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Nr. 07 - MARZO 2020

F

RIV

alla scoperta del

RESTO MOD

CAP TROPHY 2020

... e ancora... KING OF THE HAMMERS BRABUS 800 Adventure XLP IL SAHARA E I FRANCESI


chefoto


questo mese

FUO FUO

RIVISTA UFF

5

foto

28

eventi

48

notizie

62

novità

ALLEANZA IN NOME DELL’AMBIENTE

16

RIVISTA UFFI CAP TROPHY

eventi

36

mode

OSRAM E FIF INSIEME

52

storia

BRABUS 800 ADVENTURE XLP

72 KING OF THE HAMMERS 2020

E’ IL RESTO MOD BELLEZZA…

SAHARA FRANCESE

calendari

COMPETIZIONI FIF 2020

COVID-19 ANCHE LA FIF SOSPENDE L’ATTIVITÀ

La

Federazione Italiana Fuoristrada si allinea a quanto ha disposto il Governo in merito all’emergenza epidemiologica da COVID-19, meglio conosciuto come coronavirus. Attenendosi al Decreto del Premier Giuseppe Conte, la FIF dispone, con effetto immediato e fino al 3 aprile 2020, la revoca di tutte le attività didattiche della Scuola Federale e tutte le attività istituzionali, nazionali e regionali, che prevedono riunioni in luoghi chiusi. Revocate tutte le autorizzazioni concesse per le manifestazioni fino al 15 marzo del settore radunisto che comprende la Formula FIF del Trial 4x4, Cap Trophy, Master per Club e Formula Track. Dal 16 marzo al 3 aprile saranno eventualmente concesse le autorizzazioni solo per le manifestazioni all’aperto e senza pubblico, con servizio sanitario e che abbia ottenuto l’autorizzazione della Prefettura competente per territorio. Come disposto da ACISPORT le attività agonistiche potranno essere autorizzate se rispetteranno le stesse pescrizioni previste per i raduni mentre le gare che prevedono l’assegnazione di titoli nazionali sono sospese fino al 3 aprile 2020. Le manifestazioni che non riusciranno a rispettare le disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio potranno essere posticipate chiedendo alle Delegazioni regionali di agevolare e consentire un eventuale reiserimento con una rimodulazione dei calendari.


foto

Questa immagine ci giunge dal Sud Africa, precisamente dalla zona di Kalahari, dove la BMW iNEXT sta completando una lunga serie di test. Dopo aver provato il freddo del Circolo Polare Artico la iNEXT si è misurata in Africa con un ambiente torrido, radiazioni solari estremamente alte, polvere sottilissima, sassi, sabbia e ghiaia


foto

Verso la fine dello scorso anno la Toyota Land Cruiser ha superato la rispettabile quota di dieci milioni di esemplari prodotti. Lanciata nel lontano 1951 come Toyota Jeep BJ, con una presenza continuativa sul mercato di 68 anni la Land Cruiser, è di gran lunga l’auto giapponese piÚ longeva


foto


L’attore Bill Murray, una simpatica marmotta e Jeep Gladiator sono i protagonisti di un video che ha letteralmente spopolato negli USA nei giorni del Super Bowl 2020. Il video, sui canali social FCA, ha totalizzato oltre 85 milioni di visualizzazioni in solo 3 giorni. Lo spot pubblicitario che ne è stato derivato ha conquistato il premio di ADWeeek quale miglior spot lanciato durante il Super Bowl


foto


Progettata e assemblata dal team del Ford Special Vehicle Preparation, in Essex, questa versione speciale del Ford Raptor è al momento sotto esame da parte delle forze di Polizia della Gran Bretagna. Per la precisione i test si stanno svolgendo nel Galles del Sud


foto Mercedes-AMG e Cigarette Racing, che non sono nuove a collaborazioni e contaminazioni reciproche, hanno di recente presentato a Miami questa superba Mercedes-AMG G 63 Cigarette Edition. Spinta da un V8 AMG di 4 litri, capace di 577 cavalli, la G63 vanta una trazione integrale 40:60 con tre differenziali bloccabili. Le sospensioni sono a gestione elettronica. Per la cronaca l’imbarcazione Cigarette 59’ Tirranna AMG Edition, presentata assieme all’auto, monta sei motori Mercury V8 turbocompressi da 4.6 litri, capaci ciascuno di 450 cavalli (totale 2.700 cavalli!!!) che la spingono alla rispettabile velocità di 80 miglia orarie


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LE MANS: SI VOLTA PAGINA


eventi

King of the Hammers non è solo un evento motoristico, è lo stile di vita di un popolo di appassionati che per dieci giorni vive e si diverte in una città nel mezzo del deserto di Niccolo’ Gargiulo Fotografie e video Ultra4


esagerati!!!

Over

THE TOP! Esagerata! E’ questa l’espressione inglese che meglio riesce a descrivere il King of the Hammers, la manifestazione che si tiene ogni anno, a inizio febbraio, nel deserto della Johnson Valley in California.

Sebbene il “King of the Hammers” vero e proprio si tenga interamente in una giornata, la dieci giorni californiana brulica di piccoli e grandi eventi secondari, con circa 50.000 persone, tra partecipanti e pubblico, a prendere parte alla festa. L’evento, nato nel 2007, è passato da 12 team iscritti (all’epoca si poteva partecipare solo su invito) a più di 300 iscritti, che insieme al pubblico riempiono l’enorme “città temporanea” costruita nel deserto che prende il nome di Hammertown

King of the Hammers è infatti un evento esorbitante, irriverente e assolutamente eccessivo, dedicato agli amanti della guida off-road nel deserto. Tutti sanno che in America lo spettacolo deve prevalere su tutto e (per certi versi) più si è “sopra le righe” e meglio è… e allora perché non costruire dal nulla una intera città, chiamarla Hammertown, popolarla per una decina di giorni di svitati (in senso buono si intende) con i loro pickup, buggy, UTV, moto e perfino Monster Trucks? E per non farci mancare nulla organizzare anche un gran concerto rock di chiusura? King of the Hammers quest’anno ha ospitato (in grande stile USA, va sottolineato) anche l’apertura del Nitto Ultra4 Championship 2020, con una delle gare fuoristrada più ardue del Nuovo Continente. In lizza anche le vetture della classe regina Ultra4 Class (si è in pratica liberi di iscrivere qualsiasi vettura a trazione integrale) che si sono sfidate su lunghi percorsi nel deserto, intervallati da difficili sezioni di rock crawling e prove speciali su circuiti appositamente creati per l’evento.


x


esagerati!!!

