e la passione che gli sono propri. Lo annuso con le note di marasca, lo centellino in


i vini dell’Emilia Romagna

papillon 72 bocca accarezzato dal suo velluto. Piacevolissimo tutto il racconto del sorso, perfetto equilibrio fra acidità e tannicità. Un grande (Fuori di Top 2019), come grande è la cucina di Agostino Iacobucci ambientata a Castel Maggiore nella bellissima Villa Zarri.

vese, che al naso ti colpisce subito per una nota balsamica e speziata: cioccolato e menta come un after eight. Il che si traduce, in bocca, in un sorso che sprigiona freschezza, ma anche profondità, riportandoti alla felicità del Sangiovese, alla sua natura romagnola, che è veramente entusiasmante. Grande rosso, figlio del suo territorio che è unico, con altezze che vanno dai 170 metri fino ai 250. COLLECCHIO (PR) MONTE DELLE VIGNE tel. 0521309704 www.montedellevigne.it

CIVITELLA DI ROMAGNA (FC) PODERI DAL NESPOLI tel. 0543989911 www.poderidalnespoli.com

Romagna Sangiovese Superiore “Il Nespoli” 2016 Ed eccoci da un nostro vecchio amore, che oggi è un’azienda rinnovata, particolarmente amata da Alfeo Martini. Con lui abbiamo assaggiato questa potenza di Sangio-

Callas 2017 Dai sette ettari degli esordi ai sessanta di oggi, con la preziosa cantina ipogea, a pigiatura gravitazionale, che consta di una barricaia che può ospitare fino a 700 barrique e un impianto di imbottigliamento automatico. Oggi come ieri, la qualità dei vini si accompagna sempre al rispetto dell’ambiente e a una filosofia che guarda alla sostenibilità come valore irrinunciabile. Il che significa adozione del fotovoltaico per produrre l’energia destinata all’autoconsumo in cantina; continua riduzione dell’impronta carbonica; utilizzo di agricoltura di precisione e adozione del regime biologico con quanto ne deriva in termini di pratiche agronomiche. Oltre a Nabucco, barbera e merlot, dalle note di ciliegia, more, liquirizia, la sorprendente Callas, malvasia di Candia in purezza affinata in acciaio, dalla tipica aromaticità, con note di cedro, agrumi ed erbe officinali e gusto armonico. Ma il nostro cuore batte sempre per i Lambrusco, ovvero le due versioni comme il faut: I Salici 2018 e I Calanchi 2018.

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CORIANO (RN) SAN PATRIGNANO tel. 0541362362 www.sanpatrignano.org Romagna Sangiovese Superiore “Ventanni” 2016 Lo hanno chiamato Ventanni il Romagna Sangiovese Superiore 2016 della Comunità di San Patrignano. Un omaggio voluto anche dall’enologo, Riccardo Cotarella, che fin dagli inizi ha assecondato il sogno di Vincenzo Muccioli di fare un grande vino sulle colline di Coriano, che noi consideriamo la Montalcino della Romagna. Fummo fra i primi a scrivere, proprio vent’anni fa, di quell’Avi (A Vincenzo) che muoveva i primi passi. Oggi assaggiamo la grandezza di questo Sangiovese dal colore rubino impenetrabile. Al naso senti una zuppa di ciliegie e di prugne insieme. La morbidezza è eccezionale, poi un velo di tannini fini che prolungano la sensazione di gusto pieno. Al palato ti rimane una sensazione di leggerezza, come quando hai mangiato una pesca gialla, anche se la nota conclusa vira sull’ammandorlato. Grandissimo rosso. TENUTA SANTINI tel. 3381149085 www.tenutasantini.com Romagna Sangiovese Superiore “Beato Enrico” 2017 Ci ha emozionato ancora una volta il Sangiovese di Romagna Superiore “Beato Enrico” della cantina Santini. Figlio delle colline di quella Coriano, in provincia di Rimini. Nel bicchiere ha colore rosso rubino, al naso si propone con eleganza emozionante con profumi di frutta rossa, e in particolare di ciliegia, e di prugna, sentori speziati, nota balsa-


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i vini dell’Emilia Romagna

mica e di tabacco, mentre al palato si propone come l’anima dei Romagnoli, generoso e vivo, con tannino ben integrato, freschezza che sostiene la beva fino alla piacevole sapidità. Ma se ci date retta, della medesima cantina cercate l’Orione, un Sangiovese di Romagna Superiore. FAENZA (RA) SPINETTA tel. 0546642037 www.spinetta.it Ravenna Centesimino “Centesimino“ 2015 Il vino che proprio non ti aspetti, la bottiglia che hanno stappato al tavolo di fianco e che ti incuriosisce. A buona ragione, perché questo Ravenna Centesimino da un’uva rara della Romagna è molto interessante, tanto da meritare il riconoscimento Fuori di Top 2019. Ha colore rubino piuttosto concentrato, mentre al naso ha note di frutta matura ma anche di rose. È piacevole il suo equilibrio il bocca, ma anche la sua pienezza, che ne fa un ottimo vino da arrosti. Bravi!

LANGHIRANO (PR) LA BANDINA tel. 0521355166 www.labandinavino.it

Colli di Parma Rosso 2016 Altrove si chiamerebbe Gutturnio, ma qui sui Colli di Parma è semplicemente un Rosso frizzante. Sì, ma è uno di quei rossi da godimento antico, perfetto con quella cucina che abbiamo provato in un locale tra Fidenza e Tabiano: la Valle di Alberto Ghiozzi. Ce lo siamo goduto coi pisarei e fasò, con la faraona da urlo che ci ha servito e con lo strolghino. Rosso proprio come il colore dell’etichetta, con una corona rosea persistente. Al naso senti la fragranza della frutta fresca appena tagliata, le note vinose; in bocca ha una trama frizzante pannosa che mostra un eccellente equilibrio. Grande soddisfazione, in quelle che sono le trattorie di una volta. MONTECCHIO EMILIA (RE) TENUTA LA PICCOLA tel. 0522864712 www.tenutalapiccola.it

Lambrusco Picol Ross 2018 Si definiscono “semplicemente agricoltori”. E la loro filosofia si riassume in una frase semplice: “Biologico? Un concetto ormai sorpassato, che non ci appartiene più. Bio-life-style l’avanguardia che avanza”. A dire che qui non si urla e non si

papillon 72 propaganda più la scelta a favore dell’agricoltura biologica, in quanto considerata scelta ovvia, “obbligatoria”, perfettamente in linea con il loro lifestyle, e con il vivere in mezzo ai vigneti che è considerato il miglior certificato di conformità biologico. Tra i nostri Fuori di Top il Lambrusco Picol Ross 2018, rubino profondo con riflessi porpora, dagli esplosivi profumi di lamponi e amarene, e dal gusto fresco, sapido, morbido ed equilibrato. Assaggiato in un posto che è una garanzia: la Locanda Mariella a Calenzano. PREDAPPIO (FC) CHIARA CONDELLO tel. 0543940860 www.chiaracondello.com Romagna Sangiovese Predappio “Le Lucciole” 2016 Chiara Condello ha conquistato tutti a Vinitaly nella sua partecipazione con noi a Young to Young. La sua passione si traduce nel suo sapere di essere custode di una storia di viticoltura nelle colline di Predappio che è stata scritta e tramandata per centinaia di anni e quindi di una volontà di produrre vini che esprimessero l’alto potenziale di queste vigne. In un fazzoletto di terra ai confini del bosco, al centro della denominazione Predappio, esposto a est, a 250 metri di altitudine, dove 3 milioni di anni fa c’era il mare, Chiara ha iniziato a produrre vino seguendo un percorso semplice: viticoltura biologica, attenzione e rispetto delle piante e del suolo, lavorazioni manuali, fertilizzazioni organiche, diserbi meccanici e trattamenti effettuati solo con un utilizzo molto basso di zolfo e rame. L’affinamento avviene in botti di rovere e tini di acciaio prima di essere completato in bottiglia. L’etichet-


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papillon 72 ta del cru Le Lucciole è disegnata dall’artista Francesca Ballarini e il vino ha colore rubino, profumi di prugna, ciliegia, nota balsamica e sentori di spezie e tabacco, gusto caldo, piacevolmente tannico, con retrogusto lungo di frutta rossa. SAN CLEMENTE (RN) ENIO OTTAVIANI tel. 0541952608 www.enioottaviani.it Rubicone Bianco “Clemente Primo” 2017 Il Clemente Primo è uno dei vini cult del momento, un bianco frutto di tre uve (pagadebit, sauvignon, riesling), che emerge con il suo colore giallo limone e una consistenza importante. Al naso ha note citrine, che poi ripiegano sulla frutta, con la banana in pole position. In bocca è secco, sapido, vellutato di piacevole intensità. Piace proprio la freschezza e l’intensità di questo vino modello, affinato in cemento e assaggiato al ristorante da Guido di Rimini con la sua cucina di pesce. Top Hundred 2019

TENUTA MARA tel. 0541988870 www.tenutamara.it

Maramia 2015 Devo a Federico Menetto la scelta di mettere in tavola, a casa sua, per accompagnare la straordinaria pentolaccia di Genny, questo sangiovese biodinamico che ci ha stupiti oltremisura. Avete presente quei vini che ti ricordi per giorni? E io mi ricordo che sono tornato su quel bicchiere, nonostante millesimi importanti di altre rossi, varie volte. Cosa mi ha colpito? Innanzitutto la nota fruttata persistente, abbastanza unica per i miei assaggi di sangiovese. Un sugo di frutta rossa (lampone e amarena, ma anche prugna rossa matura, pronta per farne una confettura) che emerge da un colore rubino intenso e trasparente. Avverti persino, nel bouquet, note speziate di anice. In bocca colpisce la morbidezza che tuttavia non nasconde i tannini ben levigati e la sensazione di freschezza che addirittura si evolve in note balsamiche. Uno spettacolo, questo vino.

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Ma anche Lambrusco tutta la vita, diciamo noi con Camillo!

SCANDIANO (RE) COLLE QUERCIA tel. 3356660536 www.collequercia.com

SAN MARTINO IN RIO (RE) TENUTA CASALPRIORE tel. 3495227337 www.casalpriore.it Lambrusco dell’Emilia Frizzante “Stiolorosso” 2016 Brindiamo a Camillo Langone che ha dedicato un suo bellissimo articolo su Il Foglio al nostro libro Vino - Assaggi memorabili con un rosso frizzante, che è una scoperta clamorosa. È il formidabile Lambrusco dell’Emilia Frizzante “Stiolorosso” di Casalpriore, nostro Top Hundred 2019. Rubino intenso, violaceo, ha spuma ricca, note di violetta e profumi di ciliegia e mora, sorso fresco, di avvincente equilibrio e lunga persistenza. Bonarda per tutta la vita, dice Camillo.

Emilia Lambrusco Frizzante “Lamante” 2018 Primo Catellani, mezzadro, nato nel 1920, lavora i campi dei signori Agazzotti di Modena, in località San Maurizio a Reggio Emilia, e lì impara e inizia la sua lunga carriera, portata avanti in seguito dai figli, di impiantatore di vigneti. Oggi la cantina Colle Quercia è nel punto più alto di Rondinara, frazione situata al centro di 4 Comuni, Scandiano, Viano, Albinea e Castellarano, in


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i vini dell’Emilia Romagna

provincia di Reggio Emilia. Tra i vini prodotti, interessanti BarbaBianca, intrigante Malvasia dell’Emilia frizzante dalla fine nota aromatica, e BarbaRosato, un Lambrusco Rosato dalle note di fragoline di bosco. Nostro Top Hundred 2019 l’Emilia Lambrusco Frizzante “Lamante” 2018 dagli invitanti profumi di frutta rossa tra cui spiccano il lampone e la ciliegia, le note di frutti di bosco, il sorso gioviale, ampio, dalla beva agile e che chiude con piacevole retrogusto di amarena. SORBARA (MO) PALTRINIERI GIANFRANCO tel. 059902047 www.cantinapaltrinieri.it Lambrusco di Sorbara “Leclisse” 2018 È eredità (anche morale) importante quella che Gianfranco Paltrinieri ha lasciato al figlio Alberto che, a Bomporto di Sorbara, con i 15 ettari vitati di proprietà, in poco tempo, coadiuvato dalla moglie Barbara, dagli enologi Attilio Pagli e Leonardo Conti, e dall’agronomo Stefano Dini, oggi esprime vini eccellenti e innovativi ed è un leader, con il Lambrusco di Sorbara “Leclisse” 2018, metodo charmat con selezione delle uve migliori. Un vino di colore rosato, molto profumato di amarena, che spicca in bocca per la sua acidità, ma anche per quella piacevole concentrazione. Con questo vino Alberto è diventato l’indiscusso leader del Lambrusco di Sorbara, ne fanno fede le citazioni nelle carte dei vini dei ristoranti più importanti. Da un lustro, con le medesime uve ha crea­to anche un Metodo Classico denominato Grosso, e LaRiserva, uno spumante brut da uve 100% sorbara ottenuto con uno charmat lungo (12 mesi). Altri Lambrusco suoi sono il Solco, un salamino in

purezza, il Piria (70% uve sorbara e 30% salamino) e poi altri Sorbara in purezza: il Sant’Agata, un metodo charmat tradizionale, il Radice, con rifermentazione in bottiglia o “metodo ancestrale” che all’estero sta facendo impazzire. Tutti favolosi. TRAVO (PC) DENAVOLO tel. 3356480766 www.denavolo.it Dinavolino 2017 Denavolo è una piccola azienda a conduzione famigliare, che produce vini sulle colline che dividono la Val Trebbia dalla Val Nure. Dal 2011, dai tre ettari di un vigneto che è l’ultima acquisizione, il Catavela, bianco leggero di buona beva, mentre dalle uve del vigneto più vecchio (1975) denominato Debé, con terreno calcareo con presenza di argilla, i due vini più importanti, Dinavolo e quel Dinavolino che abbiamo gustato ai tavoli di Altriménti, tavola di Eugenio Boer e Damian Piotr Janczara. Da uve malvasia di Candia aromatica, ortrugo e marsanne (in loco conosciuta con il nome di “sciampagnino”, ma vitigno che dà il grande Hermitage Bianco), nel bicchiere ha colore giallo oro, profumi di pera, prugna, mandorle tostate, sentori balsamici e menta, mentre in bocca è equilibrato, di spiccata sapidità, con finale lungo e fresco, che rende la beva agile e gustosa. VALSAMOGGIA (BO) ORSI - VIGNETO SAN VITO tel. 051964521 www.vignetosanvito.it Colli Bolognesi Barbera “Martignone “ 2016 È stata una delle soste più entusiasmanti dell’anno quella a Valsa-

papillon 72 moggia. Ai tavoli della grande Irina Steccanella, con i suoi tortellini in brodo di gallina buoni da andar giù di testa, un rosso di classe di una cantina già tra i nostri Top Hundred: Orsi - Vigneto San Vito. È la Barbera “Martignone”. Dal colore purpureo, ha profumi intensi di ciliegia, frutti di bosco e in particolare di mora, fine speziatura, mentre in bocca ha grande eleganza, tannino ben integrato, giusta freschezza che sostiene la beva. VARANO DE’ MELEGARI (PR) PODERE PRADAROLO tel. 0525552027 www.poderepradarolo.com Vej Bianco Antico 2005 Un vino incredibile. Questo ci sentiamo di dire dopo l’assaggio, al ristorante Perbellini di Isola Rizza, di questo Vej Bianco Antico emozionante. L’autore è Alberto Carretti che in controetichetta dice: “Ho voluto ritornare alle lunghe macerazioni. Perché il meglio degli aromi e del colore di queste uve è racchiuso nelle bucce. Perché su queste bucce c’è tutta l’impronta della mia terra e del nostro lavoro. Senza altre diavolerie”. Ora, le lunghe macerazioni sono state effettuate sulla malvasia di Candia. E difatti il vino che ha un colore arancio vivo al naso è aromatico con una nota di cioccolato, zenzero e cardamomo; ma poi senti il brandy, la liquirizia, l’aloe, in un continuo di note balsamiche che ti avvolgono. Lo assaggi e lo riassaggi con sorsi preziosi e calibrati, perché ognuno di essi è intenso nel suo racconto. Alla fine apprezzi quell’albicocca speziata che emerge al naso e poi in bocca. Un vino pazzesco, che chiude secco, con note tanniche e di acidità quasi volatile. Al termine la bocca è pulita


i vini dell’Emilia Romagna

papillon 72 come quando mangi una caramella. Podere Pradarolo: una gran bella storia! Fuori di Top 2019

che rappresenta in modo mirabile, la filosofia di questa splendida cantina!

VIGOLZONE (PC) CANTINE ROMAGNOLI tel. 0523870904 www.cantineromagnoli.it

ZOLA PREDOSA (BO) MANARESI tel. 051751491 - 3357070453 3358032189 www.manaresi.net

Emilia Bianco “Colto Vitato della Filanda” 2017 Cantine Romagnoli sono frutto di un sogno di un imprenditore visionario che, in una terra non certo celebre per la spumantistica, nel Piacentino, ha voluto produrre spumanti con metodo classico. Di questa realtà (40 ettari tra i 190 e i 230 metri di altezza in un territorio che dal fiume Nure sale verso un altopiano), guidata da Alessandro Perini, della Linea Pigro è di classe il Dosaggio Zero: giallo paglierino, dal perlage fine e persistente, dalle note minerali, dal sorso fresco e sostenuto da salinità e dalla lunghezza gustativa. Il nostro Fuori di Top di quest’anno è tuttavia un capolavoro della linea Colto Vitato, l’Emilia Bianco “Colto Vitato della Filanda” 2017, da uve ortrugo. Giallo paglierino, ha note floreali e sentori fruttati freschi, sorso fresco, equilibrato, armonico. Un vino fuori dagli schemi,

Colli Bolognesi Pignoletto Classico 2017 Nel 1986 la famiglia Agostoni-Manaresi (Maria Teresa Manaresi, con il marito Egidio Agostoni, i figli Daniele e Donatella) si trasferisce da Bologna nella collina ‘Bella Vista’ di Zola Predosa e tra il 1988 e il 1992 impianta i vigneti tuttora esistenti. Donatella Agostoni, conduttrice dell’azienda, è nipote dell’artista Paolo Manaresi (1908-1991), pittore e incisore, scelto da Giorgio Morandi come suo successore all’Accademia delle Belle Arti di Bologna e la cantina è dedicata a lui. Dal 2007 il vigneto viene ripreso e viene rivista la gestione complessiva dell’azienda, grazie anche all’intervento del marito di Donatella, Fabio Bottonelli, giornalista e laureato in Scienze Agrarie, già in passato conduttore di un’azienda agricola. Nel 2008-2009 inizia anche il rinnovamento dei vigneti e vengono

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messi a dimora due nuovi impianti (grechetto gentile, già pignoletto, e sauvignon). L’oggi è segnato da una produzione di notevole qualità, di cui è esempio il Colli Bolognesi Pignoletto Superiore Classico 2017, nostro Top Hundred 2019, paglierino chiaro, dalle note floreali di glicine e fruttate di pera e frutta esotica, dal gusto fresco e avvolgente.

VIGNETO DELLE TERRE ROSSE ENRICO VALLANIA tel. 051755845 www.vignetoterrerosse.com Colli Bolognesi Cabernet Sauvignon Cuvée “Il Rosso di Enrico Vallania” 1993 Inutile girarci intorno. La professionalità acquisita con sacrificio e anni di lavoro, da veri maestri, fa la differenza. Ne sono esempio fulgido Luigina Gazzola e Ivano Antonini, titolari del Blend4 e oggi a loro volta veri maestri di gusto. Corona radiosa del Golosario Ristoranti, hanno nella proposta del vino un must, sia per la vasta proposta a bicchiere, sia per l’interesse che suscita la selezione di vini (che svela la competenza di Ivano, già campione italiano della sommellerie), sia per la profondità di millesimi, resa attraente anche da una voce della carta dei vini in


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i vini dell’Emilia Romagna

cui sono valorizzate le bottiglie di lungo invecchiamento. Tra queste, un vero “coup de coeur” il Colli Bolognesi Cabernet Sauvignon Cuvée “Il Rosso di Enrico Vallania” della

Cantina Vigneto delle Terre Rosse. Era del 1993 ma non aveva nessun cedimento. Niente legno, perché, dicevano “è come dare acqua di colonia a una rosa” e “nelle nostre

papillon 72 terre nemmeno le panchine sono di legno”, aveva colore rubino profondo, naso elegantissimo con note di frutti di bosco, sentori speziati, sorso di suggestiva armonia.


i vini della Toscana

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Toscana

AREZZO IL PALAZZO tel. 0575361338 www.tenutailpalazzo.it Chianti 2018 Scoperta delle anteprime toscane, questa tenuta nasce da una storica proprietà, già locanda di posta, poi diventata una fiorente aziende agricola fino a inizio Novecento quando, a poco a poco, la zona si è spopolata. La ripresa negli anni Settanta con l’arrivo della famiglia Banelli, che prima si occupa della tenuta e poi del restauro dell’intero borgo. Oggi l’azienda comprende oltre 40 ettari di vigneto distribuiti su alcuni storici appezzamenti dell’Aretino, appartenuti un tempo alla diocesi di Arezzo e legati addirittura al passaggio di San Francesco d’Assisi. Oggi qui, lasciando per un attimo da parte la storia, si produce un ottimo Chianti, sia nella versione base, di buona freschezza e con il giusto tannino, sia nella

Riserva. Altri pezzi forti sono il Vin Santo, il Maspino Syrah e il Gattilepre, un riuscito blend di trebbiano e grechetto.

con il Top Hundred. Stesse emozioni con il Chianti Classico 2017, che è sangiovese al 90% e poi canaiolo e colorino. Un classico, elegante oltre misura, caldo piacevole, sontuoso.

BARBERINO TAVARNELLE (FI) CASTELLO DI MONSANTO tel. 0558059000 www.castellodimonsanto.it

ISOLE E OLENA tel. 0558072763

Chianti Classico 2017 Nel Dna della famiglia Bianchi c’è sempre stato il desiderio di anticipare i tempi mantenendo però fede alla tradizione. Quasi mezzo secolo fa, in questa splendida tenuta di caccia della metà del XVIII secolo, è nato il primo cru di Chianti Classico con il vigneto Il Poggio, cui ha fatto seguito l’eliminazione delle uve bianche (trebbiano e malvasia) per servirsi solo di sangiovese, canaiolo e colorino. L’assaggio del Chianti Classico Riserva “Il Poggio” 2006 fu uno dei migliori del 2010 che ai tempi abbiamo voluto suggellare

Cabernet Sauvignon 2016 Paolo De Marchi, il fondatore di questa cantina, ha fatto del Sangiovese la sua ispirazione. E in effetti sono diventati un must vini come il Cepparello, ma anche il Chianti Classico. Una tensione alla qualità che si è accompagnata a un percorso nell’ambito della sostenibilità: dai muretti a secco per i terrazzamenti a difesa idrogeologica del terreno alla concimazione con compost naturale di lombrico rosso e all’esclusione dei diserbanti sottofila. Tuttavia di questa azienda voglio


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i vini della Toscana

ricordare quest’anno l’assaggio del suo Cabernet Sauvignon 2016 protagonista di una degustazione alla cieca con bordolesi francesi, italiani e altri celebri toscani. Eravamo a Egna e insieme ai 40 colleghi internazionali è stato evidente che il suo rosso era il migliore di quella batteria: un vino di grande complessità, con una serie di profumi terziari che sembrano non finire mai. In bocca è equilibrio perfetto, il sorso è pieno, il tannino è seta. LE FONTI tel. 0558075439 www.lefonti.weebly.com Chianti Classico 2016 Mai mettersi contro i fiorentini, sennò si finisce come la città perduta di Semifonte, che sorgeva nell’attuale comune di Barberino Tavarnelle, assediata e rasa al suolo nel 1202 dalle truppe di Firenze. Su questi antichi terreni, troviamo oggi i 23 ettari dell’azienda di Simone Ciucchi. Qui il vitigno principe è ovviamente il sangiovese, utilizzato in diverse espressioni del Chianti, mentre l’altra eccellenza aziendale è l’olio, saporito come dev’essere il buono extravergine toscano. Noi abbiamo apprezzato il Chianti “Le Fonti 1 e 2”, un sangiovese in purezza che affina in cemento e che si esprime in piacevolissime note fruttate – i piccoli frutti di bosco s’intrecciano alla viola – e poi in un sorso di nerbo di buona persistenza. Da godere a tavola, magari con una fiorentina, nel più classico degli abbinamenti. BUCINE (AR) PETROLO SOCIETÀ AGRICOLA tel. 0559911322 www.petrolo.it

papillon 72 Valdarno di Sopra Merlot “Galatrona” 2016 Il primo incontro con questa straordinaria cantina è stato ai tavoli dei fratelli Nardi, titolari del sommo Hotel de La Ville di Monza, e ci ha subito folgorato con il suo vino da uve merlot capace di rivaleggiare con i più gradi campioni a livello internazionale. E pensare che la prima annata, il 1994, fu accolta con freddezza dalla critica. Invece il Galatrona di Luca Sanjust, guida sicura di Petrolo di Bucine, ha festeggiato da poco i 20 anni e oggi possiamo dire che tra i nostri assaggi del mito ci sono il millesimo 1998, un vino che con i suoi profumi di grande complessità e il sorso di affascinante eleganza, simboleggia l’Armonia, con la A maiuscola; quindi il 2004 di colore rubino intenso, che vanta frutto integro con note di mora, mirtillo, ribes, sottofondo balsamico, nitidissima speziatura, gusto dalla trama tannica nobile e dall’avvincente freschezza, suggestiva vena minerale. E il 2016 assaggiato quest’anno, ancora un bambino rispetto alle grandi annate qui sopra, è già capace di stupire. BUONCONVENTO (SI) TENUTA CASTELNUOVO TANCREDI tel. 0577806090 www.castelnuovotancredi.it Orcia Rosso “L’Assedio” 2016 Se chiudi gli occhi e pensi alla Toscana, il sogno corre a manieri millenari e lunghi viali di cipressi come se fossero appena usciti da un film di Bertolucci. E questo magnifico castello affacciato sulle crete senesi rappresenta in pieno questo positivo cliché. Nella sua gestione si sono succedute nel tempo note famiglie feudatarie quali i Guglieschi,

i Borghese, i Tancredi, da cui deriva il nome, fino ai Venturini Del Greco, gli attuali proprietari, presenti fin dal 1897. A loro si deve la modernizzazione delle attività a partire dalla ristrutturazione del Borgo di Castelrotto e dell’investimento su vigna e cantina. Vini di punta i grandi rossi che ricadono sotto la Doc Orcia: da applausi “L’Assedio” 2016, riuscito blend di sangiovese e merlot. CAMPIGLIA MARITTIMA (LI) GIOMI ZANNONI tel. 0565846416 www.giomi-zannoni.com Val di Cornia Sangiovese “Rodantonio” 2016 Campiglia Marittima è una bella località tra il mare e la collina a pochi passi dal lussureggiante Golfo di Baratti. Qui sorge il podere della famiglia Zannoni che da un lato prosegue l’attività olivicola con un uliveto secolare e un frantoio e, dall’altro, ha investito soprattutto negli ultimi decenni sul vino, prima con la cantina ambientata nel settecentesco Palazzo Maruzzi, poi – a partire dal Duemila – in una nuova e più moderna struttura. Sui terreni i vigneti più vecchi, come il sangiovese, sono stati ristrutturati ma conservati, mentre il trebbiano è stato sostituito dal vermentino e sono stati fatti dei nuovi impianti di cabernet franc e sauvignon. Nel frattempo anche l’ultima generazione della famiglia – Stella e Pietro – fresca di studi, è pronta a entrare in cantina. Dalla loro un patrimonio di conoscenze e di vini consolidato con alcuni vini già sorprendenti come il Val di Cornia “Rodantonio” 2016 che abbiamo voluto premiare quest’anno con il Top Hundred. Al naso senti subito note di con-


i vini della Toscana

papillon 72 fettura intensa, di prugna, per poi esprimersi in un sorso caldo e di pregevole equilibrio, tanto da sfiorare la perfezione.

con le uve che provengono in parte da altre parcelle e anche con la composizione dell’uvaggio che può variare. Nel bicchiere conquista con gli aromi di macchia mediterranea e le note fruttate di ciliegia e piccoli frutti rossi, con i suoi sentori speziati, e con il suo sorso agile, ma pieno, che chiude con un elegante retrogusto di frutta rossa.

CAPALBIO (GR) MONTEVERRO tel. 0564890721 www.monteverro.com Toscana Rosso “Terra di Monteverro” 2014 Georg e Julia Weber, tedeschi che vivono vicino a Monaco, nel 2003 sono arrivati in Italia affascinati dalla Toscana e, seguendo la loro passione per il vino, hanno iniziato l’avventura di questa cantina, con la consulenza di Michel Rolland. Dei loro grandi vini, Monteverro è il fiore all’occhiello, un vero premier grand cru maremmano, ottenuto dai vitigni bordolesi classici; cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot e petit verdot, ma con l’inconfondibile carattere della costa toscana, e che sorprende per l’incredibile varietà del suo bouquet dalle note fruttate e speziate. Nostro Top Hundred 2019 il “Terra di Monteverro” 2014, in cantina considerato il “fratello minore” del vino iconico che è Monteverro, ma in realtà di indiscutibile classe. È prodotto a partire dagli stessi vitigni e, a differenza del Monteverro,

CAPANNORI (LU) TENUTA LENZINI tel. 0583974037 www.tenutalenzini.it Toscana Passito “Dolcemente” 2003 Una sorpresa ai tavoli della Vineria di via Stradella a Milano. Nel bicchiere un passito da uve merlot portate in sovramaturazione sulla pianta, con lungo affinamento per 8 anni in tonneaux, produzione limitata di 700 bottiglie. Dal colore rubino fitto, ha profumi di ciliegia, confettura, spezie, mentre al palato è dolce ma non stucchevole, elegante, con un’ovvia lunga persistenza. CARMIGNANO (PO) CAPEZZANA tel. 0558706005 www.capezzana.it

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Ghiaie della Furba 2015 Son passati oltre 40 anni da quando nel 1979, da un’idea di Ugo e Vittorio Contini Bonacossi, nacque quel vino con uvaggio bordolese che volevano produrre a Carmignano. Poiché la vigna di cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot era situata sul terreno ghiaioso alluvionale del torrente Furba, ecco il nome (dal 1998 poi è stato aggiunto il syrah) di quel vino, Rosso di Toscana Igt Ghiaie della Furba 2015, che anche oggi, come ogni volta, emoziona. Assaggiato al Boo­gie Bistrot, nel bicchiere ha colore rubino fitto, naso di formidabile intensità ed eleganza, con profumi di frutta rossa, note di macchia mediterranea e di menta, sentori speziati e di cioccolato e tabacco, mentre al palato è di grande struttura, ma con sorso agile, sostenuto da freschezza e fini tannini, e da persistenza infinita. Che gran vino! CASTELVECCHIO tel. 0558705451 Carmignano 2016 Si contano sulle dita delle mani le cantine che a Carmignano stanno rendendo onore a questa denominazione che rappresenta “un’altra via” del sangiovese in Toscana. Qui, storicamente, il cabernet sauvignon è di casa (si narra che le prime vigne siano state trapiantate su indicazione di Caterina de’ Medici), e caratterizza il vino locale. Alle ultime Anteprime ci ha colpito l’annata 2016 del Carmignano di Castelvecchio, che gioca anche con il canaiolo. È l’azienda della famiglia Pinori, attiva dal 1975, che coltiva 8 ettari circa di vigneti in piena zona Medicea. Bevibilità ed eleganza vanno a braccetto, in un vino che siamo curiosi di riassaggiare tra qualche anno.


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i vini della Toscana

PODERE ALLOCCO tel. 0574622462 www.podereallocco.it Carmignano 2016 Il Podere Allocco è una piccola e combattiva azienda nel cuore di una piccola Doc, Carmignano, che però quest’anno ha saputo stupirci positivamente. Quest’azienda agricola è stata fondata da Emilio Mannelli nel 1992 ritirando i terreni dalla famiglia Lastraioli che li conduceva da metà Ottocento. Oggi su circa due ettari di vigna, produce soprattutto sangiovese, cabernet e syrah, tra i vitigni a bacca rossa, e chardonnay e trebbiano tra quelli a bacca bianca. Tra gli assaggi di Carmignano, però quello di Emilio è stato sicuramente il più convincente: il 2016 da uve sangiovese, cabernet e syrah aveva una nota fruttata non sfacciata, una gran bella struttura.

papillon 72 Il produttore è Stefano Granata, e la sua cantina è l’azienda agricola I Luoghi di Castagneto Carducci. Della sua coppia di rossi, due Bolgheri Superiore, “Podere Ritorti” e “Campo al Fico”, a stregarmi, è stato il secondo. Da uve cabernet sauvignon (80%) e cabernet franc (20%) ha colore rubino fitto, naso di formidabile eleganza, con profumi di frutti di bosco, e in particolare di more, mirtilli e cassis; quindi nota balsamica, sentori di menta e spezie, mentre al palato è caldo e armonico, nonostante la struttura, beva agile e affascinante. Fuori di Top 2019

PODERE CONCA tel. 3240957941 www.podereconcabolgheri.it

CASTAGNETO CARDUCCI (LI) CHIAPPINI tel. 0565765201 - 3200280999 www.giovannichiappini.it Bolgheri Rosso 2016 Tra i vini assaggiati ai tavoli di una new entry della ristorazione lombarda, la Drogheria di Daniele Picelli di Vigevano (Pv), ecco il Bolgheri Rosso di Chiappini di Bolgheri. Da uve sangiovese 50%, cabernet sauvignon 30%, syrah 20%, ha colore rubino, naso di frutti di bosco, spezie, mentre in bocca è caldo e armonico, di eccellente persistenza. I LUOGHI tel. 0565777379 www.iluoghi.it Bolgheri Superiore “Campo al Fico” 2015

da uve merlot e cabernet sauvignon, il Bolgheri “Casa al Piano” 2016. Dal colore rubino brillante, con note purpuree, al naso ha profumi di frutti di bosco, e in particolare di more e lamponi, sentori speziati di pepe e note di stampo vegetale e tabacco, mentre al palato è caldo e di buon corpo, con tannini maturi e buona sapidità, con finale fruttato e di buona persistenza. È un rosso che fa il matrimonio d’amore con carni succulente alla brace, ideale da stappare per una bella grigliata d’estate sotto alle stelle.

PIETRANOVA SOC. AGR. TRINGALI - CASANUOVA tel. 0565774101 www.pietra-nova.com Bolgheri “Casa al Piano” 2016 Pietranova di Castagneto Carducci ha una struttura aziendale che risale al 1698, anno in cui l’antico casale fu assegnato alla famiglia Tringali-Casanuova da Guido Alberto della Gherardesca con il nome di “Casa al Piano”, per i meriti acquisiti dalla famiglia. Dal 2013 la proprietà è passata a Franco Pravettoni, imprenditore milanese nel settore della gelateria. Dai 5 ettari di vigneto,

Bolgheri Rosso “Agapanto” 2016 Nelle terre di Giosuè Carducci, tra grandi vigne e piante secolari, c’è Podere Conca, un’azienda vinicola familiare nata nel 2014 dall’amore di Silvia Cirri, Giovanni Gastel Jr e Livio Aloisi per questo territorio. La scelta di condurre il vigneto secondo i canoni dell’agricoltura biologica è stata naturale, proprio in omaggio al territorio, agli elementi che lo compongono e alla bontà del vino prodotto. La scelta a favore del biologico è stata dettata anche dalla storia da cui deriva l’attività di quest’azienda, che continua a preservare e promuovere il prezioso patrimonio territoriale. Ci ha convinto il Bolgheri Rosso “Agapanto” 2016, da uve cabernet franc, cabernet sauvignon e ciliegiolo, dal naso che si esprime con frutta e spezie, proponendosi al palato caldo, equilibrato, con retrogusto di frutti di bosco. TENUTA MERAVIGLIA tel. 0565775246 www.tenutameraviglia.it


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papillon 72 Bolgheri Superiore “Maestro di Cava” 2016 A Vinitaly 2019, Tenuta Meraviglia ha presentato il Bolgheri Superiore “Maestro di Cava”, il suo nuovo vino, che, per quanto ci riguarda, nell’assaggio in anteprima, ci ha entusiasmato, ottenendo il riconoscimento Top Hundred 2019. Da uve cabernet franc in purezza e frutto di vinificazione in cemento “grezzo” e invecchiamento in botti grandi di rovere francese non tostato per 24 mesi, nel bicchiere si presenta di un bel colore rosso rubino, luminoso, al naso ha formidabile eleganza, con profumi di frutti di bosco, e in particolare di mora e ribes, affascinanti note minerali e di erbe aromatiche, fine speziatura, mentre al palato rivela struttura, con sorso sostenuto da buona freschezza e stoffa di straordinaria classe, che invitano a berne e riberne. Da Tenuta Meraviglia, una meraviglia!

CASTEL DEL PIANO (GR) OTTO ETTARI tel. 3939368584 www.ottoettari.com Montecucco Sangiovese 2015 È un’azienda giovane all’interno di una denominazione che, pur essen-

do meno nota di altre toscane, sa esprimere vini molto interessanti da uve sangiovese. Teste di serie di questa cantina sono il Montecucco Sangiovese e il Montecucco Sangiovese Riserva nell’annata 2015, premio Top Hundred 2019. La cantina ha anche iniziato il suo cammino per definire la propria filosofia legata alla sostenibilità, infatti mettono in pratica norme agronomiche mirate alla salvaguardia dei terreni, lavorazione di superficie, pacciamatura in estate, per ridurre lo stress idrico delle piante, il sovescio a primavera, per rigenerare i terreni. Il loro Montecucco 2015 è spettacolare: ha colore rubino intenso, al naso senti veri e propri effluvi di frutta rossa con fili di spezie. In bocca ha un ingresso morbido che poi si dipana in freschezza e tannicità che spingono il sorso a una persistenza assai lunga.

CASTELLINA IN CHIANTI (SI) BIBBIANO tel. 0577743065 www.bibbiano.com Chianti Classico 2017 Bibbiano è nella storia e nel futuro del Chianti Classico. È tra le più antiche tenute appartenenti sempre alla stessa famiglia: attualmente è dei fratelli Tommaso e Federico

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Marrocchesi Marzi. Ed è stata tra le prime a credere nel Consorzio, aderendovi fin dal 1948. Contemporaneamente è sempre stata all’avanguardia, con le sperimentazione in cantina insieme all’enologo Giulio Gambelli, prima, e a Maurizio Castelli, oggi, e con la lunga collaborazione con l’Università di Firenze per individuare i terreni con le migliori caratteristiche di suolo ed esposizione e i cloni delle viti storiche di sangiovese grosso. Oggi su 30 ettari di vigneto bio, coltivano oltre al sangiovese, anche canaiolo, malvasia nera, ciliegiolo e colorino, nonché trebbiano, grechetto e malvasia del Chianti. Esemplare in tutti i sensi il Chianti 2017, un sangiovese in purezza di perfetto equilibrio. CASALE DELLO SPARVIERO tel. 0577743228 www.casaledellosparviero.it Chianti Classico 2016 Gli sparvieri sono soliti fare il nido in questo splendido casale ricavato da un monastero del XVII secolo, cuore di una proprietà che si estende su 380 ettari. Di questi, 90 sono coltivati a vigneto a un’altitudine di 250 metri, comunemente ritenuta ottimale per la produzione del Chianti Classico. Il campione assaggiato nell’annata 2016 (95% sangiovese, 5% canaiolo) ha davvero molto intensa la ciliegia di Castellina (mi vien da chiamarla così, conoscendo i vini di questo terroir). In bocca lo ascolti nella sua rotonda espressione, è tannico quanto basta per dare eleganza e seta a un sorso piacevolmente intenso. Un grandissimo Chianti Classico. CASTELLARE DI CASTELLINA tel. 0577742903 www.castellare.it


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i vini della Toscana

Chianti Classico 2017 I vini di questa cantina sono ormai oggetto di culto per gli intenditori di tutto il mondo. In particolare I Sodi di San Niccolò, inserito nella top list di tutte le più prestigiose aste internazionali, in cui è solito raggiungere valutazioni da capogiro. È uno dei migliori rossi d’Italia, e Paolo Panerai, editore famoso e patron di questa cantina, lo ha “strappato” al cielo e alla terra, seguendo i consigli di un suo grande amico, Gino Veronelli, che gli aveva suggerito di lasciare parlare le vigne. Nato negli anni in cui impazzavano cabernet e merlot, Sodi è un’altra via ai Super Tuscan, visto che trova la sua grandezza nell’autoctono sangioveto. E che di sangiovese sia il vigneto di elezione a queste latitudini lo dimostra anche questo Chianti Classico 2017 dove spicca la ciliegia con note speziate di cuoio. In bocca è ancora allappante, prodigo di anni di invecchiamento. CONCADORO tel. 0577741285 www.aziendaconcadoro.it Chianti Classico 2016 Da una stazione di posta per i pastori a una splendida villa ottocentesca. La Toscana è anche storie come quella di questa azienda che un tempo riceveva i pagamenti in latte di capra che divenne formaggio e permise di ampliare i possedimenti e costruire a fine Ottocento una sontuosa villa strutturandosi come una vera e propria azienda agricola. Poi nel Novecento la seconda importante svolta con l’acquisto da parte del commendator Luigi Cerasi di Roma, che volle cambiare il nome da Capraie a Concadoro, per rendere giustizia a questi terreni perfetti per la coltivazione del sangiovese. Oggi gli ettari di vigneto sono 20

papillon 72 che si sommano ai 25 di oliveti e al centinaio di boschi. Tutti i prodotti sono certificati bio. Ci ha convinto il loro Chianti Classico nell’annata 2016 da sangiovese e canaiolo (al 5%), intrigante per le sue note speziate. FATTORIA LA CASTELLINA tel. 0577740454-9 www.lacastellina.it

Chianti Classico “Cosimo Bojola” 2017 La Castellina è un’azienda che produce uva biologica, da sempre attenta agli aspetti ambientali. Da tanti anni adotta la pratica agronomica dell’inerbimento, ma trovandosi in alta collina, a Castellina in Chianti, ad altitudini di 500 metri circa, ha posto particolare attenzione alla sistemazione del terreno dei suoi vigneti con terrazzamenti, per limitare il dilavamento degli elementi di fertilità del suolo e ottenere un’efficace regimazione idrica. I muri a secco realizzati con pietre emerse durante lo scasso sono un elemento che caratterizza i suoi vigneti. La filosofia produttiva, oltre che alla sostenibilità ambientale, è improntata alla valorizzazione di elementi territoriali e alla ricerca di nuove forme di vinificazione del sangiovese, con la produzione di

vino in anfora, utilizzando terracotta da argille locali. Il vino è il Chianti Classico “Cosimo Bojola” 2017, prodotto in anfora da uve sangiovese 100%. La particolare vinificazione è un catalizzatore dei profumi varietali che si avvertono netti. In bocca è armonico, di buona acidità, con una mineralità che spicca. Top Hundred 2019 NITTARDI tel. 0577740269 www.nittardi.com Chianti Classico “Casanuova di Nittardi” Vigna Doghessa 2017 «Il vino è più di un prodotto agricolo. Dentro ciascuna bottiglia, nel vino stesso, assapori la terra da cui proviene, percepisci la forza di chi l’ha prodotto e la storia che lo ha plasmato. Per me, il vino è Cultura con la C maiuscola, come l’arte, la musica e la poesia». Quando Léon Femfert ha sintetizzato in queste parole la filosofia a cui si ispirano lui e la sua famiglia, nel condurre la cantina Nittardi, a Castellina in Chianti, a chi ascoltava, è sembrato che poesia e musica fossero nella magia delle diverse annate di Chianti Classico che si stavano degustando, e l’arte, nelle etichette e nella carta seta, che impreziosiscono ogni bottiglia. Sarà che era la cantina di Michelangelo Buonarroti, con l’artista che, mentre era a Roma per realizzare la Cappella Sistina, si fece inviare dal nipote Lionardo come “dono genuino al Papa Giulio II”, alcuni fiaschi del vino Nittardi che lui stesso produceva. Fatto sta che è dal 1981 che Peter Femfert e Stefania Canali coinvolgono un artista di fama internazionale per creare per il Chianti Classico “Casanuova di Nittardi” l’etichetta e la carta seta che avvolge ogni botti-


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papillon 72 glia. Per quanto riguarda il Chianti Classico “Casanuova di Nittardi” Vigna Doghessa 2017, è una grande promessa, grazie a colore rubino fitto, intenso, al bouquet ampio e complesso, che lo caratterizza spaziando dal giaggiolo, alla rosa, alle note fruttate di ciliegie e di piccoli frutti, tra cui spiccano lamponi e ribes, per chiudere con fine speziatura con sentori di pepe e cannella, fino al palato, ora ancora dal tannino scalpitante e dalla sapidità in evidenza, ma che fa intuire un futuro radioso. POMONA tel. 0577740473 - 3488223737 www.fattoriapomona.it

Chianti Classico 2016 Monica Raspi è la titolare di questa bella tenuta nel cuore del Chianti Classico. Sono 5,5 gli ettari di vigneto, situati a un’altitudine di 350 metri con esposizione sud/sud-est in zona ventilata, su terreni calcareo-­ marnosi con presenza di alberese. Su questi terreni vocati trovano spazio i vitigni tipici del territorio: sangiovese, soprattutto, e poi colorino e cabernet sauvignon. La filosofia in vigna è dettata dai principi dell’agricoltura biologica, mentre in cantina prediligono la botte grande.

