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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

Brevi UNIVERSITÀ Settimana di agitazioni quella dall’8 al 13 novembre in molti atenei italiani. Docenti e ricercatori protestano contro il ddl delega di riforma dello stato giuridico dei docenti universitari. Nel disegno di legge delega, è prevista l’abrogazione dell’incompatibilità all’esercizio della libera professione.

ORDINI Il Ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia getta un’ipoteca sulla riforma delle professioni: “quando l’ordinamento delle libere professioni tornerà di competenza esclusiva dello Stato - da dichiarato - allora faremo la riforma che i professionisti aspettano da così tanto tempo”. Il Ministro si riferisce alla riscrittura dell’articolo 117 della Costituzione che, pur approvata dalla Camera, deve ancora superare “la prova” di altri tre passaggi parlamentari.

FISM L’assemblea ordinaria della Federazione italiana delle società medicoscientifiche (Fism) ha approvato il nuovo statuto e il bilancio 2003. È stato “un momento di grande trasparenza - ha detto il presidente Luporini durante il quale è stato anche spiegato come sono stati spesi i soldi provenienti dalla Convenzione con il ministero; la Fism ha dimostrato di potersi porre come elemento catalizzatore di soluzioni rispondenti agli obiettivi dell’Ecm”.

ONAOSI Il disegno di legge del Sen Ulivi per l’abrogazione dell’obbligo contributivo ONAOSI a carico dei sanitari privati è stato sottoscritto dal Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Antonio Tomassini (FI), e dai Senatori Vincenzo Demasi (AN) e Romualdo Coviello (Mar).

OGM E AFLATOSSINE La SISVET ha sottoscritto il manifesto pro-ogm lanciato dal prof. Umberto Veronesi. Polemiche dagli avversari delle biotecnologie. “Le aflatossine ha rilanciato l’ex ministro alla sanità sono il cancerogeno più potente in natura, possono finire nella polenta, nella carne e nel latte che mangiamo”.

LINGUA BLU Dopo la conferma di un focolaio di blue tongue in Spagna la Direzione di Sanità Veterinaria ha invitato gli UVAC a verificare insieme ai servizi regionali eventuali partite di bovini e ovini introdotte dai territori spagnoli nei 60 giorni antecedenti il 13 ottobre, data in cui la Commissione UE ha imposto il blocco cautelativo delle importazioni da alcune regioni del Sud della Spagna.

LATTE Alla Fiera del Bovino di Cremona il Ministro Alemanno ha definito “strategica” la filiera lattiero-casearia, che genera 23 mld di euro di valore finale al consumo. Occorre valorizzare il latte italiano - ha detto - “orientando i produttori verso prodotti fortemente differenziati agli occhi del consumatore. E due sono i segmenti che possono consentire questa valorizzazione: le produzioni tutelate e il latte fresco”.

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SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Anno 1, numero 39, dall’8 al 14 novembre 2004 Spedizione in abbonamento postale - 45% Art. 2 comma 20/b-Legge 662/96 - Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Ipotesi di testo unificato

Equini, prende forma la legge che li tutelerà L'On. Luigi Borrelli, relatore in Commissione Agricoltura, ha proposto un testo base che riunisce cinque A PAG. 3 proposte di legge

Una carta di credito tutta per noi nsieme a questo numero di Professione Veterinaria troverete la modulistica per richiedere la carta di credito ANMVI-VISA. Si tratta di un nuovo servizio finanziario esclusivamente rivolto a noi medici veterinari, realizzato insieme alla CONSEL spa, la finanziaria del Gruppo Banca Sella. Qualche dettaglio pratico: il modulo è da compilare in tutte le sue parti e va spedita a CONSEL solo la copia di sua pertinenza; con il modulo vanno spedite anche le fotocopie della carta d’identità, del codice fiscale e l’ultimo Modello Unico (solo il frontespizio e il Quadro Rn). La carta prevede il pagamento rateale e a saldo, mette a disposizione del titolare un fido (da 3.000 a 5.000 euro). A mano a mano che avvengono i rimborsi, si ricostituisce il valore iniziale del fido e la carta può continuare ad essere utilizzata. In sostanza: è una carta-serbatoio, che si può utilizzare fino all’esaurimento della scorta disponibile. Ha un tasso di interesse dell’1 per cento mensile (12% annuale), il più conveniente sul mercato italiano delle carte rateali. Può essere utilizzata su tutto il circuito mondiale VISA. Consente prelievi di denaro presso tutti i distributori automatici (bancomat) e molto altro ancora. La Carta ANMVI-VISA è garantita da una copertura assicurativa stipulata da CONSEL per conto dei propri clienti. Essa prevede la formula SALVACARTA (assicurazione contro uso fraudolento della carta a seguito di furto, scippo, rapina o smarrimento; copertura assicurativa in caso di malattia grave, perdita del posto di lavoro, inabilità al lavoro, invalidità totale e permanente, decesso). In caso di furto o smarrimento è possibile denunciare immediatamente il fatto al numero verde 800 822 056. Con la carta ANMVI-VISA è possibile effettuare tutti i pagamenti previsti a livello associativo: quota associativa annuale, iniziative di aggiornamento con possibilità di rateizzazione. Quasi tutti abbiamo in tasca una carta di credito. La novità è tutta nell’idea che la carta di credito personalizzata possa contribuire a fare “status” per la nostra professione, a sottolineare ogni volta che la togliamo dal portafoglio e la consegniamo ad un operatore per i nostri pagamenti che siamo professionisti. Noi medici veterinari siamo i primi, forse gli unici, ad averci pensato. La carta ANMVI potrebbe anche diventare lo strumento privilegiato per le nostre spese professionali, differenziando in questo modo la nostra contabilità personale e familiare. E allora, carta per carta, perché non usare la carta ANMVI? Per eventuali informazioni sulla compilazione e sulla documentazione è attivo un numero verde: 800 653365.

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Al rettorato in bicicletta l quotidiano La Repubblica ha dedicato ampio spazio nelle pagine locali del 21 ottobre all'inaugurazione dell'anno accademico della Facoltà di Medicina Veterinaria. La notizia vera, però, non è stata il momento celebrativo ma il duro scontro fra il Preside di Veterinaria, Stefano Cinotti, ed il Rettore dell'Università di Bologna, Pier Ugo Calzolari, già ufficialmente ripropostosi come candidato per un prossimo mandato. Il Prof. Cinotti, infatti, ha criticato la gestione del Rettore in scadenza, ricordando i problemi tutt'ora irrisolti, le enormi difficoltà che l'Università deve affrontare nella sua gestione e la assoluta mancanza di fondi per la ricerca. Il Prof. Calzolari che certo non si aspettava un discorso così duro, giustificato soltanto dall'apertura della campagna elettorale per il rinnovo dell'incarico di Rettore, per il quale il Preside si è evidentemente autocandidato, ha risposto a tono sottolineando gli errori, la mancata informazione e le ingiustificate critiche espresse da Cinotti nel suo intervento. Era presente, tra le numerose autorità, il Prof. Paolo De Castro, ex Ministro del Governo di Prodi ed ex Presidente di Nomisma, attualmente

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responsabile di un master alla Facoltà di Veterinaria e da sempre sostenitore di Cinotti. La sua candidatura, che sembra provenire dall'area scientifica del mondo accademico, è, infatti, certamente "vista di buon occhio a sinistra, area Prodi, di cui è compagno di giri in bicicletta". L'ex Presidente della Commissione Europea sarà disposto a sostenere in questa corsa il suo fedele gregario? Il mondo professionale veterinario non ha mai visto con simpatia il Prof Cinotti ed il suo modo di operare. Non possiamo dimenticare che il nuovo corso di Laurea a Catanzaro è stato fortemente sponsorizzato da lui, non possiamo far finta di niente di fronte all'assoluta mancanza di rispetto del Codice Deontologico nella promozione e gestione dell'Ospedale Universitario, è impossibile scordarsi la sua difesa della lista di proscrizione dei "cani pericolosi" nel suo ruolo di esperto nel Consiglio Superiore di Sanità e come è possibile smettere di denunciare il suo modo di agire come referee ECM? Nonostante tutto questo ci fa piacere pensare che il Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria possa diventare il prossimo Rettore dell'Università di Bologna. ■

Se lo sai già, l’hai letto su @nmviOggi! ATTUALITÀ DEL SETTORE NOVITÀ NORMATIVE ATTIVITÀ ANMVI RUBRICHE @nmvi Oggi è il quotidiano di informazione veterinaria realizzato dall’ANMVI per il tuo aggiornamento. Si avvale di una propria redazione e delle maggiori agenzie di stampa nazionali. Da @nmvi Oggi accedi alla consultazione gratuita della Banca Dati Sanitaria GIOFIL/ANMVI, del Prontuario OEMF/MASSON, di Vet Job e Vet Exchange.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 ATTUALITÀ

Ipotesi dell’On. Luigi Borrelli

Tutela e valorizzazione degli equini. Proposto un testo unificato IPOTESI DI TESTO UNIFICATO PREDISPOSTO DAL RELATORE AI FINI DELL’ADOZIONE COME TESTO BASE

l Comitato ristretto della Commissione Agricoltura della Camera è giunto ad una prima ipotesi di testo unificato delle 5 proposte di legge, depositate da altrettanti parlamentari (Rava, Masini, Rocchi, Pecoraro Scanio e de Ghislanzoni Cardoli), in materia di tutela e valorizzazione degli equini. L’analisi dettagliata delle 5 proposte in esame è già stata presentata sulle pagine di questo giornale (Professione Veterinaria n. 16/2004). L’ipotesi di testo unificato che vi proponiamo ora è stata predisposta dal relatore designato, On. Luigi Borrelli. (foto) “La legge sulla tutela degli animali approvata nell’agosto scorso ha già risolto molti problemi - ha dichiarato l’On. Borrelli - ma alcune questioni rimangono aperte e questa legge offre una soluzione”. Il parlamentare si riferisce alla Legge 20 luglio 2004, n. 189 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate” (Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 2004), in vigore dal 1 di agosto. Ma, appunto, non basta. Occorre una norma specifica. Quella in lavorazione presso il Legislatore si presta a molteplici osservazioni. Sarà premura dell’ANMVI riferirle in Parlamento, sulla base di indicazioni elaborate insieme alla SIVE. Balza comunque all’occhio l’articolo 4. Analoghe responsabilità venivano attribuite al medico veterinario nella prima stesura della legge 189/04 e sono state giustamente emendate. Vengono ora riproposte, sia pure in un contesto diverso, ma sempre trascurando l’assoggettamento del medico veterinario al Codice deontologico. Dovremo anche riflettere sulle difficoltà del medico veterinario a valutare i casi di maltrattamento e ad ergersi “giustiziere” dell’animale. Dovremo anche riflettere sulla clonazione e sulla ricerca. L’ANMVI, in questo senso, non ha mai nascosto il sostegno e l’ammirazione per quanto compiuto dal collega Cesare Galli (“padre” di Prometea, il primo cavallo clonato al mondo) celebrità scientifica internazionale e “vittima” dell’oscurantismo del nostro Paese. Dovremo anche considerare il diffondersi di una cultura animalista che condanna l’utilizzo degli animali nelle competizioni e nelle manifestazioni ludiche o di spettacolo. Sicuramente il Legislatore deve essere attento a corrispondere gli orientamenti della Società italiana e sicuramente

