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la VETERINARIA

PROFESSIONE

A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

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SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 8, numero 2 dal 17 al 23 gennaio 2010

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. soc. cons. a R.L. - Cremona

CERTEZZA DIAGNOSTICA PER I CAVALLI

REGIONI INADEGUATE AL PACCHETTO IGIENE

VETERINARIO ASL CONDANNATO PER MINACCIA

IL FONDO SANITARIO ANMVI RESISTE

CONVEGNO SULLA SICUREZZA DEI VETERINARI

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TARIFFE POSTALI: CONFERMATI GLI AUMENTI

BREVI SALMONELLOSI Il Ministero della Salute raccomanda un'attenta visione e diffusione dei “Programmi di controllo delle salmonellosi nelle ovaiole, riproduttori e polli da carne Gallus Gallus e nei tacchini da riproduzione e da ingrasso, anno 2011”. Anticipate nuove disposizioni comunitarie in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea. Nuove scadenze per l'accesso e l'utilizzo dei sistemi informativi veterinari.

ECM Come l'ANMVI anche i dentisti dell'ANDI criticano le regole ECM per i liberi professionisti: così com'è organizzato, il sistema ECM penalizza eccessivamente i liberi professionisti e non è garanzia di un reale e qualificato aggiornamento. E la Commissione Albo Odontoiatri, dopo qualche incomprensione iniziale, li appoggia.

COMITATO Con Decreto del Presidente del Consiglio sono stati prorogati di un biennio gli organi collegiali del Ministero della Salute, fra cui il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare ed altri organismi di interesse veterinario, "per i quali si valuta positivamente la perdurante utilità".

PERSEO Via libera al fondo nazionale di pensione complementare per i lavoratori dei comparti delle regioni e delle autonomie locali e del Servizio sanitario nazionale, denominato Perseo. Con la ratifica notarile, il fondo è stato istituito ufficialmente. Anche Perseo nell’albo della Covip.

TREND Dallo studio "Professioni, occupazione e fabbisogni" pubblicato a fine 2010 dall’Isfol emerge che nei prossimi tre anni le quotazioni dei medici veterinari sono in crescita. La notra categoria è inserita tra le professioni intellettuali scientifiche "ad elevata specializzazione" e nelle fila degli "specialisti nelle scienze della vita".

STRESS Dopo diversi rinvii è confermata la scadenza del 31 dicembre 2010 per l'effettuazione della valutazione del rischio stress-lavoro-correlato. Obbligatorio per i veterinari datori di lavoro valutare le situazioni di stress che possono verificarsi sul posto di lavoro.

AMORE PER TUTTA LA VITA

www.anmvioggi.it

AGGIORNAMENTO

1°congresso senza crediti ECM La SIVE apre la serie dei congressi non accreditati. La seguiranno SCIVAC e SIVAR con 5 mega-eventi nel 2011 A PAGINA 3

Dal 1° aprile 2010 il governo ha sospeso il versamento dei contributi alle Poste Italiane necessari per mantenere in vigore le tariffe postali agevolate per gli editori. Dal 1° aprile, quindi, le tariffe postali per l’invio di pubblicazioni periodiche sono di colpo aumentate in modo considerevole, sino al 120% di incremento, mettendo pesantemente in crisi tutti gli editori, soprattutto quelli come noi che non hanno un ritorno economico attraverso gli abbonamenti. La protesta delle associazioni degli editori è stata forte ed immediata ma non ha trovato alcuna attenzione nel Ministro Tremonti che ha ritenuto di dover rifiutare ogni richiesta in merito. Anche noi, con il numero 26/2010 di questa rivista, abbiamo denunciato questa situazione spiegando ai nostri lettori l’assurdità di questa decisione che ha penalizzato fortemente l’editoria senza scopo di lucro. È iniziata quindi una lunga trattativa con le Poste Italiane per arrivare alla definizione di nuove tariffe postali che pur dovendo escludere il contributo statale venissero incontro, almeno in parte, alle reali esigenze degli editori per poter continuare la loro attività. Con la mediazione del Governo si è arrivati quindi al decreto intermi-

nisteriale del 21 ottobre, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 novembre, che definisce le nuove tariffe postali per la spedizione delle pubblicazioni periodiche a partire dal 1° settembre 2010. Le nuove tariffe prevedono, rispetto a quelle vecchie, un aumento immediato del 38% ed un ulteriore aumento del 17% a partire da settembre 2011. Quindi l’aumento globale sarà alla fine superiore al 55%. Certamente non poco anche se decisamente meglio rispetto all’aumento del 120% che stiamo subendo dal 1 aprile 2010. È interessante vedere come sono stati calcolati questi incrementi in quanto il 38% è un valore medio derivante da tre diverse percentuali riferite ad aree geografiche differenti: il 24% per le aree metropolitane (le grandi città: Milano, Venezia, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli), il 29% per i capoluoghi di provincia ed il 43% per le aree extraurbane. La differenza fra la prima e la terza area è notevole, quasi un 20%, giustificata dalle Poste Italiane per i maggiori costi di consegna, ma in verità fortemente penalizzante per chi abitando in zone extraurbane è già costretto a subire continuamente disservizi e ritardi di consegna. Antonio Manfredi

MEDICINA DIFENSIVA UN BELL’ARTICOLO APPARSO SUL CORRIERE DELLA SERA ESAMINAVA LE DENUNCE ARRIVATE AI MEDICI NEGLI ULTIMI 10 ANNI DA PARTE DI PAZIENTI, ovviamente, poco soddisfatti dell’operato dei professionisti sanitari. Ogni anno il numero delle azioni legali nei confronti di medici continua ad aumentare con una progressione preoccupante (il 200% negli ultimi 10 anni) che costringe tutti gli operatori ad assicurarsi con polizze che diventano sempre più care essendo il rischio più frequente e le richieste economiche per danni sempre maggiori. Questa situazione in continua evoluzione spinge anche i medici a comportamenti sempre più attenti, soprattutto nel ridistribuire, se non scaricare, il rischio. Aumentano così le prescrizioni di analisi di laboratorio o strumentali molto spesso del tutto inutili o di visite specialistiche il più delle volte solo per una condivisione di una diagnosi probabilmente già chiara e definita. Questa medicina, che l’autore dell’articolo definisce “medicina difensiva” in realtà sembra non avere migliorato la qualità delle prestazioni ma di aver incrementato soltanto la spesa sanitaria nazionale. Il settore della Medicina Veterinaria risente per ora marginalmente di questa situazione anche se i casi di azioni legali verso i veterinari sono in continuo aumento e sarebbe quindi oltremodo necessario avere almeno una polizza assicurativa di RC. Alcune condanne, con anche pesanti danni da versare al cliente, sono già state emesse negli ultimi tempi e questo dovrebbe spingerci a comportamenti professionali più attenti e corretti nel rispetto della nostra professionalità e delle BPV. Per ora, comunque, si ha l’impressione che l’unica “medicina difensiva” applicata dai veterinari sia quella derivante dalla crisi del settore e dalla concorrenza sempre più forte e vivace, spesso al limite della correttezza.

@nmvi Oggi - L’informazione Veterinaria On Line


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Aggiornamento scientifico SIVE

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È della SIVE il primo congresso che volta le spalle al sistema ECM Pochi crediti e troppi costi. La decisione di non accreditare gli appuntamenti congressuali

di MARCO LIVINI Presidente SIVE a SIVE è la prima fra le Società Scientifiche federate in ANMVI a mantenere fede all’impegno assunto a dicembre e a non accreditare il suo XII Congresso nel programma ECM. Il multisala di Montesilvano (46 febbraio 2011) infatti non rilascerà ai Colleghi partecipanti nessun credito formativo ECM. Si tratta di una decisione importante per una Società che si fonda sull’aggiornamento permanente e che da anni concorre al progresso in medicina equina ai più alti livelli internazionali. Ma riteniamo che si tratti di un provvedimento inevitabile e desidero spiegare ai miei Colleghi Soci perché. Le motivazioni partono da un dato di fatto molto semplice: le nuove regole del sistema di educazione continua in medicina avrebbero assegnato 1 solo credito giornaliero all’evento. Un unico credito a fronte di un impegno congressuale notevole e di un livello scientifico altissimo. Basta leggere il programma (3 giornate di lavori, 9 relatori stranieri di livello internazionale, workshop di ortopedia, riproduzione e medicina interna e sessioni specialistiche con SIOCE, SIRE e SIPE) per constatare il deprezzamento avvilente a cui saremmo andati incontro. Abbiamo quindi

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deciso, in Consiglio Direttivo, di non richiedere quell’unico credito e di considerarci, anche senza l’ECM, in perfetta sintonia con l’obbligo deontologico di aggiornamento e con la nostra coscienza professionale. Basti a testimoniare la nostra responsabilità di medici, il valore intrinseco di un animale come il cavallo e il suo valore economico, un fattore che ogni Collega ippiatra conosce bene e che fa capire il livello di consapevolezza professionale necessario nella nostra pratica. In definitiva è anche una questione di rispetto. Un multisala come il XII Congresso della SIVE rappresenta un impegno organizzativo ed economico per noi professionisti che investiamo tempo e risorse intellettuali e finanziarie in questi tre giorni che, oltre alla full immersion scientifica, garantiscono il confronto diretto di quasi tutti i professionisti che operano in Italia nell’ambito della medicina equina. In cambio, il Ministero della Salute non ci riconosce agevolazioni fiscali e non ha previsto forme di compensazione economica per il tempo sottratto alla pratica professionale e per il mancato guadagno. Secondo i parametri della Commissione nazionale ECM aggiornarsi con la formula congressuale non è garanzia di efficacia dell’apprendimento e quindi la fatica, l’impegno e l’entusiasmo che noi Colleghi ippiatri abbiamo profuso in queste giornate non merita più di 1 credito. Continueranno ad essere accreditate ECM altre formule di aggiornamento che il ministero apprezza di più e per le quali è disposto a darci più crediti. Ma anche in questo caso continueremo a chiedere la detassazione dell’aggiornamento ECM, senza la quale la stessa FNOVI ha dichiarato che non può sussistere un obbligo per i liberi professionisti. La scelta della SIVE è la stessa che anche i Consigli direttivi di SCIVAC, SIVAR e SIVAE hanno approvato a dicembre. Abbiamo le stesse motivazioni di fondo e tutte chiediamo ad ANMVI di proseguire nella richiesta di un ECM profondamente riformato dal punto di vista fiscale e degli incentivi economici, più adeguato alle moderne formule di formazione continua, più logico e realista nel regolamentare il conflitto di interessi. Se il sistema ECM non sa riconoscere l’aggiornamento reale e se pretende di imporci esclusivamente un obbligo oneroso (su cui pesano dubbi di costituzionalità secondo i legali dell’ANMVI) la SIVE ha deciso di non coinvolgere i propri iscritti in questo sistema. ■

CERTEZZA DIAGNOSTICA PER I CAVALLI SOTTOPOSTI AL TEST l Piano di sorveglianza e controllo per l’anemia infettiva degli equidi (Gazzetta Ufficiale del 18 settembre 2010, n. 219) in vigore dal 19 settembre, rende obbligatoria l’esecuzione di controlli sierologici almeno una volta ogni 24 mesi per l’anemia infettiva degli equidi su tutti gli equidi stanziali di età superiore a sei mesi. Il caso di Rocket - sotto sequestro sanitario per positività all’anemia infettiva equina - è finito su You Tube e sulla stampa. Rocket è un giovane cavallo da compagnia, l’unico equide di proprietà di una famiglia romana che lo impiega per l’addestramento dolce. Sottoposto al test obbligatorio, il cavallo è stato sequestrato dopo svariati accertamenti basati su metodiche diagnostiche (test Elisa e Immunoblotting) che hanno dato esiti dubbi o di positività; al contrario, il test ufficiale previsto dalla legislazione, quello di Coggins, dice che l’animale è sano. I proprietari hanno presentato ricorso al TAR del Lazio che però “respinge l’istanza”. L’ordinanza del Tribunale dà ragione all’Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana, difeso dall’Avvocatura di Stato: “non si ritiene che sussistano i presupposti per l’accoglimento della proposta istanza cautelare alla luce della documentazione depositata in giudizio da parte dell’amministrazione ed avente ad oggetto le verifiche effettuate da parte degli organi tecnici della stessa al fine di valutare l’effettivo stato di salute dell’equide di cui trattasi e quindi della conseguente puntuale ed approfondita relazione al riguardo”. L’animale resta dunque sotto sequestro, malgrado anche la Regione Lazio abbia confermato che i test ufficiali di riferimento per l’anemia infettiva equina sono solo i Coggins, in linea con una legislazione nazionale ed internazionale sorretta dalla letteratura scientifica. La Regione infatti incarica le ASL e l’IZS dell’esecuzione della determinazione pubblicata nel BUR del 28 dicembre 2010, dove si legge che “l’IZSLT impiega come metodo di screening sierologico il metodo Elisa”, ma anche che “la positività in Elisa deve essere confermata mediante un test di immunodiffusione in gel di agar in grado di rilevare la presenza di anticorpi diretti contro la proteina del capside p26. Questo test, noto anche come Test di Coggins, parzialmente modificato dall’OIE, è il test per la conferma ufficiale di positivi (DM 4 dicembre 1976 e OM 14 novembre 2006)”. A nulla sono valse in questo senso le ragioni dei proprietari che hanno chiesto il dissequestro evidenziando che le norme italiane ed estere individuano come test di riferimento per l’accertamento della positività alla anemia infettiva il test di Coggins, riconosciuto sia dall’OIE che a livello internazionale. ANMVI e SIVE si sono rivolte al Ministero della Salute per chiedere se corrisponda al vero quanto appreso a mezzo stampa e per sollecitare - qualora i fatti siano stati descritti fedelmente - un chiarimento. “Ci troviamo in presenza di un sequestro sanitario a vita per un animale da compagnia, che viveva da solo e non partecipa a competizioni - dichiara Paola Gulden (SIVE) - nei confronti del quale sarebbe grave aver preso un provvedimento sanitario drastico malgrado il test ufficiale lo dichiari negativo. La circostanza merita un chiarimento perché un provvedimento tanto radicale per la salute e il benessere di un cavallo non può essere adottato su basi discrezionali, ma solo sulla base di indagini diagnostiche validate e garanzie di legge”. “L’anemia infettiva equina - prosegue Paola Gulden - si testa con il test di Coggins dato che altre metodiche, ad oggi, non sono sorrette dalla medesima validazione scientifica. Se il cavallo è stato sequestrato senza certezza diagnostica e quindi non a rigore di legge andrebbe certamente dissequestrato al più presto. Tra l’altro l’AIE - che non si sta manifestando nei cavalli di alto lignaggio e non rappresenta un pericolo per la salute umana - non dà adito nemmeno a decisioni più prudenziali del dettato di legge, che proprio con l’adesione del test di Cogging garantisce la sanità equina e tramite la certezza diagnostica salvaguarda l’animale da decisioni tanto drastiche per il suo destino da equivalere ad una condanna a vita”. “Confidiamo - conclude Paola Gulden - in un chiarimento istituzionale”.