Nasce così un Chianti Classico che si fa ricordare per finezza e carattere, dai profumi piacevolmente balsamici e caratterizzato da una grande beva. Lo abbiamo premiato quest’anno tra i vini Top Hundred essendo stato il Chianti Classico che nelle Anteprime si è posizionato come il primo assoluto. La versione Riserva affina 20 mesi in botti di rovere, dalle note di prugna e ciliegia, dalla fine speziatura, per un sorso corposo e intenso. CASTELNUOVO BERARDENGA (SI) BORGO SCOPETO tel. 0577322729 www.borgoscopeto.com Chianti Classico 2016 Semplicemente superbo il Chianti Classico 2016 di Borgo Scopeto, ancora in fase di allineamento con alcol e acidità pronunciati, ma già con un equilibrio piacevole (90% sangiovese e il resto colorino e merlot). Non avevamo dubbi su quest’azienda agricola tra le più importanti del Chianti. Stiamo infatti parlando di un complesso storico, con ville signorili e fabbricati rurali, già importante centro produttivo in epoca medioevale. Oggi è un’azienda agricola di 503 ettari, di cui 70 di vigneto e dotata di una cantina ammodernata negli ultimi anni che gli ha permesso di ottenere altissimi risultati da quanto raccolto in vendemmia. CASTELLO DI BOSSI tel. 0577359330 www.castellodibossi.it Chianti Classico 2016 Altro giro, altro grande produttore nella parte meridionale del Chianti Classico, nel comune di Castelnuovo Berardenga, zona che si distingue

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per i vini di stoffa diversa dal resto del Chianti Classico. Qui i vini hanno struttura e corpo simili a quelli della zona di Montalcino. Il Castello di Bossi si estende su 650 ettari di terreno di cui 124 coltivati a vigneto. Il suo Chianti ogni anno, nei nostri assaggi, si segnala sempre tra i migliori. Lo abbiamo già segnalato nel 2005 attribuendo il Top Hundred al Chianti Classico. E quest’anno dalle degustazioni è emerso un Chianti Classico nell’annata 2016 da uve 100% sangiovese molto espressivo, che offriva una piacevole, fine trama in bocca. Allo stesso gruppo, che fa capo alla famiglia Bacci, appartiene anche l’azienda Renieri di Montalcino, altro assaggio top di quest’anno con il Brunello di Montalcino: il campione 2014, straordinario per equilibrio, ha conquistato il nostro personale podio. POGGIO BONELLI tel. 0577355113 www.poggiobonelli.it Chianti Classico 2016 Nella nostra immaginazione abbiamo sempre abbinato la tipicità di un Chianti Classico a una sottile, ma ben definita speziatura che lo caratterizza e lo rende unico. Ecco, questo è un Chianti Classico! È stato il nostro primo pensiero all’assaggio del campione di questa cantina dalla storia importante (appartenne per oltre un secolo anche ai Piccolomini) e ora è proprietà della Banca Monte dei Paschi di Siena che ha investito in un team di professionisti del vino. I risultati ci sono, grazie anche a un lavoro in vigna sempre più votato alla sostenibilità. RENIERI DI MONTALCINO tel. 0577359330 www.bacciwines.it/it-renieri_brunello


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Brunello di Montalcino 2014 Sono 128 gli ettari di questa tenuta, collocati a sud di Montalcino, su terreni ricchi di terre rosse, argille e tufo. 30 invece gli ettari vitati, impiantati nel 1998. Davvero convincente l’interpretazione 2014 del Brunello di Montalcino, per noi tra le migliori assaggiate alle ultime Anteprime. Cosa ci ha convinto? L’equilibrio, certamente, ma anche il bel ventaglio di profumi, contraddistinto sì da frutta rossa, ma soprattutto da una speziatura ricca (tabacco, grafite e una punta di vaniglia). In bocca poi il sorso è largo, piacevole nella trama tannica e decisamente lungo. TENUTA DI ARCENO tel. 0577359346 www.tenutadiarceno.com Chianti Classico 2017 Che sorpresa il campione di Chianti Classico della Tenuta di Arceno (15% di merlot) che appare molto fruttato e si fa quasi mangiare, tanto è pieno il sorso che poi si trascina in una tannicità setosa. Una bella prova per questa azienda, più conosciuta nel mondo che in Italia, pur trattandosi di un vero e proprio gioello storico e agricolo. Parliamo di una proprietà che venne contesa dalle più grandi famiglie toscane, come i Del Taja nel Cinquecento e i Piccolomini nel secolo successivo, a cui si deve lo splendido Parco Romantico, il lago e altri edifici che ancora oggi è possibile ammirare. Nel 1994 l’acquisto da parte dell’imprenditore Jess Jackson: oggi è la moglie Barbara Banke, proprietaria e presidente della Jackson Family Wines, a portare avanti questo progetto creando un team di professionisti tra i migliori al mondo.

papillon 72 TOLAINI tel. 0577356972 www.tolaini.it Chianti Classico “Vallenuova” 2016 Quando ha lasciato la sua casa in Garfagnana, circa mezzo secolo fa per partire alla volta dell’America, Pier Luigi Tolaini non aveva quasi nulla in tasca a parte il suo sogno: voleva fare fortuna e poi tornare in patria, comprare della buona terra e fare il vino. Un sogno che come nelle più belle favole ha realizzato nel 1998 quando, imprenditore di successo in Canada, è tornato nella sua regione e si è lasciato conquistare da questa splendida proprietà trecentesca incorniciata da cinquanta ettari di vigneti. Ha lavorato sui vigneti, ha fatto un grande Chianti che oggi la figlia esporta negli Stati Uniti. Ci ha stupiti con il suo campione 2016 che rispecchia molto bene l’annata, un vino che vira verso note di confettura ed è pieno di buon corpo. VALLEPICCIOLA tel. 05771698718 www.vallepicciola.com Chianti Classico 2016 Se andiamo a rivedere gli appunti dei Top Hundred 2018 spunta un nome, Vallepicciola, che premiammo con un Chianti Classico Riserva 2015, di cui avevamo sottolineato le seguenti note gustative: ha naso caratteristico con note di prugna, ciliegia, note di menta e spezie, mentre al palato è di buona struttura, caldo e di lunga persistenza. Quella qualità, scattante, scalpitante, l’abbiamo ritrovata anche nell’assaggio del Chianti Classico 2016 da uve sangiovese in purezza che a tratti ci appare quasi aggressivo, tanto è pieno nel sorso. Una cantina che

ci ripromettiamo di tenere ancora d’occhio perché promette bene anche nel futuro. CASTELNUOVO DELL’ABATE (SI) LA FIORITA tel. 0577835657 www.fattorialafiorita.it Brunello di Montalcino 2014 In un’annata difficile come questa è stato raro trovare campioni capaci di colpirci fin da subito per complessità ed eleganza come quello offerto da La Fiorita, una cantina piccola, ma dalle enormi potenzialità. Il progetto infatti nasce negli anni Novanta da Roberto Cipresso, allora enologo emergente, che aveva iniziato a lavorare su mezzo ettaro di vigna. L’immediato successo lo porta a incrementare le superfici aziendali. Poi, negli ultimi anni, con l’arrivo di Natalie Oliveros, la struttura commerciale e produttiva si è ampliata e le ambizioni sono ulteriormente cresciute e i risultati non si sono fatti attendere. MASTROJANNI tel. 0577835681 www.mastrojanni.com Brunello di Montalcino 2014 La storia di questa cantina inizia con un avvocato romano, Gabriele Mastrojanni che, innamoratosi di una donna del luogo, oltre a convolare a nozze, acquisì dei poderi e impiantò le prime vigne di sangiovese (correva l’anno 1975). Trent’anni più tardi la svolta più importante con l’acquisizione del podere da parte dei fratelli Illy. Ma decisiva è la presenza di un mostro sacro del Brunello come Andrea Machetti, tecnico agrario, mentre oggi l’enologo è Maurizio


i vini della Toscana

papillon 72 Castelli. Con loro sono partite le ristrutturazioni dei vigneti e una nuova cantina che si rifà alla bioedilizia. Il vino che premiammo nel 2014 era un Brunello monumentale annata 2008. Oggi anche in un 2014 generalmente sotto tono hanno saputo proporre un vino di grande interesse che vedremo come si evolverà negli anni. Siamo pronti a scommetterci. CASTIGLIONE D’ORCIA (SI) CAMPOTONDO tel. 3208591247 www.cantinacampotondo.it Orcia Sangiovese “Mezzodì” 2017 La storia di questa azienda inizia negli anni Novanta quando in queste terre quasi nessuno portava più avanti la coltura della vite. La famiglia Salviucci restaura una villa con le cantine, pianta nuovamente i vigneti (chardonnay, sangiovese e colorino) e fa le prime vinificazioni a inizio anni Duemila. Lo scheletro minerale dei terreni e lo sbalzo termico dovuto all’altitudine a cui sono collocati i vigneti – allevati ad alberello – influiscono positivamente sulle qualità del sangiovese raccolto sotto la denominazione Orcia. Soddisfacente l’assaggio del Mezzodì 2017 affinato in acciaio e bottiglia, dai profumi freschi di ciliegia, susina e viola.  PODERE FORTE tel. 05778885100 www.podereforte.it www.podereforte.com Orcia “Petrucci Vigna Anfiteatro” 2016 L’incontro con Pasquale Forte avvenne grazie ad Angelo Foresti, che ci fece assaggiare per primo

l’olio. L’amicizia iniziata allora ci ha consentito di seguire tutto lo straordinario percorso fatto da Podere Forte, diventato negli anni un’eccellenza, con vini di caratura mondiale. Soprattutto abbiamo visto la trasformazione del progetto di Pasquale, che ha recuperato un podere in un territorio dove non stava investendo nessuno e ne ha fatto una struttura moderna, con una cantina tecnologicamente avanzata, conciliandolo con un’agricoltura che segue i principi della biodinamica. Ricordiamo ancora oggi quando in una degustazione alla cieca, il Petrucci, rosso da uve sangiovese in purezza che è la bandiera della cantina, rivelò la sua grandezza, oscurando alcuni tra i migliori rossi del mondo. Dal 2016 la ricerca in vigna ha portato Podere Forte a diversificare ulteriormente il Petrucci in base ai profili di suolo da cui è ottenuto: Vigna Melo e Vigna Anfiteatro. Li abbiamo riassaggiati entrambi: il Melo è più austero, netto nei profumi di ciliegia e nelle note terziarie di tabacco, in bocca fine, perfetto, espressione e identità di una delle parcelle più privilegiate di Podere Forte. Il Petrucci Anfiteatro è un vino lunghissimo che colpisce al naso per la nota di viola macerata, quasi caramellosa, che caratterizza il sangiovese a queste latitudini e i profumi di fermentazione e affinamento, orzo tostato e goudron. Un vino in bocca incredibilmente fine, come un velo di seta, perfettamente equilibrato. Infine l’altro assaggio memorabile per il Toscana Guardiavigna, un cabernet franc in purezza – anche questa una novità dell’annata 2016, in precedenza era un blend di cabernet franc, merlot e petit verdot – capace di rivaleggiare con le grandi cantine internazionali dai profumi varietali netti, il peperone rosso in tutta la sua croccantezza, il peperone verde in tutta la sua

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pulizia, con un accenno di miele di castagno, poi la fine speziatura che si ritrova immutata al naso.

CINIGIANO (GR) BASILE - AZ. AGR. BIOLOGICA tel. 0564993227 www.basilessa.it Montecucco Sangiovese Riserva “Ad Agio” 2013 Quest’azienda, fin dalla nascita, ha scelto di coltivare i terreni secondo i dettami dell’agricoltura biologica. I campi, prima dell’acquisto, erano rimasti incolti per oltre 15 anni. Per le concimazioni viene utilizzato il letame; per la lotta alle malattie della vite, lo zolfo. Molte operazioni (sfogliatura, diradamento, potatura verde) sono svolte manualmente. Di questa filosofia radicale è espressione il Comandante, vino che entrò tra i Top Hundred 2008. Grandiosa conferma delle nostre prime impressioni l’abbiamo avuta quest’anno con l’assaggio del Montecucco Sangiovese Riserva 2013 “Ad Agio”, un vino di grande impatto con un effluvio di macchia mediterranea difficile da dimenticare. Una delle aziende che stanno portando in alto il vessillo della Maremma del vino.


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CASALE POZZUOLO tel. 0564902019 www.casalepozzuolo.it Montecucco Sangiovese “Rosso della Porticcia” 2015 Nel cuore dell’Antica Maremma Toscana nel comune di Cinigiano, a due passi dall’Orcia, e più precisamente a Borgo santa Rita, si erge maestosa Casale Pozzuolo, bellissima Casa Vacanze ricavata da un antico casale risalente alla metà del 1100. Come dicono i titolari, questa realtà è ben più di un semplice agriturismo. A partire dalla produzione di vini. L’età media delle vigne è di 11 anni e 15 anni, e il processo di fermentazione avviene in modo completamente naturale per 27 giorni senza l’aggiunta di lieviti, dopodiché l’affinamento in legno viene effettuato con un breve passaggio in botti di rovere. Il nostro Top Hundred è il Montecucco Sangiovese “Rosso della Porticcia” 2015 dal colore rosso rubino, con riflessi granata, naso profondo, ma fine, con profumi di sottobosco e delicata speziatura, mentre in bocca è ampio, caldo, vellutato, con finale lungo e dal retrogusto fruttato.

COLLEMASSARI tel. 0564990496 www.collemassari.it

papillon 72 Montecucco Sangiovese Riserva “Poggio Lombrone” 2014 La prima volta che abbiamo conosciuto questa azienda è stato l’olio a far scattare la scintilla: ventidue ettari, con frantoio, leccino, pendolino, moraiolo e olivastra, da cui si estrae un extravergine biologico buonissimo. Eppure questa azienda di Cinigiano ha tanto da dire anche sul vino. La cantina Castello Colle Massari si trova a Cinigiano ai piedi del Monte Amiata, a circa 320 metri sul livello del mare. La sede è un castello, anzi un antico insediamento agricolo fortificato, fondato dai monaci cistercensi nell’VIII secolo. Qui l’agricoltura è radicata da millenni. Il vino prodotto ricade quasi completamente nella piccola Doc Montecucco: piccola, ma che può pensare in grande grazie a vini come questa Riserva, che denota una freschezza spinta e tanto da dire negli anni a venire. LE CALLE tel. 0564990472 www.lecalle.it Montecucco Sangiovese Biologico “Poggio d’Oro” 2015 A noi piace così: seguire i consigli dell’oste. Se l’oste è autentico ti consiglia il vino buono. E allora vi diciamo che l’oste della Taverna Pian delle Mura di Vivo d’Orcia, autentico lo è. Perché ci ha consigliato questo Sangiovese biologico della sua predilezione, della Docg che amiamo di più, il Montecucco. È un rosso affinato per un anno in piccole botti da cui trae anche quel colore rubino molto intenso. Al naso senti subito l’amarena e la ciliegia in confettura, poi il goudron dei grandi vini. In bocca è rotondo, metallico, pieno, con un finale

amarognolo che conclude un sorso di inaspettata finezza e di felice freschezza. Grande Catocci! TENUTA RIBUSIERI tel. 3457415636 - 3495016748 www.agricolaribusieri.it Maremma Toscana Sangiovese “Solaura” 2016 Dopo tanti anni di assaggi (e tante Anteprime) si è tentati di pensare che il più sia già stato scoperto. Invece ci sono casi, come quello di questa azienda agricola ai piedi del Monte Amiata, che meritano di essere raccontati e approfonditi. Una filosofia aziendale basata sulla sostenibilità e sulla valorizzazione dei vitigni simbolo del territorio – ovvero sangiovese e vermentino – un’offerta di vini mirati, che vede tra gli altri anche la proposta di un sangiovese in Charmat lungo. A colpirci però è stato il vino alfiere della cantina, il Sangiovese Maremma Toscana “Solaura”, elevato in botte e affinato in bottiglia dai profumi intensi di frutta e balsamici e quella nota minerale donatagli dal terreno vulcanico. CIVITELLA IN VAL DI CHIANA (AR) CAMPERCHI tel. 0575440281 www.camperchi.com Chianti “Sasso Lupaio” 2018 Camperchi significa “Campi di Ercole”, perché sul punto più alto del colle sorgeva nell’antichità un tempio dedicato all’eroe mitologico. È proprio lì che la famiglia Cartellone ha deciso di collocare la cantina, dove la tradizione toscana, rappresentata da tini tronco-conici in legno, convive perfettamente con le


i vini della Toscana

papillon 72 più moderne tecnologie produttive dei grossi tini in acciaio. Tra i vini prodotti ha conquistato l’inserimento tra i nostri Top Hundred 2019 il Chianti “Sasso Lupaio” 2018. Rosso rubino brillante, ha profumi floreali di viola e rosa, note di prugna e di piccoli frutti, con sentori di fragoline di bosco, lamponi e ribes, mentre al palato ha buon corpo, ed è equilibrato fresco, elegante e con un finale di buona lunghezza.

CIVITELLA PAGANICO (GR) L’APPARITA tel. 0564905191 www.lapparita.com Montecucco Sangiovese “San Giò” 2016 Nata nel 1978 questa azienda dispone di 20 ettari di campagna di Maremma toscana, e dopo lungo lavoro di ricerca ha cominciato l’attività con un piccolo vigneto di nemmeno due ettari. Qui hanno piantato il tradizionale sangiovese come vitigno di base, ma anche il merlot, lo syrah, il petit verdot e il cabernet sauvignon. Poi basse rese in vigneto, affinamento mirato in legno e quindi lunghi passaggi in bottiglia, per arrivare a una teoria di vini che conosciamo dal 2014 quando premiammo il Maremma Toscana “San Michele”, da uve

sangiovese, merlot, syrah, petit verdot, cabernet sauvignon. Un SuperTuscan, che super lo è davvero. Quest’anno una ulteriore conferma con il Sangiovese in purezza, un rosso croccante, placido e molto elegante che ha saputo ben interpretare l’anima di questo vitigno. FIESOLE (FI) BIBI GRAETZ tel. 055597289 www.bibigraetz.com Toscana Rosso “Colore” 2015 Ai tavoli di Minutelli e Melillo de La Griglia di Varrone, paradiso milanese dei carnivori, in occasione della presentazione de “La Fiorentina - Osti macellai e vini della bistecca” tra gli abbinamenti abbiamo provato quello con il Toscana “Colore” da uve sangiovese, colorino, canaiolo, di Bibi Graetz. Vino esclusivo, dal colore rubino fitto, ha naso invitante con profumi di notevole intensità di prugna, ciliegia, more e spezie, sentori balsamici, mentre in bocca è caldo e di notevole carattere, con sorso ampio e armonico e finale lunghissimo. Con la “bistecca” una goduria! FONTEBLANDA (GR) BRUNI tel. 0564885445 www.aziendabruni.it Maremma Toscana “Oltreconfine” 2017 Il percorso dell’azienda Bruni è quello che accomuna tante storie di successo nella Maremma del vino. Si parte dagli anni Cinquanta quando Leo Bruni e il figlio Paolo acquistano un podere in un territorio che allora era ancora una zona selvatica, difficile. Sono anni di lavoro e di

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preparazione: disboscamenti e bonifiche per strappare terra alla natura. I risultati arrivano a distanza di due decenni, con il vino che prima si vende sfuso e poi dal 1974 come vera e propria cantina che imbottiglia. Negli anni Novanta entrano in azienda i figli di Paolo, i gemelli Marco e Moreno, che svoltano verso la diversificazione e puntano sulla qualità. È il cavallo vincente che oggi li porta ad avere a disposizione un grande Morellino, ma anche Vermentino, Alicante e Cabernet. Per noi l’assaggio che ci ha spinto ad assegnargli il Top Hundred 2019 è stato il Maremma Toscana “Oltreconfine”, da uve 100% grenache dai profumi balsamici e di macchia mediterranea e la struttura robusta da cavallo maremmano.

GAIOLE IN CHIANTI (SI) AGRICOLTORI DEL CHIANTI GEOGRAFICO tel. 0577749489 www.chiantigeografico.it Chianti Classico 2016 È il 1961 quando diciassette agricoltori della zona del Chianti Geo­ grafico si riuniscono con l’intenzione di trovare strutture e nuovi investimenti per migliorare la qualità del loro vino. L’idea è vincente perché il marchio diventa subito molto


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i vini della Toscana

affermato e si lega in maniera indissolubile con la storia del Chianti Classico. Oggi il Chianti Geo­grafico è entrato nell’orbita delle Tenute Piccini con un nuovo progetto targato Riccardo Cotarella. Nell’attesa di vederne gli sviluppi, ci godiamo l’ottimo Chianti Classico 2016, che mostra note calde invitanti. FIETRI tel. 0577734048 www.fietri.com Chianti Classico 2016 Un luogo incantevole, con un piccolo abitato di case in pietra circondate dalle vigne e una moderna cantina capace di trarre il massimo dal sangiovese. Questa in poche righe la descrizione di Fietri, che è una magnifica struttura ricettiva da un lato, ma che dall’altro, a partire dagli anni Duemila, è diventata una realtà produttiva interessante, puntando sulla progettazione di nuovi vigneti condotti con metodo biologico. Oggi dai loro otto ettari di filari ottengono chardonnay, viognier e soprattutto sangiovese con cui fanno anche un sorprendente metodo classico. Marchio di fabbrica e ottimo biglietto da visita il loro Chianti Classico, a base di uve sangiovese 100%, grazie alla sottile speziatura risulta gradevole anche col suo finale amarognolo.  I SODI tel. 0577747012 www.agrisodi.com Chianti Classico 2016 Ivo Casini aveva da anni un sogno: rilevare una vecchia proprietà della Curia Arcivescovile di Arezzo che aveva una magnifica esposizione. Un sogno tramutato in realtà nel 1973: subito inizia la ristrutturazio-

papillon 72 ne della magnifica villa (edificata a fine Ottocento) e l’impianto dei vigneti e di un oliveto. A fine anni Settanta sono già pronte le prime bottiglie a cui fa seguito l’allestimento di una nuova cantina. I Sodi diventano in pochi anni una realtà di riferimento nel mondo del Chianti Classico, frutto di un lavoro decennale. I frutti sono perfettamente esemplificati dal Chianti Classico 2016 da uve sangiovese e canaiolo (7%), che nella nostra graduatoria ha sfiorato il massimo, i 5 asterischi. Aveva note profonde al naso e poi un equilibrio spettacolare in bocca con la chiusura galoppante della sua tannicità filigranosa. RICASOLI tel. 05777301 www.ricasoli.it Chianti Classico Gran Selezione “Colledilà” 2015 La famiglia Ricasoli è legata al vino sin dal 1141 e figura già tra i nobili dignitari feudali dell’Impero di Carlo Magno. La storia recente è dunque legata alla nascita dei tre cru Colledilà, Roncicone, CeniPrimo, un trio di grandi rossi (da tre vigne e con tre etichette distintive che si ispirano a dettagli del grande albero genealogico del 1584). Detto che tutti e tre, che si fregiano della Gran Selezione, hanno classe a non finire, il nostro suggerimento è, se possibile, di degustarli insieme, al fine di poter apprezzare quel timbro unico che accompagna ciascuno, provando l’emozione che viene dallo scoprire le diverse sfumature delle loro differenti personalità. Il Roncicone – che nasce da un suolo costituito da depositi marini di origine pliocenica, con presenza di depositi sabbiosi e pietre levigate dal mare, e in profondità argilla – si distingue per freschezza floreale, speziatura, ma

soprattutto acidità, spiccata mineralità e trama tannica fitta, rivelando un carattere da Chianti Classico d’antan. CeniPrimo – dall’omonimo vigneto, il più piccolo dei tre, di appena 6 ettari, posto a 300 metri sul livello del mare, con esposizione Sud-Ovest e che giace sulla grande vallata del fiume Arbia, nella parte più a Sud della proprietà – si segnala invece per la buona intensità olfattiva, con profumi di viola e frutta fresca, sorso di buon corpo, contenuto tannico elegante e sentori balsamici come retrogusto. Mentre il “Colledilà” – che nasce del vigneto omonimo di 7 ettari, posto a 390 metri sul livello del mare, con esposizione Sud-Est, sulla formazione geologica del Monte Morello, conosciuto anche come Alberese con un suolo argilloso calcareo, molto pietroso, ricco in carbonato di calcio e povero in sostanza organica – nel bicchiere ha naso complesso, eleganza suggestiva, profumi di viola mammola, giaggiolo, note di frutta rossa matura e prugna, quindi fine speziatura con sentori di pepe, note di cioccolato bianco, mentre al palato ha ingresso morbido, che svela un tannino dolce, sebbene la struttura sia importante, con un sorso che si sviluppa armonico e di notevole persistenza. Nel terroir di Brolio, con Francesco Ricasoli, è iniziato un nuovo, entusiasmante, capitolo, di una storia millenaria. L’avventura continua! RIECINE tel. 0577749098 www.riecine.it Chianti Classico 2017 Scrivi Riecine e racconti la storia del moderno Chianti Classico e contemporaneamente quella del vino toscano in generale. Già perché in questo podere, risalente al Duecen-


i vini della Toscana

papillon 72 to, il vino viene prodotto da sempre. Sempre qui, un gentiluomo inglese, John Dunkley, avviò la produzione del Chianti Classico negli anni Settanta puntando già allora sul sangiovese in purezza. Lo stile impresso da John Dunkley continua anche con la proprietà di Lana Frank che oggi può contare su 22 ettari di vigne. Uno stile moderno e d’antan allo stesso tempo, che abbiamo trovato nel loro Chianti Classico 2017, che non deve tradire per il colore rubino più scarico degli altri: dietro c’è una gran bella stoffa. Bravi. ROCCA DI CASTAGNOLI tel. 0577731004 www.roccadicastagnoli.com Chianti Classico 2017  Già appartenuta alla famiglia Tempi e quindi, dagli anni Cinquanta, al Barone Ricasoli, questa tenuta oggi è la base su cui è stato costruito il gruppo delle Tenute Calì che vantano anche importanti possedimenti in Sicilia e in Maremma. La Rocca di Castagnoli resta il fiore all’occhiello, per la bellezza della struttura che insiste su un’antica fortezza medievale e per il suo ruolo nel mondo del Chianti Classico di cui fa parte fin dal 1924 quando è tra i fondatori del Consorzio. Insomma, sui suoi 850 ettari di proprietà, di cui 92 vitati, si è fatta gran parte della storia di questa denominazione e sta qui a ricordarcelo il Chianti Classico 2017 uvaggio tipico con 10% fra canaiolo e colorino, che si distingue per una freschezza sia al naso sia in bocca, dove i tannini mostrano tutto la loro vivacità. SAN GIUSTO A RENTENNANO tel. 0577747121 www.fattoriasangiusto.it

Chianti Classico 2017 Questa cantina, di proprietà della famiglia Martini di Cigala dagli inizi del Novecento, si avvale della consulenza del grande enologo Attilio Pagli da ormai due decenni, e segue i precetti dell’agricoltura biologica fin dal 2001. Il loro vino più celebre è certo Percarlo, da uve sangiovese. A noi però, di questo produttore toscano, ha stregato il Merlot “La Ricolma”, in cui abbiamo ritrovato la medesima mano nobile e contadina che fa grande il premiatissimo Percarlo, appunto. Dello stesso valore (altissimo quindi) è poi il Chianti classico (anche qui il 5% di canaiolo), che evoca erbe officinali, per un grande rosso. GAMBASSI TERME (FI) TAMBURINI AGRICOLA tel. 0571680235 www.agricolatamburini.it Chianti “The Boss” 2018 La storia agricola della famiglia Tamburini affonda le sue radici nel XIX secolo: infatti, già prima dell’inizio del 1900, e da allora a oggi per ben 5 generazioni, la passione per la coltivazione della vite e dell’olivo è stata alla base del loro lavoro. Oggi l’azienda possiede 50 ettari di terreno, tutti situati nel cuore delle colline toscane, in provincia di Firenze, nella zona storica di produzione del vino Chianti, a cui recentemente si è aggiunta una nuova proprietà in Montalcino. Tra i nostri assaggi ci ha colpito il Chianti “The Boss” 2018, da uve 90% sangiovese e 10% canaiolo vinificato in acciaio e maturato in vasche di cemento, che mostra il giusto equilibrio tra profumi fruttati e floreali e al naso particolarmente morbido e caldo.

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GAVORRANO (GR) PODERE SAN CRISTOFORO tel. 3358212413 www.poderesancristoforo.it Toscana Petit Verdot “Podere San Cristoforo” 2016 Al fascino della Maremma ha ceduto il giovane ingegnere ed enologo Lorenzo Zonin, che ha scelto questa terra per la sua avventura nel mondo del vino. La proprietà si estende su 45 ettari di cui 15 ettari a vigne, 2 ettari a olivi e 20 ettari a cereali e girasoli. Le varietà presenti sono sangiovese (10 ettari), petit verdot (2 ettari), syrah (1 ettaro), vermentino e trebbiano (2 ettari). L’approccio è biodinamico, nella convinzione che la qualità dei vini passi attraverso il rispetto dei suoli e la cura delle vigne. Oltre ad Amaranto e Carandelle, entrambi sangiovese in purezza, ci ha stupito il “Podere San Cristoforo” 2016, ovvero un petit verdot in purezza che gode di una zona favorevole e nasce da pochi grappoli che crescono sulle ghiaie di color ocra di Podere San Cristoforo, tra olivi e sughere centenarie, costantemente accarezzati dalla brezza del vicino mare. Rosso rubino, ha profumi fruttati, che richiamano le prugne, le visciole e l’arancia sanguinella, note di erbe aromatiche, sfumature speziate e balsamiche, sorso dalla trama tannica elegante, e ben bilanciato tra freschezza e sapidità. ROCCA DI FRASSINELLO tel. 056688400 - 056688298 www.roccadifrassinello.it Maremma Toscana Rosso “Rocca di Frassinello” 2016 È una delle gemme del gruppo di Paolo Panerai, l’imprenditore ed editore che ha fondato il gruppo


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i vini della Toscana

Class, che in questa tenuta si è affiancato a uno dei più grandi nomi della storia del vino francese: il barone Eric de Rothschild proprietario dei Domaines Barons de Rothschild Lafite. Ha fatto seguito l’accorpamento di circa 500 ettari di terreni (di cui 83 a vitigno). A completare l’opera una cantina da sogno, inaugurata nel 2007 e progettata da Renzo Piano con una barricaia nel cuore della struttura bella come un anfiteatro. Siamo in un territorio dove il vino era già patrimonio degli Etruschi (e c’è la mostra “Gli Etruschi a Rocca di Frassinello” che sta lì a dimostrarlo) e ancora oggi riesce a regalare emozioni come ci è accaduto assaggiando il loro Maremma Toscana Rosso, uno dei migliori in assoluto degustati in questi anni, che per noi ha raggiunto il massimo dei voti. Avete presente un profumo di incenso puro, come entrare in chiesa? Poi una declinazione vellutata, ma anche incisiva in intensità e persistenza. Perfetto. GRACCIANO DI MONTEPULCIANO (SI) LA CIARLIANA tel. 0578758423 - 3355652718 www.laciarliana.it Vino Nobile di Montepulciano “Vigna Scianello” 2012 Nel 2014, dalla nostra degustazione alla cieca dei Montepulciano 2011, il campione che è uscito vincitore fu quello della Ciarliana, un’azienda che lavora nel cuore storico delle colline poliziane, a 350 metri di altitudine. È stato Luigi Frangiosa, perito agrario nato in questo luogo da una famiglia di origine campana, a dare la svolta all’azienda agricola di famiglia, consegnandole un futuro proprio nella produzione di questo vino.

papillon 72 Basta un lustro e una seconda tornata di assaggi per farci capire che ci avevamo visto giusto: il Rosso di Montepulciano 2017 è sugoso, perfetto, ma tra le degustazioni outsider a dir poco clamoroso il Vino Nobile di Montepulciano “Vigna Scianello” 2012, affinato due anni in botti grandi di rovere di Slavonia o in barrique e almeno un anno in bottiglia, un vino di grande finezza al naso con i profumi di viola e frutta rossa che in bocca si rivela seta. Un grande bicchiere, che vede l’interpretazione di un enologo piemontese, Mario Ronco, all’origine del Grignolino invecchiato.

dred del 2019! Il miglior, sorprendente vino rosso di tutta la selezione. Da provare!

LOMBARDO tel. 0578708321 www.cantinalombardo.it

GREVE IN CHIANTI (FI) CARPINETO tel. 0558549062 www.carpineto.com

Vino Nobile di Montepulciano 2016 Un punto di riferimento, l’azienda Lombardo, realtà tra le più importanti della denominazione, con 35 ettari nel cuore del Nobile di Montepulciano, al lavoro nell’ambito della sostenibilità con la produzione di energia attraverso un proprio impianto fotovoltaico, l’utilizzo di bottiglie con vetro riciclato e un intervento nel mondo della cultura con la partnership con la Fondazione Cantiere Internazionale d’arte che sostiene le stagioni artistiche del Teatro Poliziano di Montepulciano. È anche inserita nel più ampio progetto del consorzio Vino Nobile di Montepulciano, che sta lavorando a una piattaforma unica per la certificazione di tutte le cantine aderenti al Consorzio. Quest’anno ci ha stregato con il Vino Nobile di Montepulciano 2016 dal colore rubino, dai profumi di frutta rossa, prugna, china e liquirizia, dal sorso pieno e complesso. È stato il vino Top dei Top tra i Rossi Top Hun-

Toscano Rosso “Dogaiolo” 2017 Due amici, Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Maria Zaccheo, il primo studi enologici a Conegliano, il secondo di una famiglia che lavorava con viti e vino, a fine anni Sessanta si mettono insieme per creare un grande Chianti. Dal 1967, anno di inizio, a oggi, la crescita di Carpineto è stata costante e ora i loro vini sono in ben 70 Paesi. Oggi l’azienda conta oltre 489 ettari di terreni di proprietà suddivisi tra 5 aziende situate nelle zone del Chianti Classico, dell’alto Valdarno, del Vino Nobile di Montepulciano, di Montalcino e della Maremma. Costantemente all’avanguardia – non a caso Carpineto è stata la prima azienda ad adottare il codice QR su tutte le bottiglie – oggi l’attenzione si concentra anche sugli aspetti ambientali: i vigneti coltivati secondo criteri di sostenibilità e le cantine gestite nel massimo rispetto dei fenomeni naturali di trasformazione


i vini della Toscana

papillon 72 dell’uva. Ora mentre chi scrive è un fan del loro Nobile di Montepulciano “Poggio Sant’Enrico” degustato in verticale due anni fa, quest’anno a Vinitaly ci siamo goduti il Toscana Rosso “Dogajolo”, uvaggio in prevalenza di sangiovese, nonché cabernet e altre varietà. E qui ne avverti la forza della gioventù, la maturità del legno, la morbidezza della classe, i profumi fruttati e fragranti, i colori vivi e profondi. Un biglietto da visita che dice come lavorano in questa azienda. FATTORIA DI LAMOLE tel. 0558547065 www.fattoriadilamole.it Chianti Classico “Le Stinche” 2012 E poi ritrovi il Chianti che ha stregato il mondo! Il Chianti che parla la lingua del sangiovese autentico, che ha l’eleganza e il fascino della Toscana di cui è orgoglio. È il Chianti Classico Docg 2012 “Le Stinche” della Fattoria di Lamole di Greve in Chianti. Rubino profondo, ha naso ampio e intenso, con note di ciliegia e prugna, sentori di ribes nero, rovo e tabacco, mentre in bocca colpisce per la sua agilità vibrante, il sorso fresco e sapido, e persistente. IL PALAGIO DI PANZANO tel. 3383997004 www.palagiodipanzano.com Chianti Classico 2016 Un piccolo gioiello questo Palagio, poco più di sette ettari collocati in parte al centro della Conca d’Oro a Panzano in Chianti, sul suo versante Sud e Sud-Ovest, in parte a San Martino di fronte a Rignana sul versante di Cafaggio. L’altitudine (400- 500 metri), il microclima umido e il terreno roccioso e ricco

di galestro, sono la culla perfetta per i diversi cloni di sangiovese che occupano quasi l’intera produzione. Anche il loro Chianti Classico è un sangiovese 100%. Eccellente anche il Chianti classico da sangiovese in purezza del Palagio di Panzano, fermentato in acciaio e maturato quasi 18 mesi in rovere per poi affinarsi un altro anno in bottiglia. Nel bicchiere un campione davvero convincente che al naso ha profumi intensi di ciliegia e frutta rossa, sentori di sottobosco e poi in bocca molto equilibrio con tannini fitti e ben levigati. LAMOLE DI LAMOLE tel. 0559331256 www.lamole.com Chianti Classico Etichetta Bianca 2016 Il nome deriva da quelle “lame” di terra che caratterizzano il paesaggio, calanchi dal profilo aguzzo disegnati nel tempo dagli agenti atmosferici, che già avevano colpito i Romani. Siamo nel Chianti Classico, in piena collina, in un anfiteatro naturale protetto a Nord dal Monte San Michele e rivolto al mar Tirreno. La cantina Lamole di Lamole è parte della storia di questo territorio: il vigneto più antico è stato impiantato nel 1945 e tuttora nelle vigne aziendali si trovano gli autoctoni del Chianti – sangiovese, canaiolo, malvasia nera e trebbiano toscano (quest’ultimo riservato per la produzione di Vin Santo) – e alcuni internazionali come cabernet sauvignon, merlot, petit verdot e alicante. Il frutto della vendemmia viene lavorato in tre cantine: quella storica, che poggia su una costruzione risalente alla metà del 1300, oggi cantina di affinamento e vinsantaia della tenuta, una più moderna cantina di vinificazione in

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Lamole e il nuovo polo produttivo di Greti in Chianti (una frazione di Grevi) col moderno centro di accoglienza. Grande assaggio quest’anno per il Chianti Classico Etichetta Bianca 2016, affinato in acciaio e in botte grande, ha note balsamiche al naso e in bocca una piacevole sapidità. PODERE CASTELLINUZZA tel. 0558549052 www.castellinuzza.it Chianti Classico 2016 Castellinuzza è un antico borgo nel comprensorio di Lamole. Qui sorge quest’azienda agricola che nasce, come tante belle storie di viticoltura toscana, dal lavoro e dall’impegno come mezzadro del nonno, Gino, proseguito con una propria attività dai figli. In questo caso al timone della cantina c’è Paolo Coccia, con la moglie e le figlie. Al suo arco ha una passione smisurata e una storia nel mondo e nella cultura del Chianti. Questo si percepisce assaggiando il suo Chianti Classico annata 2016, composto da sangiovese di Lamole per il 95% e uve a bacca rossa (canaiolo) per il restante 5%, affinato in vasche di cemento per minimo un anno e mezzo e poi in bottiglia per minimo 4 mesi. Eccezionale nell’espressione intensa, al naso e in bocca, che esprime pienezza. SANTO STEFANO tel. 0558572298 www.fattoriasantostefano.it Chianti Classico 2016 Greve in Chianti è una delle capitali della denominazione Chianti Classico. Questa fattoria è, come accade spesso quando si parla di Toscana, un borgo storico ristrutturato alla


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i vini della Toscana

perfezione, immerso in un paesaggio incantato fatto di vigne e uliveti. Su tutto domina la villa sulla collina, trasformata in un resort da sogno dalla famiglia Bendinelli che, dal 1960, è al timone di questo angolo di paradiso. Il prodotto principale è proprio il vino, naturalmente Chianti Classico e Riserva. A lasciarci soddisfatti l’annata 2016 del Gallo Nero, un Chianti Classico nel senso letterale di questa parola, perché di buona espressione tipica. LORO CIUFFENNA (AR) LA SALCETA tel. 3440109342 www.lasalceta.it Valdarno di Sopra Sangiovese Vigna Ruschieto “Ruschieto” 2014 Lungo l’antica strada dei Setteponti, delimitata da un lato dal Pratomagno e dall’altra dalle colline del Chianti, sorge questa azienda agricola che ha abbracciato l’agricoltura biologica fin dalla sua fondazione, nel 2003. Così come fin dagli inizi ha avuto la perseveranza di credere nelle potenzialità di questo territorio, sostenendo tra i primi la Doc Valdarno di Sopra. Per questo oggi, accanto al Chianti Riserva e al Toscana Rosso “La Nocetta” da sangiovese e cabernet franc, si possono bere due belle interpretazioni di questa Doc ovvero l’Osato, un rosato di grande personalità e il Ruschieto ottenuto dalle uve dell’omonima vigna attentamente selezionate. Un 100% sangiovese, fermentato con lieviti indigeni e vinificato dopo un lungo riposo sulle fecce fini quindi maturato e affinato in acciaio e in bottiglia. Vino di grande struttura, dai profumi florea­li spiccati e intensi e con un tannino ancora pronunciato.

papillon 72 LUCCA FATTORIA SARDI GIUSTINIANI tel. 0583341230 Toscana Rosato Rosé 2018 Il rosato continua a essere una tipologia di vino che noi italiani non apprezziamo per il suo valore, a differenza dei cugini francesi che invece lo amano, eccome. Una conferma di che gran vino può essere un rosato l’abbiamo avuta dal Toscana Rosato 2018 di Fattoria Sardi Giustiniani di Lucca. Dal colore delicato, che ricorda la buccia di cipolla, al naso è molto elegante con note di giaggiolo, piccoli frutti e in particolare fragoline di bosco, sentori minerali, mentre al palato è fresco e di grande sapidità, armonico, e con un finale di buona lunghezza. Idea­le con carne cruda, carni bianche, secondi di mare e zuppa di pesce. LUCIGNANO (AR) IL SOSSO tel. 0577630451 www.ilsosso.it Chianti “Il Sosso” 2018 Siamo nella parte aretina del Chianti, nel comune di Lucignano. Il Sosso, di proprietà della famiglia Ravaglioli dal 1965, è uno splendido casale leopoldino settecentesco che domina la vigna e le colline circostanti. Tutt’intorno, all’incirca quaranta ettari, dove il vitigno più rappresentato è sicuramente il sangiovese. Alfiere della loro produzione e uno degli assaggi che più ci ha colpito nel giro delle anteprime e, in questo caso, di Chianti Lovers, è proprio il Chianti “Il Sosso” 2018 fermentato in acciaio e maturato in bottiglia, che mostra tutta la ricchezza di questo vino elegante al naso e in bocca morbido e vellutato.

