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Anno 14 - n.84

FURETTOMANIA INFORMA

SETTEMBRE OTTOBRE 2013

PERIODICO BIMESTRALE DI INFORMAZIONE MUSTELIDE riservato ai soci di Furettomania ONLUS SETTEMBRE OTTOBRE 2013 LA PROSSIMA USCITA 01 DICEMBRE CON LO SPECIALE "CHRISTMAS TAILS"

DIRETTIVO NEWS

Collaboratori di Redazione: Lo Staff e i Soci Impaginazione e Grafica: Patrizia Puccetti Spedizioni web: Gaia Franzoso Hanno collaborato in questo numero: Enza Nucci socia Cristina Battistini e Andrea Silvano soci Dott.ssa Tiziana Marchetti medico veterinario

I giudici di Furettomania Onlus nuovamente all'estero dopo Budapest, Parigi ed Oslo arriva la Finlandia! Il 18 gennaio 2014 siamo stati invitati al concorso the West Coast Winter Ferret Show a Turku - Finlandia a giudicare il concorso di bellezza finlandese! E' per noi un onore, un'esperienza importante e avremo così modo di conoscere realtà diverse e confrontarci in modo costruttivo sul furetto.

SOMMARIO pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag.

Parteciperanno: Viviana Puzone, giudice senior, Presidente Furettomania Liliana Cantu', giudice senior nonché una delle fondatrice dello standard italiano a cura della nostra Associazione Sara Bellani, giudice junior Liliana e Sara inoltre parteciperanno, insieme agli altri giudici ufficiali, ad un corso di aggiornamento ad inizio Novembre e saranno presenti in qualità di giudici anche al concorso di bellezza del 24 Novembre 2013 a Busto Arsizio.

2 SOMMARIO-REDAZIONE-DIRETTIVO NEWS 3 EDITORIALE 7 FORSE NON TUTTI SANNO CHE... 13 DICA POT POT 17 PARENTI MUSTELIDI 19 MOLTO RUMORE PER NULLA 20 CONDIVISO CON VOI 21 GRAN BAZAR 23 FOCUS ON: LO STAFF RACCONTA 33 FOCUS ON: I SOCI RACCONTANO 35 BRICOFERRET 36 ADOZIONI 39 IL PONTE DELL'ARCOBALENO 41 VOLONTARI IN FM 42 IL FUROSCOPO

pag. 43 RESPONSABILI UFFICI FM-CARTA AZZURRA SERVIZI pag. 44 PASSAPAROLA: IL PROSSIMO EVENTO pag. 48 PASSAPAROLA: LA CAMPAGNA DEL MESE

REDAZIONE Direzione e Supervisione: Consiglio Direttivo Furettomania ONLUS Capo Redattori: Ariela Trovato e Patrizia Puccetti

FurettoMania Informa Edizioni Furettomania Onlus Via Petrarca n.12 21012 Cassano Magnago (Varese)

Consulente Scientifico: Claudio Cermelli

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EDITORIALE Di Ariela Trovato -Consigliere Direttivo Furettomania -ONLUS

La  dignità  dell’insetto  stecco contro gli abbandoni perché, a differenza di oggi che con l’iscrizione   all’anagrafe   canina   Fido   viene   considerato   come un bene di proprietà, seppur riconoscendo il fatto che  trattasi  di  essere  senziente,  l’inserimento  nello  stato   di famiglia lo eleverebbe a rango di componente animale della medesima famiglia con maggiori diritti di tutela e responsabilità, non solamente da parte del padrone del cane, ma da parte di tutti i componenti della famiglia. L’introduzione   di   Fido   nello   stato   di   famiglia   sarebbe   di   fatto automatica essendo i cani di proprietà già iscritti all’anagrafe   canina.   Di   fatto,   si   tratterebbe   di   un   passo importante e facilmente gestibile anche a livello anagrafico. Diversa la questione per il gatto o il coniglio di casa, i quali potrebbero entrare nello stato di famiglia solo attraverso una dichiarazione del proprietario, non essendoci ancora le anagrafi nazionali e regionali di iscrizione   dedicate   a   questi   animali.   L’idea   di   dare   il   proprio cognome ai nostri amici a quattro zampe aggiunge il capogruppo Stella - registrandolo presso l’anagrafe   comunale,   se   messa   in   pratica,   darebbe   una   svolta decisiva ai diritti del nostro caro amico peloso.

