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ICEM BRE 2020 6 NO VEM BRE -D UMERO

Anno XXII N

INTERVISTA Il mercato della piscina - Palmolungo, Pelliccia, Lonati, Cussino Superbonus 110% e piscine La normativa ADR per il trasporto dei prodotti chimici Profondità e pendenze del fondo in piscina Il fabbisogno termico per le docce Speciale Piscine Private - Mezzi d’accesso e sicurezza

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Sommario ANNO XXII | NUMERO 6 | NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

EDITORIALE

NEWS

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ACQUANET NEWS

Il buio di oggi, la luce di domani Marco Tornatore

CEN NEWS

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CONSTRUCTION

EAA NEWS

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Questa strana estate - Rossana Prola

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La stagione delle piscine 2020 Come è andata e cosa si prevede per il futuro - La Redazione

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I mezzi di accesso - La Redazione

CONSTRUCTION

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Profondità e pendenze del fondo in piscina: leggi, norme e regolamenti Rossana Prola

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La normativa ADR per il trasporto dei prodotti chimici - Pietro Bordonali

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Superbonus 110%: in cosa consiste la maxi detrazione - Tullio Quagliotti

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Il fabbisogno energetico per il consumo di acqua calda sanitaria - Simone Rasia

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Il documento di autocontrollo in piscina - Valter Rapizzi

EXTRA

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HA Innovation

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Calendario Fiere ed Eventi

INSERZIONISTI

Foto di Copertina: la bellezza della vasca privata sublimata dalle tonalità di luce e dal paesaggio (ph Progetto Ambiente, Piscine e Spas – Arezzo)

II AQQUATIX HTS 1 AQQUATIX HTS 3 PISCINA SÌ 5 POLIMPIANTI 7 SILIGROUP 9 ACQUANET 11 DIGI PROJECT 13 CONVEGNO D'AUTUNNO 17 SUTTER 19 POOL'S 23 CPA 27 CAPENA 28-29 ITALIAN POOL 30-31 ITALIAN POOL 33 WIBIT 37 WEB CONFERENCE “PISCINE PUBBLICHE” 43 PROFESSIONE ACQUA 45 POOLLOCK 47 EAA 51 GF-GEORG FISCHER 53 ANIF 55 IAA III AQUARAPID-AQQUATIX IV ITALIAN POOL

La piscina privata, in controtendenza rispetto alla crisi dovuta al Covid-19, sta vivendo un trend di crescita per molti versi inatteso che premia le aziende costruttrici e della filiera del comparto ad essa collegato. Dopo un 2020 sorprendente, le previsioni per il 2021 sono altrettanto positive. Un’esplosione di richieste che collide con la grave crisi delle piscine pubbliche. Il post Covid-19 determinerà cambiamenti che sono già in atto e solo chi saprà interpretare al meglio le necessarie trasformazioni riuscirà a proseguire nel proprio percorso imprenditoriale. VERSIONE ONLINE DISPONIBILE SU:

HAPPY AQUATICS & WELLNESS / HAPPY AQUATICS CONSTRUCTION Sede Legale: via Rossi 3F - 35030 Rubano (PD) / Registrazione Tribunale di Padova n. 1727 del 9 marzo 2001 / redazione@euroaquatic.it PER LA PUBBLICITÀ Professione Acqua srl - ferrario@professioneacqua.it

DIRETTORE RESPONSABILE Marco Tornatore

COME RICEVERE HAPPY AQUATICS & WELLNESS - HA&W Per ricevere la rivista al proprio indirizzo, basta associarsi a EAA, al costo di 30€/anno (eaa@euroaquatic.it). Come soci EAA si ha diritto a ricevere 4 numeri/anno, ovvero le edizioni di Happy Aquatics & Wellness; per le uscite degli speciali Happy Aquatics - Construction (due numeri/anno), chi fosse interessato deve farne specifica richiesta a redazione@euroaquatic.it. Possibilità di aderire con Formula EAA Club ricevendo nr 02 copie ad uscita per tutti i 6 numeri, inclusi gli speciali Construction: € 100/anno. NOTE ESPLICATIVE DELLA NUOVA IMPOSTAZIONE DI HA&W Le quattro uscite di HA&W prevedono servizi e interviste su management, attività in piscina e nuove tendenze, integrate da approfondimenti per area Fitness e nuovi trend, a cura di Fitness Network Italia, e, per la sezione Pool, curati da Professione Acqua, sulla piscina in chiave più tecnologica e/o manutentiva. Le due uscite HA-CONSTRUCTION dedicano 50 pagine circa alla piscina, sotto il coordinamento di Professione Acqua con focus su progettazione, tecnologia, manutenzione e realizzazione di piscine e spa. COMITATO DI REDAZIONE Stefano Candidoni, Alessandro Favero, Linda Marabello, Luca Salvatori Comitato di Redazione per l’edizione Construction di Happy Aquatics: Rossana Prola, Giuliana Bassini, Paolo Ferrario HANNO COLLABORATO Tullio Quagliotti, Simone Rasia, Pietro Bordonali, Valter Rapizzi, Giovanni Lonati, Marco Palmolungo, Mario Cussino, Jean Pierre Pelliccia. PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE Cool Mind

STAMPA Centrooffest Master (SRL) - Rubano (PD) - Chiuso in tipografia: 15/11/2020

ANNO XXII - NUMERO 06 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2020 © DIRITTI RISERVATI


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EDITORIALE EDITORIALE

Solo noi possiamo alimentare la luce che ci affranchi dal grigiore di questi mesi

IL BUIO DI OGGI, LA LUCE DI DOMANI Nuvole dense e stratiformi si addensano su piscine e palestre intese come comparto a tutto tondo, indotto e clienti inclusi. Se i vertici istituzionali hanno responsabilità pesantissime, pure noi ci abbiamo messo del nostro per arrivare a questa situazione che i più definiscono catastrofica. La scorsa primavera preconizzavamo un 22% di chiusure. Alle condizioni di oggi, dopo due lockdown dello sport aggravati da confusione e ritardi imperdonabili della politica, il quadro è molto peggiorato e se le nubi minacciose non si diraderanno entro gennaio, evocare l’ecatombe del settore non sarà azzardato. -70% dei ricavi è l’effetto di questa crisi, che non dà respiro e riguarda indistintamente piscine, palestre, molte imprese che vivono solo del mercato nazionale. E il governo che fa? Ci sbertuccia in diretta televisiva alludendo a regole non rispettate, quando le verifiche successive indicano l’esatto contrario. Ma anche di fronte all’evidenza della rigorosa osservanza, la scel-

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ta politica di comodo è di sferrare un calcio mortale allo sport, ventre molle del già malconcio sistema Italia. Tranquilli ci sono i ristori, sempre che si ricordino tutti i codici Ateco – come in effetti non è inizialmente avvenuto (es: 85.51.00); mentre nulla viene riconosciuto alle aziende fornitrici, alle società sportive potrebbero arrivare 1.000-2.000€: poche gocce beffardamente elargite al moribondo disidratato. Molti imprenditori e dirigenti hanno dimostrato in passato di saper superare ostacoli insormontabili. In una fase così difficile sarebbe esiziale essere passivi: azzeriamo gli errori di ieri e condividiamo idee e soluzioni per rilanciare ogni piscina, palestra, azienda magari compattandoci come mai siamo stati capaci di fare e, se non sarà possibile unire tutti, forse i più capaci ed avveduti, votati ad innovare, sapranno trovare coesioni e convergenze per superare questa fase e creare le basi per rivedere la luce, oggi oscurata dal buio che ci blocca. Non arrendia-

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moci, diamo segnali forti al sistema, pretendiamo rispetto, risarcimenti congrui e avviamo la stagione del riscatto, che non inizierà domani: è già in atto. Marco Tornatore

Non arrendiamoci, diamo segnali forti al sistema, pretendiamo rispetto, risarcimenti congrui e avviamo la stagione del riscatto, senza esitazioni


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ACQUANET NEWS ACQUANET NEWS da ACQUANET a cura della Redazione Construction Acquanet ha affrontato uno degli anni più difficili che ognuno di noi ricordi e ricorderà cercando, con tutte le proprie forze, di stare vicino ai propri associati e supportarli per affrontare i numerosi problemi che si sono presentati.

DURANTE IL LOCKDOWN Durante i mesi difficili del lockdown si è data assistenza alle aziende per aiutarle a comprendere chi, e con quali autorizzazioni e qualifiche, potesse continuare a lavorare. Fondamentali, in questa fase, l’aiuto e l’appoggio di Conflavoro, l’associazione sindacale alla quale AcquaNet

si è affiliata, che segue sempre da vicino le novità della politica. Nonostante tutte le attività di incontro e formazione siano state annullate, si sono organizzati sei webinar su argomenti pratici e di utilità per il settore, con il programma “Mi formo da fermo”.

DOPO IL LOCKDOWN Appena riprese le attività, si è iniziata un’intensa attività di confronto con gli organismi politici a livello nazionale, per cercare di portare all’attenzione del Parlamento e del Governo le istanze dei costruttori e dei gestori delle piscine. Durante il periodo dei protocolli si è lavorato per impedire l’imposizione di richieste troppo pesanti per le piscine, soprattutto quelle condominiali, ma non solo. Dopo l’estate, si è provato di inserire nei vari decreti legge alcune importanti agevolazioni per il settore: l’inserimento delle piscine private nel campo dell’edilizia libera e dei vantaggi fiscali per il settore turistico. Purtroppo, per vari motivi (uno dei quali il blocco delle attività delle commissioni per la scoperta di alcuni componenti positivi al Covid, proprio nel giorno della discussione del “nostro” emendamento) l’operazione non è andata a buon fine. Si tratta comunque solo del primo tentativo. Il cammino si fa camminando, ed AcquaNet è abituata a muoversi con le proprie gambe ed a scalare gli ostacoli.

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ACQUANET NEWS ACQUANET L’ASSEMBLEA ANNUALE Non essendo stato possibile tenere l’assemblea in primavera, si è deciso di spostarla in ottobre per riuscire ad incontrare almeno alcuni degli associati di persona. Molti altri sono stati presenti in collegamento. Nel corso della assemblea annuale si sono prese importanti decisioni, destinate a modificare profondamente il futuro dell’associazione. L’attuale Consiglio Direttivo, formato da tre membri due dei quali i soci fondatori Prola e Rapizzi, rispettivamente Presidente e Vicepresidente, verrà portato a cinque membri, tre eletti dall’assemblea dei soci più i due soci fondatori, che si presenteranno dimissionari al prossimo Consiglio. Come previsto dallo statuto, il nuovo Consiglio Direttivo eleggerà il presidente ed il vice-presidente. Si tratta di un passo fondamentale per iniziare un percorso di totale autonomia della Associazione da chi l’ha fondata e permetterle di continuare il suo cammino con forze nuove. Si è inoltre deciso che il Direttivo verrà affiancato da un gruppo di associati che potranno partecipare alle riunioni a fini consultivi, senza diritto di voto, così come previsto dallo statuto, eletti dalla assemblea in un numero massimo di dieci.

AcquaNet, una fase dell’assemblea 2020 divisa fra in presenza e in remoto

PIÙ INIZIATIVE PER I GESTORI La sezione dei gestori, pur essendo presente dalla fondazione, è sempre stata poco rappresentata nella associazione. La volontà è quella, per il futuro, di coinvolgere maggiormente tutti coloro che non vivono la piscina come costruttori né come fornitori, quindi gestori di impianti pubblici, responsabili di piscine di strutture turistico-ricettive, amministratori condominiali. Alcune iniziative sono state già messe in campo, altre verranno in futuro.

ph MUV di Lecce

MARCO TORNATORE ENTRA IN ACQUANET Un grande nome si è affiancato a quelli già presenti in associazione. Marco Tornatore, da sempre impegnato nel settore dei grandi impianti natatori pubblici come gestore prima e come titolare di una importante impresa poi, entra in AcquaNet con la sua azienda Aqquatix.

Siamo certi che Tornatore porterà un importante valore aggiunto, non solo per i gestori ma per tutto il settore, come imprenditore e comunicatore, nonchè persona a cui tutto il settore riconosce serietà e professionalità.

Marco Tornatore

UNO SGUARDO AL FUTURO Il tempo che ci attende non sarà agevole. Le sfide che dovremo affrontare saranno grandi, gli sforzi dovranno moltiplicarsi. Come dopo tutte le grandi tempeste, ci auguriamo che torni un sereno più bello del solito, che ci dia la forza necessaria per ricominciare su basi nuove. Non sappiamo ancora cosa succederà, ma sappiamo che non sarà nulla di positivo, anche se qualche singola situazione potrà ricavare alcuni vantaggi dai tempi che stiamo vivendo. Ci sarà molto da ripensare, da ricominciare, e anche da ricostruire. Ci stiamo preparando.

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ACQUANET SI PONE L’OBIETTIVO DI CREARE UN GRUPPO DI AZIENDE DEL SETTORE PISCINE CHE LAVORINO INSIEME SU TEMI IMPORTANTI E CONDIVISI. AD OGGI CONTA QUASI 200 ASSOCIATI. DIVERSE ANIME, ACCOMUNATE DALLO STESSO OBIETTIVO:

MIGLIORARSI E MIGLIORARE IL SETTORE. L’Associazione offre diversi servizi ai propri associati. Alcuni esempi: - Consulenza gratuita di professionisti esterni, che rispondono in tempo reale e con professionalità a quesiti su temi legali, amministrativi e tecnici. - Consultazione gratuita delle norme tecniche UNI - Organizzazione di corsi di formazione gratuiti per i propri associati. - Partecipazione attiva alla redazione delle norme tecniche, sia italiane che europee. ACQUANET È LA FIRMATARIA, INSIEME A CONFLAVORO, DEL PRIMO ED UNICO CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO SPECIFICO PER IL SETTORE DELLE PISCINE.

Per saperne di più sull’Associazione è possibile consultare il nostro sito (www.acquanetpiscine.it), scriverci una mail ad info@acquanetpiscine.it oppure chiamarci al 0376854931 - 3335259383 . Saremo lieti di risolvere qualsiasi vostro dubbio!