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4 Attualità Sanità pubblica

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Fazio alle Regioni: assetto veterinario inadeguato al pacchetto igiene Il Ministro chiede a Coletto di portare il problema in Conferenza Stato-Regioni

l Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha scritto al coordinatore degli Assessori alla Sanità, Luca Coletto, chiedendo di affrontare in Conferenza Stato Regioni i problemi che affliggono l'attuale assetto organizzativo delle Regioni e Province Autonome, in relazione ai compiti a cui sono chiamati i Servizi Veterinari dopo l'emanazione del "pacchetto igiene". Il Ministro Fazio esprime "forte preoccupazione per l'attuale assetto organizzativo delle Regioni e Province Autonome le quali ad oggi non hanno ancora adottato i necessari provvedimenti normativi per adeguare il proprio assetto organizzativo alle predette nuove esigenze derivanti dalla richiamata legislazione comunitaria". Il pacchetto igiene, sottolinea il Ministro, "impone una svolta storica nel modo di interpretare i controlli, in quanto occorre, oggi, provvedere all'attuazione dei medesimi attraverso un'attività di programmazione e pianificazione del lavoro da concordare tra le autorità competenti". "Nelle Regioni e nelle Province Autonome - prosegue la nota del Ministro non è stata creata una struttura organizzativa che possa fungere da chiave della governance della sicurezza degli alimenti e della sanità animale sull'intero territorio di competenza, e che nel contempo costituisca il punto di riferimento e di contatto per l'Autorità centrale". E ancora: "La mancanza di criteri organizzativi comuni ha comportato una difformità nell'organizzazione delle strutture regionali e soprattutto una grave disparità della dotazione organica, sia dal punto di vista numerico che da quello professionale, con la conseguente difforme erogazione dei servizi e delle attività sul territorio nazionale". Secondo il Minsitro "occorrerebbe in particolare intervenire per la

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qualificazione del personale e per porre fine alla disparità di inquadramento giuridico dei dipendenti regionali rispetto a quelli del Servizio Sanitario Nazionale". È necessario, scrive ancora Fazio, "un faticoso percorso di adeguamento finalizzato non solamente alla riorganizzazione delle attività di controllo ufficiale, ma soprattutto ad una generale ridefinizione degli assetti delle autorità competenti preposte allo svolgimento dei controlli in questione". I Servizi Veterinari "svolgono un'azione di supporto fondamentale all'attività di indirizzo e coordinamento del Ministero della Salute". Per questo, è sempre più necessario un "modello di sanità pubblica integrata, da realizzare attraverso una costante e fattiva collaborazione ed interazione fra tutte le autorità competenti". La lettera del Ministro della Salute al coordinatore degli assessorati alla sanità si chiude con l'invito a trattare le problematiche esposte in sede di Conferenza Stato-Regioni, "in virtù del principio di leale collaborazione che sempre deve connotare i rapporti tra le Autorità centrali e quelle regionali". ■

Caso diossina: controllo e autocontrollo nei nuovi provvedimenti in arrivo essun alimento positivo alla diossina tra quelli fino ad oggi controllati nel nostro Paese. Ma le verifiche si rafforzano con un il piano ad hoc del mi-

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nistero della Salute, concordato con Regioni, Nas e Istituti zooprofilattici. Lo ha spiegato alla stampa il ministro della Salute Ferruccio Fazio. Il nuovo sistema prevede controlli a campione, seguiti da verifiche mirate su derrate particolari; norme più incisive per l'autocontrollo da parte delle aziende importatrici; una rete informatizzata; comunicazioni obbligatorie e centralizzate di eventuali casi. Non solo. Le Regioni monitoreranno anche 'siti di interesse nazionale' che possono essere fonte di dispersione di diossina. Sono allo studio due norme specifiche sui controlli realizzati dalle aziende stesse. Si pensa a "una legge - spiega Fazio per rendere obbligatoria la comunicazione al ministero da parte dei laboratori che effettuano controlli in caso di non conformità". Un'altra norma, "che potrebbe essere un decreto ministeriale, servirà a rendere obbligatorio l'inserimento in un sistema informatizzato dei dati di autocontrollo visibile da Asl, Regioni e ministero. E questo inserendolo in un sistema informatizzato che già di fatto esiste, e quindi con un registro che comprenda tutte le aziende coinvolte". Ci saranno due tipi di verifiche: quelle ufficiali, a carico del Ssn, "fatte sulle derrate dagli Uffici veterinari per gli adempimenti degli obblighi comunitari (Uvac) - dice ancora Fazio - che si raccorderanno con Asl e Regioni, e saranno basate su criteri di provenienza delle derrate, cioè dalla Bassa Sassonia e la Germania in generale" . E "controlli random, cioè a campione. In caso di positività, scatteranno controlli sistematici sulle cinque partite successive a carico dell'azienda". Previsti poi "controlli mirati, da parte dei Nas, su particolari derrate in base ai flussi di acquisti verificati. Sono stati già avviati, ad esempio, controlli su 27 tipi di latte in polvere provenienti dalla Germania, poi sarà la volta di uova, ovoprodotti e suini vivi", aggiunge il ministro. Per i mangimi, per i quali aumentano notevolmente i controlli, ci sarà persino un piano specifico per la traccibilità, mentre l'Italia chiede alla Comunità europea una chiara separazione nelle produzioni di oli alimentari e industriali, una 'coabitazione' impropria che è stata all'origine della contaminazione degli alimenti per gli animali in Germania. "Ai 200 campioni annui controllati nel programma nazionale di verifica dei mangimi se ne aggiun-

CONVENZIONATI: DOMANDA ENTRO IL 31 GENNAIO ntro il 31 gennaio 2011 possono essere presentate le domande per l'inserimento nelle graduatorie delle Aziende Usl, da parte dei medici specialisti (ambulatoriali e veterinari) e da parte delle altre professionalità sanitarie (biologi, chimici e psicologi), che aspirino a svolgere la propria attività professionale nelle strutture del Servizio sanitario, in qualità di sostituti o incaricati. Le domande in bollo, devono essere spedite a partire dal 1° gennaio tramite raccomandata con avviso di ricevimento ai Comitati consultivi zonali presso le Aziende Usl o consegnate direttamente ai competenti uffici. Per la data fa fede il timbro postale. Modulistica e indirizzi dei Comitati Zonali su www.anmvioggi.it (ricerca: veterinaria convenzionata) Si veda anche il rinnovato sito www.sisac.info. La SISAC è la Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati, che rappresenta la delegazione di parte pubblica per il rinnovo degli accordi riguardanti il personale sanitario a rapporto convenzionale.

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geranno altri 100, in particolare per gli oli e i grassi contenuti nei prodotti. Previsto, poi, un piano nazionale da realizzare insieme alle Regioni per la tracciabilità dei mangimi". Alle Regioni è stato chiesto infine di avviare un programma di monitoraggio dei siti di interesse nazionale che possono essere fonte di diossina e che servirà anche a verificare il possibile passaggio della sostanza dall'ambiente agli animali e alla catena alimentare. ■

DIRIGENTI VETERINARI PRECARI, FUORI DAL RIORDINO DEL MINISTERO d ogni emergenza alimentare, il Ministero della Salute rassicura sui controlli enfatizzando il ruolo dei propri uffici periferici e centrali. È accaduto anche in occasione dei prodotti contaminati dalla diossina in Germania. Ma questo personale, 177 dirigenti sanitari a tempo determinato, è ancora precario, malgrado le buone intenzioni manifestate da Lugo Tevere Ripa nell'ambito del Ddl di riordino del Ministero della Salute. Con questo provvedimento, già presentato alle Camere per il previsto parere, si riordina l'assetto del Ministero della Salute, dopo lo scorporo dal Dicastero del Welfare, senza significativi interventi per questo personale, composto in massima parte da medici veteri-

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nari innalzati al ruolo di "dirigente" senza garanzie di stabilità. Il loro contratto a tempo determinato scadrà nel 2014 e sarà "rinnovabile", il che mantiene legittime sensazioni di incertezza occupazionale in questi colleghi. Nella relazione illustrativa del Ddl si legge infatti che, nell'ambito del riordino, "non si è potuto tenere positivamente conto della problematica dei 177 dirigenti sanitari in servizio a tempo determinato, i quali non hanno allo stato spazio sufficiente per un assorbimento futuro nei ruoli, pur operando in settori specifici di rilevanza strategica in ambito comunitario e internazionale". Una rilevanza che pure dovrebbe portare ad un definitivo accomodamento di questo personale nell'alveo del Ministero della Salute: "Infatti - è sempre la relazione illustrativa a dirlo - le emergenze che hanno dato origine alle norme in virtù delle quali sono stati stipulati i contratti di lavoro a tempo determinato at-

tualmente vigenti, hanno successivamente indotto la Commissione Europea e gli Stati Membri a sviluppare e consolidare, fino alla trasformazione in attività ordinaria delle azioni inizialmente pensate come straordinarie, atti normativi e regolamentari, basati in particolar modo sulla attività di prevenzione e controllo delle malattie in linea con la nuova strategia per la salute degli animali nella UE". La relazione conclude riferendo che "L'Amministrazione è comunque impegnata a trovare una soluzione definitiva alla questione, che non può non passare per un futuro intervento di ampliamento degli organici". L'ANMVI chiede al Ministro della Salute rassicurazioni sulla citata "soluzione definitiva", esprimendo rammarico per la mancata occasione del Ddl di riordino della Salute per consolidare nell'assetto ministeriale questi "dirigenti", una volta per tutte.


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6 Legale Sentenze e legalità

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Minaccia un collega lp, condannato veterinario Asl “Non ti faccio più lavorare in zona se solo ti azzardi a raccontare quello che hai visto”

l Tribunale di (...) ha condannato un medico veterinario dipendente dalla ASL per il reato penale di minaccia (articolo 612 c.p.) nei confronti di un collega libero professionista. "I capi d'imputazione sono connotati da un tenore dettagliato ed esaurientemente analitico" - fa notare il Tribunale - "tale da delineare in maniera già sufficiente la condotta contestata". Il veterinario ufficiale era imputato "perché con diverse frasi minacciose quali "non ti faccio più lavorare in zona se solo ti azzardi a raccontare quello che hai visto" e "nei mattatoi dove andrò a lavorare come dipendente ASL farò di tutto per ostacolare la macellazione del bestiame che arriva dagli allevamenti dei tuoi clienti" - e nel contempo minacciandolo simulando di impugnare una pistola e di puntargliela contro - minacciava (...) al fine di costringerlo a non raccontare di averlo sorpreso ad esercitare privatamente, dietro compenso, l'attività veterinaria in quando dipendente del servizio Asl". I fatti risalgono al 2006, la sentenza è del settembre 2010. In stalla, una bovina è sul punto di partorire, ma si presentano alcune difficoltà, "tanto che si rese necessario l'intervento urgente di un veterinario". Che l'allevatore prontamente chiama, ma quando il buiatra arriva in loco, "vi trovò già all'opera (...) l’imputato, medico veterinario dipendente della locale ASL", a sua volta chiamato dall'allevatore "evidentemente spazientito per la prolungata attesa" (dieci minuti secondo il buiatra, quaranta secondo l'allevatore). Il buiatra vedendo l'animale assistito se ne va, ma "poi si risentì profondamente del fatto che quegli esercitasse anche privatamente la professione di veterinario nonostante prestasse già la propria opera alle dipendenze della ASL e, contattatolo telefonicamente per intervento di un amico comune gli manifestò il proprio disappunto, fondato sul convinci-

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mento che un intervento privatistico da parte dei veterinari dipendenti della ASL fosse illegittimo”. La telefonata si concluse "con un veloce alterco". Ma il giorno dopo il veterinario ufficiale si presenta nello studio del libero professionista e atteso che non vi fossero più clienti in sala d'aspetto "iniziò una veemente contumelia". Assiste ai fatti, "un teste estraneo alla contesa in buoni rapporti personali con entrambi i protagonisti", autore di una "doviziosa e coerente deposizione", che il Tribunale tiene in considerazione. "Non v'è dubbio"- si legge nella sentenza che l'eloquio tenuto dal veterinario ufficiale "sia stato percorso da venature che appaiono, con luminosa evidenza, radicalmente minacciose; che la prospettazione della carica pubblica rivestita, della posizione in qualche modo apicale ricoperta fosse pienamente i-

donea ad ingenerare timore e turbamento nel destinatario, che la chiara minaccia di morte, accompagnata da un gesto inequivocabilmente evocativo di intenzioni lesive, rivestisse un pacifico contenuto minatorio". Ma non si è trattato di violenza privata e anche la minaccia di impedire la macellazione delle bestie non poteva realmente essere messa in pratica (gli animali non sono riconoscibili come riferibili al tal veterinario, anche se, riporta il Tribunale, la consuetudine di rapporto tra veterinari rende possibile l'individuazione e quindi, "soprattutto in ristretto ambiente rurale", la possibilità di procurare "pessima fama al collega" sussiste). In ultima analisi, sentito il teste, il tutto "verteva sostanzialmente sulla legittimità o meno dell'intervento d'urgenza" espletato dal veterinario ufficiale. L'imputato si è appellato per

questo al Codice deontologico (vigente all'epoca dei fatti, ndr), "laddove all'articolo 11 è previsto in capo al veterinario l'obbligo di prestare assistenza agli animali, al verificarsi di condizioni di urgenza, senza che sia riscontrabile alcuna differenziazione tra il libero professionista ed il dipendente della ASL". Per questo secondo il Tribunale la condotta "non è censurabile". Il tribunale ha riconosciuto la responsabilità penale dell'imputato in ordine al reato penale di minaccia ("esclusivamente verbale") e inflitto 30 euro di multa (con riconoscimento delle attenuanti generiche "per la natura davvero minimale della vicenda e lo stato di incensuratezza del prevenuto") e sancita la condanna generica al risarcimento danni (rimettendone la quantificazione ad altra sede giudiziaria) e al pagamento delle spese processuali (750 euro). ■

Lecite le graduatorie delle singole Facoltà e modalità e i contenuti delle prove di ammissione ai corsi universitari programmati a livello nazionale sono uguali per tutte le Facoltà a numero chiuso, però le graduatorie vengono stilate dai singoli Atenei. Per questo un gruppo di studenti di medicina e odontoiatria si era rivolto al Tar del Lazio lamentando disparità di trattamento e sostenendo la maggior correttezza di graduatorie nazionali. Secondo gli studenti, il sistema sarebbe viziato da anomalie, "in quanto basato su graduatorie non nazionali" e "consente risultati discriminanti" penalizzando gli studenti "che svolgono le prove in Atenei in cui è molto più alto il punteggio utile per superare la selezione". La

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pluralità delle graduatorie, secondo i ricorrenti, rivelerebbe "ingiuste discriminazioni, poiché uno studente non classificatosi in posizione utile in una determinata sede, avrebbe invece avuto la possibilità, ove vi fosse stata una unica graduatoria nazionale, di essere iscritto ad altra sede". I fatti risalgono alle prove per l'anno accademico 2007/2008, quando in varie sedi universitarie si sono verificati anche episodi di irregolarità nello svolgimento dei test, in circostanze che i ricorrenti hanno fatto valere nel loro ricorso a riprova di un sistema che si presterebbe a favoritismi e illeciti. Ma il Tribunale non ha dato ragione ai ricorrenti. Secondo i giudici, infatti, il criterio delle

graduatorie, ateneo per ateneo, consente di premiare i migliori e risolve pure i problemi pratici delle Università. Nella sentenza del 4 gennaio 2011 si legge: "La scelta di privilegiare la graduatoria di ciascuna università in esito al relativo procedimento selettivo rispetto alla possibilità di una unica graduatoria nazionale dalla quale attingere per consentire l'accesso ad una Facoltà a numero chiuso, ha natura altamente discrezionale e non appare manifestamente illogica posto che con essa si è inteso dare rilievo a profili logistici e pratici meglio gestibili e che comunque tale sistema consente la selezione degli aspiranti più preparati e quindi più meritevoli". ■

Intimidazioni anche contro i dirigenti del Ministero l primo resoconto del Ministero della Salute sulle attività dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori e sull'attività di medicina veterinaria pubblica, inviato alle Regioni il 18 dicembre scorso, conferma la necessità di un impegno civile a difesa della dignità professionale del medico ve-

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terinario deputato ad azioni di sanità pubblica. Durante la riunione del 21 ottobre i dirigenti del Ministero della Salute hanno ricordato gli avvenimenti a sfondo intimidatorio dei quali sono stati vittime i direttori generali del Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria nel corso dell'intervento svoltosi presso la Regione Calabria.

