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Il pensionato un osso prelibato

di Peppino Fieni

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Il pensionato un osso prelibato

Sei nato e ora sei pensionato. Evidentemente hai già dato. Ora ti riconoscono, sei tu. Tu ti eri accorto. Dicono che sei superato, perché hai già dato, ma cosa hai dato. Sei stato compensato, dicono. Tu sei proprio convinto di questo o ti senti solo vinto. Pensaci, o forse ci hai già pensato di essere già stato fregato. Naturalmente ti hanno detto di no, ma quando ti hanno detto si? Forse quando ti hanno assunto e dopo è venuto il futuro per gli altri. Tu li hai campati tutti, mentre correvi nella tua vita, poi è finita anche con i tuoi ormai buoni anni. Gli amici ormai ce l’hai, sono con te sulla panchina. È la panchina della tua vita, eri parcheggiato. non ti sei accorto perché ti hanno detto, aspetta.. Hai aspettato e ora sei fregato. Ti senti così? Allora hai sbagliato Ma questo non te lo avevano detto perché eri già fatto, non fatto di cocaina, ma fatto di un superiore senso di responsabilità. Ti hanno detto che il lavoro nobilita l’uomo,

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ma non ti hanno detto quale. Per te era tale e quale, perché si è sempre usato, tu, senza saperlo, eri già rassegnato e ti sei prestato, hai pensato di farlo per te, per la tua compagna, per i tuoi figli, ma allora perché sono diventati conigli? È questo che oggi sulla panchina non sai. Ne parli con gli altri e sono tanti. Ancora ti dicono che la tua pensione per te non può essere una tensione, ormai questa è finita. Ti alzi al mattino e qualche volta ti senti un cretino. Ti fai la barba e sempre pensi che te l’hanno già fatta, ora si è indurita, ma questo fa parte della vita. L’hai sempre sentito dire: la vita è dura e non c’è misura, questa è già stata decisa altrove. Che avevi un prezzo forse per te è stato un vezzo, almeno, pensavi, valgo qualcosa. Hai creduto che tutto non ti era dovuto, poi hai scoperto che avevi un tesoretto nascosto da qualche parte e qualcuno stava decidendo aspettando il vento. Poi ti sei convinto che forse avevi vinto. Era comunque arrivata la pensione, non potevi volere di più, era già tanto. Tu avevi solo lavorato una vita., Poi sempre qualcuno ha deciso che questo era reciso. Ti decurtavano anche la retribuzione perché non lavoravi più.. 5


Hai pensato che fosse giusto, anche se non c’era gusto. Poi ti sei chiesto, ma ora sono vecchio, che faccio? sembra proprio uno sfascio. Ma se uno lavora produce, altrimenti usa solo i denti, quelli che gli sono rimasti, qualcuno ha messo la dentiera e non ha fatto la tiritera. Qualcuno ha cominciato a sentire la prostata e ha pensato che era normale, anche questa, del resto, aveva sempre lavorato e qualcosa dovevo avere oltre che una decurtazione del valore e del piacere. Infatti valevo di meno anche perché la mia prostata era stata, come me, burlata e si era consumata perché tutto si esaurisce e alla fine qualcuno addirittura non capisce, si rimbambisce. La pensione è così Ma se il mio lavoro è servito a chi ho servito? E poi mi sono consumato proprio perché ho sempre dato. Qualcuno mi ha chiesto perché te ne sei andato, potevi rimanere anche con le pene. Ma in fondo queste le hai sempre avute. Ti sei alzato la mattina e sei andato in cucina, qualche volta qua ti aspettava la colazione, te l’eri guadagnata con l’azione. Ora dovevi ricominciare. Un’altra colazione ti aspettava, e poi un’altra ancora alla stessa ora. Del resto dovevi essere lesto, il lavoro non aspettava, nessuno ti aveva mai detto che il lavoro era come l’uomo nero, anzi ti avevano sempre detto che ti dava dignità, solo che non sapevi questa dove sta. Si, qualche volta vedevi in televisione i cavalieri del lavoro premiati dal presidente della repubblica, qualche volta sentivi pure: questa sembra una repubblica e veniva detto come se fosse una fossa della comunità.

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Tu pensavi che quelli erano pari e per fortuna c’erano pure i dispari, erano alternati, ne veniva prima uno poi subito un altro. Poi hai saputo dei commendatori e hai visto che erano degli attori. Poi tua moglie ha messo il dito sulla piaga Ti ha detto che dovevi avere degli hobby, ma tu questi non li avevi mai avuti, non solo, ma hai constatato che spesso erano costosi e allora ti sei chiesto: se oggi ho bisogno anche degli hobby , anzi oggi li sogno, perché mi hanno abbassato la retribuzione? Ti sei risposto che questa non era una buona azione. Ma ormai eri in pensione e la tua azione era senza motivazione, allora hai cambiato musica, sei andato ad ascoltare quella del circolo, ma questo era ancora rosso e tu ormai non sapevi più di che colore eri. Chissà, ti chiedevi, i pensionati di che colore sono? Qualche volta ti dicevi che non sono, essere significava lavorare, una volta. Tu così avevi capito, anche se eri stato qualche volta tradito anche dalla costituzione che aveva il lavoro come primo articolo. Quella volta ti eri rassegnato, perché ti avevano detto che l’economia ha dei cicli e tu ne fai parte. Ti sei detto:cos’è questa economia se mi porta via il pane e non posso neanche mangiare? Qualche volta ti hanno dato la cassa integrazione e ti hanno spiegato che l’azienda era in crisi e tu non c’entravi, comunque, non ne avevi colpa, era sempre l’economia. Allora hai pensato che questa era come l’allergia, qualche volta va, qualche volta viene, ma non sempre tiene. Poi ti hanno parlato di una pensione di integrazione e hai pensato che fosse come la cassa integrazione?

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Non ci hai capito più niente, ma riguardava tutta la gente. Insomma, non ti era stato facile capire che non dovevi capire, del resto le cose erano complicate, questo lo sapevi. Tuo padre te lo aveva detto , tu avevi stentato a crederci, ma poi quando lo hai visto sdentato hai capito. I dentisti servono se vai in pensione o non servono dipende da tanta gente Se hai mangiato il calcio o se sei stato preso a calci. Poi la domenica ti mettevi in fila perché dovevi evadere,. ma io non sto in carcere ti dicevi, da che cosa e da dove devo evadere? Poi hai capito che eri stressato, perché sai il lavoro continuo e ripetitivo ha bisogno di un diversivo e tu avevi sempre usato il preservativo come diversivo. Ma i tempi cambiano. Oggi c’è anche il t. f. r. E che roba è? Ti hanno spiegato che era un diverso accantonamento, insomma era proprio un accanimento. E tu ti sei sempre detto: io non mento. Ancora non capivi. Se ne cominciò a parlare sulla panchina, allora tu hai cominciato a pensare che la gente era proprio cretina. Certo hai anche pensato che la gente sei anche tu. E allora hai capito che essere in pensione significa anche non essere più niente, peccato perché tu non sei andato. E allora perché mi hanno ridotto i danari che non portano comunque pari. Io, hai pensato, per giustizia, li avrei aumentati. Del resto noi pensionati abbiamo costituito l’ossatura economica della società, almeno così dicono in televisione e senza di noi niente sarebbe stato economico, cioè non sarebbe proprio esistita l’economia.

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Ma perché non si sono accorti? Del resto lo hanno scritto anche sulla costituzione che l’Italia è un paese fondato sul lavoro, accidenti è addirittura il primo articolo!! Allora è importante!!!! E per mangiare cosa si può fare di più se non rubare? Ma ancora se nessuno lavora a chi si ruba e cosa se non si produce si ruba? La cosa non mi convince perché non si vince mai anche dopo avere lavorato una vita, anzi si perde economicamente. La cosa non è chiara, sono meglio le lotterie e oggi i giochi televisivi, almeno là non ci lavori e neanche ci sudi. E dicono che noi ci lamentiamo sempre! Ma chi lo dice? Sempre i soliti, si, sono i soliti ignoti di Totò, gli altri, che sono tanti, sono come me, fregati. Ma non vedo una logica in questo. Tu lavori, onori gli impegni poi ti dicono: basta, ora vai a mangiare la pasta. Ma la pasta aumenta, costa sempre di più e allora perché mi date di meno? Qualcosa non mi convince. Lo dico a Euridice che queste cose le sa. Il lavoro è curioso, ma lo è anche essere in pensione, e se uno volesse, per esempio, solo essere, senza ruolo, ti pagherebbero? Ne dubito, sempre devi dare qualcosa a qualcuno per essere tu qualcuno, magari un operaio metalmeccanico o un tenore con onore. E la pensione di invalidità, quella che ti danno quando non hai più l' età e neanche il resto? Si, va bene, hai quella anagrafica perché questa nessuno te la toglierà, solo la sorte, quando ti capiterà o al massimo potrai scegliere tu, ma nessuno ti darà del tu. Sarai una lapide forse anche senza epigrafe chissà, si vedrà!! La tua invalidità comunque merita una pensione certo non proporzionata a quel 100% che ti hanno dato, ma ti devi accontentare: i soldi si prendono solo se c’è un motivo. E tu il motivo non ce l’hai, sei solo invalido e questo ti rende pavido, al massimo. Al minimo ti danno il minimo con il quale sarà difficile che riesci a sopravvivere e tu vuoi vivere? Beh almeno per prendere la pensione che è gratis, non costa niente: solo la tua infermità, a te non ti costerà niente, se non questa infermità. 9