NEWS CENCENNEWS NOVITÀ DAL CEN – CENTRO EUROPEO DI NORMAZIONE E DA UNI – ENTE ITALIANO DI UNIFICAZIONE L’emergenza Covid-19 ha parzialmente rallentato l’attività di normazione europea, poichè l’impossibilità di tenere incontri in presenza non favorisce la discussione tra esperti provenienti dai diversi Paesi facenti parte del CEN. Vediamo di seguito cosa è successi negli ultimi mesi.

CEN TC 136-WG 8 Questo gruppo ha concluso la revisione della norma EN 13451-3, riguardante principalmente le aspirazioni immerse, nonchè le prove di carico da effettuare sui componenti interni alle vasche, e della norma EN 13451-1, che disciplina in prevalenza le aperture consentite e le caratteristiche dei componenti interni alle vasche, nonchè il test anti scivolamento. Importanti le novità sulla prima, meno rilevanti quelle sulla seconda norma. I nuovi requisiti delle aspirazioni immerse verranno illustrati durante il Convegno d’autunno di Professione Acqua, che andrà online il 2 dicembre 2020.

Incontro CEN a Barcellona

CEN TC 136-WG 16 Questo gruppo ha iniziato la scrittura della nuova norma sulle spa pubbliche, che continue indicazioni sia sulle vasche che sulle cabine (saune, bagni turchi, eccetera). Pur rivestendo un grande interesse per il settore, questo argomento appare sempre più difficile da affrontare, vista la scarsa disponibilità tedesca ed austriaca ad adattare le proprie convinzioni, soprattutto per quanto riguar-

da la sauna, a quelle scandinave (il coordinatore del gruppo è svedese) ed italiane. L’Italia, lo ricordiamo, è ottimamamente rappresentata in questo gruppo da Prola (AcquaNet), Amici (Jacuzzi) e Cattaneo (A&T). Dopo un tentativo non ottimamente riuscito di lavorare online nel mese di agosto, la riunione prevista per ottobre è stata annullata.

L’ultima riunione online del WG5

CEN TC 402-WG 5

Il gruppo degli esperti italiani, con qualche ospite, ad una delle riunioni del WG5

Proseguono spediti invece i lavori della nuova norma sulla classificazione energetica delle piscine. Lo squadrone francese, che detiene segreteria, coordinatore del gruppo e dei tre sottogruppi, non si è fermato nemmeno di fronte a ripetuti tentativi di modifiche radicali della norma, portati avanti da Germania, Spagna ed Italia. Il risultato rischia di essere una norma molto orientata al mercato francese e difficile da adattare a quello italiano, dove gli attori in gioco spesso sono molti ed i passaggi per arrivare a costruire una piscina finita non sono pochi. Adattare tutta la filiera all’osservanza della norma potrà non essere affatto una impresa semplice. A breve il gruppo UNI dovrà decidere se votare a favore o contro, considerato il fatto che i lavori sono praticamente finiti. Per l’Italia partecipano a questo gruppo Di Dio (Bestway), Prola (AcquaNet) e Prestinoni (G&G Partners).

UNI CT20 - GL 11 Sono iniziate, sempre online, le riunioni propedeutiche alla revisione della Norma 10637. Poichè il nuovo regolamento UNI concede al massimo 18 mesi per la revisione di una norma, si cerca di preparare tutti i punti più importanti prima di avviare ufficialmente la revisione. Il coordinatore del gruppo di lavoro è Ivano Pelosin (Assopiscine).

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NEWS EAAEAANEWS LA FORMAZIONE EAA: SEMPRE UN PASSO AVANTI Oltre 130 tecnici hanno già dato fiducia a EAA in questi primi tre mesi della stagione invernale, partecipando attivamente all’offerta formativa online ed in presenza, nonostante il nostro settore stia soffrendo profondamente per l’emergenza Covid. In mezzo alle difficoltà, stiamo condividendo con tante persone la volontà di andare avanti ed investire nella formazione, nel confronto. Amiamo iniziare i nostri corsi proprio con l’idea di condivisione, vogliamo metterci a disposizione di chi sceglie EAA per accrescere le proprie capacità di lavoro professionale. Tre corsi Aquafitness First, primo fondamentale approccio all’attività in

verticale, un corso Aquafitness Advanced, per dare veramente un’impronta netta al mondo VAS (Vertical Aquatic Styles), due appuntamenti per il mondo della disabilità in acqua, un corso per le future mamme svolto in presenza quando ancora le limitazioni lo consentivano: questo il consuntivo di EAA, ampiamente positivo e ricco di stimoli a fare sempre meglio. E.A.A. sta correndo verso il futuro, dove la normalità è al primo posto www.euroaquatic.it Uno dei corsi EAA online, un successo di partecipazione e gradimento

IL CONVEGNO D’AUTUNNO 2020, UNA GIORNATA LEGGERA CARICA DI CONTENUTI L’EVENTO SARÀ ONLINE: MERCOLEDÌ 2 DICEMBRE 2020 La situazione attuale dovuta alla pandemia, dopo la pubblicazione del DPCM del 24 ottobre, ha costretto Professione Acqua a modificare nuovamente la forma del Convegno d’Autunno, che si potrà tenere solamente a distanza. Si utilizzerà quindi una piattaforma particolarmente performante, che consentirà di riproporre in modalità online tutto ciò che era fisicamente presente al Convegno d’Autunno in presenza: due sale convegni che operano in contemporanea ed uno spazio interattivo per gli sponsor, vere e proprie “stanze virtuali” dove i partecipanti potranno parlare con i propri fornitori in assoluta riservatezza. Certo, mancherà il caffè, ma tutta la nostra vita è cambiata e non possiamo fare altro che adeguarci. La piattaforma però è molto bella e, seppure attraverso lo schermo di un computer, siamo certi di riuscire, come sempre, a creare una situazione coinvolgente. Il programma è pubblicato sul sito www.professioneacqua.it insieme alle modalità di iscrizione. Nel 2021 il Convegno d’Autunno, pandemia permettendo, tornerà nella sua versione classica di due giorni. La sede sarà la Tenuta Moreno di Mesagne (BR), una magnifica masseria del Salento pugliese. Per informazioni: info@professioneacqua.it – 0376854931


SAVE THE DATE

2 dicembre 2020

Due sale convegno, una zona relax, diverse aree riservate al business delle piscine. Dove? Direttamente a casa tua! Info sul sito www.professioneacqua.it ed all’indirizzo mail info@professioneacqua.it powered by Professione © DIRITTI RISERVATI Acqua srl

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EDITORIALE CONSTRUCTION EDITORIALE

QUESTA STRANA ESTATE Come ogni anno in questo periodo, ci si interroga su come è andata la stagione della costruzione e della ristrutturazione delle piscine. Per quanto riguarda il settore delle piscine pubbliche è davvero difficile, quest’anno, trovare il modo di trasformare i problemi in opportunità. Dopo la primavera che tutti ricorderemo per sempre, nella quale il dubbio di non riuscire più a ripartire si è di frequente insinuato, tutto l’impegno è stato profuso nella trasformazione dell’organizzazio-

ne dell’attività, se non anche degli impianti, per riuscire a soddisfare le disposizioni contenute nei protocolli di riduzione dei rischi di esposizione al Covid-19. L’impegno è stato grande, in alcuni casi non sopportabile dal punto di vista finanziario e alcuni impianti non hanno riaperto. Quelli che lo hanno fatto hanno visto ridursi, inevitabilmente, il numero di utenti, a fronte di un forte aumento dei costi di gestione. Poteva andare peggio? Sì, poteva piovere, ed al nord lo ha fatto, ripetutamen-

te, in modo molto violento, e spesso nei weekend. Le piscine a servizio delle strutture turistico-ricettive hanno lavorato, anche molto, ma solo nei mesi di luglio ed agosto e solo nelle zone vicino al mare. Il forte aumento dei costi non fa ben presagire per la stagione futura. Discorso diametralmente opposto per le piscine private, che sono state oggetto di un vero e proprio boom di richieste. Soprattutto le piscine fuori terra, che potevano essere uti-

Le piscine private sono state oggetto di un vero e proprio boom di richieste

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EDITORIALE CONSTRUCTION ROSSANA PROLA

lizzate subito, sono letteralmente andate a ruba, viste le notizie di soggetti poco seri che hanno incassato il prezzo della piscina senza fornirla al cliente. Questo scenario porta ad una soddisfazione per il settore della costruzione e della fornitura in generale, che ha registrato addirittura un aumento di fatturato rispetto al 2019, però con molte zone d’ombra per le aziende che operano prevalentemente in ambito pubblico. Come affrontare questa situazione e la forte incertezza sul futuro? Certamente è necessario fare tutti gli sforzi possibili per separare il cervello dal cuore e vedere le cose come stanno e non come vorremmo che fossero. L’incertezza c’è e non è possibile, in questa situazione, avventurarsi in importanti ristrutturazioni aziendali al fine di soddisfare un volume di richieste maggiore, che potrebbe non ripresentarsi. Ma è necessario mettere in campo tutte le energie possibili per non perdere le eventualità offerte da crescenti richieste generate dalla paura di rimanere chiusi in casa durante i mesi estivi. Spostarsi, quando si può, verso il mercato del privato, che rappresenta sempre più il motore del settore, è doveroso. Allo stesso modo, è necessario disabituare il cliente finale alla stagionalità influenzata dalla presenza del caldo e del sole, spiegando che una piscina non è una lavatrice e va pensata, progettata e realizzata per tempo. In questo numero della rivista ab-

biamo chiesto ai principali player del settore di illustrarci il loro punto di vista. Tutti insieme, con le associazioni di categoria e gli opinion leaders, sarà necessario tenere monitorata la situazione in modo costante al fine di adeguare le strategie al mutare della situazione. In parole povere, dovremo navigare a vista, ma senza andare a sbattere e con la speranza di arrivare in un porto sicuro e, possibilmente, piacevole.

Spostarsi, quando si può, verso il mercato del privato, che rappresenta sempre più il motore del settore, è doveroso

Rossana Prola

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La Redazione Construction info@professioneacqua.it

CONSTRUCTION

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LA STAGIONE DELLE PISCINE 2020 - COME È ANDATA E COSA SI PREVEDE PER IL FUTURO Luci e ombre nel mercato nazionale e internazionale interpretato da leader del comparto, con rilevanti differenze fra vasche private e vasche pubbliche La stagione 2020 del mercato delle piscine è stata, contemporaneamente, la migliore mai vissuta e quella con le maggiori criticità. Il mercato del privato è letteralmente esploso, a causa della paura delle persone di essere confinate in casa, mentre il mercato del pubblico è entrato in una grande sofferenza. Come è stata affrontata la situazione e come si presenta il futuro? Lo abbiamo chiesto a quattro dei principali players del mercato, i rappresentanti delle ditte fornitrici che, insieme, incidono maggiormente sui ricavi complessivi e rappresentano la maggioranza del settore: Giovanni Lonati, direttore di Pool’s e i.Blue, divisioni Commerciali di A&T Europe Spa Marco Palmolungo, Direttore Generale di SCP Italy, facente parte del Gruppo Poolcorp, riconosciuto tra i top 500 del Nasdaq Mario Cussino, Direttore di C.P.A. e Acquaform Jean Pierre Pelliccia, General Manager Fluidra Commerciale Italia Giovanni Lonati Direttore Pool’s e i.Blue Divisioni Commerciali di A&T Europe Spa giovanni.lonati@pools.it

Jean Pierre Pelliccia General Manager Fluidra Commerciale Italia S.p.A

Mario Cussino Direttore di C.P.A. Srl mariocussino@cpa-piscine.it

Come è andata questa “strana” stagione, per i diversi comparti relativi alle piscine private e pubbliche? Giovanni Lonati – Pool’s Oltre le attese post-lockdown il mercato delle private, mentre continuano a soffrire i settori del pubblico e quello legato alle attività turistiche. Sul privato c’era molta fiducia proprio per l’aumento esponenziale di attenzione nei confronti delle abitazioni e della rinnovata necessità di “viverci bene”. La piscina è un elemento fondamentale per creare oasi di benessere anche nel perimetro abitativo familiare e questo ha dato un impulso 16

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Marco Palmolungo Direttore Generale di SCP Italy – Gruppo Poolcorp marco.palmolungo@scppool.co

incredibile ad una stagione che poteva sembrare compromessa e che invece ci consente addirittura di superare i risultati del 2019. Marco Palmolungo – SCP La stagione è stata effettivamente tanto strana quanto foriera di insegnamenti preziosi. Adattarsi velocemente ai cambiamenti è stata una necessità che abbiamo gestito con coerenza: nel periodo di chiusura siamo stati al fianco dei nostri clienti, grazie alla tecnologia digitale, offrendo supporto e confrontandoci con loro su argomenti, perplessità e prospettive del nostro settore alla fine del pe© DIRITTI RISERVATI

Il mercato della piscina privata era già in espansione prima dell’avvento del Covid e il trend positivo dovrebbe durare per diversi anni Giovanni Lonati – Pool’s


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Piscine private molto richieste in epoca Covid-19 - ph Rosa Gres

riodo di emergenza. Alla riapertura abbiamo concentrato tutte le nostre energie fisiche nel rispondere alle richieste forti e decise provenienti dai nostri clienti e dal mercato. Globalmente un risultato positivo ed imprevedibile, senz’altro superiore ad ogni più rosea aspettativa per quanto riguarda le piscine private. Non abbiamo una forte presenza nel comparto delle piscine pubbliche, che hanno sofferto molto le limitazioni imposte dai protocolli per la sicurezza. Mario Cussino – CPA E stata senz’altro una stagione molto anomala per il citato motivo. Detto questo, proiettandoci al bilancio di fine anno, nel complesso non possiamo che essere soddisfatti. Aziendalmente siamo riusciti a riassorbire il mancato fatturato del periodo di lockdown e alla fine riusciremo anche ad avere un piccolo incremento, cosa che non si sperava

in primavera. Possiamo cosi suddividere i settori: • Piscine pubbliche - hanno avuto un calo evidente visto la chiusura e le incertezze, con una conseguente riduzione dei volumi, e questo non può certo giovare al settore. • Piscine private interrate - hanno avuto un ottimo andamento, ma trattandosi di articoli impegnativi e che comunque devono seguire un certo iter burocratico di autorizzazioni, non hanno avuto un incremento così evidente. • Piscine private fuoriterra - queste hanno avuto un forte sviluppo; tuttavia, non essendo previsto e trattandosi di articoli “al pronto”, i fornitori non  sono riusciti a soddisfare la richiesta. Jean Pierre Pelliccia – Fluidra In termine di performance finanziarie, posso confermare che è stata una buona stagione. Alla fine del 3° trimestre, tutti gli indicatori sono