Tra gli eventi minori in programma a Hammertown, due sono particolarmente apprezzati dagli appassionati. Il Jump Challenge, gara di salto in lungo aperto anche agli esagerati Monster Truck americani, che regalano al pubblico momenti di pura adrenalina, e lo Shootout, gara cronometrata di rock climbing che si corre in notturna su una ripida parete rocciosa nei pressi della cittĂ temporanea


Quello di quest’anno è stato un King of the Hammers particolarmente duro, con molti incidenti che hanno reso difficile la conclusione della corsa per la maggior parte dei concorrenti, comme accaduto a Michael Ayersman e Michael Feagins coinvolti “in coppia”, in un incidente alquanto singolare. Ben 65 dei 110 equipaggi al via non hanno visto la bandiera a scacchi ritirandosi per incidenti o per problemi tecnici


esagerati!!!

Loren Haley, miglior tempo in qualifica, ha concluso la gara solo in settima posizione


esagerati!!!


A vincere il King of the Hammers 2020 è stato Josh Blyler sul Miller Motorsports buggy n.21, che ha concluso il percorso di 341 Km in 7 ore e 6 minuti, più velocemente di tutti nonostante un cappottamento nelle fasi conclusive della gara. Blyler ha dichiarato: “Sapevo di essere in testa… ma come un idiota sono arrivato troppo veloce a quella curva e mi sono ritrovato sottosopra. Il buggy Miller sembra però indistruttibile e vincere non mi sembra vero. Veniamo qui per vivere un esperienza, per divertirci e anche solo

finire la gare è un grande onore”. Al secondo posto Marcos Gomez (buggy n. 86), anch’esso coinvolto in un incidente, al quale era stato inizialmente negato il secondo gradino del podio per problemi tecnici al trasponder, che non aveva registrato correttamente i tempi. L’altro Buggy del team Miller (n.41) ha quindi concluso in terza posizione, guidato al traguardo da Erik Miller


esagerati!!!


Da quest’anno Ford fornisce i mezzi di servizio per l’organizzazione del King of the Hammers. La flotta presente a Hammertown nel 2020 comprendeva il pickup raptor F-150, il pickup Super Duty tremos e, in anteprima assoluta, il nuovissimo Bronco, che arriverà ufficialmente sul mercato in primavera


eventi

2020


CACCIA AL PUNTO In sostanza si tratta di trovare il maggior numero di punti geografici, segnalati dall’organizzazione, mediante coordinate e con l’ausilio di un rilevatore di posizione satellitare, bussola e cartina


caccia al punto

Che

cos’e’ il CAP Trophy? Si tratta di prove di navigazione ed orientamento, una sorta di “caccia al tesoro” in salsa off road le cui regole sono molto semplici. Ogni equipaggio, composto da due persone con un veicolo a trazione integrale in regola con il codice della strada, deve trovare il maggior numero di punti geografici segnalati dall’organizzazione mediante coordinate in primi, gradi e millesimi con l’ausilio di un rilevatore di posizione satellitare, bussola, cartina e tutto il necessario per esprimere al meglio le proprie capacità di orientamento. Una volta raggiunto il punto segnalato l’equipaggio deve riportarne la “chiave” su una apposita tabella di marcia. Di solito si tratta di rispondere ad una domanda su un particolare del posto, oppure scattarne una fotografia, al fine di dimostrarne l’effettivo raggiungimento. Oltre all’abilità di guida e alla preparazione del mezzo è fondamentale la bravura del navigatore nell’impostare la strategia di ricerca dei vari punti GPS al fine di ritrovarne il maggior numero con la minor percorrenza possibile. Inserite in un calendario nazionale e suddivise in vari trofei d’area, le manifestazioni sfociano in una finale nazionale riservata solo ai migliori, che assegna il titolo di Campione d’Italia.


caccia al punto

Come ormai tutti sanno la FIF è entrata nell’Elenco Centrale delle Associazioni coinvolte in attività di Protezione Civile. Ebbene, il CAP Trophy

può

rappresentare un prezioso “allenamento” per i soci FIF. Nel caso in cui si verificasse la necessità di soccorrere una persona ferita o dispersa, saper raggiungere un luogo conoscendo le sole coordinate può essere di vitale importanza. Come sappiamo, gli equipaggi che partecipano alla CAP sono in grado di raggiungere un luogo in tempi rapidissimi, perché sono utilizzatori preparati di software cartografici e di strumenti di navigazione

Per il 2019 la finale CAP si era svolta in Umbria, nella bellissima tenuta “Castello di Titignano” (a pochi chilometri da Orvieto) e a primeggiare fu l’equipaggio composto da Roberto Locatelli e da suo figlio Luca. Per la stagione 2020 il regolamento CAP ha introdotto una grossa novità che consiste nell’attribuire ad ogni equipaggio un plafond prestabilito di km da “spendere” durante la tappa. Nello specifico si è deciso di attribuire 15 km per ogni ora di durata della tappa. Ad esempio, per 7 ore di durata della tappa avremo 105 km “spendibili” senza incappare nelle penalità. Nelle intenzioni della Federazione la ratio di questa nuova regola punta a privilegiare una strategia votata alla navigazione e all’orientamento piuttosto che alla corsa spasmodica alla ricerca di un waypoint, senza darsi da fare per individuare una strada più breve per raggiungerlo. Le prime due tappe in cui è stata sperimentata la nuova regola hanno dimostrato che effettivamente gli equipaggi prestano una maggiore attenzione nella ricerca delle vie più brevi, in alternativa alle più veloci, per raggiungere l’obiettivo a tutto vantaggio della sicurezza.


caccia al punto

L’Area Sud è stata la prima ad aprire la stagione di “caccia” il 19 gennaio, con la prima tappa organizzata dal Club 4x4 Adventure di Caserta. Otto gli equipaggi al via in una location incontaminata, al confine tra Campania e Molise. A fine giornata si sono aggiudicati il primo posto i fratelli Abbenante, che hanno sfoderato una prova magistrale vincendo nettamente la tappa. Dopo due anni di stop è ripartita anche l’Area Centro, che ha in calendario per il 2020 ben 5 tappe. In questa zona la CAP ha sempre trovato molti appassionati e si è dimostrata un volano importante per tutto il movimento. La prima tappa si è disputata lo scorso 23 febbraio a San Giorgio a Liri (Frosinone), dove il Club Tortuga 4x4 e il sindaco Francesco Lavalle hanno accolto gli iscritti. Sul totale di dieci quipaggi al via, ben tre provenivano dalla vicina Campania e tra loro anche i vice campioni d’Italia, i fratelli Abbenante, che si sono imposti su tutti anche in questo caso. Come ogni anno, la sintesi dei tre trofei di area (nei quali si disputeranno complessivamente ben 15 tappe) si vivrà nella finale nazionale che tradizionalmente si svolge a ridosso di Natale, in centro Italia, che incoronerà il Campione assoluto della disciplina.