Il Capo Dipartimento Romano Marabelli ha suggerito di "distinguere i casi di sistema dai casi singoli, i quali rappresentano attualmente la manifestazione di un'aggressività crescente, territorialmente diffusa ed estesa all'intera catena produttiva, dal piccolo macello al grande stabilimento". ■

TAR LAZIO: CONDOTTA OMISSIVA DELL’UNIRE l Tar del Lazio ha accolto il ricorso di un proprietario e ordinato all'Unire di rispondere espressamente alle domande presentate nel 2007 per l'iscrizione di due puledri nel Libro Genealogico Cavallo da Sella. Il ricorrente aveva impugnato il silenzio serbato dall'UNIRE in seguito alla presentazione al competente Settore "Area Cavallo da Sella". Con due distinte note del 16 marzo 2009 l'Ente comunicava i motivi ostativi (anch'essi impugnati, ma nel cui merito il TAR non si pronuncia) all'accoglimento delle domande di iscrizione, invitando il ricorrente a presentare osservazioni, che furono date in pochi giorni. In seguito l'UNIRE non ha più adottato alcun provvedimento, malgrado numerosi solleciti ed inviti a provvedere.

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Secondo il proprietario è "palese illegittimità della condotta omissiva" dell'Ente che a norma di legge è tenuto concludere il procedimento iniziato ad istanza di parte mediante l'adozione di un provvedimento espresso, di contenuto positivo o negativo. Secondo il TAR, l'obbligo da parte dell'UNIRE di provvedere sulla istanza di iscrizione nel Libro Genealogico Cavallo da Sella sussiste non solo per espresse disposizioni di legge, ma anche quando il richiedente è titolare di "una posizione qualificata" e, in quanto proprietario, "è legittimato ad avanzare l'istanza". Sicché, sentenzia il TAR, "a fronte di un procedimento iniziato su istanza di parte, consegue l'obbligo di concludere il procedimento medesimo con provvedimento espresso".

"Tale dovere - conclude la sentenza - non risulta essere stato adempiuto, posto che il ricorrente non ha ricevuto alcun atto formale assunto dall'UNIRE, ma, come riferito in narrativa, soltanto il preavviso di rigetto. Quest'ultimo, come noto, costituisce atto endoprocedimentale e, come tale, non è suscettibile di esprimere la volontà definitiva dell'Amministrazione". Respinta invece la domanda di accertamento del danno ingiusto e, conseguentemente, la condanna dell'U.N.I.R.E. al risarcimento del danno. Il TAR conclude per un riconoscimento risarcitorio qualora l'Ente si rifiutasse di adempiere all'ordine del Tribunale e il proprietario nuovamente per questo ricorresse.


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8 Fondo Sanitario Quote 2011

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Polizze in fuga, ma il Fondo Sanitario ANMVI resiste Il meccanismo spesa-rimborso funziona. Anche troppo bene di PIER MARIO PIGA Presidente CdA del Fondo Sanitario ANMVI el fuggi fuggi generale delle assicurazioni, il Fondo Sanitario ANMVI regge alla grande e, senza perdersi d’animo, è entrato nel suo undicesimo anno di vita. Lo spalleggia Assidim Assistenza, che liquida le spese dei medici veterinari (e dei loro familiari) sopportando rimborsi per cifre milionarie. Rappresentiamo per Assidim, un urto finanziario consistente e per questo da un paio di anni le quote di copertura annuali sono in tutta evidenza lievitate, ma hanno continuato a restare entro i tetti di contenimento resi possibili dall’intermediazione del broker Marsh. Soprattutto, se ci guardiamo attorno, il dato fondamentale è che il Fondo Sanitario ANMVI c’è. Che le assicurazioni siano “in fuga dal pianeta sanità” lo certifica anche il Sole 24 Ore che l’11 gennaio ha parlato di “un fenomeno quasi inarrestabile”, perché assicurare la sanità è diventato sempre più rischioso e costoso.

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ASSALTO AI RIMBORSI Le cure costano sempre di più e le famiglie i-

Quote 2011 con soluzione di versamento unico o con rateizzazione a 6 - 12 mesi OPZIONE

QUOTA ANNUALE (versamento unico)

RATEIZZAZIONE A 12 MESI

RATEIZZAZIONE A 6 MESI

Minima (L)

190,00 €

15,83 €

31,67 €

Intermedia (Y)

530,00 €

44,17 €

88,33 €

Media (O)

1.660,00 €

138,33 €

276,67 €

Massima (P)

2.700,00 €

225,00 €

450,00 €

taliane scelgono sempre più spesso il servizio privato. Specie se a coprire le spese poi è l’assicurazione. Il Fondo Sanitario ANMVI e i suoi 884 nuclei familiari (2.990 persone) beneficiari riflettono questi comportamenti: la copertura sanitaria è intesa come un servizio di “consumo” nella certezza del meccanismo spesa sanitaria-rimborso. E in questa certezza si ricorre una volta di più allo specialista e al privato, sia per le visite che per i ricoveri. Non che il pubblico costi meno e, come sanno i nostri sottoscrittori, il Fondo liquida anche le spese rimborsate dal SSN.

AUMENTI E CONTROMISURE Gli aumenti di quota sono sempre stati controbilanciati dall’introduzione di condizioni migliorative dei piani di copertura sanitaria.

“Non ho usato la paghetta, ma il Fondo Sanitario ANMVI” L’apparecchio ortodontico rientra fra le cure dentarie rimborsate ai nuclei familiari con Opzione P. Il piano completo delle coperture è on-line.

Fondo Sanitario A.N.M.V.I. Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona - tel. 0372/403536 - fax 0372/403526 E-mail: fondosanitario@anmvi.it - www.anmvi.it

Anche quest’anno, malgrado gli aumenti dovuti al costante squilibrio fra i contributi ed i rimborsi, il Fondo Sanitario ANMVI continua ad essere il Fondo di categoria più competitivo sul mercato. Naturalmente, il Consiglio di Amministrazione del Fondo affronta una fase di trattativa nella quale si impegna a tutelare gli interessi dei propri Soci, anche arrivando ad opporsi a condizioni non sostenibili e senza mai smettere di monitorare il mercato, alla ricerca di polizze più convenienti che però oggi il mercato non offre. Inoltre, il Fondo, che verso Assidim è un socio sottoscrittore collettivo, ha messo in atto una serie di contromisure che si riassumono in due parole “mutualità” e “flessibilità”. “Mutualità” vuol dire che più siamo meglio stiamo, grazie ad una maggiore forza contrattuale. Ma vuole anche dire che i benefici in termini di rimborsi sono sopportati da tutti noi. Ecco perché poter contare su un numero di sottoscrizioni significativo è sempre più importante per permettere a Marsh di essere più forte nel brokeraggio. Oggi siamo 884 medici veterinari per 2990 familiari in copertura. Siamo un contraente autorevole, ma non così forte da non risentire dello scenario economico-sociale del Paese. “Flessibilità” vuol dire poter scegliere liberamente di anno in anno, secondo meccanismi di adesione e di smobilizzo estremamente chiari e semplici, l’impegno di spesa che il veterinario-famiglia può sopportare per le proprie coperture sanitarie. Infatti, l’entità delle quote corrisponde a 4 opzioni graduabili di spesa e inoltre il Fondo ha sempre riconosciuto, a differenza di altre polizze, la libertà di scegliere, a cadenza annuale, se restare o uscire. Va da sé che più il montequote complessivo viene movimentato e più si compromette la stabilità dello stato di rischio. E anche questa libertà può diventare costosa ed è qui che entra in gioco la mutualità: i soci sopportano, tutti insieme, le oscillazioni economico-finanziarie del Fondo, tanto i costi che i benefici. La flessibilità è applicata anche alle modalità di pagamento: alla soluzione unica di versamento si affiancano la rateizzazione senza interessi e la concessione di finanziamento a tasso zero e senza interessi. Ad esempio con le rate a 12 mesi l’opzione minima è di circa 15 euro al mese e la massima 225 euro (molto meno di un abbonamento televisivo…) Dall’anno scorso, poi, il Fondo Sanitario ANMVI ha aperto una breccia nel rigoroso divieto di retrocessione delle quote (la stabilità dello stato di rischio non permette variazioni significative al ribasso del monte-quote) ammettendo che un sottoscrittore di opzione alta possa scendere ad una inferiore senza perdere il diritto di restare socio del

Fondo. Si tratta di eccezioni che devono essere di volta in volta esaminate da Assidim, ma intanto abbiamo fatto cadere un tabù. E ce n’è un altro che stiamo cercando di abbattere ovvero la riammissione al Fondo da parte di chi in passato ne è uscito, magari solo per temporanee difficoltà economiche o familiari. Anche in questo caso però non potrà che trattarsi di eccezioni. Le spese sanitarie restano i “consumi” più significativi ed irrinunciabili per un nucleo familiare. Per questo, da 10 anni il Fondo Sanitario ANMVI garantisce ai suoi socisottoscrittori ed ai rispettivi nuclei familiari, le coperture sanitarie più competitive e convenienti. Da sottoscrittore di opzione massima, lo ritengo una risorsa molto utile e irrinunciabile. Da Presidente del Consiglio di Amministrazione, ritengo che il Fondo sia un piccolo gigante, grazie ai suoi Soci, al suo broker e ad una gestione amministrativa e organizzativa che, essendo fatta da veterinari, conosce bene i problemi della categoria e si adopera da sempre per affrontarli al meglio. ■

IL PIÙ VANTAGGIOSO SUL MERCATO l Fondo Sanitario ANMVI può considerarsi uno strumento di assistenza sanitaria consolidato ed ampiamente remunerativo, unico per condizioni e vantaggi offerti al socio sottoscrittore. Come Fondo di Categoria rimane il più conveniente sul mercato assicurativo. Basti considerare che: - Il Fondo copre, senza limiti di composizione o di età e senza costi aggiuntivi, tutto il tuo nucleo familiare risultante dallo Stato di Famiglia, senza effettuare indagini anamnestiche sullo stato di salute. - Il Fondo offre l’opportunità di accedere ad una Rete Convenzionata -di strutture sanitarie ed equipe mediche- di assistenza diretta, che sostengono direttamente le spese sanitarie del Socio, senza l’applicazione di franchigie e scoperti. - L'ammissibilità al rimborso di spese sanitarie sostenute a seguito di malattia professionale. - Piattaforma on-line dal sito www.assidim.it attraverso la quale è possibile consultare/aggiornare la propria posizione anagrafica di socio-sottoscrittore, inserire le proprie richieste di rimborso e monitorarne l’andamento fino alla liquidazione. L’Ufficio Liquidazioni di Assidim risponde al numero di telefono: 02/48538985 o tramite e-mail a: infoassistiti@assidim.it.

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68° Congresso nazionale LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI IN RIPRODUZIONE CANINA E FELINA

14th EVSSAR CONGRESS

Tutto quello che i vostri clienti osano spesso chiedere e a cui voi talvolta non sapete rispondere

14th EVSSAR CONGRESS Advances in Feline Reproduction

11-13 MARZO 2011 - MILANO

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10 Fisco Accertamento sintetico

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Il cavallo fuori dal nuovo redditometro? “cavalli da corsa o da equitazione” potrebbero essere considerati “beni obsoleti” ai fini del nuovo redditometro. Una vittoria per gli ippiatri della SIVE e per tanti proprietari. Il nuovo strumento di accertamento sintetico del reddito è ormai alle fasi finali dell'elaborazione. Un apposito decreto stabilirà quali indicatori dovranno essere presi in considerazione dall’Agenzia delle Entrate (fra questi fino ad ora i “cavalli da corsa e da equitazione”). Con molta probabilità verranno incluse le tipologie previste dalla Guardia di Finanza con la circolare n. 1 del 29 dicembre 2008, la quale non elenca più i ca-

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valli. Gli attuali indici di ricchezza previsti dal D.M. 10 settembre 1992 sono considerati “obsoleti”. Si tende a prediligere l’indicazione

della Guardia di Finanza che nel mirino degli accertamenti pone altre situazioni considerate più moderne, ad esempio il pagamento di canoni per l’affitto di posti barca, le spese per arredi di lusso di abitazione, frequenti viaggi e crociere, acquisto di antichità preziose, ecc. Il nuovo redditometro avrà effetto per gli accertamenti relativi ai redditi fino al 2008 saranno effettuati sulla base del vecchio redditometro, mentre gli accertamenti relativi ai redditi a partire dall’anno 2009 saranno soggetti al nuovo redditometro. ANMVI e SIVE si augurano che le cose evolvano in questi termini. La pressione fiscale sul cavallo era stata stigmatizzata con una nota al Ministero

delle Finanze. L’adeguamento dell’accertamento sintetico (redditometro) “al contesto socio-economico, mutato nel corso dell'ultimo decennio” è previsto dall’ultima manovra finanziaria. I veterinari non mancheranno di far presente all’Agenzia delle Entrate che il contesto è cambiato anche per il cavallo. ■

DETRAZIONE DEI CREDITI INESIGIBILI econdo il dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno i crediti possono essere deducibili ai fini fiscali se risulta la loro inesigibilità da parte di una società di recupero crediti. Questo quanto evidenziato secondo l’Unirec nella circolare ministeriale n. 557. La detrazione ai fini fiscali dei crediti non riscossi è sempre stata un grosso problema per le attività di impresa o professionali. Si devono aspettare spesso anni ed attendere una dichiarazione di fallimento o di insolvibilità dopo aver avviato azioni legali per poter portare in deduzioni fatture mai incassate e per le quali si è già anticipata l’IVA e la relativa imposta dl reddito. Un danno spesso significativo quando gli importi sono consistenti e che si va ad aggiungere alla mancata riscossione del credito. Il problema purtroppo, molto sentito in momenti come quelli attuali che vedono per la crisi economica un forte aumento degli insoluti, è sempre stato fonte di contenzioso o per lo meno di confronto con le autorità fiscali che si sono sempre espresse rigidamente per evitare abusi o furbizie nella dichiarazione dei redditi. Un passo avanti sembra finalmente che sia stato fatto con la circolare n. 557/Pas/ 6909/12015, del dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, a firma del capo della polizia, Antonio Manganelli, che fornisce ai questori alcuni chiarimenti sull’attività delle società di recupero crediti in riferimento anche alle modifiche apportate dal decreto legge 59/2008. All’interno della circolare, come anche confermato dall’Unirec, Unione nazionale imprese a tutela del credito, si riconosce infatti, per la prima volta, che la relazione di inesigibilità delle agenzie di recupero credito possa avere un rilievo tributario. Quindi se il credito, come richiesto dalla legge, è documentato in modo certo e preciso e lo stesso, affidato per il recupero ad una società autorizzata, risultasse alla fine di tutte le procedure previste ed avviate per l’incasso del tutto inesigibile, sarebbe sufficiente questa relazione per poter dedurne regolarmente l’ammontare nella prossima dichiarazione dei redditi. È ovvio che i vantaggi non sono da poco potendo contare su tempi molto ristretti rispetto ad altre procedure. L’affidamento del recupero dei crediti di difficile esigibilità ad una società di recupero, oltre alla possibilità di recuperare totalmente o parzialmente l’importo, esprime quindi una ulteriore possibilità: quella di poter dedurre subito l’ammontare del titolo insoluto nel caso in cui venisse evidenziata dalla società autorizzata l’impossibilità dell’incasso e quindi la sua inesigibilità. Ricordiamo a questo proposito che l’ANMVI ha in atto una convenzione con la società AT Credit Management Spa. Tutte le informazioni ed i contatti sono disponibili al sito www.anmvi.it nella sezione dedicata alle convenzioni.

