Azimut n. 4/2019

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COLLEGIO

Geometri: i cinque pilastri della professione del futuro

ISTITUZIONI

Intervista al Sindaco di Mergo

NORMATIVA

Attuazione formale del D.Lgs.81/2008 e s.m.i. e sua attuazione sostanziale


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Periodico regionale a cura del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Ancona Corso Garibaldi 91/a - 60123 Ancona (AN) info@geometrian.it - www.geometrian.it Anno XLIII - N. 4/2019

PUBBLICAZIONE TRIMESTRALE Reg. Trib. Ancona 8 Luglio 1975 Comitato di Redazione Presscom Piazza Ciabotti, 8 - 60035 Jesi (AN) Tel. 0731.215278 - Fax 0731.213352 info@presscom.it DIRETTORE RESPONSABILE Diego Sbaffi COORDINAMENTO EDITORIALE Davide Amicucci d.amicucci@presscom.it

Sommario

2 Editoriale

3 Collegio Geometri: i cinque pilastri della professione del futuro

REDAZIONE Diego Sbaffi Giampiero Fabbri Vinicio Montanari Luca Orletti

13 Istituzioni

HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Gianluca Gagliardi, Fabio Magni, Davide Amicucci, Corrado de Robertis, Stefano Stimilli, Stefano Chiappini, Francesco Di Stefano, Fabio Piccinini

18 Formazione Risultati esami

CONSULENTI PER LA COMUNICAZIONE Gianni Moreschi g.moreschi@presscom.it IMPAGINAZIONE Studio FLORIO - Via Aldo Moro, 38 62010 Sambucheto di Montecassiano (MC) CREDITI FOTOGRAFICI Archivio AZIMUT PUBBLICITÁ CONCESSIONARIA AZIMUT Presscom - Piazza Ciabotti, 8 60035 Jesi (AN) Tel. 0731.215278 - Fax 0731.213352 Gianni Moreschi g.moreschi@presscom.it

Azimut viene inviato gratuitamente agli iscritti agli Albi Professionali del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Ancona, agli uffici decentrati del Genio Civile, agli uffici tecnici dei Comuni e delle Province, a tutti gli enti pubblici e a tutti coloro che hanno rapporti con la categoria. La collaborazione è aperta a tutti i singoli professionisti e agli organi rappresentativi di categoria. Manoscritti, dattiloscritti, elaborati, disegni, fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. Ogni autore risponde direttamente delle proprie affermazioni che non impegnano nè la redazione nè il Collegio. Gli scritti possono essere pubblicati anche siglati o anonimi, per desiderio degli autori i cui nomi restano comunque reperibili presso la redazione.

Inserzionisti: a Subissati................................ 2 di Cop. Geomax.................................. pag.33

"Dal catasto Gregoriano alla nuova cartografia catastale della provincia di Ancona"

di Stato di abilitazione all'esercizio della libera professione di Geometra e Geometra Laureato

19 Istituzioni Intervista al Sindaco di Mergo 21 Edilizia I Geometri concorrono con Invimit al rilancio del patrimonio immobiliare pubblico

22 Normativa Attuazione formale del D.Lgs81/2008 e s.m.i. e sua attuazione sostanziale

25 Condominio Salubrità acqua uso sanitario degli impianti condominiali

27 Edilizia Sirolo: il paese della Topografia 29 Edilizia Un rilievo

complesso integrando sensori geomatici: soluzioni speditive per la com pletezza a supporto della multidisciplina rietà DICEMBRE 2019

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Azimut Editoriale Per l'ultimo numero del 2019 di Azimut non potevamo non concedere ampio spazio alla cronaca del Congresso Nazionale che coincideva anche con il 90° anniversario della nascita della professione di Geometra nel 1929. Continuiamo poi con l'articolo di Gianluca Gagliardi e Fabio Magni dal titolo “Dal catasto gregoriano alla nuova cartografia catastale della provincia di Ancona” sull'importante progetto che l'Agenzia delle Entrate ha messo in atto nel comune di Mergo (AN). Segue un prospetto riassuntivo dei risultati dei recenti Esami di Stato e, per la nostra rubrica sui sindaci della nostra provincia, questa volta è il turno del Sindaco di Mergo. Continuiamo con una nota sulla collaborazione tra CNG e Invimit. Corrado de Robertis ci parla dell'attuazione formale e sostanziale del D.Lgs. 81/2008. Stefano Stimilli presenta la sua consueta rubrica sul condominio e per finire dalla giornata della topografia organizzata da Geomax a Sirolo riportiamo la relazione di alcuni dottorandi di ricerca dell'Univpm dal titolo “Un rilievo complesso integrando sensori geomatici (San Ginesio)”. Buona Lettura!

È online il nuovo sito del Collegio

www.geometriancona.it

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Geometri: i cinque pilastri della professione del futuro Grande affluenza e forte interazione al 45° Congresso Nazionale dei Geometri tenutosi a Bologna dal 28 al 30 novembre 2019. Oltre a celebrare i 90 anni di storia della categoria, i 1120 partecipanti hanno voluto analizzare il ruolo strategico dei geometri nell’attuale contesto economico-sociale e demografico, scommettendo sulla propria capacità di essere in sintonia con lo sviluppo del Paese e di comprenderne le nuove esigenze. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla valorizzazione delle professioniste donne e alla preziosa leva degli «under 35». Per la prima volta insieme, il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati e la Cassa Geometri – che in Italia rappresentano circa 96.000 professionisti - hanno voluto riunirsi in un appuntamento programmatico volto a gettare le basi su cui lavorare insieme nel medio-lungo termine. Chiamando all’appello tutti i partecipanti. Grazie a una app interattiva, infatti, i geometri italiani hanno potuto prendere parte attivamente al Congresso dicendo la loro sulle tematiche di maggiore impatto per la professione. Nei 4 tavoli di scenario e i 12 tavoli tematici organizzati durante la tre giorni sono state raccolte oltre 500 idee rielaborate e sintetizzate con l’aiuto di tre metodologie certificate. LE CINQUE PRIORITÀ – Sono cinque le dimensioni strategiche trasversali emerse dall’intenso dibattito intercorso con l’obiettivo di definire gli argomenti di interesse comune, approfondire i temi specifici della Categoria e scandagliare tutte le possibilità e le soluzioni per avere maggiori opportunità di crescita in un mercato in constante evoluzione: • Laurea del geometra: il corso di laurea triennale professionalizzante e abilitante è considerato dalla quasi totalità dei partecipanti al Congresso una

leva strategica per la crescita qualitativa e quantitativa della Categoria. • Formazione: la formazione obbligatoria deve essere tempestiva e funzionale a presidiare le aree professionali più innovative. Fornendo nozioni sia trasversali sia fortemente specialistiche e in linea con le richieste del mercato. • Comunicazione: è considerata cruciale sia quella interna verso gli iscritti per implementare l’informazione e la conoscenza di tematiche e di normative del settore sia quella esterna verso il pubblico perché volta ad incrementare la visibilità e la reputazione della Categoria. • Digitalizzazione: per i geometri italiani, è fondamentale conoscerla per verificarne l’effettiva potenzialità di sviluppo e valutarne di volta in volta l’utilizzo specifico. • Geometra Manager: da imprenditori di sé stessi a manager a tutto tondo. I geometri italiani fanno il punto anche sull’evoluzione dei modelli organizzativi, relazionali, strutturali e di business che possono rispondere al meglio alle sfide della professione del futuro. Maurizio Savoncelli, Presidente Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati ha commentato: “Il format del Congresso è stato fortemente innovativo. Abbiamo deciso di puntare sulle idee e sulle sinergie che, grazie all’impegno di tutta la Categoria, si possono mettere a sistema per garantire il futuro della professione e del Paese. Tra i tanti punti di vista emersi, siamo orgogliosi che il Congresso abbia pienamente legittimato la richiesta di attivazione del corso di laurea professionalizzante e abilitante con una presa di posizione forte e univoca da parte di tutti i geometri. Tanto più che la più grande opera pubDICEMBRE 2019

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Collegio blica per i prossimi 30 anni sarà la messa in sicurezza del territorio italiano. E non si potrà certo prescindere dalle competenze dei singoli”. Diego Buono, Presidente della Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti, ha dichiarato: “Abbiamo vissuto 10 anni di crisi che hanno pesato su tutte le professioni. Ciononostante, la nostra Categoria continua ad avere appeal e lo dimostrano i dati, a partire da quelli sui redditi. La nostra forza è la polivalenza, la capacità di fare da collante tra amministrazione e cittadini con lo sguardo rivolto sempre al futuro. Inoltre, lavoriamo di concerto con il Consiglio Nazionale e ci confrontiamo su ogni aspetto. Portiamo avanti una politica di categoria condivisa, supportata da entrambe le parti e con una visione univoca. Oggi diamo inizio, insieme, a una nuova era per il nostro futuro!”.

Al congresso sono state presentati alcuni progetti speciali:

albi ai consigli di ciascun ordine e alle commissioni centrali, ripristinando l’elettività. Evolve la società, evolve il Geometra Al termine della Seconda Guerra Mondiale l’evoluzione normativa è affidata prevalentemente a norme di settore che – nell’arco dei vari decenni – hanno aggiornato il contesto di riferimento di ciascuna professione. Pensiamo alle attività di prevenzione incendi, sicurezza nei cantieri, efficienza energetica, inquinamento acustico e tutela ambientale. Oltre ai riferimenti ai principi di libertà professionale e tutela della concorrenza, al recepimento di norme comunitarie e indirizzi governativi e, infine, alla ridefinizione degli indirizzi di istruzione tecnica e professionale. Le iniziative per celebrare i 90 anni della professione Questi cambiamenti sono avvenuti parallelamente al progresso tecnico-scientifico e ai profondi mutamenti sociali, ed è per questo che raccontare la storia della professione significa raccontare la storia del Paese. Il Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati e la Cassa Geometri hanno inaugurato, per tutto il 2019, il ciclo di eventi “Conoscere il passato, riflettere sul presente, immaginare il futuro”, una serie di tappe cronologiche attraverso le quali ripercorrere l’evoluzione della professione e riflettere sul ruolo che intendono assumere nel futuro. A corollario, una serie di iniziative finalizzate ad “ascoltare” il pubblico degli iscritti, con l’obiettivo di ricevere indicazioni utili a soddisfare bisogni formativi nuovi ed emergenti, nonché rinnovare la “carta di identità” della Categoria. La celebrazione culmina con il 45° Congresso Nazionale dei Geometri in programma a Bologna dal 28 al 30 novembre 2019.

LA RICORRENZA STORICA, 1929|2019: LA PROFESSIONE DEL GEOMETRA COMPIE 90 ANNI Il riconoscimento delle professioni tecniche Nel 1929 giunse a conclusione il processo di riconoscimento delle professioni tecniche con l’emanazione dei regolamenti relativi alle professioni di Geometra, perito industriale e perito agrario. Questi ultimi stabilivano le modalità di istituzione, iscrizione, cancellazione e tenuta degli albi da parte di speciali organi delle associazioni sindacali legalmente riconosciute, le attività riservate in via esclusiva a ciascuna professione e l’esercizio delle potestà disciplinari. Albo e professione, binomio inscindibile L’ordinamento delle professioni fu completato da una legge del 1938 che ribadiva come “i geometri, i periti agrari e i periti industriali non possono esercitare la professione se non sono iscritti negli albi professionali delle rispettive categorie”, trasferendone la tenuta e la potestà disciplinare ai Direttori dei sindacati fascisti periferici di categoria e al Direttorio del sindacato nazionale fascista di categoria. Caduto il fascismo, una norma del 1944 trasferì la tenuta degli

I PROGETTI SPECIALI: GEOFACTORY, LA PIATTAFORMA DI IDEE PER GLI UNDER 35 L’iniziativa ai raggi X È un’iniziativa entrata nelle linee programmatiche del nuovo mandato del Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati Maurizio Savoncelli, annunciata fin dal momento della sua riconferma alla guida dell’organo di Categoria. In quell’occasione, il Presidente Savoncelli aveva personalmente ribadito la volontà di promuovere il dialogo tra la base

Maurizio Savoncelli, Franco di Mare, Massimo Magli e Diego Buono, Presidente Cassa Geometri