mode


Ma i puristi storceranno il naso

E’ il

Resto-Mod bellezza…

E’ una moda che arriva, manco a dirlo, dal Nord America ma sta velocemente prendendo piedi un po’ ovunque. Il Resto-Mod (da restauro/moderno) punta a restaurare auto mitiche ma anche a dotarle di motori nuovi e potenti e di tutti i moderni comfort

di Tom Jensen

per gentile concessione di Barret-Jackson Auction Company


é il Resto-Mod bellezza…

In

molti si chiedono quale sia il motivo di un così grande successo del Resto-Mod tra i collezionisti d’America e del mondo. La risposta è semplice: esistono appassionati che desiderano un veicolo senza compromessi. Delle vetture e pick-up che hanno fatto la storia vogliono quel look autentico anni cinquanta, sessanta e settanta, senza però doversi accontentarsi del vecchio motore o della vecchia e fragile trasmissione. E non è certo più il caso di abbassare i finestrini per cercare di rinfrescarsi, per godersi questi capolavori del design automobilistico oggi sono necessari tutti i moderni comfort.

Questo Dodge Power Wagon militare del 1943

è stato

equipaggiato con un propulsore 2018 GM LS3 di 6.2-litri V8 accoppiato ad un cambio manuale NV4500 a 5 rapporti. La vecchia carrozzeria poggia su una scocca appositamente realizzata da Art Morrison e particamente tutti gli organi meccanici sono nuovo di zecca

Tra le Resto-Mod più interessanti ad essere state battute all’asta recentemente negli USA c’è stata questa spettacolare Ford Bronco del 1969, passata di mano per la cifra da capogiro di 203.500 dollari all’asta BarrettJackson Northeast dell’estate scorsa. La Bronco in questione non è solo stata restaurata e “migliorata”, installando nuove componenti, ma è stata quasi completamente re-immaginata, conservando però diversi aspetti del progetto originale come tributo al lavoro compiuto da Ford negli anni sessanta. Quando Ford introdusse la Bronco nel 1966 il progetto prevedeva (e così è sempre rimasto) un veicolo a due porte. Non era mai stata prevista una Bronco a quattro porte …


Ford Bronco 1969


é il Resto-Mod bellezza…

Uno dei veicoli maggiormente amati dagli appassionati di Resto Mod è il Ford Bronco. Qui ne vediamo uno del 1976, rifinito in Scurro Blue (forse volevano dire “blu scuro”) e spinto da un motore Ford 302ci V8. Il Bronco U14 verde del 1966 è invece spinto da un V8 Ford Coyote da 5 litri, abbinato ad una trasmissione 6R80 a sei rapporti (automatica o manuale).


é il Resto-Mod bellezza…

fino ad oggi si intende, con questa Resto-Mod che può ospitare fino a sei passeggeri su tre file di sedili. La famiglia al completo può quindi montare sulla Bronco e godersi il viaggio all’aria aperta (vista l’assenza dei finestrini anche quando è montato il tettuccio di tela) e potrà raggiungere la propria destinazione molto più velocemente che nel 1969. Il motore originale degli anni sessanta infatti forniva alla Bronco soltanto 105 cavalli; oggi, dopo il trattamento degli esperti di Resto-Mod, questa Bronco “rumoreggia” con un motore V8 da 5 litri Ford Coyote, capace di scatenare a terra ben 400 cavalli con un accelerazione potente e progressiva. Per sostenere i miglioramenti apportati al propulsore è stato necessario sostituire molte altre componenti quali la trasmissione, ora una 6R80 a 6 marce, i dischi e le pinze freno (Wilwood), e infine il servosterzo. I cerchi in alluminio sono più resistenti degli originali ma hanno naturalmente anche una funzione estetica sulla nuova Bronco, che è stato concepita e costruita attorno al nuovo guscio in acciaio verniciato in grigio Seal, rialzato grazie al nuovo kit di sollevamento che consente anche di dare un’occhiata al fondo della vettura e alle sospensioni. Per quanto riguarda il comfort sono stati propriamente ricostruiti anche gran parte degli

Nati nel corso degli anni trenta per uso militare, i Dodge Power Wagon Pickup sono divenuti famosi durante la 2a Guerra Mondiale. Praticamente inarrestabili in virtù di un’eccellente trasmissione 4x4, hanno poi avuto una lunga vita civile (prodotti sino al 1968) senza però ottenere un grande successo commerciale. Questo esemplare del 1957 monta un vecchio motore diesel Cummins da 5.9 litri totalmente ricostruito. Da segnalare che Tisdale Coachworks (azienda che lo ha restaurato) ha battezzato il colore Ferrari Grigio Silverstone


Ê il Resto-Mod bellezza‌

In questo spettacolare Ford Bronco del 1977 i restauratori hanno puntato soprattutto al lusso interno, che raggiunge davvero livelli inaspettati, e alle finiture esterne, davvero rimarchevoli. La vernice scelta arriva dal catalogo Harley Davidson (si chiama Root Beer Brown). Il motore, anche in questo caso, è un Ford Coyote 5.000 accoppiato ad una trasmissione automatica Ford 4R70W a quattro rapporti. Le sospensioni sono completamente nuove (ammortizzatori Rancho) come pure il sistema di sollevamento


é il Resto-Mod bellezza…

interni dove oggi troviamo però tecnologie moderne quali il climatizzatore, il pulsante startstop, un nuovo volante, radio satellitare con Bluetooth e altoparlanti Pyle da 6x9 pollici. Il design del cruscotto è fedele all’originale… semplicemente con qualche pulsante e manettino in più, mentre i sedili sono completamente di nuova fabbricazione e possono essere ripiegati in avanti (dalla seconda e terza fila).

