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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

I vitelloni da carne con BTV sierotipo 8 sono saliti da quattro a venti a metà di questo mese. Sono collocabili fra Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. I ristalli provengono tutti dalla Francia. I test escludono la presenza di focolai.

BRUCELLOSI L'assessore regionale all'agricoltura della Campania ha assicurato l’avvio del piano straordinario di risanamento dalla brucellosi bufalina per la provincia di Caserta. È stato infatti definito il testo dell'ordinanza di Protezione Civile attraverso il quale sarà gestito il piano che ha un valore stimato intorno agli 80 milioni di euro. Il passaggio successivo sarà la firma del Presidente Prodi.

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 4, numero 37 dal 22 al 28 ottobre 2007 Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Affrontare il cliente insolvente

Brevi BLUE TONGUE

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ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

È ora di recuperare i nostri crediti

IVA SUI CAVALLI La Commissione europea è intervenuta sulle riduzioni Iva applicate dall'Italia al commercio di alcuni animali vivi, tra cui i cavalli: gli equini che non sono destinati alla produzione alimentare non sono nell’ elenco dei beni soggetti ad IVA ridotta. Senza un parere motivato entro due mesi, l'esecutivo comunitario può deferire la questione alla Corte Ue.

ANMVI e Advancing Trade hanno trovato una soluzione

PASTICCIO ALL’ITALIANA

È ancora reato vendere ecografi ai laici

TEST A BOLOGNA

on è stato buttato il bambino con l’acqua: se è vero che il Ministro Bersani ha abrogato le norme sulla pubblicità sanitaria contenute nella 175/94, la seconda parte di questa legge non è stata affatto compromessa: le norme che tutelano la professione dall’esercizio abusivo sono vive e vegete. Una errata o parziale interpretazione del Ministero della Salute sosteneva il contrario.

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Prove d’ingresso sotto accusa. Hanno fatto ricorso al TAR alcuni degli studenti che avevano lamentato irregolarità al test di ammissione alla facoltà di Medicina di Bologna. La Procura dispone della relazione dell'Ateneo bolognese attestante il corretto svolgimento dei test d'ingresso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria del 4 settembre scorso: non vi furono illeciti né irregolarità.

CANI GUIDA Famiglie affidatarie cercasi. L’appello, sul sito www.blindenhundeschule.ch, è della Fondazione Scuola Svizzera per Cani Guida per Ciechi di Allschwil (Basilea). Prima dell’addestramento i cani vengono collocati in contesti familiari, per un anno, per impartire loro “una buona educazione di base e stimolarne le capacità di socializzazione". Ogni anno la scuola affida una trentina di cani a non vedenti.

GOOGLING I medici ricorrono molto frequentemente al googling e il web è sempre più diffuso negli ambulatori e nelle corsie. Secondo uno studio australiano del Princess Alexandra Hospital, attraverso Google è possibile trovare informazioni utili ad una diagnosi corretta. Lo studio, che ha concentrato l’analisi sul Regno Unito, conclude a favore dello sviluppo di abilità tecniche da parte dei medici nell’uso di Google.

ALF Blitz degli animalisti dell’ ALF - Animal Liberation Front- all’Istituto Zooprofilattico di Brescia. Sono stati rubati circa 250 polli. Gli animali erano stati vaccinati e in attesa di ulteriori controlli. Nella stanza del furto sono comparse delle scritte di rivendicazione: “Al vostro sadismo rispondiamo così”. Gli autori del furto sono entrati dopo aver divelto una porta finestra.

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ONAOSI, questioni aperte l Ministero della Salute ha delineato il futuro assetto dell’ONAOSI e il CdA è già al lavoro per elaborare il nuovo Statuto. Ma in Parlamento la questione non è ancora chiusa. La Commissione Bilancio del Senato ha infatti accolto- con il parere favorevole del Sottosegretario alle Finanze, Mario Lettieri - un emendamento all’articolo 29 (Contributi alla Fondazione ONAOSI) del Dl “Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l’equità sociale”. (GU n. 229 del 2-10-2007). L’emendamento, firmato da 10 senatori, introduce un comma 2- bis che recita: La riforma di cui al comma 1, assicura la continuità delle prestazioni in essere, l’individuazione di ulteriori prestazioni assistenziali a favore dei contribuenti in condizioni di vulnerabilità, la separazione tra le funzioni di indirizzo, i compiti di gestione amministrativa, finanziaria e tecnica e le funzioni di vigilanza, nonché la democraticità della vita associativa, prevedendo la partecipazione al voto di tutti i contribuenti». Secondo le organizzazioni sindacali (Anpo, Federazione medici Uil Fpl, Fesmed, Fpcgil Medici e Umsped), in questo modo “solo chi contribuisce può determinare le scelte fondamentali, dalla programmazione all’entità dei contributi”. E anche sull’incostituzionalità dei contributi versati la partita è aperta: il Tribunale del Lavoro di Milano ha annullato alcune cartelle esattoriali e sulla rimborsabilità non è ancora stata detta l’ultima parola: l’ha chiesta l’On Tommaso Pellegrino al Ministro della Salute.

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Con una sentenza (n. 34200) della Sesta sezione penale, la Corte di Cassazione ha ribadito che: "anche se i rimedi omeopatici non sono riconosciuti dallo Stato" devono comunque essere prescritti da un medico abilitato alla professione. Diversamente, chiunque prescriva medicinali omeopatici senza essere in possesso del titolo di medico va incontro ad una sicura condanna penale per esercizio abusivo della professione medica (reato previsto dall'art. 348 c.p.), anche se i pazienti sono consapevoli che la persona a cui si sono affidati non ha conseguito la laurea in medicina. Chiaro, chiarissimo! La prescrizione di un rimedio omeopatico può essere fatta solo da un medico abilitato alla professione, ci sembra quindi logico poter dire che per essere omeopati si deve essere medici, e nel nostro settore, ovviamente: Medici Veterinari. Da tempo l'ANMVI sostiene che le MNC applicate sugli animali debbano essere tutte riconosciute come riservate esclusivamente ai veterinari regolarmente iscritti all'Ordine. Abbiamo anche l'impressione che, al di là di questa senten-

za della Cassazione, l'orientamento istituzionale e politico sia ormai quello da noi sostenuto indipendentemente da un riconoscimento ufficiale della validità ed efficacia di queste terapie per il quale vì è ancora un vivace confronto scientifico. Ma nel nostro paese siamo sempre capaci di creare confusioni e pasticci anche quando le cose sono estremamente semplici e chiare. Da anni numerose associazioni che rappresentano categorie professionali non inserite nel sistema ordinistico chiedono un riconoscimento al quale il mondo professionale regolamentato si è sempre opposto. Molte di queste nuove professioni, infatti, svolgono attività che si sovrappongono a quelle attribuite in esclusiva agli iscritti agli Ordini. Il dgls di recepimento della direttiva europea sulle qualifiche professionali potrebbe però passare con il riconoscimento di alcune di queste associazioni che rappresentano le nuove attività professionali. Fra queste anche quelle di operatori nel settore delle MNC senza laurea medica. Un nuovo problema che ■ l'ANMVI deve affrontare.

ALLE PAGG. 10, 11

Previdenza modulare ’ENPAV ha prorogato i termini di adesione alla Pensione Modulare al 30 novembre: “un’opportunità per ogni veterinario di costruire la propria pensione in base a desideri e aspettative”. Simulazione al sito Enpav e dettagli di adesione. A PAG. 27

L www.vet.journal.it

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laPROFESSIONE VETERINARIA 37/2007 ATTUALITÀ

Convenzione ANMVI e AT

Il recupero dei nostri crediti è anche un recupero di credibilità Se il cliente non paga abbiamo la soluzione per difendere compenso e immagine

l mancato pagamento della parcella del medico veterinario da parte del cliente costituisce un problema ricorrente nella prassi. Una stima del servizio di consulenza legale dell’ANMVI ha contato, nell’arco di un periodo di 12 mesi, circa dieci casi di insolvenza per struttura, corrispondenti a prestazioni di valore economico variabile. Per affrontare efficacemente il cliente che non paga, ANMVI e Advancing Trade spa hanno quindi siglato una convenzione per la “gestione proattiva” dei crediti maturati sul territorio nazionale. Possono avvalersene tutti i Colleghi determinati a non lasciar cadere un diritto contrattuale, a non perdere il compenso e, aggiungiamo, a difendere la dignità della professione. Advancing Trade spa interviene, quando e se richiesto dal singolo professionista, anche su piccoli importi individuati nel minimo di 50 euro. Sugli importi più elevati non è stato fissato un tetto massimo. Le fasi del recupero del credito sono due: 1) la gestione stragiudiziale del credito scaduto; 2) la gestione legale del credito. La gestione stragiudiziale del credito può, in linea generale, essere svolta dallo stesso medico veterinario, attraverso azioni di sollecito da formularsi preferibilmente a mezzo lettera raccomandata. Ma questo livello di approccio può mettere il professionista a disagio e spesso, anche quando correttamente tentato, non si è rivelato efficace. Il rapporto con il cliente può infatti esigere l’intervento, a tutti i livelli, sia stragiudiziale che legale, di terzi specializzati. Ecco dunque il ricorso ad AT e ai suoi professionisti del credito. Insomma, il cliente moroso non ha via di scampo. Certo non si potrà prescindere da una serie di pre-requisiti fondamentali. Il primo è di avere almeno una scheda-cliente.

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Gestione stragiudiziale È lo stesso medico veterinario creditore a scegliere se limitarsi alla prima fase stragiudiziale o passare invece al livello di intervento che possiamo considerare come il più caratterizzante del servizio svolto da Advancing Tra-

de. Nella fase stragiudiziale, AT si impegna a gestire i crediti utilizzando le seguenti modalità. Fase epistolare: invio di lettera di messa in mora su carta intestata di AT secondo un testo concordato con il medico veterinario; fase telefonica: decorsi 10 giorni dalla lettera di messa in mora ha inizio la gestione telefonica tramite addetti di AT che contatteranno il cliente moroso; gestione domiciliare: la fase stragiudiziale termina con l’invio di un addetto di AT al domicilio dell’insolvente. L’attività domiciliare è però prevista solo per crediti superiori a 250 euro. Gestione legale Potrebbe darsi il caso che il cliente si sia disposto al pagamento durante la fase stragiudiziale, ma se così non fosse AT agisce diversamente con un giro di vite sul recupero del credito: il primo passo è l’invio di una raccomandata di preavviso di deposito atti, seguita dal monitoraggio telefonico effettuato dal personale dell’ufficio legale di AT che, in via preliminare, tenterà la soluzione bonaria. Dopo di che, c’è l’effettivo deposito degli atti, con conseguente addebito di spese nei confronti del cliente del veterinario. AT ricerca in questa fase tutte le informazioni di carattere ufficioso, utili al perfezionamento della procedura. Seguire il proprio credito Le attività svolte da AT possono essere costantemente monitorate dal medico veterinario tramite un sistema interattivo on line messo a punto da Advancing Trade (AT 2000). Il sistema consente di verificare lo stato di avanzamento delle posizioni affidate e del flusso dei pagamenti. AT 2000 è gratuito. Quanto costa rivolgersi ad AT? Il recupero stragiudiziale ha costi di attivazione variabili: dai 15 ai 45 euro, a seconda dell’importo del credito. Sono poi previste percentuali di commissione in caso di effettivo incasso del credito recuperato: anche in questo caso, le percentuali sono graduate in base all’anzianità del credito e al suo importo. La gestione legale del credito ha un costo fisso di attivazione pratica di 30 euro. Le spese legali sono addebitate al cliente insolvente, secondo tabella forense. Queste spese vengono trattenute dall’incasso ricevuto, anche in caso di recupero parziale, in ogni caso autorizzato dal medico veterinario creditore. Sul solo capitale incassato sarà applicata la stessa percentuale di com-

missione prevista per il recupero stragiudiziale. Il diritto al compenso Dalle pagine di questa rivista (v. P.V. n. 12/2000, n. 30/2004, n.31/2005), il legale dell’ANMVI, avv. Maria Teresa Semeraro, ha sottolineato che “il diritto del veterinario a ricevere il pagamento del proprio onorario sorge nel momento in cui ha effettuato la prestazione professionale”. E inoltre che “l’obbligazione cui è tenuto il veterinario non è un’obbligazione di risultato, bensì un’obbligazione di mezzi, ossia un’obbligazione ove viene in rilievo lo sforzo di diligenza di per sé considerato, costituendo l’essenza della prestazione, a prescindere dal risultato, che potrebbe anche non seguire”. L’invito dell’ANMVI è di valutare il rapporto costi-benefici, ma di considerare anche il recupero del credito come un’azione di principio e non solo economicofinanziaria. Quella del medico veterinario non è una professione che si può prestare ad essere scambiata per volontariato, né il pubblico può pretendere di intenderla come tale o di considerare l’obbligo contrattuale con il medico veterinario come un obbligo di serie B. Chi è il nostro cliente? Secondo l’Avv. Semeraro, “per cliente deve intendersi colui che ha richiesto la prestazione, e dunque non necessariamente il proprietario o il detentore (se diverso dal proprietario) dell’animale, con la conseguenza che il veterinario dovrà e potrà esigere il pagamento del proprio onorario direttamente da chi gli ha chiesto di curare l’animale”. Tuttavia, nel caso in cui il cliente del professionista e il proprietario dell’animale non siano la medesima persona, il consiglio è di richiedere il pagamento ad entrambi i soggetti. Quanto vincola il preventivo? Una delle circostanze più frequenti legate all’insolvenza del cliente sta nella discrepanza fra il compenso indicato in fattura e l’importo preannunciato con preventivo. A questo proposito, ci viene in aiuto ancora una volta l’avv. Semeraro: “qualora il cliente richieda un preventivo di spese e lo sottoscriva, con ciò accettandolo, tale evenienza si rivela uno strumento di tutela per il medico veterinario, in quanto determina l’obbligo - in capo al cliente - di corrispondere la somma che egli ha accettato di versare per quella determinata prestazione. Resta tuttavia fermo il fatto che la sottoscrizione del preventivo di

Specialisti del ciclo del credito a gestione efficiente ed efficace del ciclo di credito è oggi una delle sfide più importanti per ogni professionista che voglia far leva sulle proprie risorse manageriali. Infatti, come osserva Advancing Trade, “dal corretto governo del ciclo del credito dipende in larga misura l’equilibrio del flusso di cassa della gestione corrente e delle sue componenti. Monitorare costantemente ogni singolo credito, dalla sua nascita al momento in cui si trasforma in risorsa finanziaria positiva, è fondamentale ai fini di una gestione efficiente del ciclo attivo aziendale”. Advancing Trade si avvale di specialisti nella progettazione, implementazione e fine tuning del processo del ciclo del credito. Gestire proattivamente il credito significa conoscere e monitorare le singole fasi nelle quali il credito stesso si sviluppa, rilevando e risolvendo eventuali problematiche in tempi utili alla salvaguardia dei flussi di cassa. A.T. si trova in Via Palma il Vecchio, n. 111 a Bergamo (cap 24122) Tel. 035/41.61.003 - www.advtrade.com - info@advtrade.com Tutti i dettagli della convenzione ANMVI-AT sono pubblicati al sito anmvi.it

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spesa non vincola il veterinario in relazione all’entità dell’onorario, ogni qualvolta che, durante l’esecuzione, per esempio, di un intervento chirurgico, subentrino complicazioni non prevedibili, che necessitano, per esempio, di impiego, di dosi maggiori di farmaco o un maggior impegno, anche di tempo, da parte del veterinario. Il professionista, pertanto, stante la natura della prestazione veterinaria, può trovarsi nella legittima condizione di esigere un onorario più elevato se è in grado, ovviamente, di provare la legittimità di un tale aumento in base alla difficoltà dell’atto medico non prevedibile, secondo la normale diligenza. Onde evitare complicazioni, è comunque necessario che il veterinario nel redigere un preventivo da far sottoscrivere dal cliente inserisca, una clausola, attribuendogli una numerazione propria (tipo art. 2 del preventivo) in cui si specifica che l’onorario predeterminato potrà essere aumentato dal veterinario qualora, in corso di intervento chirurgico o di terapie, insorgano complicazioni non preventivamente prevedibili, secondo la normale diligenza e conoscenza scientifica in base ai protocolli medico veterinari vigenti. Tale clausola dovrà essere espressamente richiamata e sottoscritta dal cliente”. Prescrizione del diritto al pagamento Il diritto di ottenere il pagamento della parcella si prescrive in tre anni dall’insorgenza del diritto (art. 2956 n.2 c.c.) che è individuata nel momento della conclusione dell’opera prestata. La prescrizione del diritto ha come conseguenza il fatto che, se il veterinario chiede al giudice il pagamento di una prestazione ef-

fettuata tre anni prima dell’instaurazione della causa, può sentirsi opporre dal cliente la prescrizione del credito. Tuttavia, l’avv Semeraro segnala che “per interrompere la prescrizione è sufficiente promuovere la causa civile per il recupero del credito professionale prima che siano decorsi i tre anni dall’eseguita prestazione medico-veterinaria o, comunque, inviare prima del termine di tre anni, una lettera di sollecito preferibilmente in forma raccomandata con ricevuta di ritorno sempre per avere la prova della data certa. Dalla data in cui si radica il giudizio o dalla data di invio del sollecito decorre nuovamente il suddetto termine di tre anni e così di seguito”. La deontologia fa prevenzione L’art. 33 (Azioni contro la parte assistita per il pagamento del compenso) del Codice deontologico del Medico Veterinario recita: Il Medico Veterinario può agire nei confronti del cliente moroso per il pagamento delle proprie prestazioni professionali. Per il legale dell’ANMVI è “immune da censure il comportamento del veterinario che rifiuti di effettuare la propria prestazione professionale in favore di un cliente che sia stato precedentemente inadempiente nei suoi confronti (anche a distanza di tempo) o di un cliente che non abbia pagato anche una sola prestazione di un precedente collega”. Del resto l’articolo 34 del C.D. dice che “il Medico Veterinario ha diritto di rinunciare al contratto professionale instauratosi con il cliente, a condizione che dia un preavviso adeguato alle circostanze e che provveda ad informarlo di quanto è necessario fare per non pregiudicare la sanità ed il benessere dell’animale paziente”. ■


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RUBRICA LEGALE

Salde le norme contro l’abuso di professione

La Legge Bersani non ha abrogato tutta la 175 La liberalizzazione della pubblicità non ha cancellato gli articoli che ci tutelano dai legali dell’ANMVI che hanno approfondito le conseguenze della Legge Bersani sulla Legge 175/92 (Norme in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell’esercizio abusivo delle professioni sanitarie). Il nuovo vento liberalizzatore non ha abrogato gli articoli che prevengono e sanzionano l’abuso professionale.

a lotta all’abuso di professione può ancora contare sulla Legge 175/92 che, fra le altre disposizioni, vieta la fornitura di apparecchiature di diagnosi a non veterinari. I confortanti chiarimenti arrivano

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Art. 8: no ai prestanome 1. Gli esercenti le professioni sanitarie che prestano comunque il proprio nome ovvero la propria attività, allo scopo di permettere o di agevolare l’esercizio abusivo delle professioni medesime sono puniti con l’interdizione dalla professione per un periodo non inferiore ad un anno. 2. Gli ordini e i collegi professionali, ove costituiti, hanno facoltà di promuovere ispezioni presso gli studi professionali degli iscritti ai rispettivi albi provinciali al fine di vigilare sul rispetto dei doveri inerenti alle rispettive professioni.