Certo, così sarai considerato niente, ma che vuoi fare, ti dicono che è il destino, comunque questo ce l’hanno tutti almeno sembra così. Prima o dopo arriva, proprio come la pensione. Sai il tempo ti dicono che sei tu e invece sono loro che stanno là a decidere che si fa. Si, loro, li chiamavano i padroni, poi li hanno chiamati ladroni, oggi nessuno li chiama più: vengono da soli e sono tanti si presentano senza presentarsi e ti dicono per esempio: oggi c’è il tesoretto a te, te ne tocca una parte, sei contento? Sei andato in pensione e ti abbiamo decurtato la retribuzione, ma oggi puoi rifarti. Abbiamo inventato il tesoretto per te e il t.f.r. per gli altri che sono tanti. Noi ci preoccupiamo, mica rubiamo, anzi ti aiutiamo: se vai in pensione ti diciamo l’età,cioè quando è ora, se sei invalido ti diciamo la quantità di quanto devi mangiare se no ti fa male. Se poi hai una malattia inguaribile è inutile che ti prendiamo in giro e fare la ricerca per la cura, questa arriverà e sarà l’aldilà e tu sarai sempre al di qua del nostro interesse che è quello che comunque tu devi essere, avere un ruolo: prima lavoratore, poi pensionato e ti può capitare anche di essere invalido. Che vuoi di più? Non è facile orientarsi in questo labirinto spinto Come lavoratore ho aiutato la società, sono stato di supporto con il mio apporto. Il guadagno era come quello del ragno, costruisce una ragnatela e basta un po’ d’acqua perché sia fatta, non c’è più e nessuno se ne preoccupa. Almeno prima interessava la mosca che, suo malgrado, ci cadeva ed era una preda. Io sono diventato, dice il pensionato, una preda per giunta oggi senza tela. Non capisco? Se sono stato così importante per il mantenimento della società, meriterei una ricompensa, non una più magra dispensa. Qualcosa non funziona è chiaro. Lamentarsi e lagnarsi è vano, c’ho provato, mi hanno beffato. Addirittura mi sono cresciuti i baffi e dire che non li ho mai avuti. Mi terrò anche quelli, ho tenuto tante cose inutili, come me stesso che arrivando alla pensione ho saputo che il pane per me ha un costo più alto perché è stagionato come me. Bene questa è una novità che porterò con me nell’aldilà, tanto prima o dopo questo succede a tutti. Quindi non solo mi hanno abbassato la retribuzione, ma mi hanno abbassato anche il tempo, si è accorciato. Oggi ho un’età che non ha età, vivo in un limbo dove uno non si chiede neanche cosa fa, perché il fare è già stato catalogato e io non sono più nel catalogo, sono passato, le stagioni cambiano per l’abbigliamento, per le novità, così in genere chiamiamo quelle che la tecnologia mette a punto con l’aiuto della scienza.

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Solo quella economica non cambia mai e in genere a noi porta solo guai. È che non sono guai improvvisi, sei preparato, sai già , se hai lavorato, che sarai pensionato, un osso prelibato, lo sei stato quando eri in opera, lo sei ora perché tu hai accantonato con i versamenti ciò che ti servirà probabilmente per pagare i tuoi acciacchi fisici e mentali, ma sono sempre guai e il futuro è sicuro. Ti potrai dare al gioco del lotto, a qualsiasi gioco, a carte, a dati e questi continueranno ad essere i dati della tua vita. Può darsi che sei diventato nonno o nonna se sei donna e la vita forse si arricchirà di quella innocenza che per fortuna non è una scienza, sicuramente, per fortuna, ma è quello che sei stato anche tu quella volta che ti vedevano come un essere, prima di cominciare a tessere quella ragnatela che ha avuto sempre un ragno che cercava con te il suo guadagno. Ma lo stato se riesci ad avere una infermità riconosciuta ti aiuta, ti dà almeno l’illusione di non essere completamente solo con la tua infermità, qualsiasi essa sia, sei insieme a tutti ancora per mangiare cacio e pane. In fondo sarai sempre un contadino, lo eri, sicuramente lo erano i tuoi avi. Tu hai lasciato la terra, lavoro duro e non solo, anche andato perché la storia è cambiata. È stata condizionata come lo è oggi l’aria. Sai che è condizionata perché lei è andata dalla campagna alla città. Qua la musica è cambiata, è moderna, stringata e a volte vuota, scarna, proprio come l’aria che ti hanno regalato insieme alla pensione, è stata comunque una buona azione, la pensione. Pensaci, dopo aver tanto lavorato soprattutto per gli altri, oggi puoi dire sono pensionato perché l’ho meritato, e se sono un po’ agitato questo dipende dal fatto che forse sono solo andato. È che non so dove. Mi sembra di essere sempre allo stesso posto un po’ come un fesso. Certo alcune cose sono cambiate oggi sono anche nonno e questo, forse, è anche un dono della pensione che ti fa vivacchiare e invecchiare ancora per dare. Non è sempre quello che ho fatto, dare? Beh, ho anche avuto, anche se oggi sembra che sia tutto perduto. In effetti ho perso solo gli effetti, questi però li posso ancora firmare perché, anche se la pensione è stata abbassata è sempre una garanzia per le banche, come lo sono stato per il mio datore di lavoro, che era un grande attore, ci sapeva fare perché sapeva anche disfare,licenziava o metteva in cassa integrazione. Ma anche questa era sempre una buona azione. Lo stato pagava, cioè noi tutti e tutti rimanevamo all’asciutto, anche se pioveva sul bagnato. E poi perché quel detto. quando piove che dice “ governo ladro “.

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Forse è per quello che ho detto. Ce la prendiamo sempre col governo anche d’inverno, penso che questo sia sbagliato, la pioggia è un fatto naturale, almeno lo era fino all’effetto serra. Non lo so, lo chiamano così e sembra che dipenda dai governi. Allora quel detto poi, in fondo, era solo premonitore e non solo criticone. Certo tutti sono pronti a criticare, ma quanti, compreso il sottoscritto, sono disposti a cambiare posto? Non pensate al cimitero perché anche quello è un posto scontato. Si paga poco e ci stai per sempre, comunque per un periodo lungo e il costo del posto è irrisorio rispetto al vantaggio, vuoi mettere è come un salvataggio, ti hanno aiutato a non ritornare solo polvere e avere anche il dovere di volare al vento anche senza paravento. Ma torna sempre la domanda: se sono sempre stato utile perché la pensione è più bassa della retribuzione? Dicono che uno dei motivi è che non lavoro più e questo è un meno per la società che spesso fa delle bestialità, ma se in questo caso sono tutti d’accordo ci deve essere una ragione obiettiva anche se cattiva Solo che non la trovo. Io sono invecchiato, si, è vero, ma non sono ancora andato e i miei costi sono aumentati, ho, come tutti, degli acciacchi che non sono proprio degli attacchi, anche se spesso gli somigliano. Ma basta pendere una pasticca e torno in pista che non è certo quella automobilistica, è solo la pista della vita che sembra ti metta in vista invece ti tratta come se fossi una vacca stanca che, dopo aver arato tanto e avere dato tanto latte, ha le tette secche e non può più neanche fare la vacca, anche lei deve andare in pensione. Lei se è sana la macellano, almeno a me mi lasciano l’uccello anche se oggi somiglia più a un fringuello, canta, canta, ma non fa di più perché è sempre giù, alzati, gli dico, ma lui continua a cantare e a riposare e io non so cosa fare. Del resto forse è come la pensione anche qui ti tolgono qualcosa. Ma qual è il motivo? Sono proprio io che sono partito o la spiegazione è inutile perché la storia dell’umanità è fatta così e io sto costì, costi quel che cost, perché questo è un valore che non ha prezzo, se lo avesse tutto sarebbe troppo fesso, il gioco forse sarebbe scoperto e il mondo sarebbe più aperto. Ecco più aperto!! A capire cosa significa? Io lo sono sempre stato, ho pensato, eppure mi hanno detto che non è bastato. Chissà che volevano dire? È come un non dire, non sai mai niente di preciso se non l’orario di lavoro, quando entri e quando esci e poi sono fatti tuoi se puoi o non puoi mangiare, vivere, amare, ecc. ecc.

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Amare, e come? Al massimo scopare quando hai le forze e non ti sono rimaste solo le scorze. Certo oggi ti chiedi questo ed altro perché la pensione è arrivata e la vita è quasi andata, non so, qui c’è qualcosa di sbagliato, ma forse capirlo oggi è inutile, è troppo tardi. Ma se lo avessi saputo ti avrebbero detto saputo, come facevano con i sindacati, i nostri rappresentanti quando tiravano fuori la voce, ma mi ricordo che erano sempre raffreddati e i padroni erano sempre veri attori. Mi dicevano allora che era il gioco delle parti, io non ho mai capito di quali parti, ma sicuro c’era in mezzo patti chiari e amicizia lunga e infatti era vero è stata lunga, molto lunga, lunghissima, come se fosse una direttissima , quella dell’autostrada. Poi era finita, era arrivata la pensione e mi avevano tolto l’azione, decurtato lo stipendio, dovevo consumare di meno perché era come l’effetto serra, non il prefetto, ma l’effetto serra della terra diventata una serra. Ma pensavo: questo che c’entra con la pensione? E beh c’entra, infatti se è cambiato il tempo atmosferico io c’entro. Ho consumato, ho avuto la macchina, qualche volta ho bevuto un po’ troppo e sono andato al galoppo non proprio su mia moglie che aveva quasi sempre il mal di testa, la bocca amara, le mestruazioni, insomma non era disponibile per me che neanche ero tanto abile. Però certo il lavoro mi stancava, i figli li avevo e mia moglie sembrava avesse sempre le doglie, ma quelle anche ora che sono in pensione nessuno gliele toglie. Insomma la pensione non è proprio la fine, ma forse un principio, si, quello della fine. Ma perché mi hanno abbassato la retribuzione, certo non sono in azione, ma lo sono stato e ho campato e sfamato tanta gente che neanche conoscevo , gente che ora fa finta di non conoscermi. Qualcuno pensa che sono un bambino, qualcuno addirittura con i pannoloni. Beh la prostata è andata, e qualche cosa la perdo. Ma queste cose si sanno, lo sanno tutti, certo per me è un danno sono in pensione ho perso l’azione e ora anche l’emozione. Ma queste cose si sanno e c’è il danno ed è inutile pensare ed osare, certo che si può fare! Ma che figure!!! Tutto sembra distrutto. Forse aumenta la dolcezza, ma somiglia sempre di più a quella delle paste che ti fanno ingrassare, la pancia ti cresce e ti dicono che è un fatto ormonale. Poi, certo ti muovi di meno, comunque non sei attivo come prima e questo non ti rende lesto. Sei ormai solo un osso prelibato perché consumi sempre,anche se i consumi spesso sono cambiati. Comunque contemporaneamente pensi all’essere e al benessere per te oggi equivalenti, un po’ come i denti che si equivalgono solo se valgono, almeno puoi continuare a masticare e sei fortunato, anche per questo sei un osso prelibato. Tu almeno puoi sempre rosicchiare che poi, se ci pensi , è quello che hai sempre fatto di più non ti era concesso, basta che dopo andavi al cesso e avevi digerito, compresi i rospi, quelli che ingoiavi 13