MAGLIANO IN TOSCANA (GR) COL DI BACCHE tel. 0564589538 www.coldibacche.com Morellino di Scansano “Col di Bacche” 2018 Di fronte al Parco Naturale della Maremma, a un’altitudine che varia tra i 150 e i 250 metri sul livello del mare, ci sono i vigneti di quest’azienda agricola che trae il suo nome dall’aspetto della collina che, prima che vi venissero impiantate le viti, era irta di rovi da more e cespugli di mirto, piante ricche di bacche rosse. Dal 1998 invece, con la nascita dell’azienda di Franca Buzzegoli, al posto delle bacche ci sono le viti soprattutto di sangiovese, che è alla base del Morellino. Una scelta che ci sentiamo di appoggiare dopo aver assaggiato il Morellino di Scansano “Col di Bacche” 2018, interpretazione ben equilibrata di questo vino. FATTORIA SAN FELO tel. 05641950121 www.fattoriasanfelo.com Morellino di Scansano “San Felo” 2017 Passione per vite e vino, attaccamento alle tradizioni contadine, desiderio di dare un contributo alla promozione della Maremma sono le motivazioni che hanno spinto la famiglia Vanni, maremmana Doc, a inaugurare nel 2001 San Felo, splendida fattoria situata nel cuore della terra dei butteri, in località Pagliatelli di Magliano, in cima a Poggio La Mozza, a pochi chilometri da Grosseto. Il nome deriva delle iniziali dei due fratelli, Federico e Lorenzo Vanni: dal 2014 il giovane Federico, appassionato di viticoltura da quando aveva 17 anni, è


i vini della Toscana

papillon 72 presidente del CdA. Attualmente la superficie aziendale ha raggiunto i 50 ettari di cui 33 a vigneto, dove i vitigni prevalenti sono vermentino e sangiovese, ma non mancano gli internazionali come cabernet sauvignon, pinot nero e viognier. Tra i vini prodotti, si è conquistato l’inserimento tra i nostri Top Hundred 2008 il Morellino di Scansano “San Felo”, secondo un apprezzamento che confermiamo anche dopo il nostro ultimo assaggio del 2017. POGGIO BRIGANTE tel. 0564592507 www.poggiobrigante.it Morellino di Scansano “Etichetta Blu” 2018 Franco Rossi e suo figlio Leonardo conducono, dal 2001, l’Azienda Agricola Poggio Brigante, che prende il nome dalla collina su cui è situata. In questa terra vocata, i due proprietari portano avanti la passione per la vite e il vino, trasmessa dal fondatore dell’azienda, Enos Rossi, che si trasferì nella Maremma negli anni Cinquanta e qui piantò la prima vigna. Su un terreno di medio impasto tendente all’argilloso l’azienda produce uve sangiovese, syrah, vermentino e ansonica con le quali produce quattro rossi (tre Morellino e un Syrah) e due bianchi (Vermentino e Ansonica). È una new entry del Golosario: notevoli in tutte le espressioni del Morellino, quella del Morellino di Scansano in barrique, ma anche con i due biologici affinati in acciaio, il Poggio Brigante e l’Etichetta Blu. MANCIANO (GR) FATTORIA LA MALIOSA tel. 3271860416 www.fattorialamaliosa.it

Toscana “La Maliosa Rosso” 2017 Questa estate sono stato a trovare Antonella Manuli, imprenditrice di origine milanesi, che ha scelto di sviluppare in Maremma, a Montemerano vicino a Saturnia, il suo lavoro, seguendo rigorosamente le metodologie del biologico e del biodinamico. Il concetto di biodiversità è alla base di una viticoltura sviluppata su 3 ettari. Ha iniziato con la mappatura delle vecchie vigne preesistenti per poi dedicarsi alla rivitalizzazione dei terreni già esausti, attraverso sovesci biodinamici. E nelle sue vigne si sperimenta il metodo Corino che permette di operare scelte mirate e innovative riguardanti le condizioni ambientali, i vitigni e le tecniche colturali. Lorenzo Corino è addirittura convinto che la vite debba essere lasciata libera di svilupparsi dove meglio crede, anche in modo apparentemente disordinato. La sostenibilità, ritenuta un valore fondante, viene misurata da almeno due fattori: la qualità biologica del suolo (QBS) e la Carbon Footprint (LCA-assessment) dell’azienda e dei prodotti. Inoltre il ciclo di coltivazione, basato su materiali vegetali prodotti in loco, costituisce la scelta fondamentale. Nel passaggio da uva a vino le fermentazioni si svolgono naturalmente con lieviti e batteri indigeni. È escluso ogni additivo e ogni tecnologia invasiva. Ora se il Bianco della Maliosa (da uve procanico) è stato il vino Top dei Top nell’anno 2013, il Toscana “La Maliosa Rosso” 2017 da uve ciliegiolo, sangiovese (e in percentuale minima cannonau) è un vino da grandi passioni: ha un colore rubino impenetrabile e un abbraccio avvolgente che svela la sua tannicità. Tuttavia il bello di questo vino è la magia dell’evoluzione nel bicchiere, che è impressionante sia al naso sia

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in bocca, ogni 10 minuti. Ti ritrovi il tabacco e il cioccolato in quel frutto speziato, ma anche note erbacee e di ortaggi. In bocca ci guadagna in armonia come se volesse mettere a posto tutte le cose, dopo l’ossigenazione, anche la sua composta tannicità. Un vero spettacolo. I CAVALLINI tel. 0564609008 www.icavallini.it Morellino di Scansano 2018 La Tenuta Cavallini rappresenta la tipica tenuta maremmana immersa in un paesaggio da favola, tra il mare dell’Argentario e gli affascinanti borghi in tufo che sembrano aggrappati alla collina. In questo caso ci troviamo su una proprietà che si estende per 330 ettari di vigne, oliveti, boschi, seminativo e pascoli. Ospitalità, viticoltura e olivicoltura sono integrati con l’attività zootecnica di allevamento di mucche da latte e con le coltivazioni a esse destinate. L’azienda, appartenuta alla famiglia Ciacci fin dal 1800, è giunta in eredità alla famiglia Pirozzi Lupinacci, che ha continuato a credere e investire nella tenuta, e con essa è cresciuta. Al timone oggi ci sono le giovani generazioni, che hanno puntato molto sul vino con ottimi risultati, come per il Morellino di Scansano 2018 (da uve sangiovese e alicante) di interpretazione equilibrata. LA CHIMERA D’ALBEGNA tel. 0564609218 www.lachimeradalbegna.it Maremma Toscana Rosso “Caletra” 2016 Altra sorpresa tra le degustazioni di quest’anno, altra azienda che va ad aggiungersi nella nostra selezione.


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i vini della Toscana

Si tratta di un’impresa giovane, che nasce dalla passione per il vino e per il territorio di un’intera famiglia, i Becherini, che si sono trasferiti qui da Firenze nel 1999 su una proprietà di circa 30 ettari, per ridare vita all’antica tradizione di produttori vitivinicoli. Sono seguiti anni di studio e di prove prima di poter debuttare sul mercato nel 2010 con un loro marchio che nel nome di ispira alla storia dell’arte etrusca così ben rappresentata su questo territorio. Oggi hanno in cantina una serie di etichette interessanti, dal rosato a base di syrah e merlot fino al bianco da uve sangiovese e vermentino. Più di tutto, però, ci ha colpito il loro Maremma Rosso “Caletra” 2016 a base di sangiovese, cabernet e merlot che aveva note floreali di iris ed erbe officinali. POGGIO CAGNANO tel. 3461083534 www.poggiocagnano.it

papillon 72 al palato è caldo e di buon corpo, equilibrato, piacevolmente sapido. Fuori di Top 2019 MASSA MARCO VERONA tel. 3297733510 Toscana “Sedì” 2018 Luca Schiaffino e Manuel Destri sono due grandi, che stanno riscrivendo la storia del vino e del bere miscelato nel Levante Ligure. Nella loro enoteca con mescita, Cristal a Levanto (Sp), mi hanno sorpreso con il Toscana Igt “Sedì” di Marco Verona, bottiglia rara, prodotta con passione somma, in quantitativi esigui, ma di personalità affascinante. Blend di vermentino, trebbiano, malvasia e albarola, nel bicchiere ha colore giallo paglierino brillante con riflessi dorati, mentre al naso è meraviglioso con i suoi profumi di erbe aromatiche, agrumi, spezie, e al palato è fresco, sapido e minerale con finale lungo e persistente. Clamoroso anche l’In Fermento (vino bianco frizzante con fondo) di Marco Verona, che Luca e Manuel mi hanno fatto assaggiare! MASSA MARITTIMA (GR) LE SODE DI SANT’ANGELO www.sodesantangelo.com

Maremma Toscana Rosso “Selvoso” 2015 Il Selvoso di Poggio Cagnano è vino prodotto in sole 2.400 bottiglie da uve ciliegiolo e sangiovese. Vi conquisterà con il suo colore rubino profondo, naso di notevole ampiezza con note di ciliegia, prugna, tabacco, menta e spezie, mentre

Maremma Toscana Sangiovese “Sassi Dautore” 2017 Anche questa che bella scoperta! La tenuta si trova nella zona collinare di Montebamboli, nel comune di Massa Marittima, all’interno di un territorio suggestivo tra le coste della Maremma Toscana e le alture delle colline metallifere: 40 ettari ripartiti tra vigneti, oliveti e seminativo di vario genere. Curiosa l’origine del suo nome che nasce da

un miracolo che si dice sia avvenuto su queste colline: l’intervento di un angelo per aiutare un contadino a recuperare il proprio aratro e portare a termine il suo lavoro. Non sappiamo se ci sia sempre un angelo dietro i vini di questa tenuta, sicuramente però, dai primi assaggi che abbiamo fatto, ci sono sembrati molto convincenti. Da bere e ribere il Maremma Toscana Sangiovese “Sassi Dautore” 2017, che è stato una folgorazione per equilibrio e grande intensità. MORIS FARMS tel. 0566919135 www.morisfarms.it Morellino di Scansano 2018 Bere i vini di Moris Farm è come ritrovare un vecchio amico, uno di quelli che sanno scaldarti il cuore. Siamo in uno degli apici produttivi del territorio maremmano, in un’azienda che affonda le sue radici oltre due secoli fa quando la famiglia Moris partì dalla Spagna per raggiungere la Maremma toscana. Oggi il comprensorio di vigne tocca i 500 ettari e alla testa dell’impresa c’è Adolfo Parentini che, con il figlio Giulio, è da tempo punto di riferimento nella zona. Merito di un grandissimo vino come l’Avvoltore che premiammo con il Top Hundred già nel 2004, ma anche il Vermentino e il Monteregio di Massa Marittima. Quest’anno a conquistarci è stato invece il Morellino di Scansano 2018, un vino su cui hanno sempre puntato tantissimo: la prima bottiglia di Morellino di Scansano Moris infatti risale al 1981, pochi anni dopo la nascita della Doc avvenuta nel 1978. Con quest’ultimo assaggio, Moris si conferma leader della denominazione.


i vini della Toscana

papillon 72 MONTAIONE (FI) IL CORNIALE tel. 057169520 www.agriturismobibbiani.it Chianti Superiore 2017 L’azienda agricola Il Corniale è stata una delle prime in Toscana a percorrere il sentiero dell’enoturismo. Per loro la comunicazione del territorio è sempre stata un valore primario. Un territorio però da conservare in tutti i suoi elementi di biodiversità: è per questo motivo che, nelle pratiche agricole, hanno scelto di seguire i dettami dell’agricoltura biologica applicandole sia alla vigna sia all’uliveto. Attualmente la loro produzione è concentrata sul vino Chianti: e il Chianti Superiore 2017 nelle ultime Anteprime si è contraddistinto per la sua finezza ed eleganza, davvero speciale. E poi quell’intensità che tradisce un fiore vinoso per poi diventare austero, importante. Che bel bicchiere! Fuori di Top 2019

raccontato dell’incontro con Albatreti, vignaiolo in Montalcino autore di uno straordinario Brunello. Ebbene, l’8 gennaio 2019, per i 58 anni di Paolo, abbiamo stappato il 2010. Rubino profondo, naso raffinato, di classe, con profumi di frutta rossa, scorza di agrume, prugna e tabacco, note di pepe e cannella, sorso pieno, di notevole carattere, che rivela tannino scalpitante e gustosa sapidità, con un ottimo equilibrio complessivo e un lungo finale. Albatreti per tutta la vita! ARGIANO tel. 0577844037 www.argiano.net Brunello di Montalcino 2014 C’è da perdersi nei meandri della storia aziendale di Argiano. Basti pensare che la splendida villa che caratterizza questa realtà – 125 gli ettari di proprietà, tra vigneti, oliveti e boschi – è stata costruita tra il 1581 e il 1596, per volontà della nobile famiglia senese dei Pecci. Fin dal 1888, le migliori uve sangiovese di proprietà sono destinate alla produzione del Brunello di Montalcino. Il suo affinamento prevede un duplice invecchiamento: il primo anno in barrique e tonneau francesi, il secondo anno in botti di rovere di Slavonia. Il risultato è un vino di estrema eleganza, fin dai profumi nitidi di frutti rossi, e poi in bocca nella struttura larga, resa vibrante da una piacevole freschezza.

MONTALCINO (SI) ALBATRETI tel. 3475598870

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Brunello di Montalcino 2010 A pagina 56 di Vino Assaggi Memorabili, il libro dedicato al vino, che precede questo Papillon, avevamo

Brunello di Montalcino 2010 È stata una sorpresa spiazzante questo Brunello di Montalcino 2010 di Bellaria. Già nostro Top

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Hundred, nel bicchiere ci ha conquistato con il suo colore rubino luminoso, con i suoi profumi di ciliegia e prugna, le sue note balsamiche, i sentori di menta, tabacco e spezie, il suo sorso di grande equilibrio, con tannini ben integrati, piacevole sapidità, lunga persistenza. Signori: il Brunello di Montalcino! BELPOGGIO tel. 0423983411 www.belpoggio.it Brunello di Montalcino 2014 La famiglia Martellozzo in Veneto è proprietaria dell’azienda Bellussi, in quel di Valdobbiadene. Nel 2005 ha raddoppiato gli sforzi, dando vita a questa tenuta di circa 10 ettari, 5 dedicati a sangiovese e la restante parte a oliveto, situata a Castelnuovo dell’Abate. A firmare il vino è Francesco Adami, enologo anche di Bellussi. A lui il compito di interpretare correttamente il territorio ilcinese. Obiettivo raggiunto, come dimostra il Brunello di Montalcino 2014. Ha struttura, eleganza e armonia, caratterizzato da una sorso asciutto, di buona persistenza aromatica. CANALICCHIO DI SOPRA tel. 0577848316 www.canalicchiodisopra.com Brunello di Montalcino 2014 Costruire la propria identità su un solo vitigno – il sangiovese – e due cru ben identificati. È quello che dal 1962, anno di fondazione, fa questa bella cantina ilcinese. Sono 60 gli ettari di terreno nel versante Nord Est della collina di Montalcino di cui 19 coltivati a vigneto. E due i cru, Canalicchio e Montosoli: più argilloso il primo, ricco di galestro il secondo. Il Brunello di Montalcino 2014 nasce da un blend delle


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i vini della Toscana

uve coltivate nei due cru. È un bel vino, particolare nella piacevolezza speziata, sapido e minerale senza perdere l’armonia.

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Brunello di Montalcino 2014 A non più di un chilometro dalla straordinaria abbazia di Sant’Antimo, ecco Podere Canneta. Tutt’attorno, 10 ettari di vigneto, 2 di oliveto e 30 di fitto bosco. Della stessa proprietà ci sono altre tenute, anche in Maremma. Ma in questo caso abbiamo assaggiato il Brunello di Montalcino, annata 2014. Per noi è stata una sorpresa nella sua tipicità elegante e armoniosa. Un Brunello classico, dai sentori di frutta matura, con buona tannicità e freschezza.

Brunello di Montalcino 2014 A Nord di Montalcino si estendono i 400 ettari, 13 dei quali coltivati a vigneto, appartenenti a questa azienda agricola. Al centro, il castello, costruito nel XIII secolo dalla famiglia Altesi, e completato nel 1441 dalla famiglia Tricerchi. Se un tempo costituì un importante baluardo per i pellegrini che lungo la Via Francigena si recavano a Roma, oggi ospita nelle sue segrete la cantina. Il Brunello di Montalcino 2014, 100% sangiovese, dopo 3 anni di affinamento in botti di rovere, si presenta speziato al naso, con note di tabacco dolce, e rotondo all’assaggio, grazie a un sorso caldo e morbido di buona persistenza.

CAPANNE RICCI tel. 0577844095 www.tenimentiricci.it

CAVA D’ONICE tel. 0577848405 www.cavadonice.it

COL D’ORCIA tel. 057780891 www.coldorcia.it

Brunello di Montalcino 2014 I fratelli Ida e Ferruccio Ricci sono l’ultima generazione alla guida di questa storica azienda. A loro il compito di coniugare la tradizione con una visione più moderna. Li troviamo a Sant’Angelo in Colle, dove hanno sede il centro aziendale (Podere Il Casello) e le vigne, che si estendono in parte sui lati della collina adiacente al borgo medioevale e in parte più a valle, sui primi contrafforti sul fiume Orcia. Dalla cantina, recentemente ristrutturata, abbiamo assaggiato il Brunello di Montalcino 2014. Una bella interpretazione, squillante nei profumi pronunciati di ciliegia matura, e poi contraddistinto da una struttura tannica equilibrata ed elegante.

Brunello di Montalcino 2014 Simone Nannetti e sua moglie Lucia Loperz sono i titolari di questa piccola e giovane cantina ilcinese. Una storia che nasce dalla passione di Simone per il vino e la terra, ereditata dal padre, cantiniere in un’azienda locale. La sua è un’impronta tradizionale, che si riflette nella scelta di lavorare con lieviti autoctoni e di non fare filtrazione. Il Brunello di Montalcino 2014, nonostante la difficoltà dell’annata, ci ha colpiti alle ultime Anteprime per il pieno equilibrio. Non è un Brunello poderoso, piuttosto elegante nei profumi floreali e fruttati, con piacevolissimi afflati balsamici e minerali. Bravi!

Brunello di Montalcino 2014 È l’esempio perfetto di come anche nelle zone storiche del vino la sostenibilità sia diventata un valore imprescindibile. Per capire il perché di questo, bisogna rileggere la storia di questa cantina attiva nel mondo del vino fin dal 1890, quando la famiglia Franceschi, originaria di Firenze, acquistò la proprietà per poi destinarla in modo preponderante alla viticoltura così da presentare già una propria linea di Brunello alla Prima Mostra dei Vini d’Italia negli anni Trenta. La vera svolta produttiva avvenne con l’acquisto da parte della famiglia Cinzano negli anni Settanta. Proprio al presidente Francesco Marone Cinzano si deve la decisa conversione delle vigne (oltre 140 ettari di cui 108

CANNETA tel. 0558784452 www.i-mori.it

Brunello di Montalcino Riserva “Vigna di Pianrosso Santa Caterina d’Oro” 2014 Un’ampia proprietà, incastonata tra il Poggio d’Arna e il fiume Orcia, di 220 ettari: 55,5 dedicati ai vigneti, 40 agli oliveti. Ma anche una struttura ricettiva importante. È il “tesoro” di questa cantina che si contraddistingue per una costanza qualitativa invidiabile. Anche il campione 2014 del loro Brunello di Montalcino s’innalza sopra la media per il suo esemplare equilibrio. Se il naso è un concentrato di frutta a bacca rossa, avvolto da una sottile speziatura, il sorso è caldo e morbido, dai tannini giovani ma già sotto controllo. Lungo il finale.


i vini della Toscana

papillon 72 destinati alla produzione di Brunello) al biologico. Ora, se il Brunello di Montalcino “Nastagio” 2012 ci ha davvero conquistati lo scorso anno, quest’anno ci è piaciuto l’Olmaia Sant’Antimo Cabernet, che offre la massima espressione del terroir di Montalcino coniugata al cabernet. Espressione da manuale delle note verdi del cabernet, ha la giusta speziatura e in bocca un tannino fine, coniugato a una freschezza che promette vita lunga. COLLEMATTONI tel. 0577844127 www.collemattoni.it Brunello di Montalcino 2014 Un antico podere, risalente al XVII secolo, dà il nome a questa azienda agricola situata nel versante Sud di Montalcino, a due passi dal borgo medievale di Sant’Angelo. Qui la famiglia Bucci da secoli è dedita all’agricoltura. Oggi alla guida c’è Marcello Bucci, coadiuvato dai genitori Adon e Vera e dallo zio Franco. Si tratta di un’azienda biologica (dal 2012), autosufficiente energicamente all’80%, con 11 ettari di vigneto e una cantina di 700 mq rinnovata nel 2012. Il Brunello di Montalcino 2014 ha un’impronta decisamente tradizionale nella sua struttura larga e nell’eleganza del sorso, che richiama immediatamente la tavola. CORDELLA tel. 3470422815 www.cordellavini.it Brunello di Montalcino 2013 L’azienda Cordella nasce vent’anni fa nel podere Meleto, incastonato in un panorama di vigneti e cipressi simbolo del Parco Naturale e Artistico della Val d’Orcia. I vigneti si trovano a una quota variabile di

circa 350 metri s.l.m., su terreni sub pianeggianti che degradano verso il fondovalle e per circa 8 ettari sono occupati dal sangiovese destinato a dare vita al Brunello di Montalcino, che abbiamo apprezzato nell’annata 2013. La scelta della titolare Maddalena Cordella si è subito incentrata sull’agricoltura biologica: oggi le uve sono totalmente biologiche e il processo produttivo è certificato dall’ente ICEA. Il Brunello di Montalcino 2013 colpisce per la sottile speziatura e la presenza di note aromatiche a tratti balsamiche. In bocca è di buon corpo, secco e con un tannino levigato. CUPANO tel. 0577816055 www.cupano.it Brunello di Montalcino 2014 Lionel Cousin è conosciuto come “il francese”. E francese lo è davvero, con un passato da direttore della fotografia cinematografica. Nel 1996 il coup de foudre, durante una visita a Montalcino, e la decisione di mollare tutto, acquistare un antico casale e dedicarsi al vino. Tra i mentori, in questa avventura, Henri Jayer dalla Bourgogne per la sua idea del vino; Carlo Ferrini per la selezione degli appezzamenti e l’assortimento dei vitigni; François Bouchet per la visione biodinamica e Giulio Gambelli, “ultimo giudice” prima dell’imbottigliamento. 34 gli ettari aziendali, nel versante Ovest di Montalcino, di cui 7 condotti a vigneto, in regime biodinamico. Il Brunello di Montalcino 2014 ci ha colpito per le sue particolarità fuori dal coro, che si declinano in un naso profondissimo di amarene mature, smalto ed erbe officinali. Il sorso è muscoloso, vibrante, minerale, decisamente persistente.

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DONATELLA CINELLI COLOMBINI CASATO PRIME DONNE - FATTORIA DEL COLLE tel. 0577849421 www.cinellicolombini.it

Brunello di Montalcino Riserva 2013 Per Donatella Cinelli Colombini parla il percorso professionale, con la sua lunga e prestigiosa carriera che, tra le innumerevoli esperienze, l’hanno vista fondare, nel 1993 il Movimento del turismo del vino e ideare Cantine aperte; nel 2007 pubblicare il Manuale del turismo del vino, seguito poi dal libro Marketing del turismo del vino. Dal 2001 al 2011 è Assessore al turismo del Comune di Siena (realizzando il “trekking urbano”, nuova tipologia di turismo sportivo che, da Siena, è stato esportato in tutta Italia); nel 2013 viene eletta Presidente del Consorzio del vino Orcia, nel 2014 viene nominata Cavaliere della Repubblica Italiana, nel 2016 è Presidente Nazionale delle Donne del Vino. E parlano i suoi vini, visto che dopo 14 anni di esperienza professionale nelle imprese di famiglia, nel 1998 ha creato la sua azienda composta dalla Fattoria del Colle a Trequanda e dal Casato Prime Donne a Mon-


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talcino, dove nascono le sue affascinanti interpretazioni di Brunello di Montalcino, tra cui quest’anno ci ha conquistato il Brunello Riserva 2013 dalla suggestiva complessità olfattiva con profumi di frutta rossa, nota balsamica e sentori speziati, dal sorso caldo e armonico. È nostra Cantina Memorabile 2019 della Toscana! ELIA PALAZZESI COLLELCETO tel. 0577816606 - 3496657974 www.eliapalazzesi.it Brunello di Montalcino 2014 Il bosco alle spalle. Le vigne che si aprono davanti. Arrivare alla tenuta di Elia Palazzesi è un vero spettacolo. Qui i terreni sono particolarmente vocati e danno vita a vini dalle importanti potenzialità di invecchiamento: sono depositi alluvionali, ghiaiosi e sabbiosi, ricchissimi di argilla. Il Brunello di Montalcino 2014 – bio come tutta la produzione aziendale – assaggiato all’Anteprima per noi è stata un’autentica rivelazione. Seppur giovane, nei profumi abbiamo scorto marasca e fiori (lavanda) e poi note terziarie di tabacco. Il sorso non ci ha traditi, morbido e ricco, dai tannini già levigati. Un Brunello di razza. FANTI tel. 0577835795 www.tenutafanti.it Brunello di Montalcino 2014 È una grande tenuta: oltre 300 ettari con ulivi (100 h), vigneti (50 h), seminativo (100 h) e bosco (50 h), tutti situati intorno al centro aziendale, in quell’anfiteatro dominato dall’Abbazia di Sant’Antimo. Una delle zone più belle di Montalcino,

papillon 72 dove Filippo Fanti, il titolare, ha costruito una cantina interamente interrata, per non intaccare l’armonia del paesaggio. A lui, da qualche anno, si è affiancata la figlia Elisa. Il Brunello è l’ovvia bandiera aziendale, già premiato nel 2004 tra i Top Hundred. Anche in un’annata non facilissima come la 2014, sono riusciti a cavare fuori un vino di grande stoffa, ricco di profumi di ciliegia matura, tabacco dolce e liquirizia, dalla trama tannica fitta e sorso vibrante. FATTORIA DEL PINO tel. 3475719051 www.fattoriadelpino.com Brunello di Montalcino 2014 Lo ammettiamo. È una cantina del nostro cuore. Fin dal primo assaggio, del quale ancora oggi ringraziamo Oscar Mazzoleni, patron del Carroponte di Bergamo. Questa è una piccola cantina, relativamente giovane (ha avviato i primi passi nel 2000) e non tra le più celebrate. Ma il lavoro quotidiano di Jessica Pellegrini, che si svolge a Montosoli, sul versante senese della collina di Montalcino, ricco di galestro, è semplicemente straordinario. In cantina le lavorazioni seguono metodi tradizionali, la fermentazione alcolica è spontanea e innescata da lieviti indigeni. Già Top Hundred 2015 con il Brunello di Montalcino 2010, a distanza di qualche anno abbiamo assaggiato il campione 2014. Una grande conferma. Naso elegantissimo di ciliegia, prugna, spezie e note minerali, che ritornano nel bicchiere, per una sapidità fuori dal comune. Cercatelo, ci ringrazierete. FORNACELLA tel. 0577849024

Brunello di Montalcino 2014 Piccola realtà attiva dal 1990, Fornacella è un podere situato a Sud-Est di Montalcino. Due ettari e mezzo i vigneti iscritti a Brunello di Montalcino. La volontà di Marco Ciacci, il titolare, è quella di produrre vini schietti, il più possibile “naturali”. La certificazione biologica è la logica conseguenza di questa scelta. Come coerente è il bicchiere di Brunello di Montalcino 2014 che ci siamo ritrovati davanti. Ottenuto da uve di sangiovese grosso, affina per 36 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia. Ci ha colpito per la precisione dei profumi – marasca e ribes su tutti – e poi per la freschezza e mineralità del sorso. Un’acidità che è buon viatico per un lungo invecchiamento. FRANCO PACENTI CANALICCHIO tel. 0577849277 www.francopacenticanalicchio.it Brunello di Montalcino 2014 68, 88. Non è un ambo da giocarsi al lotto, ma un’accoppiata di annate particolarmente importanti per questa azienda. Il 1968 segna la produzione della prima bottiglia; il 1988 l’ingresso in azienda di Franco Pacenti. Oggi Canalicchio è una realtà di 36 ettari di cui dieci coltivati a vigneto e uno a oliveto, con la coltivazione di un solo vitigno, il sangiovese. Il fiore all’occhiello è il Brunello di Montalcino, già Top Hundred nel 2011. Lo abbiamo riassaggiato recentemente, annata 2014, ritrovando il suo timbro peculiare, dettato dai profumi di marasche mature e di spezie, che in bocca si fa sorso caldo e morbido, di lunga persistenza. Tra le sue doti, anche una mirabile longevità. Provare per credere.


i vini della Toscana

papillon 72 GIANNI BRUNELLI LE CHIUSE DI SOTTO tel. 0577849337 www.giannibrunelli.it Brunello di Montalcino 2014 È stato un signore del vino, Gianni Brunelli. Un destino inciso nel nome, per uno dei grandi produttori di questa denominazione. L’azienda da lui fondata, e oggi guidata dalla moglie Maria Laura, ha una superficie di 18 ettari, di cui 6 vitati in regime biologico a Brunello e uno a Rosso di Montalcino. Già Top Hundred nel 2009 con il Brunello “Le Chiuse”, prodotto e invecchiato con sistema tradizionale, con fermentazione e invecchiamento in botti di rovere di media capacità 20-30-50, alle ultime Anteprime abbiamo apprezzato l’annata 2014. Un’espressione tipica, di grande eleganza e morbidezza, ma anche complessità. GREPPONE MAZZI TENIMENTI RUFFINO tel. 05583605 www.ruffino.it Brunello di Montalcino 2014 È una delle tenute del marchio Ruffino. Il nome prende spunto dai greppi, ovvero pendici accidentate, che ben delineano le asperità che si trovano sul lato orientale di Montalcino. Uno solo il vino prodotto, ovviamente il Brunello. Sull’etichetta è raffigurata l’antica cisterna che si trova nel cortile della villa settecentesca. L’annata 2014 si offre nei profumi di marasca e prugna matura, un che di incenso e poi la dolcezza del tabacco e del cacao. Tutte sensazioni che ritornano all’assaggio, accompagnate da una trama tannica fine e una buona freschezza.

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Brunello di Montalcino 2014 A che si deve un nome tanto poetico? No, non è un omaggio a Dante. “Il Paradiso” è il nome del podere che intorno agli anni Cinquanta Manfredi Martini (ecco spiegata la seconda parte del nome) e la moglie Fortunata acquistano per dare vita alla cantina. Una storia famigliare che continua tutt’oggi nel segno del rispetto massimo per la terra. “Non aggiungere nulla, non togliere nulla” è il motto di questa cantina Triple A che produce poco (9.000 bottiglie circa all’anno) esclusivamente da uve cru di sangiovese grosso in purezza. Il Brunello di Montalcino 2014 è un bell’esempio di integrità, appagante nei profumi ricchi di frutto e note animali, e un sorso pieno e minerale, che dura a lungo.

Brunello di Montalcino 2014 La Poderina è una delle cinque realtà di Tenute del Cerro, un grande progetto enologico che ritroviamo nei più importanti cru del centro Italia (dalla Fattoria del Cerro a Montepulciano, arrivando al Sagrantino di Montefalco di Còlpe­ trone). Di loro ci ha sempre colpito la precisione con cui lavorano, la cura dei particolari da piccola cantina. La conferma arriva a ogni assaggio del loro Brunello di Montalcino, che nasce nella zona di Castelnuovo dell’Abate. Chi conosce a fondo il territorio ilcinese sa che da quest’area spesso arrivano campioni particolarmente eleganti ed equilibrati. Ed è così anche in questo caso. È un Brunello intenso, di carattere e caratteristico nelle sua morbidezza che si fa persistenza a fine sorso, lasciando nel retrogusto i ricordi di sé: la ciliegia matura, il tabacco dolce, la liquirizia soffusa. Un gran vino.

LA GERLA tel. 0577848599 www.lagerla.it

LISINI tel. 0577844040 www.lisini.com

Rosso di Montalcino 2017 Nel bicchiere un grandissimo vino, di una cantina che conosciamo da una vita, ma che non finisce mai di stupirci. È il Rosso di Montalcino de La Gerla di Montalcino. Dal colore rubino profondo, ha naso intenso con note di frutta rossa, sentori di frutti di bosco e spezie, mentre al palato è elegante, armonico, di notevole carattere e di buona persistenza. Non è il “figlio minore” di un Brunello, è un grande Rosso di Montalcino!

Brunello di Montalcino 2014 “Nerbo saldo e viperino; stoffa consistente e aristocratica; piena razza”. Chi sa riconoscere quale penna si cela dietro questa descrizione del Brunello di Montalcino Lisini? È quella di Luigi Veronelli, che così lo descriveva nel suo Catalogo dei vini del mondo. Sono passati anni, ma la qualità di quest’azienda, estesa per una superficie di 154 ettari (24 vitati) nella parte meridionale del comune di Montalcino, continua a essere molto alta. Anche all’ultima edizione delle Anteprime si è distinta con l’annata 2014. Un Brunello di stampo antico e nobile, affinato a lungo (42 mesi) in botti di rovere di Slavonia da 20 e 50 ettolitri. Sotto-

IL PARADISO DI MANFREDI tel. 0577848478 www.ilparadisodimanfredi.it

LA PODERINA tel. 0577835737 www.tenutedelcerro.it/la-poderina


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bosco, tabacco, viola e poi un sorso armonioso e profondo. Esemplare. MOCALI tel. 0577849485 Brunello di Montalcino 2014 Dino Ciacci è stato uno dei venticinque fondatori del Consorzio del Brunello di Montalcino. Fu lui, negli anni Cinquanta, ad acquisire questa azienda agricola, ora nelle mani del nipote Tiziano Ciacci. Sono 43 gli ettari, di cui 2 a oliveto e 10 a vigneto. Attorno alla vigna delle Raunate (da cui ottengono la Riserva), si estende la pineta, che nasconde i resti di antiche fornaci attive nei secoli passati per la produzione di calce viva ricavata dalla pietra locale. Il Brunello di Montalcino 2014 – 100% sangiovese grosso – ci è piaciuto per la ricchezza dei profumi, che si modulano tra la frutta matura e una variegata speziatura (vaniglia, tabacco, cannella), e per un sorso pieno e morbido, dal carattere ben definito. PIAN DELLE QUERCI tel. 0577834174 www.piandellequerci.it Brunello di Montalcino 2014 La famiglia Pinti, da quattro generazioni nel mondo dell’agricoltura, è alla guida di quest’azienda che si estende a Montalcino per 50 ettari, di cui 8,5 coltivati a vigneto. In cantina le scelte sono strettamente tradizionali: non viene usato nessun tipo di lievito, le fermentazioni controllate sono prolungate per molti giorni, l’affinamento avviene in botti grandi di rovere di Slavonia da 50 ettolitri. Una cura certosina, artigianale, dietro ogni bottiglia, che si sublima nel loro Brunello di Montalcino. L’annata 2014 ha profumi

papillon 72 eterei e complessi, speziati e fruttati, mentre al palato è un vino di corpo e buona tannicità. Persistente (e coerente) il finale speziato, che ci riconduce alle prime note percepite all’olfatto. PODERE BRIZIO tel. 0577846004 www.poderebrizio.it Brunello di Montalcino 2014 La prima volta che assaggiammo il Brunello del grande Roberto Bellini eravamo a Leno, in compagnia di Giovanna Prandini, accompagnato da una faraona ripiena da urlo. Ma per quanto fosse buona la pietanza, fu il bicchiere a stregarci. Un colpo di fulmine che si è rinnovato a ogni assaggio, anno dopo anno. Tradizionale, ma anche un po’ ribelle, è un Brunello speziato, dialettico, che chiama la tavola e la compagnia. Un grande vino che anche nell’annata 2014 conferma le sue doti da fuoriclasse, con quelle note di ciliegia matura arricchite da sentori balsamici e spezie dolci. E poi quell’ingresso in bocca, che è come un abbraccio che non vuole più sciogliersi. Da condividere con gli amici. PODERE CANAPACCIA tel. 3475318631 www.poderecanapaccia.com Brunello di Montalcino 2014 È la classica struttura agrituristica, che abbina a camere e appartamenti (e piscina) una proposta di piatti tradizionali ben eseguiti. Ma siamo a Montalcino e dunque dobbiamo aspettarci almeno un paio di suggestioni. La prima è lo spettacolare panorama, che si allunga sulle colline pettinate della Val d’Orcia. La seconda arriva dalla cantina.

Perché qui ci si fanno fare, tra Rosso e Brunello di Montalcino. Proprio quest’ultimo, annata 2014, risalta tra gli appunti delle ultime Anteprime. Affinato in tonneaux da 500 litri, ha esattamente tutto quello che ci si aspetta: un’aristocrazia che non dimentica la facilità di beva, un carattere che non tralascia l’eleganza, una profondità che si dispiega tra spezie e frutta. Da ascoltare e riascoltare. POGGIO DI SOTTO tel. 0577835502 Rosso di Montalcino 2016 Tra i vini di questa azienda, ci ha folgorato il Rosso di Montalcino 2016, rubino chiaro, luminoso, dai profumi di rosa, ciliegia, mora, dalle note di alloro e menta, dal sorso caratterizzato da tannini levigati e da una freschezza che sostiene e invita alla beva, per un bicchiere che regala piena soddisfazione, facendo considerare che sbaglia chi, quando si parla di Montalcino, pensa solo al Brunello, dimenticando le numerose, notevoli, interpretazioni, di Rosso. POGGIO LANDI tel. 0577042736 www.poggiolandi.it Brunello di Montalcino 2014 Del gruppo Alejandro Bulgheroni Family Vineyards (ABFV) Italia, le vigne di Poggio Landi si estendono per circa 75 ettari sul territorio ilcinese, abbracciando sia storici vigneti nell’areale nord, sia vigneti a Sud, in parcelle particolarmente vocate per la produzione di Brunello di Montalcino. I vini di questa cantina giocano dunque con quest’ampia diversità di microclimi e terroir, caratterizzati da un’eleganza di fon-


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papillon 72 do sempre smagliante. Il Brunello di Montalcino 2014, affinato per 38 mesi in botti grandi di rovere francese da 30 hl e 54, ne è buon esempio. Elegante al naso nei sentori intensi di frutta rossa matura e spezie (liquirizia, soprattutto). È altrettanto confortevole all’assaggio, grazie a una trama tannica setosa e un finale molto persistente. RIDOLFI tel. 05771698333 - 3345005581 www.ridolfimontalcino.it Brunello di Montalcino “Mercatale” 2013 Dai tessuti al vino, la filosofia di Giuseppe Walter Peretti, industriale nel settore della moda e titolare di questa cantina dal 2011, è la stessa: proporre un taglio sartoriale dei propri prodotti, avvalendosi delle migliori tecnologie. In cantina questo ha significato zero chimica ma una visione moderna, anche grazie all’aiuto dell’enologo Stefano Chioccioli. Il risultato è un Brunello che, chiudendo gli occhi, vi porterà a Montalcino «vedendo i paesaggi placidi come questo vino dal pregevole equilibrio. Un Brunello dove anche la tannicità è seta e supporta tutta la mineralità del terreno». Giudizio confermato appieno anche dall’ultimo assaggio, avvenuto in occasione dell’ultima edizione di Golosaria. Il Brunello di Montalcino “Mercatale”, annata 2013, ha convinto tutti col suo ampio bouquet ricco di amarena matura, frutti di bosco e liquirizia, e con un sorso elegante ma di carattere, soprattutto grazie all’affondo minerale. SAN GIACOMO tel. 0577846050 www.poderesangiacomo.it

Brunello di Montalcino 2014 Piccola cantina situata sul versante Nord-Est di Montalcino, nata nel 1993 dalla passione di Claudio Nardi e della moglie Graziella Pieri. Oggi in azienda lavora anche Elena, la figlia. Sono 5 gli ettari vitati a sangiovese grosso. Il loro Brunello di Montalcino 2014 è piuttosto classico e certamente appagante. Se al naso è un concentrato di amarene e piccoli frutti di bosco, cui si aggiungono afflati balsamici, nel bicchiere si concede succoso e fresco, con tannini fini e buon equilibrio. SAN POLO tel. 0577835101 www.poggiosanpolo.com

Brunello di Montalcino 2014 Andiamo subito al sodo, dicendo che tra i 120 assaggi di Brunello di Montalcino alle ultime Anteprime, il campione più rappresentativo è stato proprio questo. Decisamente equilibrato, interessante, piacevole nei tipici aromi di violetta e sottobosco, sostenuto da una buona struttura, ampio e persistente. Un Top Hundred di razza e perfetta sintesi di questa cantina che fa della sostenibilità il suo tratto distintivo. Una scelta che si declina in vi-

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gna nell’agricoltura biologica, e che si rispecchia anche nello stile della cantina, moderna e totalmente interrata. Una sostenibilità certificata dall’Agenzia Casaclima, rilasciata a pochissime cantine al mondo. SANCARLO tel. 0577848616 - 3497739268 www.sancarlomontalcino.it Brunello di Montalcino 2014 1965. Fulvio e Renata Marcucci acquistano i tredici ettari di terreno su cui si estende ancora oggi l’azienda. Nel 1968 impiantano la prima vigna (Vigna dei Meli), cui seguono Vigna del Picchio (1986) e Vigna della Sorgente (2000). Oggi l’azienda si sviluppa su tre ettari di vigneto tutti coltivati a sangiovese, un ettaro di oliveto, un ettaro di seminativo e otto ettari di bosco ceduo. A condurla sono Giancarlo, figlio di Fulvio e Renata, e sua figlia Gemma. Alle ultime Anteprime siamo rimasti colpiti dal Brunello di Montalcino, annata 2014. Un buon vino, caratterizzato dalla confettura di frutti di bosco e sentori di tabacco al naso, e poi avvolgente in bocca, con tannini già discretamente maturi. SANLORENZO tel. 0577832965 www.poderesanlorenzo.net Brunello di Montalcino “Bramante” 2014 Il mare a Montalcino? Non è un miraggio all’orizzonte. Sì, quella macchia azzurra è proprio mare, e quelle isole la Corsica e l’Isola d’Elba. C’è un punto, in mezzo ai vigneti di Sanlorenzo, che offre tutto questo, nelle giornate più terse. Siamo nel versante Sud-Ovest di Montalcino, sui terreni che Luciano Ciolfi, il titolare, ha ereditato dal nonno Bra-


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i vini della Toscana

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mante e dal padre Paolo. Quasi 5 ettari tutti a sangiovese grosso, dal 2012 coltivati in regime biologico. Al nonno è dedicata l’etichetta del Brunello di Montalcino, invecchiato per tre anni in botti di legno da 30 ettolitri. Il 2014 è generoso nei profumi (amarene, fiori appassiti, tabacco) e altrettanto ricco in bocca, decisamente piacevole e persistente.

2008 è risultato tra i migliori assaggi dell’anno, tanto da diventare Top Hundred. Anche il campione 2014 non tradisce le aspettative, con un naso intenso dominato dalla prugna matura e dalla ciliegia, cui segue una speziatura molto fine. Una piacevolezza che prosegue anche all’assaggio, per un sorso vibrante e persistente.

SASSODISOLE tel. 0577834303 - 3202155091 www.sassodisole.it

TENUTA BUON TEMPO tel. 3386707362 www.tenutabuontempo.it

Brunello di Montalcino 2014 Sassodisole, come la località in cui è collocata l’azienda. Dieci ettari di vigneti coltivati interamente a sangiovese grosso, a Nord Est di Montalcino. È il “regno” della famiglia Terzuoli, impegnata nella produzione di vini dal XVII secolo. Il loro Brunello, già Top Hundred nel 2017, ci ha nuovamente conquistati alle ultime Anteprime perché molto tipico, con note speziate, animali e fruttate. In bocca è avvolgente, morbido nei tannini, di buona persistenza nel finale speziato. Una piena espressione della denominazione, affinata in botte grande, decisamente tradizionale.

Brunello di Montalcino 2014 Il mal di Toscana è come il mal d’Africa. Non conosce latitudini, colpisce ovunque. È toccato anche a Per Landin, svedese e già produttore in Francia nel Bordolese, titolare di questa tenuta collocata nell’estremo Sud del territorio di Montalcino, vicino a Castelnuovo dell’Abate. Dodici ettari di vigneti coltivati secondo i dettami dell’agricoltura biologica, a cui si sono aggiunti 2 ettari nel versante Nord sulla collina di Montosoli, acquisiti nel 2018 per produrre un secondo cru di Brunello. Il Brunello di Montalcino 2014 ci ha colpito per la pienezza e l’equilibrio, frutto di una vinificazione in acciaio a temperatura controllata e una fermentazione con lieviti indigeni, una lunga macerazione di quattro settimane e successivi tre anni di invecchiamento in botti grandi (20 e 35 ettolitri) di rovere di Slavonia. Un Brunello tradizionale, particolarmente convincente.

