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Bamb첫

Acciaio Dolce

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Flessuoso e resistente, il bambù si può ammirare da oltre un secolo nei giardini dell’Occidente: elegante e raffinato, si distingue dalle altre piante per il fusto vigoroso in grado di raggiungere altezze molto elevate (persino oltre 40 metri). Se, da un lato, il bambù incarna la raffinatezza e la bellezza vegetale, dall’altro la pianta viene menzionata nella Storia anche per le sue proprietà “perforanti”.

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Prodotti derivati

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Proposta d’impiego

Perchè il bambù?

Modi d’impiego

Caratteristiche e proprietà

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Trattamenti

Caratteristiche fisiche

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Struttura della pianta

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Bambù Indice


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Il Bambù è una pianta che appartiene alla famiglia delle Poaceae o Graminae, come il grano, l’orzo, il mais e come queste è assai ricco di Silice.

Struttura della pianta

data molta rilevanza alle strutture morfologiche come: il rizoma, culmo, gemma, il complemento dei rami, le foglie culinari e il fogliame.

– I bambù erbacei (Olyreae, 115 specie)

Sezione Famiglia delle Graminacee Bamboo Weed

Wheat

Corn

La diffusione del bambù abbraccia la fascia tropicale e subtropicale di tutto il globo. Le sue caratteristiche lo rendono un materiale innovativo e sostenibile: adattabilità a tutti i terreni, climi, rapidità di crescita, basso costo, facilità di utilizzo, grande resistenza, ecc. Il bambù è una pianta arbustiva, infestante; appartiene alla famiglia delle graminacee e costituisce l’unico gruppo delle Poaceae, come la gramigna, il grano, l’orzo e l’avena, e come queste è molto ricco di silice.

Il bambù, struttura

Non è benché lignina, emicellu abbia chimica simile, profond differen morfolo nell’ana process e caratter meccan nel bam molto s

Bambù vs legno

Studi molecolari indicano che, dal punto di vista evolutivo questi hanno un’unica origine: il riso.

Il bambù non è un albero, benchè contenga lignina, emicellulosa e abbia struttura molto simile, vi sono

Studi morfologici abbracciano la stessa teoria, basandosi sulla presenza di cellule rachimorfe nel tessuto fotosintetico delle foglie fogliari di tutte le specie. La sottofamiglia dei bambù (Bambùsoideae) comprende circa 1400 specie in 101-108 generi e si divide da sempre in due grandi gruppi:

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– I bambù legnosi (Bambùseae, 1290 specie)

Queste piante hanno un antenato comune e condividono caratteri morfologici unici: – Presentano due tipi diversi di foglie: quelle caulinari che proteggono i germogli giovani e fragili e quelle fogliari – Sistemi complessi di ramificazione – fioriture gregarie. Gli studi molecolari non hanno trovato prova di un’unica origine per i bambù legnosi. Questi occupano, per la loro adattabilità, una grande distribuzione geografica e presentano una forte diversità morfologica. Per riconoscere le diverse specie, sono state prese in considerazione la natura specialistica e le rare fioriture, ed è stata

Struttura di bambù a confronto con la struttura del legno

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alti o gonfi, le gemme laterali sono solitarie e si trasformano in culmi, mentre alcune si trasformano in altri rizomi e possono essere presenti le radici avventizie. Il collo del rizoma è sempre corto. Molte specie dei bambù della regione settentrionale, o delle zone temperate, presenta questo tipo di rizoma (Phyllostachys, Arundinaria, e Shibatea).

profonde differenze sia nella morfologia che nell’anatomia, nei processi di crescita e nelle caratteristiche meccaniche, che nel bambù sono di molto superiori. La conformazione dei vasi linfatici e della struttura fibrosa è più densa all’esterno dove la pianta è più dura.

– Rizoma Pachimorfo: la sua forma è subfusiforme, è relativamente curvo e il suo diametro è superiore a quello del culmo nel quale si trasforma apicalmente. Gli internodi sono più larghi che lunghi, resistenti ed asimmetrici, i nodi non sono elevati o gonfi. Le gemme laterali sono solitarie e si trasformano in rizomi o in strutture di supporto. Nella parte inferiore del rizoma sono presenti delle radici avventizie e vi è un appianamento della parte dorsoventrale del nucleo. Il collo del rizoma può essere corto o allungato. Nelle regioni tropicali vi sono dei bambù con questo rizoma (Bambusa, Guadua, Dendrocalamus).

Vi sono differenze nella disposizione delle fibre tra legno e bambù che sono la causa della maggior resistenza di quest’ ultimo: Il bambù ha sei livelli concentrici di fibre disposte alternativamente, il legno solo 3. Ugualmente le fibre sono composte di ben 12 strati con 3 angolazioni differenti

Rizoma Il rizoma è un culmo tipicamente sotterraneo e costituisce la struttura di sostegno della pianta. Il suo ruolo è importante nell’assorbimento e nella stabilità della macchia. Esso è composto da tre parti:

I rizomi contribuiscono a conservare il terreno, a stabilizzare i pendii e a proteggere il terreno dall’erosione delle acque, dai venti forti, dagli smottamenti: questo grazie al sistema di rete che formano nei primi 50-100 cm del terreno, possono essere impiegati per la produzione artigianale i mobili.

– Collo, con il quale si collega al proprio progenitore, è di diverse dimensioni, sia molto corto, o molto allungato. – Rizoma vero e proprio che segnala la posizione tipicamente sotterranea, la presenza di gemme, brattee e radici avventizie.

Culmo

– Radici avventizie, che hanno funzione di assorbimento e di fonda alla pianta; sono fibrose, sottili, rozzamente cilindriche, rappresentano l’unico nucleo vegetativo segmentale dei bambù. Vi sono due forme basiche del rizoma: – Rizoma Leptomorfo: è distinguibile per la sua forma cilindrica o subcilindrica, è relativamente diritto e il suo diametro è inferiore a quello del culmo nel quale si trasforma apicalmente. Gli internodi sono più lunghi che larghi, generalmente vuoti e raramente solidi. I nodi possono essere meno

Diversi tipi di culmi di bambù

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Il culmo è il nucleo aereo segmentale che spunta dal rizoma, questo termine è usato essenzialmente per le graminacee, è formato da:

– Culmi giovani, in Colombia si consumano questi culmi in modeste quantità e si usano per la produzione di cesti, rustici, stuoie e artigianato. Per il benessere della pianta è preferibile non tagliare i culmi in questa fase di maturazione. Nella Gadua angustifolia i culmi giovani raggiungono tra 1-2 anni di età.

– Collo, è la parte che unisce il rizoma al culmo, – Nodi, rappresentano i punti di unione degl’internodi, questi sono la parte più resistente del culmo e possono essere molto sporgenti, come nella Guadua paniculata e sarcocarpa, oppure possono essere impercettibili. Sulla superficie del nodo può essere più o meno presente un essudato bianco “cera”. Nella cavità interna è presente dell’acqua. I nodi presentano colori e struttura di superficie diversi. – Internodi, è la parte del culmo compresa tra i due nodi. Possono essere vuoti come nella gran parte delle specie o resistenti come nelle specie della Gradua amplexfoglia o trinii.

Importanza e utilizzo del culmo Il culmo è la parte più utile della guadua, e secondo la sua maturità ha un differente utilizzo: – Germogli nuovi o polloni, nei paesi asiatici (Cina,

La figura mostra la sezione cava di un bambù dove vi sono nodi ed internodi. Bambù a sezione tonda e bambù a sezione quadrata. In basso : la sezione di un culmo vista al microscopio, si può notare come la dendità dei tessuti diminuisca dall’esterno verso l’interno.

– Culmi maturi, sono impiegati principalmente come materiale di costruzione (abitazione, ponti, etc), nel settore agricolo e zootecnico (recinti etc), nella produzione di mobili e artigianato, di carbone vegetale, fibre e prodotti industriali, trasformati in pannelli, agglomerati e pavimenti. In questo caso la Gadua angustifolia presenta dei culmi tra i 5-8 anni di età.

Taiwan, Giappone e Tailandia), i polloni vengono consumati secchi, freschi, affumicati o in sott’aceti e si vendono abitualmente in scatola conservati in salamoia. In Cina si produce una birra di germogli di bambù. Nella Gadua angustifolia il culmo è chiamato pollone fino a 7 mesi d’età, ed è protetto dalle foglie caulinari.

– Culmi secchi, sono impiegati come materiale da combustione nei fornelli domestici, nei tronchi (lavorazione della canna da zucchero), nell’industria la-

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Complemento dei rami

terizia e in questo caso l’età dei culmi della Gadua angustifolia presentano dai 10-12 anni.

Nella Gadua i rami nascono sopra la linea nodale. Il loro numero e l’organizzazione variano da uno a pochi rami per nodo ed è sempre presente un ramo dominante, in questo genere i rami si trasformano in spine da 3-5 per nodo. All’inizio la ramificazione può essere extravaginale, questo avviene quando la foglia caolinare fuoriesce all’esterno senza essere lesa (Gadua, Arthrostylidium). Viceversa può essere intravaginale quando fuoriesce da sotto la base del baccello senza lesioni (generi asiatici Dinochloa, Nastus, Chusquea). I rami sono molto importanti perchè sostengono il fogliame, fondamentale per i processi fisiologici: fotosintesi, respirazione etc. I rami secchi vengono utilizzati in agricoltura con funzione di tutore per le coltivazioni, vengono anche utilizzitati nella produzione di scope. I rami apicali del culmo contengono molta fibra e vengono utilizzati nella fabbricazione di agglomerati.

Gemma

Foglia Caulinare La foglia caulinare è una foglia modificata, serve a proteggere il culmo al momento della sua fuoriuscita fino a 6-7 mesi di crescita, questa nasce in ogni nodo del culmo e protegge la gemma da cui hanno origine i rami e il fogliame. Conferisce anche maggior rigidità al culmo giovane. Questa foglia cambia progressivamente dimensioni, forma e consistenza, può essere sia perenne o decidua e in una stessa specie possono essere presenti entrambi nella parte superiore.

Germoglio di Phillostachis pubescens (foto di Thomas Froese)

La gemma è protetta dalla brattea, tutte le specie di Guadua hanno una sola gemma per nodo. La gemma può essere attiva o inattiva, vegetativa o riproduttiva. Nella Gadua angustifolia la gemma si trova sopra la linea nodale in posizione distica e interrompe l’inattività quando il culmo ha completato la crescita apicale e si sviluppano le gemme della terza parte basale e apicale, invece quelle della terza parte mediana non si sviluppano. Le gemme basali in alcuni bambù restano addormentate all’infinito. Tutti i bambù americani, eccetto la Chusqea, hanno una sola gemma per nodo.

Rizoma, con foglia caulinare. Germogli di bambù

La Caulinare è formata da due parti: la guaina o parte basale, la lamina o parte distale, oltre a queste due strutture sono presenti anche appendici, come auricole e fimbrie, una lingua interna che unisce la guaina e la lamina. In alcuni casi è presente una fascia o anello alla base della guaina stessa che de-

Le gemme sono importanti negli studi tassonomici, in quanto identificano, specie, sezioni, e generi, svolgono un importante ruolo nella biotecnologia per la riproduzione “in vitro”.

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Infiorescenza

termina il forte adattamento al culmo. La lamina può essere perenne (Arthrostylidium), decidua (Aulonemia), continua (Guadaua), discontinua con la guaina (Eremocaulon, Eelytrostachys). La foglia caulinare della gadua è triangolare, color caffè con la lamina (parte distale), perenne, eretta, tre o quattro volte più piccola della guaina (parte basale); esternamente ricoperta di peli irsuti, irritanti al tatto, internamente è priva di peli e molto brillante. La lingua interna, cioè l’unione tra la guaina e la lamina presenta un bordo di natura convessa e ciliata e non ha alcun tipo di appendice. Queste foglie vengono utilizzate nella produzione di oggetti artigianali e come elemento decorativo. Hanno caratteristiche diagnostiche importanti a livello di specie, sezione e genere.

