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Anno 15 - n.85

FURETTOMANIA INFORMA

GENNAIO FEBBRAIO 2014

PERIODICO BIMESTRALE DI INFORMAZIONE MUSTELIDE riservato ai soci di Furettomania ONLUS GENNAIO FEBBRAIO 2014 LA PROSSIMA USCITA: 10 MARZO

DIRETTIVO NEWS Hanno collaborato in questo numero

Da questo numero troverete qualche novità nell'edizione del nostro periodico Furettomania Informa. Per prima cosa per praticità abbiamo modificato la numerazione, voi non ci rimettete nulla, saranno sempre 6 numeri annuali con uscita il giorno 10 nei mesi dispari, più l'edizione straordinaria Christmas Tails di Dicembre. Cambia invece la formula di numerazione, per corrispondere l'uscita con il bimestre in arrivo come da consuetudine nei periodici, da questo numero uscirà infatti Gennaio Febbraio coprendone il periodo. Altra piccola news, l'ingresso tra le rubriche di CUCINATO PER VOI dove sbizzarrirci con torte, biscotti, cupcakes ecc. tutte rigorosamente in forgia mustelide! Infine nuova veste per il FUROSCOPO della nostra Sibilla Putoria, che da questa edizione si occuperà di fare pronostici per tutti i segni e non solo per quelli del bimestre! Speriamo le novità siano gradite, ne abbiamo ancora tante altre in pentola e per qualunque suggerimento, critica e perché no, apprezzamento, potete mandarci le vostre opinioni e naturalmente eventuali contributi, su redazione@furettomania.com Buona lettura!!!

Chiara Sottosanti volontaria FM Lisa Cecchini volontaria FM Sara Nicolosi socia FM Patrizia Arrighi medico veterinario

SOMMARIO pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag.

2 SOMMARIO-REDAZIONE-DIRETTIVO NEWS 3 EDITORIALE 7 FORSE NON TUTTI SANNO CHE... 10 DICA POT POT 12 PARENTI MUSTELIDI 20 MOLTO RUMORE PER NULLA 27 CUCINATO PER VOI NOVITA'! 29 GRAN BAZAR 30 FOCUS ON: LO STAFF RACCONTA 39 FOCUS ON: I SOCI RACCONTANO 42 BRICOFERRET 44 ADOZIONI 46 IL PONTE DELL'ARCOBALENO

pag. 48 IL FUROSCOPO NUOVA VESTE! pag. pag. pag. pag.

REDAZIONE Direzione e Supervisione: Consiglio Direttivo Furettomania ONLUS Capo Redattori: Ariela Trovato&Patrizia Puccetti Consulente Scientifico: Claudio Cermelli Collaboratori di Redazione: Lo Staff e i Soci Impaginazione e Grafica: Patrizia Puccetti Spedizioni web: Gaia Franzoso

51 PASSAPAROLA: IL PROSSIMO EVENTO 52 PASSAPAROLA: LA CAMPAGNA DEL MESE 53 VOLONTARI IN FM 54 RESPONSABILI UFFICI FM-CARTA AZZURRA SERVIZI

FurettoMania Informa Edizioni Furettomania Onlus Via Petrarca n.12 21012 Cassano Magnago (Varese) 2


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GENNAIO FEBBRAIO 2014

EDITORIALE di Ariela Trovato -Consigliere Direttivo Furettomania -ONLUS

PREFAZIONE

stessa credere che ci siano cause in cui la cessione è l’unica via d’uscita.

Mi rendo conto che scrivere quanto ho scritto più sotto su una pubblicazione destinata a soci che adottano od hanno adottato può suonare quanto meno poco ortodosso.

So che la linea di confine esiste… Eppure, perché invece la maggior parte degli abbandoni è dettata da superficialità, disamore, incapacità di sobbarcarsi le responsabilità? Perché il furetto esce dalla famiglia se nasce un bambino, perché il furetto esce dalla famiglia se si trasloca in una casa più piccola (lui che con voi vivrebbe anche in una stanzina), perché il furetto esce dalla famiglia se puzza, morde, fa la pipì e la cacca in giro per casa?