alla catena di montaggio, senza sapere di quel Taylor, si quel Fred che forse aveva freddo e che aveva ideato, forse per questo, la divisione del lavoro, tutto serviva per accelerare. Certo hai visto sicuramente il film di Chaplin, tempi moderni, ma tu allora li vedevi esterni non li sentivi dentro, erano fuori, riguardavano gli altri e tu li consideravi altri da te perché tu dovevi lavorare senza badare a niente se non al pane per tutti.. Il mondo è questo, forse pensavi ed è inutile farci sempre un processo che è come andare al cesso , scarichi, passa l’acqua e, per fortuna, non rimane più niente. Hai digerito e questo non te lo puoi legare al dito. Poi è arrivata l’automobile che era più mobile di te e certamente ti ha fatto comodo, un po’ meno pagare le rate, forse, ma non erano agitate. La retribuzione le poteva contenere perché il tuo padrone lo aveva considerato: anche allora eri un osso prelibato, qui non sei cambiato quindi sei sempre stato e sei un osso prelibato. Ma chi ha sempre rosicchiato? All’inizio, i sindacati, ti dicevano dei padroni, li contestavano, chiamandoti a fare le manifestazioni, poi, il gioco delle parti ha prevalso e mentre tu lavoravi, aspettando la pensione, anche il mondo era cambiato, rimanendo sempre quello, agitato in apparenza, ma sempre con una lenza sopra la testa di tutti e pescare era lo sport sempre in voga, ti sentivi pescato, ma non così prelibato, allora hai accettato e oggi sei pensionato. Sei d’oro, di piombo, di che metallo sei? Il metallo non è cambiato si è solo impoverito come quello delle monete . Ti sei chiesto : allora sono una moneta, ho valore anche se è diverso l’odore, ma cosa importa io valgo ho anch’io un prezzo come una merce esposta nei negozi. Solo che io sono scritto sul libro paga e ti pare poco? Sembra un gioco e io ho detto giochiamo come facevamo da bambini. Giocare è salutare e non sarà certo una leva da manovrare sempre a interrompere quel gioco infantile. Crescere era si diventato come pascere e noi somigliavamo più alle pecore che agli operai: o sono uguali? Poi è arrivato il femminismo e ci hanno detto che era un’altra faccia del comunismo, un po’ meglio perché le mamme non mangiano i bambini. Insomma c’era stato un miglioramento, io non mento, a casa entravano due stipendi, c’era più parità nei diritti, tutti si potevano cornificare e amare era quasi un optional. Certo i bambini ne soffrivano forse, ma dovevano socializzare per maturare. Così dicevano, ma i bambini erano sempre più inquieti. Per fortuna che, nei dibattiti televisivi, si perché ormai avevamo anche quel quadrato che si chiamava televisione. Noi ci parcheggiavamo sempre lì come parcheggiavamo le nostre automobili. E qua gli esperti dicevano cose importanti, socializzare aiutava ad amare e questo era strano perché mentre aumentava il lavoro e anche i consumi, aumentavano anche le separazioni. Doppie spese e imprese e il guadagno se ne andava a farsi benedire e la religione ormai era una questione personale non più banale come prima, quando la domenica si andava in chiesa e il prete sembrava si facesse le seghe con quei sermoni:che coglioni!! Non era proprio come lavorare, ma ascoltare quelle parole somigliava a un vocabolario spento e sempre eguale. Comunque era solo la domenica, del resto l’anima vuole il suo posto, la sua parte, anche se non si sa se ha spessore e pesa come quell’acciaio che ci fanno piegare con quelle presse che sembrano certe volte cipressi di un cimitero mai intero.

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Infatti la gente muore sempre e continuiamo a conservarne le spoglie, prima vestite, poi dentro quella cassa di legno spogliate del loro corpo e suppellettili. Ma l’anima rimane, inferno, purgatorio, paradiso, ancora non fanno venire il riso, a proposito una volta c’era il limbo per i bambini non battezzati, oggi la chiesa non ha trovato proprio un’intesa con i suicidi almeno quando vogliono morire per non soffrire, gli altri invece ormai trovano posto in quell’avamposto che li lascia da una parte per continuare a fare la parte, quelli degli strani, magari depressi, secondo gli esperti, e quindi comunque giustificati perché malati di mente e questa una volta andata non comporta colpa., dicono. C’è sempre qualcuno che dice e non tace, il silenzio ormai è diventato assenso. A proposito, se vi interessa io mi chiamo Antonio, non sono un santo perché quello c’è già ed è abbastanza famoso e io sono stato solo stato un osso prelibato. Certo, hanno rosicchiato, ma almeno io ho mangiato e oggi sono pensionato. Che bella !!somiglia un po’ a, è nato come se si ricominciasse daccapo: allora è per questo che ho detto sempre capo! Bambino ero e bambino sono ridiventato o invece qualcosa è cambiato mi dicono ormai che sono pensionato perché ho lavorato. Accidenti! Sono passati 35 anni , tanti, sono passati, eppure mi dicono che riporterò i pannolini, riprenderò il ciuccio, certo quello del mio paese che non è sempre cortese, infatti è un mulo, sempre comunque meglio del muro di quella fabbrica che sfornava tutta quella che chiamavano grazia di Dio e invece oggi ci dicono che ha inquinato e anche se sono pensionato, devo comunque respirare, anche se i miei polmoni sentono più gli ioni , si quelle particelle che sono sempre quelle, ma sono aumentate. Allora almeno anche là ho contribuito, insomma nel bene e nel male io c’ero e allora perché mi abbassate la retribuzione? È vero che non lavoro, ma ho lavorato e penato e, secondo me, non devo essere penalizzato perché tutto viene monetizzato. Ma già è vero, oggi la moneta è più leggera, l’inflazione galoppa sempre, tanto che qualcuno ha pensato di farci le gare, come con i cavalli. L’Europa si è unita con l’euro sembra più condita. Non so, una volta si facevano prima le costituzioni, insomma le regole. È vero che non sempre valevano. Per esempio la costituzione italiana, ancora in uso, al primo articolo dice che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Beh questo si è vero, ma qualche problema l’ho avuto anch’io. Questa nuova moneta sarà anche stata utile, ma mi chiedo, a chi? a me no, oggi pago tutto il doppio. C’è chi dice che c’è stata la speculazione, c’è chi dice che era una operazione, anche se dolorosa, necessaria, per andare avanti, ma mi chiedo io sono pensionato, dove vado? Non me lo fate dire! Certe cose è meglio tacerle. Però perché anche qui non c’è stata una differenza? Insomma c’è sempre una assenza verso i deboli o verso e basta. non è facile far quadrare i conti e i figli, stanno bene, ma con più difficoltà. Vero è che non si può avere tutto nella vita, ma poi che cosa è questo tutto? Il solito mistero dei preti. Io sono pensionato e, secondo me premiato, non penalizzato. Chiedo troppo? E questo chi 15


potrà mai dirlo?tanto finiremo tutti là dove ci saranno solo pietre e forse saremo tutti uguali? Allora è per questo che mi hanno diminuito la retribuzione per rendermi finalmente uguale agli altri! Ecco c’era un motivo, c’è sempre un motivo solo che non sempre si riesce a capire, qui è chiaro finalmente siamo tutti davanti a Dio o all’io. Beh questo non lo so, non ci sono arrivato, del resto sono pensionato, un osso prelibato. Un po’ come l’osso buco, si ciuccia perché è saporito e qualche volta, non mi vergogno a dirlo, ci sono andato anche col dito. Ma oggi, dice mia moglie, che il costo è aumentato. Certo, dico io, tutto aumenta, l’economia va così e allora mi chiedo perché a noi tolgono una parte? Insomma finora è un mistero. Anche qui il disegno è imperscrutabile. Ma quanto sei abile padrone? Tutto è lecito, esplicito, ed è inutile aggiungere pensieri astrusi forse. Ma questo T:F:R non l’ho capito, fosse un’altra fregatura? disegnamo, disegnamo, tanto è imperscrutabile. Era meglio fare l’architetto allora, ma i miei genitori non erano proprio poveri, ma non sapevano architettare, tanto meno amare. Ma questo che c’entra con la pensione? Forse niente, come niente è la pensione che viene decurtata invece che aumentata e magari proprio quando hai più bisogno, certo sarebbe un sogno. La giustizia che torna e si fa spazio là dove questo, il sogno, è diminuito. Certo se sei stato accorto, ti sei comprato una casa e hai fatto un lavoro che ti ha dato le giuste soddisfazioni e forse te la cavi. Ogni tanto pensi che ti hanno sradicato, ti hanno portato via dalla tua terra dove sei nato, sei cresciuto e anche se pasciuto come le pecore, era sempre la tua terra. Si, sono venuto dal sud e ho svernato nel nord. E ora è inverno per me, sono invecchiato e nessuno ti dà una mano, anzi, qualche volta te le tolgono tutte e due e forse, se non sei invalido , rimani con i piedi, altrimenti, accidenti! Ma anche qua lo stato ti aiuta. È compassionevole e questo è lodevole. Io sono stato sradicato, ma dentro ho il sangue della mia terra, terra calda, qualche volta bollente. Giravano delle figure losche che hanno cominciato ad avere nomi come camorra, mafia. Oggi me li ritrovo nella capitale finanziaria. Forse sono anche loro diventati finanzieri e anche qui d’assalto. Allora cosa è cambiato, le cattive abitudini sono a tutte le latitudini. Ma io sono tornato al mio paese perché sono un cortese. Questa borghesia sembra ti faccia sempre una cortesia e invece no, ti punisce senza ferirti a morte, se non dentro, qualche volta. Certo non sempre è stato così. All’inizio sembrava uno stravizio rispetto alla fame e agli stenti che nella mia terra si subivano, ma era la mia terra, il mio sangue. Oggi, dicono che sono un apolide, non so che significa, ma che importa, tanto oggi sono pensionato e ancora ammogliato quindi fortunato. Ho dovuto imparare la lingua, le abitudini che poi sono diventate attitudini, come si cambia per rimanere gli stessi! Che fessi siamo, ma dicono sia la vita, ma che cosa vogliono dire se la vita alla fine è sfinita? Ma io oggi sono pensionato e mi dicono fortunato, anche perché prendo solo il venti per cento in meno e poi se la vita è più cara è anche vero che oggi devo mangiare poco e possibilmente poco 16