Art. 9: attrezzature solo ai veterinari 1. Con decreto del Ministro della Sanità, sentito il parere delle federazioni Nazionali degli ordini, dei collegi professionali e delle associazioni professionali degli esercenti le arti ausiliare delle professioni sanitarie, è fissato, e periodicamente aggiornato l’elenco delle attrezzature tecniche e strumentali di cui possono essere dotati gli esercenti le predette arti ausiliari. 2. Il commercio e la fornitura, a qualsiasi titolo, anche gratuito, di apparecchi e strumenti diversi da quelli indicati nel decreto di cui al comma 1, sono vietate nei confronti di coloro che non dimostrino di essere iscritti agli albi degli esercenti le professioni sanitarie, mediante attestato del relativo organo professionale di data non anteriore ai due mesi. 3. La violazione delle disposizioni di cui al comma 2 è punita, anche in aggiunta alle sanzioni applicabili ove il fatto costituisca più grave reato con una ammenda pari al valore dei beni forniti, elevabile fino al doppio in caso di recidiva.

L’“equivoco” dell’abrogazione A gennaio, la Cassazione (Cass Sez. III 15 gennaio 2007 n. 652) affermava che: “il Dl 223/06 (ora Legge Bersani, ndr) ha abrogato le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali, tra l’altro il divieto di svolgere pubblicità informativa e, di conseguenza, anche le norme che limitano il diritto di apporre targhe aventi, appunto, scopo pubblicitario”. Si era poi letto in alcuni siti specializzati nell’informazione sanitaria che la Cassazione avrebbe in tal modo sancito l’abrogazione tout court della Legge 175/92. Analoga interpretazione è stata data di recente dal Ministero della Salute alla FNOVI, la quale, tuttavia, interpellava il Ministero relativamente a previsioni anche diverse da quelle sulla pubblicità sanitaria. La 175, infatti, contiene precisi paletti all’abuso di professione (artt. 8 e 9 nel box). “Grande incertezza - scriveva la FNOVI al Ministero a luglio - deriva anche dalla confusione in ordine all’abrogazione delle norme in tema di esercizio abusivo della professione sanitaria”. Sul punto, il Ministero non dava una risposta circostanziata, limitandosi a chiarire i risvolti di pubblicità sanitaria. L’abrogazione è parziale Ora arriva il chiarimento dei legali dell’ANMVI, Avv. Maria Teresa Semeraro e Avv. Cinzia Vita Colonna: La sent. Corte Cass.

Il parere trasmesso all’ANMVI Il decreto-Bersani ha abrogato totalmente la L. N°175/1992? È ancora in vigore il divieto di vendere apparecchiature di diagnosi a coloro che non sono medici veterinari?

Risponde l’Avv. Maria Teresa Semeraro: Il D.L. 04.07.2006 N°223 (cd. decreto Bersani), convertito con modifiche nella L. 04.08.2006 N° 248, stabilisce all’art.2, comma 1: “In conformità al principio comunitario di libera concorrenza… sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali: a) l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti; b) il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del sevizio offerto, nonché il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dall’Ordine…”. Ciò significa che non sono più operanti i limiti stabiliti dalla L. 05.02.1992 N° 175 (“Norme in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell’esercizio abusivo delle professioni sanitarie”) sulla pubblicità in materia sanitaria (artt.1-7, 9 bis, 10). Nulla ha stabilito il decreto Bersani, invece, rispetto alle disposizioni della L. N°175/1992 relative all’esercizio abusivo delle professioni sanitarie, ovvero le disposizioni contenute negli artt.8 e 9, con la conseguenza che continua ad essere vietata (in quanto configurante abuso di professione) la compravendita (e comunque la fornitura) di attrezzature tecniche di diagnosi se l’acquirente non è iscritto ad uno degli albi degli esercenti le professioni sanitarie (medici chirurghi e ododntoiatri, medici veterinari e farmacisti), e dunque, nel nostro caso, se l’acquirente non è un medico veterinario. Resta infatti fermo, pur dopo il decreto Bersani, l’art.9 della L. N° 175/1992, che così stabilisce: “1.Con decreto del Ministro della sanità, sentito il parere delle Federazioni nazionali degli Ordini, dei Collegi professionali e delle Associazioni professionali degli esercenti le arti ausiliarie delle professioni sanitarie, è fissato, e periodicamente aggiornato, l’elenco delle attrezzature tecniche e strumentali di cui possono essere dotati gli esercenti le predette arti ausiliarie. 2.Il commercio e la fornitura, a qualsiasi titolo, anche gratuito, di apparecchi e strumenti diversi da quelli indicati nel decreto di cui al comma 1, sono vietati nei confronti di coloro che non dimostrino di essere iscritti agli albi degli esercenti le professioni sanitarie, mediante attestato del relativo Organo professionale di data non anteriore ai due mesi. 3.La violazione delle disposizioni di cui al comma 2 è punita, anche in aggiunta alle sanzioni applicabili ove il fatto costituisca più grave reato, con un’ammenda pari al valore dei beni forniti, elevabile fino al doppio in caso di recidiva.” Ciò significa che gli ausiliari delle professioni sanitarie possono dotarsi soltanto delle strumentazioni ricomprese nell’apposito decreto del Ministro della (allora) Sanità (DM 03.05.1994- “Determinazione delle attrezzature tecniche e strumentali degli esercenti le arti ausiliarie e sanitarie”): nell’elenco del predetto DM non figurano ecografi, né apparecchiature di diagnosi, con la conseguenza che tali strumentazioni possono essere fornite, anche dopo il decreto Bersani, soltanto ai medici veterinari. Giova evidenziare che l’art.9 L. N°175/1992 punisce, con l’ammenda di cui al medesimo articolo, sia il cedente sia l’acquirente del bene. N°652/2007 è una decisione estranea al problema del divieto di fornitura di apparecchiature di diagnosi a soggetti non medici. La sent. Cass. N°652/2007, infatti, conferma l’abrogazione delle disposizioni relative alla pubblicità informativa nelle libere professioni (e dunque delle disposizioni della L. N°175 relative alla pubblicità sanitaria, e non di quelle che disciplinano invece la

compravendita delle attrezzature di cui sopra). È bene evidenziare che nel caso di specie la Suprema Corte: 1) conferma la sentenza della Corte territoriale che - prima del decreto Bersani - aveva considerato illegittimo il diniego di nullaosta, da parte del competente Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, necessario ad un medico odontoiatra per ottenere

l’autorizzazione del Sindaco ad apporre una targa a scopo pubblicitario; 2) evidenzia che, in più, recentemente il decreto Bersani ha abrogato le norme che prevedevano per le attività libero professionali e intellettuali - il divieto di svolgere pubblicità informativa e, di conseguenza, anche le norme che limitano il diritto di apporre targhe aventi scopo pubblicitario. ■


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RUBRICA LEGALE

Consiglio di Stato

L’indennità di polizia giudiziaria spetta anche all’UPG veterinario ulla correspons i o n e dell’indennità di polizia giudiziaria si è pronunciato il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5150/07 del 4 ottobre, affermando la piena applicabilità anche al personale dell’area medica e veterinaria. Si erano rivolti ai giudici di Palazzo Spada alcuni medici veterinari dopo che il Tar della Lombardia aveva respinto il loro ricorso contro la ASL che negava l’indennità in questione, prevista dall’articolo 55 DPR 270/87 e poi dall’articolo 46 DPR 384/90. Sul punto si era già espresso a favore dei ricorrenti il TAR di Brescia, che aveva poi portato la questione a “riesame critico”. Chiamato a tornare sulla questione, il Consiglio di Stato ha concluso “che non vi sono ragioni ostative per ritenere non applicabile al personale medico e veterinario l’indennità”, anzi una conclusione diversa “verrebbe a determinare una sostanziale ingiustizia e disparità di trattamento”. Nella sentenza è scritto che “a funzione di polizia giudiziaria ha natura eccezionale ed esuberante rispetto alle mansioni riconducibili al rapporto di lavoro regolato dalla contrattazione collettiva. Tale funzione eccezionale peraltro è attribuita da autorità estranea al medesimo rapporto di lavoro. L’indennità prevista dall’articolo 55 DPR 270/87 e poi dall’articolo 46 DPR 384/90 ha l’evidente finalità di compensare (rectius indennizzare) l’assunzione della peculiare responsabilità”. Per tali ragioni il Consiglio di Stato ritiene “non rispondente ad inderogabili principi di uguaglianza la disciplina che per una determinata categoria di personale di comparto preveda che all’assunzione di tali speciali funzioni e responsabilità corrisponda una specifica

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indennità, che invece dovrebbe ritenersi negata ad altra categoria del medesimo comparto”. Ne consegue che “le norme della contrattazione devono essere interpretate conformemente alla indeclinabile necessità di rispettare il richiamato principio di uguaglianza, oltre che proporzionalità tra le funzioni svolte e trattamento economico percepito”. Dall’anno 1987, fatti salvi i termini di prescrizione, spetta dunque ai dirigenti veterinari l’indennità di UPG. Il Sivemp, ricordando che le sentenze del Consiglio di Stato non sono estensibili erga omnes, ha invitato i colleghi interessati a presentare ricorso nelle sedi giurisdizionali competenti. ■

Sei anni di reclusione per il canile di Brindisi stato condannato alla pena di sei anni e sei mesi di reclusione l’imprenditore ed ex consigliere comunale di Brindisi Giovanni Di Bella, implicato nell’inchiesta giudiziaria sul cosiddetto ‘canile degli orrori’ nel quale, nel 1998, scomparvero circa 600 cani per i quali, tuttavia, Di Bella percepiva le rette pagate dal Comune per mantenimento degli animali. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Brindisi. Di Bella - secondo l’accusa - ha posto in essere un meccanismo truffaldino ai danni dell’Amministrazione comunale di Brindisi, speculando al rialzo sul numero di cani ospitati nella struttura per ottenere maggiori contributi pubblici per il mantenimento degli animali. Per questo rispondeva di truffa aggravata ai danni dell’Asl e del Comune, di frode e inadempimento in pubblica fornitura, di furto di cani di proprietà privata e di maltrattamento di animali. La pena di due anni di reclusione è stata invece inflitta a Teodoro Di

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Bella, fratello di Giovanni, che collaborava alla gestione del canile ed al quale lo stesso imprenditore passò l’azienda di famiglia. Un trasferimento che - secondo l’accusa - fu fittizio. Per questo presunto ‘passaggio irregolare’ è stato condannato ad otto mesi l’allora segretario generale del Comune di Brindisi, Giovanni Battista De Cataldo. Pene più miti per gli altri 11 imputati. Assoluzione per l’ex dirigente comunale dell’ufficio igiene Renato Palma, e per il veterinario dell’Asl Donato Mangia. (ANSA) ■

Il danno di negligenza deve essere provato econdo il Tribunale di Roma (Sezione XIII, sentenza 20 marzo 2007, r.g. 5628/04- Giudice unico Antonioni) non sempre l'inerzia del professionista può essere motivo di richiesta di danni. Nel caso specifico la sentenza riguardava il comportamento di un commercialista ma si può riferire a qualsiasi altro professionista. Secondo il tribunale la domanda diretta di risarcimento del danno subito per il negligente comportamento del commercialista che abbia fatto decorrere inutilmente il termine di impugnazione della sentenza emessa dalla commissione tributaria, deve essere rigettata, non avendo la parte fornito prova che l'impugnazione tempestivamente proposta sarebbe stata giudicata fondata. Quelle inerenti all'esercizio professionale, infatti, si inquadrano come obbligazioni di mezzi e non di risultato e il loro inadempimento non realizza di per sé il danno, il quale va comunque provato da parte dell'attrice. L'accoglimento della domanda di risarcimento del danno presuppone che, sulla base degli elementi di prova che il

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Gli atti interni dell’Ordine non sono riservati a richiesta era troppo generica e non rientrante nel diritto di accesso agli atti. Così il Consiglio Nazionale dei Commercialisti rifiutava all’Unione dei Giovani Commercialisti la consultazione di pratiche riferite ad un esposto per il commissariamento di un Ordine provinciale, presentato dalla stessa Unione. Ma sulla vicenda è intervenuto il Consiglio di Stato con una decisione che ha ribadito un orientamento favorevole in tema di “ammissibilità dell’accesso a documenti rappresentativi di mera attività interna” dell’Ordine Nazionale, alla stregua di una Pubblica Amministrazione. I Consigli nazionali degli Ordini devono fornire tutti i documenti, anche di natura preparatoria, i verbali, le lettere inviate e ricevute e le relazioni svolte su inchieste aperte a seguito di esposti o a sollecitazioni pervenute dagli iscritti. Anche se nei documenti si leggono le opinioni dei consiglieri, le quali non sono dunque assistite da riservatezza. Un eventuale rifiuto può essere giustificato solo se il provvedimento finale non è stato ancora emanato, perché l’istruttoria è in corso. Il Consiglio di Stato ha così intimato al Consiglio Nazionale dei Commercialisti di aprire gli archivi.

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cliente ha l'onere di fornire, si possa pervenire al convincimentoanche basato su di un giudizio probabilistico- che in assenza del comportamento omissivo imputabile al professionista, il risultato sarebbe stato conseguito. (Il Sole- 24 Ore, 15 ottobre 2007)

Come tutelarsi dagli odori del cane vicino Vorrei sapere se è possibile e quali azioni potrei intraprendere nei confronti del vicino, facente parte dello stesso condominio, che lascia per giorni nel giardino contiguo al mio gli escrementi del cane. Da precisare che non esiste un regolamento condominiale in quanto i condomini sono quattro. Tra l’altro anche il cane emana un odore molto sgradevole in quanto viene lavato raramente.

Purtroppo devo convivere con gli infissi chiusi senza poter utilizzare la mia terrazza e il resto del giardino. (da L’Esperto risponde del Sole 24 Ore): In relazione alle circostanze del caso singolo, gli escrementi lasciati dal cane del vicino possono essere tali da superare la normale tollerabilità. In tal caso occorre procedere giudizialmente ai sensi dell’articolo 844 del Codice Civile sulle emissioni moleste. (“Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell’applicare questa norma l’autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso”.)


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Legge 189/2004 e pubblica utilità

Compete alla pubblica sicurezza l’utilizzo corretto dei cani da salvataggio Patta: il Ministero della salute non ha previsto uno specifico regime normativo

“Per i cani delle forze dell’ordine pubblico, tra i quali si possono ricomprendere anche quelli utilizzati dalla Protezione civile, il Ministero della salute non ha previsto uno specifico regime normativo, nel presupposto che le organizzazioni di pubblica sicurezza utilizzino gli animali, prevalentemente i

cani, in modo corretto e per scopi di pubblica utilità”. Così il Sottosegretario di Stato con delega alla veterinaria Gian Paolo Patta ha risposto all’interrogazione dell’On. Azzolini che chiedeva ai Ministri della Salute e dell’Interno se “in applicazione della legge n. 189 del 2004 contro il maltrattamento degli animali, non ritengano di dover adottare iniziative concrete volte ad introdurre il divieto di effettuare tuffi in acqua dei cani da salvataggio da elicotteri”. La parlamentare lamentava che “è sempre più diffusa l’insana pratica di far effettuare ai «cani di salvataggio in acqua» tuffi da elicotteri, che mettono in

pericolo la salute dei cani stessi, per puro scopo spettacolare, senza alcun oggettivo indirizzo operativo”. “Si ritiene - ha proseguito Pattache cani, così attentamente addestrati sino a raggiungere un’estrema professionalizzazione (esempio cani anti-droga, cani ricerca valanghe, cani salvataggio naufraghi, cani poliziotto per il mantenimento dell’ordine pubblico, eccetera), vengano utilizzati con ogni possibile precauzione e ricevano le cure adeguate da parte dei custodi e dell’organizzazione che li ha in dotazione”. Il Ministero dell’interno ha precisato che, nell’ambito del settore cinofilo del-

la Polizia di Stato, non vengono impiegati cani per operazioni di salvataggio a nuoto e che la stessa Polizia si avvale, già da alcuni anni, anche di cani di razza meticcia. L’On. Azzolini, infatti, la-

mentava l’esclusione di cani meticci così da non consentire “possibili adozioni dai canili che potrebbero fornire una casa a questi animali abbandonati e far risparmiare le amministrazioni locali”. ■

Randagismo e rifugi per cani: competenza esclusiva degli enti territoriali

olti dei dati forniti dal Ministro della Salute “appaiono non veritieri, come certificato da alcuni atti di competenza del Comune di Sesto Fiorentino e dall’Azienda sanitaria di Firenze”. E così, sulla chiusura del canile di Sesto Fiorentino è stato nuovamente interrogato il ministero della Salute. La circostanza ha consentito al Sottosegretario Patta di riferire a Montecitorio in merito alle competenze dell’Amministrazione centrale e di quella territoriale: “si ribadisce - ha dichiarato il rappresentante del Governo - la competenza esclusiva degli enti territoriali in materia di modalità attuative della riduzione del randagismo e di definizione dei criteri per la gestione dei rifugi per cani”. Ciò malgrado l’interrogante riferisca con “stupore”, le dichiarazioni della Regione, la quale ritiene che «il canile del Termine non rivesta un ruolo attivo e specifico nel controllo del randagismo nell’area fiorentina», benché il canile abbia dato in adozione circa 1.750 cani in 5 anni di attività (con una media di 1 cane al giorno). La sollecitazione al Ministero della Salute è dunque di “svolgere ulteriori verifiche per accertare eventuali responsabilità del Comune di Sesto Fiorentino e della Regione competente nella compiuta attuazione delle finalità e degli interventi di cui alla legge 14 agosto 1991, n. 281”. ”La situazione del canile di Sesto Fiorentino è ben conosciuta da

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questo Ministero - ha risposto Patta - che ha seguito con grande attenzione le vicissitudini della struttura e il destino degli oltre trecento cani ospitati. L’inchiesta, della quale si faceva cenno nella precedente risposta, si è conclusa con il rinvio a giudizio dei vertici dell’associazione che aveva in gestione il canile, e l’udienza preliminare è stata fissata per il mese di settembre. Permane inoltre il sequestro giudiziario del canile affidato in custodia all’Azienda sanitaria locale di Firenze. In considerazione del fatto che tale vicenda è attualmente oggetto di un procedimento giudiziarioconclude il Sottosegretario- si rileva l’opportunità da parte del Ministero della salute di una doverosa astensione da qualsiasi iniziativa, nel rispetto degli organi giudiziari e nella piena fiducia sul loro operato. Nove anni fa, l’amministrazione del comune di Sesto Fiorentino ingiunse al canile, attraverso l’Ordinanza 182 del 10 Aprile 1997 di rendere la struttura conforme alle disposizioni della Legge Regionale n. 43. Il TAR ha sospeso il provvedimento del Comune per l’acquisizione delle opere abusive ancora presenti nella struttura del Termine, ordinando “una più analitica descrizione delle opere soggette alle sanzioni disposte”. Alcune organizzazioni di volontariato animalista si battono affinché la struttura sia messa in regola e sopravviva alla demolizione. ■