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ART. 1. (Finalità). 1. Lo Stato e le Regioni, nel rispetto delle rispettive competenze, avvalendosi dell’UNIRE, tutelano e valorizzano le razze equine e le razze asinine esistenti in Italia e ne favoriscono buone condizioni di salute e di benessere in ognuna delle loro molteplici utilizzazioni in rapporto alle attività umane. ART. 2. (Norme per la tutela della salute e benessere degli equidi). 1. È fatto divieto di utilizzare gli equidi in esperimenti scientifici finalizzati alla clonazione degli stessi animali. 2. È vietato separare i puledri dalle proprie madri prima del compimento del quarto mese di vita. 3. È vietato sottoporre a doping gli equidi. Costituisce doping la somministrazione, o comunque favorire l’uso, di sostanze proibite, di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive senza la prescrizione medico-veterinaria, l’applicazione di trattamenti o l’utilizzazione di procedimenti che agiscano per elevare o diminuire il livello naturale delle prestazioni e possano metterne a rischio la loro salute e il loro benessere. Il divieto di cui al presente comma si applica alle competizioni e ad ogni altra situazione di utilizzo a diversi fini degli equidi. ART. 3. (Delega al Governo). 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi sulla tutela della salute e del benessere degli equidi sia negli allevamenti che nelle varie attività di impiego, e in particolare nello svolgimento delle attività equestri. I decreti legislativi dovranno rispettare quanto stabilito dagli articoli 2 e 5, nonché i seguenti principi e criteri direttivi: a) per gli equidi ricoverati in box, disponibilità di uno spazio tale che consenta loro di muoversi, girarsi e sdraiarsi; b) obbligo per i proprietari e i detentori di equidi di assicurare loro buone condizioni igieniche, assistenza sanitaria e un’adeguata alimentazione; c) esercizio delle attività equestri in forme tali da garantire la sicurezza e incolumità degli equidi, prevedendo, in particolare, che i campi e le piste destinati alle medesime attività rispondano a specifici criteri atti, in via prioritaria, a salvaguardare il benessere e la salute degli equidi; d) garanzia della professionalità degli operatori e tutela degli utenti; e) fissazione dei requisiti per l’esercizio dell’ippoterapia e dell’onoterapia, nonché dei criteri per l’individuazione delle strutture dei centri ippici specializzati e forniti delle necessarie attrezzature medico-sanitarie. 2. Dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino all’adozione dei decreti di cui al comma precedente, nella cura e nell’utilizzo del cavallo sono rispettati ed applicati i regolamenti emanati dalla Federazione equestre internazionale. 3. Sugli schemi di decreti legislativi di cui al comma 1, adottati previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e previo parere delle commissioni parlamentari competenti per materia del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Il parere dovrà essere espresso entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi; decorso tale termine, i decreti legislativi possono essere comunque adottati. ART. 4. (Obblighi dei medici veterinari). 1. In caso di violazione delle disposizioni di cui alla presente legge, gli equidi maltrattati o tenuti in condizioni ritenute non idonee ai sensi di legge, sono posti sotto osservazione medico-sanitaria da parte del servizio veterinario delle aziende sanitarie locali, al fine del ripristino delle normali condizioni salute e di benessere. Gli oneri relativi all’attuazione del presente comma sono posti a carico del detentore o possessore dell’animale. 2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, ogni medico veterinario che, nell’esercizio della propria professione venendo a conoscenza di lesioni o di maltrattamenti ad equidi sanzionabili a norma delle leggi vigenti, omette o ritarda di riferirne all’autorità giudiziaria, è punito con la sanzione amministrativa stabilita all’articolo 13, comma 1. ART. 5. (Definizioni delle attività equestri, delle attività sportive connesse, della ippoterapia). 1. Si definiscono attività equestri: le manifestazioni sportive, le corse di paese, le giostre, i palii e le manifestazioni analoghe, anche con l’impiego di asini. 2. Sono altresì equiparati alle attività equestri di cui al comma 1 il turismo equestre, l’ippoterapia e l’onoterapia. 3. Per turismo equestre si intende la pratica equestre svolta in aree extraurbane, sia individualmente che in forma

associata, per scopi ludici, turistici, ricreativi, culturali e sportivi non agonistici, aventi finalità economica, quali escursioni, viaggi, raduni, organizzazioni di vacanze nonché di tempo libero a cavallo, effettuati con cavalli montati o attaccati. Le medesime attività esercitate dall’imprenditore agricolo, in connessione con la conduzione del fondo, sono classificate attività agrituristiche. 4. Le attività sportive agonistiche equestri, regolarmente autorizzate, svolte anche in zone agricole, la cui pratica non comporta trasformazioni irreversibili nel territorio, sono equiparate alle attività agricole ai fini delle trasformazioni urbanistiche, edilizie, ambientali e idrologiche del territorio. 5. Per attività di ippoterapia si intende la pratica equestre finalizzata alla riabilitazione connessa al recupero fisico e psichico dei soggetti portatori di handicap. Per onoterapia si intende analogo trattamento che si basa sull’utilizzo di asini. ART. 6. (Misure per favorire la salvaguardia delle razze equine, la diffusione degli allevamenti e le attività equestri). 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro delle politiche agricole e forestali, sentito l’UNIRE, e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, mediante decreti ministeriali: a) fissa le caratteristiche che devono avere i centri che accolgono “a pensione” i cavalli e, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze individua le agevolazioni fiscali ad essi riservate; b) predispone un piano pluriennale di miglioramento e di diffusione su tutto il territorio nazionale dei centri di incremento ippico, per i quali si prevede l’uso di nuove tecniche e l’impiego di personale specializzato, cui affidare il compito di divulgazione delle attività che prevedono l’utilizzo del cavallo; c) attiva, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, una scuola superiore di specializzazione per operatori delle varie discipline equestri, formati alla cultura del rispetto e del benessere del cavallo e dediti all’attività di ricerca e sperimentazione sui metodi didattici più idonei all’insegnamento dell’arte equestre. d) predispone, di concerto con il Ministro della salute, interventi per lo sviluppo dell’ippoterapia e dell’onoterapia; e) predispone interventi per il miglioramento genetico dei cavalli trottatori, galoppatori e da sella; f) incentiva le altre attività equestri; g) predispone i programmi previsti dall’articolo 8, comma 3, del decreto-legge 24 giugno 2003, n. 147, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 200, includendo anche le razze asinine minacciate da estinzione. 2. In applicazione dell’articolo 21 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, gli enti responsabili di parchi o di aree protette devono disporre, in rapporto all’estensione e alla morfologia del territorio interessato, di un congruo numero di cavalli al fine di poter istituire, utilizzando personale già in organico e formato mediante appositi corsi, o in collaborazione con il Corpo forestale dello Stato, la vedetta equestre ambientale cui affidare compiti di vigilanza ambientale e di segnalazione di aggressioni all’ambiente e al territorio di proprio competenza. 3. Il Ministero delle politiche agricole e forestali ogni anno destina risorse derivanti anche da una quota parte dei proventi derivanti dalle scommesse TRIS e sue evoluzioni per promuovere, sentite l’UNIRE e le associazioni allevatorie, e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano: a) iniziative culturali legate alla ricostruzione storica di eventi e di manifestazioni caratterizzati dalla significativa presenza di cavalli o asini; b) iniziative, quali la distribuzione di materiale illustrativo o la realizzazione di visite guidate di scolaresche, volte ad informare circa la presenza sul territorio di strutture equestri, centri ippici, allevamenti, maneggi, percorsi ippici, turismo equestre ed ogni altra struttura che ospita attività che coinvolgono il cavallo; c) corsi di maneggio, a prezzo agevolato, riservati ai ragazzi delle scuole medie inferiori; d) lezioni di educazione civica riguardanti l’importanza del cavallo nella storia e nell’evoluzione della civiltà, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. ART. 7. (Disposizioni in materia di allevamento di cavalli per la competizione sportiva e per lo spostamento da parte di privati degli animali di specie equina o asinina).

Un tavolo tecnico per il cavallo Il Sottosegretario di Stato alla Salute, sen Cesare Cursi ha istituito un tavolo tecnico in materia equina. L’obiettivo è quello di “predisporre un dettagliato programma di lavoro in materia equina onde esaminare le problematiche relative all’anagrafe equina, alla convenzione salute - agricoltura, oltre a tutte le connesse problematiche afferenti il settore normativo sanitario e farmaceutico”. La prima riunione è stata fissata al 9 di novembre. Sono stati convocati tutti gli operatori del settore. Per la SIVE, il suo Presidente, dott. Sandro Barbacini.

un decisivo contributo al benessere animale può derivare dal coinvolgimento del medico veterinario, dal considerare che dove c’è un

animale deve essere garantita la presenza o l’intervento del medico veterinario. Che appunto è un medico e non un agente di polizia. ■

1. L’attività diretta all’allevamento di cavalli e al loro addestramento per la competizione sportiva è considerata, a tutti gli effetti di legge, attività imprenditoriale agricola. 2. Sono imprenditori agricoli, ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile, i soggetti, persone fisiche o giuridiche, singole o associate, che esercitano l’attività di cui al comma 1. 3. Il reddito prodotto dall’attività di cui al comma 1 è determinato ai sensi degli articoli 32, comma 2, lettera b), 55, comma 2, lettera c), e 56, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. 4. Fermo restando il rispetto delle misure eventualmente disposte per motivi di polizia veterinaria, i trasporti, a fini non commerciali, di animali di specie equina e asinina effettuati per diporto, affezione o per uso sportivo, eseguiti da privati con mezzi propri, sono esenti dall’osservanza delle disposizioni contenute agli articoli 31 e 36 del D. P. R. 8 febbraio 1954, n. 320. L’autorizzazione, di cui all’articolo 38 del D. P. R. 8 febbraio 1954, n. 320, esclusivamente per i trasporti sopraindicati, è valevole per cinque anni. ” ART. 8. (Dismissione degli equini di proprietà delle amministrazioni dello Stato e trasferimento a centri abilitati). 1. Ai fini della presente legge, i cavalli in possesso dell’Esercito italiano, dei Corpi militari e di polizia e del Corpo forestale dello Stato, non più utilizzabili per fini istituzionali, nonché quelli in esubero o non in grado di prestare servizi utili, sono trasferiti ai centri individuati ai sensi dell’articolo 12. L’onere del trasferimento e del mantenimento degli equini è posto a carico dei centri ippici riceventi che ne hanno fatto richiesta. 2. L’assegnazione dei cavalli ai centri ippici che ne fanno richiesta avviene a condizione che siano garantiti i requisiti minimi di tutela, di salvaguardia e di benessere degli equini, in conformità alle finalità previste dalla presente legge. ART. 9. (Strutture di ricovero per equini). 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono, in conformità ai principi fondamentali desumibili dalle disposizioni legislative vigenti in materia di tutela degli animali e di promozione del loro benessere, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore dal decreto ministeriale previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera a), a determinare con proprie norme i criteri per l’istituzione di strutture di ricovero destinate ad ospitare i cavalli che non possono essere più mantenuti dai proprietari o dai detentori, anche in deroga a quanto previsto dal suddetto decreto ministeriale. 2. Gli enti e le associazioni protezionistici possono gestire strutture di ricovero per cavalli, sottoposte al controllo sanitario dei servizi veterinari dell’azienda sanitaria locale competente per territorio. Art. 10. (Modifiche al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 449). 1. Al decreto legislativo 29 ottobre n. 449, sono apportate le seguenti modificazioni: a) L’articolo 3 è sostituito dal seguente: “Art. 3 (Rapporti con le regioni). –1. Ciascuna Regione, sentito l’UNIRE, definisce annualmente un programma di interventi nel settore ippico finalizzato alla formazione e alla qualificazione professionale degli addetti al settore, alla realizzazione di strutture veterinarie interne ed esterne agli ippodromi, alla promozione dell’attività ippica, in particolare quella di carattere agonistico, e alla lotta al lavoro irregolare, nonché per il sostegno alle razze equine autoctone, a quelle asinine e alle manifestazioni riguardanti dette razze. 2. Il Ministro delle politiche agricole e forestali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, destina annualmente al finanziamento dei programmi di cui al comma 1 risorse reperite anche da quota parte dei proventi derivanti dalle scommesse ippiche. 3. Le regioni realizzano i programmi finanziati ai sensi del comma 2 avvalendosi dell’UNIRE” b) all’articolo 4: 1) al comma 1 è aggiunta, in fine, la seguente lettera: “c-bis) la commissione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività ippiche ”; 2) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti commi: “5-bis. La commissione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività ippiche predispone i programmi di ricerca sui farmaci, sulle sostanze e sulle pratiche mediche utilizzabili ai fini di doping nelle attività sportive. La commissione, composta da cinque

