Catalogo fonderia delle arti

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CENTRO CULTURALE ARIELE

XIX Edizione OPENARTMARKET L’arte tra promozione culturale e mercato

Fonderia delle Arti - 2017


Centro Culturale Ariele wwwrivista20.jimdo.com www.galleria-ariele.com galleriariele@gmail.com


Esposizione d’arte contemporanea

“Fonderia delle Arti”

periodo espositivo: 12 maggio - 12 giugno 2017

XIX Edizione OPENARTMARKET Via Assisi, 31 ROMA

“L’arte tra promozione culturale e mercato” a cura di Antonietta Campilongo e Martina Campese

Inaugurazione: venerdì 12 maggio 2017- dalle h.18.00 alle h. 21.00 Cocktail Ingresso: lunedì-venerdì ore 10.00-19.00, sabato ore 10.00 -14.00


Roma, maggio 2017 Si inaugura venerdì 12 maggio un nuovo appuntamento, il diciannovesimo, di OpenARTmarket, progetto a cura di Antonietta Campilongo e Martina Campese, con la collaborazione del Centro Culturale Ariele di Torino, fino al 12 giugno presso la Fonderia delle Arti – Via Assisi, 31 a Roma. Openartmarket. Un’esposizione-mercato in cui l’opera e l’artista, rispettivamente prodotto e produttore d’arte, escono dalla logica dell’eccezionalità e del collezionismo d’élite, per www.antoniettacampilongo.it arte@antoniettacampilongo.it martina.campese@gmail.com Tel. 339 4394399 - 335 6674210 diventare un mezzo di comunicazione sociale ed estetico a costi accessibile a tutti. Si proporranno, infatti, opere d’arte in una fascia di prezzo che va da 49 a 999 euro. Dare all’arte la capacità di aprire nuovi spazi di dialogo e far sì che l’arte contemporanea sia sempre meno un discorso per pochi, con meno timore reverenziale e più voglia di partecipazione: è questa è la mission di OpenARTmarket. Di fronte alla prospettiva di cambiamenti in cui si intrecciano nuove forme di committenza e un collezionismo in grado di sercitare la sua influenza sul sistema dell’arte a livello globale, diventa ancora più importante e più stimolante per gli artisti riuscire a raggiungere nuovi spettatori.

Performance: Action Painting di Luigi Ambrosetti Artisti in mostra: Luigi Ambrosetti, Alessandro Armento, Rosella Barretta, Cassandra Basile, Martina Campese, Antonietta Campilongo, Antonella Catini, Eva Espinosa, Nicoletta Furlan, Valentina Lo Faro, Viviana Marchiò, Rossella Pavan, Eugenio Rattà, Irene Veschi. Con la partecipazione degli artisti del Centro Culturale Ariele di Torino Corrado Alderucci, Adriano Barbieri, Giorgio Billia, Franco Bolzoni, Enzo Briscese, Albino Caramazza, Lorenzo Curioni, Aldo Pietro Ferrari, Gina Fortunato, Anselme Elisa Fuksa, Giulio Gamberucci, Domenico Lasala, Marco Longo, Anna Maria Moretto, Sarka Mrazova, Alex Ognianoff, Michele Revellino.


ARTISTI


CORRADO ALDERUCCI

ADRIANO BARBIERI

Nato ad Avola (SR) nel 1946, Corrado Alderucci vive e lavora in via Giacomo Balla 1/a a Torino, dove ha frequentato negli anni Sessanta il Liceo Artistico «Vittorio Veneto», sotto la guida di Raffaele Pontecorvo, e, successivamente, i corsi serali ENALC per cartellonistica e grafica, allievo di Pippo Bercetti. Dal 1966 partecipa alle mostre e concorsi organizzati dalle Associazioni «Andrea Zerbino», «Arte Città Amica», «Galleria Europa», «Arte Totale», «Piemonte Artistico Culturale». Ha esposto al Circolo Ufficiali di Torino, Fiera Milano, Castello di Moncucco, Palazzo Salmatoris a Cherasco, 54° Biennale di Venezia Padiglione Italia Torino, Palazzo Lucerna di Rorà Bene Vagienna, Paratissima Torino, Ecomuseo del Freidano Settimo Torinese, Centro Incontri Regione Piemonte, Galleria20 Torino.