Spesso, spessissimo, quando qualcuno parla del proprio animale,   per   spiegare   quanto   ci   tiene   dice   che   “fa   parte   della  famiglia”. Pare che qualcuno abbia seguito questa linea di pensiero e ne abbia fatto una proposta reale. Quanto riportato qui sotto, infatti, è un comunicato stampa del ventitré agosto di questo anno, apparso sul sito web del comune di Firenze. "In Italia ci sono circa 10 milioni di cani ed altrettanti gatti che vivono nelle nostre famiglie, e allora perché non inserirli nello stato di famiglia? Sottoscrivi la petizione che trovi on line su www.marcostella.it. L'introduzione nello stato di famiglia di una apposita sezione dedicata agli animali di affezione, ha lo scopo di rendere ancora più vincolante il rapporto tra i componenti della famiglia e gli animali domestici, e darebbe una svolta nella lotta

Dare il proprio cognome al cane e al gatto di casa così come lo si dà al proprio figlio, inserire il cognome di Micio   e   Fido   nell’anagrafe   comunale,   in   modo   che   l’animale   domestico   possa   avere   i   diritti   necessari   riconosciuti ai componenti della famiglia: diritto alle cure veterinarie, diritto ad ereditare i beni di famiglia (con tutor). Ma che soprattutto obblighi la famiglia ad avere

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Tutti? Alcuni? Quelli utilizzati a scopo industriale quindi sono famiglie allargate? La gallina che da le uova al contadino  può  essere  iscritta  all’anagrafe?

verso   di   lui   tutti   i   doveri   che   discendono   dall’essere   anche Micio e Fido componenti speciali della famiglia di appartenenza. Questo aiuterebbe sicuramente a ridurre l’abbandono  estivo  dei  nostri  amici  a  quattro  zampe,  ma   imporrebbe anche una serie di comportamenti maggiormente responsabili da parte di coloro che adottano Micio e Fido, che di fatto prendendo il cognome del loro compagno umano diventano parte integrante della famiglia. Sono oramai tantissime le persone che trattano Micio e Fido come dei componenti della propria famiglia, è ora di superare il vecchio concetto di proprietà, cani e gatti ce lo dimostrano tutti i giorni che noi non siamo loro padroni ma al massimo loro compagni di avventura in questa vita, ed allora, se sono parte della nostra famiglia, tanto vale che vengano riconosciuti ufficialmente come tali e come tali trattati con diritti e doveri". Mhmmm. Senza entrare in questioni politiche, vorrei invitarvi ad alcuni riflessioni: non tutte mie, ma alcune raccolte da internet, alcune riscontrate parlando con amici e conoscenti. La prima che mi salta agli occhi, da brava furettara, è che i  “puzzoli”  non  sono  stati  nominati.

Ci sono animali che lo meritano più di altri? Chi ha o ha avuto pappagalli sa che qualità di rapporto affettivo ed interattivo possano offrire. E il pitone? E la tarantola? I ratti? Gli insetti stecco? E le laboriose api, socialmente molto più coese degli esseri umani? Se   fossimo   stati   ad   imbarcare   coppie   per   l’arca   di   Noè,   metà delle specie si sarebbe quindi estinta?

So bene che chi ha furetti fa parte di una minoranza e che rientriamo in quella fascia giuridicamente poco tutelata come gatti, conigli, piccoli animali esotici, etc. Ma il punto è: dove si traccia la linea di confine? Quali sono gli animali che fanno parte della famiglia?