esperti in materia, è nominata dal Ministro della salute, d’intesa con il Ministro delle politiche agricole e forestali, e dura in carica tre anni. 5-ter. Il controllo veterinario sulle attività agonistiche equestri è svolto da laboratori accreditati sulla base di specifici criteri emanati dal Ministero della Salute e convenzionati con l’UNIRE. Gli oneri non possono superare i limiti fissati dal Ministero della Salute. I laboratori sono sottoposti alla vigilanza dell’Istituto Superiore di Sanità secondo le modalità definite dal Ministro della salute con proprio decreto.”; c) all’articolo 6: 1) al comma 2 bis è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “I membri delle tre consulte durano in carica tre anni e possono essere riconfermati una sola volta.” 2) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti: “4-bis. La dotazione organica dell’UNIRE, determinata ai sensi del comma 4, non può comunque superare le 335 unità, corrispondenti al numero dei posti organico risultanti dalla sommatoria delle dotazioni organiche dell’UNIRE stessa e degli enti tecnici incorporati ai sensi del presente decreto. 4-ter. L’UNIRE può procedere ad assunzioni di personale nei limiti della dotazione organica definita ai sensi del comma 4-bis, previo esperimento delle procedure di mobilità di cui all’articolo 34 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. I relativi oneri sono a carico dell’UNIRE che vi provvede mediante proprie disponibilità di bilancio. 4-quater. Sino al perfezionamento del provvedimento di rideterminazione di cui al comma 4-bis, la dotazione organica dell’UNIRE è provvisoriamente determinata in misura pari al numero dei posti coperti al 1° gennaio 2000, secondo l’articolazione delle posizioni ordinamentali stabilita in esito alle procedure di riqualificazione del personale previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro per il relativo quadriennio ”. ART. 11. (Regolamentazione delle scommesse ippiche e modifiche al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504). 1. I decreti di cui all’articolo 4, comma 5, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, relativi alle scommesse ippiche, sono adottati di intesa con l’UNIRE. 2. All’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 23 dicembre1998, n. 504, la lettera b) è sostituita dalla seguente: “b) per ogni tipo di scommessa: 16 per cento della quota di prelievo stabilita per ciascuna scommessa.” ART. 12. (Affidamento degli equini confiscati). 1. Gli equini per i quali è stato disposto il sequestro o la confisca ai sensi dell’articolo 19 quater delle norme di coordinamento e transitorie del codice penale, sono affidati ai centri ippici di cui all’articolo 8 della presente legge, individuati con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri della difesa, dell’ambiente e della tutela del territorio e delle politiche agricole e forestali, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Gli affidatari degli equini confiscati possono rivalersi delle spese sostenute sul proprietario o sul detentore dei medesimi equini. ART. 13. (Sanzioni). 1. Salvo che il fatto non costituisca reato, e fermo restando quanto previsto al comma 2, chi viola le disposizioni della presente legge è punito con una sanzione pecuniaria da 1. 000 a 10. 000 euro. 2. Chiunque viola le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 6, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 3. 000 a 50. 000 euro. La pena è aumentata se dal fatto deriva un danno per la salute dell’animale o se il fatto è commesso nei confronti di equini destinati ad attività agonistiche, sportive o ludiche. ART. 14. (Destinazione delle sanzioni pecuniarie). 1. Le nuove o maggiori entrate derivanti dall’applicazione delle sanzioni pecuniarie previste dalla presente legge, affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole e forestali e sono destinate ai centri ippici di cui all’articolo 8. 2. Il decreto di cui all’articolo 12 determina i criteri di ripartizione delle entrate tenendo conto in ogni caso del numero degli equini affidati ad associazioni, a enti o a centri ippici diversi da quelli individuati ai sensi del medesimo articolo 12. 3. Entro il 30 novembre di ogni anno le risorse di cui al comma 1 sono ripartite con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Iva, esente anche la prestazione sul cavallo L’on. Luana Zanella ha presentato una proposta di legge per esentare dall’IVA le prestazioni sanitarie veterinarie effettuate sugli “animali domestici”. Una prima formulazione del provvedimento escludeva le prestazioni sanitarie ad “animali destinati alla pratica sportiva”, penalizzando in questo modo le prestazioni sul cavallo sportivo. Ora la proposta di legge, anche a seguito di alcune osservazioni suggerite dall’ANMVI, parla di “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese a cani, gatti e cavalli, legalmente detenuti”. Sono comunque escluse le prestazioni sanitarie ad animali destinati all’allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare, e ad animali di qualunque specie allevati o detenuti nell’esercizio di attività commerciali o agricole, nonché ad animali utilizzati per attività illecite.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 ATTUALITÀ

Esaminati il consuntivo 2003 e il preventivo 2004

La Commissione parlamentare di controllo promuove l’ENPAV Sale il rapporto iscritti-pensionati: nel 2003 i primi erano 21.535 i secondi 6.119. In calo i pensionati nel 2004. Gestione del patrimonio da migliorare. Da smaltire ricorsi e arretrati iovedì 28 ottobre la Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale ha proceduto all’esame dei bilanci consuntivi 2003 e dei bilanci preventivi 2004 relativi all’Ente di previdenza ed assistenza dei veterinari (ENPAV). La Commissione ha promosso l’Ente, esprimendo considerazioni favorevoli e approvando la seguente osservazione conclusiva: “occorre che l’Ente si impegni a porre in essere iniziative volte a migliorare la redditività del patrimonio immobiliare”. Le considerazioni della Commissione. a) il risultato conseguito nel 2003 dall’ENPAV, nettamente superiore rispetto all’avanzo del 2002, conferma lo stato di salute della gestione caratteristica e l’attenzione dell’Ente nelle spese e riflette al tempo stesso il migliorato clima dei mercati finanziari che ha permesso di registrare ricavi pari a quasi 2 mln di euro per riprese di valore di attività finanziarie e plusvalenze derivanti dalla cessione di quote di fondi comuni di investimento e di titoli; b) in ordine in particolare alla gestione caratteristica, si assiste ad un progressivo incremento del rapporto iscritti / pensionati che se nel 1999 era pari a 2,9 nel 2003 si è attestato sul valore 3,5: a fronte di iscritti pari a 21.535, i pensionati so-

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Sì al reddito concordato nel Modello 1 entre l’ADEPP si schiera contro l’indicazione del reddito concordato ai fini previdenziali, l’ENPAV dà ai suoi iscritti la possibilità di indicare il reddito minimo concordato per il 2003 come base imponibile per la determinazione del contributo previdenziale. L’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici Veterinari ha recepito quanto stabilito dall’art. 33, comma 7, del D.L. 269/2003 in merito al concordato preventivo biennale. L’Ente previdenziale dei medici veterinari ha precisato infatti ad @nmvi Oggi che nel Modello 1 per la comunicazione annuale dei dati reddituali si richiede di indicare, nel caso di adesione al concordato, l’importo esposto nel Modello Unico, quadro RE, rigo 27 (colonna 2). Più precisamente: se il reddito concordato è minore del reddito effettivo, l’iscritto dovrà indicare il reddito concordato. È comunque data facoltà di indicare il reddito effettivo. Se il reddito concordato è superiore al reddito effettivo, dovrà essere indicato il reddito concordato. Resta inteso- concludono all’ENPAV- che il reddito indicato nel Modello 1 sarà il dato reddituale da utilizzare ai fini previdenziali. Il 2 dicembre invece scade il termine per la presentazione del Modello 1/2004. riferito ai dati reddituali del 2003.

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no stati pari a 6.119; c) secondo le previsioni formulate dall’Ente, per il 2004 il numero di iscritti dovrebbe mantenersi sostanzialmente in linea con il dato 2003, mentre quello dei pensionati dovrebbe ulteriormente ridursi per attestarsi a fine anno su una consistenza di 6.100 pensioni in essere; questo favorevole andamento delle variabili demografiche si è tradotto anche in un miglioramento dell’indice di copertura che nel 2003 è stato pari a 1,84 (1,73 nell’esercizio precedente e 1,58 nel 1999);

d) per il 2004 l’indice di copertura dovrebbe invece essere pari a 1,79, in flessione, quindi, rispetto al dato del precedente esercizio; per quanto attiene la gestione del patrimonio, si ritiene che vi siano spazi di miglioramento, nonostante che si sia registrato un miglioramento nel 2003 rispetto ai precedenti esercizi, che erano stati per ENPAV, come per altri Enti, pesantemente negativi; e) in particolare merita di essere monitorata la redditività lorda del patrimonio immobiliare da reddito, pari a 4,18 per cento,

Assemblea il 27 novembre a prossima riunione dell’Assemblea Nazionale dei Delegati è fissata per il giorno 27 Novembre 2004. Il Consiglio di Amministrazione sottoporrà all’Assemblea alcune proposte di modifica statutarie e regolamentari riguardanti gli istituti dei mutui e dei prestiti ipotecari, proposte che saranno deliberate nel corso del prossimo Consiglio di Amministrazione di ottobre. All’ordine del giorno dell’Assemblea è prevista anche la proposta di integrazione dell’art. 2 dello Statuto, finalizzata ad introdurre tra le attività assistenziali prestate dall’Ente anche l’erogazione di forme di tutela sanitaria integrativa in favore dei propri iscritti, da realizzare anche attraverso la stipulazione di polizze assicurative annuali. La nuova formulazione della norma sarà sottoposta alle valutazioni e conseguenti decisioni del Consiglio di Amministrazione dell’Ente convocato in seduta odierna.

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soprattutto in considerazione del fatto che nel caso dell’ENPAV lo stesso risulta composto quasi interamente da immobili adibiti ad uso ufficio, cui generalmente è associata una redditività più elevata; f) in ordine all’efficienza si ritie-

ne necessario che l’Ente si impegni nell’attività di progressiva eliminazione degli arretrati di pratiche e ricorsi; in linea, invece, con la media degli altri enti, risultano i tempi medi di liquidazione delle prestazioni pensionistiche. ■

R E C E N S I O N I Manuale di Buone Pratiche di Distribuzione del farmaco veterinario L’attività di distribuzione dei farmaci veterinari è considerata da tutti i componenti delle varie filiere agro-alimentari come un momento di fondamentale importanza nell’ambito di un sistema di prevenzione dei pericoli per i prodotti alimentari da esse derivati e quindi in definitiva per la salute del Consumatore che li utilizza. ASCOFARVE, l’associazione di categoria che riunisce i maggiori distributori italiani di medicinali veterinari, ha varato nel mese di ottobre 2003 un progetto finalizzato alla creazione di un Manuale di Buone Pratiche di Distribuzione del farmaco veterinario. ASCOFARVE ritiene che questa iniziativa debba rappresentare una prova evidente della buona volontà che tutti i Distributori cercano di mettere quotidianamente nel loro lavoro, auspicando che si possa generare, grazie al Manuale, un circolo virtuoso di miglioramento continuo nel tempo, del servizio offerto dalla Categoria ed una crescita reale delle tutele che devono essere garantite nei confronti del Consumatore e che rappresentano l’obiettivo da tempo ampiamente dichiarato dall’Unione Europea. Per informazioni: ASCOFARVE Tel. 0432/54836 • Email: ascofarve@ascofarve.it


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 ATTUALITÀ

Polizza di R.C. Professionale

Qualche euro in più per una maggiore garanzia L'ANMVI rinnova l'accordo con Sicuramente srl sino al 2007 fine di quest'anno scade la convenzione che l'ANMVI aveva stipulato con Sicuramente srl nel 2002 per poter offrire a tutti i medici veterinari iscritti ad una associazione federata Anmvi una polizza di RC Professionale di ottima qualità ad un prezzo veramente minimo. L'impegno da parte dell'ANMVI, che per ottenere un prezzo così basso aveva rinunciato a qualsiasi commissione e rimborso di costi, era quello di arrivare ad almeno mille contratti entro un anno in quanto questo numero era ritenuto dalla compagnia assicuratrice quello minimo per avere un possibile riequilibrio del rischio. Le cose non sono andate come speravamo e per arrivare ai primi mille contratti abbiamo impiegato ben tre anni. Sicuramente srl che ha quindi gestito in perdita questi primi anni della convenzione, credendo in prospettive migliori, non solo non ha mai disdetto il contratto sopportando questa situazione iniziale, ma ci ha ulteriormente dato fiducia rinnovando la convenzione per altri tre anni. Alcune condizioni della polizza sono state riviste non solo per ridare un equilibrio di rischio all'operazione ma soprattutto per renderla più attuale nell'evoluzione del settore ed anche più aderente alle caratteristiche della nostra attività professionale ed alle necessità espresse dai sottoscrittori. Quello che certamente è emerso da questi primi tre anni di esperienza è ancora una forte distrazione rispetto al problema della copertura assicurativa, motivo di una lenta crescita del numero delle adesioni, ed anche un'incredibile superficialità ed improvvisazione nella gestione del rischio professionale di fronte alle contestazioni. Questo atteggiamento ha messo spesso la compagnia assicurativa in forte difficoltà nell'affrontare le denunce pervenute anche quando non vi erano reali situazioni di colpa professionale. Un comportamento corretto del medico veterinario diventa difficilmente dimostrabile quando non esiste una fattura, un consenso informato, una cartella clinica, ecc. Diventa anche difficile difendere l'operato del professionista se questi pur di chiudere al più presto la contestazione dà subito ragione al cliente scaricando ogni problema sull'assicurazione. È giusto e corretto ammettere il proprio errore quando questo è reale ma non ha alcun senso se non ci sono vere responsabilità. Un atteggiamento di continua accettazione indiscussa delle contestazioni del cliente porterà inevitabilmente le polizze a costi insostenibili come già accade in altri paesi, soprattutto Stati Uniti. La propria professionalità va quindi correttamente difesa non solo per sé ma anche per tutta la categoria che inevitabilmente rappresentiamo ogni volta che ci viene rivolto un addebito o una accusa. Dobbiamo quindi impegnarci tutti in una maggiore e generalizzata crescita professionale con la capacità e l'impegno di difenderla quando abbiamo la convinzione, in scienza e coscienza, di aver fatto un buon lavoro. Riportiamo di seguito il testo che Sicuramente srl ci ha inviato per illustrare le caratteristiche della nuova polizza di RC Professionale.