Giovanni Lonati

Se avessimo avuto maggiore disponibilità di prodotto sarebbe stato un successo ancora superiore Marco Palmolungo - SCP

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positivi, in particolare un Ebitda ben sopra alle aspettative. I nostri fondamentali sono solidi e ci hanno permesso di rispondere pro attivamente all’inaspettata reazione del mercato, grazie alla nostra caratteristica di gruppo industriale. Siamo quindi stati in grado di rispondere con un buon livello di servizio alla crescita della richiesta del mercato che si è concentrata tra maggio e luglio. Questo ovviamente per quanto concerne le piscine residenziali. Per ciò che riguarda le piscine pubbliche, abbiamo purtroppo subito un calo sia per quanto riguarda i nuovi impianti che per le ristrutturazioni ed il mantenimento. Vorrei aggiungere che è stata personalmente un’ottima stagione perché, di fronte alle difficoltà ed alle incertezze provocate ad inizio lockdown, tutto il team di Fluidra Italia ha sempre dato prova della massima abnegazione e volontà di essere vicini ai nostri clienti. E quando è venuto il momento di ripartire, tutto il team è stato allineato verso un obiettivo comune, i nostri clienti. Si è indubbiamente notata una richiesta anomala di piscine fuori terra, la cui disponibilità è, in qualche caso, terminata in anticipo rispetto alla fine della stagione. Come avete gestito questa imprevista situazione? Giovanni Lonati – Pool’s Sia con Pool’s che con i.Blue non siamo mai entrati in maniera decisa nel settore delle piscine fuori


CONSTRUCTION

terra tradizionali se non attraverso un prodotto particolare e costoso come la PrimaVeraPool le cui vendite hanno comunque registrato un’impennata confermando l’altissimo livello di richieste nel corso della stagione.

Mario Cussino – CPA Le piscine fuoriterra, come detto precedentemente, hanno avuto una grande richiesta, ma esaurite le scorte programmate si è cercato di sopperire con forniture dell’ultima ora... Nel complesso è stata comunque una ottima stagione. Jean Pierre Pelliccia – Fluidra Durante il lockdown avevamo già previsto un incremento della richiesta. In primo luogo perché la domanda di altri paesi (in quel momento eravamo l’unico stato in totale lockdown) era cresciuta sia per le piscine fuori terra prodotte in Italia (Piscine Laghetto) che per quelle prodotte da consociate estere (Gré e MTH). In secondo luogo perché questo lockdown aveva generato anche in Italia il desiderio di

LA REDAZIONE CONSTRUCTION

Marco Palmolungo - SCP Per la prima volta abbiamo presentato un’offerta di livello e ne abbiamo tratto beneficio. Sicuramente se avessimo avuto maggiore disponibilità di prodotto sarebbe stato un successo ancora superiore. La gestione è stata fatta con trasparenza e realismo, annunciando ed aggiornando i tempi di consegna con la serietà che ci contraddistingue.

Lusso e Piscina non subiscono cali - ph Six Senses Hotel e Resort

Riusciremo anche ad avere un piccolo incremento, cosa che non si sperava in primavera Mario Cussino – CPA

avere una piscina sia interrata che fuori terra. Poi i tempi burocratici, i tempi di realizzazione e la capacità produttiva nazionale (intendo il comparto dei costruttori di piscine) non avrebbero probabilmente potuto soddisfare la domanda privata di piscine interrate. In questo contesto, nonostante una significativa messa a stock di vari modelli, la nostra offerta non ha potuto soddisfare la crescita della domanda, per lo meno per i tempi di consegna. Come appare, dal vostro personale punto di vista, il mercato per la

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prossima stagione e oltre? Prevedete che l’aumento delle richieste per le piscine private registrato quest’anno possa continuare anche in futuro? Giovanni Lonati – Pool’s Il mercato della piscina privata era già in espansione prima dell’avvento del Covid per cui direi che, facendo i dovuti scongiuri sulla fine dell’emergenza pandemica, che il trend positivo dovrebbe durare per diversi anni anche sull’onda del nuovo mood che si è venuto a determinare attorno al mondo della piscina privata e familiare. Le nostre previsioni e la conseguente configurazione aziendale vanno in questa direzione. Marco Palmolungo - SCP Confrontandomi con Massimiliano Lunari, Direttore Commerciale e MKTG, riteniamo che la crescita possa continuare perché c’è un potenziale latente venuto in superficie solo in parte per le mutate condizioni socio-ambientali. Per le nuove costruzioni, i soli limiti allo sviluppo potrebbero essere la mancanza di flessibilità della forza lavoro, la carenza di personale qualificato per le installazioni e le opere presso i clienti finali e soprattutto i soliti ostacoli relativi ai permessi per le piscine interrate. Per manutenzione e rinnovo del parco piscine esistente la domanda non può che aumentare. Nel contesto generale, abbiamo la fortuna di trovarci in un settore pri-

vilegiato, con un’offerta che si inserisce perfettamente nelle mutate esigenze. Mario Cussino – CPA Senz’altro si pensa che il futuro non possa che essere, per il nostro segmento, in continuo sviluppo. Non dimentichiamo che il mercato italiano nel contesto europeo è ancora molto ridotto. Tutte le spinte che riceve nella sua diffusione, aumentandone la penetrazione con un conseguente allargamento dell’offerta, non possono che portare beneficio. Jean Pierre Pelliccia – Fluidra Il mercato per la prossima stagione dovrebbe continuare il suo trend molto positivo, in particolare per le

Il mercato per la prossima stagione dovrebbe continuare il suo trend molto positivo, in particolare per le piscine residenziali, mentre per la piscina pubblica la situazione rimarrà complessa Jean Pierre Pelliccia – Fluidra

Piscine fuori terra, vendute ed esuarite nella stagione estiva 2020

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HA 6 - 2020

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Marco Palmolungo

piscine residenziali. Anche se non possiamo paragonare il nostro mercato a quello americano oppure a quello francese (2° mercato mondiale dopo quello nord americano), pensiamo che i margini di crescita possano essere giganteschi. Quest’anno sono anche i mercati nordeuropei ad aver dimostrato grande entusiasmo per il nostro settore, in particolare il mercato tedesco e dei paesi scandinavi. La pandemia ha probabilmente accelerato un processo positivo e inevitabile anche nel nostro paese. Per quanto concerne la piscina pubblica, la situazione rimarrà complessa. Da un lato il settore dell’hospitality (abbiamo un numero significativo di hotel rimasti chiusi con conseguente diminuzione dei ricavi per i costruttori e manutentori di piscine) e dall’altro il settore degli impianti natatori pubblici con un quadro normativo molto restrittivo


In questa complicata situazione economica il nostro è uno dei pochi settori in incremento ed è giusto che guardiamo con realistico ottimismo al prossimo futuro Giovanni Lonati – Pool’s

La piscina pubblica è in grave difficoltà - ph Eracle

continueranno a vivere un periodo di grande incertezza ma allo stesso tempo di grandi potenzialità. Ritenete che un improvviso aumento di richieste come quello registrato quest’anno possa fare solo bene al nostro settore o possa generare anche qualche criticità, alla quale è opportuno prestare attenzione? Giovanni Lonati – Pool’s Già quest’anno abbiamo vissuto una crescita esponenziale della domanda e abbiamo dovuto rafforzare e modificare sia la supply chain interna che le varie attività di contatto con i clienti; le giuste attenzioni ci hanno consentito di non penalizzare i nostri interlocutori e le loro realizzazioni. Una buona prospettiva di crescita del mercato induce le aziende a riflettere e a dotarsi per tempo di strutture e procedure finalizzate a Jean Pierre Pelliccia

ridurre al minimo eventuali criticità, soprattutto in un’attività per lo più stagionale come la nostra. Tutti noi auspichiamo grandi vendite e di conseguenza è importante predisporre un corretto piano di sviluppo interno per evitare pericolosi buchi organizzativi. In questa complicata situazione economica il nostro è uno dei pochi settori in incremento ed è giusto che guardiamo con realistico ottimismo al prossimo futuro cercando di porre in atto strategie atte a sostenere una crescita costante nei prossimi anni. In fondo è pur vero che in Italia, nonostante il nostro bellissimo territorio, siamo ancora molto indietro rispetto ad altri paesi europei come numero di realizzazioni annue e pertanto abbiamo dei margini di miglioramento dei nostri volumi importanti e al contempo rassicuranti. Marco Palmolungo - SCP Quest’anno ci ha insegnato molto. Non saremo impreparati all’aumento di richieste e stiamo già lavorando con i produttori per proporre ai nostri clienti di prevenire eventuali incrementi improvvisi della domanda. Tutto questo non può che giovare al nostro settore ed in qualità di azienda leader nel settore della distribuzione a livello mondiale, dobbiamo farci trovare pronti per offrire un servizio di eccellenza.

Mario Cussino – CPA Ritengo che ci sia stato un aumento di richieste importante, ma non al punto da cambiare le regole di mercato. Inoltre non bisogna dimenticare che c’è stata molta richiesta ma la stessa è stata anche moltiplicata dal fatto che, esaurite le scorte del mercato, ogni singola richiesta veniva moltiplicata per 10: lo stesso prodotto veniva girato a tutti i protagonisti,  anche se trovavano risposta al primo. Jean Pierre Pelliccia – Fluidra La crescita va pilotata, altrimenti si rischia in effetti di generare potenziali criticità per il nostro settore. Progettare, costruire e mantenere una piscina richiede professionalità,

I limiti per le nuove costruzioni: la mancanza di flessibilità della forza lavoro, la carenza di personale qualificato per le installazioni e soprattutto burocrazia e vincoli ai permessi per le piscine interrate Marco Palmolungo - SCP


Mario Cussino

C’è stato un aumento di richieste importante, ma non al punto da cambiare le regole di mercato Mario Cussino – CPA altrimenti chi ne usufruirà non sarà pienamente soddisfatto del suo investimento. Oggi, sia un privato che un’azienda del settore dell’hospitality, che desiderano una piscina, devono affrontare una burocrazia altamente scoraggiante. E qui un

intervento di tutta la filiera è fondamentale per semplificare senza “banalizzare” l’iter burocratico. Un’altra criticità potrebbe essere l’improvvisazione da parte di operatori senza adeguate esperienza e formazione nella costruzione e manutenzione della piscina. Anche in questo caso la filiera deve investire su un ente formativo in grado di fare crescere gli attuali operatori e quelli futuri. Altro aspetto non poco rilevante, la sicurezza. Gli impianti devono essere progettati e costruiti per garantire le norme di sicurezza. Infine, sono necessari operatori con un know how specifico per tenere il passo con le nuove soluzioni tecnologiche, messe sul mercato per abbassare i consumi idrici e energetici, e con i nuovi sistemi di domotica che

permettono di avere un impianto sempre connesso per una gestione remota.

Un intervento di tutta la filiera è fondamentale per semplificare e affrontare una burocrazia altamente scoraggiante Jean Pierre Pelliccia – Fluidra

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La Redazione Construction info@professioneacqua.it

SPECIALE PISCINE PRIVATE - 4

8’

I MEZZI DI ACCESSO Prosegue il focus sulle piscine private con un approfondimento relativo alla sicurezza delle vasche, collegata ai mezzi per accedervi In questa quarta parte delle pubblicazioni riguardanti le norme sulle piscine private (le parti precedenti sono state pubblicate sui numeri di Construction) affronteremo il tema dei mezzi di accesso alle piscine private (paragrafo 4.6 e seguenti della UNI EN 16582-1). Premessa Il paragrafo sui mezzi di accesso nella norma UNI EN 16582-1 è molto lungo e complesso. Per molta parte riguarda le caratteristiche costruttive delle scalette, ma sono riportati anche molti obblighi di prudenza e di avviso agli utenti da parte dei fornitori delle scalette/costruttori della piscina. Il principio che ispira questa parte della norma è la tutela dei bambini, riguardo al pericolo di annegamento e per questo si raccomanda, ancora, di tenere sotto sorveglianza i bambini mentre sono in piscina. Come in altre parti della norma, si precisa che l’età da tutelare maggiormente è quella inferiore ai 5 anni. Messa in sicurezza dell’accesso alla piscina Soffermandosi sulle piscine fuori terra e parzialmente interrate, la norma stabilisce il principio che debbano essere messe in sicurezza rispetto all’accesso incontrollato dei bambini. La messa in sicurezza del bacino è effettuata quando: - L’altezza del minore dislivello tra punto di appoggio e bordo finito della piscina è maggiore o uguale di 1100 mm, oppure - L’altezza tra il terreno e il punto di appoggio più basso è maggiore o uguale a 1100 mm, oppure

In sostanza, la piscina fuori terra o parzialmente interrata è considerata sicura quando è necessario scavalcare un dislivello di almeno 1100 mm per entrarci. Se questo requisito non è soddisfatto, se la piscina è dotata di un mezzo di accesso non rispondente alla norma, o se non è dotata di mezzo di accesso, il fornitore della piscina (cioè chi la vende al cliente finale) ha l’obbligo di avvertire in forma scritta il proprio cliente che la piscina non è sicura e deve essere messa in sicurezza, raccomandando di utilizzare un mezzo (recinzione, copertura, sistemi elettronici) idoneo ad impedire l’accesso incontrollato. Questo anche nel caso di una piscina completamente interrata. Come si può comprendere, questo avviso è di fondamentale importanza nel malaugurato caso in cui si verifichi l’annegamento di un bambino! I mezzi di accesso Il punto 5.1 precisa che le piscine fuori terra con un muro più basso di 850 mm devono obbligatoriamente essere vendute con il relativo mezzo di accesso. Se si tratta di una scalet-

La piscina fuori terra o parzialmente interrata è considerata sicura quando è necessario scavalcare un dislivello di almeno 1100 mm per entrarci ta, questa deve rispondere ai requisiti della norma. Rivestimento antiscivolo Considerata la peculiarità dell’utilizzo delle piscine private, il rivestimento antiscivolo sui mezzi di accesso va applicato solo per le parti in acqua, ad una profondità superiore ai 600 mm dal pelo dell’acqua, mentre se l’inclinazione del gradino o della rampa è superiore ai 15° si applicano per tutta la parte del mezzo di accesso rivolta verso l’interno della vasca. I requisiti per l’antiscivolo sono quelli già descritti in un nostro articolo precedente e sono riportati nella norma CEN/TS 16165. VEDI TABELLA 1

MEZZI

GRUPPO NOMINALE

Pedate delle scale a pioli

A

- L’altezza tra due punti di appoggio consecutivi è maggiore o uguale a 1100 mm.