condito. Insomma diminuendomi la retribuzione hanno fatto una buona azione. Che bravi!! Loro vedono lontano Forse anche quel Tenco ci aveva visto con le sue canzoni, ma non ha resistito alla modernità, dove i sentimenti diventano patimenti. Che mondo! È il migliore dei mondi possibili dicono dicesse un filosofo. Si ma io dico lui che ne sapeva, aveva in testa solo pensieri e parole spesso anche sole e della fabbrica dove si facevano i prodotti anche per lui, che ne sapeva? è questo che non capisco, se ho contribuito alla vita di tutti perché oggi valgo di meno come le monete? Sapere non sempre equivale a conoscere. I sentimenti non possono essere visti e il cuore degli operai nemmeno. Questo batte finché non si ferma, ma la fabbrica non si ferma. Le morti bianche nei cantieri dove non ci sono i granatieri del quirinale, ma spesso solo un vecchio e consumato urinale dove, di corsa si va a pisciare insomma è tutto uguale, ma la gente muore se non sta al quirinale. Il mio tempo era contato e questo bisogno, una volta fatto, diventava un sogno, insomma un desiderio che si spegneva solo quando la prostata si chiudeva. Tempi moderni di quel Chaplin non ne parlava , ma il suo film lo sottintendeva. Il lavoro era tagliato su schemi e ritmi che dovevano essere come i dipinti dei quadri. Ogni cosa a suo posto e allora il lavoro prendeva senso e il quadro era perfetto. Una perfezione che doveva coincidere con l’azione coordinata di tutti. Orinare o andare di corpo dovevano coincidere con i ritmi della catena di montaggio. Insomma non è stato sempre facile far coincidere il bisogno alimentare con quello di evacuare. Eppure io ci sono riuscito. Forse è per questo che mi hanno abbassato la retribuzione, sono stato troppo perfetto, era diventato quasi un diletto. Insomma non mi sono accorto, la vita è passata, ora sono in pensione e la retribuzione me l’hanno abbassata. Non capisco perché, ma sembra non importi a molti, certo non a quelli che alla pensione non ci sono arrivati e agli altri che hanno comunque quella di reversibilità che, ad essere chiaro fa proprio pietà. Anche qua perché se le esigenze aumentano, se il dolore spesso ti toglie anche l’amore, se c’è stato, perché? So che sono i bambini a chiedere sempre perché. Ma loro non sanno ancora della pensione, lo sapranno, ma ora non sanno del danno. Forse cambieranno le regole e la pensione sarà considerata una buona azione e premiata. Troveranno forse quelli che i padroni chiamano fondi e per noi non saranno più i fondi di un bicchiere dove non puoi neanche bere o affogare i tuoi pensieri, ma forse saranno quelli che oggi chiamano fondi di investimento che , ben investiti, ci faranno comperare bei vestiti e non quelli del pensionato di oggi che sembrano sempre usati da qualcun altro, del resto come è stata la nostra giornata quotidiana: rispetto degli orari, dei tempi e anche dei contro tempi. Insomma quasi una musica illusa di sé. Fossi diventato anche filosofo? Sarà questo il vero premio per essere andato in pensione? Pensare, pensare sempre e non guardare ancora che il pensare doveva essere quando poteva tessere. Oggi tessere è impossibile perché se scendi in piazza questa ti spiazza, se ti lamenti somigli ancora ai giumenti e poi non hai argomenti. È inutile che menti e sempre ti sgomenti. Protestavi prima, ma eri, dicono, assistito dai sindacati , poi questi se ne sono andati quasi tutti in parlamento fino a diventare anche presidenti. Accidenti che denti che avevano! Forse per mangiare 17


e non per protestare o ringhiare. Ai miei tempi, a un certo punto accettarono anche l’abolizione della contingenza che, secondo loro, era una indecenza, invece per me era come la lenza del pescatore che almeno porta a casa un prodotto del mare anche se nostro rivale, molto più grande e forse anche più abitato della terra. Ma anche là ,dicono, pesce grande mangia il piccolo. Insomma non puoi neanche andare al mare. Eppure dicono che fa bene alla salute e se sei stato sempre in fabbrica prendi un po’ di quel sole che spesso non riscalda tutti, ma spesso solo i dritti. Ora io mi chiedo, anche da pensionato metalmeccanico, ma lo stato quando dà quelle che si chiamano pensioni baby, non capisce che è come se rapisse la busta paga degli altri che comunque sono tanti? Qualcuno dice che senza ingiustizie tutti diventiamo delle novizie. Ma che c’entra? Mi hanno chiamato comunista, oggi dicono che sono qualunquista, certo nessuno mai mi ha detto che ero un arrivista, la mia pista era quella ben segnata, oliata e tutto doveva quadrare. Io ho fatto tutto e allora perché mi abbassate la retribuzione? Sono in pensione, ma non in illusione. Non parliamo poi delle pensioni d’oro o di quelle che bastano cinque anni di chiacchiere per prenderle. Insomma è meglio non parlarne tanto sulle panchine ci siamo già e non come i giocatori che attendono di entrare in campo, noi ormai siamo per sempre fuori campo e ci rimane solo il campo o di bocce o quello di verdura dove dicono che almeno la vita dura e non sarà più dura. Ma la vecchiaia è comunque arrivata, la gioventù se n’è andata e la pensione è arrivata. Ora sei pensionato e devi accettare il ruolo e addirittura sperare che duri perché qualcuno va in pensione e il giorno dopo, anche se per caso o per non essersi curato a sufficienza ha preso una deficienza che lo farà essere assente per la prima volta da quel posto di lavoro, riscuotere la pensione almeno questa volta non avrà bisogno del permesso come un pesce lesso. Insomma qualche vantaggio c’è, ti trattano meglio e non ti chiedono delle assenze perché sembra non gliene freghi niente adesso visto che hai fatto il fesso, o no? C’è comunque da dire che almeno finalmente hai la mente e puoi usarla senza burlarla, ormai che ti frega ormai sei in pensione ,ti puoi fare le domande che sono tante, ma rimangono là a dirti che un sindacalista di sinistra aveva i capelli dritti e mi ricordo che sul giornale dissero quando andò a parlare agli universitari dove lo chiamarono generale, certo se lo era aveva un bel daffare sindacalista di sinistra e generale che mestieri stridenti. Almeno lui dopo ha preso due pensioni. Certo era proprio una lama, me lo ricordo molto tagliente, molto deciso. Ma era un sindacalista e faceva il suo mestiere anche lui avrà contribuito, come me, al buon andamento della società, degli affari che sono pari o dispari a seconda se riguardano chi li fa, o chi li fa fare. Beh io mi sono trovato in questa ultima posizione e ora vivo con una pensione è già una fortuna che sono vivo e riscuoto, poco o tanto, comunque la giustizia non è mai un fatto generale, ma sempre molto personale.. Dicono chi si accontenta gode, qualcuno, anzi uno, dice chi si si accontenta muore. Chissà!! Anche questo è un fatto personale e non può essere generale. Certo questo, per l’importanza che ha avuto, prenderà una bella pensione forse è diventato pure 18