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Eventi Veterinari

VETERINARIA 2 | 2011

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SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC FRIULI VENEZIA GIULIA Argomenti di base in oftalmologia Gradisca D’Isonzo (GO), 20 Febbraio 2011

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC CALABRIA Chronic kidney disease e stadiazione iris: nefropatia cronica nel cane e nel gatto. Applichiamo i “nuovi” concetti alle “vecchie” patologie Rende (CS), 20 Febbraio 2011

RELATORE: Adolfo Guandalini OBIETTIVI L’incontro verterà inizialmente sulle informazioni di base anatomiche e fisiologiche riguardanti la cornea e le palpebre (compresa la terza palpebra). Verranno poi trattate tutte le patologie corneali che possono essere inscritte sotto la definizione di “Occhio Opaco”, fornendo ai partecipanti gli elementi necessari per effettuare una accurata diagnosi e per impostare poi una corretta terapia medica e chirurgica delle patologie riscontrate. Si parlerà successivamente dell’approccio esclusivamente chirurgico alle patologie delle palpebre e della terza palpebra cercando di fornire ai Medici Veterinari le adatte conoscenze per effettuare questi interventi secondo la metodica più corretta per ogni singolo caso. Infine, tutte le nozioni teoriche acquisite nella prima parte dell’incontro, nella seconda parte, saranno messe in pratica attraverso lo studio di numerosi casi clinici eviscerando per ciascuno di essi il percorso diagnostico e terapeutico che è stato tenuto durante la loro gestione.

11.00 Pausa 11.30 Chirurgia di base delle palpebre e della terza palpebra 13.30 Pausa 14.30 Casi clinici interattivi I - “… Dalla teoria alla pratica” (Prima parte) 15.30 Pausa 16.00 Casi clinici interattivi II - “… Dalla teoria alla pratica” (Seconda parte) 17.00 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

L’incontro è libero e gratuito per tutti i Soci SCIVAC in regola con la quota associativa dell’anno in corso.

11.30 Approccio terapeutico e nutrizionale del paziente affetto da CKD. Quali peculiarità di specie? 13.30 Pausa 14.30 Casi clinici interattivi La sindrome nefrosica nel cane 15.30 Pausa 16.00 Casi clinici interattivi Il gatto nefropatico: un paziente difficile 17.00 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata RELATORE: Paola Scarpa OBIETTIVI

SEDE Hotel Franz - Viale Trieste 45 Gradisca D’Isonzo (GO) PER INFORMAZIONI Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC Tel 0372/40.35.06 - Fax 0372/45.70.91 Email: delregionali@scivac.it - www.scivac.it

PROGRAMMA SCIENTIFICO 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Opacità della cornea, riconoscerle per curarle

4 CREDITI

La necessità di stadiare una patologia è una realtà ben conosciuta nella maggior parte delle discipline specialistiche. Stadiare significa: fotografare la patologia parlando un linguaggio condiviso, poter seguire delle linee guida per il suo monitoraggio, poter applicare i trattamenti e le terapie suggerite dalla medicina basata sull’evidenza. La giornata si propone di applicare questi concetti ad una patologia ben conosciuta quale l’insufficienza renale cronica, attraverso la valutazione del paziente (clinica ed ematologica) e la riconsiderazione delle priorità terapeutiche.

PROGRAMMA SCIENTIFICO 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 La Chronic Kidney Disease (CKD) nel cane e nel gatto. Valutazione del paziente e stadiazione IRIS 11.00 Pausa

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA REDDITO SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

CONVEGNO NAZIONALE SIVAR Cremona - Palazzo Trecchi, 10 Febbraio 2011 AGGIORNAMENTO DELLA PROFILASSI VACCINALE NEL BOVINO RELATORI SANTIAGO CASADEMUNT (HIPRA) SANDRO CAVIRANI (Facoltà di Medicina Veterinaria di Parma) GIOVANNI FILIPPINI (IZS Umbria - Marche) ETIENNE THIRY (Facoltà di Medicina Veterinaria di Liège, Belgio)

CHAIRMAN: MEDARDO CAMMI Medico Veterinario, Libero Professionista, Piacenza

OBIETTIVI EVENTO Il convegno è dedicato alle “ultime novità” in tema di vaccinazioni del bovino, conoscere i vaccini e saperli utilizzare in modo corretto. Tale conoscenza dovrà appartenere sempre più al bagaglio tecnico-pratico del veterinario di campo, in un’ottica di salvaguardia del consumatore, dell’ambiente, del benessere animale e di ottimizzazione delle produzioni. Si parlerà dei MARKER, del loro utilizzo nelle strategie di controllo ed eradicazione delle malattie infettive. Durante il convegno verrà proposta un’importante e autorevole panoramica su ciò che l’Europa sta facendo in questo campo: esperienze, successi, difficoltà ed eventuali confronti. Si discuteranno e analizzeranno casi pratici con indicazioni su cosa prelevare, come e cosa richiedere per poter arrivare nel modo più rapido possibile ad una diagnosi differenziale.

PROGRAMMA SCIENTIFICO 14.00 Registrazione dei partecipanti 14.25 Saluto del chairman, presentazione dei relatori ed inizio lavori 14.30 Vaccini MARKER e ripercussione sulla strategia di controllo delle malattie infettive - S. Cavirani 15.30 IBR: caratteristiche dei vaccini MARKER ed evoluzione della strategia epidemiologica europea - E. Thiry 16.20 Pausa caffè 16.50 Approccio clinico e di laboratorio alla diagnostica differenziale del complesso malattia respiratoria Bovina G. Filippini

17.40 Presentazione linea HIPRABOVIS® vaccini per i bovini - S. Casademunt 18.10 Discussione 18.30 Termine dei lavori 20.30 Cena offerta da HIPRA

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA SIVAR - Paola Orioli Tel. 0372-40.35.39, Fax 0372-40.35.54 info@sivarnet.it, www.sivarnet.it

SEDE Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi Via Sigismondo Trecchi, 20 - Cremona

ISCRIZIONE Iniziativa gratuita riservata ai laureati e studenti in Medicina Veterinaria. Per esigenze organizzative è richiesta la pre-iscrizione. L’iscrizione al convegno dà diritto a: • Traduzione simultanea • Attestato di frequenza • Pausa caffè • Cena offerta da HIPRA Gli organizzatori dell’evento si impegnano a rispettare il programma pubblicato che rimane suscettibile di variazioni per cause di forza maggiore. In collaborazione con

L’incontro è libero e gratuito per tutti i Soci SCIVAC in regola con la quota associativa dell’anno in corso. SEDE Palagarden - Via tevere-c/o Parco Robinson 87036 Rende (CS) PER INFORMAZIONI Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC Tel 0372/40.35.06 - Fax 0372/45.70.91 Email: delregionali@scivac.it www.scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA REDDITO SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

GIORNATA INTERREGIONALE SIVAR Caserta (Crowne Plaza), 17 Febbraio 2011 AGGIORNAMENTI NELLA PRATICA BUIATRICA: IMPIEGO DEL FARMACO E PATOLOGIE ENTERICHE NEL VITELLO In collaborazione con le Delegazioni Regionali SIVAR: Campania - Basilicata - Calabria - Lazio - Molise - Puglia - Umbria RELATORI MAURO CASALONE (Medico Veterinario Libero Professionista, Torino) DANIELE GALLO (Medico Veterinario Libero Professionista, Pordenone) GIACOMO TOLASI (Medico Veterinario Libero Professionista, Brescia)

CHAIRMAN: ANTONIO LIMONE Commissario IZS Mezzogiorno OBIETTIVI EVENTO Nella prima parte della giornata verrà affrontata la corretta gestione del farmaco nell’allevamento bovino e bufalino con analisi e discussione dei principali punti critici dell’argomento. Nel corso del pomeriggio si cercherà di simulare un reale intervento in un’azienda in cui si è avuto un focolaio di patologia enterica neonatale. Il veterinario deve quindi prendere atto della situazione e disporre i primi ed immediati interventi, finalizzati a salvare il maggior numero di vitelli presenti. Secondariamente dovrà verificare le condizioni di salute dei vitelli sani. Il lavoro prosegue con l’organizzazione di piani di profilassi diretta ed indiretta per evitare future ricadute della malattia. Nel caso specifico si dimostreranno le modalità di applicazione dei cateteri endovenosi per la fluidoterapia e l’uso di apparecchiature analitiche per valutare sul campo il profilo metabolico dei vitelli oggetto di terapia. Questo consentirà al buiatra di poter impostare la miglior terapia per ottenere la guarigione dei vitelli.

PROGRAMMA SCIENTIFICO 9.00 Registrazione dei partecipanti 9.15 Saluto del chairman, presentazione dei relatori ed inizio lavori 9.30 Gestione del farmaco nell’allevamento bovino - Prima parte - Mino Tolasi 11.00 Pausa 11.30 Gestione del farmaco nell’allevamento bovino - Seconda parte - Mino Tolasi 13.00 Pausa pranzo 14.00 Pianificazione degli interventi in azienda all’esplosione di un focolaio di malattia - Daniele Gallo

16.00 Utilizzo dell’emogasanalisi come strumento per impostare una corretta fluidoterapia orale ed endovenosa Mauro Casalone 17.00 Discussione finale 17.30 Questionario ECM, consegna attestati e chiusura lavori

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA SIVAR - Paola Orioli Tel. 0372-40.35.39, Fax 0372-40.35.54 info@sivarnet.it, www.sivarnet.it

SEDE: CROWNE PLAZA CASERTA Viale Vincenzo Lamberti - Caserta ISCRIZIONE Iniziativa gratuita riservata esclusivamente ai laureati in Medicina Veterinaria. Per esigenze organizzative è richiesta la pre-iscrizione. L’iscrizione al convegno dà diritto a: • Attestato ECM • Attestato di frequenza • Materiale didattico • Pausa pranzo Gli organizzatori dell’evento si impegnano a rispettare il programma pubblicato che rimane suscettibile di variazioni per cause di forza maggiore.

RICHIESTO ACCREDITAMENTO


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12 Eventi Veterinari

VETERINARIA 2 | 2011

SOCIETÀ VETERINARI PIEMONTESI ASSOCIAZIONE FEDERATA ANMVI

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER EQUINI SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

APPROCCIO AL PAZIENTE CARDIOPATICO Rivoli (TO), 20 Febbraio 2011

RELATORI Marco Poggi e Serena Crosara OBIETTIVI Obiettivo della giornata è quello di affrontare i concetti di base in cardiologia veterinaria. Verranno inoltre analizzati i passaggi essenziali nella gestione del paziente cardiologico, soffermandosi soprattutto su aspetti fondamentali quali la diagnosi e la stadiazione che, se non condotti in maniera adeguata, possono compromettere il successo terapeutico. I casi clinici avranno lo scopo di fissare i concetti di base ed enfatizzare l'importanza della metodologia clinica (uso della radiologia toracica e dell'approccio fisiopatologico) e di tutte le metodiche applicabili nella pratica clinica quotidiana con esempi che vanno dal riscontro di un soffio nel cucciolo durante la visita vaccinale, alla gestione di un paziente anziano con sindrome cardio-renale.

PROGRAMMA SCIENTIFICO 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori

SIVE COURSE: NEONATOLOGY Bologna, February 25th - 26th 2011

9.00 Strumenti per la diagnosi in cardiologia veterinaria - Marco Poggi 10.00 La radiologia toracica nella gestione del paziente cardiaco - Serena Crosara 11.00 Pausa 11.30 Approccio clinico e terapeutico alle più comuni cardiopatie - Marco Poggi 13.00 Spazio per eventuale relazione commerciale ( nel caso non si svolga la relazione il programma nel pomeriggio sarà anticipato di mezz’ora) 13.30 Pausa 14.30 Un esame spesso dimenticato: ECG - Serena Crosara 15.30 Pausa 16.00 Casi clinici interattivi 17.00 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata SEDE: Hotel Campanile Corso Allamanno 153 - Rivoli (TO) PER INFORMAZIONI Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC Tel 0372/40.35.06 - Fax 0372/45.70.91 Email: delregionali@scivac.it - www.scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

SPEAKER Kevin Corley, BVM & S, PHD, DECEIM, DACVIM, DACVECC, MRCVS, Ireland SCIENTIFIC PROGRAM FRIDAY, FEBRUARY 25TH 9.30 Recognition and treatment of the high-risk pregnant mare 10.15 Nutritional support of the neonatal foal (+ feeding of orphan foal) 11.00 Break 11.30 Lecture: Colic and enterocolitis in the foal 12.30 Lunch 14.00 Perinatal Asphyxia Syndrome and Septicaemia 15.00 Prematurity 15.45 Break 16.15 Interactive clinical case 1 17.00 Adjourn

SOVI

SINVET

SOCIETÀ DI OFTALMOLOGIA VETERINARIA ITALIANA

SOCIETÀ ITALIANA DI NEUROLOGIA VETERINARIA SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI ESOTICI

OBIETTIVI La neurologia e l’oftalmologia sono due branche della medicina veterinaria che quando applicate ai tradizionali animali da compagnia richiedono competenze altamente specifiche e una profonda conoscenza non solo dell’anatomia ma anche della fisiologia e delle patologie che colpiscono il sistema nervoso e l’occhio. Nella

RELATORI Nunzio D’Anna Med Med Vet, Dipl. ECVO Roma; Carlo Paoletti Med Vet (Firenze); Valentina Papa Med Vet Roma; Marco Sal-

REGISTRATION FEES SIVE members € 600.00+VAT 20% SIVE non members € 700+VAT 20% Deadline for registration: January 20th, 2011 MORE INFORMATION SIVE Secretary (Monica Borghisani) Ph. +39 0372/40.3502 fax +39 0372/45.70.91 E-mail: info@sive.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI ESOTICI

SEMINARIO: La neurologia e l’oftalmologia nei nuovi animali da compagnia Centro Studi Palazzo Trecchi - Cremona, 12-13 Febbraio 2011 medicina veterinaria degli animali esotici, raramente accade di poter assistere ad una visita completa e accurata di questi complessi apparati e questo seminario si pone l’obiettivo di offrire gli strumenti per l’esecuzione di visite neurologiche ed oftalmologiche dei nuovi animali da compagnia, evidenziando le peculiari caratteristiche specie-specifiche che possono dare l’opportunità al medico veterinario che si occupa di queste specie o al collega che si occupa quotidianamente di oftalmologia del cane e del gatto, l’opportunità di offrire sempre maggiori servizi al cliente e qualità delle proprie prestazioni al paziente.