Non vi sentiate offesi o chiamati in causa: chi adotta ed è socio di Furettomania è difficile che ricada nei casi di cui tratto più sotto; anzi, spesso in prima persona il socio adottante fa sua la causa anti-abbandono. Ma è un modo come un altro per riflettere con voi, per mandare un messaggio che magari potete far vostro e contribuire a diffondere o semplicemente per lanciare l’ennesimo sassolino nel mare e sperare che le increspature che si creeranno smuoveranno alla fine qualcosa.

Sapete bene quanto me che tutti questi interrogativi non hanno risposta. Che sono un puro sofismo di etica illusoria. E tutti continuano ad abbandonare. Non c’è in realtà un modo vero di prevenire del tutto l’abbandono, benché lo si possa limitare; per lo meno fino a che esisterà il libero arbitrio che, mi dicono, far parte della condizione di essere umano.

Tutti abbandonano. Nessuno se ne abbia a male, per carità.

Allora, proviamo a portare questa dolorosa questione su un campo meramente pratico.

La mia è una semplice constatazione rivolta a tutti e nessuno che implica che in un qualsiasi momento della nostra vita ci può impazzire il sistema nervoso e possiamo abbandonare: amici, parenti, animali.

Non puoi fare a meno di abbandonare il tuo furetto, legittime od illegittime che siano le tue motivazioni? Le voci nella tua testa ti dicono che cederlo sia assolutamente la cosa giusta da fare e dopo averlo fatto potrai continuare a guardarti serenamente allo specchio la mattina?

Nella fattispecie, furetti. I post di facebook sono pieni di invettive contro chi ha lasciato al loro destino gli animali e sappiamo dentro il nostro cuore che l’abbandono è un gesto deprecabile contro cui la società che ama gli animali si scaglia.

Perfetto (si fa per dire). C’è però modo e modo di farlo, come una specie di galateo, di etichetta che dovrebbe regolare queste situazioni.

Eppure, tutti abbandonano. So che esiste una linea di confine tra un abbandono scriteriato ed un abbandono dettato da vere e proprie cause di forza maggiore e davvero in questa sede voglio credere che ci siano casi in cui cedere il furetto ad altri (riferendomi ovviamente a Furettomania) sia il bene del furetto stesso.

Punto primo: so che sembra assurdo ribadirlo, ma non lanciare il tuo furetto nella campagna; so che l’hai visto fare nei film con tigri, uccellini, orsi, orche; ma quelli erano, appunto, film; nella realtà nessun animale impara ad essere selvatico in un tempo utile bastevole per non morire di stenti, investito da una macchina, di fame. Men che mai un furetto, che in natura proprio non esisterebbe.

La crescente povertà generalizzata obbliga molte persone ad una scelta dolorosa e voglio con tutta me

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Punto secondo: non regalarlo a tuo cugino, nipote, vicino di casa, fruttivendolo di fiducia solo per liberarti in fretta del problema; non darlo ad un canile, che spesso non ha idea di come gestire un furetto. Ci siamo noi di Furettomania per questo!

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corretto, ve ne sono tanti che fanno della parola “amore” un paravento, un concetto vuoto in cui non risuona neanche l’eco di un sentimento: a coloro che appartengono a questa categoria dico che così “amore” è un mero sostantivo senza significato, una parola che a stento riempie la bocca; se volete dire qualcosa di altisonante, provate “precipitevolissimevolmente”, funziona meglio.

Punto terzo: se nel tuo cuore hai deciso di farlo, per favore fallo il più presto possibile; prima lo recuperiamo, prima troverà una nuova casa, prima potrà essere nuovamente felice. Non lasciarlo languire in un limbo affettivo che potrebbe segnargli il carattere.

Come mai tutto questo astio? Be’, ecco a voi l’ultima penosa testimonianza a riguardo.