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Interrogazione parlamentare sull’ONAOSI

Come si risponde alle violazioni dei diritti costituzionali? porre in essere nei confronti di migliaia di cittadini sanitari contribuenti”. L’attuale delegato a rispondere è il Ministero della Salute. Di seguito il testo dell’atto parlamentare.

l parlamentare Tommaso Pellegrino (Verdi), primo firmatario dell’emendamento che cancellò l’obbligo contributivo dei sanitari privati, torna ad occuparsi della Fondazione ONAOSI. Con una interrogazione a risposta scritta ai Ministeri vigilanti (Salute, Lavoro e Previdenza, Economia e Finanze), il deputato si richiama alla sentenza della Corte Costituzionale n. 190 del 5 giugno 2007, per chiedere una serie di interventi conseguenti. Per l’ONAOSI, dichiara infatti il parlamentare, la sentenza della Consulta ha determinato un vuoto normativo, “null’altro ritenendo di dover o poter

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Interrogazione a risposta scritta Al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, al Ministro dell’economia e delle finanze. Per sapere - premesso che: • i criteri di quantificazione del contributo obbligatorio di tutti i sanitari iscritti agli ordini professionali italiani versato in favore della Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani (ONAOSI) negli anni di contribuzione 2003, 2004, 2005 e 2006 - contenevano profili di illegittimità costituzionale; • con sentenza n. 190 del 5 giugno 2007 la Corte costituzionale ha infatti dichiarato «l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2, lettera e), della legge 7 luglio 1901, n. 306 (Provvedimenti pel

Collegio-convitto per gli orfani dei sanitari italiani in Perugia), quale sostituito dall’articolo 52, comma 23 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria del 2003), nella parte in cui prevedeva che la misura del contributo obbligatorio di tutti i sanitari iscritti agli ordini professionali italiani in favore della Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani (ONAOSI) venisse stabilita dal consiglio di amministrazione della Fondazione stessa; • anche se detti contributi siano stati fissati con regolamenti soggetti ad approvazione dei ministeri vigilanti (salute, lavoro e politiche sociali, economia e finanze), la Corte costituzionale ha espressamente dichiarato l’incostituzionalità di detti contributi in quanto «determinati con atto unilaterale, alla cui adozione non concorre la volontà del

Divieto di sostanze ad azione ormonica, tireostatica e sostanze beta-agoniste a Commissione Igiene e Sanità del Senato si è espressa a favore dello Schema di decreto legislativo “Modifica del decreto legislativo 16 marzo 2006, n. 158, recante attuazione della direttiva 2003/74/CE sul divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali”, condividendo la relazione della Sen Rossa (ULIVO). La senatrice si è soffermata sull’estensione dell’ambito di applicazione dei divieti di cui all’articolo 3 e all’articolo 10 del decreto legislativo n. 158 a qualsiasi altra sostanza avente effetto anabolizzante. Nel testo in vigore, i divieti sono posti con esclusivo riferimento ad alcune sostanze ad azione ormonica o tireostatica ed a quelle beta-agoniste, mentre la relazione illustrativa dello schema osserva che con l’estensione del campo di applicazione dei divieti si ripristinano prescrizioni già poste dal decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 336. Dopo aver sottolineato che dette prescrizioni sono essenziali al sistema di controllo nazionale sul divieto di utilizzazione di sostanze pericolose per la salute umana, la relatrice ha ricordato che i divieti riguardano: la somministrazione delle sostanze in oggetto agli animali d’azienda ed agli animali d’acquacoltura; la detenzione in un’azienda, escluse quelle sotto controllo ufficiale, di animali d’azienda e di acquacoltura che contengano le sostanze o nei quali sia stata costatata la presenza delle stesse; l’immissione sul mercato, la macellazione o la trasformazione degli animali o delle relative carni rientranti nella suddetta fattispecie; la detenzione, nelle aziende in cui si allevano animali, dei medicinali contenenti le sostanze in oggetto; l’importazione di animali d’azienda o d’acquacoltura cui siano stati somministrati le sostanze o i prodotti contenenti le stesse; l’importazione delle carni o dei prodotti ottenuti dagli animali rientranti nella precedente fattispecie. La relatrice ha infine concluso che l’allegato II al decreto legislativo n. 158, nell’attuale versione, non è del tutto conforme al corrispondente allegato alla direttiva 96/23/CE del Consiglio.

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privato»; • la Fondazione ONAOSI, attraverso note ufficiali della Presidenza, ritiene che la sentenza della Corte costituzionale di cui sopra abbia determinato un «vuoto normativo», null’altro ritenendo di dover o poter porre in essere nei confronti di migliaia di cittadini sanitari contribuenti; • malgrado la citata pronuncia di incostituzionalità, la Fondazione sta quindi continuando a inviare notifica di pagamento, mediante concessionari, di quote contributive che contrastano con il dettato costituzionale; • malgrado la citata pronuncia di incostituzionalità, in caso di mancato pagamento o di ritardo alcuni sanitari hanno subito il fermo amministrativo di beni mobili registrati (es. automobile); • malgrado la citata pronuncia di incostituzionalità, il contributo ONAOSI continua a figurare come trattenuta sul cedolino paga dei sanitari pubblici; • se non ritengano opportuno un immediato intervento per sospendere le azioni di notifica, stante la dichiarata incostituzionalità dei contributi ONAOSI degli anni 2003-2006; • se non ritengano opportuno verificare eventuali profili di illegittimità nei casi di esecuzione for-

zata del pagamento, fermo amministrativo eccetera; se non ritengano opportuno verificare ed intervenire in merito alle trattenute tuttora operate sullo stipendio dei sanitari dipendenti, le cui quote - le sole rimaste obbligatorie come da Finanziaria 2007 - presentano profili di incostituzionalità; se non ritengano di assumere le opportune iniziative stante che, allo stato, non si è dato alcun seguito alla pronuncia della Corte costituzionale n. 190/2007, al fine di garantire il ripristino di diritti costituzionalmente garantiti; se non ritengano che i sanitari contribuenti degli anni 20032007 abbiano diritto al rimborso dei contributi incostituzionalmente versati o ad eventuali forme risarcitorie per la violazione di diritti costituzionalmente garantiti; se non ritengano di disporre ulteriori interventi di verifica sulla gestione amministrativa pregressa della Fondazione nonché ulteriori interventi regolamentari nell’ambito delle attività della Fondazione ONAOSI per ciò che attiene i futuri processi decisionali e di fissazione delle quote contributive, ai fini di una maggiore trasparenza e conformità alla nostra Carta costituzionale. ■


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Primi esiti favorevoli dopo la sentenza della Corte Costituzionale

ONAOSI, il Tribunale di Milano ha annullato le cartelle esattoriali er la prima volta, il giudice del Lavoro di Milano ha dichiarato nulle le cartelle esattoriali riguardanti il contributo ONAOSI. Il ricorso era basato sull’incostituzionalità della determinazione del contributo. L’esito rappresenta un precedente di buon auspicio anche per i ricorsi che alcuni medici veterinari hanno presentato presso le sedi giudiziarie competenti, secondo le indicazioni fornite dall’ufficio legale dell’ANMVI. I medici veterinari (e tutti i sanitari) che non hanno pagato i contributi per gli anni dal 2003 al 2006 possono proporre opposizione contro l’iscrizione a ruolo, chiedendo la dichiarazione di nullità e/o l’annullamento della cartella, con ricorso dinanzi al Tribunale del Lavoro del luogo di residenza del ricorrente, entro il termine di giorni 40 dalla notifica della cartella esattoriale. Il ricorso accolto a Milano era stato proposto dal Sindacato nazionale autonomo medici italiani (SNAMI) contro la determinazione del contributo ONAOSI da parte dell’ente privato, considerata incostituzionale dal sindacato. Sono state dichiarate nulle, dunque, le cartelle esattoriali impugnate. “La tesi sostenuta nel ricorso - spiega in una nota pubblicata da Farmacia 33 Roberto Carlo Rossi, presidente provinciale dello SNAMI Milano cui si era opposto l’ente è stata quindi pienamente condivisa, per la prima volta a Milano, dal giudice. Si tratta, come detto, della prima sentenza in assoluto del Tribunale di Milano sul tema. Inoltre il giudice ha condannato l’ONAOSI al pagamento delle spese processuali in favore dei ricorrenti, aspetto importante ai fini della valutazione dell’intera pratica e dell’immagine dell’ONAOSI da un lato e dei ricorrenti dall’altro’’. Il ricorso contro le cartelle esattoriali era basato sull’incostituzionalità della determinazione del contributo e non sull’incostituzionalità del tributo (la Corte Costituzionale aveva già sancito non solo l’infondatezza della questione relativa alla sua presunta incostituzionalità, ma aveva anche ritenuto lecita la doppia contribuzione, ONAOSI ENPAM).

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La Fondazione lavora al nuovo Statuto Dopo l’incontro al Ministero della Salute del 10 ottobre scorso, il Consiglio di Amministrazione dell’ONAOSI ha deliberato le conseguenti azioni di intervento circa il futuro assetto della Fondazione. La delibera, datata 13 ottobre, si basa su quanto condiviso in Lungo Tevere Ripa dalle rappresentanze professionali e conferisce ad una commissione ristretta il compito di riprendere “sollecitamente le conclusioni a cui era pervenuta precedentemente la Commissione Statuto e di predisporre una bozza di

articolato entro il 31/10/2007 da sottoporre al Consiglio di Amministrazione”. Fanno parte di questo gruppo ristretto i consiglieri Cavallero, Conti, Grasselli, Paroli e Veronesi, i quali dovranno “presentare successivamente tale bozza alle Federazioni e alle Organizzazioni di cui al verbale del 10/10/07, entro il 20 novembre prossimo”. Nel-

l’adeguarsi all’articolo 29 del Decreto Legge 1 ottobre 2007 n. 159 “Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l’equità sociale”. (GU n. 229 del 2-10-2007), la Fondazione terrà conto delle indicazioni scaturite dalla riunione del 10 ottobre: dare continuità ai servizi già oggi offerti ed estendere i compiti della Fon-

dazione individuando nuove prestazioni di carattere assistenziale ai contribuenti finalizzate ad elevare i livelli di tutela dei professionisti che si trovino in condizioni di fragilità; definire un nuovo assetto istituzionale della Fondazione che, nel rispetto del principio di rappresentanza proporzionale ponderata delle categorie soggette a contri-

buzione (obbligatoria e volontaria) preveda una netta separazione tra le funzioni di amministrazione e gestione e le funzioni di indirizzo e vigilanza, da prevedersi in capo ad organismi distinti. Dalla riunione del 10 ottobre è inoltre stato riaffermato il principio della contribuzione obbligatoria a carico dei soli sanitari dipendenti. ■


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ANMVI e SIVE hanno scritto al Ministero della Salute

AIE, scadono le misure di profilassi. La malattia preoccupa gli ippiatri

n vista della scadenza delle “Disposizioni urgenti in ambito di Anemia Infettiva Equina” (Ordinanza del Ministero della

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Salute GU n. 285 del 7-12-2006Suppl. Ordinario n. 230), i Presidenti di ANMVI e SIVE hanno scritto alla Direzione Generale di Sanità Animale del Ministero della Salute ribadendo la scarsa incisività delle misure adottate sino ad ora. Secondo le Associazioni le ragioni di tale limitata efficacia vanno ricondotte alle seguenti criticità e carenze: 1) il contesto epidemiologico richiede la certezza dell’identità dei capi, una certezza che l’attuale gestione provvisoria dell’anagrafe degli equidi non garantisce; 2) a livello regionale, non si ravvisa alcuna uniformità di intervento in seguito alla denuncia di focolai; 3) non è assolutamente chiaro il destino dei cavalli infetti: può verificarsi il caso del proprietario che non voglia eliminare

un soggetto positivo e può nel contempo mancare la possibilità di individuare una precisa destinazione/detenzione alternativa del capo. In tal caso, la vigente normativa non dà alcuna soluzione al medico veterinario ippiatra, non prevedendo- ad esempio- l’abbattimento; 4) non è nemmeno chiaro come debba comportarsi la struttura sanitaria che ricovera un soggetto, successivamente risultato infetto, a fonte di un proprietario che non intenda richiederne la soppressione; 5) è necessario chiarire se le strutture sanitarie debbano sottostare agli stessi provvedimenti previsti per scuderie, allevamenti o altre tipologie di struttura non sanitaria; 6) è necessario, infine, adottare provvedimenti di profilassi nei

confronti dei cavalli provenienti dalla Romania. A sostegno di quanto esposto, al Ministero è stato inviato un documento scientifico di sintesi sull’AIE, a cura della SIVE (Società Italiana Veterinari per Equini) che da un lato evidenzia come sia auspicabile la prosecuzione del monitoraggio sierologico nel 2008 e dall’altro come sia necessario chiarire i punti sopra esposti per una ottimale azione di contrasto della malattia. (v. la rubrica Dalle Associazioni, in questo stesso numero). ■

I precari del Ministero a Livia Turco: siamo stanchi

La sede ministeriale di Lungo Tevere Ripa, 1, a Roma “Gentile Ministro, i veterinari precari del suo Dicastero Le scrivono in seguito alle confortanti dichiarazioni a sua firma, riportate dal notiziario @nmviOggi in data 26-92007”. I medici veterinari in forza presso le sedi centrali e periferiche del Ministero della Salute con contratti a tempo determinato hanno scritto al Ministro Livia Turco “preoccupati perché, purtroppo, almeno per ora nel Ddl finanziaria 2008 non è comparso alcun articolo riguardante la nostra stabilizzazione e sembra che, negli intenti politici, tale obbiettivo sia totalmente ed inspiegabilmente scomparso” . Nella nota, inviata anche ai Sottosegretari di Stato alla Salute, i Colleghi ricordano, “con rammarico e perplessità”, che la maggior parte di loro ha lavorato con contratti atipici di vario genere da più di dieci anni, alcuni da venti e che, nel tempo, “tanti sono stati gli impegni dei colleghi per ottenere un riconoscimento ed un equo contratto da parte dell’Amministrazione, a fronte di responsabilità dirette e di un impegno costante in prima linea nel controllo e nel-

la tutela della salute pubblica, sanità e benessere animale”. In questi lunghi anni - prosegue la nota recapita per conoscenza all’ANMVI in settimana - le emergenze e le problematiche sanitarie non sono mai mancate nel settore veterinario. È dello scorso settembre il documento FAO “Produzione industriale zootecnica e rischi globali per la salute” dove si afferma che “nel futuro, il rischio di trasmissione delle malattie dagli animali all’uomo aumenterà a causa della crescita della popolazione, sia umana che animale, dei cambiamenti dinamici nella produzione zootecnica, della nascita di reti agroalimentari su scala mondiale, e del notevole incremento della mobilità di persone e di beni” e che “si dovrebbe investire in modo adeguato per innalzare il livello di biosicurezza e migliorare il sistema di monitoraggio delle malattie, a salvaguardia della salute pubblica”. “Noi veterinari del Ministero - aggiungono i Colleghi-, deputati anche ai controlli sugli animali vivi e prodotti che si spostano nella Comunità Europea e provenienti dai Paesi Terzi, abbiamo ben presente il concetto sopra esposto, di come cioè, nel tempo, le emergenze sanitarie siano in continuo aumento”. È un dato di fatto che i precari Veterinari attualmente in servizio presso il Ministero della Salute rappresentano oltre il 50% di tutto il personale sanitario in servizio, e dunque sono in gran parte responsabili della tutela della salute pubblica nel nostro Paese. “Abbiamo sempre svolto i nostri compiti con responsabilità e senso del dovere - concludono - anche a fronte dei gravi disagi subiti (continua incertezza per il futuro, ritardi cronici nella corresponsione degli stipendi, ecc.) e questo sicuramente non contribuisce alla stabilità ed efficienza del sistema. Ora sinceramente siamo stanchi: stanchi di continue promesse, stanchi di sentirci come obbiettivo prioritario di tutte le campagne elettorali e di tanti discorsi alla ricerca di consensi, per poi vedere con l’ennesima finanziaria, sfumate, senza capirne i reali motivi, tutte le confortanti dimostrazioni di attenzione”. ■

Ultimi giorni per l’indagine sul pet corner ’indagine conoscitiva sul pet corner si concluderà il 30 ottobre prossimo. Le risposte possono essere inviate per posta o per fax ai recapiti indicati sul questionario. Oppure, si può aderire in line dal sito www.anmvi.it (accesso con i Codici Ego). La finalità è quella di capire qual è il reale interesse dei colleghi verso questa prestazione accessoria e ricavare dati che ci permettano di capire quale sia il pensiero della veterinaria e le sue esigenze rispetto alla possibilità di cedere ai clienti, all’interno delle proprie strutture, prodotti attinenti la salute ed il benessere degli animali. La FNOVI è intervenuta sul tema con circolare del 28 giugno 2007 per chiarire alcuni aspetti deontologici ed è su questo documento che l’indagine fonda le sue premesse. Ringraziamo i numerosi Colleghi che hanno già aderito e in particolare i Colleghi che hanno inviato osservazioni e suggerimenti, con nota a parte, come indicato nel questionario. I risultati dell’indagine saranno pubblicati su Professione Veterinaria

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laPROFESSIONE VETERINARIA 37/2007 LA STAGIONE DELLA PREVENZIONE

Ultimata l'elaborazione dei dati

Stagione della Prevenzione 2007: un successo senza precedenti

orniamo a parlare de La Stagione della Prevenzione, l’importante iniziativa promossa da Hill’s e A.N.M.V.I. con il patrocinio del Ministero della Salute a favore della prevenzione per la salute degli animali domestici. Giunta quest’anno alla sua seconda edizione, l’attività si propone di sensibilizzare i proprietari ad assumere un atteggiamento più responsabile nei confronti della salute e del benessere dei loro animali sottolineando l’importanza del medico veterinario, figura centrale e indispensabile per il benessere dell’animale L’edizione 2007 de La Stagione della Prevenzione, che si è svolta nei mesi di Marzo e Aprile, ha avuto un grande successo sia in termini di adesioni da parte dei veterinari sia di riscontro presso il pubblico, che è stato di gran lunga superiore alla prima edizione. Tra i fattori che hanno determinato il successo dell’edizione 2007, il posto d’onore va riservato senz’altro alla grande novità della visita gratuita, vale a dire un esame obiettivo generale con esclusione di esami strumentali, che grazie alla collaborazione della F.N.O.V.I è stato aggiunto alla già collaudata meccanica dell’attività. Questa novità ha permesso di allineare la Stagione della Prevenzione alle principali campagne sanitarie di prevenzione svolte negli anni a livello nazionale. Moltissimi veterinari hanno intuito la potenzialità della meccanica della Stagione della Prevenzione di quest’anno: oltre 2100 strutture veterinarie diffuse su tutto il territorio nazionale hanno infatti deciso di partecipare offrendo gratuitamente ai proprietari il check-up del proprio animale. L’impegno sostenuto dai veterinari aderenti all’iniziativa è stato di contro fortemente supportato da Hill’s, che ha raddoppiato l’investimento pubblicitario rispetto all’edizione 2006. Il piano di comunicazione della campagna è stato completamente rinnovato, a partire da un nuovo logo e una nuova campagna pubblicitaria che ha investito i principali quotidiani locali e nazionali, così come le riviste a più ampia diffusione, senza trascurare anche i siti internet di maggiore visibilità. Questi importanti investimenti sostenuti dalla comunità veterinaria e da Hill’s non sono stati disattesi: circa 10.000 telefonate sono per-