commendatore e ha smesso di fare l’attore, ma è ancora vivo non l'ho più sentito? si tutti appariamo con un ruolo, almeno così dicono tutti quelli esperti che intervistano in televisione. Ecco anche questa è diventata il mio pane quotidiano perché voglio sapere quando parlano di me del ruolo che ho avuto. Certo ne parlano poco. Anche là ci hanno messo da parte e ci nominano solo quando fanno la parte, ma sono sempre di parte, mi pare. Mia moglie è andata in pensione prima di me, ma si sa le donne sono il sesso debole anche se con quel femminismo ne hanno avuti di diritti, almeno credono. Ma anche a lei hanno decurtato la retribuzione condonandogli gli anni un po’ come si fa con i carcerati che si sono comportati bene. È proprio il caso di mia moglie: era statale e non c’è mai andata a lavorare , ma andava a pettegolare. Sai le donne sono donne e hanno molte cose da raccontarsi. Lei questa cosa della retribuzione decurtata l’ha presa bene, anzi per lei è giusto, certo, era statale e si sa lo stato governa quando non sverna e si può permettere di fare dei dipendenti proprio dei dipendenti. Dipendenti lo siamo tutti accidenti perfino gli Agnelli, oltre a quelli che allietano la pasqua, come al solito, quella degli altri, un po’ come ho fatto io. Ma io ero sindacalizzato, avevo la tessera,certo mi costava anche quella, almeno tra me e gli agnelli c’era questa differenza anche se anche loro avevano il caprone che dovevano seguire, poi tornavano però anche loro, come me, all’ovile. Ma allora, siamo proprio un gregge? Domanda facile da farsi quando si va sempre in fila ed è tutta fila, facile da farsi, ma difficile forse da digerire, soprattutto a questa età che non trova una bella realtà. Gli acciacchi ci sono, gli accidenti avvengono e vengono sempre a dirti che tu sarai ormai per sempre un presepe. Qui c’è il gregge, c’è il bambino, forse tuo nipote, ci sono il bue e l’asino e tu li sei stato tutti e due mettendoti sempre in file per due. Certo proprio nel presepe c’è anche Giuseppe. E la Madonna dove la metti? Ma Giuseppe in fabbrica lo hai sempre avuto, la Madonna è comunque una donna e tu hai avuto tua moglie che era quasi una madonna , che donna! Lavorava a casa e fuori, certo si stancava e quando tornava era quasi sempre tardi per amare. Ma del resto è inutile che oggi fai il lesto, non lo hai fatto in passato che ormai è andato e tu sei finalmente pensionato. Rassegnati la vita è così e tu sei una pedina in quella scacchiera dell’universo a cui qualcuno trova sempre un verso. La pensione è già una rassegnazione, ti impediscono l’azione che è già limitata perché, senza che lo volessi la vita ci tratta da fessi, sempre ci guarda e se la ride di chi ride, senza sapere che quel sorriso potrebbe essere solo una farsa , e la vita dice, che pazza che è la gente, anche se non ha niente, non sa però di avere una dignità che senza malignità la obbliga a trascinarsi fino alla pensione che gli riducono perché dicono che manca l’azione. Questo è, ero, ma il mio guaio è stato quello di essere stato come un salvadanaio, per gli altri che sono sempre tanti e pronti a metterti da parte quando non hai più una parte. Beh si è come una recita la vita, ora l’hai recitata mentre ti guardava e il problema è che ora ti 19


guardi tu e ti ci vuole sempre un tiramisù. Tu credi nel paradiso, sei religioso? Ti cominci a fare queste domande che sono tante e tu non sei un gigante: sei stato e sei solo un pagante. Hai pagato tutto eri e sei un pagatore. Certo ti è capitato anche di fare il lottatore per rispondere all’attore, lo hai fatto insieme ai sindacati fino al punto che hai capito essere tuoi rappresentati e invece dicevano di essere tuoi rappresentanti, ma vi consideravano solo dei fanti perché eravate tanti, mentre i generali erano pochi e parlavano poco, davano poco, ma erano generali e avevano dei bei tavoli con sopra l’acqua minerale di qualità, certo avevano anche le penne, queste voi ce l’avevate, ma erano solo all’arrabbiata, così come eravate voi. Block notes, penne arrabbiate o non corredavano quel vano addobbato per avere ragione, la ragione di chi ha messo i capitali portati da dove non si sa, molti dicevano dal Liectenstein, alcuni sostenevano da Panama, altri dalla Svizzera, ma in fondo che importava la provenienza, erano capitali e si potevano chiamare solo tali, perché era danaro contante e invece voi operai avevate solo il contante si quel verbo che conta conta rimane sempre a constatare che contare non basta per mangiare perché bisogna guadagnare sempre e sempre di più. Le spese aumentano e le imprese calano o sono sempre quelle importanti, sicure di poterti garantire che arriverai alla pensione anche se con una più bassa retribuzione,ma l’importante è avere il contante per evitare di fare il cantante fallito e muovere solo il dito per far capire, con i gesti, che la tua voce emerge, almeno là, perché in fabbrica è come la gomma arabica, siete tutti appiccicati, del resto la catena funziona così, tutti anelli sempre quelli dalla sera al mattino o dal mattino alla sera e senza l’abito adeguato perché in fabbrica il tuo posto è segnato e il tuo nome di battesimo non vale neanche un decimo. Ma hai dimostrato coraggio per tutto il tempo che è durata la tua parata, un po’ come quelli del due giugno, almeno quelli sono applauditi, a noi in pensione ci abbassano anche la retribuzione. Già però il negoziante ha un bel cartello dove dice: qua si paga alla consegna, accidenti che applauso, come al solito dipende dai punti di vista, basta avere la vista per leggere che se non paghi sarai guardato a vista finché non lascerai il negozio. Oggi ci sono anche le telecamere del resto, mi pare giusto devi essere ripreso,ormai sei una star e il brodo, quel brodino che ormai puoi permetterti ti fa essere un attore anche in televisione: che vergogna! Pensionato scoperto e mandato all’aperto a calmare i bollenti spiriti. Del resto c’è il climaterio se sei uomo se sei donna c’è la menopausa, come vedi occorre una pausa, loro lo sanno hanno studiato e i libri gli hanno insegnato che hai già dato. Ma, del resto, se siamo fortunati abbiamo i nipotini che diventeranno nipoti, insomma siamo anche nonni e la tradizione continua addirittura con la rima: il padrone può essere anche un coglione, ma è lui che ha il danaro tu comincia col lupo mannaro, imparerai presto che ti devi accontentare di essere numero per non essere isolato ed essere contato. Non so se ho già detto che mi chiamo Antonio e quindi non ho neanche la possibilità di diventare santo, nonostante che la mia vita è stata di sacrificio e qualche volta artificio. E poi io non ho niente contro i bambini, anzi sono sicuramente il sale della vita e ne sono notoriamente il futuro, ma mi chiedo Dio! invece di aspettare gli anticoncezionali forse poteva, visto che è Lui Dio, attenuare la facilità con cui si può procreare. Io sono ignorante, ma non ci vuole molto a capire che quella umana è una merce, ha un costo e si va sempre sotto costo, niente basta per la pasta. Insomma troppo facile procreare rispetto all’impegno economico e non solo che il bambino richiede 20


Mi dicono i miei figli che alcune agevolazioni ci sono, ma mi chiedo per chi? Per tutti? Guardate che il mio non è un ragionamento ozioso perché sono pensionato. Pensateci bene, Dio, magari senza volerlo, anche se il Suo disegno è imperscrutabile era troppo distratto per aver concepito l‘uomo e la donna con un istinto bastando il quale tutto diventa normale e non una cosa eccezionale. Bene forse sto esagerando perché Dio non può fare un errore così grande. È anche vero che uno più è grande e più grande è l’errore come eventualmente sarebbe in questo caso, altrimenti se tutto è imperscrutabile che disegno c’è qua, quando è evidente che fare la gente è troppo facile e questo a quale disegno risponde: forse bisogna andare su altre sponde ? A me vengono in mente quelle della Virginia in America dove la merce umana veniva importata senza neanche pagare il dazio. Va bene che c’è il paradiso, ma spesso su questo ti viene il riso e invece a lavorare ci devi andare sicuro ed è duro in fabbrica. Il padrone è contento ed è come un addendo, più ce ne sono di operai meno costano, dicono che si ragiona per un’unità di prodotto, dicono sempre che è l’economia che ragiona così. Oggi, mi dicono, che hanno inventato il lavoro par time. È sicuramente un modo diverso di passare il tempo per la gente, insomma è un aiuto almeno, se sei giovane hai qualcosa da fare, altrimenti poi ci sono i vizi, dicono infatti che l’ozio è padrone dei vizi. Secondo me questo detto si è messo d’ accordo con il padrone. Io infatti penso che lavoro e amore non vanno d’accordo almeno che non sia creativo per tenerti vivo. Insomma da pensionati si diventa brontoloni. Forse per questo esistono le panchine, sulle panchine ti puoi riposare e puoi brontolare con gli altri: Giovanni, Gustavo, Andrea, e via dicendo sono là seduti e solo ora diventano arguti, forse è un po’ tardi la pensione è arrivata e l’età è aumentata, con essa gli acciacchi, le pasticche da prendere, qualche volta si chiamano salvavita: sarà per fare concorrenza alle pompe funebri? Non sempre il ministero della sanità equivale a santità, per questo ho già detto che mi chiamo Antonio e santo sarà difficile che ci divento anche là ormai c’è molta concorrenza e ci vuole sempre una sua eminenza. Ma quel discorso che facevo e parla del fatto che è un fatto di questa facilità di procreare. Maggiore concorrenza sul lavoro, maggiore inquinamento, oggi più rifiuti. La gente consuma e poi getta, qualche volta getta senza consumare ,ma solo per cambiare. Oggi cambio la lavatrice, domani la stufa, poi la macchina e poi il resto e aumentano rifiuti. I miei compagni mi dicono che sono diventato uno che pensa troppo, quasi un filosofo. Bella fine che hai fatto! mi dico da solo, ci potevi pensare prima! Ora che ti vuoi filosofare, ormai non c’è più nulla da fare, ora sei pensione, mi dicono, goditela! E come mi rispondo, l’anagrafe è impietosa, gli acciacchi, se non sono attacchi, sono comunque il mio pane quotidiano. Andiamo, mi dicono loro, non sei contento di esserci arrivato! Io si , ma loro con quello che dicono mi sembra di No. Li lascio parlare, é più un ciarlare, comunque le panchine sono là a sorreggere il nostro appoggio, anche quello morale. E le mogli che dicono? Dopo il femminismo è diventato tutto un ismo, comunismo, fascismo, lassismo e così via dicendo. Basta che c’è un ismo, sembra che funzioni. Ho detto che mia moglie 21


