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Non fare investimenti

a fondo perduto... Scegli il Fondo Sanitario A.N.M.V.I. Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona - Tel 0372/40.35.36 fondosanitario@anmvi.it - www.anmvi.it/fondo

PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

10 2009

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Non fare investimenti

a fondo perduto... Scegli il Fondo Sanitario A.N.M.V.I. Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona - Tel 0372/40.35.36 fondosanitario@anmvi.it - www.anmvi.it/fondo

Anno 6, numero 10 dal 16 al 22 marzo 2009 Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

LA COMPONENTE PROSOCIALE NELL’INTEGRAZIONE DEL CANE

ALMA LAUREA SCOPRE LA VETERINARIA

MALTRATTAMENTO NEL TRASPORTO ANIMALI

IN TOSCANA IL PET CORNER È LEGGE

LAVAGGIO BRONCOALVEOLARE NEL CANE

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BREVI

INCONTRO CON IL SOTTOSEGRETARIO MARTINI

NUOVA SEDE Inaugurata il 16 marzo la nuova sede degli Uffici periferici del ministero del Welfare a Venezia. La struttura accoglierà l'Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera, il Pif e il Servizio assistenza sanitaria naviganti. In questo modo sottolinea il ministero in una nota - i cittadini e gli operatori commerciali potranno contare su un vero e proprio polo di servizi per le attività collegate al settore marittimo e portuale.

MACELLAZIONE Per garantirne il benessere al momento della macellazione, i deputati europei hanno sostenuto la proposta della Commissione Ue di ridurre al minimo le loro sofferenze, rafforzando e aggiornando le regole in vigore dal 1993. Sul dossier si è pronunciata la Commissione agricoltura: al momento della macellazione gli animali siano sempre storditi con la sola eccezione di quella rituale.

ANVUR L'agenzia unica di valutazione del sistema della Ricerca e dell'Università è "in dirittura d'arrivo". Lo ha annunciato il ministro dell'Università Mariastella Gelmini aggiungendo: “abbiamo proceduto a modificare l'Anvur perché pur condividendo la necessità di un'agenzia di valutazione unica riteniamo che debba valutare obiettivi e valorizzare risultati e non burocratizzare i processi.

CLONAZIONE Su richiesta della Commissione Europea l'EFSA ha avviato una raccolta di dati scientifici sulla clonazione animale, per avere informazioni più aggiornate dalla comunità scientifica: approfondire le implicazioni della clonazione animale sulla sicurezza alimentare, la salute animale e l'ambiente.

BIOSICUREZZA Carni e latticini in valigia? Dai Paesi Terzi è vietato e comunque...meglio evitare. La Commissione Europea ha adottato un nuovo Regolamento sull'introduzione nell'Unione Europea di prodotti di origine animale al seguito dei passeggeri. Una video-campagna invita a chiedere informazioni ai Servizi Veterinari.

laPROFESSIONE VETERINARIA

ANMVI 1999

281/91

Subito il progetto Leavet Il randagismo è una emergenza nazionale, sottovalutata e trascurata in anni di sprechi, disorganizzazione e rimpallo di responsabilità. Cosa si aspetta? A PAGINA 3

Il Sottosegretario Francesca Martini ha ricevuto a Roma, l’11 marzo, i rappresentanti dell'ANMVI (Carlo Scotti, Presidente Senior dell'Associazione e Antonio Manfredi, Direttore). Numerosi i punti all'ordine del giorno, fra cui l'Ordinanza sui "cani pericolosi", sulla quale l'ANMVI si era già espressa globalmente in modo favorevole, soprattutto per la centralità del Medico Veterinario e l'eliminazione della lista delle razze a rischio, che è stata valutata per alcuni risvolti applicativi. Altro punto all'odg, il Progetto Leavet che dovrebbe permettere al mondo professionale privato di svolgere attività di assistenza sanitaria in convenzione con le istituzioni pubbliche, sia in ambito di randagismo sia di assistenza agli animali di proprietà di famiglie indigenti, progetto che l'ANMVI sostiene da tempo, ha trovato piena condivisione da parte del Sottosegretario con l'impegno di arrivare al più presto ad un testo definito con la collaborazione del Ministero. Sul tavolo anche la possibilità di utilizzo di formule assicurative. Sull'IVA applicata alle prestazioni veterinarie ed al petfood, da portare al 10% come richiesto da anni dall'ANMVI, il Sottosegretario Martini ha ricordato che questo impegno è per lei prioritario: se si vuo-

le arrivare a garantire a tutti gli animali un livello accettabile di benessere è logico che le prestazioni veterinarie e una corretta alimentazione non possano essere penalizzati da un'aliquota IVA da beni di lusso. Dopo il confronto su temi istituzionali, il Sottosegretario Francesca Martini ha anche accolto con molto interesse alcuni progetti che l'ANMVI sta sostenendo, quali il numero verde per informazioni veterinarie, il servizio tossicologico, che sarà rilanciato in questi giorni, ed il progetto di educazione a Scuola di Petcare rivolto a tutti gli studenti delle scuole inferiori. Per l'esposizione di questi progetti era presente anche il Dr. Lucio Scaratti (Purina), con il quale, anche per il suo incarico di Presidente della FEDIAF (Federazione Europea delle Industrie di Alimenti per Animali Familiari), si è discusso il tema della sicurezza del petfood. Il Sottosegretario ha evidenziato una maggiore necessità di controlli sulla sicurezza alimentare del petfood, ribadendo che ci deve essere la certezza che non sia soggetto a frodi e sia assolutamente garantito. L'ANMVI ha ricordato a questo proposito di aver già avviato con l'Assalco un gruppo di lavoro per redigere delle linee guida alle quali si dovranno attenere tutte le aziende associate. ■

ATTENTI AL REDDITO LIBERI PROFESSIONISTI ATTENTI, SE IL REDDITO DICHIARATO È INFERIORE A QUELLO DI UN COLLEGA DIPENDENTE che opera nello stesso settore, siete a rischio di controllo fiscale. Lo evidenzia la Guardia di Finanza nella circolare 1/2008 che riporta tutti gli indici riferiti ai liberi professionisti e che possono motivare o giustificare un controllo fiscale. Secondo la Guardia di Finanza, infatti, un libero professionista non dovrebbe mai avere un volume di compensi inferiore alla somma di proventi ottenibili da un impiego alternativo del capitale investito nell'attività professionale (arredi, atrezzature, ecc.). del fitto figurativo dei locali ove viene svolta l'attività, qualora siano di proprietà, e della retribuzione conseguibile da un'attività di lavoro dipendente nello stesso settore. In questi casi l'indizio di evasione fiscale è evidente. Valgono a sostenere queste tesi, come anticipa il quotidiano ItaliaOggi, anche i consumi di energia, la tipologia della clientela e la tradizione professionale, l'ubicazione ed ampiezza delle sedi, recenti ristrutturazioni, titolo di possesso dei locali, spese sostenute per assicurazioni professionali, altre attività svolte, nonché i rapporti con la clientela che non è interessata al rilascio della fattura. Un occhio di riguardo da parte dei verificatori è poi riservato anche alle fatture che evidenziano delle prestazioni gratuite e che potrebbero essere emesse solo per giustificare attività in nero. Non vi è dubbio che la categoria veterinaria è fra quelle più a rischio di controlli se consideriamo che nel nostro settore sono moltissimi i liberi professionisti che dichiarano un reddito inferiore a quello dei colleghi dipendenti.

DIECI ANNI AL SERVIZIO DEI MEDICI VETERINARI

2009 ANMVI


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Legge 281/91 Anmvi Informa

VETERINARIA 10 | 2009

Il randagismo è un’emergenza nazionale L’Anmvi si appella al sottosegretario Martini che, oltre a quella veterinaria, ha la delega ministeriale al Fondo sanitario nazionale Marina di Modica, in provincia di Ragusa, un branco di cani randagi ha aggredito mortalmente un bambino di 10 anni. I cani vaganti hanno assalito un altro bambino di 9 anni, un adulto e aggredito gravemente una giovane turista che passeggiava lungo il litorale. L'ANMVI ha definito il randagismo “una emergenza nazionale", lanciando a mezzo stampa un durissimo j’accuse a politiche rinunciatarie che da troppi anni non affrontano il problema come andrebbe affrontato: in un Paese evoluto, dice bene il Sottosegretario Martini, “non dovrebbero esserci i cani randagi”.

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ECCESSO DI DELEGA E invece il randagismo è tutto fuorché un fenomeno a termine. La morte di un bambino di dieci anni è "un'altra tragedia che si poteva evitare- ha commentato Carlo Scotti, Presidente Senior dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani - basterebbe affrontare di petto il problema, organizzando un piano di interventi sistematico e uniforme sul territorio. Oggi la gestione della popolazione canina è affidata alla buona volontà dei Comuni quando non all'improvvisazione. È urgente che il Ministero della Salute - aggiunge Scotti - prenda in mano la situazione e attivi al più presto un coordinamento di interventi basato sul nostro progetto Leavet: “le strutture veterinarie private sono pronte e aspettano di essere coinvolte costruendo una rete di intervento operativo su tutto il territorio nazionale. Il randagismo soffre di un eccesso di delega alle amministrazioni territoriali al quale si può rimediare solo con una linea guida gestionale uniforme che coinvolga tutti gli attori della prevenzione veterinaria e del controllo della popolazione canina in una progettualità omogenea: troppe amministrazioni improvvisano piani di controllo della popolazione e di prevenzione del randagismo rivelando una totale assenza progettuale".

L’ABBATTIMENTO È IL FALLIMENTO DELLA PREVENZIONE "La proliferazione dei randagi incontrollati e le conseguenti ipotesi di abbattimento rappresentano il fallimento della prevenzione nel campo della sanità pubblica". Carlo Scotti dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, responsabile del progetto Leavet, dichiara che "l'emergenza randagismo è un fenomeno cronico nel nostro Paese, tanto più nel Sud, sottovalutato da decenni e ancora affidato ad una legge della prima Repubblica, la 281, che ha palesato nel tempo tutti i suoi limiti attuativi, ritardi scientifici e sprechi economici". "Nel frattempo la medicina veterinaria ha fatto passi da gigante sul fronte della prevenzione e della gestione degli animali senza proprietario, elaborando studi e programmi di intervento nei canili. Tutte conquiste ignorate". "E adesso, tocca assistere a tesi da soluzione finale - è l'amaro commento di Scotti - per le incapacità di amministrazioni e addetti ai lavori che non hanno mai coinvolto i medici veterinari nell'elaborazione di piani di intervento, preferendo soluzioni fai da te. Apprendiamo con interesse che il sottosegretario Martini intende portare avanti un piano nazionale e auspichiamo che faccia proprio il progetto Leavet che la nostra Associazione ha presentato a Governo e Parlamento già nel 2006 e ha nuovamente illustrato al Sottosegretario Martini solo pochi giorni fa". "Il nostro progetto - spiega Scotti - mette le strutture veterinarie private, in sinergia con i Servizi Veterinari, a disposizione di interventi di controllo e di prevenzione dell'aumento della popolazione canina. Il randagismo deve essere affrontato come un fenomeno a termine e non da perpetuare. I fondi pubblici sprecati in anni di vacche grasse stanno finendo, il SSN ha visto tagliate dall'ultima Finanziaria le risorse destinate alla lotta al randagismo e alla prevenzione veterinaria. È ora di aggredire il problema- conclude Scotti- non c'è più tempo".

stanziamento in Finanziaria fino alla spesa nelle amministrazioni. Sprechi e distrazioni di fondi non si contano più". “E c'è soprattutto un problema di sanità pubblica - conclude Scotti- che come medici veterinari non possiamo più ignorare. Mentre si consuma-

COSA DICE LA LEGGE

PIÙ CONTROLLO SUI FONDI L’ANMVI si è appellata innanzitutto al Sottosegretario Francesca Martini che, oltre a quella veterinaria, ha la delega ministeriale alla gestione del Fondo sanitario nazionale. "Proprio in Regioni interessate da piani di rientro e dal contenimento della spesa- dichiara Scotti- assistiamo alla più fantasiosa attuazione delle norme contro il randagismo, in quelle più virtuose, per contro, non c'è sempre la dovuta trasparenza sulla destinazione delle risorse stanziate dallo Stato per le sterilizzazioni, il controllo della popolazione animale, canina e felina, l'efficiente attuazione dell'anagrafe canina, un piano di gestione dei canili che consideri il randagismo un fenomeno a termine e favorisca le adozioni. E invece assistiamo a inspiegabili trasferimenti da una regione all'altra di randagi in cerca di rifugi e ad altrettanto inspiegabili proliferazioni di animali vaganti sul territorio. È ora di fare chiarezza: sul riparto del Fondo sanitario nazionale e sulla filiera che va dallo

no tragedie, si moltiplicano le inefficienze e si sperperano i fondi, la politica perde tempo in dibattiti demagogici e non vuole accorgersi che dai veterinari arrivano le soluzioni concrete e a costo zero. Il randagismo va affrontato per quello che è, un fenomeno cen-

cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso strutture non possono essere soppressi e non possono essere destinati alla sperimentazione. Lo prevede la Legge 281 del 14 agosto 1991 definita ''Legge quadro in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo''. Nello stesso testo si precisa che i cani ''ricoverati nelle strutture'', ''possono essere soppressi in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità''. Sempre secondo la 281 sono le Regioni che devono disciplinare con propria legge ''l'istituzione dell'anagrafe canina presso i comuni o le Unità sanitarie locali'', nonché adottare ''un programma di preven-

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zione al randagismo''. Sono i Comuni, poi, ''singoli o associati'' e le comunità montane, a dover provvedere al risanamento dei canili comunali esistenti o costruirne di nuovi ''nel rispetto di criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi dei contributi destinati a tale finalità dalla regione''. Il codice penale, da parte sua, con l'articolo 544 bis sui ''delitti contro il sentimento per gli animali'', prevede che ''chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi''. In base poi al DPR 320 del '54, regolamento di polizia veterinaria, si prevede che i cani che hanno morso e sono stati catturati restino in osservazione nei canili per 10 giorni al solo fine della verifica antirabbica.

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trale per la salute e la sicurezza dei cittadini, senza demagogiche proposte di servizio veterinario mutualistico che si sa bene che la nostra economia non è in grado di sopportare e che perpetuerebbero solo situazioni fallimentari".

SINERGIA PUBBLICO PRIVATO "Stiamo studiando un provvedimento ad hoc per mettere in rete la veterinaria pubblica e privata e aumentare così la sterilizzazione dei cani randagi". Attraverso "delle convenzioni" si punta ad aumentare quello che "è già un servizio pubblico", nonché una "pedina fondamentale" per "tamponare l'emergenza legata al randagismo". Ha dichiarato il sottosegretario Martini, dichiarando di voler puntare a un "gioco di squadra" tra pubblico e privato, "perché la sterilizzazione spiega Martini - gioca un ruolo chiave in questa partita". Il sottosegretario, accennando all’ordinanza 6 agosto 2008 sulla 'microchippatura' dei cani ha aggiunto di lavorare anche "all'implementazione di questa misura, per renderla ancora più incisiva di quel che si è rivelata".

STERILIZZAZIONE OBBLIGATORIA? L’ipotesi di arrivare alla sterilizzazione obbligatoria per legge per tutti i cani non è esclusa. Il Sottosegretario si è detta “per una politica drastica, severa sorretta da evidenze scientifiche. Condivido il modello americano. Non c’è ragione di far nascere le cucciolate per poi abbandonarle fra gli sterpi. Il cane non soffre se perde la fertilità. Chi sostiene il contrario alimenta una leggenda metropolitana. Dunque- ha concluso- io sono favorevole a imporre la sterilizzazione, a meno che il proprietario non si assuma la responsabilità di gestire il proprio animale, tenendolo lontano dai rischi quando è in calore”.

INVERTIRE LA TENDENZA E della necessità di una “inversione di tendenza” ha parlato anche la Federazione Medici. Per Claudio Fantini, Segretario Nazionale dei Medici Veterinari della UILFP “l’attuale insensata gestione del problema randagismo determina spreco di denaro pubblico, allarme sociale e attentato alla incolumità pubblica. Non possiamo continuare ad assistere silenziosi ed impotenti al verificarsi di aggressioni di animali padronali o randagi, che comportano gravissimi danni a persone, animali o cose”. “È necessario - dice - potenziare i Servizi Veterinari pubblici che, in sinergia con la rete ambulatoriale veterinaria privata e con gli enti e fondazioni di protezione animale, in sintonia con i dettati della sussidiarietà, possano finalmente dare vita a seri programmi di contenimento del fenomeno del randagismo, non solo intervenendo direttamente sugli animali, ma anche sulla cultura e conoscenza di quanti si occupano di cani e di altri animali da compagnia.”