Dipinta in bianco e Hugger Orange (pare che la sola verniciatura sia costata circa 50.000 dollari) questa Chevrloet Blazer del 1972 perlomeno monta un motore (LS3 di 6.2-litri V8) del gruppo General Motors, a cui Chevrolet appartiene. Il cambio è automatico a tre rapporti. Da segnalare il sollevatore da 4 pollici e le gomme BF Goodrich da 35 pollici

Un’operazione di Resto-Mod senza compromessi, come pure quella che ha coinvolto una anziana Land Cruiser FJ45 Troop Carrier (Troopy) che è stata restaurata attorno ad una scocca Aqualu in alluminio, una gabbia roll bar integrale e generose protezioni anteriori e posteriori (davanti troneggia un verricello da 10.000 libbre). Senza dubbio molto bello il colore “Antique Blue” mentre gli interni offrono sedili anteriori in pelle, come pure in pelle sono le panchette posteriori. Su questa Troopy possono prendere posto ben 10 persone, protette da un tettuccio in tela totalmente removibile. Ma è “sotto” che questa vettura sbalordisce: la scocca poggia su nuove sospensioni multi-link con ammortizzatori regolabili JRI, i freni a disco sono Wilwood e il motore è un V8 Chevrolet 350 ci small-block, abbinato ad una trasmissione automatic 700R e non manca neppure l’iniezione elettronica. Senza dubbio un bell’oggetto… ma non chiamiamolo più Toyota please.


Land Cruiser FJ45 Troop Carrier


notizie

La OSRAM e FIF insieme La sicurezza passa anche dall’illuminazione dei veicoli fuoristrada

contenuto pubbli-redazionale

Federazione Italiana Fuoristrada è stata ufficialmente costituita il 24 novembre 1973 con l’intento di creare un punto di riferimento nazionale per tutti gli appassionati dei veicoli 4x4. Oggi la F.I.F. è una dinamica Federazione di club, oltre 230 dislocati in tutto il territorio nazionale, operanti in ogni specialità del fuoristrada, dal semplice raduno amatoriale alle più prestigiose attività agonistiche in 4x4, che ha saputo evolversi e modernizzarsi pur rimanendo saldamente nel solco della propria tradizione. Ed è proprio per questo che è l’unico Ente di rilevanza nazionale riconosciuto e regolarmente convenzionato con ACI SPORT per il settore fuoristrada 4x4. Un traguardo ancor più prestigioso considerando che ACI è la Federazione Sportiva Nazionale Automobilismo riconosciuta dal CONI e dalla FIA. Le attività istituzionali sono molteplici: la Federazione Italiana Fuoristrada si occupa di rappresentare la categoria e tutelare gli interessi della stessa in ambito nazionale, studiare i problemi del settore, promuovere lo sport fuoristradistico con l’organizzazione di manifestazioni sportive e non, nominare propri rappresentanti in tutti gli ambiti in cui è concessa la rappresentanza, favorire i rapporti con le Federazioni di altre Nazioni, promuovere la formazione all’uso dei fuoristrada sia a livello amatoriale che a livello professionale, incentivare il volontariato assistenziale nonché la partecipazione alla Protezione Civile, e non ultimo divulgare il rispetto della natura e dell’ambiente.


OSRAM è un’azienda globale high-tech con una storia di oltre 110 anni. I prodotti, principalmente focalizzati sulle tecnologie a semiconduttori, sono utilizzati in svariate applicazioni che spaziano dalla realtà virtuale alla guida autonoma, dagli smartphone alle soluzioni di illuminazione connesse per la gestione degli edifici e delle smart cities. OSRAM propone le infinite possibilità della luce nel miglioramento della qualità della vita per ogni individuo e per la società.

OSRAM incrementa il comfort e la sicurezza della mobilità orientata al futuro In un’epoca di crescente globalizzazione, la mobilità rappresenta una sfida cruciale. Attraverso lo sviluppo di concept intelligenti, OSRAM contribuisce in misura significativa al miglioramento della mobilità, per viaggiare comodi e sicuri anche se il traffico continua ad aumentare. Ad esempio, le automobili a guida autonoma contengono sempre più sensori e software, che permettono ai veicoli di rilevare lo spazio circostante: sono gli occhi dell’auto, che è in grado di reagire più velocemente rispetto a un conducente in carne ed ossa. Inoltre, siamo costantemente impegnati nello sviluppo della luce visibile: i nostri intelligenti proiettori laser o a matrice di LED offrono già una visibilità migliore e una maggiore sicurezza sulla strada.

Perché FIF ha scelto OSRAM come partner? Perché OSRAM risponde a ogni esigenza di illuminazione sia per le attività diurne che per le attività notturne, sia sulla strada che fuoristrada, quando per esempio uno sterrato improvviso si addentra nel cuore del bosco o l’asfalto incontra la nebbia. Sempre fedele ai valori di innovazione e qualità che le hanno valso la sua eccellente reputazione, OSRAM riscrive le aspettative degli automobilisti. Oggi, grazie a un’ampia varietà di prestazioni, forme e fasci luminosi, un’intensa luce bianca LED illumina anche gli angoli più oscuri, durante il lavoro o il tempo libero. Con OSRAM, la luce si sprigiona su strada, fuoristrada, ovunque ti trovi.

Proiettori per ogni esigenza! Migliore visibilità, maggiore sicurezza Con OSRAM puoi guardare ancora più lontano. Da oggi, distanza e oscurità non sono più un problema. La distribuzione uniforme della luce garantisce infatti una perfetta visibilità sulla strada davanti a te, senza affaticare la vista. Nel cuore della notte o in mezzo a una tormenta, i tuoi passeggeri sono al sicuro, grazie alla maggiore profondità di illuminazione per reagire in anticipo agli ostacoli.


OSRAM e FIF insieme

Spazio all’avventura Sui percorsi off road devi poterti fidare ciecamente del tuo veicolo. Questi proiettori LED sono stati progettati per non deluderti mai, in qualsiasi situazione. Da oggi, puoi abbandonare l’asfalto e provare tutta l’emozione dello sterrato. Robusti ed eleganti, questi proiettori a forma di X migliorano la visibilità da vicino e da lontano, ottimizzando al contempo le prestazioni di guida, anche nelle condizioni più estreme.

