italiano 1,9
UNIPOL ASSICURAZIONI Agente Generale
GINO M AZZOLA
Mensile di informazioni politica e cultura della Zona 19 Anno IX - N. 5 - Maggio 1985
Via Osoppo, 13
L. 600
Tel. 02/40.80.980
Con le elezioni amministrative del 12 Maggio
Milano dal fascismo a piazza Fontana
Centro Commerciale al Gallaratese
I parcheggi al S. Leonardo e al QT8
Auto più metrò a Lampugnano Morti cli prima e di seconda categoria Trattamenti antiparassitari per le piante della zona I mestée de la Milan de semper
Confermiamo in città ed in zona un governo stabile e di sinistra Cinque anni di decentramento a Milano in un'ampia analisi fatta dai comunisti della zona 19 in occasione della presentazione del loro programma e della loro lista Il 12 maggio si torna a votare per il rinnovo dei Consigli di Zona eletti direttamente per la prima volta nel 1980. E quindi possibile fare il punto sugli sviluppi che si sono avuti in questi cinque anni di decentramento politico-amministrativo nella nostra città e nella nostra zona, ed indicare le prospettive da realizzare, per rinnovare profondamente, attraverso lo sviluppo del decentramento, il modo di essere del Comune di Milano. È quanto hanno fatto i comunisti della nostra zona, che il 12 aprile scorso hanno presentato, nel salone della Cooperativa Lampugnano in via Diomede presente anche il vice sindaco Elio Quercioli, il loro programma e le loro liste. Dal 1980 all'85 il trasferi mento di poteri e compiti (in base alla legge nazionale n° 278) ai Consigli di Zona attraverso le delibere quadro approvate dal Consiglio Comunale il 12 maggio 1980, ha visto attribuire deleghe in materia di gestione del territorio. I Consigli di Zona sono stati coinvolti nell'elaborazione dei vari programmi urbanistici attraverso la partecipazione di gruppi di lavoro della Ripartizione Urbanistica. E ora possibile delegare, ai Presidenti dei C.d.Z., oltre alle gestioni immobiliari (Demanio Patrimonio), il rilascio delle autori77arioni edilizie relative alle manutenzioni straordinarie lo svolgimento delle relative funzioni di vigilanza e di controllo. Ostacoli hanno invece incontrato nella loro applicazione la delibera relativa a vigilanza annonaria, gestione dei mercati rionali e vendite controllate; e quella relativa ai compiti di vigilanza e controllo nel settore del verde. Nel campo della cultura, dello sport e del tempo libero, la costituzione di un fondo specifico per le attività deliberate dai 20 C.d.Z. (I miliardo nell'8 I , 1 miliardo e mezzo per 1'85) ha permesso lo sviluppo di programmi elaborati dai C.d.Z. assieme all'associazionismo cale, malgrado i problemi di agibilità per molti locali pubblici che vanno adeguati alle norme di sicurezza stabilite dall'ultima legge nazionale (Centri Sociali, Centri per il tempo libero, sale per riunioni, ecc.). Nel settore scolastico buona è stata l'attuazione delle delibere relative al servizio refezione scolastica, al trasporto alunni, alle gite culturali e l'utilizzo dei fondi regionali relativi al diritto allo studio: i C.d.Z. gestiscono autonomamente circa 2 miliardi e mezzo complessivamente. Dipende inoltre dai C.d.Z. buona parte delle manutenzioni ordinarie con risparmi anche del 30-40% e risposte immediate alle scuole, e la programmazione delle manutenzioni straordinarie degli edifici scolastici. Importanti sono infine stati gli interventi dei C.d.Z. per il riuso, per altri servizi, degli edifici scolastici in svuotamento
Perché ho accettato la candidatura
per il calo naturale dell'utenza. In Zona 19, sono state riutilizzate le ex scuole materne di: Piazzale Segesta per il Cento Anziani; — Via Stratico un'ala per la ludoteca; — Via Uruguay per il Centro territoriale riabilitativo per handicappati adulti; Via Ojetti per gli ambulatori e la sede della USSL di zona; Via Betti per il SIMEE (Servizio di Igiene Mentale nell'età evolutiva) e il CPS (Centro Psico-sociale). l'ex asilo nido di Via Albenga per il nucleo operativo per le tossicodipendenze;
le ex scuole elementari di; — Via Uruguay come sede dell'Istituto Professionale Alberghiero; — Via Oderzo, come sede di
una Sezione dell'Istituto Professionale «Caterina da Siena»; — Via Lampugnano per il Centro Comunitario di Trenno (segue in ultima)
Proposta di Variante per via Isernia