Punto quarto: quando ci contatti, sii sincero. Non è che se il furetto è malato noi non lo vogliamo; ma sapere se ha problemi ci metterà in condizioni di intervenire in maniera rapida e precisa sul problema. Non è che se la furetta è incinta, noi non la vogliamo; ma saperlo ci permetterà di farle vivere più serenamente la gravidanza senza stress e con le cure più adatte.

Vado a recuperare Gino nel tardo pomeriggio di una domenica dei primi di dicembre: da giorni a Firenze imperversa un freddo umido che ti penetra nelle ossa ed è duro da mandar via. Come da accordi arrivo al punto di incontro e con due ore di ritardo rispetto all’appuntamento pattuito si presenta la persona che deve cedere Gino.

Punto cinque: più informazioni ci dai, meglio potremo accogliere il furetto; cosa mangiava, come era abituato, come viveva, cosa gli piaceva fare. L’abbandono è una grossa fonte di stress, se si può addolcire la pillola è meglio.

Sono un po’ preoccupata, in realtà: chi lo abbandona mi ha detto che lo fa perché la sua compagna è incinta, che si sono trasferiti e lui ha lasciato il furetto dai suoi che però non lo sanno trattare ed anzi ne hanno paura, quindi Gino passa le sue giornate in gabbia sulla veranda e già due volte è scappato per andare dal vicino.

Punto sei: non pretendere cure emotive da chi recupera il furetto; se ti senti in colpa per quel che stai facendo noi non siamo le persone adatte a rassicurarti: non ce l’abbiamo con te, ma neanche puoi pretendere supporto psicologico per placare il tuo animo.

Sono passati i giorni con un po’ di ansia, ho fatto il prima possibile ad organizzarmi per il recupero perché avevo paura che Gino scappasse una terza volta e questa fosse la volta fatale.

Punto sette: forse il punto più importante di tutti. Vuoi abbandonare? Va bene, abbandona. Ma non lasciare il tuo furetto a morire dimenticato da qualche parte fino a che non troverai cinque minuti da dedicare ad incontrarci per cedercelo fisicamente. Se vuoi lasciarlo, almeno lascialo andare prima di averlo già accantonato nella tua mente. Cedicelo prima che la sua salute sia compromessa, prima che diventi denutrito, incattivito e depresso per lo stare sempre chiuso in una gabbia che sembra più che altro un trasportino di grosse dimensioni, prima che un semplice raffreddore diventi qualcosa di complicato da affrontare, prima che il tuo furetto diventi simile ad una delle foto che fanno indignare il mondo.

Quando il portellone del portabagagli si apre, vedo una gabbia che per dimensioni supera di poco il mio trasportino, sporca ed un po’ arrugginita; dentro, insieme ad una lettiera angolare ed un po’ di crocchette, un pelosissimo furetto mascherina che nella penombra del crepuscolo mi pare di dimensioni ragguardevoli. Rifiuto la gabbia, e chiedo alla persona di mettere il furetto nel mio trasportino. Rimonto in macchina e corro a casa. Dove mi aspetta lo shock. Gino è in condizioni orribili: disidratato, denutrito tanto che la sua testa sembra lo scheletro di un morente, la muscolatura inesistente ed atrofizzata, le feci sono semplicemente acqua marrone.

Sono stata dura e cattiva, lo so. Ma credo di essere nel giusto, perché per tanti che amano il loro furetto profondamente ed in modo

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Scoppio a piangere

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Ah, aspettate, avevo dimenticato la ciliegina sulla torta: l’abbandono reale di Gino coincide con la nascita del bambino, una triste sottolineatura di come una vita ne escluda un’altra.

Gino cammina restando accucciato, non riesce a distendere le zampe, non fa altro che bere ed accasciarsi. Sfodero il mio intero campionario di cibi per tutti i gusti: crocchette, monoproteici, liofilizzato di coniglio.

Già, un lieto fine. Ma vi sono anche quelle storie che per noi di Furettomania ONLUS iniziano nel dolore e nel dolore finiscono, solo perché chi abbandonava non ha avuto quei cinque minuti di tempo per contattarci ed ha lasciato che un altro grande essere come Gino si spegnesse.

Gino mangia poco e si stanca subito. E dentro di me si scatena un inferno di rabbia frustrata, di ira impotente, qualcosa che non può avere sfogo e si trasforma in dolore per questa povera creatura. Il giorno dopo la visita veterinaria: questo furetto coraggioso ha impiegato tutte le sue forze per sopravvivere, si è ricoperto di folto pelo per ripararsi dal freddo a discapito di qualsiasi altra cosa (tecnicamente sarebbe intero, ma il suo corpo non ha avuto la forza di entrare in calore), ma è in situazione critica.

Lascio quindi spazio a Chiara Sottosanti: alle sue parole, alla sua indignazione. Come tutti i giorni controllo la posta dell’associazione e trovo una mail dell’ufficio adozioni centrale in cui mi chiedono se mi è possibile fare il recupero di una giovane furetta invalida a circa un paio d’ore da casa mia.

Pesa novecento grammi invece, mentre dovrebbe essere intorno al chilogrammo e mezzo, le zampe non hanno muscoli ma solo ossa e tendini. Risponde poco agli stimoli esterni. Morde se toccato come a voler dire “lasciatemi in pace”.

Il periodo, purtroppo, è decisamente incasinato tra lavoro ed il mio anziano malato… Ma non mi tiro indietro e chiedo solo se sia possibile trovare una staffetta almeno per parte del tragitto, solo per non allungare i tempi. Troviamo subito la staffetta che copre un buon 90% della strada, ottimo… Ci accordiamo con la persona che vuole far la cessione di questa piccola, parlando scopro che l’invalidità è una cosa fresca, dovuta ad una caduta di qualche mese prima, però mi dice che è in buona salute… Prende solo un antibiotico per via di una specie d’infezione all’addome dovuta al fatto che non cammina più bene e spesso si trascina sui propri escrementi.

Il veterinario mentre gli palpa l’addome sente qualcosa che non torna e tastandolo sente un corpo estraneo, probabilmente semi-occludente. Gino è un grande essere e riesce a liberarsene da solo: un grosso pezzo di gomma di misure approssimative di un centimetro e mezzo per un centimetro. Per fortuna, perché un intervento nelle sue condizioni lo avrebbe ucciso.

Un campanello suona nella mia testa e domando maggiori informazioni, scoprendo che la furetta presenta un gonfiore all’addome con un annerimento della parte interessata ed inoltre, non bastasse tutto ciò che le era accaduto, non è più in casa di questa persona perché è nato da poco un bimbo e quindi non essendo fattibile la gestione, era stata “parcheggiata” dalla madre. Chiedo se fosse già stata esclusa la possibilità di un trauma interno con versamento o simili.

Vengono prescritti integratori, cibo d convalescenza, antibiotici per il tratto gastroenterico. Questa storia ha un lieto finale? Anche se la fine della salita è ben lontana, Gino (come dicevo) è un grande essere; mangia recuperando peso ogni giorno, muove qualche piccolo passo di riabilitazione, le sue feci piano piano migliorano e si sta affezionando alle amorevoli persone che si stanno prendendo cura di lui; persone che hanno scommesso su un esserino triste, su un brutto anatroccolo bistrattato e si troveranno davanti (questo io lo so) un miracolo di gioia ed affetto.

“SI’, SI’!!”. Fortuna che il recupero lo si farà nel giro di 4 giorni. Mi domando comunque se non sarebbe meglio trovare il modo di andarci io stessa prima, ma sono decisamente in difficoltà!

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L’indomani mattina (domenica ore 09:54) mi suona il telefono, sto per iniziare a lavorare, è la persona in questione, rispondo stupita e mi sento dire:

Se fossi arrivata prima?

“Guarda, mi dispiace, non so come spiegarmelo, ma mia madre stamattina ha trovato la furetta morta!!!” .

Se…

Se tu avessi contattato prima l’associazione?

Con i “se” non risolvo nulla, ho solo il grande dispiacere di non esser arrivata in tempo per salvare un’anima innocente di soli 2 anni!