Fasi

A

Pendenze

B

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TABELLA 1

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CONSTRUCTION LA REDAZIONE CONSTRUCTION

Viene specificato che, quando in uso, i mezzi di accesso non devono presentare pericoli per l’intrappolamento e/o lo schiacciamento. Quando esiste il rischio di caduta da una altezza superiore a 600 mm sia all’interno che all’esterno della piscina, è necessario osservare le aperture ammissibili, tra 25 e 110 mm, oppure superiori a 230 mm, per evitare il rischio di strangolamento. Scale a pioli Il punto 5.4 descrive le misure e le caratteristiche delle classiche “scalette da piscina”, di qualunque tipologia si tratti: scalette interne alle vasche interrate, scalette con piattaforma e scalette esterne senza piattaforma per le fuori terra. Neanche a dirlo, le misure riportate nel Prospetto 6 non sono le stesse di quelle previste per le scalette destinate alle piscine pubbliche, descritte nella

norma UNI EN 13451-2, sarebbe stato troppo semplice! Diciamo che una scaletta per piscina pubblica potrebbe essere utilizzata per una piscina privata, ma non viceversa. Per quanto riguarda la larghezza dello scalino superiore, non è obbligatorio che sia appoggiato alla parete della piscina, è un requisito che può risultare impossibile da applicare per piscine curve o fuori terra, ma è raccomandato che la larghezza della pedata superiore sia almeno doppia di quella delle pedate rimanenti e che il bordo anteriore delle pedate sia sullo stesso piano. Ma non è tutto. Per la prima volta, si definiscono i requisiti per la portata delle scale a pioli, attraverso un test da eseguire sulla scaletta finita. Applicando una forza minima di 1500 N verticalmente al centro della pedata più sfavorevole per 5 minuti e poi al centro della piattaforma (se presente) non si deve apprezzare

una deformazione maggiore del 1% della lunghezza misurata tra i montanti. Va verificata anche la stabilità delle scalette posizionate su una superficie inclinata, quando non sono fissate. VEDI TABELLA 2 La messa in sicurezza dei mezzi di accesso Il paragrafo 5.4.4 tratta dei mezzi di accesso che devono essere messi in sicurezza per evitare che i bambini possano entrare in piscina quando quest’ultima non è sorvegliata. Per definire la messa in sicurezza del mezzo di accesso, è necessario che questo lasci, quando è nella posizione di sicurezza, una altezza di scavalcamento uguale o superiore a 1100 mm. Per impedire che un bambino possa sbloccare il mezzo di accesso, l’operazione di sblocco deve necessitare di una forza pari ad almeno

Le piscine fuori terra con un muro più basso di 850 mm devono obbligatoriamente essere vendute con il relativo mezzo di accesso © DIRITTI RISERVATI

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REQUISITI SCALE A PIOLI - PROSPETTO 6 DIMENSIONI IN MM O ANGOLO (°)

MINIMO

MASSIMO

A

Distanza utilizzabile tra i montanti

330

/

B

Profondità della piattaforma

250

/

C

Sezione trasversale delle parti da trattenere Presa totale

Forma iscritta in un cerchio di diam.25

Forma iscritta in un cerchio di diam.50

Presa parziale

/

60

D

Altezza di calpestio tra due pedate

/

330

E

Spazio di intrappolamento tra due pedate

>45 e <110 o >230

/

F

Altezza della prima pedata a) in relazione al terreno, all’esterno della piscina

/

400

G

Differenza tra l’altezza della parete, incluso il bordo, e l’altezza dell’ultima pedata per le scale a pioli esterne senza piattaforma

/

150

H

Differenza tra l’altezza della parete della piscina (incluso il bordo) e l’altezza dell’ultima pedata per le scale a pioli interne

150

300

I

Altezza dei corrimano in relazione all’ultima pedata o alla piattaforma o alla parte superiore della parete (incluso il bordo delle scale a pioli interne) c)

400

/

J b)

Distanza tra il pavimento o la base inferiore dello stabilizzatore e la prima pedata a) all’interno della piscina

>45 e <110 o >230

K

Angolo di inclinazione delle gambe nel caso di: - Scale a pioli staccabili - Scale a pioli fisse (all’interno della piscina) - Scale a pioli fisse (all’esterno della piscina)

60 60 60

75 90 80

L1

Spazio tra le pedate sommerse e la parete della piscina per le scale a pioli fisse

0 25 230

8 110 270

L2

Spazio tra lo spigolo anteriore del bordo e lo spigolo posteriore della pedata superiore

1

1

M

Larghezza delle pedate c)

36

/

Distanza tra la barra della scala a pioli e la parete della piscina

0 25 230

8 110 /

N

a) Gli stabilizzatori poggiati sul terreno non sono considerati pedate - b) Entrambe le configurazioni sono accettabili a seconda della scelta - c) A seconda della capacità dell’utente, questa distanza potrebbe essere aumentata

TABELLA 2

50 N, oppure: - Richiedere almeno due azioni di sblocco consecutive, la seconda dipendente dalla prima, oppure

- Comprendere due dispositivi di sblocco distanti almeno 1000 mm l’uno dall’altro e che devono essere attivati simultaneamente, oppure

Nelle scale a pioli con accesso a sollevamento, è necessario fornire un sistema di blocco in grado di mantenere la scala in posizione sollevata, automatico e segnalato. Nelle scale a pioli con accesso retraibile, la parte che si retrae deve sopportare, in posizione sicura, una forza di trazione di 100N.

- Essere inaccessibili ad un bambino di età inferiore ai 5 anni, con un

Il punto 5.4.4.4 fa una precisazione importante: nel caso di piscine fuori

- Richiedere due azioni separate ma simultanee che funzionano secondo principi differenti, oppure

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sistema di sblocco posizionato ad una lunghezza estesa maggiore o uguale a 1500 mm.

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Nel caso di piscine fuori terra con un piano vasca calpestabile, l’accesso al piano vasca deve essere reso sicuro o togliendo la scala di accesso, o con una scala con accesso a sollevamento o retraibile


L’ultimo paragrafo dei mezzi di accesso è riservato alle scale sommerse, realizzate in opera o prefabbricate all’interno della vasca.

Una scaletta per piscina pubblica potrebbe essere utilizzata per una piscina privata, ma non viceversa

Le scale installate in una piscina più profonda di 1300 mm devono avere una dotazione minima di 3 gradini interni, esclusa la superficie calpestabile e il fondo della pi-

scina. Non è previsto l’obbligo di un corrimano, ma se viene installato deve avere un diametro compreso tra 25 e 50 mm.

VEDI TABELLA 3

REQUISITI SCALE A PIOLI - PROSPETTO 6 DIMENSIONI

MINIMO

MASSIMO

1

Altezza dal terreno circostante la piscina al primo gradino

/

400a

2

Altezza tra due gradini

/

330

3

Profondità del gradino (a prescindere dalla forma del gradino/ vedere anche dimensione 5)

210 (minimo assoluto) 250 (raccomandata)

/

4

Altezza dall’ultimo gradino al fondo della piscina

/

/

5

Larghezza del gradino su entrambi i lati della linea centrale della scala con la profondità della linea richiesta (vedere dimensione 3)

160

/

a) Dove l’altezza tra il gradino superiore e l’area della superficie calpestabile è maggiore di 400 mm allora si deve installare un corrimano. Questa altezza massima deve essere inferiore o uguale a 450 mm senza tolleranze

TABELLA 3

Si definiscono i requisiti per la portata delle scale a pioli, attraverso un test da eseguire sulla scaletta finita

LA REDAZIONE CONSTRUCTION

Vengono inoltre descritte le caratteristiche che devono avere superfici all’interno della vasca per essere definite “punti portanti” che potrebbero essere utilizzate come appoggi. Un esempio tipico è rappresentato dalle panche idromassaggio. Le superfici sicure, non calpestabili, sono quelle con una inclinazione di almeno 55° rispetto all’orizzontale.

CONSTRUCTION

terra con un piano vasca calpestabile, l’accesso al piano vasca deve essere reso sicuro o togliendo la scala di accesso, o con una scala con accesso a sollevamento o retraibile.


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PROFONDITÀ E PENDENZE DEL FONDO IN PISCINA: LEGGI, NORME E REGOLAMENTI Una piscina funzionale e utilizzabile al meglio dipende spesso dalle sue caratteristiche strutturali adeguate definite dal progetto, la cui fase deve considerare anche norme e vincoli collegati Nella fase di progettazione di una piscina la scelta della profondità e della pendenza da dare al fondo è un aspetto di fondamentale importanza. Oltre alle motivazioni legate all’utilizzo, allo spazio disponibile ed alle preferenze architettoniche, è opportuno tenere in considerazione i vincoli legislativi e normativi.

La profondità Sulla profondità da dare ad una piscina, al di là delle profondità minime per le piscine dedicate all’attività agonistica, ed alla profondità massima legata all’obbligo del bagnino per le piscine turistico-ricettive, si discute sempre molto. Stabilire quale sia la profondità più adatta per l’aquafitness o per i bambini è sempre difficile e spesso ogni professionista ha idee precise in merito, che non coincidono con quelle dei propri colleghi. Per le piscine dove si svolge attività agonistica la profondità minima è normata dalla Federazione Italiana Nuoto e varia in funzione della dimensione della vasca e delle attività che si intendono organizzare. Si va da 1,20 m che consente di svolgere gare di nuoto a livello regionale nelle piscine da 25 m, che sale a 1,35 m per le gare nazionali e 1,80 m per le attività di pallanuoto e nuoto sincronizzato, fino a 2,00 m che è la profondità minima per le vasche di lunghezza pari a 50 m. Per quanto riguarda invece le piscine non destinate all’attività agonistica, la possibilità di scelta della profondità non è condizionata da limiti normativi. Per le piscine turistico-ricettive e 32

HA 6 - 2020

condominiali, alcune leggi regionali hanno stabilito un limite di profondità oltre il quale è necessaria la presenza dell’assistente bagnanti. E’ impossibile ricondurre ad una semplice tabella le innumerevoli variabili da tenere in considerazione per evitare l’obbligo dell’assistente bagnanti, poichè ogni Regione ha stabilito una serie di limitazioni, diverse caso per caso. I limiti di profondità sono quasi tutti stabiliti a 1,40 m, tranne nel caso dell’Umbria, che ha indicato 1,50 o 1,20 m a seconda della superficie, e della Toscana, che per queste categorie di piscine non prevede mai l’obbligo della presenza dell’assistente bagnanti.

o le norme, è quindi sempre opportuno evitare, per quanto possibile, i salti di quota oppure proteggerli in modo che non sia possibile che un utente “cada” da una zona ad una di profondità maggiore senza rendersene conto. Il problema da affrontare per raccordare due quote diverse tramite una rampa è costituito dalla pendenza della stessa, che varia in funzione dello spazio disponibile e dalle altezze da raccordare. Una rampa troppo ripida è pericolosa quanto un salto di quota, se non di più, perchè è ancora più difficile avvertire gli utenti del possibile pericolo.