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innovata per tre anni, dal 1° gennaio 2005 al 31 dicembre 2007, la Convenzione Responsabilità Civile Professionale ANMVI Sicuramente srl - Agenzia generale di Bernese Spa. Dopo i primi tre anni di applicazione la Convenzione Responsabilità Civile Professionale ANMVI ha risposto positivamente alle aspettative degli Iscritti alle Associazioni federate ANMVI, consentendo numerosi interventi risarcitori alle situazioni di danno patrimoniale a terzi determinatosi a seguito di involontari errori di diagnosi e cura da parte dei Medici Veterinari assicurati. Sulla base delle richieste pervenute, e delle esperienze sul campo, analizzando i termini e la portata delle garanzie, sono state realizzate significative estensioni di garanzia, e notevoli miglioramenti in generale consentendo al prodotto assicurativo una crescita nella portata generale e quindi nella efficacia complessiva rendendolo anche sempre più ade-

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guato ad un settore, quello veterinario, che sta vivendo momenti di forte trasformazione ed evoluzione. I punti focali della edizione aggiornata riguardano: 1. raddoppio del capitale assicurato nella versione A (520.000 euro) e quadruplicato nella versione B (1.035.000 euro); 2. operatività della garanzia di tutela giudiziaria fin dalle primissime fasi della chiamata in giudizio da parte del terzo reclamante; 3. numero verde a disposizione per l’assistenza telefonica riferita a problematiche assicurative della polizza; 4. capitale rimborso spese legali pari ad 1/10 del capitale assicurato (50.000 euro) in aggiunta al capitale assicurato per la responsabilità civile; 5. regolamentazione più puntuale nelle garanzie della copertura relativa al “consenso informato”; 6. identificazione del rischio base

Massimali Assicurati Premio Convenzione Base (animali da compagnia e piccoli animali in genere) compresa la RCG per la conduzione dello studio

520.000,00 €

1.035.000,00 €

85,00 €

119,00 €

Integrazione di premio per animali da reddito

85,00 €

119,00 €

Integrazione di premio per equini

190,00 €

266,00 €

Integrazione di premio per servizio presso ASL Scoperti e franchigie

% Scoperto

110,00 €

154,00 €

Minimo

Massimo

Animali da reddito

10

1.000,00 €

5.000,00 €

Equini

10

2.000,00 €

5.000,00 €

Vizio del consenso informato

20

3.000,00 €

6.000,00 €

Nota Bene 1) Il premio previsto per la Convenzione Base deve essere sempre corrisposto, mentre le integrazioni devono esserlo in caso di una o più estensioni di garanzia. 2) Le condizioni di polizza sono quelle della edizione giugno 2004 complete delle "NORME SPECIFICHE" e delle "CONDIZIONI AGGIUNTIVE". 3) I premi esposti sono comprensivi di imposte. Nuovo testo dell’articolo 22 - Gestione delle vertenze di danno - Spese legali "La Società assume la gestione delle vertenze tanto in sede stragiudiziale che giudiziale, sia civile che penale, solo nel caso di insorgenza di un procedimento giudiziario e sempreché l’assicurato si sia astenuto da qualsiasi riconoscimento di responsabilità nei confronti di terzi. La Compagnia designa, ove occorra, legali e tecnici e si avvale di tutti i diritti e le azioni spettanti all’Assicurato stesso. In tali casi la Compagnia ha facoltà di chiedere all’ANMVI l’intervento per la scelta dei consulenti tecnici di fiducia più idonei alle fattispecie trattate fra gli iscritti alle varie associazioni ANMVI. Sono a carico della Compagnia le spese sostenute per resistere all’azione promossa contro l’Assicurato, entro il limite di un importo pari ad un decimo del massimale stabilito in polizza per il danno cui si riferisce la domanda ed in eccesso al massimale stesso. Qualora la somma dovuta al danneggiato superi il predetto massimale, le spese, eccedenti un decimo del massimale come sopra stabilito, vengono ripartite fra Società ed Assicurato in proporzione del rispettivo interesse. La Compagnia non riconosce spese incontrate dall’Assicurato per i legali o tecnici che non siano da essa concordemente designati con l’Assicurato stesso, né risponde delle multe o ammende, ma soltanto delle spese di giustizia penale.

per i professionisti che seguono gli animali da compagnia; 7. identificazione delle categorie di rischio superiori corrispondenti ai professionisti che seguono gli animali da reddito e gli equini e determinazione del relativo sovrappremio; 8. riduzione e rimodulazione degli scoperti per sinistri afferenti gli equini e gli allevamenti di animali da reddito; 9. estensione della garanzia di responsabilità civile alle situazioni di colpa derivanti dallo status di datori di lavoro per i dipendenti regolarmente assunti e quali proprietari o conduttori dei locali dello studio veterinario. Il premio minimo per la combinazione base è stato contenuto in 85 euro per anno, circa 1/4 - 1/5 delle condizioni di mercato più favorevoli. Grazie all’adesione sino ad oggi di oltre 1000 Medici Veterinari ha creato le condizioni di una vera e propria mutualità assicurativa. È utile osservare che tale livello di premio consente di assicurarsi anche a coloro che si affacciano alla professione compiendo, a costi molto contenuti, un indispensabile atto di previdenza. Per contro anche coloro che da più tempo sono impegnati nella professione possono, con altrettanto contenuto sovrappremio, integrare la copertura assicurativa per renderla aderente alla propria responsabilità professionale.

Aderire alla convenzione è estremamente semplice, basta collegarsi al sito internet www.sicuramen-

te.it e seguire le indicazioni per aderire online, oppure telefonare al numero verde 800 906 377. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 L’INTERVISTA

Intervista a Lorenzo Golini

Io, neo-laureato in medicina veterinaria Legittime aspettative e progetti di un giovane e promettente “Collega”... Troppi laureati! Troppi! Il mercato occupazionale non li assorbirà più. Anzi, il 40% dei medici veterinari attualmente in esercizio, dicono, è destinato a uscire dalla professione. Non c’è più lavoro! Ma intanto le Facoltà sfornano 1400 laureati all’anno. Per questo c’è un ricorso al TAR del Lazio contro l’interateneo di Catanzaro depositato dall’ANMVI. Per questo l’ANMVI ha adottato una linea di pensiero fortemente critica nei riguardi della politica universitaria e delle sue degenerazioni. E poi c’è la crisi economica, gli studi di settore, le tasse, l’ECM, i clienti che non vogliono pagare, gli ordini da riformare, il tariffario da approvare, e via e via... Tutto questo Lorenzo Golini lo sa. Perché, sebbene si sia laureato da poche settimane, Golini conosce molto bene la professione e ha cominciato a far parte dei medici veterinari ancor prima di esserlo. Ci spiega lui stesso come... Benvenuto fra i dottori in medicina veterinaria. Ci accodiamo al coro delle congratulazioni, ma non possiamo evitare una domanda d’obbligo: perché ha scelto la Facoltà di Medicina Veterinaria? Vi ringrazio per il benvenuto e desidero ringraziare tramite Voi tutti i “colleghi” (metto le virgolette dato che non ho ancora sostenuto l’esame di Stato per l’abilitazione e non mi sento collega a tutti gli effetti!) che mi hanno fatto le loro congratulazioni per la mia laurea. La domanda è veramente d’obbligo e la risposta è molto semplice: mi è sempre piaciuta la professione del Medico Veterinario. Per l’ingresso a tutti gli effetti nella professione adesso ci vuole l’esame di stato. Come se la immagina un neo-laureato questa prova abilitante? Come si preparerà? Come immaginarsi un esame che racchiude tutto il mio percorso formativo? Come ogni altro esame: una prova con se stessi che deve essere superata brillantemente. Quando ero ancora studente, tutti gli esami li sostenevo con docenti che, almeno, avevo seguito nel semestre precedente di lezioni. Ora, invece, la commissione dell’esame di Stato è composta da membri interni e membri esterni. L’ansia così cresce in maniera esponenziale. Ho rispolverato tutti i libri e gli appunti di questi 5 anni di lezioni… non credevo fossero così tanti visti tutti assieme. Con alcuni colleghi neolaureti abbiamo organizzato un gruppo di studio e già in questi giorni abbiamo cominciato il ripasso gene-

rale, riprendendo in mano le materie di base, quali l’anatomia e la fisiologia. E poi si dovrà iscrivere all’Ordine. Saprà che il Governo vuole riformare gli Albi sotto spinte riformatrici di diversa ispirazione: l’Antitrust per esempio ritiene che siano strutture medievali. Che significato attribuisce lei all’ordine professionale? A mio parere l’ordine professionale è il garante per la professionalità sia per i colleghi sia per i nostri pazienti ed i loro proprietari. In quale settore pensa di esercitare? Sta pensando a specializzazioni? Ora che sono Dottore in Medicina Veterinaria, devo imparare a diventare un Medico Veterinario. All’inizio non avevo capito appieno il significato di questa differenza, ora credo di cominciare a rendermene conto… rimboccarsi le maniche e cominciare ad applicare la teoria appresa, alla pratica ambulatoriale. Premesso questo ho dei progetti a breve ed a lungo termine per la mia formazione. Sicuramente ho interesse a lavorare nel settore dei piccoli animali (Argh, uno in più! diranno molti colleghi!), ma intendo orientarmi sullo studio della patologia comportamentale dei piccoli animali e sulla neurologia clinica veterinaria, sia in ambito di ricerca sia in ambito clinico. A questo proposito ho già cominciato a guardarmi attorno nel vasto panorama delle offerte formative che propongono gli atenei italiani, i corsi delle diverse società specialistiche e le università estere. Credo che, comunque, passerò un periodo lontano dall’Italia per osservare come funziona la Medicina Veterinaria anche negli altri paesi, cercando di esportare il meglio della formazione che ho ricevuto in Italia e provando ad apprendere dei nuovi punti di vista. Nella scelta del Corso di laurea e dello sbocco professionale è stato influenzato da informazioni sull’evoluzione socio-economica della professione? Oppure la cosiddetta “vocazione” ha avuto il sopravvento? Come vi dicevo inizialmente mi piace la professione e la figura del Medico Veterinario. La mia scelta è maturata molti anni prima che potessi rendermi conto del lato economico e sociale di questa professione. Come molti miei colleghi, studenti e laureati, la prima volta che ho pensato di volere fare il Medico Veterinario, avevo circa una decina d’anni… sicuramente il piacere che avevo nel vedere tutti i documentari naturalistici che passavano in TV può aver influito positivamente, ma ero

sempre stato affascinato da questo lavoro. In età adolescenziale, ho cominciato a frequentare assiduamente un ambulatorio veterinario di Roma. Durante questo periodo ho razionalizzato i miei desideri e sogni adolescenziali e li ho concretizzati quali mia meta formativa. Ritiene che sia utile diffondere fra gli studenti notizie dal mondo della professione reale e favorire il contatto con i professionisti? Certamente. Tra gli studenti della mia Facoltà, e soprattutto tra le matricole, non tutti si rendono conto delle difficoltà lavorative che questa professione ci pone davanti quotidianamente. La diffusione di notizie provenienti dal mondo del lavoro e il confronto con professionisti possono, a mio avviso, sensibilizzare le giovani leve e stimolarle a pensare ad un futuro indirizzato verso una specializzazione. Quanto arriva nelle facoltà e nelle aule universitarie della professione reale e dei suoi problemi? Nei miei 6 anni passati in facoltà devo riconoscere che i professori delle materie prettamente pratiche, come le cliniche e le ispezioni, hanno sempre improntato la loro didattica facendoci già “sentire” nel mondo del lavoro, ma anche gli altri docenti delle materie di base spesso ci raccontavano del loro passato di professionisti o comunque delle problematiche della professione Medico Veterinaria. Devo ammettere che nelle aule della facoltà di Teramo, anche grazie ai numerosi seminari e giornate di studio che annualmente si organizzano e a cui partecipano molti liberi professionisti, il mondo del lavoro non è così lontano dalle nostre orecchie e dai nostri occhi. Chi esce generalmente sa già bene come va il mondo… ma spera di riuscire a cambiarlo! La professione si batte per il numero chiuso. L’ANMVI ha fatto ricorso contro l’ateneo di Catanzaro che ha violato il principio del numero programmato. Eppure, fra le organizzazioni studentesche prevale l’idea che l’ingresso alle facoltà debba essere libero e che il mercato non vada suddiviso per quote d’accesso. Lei come la pensa? Ritengo che il numero chiuso sia necessario al fine di limitare l’affollamento delle aule che, in corsi di studi con una componente altamente pratica come quello in Medicina Veterinaria, renderebbe ancora più aleatoria la parte pratica di molti corsi. Credo, inoltre, che il numero chiuso deb-

orenzo Golini (foto) si è laureato il 7 ottobre 2004 discutendo la tesi “Studio preliminare dei segni riferibili a patologie del comportamento del cane anziano” con votazione 110/110. La tesi è stata sviluppata e coordinata con l’aiuto del Prof. Mariscoli e del Dott. Colangeli. Nel corso delle ultime settimane ha tenuto lezioni sull’etogramma del cane e del gatto, argomenti che fanno parte del modulo di Etologia Veterinaria, presso la facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo. Da tre anni è socio della SCIVAC e della SinVet; da quest’anno anche della Società Europea dei Veterinari Comportamentalisti (ESVCE) e membro attivo del gruppo di studio Nord-Est della SISCA. Nient’altro da segnalare? “Sono reduce entusiasta - dice - del 10° congresso internazionale dell’ESVCE tenutosi a Cremona”.