Questo termine è riferito all’organizzazione dei fiori in una pianta, senza riferimenti morfologici. Secondo McClure, l’infiorescenza dei bambù è un nucleo o un sistema di nuclei che fuoriescono da un nucleo comune chiamato rachide primario, questo culmina in La fioritura del bambù una spighetta che è considerata l’unità basica strutturale dell’infiorescenza dei bambù. Il flosculo è formato da lemma, buccia e fiore, quest’ultimo riunisce gli organi riproduttivi e le tre lodicule ed è prodotto generalmente dalla buccia.

Fogliame

Quando e come fioriscono i bambù

La foglia della pianta è formata da una guaina, una lamina e appendici come le Auricole e le Fimbrie.

– Fioritura gregaria o monocarpica, si verifica quando tutti i membri di una determinata generazione, con un’origine comune, entrano contemporaneamente nella fase riproduttiva. Tutti i culmi di una specie fioriscono allo stesso momento, il ciclo di fioritura varia in ogni specie con una media che oscilla tra i 3 e i 120 anni. Dopo la fioritura e la produzione dei semi il culmo si secca, la pianta muore con il rizzoma provocando la morte totale di vaste popolazioni di bambù e conseguenti squilibri ecologici. Questo fenomeno è ricorrente in Asia e si verifica nelle specie come Phillostachys bambusoides e Melocanna baccifera. Attualmente non siamo a conoscenza del motivo in cui una specie nasce in modo gregario, dalle molte ricerche condotte, per spiegare tale fenomeno, sembra che il rizoma abbia una forte influenza nel processo di fioritura. Cit. Liese 1985

Nelle Bambùsoideae è presente uno pseudopicciolo, struttura di unione, orientamento e disarticolazione tra la guaina e la lamina. Nella lamina può essere di diverse forme e dimensioni; da quelle molto strette (G. Angistifolia o G.Trinii), a quelle molto larghe (G. Latifoglia, G. Amplexifoglia), a quelle lanceolate (G. Paniculata), a Le foglie di bambù strette e allungate. quelle triangolari-lanceolate (G.Macrospiculata). Il disformismo presente nel fogliame molte volte è derivato all’intensità della luce che ricevono durante la crescita.Il fogliame è importante per gli studi tassonomici specialmente a livello anatomico.

– Fioritura sporadica, questa avviene quando tutti i membri di una determinata generazione, con origine comune, entrano gradualmente nella fase riproduttiva in momenti differenti o intervalli regolari. La fioritura può avvenire in grandi macchie isolate, oppure in alcuni culmi (G. Angustifolia). Il ciclo della fioritura ha una durata irregolare, può essere sia annuale, sia ad intervalli più lunghi, dopo

Viene impegnato come alimento (foraggio) per il bestiame o animali più piccoli, in Cina questo è usato per estrarre pigmenti, preparare gassose, profumi, medicine.

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questa si osserva un lieve ingiallimento della pianta con la presenza di nuovi germogli, ma soprattutto la pianta non muore.

secche; in India i frutti carnosi della melocanna baccifera e in America vengono solamente consumati i frutti carnosi della G. Sarcocarpa. L’anatomia del frutto e dell’embrione è stata studiata da molti scienziati per la caratterizzazione di alcuni generi.

Il Frutto

Abitudini

La forma del frutto, le dimensioni dell’embrione e la forma dell’ilo, servono a distinguere i gruppi maggiori di graminacee oltre a delimitare tassonomicamente la sottofamiglia Bambùsoideae, in questa specie il frutto è indeiscente, è un cariosside con pericarpio secco, sottile a forma di chicco di grano o di riso. Sono molto pochi i generi che presentano il pericarpio carnoso. Poichè la fioritura dei bambù è rara ed estemporanea non abbiamo notizie complete riguardo ai frutti. L’ilo è quasi sempre lineare e l’embrione è più piccolo dell’endosperma. I frutti vengono utilizzati come fonte alimentare. In Africa e in Asia si consumano le cariossidi

La parte aerea del bambù è legata direttamente al suo sistema rizomatico e si riflette nelle sue abitudini di crescita. La differenza di forme e di abitudini rende il bambù un elemento ideale per ornare ed abbellire il paesaggio, oltre che a costituire una barriera per i forti venti. Relativamente alle abitudini dei culmi i bambù si possono raggruppare in: – Dritti, culmini di grosse dimensioni, generalmente vuoti, dritti e lievemente curvi nella punta. Nella gadua l’altezza è dai 7-30 m e il diametro di 5-22 cm. – Dritti e rampicanti, culmi di medie dimensioni generalmente vuoti, dritti alla base e rampicanti nella

Foresta di bambù

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parte superiore. Nella gadua l’altezza è di 20-30 m e il diametro 4-8 cm

il quale individuò due tipi diversi basandosi sulla forma e la posizione della prima foglia distesa sulla plantula: tipo I – Panicoide dove la prima foglia è amplia, ovale e lanceolata, tipo II – Festucoide dove la prima foglia è stretta e lunga.

– Rampicanti, culmi di piccole dimensioni, vuoti o resistenti, rampicanti o incurvati. Nella Gadua l’altezza è di 13-12 m e il diametro da 1-5 cm.

Plantula

Boschi e piantagioni

Per plantula s’intende l’aspetto della piantina da poco germinata dal seme. Più comunemente chiamata “germoglio”.

I boschi di bambù occupano oltre 20 milioni di ettari di terreno tra Asia, America Latina e Africa. La rapida crescita dell’industria del bambù è dovuta dalle eccezionali caratteristiche di questa pianta:

I bambù mostrano una scarsa produzione di semi, quindi lo studio delle plantule si rivela molto difficile, anche se nelle ricerche relative è presentata una specie di tipo “I”. Nelle graminacee le plantule hanno valore tassonomico come ha riportato Avdulov,

– la sua natura sempre verde e perenne – la rapida crescita,

Plantula o germoglio di bambù

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taglio del culmo dipende dal suo stato di maturazione, dall’uso finale e dal periodo climatico al momento del taglio e si basa su delle caratteristiche esteriori: colori, crescita dei rami e presenza di licheni o di funghi sulla superficie; questo deve essere tagliato nel punto più vicino al terreno, o al primo nodo del caule, evitando di lasciare vuoto l’internodo.

– una produttività elevata, – cicli annuali o biennali di sfuttamento, – notevole versatilità d’impiego. In Cina questo settore ha raggiunto il maggior sviluppo tecnologico.

Il periodo ideale per la raccolta del bambù è durante la stagione secca. I coltivatori non usano fertilizzanti, anche se è stato dimostrato che il loro impiego incrementa la produzione di germogli e di culmi.

La sua coltivazione è legata soprattutto all’inizio della stagione piovosa, perchè è più facile che le plantule superino l’impatto col terreno.

La quantità e la produttività dei bambù variano a seconda della specie e delle condizioni ecologiche, la produzione annuale dipende fondamentalmente dal numero di nuovi germogli prodotti ogni anno.

Per iniziare una nuova coltivazione bisogna scegliere buon materiale generico. Queste coltivazioni devono essere amministrate su base annuale o semestrale. Il

Germoglio di bambù

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Malattie Anche l’ora del taglio è importante per le stesse ragioni legate al ciclo vegetativo della pianta: le prime ore del mattino sono le migliori I culmi più vecchi e rovinati devono essere tagliati per primi, mentre quelli giovani ed acerbi si devono tagliare solo se ifestati da piaghe e malattie.

Le graminacee, sia in America che in Africa, sono scarsamente attaccabili da malattie, tuttavia sono stati individuati vari tipi d’insetti che attaccano le piante vive durante le fasi di crescita. Durante la fase di rinnovamento questa pianta viene attaccata da insetti, roditori, scoiattoli, capre e dal bestiame che mangia e distrugge i nuovi germogli. I culmi molto maturi vengono attaccati da una delle piaghe più gravi: il Dinoderus Minutus. Le pratiche agricole dove s’implementa la bruciatura presenta un deterioramento dei boschi di bambù, perchè responsabili dell’indebolimento delle piantagioni, suscettibili agli attacchi di malattie e piaghe. Per evitare le malattie hanno un ruolo rilevante la raccolta, il trasporto e i trattamenti.

Il bambù viene tagliato con l’uso del machete, alcune specie di culmi grandi si tagliano anche con segetti, o seghe, la post raccolta, che è la fase successiva ed implica processi di climatizzazione e di adattamento, che ne precedono l’impiego come materia prima. Si definisce “trattato” il culmo che viene tagliato allo scopo di conservarne le caratteristiche e le qualità al fine di evitarne il deterioramento.

Riproduzione

Quando i pezzi sono stati estratti dal bosco devono essere classificati in base al diametro, alla lunghezza e allo spessore della parete al fine della commercializzazione, al trasporto e allo stoccaggio.

– La riproduzione sessuale consiste nella riproduzione partendo dal seme sessuale, la possibilità di diffondere i bambù tramite il seme non è pratica a causa dei lunghi cicli di fluorizzazione e fruttificazione (da 1 a 120 anni). Questo metodo rende una bassa percentuale delle semente, quindi non viene implementato.

Raccolta

Il trasporto dei culmi all’interno della piantagione di solito è manuale, talvolta si ha l’ausilio di animali da soma o a chiatte se le piantagioni si trovano vicino a fonti fluviali.

– Riproduzione asessuale o vegetativa. Consiste nella rproduzione a partire dalle parti vegetative della pianta come: rami, gemme, polloni e rizomi. Questi sono i metodi più comuni di riproduzione vegetativa: – con segmenti di rami – rizoma con segmento di pollone – segmenti di culmo – in vitro

Raccolta, postraccolta, trasporto Per selezionare i culmi da tagliare bisogna considerarne l’età, il colore e la qualità del legno, non devono avere un’età superiore di 3 o 5 anni e si raccoglie solo nel primo quarto del ciclo lunare. Infatti i vasi capillari delle piante in generale, durante quella fase sono meno ricchi di acqua e nutrienti; questo li rende meno aggredibili da microorganismi parassiti etc.

Taglio

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L e c a p I in s n a p A im le p s


Raccolta

Preservazione Per la preservazione è indispensabile trattare il materiale con prodotti chimici. Il bambù è resistente alla penetrazione degli agenti chimici per le seguenti caratteristiche anatomiche: – bassa percentuale di tessuto conduttivo – non esistono cellule orientate radicalmente come nel legno, infatti le cellule radiali sono essenziali per la circolazione di liquidi dalla periferia verso l’interno. La penetrazone radiale dei preservanti è ostacolata dalla resistenza esercitata dall’epidermide e dalla cera che proteggono il culmo, tutto questo fa si che il metodo d’immersione abbia un’efficacia limitata. Il processo più efficace è il processo Boucherie modificato. Taglio

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Caratteristiche fisiche La durabilità del bambù è attualmente uno dei limiti più grandi del suo utilizzo: questa naturalmente è inferiore rispetto al legno a causa dell’assenza di alcune sostanze chimiche presenti nel legname e a causa della sua sezione cava. Questa conformazione fa si che funghi e insetti attacchino un culmo di bambù strutturale fino alla profondità di 2mm, perdendo così 1/3 del suo spessore, la cavità stessa è inoltre un riparo naturale per molti agenti distruttivi. La durabilità del bambù varia a seconda delle specie. All’interno del culmo, a causa della natura chimica e anatomica delle cellule, la parte inferiore è considerata più resistente. La sezione del culmo nella parte più interna delle

pareti presenta un deterioramento più rapido. Senza trattamenti il culmo resiste: – da 1–3 anni all’aperto e a contatto con il suolo – da 4–6 anni sotto una copertura e non a contatto con il suolo –da 10–15 anni al riparo arriva ad ottime condizioni di utilizzo. Esistono delle regole di base che traggono origine dalle pratiche tradizionali: 1) Raccogliere i culmi nelle prime ore del mattino, quando l’attività della pianta è ferma e vi sono meno

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e insetti, se il trasporto deve avvenire in container, spruzzare un antiparassitario

zuccheri nella linfa 2) Raccogliere i culmi nella stagione asciutta quando la quantità di amido è bassa

6) Nella progettazione una regola importante è assicurarsi che il bambù sia asciutto. L’ambiente deve essere quindi dotato di una buona copertura e il bambù non deve essere a contatto con il suolo, quindi il pavimento deve essere sovraelevato e ci devono essere delle buone fondazioni, che consente sia una protezione dagli insetti che una buona areazione. Se tutto questo non avviene l’ambiente deve essere provvisto di una buona areazione, al fine di favorire una buona asciugatura.