La pendenza del fondo Una volta stabilita la profondità, cosa comunque non facile, è necessario definire come si raccordano tra loro eventuali zone di profondità diverse. Le possibilità costruttive sono due: con un salto di quota netto oppure con una rampa sul fondo della vasca. È evidente che i salti di quota rappresentano possibili pericoli per gli utenti, soprattutto se sono posizionati in zone frequentate da bambini. Al di là di quanto prevedono le leggi © DIRITTI RISERVATI

Eventuali zone di profondità diverse si raccordano attraverso due possibilità costruttive: con un salto di quota netto oppure con una rampa sul fondo della vasca


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La pendenza massima della rampa in vasca è regolata solo dalla legge della Regione Toscana e dalla norma UNI EN 15288. La Regione Toscana, in questo aspetto come in moltissimi altri, non è chiara e lascia spazio all’ interprestazione. L’art.5 del Regolamento della Legge Regionale 8/2006, al comma 4 recita: 4. Nelle zone con profondità uniforme fino a 1 metro e 80 centimetri la pendenza del fondo non supera il limite del 8 per cento. Questa frase viene interpretata dagli organismi di vigilanza locali come un divieto di realizzare improvvisi salti di quota tra zone a pendenza diversa, oltre che a garantire

la pendenza massima delle eventuali rampe sulla pavimentazione. Leggendo la frase, però, pare che l’indicazione sulla pendenza massima sia limitata alle zone con profondità uniforme. Se la profondità non è uniforme, come nel caso di salti di quota, la prescrizione non si applica. L’incertezza interpretativa, quindi, rimane. La norma UNI 15288-1 classifica le zone di profondità diverse della piscina in due macro gruppi: la zona non nuotatori, di profondità minore o uguale a 1,35 m, e la zona nuotatori, di profondità maggiore di 1,35 m. Il punto 5.8.3.2.1 della norma stabilisce che nelle aree non nuo-

tatori non sono ammesse brusche variazioni della profondità, ad eccezione dei gradini di accesso, e che la pendenza del fondo deve essere minore o uguale al 10%. Le variazioni di profondità vengono intese come da orizzontale ad inclinata, o come zone di inclinazione diversa. I salti di quota non vengono nemmeno presi in considerazione. Tutte le variazioni di profondità devono essere segnalate. La segnalazione della profondità e del cambio di pendenza È sempre opportuno, anche nelle regioni dove non è stabilito da una

UNI EN 15288-1: le profondità dell’acqua devono essere indicate visivamente da cifre di altezza non inferiore a 70 mm e di colore contrastante, collocate in modo da garantirne la visibilità 34

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legge o delibera, prevedere una adeguata segnalazione della profondità della piscina, così come stabilisce la sentenza della Corte di Cassazione – Sez. Terza Civ. – Sent. 02.03.2011, n. 5086 che ha condannato un gestore a seguito di un incidente occorso ad una minore che si è tuffata in una zona con acqua poco profonda. Dice la Cassazione: “Effettivamente, il giudice di merito ha erroneamente ritenuto che la mancanza di una normativa specifica, che imponesse al gestore della piscina la collocazione di cartelli (indicatori della diversa profondità e

ROSSANA PROLA

Le norme tecniche, scritte da tecnici che conoscono il settore, è auspicabile prevalgano sempre più sulla legislazione, troppo spesso scritta da burocrati con poca esperienza specifica

del divieto di tuffi dove l’acqua era bassa), escludesse la configurabilità di un comportamento colposo in capo al gestore. Infatti, l’apposizione di mezzi idonei a segnalare la profondità della piscina e di un esplicito cartello per vietare i tuffi, dove la profondità non li consente in sicurezza, risponde alle comuni regole di prudenza, specificate nei confronti del gestore della piscina, volte ad impedire il superamento dei limiti del rischio connaturato allo svolgimento dell’attività sportiva. Nessun rilievo può avere, quindi, la mancata elencazione di tali obblighi in norme primarie o secon-

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darie, o in norme elaborate dagli organismi sportivi di riferimento. La loro eventuale esistenza non farebbe altro che codificare generali norme di prudenza rispetto a chi, per la natura dell’attività svolta, è tenuto a garantire l’incolumità fisica degli utenti nell’organizzazione della propria attività economica”. Su come e dove segnalare la profondità ci viene in aiuto la norma UNI EN 15288-1 che al punto 5.4 prevede che le profondità dell’acqua debbano essere indicate visivamente da cifre di altezza non inferiore a 70 mm e di colore contrastante, collocate in modo da garantirne la visibilità da

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Una rampa troppo ripida è pericolosa quanto un salto di quota, se non di più, perchè è ancora più difficile avvertire gli utenti del possibile pericolo parte di tutte le persone sull’area di bordo vasca che intendano entrare in piscina, nonchè da tutte le persone che si trovano in acqua. Le indicazioni di profondità devono essere posizionate almeno: a) All’accesso alle piscine; b) Nelle zone corrispondenti alle profondità massime e minime: c) Al centro di fondi piatti o uniformemente inclinati: d) Dove il profilo del pavimento del-

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la piscina cambia bruscamente a una profondità dell’acqua maggiore di 1,35. Si raccomandano informazioni aggiuntive per le aree per il nuoto e per non nuotatori, le aree per i tuffi e con divieto di tuffo. Le variazioni di profondità devono essere segnalate mediante un colore contrastante e/o una finitura della pavimentazione di diversa qualità tattile (punto 5.8.3.2.1 comma d). Le transizioni tra aree non nuotatori e aree nuotatori dovrebbero essere contrassegnate sul pavimento della vasca della piscina mediante una linea ben visibile (punto 5.8.3.2.3). Che fare, quindi? Come accade sempre, le leggi che riguardano le piscine sono lacunose, contrastanti tra loro e non sempre esistono. Diversa la situazione delle norme tecniche, che esistono e sono pertinenti, oltre che precise. Purtroppo, questi due settori non si conoscono e nemmeno pare intendano farlo. L’auspicio è quello che le

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norme tecniche, scritte da tecnici che conoscono il settore, prevalgano sempre più sulla legislazione, troppo spesso scritta da burocrati in cerca di visibilità che hanno ben poca esperienza specifica. Il consiglio è quindi quello di utilizzare sempre le prescrizioni riportate nelle norme tecniche, che non possono essere considerate inesatte o scorrette, dato che la nostra giurisprudenza classifica ciò che viene riportato nelle norme tecniche come la buona regola dell’arte.

Per le piscine non destinate all’attività agonistica la possibilità di scelta della profondità non è condizionata da limiti normativi


WEB CONFERENCE dalle 9:15 alle 13:10

3 DICEMBRE 2020

PISCINE PUBBLICHE: ANNO ZERO,

PER RILANCIARSI NELL’ERA POST COVID

Roberto Giorgio Cognonato Lamberti Relatore

Relatore

Andrea Campara Relatore

Karl Michaeler Relatore

Rossana Prola

Marco Tornatore

Moderatore Moderatore

Paolo Calvi

Relatore

Lorenzo Francesco Bolognini Iezzoni Relatore

Relatore

9:15

Avvio lavori e saluto della Presidente AcquaNET, Rossana Prola

9:30

La piscina pubblica: come deve cambiare per avere un domani Giorgio Lamberti (Agisi) e Roberto Cognonato (Assonuoto)

10:10

Dalla concessione all’acquisizione dell’impianto pubblico Andrea Campara (CSS)

10:40

Un nuovo modello di PPP e il concept di leisure pool per la collettività Paolo Calvi (P&G-Aquamore)

11:10

Pensare l’impianto sportivo come Impresa e non come SSD Francesco Iezzoni (FitComm – Prime/Palestre Italiane)

11:40

La gestione pubblica diretta: concorrenza od opportunità? Karl Michaeler (Aquarena Bressanone)

12:10

Le concessioni, i margini di rinegoziazione e appalti per gestioni sostenibili Lorenzo Bolognini (Avvocato Amministrativista)

12:40

Dibattito

13:10

Chiusura

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Pietro Bordonali

poolcarespecialist.pb@gmail.com

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LA NORMATIVA ADR PER IL TRASPORTO DEI PRODOTTI CHIMICI Il trasporto di merci pericolose su strada è normato dall’accordo ADR, al quale è necessario uniformarsi quando si trasportano prodotti chimici per le piscine Cos’è l’ADR? L’ADR, dal francese Accord européen relatif au transport international des marchandises Dangereuses par Route, è un accordo internazionale che regolamenta a livello europeo, ed al quale aderiscono anche paesi extraeuropei, il trasporto di merci pericolose su strada. Esistono analoghi accordi per trasporti per acque interne, ferrovia, via mare, aerei. Siglato a Ginevra nel 1957, è composto da 17 articoli e da due allegati, parti integranti dell’accordo stesso, che vengono aggiornati ogni due anni in funzione dello sviluppo tecnologico e delle mutate esigenze del mondo del trasporto; un apposito decreto del Ministero dei Trasporti recepisce ogni due anni gli aggiornamenti. Il campo di applicazione dell’ADR è molto vasto, in questo articolo si tratteranno le parti che riguardano i prodotti generalmente utilizzati nelle piscine.

non ai fini ADR (es. riduttore di pH solido, incrementatore di pH solido, flocculanti). Quando un prodotto non è classificato come pericoloso ai fini ADR, per il trasporto su strada valgono le normative generali di sicurezza dei trasporti. Una materia considerata pericolosa ai fini del trasporto viene identificata da un numero ONU al quale sono legate la classificazione in classi secondo uno o più pericoli (es. esplosivo, infiammabile, corrosivo ecc). La

materia viene classificata anche in base al livello di pericolosità attraverso il gruppo di imballaggio; più elevato è il livello di pericolosità di una sostanza, più l’imballaggio deve rispondere a caratteristiche di qualità atte a prevenire i rischi. I gruppi di imballaggio sono definiti dai numeri ordinali romani: I, II, III in cui le materie del primo gruppo sono le più pericolose e quelle del terzo le meno pericolose. Questo incide in modo importante sulle modalità di imballaggio e sulle quantità che possono essere trasportate con agevolazioni (esenzioni parziali).

Più elevato è il livello di pericolosità di una sostanza, più l’imballaggio deve rispondere a caratteristiche di qualità atte a prevenire i rischi

Chi è coinvolto nell’applicazione delle disposizioni dell’ADR?

Prodotti chimici pericolosi secondo l’ADR La classificazione come merci pericolose ai fini ADR coincide solo parzialmente con la classificazione CLP (che riguarda l’utilizzo del prodotto). Possiamo quindi trovare prodotti classificati come pericolosi ai fini del regolamento CLP, ma 38

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Etichetta classe 3: liquidi infiammabili

Etichetta classe 5.1: materie comburenti

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Le figure coinvolte nell’applicazione delle disposizioni dell’ADR sono divise tra figure principali e figure secondarie. L’ADR identifica come figure principali il mittente (indicato con il termine “speditore” nelle traduzioni italiane), il trasportatore, il destinatario e come figure secon-

Etichetta classe 8: materie corrosive

Etichetta classe 9: materie e oggetti pericolosi diversi


CONSTRUCTION PIETRO BORDONALI

darie il caricatore, l’imballatore, il riempitore, il gestore di un container-cisterna o di una cisterna mobile, lo scaricatore. Ciascuna figura deve ottemperare a disposizioni finalizzate a compiere in sicurezza le operazioni di trasporto della merce pericolosa, anche se in alcuni casi la responsabilità è condivisa tra diverse figure che possono pure coincidere. Il mittente può ad esempio trasportare la merce al cliente, oppure il destinatario può occuparsi di ritirare e trasportare la merce. A titolo di esempio il mittente deve assicurarsi tra l’altro: - che le merci pericolose siano classificate ed autorizzate al trasporto conformemente all’ADR: - di fornire al trasportatore informazioni e dati in maniera tracciabile e la documentazione richiesta per il trasporto; - di utilizzare imballaggi, contenitori, cisterne idonei; - di osservare le disposizioni sulle modalità di inoltro e sulle restrizioni della spedizione; Cosa serve quindi per una spedizione in ADR? Una spedizione in colli di merce in ADR può richiedere che vengano osservate tutte le seguenti disposizioni:

- Formazione del personale coinvolto, ciascuno secondo le proprie funzioni - Etichettatura del collo secondo ADR - Marcatura del collo secondo ADR - Imballaggio omologato - DDT in ADR - Istruzioni scritte secondo ADR - Certificato di formazione professionale per la guida (Patentino ADR) - Documenti identità - Equipaggiamento di sicurezza veicolo (estintori, pale, cuneo ecc.) - Dotazioni sicurezza equipaggio (occhiali, guanti, giubbetto fluorescente ecc.) - Cartello arancione

nelle normali condizioni di trasporto (il prodotto deve essere idoneo alla vendita al dettaglio ed esistono limiti di quantità per le sostanze infiammabili). - Trasporti effettuati come complemento all’attività principale Non si applicano le disposizioni ADR a trasporti effettuati da imprese come complemento alla loro attività principale, quali approvvigionamento di cantieri o per lavori di controllo, riparazione o manutenzione. Il fusto di cloro o la tanica di riduttore di pH trasportati per effettuare una manutenzione non sono soggetti alle disposizioni ADR. Se invece il trasporto è finalizzato alla vendita del prodotto (es. vendita con consegna di fusto di cloro) il trasporto rientra nell’applicazione delle disposizioni ADR.

Esenzioni dall’ADR Per alcune tipologie di trasporti l’ADR non viene applicato, ad esempio: - Trasporti effettuati da privati Quando un privato acquista una tanica di antialga in negozio e lo porta a casa, pur effettuando un trasporto di un prodotto classificato come pericoloso, non deve applicare le norme ADR purché siano adottati provvedimenti per impedire qualsiasi perdita di prodotto © DIRITTI RISERVATI

Ciascuna figura deve ottemperare a disposizioni dell’ADR finalizzate a compiere in sicurezza le operazioni di trasporto della merce pericolosa HA 6 - 2020

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Esistono inoltre alcune esenzioni parziali per le quali l’ADR, pur essendo applicato, prevede uno sgravio di incombenze attraverso l’applicazione di prescrizioni ridotte quando si ricade nei criteri di applicabilità. - Esenzione per materie UN 3077 e UN 3082 (disposizione speciale 375) Per materie classificate con numeri ONU UN 3077 ed UN 3082 in imballaggi fino a 5 l o 5 kg l’ADR annulla tutte le prescrizioni ad eccezione delle norme di imballaggio ed in particolare della marchiatura con frecce direzionali (lato alto) per le sostanze liquide, laddove non sia visibile la disposizione (es. taniche in una cassa di cartone). Quindi per materie classificate come UN 3077 ed UN 3082 nei limiti di imballaggio indicati non è necessario null’altro.