TASSI - FRANCI FRANCA tel. 0577846147 www.tassimontalcino.com Brunello di Montalcino 2014 Fabio Tassi a Montalcino è nome conosciuto. Oltre a essere titolare di questa cantina, infatti, gestisce una delle prime enoteche del borgo (La Fortezza), vera miniera per chi è alla ricerca dei migliori vini di questa denominazione. La sua è una cantina giovane, ma già apprezzata. Noi l’abbiamo scoperta nel 2013, quando il Brunello di Montalcino

TENUTA IL POGGIONE tel. 0577844029 www.tenutailpoggione.it Brunello di Montalcino 2014 Ci sono bottiglie che rimangono impresse per sempre. Il Brunello

di Montalcino Riserva 1997 di Tenuta Il Poggione è una di queste. Nel 2003 fu un coro unanime di consensi (fu anche Top Hundred), per un grandissimo vino italiano. Da allora abbiamo sempre seguito con affetto la cantina della famiglia Franceschi. Hanno tutto per fare bene: tradizione centenaria, una nuova cantina molto bella, e poi una fedeltà alla tipicità che si declina in una produzione rigorosa, mai inquinata da scorciatoie. Perché il mito, nel vino, fa rima con tempo. L’annata 2014 ci conferma la solidità di questa cantina e lascia spazio al futuro. Giovane e fresco, è un vino ancora vigoroso nella frutta rossa succosa e in un accenno di spezie dolci che diventeranno più profonde negli anni. Il sorso ha nerbo, e un equilibrio già delineato. Attenderlo qualche anno è un regalo che possiamo farci. TENUTA LE POTAZZINE tel. 0577846168 www.lepotazzine.it Brunello di Montalcino 2014 Le potazzine, in gergo contadino locale, sono le cinciallegre che numerose cinguettano nella campagna toscane. Ma è anche il soprannome che la nonna materna dava alle figlie di Giuseppe Gorelli, il fondatore di questa cantina divenuta un autentico punto di riferimento per molti appassionati. E due cinciallegre sono disegnate con tratto gentile sulle etichette dei loro vini. La bandiera è il Brunello, già Top Hundred nel 2010. Giudizio confermatissimo anche per l’annata 2014. Sangiovese 100%, senza uso di lieviti selezionati, affinato per 36 mesi in botte grande. La profondità olfattiva è un continuo intreccio di frutta a bacca rossa, sentori floreali e dolci speziature. Al palato è


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papillon 72 ampio, pieno, vellutato, fin austero, senza però perdere di bevibilità. Che vino! TENUTE PADELLETTI tel. 0577849509 www.padelletti.it Brunello di Montalcino Riserva 2012 Il valore di questa cantina lo abbiamo apprezzato lo scorso aprile a Vinitaly, in occasione di Young to Young, l’appuntamento che mette a confronto vignaioli under 40 con giovani comunicatori del vino. Quando Silvano Tarducci ha dichiarato di essere la ventisettesima generazione in cantina, c’è stato un mormorio in sala difficile da scordare. Ma è così. D’altra parte, il primo riferimento a questa cantina risale al 1571, lo stesso anno della battaglia di Lepanto. Di Silvano abbiamo apprezzato la grande passione – è il primo della famiglia a dedicarsi completamente alla cantina – e poi naturalmente il vino. Un Brunello di Montalcino Riserva 2012 decisamente generoso nelle sue note di ciliegia e spezie, per un bicchiere vispo quasi come un bimbo. Promettente e da riassaggiare dopo qualche anno. È la longevità dei grandi vini! TENUTE SILVIO NARDI tel. 0577808332 www.tenutenardi.com Brunello di Montalcino 2014 Silvio Nardi fu uno dei primi, negli anni Cinquanta, a credere nelle potenzialità del Brunello, quando questa denominazione era soltanto una prospettiva, una bellissima idea e non una delle realtà più importanti dell’enologia mondiale. Alla figura del padre, sono subentrati in azien-

da prima i figli, poi i nipoti, in un percorso famigliare sempre innovativo. Come dimostrano gli studi di zonazione, i reimpianti di barbatelle solo nelle parcelle più vocate e una superselezione dei cloni. Il nostro vino del cuore è il Brunello di Montalcino “Manachiara”, premiato tra i Top Hundred nel 2014. Anche alle ultime Anteprime la conferma di una qualità mai in discussione. Il campione 2014 è tutto quello che si può desiderare da questa denominazione: frutta rossa, spezie delicate (anice), piacevolezza, eleganza e persistenza. Un bicchiere di cui Silvio sarebbe orgoglioso. TERRE NERE CAMPIGLI VALLONE tel. 3490971713 www.terreneremontalcino.it Brunello di Montalcino 2014 Le “Terre Nere” del nome sono quelle tipiche di buona parte di Montalcino e il “segreto” della longevità di questo vino. Merito del galestro, la roccia friabile che assicura vini da lunghi affinamenti, ricchi di estratto e acidità. Questa azienda, di proprietà della famiglia Vallone, si estende su una superficie di 15 ettari, a Sud-Est di Montalcino. Dieci gli ettari vitati (nove a sangiovese e uno a cabernet sauvignon), condotti a regime biologico. Il Brunello di Montalcino (100% sangiovese grosso) è una tipica espressione della denominazione, fin dai profumi di frutta rossa matura, “spazzolati” da piacevolissime note mentolate e dolci sentori di tabacco. Ci aspettiamo acidità, e la ritroviamo, ma le componenti dure e morbide sono in perfetto equilibrio, grazie a una trama tannica setosa e una struttura elegante. Bel bicchiere!

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VENTOLAIO tel. 0577835779 - 3470582771 3471769078 www.ventolaio.it Brunello di Montalcino 2014 È la cantina della famiglia Fanti, originaria di Montalcino e da generazioni dedita all’agricoltura. Il primo vigneto dell’attuale azienda è stato impiantato nel 1990 da Luigi Fanti che, assieme alla moglie Maria Assunta, ha dato vita a quel che il Ventolaio è attualmente. Oggi in azienda lavorano anche i figli Manuele e Baldassare. La filosofia è chiara: fare vini genuini e tradizionali. Tutto nasce nei 14 ettari di vigneto, disposti nell’estremo Sud-Est di Montalcino. A fare da cornice circa 1.700 piante di olivo dalle quali viene prodotto l’olio extravergine, attraverso il sistema di molitura a freddo. Il Brunello di Montalcino affina 48 mesi in botti grandi da 30 ettolitri. Il risultato è un vino integro nel frutto, arricchito da sfumature floreali e una speziatura delicata. Avvolgente in bocca, dai tannini non invadenti. Una bella interpretazione del Brunello. MONTECATINI VAL DI CECINA (PI) FATTORIA DI SORBAIANO tel. 0588028054 www.fattoriasorbaiano.it Montescudaio “Rosso delle Miniere” 2008 In una sosta tra le migliori dell’anno, alla Trattoria Falconi di Ponteranica, l’assaggio del Montescudaio “Rosso delle Miniere” 2008 dell’Antica Fattoria Sorbaiano. Rubino profondo ha naso elegante con note di ciliegia, prugna, frutti di bosco, spezie, sentori minerali, mentre al palato è caldo e armonico, equi-


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librato, di persistenza importante. Che vino! Fuori di Top 2019

papillon 72 naso elegantissimo e ricco, ampio, invitante, con note di frutta rossa, sentori di prugna e di spezie, mentre al palato rivela carattere formidabile, sorso caldo ed equilibrato, con un finale che regala un gustoso retrogusto di amarena. Una gran bella scoperta che abbiamo premiato Top Hundred quest’anno! MONTENERO D’ORCIA (GR) POGGIO STENTI tel. 0564954171 www.poggiostenti.com

MONTELUPO FIORENTINO (FI) FATTORIA DI PETROGNANO tel. 0571913795 www.petrognano.it

Toscana Sangiovese “Orci” 2017 Con torta pasqualina, uova, agnello o capretto, la scorsa Pasqua abbiamo provato questo formidabile rosso toscano: il Sangiovese “Orci” 2017 della Fattoria di Petrognano di Montelupo Fiorentino. Caratterizzato, come dice il nome, da una macerazione di tre mesi in orci di terracotta naturale, questo vino biologico di cui nel 2017 sono state prodotte 1.290 bottiglie, nel bicchiere ha colore rubino intenso,

Montecucco Rosso “Tribulo” 2015 Campi coltivati a cereali, l’allevamento di bovini e suini, gli ulivi, le vigne, la coltivazione di zafferano. Poggio Stenti è tutto questo: una realtà agricola a filiera corta, adagiata a Montenero d’Orcia, sulla strada che porta al monte Amiata. A condurre l’azienda, Eleonora Pieri, vignaiola under 30, che si divide tra vigna e famiglia. Con lei, papà Carlo, che troverete nella storica macelleria di famiglia. Siamo in provincia di Grosseto, nella zona di Montecucco, che esprime vini a base sangiovese che sanno sorprendere tanto che il Montecucco Sangiovese Riserva “Pian di Staffa” 2007 è stato Top Hundred, nel 2013. A confermare il nostro amore per questa cantina, a questo giro, è stato il “Tribulo” 2015, grande mineralità e freschezza come si richiede a un ottimo Montecucco. MONTEPULCIANO (SI) BINDELLA tel. 0578767777 www.bindella.it Vino Nobile di Montepulciano 2016 Per noi questa è una cantina di riferimento, già premiata tra i Top

Hundred 2011 con il vino Nobile di Montepulciano “I Quadri”. La storia che lega la famiglia Bindella al vino è davvero secolare. Jean Bindella è stato il primo importatore di Chianti nella sua nazione, la Svizzera. Oggi la filosofia è ben delineata: le rese sono basse, alta invece l’attenzione alla terra, grazie all’utilizzo di concimi organici, in vigneti circondati da uliveti, siepi naturali e boschi. Le ultime Anteprime non hanno fatto che confermare la bontà del loro lavoro. Il campione 2016 del Vino Nobile di Montepulciano ci ha fatto sobbalzare dalla sedia per la finezza particolare delle sue note floreali, arricchite da una piacevole vena minerale e un effluvio di erbe officinali. Uno di quei bicchieri che non finiresti mai di ascoltare. Ma la bottiglia, come tutte le cose belle (e buone), finisce presto. BOSCARELLI tel. 0578767608 - 0578767277 www.poderiboscarelli.com Vino Nobile di Montepulciano “Costa Grande” 2015 Di questa cantina della nostra predilezione, che prosegue con i De Ferrari, l’avventura iniziata dal fondatore Egidio Corradi, e di cui sono eccellenze i due Vino Nobile di Montepulciano, il “Nocio” e il “Sotto Casa” Riserva, quest’anno ci ha stupito, dopo l’adesione della cantina al progetto Alliance Vinum, il “Costa Grande”, da un cru di solo 1,5 ettari di sangiovese sul crinale della collina dove “l’uva matura prima”. Nel bicchiere un Nobile elegante, con profumi di ciliegia, viola, menta, spezie, mentre al palato è compatto nel tannino, che rimane morbido e persistente, per un sorso armonico e di notevole finezza.


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papillon 72 CASCINA AVIGNONESI tel. 0578724304 www.avignonesi.it Vino Nobile di Montepulciano “Poggetto di Sopra” 2015 Avignonesi è realtà di fama internazionale, che negli ultimi anni ha avviato un passaggio all’agricoltura biodinamica per un vigneto di 200 ettari, lanciando una sfida che vuol coniugare quantità (750.000 le bottiglie prodotte) e rispetto dell’ambiente. Celebre per il 50&50 da uve merlot e sangiovese, e per l’Occhio di pernice Vin Santo, aderendo al progetto Alliance Vinum, ci ha stupito con il suo Nobile “Poggetto di Sopra”, dal cuore della tenuta storica sulla collina di Argiano da viti di 37 anni. Nel bicchiere è complesso con note di sorbetto di lamponi e spezie indiane, in particolare chiodi di garofano e cardamomo, con tannini setosi e lunga persistenza. CROCE DI FEBO tel. 3402811972 - 3384892263 www.crocedifebo.com Toscana Rosso “Bio Lupo” 2016 Al Grappomagno di Bovisio Masciago (Mb), ristorante con una cucina di tradizione gustosa, ecco il Toscana Rosso “Bio Lupo” 2016 di Croce di Febo (da uve sangiovese, canaiolo, ciliegiolo, colorino, mammolo, alicante, trebbiano, malvasia, pulcinculo e canaiolo bianco). Un vino dalla beva golosa, che ha colore rosso rubino brillante quasi trasparente, profilo aromatico con note di agrumi e di melograno, sentori di frutta rossa, sorso succoso, fragrante, con una acidità e sapidità che ne facilitano la beva e finale elegante. Questo produttore, già Top Hundred con un curioso Toscana Bianco

“Somaio” 2012 resta comunque un campione col Vino Nobile di Montalcino. Da conoscere, anche nel suo bell’agriturismo. DE’ RICCI tel. 0578757166 www.cantinadericci.it Vino Nobile di Montepulciano 2016 La conoscenza di questa azienda non può che partire dalla loro cantina storica, nel borgo di Montepulciano. Scese le scale, ci si trova davanti un ambiente scavato nel suolo tufaceo, suddiviso in tre navate longitudinali che culminano in arcate a tutto sesto e volte a crociera. Il ricordo di una cattedrale gotica è immediato. Qui il vino, grazie alla giusta umidità e alla naturale ventilazione, trova la condizione ideale per affinare. Ma il vino si fa in vigna. Trenta gli ettari di vigneto, coltivati a sangiovese, merlot, cabernet sauvignon, sirah e petit verdot. Da assaggiare il Vino Nobile di Montepulciano, che affina in tonneau e botti da 20 ettolitri. Ci è piaciuto per il fruttato fragrante, innervato da effluvi floreali di viola, ma anche da note ferrose e speziate. Il sorso è succoso e in perfetto equilibrio tra morbidezza e freschezza, con una vena sapida che lo allunga, imprimendo una persistenza invidiabile. FANETTI TENUTA S. AGNESE tel. 0578757897 www.tenutasantagnese.com Vino Nobile di Montepulciano 2016 Questa è un’azienda storica, e non soltanto perché attiva dagli anni Venti. Basta visitare la cantina sotterranea di età pliocenica, infatti,

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per ammirare i resti di fossili incastonati nel tufo e nella roccia. Alla luce del sole, invece, una tenuta di 112 ettari complessivi, di cui 18 destinati a vigneto. 40.000 le bottiglie prodotte, con la bandiera di questo Vino Nobile di Montepulciano che assembla prugnolo gentile (80%), canaiolo (15%) e mammolo (5%). Per noi è stata una vera sorpresa, con le sue note addirittura di fiori di arancio e poi una complessità speziata dove si mescolano spezie intense (caffè) ai frutti tipici del prugnolo gentile, ovvero il ribes. Che bella soddisfazione! FATTORIA DEL CERRO tel. 0578767722 www.tenutedelcerro.it Vino Nobile di Montepulciano 2015 Tenute del Cerro rappresenta la concretizzazione di un grande progetto enologico, che pone al centro del proprio lavoro la natura e le sue migliori espressioni locali, con l’obiettivo di valorizzarne le caratteristiche per produrre alcune tra le eccellenze italiane più apprezzate al mondo. Fondata nel 1978, la proprietà vanta un’estensione di quasi 5.000 ettari dei quali circa 300 vitati, ed è suddivisa tra 5 tenute di cui 4 vitivinicole, ubicate in due tra le regioni più vocate in Italia: Toscana e Umbria con una produzione che si avvicina al milione di bottiglie. Eppure, nonostante dimensioni e quantità, la qualità qui è di casa, tanto che ci ha sempre colpito la precisione con cui lavorano, con cura dei particolari da piccola cantina. Nel 2003 abbiamo premiato il loro Vin Santo, rappresentante della cura scrupolosa che impiegano nel lavoro, ma la vera eccellenza della tenuta è senza dubbio il Vino Nobile di Mon-


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tepulciano, dalla eleganza austera, dalla suggestiva complessità, dalla personalità spiccata. A Golosaria Milano molto partecipata la degustazione di questi gioielli: Vino Nobile di Montepulciano 2015, Vino Nobile di Montepulciano “Antica Chiusina” 2014 e Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2014. ICARIO tel. 0578758845 www.icario.it Vino Nobile di Montepulciano 2016 Proprietà della Dr. Rothenberger Holding, azienda internazionale, Icario si contraddistingue per il design moderno della sua cantina e la residenza di lusso che completa la tenuta. Tutt’attorno, un giardino di 6.000 mq di prati adornati di rose, gelsomini e piante autoctone. Ma anche esposizioni temporanee di artisti e fotografi italiani e stranieri che si susseguono tutto l’anno in cantina, in un rimando continuo tra arte, enologia e design. E il vino? Non fa da comprimario. Il Vino Nobile di Montepulciano invecchia 18 mesi in botti di rovere da 35 ettolitri e in barrique. Il 2016 è un campione sopra la media. A cominciare dal naso, balsamico e speziato, con evidenti note di marasca. E poi all’assaggio: ampio e avvolgente, di corpo equilibrato. IL MOLINACCIO tel. 3332300170 www.ilmolinaccio.com Vino Nobile di Montepulciano “La Spinosa” 2016 9.000 bottiglie, una produzione sartoriale, per questa azienda che sorge sui resti di un antico muli-

papillon 72 no ad acqua. Se il casale è anche una struttura ricettiva accogliente, i vigneti – 3 ettari e mezzo, coltivati a sangiovese (70%), merlot (25%) e varietà locali – sono oggi coltivati in regime biologico, dopo una riconversione durata 4 anni. Il miglior modo per apprezzarne il lavoro è assaggiare il Vino Nobile di Montepulciano “La Spinosa”. Dopo la fermentazione malolattica, viene affinato per 12 mesi in botti di rovere francese da 25 ettolitri, e poi altri 12 mesi in bottiglia, prima della commercializzazione. Il 2016 è tipico nelle sue note di spezie scure (pepe nero e chiodi di garofano), ma soprattutto in quei piccoli frutti che rendono il sorso piacevole. LA BRACCESCA tel. 0578724252 www.antinori.it Vino Nobile di Montepulciano “Maggiarino” 2015 La Braccesca si estende su 508 ettari dove un tempo sorgeva l’antica fattoria dei conti Bracci (da cui il nome e lo stemma, un braccio coperto da armatura che regge una spada) e nei suoi 340 ettari di vigneto convivono due anime, quella tradizionale del Nobile di Montepulciano e quella innovativa dei Syrah. Se prodotti celebri sono il Vino Nobile di Montepulciano Riserva “Vigneto Santa Pia”, e i Syrah “Achelo” e “Bramasole”, la novità è il rosso frutto di una selezione delle migliori uve di sangiovese del Podere Maggiarino, una delle zone più vocate dell’azienda, da cui il nuovo Nobile prende il nome. Rosso rubino intenso, al naso ha profumi di violetta, frutta rossa e vaniglia mentre in bocca è morbido, equilibrato, setoso, dall’ottima freschezza.

LA COMBÀRBIA tel. 3298216540 www.lacombarbia.it Vino Nobile di Montepulciano 2016 Combarbia, letteralmente, significa “crocicchio di strade”, ma “andare alla combarbia”, in gergo contadino, era anche un modo per dire di andare a trascorrere una serata spensierata, in compagnia degli amici (e del vino, che qui non manca mai). È anche il nome di questa azienda nata negli anni Sessanta per volere di Novilio Mariani e oggi in mano a Gabriele Florio, il nipote che l’ha acquisita nel 2016. Rinnovata la cantina, non ha smarrito la strada famigliare, continuando a fare un vino di tradizione, pur utilizzando moderne tecniche di coltivazione della vite e di vinificazione. Come dimostra il Vino Nobile di Montepulciano 2016 (100% prugnolo gentile), che ha note di confettura, ma poi la freschezza lo porta all’eleganza. Una sorpresa. LE BERTILLE tel. 0578758330 - 3397769444 www.lebertille.com Vino Nobile di Montepulciano 2016 “È lui!”. Alle ultime Anteprime, sul taccuino, senza conoscere il nome del produttore (le degustazioni sono sempre anonime), queste le parole che hanno accompagnato l’assaggio del campione 2016 del Vino Nobile di Montepulciano di questa azienda. Nel senso che questo era il prototipo del Vino Nobile come piace a noi, interpretato da un enologo di cui abbiamo la massima stima: Lorenzo Landi. Alla piacevolezza del frutto si sposavano le note di cuoio, per un sorso difficile da scordare, tanto che è stato sele-


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papillon 72 zionato tra i Top Hundred 2019. Un applauso al titolare Saverio Roberti e sua figlia Olimpia che, per seguirlo in quest’avventura, ha rinunciato a una carriera da avvocato nella Capitale. Scelta coraggiosa e azzeccata.

LUNADORO tel. 0471803311 www.nobilelunadoro.it Vino Nobile di Montepulciano Riserva “Quercione” 2015 40 ettari, distesi sul crinale a Valiano di Montepulciano, di cui 12 vitati principalmente a prugnolo gentile, il biotipo del sangiovese che caratterizza il terroir di questo borgo toscano. Sono i numeri della tenuta Lunadoro, un angolo di Val di Chiana che strugge il cuore per la bellezza. E che si fa ricordare per i suoi vini. Dalla cantina, totalmente rinnovata nel 2006, escono fuori perle come il Vino Nobile di Montepulciano Riserva “Quercione” 2015. Un grandissimo vino, elegante e profondo, dalle note di sottobosco marcate, e poi quei tannini rotondi che accarezzano il palato, in un abbraccio di persistenza inusitata. Moderno e antico, ovvero senza tempo.

MARIA CATERINA DEI tel. 0578716878 www.cantinedei.com Vino Nobile di Montepulciano “Madonna della Querce” 2015 C’è un Vino Nobile di Montepulciano che ogni anno si impone ai vertici delle nostre degustazioni, e ormai da decenni. È quello della cantina Dei, fondata da Alibrando Dei nel 1964 e sul mercato con il suo primo Vino Nobile di Montepulciano etichettato nel 1985. Alla guida ora Caterina, vera forza della natura, che ha portato la produzione a 240.000 bottiglie, segnalandosi per le performance di eccellenza del Vino Nobile di Montepulciano “Bossona”. La novità dell’anno però è il Nobile nato dal cru “Madonna della Querce”, dedicato al padre – ha scelto un singolo ettaro di argille e sabbie sedimentate a 370 metri s.l.m. esposto a Sud – che dà un vino dal colore rubino intenso, profondo, dal naso ampio e affascinante, con profumi di frutta rossa matura, confettura e sentori speziati, con una bocca eterea, lunga e minerale, con tannino di ottima fattura e sorso scalpitante, giovane e dal potenziale di lungo invecchiamento. Grande Caterina! METINELLA DI STEFANO SORLINI tel. 0305780877 www.metinella.it Vino Nobile di Montepulciano 2016 La Toscana non è soltanto cantine che hanno secoli di storia. Ci sono aziende come quella di Stefano Sorlini, il titolare di questa cantina nata ufficialmente soltanto un lustro fa, dalla fusione di due realtà nel cuore dei vigneti di Montepulciano, dopo

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un grande lavoro di riqualificazione e rinnovamento degli impianti, dal vigneto alle cantine. Attualmente si estende su un’area di 22 ettari, di cui 18 vitati, si sviluppa a partire da una quota di 350 metri sul livello del mare sino ai circa 550 metri, i suoi terreni sono originati dalle sabbie plioceniche e godono di una esposizione che va da Est a Sud. Non ci è voluto molto per far parlare di sé, tutt’altro. Nel 2017, alle Anteprime, siamo rimasti letteralmente sorpresi dal Burberosso, pieno, sapido, complesso, di grandissima eleganza. Poi, come un treno mai in ritardo, si è palesato a ogni Anteprima tra i migliori assaggi dell’anno. Anche quest’anno il suo Nobile di Montepulciano – annata 2016 – ha ottenuto il massimo punteggio. Grazie a un assaggio incisivo, che aveva addirittura una nota di zenzero al naso e in bocca un equilibrio spettacolare, quello che desideri da un Vino Nobile. Vino del cuore. PODERE CASANOVA tel. 0578896136 - 3926342305 0429841418 www.poderecasanova.cloud Vino Nobile di Montepulciano 2016 Il nome tradisce l’origine veneta dei titolari e racconta di quando l’avventuriero Giacomo Casanova approdò in queste terre. Per una volta, non fu lui a sedurre, ma a essere sedotto. Proprio come noi, di fronte alla bellezza di questo podere, a valle di Montepulciano, dove il bosco arriva fino al limitare delle vigne (15 gli ettari coltivati). Il Vino Nobile di Montepulciano 2016 è stata una sorpresa delle ultime Anteprime. Ci ha colpito per l’integrità del suo frutto – ribes e amarena – ma anche per le note olfattive morbide di cacao e tabacco. Un abbraccio che


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prosegue anche in bocca, dove il sorso è rotondo e pieno. Sì, sarebbe piaciuto anche a Casanova. ROMEO tel. 0578708599 www.massimoromeo.it Vino Nobile di Montepulciano 2016 Massimo Romeo lo trovate in vigna, e poi in cantina, e ancora a seguire una degustazione di clienti. Potere dei piccoli numeri, del lavoro artigiano. Perché la sua cantina, con i 6 ettari di terreno e le 20.000 bottiglie annue, è una delle più piccole di Montepulciano. I vigneti sono collocati in località Nottola, a 330 metri d’altezza, esposti al meglio per acchiappare ogni raggio di sole. Il suo Vino Nobile di Montepulciano è rigorosamente tipico, anche grazie all’utilizzo di botti da 25/30 ettolitri per l’affinamento, cosicché i tannini non siano d’impiccio alle sfumature del sorso. Al prugnolo gentile (90%), si sommano piccole percentuali di mammolo e colorino. Per un vino che, a ogni assaggio, si conferma sopra la media. Per profumi, corposità, pienezza, e una sapidità che sfuma nel salmastro. SALCHETO tel. 0578799031 www.salcheto.it Vino Nobile di Montepulciano “Salco” 2015 Salcheto, nata nel 1987, si è distinta sin dagli esordi per essere un progetto ambizioso, che voleva raggiungere l’eccellenza. Con l’ingresso in azienda di Michele Manelli, nel 1997, la svolta nel segno del basso impatto ambientale. Di 250.000 bottiglie la produzione,

papillon 72 che valorizza in particolare il sangiovese, con una scelta di distinzione (essendo una delle sei cantine che formano Alliance Vinum) che ha visto isolare 2 ettari all’interno del vigneto Salco dedicate al vino bandiera, il Salco Vecchie Viti. È Nobile dal colore rubino, con riflessi granata, dai profumi floreali di giaggiolo e rosa, frutta rossa, e in particolare di marasca, nota balsamica e di cuoio, sentori di liquirizia e tabacco, mentre al palato ha corpo ed eleganza, con un finale lunghissimo e retrogusto fruttato. TENUTA DI GRACCIANO DELLA SETA tel. 0578708340 www.graccianodellaseta.com Rosso di Montepulciano 2015 Sempre interessante questo Rosso di Montepulciano scoperto grazie alla curiosità di Nicoletta Rossi, donna del vino alla continua ricerca del meglio, capace di proporre ogni volta scoperte nuove ai tavoli della sua Osteria della Buona Condotta. Lo produce la Tenuta di Gracciano della Seta, da uve prugnolo gentile con piccole quantità di canaiolo e merlot: ha colore rubino, naso caratteristico con note di ciliegia, prugna, piccoli frutti rossi, mentre in bocca è fresco e di buona beva, con sorso invitante e piacevole sapidità. TENUTA VALDIPIATTA tel. 0578757930 www.valdipiatta.it Vino Nobile di Montepulciano 2016 C’è l’impronta femminile di Miriam Caporali, figlia del fondatore Giulio Caporali, dietro quest’azienda di medie dimensioni, con i suoi 22 et-

tari di vigneti dislocati sulle colline che da Montepulciano digradano verso la Val di Chiana, oggi riconvertita al bio. Dopo anni di gavetta al fianco del padre e una formazione tecnica all’Università di Bordeaux, Miriam firma un Vino Nobile di Montepulciano speziato e piacevolmente rotondo, in linea con la tipicità della denominazione (non a caso l’ecotipo locale si chiama prugnolo gentile). Il loro vino Nobile era già stato Top Hundred nel 2006 (con l’annata 2003). Conferma preziosa. VECCHIA CANTINA DI MONTEPULCIANO tel. 0578716092 www.vecchiacantinadimontepulciano.com Vino Nobile di Montepulciano 2016 È la più antica cooperativa vinicola toscana, nata nel 1937. Dai 14 soci iniziali si è arrivati ai circa 400 attuali, ai 1.000 ettari vitati complessivi e a 5 milioni di bottiglie annue. Un motore economico importante, dunque, per il paese di Montepulciano e per la promozione del suo vino simbolo. L’impronta data al Vino Nobile di Montepulciano è tradizionale, e lo conferma anche l’ultima annata, la 2016. La speziatura mista a note animali ne rimarca una solida tipicità, le note fruttate sono piacevoli al naso e all’assaggio, la freschezza è in equilibrio con i tannini. MONTEPULCIANO STAZIONE (SI) POLIZIANO tel. 0578738171 www.carlettipoliziano.com Vino Nobile di Montepulciano “Le Caggiole” 2015 L’istrionico e geniale Federico Carletti non è solo intelligenza e


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papillon 72 simpatia, ma è anche capacità di guardare lontano, e nonostante il successo della sua azienda, da anni leader con una produzione di 800.000 bottiglie e famosa per il suo Vino Nobile di Montepulciano “Asinone”, sposando il progetto Alliance Vinum, con i bravissimi Francesco e Maria Stella, i figli, si è rimesso in gioco, ricreando Le Caggiole, dopo una pausa di 20 anni, dedicata alla ricerca e selezione del miglior Sangiovese dell’omonimo vigneto. Il Nobile “Le Caggiole” 2015 ha colore rubino luminoso, profumi di rosa appassita, visciole, frutta rossa, prugna, mentre al palato è fresco e minerale, piacevolmente sapido, di buon equilibrio e con un finale che sembra non finire mai. MONTESPERTOLI (FI) CASA DI MONTE tel. 0571609903 www.casadimonte.it Chianti 2016 Tutto iniziò con un cappello di paglia. Potremmo iniziare così a raccontare la favola di questa azienda fondata a fine Ottocento da Angelo Oreste Simoncini, agricoltore che punta sulla paglia da cappelli a cui affianca l’attività manifatturiera. È una scelta felice perché in pochi anni l’azienda fiorisce e riesce ad acquistare i fabbricati in località Casa di Monte a Montespertoli, concentrati intorno a una torre d’avvistamento dell’anno Mille. Con la crisi del cappello, l’attività si concentra sul vino e nel 2000 nasce il marchio Casa di Monte che oggi vanta 35 ettari di vigne tra la zona del Chianti Classico, del Chianti di Montespertoli e del Chianti Docg. Proprio quest’ultimo è quello che più ci ha colpito.

CONTE GUICCIARDINI tel. 05582315 www.conteguicciardini.it Chianti Classico “Belvedere Campoli” 2016 La storia di quest’azienda meriterebbe un volume a parte. Basti pensare che il cuore dell’azienda è il Castello di Poppiano appartenente alla famiglia – di cui faceva parte anche lo storico e umanista Francesco Guicciardini – fin dal 1199. Oggi, a questo primo nucleo, si sono aggiunti Massi di Mandorlaia nel Morellino di Scansano in Maremma e Belvedere Campoli sempre nel Chianti Classico, ultimo atto di una diversificazione orientata verso la qualità. Proprio da quest’ultima tenuta, acquisita nel 2015 e situata a quota 400 metri, sul crinale della dorsale che unisce Panzano a Mercatale, proviene il Chianti Classico che ci ha conquistati nel corso delle ultime Anteprime. Fermentato in tini di acciaio e cemento e affinato 12 mesi in tonneaux, ha frutto succoso e intenso e in bocca mostra un tannino elegante. LE FONTI A SAN GIORGIO tel. 0571609298 www.lefontiasangiorgio.it Chianti “Le Fonti a San Giorgio” 2018 L’Azienda Agricola e Agrituristica Le Fonti a San Giorgio sorge sul colle di San Lorenzo, nel Comune di Montespertoli, quasi a metà strada tra Firenze e San Gimignano. Da tre generazioni è condotta dalla famiglia Giovannelli, impegnata sia nelle coltivazioni delle viti sia nell’uliveto. L’antico casale e centro di produzione aziendale è anche attrezzato per l’ospitalità e qui si dorme a pochi metri dalle botti dove riposa il vino. Il Chianti “Le Fonti a

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San Giorgio” 2018 nasce da uve sangiovese (85%), colorino (10%) e pugnitello (5%) affinato tre mesi sulle fecce nobili e altrettanto tempo in bottiglia prima di andare in commercio. Il risultato è un vino molto gradevole, fruttato, con un tannino ricco, succoso. MONTEVARCHI (AR) MANNUCCI DROANDI tel. 0559707276 www.mannuccidroandi.it Toscana Rosso Barsaglina 2015 Podere Campolucci e Podere Ceppeto sono i due “polmoni” di questa storica azienda agricola, tutta vocata all’agricoltura biologica, entrambi collocati sulle pendici orientali dei Monti dei Chianti. Il primo, costituito da una grande casa colonica, è anche sede aziendale e della cantina. Di loro apprezziamo i Chianti, certamente, nelle varie espressioni. Ma soprattutto il grande lavoro di recupero di antichi vitigni, quelli che chiamano “i vini della memoria”: Pugnatello, Foglia Tonda e Bersaglina. Vi raccontiamo proprio quest’ultimo, derivato dall’omonimo vitigno originario della provincia di Massa Carrara. Un vino adatto a essere bevuto abbastanza giovane (l’annata 2015 era perfetta), perché così si possono apprezzare tutte le note fruttate che lo caratterizzano: frutti di bosco, ribes e violetta. MURLO (SI) LE VERZURE tel. 3357260888 www.leverzure.it Sileo 2017 Di questa cantina toscana, il vino che più ci è piaciuto è stato il Sileo


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2017 (da uve sangiovese grosso). Ha un colore rubino scarico trasparente, al naso note di carrube, pepe, spezie, che in bocca ti portano a un vino di sorprendente equilibrio, armonico, con un finale che vira verso l’amaricante. ORBETELLO (GR) POGGIOLELLA AZ. BIOAGRICOLA tel. 3487976680 www.poggiolella.it Maremma Toscana Pugnitello “Vanto” 2009 Michele Consaga e Antonella Giannini all’inizio degli anni Duemila si spostano da Roma in Toscana. Fino ad allora facevano cose diverse, lo suocero vendeva vino, ma loro lavoravano nell’ambito tecnologico. Il marito è sempre stato appassionato. Nel 2002 i primi sette ettari. Oggi sono a circa una ventina di ettari di terreno. Di questi, ne hanno parte a vigneto parte a uliveto. Sono biologici da sempre perché il terreno non era coltivato. Sui terreni non c’era nulla. Loro partono da zero, lavorano la terra, mettono a dimora gli ulivi. Impiantano 5mila barbatelle di vite. Scelgono di scommettere sugli autoctoni, non vogliono andare sui sangiovesi conosciuti. All’inizio impiantano il pugnitello che diventa il loro fiore all’occhiello, poi vermentino, quindi merlot e sangiovese che decidono di usare secondo la vendemmia in purezza oppure in blend. Il Pugnitello lo hanno sempre fatto in purezza perché un vino caratterizzante di per sé che matura in modo fantastico, che piace e ha qualità organolettiche apprezzate. È un vitigno che più ci si adatta a quanto esprime e più la qualità ha

papillon 72 un ritorno importante. Il Pugnitello è però un vitigno difficile da coltivare con produzione che variano molto di anno in anno e ha bisogno di molto lavoro in vigna. Vuole il guyot, coltivazione abbastanza libera, togliere vegetazioni in più. Per quanto ci riguarda ci ha stregato il Pugnitello “Vanto” 2009 nostro Fuori di Top 2019. Dal colore rubino con riflessi violacei, al naso ha profumi di rara eleganza di frutti di bosco e spezie, nota minerale e balsamica, sentori di tabacco e liquirizia, mentre al palato è di grande struttura ma di sorprendente bevibilità, grazie a freschezza e sapidità e lunghissimo finale. Questi sono i vini che conquisteranno il mondo!

più di 80 coltivati a vigneto. L’agricoltura che viene praticata si ispira ai principi di naturalità e di sostenibilità: non solo non si utilizzano prodotti chimici di sintesi ma si cerca di valorizzare al meglio le risorse interne all’azienda riducendo gli input esterni. Per esempio i vigneti vengono concimati utilizzando un compost prodotto dall’unione dei residui di potatura e il letame proveniente dall’allevamento di Chianine presenti in azienda. Non c’è passaggio nella produzione che non abbia cura assoluta. Il risultato sono vini di grande eleganza, la cui eccellenza fa di questa azienda uno dei punti di riferimento del territorio. Grande il loro Chianti Classico Riserva “Vigna del Sorbo”, di impeccabile esecuzione e il Flaccianello della Pieve che premiammo già con il Top Hundred. Speciali – è risultato dell’ultima degustazione delle Anteprime – i due Chianti Classico, dove il “Filetta di Lamole” era più complesso nella sua espressione elegante e fruttata. PECCIOLI (PI) TENUTA DI GHIZZANO tel. 0587630096 www.tenutadighizzano.com

PANZANO IN CHIANTI (FI) FONTODI tel. 055852005 www.fontodi.com Chianti Classico “Filetta di Lamole” 2016 Di questa cantina guidata con competenza da Giovanni e Marco Manetti, dell’omonima famiglia specializzata da secoli nella produzione delle celebri terrecotte, non si può non apprezzare il lavoro attento e meticoloso nella cura del vigneto. È un’azienda biologica certificata e si estende per 170 ettari dei quali

Costa Toscana Rosso “Nambrot” 2016 La tenuta di Ginevra Venerosi Pesciolini è una delle aziende agricole più antiche del territorio e anche una delle più innovative. Conta oggi circa 350 ettari di terreni di cui 150 cerealicoli e altrettanti tra boschi e pioppete. Frantoio, Razzo, Leccino e Moraiolo sono le cultivar presenti nell’oliveto da cui trae un ottimo extravergine che già annoveriamo nel Golosario. L’azienda vitivinicola, certificata biologica dal 2008, abbraccia i dettami dell’agricoltura biodinamica. Un impegno ambien-


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papillon 72 tale e produttivo che prosegue di pari passo con una progressione qualitativa notevole come ha saputo mostrare il Costa Toscana Rosso “Nambrot” capace di unire il calore alla nota verde, sicuramente grazie al petit verdot che si armonizza alla perfezione con merlot e cabernet. PIENZA (SI) CAPITONI MARCO tel. 3388981597 www.capitoni.eu Orcia Rosso “Capitoni” 2015 Certi amori non si dimenticano. E come potrebbe essere altrimenti. Nel 2013 restammo impressionati dall’Orcia Rosso “Capitoni”, annata 2008. Ogni successivo assaggio non ha fatto che confermare il giudizio. Chapeau, direbbero i francesi. Tanto di cappello anche per la versione 2015, una vera sublimazione di questa denominazione. Da uve sangiovese e merlot, ha tutto quello che si ricerca in un grande vino: la complessità dei profumi (piccoli frutti, sentori speziate, effluvi balsamici), l’eleganza armoniosa del sorso, la lunga persistenza. E poi quella sapidità che lo fa riconoscere a occhi chiusi. Il simbolo dell’azienda è la cariatide raffigurata nell’antica Pieve di Corsignano, situata vicino a Pienza. Ci piace pensare al suono delle sue campane, che da secoli scandisce il lavoro contadino. E culla questo vino. PIOMBINO (LI) TENUTA POGGIO ROSSO tel. 056529553 www.tenutapoggiorosso.it Toscana Rosso “Fufluna” 2017 La tenuta Poggio Rosso è situata nella parte più occidentale della Val

di Cornia, nel territorio di Populonia, una delle più grandi e importanti città etrusche e romane, a pochi passi dal mare dalle spiagge che si svelano subito dopo la pineta. Nel 2001 l’acquisto della proprietà da parte della famiglia Monelli, a cui ha fatto seguito il recupero della vecchia pineta, lo sfoltimento del bosco, il restauro della casa padronale e della vecchia limonaia e l’impianto dei primi filari di vigna su circa sei ettari di terreni. Il Toscana Rosso “Fufluna” (30% cabernet sauvignon, 30 % merlot, 20% cabernet franc, 20% syrah), il vino più giovane, fruttato, immediato della produzione aziendale, porta il nome antico di Populonia (Fufluna), a sua volta dio etrusco del vino e dell’ebrezza. PITIGLIANO (GR) TENUTA ROCCACCIA tel. 0564617020 www.tenutaroccaccia.it Bianco di Pitigliano Superiore “Oroluna” 2018 Siamo tra gli ulivi dell’Azienda Agricola il Casale della Tenuta Roccaccia, a 7 km dal borgo di Pitigliano, costruito agli inizi del 1600, e recentemente ristrutturato mantenendo lo stile antico. Cuore dell’attività agricola la produzione di vini, risultato del lavoro di tre generazioni di viticoltori e che vede la collaborazione con il giovane e talentuoso Edoardo Borraccini. Oltre 30 gli ettari vitati che producono uve in basse rese, con i metodi di coltivazione che rispettano l’ambiente e la natura, e la vinificazione che avviene con fermentazione a temperatura controllata e spremitura soffice. Nostro Top Hundred 2019 il Bianco di Pitigliano Superiore “Oroluna” 2018 dal colore

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giallo paglierino con riflessi dorati brillante, dai profumi di pesca e frutta tropicale e in particolare di ananas e frutto della passione, dal gusto sapido, fresco, elegante.

VILLA CORANO tel. 0564614464 www.villacorano.it Sovana Superiore Rosso “Cor Unum” 2016 La cantina dell’azienda vitivinicola Villa Corano è situata a circa 3 km dall’abitato di Pitigliano, in località Corano. Per raggiungere questa proprietà si attraversa un suggestivo viale di cipressi, immerso nei vigneti di chardonnay e alicante dell’azienda. La cantina nasce da un’antica proprietà di Pietro Leopoldo Lorena, risalente al Settecento. È però negli anni Sessanta che Stefano Formiconi, tra i primi a scommettere sulle potenzialità della viticoltura maremmana, decise di puntare sulla produzione di vino. Furono pertanto selezionati e impiantati vitigni autoctoni integrati da altri internazionali: fu così creata la base per la futura Villa Corano, che prese definitivamente corpo nel 2001 con la costruzione della cantina, vero gioiello di tecnologia dove oggi sono prodotti vini di pregio come il Sovana Su-


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periore Rosso “Cor Unum” 2016, carezzevole con le sue note di confetture e sentori di latte e menta. Piacevole la sua ampiezza e la sua trama tannica. POGGIBONSI (SI) FATTORIA LE FONTI tel. 0577935690 www.lefontipoggibonsi.it Chianti Classico “Le Fonti” 2016 Siamo in una zona particolare del Chianti, che segna il confine tra la zona del Chianti Classico e i Colli Senesi, in un territorio che è vigne a perdita d’occhio. La Fattoria è in realtà un tipico borgo toscano, molto esteso (circa 140 ettari) e ristrutturato alla perfezione dalla famiglia proprietaria, gli Imberti, originari della Bergamasca e imprenditori nel campo del legname. I vigneti occupano circa 25 ettari, in conversione al biologico, dove il vitigno principale (anzi possiamo quasi parlare di una monocoltura) non può che essere il sangiovese da cui nascono i vini aziendali, ovvero le due Igt Sangiovese che fa solo acciaio e Vito Arturo che nasce da una selezione delle uve dell’omonimo cru aziendale e poi il Chianti Classico e il Riserva. A colpirci nelle Anteprime è stato proprio il loro Chianti Classico “Le Fonti” 2016, un fruttato al naso che nascondeva un buon corpo. Una new entry del Golosario, da seguire con attenzione. ORMANNI tel. 0577937212 www.ormanni.it Chianti Classico 2016 Da più di 200 anni – l’acquisto della fattoria è datato 1818 – la

papillon 72 famiglia Brini è proprietaria di questa tenuta posta lungo la strada che collega Castellina in Chianti a Poggibonsi. Oggi alla guida c’è Pao­lo Brini Batacchi, che ha intrapreso la strada del biologico. Settanta gli ettari vitati, per vigne dall’età media di trent’anni, con il sangiovese, come è ovvio, a far da padrone. Il Chianti Classico 2016, dal profumo intenso e fruttato, ha un equilibrio da manuale che si srotola in un sorso di piacevole complessità e un finale amarognolo di carattere e bella persistenza. Un vino che chiama alla tavola, ovvia, e alla festa. POGGIO A CAIANO (PO) PIAGGIA tel. 0558705401 www.piaggia.com Toscana “Poggio de’ Colli” 2016 È uno dei nostri campioni nella zona di Carmignano e ce lo hanno confermato anche i risultati delle anteprime di quest’anno. Siamo a Poggio a Caiano in provincia di Prato, a circa 14 km a Ovest di Firenze, su suoli argillosi e ben esposti, idea­li per questo vino. il primo nucleo di Piaggia nasce alla metà degli anni Settanta grazie all’iniziativa imprenditoriale di Mauro Vannucci. Con il Carmignano Riserva 1991 – che anche noi abbiamo avuto modo di assaggiare e recensire fin dai primi anni Novanta – capisce di essere sulla strada giusta, coinvolge nel progetto la figlia Silvia, attuale titolare e acquista nuovi terreni arrivando così ai 25 attuali di cui 15 a vigneto. Dall’ultimo quaderno di appunti, leggiamo la nota del Poggio de’ Colli 2016, cabernet in purezza, di grande impatto e struttura.