La potenza della tecnologia LED incontra il design sofisticato Se vuoi valorizzare con eleganza l’estetica del tuo veicolo di giorno, o sfruttare tutto il po-

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coli da 12 e 24 V.* Da oggi, puoi lasciarti il buio alle spalle. (*Le driving lights devono essere installate a coppie per i veicoli 12/24 V)

LEDriving® working lights Affidabili e durature, queste luci da lavoro robuste e compatte sono sviluppate per resistere alle applicazioni più gravose. Gli standard di produzione non risentiranno del buio, grazie all’intensa luce bianca di queste lampade LED che garantiscono risultati straordinari di efficienza ottica e gestione termica all’avanguardia. Con un potente fascio luminoso e una penetrante illuminazione lontana e vicina, questi proiettori non conoscono la fatica.

Tutto sotto controllo con le OSRAM LEDriving® driving & working lights Guarda il mondo sotto un’altra luce con l’alta luminosità e un’illuminazione vicina e lontana fino a 450 m Personalizza il tuo profilo luminoso con fasci di luce spot, wide o combo, disponibili in diversi angoli e stili Scegli l’efficienza ottica estrema con distribuzione omogenea della luce e abbagliamento ridotto, anche in presenza di luce

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Tutta la potenza delle prestazioni LED La tecnologia LED OSRAM ad alte prestazioni si fonde con l’innovazione di ultima generazione nell’illuminazione indiretta. Lo speciale riflettore curvo progettato da OSRAM migliora le prestazioni ottiche reindirizzando la luce LED verso l’esterno per ridurre l’abbagliamento e migliorare la visibilità. Tutte le OSRAM LEDriving® driving & working lights sono sottoposte a rigorosi test alle condizioni ambientali più estreme per garantire la massima qualità della luce in ogni circostanza. Con tutti i vantaggi della garanzia di 5 anni (www.osram.it/am-garanzia). Per maggiori informazioni sulle LEDriving® driving & working lights: www.osram.it/ledriving-spotlights


storia


LE EPICHE IMPRESE AFRICANE DI CITROEN E RENAULT

SAHARA FRANCESE Tra i francesi e l’Africa c’è sempre stato un legame fortissimo che, passando per il periodo coloniale, ci ha saputo regalare epiche sfide a quattro (e più) ruote

di Alessandro Rigatto foto Citroen: Citroen Communication foto Renault: Yannick Brossard e Renault Communication


sahara francese

Avete

presente Tintin, famosissimo personaggio di un fumetto francese, e il suo simpatico cagnolino Milou? Bene, anche se può apparire incredibile pure il piccolo Milou ha un parte in questa storia… Ma partiamo dall’inizio. Accadde tutto giusto un secolo fa (negli anni venti che seguirono la rovinosa Prima Guerra Mondiale) tra l’Algeria e l’Africa Occidentale Francese. Allora il Sahara costituiva una barriera che solo i dromedari mehari riuscivano, molto lentamente, a superare. Il treno ci aveva già rinunciato e l’aereo non era ancora affidabile. Tra il 1923 e il 1925 due Case automobilistiche francesi, la Citroen e la Renault, furono protagoniste di una singolare sfida a colpi di viaggi-avventura in Africa, con veicoli fuoristrada davvero insoliti, soprattutto se paragonati a quelli utilizzati ai giorni nostri. La prima mossa in questa partita la fece il vulcanico André Citroën, che per attraversare il Sahara allestì una squadra di semicingolati B2 Type HP modello K1 (soprannominati “Scarabée d’Or”) già nel dicembre del 1922. Protagonisti 10 ardimentosi… e un cagnolino, di nome Flossie, che divenne famosissimo tanto da ispirare monsieur Hergé, autore di Tintin, che gli dedicò il personaggio di Milou. Alla fama di Flossie-Milou rispose quasi subito Renault, che già l’anno successivo mise a punto il Six-Roues, un potente camion dotato di coppie di ruote con pneumatici a bassa pressione. Erano più di una le finalità delle spedizioni nelSahara. A quella puramente pubblicitaria,


AndrĂŠ Citroen davanti alla mappa di una delle sue spedizioni


sahara francese

L’autocingolato Citroën “Scarabée d’Or”, il veicolo che effettuò la traversata del Sahara nel 1922, è stato protagonista di un progetto di ricostruzione iniziato nel 2016. Riprodotto fedelmente da liceali e studenti di ingegneria francesi, è stato dapprima presentato allo stand Citroën del Salone Rétromobile del febbraio 2017 e poi esposto in modo permanente al Musée des Arts & Métiers, in occasione della “Fête de la Sciences”. La realizzazione della replica (nelle foto) ha visto al lavoro 40 professori e 160 tra studenti universitari e liceali

per mostrare la propria superiorità nei confronti del concorrente si univano, in un’area politicamente assoggettata alla Francia, potenza coloniale dominante in quei territori fino a ben dopo la Seconda Guerra Mondiale, la voglia per mostrare alle popolazioni locali di cosa erano capaci i francesi e, non ultima, una sfida tecnica vera e propria, per sperimentare in condizioni-limite gli autoveicoli e comprovare la bontà dei propri mezzi. Va infatti detto che in quelle zone, all’epoca, non c’era nulla di assimilabile a una vera rete di comunicazione stradale o ferroviaria e che i trasporti avvenivano esclusivamente a trazione animale, affidandosi a cammelli, dromedari, bovini e altri quadrupedi. La prima Mission Gradis, Algeria-Niger, fu organizzata nel novembre del 1923 dal Generale Jean-Baptiste Eugéne Estienne su idea del figlio Georger Esteienne e con la collaborazione della CGT, la Compagnie Generale Transsaharienne fondata da Gaston Gradis. Georges Estienne, capo spedizione, partì con René da Figuig, dall’estremo est del Marocco il 9 novembre 1923 con quattro cingolati “autochenilles” Citroen Kégresse e un aereo Nieuport con ali ripiegabili, contenuto in un rimorchio. Con loro numerosi tecnici per far fronte ai provabilissimi inconvenienti. Dopo essere transitati dalla città di Adrar, nell’Algeria centrale, il 17 novembre, attraversano in soli tre giorni il Tanezrouft lungo un nuovo itinerario che si rivelò particolarmente favorevole al passaggio dei veicoli e all’atterraggio degli aeroplani. Compreso pienamente il potenziale successo mediatico dell’operazione, André Citroen, la moglie, l’ingegnere Adolphe Kegresse (artefice dei veicoli autochenilles) e il generale