Frecce direzionali

Non si applicano le disposizioni ADR a trasporti effettuati da imprese come complemento alla loro attività principale, quali approvvigionamento di cantieri o per lavori di controllo, riparazione o manutenzione - Esenzione per imballaggio in quantità limitate (3.4) Quando una materia è imballata, secondo limiti specifici, con doppio imballaggio (es. taniche in cassa di cartone) è possibile usufruire dell’agevolazione dell’esenzione per imballaggio in quantità limitate. In questo caso l’ADR prescrive la sola marcatura del collo con il marchio (cm. 10x10) indicante le quantità limitate (rombo a tre strisce orizzontali, nera, bianca, nera) e le frecce direzionali per i liquidi; oltre a questo va comunicata al trasportatore la quantità di merce da spedi-

Stoccaggio prodoti chimici in un impianto

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re, in quanto potrebbe essere tenuto ad esporre un cartello riportante il marchio sul mezzo di trasporto (in funzione della quantità). - Esenzione per unità di trasporto (1.1.3.6) Per modeste quantità di alcune tipologie di merci, tra le quali tutti i prodotti maggiormente utilizzati in piscina, nel caso non sia possibile usufruire delle precedenti esenzioni, l’ADR consente di usufruire di agevolazioni con l’esenzione di alcune delle prescrizioni rispetto al regime ordinario (quali ad esempio il “patentino ADR” e quasi tutte le dotazioni di sicurezza). E’ necessario in questo caso eseguire una valutazione puntuale su ciascun prodotto trasportato, eseguire una somma adimensionale (pesi di solidi e volumi di liquidi vengono sommati) corretta in base alla pericolosità di ogni singola materia. Normalmente, quando si tratta di più materie, si ricorre a software che eseguono il

Frecce direzionali

Marchio per i colli contenenti quantità limitate


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conteggio in automatico secondo la tabella ADR 1.1.3.6.3. Se il carico, nel suo complesso, risulta inferiore all’indice 1000 si può usufruire di questa agevolazione ed il trasporto, in esenzione secondo l’1.1.3.6 può essere effettuato con le seguenti prescrizioni: - Collo idoneo al trasporto (omologazione, marchiatura, etichettatura conformi) - Documento di trasporto secondo ADR - Estintore da 2 kg sull’unità di trasporto. - Ruolo del consulente ADR Le imprese che effettuano spedi-

zione, trasporto o le operazioni connesse di imballaggio, carico, riempimento o scarico devono designare uno o più consulenti. Il consulente può essere esterno all’impresa, dipendente o titolare purché sia in possesso di un certificato di formazione professionale rilasciato dal Ministero dei Trasporti a seguito di apposito esame. I compiti del consulente ADR sono di verificare l’osservanza delle disposizioni in merito al trasporto di merci pericolose, consigliare l’impresa nelle operazioni di trasporto, esame delle prassi e procedure utilizzate dall’impresa e la redazione di una relazione annuale ed eventuali relazioni in caso di incidente. Sono esentate dalla nomina del consulente ADR le imprese i cui trasporti rientrano nell’esenzione

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all’1.1.3.6 e le imprese che operano un numero limitato di operazioni di smaltimento rifiuti o residui di lavorazione.

PIETRO BORDONALI

Le imprese che effettuano spedizione, trasporto o le operazioni connesse di imballaggio, carico, riempimento o scarico devono designare uno o più consulenti

Quando una materia è imballata, secondo limiti specifici, con doppio imballaggio (es. taniche in cassa di cartone) è possibile usufruire dell’agevolazione dell’esenzione per imballaggio in quantità limitate

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Tullio QuaGliotti

tullio@studioquagliotti.com

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SUPERBONUS 110%: IN COSA CONSISTE LA MAXI DETRAZIONE Una descrizione dei principali aspetti di un provvedimento complesso che riguarda le piscine solo in modo marginale ma che può comunque fornire, in alcuni casi, spunti interessanti Sono molteplici le finalità raggiungibili con il provvedimento descritto all’ articolo 119 del DL 34/2020 (il c.d. Decreto Rilancio) che, per la sua eccezionalità ed efficacia, davvero non può essere ignorato. Rimandando ogni approfondimento dell’argomento, per il quale ci rendiamo disponibili, svolgiamo dunque il tema nei suoi punti salienti. Ambito oggettivo Gli interventi agevolabili si distinguono in due macro-categorie, “trainanti” e “trainati”, ed in ulteriori 4 categorie: 1. Interventi di isolamento termico degli involucri edilizi 2. Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni 3. Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari 4. Interventi antisismici Relativamente agli interventi “trainati” l’agevolazione spetta a condizione che vengano realizzati congiuntamente al relativo intervento principale che gli fa da traino (vedi elenco che precede) e, sommariamente, si tratta di:

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A. Interventi di efficientamento energetico B. Installazione di impianti solari fotovoltaici C. Infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici Perché gli interventi siano agevolabili, dovranno essere realizzati: - sulle parti comuni dei condomìni residenziali - sugli edifici residenziali unifamiliari e sulle relative pertinenze - sulle unità residenziali funzionalmente indipendenti con almeno un accesso autonomo dall’esterno, site in edifici plurifamiliari - sulle singole unità residenziali e relative pertinenze all’interno del condomìnio (attenzione: limitatamente agli interventi “trainati” ed a condizione che il condominio abbia eseguito l’intervento di traino)

- sono ESCLUSE LE UNITA’ IMMOBILIARI DI LUSSO appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 - sono ESCLUSE ALTRESI’ LE UNITA’ IMMOBILIARI IN FASE DI COSTRUZIONE Ambito soggettivo Potranno quindi usufruire della agevolazione i soggetti seguenti: - condomìni - persone fisiche per immobili residenziali e NON STRUMENTALI - istituti autonomi casa popolari (IACP) - cooperative di abitazione a proprietà indivisa, ONLUS, ODV e APS e società sportive - associazioni sportive dilettantistiche (solo relativamente agli immobili adibiti a spogliatoi) - comunità energetiche rinnovabili

Gli interventi agevolabili si distinguono in due macro-categorie, “trainanti” e “trainati” ph - Rosa Gres

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Limiti di spesa Nella tabella che segue, sono descritte le tipologie di intervento ed il relativo plafond di spesa. TIPO DI INTERVENTO

SPESA MASSIMA

1. Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali o inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo o dell’unità immobiliare sita all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno.

Euro 50.000 per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti Euro 40.000  moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari; Euro 30.000  moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

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2. Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo ovvero con impianti di microcogenerazione o a collettori solari.

Euro 20.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari ovvero euro

3. Interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari, le quali siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013 a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo ovvero con impianti di microcogenerazione, a collettori solari o con impianti a biomassa con classe di qualità 5 stelle individuata dal decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 7 novembre 2017, n.186. Tale ultimo intervento è ammesso al Superbonus solo nel caso di sostituzione di preesistenti impianti a biomassa.

Euro 30.000

4. Interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013 eseguiti congiuntamente ad almeno uno dei precedenti interventi e che assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

Limiti di spesa previsti per ciascun intervento

5. Interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013 eseguiti su edifici sottoposti a vincoli, anche non realizzati congiuntamente agli interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti, a condizione che assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

Limiti di spesa previsti per ciascun intervento

6. Interventi di riduzione del rischio sismico (art. 16, commi da 1-bis a 1-septies del decreto-legge n. 63 del 2013). In caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista nell’articolo 15, comma 1, lettera f-bis), del TUIR, spetta nella misura del 90 per cento.

Limiti di spesa previsti per ciascun intervento

7. Installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore dell’impianto solare fotovoltaico eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riduzione del rischio sismico precedentemente elencati.

Euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di  Euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale. In caso di interventi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere d), e) ed f), del DPR n. 380 del 2001 il limite di spesa è ridotto ad Euro 1.600 per ogni kW di potenza nominale

8. Installazione, contestuale o successiva all’installazione di impianti solari fotovoltaici, di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati.

Euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo, nel  limite complessivo di spesa di Euro 48.000 e, comunque, di Euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto.

9. Installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici a condizione che sia effettuata congiuntamente ad almeno uno degli interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti, sopra indicati.

Euro 3.000

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Euro 15.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari


Gli interventi che potranno fruire del superbonus sono quelli effettuati e pagati nel periodo compreso fra il 1° luglio 2020 ed il 31 dicembre 2021. Modalità di fruizione del superbonus del 110% Nei limiti di spesa dei singoli interventi “trainanti” e “trainati” di cui si è detto sopra, gli importi effettivamente a carico del contribuente fruiscono del superbonus pari al 110% del loro ammontare che potranno essere portati in detrazione dall’Irpef dovuta nei 5 anni successivi con il limite di capienza dell’Irpef di ogni singolo anno. Trattandosi di una detrazione particolarmente importante, i soggetti interessati potranno fruirne appieno solo in presenza di redditi altrettanto importanti: se, ad esempio, gli interventi agevola-

Nel rispetto delle condizioni per accedere al superbonus, è possibile beneficiarne anche per la piscina domestica

bili ammontassero a 120mila Euro, la detrazione spettante sarebbe di 132mila Euro e, di conseguenza, ognuna delle 5 quote risulterebbe quindi di 26.400 Euro. E’ evidente che coloro che non raggiungessero tale ammontare di Irpef nell’anno di riferimento, perderebbero la possibilità di recuperare l’eccedenza. Esistono tuttavia ben 2 alternative a tale modalità che consentono ai cosiddetti “incapienti” o a coloro che si trovano in particolari regimi fiscali o, più semplicemente, a quanti lo preferissero optare per:

Gli interventi riguardanti le piscine sono da vagliare con estrema attenzione essendo limitati e circoscritti

- lo sconto in fattura, che non potrà superare il corrispettivo dovuto al fornitore stesso, che potrà detrarre l’importo fiscalmente a sua volta - la cessione del credito disposta in favore dei fornitori o banche, nei quali casi è evidente che l’operazione non sarà a “costo zero” per il contribuente. Asseverazioni e visto di conformità Occorrerà prestare particolare attenzione a questi aspetti tecnici e, anzi, il consiglio che ci sentiamo di dare è di ricorrere preliminarmente alla consulenza di figure professionali specifiche già per la pianificazione degl’interventi, in modo da non incorrere in mancati adempimenti che rischino di inficiare la detrazione. Sia per quel che concerne la detrazione del 110% in 5 quote dall’Irpef che per l’eventuale opzio-

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Periodo di effettuazione delle spese

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Relativamente agli interventi “trainati” l’agevolazione spetta a condizione che vengano realizzati congiuntamente al relativo intervento principale che gli fa da traino


Sanzioni

Ricorrere preliminarmente alla consulenza di figure professionali specifiche già per la pianificazione degl’interventi, in modo da non incorrere in mancati adempimenti che rischino di inficiare la detrazione

ne dello sconto in fattura o per quella di cessione del credito: - gli interventi di efficientamento energetico dovranno essere asseverati da un termotecnico che ne certifichi la conformità normativa e la congruità della spesa sostenuta e di ciò ne fornirà copia telematica all’ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori; - gli interventi finalizzati al miglioramento statico dell’edificio dovranno essere asseverati dall’ingegnere strutturista che ne certifichi la riduzione del rischio nella misura richiesta; - la cessione del credito richiede inoltre un “visto di conformità” rilasciato da un commercialista o da un consulente del lavoro.

In presenza del rilascio di false attestazioni od asseverazioni infedeli, oltre alla perdita dei benefici in capo al contribuente, le sanzioni vanno da 2mila a 15mila Euro per ciascuna attestazione od asseverazione resa e le violazioni inerenti la falsa/sovrafatturazione degli interventi o l’indicazione di soggetti diversi dai fornitori ed ogni altra che comporti la commissione di reati penali, sono punite sino ad 8 anni di carcere. Gli interventi riguardanti le piscine nello specifico sono da vagliare con estrema attenzione essendo limitati e circoscritti al loro status di “pertinenza” del fabbricato cui si riferiscono e, comunque, sempre nell’ambito degli interventi di miglioramento della staticità sismica ed efficientamento energetico, situazioni oggettivamente poco frequenti.

Gli importi potranno essere portati in detrazione dall’Irpef dovuta nei 5 anni successivi con il limite di capienza dell’Irpef di ogni singolo anno.

Abitazioni e piscine di lusso non beneficiano del superbonus - ph Rosa Gres

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False attestazioni od asseverazioni infedeli comportano, oltre alla perdita dei benefici in capo al contribuente, sanzioni da 2mila a 15mila Euro per ciascuna attestazione od asseverazione resa

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Piscine residenziali e superbonus, un’opportunità per certe categorie di immobili e per alcuni precisi interventi ph Piscine de France


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10’

IL FABBISOGNO ENERGETICO PER IL CONSUMO DI ACQUA CALDA SANITARIA Nei centri sportivi e nelle piscine in particolare una quota consistente del fabbisogno energetico è costituita dal consumo di acqua calda sanitaria destinata all’utilizzo nelle docce e nei servizi Un lavoro di squadra Il sistema di produzione e distribuzione dell’acqua calda sanitaria dovrebbe essere oggetto di attenta progettazione, non soltanto a causa della incidenza sui costi di gestione, ma anche per le frequenti problematiche che possono affliggere l’impianto e i locali doccia nel loro complesso. Non basta limitarsi alla parte termoidraulica: è necessario un lavoro di squadra che coinvolga i progettisti degli involucri edilizi, delle strutture e degli impianti aeraulici. Un locale docce molto utilizzato presenta condizioni termo-igrometriche atte a favorire fenomeni di condensa, specie in presenza di pareti fredde, non adeguatamente isolate e protette dalla diffusione del vapore. Un involucro edilizio ben progettato, affiancato da un sistema di ventilazione che consenta gli adeguati tassi di ricambio d’aria, con sistemi di recupero del calore, è fondamentale per garantire l’igiene e la

buona conservazione delle strutture. Non vanno trascurati inoltre gli aspetti legati al rischio microbiologico relativi alla proliferazione di Legionella nei boiler, nelle tubazioni e ai terminali e alla capacità del batterio di diffondersi agevolmente attraverso gli aerosol. Il calcolo termico Da un punto di vista strettamente teorico, il calcolo del carico termico di massima per l’acqua calda sanitaria (A.C.S.) non presenta difficoltà particolari. Note la quantità di acqua calda consumata, la temperatura di utilizzo e la temperatura dell’acqua in ingresso dall’acquedotto, si può rapidamente calcolare il relativo dispendio energetico complessivo. Nell’esempio sottostante si è calcolato il fabbisogno energetico teorico per la produzione di 1 mc (1000 l) di acqua calda a 40 °C, con una temperatura di ingresso dall’acquedotto di 12°C. Il calcolo trascura la quota

di energia termica inevitabilmente dispersa in fase di produzione, di stoccaggio e di trasporto alle utenze. Un calcolo più preciso e specifico in questo senso dovrebbe considerare l’efficienza complessiva dell’impianto di produzione e distribuzione della A.C.S., con la valutazione attenta delle caratteristiche dei generatori, dei boiler, degli scambiatori, delle tubazioni e delle relative coibentazioni. VEDI TABELLA 1

Va tenuta in considerazione la caratteristica distribuzione a picchi di richiesta, con fattori di contemporaneità molto alti e tempi di preriscaldamento brevi1 (solitamente a 40/50 minuti di quiete seguono 20 minuti di piena affluenza alle docce). L’andamento dei consumi per picchi, legato alle attività della struttura, richiede la presenza di accumuli di notevole volume oppure potenze termiche consistenti per soddisfare il carico termico di produzione.