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persone commenta invece questo comunicato stampa come   un   tentativo   demagogico   di   legittimare   l’animale   per poi applicare delle tasse e dei balzelli sull’inserimento   di   Fido   in   famiglia:   Fido   quindi   paga   la   Tares? Su alcuni forum, invece, questa notizia è stata salutata come un illuminato tentativo di concedere nuova dignità agli animali, che al momento sono considerati meramente   come   proprietà   dell’essere   umano.   Di   risvegliare le coscienze, insomma. “L’animale   domestico   possa avere i diritti necessari riconosciuti ai componenti della famiglia: diritto alle cure veterinarie, diritto ad ereditare i beni di famiglia (con tutor)”.

Insomma,   trovo   difficile   discriminare   un’importanza   animale; per esempio: uno dei primi animali che ho avuto è  stata  un’oca  canadese  muta:  mi  pettinava i capelli con la stessa cura con cui lisciava le sue piume e se mi allontanavo mi rincorreva per riportarmi dove voleva lei; mi aveva adottata, capite. Ero sua. E che dire del pipistrello che una volta ho salvato da cucciolo e che ha vissuto con me per sei mesi, uscendo la notte e rientrando volontariamente ogni mattina a dormire nella mia stanza? Non viveva in gabbia, semplicemente sceglieva di tornare. Eppure per la maggior parte delle persone era solo un pipistrello. Però, sapete, a casa mia anche i ragni hanno un nome ed un’identità.

Bello, meraviglioso. In teoria. Non ce lo vedo proprio il sistema sanitario nazionale e l’intero  codice civile pronti a rivoluzionarsi per questo. Perdonatemi la sfiducia nel genere umano, ma non credo che   un’iscrizione   anagrafica   possa   realmente   migliorare   le cose; dare il mio cognome al mio furetto non gli assicura niente di più di quello che ha, del fatto che le sue priorità dettino il ritmo delle mie scelte. Come mi è capitato di dire altrove, tutti i doveri e le responsabilità che derivano dal prendere con sé un animale sono da affrontare e sopportare come semplice atto di coerenza della scelta, oltre che come gesto di amore: siamo noi a decidere per il furetto (ma vale anche per il sopraccitato insetto stecco) e non il furetto stesso: in cambio mi sembra il minimo garantire il più alto standard di vita e di benessere; le migliori intenzioni.

Comunque, volendo tralasciare questa sorta di discriminante tracciata tra un animale degno della famiglia o meno, resta il fatto che la maggior parte delle

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È una questione di coerenza e di coscienza.

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tempo prima del comunicato stampa che vi ho riportato aveva proposto in effetti di inserire gli animali nello stato di famiglia al fine di avere una maggior aiuto economico per le cure, che equipara a cure mediche delle persone.

Questa petizione potrebbe in effetti sensibilizzare gli animi (anche se forse la firmerebbe soltanto chi già sensibilizzato è), ma non la trovo la chiave di svolta contro   l’abbandono,   come   invece   potrebbe   essere   aumentare  l’ammontare  delle  spese  veterinarie  detraibili   (giusto per dirne una).

Idea   quindi   ripresa   e   “sfruttata”?   O   magari   onesto   tentativo di portare avanti una battaglia? Vi lascio alle vostre conclusioni e spero di potervi aggiornare presto a riguardo.

In ogni caso, la petizione ancora non sono riuscita a trovarla on line; ho scritto già un paio di volte a Marco Stella chiedendo delucidazioni in merito sia alla petizione, che alle sue implicazioni e altro. Non mi ha risposto né lui né qualcuno del suo entourage.

Intanto vado dai miei furetti: che non sono una mia proprietà, che non sono i miei figli e che non hanno cognome. Ma sono semplicemente in tutto e per tutto molto di più. Mi siederò a terra, lascerò che mi scalino e che raggiungano il mio viso per guardarmi negli occhi, da pari a pari.

Però girellando sul web ho scoperto che una semplice cittadina, che niente ha a che fare con la politica, qualche

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FOCUS ON LO STAFF RACCONTA: Memorial day:

Anzio-Lazio di Patrizia Puccetti -Ufficio Adozioni Centrale Furettomania ONLUS-

Quest'anno anche per il Lazio la magica notte del Memorial! Occasione per riunirsi, ricordare e salutare i piccoli che se ne sono andati. Il simbolico momento delle lanterne è stato semplice e leggero, soprattutto grazie al nostro sempre prezioso socio storico Franco Montisci, che venendo attrezzato di piezo a fiamma per una comoda accensione, e stivaloni da pesca con cui si è immolato ad entrare in acqua, ha reso più praticabile il "varo" delle lanterne e ci ha permesso di godere appieno del momento.

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Sappiamo razionalmente che era a causa della marea, ma emotivamente ci piace pensare con tenerezza al modo, ulteriormente simbolico, con cui le lanterne tendevano a riunirsi in gruppetti e tornare verso di noi, come a segnare che per quanto possiamo lasciarli andare, il ricordo dei nostri piccoli torna sempre a pretendere il posto che si sono conquistati nelle nostre vite. Vista la bella serata abbiamo poi potuto trattenerci sulla spiaggia di Anzio e disegnare sulla sabbia il profilo mustelide che ci è caro, illuminarlo di candeline, ancora a rafforzare quanto queste creature siano speciali e magiche per ognuno di noi.

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VERGIATE-LOMBARDIA di Claudio Cermelli -Consigliere Direttivo Furettomania ONLUS

Il Lago di Comabbio, nelle Prealpi di Varese, ha fatto da sfondo al 2° Memorial Day che si è svolto, per i furettomani lombardi  e  piemontesi,  a  Corgeno,  il  12  ottobre  scorso.  Un’ottima  cena  in  un raffinato ristorante ha costituito la prima parte  della  serata:  inutile  dire  che  i  furetti  sono  stati  l’oggetto  principale  della  conversazione  a  tavola… a parte il Presidente che, tra un bicchiere di vino e una forchettata, ha impartito ordini e compiti ai vari collaboratori sistemandoci  per  i  prossimi  tre  mesi!  La  parte  più  suggestiva  dell’evento  è  stato,  ovviamente,  il  varo  delle  lanterne   galleggianti dal molo che si protendeva sulla superficie scura e ondosa del lago. Molte candele portavano scritto il nome  di  un  furetto  partito  per  il  Ponte  dell’Arcobaleno:  la  fiamma  del  ricordo  che  arde  perennemente  in  noi.   Purtroppo il tempo era infame: una pioggerellina gelata ma soprattutto un forte vento da neve (infatti, sulle montagne circostanti nevicava!) hanno  reso  difficoltosa  l’operazione  di  accensione  delle  candele.  Il  vento,  che  soffiava  a  rasoiate   gelide,  sospingeva  le  lanterne  velocemente  verso  riva,  togliendo  un  po’  l’effetto  di  magia  dato  dalle  numerose  luci   tremolanti  che  si  riflettevano  sull’acqua.  Nonostante questi inconvenienti, però, il momento è stato molto suggestivo e commovente e le lanterne che ritornavano velocemente a riva sembravano volessero dirci che i nostri furetti sono sempre con noi e non ci lasciano mai. Sono stati bei momenti di condivisione: i nostri amati hanno anche questo potere, di farci sentire uniti nel loro ricordo.

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...e tutte le altre luci sotto un unico cielo Da qui le luci di chi ha partecipato a suo modo al momento collettivo con il proprio ricordo ed a questo link il video dell'evento:

https://www.youtube.com/watch?v=UnJaWgAfjms

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BRICOFERRET Mille idee e mille consigli su come allestire tutto ciò che rende la vita col nostro furetto più sicura, più comoda e più divertente.