I protagonisti della prima avventura Citroen del 1922, Haardt e Audouin Dubreuil con il loro cagnolino Flossie


sahara francese

Estienne partirono alla volta del Sahara con numerosi giornalisti al seguito, per incontrare la spedizione, che giunse a Savé, nell’exDahomey (oggi Benin) il 4 dicembre, dopo 3600 chilometri di viaggio in condizioni di grande difficoltà. Nell’autunno del 1924 presero il via due ulteriori spedizioni africane, partite quasi in contemporanea ma caratterizzate dall’impiego di veicoli di marche differenti: da un lato la seconda Missione Gradis, che impiegava i Renault Type MH 10 CV a 3 assi, con 4 ruote gemellate per ciascun asse, comunemente conosciuta come “six roues” (partita il 14 novembre per un viaggio di soli 11 giorni, di cui uno di sosta ad Adrar), dall’altro la Croisiere Noire “sponsorizzata” Citroen, svoltasi dal 28 ottobre al 14 giugno dell’anno successivo. La seconda Missione Gradis coinvolse due “squadre”. La prima, condotta da Gradis, d’Espèrey, René Estienne, suo fratello Georges e de Kerillis, puntava ad attraversare tutto il Sahara dall’Algeria a Cotonou e Bourem, mentre la seconda spedizione, coordinata nello stesso periodo dal capitano Delingette, attraversava da nord a sud tutta l’Africa. Per loro furono messe a disposizione complessivamente quattro Renault a 6 ruote gemellate di cui 4 posteriori motrici. Accanto ai piloti-meccanici c’era una scorta armata di 4 persone (in grado anche di guidare) per veicolo che assicurava la sicurezza della spedizione (sorvegliata dall’alto dagli aerei Breguet 16 a motore Renault). Raggiunta la meta, la missione proseguì per raggiungere le colonie francesi dell’Africa centrale, a 200 km a sud di Gao, in Sudan, l’11 dicembre.

Qualche giorno prima della partenza della seconda Missione Gradis era partita da Colomb-Bechar, il 28 ottobre 1924, la Croisiere Noire di Citroen, chiamata ufficialmente Expédition Citroën Centre Afrique oppure Deuxième Mission Haardt Audouin-Dubreuil. Molteplici gli scopi della spedizione, oltre a quello meramente propagandistico. Si trattava infatti di un viaggio con finalità politiche, scientifiche e culturali, teso a realizzare vie di comunicazione percorribili da veicoli su gomma lungo tutta l’Africa e addirittura da una linea regolare di trasporto. Al via vennero portati 8 autochenilles, con motore Kègress-Hinstin e sistema di trazione su cingoli, pronti a percorrere 20mila chilometri da un estremo all’altro dell’Africa, resistendo alle difficoltà del territorio e del clima. Per affrontare al meglio queste sfide i veicoli di serie erano stati modificati nel sistema di raffreddamento, nel differenziale (bloccabile), nella distanza minima da terra (aumentata di 2 cm) e nel cambio (a 6 marce anziché 3). Alla missione parteciparono 17 persone, dirette da Georges Marie Haardt con Louis Audouin-Dubreuil in appoggio. E c’era persino una piccola troupe cinematografica per documentare il tutto: Léon Poirier era il regista e Georges Specht il capo operatore. E ancora il professore alla scuola di medicina dell’Africa Occidentale Eugène Bergognier, Charles Brull per la mineralogia e la geologia, e infine il pittore Alexandre Iacovleff. Ogni veicolo aveva un soprannome e un simbolo dipinto sui fianchi (anche dei rispettivi rimorchi). L’itinerario dopo l’Algeria attraversò il Niger, il Ciad, l’allora Oubangui-Chari e il Congo Belga, con il duplice scopo di tracciare la cartografia delle zone visitate e aprire strade di collegamento.


Progettato dall’ingegner Adolphe Kegresse, il semicingolato Citroen era soprannominato “Scarabée d’Or”


sahara francese

E ora Citroën vuole ripetere in modalità elettrica con Ë.POPÉE. Si tratta di un progetto che è previsto nell’anno dell’anniversario della prima traversata: dal 19 dicembre 2022 al 7gennaio 2023. Stessa destinazione e stessa ambizione; non

una gara di velocità, ma

un’avventura umana a bordo di 3 tipologie di veicoli: del passato, del presente e del futuro. Parteciperanno infatti due repliche degli autocingolati Scarabée d’Or e Croissant d’Argent; alcuni veicoli elettrici di serie con compiti di assistenza e una futura concept car Citroen 100% elettrica. L’obiettivo è di ripetere il percorso storico, per un totale di 3.170 km, in 21 giorni (con gli adattamenti necessari al contesto geopolitico di alcune zone da attraversare) da Touggourt a Timbuctu.

I cingolati Citroen si comportarono molto bene sia nel deserto sia nella savana, a tutto vantaggio della buona fama della Casa parigina. Il loro passaggio pian piano venne reso noto alle popolazioni locali e all’arrivo a Niamey una folla di cavalieri e cammellieri andò incontro agli avventurosi europei in trasferta. Ma i problemi più grossi sopraggiunsero dopo, quando nella regione equatoriale il procedere si fece più complicato, al punto che la spedizione si fermò una settimana durante il periodo natalizio a Fort Lamy, nell’Africa Equatoriale Francese, dopo essersi fatta largo a fatica nella giungla, inventandosi strade dal nulla. Dopo un’altra sosta di 11 giorni a Stanleyville, la Croisiere Noire si diresse a Kampala, capitale dell’Uganda, da dove quattro gruppi, ciascuno composto da due veicoli, puntò verso il Madagascar attraverso itinerari differenti che toccarono rispettivamente il Mozambico (passaggio ritenuto dalle autorità inglesi insuperabile), il Sudafrica, Dar es Salaam e Mombasa. Dopo 28mila chilometri, l’avventura “impossibile” si concluse il 26 giugno 1925. Le Case automobilistiche francesi non hanno mai smesso di sfidarsi in Africa, e hanno custodito e coltivato per decenni questa loro vocazione. Lo testimoniano ampiamente le partecipazioni ufficiali di Peugeot e Citroen alla Paris-Dakar (e quelle semiufficiali della Renault), le vittorie della Peugeot nei rally mondiali in Kenya, Costa d’Avorio e Marocco e come dimostra l’incredibile record stabilito dai fratelli Marreau nel 1971, quando furono capaci di percorrere in meno di 9 giorni il percorso da Città del Capo ad Algeri con una Renault 12 Gordini quasi di serie.


Renault optò invece per una veicolo con ruote gemellate disposte su tre assi


novità

BRABUS 800 ADVENTURE XLP

VADO AL MASSIMO!