SUBITO LA RIFORMA DELLA 281 La LAV chiede inoltre ai Presidenti della Camera, Gianfranco Fini, del Senato, Renato Schifani, dei gruppi parlamentari, di far calendarizzare subito nelle Commissioni Affari Sociali e Sanità le oltre dieci proposte di legge già presentate da deputati di tutti i gruppi per ottenere il miglioramento della Legge 281 del 1991 sulla prevenzione del randagismo, ridefinire le competenze dirette locali che vedono i Servizi Veterinari Asl in genere colpevolmente assenti, coinvolgere nelle attività di prevenzione le migliaia di studi veterinari dei liberi professionisti sul territorio, stroncare il business dei canili-lager, educare e responsabilizzare i proprietari di cani. ■


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4 Attualità Incolumità pubblica

VETERINARIA 10 | 2009

Il Sindaco di Modica ordina l’abbattimento dei cani vaganti Dal Viminale lo stop all’abbattimento ma Buscema vara l’ordinanza: “non ho ricevuto garanzie sull’ordine pubblico”

o assunto un impegno preciso con il Papà di Giuseppe. Quello di far emergere le responsabilità per la morte assurda di un bambino, di un nostro giovane concittadino. Faremo di tutto, per le nostre competenze, perché ciò avvenga.” Ha esordito così il Sindaco di Modica Antonello Buscema nella conferenza stampa di presentazione dell’ordinanza, firmata e inviata agli organi preposti il 17 marzo, nella quale si ordina “l’abbattimento, da parte di tutte le forze dell’ordine, dei cani abbandonati di cui risulti la pericolosità presenti nel territorio comunale ad iniziare dalla località balneare di Marina di Modica fino al confine con il territorio del Comune di Scicli e ciò di concerto con il competente ufficio veterinario.” Il primo cittadino è giunto con gradualità ad assumere questa decisione estrema. Dopo le note inviate all’ufficio veterinario provinciale dell’Ausl 7 di Ragusa, al Ministero della Salute, al Prefetto di Ragusa, al Procuratore della Repubblica di Modica, per avere risposte concrete sui provvedimenti utili come la cattura dei cani abbandonati nel territorio di Modica, per garantire la sicurezza dei cittadini e l’ordine pubblico ha deciso di emanare l’ordinanza di abbattimento dei cani assumendosi per intero le sue responsabilità. I consiglieri comunali hanno dato pieno sostegno all’azione del Sindaco e dell’amministrazione al fine di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica nel territorio di Modica. Nel merito della questione il Comune si costituirà parte civile, ritenendosi parte lesa per la morte del giovane Giuseppe Brafa e per le ricadute negative sull’immagine della Città e del territorio, nei confronti dei responsabili di quanto accaduto. Altra azione legale sarà concretizzata nei confronti della stampa e del-

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le emittenti televisive nazionali che con scarso impegno professionale hanno determinato confusione geografica sui luoghi teatro delle tragedie determinando grave danno all’immagine della Città. Al sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, il Sindaco ha replicato, sostenendo che il progetto di un parco canile nel 2006 il Comune di Modica lo aveva redatto sulla scorta delle indicazioni del Ministero della Salute e della legge. Solo che quel progetto di un milione e trecento mila euro ricevette un finanziamento di 50 mila euro non sufficiente neanche a realizzare la recinzione del canile. Il Comune aveva messo a disposizione dell’opera un terreno di sua proprietà. “La verità, commenta il sindaco Buscema, e che lo Stato trasferisce i servizi ma non le somme per gestirli. Anche quella della costruzione del canile è rimasta vittima delle contraddizioni di questo principio.” (Fonte: Ufficio Stampa Comune di Modica)

LO STOP DI MARONI Il sistema, aveva detto Roberto Maroni il giorno prima, non ha bisogno di nuove leggi che già ci sono. “Ci sono servizi veterinari - ha spiegato Maroni - che controllano le Asl, ci sono le responsabilità dei Comuni che devono organizzare i canili, ci sono le responsabilità delle Regioni che organizzano il servizio di accalappiamento dei cani, che di solito funziona. Bisogna capire perché in questo caso non ha funzionato’’. Ma non tutti la pensano allo stesso modo. A cominciare, evidentemente dal Sindaco di Modica.

REAZIONI POLITICHE La lotta al randagismo, ha detto il presidente UDC, Rocco Buttiglione, “deve diventare una priorità, a tutela dei nostri bambini’’ e lotta contro il randagismo “significa catturare i randagi, sterilizzarli, trovare loro nuovi padroni

quando questo è possibile, ricoverarli nei canili, ma, in situazioni di drammatica emergenza come quelle di alcuni comuni meridionali ha affermato Buttiglione - abbattere quei capi che sono pericolosi per la vita dei nostri bambini che devono avere il diritto di circolare senza diventare preda di branchi di cani feroci’’. In merito all’ordinanza cani pericolosi, il presidente dell’UDC ha aggiunto che “la linea del Governo di non redigere una lista delle ‘razze cattive’ è giusta’’ ma ha aggiunto “servono più controlli sugli allevamenti’’. “Amo i cani e ne ho sempre avuti. C’è però - ha affermato Buttiglione - un ritardo colpevole di tante amministrazioni italiane e in modo particolare nell’Italia del sud nella costruzione di canili e nella lotta contro il randagismo”. La senatrice dell’Italia dei Valori, Patrizia Bugnano, ha chiesto invece una nuova legge mentre per la deputata del Pdl, Barbara Mannucci, “si uccidono i cani a prescindere per

nascondere le vere responsabilità delle amministrazioni locali’’ che dal 2003, ricorda, “hanno ricevuto circa tre milioni di euro oltre ai fondi della regione’’. Il deputato del Pd, Enrico Farinone, chiede un “piano straordinario’’ contro il randagismo e “la convocazione da parte del Governo degli assessori delle regioni del centro-sud’’.

UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA “I cani la cui pericolosità sia comprovata possono purtroppo essere uccisi - prosegue Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della LAV ma diffidiamo il Sindaco a procedere ad abbattimenti frettolosi, senza il parere di un veterinario comportamentalista, e chiediamo invece al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e all’Assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, di istituire una Commissione d’inchiesta per stabilire tutte le responsabilità della drammatica vicenda e dell’affidamento dei cani’’. ■

LICITRA: SENZA SOLDI SI FA SOLO DEMAGOGIA "I responsabili sono i soldi che non ci sono - dichiara Pippo Licitra, Direttore Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria della USL7 Ragusa”, che documenta le cifre che servirebbero per affrontare il randagismo nella provincia: "con un’azione di tutti i veterinari, tre strutture pubbliche e venti strutture veterinarie, in un anno si sterilizzerebbero tutti i 4.045 cani senza proprietario del ragusano, ma in assenza di risorse il nostro modello organizzativo non può essere attuato". "Bisogna uscire con i numeriannota Licitra- perché teorizzare quello che si dovrebbe fare è facile e demagogico e invece bisogna confrontarsi col fatto che ci vorrebbe 1 milione e mezzo di euro per fare quello che va fatto e invece abbiamo solo 100.000 euro negli ultimi quattro anni. Il costo per ogni cane randagio, dalla cattura alla reimmissione nel territorio, passando per l'intervento chirurgico, le cure, il mantenimento e le fasi di trasporto è di 369 euro. Un piano di cattura e permanenza di circa 4.000 cani in un canile, solo in un anno richiederebbe circa 5 milioni e mezzo di euro". E i Servizi Veterinari che cosa hanno potuto fare? "Abbiamo fatto quello per cui siamo laureati e chiamati a fare nel Servizio Sanitario Nazionale e Regionale - risponde il dirigente siciliano - ma in Sicilia la prevenzione, inclusa la veterinaria, è stata tagliata del 20%. Con questi numeri non si possono riversare colpe sulla nostra professione - aggiunge Licitra - e i Servizi Veterinari del Ssn fanno con quello che hanno e nei limiti delle loro attribuzioni istituzionali, ovvero agendo su una nicchia della complessa filiera del randagismo. Il giorno dopo il fatto tragico del bambino, saremmo dovuti finalmente andare ad identificare i cani del signor Giglio che da circa otto mesi era diventato il riferimento "animalista" di tutti coloro che avevano recuperato un cane, lui raccoglieva gli animali che gli portavano. Fino a quel momento, non siamo riusciti ad entrare nella struttura, se non verificando da lontano la salute degli animali. Non sembravano in cattivo stato, ma certo erano cani inselvatichiti con comportamenti ormai da branco" . La zona e la gestione dei cani da parte del signor Giglio era seguita da assistenti sociali e forze dell'ordine "con le quali - spiega Licitrasi era iniziato a portare la struttura verso un percorso di legalità. Ai Servizi Veterinari non si possono chiedere interventi di repressione". Quanto all'ordinanza-abbattimento, il conflitto istituzionale l'ha congelata, anche se la legge ammette per comprovata pericolosità la soppressione. "Vanno accalappiati e ricoverati - conclude Licitra - e se ci saranno i soldi si potrà anche fare il canile. Con i soldi, però, non con la demagogia e le belle teorie".


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6 Riflessioni Zooantrolopologia

VETERINARIA 10 | 2009

L’importanza della componente prosociale nell’integrazione del cane di ROBERTO MARCHESINI inalmente con l’Ordinanza da poco emanata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini si supera la black list delle razze potenzialmente pericolose per puntare sulle vere coordinate di prevenzione vale a dire la formazione e la responsabilizzazione dei proprietari - non a parole ma attraverso strumenti ad hoc - e un ruolo centrale dei medici veterinari nel monitoraggio delle situazioni a rischio. Un aspetto centrale nell’impostazione adottata dal sottosegretario Martini è il concetto che il maltrattamento del cane non è solo una questione di tutela del benessere animale ma un mal costume che ha una correlazione stretta con la pericolosità sociale dei cani. Per fare prevenzione occorre proprio agire contro quei comportamenti vessatori, come l’addestramento con l’utilizzo di strumenti che provocano sofferenza o i traumi subiti dai cuccioli trasportati in condizioni estremamente precarie e defatiganti dopo una grave deprivazione materna, che stanno alla base di evoluzioni derivali e spesso patologiche del profilo caratteriale del cane. L’unica vera garanzia per avere cani pienamente inseriti nella società umana è quella di poter crescere secondo direttive di indirizzo evolutivo e di disciplina integrativa basate sul benessere del cane, sull’attenzione verso le varie tappe dell’età evolutiva e sui relativi bisogni educativi, sulla corretta declinazione delle tendenze di razza, sull’adeguatezza del processo di socializzazione in tutta l’età evolutiva del cane attraverso la consulenza di un medico veterinario comportamentalista. Se queste ultime condizioni non troveranno un corrispettivo applicativo il rischio è che le belle intenzioni restino di fatto lettera morta. A questo punto diviene centrale individuare delle linee programmatiche e condivise sui

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percorsi educativi che permettano la piena realizzazione dell’integrazione sociale del cane. La componente prosociale, vale a dire la capacità di pieno inserimento del cane all’interno delle complesse dinamiche della società contemporanea e in un clima culturale che giustamente non può tollerare aggressioni infauste su bambini, diventa a questo punto centrale. Il cambiamento paradigmatico sta proprio nel percorso ontogenetico che da addestrativo, ovvero finalizzato a standardizzare delle prestazioni (la guardia, la caccia, la conduzione), deve di-

ventare pedagogico ovvero volto a indirizzare l’evoluzione del cucciolo verso un comportamento equilibrato, stabile, strutturato e soprattutto prosociale. L’approccio cognitivo e zooantropologico (cz) nel training cinofilo parte proprio dal presupposto pedagogico: il cucciolo per poter diventare un adulto pienamente integrato nelle dinamiche socio-relazionali e correlato alle sfide del contesto in cui si troverà a vivere, cioè adattato e adattabile, deve poter usufruire di un percorso educativo e istruttivo. Nell’approccio cz il lavoro educativo ha come finalità quella di favorire la formazione caratteriale del cane sotto i diversi profili: a) un ampio orizzonte motivazionale che consenta l’equilibrio proattivo del soggetto, b) un assetto emozionale positivo e quindi aperto, sereno, curioso, giocoso, interattivo, c) una buona stabilità rispetto alla reattività e alla fluttuazione agendo sugli autocontrolli e sull’arousal, d) una robusta flessibilità cognitiva e di capacità mnemoniche e solutive, e) un’affettività sicura attraverso una piena maturazione del processo di attaccamento, f) una socializzazione profonda sia verso i conspecifici che verso l’uomo. Obiettivo primario e principale area di attività dell’approccio cz è proprio lo sviluppo prosociale del soggetto che, a differenza degli approcci tradizionali, non viene raggiunto attraverso la semplice esposizione al target sociale ma agendo su diverse aree: 1) affettività, 2) socializzazione, 3) socievolezza, 4) expertise integrativo, 5) coinvolgibilità. La prosocialità riguarda la piena capacità del cane di inserirsi e integrarsi in modo positivo all’interno del nucleo familiare e delle situazioni sociali, anche quelle più complesse come andare sui mezzi pubblici, in situazioni affollate, in aula. Un cane prosociale è la migliore garanzia non solo per evitare incidenti ma per poter godere appie-

no la propria relazione con il cane. 1) Affettività - Si tratta della capacità del cane di avere autonomia e di porsi nelle relazioni in modo sicuro. L’affettività dipende dal processo di attaccamento, la cui maturazione avviene nel corso dei primi 4 mesi di vita del cane e dipende nei primi 2 mesi dalla relazione mamma-cucciolo e nei secondi 2 mesi dalla relazione proprietario-cucciolo. L’intervento cz lavora proprio su questa seconda fase attraverso protocolli educativi tesi a favorire il finissaggio dell’attaccamento attraverso: specifici esercizi di interazione, tempistiche di distanza, oggetti transizionali. 2) Socializzazione - Si tratta della capacità del cane di acquisire un modello e uno stile (vocabolario sociale). La socializzazione verso i conspecifici (primaria) definisce il vocabolario di base che verrà poi tradotto nella socializzazione verso gli eterospecifici (secondaria), per cui la S1 è funzionale alla S2. La S1 viene impostata a partire dalla 4 settimana nel rapporto di cucciolata nel periodo preadottivo ma deve essere continuata e raffinata anche nel preiodo postadottivo attraverso puppy class e classi di socializzazione tutorate in modo da evitare deficit o traumi di socializzazione. Anche la S2 nell’impostazione cz non è una semplice esposizione allo stimolo ma la costruzione di un modo relazionale che va strutturato attraverso esercizi specifici. 3) Socievolezza - Si tratta della disponibilità del soggetto a stare e a orientarsi verso le relazioni sociali. Anche in questo caso nell’approccio cz si lavora in modo specifico sulle coordinate di socievolezza: 1) l’apertura del soggetto, vale a dire l’attenzione centrifuga (interesse, curiosità), la sicurezza (fiducia, interattività), la vitalità (giocosità, atleticità); 2) la marcatura emozionale positiva delle situazioni e delle occorrenze sociorelazionali; 3) la prevalenze delle motivazioni prosociali (epimeletica, et-epimeletica, collaborativa). 4) Expertise integrativo - Si tratta della specifica capacità di stare nelle situazioni sociali dell’uomo. Il cane in questo caso ha bisogno di due cose: 1) rafforzare le disposizioni riflessive al posto di quelle impulsive; 2) possedere copioni di conoscenze e competenze (script) da applicare alle situazioni specifiche. Per diminuire il comportamento impulsivo si applicano protocolli disciplinativi che lavorano su: autocontrollo, arousal, cornici motivazionali, cornici emozionali, mediazione relazionale, nuove rappresentazioni. Per quanto concerne gli script è necessario approntare un modo generico e copioni riferiti a situazioni particolari. 5) Coinvolgibilità - Si tratta della capacità del cane di essere coinvolto in molte attività di relazione. La coinvolgibilità è molto importante nella prosocialità perché consente di vivere il proprio rapporto in affiancamento nella vita quotidiana. Per poter raggiungere la coinvolgibilità si lavora sulle seguenti aree: 1) allineamento, ovvero capacità di muoversi in perfetta sintonia-sincronia senza dover continuamente centripetare o richiamare il cane; 2) orizzonte di gratificazione ampio, ovvero capacità del cane di trovare comunque nelle situazioni qualcosa di piacevole da fare. ■


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8 Attualità Università e lavoro

VETERINARIA 10 | 2009

Alma Laurea scopre la veterinaria Dopo anni di indagini sulla condizione occupazionale dei laureati Alma Laurea dedica spazio alla veterinaria evidenziandone le criticità di ANTONIO MANFREDI al 1992, se ben ricordo, il sistema Alma Laurea, consorzio di università per il monitoraggio degli aspetti occupazionali dei laureati, ogni anno pubblica un'interessante analisi della condizione occupazionale dei laureati. L'indagine è veramente interessante ma noi l'abbiamo sempre contestata per quanto riguarda il settore veterinario sia perché lo facevano rientrare in quello di agraria, sia perché molti dati, a nostro avviso, non erano attendibili. Comunque andiamo a vedere alcuni dati che ci interessano direttamente ed espressi nell'indagine 2008 in un capitolo dedicato alle lauree specialistiche a ciclo unico: giurisprudenza, medicina, architettura, farmacia e veterinaria. Incominciamo col dire che i dati raccolti provengono solo da 9 facoltà di medicina veterinaria perché non tutte hanno aderito al consorzio Alma Laurea: Bari, Bologna, Camerino, Messina, Padova, Parma, Perugia, Sassari e Torino. Ne mancano alcune importanti, ma comunque il campione resta molto ampio e significativo. Tra i laureati specialisti a ciclo unico la percentuale degli occupati ad un anno dal conseguimento del titolo è pari al 46% mentre il 40% non lavora e non cerca un'occupazione in quanto ancora impegnato nella formazione. Il 14% cerca un lavoro ma non lo trova (Fig.1). Il vero tasso di disoccupazione è però leggermente inferiore al 14% e si ferma al 9% perché la differenza (5%) dovrebbe corrispondere a quei laureati che non si presentano neppure sul mercato del lavoro. Il dato forte ed evidente che emerge da questa prima analisi è che la maggior parte di questi laureati prima di accedere veramente al mercato del lavoro deve continuare per anni la formazione universitaria per acquisire una specializzazione o per completare il tirocinio obbligatorio per l'esame di Stato.