PONTEDERA (PI) TENUTE RICCARDI DI TOSCANELLI tel. 058752534 www.tenutericcarditoscanelli.it Toscana Viognier “Occhi Verdi” 2018 I vini di questa bravissima produttrice Nadia Carolina Negro m’hanno riconfermato la scelta giusta di puntare sul viogner. Il suo “Occhi Verdi” ha colore giallo che tende all’oro; al naso senti il litchi fresco e la suadenza di quello che è un profumo da profumeria. In bocca si svela in maniera spettacolare con il velluto tipico di questa uva che si raccoglie in centro Italia. Ti offre una carezza speziata con l’emergere dei fiori di sambuco. Il finale è rotondo con il suo addio speziato esemplare. Piacevolissimo anche il Toscana Rosso “Cuore Perduto” 2016 (sangiovese 20%, syrah 40% e merlot 40%) con note vinose e fruttate insieme, fra il ribes e il pepe. Un vino avvolgente, ricco ed elegante, come un nobile di Toscana che veste abiti di seta filigranosa. Che bravi! Tenute Riccardi Toscanelli lo dedico a un altro Riccardi, che ha sposato una toscana tosta: Marzia Riccardi Giannullo. RADDA IN CHIANTI (SI) CASTELLO DI VOLPAIA tel. 0577738066 www.castellodivolpaia.com Chianti Classico 2017 Un borgo fortificato, eretto nel XI secolo. Una storia millenaria che si intreccia addirittura a Lorenzo De’ Medici e Leonardo da Vinci. Ma non lasciamoci intimidire da cotanto passato, e godiamoci i vini che la famiglia Mascheroni Schianti produce in regime biologico. Pochi i trattamenti in vigna, tradizionale l’impronta in cantina, per dare sen-


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papillon 72 so alla parola “terroir”. Se il Chianti Classico “Coltassala” 2010 è stato Top Hundred nel 2014, il Chianti Classico 2017 ha tutto per essere un grande vino. Austero, con quelle note leggermente fumé e una profondità goduriosa. Al sangiovese aggiunge un 10% di merlot, per un Chianti morbido, estremamente elegante, dalla beva straordinaria e appagante. COLLE BERETO tel. 0577738083 www.collebereto.it Chianti Classico 2016 C’è un’importante storia industriale alle spalle di questa cantina, quella di una famiglia che da oltre 50 anni produce componenti per la moda, conosciuta in tutto il mondo. Ma anche una passione per la terra, che ha portato prima i genitori ad acquistare a fine anni Settanta la tenuta, e poi i figli Lorenzo e Franca a proseguire sulle orme familiari nel segno di “coltivare la bellezza”. E straordinariamente belli sono i vigneti (17 gli ettari coltivati a vite su un totale di 60), che si aprono a libro e che raccontano soprattutto una storia vergata dal sangiovese. Il Chianti Classico 2016 – frutto di sangiovese (87%) e colorino (3%) – ne è conferma, nella sua tipicità, con quella tendenza alla confettura, sostenuta da una buona acidità. MONTERAPONI tel. 0577738208 - 055352601 www.monteraponi.it Chianti Classico 2017 Non c’è borgo in Toscana che non abbia una storia almeno millenaria. Anche Monteraponi, situato sul poggio omonimo, non sfugge a

questa regola. Proprio sotto la torre medievale che domina il paese, ci sono le cantine di questa storica azienda. I suoi vigneti – 200 ettari – sono collocati in un anfiteatro naturale esposto a Sud, su terreni calcarei e sassosi, ricchissimi di galestro. Già Top Hundred nel 2009 con il Chianti Classico Riserva “Il Campitello” 2006, alle ultime Anteprime ci ha sorpreso con il Chianti Classico 2017. Avvincente la sua suadenza vellutata, resa complessa da quelle note speziate che ricordano il caffè. Minerale e persistente: un grande bicchiere, di cui è impossibile stancarsi. PODERE CAPACCIA tel. 0577738385 www.poderecapaccia.com Chianti Classico 2016 I paesaggi del Chianti Classico hanno fatto innamorare mezzo mondo. Al loro fascino non è rimasto indenne nemmeno il belga Herman de Bode, proprietario di questo Podere che domina la valle del Fiume Pesa. Siamo a Radda in Chianti, a 550 metri sul livello del mare, in una tenuta sorta sulle rovine di un borgo medievale, recuperate negli anni Settanta. La massima espressione di questo terroir è ovviamente il Chianti Classico, qui curiosamente innervato da un 5% di ancellotta. L’invecchiamento in botte grande preserva quei profumi di frutta che ci hanno conquistato: ciliegie nere, soprattutto, in una concentrazione inusuale, profonda ed elegante. Mentre la freschezza esemplare invoglia alla tavola. Gagliardo e autentico: così ci piace il Chianti! VAL DELLE CORTI tel. 0577738215 www.valdellecorti.it

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Chianti Classico 2016 Il fondatore di questa cantina non nasce nel “Chianti”, ma ne è innamorato. È il 1974 infatti quando Giorgio Bianchi, con la famiglia, abbandona Milano e si trasferisce a Radda, con la volontà di fare il vino. E il vino, qui, non può che essere a base sangiovese, il vitigno che meglio si esprime sulle marne calcaree di questa zona. Dal 1999 l’azienda è portata avanti dal figlio Roberto e dalla moglie Lis che, secondo i dettami della bioagricoltura e biodinamica, coltivano i 5 ettari di vigneti di proprietà (più 2 in affitto) per produrre 5 vini: 3 da tavola (Il Campino e Lo Straniero – rossi – e il Rosé), un Chianti Classico e una Riserva. Alle ultime Anteprime abbiamo molto apprezzato il Chianti Classico 2016, che al sangiovese somma una piccola percentuale di canaiolo (5%). Un Chianti esemplare, selvaggio nella sua schiettezza e freschezza, eppure dall’equilibrio perfetto. Curiosi di assaggiarlo tra qualche tempo. ROCCASTRADA (GR) TENUTA ROCCA DI MONTEMASSI tel. 0564579700 www.roccadimontemassi.it Maremma Toscana “Rocca di Montemassi” 2016 Una Tenuta da sogno, di proprietà della famiglia Zonin dal 1999, che si trova nella zona pedecollinare di Montemassi, nella Maremma Toscana, all’interno di un territorio unico tra la costa tirrenica e le ultime propaggini delle colline metallifere. La proprietà si estende su 430 ettari, di cui 160 a vigneto, nella zona Doc Monteregio di Massa Marittima. La nuova cantina, perfettamente integrata nell’ambiente, è stata realizzata dopo un


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accurato restauro conservativo delle strutture esistenti ed è circondata da vigneti, pini marittimi, olivi e da un piccolo lago naturale. Ad arricchire il complesso il Museo di Civiltà Rurale, voluto dalla famiglia Zonin come contributo alla terra di Maremma. Conosciamo molto bene il Maremma Toscana Rosso “Rocca di Montemassi” da uve syrah, petit verdot e cabernet sauvignon che premiammo nel 2010. Molto buona anche questa annata 2016 che sfiorava la freschezza con la speziatura delle note di caffè. SAN CASCIANO DEI BAGNI (SI) IL POGGIO tel. 057853748 www.aziendagricolailpoggio.it Orcia Rosso “Poggio Corno” 2016 Sono 110 gli ettari nel cuore della Val d’Orcia coltivati da questa azienda, in regime biologico. Non solo vino, ma anche olio, erbe aromatiche, verdure e foraggi. E poi i maiali di cinta senese, allevati allo stato brado. E allora, al salame e alla mortadella di loro produzione, affiancate un bicchiere di Orcia Rosso “Poggio Corno” 2016. Blend di sangiovese (65%), merlot e ciliegiolo, affina per 14 mesi in botti di rovere da 7 hl. A colpire, è il trionfo di frutti di bosco: ci sono i mirtilli e le more, e poi la ciliegia nera. A contraddistinguerlo è anche la sapidità. Lasciatelo invecchiare: il 2015 conferma il buon giudizio.  SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (FI) PRINCIPE CORSINI tel. 055829301 www.principecorsini.com

papillon 72 Fico 2016 Tra i suoi antenati, cardinali, vescovi, duchi, deputati, principi, mecenati, un papa, Clemente XII (che resse il soglio di Pietro tra il 1730 e il 1740) e un Santo, Andrea Corsini, Vescovo di Fiesole, che visse nel tempo della peste tra il 1301 e il 1374. Ma Duccio Corsini non vive cullandosi sugli allori e si è dedicato, con successo, al vino, valorizzando le tenute Villa Le Corti (a San Casciano Val di Pesa, in provincia di Firenze) e Tenuta Marsiliana (a Manciano, in provincia di Grosseto). Nella nostra degustazione, se da una parte ci hanno stupito Le Corti Chianti Classico Docg, e Cortevecchia Chianti Classico Docg Riserva, e dall’altra ci hanno conquistato Don Tommaso Chianti Classico Gran Selezione Docg e Zac, le emozioni più forti ce le hanno date Per Filo e Fico, coppia di gioielli, figli di “Fico Wines”, il progetto maturato durante le sue diverse esperienze di lavoro, da Filippo Corsini, primogenito di Duccio e Clotilde Corsini, prematuramente scomparso, il cui obiettivo era produrre nuovi vini in rispettosa armonia con l’ambiente. E se Per Filo, si segnala per un sorso slanciato, fresco e sapido, di notevole spessore, per Fico – con l’etichetta (disegnata da Fiona Corsini) che è felice sintesi delle sue iniziali, Fi(lippo) Co(rsini) – si ha una veste rubina trasparente, luminosa, con profumi di giaggiolo, note di ciliegia e prugna, una fine speziatura per un sorso caldo e di carattere. SAN GIMIGNANO (SI) ABBAZIA MONTE OLIVETO tel. 0577707647 www.monteoliveto.it Vernaccia di San Gimignano “La Gentilesca” 2018 10 agosto, San Lorenzo, quest’anno abbiamo fatto gli auguri agli amici

e alle amiche che portano questo nome, con la splendida Vernaccia di San Gimignano “Gentilesca” 2018 di Abbazia Monte Oliveto. Giallo oro, ha profumi di ginestra, fiori di campo, note di frutta gialla e sentori di pietra focaia, mentre al palato è di bella struttura, grande sapidità e lunga persistenza. LA MORMORAIA tel. 0577940096 www.mormoraia.it Vernaccia di San Gimignano “Suavis” 2016 Questo rimane un Bianco toscano dal carattere indomito e dalla storia affascinante: la Vernaccia di San Gimignano. Nel bicchiere l’interpretazione in versione biologica de La Mormoraia. Giallo oro, ha profumi agrumati di bergamotto e pompelmo, sentori di mandorle, camomilla e erbe aromatiche, mentre al palato è fresco e sapido, con finale di buona lunghezza. MONTENIDOLI tel. 0577941565 www.montenidoli.com Toscana “Il Templare” 2012 Mi sono preparato al grande raduno della FiVi di Piacenza, ovvero la rassegna dei Vignaioli indipendenti, con l’assaggio di un capolavoro di armonia. È Il Templare di Montenidoli che in controetichetta scrive: “Il vino deve essere bevuto secondo necessità per cacciare il freddo - il freddo del cuore, della mente, del corpo”. Questa è la regola dettata da San Bernardo di Chiaravalle ai Cavalieri Templari che furono anche a Montenidoli. Lo produce Elisabetta Fagiuoli con uve vernaccia al 70%, trebbiano gentile e malvasia bianca. Il colore di questo 2012 è


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papillon 72 oro antico, al naso senti effluvi di crema pasticciera; ma quello che colpisce è il tratto molto equilibrato in bocca con una nota finale di liquirizia. Invitante il suo velluto autentico. Grandiosa espressione dei vini di queste terre. SCANSANO (GR) VIGNAIOLI DEL MORELLINO DI SCANSANO tel. 0564507288 www.vignaiolidiscansano.it

Morellino di Scansano “Roggiano” 2018 La cantina cooperativa dei Vignaioli del Morellino di Scansano è stata fondata nel 1972, grazie al desiderio di alcuni produttori del luogo di produrre insieme il vino. Da allora il gruppo è cresciuto, scegliendo col tempo di puntare sempre più sulla qualità e sulla sostenibilità. Un impegno che è sfociato fin dal 2015 nella certificazione VIVA per il Morellino di Scansano e per il loro cru che è il Morellino di Scansano “Roggiano”. Di quest’ultimo ecco un bicchiere che ha dentro un rosso rubino di bella espressione; al naso cogli la fragranza della prugna, ma anche la forza; in bocca è equilibrato, setoso, fresco e di persistenza efficace. Top Hundred 2019

SEGGIANO (GR) POGGIO MANDORLO tel. 05641835170 - 3337462751 www.poggiomandorlo.it Montecucco Sangiovese “La Querce” 2012 Che piacere quando i vini si confermano al top. È il caso di questa espressione di sangiovese, prodotta a Seggiano da Poggio Mandorlo. Già Top Hundred nel 2017 con l’annata 2011, quest’anno abbiamo avuto l’occasione di assaggiare il 2012. Ma facciamo un passo indietro. Siamo in Alta Maremma, ai piedi del vulcano spento Amiata, nella zona del Montecucco Doc, in un’azienda di 38 ettari di cui 12 ettari coltivati con vitigni sangiovese, merlot e cabernet franc, e circa 1 ettaro di uliveto della cultivar locale Olivastra Seggianese Dop. Oggi il “timone” della parte enologica dell’azienda è nelle mani di Filippo Paoletti, che sta conquistando il mercato, con una produzione che colpisce per vini, che son tutti eccellenze, dai più semplici, alle riserve più prestigiose. La Querce è il vino base della cantina: un sangiovese che racconta il legame con il terroir, caldo e pieno, ricco di note fruttate di amarena e piccoli frutti di bosco, ma anche delicatamente floreale e balsamico. In bocca il sorso è generoso, ricco di morbidezze e dalla trama tannica sottile. Che bel vino! SIENA FATTORIA IL PODERACCIO tel. 335399634 www.poderaccio.com Chianti Colli Senesi 2018 Alle porte di Siena, questa fattoria a conduzione biologica si estende per 32 ettari, tutti in collina. Se nel XIII secolo era un avamposto senese contro Firenze, oggi è un agrituri-

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smo che offre ai suoi ospiti un contatto diretto e autentico con la vita della fattoria e che eccelle per i suoi vini, ma anche per l’olio extravergine. Noi siamo rimasti colpiti dal Chianti Colli Senesi 2018. Un vino bio che si distende al naso in piacevolissime note di fiori (la viola!) e piccoli frutti, per poi esprimere all’assaggio struttura e persistenza, e un che di vinoso che non intacca la sua piacevolezza. Una vera sorpresa! SOVANA (GR) SASSOTONDO tel. 3489029125 - 0564614218 www.sassotondo.it Bianco di Pitigliano Superiore “Isolina” 2017 Due carriere lontane dai campi, poi la passione per la vigna. Da quel momento, Edoardo Ventimiglia e Carla Benini hanno costruito con la consulenza del grande Attilio Pagli un’azienda agricola di assoluta qualità, seguendo i dettami dell’agricoltura biologica. La loro avventura inizia nel 1990 da questa proprietà ormai quasi dismessa, con un ettaro di vigna e altri 72 di terra abbandonata. La prima vendemmia sette anni dopo nella cantina in tufo appena ristrutturata. Da lì un crescere costante, sempre nel segno del biologico e della sostenibilità. Già Top Hundred nel 2016 con il Maremma Toscana Ciliegiolo 2012, l’abbiamo riscoperta con il Bianco di Pitigliano Superiore “Isolina” 2017. Di colore giallo intenso, si presenta come vino volitivo, minerale, piacevole e intenso. SUVERETO (LI) PETRA tel. 0565845308 www.petrawine.it


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Val di Cornia Suvereto “Hebo” 2016 In un locale che ogni vero winelover non può non conoscere, ovvero l’Enoteca Al Convegno di Lissone (Mb) con i grandi Mario e Raffaella Brambilla, e la mamma Rosa, ecco un vino della famiglia Moretti, celebre per la sua produzione spumantistica, in particolare per Bellavista Winery. Ma qui siamo nell’enclave di Suvereto alla Tenuta Toscana Petra. Ed ecco il Suvereto “Hebo”, da uve cabernet sauvignon, merlot e sangiovese, nostro Top Hundred 2019. Dal colore rubino luminoso, ha profumi di violette, mirtilli, amarena, prugne e frutti rossi, mentre al palato si propone con sorso slanciato, sapido e piacevolmente fresco.

papillon 72 5 * pieni per un vino clamoroso che migliora nel tempo). Poi la visita al Castello del Trebbio, dove per sfida ci ha tirato fuori un suo Sangiovese dell’anno in cui era andato lì per la prima volta (il 2002). Ed era intatto, clamoroso, e paga il nome di una Doc che ha meno appeal delle altre del Chianti. Alcuni mesi fa, a ottobre, eccoci invece nella Tenuta a Suvereto, che merita un racconto a sé. Questa non è una cantina, è uno spettacolo di sostenibilità e quindi un nuovo racconto di Stefano e della sua famiglia. Abbiamo assaggiato i syrah, ma soprattutto la potenza del Toscana Cabernet Franc “Filare 18” 2016. Colore rubino imperioso, brillante e concentrato. Ha un naso pazzesco, ricco e intenso, con una nota vegetale calda tipica del Centro Italia. Ma senti anche inchiostro e minerali. Il sorso è ampio: ti riempie il palato, poi svela il suo segreto di equilibrio con qualche nota di acidità lasciandoti la sua fine tannicità. TERRADONNÀ tel. 0565829008 www.terradonna.it

TENUTA CASADEI tel. 0558300411 www.tenutacasadei.it Toscana Cabernet Franc “Filare 18” 2016 Quello che sta facendo Stefano Casadei è qualcosa di unico nel panorama vitivinicolo nazionale. Lo scorso anno fummo ospiti a Gergei, dove produce i clamorosi vini in anfora della Tenuta Olianas (l’assaggio del Cannonau Anfora 2017 fatta un mese fa ci ha ribaltato offrendoci i

Toscana Rosso “Spato” 2016 Terra donata, da donna a donna. Questo significa il nome Terradonnà omaggio di Annalisa Rossi alla mamma Emma che nel 2000 ha voluto donarle l’attività di famiglia, che da più di mezzo secolo era attiva nel campo della viticoltura. Annalisa non si è fatta sfuggire l’occasione e si è impegnata negli anni successivi alla ristrutturazione dell’azienda per portare sempre più in alto l’asticella della qualità. Nel 2002 ha visto la luce il primo vino, Okenio, un rosso importante da uve cabernet che ha bisogno di un lungo affinamento in barrique e poi

in bottiglia per essere pronto. Noi l’abbiamo conosciuta e apprezzata con un altro prodotto: lo Spato, l’unico prodotto con 100% sangiovese, speziato e con un tannino piacevolmente avvolgente. TERRANUOVA BRACCIOLINI (AR) TIBERIO tel. 3384604806 www.tiberiowine.com Toscana Rosso Malvasia Nera 2015 Ultimo giorno dell’anno, sosta a pranzo al Sì di Padova, locale di Streetalian Food. E qui, fra i vini rossi a bicchiere, ecco spuntare una Malvasia Nera che non conoscevamo. Ma non è pugliese, bensì toscana, giacché questa uva ha origini etrusche. La produce Enzo Nocentini a Terranuova Bracciolini. Ed è stata una folgorazione. Già dal colore rubino intenso da cui emerge la mora e i frutti di bosco. In bocca lo trovi caldo, morbido ed elegantemente tannico. Ha un equilibrio perfetto ed è stata per me una grandissima novità: Fuori di Top 2019.

TERRICCIOLA (PI) BADIA DI MORRONA tel. 0587658505 www.badiadimorrona.it


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papillon 72 Terre di Pisa Sangiovese “VignaAlta” Il fascino della Toscana è dato dalla sua storia, dalle sue bellezze naturali e artistiche, dal carattere che riescono ad avere certi suoi vini. In un bicchiere un mix unico di tutto questo, l’emozione data dal Terre di Pisa Sangiovese “VignaAlta” di Badia di Morrona. Rosso rubino, ha profumi di ciliegia e prugna, note speziate e sentori balsamici, sorso caldo ed armonico, con beva di buon corpo e profondità. FATTORIA FIBBIANO tel. 0587635677 - 3338676212 www.fattoria-fibbiano.it Terre di Pisa Sangiovese “Ceppatella” 2013 Si dice che nei terreni di questa tenuta si celasse la Fonte delle donne, antica sorgente venerata dagli etruschi per i suoi poteri taumaturgici. Non sappiamo se sia o meno leggenda, sicuramente però ispira al benessere questo paesaggio di vigne e ulivi che circonda la grande casa colonica dove vivono i proprietari – la famiglia Cantoni – e dove sono stati ricavati gli appartamenti dell’agriturismo. Il metodo di agricoltura scelto, già certificato biologico, va in direzione della sostenibilità ambientale, dal trattamento dei terreni solo con sostanze organiche alla produzione di energia attraverso fotovoltaico. Sicuramente il suo vino è stato uno dei migliori assaggi in terra pisana: il Terre di Pisa Sangiovese “Ceppatella” 2013 era setoso, molto piacevole nel diparnarsi del suo equilibrio. TENUTE LUNELLI - TENUTA PODERNOVO - TOSCANA tel. 0587655173 www.tenutapodernovo.it

Costa Toscana Cabernet Franc Tenute Lunelli “Auritea” 2015 Un vino davvero speciale, realizzato con l’enologo Luca D’Attoma: un Cabernet Franc della tenuta di Lunelli in provincia di Pisa, che ha un carattere davvero coerente con il terroir, non sfacciatamente erbaceo, ma caldo. Dai miei appunti presi in diretta: colore rubino trasparente ma impenetrabile. Note di territorio, che virano verso il vegetale maturo, ma poi spicca un’intensità di frutti. In bocca è avvolgente, ampio, fresco, decisamente tannico e ruvido e piacevolmente fresco, con una leggera nuance di vaniglia sul fondo. Appena 4 mila bottiglie, di un gioiello di vino rosso che quest’anno ha ottenuto il riconoscimento di Top Hundred 2019.

VALGIANO (LU) TENUTA DI VALGIANO tel. 0583402271 www.tenutadivalgiano.it Colline Lucchesi “Palistorti” 2016 In un panorama come quello delle Colline Lucchesi che ancora stenta a decollare, quest’azienda rappresenta quasi un unicum come unica è la sua storia. Il corpo storico

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dell’azienda è una magnifica villa padronale seicentesca rilevata insieme al borgo contadino e ai terreni da Moreno Petrini e Laura Avogadro di Collobiano all’inizio degli anni Novanta che quasi subito hanno deciso di svoltare verso l’agricoltura biodinamica. Il Palistorti 2016 (sangiovese, syrah e merlot), vinificate parte in vasche di cemento vetrificato e parte in barrique, è un vino di bell’impatto fruttato. Un ottimo biglietto da visita per un’azienda che ha già ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. VINCI (FI) CANTINE LEONARDO DA VINCI tel. 0571902444 www.cantineleonardo.it Chianti 2018 Il progetto delle cantine Leonardo rappresenta un unicum nel mondo della viticoltura italiana. Si tratta infatti di un gruppo di cantine che si sono riunite per reinterpretare l’eredità leonardesca applicandola al vino con quello che hanno definito Metodo Leonardo, fatto di innovazione, osservazione, rispetto per la natura e per il territorio. Un rapporto, quello con il Genio toscano, che si struttura anche nei Musei Leonardo, due istituzioni culturali a Vinci dedicate alla complessità di Leonardo artista, scienziato, inventore e designer e al suo legame con il territorio, l’agricoltura, gli alimenti e in particolare il vino. Il gruppo è fortemente vocato all’enoturismo, con una parte di ospitalità nell’antico borgo e nella Villa Da Vinci, edificata nel 1152 e circondata da vigneti che si estendono per 75 ettari. Da qui anche il loro Chianti 2018, di buon frutto al naso e in bocca tannini ben marcati.


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i vini delle Marche

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Marche

ACQUAVIVA PICENA (AP) CAPECCI tel. 0735764685 www.cantinecapecci.com Offida Pecorino “Donna Lina” 2012 A Vinitaly si è aperto un interessante dibattito su cosa debba essere un vino naturale, a partire da una domanda che è sempre più ricorrente, ossia se le puzze e le acidità volatili sballate siano una caratteristica del vino naturale. La risposta migliore è arrivata da Roberto Capecci: «Per fare vino naturale – dice – bisogna conoscere l’enologia e non improvvisare. Un vino naturale è un vino vivo e salubre. Le puzze di letame nel vino sono dovute a errori nella tempistica dei travasi o della gestione dell’apporto di ossigeno nelle fermentazioni». E ancora: «Le acidità volatili alte sono dovute spesso ad arresti di fermentazione o, nel maggiore dei casi, a cariche batteriche attive per scarsa igiene dei vasi vinari». La conferma

di cosa può essere un grande vino naturale l’abbiamo avuta dall’assaggio che ci hanno proposto Matteo e Nicoletta alla somma Osteria della Buona Condotta dell’Offida Pecorino “Donna Lina” 2012. Giallo oro, ha naso elegantissimo, di una pulizia di profumi sbalorditiva, con note di spighe di grano, frutta esotica e arancia candita, mentre al palato si propone con un sorso di formidabile equilibrio. Ed è diventato nostro Top Hundred quest’anno. Abbiamo poi assaggiato due rossi speciali, sempre prodotti con la filosofia Steineriana: il Nudo, blend di sangiovese e cabernet sauvignon vinificate in acciaio, e il Marche Rosso “Fides” 2017 (montepulciano), fermentato senza solfiti aggiunti e invecchiato in caratelli di legno, che rivela una complessità aromatica, con note di sottobosco e finale di tabacco. Oltre che in bottiglia, viene venduto anche come singola botte, date le caratteristiche differenti tra una e l’altra. Ancora montepulciano e medesima

Igt per il Lucifero 25 lune 2018, che segue un affinamento di 7/8 mesi in anfora. In bocca è pieno, con viola e prugna che si rincorrono. E perfetta è quella nota stuzzicante di zenzero. Ma che buono quel Marche Rosso “Naturae” 2016, vino vegan da montepulciano, color porpora e naso speziato; in bocca è avvolgente, finemente tannico, minerale e fresco. Grandioso come un sincero abbraccio contadino.


i vini delle Marche

papillon 72 ASCOLI PICENO VELENOSI VINI tel. 0736341218 www.velenosivini.com Rosso Piceno Superiore “Roggio del Filare” 2015 La cantina di Angela ed Ercole Velenosi è diventata uno dei simboli della riscossa dei vini marchigiani in Italia e nel mondo, grazie a prodotti d’eccellenza: dai bianchi alla spumantistica fino ai grandi rossi. Una cantina che non è rimasta immune al richiamo della sostenibilità ambientale con la necessità di convertire al biologico i vigneti. Il progetto è partito ufficialmente con la vendemmia 2016 con quattro vini certificati, ma l’obiettivo è arrivare entro il 2020 con l’estensione del biologico a tutti i circa centociquanta ettari vitati di proprietà. È sempre un grande bicchiere il Rosso Piceno Superiore “Roggio del Filare” 2015, da uve montepulciano e sangiovese, dai profumi floreali e speziati, dalla trama tannica impeccabile, dal finale elegante. BARBARA (AN) SANTA BARBARA tel. 0719674249 www.santabarbara.it Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico “Le Vaglie” 2017 Ogni volta è una conferma. Il Verdicchio è davvero un’eccellenza italiana. Al ristorante Sulle Nuvole di Milano, provando la cucina del nuovo cuoco, ritroviamo l’interpretazione di Stefano Antonucci che, con il suo Verdicchio dei Castelli di Jesi 2017 “Le Vaglie” conferma ancora una volta di aver fatto bene a lasciare la banca per la vigna. Giallo oro, ha profumi di frutta esotica e note di mela cotogna, sentori mi-

nerali, sorso elegante, di marcata sapidità e buona persistenza. CASTEL DI LAMA (AP) TENUTA DE ANGELIS tel. 073687429 www.tenutadeangelis.it Offida Pecorino 2018 All’AngoloMilano di Milano ecco l’interessantissimo Offida Pecorino 2018 di De Angelis di Castel di Lama (Ap). Giallo oro ha naso fine e intenso con note floreali, sentori di frutta gialla, intrigante mineralità, mentre al palato ha sorso di formidabile sapidità, beva sostenuta da bella freschezza e armonia in un finale di buona persistenza. Una sorpresa, anche in abbinamento alla ghiotta costoletta alla milanese, fatta come ha da essere: alta, cotta nel burro e con l’osso! CORRIDONIA (MC) IMAC PODERE SABBIONI tel. 3460165057 www.poderesabbioni.it Colli Maceratesi Ribona 2018 È stato il vino bianco Top dei Top Hundred 2019 questo vino raro, che nasce da uve ribona nella riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra e che ha destato una grande curiosità al Palazzo del Vino Sostenibile di Vinitaly and the city. Il Podere Sabbioni, che aderisce al marchio VIVA, dedicato alla sostenibilità, è una creatura bio di Maria Grazia Sagretti, commercialista e figlia di imprenditori agricoli nel settore farine e cereali, e del marito Massimo Carletti, sommelier. Con la politica dei piccoli passi, hanno iniziato da una vigna di ribona (o maceratino) e poi con altri appezzamenti ricchi

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di biodiversità. Oggi gli ettari vitati sono quattro e le bottiglie appena 2.600. Una curiosità è la cantina annessa al locale dove staziona la turbina ad acqua utilizzata per il mulino di famiglia. Una scelta non casuale, dato che grazie ad essa, l’umidità dei locali è costante e l’elettrificazione autosufficiente. Tre i vini prodotti, anche se l’anno prossimo vedrà la luce un Verdicchio in purezza. Superbo il Colli Maceratesi Ribona 2018 da un raro vitigno che si coltiva quasi esclusivamente nella provincia di Macerata, con una minima aggiunta di chardonnay. Ha un colore giallo paglierino piuttosto intenso e al naso colpiscono i fiori bianchi ma anche note di pesca gialla, miele e agrumi. La sua unicità è in bocca, dove la ricchezza delle note minerali lo rendono autentico. L’acidità spinge la persistenza e il finale è piacevolmente sapido con una nota di malva che lo rende amarognolo. Viene vinificato per 8 mesi in acciaio e cemento. Ancora più elegante, con un’acidità pregnante, è la versione in purezza, denominata Riserva Familiare, frutto di una prima selezione accurata di uve ribona, affinato 12 mesi in più rispetto alla precedente. A chiudere il tris il Rosso Piceno 2017, da uve montepulciano (90%) e sangiovese (10%).


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i vini delle Marche

CUPRAMONTANA (AN) CA LIPTRA tel. 3491321442 www.caliptra.it Marche Rosso “Amistà” 2017 Ma che sorpresa questo Amistà, montepulciano in purezza prodotto da questa azienda di Cupramontana. Ha colore rubino trasparente. Al naso noccioli di ciliegio, nocino, noce. E poi frutta fresca (pesca) che si combina a quella secca. Inizia con un sorso avvolgente morbido, equilibrato che poi dipana prima tannicità e infine acidità. Particolare e invitante. Fuori di Top 2019

FABRIANO (AN) CANTINE ENZO MECELLA tel. 073221680 www.enzomecella.com Verdicchio di Matelica “Sainale” 2017 Che spettacolo trovare nel bicchiere il Verdicchio di Matelica “Sainale” 2017 di Enzo Mecella di Fabriano! Bianco di classe infinita, è il vino ideale con le uova come ce le hanno cucinate in modo semplice e goloso papà Giancarlo e la figlia Chiara all’Antica Trattoria Redecesio di Segrate (Mi). Giallo oro, ha naso di formidabile complessità con note di

papillon 72 frutta esotica, cedro candito, profumi di camomilla ed erbe aromatiche, mentre in bocca è un capolavoro di equilibrio, con freschezza e sapidità che danno spinta alla beva, con un sorso che svela carattere ed eleganza. MONSAMPIETRO MORICO (FM) CANTINA VITTORINI tel. 3479246531 www.vittorini.it Marche Bianco “VitAlbero” 2018 Nico Speranza, con radici a Monsampietro Morico nel Fermano dove ha fatto nascere l’azienda, cresce in Valpolicella, finché, all’improvviso, lascia un lavoro che non lo appaga e torna a casa tra le vigne nelle Marche. Riprende in mano vigneti e terreni dove interviene il meno possibile: solo rame e zolfo. In cantina fa uso di poca tecnologia, limitandosi a micro-ossigenazioni e all’aggiunta di poca solforosa al momento di imbottigliare. Coltiva sangiovese e montepulciano intorno alla sua casa, nel comune limitrofo di Montalparo alcuni filari di petit verdot che usa per il suo Rosso Marche e poi cabernet sauvignon, pecorino e incrocio Bruni (verdicchio-sauvignon). Da uve montepulciano raccolte in sovramaturazione produce un inedito rosato, Io sto con i lupi, che al naso ricorda anche una sensazione di torbato con forti speziature di legno, mentre in bocca regala un equilibrio morbido, tra acidità e grassezza. Rosso Marche è l’unico da bacca rossa; per l’80% montepulciano da vigne a 600 metri con due mesi di sosta in fruttaia e per il 20% taglio bordolese, è vinificato dopo 120 giorni di macerazione sulle bucce. Esprime classe ed eleganza in punta

dei piedi, con note dolci e morbide che arrivano dopo 4 mesi di sosta in botte. VitAlbero, un blend, è l’ultimo arrivato: il traminer, vendemmiato anticipatamente, viene lasciato riposare al fresco in fruttaia sino alla vendemmia di trebbiano e pecorino. Al palato irrompe con un’acidità che evolve in garbata dolcezza. Un vino che grazie ai suoi composti tiolici può tranquillamente attendere anni. MONTEFANO (MC) CONTI DEGLI AZZONI tel. 0733850219 www.degliazzoni.it Rosso Piceno  “San Donato” 2017 Una delle scoperte più belle dell’anno, la cantina Conti degli Azzoni, che nelle Marche coniuga, in modo mirabile, sostenibilità e felicità, facendo buona economia, attraverso grandi vini. Realtà che si estende su una superficie di oltre 850 ettari, di cui 130 di vigneti dedicati alla cura dei tradizionali vitigni del panorama ampelografico marchigiano, ossia montepulciano, sangiovese, maceratino e grechetto, e alla coltivazione dei classici vitigni internazionali merlot, cabernet sauvignon e chardonnay. Nella nostra degustazione ci ha conquistato con un autentico tris d’assi. Un coup de coeur il Colli Maceratesi Ribona, dal raro vitigno ribona, dalle affascinanti note di fiori di acacia, dalla suggestiva sapidità, e dal finale fresco e ammandorlato. Di classe i due rossi, il vino Top Hundred 2019, il Rosso Piceno “San Donato” 2017 da uve sangiovese e montepulciano, dal colore rosso rubino, dalle note di piccoli frutti e in particolare di lamponi e more e di spezie, dal sorso di irresistibile agilità, che invita alla beva con la sua sorprendente fre-


i vini delle Marche

papillon 72 schezza, sapidità e finezza. E poi il Marche Rosso “Passatempo”, Top Hundred nel 2003 con l’annata 2000, vino da uve montepulciano in purezza, dal colore rubino fitto, dal naso complesso con note di frutta rossa, liquirizia, tabacco e spezie, dal gusto caldo, ma sostenuto da tannini morbidi e giusta acidità, per un sorso che si distende armonico e ampio, e chiude con un finale lunghissimo e retrogusto di frutti di bosco.

MONTEMARCIANO (AN) VENERANDA VITE tel. 3357756508 - 3381988092 www.venerandavite.it Marche Rosso “I2” 2016 Ai tavoli della somma Antica Osteria dei Camelì di Loredana Vescovi e Camillo Rota, che abbiamo trovato a livelli di eccellenza formidabili, l’assaggio di un grande vino, già nostro Top Hundred nel 2010, e grande espressione del territorio marchigiano. È il Marche Rosso “I2” di Veneranda Vite di Montemarciano. Rubino fitto, impenetrabile, al naso ha profumi di frutta rossa, con note di amarena, sentori di prugna e liquirizia, mentre al palato è di grande struttura, caldo ed equilibrato, molto persistente.

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MORRO D’ALBA (AN) IL GELSO MORO tel. 3474362130 www.ilgelsomoro.it

SAN MARCELLO (AN) MARCONI VINI tel. 0731267223 www.marconivini.it

Marche Rosso 2015 Ci mancava quest’azienda di Morro d’Alba di Silvia Giorgetti e subito ci ha colpito la naturalità di un rosso da uve autoctone (montepulciano, sangiovese e lacrima), scovato in una Horteria del Veneto (fantastico luogo a Mirano). Ha colore rubino di buona concentrazione, al naso senti i frutti della primavera in tutta la loro freschezza. Ma è in bocca che colpisce soprattutto per la ricchezza di sensazioni scalari: dal rotondo alla freschezza fruttata che termina con una setosa tannicità. Davvero buono. Complimenti Silvia!

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Istinto” 2016 Rieccoci sulle tracce di Marconi di San Marcello. Il suo Istinto, assaggiato al ristorante Bianca di Milano, ci ha confermato come questa cantina meriti di essere tra i nostri Top Hundred per costanza qualitativa. Giallo oro, ha profumi di agrumi, e in particolare di cedro, note di erbe aromatiche, timo, fiori bianchi, sentori di anice stellato e confetto di mandorla. Rotondo e ampio, al palato ha acidità spiccata, in un misto di tracce sapide e una nota che persiste per vari istanti.

OFFIDA (AP) CIÙ CIÙ tel. 0736810001 www.ciuciuvini.it

SAN PAOLO DI JESI (AN) CECI ENRICO tel. 0731779033 www.cecienrico.it

Marche Rosso “San Carro” 2017 Nel nostro libro Vino - Assaggi Memorabili di quel giorno e di quell’ora (collana I Libri del Golosario di Cairo Editore), c’è il racconto della storia della famiglia Bartolomei, un’avventura che merita di essere conosciuta e che prosegue oggi con la generazione giovane. Di questa cantina, tra le prime ad aver sposato il biologico, ecco il Marche Rosso 2017 “San Carro”. Da uve sangiovese, merlot e barbera, ha colore rosso purpureo, profumi di rosa, di ciliegia e frutti di bosco, mentre al palato è delicato e armonico, ma al tempo stesso caldo, solare e di grande struttura, con un finale di lunghissima persistenza.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Santa Maria d’Arco” 2016 Ha iniziato l’attività vitivinicola negli anni Sessanta questa cantina situata sulle colline di San Paolo di Jesi, con circa venti ettari di viti, olivi secolari, alberi da frutto e cereali e gestita direttamente da Enrico Ceci con l’aiu­to di tutta la famiglia, da mamma Nazzarena ai figli Mauro e Daniele. Tra i vini prodotti, un rosso di bella personalità, il Rosso Piceno “Santa Maria d’Arco” da uve montepulciano e sangiovese, e un bianco di razza, il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore “Santa Maria d’Arco”. Da uve raccolte a mano e sottoposte a pigiatura soffice seguita da fermentazione a temperatura controllata, nel bicchiere ha colore paglierino cari-


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i vini delle Marche

co con riflessi oro, profumi di fiori di mandorlo e cedro candito, note di frutta esotica di ananas e mango e sfumature sulfuree, minerali, mentre al palato è bilanciato, fresco e sapido, con caratteristico retrogusto ammandorlato. STAFFOLO (AN) CORONCINO tel. 0731779494 www.coroncino.it Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Gaiospino” 2016 È personaggio carismatico e davvero geniale, Lucio Canestrari, che si può considerare un pioniere del “naturale”, visto che ha iniziato a coltivare le vigne con la lotta integrata e biologica sin dal 1992, rinunciando a ogni concime poi nel 1995, al fine di produrre vini capaci di esprimere in assoluta trasparenza il suolo. Mettendo in campo una passione fuori dal comune, si è dedicato alla ricerca, instancabile, dei cloni più adatti, raggiungendo con i suoi Verdicchio vette qualitative sbalorditive. Lo seguiamo da anni e lo abbiamo premiato tra i nostri Top Hundred dopo aver assaggiato uno a uno i suoi vini e in particolare

papillon 72 questo Verdicchio di grande corpo, assoggettabile alla concentrazione che di solito dà un grande rosso. Il Gaiospino 2016 è un’esplosione di profumi, con note che vanno dalla mandorla ai fiori, fino alla frutta, e in particolare alla pesca, in una persistenza aromatica lunghissima, per uno dei vini più piacevoli che possiate aver mai bevuto. È una delle nostre cantine memorabili 2019. Da conoscere!

FAILONI tel. 0731779641 www.failoni.it Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico 2017 Che amiamo il Verdicchio è risaputo, che poi abbiamo un debole per

quelli prodotti a Staffolo è decisamente un dato. Al ristorante Fernanda di Roma abbiamo scoperto questo biologico di 14 gradi, che nasce a 410 metri sul livello del mare. Non sappiamo cosa volesse Antonio in quell’annata calda e siccitosa, non certo facile; sappiamo solo che questo è un vino da mangiare, ricco, già dal suo colore giallo intenso. Al naso senti tutti i descrittori del Verdicchio, dal biancospino alla frutta esotica (ananas). In bocca è pieno, rotondo, proprio come i migliori esemplari di Verdicchio della mia memoria. Ci piacerebbe incontrare questo bravo viticultore, dopo averlo salutato sul palco di Golosaria, nella sua contrada Castellaretta. Un grande Top Hundred 2019!


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Umbria

BASCHI (TR) BARBERANI tel. 0763341820 www.barberani.it

BEVAGNA (PG) TENUTA BELLAFONTE tel. 0742710018 www.tenutabellafonte.it

Umbria Rosso “Polvento” 2016 Baschi nel mondo è sinonimo di Casa Vissani, con Gianfranco e Luca Vissani, ma anche con il ristorante Trippini che quest’anno ha conquistato la corona radiosa della nostra guida. Ora, anche tra le cantine, in quella terra, c’è una realtà di valore, che segue i dettami dell’agricoltura biologica: la cantina Barberani. E quest’anno abbiamo assaggiato il Polvento 2016 da uve sangiovese. Dal colore rubino intenso, ha naso fruttato con profumi di mora, lamponi, ciliegia, sentori balsamici e di eucalipto, note di liquirizia e spezie. Caldo e di bel corpo, ha sorso armonioso, persistente con retrogusto di prugna e frutta rossa.