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ba essere maggiormente restrittivo e il numero dei posti per anno dovrebbe essere valutato in base all’aspettativa dei posti vacanti nel quinquennio successivo, similmente a quanto accade in Francia. La professione veterinaria, a tutti i livelli, non è mica tanto libera. Che idea si è fatto per esempio dell’ECM? E di tutti gli oneri economici? Credo che il sistema degli ECM sia una garanzia per i nostri pazienti. La necessità della “continuing education” è prioritaria nella nostra Professione dove le certezze di anni addietro possono diventare oggigiorno dubbi o certezze confutate. Ritengo che la programmazione annuale degli ECM, in base al proprio settore d’interesse, aiuti a diversificare maggiormente l’offerta proposta alla clientela, permettendoci di fidelizzarla. Ovviamente dietro questa grande qualità rientra il gioco economico che pervade la nostra professione, soprattutto per quei liberi professionisti che gestiscono in proprio l’ambulatorio, diventa difficile ed economicamente dispendioso poter seguire annualmente una serie di eventi che li possono far crescere culturalmente, ma che non sempre si tengono vicino alla città di provenienza. Inoltre, credo che sia difficile far capire a molti proprietari che gli oneri connessi al possesso di un animale da com-

pagnia debbano coprire anche l’investimento in tempo e denaro del Medico Veterinario per il suo continuo aggiornamento. Gli oneri connessi con la professione sono dovuti, ma non sempre condivisibili almeno nella forma della richiesta (leggasi ONAOSI); non penso che potremmo mai cambiare questo stato delle cose se non abbandoniamo l’ottica della coltivazione del nostro orticello per abbracciare quella della coltivazione comune di un grande campo agricolo. Da molto tempo lei segue e partecipa alle discussioni delle liste telematiche dell’ANMVI. Cosa può dire di aver imparato dal confronto con chi già esercita? Molto e per questo devo ringraziare i famosi 100 scrittori più assidui della lista. Penso di aver fatto mio il concetto che pervade le liste telematiche: il continuo confronto e la voglia di migliorare assieme. Ho sempre ritenuto che non sia possibile sapere tutto di tutto lo scibile in Medicina Veterinaria, e la presenza di specialisti di alcune branche specifiche permette al Medico Veterinario che “lavora in trincea” di chiedere una consulenza o riferire un caso al collega. Dalle liste ho imparato soprattutto l’umiltà di dire “non lo so” e di chiedere aiuto all’esperto del settore (anche se questo modo di vedere le cose l’ho cominciato ad apprendere già all’università!). ■

VETLINK Lista telematica A.N.M.V.I.

collegati con la tua professione per iscriverti http://www.anmvi.it/servizi/liste/index.html


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 OSSERVATORIO RIFIUTI

Cadaveri da smaltire. Quando la ASL non ha più frigoriferi... hiedo una vostra consulenza per un problema di tipo igienico sanitario che si è verificato nel comune in cui opero con la mia collega e che naturalmente interessa anche altri operatori del settore del comune e zone limitrofe di Cortina d’Ampezzo (BL). Fino a luglio 2004 i cadaveri dei pazienti sottoposti ad eutanasia nei nostri ambulatori venivano raccolti in una cella frigorifera di proprietà della ASL competente e situata all’interno dei magazzini comunali e saltuariamente una ditta specializzata provvedeva alla raccolta e all’incenerimento. Da luglio non è più così e per varie ragioni bisogna fare riferimento al centro di raccolta di un altro comune distante circa 30 km. La mia domanda ora è questa, considerando il notevole disagio della situazione anche a livello psicologico che in questi momenti vive il proprietario dell’animale sottoposto ad eutanasia, e visto che l’unico centro di raccolta cadaveri è diventato la sede centrale della ASL a Belluno (parliamo di almeno due ore di viaggio), chiedo: è la ASL di competenza l’unico referente e responsabile? Se invece deve essere il Sindaco ad intervenire noi come liberi professionisti dobbiamo occuparci della situazione? (quesito inviato via mail) Risponde Giorgio Neri, consulente ANMVI Questa è una di quelle domande che non vorrei mai sentirmi rivolgere in quanto per essere esauriente dovresti scrivere un trattato, e se scrivi di meno rischi di essere impreciso. Comunque... Il Regolamento CE 1774/2002 non prevede alcun onere obbligatorio per Comune o Asl in merito allo smaltimento dei cadaveri di animali d’affezione. Tanto meno

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Come smaltire il farmaco scaduto Spesso molti colleghi chiedono come si smaltiscono i farmaci stupefacenti scaduti. La domanda è legittima in quanto per rispondere bisogna tener conto sia della normativa sui rifiuti sanitari (DPR 254/2003) e sia di quella sui farmaci stupefacenti (DPR 309/1990). Tuttavia anche questi decreti non entrano nei dettagli relativi all’iter procedurale necessario per far smaltire questi rifiuti, e ciò non può che ingenerare comprensibili timori ed incertezze, anche in considerazione della natura del materiale in questione e delle sanzioni previste per chi trasgredisce la legge. Entrando nel merito del quesito, per smaltire un farmaco stupefacente è necessario inviare una comunicazione al Servizio Farmaceutico dell’Asl. Da quel momento il farmaco stupefacente è da considerarsi in custodia presso il direttore sanitario o il responsabile dei farmaci stupefacenti della struttura veterinaria. In un secondo momento (che potrebbe verificarsi anche dopo più di un anno dalla comunicazione) il farmaco dovrà essere conferito al Servizio Farmaceutico dell’Asl (a seconda dei casi bisognerà portarlo presso sede del Servizio quando richiesto o saranno gli operatori Asl a ritirarlo presso la struttura veterinaria). Sarà poi l’Asl a farsi carico di smaltire i farmaci a norma di legge. L’operazione verrà verbalizzata e la copia del verbale consegnata al veterinario varrà quale giustificativo di scarico dal registro degli stupefacenti. Giorgio Neri

questa competenza è prevista nelle linee guida che la Regione Veneto ha approvato con delibera n. 2671 del 12 settembre 2003. Se, dunque, non intervengono altre norme regolamentari locali a disciplinare la materia, l’iter da seguire è quello generale definito dallo stesso Regolamento CE 1774/2002. Stando così le cose queste sono, in breve, le opzioni possibili: • Il veterinario restituisce il cadavere del paziente al proprietario, il qua-

le può scegliere di farlo incenerire in un inceneritore autorizzato (portandocelo direttamente oppure facendolo confluire in un centro di stoccaggio, qualora esistente) oppure di seppellirlo (se l’animale non era affetto da patologie trasmissibili) in un terreno di proprietà o in un cimitero per animali. • Il veterinario trattiene il cadavere (anche a temperatura ambiente, per un periodo non superiore a 24 ore, oppure in un refrigeratore, identifi-

cando il cadavere a norma di regolamento, se per un periodo superiore alle 24 ore) e lo consegna successivamente ad una ditta che viene a prelevarlo presso la struttura per portarlo all’inceneritore. In questo caso il veterinario dovrà compilare un “documento commerciale” (in pratica un particolare documento di trasporto previsto dal Regolamento CE 1774/2002) e tenere un “registro delle partite” (che consiste in un particolare registro di carico e

scarico previsto dal Regolamento stesso). • Il veterinario trattiene il cadavere per trasportarlo successivamente al centro di stoccaggio o di smaltimento personalmente. Quest’ultima appare l’opzione meno facilmente attuabile in quanto, oltre agli oneri previsti al punto precedente, è necessario anche disporre di un veicolo autorizzato dall’Asl e di un contenitore identificato a norma di Regolamento. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 ATTUALITÀ

Approvato il nuovo Statuto

È nata Confprofessioni La CONSILP cambia denominazione: si chiamerà CONFPROFESSIONI. Scotti: è la sigla giusta per i tavoli della concertazione. Formalizzata l’area dipartimentale sanitaria stato approvato sabato 30 ottobre a Roma il nuovo Statuto della CONSILP, la Confederazione delle professioni intellettuali che riu-

È

nisce le organizzazioni delle professioni tecniche, economiche, giuridiche e sanitarie. In base alle nuove disposizioni, potrà ufficialmente chiamarsi

“CONFPROFESSIONI” e presentarsi con questa qualifica ai tavoli della concertazione con il Governo. Il cambio della denominazione è infatti stato approvato dal

Consiglio Generale della Confederazione, accogliendo le istanze avanzate soprattutto dall’ANMVI. Spiega infatti Carlo Scotti, Vice Presidente ANMVI e

Delegato CONSILP: “Ho sempre creduto che questa Confederazione dovesse assumere una denominazione diversa che la ponesse su un piano paritetico rispetto alle altre confederazioni riconosciute. Anche i professionisti, per la loro capacità numerica nel Paese e per la capacità di incidere economicamente sul PIL nazionale, devono potersi presentare accanto a Confindustria, Confcommercio e Confagricoltura con un progetto confederale. Del restocontinua Scotti- il riconoscimento di parte sociale che la CONSILP ha ottenuto dal Ministero del Lavoro deve poter essere speso con una denominazione formalmente più efficace, chiara ed immediata per gli interlocutori politici e per la stampa”. Confprofessioni Sanità La riforma dello statuto riguarda anche la struttura e il rinnovo delle cariche nazionali. A questo proposito Carlo Scotti sottolinea la seconda grande innovazione a cui si è giunti, ovvero il riconoscimento delle aree dipartimentali professionali, fra cui quella delle professioni sanitarie (che riunisce medici veterinari, medici di medicina generale, dentisti e psicologi). “ Il Presidente di Confprofessioni sarà affiancato da quattro vice presidenti- spiega Scotti- ognuno dei quali con delega all’area professionale di riferimento. Noi medici veterinari potremo confrontarci sui temi comuni delle professioni sanitarie con ANDI, FIMMG e PLP. La nascita dell’area sanitaria all’interno di Confprofessioni è un’esigenza sempre più forte dati i problemi emergenti che attraversano le professioni che vi appartengono. Un esempio per tutti: l’ECM”. La struttura regionale Confprofessioni è la più rappresentativa confederazione tra le associazioni dei liberi professionisti aderenti a un Albo. Accanto ad un centro rafforzato si è data una struttura regionalizzata per la partecipazione ai tavoli di concertazione regionale. Per Scotti, fautore del processo di regionalizzazione compiuto dall’ANMVI, “è necessario essere presenti a livello nazionale come professioni regolamentate per la competenza legislativa che la modifica costituzionale approvata dalla Camera ha dato allo Stato, ma è anche necessario attivare strutture direttive territoriali capaci di entrare in rapporto con le Regioni, che per quanto attiene la sanità hanno un ruolo organizzativo decisamente importante”. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 ANMVI INFORMA

Simposio Sicura

Una convention sulla sicurezza alimentare I l quartiere fieristico di Modena ospiterà dal 25 al 27 Novembre il Convegno Sicura. Tre giorni dedicati alla sicurezza nel settore alimentare che riuniscono in una grande convention, produttori, distributori, consumatori e responsabili dei controlli. Le garanzie della sicurezza in campo alimentare portano in sé, prima ancora di risvolti di carattere sanitario, economico, e di rispetto normativo, valori etici in relazione al rapporto tra produzione, distribuzione e consumo, attribuendo particolare responsabilità a quanti sono istituzionalmente chiamati alla funzione di controllo. Sono questi i motivi che hanno suggerito a ModenaFiere con l’autorevole supporto tecnico-scientifico delle Aziende Usl di Modena, Bologna e Parma e con la collaborazione di Senaf-Mestiere Fiere di organizzare il convegno. Il convegno è stato realizzato grazie alla collaborazione di ANMVI, AIVEMP, Assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna, Provincia di Modena, Provincia di Bologna, Provincia di Parma, Camera di Commercio di Modena, Istituto Superiore di Sanità Dipartimento di Sanità Alimentare ed Animale, SNOP (Società Nazionale Operatori della Prevenzione), CNA Alimentare di Modena e Federconsumatori. Al convegno, è prevista la partecipazione di numerosi relatori che nell’arco delle tre giornate tratteranno diversi argomenti. La prima giornata sarà dedicata interamente al tema della sicurezza alimentare. Si parlerà di etichette alimentari, evidenziando le necessità e i dubbi dei consumatori. Il convegno si aprirà con una relazione del dr. Adriano Mantovani del centro di Collaborazione OMS-FAO sul “Perché parlare ancora di sicurezza alimentare?” alla quale seguiranno numerosi interventi tra cui quello del Consigliere ANMVI - dr. Giancarlo Belluzzi. Nella seconda e terza giornata si farà il punto sulla BSE, sui problemi connessi all’allevamento, alle emergenze alimentari, all’alimentazione animale (con particolare riferimento alla presenza di organismi geneticamente modificati), al pesce e alla carne equi-