SATURDAY FEBRUARY 26TH 9.30 Fluid therapy in the foal 10.15 Other disease conditions of the foal (EGUS; diseases of urinary tract, Neonatal isoerythrolysis, etc. etc.) 11.15 Break 11.45 Clinical techniques in foals - IV catheterisation, placement of an indwelling feeding tube, trans-tracheal wash, urinary catheterisation 12.30 Lunch 14.00 Interactive clinical case 2 14.45 Interactive clinical case 3 15.45 Break 16.15 Interactive clinical case 4 17.00 End of the course and delivery of certificates

vadori Med Vet Cascina Pisa; Giuseppe Visigalli Med Vet Varedo (Milano)

CORSO PRATICO Medicina e chirurgia degli uccelli Cremona, 16-18 Marzo 2011 Centro Studi Palazzo Trecchi

ISCRIZIONE È possibile scaricare il modulo d’iscrizione collegandosi al sito: www.sivae.it Il modulo va spedito entro e non oltre il 20 gennaio 2011 Da inviare a: Segreteria SIVAE Via Trecchi 20 - 26100 Cremona FAX: 0372/45.70.91 - EMAIL: info@sivae.it PER INFORMAZIONI Segreteria SIVAE - Elisa Feroldi Tel. 0372/40.35.00 - e.mail. info@sivae.it

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CORSO PRATICO Diagnostica per immagini ed endoscopia negli animali esotici Cremona, Centro Studi Palazzo Trecchi, 18-20 Aprile 2011

DIRETTORE Tommaso Collarile, Med Vet, Roma RELATORI Marco Bedin, Med Vet, Padova Tommaso Collarile, Med Vet, Roma Lorenzo Crosta, Med Vet, Phd, Como Dario D’ovidio, Med Vet, Napoli Alessandro Melillo, Med Vet, Roma Ignazio Pumilia, Med Vet, Trapani LIMITE ISCRIZIONE: 1 Febbraio 2011 NUMERO PARTECIPANTI: 36

DIRETTORE Giordano Nardini, Med Vet, Modena RELATORI Mattia Bielli, Med Vet, Novara Lorenzo Crosta, Med Vet Phd, Como Giordano Nardini, Med Vet, Modena Federica Rossi, Med Vet, Spec Rad Vet, Dipl Ecvdi, Bologna Lionel Schilliger, Med Vet, Paris (F) Paolo Selleri, Med Vet Phd, Roma Massimo Vignoli, Med Vet, Dipl Ecvdi, Bologna

NUMERO PARTECIPANTI: 36 LIMITE ISCRIZIONE: 1 Marzo 2011 QUOTE: Soci SIVAE/SCIVAC: € 620,00 + IVA 20% Non Soci: € 900,00 + IVA 20% PER INFORMAZIONI Segreteria SIVAE - Elisa Feroldi Tel. 0372/40.35.00 - e.mail. info@sivae.it

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QUOTE: Soci SIVAE/SCIVAC: € 470,00 + IVA 20% Non Soci: € 900,00 + IVA 20% PER INFORMAZIONI Segreteria SIVAE - Elisa Feroldi Tel. 0372/40.35.00 - e.mail. info@sivae.it

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Lo Scienziato, un attore o un “alieno” nella società italiana? che hanno trovato collocazione in un mio “online comment” pubblicato nel mese di Luglio sulla prestigiosa Rivista Nature, appare indissolubilmente legato quell’altrettanto disarmante fenomeno che va sotto il nome di “fuga dei cervelli”, un ingentissimo flusso di “emigrazione intellettuale” che oramai da troppi anni il nostro Paese alimenta, a tutto beneficio di quei Paesi - Stati Uniti in testa - che anche grazie all’opera di questi nostri indiscussi talenti hanno costruito la loro storia. Con la logica conseguenza che i Premi Nobel vinti da brillantissimi Scienziati italiani (che il mondo intero c’invidia!) sono conseguiti per il 60% al di fuori dei nostri confini nazionali, a differenza di quanto avviene in tutti gli altri Paesi facenti parte del “G8”. E tutto ciò nella pressoché totale indifferenza e nello sconvolgente silenzio, ancora più disarmanti, della classe politica di un intero Paese! Esiste una “cura” per questa gravissima “patologia”? Sì, certamente esiste (sono un “ottimista”, anche se mi risulta assai difficile coltivare di questi tempi la mia naturale tendenza all’ottimismo). A partire dal fatto che, per far

di GIOVANNI LO GUARDO Diplomato del Collegio Europeo dei Patologi Veterinari, Docente di “Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria”, Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo ome vengono percepiti gli scienziati e qual è il grado di consapevolezza, nell’italiano “medio”, rispetto alla funzione e al posto che lo Scienziato occupa nel tessuto sociale del nostro Paese? Queste domande, centrali e propedeutiche al contempo, sono state relegate in una posizione di assoluta marginalità rispetto al dibattito che negli ultimi mesi si è sviluppato attorno all’Università italiana. Premesso che un simile dibattito dovrebbe far parte, e non solo “in tempo di guerra”, di un confronto e di una riflessione “permanenti” attraverso cui un Paese che si definisce “serio” possa leggere ed interpretare la propria storia e la propria identità presente e futura, appare di contro evidente la disarmante marginalità (per non dire la pressoché totale estraneità!) di questi temi nella “narrazione della vita sociale” che la Televisione di Stato (e tutte le altre emittenti private che godono di più o meno grande popolarità fra la gente) quotidianamente ci propongono. Nell’ormai lontano 1987, quando ebbi il privilegio di recarmi ad Ames, negli Stati Uniti, in qualità di “Visiting Professor” presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Iowa State University grazie ad una prestigiosa borsa di studio “Fulbright” e ad una seconda borsa concessami dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), fu per me una piacevole scoperta e motivo di grande stupore al contempo apprendere che la Facoltà che mi ospitava includesse fra le proprie mura - al pari di quanto avveniva in molte altre Università statunitensi - un servizio appositamente preposto ad informare l’opinione pubblica sulla natura delle ricerche effettuate dai Dipartimenti della Facoltà e sull’utilità “sociale” delle stesse, posto che il primo vero “committente” dell’attività di ricerca scientifica, quale che ne sia l’oggetto, sempre e comunque rimane - direttamente o indirettamente - la collettività. Alla luce di ciò, non mi sembra possano sussistere dubbi in merito al

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fatto che il livello di percezione dello Scienziato da parte dell’opinione pubblica statunitense, nonché della sua funzione e della sua utilità “sociale”, abbiano grandemente beneficiato di un siffatto approccio, in maniera del tutto analoga rispetto a quanto accaduto in molti altri Paesi, europei e non. E che la rappresentazione mediatica delle realtà sociali di quei Paesi, con particolare riferimento a quella “narrata” dalle rispettive TV di Stato, abbia contemplato e continui a contemplare puntualmente al proprio interno un’adeguata “finestra” sulla “vita scientifica” e sui fondamentali risvolti della stessa in materia di “vita sociale”, è un’affermazione che si può facilmente verificare seguendo i programmi proposti “in prima serata” (!) dalle TV di Stato di quei Paesi, a partire dai rispettivi telegiornali! Appare del tutto logico ed evidente come a simili comportamenti “virtuosi” della “macchina dell’informazione” non possa che corrispondere una percezione nitida, da parte dell’opinione pubblica, dell’imprescindibile ruolo svolto dalla Comunità Scientifica nella storia, nel tessuto sociale e nel progresso (non solo economico, ma anche e soprattutto culturale!) di un Paese, con tutte le più che positive e benefiche ricadute che ne derivano in termini di “coscienza collettiva”, di considerazione e di rispetto “sociale” verso la figura dello Scienziato. Il cui conseguente identikit sarà pertanto quello di un individuo pienamente “calato” nella realtà sociale del Paese e, al contempo, quello di un fondamentale “attore” di sviluppo culturale, economico e sociale, come peraltro si evince dalla ben più consistente (e adeguata!) gratificazione sul piano economico di cui i rappresentanti della Comunità Scientifica di molti Paesi beneficiano rispetto al nostro. E di ben diversa entità sono, in quegli stessi Paesi, i finanziamenti pubblici devoluti alla ricerca scientifica - mediamente il doppio negli altri Paesi dell’Unione Europea, fino ad arrivare in Germania a quasi 3 volte quanto si investe in Italia -, di fronte ai quali “grida vendetta” quell’inverecondo 1% del PIL che oramai da troppi anni “alimenta” la “fame di conoscenza” di una pur “agguerrita”, capace e competitiva Comunità Scientifica che quotidianamente opera al servizio e per il bene del Paese nelle Università, così come in altri Enti ed Istituzioni pubbliche di ricerca. A queste amare quanto oggettive premesse,

percepire all’opinione pubblica gli Scienziati non come “alieni”, ma come esseri “in carne ed ossa” e come fondamentali, imprescindibili motori per la crescita, il progresso e lo sviluppo del Paese, c’è bisogno, un assoluto bisogno davvero (!), di “riprogrammare” ex novo il “palinsesto” della nostra TV di Stato. Altro che TG “sovrasaturi” di “fiction”, di “telenovelas” (come nel recente caso della pur tragica “vicenda di Sarah”!), di immancabili servizi sull’ultima “sfilata di moda”. Altro che questa desolante “pletora” di quiz, di giochi a premi e di altre futili amenità del genere, che scorrono davanti ai nostri occhi mentre un intero Paese “annaspa”, mentre l’Italia “crolla” sotto i duri colpi di una gravissima crisi morale, una crisi “identitaria” e valoriale che va ben al di là della già di per sé drammatica dimensione “economica” attraverso la quale ci si ostina pervicacemente a volerla “fotografare” e rappresentare. E di questo “inedito” volto della nostra crisi il recente crollo della “Casa del Gladiatore” a Pompei costituisce, a mio avviso, una quanto mai eloquente ed emblematica metafora! ■

LA DIAGNOSI PRECOCE DI GRAVIDANZA NEI RUMINANTI ATTRAVERSO IL DOSAGGIO RADIOIMMUNOLOGICO DI UNA PROTEINA TROFOBLASTICA (PAG - PREGNANCY ASSOCIATED GLYCOPROTEINS) e PAGs costituiscono una grande famiglia di glicoproteine appartenenti alla sotto-classe delle proteasi aspartiche che vengono sintetizzate dalle cellule presenti nello strato superficiale del trofectoderma durante la gestazione. Presso il laboratorio radioimmunologico (RIA) del Dipartimento di Scienze Biopatologiche ed Igiene delle Produzioni Animali ed Alimentari - Università degli Studi di Perugia è possibile effettuare il dosaggio di tale proteina mettendo a disposizione dei medici veterinari un metodo originale e altamente specifico per la diagnosi precoce dello stato gravidico nei ruminanti. “La sua elevata affidabilità diagnostica” riferisce la Dottoressa Olimpia Barbato che ha messo a punto la metodica “deriva dal fatto che la proteina in questione è un prodotto del trofoblasto che si rileva esclusivamente in condizioni di gravidanza. Un ulteriore vantaggio di questa tecnica è, oltre il basso costo dell’analisi (circa 3 euro a capo), la facilità di prelievo ed invio dei campioni. È infatti sufficiente una modesta quantità di sangue (2 ml) che può essere inviato tal quale o congelato, senza alcuna necessità di ulteriori accorgimenti. Nella bovina e nella bufala la diagnosi può essere effettuata già a partire dal 28° giorno di gestazione, mentre nelle pecore e nelle capre si riduce rispettivamente al 20° e 22° giorno. Il metodo è applicabile anche nei cervidi a partire dal 30° giorno”. Il dosaggio della PAG, già largamente utilizzato in altri paesi zootecnicamente avanzati quali Francia, Belgio e Canada, consente inoltre di approfondire alcuni elementi gestazionali importanti. Ad esempio, a partire dalla data della fecon-

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dazione (naturale o artificiale) è possibile verificare se la concentrazione della PAG rilevata si trovi nell’ambito dei valori normali per quella determinata fase della gestazione e dunque essere certi di una sua normale evoluzione. Al contrario, nel caso in cui non si conosca la data del concepimento, il dosaggio della PAG consente di rivelare se l’animale si trova all’inizio, a metà o alla fine della gestazione. Infine, il ricorso a due prelievi realizzati a distanza di un certo arco di tempo (settimane o mesi), permette un idoneo monitoraggio della gravidanza. Pertanto, risulta evidente da numerose segnalazioni in tal senso come le PAGs possano costituire un eccellente biomarker della funzione trofoblastica nella specie bovina, bufalina, caprina ed ovina, offrendo al medico veterinario un approccio diagnostico semplice, rapido ed attendibile. Luca Mechelli Dir. Dip. Scienze Biopatologiche ed Igiene delle Produzioni Animali ed Alimentari Università degli Studi - Perugia


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Attualità scientifica Vet Journal

Trasporto dei cavalli nella UE: scarso il benessere animale

Attuale utilizzo dell’acepromazina nel cavallo maschio Rischio estremamente basso di disfunzione peniena permanente in uno studio e sondaggio

Lesioni e mancato rispetto dei regolamenti comunitari nei cavalli giunti in Italia dalla Romania. Studio inglese

di MARIA GRAZIA MONZEGLIO videnze aneddotiche raccolte da numerose organizzazioni hanno fatto emergere problemi di benessere animale durante il trasporto dei cavalli al macello per lunghe distanze all'interno dell’Unione europea. Un ampio studio inglese ha esaminato il trattamento dei cavalli durante il trasporto per lunghe distanze nella UE. Si registravano i dati relativi ai cavalli trasportati da 2 centri di raccolta in Romania verso 4 macelli in Italia nel corso di un periodo di 8 mesi nel 2008. In Romania, prima del trasporto, si valutavano 1519 cavalli di 64 diverse spedizioni; 212 di questi soggetti erano giudicati non adatti al trasporto e solo tre spedizioni (5%) rispettavano il Regolamento (EC) n. 1/2005 relativo sia agli animali sia ai

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veicoli. La destinazione più frequentemente dichiarata per i cavalli di questi centri di raccolta era l'Italia. In Italia, dopo il trasporto, si valutavano 1271 cavalli di 63 diverse spedizioni; 86 di questi cavalli di 4 spedizioni erano stati valutati anche prima del trasporto, in Romania. La maggior parte dei cavalli osservati ai macelli erano originari della Polonia (51%) e della Romania (44%). All'arrivo in Italia, 471 del 1271 cavalli (37%) erano giudicati non adatti al trasporto in accordo al regolamento (EC) n. 1/2005 e nessuna delle spedizioni rispettava i requisiti previsti per i veicoli e per gli animali. Mediamente, 6 cavalli per spedizione (il 28% di ciascuna spedizione) presentavano almeno un trauma acuto all'arrivo in Italia. Si riscontrava una prevalenza significativamente maggiore di lesioni e zoppie gravi all'arrivo in Italia, rispetto al momento in cui i soggetti lasciavano la Romania. I cavalli esaminati all'arrivo in Italia avevano una probabilità due volte maggiore di presentare 1-3 contusioni o escoriazioni acute, rispetto ai cavalli esaminati in Romania. Si osservava inoltre un aumento di due volte del numero di animali giudicati non adatti al trasporto. Questo studio, concorrono gli autori, ha evidenziato gli scarsi requisiti di benessere animale nei cavalli trasportati al macello per lunghe distanze, evidenziati da zoppie e lesioni gravi negli animali; inoltre, ha evidenziato un elevato grado di non rispetto del regolamento (EC) n. 1/2005 relativo alla protezione degli animali durante il trasporto. “Welfare and health of horses transported for slaughter within the European Union Part 1: Methodology and descriptive data” Marlin D, Kettlewell P, Parkin T, Kennedy M, Broom D, Wood J. Equine Vet J. 2011 Jan;43(1):78-87.■

BRUCELLA CANIS IN UN CANE IN ITALIA rucella spp. è un patogeno zoonosico diffuso in tutto il mondo. Le infezioni da Brucella canis nel cane sono endemiche negli Stati Uniti meridionali e nell'America centrale e meridionale, mentre sembrano essere sporadiche in altre parti del mondo, Europa inclusa. In Italia, i campioni tissutali prelevati da un cane con prostatite e discospondilite cronica e problemi locomotori venivano sottoposti ad esami di laboratorio. Si identificava B. canis mediante PCR nei fluidi biologici e nei tessuti dell'animale e nel siero si identificavano gli anticorpi verso il patogeno, fornendo un'ulteriore forte evidenza della circolazione di B. canis in Italia. “Detection of Brucella canis in a dog in I-

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taly” Corrente M, Franchini D, Decaro N, Greco G, D'Abramo M, Greco MF, Latronico F, Crovace A, Martella V. New Microbiol. 2010 Oct; 33 (4):337-41.