800 CV a 6600 giri/minuto e una coppia di 1000 Nm a 3600 giri/ minuto. Grandi performance stradali e pressochÊ inarrestabile su qualsiasi terreno‌ ecco a voi l’ultima opera di casa Brabus

di Alessandro Rigatto


vado al massimo!

Tra

i gioielli attesi al debutto al Salone di Ginevra (e poi presentati o sulla carta o con eventi in streaming) la Brabus 800 Adventure XLP è certamente tra i più spettacolari. E insoliti, visto che la configurazione allestita per la rassegna elvetica prevedeva anche un drone (dal formato e dalla prestazioni “commerciali”) sul cassone posteriore. Pur operando abitualmente su vetture Mercedes-Benz (ultimamente soprattutto su modelli AMG) la casa di Bottrop (Germania centrale) ha ottenuto anni fa la certificazione di Costruttore, e ha trasformato la AMG G63 di ultima generazione, quella mossa dal V8 4 litri biturbo, in un gigantesco pick-up allungando di ben 50 cm l’interasse, per arrivare a una lunghezza complessiva di 531 cm (68,9 in più rispetto alla G63 di serie). La Brabus 800 Adventure XLP presenta profonde modifiche al motore e al telaio, orientato al duplice scopo di esaltare le performance stradali e rendere il veicolo pressoché inarrestabile su qualsiasi terreno. Mantenendo inalterata la cilindrata di 4 litri, gli ingegneri della Casa tedesca hanno sostituito il sistema di sovralimentazione (due turbocompressori) del propulsore AMG rimpiazzandolo con due turbine specifiche Brabus, con pressione di sovralimentazione di 1,6 bar, per ottenere una potenza massima di 800 CV a 6600 giri/minuto e una coppia di 1000 Nm a 3600 giri/minuto. La gestione elettronica del V8 Brabus è assicurata dal modulo PowerXtra, che sovraintende alle mappature dell’iniezione di carburante, della pressione di sovralimentazione e dell’accensione. Al poderoso motore è associata una versione migliorata del cambio automatico a 9 rapporti adottato originariamente dalla G63.


vado al massimo!

Oltre ai paddle al volante Brabus Race, specifici per la gestione dei passaggi di marcia in modalità manuale-sequenziale, la trasmissione della 800 Adventure XLP può contare su un albero di trasmissione particolare, resosi necessario per via del passo allungato. La velocità massima è autolimitata a 210 km/h per via dei pneumatici tutto-terreno adottati, mentre l’accelerazione da 0 a 100 km/h è letteralmente bruciata in 4,8 secondi. Quanto all’assetto, esso prevede sospensioni a controllo elettronico gestibili con il comando Dynamic Select al pari di quanto accade sulla AMG G63, anche se in questo caso le regolazioni di molle e ammortizzatori sono specifiche. Il Dynamic Select interviene sulla risposta dello sterzo, dei sistemi di assistenza, delle molle e degli ammortizzatori e non manca la possibilità di regolare la distanza da terra, complici anche gli assali Brabus concepiti per consentire la massima escursione delle ruote in verticale. Il contatto con il suolo avviene attraverso pneumatici Pirelli Scorpion ATR nella misura 325/55 R22, che equipaggiano le ruote in lega Brabus Monoblock HD nel formato 9,5Jx22”. In questo modo è garantita un’aderenza da riferimento e, sul piano estetico, il perfetto “riempimento” dei parafanghi allargati con elementi in carbonio a vista. La trasformazione Brabus ha portato a un allargamento complessivo della fuoristrada tedesca di ben 11,6 cm rispetto alla G63 originale. E anche all’interno la Brabus 800 Adventure XLP rispetta fino in fondo la sua vocazione all’esagerazione. Materiali, finiture e equipaggiamenti fanno pensare più ad una limousine di super-lusso piuttosto che ad un fuoristrada.


vado al massimo!

Wingcopter è una start up tedesca (con sede a Darmstadt) che sta avendo un considerevole successo nel settore dei droni commerciali. Grazie ad un innovativo sistema di rotori (brevettato) e alla trazione elettrica Wingcopter si sta dimostrando un veicolo da trasporto leggero eccellente in situazioni complicate. A parte la notevolissima velocità di punto (240 km/h) va sottolineato che il drone può viaggiare anche in situazioni metereologiche avverse, con velocità di crociera attorno ai 90 km/h. Tra i tantissimi premi ricevuti dalla start up tedesca vanno ricordati senz’altro il German Aviation Prize il Digital Logistics Award of the Fraunhofer Institute e lo Spotlight Winner of the Japanese NTT Open Innovation Challenge 2019


vado al massimo!

La particolarità del pick-up che Brabus avrebbe voluto esporre al Salone di Ginevra è data anche dalla presenza di un drone commerciale nel vano posteriore. Prodotto dalla tedesca Wingcopter, questo velivolo è in grado di decollare e atterrare verticalmente, quindi direttamente dal cassone del pick-up Brabus, e di volare a una velocità massima di 240 km/h su distanze di circa 120 km, per trasportare merci di peso complessivo non superiore ai 6 kg. Il Wingcopter è quindi il mezzo ideale per trasportare anche a medio raggio, per esempio, cibo, equipaggiamenti o medicinali nell’ambito di operazioni di soccorso e per il trasporto di attrezzature utili per risolvere emergenze medico-sanitarie, il tutto operando in zone altrimenti inaccessibili anche a una “fuoriclasse” come la Brabus 800 Adventure. Ecco quindi che si spiega l’abbinamento tra due veicoli d’eccezione: il pick-up Brabus e il drone Wingcopter, progettati per operare in condizioni al limite dell’impossibile. Veniamo alle note dolenti; non tanto i consumi, neppure così elevati (14,5 litri/100 km nel ciclo combinato, secondo il Costruttore) bensì i prezzi: la versione First Edition costa 575.630 euro (IVA esclusa) mentre l’esemplare illustrato nelle foto di queste pagine arriva a 666.386 euro, in virtù della presenza del drone e di tutte le dotazioni della serie speciale First Edition, tra cui la vernice speciale argento opaco, il verricello anteriore, i fari a LED sul tetto e la selleria in pelle primo fiore con inserti in Alcantara. Naturalmente ogni cliente può richiedere ogni genere di personalizzazione, come colori su campione per vernice e rivestimenti interni, ebanisterie specifiche ed equipaggiamenti specifici. Basta saper “far fronte” al momento del conto...