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Azimut e la dirigenza, affinché ciascun iscritto potesse rendersi protagonista nell’apporto di idee e riflessioni, favorendo il confronto e la partecipazione dei rappresentanti della nuova generazione di Categoria. L’obiettivo Partito a settembre 2019, il progetto si è posto subito un obiettivo: favorire un ascolto e un dialogo in linea con le esigenze della nuova generazione dei professionisti di Categoria, ai quali si prospetta uno scenario del lavoro profondamente diverso rispetto al passato e, soprattutto, il non semplice compito di dover delineare il proprio futuro. In questo contesto si colloca l’iniziativa del Consiglio Nazionale dei Geometri, che ha favorito l’individuazione dei temi di discussione elencati da parte dei giovani. Fra le diverse ipotesi, hanno raccolto la maggiore attenzione gli argomenti relativi alla formazione, tecnologia, news business, competenze trasversali e modelli organizzativi del domani, equo compenso e nuovi modelli di welfare, orientamento scolastico e alternanza scuola lavoro, professione al femminile e questioni di genere. In seguito al ‘kick off’ dell’iniziativa e, in base al percorso metodologico adottato, sono stati individuati i 10 tavoli di lavoro. Questo il dettaglio: Tavolo 1 | Una formazione di qualità Erogazione di corsi base ai nuovi iscritti su materie tradizionali e conoscenze innovative Elevare e uniformare a livello nazionale la qualità dei percorsi formativi e dei docenti Metodologie e processi di controllo: la Geo Accademy nazionale Tavolo 2 | Rivoluzione digitale e professione La tecnologia amica della professione: GEOMAdvisor La tecnologia viatico di nuove opportunità professionali: digitalizzazione degli archivi della PA e banca dati per perizie estimative La tecnologia strumento di informazione: la Certificazione Unica del Geometra Tavolo 3 | Professione oltre i confini: new business e internazionalizzazione Il digitale che abbatte i confini Una rete di professionisti a livello globale: GNS, Global Network Surveyor Il riposizionamento del geometra in ambito internazionale: Land Surveyor Tavolo 4 | Competenze trasversali Soft skills: nuove, necessarie, premianti La comunicazione e il marketing al servizio del brand geometra Nuovi modelli organizzativi: il networking Tavolo 5 | Multidisciplinarietà, networking e nuovi modelli organizzativi Esclusività dei settori tradizionali Tu lo sai cosa fa il geometra? La comunicazione rivolta ai cittadini Il confronto: nella professione, tra le professioni

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Collegio Tavolo 6 | Tecnologie open per le costruzioni GeoWork: problematiche costruttive e cantieristiche GeoMaterials: condivisione delle tecnologie edilizie in uso GeoBook: mappatura e classificazione dei fabbricati GeoAccess: accessibilità di atti e documenti Tavolo 7 | Orientamento scolastico e alternanza scuola-lavoro Parola d’ordine: affascinare! Georientiamoci, non solo BAM: droni, laser scanner e multidisciplinarietà Alternanza scuola-lavoro: qualità certificata e uniformità territoriale dei progetti La formazione dei praticanti: GeoErasmus e bollino di qualità per gli studi professionali Tavolo 8 | Equo compenso e nuovi modelli di welfare La reintroduzione delle tariffe minime Linee guida di vigilanza e controllo: una proposta da estendere alla Rete delle Professioni Tecniche Riconoscimento economico e qualità della prestazione Il welfare per i primi 10 anni di attività Tavolo 9 | Ecosistema geometri: committenza, interlocuzione, stakeholder Piattaforme digitali, buone prassi in vetrina I temi del futuro: sostenibilità ambientale, risparmio energetico, certificazioni green, lavoro in team Committenza/professionista: un rapporto da regolamentare Tavolo 10| Professione e questione di genere: le donne geometra Questioni di genere: interna alla Categoria, interna al Paese Professione e stereotipi di genere Conciliazione vita/lavoro: il welfare che aiuta la maternità Next steps Alle proposte di dibattito hanno lavorato complessivamente 400 giovani, che hanno preso parte al primo o al secondo appuntamento, che hanno promosso – laddove non erano ancora state avviate – la costituzione delle commissioni giovani nei Collegi provinciali, dando di fatto inizio a una partecipazione diffusa degli under 35. Il risultato è un report finale che sarà presentato al 45° Congresso Nazionale dei Geometri, in programma dal 28 al 30 novembre, a Bologna. Ai loro lavori è stata dedicata una apposita sessione che si svolgerà il 29 mattina, a cui prenderà parte Damiano Tommasi, dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, Presidente dell'Associazione Italiana Calciatori. A Tommasi, volto noto e amatissimo da generazioni di tifosi (centrocampista della Roma e della Nazionale), noto per il suo impegno sociale, il compito di spiegare l’importanza di trasformarsi da “gruppo di individui” a “gruppo di lavoro”, realizzando una vera e propria collaborazione.

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I PROGETTI SPECIALI: ACCETTOLASFIDA LIBERA PROFESSIONISTA L’iniziativa ai raggi X Si chiama AccettoLaSfida Libera Professionista ed è un progetto speciale per la Categoria, nato con l’obiettivo di valorizzare le donne geometra che, nella governance attuale, occupano una quota pari al 10%. A seguito dell’ultima tornata elettorale, infatti, nei 110 Collegi provinciali dei geometri sono 11 le donne geometra elette Presidenti. Quale risorsa preziosa per la Categoria e per l’intero assetto delle professioni tecniche, la valorizzazione del loro operato significa offrire un contributo importante nell’ambito delle iniziative nazionali finalizzate sia ad avvicinare le donne alle materie tecnico-scientifiche, sia all’identificazione dei modelli che favoriscano il work life balance. A questo progetto è dedicata una apposita sessione che si terrà la mattina del 29 novembre, nell’ambito del 45° Congresso di Categoria. Il talk in programma comincia laddove termina l’esposizione precedente, dedicata a “Professione e questione di genere: le donne geometra”, con l’intento di riflettere sulle principali sollecitazioni: welfare e stereotipi di genere. Il testimone è raccolto da tre Presidenti di Collegio – Giuseppina Bruzzese (Potenza), Paola Passeri (Macerata) e Alessia Zaupa (Vicenza), invitate ad una riflessione oggettiva e intergenerazionale, assieme ai Presidenti Maurizio Savoncelli (Consiglio Nazionale) e Diego Buono (Cassa Geometri). In primo luogo da Giuseppina Bruzzese che, in altri momenti di confronto, ha ben sottolineato come il problema della conciliazione famiglia/lavoro sia riscontrabile pressoché in ogni contesto professionale e, più in generale, lavorativo. Un contesto forse aggravato – per le giovani generazioni – dall’assen-

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za di una rete familiare di supporto che oggi (per vari motivi) tende a diradarsi. Il suo contributo alla discussione va quindi nella direzione di un welfare concettualmente nuovo, che preveda un sistema adeguato di servizi in risposta alle esigenze delle famiglie, oltre che delle donne lavoratrici. Ma se è vero che un welfare così configurato rappresenterebbe indubbiamente un passo avanti per la società italiana, è anche vero – ed è la provocazione lanciata da Paola Passeri – che sarebbe un errore cristallizzarlo, perché nel frattempo la tecnologia sta completamene rivoluzionando il concetto di lavoro, soprattutto quando la prestazione da erogare è di tipo intellettuale, quale appunto quella del geometra. Rivoluzione che va ben oltre lo smart working e che demolisce i riferimenti tradizionali: logistici (la digitalizzazione annulla la distinzione tra casa e ufficio), temporali (l’imperativo è H24), di separazione tra spazio lavorativo e spazio familiare (sweet working home), tra tempo lavorativo e tempo familiare (sempre connessi). Infine, gli stereotipi di genere, ossia i convincimenti culturali e sociali nei confronti di ruoli considerati tradizionalmente maschili o femminili, che possono influenzare la scelta degli studi e delle professioni. Un fenomeno che investe tanto le donne quanto gli uomini, perché se è vero - ad esempio – che quella di geometra è indubbiamente una professione che l’immaginario collettivo indica tra quelle a vocazione quasi esclusivamente maschile, lo stesso vale – in maniera speculare - per quella di insegnante. Il tema è caro ad Alessia Zaupa, che ha colto dinamiche di interazione interessanti tra i partecipanti (donne e uomini) perché dimostrano come stia cambiando la sensibilità maschile sul tema, almeno nell’ambito della Categoria.


Azimut Segnali incoraggianti, quindi, ma soprattutto da incoraggiare. Come? Implementando il numero delle donne che contano, nel vero senso della parola. Ossia delle donne che intraprendono percorsi di studio tecnico-scientifici, quelli per i quali “le ragazze non sono portate”. Demolire questi miti (dannosi, oltre che falsi) implica una vera e propria rivoluzione culturale che oggi è portata avanti da istituzioni e associazioni che danno vita a progetti di grandissima utilità sociale: è il caso di STEMinthecity, progetto finalizzato ad avvicinare le ragazze allo studio delle materie tecnico-scientifiche, raccontato al 45° Congresso Nazionale di Categoria da Chiara Daneo, Responsabile staff Assessorato Trasformazione Digitale e Servizi Civici del Comune di Milano. Ebbene, è in questo ambito che le donne geometra vogliono e devono inserirsi: il “capitale esperienziale” di Giuseppina, Paola e Alessia (e con loro di tutte le altre Presidenti di Collegio) che assumerà tanto più valore quanto più potrà essere condiviso e indicato come esempio da seguire non solo da chi – oggi – è già una professionista, ma anche da chi - domani - potrà decidere autonomamente di diventarlo. PROFILI DEL PROGETTO ACCETTOLASFIDA LIBERA PROFESSIONISTA Alessia Zaupa è Presidente del Collegio dei Geometri di Vicenza e componente del tavolo Pari Opportunità della Rete delle Professioni Tecniche, l’associazione che riunisce i 9 Consigli e gli Ordini professionali che rappresentano il settore di area tecnica e scientifica nel nostro Paese. Giuseppina Bruzzese, Presidente del Collegio dei Geometri di Potenza e designata quale futuro Consigliere del CDA di GEOWEB SpA, una società partecipata dal Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati e da Sogei Spa (il braccio tecnologico del MEF in Italia), con finalità legate alla diffusione di soluzioni e servizi per i professionisti. Paola Passeri, Presidente del Collegio dei Geometri di Macerata – rappresentante per la categoria dei Geometri Italiani al “TTS tavolo tecnico sisma”, istituito con decreto legge e coordinato dal Commissario Straordinario per la ricostruzione dei 12 comuni interessati dal sisma del 2016. Ciascuna di loro ha una fortissima caratterizzazione rispetto alle altre. Sono espressione della emergente governance femminile di categoria da poco meno, o poco più di un anno (i primi due sono incarichi più recenti), sono diplomate e svolgono la libera professione con passione: Alessia dal 2003, Giuseppina dal 2002 e Paola dal 1990. La prima è la più giovane (ha 41 anni), con alle spalle un percorso di inserimento professionale in salita: ancora oggi i suoi occhi diventano lucidi quando ricorda di aver chiesto a 27 anni la parola a un incontro pubblico. In quell’occasione le fu detto che - essendo la più giovane – avrebbe dovuto essere meno

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Collegio esuberante per lasciare prima spazio a chi aveva più esperienza. Oggi è la responsabile della Categoria dei Geometri Italiani nella provincia di Vicenza e prende parte a iniziative professionali locali e nazionali, in ampia autonomia o in collaborazione con i suoi ‘omologhi’, i Presidenti degli altri Collegi della regione Veneto. Offre al progetto #AccettoLaSfida libera professionista il suo fortissimo slancio, oltre a un’analoga esperienza maturata nel corso dell’ultimo anno al tavolo Pari Opportunità della Rete delle Professioni Tecniche. La seconda ha un esordio in politica e nell’attivismo sociale. Ha sposato un collega e con lui divide lo studio professionale. Oggi ha 48 anni. Non ha mai rinunciato a essere sé stessa, nemmeno quando un cliente si rifiutò di saldare la sua parcella. Il neo di Giuseppina fu di essere scesa dalla macchina con i tacchi, anche se prima di effettuare le previste rilevazioni nel terreno, aveva indossato un paio di stivali di gomma. La parte da lei assistita venne condannata e negò il pagamento sostenendo che ‘una donna con i tacchi non poteva essere esperta di terreni’. La rivalsa dell’uomo ebbe vita breve: un decreto ingiuntivo del Tribunale Civile, promosso da Giuseppina, lo costrinse al saldo. Alla sua nomina di Presidente del Collegio provinciale dei Geometri di Potenza è seguito un altro incarico pubblico: componente del tavolo pari opportunità della Regione Basilicata. Ora è stata designata quale futuro consigliere del CdA di GEOWEB Spa, una delle più importanti start up che si occupano di sviluppo e ricerca per la digitalizzazione dei servizi per i professionisti. La terza è apparentemente una figura cheta, che al momento giusto sa diventare immediatamente franca e schietta: sia quando deve trattare di una lottizzazione con un appaltatore, sia quando deve dirimere le mille criticità legate alla burocrazia amministrativa. Eppure, per una come lei, è una fortuna. Lo racconta con serenità mentre ripercorre una giornata tipo, che a noi sembra un percorso a ostacoli a cui andrebbero aggiunti almeno i sacchetti di sabbia. Il segreto sta nell’assunto che piccolo è bello, la realtà che la circonda le permette di svolgere prestazioni ormai quasi sconosciute ai suoi colleghi, totalmente impegnati nelle attività di riqualificazione e rigenerazione urbana, mentre lei può ancora occuparsi di progettazione edile. In verità, si tratta di ben altro. Paola a 54 anni ha raggiunto passo dopo passo un’affermazione soprattutto interiore. La sua sfida (vinta) è la capacità di aver saputo affrontare gli step della sua vita personale e professionale con equilibrio e capacità gestionali da oscar. Anche oggi: di fronte alle macerie e al dolore collettivo, si è rimboccata le maniche e non salta una riunione del “TTS, il tavolo tecnico sisma”, a cui è stata delegata a partecipare in rappresentanza della categoria dei DICEMBRE 2019

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Collegio Geometri Italiani dei 12 comuni interessati dal post sisma. Le Presidenti dei Collegi • Curletto Donatella, Asti • Oppido Anna Maria, Crotone • Brunelli Paola, Ferrara • Tunini Luana, Gorizia • Passeri Paola, Macerata • Marrazzo Tiziana, Massa Carrara • Lecordetti Roberta, Parma • Bruzzese Giuseppina, Potenza • Roccia Luisa, Torino • Caravati Claudia, Varese • Zaupa Alessia, Vicenda I PROGETTI SPECIALI: Mo.O.Ve.You L’iniziativa ai raggi X Si chiama Mo. O. Ve. You (Mobilitisies for vet young learners), il progetto finanziato dal programma europeo Erasmus+ che interviene nelle aree dell’istruzione della formazione, della gioventù e dello sport e promuove opportunità per studenti tirocinanti, insegnanti e altro personale docente. Obiettivo: creare o migliorare partenariati tra istituzioni e organizzazioni nei settori dell’istruzione, della formazione dei giovani verso il mondo del lavoro. All’iniziativa hanno aderito il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Alessandria, in collaborazione con quelli di Asti, Mondovì, Livorno, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano-Cusio Ossola, per rispondere alle sfide del mercato globale, più difficili da superare per i neodiplomati che si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro. I ragazzi che partecipano al progetto hanno frequentato uno stage di preparazione a ottobre, presso il Collegio di Alessandria. I primi sono già all’estero dal 24 novembre, i successivi lo saranno dal 5 dicembre prossimo. Mete: Inghilterra, Malta e Spagna, dove matureranno esperienze all’interno di studi professionali. In seguito, è previsto che abbia inizio anche la raccolta di adesioni dei diplomandi dell’anno scolastico 2019-20. Prima della partenza sono stati accolti per un saluto, nella sede del Collegio Provinciale di Alessandria, dal Presidente dell’Associazione Geometri Roberto Moncalvo, dal Presidente della Cassa Geometri e Presidente della Fondazione Geometri Italiani Diego Buono e dal Consigliere della Cassa Ilario Tesio. Nel pensare e promuovere le diverse iniziative del progetto di orientamento scolastico “Georentiamoci” della Fondazione Geometri Italiani, i referenti locali della Categoria, Roberto Moncalvo e Gian Carlo Bobbio, hanno voluto individuare una soluzione per attirare un maggior numero di iscritti alla prima classe dell’istituto tecnico CAT - Costruzione Am-

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biente e Territorio. Un’azione che si colloca in un momento di rivoluzione del mercato e si rivolge, in particolare, a coloro che non intendono frequentare l’università perché preferiscono intraprendere subito la ricerca del lavoro. L’adesione a questo progetto consentirà ai neodiplomati di confrontarsi con un mercato europeo e globale altamente competitivo, per essere pronti a cogliere le future sfide professionali, al pari dei loro coetanei di tutta Europa.

Maurizio Savoncelli, Relazione Programmatica

I PROGETTI SPECIALI: IL CORSO DI LAUREA PER GEOMETRI L’iniziativa ai raggi X È fra i principali progetti in corso del Consiglio Nazionale Geometri: portare a compimento una riforma del percorso di accesso alla professione - mediante una proposta di legge - che preveda l’attivazione di un corso di laurea triennale abilitante, caratterizzato da un piano di studi altamente professionalizzante e da un impianto didattico capace di tutelare la specificità dell’indirizzo, basato sulla collaborazione virtuosa tra atenei italiani, istituti tecnici Costruzioni, Ambiente e Territorio e Collegi Provinciali. Importante sottolineare un aspetto: il fatto che il corso di laurea triennale sia abilitante, requisito fondamentale che comporta una sostanziale differenza dai percorsi di studi accademici attuali riservati ai professionisti tecnici. Lo studente che consegue il diploma di laurea abilitante potrà, infatti, iscriversi direttamente all’Albo professionale e iniziare a esercitare la libera professione, ottimizzando il periodo previsto per il praticantato e per l’esame di Stato. Il testo è stato dapprima depositato alla Camera (proposta AC4030 presentata nel 2016 dalla prima firmataria Flavia Simona Malpezzi e sostenuta da CNGeGL). A seguito delle ultime elezioni anticipate che si sono tenute nel nostro Paese, è stato necessario depositare nuovamente il testo: è l’Atto Senato n. 57 recante la “Disciplina della professione di geometra e norme per l’adeguamento delle disposizioni concernenti le relative competenze professionali”. Recentemente, sono stati depositati in Senato (ancora in attesa dell’avvio dell’iter parlamentare),


Azimut altro due disegni di legge. Si tratta del ddl 1375, a firma del Senatore Mario Pittoni, e del ddl 771 a firma dell’On.le Guido Della Frera. Entrambe le proposte disciplinano la professione di geometra e contengono le norme per l'adeguamento delle competenze professionali. Una terza proposta, infine, è stata presentata dall’On.le Roger De Menech: si tratta dell’Atto Camera n. 560. Il progetto di riforma del percorso di accesso è replicato da alcuni anni sul territorio. Inizialmente i corsi di laurea triennali si sono ispirati alla proposta di legge e sono stati denominati “Costruzioni e Gestione del Territorio” e inseriti in classe L7 (Ingegneria Civile e Ambientale). Successivamente all’entrata in vigore del decreto Fedeli n. 935/2016, per la laurea del geometra negli atenei sono stati avviati anche i corsi per le lauree professionalizzanti. Questi ultimi, inseriti sia in classe L7 (Ingegneria Civile e Ambientale), sia in classe L23 (Scienze e Tecniche dell’Edilizia), sono stati denominati, solo per fare alcuni esempi, “Tecniche della costruzione e gestione del territorio”, oppure “Tecniche per l’Edilizia, il Territorio e l’Ambiente”, “Costruzioni e gestione ambientale e territoriale”. Attualmente sono 11 gli atenei nel nostro Paese che hanno nel piano di studi un corso di laurea del geometra. Fra questi, citiamo: l’Università “La Sapienza” di Roma, l’Università Politecnica delle Marche, il Politecnico di Bari, UNIMORE, l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Il Politecnico di Bari, l’Università degli studi di Padova, l’Università degli studi di Udine, UNIBAS, Università degli studi di Potenza e della Basilicata, Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Si tratta di uno sforzo che vuole tradursi in un impegno della Categoria nella direzione di rilanciare l’occupazione giovanile e con essa il Paese, riducendo la distanza tra domanda e offerta di lavoro. Questi percorsi di studio formeranno una figura tecnico-professionale altamente qualificata, in grado di rispondere alle articolate richieste espresse dal mercato del lavoro, sempre più vocato alla digitalizzazione del settore e improntato sulla multidisciplinarietà e interdisciplinarietà dei professionisti tecnici. Le prime lauree triennali Sono sei gli studenti che hanno finora raggiunto l’ambito traguardo di laurea: 5 presso il Polo Universitario del Geometra Laureato di Lodi e 1 presso l’ateneo di San Marino. Il progetto di laurea è nato nel 2016, promosso dall’Istituto Tecnico "Agostino Bassi" e UNIMORE l’Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con l'ateneo di San Marino. Alla consegna dei diplomi di laurea era presente anche il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati Maurizio Savoncelli, da tempo convinto promotore del progetto.

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Collegio Come partire Le lauree professionalizzanti e le lauree ispirate alla proposta di legge si avviano dopo la firma di un’apposita convenzione con un’Università e il Collegio Provinciale dei Geometri; hanno un piano di studi dedicato al consolidamento della formazione tecnica del Geometra. Non è esclusa l’iscrizione al percorso accademico da parte di studenti provenienti da altri istituti (è il caso che si è registrato al Politecnico di Bari, in cui il 40% degli iscritti proveniva da percorsi didattici diversi dall’istituto tecnico CAT – Costruzioni Ambiente e Territorio, che ha sostituto l’ex Istituto Tecnico per Geometri, dopo la riforma scolastica Gelmini del 2010). Con le lauree professionalizzanti viene suggellato il ruolo del Collegio provinciale che potrà coinvolgere, a sua volta, gli istituti scolastici sul territorio. Finora sono stati ben 30 i Collegi territoriali che hanno avviato questa collaborazione, coinvolgendo circa 19 istituti tecnici CAT. Interviste a due neo laureati Alessandro Gangemi, Lodi – Età: 22 anni – Neo dottore in “Costruzioni e Gestione del Territorio” (classe L-7 - Ingegneria Civile e Ambientale) diploma di laurea triennale Titolo della tesi: “Inquinamento atmosferico: caratteristiche, normativa, effetti sanitari, monitoraggi, accordo di Bacino Padano e studio di un caso particolare” (discussa l’8 novembre 2019 presso il Polo Universitario di Lodi). Perché ha scelto questo percorso di laurea? Sono sempre stato affascinato da questa professione e mio zio, anche lui Geometra, ha indubbiamente contribuito a far crescere in me l’amore per questo lavoro. Viene da un Istituto CAT? Sì, ho frequentato l’Istituto Tecnico, settore Tecnologico, Indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio “Angelo Bassi” di Lodi. Durante il quinto anno il Preside ci informò della nuova possibilità di frequentare un corso di laurea triennale professionalizzante e abilitante e decisi subito che mi sarei iscritto. Cosa si aspetta ora dal futuro? Penso che avrò maggiori possibilità di entrare nel mondo del lavoro. Durante questo triennio ho avuto modo di studiare ma anche di mettermi alla prova attraverso il tirocinio formativo. Sono laureato da pochi giorni, mi godo un po’ di meritato riposo ma sto già mandando il mio curriculum sperando che possa essere di interesse. Mi piacerebbe iniziare a lavorare in uno studio con altri, per poi un giorno aprirne uno tutto mio. Davide Pedrini, Lodi - Età: 40 anni - Neo dottore in “Costruzioni e Gestione del Territorio” (classe L-7 - Ingegneria Civile e Ambientale) diploma di laurea triennale Titolo della tesi: “Sostenibilità ambientale degli interventi in edilizia – verifica attraverso un caso studio” (discussa l’8 novembre 2019 presso il Polo UniDICEMBRE 2019

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Collegio versitario di Lodi) Perché ha scelto questo percorso di laurea? Desideravo frequentare un percorso di studi qualificante, al fine di acquisire nuove conoscenze e poter sviluppare maggiori competenze da esprimere nel mercato. E’ stato determinante anche apprendere il parere espresso dalla Comunità Europea all’Italia sulle libere professioni, relativamente all’opportunità di elevare il titolo di studio delle figure tecniche al diploma universitario triennale. In ultimo, ha influito la possibilità di iscrivermi a un corso di laurea ad hoc per la nostra professione, istituito dall’UNIMORE (Università di Modena e Reggio Emilia), in collaborazione con l’istituto Tecnico, settore Tecnologico, Indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio “Angelo Bassi” di Lodi, proprio a due passi da dove vivo e lavoro. Una iniziativa sostenuta dal Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, che ha presentato una proposta di legge per avere in Italia una classe di laurea professionalizzante e abilitante dedicata specificatamente al Geometra. Viene da un Istituto CAT? No, ho 40 anni e all’epoca la mia scuola, l’istituto “Luca Pacioli” di Crema, era ancora denominata Istituto per Geometri. A quei tempi la riforma scolastica Gelmini non era nemmeno all’orizzonte. Cosa si aspetta ora dal futuro? Molto! Ho fatto tanti sacrifici per completare gli studi, ho dovuto necessariamente rinunciare a diversi incarichi professionali. Mi auguro che questi sforzi siano ora ripagati dalle maggiori opportunità che potrò cogliere, del resto non potevo accettare di restare un passo indietro: non ho finora costruito una famiglia e la mia vita è prevalentemente centrata sul lavoro. Se potessi, aggiungerei altri 3 esami: geologia, geotecnica e ancora tecnica delle costruzioni anche se, per la mia specializzazione in catasto e certificazioni energetiche, che svolgo con l’uso di strumentazioni modernissime, sono convinto di avere già una marci in più.

