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FORMAZIONE IN CARCERE

NOI CREDIAMO IN VOI..!

DI TINO NICOLOSI

Il sistema penitenziario nazionale da tantissimi anni si occupa di una circostanza da non sottovalutare e cioè il reinserimento dei detenuti nei carceri nel mondo lavorativo e quindi nel tessuto sociale territoriale. Scontata la pena molti cittadini Italiani ( e non più etichettabili come detenuti) hanno difficoltà nel reinserimento nell’ambiente lavorativo. Questo aspetto è nella lente di ingrandimento del Ministero della Giustizia che da anni dà la possibilità all’interno di tutti i carceri di formare i detenuti mentre scontano la loro pena, professionalizzandoli e dandogli le migliori condizioni per essere preparati e pronti all’inserimento nel mondo del lavoro una volta scontata la pena.

Il Ministero della Giustizia nel Novembre 2021 tramite manifestazione di interesse assegna all’ente Nazionale Guide Equestri Ambientali l’erogazione di due corsi di formazione presso la casa circondariale di Como. Le figure da preparare sono due dei settori di punta dell’ente: Il Tecnico di Mascalcia ed il Tecnico di Scuderia. Vi raccontiamo la nostra esperienza in un ambito poco trattato che sicuramente potrà essere da monito per progetti futuri.

Come ENGEA abbiamo in tempi rapidi organizzato uno staff di docenti di altissimo livello professionale, sicuramente alla loro prima esperienza in questo contesto ma certamente motivati per la loro stessa predisposizione all’insegnamento. I corsi tenuti presso la casa circondariale di Como hanno visto per la prima volta arrivare i cavalli che con la loro innata e terapeutica presenza hanno subito colpito l’interesse da parte dei corsisti. Maniscalchi, Veterinari, Dirigenti fiscali e amministrativi, Circoli ippici e personale di segreteria hanno iniziato il proprio lavoro nei primi giorni di dicembre 2021 per poi completare i due corsi di formazione nel Maggio del 2022. Dalle dichiarazioni ed esperienze raccolte vi è stato entusiasmo e voglia di collaboratività unica nel suo genere, poiché per la prima volta i corsisti non si sono dovuti cimentare con solo manuali, libri, calcoli o mezzi meccanici, per la prima volta hanno studiato materie come l’etologia, il benessere animale, anatomia equina ed ovviamente fatto pratica con dei veri e propri cavalli messi a loro disposizione e sotto la supervisione dei nostri dirigenti per poter dare loro la possibilità di fare pratica realmente con gli esemplari che una volta usciti dalla casa circondariale avrebbero trovato nei maneggi.

Abbiamo riscontrato un fattore rilevante nell’espletare le ore di formazione e cioè indipendentemente dalle diverse realtà, religioni, status sociale ed etnie dei partecipanti abbiamo assistito ad un uguale approccio alle materie trattate, con interesse, passione e determinazione. Indipendentemente dall’istruzione ricevuta pregressa dei partecipanti ed in alcuni casi assente, le classi hanno studiato e si sono applicate in egual misura, ricreando le condizioni fondamentali per erogare nel migliore dei modi le materie trattate e le ore di pratica in totale spirito di conoscenza e di serenità. Ad alcuni dei partecipanti vi è stata data la possibilità di ottenere delle ore di praticantato in veri e propri circoli ippici e questa opportunità è resa solo possibile all’entusiasmo e concentrazione che tutti i corsisti hanno messo durante le ore di formazione.

Il Plus di questi corsi erogati con ENGEA non è solo quello di dare un titolo associazionistico, bensì un titolo professionale registrato a livello europeo come figura professionale in linea con il quadro delle qualifiche europee (EQF) e non solo valido a livello sportivo e soprattutto per tutte le attività ludico ricreative. Negli anni abbiamo sempre più migliorato e implementato tutti i percorsi formativi erogati puntando soprattutto alle nuove esigenze dei circoli ippici e alle nuove metodologie di insegnamento sperimentale. Mettere al servizio questo enorme bagaglio conoscitivo getta le basi per promuovere in qualità le future professioni e cioè i tecnici di scuderie, i tecnici di mascalcia e non solo gli Accompagnatori Equituristici, Istruttori e Guide Equestri Ambientali.

Vi racconto un piccolo aneddoto che mi colpì per la sua genuinità e che sicuramente è stata la chiave di volta per instaurare un rapporto di fiducia reciproca e di rispetto tra docente e allievi.

Avevo selezionato un docente che trattasse la mascalcia nel primo giorno di lezione, era la sua prima esperienza in questo contesto e non mi negò al telefono il suo imbarazzo iniziale, ma mi raccontò la sua giornata la sera stessa e quello che mi riferì sta oggi alla base dell’istruzione stessa.

Il maniscalco Jacopo seduto sulla scrivania vide i partecipanti, ignari della modalità di insegnamento che l’aspettava, tutti distratti e con una bassissima attenzione alla presenza stessa del docente. Occhi al soffitto o distrattamente a ridere con l’allievo accanto. Iniziò a parlare del programma ma con fare disinvolto nessuno prestava attenzione. Potenzialmente questo rappresenta la tipica situazione frustrante per qualsiasi docente e cioè “non essere ascoltato”. Ma fu in quel preciso istante che Jacopo comprese che non erano loro distratti ma bensì era lui stesso il distratto. Vi ripropongo con le sue parole quello che in tutti i corsi dovrebbe essere da monito per queste realtà:

“Io non sono qui per giudicarVi, io non sono venuto ad ascoltarmi mentre parlo. Avrei preferito stare a casa con i miei cavalli e mia moglie. Avrei preferito dedicarmi ai miei studi, perché anche io imparo cose nuove ogni giorno. Sono certo che anche voi non vorreste stare qui ad ascoltarmi ma stare con i vostri cari e le vostre famiglie. Ma quello per cui sono stato chiamato oggi è di trasferirVi il mio lavoro e la mia passione affinchè voi possiate averne giovamento. Guardate le mie mani, non sono mani di un insegnate, sono mani di uno che si alza alle 4 del mattino e governa la propria azienda. Non mi interessa perché siete qui, mi interessa se me ne date la possibilità di insegnarVi il mio mestiere! Che faccio da tanti anni sin da quando sono piccolo e che oggi mi da da vivere. Spero che un giorno sia pure il vostro.”

Quelle poche parole gettarono le basi per iniziare un corso che ha avuto il plauso da parte di tutta l’organizzazione penitenziaria, dal corpo docenti e soprattutto dai partecipanti perché alla fine avevamo costruito un programma complesso ed articolato a beneficio di tutti loro.

La formazione specialistica erogata nelle case circondariali può nel caso dei nostri settori dare veramente un’opportunità in più ai detenuti a fine pena sia per la particolarità del settore sia per il benessere psicofisico che il cavallo stesso procura.

Alla prossima esperienza e soprattutto con le parole di Jacopo (età 28 anni) vi lascio con un concetto che espresse in una situazione di difficoltà e che oggi può essere in realtà applicato a qualsiasi campo:

Siamo qui per insegnarvi un Mestiere..!