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GRUPPI DISCIPLINARI Se però andiamo ad analizzare i diversi corsi di laurea vediamo che la percentuale di occupati per architettura è del 71%, farmacia del 69% e veterinaria del 54%, comunque sopra la media. I corsi che hanno il più elevato tasso occupazionale, e poi dovremmo andare a vedere cosa si intende per occupazione, sono quelli, ovviamente, che non prevedono Fig. 1 - Laureati specialistici a ciclo unico: condizione occupazionale ad un anno.

TOTALE

Fig. 2 - Laureati specialistici a ciclo unico: condizione occupazionale ad un anno per gruppo disciplinare

corsi di specializzazione o lunghi periodi di praticantato. Il caso più evidente è proprio veterinaria che per svolgere la professione non richiede ulteriori specializzazioni, non prevede un periodo di praticantato se non un breve tirocinio svolto durante il corso di laurea, ed ha un esame di Stato che da sempre si riduce ad una pura formalità vista la percentuale di "promossi" al primo tentativo (Fig. 2). Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione reale rispetto alla media del 9% questo è decisamente più elevato fra i laureati del gruppo giuridico 32%, ma anche tra i veterinari 18%

DIFFERENZE DI GENERE Le differenze in termini occupazionali fra uomini e donne non paiono rilevanti anche se la quota di donne occupate risulta, sia pure di poco, superiore a quella dei colleghi: lavorono 46 donne e 45 uomini su cento (Fig. 3). I diversi percorsi disciplinari presentano però valori anche significativamente differenti dalla media. Nel gruppo veterinario e farmaceutico la differenza fra donne e uomini è più rilevante: nel primo il tasso di occupazione è pari al 57% contro il 49% degli uomini, nel secondo le quote sono rispettivamente del 71 e 65%. Questa differenza deriva anche dal fatto che in questi ambiti disciplinari la percentuale di donne fra i laureati è molto elevata: 72% per il settore farmaceutico e 66,5 per quello veterinario.

Fig. 3 - Laureati specialistici a ciclo unico: condizione occupazionale ad un anno per genere

DIFFERENZE TERRITORIALI In termini occupazionali le differenze territoriali sono a favore delle aree del Nord (Fig. 4): il tasso di occupazione del 52,2% è decisamente più elevato rispetto a quello rilevato tra i residenti al Sud, 39%. Il differenziale è di 13,5 punti percentuali. Il divario tra Nord e Sud, seppure con intensità variabile, è confermato in tutti i percorsi disciplinari, superando i 24 punti per architetti e veterinari mentre si riduce a 7 punti fra i medici. Questa tendenza trova conferma anche nell'analisi del tasso di disoccupazione che raggiunge il 13% tra i laureati del Sud contro il 4% dei colleghi del Nord. Questo differenziale di 9 punti si mantiene più o meno costante, sia pure partendo da valori diversi, in tutti i gruppi disciplinari esaminati. Per quanto riguarda il Centro i valori espressi si inseriscono in posizione intermedia rispetto a quelli fra Nord e Sud.

Fig. 4 - Laureati specialistici a ciclo unico: condizione occupazionale ad un anno per residenza alla laurea

TIPOLOGIA DELL'ATTIVITÀ LAVORATIVA Ad un anno dalla laurea il lavoro stabile riguarda solo 38 laureati su cento occupati: 20% lavoratori autonomi e 18% dipendenti (Fig. 5). Il 43% degli occupati dichiara invece di essere stato assunto con contratto atipico; in particolare il 20% con contratto a tempo determinato ed il 19% con contratto di consulenza o collaborazione. Infine il 10% ha contratti di inserimento o apprendistato e l'8% nessuna regolamentazione contrattuale. Se analizziamo i valori dei vari gruppi disciplinari la maggiore stabilità si registra nel settore farmaceutico, 47%. Il settore che invece evidenzia la maggior percentuale di occupati, si fa per dire, a carattere autonomo è quello veterinario con quasi il 33%, seguito con il 27% dagli architetti. Infine in veterinaria ed architettura è molto significativa la presenza di lavoratori senza alcun contratto (21% per il primo e 19,5% per

il secondo): si tratta di laureati che svolgono attività lavorative in ambiti coerenti con il proprio percorso formativo, ma per i quali si rilevano livelli di efficacia e retribuzione decisamente inferiori rispetto ai colleghi occupati in altre forme contrattuali.

DIFFERENZE DI GENERE Fra questi laureati non si rilevano differenze evidenti fra uomini e donne in termini di tipologia dell'attività lavorativa. Ad un anno dalla

laurea la stabilità del lavoro coinvolge in proporzioni analoghe uomini e donne (39 contro 38%); mentre i contratti a tempo indeterminato riguardano il 15,5% degli uomini ed il 19% delle donne, le attività autonome coinvolgono il 23% dei primi ed il 19% delle seconde. Anche a livello di percorso disciplinare le tendenze risultano confermate; l'unica eccezione è costituita dal settore veterinario all'interno del quale le donne possono contare più frequentemente su impieghi stabili (47 contro 39%


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10 Attualità Università e lavoro Fig. 5 - Laureati specialistici a ciclo unico occupati ad un anno: tipologia dell’attività lavorativa per gruppo disciplinare

degli uomini che rappresentano il valore più basso del collettivo in esame), sia per ciò che riguarda i contratti a tempo indeterminato (13 e 9% rispettivamente) che per le attività autonome (34 e 30%). Il lavoro atipico è leggermente più diffuso fra gli uomini (44%, contro il 42% delle colleghe).

DIFFERENZE TERRITORIALI Le differenze fra Nord e Sud, già molto significative, potrebberlo essere in realtà ancora di

più tenendo conto che l'indagine si basa sull'area di residenza della Laurea e non tiene conto quindi delle migrazioni al Nord per motivi di lavoro. In ogni modo, nel complesso, i laureati residenti al Nord sono più stabili dei colleghi del Sud (40 contro 36% rispettivamente). Tale differenziale è dovuto in particolar modo alla più alta presenza di attività autonoma tra gli occupati del Nord (23% contro il 17% dei colleghi del Sud). La maggior stabilità dei lau-

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Fig. 6 - Laureati specialistici a ciclo unico occupati ad un anno: guadagno mensile netto per gruppo disciplinare

reati del Nord non è invece assolutamente confermata fra i laureati in veterinaria ed in farmacia, all'interno dei quali sono i residenti del Sud che possono vantare quote più consistenti di lavoratori stabili. Per quanto riguarda le forme di lavoro cosidette atipiche queste sono significativamente più diffuse nel Sud (46% rispetto al 40% del Nord). Anche le attività lavorative senza alcun contratto sono più diffuse nel meridione, 8,5% contro il 5% del Nord.

RETRIBUZIONE DEI LAUREATI A dodici mesi dalla laurea il guadagno mensile netto è pari in media a 1.131 euro. Questa media risente soprattutto delle buone retribuzioni del settore farmaceutico (1.213 euro) e dei laureati in medicina che stanno già lavorando (1.286). Per tutti gli altri le retribuzioni sono inferiori, e nettamente, sotto i mille euro: i laureati in architettura si fermano a 847 euro ed i veterinari a 762 (Fig. 6). Gli uomini guadagnano in genere il 10% in più delle colleghe. Le differenze di genere sono confermate all'interno di ciascun gruppo. Consistentemente più elevate risultano normalmente le retribuzioni dei laureati che risiedono al Nord (1.210 euro), rispetto ai loro colleghi che abitano nelle regioni meridionali (1.101 euro) o al centro (997 euro).Tali tendenze sono confermate anche nella disaggregazione per genere e per percorso disciplinare con la sola eccezione del gruppo veterinario all'interno del quale i residenti del Nord percepiscono il 21% in meno dei colleghi del Sud.

CONCLUSIONI Non vi è dubbio che la veterinaria nel confronto con le altre lauree specialistiche a ciclo unico è quella che evidenzia situazioni uniche e spesso fortemente negative. Esprime infatti un tasso di occupazione non certo esaltante (54%) e che continua a contrarsi negli anni, ha un tasso di disoccupazione del 18%, valore che è il doppio della media, ha un differenziale occupazionale di genere decisamente a favore delle donne (57% contro il 49% degli uomini), esprime una fortissima differenza occupazionale territoriale fra Nord e Sud con ben 24 punti di divario, indica la più alta percentuale di occupati in attività autonoma (33%) e di occupati senza alcun contratto (21%), evidenzia più impieghi stabili fra le donne (47%) che fra gli uomini (39%) ed una stabilità generale maggiore al Sud che al Nord, è la categoria professionale che manifesta il reddito mensile più basso: 762 euro contro i 1.286 dei medici ed i 1.213 dei farmacisti, ed è anche l'unica che rivela emolumenti maggiori (21% in più) per i laureati meridionali rispetto a quelli del Nord. Un panorama abbastanza anomalo e certamente preoccupante. Basta vedere i livelli di reddito, o la forte percentuale di lavoro autonomo che evidenzia la mancanza di altri sbocchi occupazionali, o la forte percentuale di senza contratto che rivela come i veterinari debbano accontentarsi molto pur di fare qualche cosa, per rendersi conto che la situazione non è più sostenibile e richiede un intervento forte ed immediato per ristabilire un equilibrio professionale in questo settore. ■


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12 Legale Leggi e sentenze

Il reato di maltrattamento nel trasporto di animali di GIAMPAOLO PECCOLO Professore associato presso la Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Bologna el commentare, in passato, la nuova disciplina del maltrattamento animale introdotto dalla legge 20 luglio 2004, n. 189 e le misure in essa contenute, da molti è stato prontamente evidenziato - e considerato una prudente mitigazione, a beneficio degli addetti ai lavori - il contrappeso costituito dalla disposizione in base alla quale tale disciplina non si applica “ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia, di pesca, di allevamento, di trasporto, di macellazione degli animali, di sperimentazione scientifica sugli stessi, di attività circense, di giardini zoologici, nonché dalle altre leggi speciali in materia di animali”. Si riteneva, di conseguenza, che altro fosse, giuridicamente e sostanzialmente, il maltrattamento, l’uccisione, il ferimento di un (qualsiasi) animale, altro fossero tutte quelle situazioni in cui il benessere animale è forzatamente compresso, e in relazione al quale prevalgono le apposite disposizioni dettate al fine di presidiarlo, pur tenendo conto delle circostanze e degli interessi, oggettivamente confliggenti, in gioco. Se ciò era vero, poteva conseguentemente ritenersi che anche l’apparato sanzionatorio applicabile fosse, in via esclusiva, quello previsto all’interno della specifica disciplina di settore. La caccia, la macellazione, la sperimentazione, il trasporto di animali, non sono settori sprovvisti di disposizioni normative, né di sanzioni (talora penali, più spesso amministrative). Essendo questi settori soggetti ad una propria e specifica disciplina, le rispettive violazioni erano da ritenenersi assoggettate a proprie e specifiche sanzioni, e non già a quelle generali introdotte nel codice penale dalla legge n. 189/2004. Il recente caso, affrontato dal Tribunale di Bolzano, giunto a sentenza sul finire del 2008, e conclusosi con la condanna - si badi - per maltrattamento di un trasportatore di animali (oltreché, beninteso, con la contemporanea irrogazione della sanzione amministrativa relativa alla violazione delle norme contenute nel decreto legislativo che regola i trasporti di animali) ha sovvertito questa granitica certezza, e ciò deve costituire un prezioso monito per tutti. Il caso ha riguardato un trasportatore olandese, fermato in un torrido giorno di luglio dalla Polizia Stradale italiana con un carico di suinetti stipati su 2 livelli, molti dei quali trovati morti, e gli altri feriti, disidrati e sommersi da ogni genere di sporcizia, oltre che dai cadaveri di quelli deceduti. A quanto è dato sapere, il trasportatore era regolarmente autorizzato. Nella motivazione addotta dal giudice per emettere il giudizio di condanna (previo patteggiamento) si evidenziano chiaramente le circostanze che hanno condotto il tribunale a ritenere applicabile, in concorso con la normativa specifica vigente in materia di trasporto, la disciplina penale che dettata in Italia in materia di maltrattamento: • l’“aberrante stato di abbandono e di trascuratezza” in cui, nel caso concreto, versavano gli animali; • l’inoppugnabilità dello stesso, documenta-

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to fotograficamente; • la disponibilità di soluzioni adottabili facilmente (il mezzo di trasporto disponeva di altri due livelli, inutilizzati) che avrebbero garantito un pur minimo, e comunque certo maggiore, rispetto degli animali trasportati; • la professionalità dell’imputato (trasportatore), da cui era lecito aspettarsi un comportamento di maggiore diligenza di quanto non sia ordinariamente richiesto, inclusa - ad esempio - la consapevolezza che l’assenza di soste, sommata all’elevata temperatura e alla lunghezza del viaggio, non avrebbe costituito solo un illecito amministrativo, ma soprattutto un attentato decisivo alla vita degli animali trasportati.