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'attuale utilizzo dell’acepromazina nella gestione anestesiologica del cavallo maschio e del pony e i rischi ad esso associati sono ampiamente sconosciuti. Uno studio ha esplorato uso e reazioni avverse all’acepromazina nel cavallo maschio. Su 8533 cartelle cliniche di cavalli e pony anestetizzati, si rivedevano quelle relative a soggetti di sesso maschile sottoposti a somministrazione perianestetica di acepromazina. Si registravano i dati demografici, i tempi e le dosi della somministrazione del farmaco, i farmaci somministrati in concomitanza, la qualità dell'induzione e del risveglio dall'anestesia, la pressione arteriosa e l'insorgenza di disfunzione peniena. Si effettuava inoltre un sondaggio tra i diplomati ACVA e ECVAA in attività circa l'utilizzo dell’acepromazina e i suoi effetti sulla pressione ematica e sulla disfunzione peniena nel cavallo. Tra tutti gli animali considerati, l’acepromazina perianestetica era somministrata alle femmine nel 12% dei casi e ai maschi nell'11% (n = 575, incluso il 42% di stalloni), soprattut-

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to a scopo di premedicazione. L'induzione dell'anestesia era dolce in 566 animali. La pressione arteriosa media minore era pari a 65 ± 9 mmHg. Il risveglio era buono o molto buono nel 70% di tutti i soggetti e il 74% si alzava dopo uno-due tentativi. In 14 cavalli (2,4%; 7 stalloni, 7 castroni) si verificava il prolasso del pene per 0,5-4 ore e in uno stallone (0,2%) per più di 12 ore ma meno di 18 ore dopo il risveglio. La maggior parte degli anestesisti intervistati utilizzava l’acepromazina negli stalloni (occasionalmente 63%, frequentemente 17%) ma più spesso nei castroni (occasionalmente 34%, frequentemente 59%) e nelle cavalle (occasionalmente 38%, frequentemente 59%), principalmente per la premedicazione in associazione ad altri sedativi e analgesici. Non veniva segnalata di frequente l'ipotensione persistente intraoperatoria. Solo il 5% degli anestesisti intervistati segnalava il prolasso del pene dopo la somministrazione di acepromazina per un periodo di più di 12 ore e solo uno segnalava tre casi di prolasso irreversibile del pene in 20 anni di pratica anestesiologica. Il rischio estremamente basso di disfunzione permanente del pene (1 in 10.000 casi), concludono gli autori, non giustifica un utilizzo ristretto dell’acepromazina nel maschio intero rispetto al castrone e alla femmina. “Contemporary use of acepromazine in the anaesthetic management of male horses and ponies: A retrospective study and opinion poll” Driessen B, Zarucco L, Kalir B, Bertolotti L. Equine Vet J. 2011 Jan; 43(1):88-98. ■

AVIARIA: MODIFICAZIONI GENETICHE PER IMPEDIRE LA DIFFUSIONE DEL VIRUS TRA I POLLI a trasmissione dell'influenza aviaria tra i polli può essere prevenuta grazie alle modificazioni genetiche. Lo sostiene un articolo pubblicato su Science che descrive la creazione di polli geneticamente resistenti all'infezione. Si generavano animali che esprimevano un RNA short-hairpin che fungesse da esca per inibire e bloccare la polimerasi del virus influenzale e quindi interferire con la sua propagazione. Si determinava in seguito la sensibilità al virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità e la successiva dinamica di trasmissione del virus. I polli geneticamente modificati infettati con il virus dell’influenza aviaria si ammalano ma non trasmettono l’infezione ad altri volatili, transgenici e non, tenuti nella loro stessa gabbia. La trasmissione virale ai polli risulta quindi prevenuta. “Suppression of Avian Influenza Transmission in Genetically Modified

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Chickens” Lyall J et al. Science 14 January 2011: 223-226.

Le notizie di Vet Journal sono consultabili on line all'indirizzo

www.vetjournal.it/


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CONGRESSO INTERNAZIONALE MULTISALA SCIVAC

Rimini, 27-29 Maggio 2011 Palazzo dei Congressi di Rimini

NICO SHOEMAKER

NICO J. SHOEMAKER DVM, PhD, Dipl ABVP-Avian, Dipl ECZM-Avian, Dipl ECZM-Small Mammal Utrecht, Olanda

L’ipotesi di Nico Shoemaker a proposito dell’eziologia delle patologie delle ghiandole surrenali del furetto rappresenta la base dell’attuale prevenzione e terapia medica. Incontralo Domenica 29 Maggio 2011 al Congresso Multisala Rimini 2011.

PER INFO VISITA IL SITO: www.scivacrimini.it In collaborazione con


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Sanità e ambiente Info Regioni

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In Sardegna malformazioni da uranio impoverito I risultati sono emersi da uno studio condotto dai servizi veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei ai territori adiacenti il poligono, come Perdasdefogu e Capo San Lorenzo. Per questo i militari della base e lo stesso ministero della Difesa non si sono pronunciati: lo faranno a marzo, quando l'indagine conoscitiva avviata dalle autorità sanitarie sarà completa, anche se già a fine mese dovrebbero essere noti i dati più importanti.

GLI EPISODI PASSATI

’ alta l'attenzione mediatica sull'annoso nodo della contaminazione ambientale della base militare nel Salto di Quirra, in Sardegna, in seguito ai recenti riscontri dei servizi veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei, sull'incidenza di leucemie tra i pastori e di malformazioni negli agnelli allevati nella zona di Quirra, lungo la costa orientale dell'isola, dove ha sede il più grande poligono di tiro europeo interforze, 135 kmq l'estensione, in attività da cinquanta anni. Secondo i dati presenti nelle pagine del rapporto esisterebbe un collegamento tra le deformazioni congenite degli agnelli e i tumori che hanno colpito gli allevatori, con una cifra inquietante: il 65 per cento dei pastori della zona intorno al poligono si sarebbe ammalato di leucemia. Quella presentata nei giorni scorsi è una parte consistente del più ampio lavoro che comprenderà anche i dati relativi

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Da almeno trent'anni questo lembo di terra sarda è sotto i riflettori. Già alla fine degli anni ottanta ad Escalaplano si erano manifestati episodi di malformazioni di feti e incrementi delle malattie tumorali, anche se la cosa non aveva avuto un seguito. Tra la metà degli anni novanta e l'inizio del nuovo secolo, a Quirra i tumori al sistema emolinfatico avrebbero interessato una quindicina dei circa centocinquanta abitanti (il 10 per cento) della piccola frazione di Villaputzu. In quel periodo è nato un fronte di opposizione alla base, con ripetute denunce da parte di pacifisti e di alcuni esponenti locali, come Antonio Pili, medico pneumologo ed ex sindaco di Villaputzu.

di Quirra la presenza di nanoparticelle, frutto dell'uso di "armi" contenenti metalli pesanti che, una volta colpiti i bersagli ad altissime temperature, si sprigionerebbero nell'aria, verrebbero respirate da uomini e animali, oltrepassando i filtri polmonari e diffondendosi così nell'organismo, in particolare nei tessuti molli, come cervello, fegato e apparato riproduttivo. La Asl di Cagliari ha però voluto smorzare la preoccupazione scaturita da quanto finora pubblicato, dichiarando che «i dati emersi e pubblicati dalla stampa, sulla situazione ambientale e sulla popolazione attorno al poligono sperimentale interforze, riguarderebbero un solo lotto dei cinque inseriti in una più articolata indagine del Salto di Quirra. L'Azienda sanitaria ha ricordato come nel 2008, nell'ambito di un progetto del ministero della Difesa, sia stato istituito un comitato territoriale d'indagine composto da rappresentanti di forze armate, enti locali e delle Asl interessate (Cagliari e Lanusei), supportato da una commissione di esperti e con la supervisione e verifica dell'Arpas, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente».

GLI STUDI Sulla vicenda sono diversi gli studi effettuati nel corso degli anni. Il più significativo è quello della dottoressa Antonietta Morena Gatti dell'Università di Modena (consulente del ministero della Difesa per la Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito) che ha riscontrato in alcuni capi di bestiame

MOLISE: UN PROTOCOLLO D’INTESA SUL RANDAGISMO stato firmato lo scorso 15 dicembre con la supervisione del Ministero della Salute, tra il Direttore generale dell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise, dott. Angelo Percopo, e il Presidente della la sezione ENPA di Campobasso, dott. Giancarlo Calvanese, un Protocollo d’Intesa per il controllo del fenomeno del randagismo nella Regione. Il Sottosegretario alla Salute On.le Martini accogliendo con soddisfazione la notizia ha dichiarato: “Finalmente il Molise intraprende un percorso che mi auguro serio e concreto per affrontare i gravi problemi legati al randagismo e all’incuria che storicamente affliggono questa Regione. Durante la mia personale visita al canile di Santo Stefano a Campobasso e le numerose ispezioni che il Ministero ha condotto conseguentemente sono emerse le carenze e l’immobilismo nel quale versava la sanità molisana relativamente al tema della sterilizzazione, microchippatura e ricovero e benessere degli animali vaganti sul territorio. Auspico che questo importante protocollo rappresenti il primo passo di un impegno congiunto e rinnovato delle Istituzioni e delle Asl in collaborazione con le Associazioni di tutela degli animali. Confido inoltre che il prossimo incontro già programmato per l’inizio del nuovo anno porti ad ulteriori risultati e in piena collaborazione con il Ministero”.

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L’INCHIESTA Nel frattempo la procura di Lanusei ha aperto un'inchiesta. L'indagine è volta ad accertare la sussistenza di eventuali reati all'origine di danni alla salute della popolazione che vive nell'area di Quirra. Il procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi, ha già svolto un sopralluogo nell'area interessata dopo aver disposto una preliminare acquisizione di documentazione, in particolare della relazione di due veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei, con dati parziali su agnelli nati malformati e sui casi di leucemie riscontrati fra gli allevatori che abitano e lavorano attorno alla base.

CHIUDERE IL POLIGONO Legambiente ha chiesto, si legge in una notizia riportata dall’agenzia ANSA, l'immediata chiusura del Poligono interforze del Salto di Quirra, con la sospensione di tutte le attività di sperimentazione fino alla fine del monitoraggio ambientale, e in attesa dei dati ufficiali che verranno comunicati dal Ministero della Difesa entro marzo. La Regione ed i Ministeri della Salute e dell'Ambiente devono avviare una verifica sull'interrelazione fra i casi di malattia e malformazione registrati e le attività del poligono. “È necessario co-

STUDIO ASL “APPREZZABILE MA ALLARMISTICO” l Consigliere regionale del Pdl, Eugenio Murgioni (foto), è critico nei confronti dello studio condotto dai veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei sulla cosiddetta “Sindrome Quirra”. "L’inchiesta, pur apprezzabile - afferma Murgioni - non evidenzia con certezza una correlazione fra le patologie in questione e l'attività che viene svolta all'interno del Poligono militare di Quirra"."Si è creato continua - solo un inutile allarmismo di cui sta facendo le spese l'economia di Villaputzu". "Il settore agropastorale sta risentendo del clima di sospetto intorno ai prodotti della zona che si sta creando - ha evidenziato il consigliere regionale del Pdl - e anche dal turismo, importantissimo e vitale per Villaputzu, stanno arrivando segnali poco confortanti. Insomma, conclude Murgioni- faccio appello al governatore e agli assessori alla Sanità e all'Ambiente - ha concluso Murgioni - affinché si faccia chiarezza il più presto". Sull’argomento il Consigliere Murgioni ha presentato alla Regione un’interrogazione. "Dalla Regione arrivino presto risposte sulle indagini di Asl e Arpas con la partecipazione di un esperto in emissioni elettromagnetiche, in atto sulle patologie tumorali che colpiscono i cittadini della frazione di Quirra, a Villaputzu, quasi tutti allevatori, e sui problemi di salute evidenziati anche sugli animali degli allevamenti della zona".

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noscere la verità sull'utilizzo di armi all'uranio impoverito e sulle sperimentazioni condotte - ha dichiarato il presidente di Legambiente Sardegna, Vincenzo Tiana - la situazione emersa dal rapporto, seppure sia solo una parte del lavoro di monitoraggio, è sufficiente per predisporre la sospensione delle attività militari a Perdasdefogu e Capo San Lorenzo". ■

TRICHINELLOSI IN SARDEGNA on l’obiettivo di fare il punto della situazione e di rimodulare la strategia per combattere e prevenire la trichinellosi, l’Assessore regionale dalla Sanità della Regione Sardegna, Antonello Liori, ha convocato una riunione operativa dei servizi veterinari delle Asl. “È bene ricordare che la Giunta regionale - afferma Liori - su mia proposta, ha recentemente approvato un Piano regionale per il controllo sanitario della fauna selvatica, importante strumento di prevenzione per le patologie che gli animali trasmettono all'uomo.” "A breve partiranno alcune iniziative concrete per attivare una campagna di informazione e di sensibilizzazione dei cittadini sul problema della trichinellosi, sollecitando anche la collaborazione delle associazioni di categoria."

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"Fermo restando che sono ancora vigenti alcuni decreti che prescrivono l'obbligo di sottoporre ad analisi per la trichinellosi sia i maiali macellati per uso familiare che le volpi ed i cinghiali cacciati - ha proseguito l’assessore - è necessario combattere una mentalità diffusa in alcuni territori, creando maggiore sensibilità sociale che non trascuri la sicurezza alimentare. Perciò, non escludo di intraprendere specifiche iniziative di educazione sanitaria fin dalle scuole. Sono anche convinto che sia opportuno favorire la regolarizzazione di alcune attività familiari, incentivando ed aiutando alcuni allevatori a trasformarsi in imprenditori agricoli, così da realizzare più facilmente il rispetto delle regole, con maggiori ed efficaci controlli".