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venute al numero verde costituito appositamente per consentire ai proprietari interessati all’iniziativa di conoscere il veterinario più vicino a loro: un risultato 10 volte superiore a quello dell’edizione 2006, e che ha rischiato in qualche caso di mandare in tilt i centralini! Il grande interesse suscitato dall’iniziativa non si è però fermato qui: il 76% dei veterinari ha ricevuto almeno una visita grazie alla Stagione della Prevenzione, con punte addirittura di 30 visite in alcune cliniche: un risultato eccellente, che ha ribaltato i risultati iniziali del 2006, dimostrando come campagne di sensibilizzazione come questa, opportunamente veicolate al pubblico, siano davvero in grado di avvicinare i proprietari ai veterinari e ad aumentare il bacino di clienti delle cliniche. Percentuale di veterinari che hanno ricevuto una visita

Anche quest’anno, nel periodo immediatamente successivo alla fine dell’iniziativa, i veterinari che hanno partecipato alla Stagione della Prevenzione sono stati intervistati telefonicamente, con l’obiettivo di misurare “a caldo” il loro giudizio sull’iniziativa. I risultati emersi sono molto interessanti e fotografano il grandissimo potenziale di quest’iniziativa, che l’edizione del 2008 si prefigge di sviluppare ancora meglio. Circa l’80% dei proprietari è venuto a conoscenza della Stagione della Prevenzione grazie alla pubblicità, dato che conferma la qualità degli investimenti pubblicitari di quest’anno: non a caso la grande maggioranza dei veterinari ha espresso un giudizio più che positivo sul contributo di Hills’ all’iniziativa. Centrato anche l’obiettivo della prevenzione: circa la metà degli animali visitati durante la Stagione della Prevenzione era in salute, a conferma della comprensione da parte dei proprietari di animali dello spirito primario dell’iniziativa, che è quello di sensibiliz-

zare i proprietari a visitare il veterinario per prevenire l’insorgere delle patologie, e non solo per curarle una volta che si manifestano nell’animale. Inoltre, i veterinari hanno ritenuto che l’80% di essi potrà diventare stabilmente un nuovo cliente nel futuro, a dimostrazione della potenzialità dell’iniziativa di attrarre e fidelizzare nuovi potenziali clienti nelle cliniche. Stato di salute degli animali visitati durante la Stagione della Prevenzione

Potenziale di nuovi clienti dopo la Stagione della Prevenzione

La grande maggioranza dei veterinari ha quindi giudicato positiva l’esperienza del check-up gratuito, ritenendolo un fattore di successo dell’iniziativa e in grado di sviluppare in prospettiva il giro di affari della clinica stessa. Infine, ultimo dato ma forse il più importante: il 93% dei veterinari intervistati ha dichiarato di voler partecipare di nuovo all’edizione del 2008. È questo senz’altro il miglior biglietto da visita per la terza edizione della Stagione della Prevenzione, che nel 2008 potrà contare su investimenti pubblicitari ancora maggiori da parte di Hill’s, e su una meccanica che si arricchirà di importanti novità finalizzate ad attrarre un numero sempre più grande di proprietari di animali domestici nelle strutture veterinarie. Anche nel 2008 l’obiettivo rimarrà sfidante: sensibilizzare un sempre maggior numero di proprietari all’importanza della prevenzione nella salute dei propri animali da compagnia. Proprio per questo gli ottimi risultati ottenuti nel 2007, la sempre più stretta collaborazione tra Professione Veterinaria e Hill’s Pet Nutrition, e i maggiori investimenti che supporteranno l’edizione 2008 costituiscono sin da ora le migliori premesse per una nuova edizione di successo della Stagione della Prevenzione. ■


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Vetjob e Vetexchange: strumenti di professione

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dipendente sia come collaboratore, che oltre ad essere gratuito era seguito con molta attenzione per la sua specificità da quanti potevano essere interessati. Nel tempo, sia per una evidente evoluzione culturale che ha portato a considerare sempre con maggiore attenzione questi strumenti online rispetto a quelli tradizionali cartacei, sia per i buoni risultati di ritorno che gli utilizzatori hanno cominciato ad avere, Vetjob e Vetexchange hanno trovato sempre maggiore attenzione e consenso allargandosi anche a spazi che non erano stati originariamente previsti. Ad esempio, oggi in Vetjob sono numerosi i veterinari specialisti che propongono ai colleghi la loro collaborazione come riferimento per alcune patologie o settori sia presso la propria struttura sia andando direttamente da chi ha precise esigenze. Molte aziende inoltre hanno iniziato ad utilizzarlo per le proprie necessità riscontrando sempre un buon ritorno di risposte anche se spesso il lavoro offerto poi

non trova un reale interesse nei veterinari che hanno inviato il loro curriculum. A questo proposito è interessante evidenziare come, da una indagine svolta dal Centro Studi dell'ANMVI sulle domande ed offerte di lavoro proposte su Vetjob, tutte le aziende interpellate che hanno utilizzato lo strumento hanno dichiarato di aver avuto una buona risposta alla loro inserzione ma che la maggior parte dei veterinari che sembravano interessati, di fronte alla caratteristiche del lavoro offerto (condizioni economiche, impegno saltuario anche il Sabato e la Domenica, possibili trasferimenti, ecc.), rinunciavano preferendo restare in una condizione di disoccupazione o totale precariato in attesa di altre possibilità. Le stesse difficoltà sono emerse nelle interviste fatte ad alcuni inserzionisti, ambulatori, cliniche o ospedali veterinari. Molte risposte alle inserzioni ma pochissima disponibilità a trasferirsi, al lavoro festivo e soprattutto a quello notturno anche se pagato adeguatamente, in parti-

colare da parte di veterinarie che sono comunque la maggioranza dei giovani laureati. Molte strutture non riescono ad attivare un pronto soccorso o una reperibilità festiva o notturna perché non trovano collaboratori disponibili. Un altro punto lamentato è la scarsa disponibilità dei giovani che: rifiutano certe incombenze, si ritengono già ben preparati, vorrebbero svolgere da subito prestazioni per le quali non hanno ancora esperienza, o pretendono retribuzioni da specialista. Ascoltando i giovani emergono situazioni molto diverse. Sono lamentate condizioni di sfruttamento, collaborazioni sottopagate o non retribuite per nulla, nessuna crescita professionale, utilizzo come semplice infermiere, mancanza di orari, impegno continuo nei giorni festivi o negli orari notturni, ecc. Abbiamo l'impressione, come sempre, che forse la verità stia nel mezzo. Queste situazioni estreme lamentate sia da una parte che dall'altra sono spesso reali. Molti giovani che possono contare ancora sul sostegno della famiglia preferiscono rinviare il momento dell'inserimento nel mondo professionale continuando gli studi, seguendo corsi di specializzazione o master, ed aspettando quindi uno sbocco di lavoro più adeguato, a loro avviso, alle loro capacità o esigenze. Certamente esiste anche poca disponibilità o voglia ad accettare impegni professionali che li coinvolgano nei giorni festivi o negli orari notturni. D'altra parte, e non vi è dubbio e lo abbiamo già denunciato più volte su questa rivista, le offerte di lavoro sono a volte veramente al limite dello

OFFERTA SPECIALE VALIDA FINO AL 31/12/07

ertamente quando l'ANMVI ha deciso di partire con Vetjob e Vetexchange non pensavamo che potessero incontrare un simile interesse da parte di tutti i veterinari. L'obiettivo principale per cui sono stati realizzati questi due strumenti di servizio on line era quello di dare la possibilità a tutti i veterinari di avere un momento di incontro, del tutto gratuito, per domanda ed offerta di lavoro o di ricerca o cessione di attrezzature nuove o usate. Per quanto riguarda Vetjob, all'inizio erano in pochi i veterinari che sfruttando questo strumento inserivano ricerche di colleghi per assunzioni, collaborazioni, costituire studi associati, cessioni o acquisto di ambulatori o di quote di cliniche o ospedali. D'altra parte erano meno ancora i giovani che si offrivano per collaborazioni o cercavano strutture presso le quali poter svolgere tirocini. Le aziende, inoltre, non avevano colto minimamente la validità di questo strumento per la ricerca di personale veterinario, sia

http://www.anmvi.it/vetjob/

sfruttamento sia sul piano qualitativo e professionale sia su quello economico. Se molti giovani dopo pochi anni di iscrizione all'albo rinunciano, e cambiano lavoro o attività, questo dipende indubbiamente dall'impossibilità di poter avere nel giro di pochi anni un ritorno economico dignitoso. Il sogno di molti resta quello di diventare dipendente pubblico ma questo, visto che il numero dei dipendenti è in continua contrazione, rischia proprio di restare un bel sogno. In ogni modo, il successo che sta ottenendo Vetjob lo si può rilevare da alcuni semplici dati: nel mese di settembre 2007 sono state inviate, a circa 12mila indirizzi email, 21 newsletter e quindi 126 annunci. Dal 1 gennaio 2006 ad oggi gli annunci sono stati 2300 e le newsletter 381. Gli utenti che si sono registrati per fare un annuncio sono ad oggi 2600. Possiamo dire quindi che Vetjob è ormai il riferimento del mondo veterinario per il "mercato del lavoro". Per quanto riguarda Vetexchange i dati sono diversi. 7 newsletter nel mese di settembre (42 annunci). Dal 1° gennaio 2006 142 newsletter con 850 annunci. I dati sono diversi ma non meno significativi. Gli utenti che si sono iscritti per fare inserzioni sono 770 ed anche Vetexchange arriva a circa 12mila indirizzi. Su questo servizio non abbiamo ancora fatto una indagine precisa ma ci sembra che abbia dato buone soddisfazioni a chi lo ha utilizzato. Siamo sempre stati convinti che questo strumento potesse essere molto utile anche alle aziende che producono attrezzature o strumenti


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Abrogare il numero programmato? Non sanno quello che dicono

http://www.anmvi.it/vetexchange/ per proporre lanci di nuovi prodotti o offerte speciali. Al momento ci sembra che queste aziende non abbiano ancora recepito la validità di questa possibilità che permetterebbe loro di arrivare con uno strumento specifico e di grandissima diffusione a migliaia di veterinari, certamente o probabilmente, interessati alle loro comunicazioni. Internet è uno strumen-

to di cui si parla sempre molto, a volte anche troppo, ma che spesso non si è ancora capaci di cogliere e di utilizzare per le reali possibilità ed occasioni che ci offre. Siamo comunque certi che anche Vetexchange troverà in breve tempo lo spazio e lo sviluppo che un servizio di questa valenza professionale certamente merita. ■

Regole per l’inserimento degli annunci Vet Exchange (per la compravendita di attrezzature professionali) e Vet Job (mercato italiano del lavoro veterinario) sono due servizi on line dell’ANMVI. Si rivolgono ai medici veterinari offrendo loro un sistema di annunci, libero e gratuito, compilato e aggiornato via browser dagli utenti stessi. I medici veterinari, vedranno permanere la loro inserzione di ricerca/offerta per 90 giorni. Alla scadenza di questo periodo gli annunci vengono automaticamente rimossi. Per inserire il proprio annuncio è necessaria la registrazione al servizio tramite un modulo on-line. Al termine della registrazione il sistema fornirà all’utente un codice che, insieme alla password, consentirà di accedere all’area riservata per modificare/integrare/cancellare la propria scheda prodotti e la scheda dati personale http://www.anmvi.it/vetexchange/iscritti/ Prima di inserire un annuncio, è bene tenere a mente le seguenti regole: • Non inserire lo stesso annuncio più di una volta, prima della naturale scadenza (90 giorni) • Niente materiale soggetto di provenienza illecita o dubbia • Niente link all’interno degli annunci • Niente caratteri tutti in maiuscolo • Niente codice HTML • Niente inviti tipo ‘mandatemi una mail che vi mando l’elenco...’ • Niente prezzi fasulli • Non usare termini offensivi • Non inserire annunci di carattere pubblicitario-promozionale • Non usare gli annunci per comunicazioni personali L’ANMVI non svolge alcun ruolo su nessuna fase delle transazioni commerciali, né tanto meno ha alcuna responsabilità sul contenuto degli annunci. Invitiamo tutti i nostri utenti a segnalarci le inserzioni che non seguono queste regole, inviando un messaggio a questi indirizzi: vetexchange@anmvi.it o vetjob@anmvi.it Il gestore si riserva di rimuovere le inserzioni giudicate non pertinenti con il servizio.

“Approfondimenti e audizioni”. La Commissione Cultura della Camera nell’esaminare le cinque proposte di legge per la soppressione dell’accesso programmato ai corsi universitari rivela di non essere affatto preparata sulla materia e, per fortuna, riconosce anche di doversi documentare. Seguendo con particolare attenzione l’esame delle pdl in oggetto, l’ANMVI ha chiesto all’On. Pietro Folena (foto) una audizione urgente. “La invitiamo ad accogliere la sollecitazione di alcuni deputati membri della V Commissione a svolgere un ciclo di audizioni - scrive il Presidente Carlo Scotti - e nel contempo a non limitare il Legislatore al solo confronto con le rappresentanze universitarie”. L’ANMVI condivide alcuni spunti del dibattito parlamentare, “specie laddove - scri-

ve Scotti- alcuni onorevoli ravvisano il rischio che le proposte di legge in esame, proponendo un approccio meramente abrogativo dell’accesso programmato, non sviluppino adeguatamente la problematica e non propongano un chiaro sistema alternativo o correttivo per l’accesso alla formazione universitaria. Ci permettiamo di ricordare - aggiunge il Presidente dell’ANMVI - che la Legge 2 agosto 1999, n. 264, che appunto si vuole abrogare, riguarda le professioni mediche, ovvero uno dei comparti professionali (per non dire “il” comparto professionale) la cui formazione accademica assume risvolti sociali determinanti dello sviluppo sanitario, scientifico ed intellettuale del nostro Paese. Tale formazione attiene infatti ai livelli di salute e di sicurezza sanitaria dei cittadini e delle popolazioni animali, siano queste ultime produttrici di alimenti per l’uomo o conviventi con la società degli uomini”. Di seguito alcuni brani dalla seduta del 17 ottobre scorso Fulvio Tessitore (Ulivo): (...) in ogni caso prevedere un sistema che selezioni gli studenti, ma che tale sistema non può essere basato su specifici quiz ma su una valutazione più sistematica delle capacità di ogni singolo studente. Angela Filipponio Tatarella (AN): importante cambiare il sistema di valutazione per l’accesso ai corsi universitari eliminando il ricorso ai test preselettivi (...).

Valentina Aprea (FI): le regole europee ci obbligano a prevedere criteri selettivi, in quanto le stesse prevedono che per accedere a determinate professioni sia necessario avere preparazioni adeguate. Nicola Bono (AN): l’accesso selezionato alle università risponde all’esigenza fondamentale di evitare che vi sia un numero eccessivo di laureati in settori nei quali non ve n’è bisogno e quindi all’esigenza di avere mercati del lavoro equilibrati e in cui vi sia corrispondenza tra la domanda e l’offerta. Pietro Folena, presidente: concorda con l’esigenza di un confronto nella materia in questione con la normativa europea (...) sottolinea che il dato fondamentale da cui partire è che l’Italia negli ultimi dieci anni ha cercato di raggiungere gli obiettivi posti dalla Strategia di Lisbona (...) tenere conto delle specificità del cosiddetto sistema italiano, senza per forza prendere a parametro di riferimento il modello europeo, come avviene anche per altre materie. Ricorda per esempio che in Unione europea non si prevede la regolamentazione dell’accesso alle professioni attraverso gli Ordini professionali, disciplina che è invece prevista nell’ordinamento italiano. Emerenzio Barbieri (UDC): un’utile sede di confronto può essere rappresentata anche dall’indagine conoscitiva sul sistema universitario italiano. ■


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Quanta ignoranza sulla beneficialità del rapporto uomo-animale!

Roberto Marchesini, presidente SISCA, da anni si occupa delle applicazioni beneficiali della relazione uomo-animale.

n questi anni si fa un gran parlare dei presunti benefici che l’animale o il rapporto con l’animale darebbero all’uomo. Come al solito la banalizzazione di tutto ciò che orbita intorno agli animali è imperante. Ma come si può affermare che l’animale fa bene, quasi fosse un amuleto o un ricostituente, o che il semplice rapporto dia contributi migliorativi per la persona? Se così fosse tutte le abnormità che quotidianamente leggiamo non esisterebbero e non ci sarebbe quel rischio derivale che quasi sempre va a enfatizzare proprio le peggiori disposizioni dell’individuo. Quando per esempio si dice che l’asino fa bene perché è mite, paziente, tollerante non si prende mai in considerazione che sono proprio queste qualità che possono andare ad asse-

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condare tendenze problematiche nell’individuo. Insomma le qualità che favoriscono l’espressione della persona - non giudica, non è in competizione, è tollerante, accetta in modo incondizionato, ha molti canali di comunicazione, esercita fascino e appeal, etc. - non sono di per sé beneficiali per la stessa perché possono dare la stura ed esercitare le parti più problematiche e compromissorie dell’individuo. Se un amico esercita un grande fascino su nostro figlio significa solo che avrà un’influenza forte su di lui ma non è detto che lo porterà sulla buona strada, potrebbe infatti anche essere il contrario. In zooantropologia le qualità spacciate per beneficiali indicano in realtà il portato referenziale giocato dall’alterità animale, vale a dire l’importanza del non umano come motore di cambiamento per la persona, ma è a questo punto che il lavoro prescrittivo comincia proprio per indirizzare il cambiamento in modo tale che sia beneficiale per quel particolare fruitore del servizio. Orbene, non è compito del veterinario individuare l’obiettivo di cambiamento per il paziente, al contrario è suo compito stabilire il come indirizzare la relazione per ottenere quel beneficio referenziale che conduce agli obiettivi fissati dalla figura di riferimento per il paziente. La zooantropologia in altre parole dimensiona la relazione, ovvero prescrive una relazione dimensionata con l’animale, in modo tale da sfruttare il potenziale di cambiamento nella direzione voluta, vale a dire in senso migliorativo e non peggiorativo per quel particolare

paziente. Si prescrivono cioè dimensioni di relazione e non una relazione generalista o spontaneista. La zooantropologia sottolinea pertanto l’importanza del comportamentalista nelle attività-terapie assistite dagli animali per due ordini di ragioni: 1) per far emergere in pieno il potenziale referenziale ovvero il portato di cambiamento offerto dall’animale impostando una relazione etologicamente corretta; 2) per impostare la relazione su dimensioni che siano effettivamente beneficiali rispetto al progetto di cambiamento vigente in quel particolare paziente. Qui naturalmente mi monta la rabbia tutte le volte che vedo dei veterinari osteggiare l’approccio zooantropologico con il risultato di far cadere la pet therapy interamente nelle mani di laici del rapporto uomo-animale. Mi rendo conto che conoscere la zooantropologia applicata implica uno sforzo, come peraltro conoscere le coordinate della zootecnia, e tuttavia non deve sfuggire l’importanza dell’arbitraggio relazionale e di come il medico veterinario sia la figura più accreditata in questo. Secondo l’approccio zooantropologico l’animale non va considerato uno strumento terapeutico o una medicina, ma un partner di relazione che facilita il processo di cambiamento del paziente attraverso un’azione referenziale, dove tuttavia è necessario impostare tale percorso in funzione degli obiettivi. I cambiamenti sui pazienti vengono perciò facilitati attraverso specifiche attività di relazione che variano a seconda degli obiettivi che ci si prefigge su quel partico-

lare paziente. L’approccio zooantropologico si basa sulla prescrizione di dimensioni di relazione differenti in base ai bisogni dell’utente. Esempi: se ci si prefigge una stimolazione sulle motivazioni saranno prescritte attività ludiche con l’animale, se viceversa si vuole aumentare l’autostima e il decentramento del paziente si lavora sulle attività di cura del pet. Per far conoscere l’approccio zooantropologico in pet therapy ho realizzato insieme alla psicologa Laura Corona un saggio specifico che presenta la pet therapy secondo la prescrizione dimensionale (Roberto Marchesini, Laura Corona, Attività e Terapie Assistite dagli Animali. L’approccio zooantropologico alla pet therapy, Apeiron, Bologna 2007. Disponibile presso Ev srl - Servizi editoriale 0372403507). Il libro offre un’informazione dettagliata su come si lavora in pet therapy e sulle sue applicazioni assistenziali e terapeutiche, specificando cosa si intende in concreto con questa prassi, quali sono effettivamente i prodotti offerti da un servizio di pet therapy, qual è il metodo applicato per la realizzazione dell’effetto beneficiale. La pet therapy e l’approccio Zooantropologico stanno diventando prassi sempre più conosciute e richieste da parte di strutture ospedaliere e socio-assistenziali, da operatori di comunità di recupero o di carceri, da medici e psicologi nell’ambito del sostegno o del recupero, al fine di facilitare i percorsi terapeutici vigenti o di promuovere il benessere della persona. Ritengo che sia importante che i medici veterinari

44° corso di base di ecografia addominale ed ecocardiografia nel cane 16-17 Novembre 2007 Facoltà di Medicina Veterinaria - Perugia Coordinatore scientifico Prof. Francesco Porciello Relatori ed istruttori Prof. Rolando Arcelli, Prof.ssa Angela Polisca, Prof. Francesco Porciello, Dott. Francesco Birettoni, Dott. Riccardo Zelli, Dott. Giovanni Angeli, Dott. Roberto Falcini, Dott. Domenico Caivano Dipartimento di Patologia Diagnostica e Clinica Veterinaria Università di Perugia Programma Scientifico Venerdì 16 Novembre 2007 8.30 Registrazione dei partecipanti 8.45 Prof. Franco Moriconi, Preside della Facoltà di Medicina veterinaria di Perugia Presentazione del corso 9.00 Prof. Rolando Arcelli Concetti generali di ecografia monodimensionale e bidimensionale Formazione delle immagini Tipi di echi Tipi di sonde 9.30 Dott.Giovanni Angeli Artefatti acustici 9.45 Prof. Francesco Porciello Utilizzo dell’apparecchiatura ecografica: - ottimizzazione dell’immagine - rilevazione e programmi di misura - scelta ed utilizzo delle sonde 10.15 Dott. Francesco Birettoni Settaggio dell’apparecchio ecografico

10.30 Pausa caffè 10.45 Prof. Rolando Arcelli Preparazione del paziente e finestre acustiche Ecografia addominale: - fegato e vie biliari 11.30 Prof. Francesco Porciello Ecocardiografia: - finestre acustiche - visualizzazione delle camere cardiache, delle strutture muscolari e degli apparati valvolari sia in M-mode che in B-mode 12.15 Prof.ssa Angela Polisca Apparato genitale femminile 13.30 Colazione di lavoro 14.30 Divisione in gruppi dei partecipanti ed inizio esercitazioni pratiche 16.20 Pausa caffè 16.40 Prosecuzione esercitazioni pratiche 18.30 Termine dei lavori Sabato 17 Novembre 2007 8.30 Prof. Rolando Arcelli Ecografia addominale: - milza - reni e vescica - altre strutture 10.00 Pausa caffè 10.15 Prof. Francesco Porciello Ecocardiografia: - misurazioni lineari e studio del movimento delle valvole in M-MODE - studio della funzionalità ventricolare sinistra - uso combinato con l’elettrocardiogramma

11.45 Dott. Riccardo Zelli Apparato genitale maschile 12.45 Questionari ECM 13.00 Colazione di lavoro 14.00 Divisione in gruppo dei partecipanti e inizio delle esercitazioni pratiche 15.50 Pausa caffè 16.10 Prosecuzione esercitazioni pratiche 18.00 Termine dei lavori accreditato con 14 punti ECM Il corso è riservato a 24 laureati in Medicina Veterinaria. Saranno ammessi a partecipare i primi 24 richiedenti che faranno domanda di iscrizione, esclusivamente per via telefonica, a partire dal 22 ottobre 2007 a TEL 02 66112545 La quota di partecipazione è di 180 euro + IVA ed è comprensiva di: - partecipazione alle sessioni teoriche e pratiche che si articoleranno dalle 8,30 alle 18,00 dei giorni 1617 Novembre 2007 - materiale didattico - 4 pause caffè - 2 colazioni di lavoro Gli strumenti per l’attività pratico-applicativa sono messi a disposizione dalla ditta TAI - divisione di Bio98 srl di Milano Sede del corso: Facoltà di Medicina Veterinaria Via San Costanzo 4 - Perugia

di Roberto Marchesini

Presidente SISCA

siano i primi a riconoscere l’accuratezza scientifica dell’approccio zooantropologico, anche perché tale impostazione valorizza e allarga il ruolo del veterinario in queste prassi. In Italia sono sempre di più i centri che utilizzano l’approccio Zooantropologico e questo trend è in forte crescita perché la richiesta è sempre più indirizzata ai prodotti referenziali. In questi centri residenziali per animali domestici, questi ultimi non vengono utilizzati secondo il canone zootecnico - ossia per produrre lavoro o prodotti di origine animale - ma coinvolti in sedute di relazione per rendere disponibili particolari contributi per il cambiamento della persona (specifici referenziali). La differenza tra questi centri e le altre strutture che ospitano animali domestici sta nelle caratteristiche organizzative, nei servizi che offrono ma soprattutto nello speciale statuto attribuito agli animali. Infatti per poter essere coinvolti nei servizi di zooantropologia gli animali devono avere particolari caratteristiche, per esempio un’ottima socializzazione con l’uomo, e nello stesso tempo - in base al dettato della Carta dei Valori e dei Principi sulla Pet Relationship “Carta Modena 2002”, art.5 - devono venire rispettati nei loro requisiti di partnership. L’aspetto comportamentale sia nella formazione degli animali da coinvolgere che nella costruzione del rapporto collaborativo con l’operatore (pet partnership) e del rapporto beneficiale con l’utente (pet relationship) è, come si può capire, centrale. I poli zooantropologici hanno pertanto delle caratteristiche che li rendono totalmente differenti da altri ambiti quali centri di equitazione, campi di addestramento cinofilo, canili rifugio, agriturismi o fattorie didattiche. Nei poli zooantropologici si fanno progetti di relazione e per far questo è necessario innanzitutto ospitare animali in grado di stare a pieno titolo nella relazione, secondariamente organizzare degli spazi adeguati alle diverse attività di relazione. Non ultimo un polo zooantropologico deve avvalersi di veterinari che abbiano maturato una buona conoscenza nelle scienze comportamentali applicate. ■


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Formazione di tumori nella sede di impianto di microchip

di Maria Grazia Monzeglio

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I casi descritti nel cane e negli animali da laboratorio indicano la necessità di ulteriore ricerca recentemente segnalati nel cane e agli studi effettuati negli animali da laboratorio. Alcuni recenti studi hanno infatti segnalato la formazione di neoplasie, in particolare sarcomi dei tessuti molli, nella sede di impianto del microchip nel cane. Nel ratto e nel topo da laboratorio è stata descritta l’inccorrono ulteriori studi e ricerche per indagare in maniera più approfondita il legame tra formazione di neoplasie dei tessuti molli e applicazione dei microchip negli animali d’affezione. Lo ritiene l’AVMA (American Veterinary Medical Association), in riferimento ai casi

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I gruppi sanguigni del gatto In uno studio gruppo B più comune del previsto nei gatti non di razza a prevalenza dei gruppi sanguigni felini nei gatti (pazienti ed emodonatori) afferiti presso l’Ospedale veterinario del Royal Veterinary College (Londra, UK) tra il 2000 e il 2004 è stata determinata retrospettivamente. La determinazione dell’emogruppo veniva effettuata utilizzando kit di emotipizzazione disponibili in commercio. Nello studio erano inclusi 156 gatti, di cui 51 (32,7%) di razza e 105 (67,3%) non di razza. Tra i 51 gatti di razza, la prevalenza dei gruppi sanguigni era la seguente: gruppo A = 42 (82,4%) gruppo B = 7 (13,7%) gruppo AB = 2 (3,9%) Tra i 105 gatti non di razza era la seguente: gruppo A = 71 (67,6%) gruppo B = 32 (30,5%) gruppo AB = 2 (1,9%) La prevalenza del tipo B nei gatti non di razza è quindi superiore a quanto precedentemente suggerito, osservano gli autori, e mostra una notevole variabilità nel Regno Unito. Per questo motivo, prima della trasfusione, la tipizzazione del gruppo sanguigno di tutti i pazienti felini, non solo di quelli di una razza notoriamente caratterizzata da elevata prevalenza di sangue di tipo B, è assolutamente necessaria per evitare una fatale reazione trasfusionale.

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Le notizie di Vet Journal sono consultabili on line all'indirizzo http://www.evsrl.it/vet.journal/ • Notizie scientifiche • Archivio bibliografico • Servizio Cytovet

sorgenza di neoplasie mesenchimali in sede di applicazione del microchip. Poiché i casi confermati di tumore indotto da microchip sono relativamente pochi rispetto al numero di cani e gatti cui è stato impiantato il diffuso metodo di identificazione, l’AVMA invita tuttavia i proprietari a evitare

giudizi affrettati sulla tecnologia del microchip e invoca ulteriore ricerca su tale aspetto. Alcune delle ricerche sperimentali, secondo l’Associazione americana, possono essere state falsate dalla predisposizione genetica al tumore degli animali utilizzati. La necessità di ulteriore ricerca si estende

comunque anche alla tecnologia del microchip. Nei piccoli animali le segnalazioni di reazioni indesiderate all’applicazione del microchip sono modeste e comprendono la migrazione o l’espulsione dalla sede di applicazione e processi infiammatori a carattere ascessuale. ■


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Manifestazioni oculari di ehrlichiosi nel cane

di Maria Grazia Monzeglio

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Prevale l’uveite anteriore bilaterale. Buona la risposta al trattamento no studio ha indagato lo spettro, la prevalenza e la risposta al trattamento delle manifestazioni oculari associate all’ehrlichiosi monocitica canina (CME) sostenuta da Ehrlichia canis. Sono state riviste le cartelle cliniche di 90 cani visi-

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tati per problemi oculari e sieropositivi per E. canis. Tutti i cani venivano trattati con doxiciclina per via orale. In 79 cani si effettuava una terapia combinata con corticosteroidi sistemici e/o antinfiammatori topici, midriatici/cicloplegici e antibatterici. L’età dei cani e-

ra compresa tra 0,5 e 15 anni, 55 erano femmine e 35 maschi. Erano rappresentate 19 razze diverse. Nella maggior parte dei casi, le lesioni oftalmiche erano associate ad altri segni clinici di CME. In 30 cani su 90 i segni oftalmici erano invece l’unico segno inizia-

le. La più frequente diagnosi oftalmologica era l’uveite, unilaterale (22/90, 24,5%) o bilaterale (68/90, 75,5%), e classificata come anteriore, posteriore o panuveite rispettivamente in 58 (64,5%), 8 (8,9%) e 24 (26,6%) cani. L’uveite bilaterale era significativamente più comune rispetto a quella unilaterale, così come quella anteriore rispetto a quella posteriore o alla panuveite. Si riscontravano inoltre ulcere corneali (12/90, 13,3%), sclerite necrotica (10/90, 11,1%), ridotta produzione lacrimale (8/90, 8,9%) e cellulite orbitale (3/90, 3,3%). Dei 45 cani (50%) con follow-up soddisfacente, 25 (55,5%), 11 (24,5%) e 9 (20%) mostravano una risposta rispettivamente completa, parziale o scarsa al trattamento. Il numero di cani che mostrava una risoluzione completa delle manifestazioni oculari era significativamente superiore a quello dei cani con risposta parziale o scarsa. La CME, concludono gli autori, dovrebbe essere considerata nella diagnosi differenziale di un’ampia gamma di manifestazioni oculari del cane nelle aree endemiche della malattia. La manifestazione più frequente appare essere l’uveite anteriore bilaterale, e nella maggior parte dei cani affetti è atteso un esito favorevole in seguito a trattamento sistemico e topico. ■

PSSM nei Quarter Horse sani Non clinicamente manifesta, la malattia può essere trasmessa alla prole a miopatia da accumulo di polisaccaridi (PSSM) può essere presente nei Quarter Horse sani ed è probabilmente più comune di quanto percepito. Uno studio ha infatti identificato la malattia nel 6-12% dei Quarter Horse privi di segni clinici analizzati in sei allevamenti diversi. I cavalli mantenuti al pascolo possono quindi non manifestare i segni della malattia ma essere in grado di trasmetterla alla prole. La malattia origina da un’anomalia genetica del metabolismo muscolare. Gli autori dello studio hanno identificato il difetto genetico responsabile di un’ampia percentuale dei casi di PSSM in numerose razze equine; ciò dovrebbe condurre allo sviluppo di un test genetico disponibile in commercio nei prossimi sei mesi. Questi risultati saranno oggetto di una nuova pubblicazione scientifica.

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Tumore testicolare e ginecomastia in un coniglio

di Maria Grazia Monzeglio

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L’associazione tra la neoplasia interstiziale e l’iperplasia mammaria descritta per la prima volta in questa specie

n un coniglio adulto si diagnosticava un tumore testicolare interstiziale (Leydig) unilaterale associato a ginecomastia. Il tumore interstiziale era co-

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Intossicazione da pesticidi in piccoli e grossi animali domestici Carbamati, seguiti da anticoagulanti, a danno soprattutto dei cani

no studio retrospettivo ha analizzato i casi di intossicazione da pesticidi negli animali da compagnia e da reddito pervenuti nel corso di 6 anni presso la Facoltà di Veterinaria di Vienna (Austria). L’Istituto di Chimica riceveva, in totale, 380 richieste di analisi per pesticidi. Tra i campioni sospetti, 175 (46,1%) erano positivi per la presenza di pesticidi di vario tipo. I più rappresentati erano i carbamati (50,3%). Questi erano seguiti da rodenticidi anticoagulanti (18,9%), insetticidi organososfati (5,1%) e rodenticidi non anticoagulanti (3,4%). Il restante 22,3% era rappresentato da molluschicidi, erbicidi ecc. Su 225 animali totali, 123 erano positivi all’intossicazione da pesticidi, di cui: 47,2% cani, 34,1% gatti e 9,8% altre specie; l’8,9% erano campioni animali non specificati. I pesticidi venivano caratterizzati mediante tecniche HPLC utilizzando kit disponibili in commercio.

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stituito da un nodulo ben circoscritto, brunastro, di 2 mm di diametro circa, composto da una popolazione uniforme di cellule poligonali. Le cellule interstiziali neoplastiche mostravano una diffusa colorazione granulare citoplasmatica con Melan A, un marker delle

cellule steroido-produttrici nell’uomo e nel cane. Masse sottocutanee multiple presenti nell’addome caudale erano costituite da capezzoli aumentati di volume formati da tessuto ghiandolare mammario iperplastico con proliferazione duttale e alveolare, marcata

formazione globulare e iperplasia da pseudolattazione. Molte cellule epiteliali di rivestimento dei dotti e alveoli iperplastici esibivano un’intensa espressione nucleare di antigeni dei recettori progestinici, mentre le cellule mioepiteliali mostravano un’intensa colorazio-

ne nucleare per l’antigene p63. La presente, concludono gli autori, è la prima segnalazione di un tumore testicolare interstiziale concomitante a ginecomastia nel coniglio, oltre che la prima descrizione di ginecomastia in questa specie. ■


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Perché un cane morde un bambino?

di Maria Grazia Monzeglio

www.vetjournal.it

Comuni ansia da separazione e aggressività nell’analisi comportamentale di un centinaio di cani morsicatori a maggior parte dei cani che morde un bambino non lo ha mai fatto prima e spesso presenta un problema comportamentale, secondo un articolo pubblicato su Injury Prevention. Lo studio ha analizzato 111 casi di morsicatura di cani a danno di bambini in un periodo di 4

L

anni (103 cani). Tutti i cani afferivano alla stessa clinica veterinaria comportamentale. Lo studio ha riscontrato quadri comportamentali caratteristici indipendenti dalla razza. In particolare, la probabilità che un cane mordesse un bambino era maggiore qualora sentisse minacciato

il proprio cibo, giocattolo o altre sue risorse/proprietà. I bambini più grandi apparivano essere le principali vittime di comportamenti aggressivi territoriali. Nello studio, se il cane conosceva il bambino era più probabile che l’aggressività fosse associata alla difesa del cibo. Verso bambi-

ni sconosciuti era invece più probabile la difesa del territorio. Secondo l’analisi comportamentale, le più comuni cause di morsicatura erano la difesa di una risorsa posseduta dal cane e la difesa del territorio. Inoltre, tre quarti dei cani che avevano morsicato un bambino mostravano segni di

ansia da separazione oppure erano stati esposti a rumori forti e improvvisi, come temporali o fuochi d’artificio. La difesa di una risorsa e le misure disciplinari erano gli stimoli più comuni dell’aggressività. Gli autori suggeriscono che, nel cane, la paura può essere un segnale di tendenza alla mordacità di fronte a una possibile minaccia. I bambini possono essere chiassosi e imprevedibili, due fattori che possono scatenare comportamenti aggressivi in un cane ansioso. La metà dei cani morsicatori dello studio presentava anche problemi medici, principalmente cutanei o ossei. Gli autori suggeriscono che il dolore potrebbe avere aggravato il comportamento aggressivo dell’animale. Il 66% dei cani non aveva mai morsicato un cane in precedenza e il 19% non aveva mai morsicato un essere umano. Il 93% dei cani era sterilizzato e il 66% era stato sottoposto a lezioni di obedience. Gli autori concludono che la maggior parte dei bambini aveva subito il morso da un cane con anamnesi negativa per precedenti episodi dello stesso tipo e che la popolazione canina studiata presentava un’elevata prevalenza di problemi comportamentali (aggressività e ansia). Le comuni procedure “tranquillizzanti” come la sterilizzazione e l’addestramento non costituivano un deterrente efficace. ■ Dal 1° gennaio 2007 tutti i soci SCIVAC, SIVE, SIVAR o SIVAE possono accedere gratuitamente al CAB ABSTRACTS VET DATABASE direttamente dal portale di EGO. Il CAB ABSTRACTS VET DATABASE è attualmente la più grande banca dati di medicina veterinaria al mondo, fondata nel 1901. Indicizza oltre 1.000.000 di abstracts da più di 3.000 riviste scientifiche (tutte quelle di medicina veterinaria e numerosissime di discipline biomediche correlate) e oltre 75.000 atti congressuali. VetMed Resource contiene il Veterinary Science Database, un sottoinsieme del CAB Abstracts Database, il database bibliografico più grande al mondo nel settore della medicina veterinaria. Circa il 90% dei records contiene un abstract e il database è stato migliorato con link automatici dal record al fulltext dell'articolo originale. Per accedere al servizio è necessario entrare nella propria pagina di ego al sito http://ego.evsrl.it tramite le user name e password stampate su tutte le ricevute di iscrizioni associative o versamento di caparre rilasciate da EV. L'accesso a CAB Abstracts - VetMet resource è riservato ai soci SCIVAC, SIVAR, SIVE, SIVAE, SIVAL, AIVEMP ed ai soci delle Società Specialistiche SCIVAC e SIVE in regola con il pagamento della quota associativa per l'anno in corso. IMPORTANTE: il servizio funziona solo se il browser consente l'apertura delle finestre a comparsa (popup). È quindi necessario disattivare, PRIMA di effettuare l'accesso, qualsiasi strumento di blocco popup (ad es.: blocco popup di Internet Explorer, Google Toolbar, Yahoo Toolbar; funzione "Blocca finestre a comparsa" di Safari, nel menu "Safari"; etc.)


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Regione Umbria - Triennio 2007-2010

Piano integrato dei controlli per la sicurezza alimentare ell’ambito del progetto sulla sicurezza alimentare, la Giunta Regionale dell’Umbria ha approvato il “Piano integrato dei controlli 2007-2010 sulla sicurezza alimentare” tenendo conto anche della situazione epidemiologica rilevata in Umbria nel periodo 2003/2006. Alla luce dell’approvazione, in sede di conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, del “Piano nazionale integrato dei controlli 2007-2010 sulla sicurezza alimentare”, nonché delle “Linee guida per il controllo ufficiale ai sensi dei regolamenti Ce 854/2004 ed 882/2004”, il Servizio IV - Programmazione e gestione degli interventi di emergenza sanitaria, sanità veterinaria e sicurezza alimentare della Direzione regionale sanità e servizi sociali, dopo alcune riunioni di ordine generale, coordinate dal dott. Gonario Guaitini, con i servizi di igiene degli alimenti e della nutri-

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Falsa Chianina “Le verifiche sanitarie e qualitative funzionano, i consumatori devono quindi stare tranquilli”: queste le assicurazioni espresse nei giorni scorsi dal vice presidente della Giunta regionale dell’Umbria ed assessore alle politiche agro-alimentari, Carlo Liviantoni, nel corso della conferenza stampa per fare il punto sulla vicenda delle false certificazioni della carne chianina in Umbria. Presente anche il responsabile del Servizio veterinario della Regione Umbria Gonario Guaitini. “L’accertamento delle falsificazioni - ha spiegato Guaitini nel tracciare il quadro degli avvenimenti - è avvenuto nel 2006 durante i controlli effettuati dai servizi veterinari competenti nei mattatoi di Foligno e Perugia. Dai controlli emergeva infatti la presenza di bovini meticci non corrispondenti a quanto dichiarato nel passaporto dell’animale. Da qui la segnalazione alle autorità competenti e l’avvio delle indagini”. Rispetto alla vigilanza sugli allevamenti Guaitini ha ricordato che, in base alle disposizioni regionali e ministeriali, “i Servizi delle Asl controllano annualmente almeno il 5 per cento delle stalle presenti sul territorio regionale e che, a febbraio 2007, la Regione Umbria ordinò controlli straordinari su circa 200 stalle umbre a rischio per un totale di circa 4mila capi. L’esperienza maturata in Umbria sul fronte dei controlli e delle verifiche ha portato il Ministero della salute ad accogliere la proposta avanzata dalla Regione di modificare, ad ulteriore garanzia dei consumatori, il sistema informatico della Banca dati nazionale inserendo il blocco di iscrizione del bovino se la razza del vitello è difforme da quella della madre”. (fonte: Umbria Notizie)

zione ed i Servizi veterinari delle Asl, con l’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche e con l’agenzia regionale protezione ambientale, ha costituito nel mese di giugno 2007, un gruppo di lavoro che ha predisposto una proposta di piano integrato. Componenti del gruppo la dr.ssa Cives della Regione Umbria, il dr. Camoni dell’A-

SL 1, il dott. Lattanti e dottor. Menghinelli dell’ASL 2, il dott. Serva dell’ASL 4, il dott. Cenci dell’IZS e il dott. Renna dell’ARPA. La proposta, è stata presentata ai colleghi medici e veterinari delle 4 ASL umbre nel corso della Conferenza programmatica regionale sulla prevenzione che si è tenuta lo scorso 29 giugno a Umbertine

(PG). In tale sede sono stati apportati aggiustamenti e chiarimenti al documento proposto per arrivare poi all’approvazione del documento definitivo. La Delibera della Giunta Regionale del 27 luglio 2007 n. 1302 è pubblicata sul bollettino Ufficiale n. 45 del 17 ottobre. Il piano dovrà essere aggiornato annualmente in funzione della ge-

rarchizzazione e valutazione del rischio degli alimenti, dei contaminanti e delle tecnologie di produzione; della categorizzazione del rischio per gli stabilimenti e per le industrie alimentari; dell’epidemiosorveglianza e valutazione del rischio in sanità animale e della relazione annuale ai sensi dell’art. 41 del Reg. 882/2004. ■


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Desametasone, sequestrati 5.000 capi in Veneto «Da 16 anni guido il Nas di Padova e mai mi era accaduto di portare a termine un’operazione del genere. È la più importante che abbiamo effettuato soprattutto perché, con il sequestro sanitario di 5.000 bovini, siamo riusciti a evitare che sul mercato venisse immessa dell’altra carne pericolosissima per la salute dei consumatori, anche con effetti cancerogeni». Il luogotenente Umberto Santone non nasconde la soddisfazione per l’”Operazione Desa”: Desa sta per Desametasone, il farmaco cortisonico utilizzato per ingrassare i bovini e impiegato dall’organizzazione insieme a un altro farmaco, il Clembuterolo e a due anabolizzanti, Testosterone e Nandrolone. L’indagine è iniziata a novembre 2005 grazie alla segnalazione ricevuta dal Reparto operativo polesano che ha subito chiesto il supporto tecnico degli ispettori del Nas, tutti coordinati dal sostituto procuratore Ciro Alberto Savino che ha chiesto le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Carlo Negri. Perqui-

sizioni, sequestri, prelievi, analisi eseguite dal laboratorio dell’Istituto provinciale di Legnaro, interrogatori e altri accertamenti hanno permesso di smascherare una rete completamente abusiva costituita da mediatori, alimentaristi zootecnici, allevatori e veterinari. Sette arrestati e altri 17 indagati a piede libero. «Una catena che puntava a “gonfiare” illecitamente i bovini - dice Lastella - utilizzando farmaci e anabolizzanti per risparmiare tempi di allevamento e denaro. Bestiame che veniva macellato e finiva sul mercato con gravissimi rischi per i consumatori. Quanto ne è stato commercializzato? Non lo possiamo sapere». Le persone coinvolte avevano un ruolo ben preciso. A. comprava, anche all’estero, le sostanze proibite. A. si preoccupava della preparazione dei prodotti. Gli allevatori, che nascondevano anche sotto terra i farmaci illeciti, “gonfiavano” i bovini: 30 giorni con 1 cc al giorno di Clembuterolo per eliminare il grasso, altri 2030 giorni con il Desametasone

per far aumentare di peso l’animale e “calmarlo” dalle conseguenze per l’assunzione del Clembuterolo. Quindi Nandrolone e Testosterone per aumentare la massa muscolare. «Sono tutti prodotti che si fissano nei muscoli degli animali e vengono assimilati - aggiunge De Filippi -. I farmaci, non utilizzati per reali esigenze veterinarie, servono per ingrossare gli animali. Insomma, una sofisticazione alimentare scientifica, totalmente abusiva». Poi c’erano i veterinari, in particolare R. C., per mesi responsabile del settore “vivo” all’Usl 19, controllore e controllato in quanto titolare di due allevamenti nelle località “Campo” e “Campetto”, nei dintorni di Adria. «Lo riteniamo la mente dell’intera catena». Al suo fianco aveva tre colleghi, R.S. ed S.S. dipendenti dell’Usl adriese, e M.B. legato con un contratto di convenzione. C. aveva il compito di vigilare, ma in un suo allevamento sono stati trovati bovini acquistati in Calabria, senza certificazione, e che faceva risultare nati in Polesi-

L’assessore Donazzan plaude ai Nas “Il fatto che si trovino e si riconoscano le disfunzioni di un sistema significa che questo è sotto controllo. La massima collaborazione che la Regione del Veneto ha instaurato con i Carabinieri del Nas ci ha garantito nel corso degli anni di condividere strategie e azioni. Molta documentazione che ha poi permesso alle Forze dell’Ordine di intervenire è frutto proprio del sistema di monitoraggio che per primi in Italia abbiamo costruito. Siamo stati la prima Regione ad aver recepito le normative europee in materia di sicurezza alimentare e di tutela del consumatore.” È con queste parole che l’assessore con delega ai Servizi veterinari e alla Tutela del consumatore, Elena Donazzan, ha commentato le notizie dell’arresto effettuato dai Carabinieri del Nas di veterinari e allevatori dell’Ulss 19. Prosegue Donazzan: “Oggi tra i servizi veterinari delle Ulss e i Carabinieri del Nas vi è piena sinergia per garantire nei confronti dei consumatori livelli di sempre maggior qualità e di sempre più elevata sicurezza.” Conclude Elena Donazzan: “Posso assicurare anche che le nostre politiche di tutela e salvaguardia del consumatore non si limitano mai a recepire prescrizioni obbligatorie, ma sono una scelta forte e precisa della Regione del Veneto.” ne. Tra l’altro, intuita la portata dell’inchiesta, ha iniziato a utilizzare un macello di Rieti. Si assentava dall’ufficio e i colleghi timbravano il suo cartellino. I reati? Una serie: adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari, commercio e somministrazione di medicinali guasti, di sostanze nocive, di sostanze alimentari contraffatte, esercizio abusivo della professione di veterinario e farmacista, favoreggiamento, falso ideologico, abuso d’ufficio, truffa aggravata, com-

mercio di alimenti privati di elementi nutritivi. Non è stata contestata l’associazione a delinquere. Che non ci fossero scrupoli lo conferma uno dei tanti casi scoperti: in un macello del Padovano stavano preparandosi a lavorare due tori malati che erano stati sottoposti a dosi massicce di Desometasone per aumentarne rapidamente il peso, così avevano evitato che morissero in stalla, con conseguenti controlli e danni economici. (fonte: Gazzettino Veneto) ■

Finanziamenti inutilizzati all’IZS di Padova “La Finanziaria 2007 ha stanziato le risorse necessarie ma i ministeri competenti non hanno ancora avviato l’iter amministrativo per la trasformazione dei rapporti di lavoro. Duecento precari non sanno ancora quale sarà il loro destino’’. A lanciare il grido d’allarme è Marj Pallaro, segretaria Cisl-Fp di Padova con delega alla sanità, rilevando che poco meno di metà del personale in forza all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, con sede a Legnaro (Padova), è titolare di contratti a tempo determinato che rischiano di non essere rinnovati. “L’anno scorso - spiega in una nota - avevamo tirato un sospiro di sollievo quando la Finanziaria ha stanziato oltre 2 milioni di euro per la stabilizzazione dei precari nell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. I Ministeri della Salute e dell’Economia avrebbero dovuto approvare i criteri per la trasformazione dei contratti. La pratica si è però arenata sul tavolo dei ministri Turco e Padoa Schioppa e i finanziamenti sono rimasti finora inutilizzati’’. La mancata stabilizzazione dei precari (circa 200 nell’istituto padovano, su un complessivo di 450 tecnici sanitari, di laboratorio e amministrativi) potrebbe avere gravi ripercussioni sull’attività dell’ente, specializzato nel controllo e nella

ricerca sugli alimenti di origine animale. “Promuoveremo iniziative a tutti i livelli - anticipa la segretaria della Cisl-Fp - per ottenere l’approvazione del decreto ministeriale con cui si dà il via alla trasformazione in contratti a tempo indeterminato. Non possiamo accettare il continuo ricambio di tecnici nei laboratori’’. “Allo Zooprofilattico - rileva la segreteria Cisl-Fp - opera personale specializzato che ha compiuto percorsi formativi di altissimo livello e che aspira a pieno titolo all’assunzione in pianta stabile. Questi tecnici si trovano altrimenti costretti a partecipare a concorsi per trovare sistemazioni alternative, con l’inevitabile appesantimento dei carichi di lavoro dei colleghi in pianta organica’’. “Sarebbe deleterio - aggiunge Gloria Piovan, delegata Cisl-Fp all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie sguarnire quei laboratori di cui ci ricordiamo quando scoppiano casi di particolare gravità per la nostra salute come l’influenza aviaria o la Bse. Il governo teme probabilmente un ulteriore aumento della spesa sociale ma queste assunzioni a tempo indeterminato sono assolutamente necessarie per un buon funzionamento degli enti di ricerca’’. (ANSA). ■


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Protocollo d’intesa fra le Regioni Lazio e Toscana e l’IZS

Medicina forense e veterinaria insieme per tutelare la biodiversità

a tragica e delittuosa morte di cinque esemplari di orso marsicano (circa il 10% della popolazione complessiva stimata) ad opera di bracconieri ed avvelenatori senza scrupoli, scoperta nelle ultime settimane nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, impone ormai che la lotta al bracconaggio e la conservazione delle specie animali minacciate, come richiesto anche dal WWF Italia, si avvalga di un supporto tecnico scientifico specialistico che consenta alle indagini giudiziarie di individuare e perseguire i colpevoli di tali delitti contro la Natura. Le Regioni Lazio e Toscana, con un comunicato congiunto, hanno individuato nell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana tale strumento tecnico-scientifico di riferimento. A breve sarà siglato infatti un protocollo d’intesa tra i due enti e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana, per

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ABRUZZO

Anagrafe animale in Brasile l ministro della Salute, Livia Turco, ha comunicato al Governatore dello Stato brasiliano di Santa Catarina, Luizi Henrique Da Silva, la disponibilità a fornire la collaborazione nel campo veterinario relativa alla fornitura del programma di registrazione ed identificazione informatizzata degli animali e degli allevamenti realizzato e gestito dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale’’. Si tratta del primo Paese extraeuropeo a utilizzare il knowhow dell’istituto teramano per gestire l’anagrafe degli animali. L’atto del ministro italiano è il passaggio conclusivo dell’iter avviato nello scorso mese di aprile quando una delegazione di esponenti del Governo federale del Brasile in rappresentanza del ministero dell’Agricoltura locale e dello Stato di Santa Catarina, giunse in visita alla sede dell’Izs A&M di Teramo per gettare le basi dell’accordo di collaborazione internazionale. In questi giorni un gruppo di dirigenti dell’Istituto e il direttore dell’Istituto, Vincenzo Caporale, sono in Brasile per il perfezionamento dell’accordo. Si tratta di una cooperazione molto importante per lo Stato brasiliano, perché la messa a regime di un sistema di identificazione degli animali è passo indispensabile verso la certificazione dei bovini vivi e delle carni suine di quel Paese. (Fonte: ANSA)

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l’attivazione di un’unità specialistica di medicina forense e veterinaria, con il compito di adempiere alle attività diagnostiche e ricerca su specie selvatiche, sia terrestri che marine, e di fornire supporto tecnico e scientifico alle indagini medico legali promosse dalle autorità giudiziarie per la repressione di atti di bracconaggio e uccisione illegali di animali domestici”. Lo an-

nunciano in una nota Filiberto Zaratti e Marco Betti rispettivamente Assessore all’Ambiente della Regione Lazio e Assessore alle Aree Protette e Biodiversità della Regione Toscana “La tragica morte di cinque esemplari di Orso Marsicano nel parco Nazionale d’Abruzzo e Molise - ricordano i due assessori regionali - pone l’urgenza di adottare strumenti efficaci per con-

trastare fenomeni come il bracconaggio e per la conservazione di specie animali protette minacciate”. “Non dobbiamo dimenticare che Lazio e Toscana vantano un sistema di aree naturali protette tra i più vasti e articolati dell’intero territorio nazionale - aggiungono Zaratti e Betti - e per questo le due regioni hanno fissato come obiettivi strategici della programmazione e-

conomica 2007-2013 la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità con azioni mirate al contrasto della perdita di biodiversità”. “Il protocollo d’intesa per il progetto di attivazione dell’unità specialistica - concludono Betti e Zaratti sarà uno strumento importante per perseguire questi obiettivi e rafforzare il sistema delle tutele ambientali dei parchi”. ■


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Un minuto contro le importazioni illegali dei cani l problema degli animali, soprattutto cani, importati dai paesi europei (o meno) dell’Est torna alla ribalta in seguito a un sondaggio sul quale la FNOVI ha chiesto collaborazione ai veterinari italiani (e non solo liberi professionisti, si badi bene). Al momento in cui scrivo, le informazioni che ho sono, per usare un eufemismo, deludenti, per quanto riguarda la risposta della

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classe veterinaria all’indagine. Sulle liste telematiche ho letto severe critiche alla sua impostazione e ben venga chi, se non altro, ha perso tempo a compilarlo (io ci ho messo un minuto netto) e a criticarlo, suggerendo modifiche, come l’estensione del quadro di malattie accertabili o la possibilità di diversificare le risposte a certi quesiti anziché limitarsi ad un “sì” “no” talvolta troppo limita-

tivo. La stragrande maggioranza dei colleghi non l’ha minimamente preso in considerazione, snobbandolo come una delle solite perdite di tempo, inutile e buono solo a far aumentare il ciarpame di cartaccia. C’è chi poi impietosamente, e un tantino cinicamente, afferma “Ma perché dovremmo segnalare noi, occuparci di controlli che competono a USL, autorità di polizia ecc?” Atavica

questione, quella di lamentarci e tirarci fuori, allo stesso tempo, specie quando chi fa queste affermazioni, poi conclude che servirebbe qualche denuncia in più, “ma questa può arrivare solo da noi”. Il fenomeno dell’importazione clandestina o ufficiale dei cani dall’Est è oggi molto più limitato, rispetto a qualche lustro fa e chi scrive abita in una provincia,

di Oscar Grazioli

Medico Veterinario, Reggio Emilia quella di Reggio Emilia, dove hanno operato fior di importatori “selvaggi” pluridenunciati (e pluriassolti). Chissà se il nome di Bellelli (Lemizzone di Correggio) vi dice qualcosa? Partecipò a una puntata dell’attuale “ Mi manda RAI 3”, quando era ancora condotta da Lubrano e, con la sua aria sprezzante e strafottente, rese le sue “ragioni” delle mostre/mercato di cuccioli e delle migliaia di cani, appena svezzati, che morivano sui Tir provenienti dall’Ungheria (ancora non europea) o nei box dei commercianti o, peggio ancora, due o tre giorni dopo l’acquisto, a casa di chi li aveva comprati, dando la stura a una sequela di dolori, ingiurie e contestazioni che regolarmente finivano con il famoso “me lo porti che glielo cambio” oppure “non lo porti dal suo veterinario altrimenti non glielo cambio più”. Quante parvovirosi, coccidiosi, verminosi, tosse dei canili, epatiti infettive! Per chi ha vissuto quei tempi, ogni visita di questi cuccioli, equivaleva a trenta lezioni di patologia medica. Oggi, almeno nelle aree che conosco e in cui opero, l’importazione non è più così “smaccata” e, il “martedì dei morti viventi” (titolo di un mio racconto), quando in ambulatorio c’era la fila di chi aveva comprato al mercato della domenica il cucciolo di 30 giorni, è oggi un martedì come un altro. Lungi da me minimizzare un fenomeno che, pur non avendo più le dimensioni di una volta resiste e persiste in forme più raffinate. Un tempo non arrivava neanche il libretto sanitario oppure l’acquirente ne portava uno con su scritto “vacinato”, rigorosamente con una “c” e a matita, oggi i libretti sanitari riportano tanto di vaccini e veterinari, talvolta dai nomi inintelleggibili, talvolta tristemente famosi come “coperture” dei vari commercianti senza scrupoli. Quando sono andato a Bolzano, assieme a una mia collega, per adottare uno dei famosi 56 cuccioli di Beagle sequestrati alla premiata ditta Morini di Reggio Emilia, sul libretto sanitario, rilasciato da un veterinario con tanto di timbro e firma, figuravano vaccinazioni e trattamenti effettuati prima che i cani nascessero. Il fenomeno dell’importazione più o meno legale dei cani e del commercio più o meno lecito che ne consegue non è per nulla da sottovalutare neanche oggi e se la FNOVI chiede di perdere un minuto di tempo per compilare un sondaggio on line, avrà le sue buone ragioni. Magari è in contatto, e non può sbandierarlo per ovvi motivi, con autorità che stanno indagando o si apprestano a farlo, su questo mondo immondo e sommerso e, perfettibile quanto si vuole (e a perfezionarlo non ci vuole una vita), quei dati servono, così come servono le segnalazioni di noi che siamo in trincea. ■


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€ PREVIDENZA

Simulazione al sito enpav.it

Pensione Modulare, adesione entro il 30 novembre er quest’anno il termine è stato prorogato al 30 novembre: c’è quindi più tempo, rispetto all’originaria scadenza del 31 ottobre, per aderire alla Pensione Modulare proposta dall’ENPAV. La comunicazione della proroga è dello stesso Ente che vede in questa novità previdenziale “un’opportunità per ogni veterinario di costruire la propria pensione in base ai desideri e aspettative”. Per conoscere da vicino questa prestazione - caratterizzata dalla “personalizzazione” del trattamento pensionistico - si può accedere all’area iscritti del sito ENPAV, dove è possibile fare una simulazione della propria pensione modulare. “Il mantenimento dell’adeguatezza delle prestazioni - scrive l’ENPAV - è il principio ispiratore dell’azione innovatrice dell’Ente. Rimane comunque alta l’attenzione anche sul fronte della sostenibilità dell’equilibrio del sistema previdenziale nel lungo periodo. In tal senso un importante momento di riflessione sul sistema verrà fatto non appena saranno disponibili i dati del bilancio tecnico al 31.12.2006”. La pensione modulare è stata approvata dai Ministeri del Lavoro e dell’Economia ad aprile di quest’anno. Lo strumento predisposto è fortemente innovativo in quanto costituisce un segmento volontario che va ad aggiungersi alla pensione base del sistema pensionistico obbligatorio Enpav. La pensione modulare in sostanza è alimentata attraverso un versamento extra che si aggiunge alle altre due aliquote del contributo soggettivo destinate alla pensione base (10% per redditi sino a Euro 33.700 e 3% su quelli eccedenti). La scelta dell’interessato in merito all’aliquota contributiva destinata al segmento modulare potrà ricadere in un range compreso tra un minimo di 2 e un massimo di 14 punti percentuali commisurati al reddito professionale dichiarato sul Modello 1 dell’anno di riferimento). A seguito della contribuzione prescelta potrà realizzarsi un incremento della pensione correlato all’entità e alla continuità del versamento complessivo, agli anni di contribuzione, ai rendimenti realizzati dall’Ente e, infine, all’età del pensionamento.

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Come funziona L’intento perseguito dagli Organi direttivi dell’Ente, è stato quello di consentire a ciascun iscritto di costruire, nel tempo, un trattamento pensionistico capace di essere realmente adeguato alle esigenze e alle prospettive di vita future. Possono aderirvi tutti gli iscritti attivi ed i pensionati d’invalidità a ruolo che versano il contributo soggettivo. Il termine è fissato, in via ordinaria, al 31 ottobre di ogni anno ma quest’anno è prorogato al 30 novembre. Queste le aliquote percentuali di adesione: tra il

2% e il 14% del reddito professionale dichiarato. (Devono essere indicate annualmente nel Mod. 2). La formalizzazione dell’adesione è espressa tramite il Mod. 2. L’adesione non si intende tacitamente rinnovata. Il reddito considerato è il reddito professionale dichiarato nel Modello 1 presentato conte-

stualmente al Modello 2. Se tale reddito è negativo o pari a zero, verrà considerato un reddito convenzionale pari al decuplo dell’intero contributo soggettivo minimo dovuto per l’anno di riferimento (per il 2007: € 12.950,00). Il periodo di contribuzione minimo è di almeno 5 anni anche non continua-

tivi. Metodo di calcolo contributivo con correttivi. La liquidazione della pensione modulare sarà contestuale a quella della pensione base retributiva. Le due quote di pensione saranno sommate ed erogate in un unico importo in 13 mensilità. Dal punto di vista fiscale, l’Ente rimarca l’esiguità delle

spese di gestione e la completa deducibilità della contribuzione versata. L’aliquota fiscale applicata alla prestazione pensionistica sarà quella relativa agli scaglioni di reddito previsti dalla normativa vigente al momento della liquidazione. La pensione modulare è reversibile ai superstiti. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 37/2007 RUBRICA FISCALE

Un componente designato dagli Ordini

Osservatori regionali per lo studio di settore “Nuovo impulso all’attività di analisi sul funzionamento degli studi di settore” ntro il 31 dicembre 2007 verranno istituiti, presso ciascuna direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate e presso le direzioni provinciali dell’Agenzia delle entrate di Bolzano e Trento, gli Osservatori regionali per gli studi di settore. Lo si ap-

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prende da una nota della Direzione dell’Agenzia delle Entrate dell’8 ottobre scorso. Gli Osservatori regionali per gli studi di settore hanno la funzione di individuare, nell’ambito territoriale della Regione, l’eventuale esistenza di specifiche condizioni di esercizio delle attività

economiche a livello locale, rilevanti sia ai fini della revisione degli studi di settore che della relativa applicazione in sede di accertamento. Gli Osservatori regionali scrive il Direttore dell’Agenzia, Massimo Romano- hanno una funzione propositiva rilevante per l’ap-

plicazione degli studi, in quanto ne verificano l’adeguatezza ed il funzionamento a livello locale, proponendo gli aggiustamenti ed i correttivi necessari. Condizioni di esercizio Le specifiche condizioni di eserci-

zio degli Osservatori riguardano in particolare: a) le modalità di svolgimento delle attività caratteristiche di specifiche aree geografiche o distretti produttivi; b) le situazioni economiche di specifiche aree geografiche o distretti produttivi, caratterizzate da crisi così come da particolare sviluppo ed espansione; c) le altre problematiche di varia natura, collegate all’ambito territoriale della Regione, che possano incidere in modo significativo sull’applicazione degli studi di settore. Composizione Nella composizione è prevista la presenza di un rappresentante degli ordini professionali degli esercenti arti e professioni sanitarie. Ne fanno parte: il Direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate con funzione di Presidente; un dirigente della Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, che sostituisce il Presidente in caso di sua assenza; un dirigente o funzionario dell’Agenzia delle Entrate per ciascuna provincia compresa nella Regione; un rappresentante per ciascuna delle associazioni di categoria dell’industria, del commercio e dell’artigianato, più rappresentative a livello regionale; due rappresentanti degli ordini professionali degli esercenti arti e professioni economiche e giuridiche; un rappresentante degli ordini professionali degli esercenti arti e professioni tecniche; un rappresentante degli ordini professionali degli esercenti arti e professioni sanitarie designati dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali più rappresentativi a livello regionale. Il Presidente può disporre la costituzione, nell’ambito dell’Osservatorio, di gruppi di lavoro per l’analisi e la valutazione di problematiche riguardanti specifiche aree territoriali o specifici settori di attività economiche. L’Osservatorio regionale viene dotato di una segreteria composta da personale dell’Agenzia delle Entrate designato dal Presidente. Ai componenti degli Osservatori regionali non spetta alcun compenso. Operatività L’Osservatorio regionale si riunisce periodicamente presso la sede della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate. La convocazione viene disposta dal Presidente e può essere chiesta anche dai singoli componenti dell’Osservatorio regionale. Gli elementi emersi nelle riunioni dell’Osservatorio regionale formano oggetto di specifica valutazione da parte del Presidente e, qualora ritenuti rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi in sede di accertamento, potranno essere oggetto di apposite direttive nei confronti dei competenti Uffici locali dell’Agenzia delle Entrate, affinché ne tengano conto nell’ambito dell’attività di controllo. ■


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EUROPA

Benessere animale

Uccisione e scuoiatura delle foche: EFSA valuta, non giudica ’EFSA sta preparando un parere sulle pratiche di uccisione e scuoiatura delle foche. L’Agenzia precisa di non essere autorizzata a valutare aspetti diversi da quello strettamente scientifico, né di poter decidere se debbano essere permessi o vietati. Su richiesta della Commissione europea, sta infatti valutando la materia, dalla prospettiva del benessere animale e delle prove scientifiche relative ai vari metodi utilizzati. In particolare, l’EFSA sta esaminando obiettivamente se uno di questi metodi possa essere considerato compassionevole e quali sono le pratiche che, in buona probabilità, limitano al minimo il dolore, il disagio o la sofferenza. Un gruppo di lavoro del gruppo di esperti scientifici sulla salute e il benessere degli animali (AHAW) dell’EFSA sta preparando una relazione e un progetto di parere sulla scorta delle informazioni e dei dati scientifici disponibili. Il 4 ottobre l’EFSA si è incontrata con le parti interessate per discutere l’andamento dei lavori. Hanno partecipato all’incontro circa 40 organizzazioni di 11 paesi, appartenenti a un ampio ventaglio di gruppi animalisti, associazioni dei cacciatori, istituti scientifici, organizzazioni dell’industria e autorità nazionali, tra cui rappresentanti degli Inuit. Le parti interessate hanno visionato e commentato il progetto di relazione, fornito informazioni ag-

L

Servizi Veterinari in prima linea Per migliorare la sanità animale non basta la politica. L’efficacia dell’investimento finanziario dipende dalla buona governance dei meccanismi di implementazione delle strategie. Il Direttore generale dell’OIE, Bernard Vallat, commenta favorevolmente l’adozione da parte della Commissione Europea degli standard di sanità animale dell’Office Internationale des Epizooties e sottolinea il ruolo dei Servizi Veterinari: “I Servizi Veterinari, intesi come i settori pubblico e privato, sono in prima linea per migliorare la salute degli animali”. Nel suo editoriale on line Vallat scrive: “Bisogna rendere i Servizi Veterinari più efficaci, c’è bisogno di dimostrare che questo campo di attività è qualificante per il bene pubblico globale”. È fondamentale, aggiunge, valutare la compliance dei Servizi Veterinari con gli standard dell’OIE e individuare le aree di investimento prioritario in ogni Stato Membro. Il fine ultimo è di assicurare che la rete di sorveglianza veterinaria è stata attivata ovunque, dato che la precoce individuazione delle malattie animali consente di interventire con tempestività ed è la chiave per prevenire disastri sanitari internazionali”.

giuntive e chiesto chiarimenti al gruppo di lavoro in merito a taluni particolari della relazione. Tutte le parti interessate hanno tempo fino al 1° novembre per presentare ulteriori dati da sottoporre all’attenzione del gruppo di lavoro. L’EFSA prevede di ultimare la relazione e di redigere un progetto di parere scientifico da sottoporre all’atten-

zione del gruppo AHAW nel corso della riunione in programma nel dicembre 2007. Durante la stesura della relazione e del progetto di parere si terrà conto dei commenti e dei suggerimenti delle parti interessate. La salute e il benessere degli animali rappresentano una parte fondamentale del mandato generale dell’EFSA, che non si li-

mita esclusivamente alle problematiche della sicurezza alimentare. Questa richiesta della Commissione consente all’EFSA di contribuire con la propria esperienza scientifica alla valutazione di un aspetto importante, dove un approccio obiettivo, indipendente e fondato su prove effettive riveste un ruolo prezioso nel processo de-

cisionale. Nel corso della riunione con le parti interessate si è precisato che l’EFSA non è autorizzata a valutare gli aspetti di carattere economico, sociale, culturale o di altro genere, né l’EFSA è un’istituzione che può decidere se pratiche come l’uccisione e la scuoiatura delle foche debbano essere permessi o vietati. (fonte: EFSA) ■


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SCIVAC, società specialistiche on line el sito della SCIVAC, nella sezione dedicata alle società specialistiche è possibile trovare tutte le informazioni di ciascuna società e il calendario degli incontri in programma nel corso dell’anno. Delle 19 società specialistiche (SCVI, SIANA, SIARMUV, SICARV, SICIV, SIDEV, SIMEF, SIGEDV, SIMIV, SIMVENCO, SI-

N

NUV, SINVET, SIODOV, SIONCOV, SIOVET, SIRVAC, SISCA, SOVI, SVIDI), dieci hanno un proprio sito web. All’interno dei siti è possibile trovare informazioni dettagliate sull’attività della società, visualizzare il programma dettagliato delle iniziative organizzate, consultare la sezione dedicata alle letture consigliate, ai casi clinici e accedere al fo-

rum di discussione. Sono presenti inoltre siti utili e una serie di link a riviste ed informazioni scientifiche on line. Le società che hanno attivato un proprio sito web sono: SCVI, SIANA, SICIV, SIDEV, SIMIV, SINUV, SINVET, SIONCOV, SIOVET e SISCA. Le società SIDEV, SISCAe SOVI sono federate direttamente all’ANMVI. Le altre so-

cietà specialistiche affiliate, in quanto società di riferimento specialistico della SCIVAC, aderiscono all’ANMVI attraverso la SCIVAC stessa, società fondatrice federata ANMVI. Dal 2003 è attivo anche un Gruppo di Studio di Practice Management. A partire da gennaio 2008 le attività di quest’ultimo saranno collocate nell’ambito delle iniziative

professionali ANMVI. Il Gruppo svolgerà così le sue iniziative sotto un ambito disciplinare prettamente professionale, più coerente con le sue attività rispetto all’originaria collocazione nell’ambito scientifico della SCIVAC. L’elenco delle società specialistiche è disponbibile on-line all’indirizzo: http://cms.scivac.it/SocietaSpecialistiche.aspx. ■

Oncologia, 58° Congresso SCIVAC Istruzioni per la stesura delle comunicazioni brevi È il 7 gennaio 2008 il termine ultimo per la presentazione degli estratti delle comunicazioni brevi del 58° Congresso Internazionale SCIVAC “Oncologia veterinaria alle soglie del III Millennio” che si terrà a Milano dal 7 al 9 marzo 2008. Il Comitato Scientifico del 58° Congresso SCIVAC invita gli autori a sottoporre estratti per le presentazioni di Comunicazioni Brevi. Verranno tenuti in considerazione gli estratti sulle più recenti ricerche concernenti l’Oncologia. Saranno particolarmente apprezzati i lavori con taglio pratico-applicativo. I lavori che non rispettano le indicazioni relative al formato saranno respinti. Le comunicazioni brevi dovranno essere inviate entro il 7 gennaio all’indirizzo: comunicazionibrevi@scivac.it. Le istruzioni per la stesura degli estratti sono pubblicate on line sul sito della SCIVAC. Per informazioni: tel. 0372/40.35.04.

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Anemia Infettiva Equina Dalla SIVE un documento per il Ministero della Salute

La Società italiana Veterinari per Equini (SIVE) ha elaborato un documento scientifico di sintesi sull’anemia infettiva equina inviato al Ministero della Salute, lo scorso 13 ottobre. A sostegno di quanto esposto dalla società insieme all’ANMVI in vista della scadenza delle misure di profilassi e di una probabile reiterazione dell’ordinanza ministeriale sull’anemia infettiva equina (vedi la rubrica ANMVI Informa in questo numero), la SIVE con questo documento oltre ad evidenziare la necessità di proseguire il monitoraggio sierologico per il 2008 sottolinea come sia indispensabile prendere una chiara decisione politica in merito alla scelta fra il perseguimento di una strategia di eradicazione oppure una di contenimento e controllo della malattia. ’anemia infettiva equina (AIE) è conosciuta da circa due secoli; si consideri che è stata la prima malattia degli equidi per la quale è stata riconosciuta un’eziologia virale e l’agente causale è stato il primo retrovirus identificato. In Italia, malgrado casi di positività sierologica siano stati sempre regolarmente accertati soprattutto nei cavalli da carne, l’importanza di tale malattia è stata recentemente riportata alla ribalta da episodi (in alcuni casi clinicamente manifesti) in animali destinati ad uso sportivo tanto da suggerire la reintroduzione di screening sierologici precedentemente aboliti (O.M. 14 novembre 2006). La diffusione dell’AIE non è compiutamente descrivibile poiché non esistono rilevazioni uniformi nei vari Paesi. È possibile che la presenza della malattia risulti sottostimata rispetto alla realtà sia per l’aspecificità dei sintomi clinici e quindi per la frequente mancata inclusione nelle diagnosi differenziali, sia per l’inadeguatezza delle misure di profilassi intraprese (vista la possibilità di malattia inapparente). Sebbene le informazioni disponibili siano scarse, si può affermare che la malattia non è più segnalata nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea motivo per cui non sono più richiesti requisiti specifici per gli scambi in ambito comunitario. In altri paesi, extraeuropei, si evi-

denziano invece realtà diverse; in alcuni la malattia non è più segnalata dagli anni ’60, mentre in altri, molti dei quali inviano regolarmente cavalli in Italia, l’infezione è presente. Fino al 1994, nel nostro paese, il controllo dell’anemia infettiva equina era regolamentato, oltre che dagli artt. 99 e 100 del RPV 320/54 (tutt’ora vigenti ma modificati dal DPR 243/94 per quanto riguarda le modalità di revoca delle misure di focolaio), dal D.M 4/12/76 che assicurava il controllo diagnostico individuale a tutti gli equini destinati a concentramenti e poneva di fatto gli ippodromi nella condizione di acquisire lo status di indennità da malattia. Il provvedimento era stato emanato per far fronte alla comprovata presenza dell’AIE in Italia. Anche se solamente alcune Regioni avevano adottato piani di controllo sistematici che interessavano tutto il patrimonio equino

regionale, in effetti risultava soggetta a verifica sanitaria una larga parte del comparto equino nazionale, in particolare tutto il circuito dell’allevamento degli ippodromi e dei concorsi ippici. Con l’emanazione della circolare ministeriale n. 3/95 si sono venute a creare le condizioni per un progressivo abbandono dell’attività di controllo della malattia con l’eccezione di limitati piani territoriali, degli adempimenti correlati alle importazioni da Paesi Terzi e delle autorizzazioni dei riproduttori maschi. A tutt’oggi, nonostante la reintroduzione dei controlli obbligatori (O.M. 14 novembre 2006), è difficile stabilire la prevalenza della malattia in Italia in quanto non si è a conoscenza del numero di equidi presenti sul territorio in quanto risultano registrati solo gli animali iscritti ai libri genealogici o alle associazioni sportive. L’Istituzione di un’anagrafe equina quindi diventa, dopo anni di

propositi, riunioni, dichiarazioni d’intenti, bozze e relative revisioni, un problema non più rinviabile e strettamente collegato al controllo della malattia. Secondo i dati forniti dal centro di Referenza Nazionale per l’AIE risulta che su circa 100.000 animali saggiati fino al 30 giugno 2007 ne risultano positivi circa 200 (dati preliminari) ma questo dato è riferibile agli animali provenienti da allevamenti, scuderie e circoli ippici, più facilmente rintracciabili, mentre una porzione probabilmente significativa della popolazione equina sfugge ancora al controllo poiché non chiaramente identificata e localizzata. Inoltre la normativa attuale non prevede il controllo dei cavalli allevati esclusivamente per la produzione di carne e questi, da un punto di vista epidemiologico, possono rappresentare serbatoi di persistenza dell’infezione. I dati relativi allo screening siero-

logico 2007, seppur parziali e preliminari, fugano qualsiasi dubbio in merito alla presenza e circolazione dell’agente eziologico in Italia ed impongono una chiara decisione politica in merito alla scelta fra il perseguimento di una strategia di eradicazione oppure una di contenimento e controllo della malattia. A tal proposito: 1. È senza dubbio auspicabile la prosecuzione del monitoraggio sierologico nel 2008 al fine di: a. monitorare l’evoluzione della situazione epidemiologica; b. raggiungere una porzione sempre crescente della popolazione equina, senza escludere a priori intere sotto-popolazioni; c. promuovere una maggiore uniformità di comportamento fra le ASL e le regioni nella gestione dei casi positivi. 2. È fondamentale prendere una chiara decisione politica in me-

Qual è la vostra diagnosi? Se nella vostra diagnosi differenziale NON avete incluso le MICOSI allora avete bisogno di partecipare a

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Incontro SIMEF Società Italiana di Medicina Felina Cremona, Palazzo Trecchi - 3 Novembre 2007 INCONTRO DI AGGIORNAMENTO SULLE MICOSI SUPERFICIALI E SISTEMICHE DEL GATTO E.C.M. IN FASE DI ACCREDITAMENTO PRESENTAZIONE DEL SEMINARIO Scopo del simposio sulle micosi sistemiche e superficiali del gatto è di fornire adeguate conoscenze su un argomento che riguarda sotto molti aspetti non solo la salute animale ma anche quella umana. Non dobbiamo infatti sottovalutare il fatto che molte delle infezioni micotiche del gatto sono considerate delle zoonosi. Per alcune patologie (cryptococcosi, istoplasmosi, micosi sistemiche) il gatto, sebbene non rappresenti un pericolo diretto per l’uomo, funge sicuramente da “Sentinella” rilevandone la loro presenza nell’ambiente umano. Con la partecipazione quindi della Dr. Silvia Colombo, dipl. ECVD, del Dr. Massimo Beccati e di altri relatori, verranno esposti casi clinici riguardanti le micosi sottocutanee e quelle sisemiche, approfonditi gli aspetti clinici, zoonosici e terapeutici di questo tipo di infezione e fatta una breve trattazione sulle possibilità di diagnosi di laboratorio. In particolare ricordiamo che le micosi sottocutanee sono infezioni fungine che tendono ad invadere i tessuti profondi della cute. Molte possono insorgere a seguito di inoculazione traumatica di organismi saprofiti nella cute (dal suolo o da vegetazione). Le lesioni sono solitamente localizzate e spesso croniche (Cromomicosi, micetoma, pseudomicetomi, hyaloifomicosi etc). Le micosi sistemiche sono infezioni fungine che interessano organi interni e che possono disseminare secondariamente alla cute. Animali che presentano talune manifestazioni cutanee è presumibile possano avere infezioni sistemiche.

PROGRAMMA 9.00 Registrazione dei partecipanti Eziopatogenesi, aspetti clinici e diagnosi della dermatofitosi nel gatto Terapia della dermatofitosi nel gatto, parte I (Silvia Colombo) 11.00 Pausa 11.30 Terapia della dermatofitosi nel gatto, parte II Sovracrescita di Malassezia pachydermatis nel gatto Presentazione di casi clinici (Silvia Colombo) 13.00 Pausa pranzo 14.00 Assemblea elettiva SIMEF

INVIO DI CASI CLINICI (ENTRO IL 10 OTTOBRE 2007) La presentazione di casi clinici da parte dei partecipanti è sempre benvenuta. Si prega di inviare eventuali casi clinici da presentare a: Dr. Stefano Bo Tel. 011 8177291 Fax 011 235694 Email: ambu@merlobo.fastwebnet.it

ISCRIZIONE L’incontro è aperto gratuitamente ai soci SIMEF in regola con l’iscrizione 2007. Non è richiesta la pre-iscrizione. Gli interessati possono registrarsi direttamente in sede congressuale presentandosi alle ore 9.00 presso la segreteria.

14.30 Micosi sottocutanee: aspetti clinici e zoonosici (micosi emergenti ed inusuali) (Massimo Beccati) 16.00 Micosi sistemiche (Massimo Beccati) 17.00 Presentazione di casi clinici dei partecipanti 17.30 Discussione, valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e conclusione della giornata

PER INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche Elena Piccioni Via Trecchi 20 26100 Cremona ITALY Tel: +39 0372 403502 Fax: +39 0372 457091 Email: socspec@scivac.it


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rito alla gestione dei casi positivi (anche perché in assenza di tale decisione il monitoraggio sierologico ha un senso limitato): a. Se si intende perseguire una strategia di eradicazione della malattia l’unica reale possibilità è quella di imporre l’abbattimento obbligatorio dei cavalli sierologicamente positivi. In tale caso occorre definire chiaramente tempi, modalità e procedure;

b. Qualora la strategia di eradicazione non fosse ritenuta necessaria (in virtù di considerazioni scientifiche che andrebbero esplicitate) oppure politicamente perseguibile (in virtù dell’alto numero di animali asintomatici e della crescente importanza del cavallo sportivo nella sfera emotivo-emozionale dei relativi proprietari), si impone l’emanazione di un sistema chiaro ed univoco di gestione dei cavalli siero-

positivi con particolare riferimento a: i. gestione dei cavalli clinicamente manifesti (alta viremia e manifestazioni cliniche di malattia); ii. gestione dei cavalli sierologicamente positivi ma asintomatici; 3. Codificare in maniera non equivoca la gestione dei cavalli la cui positività sierologica è riscontrata durante il periodo di ricovero in una struttura sanitaria. Questa ultima non può es-

sere considerata, se strutturalmente adeguata, come un qualsiasi allevamento o centro ippico e per tanto non può e non deve essere penalizzata alla stregua delle strutture ospedaliere umane. 4. Stimolare iniziative di ricerca che consentano di meglio comprendere le modalità di trasmissione della malattia ed il reale rischio epidemiologico associato ai cavalli ritenuti infetti poiché sierologicamente positivi. ■

XIV Congresso SIVE/FEEVA, adesioni entro il 20 novembre

al 25 al 27 gennaio, il Palazzo del Casinò a Venezia ospiterà il XIV Congresso SIVE/FEEVA “Veterinary European Equine Meeting of the year 2008”. In quattro sale congressuali si alterneranno relatori di fama internazionale su temi di grande interesse quali: ortopedia e chirurgia, riproduzione, podologia, medicina interna e practice management. Anche quest’anno la SIVE propopone le sessioni “how to do” su argomenti di ortopedia e chirurgia, riproduzione e emergenze. Il programma scientifico congressuale prevede anche delle sessioni dedicate alla presentazione di casi clinici sui seguenti argomenti: ortopedia e chirurgia, riproduzione e neonatologia e medicina interna. I casi clinici vanno inviati con una breve descrizione alla Segreteria SIVE entro e non oltre il 20 novembre via email (info@sive.it). Per la descrizione è necessario rispettare il seguente schema: segnalamento, anamnesi, segni clinici, diagnosi, trattamento, follow up, discussione e conclusioni. Le sessioni per la discussione interattiva di casi clinici inviati dai soci si terranno Domenica 27 gennaio dalle ore 14.00 alle ore 15.00. Fitto anche il programma sociale delle attività extracongressuali. Venerdì 25 gennaio si svolgerà la cerimonia di apertura del congresso europeo in presenza delle autorità. Al termine della prima giornata congressuale si svolgerà il quinto torneo di Cavalcetto, mentre sabato 26 gennaio si terrà all’interno del Centro Congressi nello spettacolare scenario della Sala Laguna con vista sulla laguna veneziana, la cena sociale in maschera. Il termine ultimo per iscriversi al XIV Congresso multisala SIVE è il 20 novembre. Per informazioni: 0372/40.35.02.

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VIII Congresso Nazionale ANMVI - Cremona, 18 novembre 2007

Libera professione: Pubblico e Privato a confronto sati al dibattito sull’attualità della libera professione. La figura del veterinario aziendale sarà affrontata dal punto di vista delle Regioni e del libero professionista buiatra sulla scorta della bozza di decreto istitutivo elaborata dalla FNOVI. La veterinaria convenzionata sarà invece illu-

ll’VIII Congresso Nazionale ANMVI (Cremona, 18 novembre 2007) si parlerà di intramoenia, con il contributo del Legislatore nazionale e regionale, della figura del veterinario aziendale e della Veterinaria convenzionata. L’invito è rivolto alle personalità indicate nel programma, alla dirigenza dell’ANMVI, alle istituzioni e alle organizzazioni di Categoria e a tutti i medici veterinari interes-

A

Veterinario? Sì grazie! “Occorre valorizzare l’esperienza, la professionalità clinica del medico veterinario privato”. Intervistato dalla rivista CANI in edicola questo mese, il Presidente dell’ANMVI, Carlo Scotti, parla della proposta di istituire una medicina veterinaria di base. La proposta, presentata circa un anno fa dall’Associazione al Ministero della Salute si è tradotta in una proposta di legge, firmata dall’On. Gianni Mancuso, e sta trovando le prime applicazioni in alcuni Comuni dove il ricorso alle strutture private in convenzione può anche contribuire a fermare il randagismo e prevenire gli abbandoni. Nell’intervista il Presidente Scotti affronta anche il tema dei costi delle prestazioni veterinarie e il significato dei comportamenti di prevenzione.

strata dalle due controparti, quella istituzionale (SISAC) e quella sindacale (UIL), con il contributo dell’ANMVI e di un esempio di attuazione regionale. Il congresso sarà anche l’occasione per presentare la proposta di legge dell’On. Mancuso Disposizioni per l’erogazione di presta-

zioni di medicina veterinaria in regime di convenzione e agevolazioni tributarie in favore dei proprietari di animali d’affezione, ispirata al progetto Leavet, proposto dall’ANMVI. Non sarà trascurato nemmeno il livello europeo: la presenza del Vice presidente del Parlamento Eu-

ropeo ci permetterà di tornare sul problema dell’armonizzazione delle aliquote IVA sulle prestazioni veterinarie. La partecipazione è libera e gratuita. Per la migliore organizzazione la segreteria organizzativa richiede la conferma della partecipazione. www.anmvi.it ■


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Edizioni Veterinarie E.V. srl

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CALENDARIO ATTIVITÀ Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi Edizioni Veterinarie E.V. srl

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC SICILIA

28 ott.

CORSO SIVE

29-31 ott.

INCONTRO REGIONALE SIVAR CAMPANIA

30 ott.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti. INCONTRO SIMEF

31ott. 3 nov. 3 nov.

INCONTRO SIMVENCO Attenzione: Date evento modificate. INCONTRO SIMIV

3-4 nov.

4 nov.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CALABRIA

4 nov.

CORSO SCIVAC

5-7 nov.

CORSO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON REGIONE LOMBARDIA ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

7-9 nov.

8-10 nov.

SEMINARIO SIVE

9 nov.

INCONTRO SIOVET Attenzione: Date evento modificate. INCONTRO SICARV

10-11 nov.

11 nov.

INCONTRO SICIV

11 nov.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LIGURIA

11 nov.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC UMBRIA

11 nov.

INCONTRO SINUV

11 nov.

INCONTRO REGIONALE SIVAR LOMBARDIA IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI BRESCIA CORSO SCIVAC Attenzione: Evento annullato. ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

12 nov.

13-14 nov.

15-17 nov.

INCONTRO SIPE

17 nov.

INCONTRO SIARMUV

18 nov.

INCONTRO SIODOV

18 nov.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC MARCHE

18 nov.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE

18 nov.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC SICILIA

18 nov.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP

18 nov.

LE PRINCIPALI MALATTIE DEL CONIGLIO DA COMPAGNIA - Aula Convegni dell’Azienda USL n. 6 di Palermo - Via Carmelo Onorato n. 6 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it CORSO BASE AO-ASIF EQUINI - AO-ASIF EQUINE BASIC COURSE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it ANALISI DEI PUNTI CRITICI NEL TRATTAMENTO DELLE MASTITI - Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Portici (NA) - Via Salute 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it ORTOPEDIA: VI PARTE - CHIRURGIA ORTOPEDICA SPECIALISTICA AO AVANZATO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it INCONTRO DI AGGIORNAMENTO SULLE MICOSI SUPERFICIALI E SISTEMICHE DEL GATTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it EVIDENZE CLINICHE E BASI SCIENTIFICHE IN MEDICINA NON CONVENZIONALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it TROMBOSI, IPERTENSIONE, VASCULITI ED ALTRE PATOLOGIE VASCOLARI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it APPROCCIO DIAGNOSTICO ALL’ALOPECIA NEL CANE E NEL GATTO - Hotel San Domenico - Soverato (CZ) - Via della Galleria - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Roma - ECM: 19 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LA SFIDA EUROPEA DEL BENESSERE ANIMALE:THE COMMUNITY ACTION PLAN ON THE PROTECTION AND WELFARE OF ANIMALS 2006-2010 - Centro Studi EV - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Lara Zava - Segr. AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it CARDIOLOGIA: V PARTE - ECOCARDIOGRAFIA II PARTE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it MALATTIE DELLE VIE RESPIRATORIE - VeronaFiere - Auditorium Verdi, Verona - Viale del Lavoro, 8 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it PATOLOGIE TENOMUSCOLARI DEL CANE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it SCOMPENSO CARDIACO NEL CANE: DIAGNOSI E APPROCCIO TERAPEUTICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it STUDI RETROSPETTIVI IN CITOLOGIA VETERINARIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it LE ERNIE IN CHIRURGIA GENERALE: VIAGGIO ANATOMICO, CLINICO E TERAPEUTICO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL’ERNIA DIAFRAMMATICA PERINEALE - Genova - Sala Quadrivium - P.zza Santa Marta 2 - ECM: Richiesto Accr. - Per info: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it PRINCIPALI PROBLEMI COMPORTAMENTALI NEL CANE E NEL GATTO: CASI CLINICI - Perugia - Facoltà di Medicina Veterinaria - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LE LUTD NEL CANE E NEL GATTO - Holinday Inn Turin-South TORINO - ECM: 2 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it LE INFEZIONI UTERINE DEL POSTPARTO NELLA BOVINA DA LATTE - Brescia, Centro Mater Divinae Gratiae - Via S. Emiliano, 30 - ECM: 2 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it CORSO BASE DI ARTROSCOPIA NEL CANE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - Email: info@scivac.it ODONTOSTOMATOLOGIA E CHIRURGIA ORALE: III PARTE - TRAUMATOLOGIA DENTALE E MAXILLOFACCIALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it SOCIETÀ ITALIANA DI PODOLOGIA EQUINA - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - Email: info@sive.it NUTRIZIONE ENTERALE E PARENTERALE, COME, QUANDO E PERCHÉ - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it PRACTICE MANAGEMENT IN ODONTOIATRIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it EMATOLOGIA UN GIOCO DI LUCI E COLORI - Ancona - Hotel Sporting - VIA FLAMINIA 220 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LA GESTIONE DELLE PIÙ COMUNI CARDIOPATIE DI RISCONTRO AMBULATORIALE - Trento, Ordine dei Medici Veterinari - Via V. Zambra, 36 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LE LUSSAZIONI ARTICOLARI TRAUMATICHE NEL CANE E NEL GATTO - Catania, Museo Diocesano - Via Etnea, 8 - P.zza Duomo - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it MEDICINA FELINA - Torino - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Chiuso in stampa il 22 ottobre 2007

SOLUZIONI

Tensione

Quali sono le lesioni elementari che suggeriscono la presenza di una infestazione da Sarcoptes scabiei nel cane?

QUIZ 2 Risposta corretta:b) Corso SIDEV, 2005

A quale delle seguenti forze si oppone il chiodo endomidollare?

I comedoni Le papule-crostose Flessione

Scivolamento

Le ulcere Le pustole

QUIZ 1 Risposta corretta: c) Congresso SCIVAC Perugia, 2005

Rotazione


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Professione Veterinaria, Anno 2007, Nr 37