Questo orientamento aveva già trovato concreta applicazione in una precedente sentenza della Corte di Cassazione (n. 46784 del 2005), di grande rilevanza eppure passata pressoché inosservata, che riguardava il caso di un cacciatore sorpreso ad utilizzare un richiamo vivo legato ad una fune. Analogamente al caso in questione, la Suprema Corte sostenne in quel caso che, se è pur vero che l’art. 544 ter del codice penale non si applica ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia, è altrettanto vero che quando la violazione a queste leggi speciali venga a realizzarsi “con modalità incompatibili con la natura dell’animale” oppure significhi “sottoporre lo stesso, senza necessità, a comportamenti e fatiche insoppor-

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tabili e non compatibili” con la sua natura, non può scattare l’esimente in questione. E ciò in quanto le modalità di esercizio, in quel caso concreto, della pratica venatoria, hanno finito con il sottoporre l’animale “a sofferenze non giustificate dall’esigenza della caccia”. Adattando al trasporto di animali il linguaggio della Cassazione, possiamo dire che, anche qui, l’esimente dell’esistenza di una normativa speciale non può essere invocata nel momento in cui la condotta dell’imputato ha causato agli animali “sofferenze non giustificate dalle esigenze del trasporto”. Insomma, il dato che emerge è chiaro: l’indicazione della legge n. 189/2004 circa la non concorrenza tra le norme del codice penale e le fattispecie riservate alle cosiddette “legge speciali in materia di animali” riguarda strettamente le attività regolate all’interno di quei provvedimenti normativi e la compressione del benessere animale che essi implicano/tollerano e comunque regolano (così ad es. non rileva come reato l’uccisione, a mezzo di un mezzo autorizzato, di un animale nel caso di esercizio venatorio; e neppure costringerlo ad una prolungata assenza di mobilità nel caso del trasporto, con tutto lo stress che ne consegue; né il danno fisico inflitto agli animali utilizzati negli esperimenti o destinati alla macellazione); tuttavia tale “non concorrenza” non può spingersi a tollerare il maltrattamento e l’uccisione ingiustificati e gratuiti, che rimangono illeciti penali anche se commessi durante l’esercizio di attività già ampiamente disciplinate, come il trasporto, e che comportano la responsabilità penale di chi le compie, anche al di fuori da uno stretto contesto di “dolo” e di intenzionalità di nuocere ad un animale, essendo sufficiente al riguardo la mera e negligente indifferenza di fronte ad eventi che si possono verificare in conseguenza alla propria condotta. ■

I messaggi diffamatori portano al sequestro del forum I forum sono una semplice area di discussione equiparabili a luoghi pubblici e non alla stampa forum on line non sono testate giornalistiche e diversamente da queste ultime possono essere sequestrabili. La Cassazione (sentenza n. 10533 del 10 marzo 2009) ha confermato il sequestro di alcune pagine web del forum di discussione ("Dì la tua") attivato dalla Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc). Nel forum erano contenuti messaggi sulla religione cattolica, che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. La denuncia era partita dalla associazione Mater Onlus di don Fortunato di Noto, che contestava la violazione dell'articolo 403 del codice penale (offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone). Per un anno era stato sequestrato l'intero forum, 700 pagine, poi l'Aduc ha ottenuto che fossero oscurati solo i singoli messaggi oggetto di denuncia. La sentenza della Corte di Cassazione è destinata ad avere un certo impatto sulla Rete, visto che oltre che sui forum questo giudizio d'ora in avanti peserà su qualsiasi sito non registrato come testata giornalistica. Anche sui blog, quindi. La Cassazione ha infatti stabilito

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che i forum "sono una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa (come indicare un direttore responsabile per registrare la testata) o può giovarsi delle guarentigie in tema di sequestro che la Costituzione riserva solo alla stampa".

Per la Cassazione il sequestro può arrivare più facilmente perché i messaggi dei forum, che siano aperti a tutti indistintamente o solo a chi si registri, "sono equiparabili ai messaggi che potevano e possono essere lasciati in una bacheca (sita in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o privato) e così come questi ultimi sono mezzi di comunicazione del proprio pensiero o anche mezzi di comunicazione di informazioni, ma non entrano nel concetto di stampa". Dunque ai forum non si applicano le limitazioni in fatto di sequestro previsti dalla norma costituzionale solo per la stampa registrata. La responsabilità di eventuali diffamazioni è solo dei commentatori. L'Aduc commenta che "non è giusto che esistano libertà di serie A e di serie B, che un normale cittadino non possa scrivere su internet quello che un giornalista può dire liberamente e per questo motivo andremo avanti: ci rivolgeremo alla Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo". Aduc vorrebbe le stesse tutele della stampa su forum, siti, chat, news group e altri contenuti telematici, per rendere più difficile il sequestro, spesso applicato ad interi siti anziché alle sole pagine contenenti messaggi sotto denuncia. ■


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14 Practice Management (4a parte) - Le raccomandazioni

La compliance: l’arte di fornire raccomandazioni efficaci Comportamento Il rispetto delle raccomandazioni richiede delle modificazioni del comportamento da parte del cliente, sia che si tratti di somministrare dei farmaci due volte al giorno che di cambiare un bendaggio quotidianamente o di far fare al cane una passeggiata al guinzaglio per due settimane. Questo è spesso l’aspetto più difficile di tutti da influenzare, anche quando la motivazione è apparentemente elevata. Per aumentare la compliance, si considerino le seguenti domande: • Come posso rendere pratico e facile per il cliente seguire le mie raccomandazioni? Che cosa è fisicamente e mentalmente in grado di fare? • Come posso fare a renderlo importante per lui? • Quali strumenti pratici potrebbero aiutarlo? • Quali difficoltà potrebbero essere motivo di resistenza? Alcuni modi per aiutare i clienti a cambiare i loro comportamenti consistono nell’adattare i protocolli di somministrazione dei farmaci alle routine giornaliere; ad esempio, ricordate ai clienti che devono somministrare le compresse di antibiotico al gatto quando si lavano i denti al mattino ed alla sera, oppure che devono dare i farmaci al cane nel momento in cui il proprietario guarda il notiziario del mattino e della sera alla TV. Quali casi sono adatti per la compliance? La compliance consiste nell’assicurarsi che l’animale che state trattando riceva il livello di cure che voi volete che abbia. Elevati livelli di compliance sono particolarmente importanti per il trattamento a lungo termine degli animali, ad esempio nel caso delle affezioni dentali, del diabete mellito, del morbo di Cushing o di Addison, delle disfunzioni tiroidee, dell’osteoartrite e di altre condizioni patologiche croniche. Elevati livelli di compliance sono anche importanti per i pazienti che devono essere sottoposti ad imponenti interventi chirurgici, ad esempio nel periodo pre- e post-trattamento di problemi spinali o articolari, o in quelli con neoplasie operabili. Se non si adotta una certa cura nel regolare il follow-up di questi pazienti, si avrà un elevato rischio che possano insorgere delle complicazioni che esitano in sofferenze non necessarie ed in una morte prematura dell’animale e in una relazione con il proprietario deludente e scarsamente funzionante. La compliance è anche importante per i casi più a breve termine, come il trattamento delle infezioni batteriche. I proprietari devono comprendere che è necessario che l’animale riceva gli antibiotici per il suo ciclo completo di 10 giorni e non solo fino a che i sintomi non sembrano migliorare, non solo per ottenere il trattamento più adatto per la malattia, ma anche per evitare lo sviluppo di una resistenza batterica. In questi casi, assicurarsi che il proprietario sia in grado di somministrare il farmaco (vedi l’esempio 1 più sopra) o trovare un modo più creativo per aiutarlo che può persino comportare visite giornaliere alla clinica per delle iniezioni se la terapia a casa non è possibile - dimostra l’impegno della struttura per attuare i migliori protocolli terapeutici.

FOLLOW-UP REGOLARI DA PARTE DEL TEAM DELLA STRUTTURA Il nostro studio ha chiaramente dimostrato che le strutture che hanno coinvolto lo staff nei problemi della compliance hanno ottenuto livelli di compliance significativamente più elevati di quelli che non lo avevano fatto. AAHA compliance study Benché sia il veterinario ad impartire le iniziali raccomandazioni terapeutiche, il resto del team ha un’importanza critica per assicurare il successo del rispetto delle stesse. Ciò richiede una buona comunicazione all’interno del team e l’attuazione di protocolli per sapere chi è responsabile del mantenimento del contatto del cliente e come ciò vada fatto. Ad esempio, per un soggetto diabetico si può programmare un prelievo di sangue da parte di un infermiere ogni tre mesi, dopo di che il veterinario telefonerà per discutere con il proprietario i risultati in un momento prestabilito. I protocolli devono essere studiati e concordati dall’intero staff, il che richiede tempo. Lo staff può compromettere i protocolli della compliance se non ha la sensazione che questi siano davvero nel migliore interesse del paziente affidato alle proprie cure. È anche importante chiudere il “gap di raccomandazione”. Ciò significa far si che tutti, soprattutto i veterinari, concordino nella necessità di fornire sempre una raccomandazione compatibile con i protocolli della struttura, senza pregiudicare il livello di interesse del cliente ad offrire le migliori cure all’animale o la sua disponibilità a pagare. Identificare i passi specifici del follow-up ed assegnare la responsabilità di ognuno di essi. Ciò richiede i seguenti interventi: • L’addetto alla reception verifica le cartelle cliniche del paziente ed identifica le aree di potenziale non-compliance, ad esempio vaccinazioni scadute o la necessità di una

nuova visita di controllo dentale. Inoltre ne informa il cliente che è in attesa ed evidenzia questi problemi al veterinario. Bisogna tenere a portata di mano del materiale informativo pertinente per rafforzare queste raccomandazioni. Il veterinario fornisce le raccomandazioni appropriate. Queste vengono sostenute o ulteriormente spiegate dall’infermiere in caso di necessità. Il cliente fissa l’appuntamento successivo o stabilisce il programma della procedura raccomandata prima di lasciare la clinica. Fornire istruzioni scritte per la cura a casa. Quasi l’80% dei proprietari vuole avere informazioni sia in forma verbale che scritta. Valutare il sistema di promemoria della struttura per le vaccinazioni, gli esami del sangue programmati, le visite odontoiatriche e così via. Gran parte di questa attività può essere eseguita automaticamente al computer. Effettuare delle telefonate di follow-up. Nella maggior parte dei casi, questo compito può essere svolto da un infermiere. Ciò risulta particolarmente importante per aiutare un proprietario ad effettuare delle modificazioni della dieta o iniziare un protocollo terapeutico complicato.

MONITORARE LA COMPLIANCE NELLA STRUTTURA Il modo migliore per accrescere la compliance inizialmente è quello di identificare un numero di aree chiave in cui questa può venire misurata abbastanza facilmente e fissare degli obiettivi da raggiungere. I risultati possono essere quantificati in termini di numero di pazienti trattati (ad es. visite di controllo per gli esami odontoiatrici), prodotti venduti (ad es., clienti che ritornano ad acquistare più diete per il trattamento dell’insufficienza renale) o successi ottenuti (numero di cani e gatti che riescono a perdere peso).

Il trattamento “Best Practice” del cane con osteoartrite (OA) Il Professor Stuart Carmichael della Glasgow University ha sviluppato un protocollo “best practice” per i cani con OA. Egli evidenzia che questa è una malattia grave, progressiva, dolorosa ed invalidante che comporta gravi conseguenze per la relazione fra il proprietario ed il suo compagno. Il trattamento della condizione in modo da ottenere una buona qualità della vita per il cane ed una relazione funzionalmente soddisfacente per il proprietario si può effettuare soltanto attraverso una stretta collaborazione fra la squadra formata dal proprietario, dal clinico e dall’infermiere. Dopo una diagnosi clinica di osteoartrite a carico di una o più articolazioni e dopo aver discusso con il proprietario la prognosi, si avvia il protocollo ABCDE. Bisogna valutare le esigenze del singolo cane in ognuna delle categorie e compilare un’apposita scheda. • Analgesia - il cane ha bisogno di analgesia e se sì, qual è il trattamento appropriato? • Peso corporeo (Body weight) - il peso corporeo è ottimale? Se no, quali azioni sono necessarie? • Comfort, complicazioni - il cane ha bisogno di tappetini antiscivolo a casa, di una rampa per salire le scale? Che succede se non risponde al trattamento analgesico? • Gestione della malattia (Disease), dieta - è necessaria la chirurgia? Con che rapidità progredisce l’OA? Il paziente è adatto ad un trattamento dietetico, ad esempio utilizzando la Hill’s Prescription Diet J/d (joint diet)? • Esercizio - quanto esercizio può tollerare questo paziente? Il nuoto è un’alternativa alle passeggiate? In seguito, un infermiere esperto si tiene regolarmente in contatto con il proprietario per sentire come sta andando il piano terapeutico e se si stiano raggiungendo o meno gli scopi relativi alla qualità della vita ed alla validità della relazione. Il paziente viene portato alla visita per i controlli previsti per un’ulteriore valutazione clinica e per la compilazione da parte del proprietario di un questionario per stimare la sua percezione del modo in cui l’animale svolge le proprie funzioni nell’ambiente domestico. La scheda originale viene poi revisionata e modificata secondo necessità. Insieme, questa squadra può realizzare un piano di trattamento Best Care per il cane.

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Sono disponibili dei sistemi di software che possono aiutarvi a tracciare la compliance.

QUALI SONO I RISULTATI PER VOI E PER I VOSTRI CLIENTI DEL MIGLIORAMENTO DELLA COMPLIANCE? Gli studi condotti nella professione medica dimostrano che, lavorando attivamente per accrescere l’adesione dei pazienti, il successo dei loro trattamenti aumenta in modo drastico. Per i veterinari, livelli più elevati di compliance da parte dei clienti rappresentano non solo un miglioramento della salute degli animali, ma anche clienti più soddisfatti e maggiori vendite di servizi e prodotti da parte della clinica. Ad esempio, l’incremento dell’adesione per il paziente sovrappeso significa che invece del cliente che mugugna qualcosa come: “Oh, proveremo a dargli un po’ meno da mangiare a casa!”, che è un metodo con scarse probabilità di avere successo per un cane molto sovrappeso, il team formato da veterinario ed infermiere fissa delle regolari visite di controllo per il cliente al fine di pesare l’animale, aiutare il proprietario ad affrontare ogni problema che possa eventualmente insorgere e guidarlo ed incoraggiarlo ad andare avanti. L’esito è un cane più magro e più sano, un proprietario contento - che sa che voi vi prendete davvero cura di lui e del suo animale, la soddisfazione per lo staff di sapere di stare facendo un buon lavoro e di fare la differenza e l’aumento delle entrate della struttura derivanti dalle vendite delle diete per il controllo del peso. Inoltre, il cliente così legato ha maggiori probabilità di acquistare altri servizi e prodotti sulla base delle raccomandazioni della struttura. Contattare i proprietari di animali che sono stati ospedalizzati il giorno dopo che sono tornati a casa e chiedere come sta andando l’animale aumenta la compliance. Spesso i proprietari sono in ansia e si preoccupano di “non infastidire il veterinario” e sono molto grati di avere l’opportunità di parlare con un infermiere. Se quest’ultimo può affrontare problemi come il motivo per cui l’animale appare molto stanco o non mangia ancora bene e ripete o spiega le istruzioni per i farmaci, l’esercizio e la dieta, il proprietario si sentirà molto più fiducioso di essere in grado di aiutare il suo compagno. Inoltre apprezzerà davvero il fatto che la struttura si prende cura di lui abbastanza da dedicargli il tempo necessario a contattarlo. ■ ESONERO DI RESPONSABILITÀ: I L’editore dell’opera originale inglese e l’editore italiano non garantiscono la qualità dei prodotti o servizi presunti o dichiarati descritti nella pubblicità eventualmente presente in questa pagina, né li approvano o sostengono in alcun modo. II L’editore dell’opera originale inglese e l’editore italiano non si assumono, in base alle vigenti norme, alcuna responsabilità per danni e/o lesioni a cose o persone come risultato di qualsiasi affermazione diffamatoria vera o presunta, violazione dei diritti di proprietà intellettuale o di privacy, durata di prodotti, se derivanti da negligenza o altro, o da ogni altro uso di idee, istruzioni procedure, prodotti e metodi contenuti nell’articolo. © Elsevier, Ltd 2008 Jevring-Back Managing a veterinary practice, 2 ed., W.B. Saunders. All rights reserved. Traduzione di Maurizio Garetto

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE A CURA DI HILL’S PET NUTRITION


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Eventi Veterinari

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SIDEV

SOCIETÀ ITALIANA DI DERMATOLOGIA VETERINARIA

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI ESOTICI

DELEGAZIONE REGIONALE SIVAE - SCIVAC CAMPANIA MEDICINA E CHIRURGIA DEI RETTILI Napoli, 5 Aprile 2009

AGGIORNAMENTI IN MALATTIE DA ECTOPARASSITI NEL CANE E NEL GATTO Cremona, 19 Aprile 2009 RELATORI

RELATORE Giordano Nardini

OBIETTIVI Lo scopo della giornata è quello di mettere in condizioni il medico veterinario di base che si occupi o meno di animali esotici, di poter comprendere le particolari esigenze gestionali dei rettili e di poter avere un corretto approccio clinico-chirurgico di base al paziente.

13.30 14.30 15.30 16.00 17.00

Pausa Medicina e chirurgia dei rettili Pausa Casi clinici Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati ECM e termine della giornata

SEDE

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Anatomia, fisiologia e gestione delle principali specie 11.00 Pausa 11.30 Malattie da errata gestione, infettive e zoonosiche 13.00 Spazio per eventuale relazione commerciale (nel caso non si svolga la relazione il programma nel pomeriggio sarà anticipato di mezz’ora)

Stazione Zoologica Anton Dohrn - Villa Comunale Via Caracciolo, Piazza Vittoria - NAPOLI

PARTECIPAZIONE Iscrizione: L’incontro è gratuito per tutti i soci SIVAE e/o SCIVAC in regola con l’iscrizione 2009. Non è richiesta la preiscrizione. Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede d’incontro presentandosi alle ore 8.30 presso la segreteria.

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

CORSO PRATICO ANESTESIOLOGIA E RIANIMAZIONE NEGLI ANIMALI ESOTICI Cremona, 27-29 Aprile 2009 RELATORI E ISTRUTTORI STEFANO CUSARO, Med Vet, Novara ADRIANO LACHIN, Med Vet, Maerne (VE) IGOR PELIZZONE, Med Vet, Reggio Emilia MASSIMO D’ACIERNO, Med Vet, Milano LORENZO CROSTA, Med Vet, Como GIUSEPPE VISIGALLI, Med Vet, Varedo (MI)

rante il corso si metteranno in evidenza le differenze tra le specie cosiddette non convenzionali valutando come anche l’approccio anestesiologico e le procedure di emergenza debbano essere diverse tra di loro.

OBIETTIVI L’obbiettivo della giornata è di discutere concetti e novità sull’eziopatogenesi delle malattie parassitarie di comune riscontro in dermatologia veterinaria con particolare riferimento alla demodicosi canina ed alle altre malattie da acari parassiti nel cane e nel gatto. Verranno inoltre presentati gli aspetti peculiari e le differenze dei quadri clinici tra le due specie. Infine verranno presentate le opzioni terapeutiche disponibili e suggeriti i protocolli di trattamento per le diverse malattie. Al termine della giornata la presentazione dei casi clinici permetterà ai partecipanti di consolidare le informazioni teoriche con numerosi esempi pratici.

IGOR PELIZZONE, Med Vet, Reggio Emilia

OBIETTIVI Lo scopo del corso di anestesiologia e rianimazione degli animali esotici è quello di fornire ai partecipanti le principali nozioni di anestesia e medicina d’urgenza di uccelli, piccoli mammiferi (lagomorfi, roditori, marsupiali e mustelidi) rettili, anfibi, pesci e invertebrati. Du-

PARTECIPAZIONE L’incontro è gratuito per tutti i soci SIDEV in regola con l’iscrizione 2009. Non è richiesta la pre-iscrizione. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Socio SIDEV: gratuito Socio SCIVAC: € 50,00 Non Socio: € 100,00

SEDE Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti 9.00 Interazioni ospite-parassita L.H. Kramer 9.45 Demodicosi canina: cosa c’è di nuovo? - L.H. Kramer 10.30 Cane, gatto ed ectoparassiti: diversità di specie negli aspetti clinici e diagnostici - F. Leone 11.00 Pausa 11.30 Aspetti clinici e diagnostici di un’ectoparassitosi emergente: la Straelensiosi - A. Vercelli 12.00 Scelte terapeutiche nel trattamento delle malattie da ectoparassiti nel cane e nel gatto - F. Leone

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Tel. 0372/403509 - Fax 0372/457091 Email: socspec@scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

CI SONO ANCORA POSTI DISPONIBILI SIRVAC

SEDE

SOCIETÀ ITALIANA DI RIPRODUZIONE VETERINARIA PER ANIMALI DA COMPAGNIA

Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20

DIRETTORE

13.30 Pausa pranzo 14.30 Presentazione di casi clinici dei soci 17.30 Valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

Laura Helen Kramer, Parma Federico Leone, Ancona Antonella Vercelli, Torino

QUOTE

Soci SIVAE/SCIVAC: € 550,00 + IVA 20% Non Soci: € 700,00 + IVA 20%

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

PRINCIPALI METODI PER LA PREVISIONE DELLA DATA DEL PARTO NELLA CAGNA E NELLA GATTA: DALL’ANALISI DI LABORATORIO ALLA INDAGINE ECOGRAFICA Cremona, 19 Aprile 2009 RELATORE

PER INFORMAZIONI SULL’ATTIVITÀ SIVAE Segreteria SIVAE - Tel. 0372/40.35.00 - E-mail: info@sivae.it

Società federata ANMVI

CORSO REGIONALE DI CARDIOLOGIA Ragusa, 8-10 Maggio 2009 RELATORI E ISTRUTTORI

SEDE

David Chiavegato, Med Vet, Padova Francesco Migliorini, Med Vet, Roma

Da definire

OBIETTIVI

PARTECIPAZIONE

Obiettivo primario del corso è quello di fornire ai partecipanti, un metodo di approccio clinico alle malattie cardiache di più frequente riscontro nella pratica ambulatoriale. Le basi teoriche di anatomia e fisiologia cardiovascolare saranno propedeutiche allo studio della semeiotica cardiologica. Particolare enfasi verrà posta nell’esame della diagnostica collaterale in cardiologia, consentendo ai partecipanti di poter valutare l’utilità e le applicazioni delle singole metodiche strumentali. Tramite l’esame interattivo di casi clinici, i partecipanti verranno stimolati a percorrere il ragionamento diagnostico cardiologico, e a valutare le informazioni fornite dalla radiologia cardiaca, dall’elettrocardiografia e dalla diagnostica ultrasonografica. Per ogni malattia cardiaca saranno poi descritti i criteri clinici per stabilirne la gravità, e le diverse opzioni terapeutiche.

Corso a numero chiuso: 30 partecipanti Scadenza preiscrizione: 15 Aprile 2009

QUOTA

Soci SCIVAC: € 250,00 + IVA 20% Non Soci SCIVAC: € 400,00 + IVA 20%

INFORMAZIONI Segreteria SCIVAC - Monica Borghisani Tel. 0372/403506 - delregionali@scivac.it

Michela Beccaglia, Med Vet, PhD, Milano

OBIETTIVI Tale giornata ha lo scopo di fornire metodi interpretativi di alcuni elementi ai fini prognostici circa il momento esatto del parto. Nella pratica veterinaria una domanda che spesso ricorre sia da parte del medico che del propietario è: quando nasceranno questi cuccioli? Ci sono varie metodologie da applicare per poter rispondere con precisione a tale domanda. In questo incontrro ne verranno prese in considerazione alcune, ossia le metodiche di laboratorio e l’indagine ecografica. Certa che sia un argomento coinvolgente e di pratico interesse per tutti, vi aspetto a Cremona.

16.30 Valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

PARTECIPAZIONE L’incontro è gratuito per tutti i soci SIRVAC in regola con l’iscrizione 2009. Non è richiesta la pre-iscrizione. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Socio SIRVAC: gratuito Socio SCIVAC: € 50,00 Non Socio: € 100,00

SEDE PROGRAMMA 9.15 Registrazione dei partecipanti 9.45 Previsione della data del parto: diversi metodi in diversi momenti 10.30 Pausa 11.00 Biometria fetale ed extrafetale nella specie canina: come prevedere la data del parto? 11.45 Biometria fetale ed extrafetale nella specie felina: come prevedre la data del parto? 12.30 Discussione 13.30 Pausa pranzo 14.30 Casi clinici 15.30 Discussione

Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Tel. 0372/403509 - Fax 0372/457091 Email: socspec@scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

RICHIESTO ACCREDITAMENTO Per tutte le iniziative organizzate da AIVEMP, ANMVI, FSA, SCIVAC, SIVAE, SIVAL, SIVAR e SIVE viene richiesto l’accreditamento presso il Ministero della Salute ai fini del programma ECM (Educazione Continua in Medicina). Per la normativa prevista consultare il sito del Ministero della Sanità all’indirizzo http://ecm.sanita.it/.


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16 Eventi Veterinari

VETERINARIA 10 | 2009

SIGEDV

SOCIETÀ ITALIANA DI GASTROENTEROLOGIA ED ENDOSCOPIA DIGESTIVA VETERINARIA

Società federata ANMVI

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC UMBRIA AGGIORNAMENTI IN NEUROLOGIA Perugia, 19 Aprile 2009 RELATORE Daniele Corlazzoli

OBIETTIVI Rendere agevole la distinzione tra paziente ortopedico e neurologico e consentire la diagnosi delle patologie di più frequente riscontro clinico. Fornire gli elementi fondamentali della visita ortopedica e neurologica. Fornire gli elementi base del trattamento delle convulsioni e dello stato epilettico.

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Il paziente è neurologico o ortopedico? 11.00 Pausa

11.30 Le convulsioni nel cane e nel gatto: approccio terapeutico 13.00 Pausa 14.00 Casi clinici interattivi - Patologie spinali: filmati 15.00 Pausa 15.30 Casi clinici interattivi - Patologie cerebrali: filmati 16.30 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.00 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

RELATORI

Massimo Gualtieri, Med Vet, PhD, Milano

14.45 Stato dell’arte nella terapia e prognosi delle più importanti enteropatie croniche: malattia infiammatoria intestinale (IBD) e diarrea antibiotico-responsiva (ARD) Ugo Lotti 15.30 Triadite felina: tre patologie in un’unica sindrome. Chi è stato a cominciare? Rossella Terragni 16.15 Casi clinici portati dai soci SIGEDV 17.00 Discussione finale

SEDE

OBIETTIVI

PARTECIPAZIONE

Le enteropatie croniche sono malattie che ogni medico veterinario si trova ad affrontare spesso nella pratica quotidiana; eppure, ancora poco si conosce riguardo a queste problematiche ed è presente molta confusione circa l’approccio e il trattamento. Durante l’incontro queste malattie verranno trattate in maniera approfondita, cercando di trasmettere quello che sarebbe un giusto approccio a malattie così complesse e ancora poco codificate. Durante la giornata di studio la patologia sarà affrontata in tutte le sue sfaccettature con il contributo di clinici internisti, endoscopisti, un radiologo ed un anatomo-patologo. I casi clinici portati dai soci saranno come sempre motivo di grande stimolo alla discussione.

L’incontro è gratuito per tutti i soci SIGEDV e SIMIV in regola con l’iscrizione per il 2009. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Soci SIGEDV o SIMIV Gratuito Soci SCIVAC € 50,00 Non Soci € 100,00

Facoltà di Medicina Veterinaria - Aula Magna Via San Costanzo, 4 - 06126 Perugia

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC LIGURIA DIAGNOSI E PREVENZIONE DELLA FIP Genova, 19 Aprile 2009 RELATORE Saverio Paltrinieri

OBIETTIVI Fornire ai partecipanti le nozioni più aggiornate sulle procedure diagnostiche da seguire in caso di sintomi clinici compatibili con Peritonite Infettiva Felina e richiamare i concetti fondamentali di trasmissione e di epidemiologia dei coronavirus, in modo da comprendere i limiti dei metodi di prevenzione tradizionali e i vantaggi dei sistemi di prevenzione basati sull’identificazione dei portatori. Le nozioni sopra descritte acquisite nella prima parte della giornata verranno poi messe in pratica nel pomeriggio quando, attraverso la presentazione di casi clinici interattivi, i partecipanti potranno cimentarsi con le difficoltà nella diagnosi in animali con sintomi clinici compatibili e nella scelta ed applicazione dei protocolli di prevenzione.

DIAGNOSI, TERAPIA E PROGNOSI DELLE ENTEROPATIE CRONICHE NEL CANE E NEL GATTO Cremona, 19 Aprile 2009

11.30 13.00 14.00 15.00 15.30

Prevenzione delle coronavirosi Pausa Casi clinici interattivi: è FIP o non è FIP? Pausa Casi clinici interattivi: monitoraggio di colonie/allevamenti 16.30 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.00 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SEDE Sala Quadrivium - Piazza Santa Marta, 2 16123 Genova

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Patogenesi e diagnosi delle Infezioni da coronavirus felino 11.00 Pausa

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

Enrico Bottero, Med Vet, Cuneo Paola Gianella, Med Vet, Torino Ugo Lotti, Med Vet, Mosummano Terme (PT) Daniela Oliviero, Med Vet, Milano Gigliola Spattini, Med Vet, Dipl ECVDI, Reggio Emilia Rossella Terragni, Med Vet, Bologna

CHAIRPERSON

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.20 Saluto ai partecipanti del Presidente SIGEDV, presentazione dei relatori ed inizio dei lavori 9.30 Vomito, diarrea, perdita di peso e coliche come segni clinici riferibili ad enteropatia cronica. Quali sono gli accertamenti diagnostici appropriati per un primo riconoscimento? Paola Gianella 10.15 Le forme di enteropatia cronica che rispondono alla dieta (FRD) - Paola Gianella 11.00 Il ruolo della diagnostica per immagini nella diagnosi delle enteropatie croniche Gigliola Spattini 11.45 Approccio diagnostico definitivo e avanzato alle enteropatie croniche nel cane e nel gatto: endoscopia e biopsia intestinale Enrico Bottero 12.30 Casi clinici portati dai soci SIGEDV 13.00 Pausa pranzo 14.00 Standards istopatologici per la diagnosi delle lesioni infiammatorie gastrointestinali Daniela Olivero

CI SONO ANCORA POSTI DISPONIBILI È rischiesta la pre-iscrizione. Per ricevere la scheda d’iscrizione contattare la Segreteria.

IMPORTANTE Gli estratti delle relazioni saranno disponibili solo per coloro che hanno mandato la pre-iscrizione.

SEDE Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Tel. 0372/403509 - Fax 0372/457091 Email: socspec@scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

PARTECIPAZIONE - Si ricorda che la partecipazione agli incontri delle Delegazioni Regionali è riservata ai Soci SCIVAC in regola con la quota associativa del 2009.

INFORMAZIONI - Segreteria SCIVAC - Monica Borghisani - Tel. 0372/403506 - delregionali@scivac.it SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA REDDITO SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA REDDITO SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

Convegno Nazionale LA GESTIONE DELLA SALA PARTO Reggio Emilia, Giovedì 16 Aprile 2009 Rassegna Suinicola Internazionale RELATORI

SEDE

Flemming Thorup - Dansk Svineproduktion, Danimarca Enrique Marco - Marco I Collell S.L., Spagna

SIPER - Fiere di Reggio Emilia (Centro Esposizioni) Via Filangieri, 15 - Reggio Emilia

CHAIRMAN

ISCRIZIONE

Claudio Mazzoni

L’iscrizione al convegno comprende: - Partecipazione alle lezioni - Traduzione dall’inglese all’italiano - Attestato di frequenza - Attestato con crediti formativi ECM - Atti delle relazioni

OBIETTIVI La sala parto sta diventando sempre di più l’ambiente in cui si decidono tanto le sorti del riproduttore, quanto quelle del suinetto. Pertanto è dalla corretta gestione degli animali in quest’ambiente che passa il successo futuro sia in termini produttivi, che sanitari. L’evento in questione, sia per l’argomento, che per le caratteristiche tecniche dei relatori, si ritaglia un momento di formazione scientifica, zootecnico-sanitaria, di primo piano. Infatti fra i temi trattati, verrà dato largo spazio alla sincronizzazione, all’assistenza del parto, oltre che all’applicazione sistematica di un programma di adozioni secondo la pratica danese.

PROGRAMMA 14.00 Registrazione partecipanti 14.30 Gestione della scrofa prima del parto, sua sincronizzazione ed assistenza - E. Marco 15.45 Pausa 16.15 Come assicurare la sopravvivenza dei suinetti nelle covate numerose - F. Thorup 17.15 Discussione 18.00 Questionario apprendimento ECM, consegna attestati e chiusura lavori

PARTECIPAZIONE Iniziativa gratuita rivolta ai Medici Veterinari interessati a partecipare. Per motivi organizzativi è gradita la pre-iscrizione. È prevista la traduzione simultanea dall’inglese all’italiano.

INFORMAZIONI Segreteria SIVAR - Paola Orioli - Tel. 0372-40.35.39 info@sivarnet.it - www.sivarnet.it

In collaborazione con

Incontro di Aggiornamento FATTORI CHE INFLUENZANO IL SUCCESSO RIPRODUTTIVO NELLA VACCA DA LATTE Con il Patrocinio degli Ordini Provinciali Veterinari di Brescia, Cremona, Mantova e Verona Padenghe sul Garda (Brescia), Giovedì 16 Aprile 2009 Iniziativa riservata ai Medici Veterinari Buiatri RELATORI

PARTECIPAZIONE

Fernando López-Gatius (Università di Lleida, Spagna) Irina García-Ispierto (Università di Lleida, Spagna)

Iniziativa gratuita rivolta ai Medici Veterinari Buiatri. Per esigenze organizzative è gradita la pre-iscrizione.