Adriano Barbieri nato a Sant’Onofrio (Vibo Valenzia) si è trasferito a Torino nel 1962, inizia presto a dipingere con Righini, Luciano Torre, Francesco Paolo Mancini e Franco Assetto. La tecnica che prediligge è quella di dipingere su lastre di zinco incise. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Lavora a Torino in Corso Giulio Cesare, 195 telefono 334.15 09 148


GIORGIO BILLIA

FRANCO BOLZONI

Ha frequentato il liceo artistico e l’ Accademia di belle arti di Torino - insegna materie artistiche al liceo artistico “ A. PASSONI” di Torino. Vive e lavora a Rivoli (TO), tel. 3385000741. Mostre collettive e personali dal 1987 al 2016

I curiosi e intriganti quadri mummia di Franco Bolzoni. Formatosi al Liceo Artistico, ha lungamente lavorato nel campo dell’illustrazione e della pubblicità come art director dell’agenzia Armando Testa, mentre alla fine degli anni Settanta ha allestito una personale alla Galleria Quaglino di Torino con opere classicamente figurative. Ora la sua esperienza si identifica con una ricerca intorno alle mummie, a un universo di immagini celate dalle fasce, a una realtà negata all’osservatore, ma sicuramente misteriosa e, talvolta, sottilmente inquietante. In particolare, le composizioni di Bolzoni possono essere viste e «lette» come quadrisculture estremamente essenziali, nitidi, caratterizzati dall’impiego del colore acrilico e dal poliuretano per formare l’immagine: «Desidero che in qualche modo siano vissuti ancora come veri e propri quadri e cerco più che altro il gioco, l’ironia, il divertimento anche a rischio di apparire ingenuo».

...le opere di Billia rivelano un’inquietudine categoriale che le rende sfuggenti, come del resto sono sfuggenti le sue immagini, costruite con particolari tanto eloquenti quanto evasivi, che colpiscono per la loro intensità, mai per la loro completezza. Questa continua indicibilità, questo continuo sottrarsi non è un’esigenza formale. E’ un’esigenza mentale. Il problema di Billia non è tanto quello di superare i generi espressivi. E’ già stato fatto. Il suo problema è quello di suggerire contrasti e irriducibilità, anche avvalendosi dell’opposizione dei mezzi espressivi. Elena Pontiggia


ENZO BRISCESE

ALBINO CARAMAZZA

Nasce a Venosa, in provincia di Potenza. Inizia a dipingere negli anni sessanta. Una svolta importante avviene con la frequentazione degli studi di Giacomo Soffiantino e in seguito di Giorgio Ramella; il primo lo stimola a raffinare il disegno mentre il secondo ne arricchisce l’uso del colore.

Nato a S. Stefano Quisquina (AG) il 4 ottobre 1953, ultimo di 5 fratelli maschi, nel 1961 si trasferisce con la famiglia a Torino. Inizia a lavorare giovanissimo alla Toro Assicurazioni, dove ha lavorato per più di 40 anni fino alla fine del 2011, diplomandosi nel frattempo. Parallelamente sviluppa la sua sensibilità artistica attraverso la continua ricerca estetica. Accresciute le intrinseche capacità con l’esercizio del disegno in bianco e nero e il carboncino, la padronanza nell’espressione cromatica è raggiunta poi trasversalmente; qualche anno fa è approdato a questa innovativa tecnica artistica: bustine di zucchero svuotate e assemblate a collage “riproducendo” opere del passato e contemporanee. Come tutte le idee, anche questa è stata casuale: il tutto è iniziato collezionando le bustine di zucchero poi, vedendo un’immagine di Arlecchino, è scattata l’intuizione….ed ecco il primo di una lunga serie di quadri.

