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IL PERIODICO DELL’ EST ROMANO

Quindicinale d’informazione, attualità e cultura registrato presso il Tribunale di Roma num. 30/2008 del 25/01/2008 - anno VI num 1 - 19 gennaio 2013 - € 1,00

MUNICIPIO SI

DIMETTE L’ASSESSORE MADAMA, PAS-

SATO AL PARTITO SOCIALISTA. I CONSIGLIERI FONTI E AMICI ADERISCONO A FRATELLI D’ITALIA E PASSANO AL GRUPPO MISTO. IL PD, INTANTO, È IMPEGNATO NELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER PORTARE SCORZONI IN REGIONE.

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COLLE DEGLI ABETI SGOMBERATE LE PALAZZINE OCCUPATE DI VIA TUROLDO E VIA LIBERTI. ALCUNI SFOLLATI VENGONO ACCOLTI NELLA SALA CINEMA DEL MUNICIPIO DOVE RISIEDONO DA UN MESE. I MOVIMENTI DELLA CASA MINACCIANO NUOVE OCCUPAZIONI, PROTESTA IL CDQ DI QUARTIERE.

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TOR BELLA MONACA DOPO LE CONTESTAZIONI, L' ASSESSORE GASPERINI PROROGA LA SCADENZA PER L'AFFIDAMENTO DEI TEATRI DI TOR BELLA MONACA E DI QUARTICCIOLO: C'È TEMPO FINO A FINE FEBBRAIO. SI TEME LA PRIVATIZZAZIONE...

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BORGHESIANA Foto di Lucrezia La Gatta

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CENTRO DI ACCOGLIENZA NOTTURNO E

GIARRE CHIUEDE. DOPO 10 ANNI, DURANTE I QUALI LA COMUNITÀ CAPODARCO DI ROMA ONLUS HA GESTITO LA STRUTTURA, RESTA SOLO IL RICORDO DELL'OPERATO SVOLTO. DIURNO DI VIA

AFFITTO PROLETARIO

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PER LA TUA EMERGENZA CASA. Si continua a costruire, nonostante centinaia di palazzine restino invendute, in attesa del salto economico della rendita immobiliare. Intanto 50mila persone sono in attesa di una casa e trovano nell'occupazione l'unica possibilità. Nonostante questo ci sono voluti tre anni per indire un bando di assegnazione …

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ARRIVA IL NUOVO DIRETTORE A PRENDERE IL POSTO DI GAETANO ALTAMURA ALLA DIREZIONE DEL MUNICIPIO È LUIGI CIMINELLI. i chiama Luigi Ciminelli ed è il quarto Direttore dell'amministrazione Lorenzotti. Anche in questo caso la discontinuità di questa maggioranza si è distinta. Classe '61, una laurea in legge ed una lunga carriera nell'area del Personale e delle Relazioni Sindacali del Comune di Roma. In VIII aveva già lavorato come Responsabile del Settore Personale Amministrativo, è stato Direttore del XX Municipio, esperto delle relazioni sindacali, ha lavorato come responsabile nel Dipartimento I. Si presenta in Aula, motivato e cordiale. "Sono abituato ad affrontare situazioni difficili, la mia esperienza nei rapporti con i sindacati mi aiuterà per contribuire al meglio allo sviluppo di questo Municipio. Seguirò una linea caratterizzata dal rispetto dei ruoli. La cosa fondamentale è rispondere alla gente. Spero di riuscirci anche se siamo alla fine di questo percorso politico". Non resta che auguragli in bocca al lupo!

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LA COMMISSIONE SICUREZZA SI DICHIARA PARTE CIVILE IN SEGUITO ALL'OCCUPAZIONE DELL'I.T.A.S EMILIO SERENI, LA COMMISSIONE SICUREZZA SI DICHIARA "MORALMENTE PARTE CIVILE". anno distrutto tutto - racconta Fernando Vendetti, Presidente della Commissione Sicurezza del Municipio - atti di vandalismo veri e propri quelli che si sono consumati tra le pareti del Sereni. Hanno demolito arredamenti; arrecato gravi danni all'aula multimediale per disabili; hanno orinato sulle pareti delle classi. Hanno addirittura svuotato le cantine del vino autoprodotto dalla scuola, destinate alla vendita. I responsabili, perlopiù maggiorenni, anche se qualche minorenne non manca all'appello, sono stati segnalati e dovranno rispondere di interruzione di pubblico servizio e dei danni arrecati alla struttura. Anche in termini economici". Così Vendetti il 13 dicembre convoca una commissione che , all'unanimità, centrodestra e centrosinistra, redige un atto per costituirsi moralmente parte civile nei confronti degli autori, "pur riconoscendo agli studenti il diritto di manifestare". Va bene la condanna rispetto questa vicenda, ma non sarebbe il caso, visto che di cose in questo Municipio ne accadono tante, di costituirsi parte civile per fatti più gravi che la bravata di alcuni ragazzi?

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Chi viene, chi va e chi si trasforma LE FESTE NATALIZIE NON HANNO FERMATO IL BALLETTO DEI CONSIGLIERI. NONOSTANTE I CONSIGLI MUNICIPALI NON VENGANO ANCORA CONVOCATI, IN BARBA ALLE TASCHE DEI CITTADINI, GLI AMMINISTRATORI LAVORANO SODO: PER LORO STESSI PERÒ! i eravamo lasciati prima delle feste con una sorta di governo tecnico: la maggioranza di centrodestra diventata minoranza, tenuta su dall'opposizione e un assessore che aveva aderito al Partito Socialista, che però continuava a restare nella Giunta del Pdl. Udite, udite qualcosa si è mosso! Per noi cittadini poco o niente, ma i consiglieri di movimenti ne fanno pure troppi! Cominciamo con l'Assessore Madama: scoperta la sua passione per la piattaforma socialista, si è finalmente dimesso. O lo hanno fatto dimettere, poco importa. Al suo posto non è stato ancora nominato nessuno, il Presidente Lorenzotti si rafforza ancora di più con una Giunta che ormai è praticamente tutta nelle sue mani: detiene a sé le deleghe del Sociale, Lavori Pubblici, Urbanistica e ora si aggiungono anche quelle di Madama al Personale, Patrimonio, Salvaguardia Patrimonio Ambientale ed Archeologico. Gli unici assessori che ancora non mollano sono Alfredo Baldassarri, Assessore al Bilancio, Scuola e Rapporti Istituzionali, Mario Brunetti, Assessore al Commercio, Case Erp e Attività Culturali. Fomentato da questa egemonia politica, il Presidente del Municipio ha recentemente dichiarato che alle prossime elezioni si ricandiderà. "Non vedo come possano vincere gli altri", ha detto. Una dichiarazione un po' presuntuosa. Per lui ormai basta guardarsi in casa: una maggioranza disintegrata e una giunta ridotta all'osso. Mentre Lo-

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renzotti pensa al futuro con il sorriso sulle labbra, continuano i balletti tra i banchi della maggioranza. Sull'onda della spaccatura nazionale del Pdl, Marco Dari, insieme a Massimo Mancuso e Alberto Grazioso, lasciano il Pdl, che continuano però a sostenere, e aderiscono a Italia Popolare. I rampelliani Amici e Fonti, da cui Vendetti aveva divorziato per aderire alla corrente di Mazzocchi, lasciano il Pdl, passano al Gruppo Misto, aderendo al nuovo partito Fratelli d'Italia. Anche loro, però, continueranno a sostenere il centrodestra. Voci di corridoio ci dicono che le sorprese potrebbero non finire: sembrerebbe che il consigliere Paparelli, che aveva lasciato il Pdl, mettendo di fatto la maggioranza in opposizione, per passare all'Udc, sarebbe in procinto di tornare indietro. L'esperienza Biferi deve averlo deluso e non poco! Se Paparelli torna indietro, all'Udc starebbe per confluire Sbardella. Un partito quello di Casini che in Municipio VIII è stato praticamente disintegrato da Biferi, che tempo fa aveva presentato la mozione di sfiducia contro Lorenzotti per poi ritirarla, mettendo tutta l'opposizione alla berlina. Mentre nel centrodestra il mare è mosso, il centrosinistra è tutto impegnato nella campagna elettorale di Scorzoni, candidato alle regionali. Uno fra tutti, nello stupore generale di chi ha avuto modo di parlarci in passato, il consigliere Grasso, che ha definitivamente dato un calcio alle sue velleità da comunista per

trasformarsi nell'uomo Pd, in cui dichiara di rispecchiarsi in pieno. Sono lontani i tempi di Sinistra Arcobaleno, delle sue proteste in seno al Partito Democratico, come la sua non partecipazione alla festa del Pd, le sue dimissioni dal gruppo di maggioranza, i suoi attacchi contro altri iscritti al partito, lo strappo con il consigliere comunale Nanni, la presa di distanza dagli organi ufficiali del Pd, soprattutto dal segretario municipale Sgrulletti, le sue esternazioni contro una probabile alleanza tra democratici e democristiani, le sue iniziative sul territorio in solitaria, le sue frequenti critiche contro il Pd "perché non in linea con i suoi ideali". E non dimentichiamo che per un periodo, addirittura, aveva esternato la voglia di aderire a Sinistra e Libertà. Le elezioni stanno arrivando anche per lui. Grasso si riscopre quindi uomo del Pd, tanto da fare una campagna serrata alla candidatura di Scorzoni, perché un consigliere regionale amico fa sempre comodo. E per chi ha creduto anche solo per un attimo che Grasso potesse rappresentare la voce fuori dal coro nel Pd, dovrà ricredersi. Di parole, cari cittadini, se ne dicono tante, sta a voi trovare la verità. Un consiglio vogliamo darvelo: non date credito ai presenzialisti, a quelli che fanno di tutto per dire "io c'ero". Scegliete coloro che le mani se le sono sporcate davvero, facendo i fatti, non le parole, spesso dette di proposito per entrare nelle vostre grazie. FEDERICA GRAZIANI

"INFORMIAMO SULLA MEDIAZIONE CIVILE" A TOR BELLA MONACA GLI ESPONENTI DEL PD IN MUNICIPIO E GLI AVVOCATI DI "IMMEDIATA" SPIEGANO I VANTAGGI DELL'ALTERNATIVA ALLA VIA GIUDIZIALE, SEMPRE TROPPO LENTA E COSTOSA.

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i è tenuta il 14 dicembre al Best Western Hotel la conferenza sui vantaggi della mediazione civile e commerciale, sia per i cittadini che per le imprese. Erano presenti per il PD, la responsabile comunicazione Memè, il segretario Sgrulletti, il consigliere (neocandidato alla Presidenza del Municipio) Cremonesi e il capogruppo Scorzoni, (candidato alle regionali). A spiegare i modi e i tempi di intervento della mediazione gli avvocati Fivoli, Paniccia e Pace, Presidente di "ImMediata". Questa è un'associazione privata che promuove l'utilizzo di metodi di risoluzione delle controversie diversi dalla giurisdizione ordinaria. Il mediatore è un avvocato (neutrale, terzo e imparziale) che ha il compito di mettere in relazione le due parti e portarle ad un accordo. Il compromesso può prevedere un risarcimento pecuniario dilazionato come una prestazione di servizi, di ogni tipo, che sia accettata dalle parti. Per intenderci una persona che deve ripagarne un'altra può concedere in affitto la propria residenza estiva per qualche mese al creditore, estinguendo il debito. Viene quindi dato un valore concreto a ogni tipo di servizio. I costi del procedimento sono fissi per ognuno dei 14 campi giu-

ridici previsti, e si conoscono già prima di iniziare, evitando così sorprese. Che abbiate poi con l'altra parte uno o più contenziosi, il mediatore si pone l'obiettivo di risolverli tutti in pochi incontri, non cambiando il costo del servizio. Anche sul tempo i vantaggi sono indiscutibili. Mentre per una causa civile si possono aspettare anche 10 anni per avere una sentenza, un processo di mediazione dura al massimo 4 mesi. Nella maggior parte dei casi le parti dopo 2 o 3 incontri giungono ad un accordo, quindi in circa 3 settimane. "La mediazione civile - afferma l'avvocato Fivoli - giunge al compromesso fra le parti per più del 50% dei casi, e ha il merito di non aggiungere frizioni tra le parti, tenendo i contenuti degli incontri privati". Una sentenza della Corte Costituzionale del 23 ottobre ha rilevato un vizio di forma nella legge delega che dichiara l'obbligatorietà della mediazione civile per 14 campi giuridici (D.LGS. n. 28/2010). Al termine della conferenza Scorzoni si è assunto l'impegno di parlare con Roberto Morassut - deputato PD alla Camera - così da spingere per l'approvazione di un emendamento che ripristinerebbe l'obbligatorietà della mediazione.MANUEL MANCHI


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Appalti sospetti, arriva la Corte dei Conti n esposto di 30 pagine quello consegnato a ottobre dai consiglieri municipali del Pd che tracciava un quadro inquietante in merito alla gestione degli affidamenti degli appalti. Sistematicamente la Giunta Lorenzotti avrebbe utilizzato lo strumento dell'affidamento diretto, delle somme urgenze e delle trattative private, scavalcando la normale procedura del bando. Solo nell'ultimo anno sarebbero 42 gli affidamenti, soprattutto nell'ambito dei Lavori Pubblici, ma anche Scuola e manutenzione del verde. Allarmante anche l'utilizzo delle somme urgenze, a detta dei consiglieri, che sarebbero 13. Ricordiamo che la somma urgenza si usa quando è a repentaglio l'incolumità delle persone e dovrebbe essere conseguente ad un verbale dei tecnici, cosa che non sarebbe stata fatta in questa amministrazione. Tante poi

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A OTTOBRE CON UN ESPOSTO, I CONSIGLIERI DEL PD DENUNCIAVANO LA STRANA MODALITÀ DI AFFIDAMENTO DEGLI APPALTI IN VIII MUNICIPIO. LA CORTE DEI CONTI HA ACQUISITO I DOCUMENTI E STA INDAGANDO SULLA VICENDA. le trattative private: sarebbero 15 per l'ammontare di 5 milioni di euro. Dai documenti si nota che spesso si invitano più imprese ma se ne presenta solo una. Per non parlare degli affidamenti diretti, che sarebbero 14, per una somma che si aggira intorno ai 958mila euro, dove è lo stesso dirigente che sceglie l'impresa. I consiglieri Pd puntano il dito anche sui ribassi che partono dall'1,9% fino a toccare massimo il 6%. "L' 'utilizzo di queste tre modalità sembra essere diventato prassi più o meno da quando c'è un dirigente dell'unità operativa tecnica del municipio VIII. Per questo, nonostante abbiamo segnalato più volte queste incongruenze, la sordità politica ci ha obbligato ad anda-

re alla Procura", commenta Cremonesi. Sarcastico anche il commento di Scorzoni, capogruppo Pd e candidato consigliere alle prossime regionali: "Siamo alla Repubblica delle Banane, non ci sono più regole!". Anche il consigliere Pd Dario Nanni ha presentato un'interrogazione in Campidoglio. La Polizia di Roma Capitale del XVI Gruppo ha requisito i documenti dal Dipartimento e dal Municipio. I consiglieri si dicono fiduciosi che sarà fatta chiarezza e giustizia. Un'altra macchia potrebbe di aggiungersi all'amministrazione Lorenzotti, che getterebbe ancora una volta la maggioranza in un grande imbarazzo qualora le accuse fossero confermate. FEDERICA GRAZIANI

MASTRANTONIO SCENDE IN CAMPO PER L'VIII ROBERTO MASTRANTONIO, PRESIDENTE DEL VII MUNICIPIO, SI CANDIDERÀ ALLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA NELL' VIII. "NON SI PUÒ IMMAGINARE DI GUARDARE UN TERRITORIO VASTO COME QUELLO DELL'OTTAVA CHIUSI NELLE STANZE DEL MUNICIPIO". i avvicinano (forse) le primarie di centrosinistra per la scelta dei presidenti dei Municipi di Roma e Roberto Mastrantonio è uno dei candidati. Dopo 7 anni di presidenza nel VII, parliamo del suo possibile futuro nell' VIII, che conosce molto bene, di alcune scelte politiche e tiriamo le somme del lavoro svolto nel territorio. Come possibile presidente dell' VIII che programma propone? La prima cosa da fare è dare prestigio all'istituzione che in questi anni l'ha persa. L'altro grande problema è il decoro urbano. Bisogna dare maggiore attenzione alle scuole. L'altro elemento è ricostruire il tessuto sociale che nell'VIII si è sfaldato. Le associazioni sono allo sbando, i servizi sociali sono in grande difficoltà per alcune scelte sbagliate fatte dal punto di vista sociale. Io non credo che Tor Bella Monaca sia Scampia come è stata definita da una sentenza della Cassazione. In quel territorio ci vuole una cooperativa sociale che una volta a settimana vada a pulire, ci vuole un processo culturale che favorisca la partecipazione dei cittadini. Proprio la partecipazione è un elemento fondamentale, non si può immaginare di guardare un territorio vasto come quello dell' VIII chiusi nelle stanze del Municipio. Il programma inoltre deve prestare attenzione al consumo del suolo. Chi governa questa città la deve smettere di pensare che l'edilizia privata sia l'unica soluzione e soprattutto deve capire che l'agro romano va curato. Il PD prenderà sindaco e presidente della regione, dargli anche l' VIII Municipio non sarebbe troppo? È chiaro che il Sel dovrà avere qualche candidatura altrimenti non avrebbe senso

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la coalizione "Roma.Bene comune". Il Sel deve avere qualche candidatura intanto per il risultato importante che ha avuto Vendola a Roma perché denota il desiderio della città di cambiare passo anche rispetto alle amministrazioni di centrosinistra che hanno fatto cose egregie ma hanno forse peccato nell'ultima fase di mancanza di umiltà,di mancanza di rapporto con il territorio. Serve un rottura anche rispetto al passato un po' meno recente rappresentato dall' amministrazione Veltroni,soprattutto con il secondo Veltroni orientato a panorami politici nazionali, che ha regi-

strato un riaccentramento del potere ovvero dalla periferia al centro. Che ne pensa di Rivoluzione Civile? Non è stata un'occasione persa per il Sel? Credo che a Vendola sia mancato un po' di coraggio. Se il movimento ci fosse stato 5 anni fa avrebbe fatto la fine dell' Arcobaleno. Ora ha molte più prospettive perché i cittadini sono stanchi della politica che non scende più in strada. Scioperi in VIII ci sono stati,come ci sono diverse barriere che impediscono ai cittadini di salire nei piani alti.VALERIA PICHINI

ELEMENTARI E MEDIE: LE GITE SCOLASTICHE RISCHIANO DI SPARIRE LA POLIZIA DI ROMA CAPITALE SI È ESONERATA DAL COMPITO DI CONTROLLARE I PULLMAN PRIMA DELLE GITE SCOLASTICHE. ORA GLI INSEGNANTI NON VOGLIONO VIAGGIARE SENZA SICUREZZA. utto nasce da una nota pubblicata lo scorso 30 agosto, indirizzata ai dirigenti scolastici degli istituti nell' VIII municipio. Da settembre i vigili non sono più tenuti ad effettuare il controllo del pullman che trasposta gli studenti alle gite di istruzione, né a espletare servizi di accompagno alunni dalle sedi scolastiche ad altre destinazioni. La responsabilità passa alla dirigenza scolastica e tutti i requisiti e gli atti del viaggio dovranno passare al consiglio di circolo scolastico che approverà la gita. La nota abroga la circolare del MIUR (Ministero dell'istruzione, dell'Università e della ricerca) del 92' che dava ai vigili il compito formale di controllare le procedure per la partenza. Quali sono in particolare i controlli da fare? Fornire la fotocopia della carta di circolazione dell'automezzo, della patente D, l'attestazione o le fotocopie dei certificati di assicurazione e la dichiarazione che il mezzo è regolarmente fornito di cronotachigrafo. La consuetudine che si era instaurata tranquillizzava i genitori, che erano consapevoli di un controllo qualificato sulla sicurezza del mezzo di trasporto. Ora, come ci spiega Massimo Gentile, due volte presidente del consiglio di circolo della scuola Picasso a via Millet, dei maestri hanno preso la palla al balzo per non accompagnare i ragazzi alle visite guidate. "Questo fenomeno riguarda soprattutto gli insegnanti di scuole medie - dice Massimo - che hanno la responsabilità di ragazzi di 13-14 anni, un'età non facile da tenere. Con questa nota il collegio docenti non mette più le gite nell'offerta formativa, e su questo noi del consiglio non abbiamo alcun potere. Al Picasso qualche gita si fa ancora ma la situazione rischia di peggiorare in fretta. I genitori non si fidano più come prima di lasciare andare i proprio ragazzi." Urge ora la collaborazione con le altre scuole del municipio per creare un fronte comune, così da far sentire all'amministrazione tutta la preoccupazione dei docenti, dei dirigenti scolastici e dei genitori sulla sicurezza dei loro figli". MANUEL MANCHI

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IL MOVIMENTO ARTICOLO Ø PARTECIPERÀ ALLE MUNICIPALI UNA

LISTA CIVICA CON LO SCOPO DI POR-

TARE ALL'ATTENZIONE DELLE ISTITUZIONI I VERI PROBLEMI DEI CITTADINI DEL NICIPIO

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VIII.

utti i cittadini, di qualunque fede, etnia e classe sociale hanno il dovere di partecipare attivamente alla vita politica dello stato. I cittadini residenti nelle periferie estreme delle città hanno pari diritti dei cittadini dei quartieri centrali, questo significa: stessi servizi, stesso rispetto e stesse agevolazioni". Recita così l'articolo Ø coniato dai membri del movimento omonimo sulla falsa riga di quelli della Costituzione: pari dignità e stessi servizi ai cittadini residenti nei territori periferici rispetto a quelli dei quartieri centrali della Capitale. Un Movimento di lotta, nato sull'onda della battaglia contro la discarica di Corcolle, che in un anno è stato protagonista di numerose iniziative sul territorio dell' VIII. Nessun confine per il Movimento Articolo Ø che si è fatto carico delle istanze dei cittadini dei vari quartieri del Municipio ma, prima di tutto, della difesa del bene comune. Sociale, ambiente, cultura nel nome dei cosiddetti 'ultimi'. Tempo fa il Movimento aveva diramato un comunicato in cui annunciava la sua partecipazione come lista civica alle regionali. I tempi ristretti delle elezioni che si terranno il 24 e 25 febbraio non hanno dato la possibilità al Movimento di organizzarsi. Ecco perché ora si punta ad eleggere almeno un consigliere in Municipio nelle prossime elezioni. "Siamo a buon punto con il programma, ora passiamo alla consultazione dei rappresentanti dei quartieri dell' VIII in modo da stilare un programma che sia la voce di tutto il Municipio", spiegano gli attivisti del Movimento Articolo Ø. Proporranno una lista tutta loro ma si dicono aperti ad alleanze politiche che si identifichino nei loro valori e principi. "Guardandoci intorno troviamo pochi partiti o liste che potrebbero allearsi con noi, ma ci sono nuove realtà che stanno nascendo che se resteranno coerenti con quanto dichiarato potrebbero vederci dalla loro parte". Il Movimento Articolo Ø, come sapete, vede tra i suoi membri anche noi de La Fiera dell'Est. Il nostro giornale che nasce dalla lotta per le istanze dei cittadini parteciperà a questa ambiziosa sfida, che potrebbe finalmente portare in Aula la loro voce con un unico interesse: la difesa del bene comune. Chiunque volesse partecipare alla stesura del programma del Movimento Articolo Ø può scrivere alla mail articolozero2012@yahoo.it.

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FEDERICA GRAZIANI

ELEZIONI REGIONALI 2013 - PRENOTAZIONE SPAZI PUBBLICITARI AI SENSI DELL'ART. 7 DELLA LEGGE N.28 DEL 22 FEBBRAIO 2000 E SUCCESSIVE MODIFICHE CONTENENTI LE DISPOSIZIONI PER LA PARTITA DI ACCESSO AI MEZZI DI INFORMAZIONE E DURANTE LE CAMPAGNE ELETTORALI E REFERENDARIE PER LA COMUNICAZIONE POLITICA, SI COMUNICA QUANTO SEGUE: PER LE PROSSIME ELEZIONI INDETTE PER I GIORNI 24-25 FEBBRAIO 2013 CON EVENTUALI BALLOTTAGGI, 'FEDERICA GRAZIANI EDITORE' METTE A DISPOSIZIONE, A PARTIRE DALLA DATA ODIERNA, GLI SPAZI PUBBLICITARI SU QUESTA TESTATA DI MESSAGGI POLITICI ELETTORALI NELLE FORME CONSENTITE DALL'ART. 7 DELLA LEGGE N.28 DEL 22 FEBBRAIO 2000. L'ACCESSO AGLI SPAZI PUBBLICITARI SU 'LA FIERA DELL'EST' È CONSENTITO A TUTTI I CANUSCITE PREVISTE 2 febbraio 2013 16 febbraio 2013 22 febbraio 2013

Gli spazi disponibili sono il totale pagina (TP) e la mezza pagina (MP) Costi IVA (21%) esclusa

DIDATI E AI PARTITI POLITICI CHE NE FACCIANO ESPRESSA RICHIESTA ATTRAVERSO UN ORDINE FIRMATO, NEL PIENO RISPETTO DEL PRINCIPIO DELLA PARITÀ DI TRATTAMENTO.

GLI

25 2 FEBBRAIO.IL MATERIALE DA PUBBLICARE DEVE PERVE'LA FIERA DELL'EST', SETTE GIORNI PRIMA DELLA SUA PUB-

ORDINI DOVRANNO PERVENIRE PRESSO LA NOSTRA SEDE ENTRO E NON OLTRE IL

GENNAIO

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PER L’USCITA DEL

NIRE PRESSO LA REDAZIONE DE BLICAZIONE

LE

CONDIZIONI TEMPORALI DI PRENOTAZIONE E LE TARIFFE SONO QUELLE PREVISTE NEL

'LA FIERA DELL'EST', VIA MONTEPAGANO 50, ROMA, 00132. TEL. 0622460830 ; E-MAIL INFO@FIERADELLEST.IT

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i sono anche pezzi del PD nazionale. Maria Coscia e Valter Verini, deputati alla Camera. Assieme a loro, il consigliere comunale Dario Nanni e tutto l'apparato locale del partito: Cremonesi, Contartese, Grasso, Mastropietro, Sgrulletti. Un segno della piena fiducia e del supporto che l'intero partito ha riposto nella candidatura alla Regione dell'ex massima carica del municipio e attuale capogruppo dell'opposizione Fabrizio Scorzoni. L'incontro è quello del 9 gennaio, al circolo di Finocchio. A soli 45 giorni dal voto. C'è anche la base, consistente, oltre un centinaio di persone che c'è da dirlo - nella sala di via dell' Osteria di Finocchio - stanno un po' strette. Ad aprire l'evento è Nanni. Ricorda l'amicizia di lunga data e dà qualche anticipazione sul tipo di campagna elettorale che verrà messa in piedi. "Non la baseremo sugli attacchi a ciò che è stato", riferendosi alla Pol-

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Scorzoni alla Regione

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CANDIDATURA DELL'EX PRESIDENTE DEL MUNICIPIO PRESENTATA NEL CIRCOLO

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FINOCCHIO. "MI

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INTERESSA LA GESTIONE DELL'AMMINISTRAZIONE PER RISOLVERE

I PROBLEMI DEI CITTADINI".

verini. "Né ci sarà una campagna elettorale faraonica". E ha poi sottolineato l'importanza di riuscire ad incassare una sponda anche alla Regione perché "da questo territorio nessuno è mai arrivato alla Pisana". In tutta la serata si sono succedute le attestazioni di stima e gli interventi degli altri esponenti fino a quando, in chiusura, ha preso la parola il neocandidato. "Non mi interessa la ricchezza ma la gestione dell'amministrazione per risolvere i problemi dei cittadini", ha aperto il discorso, ringraziando gli intervenuti. Si è difeso sull'operato in VIII anche all'opposizione "non sono uno che ha mai cercato scuse" - l'applauso maggiore è per quando ha in-

ROSSI COME BABBO NATALE omenica 16 dicembre i bambini dell'Istituto Comprensivo Motta Camastra (Borghesiana) sono stati intrattenuti da giochi, spettacoli di magia e dalla consegna di regali natalizi grazie all'iniziativa finanziata dal consigliere Rossi (Diritti e libertà). Consigliere, ci spieghi le ragioni di questa sua iniziativa… Questa è un'iniziativa che porto avanti da sei anni insieme al presidente (della squadra di basket "Motta Camastra - Green Star" ndr). A mio parere un amministratore locale ha l'obbligo di prestare attenzione nei confronti dei bambini, soprattutto in un periodo in cui i servizi sociali e le scuole cadono a pezzi. Ci può spiegare l'origine e l'ammontare dei fondi da lei messi a disposizione per il progetto? Ogni anno ci vengono messi a disposizione 1.145 € destinati alle spese della politica quali l'affissione di manifesti e l'organizzazione di eventi. Personalmente, dal momento in cui sono stato eletto, ho sempre messo a disposizione l'intera somma per queste attività a differenza di molti miei colleghi. Ci sta dicendo che i nostri consiglieri non hanno mai appoggiato iniziative simili? Ci sono stati consiglieri che hanno espresso il volere di donare i propri fondi per progetti simili quando poi, alla fine, non se ne è più fatto nulla. LUCREZIA LA GATTA

formato i presenti che la sua denuncia alla Corte dei Conti sugli affidamenti in VIII ha prodotto l'interesse de La Repubblica - e ha ribadito la "necessità di andare oltre questo territorio, spingersi oltre" pur consapevole della difficoltà della sfida. Per concludere, la conferma di quanto snocciolato già da Nanni. La campagna elettorale sarà condotta con sobrietà "non faremo le cene, eviteremo i manifesti" e l'annuncio di rinnovamento per il gruppo dei candidati in Municipio. "Resteranno solo Contartese e Grasso". Dalla Regione l'eredità lasciata in mano ai giovani. Il battesimo e lancio ufficiale è per Alessia Filippi, venticinquenne campionessa dei mondiali di nuoto nel 2009. Timidamente, ha messo via e ringraziato. SILVIO GALEANO

TEATRO TOR BELLA MONACA, IL PD CONVOCA LE ASSOCIAZIONI FABRIZIO CREMONESI (PD) CONVOCA LE ASSOCIAZIONI CULTURALI DELL' VIII "SE C'È DA FARE RICORSO, IL PARTITO DEMOCRATICO DARÀ IL

D'AZIONE COMUNE.

artecipate perché solo partecipando è possibile impugnare il bando e fare ricorso". È questo l'appello che Fabrizio Cremonesi ha rivolto alla ventina di associazioni culturali del territorio che si sono presentate all'assemblea da lui promossa nei locali dell'aula consiliare. Rassicurandole, inoltre, che, se ci sarà una cordata, su eventuali azioni legali ci sarà il sostegno pieno del partito. L'incontro si è svolto nel pomeriggio di martedì 18 dicembre per discutere della rovinosa trasformazione dei Teatri di Cintura nel sistema della Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea - progetto diretto dall' Assessore alle Politiche Culturali della giunta capitolina Dino Gasperini - e per stendere una linea d'azione comune contro il bando presentato il 7 dicembre per l'assegnazione dei teatri di Tor Bella Monaca e di Quarticciolo. Un bando duramente criticato da tutti gli addetti ai lavori come morte del teatro pubblico. Innanzitutto per le modalità con cui è stato presentato: tempi ristrettissimi - anche se Gasperini ha corretto il tiro prorogando la sca-

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PER DISCUTERE UNA STRATEGIA SUO SOSTEGNO".

denza iniziale di altri 30 giorni - e pubblicazione a stagione aperta che rischia di spezzare in due la programmazione. Ma soprattutto per la sostanza: affidamento della direzione a Zetema - soggetto lontano dalla materia del teatro - , finanziamento giocato al ribasso, che penalizza la partecipazione al bando delle compagnie territoriali o di sperimentazione e favorisce esclusivamente soggetti già consolidati, incertezze per i lavoratori che fino a oggi hanno collaborato. All'assemblea hanno partecipato anche Pierluigi Regoli, responsabile Cultura del PD romano, Giulio Pelonzi vicepresidente della commissione Cultura di Roma Capitale, Dario Nanni, consigliere comunale e membro della stessa commissione e Felice Sinistri, vicesegretario del PD municipale. Presente persino un esponente del Teatro Valle che ha cominciato il suo percorso nel teatro a Tor Bella Monaca e che, presa la parola, ha duramente contestato il Partito Democratico per "aver inizialmente appoggiato il progetto e di non avere preso una posizione

chiara su Zetema, invenzione del centrosinistra, soggetto che non può fare cultura". E ha reclamato, inoltre, l'appoggio del PD per un'eventuale occupazione del Teatro. Proposta che il partito ha rispedito al mittente pur assicurando la volontà di opporsi tenacemente al bando. "Abbiamo chiesto di ritirarlo e riscriverlo secondo caratteristiche che siano incentrate sul rapporto con il territorio" e, se ci sarà bisogno, sarà coinvolta anche l'avvocatura per quanto il bando, dal punto di vista formale, sembrerebbe inattaccabile. "La nostra linea è di non delegare a soggetti privati la programmazione del teatro ma semmai di passare per la copartecipazione" ha ribadito Cremonesi e ha invitato tutti a un nuovo appuntamento per gennaio. Con la speranza che la partecipazione all'incontro - sul territorio sono attive circa 80 associazioni - avvenga a prescindere dalle correnti politiche di appartenenza. Fare muro tutti assieme, a conti fatti, è l'unica soluzione per difendere uno dei beni comuni più autorevoli del territorio. SILVIO GALEANO


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Professionisti allo sbaraglio ratelli coltelli. Ma oltre Silvio Berlusconi, pare esserci solo Silvio Berlusconi. Che lo si appoggi o che si tenti in tutti i modi, al contrario, di non ricandidarlo come premier, la discussione interna alla coalizione della destra gravita sempre attorno alla figura del Cavaliere. Eppure la frattura interna al Pdl si è alla fine consumata e ha una data ben precisa: quella del 16 dicembre. Durante la stessa giornata, per quanto a distanza, si è giocato il duello finale fra le due diverse anime del Pdl che si fronteggiano da tempo per decidere il futuro del centrodestra. Al Teatro Olimpico, in mattinata, è scesa in campo la cosiddetta ala montiana. Capeggiata da Gianni Alemanno, Franco Frattini, Roberto Formigoni, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello, Fabrizio Cicchitto, Adolfo Urso e Andrea Augello. Nove fondazioni hanno lanciato Italia Popolare per chiedere all'inventore di Forza Italia di indietreggiare per fare largo al leader del governo tecnico.

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ZINGARETTI A TORRE MAURA

I NAVIGATI DEL PDL SI SPACCANO. ARRIVANO L'ITALIA POPOLARE DI FRATTINI E ALEMANNO E FRATELLI D'ITALIA DI MELONI, CROSETTI E LA RUSSA. MA È ANCORA BERLUSCONI A DETTARE L'AGENDA E LE STRATEGIE DEI SUOI SUCCESSORI.

PER L'ULTIMO GIORNO DA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA BRINDISI NEL CIRCOLO PD DI TORRE MAURA. AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER LE REGIONALI.

dere in contropiede la stessa fronda montiana e a tendere la mano al Professore della Bocconi. "Potrà essere il federatore dell'area dei moderati", gli ha strizzato l'occhiolino. Per poi ripensarci e continuare per tutta la settimana successiva durante gli appuntamenti mediatici con il balletto Monti sì, Monti no. Nel Pdl, quindi, si sta consumando la battaglia più dura dalla cacciata di Gianfranco Fini della scorsa estate. Ma la stella polare, unico e solo grande punto di riferimento nel cielo confuso del centrodestra italiano, è ancora l'uomo che da 20 anni catalizza e tesse le fila del centrodestra. E che, con la sua strategia mirata del "mai detto" e dei suoi comunicati schizofrenici con cui continua a smentire se stesso, detta ancora l'agenda dei suoi successori. Tutti all'inseguimento della prossima mossa. SILVIO GALEANO

uesta è l'ultima sera prima della battaglia e la passo nei circoli del PD per testimoniare che esiste un altro modo di governare". È Nicola Zingaretti che, in un tour de force nelle sedi del partito romano nel suo ultimo giorno da Presidente della Provincia, si presenta anche nella sezione di via Enrico Giglioli alle 17,30 di giovedì 27 dicembre. Chiamato a festeggiare per un brindisi di fine anno, lancia a tutti gli effetti la campagna elettorale per la Presidenza della Regione e lo fa rimarcando le differenze fra il suo operato di questi cinque anni e quello della destra romana al Campidoglio. "Vi faccio un solo esempio: lo smaltimento e il problema della discarica di Malagrotta. A differenza di quanto non hanno fatto loro, per noi i rifiuti possono diventare una risorsa". Parte così una dura presa di distanza dalla Giunta Capitolina tacciata di aver intrattenuto una "gestione clientelare" e un'accusa all'ennesima discesa in campo di Berlusconi "il padrone che li ha rimessi tutti in riga, anche con quella Lega a cui Alemanno aveva detto mai più". L'incontro è stato promosso dal segretario della sezione Roberto Cocco con la partecipazione di Elena Bentivegna, figlia del partigiano dei Gap Rosario, eroe della Resistenza romana e protagonista dell'azione di via Rasella. A lui, a pochi mesi dalla scomparsa, è stato intitolato il circolo di via Enrico Giglioli e a sua figlia spetta il compito di riaccenderne il ricordo e la memoria storica rileggendo una lunga lettera che il partigiano Sasà inviò a Veltroni, poco prima della sua ultima discesa in campo. Il momento si trasforma in un invito al partito a non tradire il bagaglio della cultura di sinistra. Poco prima della rievocazione, un video introduttivo della serata aveva ripercorso le battaglie del PD locale in cinque anni di giunta Lorenzotti. Tutti gli esponenti dell' VIII erano presenti. Per concludere, il candidato alla guida della Pisana lancia le linee programmatiche: "Più trasparenza - non può succedere quello che è successo con la Polverini - più giustizia - bisogna ridistribuire la ricchezza - più legalità - questa città deve tornare un giardino e non essere una giungla". Alle 19 si stappa la bottiglia, il brindisi e Zingaretti saluta. Senza accennare, però, alla coalizione che lo sosterrà. Per l'ultimo appuntamento della serata, corre a Testaccio. L'agenda è fitta ma è solo l'inizio: la campagna elettorale per la corsa alla Regione è appena cominciata. SILVIO GALEANO

All'Auditorium di via della Conciliazione, a poche ore di distanza, c'erano invece Giorgia Meloni e Guido Crosetti che hanno lanciato le primarie delle idee. E che - sempre per archiviare la leadership di Berlusconi ma con una consultazione popolare - hanno dato vita a Fratelli D'Italia. Movimento in cui, qualche giorno dopo, è confluito anche il Centrodestra Nazionale di Ignazio La Russa, perdendo così in buona parte l'appeal di equivalente della rottamazione a destra con cui l'evento si era caricato. Ma se questi ultimi - per la maggior parte ex AN - hanno scelto come strategia elettorale la scissione e le dimissioni dal partito, pur dando per scontato l'appoggio al Pdl, la convention di Italia Popolare si è rivelata l'ennesima vetrina per Silvio Berlusconi. È stato infatti proprio l'ex premier, in un videomessaggio lanciato dal palco, a pren-

ITALIA POPOLARE, IL PDL MONTIANO NON RIESCE AD ACCANTONARE BERLUSCONI GLI EX FEDELISSIMI DEL CAVALIERE SI RIUNISCONO AL TEATRO OLIMPICO PER SOSTENERE L'OPERATO DEL PROFESSORE. MA IL BLITZ DI BERLUSCONI BLOCCA IL TENTATIVO DI SCISSIONE E LA MANIFESTAZIONE SI TRASFORMA IN UNA DIREZIONE DEL PARTITO. ALL'ITALIA POPOLARE ADERISCONO TRE CONSIGLIERI MUNICIPALI: MARCO DARI, MASSIMO MANCUSO, ALBERTO GRAZIOSO. anno debuttato lo scorso 16 dicembre al Teatro Olimpico di Roma come movimento filo montiano all'interno del Pdl. Hanno consegnato al segretario Angelino Alfano il manifesto di Italia Popolare, convinti di poter forzare la mano nel partito e chiedere a Silvio Berlusconi di fare un passo indietro a favore del Professore. Si tratta di Gianni Alemanno, Franco Frattini, Andrea Augello, Roberto Formigoni, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi, Fabrizio Cicchitto, Adolfo Urso. Sono le facce di ben nove fondazioni interne al Pdl: Nuova Italia, Alcide De Gasperi, Capitani Coraggiosi, Rete Italia, Europa e Civiltà, Costruiamo il futuro, L'Occidentale, Magna Carta, Nuova Italia, Riformismo e Libertà, Fare Italia. Tutti assieme partiti con l'intenzione di ricucirsi il vestito per rifondare il centrodestra italiano, mettere una pietra sul fondatore di Forza Italia e accantonare l'alleanza con la Lega per ottenere finalmente il patrocinio del PPE. Fino a poche ore prima dell'incontro, che si trattasse di postfascisti, ciellini o ex forzisti, sembravano tutti d'accordo e determinati ad andare fino in fondo. Peccato che, con la scelta a sorpresa di Berlusconi di chiedere al leader del governo tecnico di diven-

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tare il leader dello schieramento, siano stati presi in contropiede. Così, quella che era stata annunciata come una vera e propria scissione, è stata ancora una volta evitata. In un messaggio inviato al convegno, infatti, è stato proprio il Cavaliere a lanciare l'appello, scavalcando i frondisti: "L'Italia dei moderati è maggioranza nel Paese - ha detto Berlusconi - Nell'attuale contesto, se lo riterrà, il professor Mario Monti potrà essere il federatore di quest'area". Il passo definitivo dei malcontenti del Pdl verso il mare aperto delle prossime elezioni non si è potuto consumare e la manifestazione ha assunto i caratteri di una vera e propria direzione del partito. Con la regia del solito noto. Ma si tratta dell'ennesimo e fallimentare tentativo di mostrare un Pdl compatto e senza faide interne. Perché, alla stessa ora, a pochi chilometri di distanza dall'Auditorium di via della Conciliazione, Giorgia Meloni (ex AN) e Guido Crosetti (ex Forza Italia) hanno lanciato le Primarie delle Idee ribadendo la necessità di scegliere la leadership del centrodestra attraverso una consultazione popolare. E Silvio Berlusconi, che non è nuovo a cambiamenti repentini di umore, ha continuato per tutta la settimana successiva con la solita soap opera: Monti sì, Monti no. SILVIO GALEANO

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MUNICIPIO n nome di questa costituzione io sono qui e voi siete qui, non per me". Così Antonio Ingroia, impugnando una copia della carta costituzionale italiana dal palco del Teatro Capranica aveva lanciato ufficialmente venerdì 21 dicembre il suo manifesto "Io ci Sto". Richiamandosi alla memoria di Falcone e Borsellino, appellandosi alla necessità di giustizia e di lotta contro la mafia e la corruzione ma senza sbilanciarsi ufficialmente su una sua diretta discesa in campo, si era preoccupato soprattutto di invitare tutti i segretari dei partiti a sinistra del PD a "fare un passo indietro per far fare un passo avanti alla società civile ma senza sparire perché vi vogliamo con noi nella battaglia". Ma alla fine, dopo il via libera del CSM a cui l'ex pm aveva chiesto di entrare in

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Rivoluzione Civile, arriva il fronte unitario a sinistra DOPO L'ANNUNCIO AL TEATRO CAPRANICA, ANTONIO INGROIA LANCIA UFFICIALMENTE LA SUA CANDIDATURA DA PREMIER. "NÉ TERZO NÉ QUARTO, MA L'UNICO POLO DI UN GOVERNO DI ALTERNATIVA". INCASSATO L'APPOGGIO DI IDV, RIFONDAZIONE, COMUNISTI ITALIANI E VERDI: I LEADER STORICI DELLA SINISTRA SI FANNO DA PARTE. aspettativa, sabato 29 anche la riserva sulla candidatura in Parlamento è stata sciolta. In conferenza stampa Ingroia ha presentato il simbolo del movimento Rivoluzione Civile. Un logo - quello composto su uno sfondo arancione che richiama la silhouette dei contadini del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo. E su cui campeggia a pieni caratteri il suo nome, da futuro premier. "Non avrei mai pensato che la mia funzione dentro le aule di giustizia si rive-

lasse insufficiente", ha detto l'ex magistrato, riallacciandosi al filo di "Io ci sto". "Ma non siamo in un paese normale, non siamo in una situazione normale. Siamo in un'emergenza democratica dovuta allo strapotere dei sistemi criminali" e ha ribadito, per questo motivo, la necessità di assumere "non solo una responsabilità istituzionale ma politica". Ingroia è poi andato all'attacco del PD di Bersani, colpevole di non voler perseguire veramente una politica antimafia e di aver candidato quel Piero Grasso che "nel maggio del 2012 voleva dare un premio a Berlusconi per meriti nella lotta alla mafia" ed "è diventato procuratore antima-

ARRIVA INGROIA E SALVA L'UNITÀ DEI COMUNISTI CON IL LANCIO DELLA LISTA RIVOLUZIONE CIVILE, RIFONDAZIONE E COMUNISTI ITALIANI SI RICOMPATTANO SULLE ALLEANZE. DILIBERTO FA MARCIA INDIETRO SUL PD. n'altra spaccatura il popolo della sinistra non l'avrebbe proprio sopportata. Ma a rimediare allo spirito tradizionalmente separatore dei segretari, è sceso in campo Antonio Ingroia e l'annunciata frattura dei comunisti si è trasformata, per il momento, in un brutto ricordo. Riuniti nella Federazione della Sinistra solo nel 2009, lo spettro della triste fine della Sinistra Arcobaleno - sconfitta pesantemente alle elezioni del 2008 - e dell'ennesima fuoriuscita - quella della minoranza di Nichi Vendola - erano ancora davvero troppo freschi. Ma negli ultimi mesi Diliberto già si stava adoperando, assieme a Salvi e Natta, per riproporre con il PD l'esperienza del centrosinistra e non rischiare, anche in questo giro, di rimanere fuori dall'arco parlamentare. "Non è con lo splendido isolamento che le sinistre risorgeranno", aveva tuonato il segretario dei Comunisti Italiani, appoggiando Vendola alle primarie prima e corteggiando la "socialdemocrazia" di Bersani dopo. Mentre Ferrero e tutto il resto di Rifondazione, ormai da tempo, guardavano verso De Magistris, le ceneri dell'IDV e la Fiom, in attesa che si costituisse la tanto aspettata alternativa arancione. Così l'ennesima separazione, in vista delle alleanze elettorali, era ormai data per

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certa. Comunisti Italiani, Socialismo 2000 e Lavoro-Solidarietà con il Partito Democratico; Rifondazione per un soggetto a sinistra. Sembrava mancassero solo il voto degli iscritti e l'ufficializzazione dei rispettivi leader di partito. Invece il 29 dicembre l'ex procuratore aggiunto di Palermo ha lanciato Rivoluzione Civile e subito incassato l'appoggio aspettato di Ferrero, ma anche quello di Diliberto che è tornato sui suoi passi mettendo una pezza sulla frattura. "La spaccatura sulle alleanze nazionali non c'è nei fatti perché anche se Ingroia ha tentato di aprire un dialogo con il PD, questo è stato chiuso immediatamente", spiega Monica Natali, portavoce della Federazione della Sinistra in VIII Municipio. "Su alcuni punti siamo alternativi al Partito Democratico e dubito che ci possa essere una convergenza con loro, sia prima che dopo le elezioni. Il problema alleanze quindi è stato bypassato". "Antonio Ingroia non si propone come salvatore della patria" ha affermato il candidato premier durante la presentazione di Rivoluzione Civile, parlando di sé in terza persona. Ma l'unità dei comunisti, almeno quella, per ora e a livello nazionale, pare sia riuscito a custodirla. SILVIO GALEANO

fia grazie a una legge approvata sempre da Berlusconi". Pur lasciando uno spiraglio di dialogo. "Siamo pronti al confronto purché il Pd non faccia una politica di conservazione come è accaduto quando ha sostenuto il governo Monti". Fra la platea assenti i leader di Prc, Pdci, Idv e Verdi che, pur sostenendo la lista, hanno evidentemente raccolto l'invito a farsi da parte rivoltogli alla conferenza del 21. Presenti invece il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e quello di Palermo Leoluca Orlando. Porte aperte anche al Movimento Cinque Stelle anche se Grillo ha prontamente rispedito la proposta al mittente. Chi, come lui, già immaginava di aver messo le mani sull'elettorato dell'area per intercettarlo, dovrà fare i conti con quel soggetto unitario che a sinistra in molti aspettavano. SILVIO GALEANO

MOVIMENTO5STELLE, DOPPIO APPUNTAMENTO DI RACCOLTA FIRMEI GLI

ATTIVISTI, DOPO LE DIMISSIONI DI

MONTI, CORRONO AI RIPARI. IN QUATTRO TOR BELLA MONACA INCASSATE PIÙ DI 2000 FIRME A SOSTEGNO DELLE CANDIDATURE PER LE ELEZIONI DEL 2013. BRACCIA. E IL CIPE SBLOCCA I FONDI. GIORNATE A

oppio fine settimana di raccolta firme per il Movimento 5 Stelle locale. Nelle giornate di sabato 15 e 22 e di domenica 16 e 23, davanti alla Pewex di Tor Bella Monaca, gli attivisti 'grillini' dell' VIII municipio sono riusciti a collezionare più di 2000 firme a sostegno delle candidature per le elezioni del 2013. "Il picco dell'affluenza è stato nel primo fine settimana quando siamo riusciti a coinvolgere più di 1800 persone", raccontano al banchetto di via Fernando Quaglia nel pomeriggio di sabato 22. "La fila era interminabile, nonostante il maltempo". La corsa al sostegno delle candidature è partita in tutta fretta, dopo le accuse rivolte da Beppe Grillo il 13 dicembre ad Annamaria Cancellieri, Ministro dell'Interno e a Mario Monti, premier dimissionario, colpevoli di aver accelerato l'iter burocratico della presentazione delle liste, anticipando le elezioni. "Sono elezioni truffa: l'idea di tenere le elezioni a febbraio è un colpo di genio si legge sul sito del comico genovese - Ottengono in un sol colpo due risultati. Il primo è che il M5S, l'unico grande movimento politico non presente in Parlamento, ha a disposizione circa tre settimane sotto le feste natalizie per stampare le liste con i candidati circoscrizione per circoscrizione, evitare qualunque errore, organizzare i banchetti in tutta Italia, raccogliere decine di migliaia di firme, validarle, verificarle e quindi consegnarle al tribunale di competenza". Le firme raccolte, infatti, costituiscono un requisito essenziale per poter accedere ai seggi di Camera e Senato - il traguardo è di 60,000 - ma anche per quelli della Regione Lazio, 4.000 . Unica istituzione, quella guidata dall'ex Presidente Polverini, di cui si conoscono anche i nomi candidati grillini che provengono dell' VIII Municipio: Veronica Mammì, Selena Caputo e Alberto Ilaria. "Per quanto riguarda le candidature del Municipio - precisa Enrico Stefano, attivista del movimento- ci stiamo ancora lavorando". SILVIO GALEANO

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Diluvio di cemento, c'è anche il Masterplan asterplan di Tor Bella Monaca, Centralità Romanina, ex Velodromo, ex Fiera di Roma, Waterfront di Ostia. E ancora ambiti di riserva, compensazioni, deroghe ai piani di zona, edilizia privata per speculare su riserve Atac ed ex caserme. La legislatura è agli sgoccioli ma la maggioranza capitolina tenta il tutto per tutto. Almeno per ingraziarsi i costruttori, in vista delle nuove elezioni. Così in consiglio comunale, ormai passate al vaglio delle commissioni, arrivano 64 delibere urbanistiche che hanno tutta l'aria di profilarsi come vero e proprio nuovo Piano Regolatore, una città nella città. Dopo il precedente, da molti già considerato generoso e sovradimensionato ma anche sottoutilizzato, piuttosto che metterci una pezza Alemanno ha preferito aumentare la densificazione. Con la nuova manovra, si passerà dai 65,8 previsti dal piano votato nel 2008 ad oltre 100 milioni di metri cubi. "Un nuovo sacco di Roma" ha denun-

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ARRIVA

"PACCHETTO" NATALIZIO PER I COSTRUTTORI ROMANI: 64 DELIBERE URBANISTICHE PER 20 MILIONI DI METRI CUBI DI EDILIZIA. ALEMANNO CONTESTATO AL CAMPIDOGLIO. IN AULA GIULIO CESARE MANCA IL NUMERO LEGALE : DISCUSSIONE RIMANDATA A GENNAIO. IL

ciato Legambiente che ha presentato un dossier sulle delibere. E ha calcolato che l'incremento totale dell'operazione si estenderà per un'area vasta quanto la città di Salerno. Di tutte le cubatura in programma, inoltre, la quota è riservata all'edilizia popolare è praticamente nulla mentre una parte maggiore è destinata all'housing sociale, case realizzate da privati e concesse a un affitto calmierato. Ma comunque inaccessibili ai ceti più deboli. Così, non solo si continuerà a consumare il suolo agricolo ma non verrà data alcuna risposta all'emergenza abitativa. Su Tor Bella Monaca, il piano demolizione e ricostruzione delle Torri per risarcire i Vaselli prevede un consumo di circa 600.000 metri cubi di suolo agricolo e 18.000 nuovi abitanti sul-

l'ultimo polmone di Agro Romano dell' VIII municipio. E, visto l'investimento mediatico che il Sindaco ha attuato su di esso fin dall'insediamento e considerati i tempi ristretti per discutere in aula tutte le delibere, potrebbe essere fra le prime opere ad essere votate. Alemanno, infatti, proprio non vuol rischiare di perdere quel Masterplan che può diventare il marchio della sua eredità ideologica. Intanto, però, lo scorso 20 dicembre in Aula Giulio Cesare è mancato il numero legale e gli attivisti del coordinamento "Carte in regola", dell'associazione "Italia Nostra", di "TerritorioRoma" e del Movimento 5 Stelle hanno contestato duramente il Sindaco, accusandolo di speculazione. Ma il sacco, purtroppo, pare solo rimandato a gennaio. SILVIO GALEANO

CELLI: “A ROMA NON AVRÀ TUTTO IL PD” IL CAPOGRUPPO DELLA LISTA CIVICA "CITTADINI/E" SPIEGA I MOTIVI PER CUI ANCORA NON SONO DEFINITE LE STRATEGIE ELETTORALI PER LE ELEZIONI.

l capogruppo della lista civica "Cittadini/e" spiega i motivi per cui ancora non sono definite le strategie elettorali per le elezioni. Giuseppe Celli è il grande accentratore della lista civica "Cittadini/e alla Regione". È consigliere regionale in carica, seguito da una grande base elettorale in tutte le province. La sua esperienza da Presidente della Commissione regionale Ambiente gli ha portato consensi grazie alle battaglie sul territorio. Ora, in un periodo politico instabile, la sua lista può far sentire il proprio peso. Data la vocazione socialista del personaggio, sembra non ci sia nessun partito che lo abbia convinto a costruire un progetto di intesa per le elezioni prossime, come più avanti. L'obiettivo è cercare la dimensione adatta per farsi valere sulle istituzioni, senza però snaturare i propri ideali.

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Celli si ripresenta in Regione come consigliere? Si ripresenta, e con rinnovato entusiasmo. L'obiettivo è dare a tutti un segnale sulla linea della continuità. In questo periodo di antipolitica, sembra che le liste civiche si stiano moltiplicando. Noi invece c'eravamo da prima, e i cittadini di questo si sono accorti. Qual è nella lista l'orientamento verso Rivoluzione Civile? Su questo preferisco non dare risposte definitive, la situazione è in continua evoluzione. Non abbiamo ancora avuto contatti con nessun esponente. E questa è una situazione diversa dal solito. Visto che ci hanno cercato in pratica tutti i partiti, da sinistra al centro. Per il Municipio non avete ancora presentato un nome alle elezioni? No. Per le elezioni manca ancora tanto.

E i progetti per le candidature non solo a livello municipale, ma anche comunale, sono all'inizio. Non nascondiamo che è da verificate la disponibilità di Maurizio Mattei consigliere municipale della lista in carica - ad un'eventuale riconferma. Vi alleerete con il PD? Che pensa del candidato alle primarie Fabrizio Cremonesi? Ho ricevuto chiamate da tutti nel PD, anche da Scorzoni, Scipioni e Cremonesi. Sì, è un buon nome ma non è questo il punto. Non ci saranno primarie nel PD perché non c'è tempo. Ci saranno le primarie del centrosinistra, e non ci vuole molto a capire che nella città non avrà tutto il PD. Ci sono delle aree che volenti o nolenti andranno spartite, in base ai vari municipi. Su 7,8 municipi si faranno da parte. Quindi bisogna aspettare le candidature dagli altri partiti, dall'Idv o dal SEL per esempio. A quel punto ci sarà un tavolo, un accordo per un solo nome del centrosinistra e si andrà a votare quello. MANUEL MANCHI

GRATICOLA DAY, UN OCCHIO AI CANDIDATI DELL' VIII DURANTE

LA GIORNATA A

TOR VERGATA

IN CUI

GLI ATTIVISTI DEL MOVIMENTO HANNO MESSO AI RAGGI

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I CANDIDATI ALLA

PISANA. IN

TRE MI-

NUTI DI VIDEO, ECCO CHI SONO I CANDIDATI PROVENIENTI DAL

MUNICIPIO DELLE TORRI.

elena Caputo, analista di credito. Alberto Ilaria, impiegato. Veronica Mammì, psicologa. Sono questi i nomi e le professioni dei tre portavoce dell' VIII municipio che il Movimento 5 stelle ha candidato ufficialmente alla Regione. Ma come saperne di più? Il curriculum lo tracciamo dai video del Graticola Day. E' la giornata in cui a Tor Vergata i grillini hanno passato ai raggi X i candidati alla Pisana - tre minuti a testa per raccontare la propria storia ma nessun accenno al programma politico - per scegliere il candidato governatore della Regione. Si comincia con Selena Caputo. Laureata in economia delle amministrazione pubbliche e istituzioni internazionali, appassionata di economia dell'ambiente, si è dedicata all'approfondimento di studio su alcune tematiche riguardanti la governance delle amministrazioni pubbliche. Sull'incontro con il movimento dice: "L'esperienza più bella è quando mi sono avvicinata al primo banchetto di zona ho incontrato delle persone veramente meravigliose. Sono stata colpita dall'entusiasmo e dalla speranza di cambiamento". Veronica Mammì, venticinque anni. Laureata nel 2011 in psicologia, attualmente impegnata nel tirocinio post lauream al Policlinico Tor Vergata e il desiderio di superare al più presto l'esame di Stato per cominciare la professione. "A livello comunale mi sono interessata al tavolo sulle politiche sociali, perché vicino alle mie competenze, alle mie qualità". Il battesimo con il Movimento durante una riunione nel 2010 per il meetup di Monterotondo "ho conosciuto la mia famiglia", il matrimonio definitivo al Cozza Day, indicato come l'evento più significativo del suo percorso politico. Infine Alberto Ilaria, impiegato, 40 anni, sposato da dodici con tre figlie. Nel Movimento da due anni e mezzo. "Ero alla ricerca da molti anni prima, volevo trovare un modo per poter dare un contributo al cambiamento perché non ne potevo più. Mi sono imbattuto nel blog di Grillo, nelle sue tematiche e da lì ho scoperto il meetup. Dal giorno in cui mi sono iscritto, ho aiutato a contribuire a qualsiasi progetto". SILVIO GALEANO

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ttomila richieste di esecuzione di sfratto all'anno. Cinquantamila famiglie che dal 2000 al 2009 hanno fatto richiesta per una casa popolare, a fronte dei soli tremila alloggi consegnati dal 2003 al 2012. Cinquantamila alloggi invenduti. È questo il quadro preoccupante che emerge incrociando i dati di un'inchiesta del Viminale del 2010 e il Rapporto sulla povertà a Roma redatto dalla Comunità di Sant'Egidio nel 2011 e che fornisce l'allarme sull'incremento dell'emergenza abitativa nella Capitale. Un quadro desolante a cui il bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia popolare, pubblicato il 31 dicembre dal Comune, non riuscirà a provvedere una vera soluzione. I numeri, infatti, sono impressionanti. La città detiene il record per il numero di famiglie in graduatoria per l'ottenimento di un alloggio di edilizia pubblica: sono 29.300 nuclei. Ma l'ammontare è destinato all'incremento visto che, 9 volte su 10,

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EMERGENZA ABITATIVA

Più si lascia costruire e più si crea emergenza abitativa ARRIVA IL BANDO DI ASSEGNAZIONE PER LE CASE POPOLARI A FINE LEGISLATURA. MA, VISTE LE MANOVRE URBANISTICHE CHE LA GIUNTA SI PREPARA A VOTARE, LA SOLUZIONE NON BASTA. I NUMERI DELL'EMERGENZA SONO IMPRESSIONANTI. una famiglia che si vede recapitare un provvedimento di sfratto è inadempiente per morosità, e quindi in gravissime difficoltà economiche. Così, l'unica soluzione è quella di sperare di entrare in graduatoria per l'assegnazione di una casa popolare, il bando, invece, è rimasto bloccato per più di tre anni. L'ultimo, prima della pubblicazione del nuovo a fine anno, risale al 2009 quando l'allora Assessore alla casa Antoniozzi chiuse la graduatoria, promettendo però di riaprirla entro pochi mesi. Nel corso degli anni, invece, niente è stato fatto e il racket delle case che si liberano si è fatto via via più ampio e la compravendita in nero e la cessione agli

"amici degli amici" degli alloggi popolari è diventato uno dei mercati più proficui della Capitale. Così la pubblicazione agli sgoccioli di legislatura, visto il tempismo con cui arriva in odore di voto, ha tutta l'aria di una manovra elettorale e presenterebbe, peraltro, secondo gli addetti ai lavori, alcuni coni d'ombra in merito al cambiamento dei criteri per determinare il punteggio di assegnazione. Intanto a Roma il canone medio di affitto per un appartamento in centro si aggira attorno ai 2.300 euro al mese mentre per le zone periferiche è di circa la metà. E mentre i costi si impennano e i numeri dell'emergenza abitativa levitano, nella città i metri cubi di edilizia privata continuano ad aumentare, le concessioni vengono autorizzate come se non ci fosse un domani, i nuovi palazzi spuntano come funghi

per rimanere vuoti e Alemanno si prepara a varare una delibera per consumare nuovo suolo agricolo e farne housing sociale. Aveva promesso, a inizio legislatura, la costruzione di 5.000 alloggi popolari e invece si ritrova, a fine mandato, dopo un nulla di fatto, a mettere sul piatto un'ennesima manovra di speculazione per la rendita dei privati che non risolverà il nodo sociale e andrà a coprire una fascia diversa da quella dell'emergenza. Gli appartamenti, infatti, saranno destinati a chi potrà permettersi un affitto di 600 euro o, in alternativa, per quanto a prezzo calmierato, accendere un mutuo. È l'ennesimo sintomo di quanto le scelte in materia di politiche abitative a Roma non incontrino mai i veri bisogni dei cittadini più deboli ma solo quello dei costruttori. Comparando l'incremento dell'invenduto e l'aumento della popolazione senza un tetto, la correlazione è a senso unico: più si costruisce, più aumenta l'emergenza abitativa. SILVIO GALEANO

PAOLO BERDINI: "SOLO LA MANO PUBBLICA RISOLVE L'EMERGENZA" n seguito all'ondata di occupazioni scattata a Roma il 6 dicembre, l'urbanista e docente di Tor Vergata critica gli ultimi 30 anni di risposte politiche ai problemi abitativi e rilancia: "Serve un grande piano di acquisizione degli alloggi". A Roma, il 6 dicembre scorso quasi 1000 famiglie hanno occupato immobili in tutta la città. Ma perché a Roma l'emergenza abitativa non si risolve mai? Negli ultimi dieci anni non sono stati costruiti alloggi di edilizia pubblica a Roma. Gli unici piccoli interventi sono i venti alloggi IACP a Ponte di Nona ma per tutto il resto solo alloggi di cooperativa. Questi però non sono destinati a persone in grande difficoltà economica, come chi ha occupato. È ora di fare una politica di acquisizione perché non è pensabile, visti i tempi di attuazione, programmare interventi che vedranno la luce solo fra due o tre anni. Cosa fa chi è in disagio abitativo nel frattempo? Paghiamo già fiumi di soldi alla rendita privata per l'emergenza abitativa perché una parte di queste persone alla fine vengono alloggiate in edifici privati, a spese della collettività. Se un'amministrazione oculata invece di dare soldi alla rendita immobiliare, investisse acquistando degli alloggi, risolveremmo il problema dell'emergenza. Cosa ne pensa di un atto come l'occupazione? Fatto salvo che non vengano occupati alloggi già assegnati a persone che hanno fatto sacrifici, ne penso tutto il bene possibile. Cosa deve fare chi non ha la capacità economica e non ha nessun riferimento perché non c'è nessun pezzo della politica che si faccia carico delle esigenze gravissime della collettività? Ci sono interi immobili che sono abbandonati da anni e che stanno aspettando soltanto il salto economico della rendita immobiliare. E' un delitto non darli a canone sociale alle persone che hanno difficoltà. Ed è il pubblico a doversi far carico dell'integrazione perché il pubblico si fa carico della parte ultima e più esposta della società. Il 31 dicembre il Comune ha pubblicato il nuovo bando per l'assegnazione di case popolari, dopo 12 anni. Ha qualche sospetto sulla tempistica con cui è arrivato? È pazzesco! A Roma calcoliamo che ci siano 40mila famiglie che non sanno come abi-

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tare. Non è possibile che non trovino la pulizia, la trasparenza per poter essere inserite nell'agenda politica. Si parla delle ultime delibere che porteranno 20 milioni di metri cubi a Roma ma non si parla mai di dare soluzione a queste famiglie. Più costruiamo e più c'è emergenza abitativa: sono 30 anni che va avanti questa macchina infernale. Se esce un bando proprio ora, il 31 dicembre, questo non depone bene di fronte alla trasparenza e alla volontà dell'amministrazione pubblica di dare una risposta che valga per tutti. E non solo per gli amici o per

le piccole cordate che governano questo mondo. Ha nominato le delibere urbanistiche che il Campidoglio vuole approvare a fine legislatura. Fra queste c'è l'individuazione degli ambiti di riserva per fare housing sociale. Ma è veramente una soluzione all'emergenza abitativa? L'housing sociale è un modo molto elegante e truffaldino per dire casa in cooperativa. Housing sociale significa case per chi ha già un reddito con cui può accendere un

mutuo. Questo va benissimo ma continuare a dire che si utilizzano gli ambiti di riserva per risolvere il problema del disagio abitativo è una truffa. Serviranno soltanto a dare l'opportunità ai Caltagirone, ai Santarelli di incamerare una rendita immobiliare gigantesca. Ma non risolveranno il problema abitativo perché c'è gente che non ce la fa ad acquistare l'alloggio ai prezzi di mercato. Lo Stato, come in Germania o in Francia, dovrebbe avere un suo pacchetto di alloggi pubblici. In questo modo, potrebbe orientare il mercato e contribuire a tenere bassi anche i valori immobiliari privati. SILVIO GALEANO

PAOLO DI VETTA, CONCENTRARSI SULL'INVENDUTO LA PROPOSTA DELL'ESPONENTE DI BLOCCHI PRECARI METROPOLITANI PREVEDE SIA LA RISTRUTTURAZIONE DELL'ABBANDONATO CHE UN ACCORDO CON I COSTRUTTORI

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no dei più famosi combattenti per il diritto alla casa, Paolo Di Vetta, ha un'idea precisa di come affrontare l'emergenza abitativa, riuscendo nel contempo a mettere in moto il settore edilizio senza ricorrere a ulteriore cementificazione. Una formula magica facile facile. Perché protestate? Perché c'è una reale emergenza abitativa e con la crisi economica la situazione è anche peggiorata. Inoltre ci sono ben 190 mila costruzioni disabitate. La nostra lotta va avanti per il diritto di quelle 50 mila persone che non hanno una casa e che potrebbero averla se solo ci fosse un altro modo di affrontare la questione. Le costruzioni disabitate di cui parlate a che tipologia appartengono? Parliamo dell'invenduto ovvero di quei palazzi che i costruttori hanno ultimato ma che, a causa della crisi del mercato immobiliare, al momento non sono ancora stati venduti. Si tratta di strutture disabitate da tempo. Potrebbe nascere un accordo tra costruttori e amministrazione per risolvere l'emergenza abitativa, iniziando magari dalle piccole imprese edili. Con quale denaro pensa che l'amministrazione possa intervenire? Basti pensare a quanti soldi vengono spesi per l'affitto e il mantenimento dei residence. Anche 200 euro al mese per pochi metri quadri. Se fosse stipulato un accordo con i costruttori si potrebbe provvedere sia alla ristrutturazione, il che metterebbe in moto l'economia, sia ad una rassegnazione degli stabili abbandonati, un modo per iniziare ad affrontare finalmente l'emergenza abitativa. JESSICA SANTINI


EMERGENZA ABITATIVA

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Occupazioni abitative a Roma, una mappa x hotel Congress a 4 stelle in via Prenestina, palazzo dell'Inps in viale delle Province, ex clinica Villa Fiorita a Torrevecchia, via Cerchiara a Settecamini, gli appartamenti in via Tuscolana di proprietà della famiglia Sensi, ex palazzo Acea in via Ostiense ora studentato di Roma Tre "Alexis". Questi edifici sono ciò che resta della maxiondata di occupazioni che i movimenti per il diritto all'abitare - Action, Blocchi Precari Metropolitani e Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa - hanno messo in atto lo scorso 6 dicembre per protestare contro la politica urbanistica e abitativa capitolina e la speculazione edilizia dei vari Caltagirone, Toti, Parnasi, Scarpellini, Ligresti, Mezzaroma, Bonifaci, Santarelli, Salini. Ma le occupazioni a scopo abitativo in tutta la geografia capitolina sono davvero numerose, alcune vanno avanti da anni, ed è difficile contare i numeri di tutte le persone che in emergenza abitativa hanno trovato una soluzione alternativa al problema della casa. L'unica grande catalogazione l'ha fornita la commissione sicurezza del Comune, in un rapporto del 2010.

MUNICIPIO PER MUNICIPIO, L'ELENCO DEGLI STABILI OCCUPATI A SCOPO ABITATIVO SECONDO UN'INDAGINE DELLA COMMISSIONE SICUREZZA DI ROMA CAPITALE. AD ESSE VANNO AD AGGIUNGERSI, LE NUOVE OCCUPAZIONI DEI MOVIMENTI NELLA MOBILITAZIONE DEL 6 DICEMBRE.

stato definito l'ideatore degli sportelli Fabrizio Nizi di Action. Un lavoro che ha portato un risultato in VIII oltre le aspettative. Qual è stata la risposta dei cittadini all'apertura degli sportelli? Ben 15 famiglie il giorno dell'apertura: persone che credono di avere il problema della casa quando in realtà raccontano una situazione disastrata dal punto di vista sociale, familiare, abitativa, di salute: gente che non ha mai abitato in affitto ma solo in

FABRIZIO NIZI, GLI SPORTELLI POPOLARI

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Si parte con il I municipio. C'è il palazzo della Banca d'Italia di via Carlo Felice, proprio di fronte la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme e occupato da più di 8 anni da Action. Nello stesso municipio c'è la più grande occupazione romana di destra, la sede di Casapound. In II municipio, uno stabile Inpdap in corso d'Italia, a pochi passi da Porta Pia e patrocinato dal Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa e dal Comitato Obbiettivo Casa. Nel III municipio c'era lo spazio occupato di via de Lollis 9, 85 famiglie, altra occupazione storica di Action. Dopo 10 anni le famiglie hanno ricevuto quest'anno l'alloggio popolare a Rocca Cencia e lo stabile è stato riconsegnato al proprietario. Nel IV municipio sono segnalate via Volontè e via delle Alpi Apuane, quest'ultima sotto l'ala dei Blocchi Precari Metropolitani e sgomberata nel 2010. In V municipio una ex scuola a Casal Bertone men-

tre nel VI c'è una delle occupazioni più conosciute: Metropoliz su via Prenestina al civico 913. Quando il vicino civico 911 è stato sgomberato quest'estate, gli abitanti dell'ex area industriale Fiorucci abbandonata da 12 e restituita alla comunità dai Blocchi Precari Metropolitani sono riusciti a resistere salendo sui tetti. E ancora una vecchia sede Asl in via Antonio Tempesta, a Tor Pignattara. Nel VII segnalazioni per l'ex questura di Quarticciolo, di proprietà dell'ATER, via Unguento, proprietà dello IACP e l'ex scuola Vespucci di via delle Acacie. Nel X, un'altra grande occupazione, alla Romanina: si tratta delle circa 500 famiglie nel palazzo di via Arrigo Cavaglieri, ex sede dell'università di Tor Vergata, ribattezzato Salam. Nel municipio XI c'è l'ex Porto Fluviale, in cui dal 2003 all'interno di un ex magazzino dell'areonautica militare vivono circa 100 famiglie con il supporto del Comitato Cittadino di Lotta per La Casa. E ancora occupazioni minori nei municipi XI XII XV e XIX. SILVIO GALEANO

IN POCHI GIORNI HANNO RACCOLTO UN DISCRETO SUCCESSO. UNO DEI RESPONSABILI SPIEGA IL PERCHÉ occupazione, cresciuta in case occupate, senza mai un confronto con la vita norma. In uno stato di estrema povertà e precarietà, senza garanzia dei diritti minimi: non sanno che esiste un sistema di assistenza. La prima cosa che fanno quando non possono più a pagare l'affitto occupare. Non si pongono il problema che l'istituzione possa

essere una risorsa. Eppure avete parlato di Colle degli Abeti come una cosa nuova… Vengono da un contesto diverso: provengono da famiglie di occupanti che hanno fatto un percorso di lotta, ai quali è stata trasmessa l'idea del diritto e del percorso per acquisirlo. Tutti molto giovani. La maggior parte delle persone, però, non si pone il problema di cambiare la società. Nei tempi passati c'è sempre stata una sorta di transumanza dal centro alla periferia che abbiamo seguito con gli sportelli, in base all'occupazione fatta. Qui non esiste questa migrazioni; la loro è una questione di sopravvivenza più che ì diritto. Alle assemblee facciamo una sorta di corso di formazione sociale: far capire che la loro lotta riguarda tante persone e che non portiamo tutti a occupare; prima bisogna verificare gli strumenti: i rapporti con proprietari e municipio, bonus casa e altro. L'occupazione è l'estrema ratio. Un ragionamento che arriva ai più giovani ma per i più anziani è difficile da capire: immaginiamo uno che ha vissuto 50 anni in occupazione, che tipo di rapporto può avere con le istituzioni Come funzionano gli sportelli? Di solito teniamo corsi di formazione perché non è un'attività semplice ma non essendo ancora riusciti a organizzarli, facciamo noi un affiancamento. Gli sportelli sono uno strumento per raccogliere le richieste delle persone oltre che aiutare con il bando casa., che, in fin dei conti, non è male: con la giunta Veltroni abbiamo lottato per la riformulazione dei criteri. Movimenti e sindacati hanno messo mano ai meccanismi poiché rispecchiava la fotografia di un tessuto sociale anni 70: punteggio maggiore a famiglie monoreddito con figli a carico. Col tempo le cose sono cambiate: ci sono più single, anziani soli, etc. La nuova giunta ha solo messo mano peggiorando alcune cose. Peccato poi che non ci sono case. JESSICA SANTINI

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SANTORI: "ROMA È ANARCHICA" IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SICUREZZA DEFINISCE ANOMALA LA SITUAZIONE ROMANA. E SE LA PRENDE CON GLI OCCUPANTI E GLI IMMIGRATI. ulla questione dell'emergenza abitativa a Roma, in seguito ai fatti di Colle degli Abeti, abbiamo interpellato l'On. Fabrizio Santori sulla sicurezza, Commissione che presiede al Comune: "Non vi è alcun nesso. Non è la Commissione responsabile dell'illegalità degli occupanti" esordisce Santori. Esiste un'emergenza abitativa a Roma? Certo, ma non dovete chiedere a me, ma alla Commissione politiche abitative. Sono io che ho sollecitato lo sgombero di Ponte di Nona perché sono fermamente contrario a lasciare impunite le occupazioni. Siamo in uno stato nel quale deve vigere la legalità. Anche per questo sono contro la delibera approvata dalla giunta Veltroni che aggiudica ai movimenti delle occupazioni il 23% degli alloggi assegnati. Vengono così a crearsi cittadini di serie A, gli occupanti, e di serie B, gli altri. Questo dimostra che c'è un legame con la sicurezza... Si sta premiando l'illegalità. E ci sono persone che si trasferiscono a Roma ad occupare proprio perché a conoscenza dello stato di anarchia che regna in tal senso. C'è gente che ha diritto ad una casa e invece sono occupate da immigrati clandestini e stranieri senza permesso di soggiorno. Sono necessari controlli per recuperare gli alloggi popolari. E costruire nuove case. Costruire altre case popolari? Ma Roma ha bisogno di altre case? Anch'io sono per preservare il paesaggio e l'Agro Romano. Ma è la vecchia giunta ad avere elargito concessioni ormai acquisite. Inutile lottare per recuperare quei terreni. Ma quello che accade a Roma con l'occupazione non avviene in alcuna altra città e bisogna intervenire. JESSICA SANTINI

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ARRIVA IL BANDO CASA ACTION APRE UN SPORTELLO PER AIUTARE NELLA COMPILAZIONE DELLE RICHIESTE

l bando è del 31 dicembre 2012. In extremis con l'anno appena trascorso: è possibile inviare la richiesta per l'assegnazione degli alloggi popolari. E' noto il fatto che da tempo non ci sono più case popolari da assegnare; come, del resto, è risaputo che negli ultimi anni e si sia discusso solo di housing sociale e mai di edilizia popolare. Ci si chiede come possa, quindi, soddisfatta la richiesta di alloggi che ne deriverà dal bando: erano tre anni che non veniva indetto un bando. Il segnale che l'istituzione vuole dare, purtroppo è chiaro: sembra, come al solito, solo una delle tante cosette fatte sotto elezioni. La domanda, nonostante le tante perplessità, deve essere fatta. Per assistere le famiglie nella compilazione dei moduli sono stati dal 9 gennaio aperti due sportelli da Action: uno a Ponte di Nona presso la DataCoop in via Beata Chiara Satta, accessibile tutti i mercoledì dalle 17 alle 19. L'altro a Tor Bella Monaca presso il centro sociale "Che" a Largo Mengaroni, aperto tutti i giovedì dalle 17 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 12. Il bando, come lo scorso promulgato, è permanente, per cui le domande potranno essere inoltrate senza un termine di scadenza. L'ultimo censimento prevedeva un emergenza abitativa per circa 50mila persone. E' previsto un aumento di circa diecimila unità. Alle quali, purtroppo, sarà difficile dare una risposta. JESSICA SANTINI

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EMERGENZA ABITATIVA

Action, parla Paolo Armilotta occupazione dell'invenduto ha sorpreso tutti, Action compresa, che da tempo rifletteva sulla questione: tanti edifici invenduti e troppa gente senza alloggio. Lo scoppio della bomba di via Turoldo, secondo le parole di Paolo Armilotta è stata inevitabile. Come è nata la questione Ponte di Nona? L'esperienza di Ponte di Nona è molto particolare: sono arrivato in questo municipio quando mi hanno assegnato casa a Rocca Cencia. Avendo una mente aperta è ovvio che ho osservato la situazione: i figli degli occupanti degli anni '85-'90, che conoscono i movimenti e la questione della lotta per avere casa, si sono incontrati per organizzarsi per portare avanti la stessa cosa. Hanno visto le case private e hanno fatto da soli, proprio mentre i movimenti discutevano della situazione politica dell'invenduto. E' interessante che il gruppo non si è sfaldato e ancora partecipano alle assemblee. Dal centro commerciale ci siamo trasferiti nella sede della DataCoop a Ponte di nona e a Largo Menga-

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"PERSONE IN ATTESA DA DIECI ANNI"

AFFRONTA LA QUESTIONE DELLA MANCANZA DI CASE POPOLARI E DELLE SOLUZIONI DEL MOVIMENTO PER FAR FRONTE ALL'EMERGENZA ABITATIVA.

roni: sono stati aperti degli sportelli per fare un censimento delle persone con emergenza abitativa. Pensiamo che sia inutile la domanda al bando ma che va fatta per far rendere conto le istituzioni di quante persone sono. Vengono controllate le consegne degli alloggi? Per avere assegnata una casa devi avere dei requisiti. Non essendoci controlli vengono fuori cose strane come la compravendita o il passaggio da padre a figlio. Ma non c'è controllo: sarebbe necessario buttando fuori chi non ha diritto, così si potrebbero recuperare molte case. Non però come vogliono fare a Tor Bella Monaca rimettendo dentro solo chi ha il "loro" diritto: i 10 punti. Va rivisto proprio il diritto. E noi del movimento siamo per i controlli seri, andando a stanare chi non ne ha e non solo in periferia: al Laurentino, a Trastevere e al Flaminio, dove vai a toccare interessi grossi.

Come può essere risolta l'emergenza abitativa con l'invenduto? Pensiamo che siamo arrivati ad un punto nel quale ci sia una costruzione selvaggia: qualcosa deve accadere. Serve una trattativa con le istituzioni. Ma non come a Rocca Cencia dove sono state vendute a prezzo esagerato. E nemmeno con la storia dei residence dove il comune paga anche 1800 euro per 12 mq quando la Cassa geometri ha centinai di abitazioni sfitte a 800 euro. I bonus affitti li hanno tagliati : sembra che non solo non vogliano risolvere la cosa, ma che per qualche gioco speculativo tentino di peggiorarla. Noi dei movimenti cerchiamo una cosa nuova: fare qualcosa dei palazzi nuovi che costruiscono. Il presidente dei costruttori romani non ha chiamato le amministrazioni, ma i movimenti, Andrea Alsetta (Tarzan) per un appuntamento perché si è spaventato per l'occupazione. Idem per l'occupazione di Anagnina. JESSICA SANTINI

"ESCE IL BANDO MA NON C'È NESSUN PIANO DI EDILIZIA PUBBLICA" LUCA FAGIANO, PORTAVOCE DEL COORDINAMENTO CITTADINO DI LOTTA PER LA CASA, UNO DEI MOVIMENTI PROTAGONISTI DELLA GIORNATA DEL 6 DICEMBRE, CRITICA LE RISPOSTE DELLE ISTITUZIONI ALL'EMERGENZA CASA: "IL BANDO È TRUFFALDINO E NEL FRATTEMPO SI CONTINUA A SACCHEGGIARE LA CITTÀ". ual è la sua percezione della situazione abitativa a Roma in questi ultimi anni? A Roma c'è un'emergenza storica e stratificata ma questa è in assoluto la fase più difficile per una serie di concause. Da una parte la situazione economica: chi perde il lavoro o è costretto a vivere in condizioni di precarietà non ce la fa più a pagare affitti che rimangono troppo alti e mutui impossibili. I nostri sportelli sui territori ci segnalano una situazione disastrosa con centinaia di persone che quotidianamente fanno la fila cercando un'alternativa a queste condizioni di vita. Ma oltre al quadro generale, ci

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sono delle specificità romane fra cui il fenomeno della vendita degli alloggi degli enti previdenziali. Proprio in questi giorni è stato pubblicato il bando di accesso all'edilizia residenziale. È una soluzione? Si tratta di un bando truffaldino. È un bando crea un' aspettativa enorme ma è un bando senza un piano casa e quindi non darà alcuna risposta. Fino all'avvento di Alemanno abbiamo campato con un bando che era stato fatto attorno al 96-97. Doveva rimanere aperto pochi mesi e invece è rimasto in vigore per tantissimo tempo ma i pochi fortunati che hanno avuto l'assegnazione,

hanno ottenuto casa dieci anni dopo lo sfratto. Con Alemanno, in questi anni, non è stata data possibilità fare nuove domande. Inoltre chi aveva dai 9 punti in giù ma anche buona parte di chi ne aveva 10 è stato fatto fuori dalla graduatoria e con criteri discutibili. Su 44000 persone ne sono rimaste forse 1500 e anche queste non trovano risposta perché non ci sono piani di edilizia pubblica. Che cosa non è stato fatto in questi anni per risolvere l'emergenza? Comune, Regione, governo nazionale hanno cancellato l'edilizia residenziale pubblica e le politiche abitative dall'agenda. C'è solo la dura legge del mercato. Ci sono le case invendute, la crisi ma i prezzi non calano perché il controllo che i costruttori hanno sul mercato della casa e sulla città è talmente forte da produrre una grande bolla speculativa da cui non si riesce più ad uscire. Il conflitto culminato nel 6 dicembre sarà sempre più drammatico finché non arriveranno misure adeguate. Se il Comune non si preoccupa degli sgomberati, neanche dopo le 10 occupazioni del 6 dicembre, se non apre un tavolo di confronto ma delega il problema alla questura allora questo la dice lunga. SILVIO GALEANO

LUCIANO IALLONGO, RAPPRESENTATE DI ASIA USB E DEI BLOCCHI PRECARI METROPOLITANI, SULL'EMERGENZA ABITATIVA E BLOCCO DELLE GRADUATORIE. i sono ancora 3000 persone a Roma che hanno i famosi 10 punti e invece aspettano casa da più di dieci anni". Commenta così Luciano Iallongo, dati alla mano, lo stato di emergenza abitativa a Roma. È rappresentante di Asia, l'associazione inquilini e assegnatari dell'USB e dei Blocchi Precari Metropolitani, la sigla di uno dei movimenti di lotta per la casa protagonista del 6 dicembre. La giornata in cui più di 600 famiglie hanno occupato stabili in tutta la città, per riappropriarsi dell'invenduto e protestare contro la speculazione. "Siamo stati ricevuti recentemente dall'amministrazione per un tavolo di confronto sull'emergenza abitativa - racconta Iallongo - e ci hanno accusato di essere un impedimento alla soluzione del problema". Ma per una colpa un po' bizzarra. Quella di "aver ostacolato la vendita di ACEA e aver lottato contro la privatizzazione dell'acqua. Hanno spacciato che i soldi usciti da lì sarebbero serviti per costruire case ma non è così, lo sappiamo". E denuncia: "Il Comune sta vendendo tutte le case popolari - sia dell'Ater che della Romeo - perché sa che ci sono persone che non pagano e quindi, diventa solo un problema in più". Come Blocchi Precari Metropolitani, Iallongo ha più volte fatto presente la presenza di edifici e case vuote con cui "si potrebbero incrementare le risorse". Ma non avendo mai ricevuto una risposta politica considera l'occupazione un modo per riconsegnarli alla cittadinanza. "E' per questo che andiamo a riprenderci gli spazi in disuso: per non lasciarli al degrado, all'abbandono e restituirli invece alla popolazione che ha bisogno". L'attacco è rivolto all'amministrazione, colpevole di non farsi mai carico degli ultimi. "C'è una fascia sociale più debole e indigente fatta di persone malate, anziani, bambini di cui lo stato non si prende cura". Dal Campidoglio, infatti, fino a oggi sono arrivate solo promesse. "Tre anni fa avevano annunciato la consegna di 6000 case popolari entro due anni. E la costruzione di altri 5000 alloggi. Alla fine si sono limitati a dare solo 200 case nuove. Quelle di Rocca Cencia che erano private e sono state acquisite dal Comune ma per i soliti giochi con i costruttori". Con l'inceneritore davanti, infatti, nessuno aveva voluto comprare.

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SILVIO GALEANO


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PRENESTINO

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COLLATINO

Colle degli Abeti, maxioperazione di sgombero ll'inizio, ricordo solo il gran freddo con cui mi sono svegliata". Poi sono arrivati il bussare violento alle porte e la cacciata brutale. Nessun preavviso, nessuna trattativa ma soprattutto nessuna assistenza adeguata. Nonostante la presenza elevata di donne incinta, bambini, e adulti con problemi di salute. È questo il ricordo di una degli occupanti buttati in strada lo scorso 16 dicembre dagli appartamenti occupati abusivamente nello stesso lotto del piano di zona Castelverde B4. Durante una maxioperazione di polizia che ha coinvolto più di quindici blindati, quattro pullman, diverse volanti per più di duecento agenti, assieme a lei sono state sgomberate 121 famiglie. Nelle settimane precedenti, in emergenza abitativa e per la maggior parte sotto sfratto, avevano occupato le quattro palazzine di via David Maria Turoldo e via Stefano Liberti per reclamare una casa. Ma una volta faccia a faccia con l'imponente schieramento antisommossa di forze dell'ordine, dopo un primo tentativo di resistenza andato avanti per qualche ora, hanno optato per una soluzione pacifica: arretrare e consentire che lo svolgimento dell'operazione, nonostante le premesse militari, avvenisse senza scontri violenti. La prima palazzina a cedere è stata quella occupata da Action, poi a seguire le altre, quella patrocinata dal Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa e le due au-

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DUECENTO AGENTI MA NESSUN ASSISTENTE SOCIALE PER LIBERARE LE QUATTRO PALAZZINE OCCUPATE NELLE SCORSE SETTIMANE IN VIA TUROLDO E VIA LIBERTI. NESSUNA RISPOSTA DALLE ISTITUZIONI E GLI EX OCCUPANTI MINACCIANO NUOVI BLITZ.

toorganizzate e da cui l'ondata di occupazioni a Colle degli Abeti aveva preso avvio da ormai due mesi e mezzo. Tutto è cominciato all'inizio di ottobre con il blitz in un primo edificio: 22 famiglie. A queste, dieci giorni dopo, si erano accodati altri 32 nuclei familiari nella palazzina di fronte. Le ultime due irruzioni, infine, patrocinate dai movimenti per il diritto all'abitare, Action e Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa e con grande apparato mediatico al seguito, il 6 dicembre. La giornata in cui più di 600 famiglie avevano occupato 9 stabili sparsi in tutta la geografia romana per denunciare le politiche urbanistiche e sociali dell'amministrazione Alemanno e le mani dei costruttori sulla città. L'operazione di sgombero si è prolungata per tutta la mattinata e, in alcuni casi - hanno denunciato gli occupanti

- sarebbero stati distrutti dalle forze dell'ordine mobilio e suppellettili con cui gli occupanti avevano arredato casa. In compenso, nessuna assistenza sociale e medica è stata fornita nonostante la presenza di categorie a rischio: donne incinta, bambini e adulti con handicap. Alcuni occupanti, quelli autorganizzati, sono stati dirottati nella Sala Cinema del Municipio: per due famiglie si è profilato il trasferimento in un residence a Ostia mentre per le altre non è stata ancora fornita alcuna soluzione. È passato un mese e dormono ancora lì. Agli occupanti supportati dai movimenti, invece, non è rimasto che ripiegare momentaneamente sulle altre occupazioni patrocinate. Intanto, dai tavoli che nelle settimane successive, sono stati riuniti a Ponte di Nona per fornire nuove soluzioni all'emergenza abitativa, vista l'assenza di risposta da parte delle istituzioni, è uscita una linea d'azione dura: nuovi blitz. Torneranno ad occupare. Con la speranza che non si consumi l'ennesima guerra tra poveri. Alcune delle palazzine occupate, infatti, erano già destinate a legittimi acquirenti e prenotatari in attesa di poter entrare. SILVIO GALEANO

"SE CONTRO LA SPECULAZIONE, PERCHÉ NON OCCUPARE GLI EDIFICI DEI GRANDI COSTRUTTORI?" FEDERICO VERDICCHIO,

PRESIDENTE DEL COMITATO DI QUARTIERE

COLLE

DEGLI

ABETI,

AUSPICA CHE LE ISTITUZIONI TROVINO

UNA SOLUZIONE PER LE FAMIGLIE SGOMBERATE MA RIMARCA LE CONTRADDIZIONI DEI MOVIMENTI DI LOTTA PER LA CASA.

iamo venuti a conoscenza delle occupazioni di via Turoldo proprio tramite alcune famiglie che avevano prenotato e pagato alcuni appartamenti". Così Federico Verdicchio, presidente del comitato di quartiere Colle Degli Abeti, ripercorre l'ondata di occupazioni che ha interessato il piano di zona Castelverde B4. E spiega: "Questo piano è fatto di piccoli costruttori e di cooperative che spesso, quando costruiscono, chiedono a chi ha richiesto gli appartamenti di pagare delle quote per procedere con l'avanzamento dei lavori. Le palazzine che sono

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state occupate, quindi, se non tutte una buona parte, erano già state pagate da persone che aspettavano di entrarci dentro". Individua nei ritardi delle urbanizzazioni una delle cause dell'escalation: "Ci sono molte famiglie che hanno bisogno di casa e in Colle degli Abeti vedono una cattedrale nel deserto. E lo è perché ci sono problemi economici che hanno comportato ritardi nelle urbanizzazioni e nella cessione delle palazzine ai privati. Spesso ci sono ritardi nelle consegne o c'è il costruttore che aspetta a vendere per non

rischiare di mettere una famiglia nelle condizioni di comprare e poi dover ripiegare su sistemazioni provvisorie perché manca ancora l'allaccio dell'acqua". Si augura "che le istituzioni trovino una soluzione per le famiglie in emergenza abitativa" ma rimarca le contraddizioni in seno alle organizzazioni del movimento di lotta per la casa. "Ammettiamo anche che sia lecito acquistare palazzine che non sono state vendute e che nessuno avesse già acquistato gli appartamenti. Ma, se il tema è la speculazione, perché occupare proprio quelle palazzine e non quelle dei grandi costruttori?" SILVIO GALEANO

"OCCUPEREMO DI NUOVO" ANDREA ALZETTA, ESPONENTE DI ACTION DENUNCIA LE MODALITÀ MILITARI DELLO SGOMBERO E ANNUNCIA NUOVI BLITZ.

iù di 300 uomini con 20 blindati e quattro pullmann e non so quante volanti. Si tratta di modalità militari". È laconico Andrea Alzetta, esponente di Action, uno dei movimenti di lotta per la casa che ha patrocinato una delle quattro occupazioni sgomberate il 13 dicembre a Colle degli Abeti, a meno di una settimana dall'irruzione. "Sembrava un blitz per prendere Provenzano più che per mandare in mezzo alla strada delle persone. C'erano donne con bambini piccolissimi, donne incinta ma sono state tutte abbandonate a loro stesse". Perché, durante l'operazione che ha buttato fuori circa 120 nuclei familiari, nessuno si sarebbe preoccupato di fornire assistenza. "Di solito, c'è la chiamata degli assistenti sociali da parte del V dipartimento del Comune, quello di Promozione dei Servizi Sociali e della Salute. Ma in questo caso confermo che non è avvenuto". Agli occupanti, inoltre, non sarebbe stata fornita alcuna soluzione alternativa, costrette a ripieghi di fortuna. "Alcune sono state ospitate da noi, nelle nostre altre occupazioni, altre sappiamo che sono state dirottate nella sala cinema del Municipio. Ma non c'è stata alcuna trattativa e nessuno ha ottenuto nulla". È per questo motivo che - annuncia - "stiamo mettendo su due nuovi sportelli a Ponte di Nona per tornare ad occupare. Quando non arriva aiuto da nessuna parte, le persone sono costrette a fare questo ed è una tragedia perché la dice lunga sul ritardo della politica sulla società. Credo che sarà l'unica soluzione possibile". Nei giorni dell'incursione, Alzetta aveva dichiarato che con le occupazioni non era stato arrecato alcun danno ad eventuali compratori. "Si tratta di un singolo e unico proprietario che ancora non ha venduto nulla". La notizia, però, è stato smentita dai comitati di quartiere. SILVIO GALEANO

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"CASE DI EDILIZIA POPOLARE CONVENZIONATA" IL PRESIDENTE

DELLA

COMMISSIONE URBANISTICA MARCO DI COSIMO (PDL) IN MERITO 13 DICEMBRE A COLLE DEGLI ABETI.

ALLA PROPRIETÀ DELLE PALAZZINE SGOMBERATE IL

n. Di Cosimo, possibile che non si riesca a capire queste palazzine a chi appartenevano? Ho la certezza matematica che non fosse edilizia privata. Per come è fatto il piano di zona e da quel che so io, le palazzine erano tutte di legge 167 quindi edilizia popolare convenzionata. Ad oggi saranno formalmente ancora delle cooperative o di quei costruttori che poi vendono a un prezzo stabilito. Ma da quello che mi risulta moltissime di queste sono già state assegnate e molti assegnatari hanno già pagato le prime rate per acquistare la casa. Non è semplice individuare con precisione i nomi dei costruttori perché quegli interventi, le concessioni rilasciate sono state autorizzate almeno tre o quattro anni fa. Come mai durante lo sgombero non erano presenti i servizi sociali? Qualcuno dice che sarebbero dovuti partire dal Municipio che però non era stato informato. Ne sa qualcosa?

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Non saprei dire di preciso se siano stati avvertiti o meno. La procedura formale per uno sgombero è la seguente: dopo denuncia, viene avvertita la forza pubblica, riunisce in un comitato di ordine pubblico per la sicurezza e normalmente ci sono i servizi sociali. Ma non so se intervenga il Municipio o direttamente i servizi sociali centrali dal dipartimento V. In via Turoldo le occupazioni erano in corso da quasi due mesi. Altre occupazioni nello stesso piano di zona, sono state sgomberate in uno o due giorni. Come mai tempistiche così differenti? La palazzina che è stata sgomberata quest'estate in poco tempo era quella famosa dell'esproprio. Coinvolgeva le 32 famiglie, già penalizzate dall'errore che il Comune fece nel 2002 e che hanno aspettato fino a oggi per entrare. Per queste credo che alla fine ci abbiamo messo di più per fare sgomberarle tutte assieme. SILVIO GALEANO


PRENESTINO entiquattro famiglie sgomberate dalle case occupate i primi di ottobre e accolti nella sala cinema, da un mese sono accampati sotto le stanze della politica locale dove nessuno può vedere e sentire. "Siamo gente povera - racconta Rita Taddeo, una delle poche occupanti di nazionalità italiana- Ci hanno sgomberato sotto Natale con l'emergenza freddo. Hanno mandato i cellerini: un trauma per tutti, in particolar modo per i bambini che si sono visti buttar fuori di casa con forza. Siamo venuti qui per sapere la situazione e il signor Ceccarelli ci ha ospitato. Sta facendo di tutto per farci prendere l'alloggio. Ci hanno buttato la roba dalla finestra comprese medicine e libri scolastici". Un omaggio che il portavoce di Lorenzotti accoglie di buon grado ma che dopo qualche giorno verrà completamente ribaltato. Dal canto loro le circa settanta persone sgomberate hanno preferito bussare alle alte sfere per ottenere quello che, certo, è un diritto, non tenendo però conto della battaglia che molti altri portano avanti. Hanno battuto la strada dell'intercessione politica, credendo che fosse la più breve. In tutto questo c'è anche il mistero dell'assenza degli assistenti sociali durante lo sgombero, che alcune voci collegherebbero alla presenza di persone vicine all'entourage del Presidente, che avevano occupato insieme agli altri. La famiglia della signora Taddeo insieme ad una ragazza madre italiana vengono presto trasferite in un bungalow ad Ostia. Per gli altri 21 nuclei, ad un paio di giorni da Natale, ancora non è stata trovata una soluzione" Ci hanno intimato di non parlare con i giornalisti. E di ringraziare pub-

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SETTANTA PERSONE OSPITI NEI LOCALI DEL MUNICIPIO, DOPO LA CACCIATA DA VIA TUROLDO, METTONO IL LORO DESTINO NELLE MANI DELL'AMMINISTRAZIONE blicamente Ceccarelli" dice qualche voce fuori dal coro. Anticonformista o stanco di dormire per terra? Perché l'accoglienza ha previsto solo qualche coperta e pochi giorni di viveri. I materassi rimediati per lo stanzino dei bambini sono stati raccolti vicino ai cassonetti, come raccontano gli stessi sgomberati. Per quanto riguarda il cibo, poi, la protezione civile ha smesso presto di portarne "perché ci siamo lamentati della qualità del

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vitto. Cosa, peraltro non vera" ricorda Asshya. Sin dall'inizio gli sgomberati hanno rifiutato la casa famiglia "è come stare in carcere e dividono le famiglie" raccontano. Un disastro per Ceccarelli che in questo modo avrebbe risolto in poco tempo la situazione. L'opposizione, dal canto suo, non ha concluso un granché: "estranea al marcio", come ha dichiarato Fabrizio Scorzoni (Pd), interessatosi alla faccenda solo perché da noi sollecitato. Dopo una triste sceneggiata negli uffici degli assistenti sociali ha guadagnato un nulla di fatto. JESSICA SANTINI

GLI SGOMBERATI: "DA QUI NON CE NE ANDIAMO!" A TRE SETTIMANE DALL'ARRIVO NELLA SALA CINEMA, I PORTAVOCE RACCONTANO QUELLO CHE È ACCADUTO. E DELLE PROMESSE NON MANTENUTE. sshya e Abderrahim sin dall'inizio hanno assolto il compito di parlare a nome del gruppo. Un po' controversa la battaglia che hanno portato avanti, affidandosi nelle mano del portavoce del Presidente Lorenzotti, Federico Ceccarelli Quando avete occupato e come vi hanno mandati via? Asshya: "Abbiamo occupato la palazzina a via Turaldo il 10 settembre e non era nemmeno finita. Alcuni appartamenti erano privi di servizi. A dicembre Action ha occupato altre tre palazzine vicino alle nostre, già terminate e forse vendute. Da lì sono iniziati i nostri problemi: hanno detto che appartenevamo allo stesso gruppo e il 13 dicembre, senza preavviso, ci hanno sgomberato. Ci avevano garantito che saremmo rimasti fino a gennaio. Hanno sgomberato le palazzine con i cellerini facendo spaventare i bambini. Quel giorno non erano stati avvisati ne' i servizi social ne' la polizia municipale. Un' ambulanza era sul posto perché mi sono sentita male". Perché siete venuti in Municipio?

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IL CAPOGRUPPO DEL PD, FINITE LE FESTIVITÀ NATALIZIE, RENDE PUBBLICO UN COMUNICATO STAMPA SULLA VERGOGNA CHE SI SVOLGE SOTTO LE STANZE DEL MUNICIPIO. ià dal 13 dicembre le 24 famiglie di sgomberati di Colle degli Abeti erano nei locali del Municipio dove hanno trascorso circa un mese. Fabrizio Scorzoni, di certo a conoscenza della cosa, non si è pronunciato. Sotto la spinta de La Fiera dell'Est è andato a vedere la situazione solo alla vigilia di Natale per poi lanciare un comunicato che minimamente non tiene conto del suo intervento tardivo: "Le famiglie di immigrati sono state usate come massa critica e 'scudi umani' per ottenere diritti alloggiativi clientelari per le famiglie italiane presenti - solo due, una con un neonato, l'altra con una bambina molto malata delle quali Scorzoni forse non conosce lo stato- Nessuna procedura corretta è stata messa in atto: il servizio sociale del municipio non è stato attivato per il censimento della situazione alloggiativa e del disagio economico dei nuclei presenti,"cose, per altro, delle quali è stato a conoscenza sin dall'inizio ma, contro le quali non è intervenuto. "Chiedo pubblicamente al sindaco di Roma, al comandante della Polizia locale di Roma Capitale e allo stesso assessore ai Servizi sociali Sveva Belviso di fare chiarezza - conclude l'arringa Scorzoni -su questa terribile e volgare situazione, dove i diritti di qualcuno vengono calpestati per favorirne altri: un gioco inaccettabile sulla pelle dei più deboli". Dopo un mese di operato insolito, viene richiesta chiarezza. Gli sgomberati non ricordano il volto di un politico andato a verificare la situazione. Tutti hanno preferito non sporcarsi le mani con questa storia, troppo difficile da gestire, dove la brutta figura sarebbe stata pressoché assicurata. Sta qui la vergogna: evitare di affrontare un problema per non giocarsi male la tornata elettorale alle porte. JESSICA SANTINI

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I SEGNI DELLO SGOMBERO l 27 dicembre siamo tornati a Ponte di Nona per vedere se ci sono state novità riguardo le quattro palazzine sgomberate il giorno 13 del- Foto di Lucrezia lo stesso mese. Lo spettacolo che ci si prospetta dinanzi non è dei migliori. Gli effetti personali che gli occupanti sono stati costretti a lasciare, a distanza di due settimane, si trovano ancora nel terreno di fronte gli edifici: si tratta di un cumulo di mobili, sofà, abiti e materassi rovinati dal vento e dalla pioggia che nessuno si è preoccupato di rimuovere.

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Sgomberati, Natale nella sala cinema

SCORZONI, DOPO UN MESE CHIEDE CHIAREZZA

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Una signora ci spiega che il Comune non ha ancora incaricato nessuno della pulizia e che nei giorni successivi agli La Gatta sgomberi sono venute delle persone a portare via alcuni mobili e divani. Probabilmente per essere rivenduti, ci dice. Ciò che tutti noi ci auguriamo è che le istituzioni inizino ad occuparsi seriamente di questo quartiere eccessivamente trascurato, cercando di risolvere i suoi innumerevoli problemi a partire dalla questione immobiliare. LUCREZIA LA GATTA

Abderrahim:" Credevamo fosse il Municipio il responsabile, così siamo venuti per protestare. Ma qui hanno detto di non saperne nulla e che l'ordinanza è arrivata direttamente dal Prefetto. Davanti a noi segretario e presidente hanno chiamato il Comune. Hanno detto che ci avrebbero ospitato fin quando non avessero trovato una sistemazione. Non per tre quattro giorni. E c'è differenza. Siamo stati anche al Campidoglio con Ceccarelli e Lorenzotti. Sono usciti due posti per due famiglie a Ostia. E ci hanno garantito che in dieci giorni avrebbero sistemato gli altri. Invece niente. Noi abbiamo preparato una lista ben precisa con la suddivisione dei nuclei familiari e i bambini. Loro ragionano in termini di uomini, donne per mandarci nelle case-famiglia. Restano 21 nuclei con 18 bambini in totale da sistemare. Cosa vi hanno detto dal Municipio durante l'ultimo colloquio?

Asshya: "Proprio ieri (03/01 N.d.R.) Ceccarelli ha garantito che saremmo trasferiti dopo il 6. Con la scusa delle feste le cose non sono andate avanti. E non sono usciti i posti. Noi siamo andati in giro alla ricerca di residence per dare una mano a sistemarci prima possibile. Unica proposta è stata la casa famiglia. E abbiamo passato le festività qui, a dormire per terra, ci hanno bloccato il vitto perché un giornalista ha scritto che era acido. Ma noi da qui non andremo via". Perché non avete aderito a un gruppo di lotta per la casa? Abderrahim:" Siamo stufi dei gruppi. Veniamo da questi gruppi per i quali abbiamo perso il lavoro. C'è una compravendita di case dietro che non vogliamo assecondare. Ti promettono per farti combattere. Sono sette anni che ho lo sfratto e che vado in giro ad occupare con il gruppo. C'è sempre qualcuno che ha più diritto di te e devi sempre aspettare". JESSICA SANTINI


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Via della Tenuta del Cavaliere, arriva il sopralluogo obbiamo sbrigarci con i lavori, abbiamo sconvolto un quadrante ovvero via di Salone perché si è creato traffico e abbiamo creato problemi al ristoratore del castello". Afferma Marco di Cosimo che visita insieme alla ditta,al presidente del comitato di quartiere di Castelverde e ad una piccola ma infuriata rappresentanza di cittadini, via della Tenuta del Cavaliere dove il cantiere sembra non avere mai fine. Arriva una nuova data per l'apertura della strada. La ditta Vendetta, a cui il Comune ha affidato l'appalto, promette di finire la messa in sicurezza per la fine di gennaio, mentre per la prima settimana di febbraio terminerà il marciapiede che permetterà ai pedoni di attraversare la pericolosa via che, sebbene piccola, è percorsa a grande velocità.

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LA

MESSA IN SICUREZZA DEL MURO ACCU-

MULA PIÙ DI UN MESE DI RITARDO. I DISAGI PER I CITTADINI DI

LUNGHEZZA

MOLTI

PIAZZA

DI

CHE, A CAUSA DELLA CHIUSU-

RA DELLA STRADA, DAL

20 NOVEMBRE NON

POSSONO PRENDERE L'AUTOMOBILE.

loccati a casa anche sotto le feste. Passato il 7 dicembre, data promessa per la riapertura della strada, i residenti di via della Tenuta del Cavaliere hanno sperato fino all'ultimo che i lavori alla parete di tufo sarebbero terminati per Natale. Ma si sono dovuti ricredere perché gli operai non hanno finito e la via rimane ancora chiusa. Per gli abitanti delle case adiacenti al Castello di Lunghezza la macchina è off limits da due mesi. Tutto è più difficile per loro. "Portare i bimbi a scuola, fare la spesa o qualsiasi altra banale commissione è diventato un grosso disagio" lamenta Gabriella Bachiorrini,

LA DATA PREVISTA PER LA FINE DEI LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA DEL MURO PERICOLANTE SLITTA ANCORA. MARCO DI COSIMO, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE URBANISTICA ROMA CAPITALE , EFFETTUA UN SOPRALUOGO PER ACCERTARSI DELLA SITUAZIONE.

Saranno inoltre disegnate le strisce pedonali e messi in sicurezza i pali della luce a ridosso del muro. La causa dell'ulteriore ritardo è attribuibile alla burocrazia, ovvero all'attesa dell'autorizzazione del genio civile per continuare i lavori. Intanto però i cittadini si lamentano e all'unisono denun-

ciano i diversi problemi che ha creato la prolungata chiusura della strada. "L'inizio della strada è stata trasformata in un parcheggio dai pendolari che prendono il treno qui a Lunghezza, oltretutto si crea il traffico già nelle primissime ore del mattino", denuncia un residente. "Pochi giorni fa gli operatori dell'ambulanza hanno dovuto percorrere a piedi con la barella il piccolo tratto lasciato aperto per andare dall'altra parte della strada", afferma un altro. Mentre parliamo con i cittadini macchine di piccola dimensione e motorini attraversano, ignari del pericolo, il piccolo tratto delimitato dal cantiere e dall'altro lato del muro. Ma la ditta promette che restringerà il

varco per evitare ulteriori pericoli. Poi ancora le denunce sui ritardi dei lavori e sull'assenza degli operai per diversi giorni. "Per portare i bambini a scuola a Case Rosse dobbiamo prendere l'autostrada, quindi pagare il casello, o uscire prima delle 7 perché questa è l'unica strada che da qui ci porta dall'altra parte. Oltretutto hanno levato l'unico autobus che ci porta a via Tiburtina,lo 040, e non hanno né deviato il percorso nè messo una navetta", afferma una mamma. "Due operai non possono fare un lavoro del genere. Iniziano a lavorare tardi e finiscono presto. Queste cose- riferendosi al rappresentante della ditta- puoi dirle a loro - ai consiglieri - non a noi cittadini che ci abitiamo", conclude la mamma. Per le diverse accuse dei cittadini in merito all'andamento dei lavori, avremo voluto sentire anche cosa aveva da dire la ditta Vendetta ma non ci ha voluto lasciare dichiarazioni. VALERIA PICHINI

I RESIDENTI PROTESTANO Gabriella Bachiorrini, Hossain Md Amir, Germana Forniti, Laura Debei

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una dei residenti. "Siamo confinati qua. Non riusciamo a fare nulla - dice Laura Debei Per le feste ho invitato dei parenti a casa e per loro arrivare è stata un'impresa!". Anche raggiungere il posto di lavoro è diventato problematico. "Per andare a lavorare normalmente prendo lo 040 - spiega Hossain Md Amir - ma da quando la strada è stata bloccata su via Tenuta del Cavaliere è stato sospeso anche

l'autobus e per arrivare a Rebibbia bisogna prendere prima il treno a Lunghezza, poi dalla stazione Tiburtina tornare indietro con la metropolitana". Analogo problema anche per chi lavora al mercato generale vicino via Tiburtina: in quel caso l'unica soluzione per molti è incamminarsi per chilometri su via della Tenuta del Cavaliere in mezzo alla campagna senza marciapiede, né luci. Ma anche gettare la spazzatura è diventato difficoltoso per i residenti da quando per motivi logistici è stato spostato il secchione dell'immondizia che si trovava di fronte all'entrata del Castello. A causa della chiusura della strada il camion dell'AMA infatti non poteva arrivare a prelevare la spazzatura e per giorni i sacchetti della spazzatura, che straripavano dal secchio, sono stati lasciati marcire. "Solo su nostra segnalazione hanno mandato una navetta che ha infine portato via l'immondizia vecchia di giorni. E poi hanno spostato più avanti il secchione", spiega Gabriella. E non è tutto. Quasi ogni giorno si assiste a situazioni tragicomiche di automobilisti che tentano di attraversare l'esiguo spazio tra le transenne e la parete di tufo. "Spesso le mac-

chine si incastrano e quando passa una persona a piedi la situazione diventa improbabile. Avrebbero potuto lasciare qualche centimetro in più e permettere un passaggio alternato alle automobili", dice Laura Debei. Gli operai hanno giustificato il vistoso ritardo adducendo come motivo il maltempo. Ma gli abitanti di piazza di Lunghezza non ci cascano: "Non è assolutamente vero che è stata la pioggia a ritardare i lavori. Anche quando il sole splendeva nessuno si prendeva la briga di lavorare. Non solo sono lenti, ma hanno sprecato tanto tempo utile quando per giorni non si vedeva nessuno lavorare". Ormai stanchi, i residenti sperano almeno che, come è stato vagamente promesso, i lavori prevedano anche la costruzione di un marciapiede. "Almeno uno spazio dove poter camminare perché passare per quel breve tratto di strada è diventato pericoloso. La mattina e la sera, quando è buio, fare quei pochi metri è un delirio!" dice Gabriella. È un disagio quello degli abitanti di via della Tenuta del Cavaliere che è iniziato a ottobre dello scorso anno. Prima con il blocco parziale della strada, durato circa un mese, senza che nessuno iniziasse i lavori. Poi con l'inizio dell'opera di messa in sicurezza, solo il 20 novembre per permettere al Fantastico Mondo del Fantastico, parco giochi che si trova all'interno del castello, di chiudere la stagione. Ora, stufi, chiedono a gran voce che i tempi vengano accelerati per tornare a fare una vita normale. CRISTINA CORI

VIA DELLA TENUTA DEL CAVALIERE, PROTESTA IL RISTORANTE LA

FINE DEI LAVORI PREVISTA PER IL

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GENNAIO NON CONVIN-

CE TUTTI, SOPRATTUTTO IL PROPRIETARIO DEL RISTORANTE CHE HA CHIESTO UN RISARCIMENTO DANNI.

resce la polemica sui lavori di messa in sicurezza del muro che costeggia via Della Tenuta del Cavaliere. Iniziati il 26 novembre non sono terminati prima di Natale,come era stato promesso, a causa del maltempo e delle festività. Numerosi sono i disagi creati ai residenti e non solo. "Ho avuto calo di lavoro allucinante - afferma il ristoratore Remigio Cristofanelli, proprietario di "Al Castello Mio"- ci sono state molte disdette in questo periodo perché parcheggiare è difficile e trovarci anche. Per arrivare da noi bisogna percorrere 9 km e mezzo in più passando per via di Salone. I miei dipendenti lavorano poco e a fine mese lo stipendio è ovviamente diverso". Per ovviare in parte al problema il ristoratore ha proposto di mettere un semaforo alterno nel fine settimana ma "dalla dirigenza dei Vigili Urbani di Roma mi è stato detto che la responsabilità non se la prendono perché la zona è molto pericolosa", sottolinea Cristofanelli, che ha qualcosa da ridire su come sono stati condotti i lavori. "La strada è stata chiusa il 20 novembre ma, a forza di protestare, i lavori sono iniziati solo il 26. Ogni volta che piove e nei giorni festivi gli operai non ci sono. Mi sembra assurdo bloccare per tutto questo tempo una strada del genere. Ci credo poco che termineranno il 19 gennaio". VALERIA PICHINI

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PRENESTINO PARTONO

LE OPERE PER LA REALIZZA-

ZIONE DEL SISTEMA FOGNARIO DI STELVERDE

B4. L'ULTIMA

CA-

TAPPA DI UN

METTERÀ ALLE FAMIGLIE DEGLI STABILI DI PRENDERE POSSESSO DEGLI APPARTAMENTI CHE DA ANNI ASPETTANO.

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i costruirà ancora in zona Lunghezza Ponte di Nona, dove è prevista la nascita di un nuovo quartiere. L'area, di 19.953 mq, riguarda il comprensorio di via della Nocetta e sarà interessata dal programma urbanistico chiamato "Lunghezza - Nocetta". Il nuovo quartiere, lambito dalla ferrovia dell'alta velocità Roma - Napoli, è localizzato proprio dietro il nuovo centro anziani e alla Croce Rossa italiana, una cattedrale nel deserto aperta lo scorso aprile. Lunghezza - Nocetta si trova quindi all'esterno del raccordo anulare, delimitata a ovest dalla Collatina, a nord dalla linea ferrovia-

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dotto e la predisposizione della strada che porterà alle abitazioni da via Traglia. Il 19 dicembre, i rappresentanti dei consorzi del dipartimento urbanistica e Marco Di Cosimo, Presidente della Commissione Urbanistica, hanno preso parte ad un sopralluogo per verificare l'andamento dei lavori. "Non ci è parso vero vedere delle ruspe in azione su quel terreno", commenta

Carmine D'Anzica, uno degli assegnatari degli appartamenti. Ci vorranno tra i 4 e i 6 mesi per chiudere il cantiere e solo dopo le opere di urbanizzazione sarà possibile attivare gas ed elettricità. Intanto per gli allacci dell'acqua è stato appena completato l'iter burocratico che permetterà ai futuri residenti degli stabili di fare richiesta. Ma non è tutto rose e fiori. Il ritardo dovuto all'esproprio, unito alla cattiva fama che ha accompagnato il quartiere negli ultimi anni e alla congiuntura economica sfavorevole ha scoraggiato le imprese edili, alcune delle quali non sembrano del tutto convinte di voler investire nella costruzione di altri palazzi. Con due conseguenze. La prima: questo priverebbe la

LUNGHEZZA - PONTE DI NONA, NASCERÀ UN NUOVO QUARTIERE IL DIPARTIMENTO URBANISTICA DELLA CAPITALE PRESENTA UN AMBIZIOSO PIANO DI INTERVENTO URBANISTICO CHE DARÀ AL VERSANTE PRENESTINO UN'ALTRA ZONA RESIDENZIALE.

ria FR2 Roma-Tivoli, ad est dal tracciato dell'autostrada Roma - Teramo e a sud da Ponte di Nona. Il collegamento con il nuovo quartiere sarà garantito oltre che dalla via Collatina, anche dalle complanari dell'autostrada A24 in corso di realizzazione. In prossimità del nuovo quartiere è infatti prevista la costruzione di un nuovo svincolo autostradale con piazzale per il casello. I futuri abitanti dovranno quindi pa-

COLLE DEGLI ABETI: L'ABETE ARRIVA IN PIAZZA UN ALBERO DI NATALE FATTO ADDOBBATO DAI BAMBINI CON LO SCOPO DI AGGREGARE. rriva l'albero di Natale a Colle degli Abeti. L'abete, alto poco più di due metri, è stato posizionato nel piazzale di via Tonino Bello, proprio in prossimità del capolinea dell'autobus 075, luogo spesso usato come punto di ritrovo per i residenti del quartiere. L'iniziativa, fortemente voluta da Barbara Nadolska, del Comitato di quartiere, è stata realizzata grazie al Comune di Roma, allo Sportello del Cittadino situato in via Bolognetta 5b, nel quartiere di Borghesiana e all'intervento personale dell'Assessore alla Mobilità del Comune di Roma Antonio Aurigemma. "L'idea - spiega Barbara Nadolska - nasce soprattutto per regalare un albero di Natale ai bambini, Per dare vivacità al nostro quartiere e per far vedere che non è abbandonato". A quanto sembra, la trovata della Nadolska è venuta da alcune lamentele dei residenti sul fatto che nella zona si sentisse poco l'atmosfera natalizia. Il 21 dicembre scorso verso le 16.00 genitori e gambini si sono recati al piazzale per attaccare ognuno i propri addobbi natalizi addobbi natalizi. "Un'iniziativa - conclude Barbara - per rendere più bello il nostro quartiere e cercare di far socializzare le persone che tutti giorni prendono l'autobus". ANDREA CAVADA

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PIOVE (ANCORA PER POCO) NELLA SCUOLA DI VIA SPINETOLI LA SITUAZIONE NELL'ISTITUTO COMPRENSIVO DI CORCOLLE È IN VIA DI RISOLUZIONE. genitori degli alunni che frequentano l'IC San Vittorino - Corcolle di via Spinetoli posso tirare un sospiro di sollievo perché l'edificio non sarà più un colabrodo. Dopo un accurato sopraluogo dei vigili del fuoco, effettuato prima delle festività natalizie, sono stati allertati gli enti locali che presto prenderanno provvedimenti, si spera, entro la fine dell'anno scolastico. Dopo l'allaccio del gas al refettorio della scuola elementare Urbano Barberini e del progetto per la messa in sicurezza delle medie arriva un'altra buona notizia quindi dalle scuole dirette dalla Preside Catrambone. VALERIA PICHINI

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CASTELVERDE, LAVORI IN CORSO AL CAMPO DA CALCIO TERMINATE LE FESTIVITÀ NATALIZIE, RIPRENDONO I LAVORI ALL'IMPIANTO DELLA SOCIETÀ CASTELVERDE CALCIO. l sintetico della società Castelverde Calcio è stato messo in sicurezza. Coperti i muri per la sicurezza dei calciatori, ora bisogna pensare solo all'impermeabilizzazione degli spogliatoi. La ditta proveniente da Milano ha già ripreso i lavori lo scorso 2 gennaio. Rassicurazioni arrivano anche da Marco Di Cosimo, Presidente della Commissione Urbanistica Roma Capitale: "Stiamo risolvendo tutto. Sabato 22 dicembre c'è stato un incontro con la polisportiva per aggiornarli sulla situazione. è stato fatto il contratto per la risoluzione dell'infiltrazioni dell'acqua. Per fine mese dovrebbero essere finite tutte le operazioni che servono per avviare la pratica per l'apertura campo. Non do una data precisa dato che potrebbe essere anche prima di aprile - continua Di Cosimo - se la Polisportiva riuscisse entro il 30 gennaio ad andare al dipartimento del patrimonio a fare tutte le verifiche e se va tutto bene, il campo può essere consegnato all'amministrazione comunale e poi alla società sportiva. E' un' opera pubblica complessa". Piene di ottimismo erano state anche le parole del Presidente Maurizio Fiorini. Manca davvero poco per vedere i giocatori entrare in campo che, finiti i lavori di costruzione lo scorso agosto, non ha mai aperto. VALERIA PICHINI

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Castelverde B4, iniziano i lavori di urbanizzazione

LUNGO E TRAVAGLIATO ITER CHE PER-

ono iniziati i lavori di urbanizzazione primaria a Castelverde B4. Il consorzio CO.GE.LE.GA., cui da tempo è stata appaltata la realizzazione delle opere in questione, si era definito pronto ad iniziare i lavori entro 15 giorni dalla consegna del lotto. Così è stato. E dalla seconda settimana di dicembre, quella successiva all'esproprio del terreno, le ruspe sono all'opera. Sarà il consorzio a realizzare il sistema fognario (scolo delle acque chiare e scure), un tratto di acque-

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gare il pedaggio ad Autostrade, esattamente come i residenti di Ponte di Nona, che per arrivare a casa devono sborsare 1,10 euro. Il progetto di mobilità pensato per il nuovo quartiere prevede due rotatorie: una sulla via Collatina e un'altra tra via Forlanini e via Bonifati e un lungo percorso ciclo pedonale che collegherà il quartiere con il centro commerciale Roma Est. Per Lunghezza - Nocetta è previsto anche un esteso spazio destinato al verde pubblico: ben 10.875 mq, circa 17,8 mq per abitante. Una superficie in forte esubero rispetto lo standard urbanistico mini-

zona degli oneri concessori che le imprese verserebbero per il quartiere. Denaro necessario per opere di urbanizzazione primaria e secondaria. La seconda: le palazzine finirebbero col diventare cattedrali nel deserto, isolate e dimenticate. Ma le 31 famiglie del comparto I/P, che hanno atteso cinque anni per la definizione dell'esproprio del terreno su cui sorge lo stabile, vogliono essere positive. Ora sperano che i lavori di urbanizzazione primaria, che consentiranno loro di prendere definitivamente possesso degli appartamenti, siano più rapidi. "Speriamo che tutto si risolva presto - commenta Carmine D'Anzica - ci sono voluti cinque anni solo per l'esproprio!". CRISTINA CORI mo che normalmente prevede 9,5 mq per abitante. Mentre per i parcheggi saranno lasciati 3.816 mq. Il progetto è presentato sul sito internet di Roma Capitale come "un mix funzionale integrato con funzioni residenziali, commerciali, scuola dell'infanzia in grado di garantire completa autonomia funzionale all'interno del nuovo quartiere". Il quartiere insomma si presenta più come una micro città o un'oasi funzionale, efficiente ed immersa nel verde. E sembra una promessa per un paesaggio che è stato deturpato da un'edilizia senza anima: costruire i servizi e il verde pubblico contemporaneamente alle case. Una promessa che finora, sul versante prenestino, è stata sistematicamente disattesa. CRISTINA CORI

APRE L'ASILO A LARGO ROTELLO. IN PROGRAMMA INAUGURAZIONI DI ALTRE OPERE CON TRE MESI DI RITARDO, IL NIDO DI CASTELVERDE È ORA OPERATIVO. DI COSIMO: "IL PROSSIMO SETTEMBRE PREVISTA L'APERTURA DELLE MATERNE DI VIA ROSCIANO E MONTEMICHELANGELO". 8 gennaio il tanto atteso asilo di Largo Rotello ha finalmente aperto i battenti. E alla riapertura dell'anno scolastico dopo le feste natalizie ha accolto i primi iscritti. "È stata per me una grande soddisfazione vedere i bimbi che finalmente possono frequentare un bellissimo asilo nido, il primo realizzato a Roma con le opere a scomputo dei consorzi di autorecupero" commenta Marco Di Cosimo, Presidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale, che sta monitorando la situazione delle nuove scuole in fase di progetto o inaugurazione nel versante predestino". Non tutto era perfetto - ammette - l'impianto di riscaldamento era ancora spento, ma nei prossimi giorni verificherò che le cose vadano per il meglio". A ritardare l'apertura effettiva dell'asilo comunale, aperto con tre mesi di ritardo rispetto le previsioni, è stata la tardiva approvazione del bilancio.Il nido rappresenta una conquista per il quartiere. Dopo la succursale del liceo Amaldi (inaugurata dalla Provincia lo scorso settembre), e la scuola elementare di via Camarda (operativa da novembre), ora si aggiunge un altro importante tassello sul fronte scuola. Ma all'appello mancano le materne di via Rosciano e di via Montemichelangelo, l'apertura delle quali è stata rinviata al prossimo anno scolastico. "Provvederemo ad aprirle a settembre" fa sapere Di Cosimo e promette l'inaugurazione formale dell'istituto di via Camarda entro il mese. Tra le opere di prossima inaugurazione anche la piazza di Largo Montenerodomo, a Lunghezzina 1, iniziata tre mesi fa. La chiusura dei lavori, che sembrano procedere bene, è prevista per metà febbraio. Mentre per l'avvio del cantiere dell'asilo nido in progetto a Lunghezzina 2 bisognerà attendere ancora un paio di mesi. CRISTINA CORI

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Campo da calcio Castelverde, c'è chi ci vive in 7 mq na "bella gatta da pelare" spetterà alla Polisportiva Castelverde alla consegna della nuova struttura in via Miglianico. Già, perché oltre a prendere la gestione del nuovo campo sportivo con annessi e connessi, dovrà anche fare i conti con la situazione di Luca Bonucci, l'attuale guardiano assunto dalla ditta "Cittadini" per il controllo del cantiere, che da tempo vive in un prefabbricato, donatogli dalla ditta stessa, di 7 mq, con sua moglie e due bambini, rispettivamente di 1 e 4 anni. "Fino a che non verranno consegnati i lavori - spiega Luca Bonucci - con le certificazioni e l'agibilità, questa sarà proprietà della ditta costruttrice. Sono qui dal 6 gennaio, 24 ore su 24 in veste di guardiano, perché si sono verificati dei furti. Poi il mio contratto è scaduto il 15 gennaio e da quel giorno non percepisco più stipendio". All'inizio Luca Bonucci aveva chiesto alla "Cittadini" il permesso, in seguito accordato, di rimanere all'interno della struttura con tutta la sua famiglia, usufruendo di un locale di 45 mq, munito di acqua ed elettricità. Questa situazione però trovò il parere contrario del Comitato di Quartiere di Castelverde, in merito a questioni di sicurezza sopratutto per i bambini. "Mi è stata data la possibilità di rimanere qui con la mia famiglia - racconta Luca Bonucci - in uno spazio di 45 mq con ac-

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DOPO IL BLITZ PACIFICO IN MUNICIPIO E DOPO LA DIFFIDA, LE MAMME NON DEMORDONO E SCENDONO IN STRADA A PROTESTARE. CHIEDONO UNA SCUOLA A NORMA PER I PROPRI FIGLI. na scuola sicura e senza paura!", gridavano i genitori dei bambini dell'Istituto Comprensivo Villaggio Prenestino alla manifestazione del 18 dicembre. Un gruppo di circa 30 mamme, armate di striscioni, ha bloccato ad intermittenza via Fosso dell'Osa all'altezza dell'istituto scolastico per protestare contro la situazione in cui versa l'edificio scolastico. I genitori non si sentono sicuri a lasciare i bambini in una scuola fatiscente e priva di manutenzione ordinaria. Scarsa sicurezza all'entrata e all'uscita, impianto elettrico non adeguato, mancanza di parcheggi, l'elettrizzazione del cancello e termosifoni spenti. Queste le lacune che più turbano le mamme di Villaggio Prenestino. I bagni, invece, dei quali ne funzionava uno solo, sono stati riparati. Tra insegnanti e genitori era presente anche il consigliere Massimo Rossi, autore di una diffida presentata in aula municipale, che sta supportando la causa della scuola. "Ho fatto un'interrogazione dove ho allegato tutte le problematiche che i genitori la-

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SENZA

LUCE, ACQUA E RISCALDAMENTO,

LUCA BONUCCI CON LA FAMIGLIA VIVE , PER SUA SCELTA, IN UN PREFABBRICATO DI 7 MQ ALL'INTERNO DELLA STRUTTURA CHE OSPITERÀ LA POLISPORTIVA CASTELVERDE. LA SPERANZA È QUELLA DI ESSERE ASSUNTO UNA VOLTA CHE I LAVORI SARANNO TERMINATI.

qua ed elettricità, poi per paura che i bambini si potessero far male e declinare ogni responsabilità da parte della ditta, del consorzio, che ha fatto delle storie perché il campo viene realizzato anche grazie a loro, così mi hanno detto, e del Comune. Quindi mi è stato fornito questo prefabbricato di 7mq, che sta all'esterno del costruito e ora ci vivo con mia moglie e due figli di uno e quattro anni". Molto curiosa la scelta di vivere in condizioni da Terzo Mondo di Luca Bonucci. " Ho scelto di rimanere qui - continua Bonucci perché ci sono materiali costosi, pagati anche dai cittadini, che potrebbero essere rubati. Poi quando la ditta ha detto che non poteva più tenermi a causa di pagamenti che non gli arrivavano, ho scelto di rimanere perchè una struttura del genere non si poteva lasciare in mano ai malintenzionati, allora mi

sono offerto volontario". Bonucci ha deciso di vivere in un prefabbricato di 7mq, senza riscaldamento, senza luce e senza acqua, con una moglie e due bambini piccoli per una sua scelta personale, con la speranza che in un futuro possa essere assunto come guardiano - manutentore dalla Polisportiva Castelverde, che prenderà in gestione la struttura. "Sono qui - chiarisce Bonucci - perché ho lasciato la vecchia casa dove pagavo l'affitto, con la speranza di rimanere, anche se mi sto guardando attorno, ma la crisi non aiuta. Poi perché ho visto che ci sono molte persone nella mia stessa situazione quindi è diventata una battaglia per sensibilizzare chi di dovere sulle condizioni in cui molte persone vivono nel nostro Paese". Quello che veramente preoccupa è la condizione di vita di due bambini che vivono in un prefabbricato di 7mq, senza luce, acqua, gas e riscaldamento… ANDREA CAVADA

L'ISTITUTO DI VILLAGGIO PRENESTINO PROTESTA mentano. Se entro una settimana non avrò risposta dal presidente Lorenzotti o dal direttore dell'ufficio tecnico, farò fare un'interrogazione parlamentare. Chiederò una pattuglia fissa dei vigili urbani negli orari di grande afflusso". Le poche mamme scese a protestare sono furiose: "Al piano terra ci sono le prese scoperte con i fili penzolanti, c'è il rischio che qualche bambino ci metta le mani. La campanella non funziona. In caso di emergenza non solo nelle aule non si sente l'allarme, ma anche fare uscire tutti da un unico piccolo cancello non è sicuro. Non possiamo accontentarci di una scuola in queste condizioni!", spiega Silvia Di Martina, una delle manifestanti. "Sono anni che abito qui e la scuola è sempre la stessa!" dice un'altra. Intanto per ovviare al problema sicurezza la Preside ha recentemente dato nuove disposizioni: tutti coloro che entrano nel plesso dovranno esibire un documento di riconoscimento che sarà registrato assieme alla data e gli orari di entrata ed uscita. Verrà quindi rilasciato un contrassegno che fungerà da lasciapassare temporaneo. Inoltre, il parcheggio interno riservato agli insegnanti è stato chiuso per evitare l'entrata di au-

lini. L'incontro, che ha visto una grande partecipazione dei genitori degli alunni di zona, dei dirigenti scolastici, dell'assessore alle politiche scolastiche Alfredo Baldassarri e di Fabrizio Scorzoni,rimasto tra le fila dei genitori, è stato organizzato per informare sul territorio di competenza per l'iscrizione alle prime classi della scuola primaria e media. La situazione è ben presto degenerata nella più totale confusione e non sono mancati battibecchi tra i genitori,tra genitori e Baldassarri e dirigenti scolastici. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza con Raffaele Raso, ex dirigente scolastico ora in pen-

ggi a scuola sono venuti i ladri" afferma con rabbia Nurudeen, un alunno della sez. E della Scuola dell'Infanzia "Ovile" di via Fosso dell'Osa - "e hanno rubato il nostro stereo!". "Con lo stereo sentivamo le canzoni" - dice Valerio - "L'abbiamo anche usato per preparare la festa dei nonni" - aggiunge Francesca. "I ladri han-

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no scavalcato il cancello e sono entrati dalla finestra usando un martello" - ipotizzano Patrizio e Andrea. Tutti gli alunni della classe non possono credere che qualcuno abbia potuto compiere un gesto così brutto! Il furto sembra essere avvenuto nella notte del 3 dicembre 2012. La mattina i carabinieri di S. Vittorino sono intervenuti per fare tutti i rilevamenti del caso. La speranza dei piccoli alunni è quella di poter riavere al più presto il loro stereo acquistato con la vendita dei loro manufatti nei passati anni scolastici. Lo stereo è di colore bianco, marca JVC, modello RDN1W, ed è adatto per ascoltare CD, USB e IPOD.L'appello che fanno a tutti (ladri compresi!) è quello di aiutarli a ritrovarlo! LA MAESTRA STEFANIA E GLI ALUNNI DELLA SEZ.E SCUOLA DELL'INFANZIA "OVILE"

È SLITTATA DI QUASI DUE MESI L'INAUGURAZIONE DELL'AULA CIVICA DI PIAZZA DEL MERCATO. L'EVENTO, TANTO ATTESO PER LO SCORSO IL 16 NOVEMBRE, SI È TENUTO IL 3 GENNAIO.

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tomobili non autorizzate e non si potrà più sostare davanti alla scuola con le macchine: pena una multa che può andare dai 30 ai 500 euro. Nulla di nuovo in realtà, si tratta delle normali disposizioni ministeriali, ma che serviranno almeno a placare gli animi in attesa dell'automatizzazione dei cancelli. "È giusto un maggiore controllo. La scuola non può essere un porto di mare", commenta Amabile De Santis. CRISTINA CORI

QUESTA L'AFFERMAZIONE DI UNA MAMMA DURANTE LA RIUNIONE DEL 14 GENNAIO ORGANIZZATA DAL DIRIGENTE SCOLASTICO LAURICELLA ROSAMARIA CON LO SCOPO DI FORNIRE UNA SOLUZIONE TEMPORANEA ALL'ESPLOSIVO PROBLEMA CHE ATTANAGLIA LE SCUOLE DI PONTE DI NONA E ZONE LIMITROFE. ermina con un nulla di fatto, utilizzando termini calcistici, la riunione tenuta nell'atrio della scuola media di via Natale Prampo-

DI SEGUITO UN ARTICOLO SCRITTO DAGLI ALUNNI DELLA SEZIONE E DELLA SCUOLA OVILE.

FINALMENTE DISPONIBILE L'AULA CIVICA DI CASTELVERDE!

"BASTA CON LA SCUSA DEL QUARTIERE NUOVO!"

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

sione "L'Istituto comprensivo di via Natale Prampolini nasce come medie ma da quest'anno ospita anche la succursale della scuola elementare Martelli che, essendo una palazzina degli anni '30, ha aule molto piccole. La preoccupazione maggiore dei genitori - continua - è che per quest' anno ci sia il tampone per la situazione ma non per gli anni futuri perché il quartiere e sempre in espansione". La situazione,ben nota ai residenti, riguarda il numero di richieste di iscrizione negli istituti di zona che supera di gran lunga il numero dei posti nelle scuole. Per quanto riguarda il trasporto scolastico,altro punto cruciale della riunione, Baldassarri ha assicurato che a breve gli autobus dell'Atac passeranno anche per via Saliola, ex via Mejo de Gnente. VALERIA PICHINI

opo mesi di attesa i cittadini di Castelverde potranno finalmente disporre di un centro tutto nuovo,anche se ancora in fase di organizzazione, che si offre bene come un punto aggregativo per la comunità. Il 3 gennaio scorso alla presenza del Presidente dell'VIII Municipio Lorenzotti, delle associazioni di Castelverde e del comitato di quartiere, si è tenuta l'inaugurazione della sala. Benedetto Cesarini, presidente della consulta cultura del Municipio e dell' associazione culturale Ottavo Atto, ci parla dei progetti fatti sul futuro dell'aula che, durante la riunione tenuta il 7 gennaio, è stata temporaneamente affidata alle ass. Ottavo Atto e Castellaccio e al comitato di quartiere e che ha ospitato durante le festività diversi eventi. "Tra qualche mese uscirà un bando pubblico di concorso e chiunque potrà partecipare per aggiudicarsi la gestione dell'aula - sottolinea Cesarini - Io ho avuto l'idea di portare il progetto "Ottava meraviglia" in questa struttura nuova per farlo conoscere. È un progetto del dipartimento cultura che riguarda attività di spettacolo dal vivo e l'aula si è prestata molto ad essere un teatrino. Successivamente ci saranno altri eventi, legati al progetto, e non è detto che non possano essere ospitati sempre in questo stabile". Chi si aggiudicherà il bando avrà anche in gestione il giardino che sorge a pochi passi, già aperto al pubblico tutto il giorno, provvisto di attrezzature per bambini e piste da bocce. Intanto però della manutenzione e delle spese del parco e dell'aula se ne stanno occupando le tre affidatarie che si sono divisi i giorni, due a testa, per la temporanea gestione. VALERIA PICHINI


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Fogne intasate in Via dell’Acquaviva d’Isernia continui allagamenti di via dell'Acquaviva d'Isernia fanno infuriare i cittadini. La causa sarebbe riconducibili al cattivo stato in cui versa il sistema fognario della zona interessata, otturata dal cemento, che non riesce a far defluire l'acqua piovana e riversa in strada liquami e acque nere. Ne parliamo con Antonio Palozzi (nella foto), classe 1951 sempre in prima linea per combattere battaglie a favore del suo amato quartiere dove risiede da più di vent'anni, che si fa ancora una volta portavoce degli altri cittadini e ci mette volentieri la faccia per spiegare una situazione ormai insostenibile. "La fogna - sotto i complanari in costruzione - non funziona più. Su sollecitazione dei cittadini, l' Acea ha effettuato nel tombino un ispezione con la telecamera e ci ha confermato che l'otturazione è stata causata dal cemento. Successivamente, quando ha piovuto, è inter-

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UN NUOVO COMITATO NEL QUARTIERE, NATO DEGLI SGOMBERI DEL 13 DICEMBRE SCORSO. GLI ADERENTI PRENDONO POSSESSO DI UN LOCALE VUOTO DELL'ATER. artedì 5 gennaio una cinquantina di giovani residenti a Ponte di Nona si sono insediati in un locale inutilizzato a via Capitini 9: la nuova sede del "Popolo di Ponte di Nona". L'idea di creare un nuovo comitato di quartiere è nata dall'esigenza degli abitanti delle case popolari e dei neo occupanti : "E' già da qualche mese che il comitato è attivo racconta Paolo Armilotta, uno degli ideatori del progetto - e infatti, ci incontravamo per le assemblee nel centro commerciale Unico . Solo di recente abbiamo cercato una vera sede per poter svolgere l'opera". La scelta è stata rivolta ad un locale dismesso dell'Ater dove i giovani attivisti, con uno striscione all'ingresso, l'hanno battezzata sede ufficiale: "Sono intervenuti sul posto sia polizia sia carabinieri, che dopo aver

venuta l'Ama che celermente ha risolto la situazione con l'auto spurgo ad alta pressione. Ma non si può rimandare il lavoro definitivo perché quando fuoriescono i liquami si inquina tutta la borgata, senza lasciare che si allagano le cantine e i piani bassi di quattro villette limitrofe. La situazione è gravissima. Ci siamo anche rivolti al Municipio ma ci è stato risposto che non ci sono fondi a sufficienza per intervenire più a fondo". L'unica soluzione infatti sembra essere quella di scavare e rifare interamente la fogna e l'operazione richiede un ingente spesa, ma sarebbe fondamentale per risolvere una volta per tutte la brutta situazione. Noi chiediamo una spiegazione a Marco Di Cosimo, Presidente della Commissione Urbanistica Roma Capitale, che ci dice esse-

re arrivata da lui qualche lamentela in merito e, qualora si dovesse ripresentare il problema si dice disposto a trovare una soluzione definitiva. "Mi metto a disposizione dei cittadini per capire bene la situazione e pensare al da farsi". Intanto siamo in pieno inverno e per i prossimi mesi sono previste precipitazioni abbondanti. Invitiamo tutti coloro che sono coinvolti in qualche modo nella spiacevole vicenda a seguire il consiglio dell'On. Di Cosimo. I cittadini sono stanchi di sentirsi rispondere che non ci sono fondi a sufficienza per far fronte ad emergenze di competenza delle istituzioni e di cui non ne sono responsabili, ma soprattutto sono stanchi di rimboccarsi le maniche e indossare le galoche per ripulire le proprie abitazioni dalla melma che fuoriesce dai tombini ogni volta che piove. VALERIA PICHINI

NASCE IL "POPOLO DI PONTE DI NONA" dando contro la politica dei partiti attenti a salvaguardare gli interessi di pochi; come dei palazzinari che hanno creato tutte quelle cattedrali nel deconstatato l'occupazione se ne sono andati - prosegue Armilotta - mentre la polizia municipale, anch'essa sopraggiunta, ha preso alcuni nominativi: sapevamo quello a cui andavamo incontro. Solo che il comitato aveva bisogno di un posto: la delibera 26 prevede di disporre i locali Ater inutilizzati alle associazioni e ai comitati di quartiere". Gli obiettivi del neo-comitato sono chiari: "I ragazzi voglio vivere il proprio quartiere. Per questo è loro intenzione combattere per ottenere tutti quei servizi come scuole, asili nido, punti di aggregazione, assenti - sottolinea Armilotta - cercando di trasformare Ponte di Nona davvero in un quartiere. An-

OPEN DAY ALL'EMILIO SERENI SCUOLA SUPERIORE, REDUCE DA UNA PESANTE OCCUPAZIONE, HA APERTO LE PORTE AI

GENITORI E AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE MEDIE.

Istituto tecnico agrario di via Prenestina, a Colle Monfortani, ha organizzato per il 12, 13 e 19 dicembre un'iniziativa promossa a far conoscere la struttura e la propria offerta formativa ai possibili futuri studenti. Il corpo docenti e alcuni ragazzi hanno il compito di accompagnare i visitatori. L'"open day" già da anni è una iniziativa svolta da molti istituti superiori e richiesta dalle stesse scuole Medie, per aiutare i ragazzi nella scelta del percorso formativo più indicato alle proprie inclinazioni e ai propri progetti futuri."Il nostro è un istituto un po' fuori dai canoni ordinari di scuola superiore - racconta la professoressa Lucia Fioravanti sia per come è strutturata, sia per l'offerta formativa. Abbiamo a disposizione molti laboratori che vanno da quello informatico, a quello chimico e perfino ad un laboratorio per la degustazione dei prodotti vinicoli". Un viaggio a tutto tondo nel settore dell'agrario quello che gli studenti possono fare all'istituto Sereni: dai processi chimici che portano ad un raccolto ottimale, alla produzione dell'olio, alla fermentazione del vino. Fino alla zoo cultura: galline, caprette e asinelli. Non manca una attrezzata cantina per studiare tutte le fasi della vinificazione con l'aiuto dell'esperto. I prodotti, poi, vengono venduti nell'emporio interno. Una vera e propria azienda scolastica: "Abbiamo un consistente numero di ragazzi disabili per i quali sono organizzati dei laboratori specifici in grado di dar loro autonomia e consentire l'integrazione. E in questo sono molto bravi anche gli altri studenti". La struttura è in condizioni ottimali, nonostante le devastazioni compiute durante l'ultima protesta: "Per questo va ringraziato il personale Ata - sottolinea la professoressa Fioravanti- che in breve tempo ha reso i locali nuovamente agibili". Sembra quasi, infatti, che l'occupazione non ci sia mai stata. JESSICA SANTINI

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COLLE PRENESTINO, ARRIVA IL PAPA Foto di Lucrezia La Gatta

A CAUSA DI UN DANNO ALLA RETE FOGNARIA, LIQUAMI E ACQUE NERE INVADONO CANTINE E I PIANI BASSI DELLE ABITAZIONI. ESPLODE LA RABBIA DEI CITTADINI.

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serto". L'intenzione è di affrontare le cose in modo diverso, attivamente e con partecipazione reale:"non, ad esempio, inviando fax alla Romeo quando qualcosa non va; ma recandoci direttamente negli uffici per chieder i nostri diritti". Iniziando con l'apertura di uno sportello di ascolto per i cittadini, per catturare il disagio e cercare soluzioni per intervenire. Ancora non hanno pensato ne ad un presidente ne ad un consiglio: solo ai

ella mattinata del 16 dicembre la Parrocchia San Patrizio di Colle Prenestino ha ospitato Papa Benedetto XVI. Dopo aver incontrato il parroco don Giuseppe Fasciani, il cardinale vicario Agostino Vallini ed il Presidente dell' VIII municipio Massimiliano Lorenzotti, il Papa ha raggiunto e salutato i fedeli che lo attendevano fuori dalla chiesa. Entrato nell'edificio Benedetto XVI si è intrattenuto con il diacono, i chirichetti e con le giovani coppie alle quali ha benedetto i figli. Complimentandosi con una comunità che lui stesso ha definito "viva", durante la messa si è indirizzato nei confronti delle famiglie e dei ragazzi, "i protagonisti della nuova evangelizzazione", coloro a cui spetta il compito di promulgare il credo della Chiesa. LUCREZIA LA GATTA

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programmi : "Questi giovani vogliono portare l'idea della politica nel loro quartiere per sperare in un cambiamento" conclude Armilotta. Un ambizioso progetto che ha già portato molte persone da loro. Segno certo di una inversione di tendenza sia politica che sociale. Già il nome è tutto un programma: richiama un'idea di lotta comune da tempo dimenticata, di forze progressiste pronte a riappropriarsi dei propri diritti. Di una rivoluzione che parte dal basso, pronta a sovvertire la realtà. JESSICA SANTINI


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n consiglio comunale abbiamo definito un quadro preciso per le opere che verranno realizzate con i fondi versati dall'RFI. Abbiamo messo la questione all'ordine del giorno e ripartito economicamente il denaro disponibile - spiega Marco Di Cosimo, consigliere comunale che precisa - si tratta delle opere che erano già presenti nell'accordo del 1994, non c'è nulla di nuovo". Con i circa 4 milioni di euro di compensazione destinati a Corcolle, l'amministrazione comunale ha definito la realizzazione di una scuola media. "Stiamo predisponendo un progetto di massima che dovrà essere approvato. E spero di poterlo presentare al quartiere tra circa un mese", dice Di Cosimo. Invece a Lunghezza, cui spettano opere per 1,5 milioni di euro per l'attraversamento della ferrovia dell'alta velocità, sono previsti un centro anziani e un capo sportivo

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Compensazioni TAV, il Comune definisce le opere CONCORDATE LE OPERE COMPENSATIVE E IL DENARO DISPONIBILE PER I QUARTIERI ATTRAVERSATI DALL'ALTA VELOCITÀ. UNA SCUOLA MEDIA PER CORCOLLE, UN CENTRO ANZIANI, UN CAMPO SPORTIVO PER LUNGHEZZA E UN PARCO NELLA ZONA DELL'EX DISCARICA DI CASTELVERDE. su via delle Cerquete, nell'area espropriata dal Comune per le compensazioni TAV. "Ci saranno però dei tempi 'morti' avverte Di Cosimo - perché bisognerà attendere uno scambio patrimoniale: i terreni in questione devono prima essere trasferiti formalmente al Comune. E solo dopo questo atto ufficiale si potrà procedere con i progetti". Infine rientra nelle compensazioni TAV anche l'ultima fase della bonifica dell'ex discarica abusiva di Castelverde e realizzazione di un parco, richiesto anche dal Comitato Discarica Castelverde. "Per la bonifica è in atto la procedura

di gara d'appalto". La questione delle opere compensative TAV, che riguardano solo le aree attraversate dall'alta velocità o che hanno subito cambiamenti dovuti ai lavori della ferrovia Roma - Napoli, sono una questione aperta dal 1994, anno in cui cominciarono i primi sopralluoghi per la realizzazione dell'alta velocità. Nel frattempo i soldi promessi inizialmente sono diminuiti, ma sembra che le opere più urgenti richieste da Corcolle, Lunghezza e Castelverde potranno comunque vedere la luce. I cittadini sperano presto. Burocrazia permettendo. CRISTINA CORI

UN DICEMBRE D'ORO PER L'ASSOCIAZIONE G.I.O.S.E

CASTELVERDE. BONIFICA E PARCO ATTREZZATO, IL COMITATO DISCARICA NON MOLLA

INCONTRO CON I GENITORI PER IL FUTURO DELLE SCUOLE DI PONTE DI NONA E CONSEGNA DEI REGALI AI BAMBINI DISABILI. QUESTI I DUE EVENTI ORGANIZZATI DAL PRESIDENTE DELL'ASS. GIOSE FERRARA.

IN BILANCIO COMUNALE TRA LE OPERE COMPENSATIVE SPARISCE IL NOME DI CASTELVERDE. DANIELA FERDINANDI: "CONTINUEREMO A VIGILARE SUL DENARO TAV. PARTE DEI FONDI STANZIATI SPETTANO AL VERDE PUBBLICO".

l 18 dicembre la coordinatrice scolastica Annamaria Bensi ha aperto le porte della scuola dell'infanzia "Simpatiche Canaglie" per permettere ai genitori di confrontarsi con i presidenti dei comitati di quartiere di Ponte di nona e Colle degli Abeti, su una vera e propria emergenza. All'evento, organizzato da Giose Ferrara, presidente dell'associazione G.I.O.S.E. (genitorialità,istruzione,obbiettivi, scuola, educazione), ha anche preso parte la presidente del consiglio di istituto Loredana Sallustri che ha chiaramente esposto i due problemi che attanagliano le scuole di zona: le lunghe attese per l'iscrizione alle materne e i mancati posti nelle scuole primarie. I genitori sono così costretti ad iscrivere i propri figli in istituti di altri quartieri o, addirittura, per chi può permetterselo, a scuole private. La soluzione di Bruno Foresti, presidente del comitato di Ponte di Nona, che si è rivolto al MIUR (Ministero dell' Istruzione, dell'Università, della Ricerca) per avere una risposta dal Municipio, è quella di costruire scuole ecosostenibili che richiedono costi minori. L'interessante iniziativa non sembra però essere in bilancio. La politica non è stata invitata all'evento, ma è anche stata assente negli ultimi anni in cui si è presentato l'enorme problema. Il quartiere è nuovo e in continua fase di costruzione ma non offre i servizi di prima necessità come le scuole. Il 20 dicembre invece si è tenuta un'altra manifestazione organizzata dall'Associazione G.I.O.S.E: la consegna dei regali di Natale ai bambini disabili ospitata da Roberto Mastrantonio, presidente del VII Municipio, che ha messo a disposizione il Teatro Tenda a strisce di via Perlasca. "Bisogna lavorare insieme alle associazioni sociali perché è una grande soddisfazione per il politico che in questo caso fa il lavoro per cui è stato eletto e per cui lo pagano", afferma il presidente. "Se la politica scende dal piedistallo e si mette in un diverso rapporto con i cittadini riusciamo a restituire la credibilità alle istituzioni che rappresentiamo. Roma è una grande città e tale deve essere, non ci sono confini tra un municipio e l'altro, soprattutto non ci sono confini tra i cittadini e tra i bambini". Nel territorio dell'VIII municipio sembra non esserci stato posto e così le famiglie invitate, l'Associazione e gli enti presenti hanno dovuto emigrare altrove. La nota positiva è rappresentata dal fatto che la manifestazione dedicata ai bimbi affetti da patologie diverse, ma con una grande carica energetica e tanta simpatia, ha unito politici appartenenti a fazioni opposte perché come hanno ricordato l'On. Alessandro Vannini e Giose Ferrara "la solidarietà non ha colori politici o confini". Oltre all'On. Vannini,consigliere comunale con delega alla cultura, e Mastrantonio era presente anche Scorzoni, capogruppo PD all' VIII,che ha portato le scuse per la mancata disponibilità del Municipio ad ospitare l'evento. Un gesto sicuramente poco natalizio. VALERIA PICHINI

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on sono affatto tranquilli al Comitato Discarica Castelverde. Il nome di Castelverde, che quando si parlava di opere compensative appariva sempre accanto a quello di Lunghezza, nell'ultimo bilancio del Comune di Roma, approvato tardivamente lo scorso novembre, non c'è più. Per i due quartieri la TAV ha stanziato 1,5 milioni di euro, ma nella tabella accanto al numero a sei zeri ora compare solo la voce 'Lunghezza'. "E Castelverde dove è finita? - chiede Daniela Ferdinandi, del Comitato Discarica, che da anni segue da vicino la vicenda - è vero che Lunghezza è stata tagliata in due dalla ferrovia dell'alta velocità, mentre la nostra borgata è stata solo lambita, però quei soldi spettano anche al nostro quartiere. Noi chiediamo che parte di quel denaro sia destinato al parco previsto nella zona della ex discarica". Per la precisione si tratta del comparto 99, area di circa 8000 metri cespite comunale già dal 2002, dove secondo accordi presi in precedenza e varati formalmente dal Comune, dovrebbe sorgere un'area verde pubblica e attrezzata per le attività sportive. A preoccupare il comitato è la possibilità che per Castelverde, già scomparso accanto a quel milione e mezzo, rimangano solo le briciole. Pochi soldi non sufficienti a far sorgere il parco previsto. Per questo il comitato ha già un piano alternativo che prevede di attingere a quei 3.038.000 euro che sul bilancio compaiono come fondi TAV destinati alla bonifica dell'area della ex discarica di Castelverde. Attualmente è stata avviata la procedura d'appalto per bonificare l'area e il comitato ha chiesto un ribasso d'asta. " Se si riuscisse in questo contesto a strappare alle ditte un prezzo inferiore, allora si potrebbero utilizzare i soldi in surplus per il parco", spiega Daniela Ferdinandi, che però dopo anni di esperienza nella sezione ambiente del comitato di quartiere, ha imparato a non lasciarsi prendere da facili entusiasmi. La paura, spiega, è che eventuali imprevisti nel corso della bonifica possano bloccare quest'ultima proposta. "In tal caso la ditta appaltatrice dovrà utilizzare tutto il denaro versato per portare a termine l'asporto del materiale nocivo e a noi non rimarrebbe nulla". Molti i timori del Comitato discarica che, insieme al comitato di quartiere, si sta occupando delle opere compensative TAV. Per questo motivo entrambi hanno chiesto che anche il Municipio si prenda l'impegno formale di realizzare il parco previsto. Così il 4 e il 14 dicembre hanno indetto una riunione, presieduta dal Presidente della Commissione Lavori Pubblici Massimo Fonti, dove è stato stabilito che la questione del parco verrà discussa in consiglio municipale ed inserita tra le priorità delle giunte a venire. "Non ci lasciamo scoraggiare. Vogliamo che i cittadini sappiano cosa bolle in pentola affinché il parco attrezzato di Castelverde non rimanga un'opera dimenticata e da dimenticare". CRISTINA CORI

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Almaviva Contact, arriva la cassa integrazione a cassa integrazione è infine arrivata. I 632 centralinisti degli uffici di Cinecittà di Almaviva Contact, che lo scorso settembre avevano perso il lavoro, hanno ricevuto il sussidio previsto. Per ora è la società ad anticipare i soldi per gli ex dipendenti. "Il Ministero non ha ancora fatto sapere nulla - spiega Andrea Tallarico, uno dei cassaintegrati dei Cobas - Dicono di avere molte richieste arretrate. Ma penso che stiano prendendo tempo e che prima di febbraio non ci saranno risposte". Dopo che i centralinisti dell'azienda avevano lo scorso 22 ottobre votato per la cassa integrazione a zero ore, Almaviva Contact aveva due opzioni: o richiedere che fosse subito l'INPS a pagare i cassaintegrati o anticipare la cassa integrazione di tasca propria. Nel primo caso l'azienda

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avrebbe dovuto accettare di sottoporsi a controlli finanziari da parte del Ministero. La società ha invece preferito optare per la soluzione più semplice e rapida. Così fino a quando il Ministero non si esprimerà, Almaviva dovrà anticipare l'80% del netto dello stipendio. Ma attualmente gli ex dipendenti ricevono tra le 350 e le 450 euro. Quando lavoravano percepivano uno stipendio mensile di 600 euro. "L'80% dovuto corrisponderebbe a 480 euro. Quindi riceviamo meno del previsto. Stiamo parlando con un avvocato: vorremmo anche inviare una lettera per chiedere spiegazioni e sapere sulla base di quali criteri alcu-

INIZIATO LO SCORSO 17 DICEMBRE IL TORNEO IN MEMORIA DEL PRESIDENTE NINO GAGLIO SI CONCLUDE IL 6 GENNAIO TRA PREMIAZIONI, DOLCETTI E UNA SUPER MODERNA BEFANA.

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L’arrivo della Befana e Mimmo Gaglio

che batte i padroni di casa ai rigori; per i Pulcini sono invece il Ponte di Nona, il Castelverde e il Guidonia ma coppe e medaglie non sono mancate per le seconde classificate. Il tutto nel ricordo del caro presidente che lasciò il posto ora ricoperto dai figli, Cinzia e Mimmo Gaglio. "Ho seguito la grande passione per il calcio di mio padre - sottolinea Mimmo Gaglio - l' idea del memorial è nata l'anno

“RIFLESSI", IN CANTIERE IL TERZO ALBUM STEFANO LEOPARDI , CHITARRISTA E FONDATORE INSIEME AL FRATELLO DANIELE DELLA ROCK BAND "RIFLESSI", CI RACCONTA BREVEMENTE IL PASSATO E IL FUTURO DEL GRUPPO CHE TRA ALBUM, SUCCESSI E SODDISFAZIONI SI FA STRADA NEI LOCALI DELLA CAPITALE. niti dalla stessa passione per la musica, i due fratelli Stefano e Daniele Leopardi danno vita ad un gruppo musicale che nel corso degli anni cambia componenti e repertorio. La strada viene trovata nel 2003 quando la band prende il nome Riflessi e porta nei vari locali della capitale puro rock italiano. Nel 2004 il primo demo "Ti aspetto", nel 2006 l'album "Intime verità" e poi il lavoro forse più impegnativo "Senti". Ora la formazione è al completo e si attende l'uscita di un terzo album che prevede una collaborazione importante. Ecco cosa ci ha raccontato Stefano: Da quanti componenti è composta la band? Siamo in quattro: Massimo Amici è la voce, Daniele Leopardi il batterista, Cristiano Vairello è al basso e poi ci sono io, Stefano, il chitarrista. Il progetto inizia nel 1998 quando io e Daniele, mio fratello gemello, abbiamo iniziato a mettere in piedi un gruppo che nel tempo ha variato genere e com-

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

LA BEFANA DEGLI ULTIMI

GLI EX DIPENDENTI DELL'AZIENDA HANNO RICEVUTO LE PRIME MENSILITÀ E LA TREDICESIMA. MA RESTANO PERPLESSI SULLA MOTIVAZIONE DI CHIUSURA DELLA SEDE DI VIA LAMARO. ni hanno ricevuto di più e altri di meno". Ma la cassa integrazione non basta a calmare gli animi. Ai centralinisti infatti non va giù di essere stati licenziati con il pretesto che la sede di via Lamaro sia in perdita. E lo scorso 21 dicembre alcuni di loro si sono riuniti all' Auditorium Parco della Musica ed hanno distribuito dei volantini. Si chiedono come sia possibile che una ditta in perdita come Almaviva Contact, sia lo sponsor ufficiale del concerto di Natale dell'Accademia di Santa Cecilia. Si tratta forse di una domanda retorica, ma gli ex centralinisti che il Natale lo hanno passato da cassaintegrati esigono una risposta. CRISTINA CORI

scorso quando abbiamo iniziato l'attività sportiva in modo specifico per quanto riguarda il calcio. Presto ci allargheremo con altre discipline sportive. Mi aspettavo questa grande partecipazione perché anche l'anno scorso il torneo è stato vissuto bene avendo aperto a tutta Ponte di Nona. Sono molto soddisfatto,tutto si è svolto nella sicurezza e il Municipio ci ha aiutato nella sorpresa della befana, da me ideata". La Polisportiva GDC Ponte di Nona, una realtà sociale per i residenti dell'ottava circoscrizione, cresce giorno dopo giorno. I 185 tesserati raggiunti in soli due anni di attività, rappresentano una bella soddisfazione per la società che è nuova sul territorio.

el pomeriggio del 6 gennaio i ragazzi del Movimento Articolo Ø hanno fatto sosta in numerose piazze del Municipio VIII per portare a tutti i bambini la Befana. Da San Vittorino, passando per Corcolle, Castelverde, Ponte di Nona case popolari, Borghesiana, Tor Bella Monaca e Villaggio Breda. Sono stati distribuiti dolci e soprattutto sorrisi a i bambini che vivono nei quartieri periferici del nostro Municipio. E' stato emozionante veder scendere di corsa i piccoli dalle case colorate di Ponte di Nona, di cui le istituzioni da sempre si sono interessate. La giornata di ieri ha messo in risalto tutte le pecche della politica rispetto ai quartieri di periferia: siamo sempre più convinti che non debbano esistere quartieri dormitorio, che la cultura vada promossa soprattutto da qui e che i nostri figli meritino eventi che siano pari a quelli che vengono realizzati nelle zone del centro. Continueremo a lottare affinchè anche agli 'ultimi' vengano riconosciuti gli stessi diritti. Sempre dall'altra parte!

VALERIA PICHINI

MOVIMENTO ARTICOLO Ø

Alla Polisportiva GDC Ponte di Nona la befana arriva in elicottero

ei campi in erba della Polisportiva GDC Ponte di Nona,via Aldo Capitini, va in scena l'ultimo atto del "II Memorial Nino Gaglio", presidente della società scomparso nel 2010. A darsi battaglia due categorie della scuola calcio: esordienti classe 2001 e pulcini 2002,2003 e 2004 dei quattro club partecipanti Albalonga, Guidonia Montecelio, Castelverde e Ponte di Nona. Al triplice fischio finale, tutti i partecipanti e un consistente numero di genitori e familiari accorsi all'evento hanno atteso l'arrivo della befana che in compagnia di Lorenzotti è atterrata con l'elicottero sul campo da calcio, consegnando dolci e regali per la gioia di grandi e piccini. Poi la premiazione: la prima classificata per la categoria Esordienti è il Guidonia

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ponenti. Dal 2009 abbiamo una formazione abbastanza stabile. Perché avete scelto questo nome? Ci è uscito pensando che ognuno di noi, anche se non volontariamente, è sempre un riflesso di qualcuno sia nel modo di vestirsi che di pettinarsi . Da chi siete ispirati? Soprattutto dai Negramaro e dai Subsonica. Quali sono i prossimi appuntamenti? Il primo è stato il 10 gennaio all'Art Studio Cafè e il secondo il 26 gennaio a RadioCafè. Un appuntamento molto importante sarà quello del 9 marzo al Teatro dell'applauso dove ci esibiremo in concerto con la collaborazione di Cassandra De Rosa, concorrente del programma televisivo "Amici 7". E i vostri obiettivi e sogni per il futuro? Sempre con la collaborazione di Cassandra, ora stiamo registrando un cd che spero uscirà entro primavera. VALERIA PICHINI

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l muro della discordia" a Tor Bella Monaca non smette di dividere e creare problemi. A metà 2011 gli inquilini di via Ratti fecero alzare due barriere: un muro con cancello all'inizio della via e una sbarra non basculante alla fine. La prima rende difficoltoso raggiungere da via Quaglia via Merlini, dove ci sono dei negozi, e via Ghisi, dove si trovano numerosi studi medici. La seconda crea un giro vizioso per il tragitto inverso. L'unico modo veloce per entrare è avere una chiave, data ai residenti o agli estranei dietro pagamento. Non c'è più un condominio quindi ma un consorzio. Naturalmente c'è chi ha interessi sul muro, come il bar tabacchi all'angolo tra viale Quaglia e via Ratti, e i residenti, come le signore Pes e Taralli, contente del nuovo ordine:"Non ci sono più ubriaconi e bottiglie la sera e conosciamo le macchine all'interno di chi sono, visto che ogni inquilino ha un telecomando per entrare". L'altra faccia della medaglia è rappresentata dal SIDI (Sindacato dei Disabili), dagli anziani e dai commercianti di via Merlini. Racconta Aresu, residente a via Ghisi: "I passanti su sedia a rotelle devono passare su una strada parallela a via Ratti non asfaltata, che con la pioggia diventa impercorribi-

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GODZILLA, TRA RAP E HIP HOP SU PROPOSTA DEL CENTRO GODZILLA E CON LA COLLABORAZIONE DI FUSOLAB SI È SVOLTA LA PRIMA RASSEGNA MUSICALE HIP HOP VOLTA A DARE SPAZIO RICREATIVO AI RAGAZZI.

obiettivo dichiarato è quello di organizzare una serie di eventi incentrati sulla cultura rap per favorire momenti di condivisione sana e creativa fra i giovani. Con questo intento è partito sul palco di Fusolab 2.0, a via della Bella Villa (zona Alessandrino) l'attività artistica e musicale "Caput linea, dai quartieri bassi ai palchi alti". L'ingresso prevede una sottoscrizione di 2 euro destinata all'acquisto di attrezzature audio da mettere a disposizione dei gruppi musicali composti da adolescenti della periferia romana. Ospite d'eccezione per la serata d'apertura è il rapper Kiave, che ha fatto uscire il suo ultimo album, "Solo per cambiare il mondo", lo scorso 26 novembre. L'iniziativa è nata dal centro di aggregazione Godzilla, sito da 12 anni a via delle Canapiglie 56. È un centro finanziato dal Municipio, che rinnova ogni sei mesi la proroga a esercitare anche programmi di educazione nelle scuole primarie. I ragazzi di Godzilla hanno voluto sottolineare la mancanza di spazi e momenti dedicati ai giovani, soprattutto nell'ottavo municipio. Determinante è stata la collaborazione con Fusolab, associazione nata 8 anni fa, che ha messo a disposizione il palco e ha stampato i volantini. Valentina Valemì, una delle 5 educatrici di Godzilla che lavora per Fusolab, è entusiasta dell'iniziativa:"La legge 285 del 97 - che promuove l'assegnazione di fondi verso attività per l'integrazione sociale dei ragazzi - ci permette di rimanere aperti al centro Godzilla fino alle 7 di sera l'inverno e alle 8 l'estate. Andremo avanti fino a maggio". Già a metà febbraio è prevista la seconda serata.

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MANUEL MANCHI

Raccolte firme ed esposti, ma il muro della discordia resta là LA RECINZIONE NON PERMETTE DI COLLEGARE VIALE QUAGLIA E VIA MERLINI. I NEGOZI CHIUDONO E DISABILI SI LAMENTANO. IN ATTO UNA NUOVA DENUNCIA. le. Gli anziani hanno difficoltà a ricevere visite mediche a domicilio dell'ASL, perché è complicato trovare il numero civico all'interno di via Ghisi". Stesso discorso per un postino o un corriere che per entrare deve prima farsi aprire da uno dei condomini. A protestare soprattutto i titolari dei negozi di via Merlini, che hanno visto la valutazione del loro immobile crollare. Proprio su questi presupposti sono scattate sin dai primi giorni di

abuso le azioni legali dei negozianti. Da settembre 2011 la signora Claudia Mancini, titolare al civico 53 di un'oggettistica, bomboniere e cancelleria, ha cominciato a raccogliere firme per la rimozione dell'ostacolo con la signora Fernanda, custode del centro ricreativo al civico 21. L'operazione è stata ostacolata dai residenti e non ha portato ai risultati attesi. Così per Claudia la manovra commerciale è diventata impossibile ed è successo quello che ci aveva predetto mesi fa: esercizio chiuso e addio negozio. E come lei la tinto-

ria, il negozio di animali e la frutteria. Ma le azioni non si esauriscono qui. Presto arriverà un nuovo esposto, e c'è chi paventa l'idea di buttare giù il muro senza permessi. Stefano Contras, che lavora al bar di via Merlini 5, è infuriato:"Qui abbiamo gli scivoli per i disabili, ma da quando con questa trovata la circolazione a 360° attorno ai palazzi è stata interrotta, l'affluenza è stata dimezzata". E la schiera di serrande chiuse è lì a dimostrarlo. MANUEL MANCHI

ACQUA DAI SOFFITTI IN VIA MITELLI MOLTE DELLE CASE POPOLARI DENUNCIANO PREOCCUPANTI PERDITE D'ACQUA. E LE TANTE SEGNALAZIONI NON BASTANO. SI AGGIUNGE POI IL PERICOLO CORTO CIRCUITI. rollo di soffitti o blackout elettrici. Sono questi i pericoli che devono affrontare molte famiglie residenti alle case di via Agostino Mitelli 30, a Tor Bella Monaca. La situazione va avanti da anni e le piogge di fine 2012 hanno aggravato il problema. Maurizio Russo, ex idraulico ora pensionato, residente in una di quelle case, è arrivato alla disperazione. Tanto che ha deciso di intervenire alla trasmissione "Foro Romano" su RomaUno TV, dove era ospite Lorenzotti. Al Presidente del Municipio ha confessato chiaramente la propria frustrazione per lo stato di abbandono delle case popolari in zona Piazza Castano, ma Lorenzotti si è limitato ad ascoltare e a dire che l'amministrazione avrebbe provveduto. Il giorno successivo alla trasmissione - giovedì 3 gennaio mi ha contattato la segretaria del Presiden-

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te. Ha mandato un geometra a casa mia, arrivato il giorno dopo. Questo ha guardato, ha preso le misure del soffitto e ha fatto foto. Cosa mi ha detto? Niente. Se n'è andato". Da quando il problema si è presentato, nel 2009, tutti gli esposti sono stati vani. Il primo è stato fatto alla Romeo Gestioni, che è responsabile dei lavori su quasi tutta Tor Bella Monaca. Poi una fotocopia dell'esposto è stata portata in Municipio all'ufficio dell'Assessore Case ERP Brunetta. Anche qui nessun risultato. L'Assessore si limita a dire che la pratica sarà presto affrontata. Nel periodo natalizio del 2011 due operai inviati dalla Romeo sono andati nelle case di via Mitelli per fare un rilievo sul punto di usura del soffitto, ma dopo nessuna notizia. "Per questo motivo ho deciso di muovermi in prima persona. Nei prossimi giorni

andrò dal geometra che ha mandato Lorenzotti, per seguire passo passo il procedimento. Questo è il momento giusto per fare lavori in guaina, perché le previsioni non danno pioggia per giorni. La perdita si sta espandendo dal soffitto del balconcino a quello della stanza di mio figlio, che è accanto". Nuove piogge potrebbe bagnare anche l'impianto elettrico che passa nella canalina in plastica, provocando continui corto circuiti per via dei cavi bagnati. La sicurezza degli inquilini è a repentaglio e l'amministrazione, a conoscenza dei fatti, gioca a scarica barile perdendo tempo. MANUEL MANCHI

NASCE L'ASSOCIAZIONE "FAMIGLIA C'È" INAUGURATO IL 15 DICEMBRE IL MOVIMENTO A FAVORE DELLE FAMIGLIE E DEI CITTADINI PENALIZZATI NEL LAVORO, CHE OFFRE COMPETENZE GIURIDICHE NELLA DIFESA DEI MINORI E DELLE DONNE MALTRATTATE.

on una festa serale organizzata in via Fumaroli nel quartiere Tor Tre Teste, è partita sabato 15 dicembre l'iniziativa a protezione dei cittadini e delle famiglie chiamata "Famiglia c'è". La sede ufficiale risiede a viale Buozzi in centro, ma l'associazione si pone l'obiettivo di estendersi non solo a livello cittadino ma anche a livello nazionale. Si tutelano soggetti sociali in condizioni difficili: lavoratori bersagliati da mobbing dalla propria azienda, donne che hanno subito violenza domestica o stalking, uomini abbandonati dallo Stato che vivono con uno stipendio sotto la soglia della povertà e minori affidati a case famiglia. Su tutti questi ambiti ci si potrà avvalere della consulenza degli avvocati, con un responsabile ufficiale dell'ufficio avvocatura proprio nella sede centrale. Molte sono le battaglie che l'organismo si propone di portare avanti. A spiegarne alcune è il Presidente, Marina Brasiello:"Oltre ad offrire assistenza legale ai nostri associati, vogliamo dare informazione su cose che la gente non conosce appieno". Il Vicepresidente, Fabrizio Condò, aggiunge:"Ci interessa dire anche che devono cambiare le leggi sui minori, che ora finalmente sono trattare dal tribunale ordinario e non più da quello minorile". Se avete bisogno anche solo di un consulto potete chiamare il numero di "Famiglia c'è": 3291118884. MANUEL MANCHI

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lla fine dal Campidoglio hanno aggiustato il tiro. Dopo la dura contestazione dei lavoratori dei due teatri interessati e delle realtà cittadine del teatro indipendente - Valle, Lido Occupato e Angelo Mai Occupato - alla conferenza stampa di presentazione di lunedì 7 dicembre e dopo la mozione presentata dal PD in consiglio comunale per chiederne la sospensione, Gasperini ha fatto un primo passo indietro. La scadenza del bando per l'assegnazione del Teatro di Tor Bella Monaca e del Teatro Biblioteca di Quarticciolo, ormai ex teatri di cintura e riorganizzati nel sistema della Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea con la delibera votata il 19 giugno, è stata infatti prorogata. Avranno così trenta giorni in più - 3 febbraio è il termine fissato - i concorrenti che vogliono aggiudicarsi l'affidamento e che dovranno presentare un piano dettagliato degli spettacoli per almeno 135 giornate di programmazione. Il termine stabilito, infatti, era stato fissato inizialmente per il 3 gennaio, una data troppo ravvicinata per redigere un piano così denso e completo e partecipare. Contro il bando si erano scagliate soprattutto le compagnie più piccole, territoriali e indipendenti, da sempre perno attorno a cui il sistema dei Teatri di Cintura ha orbitato. Sfavorite nella partecipazione a tutto vantaggio di realtà teatrali già consolidate e dalle spalle - soprattutto finanzia-

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Teatro Tor Bella Monaca, slitta il bando DOPO LE CONTESTAZIONI, L' ASSESSORE GASPERINI PROROGA LA SCADENZA PER L'AFFIDAMENTO DEI TEATRI DI TOR BELLA MONACA E DI QUARTICCIOLO: C'È TEMPO FINO A FINE FEBBRAIO. rie - particolarmente solide. Il bando prevede, infatti, per Tor Bella Monaca un finanziamento di soli 262.343,33 euro ed esclusivamente per l'anno 2013. Troppo pochi per chi dovrà innanzitutto dimostrare di effettuare un'offerta economica minore per aggiudicarsi la vittoria del bando, farsi carico di oneri che da delibera sarebbero spettati a Zètema e comunque far quadrare perfettamente i conti per offrire una programmazione di qualità e allo stesso tempo non giocare con la retribuzione dei lavoratori. Lavoratori - che prima afferivano al Teatro di Roma, concessionario uscente - e a cui, finalmente, sarebbe stato assicurato da Gasperini l'assorbimento in Zètema ma ancora con molte incognite sull'inquadramento e sulle condizioni contrattuali offerte. La proroga, comunque, per i più ha il profilo del contentino. Se sulla carta il bando rimane molto aperto, resta il sospetto che sia stato costruito per soggetti ad hoc. Fra coloro che sono stati chiamati a dare una mano alla stesura del bando c'è l'A.g.i.s. Lazio, il cui Presidente - Pietro Longhi - è nella commis-

ebbraio 2013. Almeno così ci informa il Campidoglio. Il 16 dicembre, infatti, Alemanno inaugura il centro polivalente Gabriella Ferri di Pietralata e sul sito del Comune, a corredo della notizia, compare la data dell'inaugurazione imminente per quello di Torre Maura. Se riusciranno ad aprire davvero nei tempi comunicati, si chiuderà finalmente la vicenda di uno spazio che tutta l'area delle case popolari Isveur di Piazzale delle Paradisee attende dal 2007. Quando la Giunta Veltroni e, nello specifico il Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie, approvarono il progetto e finanziarono la struttura per un importo di 1 milione e 800mila euro. L'edificio nasce per fornire risposte alle numerose richie-

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IL RETROSCENA ECCO PERCHÉ SI TEME LA PRIVATIZZAZIONE: UN PROFILO DELL'A.G.I.S. LAZIO E DEL PRESIDENTE PIETRO LONGHI, INTERVENUTO NELLA STESURA DEL BANDO PER LA CASA DEI TEATRI E DELLA DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA. il 15 novembre e Pietro Longhi, Presidente dell'A.g.i.s. Lazio dirama un nuovo comunicato. Ma è solo l'ultimo dei tanti attacchi in cui si scaglia contro le realtà teatrali indipendenti e contro gli spazi che dal Teatro Valle fino al Cinema America, passando per il Teatro Del Lido, sono stati occupati a Roma. "Non pagano affitto, tasse e SIAE ", accusa. "Gli facciamo troppa concorrenza", rispondono gli operatori indipendenti. Perché a loro, spesso, attori e registi prestigiosi offrono la propria collaborazione a titolo gratuito e permettono di far pagare al pubblico ingressi che, per la qualità artistica offerta, a confronto dei teatri commerciali, sono piuttosto irrisori. È questo uno dei retroscena su cui si gioca la battaglia per il bando della nuova Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea istituita dalla delibera dell' Assessore Gasperini sulle ceneri dei vecchi Teatri di Cintura. Pietro Longhi, infatti, è stato il principale consultore di Gasperini per la stesura del bando e figura come uno degli esponenti del comitato di Indirizzo e Programmazione che passeranno al vaglio i progetti dei vincitori. Unico esponente "commerciale" , per la precisione, attorniato da figure che sono esclusivamente politiche o istituzionali (rappresentanti della Rai, del Teatro di Roma e del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea). Perché commerciale? Perché l'A.g.i.s. è l'associazione di categoria degli esercenti dello spettacolo. Ad essa afferiscono, in tutta Italia, più di 7.400 imprese private che operano nel campo. Tutela, insomma, gli interessi degli imprenditori del settore che ne sono soci: circa 70 teatri privati nel Lazio. Non solo ha contribuito al progetto ma sarà chiamata, quindi, a discutere la programmazione proposta dai concorrenti del bando. Così in parecchi hanno accusato Gasperini di aver formulato tutto ad hoc, viste le spese che gli affidatari dovranno sostenere, proprio per essere vinto da soggetti già consolidati e dalle spalle robuste. In sostanza da teatri privati. Magari messi alle strette e in crisi proprio a causa della concorrenza delle realtà indipendenti e iscritti, perché no, all'associazione di categoria di Pietro Longhi. SILVIO GALEANO

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sione di indirizzo del nuovo sistema e si è più volte scagliato contro le realtà teatrali indipendenti romane. Colpevoli forse, dal

CENTRO POLIVALENTE DI TORRE MAURA, SI APRE A FEBBRAIO SUL SITO DELL'AMMINISTRAZIONE COMPARE LA DATA DELL'INAUGURAZIONE DELLA STRUTTURA DI PIAZZALE DELLE PARADISEE. IL TAGLIO DEL NASTRO - DICE ROMA CAPITALE È PREVISTO FRA UN MESE. ste dagli abitanti nell'ambito dei Contratti di Quartiere, uno strumento creato dal Ministero dei Lavori Pubblici per incrementare i servizi infrastrutturali nelle aree degradate. Offrirà, su circa 1500 metri quadri un vero luogo di scambio culturale. Organizzato in due corpi fabbrica che delimitano una grande piazza coper-

Valle Occupato in poi, di fare concorrenza ai teatri commerciali a prezzi molto più accessibili. SILVIO GALEANO

ta, l'edificio ospiterà una biblioteca pubblica con spazio multimediale, sale lettura, spazi espositivi, una caffetteria e un teatro. L'organizzazione integrata delle volumetrie renderà la struttura particolarmente adatta anche ad ospitare eventi e concerti. Nel progetto originario, previsto anche un interrato di collegamento fra i due edifici, poi eliminato a causa di difficoltà nello scavo per il reperimento di materiali di interesse archeologico. La consegna originaria era annunciata per febbraio 2012. SILVIO GALEANO


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esterà una data storica per Torre Spaccata, quella di mercoledì 9 gennaio. Dopo anni di ritardi e proroghe, ripetuti furti e persino il parto di un'occupante nomade, a più di 5 anni dal completamento della struttura, sotto una pioggia di palloncini bianchi e rossi il nuovo mercato di via Sisenna è stato finalmente inaugurato. Il plateatico, ultimato sotto la precedente giunta di centrosinistra nel lontano 2008, sostituisce il vecchio mercato su strada del quartiere e accoglie 36 banchi in maggioranza alimentari. Una buona metà sono di proprietà di operatori che afferiscono dai mercati di altri municipi romani mentre altri 17 erano originariamente collocati nel mercato storico del quartiere. Con l'apertura dei battenti del nuovo, il vecchio sarà smantellato nelle prossime settimane. Grande la soddisfazione dei cittadini della zona. Sono affluiti numerosi nella mattinata, per un giorno dimentichi della lunghissima attesa, immemori, forse, del deterioramento a cui il complesso è andato incontro a causa dell'intervallo trascorso fra la fine dei lavori e l’inaugurazione. Principale indiziato: l'amministrazione che ha

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è voluta la befana per inaugurare il Parco della Fattoria di Torre Angela, ormai ex parco Conti. Il sindaco Alemanno, con la partecipazione del Presidente Lorenzotti e del segretario della onlus che ha in gestione l'area verde Amedeo Gentile ha simbolicamente tagliato il nastro del rinnovato spazio di via Trompeo che già dallo scorso 19 maggio accoglie pony, caprette e conigli ma soprattutto i due asinelli che saranno adoperati per praticare la pet therapy per persone disabili. Dopo aver effettuato un vero e proprio sopralluogo lungo tutto il perimetro e aver preso visione dell'organizzazione degli spazi in cui sono tenuti gli animali, il sindaco ha distribuito alcune calze ai bambini del quartiere come omaggio per l'epifania. "Un'area verde può essere una grande fortuna o una grande disgrazia" ha esordito nel discorso, richiamandosi al degrado in cui il parco ha versato negli ultimi anni. "Ma in questo caso abbiamo dato nuova vita a questa realtà che rimarrà per il futuro dei nostri bambini". Ha ringraziato la onlus, il gestore del chiosco e la massima carica del Munici-

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Torre Spaccata, il mercato coperto di via Sisenna è aperto IL NUOVO MERCATO, PRONTO DAL 2008, È FINALMENTE OPERATIVO DAL 9 GENNAIO. ANDRÀ A SOSTITUIRE QUELLO SU STRADA. MA I TOMBINI ROTTI E GLI SFIATATOI RUBATI E SENZA RAME SONO ANCORA LÌ. SARANNO SISTEMATI PRIMA DEL TAGLIO DEL NASTRO? VIVAVOCE rimandato all'infinito un fantomatico allaccio al sistema fognario. Felicità traspare anche sui volti di buona parte degli operatori, per quanto non tutti siano riusciti ad allestire per tempo. Una manciata di banchi chiusi lo testimonia. Anche se, da quanto si mormora, cinque operatori avrebbero rinunciato all'ultimo minuto. Ma qualcuno insoddisfatto veramente c'è ancora e ci avverte. "Fatti un giro, guarda bene!". Avevano chiesto a Municipio e Comune di mettere una pezza ai danneggiamenti prima dell'apertura. L'ultima proroga del sindaco, il 28 ottobre con l'ordine di sistemare quanto c'era da sistemare. Invece - basta aguzzare gli occhi - gli sfiatatoi rubati non sono stati ripristinati. Anche se la maggioranza dei tombini è stata sostituita, per le spese ci hanno rimesso i commercianti. Qualche chiusino rotto in giro - a dire il vero - c'è ancora. Uno è proprio sotto un tavolino piazzato all'ingresso:

Annamaria, Annamaria e Roberta: "Era davvero ora ma ce lo aspettavamo leggermente più coperto. Ci vorrebbe una merceria perché ogni volta bisogna aspettare il mercoledì!". Teresa e Anna: "Finalmente è aperto ed è anche più vicino a casa nostra. Sicuramente più pulito e ordinato. Anche se ce lo aspettavamo tutto coperto, quando piove come faremo?".

Guglielmo Cernò: "Un mercato coperto è al di fuori dello spirito europeo. È all'aperto ma dà l'idea di essere chiuso, semichiuso, più simile ad un centro commerciale. A differenza dei mercati di strada, si perde un po' il significato originario di piazza".

ci hanno messo sopra una pianta decorativa, per nasconderlo. Sarà per questo, per non inciampare, che nessuno ancora ha tagliato ufficialmente il nastro. "E' un'inaugurazione per il territorio - ha spiegato l'Assessore VIII alle Attività Produttive Mario Brunetti, durante un sopralluogo - verranno poi il sindaco Alemanno

e l'Assessore Bordoni per quella ufficiale". Ha poi assicurato: "Non chiederemo soldi agli operatori per la bonifica dei vecchi box e c'è il nostro impegno a stargli vicino anche per sistemare quello che non siamo riusciti a sistemare entro oggi". Ma bisogna fare in fretta. È quasi aprile: le urne sono vicine! SILVIO GALEANO

ALEMANNO INAUGURA IL PARCO DELLA FATTORIA TAGLIO DEL NASTRO PER IL RINNOVATO PARCO DI TORRE ANGELA, GIÀ DEDICATO ALLA MEMORIA DEL PICCOLO ALESSANDRO CONTI E PREINAUGURATO LA SCORSA ESTATE. MA I CORSI DI ONOTERAPIA SUBISCONO UN NUOVO RITARDO: SI PARTIRÀ IN PRIMAVERA. pio. Con fare di festa, ha poi proseguito scherzando con la befana presente "una con gli occhi verdi non l'avevo ancora incontrata" e, giocando su un ipotetico apparentamento con il Presidente Lorenzotti, ha ironizzato: "Avete fatto le cose in famiglia". Il parco dalla scorsa primavera è stato riqualificato e consegnato in gestione alla onlus Roma Presente e Futuro, associazione iscritta a Rete Attiva Per Roma, la lista civica lanciata lo scorso 18 ottobre a sostegno della ricandidatura del Sindaco. "Attraverso un bando regolare del dipartimento per le periferie", ha però tenuto a ribadire Lorenzotti, memore delle polemiche che seguirono l'assegnazione. Il Presidente ha tirato le somme anche sui costi della riqualificazione. "Una spesa di 200mila euro". Troppi, aveva storto il naso qualcuno al tempo per il tipo di lavori eseguiti. Nel 2004 il parco era stato intitolato alla memoria del piccolo Alessandro Conti, ucciso da un pirata della strada men-

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Massimo D'Agostino: "Finalmente i banchi resteranno più ordinati. La mia speranza è che spostino quello bisettimanale, ci abito sopra e crea più di un problema ai residenti".

tre passeggiava in bicicletta nel 1997. Dopo essere stato riconsegnato dalla precedente cooperativa affidataria al Comune nel 2010, in seguito a un contenzioso su alcune bollette, si era trasformato in pochi mesi in un luogo di abbandono e degrado. Con tanto di ri-

chiesta dei genitori del bambino, accolta dall'amministrazione, del ritiro della targa commemorativa. Intanto gli asinelli che hanno costituito il maggior incentivo alla riconversione del parco in fattoria e che dovevano essere impiegati per i corsi di onoterapia resteranno fermi ancora per un po'. L'attivazione era stata annunciata entro l'anno appena arrivato e invece - ha spiegato Gentile - cominceranno solo in primavera. SILVIO GALEANO


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na tenda al posto della porta e fogli di carta per i vetri. Questa è la grave situazione in cui si trova la classe I elementare sezione E del Chico Mendes, in via Poseidone, zona Torrenova. Le mamme sono state costrette a trovare soluzioni di emergenza per fronteggiare il freddo che minaccia i figli da novembre. Eppure degli interventi dovevano essere fatti. Visto il crescente bisogno di classi, il Municipio avrebbe stanziato a settembre circa 30mila euro per due aule. Ora però in una, al primo piano, risiede con molte difficoltà il I E; nell'altra al piano terra doveva starci una classe d'asilo, ma il locale è rimasto sempre vuoto. Il procedimento parte dalla scorsa stagione scolastica, quando l'allora Reggente dell' Istituto Dott.ssa Volpe chiese al Mu-

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l Falcone, che da settembre si chiama "Istituto di Istruzione Superiore" per l'unione con l'Istituto Pertini, si differenzia parecchio da quest'ultimo. Non nel numero di studenti o nel numero di classi, ma nelle problematiche legate alla struttura dell'edificio. Lo stabile, diviso in padiglioni collegati da corridoi, richiede un intervento repentino in molte parti. Intanto c'è da rispettare una normativa per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Nell'istituto c'è un ragazzo disabile che non può accedere al laboratorio di Chimica per la mancanza di uno scivolo accan-

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DUE CLASSI NELL'ISTITUTO SONO INCOMPLETE. I BAMBINI SOFFRONO IL FREDDO E I GENITORI SI ADEGUANO COME POSSONO. INUTILE IL FINANZIAMENTO STRAORDINARIO CHE IL MUNICIPIO AVEVA STANZIATO IN ESTATE.

nicipio due classi in più per affrontare le iscrizioni alle scuole d'infanzia e elementari. Il Municipio ha accordato con un finanziamento straordinario i fondi per completare due locali. A settembre i lavori dovevano essere completati ma così non è

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stato. I ragazzi di prima sono stati spostati in una classe di quarta e i ragazzi di quarta in corridoio! Poi a ottobre sono stati mandati nella segretaria scolastica per qualche giorno. Le mamme preoccupate sono andate dai carabinieri, i quali contattando Lorenzotti hanno dato rassicurazioni sui lavori. Solo a novembre gli alunni hanno avuto la loro classe definitiva. Ma di definitivo c'era solo la sistemazione: mura in cartongesso, porta mancante, vetri inesistenti ai lucernai, un solo termosifone dietro la lavagna e prese della corrente scoperte. Pochi giorni ci sono voluti perché i ragazzi chiamassero la propria

classe "ghiacciaia". Un gruppo di dieci genitori così si è rivolto all'ufficio tecnico del Municipio, ricevendo risposte sconcertanti. "Dovreste ringraziare che non vi teniate i bambini a casa", avrebbe detto un funzionario dell'ufficio, a cui capo c'è l' Ingegner Marco Contino. Lo stesso giorno un tecnico è passato nelle due classi a prendere le misure delle porte. Le mamme speravano in una risoluzione ma la situazione non è più cambiata. Solo l'11 gennaio la Preside Annarita Tiberio ha annunciato il rinnovo di un appalto per le porte nelle due classi entro fine febbraio. Resta comunque da chiedersi: quei fondi che fine hanno fatto? La solita domanda di sempre. MANUEL MANCHI

ISTITUTO FALCONE, SERVONO INTERVENTI STRUTTURALI LA SCUOLA DI VIA RUGANTINO PRESENTA PROBLEMI RILEVANTI NELLE MURATURE E NELLE PAVIMENTAZIONI. ALCUNI LOCALI DEVONO ESSERE RISTRUTTURATI. to le scale. La Preside assicura che verrà posto un elevatore. L'intervento dovrebbe essere completato prima del nuovo inizio delle lezioni a gennaio. Accanto al laboratorio ci sono due bagni, entrambi chiusi e lasciati in condizioni fatiscenti. A colpire non è tanto la mancanza di manutenzione, che tolti quei due bagni è buona. A destare preoccupazione sono i muri e il pavimento, che risentono della vecchiaia

PARTE DEL PRIMO PIANO NON È AGIBILE E SONO STATI PREVISTE LEZIONI A ROTAZIONE PER I GENITORI PROTESTANO.

I BAMBINI.

l primo piano della scuola elementare sita in via San Biagio Platani a Tor Bella Monaca è stata dichiara non praticabile a causa di preoccupanti infiltrazioni di acqua. E' quanto dichiarato in una circolare interna solo qualche giorno fa. La pessima situazione nella quale versa la scuola pubblica, sfortunatamente, è piuttosto comune non solo nell' VIII Municipio: i pesanti tagli imposti alle risorse dell' istruzione, hanno portato gravi conseguenze. Dal canto loro le amministrazioni locali, alle quali certo va dato in parte l'alibi della esigua disponibilità di fondi, poco si interessano alla sorte dei piccoli alunni. E' così che si vengono a creare queste situazioni bizzarre: prima delle vacanze natalizie era stata segnalata un'infiltrazione che aveva danneggiato addirittura un quadro elettrico. I bambini si sono ritrovati così a dover far lezione al buio. L'evidente disagio aveva condotto i genitori in Municipio per porgere le motivate lamentele: l'ufficio tecnico a quel punto, ricordano i genitori stessi, avevano garantito le rassicurazioni del caso. Parte dei bambini dell'ala interessata sono stati sistemati alla scuola media, costretti a fare avanti e indietro tra gli edifici per poter seguire le lezioni. Tornati dalle vacanze la questione del quadro elettrico è stata sistemata, peccato che i bambini hanno trovato un'altra spiacevole sorpresa: l'altra ala del primo piano non agibile a causa di un'altra infiltrazione. La gravità del problema è stata presentata ai genitori martedì 15 gennaio con la circolare 118 che prevede, proprio in conseguenza dell'inagibilità e della mancanza di sicurezza in parte dell'edificio, la rotazione in

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Scuola Chico Mendes, mancano vetri e porte!

INFILTRAZIONI D'ACQUA ALLA S. BIAGIO PLATANI

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due turni di lezioni, il primo dalle 8:30 alle 12:30, il secondo dalle 12:30 alle 16:30, fino a nuovo ordine. Con una riduzione dell'orario del servizio a quattro ore ed enormi disagi per le famiglie sia per chi lavora, sia per chi ha un figlio al turno mattutino, l'altro al turno pomeridiano. La preoccupazione, poi, come spesso accade, ha dato vita a due schieramenti tra i genitori: quelli favorevoli ai turni, i quali, piuttosto, temono un dislocamento in un altro istituto; quelli preoccupati per la sicurezza dell'edificio: possono mandare i propri figli a scuola con serenità? Si aspettano notizie dalle istituzioni, che fino ad ora non sono riuscite a dare rassicurazione alcuna. Una riduzione dell'orario per gli alunni e l'impraticabilità di parte dell'edificio lede due diritti fondamentali: il diritto all'istruzione e alla sicurezza e questo i nostri amministratori locali, dovrebbero saperlo. JESSICA SANTINI

GRAZIANI EDITORE DIRETTORE RESPONSABILE FEDERICA GRAZIANI STAMPA FOTOLITO MOGGIO Strada Galli 5, 00100 Villa Adriana (RM) REDAZIONE VIA MONTEPAGANO, 50 00132 - CASTELVERDE (RM)

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dell'edificio, ultimato nel 1980. Silvia, una studentessa del V B, ne è testimone: "Nel terzo padiglione ci sono dei muri ammuffiti, con crepe, che sono stati coperti dai cartelloni". Altre fenditure si notano nel quarto padiglione, arrivando addirittura al soffitto. Una parete esterna che dà su uno dei cortili (uno per ogni padiglione), ha un buco nella parte bassa. Come detto anche la pavimentazione si presenta in uno stato da livello di guardia. Entrando nelle classi non si notano solo le mura piene di scritte che non vengono imbiancate da anni. Si nota soprattutto il dislivello sensibile tra i corridoi e le aule, con queste che presentano depressioni nella parte centrale della stanza, come se si stesse formando una conca. Si scorgono fessure accanto le fine-

stre che sono state riempite dagli studenti con gomme da masticare per non far entrare aria. Il rappresentante d'istituto Valerio Tamburelli giura che l'anno scorso nell'aula III A si sia staccato un pezzo di muro, fortunatamente senza conseguenze sull'incolumità degli alunni. Le azioni da intraprendere non riguardano in questo caso le normali problematiche di una scuola: riscaldamenti, muri da imbiancare o disinfestazioni. Bensì ristrutturazioni radicali, per garantire ai ragazzi il diritto alla sicurezza. MANUEL MANCHI


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Centro Anziani Giardinetti, regolari le elezioni ALL'ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO MUNICIPALE IL RINVIO DELLE CONSULTAZIO-

arlerà il tempo ma la speranza è che per gli anziani di Giardinetti si sia aper- NI DEL CENTRO DI VIA CASILINA. MA GLI ISCRITTI MINACCIANO DI OCCUPARE L'AUto un nuovo corso. Si aspetta solo la rati- LA E LA DELIBERA VIENE RITIRATA. ROMANO CHILELLI È IL NUOVO PRESIDENTE. fica ma, alla fine, il nuovo presiaveva portato per la seconda volta consetardo. dente del centro di via Casilina è cutiva alla chiusura del centro anziani lo "Ci siamo recati numerosi e abarrivato. scorso ottobre, dopo un primo commissabiamo minacciato di occupare l'auÈ Romano Chilelli, eletto con riamento avvenuto già nel 2007 con il prela nel caso in cui avessero delibe243 voti martedì 18 dicembre, cedente direttivo. Segno che, gli interessi rato per il rinvio", racconta il neoedopo una giornata di fuoco in Mue le pressioni che gravitano attorno alla letto Chilelli che ha guidato la denicipio. Solo ventiquattro ore pristruttura di via Casilina, da qualcuno ascritlegazione di protesta. "Si è andati ma delle elezioni, infatti, duranta all'orbita di Samuele Piccolo ex vicepreavanti per ore ma alla fine quell'orte l'assemblea consiliare era al- Romano Chilelli sidente del consiglio comunale arrestato dine del giorno è stato ritirato e le eleziol'ordine del giorno il voto per il posticipo a per associazione a delinquere e finanziani sono state convocate nel giorno calendata da definirsi delle elezioni. Una delibemento illecito ai partiti, sono sempre stati darizzato da tempo". ra che indiscrezioni davano per certa fino forti. La tornata elettorale tanto attesa metall'ultimo minuto quando, nella mattinata A nulla, insomma, sono valse le protete fine alla vicenda travagliata del vecchio di lunedì, a poche ore dalla seduta che ste degli ex consiglieri Donato Paulozza e comitato di gestione, destituito dal consiavrebbe dovuto discuterla, alcuni anziani Giulio De Santis che avrebbero voluto riglio municipale dopo le accuse di illeciti e iscritti al centro hanno invaso gli uffici del candidarsi e che, più volte, avevano chiepoca trasparenza sul bilancio, indirizzate Municipio. Per chiedere che la tornata eletsto nei mesi scorsi il posticipo delle elezioall'ex presidente Luciano Titocci da alcuni torale di Giardinetti si svolgesse regolarni. SILVIO GALEANO consiglieri di minoranza. Una vicenda che mente nel giorno stabilito. Senza alcun ri-

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irio 87, l'associazione culturale fondata da Massimo "Kolkov" Filipponi, rischia di sparire da Tor Bella Monaca. Sfrattata da una società privata, la Baluba s.r.l., che ha ricevuto i locali della sede da un'altra impresa fallita, come risarcimento per alcune fatture non pagate. Oggi, lo spazio di via Cambellotti 155 accoglie il Cespp - centro di ascolto di psicologia popolare - , un teatro off, una biblioteca ma per anni ha anche ospitato la sede del partito dei Comunisti Italiani - poi Federazione della Sinistra - e la libreria di Rinascita. Un patrimonio accumulato in quattordici anni e che rischia di andare perduto. "I primi mesi del 2012 è arrivata una lettera e sono stati appesi alcuni fogli sulla serranda dell'associazione - spiega Filipponi - La Baluba ci informava di un presunto abusivismo: dovevamo andare via". La storia è ingarbugliata ma il destino dei locali era già stato scritto ai tempi dell'assegnazione. La colpa sarebbe tutta del Comune di Roma. "Questa Torre non era di edilizia pubblica ma privata. Poi il Comune l'ha acquisita ma, a quanto pare, senza il piano terra e gli spazi commerciali. Per quelli non ha pagato l'impresa". Quest'ultima, a sua volta, ha venduto allora

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"GIÙ LE MANI DA SIRIO87" LA

STORICA ASSOCIAZIONE CULTURALE DI VIA

RIRE.

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RISCHIA DI SCOMPA-

ACQUISITA DA UNA SOCIETÀ PRIVATA.

gli spazi ad un'altra che è fallita. La Baluba si è rivalsa e ogni assegnazione fatta a terzi dal Comune è decaduta. Anche se, a dire il vero, la Romeo da Sirio 87 ci è sempre passata. Per comprendere meglio le sorti c'è anche un'altra storia. Parallela. È il 1998 e Filipponi, già responsabile culturale del PdCI in VIII municipio, con l'entrata nell'associazione di Stefano Bitti, anche lui del partito, ottiene lo spazio al piano terra della Torre Rossa di via Cambellotti dal Comune di Roma. L'associazione è attiva da 10 anni e Antonio Salines, Enzo Garinei, Orso Maria Guerrini, Isa Di Marzio sono solo alcuni dei nomi storici del teatro italiano passati per le rassegne organizzate da Filipponi e compagni in tutta Italia. La sede storica viene trasferita da via Prenestina. Con l'arrivo a Tor Bella Monaca le vicende dell'associazione si intrecciano a quella del partito. Si fanno alterne. "Bisognava aprire nuove sezioni. Visto che uno spazio come questo non poteva essere as-

CITTÀ ROMANA SKI, LO SCI DA TORRE ANGELA ARRIVA A CAMPO FELICE PER IL 2 FEBBRAIO, L'ASSOCIAZIONE SPORTIVA HA ORGANIZZATO IL V TROFEO CITTÀ ROMA: UN REGIONALE PER MASTER, GIOVANI E SENIOR. IL PRESIDENTE LUCARELLI ENTUSIASTA: "UNA GRANDE OPPORTUNITÀ MA ABBIAMO BISOGNO DI GIOVANI".

DI

a sede operativa è in VIII municipio, anche se di neve in città non è che ne cada molta. Ma il gruppo Romana Città Ski - l'associazione sportiva che in via Artusi 102 a Torre Angela (presso lo snack bar Tony) riunisce tutti gli appassionati di sci della zona - conta più di cento iscritti in tutta Roma, qualcuno persino dalla Calabria e svolge le sue attività in tutta la regione. Per sabato 2 febbraio ha organizzato e promosso a Campo Felice, già luogo operativo degli allenamenti, la quinta edizione del trofeo Città di Roma. Un grande evento agonistico per categorie master e giovani/senior a cui ogni anno partecipano circa 25 società per oltre 300 sportivi. "Abbiamo iscritti che vanno dai cinque agli ottant'anni e l'evento del 2 è un momento importante e di spessore per tutta la squadra. Ma stiamo cercando di mettere assieme un buon gruppo giovanile ed è soprattutto per questo che lavoriamo: vogliamo creare il fiore all'occhiello di ogni società, la categoria giovani", spiega Lucarelli, presidente e fondatore. "Avvicinarsi allo sport, in un territorio come questo, è importante: vuol dire allontanarsi dalla strada e i risultati arrivano", spiega Ciacciarelli, segretario dell'associazione. Così, in attesa del torneo regionale, intanto il 13 gennaio l'associazione ha istituito una giornata dedicata ai più piccoli con una prova gratuita con i suoi maestri qualificati della Scuola Italiana Sci. Ma assicurano "chi non ha fatto in tempo il 13, può venire a trovarci quando vuole. Cerchiamo bambini a cui far provare gratuitamente lo sport per provare a trasmettere l'amore per la montagna e la neve". Per avere tutte le informazioni a riguardo, è possibile anche visitare il sito www.cittaromanaski.com SILVIO GALEANO

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DUILIO CAMBELLOTTI

SEDE ASSEGNATA DALL'AMMINISTRAZIONE LOCALE QUATTORDICI ANNI FA È STATA

segnato direttamente ai partiti, ho messo a disposizione i locali assegnati all'associazione come supporto. Ma senza bandiere o trasformarli in una sezione ufficiale". Gli anni passano. Filipponi si reca per qualche anno a Milano e i locali restano di fatto in mano al partito, pur continuando le attività dell'associazione. Fino a quando Kolkov decide di riprendere a pieno regime e aprire con Stefania Catallo, counselor, il Cespp (centro di psicologia popolare). L'iniziativa è poco apprezzata dal partito e i due percorsi si separano nuovamente. Ma intanto, nel 2012, arrivano l'istanza e il passaggio di proprietà alla Baluba. Un'occasione che apre un riavvicinamento: le due parti si accordano per intentare un'opposizione condivisa al Comune. Finisce male. "L'avvocato del partito non si è opposto anche se ci eravamo accordati per quello. Avremmo potuto ottenere almeno una nuova assegnazione" accusa Filipponi. "La partita era difficile e non abbiamo fatto opposizione perché è saltato l'accordo con l'associazione, non avevamo sufficienti garanzie" si difende Roberto Catracchia, Federazione della Sinistra. Così, fra i dissidi personali e le biforcazioni politiche, la Catallo intanto accetta una candidatura offerta dal Pd , il patrimonio storico di Sirio 87, una risorsa culturale per tutto il territorio, è a rischio. E su Filipponi grava infatti un'istanza di pignoramento per 12.000 euro. SILVIO GALEANO

TORRE SPACCATA, IL CIRCO ORFEI È SULL'AREA VINCOLATA LA

DENUNCIA DI

ANNAMARIA ADDANTE,

PROTAGONISTA NEL 2002 DELLA LOTTA PER LA RIMOZIONE DEL

TEATRO TENDASTRISCE

NELLO STESSO PERIMETRO: "LÌ NON CI PUÒ STARE". LO SEGNALA ALL'ATER PROPRIETARIA DEL TERRENO, CHE INVITA A LEVARE LE TENDE, MA IL CIRCO RIMANE.

rriva il Circo Amedeo Orfei a Torre Spaccata. Ma l'area in cui si installa è il famoso lembo della Torraccia. Vincolato e destinato da Piano Regolatore a verde e servizi pubblici. Quello compreso fra via Namusa, via Palmiro Togliatti e via Casilina, infatti, è il terreno in cui si staglia la storica Torre di Centocelle. Un'area di proprietà dell'ATER che nel 2009 ha deliberato per assegnarlo a Zoe, la cooperativa che si sarebbe dovuta preoccupare di riqualificarlo per allestirci un grande parco pubblico. E che, invece, non solo non ha ancora provveduto ad attrezzare lo spazio ma ha deciso di concederlo al Circo Amedeo Orfei per picchettare il suo tendone. "E' una vergogna. Su quell'area gravano tre vincoli: archeologico, monumentale e di acque pubbliche" spiega Annamaria Addante. Nel 2002, da Presidente del Consiglio dell' VIII Municipio e dell'Associazione Inquilini Ater si era già adoperata per rimuovere il Teatro Tendastrisce, installato proprio nello stesso perimetro. Dopo un contenzioso, nel 2004, lo smantellamento definitivo incassò anche il parere favorevole del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato che dichiararono la struttura del teatro abusiva e l'area non edificabile. "E' uno scandalo perché l'Ater da contratto ha dato in affitto questi terreni per il servizio di guardianìa. Ma invece chi lo ha ottenuto se lo sfrutta affittandolo al Circo che lì non ci può stare". Così la Addante ha interessato Bruno Prestagiovanni, Presidente dell'ATER, che racconta "in seguito alla mia denuncia ha chiesto al dott. Mari di inviare una lettera alla cooperativa Edera e per conoscenza anche ai vigili urbani, sono stati invitati a rimuovere immediatamente il circo dall'area". La lettera è datata 17 dicembre ma intanto, tre giorni dopo, la manifestazione circense è partita. Lo spettacolo è pubblicizzato fino al 27 gennaio e la lettera dell'ATER è solo una diffida e non una querela che avrebbe potuto accelerare l'iter per lo sgombero. Staremo a vedere. SILVIO GALEANO

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TORRI

agitazione perenne dei dipendenti e le occupazioni alle sedute del Senato accademico hanno portato ai risultati sperati. Il personale di Tor Vergata ha visto regolato il proprio salario da lavoro accessorio (occasionale), come previsto dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro. La notizia è arrivata da un comunicato congiunto di FLC (Federazione lavoratori della conoscenza) e CGIL, lo scorso 19 dicembre. I lavoratori si erano visti decurtare da luglio circa 200 euro al mese dal proprio stipendio senza spiegazioni. Il perché? Un'interpretazione definita dai sindacati "assurda e pretestuosa" della legge Brunetta. Questa mira a premiare i dipendenti più

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1 ANNO VI

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Università: c’è l’accordo sul salario accessorio DOPO MESI DI TRATTATIVE IL RETTORE RENATO LAURO HA FIRMATO IL NUOVO CONTRATTO INTEGRATIVO PER IL PERSONALE TECNICO E AMMINISTRATIVO DELL' ATENEO. produttivi e a regolare il salario per il personale che garantisce l'ampliamento dei servizi dell'Ateneo. Dopo la ratifica di un documento di protesta dell'assemblea del personale verso i revisori dei conti (organi che devono approvare il bilancio) e il Rettore, quest'ultimo si è deciso a muoversi per il compromesso. Si sono unite CGIL, CISL, UIL, USB, CSA-CISAL e RSU, la rappresentanza sindacale unitaria. Il testo definitivo è stato approvato dai revisori ed è stata proprio di Lauro la pri-

ma firma sul documento. Gli accordi prevedono la ratifica comune di una mappatura dei processi, atto scritto che dovrebbe aumentare il livello di prestazioni dei dipendenti e la qualità dei servizi, attraverso una riformulazione dei compiti e degli orari. È riconosciuta un'indennità mensile accessoria per tutti i 12 mesi del 2012, quindi anche per i mesi che non sono stati pagati. Infine si pongono le basi per nuove contrattazioni su un accordo integrativo valido per tutto il 2013. Aldo Perri, di FLC,

IL BAR DI LETTERE RIAPRE, MA A CHE PREZZO? DOPO LA CHIUSURA, DURATA SEI MESI FINO A OTTOBRE, IL LOCALE ORA IMPONE PREZZI DA MONOPOLIO. I DIPENDENTI HANNO NOTATO UN PEGGIORAMENTO DEL LORO CONTRATTO. lunghi viaggi per prendersi un caffè alle facoltà vicine o addirittura al bar della Romanina sono finiti. Il servizio di ristoro nella facoltà di Lettere e Filosofia è ripreso da ottobre scorso, dopo 6 mesi di sigilli. In tutta l'università di Tor Vergata i bar hanno chiuso e sono stati riaperti da pochi giorni, tranne quello di Medicina, rimasto sempre in attività. La gestione dello spazio di Lettere è affidata ad un nuovo gruppo, che ha mantenuto alcuni dei dipendenti che offrivano servizio nella precedente gestione. Tutto è cominciato quando l'Srl "Cyrano Golosità" ha perso gli appalti di tutti i bar dell'ateneo escluso quello di Ingegneria per morosità nel pagamento degli affitti. Da maggio del 2011 quindi già si sapeva che la gestione del locale di Lettere sarebbe andata al gruppo arrivato secondo alla precedente gara di gestione dei punti ristoro e bar delle facoltà, cioè "Vivenda" . Ma "Cyrano", invece di abbandonare il locale, ha deciso di prendere tempo, facendo ricorso al Tar alla Corte Costituzionale e alla Corte europea (tutti e 3 respinti), e occupare il locale per vendere ancora. Come se non bastasse i dipendenti hanno cominciato a non percepire più lo stipendio. E così a febbraio è scattato lo sfratto dello stabile. I lavoratori si sono ritrovati senza occupazione. Adesso, dopo un intero semestre senza bar, "Vivenda" è finalmente subentrata per riprendere il regolare compito. "Vivenda" , legata al gruppo "La Cascina", è finanziata dal movimento ecclesiale cattolico Comunione e Liberazione, il quale esercita un forte potere di lobby sull'Ateneo sin dalla sua nasci-

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ta. Infatti molto è cambiato con l'arrivo della nuova gestione. Dal bar sono spariti i giornali e i prezzi si sono alzati. I lavoratori, inoltre, si sono visti cambiare i termini del contratto privato. Prima la durata era di 12 mesi mentre ora è di 11. Ad agosto i dipendenti avranno un mese di aspettativa non retribuita e un mese senza lavoro comporta meno tredicesima e quattordicesima di prima, per un danno attorno ai 1500 euro. C'era un accordo tra lavoratori e "Vivenda" per il reintegro delle spettanze pregresse, ma non è stato rispettato. In pratica è un contratto verticale, dove sono modificate non le ore giornaliere, ma dell'intero anno. I sindacati si sono mobilitati per difendere ancora quei lavoratori che negli ultimi mesi hanno visti calpestati molti dei loro diritti. MANUEL MANCHI

"ECOMAFIE: E SE FOSSE IL GIARDINO DI CASA TUA?" CON QUESTO SLOGAN IL 16 GENNAIO IL COORDINAMENTO UNIVERSITARIO LINK, LE ASSOCIAZIONI LIBERA E RETE DELLA CONOSCENZA HANNO INFORMATO SUGLI ABUSI AMBIENTALI CHE ROVINANO IL NOSTRO TERRITORIO.

ella facoltà di Scienze di Tor Vergata si è tenuto un incontro sulle ecomafie, in un ciclo di seminari denominato "L'antimafia siamo noi". Erano presenti Diego Ciarafoni, primo coordinatore di Link Tor Vergata, Marica Di Pierri, relatrice per il CDCA (Centro Documentazione Conflitti Ambientali), e Valentina Romoli, Responsabile Legambiente Lazio. È stata proprio Legambiente a inventare il termine, riferendolo a tutte le attività illegali di organizzazioni criminali che arrecano danni all'ambiente: traffico e smaltimento illegale di rifiuti, inquinamento atmosferico e abusivismo edilizio. Tutti temi che nel nostro Municipio sono fin troppo d'attualità. Valentina Romoli ha specificato che la sola legge 416 bis, regolante l'associazione per delinquere di tipo mafioso, non basta a difendere i diritti dei cittadini dalle ecomafie. Il fenomeno ha contato nel Lazio più di 3000 illeciti nel 2012, soprattutto nel tema dei rifiuti (quinta regione in italia) e delle cosiddette "colate di cemento". "Lo stesso testo unico per l'edilizia del 2001 - dice Romoli - non basta a ridurre l'abuso edilizio e le lottizzazioni abusive". La mancanza di una disciplina ambientale organica a livello nazionale è preoccupante. Marica Pierri spiega cosa si intenda per conflitto ambientale: "Deve registrarsi una diminuzione in quantità o qualità di un bene primario, e deve esserci una resistenza organizzata della comunità interessata". Proprio a questo riguardo l'ottavo municipio nei suoi cittadini si è mobilitato per difendere i propri diritti sull'ambiente. Sul problema dei rifiuti Legambiente difende e appoggia coloro che hanno protestato contro la discarica a Corcolle, ma non sa come finirà la vertenza, dopo l'ennesima proroga per Malagrotta fino a marzo. L'unica soluzione immediata è portare la differenziata porta a porta, denunciando sistematicamente i disservizi e i ritardi pubblici. Invece per altre ecomafie come le colate di cemento nell' Agro romano, di "mafiosi" i cittadini ne conoscono tanti. MANUELA MANCHI

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spiega come si è svolta l'assemblea risultata determinante:"Il Rettore è stato conciliante da subito. Ha finalmente capito le nostre ragioni e abbiamo trovato un accordo che rispetta le parti. Si mira a migliorare l'organizzazione del lavoro, con nuove competenze per i dipartimenti, le facoltà e l'amministrazione centrale. L'8 gennaio c'è già stato il primo tavolo di trattativa per l'anno appena iniziato. Siamo fiduciosi, e contenti che l'agitazione sia finita". La protesta, sempre attenta alla legalità, ha visto alla fine riconosciuti i diritti dei lavoratori. Per una volta una storia finita bene. MANUEL MANCHI

LETTERE E FILOSOFIA, IL FOCAL POINT FANTASMA NEL L'EDIFICIO B

DELLA FACOLTÀ LA POSTAZIONE COM-

PUTER HA LE SERRANDE ABBASSATE DA MESI E GLI STUDENTI NON POSSONO NEMMENO USARE LO SPAZIO COME AULA STUDIO.

ella facoltà di Lettere di Tor Vergata l'area informatica per l'approfondimento e la comunicazione è chiusa a tutti da oltre un anno. Il motivo? Una complicazione giudiziaria che ha fatto perdere la concessione alla ditta appaltatrice del locale. È l'ennesimo caso nel Secondo Ateneo Romano di pratiche poco chiare che lasciano gli utenti privi di servizi. Il Focal Point era stato voluto a cavallo del 2000 dall'allora Presidente del Consiglio di amministrazione di Tor Vergata, il Prof. Colizzi. Nel 2008 la sala era gestita in concessione ad una serie di cooperative di cui faceva parte anche Laziodisu (Ente per il diritto allo studio nel Lazio). Erano forniti dall'ente armadietti e beni di cancelleria, sebbene secondo la legge 7 del 2008 dell'ateneo non fossero previsti i focal point come servizio obbligatorio per gli studenti. Poi la successiva gara venne persa e il locale andò in gestione ad un nuovo gruppo, comunque sempre spalleggiato, fra le varie cooperative, da Laziodisu. Dopo un anno di esercizio, il Tribunale Amministrativo Regionale fece perdere la concessione alla nuova ditta, per mancanza di requisiti che erano indicati nel bando per la gara. Il locale venne chiuso e rimase disabitato per mesi. Laziodisu, pressata internamente da problemi giudiziari, se ne lavò le mani e porto via dall'aula quello che poteva, compresi dei computer. A quel punto gli studenti della facoltà, con in prima fila i ragazzi dell'aula occupata al piano sotterraneo dell'edificio B, hanno deciso di comune accordo di utilizzare l'aula per studiare. Si organizzava il lavoro in modo autonomo sia per la pulizia che per la gestione dei monitor. Poi però pochi mesi fa i ragazzi sono stati cacciati senza spiegazioni, come spiegano dal collettivo "Lavori in Corso". Le serrature sono state cambiate e fino a due mesi fa non si sapeva a quale fine fosse destinato il vecchio focal point. Ivano Lucioli, responsabile P.O "Servizi e benefici agli studenti" di Adisu RomaDue (cioè Laziodisu a Tor Vergata), dichiara:"Io non so nemmeno quale sia la situazione al momento. Quando sono arrivato noi già non eravamo più fra le cooperative appaltatrici per quel focal point. So che ora, dopo che cavilli giudiziari hanno lasciato senza gestione il locale, la responsabilità dell'area è passata all'Ateneo. Noi non possiamo fare nulla per far riaprire agli studenti". Insomma, ora la patata bollente è passata all'università, e al nuovo direttore del dipartimento di Storia, Franco Salvatori. Il personale della facoltà fa sapere che i ragazzi sono stati cacciati perché presto verrà costruito nell'aula un nuovo archivio letterario. Per ora solo tante chiacchiere.

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MANUEL MANCHI


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NUMERO

CASILINO

1 ANNO VI

L’Aldea ha chiuso i battenti Il centro di accoglienza notturno e diurno di via Giarre ha cessato di esistere. Dopo 10 anni, durante i quali la Comunità Capodarco di Roma Onlus ha gestito la struttura, resta solo il ricordo dell'operato svolto. Inizialmente in grado di dare alloggio a una decina di persone, con il tempo si è visto costretto a ridurre i servizi a causa del taglio dei fondi: per mesi gli operatori non hanno ricevuto gli stipendi e solo la tenacia del responsabile, Rosario Boschi, e dei suoi collaboratori hanno permesso il proseguo delle attività. A suon di proroghe mensili sono andati avanti per circa un anno, in attesa di un bando fattibile. Le speranze sono andate vane e gli ospitati sono stati costretti alla mezzanotte del 31 dicembre ad andare in strada: un anno iniziato nel peggiore dei modi per queste persone che già vivono una situazione dif-

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UNA BEFANA.. SU PRENOTAZIONE

COLLINA DELLA PACE, CE L'HANNO FATTA!

PER

E'

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RICEVERE I DOLCETTI, I BAMBINI HANNO

CENTRO PER TOSSICODIPENDENTI DI

CHIUSO.

IN

ficile. Si parlava nel centro di "riduzione del rischio": creare le condizioni affinché non ricadessero in tentazione e non commettessero crimini. E ora che si sono visti abbandonati cosa accadrà? Qualcuno dorme alla stazione, qualcun altro in strada, nonostante le temperature. Qualcuno ha provato a chiedere aiuto al servizio emergenza freddo: si è sentito rispondere che è necessario mettersi in lista ed attendere oltre quindici giorni. Il recupero compiuto in questi anni rischia di vanificarsi, ma alle amministrazioni non inte-

È STATO DEFINITIVAMENTE

ressa salvare il salvabile: la condanna netta è stata data con la prima minaccia di chiusura, segno del disinteresse per il problema. E con la promulgazione di bandi ad personam, ritirati perché non sostenibili ma comunque diffusi. In segno di protesta si svolgerà il 23 gennaio, presso la stazione Tiburtina, salvo qualche cambiamento dell'ultimo minuto, una manifestazione che coinvolgerà anche gli operatori del settore: l'Aldea non è l'unico centro di questo tipo ad esser stato chiuso a Roma, ma la stessa sorte è spettata ad altri due nell'ultimo periodo. Al dramma dei lavoratori licenziati si affianca la sorte degli ospitati: senza un tetto sopra la testa, senza un pasto caldo e senza prospettiva, sarà davvero impossibile proseguire il percorso di recupero. JESSICA SANTINI

STATA AFFIDATA LA PULIZIA DEL PARCO AD UNA NUOVA COOPERATIVA DOPO SETTE MESI

DOVUTO LASCIARE IL NOMINATIVO IN ANTICIPO.

DI AUTOGESTIONE DEI CITTADINI.

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nuovi custodi hanno preso in mano la situazione e dai primi di dicembre hanno iniziato la loro opera nel giardino pubblico di Finocchio che gradualmente sta riacquistando il decoro che merita. "Come avevamo preannunciato, l'assegnazione era imminente. - sottolinea Luigi Di Bernardo, presidente dell'AdQ Collina della Pace- Effettivamente non siamo a conoscenza dei termini tecnici dell'assegnazione. Il servizio, che è stato attivato a metà dicembre, sembra migliorato: pare che sia stato organizzato per garantire una prestazione anche pomeridiana. All'alba vengono aperti i cancelli per essere richiusi dopo il tramonto". Per molti mesi, da quando erano stati chiusi i rubinetti per la cura del verde pubblico lo scorso maggio, era stata proprio l'AdQ Collina della Pace in accordo con i cittadini a prendersi cura della manutenzione del parco: i ra-

n po' insolita la Befana che sabato 5 gennaio è stata ospitata a Largo Monreale a Borghesiana: per poter ricevere i tanto agognati doni i piccoli residenti del quartiere hanno dovuto far chiamare organizzatori da mamma e papà per potersi prenotare. Chi per caso, quindi, non avesse fatto in tempo per qualsivoglia motivo, è purtroppo rimasto fuori dalla lista dei regali. Una sorta di Befana a richiesta quella organizzata dal CdQ Borghesiana che ha allietato il pomeriggio di qualche fortunato bambino che ha fatto in tempo a leggere i manifesti in strada e di corsa è stato prenotato. Per gli altri purtroppo, nulla da fare. E pensare che la famosa vecchietta a bordo della sua scopa, coperta di uno scialle con il sacco carico di caramelle - ma anche di carbone per chi non si sia comportato troppo bene - è solita portare qualcosa a tutti, in particolar modo ai bambini: magari solo una lecca lecca, ma senza alcuna distinzione. Tranne in questo caso che una discriminante c'è stato: essersi messo in lista. Ma la Befana avrà certo provveduto personalmente a sottolineare la gaffe agli organizzatori: quest'anno solo carbone per loro! JESSICA SANTINI

BORGHESIANA

STRADA GLI OSPITATI GIÀ DAL PRIMO DI GENNAIO.

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mazza-day che si sono susseguiti hanno contribuito ad evitare uno stato d'abbandono che sembrava essere imminente: "Hanno impiegato ben tre giorni per sistemare. Del resto noi abbiamo allentato le pulizie sapendo che era imminente la nomina della cooperativa addetta. Per sette mesi ce ne siamo occupati insieme ai cittadini!". Il parco ha necessità di molti interventi di manutenzione straordinaria più volte segnalati. Per fare in modo che diventi davvero il fulcro di un quartiere praticamente senza nulla. La pulizia quotidiana è un primo passo ma non è sufficiente. E poi Di Bernardo fa trapelare una comune preoccupazione: "Speriamo che non si torni ogni anno con lo stesso problema". La paura che fra qualche mese le casse vengano di nuovo dichiarate vuote e i servizi, considerati secondari, tagliati, preoccupano inevitabilmente i cittadini. JESSICA SANTINI

FINOCCHIO, LA DISCARICA È ANCORA LÀ VIA SANT'ALESSIO IN ASPROMONTE È IN UNO STATO PIETOSO A CAUSA TUTTI LO SANNO, NESSUNO INTERVIENE.

DELLA SPAZZATURA ABBANDONATA OVUNQUE.

due passi da via di Rocca Cencia esiste una strada dove decoro e senso civico sono parole sconosciute. Un centro abitato dove i residenti convivono quotidianamente con la spazzatura abbandonata davanti la porta di casa. Il Municipio lo sa, i vigili anche. Tutti lo vedono, ma si voltano dall'altra parte facendo finta di nulla. E' uno dei tanti siti utilizzati per l'abbandono della spazzatura il

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VIA FONTANA DEL FINOCCHIO, L'ILLUMINAZIONE ARRIVERÀ I

LAVORI SONO INIZIATI IN RITARDO RI-

SPETTO ALLA SEGNALAZIONE PER ESSERE INTERROTTI A

NATALE.

ppena qualche giorno prima di Natale sono iniziati gli scavi per l'istallazione dei pali di illuminazione pubblica in via Casale del Finocchio. Una richiesta avanzata da anni dalla cittadinanza che finalmente sembra stia per realizzarsi. La strada secondaria in questione è la stessa che fino a qualche mese fa era in attesa delle caditoie per la raccolta di acqua piovana: nonostante la segnaletica di divieto di sosta apposta, i lavori sono iniziati con oltre un mese di ritardo. Anche in questo caso non vi è molta differenza di procedura: il cartello applicato davanti il primo scavo indica come inizio lavori dell'Acea il 1 ottobre. Oltretutto prevede la chiusura cantiere in soli 10 giorni. Nulla è come segnalato: oltre il ritardato avviamento, i lavori sono stati interrotti, dopo gli scavi iniziali, per le festività natalizie ed intorno alle venti buche create è stata apposta una transenna come recinzione. Non è fuori dubbio quindi che siano state osservate le preventive misure cautelative per evitare incidenti, ma forse tenere tanti scavi aperti per un così lungo periodo senza supervisione è comunque un po' pericoloso. Senza contare, poi, la conformazione della strada: via Fontana del Finocchio è piuttosto stretta, a doppio senso e molto trafficata. E' densamente popolata ed è un'importante via di collegamento con via Prataporci e via di Fontana Candida. Il 7 gennaio gli operai sono tornati all'opera per concludere, ci auguriamo, i lavori. Prima che finalmente l'illuminazione sarà davvero una realtà per i residenti ci vorrà tempo, ma quantomeno un barlume di speranza comincia ad accendersi.

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JESSICA SANTINI

ciglio stradale di via Sant'Alessio in Aspromonte: dove elettrodomestici e mobili dismessi, calcinacci e pneumatici, deturpano un paesaggio semi-rurale a due passi dal compattatore Ama. Spesso qualcuno provvede ad una sommaria pulizia dando fuoco alla roba vecchia, per poter fare spazio allo scarico successivo. I vigili, sono andati più volte in sopralluogo, ma nulla è cambiato. Ci si chiede cosa debba fare un cittadino per difendere il proprio diritto alla salute, visto che la via della legalità spesso conduce solo ad un rumoroso silenzio dei piani alti. L'invito a fare denunce e atti protocollati ha portato i cittadini in un vicolo cieco, dal quale sembra impossibile venir fuori. JESSICA SANTINI


CASILINO

a Misericordia Roma Sud di via Lentini svolge operato di soccorso con mezzi di autoambulanze propri sul territorio dell' VIII Municipio raggiungendo, se necessario anche la zona a ridosso dei Castelli Romani. Un servizio di volontari, realizzato in collaborazione con il pronto intervento del 118 e che, dal 2003 circa, ovvero dalla data della sua fondazione ha sede a Borghesiana, in un terreno della Provincia di Roma tra l'ITI Sandro Pertini e la Polisportiva Borghesiana. Unica via di accesso per prestare soccorso è via Lentini che spesse volte, in particolare in occasione di qualche evento importante nei campi della Polisportiva, è difficilmente percorribile per i mezzi di soccorso. Nonostante il cartello di divieto di sosta, infatti, le auto parcheggiate da entrambi i lati bloccano l'ambulanza. E impediscono, il tempestivo soccorso richiesto in casi di emergenza sanitaria. La Misericordia Roma Sud per evita-

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1 ANNO VI

Quando una strada può salvare delle vite OGNI MINUTO PUÒ ESSERE PREZIOSO QUANDO SI DEVE INTERVENIRE PER PRESTARE SOCCORSO.

re l'ingorgo e per avere un'altra via di accesso per poter intervenire con i tempestività ha avanzato un'ipotesi: esiste una strada alle spalle del prefabbricato della sede che un tempo veniva utilizzata regolarmente. Ormai entrata in disuso rimane una via di comunicazione riservata alle poche residenze edificate nei dintorni. Sarebbe piuttosto facile per l'associa-

zione aprire un varco di accesso su questa strada che non intralcerebbe il normale operato delle attività limitrofe e consentirebbe un soccorso celere. La questione è stata posta ormai qualche anno fa sia al Presidente del Municipio Massimiliano Lorenzotti appena insediatosi, sia al Presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma Fabrizio Santori: l'associazione era disposta a sistemare a

proprie spese la strada. Necessitava solo delle autorizzazioni e di un mezzo che ne riaprisse il percorso. Non era richiesta ne l'asfaltatura ne altro. Sono trascorsi anni ed hanno terminato il mandato, ma un nulla di fatto. Pensare che a conti fatti e cronometro alla mano, la nuova strada consentirebbe un risparmio di tre -quattro minuti sul tragitto, preziosi in caso di emergenza sanitaria: è conosciuta da tutti l'importanza di un soccorso tempestivo. Eppure sembra non riguardare un simile ragionamento le alte sfere della politica locale. La quale, a conoscenza di ciò, sarà considerata responsabile, quantomeno morale degli evitabili ritardi che spesso mettono a repentaglio la vita delle persone. Quando basterebbe un granello di sensibilità, insieme ad un briciolo di buon senso a risolvere il problema. JESSICA SANTINI

ARRIVANO I MARCIAPIEDI A VIA CASTELLANA SICULA

INCIDENTE ALLA COLLINA DELLA PACE

PER LE STRADE LIMITROFE SI ERA PROVVEDUTO DA TEMPO. FINALMENTE LA SVOLTA È ARRIVATA ANCHE PER LORO.

UNA VETTURA HA URTATO LA GRATA CHE CIRCONDA IL PARCO FACENDOLA CADERE. SI ATTENDE IL RIPRISTINO.

n regalo di Natale per i residenti della trafficata via di collegamento tra due dei più importanti quartieri del versante Casilino: la realizzazione dei marciapiedi e dei parapedonali, necessari per la messa in sicurezza di quanti abitualmente percorrono a piedi questo tratto. I lavori a via Castellana Sicula sono iniziati i primi di dicembre e, ultimati proprio in prossimità delle feste, sono stati un dono inaspettato, anche se lungamente auspicato, per i cittadini. La strada infatti, seppur di secondaria importanza, è uno snodo cruciale per lo smaltimento del traffico tra via Rocca Cencia e via Bolognetta, importanti arterie rispettivamente di Finocchio e Borghesiana. A due passi dalle scuole elementari di

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via Motta Camastra e di via Rocca Cencia, alla scuola per l'infanzia di via Capaci e al parco della Collina della Pace, oltre che vicina alla futura stazione della metropolitana di via Bolognetta, la strada è tappa obbligata per quanti, per non prendere l'automobile, raggiungono i servizi e centri aggregativi del quartiere a piedi. Il marciapiede percorre lungo un solo lato della strada ed è stato allestito con parapedonali come protezione. Seppur un piccolo intervento, in questo periodo durante il quale ogni cosa sembra venga centellinata, diventa agli occhi di tutti una gran cosa. Sorge, comunque, sempre un dubbio quando le opere, tanto richieste e di fatto necessarie, vengono realizzate a ridosso della campagna elettorale. JESSICA SANTINI

FORZA NUOVA: SETTIMA EDIZIONE DELLA BEFANA TRICOLORE UN APPUNTAMENTO FISSO, CHE SI RIPETE DA SETTE ANNI, DEDICATO SOLO AI PIÙ PICCOLI, RICCO DI DONI, DOLCI E SORRISI. DOVE, QUEST'ANNO, FN HA DECISO DI PRESENTARE LA CANDIDATURA DI DANIELE LOPOLITO PER LE PROSSIME ELEZIONI. a Befana Tricolore è diventato un appuntamento fisso per i militanti di Forza Nuova. Giunta ormai alla sua settima edizione, questa iniziativa venne organizzata per la prima volta nel 2006, all'interno della vecchia sezione di Forza Nuova nel quartiere di Torre Angela. All'inizio, l'evento non fu sponsorizzato ed era aperto solo alle famiglie dei membri del movimento. "Era stato concepito come un modo per ritrovarsi dopo le vacanze con militanti e amici - spiega Daniele Lopolito, responsabile FN per l'VIII municipio - poi, abbiamo deciso di aprire questa festa a tutti visto il suo scopo: donare sorrisi e speranza". Quest'anno l'evento si è svolto in un locale di via Siculiana all'interno di una sala rinfreschi addobbata per l'occasione. "Per vari problemi quest'anno - continua Daniele Lopolito - la festa non si è svolta nella sala cinema del municipio, perché dapprima un'associazione l'aveva prenotata prima di noi poi invece ci sono stati gli sfollati del

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quartiere di Ponte di Nona". L'evento era partito con poca pubblicità e poche presenze, poi col trascorrere degli anni si è trasformato in un appuntamento fisso ed ha raccolto sempre più partecipanti anche non legati a FN. "Come dimenticare sottolinea Lopolito - la V edizione della Befana Tricolore quando i partecipanti furono 150". La festa, quest'anno oltre al nobile scopo di regalare sorrisi e speranza ai più piccoli, è servita anche a presentare Daniele Lopolito come candidato presidente alle prossime elezioni per l' VIII municipio. "Per sette anni in quest'evento non si sono mai fatti discorsi politici, abbiamo pensato solo ad organizzare e a metterci la faccia . Per questa edizione abbiamo messo i manifesti con la mia candidatura, semplicemente per dire che siamo presenti e vogliamo dare una speranza anche alle famiglie, non solo ai bambini". ANDREA CAVADA

l 24 dicembre, alla vigilia di Natale, un'automobile su via Capaci è uscita fuori strada, andando ad urtare la recinzione della Collina della Pace. Un incidente dovuto forse alla distrazione o forse alla forte velocità ha provocato la rottura della stessa recinzione, oltre che grande spavento per il conducente. Il tutto è accaduto nel quartiere Finocchio intorno alle ore 19 circa: la curva a gomito è stata tagliata dal veicolo che, non riuscendo a mantenere il controllo della vettura sulla strada, ha urtato con-

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tro la grata di ferro buttandola giù. "Mi domando se un incidente simile sia accaduto per gioco - commenta Luigi di Bernardo, Presidente dell'Adq collina della Pace - peccato: il l servizio apertura chiusura cancelli è ripreso da pochi giorni, appena il 17 dicembre". Sentito il dispiacere per il danno che, a distanza di quasi un mese, ancora non è stato riparato: è stata tirata su la grata e protetta da un nastro per evitare manovre pericolose, ma per il resto si attende l'intervento per il ripristino della nuova recinzione. JESSICA SANTINI


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ANNO

CASILINO

VI

“Casa Nicoletti” diventa centro d'ascolto per le vittime dell'usura DOPO

1996, LA PALAZZINA DI PROPRIETÀ DELL'EX CASMAGLIANA, DIVENTA UNO SPORTELLO PER AIUTARE LE VITTI-

IL SEQUESTRO AVVENUTO NEL

SIERE DELLA

BANDA DELLA

ME DI RACKET ED USURA.

a sede del primo punto di ascolto e assistenza per le vittime del racket e dell'usura gestito direttamente da Roma Capitale. Questo è diventata l'abitazione sequestrata ad Enrico Nicoletti, l'ex "cassiere" della Banda della Magliana. Quell'enorme appartamento composto di sei stanze (112 mq), posto al terzo piano di quell'imponente palazzina in cortina rossa, situata al civico 49 di via di Rocca Cencia, sarà un luogo dove le vittime dell'usura potranno difendersi ed essere aiutate proprio da quei reati, che erano uno dei punti di forza della Banda della Magliana. Il nuovo centro di ascolto, inaugurato lo scorso 15 dicembre dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, il questore Fulvio La Rocca e il direttore dell'agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati al-

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la criminalità organizzata Giuseppe Caruso, sarà un luogo dove le vittime dell'usura potranno essere ascoltate, aiutate e denunciare la loro situazione. La struttura, oltre all'enorme valore sociale, acquisterà anche un grande valore simbolico, perché posta in una porzione di territorio (VIII municipio) in cui la mafia da sempre investe i suoi capitali. Quello che infatti, fino al 15 dicembre era conosciuto come "l'appartamento di Nicoletti", diventerà un luogo dove le vittime del racket potranno essere aiutate. L'abitazione, che faceva parte dei 22 immobili sequestrati al Nicoletti, è stata confiscata dal Tribunale Penale di Roma nel lontano novembre del 1996 e dal 2007. Fa parte del patrimonio inutilizzabile dell'Amministrazione di Roma Capitale. Per riuscire a sequestrare l'intera struttura è stato necessario prima estinguere ben quattro ipoteche, che gravavano

COME FUNZIONA IL CENTRO D'ASCOLTO Lo Sportello si trova in via Rocca Cencia 49 e riceve su appuntamento, contattando il numero verde 800 66 9656 con segreteria telefonica attiva 24 su 24. Gli sportelli hanno adottato standard comuni di comportamento; ciascuno dispone di una sola persona retribuita che risponde al telefono, fissa gli appuntamenti, coordina i volontari e svolge tutte le azioni necessarie per un'assistenza efficace. Il Responsabile operativo di Sportello, che risponde dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, nel corso del primo contatto valuta l'opportunità di assistere l'utente e, nel caso, fissa un appuntamento con l'equipe per un primo colloquio di analisi, di norma alla presenza di uno psicologo. A partire dal secondo ascolto interviene un'equipe di volontari di diverse professionalità, a seconda delle esigenze: un avvocato penalista, un civilista, un commercialista o consulente aziendale, un esperto bancario e uno psicologo. (Fonte www.comune.roma.it)

sull'immobile. Lo scopo di questo punto di ascolto non è solo di aiutare i cittadini in difficoltà, ma anche quello di accorciare sensibilmente quella distanza che spesso si crea tra cittadini e politica. Una vittoria per le istituzioni ed un grande servizio messo a disposizione dai cittadini, in attesa che la P.A. sblocchi quei pagamenti alle aziende ormai bloccati da anni che potrebbero costringere gli imprenditori ad indebitarsi a chiedere denaro alle persone sbagliate. ANDREA CAVADA

VIA BOLOGNETTA, L'UFFICIO POSTALE È UN PROBLEMA OLTRE ALLE DIFFICOLTÀ CON IL NUMERATORE CHE FUNZIONA A SINGHIOZZI, L'UBICAZIONE STESSA DEL SERVIZIO CREA DISAGI ALLA CIRCOLAZIONE E AGLI UTENTI. ndare all'ufficio postale è già una grana che più o meno tutti preferirebbero evitare. Quando poi l'elimina code da problemi, trovare parcheggio è impossibile e si rischia di essere investiti, un'azione tanto normale può trasformarsi in un vero e proprio incubo. Da molto tempo gli utenti dell'ufficio postale di via Bolognetta, l'unico che offre il servizio nella zona tra i quartieri Borghesiana e Finocchio, hanno non pochi problemi nel fare la fila: più di una volta il numeratore, ideato al fine di rendere meno difficile l'attesa degli utenti, negli ultimi mesi ha fatto i capricci. Così i clienti per poter accedere allo sportello devono fare una vera e propria coda. Disagio non certo indifferente in particolar modo per le persone anziane e i disabili che con difficoltà riescono a rimanere in piedi per mezz'ora o più: le lunghe file all'ufficio postale sono note a tutti. "I cittadini si sono lamentati e si sono rivolti a noi - ricor-

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da Pietro Giansanti del Cdq Borghesiana 2 così abbiamo riferito il disappunto all'amministrazione delle posta di Borghesiana che ha prontamente contattato la sede centrale di Roma per far provvedere alla sistemazione del numeratore". Altro problema è il posteggio: via Bolognetta vanta numerose problematiche di circolazione. E' una strada a doppio senso di marcia, priva di marciapiedi e di parcheggi laterali. Molte delle diverse attività commerciali ubicate nella zona possiedono, per ovviare al problema, un piazzale privato per i clienti. L'ufficio postale non è tra questi. A parte un posto riservato ai disabili, non c'è altro luogo dove lasciare l'auto, così sono costretti a parcheggiare ai margini della strada, spesso in condizioni non di sicurezza, mettendo in difficoltà la circolazione: "Già nel 2009 all'attuale giunta del Municipio durante una riunione nei locali della scuola Carlo Urbani, il nostro comitato in accordo con

l'allora Casilina 18, avevamo chiesto di spostare la sede dell'ufficio postale. Proponendo o uno spazio a Pantano o il terreno, dove ora hanno aperto una banca, su via di Borghesiana. Il Presidente Lorenzotti sembrava favorevole ma non se n'è mai fatto nulla". Così andare all'ufficio postale continua ad essere difficile: le auto in transito sono costrette a zig-zagare tra quelle parcheggiate, prestando molta attenzione ai pedoni che tentano di arrivare incolumi a destinazione. Per migliorare la viabilità era stato proposto il senso unico in direzione via Casilina ma la proposta è stata bocciata quasi all'unanimità dai commercianti. Il problema però va risolto per evitare incidenti, che purtroppo spesso accadono, e per rendere un servizio, per quanto privato, accessibile a tutti. JESSICA SANTINI

VIA VILLAGGIO MOSÈ, QUELLI CHE NON ESISTONO… TRA

TOMBINI DIMESSI, ALLAGAMENTO E

SPORCIZIA LA STRADA VERSA IN UNO STATO PESSIMO.

Finocchio esistono posti dove i comuni servizi che dovrebbero essere offerti ai cittadini sono inesistenti. via Villaggio Mosè è uno di questi: i residenti o anche solo gli occasionali passanti, assistono ad uno spettacolo indecoroso. La strada collega via Fontana del Finocchio con via di Fontana Candida. Certo non è tra le più frequentate del quartiere, ma di sicuro vanta un discreto numero di residenti, costretti in caso di precipitazioni abbondanti,

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ad attraversare per andare a casa, un vero laghetto artificiale: le acque piovane reflue dalle strade limitrofe vanno a riversarsi in un avvallamento della carreggiata che non permette il deflusso. Lo stesso accade per quella proveniente dai terreni incolti adiacenti: un tempo esisteva una marana che tagliava a metà la strada. Da quando è stato deciso di incubarla sono iniziati i problemi. Proprio in prossimità dell'avvallamento, poi c'è un chiusino dimesso: spesso addirittura viene rinvenuto completamente dislocato dal buco che dovrebbe occludere. Con il rischio che qualche automobilista distrattamente possa finirci dentro. Ciò è possibile perché, al contrario degli altri tombini, questo non risultando fissato al suolo, è facilmente movibile. Questione a parte quella della sporcizia: i lati delle strade sono pieni di rifiuti che, sembrerebbe, nessuno si occupi di togliere. La strada, frequentata da bande di zona la notte, offre un posto isolato per traffici e quant'altro, che, a detta di alcuni residenti che preferiscono restare anonimi, incrementerebbero lo stato di degrado della zona. Ma il problema della spazzatura è legato anche alla scarsità di cassonetti della raccolta dei rifiuti: con il passare del tempo, nonostante l'aumento della popolazione, sono diminuiti. Si crea, quindi, spesso, un problema di accumulo di immondizia fuori da questi che certo non aiutano a mantenere pulita la strada. I cittadini hanno più volte fatto rimostranze chiedendo maggiore attenzione alle istituzioni sia per i disagi strettamente legati alla strada, sia per quanto riguarda i controlli. Senza alcuna risposta continuano a gestire la situazione da soli, quasi fossero stati dimenticati. JESSICA SANTINI


CASILINO

NUMERO

Via di Borghesiana è la strada a più alto tasso di mortalità a maglia nera per la mortalità sulle due ruote spetta a via di Borghesiana. Sono i dati emersi da un rapporto dell'Istat -Aci dall'elenco delle strade più pericolose di Roma Capitale. Un bollettino noto alle amministrazioni locali che non hanno mai preso sul serio la questione. Via Borghesiana è, secondo i dati, la strada di Roma con il maggior tasso di mortalità, ovvero con il più alto rapporto tra incidenti e morti, relativa ai ciclomotori e motocicli. Ma i residenti questo lo sapevano già da tempo: non è un caso, infatti, se non vi sia mese senza un incidente stradale. E' di qualche giorno prima di Natale l'ultimo grave episodio: un motociclista è stato travolto all'incrocio con via Mesoraca. Mentre il conducente dell'altro veicolo si è dato alla fuga, il malcapitato centauro è stato prontamente trasportato in ospedale dall'ambulanza chiamata dai testimoni dell'incidente, in gravissime condizioni. Complici di dati così significativi sono di certo la distrazione e l'alta velocità. Non va trascurato, però, un importante fattore che entra in gioco in questi casi: le condizioni

L

IL DATO È FRUTTO DELL'ELABORAZIONE DELL' ISTITUTO NAZIONALE NEL 2009 IL MUNICIPIO AVEVA PROPOSTO LA RIQUALIFICAZIONE CADUTA NEL DIMENTICATOIO.

della strada. Via di Borghesiana è una carreggiata ad alta percorrenza. Arteria di collegamento fra via Prenestina e via Casilina, incide molti centri abitati, con alternanza di aree a bassa densità di residenti. Già nel 2009 era stato presentata dal Municipio un piano di riqualificazione della strada che prevedeva non solo la sistemazione del dissestato manto stradale, ma anche un ripristino della segnaletica mancante e la costituzione di barriere di contenimento per i bordi di terra smessa che separano la via principale dal-

DI

STATISTICA.

DELLA STRADA POI

le complanari. Alla proposta non è seguito alcun intervento. Così dopo quattro anni la situazione è rimasta pressoché invariata se non addirittura peggiorata: le complanari di via di Borghesiana continuano ad essere una trappola pericolosa per chiunque vi transiti. La scarsa visibilità dovuta alle auto parcheggiate da entrambi i lati, l'assenza dei segnali e gli enormi crateri frutto della mancata manutenzione ordinaria, creano la condizione ideale per gli incidenti. Inoltre, nonostante i lavori siano iniziati da tempo, ancora non è presente in parte l'illuminazione pubblica. E' indispensabile adottare le misure necessarie affinché si possano limitare il numero di incidenti stradali. Investire sulla sicurezza è fondamentale in termini strettamente economici, ovvero sulla spesa sanitaria nazionale, oltre che in termini prettamente sociali: non può definirsi civile uno stato che permette una simile strage. JESSICA SANTINI

ROCCA CENCIA, PREZZI POCO… POPOLARI LE CASE COMUNE

SONO STATE ACQUISTATE DAL

gliere gli alloggi che il Comune dovrà acquistare. Prezzo di vendita: 2600 euro al metro quadro, quando in zona il prezzo di mercato di allora si aggirava tra i 2000 e i 2400. Prezzi lussuosi per case che nessuno avrebbe mai comprato. Forse per la crisi del settore; forse per il cattivo odore proveniente dallo stabilimento Ama. Di certo l'acquisto in blocco del Comune è stato un vero affare per molti. JESSICA SANTINI

AD UN PREZZO MAGGIORE RI-

SPETTO AL PREZZO DI VENDITA.

UN

FAVORE NON DA POCO PER QUALCHE

IMPRENDITORE NOTO

entocinquanta alloggi, invenduti, acquistati dal Comune di Roma in blocco a prezzi gonfiati. Uno spreco? Forse. Un piacere per qualcuno? Probabile. Ma per capire bene la questione bisogna conoscere i particolari della storia. L'Assessore alla casa Antoniozzi nel lontano 2009 firma un provvedimento al Comune di Roma, per l'acquisizione di 5 fabbricati da destinare ad alloggi popolari. Per pura coincidenza, circa un anno prima, nell'estate del 2010, erano state ultimate, guarda un po', 5 palazzine a Rocca Cencia a due passi dallo stabilimento Ama. Le coincidenze, però non sono finite: quelle costruzioni sono state realizzate su un'area destinata a verde pubblico che però, grazie ad una variante della Giunta Marrazzo nel giugno del 2007 sono diventate edificabili come per incanto. Così le 5 per un anno circa rimangono lì, in attesa di qualche compratore, nonostante la promettente e accattivante intermediazione dell' "Immobildream". Ma facciamo un passo indietro per tornare al bando: nel 2009 fu vinto dalla società Tam Sas, con il compito di trovare gli alloggi idonei, e Rocca Cencia con il suo comparto "Le gardenie" corri-

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spondeva perfettamente alle necessità del caso. Ma cos'è la Tam Sas? E' una società di un certo Giuseppe Dell'Aguzzo, collaboratore, per così dire, abituale in alcuni cantieri della ditta Marronaro. La società Land srl, che effettua esplorazioni archeologici, a tal proposito, ha riportato che è la Marroimpresa Sas di Giuseppe Dell'Aguzzo ad avergli commissionato l'incarico dei sondaggi nella zona tra Prenestina e Rocca Cencia. Al quale Marronaro, del resto, è legato il marchio Immobildream, perché da sempre usufruisce dell'intermediazione di questa società. L'Immobildream è una società di intermediazione immobiliare il cui Presidente, Roberto Carlino, altro non è che Presidente Commissione Ambiente e cooperazione tra i popoli. Se questo non è il regno del conflitto di interesse: un imprenditore del settore immobiliare che deve tutelare il patrimonio ambientale; il vincitore del bando, la Tas srl va a braccetto con l'Immobildream , deve sce-

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BORGHESIANA, "LUOGHI LONTANI ..ITINERARI ALTRI" UN RECITAL-MUSICAL LARGO MONREALE.

DI

EZIO COPPA

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artedì 8 gennaio alla Biblioteca di Borghesiana si è tenuto uno spettacolo promosso dall'associazione culturale Dedo dal titolo "Luoghi lontani.. itinerari altri" dove le parole, intrecciate con l'accompagnamento musicale hanno dato vita ad uno spettacolo complesso ma piacevole..

M

Già il titolo sottolinea l'argomento in questione: il viaggio verso terre lontane come desiderio di conoscenza che diviene percorso interiore di consapevolezza: "ho iniziato partendo dal viaggio reale, dal viaggio concreto, esperienza comune - spiega l'autore Ezio Coppa- per poi addentrarmi nel viaggio interiore, la ricerca del se, con chiari riferimenti ai massimi esponenti in questo campo". Avvalendosi a nessi filosofici-letterari , giusto per citare qualche esempio. Le musiche di Nino Bianchi, hanno accompagnato lo spettacolo: lo stesso Bianchi con la chitarra elettrica e Francesco Prota con tastiera e clarino. La Professoressa De Pietro, presente alla rappresentazione e nella veste di critica, ha voluto definirlo più che un monologo un melologo , sottolineando l'intreccio tra la recitazione e la componente musicale. JESSICA SANTINI

VIOLENZA SULLA DONNA , FERMIAMO LA STRAGE

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ono mogli, madri, compagne, fidanzate uccise dagli uomini che stavano loro accanto, mariti, padri, fidanzati, ex compagni per sopraffazione, possesso, per un modo sbagliato di vivere il rapporto con l'altra, per incultura generale, quella che ancora domina nel nostro Paese le relazioni uomo-donna. Sono centotredici le donne uccise in Italia solo nel 2012 ( 73 dal proprio partner), una strage, una violazione perpetrata dei diritti umani che "deve essere affrontata in modo politico, come una piaga sociale", non come episodi di cronaca nera. La cooperativa TDL www.tdlcooperativa.it vuole che questo messaggio venga raccolto e diffuso: Nel nostro piccolo , sperando di interessare l'impegno politico ed associativo delle realtà dell' VIII municipio di Roma , proponiamo questa iniziativa. Una mostra fotografica sulla violenza di genere , 5 storie che vanno dalla violenza fino alla rinascita con lo "Scacco al Re" ; Storie raccontate da 5 fotografi ognuno con il proprio stile e la propria esperienza di vita. La mostra si terrà presso la Biblioteca Municipale Borghesiana http://moourl.com/9lhnd in Largo Monreale (via di Vermicino) dal 17 al 30 di gennaio La mostra verrà inaugurata Giovedì 17 gennaio alle ore 17,30 , con un intervento sulla tematica della violenza di genere a cura del dott. Mauro Sorrentini psicologo e psicoterapeuta, presidente della TDL cooperativa sociale che gestisce il centro di psicologia in via Atlante 193/e a Torre Angela Per info -prenotazione ed interventi 320.1179936 oppure: info@tdlcooperativa.it


La Fiera dell'Est n. 1 del 19/01/2013  

Il periodico dell'VIII municipio di Raoma

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