CHAIRPERSON

SEDE

Mauro Casalone (Medico Veterinario Libero Professionista, Torino)

West Garda Hotel - Via Prais, 32 Padenghe sul Garda (Brescia)

PROGRAMMA

L’ISCRIZIONE COMPRENDE

14.00 Registrazione partecipanti, saluto del moderatore ed introduzione ai lavori 14.30 Fattori di natura non infettiva che influenzano la fertilità Irina García-Ispierto 15.15 Ritorno in calore dopo diagnosi positiva nel primo trimestre di gestazione: approccio terapeutico Fernando López-Gatius 16.00 Pausa caffè 16.15 Specifici trattamenti per differenti tipi di anestro basati su controlli settimanali Fernando López-Gatius 17.00 Aspetti epidemiologici della Neospora. Prospettive cliniche Irina García-Ispierto 17.30 Discussione finale 18.00 Questionario ECM, consegna attestati e termine della giornata

• Partecipazione alle lezioni • Traduzione simultanea • Attestato di frequenza • Attestato con crediti formativi ECM • Atti delle relazioni

INFORMAZIONI SIVAR - Paola Orioli - Tel. 0372-40.35.39 info@sivarnet.it - www.sivarnet.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO


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Dermatologia Focus

VETERINARIA 10 | 2009

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Caso clinico Convenia Bassotto a pelo raso, femmina sterilizzata, 8 anni, 8 kg, di nome Molly di SILVIA COLOMBO DipECVD, Libero professionista, Legnano (MI)

considerazione la follicolite batterica superficiale, la demodicosi, la dermatofitosi e il pemfigo foliaceo.

SEGNALAMENTO ESAMI COLLATERALI E RISULTATI

Bassotto a pelo raso, femmina sterilizzata, 8 anni, 8 kg, di nome Molly.

ANAMNESI Molly presenta forfora e alopecia multifocale con lieve prurito a carico del tronco e della regione cervicale ventrale da circa 8 mesi. Il problema è insorto dopo un intervento di ovarioisterectomia per piometra, a cui ha fatto seguito, 2 mesi dopo, un secondo intervento chirurgico per ernia del disco in sede lombosacrale. L’intervento purtroppo non ha avuto successo e Molly viene trattata, al momento della visita dermatologica, con sedute di fisioterapia in acqua. Il cane è vaccinato regolarmente, viene trattato con un antiparassitario spot-on per la profilassi contro pulci e zecche una volta al mese e vive in casa e in giardino, senza animali conviventi. Per il problema dermatologico, Molly è già stata trattata con uno shampoo antimicotico, in seguito al sospetto di dermatofitosi e con un antibiotico sistemico per 2 settimane senza alcun miglioramento.

ESAME OBIETTIVO GENERALE Molly è paraplegica, in assenza di altre alterazioni.

Figura 1 - Molly, Bassotto a pelo raso, femmina sterilizzata, 8 anni.

ESAME OBIETTIVO DERMATOLOGICO Molly presenta alopecia multifocale con esfoliazione e croste alla periferia delle lesioni (collaretti epidermici) e iperpigmentazione centrale, sul tronco e a livello della regione cervicale ventrale.

Il raschiato cutaneo profondo risulta negativo per Demodex canis. L’esame con lampada di Wood e l’esame microscopico diretto del pelo per la ricerca di spore ed ife di dermatofiti risultano anch’essi negativi. L’esame citologico dalle lesioni mostra la presenza di numerosi neutrofili degenerati e di cocchi in sede intracellulare ed extracellulare. L’esame colturale per dermatofiti è negativo (il risultato viene ottenuto 2 settimane dopo).

Figura 2 - Alopecia focale, collaretto epidermico e iperpigmentazione sul tronco.

DIAGNOSI La diagnosi, in base all’esame clinico e agli esami collaterali, è di follicolite batterica superficiale.

TERAPIA

Figura 3 - La stessa lesione è presente a livello della regione ventrale del collo.

Si somministra cefovecina al dosaggio di 8 mg/kg (0,8 ml) per via sottocutanea.

LISTA DEI PROBLEMI Alopecia multifocale sul tronco e sul collo.

LISTA DELLE POSSIBILI DIAGNOSI DIFFERENZIALI Per l’alopecia multifocale si prendono in

FOLLOW UP Due settimane dopo, le lesioni sono notevolmente migliorate e viene somministrata la seconda iniezione di cefovecina allo stesso dosaggio della volta precedente. Al successivo controllo, 2 settimane dopo la seconda somministrazione di cefovecina, le lesioni sono completamente risolte. Sfortunatamente, la follicolite batterica superficiale si ripresenta dopo circa 2 mesi. Nuovamente, l’infezione batterica viene risolta con successo con 2 somministrazioni di cefovecina a distanza di 2 settimane l’una dall’altra. Vista l’età e le condizioni di salute generale del cane, si consiglia alla proprietaria di sospendere le sedute di fisioterapia in acqua, che non hanno comunque indotto miglioramenti sostanziali nella capacità di deambulazione di Molly. Viene inoltre eseguito un prelievo ematico per l’esame emocromocitometrico, il profilo biochimico e l’esame sierologico per leishmaniosi, al fine di individuare possibili malattie predisponenti. Tutti gli esami eseguiti risultano nella norma e l’esame sierologico per leishmaniosi è negativo.

Figura 4 - Molly, 4 settimane dopo la prima visita dermatologica. Le lesioni sul tronco sono completamente risolte.

DISCUSSIONE La follicolite batterica superficiale, quando si presenta in forma ricorrente, è secondaria ad altre malattie che predispongono la cute alle infezioni. Nel caso di Molly, le malattie predisponenti che sono state prese in considerazione sono le malattie ormonali (ipotiroidismo, iperadrenocorticismo), la leishmaniosi e l’immunosoppressione dovuta ad altre malattie metaboliche o neoplastiche. Inoltre, la frequente immersione in acqua per le sedute di fisioterapia può aver predisposto la cute all’infezione in seguito a macerazione. Molly è paraplegica, ma le lesioni non si sono mai presentate in sedi compatibili con contatto prolungato con feci o urine e la proprietaria è molto attenta alle condizioni igieniche del cane. Al momento, le indagini collaterali eseguite sono risultate tutte negative, e non è stato possibile individuare alcuna

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE A CURA DI PFIZER

Figura 5 - Molly, 4 settimane dopo la prima visita dermatologica. La lesione sul collo è scomparsa.

malattia predisponente. Resta dunque valida l’ipotesi che la follicolite batterica superficiale ricorrente sia secondaria alle ripetute e prolungate immersioni in acqua. La terapia con cefovecina iniettabile ha risolto efficacemente l’infezione in due occasioni successive, risparmiando alla proprietaria di Molly, già impegnata ad accudire a tempo pieno un cane paraplegico, l’ulteriore difficoltà di somministrare l’antibiotico quotidianamente per via orale.

RINGRAZIAMENTI Si ringrazia il Dott. Piermario Piga (Centro Veterinario Torinese) per aver riferito il caso. ■


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VETERINARIA 10 | 2009

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Attualità scientifica Vet Journal

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Manipolazione biomeccanica delle artropatie equine Opzioni attuali e future per il trattamento medico delle patologie articolari del cavallo di MARIA GRAZIA MONZEGLIO e opzioni terapeutiche attuali e future per il trattamento medico delle patologie articolari del cavallo sono state ampiamente illustrate da Wayne McIlwraith al 10th International Congress of World Equine Veterinary Association (Mosca, 28 gen. 1 feb. 2008). L'autore ha ricordato che l'obiettivo del trattamento della sinovite acuta, accompagnata o meno da capsulite, è il ritorno alla normalità articolare quanto prima possibile. Oltre al sollievo dal dolore e al ritorno alla normale attività, la soppressione della sinovite e della capsulite è importante per prevenire la compromissione della cartilagine articolare da parte dei prodotti dell'infiammazione e lo sviluppo di osteoartrite. È importante alleviare il dolore e minimizzare la potenziale microinstabilità associata all'eccesso

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AVIARIA: IN GERMANIA PRIMO CASO EUROPEO DEL 2009 a Germania ha comunicato alla Commissione europea un caso di positività al virus H5N1 in un'anatra selvatica a Starnberg, in Baviera. Si tratta del primo caso in Europa nel 2009 di positività al virus dell'influenza aviaria negli uccelli selvatici. L'animale, ucciso durante una battuta di caccia, è stato sottoposto al test secondo il programma di monitoraggio della UE. Nessuno dei 39 uccelli uccisi durante la battuta di caccia mostrava segni di malattia. Secondo le autorità locali, la positività al test non sorprende poiché gli uccelli selvatici costituiscono un serbatoio naturale del virus ed è probabile il ritrovamento di altre positività individuali nella popolazione aviaria selvatica. Non vi sono inoltre indicazioni che, nelle ultime otto settimane, il virus H5N1 ad alta patogenicità sia stato introdotto nel pollame d'allevamento, direttamente o indirettamente attraverso un uccello selvatico. Ad oggi non vi sono neanche indicazioni della diffusione del virus nella popolazione aviaria selvatica. La commissione europea non ha dunque disposto l'istituzione di aree di controllo o monitoraggio. L'ultimo caso in Europa di influenza aviaria ad alta patogenicità negli uccelli selvatici risale a febbraio 2008 in un'anatra in Gran Bretagna, mentre l'ultima epidemia di virus H5N1 nel pollame della UE si è verificata in ottobre 2008 in Germania (Sassonia). (M.G.M.)

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di fluido sinoviale. In tutte le condizioni traumatiche articolari, oltre al ritorno rapido alla normalità articolare, occorre prevenire o ridurre la gravità dell'osteoartrite. In altre parole, gli obiettivi sono due: riduzione del dolore (zoppia) e minimizzazione della progressione verso il deterioramento articolare.

Il relatore ha illustrato le seguenti terapie mediche: terapia fisica e con onde d’urto, terapia con farmaci antinfiammatori non steroidei, somministrazione intrarticolare di corticosteroidi, ialuronici, somministrazione di glicosaminoglicani polisolfati, pentosano, polisolfati, integratori articolari per via orale e nuove terapie biologiche (inibizione delle me-

talloproteinasi, terapia genica). “What the equine practitioner needs to know about the biochemical manipulation of equine joint disease". C. Wayne McIlwraith. Proceedings of the 10th International Congress of World Equine Veterinary Association (Jan. 28 - Feb. 1, 2008 - Moscow, Russia). ■


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20 Vet Journal www.vetjournal.it

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VETERINARIA 10 | 2009

Fratture e lussazioni vertebrali: cane e gatto a confronto Sono numerosi gli aspetti distintivi, ma l'evoluzione clinica è assimilabile di MARIA GRAZIA MONZEGLIO no studio retrospettivo ha confrontato le fratture e le lussazioni vertebrali di 42 gatti e 47 cani, valutando l'impatto delle differenze di specie sul quadro clinico. Sono stati confrontati i dati riguardanti l’eziologia, le condizioni neurologiche, l'aspetto radiografico e il follow-up dei due gruppi. La regione toracolombare (T3-L3) era la sede più frequentemente interessata sia nel cane (58%) sia nel gatto (49%). Nel gatto non si osservavano lesioni della colonna cervicale né segni di sindrome di Schiff-Sherrington. Le lussazioni vertebrali erano significativamente più frequenti nel cane (20%) che nel gatto (6%), mentre la combinazione tra frattura e lussazione si verificava significativamente più spesso nel gatto (65%) che nel cane (37%). La dislocazione del segmento vertebrale caudale era soprattutto dorsale nel gatto e ventrale nel cane, con una differenza significativa di direzione tra gatti e cani di grossa taglia. L'evoluzione clinica non differiva significativamente tra le due

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popolazioni ed era infausta nella maggior parte dei casi (gatti: 61%; cani: 56%). Il grado di dislocazione e l'asse di deviazione erano entrambi significativamente associati a un'evoluzione peggiore nel cane, ma non nel gatto. Sebbene esistano numerose differenze nella manifestazione delle lussazioni e fratture vertebrali fra cani e gatti, queste non sembrano generalmente influenzarne l'evoluzione clinica. “Comparative study of vertebral fractures and luxations in dogs and cats” Bali MS, Lang J, Jaggy A, Spreng D, Doherr MG, Forterre F. Vet Comp Orthop Traumatol. 2009; 22(1): 47-53. ■

SINDROME VESTIBOLARE DA NEOPLASIA DEL PLESSO COROIDEO IN UN FURETTO n furetto (Mustela putorius furo) maschio castrato di sei anni veniva visitato per l’insorgenza progressiva di segni clinici neurologici caratterizzati da rotazione a destra della testa e atassia. L’esame neurologico rivelava emiparesi e assenza di propriocezione sul lato destro, consistente con una sindrome vestibolare centrale. La determinazione della glicemia escludeva la presenza di un’ipoglicemia secondaria a insulinoma. La tomografia con mezzo di contrasto rivelava la presenza di

U

una massa intracranica riferibile a granuloma o neoplasia. Il trattamento palliativo con prednisolone non otteneva alcun miglioramento. All’esame post mortem si poneva una diagnosi finale di papilloma del plesso coroideo originante del quarto ventricolo, neoplasia mai segnalata in precedenza in questa specie. “Vestibular Syndrome Due to a Choroid Plexus Papilloma in a Ferret” Yvonne van Zeeland, Nico Schoemaker, Maartje PassonVastenburg, and Marja Kik. J Am Anim Hosp Assoc 2009; 45 97-101. (M.G.M.)

ENCEPHALITOZOON CUNICULI: RAPPORTO PROTEINE/CREATININA a concentrazione di proteine e creatinina nelle urine è stata determinata nei campioni urinari prelevati da 74 conigli domestici sani, dei quali 54 sieronegativi e 20 sieropositivi per Encephalitozoon cuniculi. L'intervallo di riferimento calcolato per il rapporto proteine: creatinina urinario (UPC) nei conigli sieronegativi per E. cuniculi era pari a 0,11 - 0,40. Non si osservavano variazioni significative di UPC in relazione a peso corporeo,

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razza, sesso, sterilizzazione o tipo di allevamento dei conigli. La sieroconversione per E. cuniculi non era associata alla presenza di nefropatia clinica, poiché nessuno dei conigli sieropositivi presentava iperazotemia o proteinuria. “Urinary protein: creatinine ratio in rabbits in relation to their serological status to Encephalitozoon cuniculi” B. Reusch, J. K. Murray, K. Papasouliotis, and S. P. Redrobe. The Veterinary Record 164:293-295 (2009). (M.G.M.)


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Controlli veterinari Info Regioni

VETERINARIA 10 | 2009

Quelle provole che arrivano nei supermercati malgrado i controlli controlli dei Servizi veterinari sulle provole ci sono ed, in alcuni casi, hanno comportato delle sanzioni nei confronti di quelle aziende che hanno prodotto formaggi freschi utilizzando semilavorati lattiero-caseari in presenza di disciplinari ed etichettature legate a ben determinati territori. Il direttore dei servizio "Igiene degli alimenti di origine animale" dell'Ausl 7, Salvatore Baglieri, risponde alle preoccupazioni espresse due settimane fa dal vice presidente provinciale della Cia Massimo Salinitro sulla vendita in alcuni supermercati di provolette a prezzi stracciati, parlando di "dichiarazioni allarmistiche che presuppongono un'inefficienza dei servizi veterinari". Ma l'esponente agricolo si era limitato a chiedere controlli, visto che in alcuni casi questi prodotti riescono comunque a raggiungere i banconi dei supermercati. Non a caso, i servizi veterinari rilevano che la materia riguarda le frodi in commercio, sulle quali vigilano i Nas dei Carabinieri, il ministero delle Politiche agricole e gli stessi Consorzi certificatori dei prodotti Dop e Doc. "La produzione di formaggi con semilavorati conformi a requisiti chimici,

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BLUE TONGUE, TREDICI COMUNI SICILIANI DICHIARATI “ZONA INFETTA” redici comuni appartenenti alle province di Ragusa, Catania e Caltanissetta sono stati dichiarati ''zona infetta da blue tongue'': sono Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Monterosso Almo, Ragusa, Vittoria e Santa Croce Camerina (Rg); Caltagirone, Grammichele, Licodia Eubea e Mazzarrone (Ct); Gela e Niscemi (Cl).La decisione è stata presa, con apposito decreto, da Antonella Bullara, dirigente generale del dipartimento Attività sanitarie dell'assessorato regionale alla Sanità dopo aver ricevuto un rapporto del Centro nazionale di referenza per le malattie esotiche di Teramo con il quale veniva segnalata la positività sierologia nei confronti del virus ''blue tongue sierotipo 8'' di tre bovini di un'azienda di Acate e di un bovino di un'azienda di Vittoria. L'Ausl 7 di Ragusa, supportata dall'unità di crisi locale per le emergenze veterinarie, ha confermato l'esistenza di focolai del virus, precisando che non si trattava di capi vaccinati o importati. Come primo provvedimento è stato deciso di effettuare controlli clinici e di laboratorio sugli animali recettivi presenti nelle 44 aziende che ricadono nel raggio di 4 chilometri dalle aziende già interessate dai casi accertati. Inoltre, per scongiurare l'eventuale diffusione del virus, è stato ritenuto necessario e urgente adottare misure precauzionali in un’ampia zona territoriale, avente un raggio di 20 chilometri. In attesa dei risultati delle visite veterinarie e delle analisi sono state vietate le movimentazioni di animali appartenenti alle specie recettive alla blue tongue dalla ''zona infetta'' alla restante parte del territorio regionale, con l'eccezione degli animali destinati alla macellazione immediata. Sono stati allertati per la necessaria vigilanza i sindaci dei comuni interessati e i servizi veterinari delle Ausl di Ragusa, Catania e Caltanissetta. (Asca)

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fisici e microbiologici previsti dalla legge - spiegano dall'Ausl - trattandosi di problematica squisitamente annonaria e commerciale, non costituisce violazione delle norme sanitarie e non ha attinenza con la sicurezza alimentare". Sulla questione c'è stato un incontro tra lo stesso direttore Baglieri, alcuni suoi collaboratori ed il vice presidente provinciale della Cia Salinitro. "Il dottor Baglieri mi ha spiegato - afferma Salinitro - che i controlli vengono eseguiti ogni 15 giorni, rassicurando me e, quindi, i consumatori, sulla salubrità dei prodotti. Resta, tuttavia, il fenomeno della commercializza-

zione sottocosto di prodotti lattiero-caseari, sulla cui provenienza non bisogna abbassare la guardia. Conosco come i controlli vengono fatti a Ragusa, mentre non so quello che succede nelle altre province siciliane, spesso indietro rispetto alla nostra in tema di profilassi". Nella loro risposta, i Servizi veterinari hanno inoltre chiarito di essere "pienamente a conoscenza del fatto che vi sono delle aziende di trasformazione che producono formaggi freschi utilizzando come materie prime, oltre al latte fresco, anche semilavorati che possono essere d'importazione europea", precisando

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come "le norme vigenti consentono di utilizzare semilavorati d'importazione per la produzione di formaggi e di inglobare sotto la dicitura "latte" i semilavorati, in quanto essi stessi composti da latte. Tali semilavorati - rilevano tuttavia - non possono, invece, essere impiegati per la produzione di formaggi sottoposti a disciplinari di produzione e con diciture in etichetta che fanno esclusivo riferimento all'impiego di latte proveniente da zone geografiche ben definite, per esempio "latte degli altopiani iblei" oppure "latte ragusano". Piuttosto che invocare generici controlli punitivi, sarebbe auspicabile - aggiungono i Servizi veterinari - richiedere, a tutela delle produzioni locali, l'intervento dell'Unione europea, dei ministeri della Salute e della Politiche agricole, della Regione". (Gazzetta del Sud) ■


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22 Info Regioni Strutture veterinarie

In Toscana il pet corner è legge Le attività accessorie non sono considerate commerciali. Via libera anche al servizio di toelettatura on la Legge Regionale 6 marzo 2009, n. 7, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 6 del 13 marzo, la Toscana ha disciplinato le strutture veterinarie pubbliche e private con un atto di natura legislativa. Assume forza di legge la regolamentazione che altrove ricalca in forma di recepimento l’Accordo Stato Regioni sui requisiti minimi, tecnologici organizzativi e strutturali. La scelta della Legge come strumento giuridico consente alla Regione di introdurre un preciso apparato sanzionatorio e di introdurre alcune novità in sede regionale. Fra queste ultime, vanno sicuramente annoverate le “attività accessorie” (articolo 11), che nello spirito della legge toscana vanno nella direzione della “diversificazione del servizio offerto ai cittadini”.

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LE ATTIVITÀ ACCESSORIE Viene infatti consentita all’interno delle strutture veterinarie “la cessione di beni accessori funzionali al completamento della prestazione professionale sanitaria, quali articoli parafarmaceutici, diete alimentari ed attrezzature connesse alla salute animale”. Per svolgere queste attività è richiesto di darne comunicazione al servizio veterinario dell’azienda USL competente per territorio. La cessione di beni accessori può essere effettuata nel rispetto di alcuni criteri: a) effettuazione esclusivamente ad opera del medico veterinario nei riguardi del detentore dell’animale in cura; b) divieto di pubblicità all’esterno della struttura veterinaria; c) assoggettamento agli adempimenti amministrativi e fiscali previsti per la prestazione professionale sanitaria. Non si

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I REQUISITI

PUBBLICITÀ

Sono circa 650 le strutture veterinarie interessate dal provvedimento secondo la stima regionale. La legge si applica alle strutture veterinarie pubbliche e private aventi sede sul territorio regionale e disciplina: 1) le tipologie di struttura veterinaria ed i relativi requisiti minimi strutturali, impiantistici, tecnologici ed organizzativi; 2) il procedimento amministrativo per l’apertura delle strutture veterinarie; 3) gli obblighi conseguenti all’apertura di strutture veterinarie finalizzati a garantire la trasparenza e la correttezza dell’informazione ai cittadini detentori di animali; 4) i criteri per lo svolgimento di attività accessorie a quelle di cura nell’ambito delle strutture veterinarie e per la coesistenza di tali attività; 5) i termini e le modalità per l’adeguamento ai requisiti minimi e per la verifica del loro mantenimento.

Il titolare della struttura che esponga targhe e insegne pubblicitarie non conformi alla tipologia di appartenenza è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.000 a euro 3.000. È vietato pubblicizzare all’esterno della struttura il pet corner. È il comune ad esercitare la vigilanza.

TIPOLOGIE tratta di attività di tipo commerciale: è infatti vietato all’interno delle strutture veterinarie lo svolgimento di attività diverse da quella sanitaria, siano esse commerciali, artigianali o di allevamento.

TOELETTATURA Fra le attività accessorie, si ammette anche l’attività di toelettatura animale per la quale si fissano alcune condizioni: a) che l’attività sia svolta in locali adiacenti ma strutturalmente separati da quelli destinati all’attività sanitaria; b) i locali adibiti all’attività di toelettatura siano dotati individualmente dei requisiti richiesti per lo studio veterinario: almeno un locale adibito ad attività professionale e di servizio igienico. c) sia adottata ogni misura idonea a garantire la permanenza delle condizioni necessarie al corretto e decoroso svolgimento della professione veterinaria.

SANZIONI Il titolare della struttura che contravvenga alle disposizioni sulle attività accessorie e sulla toelettatura è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.000 a euro 6.000. La vigilanza sul pet corner spetta al Comune.

a) studio veterinario: struttura in cui il medico veterinario, generico o specialista, esplica la propria attività professionale in forma privata e personale, con o senza accesso di animali; b) studio veterinario associato: studio veterinario con o senza accesso di animali nel quale due o più medici veterinari, generici o specialisti, esplicano la loro attività professionale in forma privata ed indipendente, con la condivisione di ambienti comuni; c) ambulatorio veterinario: struttura avente individualità propria e organizzazione autonoma in cui vengono fornite prestazioni professionali, con accesso di animali, da uno o più medici veterinari, generici o specialisti, senza degenza di animali oltre quella giornaliera; d) clinica veterinaria o casa di cura veterinaria: struttura avente individualità propria ed organizzazione autonoma in cui vengono fornite prestazioni professionali da più medici veterinari, generici o specialisti, con possibilità di degenza di animali oltre quella giornaliera e di assistenza medico-chirurgica di base e/o di tipo specialistico; e) ospedale veterinario: struttura avente individualità propria ed organizzazione autonoma nella quale vengono fornite prestazioni professionali da più medici veterinari, generici o specialisti, con possibilità di degenza di animali oltre quella giornaliera, servizio di pronto soccorso garantito nell’arco delle 24 ore, presenza continuativa di almeno un medico veterinario e servizio di diagnostica di laboratorio; f) laboratorio veterinario di analisi: struttura veterinaria dove si possono eseguire, per conto terzi e con richiesta veterinaria, indagini diagnostiche strumentali di carattere fisico, chimico, ematologico, immunologico, microbiologico, citologico ed istologico su liquidi e materiali biologici animali, con rilascio dei relativi referti.

REQUISITI IN FORZA DI LEGGE La Regione ha inteso “accrescere il vincolo all’ottemperanza a requisiti strutturali resi cogenti”. Le sanzioni sono irrogate dal Comune che introita i relativi proventi, la vigilanza però compete all’autorità comunale solo su pet corner e pubblicità. La vigilanza dei requisiti è posta in capo alle Asl, nel caso in cui l’Azienda USL competente per territorio riscontri inadeguatezze rispetto ai requisiti essa fissa un congruo termine di tempo entro il quale tali inadeguatezze devono essere eliminate. Il mancato adempimento entro tale termine comporta l’applicazione della sanzione da parte dell’organo di vigilanza dell’Azienda USL che ha effettuato l’accertamento. Il titolare della struttura non adeguata ai requisiti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.000 a euro 6.000.

SEGNALAZIONE ALL’ORDINE Le violazioni riguardanti i requisiti, lo svolgimento delle attività accessorie e della pubblicità sono anche oggetto di segnalazione all’ordine provinciale dei medici veterinari.

AMBULANZA Sono ammesse strutture veterinarie mobili per il raggiungimento degli obiettivi istituzionali delle USL e per il soccorso di animali feriti o in gravi condizioni. Tali strutture sono utilizzate per lo svolgimento di attività organicamente collegate ad una o più strutture veterinarie. Le strutture mobili devono avere superfici facilmente lavabili e disinfettabili prive di sporgenze o altri fattori di rischio, aerazione e luminosità adeguate, nonché dotazioni sufficienti per l’attività prevista.

INIZIO NUOVA ATTIVITÀ Il titolare di studio veterinario nel quale non sia previsto l’accesso di animali può iniziare l’attività previa comunicazione al servizio veterinario dell’azienda USL competente per territorio e, per conoscenza, all’ordine professionale provinciale dei medici veterinari. In caso di studio veterinario associato, la comunicazione deve essere sottoscritta da tutti gli associati. Per tutte le altre tipologie di strutture veterinarie, il titolare può iniziare l’attività previa presentazione di una dichiarazione di inizio attività al comune in cui ha sede la struttura, con cui si attesta la sussistenza dei requisiti generali e specifici richiesti dalla legge. Il comune comunica l’avvio dell’attività della struttura veterinaria al servizio veterinario dell’azienda USL competente per territorio, nonché, per conoscenza, all’ordine. La disciplina dei requisiti stabiliti dalla legge si applica in caso di realizzazione di nuove strutture veterinarie e di ampliamento o di trasformazione di strutture già esistenti. Per ampliamento si intende un aumento della superficie pari ad almeno il 10% della struttura esistente; per trasformazione si intende la variazione della tipologia della struttura già autorizzata, con o senza lavori sugli edifici o parti di essi.

VARIAZIONE O CESSAZIONE In caso di variazione della denominazione e di cessazione dell’attività dello studio veterinario in cui non sono ammessi animali il titolare ne dà comunicazione al servizio veterinario dell’azienda USL competente per territorio e, per conoscenza, all’ordine. Stessa prassi per tutte le altre tipologie di struttura il cui titolare debba comunicare la variazione della denominazione o della ragione sociale o la cessazione dell’attività. Se si varia tipologia di struttura valgono anche le comunicazioni previste per l’avvio di nuova attività.

LE STRUTTURE GIÀ AUTORIZZATE Le aziende USL effettuano una verifica delle strutture veterinarie già autorizzate entro il termine di un anno dall’entrata in vigore della legge. Qualora risulti necessario, l’azienda USL assegna alla struttura un termine di adeguamento ai requisiti stabiliti dalla legge non superiore a due anni dalla data della verifica. La verifica della permanenza dei requisiti viene comunque effettuata con periodicità almeno quinquennale. ■


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61° Congresso SCIVAC Dalle Associazioni

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Il cane è il miglior amico dell’uomo anche nella cura delle malattie polmonari Un progetto di ricerca sulla standardizzazione del lavaggio broncoalveolare nel cane l cane è il miglior amico dell’uomo”, recita il celebre adagio. E il proverbio è vero anche in medicina, dove numerose ricerche hanno dimostrato come i cani possano rivestire un importante ruolo di sentinella per esempio nello studio sul rischio di cancro polmonare indotto da fumo passivo di tabacco. Di tutto questo e di tanto altro si è parlato in questi giorni a Milano, al 61° Congresso nazionale SCIVAC sulle malattie respiratorie croniche del cane e del gatto, cui sono intervenuti il prof. Venerino Poletti, direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia Interventistica dell’Ausl di Forlì, e il medico veterinario forlivese Davide De Lorenzi. Da qualche tempo a questa parte, la struttura forlivese collabora proprio col dottor Davide De Lorenzi, impegnato in un Dottorato di Ricerca della Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia, con un progetto di ricerca sulla standardizzazione del lavaggio broncoalveolare nel cane. Uomini e animali hanno infatti moltissime affinità biologiche, in quanto condividono numerose patologie e rappresentano quindi, da questo punto di vista, un’inestimabile fonte per il reciproco scambio di informazioni relative a patogenesi, diagnosi e terapia delle più svariate malattie, non solo in ambito pneumologico. A questo proposito, vi sono alcuni studi che mostrano la correlazione fra mesotelioma umano e canino in aree urbane nelle quali è stata provata una contaminazione ambientale da amianto. Gli animali domestici, proprio perché vivono a stretto contatto coi loro proprietari, risultano esposti agli stessi rischi ambientali, quali, ad esempio, radiazioni, campi elettromagnetici, polveri sottili, e fumo di sigaretta. Il 61° Congresso Nazionale SCIVAC per le

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IN RICORDO DI MARIO: “NON FIORI MA RICERCA” Ho conosciuto Mario ai tempi dell'università: un bravo ragazzo, sempre disponibile, sereno e positivo; uno come tanti. Ho conosciuto Mario come collega: buon professionista, appassionato, capace, curioso, onesto; uno come molti. Ho sentito parlare di Mario come Professore: ottimo docente, capace di trasferire scienza, entusiasmo della applicazione e della ricerca; uno come pochi. Ho conosciuto Mario nella grave malattia: giovane, babbo, marito, consapevole del rischio, ha affrontato il suo percorso con una pace invidiabile; unico. Il mio ricordo va al Prof. Mario Modenato, docente di Semeiotica Chirurgica presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di PISA. Arrivederci, Guido Pisani Per onorare l'entusiasmo per la ricerca e per l'insegnamento che Mario ha seminato, la famiglia, in collaborazione con il reparto DI EMATOLOGIA DI PISA, ha istituito una borsa di studio in suo ricordo. Chi lo desidera può contribuire tramite il C/C intestato a Veronica Marchetti INTESA SAN PAOLO - IBAN IT88 Y030 6924 8021 0000 0011932

malattie respiratorie croniche del cane e del gatto, tenutosi a Milano dal 6 all’8 marzo, ha rappresentato un importante momento di confronto fra le patologie respiratorie degli animali da compagnia e dell’uomo. Di fronte ad oltre 700 medici veterinari intervenuti da ogni parte d’Italia il prof. Venerino Poletti ha tenuto una lezione dal titolo «La Pneumologia Interventistica nella diagnosi e terapia

delle patologie broncopolmonari dell’uomo», mentre il medico veterinario Davide De Lorenzi, autore di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali, grazie anche all’esperienza di collaborazione con l’Unità operativa di Pneumologia Interventistica di Forlì, ha relazionato sull’importanza del lavaggio broncoalveolare nella diagnosi delle malattie polmonari del cane e del

gatto. Nel corso di questa presentazione sono state evidenziate le molteplici analogie interpretative esistenti fra liquido di lavaggio bronco-alveolare dell’uomo e degli animali da compagnia, sottolineando nel contempo le numerose ulteriori potenzialità che, in analogia con quanto già noto in medicina umana, possono derivare da uno studio comparato uomo-animale. ■