Numerose sono le esposizioni dei suoi lavori in Italia e all’estero. Le ultime esposizioni: 2012 personale alla galleria Ariele di Torino, Galerie Brehova, Praga, 2013 collettiva alla galleria20, 2014 collettiva alla Regia di Quisisana a Castellammare di Stabia, 2015 personale galleria20, 2016 collettive e personali presso la galleria20.; collettiva “Contemporanea Ovest” Galleria “Antonello da MESSINA” a Legnano. Vive e lavora a Torino tel. 347.99 39 710


CURIONI LORENZO

ALDO PIETRO FERRARI

Lorenzo Curioni, pittore brianzolo, intesse sulla tela un profondo rapporto tra l’uomo e lo spazio, una relazione per lo più giocata nell’habitat urbano dove la presenza umana traccia la sua storia e si affaccia facendo sentire i diversi ritmi della sua quotidianità o impregna di sé attraverso i segni del suo passato con cui ha imparato da sempre a coabitare. L’artista dipinge questa realtà complessa, ne conosce luci ed ombre. L’arte di Curioni racconta l’uomo e il suo operato e vi affonda profonde radici ed è proprio questo che permette all’artista di sottolineare con continuità e fresca immediatezza l’attualità dei suoi paesaggi urbani. Sono scenari racchiusi da una sobria luce, tratteggiati con sottile lirismo e mossi da un’e vocazione quasi magica.

Nato a Torino il 28-06-1962. Ultimati gli studi artistici, mi inserisco nel 1985 in qualità di designer in Italdesign Giugiaro, oggi parte del Gruppo Volkswagen, dove tutt’oggi collaboro attivamente. All’interno di questa struttura, ho sviluppato molti progetti di Industrial, Transport e Interior Design, Architettura e Automotive. Nel 2006 la decisione di esporre i miei lavori pittorici con una mia prima personale a Torino. Ho partecipato a diverse collettive e personali, in diverse parti d’Italia


GINA FORTUNATO

ELISA FUKSA ANSELME

Gina Fortunato nasce a Spinazzola, in provincia di Bari,

Elisa Fuksa-Anselme è nata a Parigi nel 1951. Vive e lavora a La Fontanette, Savoie. E’ Professoressa, Dottoressa in Arti Plastiche, e trasmette la sua passione insegnando fino al 2011 la fotografia in quanto insegnante di Arti Plastiche all’Università, Parigi I, Panthéon-Sorbonne. Oggi, si dedica interamente alla sua pratica artistica dove si congiungono i suoi interessi per la fotografia e la pittura. “Scelgo, guardo, leggo le fotografie vecchie e le interpreto come poesia. Queste fotografie sono generate da album di famiglia o da collezioni private, guidano la mia ispirazione. La nozione di tempo era importante all’epoca : tempo della ripresa fotografica, tempo della sviluppo dell’immagine fotografica... Oggi prendo il tempo di interpretare queste fotografiche o questi negativi. Prendo il tempo della composizione e il tempo della lavorazione dell’immagine. Il mistero della camera oscura prosegue sul mio schermo e poi si sviluppa sulla carta”.

nel 1964. Fin da giovanissima ha sviluppato la sua naturale predisposizione per il disegno, ma con lo scorrere del tempo ha maturato la convinzione che l’arte va sperimentata in tutte le sue forme. Per approfondire la conoscenzadelle molteplici forme d’arte si iscriveri all’Accademia di Belle Arti di Bari, dove lo studio approfondito delle varie discipline l’hanno portata a perfezionare il disegno, l’equilibrio formale delle composizioni, lo studio e l’analisi del colore e le varie tecniche pittoriche,plastiche e scenografiche. Colorista raffinata e sensibile, capace disegnatrice, alterna tecniche diverse in composizioni ben studiate ed equilibrate. Artista estrosa ed eclettica,esprime in diverse forme figurative i suoi linguaggi pittorici: dal ritratto al paesaggio, dalle composizioni di invenzione alle “nature morte”, fino a raggiungere uno stile personale di tipo astratto dove trova, con estrema convinzione, una dimensione totalmente confacente alla propria personalità.