di Marco Signorelli socio Furettomania ONLUS

La cassetta per lettiera pellet Ecco come prepararne di molto pratiche! Materiali: -2 cassette per gatti (identiche, con bordi un po' svasati e che si incastrino perfettamente l'una nell'altra) -saldatore per stagno o seghetto -trapano, con punte per plastica del diametro di 3 e 5 mm -cartoncino e nastro bi-adesivo A) Per cominciare dobbiamo "ritagliare" l'invito su un lato della cassetta. Mettiamo le cassette una nell'altra in modo che combacino e iniziamo il taglio. Io ho usato il salda-stagno per fondere la plastica in modo da non rischiare rotture e crepe usando il seghetto e avere bordi di taglio già smussati; occorre poi un po' di attenzione nello scollare le 2 bacinelle che in alcuni punti avranno della plastica fusa che le unisce. B) Una volta realizzato l'invito, estraiamo la cassetta superiore e con il trapano e punta da 3mm iniziamo a sforacchiarne il fondo come uno scolapasta, facendo attenzione che le vibrazioni non creino crepe nella plastica. Con la punta del 5 facciamo altri buchi a minor densità, sparsi tra quelli già fatti , con un po' di prevalenza nella zona più lontana dall'invito (la più sollecitata dai bisogni dei furetti). C) dopo aver pulito eventuali trucioli di plastica dai fori possiamo reinserire le cassette una nell'altra e con il biadesivo applicare il cartoncino sul fondo esterno, davanti all'invito. Non resta che mettere il pellet e il gioco e' fatto, la pulizia sarà velocissima e con poco materiale da eliminare. La cassetta è operativa! notate che il cartoncino viene usato come carta igienica ed evita delle belle strisciate di feci sul pavimento In questo modo la pulizia e' velocissima, si risparmia pellet (usando solo la paletta facevo fuori 2 sacchi da 15 kg al mese e avevo montagne di spazzatura, ora un sacco da 15 kg mi dura almeno 3 mesi per 2 furetti) e si evitano sprechi e fatica con l'immondizia (la segatura la butto tranquillamente nel wc); inoltre i furetti più schizzinosi useranno più volentieri la cassetta perché comunque la pipi in parte scivola nei fori , dove sarà assorbita dalla segatura giù presente (basta scuotere saltuariamente la cassetta senza necessità di svuotarla) sporcando meno cilindri del pellet in superficie.

N.B.: Ogni accessorio consigliato ed ogni indicazione su come costruire recinti, giochi e presidi vari è da intendersi come solo ideale suggerimento generico che deve sempre trovare riscontro nello specifico utilizzo e nelle specifiche caratteristiche dell'oggetto, della sua costruzione e delle attitudini dei furetti che ne fanno uso. E' quindi sottinteso che la Redazione e l'Associazione a cui fa capo non possono essere ritenuti responsabili di malfunzionamenti e utilizzi inadeguati e di conseguenti eventuali danneggiamenti a furetti, altri animali, cose o persone.

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LA CAMPAGNA DEL MESE: Vista l'imminenza del Natale riproponiamo

Un furetto è un dono, non un regalo! di Patrizia Puccetti -Ufficio Adozioni Centrale Furettomania-ONLUS Gli animali come regalo, sotto l'albero o per un compleanno, una promozione o un qualche evento, destinatari spesso bambini e ragazzi ma a volte anche adulti. Un tenero cucciolino, qualche volta notoriamente desiderato, altre come sorpresa. Che c'è di male?

di animale e approfittiamo per condividere qui alcune campagne di sensibilizzazione che vari enti e associazioni del settore divulgano su questo tema.

Perché non andrebbero regalati gli animali e men che mai a Natale? Le motivazioni sono varie, tra le prime perché il decidere di passare una parte della propria vita come responsabili di una creatura che dipende da noi non dovrebbe essere la scelta di un altro, né come momento né come scelta del preciso soggetto.