3) Raccogliere i culmi immediatamente dopo la fioritura quando è meno presente la quantità di amido 4) Stoccare in un luogo asciutto e non aderente al suolo e permettere il passaggio dell’aria tra un culmo e l’altro 5) Non usare contenitori per lo stoccaggio e il trasporto in quanto sono ambiente perfetto per funghi

Foresta di bambù

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Trattamenti Trattamenti tradizionali

camento, alcune sostanze tossiche si depositano all’interno del culmo contribuendo a fargli acquisire una qualche resistenza. L’effetto del riscaldamento permette infine di apportare eventuali correzioni per affinare la rettitudine del culmo.

(senza prodotti chimici)

Trattamento per traspirazione Dopo il taglio, i culmi di bambù vengono lasciati con rami e foglie ancora intatti, in posizione verticale e staccati dal suolo (in genere su pietre) al fine di far fuoriuscire l’amido contenuto nel culmo. Lasciati in tale posizione per non meno di quattro settimane, si conclude con il taglio dei rami.

Incalcinatura

Immersione in acqua I culmi freschi vengono messi in acqua stagnante (anche con sale) o corrente (anche acqua marina) per varie settimane. Durante l’immersione, gli amidi e gli zuccheri vengono espulsi o degradati Stagionatura per immersione in dai batteri e quindi si acqua sviluppa la resistenza contro gli insetti o i perforanti. E’ uno dei metodi più utilizzati ma non raccomandabili per la possibile comparsa di macchie lungo i culmi.

Dettaglio di una parete realizzata con bambù e terra rivestita con intonaco di calce

I culmi di bambù sono imbiancati a calce spenta. Oltre ad ottenere l’effetto estetico del colore bianco, con tale trattamento si riduce l’assorbimento di acqua e di conseguenza si ha una maggiore resistenza ai funghi.

Cottura Consiste nell’appoggiare il bambù sopra un piccolo fosso contenente brace ardente profondo 30 o 40 cm, oppure utilizzando un forno a gas.

Affumicamento Le canne di bambù vengono accumulate in luoghi chiusi a 30-40 cm di distanza dal fuoco ed esposte al fumo. Durante questo trattamento il riscaldamento provoca la morte degli insetti; inoltre, con l’affumi-

Anche questo metodo viene utilizzato se si vuole contemporaneamente affinare la curvatura del bambù.

Immersione in fango I culmi freschi vengono immersi nel fango per 1-8 settimane, dopo le quali vengono stoccati all’ombra ad asciugare lentamente. Ciò riduce la percentuale di amido, alimento di fun-

Forno per l’affumicatura e la sfiammatura del bambù

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ghi e insetti, che dal culmo si trasferisce al fango.

I metodi Boucherie e Boucherie modificato Il metodo Boucherie consiste nell’iniettare il prodotto preservante a pressione attraverso i vasi conduttori del bambù. Se la pressione del liquido è generata dalla gravità (che si ottiene per una differenza di altezza tra la posizione del culmo e

Metodo Boucherie Tradizionale

Ogni culmo viene perforato per permettere il reflusso dei prodotti preservanti

Trattamenti con prodotti chimici In genere questi trattamenti sono più efficaci di quelli tradizionali. In particolare il trattamento con soluzione di borace e acido borico in proporzione 1:1, oltre a non essere dannoso per l’uomo né per gli animali, è molto efficace ed è consentito a livello internazionale.

Metodo Boucherie Modificato

la posizione della tanica che contiene il preservante) si ha il metodo Boucherie; se invece avviene per mezzo di un compressore o di una pompa si parla di Boucherie modificato e le tempistiche del trattamento sono notevolmente ridotte (fino a 3-8 ore). Proprio perché l’assorbimento avviene attraverso i vasi conduttori, il processo deve essere effettuato entro le 24 ore successive alla raccolta, ovvero prima che i vasi si chiudano. Con questo metodo il 90% del culmo non entra in contatto con la sostanza preservante.

Metodo di diffusione verticale per traspirazione delle foglie I culmi verdi maturi vengono tagliati alla base senza toccare rami e foglie. Quindi, mantenendoli in verticale, sono inseriti in grandi vasi contenenti una soluzione di acqua calda, acido borico e borace. Le canne di bambù vengono lasciate fino al momento in cui foglie apicali sono tutte ingiallite. La continua traspirazione delle foglie irrora la sostanza chimica nei vasi conduttori della canna, pertanto gli amidi e gli zuccheri che erano in essi presenti, sono sostituiti dalla soluzione, rendendo così il culmo meno appetibile per insetti, funghi e termiti.

In entrambi i metodi il liquido passa da un serbatoio iniziale in un tubo resistente a pressione entrando in un’estremità del culmo di bambù scorrendo, questo avviene per gravità o pressione, fino all’altro estremo, infine confluisce in un recipiente finale di raccolta. Il preservante va iniettato fino a quando la concentrazione della sostanza nella tanica di raccolta mostra dei valori elevati di prodotto chimico, assimilabili a quelli della soluzione iniettata.

E’ questo è il metodo che utilizziamo per la preservazione delle nostre canne.

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Successivamente, il bambù deve riposare in luogo asciutto e ventilato per circa 2 settimane.

ta il bambù deve essere ridotto in strisce, se invece questo è sotto forma di culmo, è necessario che tutti i nodi interni vengano forati con una punta da 5-8 mm, poi si pone il bambù orizzontalmente in una vasca contenente il prodotto preservante, per garantire che il bambù sia interamente coperto; gli si sovrappongono delle pietre, dopo 10 minuti il bambù è pronto per essere estratto ed il liquido in eccesso viene fatto gocciolare nella vasca sollevando il culmo. Il bambù viene poi avvolto in teli di plastica in cui si fa riposare per una settimana; successivamente viene stagionato in posizione verticale per una settimana.

Trattamento per pressione In questo trattamento si utilizza generalmente un’autoclave; il valore della pressione oscilla tra 0,5 e 1,5 N/mm², per far penetrare le sostanze preservanti in profondità e con rapidità. Nel caso dei bambù splittati in strisce la penetrazione del preservante è migliore, mentre nei bambù interi è opportuno effettuare due fori, uno subito prima e uno subito dopo l’internodo, in modo da permettere alla soluzione di entrare e all’aria di uscire. Questo metodo sortisce i risultati migliori in quanto a penetrazione del preservante, ma richiede impianti speciali e costosi.

Trattamento caldo-freddo Questo metodo è adatto solamente alle tavole di bambù o al bambù splittato in strisce. Il trattamento consiste nell’immergere il bambù in un liquido preservante a 100°C in cui rimane immerso finché non raggiunge la temperatura del bagno. Quindi si procede a riportarne la temperatura al pari di quella dell’ambiente. Durante il riscaldamento, l’aria contenuta nelle pareti del culmo si espande e viene parzialmente espulsa; con il raffreddamento l’aria residua nel bambù si contrae e crea il vuoto in cui viene risucchiato il liquido.

Bollitura Consiste nel bollire il bambù per 30 minuti ad una temperatura compresa tra 94 e 100°C in una soluzione di soda caustica (Na-OH) all’1%. Si consiglia anche l’uso del carbonato di sodio per circa 60 minuti.

Trattamento per immersione

Trattamenti ignifughi Il bambù non ha una buona resistenza al fuoco, in commercio esistono alcuni prodotti chimici in grado di mutare la reazione al fuoco del bambù. Il costo dei trattamenti ignifughi è generalmente alto, per questo considerato inappropriato, legato a questo vi è un interessante campo di ricerca atto a trovare trattamenti efficaci ed economici che proteggono il bambù sia dal fuoco che dalla biodegradazione.

Affinché la penetrazione della sostanza sia comple-

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Caratteristiche e proprietà meccaniche Caratteristiche Fattori che influenzano la massa volumica

Il bambù è un materiale composito naturale con struttura anatomica composta di fibre e vasi, possiede una grande resistenza alla compressione, flessione per la sua struttura. Ha alti valori di modulo elastico, in corrispondenza dei nodi le fibre s’incurvano e s’incrociano tra loro, maggiore resistenza al taglio. Le pareti sono costituite da cinque tipi di tessuti vascolari e sono rivestite sia internamente, sia esternamente da una pellicola impermeabile. La pianta del bambù è costituita per il 50-70% da emicellulosa, per il 30% di pentosani e per il 20-25% di lignina. Il bambù è ricco di silice (0,5-5%), la maggior parte di essa si trova nell’epidermide esterna, mentre nel resto del culmo tale elemento è assente. Inoltre possiede una piccola quantità di resina, schiume e tannino. Il bambù è materiale anisotropo, ovvero le fibre sono orientate in una direzione preferenziale e perciò il materiale reagisce alle sollecitazioni in maniera diversa in ogni direzione, i risultati sono completamente diversi rispetto alla direzione in cui le forze vengono applicate così come le sue fluttuazioni dovute alla variazione di contenuto d’acqua.

I fattori che influenzano la massa volumetrica sono fondamentalmente la porzione di culmo che si prende in considerazione e l’età dello stesso. Lungo il culmo il peso specifico cresce dal basso verso l’alto con l’aumentare della percentuale delle fibre: la parte alta del culmo presenta fibre più piccole ma più numerose con un aumento della percentuale fibrosa e con un più alto peso specifico. La parte più alta del culmo in tutte le specie è più resistente alla compressione, alla flessione e presenta i più alti valori di modulo elastico.

Il contenuto di umidità Il contenuto di umidità viene espresso come rapporto tra la differenza del peso del culmo umido e del culmo secco, diviso per il peso. Per calcolare il contenuto di umidità si pesa il campione di bambù in esame (Mu), lo si essicca sino a peso costante (Ms) e si effettua il calcolo come CU=Mu - Ms / Ms (metodo gravimetrico). Il valore del contenuto di umidità del bambù può essere superiore al 100% rispetto al valore della massa secca. L’umidità influenza sia la durabilità che i valori delle caratteristiche meccaniche.

Massa volumica Massa volumica o densità: massa/volume: è il rapporto tra la densità del materiale e la densità di un eguale volume di acqua. Per il bambù varia dai 500 –900 Kg/m3 a seconda delle specie, mentre il legno presenta una massa volumica di 300–1040 Kg/m3. Massa volumica e resistenza meccanica del materiale sono correlabili con alcune approssimazioni: si può considerare che la resistenza ultima a flessione del bambù (in N/mm2) è 0,14 volte la massa volumica (in Kg/m3).

I fattori che influenzano il contenuto di umidità Il contenuto di umidità varia a seconda: –– delle condizioni atmosferiche esterne, –– dall’età, dall’essicazione –– dalla parte di culmo che si considera. I culmi verdi hanno un contenuto di umidità molto variabile, da un minimo del 40% ad un massimo del 150%. Il bambù fatto essiccare all’aria non presenta grande variazione tra la parte più bassa e quella al di la del culmo.