ha lavorato per lo stato e questo l’ha resa fortunata. Benefici ne ha avuti. Comunque pensionato sei nato, maschile o femminile, la parità è diventata quasi una ovvietà. Nessuno ormai ci fa più caso, se non diventa un caso, un po’ come le porno star, che sono stelle quasi gemelle perché mostrano se stesse come delle fesse, dice qualcuno, certo bacchettone. Io oggi che sono in pensione valuto anche quello un lavoro. Non so se avranno la pensione o se la faranno. Chissà! È meglio pensarci prima e non rimanere come un baccalà, tanto comunque te la ridurranno già. Ho sentito dire che ci sono paesi e io non so quali sono, sapete sulle panchine l’ho saputo, che chi va in pensione viene pagato di più. Ma guarda , è quello che ho sempre sostenuto perché non ho mai pensato di essere venuto al mondo per essere sfruttato. Anzi mi hanno detto che dovevo essere amato. Anche qua ho trovato la concorrenza come con sant’Antonio. Amato ha fatto spesso il ministro, dicono che sempre un Amato abbia fatto il presidente della confindustria. Insomma faceva le trattative con i sindacati e con gli associati grandi e piccoli bastava che stessero dalla sua parte. Del resto lui ne era responsabile, almeno era responsabile delle politiche e della trattative con la politica, sempre multiforme e attiva per dire quello che non diceva. Insomma Antonio sei stato contestatore e ora sei pensione., mi dicono i miei ex colleghi. Ma tu ce l’hai un’idea di come dovrebbe essere trattato un pensionato? mi chiedono ed io rispondo , certo che ce l’ho: la retribuzione, cercando di essere giusti , non deve essere abbassata, ma aumentata. Non solo per quello che ho sempre detto, ma anche perchè hai lavorato 35-40 anni, vai in pensione a 65 e le tue aspettative di vita sono comunque diminuite. Dicono che la vita media per un uomo, e io, per bacco, lo sono è stimabile intorno ai 75-78 anni, vai in pensione a 65 ti abbassano la retribuzione, le stime dell'I.S.T.A.T. Sono quelle che sono e io continuo a non essere e non mi pare una logica universitaria questa è più una logica binaria che risponde solo ad una esigenza: oggi ti frego e domani ti nego. Le credenze diminuiscono, sono sempre più vuote. Per non parlare delle medicine che spesso sono in pensione il primo pane quotidiano: avete mai visto una medicina che somiglia a un pane ? Io non l’ho mai visto, eppure ho messo anche gli occhiali. Eh! Altro costo. Una volta la mutua era più muta, oggi parla e ti dice chiaro che è tutto chiaro, alcune cose le devi pagare se vuoi aggiustare o, almeno tentare di farlo, quegli organi che la anzianità ha portato a vetustà. Almeno le medicine! se meno pane o ormai sono come una vecchia traccia di un uomo che non ha mai chiesto perdono? Mia moglie fa presto a parlare! Ma sa solo ciarlare con le sue amiche, con il parrucchiere che gli fa la tinta per farla sembrare più giovane, la verità è che a letto ci vuole sempre il copriletto e poi toccare non è uguale. Ruvida è la pelle, secca la voglia. Insomma prima il lavoro, poi la pensione sembra una tenzone, come quella di Goffredo di Buglione. Forse io sono un pensionato strano. Ma allora perché stanno tutti sulle panchine quelli come me? Domanda chiara questa, eppure questa storia del perché ci decurtano la retribuzione, non è chiaro. Siamo rassegnati e segnati, si come le carte false. E di queste bisogna , per farmi digerire tutto questo non dire, ma solo decidere senza cedere. Credere che il paradiso porti finalmente al riso potrebbe essere una illusione, basta vedere il parroco della mia parrocchia, accidenti che nocchie che ha! Sembra un pugile, ma certo è molto agile. Ti 22


credo! Non ha fatto niente, anche se la gente poi va da lui e si pente, io no, non mi pento di essere diventato come una pentola di fagioli che borbottano mentre cuociono. Così mi dicono gli ex colleghi. Accidenti che strateghi che sono! Almeno Alessandro Magno mangiava quello che gli pareva, ma non stava in pensione , dicono. Anzi sembra che con lui era difficile arrivarci. Allora che farci? I tempi forse sono migliorati e noi siamo coglionati solo perché siamo nati con un battere di reni. Ma oggi questi miei somigliano più alla rete che mia moglie mette in testa per tenersi in festa, anche a letto e questo non sia mai detto è sempre un interdetto. A forza di lamentarmi, almeno ho imparato a parlare, come ho imparato a guidare anche quella nuova cinquecento che oggi vale più di cento, si paga anche lei in euro e continua ad essere il cavallo di battaglia della FIAT. Cosa meravigliosa! Volete mettere cosa significa pagare con una divisa europea, quando io ne ho portata sempre una da operaio e dicevo sempre aiho quando mi capitava di non seguire alla perfezione la catena di montaggio, quella che quel famoso regista ha visto come un oltraggio. Diceva insomma , forse con una metafora, se si dice così, che doveva andare più adagio e non come il cacio sui maccheroni che si getta con una manciata veloce e dà sapore alla pasta e non come in fabbrica dove non potevi dire basta, neanche per fare la pipì, questa poteva aspettare, la catena no e ho preso una prostatite e insieme un otite. Insomma ci sento di meno, dicono che il rumore non è come l’amore per le orecchie. Così devo portare un apparecchio che mi aiuta a sentire le baggianate, devo portare la dentiera e mangiare mi basta perché mi stanca. Sapete , masticare senza poter ruminare non capita neanche alle pecore. Ecco pecore siamo stati, ma almeno queste stanno libere sui prati e invece noi operai stavamo dove Flavio Staiano diceva che non si poteva, almeno così mi hanno detto. Ma certo ne dicono tante e tutto diventa un gigante. Ma intanto la retribuzione me l’hanno abbassata e a me non mi è ancora passata la fregata. Ne continuerò a parlare sulle panchine se non le hanno verniciate e le si può ancora usare. Insomma la pensione non è una buona azione, certo non è come una canzone, questa spesso ti rallegra o ti rattrista. La pensione non fa niente alla gente, toglie loro solo la voglia di fare e disfare è come urlare senza che nessuno sente, urli, urli, cerchi di far vedere che sei ancora vivo e qualcuno dice sempre purtroppo, sei ancora di troppo per gli altri, ma per te sei l’unico che l’ha preso in quel posto. Comunque , non ti preoccupare è sempre un avamposto. Be’ infatti è come iniziare un’altra guerra quella del silenzio, senza cannoni e coglioni. Però ora hai il tempo libero e le ore sono le tue, di questo ne puoi star certo, nessuno te le toglie, anche se ti vengono le doglie. Naturalmente parlo di quelle della mente che non si mente, lo tiene a mente che sei stato fregato. Ma quando hai lavorato e ti sei ammogliato cosa ti mancava: la moglie l' avevi, anche se non sempre te ne sei accorto. Ma certo lei aveva un altro stile di vita, era statale e non usava il sinale., spesso neanche in cucina. La parità è partita e anche là sei diventato una nullità. Almeno prima era marcata la differenza , dopo si è invece marcata la assenza, anche di tua moglie, che aveva amicizie di alto bordo, statali e spesso ammogliati o ammogliate, il che è uguale, basta evitare il sinale e andare a orinare alle giuste ore. Allora non è solo la retribuzione, ma è che ti manca l’azione e sei distrutto perché non sei neanche 23


dotto. Io mi sento ancora una divisa addosso, del resto come sempre. Prima quel poco di scuola, c'era il grembiule, così almeno si chiamava prima. Poi è venuto il dopo, e come dico no, all’uopo, che non so cosa significa, però lo dicono quelli che parlano bene. Insomma quest’uopo era la leva, no quella per alzare le cose, ma quella per abbassarle e imparare , finalmente a mirare, si al nemico. Insomma si quello che può sempre venire. Un po’ come quella guerra di Piero di quel De Andrè. Insomma una sorpresa appesa ad un fucile, quello che ti sembra di un amico perché anche lui porta la divisa, anche se di un altro colore. Insomma io un po’ ho imparato, ma in guerra non ci sono andato, non c’era, mica me la potevo inventare! E dopo la divisa da marito, insieme a quella da operaio. Il colore? La prima era incolore, la seconda, blu, si sapete quel blu che si capisce subito che non sei barbablù. Mi direte cosa c’entra barbablù con l’operaio. Infatti non c’entra, è solo che nessuno c’entra, tutto rimane dentro finché non vai in pensione e, anche se non sei proprio daltonico, ormai non sei più tonico E l’acqua tonica è infatti quella che ho imparato a bere al bar con gli amici, spesso ex colleghi o te la giochi a bocce. Si, ad un certo punto, sbocciano anche quelle. Insomma è come il dopolavoro. Del resto tutti sanno che sei in pensione e sanno che più dell’acqua tonica non puoi bere, perché il resto è ormai perso. Ma si sbagliano, ho sempre il lotto, si sapete quello di Lottomatica. Dicono che c’entra il monopolio delle sigarette. Certo, una volta erano meglio le tette. Ma almeno al lotto posso anche vincere e arrotondare la pensione, là, con le tette posso solo perdere. Sapete il gusto c’è, ma manca il resto. Questo ormai me lo danno solo quando mia moglie mi manda a fare la spesa . Beh! Che ridete? Qualcosa devo fare, non pensate che sono ridotto così male. Io leggo pure il giornale. Che notizie! Quante! solo che non mi riguarda, solo ogni tanto prendono di petto il pensionato come il tenore fa con il do, ma poi finisce e tutto il resto ti sfinisce. Insomma io sono Antonio, lo sono sempre stato, solo che non sapevo di essere prelibato. Sapevo solo che dovevo lavorare per mangiare e per fare le altre cose che forse immaginate. Ecco, fermiamoci qua il resto sono stati e sono fatti miei, ma pensate quando ci abbassano la retribuzione è come se ci togliessero un coglione. Certo, lo so si può vivere anche con uno solo , come si può vivere con una più bassa retribuzione, ma come si vive? Parlano tanto di giustizia, di uguaglianza, di libertà, solo che io non le vedo. Certo mi hanno detto e mi dicono che sono degli ideali e sono nella nostra testa e si muovono solo quando siamo in festa, ecco forse per questo fanno le feste del patrono. Ma scusate anche qui si usa una parola che somiglia a padrone e questa è religione. Scusate qual è la differenza.? Qui sono tutti padroni di qualcosa e io di cosa sono padrone, della mia decurtata retribuzione, solo perché sono in pensione. Esistono anche le pensioni, quasi alberghi, per gli anziani. Ma anche quelle costano e spesso quasi non basta la pensione per pagarle. E se solo ci vai è perché altrimenti sono altri guai. Pensateci un attimo, amici, l’attimo è passato in un lampo non ci siamo accorti e anche se siamo stati accorti, ci ritroviamo sulla panchina guardando bene che non sia verniciata altrimenti la signora a casa, ti ricorda che non sei solo distratto, ma recidivo perché hai fatto quasi un delitto, hai rovinato un vestito e per questo oggi sei meno assistito. 24