Consiglio di sentire il veterinario, che conferma la mia ipotesi, un versamento interno, si era sbagliato con l’infezione!!!!

Decisamente, tutti abbandonano.

Ci ho pensato io con una semplice descrizione telefonica, perché tu no?

Ma, forse è il caso di dirlo, qualcuno purtroppo abbandona meglio di altri. Gino al momento dell'abbandono

e dopo qualche settimana di cure ed amore...

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I SOCI RACCONTANO di Lisa Cecchini volontaria Furettomania ONLUS

Viola Solo due premesse prima di svelare a curiosi e non, il come, il dove e il perchè di Viola Punto 1. Non ho ne super poteri ne una vita diversa dalla vostra , ho due figli piccoli, un lavoro , un compagno, una casa , e tutti i problemi che la vita e questo periodo storico poco roseo ci mette in mezzo ai piedi Punto 2. Viola mi è capitata addosso, come la mela in testa a Newton, come il fulmine di Franklin Prima di essere Viola , la piccola meraviglia che in questo momento mi dorme sulle gambe, era un ignoto furetto X, era una telefonata allo staff di Furettomania, era una consegna in un ambulatorio veterinario di Torino da una persona Y. Il "divertimento" cominciò sin da subito , perché, suonato al citofono della fantomatica clinica veterinaria, mi si presentò una ragazza con il camice bianco, con in mano una scatoloncino piccino picciò chiuso e un bel sorriso. "Ecco qua , ciao " mi mise in mano la scatola è fece per andarsene. Io, che poco ne sò di recuperi e di etichette , la seguii dentro alla clinica di corsa e la presi per un braccio mentre se ne stava andando (chiaro, con un bel sorriso pure io); chiesi qualche informazione, qualsiasi cosa prima di aprire quella scatolina, ma nessuno sapeva nulla, era stata portata lì e poi avevano chiamato Furettomania . "Avete controllato se ha il chip?" Penso che la pseudo dottoressa in un ambiente più informale mi avrebbe risposto con una bella pernacchia , ma vista la situazione e la carica che quel camice bianco la costringeva a coprire , mi rispose che si, avevano controllato ma non avevano trovato nulla , e che anzi , sarei dovuta stare attenta perché la peperina nella scatola era solita cercare di scappare! ! Aprii la scatola , e quello che vidi era un furetto X, con gli occhi a mezz'asta , il nasino asciutto e senza nemmeno le forze di aver paura per lo sballottamento subito. Come tolsi gli straccetti che le erano stati messi sul corpo vidi che la piccola era coperta di escrementi , non tentai nemmeno di toglierla dalla scatola o di spostarla, la portai di volata da un veterinario esperto e di fiducia; nel tragitto , allungando la mano nella scatola per controllare, non sentii nessun movimento, accostai, presi la scatolina sulle gambe e avvicinai il mio naso al suo , il furetto X aprì di poco gli occhi e mi diede una leccatina, continuò a leccarmi la mano per tutto il tragitto fino alla clinica. Sin da una veloce visita fu chiara la situazione, la piccola era stata investita o aveva subito una caduta, sarebbe stata trattenuta per tutte le visite del caso, e fu in quell momento, mentre compilavamo la scheda del paziente, che la dottoressa mi chiese " manca il nome, come la chiamiamo questa piccina?" Io la guardai con un'espressione che deve esserle sembrata assai buffa perché la feci ridere, poi tornammo serie e le dissi "Viola" lei lo scrisse sulla scheda e disse " Viola , questa piccina è sfortunata ma adesso ha davvero un bel nome!". Furono fatte le visite, frattura spinale , zampe posteriori e