La massa volumica del bambù aumenta in direzione radiale, dagli strati più interni, a quelli più esterni e le variazioni sono del 20–25% e possono raggiungere anche il 50%; questo implica che la resistenza del bambù aumenta gradualmente dall’interno verso l’esterno della parete e che la parte più resistente del culmo è il terzo più esterno.

Generalmente gli internodi hanno un più alto contenuto di umidità rispetto ai nodi, l’umidità è maggiore nelle parti più interne rispetto all’esterne.

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Proprietà Trazione Compressione

Relazione tra il contenuto di umidità e resistenza meccanica

è lo stato di sollecitazione rispetto al quale il bambù presenta caratteristiche meccaniche sorprendenti. Immaginiamo due forze uguali e contrarie che agiscono agli estremi del prisma in direzione assiale. Le 2 forze sono in equilibrio tra loro, ma tendono o ad avvicinarsi tra loro andando verso la mezzeria della barra e accorciandola, o ad allontanarsi tra loro allungandola. Nel primo caso (forze che producono accorciamento, anche se non è visibile ad occhio nudo) si parla di sollecitazione di compressione; nel secondo (allungamento) parleremo di trazione. Sia la trazione che la compressione si chiamano anche SFORZO ASSIALE o NORMALE alla sezione del prisma e avrà segno + o - per distinguere i due casi.

Trazione

R (reazione)

P (forza esterna)

P (forza esterna)

Compressione

La resistenza dei culmi diminuisce con l’aumentare del contenuto dell’umidità. Entro certi limiti l’effetto dell’acqua del bambù è comunque quello di renderlo più tenero e flessibile. Poiché il bambù è un materiale igroscopico l’acqua può legarsi ad esso o sotto forma di vapore che interagisce con la parete cellulare, oppure in forma liquida che scorre nei lumen cellulari, ma soltanto la prima influenza significativamente le proprietà del bambù. Infatti l’eliminazione dell’acqua libera non crea nessuna modifica nel tessuto, se non un evidente calo di peso. Mentre l’eliminazione dell’acqua, legata alle pareti cellulari (attraverso essiccazione o stagionatura) crea deformazioni e ritiri. Fino al punto di saturazione le variazioni dei parametri fisici lunghezza, altezza e spessore sono pressoché proporzionali al contenuto di acqua del bambù. Se infatti consideriamo, ad esempio, un culmo maturo in condizione verde che stagiona: fino ad un contenuto di umidità del 20% subisce un ritiro in condizione radiale dal 4 a 14% dello spessore della parete legnosa e dal 3 a 12% del diametro, mentre la variazione in direzione assiale è pressoché nulla; quando il contenuto d’acqua diminuisce dal 40 al 70% il ritiro si ferma. Il ritiro varia a seconda dell’età e della porzione di culmo presa in considerazione. Ovviamente per quanto detto prima i bambù maturi si ritirano meno di quelli giovani. La variazione dimensionale o ritiro, inizia tra il punto di saturazione delle fibre e l’essiccamento in forno; contemporaneamente aumenta anche la resistenza. Sicuramente è molto maggiore nella direzione della crescita annuale; direzione degli anelli per il legno che per il bambù chiameremo tangenziale o assiale, molto minore nella direzione longitudinale o radiale. A differenza del legno, il ritiro inizia proprio all’inizio della stagionatura. Secondo alcuni studi, il ritiro riguarda sia lo spessore degli strati sia il loro diametro e manifesta una tendenza a diminuire dalla base alla sommità. Il fatto di essere un materiale igroscopico implica che il bambù asciutto posto in condizioni di forte umidità tende a riassorbire l’acqua, a tal proposito il contenuto di umidità può essere utilizzato come un indice dello stato di degrado di un elemento di bambù.

R (reazione)

Prova a compressione di un culmo

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Flessione

Il tipo di frattura del culmo di bambù – Sottoponendo un culmo a flessione la rottura avviene in modo improvviso: i nodi e i diaframmi impediscono il diffondersi delle lesioni e aumentano notevolmente la resistenza a compressione e a taglio.

Una trave sottoposta a sollecitazione di flessione si deforma elasticamente, producendo sulle fibre interne uno sforzo di compressione ed uno di trazione, in pratica il culmo è soggetto a una deformazione elastica (flessione), questo gli conferisce una notevole resistenza.

In sintesi Dalle sperimentazioni condotte su determinate specie di bambù provenienti da aree geografiche ben precise, non si possono certo dedurre generalizzazioni. Per questo ci limiteremo ad una sommaria e quindi poco scientifica valutazione di tipo qualitativo su tali correlazioni.

Taglio

Si può schematicamente osservare che il contenuto di umidità di un culmo nel primo anno di età è all’incirca uguale alla base e alla cima, mentre il contenuto di umidità alla base, al terzo anno di età può essere il doppio rispetto alla cima.

Da una serie di sperimentazioni si è osservato che la resistenza a taglio decresce con l’ aumentare della lunghezza della superficie di taglio. La resistenza al taglio è circa 8% di quella a trazione. La rottura dei culmi durante le prove di flessione, non è causata da una mancanza di resistenza a trazione nelle fibre, ma dalla noncoesività delle stesse, nella quale il taglio gioca un ruolo fondamentale. In corrispondenza dei nodi la resistenza al taglio è maggiore (vasi).

La massa volumica aumenta dalla base, alla cima del culmo e in senso radiale, dalla parte interna a quella esterna. Le tensioni meccaniche generalmente decrescono all’aumentare del diametro dei culmi. Un provino avente un nodo nel centro supporta tensioni ultime a flessione, maggiori ad un provino avente il centro tra due nodi.

Torsione Sollecitazione in senso rotatorio a cui soggiace un corpo solido sottoposto all’azione di una coppia di forze

Le tensioni ultime raggiungono i massimi valori nel culmi che hanno più di tre anni.

Avvolgimento su se stesso di un corpo di forma allungata

Il bambù ha capacità di resistenza ai sismi dovuta, oltre che alla resistenza meccanica, alla leggerezza e alla flessibilità. La leggerezza implica una bassa inerzia della struttura durante il sisma: minore è la forza di inerzia, minore sarà lo spostamento subito dalle strutture a seguito dell’applicazione delle spinte orizzontali del sisma. La struttura del bambù può flettersi senza spezzarsi a seguito delle sollecitazioni sismiche, anche i bambù giganti presentano queste caratteristiche. Non tutti gli edifici costruiti in bambù sono resistenti ai terremoti, la progettazione sismica è fondamentale, questa è lagata alle giunzioni tra i nodi che devono tener conto di forti spinte orizzon-

Il modulo elastico Il modulo di elasticità è la grandezza caratteristica di un materiale esprimente il rapporto tra tensione e allungamento. Da l momento che esistono tre tipi principali di tensione (trazione, compressione e taglio), si hanno tre distinti moduli di elasticità. I valori di modulo elastico a trazione sono fortemente decrescenti con l’aumentare dell’umidità.

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tali. Non devono essere presenti fondazioni fragili e i tetti non devono essere troppo pesanti, quindi gli elementi strutturali in bambù devono essere dimensionati in numero e spessore adeguati agli altri componenti dell’edificio.

Criteri di attendibilità: 1) I rapporti devono essere stilati da ingegneri riconosciuti con adeguate esperienze nel settore 2) Il rapporto sarà accettato dalla comunità tecnica internazionale e/o comprovato da tecnico addetto al controllo e verifica. 3) Il rapporto darà un quadro completo dei dettagli e delle informazioni in modo da permettere di costruire strutture simili. Il grande limite, come si è detto in precedenza, è che i giunti vengono definiti adeguati solo dopo grandi disastri.

La normativa specifica sul bambù fa riferimento alla sismica nella ISO/DIS 22156, questa determina una metodologia atta ad individuare se un giunto è soddisfacente dal punto di vista sismico. Questi dati si basano su valutazioni fatte dopo terremoti o uragani.

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Prodotti derivati vengono fatti asciugare per eliminare l’umidità in eccesso.

Il bambù può essere utilizzato come si trova in natura o sottoposto a processi di lavorazione manuale semi industriale, o industriale che si trasformano in prodotti per l’edilizia, arredamento, ecc ecc. I prodotti derivati dalla lavorazione del bambù vengono prevalentemente utilizzati nei paesi in cui la pianta cresce in abbondanza, legati ad attività che risultano di un’antica tradizione e che ancora oggi sono presenti in paesi come l’india e la Cina.

Essiccazione

Le parti dei nodi rimasti vengono eliminate meccanicamente o manualmente. Con la procedura meccanizzata, assieme all’eliminazione dei nodi, avviene anche la piallatura dei listelli. riduzione dello spessore delle fascette con il metodo meccanico

Sequenza delle fasi di lavorazione di un culmo secondo le tecniche tradizionali

La fase successiva prevede l’eliminazione della superficie esterna che viene impiegata nella produzione di altri manufatti. Si passa quindi alla riduzione dello spessore delle fascette (da 0,6 a 1mm). Questo si ottiene sia manualmente con una lama molto affilata, o con l’utilizzo di una macchina. Le fettucce così ottenute vengono intessute a mano per realizzare stuoie di varie misure e modelli. La lavorazione manuale viene eseguita dalle donne, contrariamente a quella meccanica dov’è richiesta

Le stuoie La classica stuoia è forse uno dei prodotti in bambù più noti al mondo. Per la realizzazione di questi prodotti vengono usati culmi dell’età compresa tra 2 e 3 anni, vengono tagliati a lunghezze variabili da 50 a 250 cm. Nelle specie dove la presenza dei nodi è limitata, questi vi vengono lasciati; se invece gli internodi hanno una lunghezza superiore a 80 cm, questi devono essere rimossi. Il culmo può essere spaccato longitudinalmente con molta facilità, questo avviene grazie all’allineamento assiale delle fibre, ed avviene per mezzo di una lama anulare che riduce il fusto in listelli largo 10-15 mm, a seconda della specie e della qualità del Lama anulare che riduce il culmo bambù. in listelli I listelli così ottenuti

Stuoie lavorate manualmente

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la manodopera maschile. Le stuoie possono essere utilizzate come tappeti, schermature verticali, come rivestimenti, o per la realizzazione di suppellettili o elementi d’arredo. Per la realizzazione di utensili, le stuoie vengono immerse in un bagno di resina, asciugate e sistemate negli appositi stampi, dove vengono sottoposte a temperature e pressioni elevate per ottenere la forma e la rigidezza desiderate.

Laminati Per la produzione di pannelli laminati (LBL – laminated bamboo lumber), i culmi devono avere un diametro non inferiore a 9 cm. Il processo è semplice ed economico: il culmo viene inciso all’estremità in 6 - 12 parti, lasciando intatti i diaframmi.

Pannelli in stuoie di bambù Per ottenere pannelli rigidi realizzati con le stuoie di bambù (BMB – BAMBOO – mat boads), queste vengono immerse in un bagno di resina fenolo – formaleide, miscelato ad un prodotto preservante. Le stuoie così impregnate vengono essiccate, incollate a 2, 3 o 5 strati. E sottoposte a pressaggio caldo. Dopo la presa, i pannelli sono pronti per essere tagliati nelle dimensioni definite ed essere impiegati nella costruzione di porte, pareti divisorie, scatole etc. Per spessori superiori a 6 mm, assieme alle stuoie vengono intercalati fogli di compensato di legno, ottenendo così un laminato composito più rigido. Si possono realizzare anche pannelli ondulati BMB mediante una semplice sagomatura a caldo delle stuoie preimpregnate; questo prodotto viene utilizzato per il rifornimento di coperture, grazie infatti ai prodotti chimici questi pannelli sono resistenti anche agli agenti atmosferici.