Ma dicono anche: chi si accontenta gode, qualcuno dice il contrario, comunque ancora vai ad orario, prima quello del lavoro, poi quello delle chiacchiere: ma quella che chiamano felicità quando arriverà, solo nell’aldilà non c’è n'è una di qua dove ti puoi divertire come qui, quo, qua. Ma anche loro avevano Paperone de’ Paperoni il loro zio o nonno non me lo ricordo, bene comunque dicono che aveva tanti soldi e passava il tempo a contarli e numerarli. Forse lo fanno tutti i padroni. Se vi state annoiando avete forse guardato la vita, mentre lei vi guardava e passava sotto i vostri occhi bendati, non come quelli dei corsari, ma come quelli dei bambini che se li bendano per giocare e per dimenticare la realtà che comunque è sempre là a ricordarti che hai sempre una parte e la devi recitare. Mi dicono tedioso, non so bene cosa significa, sicuramente c’entra la mente del perdente che, in mezzo alla gente, la annoia con chiacchiere scontate solo per rifarsi, molto parzialmente, di quello che pensa di aver perso. Tediatevi pure, tanto ormai siamo tutti andati in pensione e ci hanno abbassato la retribuzione e dicono pure che ormai possiamo sperare solo nell’immigrazione, sarà lei a pagarci la pensione. Così dicono e qualche volta si contraddicono . So che è difficile capire tutto, così spesso si arriva al lutto nel senso che si diventa neri perché troppo presi da problemi che somigliano solo a quei temi che fanno gli studenti a scuola, solo utili per essere promossi, ma dopo ci sono loro, coloro che daranno loro un ruolo e sarà spesso quello per tutta la vita, se quella dell’operaio si può chiamare proprio così o forse sarebbe meglio chiamarla e basta perché forse arriverebbe con le trecce. Be’ queste trecce mi sono uscite, non so da dove, ma so che qualcuno dice che non c’è un dove e un quando. Sarà il solito filosofo? Proprio ora non ci sto capendo più niente o sono diventato niente. Un ruolo preciso non ce l’ho, un po’ come la casalinga che alla domando cosa fa? Spesso risponde niente, perché il suo ruolo, anche se importantissimo e faticosissimo non è proprio stimatissimo, anzi spesso non è neanche un ruolo sociale. Ma almeno a lei né danno, né abbassano la retribuzione. Certo è un’azione contraddittoria, ma almeno lei, qualche volta, ha anche la gloria quella di essere stata madre, forse una brava moglie, forse una brava cuoca, forse ancora una buona faccendiera. E vi pare niente.? Io oggi sono solo Antonio e sono come Gianni, insomma quasi un barbagianni. Tanto che se non mi faccio la barba, qualche volta, per pigrizia, sulle panchine mi scambiano, se sono solo, come capita, per un barbone. Ah !non lo sapete! Qualcuno mi ha dato anche l’obolo. Io, stupito ho fatto lo stupido, facendo finta di esserlo, poi mi sono detto, dentro di me che poteva essere una integrazione alla pensione. Non mi vergogno a dirlo è accaduto, certo che è duro essere, dopo tanti anni di lavoro, essere scambiati come si fa a scacchi col re e la regina. E allora ho pensato che è tutto un gioco, prima di andare definitivamente a riposo. Intanto prendi l’anticipo, il posticipo verrà sicuro e non sai se anche lui sarà duro. Qualcuno ti parla del paradiso, qualcuno dell’inferno eterno. Allora è peggio che andare a lavorare? E come fai a stimare? In genere sei stato solo stimato. Quanto vali in genere , come dicono dicesse quel Marx, nel capitale, il tuo valore si chiama plus valore, ma è plus per gli altri, per te è stato sempre un meno. Però almeno oggi paghi meno tasse, non ti tartassano più come prima e lo facevano anche senza rima. Insomma non era proprio una poesia, figuriamo l’allegria! In fabbrica musi lunghi, una battuta era solo quella della macchina che batteva ritmicamente insieme alla mente, sempre vigile. Un po’ come il vigile di piazza Venezia a Roma. Di lui qualcuno dice che è talmente bravo da essere diventato quasi un ballerino. Coordinare i movimenti qua è dolce, in 25


fabbrica è truce. Ma fai sempre questi discorsi Antonio? In fondo ancora non hai toccato il fondo, poi ora con l’euro sei anche europeo, uguale a tanti altri che prima ti vedevano come un romano italiano e erano diffidenti come turisti o anche come colleghi. Oggi sei finalmente al riparo perché sei europeo e sei insieme. Quindi di che ti lamenti? Sono solo gli eventi. Sei nato, ti sei ammogliato, hai lavorato e ora sei pensionato. Ma attenzione, finalmente europeo. Quindi se mal comune mezzo gaudio, tu oggi sei addirittura un gaudente è inutile che pensi sempre al dente. A quello ci penserà il dentista che è sempre un bravo autista. Ti guida nel dolore e lo fa con amore. Ma la sua parcella è sempre più alta. Insomma il dentista ti serve, il pane ti serve, tutto ti serve e tu non sei più in servizio e non servi proprio nessuno. Questo per te prima era qualcuno, il padrone spesso sconosciuto, ma sicuramente arguto. Tu oggi sei solo canuto. Qualcuno mette il parrucchino, ma perché si chiama Pino e le foglie gli servono. Ma tu ti chiami Antonio e non sei neanche daltonico, riconosci bene i colori. Ti hanno detto prima di essere rosso, poi nero, poi così e così, oggi sei solo: come stai Antonio, lo so che sei in pensione che pacchia, ci sei arrivato! Un’esclamazione pungente e mi tocca dire anche grazie e tu, quando ci vai? Sai, manca poco. Va bene, salutami Gabriella. Ah non sai niente, lei è già in pensione e si è trovata talmente bene che ha finito di volermi bene e se n’è andata, mi ha lasciato o ci siamo lasciati. Sai prima c’era il lavoro, oggi non sono più un tesoro, dicono che sono un tesoretto e si lo sto aspettando, come tutti. Ma ormai è sicuro lo dice anche il ministro dell’economia, che sa sicuramente risparmiare e io non posso neanche sprecare. Ma che vuoi almeno non ho perso questa abitudine, sono costante non come Dante, si quel Dante che aveva spesso l’influenza, insomma era proprio una lenza! Fossi stato come quel Dante, almeno mi sarei tolto un dente e invece quelli me li toglievano perché ero sempre in ritardo con le cure. Almeno là oggi sono fortunato, solo che non ho più i denti, ma vedo che qua siamo identici, eravamo pesci e almeno lo siamo rimasti il nostro ruolo non è cambiato neanche se sono in pensione, pesce ero e pesce sono. Mi sono comunque uscite anche le squame. La pelle invecchia e si secca. Mi dicono che dovrei fare le terme. Ma anche là devo stare in fila come stavo in fabbrica e poi costa. La mutua diventa muta e dice che devi pagare, perché la pelle secca non è una malattia e se ti si è seccata prima è perché sei stato sulla strada aspettando ai caselli autostradali durante quelle pause forzate. Ero in ferie e sai non si resiste, devi staccare, ti devi ritemprare per tornare a lavorare ed essere normale. Del resto lo fanno tutti e ti tocca anche a te aspettare il resto dal casellante. Il riposo costa e spesso tornavo stanco. Certo ero ritemprato proprio come quell’acciaio che facevo in fabbrica, mi sembra di essere diventato anche spiritoso, dopo essere stato fumoso, sai fumavo perché anche il monopolio voleva la sua parte della mia retribuzione e questa non era certo una buona azione. Però quando fumavo ero più rilassato e mi sentivo meno torchiato. Del resto io ero alle presse e quelle pressavano anche me. Oggi dicono, lo hanno, come al solito, scoperto gli americani, sai, quelli del metodo Taylor e di tutte le altre novità del mondo attuale che poi è sempre tale e quale fa sempre male, molti dicono che fa bene, io non so a cosa, ma così dicono sempre, chissà! Sarà vero, per me è come il cimitero. Tutti hanno il loro posto segnato e non c’è nessuno che non ci sia andato, si, lassù o laggiù dipende da come ha condotto la sua vita, dicono i preti. Loro dicono, ma poi si contraddicono, questa sembra sia la moda più seguita, Guarda Giuda, almeno, dicono che lui, preso dal rimorso, si è dato un morso. Dicono si sia impiccato, peccato forse poteva tradire ancora e impiccarsi di nuovo, magari dopo la resurrezione e questo chi lo sa!quello che invece è certo è che oggi nessuno lo fa se non in carcere quando non ne può più di stare dentro una cella e non come noi lavoratori che comunque uscivamo e entravamo senza danno. Certo anche noi avevamo guardiani che controllavano se eravamo in “ catena “, ma, non esageriamo era un’altra catena, quella di montaggio e non quella dei 26