ANNUNCI www.anmvi.it/servizi/vetexchange www.anmvi.it/servizi/vetjob Vendo a € 10.000: ECOTOMOGRAFO Esaote AU 4-Idea Color e power-Doppler Stampante a colori Quattro sonde: Convex da 3,5 Mhz Lineare da 7,5 Mhz Endocavitaria da 6,5 Mhz Cardiologia da 2,5 Mhz Per informazioni: Ernesto Boltro Tel. 011/841072 - Email tibol@libero.it

na. Il programma prevede anche la trattazione di argomenti collegati alla problematica del bioterrorismo, all’uso degli integratori alimentari, nonché tematiche più propriamente riferite ai risvolti etici quali, ad esempio, il rapporto esistente tra sicurezza

alimentare e solidarietà. Nel corso della sessione sul cavallo quale animale d’affezione, sportivo o da carne interverrà Marco Eleuteri, Past President SIVE, con una relazione sulle proposte di legge per la tutela del cavallo, attualmente all’esa-

me del Comitato ristretto della Commissione Agricoltura della Camera. In riferimento al bioterrorismo alimentare, Giovanni Comino, Consigliere AIVEMP, affronterà una relazione sulle funzioni e i ruoli del Dipartimento di Sanità Pubblica nelle nuove

emergenze mentre Bartolomeo Griglio, Consigliere AIVEMP, nel corso della sessione “Alimenti e salute: il linguaggio e la condivisione” che si terrà nella mattinata di sabato 27 novembre parlerà del ruolo della comunicazione istituzionale. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 INFO REGIONI

Al via la campagna di sterilizzazione dell’Asl 8 di Cagliari 20 euro il costo dell’intervento eno cuccioli, meno abbandoni: è partito il programma di sterilizzazione canina dell’Asl 8 di Cagliari. Dal mese scorso con soli 20 euro, anziché 200, è possibile sterilizzare le cagne regolarmente registrate all’anagrafe. Un progetto, finanziato con fondi regionali, che

M

dovrebbe fare da blocco al randagismo. “I dati dimostrano che un’alta incidenza degli abbandoni è dovuta alle cucciolate indesiderate”, spiega Giuseppe Sedda, dirigente veterinario e responsabile dell’anagrafe canina e della lotta al randagismo dell’Asl 8, “il cane randagio classico, quello

che vive di stenti in zone di campagna, difficilmente si riproduce”. Anche se il dato non rincuora, sono i cuccioli di cani che hanno un padrone, quelli che il più delle volte si trovano nei cassonetti o lungo le strade. I dati raccolti dall’Asl sono stati determinanti per far partire il progetto di sterilizzazio-

ne, che prevede soltanto una condizione: che i cani siano muniti di microchip. Di norma le cucciolate abbandonate sono formate da circa 5 cani che la comunità dovrà mantenere spendendo circa 25 mila euro. Partendo da questo calcolo “abbiamo deciso, finanziati dalla Regione per una cifra

pari a circa 85 mila euro, di provare ad arginare il fenomeno dell’abbandono grazie appunto alla sterilizzazione, che non sarà completamente gratuita ma avrà un costo pari a 20 euro, una cifra che possiamo definire simbolica”. Un finanziamento che permetterà di intervenire su circa 900 cani iscritti all’anagrafe e quindi muniti di microchip: sono una minima parte degli animali presenti sul territorio. “Proprio perché riteniamo di non poter soddisfare tutte le richieste che ci perverranno, abbiamo ritenuto di privilegiare le femmine che vivono in situazioni ambientali particolari, cagne che vivono a contatto con altri maschi o in situazioni dove il fenomeno dell’abbandono è molto significativo”, racconta Sedda. Sono le zone dell’hinterland cagliaritano, Quartu, Monserrato, Selargius o dei quartieri periferici della città come Calamosca, Sant’Elia e la zona di Macchiareddu, i luoghi dove si registra il più alto numero di cani randagi o abbandonati. Per capire quale efficacia avrà il progetto, si dovrà aspettare. Per richiedere informazioni i cittadini interessati possono rivolgersi ai veterinari privati o all’Asl. (fonte animalieanimali.it) ■

Lingua blu: tavolo tecnico a Rieti ‘’Venuti a conoscenza che non sono cessati i disagi causati dalla Blue Tongue che colpisce ovini e bovini si è deciso di istituire un tavolo tecnico che analizzi la questione dal punto di vista sanitario ed economico. I danni economici che la Lingua Blu causa agli allevatori richiedono infatti un intervento rapido da parte dell’amministrazione, dal momento che la zootecnia è un volano della provincia di Rieti’’. È quanto ha affermato il presidente della commissione Oreste Pastorelli durante la riunione della prima commissione consiliare della Provincia di Rieti che concentra la propria opera nell’ambito delle politiche agricole e comunitarie e della valorizzazione dei prodotti tipici. Entro il mese di novembre sarà convocato un tavolo tecnico con i dirigenti del servizio sanitario della Asl e le associazioni di categoria, con l’obiettivo di redigere sulla base di una comune strategia un documento unitario che porti al più presto al raggiungimento di risultati concreti. La convocazione del tavolo tecnico è stata approvata all’unanimità dai consiglieri Palla, Ventura, Nicolai, Trancassini, Calisse e Gatti. (Fonte: Ansa)


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 INFO REGIONI

Da novembre, microchip in Piemonte Per mettersi in regola basta rivolgersi al veterinario di fiducia “purché autorizzato” o alla ASL in arrivo in Piemonte il microchip, un minuscolo congegno elettronico, inserito sotto la pelle del collo dei cuccioli sarà la nuova carta d’identità di ogni cane. La notizia arriva dalla Regione che adotterà il microchip a partire dalla seconda settimana di novembre. Per adeguarsi è sufficiente prendere appuntamento con il proprio medico veterinario di fiducia “purché autorizzato” o con i servizi veterinari della ASL. Se si acquista un cane basta garantirsi che sia “regolare” e non clandestino, chiedendo copia della scheda di identificazione che riporta anche il numero di microchip. Il microchip non sarà applicato ai cani già tatuati, a meno che il tatuaggio non sia diventato con il tempo illeggibile. Gli obiettivi principali di questo moderno ed efficace sistema di identificazione dei nostri amici a quattro zampe sono: contrassegnare tutti i cuccioli entro sessanta giorni dalla nascita e, comunque, prima che vengano separati dalla madre per essere ceduti; garantire che ogni cane sia collegato al rispettivo proprietario attraverso una banca dati di facile consultazione; restituire al padrone il cane smarrito o volontariamente abbandonato. Inoltre la banca dati consentirà ai Servizi Veterinari delle ASL un più efficace controllo sanitario. Sarà infatti possibile disporre di un quadro più preciso delle malattie trasmesse dagli animali all’uomo (zoonosi), delle aggressioni e

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Pordenone: vaccino anche per veterinari e allevatori ra le novità della campagna di prevenzione contro l’influenza 2004 avviata dall’Azienda per i servizi sanitari 6 “Friuli occidentale’’: il vaccino antinfluenzale anche per i veterinari, gli allevatori e altre categorie professionali che vengono a contatto con animali che potrebbero trasmettere nuovi ceppi della malattia. Il vaccino antinfluenzale viene offerto gratuitamente alle persone delle fasce d’età più a rischio: anziani oltre i 65 anni, bambini, adulti affetti da malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, personale sanitario di assistenza, addetti ai servizi pubblici. Ad essi si aggiunge la nuova categoria del personale a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali. (Fonte: ANSA)

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morsicature alle persone e ad altri animali, programmare eventuali vaccinazioni straordinarie in caso di emergenze per rabbia o altre gravi patologie. Infine una buona anagrafe consentirà migliori interventi in tema di benessere anima-

le, favorendo la possibilità di intervenire sulle condizioni in cui sono tenuti i cani sia attraverso l’azione repressiva sia con campagne di educazione civica, che forniscano concrete istruzioni su come rapportarsi con gli animali di affe-

zione. Il microchip è uno strumento pratico e semplice da utilizzare: si inocula con una normale iniezione e si legge facilmente con un piccolo decodificatore. Con la sua introduzione su larga scala (i cani attualmente censiti in Pie-

monte sono oltre 700.000) avranno vita dura soprattutto coloro che tengono gli animali in clandestinità, spesso destinandoli ad attività criminose come i combattimenti fra cani. (fonte: Regione Piemonte) ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Un satellite per controllare il benessere degli animali in viaggio

di Maria Grazia Monzeglio

Verificherà dall’alto il rispetto degli animali sul mezzo di trasporto arà l’occhio del satellite a garantire il benessere degli animali che dagli allevamenti del nord Europa - da Germania, Olanda o Polonia - vengono trasportati su strada fino alle

S

stalle o ai macelli in Sicilia, Spagna, Grecia, e ora anche a Malta e Cipro. Solo nella vecchia Europa dei Quindici erano 20 milioni i capi che in un anno circolavano sulle strade dell’Unione. Il sistema di

navigazione satellitare (Gps) potrebbe infatti seguire - dal 2012 l’automezzo che trasporta vitelli, suini, agnelli o cavalli e informare una banca dati europea se il camion è caricato al giusto peso, se

l’autista rispetta nel percorso gli orari di riposo previsti per alimentare e abbeverare gli animali, o ancora se viene mantenuta una temperatura adeguata all’interno del camion. L’idea è contenuta in un

nuovo progetto di compromesso per meglio regolamentare il trasporto degli animali in Europa, che la presidenza di turno olandese dell’Ue si prepara a sottoporre nei prossimi giorni ai responsabili dei servizi veterinari europei. Il progetto olandese rappresenta il primo tentativo di riportare il delicato dossier sul tavolo dei ministri dell’agricoltura dell’Ue, dopo il fallimento del negoziato che nell’aprile scorso ha spaccato l’Europa in due schieramenti. Da un lato i paesi del Nord, con in testa la Germania, che chiedeva di limitare ad un massimo di otto ore il trasporto dei capi all’interno dell’Europa. Dall’altro i paesi del Sud, aperti a ulteriori miglioramenti, ma che non intendevano mettere a repentaglio il loro sistema produttivo e quindi migliaia di posti di lavoro. Di fatto, fissare ad un periodo ristretto i tempi di trasporto significherebbe escludere il Centro e il Sud d’Italia da importanti rifornimenti di animali vivi. Senza contare che dalla macellazione provengono anche cascami, pelli e setole che riforniscono in Italia una importante industria di trasformazione. Un elemento importante del progetto olandese è che non fa riferimento alla durata del trasporto e quindi continuerebbero le regole attualmente in vigore che prevedono già una serie di condizioni per assicurare il benessere degli animali. Il compromesso in discussione introduce però delle condizioni obbligatorie per i lunghi percorsi. In primo luogo, prevede un codice di buone pratiche che punta sulla formazione del conduttore ma precisa anche responsabilità e obblighi di tutti coloro che sono parte attiva nell’attività. Per le lunghe distanze inoltre, l’Aja chiede automezzi in grado di garantire una temperatura adeguata e la distribuzione dell’acqua agli animali durante il percorso. Inoltre, il progetto offre la possibilità agli stati che lo desiderano di introdurre regole nazionali specifiche sul loro territorio. In generale si vuole avviare un controllo sistematico dei documenti e dello stato di salute degli animali. Il documento della presidenza, secondo fonti comunitarie, potrebbe riuscire a riunire una maggioranza di paesi a favore. Restano comunque delle incognite, dall’introduzione di regole nazionali ai tempi per la modifica della normativa in vigore. (Fonte ANSA) ■


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Gatti biotech anallergici

di Maria Grazia Monzeglio

In arrivo mici modificati geneticamente che non provocano allergie all’uomo le salivari e anali. Il gene di questa proteina è stato isolato qualche anno fa. Creare il gatto anallergico significa eliminare Fel d1 e sostituirlo con una copia difettosa, in modo da evitare la produzione della proteina. I ricercatori dell’Allerca spiegano che la procedura

n gatto geneticamente modificato che non provochi allergie a chi lo possiede. L’azienda biotecnologica Allerca, con base a Los Angeles e succursali anche in Giappone, Sudamerica, Australia ed Europa, ha annunciato che metterà sul mercato nel 2007 gattini ipoallergenici, al prezzo di $ 3.500. Le allergie al gatto sono scatenate da una glicoproteina, Fel d1, secreta principalmente dalle ghiandole sebacee e presente sul pelo, ma prodotta anche dalle ghiando-

U

Antipulci e rischio di carcinoma della vescica no studio controllato della Purdue University ha valutato se l’utilizzo di prodotti topici contro pulci e zecche aumentasse il rischio di sviluppare un carcinoma a cellule transizionali della vescica (TCC) nello Scottish terrier. Sono stati valutati 87 Scottish terrier adulti affetti da TCC (casi) e 83 Scottish terrier adulti con altre patologie (controlli). È stata verificata l’esposizione a tali prodotti un anno prima della diagnosi per i casi e per un periodo equivalente per i controlli. Il rischio di TCC associato all’esposizione agli antiparassitari è stato analizzato statisticamente. Gli Scottish Terrier trattati con prodotti antipulci spot-on contenenti fipronil o imidacloprid non mostravano un aumentato rischio di sviluppare TCC della vescica rispetto ai controlli, mai esposti a questi prodotti. Il rischio di TCC associato a formulazioni più tradizionali come polveri, shampoo, bagni, spray e collari non è stato valutato a causa del basso utilizzo di questi prodotti nei cani analizzati. Gli autori concludono che l’utilizzo di antiparassitari spot-on per il controllo delle pulci e delle zecche non aumenta il rischio di sviluppare TCC della vescica nello Scottish terrier. (“Topical flea and tick pesticides and the risk of transitional cell carcinoma of the urinary bladder in Scottish Terriers” Raghavan M, Knapp DW, Dawson MH, Bonney PL, Glickman LT. J Am Vet Med Assoc. 2004 Aug 1; 225(3): 389-94)

U

usata non sarà la clonazione con trapianto nucleare, che comporta rischi ben noti per l’animale, bensì un intervento specifico di ingegneria genetica che renderà silenti solo i geni interessati alla secrezione di Fel d1. Contro il coro di voci favorevoli ed entusiastiche

nei confronti della prima iniziativa simile mai lanciata nel campo degli animali domestici, si sono levate numerose voci contrarie che l’hanno contestata al congresso dell’industria biotecnologica in corso a San Diego, definendola “il frutto di una mente malata”. Meno

radicale, invece, il giudizio di Carol Barbee, presidente dell’associazione americana degli amici dei gatti, secondo cui “per molte persone sarebbe una svolta, a patto che le modifiche genetiche non nuocciano all’animale” (Salute Europa). ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 DALLE ASSOCIAZIONI

Convegno SIVAR

di Giacomo Tolasi

Il futuro del veterinario nell’allevamento della vacca da latte huck Guard è un uomo sulla sessantina, barba e baffi grigi, occhiali che nascondono due occhi vispi e penetranti. Insegna in molti corsi alla Cornell, Ithaca, N.Y., ma vuole farsi presentare come professore di Me-

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dicina della Produzione. Ha parlato alla fiera di Cremona davanti a 400 veterinari che, stanchi dopo una mattinata intensissima sull’IBR, hanno tuttavia tenuto duro. Chiaro nell’esposizione, preciso nella tempistica, come è consuetudine

degli autori di formazione anglosassone, ha delineato l’approccio alla professione nel mondo nord americano. Evidente il taglio strettamente economico, con accenni epidemiologici che, seppur elementari ci mettono in difficoltà es-

Commissione Scientifica SIVAR sul Farmaco

sendo noi carenti in questa disciplina. Ha usato esempi molto semplici, ma altrettanto significativi, per illustrare la figura del buiatra che questa scuola prevede nell’immediato futuro. Continuando la filosofia espressa a Verona lo scorso Marzo dal prof. Noordhuitzen, Guard propone un professionista al centro del meccanismo della produzione, consulente dell’allevatore, nello stesso momento sanitario, amministratore, tecnico e spesso psicologo. Occuparsi solo della parte strettamente sanitaria non è più sufficiente, urge farsi carico dell’intera problematica aziendale, altrimenti altre figure professionali andranno ad occupare spazi che competono al veterinario. Questa proposta, non capita o peggio rifiutata dalla platea in quel di Verona, mi sembra inizi ad essere presa in considerazione e a far breccia nel mondo dei buiatri, forse mi sbaglio, ma non ho percepito l’aria di velata contestazione avvertita in occasione dell’esposizione del prof. Noordhuitzen. Se si paragonano le due relazioni poi, emerge la grossa differenza tra la scuola Europea e quella Nord Americana: garanzia sanitaria della produzione al primo posto la prima, risvolto economico equiparato all’aspetto sanitario, la seconda. Come aggiornarsi e rimanere informati circa queste problematiche? Chiara e semplice la risposta del prof. Guard: partecipare alle attività delle varie società culturali (suggerisce Sivar, Anemie, Aabp), ma soprattutto leggere, leggere, leggere. ■

Alemanno alla Fiera di Cremona i è tenuta sabato scorso a della 59a Fiera internazionale del bovino da latte, una tavola rotonda sugli “Stati generali del latte” alla quale ha partecipato, tra gli altri, il ministro delle Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno. “I dati di questi giorni del rapporto dell’Osservatorio del latte - ha osservato Alemanno - confermano come questo settore sia strategico all’interno del comparto agroalimentare italiano. Una filiera, quella lattiero-casearia, che genera 23 miliardi di euro di valore finale al consumo, a partire da un valore della materia prima agricola nazionale di 4,5 miliardi di euro e un valore della produzione industriale di 12,6 miliardi”. Se si è fatto molto sul versante della riduzione dei costi, secondo il ministro è importante, però, valorizzare il latte italiano “orientando i produttori verso prodotti fortemente differenziati agli occhi del consumatore”. Alla tavola degli Stati Generali del Latte Italiano hanno partecipato inoltre i rappresentanti dell’Associazione Italiana Allevatori, dell’Unalat, dell’Assolatte, di tutte le organizzazioni professionali agricole (Cia, Coldiretti e Confagricoltura), e delle organizzazioni dei consumatori.

S Cremona, nell’ambito


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 DALLE ASSOCIAZIONI

La SIVAE a Unomattina Intervistato il Presidente, Claudio Peccati che non ammette invece ritardi sui suoi tempi, i pochi minuti a disposizione si sono ridotti a due semplici domande”. “Come spesso succede in queste trasmissioni - commenta Peccati - più che l’aspetto scientifico e culturale del mondo dell’animale esotico è stata data

Claudio SIVAE.

Peccati,

Presidente

l Presidente della SIVAE, Claudio Peccati, ha partecipato lo scorso 27 ottobre, in collegamento dalla sede di Milano, alla trasmissione UNOMATTINA andata in onda su RAI Uno per parlare degli animali esotici. Alla trasmissione era presente anche la dr.ssa Morgante, Ufficiale della Guardia Forestale di Roma e funzionario CITES. “Probabilmente - afferma il Presidente - quello che ha dato il via al tutto sono stati i recenti dati EURISPES sulla spesa degli italiani per gli animali. Sorvolando sulla veridicità o meno dei dati diffusi resta il fatto che il mercato del pet è ampio e in crescita. Ovviamente gli animali esotici sono una quota del mercato e, essendo animali particolari e soggetti anche a mode e a leggi speciali, hanno generato un certo interesse nei redattori RAI. “Non a caso, infatti, - continua Peccati - le interviste sono state precedute da un filmato in cui oltre a un velocissimo accenno alla presenza di leggi specifiche per gli esotici, si elencavano i dati di spesa per gli animali da parte degli italiani e le consistenze numeriche stimate dei vari animali sul territorio italiano. Purtroppo, complici un lieve ritardo sull’inizio del collegamento e la sempre incombente pubblicità

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38° Incontro culturale AVULP l 5 dicembre presso il Centro Studi SCIVAC/AVULP di Perugia, si terrà il 38° incontro dal titolo “EMOPARASSITOSI: EHRLICHIA, RICHETTSIA, LEISHMANIA STATO DELL’ARTE E NUOVE FRONTIERE DELLA PROFILASSI.” Relatore della giornata: Prof. Xavier Roura. All’evento sono stati assegnati 4 crediti ECM. Per ulteriori informazioni sulla giornata: tel. 075/5058703 E-mail avulp@libero.it

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più importanza all’aspetto spettacolare e relativo alle mode (per cui si tengono certi animali) e ai costi di mantenimento. Il mio tentativo di fare almeno un accenno alle difficoltà di mantenimento di questi animali e alla mancanza di informazione che quasi sempre accompagna l’ac-

quisto di animali non convenzionali è stato bloccato dal conduttore a causa del poco tempo disponibile. L’unico dato positivo di quest’esperienza - conclude il Presidente SIVAE - è il fatto che circa 3 milioni di persone, FORSE, hanno capito che esiste una Società

Italiana Veterinari per Animali Esotici, che raggruppa circa 400 medici veterinari, a cui rivolgersi per le problematiche relative a questi pazienti un po’ particolari. In sostanza la SIVAE ha avuto una chance, anche se piccolissima, di aumentare la sua notorietà e visibilità”. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004

EUROPA

Sanità, veterinaria e animali nel Trattato Costituzionale Europeo stato approvato a Roma, il 29 ottobre 2004, alla presenza delle autorità di 25 Paesi, un Trattato costituzionale europeo che prevede, tra le sue finalità, la tutela e il miglioramento della salute umana. Per affrontare i problemi legati alla sicurezza nell’ambito della salute è stabilita l’adozione di: • misure che fissino parametri elevati di qualità e sicurezza

È

degli organi e sostanze di origine umana, del sangue e degli emoderivati; • misure nei settori veterinario e fitosanitario con l’obiettivo della protezione della salute pubblica; • misure che fissino parametri elevati di qualità e sicurezza dei medicinali e dei dispositivi medici; • misure concernenti la sorve-

glianza, l’allarme e la lotta contro gravi minacce transfrontaliere per la salute. La salute viene considerata un valore fondamentale e l’Unione europea ha la competenza per condurre azioni di sostegno, di coordinamento o di complemento. Un ampio risalto alla tutela della salute viene dato nella parte dedicata all’integrità della persona dove si afferma il diritto di ogni indi-

viduo alla propria integrità fisica e psichica. In ambito medico e biologico si afferma il rispetto del consenso libero e informato della persona, il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare quelle il cui scopo è la selezione delle persone, l’utilizzo del corpo o di una parte di esso come fonte di lucro ed il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani. L’Unione riconosce e rispetta i di-

ritti degli anziani a condurre una vita dignitosa ed indipendente ed il diritto delle persone disabili a beneficiare di misure intese a garantirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale. I giovani non possono essere ammessi al lavoro prima del termine della scuola dell’obbligo e devono essere protetti contro ogni lavoro che possa minarne la sicurezza, la salute, lo sviluppo fisico, mentale, morale o sociale. Viene riconosciuto e rispettato il diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali che assicurano protezione in casi quali la maternità, la malattia, gli infortuni sul lavoro, la dipendenza o la vecchiaia. La Costituzione Europea ribadisce l’importanza della prevenzione e il diritto di accesso di ogni individuo all’ottenimento delle cure mediche secondo le legislazioni nazionali. Inoltre, per quanto concerne la definizione e attuazione delle politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana e di tutela dell’ambiente. È prevista anche la possibilità che la legge quadro europea stabilisca ulteriori misure per proteggere e migliorare la salute umana, in particolare la lotta contro eventi gravi per la salute che si propagano oltre frontiera. Le azioni dell’Unione rispettano le competenze degli Stati membri nella definizione della loro politica di sanità pubblica e nell’organizzazione e fornitura dei servizi sanitari ed assistenza medica. Gli animali Nella formulazione e nell’attuazione delle politiche dell’Unione nei settori dell’agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e dello sviluppo tecnologico e dello spazio, l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale. (Articolo III-5 bis) L’articolo III-42 lascia impregiudicati i divieti o restrizioni all’importazione‚ all’esportazione e al transito giustificati da motivi di moralità pubblica‚ di ordine pubblico‚ di pubblica sicurezza‚ di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali‚ di protezione del patrimonio artistico‚ storico o archeologico nazionale‚ o di tutela della proprietà industriale e commerciale. Tuttavia‚ tali divieti o restrizioni non devono costituire un mezzo di discriminazione arbitraria‚ né una restrizione dissimulata al commercio tra gli Stati membri. (Articolo III-43) ■


laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004

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LETTERE AL DIRETTORE Pubblico volentieri la lettera del Collega Ansoldi. Si riferisce alla risposta che, idealmente, dalle pagine del numero 36 del nostro giornale, la Collega Graziella Viganò indirizzava a una proprietaria insoddisfatta. La proprietaria lamentava la prestazione della sua “ex veterinaria”, rivolgendo una lettera molto critica all’indirizzo dell’ANMVI e che, in forma anonima, abbiamo girato a voi lettori (v. n.34/2004). Anche per il futuro, riteniamo utile, rendervi partecipi dei ragionamenti dei nostri clienti... Carlo Scotti

Nostra eccessiva disponibilità Concordo pienamente con l’interpretazione che la collega Viganò ha dato su questa rubrica, di un ipotetico caso in cui il proprietario di un nostro paziente abbia necessità di una visita più o meno urgente. Purtroppo credo che la nostra eccessiva disponibilità, che talvolta rasenta l’atto caritatevole, sia una delle principali cause dell’insoddisfazione, lamentata da molti, del nostro lavoro. È vero che oggigiorno per alcuni colleghi la disponibilità colma vuoti economici non altrimenti soddisfabili, e fin qui posso concordare! Il problema è che generalmente le nostre parcelle non sono pari alla nostra disponibilità. Se tutti ci comportassimo in modo più consono alla nostra professione probabilmente lavoreremmo con più soddisfazione anche economica, e potremmo permetterci più aggiornamenti, più attrezzature scientifiche e … più vacanze!!! Alberto Ansoldi, Treviso

Le delegazioni SCIVAC non funzionano Con la presente voglio informarla del malcontento di molti Colleghi Liberi professionisti e soci SCIVAC a riguardo del mal funzionamento delle delegazioni regionali SCIVAC che organizzano 1 corso max all’anno e non di buon interesse ed inoltre parlo a nome an-

A.N.M.V.I. RC PROFESSIONALE In esclusiva per l’ANMVI, Sicuramente srl (Bernese AssicurazioniGruppo Allianz) ha realizzato una Polizza di Responsabilità Civile Professionale rivolta ai medici veterinari iscritti ad una Associazione Federata ANMVI. Per informazioni è attivo il numero verde:

800906377 Si veda anche al sito www.sicuramente.it

che di molti veterinari pubblici dove lo scrivente esercita. Le propongo di cambiare dei nominativi “inattivi” e le consiglio per il Lazio ed il centro-occidente d’Italia di pensare ad organizzare più corsi soprattutto mirati alle zoonosi e quindi alla tutela della Salute Pubblica che viene prima del comportamento animale, della solita chirurgia, etc... Resto a disposizione per suggerimenti e collaborazioni e colgo l’occasione per porgervi cordiali saluti. Lettera firmata

Il Collega ha indirizzato questa lettera alla Direzione della Commissione Scientifica SCIVAC su una carta intestata nella quale si legge tanto la specializzazione in malattie infettive e profilassi di polizia veterinaria, quanto l’indicazione di uno studio in cui riceve per appuntamento. Immaginiamo che sia quindi interessato tanto all’aggiornamento in sanità pubblica quanto alla libera professione. È infatti socio SCIVAC. È necessario qualche chiarimento pubblico a beneficio. Innanzitutto le dele-

gazioni SCIVAC fanno due incontri all’anno e non uno. In quanto delegazioni di una Società rivolta a Colleghi del settore degli animali da compagnia, prediligono - e non può essere diversamente argomenti di propria pertinenza disciplinare. Se il Collega ritiene che il comportamento sia meno importante delle zoonosi forse ha sbagliato Società scientifica. Forse dovrebbe iscriversi all’AIVEMP. L’importante è chiarirsi su quale professione si vuole fare. Carlo Scotti

“Senza cavalli non ci sarebbe stato nemmeno l’impero romano” Vittorio Feltri


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laPROFESSIONE VETERINARIA 39/2004 CALENDARIO ATTIVITÀ

CORSO ANMVI

12-13 nov.

CORSO SIVAR

12-13 nov.

INCONTRI REGIONALI SCIVAC CON LA COLLABORAZIONE DELL’ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI TRENTO E LA CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI SEMINARIO SCIVAC

13/20/27

nov.

13-14 nov.

CORSO FSA

13-14 nov.

SIMEF

14 nov.

SICIV

14 nov.

GRUPPO DI STUDIO PRACTICE MANAGEMENT

14 nov.

GIORNATE DI APPROFONDIMENTO

15-17 nov.

CORSO SCIVAC

17-19 nov.

CORSO SCIVAC

17-20 nov.

CORSO SIVAR (DATA AGGIORNATA)

18-19 nov.

SEMINARIO SCIVAC

20-21 nov.

SOVI

20-21 nov.

GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SCIVAC DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

21 nov.

21 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC VAL D’AOSTA

21 nov.

CORSO SCIVAC

25-27 nov.

CORSO AIVEMP

26 nov.

SEMINARIO SCIVAC

27-28 nov.

SIOVET

27-28 nov.

SISCA

28 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC CALABRIA

28 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE

28 nov.

SIVE - MACROREGIONE MERIDIONALE

4 dic.

DELEGAZIONE REGIONALE SIVAR TRENTINO ALTO ADIGE in collaborazione con l’Ordine dei Medici Veterinari di Trento SIMIV

4 dic.

5 dic.

SIRVAC

5 dic.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC BASILICATA

5 dic.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC LAZIO

5 dic.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC LIGURIA

5 dic.

CORSO PER ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO - Cremona - Crediti ECM: 13 Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel 0372/403537 - email info@anmvi.it LE PATOLOGIE DEL VITELLO: MANAGEMENT E TRATTAMENTO (Max 30 iscritti) - Sede: Az. Sperimentale “V.Tadini”, Gariga di Podenzano (Pc) - Relatori: dr. M. Colombo, Dr. D. Grove White (UK). Crediti ECM: 16 - Info: Paola Orioli (Segreteria SIVAR): Tel. 0372/40.35.39, email: info@sivarnet.it BIOETICA E ZOOANTROPOLOGIA ANIMALE - Trento-C/o L’Ordine dei Medici Veterinari- 14 crediti ECM (per ricevere i crediti ecm è obbligatorio partecipare a tutti gli incontri) - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it NUOVE TECNICHE, MALATTIE EMERGENTI E NOVITÀ TERAPEUTICHE IN RIPRODUZIONE CANINA E FELINA - Napoli - New Europe Hotel - Relatori: dr. Giovanni Majolino, dr. Stefano Romagnoli - Crediti ECM: 6 - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it PREPARAZIONE AL CONTROLLO DELLA DISPLASIA DELL’ANCA E DEL GOMITO NEL CANE. - Perugia - Centro Studi SCIVAC/AVULP Via Morettini 19 - Relatore: Dr. Aldo Vezzoni - 8 Crediti ECM - Per informazioni: Catia Arisi Segreteria FSA - Tel: 0372/403511 - e.mail: info@fsa-vet.it ENDOCRINOLOGIA - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it CITOLOGIA GASTROINTESTINALE - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it Gestione e motivazione del personale e dei collaboratori - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it PRACTICE MANAGEMENT - Cremona - Crediti ECM: 19 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it CORSO DI CHIRURGIA UROGENITALE - Cremona - Crediti ECM: 26 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it CORSO DI RADIOLOGIA TORACICA - Perugia - Centro Studi SCIVAC/AVULP - Crediti ECM: 31 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it RAZIONAMENTI ALIMENTARI, BCS, RACCOLTA ED ANALISI DATI NELLA VACCA DA LATTE (Max 20 iscritti). Sede: Az. Sperimentale “V. Tadini” - Gariga di Podenzano (Pc) - Relatori: prof. F. Masoero, dr. M. Moschini, dr. G. Tolasi - Crediti ECM: 12 - Info: Paola Orioli (Segreteria SIVAR): Tel. 0372/40.35.39, email: info@sivarnet.it AGGIORNAMENTI NEUROLOGIA FELINA - Cremona - Relatori: dr. Massimo Baroni, dr. Andrè Jaggy - Crediti ECM: 6 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it Cremona Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it CHIRURGIA ORALE NEL CANE E NEL GATTO - Cremona - Relatore: dr.ssa Margherita ratis - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it APPROCCIO ALLE PIU’ COMUNI MALATTIE GASTROENETRICHE - Grand Hotel de la Ville C/o Barilla Center - Parma Relatore: Dr. Ugo Lotti - 5 punti ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 email: delregionali@scivac.it ARGOMENTI DI CHIRURGIA DELLE VIE RESPIRATORIE - Sala Auditorium Via Circonvallazione Sud, S.S. 26 n. 24 - NUS (AO) Relatore: dr. Giorgio Romanelli - 4 crediti ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 email: delregionali@scivac.it 8° CORSO VETERINARIO ASAMI TEORICO E PRATICO SULLE METODICHE DI ILIZAROV - Cremona - Crediti ECM: 26 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it L’AUTOCONTROLLO NELLE INDUSTRIE AGROALIMENTARI - Recco (GE) - Crediti ECM 5 Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel 0372/403541 - email segreteria@aivemp.it LE ANESTESIE “PARTICOLARI, LE ANESTESIE REGIONALI E IL DOLORE” - Montecatini Terme (PT) - Grand Hotel Vittoria, Via Baccellieri 2 - Crediti ECM: 6 - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it PATOLOGIE TRAUMATICHE E NON TRUAMATICHE DEL GOMITO - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it PRESENTAZIONE DEI LAVORI DEI GRUPPI TERRITORIALI - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it MALATTIE INFETTIVE NELLA PRATICA CLINICA - Centro Congressi Palagarden, C.Da Marchesino, Roges di rende - CS Relatore: dr. Tommaso Furlanello - 3 Crediti ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 email: delregionali@scivac.it L’ARTE E LA SCIENZA DELLA CITOPATOLOGIA DIAGNOSTICA - Haus Unterland - L.go Ball Haus,2 Egna (BZ) - Relatore: dr. Davide De Lorenzi - 5 punti ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it SEMINARIO MACROREGIONE - Approcci diagnostici nelle malattie respiratorie del cavallo - Relatori: ANGELA MASCIONI - Napoli, Istituto Zooprofilattico - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel 0372/403502 email info@sive.it RINTRACCIABILITÀ DI FILIERA E FILIERA CONTROLLATA. Sede: Ordine dei Medici Veterinari di Trento Relatore: dr. Andrea Cereser - Crediti ECM: 5 - Info: Paola Orioli - (Segreteria SIVAR): Tel 0372/40.35.39, email: info@sivarnet.it AGGIORNAMENTI IN FARMACOTERAPIA DEL CANE - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it L’AGGRESSIVITÀ NEL CANE - Ostello Le Monacelle Via Riscatto 9/10 Matera- Relatore: dr. Raimondo Colangeli - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac ARGOMENTI DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI - Roma - Relatore: dr.ssa Ivana De Francesco - 5 punti ECM Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - Sala Quadrivium, P.zza Santa Marta, 2 Genova - Relatore: dr. Emilio Feltri - 3 crediti ECM Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it

IN QUESTO

NUMERO

COPERTINA: EQUINI PRENDE FORMA LA LEGGE CHE LI TUTELERÀ ATTUALITÀ • LA COMMISSIONE PARLAMENTARE PROMUOVE L’ENPAV • QUALCHE EURO IN PIÙ PER UNA MAGGIORE GARANZIA, di A. Manfredi • È NATA CONFPROFESSIONI L’INTERVISTA • IO, NEO-LAUREATO IN MEDICINA VETERINARIA, intervista a Lorenzo Golini OSSERVATORIO RIFIUTI • QUANDO LA ASL NON HA PIÙ FRIGORIFERI, di G. Neri ANMVI INFORMA • UNA CONVENTION SULLA SICUREZZA ALIMENTARE INFO REGIONI • CAGLIARI, AL VIA CAMPAGNA DI STERILIZZAZIONE • DA NOVEMBRE MICROCHIP IN PIEMONTE DALLE ASSOCIAZIONI • LA SIVAE A UNOMATTINA • IL FUTURO DEL VETERINARIO NELL’ALLEVAMENTO DA VACCA DA LATTE, di Mino Tolasi LE RUBRICHE • LA RASSEGNA DI VET JOURNAL • EUROPA • LETTERE AL DIRETTORE

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Angelo Franceschini, Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; € 92,00 per l’estero Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 5 novembre 2004


Professione Veterinaria, Anno 2004, Nr 39  

Professione Veterinaria è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore