Azimut n.3/2019

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EDILIZIA

Darsi un obbiettivo è l’unico modo per intraprendere una strada. “Grazie all’obbiettivo traccerai la tua”.

NORMATIVA

Il Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: un decreto ancora da attuare, una norma matura o ormai superata?

EDILIZIA

I Geometri scendono in campo nella blockchain. Il progetto pilota presentato a Matera lo scorso primo ottobre 2019


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CARPENTERIA METALLICA CERTIFICATO CE DI CONFORMITÀ DEL CONTROLLO DI PRODUZIONE IN FABBRICA 0398/CPR/MP/14.003

ATTESTAZIONE SOA CATEGORIA OS32 CLASSE IV BIS OG1 CLASSE III

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SISTEMA QUALITÀ CERTIFICAZIONE ISO 9001

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SISTEMA DI GESTIONE SICUREZZA E SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO CERTIFICAZIONE OHSAS 18001

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Le strutture e gli edifici in legno Subissati si distinguono per i numerosi fattori d’eccellenza che caratterizzano l’azienda e la sua organizzazione: abilità artigianale, alta tecnologia, squadra qualificata di tecnici e professionisti, controllo costante di tutte le fasi lavorative, presenza e affiancamento sul territorio prima, durante e dopo la costruzione. I risultati di anni di esperienza, ricerca e innovazione sono sintetizzati all’interno di un importante spazio espositivo adiacente allo stabilimento produttivo. Uno showroom ideato per consentire a tecnici e clienti di vedere, toccare e capire i numerosi vantaggi di un’abitazione che rispetta i canoni della bioedilizia e scegliere in modo consapevole le soluzioni tecniche e architettoniche più adeguate alle proprie esigenze.


Periodico regionale a cura del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Ancona Corso Garibaldi 91/a - 60123 Ancona (AN) info@geometrian.it - www.geometrian.it Anno XLII - N. 3/2019

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PUBBLICAZIONE TRIMESTRALE Reg. Trib. Ancona 8 Luglio 1975 Comitato di Redazione Presscom Piazza Ciabotti, 8 - 60035 Jesi (AN) Tel. 0731.215278 - Fax 0731.213352 info@presscom.it DIRETTORE RESPONSABILE Diego Sbaffi COORDINAMENTO EDITORIALE Davide Amicucci d.amicucci@presscom.it REDAZIONE Diego Sbaffi Giampiero Fabbri Vinicio Montanari Luca Orletti HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: William Tantucci, Liliana Uncini, Laura Rocchetti, Corrado de Robertis, Giorgio Genangeli, Stefano Stimilli CONSULENTI PER LA COMUNICAZIONE Gianni Moreschi g.moreschi@presscom.it IMPAGINAZIONE Studio FLORIO - Via Aldo Moro, 38 62010 Sambucheto di Montecassiano (MC) CREDITI FOTOGRAFICI Archivio AZIMUT PUBBLICITÁ CONCESSIONARIA AZIMUT Presscom - Piazza Ciabotti, 8 60035 Jesi (AN) Tel. 0731.215278 - Fax 0731.213352 Gianni Moreschi g.moreschi@presscom.it

Azimut viene inviato gratuitamente agli iscritti agli Albi Professionali del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Ancona, agli uffici decentrati del Genio Civile, agli uffici tecnici dei Comuni e delle Province, a tutti gli enti pubblici e a tutti coloro che hanno rapporti con la categoria. La collaborazione è aperta a tutti i singoli professionisti e agli organi rappresentativi di categoria. Manoscritti, dattiloscritti, elaborati, disegni, fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. Ogni autore risponde direttamente delle proprie affermazioni che non impegnano nè la redazione nè il Collegio. Gli scritti possono essere pubblicati anche siglati o anonimi, per desiderio degli autori i cui nomi restano comunque reperibili presso la redazione.

Inserzionisti: a Subissati................................ 2 di Cop. Geomax.................................. pag.12 Namirial................................. pag.21

Sommario

2 Editoriale

3 Edilizia Darsi un obbiettivo è l'unico modo per intra prendere una strada. "Grazie all'obbiettivo traccerai la tua".

9 Istituzioni

Intervista al Sindaco di Falconara Marittima, Stefania Signorini

13 Normativa Provvedimenti

disciplinari per mancato adempimento Corsi di Formazione Continua Triennio 2015-2017

14 Edilizia Costruzioni in legno Subissati: una risposta di qualità alla crisi dell'edilizia

18 Normativa Il Testo unico in materia di salute e sicurez-

za nei luoghi di lavoro: un decreto ancora da attuare, una norma matura o ormai superata?

22 Edilizia I Geometri scendono in campo nella blockchain

24 Imprese Trattamento acque, Pieralisi si aggiudica la maggiore commessa europea

27 Condominio Deleghe conferite per le assemblee condominiali

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Azimut Editoriale Iniziamo questo terzo numero del 2019 con proporre l'importante esperienza professionale di William Tantucci che per il Ministero dei Beni e AttivitĂ Culturali del Turismo e precisamente per il Polo Museale dell'Emilia Romagna, sede di Ravenna ha curato il rilievo del Mausoleo di Teodorico di Ravenna. Continuiamo poi con la nostra intervista al Sindaco di Falconara Marittima, Stefania Signorini. L'avvocato Liliana Uncini della Commissione disciplinare del Collegio fa il punto sulla situazione della sanzioni disciplinari adottate recentemente. Poi ospitiamo un articolo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro di Corrado de Robertis. Giorgio Genangeli, recente protagonista a Matera nell'evento organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geometri ci parla della Blockchain e del suo possibile utilizzo nella pratica dei geometri. Parliamo poi di un importante appalto vinto dal gruppo Pieralisi in Puglia e chiudiamo con la rubrica del condominio.

Ăˆ online il nuovo sito del Collegio

www.geometriancona.it

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Darsi un obbiettivo è l'unico modo per intraprendere una strada. “Grazie all’obbiettivo traccerai la tua". William Tantucci Sono William Tantucci geometra iscritto al Collegio dei Geo-metri e Geometri Laureati di Ancona. Svolgo questa professione ormai da circa venti anni, compreso il periodo di tirocinio e di servizio civile svolto presso il mio comune. Il motivo per il quale ho potuto svolgere l'utile servizio civile nel mio comune di residenza e nascita è stato a causa del sisma che ci aveva colpito da poco e mi ha dato la possibilità di chiedere il ravvicinamento al distretto militare di appartenenza.

Questa finestra temporale, mi ha aperto la vista e la strada ad una CONVINZIONE. Quella di dedicarmi e specializzarmi nel settore del recupero edilizio e del nostro patrimonio storico, artistico ed infrastrutturale, dato che l’Italia è famosa per essere la nazione dei borghi storici.

All’epoca mi ero messo in mostra per competenze di disegno digitale in Cad di casa Autodesk e Rhino oltre che il pacchetto Office. All'epoca non era così scontato sapersi muovere nei suddetti pacchetti software che oggi si considerano basilari. Sapevo modellare 3d in modalità di superficie, NURBS e poligonale in ambiente, 3d studio Max, Lightwave e Maya. In pratica, un alieno, parlavo una lingua strana e poche persone mi capivano e questo mi frustrava non poco. Nonostante tutto, non ho desisto perché qualcuno intuiva che da lì a poco sarebbero cambiate le cose, e di non poco, e con una velocità mai vista. Grazie alla “follia, alla costanza e alla testardaggine”, caratteristiche che mi accompagnano e mi contraddistinguono da sempre e che mi vengono riconosciute, grazie a queste doti dicevo, molti colleghi e clienti hanno creduto nel mio operato affidandosi sempre più alle mie competenze. Credo comunque che la mia strada sia “SOLO ALL’INIZIO!” Questa fortuna è data dalla forza e dalla sensibilità che ci mette a disposizione la professione del geometra. SETTEMBRE 2019

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Edilizia Caratteristiche intrinseche del lavoro e della formazione quotidiana di noi geometri. Per antonomasia, come citava uno dei padri della filosofia, siamo abili osservatori e grazie a tale dote diveniamo professionisti nel cogliere al volo la possibilità che il momento storico ci prospetta. Essere campioni di lettura delle contingenze che ci si parano davanti è proprio specifico del nostro DNA. Sono stato fortunato perché ero appassionato di geometria descrittiva e di disegno e dal tecnigrafo al disegno digitale il passaggio è stato indolore, o quasi. L’informatica entrava pesantemente nelle giornate lavorative e non solo… Internet e le sue infinite possibilità cambiavano e cambiano tutt’ora la nostra giornata con velocità sconvolgente. La nostra vita, le nostre usanze, i nostri modi di fare, la nostra stessa lingua muta con velocità per mezzo della rete che inesorabilmente ci ha cambiato la vita. Cambia la nostra vita, quella di chi ci precede e quella di chi ci succede. Grazie a queste competenze acquisite a Roma con un Master in Architettura Virtuale svolto al Quasar Institute negli anni 2002-2003-2004 e avendo avuto la possibilità di conseguire questa formazione, ho potuto approfondire maggiormente tutto ciò che la mia visione aveva sulla figura di noi geometri e ho quindi iniziato con estremo entusiasmo a fare esercizio con il lavoro. Trascorrendo anni interi a lavorare e studiare su quale dovesse essere la mia strada ho capito che mi si ritagliava e cuciva addosso un vestito su misura. Il Topografo, oltre che di azioni atte al rilievo, è un esperto, oggi più che mai, di tecnologia e di informatica e non può più prescindere dal conoscere tutti questi campi perché essi si fondono assieme. L’ ARTE DELLA MISURA deve andare di pari passo con le nuove strumentazioni:

Stazioni totali robotizzate, GPS, Laser Scanner, Droni ed apparati fotogrammetrici verticali. Ma oltre alle strumentazioni diventa esperto di informatica perché si apre un ventaglio FITTISSIMO di software che ci aiutano a elaborare i dati presi in campagna e per elaborarli ci servono computer o sistemi di computazione (RENDERFARM) sempre più potenti. Per non parlare poi della gestione della mole di dati

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Azimut da tenere a bada con server capienti nell’ordine di decine di TERABITE che si copiano a fine giornata per non perdere lavoro e sistemi di storage fisici (NASS) e sistemi digitali vedi Clouds in internet…

A seguito di tutto quello che ho detto si aprono infinite possibilità del FARE. Ma si rende obbligatoria l’attività che pensavo superflua, ossia, quella del FAR SAPERE (nostra estrema responsabilità). Molte nuove modalità di lavoro si innescano, e si rendono necessarie ed obbligatorie dal primo gennaio 2019 (BIM) per chi gestisce asset immobiliari importanti come enti, organi statali o ecclesiastici. Il BIM diventa un nuovo concetto, ossia un'attività umana interdisciplinare che regola il lavoro e ne contiene le informazioni che sono il valore aggiunto di oggi e di domani, quindi diviene un’attività 4D dove la quarta dimensione che si programma è anche l’attività nel tempo. Un lavoro e nuove possibilità, già di per se. Tali azioni richiedono doti comunicative non innate, ma che è nostro compito allenare e sviluppare. Grazie a queste azioni ho ricevuto la possibilità di poter presentare un'offerta per un lavoro molto importante, ossia quello del rilievo del Mausoleo di Teodorico a Ravenna. La prima fase per poter formulare una buona offerta era quella della pianificazione preventiva di come volevo approcciare le attività di rilievo, e di elaborazione dei dati acquisiti ;quindi studio dell’area e delle possibili problematiche. Prima problematica, anche se a prima vista poteva sembrare semplice, era quella di poter fotografare le facciate di tale manufatto con una esposizione illuminotecnica pressoché costante. Quindi attraverso l’ideazione preventiva di come operare, per poter eseguire gli scatti fotografici utili al rilevo fotogrammetrico è stato tutto studiato a tavolino in modalità preventiva. Tramite il software SkatchUp, ho analizzato la luce del sole e le ombre generate, in base al periodo dell’anno, con la conseguente scelta di allestire un set fotografico in notturna.


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Edilizia A seguire sono partite le attività di rilievo distinte nelle seguenti fasi: Fase Topografica classica: attraverso una stazione totale si sono presi punti sull’edificio utili al collegamento del modello 3d in nuvola di Punti scaturito dal laser scanner e dalla fotogrammetria. Presi i punti a

Gli scatti sono stati eseguiti con Flash quindi luce artificiali e quindi senza le ombre generate dal sole, che non possono essere controllate. È stato, quindi, allestito un set di still life fotografico, dove il soggetto delle foto non era una modella ma il Mausoleo. L’obiettivo era avere una raccolta di foto, necessarie alla rielaborazione fotogrammetrica, con lo stesso assetto illuminotecnico.

Grazie a queste competenze acquisite, il 18 Luglio 2018, ho ricevuto ufficialmente un incarico molto importante. Tale incarico consisteva nel rilievo multidisciplinare per mezzo di tutte le attrezzature sovra descritte, di uno dei monumenti con maggior numero di visite in Italia. Nella sua programmazione dei lavori il MIBACT ne aveva necessità per fare uno studio di ricerca approfondito su tale monumento e sul miglioramento della sua fruizione. Con la precisione l’incarico arriva dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turism,o espressamente dal Direttore del Polo Museale dell’Emilia Romagna, sede di Ravenna.

terra con GPS per conoscere l’esatta collocazione. Fase di rilievo Laser Scanner terrestre con l’ausilio di sistema Up Lift per portare a quota maggiorata il Faro scanner.

SCHEMA planimetrico delle 76 stazioni Laser Scanner eseguite per comporre il modello di nuvola di punti 3d SETTEMBRE 2019

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Modello di nuvola di punti 3d.

Fase di rilievo fotogrammetrico con sistema 3d Eye cavalletti fotografici appositi.

Una volta acquisita tutta questa mole di dati il lavoro potrebbe dirsi ultimato. Il precedente periodo esprime il semplice fatto che mi preme sottolineare: credo sia necessario censire tutto ciò che abbiamo di prezioso e storico, per via del semplice fatto che la storia non troppo remota ci dimostra che viviamo in un paese dalle dinamiche sismiche attive. In questo caso abbiamo elaborato un modello 3d le tavole di semplificazione 2d wireframe in AutoCAD e gli Ortofotopiani delle facciate.

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Azimut Questo concetto, detta la necessità primaria di ascoltare le esigenze della committenza e chiarire quali risultati si potranno ottenere, ogni volta che si approccia una richiesta di rilievo. Noi abbiamo il compito di capire che tipologia di dati serve alla committenza e per quale motivo ci viene chiesto il rilievo. Oggi c’è l’idea a dir poco malsana e diffusa che configura l’azione della rielaborazione dei dati di rilievo e la realizzazione di buoni elaborati come un processo immediato e a dir poco magico. Sembra quasi che, dato che si utilizzano software e computer potenti, questa fase lavorativa sia automatica. Niente di più errato, ancora non hanno inventato una funzione che ti prepara l’elaborato “X” con il semplice ausilio di un tasto della tastiera. Questa è sempre responsabilità nostra, “FAR SAPERE”. Valorizzare, questa fase di lavoro perché noi siamo gli unici artefici delle nostre azioni. La fase di gestione ed elaborazione dei dati, pesa in un offerta economica più del semplice rilievo. Ma questo è da far capire a tutti coloro che vogliono intraprendere queste attività e tutti quelli che le richiedono. Il tempo macchina ed il tempo di elaborazione digitale eseguita da un operatore ha ancora un peso notevole e non si può pensare che non sia oneroso. Pensiamo al tempo passato ad aggiornarsi nello studio dei software, nella gestione dei computer (costosissimi) e nelle loro componentistiche. Per non parlare dei costi degli apparati utili all’archiviazione dei dati che hanno anche una obsolescenza abbastanza rapida. Orgoglioso ed onorato vi racconto che sono stato invitato a Bologna in Pinacoteca Nazionale come relatore ed ospite lo scorso 10 aprile 2019, dal Polo Museale dell’Emilia Romagna per esporre il racconto di cosa si nasconde dietro un operazione di rilievo.


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Queste immagini mostrano l’arrivo mio e dei miei colleghi e le fasi del convegno.

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PATRIMONIO e il rapporto che dovrebbero avere tra pubblico e privato”. Assieme a me c’erano la direttrice del Polo Museale di Ravenna e il curatore esperto di allestimento di musei che sta allestendo un museo a Torino.

La mia visione più sentita è quella di divulgare la consapevolezza che a seguito di un importante operazione di rilievo e la sua elaborazione la committenza ha acquistato non solo un servizio, ma una mole di dati utili alla rappresentazione lo studio e la ricerca in campi molteplici. Tanto è vero che grazie a questi concetti sono stato docente relatore all’università Link Campus a Roma come esperto di questi processi lo scorso 26 settembre 2019. Il tema dell’esposizione è quello del compito che hanno le istituzione per la “VALORIZZAZIONE DEL

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Venerdì 25 ottobre 2019 a Ravenna ho esposto il lavoro svolto per il loro Polo museale in un convegno rivoltò all’intera città. Questi dati potranno essere sintetizzati in semplici elaborati tradizionali bidimensionali, vedi disegni tecnici con analisi e studi vari. Elaborati più dettagliati come fotopiani e modelli 3d parametrici che contengano informazioni fisiche tali da poter stabilire pesi, portanze, trasmittanza, sfasamenti. Stampe 3d a colori e modelli utili per la computer grafica. Per i documentari, la cinematografia, gli spot in computer grafica o la ormai sempre più attuale esportabilità VR (realtà virtuale) e la prossima, ma stimolante ed interessante, AR (realtà aumentata). Non resta che affacciarsi in questo mondo frenetico in costante evoluzione dove non ci sono più limiti se non quelli della nostra ideazione e della nostra creatività. E quindi mi vorrei ripetere con la semplice affermazione “SIAMO SOLO ALL’INIZIO!”.


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Istituzioni

Palazzo Bianchi

Intervista al Sindaco di Falconara Marittima, Stefania Signorini Davide Amicucci

Stefania Signorini, Sindaco di Falconara Marittima

Iniziamo da nome, cognome, professione e coalizione con cui è stata eletta. Mi chiamo Stefania Signorini, dirigente scolastica dell’istituto di istruzione superiore Cambi-Serrani di Falconara. Sono stata eletta sindaco il 26 giugno 2018 con il sostegno di quattro liste civiche: Falconara in Movimento, Uniti per Falconara, Direzione Domani e Ridisegnare Falconara. Quali strategie si propone di mettere in campo la sua amministrazione per valorizzare il territorio e le sue risorse naturali? Tra le ‘Linee Programmatiche di Mandato 2018/2023’, approvate da questa amministrazione, ve ne è una denominata ‘Valori e funzioni urbane e territoriali per la città del futuro’ nell’ambito della quale sono

individuati, tra gli altri, il tema del rapporto tra la Città e il Territorio e quello della Città dei Cittadini. Il primo richiede di ripensare al ruolo della città di Falconara strategico come posizione all’interno della piattaforma logistica e deve necessariamente essere trattato in collaborazione con tutti gli attori dell’Area Metropolitana Medio Adriatica che hanno sottoscritto il Protocollo di intesa nel maggio 2014, oltre che con il mondo delle imprese, dell’innovazione e della ricerca. Il secondo si propone l’obiettivo di valorizzare beni e servizi ecosistemici per elevare la qualità urbana ed il benessere dei cittadini e per questo il Comune sta già lavorando ad un progetto finanziato dalla Regione Marche che ha come argomento ‘Il verde in prospettiva ecosistemica’ da sviluppare nel corso di un triennio per arrivare a definire le migliori modalità di gestione e promozione del verde in ragione delle molteplici e diversificate funzioni cui questo assolve, che vanno da quella ecologica-ambientale a quelle sociale, terapeutica, culturale, estetica, didattica, protettiva e ricreativa. Molti altri sono i temi all’ordine del giorno da affrontare tra i quali il nuovo raccordo ferroviario e l’arretramento del tracciato, che aprono nuovi scenari per il quartiere di Villanova, l’abitato di Rocca Priora e la zona extraurbana a nord. E ancora, le connessioni con l’ambito aeroportuale, il recupero dei contenitori dismessi (ex Montedison, complesso Montedomini, ex Isea, ex Caserma, ex Preventorio di via Pergoli, ex Fanesi, ex Squadra Rialzo), la mobilità sostenibile, le aree con fragilità ambientali e le aree sensibili, le mitigazioni e la resilienza, gli interventi di compensazione socio-ambientale e l’equa ripartizione dei benefici diretti e indiretti, le nuove SETTEMBRE 2019

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Istituzioni

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Falconara Marittima

cittadinanze, l’accessibilità e l’inclusione sociale. L’amministrazione conta molto sulla possibilità di accedere a fondi pubblici partecipando a bandi regionali, ministeriali ed europei grazie all’Ufficio Bandi e Progetti Speciali, istituito appositamente in questa legislatura. Il Comune si farà parte attiva nei confronti della Regione affinché l’obiettivo della sostenibilità ambientale nelle aree con particolari criticità possa entrare a far parte della prossima programmazione Regionale 2021-2027 sulla base delle Linee dettate dalla Comunità Europea. Contemporaneamente ci stiamo attivando anche sul fronte del partenariato con enti di ricerca destinatari di specifici finanziamenti ministeriali, proponendo il territorio di Falconara come caso di studio. Sul piano urbanistico e di assetto del territorio quali saranno le linee politiche e di indirizzo per la gestione degli attuali strumenti di pianificazione? Prima di tutto la semplificazione. Intanto, con il Piano Particolareggiato del Centro Città, il Comune consegnerà ai cittadini uno strumento operativo efficace e chiaro che faciliti gli interventi sull’edificato esistente con una normativa più semplice rispetto a quella ereditata dal passato che contava la stratificazione di ben tre piani urbanistici nell’ambito del Centro Città. Per quanto riguarda altri ambiti del territorio verrà perseguito l’obiettivo della semplificazione dando vita a strumenti di pianificazione innovativi e Varianti puntuali al Piano Regolatore per far fronte alle mutate esigenze del territorio e al rinnovato orientamento culturale. Parte del Centro cittadino è stato delimitato come Centro Storico. Come sta procedendo questo progetto e quali possono essere i vantaggi per i cittadini? È già stata avviata l’attività di analisi e studio che precede la redazione del progetto di Piano Particolareggiato. Il Piano costituirà la cornice normativa per gli interventi edilizi sia sul patrimonio pubblico che su quello privato. Una particolare attenzione verrà posta nei riguardi del verde e degli spazi di aggregazione anche attraverso il contributo che associazioni e cittadini saranno chiamati a dare nel corso del processo di partecipazione alla formazione del Piano. L’amministrazione punta a uno strumento condiviso con la città che sia capace di rispondere alle attese dei cittadini e coglierne i bisogni. Nella zona industriale, sottoposta ai vincoli del Pai e dell'Enac, è difficile operare nuovi interventi

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edilizi. Il Comune come intende muoversi su questo tema e in generale sulle autorizzazioni edilizie nel territorio di Falconara, anche in relazione alle nuove modulistiche richieste? L’amministrazione si sta muovendo su più fronti. Per prima cosa occorre ridurre il rischio idrogeologico che grava su parte delle aree produttive e per questa finalità sono in corso una serie di progetti che prevedono lavori per una spesa complessiva di oltre 8 milioni di euro finanziati dalla Regione e dal Ministero. Contestualmente, si sta verificando la sussistenza della compatibilità tra la situazione idrogeologica dell’area produttiva e la possibilità di incentivare il recupero e la rifunzionalizzazione dei capannoni esistenti mettendo in campo una Variante al Piano Regolatore. Quanto all’aeroporto, la sua presenza costituisce senz’altro un’opportunità di rilancio del territorio e in questa ottica il Comune sta lavorando ad un progetto per il miglioramento delle connessioni viarie e della accessibilità. Qual è la posizione del Comune nei riguardi del progetto delle barriere ferroviarie? Il Comune è nettamente contrario al progetto e proprio da Falconara è partita una battaglia che ha coinvolto i Comuni costieri delle Marche toccati dall’opera. Chiediamo con forza che vengano trovate altre soluzioni per abbattere l’inquinamento acustico lungo il tracciato ferroviario, a partire dalla fonte del rumore, ossia binari e materiale rotabile. Le barriere, oltre a deturpare il paesaggio, avrebbero ricadute negative sulla qualità dell’ambiente, della vivibilità e dell’economia dei territori, soprattutto perché separerebbero tante città costiere dal loro mare. Com'è strutturato il vostro ufficio comunale che si occupa di urbanistica ed edilizia? L’Ufficio Urbanistica si occupa essenzialmente di progettazione di strumenti di pianificazione e normativi necessari a dare attuazione agli indirizzi e obiettivi dell’Amministrazione nell’ambito della gestione del territorio. Affianca inoltre l’Amministrazione nella attività che la vedono coinvolta in progetti con carattere sovra locale come ad esempio le infrastrutture viarie a vario livello, oltre che nella attività di comunicazione e partecipazione con i cittadini connessa ai processi di pianificazione urbanistica. L’Ufficio Edilizia invece gestisce principalmente le pratiche edilizie ed esercita il controllo dell’attività


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Istituzioni

Piazza Mazzini, Biblioteca comunale

edilizia sul territorio. Come sono i rapporti con i professionisti del settore che operano nel vostro territorio comunale? Riscontrate delle criticità? Non mi risulta vi siano criticità con i professionisti del settore. Tutt’altro. Gli Uffici tecnici dimostrano grande disponibilità e collaborazione soprattutto nel fornire tutte le indicazioni e i chiarimenti necessari per una corretta predisposizione delle pratiche edilizie. Avete subìto danni dal terremoto del 2016 ad edifici pubblici e privati del vostro comune? Fortunatamente il terremoto del 2016 non ha compromesso l’agibilità degli edifici pubblici. I danni maggiori sono stati quelli a tre chiese di Falconara, la chiesa di Sant’Antonio, la chiesa di San Lorenzo e la chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria, che sono state ripristinate dopo alcuni mesi. È stato interessato anche un immobile privato in piazza del Municipio. Qual è il pensiero della sua amministrazione sul tema delle unioni, delle fusioni e delle incorporazioni di comuni? La questione delle unioni, delle fusioni e delle incorporazioni è stata posta agli enti locali come opportunità di tipo economico/finanziario ed è stata agganciata a incentivi e agevolazioni. In una fase di austerity e di moltiplicazione degli adempimenti burocratici, che ha colpito in primo luogo i piccoli Comuni che hanno ridotti margini di manovra, per qualcuno ha rappresentato una risposta in termini

di riorganizzazione. In realtà, specie per fusioni e incorporazioni, occorre valutare caso per caso e, a parte le micro realtà, ogni volta che si sopprimono delle entità sul territorio viene meno una parte di rappresentatività che è la struttura portante del nostro Paese. Sacrificare questo aspetto in nome del risparmio di spesa può essere una scelta necessaria, a volte obbligata, ma non sempre la migliore. Diverso è il discorso per le unioni, che permettono ai Comuni di non perdere la loro identità e sono reversibili, anche se comportano l’istituzione di un nuovo organismo. Il Comune di Falconara sta sperimentando con successo la soluzione della convenzione, che ha permesso di istituire la Centrale unica di committenza con i Comuni di Chiaravalle e Camerata Picena. Attraverso di essa i tre Comuni possono gestire in maniera associata le gare d’appalto e questo consente la specializzazione di alcuni dipendenti a servizio di enti locali che, per dimensioni, non avevano in organico le professionalità necessarie.

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Provvedimenti disciplinari per mancato adempimento Corsi di Formazione Continua Triennio 2015-2017 Avv. Liliana Uncini, Presidente del Consiglio di Disciplina In seguito alla segnalazione che n.181 iscritti al Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Ancona risultavano non aver adempiuto compiutamente alla formazione professionale continua nel triennio 2015-2017, il Presidente del Consiglio di Disciplina ha convocato tutti gli inadempienti per verificare i fatti e raccogliere informazioni al fine di trarre elementi per la valutazione di eventuali violazioni deontologiche, riferendone l'esito al Consiglio di disciplina. Quest'ultimo, esaminate le singole pratiche, ha determinato di archiviare le posizioni di 73 geometri e assegnato e suddiviso le restanti 103 posizioni ai tre Collegi di disciplina, i cui Presidenti , accertati i fatti e le circostanze costituenti, hanno relazionato ai relativi Collegi. Nell’apposita seduta, i Collegi di disciplina, su rapporto dei rispettivi Presidenti, previa contestazione scritta degli addebiti e previa convocazione dei soggetti interessati, hanno aperto formalmente i procedimenti e nominato il Relatore, componente del Collegio, il quale a sua volta ha assegnato ai geometri "inquisiti" un termine entro cui produrre documenti e/o memorie convocandoli formalmente. Nel giorno stabilito e indicato nella convocazione si è svolta la discussione in ordine ai fatti contestati, con precisa verbalizzazione della seduta. Terminata la discussione, i Collegi di disciplina accertato che i geometri convocati sono risultati inadempienti alla formazione professionale continua

nel triennio 2015-2017 e che 10 di loro avevano addirittura ignorato non solo la richiesta di produzione memorie e/o documenti, ma anche le convocazioni formalmente comunicate dagli organismi preposti, ritenuto che tali inadempienze costituiscono violazione dei doveri professionali hanno deliberato, adottato e notificato i seguenti provvedimenti disciplinari: • a 23 iscritti è stato notificato formale AVVERTIMENTO • a 47 iscritti è stato notificato formale CENSURA • a 10 iscritti hanno notificato formale SOSPENSIONE comunicando altresì la possibilità di ricorrere contro tali decisioni avanti al Consiglio Nazionale dei geometri e dei geometri laureati nelle forme e procedure stabilite dal D.M. 10.11.1948. Sono rimasti in attesa di giudizio 28 geometri, già sospesi dal Consiglio Direttivo a tempo indeterminato per morosità.

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Costruzioni in legno Subissati: una risposta di qualità alla crisi dell'edilizia Laura Rocchetti Un mercato resiliente alla crisi edile, specializzato e rivolto verso l’eccellenza. È quanto emerge dal terzo “Rapporto Case ed Edifici in Legno” di FederlegnoArredo, l’associazione confindustriale del settore, che periodicamente analizza il comparto per fotografarne lo stato di salute e gli sviluppi attesi nel campo della bioedilizia. Le costruzioni in legno rappresentano il 7% delle nuove abitazioni costruite dal settore edile (2017) con un numero di edifici stimati realizzati sul territorio nazionale pari a 3.224, di cui il 90% destinato al residenziale, per una stima di valore complessivo del costruito pari a circa 700 milioni di euro. Le imprese che operano nella realizzazione di edifici in legno sono spesso diversificate anche in altri segmenti del mercato in legno (grandi costruzioni, ponti, coperture in legno eccetera) e complessivamente generano un mercato che si stima in 1,3 miliardi di euro. Numeri che evidenziano un trend in decisa controtendenza rispetto a un settore dell’edilizia ancora in sofferenza, a conferma dell’interesse crescente di committenti privati e pubblici per questa tipologia di costruzioni. Ad attrarre sono i vantaggi che questo tipo di costruzioni sono capaci di garantire: riducono al minimo i consumi energetici dell’abitazione, rispettano i principi della sostenibilità, sono competitivi in termini di costi di costruzione e sono sicuri dal punto di vista sismico. Il terzo “Rapporto Case ed Edifici in legno” è relativo agli anni 2016/2017 ed è basato sull’elaborazione dei dati forniti da 239 aziende, ovvero i principali player del settore. L’indagine ha quindi analizzato l’edilizia in legno in Italia in termini di numero di edifici costruiti (residenziali e non), stima del mercato nazionale, distribuzione territoriale delle aziende e del loro fatturato, nonché distribuzione delle soluzioni abitative realizzate per singola Regione. Dal punto di vista della distribuzione territoriale, la maggior concentrazione di imprese (il 24%) è nel Trentino Alto-Adige, seguito dalla Lombardia (22%) e dal Veneto (15%). In relazione alla distribuzione territoriale delle abitazioni in bioedilizia troviamo in testa la Lombardia (con il 23% delle abitazioni), seguita da Veneto (19%), Trentino-Alto Adige (12%) ed Emilia-Romagna (11%), mostrando così come le tecniche costruttive in legno si stiano progressivamente diffondendo anche in territori tradizionalmente meno legati all’utilizzo del legno quale materiale a uso strutturale. Il confronto con la produzione di edifici in legno degli altri Paesi europei conferma inoltre il nostro paese al quarto posto come capacità produttiva e volumi di mercato gestiti, dopo Germania, Regno Unito e Svezia, segnando una costante crescita dimensionale. Da sottolineare infatti che in Italia il settore della bioedilizia in legno ha mantenuto anche nel 2017 lo stesso peso percentuale di mercato del 2015, in assenza di eventi eccezionali quali Expo 2015, che aveva inciso in modo rilevante sulla produzione di strutture in legno, grazie alla realizzazione di quasi la totalità dei padiglioni in legno. Con Andrea Subissati, Responsabile commerciale di Subissati srl, abbiamo parlato di alcune fra le ultime realizzazioni portate a termine, o in via di completamento, dall'azienda di Ostra Vetere.

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Comune di Senigallia (AN)

EDIFICIO MULTIPIANO IN LEGNO Si sono conclusi ad inizio luglio i lavori per la realizzazione della nuova palazzina in legno nella zona di Cesano, Senigallia (AN). Le 5 unità abitative, ad uso turistico, sono state progettate dagli Architetti Daniele Frulla e Luca Granarelli. Gli appartamenti, moderni e luminosi, si trovano a pochi passi dal mare. Le volumetrie ricercate e gli ambienti confortevoli rendono gli spazi abitativi funzionali ed allo stesso tempo unici. L'edificio è interamente realizzato in legno lamellare con sistema "Platform Frame", ad alta efficienza energetica e con tecnologica antisismica.

Comune di Camerano(AN)

VILLE DEL CONERO Nella splendida cornice del parco del Conero proseguono i lavori per le 2 ville quadrifamiliari interamente in legno lamellare. Le ville si trovano a San Germano, una frazione del comune di Camerano (AN) immerse in un paesaggio mozzafiato e in una posizione comoda e strategica. La abitazioni sono state realizzate con finiture e materiali di pregio; le scelte stilistiche e architettoniche, vista anche la natura del luogo che le ospiterà, sono state fatte nella consapevolezza di armonizzare il più possibile le ville con il contesto naturale e fonderle creando un tutt'uno con la natura circostante. Le abitazioni, sicure ed efficienti dal punto di vista energetico, sono state realizzate con tecnologia costruttiva "Platform Frame". SETTEMBRE 2019

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Edilizia

Comune di Fiastra (MC) CENTRO SPORTIVO RICREATIVO E SOCIALE La struttura polivalente sita in località San Lorenzo al Lago di Fiastra (MC) è stata realizzata recentemente grazie a donazioni private, fondi comunali, un contributo della Protezione Civile proveniente dagli sms solidali e donazioni di imprenditori locali come i fratelli Paniccia della ICA industria vernici di Civitanova Marche. Una struttura fatta con il cuore ed un segno di speranza molto importante per chi ha vissuto il terribile trauma del sisma. Il centro in legno lamellare si sviluppa su di un solo piano per circa 200 mq ed è caratterizzato dalla presenza di schermature ombreggiate, che creano un motivo ritmico, e di un tetto dalle falde articolate. Dal punto di vista energetico l'edificio è dotato di impianti all'avanguardia che garantiscono il massimo dell'efficienza energetica. La struttura è stata realizzata con tecnologia costruttiva "Platform Frame".

Comune di Caldarola (MC)

CHIESA NUOVA La struttura donata dalla Caritas Italiana ed intitolata al Beato Francesco è stata inaugurata nel maggio 2019. Caldarola è stata duramente colpita dal sisma del 2016 e per gli abitanti di questo comune, come di tanti altri del cratere, il segnale di ricostruzione assume un valore simbolico. I locali della struttura, oltre ad assolvere alle funzioni religiose, sono stati progettati per far si che l'edificio sia una vera e propria struttura polivalente e quindi un centro importante per tutta la comunità. Ricordiamo che all'indomani del terremoto il 40% del territorio urbano era stato dichiarato zona rossa e che oggi fortunatamente si sta lentamente ritornando alla normalità. Recentemente l'amministrazione comunale ha disposto provvedimenti per riaprire gran parte della zona rossa e speriamo che si riescano a risolvere in breve tempo i disagi di tutti gli abitanti. La struttura in legno lamellare realizzata con tecnologia costruttiva "Platform Frame" in legno si sviluppa su di un solo piano per oltre 300 mq, dispone inoltre di una copertura in legno di circa 100 mq. I locali dispongono di una sala grande con servizi igienici e due piccole stanze. La sala grande ha un’area a modo di presbiterio che all’occorrenza può essere aperta con un pannello scorrevole per le celebrazioni religiose.

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Edilizia

PLATFORM FRAME “PLATFORM FRAME” è ad oggi il sistema costruttivo più diffuso, utilizzato ed affidabile in Italia, in Europa e nel mondo. Il “PLATFORM FRAME” è un sistema costruttivo tipico delle case in legno americane ed è l’evoluzione del più noto “BALLOON FRAME”, utilizzato già dal 1750 in America. La costruzione procede per piani: le pareti del primo piano vengono fissate al basamento, dopo di che viene realizzato il primo solaio di interpiano. A questo punto si procede con le pareti del secondo piano e così via. Per aumentare la precisione e la qualità finale del prodotto le pareti vengono assemblate presso gli stabilimenti con moderne linee di produzione automatizzate e poi poste in opera in cantiere. Le fondazioni sono generalmente realizzate con platea in cemento armato, oppure con piani interrati composti da setti in cemento armato. La costruzione in legno, dal piano terra in poi, è caratterizzato da pareti esterne ed interne resistenti a taglio costituite da telai composti da travi in legno lamellare impregnate in autoclave con sali ecologici, generalmente di sezione minima 80x160 mm, posti verticalmente ad interasse inferiore 60 cm, collegati al piede e in sommità con opportuni giunti di carpenteria in legno e piastre metalliche con travi lamellari di identica base e opportuna altezza. Questi telai sono poi irrigiditi mediante pannelli in legno OSB 3 (Oriented Strand Board) dello spessore minimo di 18 mm prodotto con incollaggio PMDI (colle prive di formaldeide). Gli elementi così composti vengono assemblati fra loro in maniera da ottenere il controventamento necessario. L’assemblaggio tra travi lamellari e pannelli è realizzato tramite impianto in linea a cnc con cambrette, chiodi o viti posti a un opportuno interasse. Generalmente la struttura portante delle pareti come sopra indicata può anche raggiungere resistenza al fuoco R60 (come previsto per gli edifici ad uso scolastico). Le pareti esterne sono poi rivestite al di fuori con un cappotto termico e relativo intonachino ai silicati silossani, mattoni faccia vista, pietre o può avere delle doghe in legno a vista, mentre internamente vengono completate con un pannello in cementolegno per consentire uno spazio tecnico necessario al passaggio degli impianti (cavedio), e successivamente viene istallato il pannello di finitura interna in cartongesso o gessofibra. Il collegamento tra le pareti portanti in legno e le fondazioni in c.a. viene assicurato mediante idonee piastre metalliche ancorate con barre filettate in acciaio o tasselli meccanici. I solai di interpiano sono realizzati con travi in legno lamellare, poste a interasse variabile a seconda della luce; in appoggio alle travi viene posto un perlinato di opportuno spessore. Nella parte superiore al perlinato vengono realizzati i massetti in cls, gli impianti e successivamente qualsiasi tipo di pavimento finale (parquet, ceramica, pavimenti galleggianti, ecc.). I solai di copertura termoventilati vengono realizzati con un’orditura in legno lamellare posta a opportuno interasse con il sovrastante perlinato, il listello in legno per l’alloggio isolante, l’isolante, il listello di ventilazione, il pannello in legno OSB (Oriented Strand Board, prodotto con incollaggio PMDI - colle prive di formaldeide), la guaina impermeabilizzante e il manto finale di copertura in tegole o coppo di laterizio.

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Il Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: un decreto ancora da attuare, una norma matura o ormai superata? Corrado de Robertis In tanti hanno scritto e continuano a scrivere del D.Lgs. 81/2008, una norma nata in un periodo storico in cui l’opinione pubblica nazionale chiedeva una risposta forte ai recenti eventi luttuosi che avevano colpito il nostro paese, che dimostravano tutti i limiti della precedente normativa in materia, rappresentata in larga parte dal D.Lgs. 626/94. Ma è davvero così che sono andate le cose, ed il D.Lgs. 81/2008 è stata in grado di soddisfare l’esigenza spesso non nota delle aziende di dotarsi di un adeguato sistema di tutela del proprio personale? Per dare una risposta ai quesiti posti dobbiamo cercare di comprendere quanto sia in effetti cambiato nel passaggio dalla 626/94 alla 81/2008, e se quest’ultima sia stata in effetti in grado di indurre in tutte le aziende, piccole o grandi che siano, pubbliche o private, la creazione di un adeguato sistema di tutela interno del personale. In merito al cambiamento avvenuto nel passaggio, è abbastanza semplice osservare come la forte somiglianza delle due normative, soprattutto nei tratti caratteristici più evidenti, non abbia sortito alcun effetto rivoluzionario e innovativo per gli addetti ai lavori, i quali hanno continuato tranquillamente ad operare con la 626/94, spesso anche nei casi in cui il D.Lgs. 81/2008 prendeva strade nettamente differenti dalla 626/94, tant’è vero che ancora oggi ci sono tanti professionisti e formatori che solo apparentemente attuano ed insegnano ciò che prescrive il D.Lgs. 81/2008 ma in realtà continuano ad operare con logiche ascrivibili alla precedente normativa.

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Qualcuno potrebbe affermare che in realtà non ci siano sostanziali differenze tra i due decreti in esame, ma solo delle semplici sfumature, per cui parlare dell’una o dell’altra in effetti non faccia molta differenza, e ciò potrebbe anche essere vero se trascurassimo di considerare quali siano le finalità dell’una e dell’altra norma, che solo in apparenza risultano identiche, rischiando così di perdere quanto di significativo il D.Lgs. 81/2008 abbia introdotto in materia. Per cogliere quest’importante aspetto consideriamo come il D.Lgs. 626/94 affronti il problema della tutela del personale, evidenziandone alcuni degli aspetti salienti: • La responsabilità della tutela ricade sul datore di lavoro; • Il datore di lavoro deve, tranne casi particolari, dotarsi di un adeguato servizio di prevenzione e protezione a cui affidare il compito di trovare le soluzioni tecniche organizzative che evitino infortuni e malattie professionali; • I dirigenti ed i preposti, seppur non definiti, condividono parte delle responsabilità del datore di lavoro; • I rappresentanti per la sicurezza, chiamati anche rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, svolgono compiti ispettivi all’interno dell’azienda; • Il medico competente ha, nei casi previsti, il compito di dar seguito alla sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti a particolari rischi; • All’interno dell’azienda vanno individuati tutti


Azimut i rischi, ed in merito a ciò informati e formati i lavoratori; • Vanno previsti particolari e specifici assetti di emergenza, in particolare per quanto concerne il rischio incendio. Ora, partendo esattamente dagli stessi elementi, vediamo quali cambiamenti organizzativi e procedurali abbia introdotto il D.Lgs. 81/2008: • La responsabilità della tutela ricade sul datore di lavoro, ma tale responsabilità è condivisa con i dirigenti, con i preposti e con gli stessi lavoratori, secondo le loro specifiche attribuzioni; • Il datore di lavoro deve, tranne casi particolari, dotarsi di un adeguato servizio di prevenzione e protezione a cui affidare il compito di supportarlo nel trovare le soluzioni tecniche organizzative che evitino infortuni e malattie professionali; il datore di lavoro, i dirigenti, i preposti, gli RLS e gli stessi lavoratori non devono assolutamente ca dere nell’errore di ritenere che sia il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, coadiu vato da uno o più addetti, a dover risolvere le pro blematiche inerenti la tutela del personale, cosa che abbiamo già visto spetta, in diversa misura, a tutto il personale dell’azienda, riconoscendo quin di al RSPP il solo compito di consulente del datore di lavoro nella risoluzione delle problematiche, e non di responsabile della sicurezza, come spesso avviene; • I dirigenti ed i preposti, ora ben definiti, condivido no parte delle responsabilità del datore di lavoro, rispettivamente nell’organizzare l’attività lavora tiva e vigilando su di essa (dirigenti), e nel sovrain tendere come lavoratori esperti alle lavorazioni con concreto potere di iniziativa affinché le stes se siano effettuate come prescritto dalle procedu re aziendali (preposti); • I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), svolgono compiti ispettivi all’interno dell’a zienda per conto del datore di lavoro, al fine di va lutare la corretta attuazione all’interno dell’a zienda di quanto prescritto dal DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) – Verifica di efficienza –, e l’efficacia delle soluzioni individuate dal DVR in ragione delle effettive problematiche esistenti – Verifica di efficacia –; il Rappresentante dei La voratori per la Sicurezza riporta l’esito delle veri fiche al datore di lavoro perché ne tenga conto nel rivedere/aggiornare il DVR, e qualora necessa rio riferisce agli organi preposti mancanze e/o omissioni del datore di lavoro nel risolvere le pro

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Normativa blematiche individuate in sede di verifica; • Il medico competente ha, nei casi previsti, il compito di dar seguito alla sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti a particolari rischi, in accor do ai particolari protocolli medico legali stabiliti e proposti dalla Comunità Scientifica internazionale; • All’interno dell’azienda vanno individuati tutti i rischi, ed in merito a ciò informati e formati i la voratori, affinché siano essi stessi i primi ad occu parsi della propria salute e della salute dei colle ghi in ragione delle proprie azioni compiute nell’am bito dello svolgimento delle attività lavorative; • Vanno previsti particolari e specifici assetti di emergenza, in particolare per quanto concerne il rischio incendio, in cui tutti sappiano perfettamen te cosa fare in ragione del proprio specifico compito. Non è sufficiente ipotizzare delle possibili situazioni di emergenza perché una loro esecuzione reale risulti efficace ma vanno periodicamente organizzate eser citazioni in cui sia ricercato il realismo addestrativo. Quali sono quindi le principali differenze esistenti tra il D.Lgs. 81/2008 e il D.Lgs. 626/94? 1. Il datore di lavoro, pur addensando su di se le re sponsabilità di efficienza ed efficacia delle azioni di prevenzione e protezione messe in atto dall’a zienda, non è il solo a doversi preoccupare della loro realizzazione e messa in opera, dovendo contare sull’azione attenta, mirata e consapevole dei diri genti, dei preposti e degli stessi lavoratori. Il lavora tore cessa quindi di essere un soggetto passivo dell’a zione di tutela divenendone uno degli elementi cardine; 2. I dirigenti, nell’organizzare l’attività lavorativa di dettaglio, dovranno sincerarsi che i lavoratori, se guiti nel loro compito dal preposto, attuino scru polosamente le procedure aziendali previste, a cui il DVR dovrà far riferimento in modo puntuale nel gestire gli aspetti di prevenzione e protezione, senza trascurare che possibili cambi di situazione indotti da circostanze contingenti debbano richie dere non solo una rimodulazione dell’attività lavo rativa ma anche dei relativi aspetti di tutela ad essa connessi, in particolare per l’esistenza di pos sibili interferenze con altri settori aziendali che potrebbero verificarsi. 3. Il preposto, al fine di sovraintendere alle attivi tà lavorative e attuare un concreto potere di ini ziativa su di esse, non può esimersi dall’essere un lavoratore esperto delle lavorazioni in questione. Il preposto ha quindi il compito di sincerarsi che SETTEMBRE 2019

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Normativa le seguano senza discostarsi da esse. Possibili eventi eccezionali o cambi di situazione dovranno prontamente essere discussi con il proprio dirigente al fine di valutare l’attuazione di soluzioni alternative. 4. I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) cessano di essere degli antagonisti del datore di lavoro interni all’azienda per diventare i suoi più fidati collaboratori nella verifica della corretta attuazione in tutta l’azienda del DVR, e della verifica della sua effettiva efficacia nel risolvere le problematiche, dalle più piccole alle più grandi. 5. Il medico competente ha il compito di valutare la possibile insorgenza di malattie professionali in quei soggetti che svolgono particolari mansioni per cui si è statisticamente osservato che il loro svolgimento può, con una certa probabilità, portare all’insorgenza di una malattia. Il riferimento statistico del medico competente è la stessa Comunità Scientifica Internazionale, ed il suo compito specifico è quello di regolamentare l’esposizione del lavoratore all’attività lavorativa causa di possibili malattie, potendo giungere persino ad impedirne l’esecuzione. Il medico competente non si occupa della cura dei lavoratori che hanno contratto una malattia professionale, cosa che è rimessa al Sistema Sanitario Nazionale, ma di valutarne possibili insorgenze e di contrastarne, finché possibile lo sviluppo; 6. L’informazione, la formazione e l’addestramento dei lavoratori, dei preposti, dei dirigenti, ecc., non può ridursi in un mero atto formale imposto dalla norma, ma deve assolutamente portare ad una presa di coscienza seria e consapevole da parte di tutti i soggetti dei rischi aziendali con cui è necessario in qualche modo convivere, partendo dal datore di lavoro fino al lavoratore più giovane ed inesperto. Ancora una volta il lavoratore è il primo a prendersi cura della propria incolumità e dell’incolumità dei colleghi che ha affianco; 7. Come è noto il DVR, partendo dall’analisi di tutte le procedure aziendali e relative condizioni al contorno in termini di esposizione ai rischi, si sforza di individuare le azioni di prevenzione e protezione più adeguate per la tutela del lavoratore, ma questa logica viene messa in crisi in presenza delle emergenze, per cui è necessario che l’azienda, oltre al DVR, si doti di un piano di emergenza, e per gestire i casi estremi, di un piano di evacuazione. Il piano di emergenza deve essere tale da poter prevedere l’insorgenza di pericoli correlabili alle

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Azimut attività lavorative, o del tutto indipendenti da queste (agenti esterni), in cui sia indicato in modo semplice e rapido chi deve organizzarsi per fronteggiare il pericolo e chi invece deve mettersi al riparo. Tutto il personale dovrà effettuare un numero adeguato di esercitazioni di emergenza, mentre il personale individuato per il contrasto della minaccia dovrà seguire degli specifici corsi formativi (es. primo soccorso, antincendio, ecc.), oltre che addestrarsi nell’adempimento dei propri compiti. Qualora poi la minaccia sia tale da impedire qualsiasi azione di contrasto l’azienda dovrà far ricorso al piano di evacuazione. Volendo condensare in poche parole le differenze tra le due normative, potremmo dire che il D.Lgs. 626/94 è orientato all’assegnazione di responsabilità e all’evidenza degli elementi cardine della salute e sicurezza in ambito lavorativo, mentre il D.Lgs. 81/2008 induce alla costituzione di un sistema aziendale che partendo dalle specifiche esigenze lavorative ne enfatizzi le potenzialità produttive massimizzando al tempo stesso la tutela di tutto il personale, datore di lavoro compreso, anticipando di fatto il concetto più ampio di risk management aziendale, in cui l’azienda è chiamata a considerare tutti gli aspetti di rischio della propria esistenza, tra cui troviamo certamente quelli derivanti dall’antinfortunistica. A fronte delle osservazioni fatte, e dall’esperienza maturata, mi sento di poter affermare che la norma, seppur giunta ad un sufficiente livello di maturazione, non è ancora adeguatamente attuata all’interno di molte aziende, soprattutto in quelle piccole e medie, anche perché spesso, come accennato, tali aziende sono incolpevolmente ostaggio di addetti ai lavori e formatori che non si sono accorti di quanto il D.Lgs. 81/2008 sia diverso dal D.Lgs. 626/94, per cui non hanno consentito ai propri clienti di attuare la crescita sperata dal legislatore all’atto del cambiamento. Questa situazione, se da un lato può risultare spiacevole, dall’altro ci dice che il campo della sicurezza risulta ancora molto interessante dal punto di vista professionale per chi, da tecnico, voglia specializzarsi in tale settore, abbandonando definitivamente l’idea che il D.Lgs. 81/2008 sia competenza degli avvocati e non dei tecnici. A proposito di ciò, il mio mentore, ormai scomparso, mi diceva che “nel campo della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro gli avvocati intervengono solo quando i tecnici hanno fallito”, e seppur tale affermazione possa sembrare troppo dura, in realtà è del tutto vera.


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Edilizia Da sinistra: Fabio Malosio, responsabile blockchain per Ibm Italia. Valentina Bisti, conduttrice di Unomattina e il Geom. Giorgio Genangeli

I Geometri scendono in campo nella blockchain Il progetto pilota presentato a Matera il primo ottobre 2019 Giorgio Genangeli I geometri scendono in campo nella blockchain grazie a Giorgio Genangeli (Geometra iscritto al Collegio di Ancona), in occasione del convegno 'Il geometra nella trasformazione urbana. Matera: da città dei sassi a capitale della cultura europea'. L’appuntamento, nell'ambito del ciclo di eventi 'Conoscere il passato, riflettere sul presente, immaginare il futuro, è stato promosso dal Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati per celebrare i 90 anni della professione. Nel 2002 Genangeli ha fondato una società di servizi e consulenza nel mondo immobiliare. 'Felicemente geometra' come lui stesso vuole definirsi, Giorgio Genangeli ha illustrato alla platea la sua esperienza personale, visto che ha deciso di sperimentare la blockchain in un prossimo intervento edilizio nella provincia di Ancona. Un progetto pilota che aprirà nuove prospettive ai professionisti della filiera edile. È stato questo il filo conduttore del suo intervento, in cui ha illustrato ai colleghi ciò di cui si è convinto ormai da tempo: la tecnologia o la subisci o la governi. Valentina Bisti conduttrice di Unomattina ha moderato l’intervento dove Giorgio insieme a Fabio Malosio, responsabile blockchain per Ibm Italia, ha condotto la platea in un viaggio per comprendere prima le funzioni e le potenzialità di quella che risulta essere una delle recentissime innovazioni tecnologiche e poi quali le possibili auspicabili applicazioni nell’ecosistema immobiliare. Di seguito un sunto del suo intervento. Il Geometra e la Blockchain Qualche anno fa quando per la prima volta sento parlare di questa tecnologia, traduco dall’inglese il nome… catena di blocchi… ehm… Una nuova Tecnologia costruttiva? Mi interessa!!! Poi inizio a studiare. Blockchain, BItcoin? Un mondo fatto di firme digitali, time setting, hash, di minatori, di software, di centri di calcolo, di algoritmi, di matematica, peer to peer, di monete virtuali… non

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fa per me! Abbandono per un periodo l’argomento che però ormai era inesorabilmente entrato in me e, piano piano, comprendo che la Blockchain, nata per rendere elementi digitali univoci (bitcoin e monete virtuali appunto), poteva avere tantissime altre peculiarità inesplorate esattamente come internet a metà degli anni 90. Quando mia moglie cerca qualcosa i miei figli le consigliano: cerca su Google... ecco le parole magiche; queste stesse parole pronunciate 20 anni fa sarebbero state prive di senso. Cercare contenuti su Google, acquistare con l’ecommerce, essere guidati dagli smartphone, spotify, Siri, Alexa, solo 20/25 anni fa. Una utopia, oggi sono una realtà. Blockchain è oggi una tecnologia vuota esattamente come internet agli esordi, priva di esempi applicativi, da qui la passione per capire come implementarla nell’ecosistema immobiliare. Facciamo qualche primissima riflessione applicativa: Terremoti - In Italia dal 1908 (terremoto Sicilia/Calabria 120.000,00 vittime) si sono susseguiti decine di eventi tellurici e centinaia di vittime. Solo negli ultimi 50 anni sono stati spesi per emergenze oltre 120/140 miliardi euro (fonte Wired). Quanto costerebbe mettere in sicurezza il nostro paese? Qualcuno dice basterebbe un terzo di quella somma, ma nessuno può saperlo con certezza in quanto non abbiamo dati attendibili. Su questo dobbiamo lavorarci!! Le norme tecniche delle costruzioni - Semplificando al massimo, dopo la prima macro divisione tra l’edilizia ricca e edilizia povera, abbiamo avuto una emissione continua di provvedimenti, via via sempre più stringenti, sempre come reazione alle precedenti catastrofi. 1909 – Regio Decreto - Norme tecniche ed igieniche obbligatorie per le riparazioni, ricostruzioni e nuove


Azimut costruzioni degli edifici pubblici e privati nei Comuni colpiti dal Terremoto del 28 dicembre 1908 o da altri precedenti. 1971 – legge 1086 - Norme per la disciplina delle opere in c.a., normale e precompresso ed a struttura metallica. 1974 – legge n. 64 - Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche. Dal 1974 in avanti è stato un proliferare continuo di norme sull’argomento. 2008/2009 dal terremoto dell’Aquila in avanti, anche in riferimento alle normative europee, è iniziato l’approccio del calcolo valutando l’analisi dinamica del sisma. Ironia della sorte da quella data il nostro comparto, non certo per colpa di queste norme, (vedi argomenti precedenti) entra in profonda crisi e quindi pochi sono gli edifici costruiti secondo queste specifiche.

Il nostro patrimonio immobiliare è per la maggior parte come quella 500 anni 60. Patrimonio immobiliare di cui non sappiamo nulla. Desideriamo che i nostri figli girino per strada con una autovettura omologata, aggiornata e sicura, poi li facciamo dormire in edifici di cui non sappiamo nulla, pessimi sotto il profilo energetico ed ambientale. (prime leggi sul risparmio energetico e sicurezza sismica risalgono 1977). Con i cappotti, le manutenzione straordinarie, le nuove tecnologie impiantistiche stiamo mettendoci una pezza, ma proprio l’automotive ci fa capire che pur con tutto l’impegno non si potrà mai elevare allo standard 2019 una macchina anni 60. Il parco immobiliare italiano va profondamente rinnovato generando sviluppo ed evitando sprechi di risorse, inevitabili in esito alle sempre più frequenti calamità naturali. Le applicazioni che usciranno in materia di Intelligenza artificiale, Internet delle cose, unite all’arrivo del 5G e delle sue evoluzioni, cresceranno a livelli oggi impensabili e alimenteranno nuovi ecosistemi. Da questa riflessione le prime proposte: Patrimonio edilizio esistente - lo Stato agevola la “Carta della Proprietà” dell’immobile che contiene tutte le indicazioni utili del fabbricato esattamente come se dovesse essere compravenduto. (si potrebbe anche immaginare agevolazioni diverse da quelle fiscali, purtroppo non per tutti, giocando intorno alla moneta virtuale – Token) Tale documento può contenere sezioni “smart contract” in quanto fornirà ad una piattaforma, dove lo Stato avrà accesso, tutta una serie di dati immutabili in quanto protetti da blockchain.

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Edilizia Il cittadino, oltre ad ottenere l’agevolazione o l’altra premialità che decideremo, sarà certo del patrimonio che dispone, delle sue caratteristiche, avrà la sicurezza che il cespite è vendibile e quindi ottiene consapevolezza del valore del suo bene. Non dimentichiamo, infatti, che ad un immobile non in regola non sarà possibile attribuire un valore. Lo Stato disporrebbe di una archivio organico CERTO del patrimonio immobiliare sul territorio nazionale per tutti gli usi più disparati: economici, fiscali, normativi, sicurezza, programmazione di veri e propri «Piani Marshall» del patrimonio immobiliare italiano ecc. Edifici ed infrastrutture nuove - Visto che la procedura Blockchain consente la raccolta trasparente e ordinata di un gran numero di dati e certificazioni relative alla costruzione dell’immobile, la sua funzionalità futura sarà assicurata proprio dai flussi documentali che conosciamo e che tracceranno la vita dell’immobile dalla progettazione, alla costruzione, all’uso e manutenzione, secondo criteri di alta qualità che oggi nemmeno immaginiamo. Chi seguirà questa strada otterrà delle agevolazioni monetarie e fiscali, lo STATO potrà disporre dei dati della «Carta della Proprietà» dell’immobile, che essendo costruito bene, eviterà gli esborsi successivi alle catastrofi. Saranno felici le banche quando finanziano, le assicurazioni quando assicurano, i Tribunali per la soluzione dei contenziosi, ma soprattutto i cittadini che per prima cosa vivranno più sicuri ed in grado, grazie a filiere trasparenti, di scegliere ciò che è qualitativamente migliore. Altro aiuto può derivare dallo spostamento di risorse dalla speculazione alla qualità progettuale e costruttiva. Concludendo il nostro settore ha bisogno di una bella boccata d’aria fresca e rilanciare finalmente il mercato immobiliare italiano. Il tutto senza alcuna paura, perché se è vero che il sistema blockchain nasce per gli scambi «peer to peer» senza intermediari gli specialisti (tecnici, notai tutti i veri professionisti del settore) saranno sempre indispensabili per la qualità del risultato che la tecnologia renderà semplicemente solo più immediato, trasparente e proattivo. Rimango nella convinzione che la blockchain non salverà il mondo, come non lo ha ancora salvato internet, né qualsiasi altra cosa solo perché digitale, però vi lascio con una convinzione: fino a qualche anno fa potevamo decidere se vivere on line o off line ma già da oggi il digitale è “on life” nelle nostre vite… possiamo subirlo oppure governarlo, tecnologie come la blockchain quando arrivano, arrivano senza chiedere il permesso. Geom. Giorgio Genangeli

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Trattamento acque, Pieralisi si aggiudica la maggiore commessa europea Un appalto da 11,4 milioni per fornire 48 impianti di disidratazione fanghi per altrettante città della Puglia Il tema del trattamento, recupero e smaltimento dei fanghi generati dai processi di depurazione delle acque reflue urbane assume un'importanza sempre maggiore nel panorama nazionale. Sia per il noteIng. Gennaro Pieralisi, Presidente del vole quantitativo di Gruppo Pieralisi fanghi di depurazione prodotti, sia perché con i moderni trattamenti dei reflui, sviluppati e implementati per rispettare i limiti agli scarichi imposti dalle più recenti normative, tale quantitativo è destinato ad aumentare ulteriormente, con conseguenti problemi per quanto riguarda lo stoccaggio e lo smaltimento dei fanghi stessi, senza trascurare i costi che tali attività comportano In questo scenario merita di essere segnalata l’aggiudicazione, da parte di un’azienda marchigiana, la Pieralisi di Jesi, della più grande gara europea per la fornitura di stazioni di disidratazione fanghi di depurazione civile. Un appalto da 11,4 milioni, commissionato da Acquedotto Pugliese Spa, la società pubblica che gestisce il servizio integrato delle acque della regione. Si tratta dell’appalto più importante, sotto il profilo ambientale, della società pugliese che ha avviato una serie di progetti e attività che puntano ad ottimizzare la gestione dei fanghi, riducendone le quantità generate e migliorandone la quantità. L’obiettivo cui si mira è da un lato abbattere i co-

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sti di gestione, considerando che i 185 impianti del gestore idrico pugliese generano annualmente circa 244.000 tonnellate di fanghi, il cui smaltimento costituisce una delle più significative voci di spesa per la società, pari ogni anno a circa 29 milioni di euro; dall’altro a favorire il riuso dei sottoprodotti della depurazione in un’ottica di economia circolare a tutto vantaggio della sostenibilità ambientale e dello sviluppo del territorio. In questo scenario si è inserito uno dei principali investimenti, ben 55 milioni di euro complessivi, che l’azienda ha stanziato per dotarsi di nuove tecnologie capaci di ridurre significativamente il volume dei fanghi: le centrifughe per la loro disidratazione meccanica e le serre solari d’essiccamento. Relativamente alle prime si inserisce la gara vinta da Pieralisi che ha cominciato a fornire i primi di 48 impianti in diverse località pugliesi, in virtù della migliore offerta - tecnica ed economica - presentata su ben tre dei quattro lotti in cui era suddivisa la gara. Una commessa importante per l’azienda che conferma la propria leadership nazionale in questo segmento con contratti in essere da tempo formalizzati con le maggiori aziende nazionali del settore - a partire da Acea di Roma - ma con significative installazioni anche all’estero tra Cina, Stati Uniti, Brasile e, ovviamente, Europa. Di particolare rilievo, in questo nuovo appalto, l’incidenza della valutazione tecnica rispetto a quella economica (70% il peso specifico della prima, 30% quello della seconda). Selezionate le aziende italiane e straniere ammesse alla gara attraverso una scrematura tra le capacità tecniche, le referenze e l’affidabilità operativa, l’assegnazione della commessa è stata decisa dopo prove in parallelo tra tutti


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Gli impianti di disidratazione fanghi realizzati da Pieralisi per Acquedotto Pugliese mentre vengono posizionati negli appositi container che li porteranno nei depuratori di 48 città della regione

i concorrenti con unità mobili di identica portata. Pieralisi, in tale ambito, è riuscita ad offrire la migliore riduzione dei volumi di fanghi disidratati (che consentono ad Acquedotto Pugliese di abbattere i costi di smaltimento in discarica) e una migliore qualità del chiarificato (l’acqua in uscita), dunque con una importante valenza di carattere ambientale. Al riguardo Acquedotto Pugliese - nel presentare i nuovi progetti nel campo della depurazione proprio per abbattere i costi di gestione e valorizzare i sottoprodotti in un’ottica di economia circolare - aveva avuto modo di dichiarare che i propri impianti generano annualmente circa 244 mila tonnellate di fanghi, il cui smaltimento costituisce una delle più significative voci di spesa per la società, pari ogni anno a circa 29 milioni di euro. “L’aggiudicazione di questa gara che, per valore economico, è la principale mai registrata a livello europeo - sottolinea il presidente Gennaro Pieralisi -conferma il risultato delle ottime performance che le proposte progettuali della nostra divisione Separation Solution riescono a garantire. Un risultato che

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dà evidenza della continuità del lavoro sul territorio, in questo caso quello pugliese, dove Pieralisi è fortemente radicata, ma anche dell’efficacia degli investimenti effettuati nella tecnologia sulla Separation che consente alla nostra azienda di competere, con risultati più che positivi, con i principali competitor mondiali. Un successo che rafforza i piani di crescita nel business del trattamento acque e più in generale dell’ambiente, orizzonte ormai ineludibile per le aziende, come la nostra, sempre più proiettate verso il futuro”. Nota in tutto il mondo per la produzione di macchine olearie, Pieralisi è sempre più specializzata anche nella separazione industriale da dove genera quasi la metà del proprio business, operando in diversi ambiti: oltre a quello del trattamento delle acque, l’azienda è attiva nei settori del food & beverage, in quello dei prodotti di derivazione animale e dei prodotti lattieri di origine vegetale e animale, nella raffinazione degli oli combustibili e lubrificanti, nella lavorazione degli oli vegetali, oltre che nel riciclo dei rifiuti. Tornando all’appalto con Acquedotto Pugliese, proprio la stessa società di Bari ha avuto modo di sottolineare la valenza dell’investimento effettuato con questo appalto: “Un investimento importante - ha avuto modo di spiegare l’ingegner Piervito Lagioia, responsabile Unità tecnica della direzione Reti e impianti e project manager Depurazione di Acquedotto Pugliese - che ci consente di adottare queste soluzioni su larga scala: le macchine saranno infatti installate su 60 dei nostri impianti di depurazione, un terzo del totale. Il loro impiego si stima garantirà una riduzione del volume dei fanghi pari a 30.000 tonnellate annue, con un altrettanto importante risparmio ecoSETTEMBRE 2019

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Gli impianti di disidratazione fanghi realizzati da Pieralisi per Acquedotto Pugliese mentre vengono posizionati negli appositi container che li porteranno nei depuratori di 48 città della regione

nomico dovuto al mancato trasporto e conferimento di tale quota, pari a circa 5 milioni di euro annui, che ci permette di ipotizzare il ritorno dell’investimento in un arco temporale di circa 4 anni”. Ed anche Acquedotto Pugliese ha sottolineato come fosse assolutamente innovativo il bando. La gara per la fornitura delle centrifughe, in fase di assegnazione, è stata strutturata in 4 lotti corrispondenti ad altrettante taglie di potenza delle macchine: uno per la taglia piccola, ovvero macchine con capacità di trattamento pari a 25 m3 /h, due per le macchine di taglia media, 30 m3 /h e 35 m3 /h, che comprende anche macchine che si possano alloggiare in container, in modo da disporre anche di centrifughe mobili che possano essere spostate tra i vari impianti, e uno per taglia grande, 60 m3 /h. Macchine, altra richiesta del bando, interamente automatizzate, controllabili da remoto e che siano implementate di sistemi di gestione in linea con il Piano nazionale Impresa 4.0 del ministero dello Sviluppo economico, che favorisce l’industrializzazione e automazione degli impianti industriali. Pieralisi, come detto, si è aggiudicata i primi tre bandi per un totale di 48 impianti sui 60 previsti. Un bando che si è caratterizzato, come evidenziato dalla stessa Pieralisi, per diversi elementi di novità. Il primo era rappresentato dalla fase di prove sul campo. “Rispetto alla prassi comune - ha aggiunto l’ing. Lagioia - dove vengono definite le caratteristiche tecniche e dimensionali delle centrifughe e sulla base di questi parametri, uniti all’offerta economicamente più conveniente, viene effettuata la scelta, abbiamo optato per un metodo diverso. Abbiamo infatti lavorato su quello che volevamo ottenere dalle macchine: la migliore qualità possibile di fango secco e di centrato, ovvero dell’acqua di scarico che esce dalla

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centrifuga, quindi con il più basso contenuto di solidi sospesi, e su questi parametri preparato il bando. Parametri che abbiamo voluto verificare dal vivo, testando e confrontando le tecnologie dei quattro competitor, due aziende tedesche e due italiane, tra le quali una pugliese, in un impianto reale, quello di Lecce, tra le eccellenze del panorama nazionale”. Altra peculiarità è che il bando è stato scritto prevedendo un sistema di premialità e di penalità per i fornitori. Il bando prevede infatti che l’aggiudicatario abbia anche la gestione della centrifuga per 12 mesi, durante i quali potrà tarare e modificare la macchina per raggiungere il miglior risultato possibile. “Se al termine di questo periodo i risultati saranno migliori degli obiettivi fissati in fase di gara, otterrà un premio, nel caso opposto, invece, subirà una penalità - prosegue l’ingegnere -. Un sistema virtuoso, con benefici per entrambe le parti: per quanto riguarda Acquedotto Pugliese, ciò permette di avere dopo un anno una soluzione ancora più performante di quella acquistata, ma al tempo stesso garantisce al produttore un vantaggio competitivo, in quanto gli permette di migliorare la tecnologia avendo a disposizione per un intero anno vari campi di prova reali dove testarla”.


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Deleghe conferite per le assemblee condominiali Stefano Stimilli Tocchiamo un argomento spinoso e oggetto di discussioni e grandi responsabilità, sia per l’amministratore condominiale, che per il Presidente dell’assemblea. Il tema è regolato dal dispositivo dell’art. 67 Disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie. Ogni condomino può intervenire all’assemblea anche a mezzo di rappresentante, munito di delega scritta. Se i condomini sono più di venti, il delegato non può rappresentare più di un quinto dei condomini e del valore proporzionale. Qualora un’unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell’assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell’articolo 1106 del codice. Tralasciamo ora in questa analisi quanto prevede l’articolo 1117-bis del codice, quando i comproprietari sono complessivamente più di sessanta. All’amministratore non possono essere conferite deleghe per la partecipazione a qualunque assemblea. L’usufruttuario di un piano o porzione di piano dell’edificio esercita il diritto di voto negli affari che attengono all’ordinaria amministrazione e al semplice godimento delle cose e dei servizi comuni. Nelle altre deliberazioni, il diritto di voto spetta ai proprietari, salvi i casi in cui l’usufruttuario intenda avvalersi del diritto di cui all’articolo 1006 del codice ovvero si tratti di lavori od opere ai sensi de-

gli articoli 985 e 986 del codice. In tutti questi casi l’avviso di convocazione deve essere comunicato sia all’usufruttuario sia al nudo proprietario. Di fatto l’usufruttuario ha quindi durante il suo godimento una serie di obblighi che tendono ad assicurare la conservazione della cosa e quindi diritto di partecipare alle decisioni che generano costi a suo carico, anche per quanto attiene quindi al condominio, salvo ogni considerazione sull’aspetto degli interventi come manutenzione ordinaria, straordinaria o addizioni che meritano quindi approfondimenti. Il nudo proprietario e l’usufruttuario rispondono solidalmente per il pagamento dei contributi dovuti all’amministrazione condominiale. Il delegante ed il delegato Come premessa, Vi richiamiamo le differenze fra delegante e delegato. Delegante è la persona che non potendo o non volendo partecipare a un’assemblea, conferisce la delega a un secondo soggetto di sua fiducia. Il secondo soggetto che riceve l’incarico dalle mani del delegante si chiama delegato. Sulla questione della delega, in merito alle assemblee di condominio, non è raro che sia oggetto di contestazione da parte dei partecipanti in minoranza e dello stesso amministratore. Questo succede nei piccoli condomini, con meno di 20 unità, dove a uno stesso soggetto si conferiscono più di una delega ed in questo modo, il delegato è in SETTEMBRE 2019

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Condominio grado di controllare e determinare il quorum per l’approvazione di delibere sull’uso di parti comuni, ad esempio. Sulla forma della delega, esistono alcune regole che si collegano al modello del mandato come ad esempio: la delega deve essere conferita in forma scritta, evidenziando i nomi del delegante e delegato; la dichiarazione del delegante che è sua volontà farsi rappresentare dal delegato nell’assemblea condominiale del (… data …) e che il delegato agirà in nome e per conto del delegante; data e firma del delegante. In particolare, la norma cui fare riferimento è l’articolo 67 delle disposizioni di attuazione del codice civile. Delega in bianco Nella generalità dei casi con riferimento all’assemblea di condominio, nella lettera di convocazione l’amministratore allega una delega precompilata in bianco. Il condomino che non può o non desidera partecipare all’adunanza convocata dall’amministratore, non deve far altro che compilare la delega precompilata inserendo i dati mancanti, nome del delegato e firma. A volte, e non è un caso raro, il condomino-delegante si limita alla sola firma della delega precompilata senza indicare il nome del delegato, questa è definita “delega in bianco”. Per la “delega in bianco” si possono verificare due casi: il delegante si limita a firmare la delega consegnandola alla persona incaricata di rappresentarla in assemblea; la delega in bianco è consegnata dal delegante all’amministratore il quale, in assemblea compila la parte che riguarda il nome del delegato scegliendolo fra i presenti. In entrambi i casi, si tratta di una pratica diffusa in molti condomini ed è generalmente oggetto di poca attenzione, ma spesso ciò è dovuto ad una strumentalizzazione. Meno si approfondisce, più si può gestire secondo particolari interessi di voti e maggioranze. Anche se all’apparenza non esistono problemi della gestione, vi sono importanti incoerenze formali che in alcuni casi possono essere invocati per invalidare l’assemblea condominiale. Ad esempio, nel primo caso dove la delega in bianco è firmata e consegnata dal delegante a una persona di sua fiducia la quale, giunta in assemblea indica il nome di un terzo soggetto “tradisce” la volontà del

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Azimut delegante oppure, il delegante consegna la delega in bianco al vicino di casa e distrattamente, conferisce la medesima delega compilata con il nome di un parente il quale, presentandosi in assemblea chiede che la delega in bianco sia considerata nulla. Nel secondo caso, si potrebbe contestare che di fatto, è l’amministratore il delegato occulto, per il motivo che avendo il potere di decidere a chi dei presenti intestare la carica di delegato (gli “amici compiacenti”, ad esempio), può influenzare i risultati delle delibere (rinnovo del suo mandato, ad esempio).

Conflitto di interessi e casi particolari con la delega in bianco. Altro particolare, è la possibilità che la delega in bianco possa contenere gli elementi per un conflitto d’interessi. Ritornando ai due casi di delega in bianco, di cui sopra, bisogna verificare se il conflitto d’interessi è riconducibile al delegante oppure al delegato e questo particolare, non è da trascurare nel caso in cui si abbia intenzione di chiedere l’invalidità dell’assemblea o della singola delibera. Il primo punto è capire se il delegante era cosciente che vi poteva essere un conflitto d’interesse da parte del delegato. In modo corretto, se il delegato è in conflitto d’interessi, dovrebbe rifiutare la delega spiegando i motivi oppure, rispettare la volontà del delegante in ogni caso. Per il delegante, il rischio della delega in bianco, senza indicare la volontà di voto in merito ai vari punti dell’ordine del giorno, è quello di riconoscere, di fatto, libertà di decisione al delegato. A sua volta, il delegato potrebbe assumere una posizione non condivisa dal delegante e cosa succede? Il risultato è che il voto espresso dal delegato in assemblea vincola il delegante, senza possibilità di poter impugnare tale decisione, neppure se contraria in modo palese ai


Azimut propri interessi, per il motivo che non avendo fornito precise indicazioni, nella sostanza ha concesso libertà di voto al delegato. Oltre al caso di cui sopra, vi può essere quello in cui il delegato segua la volontà di voto espressa dal delegante, in merito all’ordine del giorno indicato nella lettera di convocazione, ma come ci si deve comportare di fronte all’imprevisto? Come ad esempio, nel corso dell’assemblea il dibattito si allarga ad altri argomenti, a proposito di “varie ed eventuali” (largamente abusati da molti amministratori). In questa ipotesi, per evitare che il delegato dia voto favorevole a una delibera contraria ai propri interessi, la delega dovrebbe contenere la formula: “la delega è valida ed operante limitatamente ai punti indicati nell’ordine del giorno dell’assemblea del (…data…), il delegato si deve astenere dal votare delibere non indicate nella lettera di convocazione.” Nell’ipotesi in esame, se il delegante ha fornito precise indicazioni di voto escludendo ogni altra libera iniziativa del delegato, il voto contrario alla volontà del delegante può essere contestato, per il motivo che il potere rappresentativo conferito si limita agli argomenti elencati nell’ordine del giorno della lettera di convocazione all’adunanza condominiale.

La responsabilità del segretario e del Presidente in assemblea in relazione alle deleghe L’amministratore, prima dell’inizio dell’assemblea, deve consegnare, al presidente unitamente alla distinta delle convocazioni ed al contenuto delle stesse, il su citato registro e tutto quanto sia indispensabile per poter consapevolmente deliberare su tutti i punti posti all’ordine del giorno. Con l’entrata in vigore della legge 220/2013, è stata soppressa la figura del presidente dell’assemblea prima riportata nel 2° comma dell’Art. 67 delle Disp. di Att. Si potrebbe pensare che questa figura, essendo stata eliminata, non sia più necessaria, essa costituisce invece, la garanzia di una corretta e democratica gestione della riunione. Si consiglia, pertanto, se non previsto da un rego-

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Condominio lamento di condominio, di porre al primo punto dell’O.d.g. dell’assemblea condominiale, la nomina del Presidente dell’assemblea. Presidente può essere nominato solo un avente diritto alla convocazione ed al voto, pertanto, è escluso che possa essere l’amministratore di condominio a meno che esso non sia anche condomino e che ciò non sia vietato dal regolamento del condominio. Quali sono le funzioni ed i poteri del presidente di una assemblea condominiale? Per prima cosa deve far riferimento al regolamento del condominio, che potrebbe disciplinarne compiti ben precisi, altrimenti si demanda all’assemblea stessa. In linea di massima, i compiti del presidente sono i seguenti: Controllare la validità della costituzione dell’assemblea, verificando che tutti gli aventi diritto siano stati regolarmente convocati dall’amministratore. Che le eventuali deleghe siano valide in base ai dettami dell’Art. 67 delle Disp di Att. 1° comma e che il numero dei presenti consenta di raggiungere il numero legale per deliberare. Dopo ogni singola votazione controlla che il numero delle teste e dei millesimi raggiunti consentono di ritenere approvata o meno la decisione (quorum deliberativo). È chiamato a moderare le discussioni che avvengono in assemblea consentendo a tutti la possibilità d’intervenire nel dibattito e stabilendone la durata. Garantisce, ad ognuno la possibilità di esprimere le proprie ragioni su tutti i punti posti in discussione all’ordine del giorno al fine di giungere ad una formazione della volontà assembleare. Controllare che vengano verbalizzati sia l’arrivo di eventuali condomini che intervengono alla riunione dopo l’apertura dell’assemblea e sia chi si allontani prima della chiusura della stessa. Al termine di ogni punto discusso, dovrebbe far rileggere al segretario quanto verbalizzato. Se il verbale non dovesse essere riletto dopo ogni punto discusso, lo si dovrebbe almeno rileggere alla fine della riunione, prima di apporre la firma, la data e l’ora di chiusura dell’adunanza, per verificare se si è redatto o no un corretto processo verbale. Si desume, quindi, che la nomina a Presidente dell’assemblea non è una carica onorifica o di mera rappresentanza, pertanto non dovrebbe essere assegnata e ricoperta con superficialità. Non è necessaria la partecipazione dell’amministraSETTEMBRE 2019

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tore all’assemblea, ma è consigliabile la sua presenza, soprattutto per fornire un valido supporto di verifica al presidente nelle funzioni preliminari in virtù dell’anagrafe condominiale in suo possesso. Il presidente viene eletto dall’assemblea, mentre, come si evince, per similitudine con le assemblee societarie, non sono gli intervenuti, ma il presidente che nomina, quale segretario una persona di sua fiducia. Può essere nominato segretario sia un condomino e sia un usufruttuario o un loro delegato purché munito di delega scritta. Non è chiaro se l’amministratore possa svolgere anche la funzione di segretario. Secondo alcuni, si tratta di una soluzione sconsigliabile, anche se in molti regolamenti di condominio ciò è permesso. Il compito principale del segretario è quello di redigere il verbale dell’assemblea così come gli viene dettato dallo stesso presidente. Il verbale, deve contenere la volontà espressa dai condomini, che si sono riuniti in assemblea. Va redatto in maniera chiara e leggibile, perché sarà, in un immediato futuro, inviato a tutti gli assenti che hanno il diritto di conoscere ciò che è stato discusso e deliberato in assemblea. Ha, infatti, valore di prova è può dare modo, ai condomini che non sono d’accordo con il deliberato, di impugnare l’assemblea o solo alcuni punti della stes-

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sa in base all’Art. 1137 del Cod. Civ. Il verbale datato, letto, chiuso e firmato, non può più essere variato se non per errori materiali o di calcolo e la correzione deve essere sottoscritta sia dal presidente e sia dal segretario ed essere effettuata in modo da risultare comunque leggibile. Gli eventuali allegati che fanno parte integrante del verbale, devono anche essi essere siglati da entrambi. Il suddetto verbale deve riportare, inoltre, l’ora di scioglimento e chiusura dell’assemblea. I compiti del presidente e del segretario, si concludono con il termine dell’adunanza e la sottoscrizione del verbale che viene riconsegnato all’amministratore.


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