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Sistri, se ci riguarda è facoltativo Prorogata la tracciabilità informatica dei rifiuti, ma attenzione: il sistema riguarda solo chi è iscritto alla Camera di Commercio ttenzione alle ditte che chiedono l'iscrizione al Sistri. Numerose strutture veterinarie sono infatti raggiunte dalla richiesta di aderire al nuovo sistema di tracciabilità informatica dei

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rifiuti, ma non sono tenute all'obbligo. Fanno eccezione le attività professionali veterinarie organizzate in una forma societaria iscritta alla Camera di Commercio. È il caso delle srl, ad esempio, ma non delle associazioni professionali che non sono apparentabili alle forme previste dal diritto societario

commerciale, quindi non devono iscriversi alla Camera di Commercio, quindi non devono registrarsi al Sistri. Le notizie sul Sistri che rimbalzano sulla stampa inducono ad equivoci che è bene chiarire nuovamente: l'obbligo di iscrizione al Sistri vale solo per le imprese e dunque per

le attività veterinarie "configurate come attività d'impresa" (appunto le società iscritte alla Camera di Commercio). In altri termini l'obbligo riguarda quelle stesse attività veterinarie già tenute alla presentazione del MUD, il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale. L'obbligo è inoltre collegato alla presenza di dipendenti. È dunque confermata l'estraneità al sistema Sistri delle attività veterinarie svolte in forma singola o associata. A beneficio di quanti fossero ricompresi fra i soggetti obbligati al Sistri, è bene ricordare che si tratta ancora di un sistema facoltativo fino al 31 maggio 2011, senza alcun regime sanzionatorio. L'obbligo scatterà- salvo ennesime proroghe del Ministero dell'Ambiente - il 1 giugno 2011. Fino ad allora i gestori dei rifiuti continueranno a usare registri e formulari cartacei. Il decreto di proroga del Ministero dell'Ambiente è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2010.

COS’È IL SISTRI Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania. Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità. ■

FORMAZIONE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO a XIII edizione dei corsi per la salute e la sicurezza sul lavoro si terrà nel corso del primo semestre del 2011. Programmi e schede di adesione saranno resi disponibili in tempo utile per le iscrizioni che, come sempre, non potranno superare la quota di 50 partecipanti. L’appuntamento è quindi ad aprile, dal 7 al 10 per i tre corsi organizzati dall’ANMVI: • 7-8 aprile 2011 - Corso per datori di lavoro in struttura veterinaria. La salute e la sicurezza sul lavoro • 9 aprile 2011 - Corso di formazione per addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell'emergenza • 9-10 aprile 2011 - Corso per Addetti al Primo Soccorso L'appuntamento con il Decreto Legislativo 81/08, le norme del primo soccorso e dell'antincendio, da mero adempimento di legge si sta trasformando in un appuntamento di cultura professionale. Non solo perché la nuova legge ha ampliato il campo di applicazione delle norme sulla sicurezza ai lavoratori autonomi, ma anche perché, grazie alla docenza del Collega Carlo Pizzirani, formatore Aifos, la sicurezza fa tutt'uno con una buona pratica gestionale della struttura veterinaria. Dal 2003 ad oggi, l'ANMVI ha organizzato 12 edizioni dei corsi per la salute e la sicurezza sul lavoro, prevenzione antincendio e primo soccorso, consentendo a oltre 500 strutture veterinarie di mettersi in regola con una normativa stringente che trova applicazione nel 90% delle configurazioni strutturali e organizzative dell'attività medico veterinaria.

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Criminalità, un convegno in Calabria per la sicurezza dei veterinari Minacciato anche il Dipartimento. Marabelli: aggressività diffusa e crescente

icurezza alimentare e sicurezza dei medici veterinari al centro del convegno del 28 gennaio a Chiaravalle Centrale (Catanzaro), per fare il punto sulle azioni di criminalità e di intimidazione ai danni della veterinaria pubblica. Sul problema gli organizzatori intendono mantenere i riflettori accesi, testimoniando la sensibilità dell'opinione pubblica veterinaria. Il convegno è organizzato dall’AIVEMP insieme all’Associazione culturale Athena e in collaborazione con AIVI (Associazione Italiana Veterinari Igienisti). Parteciperà al convegno il Direttore Generale della Sicurezza Alimentare Silvio Borrello e il Procuratore Nicola Gratteri. Dal Piemonte alla Sicilia, i veterinari aggrediti e minacciati subiscono un elenco di gesti criminali contro la sanità pubblica e la sicurezza alimentare. Non si possono quindi fermare le azioni di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e delle istituzioni. Il convegno del 28 gennaio è una testimonianza di impegno e di solidarietà. Al tavolo, presieduto dal Presidente FNOVI Gaetano Penocchio si alterneranno le testimonianze di colleghi che hanno subito o sono a conoscenza di atti intimidatori. Il primo resoconto del Ministero della Salute sulle attività dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori e sull'attività di medicina veterinaria pubblica, inviato alle Regioni il 18 dicembre scorso, conferma la necessità di un impegno civile a difesa della dignità professionale del medico veterinario deputato ad azioni di sanità pubblica. Il documento, firmato dal Sottosegretario Francesca Martini- presentando finalità e composizione di questo organismo, istituito nel luglio del 2009- evidenzia i temi oggetto di trattazione prioritaria da parte dell'Osservatorio, alla luce della riunione del 21 ottobre 2010. Fra le priorità figura "la predisposizione di strumenti adeguati all'effettuazione di un'approfondita indagine conoscitiva, che consenta di acquisire informazioni sufficienti a definire la reale entità del fenomeno, tracciandone la mappatura sul territorio nazionale". I risultati saranno resi noti alle amministrazioni regionali "in modo da consentire l'attivazione dei controlli di competenza, l'inoltro delle segnalazioni e l'attività di

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supporto ai direttori generali delle aziende sanitarie interessate". Durante la riunione del 21 ottobre i dirigenti del Ministero della Salute hanno ricordato gli avvenimenti a sfondo intimidatorio dei quali sono stati vittime i direttori generali del Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria nel corso dell'intervento svoltosi presso la Regione Calabria. Il Capo Dipartimento Romano Marabelli ha suggerito di "distinguere i casi di sistema dai casi singoli, i quali rappresentano attualmente la manifestazione di un'aggressività crescente, territorialmente diffusa ed estesa all'intera catena produttiva, dal piccolo macello al grande stabilimento". Quanto agli interventi "concretamente apprezzabili" l'Osservatorio ha condiviso "la necessità di riadattare taluni aspetti del contesto organizzativo dei servizi veterinari territoriali, con particolare riferimento all'azione individuale al conseguente isolamento istituzionale dei medici veterinari che effettuano attività ispettive". Il Sottosegretario Martini rappresenta quindi "la necessità di individuare, a livello territoriale, soluzioni organizzative in grado di garantire l'esercizio integrato delle funzioni ispettive, mediante l'affiancamento a cura del servizio veterinario dell'azienda sanitaria di appartenenza del medico veterinario, vittima di atti criminosi o intimidatori con un'ulteriore unità di personale, in possesso della medesima professionalità e appartenente al SSN". Un provvedimento a firma del Sottosegretario Francesca Martini definirà la tipologia e gli scopi degli interventi proposti dall'Osservatorio, a tutela dei veterinari pubblici vittime di intimidazioni, sollecitandone la realizzazione da parte degli Assessorati regionali alla sanità. ■

CVB, AGGIORNAMENTI IN MEDICINA D’URGENZA l Circolo Veterinario Bolognese con il patrocinio dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Bologna, organizza nella giornata di domenica 30 gennaio 2011 un incontro dal titolo “Aggiornamenti in Medicina d’Urgenza”. La giornata vuole completare la descrizione delle più comuni emergenze in medicina d’urgenza trattate il 21 novembre 2010, mantenendo sempre un taglio molto pratico. Verranno trattate le emergenze addominali più comuni: GDV (sindrome torsione dilatazione gastrica) ostruzioni intestinali, ostruzioni uretrali e si parlerà anche di come gestire un emoaddome. Si parlerà della priorità di un paziente politraumatizzato e verranno trattati anche quegli aspetti che non rappresentano un urgenza assoluta, ma che quando è possibile, è bene trattare in urgenza (trattamento delle ferite, fratture e lussazioni). La relazione sulla terapia trasfusionale indicherà quando è necessaria una trasfusione e le metodiche per eseguirla. Relatore della giornata sarà il Dott. Paolo Gaglio. L’incontro che si terrà persso il Savoia Hotel Regency a Bologna, è gratuito per i soci. Per informazioni: Segreteria CVB - Cell. 340/5186635 E-mail: cvbologna@libero.it

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DIOSSINA, AIVEMP: IN ITALIA NESSUN PRODOTTO CONTAMINATO "Mi sento di confermare quanto detto dal ministro Fazio, cioè che i consumatori italiani non corrono alcun rischio". A parlare è il dottor Bartolomeo Griglio, presidente dell'Aivemp, che intervistato da Vivere in Armonia, il notiziario web di Famiglia Cristiana, spiega: "i prodotti contaminati non sono giunti in Italia, come mostrano le indagini eseguite fino ad ora". La certezza deriva dalla verifica dei documenti commerciali che certificano la tracciabilità dei prodotti: "Secondo quanto stabilito dal regolamento europeo 178/2002 - afferma Griglio - tutti i produttori devono adottare

strumenti di tracciabilità che consentano di individuare l'origine del prodotto. Al momento, dal controllo eseguito sui documenti in possesso dei produttori è emerso che il cibo contaminato è giunto solo in Olanda e, in parte, nel Regno Unito". In Italia le diossine ed i Pcb (Policlorobifenili) sono oggetto di piani di controllo annuali realizzati dalle Asl e dai laboratori degli istituti di zooprofilassi. "A volte - ci dice il presidente dell'AIVEMP - si riscontrano livelli un po' più elevati della soglia consentita e questo riguarda soprattutto prodotti di provenienza straniera, come alcuni salmonidi".

Gli animali esotici e il tecnico veterinario Due giornate di aggiornamento organizzate dalla SIVAE insieme all’ATAV di CRISTIANO PAPESCHI a figura del Tecnico Specializzato sta ormai conquistando il mondo della veterinaria a partire dalle cliniche più grosse fino anche alla quotidianità del piccolo ambulatorio. L’ATAV (Associazione Tecnici Ausiliari Veterinari) associazione di recente istituzione si ripropone in questo senso di affermarsi come organo guida per i professionisti del settore, tecnici e assistenti, tutelandone l’immagine e proponendo percorsi formativi di approfondimento nei vari settori della medicina veterinaria. In questa ottica l’animale esotico non fa eccezione e la conoscenza della corretta gestione del “non convenzionale” è uno degli obbiettivi da raggiungere per una maggiore e più adeguata formazione professionale. In collaborazione con SIVAE (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici) l’ATAV ha organizzato un primo incontro in merito svoltosi a Roma (Appia Park Hotel) il 5 dicembre 2010 e replicato ad una settimana di distanza a Cremona (Palazzo Trecchi) per dar modo a tutti gli interessati dislocati nelle varie regioni della penisola di partecipare all’evento. L’alto valore formativo dell’evento è testimoniato non solo dai contenuti ma anche dalla presenza di relatori dall’indiscussa esperienza professionale sia nel primo incontro (Paolo Selleri, Alessandro Melillo, Cristina Stocchino e Michele Capasso) che nel secondo (Marco Bedin, Alessandro Bellese e Giordano Nardini). Dopo una necessaria premessa sulle linee guida generali per la detenzione degli animali esotici unita a consigli pratici sul benessere animale (a cura di Stocchino e Bellese) la prima sessione si è incentrata sulla gestione di roditori e piccoli mammiferi più o meno comuni (gerbillo, cin-

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cillà, degu, cavia, criceto, topo, ratto ed altri) (a cura di Melillo e Bellese) nella pratica quotidiana dell’ambulatorio veterinario specializzato in esotici focalizzando l’attenzione sulle particolarità anatomiche ed etologiche, sulla gestione alimentare ed ambientale e sulle principali tecniche di contenimento, prelievo e somministrazione di farmaci. La seconda sessione della mattina (a cura di Selleri, Nardini e Bedin) ha visto protagonisti prima il coniglio e successivamente il furetto a cui è stata dedicata una intera sessione vista la loro predominanza sul mercato dei nuovi piccoli mammiferi da compagnia. Anche in questo caso l’attenzione è stata rivolta dapprima alle nozioni base di etologia e gestione e successivamente a tutte quelle pratiche che il Tecnico può essere chiamato a svolgere in ausilio del Medico Veterinario a partire dal contenimento fino alle tecniche infermieristiche ed all’ospedalizzazione del paziente. Lasciati da parte i mammiferi il pomeriggio è stato dedicato a volatili (a cura di Melillo e Bedin), rettili squamati (a cura di Capasso e Bellese) e cheloni (a cura di Capasso e Nardini). La gestione di queste specie è stata trattata con dovizia di particolari caso per caso proprio in virtù delle diverse esigenze che questi animali hanno rispetto ai mammiferi e tra loro stessi e anche in questo caso le metodologie cliniche ed infermieristiche di base sono state illustrate in modo da fornire spunti di approfondimento e riflessione sia ai neofiti che ai professionisti già impiegati e rodati. Gli eventi hanno registrato un “tutto esaurito” non solo per la massiva presenza di tecnici, od aspiranti tali, ma anche di Medici Veterinari intervenuti sia per curiosità che per cogliere al volo l’occasione di un approfondimento in materia. ■


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20 Lettere al Direttore Stupore per gli aumenti del Fondo Sanitario ANMVI Sono socio sottoscrittore del Fondo in oggetto fin dalla sua prima presentazione. Ho sempre apprezzato i servizi di copertura sanitaria dedicati e garantiti a noi Colleghi sottoscrittori e alle nostre famiglie. Con la presente manifesto il mio personale stupore nonché indignazione nei confronti di un aumento del 58% rispetto alla tariffa pagata 2 anni fa e del 28% rispetto alla tariffa pagata 1 anno fa (1050 euro 2009, 1300 euro 2010, 1660 euro 2011). Comprendo che le logiche finanziarie mal si adattino al pensiero comune dell'opinione pubblica. Comprendo che le garanzie offerte siano di buona qualità. Non comprendo come l'Associazione Nazionale più rappresentativa di tutti i Medici Veterinari Italiani possa far passare in silenzio un aumento di tale entità proprio in un periodo congiunturale di crisi economica così evidente a tutti e ancor di più nel nostro settore... forse più di altri sappiamo interpretare la metafora del "periodo di vacche magre"! Non comprendo altresì come pochi Medici Veterinari, ai vertici dell'Associazione, possano trascurare in modo palese le necessità e