Tavole in bambù laminato

Culmi incisi all’estremità in 12 parti

Dopo viene fatto passare attraverso una sega circolare che completa il taglio dei listelli. Si rimuove la parte centrale, quella più debole, così facendo resta la parte esterna dotata di maggior quantità di lignina, per questo più resistente. Con questo procedimento le strisce prendono una dimensione regolare e piallate su 4 lati, per garantire la perfetta adesione durante l’incollaggio. Successivamente vengono immerse in acqua bollente per eliminare gli amidi e gli zuccheri ancora presenti nei tessuti. 1.Immersione delle stuoie nel bagno di resina, 2.incollate, 3.essiccate, 4.taglio e lavorazione del prodotto finito.

Durante la cottura vengono aggiunti prodotti chimi-

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Recipiente per la cottura dei culmi


gano un’umidità dell’8 – 10%.

ci che contribuiscono ad aumentare la resistenza del materiale. Questo processo dura circa 2 ore; è possibile procedere con la sfiammatura o il trattamento a vapore. Queste fasi richiedono una successiva asciugatura dei culmi, affinchè questi raggiun-

La selezione delle strisce avviene in base al colore e all’incollaggio con una resina allurea – formaleide, poi vengono pressate alla temperatura di circa 150° e carteggiate per il trattamento finale della superfi-

Incollaggio

Pressaggio

Lamelle di bambù

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cie. Da questa lavorazione si ottengono assi e tavoli per parquet, semilavorati per l’edilizia e l’arredo, utensili. Questo prodotto è utilizzato come legno laminato, pur presentando maggio elasticità e leggerezza. Per la produzione di parquet, in alcuni paesi come la Cina, vengono utilizzati culmi di bambù ancora verdi, tagliati alla lunghezza di 1,5 m, aperti longitudinalmente, dopo il taglio viene rimossa la parte interna e le lamelle vengono fatte essiccare poi appiattite e incollate.

I valori di resistenza della Gadua sono superiori a quelli del legno, grazie all’idea geniale di Jorg Stamm di realizzare il bambù lamellare con il quale si possono ottenere travi estremamente leggere e resistenti per strutture ad alte prestazioni più elastiche e quindi sismo – resistenti. Nel 2001 J. Stamm si reca in Cina per imparare le tecnologie locali riguardanti la lavorazione del bambù. Tornato in Germania, comincia a realizzare travi in bambù lamellare con la stessa tecnica costruttiva del legno lamellare, utilizzando come materia prima la Gadua Angustifolia. Partendo dalle lamelle di bambù ottenute con i metodi imparati in Cina, egli elimina la corteccia esterna e la porzione interna più debole, e procede con le fasi di giunzione, incollaggio e sagomatura per ottenere elementi lineari di varie dimensioni. Le colle impiegate sono quelle da falegname PVAC (polivinilacetato), o le resine UF (urea formolo) e PF (fenolo - formaldeide), dagli effetti nefasti per l’uomo. Per studiare meglio le proprietà meccaniche e tecniche delle travi lamellari ottenute, sono stati eseguiti molti test su elementi di forma e lunghezza diverse, presso l’università nazionale della Colombia a Manizales. Queste prove hanno dimostrato una flessibilità molto elevata rispetto a quella del legno.

Bambù lamellare

Pannelli in calcestruzzo Non è recente l’uso di fibre di bambù come elemento di rinforzo per malte e calcestruzzi; molte sperimentazioni si sono susseguite negli anni al fine di risolvere diverse problematiche derivanti da questa applicazione. Le fibre di bambù tendono ad assorbire l’umidità presente nell’impasto provocando un’ accellerazione del ritiro durante la fresa, aumentan-

Possibili dimensioni delle lamelle ottenute dal taglio

Preparazione di un’armatura in bambù a maglie incrociate

Lamelle di bambù pronte per essere incollate

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do così la fessurizzazione. Degli studi condotti nel Regno Unito hanno evidenziato che le fibre del bambù immerse nella malta cementizia, si degradavano nell’arco di 6 mesi a causa dell’azione aggressiva delle sostanze alcaline presenti nel cemento. Con i test di controllo si osservò che pur con le fibre degradate, gli elementi contenenti il bambù, risultavano più resistenti alla trazione e alla fessurizzazione. Questo fenomeno fu spiegato attraverso le “leggi della meccanica della frattura”, secondo i cui principi i piccoli vuoti determinati all’interno del materiale composito, a causa del degrado delle fibre di bambù, determinavano una soluzione di continuità al propagarsi della frattura.

superficie liscia del bambù non garantisce alcuna aderenza con il calcestruzzo, questo è uno svantaggio legato alla trasmissione delle sollecitazioni alla quale la struttura viene sottoposta. A tale proposito sono state proposte 3 soluzioni: – Rendere scabra la superficcie dei culmi e spalmarla con bitume caldo ricoperto poi con sabbia – Ricoprire i culmi con cloruro di zinco, con neoprene adesivo o con altre resine. – Chiodare trasversalmente i culmi per tutta la loro lunghezza lasciando fuoriuscire una parte dei gambi dalla superficie, per aggrappare il conglomerato cementizio. Recentemente Oscar Hidalgo Lopez ha sperimentato una tecnica che consiste nella realizzazione di trefoli di bambù ottenuti intrecciando e arrotolando per torsione sottili strisce di bambù ricavate dalla parte più esterna del culmo, più resistente e meno assorbente. Tutte le soluzioni sono complesse ed impegnative e comportano alti costi. Test fatti su elementi prefabbricati evidenziano la non duttibilità del materiale, e un basso valore del modulo elastico, inoltre le sostanze alcaline presenti nel cemento riducono la resistenza del bambù.

Pannelli prefabbricati in calcestruzzo armato con bambù L’utilizzo di questo metodo non è nuovo e risale al 1914 quando iniziarono i primi studi sulla possibilità di armare il conglomerato cementizio con culmi e listelli di bambù. Durante il 1930 furono portati avanti in Europa molti esperimenti (Italia e Germania). Questa tecnica fu sperimentata dal professore H. E. Glenn, durante la Seconda Guerra Mondiale per la costruzione di edifici. Successivamente venne sperimentata anche in Italia, poi applicata dagli americani nella guerra del Vietnam. I vantaggi ottenuti da questa applicazione sono sostanzialmente legati all’elevata resistenza a trazione dell’armatura in bambù e al basso costo della materia prima.

Casseforme per c.a.

I problemi riguardano l’aderenza tra bambù e calcestruzzo e la percentuale di armatura necessaria per ottenere un’adeguata resistenza del prodotto. La

Le tavole di questo materiale vengono impiegate per la realizzazione di casseforme per il contenimento del calcestruzzo, questo è di uso comune nei paesi produttori dove la disonibilità di bambù è maggiore di quella del legno. L’architetto O. Hidalgo ha messo appunto un sistema di casseforme a perdere per la messa in opera di solai in calcestruzzo.

Pannello prefabbricato in calcetruzzo armato con bambù

Pannello sandwich con anima interna realizzata con porzioni di culmo tagliati trasversalmente

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Produzione tessile

Filati di bambù

e filabili, così si ottiene la cosi detta tela di bambù. Questo procedimento è complesso e costoso, solo una quantità limitata di prodotto viene utilizzata per la produzione di capi di abbigliamento. – Il processo chimico, da questo procedimento si ottiene la viscosa di bambù. Questa tecnica è nota come Idrolisi alcalinizzante combinata con candeggio multi – fase, è utilizzata anche per produrre la viscosa da legno o dagli scarti del cotone. Consiste nella cottura di foglie e germogli di bambù in solventi chimici come l’idrossido di sodio e il disolfuro di carbonio. Queste sostanze sono notoriamente nocive all’uomo. Il solvente in questione può causare stanchezza, mal di testa e disturbi celebrali, specialmente durante le fasi di lavorazione. L’idrossido di sodio, comunemente detto soda caustica, può causare irritazione alla pelle e agli occhi.

Phyllostachys heterocycla pubescens comunemente noto come Bambù MOSO

La specie di bambù utilizzata per la produzione tessile è il Phyllostachys heterocycla pubescens comunemente noto come Bambù MOSO, cresce ed è prevalentemente utilizzato in Cina, dove l’attività della tessitura è avviata da tempo. Esistono due processi per la trasformazione del bambù in tessuto:

Le foglie, i germogli e le parti morbide della pianta vengono triturate e bagnate con idrossido di sodio, in una temperatura di 20 – 25 gradi centigradi per 3 ore.

– Il processo meccanico avviene con la frantumazione delle parti legnose del bambù ed utilizza enzimi naturali che separano le fibre rendendole pettinabili

Trama di tessuti realizzati con fibre di bambù

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Gli alcali di cellulosa di bambù così ottenuti vengono scolati, schiacciati e lasciati asciugare per 24 ore, poi si aggiunge il disolfuro di carbonio, un terzo del prodotto ottenuto. Il processo di decompressione permanente permette l’evaporazione del solfuro di carbonio in eccesso. Il prodotto che si ottiene è la cellulosa di sodio x antogenato, che viene aggiunta ad una soluzione diluita d’idrossido di sodio, si ottiene così una soluzione viscosa che viene ulteriormente trattata con acido solforico. Questo indurisce la viscosa di cellulosa di bambù che viene filata e intrecciata in tessuti.

gruppo degli ossidi di ammina). Come stabilizzatore viene utilizzato il perossido d’idrogeno.

La struttura delle fibre di bambù rende i tessuti più traspiranti e termoregolatori rispetto al cotone, alla canapa, alla lana o ad altri tessuti sintetici ottenuti attraverso trattamenti chimici. Il tessuto di bambù deve essere accompagnato da un’eco-certificazione rilasciata da organismi di certificazione internazionale, che garantisca la salubrità della produzione.

L’introduzione delle nano-tecnologie ha permesso di mettere a punto nuovi prodotti tra cui una linea di tessuti costituita di nanoparticelle di carbone di bambù. Il processo prevede l’impiego di piante di circa 4 o 5 anni d’età; queste vengono essiccate e bruciate ad una temperatura di 800° C che riduce i culmi in carbone da cui si ottengono le nanoparticelle che vengono inserite in tessuti di cotone, poliestere o nylon. Il carbone di bambù possiede un elevato potere assorbente per microbi, umidità e cattivi odori.

Il processo appena descritto è poco sostenibile dal punto di vista ambientale e sanitario. Alcuni produttori stanno utilizzando nuove tecnologie usando sostanze meno nocive all’uomo e all’ambiente, legata a processi di produzione a circuito chiuso che consentono di recuperare e riciclare il 99,5% dei prodotti chimici utilizzati durante la lavorazione (sostanza utilizzata per dissolvere la cellulosa di bambù è l’ N – methylmorpholine - N - Ossido appartenente al

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Modi d’impiego L’abnorme diversità delle specie di bambù, associata alla facilità di adattamento in nuove terre, consentono di destinare queste piante a molteplici usi. Le sue radici sono un’eccellente protezione contro l’erosione e slittamento del terreno.

hanno valori di resistenza diversi che vanno necessariamente tenuti in considerazione. Oscar Hidalgo Lopez ha portato avanti un programma di ricerca in Asia, in Costa Rica e in Brasile. Nel suo manuale di costruzione del bambù ha raccolto le più svariate tecniche di unione e di fissaggio di elementi orizzontali e verticali. L’architetto olandese J. J. A. Janssen, fondatore, direttore del programma d’ingegneria del Bambù nell’ambito dell’ INBAR (International network for bamboo and rattan), ha stilato la classificazione di tre principi fondamentali in questo campo : – La trasmissione dello sforzo può avvenire sia per contatto diretto tra le facce elle due sezioni, oppure attraverso un elemento di raccordo.

Le caratteristiche distinguibili del bambù - resistenza, flessuosità e leggerezza - hanno favorito un commercio molto florido, spaziando dall’artigianato al tessile, dal settore edilizio (costruzioni di case, ponti, ponteggi, laminati, pavimenti, laminati compositi e per le coperture) a quello ornamentale, dal fitoterapico all’alimentare. I bambù ben si prestano alla realizzazione di opere architettoniche di grande effetto: ad esempio, sono utilizzati per creare barriere sempreverdi nei giardini, palizzate e “cancellate” vegetali frangivento. La particolare forma, elegante e raffinata, assicura uno stile esotico nei giardini occidentali, così come le foglie nascondono e nel contempo abbelliscono gli spazi spogli di prati e giardini. I bambù dal fusto più sottile vengono impiegati per realizzare mobili od ombrelli, altri ancora fungono da condotti rudimentali dell’acqua. Le fibre di bambù sono abbastanza lunghe: presentano un’estensione variabile da 1,5 a 3,2 mm, pertanto si rivelano un ottima alternativa per la produzione di carta e tessuti. I germogli di bambù costituiscono un buon alimento, perciò l’usanza di questo cibo è piuttosto diffusa, in particolare in Giappone e in Cina. I fusti possono essere impiegati anche per l’estrazione dello zucchero. Il suo impiego come combustibile per la produzione di energia è oggetto di studi e sperimentazioni, la sua polpa delegnificata è utilizzata come substrato per la fermentazione etanolitica.

– Il trasferimento dello sforzo può avvenire attraverso l’interno, l’intera sezione o l’esterno del culmo. – L’elemento di raccordo può essere orientato parallelamente alle fibre o perpendicolarmente ad esse. Dalla diversa combinazione di questi tre principi, l’architetto olandese ha steso una classificazione delle tipologie di collegamento secondo sei gruppi:

1. Giunto che coinvolge l’intera sezione

Edilizia I Giunti Nel momento in cui si decide di utilizzare il bambù nella sua forma originaria, bisogna valutare i metodi di collegamento più adatti al tipo di costruzione. Infatti, i nodi e gli internodi che compongono il fusto,

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Anche in questo caso gli sforzi passano direttamente dalla sezione della canna di bambù all’elemento esterno in metallo collegato parallelamente e unito con giunti di ferro o di legno.

In questo caso il collegamento prevede un contatto fra l’intera sezione delle canne collegate tramite corde, giunti di ferro o malta. Nei primi due casi è importante valutare il possibile deterioramento degli elementi di raccordo, mentre nel terzo caso la malta non deve contenere acqua in eccesso al fine di evitare il ritiro, la fessurazione e la rottura delle canne collegate.

4. Collegamento dell’intera sezione trasversale ad un elemento perpendicolare alla canna

2. Collegamento attraverso un elemento parallelo all’interno della canna

Il trasferimento degli sforzi avviene attraverso un elemento posizionato parallelamente all’asse della canna ancorato al bambù con diversi materiali. In molti casi l’interno della canna viene riempito con malta in cui viene affogata una barra di acciaio o un elemento in legno. Questo tipo di collegamento dona al giunto maggior resistenza.

3. Collegamento dell’intera sezione trasversale attraverso un elemento parallelo

Con l’uso di elementi in acciaio molte connessioni possono diventare possibili. Evitare i collegamenti che producono forze verticali per l’asse della canna, perchè possono distruggeerla.

Più semplice da realizzare, questo tipo di collegamento consiste nell’inserimento trasversale di un elemento d’acciaio che funge sia da rinforzante che da giunto.

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“Bamboo Dome” progettata da Christoph Tonges. L’architetto giapponese Shoei Yoh ha studiato nuove tipologie di giunti utilizzando connessioni meccaniche in acciaio.

5. Collegamento dall’esterno della canna a un elemento perpendicolare

Anche in Italia si effettuano continue ricerche in questo ambito. Nel 1986 in Francia è stato bandito un concorso per la progettazione di una struttura ricettiva da realizzare ad Amien. Renzo Piano progetta la copertura in bambù prevedendo l’impiego di nodi in alluminio. Nel 2005 a Firenze si è svolto un Workshop internazionale sul bambù presso il dipartimento d’ Ingegneria Civile dell’Ateneo Fiorentino dove ha partecipato l’autrice del testo “Il bambù”. I limiti riscontrati nei sistemi più comuni di collegamento tra elementi in bambù è quello di realizzare sistemi irreversibili determinati dalla presenza della malta cementizia che spesso viene inserita all’interno dei culmi. Questo procedimento comporta l’irreversibilità dell’intera struttura e in caso di danneggiamento di uno degli elementi comporta la perdita di tutto il collegamento. Per questo si stanno conducendo studi al fine di raggiungere tecniche di connessione totalmente a secco, facili da realizzare, ma anche da smontare, e con la possibilità di utilizzare tutti gli elementi che compongono la struttura.

Molto più resistente, il metodo del collegamento esterno, prevede l’unione di giunti di diverso materiale alla canna di bambù.

6. Giunto per bambù laminato – Questo prevede l’utilizzo di piastre metalliche, viti o bulloni.

A Bogota gli architetti Daniel Cheyne e Jorge Londono hanno realizzato una struttura montata con un sistema moderno di giunti e connessioni che permettono un rapido assemblaggio dei culmi. Questo sistema permette la realizzazione di strutture ad alta tecnologia a costi competitivi (padiglioni per mostre, impianti fieristici, abitazioni temporanee o d’emergenza).

Gli studenti della facoltà di architettura della Roma W Taranto Holtel di Aquisgrana 2004 hanno studiato la possibilità di applicare il sistema dei nodi di tipo Mero delle strutture reticolari per la realizzazione di giunti in bambù. Questa soluzione permette di realizzare strutture spaziali facilmente montabili e resistenti. Per consentire il collegamento dei singoli elementi, l’estremità dei culmi vengono sagomate secondo una forma conica e rivestite con una cuffia in vetroresina, attraverso la quale ogni singolo elemento può connettersi ad un altro con la stessa facilità con cui si uniscono elementi modulari prefabbricati tipici di una struttura d’acciaio.

Nel 2006 in occasione del salone del mobile è stato inaugurato a Milano il padiglione Dagadad progettato da Mauricio Cardenas. Struttura realizzata con culmi di bambù uniti attraverso un particolare giunto in acciaio fissato a secco.

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Esempi

Questo è un tipo di collegamento per diametro grande con un bullone e cuneo di legno duro. Cinque fori, il bullone e il cuneo una connessione stravagante. Se il bullone è conico, la connessione è sicura in tutte le direzioni. Con il cuneo inserito nell’apertura, le strisce della trave orizzontale vengono premute nel l foro per fissare il fascio. Se il cuneo si restringe, la trave può essere facilmente estratta dall’ apertura. Così disposizioni aggiuntive come legature o bulloni sono necessari per una connessione stabile.

Giunto a T fermato esternamente con incravattatura di acciaio.

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Giunto a T fermato e rinforzato con cemento per dare maggior rigidezza al nodo.

Questa connessione a doppio T si usa in caso si debba aumentare la sezione resistentedella colonna d’appoggio.

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Unione con legno, Bambuitec, L’idea è di usare un materiale compatibile e non invasivo. Il legno raccorda i due culmi avvolgendoli. Si tratta di un nodo fisso.

Unione a bocca di pesce, comune anche nelle costruzioni rurali

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Nodo multiplo,

Diversi culmi confluiscono nel nodo che di solito viene usato in strutture reticolari e coperture

Unione con Piastrina – Renzo Piano

Un pezzo di legno può essere incollato alla superficie interna del bambù. Qualsiasi normale colla fornisce una tenuta molto più grande di quella del bambù in direzione tangenziale. Due slot sono necessari per controllo dei cracking durante l’inserimento del cilindro di legno. Il raccordo di legno può essere esteso al di fuori del culmo per incontrare il pezzo uscente di legno di altri elementi connessi

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Unione con Piastrina – C.Tonges

Unione con viti – Shoi Yoh – JP Questa unione crea problemi all’attacco: elevato rifollamento e possibili spaccature assiali per i grossi fori esterni.

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Unione con sfera – Obermman, Particolare del nodo a 8 culmi

Per evitare sollecitazioni concentrate la fermatura con il corpo metallico è sfalsata con andatura spiraliforme di modo che le tensioni non si concentrino solo su un asse.

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Architettura Persone come Linda Garland, soprannominata “la regina del bambù“, gestisce anche la Bamboo Foundation che promuove l’utilizzo del materiale in tutto il mondo, spiega che diffondere l’utilizzo del bambù significa anche realizzare alloggi a basso costo perfette in situazioni di emergenza come dopo le catastrofi naturali.

dalla tipologia costruttiva tradizionale ad un modo d’intendere le potenzialità costruttive del bambù. Il padiglione è materiato di Gadua Angustifolia, ferro, cemento e per i solai la specie denominata Arboloco. I giunti utilizzati sono sostanzialmente di due tipi: 1. Basato sull’inserimento di una barra in ferro filettata all’interno dei culmi, successivamente riempiti con cemento. 2. Il secondo tipo di giunto permette l’unione degli elementi strutturali attraverso l’utilizzo di un piatto di ferro.

Per noi occidentali il bambù rappresenta un materiale non idoneo per la realizzazione di edifici, sia dal punto di vista prestazionale che estetico. Eppure questa erba a gambo cavo non è adatta solo a fragili capanne tropicali: superate le normali diffidenze, si scopre che i veri ostacoli alla diffusione del bambù in Europa sono l’approvvigionamento della materia prima, il vuoto normativo e la mancanza di conoscenza. Vogliamo dimostrare, attraverso alcuni esempi di architetture di qualità realizzate in diversi luoghi del pianeta, che il bambù ha enormi potenzialità espressive e di impiego strutturale. Sono state selezionate delle architetture progettate da architetti di fama , che hanno saputo interpretare il bambù secondo la diverse esperienze culturali - costruttive, superando gli schemi tradizionali di impiego, fornendo al bambù diverse potenzialità e un’espressività nuova.

Cattedrale Contemporanea, 2001 Nella città contemporanea di Pereira, costruita in cinque settimane. Per la sua edificazione è stata usata la tecnica della Guadua Curva ottenuta nelle serre di Santa Gueda. I materiali impiegati sono bambù, malta, lamiera metallica, cemento, acciaio.

Parco tematico Jules Verne, 1986 L’autore è Renzo Piano. L’edificio si situa nell’ Amien in Francia. I materiali impiegati sono: bambù, alluminio, cavi d’acciaio.

La gran Columbia, 2002 Facoltà di Architettura in Armenia realizzata da Maria Mercedes Mejia, Juan Carlos, Jamarillo, Luis Fernando Tambun. I materiali usati sono bambù, tegole in cotto.

Struttura/Copertura, 1989 L’autore Shoei Yoh. La copertura è situata in Fukuoka in Giappone. I materiali usati sono bambù e acciaio. Questo costituisce un particolare esempio di utilizzo congiunto tra bambù e acciaio. I giunti sono costituiti da tubi in acciaio inseriti nel bambù e connessi ai culmi mediante una grande quantità di bulloni.

Great (Bamboo) Wall House, 2002/03 L’autore è Kengo Kuma. L’edificio è situato a Pechino in Cina. I ma-

Padiglione Zeri, Anno 2000 Il colombiano Simon Velez, inventore della tecnologia costruttiva basata sull’uso combinato del bambù con l’acciaio e il cemento, ha segnato il passaggio

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teriali impiegati sono bambù e cemento.

dimensioni produce delle modificazioni alla curvatura, creando una geometria alternativamente concava e convessa, una sorta di conchiglia rigirata.

Padiglione in Bambù, EmissioniZero, 2002/03 Il Padiglione di Vergiate è la prima struttura permanente a uso pubblico (e a tutt’oggi ancora l’unica) IN BAMBU’ costruita in Europa. Avrebbe dovuto essere disegnata e costruita sotto la guida del famoso architetto colombiano Simon Velez che era stato coinvolto da EMISSIONIZERO sin dalle prime battute. I materiali impiegati sono cemento, acciaio e tegole di cotto.

Yung Ho Chang, 2005 Padiglione cinese a Venezia. I materiali impiegati sono bambù e corda, realizzato secondo le tecniche dell’artigianato tradizionale della Cina meridionale. Questo padiglione rappresenta la Cina alla Biennale di Venezia collocato nel Giardino delle Vergini. Padiglione Dagad, 2006 L’autore è Mauricio Càrdenas. Il padiglione è situato a Milano. I materiali impiegati sono bambù, acciaio e neoprene.

Belvedere, 2004 Simon Velez e Marcelo Villegas. Situato all’interno del parco del Cafè, realizzato in legno, bambù, tegole in cotto, acciaio, malta e cemento, situato in Armenia in Columbia

Biblioteca Pubblica, 2004

argilla e fibre).

L’autore è Simon Hosie situato a Inza (Colombia). I materiali usati sono bambù, paglia, muratura in adobe (mattone crudo a base di

Ampliamento dell’aeroporto e nuovo terminal di Barajas, 1997/2006 La struttura è situata a Madrid in Spagna, i materiali impiegati sono acciaio, cemento e bambù. Luminosità e ambiente rilassato sono le chiavi del progetto. Dall’esterno la trasparenza e luminosità creano una forte connessione visiva tra intero ed esterno.

Bamboo Roof, 2004 L’autore è Shigeru Ban. Situato a Houston (USA). I materiali impiegati sono bambù e acciaio. Il differente orientamento della griglia a maglia quadrangolare di diverse

Park Albatros Camping, 2007 La struttura si trova a Rimigliano in Italia. Le canne

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di bambù sono state impiegate per il soffitto e le pareti curve, gli ambienti esterni sembrano essere modellati dal vento e dalla sabbia.

Bamboo Forest House, 2008

Woven House, 2010 Ideata da Soren Korsgaard arkitekt. Le pareti, il pavimento e il soffitto sono una superficie continua che costituisce anche le pareti, le sedute e le scaffalature. Il bambù si presenta intrecciato nella maggior parte della struttura.

wNw Bar, 2008

Sustainable Bamboo Pavilion, 2011 Il padiglione è situato in India, progettato dall’architetto Esan Rahmani. Il razionalismo spaziale, i requisiti di luce e la flessibilità del bambù hanno portato a questo progetto che nelle forme ricorda un ombrello.

Struttura ideata da ROEWU architetture, è situato a Luo-Dong, in Taiwan. Dall’interno la sensazione che si percepisce è quella di trovarsi in un bosco organico. Il progetto è frutto di una ricerca che ha combinato tecniche high-tech, produzione low-tech e attenzione all’ambiente.

Si trova a Thu Dau Mot in Vietnam. Ideato da Vo Trong Nghia. Costruito con un sistema strutturale ad arco in bambù formato da 48 elementi prefabbricati, composto da vari elementi uniti tra loro.

Design Urban Picnic, 2007 La panchina urbana è stata progettata dall’architetto Jeson Karlow. Si tratta di un sistema di arredi flessibile e multi uso prodotto in Corian e bambù laminato pensato per gli spazi pubblici.

The Weaving Project Pavilion, 2009 A cura dell’architetto David A. Garcia la struttura è ubicata in Cina. Interamente costruita in bambù, quindi riciclabile al 100%.

Nood, 2008 La mensola in laminato di bambù di Yoav Avinoam, giovane Industrial Designer della

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Bezalel School di Israele. Con l’avvento degli schermi al plasma, comincia a cambiare anche il concetto di mobile per la tv ed i relativi progetti di design si fanno più leggeri e dinamici. Con un pizzico di romantica ironia, Avinoam ha scelto il leggero, duttile, “naturale” e sostenibile legno di bambù, lavorato a falde irregolari che ricordano le trame geologiche, per sostenere il freddo e spigoloso design supertecnologico.

Pile Isle, 2010 A cura di Elena Goday e Chrystoph Tonges/Combam. La panchina si trova nel paesaggio urbano di amsterdam, è interamente in bambù. La struttura è costituita esclusivamente da culmi di bambù fissati con 4 fasce metalliche senza viti ne incastri.

Vers 1.5R Radio/ Alarm, 2008 Progettata da Vers Audio in Wayland, USA. Nata come progetto ibrido: allarme notturno, radio e altoparlante per iPhone. Realizzato artigianalmente e facilmente trasportabile.

All Black Bamboo Bike, 2010 Bicicletta da stada progettata da Craig Calfiee e Danilo Masuelli. Il telaio è realizzato interamente in bambù con finiture in canapa che la rendono forte e flessibile.

B20, 2009 Bicicletta progettata da Antoine Fritsch, Sainte-Honorine in Francia. Eco bici con telaio in fibra di bambù, giunzioni e finiture a base di prodotti organici.

Chair Jun Zi, 2010 Il progettista della sedia è Jeff Dah-Yue Shi designer, Taiwan. La struttura è delineata da un design elegante e nobile, composta da una cassa sfondata che riprende la forma degli steli di bambù.

Chair I, Chair II, 2009 A cura di Christel Hadwibawa. La proprietà di resistenza, flessibilità e durata delle impalcature asiatiche in bambù hanno ispirato le sottili strisce che caratterizzano queste sedie.

Maxy Plato, 2010 Piatto leggero e molto capiente progettato da Boolouis/Ecobo design. Il piatto presenta un bor-

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da abili artigiani a partire da bambù naturale. La collezione, presentata in esclusiva al Baselworld 2012, testimonia l’esclusiva storia orologiera di Gucci Timepieces che coniuga alla perfezione design italiano e savoir-faire svizzero.

do alto e robusto per evitare la dispersione, comoda l’impugnatura.

Bambù Chair, 2010

Bubble Sofa, 2011

Grass Lamp, 2012

I progettisti sono gli architetti olandesi Tejoremy&Rene Veehuizen, hanno impiegato la tecnica dell’intreccio di strisce di bambù laminato per creare sedie esclusive.

Tessuto Grazie alle sue proprietà fisiche, la fibra di bambù è in grado di assorbire e di far evaporare il sudore umano in pochi secondi e non richiede alcun processo chimico, il che significa che esso non provoca assolutamente alcuna reazione cutanea. Inoltre, conferisce una fantastica sensazione di freschezza, rendendo questo tessuto particolarmente adatto da indossarsi nelle calde giornate estive. La fibra di bambù è usata per fare asciugamani, coperte, magliette, calzini e tutto ciò che riguarda l’intimo, essendo molto morbida, confortevole ed antibatterica. Inoltre, i tessuti di bambù sono dotati di una assorbenza e di una permeabilità fantastiche e sono in grado di tingersi di colori brillanti, offrendo ai produttori la possibilità di creare dei capi di abbigliamento coloratissimi, senza compromettere i vantaggi garantiti da questa fibra naturale.

di Yii, designer Kevin Yu-Jui Chou. Creato con 732 sfere di bamboo fatte a mano

Lampada ecologica di Innovo Design realizzata interamente da delicate e sottili canne di bambù ricurve e intrecciate tra loro.

Orologi Gucci Collezione, 2012 Per celebrare il 40° compleanno di Gucci Timepieces, che cade proprio nel 2012, il Direttore Creativo Frida Giannini ha disegnato delle superbe linee di gioielli e orologi delle collezioni Bamboo. Ogni pezzo è creato singolarmente, modellato e inciso a mano

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Curiosità Tortura

loro aerei ed il primo aereo completamente in bambù è stato nelle Filippine.

Alcuni testi narrano raccapriccianti impieghi del bambù come strumento di tortura ideale per martoriare e tormentare i prigionieri nella seconda guerra mondiale. Evitando di addentrarsi troppo approfonditamente nei dettagli agghiaccianti dello strazio inflitto, è bene evidenziare come l’uso improprio e maldestro del bambù (con le sue schegge), possa arrecare danni talvolta piuttosto gravi.

Architettura vernacolare della Columbia In alcune città della regione colombiana della Cafetera (asse del caffè dove viene prodotto il caffè) interi quartieri sono realizzati in bambù, con edifici alti anche tre piani, risalenti agli inizi del 1900 ed ancora in ottime condizioni. Manizales è la città colombiana conosciuta come la culla dell’architettura in bambù e dove è stato sperimentato un sistema costruttivo antisismico unico al mondo chiamato bahareque; questa tecnica è sviluppata in tutta l’America Latina. Le costruzioni sono generalmente a pianta rettangolare con struttura portante in bambù, alla quale vengono collegate, sia dall’interno che dall’esterno, le cosidette esterillas: culmi di bambù tagliati longitudinalmente e appiattiti e disposti a formare un’intercapedine e intonacate con malta di calce. I tetti invece sono realizzati con i culmi di bambù ricoperti con mattonelle in argilla. La specie utilizzata è la gadua angustifolia. Le pareti sono realizzate secondo due tecniche: 1. Bahareque Macizo (o solido) – prevede l’impie-

Edison Edison (1879) come materiale per il filo sperimentò nel corso del tempo trucioli di legno, celluloide, fibre di noci di cocco, sughero, spago e persino peli di barba. I risultati migliori, però, si ottenevano con la fibra di bambù. Successivamente Swan per filamento usò una sostanza plastica, la nitrocellulosa, sciolte in acido acetico e poi ridotte in forma di fibre sottili.

Proprietà fitoterapiche Le sfaccettature del bambù sono numerosissime: questa pianta viene considerata anche in ambito fitoterapico. Le foglie sono sfruttate per le virtù emmenagoghe, antielmintiche, antispasmodiche e potenzialmente afrodisiache, mentre le radici sono utilizzate per le proprietà astringenti e rinfrescanti. I germogli, oltre ad essere apprezzati in ambito culinario, sono impiegati anche per favorire la digestione, come carminativi ed antisettici. Il succo di alcune specie di bambù è ricco di silice, utile rimedio naturale contro sintomi da raffreddamento e congestioni a carico delle vie respiratorie (bambù nero).

Ricerca aereonautica Nell’ambito della ricerca aeronautica le prime sperimentazioni prevedevano l’uso del bambù per la costruzione di alcune parti dei velivoli. I cinesi, durante la seconda guerra mondiale, usarono elementi strutturali in bambù laminato per la costruzione dei

Sistema costruttivo antisismico chiamato bahareque, a Manizales

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go di assi in legno o culmi in bambù formanti una cassaforma, dove all’interno viene costipata terra e frammenti di mattonelle di argilla. 2. Bahareque Hueco (o cavo) – non prevede alcun riempimento all’interno delle pareti che rimangono così a cassa vuota, in alcuni casi si prevede la stesura dell’intonaco.

diventano circoli luminosi che scorrono sulla superficie delle torri.

Semiotica Il bambù viene considerata una pianta misteriosa, in quanto possiede forze vitali che altre piante non possiedono. I cibi impacchettati nella corteccia del bambù difficilmente marciscono e sin dall’antichità il bambù veniva utilizzato per la sue proprietà medicinali. Grazie alla sua forza vitale, versatilità e affascinante bellezza, il bambù ha acquisito innumerevoli significati simbolici. Nobiltà e rettitudine, di fedeltà coniugale, di umiltà e di tenacia, il bambù ha una storia e una tradizione antica e affascinante come quella del suo popolo. In Vietnam viene denominato “amico dei popoli” in quanto, da ben 4000 anni, tutte le sue parti possono essere utilizzate dall’uomo. Il bambù è simbolo di forza interiore e nobiltà di carattere.

Bamboo Towers 2008 - in corso. Dubai ospita torri made in Italy. Si tratta del progetto per le Bamboo Towers, messo a punto dagli architetti Giovanni Vaccarini ed Enzo Calabrese. Commissionate ai due architetti italiani dalla Damac Properties, le torri sorgeranno lungo la costa sudovest di Dubai, sull’isola artificiale Palm Jabel Alì, e saranno disegnate da una serie di anelli concentrici simili ai nodi del bambù. Il masterplan prevede la realizzazione di tre edifici distinti uniti, per un massimo di due delle tre aree, da un basamento comune.