controllo degli sfinteri compromessi, non mancarono tristi exploit secondo cui sarebbe stata da valutare l'ipotesi di un'eutanasia. Andai a trovare Viola tutti i giorni e la vidi rimettersi in forze , mangiava , rispondeva agli stimoli , soprannominata "la baciosa" dallo staff della clinica elargiva baci e ruffianate a tutti, dopo una settimana mi dissero che potevo portarla a casa: "Tanto se no sei sempre qui" furono le esatte parole . Ci vollero ancora un paio di settimane perché Viola si riprendesse dalla batosta dell'incidente , ogni giorno un piccolo miglioramento, non alle zampe e nemmeno al controllo degli sfinteri, ma tornava ad essere lucida, a rispondere agli stimoli , ad abbuffarsi di crocche e di ciccia come solo una cucciola di 7/10 mesi può fare. Il mio tempo con lei era esclusivo, la routine della pulizia ogni 4/6 ore , il gioco con l'asciugamano per asciugarla bene tutta, le coccoline in braccio davanti al pc mentre lavoravo, e piano piano diventava sempre più forte alle zampette anteriori e diventava capace di scorrazzare per casa trascinandosi con una velocità invidiabile. La dolcezza in ogni suo gesto mi ha lasciata allibita ogni giorno di più, non parlo del musino, che, guardate la foto, parla da sé, ma dal desiderio di interazione che ha in ogni momento , lei non si limita a dare i bacini sul naso la mattina, no, Viola mentre da i bacini sul naso mi tiene fermo il mento con le zampette così è sicura che non scappi, lei potpotta e saltella con le zampette "buone" e poco le importa se rimane sul posto, lei mi corre incontro quando la chiamo, si accoccola nella tasca della felpa pur di rimanermi attaccata, mi guarda dritta negli occhi per minuti interi , poi piano socchiude gli occhi e si rannicchia addosso. Viola mi abbraccia, e non sono pazza: mentre la asciugo lei apre le zampe davanti è mi abbraccia all'altezza del petto, fa una leggera presa con le unghiette e rannicchia il musino nel mio collo. Viola non è un'adozione facile, lo sappiamo tutti, ha un serio handicap, una serie di infezioni a cui sarà purtroppo più soggetta vista la sua situazione, necessita di una continua assistenza igienica ma questo non può precluderle una famiglia e l'amore di cui non può fare a meno. Ma la situazione di Viola fa anche paura, è un impegno grande, una situazione da monitorare costantemente, un impegno fisico e mentale non indifferente... Viola rimarrà con me, la adotterò perché quella sera in auto , quando ho avvicinato il mio naso al suo, ho dato il via a qualcosa di incontrollabile, me la sono fatta entrare dentro, ci siamo sintonizzate ed ora separate risulteremmo due note stonate... Viola mi è capitata addosso, non ho potuto scansarmi, mi ha travolta ed è stato bellissimo, si è rianimata tra le mie mani e penso in quel momento di averle dato un pezzettino di me, costerà sacrificio ma mai potrò dare una nota negativa a questa nostra relazione perché nonostante la disabilità, nonostante la frustrazione che questo può darle, lei vive appieno ogni momento e io posso solo avere da imparare da tutto ciò. Io è Viola staremo insieme perché è giusto che sia così, penso in fondo che sia stata lei ad adottare me, perché sin

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da subito ha deciso di parlarmi, poteva non fidarsi ed invece lo ha fatto, mi è entrata nel cuore ed ha smosso tutto, sin dal primo momento i miei occhi cercano i suoi e i suoi sono alla ricerca dei miei, affronteremo insieme l'inserimento con i miei altri 4 pezzetti di cuore che mi riempiono casa di pot pot e zuffe buffe e le darò la serenità che merita, perché dopo una vita iniziata con una mossa beffarda come questa Viola lo merita. E questo è il punto a cui siamo arrivate ora, e ci siamo arrivate grazie al coraggio di tutta una serie di persone che da anni non dicono di no a nessuno , non dicono basta a niente, una dopo l'altra come in una staffetta ci sono tante cose che ognuna di queste persone fa per poter far si che un furetto X sia raccolto dalla strada, che un neofita sia indirizzato sulla giusta strada così da non commettere errori, che una situazione dalle apparenze orribili sia affrontata con serenità e rispetto nei confronti di tutti. Ci sono le telefonate, il santissimo whatsapp, le occasioni per incontrarsi e parlare, tutta una serie di virtuali staffette di informazioni o semplici pacche sulla spalla che ci permettono di andare avanti con la corsa, di trovare il coraggio di dire al furetto X che non lo lasceremo mai, di farci carico di un'avventura che non sappiamo bene dove ci porterà ma che decidiamo di percorrere lo stesso, unicamente perché dentro sentiamo che è giusto sia così. Grazie a chi ha reso possibile tutto questo , perché è con l'aiuto di tutte le persone che hanno fatto la loro parte, raccontandomi la loro storia e la loro esperienza, che io la mia staffetta la corro , da oggi , anche per Viola.