Umbria Bianco “Arnèto” 2015 Non conosciamo Sabina e Peter Heilbron che a Bevagna nella Tenuta Bellafonte producono questo vino piacevolissimo da uve trebbiano spoletino. Ma sappiamo già che devono essere una coppia bella, come lo sono Sebastiano e Stefania che, nel loro locale raccolto di Felizzano (Al), ci hanno fatto bere questo vino dal colore giallo oro. Un vino strepitoso, prodotto in 11.500 bottiglie, con lunghe macerazioni sulle bucce e affinamento in botti di legno grandi. Usano solo lieviti indigeni e offrono qualcosa che veramente è spettacolare. Al naso senti subito una macedonia di frutti esotici e spicca il frutto della passione. Poi il sorso vellutato, di stoffa forte (come il

carattere degli umbri) e infine una piacevole acidità che sostiene tutta la complessità di questo vino, la sua longevità e anche la persistenza gustativa. GIANO DELL’UMBRIA (PG) BARTOLONI tel. 3388195558 www.cantinabartoloni.it Montefalco Rosso “Poggio La Pia” 2010 Un’altra donna, Maria Rosa Bartoloni, e un altro vino notevole: un Montefalco Rosso del 2010 dalla freschezza spettacolare. Ci immaginiamo cosa possa essere il Sagrantino, ma nel frattempo questo ci ha molto colpito. Il colore è rubino con una sua trasparenza, al naso senti la ciliegia piena e pura, ampia e persistente. In bocca ha una concentrazione eccellente e una trama tannica fine e diffusa. Allappante nel suo equilibrio. Questo rosso ci


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i vini dell’Umbria

ha fatto di nuovo innamorare dei vini di questa terra: vini di carattere. Brava Maria Rosa! Fuori di Top 2019

papillon 72 di piccoli frutti e confettura, dalle note speziate, dal sorso aristocratico e di somma eleganza. MONTEFALCO (PG) CANTINA COLLE CIOCCO AGRICOLA SPACCHETTI tel. 0742379859 www.colleciocco.it

MONTECCHIO (TR) FAMIGLIA COTARELLA FALESCO tel. 07449556 www.famigliacotarella.it

Montiano 2016 Un legame che risale agli anni Sessanta, quello dei Cotarella con il vino, quando Antonio e Domenico realizzarono la loro prima cantina. Nel 1979 la svolta, quando Riccardo e Renzo fondano Falesco, iniziando quel percorso che li vedrà diventare icone di eccellenza, stimati in tutto il mondo. Dal 2016 l’azienda è passata nelle mani delle loro figlie, Dominga, Marta ed Enrica, un passaggio generazionale riuscito al meglio, accompagnato anche dall’affiancamento del marchio Cotarella. Tra i grandi vini prodotti, di rara classe il Montiano, merlot in purezza, dal colore rubino profondo, dai profumi

Umbria Bianco “Clarignano” 2017 Davvero piacevole questo bianco da uve viognier, grechetto e chardonnay che offre un risultato di aromaticità unica. Al naso prevalgono note di fiori, in bocca l’armonia dell’equilibrio per un vino bianco di medio corpo da antipasti, da pesce e da aperitivo. FONGOLI tel. 0742378930 www.fongoli.com Montefalco Sagrantino 2013 In questa cantina a regime biologico, attenzione all’ambiente ha voluto dire sostituzione degli attrezzi rotativi per la lavorazione del terreno con attrezzi tradizionali a strascico, poi lavorazione profonda a file alterne per la semina di leguminose e altre varietà da sovescio, e riduzione dei numeri di passaggi sulle file per diminuire la compattazione del terreno e ridurre gli interventi. Qui i vigneti sono alternati con essenze ad alto fusto autoctone per aumentare la biodiversità e protetti con solfato di rame e calce. Dai 23 ettari vitati, per i bianchi uve grechetto e trebbiano spoletino, da cui l’intrigante Letizia, e per i rossi, il sagrantino, tra cui spicca il Montefalco Sagrantino dal colore rubino impenetrabile, dalle note di ciliegia, mora, prugna, spezie, dal sorso di

grande struttura, di marcata territorialità e finale lunghissimo. PAOLO BEA tel. 0742378128 www.paolobea.com Sagrantino di Montefalco “Pagliaro” 2010 Siamo tornati da un vecchio amore, ossia da Paolo Bea, padre di quel Giampiero, 64 anni, che ha dato una svolta con la costruzione di una cantina su tre piani ispirata alla bioarchitettura. Complice anche la moglie Francesca, architetta e impegnata in quest’avventura che è anche una filosofia produttiva sfociata in una manifestazione, ViniVeri, che si tiene ogni anno a Cerea, nel Veronese, e ad Assisi, a gennaio. A Montefalco, nella ghiotta osteria Re Tartù, abbiamo assaggiato anche i vini che Giampiero segue per le monache trappiste di Vitorchiano, sempre sulla filosofia “naturale”. La particolarità è poi l’etichetta, che è come la pagina di un giornale, con tutte le informazioni sull’annata, la vendemmia e ciò che si deve sapere sulla tecnica di produzione del vino, sempre frutto di lunghe macerazioni. Ma che spettacolo quel Trebbiano Spoletino 2012 dal colore ambrato che profuma di tabacco e liquore amaricante. In bocca è equilibrato e morbido con un finale di liquirizia. Eccellente anche il blend Santa Chiara 2015 (da uve grechetto, malvasia, sauvignon, garganega), che ha note di pietra focaia, e va forte negli Usa, mentre l’Umbria Rosso “San Valentino” 2010 (sagrantino, sangiovese e montelpulciano) ha un suo equilibrio già al naso con la visciola speziata che invita a un sorso morbido. Incisivo sarà il Montefalco Rosso “Pipparello” 2011, mentre il Montefalco Sa-


i vini dell’Umbria

papillon 72 grantino “Pagliaro” 2010 (da vigne di oltre 50 anni) è davvero superbo: frutta sotto spirito al naso, ciliegia e limone candito. Ha sempre equilibrio, pienezza e un’eleganza speziata assai lunga. Come il Montefalco Sagrantino “Cerrete” 2010, un cru a 440 metri s.l.m., che entra in società dopo 8 anni: è potente al naso, dove avverti arancia candita e liquirizia in un equilibrio fine. Da provare l’Umbria “Rosso de Veo” (sagrantino, sangiovese, montepulciano) da vigneti sotto i 15 anni di vita. Ma di Paolo Bea abbiamo in cantina, ancora, l’esagerato passito di Montefalco, dolce, che non ha paura del tempo. RAÌNA FRANCESCO MARIANI tel. 3476014856 www.raina.it

che non è un vino da degustare, ma da bere. E ha ragione. Forse è anche da mangiare, tanto senti la frutta in bocca in un sorso setoso, allappante e importante, che termina con una piacevole nota amarognola. Prodotto secondo i dettami della biodinamica, questo nostro Fuori di Top 2019, ha come compagni anche i rossi, Sagrantino di Montefalco in testa. NARNI (TR) BUSSOLETTI LEONARDO tel. 0744715687 - 336770720 www.leonardobussoletti.it Umbria Ciliegiolo “Brecciaro” 2017 È l’alfiere di un vitigno ingiustamente considerato minore, Leonardo Bussoletti, che dedicando i suoi sforzi al ciliegiolo ne sta dimostrando la nobiltà. Interessante il suo Brecciaro, dal colore rubino trasparente, dal naso fine con profumi di frutta rossa, e in particolare di ciliegie e lamponi, note di lavanda e rosmarino, sentori di pepe, dal gusto secco, armonico, con un finale dal gradevole retrogusto di frutti di bosco.

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Il loro blend, con parti maggiori di procanico e grechetto, dà origine quindi all’Orvieto Classico Superiore “Terre Vineate” 2018, Top Hundred 2019. Affina in acciaio per circa 4/5 mesi e il suo colore paglierino brillante è un invito a un assaggio di pienezza. Senti le prugne bianche, ma anche un sorso rotondo e fresco che chiude amarognolo. Notevole è poi l’Orvieto Classico Superiore “Campo del Guardiano”: un cru che affina in acciaio e riposa in bottiglia per quasi due anni e ancora di più il Musco, che ha una complessità speziata. Quindi il Classico Superiore Muffa Nobile, vendemmia tardiva di uve botritizzate. A chiudere i bianchi, l’Umbria Grechetto “Grek” 2018. Due invece i rossi: l’Umbria Rosso “Armaleo” da cabernet sauvignon con minima aggiunta (5%) di cabernet franc e l’Umbria Sangiovese “Piviere”. Entrambi vini rotondi di piacevole suggestione.

ORVIETO (TR) PALAZZONE tel. 0763344921 www.palazzone.com Umbria Grechetto 2018 Ed eccoci ancora una volta di fronte a un Grechetto che non ha nulla del diminutivo del nome. Questo vino orange, certificato biologico, ma prodotto secondo i dettami della biodinamica, nasce da fermentazione spontanea e affinamento in acciaio sulle fecce fini per sei mesi. Non viene né chiarificato né filtrato. Francesco Mariani ci tiene a dire

Orvieto Classico Superiore “Terre Vineate” 2018 Grechetto, procanico (biotipo di trebbiano Toscano), malvasia e verdello sono le uve sulle quali Giovanni Dubini e il figlio Pietro hanno scommesso per raggiungere alti standard qualitativi e di longevità. Un tempo queste uve venivano coltivate senza distinzioni di sorta all’interno di uno stesso vigneto.

TODI (PG) CANTINA PEPPUCCI tel. 0758947439 - 3315425902 www.cantinapeppucci.com Grechetto di Todi “Montorsolo” 2017 È stata una vera sorpresa questo Grechetto assaggiato in un’osteria


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i vini dell’Umbria

astigiana, Le gambe sotto il tavolo di Azzano d’Asti. Di colore paglierino intenso, al naso ha note fruttate intense e aromatiche. In bocca ha una piacevole complessità, che persiste a lungo. CANTINA TODINI tel. 075887122 www.wearetodini.com Colli Martani Grechetto di Todi “Bianco del Cavaliere” 2018 Per onorare la memoria di papà Franco, Luisa Todini ha lanciato il progetto WeAreTodini, realtà complessa che si articola su oltre 1.000 ettari di superficie, con un progetto che coinvolge la cantina (luogo di produzione, ma anche di accoglienza enoturistica integrata nel paesaggio), le strutture ricettive della Residenza d’Epoca (divenuta oggi Relais di Charme) e di Villa

papillon 72 Sant’Isidoro (dimora immersa nella natura), il parco naturalistico Leo Wild Park, l’azienda agricola e l’azienda faunistica venatoria. Tra i vini un’emozione il Bianco del Cavaliere, referenza storica da uve grechetto, che si segnala per personalità e per il suo essere espressione inequivocabile del territorio in cui nasce, con profumi di glicine, eleganti note di pera e albicocca, i suoi sentori di gesso e dragoncello, il suo sorso dall’avvincente grinta minerale e il suo finale di buona persistenza. TORGIANO (PG) LUNGAROTTI tel. 075988661 www.lungarotti.it Torgiano Bianco “Torre di Giano” 2018 Lungarotti è uno dei grandi nomi della viticoltura umbra con 250

ettari di vigneto (tra la tenuta di Torgiano e quella di Montefalco, quest’ultima a produzione certificata biologica). La certificazione VIVA, ottenuta nel 2019, rappresenta il frutto di un cammino di tre decenni, all’insegna dell’ecosostenibilità lungo tutto il processo produttivo: dalle tecniche di viticoltura sostenibile (con le capannine meteo, il controllo meccanico delle erbe infestanti, la gestione intelligente delle risorse idriche e la concimazione organica), al progetto Meteowine (realizzato con l’Università di Perugia), alla viticultura biologica della tenuta di Montefalco, al progetto biomasse Energia dalla vite, dove l’energia rinnovabile è alimentata grazie al riutilizzo della potatura della vite. Per noi, l’assaggio del Torgiano Bianco “Torre di Giano” 2018 prodotto con uve vermentino, trebbiano e grechetto, dal bouquet intenso e fresco.


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Lazio

AFFILE (RM) RAIMONDO tel. 3488926448 www.viniraimondo.it

Cesanese di Affile “Terrae Vulpis” 2015 Devo al ristorante Zia di Roma (nuova corona nella Capitale) la scoperta di questo Cesanese di Affile, Top Hundred 2019, prodotto solo in alcune annate, ovvero quando l’uva esprime finezza ed eleganza. Da qui

la linea Terrae Vulpis. Ora, non conosco Elenora Pensabene Perez, ma la vorrei abbracciare perché mi ha dato la possibilità di assaggiare un grande rosso. Ha un colore rubino intenso; al naso note minerali già pronunciate ma anche floreali concentrate, caratteristiche, profonde. Fiore e terra insieme. In bocca un impatto ampio che accarezza l’amaro ma poi sprigiona la sua anima fresca, acidula e in sottofondo tannica. CORI (LT) PIETRA PINTA tel. 069678001 www.pietrapinta.com Lazio Nero Buono 2017 A Cori, paese collinare del Lazio, tra Roma e Latina, questa cantina, che coincide con la storia della famiglia Ferretti, un’avventura iniziata ai primi dell’Ottocento, ma che solo negli anni Quaranta, con la visione

innovativa di Bruno Ferretti, vedrà l’azienda porre le basi per quell’attività all’avanguardia nel mondo agricolo, che oggi si esprime in una cantina a temperatura controllata delle uve e in un modernissimo frantoio ecologico per la lavorazione a freddo delle olive. Dei vini prodotti, un’interessantissima Malvasia Puntinata, dal colore giallo paglierino con lievi riflessi verdognoli, dal profumo intenso dove spiccano profumi di frutti e fiori gialli. Tra i rossi, il


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i vini del Lazio

nostro Top Hundred, il Lazio Nero Buono 2017. Antico vitigno autoctono coltivato quasi esclusivamente a Cori, nel bicchiere ha colore rosso violaceo intenso, profumo di frutta rossa, note speziate che ricordano pepe nero e chiodi di garofano, gusto dalla bella personalità. Ci ha commosso ritrovare una cantina che già trent’anni fa ci aveva colpito per i suoi vini e i suoi oli. GENZANO DI ROMA (RM) LE ROSE tel. 0693709671 - 3398991800 www.aziendaagricolalerose.com

Lazio Bianco “Colle dei Marmi” 2017 Le Rose è un’azienda che ha sviluppato un’economia circolare: ricicla l’acqua calda, non usa concimi e alleva le viti con il sistema tradizionale a guyot. Un plauso alla famiglia Piccarreta, e in particolare ad Aldo, che, con l’aiuto dell’enologo Luca D’Attoma e delle figlie Velia e Francesca, produce col metodo biologico vini da uve fiano, malvasia puntinata, verdicchio, bombino e grechetto. Il vino top è il Colle dei Marmi, un Lazio Bianco da fiano in purezza che ha un equilibrio perfetto e che, dopo il suo assaggio, ci ha fatto dire: “Questo bianco è la sintesi del Centro Italia, chi lo pro-

papillon 72 duce ha capito tutto!”. Meritano anche La Faiola, che spicca con la sua acidità e note minerali marcate; il Tre Armi Bianco da verdicchio e malvasia puntinata e l’Artemisia Bianco da malvasia puntinata in purezza. Questi vini per noi sono un portento! E quindi memorabili! GRADOLI (VT) LA CARCAIA tel. 3478393580 Aleatico Passito “Vittoria” 2009 Da questa cantina avviata da nonna Vittoria Capotosti e ora seguita dai nipoti Maria Serena, Pier Francesco, Eleonora e Ilaria, che gode di posizione splendida in faccia al meraviglioso lago di Bolsena, su terreni vulcanici, è una grande conferma il suo Aleatico Passito. Rubino fitto, ha naso di notevole intensità con profumi di frutta rossa e nota balsamica, mentre al palato è di bella struttura, ma supportato da acidità che ne rende gustosa la beva, con lungo finale e gradevole retrogusto di frutti di bosco. POGGIO MIRTETO (RI) TENUTA SANTA LUCIA tel. 076524616 www.tenutasantalucia.com Lazio Pecorino 2018 La famiglia Colantuono in questa tenuta di oltre 45 ettari, nello splendido scenario naturale della valle del Tevere e del monte Soratte, ha vinto la sua scommessa, dimostrando che il vino sabino in cui aveva creduto ha notevole potenziale qualitativo. Nella bella cantina, di recente costruzione e realizzata secondo le più moderne tecniche di vinificazione, dai vigneti adiacenti, le uve che qui sono san-

giovese, montepulciano, cabernet, alicante, carignano, falanghina, sauvignon, malvasia. Notevole il Lazio Bianco “Elodia”, da uve malvasia, falanghina, sauvignon, e già Top Hundred nel 2014. Giallo paglierino, brillante, ha profumi di frutta esotica e in particolare di ananas, sentori di ginestra, gusto secco e fresco, minerale e sapido, persistente. Nostro vino del cuore il Lazio Pecorino 2018 di colore giallo paglierino con riflessi oro, profumi di agrumi e frutta gialla e floreali di biancospino, finale balsamico e nota di fondo minerale tipica del territorio, gusto secco, sapido e armonioso. SAN VITO ROMANO (RM) IL MERLO tel. 069571050 www.cantinailmerlo.it Lazio Bianco “Vecchi Filari” 2017 Quest’estate ci siamo goduti tre giorni a San Vito Romano, patria del celebre vitigno bellone. E abbiamo conosciuto due cantine che ci mancavano, dopo Alfredo Mastropietro e SanVitis. Ebbene, i Vecchi Filari (malvasia, ottonese, bellone) dell’azienda Il Merlo ci ha in qualche modo colpito. Colore giallo oro di bella brillantezza. Al naso i frutti esotici, come il mango e un velo di freschezza. In bocca un sorso pieno, filigranoso, ampio e rotondo. Una vera sorpresa anche per quel profumo Chanel che aveva al naso. Della medesima cantina segnalo il Lazio “Cascaglione Rosso” 2016 (uve cesanese) che aveva una piacevole rotondità. SANVITIS tel. 0695479068 www.sanvitis.it


i vini del Lazio

papillon 72 Lazio Bellone 2018 È un’azienda alle porte di Roma, nata solo pochi anni fa dalla passione di tre manager che hanno deciso di investire nel settore del vino. L’idea alla base dell’azienda è chiara: privilegiare i vitigni autoctoni, come il bellone, la malvasia e il cesanese, e utilizzare i principi della viticoltura naturale per quanto riguarda le pratiche di cantina e agronomiche così da limitare il più possibile gli interventi. Attualmente hanno 11 ettari a vite, dove la più importante è la vigna del bellone (ha 45 anni), mentre il cesanese deriva da un vigneto di 40 anni. Lo scorso anno hanno prodotto circa 40.000 bottiglie fra Bellone, Malvasia e Trebbiano, oltre al rosso Cesanese e al Flaminio: blend di trebbiano, malvasia e passerina. Quest’estate abbiamo

avuto il privilegio di essere con loro per ben due volte a San Vito Romano e di assaggiare il loro Bellone sia nel corso di una mini verticale (entusiamante), sia nel corso di vari pranzi e cene. Ora, ogni annata del bellone ha una sua storia e anche

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una propria connotazione. Questo 2018 per esempio si esprime con un bel giallo oro, con note di polvere da sparo che introduce a un sorso fresco che cerca il suo frutto caratteristico. Un vino originale senza se e senza ma.


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ALANNO (PE) PODERE CASTORANI tel. 3466355635 www.castorani.it Montepulciano d’Abruzzo Riserva “Podere Castorani” 2014 Risale al 1793 l’avvio dell’avventura di questa cantina, che, nei secoli, ha visto molti personaggi famosi alternarsi al timone. Oggi questa realtà produce vini d’eccellenza, autentici, che raccontano le colline a 350 metri di altitudine nel comune di Alanno, in provincia di Pescara, dove i vigneti, incastonati tra il Parco Nazionale della Majella e la vicina costa adriatica, godono di un’ottima esposizione al sole e ai venti notturni, e di escursioni termiche tra il giorno e la notte che donano alle uve caratteristiche uniche e preziose. L’età media dei vigneti supera i trent’anni e tutta la superficie aziendale viene coltivata con metodi di agricoltura biologica,

senza uso di pesticidi e fertilizzanti chimici. Di pregio il Montepulciano d’Abruzzo Riserva “Poderi Castorani” nell’annata 2014, di grande forza, con note di frutta rossa, spezie e liquirizia, sorso di carattere. ATRI (TE) RUGGIERI tel. 3281254746 www.cantinaruggieri.com Colli Aprutini Passerina “Bellapassera” 2018 Siamo in un’azienda dei Colli Aprutini che a nostro avviso ha molto da dire. Questa vino per esempio si presenta con un invitante giallo oro e poi ti spiattella un sorso ricco (“tanta roba” si dice). C’è l’albicocca ma anche la speziatura dello zenzero e alla fine in bocca, dopo questo assaggio pieno, risenti l’albicocca passita che si accennava al naso. Una goduria.

BOLOGNANO (PE) AGRICOLA CICCIO ZACCAGNINI tel. 0858880195 www.cantinazaccagnini.it Montepulciano d’Abruzzo “Tralcetto” 2017 Dalla fine degli anni Settanta, un percorso che, nell’arco di quattro decenni, ha fatto di questa cantina una delle principali dell’Abruzzo. Attenzione al panorama culturale e all’arte sono la medaglia della sostenibilità di questa cantina che tra i vigneti e in cantina permette di ammirare le opere di vari artisti, come Dino Colalongo, Franco Summa, Bizhan Bassiri, David Bade, Mimmo Paladino, Gino Sabatini Odoardi, Pietro Cascella e Mauro Berrettini. L’arte permea anche le manifestazioni organizzate dall’azienda fin dalla prima del 1984 con la presentazione del progetto “Difesa della natura” a opera del maestro tedesco, di fama mondia-


i vini dell’Abruzzo

papillon 72 le, Joseph Beuys a cui negli anni sono seguiti “Un fiore per Ivan”, “Uvarte”, “premio Prisco”, “Tralcetto dell’amicizia” e “Pigro, cantautori in vigna”, in omaggio a Ivan Graziani. Un assaggio che si fa ricordare quello del Montepulciano d’Abruzzo “Tralcetto” 2017, uno dei grandi classici che hanno reso celebre questa tipologia di vino nel mondo. CITTÀ SANT’ANGELO (PE) D’ALESIO - SCIARR tel. 08596713 - 3480526897 www.sciarr.com www.dalesiovini.it Abruzzo Pecorino Superiore 2015 Prima di andar per cantine in Abruzzo, mi sono preparato con il sommelier del ristorante D.One di Montepagano, alla cucina del bravo Davide Pezzuto. E qui eccomi con un Pecorino dalle note giallo oro e profumi sulfurei. In bocca ha un carattere croccante, sapido ma di persistenza lunga. Ha poi un velluto intrigante e un’esplosione di acidità limonina. Dopo qualche minuto lo riassaggi ed emerge l’ananas: in bocca è rotondo e ha un finale amarognolo. Il Pecorino abruzzese è un vertice. Fuori di Top 2019

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COLLECORVINO (PE) CONTESA tel. 0858205078 www.contesa.it

CORROPOLI (TE) CVETIC MARINA AZ. AGR. tel. 087185241 www.masciarelli.it

Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini “Chiedi alla Polvere” 2015 Ed eccoci nell’azienda Contesa di Collecorvino, dove il patron Rocco Pasetti ci ha messi in una situazione imbarazzante: non volevamo più venir via. Soprattutto per la stoffa dei vini. Il figlio di Rocco è un tipo tosto: ha le idee molto chiare e ci ha colpito quando ha detto che Gianni Masciarelli in fondo ha aperto una strada. Voti altissimi a tutti i vini, ma soprattutto al Pecorino 2015 che era un immenso tuffo nei frutti esotici, rotondo, equilibrato, intrigante. Ottimo e di medesimo equilibrio il Cerasuolo, eccezionali il Montepulciano “Chiedi alla polvere” 2015, nostro Fuori di Top 2019, e 2013, dove senti l’incenso dei grandi vini, i tannini ancora verdi che vanno a equilibrarsi. Il 2015 ancora in divenire, il 2013 elegantissimo. Ma a dire il vero ci è piaciuto anche il Pecorino 2017, mentre quello denominato “Aspetta la Primavera” era ancora allappante. Che stoffa!

Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Marina Cvetic “Iskra” 2015 Un Montepulciano insolito, per ciò che ben conosciamo di questa azienda del nostro privilegio. Ha colore rubino con note violacee accentuate ed è molto intenso. Al naso spicca un cuore di frutto rosso intenso con una nota minerale e speziata (qui c’è più il cuoio che la liquirizia). In bocca è sangue della terra (scusate l’espressione, ma la sua mineralità mi ha dato questa suggestione): molto pieno, con una tannicità che ancora si deve amalgamare. Chiude con un’evidente nota sapida, ma nel corso degli assaggi spicca per la sua nota fresca e quasi aromatica. Una brezza di Montepulciano. CUGNOLI (PE) TIBERIO tel. 0858576744 www.tiberio.it Trebbiano d’Abruzzo “Fonte Canale” 2012 Una gran bella bottiglia questo Trebbiano elegante che ci hanno servito a Roma al ristorante Pipero. Della stessa cantina, fondata da Roberto Tiberio nel 2000, abbiamo assaggiato il Pecorino e il Montepulciano d’Abruzzo, ma l’espressione del Trebbiano è quella che ci ha convinto di più e che abbiamo premiato come Fuori di Top 2019. Colore giallo oro, al naso una marea floreale con frutti esotici fra cui un litchi intenso e molto maturo. In bocca ti invade un’acidità verticale che finisce con un amarognolo e sapido. Poi Marco Gatti 50 giorni


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dopo ha assaggiato il Cerasuolo d’Abruzzo 2017 dal colore rubino scarico, dalle note di ciliegia, fragola e frutti rossi, dal sorso di buon corpo, ma fresco e sapido, con buon nervo acido, e finale persistente con retrogusto di fragola e ciliegia.

LORETO APRUTINO (PE) TORRE DEI BEATI tel. 3333832344 www.torredeibeati.it Abruzzo Pecorino 2018 È nata nel 1999 questa azienda, il cui nome deriva da un particolare di un grande affresco del 1400, che si trova nella locale chiesa di S. Maria in Piano dove la “torre dei beati” rappresenta il traguardo finale che, nel loro caso, significa ottenere le migliori espressioni dai vitigni autoctoni, sempre nel rispetto dell’ambiente. Qui hanno deciso di puntare fin dall’inizio sui metodi di coltivazione biologici, con le pratiche agronomiche che variano in funzione del tipo di impianto, delle caratteristiche del vitigno e della singola particella di terreno, avendo sempre come obiettivo la ricerca di un naturale equilibrio vegeto-produttivo orientato all’ottenimento di quantità limitate. Un gran bianco l’Abruzzo Pecorino 2018, dal colore dorato, dai profumi di pera, fiori

papillon 72 bianchi e di erbe officinali, dal gusto morbido, ricco, ampio, valorizzato da mineralità e buona sapidità. NOCCIANO (PE) CHIUSA GRANDE Produzione Vini Biologici tel. 085847460 www.chiusagrande.com Montepulciano d’Abruzzo “In Petra” 2016 Franco D’Eusanio, dottore in Scienze Agrarie, ha ideato un neologismo per esprimere il suo modo di fare vino: vinosophia. Si tratta di un approccio quasi filosofico per creare un vino che nasce prima nella testa del vignaiolo, come insieme di emozioni e sentimenti, per poi essere “tradotto” in materia, ovvero vino, attraverso il lavoro degli enologi con le scelte di uve e tecniche di vinificazione. Il suo approccio al bio è stato naturale fin dall’inizio, come dice il Petra 2016 da uve montepulciano che ha un’ulteriore particolarità, la vinificazione in vasche di pietra. OFENA (AQ) DE CECCO ADOLFO MARIA tel. 0862956618 Ofena Bianco “Inalto” 2017 Anche una dinastia di pastai finisce di esprimere la propria terra attraverso il vino. Il progetto è del giovane Adolfo e segue la tendenza di molti produttori di accasarsi su certe altezze. Da qui il successo della Doc Ofena. Qui siamo al Forno d’Abruzzo, alle pendici del Gran Sasso. Siamo a 400 metri di altitudine dove Adolfo lavora uve da vigneti di 45 anni. Questo bianco da uve trebbiano abruzzese ha colore giallo limone e al naso ti fa sentire il limone candito intenso. In bocca

è decisamente elegante con una trama amara come una buona cicoria. Grande interpretazione, sapida sul finale. Da bere e ribere a tutto pasto... se il pasto incomincia con le pallotte cacio e ove. ORSOGNA (CH) LUNARIA tel. 087186321 www.lunaria.bio

Terre di Chieti Pecorino “Civitas” 2018 Ha fatto una scelta radicale, senza mezze misure, l’azienda Lunaria: operare nel pieno rispetto dell’ambiente, applicando l’agricoltura biodinamica. Ne consegue un duplice controllo sulla produzione, effettuato sia dagli organismi per il biologico sia dalla Demeter Italia, un’associazione privata di produttori, trasformatori e distributori che esamina e valuta dal punto di vista tecnico e scientifico l’applicazione del metodo biodinamico su tutto il territorio nazionale. Tra i vini prodotti il Terre di Chieti Pecorino “Civitas” 2018, nostro Top Hundred 2019. Dal colore giallo paglierino, al naso ha profumi intensi, con sentori floreali di ginestra, note di frutta a polpa bianca, ed eterei, mentre in bocca è fresco, intenso e di buona struttura,


i vini dell’Abruzzo

papillon 72 con un finale caratterizzato da marcata e piacevolissima sapidità. PIANELLA (PE) MARINA PALUSCI tel. 3392285185 Colline Pescaresi Pecorino “Senza Niente” 2018 Non ama solo creare, intraprendere e cucinare, Luca Dell’Orto che, con il suo EK Bistrot, ha dato a Lecco il locale che mancava ma, avendo passione per i vini, ha anche fatto selezione meditata e personale di una serie di etichette che, superando ogni inutile rigidità ideologica, mette nel bicchiere vini di produttori famosi che lui ama, e vini di cantine per nulla scontate. Tra le sue scelte l’interessante Colline Pescaresi Pecorino “Senza Niente” di Marina Palusci (già Top Hundred nel 2015), vino di natura bio, dal colore giallo oro con riflessi orange, naso fruttato con sentori di pesche e ananas, note minerali e profumi di cedro candito, e dal gusto fresco, piacevolmente morbido. PREZZA (AQ) PRAESIDIUM tel. 086445103 www.vinipraesidium.it Trebbiano d’Abruzzo Superiore “Luci” 2016 Ricordo ancora vent’anni fa, quel ristorante di Milano (che ora non c’è più) dove assaggiai il Montepulciano d’Abruzzo di Ottaviano Pasquale. Poi una sera di tre anni fa a Francavilla al Mare con gli arrosticini. Ma ora mi hanno conquistato anche con questo Trebbiano d’Abruzzo Superiore, che accanto al Pecorino è l’altra grande scommessa dell’Abruzzo. Questo vino ha colore oro antico e al naso senti l’anemo-

ne, con note balsamiche e profumi caldi ben concentrati. In bocca è un velluto dove l’acidità è dominante e penetrante. Un grande bianco che sembra la base di un superalcolico, tanto si esprime l’alcolicità. Sapido e pregnante, si evolve poi con finezza, portandoti note di mandarino molto evidenti. Ma come è possibile? Un vino che ha un’evoluzione nel bicchiere davvero spettacolare. ROSCIANO (PE) MARRAMIERO tel. 0858505766 www.marramiero.it Terra dei Vestini Montepulciano d’Abruzzo “Inferi” 2016 Quest’azienda dovrebbe ricevere un premio per la visione che unisce passato e futuro. Marramiero ha avuto un restyling felice, segno che l’enoturismo è una carta vincente in un territorio compreso fra il Gran Sasso e il Mare Adriatico. La famiglia coltiva vite da oltre un secolo, ma è nel 1993 che Dante decide di dare avvio ai primi imbottigliamenti, mentre toccherà al figlio Enrico proseguire il progetto con l’enologo Romeo Taraborrelli e Antonio Chiavaroli. Da un paio d’anni ha intrapreso un percorso di agricoltura integrata, indirizzata verso il biologico. Una sessantina gli ettari vitati (600 mila le bottiglie) suddivisi tra quattro masserie (Sant’Andrea, Milano, Tratturo e Amarello) per due aree territoriali differenti. La maggior parte sono a dimora su argilla a circa 200 metri s.l.m. a Rosciano; il resto a Ofena vicino alla costa dei “trabocchi” (siamo a 500 metri .s.l.m.), nell’area detta “forno d’Abruzzo” per le elevate escursioni termiche tra giorno e notte. Numerosi i segnali positivi, come la qualità eccelsa dei loro

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Montepulciano. A partire dall’Inferi 2015 (sottozona Terre dei Vestini) dove si esalta la marasca, ma arrivano anche le note di caffè, tabacco e cioccolato, descrittori dei grandi vini. L’Incanto 2016, vinificato in acciaio, ha note più aromatiche. Voli altissimi per la riserva Dante 2008, dedicata al padre, che ha un’ampiezza esaltante. Affina per 10 anni tra barrique e bottiglia. Ma che dire del Trebbiano d’Abruzzo “Altare” 2015 con note ficcanti di acidità? Il Pecorino 2018 ha colore giallo oro e sentori di frutta tropicale con inaspettate note speziate; il Cerasuolo “Dama” 2018 è piacevolmente equilibrato con una bella nota di lampone. Fantastici anche i brut, da chardonnay e pinot nero, compresa la versione rosé. Fragranze di crosta di pane ed eleganza lunghissima, anche grazie ai 50 mesi sui lieviti.

ROSETO DEGLI ABRUZZI (TE) ORLANDI CONTUCCI PONNO AGRICOLE GUSSALLI BERETTA tel. 0858944049 www.orlandicontucciponno.it Trebbiano d’Abruzzo Superiore “Colle della Corte” 2018 Una cantina da seguire con attenzione, Orlandi Contucci Ponno, che


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i vini dell’Abruzzo

ha i vigneti sulle prime alture della val Vomano, a un paio di chilometri dall’Adriatico e a meno di venti dal Gran Sasso. Posizione incantevole che, assicurando l’azione termoregolatrice del mare e temperando il calore delle notti estive con le brezze dell’alta montagna, garantisce alle vigne un ciclo vegetativo regolare e continuo essenziale allo sviluppo delle qualità organolettiche delle uve. Dal 2007 entrata nella galassia dei Gussalli Beretta, oggi è realtà di 31 ettari vitati e le bottiglie prodotte sono 185.000. Tra i vini, pregevoli i due rossi, ossia il Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo 2015 “La Regia Specula” ed il Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2013, granato, con riflessi rubino, dai profumi di frutta rossa e spezie, dall’elegante nota di liquirizia. E il Trebbiano d’Abruzzo Superiore “Colle della Corte” 2018, giallo oro, dalle note di ginestra, grano, zenzero ed erbe aromatiche, e soprattutto dal gusto, pieno, fresco e salino. SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH) MASCIARELLI TENUTE AGRICOLE tel. 087185241 - 087182333 www.masciarelli.it Colline Teatine Rosato “Masciarelli” 2018 A proseguire l’opera di Gianni Masciarelli, vignaiolo illuminato scomparso troppo presto, che ha fatto ammirare in tutto il mondo il Montepulciano e i vini dell’Abruzzo, la moglie Marina Cvetic, guida sicura dell’azienda, che ha anche lanciato nuove linee di vini, sempre puntando su vitigni autoctoni, e concludendo la ristrutturazione del Castello di Semivicoli, restituito alla sua originaria bellezza. Di que-

papillon 72 sta cantina, che aderisce a EMAS - Eco-Management and Audit Scheme, sistema comunitario di ecogestione e audit, a cui possono aderire volontariamente le imprese e le organizzazioni che desiderano impegnarsi nel valutare e migliorare la propria efficienza ambientale, una sorpresa il Colline Teatine Rosato “Masciarelli” 2018 da uve montepulciano, dal colore cerasuolo, dai profumi intensi di ciliegia e rosa, dal sorso equilibrato e persistente. SILVI (TE) BARONE DI VALFORTE tel. 0859353432 www.baronedivalforte.it Montepulciano d’Abruzzo 2016 Sono due fratelli medici con una volitiva nipote che portano avanti l’azienda Barone di Valforte: una bella novità. Ricordo il loro Cerasuolo d’Abruzzo che aveva un profumo intenso di lampone, anche se il vino top sarà il Montepulciano d’Abruzzo bio, che aveva note macerate di prugna e qualche accenno di caffè. Un vino giustamente tannico, elegante, che poi è il leit motiv di tutta la gamma. Bravi! TORANO NUOVO (TE) PEPE EMIDIO tel. 0861856493 www.emidiopepe.com Montepulciano d’Abruzzo 2015 In Abruzzo quest’anno abbiamo fatto la degustazione più entusiasmante dell’anno, insieme a Emidio Pepe, 87 anni, re dei vini biodinamici. Un pomeriggio memorabile dove abbiamo incontrato un uomo felice, in pace, con la moglie che cucina il miglior timballo del mondo; le sue

figlie, Sofia (enologa) e Daniela in azienda, e poi le nipoti, Chiara ed Elisa, per le quali stravede. Ci ha portato in cantina, dove riposano migliaia di bottiglie di annate lontane, che lui decanta e ri-etichetta quando un cliente le ordina, perché il suo vino dev’essere perfetto. Le uve bianche le pigiano ancora coi piedi e Chiara ti rende ragione del perché sia giusto favorire quella morbidezza del mosto per vini di lungo invecchiamento. Le uve rosse, invece, le diraspano a mano, acino per acino. Intorno, botti di cemento vetrificato, come una volta, dove riposa il frutto dei 15 ettari coltivati a pergola abruzzese col metodo del sovescio di favino. Imbottigliano senza filtrare. Ora, con Chiara ed Emidio abbiamo fatto la degustazione del secolo. Il Trebbiano 2017 ha il colore dell’oro e note di zenzero e prugne selvatiche. Un vino contadino, minerale, rotondo e fresco. Il 2004 è l’evoluzione lenta di quel Bianco con speziature più incisive. Il Pecorino 2016 ha tutti gli aggettivi positivi che si possano dare a un vino: clamorosi quel frutto della passione avvolgente e quella rotondità speciale. Nel 2013 senti l’amaricante e una trama fine sotto una nuance di banana. L’acidità del Trebbiano resta tuttavia esemplare. Il Montepulciano d’Abruzzo 2015 ha un’espressione aromatica multipla e se al naso ha note di mandarino, in bocca lascia la freschezza della liquirizia. Il 2010 profuma di arancio e d’incenso; il 2008 di caffè e cioccolato; il 2007 ha un velluto erbaceo; il 2002 e il 2001 ti lasciano di stucco per l’equilibrio e per la freschezza. Vini, davvero vini! TORTORETO (TE) TENUTA TERRAVIVA tel. 0861786056 www.tenutaterraviva.it


i vini dell’Abruzzo

papillon 72 Trebbiano d’Abruzzo “Mario’s 44” 2016 In un locale di recente apertura, che abbiamo scoperto a Milano, il Mater Bistrot, dove hanno scelto di proporre solo vini naturali, ecco il Trebbiano d’Abruzzo Superiore “Mario’s 44” della Tenuta Terraviva di Tortoreto. Giallo oro, ha profumo di frutta esotica con note di ananas e mango, sentori di spezie, mentre al palato è di notevole carattere, con chiusa sapida e minerale.

colicità sono perfettamente amalgamate. Un rosso che ti conduce inesorabilmente a finire la bottiglia. Che abbiamo poi riassaggiato in Abruzzo, col piacere di stringere la mano a Umberto, patron di questa cantina fantastica. Fuori di Top 2019

VACRI (CH) BUCCICATINO tel. 0871720273 www.buccicatino.it Montepulciano d’Abruzzo 2016 Un Montepulciano biologico, di quelli che bevi affascinato dalla sua rotondità elegante. Ci ha molto colpito e ricordiamo persino il giorno e l’ora, ma soprattutto il luogo dove l’abbiamo assaggiato: il ristorante by Frigoriferi Milanesi. Ha colore rubino piuttosto concentrato, al naso senti effluvi di frutta rossa matura mista a spezie; in bocca è elegante, nel senso che acidità, tannicità e al-

VASTO (CH) FONTEFICO tel. 3284113619 www.fontefico.it Trebbiano d’Abruzzo Superiore “Portarispetto” 2017 Emanuele e Nicola Altieri, sulla scia dei genitori, conducono que-

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sta cantina che si estende per circa 15 ettari vitati, coltivati con metodi biologici, sul promontorio di Punta Penna, con i venti freschi e salini del Mar Adriatico che attraversano le vigne mantenendole asciutte e sane, e nelle annate molto calde contribui­scono a contenere le temperature tra i filari. Dei bianchi, l’assaggio di due Pecorino Superiore, La Folia 2016 e La Canaglia 2018. Molto buoni e caratteristici anche se alla fine è il Trebbiano d’Abruzzo Superiore “Portarispetto” 2017 quello che ci ha intrigato di più. Colore paglierino brillante, profumo pulito e intenso con note floreali, in bocca è ricco di suggestioni del territorio, minerale e speziato e con un finale sapido. Fra i rossi ci è piaciuto al pari il Montepulciano d’Abruzzo “Conca di Casa” 2016, che aveva quelle note di liquirizia nera misto a fresco erbaceo. È tannico sul finale, ma vivo, nel senso che la sua freschezza sostiene un sorso che balla. Buona la Riserva 2014 (Titinge) con la confettura di ciliegia che sale al naso, piacevolissimo il Cerasuolo d’Abruzzo Superiore “Fossimatto” 2018.


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i vini del Molise

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Molise

CAMPOMARINO (CB) DI MAJO NORANTE tel. 087557208 www.dimajonorante.com Molise Falanghina 2018 Molise del vino è sinonimo di Di Majo Norante. È la cantina leader della regione ma è anche la realtà che ha saputo proporre vini di tale caratura da entrare a far parte del novero delle migliori cantine di tutto il Paese. Segreto del successo, la grande attenzione che da sempre è data alla sostenibilità ambientale delle loro coltivazioni. La vite è trattata con concimi di origine organica e minerale ed è difesa con l’estirpazione costante delle erbe infestanti e con la lotta biologica ai parassiti come la tignola, mentre i resti della potatura vengono asportati per evitare focolai di infezioni. E poi la pratica di tecniche antiche e l’adozione di tecnologie moderne che consentono di produrre un vino che può godere della certificazione

biologica da oltre vent’anni con risultati eccelsi. Sorprendente la Falanghina 2018, dal colore paglierino con riflessi verdognoli, dal profumo di fiori gialli e di ginestra in particolare, dal gusto piacevole e di notevole persistenza aromatica. Ma sempre straordinario il loro Molise Moscato Passito “Apianae”, moscato passito di inusitata eleganza.

e affascina. Top Hundred 2019

PORTOCANNONE (CB) TENIMENTI GRIECO tel. 0875590032 www.tenimentigrieco.it Tintilia del Molise “200 metri” 2015 Ecco un vino di pregio del Molise, che è la Tintilia di Tenimenti Grieco di Portocannone. Rubino luminoso, ha profumi di rose e di ciliegia, note speziate che richiamano i chiodi di garofano e sentori di anice, sorso setoso di eccellente persistenza. E ancora una volta la Tintilia stupisce

RIPALIMOSANI (CB) AGRICOLAVINICA tel. 08741866935 - 3285976039 www.vinica.it Tintilia del Molise Rosso “Lame del Sorbo” 2015 Nata nel 2007 con la volontà di condividere ideali, valorizzazione


i vini del Molise

papillon 72 di un territorio e di rispetto della natura del proprietario e produttore Rodolfo Gianserra e di Giuseppe Tudino, quest’azienda – il cui nome nasce dall’acronimo dei tre figli del proprietario, in ordine di nascita, Vittorio, Nicholas e Carola – oggi vede presenti, oltre alla vite, oliveti, frutta e ortaggi, con grano biologico Senatore Cappelli, farro, mais agostinello, fagiolo cannellino locale, mele autoctone, per una superficie totale di 220 ettari. Così come la natura scandisce i tempi, il motto. E figli di questa filosofia rispettosa della natura, tutti i vini, eleganti e di

carattere. Tra i nostri Top Hundred quest’anno, la Tintilia del Molise Rosso “Lame del Sorbo” 2015, vinificata in purezza in solo acciaio, dal colore rosso rubino profondo, dalle note di amarene sotto spirito, sottobosco e spezie, dal gusto caldo e avvolgente, con sentori di frutti rossi e liquirizia, per un finale fresco, con tannini morbidi e retrogusto di erbe aromatiche. SAN FELICE DEL MOLISE (CB) CIPRESSI CLAUDIO tel. 0874874535 www.cantinecipressi.it Molise Tintilia “Macchiarossa” 2014 Era vitigno che rischiava l’estinzione, la Tintilia, i cui ceppi primitivi di origine spagnola, sembrano esser stati introdotti in Molise verso la fine del ’700 durante l’occupazione borbonica, e il cui nome è comparso per la prima volta in un manoscritto della Società di Agricoltura di Campobasso nel 1810. Ora che è dimostrato che la Tintilia è vitigno

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unico presente solo qui, Claudio Cipressi ed Ernesto Travaglini (zio e nipote), a San Felice del Molise (“enclave” slava tra l’Adriatico e i rilievi abruzzesi), ci hanno creduto, compiendo il recupero. Da qui il loro Molise Tintilia “Macchiarossa”, nel 2010, per noi già Top Hundred con il millesimo 2003 che, riassaggiato quest’anno della annata 2014, ci ha dato conferma del suo valore, presentandosi con colore rosso carico, sentori fruttati, note speziate, sorso gradevolmente asprigno, tannico, interessante da abbinare a carni rosse.