PREVIDENZA E WELFARE L’iniziativa ai raggi X Tutte le azioni di welfare attivo e assistenziale messe a segno dalla Cassa Geometri a favore dei pro-

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Azimut fessionisti iscritti. Con una particolarità: oltre alle prestazioni previdenziali e assistenziali, ci sono una serie di misure di welfare integrato volte a garantire un’assistenza continua e in grado di accompagnare i singoli, lungo tutto il loro percorso lavorativo. Di seguito, le principali misure. Accesso agevolato per i neoiscritti • Contribuzione figurativa: i neo-iscritti per i primi 5 anni, versano i contributi ridotti – solo 1/4 per i primi 2 anni e 1/2 per i successivi 3 anni – pur vedendosi versato l’intero importo nel cassetto previdenziale; • PEC gratuita per sempre; • Assicurazione professionale per il primo anno; • Finanziamenti agevolati per la costituzione del proprio studio professionale. Incentivi alla formazione • Per i giovani fino a 35 anni: la Cassa eroga un contributo nella misura del 50% della quota di iscrizione al corso, con un massimale variabile in base al corso stesso per tutti i corsi di aggiorna mento professionale o di specializzazione validi al fine del riconoscimento dell’obbligo alla for mazione; • Per tutti gli iscritti senza limiti di età anagra fica: il contributo viene erogato con le mede sime modalità ma è previsto solo per i corsi va lidi al mantenimento delle specializzazioni pro fessionali ove è obbligatorio il raggiungimento di un determinato credito formativo e per la parte cipazione ad alcuni corsi ritenuti strategici o di maggior importanza/indirizzo dal Consiglio Na zionale di Categoria. Assegni di maternità Erogati a favore delle colleghe in gravidanza per ricompensarle della perdita di reddito derivante da un parziale allontanamento dell’attività professionale. L’assegno di maternità è pari all’80% dei 5/12 del reddito professionale prodotto nel secondo anno precedente a quello dell’evento con un minimo per il 2019 di € 5.068,54. Provvidenze straordinarie Vengono erogate in favore degli iscritti, dei superstiti e dei pensionati attivi che si trovano in situazioni di particolare bisogno determinate da invalidità temporanee; inoltre sono previsti contributi a sostegno dei Collegi e degli iscritti colpiti da eventi calamitosi. Assicurazione sanitaria Polizza assicurativa che, oltre a ricoprire tutti gli eventi morbosi tramite pagamento totale delle prestazioni sanitarie pubbliche, riconosce una diaria giornaliera di € 155. Un’altra componente importante è data dalla prevenzione assistenziale e specialistica che consente un checkup medico annuo e numerose visite specialistiche.


Azimut Long Term Care (L.T.C.) Polizza per la non autosufficienza che nel caso si perda tre delle sei azioni che normalmente compiamo tutti i giorni (ci alziamo, ci laviamo, ci vestiamo, mangiamo, andiamo in bagno e ci muoviamo) corrisponde una rendita mensile di € 1.600. Si ricorda che a questa somma andrà aggiunta la rendita vitalizia derivante dalla pensione di inabilità. Prodotti finanziari a sostegno della professione Accesso al credito Grazie alla convenzione con la Banca Tesoriera della Cassa – Banca Popolare di Sondrio – viene messa a disposizione degli iscritti un’ampia gamma di prodotti finanziaria a condizioni molto vantaggiose, tra cui il prestito per l’attività professionale, il prestito personale ed il mutuo per acquisto studio professionale e prima casa. Confidi di categoria, che assicura una garanzia di secondo livello, per dare la possibilità a tutti gli iscritti di fruire dell’accesso al credito laddove i redditi dichiarati non consentono di poter offrire alla banca una garanzia idonea. Fondo Rotativo La Cassa ha messo a disposizione di tutte le ammini-

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Collegio strazioni pubbliche un fondo di 3 milioni di euro per poter pagare le parcelle ai professionisti senza dover aspettare i lunghi tempi di pagamento delle amministrazioni pubbliche. Per poter usufruire del fondo rotativo bisogna preventivamente che il collegio provinciale abbia stipulato convenzione con l’amministrazione pubblica. A tutti questi strumenti già in atto si aggiungeranno – si è in attesa dell’approvazione – la paternità e la contribuzione volontaria. Sono allo studio, inoltre, tre provvedimenti di incentivazione alla professione per garantire lo scambio intergenerazionale – “geometri senior”, che trasferiscono la propria clientela a geometri di età inferiore o uguale ai 40 anni, “geometri junior”; il tutoraggio – geometri senior” che diventano “docenti” nei confronti dei neo iscritti alla Cassa – e l’aggregazione professionale, poiché da numerose ricerche emerge che l’aggregazione dei professionisti nel mutato quadro economico-sociale è il mezzo migliore per “intercettare” commesse di fascia alta e, conseguentemente, aumentare il proprio volume d’affari.

XXVII Rapporto Congiunturale e Previsionale Cresme Il Mercato delle Costruzioni: 2019-2024 Il giorno 29 novembre nell’ambito della collaborazione con il Consiglio Nazionale del Geometri e Geometri Laureati per il 45° Congresso “Geometri Connessi al Futuro. Progettiamo il domani “ organizzato nel 90° dell’istituzione ufficiale della figura tecnica del Geometra è stato presentato il XXVII rapporto Congiunturale e Previsionale Cresme. Il Mercato delle Costruzioni: 2019-2024. La Misura del Valore Economico dell’ambiente Costruito. Il Rapporto descrive un quadro di mercato in ripresa, in cui tutti i motori delle costruzioni sembrano essere ripartiti, pur con tassi contenuti, profonde polarizzazioni e differenze territoriali e tipologiche; allo stesso tempo si affrontano i nodi di un profondo cambiamento con cui tutti gli attori dell’offerta devono confrontarsi. E tra i segnali di ripresa, come previsto, sono da mettere sul piatto le opere pubbliche che in termini di importi dei lavori messi in gara sono tornate nel 2018 e nel 2019 sui livelli dei primi anni 2000. Ma se è vero che il settore delle costruzioni sta lentamente uscendo dalla più grande crisi della sua storia, non possiamo non notare che il mercato si è ridimensionato, è profondamente trasformato e appare in crisi di immagine; le costruzioni hanno pagato la perdita di ‘ruolo’ nelle riflessioni che guardano ai processi di sviluppo. Speculazione e consumo di suolo, corruzione, abusivismo e ‘bruttezza’, ‘rendita’ e immobilizzazione delle risorse, errori, ritardi, varianti, hanno disegnato uno scenario negativo

che corre il rischio di non far comprendere la sfida strategica che “l’ambiente costruito” è chiamato a giocare nella storica fase ambientale e socio-economica che stiamo vivendo. Passiamo il nostro tempo in edifici e infrastrutture che sono il prodotto, storicamente stratificato, del settore delle costruzioni. Un modello di sviluppo sostenibile e resiliente non può prescindere da una nuova consapevole strategia di investimento, che interessi la qualità dell’ambiente costruito: i luoghi in cui abitiamo sono una parte fondamentale della qualità della nostra vita e uno dei fattori determinanti la soluzione ai problemi ambientali. Certo, serve un “nuovo” settore delle costruzioni. E di questo si occupa ormai da qualche anno il CRESME nel suo Rapporto. Ma nel quadro della crisi che ha visto morire 100.000 imprese, uscire dal lavoro 600.000 persone impiegate nell’attività diretta e 200.000 in quella dello stretto indotto, e nell’attuale fase di ripresa che mostra dinamiche tipologiche e territoriali contrastanti, va detto che emerge nel contesto politico – economico la sottovalutazione del ruolo dell’ambiente costruito nella crescita economica, nei processi competitivi, nella ricchezza e nella qualità della vita delle persone. Questa sottovalutazione è stata ed è particolarmente evidente nel nostro Paese, ma è anche una grave sottovalutazione.

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Collegio I DATI SULLA PROGETTAZIONE DI LAVORI PUBBLICI • Raddoppiati i bandi dal 2013 al 2018, triplicati gli importi messi in gara , passati dai 528 milioni di euro del 2013 AI 1.441 milione del 2018. • Nei primi dieci mesi del 2019 si assiste ad una frenata nel numero dei bandi (-9,5) ma si ha un ulteriore aumento degli importi: +22,7%. • Il 20% degli importi delle progettazioni messe in gara richiede la progettazione BIM. Nell’ampio spettro di analisi svolto dal CRESME e sviluppato in oltre 600 pagine, un vero strumento informativo che accompagna chi opera sul mercato durante tutto l’anno, un capitolo è dedicato al mercato della progettazione del settore pubblico. L’analisi dei bandi di gara, consente di dire che nel 2019 la domanda di servizi di progettazione, dopo una lunga fase di crescita progressiva e generalizzata, rallenta nel numero, ma continua a crescere negli importi. In base ai dati dell’Osservatorio Cresme sui bandi e sulle aggiudicazioni di servizi di architettura e ingegneria, tra il 2013 e il 2018 i bandi sono cresciuti del 141% e l’importo messo in gara del 188%. Il numero dei bandi passa da 4.193 a 10.096; l’importo da 501 milioni a oltre 1,4 miliardi. La fase di crescita più importante è avvenuta nel 2017 e nel 2018. Nei primi 10 mesi del 2019, rispetto allo stesso periodo del 2018, si osserva un rallentamento del numero di bandi (-8,3%) ma non dell’importo che al contrario continua a crescere (+22,7%).

bandi di progettazione.

La distribuzione dei bandi BIM per classe di importo degli incarichi evidenzia una maggiore concentrazione tra i grandi incarichi di importo superiore a 200 mila euro. Nel 2019 questa tipologia di incarichi è rappresentata da 146 bandi (il 71% della domanda) dell’importo di circa 152 milioni (il 96% del mercato). Tute le aree geografiche vedono l’utilizzo del BIM.

Nel 2018 le gare in BIM avevano rappresentato il 5,9% delle gare e il 31,2% degli importi, nei primi dieci mesi del 2019 i bandi in BIM rappresentano il 5,4% delle gare e il 18,1% degli importi. Tabella- Servizi di progettazione – Bandi BIM per classe di importo, tipo committente e area geografica - 2017-2019 - Importi in milioni di euro

Nel 2019 prosegue la domanda di servizi di progettazione che prevedono l’utilizzo di metodi e strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, in cui rientra il BIM. Si è passati da circa 30 bandi nel biennio 2015-2016 a 103 bandi nel 2017 e poi a 304 bandi nel 2018, il triplo del 2017. In crescita anche l’importo dei bandi. Nel 2018 l’ammontare delle gare di progettazione in BIM è salito a 242 milioni di euro, nel 2017 erano stati 117 milioni. Il trend di crescita dei bandi BIM sembra destinato a consolidarsi nel 2019 considerando che nei primi dieci mesi si osservano tassi di crescita del 20% per numero e importo, in linea con la crescita totale dei

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Istituzioni

“Dal catasto Gregoriano alla nuova cartografia catastale della provincia di Ancona” Gianluca Gagliardi e Fabio Magni La Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con il Comune di Mergo e il Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della provincia di Ancona, ha tenuto il 15 novembre 2019 presso la sede del CIS a Moie di Maiolati Spontini (AN) un convegno sulla cartografia catastale. Nel corso dell’evento sono stati illustrati i risultati della fase sperimentale di un progetto nato con l’obiettivo di fornire ai territori della provincia di Ancona una nuova cartografia con la precisione che non può più essere fornita da mappe locali derivate dalla cartografia entrata in vigore dal 1835. Al convegno, che ha visto la partecipazione di numerosi profes-

sionisti e rappresentanti delle istituzioni interessate dall’aggiornamento delle mappe catastali, hanno partecipato: per l’Agenzia delle Entrate Rossella Rotondo, Direttore Regionale, Marco Selleri, Direttore centrale Catasto, Cartografia e Pubblicità Immobiliare, Flavio Ferrante, Dirigente del Settore Servizi Cartografici, e inoltre Luca Possanzini, Sindaco di Mergo, e Simona Domizioli, Segretario del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della provincia di Ancona. La cartografia catastale della provincia di Ancona deriva dalla cartografia entrata in vigore nello stato pontificio dall’anno 1835, attivata da Papa Gregorio XVI, da cui il nome di mappa gregoriana. Tale Catasto sostituiva il vecchio catasto Alessandrino risalente alla metà del XVII secolo, che era solamente descrittivo; in fase di esecuzione non furono mantenute le triangolazioni dei capisaldi già noti e di conseguenza non fu assegnato un sistema di coordinate univoco. Per il rilievo di dettaglio della cartografia venne utilizzata la tavoletta pretoriana, senza l’utilizzo di poligonali di precisione. Il 1° Marzo del 1886, con la legge nr. 3682 del senatore Angelo Messedaglia, si diede inizio alla costituDICEMBRE 2019