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stonata, tutta storta, sento spesso il bisogno di stringerla, ricordo ogni giorno la sua morbidezza ed il calore del suo corpo mentre mi abbracciava tutte le volte che la asciugavo dopo il bagnetto .. Non ricordo la disabilità, ricordo solo la mia piccola Viola e la nostra storia insieme.. Nonostante il male che questo articolo è capace di fare, io spero possa fare del bene ad altri, perché qualcuno è stato capace di abbandonarla per strada, qualcuno le ha fatto del male fisico, qualcuno l'ha abbandonata di nuovo in una sala d'aspetto di un veterinario da 4 soldi... Dopo la dose di cattiveria e noncuranza ricevuta viola meritava una vita diversa, un ricevere incondizionato dopo tutte le batoste ricevute, la bilancia doveva essere riequilibrata... Il mio , il vostro compito è quello di riequilibrare le bilance storte, quello di dare a chi non ha mai ricevuto. Viola è una situazione che può ripresentarsi a ognuno di noi , il furetto X arriva senza preavviso , queste cose succedono, ci capitano addosso e sta a noi decidere di scansarci e girarci dall'altra parte o di farci travolgere. Io vi posso dire che in questo momento darei di tutto per poter tornare indietro a farmi travolgere dal mio uragano Viola, lo farei 1000 volte e 1000 volte ancora perché è stato meraviglioso viverle accanto, e se adesso il dolore mi fa tremare e piangere senza controllo riesco a capire che al di là del mio male c'è l'amore che ho provato e non posso aver paura del mio stesso amore, o cercare di evitarlo... Quello è lì, si nutre del suo ricordo e della speranza di poter fare del bene là dove c'è ne sarà bisogno.

Viola oggi non c'è più , poche settimane dopo la stesura della prima parte di questo articolo Viola mi ha lasciata, velocemente, senza preavviso, una complicanza dovuta ad un mal funzionamento dello stomaco l'ha portata al collasso nel giro di 5 ore e sono rimasta attonita, congelata davanti al dolore. Viola c'era e poi di colpo non c'era più, non era più lei quel musino freddo, non c'era più nell'aria la sua dolcezza disarmante ed ho dovuto dichiarare la mia sconfitta, il destino se l'era portata via. Non ho ancora affrontato il dolore, non so quando e se ci riuscirò perché ho chiuso tutta questa storia in un pezzettino del mio cuore, quello dedicato a lei, e non credo vorrò mai toglierla di lì o far cambiare il giusto malessere che la sua assenza mi provoca. Mi sento

Dopo tutto questo io che farò ? Io mi prendo del tempo, ancora un po' di tempo per mandare giù questo boccone così amaro, sono un po' malmessa ma tornerò... Dopo tutto questo voi che farete? Voi che avete la possibilità di fare del bene fatelo, adesso, non dopo, perché dopo porrebbe essere tardi, se siete pronti fatelo, fatevi travolgere, fatevi spiazzare, è meraviglioso, incontrollabile, indescrivibile. E dopo questa aggiunta che mai avrei voluto fare all'articolo iniziale sono arrivata al triste punto di doverne riscrive il finale, le parole non cambiano ma sono cambiata io e con me la mia storia, mi congedo dunque citando il mio primo saluto: io la mia staffetta la corro , da oggi , anche per Viola.

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Estratto gen feb 2014  

Estratto pubblico di Furettomania Informa - giornale bimestrale dell'Associazione Italiana Furetti

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