Be' ad esempio che spesso queste sono bombe ad orologeria, a volte nemmeno troppo a lungo termine, infatti nelle settimane successive al regalo (ma soprattutto alla successiva estate...) succede l'abbandono del furetto, parliamo di furetti perché ovviamente a noi premono in particolare loro, ma può riguardare ogni tipologia di animale. Ci preme infatti che questo sguardo sia a 360° per ogni tipo 48


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Avere cura di un furetto è un impegno gravoso, un'esperienza ovviamente anche meravigliosa se fatta con consapevolezza, ma è molto importante anche "innamorarsi" del piccolo che ci colpisce al cuore, guardarlo negli occhi, scegliersi e fargli una promessa di lealtà. Certo può accadere anche se l'animale arriva in dono, inaspettato o meno, che scocchi la scintilla, ma è già talmente delicata l'alchimia che fa si che ci si leghi indissolubilmente (si spera...) ad un animale che non è saggio rischiare di "combinare famiglie" solo perché è capitato, ma senza una profonda convinzione di fondo, sono poi questi legami più a rischio, difficilmente si riesce a disfarsi di una creatura che abbiamo scelto e tanto amato, diverso è con qualcuno che ci siamo ritrovati in casa senza coinvolgimento.

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Certamente non è questa una consapevolezza che si può pensare di affidare a dei bambini. Questo è infatti un tipico malinteso con i genitori che sovente chiedono di adottare (piuttosto che di acquistare) perché il proprio figlio abbia un animale da compagnia, certo saranno loro a firmare l'adozione ma poi "se ne occuperà il bambino". Questo non è pensabile, per quanto sia certamente una sana e saggia decisione per tante ragioni quella di far crescere i propri figli a contatto con gli animali, è chiaro, ma non così evidente per molti, che l'esperienza che si fa, la si fa insieme in famiglia, che è l'adulto che dovrà preoccuparsi che l'animale stia bene, che il modo di giocarci e di accudirlo del bambino sia appropriato, che ogni sua disponibilità, di cibo di acqua e d'igiene sia corretta, che sia seguito e portato all'occorrenza da un veterinario specializzato.

Certamente agendo anche in modo discreto, come supervisione in modo che il bambino possa sentire l'orgoglio di fare l'esperienza e trarne educazione e crescita. Ma è fondamentale la consapevolezza che il bene del furetto vada tutelato con attenzione e competenza di adulti e che non è un giocattolo interattivo con diritti secondari.

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A questo spesso ci sentiamo fare osservazioni del tipo "il bambino viene prima" come se ci fossero una competizione o un paragone possibili. Quando si pone attenzione sui rischi di una gestione molto delegata a minori, sui piatti della bilancia evidentemente non si pone da un lato la sopravvivenza, la salute e il benessere del furetto e sull'altro quella del bambino! Si pone invece su un piatto la sopravvivenza, la salute e il benessere del furetto e sull'altro che il bambino abbia la piena libertà di divertirsi come crede col suo animale/giocattolo senza che questo passi per una corretta e lucida attenzione a tutte le priorità del furetto che se non rispettate lo renderanno un animale a rischio di fughe, schiacciamenti, malnutrizione, stress e quant'altro.

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Per non parlare del fatto che, come è comprensibile, un bambino può non avere sviluppato la costanza necessaria negli anni perchè il rapporto con il furetto permanga centrale e non venga soppiantato da nuovi interessi, nuovi amici, sport, fidanzatini ecc. e finisca per dimenticare il piccolo in gabbia, inascoltato e inosservato per il resto dei suoi giorni o alla fine ceduto sottoponendolo al trauma del cambio di famiglia.

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Ma perché non ci appaia uno sguardo troppo aspro concentrato sui bambini, sempre comunque incolpevoli di queste dinamiche che devono sempre essere valutate e gestite dagli adulti, diciamolo anche, che un po' tutto quanto si è detto è sostanzialmente sovrapponibile alla descrizione dell'agire di molti adulti! Che troppo spesso la leggerezza, inconsapevolezza, persino arroganza, con cui si intraprende la responsabilità di convivere con un animale nasce nella scarsa educazione del bambino di oggi che sarà l'adulto di domani. Cominciamo da subito ad avere familiarità e la buona abitudine in ogni stagione della vita all'etica e il rispetto delle creature con cui dividiamo le nostre vite, che ci danno e ci insegnano tanto e che meritano di ricevere rispetto e considerazione.

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ed infine, ma non ultimo per importanza...

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Estratto sett ott 2013