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zione del catasto unitario allo scopo di uniformare, in tutto il Regno d’Italia, le imposte; tale catasto era ed è ancora geometrico, finalizzato all’accertamento della proprietà immobiliare e alla tenuta delle sue mutazioni. Come si può facilmente intuire, all’epoca c’erano grandi problemi di omogeneità a causa di diversi tipi di catasto: diversi metodi e strumenti di rilievo, diverse unità di misura, diverse tipologie d’estimo, diversa moneta. Vennero così riclassificate tutte le varie cartografie che erano già esistenti, appartenenti agli stati preunitari, e vennero eseguiti nuovi rilievi allo scopo di formare una nuova cartografia catastale che è la base del Catasto in Italia. Venne data la precedenza a tutte quelli province dove il precedente catasto era solo di tipo descrittivo, e vennero utilizzate le cartografie già esistenti per una prima fase; era prevista la sostituzione di tali cartografie solo una volta terminate le operazioni di formazione del catasto per le province dove era inesistente una rappresentazione cartografica. La Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con il Comune di Mergo e il Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della provincia di Ancona, ha tenuto il 15 novembre 2019 presso la sede del CIS a Moie di Maiolati Spontini (AN) un convegno sulla cartografia catastale. Nel corso dell’evento sono stati illustrati i risultati della fase sperimentale di un progetto nato con l’obiettivo di fornire ai territori della provincia di Ancona una nuova cartografia con la precisione che non può più essere fornita da mappe locali derivate dalla cartografia entrata in vigore dal 1835. Al convegno, che ha visto la partecipazione di numerosi professionisti e rappresentanti delle istituzioni interessate dall’aggiornamento delle mappe cata-

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stali, hanno partecipato: per l’Agenzia delle Entrate Rossella Rotondo, Direttore Regionale, Marco Selleri, Direttore centrale Catasto, Cartografia e Pubblicità Immobiliare, Flavio Ferrante, Dirigente del Settore Servizi Cartografici, e inoltre Luca Possanzini, Sindaco di Mergo, e Diego Sbaffi, Presidente del Collegio provinciale dei Geometri. La cartografia catastale della provincia di Ancona deriva dalla cartografia entrata in vigore nello stato pontificio dall’anno 1835, attivata da Papa Gregorio XVI, da cui il nome di mappa gregoriana. Tale Catasto sostituiva il vecchio catasto Alessandrino risalente alla metà del XVII secolo, che era solamente descrittivo; in fase di esecuzione non furono mantenute le triangolazioni dei capisaldi già noti e di conseguenza non fu assegnato un sistema di coordinate univoco. Per il rilievo di dettaglio della cartografia venne utilizzata la tavoletta pretoriana, senza l’utilizzo di poligonali di precisione. Il 1° Marzo del 1886, con la legge nr. 3682 del senatore Angelo Messedaglia, si diede inizio alla costituzione del catasto unitario allo scopo di uniformare, in tutto il Regno d’Italia, le imposte; tale catasto era ed è ancora geometrico, finalizzato all’accertamento della proprietà immobiliare e alla tenuta delle sue mutazioni. Come si può facilmente intuire, all’epoca c’erano grandi problemi di omogeneità a causa di diversi tipi di catasto: diversi metodi e strumenti di rilievo, diverse unità di misura, diverse tipologie d’estimo, diversa moneta. Vennero così riclassificate tutte le varie cartografie che erano già esistenti, appartenenti agli stati preunitari, e vennero eseguiti nuovi rilievi allo scopo di formare una nuova cartografia catastale che è la base del Catasto in Italia.


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Venne data la precedenza a tutte quelli province dove il precedente catasto era solo di tipo descrittivo, e vennero utilizzate le cartografie già esistenti per una prima fase; era prevista la sostituzione di tali cartografie solo una volta terminate le operazioni di formazione del catasto per le province dove era inesistente una rappresentazione cartografica. La provincia di Ancona era allora dotata di mappe geometriche particellari, che furono momentaneamente ritenute adeguate agli scopi del nuovo catasto, con l’intento di eseguire solo in un secondo momento il nuovo impianto. In particolare, la cartografia catastale di gran parte della provincia di Ancona (circa l’80% del territorio) è ancora oggi nelle stesse condizione del 1886 (in particolare ogni foglio di mappa era inquadrato in un sistema di riferimento locale, con precisione dell’ordine metrica). Nel corso degli anni 2010-2011, con apposito progetto portato a termine dalla allora Agenzia del Territorio, dalla Direzione Regionale Marche, dall’Ufficio Provinciale di Ancona e con la supervisione della Direzione

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Istituzioni

Centrale Catasto, Cartografia e Pubblicità Immobiliare, tutto il territorio della provincia viene inquadrato nel sistema di coordinate Gauss-Boaga attraverso una rototraslazione rigida di ogni foglio di mappa. In questo modo è stato possibile il posizionamento di tutti i fogli di ogni comune nel sistema attuale di riferimento, ma non è stata recuperata la precisione di tali mappe. Allo scopo di realizzare una nuova cartografia d’impianto per la provincia di Ancona, la Direzione Centrale Cartografia e Catasto, con la collaborazione della Direzione Marche e della Direzione Provinciale di Ancona (Ufficio Provinciale – Territorio) ha attivato nel corso del 2018 il progetto sperimentale per la rielaborazione della cartografia catastale della provincia, effettuando l’impianto del CT del Comune di Mergo. Nell’ambito di questo progetto la Direzione Regionale delle Marche e l’ Ufficio Provinciale – Territorio della Direzione Provinciale di Ancona hanno predisposto: • l’aggiornamento degli archivi cartografici del Co mune di Mergo, con derivazione da orto-foto della nuova cartografia catastale; DICEMBRE 2019

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Istituzioni

• le tabelle di variazione per l’aggiornamento del data base del Catasto Terreni (di seguito CT). Le fasi del progetto sperimentale possono essere così schematizzate: Fase 1: sovrapposizione ed adattamento della mappa vigente con la Carta Tecnica Regionale redatta negli anni 1999-2000 ed in scala 1:10000; Fase 2: sovrapposizione ed adattamento della mappa realizzata nel punto 1 con le orto-foto con pixel 20 cm.; Fase 3: sopralluoghi per la conformità delle acque e strade, per la verifica dei fabbricati demoliti e nuovi fabbricati individuati con le operazioni al punto 2 e relativa correzioni degli elementi errati; Fase 4: formazione delle tabelle di collegamento tra mappa vigente e mappa revisionata; Fase 5: invio preventivo della nuova cartografia agli uffici competenti per la valutazione della corretta individuazione delle strade e delle acque; Fase 6: pubblicazione e messa in conservazione della nuova cartografia prodotta. L’Agenzia delle Entrate è costantemente impegnata a mettere in atto delle attività progettuali finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi erogati, ogni volta che ciò sia necessario dalle disposizioni normative o possibile dalla disponibilità di nuove tecnologie o di nuovi dati. In ambito catastale, la cartografia è il pilastro strutturale del nuovo “Sit” che rappresenta l’evoluzione dell’attuale sistema catastale e cartografico: un mo-

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derno Sistema informativo territoriale su base geografica realizzato in architettura web. Attingendo ai dati cartografici presenti nel “Sit”, l’Agenzia delle Entrate, in attuazione della direttiva europea 2007/2/Ce Inspire, ha reso consultabile online, liberamente e gratuitamente da chiunque, la cartografia catastale, tenuta costantemente aggiornata mediante la trattazione automatica degli atti di aggiornamento, attraverso il “Geoportale cartografico catastale” e il servizio di rete Wms (Web map service). Quest’ultimo servizio consente, tra l’altro, di visualizzare la cartografia catastale in sovrapposizione con altri dati geografici nella disponibilità dell’utilizzatore. Questi servizi, oltre che dai cittadini, dai professionisti e dalle imprese, possono essere anche utilizzati da molte amministrazioni pubbliche: dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni a supporto delle attività connesse all’urbanistica, al governo del territorio, eccetera; dal Dipartimento della Protezione civile e dai Vigili del fuoco per le attività istituzionali connesse alla gestione di eventi calamitosi; da altri Ministeri ed Enti pubblici preposti ad attività comunque interessate da dati territoriali. È, pertanto, evidente che la cartografia catastale riveste un’importanza strategica per l’Agenzia e per il Paese e persegue, quindi, una duplice finalità: la prima interna, a supporto della fiscalità immobiliare, la seconda esterna, a supporto soprattutto delle am-


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Istituzioni

ministrazioni pubbliche per il governo del territorio, attraverso la fornitura di servizi cartografici di qualità basati su sistemi di interoperabilità. L'obiettivo dell’amministrazione è quello di rendere la cartografia catastale una vera e propria infrastruttura informativa per il sistema Paese, in grado di supportare con estrema efficacia i processi decisionali di governo del territorio, in particolare nel campo della sicurezza del patrimonio immobiliare e di integrarsi tempestivamente con altri dati geografici disponibili. La cartografia catastale deve essere basata su dati accurati, aggiornati e completi, ed è proprio per perseguire questi scopi che si è sviluppato il progetto sperimentale di revisione della nuova cartografia della provincia di Ancona. In conclusione, un particolare ringraziamento è rivolto al Sindaco del Comune di Mergo e al Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della provincia di Ancona per il contributo e la disponibilità dimostrata al fine di garantire la buona riuscita dell’evento.

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Formazione

Risultati esami di Stato di abilitazione all'esercizio della libera professione di Geometra e Geometra Laureato Lo scorso dicembre si sono svolti presso l'Istituto Vanvitelli Stracca Angelini di Ancona gli esami di stato. Di seguito riportiamo i risultati della sessione 2019 Candidati

Totale

Donne

Uomini

Assegnati dal Ministero

30

7

23

Esclusi dalla commissione Presenti prima prova scritta Presenti seconda prova scritta Ammessi agli orali

0

0

0

27

5

22

27

5

22

23

4

19

Presenti agli orali

23

4

19

Abilitati

22

4

18

Di cui con riuserva

0

0

0

Fasce di voto di abilitazione 60/100

61-73/100

74-86/100

87-99/100

100/100

Totale

1

17

1

3

0

Donne

0

4

0

1

0

Uomini

1

13

1

2

0

Fasce voto diploma (abilitati): di istruzione secondaria superiore/diploma universitario/laurea 30/60

37-44/60

45-51/60

52-59/60

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Donne

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Uomini

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Anno di conseguimento del diploma (abilitati): di istruzione secondaria superiore/diploma universitario/laurea Anno

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Donne

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2001-2002

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Fasce di etĂ abilitati: (anni compiuti o da compiere al 31 dicembre 2019)

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Istituzioni

Intervista al Sindaco di Mergo Davide Amicucci Iniziamo da nome, cognome, età, professione e coalizione con cui è stato eletto. Luca Possanzini, 41 anni. Lavoro nell'ambito della cooperazione e mi occupo della gestione di progetti e lavori nel Luca Possanzini, Sindaco di Mergo settore agricolo, forestale e di valorizzazione dei beni ambientali. Sono stato eletto sindaco quale candidato della lista Prima Mergo, una lista civica, unitaria e di intesa. Quali strategie si propone di mettere in campo la sua amministrazione per valorizzare il territorio e le sue risorse naturali? La messa in sicurezza del territorio, in termini di prevenzione dei dissesti e di mitigazione del rischio idrogeologico, costituisce un tema oggettivo e non rinviabile. Parimenti, oltre che per la sicurezza delle comunità che vi risiedono, il territorio è un patrimonio paesaggistico ed ambientale - unico e non delocalizzabile - in grado di creare economia ed occupazione, in chiave turistica e di valorizzazione delle eccellenze naturalistiche e agro-alimentari locali. L'Amministrazione da me presieduta intende perseguire un programma che possa intercettare le risorse disponibili nei fondi comunitari, nazionali e regionali, in stretta collaborazione con gli enti gestori (Regione, Provincia, Unione Montana, GAL Colli Esini) e le associazioni di rappresentanza in ambito agricolo ed ambientale, promuovendo le opportunità consentite dalle norme vigenti in materia di aree interne, montagna e piccoli comuni. Sul piano urbanistico e di assetto del territorio quali saranno le linee politiche e di indirizzo per la gestione degli attuali strumenti di pianifi cazione? Anzitutto, con risorse appositamente stanziate in bilancio, è in corso l'assegnazione dell'incarico per la revisione del P.R.G., che risale al 2000, quale attuazione

di un preciso impegno assunto in campagna elettorale. Lo scopo è quello di aggiornare, ridefinire ed attualizzare, in base ai criteri odierni e alle mutate esigenze, le modalità di gestione ed utilizzo del suolo, programmando gli interventi e assecondando le vocazioni delle diverse aree comunali. Nel territorio comunale, dove già esistono importanti insediamenti produttivi che vanno salvaguardati, è opportuno valorizzare le aree agricole e di pregio naturalistico in chiave di fruizione sociale e turistica. Com'è strutturato il vostro uffi cio comunale che si occupa di urbanistica ed edilizia? L’ufficio tecnico si avvale dal 2000 di un funzionario con esperienza pluriennale, che ha seguito e curato le procedure di interventi relativi a varianti del Piano Regolatore e alla pianificazione urbanistica di attuazione. Dalla fine degli anni ’90 il comune ha conosciuto un periodo di forte intensità edilizia, anche a seguito del sisma del 1997, che ha consentito il recupero di tutto il Centro Storico e di numerose unità abitative del territorio. Va detto che oggi molti uffici tecnici dei piccoli comuni devono avvalersi sempre di più, rispetto al passato, di enti sovracomunali che svolgono istruttorie specialistiche (es. Province per le Autorizzazioni paesaggistiche e per la gestione delle gare di appalto di importo elevato, Unione Montana per il taglio vegetazionale),

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Istituzioni

Mergo - Centro storico

circostanza che da una parte facilita lo svolgimento dei procedimenti, ma dall’altra rischia di diminuire il rapporto diretto tra residenti e servizi comunali. Come sono i rapporti con i professionisti del settore che operano nel vostro territorio comunale? Riscontrate delle criticità? Le recenti disposizioni normative nazionali, come noto, tendono a responsabilizzare i tecnici professionisti esterni nella presentazione delle pratiche agli uffici tecnici comunali, i quali non perdono però la loro funzione di vigilanza e informazione preventiva sulle pratiche in corso. In questo contesto, nel nostro territorio - sul quale peraltro operano professionisti di tutta la Vallesina - i rapporti sono sempre stati molto buoni e di piena collaborazione da ambo le parti. Il vostro Comune è stato scelto dall'Agenzia delle Entrate come sperimentazione per la realizzazione della nuova cartografia catastale. Qual è stato il contributo del Comune a questa importante azione di aggiornamento della mappatura del territorio? Quali vantaggi ritiene arriveranno al Comune dal possedere questi strumenti così aggiornati? Il progetto realizzato dalla Agenzia delle Entrate porterà ad una regolarizzazione e al monitoraggio del patrimonio edilizio di tutto il territorio, come è naturale che sia visto che la tecnologia oggi consente a chiunque di visionare, da casa, la realtà topografica di qualsiasi ambito territoriale. Il Comune si è attivato per l’apertura di uno sportello presso la sede municipale aperto al pubblico per le informazioni del caso. I vantaggi di questa operazione, che non ha solo connotazioni fiscali, sono stati illustrati dall’Agenzia delle Entrate in alcune riunioni aperte alla cittadinanza e ai tecnici della zona. Ad esempio: la possibilità di individuare catastalmente le infrastrutture stradali, che storicamente i comuni italiani hanno spesso, per mancanza di fondi, omesso di

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Azimut inserire nelle mappe – omissione, questa, che ha talvolta generato rischi di contenziosi per i confini, anche tra privati; oppure l’opportunità, in situazioni di emergenza, di avere una chiara descrizione del territorio e delle strutture di servizio a favore degli organi sovracomunali di assistenza. Avete subìto danni dal terremoto del 2016 ad edifici pubblici e privati del vostro comune? Il terremoto del 2016 ha avuto un impatto molto limitato sul patrimonio edilizio privato e pubblico del nostro comune. Probabilmente il motivo più importante risiede nel fatto che, come detto, gran parte degli edifici privati e pubblici più a rischio o più datati, sono stati ristrutturati completamente a suo tempo dopo il sisma del 1997, e tali interventi evidentemente hanno consentito di fronteggiare adeguatamente l’effetto delle scosse sismiche del più recente evento del 2016. Qual è il pensiero della sua amministrazione sul tema delle unioni, delle fusioni e delle incorporazioni di comuni? Prima che parlare di unioni e fusioni, è indispensabile attuare concrete esperienze di gestione associata dei servizi comunali, a partire da rapporti di collaborazione con i comuni limitrofi e con le strutture associative locali sovra-ordinate già esistenti, come l'Unione Montana dell'Esino Frasassi ed i consorzi/unioni dei comuni della media Vallesina e dell'entroterra della provincia di Ancona. Se è pacifico che ogni piccolo comune, in completa solitudine, non è in grado di rappresentare e sostenere politiche incisive ed autosufficienti in merito alle criticità che caratterizzano le aree interne regionali e del nostro Appennino, è altrettanto evidente che iniziative di segno opposto rischiano di ridursi a incorporazioni artificiose o a fusioni a freddo, con pari o maggiore difficoltà di impatto perché inadatte a rappresentare le questioni in modo coerente ed unitario. Mettere a rete e a sistema le risorse disponibili, in convenzione e associazione fra i comuni esistenti, è quindi un passaggio obbligato, che non altera le autonome prerogative di ciascuno e, al contempo, riduce gli atteggiamenti di campanilismo e di chiusura che molto spesso caratterizzano le piccole realtà delle aree interne. E’ altresì importante considerare, come detto in precedenza, che qualsiasi intervento non deve penalizzare i servizi storicamente sempre presenti nelle realtà territoriali di limitate dimensioni rappresentate in Italia dai piccoli comuni, i quali da sempre hanno favorito la diretta realizzazione dei principi di partecipazione, buon governo e coinvolgimento dei cittadini alla cosa pubblica.


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Edilizia

I Geometri concorrono con Invimit al rilancio del patrimonio immobiliare pubblico Una nuova linea di azione è alla base dell’accordo fra INVIMIT Sgr e il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNGeGL) dello scorso novembre per la valorizzazione degli immobili pubblici. La ridefinizione della collaborazione aggiunge slancio sia alla due diligence immobiliare, sia all’efficientamento energetico, rendendo necessario l’aggiornamento dell’intesa che le due realtà pubbliche avevano stretto in precedenza. Fra le ragioni in campo a rideterminare la sinergia, anche la riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e la riorganizzazione dell’informatizzazione della PA. Sempre più occasioni di confronto pongono le grandi città come le principali protagoniste dello sviluppo urbanistico, che porta all’elaborazione di nuovi modelli di sostenibilità e di rigenerazione urbana. A questo proposito assume un’importanza fondamentale delineare gli scenari immobiliari futuri, in una logica di condivisione fra amministrazione pubblica e privati. Con tale visione si pone in essere la nuova strategia di INVIMIT Sgr. Rafforzando la sua partnership con CNGeGL e i suoi 90mila iscritti, la società partecipata al 100% dal MEF e con 1,6 mld di euro di asset in gestione, si pone verso il mercato con rinnovato slancio e consolida il ruolo di cerniera fra pubblico e privato per una rapida realizzazione della valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato. Un valore, quest’ultimo, stimato in circa 285 miliardi di euro per un totale complessivo di 340 milioni di metri quadri, in base all’ultimo Rapporto sui beni immobili detenuti dalle Amministrazioni Pubbliche. Tra gli edifici in vendita, solo per citarne alcuni, rien-

trano palazzi di Roma, Palermo, Firenze e Bologna. Al centro dell’accordo, un sistema di azioni volte esattamente a rilanciare l’attività istituzionale di INVIMIT Sgr, mobilitando le specifiche professionalità dei Geometri che si occuperanno della due diligence immobiliare, dell’intervento di efficientamento energetico volto a ridurre l’impatto ambientale, con particolare riferimento alla gestione integrata di complessi condominiali che richiedono una formazione settoriale avanzata. In questo quadro d’insieme diviene fondamentale il ruolo svolto dalla Cassa Geometri. L’ente di previdenza e assistenza della categoria – tramite l’istituzione di uno strumento denominato Fondo Rotativo - metterà a disposizione lo stanziamento dell’importo di 3 milioni di euro, al fine di consentire l’anticipazione del pagamento, o la tempestiva liquidazione delle fatture del Geometra libero professionista. Ciò relativamente agli incarichi affidati a questi, a seguito di convenzioni stipulate con le pubbliche amministrazioni da CNGeGL, Cassa Geometri e Collegi territoriali. Le designazioni dei professionisti con abilità coerenti alle richieste saranno svolte da parte di CNGeGL con criteri di trasparenza e secondo principi di rotazione, in base alla localizzazione dei beni immobili oggetto delle prestazioni. INVIMIT Sgr affiderà l’incarico, a sua volta, nel rispetto delle procedure e normative ad essa applicabili. La collaborazione è stata resa pienamente operativa nel corso del mese di novembre.

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INTERVENTI

Normativa

CORRADO DE ROBERTIS

Attuazione formale del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. e sua attuazione sostanziale

Ufficiale superiore della Marina Militare, Capitano di Fregata (GM/ AN), ingegnere, esperto docente formatore in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, revisore ed ottimizzatore dei processi produttivi industriali.

Chi opera nell’ambito della sicurezza in modo professionale spesso si è trovato a dover affrontare delle difficoltà nello svolgere il proprio compito a causa di resistenze interne all’azienda che ne hanno ostacolato, e non poco, l’attività, e ciò accade non tanto per una comprensibile resistenza al cambiamento, ma per un difetto iniziale di interpretazione della norma di tutela e conseguente inconsapevolezza da parte dei soggetti individuati (datore di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori, RLS (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza), ecc.) delle loro effettive responsabilità, tanto che in molti casi l’azione di tutela ne risultava pesantemente compromessa. In questo articolo cercheremo di capire il perché esistano delle resistenze interne all’azienda, alcune più evidenti altre celate, quali siano i soggetti interessati da questo fenomeno, e come tali forze si oppongano all’attuazione della norma di tutela, per poi concludere richiamando alcune strategie volte al loro superamento, seguendo semplicemente quanto già suggerito dallo stesso legislatore. Uno dei problemi principali da affrontare è quello dell’attuazione esclusivamente formale della norma a cui non fa seguito un suo recepimento sostanziale in termini di efficacia nell’azione di tutela. Tale problematica è particolarmente importante perché è in grado non solo di coinvolgere nell’errore l’intera struttura organizzativa, partendo dal datore di lavoro, dal suo servizio di prevenzione e protezione, passando dai dirigenti, dai preposti, dagli RLS, ecc.,

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giungendo fino al lavoratore più giovane e inesperto, ma anche di creare nell’azienda l’illusione, e la presunzione, di aver provveduto a tutto ciò che era necessario fare in attuazione di quanto richiesto dal legislatore. Prima di procedere con alcuni esempi che ci facciano capire meglio cosa si intenda per attuazione meramente formale della norma, cerchiamo di comprendere perché le aziende, piccole o grandi che siano, se non adeguatamente indirizzate, rischiano di cadere in questo errore. Per farlo consideriamo due situazioni, la prima relativa all’avvio di una nuova attività imprenditoriale e la seconda inerente un’azienda già in esercizio che vuole mettersi in regola. Supponiamo di voler avviare una nuova attività, e domandiamoci cosa sia necessario fare per poter portare avanti il nostro intento. Prima di tutto dovremmo scegliere la tipologia di attività da svolgere, dopo aver effettuato un’adeguata indagine di mercato, per poi passare all’individuazione di spazi interni ed esterni in cui effettuare il lavoro, alla scelta degli impianti, dei macchinari, delle attrezzature, ecc.. Poi dovremo preoccuparci dei permessi, delle autorizzazioni, delle abilitazioni, ma anche del regime fiscale da dover seguire, e ciò affidandoci ad un ragioniere o a un commercialista, ma probabilmente dovendo assumere del personale da destinare ai vari incarichi dovremo affidarci ad un consulente del lavoro che ci supporti nell’abito stipendiale e nel pagamento dei contributi. Ad un certo punto scopri-


Azimut remo come sia necessario dover attuare un regime di tutela dei lavoratori seguendo quanto prescritto dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., e a quel punto ci chiederemo, come nel caso dei permessi, delle autorizzazione, delle abilitazioni, ecc., cosa sia necessario fare per superare anche quest’ulteriore vincolo che ci separa dal raggiungimento del nostro obiettivo, per cui saremo indotti a ritenerlo l’ennesimo vincolo burocratico, rischiando quindi di incorrere in un madornale errore di valutazione. Stesso discorso varrà anche per un’azienda già attiva, che nel volersi mettere in regola, se non adeguatamente indirizzata e supportata da un consulente tecnico esperto, rischierà anch’essa di cadere nell’errore di ritenere l’attuazione del D.Lgs. 81/2008 un mero adempimento burocratico, vanificando così le vere intenzioni del legislatore, cadendo nella pericolosa illusione di aver adempiuto ai propri doveri di tutela. In merito al problema dell’adempimento esclusivamente formale della norma è necessario evidenziare come spesso anche gli organi di vigilanza cadano nello stesso errore, dal momento che i controlli attuati si limitano a considerare solo l’adempimento formale della norma, senza entrare nel merito dell’efficacia dell’azione di tutela attuata, rafforzando quindi l’idea errata dell’azienda sottoposta al controllo di aver adempiuto correttamente ai propri doveri, contribuendo inconsapevolmente a creare una situazione potenzialmente pericolosa ed in grado di produrre danni anche ingenti. Per capire se un’azienda attui o meno un adempimento meramente formale della norma, è possibile cogliere alcuni elementi organizzativi caratteristici, di seguito riportati, che rappresentano però solo una parte dei tratti tipici di chi non ha attuato un adempimento sostanziale della norma, ma che danno comunque un’idea del problema: • Il datore di lavoro assegna al Responsabile del Ser vizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) il com pito di attuare il D.Lgs. 81/2008 senza coinvolgere in maniera adeguata (consapevolezza del proprio ruolo) i dirigenti, i preposti, i lavoratori, gli RLS, ecc.; • Il datore di lavoro, di iniziativa propria o su indi cazioni del RSPP, “nomina” i dirigenti ed i preposti sulla base di scelte non coerenti con l’incarico rico perto, non considerando come la norma “individui” i dirigenti (organizzano il lavoro e vigilano sulla sua esecuzione) ed i preposti (lavoratore esperto che sovraintende alle attività lavorative con concerto potere di iniziativa perché sa bene come debba essere svolta correttamente una

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Normativa

determinata lavorazione) specificatamente sulla base del loro compito svolto nell’ambito lavorativo; • La delega di funzione (art. 16 del Testo Unico) è un tentativo mal celato del datore di lavoro di scaricare ad altri le proprie responsabilità, non dando al delegato il potere di variare le modalità con cui espletare l’attività lavorativa (potere organizzativo) o negandogli un adeguato potere di spesa per attuare i cambiamenti desiderati; • Il DVR (Documento Valutazione dei Rischi) è un insieme ripetitivo di richiami a concetti gene rali di prevenzione e protezione e non uno stru mento efficace di programmazione dell’attività la vorativa e della relativa azione di tutela ad essa associata; • Il DVR non prevede delle situazioni possibili che accidentalmente si sono verificate, per cui indivi duando 2 o 3 eventi pericolosi possibili ci si rende conto che il DVR non fornisce alcuna indicazione per la loro prevenzione e/o protezione, per cui, qualora si verificassero il personale dipendente non sarebbe posto ad alcuna forma di tutela; • La formazione, l’informazione e l’addestramento sono attuate solo come adempimento di un obbli go, o meglio la ricerca di un attestato che può es sere richiesto in fase di ispezione, ma non incre mentano la consapevolezza dei soggetti formati di quanto sia importante il loro contributo per un’azione di tutela realmente efficace; • Il piano di emergenza, ed in particolare quello di evacuazione, è pieno di richiami generali e spiega zioni di carattere filosofico su cosa sia necessario fare in caso di emergenza, risultando quindi troppo dispersivo e lontano dall’essere un concreto e prag matico piano di azione da attuarsi nel caso in cui si manifestino eventi di elevata complessità e perico losità; • Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è eletto, o nominato, tra quei lavoratori che av versano come possono l’azienda, non condividen done le scelte e cercando ogni possibile occasio ne per ostacolarne l’andamento, disattendendo così il compito assegnato loro dal legislatore di aiutare il datore di lavoro nella verifica della cor retta attuazione in ogni ambito di quanto prescrit to dal DVR (verifica di efficienza), ma anche di sup portarlo nella valutazione della sua effettiva capa cità (del DVR) di prevenire i problemi (verifica di efficacia). Un altro fenomeno che ostacola l’attuazione sostanziaDICEMBRE 2019

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le della norma, le cui responsabilità sono molto spesso ascrivibili all’aver svolto un’attività formativa non adeguata, senza parlare del caso in cui si ottengano gli attestati di frequenza ed apprendimento senza aver effettuato nemmeno un’ora di lezione ed aver risposto ad un solo quesito, è rappresentato dal ritenere l’azione di tutela proposta dalla normativa separata e svincolata dall’attività lavorativa dell’azienda, tralasciando come in realtà per ogni fase del processo produttivo sia necessario definire una efficiente ed efficace azione di tutela (da ritrovarsi all’interno del DVR), e nel caso in cui nel tempo la singola fase produttiva sia modificata andrà adeguata di conseguenza anche la relativa azione di tutela. Estendendo questo concetto è facile capire perché ad esempio una manutenzione tecnica di un impianto, considerata erroneamente solo un’esigenza produttiva, cioè presupposto essenziale per il corretto svolgimento dell’attività lavorativa, sia in realtà una imprescindibile azione di tutela (prevenzione) attuata nei confronti dei possibili danni arrecabile ad esempio da una rottura, o da un cedimento strutturale, per cui è possibile affermare che affinché l’azione di tutela dei lavoratori sia realmente efficace è necessario che essa sia risultato virtuoso di un’attività lavorativa svolta a regola d’arte, in cui vi sia quindi esaltazione dell’aspetto professionale del lavoro ed attuazione costante delle buone pratiche. Nel concludere la nostra trattazione è opportuno evidenziare come, oltre ai fenomeni sopra descritti, esista

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un problema di scarsa consapevolezza del proprio ruolo da parte dei soggetti aziendali individuati dal D.Lgs. 81/2008, che pur (nel migliore dei casi) conoscendo gli articoli che stabiliscono le loro responsabilità non sanno come dare concreta attuazione alla norma, che richiederebbe una loro attenzione giornaliera, spesso adoperandosi solo in attività elementari quali la distribuzione ed il controllo dell’uso dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), quando in realtà l’esigenza di tutela richiederebbe una loro consapevole ed attiva partecipazione. La risoluzione dei tre problemi presentati, come già ben compreso dal legislatore, non può prescindere da una formazione specialistica in materia di tutela svolta in modo adeguato, e non solo rispettosa dei vincoli imposti dagli Accordi tra lo Stato le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano (del 21/12/2011 e del 07/07/2016), seppur questi costituiscano un importante riferimento procedurale, in grado di parlare in concreto del problema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in modo che i discenti, una volta tornati in azienda, sappiano giorno per giorno come operare in sicurezza.


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Condominio

Salubrità acqua uso sanitario degli impianti condominiali Stefano Stimilli

Un cattivo stato di manutenzione dell'impianto idrico, non solo può compromettere l'integrità dell'edificio, ma può avere effetti negativi sulla salubrità delle acque che vengono destinate al consumo umano. Quindi l’amministratore non deve tener conto solo che tali impianti (idrosanitari, quelli di trasporto, trattamento, uso, accumulo e consumo d'acqua all'interno degli edifici condominiali) sono soggetti, a valle del contatore, al D.Lgs. 37/08 (ex legge 46/90) in tema di sicurezza degli impianti, ma anche che egli è responsabile che le acque destinate al

consumo umano siano salubri. Vediamo di capire esattamente quali sono le responsabilità dell’amministratore di condominio, quali sono le sanzioni, le conseguenze penali, cosa si può fare per non incorrere in quest’ultime e per tutelare la salute dei condòmini. Il D.Lgs. 31/2001 (“Attuazione della Direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano” G.U. n. 52 , 3 marzo 2001), modificato ed integrato dal D.Lgs. 27/2002, "disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano al fine di proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque, garantendone la salubrità e la pulizia". Il decreto stabilisce che i requisiti di qualità (cioè di potabilità) delle acque destinate al consumo umano devono sussistere al punto d'uso, cioè dove l'acqua è resa disponibile per il consumo. La norma inoltre precisa che, mentre il gestore dell'acquedotto ha la responsabilità di garantire i requisiti di potabilità fino al punto di consegna (di regola il contatore), l'amministratore del condominio ha la responsabilità di garantire che i requisiti di potabilità siano mantenuti fino ai rubinetti (o, per meglio dire, siano mantenuti lungo tutta la rete idrica condominiale). Al fine di scongiurare atteggiamenti errati da parte di amministratori e condòmini è opportuno fare la seguente precisazione: il D.Lgs. 31/2001 impone solo ai gestori e tutti i soggetti che forniscono acqua destinata al consumo DICEMBRE 2019

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Condominio umano di effettuare controlli periodici sulla medesima; se è vero però che tale obbligo sistematico non è quindi imposto agli amministratori, essi, se non intendono far correre dei rischi ai condòmini di cui sono responsabili, non possono esimersi dall'attuare verifiche sulla salubrità delle acque destinate al consumo umano, specie in presenza di possibili quanto ipotizzabili sorgenti inquinanti, conseguenza di impianti vetusti e/o di tipologie di materiali utilizzati nella realizzazione delle linee di adduzione, di eventuali cassoni condominiali (es. piombo e leghe di piombo). Oltre a tali possibili inquinanti, si tenga conto anche che, seppur non frequentemente, l'acqua può anche essere portatrice di batteri patogeni che provocano infezioni. Uno di questi è la legionella che può manifestarsi con diverse espressioni cliniche: forme lievi asintomatiche, sindromi pseudo influenzali e forme di polmonite grave con tasso di mortalità molto significativo. Per invitare il lettore a riflettere sull’importanza di quanto sinora scritto, si cita un caso che presenta delle analogie a quello della “salubrità delle acque” ma che risulta più immediato: l’amministratore che ometta di eseguire i lavori occorrenti per eliminare il pericolo di crollo di parti dell’edificio incorre in sanzioni amministrative e, nel caso ne derivassero danni, ne è responsabile e, se tali danni avvengono a persone, la responsabilità è penale. Si noti che, nonostante la serietà del tema, per prevenire pericoli di rovina dell’edificio egli non è tenuto a effettuare controlli sistematici (esattamente come nel caso dell’ “acqua”, che stiamo esaminando). Ma al lettore attento non sarà sfuggita una differenza cruciale: mentre le condizioni di un intonaco o di un cornicione sono sotto gli occhi di tutti, la potabilità dell’acqua (a parte i casi “visibili”) non lo è. Di qui deriva che l'utilità e l'importanza di un monitoraggio periodico dell'impianto idrico e dell'acqua destinata al consumo umano, sussistono a prescindere dall’obbligo di legge. L’amministratore, nel valutare l’urgenza e la necessità di un’analisi delle acque, deve considerare quanto gli sia chiara la situazione dello stato dell'impianto di distribuzione domestico condominiale, e quindi quanto possa assicurare che i valori di parametro forniti dall'acquedotto al contatore siano conservati senza alterazioni sino al rubinetto dell'utente. Nel caso egli non abbia certezze, una

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Azimut verifica analitico-strumentale diventa non solo opportuna bensì necessaria, al fine di verificare il non superamento dei limiti imposti dal Decreto in oggetto. Esso, all’allegato I, identifica in modo completo i requisiti minimi che devono essere soddisfatti per le acque destinate al consumo umano, ovvero i valori limite per quanto riguarda la concentrazione di tutte le sostanze chimiche e microbiologiche da tenere sotto controllo. Nel caso i valori risultino nella norma, l’amministratore è, in tal modo, totalmente “al riparo” da responsabilità civili e penali. Nel caso invece che i valori riscontrati siano al di fuori della norma, il decreto specifica che l’amministratore è tenuto ad adottare i provvedimenti necessari a ristabilire i requisiti di potabilità, su indicazione dell'Azienda Sanitaria Locale e in collaborazione con il gestore della rete idrica. SANZIONI E PENE PER L’AMMINISTRATORE Nei confronti dell'amministratore di condominio sono irrogabili in astratto le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie corrispondenti al pagamento: della somma da euro 10.329 a euro 61.974 (art. 19, comma primo) qualora fornisca acqua destinata al consumo umano che contenga microrganismi o parassiti o altre sostanze in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana, ovvero non soddisfi i requisiti minimi previsti dalle parti A e B dell'allegato I, oppure non siano conformi ai provvedimenti adottati dall'autorità d'ambito sentita l'Azienda Sanitaria Locale; inoltre nei confronti dell'amministratore del condominio il sindaco del comune territorialmente competente, a seguito della richiesta dell'Azienda Sanitaria Locale o dell'autorità d'ambito, può emettere un'ordinanza, giustificata da motivi di igiene, la quale gli prescriva l'adozione, entro un termine congruo, delle misure tecniche necessarie per tutelare la correttezza sanitaria, secondo quanto contemplato dal d.lgs. n. 31/2001, della somministrazione delle acque dal punto di arrivo dell'acqua distribuita dal servizio pubblico al rubinetto. L'inosservanza dell'adempimento delle prescrizioni dell'ordinanza, ritualmente notificata all'amministratore, integra una fattispecie di reato ed è sanzionata dall'articolo 650 del codice penale con l'arresto fino a tre mesi.


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Edilizia

Sirolo: il paese della Topografia Davide Amicucci

Lo scorso settembre si è tenuta a Sirolo (AN) la terza edizione de “Il Paese della Topografia” che nei due giorni di lunedì e martedì 23-24 settembre ha fatto sì che l'intero l’intero paese di Sirolo diventasse una sorta di “Cittadella della Topografia”! Dal mattino al pomeriggio si sono alternate conferenze, dibattiti, sessioni di teoria e, soprattutto, tanta pratica, dove poter apprezzare le molteplici tecniche di rilievo, applicate alle varie esigenze

tecnico operative, testando a fondo le più diverse strumentazioni e gli accessori che il mercato offre. Le sessioni pratiche si sono tenute lungo tutto il paese, scegliendo gli scorci più suggestivi, ma anche più funzionali, quali il parco, il golf club, il centro storico, le ville ecc, alle prove che sono state eseguite. L'evento, organizzato da Geomax e Microgeo ha avuto il patrocinio dei Collegi provinciali dei Geometri e Geometri Laureati di Ancona, Ascoli Piceno, Camerino, Fermo, Macerata e Pesaro-Urbino oltre che dell'Università Politecnica delle Marche e con la collaborazione di Conero golf club di Sirolo, della Pro loco Sirolo e del Comune di Sirolo. Le due giornate sono state all'insegna della topografia di precisione, rilievo 3D, fotogrammetria, e rilievo da droni. Sono stati presi in esame una moltitudine di casi teorici che potrebbero presentarsi nei rilievi di preciDICEMBRE 2019

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Edilizia

sione, valutando l’impiego delle più moderne tecnologie ad oggi disponibili ( Laser Scanner, Fotogrammetria Terrestre, Fotogrammetria Aerea, Rilievo TPS di alta precisione, Rilievo con GPS ) nonché tutti i materiali, accessori ed accorgimenti volti ad ottenere i migliori risultati e le migliori precisioni, in qualsiasi condizione di lavoro. Ampio spazio è stato dato a diverse prove pratiche condotte utilizzando le suddette tecnologie, materia-

li e strumentazioni, procedendo in seguito alla restituzione ed elaborazione dei dati raccolti durante le prove, con un successivo ed approfondito dibattito sui risultati ottenuti. Il programma della giornata del 23 è stato caratterizzato, nella mattinata, dalla relazione dei dottorandi dell'Università Politecnica delle Marche - Facoltà di Ingegneria (DICEA) dal titolo "Un rilievo complesso integrando sensori Geomatici: soluzioni speditive per la completezza a supporto della multidisciplinarietà”, seguita da quella dell'Ing. Maseroli Renzo - Vicedirettore della Direzione Geode-

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tica dell’Istituto Geografico Militare. Nel pomeriggio si è passati al rilievo con drone, spiegazione teorica e voli di ripresa, prove strumentali quali, gps e tps monoperatore con elaborazioni dei dati acquisiti nella mattinata e la creazione del modello 3d a nube / mesh, creazione di ortofoto, curve di livello ed altri elaborati tecnici. La giornata si è conclusa con l'illustrazione delle possibili integrazioni delle attività di rilievo effettuate e la discussione e analisi dei dati. Nella giornata di martedì 24 settembre si è passati all'uso dei laserscanner: mostrando le differenti tipologie di laser a scansione per individuarne le specificità in base alle esigenze del cliente. È stato eseguito il rilievo della chiesa principale di Sirolo ed elaborati i dati. Sono stati presentati dei sistemi di monitoraggio evoluti. In questa fase pratica sono state testate le strumentazioni Geomax, eseguiti rilievi con varie strumentazioni e presentata la gestione univoca del dato con sistema XPAD. La due giorni si è conclusa con la discussione e analisi dei dati ed il rilascio degli attestati. L’evento ha dato diritto al rilascio di crediti for-

mativi. Alle pagine successive ospitiamo l'intervento dei dottorandi dell'Università Politecnica delle Marche presentato nella due giorni sirolese.


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Un rilievo complesso integrando sensori geomatici: soluzioni speditive per la completezza a supporto della multidisciplinarietà Stefano Chiappini, Francesco Di Stefano, Fabio Piccinini Siamo gli ingegneri S. Chiappini, F. Di Stefano, F. Piccinini e attualmente stiamo frequentando un dottorato di ricerca in Geomatica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM) e siamo membri del gruppo di ricerca GAP (Geomatics Applications and Processing) che vede a capo la nostra tutor, prof.ssa Eva Savina Malinverni. Il caso studio è l’antico borgo fortificato di San Ginesio (MC) che, grazie ad una convenzione stipulata tra il dipartimento DICEA della Facoltà di Ingegneria e il Comune di San Ginesio, ci ha permesso di poter eseguire un rilievo tridimensionale. La maggior parte delle mura oggi visibile, che racchiude il centro storico con una pianta irregolare, risale al XIV secolo. Nel corso dei secoli le mura hanno subìto una serie di interventi e modifiche. Oggi, a causa dei recenti terremoti che hanno colpito l'Italia centrale (2009, 2016), le mura hanno riportato danni, causando anche lo spopolamento del borgo fortificato. In base alla metodologia impiegata, ai tempi di esecuzione, agli strumenti utilizzati, all’accessibilità al sito e tenendo in considerazione lo stato di fatto a seguito del recente terremoto, sono stati rilevati i primi tre tratti delle mura (Figura 1).

Figura 1. Individuazione dei tre tratti rilevati delle mura urbiche di San Ginesio (MC)

L'acquisizione dei dati ha avuto inizio con la definizione di un sistema di riferimento, realizzando una rete topografica chiusa che raccoglie 123 tra check points e ground control points (GCP) (Figura 2). Per questo rilievo abbiamo utilizzato come stazione totale la GPT-3105N. I target posizionati a terra sono stati acquisiti dal GPS HiPer HR con base e rover.

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rizzonte e frontale) (Figura 4) e garantendo una buona sovrapposizione tra i vari scatti. Il rilievo è stato effettuato considerando una distanza media di circa 30 m tra la camera digitale e la facciata delle mura, valutando attentamente sia il tempo di volo che il numero complessivo di scatti necessari a coprire tutta la superficie, per ottenere una Ground Sample Distance (GSD) di 4 cm scelta opportunamente per soddisfare i criteri di accuratezza e dettaglio della scala nominale dei prodotti in output. Il tempo medio impiegato il rilievo UAV (Unmanned Aerial Vehicle) è stato di circa 30 minuti per ogni tratto, considerando sia i lati interni che esterni delle mura.

Figura 2. Rete topografica intorno alle mura

Il rilievo fotogrammetrico delle mura è stato effettuato con il drone DJI Spark MM1A (Figura 3 – Tabella 1).

Figura 3. Drone DJI Spark MM1A

Figura 4. Direzioni di acquisizione con UAV

Tabella 1. Caratteristiche tecniche del DJI Spark e parametri del piano di volo

Per ogni tratto delle mura sono stati pianificati diversi voli, facendo variare l’inclinazione della camera alle diverse angolazioni (nadirale, 30° e 45° rispetto all’o-

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È stata pianificata anche una campagna di rilievo con il laser scanner mobile per ottenere nuvole di punti 3D delle mura. Il KAARTA Stencil 2 (Figura 5) è uno strumento SLAM (Simultaneous Localization and Mapping) autonomo e leggero, con un sistema integrato di mappatura e stima della posizione in tempo reale. Per realizzare questo tipo di rilievo caratterizzato da lunghi percorsi a piedi, il laser scanner è stato montato su un piccolo palo tenuto in mano. Il sistema utilizza il Velodyne VLP-16 collegato ad un IMU (Inertial Measurement Unit) e un computer di elaborazione per la mappatura in tempo reale. Il VLP-16 ha un campo visivo a 360° con un'apertura azimutale a 30° con un fascio di 16 laser di scansione. La precisione del laser varia da ±30 mm / ±1.2in.


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Edilizia Il valore medio residuo di allineamento è risultato di 2,2 cm, mentre sui punti di controllo è di circa 1,6 cm.

Figura 5. Laser Scanner Mobile KAARTA Stencil 2

Sono stati eseguiti diversi test di acquisizione, seguendo percorsi chiusi tra i lati interni ed esterni delle mura. Al fine di acquisire le parti verticali più alte delle mura, il LiDAR è stato inclinato fino a ±45° mentre era fermo. L’acquisizione dei dati è stata eseguita utilizzando i parametri di configurazione di default di KAARTA Stencil 2. Una camera di tracciamento, integrata al dispositivo SLAM, calcola la traiettoria effettuata durante le operazioni di acquisizione. La Tabella 2 riassume le caratteristiche principali dei prodotti ottenuti dal KAARTA Stencil 2, dove si evidenzia in particolare la rapidità del rilievo, in un tempo che varia tra i 10 e i 25 minuti. In Figura 6 sono mostrate la nuvola di punti 3D e la traiettoria del Tratto 3 preso come esempio.

Tabella 3. Flusso di lavoro e parametri adoperati nel software Metashape

La Figura 7 illustra i vari passaggi del workflow sopracitato, che impiega algoritmi di Structure from Motion (SfM), del Tratto 3. Essa è costituita da circa 55 milioni di punti (Tabella 4).

Tabella 2. Dati delle nuvole dei punti acquisite con il KAARTA Stencil 2

Figura 6. La nuvola di punti 3D e la traiettoria stimata (linea rossa) del Tratto 3 delle mura eseguite con il laser scanner mobile

Come software di riferimento per l'elaborazione delle immagini è stato scelto Agisoft Metashape. Il flusso di lavoro è descritto nella tabella sottostante (Tabella 3), specificando i parametri di calcolo, utilizzando lo strumento Batch Process e impostando il salvataggio automatico alla fine di ogni operazione. Durante la fase di orientamento delle immagini, sono stati utilizzati vincoli a terra (GCP) come punti di appoggio per il bundle adjustment, minimizzando gli errori di orientamento. La selezione del GCP è stata un'operazione veloce che ha permesso di identificare sulle immagini i target visibili e quindi facilmente riconoscibili durante la fase di acquisizione con il drone.

Figura 7. Nuvola densa, mesh e ortofoto nadirale del Tratto 3 delle mura creato con Metashape

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Tabella 4. Punti e poligoni durante il processo di SfM riferito al Tratto 3

Al termine della fase di acquisizione con KAARTA Stencil 2 le informazioni relative all'impostazione della configurazione, la nuvola di punti 3D e la traiettoria stimata, vengono memorizzate in una cartella creata automaticamente per ogni operazione di rilievo. In caso di elaborazione di nuvole di punti 3D create dal laser scanner mobile, è corretto parlare di postprocessing. Il software open source più utilizzato per l'analisi delle nuvole di punti è CloudCompare. Adottando alcuni filtri, come il SOR (Statistical Outlier Removal), il software cerca di effettuare una pulizia della nuvola di punti caricata. Poi attraverso operazioni di ricampionamento e di “ombreggiatura” con lo strumento EDL (Eye Dome Lighting), la nuvola di punti diventa più leggera e chiaramente visibile (Figura 8).

Azimut creazione di rappresentazioni 3D complete e di alta qualità. Per valutare la qualità e la corrispondenza alla realtà delle nuvole di punti 3D, sono state seguite due procedure: una prima valutazione della distanza tra le nuvole così elaborate, e in seguito la nuvola densa ottenuta con la fotogrammetria è stata utilizzata come nuvola di riferimento per operare questo confronto. A tal fine è stato utilizzato il software CloudCompare, che consente di effettuare queste stime. Una volta che le due nuvole si sono sovrapposte, la differenza tra la nuvola di riferimento e quella del laser scanner può essere calcolata utilizzando lo strumento di stima della distanza Cloud-to-Cloud (C2C) che sfrutta l'algoritmo Nearest Neighbour per calcolare la distanza euclidea tra ogni punto della nuvola comparata e il punto più vicino della nuvola di riferimento. Utilizzando lo scalar field, impostando il fattore di planarità con l'identificazione del raggio locale a 0.3 m. consente di mostrare le superfici piane così da eliminare gli elementi curvi. Dai risultati della valutazione delle nuvole di punti emerge una bassissima differenza tra la nuvola del KAARTA Stencil 2 e la nuvola di riferimento, dimostrando che le nuvole di punti realizzate dal laser scanner mobile si discostano dai dati di riferimento di un valore medio di 13 cm (Figura 9).

Figura 8. Nuvola di punti 3D dopo le operazioni di pulizia, ricampionamento e ombreggiatura EDL

Poiché il KAARTA Stencil 2 utilizzato non ha un sistema GNSS integrato, la georeferenziazione della nuvola di punti è stata realizzata utilizzando i punti di controllo presi sulle superfici verticali battuti dalla stazione totale che vengono importati in formato .txt in CloudCompare per l'allineamento della nuvola di punti 3D. Il laser scanner utilizzato per questo lavoro non produce informazioni RGB nella nuvola di punti 3D, ma il vantaggio del suo utilizzo al livello del suolo è la possibilità di arricchire la nuvola di punti in aree o spazi difficili da acquisire con il drone, ad esempio il passaggio sotto gli archi dei portali o gli oggetti coperti dalle chiome degli alberi. Invece, nelle parti più alte delle pareti, difficili da rilevare con il laser scanner da terra, il rilievo UAV è in grado di compensare questa lacuna. Avendo testato la combinazione di dati 3D elaborati raccogliendo insieme le nuvole di punti dai rilievi SLAM e UAV, è stato possibile valutare e confrontare l’integrazione fra queste tecnologie; perciò possiamo affermare che esse sono complementari tra loro nella

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Figura 9. Scala a falsi colori della distanza tra la nuvola dei punti prodotta dalla fotogrammetria e quella del KAARTA STENCIL 2

In conclusione è importante sottolineare che il modello 3D delle mura è stato ottenuto con la precisione relativa alla scala di rappresentazione di 1:200 e con un dettaglio e una complessità utili per le future attività di analisi e restauro. Infatti, visti gli eventi sismici che hanno seriamente danneggiato San Ginesio e la Regione Marche nel 2016, è emersa la necessità di valutare nuove metodologie per effettuare campagne di acquisizione speditive ed efficaci: provvedendo restauratori e pubbliche amministrazioni alla conservazione e dimostrando che siamo ancora in tempo per documentare il nostro prezioso heritage prima che altri eventi drammatici possano verificarsi. Da questo si evince che un contributo alla conoscenza e alla gestione del bene culturale possono darlo le nuove tecnologie della geomatica, che nella multidisciplinarietà possono aumentare l’efficienza delle strategie di conservazione.


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