calendari

19/04/2020

Off Road Club Versilia

2° Memorial Stellitano Giuseppe

30/08/2020

Romagna Team 4x4

3° Trofeo Romagna team 4x4

17/05/2020 14/06/2020 Campionato Italiano Trial 4x4

12/07/2020 27/09/2020 18/10/2020

04-05/04/2020 02-03/05/2020 06-07/06/2020 Campionato Italiano Velocità Fuoristrada

04-05/07/2020 12-13/09/2020 29/03/2020 17/05/2020 13/09/2020 25/10/2020 15/03/2020 24/05/2020 14/06/2020 06/09/2020 22/11/2020 29/03/2020 03/05/2020

TROFEO REGIONALE TRIAL LAZIO

07/06/2020 05/07/2020 27/09/2020 18/10/2020

29/02-1/03/2020

TROFEO CENTRO ITALIA REGOLARITA’FUORISTRADA

TROFEO REGIONALE TRIAL 4x4

1^ Ridotta Fuoristrada Club

Club Nazionale Fuoriristrada Club Yankee F.I.F. F.I.F. F.I.F. F.I.F. F.I.F.

02/02/2020

TROFEO REGIONALE TRIAL CAMPANIA

Club Beverendi 4x4/Tasso 4x4

6-7-8/11/2020

Trofeo Extreme Off Road

Club Cinghiali Extreme 4x4

F.I.F.

I Baroni 4x4

4x4 Adventure

Caiazzo 4x4 Off Road Gladiatori 4x4 Free Ariano

Gladiatori 4x4

Club Sannio Fuoristrada Club Mutria Fuoristrada Avellino Off Road

Salerno Fuoristrada Club Cinghiali 4x4 Club Tortuga 4x4 Club Igor 4x4

Club Aquilotti 4x4

ASD Club Dimensione Fuoristrada Club Yankee

Maiella Adventure

2° Trofeo Abruzzo

2° Trofeo della Toscana ?? 3° Trofeo 1^ Ridotta 3° Trofeo C.N.F. 2° Trofeo Lazio

10° Trofeo F.I.F. 11° Trofeo F.I.F. 12° Trofeo F.I.F.

1° Trofeo di Cerriano Laghetto 34° Trofeo Veglio 4x4 13° Trofeo F.I.F.

1° Trofeo Citta di Lodi

5^ Cronoscal. di Tandalò Drivevent sas 1° Trofeo I Baroni 4x4

1° Trofeo 4x4 Adventure

1° Trofeo Caiazzo 4x4 Off Road 1° Trofeo Gladiatori 4x4 1° Trofeo Free Ariano

2° Trofeo Gladiatori 4x4

3° Trofeo Club Sannio Fuoristrada 5° Trofeo Club Mutria Fuoristrada 1° Trofeo Avellino Off Road

5° Trofeo Salerno Fuoristrada 2° Trofeo Club Cinghiali 4x4 3° Trofeo Club Tortuga 4x4 3° Trofeo Club Igor 4x4 3° Trofeo Aquilotti 4x4

3° Trofeo ASD Club Dimens. Fuoristrada 1° Trofeo Club Yankee

2° Regolarità della Maiella

04-05/04/2020

Friends’ Club Off-Road

7^ Friends’ Club Off-Road

17/05/2020

Club Cinghiali Extreme 4x4

1° Trofeo Club Cinghiali Extreme 4x4

09-10/05/2020 13-14/06/2020 19-20/09/2020 21/06/2020 13/09/2020

GDM 4X4 Club

Roma 4x4 Adventure La Piana Off-Road

Club La Piana Off Road I Lupi della Laga

3^ Colline Metallifere

5^ Roma 4x4 Adventure Cup

1^ Regolarità La Piana Off-Road

1° Trofeo Club La Piana Off Road 1° Trofeo I Lupi della Laga


Montramito / Massarosa (Lucca)

C.I. Aci Sport

Castrocare (Forlì/Cesena)

C.I. Aci Sport

Torninparte (Aquila) Arezzo

S. Severino Marche (Macerata) Monterenzio (Bologna) Ceccano (Frosinone) Polcanto (Firenze) Sassello (Savona)

Ceriano Laghetto (Monza & Brianza) Veglio (Biella) Lodi (Lodi)

Buddusò (Olbia-Tempio) Eboli (Salerno)

Mastrati (Caserta) Caiazzo (Caserta)

C.I. Aci Sport C.I. Aci Sport

RIV

C.I. Aci Sport C.I. Aci Sport C.I. Aci Sport

Campionato Italiano Trial 4x4

C.I. Aci Sport

Coeff. 1,5

C.I. Aci Sport

Coeff. 1

C.I. Aci Sport C.I. Aci Sport C.I. Aci Sport C.I. Aci Sport

Tocco Caudio (Benevento) Ariano Irpino (Avellino)

Coeff. 1 Coeff.1

Coeff. 1

RIV Campionato Italiano Velocità Fuoristrada

Coeff. 1,5

Trofeo Extreme Off Road

Tocco Caudio (Benevento)

San Martino Sannita (Benevento) Pietraroja (Benevento) Serino (Avellino)

Laureana Cilento (Salerno)

TROFEO REGIONALE TRIAL CAMPANIA

Alatri (Frosinone)

S. Giorgio a Liri (Frosinone)

Tecchiena Alatri (Frosinone) Arpino (Frosinone)

Ponzano Romano (Roma)

Ceccano (Frosinone) Manoppello (Pescara)

Trofeo ACI Sport

Caporciano (L’Aquila)

Trofeo ACI SPORT

Santa Marinella (Roma)

Monterotondo Marittimo (Grosseto) Magliano Sabina (Rieti) Tornimparte (Aquila) Caporciano (Aquila) Laga (Teramo)

TROFEO REGIONALE TRIAL LAZIO

Trofeo ACI Sport Trofeo ACI Sport Trofeo ACISport

F F

TROFEO CENTRO ITALIA REGOLARITA’FUORISTRADA

TROFEO REGIONALE TRIAL 4x4


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Direttore Responsabile Vittorio Gargiulo Coordinamento FIF/Redazione Salvo Venuti Collaboratori Domenico Faro Marco Cortesi Niccolò Gargiulo Alessandro Rigatto Grafica e Impaginazione Diego Galbiati

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Fuoristrada 4x4 - Marzo 2020  

Alla scoperta del Resto Mod sulle pagine di Fuoristrada 4x4! Inoltre non perdetevi i nostri servizi sulle esagerazioni all'americana del Kin...

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