GIULIO GAMBERUCCI

DOMENICO LASALA

Nasce a Volterra nel 1981, risiede e lavora nel suo studio a Pomarance (PI). Si è diplomato presso il Liceo Artistico e nella sezione pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze, nel 2008 si abilita all’insegnamento per la classe di concorso A021 Discipline Pittoriche. Dal 2006 è docente di Discipline Pittoriche presso il liceo artistico. L’artista di getto pone sul supporto in legno inchiostri, resine smalti e la sua pittura lascia spazio all’inconscio in una sorta di gioco. Le immagini che realizza sono paesaggi della memoria che appaiono illuminati da fosforescenza che avvicinano i lavori a delle installazioni figurate. Queste immagini sono attualizzate con un segno informatico (classico triangolino che indica l’apertura)

Per Domenico Lasala la rilettura degli antichi classici e lo studio degli ulteriori passaggi artistici avvengono alla luce degli sviluppi internazionali contemporanei. Ne deriva un’interpretazione personale in cui le ambientazioni all’aperto e gli interni colpiscono per la loro essenzialità: i paesaggi rammentano vagamente il rigore dell’ultimo Carrà e le architetture urbane fanno pensare alle solide costruzioni sironiane, ma il tutto si presenta come un fondale cristallizzato in una struttura arcaica da cui, da un momento all’altro, si possono dischiudere delle quinte teatrali. La tavolozza lasaliana evoca la limpidezza di quella atmosfera colorata e i suoi luoghi e le sue stanze animate, ci trasportano in scenari, oppure in ambienti, dove suoni, danze, rapporti, perfino il sonno, non vengono sbarrati da mura di solitudine. e figure umane del pittore emergono tramite un leggero chiaroscuro; non ci sono ombre portate e lo spazio diventa “assoluto”, percorso da una sonorità silenziosa.


MARCO LONGO

ANNA MARIA MORETTO

Nato a Torino il 27/11/56. insegna disegno e pittura presso lo studio” Ricerche Visive di Torino” Diplomato al liceo artistico, ha frequentato l’Accademia Albertina, diplomato alla “scuola Internazionale di grafica”a Venezia. Longo propone immagini di città plumbee e oscure, che riflettono le strade vuote e silenziose nell’asfalto bagnato dalla pioggia, nell’acqua delle pozzanghere, nei vetri dei palazzi. Anche le luci dei fari delle automobili, unico elemento che suggerisce la presenza dell’uomo, sono opache e avvolte nella nebbia. Il mondo urbano che viene evocato è umido,silenzioso, malinconico e ha un ‘unico colore: il grigio. Eppure non è una pittura ferma e monocorde: le tracce lasciate dalle pennellate sicure e compatte, le mescolanze dei toni (dal nero al grigio perla) illuminate dai gialli, la lucentezza dei riflessi trasformano le immagini in superfici specchianti dentro le quali entrare e ritrovare i propri spazzi quotidiani.