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i vini della Campania

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Campania

CAPACCIO - PAESTUM (SA) CUOMO I VINI DEL CAVALIERE tel. 0828725376 www.vinicuomo.com Cilento Fiano “Heraion” 2017 Il Fiano Cilento Heraion 2017 di Cuomo di Capaccio Paestum è un vino che non ha certo posto fisso nelle carte dei vini ma che lo meriterebbe, per la sua autenticità e per come lascia trasparire la passione della famiglia Cuomo che lo produce. Nel bicchiere colpisce per il colore dorato, per i profumi di frutta gialla e per le note di erbe aromatiche e iodate, per il sorso di notevole struttura ed eleganza, per la sua sapidità che rende agile la beva. FOGLIANISE (BN) CANTINA DEL TABURNO tel. 0824871338 www.cantinadeltaburno.it

Falanghina del Sannio 2018 Bella realtà presente del nostro Golosario Ristoranti del Gatti Massobrio è la Cascina Malingamba di Origgio (Va) dove abbiamo scoperto un’interessante Falanghina della Cantina del Taburno. Giallo paglierino con riflessi oro, ha profumi di pera, note di frutta esotica e in particolare di ananas e mango, sentori minerali, che si ritrovano anche al palato, in un sorso fresco ed equilibrato, sapido e che chiude con un finale fruttato e di buona persistenza. FORIO D’ISCHIA (NA) D’AMBRA VINI D’ISCHIA tel. 081907210 www.dambravini.com

bra che lo affiancano nella gestione dell’azienda. Circa 500.000 bottiglie l’anno, di cui l’80% è rappresentato da vini bianchi, ottenute unicamente da uve autoctone con l’impegno del recupero dei terreni dell’isola, per sottrarli all’abbandono e all’edilizia. Solo nel 2015 sono stati recuperati 15 ettari, anche in zone non sempre facilmente accessibili dell’isola d’Ischia. Le uve, vendemmiate a mano, vengono raccolte dalla prima settimana di settembre fino alla metà di ottobre. Tra i vini, tutti di carattere, da provare l’Ischia Forastera e l’Ischia Per’e Palummo, soprattutto quell’Ischia Biancolella “Tenuta Frassitelli”, che già nostro Top Hundred, nel millesimo 2018, ha profumo di frutta matura, e si segnala per essere estremamente vellutato in bocca.

Ischia Biancolella “Tenuta Frassitelli” 2018 Casa D’Ambra, nata nel 1888, oggi è alla quarta generazione con Marina e Sara, le figlie di Andrea D’Am-

FURORE (SA) CANTINE MARISA CUOMO tel. 089830348 www.marisacuomo.com


i vini della Campania

papillon 72 Costa d’Amalfi Furore Bianco “Fiorduva” 2016 Nello stesso giorno in cui Andrea e Marisa si sposarono, 37 anni fa, nacque la loro Cantina, Cantine Marisa Cuomo, perché fu proprio questo il regalo di nozze fatto da Andrea a Marisa. Alla loro meravigliosa storia d’amore, dedichiamo uno dei loro fantastici vini, che ci ha entusiasmato ancora una volta da Viviana Varese, e che da anni abbiamo l’onore e la gioia di avere a Golosaria a Milano. È il Furore Bianco Fiorduva 2016. Giallo oro, ha profumi elegantissimi di ginestra, note fruttate di albicocca e frutta esotica, sentori di cedro candito, mentre al palato è fresco e sapido, con note minerali e di albicocche e lunghissima persistenza. GIFFONI VALLE PIANA (SA) LUNAROSSA VINI E PASSIONE tel. 3286232323 www.viniepassione.it Colli di Salerno Fiano “Quartara” 2016 Ai tavoli di Viva con la cucina tutta profumi e sapori di Viviana Varese e del suo grande team, i quattro moschettieri di sala, Louis Diaz, Gianluca De Marco, Federica Radice e Jessica Rocchi, che seguono in mondo impeccabile servizio e cantina, mi hanno sorpreso con un bianco di grande personalità. È il Colli di Salerno Fiano “Quartara” 2016 di Lunarossa. Vinificato con lunga macerazione delle bucce, con fermentazione di uve all’interno di otri di terracotta (quartare) interrate nella bottaia della cantina, ha colore giallo oro, profumi intensi di fiori di arancio, biancospino e camomilla, sentori di mela annurca, miele di acacia e di castagno, note di anice, mentre al palato è elegante, sapido, di bella struttura.

GIUNGANO (SA) LUIGI MAFFINI tel. 0828199756 www.luigimaffini.it Cilento “Kratos” 2018 Uno dei produttori simbolo del rinascimento del vino campano è Luigi Maffini, punto di riferimento della viticoltura cilentana, intelligente e umile, che ha iniziato la sua avventura negli anni Settanta con l’impianto delle prime barbatelle. Oggi i suoi vini sono frutto di due vigneti, coltivati nel rispetto dei principi dell’agricoltura biologica: quello storico di Castellabate vicino al mare e quello di Giungano in collina, dove il progetto continua piantando altre viti e costruendo la nuova cantina, sempre nel rispetto dei dettami della sostenibilità ambientale. Pregevole il suo Kratos 2018, da uve fiano, di grande carattere, dalle note fruttate, minerali e salmastre, dal gusto secco e sapido. SAN SALVATORE tel. 08281990900 www.sansalvatore1988.it Paestum Fiano “Trentenare” 2018 Un abbinamento a dir poco da favola, quello tra la pizza contemporanea di Lievità di Milano firmata da Maurizio Mongillo e Rosa Migliore, con il Paestum Fiano di San Salvatore 1988, realizzato con la consulenza della Famiglia Cotarella. Ad accompagnare una pizza formidabile per gusto e digeribilità, un bicchiere di questo Fiano dal colore giallo paglierino brillante, dai profumi floreali di fiori di acacia, dalle note di pesca e anice, e soprattutto dalla suggestiva mineralità, con sentori di idrocarburi che, oltre che al naso, ritorna anche al palato,

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dove il sorso si distende fresco e sapido. ISCHIA (NA) CENATIEMPO VINI D’ISCHIA tel. 081981107 www.cenatiempovinidischia.it Ischia Biancolella “Kalimera” 2017 Non è la prima volta che assaggio un vino di Pasquale Cenatiempo e ogni volta penso: che gran valore ha il fatto che ci siano diversi produttori che investono su questo vitigno straordinario. Mi piace il colore giallo oro che ha riflessi brillanti, come quelli del mare. Al naso c’è un ché di balsamico invitante, con i fiori di arancio che evocano la nota citrina. In bocca mi ritrovo quel velluto dei migliori Biancolella, con una spada di acidità fresca che ti porta a una chiusura sapida e minerale. L’ho assaggiato da Attimi, il ristorante di Heinz Beck a Milano. E la bottiglia è finita in un baleno. MONTEFREDANE (AV) DRYAS www.cantinadryas.it Campania Fiano “Griseo” 2014 Dryas, dal greco “drus”, quercia. È il nome che Stefano e Rossella Loffredo, hanno deciso di dare alla loro cantina, a Montefredane, in provincia di Avellino, ispirati dalla presenza di una quercia secolare sul terreno dove, nel 2011, hanno realizzato il vigneto per la produzione del Fiano. Piccolissima realtà, che fa solo poche migliaia di bottiglie, produce il Griseo, da uve fiano in purezza, nostro Top Hundred nel 2018, dal colore giallo oro, luminoso, e profumi di fiori, con note mi-


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nerali e sorso ricco, fresco e sapido. E un brut metodo classico di classe, dal perlage di grande finezza, naso complesso, con sentori di salvia, frutta esotica, nespole e cedro candito, caratteristica nota iodata e di idrocarburi, sorso fresco e sapido. Una bella espressione del territorio. PIMONTE (NA) IOVINE tel. 0818792123 Pompeiano Frizzante 2017 Ai tavoli di Claudio Rugna de La Costa di Cinisello Balsamo (Mi), ecco vini mai scontati e di meditata selezione serviti al bicchiere, da una carta che contiene cantine celebri e non, con bottiglie che si rivelano le migliori, non per fama o prezzo, ma per il loro valore. Ecco il gioioso Pompeiano frizzante. Da uve caprettone, coda di volpe, falanghina, cacamosca, ha colore paglierino brillante, naso floreale e fini note agrumate, sorso fresco e sapido. Di Iovine una goduria anche il brioso Gragnano della nostra predilezione! SANTA PAOLINA (AV) BAMBINUTO tel. 0825964634 - 3496454046 www.cantinabambinuto.com Greco di Tufo “Picoli” 2017 Agli esordi nel 2004 con la prima vinificazione delle uve prodotte nelle vigne impiantate nel 1990, la Cantina Bambinuto è figlia dell’intraprendenza di Marilena Aufiero, primogenita di tre fratelli (Antonio e Michela gli altri due) che, riposta nel cassetto la laurea in giurisprudenza, con papà Raffaele e mamma Anna, ha dato vita a questa piccola azienda familiare. Le vigne sono nel comune di Santa Paolina, con il gre-

papillon 72 co di tufo che si coltiva in località Paoloni, a 400 metri s.l.m., e greco di tufo Picoli in località Picoli (1,5 ha), a 500 metri s.l.m., con esposizione a nord est, densità d’impianto di circa 3.300 ceppi/ha, mentre in contrada Toppole di Montemiletto si coltivano un ettaro a falanghina e un ettaro ad aglianico. Il vino della nostra predilezione, il Greco di Tufo “Picoli”, giallo oro, agrumato e con note solfuree al naso, dall’affilatissima acidità e dalla affascinante sapidità in bocca. TAURASI (AV) MIER VINI tel. 3401527737

Greco di Tufo “Ergo Sum” 2018 Giacomo Pastore, taurasino d’origine, è vignaiolo appassionato e di grande esperienza. La sua filosofia di lavoro non è riassumibile inquadrandola come tradizionale, ma nel rispetto di quello che da sempre si è fatto nella sua terra, tra viti e cantine, a partire dalla sua scelta di usare anche un legno oggi non consueto, vinificando anche in botti di castagno di Caposele. La sua impostazione, peraltro, si rifà al termine mier (da cui l’insegna), di derivazione dialettale di origine greca, e che, appunto, per quanto riguar-

da il vino, si riferisce a quello fatto come lo si faceva una volta. Il nostro Fuori di Top è il Greco di Tufo “Ergo Sum” 2018, giallo oro, naso minerale, sorso di somma eleganza. Ma da non perdere l’Aglianico “Scist”, dal colore rubino profondo, luminoso, naso elegantissimo e intenso con note di frutta rossa e spezie dolci, bella struttura e corpo con tannini e bella freschezza che invitano alla beva, sorso sapido e lunghissima persistenza. TEANO (CE) I CACCIAGALLI tel. 0823875216 www.icacciagalli.it

Roccamonfina Falanghina “Aorivola” 2017 Ero sicuro che al ristorante Epiro di Roma avrei trovato vini eccezionali. Questa Falanghina è prodotta con la biodinamica da Diana Iannaccone. Nel bicchiere ha un colore giallo arancio e al naso evoca proprio il frutto. In bocca poi è pieno, fresco, secco ed equilibrato, con una spiccata mineralità che sembra quasi tannico. La chiusura rotonda dà una sensazione di dolcezza felice, anche se la sua anima è secca. Che bel vino! Fuori di Top 2019


i vini della Campania

papillon 72 TERZIGNO (NA) TENUTA LE LUNE DEL VESUVIO tel. 0818282420 www.lelunedelvesuvio.it Lacryma Christi del Vesuvio Rosso “Cratere” 2016 Questo Cratere ha la forza del vulcano, per come propone con decisione la sua intensità aromatica. Rosso rubino profondo, ha naso intenso con note di frutta rossa, e in particolare di ciliegia, sentori di erbe aromatiche, tabacco, caratteristica speziatura, sorso caldo, con sapidità che svela la sua origine vulcanica, e che rende invitante la beva, equilibrio e lunga persistenza. Top Hundred 2019

i primi a credere nella longevità dei bianchi di questo territorio. Noi l’abbiamo verificato con una bottiglia vendemmia 2002 del loro Lacryma Christi del Vesuvio Bianco “Vigna del Vulcano”. Vivo e di eleganza straordinaria! L’annata più recente (2016), altrettanto straordinaria, rivela un bel colore giallo brillante, profumi di erbe aromatiche, camomilla e timo, note di idrocarburi, gusto armonico e vibrante, grazie a bella freschezza e una affascinante sapidità. Ottenuto da uve caprettone (autoctona, prima confusa con la coda di volpe) e falanghina (20%), viene vinificato a pochi minuti dalla vendemmia (vigne e cantina confinano) con pressatura delle uve per circa 6/8 ore e quindi passaggio del mosto fiore in acciaio a 14 °C per far partire la fermentazione che può durare anche 18/20 giorni. Rimane poi sulle fecce fini almeno 6 mesi e non viene mai imbottigliato prima dei due anni dalla vendemmia. Tra i rossi, emerge prepotente il Lacryma Christi del Vesuvio Rosso “Forgiato” 2014, ottenuto da uve piedirosso e aglianico. Un vino potente, carico anche nei colori, ma assai equilibrato al naso e al palato che evidenzia note speziate di cacao e liquirizia.

VILLA DORA tel. 0815295016 - 3479298655 www.cantinevilladora.it Lacryma Christi del Vesuvio Bianco “Vigna del Vulcano” 2016 Regime biologico e lavorazioni a basso impatto ambientale. E questo su 9 ettari vitati (70mila le bottiglie), su terreni che solo mezzo secolo fa furono coperti totalmente dalla lava vulcanica (siamo a 3 km da Pompei). Gli Ambrosio sono stati

TORRECUSO (BN) FATTORIA LA RIVOLTA tel. 0824872921 - 0810362454 www.fattorialarivolta.com

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Taburno Falanghina del Sannio 2018 La Rivolta sta alle pendici del massiccio del Taburno, che dà il nome alla sottozona omonima, e la singolarità dell’azienda condotta da Paolo Cotroneo sta nel fatto che i suoi vini sono espressione fedele della vitienologia indigena. Schietti e sinceri e senza fronzoli: qui si “beve” appieno il terroir, esaltandolo. Non sono un caso la scelta di puntare solo sui vitigni autoctoni e di seguire i dettami biologici. A coadiuvarlo, l’enologo Vincenzo Mercurio di cui abbiamo da sempre una grande stima. Ora, è difficile dire quale sia il vino top, perché tutti hanno avuto punteggi alti. Ma il Taburno Falanghina del Sannio 2018, nostro Top Hundred 2019, ci ha restituito il piacere di questo vitigno nella sua piena autenticità. Vinificato con criomacerazione e fermentazione in acciaio, per circa 6 mesi viene sottoposto a continui bâtonnage sulle fecce fini. Ha colore giallo pieno e brillante, al naso senti le caramelle di piccoli frutti e poi note di prugna bianca. In bocca è fragrante, fresco, ghiotto, con una chiusura sapida che rimarca eleganza. Le stesse uve, con aggiunta in parti uguali di fiano e greco (25%), danno vita al Beneventano Bianco “Sogno di Rivolta”, vinificato per 5 mesi in barrique


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i vini della Campania

dove si evince una speziatura fine. Piacevolissimo il Taburno del Sannio “Piedirosso” 2018 con piccoli frutti molto intensi; mentre l’aglianico del Taburno è protagonista della Riserva “Terra di Rivolta” 2013. Un rosso imponente, ricco di tannini, con un ampio bouquet aromatico dove avverti i frutti di bosco. Eccezionale sarà infine il Rosso “Simbiosi” bio 2016 (aglianico e piedirosso): vinoso, molto elegante e rotondo, carico di spezie e di pepe. È “Il” vino! FONTANAVECCHIA tel. 0824876275 www.fontanavecchia.info Taburno Falanghina “Facetus” 2010 Dopo l’assaggio dei vini di Libero Rillo, abbiamo pensato che non avevamo ancora conosciuto la Falanghina autentica. Siamo alle pendici del monte Taburno, dove dal 1990 c’è questa cantina, Fontanavecchia, dotata di 18 ettari a

papillon 72 vigneto da cui traggono 13 vini con uve aglianico e falanghina in prevalenza, oltre a piedirosso, fiano e greco. Ecco allora la Falanghina del Sannio 2017, che al naso ha la freschezza del big bubble ed esprime nerbo e un’acidità spiccata. Clamorose sono tuttavia le due altre tipologie, ottenute con rese più basse, maggior concentrazione e una certa attenzione a preservare la giusta acidità per vini destinati all’invecchiamento. Pensate che ora sono in commercio la Falanghina Taburno “Facetus” 2010 e la Falanghina Taburno “Libero” 2007. La prima ha colore oro antico, note minerali e di datteri e carruba. Un profumo molto intenso che ricorda pure l’avocado e i frutti esotici. È elegante, piena, fresca, con quel finale di frutta secca che chiude in sapidità. Grandissima! La Falanghina Taburno “Libero” 2007, anch’essa affinata in legno, sembra ancor più giovane: ha colore giallo limone maturo e note di miele molto intense. In bocca è velluto

puro, poi sul finale la senti secca, tannica, fresca con una nuance di mandorla. VITULAZIO (CE) NANNI COPÈ tel. 0823990529 www.nannicope.it Terre di Volturno “Sabbie di Sopra il Bosco” 2016 È una sfida vinta, quella di Giovanni Ascione, giornalista che ha seguito la sua passione per la vigna, diventando produttore nell’areale della denominazione Terre del Volturno, sulle colline di Caiazzo. Da uve pallagrello nero, aglianico, casavecchia è il suo Terre di Volturno Igt “Sabbie di Sopra il Bosco” 2016, dal colore rubino luminoso, brillante, dai profumi floreali di viola, dalle note fruttate di amarena e frutti di bosco e dalla elegante balsamicità, dalla struttura con trama fitta e tannini ben integrati, bella sapidità, finale lungo e armonico.

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Puglia

CORATO (BA) MASSERIA FARAONA tel. 800198417 Castel del Monte Rosso “Spaccapietre” 2016 A me piace la faraona e, ironia della sorte, una sera, mentre assaggiavo i vini della Masseria Faraona, mia moglie ne cucinava una in pentola di terracotta e m’ha rubato un bicchiere di questo rosso, prodotto con uve di Troia all’80% e cabernet sauvignon: lo Spaccapietre. C’è originalità nei vini di questa cantina, soprattutto in quel Sauvignon 2017 che aveva descrittori diversi dai soliti sauvignon: note più calde e di erbe officinali. Lo Chardonnay 2017 era buono anche se il legno si sentiva; fra i bianchi m’è piaciuto il Murgia Piuma Bianca (da uve fiano) dove ancora si sentivano le erbe officinali, ma anche l’arancia candita che quasi ti esplode in bocca come il cuore di una caramella. Al naso ha

un ché di fumé; in bocca è rotondo e racchiude una freschezza davvero invitante, terminando con note sapide. Il Castel del Monte Rosato “Piuma Rosa” (nero di Troia) è un rosato da manuale, sempre fresco come tutti i vini assaggiati finora. Infine il Rosso Spaccapietre 2016, Top Hundred 2019, che ho trovato intenso, potente, tannico e fresco, ma alla fine si connota per una sua particolare eleganza.

LEPORANO (TA) VARVAGLIONE VIGNE & VINI tel. 0995315370 www.varvaglione.com Primitivo di Manduria Papale Oro 2016 È iniziata nel 1921 l’avventura della cantina Varvaglione, che da quattro generazioni produce vini di qualità puntando su vitigni autoctoni. Il proprietario, Cosimo Varvaglione, è anche enologo della cantina, e con la sua visione ha modernizzato le tecniche vitivinicole puntando sulla tutela dell’ambiente, valore che si esprime anche in una linea di vini bio e nell’adozione di un particolare programma di riduzione degli scarti dell’etichettatura a cui si affiancherà anche la produzione di energia da fonti rinnovabili. Top, il Primitivo di Manduria Papale Oro 2016, dalle note fruttate e di confettura, dal sorso caldo e di grande carattere.


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LOCOROTONDO (BA) OLIMPIA tel. 3296676363 www.olimpiaagricola.it Locorotondo Bianco “Vigna in Talinajo” 2017 Mi piace il bianco immacolato del paese di Locorotondo dove il mio posto preferito è il Docks 101, un winebar divertente dove si assaggiano i vini della Valle d’Itria, insieme al capocollo di Martina Franca. E poi ho un ricordo lontano quando, militare a Taranto, in quell’osteria di pesce che chiamavano da Gesù Cristo, servivano il Locorotondo in Talinajo della cantina sociale. Giorni fa l’ho ritrovato, prodotto da Donato Pinto e Giovanna Albanese che da soli tre anni commercializzano i loro vini sorpresa. Nell’impresa anche i figli Teresa e Francesco, impegnati su circa 7 ettari, di cui 3 e mezzo a vigna. La base del Locorotondo è la verdeca (per il 60%), il bianco d’alessano (al 30%) e una piccola percentuale di altre uve come il fiano minutolo e il marchione (vite quasi scomparsa di cui Donato conserva 200 ceppi). Il suo Locorotondo “Vigna in Talinajo” 2017, nostro Top Hundred 2019, ha colore paglierino classico con riflessi verdi. Sono intense le note fruttate e citrine che poi compongono qualcosa che somiglia al mango. In bocca è rotondo, fresco, con un finale sapido e amarognolo. Lascia il palato pulito e fresco. Interessanti, anzi sorprendenti, sono poi il Minutolo “Vigneto Colucci” 2017 e il Verdeca “Foggia di Pantaleo” 2017 in purezza che segnano la scelta di investire sul monovitigno. Quest’ultimo ha note di macedonia ed è molto buono, mentre il Minutolo ricorda albicocca, pesca e miele. Sorsi di grande equilibrio e finezza. Ma che sorpre-

papillon 72 sa anche il Puglia Rosato “Donna Teresa”, dalle note speziate, e i due rossi: il Puglia “Padula di Lamie” 2017 (primitivo e negroamaro) complesso ed elegante e il Puglia “Cummerse” 2016 (da uve susumaniello).

menti, l’interessantissimo Spumante Metodo Classico Pas Dosé della Masseria nel Sole di Lucera, Top Hundred 2019. Da uve bombino e falangina, ha colore giallo oro, brillante, perlage fine e continuo, note floreali e di frutta esotica, e in particolare di ananas, mango e frutto della passione, nota iodata marina e sentore di idrocarburi, mentre al palato è fresco e con sorso sapido e dinamico, armonico e persistente. MANDURIA (TA) VESPA VIGNAIOLI PER PASSIONE tel. 0637514609 www.vespavignaioli.it

LUCERA (FG) MASSERIA NEL SOLE tel. 0881529621 www.masserianelsole.eu

Spumante Metodo Classico Pas Dosé Millesimato “Masseria nel Sole” 2012 Ci ha entusiasmato vedere una grande cucina, quella di Michele Cobuzzi di Olio a Milano, venir esaltata da abbinamenti non banali e del tutto fuori dagli schemi. Tra gli abbina-

Puglia Nero di Troia “Helena” 2015 Dei vini di Bruno Vespa devo dire che quello che mi aveva colpito nel 2014 e che confermo ancora oggi è il Noitre, il suo brut da negroamaro in purezza che sta 36 mesi sui lieviti. È un Rosé molto fine, cremoso, fresco, con un nerbo di acidità esemplare. Non ho invece provato emozioni per il Salento Fiano “Il Bianco dei Vespa” 2018, mentre i rossi hanno ricominciato a farmi racconti di gusto e di territorio. Il Flarò 2018 (negroamaro e aleatico) è molto fresco e speziato; il Primitivo “Il Bruno dei Vespa” 2018 è sapido fin dal naso (il Salento!) ed è come allora: una nota quasi dolce che deriva dalla sua corpulenza con sentori di carruba e prugna macerata. Il Rosso dei Vespa 2017 lo ha fatto l’enologo? La speziatura è elegante, ma il legno si sente. Di altra struttura è il Primitivo di Manduria “Raccontami” 2016, da 45 quintali a ettaro di vigne di 40 anni allevate ad alberello. Anche qui senti il legno, ma la stoffa del Primitivo impera e mostra quella finezza che gli è congenita. Sorpresa per il Puglia


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papillon 72 Nero di Troia “Helena” 2015, che non conoscevo: note di cioccolato e caffè, esuberante, rotondo. Il miglior assaggio di questa tornata.

di buona struttura, ma dalla beva agile, con trama tannica elegante, e finale bilanciato e lunghissimo. TRANI VILLA SCHINOSA tel. 0883580612 www.villaschinosa.it

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tralasciare i vitigni internazionali. Grande il Moscato di Trani 2014, quest’anno tra i nostri Top Hundred, per il suo colore dorato di grande brillantezza, i sentori agrumati cui seguono note salmastre e finale ammandorlato, per il sorso pieno e morbido, sostenuto da buona freschezza e finale dolce ma per nulla stucchevole. TREPUZZI (LE) PODERI LA FENICE tel. 3388850663 www.poderilafenice.it

SAN MARZANO DI SAN GIUSEPPE (TA) SANTORO tel. 3283466845 www.vinigiuseppesantoro.it Salento Primitivo “Cuore Rosso” 2017 Grazie a quell’instancabile wine scout che è Fulvio Tonello, l’assaggio del Primitivo “Cuore Rosso” 2017 di Santoro di San Marzano di San Giuseppe. Figlio di poco più di tre ettari di vigneti (di oltre 40 anni), curati amorevolmente, nel bicchiere ha profumi emozionanti di rosa, viola, rabarbaro, note di macchia mediterranea ed erbe aromatiche, sentori di mirtillo e prugna, quindi fine speziatura, con sorso ben calibrato,

Moscato di Trani 2014 Alle porte di Trani, Villa Schinosa, una lunghissima tradizione nel mondo del vino alle spalle, documentata da una cantina scavata in parte nella pietra di Trani, che risale al 1884. Struttura affascinante circondata da 200 ettari, potendo contare su uno stabilimento vinicolo e su attrezzature enologiche tecnologicamente avanzate, vinifica esclusivamente le uve provenienti dai propri vigneti, investendo principalmente sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni, senza tuttavia

Salento Malvasia Nera “La Fenice” 2015 Sono giovani i titolari di questa azienda che, sin dagli esordi, si son riproposti di valorizzare la tradizione della produzione di vini del Salento, provando a proiettarla nel futuro, introducendo le più recenti innovazioni tecnologiche, e cercando di essere innovativi e di sperimentare. Ora possiedono 10 ettari di vigneto con in produzione negramaro, primitivo, malvasia nera, malvasia bianca e fiano. È la malvasia nera in purezza il vino che più ci è piaciuto di questa cantina salentina. Il Salento Rosso “Arhas” 2016 aveva note di caffè e un bell’equilibrio speziato in bocca, mentre questa Malvasia “La Fenice” era più fine al naso e anche in bocca con la sua trama fitta e lunga, pregnante e persistente con un tannino vellutato.


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i vini della Basilicata

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Basilicata

BARILE (PZ) BASILISCO tel. 0972771033 www.basiliscovini.it Aglianico del Vulture “Teodosio” 2016 Tra le cantine che in questi anni hanno avuto una crescita costante, Basilisco, produttore che fa le cose con passione e bravura. Qui gli ettari vitati sono venticinque, esposti a sud-sud est, digradanti da 500 a 400 metri s.l.m., interamente ubicati nel territorio di Barile, alle pendici del Monte Vulture, nel nord della Basilicata. La natura vulcanica del terreno, ricca di humus e sostanze minerali e il particolare microclima con forti escursioni termiche, rendono questa terra molto vocata per la viticoltura. La produzione si attesta su poche decine di migliaia di bottiglie, e gli appassionati non se le fanno mai sfuggire. Di razza è l’Aglianico “Teodosio” 2016, rubino fitto, violaceo, al naso ha profumi

complessi di frutti di bosco, prugna, mora e ciliegia, note balsamiche, sorso elegante e persistente.

QUARTA GENERAZIONE DI GIOVANNA PATERNOSTER tel. 3342039805 www.quartagenerazione.com Aglianico del Vulture 2015 La storia di Giovanna Paternoster è quella di una ragazza che, dopo

studi di comunicazione ed esperienze lavorative lontane da casa, ha voluto ritornare alla terra con un progetto rinnovato. Partendo da tre ettari coltivati in regime biologico, ha puntato su un vitigno autoctono simbolo del suo territorio, l’aglianico del vulture, che abbiamo apprezzato con l’annata 2015. La novità è dunque il bianco della cantina (da uve fiano) che ha note caratteristiche di iris e foglie verdi. È piacevole in bocca, vellutato e di impatto deciso. Il Brut “+Uno” paga ancora d’essere al suo debutto. È piacevole, anche nella sua chiusura sapida, ma stenta ancora a mostrare il suo quid. Ma non temete, perché Giovanna Paternoster è una tipa tosta, e presto conosceremo altre sue sorprese. MATERA IACOVAZZO tel. 3286696466 - 3683007619 www.tenuteiacovazzo.it


i vini della Basilicata

papillon 72 Basilicata Moscato Bianco “Ityos” 2018 Il greco in Basilicata e soprattutto nel Materano ha una storia antica. E per la seconda volta mi sono imbattuto in un campione di fine eleganza. Ha colore paglierino scarico, al naso senti albicocche fresche, in bocca è ghiotto, fine e va giù come l’olio. Ma che sorpresa anche il Moscato Bianco “Ityos”, molto elegante, con un’aromaticità che quasi si vuole nascondere come una bella donna. Piacevolissimo il suo velluto, forse è il miglior Moscato secco del Sud Italia che abbia mai assaggiato. Bravi Giuseppe e Carlo: con questo vino siete stati inclusi tra i Fuori di Top 2019!

MELFI (PZ) MASSERIE DELL’IMPERATORE AZ. AGR. PETITO PIETRO tel. 3463943331 www.masseriedellimperatore.it

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co clone di malvasia istriana, che si impone con quella nota di cedro candito; in bocca è secco, pieno con la chiusura amarognola che fa da contrasto alla natura aromatica del vitigno. RIONERO IN VULTURE (PZ) TENUTA I GELSI AZ. AGR. OFANTO tel. 0972080289 www.tenutaigelsi.com Aglianico del Vulture 2016 Questa cantina ha conquistato non solo il nostro premio Top Hundred 2019, ma soprattutto il pubblico, a Golosaria, dove allo stand c’era sempre la fila di chi, scoprendola, se ne innamorava. Fondata 50 anni fa da Donato Petito ed Emanuela Cicchiello, quest’azienda, alle pendici del Monte Vulture, oggi si estende su 100 ettari con coltivazioni di cereali, ulivo e vigneti, e vede al comando il nipote Davide Petito. Da vigne di quasi mezzo secolo, l’Aglianico 2016, che abbiamo premiato quest’anno: rubino intenso, dai profumi di amarena, frutti di bosco, pepe nero e vaniglia, dal sorso caldo, equilibrato e persistente. Un vino fine e opulento nel medesimo tempo, che riporta in alto il valore di questa Doc. Curioso è poi il Basilicata Bianco di casa Petito, prodotto con un anti-

Basilicata Rosso “L’Inatteso” 2017 È il vino dal migliore rapporto qualità/prezzo assaggiato in queste settimane questo Inatteso, davvero inatteso per la sua eleganza. Da uve aglianico ha colore rubino con riflessi granata, note di amarena, prugna, tabacco e spezie, e in particolare di pepe e cannella al naso, sorso caldo con tannini succosi e bella freschezza. Top Hundred 2019


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i vini della Calabria

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Calabria

ALTOMONTE (CS) L’ANTICO FIENILE BELMONTE tel. 3664634751 www.lanticofienile.com Calabria Greco Bianco 2018 Della rinascita del vino calabrese è esempio l’azienda Belmonte. Tre i vini che ci hanno conquistato. Un Greco Bianco, un Aglianico Rosé e un Magliocco. L’Aglianico Rosé ha note di rosa caramellata e mantiene sempre la medesima rotondità. Il Magliocco 2018 esce con note di piccoli frutti rossi mentre in bocca è caldo, pur senza perdere finezza, con la liquirizia nera che marca la speziatura di un vino di carattere, tannico, galoppante, davvero interessante. Il vino che ci è piaciuto di più, però, è stato il Greco dal colore giallo paglierino con note di agrumi pieni e intensi, anzi molto intensi. In bocca il sorso è di grande impatto: rotondo, sapido, con elegante nota aromatica sul finale.

TERRE DI BALBIA tel. 098435359 www.terredibalbia.it Calabria Magliocco “Fervore” 2015 Questa cantina è nata con la volontà di ridare vita a una tradizione secolare, visto che dei vini di questa terra parlava già Plinio il Vecchio, incantato da un “nettare” chiamato “balenino”. Per questo motivo la proprietà qui punta a far parlare il territorio, credendo nei vitigni autoctoni calabresi, ma anche aprendo ai vitigni internazionali. Elegante il Ligrezza, da uve gaglioppo, nobile il Blandus, da uve merlot in purezza. Affascinante il Calabria Igp Magliocco “Fervore” 2015 . Da uve magliocco dolce in purezza, ha colore rubino fitto, naso con profumi di grande intensità di frutti di bosco, carruba e liquirizia, sorso piacevolmente fresco e sapido, di buon corpo e finale con retrogusto di frutta rossa.

BISIGNANO (CS) CHIMENTO tel. 09841800565 - 3358258627 www.cantinechimento.it Calabria Bianco “Matilde” 2018 La Calabria del vino ci sta dando delle soddisfazioni incredibili. Come i vini dell’azienda Chimento, dove questo Bianco da uve greco e chardonnay ha rappresentato qualcosa di esplosivo. Già dal colore giallo oro intenso e brillante. Al naso c’è una nettezza di frutto della passione pazzesca; in bocca lo avverti pieno, ampio, con una trama filigranosa che chiude con una felice sapidità. Un vino clamoroso, inaspettato (cinque asterischi pieni) che ci ha fatto alzare il telefono per complimentarci con il titolare Vincenzo Chimento. Ma anche gli altri vini ci hanno sorpreso: il Calabria Rosso “25 Marzo” 2016 (magliocco dolce), con note vinose che ricordano la prima fermentazione ancora viva


i vini della Calabria

papillon 72 (5*). Notevole la struttura equilibrata ed elegante che termina con una nuance di liquirizia; il Calabria Rosso “Vescovado” 2017 (magliocco e merlot) è altrettanto incisivo con note di more, ma è quello che ci ha meno convinto; buonissimo il Gallice Rosato 2018. Terzo vino da cinque asterischi è stato il Rosso di Calabria “Luigi Quattordici” 2014 (magliocco dolce) con note olfattive di ribes; in bocca rotondo con una tannicità fine che ne fa un rosso perfetto. Sorprende anche il Calabria Rosso “Vitulia” 2015 (sempre magliocco dolce) con finale amarognolo. Cha grande cantina! SERRACAVALLO tel. 098421144 www.viniserracavallo.com Terre di Cosenza “Quattro Lustri” 2018 È punto di riferimento per tutta la provincia di Cosenza, questa cantina, gestita con competenza da Demetrio Stancati, che nel 1995 ha avviato un’opera di rinnovamento dei vigneti realizzando un’attenta selezione clonale dei vitigni autoctoni, presenti in azienda da sempre, come il magliocco dolce (bacca rossa) e il pecorello (bacca bianca), accostandoli a vitigni internazionali. Alla valorizzazione degli autoctoni si somma una profonda attenzione alla sostenibilità ambientale, declinata in pratiche strettamente necessarie e il meno possibile invasive. L’azienda si estende per 55 ettari di cui 30 di vigneto e 10 di uliveto. L’impianto dei vigneti è di 3.300 piante per ettaro allevate a cordone speronato o a guyot. L’altitudine (600 metri s.l.m.), la forte escursione termica giorno-notte, la natura di sabbione granitico del terreno e l’esposizione a sud/sud-ovest delle vigne, garantiscono un prodotto

di qualità. Come è il caso del vino Terre di Cosenza “Quattro Lustri”. Si tratta di un magliocco in purezza di pronta beva, nato per celebrare nel nome i primi 20 anni dell’azienda e i quattro cloni di magliocco esistenti in azienda: di colore rosso tendente al viola, ha naso fruttato intenso con una marcata speziatura che si ritrova all’assaggio insieme a un tannino ancora vivo e una moderata acidità.

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gno di nota è poi il raro Montonico Bianco 2018, Top Hundred 2019, che ti coglie con note di melone e mandarino: fresco e speziato, secco e armonico è un vino di persistenza lunga che ti fa innamorare. Il rosato da uve aglianico prende il nome di Terre di Cosenza “Oltre Tempo” ed esalta i piccoli frutti, mentre il glorioso Magliocco 2016 vendemmiato a ottobre e vinificato come gli altri esclusivamente in acciaio, ha note erbacee profonde al naso e poi tannini fini e un corpo elegante.

CASTROVILLARI (CS) TENUTA CELIMARRO tel. 09811926111 www.celimarro.it Terre di Cosenza Montonico Bianco 2018 C’è un genere che mi mancava: il magliocco del Pollino. Cercatelo alla Tenuta Celimarro, lungo il corso del fiume Coscile, nel territorio di Castrovillari. In questa fascia pianeggiante domina un antico complesso rurale con una masseria settecentesca, recuperata da un giovane enologo, Valerio Cipolla, oggi trentaduenne. Insieme col fratello Stefano, responsabile agronomico dell’azienda, hanno optato fin dagli esordi per il regime biologico lungo i 20 ettari vitati oggi di proprietà (30mila le bottiglie). Ed è una goduria il Terre di Cosenza Greco Bianco 2018. Il suo aroma ricorda il mango, che emerge da un giallo ambrato. In bocca ha un’acidità profonda e incisiva che viaggia su un corpo presente e suadente. È piacevolmente fine e la sua chiusura sapida ricorda i mari della Calabria. De-

CIRÒ MARINA (KR) LIBRANDI tel. 096231518 www.librandi.it Gravello 2011 Ovunque nel mondo tu dica “vino calabrese d’eccellenza”, il pensiero va a Librandi, famiglia italiana che è sinonimo e simbolo della terra di cui è figlia, la Calabria. Sono del 1953 gli esordi, con l’imbottigliamento di Gaglioppo e Greco Bianco. Negli anni Ottanta, la fama, con l’uscita di vini come il Duca Sanfelice Cirò Rosso Riserva, Critone, Terre Lontane e Gravello. L’affermazione, una decina d’anni dopo, con l’arrivo alla guida della parte enologica del grande enologo Donato Lanati. Le Tenute di proprietà oggi contano


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i vini della Calabria

circa 350 ettari, dei quali 232 vitati, 80 a uliveto e i restanti boschivi, con Nicodemo che le guida sempre con il suo carisma, ora affiancato da Raffaele, Paolo, Francesco e Teresa. Nei mesi scorsi, sono stati festeggiati i 30 anni del Gravello, con un’emozionante verticale affascinante. Su tutti il Gravello 2011, rubino luminoso, dai profumi di prugna, ribes, liquirizia, legno di cedro, e origano, dal sorso di grande carattere, con tannini e freschezza in equilibrio, buona sapidità, persistenza infinita. COSENZA CAPUTO MARCO CANTINE ELISIUM tel. 3283169865 - 3281143418 www.cantineelisium.it

Terre di Cosenza Donnici Magliocco “Capumasca” 2016 Dalla zona Terre di Cosenza sottozona Donnici abbiamo imparato ad apprezzare, grazie alle preziose segnalazioni del grande Gennaro Convertini, presidente dell’Enoteca Regionale, una serie di vini come il Serra Torzano di Cantine Elisium. Da uve magliocco, ha colore rubino profondo, naso intenso con note di prugna, ciliegia e spezie, sentori di liquirizia, sorso caldo e armonico,

papillon 72 con piacevole nota minerale e sapida. Se però assaggiate il Donnici Magliocco “Capumasca” 2016 capirete perché, grazie alla sua persistenza assai prolungata, è stato prescelto fra i Top Hundred 2019. ROCCA BRETTIA KAIROS45 SOC. AGR. tel. 3476722630 www.roccabrettia.com Terre di Cosenza Aglianico 2015 Terminata la fatica dei Top Hundred 2019 è subito iniziato il lavoro con le degustazioni per la pubblicazione annuale che avete fra le mani. Ed ecco la sorpresa di questa cantina di Donnici che ci ha conquistato con un Aglianico caratteristico, molto elegante, con una trama finissima di tannini. Ma già al naso è avvincente con quei frutti rossi rotondi e speziati che poi avvertirete in bocca, tal quali. Dei due Calabria Bianco (pinot e greco bianco), il 2017 aveva una freschezza lunghissima e un corpo pieno ed equilibrato. Il 2018 lo ricorderemo per quella nota di bergamotto, l’acidità profonda e infine la sapidità. Grandi vini! MALVITO (CS) TENUTE PACELLI tel. 09841634348 www.tenutepacelli.it Temeso 2012 Laura e Carla Pacelli sono giornaliste a Milano. Però, dopo aver ereditato un antico casino di caccia a nord di Cosenza dove c’erano anche dei filari di barbera e sangiovese, decidono di investire nei vigneti, impiantando anche riesling, chardonnay, cabernet e gli autoctoni magliocco e calabrese. Dalla coltivazione biologica di uve

riesling in purezza nascono così lo Spumante Metodo Classico “Zoe” di colore giallo limone, con profumi balsamici e dalla struttura importante, pur nella sua freschezza. Interessante anche il rosso Pauciuri, il Terra Rossa dalle marcate note speziate e il Temeso 2012, un blend ricco e avvolgente di uve magliocco e calabrese. Da uve trebbiano toscano e vermentino passite in pianta fino a novembre ottengono l’Eos, dolce, morbido, dalle spiccate note fruttate e candite. Vini che anche all’assaggio di quest’anno ci hanno dato le emozioni della prima volta, appena tre anni fa, quando salirono agli onori dei nostri Top Hundred. MANGONE (CS) CANTINE SPADAFORA 1915 tel. 0984969080 www.cantinespadafora.it Calabria “Magarìa” Una delle cose più belle di Vinitaly è che non c’è anno che a operatori e comunicatori non regali novità, sorprese. Quest’anno ci ha emozionato un vino bianco, il Calabria “Magarìa” prodotto da uve nere magliocco, vitigno di stoffa nobile. Dal colore aureo con bagliori purpurei, al naso ha profumi elegantissimi di frutta rossa, note floreali, mentre al gusto ha carattere, tipica nota piacevolmente amarognola, lunga persistenza. MELISSA (KR) MENAT tel. 3406865385 Calabria Rosato “Ji Jian” 2018 Menat è figlia di un’idea di Nicola e Michele (classe 1986 e compagni di liceo) che si è concretizzata


i vini della Calabria

papillon 72 nel 2018, anno in cui Michele (per parte di padre originario della comunità arbereshe di San Nicola dell’Alto, menat vuole dire “domani”), ha scelto di ristrutturare la cantina dove suo nonno e suo padre avevano sempre fatto vino. A lui e a Nicola (già promotore e importatore di vini georgiani e appassionato di vinificazioni in anfora) si è unito subito agli esordi Gianni (classe 1983), vignaiolo di Melissa, e i tre, col sostegno dei protagonisti della Cirò Revolution (Francesco de Franco, Cataldo Calabretta e Sergio Arcuri su tutti), si sono cimentati in un progetto che li ha portati a speri-

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mentare con soddisfazione le tecniche georgiane di vinificazione per i vitigni autoctoni greco e gaglioppo. Tra i nostri Fuori di Top quest’anno il Calabria Rosato “Ji Jian” 2018, dal colore rosa con riflessi aranciati, naso intenso con note di rosa e ciliegie, sorso di suggestiva ampiezza e sapidità.

gusto è sapido, caldo, piacevolmente tannico, con retrogusto speziato e lunghissima persistenza. Uno dei migliori vini italiani!