TABELLA 1

V

ρ

C

Tu

Ti

ΔT

Fabbisogno energetico teorico Qe.t. = V·ρ·C·ΔT

[m³]

[Kg/m³]

[kJ/ (kg ·°C)]

[°C]

[°C]

[°C]

[kJ]

1

1000

4,186

40

12

28

117.208

Volume di A.C.S. consumata

Massa volumica

Calore specifico dell’acqua

Temperatura di utilizzo

Temperatura d’ingresso

Salto termico (Tu -T i)

Per massa volumica e calore specifico si possono considerare: ρ ≈ 1000 kg/m³ C ≈ 4,186 kJ/ (kg·°C)

48

HA 6 - 2020

© DIRITTI RISERVATI

È necessario un lavoro di squadra che coinvolga i progettisti degli involucri edilizi, delle strutture e degli impianti aeraulici


CONSTRUCTION SIMONE RASIA

Andamento Giornaliero consumi A.C.S. 2500 2000

Litri consumati

1500 1000

\

500 0

7. 00 7. 30 8. 00 8. 30 9. 00 9. 3 10 0 .0 10 0 .3 11 0 .0 11 0 .3 12 0 .0 12 0 .3 13 0 .0 13 0 .3 14 0 .0 14 0 .3 15 0 .0 15 0 .3 16 0 .0 16 0 .3 17 0 .0 17 0 .3 18 0 .0 18 0 .3 19 0 .0 19 0 .3 20 0 .0 20 0 .3 21 0 .0 21 0 .3 22 0 .0 22 0 .3 0

Nella tabella sottostante è riportato un esempio di calcolo del fabbisogno energetico medio teorico per la produzione di A.C.S. per varie affluenze di utenti, in una località del centro/nord, ipotizzando che ogni utente consumi 55 l di acqua a 40°C per la doccia. Il calcolo, che consente una stima largamente esemplificativa, trascura le dispersioni termiche nei serbatoi e nelle tubazioni di adduzione e ricircolo.

Ore

VEDI TABELLA 2

Fatte queste considerazioni di carattere teorico, si possono stimare con notevoli semplificazioni i valori reali (o almeno verosimili) dei fabbisogni energetici relativi e degli equivalenti consumi di combustibile attribuibili alla produzione e al consumo di acqua calda sanitaria. La quantità di energia che dovremmo somministrare nella realtà al nostro volume di liquido sarà necessariamente più alta che quella teorica, perché molteplici fattori concorrono a rendere le varie fasi del processo per così dire “imperfette”. Nella prima fase di produzione del calore nel generatore, come nei successivi trasferimenti tra circuiti primari e secondari, nel processo di accumulo e ricircolo nei boiler e nei circuiti terminali, si ha tutta una serie di dispersioni che implicano perdite di energia. Valutare l’entità di queste perdite non è semplice, anche perché il rendimento complessivo dell’impianto di produzione dell’A.C.S., come accennato, 1 L’andamento intermittente dovrebbe essere osservato in fase progettuale: il periodo di punta può essere realisticamente assunto in 0,25 ore e il tempo di preriscaldamento in 0,5 ore. (Doninelli, Quaderno Caleffi n 5, cit.)

TAB Fabbisogno energetico teorico per A.C.S. per classi di affluenza

Tu

Ti

ΔT

Fabbisogno energetico teorico Qe.t. = V·ρ·C·ΔT

[_]

[m³]

[m³]

[Kg/m³]

[kJ/ (kg ·°C)]

[°C]

[°C]

[°C]

[kJ]

Numero di utenti n

Acqua calda Acqua calda Massa Calore specifico sanitaria consumata volumica dell'acqua per utente consumata V Vunit ρ C = n·Vunit

Temp. di utilizzo

Temp. Salto termico d’ingresso (Tu -Ti)

1

0,055

0,06

1000

4,186

40

12

28

6.446

50

0,055

2,75

1000

4,186

40

12

28

322.322

100

0,055

5,50

1000

4,186

40

12

28

644.644

150

0,055

8,25

1000

4,186

40

12

28

966.966

200

0,055

11,00

1000

4,186

40

12

28

1.289.288

250

0,055

13,75

1000

4,186

40

12

28

1.611.610

300

0,055

16,50

1000

4,186

40

12

28

1.933.932

350

0,055

19,25

1000

4,186

40

12

28

2.256.254

400

0,055

22,00

1000

4,186

40

12

28

2.578.576

450

0,055

24,75

1000

4,186

40

12

28

2.900.898

500

0,055

27,50

1000

4,186

40

12

28

3.223.220

550

0,055

30,25

1000

4,186

40

12

28

3.545.542

600

0,055

33,00

1000

4,186

40

12

28

3.867.864

650

0,055

35,75

1000

4,186

40

12

28

4.190.186

700

0,055

38,50

1000

4,186

40

12

28

4.512.508 4.834.830

750

0,055

41,25

1000

4,186

40

12

28

800

0,055

44,00

1000

4,186

40

12

28

5.157.152

850

0,055

46,75

1000

4,186

40

12

28

5.479.474

900

0,055

49,50

1000

4,186

40

12

28

5.801.796

950

0,055

52,25

1000

4,186

40

12

28

6.124.118

1000

0,055

55,00

1000

4,186

40

12

28

6.446.440

TABELLA 2 © DIRITTI RISERVATI

HA 6 - 2020

49


si compone del prodotto di molti rendimenti: il rendimento di combustione, il rendimento del circuito primario, il rendimento degli scambiatori, le perdite di calore nel circuito secondario, e altro. Tutti questi valori di rendimento nella pratica sono variabili nel tempo e influenzati dal regime di funzionamento, dalle condizioni climatiche circostanti, dal grado d’invecchiamento dell’impianto... La letteratura tecnica fornisce alcuni dati sul rendimento di combustione, che nelle centrali termiche deve essere anche obbligatoriamente controllato e riportato a verbale nel “libretto di centrale”. Il rendimento di impianto è di più difficile stima ed è proporzionale alle perdite di temperatura tra i circuiti e da un punto all’altro dello stesso circuito. Per il rendimento di impianto si sono inseriti quindi valori largamente indicativi. VEDI TABELLA 3

Una volta stimato il rendimento dell’impianto si può desumere, per ogni fabbisogno energetico, il rispettivo consumo di combustibile; per quest’operazione occorre considerare i poteri calorifici dei combustibili stessi, ossia la quantità di energia virtualmente fornita dalla combustione completa di un’unità (in mc, litri o kg) di combustibile.

50

HA 6 - 2020

Tipologia di Rendimenti medi Rendimenti di combustione d’impianto caldaia ηc ηi

Rendimento complessivo η= ηc·ηi

Gas Naturale tradizionale

0,93

0,80

0,74

Gas Naturale condensazione

1,05

0,80

0,84

Gasolio tradizionale

0,93

0,80

0,74

GPL tradizionale

0,94

0,80

0,75

TABELLA 3

Tutti i valori di rendimento nella pratica sono variabili nel tempo e influenzati dal regime di funzionamento, dalle condizioni climatiche circostanti, dal grado d’invecchiamento dell’impianto...

Vediamo quindi, con riferimento alla tabella dei fabbisogni energetici per classi di affluenza, quali possono essere (con la nota approssimazione) i consumi stimati di combustibile per le varie tipologie di caldaia. Il calcolo sostanzialmente trasforma l’energia necessaria al riscaldamento dell’acqua nella rispettiva quantità di combustibile, tenendo conto dei rendimenti, cioè delle citate perdite per dispersioni. Si noti che, pur essendo verosimili, tutti i dati sono approssimativi e possono solo fornire una stima di massima dei consumi correlati alla produzione di acqua calda sanitaria. Nella tabella successiva, oltre ai consumi di combustibile, sono specificati anche i relativi costi, espressi prendendo a riferimento i dati per i prezzi unitari sul combustibile. VEDI TABELLA 4 e 5

Combustibile

Potere calorifico [kJ/ Smc] o [kJ/kg]

Gas Naturale

P.C.I.= 34560 kJ/Sm³

Gasolio

P.C.I.= 42739 kJ/kg

GPL

P.C.I.= 46054 kJ/kg

TABELLA 4

© DIRITTI RISERVATI


TABELLA 5

TAB Fabbisogno energetico teorico per A.C.S. per classi di affluenza

[_]

[m³]

[kJ]

Smc

Smc

Kg

Kg

1

0,06

6.446

0,25

0,22

0,20

0,19

50

2,75

322.322

12,60

11,10

10,19

9,33

100

5,50

644.644

25,21

22,21

20,38

18,66

150

8,25

966.966

37,81

33,31

30,57

28,00

200

11,00

1.289.288

50,41

44,41

40,77

37,33

250

13,75

1.611.610

63,02

55,51

50,96

46,66

300

16,50

1.933.932

75,62

66,62

61,15

55,99

350

19,25

2.256.254

88,22

77,72

71,34

65,32

400

22,00

2.578.576

100,83

88,82

81,53

74,65

450

24,75

2.900.898

113,43

99,93

91,72

83,99

500

27,50

3.223.220

126,03

111,03

101,91

93,32

550

30,25

3.545.542

138,64

122,13

112,11

102,65

600

33,00

3.867.864

151,24

133,23

122,30

111,98

650

35,75

4.190.186

163,84

144,34

132,49

121,31

700

38,50

4.512.508

176,45

155,44

142,68

130,64 139,98

750

41,25

4.834.830

189,05

166,54

152,87

800

44,00

5.157.152

201,65

177,65

163,06

149,31

850

46,75

5.479.474

214,26

188,75

173,25

158,64

900

49,50

5.801.796

226,86

199,85

183,45

167,97

950

52,25

6.124.118

239,46

210,96

193,64

177,30

1000

55,00

6.446.440

252,07

222,06

203,83

186,63

Sui costi, un’analisi più precisa potrebbe essere fatta una volta noto lo specifico prezzo che il gestore sostiene I relativi costi Noti i consumi è possibile stimare i costi relativi alla produzione di ACS, ipotizzando un certo prezzo unitario del combustibile. I dati qui riportati sono valori medi, ma possono subire notevoli variazioni su base territoriale, di andamento dei mercati e di regime di accisa. Un’analisi più precisa potrebbe essere fatta una volta noto lo specifico prezzo che il gestore sostiene. Purtroppo l’avvento del mercato libero dell’energia non ha portato benefici in termini di trasparenza delle offerte.

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SIMONE RASIA

Volume di Equivalente in m³ Equivalente in m³ Equivalente in kg Equivalente in kg Numero di acqua calda Fabbisogno energetico GAS NATURALE Gas Naturale Caldaia Gasolio caldaia GPL Caldaia tradisanitaria utenti teorico Caldaia tradizionale a Condensazione zionale tradizionale consumato Vcomb= (Qe.t./P.C.I) Vcomb= (Qe.t./P.C.I) Vcomb= (Qe.t./P.C.I) Vcomb= (Qe.t./P.C.I) V Q e.t. ·(1/η) ·(1/η) ·(1/η) ·(1/η) n

CONSTRUCTION

Tab. Consumi giornalieri stimati di combustibile per produzione di A.C.S., per classi di affluenza e tipologia d’impianto. (Per i valori adottati di P.C.I., η, si vedano le tabelle precedenti)


Esistono diverse strategie di risparmio, alcune delle quali prevedono grandi investimenti dal punto di vista impiantistico, mentre in altri casi sono sufficienti alcuni semplici accorgimenti o cambiamenti di abitudine nell’utenza Come risparmiare? La carrellata di dati riportata fornisce il quadro del notevole peso energetico ed economico per la fornitura di acqua calda sanitaria nelle strutture ad alta affluenza e potrebbe sollecitare l’attenzione di gestori e progettisti. Come è possibile una riduzione dei consumi e dei costi, senza impattare sulla qualità del servizio reso agli utenti? Esistono a tal riguardo diverse strategie, alcune delle quali prevedono grandi investimenti dal punto di vista impiantistico, mentre in altri casi sono sufficienti alcuni semplici accorgimenti o cambiamenti di abitudine nell’utenza. Per limitare i costi, il primo passo è forse quello di provare a ridurre i consumi, installando i dispositivi aeratori rompi getto sui terminali doccia. Non va dimenticato che, a fronte di un beneficio sui consumi, occorre prevedere un maggior impegno nella manutenzione e una frequente pulizia. Oltre ad intasarsi a causa delle impurità presenti nell’acqua e nei tubi, questi apparecchi possono 52

HA 6 - 2020

costituire un punto critico per la proliferazione di specie microbiche, tra le quali la nota Legionella Pneumophila. Anche l’installazione di temporizzatori meccanici o elettromeccanici (docce a pulsante con chiusura automatica a molla o a elettrovalvola) potrebbe contribuire a diminuire i consumi, in particolare la durata media dell’utilizzo dell’apparecchio e ridurre la possibilità che sia lasciato aperto inutilmente. Altri tipi di strategia per la riduzione dei costi possono prevedere soluzioni impiantistiche più efficienti, che possano affiancare o sostituire la caldaia nella produzione di calore. Tra le tecnologie più diffuse occorre ricordare la pompa di calore (sia la versione aria-acqua sia quella acqua-acqua), e il collettore solare termico. La soluzione con pompa di calore ha il vantaggio di poter sfruttare e riutilizzare le dispersioni di calore presenti normalmente negli impianti. Il calore può, infatti, esser sottratto con il ciclo frigorifero sia da correnti di aria esausta di espulsione (ad esempio dalle macchine di ter-

moventilazione), sia dalle acque di scarico (acque di lavaggio dei filtri o scarichi delle docce); queste soluzioni permettono di far lavorare le pompe di calore con c.o.p. piuttosto alti, quindi con buona resa termica. Il collettore solare termico ha il pregio di fornire energia da fonte in sostanza gratuita (fatti salvi i costi d’investimento e manutenzione), tuttavia per il suo impiego nella produzione di A.C.S. occorre valutare attentamente il dimensionamento dell’impianto e la coincidenza temporale tra disponibilità della fonte e utilizzo di energia. Accanto alle migliorie impiantistiche, un buon accorgimento per ridurre la spesa può essere quello di ricercare i prezzi più convenienti per l’acquisto dei combustibili. A tal riguardo, la liberalizzazione del mercato dell’energia ha portato considerevoli vantaggi. Per sfruttare i benefici del mercato libero serve impegnarsi tuttavia in un’attenta analisi delle proposte commerciali dei fornitori, non sempre trasparenti e comprensibili.