Uffici e servizi al posto di verde ed aree a parco Chiesta dal Consiglio di Zona una integrazione al piano affinché si tengano presenti le esigenze del parco Monte Stella e della popolazione residente L'Amministrazione comunale di Milano ha fatto pervenire al Consiglio di Zona 19 la relazione sulla proposta di variante al Piano Regolatore Generale (P.R.G.) vigente relativa all'area adiacente a via Isernia, al QT8, libera da costruzioni, in parte non sistemata, in parte primordialmente sistemata a verde connesso al parco del Monte Stella ed in parte di pertinenza delle strutture dell'attiguo mercato comunale. Tale area, che complessivamente si estende per una superficie di circa 9.630 metri quadrati, nel P.R.G. vigente è destinata a verde, aree per spazi pubblici a parco, per il gioco e lo sport di livello comunale. Tale destinazione, che riflette l'obiettivo di massimizzare l'estensione delle aree a servizi ed a parco poste tra il quartiere Gallaratese ed il «Quartiere Sperimentale Modello» (il QT8) sorto per iniziativa della Ottava Triennale di Milano, non toglierebbe pienamente — secondo la relazione dell'Ufficio Tecnico comunale — l'esigenza manifestatasi in questi ultimi anni, di incrementare la dotazione dei servizi del quartiere in alcuni settori di carenza, ivi comprese attrezzature per il tempo libero connesse alla fruizione del parco, oltre alla introduzione di presenze funzionali, anche di entità contenuta, di integrazione della residenza e di arricchimento dei caratteri monofunzionali del quartiere stesso. Sul piano fisico — sempre secondo la relazione — il sod(segue in ultima)
Cari lettori. al momento in cui questo numero di Milano 19 verrà distribuito parte di voi avranno forse già appreso della mia candidatura al Consiglio Comunale di Milano nella lista del Partito Comunista Italiano per le prossime elezioni amministrative del 12 maggio. Perché ho accettato tale candidatura? Non certo per ambizioni di carrierismo politico (del resto prossimo all'età pensionabile come sono direi che partirei molto in ritardo), ma soltanto per coerenza. A suo tempo ho difatti liberamente scelto di entrare nel Partito Comunista Italiano ritenendolo l'unica forza politica in grado di svolgere un'azione innovatrice e moralizzatrice nella vita pubblica italiana, di rompere clientelismi. opportunismi e lottizzazioni, di instaurare un rapporto più corretto tra cittadino e cittadino, tra cittadino e stato. Ed in questi anni di militanza politica mi sono sempre più convinto di aver compiuto la scelta giusta. Nel 1977 mi è stata poi affidata la direzione di questo giornale, nato, come abbiamo scritto sin dal primo numero, per iniziativa dei comunisti della Zona 19. ma aperto a tutti. E la prova di questa apertura ritengo che l'abbiamo data a sufficienza, visto che oggi come oggi la redazione di Milano 19 è composta per la maggior parte da persone non iscritte al P.C.I. E da questo osservatorio ho avuto modo di vedere, di sentire i problemi, i bisogni degli abitan' ti di questa zona. Problemi e bisogni che forse possono sembrare marginali, secondari rispetto a quelli nazionali o mondiali, ma che pure non devono sfuggire all'attenzione di chi amministra la cosa pubblica, perché soltanto così si possono rafforzare la vita democratica e la convivenza civile.
Gian Piero Pagetti (segue in ultima)
La "non scelta" Il vice segretario «fac-totum» del P.S.I., on. Claudio Martelli, ha recentemente presentato alla direzione del suo partito quella che («Avanti!» non ha esitato a definire «la linea politica del P.S.I. per le amministrative». Per la verità quella relazione ci è parsa più che una «linea politica» una «tattica elettorale», che è cosa assai più modesta ed utilitaristica. Difatti essa manca assolutamente di quell'insieme di analisi, obiettivi, proposte che sostanziano una «linea politica», ma si muove a zig-zag, senza obiettivi sicuri. E così dice «no» alla richiesta demitiana di omogeneizzazione pentapartitica delle amministrazioni locali, così come all'indicazione comunista di giunte di programma e progressiste. Ma la coerenza della «non scelta» ambivalente è soltanto apparente. Infatti la DC di De Mita pretende le al-
leanze locali in funzione della sopravvivenza della alleanza nazionale, confondendo governo centrale con governi decentrati (si vota infatti per il rinnovo delle amministrazioni locali e non per la conferma od il cambiamento del governo nazionale), mentre il P.C.I. chiama ad un pronunciamento di contenuti programmatici, aprendo un confronto per coerenti scelte di campo attorno a quello che è l'effettivo oggetto del voto. Ed è soltanto in questo secondo caso che si salvaguardano, si rispettano le autonomie locali, che non sono certamente prive di contenuti e di storia e che costituiscono il tessuto e la salvaguardia della democrazia. Della democrazia autentica, naturalmente, quella che non ha bisogno di aggettivi.