carcerati che li imprigionava. A noi lavoratori questo non succedeva, eravamo liberi di muoverci, anzi, ci dovevamo muovere a ritmi costanti come se suonavamo una musica che aveva un tempo. Era il nostro tempo e le catene erano solo virtuali, come oggi dicono sia internet, tutto è virtuale e la comunicazione è più semplice, anche se spesso complice di una lunga mano, che chiamano mouse, che fa quello che gli fai fare. Ah proposito, Michele , ho conosciuto uno che, qualche volta, vado a trovare e ha la legge 104, così dicono che si chiama. È l’invalidità al 100%. Ci ho parlato è anche spiritoso, dice che l’invalidità, riconosciuta da una commissione fino al 76% ti dà dei diritti, oltre lui dice ohhhhhh, ti dà forse il diritto addirittura di tornale normale, sai che ti dico Michele? Questa somiglia a quel Lazzaro di: alzati e cammina. Tu che dici Michele? Questa cosa può essere fedele o è la solita barzelletta finora mai detta, almeno così. Michele gli risponde che forse tutto significa per ridare al malato una dignità che in genere non ci sta’ neanche per chi la 104 non ce l’ha. Del resto si diceva beati i poveri di spirito perché sarà loro il regno dei cieli, del resto questo si dice anche dei poveri in genere. Certo è una promessa e chi non ne fa quando c’è da guadagna’. Poi la speranza è l’ultima a morire ed è proprio così perché tu non lo saprai mai, non potrai controllare perché sarai già sull’altare. Insomma, se mi avessero mantenuto la retribuzione non sarei diventato filosofo. Allora ci ho guadagnato o ho passato il guado. Ogni tanto me lo chiedo da solo, come quando ero in fabbrica e passava “ la mente “ pensa? Lui guardava e controllava i tempi, se erano quelli annuiva e la testa sembrava come quella della gallina, solo che non faceva l’uovo. Eh, caro Michele, tu sei il mio amico fedele. Insieme abbiamo fatto battaglie perse, ma queste chi le vince? Ecco, torna il filosofo. E se mi dessero una integrazione alla pensione per questo, certo non mi dispiacerebbe. Del resto non c’è l’università della terza età? Dicono che danno anche la laurea se superi gli esami, devi concludere tutto con un tema. Non è la fabbrica, è una lezione al giorno che sembra aumenti il dintorno, parlo di quello mentale. Certo c’è una bella differenza con i ritmi del lavoro che punta l’oro per fare prima il primo lingotto e di essere dotto non importa a nessuno, non devi avere neanche, come si dice, le scuole, anzi se sei operaio, per giunta neanche specializzato, basta che miri alla pasta, si quegli spaghetti che oggi si chiama dieta mediterranea e pensare che credevi fosse il pasto dei poveri, se non proprio poveri, comunque gente che doveva stare attenta, perché l’obolo poteva finire e tu andavi dal droghiere solo per pane e pere. Erano buone comunque. Oggi, anche se sei pensionato puoi comprare di più. Certo , sono cambiati i tempi dicono sia venuto il progresso , è a portata di mano, prima non era neanche a portata di stomaco. Però, quando mangiavi non avevi mai l’acidità, questa ti veniva al lavoro e non hai avuto l’oro, anzi sei stato decurtato e ti chiedi perché? Finora hai capito che capire è come morire, allora aspetta ormai è fatta. Antonio stava per metterci una pietra sopra, ma venne Giulio sulla panchina e attaccò lo stesso discorso. Antonio allora disse: andiamocene al corso, anzi, facciamoci una bella passeggiata e dirigiamoci verso, quell’ormai famoso, viale del tramonto, gli alberi saranno ricresciuti, siamo all’ombra e nessuno ci disturberà, avremo finalmente la libertà. Gli altri lasciamoli ciarlare, tanto non sanno che fare, ci sono le bocche, le palle sono rotonde, ma anche le nostre lo erano, oggi sono quadrate e questo non è un modo di dire, ma quello di condire una vita fatta di false lotte, vero lavoro e plusvalore, come diceva quel Marx. Ma lo sai, rispose Giulio, che quello ormai è finito in soffitta e il Capitale è ormai in conto capitale, le banche imperversano, hanno tutto in mano loro, guarda la Parmalat con quei bond arrivati perfino in Argentina, per fortuna che quella volta ci hanno fruttato Maradona , i napoletani hanno gioito e per un periodo riso, sono diventati un popolo, si ,il popolo della domenica, ma almeno erano allo stadio e non a studiare qualche malattia incurabile o 27


ad aspettare la camorra che metteva tutti in mora. Antonio rispose: vero, l’ho sentito dire, eppure lui aveva studiato tanto, ma non sapeva niente del t.f.r. Lo sai che ti dico, oggi il problema ce l’hanno i giovani e i dico, tutti dicono, ma loro sono ufficiali, si sa che sono dico e qualcuno dice che non va bene, perché si preoccupa dei loro diritti invece di occuparsi dei delitti e dei derelitti, quelli che sbarcano a centinai, quasi sempre andando alla deriva se non trovano la riva, altrimenti rimangono là stipati in quella, quasi barca e vanno in barca nel vero denso della parola. Si, i governi fanno gli accordi, risponde Giulio, ma poi si scordano di farli rispettare perché anche loro devono ciarlare , come facciamo noi e fanno tutti. Il futuro è sicuro e noi oggi dobbiamo lottare per importare gente fresca., altrimenti dicono che la nostra pensione se ne andrà in pensione. Chi sa parlare dice che è un Paradosso, io non so bene che significa, però sembra che non sia una cosa bella. Bella o brutta siamo alla frutta. Antonio incalza: almeno, con quello che costa, oggi ce l’abbiamo gratis. Che spiritoso che sei, gli risponde Giulio, quella è frutta che non frutta, è senza vitamine. Allora, dice Antonio, mi devo rassegnare, la retribuzione la metto in deduzione, ci rimetto una pietra sopra e mi guardo quei manifesti, che oggi hanno abbellito, sono di un altro colore, non più quel nero che si faceva fatica anche a digerire. Non sono rassegnato, ma sono sempre un pensionato e ho lavorato per tutti, prenderò la laurea in filosofia e continuerò a dire: così sia. Risponde ad Antonio un suo “collega “ e gli dice:” caro Antonio, tu parli per te, poi sentiamo in televisione che un pensionato ha lasciato la mamma centenaria in macchina, da sola e se n’è andato a ballare con la badante ventiquattrenne , va bene che era ferragosto e il sole del giorno non sempre fa fare ritorno alla testa, ma questo è stato fatto da un pensionato che tu , da tempo, chiami un osso prelibato, io direi per esempio in questo caso, le parole finiscono, le querule sono come candele che, per destino, a un certo punto si spengono, allora caro Antonio, pensaci, anche qui non si può fare di tutta l’erba un fascio, c’è pensionato e pensionato, altro che osso prelibato, qualcuno ha sempre anche pagato, oggi è la mamma centenaria che con la sua invalidità finanzia il ballo del ferragosto del pensionato . Noi abbiamo proprio fatto tutto per non avere la diminuzione della retribuzione? O invece, anche noi siamo stati sempre in vece e mai in voce “. Parlava Ignazio, anche lui pensionato, ma un po’ stanco di sentire che la verità sta sempre là, assoluta da qualsiasi parte stia. Qualcosa non gli quadrava a Ignazio, che ancora si ricorda il dazio, quindi , anche li è sulla piazza che quasi sempre spiazza, però questa notizia lo aveva colpito nella sua dignità di pensionato perché, se qualcuno ne aveva approfittato, basta un dato per fare il brodo ed è inutile e infingardo lamentarsi ad oltranza. Ignazio sapeva che la dignità, anche la sua, passa per fatti reali e generali. Un colpo di onestà banale per non diventare, dopo il pensionamento, come il firmamento dove le stelle sono stelle e i pianeti sono pianeti. Qualcuno si chiederà che c’entra il pensionato con il firmamento, anche il pensionato ha messo la sua firma e qualche volta anche la contro firma. È ora di farla finita con questa lagna perenne che, anche se motivata, ad un certo punto diventa come la panna che si mette per guarnire qualsiasi gelato.” Dice Ignazio” è meglio non perdere anche la faccia dopo la retribuzione”. Antonio ha capito e non se lo lega al dito, ha capito il discorso di Ignazio ed è disposto a dargli lo spazio. Ci penserà dopo l’università, forse questo lo aiuterà a capire meglio tutto, anche la sua storia passata e futura: ancora una pacificazione e una buona azione, del resto la retribuzione è e sarà quella come è stato lo stipendio. Allora, come dice qualcuno, diciamocelo, il solito: chi non ha peccato scagli la prima pietra. Ero giovane e qualcuno già cantava: se sei buono ti tirano le pietre, se non lo sei te le tirano uguale. 28


Insomma è sempre una lapidazione altro che canzone! Ma mi sembra che quello con quella canzone ha fatto un sospirone, si, ha avuto successo e non è finito sul cesso e nessuno gli ha fatto il processo, anzi la gente lo ha premiato perché è stato furbo. Certo ora non ha la pensione, però bisogna sempre fare una scelta e lui l’ha fatta: è stato un creativo e non un cretino: bella differenza! Antonio ci pensò e aspettando l’università della terza età si rassegnò a stare là sulla panchina e gli sembrò carina. La decurtazione della pensione continuò perché l’economia è peggio di un’arpia e poi trova sempre una giustificazione a qualsiasi canzone: classica, moderna, lenta , veloce, melodica, aggressiva forse com’è la vita. Ciao pensionato, sei stato un osso prelibato, ma alla fine ti hanno premiato, solo che, come al solito, non sai chi è stato e ti picchi, perché questo andrebbe ringraziato è per questo che sei stato onorato mentre tu pensi di essere stato plagiato e fregato dopo che ti hanno fatto pensionato. Si, proprio quell'osso prelibato che dici di essere stato. Vai all'università della terza età, sarà senz' altro utile, almeno pe' chiacchiera', detto nella nostra lingua. Romani siamo e romani resteremo, ma oggi con l'euro le prenderemo, ma certo almeno in buona compagnia. Lo abbiamo detto no! Mal comune mezzo gaudio. Insomma è come la produzione per unità di prodotto, qua più si divide il danno e meno danno uno sente e tutto il guadagno si va ad accumulare in un altro altare: quello dell'economia, almeno oggi è roba mia anche quella. A forza di sentirlo mi hanno tolto il danno: sarà virtuale anche questo! Be' lasciamolo nel cesto ci sono comunque i nostri ricordi, qualche volta, sordi, ma comunque vivi.

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Il pensionato