Valter Rapizzi rapizzi@antweb.it

CONSTRUCTION

8’

IL DOCUMENTO DI AUTOCONTROLLO IN PISCINA Un elaborato che può essere di grande aiuto nella gestione della piscina, a patto che venga scritto, seguito ed aggiornato correttamente Tra gli indirizzi operativi, elencati nella scheda “PISCINE” delle “Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive, a seguito dell’emergenza COVID-19”, è riportato che: “Tutte le misure dovranno essere integrate nel documento di autocontrollo in un apposito allegato aggiuntivo dedicato al contrasto dell’infezione da SARS-CoV-2”. Questa citazione al piano di autocontrollo ha riportato alla ribalta un documento ancora non del tutto conosciuto e correttamente compreso. Lo scopo di questo articolo è quello di definirne la finalità e di dettagliarne le caratteristiche.

Cos’è il documento di autocontrollo È il documento, definito anche con il termine “manuale”, che dimostra l’applicazione del piano di autocontrollo in piscina, entrato in vigore nel 2003 tramite la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.51 dell’ “Accordo, tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sugli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio”. Tale accordo definisce i principi fondamentali di gestione delle piscine e stabilisce i requisiti igienico-am-

bientali da rispettare attraverso l’Allegato 1. La definizione dell’autocontrollo è riportata al punto 6.2. Rimanda invece alla competenza delle singole regioni le definizioni dei regolamenti, in base alla classificazione delle piscine, e delle sanzioni, in caso di inosservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie. Lo scopo del piano di autocontrollo è quello di garantire, attraverso i controlli interni, il costante rispetto dei requisiti e il mantenimento delle condizioni di sicurezza igienico sanitaria a tutela degli utenti.

ph Gestisport

Il documento di autocontrollo è la dimostrazione scritta dell’attività svolta nella piscina per garantire il costante rispetto dei requisiti igienicoambientali e per il mantenimento delle condizioni di sicurezza a tutela degli utenti 54

HA 6 - 2020

© DIRITTI RISERVATI

COSTA RICA


12 mesi per lo sviluppo del progetto 1470 ore di lavoro 16 paesi nel mondo 13 tra le migliori scuole internazionali 24 international trainers 1° ricerca scientifica internazionale sull’attività in acqua

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Grandi impianti, grandi controlli ed autocontrolli

Chi deve applicare l’autocontrollo Tutte le piscine ricadenti nel campo di applicazione dell’Accordo, quindi tutte le piscine ad eccezione di quelle ad uso domestico, devono essere dotate di un documento di autocontrollo. Mentre i gestori delle piscine pubbliche, dove l’attività in vasca è la principale attività svolta, conoscono bene l’argomento, laddove invece la piscina è complementare all’attività principale, come ad esempio nelle strutture ricettive e nei condomini, questo documento è meno conosciuto, ma non per questo meno importante. La sua redazione, se correttamente applicata, permette di controllare i rischi in piscina e le loro conseguenze, oltre ad evitare contenziosi con gli organi di vigilanza.

domini soddisfatti, dal basso rischio di incidenti e dalla riduzione dei contenziosi con gli organi di vigilanza. Il documento di autocontrollo è, in estrema sintesi, la dimostrazione scritta dell’attività svolta nella piscina per garantire il costante rispetto dei requisiti igienico-ambientali e per il mantenimento delle condizioni di sicurezza a tutela degli utenti. Scrivere quello che si fa e come, quando e perché si fa, ha un duplice scopo: - avere il controllo costante di eventuali criticità per poterle correggere in tempo;

Per le piscine pubbliche il manuale di autocrontrollo è imprescindibile - ph Gestisport

Quali sono gli elementi del documento di autocontrollo? Coloro che gestiscono una piscina, di norma, fanno in modo di mantenerla sempre nelle migliori condizioni possibili, in termini di igiene e riduzione dei rischi per gli utenti. Per ottenere questo risultato è necessario programmare le necessarie operazioni di pulizia, di assistenza ai bagnanti e di manutenzione. Il risultato di una corretta gestione è rappresentato dai clienti e dai con56

HA 6 - 2020

La redazione del manuale, se correttamente applicata, permette di controllare i rischi in piscina e le loro conseguenze, oltre ad evitare contenziosi con gli organi di vigilanza

© DIRITTI RISERVATI


Formata la squadra, dovranno essere definiti e descritti gli spazi e i locali inerenti all’attività della piscina oggetto del controllo. Dovranno inoltre essere raccolti o prodotti i documenti relativi alla piscina e ai servizi accessori, quali l’autorizzazione all’esercizio, i disegni architettonici e impiantistici, le dichia-

Effettuata l’analisi dei rischi, avremo un elenco di punti o di fasi da tenere sotto controllo e i limiti critici in cui i rischi individuati possono verificarsi razioni di conformità e le relazioni degli impianti, e ogni altra documentazione possa servire. A questo punto i nomi dei responsabili, con la descrizione dei relativi incarichi e i riferimenti dei documenti disponibili, vanno riportati sul documento, allegando possibilmente un disegno che permetta di evidenziare dove si trova la piscina e quali locali occupa nella struttura, quali sono le aree di pertinenza, i servizi accessori e i percorsi dedicati. L’analisi dei rischi Con i dati acquisiti si effettua l’analisi del rischio che consiste nel valutare in quali punti e fasi i potenziali pericoli possono trasformarsi in rischio per gli utenti della piscina. Le tre tipologie di rischi da valutare in piscina sono: - rischio fisico: annegamento, trauma, elettrocuzione ecc. ; - rischio biologico: infezione di origine batterica o virale;

È necessario valutare tutte le situazioni possibili, ad esempio cosa accade quando la piscina è chiusa, o non è presidiata, fasi che potrebbero essere a rischio elevato se, ad esempio, un bambino potesse accedere senza controllo alla vasca. Non va dimenticato l’impianto di trattamento e di circolazione della vasca e la verifica che tutti i componenti siano a norma di sicurezza, in particolare le prese di fondo sommerse per il rischio d’intrappolamento. Dal punto di vista manutentivo ci si deve assicurare che la manipolazione dei prodotti chimici, in particolare, e tutte le altre operazioni, siano effettuate con le dovute procedure e cautele, in modo adeguato e sicuro, sia per l’operatore sia per gli utenti della piscina.

VALTER RAPIZZI

Il presupposto per redigere il documento è la definizione formale delle figure coinvolte nell’attività di autocontrollo. La prima figura da nominare è il responsabile della piscina, cioè chi deve assicurare, coordinando tutte le attività, il corretto funzionamento della piscina, sotto ogni aspetto della gestione, tecnologico e organizzativo, e che sarà il referente nei confronti degli organi di controllo. In una piscina pubblica, normalmente, è il gestore che assume l’incarico di responsabile, mentre in quelle a uso collettivo è il titolare dell’attività o l’amministratore del condominio ad assumerne personalmente le funzioni o ad affidarle formalmente ad un’altra persona. Gli altri incarichi da definire sono: assistente/i ai bagnanti, addetto/i agli impianti tecnologici, addetto/i alle pulizie. Per le piscine a uso collettivo e condominiali, le funzioni dell’assistente ai bagnanti e dell’addetto agli impianti tecnologici possono essere svolte dallo stesso responsabile della piscina, purché in possesso delle necessarie abilitazioni. Il compito di addetto agli impianti tecnologici può essere assicurato, con appositi contratti, anche da ditte esterne.

- rischio chimico: intossicazione da esalazioni, bruciatura da contatto ecc.

CONSTRUCTION

- documentare agli organi di vigilanza l’attività di autocontrollo e quindi di prevenzione del rischio.

Effettuata l’analisi dei rischi, avremo un elenco di punti o di fasi da tenere sotto controllo e i limiti critici in cui i rischi individuati possono verificarsi. Dobbiamo quindi, per ciascuno di essi, definire e scrivere la relativa misura preventiva da adottare. Per ogni misura dovrà essere deciso chi la applica, con quale procedura, con che frequenza e con quale sistema di monitoraggio ne è registrata l’esecuzione. Ad esempio, l’acqua della vasca è un pericolo che può provocare diversi rischi, tra i quali quello biologico (infezione batterica) quando s’immerge un bagnante (fase) e non sono rispettati i parametri riportati nella tabella A dell’allegato 1 dell’Accordo 2003 (limite critico). La misura preventiva sarà applicata dall’assistente

È necessario riesaminare ed eventualmente aggiornare il piano di autocontrollo, sia periodicamente, sia in caso di modifiche strutturali o gestionali. Le piscine degli hotel richiedono le necessarie osservanze - hotel The Phoenicia Malta - ph Deep Nature

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Con i dati acquisiti si effettua l’analisi del rischio che consiste nel valutare in quali punti e fasi i potenziali pericoli possono trasformarsi in rischio per gli utenti della piscina ai bagnanti con il controllo dei parametri dell’acqua in vasca, per mezzo del fotometro (procedura), ogni due ore (frequenza) e i dati saranno riportati sul registro dei controlli (monitoraggio). Come in tutte le attività è possibile che qualcosa vada storto, per un guasto o per un errore, oppure a causa del comportamento degli utenti, o per un evento atmosferico. Nonostante la nostra buona volontà nel creare e applicare il piano di autocontrollo, può succedere che sia necessario gestire una non conformità e dobbiamo, nel limite del prevedibile, avere già definito l’azione correttiva da adottare. Tor-

nando all’esempio precedente, se dal controllo dei parametri dell’acqua in vasca si rileva che non sono stati rispettati i parametri, e abbiamo quindi superato il limite critico, dovremmo aver definito le misure correttive da adottare per rientrare nei limiti sia per quanto riguarda l’impianto sia per l’eventuale interdizione dell’uso della vasca da parte dei bagnanti. Alla fine di questo lavoro avremo un piano scritto che è il documento di autocontrollo. Il monitoraggio nel tempo Supportato dalla registrazione delle misure preventive e correttive, il piano di autocontrollo ci permetterà di monitorare costantemente la situazione e verificarne nel tempo l’efficacia. Se gli interventi correttivi sono stati molti, sarà necessario rivalutare il piano di autocontrollo ad esempio modificando o aumentando la frequenza delle misure preventive, fino ad arrivare a un punto di equilibrio. È comunque necessario riesaminare ed eventualmente aggiornare il piano di autocontrollo, sia periodicamente, sia in caso di modifiche strutturali o gestionali. Riferimenti legislativi: - “Accordo tra il Ministro della salute,

Anche le piscine dei fitness club devono seguire quanto disposto per l’autocontrollo - ph Water Vision BV

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le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano relativo agli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio del 16.01.2003” (G.U. n.51 del 3 marzo 2003). - “Disciplina interregionale delle piscine” in attuazione dell’Accordo di cui sopra, approvato dal Coordinamento Interregionale Prevenzione nella seduta del 22 giugno 2004. - Norma UNI EN 15288-2:2019 dal titolo “Piscine per utilizzo pubblico - Parte 2: Requisiti di sicurezza per la gestione”, che nell’allegato A, riporta diversi esempi di pericoli e le relative misure da adottare.

Il presupposto per redigere il documento è la definizione formale delle figure coinvolte nell’attività di autocontrollo


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LE COPERTURE PER PISCINA DI POLIMPIANTI La stagione 2020 si è conclusa ed è ora di mettere a riposo le nostre piscine. Polimpianti, in un mercato che cerca di fare leva sempre di più sul prezzo, spesso a vantaggio della scarsa qualità, conferma la scelta di premiare, ancora una volta, la qualità della sua vasta gamma di coperture invernali adatta a proteggere la piscina nei mesi più freddi. WINCOGRILL: La soluzione elegante per una copertura invernale “bella da vedere” senza l’abituale pozza d’acqua stagnante che si accumula durante la stagione invernale sulle coperture tradizionali, galleggianti. “WINCOGRILL è ideale per piscine a skimmer di forma regolare o costituite da parti simmetriche e deve debordare indistintamente su tutto il perimetro”. WINCOVER/WINCOVER PLUS/WINCOVER DE LUX: La soluzione più classica tra le coperture invernali. Le coperture Wincover, confezionate in “FABRENE TJR®”, POLIETILENE HDPE 1760 dtex (Wincover Plus) o POLIESTER 110 dtex (Wincover De Lux) sono molto più maneggevoli grazie alla loro leggerezza ed essendo “galleggianti” sono più comode da stendere perché non è necessario mantenere i bordi costantemente tesi e sollevati dalla superficie dell’acqua al fine di evitarne l’immersione durante la movimentazione (anche pochi cm d’acqua sopra alla copertura rendono estremamente faticosa l’operazione di chiusura della piscina). info@polimpianti.it - tel. 0332.457727

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HA INNOVATION INNOVATION WIBIT & AQQUATIX - L’ACQUA, LE PISCINE, IL MARE: ACCELERATORI PER IL RILANCIO DEL TURISMO IN ITALIA E NEL MONDO L’acqua! Quale migliore fonte di salute, benessere e divertimento. L’acqua come “medicina” per completare e “rigenerare” l’offerta rivolta ai 3 leitmotiv dell’Hospitality e degli Urban Village: Kids – Family – Sport. Piscine, Acqua, Sport & Wellness calati nell’industria del turismo sono le opportunità per accelerare la ripresa di questo settore così duramente colpito dalla pandemia. Passare dall’utilizzo dell’acqua come servizio o terapia (piscine, spiagge private, spa) a contenuto di destinazione per cogliere nuove occasioni di business ed entusiasmare la propria clientela creando “luoghi memorabili” o “instagrammabili”: con le soluzioni Aqquatix è semplice ed immediato. I parchi gonfiabili galleggianti WibitSports così come le attrezzature per le attività in acqua by Aqquatix, supportate da proposte ad hoc di training e fun, diventano parte integrante dell‘offerta di

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