MONTALTO UFFUGO (CS) TENUTA TERRE NOBILI tel. 0984934005 - 3205777542 www.tenutaterrenobili.it

Costa Viola Rosso “Armacia” 2017 Eccoci di fronte a un rosso che porta il nome di Armacia, tipico muro a secco in pietra che costituisce i terrazzamenti della Costa Viola dove da secoli viene praticata la “viticoltura eroica” in forte pendenza. Da vitigni autoctoni prunesta, malvasia nera, nerello e gaglioppo, coltivati con una resa massima di 60q/ha, è uno dei Vini Estremi italiani certificati dal CERVIM. Nel bicchiere ha colore rosso rubino con riflessi violacei, profumi vinosi e fruttati di ciliegia, ribes, fragoline di bosco, sentori caratteristici di salsedine ed erbe aromatiche, sorso equilibrato, piacevolmente sapido, finale di buona lunghezza.

Cariglio 2018 A Lidia Matera, patronne della Tenuta Terre Nobili di Montalto Uffugo (Cs), siamo affezionati, e a lei ci legano amicizia e stima sin da quando, per primi, ai suoi esordi, avevamo detto «Sarà famosa», cosa poi verificatasi. Degli ultimi assaggi dei suoi vini, entusiasmante quello del Cariglio. Da uve magliocco dolce e magliocco canino, ha colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, profumo intenso di mora e ciliegie mature, sentori di bacche di ginepro e macchia mediterranea, mentre al

REGGIO CALABRIA CASA VINICOLA CRISERÀ tel. 0965302683 www.vinicrisera.it


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i vini della Sicilia

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Sicilia

ALCAMO (TP) CONTE DI ROCCA SICULA tel. 09241837230 www.contediroccasicula.it Sicilia Nero d’Avola 2017 Ed ecco una nuova realtà che si affaccia nel mondo del vino partendo da una location gloriosa, Alcamo, che ora ha tutte le intenzioni di esprimersi. Quest’azienda, voluta dall’imprenditore Nicola Messina, ha debuttato a Golosaria Milano. Ed è stato immediato l’assaggio del Sicilia Grillo 2018. Un bel giallo limone che al naso ti mostra il cedro, mentre in bocca è rotondo, pieno, sapido e capace di note floreali anche nel retrogusto. Particolare il Catarratto 2018, caratteristico con quelle note di spezie e ginestra e la sua chiusura secca. Da manuale il Sicilia Nero d’Avola 2017 che ha la perfezione al naso del suo lampone e qualche accenno di grafite. È equilibrato e piacevole. Ma un merito lo diamo anche al Merlo 2017 Igt Terre Siciliane, che

è piacione con un naso più minerale. Al naso senti la prugna ma anche i piccoli frutti (la fragolina di bosco e il lampone del nero d’Avola). Una cantina da guardare con attenzione, nel suo evolversi. CALATAFIMI SEGESTA (TP) PODERE MESSINA tel. 3395855152 www.poderemessina.com Sicilia Nero d’Avola “Maestro Vito” 2017 È questo l’assaggio di una cantina siciliana che merita un plauso per la coerenza estrema dei suoi vini. Si sente la tipicità del catarratto lucido ed è una sorpresa il Nero d’Avola. Si chiama “Donna Ida” il Terre Siciliane Catarratto che ha colore paglierino intenso e una nota al naso di frutti esotici. In bocca è piacevole l’ingresso morbido che poi diventa secco, minerale e sapido. Ci è piaciuto molto anche se la differenza con il

Sicilia Catarratto 2017 è notevole: giallo oro al naso, senti la pienezza del mango e poi un’espressione diversa di acidità che quasi copre la sapidità. Sorso profondo, più adatto ai crostacei. Sorpresa infine per il Nero d’Avola 2017 che ha subito le note di mirtillo intense ma anche una speziatura sulfurea. In bocca senti la rotondità e una trama ben presente di tannini fini. Sembra di assaggiare il grano, con quelle note di campo appena tagliato, mentre il mirtillo ti ritorna in bocca. Che dire? Una cantina che fa vini coerenti, dal naso al palato. Esemplare. CAMPOREALE (PA) NOTO tel. 092436188 - 3336559575 www.aziendagricolanoto.it Sicilia Syrah “Scialai” 2016 È proprio un syrah siciliano, il vino siciliano che non t’aspetti. È il Top


i vini della Sicilia

papillon 72 Hundred Scialai prodotto dalla cantina Francesco Noto di Camporeale, piccola realtà in provincia di Palermo che, dopo avere collaborato per anni con grandi cantine, dal 1995 ha iniziato a produrre vini in proprio, operando secondo i dettami del biologico. Sul mercato dopo 4 mesi di affinamento in acciaio e sei mesi in tonneau, Scialai nel bicchiere ha colore rubino con riflessi violacei, profumi di prorompente intensità di more e mirtilli, nota caratteristica di pepe e spezie, sentori di tostato, mentre al palato ha gusto armonico con sorso che svela tannini setosi e ben integrati, buona freschezza che sostiene in modo impeccabile la beva.

PORTA DEL VENTO tel. 0916116531 - 3356692875 www.portadelvento.it Terre Siciliane Perricone 2015 Ai tavoli de La Pesa Trattoria 1902 di Milano, con l’ottimo team cui Paolini e Senna hanno affidato fornelli e sala, ossia Isabella Cera e Delwar Ahmed Mido, tra le etichette della loro cantina, il grande Terre Siciliane Igp Perricone 2015 che scoprimmo far i primi già diversi anni fa. Dal colore rubino intenso, al naso ha sentori di sottobosco e profumi fruttati

di ciliegia, mirtillo e mora, nota balsamica e di macchia mediterranea, mentre al palato ha acidità e tannicità che si alternano in un assaggio molto dinamico. CASTIGLIONE DI SICILIA (CT) COTTANERA tel. 0942963601 www.cottanera.it Etna Rosso “Diciassettesalme” 2017 Ai tavoli del Ristorante Milano37 di Gorgonzola, con i piatti del giovane Carlo Andrea Pantaleo, uno degli emergenti più in gamba del territorio, tra i vini che hanno accompagnato i nostri assaggi, l’Etna Rosso Doc “Diciassettesalme” 2017 di Cottanera. Dal colore rubino, ha profumi di frutta rossa, note di ribes e di mora, sentori di erbe aromatiche, macchia mediterranea e spezie, mentre al palato è ben equilibrato, nonostante la struttura di una certa freschezza. Sin dai loro esordi i vini della Cantina Cottanera hanno vissuto un continuo crescendo, e in particolare negli ultimi anni, grazie anche alla conduzione enologica del grande Lorenzo Landi. Di bella personalità è anche l’Etna Rosso “Barbazzale”, da uve nerello mascalese e minima parte di nerello cappuccio, con naso invitante di rosa, lamponi, fragoline di bosco, e delicata speziatura con ricordi di cannella e pepe. FEDERICO GRAZIANI tel. 3290223270 www.profumodivulcano.it Etna Rosso 2016 Un vino dell’Etna che abbiamo apprezzato è l’Etna Rosso di Federico Graziani, dal colore rubino, profumi di frutta rossa, caratteristiche note

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di lava, fine speziatura con sentori di pepe, mentre al palato è caldo e armonico, con finale lungo e persistente. PALMENTO COSTANZO tel. 3357868616 www.palmentocostanzo.com Etna Rosso “Contrada Santo Spirito” 2015 È stato edificante essere membro della giuria del 23° Vinitaly Design International Packaging Competition. Con la presidenza di Cristiano Seganfreddo, abbiamo vagliato 255 bottiglie di vino divise in 13 categorie. E il premio assoluto Etichetta dell’anno 2019 è andato a questa cantina che ha proposto “Un legame non convenzionale e retorico” con l’Etna. Ma com’è questo vino? Ha colore rubino trasparente; al naso note molto fini di piccoli frutti, in particolare di more. Al naso è molto intenso e persistente e il bouquet manifesta anche frutta sottospirito accanto a marcatori speziati. In bocca è minerale, ancora con tannini crudi e un’acidità sempre presente. Un vino che già piace, ma che darà il meglio di sé con almeno altri due anni di affinamento in bottiglia. Dunque ha vinto un grande vino italiano dove la corrispondenza non è solo fra naso e palato, ma anche fra packaging e bevuta. Complimenti davvero. SICILIANO tel. 3498188484 www.vinisiciliano.it Terre Siciliane Pinot Nero “Rossoeuphoria” 2018 Tutto iniziò con un’eruzione. È il marzo 1981 quando l’Etna copre il castagneto di famiglia. Così Rocco


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i vini della Sicilia

e Marisa Siciliano decidono di spostarsi in un’altra zona, rilevando un terreno che ospitava un vigneto ad alberello di circa 90 anni di vita. Si presentò l’occasione di destinare il vigneto a un campo sperimentale che l’Istituto Regionale Vite e Vino proponeva sull’Etna. Inizia la ristrutturazione del vigneto, con la sostituzione della coltivazione ad alberello con quella a filari, mentre al nerello mascalese sono affiancati anche vitigni non autoctoni, fra cui il pinot nero. Dopo una serie di microvinificazioni i risultati non si fecero attendere e lo stesso vino fu paragonato dal celebre enologo Tachis a quello della Borgogna. Poi si sono affiancati anche cabernet franc e sauvignon, e il classico nerello mascalese, mentre dal 2015 si è passati alla produzione di vini senza solfiti aggiunti. Il Pinot Nero “Rossoeuphoria” resta però l’alfiere della qualità di questi terreni. Lo abbiamo assaggiato nell’annata 2018, trovandolo eccellente al punto da includerlo tra i Top Hundred 2019: un vino elegante, complesso, con i profumi di viola e ciliegia che nel tempo evolvono marcando la speziatura. In bocca una grande freschezza accompagnata da una struttura notevole, segno che la bottiglia può ancora vivere a lungo in cantina.

papillon 72 TENUTE BOSCO tel. 3494543911 www.tenutebosco.com Etna Rosso “Piano Dei Daini” 2016 Nelle due contrade di Piano dei Daini a Solicchiata e Santo Spirito a Passopisciaro, nel paesaggio arcaico dell’Etna, a 700 metri s.l.m., Tenute Bosco si estendono per una superficie vitata complessiva di circa 10 ha. Di questi, circa 4 ha sono vigne coltivate ad alberello, franche di piede e piantate in epoca pre-fillossera, da oltre 120 anni. La moderna struttura della cantina di vinificazione è concepita affinché il processo di carico dei tini di forma troncoconica avvenga solo per gravità. Il processo di follatura avviene meccanicamente in modo uniforme, tale da ottenere l’estrazione delle sostanze più nobili dalle bucce. Al termine del processo di fermentazione i vini vengono trasferiti in botti di rovere. Tra i vini, affascinante il Piano Dei Daini Etna Rosso da uve nerello mascalese e nerello cappuccio dal colore rubino, profumi di frutta rossa, macchia mediterranea, lava e gusto equilibrato, minerale, dal retrogusto di piccoli frutti. VALENTI tel. 0942983016 www.cantinevalenti.it Etna Rosso “Norma” 2014 “Il tuo rogo, o Norma, è il mio”. Questo l’incipit che svetta in etichetta per un vino che ci ha colpito, facendoci riflettere su quella che sta diventando una moda. Si producono vini sull’Etna, sempre di più e tanti, ma non tutti riescono a trarre l’essenza di questa terra infuocata, che è poi la finezza estrema. C’è chi fa il vino piacione che, chissà per-

ché, deve essere simile a tanti altri (e non solo dell’Etna) e chi cerca di domare le speziature e le mineralità di questa terra, traendone eleganza tutt’altro che piaciona. Però questo rosso Norma, Fuori di Top 2019, piace eccome: ha colore rubino di una certa brillantezza, al naso lo senti già nella sua croccantezza con note minerali e speziate ben calibrate come se fosse avvolto di un piccolo frutto. In bocca ti avvince la setosità prolungata, di primo impatto, e poi quella freschezza concentrata, ben amalgamata con la sua tannicità. Un capolavoro di Giovanni Valenti.

MARSALA (TP) BARRACO tel. 3897955357 - 3292073935 www.vinibarraco.it Sicilia Grillo 2018 Ecco un vino da conoscere. È il Grillo di Barraco di Marsala, vino contadino dal colore dell’oro, dai profumi di ginestra, grano maturo e agrumi, dal sorso sapido e bilanciato, invitante per la sua freschezza, di lunghissima persistenza. DONNAFUGATA tel. 0923724200 www.donnafugata.it


i vini della Sicilia

papillon 72 Passito di Pantelleria “Ben Ryè” 2017 È una cantina che ha scritto e scrive la storia del vino italiano. È un’eccellenza e una nostra “cantina memorabile”. È un’azienda che ha creduto fortemente nella sostenibilità. Donnafugata in vigna non usa diserbanti e concimi chimici, riduce al minimo l’utilizzo di fitofarmaci grazie a tecniche di lotta integrata, come il monitoraggio dei parametri climatici (precipitazioni, temperatura, umidità, etc.) e il controllo degli insetti (tignola) presenti, attraverso l’utilizzo di trappole a feromoni. Sostenibilità ed eccellenza delle uve si perseguono inoltre con il ricorso al sovescio, la concimazione organica, l’irrigazione di soccorso e i diradamenti, razionalizzando l’impiego di risorse naturali quali il suolo, l’acqua, l’aria e l’energia. Poi la vendemmia notturna e l’alimentazione da impianti fotovoltaici hanno permesso di razionalizzare il consumo di energia, mentre l’adozione di bottiglie più sottili ha permesso di migliorare la carboon footprint. La sua bandiera è il Ben Ryè 2017 dai profumi di albicocca e scorza d’arancia candita, dal gusto dolce ma non stucchevole, finale lunghissimo. SICILIAN EXCELLENCE tel. 3284206023 www.sicilianexcellence.it Marsala Vergine Riserva Soleras Sicilian Excellence è una start up nata a novembre dello scorso anno con l’obiettivo di valorizzare alcuni prodotti attentamente selezionati sul territorio siciliano. L’inizio di questo percorso è stato a Marsala per dare più forza a questa secolare storia di produzione e invecchiamento dei vini che ha pochi eguali nel mondo. Attualmente sono tre i

Marsala a catalogo, due invecchiati cinque anni e uno, il Marsala Vergine Soleras Riserva, invecchiato 15 anni. Ad assaggiare questo vino, che era presente a Golosaria Milano dove ha debuttato, si capisce immediatamente che la selezione è più che accurata: ci troviamo di fronte a un grande Marsala, al naso complesso con profumi che spaziano dalle confettura di frutta alla speziatura di caffè, che in bocca si scopre secco con un retrogusto lunghissimo. Da provare con Ragusano Dop. Anche se noi ci siamo commossi semplicemente così: da meditazione. E abbiamo ritrovato i sapori della nostra migliore Sicilia. MONREALE (PA) FEUDO DISISA tel. 0916127109 www.vinidisisa.it Monreale Catarratto “Lu Bancu” 2018 Nella preziosa terra della Conca d’Oro siciliana, questa cantina le cui origini risalgono al periodo normanno (XII secolo), quando il Re Guglielmo II donò il feudo all’Arcivescovo di Monreale. Il nome Disisa deriva dall’arabo Aziz ovvero “splendida”, termine che sta a indicare la bellezza suggestiva dei paesaggi in cui sorge la tenuta. Da ben 200 anni la cantina è di proprietà della famiglia Di Lorenzo e ora l’azienda si estende per 400 ettari e ricade nell’area delle Doc Alcamo e Doc Monreale per la produzione vitivinicola, e nel comprensorio della Dop Val di Mazara per la produzione oleivicola. Tra i nostri Fuori di Top il Catarratto “Lu Bancu” 2018, che si presenta alla vista con colore giallo paglierino e riflessi verdi, naso floreale di ginestre e nota fruttata di pesca, sorso fresco, sapido, di buona lunghezza. Ci ha stregato con le ostriche rosa di Scar-

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dovari, servito da Isi Coppola nel suo ristorante In Marinetta a Rosolina.

PALERMO MARINADIVINI www.marinadivini.it Terre Siciliane Catarratto “Lucido” 2018 Quei fiori di camomilla al naso ci hanno introdotto a un campione di Catarratto davvero originale. In bocca ne avverto l’acidità netta, che è secca ma anche avvolgente, quasi dolce nella sua chiusura. Felici di averlo assaggiato. PARTINICO (PA) CUSUMANO tel. 0918908713 www.cusumano.it Terre Siciliane “Angimbè” 2018 Azienda che ha sempre puntato sulla sostenibilità delle sue coltivazioni (circa 500 ettari vitati), Cusumano fa parte del primo nucleo di cantine che hanno aderito al programma SOStain, alleanza per la viticoltura sostenibile sviluppato in Sicilia e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole. Un sorso di


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Sicilia, il Terre Siciliane “Angimbè”, perfetto connubio di uve insolia e chardonnay, dallo spirito mediterraneo, solare, sapido e minerale, dalla trama gustativa elegantissima. POGGIOREALE (TP) TAMBURELLO SALVATORE www.salvatoretamburello.it Sicilia Grillo 204 2017 Sta crescendo velocemente come vignaiolo Salvatore Tamburello, titolare di un’azienda di 24 ettari, nella Sicilia occidentale, a Poggioreale, in provincia di Trapani, a 200 metri s.l.m., dove coltiva oltre a nero d’Avola, grillo, catarratto e trebbiano, anche uliveti di nocellara del Belice. Lui rappresenta la quinta generazione che lavora la terra, della sua famiglia, ma è il primo a vinificare, dalla vendemmia 2014 (sul mercato dei vini in bottiglia dal novembre 2015). Il biologico la sua opzione, con ottimi risultati. Del suo buon lavoro è luminosa documentazione il Grillo 204 (il numero si riferisce alla particella catastale su cui insiste il vigneto). Giallo oro, ha profumi di grano, avena, albicocca e pesca, mentre al palato è fresco e di buona struttura, di spiccata sapidità e finale di buona lunghezza. SCLAFANI BAGNI (PA) TASCA D’ALMERITA tel. 0916459711 www.tascadalmerita.it Sicilia Nero d’Avola Tenuta Regaleali “Lamùri” 2017 È una delle cantine siciliane di riferimento, frutto di una storia aziendale che si dipana da oltre 200 anni e otto generazioni. Alla tenuta storica di Regaleali si sono aggiunte Capofaro a Salina nell’arcipelago delle

papillon 72 Eolie, Tascante sull’Etna, Whitaker a Mozia in provincia di Trapani e Sallier de La Tour nella Doc Monreale. Tutte con un preciso progetto di valorizzazione delle varietà autoctone e dei territori a maggiore vocazione vitivinicola della Sicilia. La nuova sfida aziendale è quella della sostenibilità e della salvaguardia di ogni singolo ecosistema. Per questo la cantina ha aderito da subito al programma VIVA ideato dal Ministero dell’Ambiente. Il vino in assaggio è il Nero d’Avola Tenuta Regaleali “Lamùri” 2017, un rosso di buon equilibrio e struttura, maturato in barrique per 12 mesi. Sentori fragranti di frutti rossi, more, ciliegie e spezie animano e accendono un sorso ricco e vellutato, dai tannini morbidi, caldi e maturi.

TRAPANI BARONE DI SERRAMARROCCO www.baronediserramarrocco.com Sicilia Grillo “Grillo del Barone” 2017 Lo abbiamo apprezzato nei primi giorni di Vinitaly, questo Grillo del Barone della cantina Barone di Serramarrocco. Prodotto con il 100% di uve grillo, raccolte nel vigneto delle Quojane di 5,85 ettari coltivato a guyot, nel bicchiere ha colore giallo paglierino con riflessi dorati, profumi di fiori e agrumi, note di pesca bianca e frutta esotica. Piacevole la sua sapidità esemplare su un finale fresco.

VITTORIA (RG) TENUTA SANTO SPIRITO tel. 3357825265 - 3934315817 www.tenutasantospirito.it Cerasuolo di Vittoria Classico “aMarAnto” 2016 Nata nel 2011 dal sogno della famiglia Gazzotti, Tenuta Santo Spirito è frutto della volontà di recuperare un’antica tenuta con uno spirito nuovo: da un lato, conservativo della modalità di coltivazione a mano dei vecchi vigneti, e dall’altro, teso all’innovazione nelle pratiche agronomiche per puntare sulla sostenibilità. Oggi l’azienda è a conduzione biologica, e aderisce al progetto SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura siciliana, sviluppato come un percorso volto ad arricchire e valorizzare tutto ciò che vive intorno al sistema produttivo, come la terra, il paesaggio, la flora e la fauna, quindi chi lavora e infine chi consuma il vino. Un progetto che la cantina ha perseguito. Da provare il Cerasuolo di Vittoria Classico “aMarAnto” 2016, Top Hundred 2019, unica Docg siciliana, dedicato ai due figli Marco e Antonio: da uve frappato e nero d’Avola dal colore rosso rubino, profumo intenso e persistente, con note floreali e sentori di frutta a bacca rossa, e gusto elegante ed equilibrato.


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ALGHERO (SS) PODERI PARPINELLO tel. 3668365661 - 3492279483 www.poderiparpinello.it Alghero Torbato “Centogemme” 2018 Mette nostalgia la Sardegna, dove merita cercare il glorioso Torbato. L’abbiamo trovato e ci siamo sentiti ricchi di una conoscenza ritrovata. Parpinello ci ha offerto due versioni: un brut con bollicine un po’ grossolane, ma in bocca tanta sostanza e freschezza. Piacevolissimo. Meglio ancora, anzi una sorpresa, il fermo, che aveva colore paglierino tendente all’oro. Al naso note balsamiche e di piccoli frutti. Ecco, questo è un esempio chiaro di quando un vino si definisce “croccante”, perché sulle papille è tutto un galoppo di sensazioni piacevoli con una spada di acidità decisa e ferma che ne connota il corpo. Ha una rotondità imperiosa e la sua chiusura sapida è uno spettacolo.

TENUTE SELLA&MOSCA tel. 079997700 www.sellaemosca.com Alghero “Anghelo Ruju” 2005 Compie 120 anni la cantina Sella&Mosca fondata nel 1899 da due piemontesi: l’ingegner Erminio Sella (nipote dello statista Quintino) e il cognato, Edgardo Mosca. Oggi l’azienda è parte del gruppo Terra Moretti e l’assaggio di quello che è considerato il Porto italiano, ovvero l’Alghero “Anghelo Ruju” 2005 da uve cannonau, ci ha emozionato come la prima volta, 34 anni fa. Al naso senti il dattero speziato, mentre da quel colore rosso profondo con riflessi bruni non t’aspetti un sorso dolce, rotondo, infinito, che evoca la mandorla e la freschezza. Vino da meditazione e da cioccolati, è una delle esperienze italiane più avvolgenti. Sarà poi una vera gioia (parola perfetta) assaggiare i loro Vermentino: il Cala Reale 2018 e il Superiore

di Gallura “Monteoro”, che ha una nota di mandarino e di macchia mediterranea. Rotondo e profondo, si abbina ai crostacei, mentre il Cala Reale, che spicca col limone, è da bottiglia da finire intera come un aperitivo perfetto. Il Cabernet “Marchese di Villamarina” 2014 è invece uno dei grandi rossi italiani, dove il frutto e le note erbacee (la catalogna) si rincorrono per un esemplare di rosso di grande soddisfazione. I due biellesi del 1899 ne sarebbero orgogliosi. Terra Moretti gli ha reso onore. ARBOREA (OR) QUARTOMORO DI SARDEGNA tel. 3467643522 www.quartomoro.it Spumante Metodo Classico Brut Quartomoro “Q” Quando un vino lo trovi più di tre volte in ristoranti ottimi, dal Veneto


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al Lazio, vuol dire che il produttore ha fatto centro. Con me di sicuro, perché questo brut da Vermentino è il migliore mai assaggiato. Nata una decina di anni fa come cantina didattica, al timone ha un enologo figlio d’arte, Piero Cella, affascinato dalla spumantizzazione delle uve autoctone e dalle vigne antiche. Da qui, il progetto con la moglie Luciana Baso nel territorio di Arborea, per ridare vigore alla vite, in aree di seminativi e pascoli. Oggi, grazie anche all’acquisto di vigneti di bovale e di monica di mezzo secolo di vita, gli ettari sono una decina. Eccezionale il Quartomoro “Q”, nostro Top Hundred 2019, un metodo classico brut da uve vermentino allevate su terreni prevalentemente sabbiosi. Ha colore paglierino brillante, perlage ricco e fine che pizzica il naso, ma poi note di macchia mediterranea e in bocca un’acidità verticale di grande impatto. Un vino che esprime perfettamente le note del territorio, coerente con la sua natura. Unico. Con le medesime uve e parte del mosto dell’anno precedente, Piero produce anche “Z”, un metodo ancestrale d’annata. La linea “Memoria di Vite” è invece la sintesi del progetto su uve autoctone di vigne antiche. Fantastico l’Isola dei Nuraghi “BVL” 2017, da uve bovale di un secolo di vita. È pazzesca la nota intensa di prugna, il

papillon 72 sorso caldo e speziato, l’acidità che vaga per conto suo e poi si esprime con una sensazione di dolcezza. Il MRS è un rosso da uve muristellu in purezza coltivate nel Mandrolisai e colpisce per freschezza e potenza. Infine, le uve vermentino tornano protagoniste con il VRM 2016. E qui senti potente il mirto, la ginestra, il pepe. È il Vermentino che desideravi tanto, finanche austero e sapido nella sua rotondità. Grandissimi! BADESI (SS) LI DUNI AGRIVITIVINICOLA BADESI tel. 0799144480 - 3884263825 www.cantinaliduni.it Vermentino di Gallura “Nou” 2017 Da viti storiche, con viti non innestate che crescono libere e forti su terreni sabbiosi a pochi metri dal mare del Golfo dell’Asinara, quindi allevate a piedefranco come si faceva nei secoli scorsi prima dell’attacco della fillosera, si ha l’uva da cui la cantina Li Duni di Badesi ottiene vini che ogni volta che li assaggiamo ci stupiscono per la loro personalità, il loro carattere, il loro sapere trasmettere il racconto della costa sarda in cui nascono. Elegante e di grande carattere, il Vermentino di Gallura Docg “Nou” 2017, dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, profumi di macchia mediterranea, erbe aromatiche, note floreali di fiori di zagara e fruttate di agrumi, dal gusto fresco e di grande sapidità, che dona al sorso dinamismo e succosità, con un finale persistente e dal piacevole retrogusto ammandorlato. CARDEDU (NU) PRANU TUVARA tel. 3405956687

Cannonau di Sardegna “Fudòra” 2013 Non c’è dubbio che la regione da cui arrivano le migliori sorprese qualitative da tempo sia la Sardegna, dove una nuova generazione di produttori, facendo parlare terra e natura, ottiene vini di classe affascinante. È il caso del Cannonau di Sardegna “Fudòra” di Pranu Tuvara. Già nostro Top Hundred a Golosaria a Milano, nel millesimo 2013 ha colore rubino profondo, naso elegantissimo con note di ciliegia, mirto, macchia mediterranea ed erbe aromatiche, sorso caldo, grande struttura, ma beva invitante grazie a calibrata freschezza e gustosa sapidità. CARLOFORTE (SU) VIGNA DU BERTIN tel. 3471375548 www.vignadubertincarloforte.com Vermentino di Sardegna “Ribotta” 2017 Nell’Isola di San Pietro, storica enclave genovese in terra sarda, la sorpresa di due vini rispettivamente da uve carignano e vermentino. Il Vermentino di Sardegna “Ribotta” (dal genovese “fare festa”) 2017, Top Hundred 2019, è davvero speciale ancor più dopo averlo assaggiato a distanza di 10 giorni dall’apertura della bottiglia. Ha colore paglierino tendente all’oro e un immediato profumo verticale di macchia mediterranea e di mirto. In bocca è piacevole e quasi non t’accorgi della sua complessità che poi ti esplode in bocca marcando sensazioni allappanti, note speziate, un’acidità che spinge la persistenza e infine la chiusura sapida molto marcata. Dopo dieci giorni, i medesimi descrittori. Ma che dire del Carignano del Sulcis “Bertin” 2017? Al naso ti invadono il lentischio e le


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papillon 72 note vegetali. Offre sensazioni vinose e poi un sorso di perfetto equilibrio. In bocca senti volare sfumature di caffè e di nespole, in un sorso di moderata tannicità. Dall’affinamento in botti grandi uscirà anche, quest’anno, la Riserva “Mandediu”.

DONORI (SU) TENUTA SMERALDA AZ. AGR. COCCO FRANCESCA tel. 3387446524 www.tenutesmeralda.it

mendo il suo essere culla di produzioni di caratura internazionale, ci arriva dall’assaggio dei vini della cantina Berritta, giovane azienda a conduzione familiare, di Dorgali. Un’emozione il Top Hundred Cannonau di Sardegna “Thurcalesu”. Da uve vendemmiate a mano da vigne di 30 anni, realizzato con fermentazione - macerazione a contatto con le bucce di oltre 15 giorni, proposto sul mercato dopo 6 mesi di acciaio, affinamento in legno per un anno e 5 mesi in bottiglia, nel bicchiere ha colore rosso rubino brillante, naso elegantissimo, che conquista, con i suoi profumi floreali di rosa e viola, di frutta rossa, di ciliegia, con le sue note di mirto, ginepro, erbe aromatiche, macchia mediterranea e spezie, e in particolare di cannella, mentre al palato è di grande struttura ma dalla beva agile, grazie alla sua piacevole sapidità e setosa raffinatezza.

Cannonau di Sardegna “Thurcalesu” 2017 L’ennesima conferma di come la terra dei nuraghi stia finalmente espri-

rispetto assoluto della biodiversità, arrivando addirittura a eliminare i trattori per scegliere i cavalli da traino, quindi ridurre al minimo la manipolazione della materia prima per preservare la naturalità del prodotto finito, privilegiare pratiche agronomiche antiche coadiuvate da tecnologie moderne, eliminare gli input chimici di sintesi e concepire spazi architettonici ecosostenibili, alimentati il più possibile da fonti energetiche rinnovabili. Ma anche impiegare manodopera locale, usare prodotti del luogo, distribuire la ricchezza sul territorio e mantenerla nel tempo. Tutto questo si condensa in vini unici come questo Cannonau di Sardegna 2017 vinificato in anfora. Un vino che al naso è particolarmente intrigante, tra profumi di frutti rossi e note di cioccolato e tabacco, mentre in bocca è elegante, con giusta acidità e tannino ben marcato. OLIENA (NU) FRATELLI PUDDU tel. 0784288457 www.aziendapuddu.it

Vermentino di Sardegna “Terramea” 2017 Francesca Cocco ha imbottigliato questo vino decisamente fragrante, floreale, che ha una felice nota di fiori. In bocca ti avvolge fresco, con una buona persistenza gusto-olfattiva che si fa compagna ideale di tutta la cena. E che cena: al Caffè del Lupo di Milano con la loro teo­ ria di tapas, una corona radiosa della nostra guida ai ristoranti. DORGALI (NU) BERRITTA tel. 078495372 www.cantinaberritta.it

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Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Riserva “Pro Vois” 2015 Ci ha gradevolmente colpito questo vino dal profumo profondo, che ti immerge nelle erbe officinali, nel mirto. È piacevole in bocca, placido, equilibrato e rotondo. Chiusura perfetta. GERGEI (SU) OLIANAS tel. 0558300411 www.olianas.it Cannonau di Sardegna 2017 Non semplicemente una cantina biologica ma un’azienda che ha scelto la strada del bio integrale intendendo con questo anzitutto il

PERFUGAS (SS) DEPERU HOLLER tel. 3396097830 www.deperuholler.com Isola dei Nuraghi “Familia” 2017 Si son conosciuti a Milano, Carlo Deperu, sardo, una laurea alla


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i vini della Sardegna

Facoltà di Scienze e Tecnologie Agrarie nel corso di Viticoltura ed Enologia, e Tatiana Holler, brasiliana di origine tedesca, laureata in Marketing e Comunicazione all’Università ESPM di San Paolo-Brasile e in Italia per il suo lavoro, nel settore pubblicitario. Quando nel 2007 Carlo ha deciso di tornare in Sardegna, lo ha fatto con lei, che intanto era stata contagiata dalla sua passione per la terra, e ha preso il via la loro attività con i primi quattro ettari. Oggi sono sei, ad alte densità di impianto (circa 6.000 piante per ettaro), e le basse rese per ettaro (50 quintali) e le tipologie di allevamento aiutano le vigne a produrre uve di grande qualità. Dei suoi vini quest’anno tra i nostri Top Hundred l’Isola dei Nuraghi “Familia” (da muristellu e cannonau) 2017. Dal colore rosso intenso con riflessi violacei, al naso ha profumi di frutti rossi uniti a delicate note speziate e balsamiche, mentre al palato ha calda morbidezza che si equilibra con i suoi tannini giovani ma eleganti, e finale lungo e appagante.

SANTADI (SU) CANTINA SANTADI tel. 0781950127 www.cantinadisantadi.it

papillon 72 Vermentino di Sardegna “Cala Silente” 2018 Siamo dei fan di questa cantina che ebbe l’onore di avere fra i suoi enologi il mitico Giacomo Tachis. Ora, del Vermentino di Sardegna “Cala Silente” 2018, non c’è nulla da dire: ha un colore paglierino brillante con riflessi d’oro; al naso senti l’agrume pieno combinato con note caratteristiche di macchia mediterranea: limone, cedro e un pizzico di rosmarino e poi qualche nota fruttata. In bocca il suo ingresso è morbido, ma subito lascia spazio alla finezza con un finale ammandorlato. Mentre fra i rossi è il Carignano del Sulcis “Rocca Rubia” Riserva 2016 il campione che più ci ha emozionato. Molto elegante anche al naso, senti note di cioccolato e caffè che marcano una speziatura dentro a un sorso di grande equilibrio. SERDIANA (SU) ANTONELLA CORDA tel. 0707966300 - 3285911430 www.antonellacorda.it Isola dei Nuraghi “Ziru” 2017 Abbiamo un debole per i vini di Antonella Corda, che lo scorso anno abbiamo premiato fra i Top Hundred e conosciuto a Golosaria Milano. Abbiamo passato l’estate scorsa con i suoi bianchi e, quando ci è arrivata la bottiglia del suo nuovo vino affinato in anfora, l’abbiamo aperta la sera stessa. Un vino di colore giallo oro, con prevalenza di vermentino che ha un profumo di frutta matura e carrube, poi senti la pesca melba. In bocca è pieno, franco, con una trama filigranosa di grande godibilità. Ne senti la mineralità, la lunghezza gustativa che chiude con un finale amarognolo. Grandioso.

Merita i 5 asterischi. Antonella, hai fatto colpo un’altra volta! ARGIOLAS tel. 070740606 www.argiolas.it Carignano del Sulcis “Cardanera” 2016 Nella grande festa del gusto italiano che abbiamo celebrato a Golosaria domenica 27 ottobre, tra le Cantine memorabili c’era Argiolas per la Sardegna, azienda che, con la sua scelta di campo per l’eccellenza, è stata esempio a cui si sono ispirati i numerosi produttori che oggi stanno documentando la grandezza della Sardegna del vino. Anche nei suoi vini meno celebri, l’eleganza di chi lavora con talento e professionalità. È il caso del Carignano del Sulcis “Cardanera” 2016. Rubino luminoso, ha profumi di macchia mediterranea, erbe aromatiche, mirto e frutta rossa, mentre al palato è di buona freschezza, piacevolmente equilibrato, con sorso armonico e con un finale di buona lunghezza.

PALA tel. 070740284 www.pala.it


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Vermentino di Sardegna “Stellato” 2017 Pala di Serdiana lavora su varietà di terroir dislocati anche a cento chilometri dalla tenuta. «Gli appezzamenti bisogna conquistarseli!» sostiene Mario Pala che oggi ha un centinaio di ettari vitati (per 480mila bottiglie) su otto proprietà: da Serdiana a Ussana fino ai quarzi di Senorbì, alle sabbie bianchissime di Uras, Terralba e San Nicolò d’Arcidano nell’Oristanese. Un lavoro iniziato a metà degli anni Novanta con espianto delle viti a “tendone” sostituite dall’alberello, fino all’applicazione del biologico in ogni metro quadrato. È superbo il Vermentino di Sardegna “Stel-

lato” 2017 tra i Top Hundred 2019, color giallo oro e note freschissime al naso, che ha finezza speciale e complessità: minerale, sapido, con un finale amarognolo dentro a un corpo avvolgente. Fa il paio con l’altro Vermentino, I Fiori, espressione del vitigno con la sua esplosione floreale e minerale al palato. Stupiscono altri due bianchi: l’Isola dei Nuraghi “Entemari” 2015 (vento del mare in sardo) con il vigore della frutta matura (banana e papaya) e il Nuragus “I Fiori”, un bianco che riposa due mesi sui lieviti, con note più secche rispetto ai precedenti. Tra i rossi è stata una sorpresa il Monica di Sardegna “I Fiori” 2017 dalla fragranza fruttata, anche se il voto massimo è per il Cannonau Riserva 2015 (pazzesco il profumo di bergamotto), prodotto a Ussana nel Campidano. E poi il Bovale “Essentja” 2014, che ha note di pelliccia animale e di mango; in bocca è profondo, tannico, fine, allappante ed è un vino di difficile domabilità. L’Isola dei Nuraghi “S’Arai” 2015 è un cru frutto della vinificazione separata di cannonau, carignano e bovale. Provi il piacere dell’asciutto e morbido, e al naso note lievemente tostate che ricordano il torrone di Tonara. È festa!

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TRAMATZA (OR) FAMIGLIA ORRO tel. 3477526617 www.famigliaorro.it Isola dei Nuraghi “Passentzia” 2014 Vernaccia di Oristano e Nieddera sono due vitigni autoctoni della Sardegna, in particolare delle zone tra la penisola del Sinis e il Montiferru. Tra le cantine che hanno investito su questi vitigni, la Cantina Orro, che ha saputo tessere un forte legame con il territorio e nella produzione enologica ha unito l’antico sapere contadino che si tramanda di padre in figlio alle nuove tecnologie, in particolare per quanto riguarda la Vernaccia di Oristano, vino che ha visto la luce tra le Doc della Sardegna nel 1971, ed è prodotto nella valle del Tirso e vinificato con un metodo raro in uso anche in Spagna. Il mosto fiore viene introdotto per l’affinamento in piccole botti in genere di castagno o rovere che rimangono scolme fino al 20% della loro capienza massima. Fiore all’occhiello l’Isola dei Nuraghi “Passentzia” 2014, ambrato, dai profumi di albicocca passita, datteri e scorza d’arancia, dal sorso armonico, salmastro, imponente.


Con l’inizio dell’anno sociale (settembre) si apre anche la campagna associativa al Club di Papillon, che va verso i suoi 28 anni di vita. Appartenere al Club di Papillon significa sostenere un mondo e conoscerlo insieme. È il mondo del gusto, dei piccoli artigiani alimentari, dei negozi eroici, dei produttori di vino che portiamo ogni anno alla ribalta, insieme a quella che consideriamo l’autentica ristorazione italiana. I soci di Papillon durante l’anno ricevono:

L’INVITO a partecipare alle nostre iniziative (locali e nazionali) con ingresso gratuito in tutte le aree I NOSTRI LIBRI in omaggio LA NOTIZIA DEL GIORNO ovvero la preziosa rassegna stampa quotidiana inviata online E poi tutte le convenzioni in essere riservate ai soci

2020

Iscriviti al Club di Papillon per il 2020 CARO LETTORE E SOCIO

Iscriviti subito al Club Papillon. Riceverai per tempo i nostri libri e la tessera utile per entrare a Golosaria Milano. Modalità di iscrizione: - tramite il bollettino di conto corrente postale - con bonifico bancario anticipato - oppure in contrassegno (pagamento solo contanti alla consegna)

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VALIDITÀ ANNO ASSOCIATIVO: 1 AGOSTO 2019 • 31 LUGLIO 2020

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Campagna Soci 2020 • Mi Iscrivo (famigliare)

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bonifico anticipato intestato a: COMUNICA EDIZIONI banca: Banco BPM IBAN IT 13 Z 05034 10403 000000022125 (allegare la contabile)

bollettino di conto corrente postale c/c 10211159 intestato a ASSOCIAZIONE CLUB DI PAPILLON (allegare ricevuta)

contrassegno quota da versare solo in contanti al corriere alla consegna del pacco (entro 3 kg)


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Golosaria Tra i Castelli

28-29 marzo 14° anno

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e Colline del vino sono nel Monferrato, dove per il 14° anno consecutivo si animerà GOLOSARIA TRA I CASTELLI. Oltre 20 paesi in festa, fra le province di Asti e Alessandria e due location principali: il castello di Casale Monferrato con i produttori di cose buone del Golosario e le cucine di strada; il castello di Uviglie con Barbera & Champagne

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Golosaria Milano 15^ edizione dal 31 ottobre al 2 novembre MiCo - Fieramilanocity

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ull’onda del successo acclarato della scorsa edizione va in scena Golosaria Milano.

Sono attesi 300 produttori di food e 100 del mondo del vino, 20 cucine di strada e 80 incontri e show cooking, oltre a una serie di novità che renderanno ancora più unica l’esperienza.

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Vinitaly and the city Wineemotion

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al 17 al 20 aprile torna Vinitaly and the city, il più grande fuori salone dedicato al vino che avvia la 54^ edizione di Vinitaly.

Tante le novità di quest’anno con degustazioni, spettacoli e vere e proprie esperienze che uniscono il vino all’arte e alla cultura. E poi il grande ritorno del Palazzo del Vino Sostenibile e Dintorni con 100 cantine selezionate che porteranno all’assaggio di buyer ed esperti il racconto del vino di domani attraverso i dispenser di wineemotion Il tutto nell’esclusivo Palazzo Carli, in centro a Verona

www.vinitaly.com/it/vinitaly-and-the-city


L’ESPERIENZA DI PAPILLON A PORTATA DI TOUCH

IL GOLOSARIO RISTORANTI Il nuovo Gatti Massobrio si fa digitale con una guida per iOS e Android dedicata ai migliori locali dove mangiare in tutta Italia: 3.000 segnalazioni, sempre aggiornate e facilmente ricercabili. Scarica l’app e acquista la guida 2020.

IL GOLOSARIO NEGOZI L’app per iOS e Android comprende circa 4.500 negozi che rivendono le cose buone d’Italia. Scaricala gratuitamente.

GOLOSARIA MONFERRATO L’app per iOS comprende oltre 1.300 segnalazioni tra ristoranti, trattorie, agriturismi, negozi, produttori, strutture ricettive, monumenti da vedere.

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Papillon 72  

Il numero 72 di Papillon è uno speciale tutto dedicato al vino. Sono 670 le cantine citate, per oltre 3.000 vini, selezionati secondo la cas...

Papillon 72  

Il numero 72 di Papillon è uno speciale tutto dedicato al vino. Sono 670 le cantine citate, per oltre 3.000 vini, selezionati secondo la cas...

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