24 Lettere al Direttore

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Lettera aperta ai colleghi Cari colleghi, lasciate che interrompa il mio letargo. Un letargo così lungo che molti neanche si ricorderanno di me e tanti, la maggior parte, mai mi avranno sentito nominare. Sono Valerio Jarussi. Veterinario dal 1976, specialista in “Piccoli animali” con tesi in Etologia. Fanatico di Etologia dal 1969. Primo coordinatore del Gruppo di Studio di Etologia negli antichi anni ’80. Organizzatore del primo (e ancora unico) corso “annuale” di Etologia tenuto a Parma nell’89 con relatori del calibro di Mainardi, Parmigiani, Ballarini, Nieder, Verga, Lupo, Baldaccini, Monti, Carenzi, eccetera, eccetera. Poi, però, è arrivato il tempo del Comportamentalismo e dei comportamentalisti, con tutte le loro belle teorie e strategie per la buona convivenza “uomo-animale”. Dopo un timido tentativo di integrazione, mi decisi per un definitivo ritiro in buon ordine: troppi principi non condivisi; troppo diversi gli approcci; troppo distanti i punti di vista… Il comportamentalista insegna come correggere un comportamento indesiderato; come agire per evitare una reazione inopportuna; come interpretare un comportamento; come adeguare il proprio comportamento a quello del cane… E con tutto quello che si sente, Dio solo sa se c’è bisogno di comportamentalisti. Ben vengano, allora! Non è più tempo per gli etologi! L’etologo non insegna a corregge i comportamenti indesiderati: impedisce proprio che insorgano! L’etologo non dice come evitare le reazioni inopportune: procura, invece, che non ci siano reazioni inopportune, a qualunque stimolo! L’etologo non deve interpretare il linguaggio dei cani: l’etologo, coi cani, ci “parla” proprio; “li capisce e si fa capire”! L’etologo non si adegua ai cani: interagisce con loro! L’etologo lavora a monte… Ma purtroppo i proprietari vengono a chiedere aiuto solo e sempre quando il problema è ormai in atto. E in questo caso l’etologo non serve… C’è poco da dire… In questo caso serve il comportamentalista! Perciò mi sono eclissato. Per questo sono sparito. Però ogni letargo ha un termine. Per lungo che sia, mai può durare all’infinito: si chiamerebbe morte. Nel letargo si rimane vivi. Vivi e vigili. Non sembra, ma si percepisce tutto e quando si superano certi limiti… quando non si può sopportare oltre… è tempo di svegliarsi, di far sentire la propria voce, magari gridando. Ora il limite è stato superato. Eccome se è stato superato! Superato da tutte queste nuove sparate sui “cani impegnativi”: guinza-

“Una intesa relazionale fra il mondo accademico e quello del lavoro è condizione essenziale per rilanciare un processo di sviluppo che attinga nel modo più produttivo al vitale patrimonio umano e intellettuale delle nuove generazioni". Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica

gli corti, parchi vietati ai cani, patentino per i proprietari… Già me l’immagino: ora più di prima fioriranno veterinari “esperti”, tutti rigorosamente dipendenti, in giro per le scuole o chissà dove, a sparare cazzate in virtù di quelle quattro, cinque nozioni “appiccicate” a memoria, imparate in un qualche corso ECM su “Approccio ai problemi comportamentali, bla, bla, bla…” Per qualche spicciolo di straordinario, andranno a riempire la testa a studenti, rotariani o qualche altro povero disgraziato, con regole e suggerimenti tipo: non guardate mai i cani negli occhi; non togliete loro la scodella; non giocate al “tiro alla fune”… e mille cavolate simili. IMPOSTORI! Io mi inchino davanti ai veri comportamentalisti. Non sono in sintonia coi loro metodi e obiettivi ma, porca miseria! loro sono professionisti veri! Esperti veri! Buttano il sangue sui libri e in campo. Studiano. Sperimentano. Si aggiornano… Ma questi impostori dell’ultima ora, mercenari arraffa tutto, sempre pronti a salire sul primo carro… sono intollerabili! Intollerabili e pericolosi! Possono portare solo danni!!! Ascoltatemi! Per piacere. Prima che mi rituffi nel prossimo profondo letargo: chi ha voce per farsi valere, intervenga! Subito! Prima che sia troppo tardi. Questa cosa di come educare e allevare i cani, è una faccenda seria. Le sentite, in televisione, le cose che succedono!?! Non è roba per improvvisati. Non basta un corso di mezza giornata per diventare esperti! Anzi, secondo me, non è pane nemmeno per i comportamentalisti. Non me ne vogliano, l’ho detto quanto li stimo… ma non è affar loro. I comportamentalisti, così come si sono formati, proposti e costruiti, intervengono quando c’è da correggere. Qui, invece, si deve “prevenire”! È cosa seria, non scherziamo: è roba per ETOLOGI!!! Valerio Jarussi - Foggia


Novartis Animal Health Dalle Aziende

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“Crediamo nel mercato veterinario italiano”

Bruno Voyer, responsabile Sud Europa e amministratore delegato di Novartis Animal Health Italia. n uno scenario economico nel quale tutti si muovono con la massima cautela e non di rado stanno immobili, nell’attesa e nella speranza che la tempesta si allontani, c’è anche chi dà prova di dinamismo, decidendo di rafforzarsi, di investire e di assumere. E non si tratta di una piccola e inesperta azienda in vena di avventure; si tratta di Novartis Animal Health, una delle ‘firme’ più prestigiose del mercato, divisione veterinaria di uno dei leader globali della salute.

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In questo settore, oggi, Novartis Animal Health è l’unica azienda che sta investendo, e non poco. Perché questa scelta, per di più in un momento di recessione come questo, e con quali obiettivi?

mata da 18 persone, quindi sarà numericamente più robusta della precedente e potrà così assicurare una presenza più capillare sul territorio. Allo stesso tempo, potenzieremo il nostro servizio tecnico ”.

Lo chiediamo a Bruno Voyer, responsabile Sud Europa e amministratore delegato di Novartis Animal Health Italia. “Perché crediamo nelle potenzialità del mercato veterinario italiano che è il quinto in Europa per dimensioni e siamo convinti di potervi recitare un ruolo ancora più importante di quello che abbiamo esercitato fino ad oggi. Siamo determinati a rafforzare la nostra presenza in Italia, puntando sulle persone e sulla qualità dei nostri prodotti e del servizio che vogliamo offrire ai clienti, cioè ai veterinari. È vero, il momento economico è difficile, ma la nostra è una decisione strategica, il cui orizzonte temporale va ben al di là della fase contingente”.

L’aspetto che più colpisce e che è sicuramente ‘contro corrente’ rispetto ai trend degli ultimi anni, è la decisione di puntare su una rete di vendita costituita da collaboratori dipendenti. Quali sono le motivazioni di questa decisione? “Con una forza vendita diretta è possibile trasformare più facilmente l’intera organizzazione, interna ed esterna in un team coeso, capace di muoversi in modo allineato e tempestivo nei confronti del cliente e del mercato. Lo consente proprio il mutamento di rapporto contrattuale. Una struttura commerciale di questo tipo permette un migliore allineamento e una maggiore condivisione degli obiettivi e delle priorità. Inoltre – e questo è un altro aspetto chiave – diventa più snello e più efficace il flusso delle informazioni, grazie alla drastica riduzione di filtri e mediazioni.

Avete annunciato novità consistenti riguardo alla rete di vendita. Come (e quanto) è destinata a cambiare? “Cambia in modo sostanziale. Abbiamo deciso di dare vita a una rete di vendita diretta, formata da informatori, dipendenti di Novartis Animal Health. Questa struttura sarà for-

Veniamo adesso al veterinario. Con questa vostra nuova organizzazione che cosa cambierà per lui? In altre parole, come ritenete possa migliorare il vostro

organizzato da

servizio nei suoi confronti? “Questo è l’aspetto centrale del cambiamento che stiamo effettuando ed è quello che, in ultima analisi, lo ha determinato. Il nostro obiettivo, infatti, è far sì che i veterinari riconoscano in Novartis Animal Health un’azienda in grado di offrire un servizio che altri non possono garantire. Ciò significa che i nostri informatori, da sempre partner affidabili e autorevoli dei veterinari, dovranno assicurare con maggiore continuità un supporto efficace e di alto livello alla loro attività quotidiana. Per questo tutta la forza vendita sarà composta da professionisti dotati di un solido background scientifico, grazie a un programma di formazione permanente, anche a livello internazionale. Attraverso la nostra rete e i corsi che l’azienda organizza, il veterinario potrà avere a disposizione più informazioni, in grado di aiutarlo realmente a gestire al meglio il lavoro e le sfide di ogni giorno. Un esempio sarà la formazione continua in cardiologia, nefrologia e dermatite atopica. In sintesi, Novartis Animal Health ha tutte le potenzialità per aumentare la sua presenza presso il veterinario italiano, fornendo servizi di formazione e di informazione sempre più qualificati. Il compito che ci siamo dati, ora, è quello di tradurre questa potenzialità in realtà”. ■

certificata ISO 9001:2000

Edizioni Veterinarie E.V. srl

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PROSSIMI AGGIORNAMENTI SCIENTIFICI SCIVAC - SIVAE Per informazioni: Segreteria SCIVAC - Paola Gambarotti - Tel. 0372/403508 - Fax 0372/403512 - E-mail: info@scivac.it - www.scivac.it

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DIRETTORE Igor Pelizzone, Med Vet, Reggio Emilia RELATORI ED ISTRUTTORI Stefano Cusaro, Med Vet, Novara Adriano Lachin, Med Vet, Maerne (VE) Igor Pelizzone, Med Vet, Reggio Emilia Massimo D’Acierno, Med Vet, Milano Lorenzo Crosta, Med Vet, Como Giuseppe Visigalli, Med Vet, Varedo (MI) ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36) QUOTE Soci SIVAE/SCIVAC: € 550,00 + IVA 20% Non soci: € 700,00 + IVA 20%


26 Calendario attività Dal 18 marzo al 18 aprile Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi Edizioni Veterinarie E.V. srl

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INCONTRO SOVI INCONTRO SIOVET INCONTRO SVIDI

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CALABRIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

2° IT. OFTALMOLOGIA: III PARTE - OFTALMOLOGIA. VITREO, RETINA, NEUROFTALMOLOGIA, MALATTIE EREDITARIE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LA FISSAZIONE INTERNA CON PLACCHE LCP A STABILITÀ ANGOLARE - Novotel Bologna Fiera, Bologna Via Michelino, 73 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it IL METODO HACCP: UNO STRUMENTO PER IL PERSEGUIMENTO DI OBIETTIVI DI SICUREZZA ALIMENTARE NELLA LEGISLAZIONE EUROPEA - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accr, - Per info: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it IL CORSO SOVI-FSA PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE OCULARI EREDITARIE: IL PUNTO SULLE MALATTIE EREDITARIE DEL FONDO DELL’OCCHIO DEL CANE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Rich. Accr. - Per info: Lucia Tornaghi - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA FELINA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lucia Tornaghi - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 E-mail: socspec@scivac.it DIAGNOSTICA PER IMMAGINI DELL’APPARATO GENITALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lucia Tornaghi - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it ELEMENTI PER UN CORRETTO APPROCCIO CLINICO E TERAPEUTICO DELLA MALATTIA CARDIOVASCOLARE - Palagarden, Roges di Rende (CS) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it COSA C’È DI NUOVO NELLA DIAGNOSI, PROGNOSI E TERAPIA DEI DISORDINI INFIAMMATORI CRONICI DELL’APPARATO GASTROENTERICO DEI PICCOLI ANIMALI - Jolly Hotel - Castenaso (BO) - VIA VILLANOVA 29/8 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

ADVANCED VETERINARY DIAGNOSTIC IMAGING: PRACTICAL AND INTERACTIVE CT WORKSHOP Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento

INCONTRO SIVAE

POA NELLA MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it

SEMINARIO SIVE

CARDIOLOGIA EQUINA: APPROCCIO CLINICO ALLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI NEL CAVALLO - Malpensa Fiere, Busto Arsizio (VA) - Via XI Settembre 16 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it CORSO BASE “CARDIOLOGIA EQUINA: APPROCCIO CLINICO ALLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI NEL CAVALLO - SAB Società Allevamento Besnate - Mornago (VA) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it RUOLO DELLA FISIOTERAPIA NELLA CORRETTA GESTIONE DEL PAZIENTE AFFETTO DA ERNIE DISCALI - Hotel Selene - Pomezia (ROMA) - Via Pontina km 30 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHRONIC KIDNEY DISEASE E STADIAZIONE IRIS: NEFROPATIA CRONICA NEL CANE E NEL GATTO - Bari Sheraton Hotel - Via Cardinale Agostino Ciasca 9 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it OFTALMOLOGIA VETERINARIA IN EVOLUZIONE: DAL CANE AGLI UCCELLI - Cagliari - Ordine dei Medici Veterinari - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO DI FORMAZIONE PER ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI, LOTTA ANTINCENDIO E GESTIONE DELL’EMERGENZA - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 3 Crediti- Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it CORSO PER DATORI DI LAVORO IN STRUTTURA VETERINARIA. LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 12 Crediti - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it PROSPETTIVE IMMEDIATE E FUTURE IN ANESTESIA VETERINARIA - Vittoria Centro Congressi, Montecatini Terme - Via Baccelli, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CORSO SIVE INCONTRO REGIONALE SCIVAC LAZIO

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PUGLIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC SARDEGNA IN COLLABORAZIONE CON ASVAC E ORDINE DI CA CORSO ANMVI CORSO ANMVI SEMINARIO SCIVAC

laPROFESSIONE

VETERINARIA 10 | 2009

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

CORSO ANMVI

CORSO PER ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 10 Crediti - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC CAMPANIA

MEDICINA E CHIRURGIA DEI RETTILI - Stazione Zoologica Anton Dohrn (Napoli) - Villa Comunale - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC ABRUZZO

COSA C’È DI NUOVO NELLA DIAGNOSI, PROGNOSI E TERAPIA DEI DISORDINI INFIAMMATORI CRONICI DELL’APPARATO GASTROENTERICO DEI PICCOLI ANIMALI - Hotel Miramare - Città Sant’angelo (PE) - Via Tito De Caesars, 8 ECM: Rich. Accr. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it L’ESAME CITOLOGICO QUANDO MENO TE LO ASPETTI: OVVERO QUANDO LA DIAGNOSI È LETTERALMENTE SOTTO I TUOI OCCHI - Matera - Hilton Garden Inn - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHIRURGIA PLASTICA E RICOSTRUTTIVA - Auditorium Comunale - Villair di Quart (AO) - Fraz. Bas Villair ,19 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA INCONTRO REGIONALE SCIVAC VALLE D’AOSTA

INCONTRO ANMVI / GPM / SCIVAC

SEMINARIO GPM - ANMVI- SCIVAC - Palermo - Sicilia - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Milena Migliavacca - Tel. +39 0372 403536 - E-mail: management@anmvi.it

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

2° IT. DERMATOLOGIA: III PARTE - TERAPIA IN DERMATOLOGIA DEL CANE E DEL GATTO: APPRENDIMENTO BASATO SUL PROBLEMA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

SEMINARIO NAZIONALE SIVAR

LA GESTIONE DELLA SALA PARTO - SIPER (Fiere Reggio Emilia) - Via Filangieri, 15 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Marketing e pubblicità - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it

GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SIVAR IN COLLABORAZIONE CON ORDINI DEI MED. VET. DI BRESCIA, CREMONA, MANTOVA E VERONA CORSO SIVE

FATTORI CHE INFLUENZANO IL SUCCESSO RIPRODUTTIVO NELLA VACCA DA LATTE - West Garda Hotel, Padenghe sul Garda (Brescia) - Via Prais, 32 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it CORSO AVANZATO “ECOGRAFIA TENDINEA E ARTICOLARE DEL CAVALLO” - Reggia di Venaria Reale - Torino - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - Email: info@sive.it

Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Chiuso in stampa il 16 marzo 2009

SOLUZIONI

Quanto dura la gravidanza di una puzzola? Circa 33 giorni

Uveite cronica Circa 64 giorni Trauma

Il merlo indiano, trachemys cripta elegans (la tartaruga dalle orecchie rosse), il pesce rosso, il riconoscimento del sesso negli uccelli dimorfici, la moffetta, le patologie della cute e della corazza dei cheloni. Incontro SIVAE, Cremona Settembre 2004

La causa più comune di cataratta nel cavallo adulto è rappresentata da:

Risposta corretta: b)

QUIZ 2 1 anno

QUIZ 1

Cause nutrizionali

4 mesi

Risposta corretta: a) 13° Congresso Multisala SIVE, Bologna gennaio 2007

Cause ereditarie


Professione Veterinaria, Anno 2009, Nr 10  

Professione Veterinaria è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

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