Nata ad Aosta nel 1952, inizia come scultrice nell’ambito dell’artigianato valdostano di tradizione nel 1994. Partecipa alle rassegne organizzate dalla Regione Valle d’Aosta (Fiera di Sant’Orso) riscuotendo consensi e premi. Nel 2010 ha esposto alla Maison du Val d’Aoste a Parigi nella mostra “Au coeur du bois”, organizzata dalla Regione autonoma Valle d’Aosta. Da qualche anno dipinge cercando di indagare l’uomo, la sua psicologia e per questo si interessa alle persone, ai volti e ai corpi. Nel realizzare le sue opere si spinge oltre lo scopo che si prefigge il ritrattista, cioè la somiglianza del soggetto. Infatti, nelle persone che raffigura vuole cogliere le passioni, le voglie, ma anche il disincanto, la noia e l’incapacità di sentirsi in comunione con gli altri. I soggetti esprimono una sorta di straniamento, di chiusura in se stessi. I suoi quadri sono stati esposti nel 2014 nella personale “Noi” alla Galleria San Grato di Aosta e nello stesso anno a Paratissima. Nel 2015, 2016 alla galleria20 di Torino.


SARKA MRAZOVA

ALEX OGNIANOFF

Sàrka è vissuta in un contesto culturalmente e artisticamente vivace e ciò ha di sicuro contribuito al formarsi della sua cifra stilistica, delicatamente lirica. Le influenze della sua pittura sono di origine mitteleuropea, il suo artista preferito, non a caso, è Friedrich Hundertwasser, propugnatore di un rapporto autentico con l’ambiente e la vita. Tecnicamente predilige l’accostamento di colori complementari e di effetti “caldo-freddo”, le forme tendono alla semplificazione e la composizione è geometrizzante. La poetica rammenta i paesaggi della sua memoria, ricreati come una narrazione chagalliana che lascia emergere metafore del suo inconscio, tradotte in fresche e vivide scene dell’infanzia e della natura dei luoghi nativi. La concezione estetica di Sarka rifugge da una falsa arte provocatoria, rappresentativa in modo pedante del grigiore quotidiano, sviluppando in alternativa il suo mondo fantastico e ridando dignità all’opera d’arte.

Di origine bulgara, da sempre a Torino, Alex Ognianoff si è formato al Liceo Artistico dell’Accademia Albertina sotto la guida di Mauro Chessa, Sergio Saroni, Renzo Regosa e poi con Raffaele Pontecorvo. Creativo a Torino Esposizioni, si ricordano in particolare le locandine del Palaghiaccio del 1969 e “in vacanza siamo tutti bambini…” del 1975. Art Director al gruppo G illustra nel 1980 il manifesto per la birra Wuhrer: “La birra è fatta, facciamo gli italiani”. Insegnante di figura disegnata al Liceo Artistico di Ivrea e di Iillustrazione all’Istituto Europeo di Design, ha contemporaneamente sviluppato un’intensa attività di ricerca espressiva ed espositiva.in quarant’anni di esperienze, il suo discorso ha trovato significativi punti di riferimento nelle mostre a partire dal debutto alla galleria “Il Ponte” nel 1964, alla galleria “Cassiopea” e da “Quaglino Incontri” a Torino, alla galleria “Borgo Pinti” di Firenze e alla galleria “10” di Padova.


MICHELE REVELLINO

Nasce a Torino il 23/06/1962. Inizia negli anni 80’ un percorso artistico in una Torino giovanile in fermento che guardava alle influenze Punk inglesi e alla nascente New Wave con i primi lavori di collage e acrilici su cartoncino atti a rappresentare la sua visione della realtà, riutilizzando oggetti recuperati e decontestualizzandoli in un amalgama di colori e sensazioni. Affascinato da tutte le avanguardie e dai graffitisti americani, Basquiat in quegli anni stava emergendo con la sua pittura colorata e violenta come le strade della grande mela. Nascono così negli anni 90 le tele elaborate al computer con l’utilizzo degli smalti industriali del silicone, ai sugheri per arrivare nell’ anni 2000 ai poliuretani e l’utilizzo degli ink jet, miscelati con ricercata tecnica ai materiali tradizionali della pittura, acrilici e oli, in una continua aspirazione della rappresentazione emozionale in chiave artistica anche attraverso quei materiali che sono i testimoni del nostro tempo.



Centro Culturale ARIELE - Edizione 2017


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