Si mantiene sempre verde a dimostrazione della sua forza vitale. È simbolo di umiltà, modestia e gioventù perpetua, ciò è dovuto al suo fogliame sempre verde e alla sua longevità quasi infinita; rappresenta anche la “vecchiaia equilibrata”, per il suo culmo che, con il passare degli anni, rimane sempre identico. La sua particolare forma a piramide rappresenta la crescita, che può essere sia di livello economico, la prosperità, sia di livello spirituale, la pace e la felicità.

Le torri sono disegnate da fasce concentriche che in pianta definiscono degli spazi esterni di ‘schermatura’ dell’involucro di chiusura e, in alzato, una serie di anelli concentrici che rappresentano il main concept del progetto architettonico. Le torri trovano la loro connotazione architettonica in quanto sistema di edifici/bamboo, una serie e non un unico. Di giorno gli anelli concentrici segnano i volumi con le differenti ombre portate, mentre di notte

La conformazione formale del culmo di bambù nel suo erigersi dal basso verso l’alto con una perfezio-

Bamboo Towers

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ne ineguagliabile, il suo slanciarsi verso il cielo, le parti cave tra i nodi costituiscono per il buddhista, e anche per il taoista, il simbolo, il significato e lo scopo del suo itinerario interiore. Se nevica il bambù si piega, ma non cede, non si affievolisce, dopo la tempesta si rialza, questo è simbolo della sua tenacia e resistenza. Il bambù è uno dei prodotti naturali più importanti della natura orientale, simboleggia il gentiluomo, il saggio dal cuore vuoto (così come vuoto è il bambù), vuoto ma con dei punti fermi come ci sono dei nodi che suddividono il lungo tronco del bambù; è simbolo anche della modestia come virtù. Poiché sempreverde ed immutabile; una volta cresciuto, è anche simbolo di longevità, nel senso di lunga giovinezza: è longilineo e magro così come lo sono gli anziani. Il Bambù è sinonimo di gioia e sorriso e simbolo di pace e serenità, di buon augurio e felicità.

mente di raggiungere una completa visione della realtà cosi come “è” senza necessariamente rompere l’equilibrio che regola la nostra vita qualsiasi cosa siamo o qualsiasi cosa facciamo. È flessibile ed elastico, ma solido (tanto da essere utilizzato per millenni come materia base delle impalcature nella costruzione anche di edifici molto alti). Il bambù è proprio quell’elemento terrestre di spontaneità e flessibilità che si trova a contatto con il cielo, al di sopra del cielo, quasi fosse un simbolo di vitalità che affiora e permane perfino nel livello più celeste e spirituale raggiungibile attraverso qualunque pratica. Gli insegnamenti di Confucio furono infusi di questa energia spirituale. Il suono del Bambù che geme al vento, è un salubre sostitutivo dei concetti. “Quando il vento soffia, il Bambù mormora, quando il vento cessa, il bambù tace, e non pensa nemmeno per un attimo alle virtù del silenzio o del gemere...”

Rappresenta la flessibilità, la capacità della nostra

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Perchè il bambù? Il bambù, sia naturale, che in altre tonalità rende un prodotto caratteristico, permettendo allo stesso carattere e originalità. Questo per quanto riguarda il livello formale.

Il bambù ha suscitato la mia curiosità, in quanto, nonostante sia un materiale naturale, non è ancora molto diffuso nel ambito del design occidentale, o meglio è stato riscoperto solo recentemente. Da sempre usato nelle zone autoctone per la costruzione di veri e propri “paesi”, suppellettili, ecc. Legato da sempre ad un immaginario etnico, solo recentemente considerato dal design e dall’architettura a livello mondiale, allontanandolo dal binomio bambùoriente. Questo perchè si è posto l’attenzione sulle sue eccelse proprietà, tra cui la sua ecosostenibilità, che negli ultimi decenni è una delle maggiori priorità sia del design che dell’architettura. Un materiale “povero”, “amico dei popoli”, poco costoso, rinnovabile. Di recente interesse nell’ambito del design, dell’alto design”, curioso come un materiale naturale sia così ambito da due realtà sociali così diverse, oserei dire opposte; dalle abitazioni in bambù situate nell”Asse del Caffè”, alla lussuosissima collezione che Gucci ha sfoggiato nel 2012 per coronare 30 anni di successi “Gucci Bamboo”. Si tratta di borse, gioielli, calzature con rifiniture in bambù.

Analizzando le sue caratteristiche fisiche e meccaniche è duro, forte e dimensionalmente stabile, in grado di sopportare sforzi e pressioni, ha grande resistenza. E ‘più forte della quercia, considerato il legno più durevole. Quando stratificato, il bambù è quasi resistente come l’acciaio dolce. Si rinnova più facilmente del legno; a differenza dei latifoglie, è una risorsa rinnovabile. Migliora l’ambiente, con le sue radici stabilizza la terra, e funge come prevenzione all’erosione. Produce ossigeno e fornisce l’habitat per animali (come i panda). Solo nell’ultimo decennio la tecnologia ha permesso il suo utilizzo per la produzione in diversi ambiti, come produzione di parquet, pannelli per mobili e impiallacciature. Interessante come un materiale così semplice riesca a mostrarsi in tutta la sua versatilità ed estrema eleganza.

Soffitto in bambù del Bar wNw

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Proposta d’impiego Il bambù è un materiale ecosostenibile e poco costoso (rispetto ad altri materiali come legno o sughero). Riguado a una proposta d’impiego, – date le proprietà fisiche e meccaniche del bambù: resistenza, durezza, flessibilità ecc, e alla varietà dei prodotti derivati – il mio pensiero si è diretto verso il settore della moda, in particolare verso quello calzaturiero. Sicuramente non è una proposta disinteressata, in quanto le scarpe sono uno degli accessori più importanti, amati e ambiti dalle donne, e non mi escludo da questa “categoria”.

Questo aspetto di sessualità, di desiderio o di elaborazione della femminilità, emerge spesso nelle scarpe nei sogni ; e Freud lo sottolinea, individuandolo nella forma capiente e concava che rimanda ai genitali femminili.

ECOSOSTENIBILE Il tessuto è ricavato dal Bambù grezzo che cresce fino la sua altezza massima in soli 3 mesi e senza l’aiuto dell’uomo, senza pesticidi o fertilizzanti, è biodegradabile al 100%.

Perchè le scarpe? Le scarpe sono il diaframma che separa il nostro piede dal terreno, che lo protegge dalle asperità della superficie e dalle intemperie, ma che permette anche di camminare, di correre, di avanzare, di lasciare impronte sul terreno, di prendere possesso di questo.

TRASPIRANTE E MOLTO ASSORBENTE La funzione di assorbimento dell’umidità e la ventilazione della fibra di Bambù è stata testata essere la migliore rispetto a quella di altre fibre. Il motivo è da ricercare nella trama del tessuto che contiene tante micro-cavità di aria. Con questa struttura, la fibra di Bambù può effettivamente assorbire e far evaporare il sudore umano in pochissimo tempo, far sentire alla persona meno caldo durante l’estate e non essere soffocante durante l’inverno. Dai test risulta che l’abbigliamento in fibra di Bambù è 1-2 gradi C° inferiore se comparato al normale abbigliamento estivo. ANALLERGICO Il tessuto è antibatterico, anti-acari, anti-tarme. Dai test risulta che i batteri possono sopravvivere in grande quantità e moltiplicarsi nella fibra di cotone, ma quando sono nella fibra di Bambù circa il 95% dei batteri moriranno dopo 24 ore. A causa di questa azione antibatterica, la fibra di Bambù è deodorante e tiene freschi per lungo tempo senza cattivi odori.   RESISTENTE AI RAGGI U.V La fibra di Bambù lascia raramente penetrare i raggi ultravioletti oltre 200/400 nm che sono i raggi più dannosi per gli esseri umani e questa è una prerogativa esclusiva della fibra di Bambù che gli altri tessuti non hanno.   SOFFICE E LUSSUOSO La fibra di Bambù ha una buona tenacia, è flessibile, liscia, ha un bel colore laterale e verticale, ed è molto morbida quasi come seta/cashmere.

Nei tempi antichi la scarpa era un simbolo importante nelle operazioni di acquisto o di scambio, aveva il valore di un contratto concluso e di proprietà. Gettare una scarpa in un campo era segnalarne il possesso, cederla ad un acquirente era ribadire i diritti su di un bene, togliersi le scarpe entrando in casa altrui, significava rinunciare ad ogni rivendicazione o potere su quello spazio e sugli oggetti in esso compresi. Il simbolo delle scarpe nei sogni comprende altri aspetti che riguardano la natura del camminare e procedere nel mondo, ed è legato quindi all’archetipo del viaggio, del percorso attraverso la vita, al viaggio di individuazione. Un viaggiare che in alcuni casi può acquisire il valore di distacco totale, dipartita, partenza, morte. Le scarpe sono un importante complemento dell’abbigliamento sia femminile che maschile, veri e propri oggetti del desiderio per la bellezza e la fantasia delle forme, per la cura e la varietà con cui sono realizzate e sono entrate nell’immaginario erotico come feticcio capace di suscitare o di soddisfare il desiderio sessuale. Scarpe come simbolo di desiderio e desiderio di possederle, di forza, di conquista, di seduzione, scarpe come simbolo erotico, come feticcio e catalizzatore di perversioni.

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fascette metalliche per evitare la rottura del culmo.

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Proporrei una linea di scarpe “Acciaio Dolce”, dove i materiali impiegati sono tutti derivati dal bambù, radici, stoffa, stuoia, culmi, lamellari, laminati ecc ecc. L’interno della calzatura è previsto in pelle per garantire un prodotto ergonomico. Non so se questa proposta d’impiego può funzionare a livello ingegneristico, in quanto le mie conoscenze non mi danno la possibilità di poter affermare un esito positivo della proposta, in ogni caso a livello estetico formale è sicuramente un’idea interessante: semplice ed elegante. Curioso che (durante le mie ricerche) non ho trovato riscontro di questo impiego.

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Bibliografia & Sitografia “Il Bambù” di tiziana Firrone, 2008 “Il Bambù come materiale da costruzione” di Mauricio Càrdenas Laverde, 2011 “Bambù” di Alex Sànchez Vidiella, 2011 “Modi d’impiego” http://www.my-personaltrainer.it/benessere/bambu.html “Giunti” http://www.studiocardenas.it/upload/file/PDF_progetti/CASACLIMA_sett2008.pdf “Intro architettura” http://www.genitronsviluppo.com/2008/06/05/bambu-e-architettura-sostenibile-i-vantaggi-della-pianta-dalla-sorprendente-crescita-e-dalle-caratteristiche-fisiche-sorprendenti-un-alternativa-organicaper-la-bioedilizia/ “Intro architettura” http://www.architetturaecosostenibile.it/materiali/legno/edifici-bambu-architetture-vegetali-690.html “Bamboo Towers” http://www.archiportale.com/news/2008/06/architettura/dubai-anelli-concentrici-disegnano-le-bamboo-towers_11992_3.html “Curiosità” Tratto da Dizionario ragionato di erboristeria e di fitoterapia, di A. Bruni, M. Nicoletti “Semiotica” http://www.hoalu.it/simboli2.htm “Tessuto” http://blog.brazilianbikinishop.com/it/bamboo-fiber “Scarpe simbologia” http://guide.supereva.it/sogni/interventi/2006/06/258508.shtml “Scarpe” http://www.bamboosa.com/boombosa.php?PID=13 “Design“ http://www.leiweb.it/casa/feste-news-tendenze/2011/bamboo-design-30367022190.shtml “Tessuto in Bambù” http://www.ecofashionitaly.com/eco/it/content/14-bambu


Giulia Pistolesi

Tec. dei materiali Francesca Parotti

A.A.

2011/2012

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Bamboo  

Tecnologia dei materiali, il bamboo e le sue proprietà...

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