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le difficoltà di migliaia di Colleghi distribuiti sul territorio nazionale che quotidianamente lavorano a tempo pieno "a testa bassa" per cercare di far quadrare il bilancio sia professionale che famigliare onorando sempre la qualità dei servizi offerti. Peccato, pensavo di far parte di una categoria di Professionisti con unità di intenti, obiettivi e soprattutto comprensione e condivisione a 360° delle problematiche del settore... anche quelle economiche. Con questa realtà di fatto, ritengo che molti Colleghi opteranno al momento per opzioni inferiori al fine di valutare attentamente il mercato alla ricerca, per il prossimo futuro, di soluzioni di maggior attenzione nei confronti dei Clienti/Sottoscrittori. Avete perso una buona occasione per dimostrare sensibilità e incentivare la coesione associativa. Distinti saluti. Dott. Cristiano Gualtierotti DMV - Biella (BI) Caro Collega, ho letto con molto dispiacere la tua lettera perché sinceramente capisco lo stupore e la rabbia per questi considerevoli aumenti delle quote di sottoscrizione al Fondo Sanitario ma non capisco le tue accuse all’ANMVI per una mancanza di attenzione o di sensibilità verso questo problema. Innanzitutto, l'ANMVI non va confusa con il Fondo. Il Fondo rientra certamente fra i ser-

vizi professionali collegati ad ANMVI i quali si fondano tutti su obiettivi di utilità e su principi di convenienza per i medici veterinari. Ma le quote assicurative non vengono stabilite sulla base della capacità di rappresentanza dell’ANMVI, bensì sulla base dell'effettivo andamento economico del Fondo stesso e sul matematico equilibrio dei suoi numeri: quante quote entrano e quanti rimborsi escono. Il 26 novembre, a Cremona, in occasione dell’assemblea dei sottoscrittori al Fondo Sanitario, in qualità di Presidente, ho avuto modo di illustrare la situazione che si è venuta a creare nel settore assicurativo per le polizze sanitarie denunciando le dure imposizioni delle compagnie da loro giustificate dalle enormi perdite di questo ramo assicurativo. Solo a fine anno ci siamo arresi a queste ulteriori richieste di aumento delle quote non avendo alcuna altra alternativa. Tieni conto che gli aumenti applicati sono nettamente più bassi di quelli richiesti inizialmente e solo una lunga e faticosa trattativa giunta più volte al punto di rottura ha permesso di arrivare a questi livelli, certamente elevati ma decisamente più contenuti rispetto a quelli richiestici. D’altra parte, mentre portavamo avanti la trattativa, ci siamo attivati in questi anni sia direttamente sia attraverso la Marsh, il maggiore broker assicurativo mondiale, per trovare alternative più convenienti. Purtroppo tutte le compagnie che abbiamo contattato ci hanno fatto proposte peggiori

o sapendo che eravamo aderenti al sistema Assidim non hanno neppure presentato una loro proposta conoscendo già i costi e le condizioni che noi applichiamo. Una cosa è certa, riteniamo che al momento, nonostante gli aumenti che abbiamo dovuto accettare, non via sia sul mercato assicurativo italiano una proposta di polizza sanitaria con le stesse caratteristiche delle nostre a prezzi più convenienti. Non possiamo infatti dimenticare che le caratteristiche da noi proposte, come viene bene illustrato in un articolo su questo stesso numero della rivista, sono veramente uniche ed abbastanza eccezionali. Se devo essere sincero ti posso anche dire che in certi momenti della trattativa, di fronte alla rigidità dei nostri interlocutori, avevamo anche pensato di interrompere i rapporti, ma questo avrebbe significato chiudere il Fondo Sanitario lasciando circa mille famiglie senza copertura sanitaria costringendole a trovare alternative che sarebbero state comunque molto meno convenienti della nostra proposta nonostante gli ultimi aumenti. Resta il fatto che chiunque è libero di fare scelte diverse. Spero di essere riuscito a spiegare la situazione e le condizioni entro le quali siamo costretti ad operare. Ringraziandoti dell’attenzione, un cordiale saluto. Piermario Piga Presidente del Fondo Sanitario ANMVI

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Lettere al Direttore

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Abbattimento di pecore e capre contaminate da diossina Gentili colleghi, a Taranto, a due anni di distanza, sono stati abbattuti altri ovini e caprini contaminati da diossina. Vorrei di nuovo sottoporre alla vostra attenzione una problematica che a mio avviso merita una maggiore considerazione dal punto di vista etico, una situazione da riconsiderare come "fatto morale", mi riferisco all'abbattimento di molti animali contaminati da "residui". Si tratta in realtà di un tema già affrontato in diverse circostanze, ma forse, oggi, al variare dei contesti ci troviamo di fronte a possibilità diverse. Partendo da un fatto concreto, da me vissuto in prima persona, vorrei citare il caso dell'uccisione di animali appartenenti ad allevamenti esenti da malattie infettive, abbattuti perché contenenti livelli di residui di sostanze tossiche, superiori ai limiti di legge. Sto parlando di allevamenti nei quali il benessere animale era al primo posto e gli animali vivevano in un ottimo stato di salute. Dopo questi eventi non ho potuto fare a meno di interrogarmi sulla questione. Come veterinario credo che l'unico criterio oggettivo col quale si possa guardare ad un tale avvenimento sia esclusivamente quello della valutazione delle finalità per le quali un tale atto viene compiuto. La finalità dovrebbe essere quella di proteggere i consumatori, evitare che le carni possano essere mangiate. Fino a pochi anni fa il sequestro, l'abbattimento e lo smaltimento delle carcasse si praticava per evitare la diffusione di alcune malattie infettive ed i rischi zoonosici. Parlando invece di contaminanti, il pericolo di fatto non esiste se le carni non arrivano sulla tavola dei consumatori. Non posso quindi fare a meno di chiedermi e di chiedervi: data la variazione dei contesti e della sensibilità dei soggetti morali che intervengono in questa equazione, le leggi disponibili a gestire tali emergenze non sono oggi forse inadeguate? O per lo meno, non ci sarebbe forse bisogno di nuove riflessioni e proposte? Si dice che "il ruolo dell'allevatore è cambiato: da produttore di animali è diventato un produttore di cibo, un food business operator (OSA Operatore del Settore Alimentare) che obbedisce ai dettami del pacchetto igiene". Anche se questo è l'orientamento, non posso evitare di interrogarmi sul perché gli animali, seppure di allevamento e destinati alla produzione di carne, debbano essere considerati alimenti a tutti gli effetti, e non solo potenziali, prima della macellazione. È giusto oggi, inoltre, nel 2011, che questa destinazione sia considerata irreversibile? Nella mia esperienza ho conosciuto allevatori di ovini e caprini la cui identità era legata irreversibilmente al loro gregge e al loro lavoro. Tutto questo è stato distrutto perché le fabbriche hanno sversato una grande quantità di inquinanti sui loro pascoli negli ultimi 40 anni (si parla di allevamenti che si trovavano sul posto dalla fine del 1800). Molti allevatori avrebbero tenuto i loro ovini e caprini, o almeno una parte di essi (ovviamente non per produrre cibo), ma per legge questo non è stato possibile! Oggi

tutto ciò può essere ancora giustificabile? Oppure i tempi sono maturi per una riflessione etica che permetta un epilogo diverso in caso di situazioni affini, con la possibilità di creare un'alternativa per mezzo della concertazione fra allevatori, opinione pubblica ed istituzioni? Forse le leggi andrebbero aggiornate: è cambiata la sensibilità dei soggetti e sono cambiati i contesti, soltanto le norme sono invariate ed appaiono ormai inadeguate quando si parla dell'uccisione degli animali in situazioni come quella che ho sperimentato a Taranto. Più di 10 anni fa su uno dei quaderni di bioetica (Bioetica e professione medico veterinaria, nuove prospettive per un punto di svolta nella veterinaria, Macro Edizioni, 1999, p. 70) si scriveva: "...sarà fondamentale promuovere la discussione sull'attuale zootecnia, perché in questo

momento rappresenta il punto di più basso benessere concesso agli animali che dipendono dall'uomo. È un traguardo ambizioso, che metterà alla prova la volontà e la voglia di crescita della categoria, nonché la sua capacità di svincolarsi dai soffocanti abbracci delle regole economico-commerciali”. Forse oggi la discussione sull'attuale zootecnia dovrebbe essere ampliata ulteriormente, mantenendo sì il traguardo ambizioso di svincolarsi, ma questa volta dalla schiacciante situazione di trovarsi fra l'incudine del potere economico ed il martello di quello politico, cercando di portare l'attenzione su questioni di centrale interesse: la tutela della salute pubblica ed il rispetto per la vita. Emanuele De Gasperis Medico veterinario, Roma

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"Dobbiamo riprendere in mano il nostro programma elettorale e la nascita di una università' è nelle nostre intenzioni e nei nostri programmi". Giacomo Vizzani, Presidente Municipio XIII, Roma


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22 Calendario attività Dal 4 febbraio al 6 marzo Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi

4 - 6 FEB 5 - 6 FEB 6 FEB 6 FEB 8 - 11 FEB 10 FEB 12 - 13 FEB 12 FEB 13 FEB 13 FEB 15 - 18 FEB 17 - 18 FEB 17 FEB 19 FEB 20 FEB 20 FEB 20 FEB 20 FEB 20 FEB 23 - 26 FEB 25 - 26 FEB 26 - 27 FEB 27 FEB 27 FEB 1 - 3 MAR

CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SIVE

XVII SIVE CONGRESS - Montesilvano (PE) - Palacongressi D’Abruzzo - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Marketing e Pubblicità - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: monica.borghisani@evsrl.it

INCONTRO SCVI

LE ERNIE NEL CANE E NEL GATTO - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6, Crediti Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it LA CITOLOGIA QUALE AUSILIO DIAGNOSTICO AI PROBLEMI DI MEDICINA INTERNA - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it CITOLOGIA DERMATOLOGICA: UNA QUESTIONE DI PELLE - Park Hotel - Monastier (TV) - Via Giovanni XXIII, 1 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it 1° IT. MEDICINA INTERNA: I PARTE - APPROCCIO AL PROBLEMA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto accreditamento per 48 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it AGGIORNAMENTO DELLA PROFILASSI VACCINALE NEL BOVINO - Centro Studi E.V., Palazzo Trecchi - Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria Organizzativa, Scientifica e Marketing - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it LA NEUROLOGIA E L’OFTALMOLOGIA NEI NUOVI ANIMALI DA COMPAGNIA - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it EMATOLOGIA: AGGIORNAMENTI AL 2011 - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it IL DIABETE NEL GATTO - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - Email: socspec@scivac.it DALLA VISITA ORTOPEDICA ALLA DIAGNOSI DI ZOPPIA - Euro Hotel - Cascina (PI) - VIALE EUROPA 6 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it 4° IT. NEUROLOGIA VETERINARIA: I PARTE - ESAME NEUROLOGICO E LOCALIZZAZIONE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto accreditamento per 47 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it STRATEGIE DIDATTICHE E DI COMUNICAZIONE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it AGGIORNAMENTI NELLA PRATICA BUIATRICA: IMPIEGO DEL FARMACO E PATOLOGIE ENTERICHE NEL VITELLO - Caserta, Crowne Plaza - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria Organizzativa, Scientifica e Marketing - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it

INCONTRO SICIV INCONTRO REGIONALE SCIVAC VENETO ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti. SEMINARIO NAZIONALE SIVAR SEMINARIO NAZIONALE SIVAE INCONTRO SIMIV INCONTRO SIMEF / SIMIV INCONTRO REGIONALE SCIVAC TOSCANA

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC CORSO SCIVAC SEMINARIO NAZIONALE SIVAR

INCONTRO SIFIRVET

IL MASSAGGIO - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 7, Crediti - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

INCONTRO SIANA / SIOVET

ORTOPEDIA PEDIATRICA E GESTIONE NUTRIZIONALE NELLA PREVENZIONE E NELLA TERAPIA DELLE PATOLOGIE DELL’ACCRESCIMENTO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4, Crediti - Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it CORSO PRATICO SIFIRVET - IL MASSAGGIO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6, Crediti - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it ARGOMENTI DI BASE IN OFTALMOLOGIA - Hotel Franz - Viale Trieste 45 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHRONIC KIDNEY DISEASE E STADIAZIONE IRIS: NEFROPATIA CRONICA NEL CANE E NEL GATTO - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it APPROCCIO AL PAZIENTE CARDIOPATICO - Hotel campanile - Rivoli (TO) - C.so Allamano 153 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it 3° IT. ORTOPEDIA: IV PARTE - ESAME CLINICO ORTOPEDICO E PATOLOGIE ORTOPEDICHE E TRAUMATOLOGICHE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto accreditamento per 41 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CORSO SCIVAC / SIFIRVET Ultimi posti disponibili INCONTRO REGIONALE SCIVAC FRIULI VEN.GIULIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC CALABRIA

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

CORSO SIVE

CORSO PRATICO DI NEONATOLOGIA - Università di Bologna - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

INCONTRO SINVET

ANOMALIE DELLO SVILUPPO DEL RACHIDE E DEL MIDOLLO SPINALE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 5,5 Crediti - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it IMAGING DELL’OCCHIO E DELLA REGIONE ORBITALE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6, Crediti - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it IL PANCREAS ENDOCRINO - Ancona - Hotel Sporting - Via Flaminia 220 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it 1° IT. GASTROENTEROLOGIA: II PARTE - GASTROENTEROLOGIA 2 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto accreditamento per 42 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

INCONTRO SVIDI / SOVI

INCONTRO REGIONALE SCIVAC MARCHE ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

3 - 5 MAR

CORSO SCIVAC Attenzione: Date evento modificate.

MEDICINA COMPORTAMENTALE 1 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 28 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

5 MAR

INCONTRO SINUV Attenzione: Date evento modificate.

6 MAR

INCONTRO SICARV Attenzione: Date evento modificate.

INFEZIONI DELL’APPARATO URINARIO: L’ATTUALITA’ - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6, Crediti - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI EREDITARIE DEL CANE E DEL GATTO: STATO DELL’ARTE E NUOVE PROSPETTIVE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 5, Crediti - Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

laPROFESSIONE

VETERINARIA 2 | 2011

la VETERINARIA

PROFESSIONE

La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV Soc. Cons. a r.l., Cremona marketing@evsrl.it

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Cambio di indirizzo: Le modifiche per il recapito postale vanno indirizzate a: info@evsrl.it Chiuso in stampa il 17 gennaio 2011

SOLUZIONI

Equina della scelta inverso ossia di DPA (Destinato alla Produzione di Alimenti)

c irreversibile per tutta la vita dell’animale d reversibile se ha mantenuto aggiornato il registro dei farmaci e irreversibile a meno di non destinarne le carni all’uso pet food

QUIZ 1

a 10 volte b ogni ora c 24 volte d ogni 20-30 minuti e ogni 2 ore

Risposta corretta: c) Seminario SIVE: “Sanità Pubblica equina: il farmaco e le malattie degli equini soggette a denuncia”- Cremona, 29 Novembre 2008

a reversibile b reversibile dopo 180 dall’inserimento in Banca Dati

QUIZ 2

2) Quante volte al giorno poppa il puledro normale sano?

Risposta corretta: d) Corso base teorico-pratico SIVE di “neonatologia” Vigone (TO) - 29 Febbraio-1 Marzo 2008

1) La scelta del proprietario di non destinare il proprio equide all’alimentazione umana (equide non-DPA) è:


Professione Veterinaria 2-2011:ok

20-01-2011

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Professione Veterinaria 2-2011:ok

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Professione Veterinaria, Anno 2010, Nr 2  

Professione Veterinaria è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore