sono gli elementi che fanno di una creazione gastronomica un’opera creativa che può essere tutelata anche sotto il profilo legale. Attraverso un excursus storico, una ricca esemplificazione di ricette e preparazioni, l’analisi delle caratteristiche che deve possedere una creazione in ambito gastronomico per essere a tutti gli effetti considerata d’Autore, FoodLaw, affronta il tema della tutela della creatività in cucina, offrendo tutti gli strumenti
Carmine Coviello - Davide Mondin
Il testo spiega, con un linguaggio allo stesso tempo rigoroso e accessibile, quali
Carmine Coviello
FoodLaw La tutela della creatività in cucina
per aiutare il lettore a capire se il proprio lavoro può essere compreso sotto questa categoria. Un’opera indispensabile per quanti operano a livello professionale nell’ambito della ristorazione, ma anche per il vasto pubblico degli appassionati che amano elaborare nuove ricette. Da oggi le potranno registrare con il proprio nome. All’interno del volume è infatti presente un codice personalizzato che permette di ottenere la registrazione gratuita di una ricetta con marca temporale legalmente valida sul portale di My Social Recipe (www.mysocialrecipe.com). Gli autori Carmine Coviello è avvocato specializzato nel settore delle arti, musica e spettacolo. Collabora con importanti studi, riviste e istituti di ricerca. Davide Mondin, laureato in giurisprudenza è specialista in valorizzazione del patrimonio alimentare e gastronomico. Fa parte del corpo docente di Alma.
www.edizioniplan.it
Davide Mondin
Euro 27,00 Presentazione di
Davide Scabin
FoodLaw
Indice
Presentazione di Davide Scabin
8
Quali tutele per le nuove ricette?
10
1 La ricetta come insegnamento gastronomico
18
La ricetta come opera letteraria
20
Presupposti per l’esistenza di una ricetta tutelabile
25
La forma della ricetta
28
La ricetta deve essere originale
33
Originalità del contenuto dell’insegnamento gastronomico presente nella ricetta
33
Creatività come rivisitazione
36
La combinazione creativa degli ingredienti
40
L’importanza dei titoli
45
La pasticceria
52
53
Le metodologie originali
Originalità della forma espressiva dell’insegnamento gastronomico presente nella ricetta
54
Criteri di verifica dell’originalità della ricetta
56
La liceità della ricetta
63
4
Es. Food Law-maggio 2016.indd 4
23/05/16 13:42
Indice
2 Diritti spettanti all’autore della ricetta
65
Diritti morali
68
Diritto di paternità
70
Diritto di opporsi a modifiche pregiudizievoli per l’onore
73
Diritto di inedito
76
Diritto di ritiro dell’opera
77
Diritti patrimoniali
79
Diritto di pubblicazione
88
Diritto di riproduzione
90
Diritto di trascrizione
91
Diritto di esecuzione e rappresentazione in pubblico
92
Diritto di comunicazione o diffusione
94
Diritto di distribuzione
95
Diritto di modifica
96
Diritto di traduzione
97
Diritto di elaborazione
98
Diritto di noleggio
102
Diritto di prestito
102 5
Es. Food Law-maggio 2016.indd 5
23/05/16 13:42
FoodLaw
Difesa ed esercizio dei diritti derivanti dalla creazione della ricetta
103
La data della creaziione dell’opera
107
La marcatura temporale
108
Riepilogando
111
Contraffazione e plagio
117
Come difendersi
122
Risarcimento
123
3 La segretezza della ricetta
128
La ricetta come informazione riservata
132
La tutela della segretezza
133
4 Tutela del piatto, del prodotto
136
o della preparazione derivanti dall’applicazione della ricetta Il piatto, il prodotto o la preparazione come opere di design o modelli di utilità
138
La difesa dell’aspetto dei prodotti alimentari
146
Il piatto, il prodotto o la preparazione come opera d’arte figurativa
153
Il piatto, il prodotto o la preparazione come marchio di forma
157
6
Es. Food Law-maggio 2016.indd 6
23/05/16 13:42
Indice
5 Gli atti di concorrenza sleale Come si manifesta la concorrenza sleale
6 Brevettabilità delle ricette, dei piatti,
dei prodotti e delle preparazioni
166 169 180
I vantaggi del brevetto
183
L’invenzione brevettabile
184
L’invenzione del cono gelato
190
Davide Scabin: un esempio di creatività in cucina
196
Il gusto della forma
199
Le creazioni in cucina
200
Food designer e taste-maker
203
I premi e i riconoscimenti
204
Dal Combal di Almese al Combal.zero: la storia, la brigata
205
7 Giurisprudenza
206
Tribunale di Milano, Sentenza n. 9763 del 10 luglio 2013
208
Pretura di Venezia, Sentenza del 24 aprile 1969
212
Tribunale di Ferrara, Ordinanza del 5 aprile 2000
216
8 Bibliografia
225 7
Es. Food Law-maggio 2016.indd 7
23/05/16 13:42
FoodLaw
Presentazione
L
di Davide Scabin
a produzione e la preparazione del cibo rappresentano attività che, come molte altre, possono essere eseguite in modo meccanico e con scarsa consapevo-
lezza oppure al contrario in maniera tale da apparire la conseguenza di un ragionamento logico adeguatamente sviluppato o il risultato di un guizzo di genio. Chi per professione fa da mangiare è dunque di fronte a un bivio: può (o talvolta deve) limitarsi a proporre piatti, dolci, bevande senza aggiungere nulla di nuovo a modelli ampiamente noti e condivisi (riuscendo tutt’al più a replicarli in modo impeccabile) oppure può concepire prodotti in grado di esprimere la sua personalità, i suoi gusti, le sue esperienze. Ovviamente quest’ultima opzione presuppone il fatto di avere non solo la possi-
bilità ma anche la capacità di ottenere un simile risultato ed è proprio questa la dote che distingue il semplice esecutore dall’operatore più abile. Nel corso della mia carriera ho sempre cercato di mirare appunto a questo obiettivo, così da creare piatti che (al di là dell’apprezzamento che possono suscitare) siano chiaramente riconoscibili come miei, in quanto capaci di rivelare in modo inequivocabile la visione della cucina che mi contraddistingue.
8
Es. Food Law-maggio 2016.indd 8
23/05/16 13:42
La consapevolezza dell’impegno che è necessario profondere per ottenere un simile risultato mi ha ben presto indotto a comprendere quanto rispetto meriti chi riesce appunto ad essere creativo in questo settore. Se infatti è giusto che ogni operatore apporti il proprio contributo al progresso comune attraverso le proprie idee, è altrettanto vero che lo stimolo a concepire novità non deriva solo dall’appagamento intellettuale per ciò che si è realizzato ma anche dal riconoscimento della giusta ricompensa per il proprio lavoro. Ben venga quindi l’applicazione delle regole sulla proprietà intellettuale anche al mondo della cucina, non tanto per blindare le idee più brillanti e impedirne la diffusione ma piuttosto per evitarne uno sfruttamento del tutto passivo: per dirla con uno slogan, ispirarsi sì, copiare no!
9
Es. Food Law-maggio 2016.indd 9
23/05/16 13:42
FoodLaw
Quali tutele per le nuove ricette?
D
i quale tutela beneficia chi, dopo lunghe ricerche o istantaneamente a seguito di un’improvvisa illuminazione, concepisce una ricetta nuova per la
tecnica da essa prevista, per la specie o per l’abbinamento degli ingredienti indicati o ancora per la presentazione del piatto che ne deriva? Di quale protezione gode chi sia in grado di coniare un’espressione originale per designare un prodotto, una preparazione o un piatto? Questi quesiti non sono di poco conto, in quanto nel corso del tempo sono state messe a punto innovazioni che hanno contribuito in modo decisivo all’evolversi del mondo dell’alimentazione, senza però che i rispettivi autori ne abbiano sempre tratto il giusto vantaggio, se non sotto forma di riscontro economico per lo meno in termini di attribuzione della paternità morale. Peraltro, l’esigenza di proteggere le invenzioni concepite dall’ingegno umano in questo ambito non è nuova. La Biblioteca Marciana di Venezia conserva il Cod. Marc. Gr. 447 (=820), un manoscritto del IX-X secolo d.C., l’unico di età bizantina a noi giunto, contenente la trascrizione dell’opera Deipnosofisti (espressione che significa dotti a ban-
chetto) redatta tra la fine del II e gli inizi 10
Es. Food Law-maggio 2016.indd 10
23/05/16 13:42
Quali tutele per le nuove ricette?
del III secolo d.C. dall’erudito greco Ateneo di Naucrati, nella quale l’autore riferisce che, secondo lo storico greco Filarco, a Sibari in età arcaica (attorno al VII secolo a.C.) era stata promulgata una norma che garantiva una sorta di “monopolio” annuale al cuoco in grado di creare una preparazione originale e particolarmente elaborata. Ateneo, infatti, riferisce che in base al racconto di Filarco “se uno specialista di intingoli o un cuoco generico avesse creato un piatto particolare e sofisticato, la legge diceva che lo sfruttamento di questo non sarebbe stato consentito prima di un anno se non all’inventore, un periodo di tempo previsto affinché l’inventore stesso godesse dell’esclusiva della preparazione, evitando che gli altri cuochi, anch’essi in gara per il successo, prevalessero grazie a queste creazioni”. Gli storici ritengono che si tratti di una delle prime attestazioni dell’esistenza già in antichità di norme che attribuivano diritti a coloro i quali avessero concepito ricette innovative. Per quanto riguarda in particolare i piatti e i prodotti realizzati presso esercizi ristorativi (ristoranti, osterie, trattorie, ecc.) e pasticcerie, il dibattito di tanto in tanto si ravviva e vede protagonisti operatori del settore e giornalisti da un lato e giuristi dall’altro, i primi impegnati a sottolineare l’esigenza di tutelare l’indubbia creatività espressa da alcune preparazioni e i secondi sollecitati a individuare gli strumenti giuridici a tal fine utilizzabili. Tra i tanti merita una citazione Fulvio Pierangelini, che alla luce del successo ottenuto dalla sua celebre Passatina di ceci con gamberi, divenuta ben presto fonte d’ispirazione per altri suoi colleghi e oggetto di innumerevoli imitazioni, già nel 1986 pose la questione riguardante la tutela dei diritti spettanti all’autore di un’opera d’ingegno nel settore della ristorazione.
Il registro delle opere culinarie Ampliando l’analisi oltre il tema della tutela dello specifico interesse privato del singolo operatore al riconoscimento della propria creazione, un altro ambito in cui molti auspicano l’avvento di forme di protezione è quello dei piatti universalmente riconosciuti come rappresentativi della cucina italiana. Ultimamente la discussione ha portato alla proposta da parte di alcuni rinomati chef di istituire un registro delle opere culinarie, nel quale annotare e descrivere quelle più significative e meritevoli di protezione. 11
Es. Food Law-maggio 2016.indd 11
23/05/16 13:42
FoodLaw
La particolarità, in tal caso, consiste nel fatto che non si tratta di invenzioni riconducibili a soggetti ben individuabili e legittimati a vantare esclusive ma di un patrimonio che esprime valori materiali e immateriali generati nel corso dei millenni nell’ambito dei differenti contesti sociali, con il decisivo contributo derivato dalla feconda contaminazione apportata da tecniche e prodotti provenienti da altri luoghi. A questo proposito, va ricordata la meritoria attività svolta dall’Accademia Italiana della Cucina, la quale nel corso degli ultimi decenni ha raccolto e codificato tramite atti pubblici notarili numerose ricette tradizionali, come per esempio quelle dei tortellini di Bologna, del ragù classico bolognese, dei tortelli cremaschi, dei marubini, dei cappelletti di Faenza, ecc. Occorre comunque precisare che l’effetto di simili iniziative non consiste nel rendere il rispetto di tali ricette una condizione necessaria per l’uso in commercio dei relativi nomi (i quali possono quindi essere impiegati anche per designare preparazioni ottenute in modo diverso), ma piuttosto nel proporre autorevoli parametri ai quali sia possibile far riferimento. Tornando al tema della tutela degli interessi degli autori di opere creative concepite e realizzate nel mondo della cucina e della pasticceria, va detto che essi hanno a disposizione una serie di strumenti che, se correttamente applicati, permettono non solo di proteggerle e di godere dei relativi frutti ma anche di opporsi efficacemente ad eventuali attacchi e contestazioni.
12
Es. Food Law-maggio 2016.indd 12
23/05/16 13:42
Quali tutele per le nuove ricette?
Tali sistemi di difesa riguardano di volta in volta specifici elementi dell’opera (l’aspetto, il nome, la forma espressiva adottata per comunicarne il contenuto, ecc.) e l’autore può scegliere se ricorrervi o no: egli è dunque libero di decidere se attivarsi o meno in vista della loro protezione. Chi abbia elaborato una ricetta dotata di particolari caratteristiche, per esempio, può anzitutto tutelarne e sfruttarne il valore di insegnamento gastronomico: esiste, cioè, la possibilità di proteggerla e valorizzarla in quanto complesso di istruzioni che permettono di comprendere come realizzare un piatto, un prodotto o una preparazione. Ecco allora che, a determinate condizioni, l’autore della ricetta potrà beneficiare di una serie di vantaggi offerti dalla normativa sul diritto d’autore e da quella sulle informazioni aziendali segrete. Sempre a determinate condizioni, la difesa si potrà inoltre concentrare sull’oggetto materiale ottenibile dall’applicazione della ricetta (vale a dire sul piatto, sul prodotto o sulla preparazione che se ne ricavano) e l’autore potrà anche reagire contro chi la usi in modo da realizzare un atto di concorrenza sleale. Lo schema che segue propone un quadro dei possibili ambiti di tutela della creatività in cucina.
13
Es. Food Law-maggio 2016.indd 13
23/05/16 13:42
FoodLaw
GLI AMBITI DI TUTELA
RICETTA
DELL
INSEGNAMENTO GASTRONOMICO
P PRE
Tutela della
Tutela della
FORMA
SEGRETEZZA
con cui sono espresse le informazioni che costituiscono l’insegnamento gastronomico codificato e spiegato tramite la ricetta
Tutela della ricetta come
OPERA LETTERARIA
con cui sono espresse le informazioni che costituiscono l’insegnamento gastronomico codificato e spiegato tramite la ricetta
Tutela della ricetta come
INFORMAZIONE AZIENDALE SEGRETA
Tutela del titolo della ricetta (nome del prodotto) come
MARCHIO
14
Es. Food Law-maggio 2016.indd 14
23/05/16 13:42
TELA
Quali tutele per le nuove ricette?
DELLA CREATIVITÀ IN CUCINA
PIATTO PRODOTTO PREPARAZIONE
RISULTATO DERIVANTE DALL’APPLICAZIONE DELL’INSEGNAMENTO GASTRONOMICO
Tutela dell’ASPETTO del piatto/prodotto/preparazione
CORRETTA COMPETIZIONE TRA OPERATORI DEL SETTORE
Tutela contro gli atti di
CONCORRENZA SLEALE
Tutela del piatto/prodotto/preparazione come
DISEGNO-MODELLO (DESIGN)
Tutela del piatto/prodotto/preparazione come
OPERA D’ARTE FIGURATIVA
Tutela del piatto/prodotto/preparazione come
MARCHIO DI FORMA
15
Es. Food Law-maggio 2016.indd 15
23/05/16 13:42
FoodLaw
A questo punto si rendono necessarie alcune precisazioni per evitare di fraintendere lo scopo e gli effetti dei mezzi prospettati. Il ricorso alle forme di tutela previste non è infatti obbligatorio ma è rimesso alla volontà del singolo, che rimane dunque assolutamente libero di non avvalersene: chi ritenga di aver realizzato qualcosa di diverso da quanto già esiste, oltre a goderne in prima persona, può anche permettere che la propria idea venga sfruttata da chiunque senza impedire che ciò accada ma, anzi, provando soddisfazione per la sua diffusione e per la sua concreta applicazione da parte di altri. L’inventore può quindi scegliere di non esercitare alcun diritto sulla propria creazione, permettendo che essa divenga patrimonio dell’intera comunità presso la quale egli opera e, al limite, tollerando che altri millantino di averla concepita. Tuttavia, non sarebbe giusto ignorare la comprensibile esigenza di coloro i quali aspirino invece a beneficiare in modo speciale e privilegiato dei frutti dell’opera nuova da essi generata, anche in considerazione dello sforzo creativo spesso profuso in termini di tempo e investimenti.
16
Es. Food Law-maggio 2016.indd 16
23/05/16 13:42
Quali tutele per le nuove ricette?
Le forme di tutela citate servono appunto a soddisfare tale necessità e, qualora vi si faccia ricorso, esse non vanno considerate come mezzi per instaurare forme di monopolio tali da impedire o, quanto meno, ostacolare la libera circolazione delle idee e lo sviluppo della creatività, quanto piuttosto come modalità per favorire il progresso del pensiero attraverso lo stimolo derivante dalla possibilità di godere dei benefici che ne derivano. Se non si può negare che, come qualsiasi altra forma di protezione, anche quelle in esame comportino una serie di esclusive a vantaggio di chi se ne avvalga, occorre nel contempo precisare che il loro vero scopo non è precostituire rendite parassitarie né una sorta di sterile diritto di veto a vantaggio dell’autore/ inventore ma, più propriamente, salvaguardare il ruolo e i meriti di tale soggetto appunto in vista della diffusione e dell’uso di ciò che egli ha concepito: si tratta, cioè, di far sì che l’opera d’ingegno possa contribuire al progresso e al bene comune riconoscendo nel contempo i meriti di chi l’abbia realizzata. Per quanto riguarda specificatamente le ricette, per esempio, diversi celebri chef auspicano la tutela di quelle più creative non tanto come strumento per lucrare sulle stesse e impedirne la realizzazione da parte di altri ma piuttosto soltanto per attestarne incontestabilmente la paternità: tra questi non manca addirittura chi, ritenendo sufficiente un simile riconoscimento e disponibile a rinunciare a qualunque riscontro economico, consideri la riproduzione delle proprie ricette come un fattore positivo in quanto implicitamente rappresenta una sorta di consacrazione a esempio da imitare e punto di riferimento.
17
Es. Food Law-maggio 2016.indd 17
23/05/16 13:42
FoodLaw
18
Es. Food Law-maggio 2016.indd 18
23/05/16 13:42
La ricetta come insegnamento gastronomico
19
Es. Food Law-maggio 2016.indd 19
23/05/16 13:42
FoodLaw
U
na prima forma di tutela, come anticipato, riguarda la ricetta. Questa protezione, dunque, non concerne l’oggetto materiale piatto, pro-
dotto o preparazione che se ne può ricavare ma piuttosto l’insegnamento costi-
tuito dal complesso di informazioni tecniche necessarie per realizzarlo e identificarlo (nome, ingredienti, metodo di elaborazione, aspetto, ecc.).
La ricetta come opera letteraria Il creatore di una ricetta può anzitutto ricorrere alla disciplina sul diritto d’autore per tutelare la particolare modalità da lui scelta per esprimerne e spiegarne il contenuto. Si tratta di uno strumento che permette a tale soggetto di vedersi riconosciute una serie di prerogative piuttosto interessanti ma del quale occorre comprendere correttamente i presupposti e gli effetti: bisogna, cioè, capire bene a quali condizioni esso risulti utilizzabile per le ricette e, quando lo sia, quali benefici concreti ne derivino per l’autore stesso. A questo proposito va ricordato che sia il Codice civile (di seguito indicato come CC) sia la legge 22 aprile 1941, n. 633, intitolata Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio e detta appunto legge sul diritto d’autore (di seguito indicata come LDA) tutelano le opere dell’ingegno di carattere creativo, qualunque sia il modo o la forma di espressione scelti per esprimerle e renderle percepibili al pubblico. Per beneficiare di questa protezione un’opera deve quindi essere connotata da una significativa ed apprezzabile originalità, cioè non deve esistere già tale e quale nella realtà o comunque deve apparire sufficientemente nuova rispetto a quanto già esiste al momento della sua realizzazione. È inoltre necessario che essa appartenga alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro o alla cinematografia (LDA, art. 1; CC, art. 2575): generalmente si ritiene che questo elenco sia tassativo, sicché un’opera è proteggibile solo se rientra in una di queste categorie del sapere umano (a loro volta riconducibili alle due grandi aree della scienza e dell’arte). 20
Es. Food Law-maggio 2016.indd 20
23/05/16 13:42
La ricetta come insegnamento gastronomico
Peraltro i confini di tali discipline risultano molto ampi e generici poiché i loro rispettivi ambiti vanno intesi tenendo conto dell’evoluzione della società, sicché vi si possono ritenere comprese anche opere che, pur non apparendo esattamente inquadrabili nell’una o nell’altra, la coscienza sociale in un determinato periodo considera comunque rappresentazione personale organica di conoscenze, idee, fatti o sentimenti. La stessa normativa illustra poi in modo più analitico una serie di specifiche opere riconducibili a queste categorie (LDA, art. 2).
CHE COSA VIENE COMPRESO NELLA PROTEZIONE
1
le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale
2
le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per se’ opera originale
3
le opere coreografiche e pantomimiche, delle quali sia fissata la traccia per iscritto o altrimenti
4
le opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia
5 6
i disegni e le opere dell’architettura le opere dell’arte cinematografica, muta o sonora, sempreché non si tratti di semplice documentazione protetta ai sensi delle norme del capo quinto del titolo secondo;
7
le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia (...)
8
i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore (...)
9
le banche di dati (...), intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo La tutela delle banche di dati non si estende al loro contenuto e lascia impregiudicati diritti esistenti su tale contenuto
10
Le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico 21
Es. Food Law-maggio 2016.indd 21
23/05/16 13:42
FoodLaw
Gli esperti ritengono che ai fini della tutela di un’opera secondo il diritto d’autore sia rilevante la sua appartenenza a una delle categorie generali indicate, cioè scienze, letteratura, musica, arti figurative, architettura, teatro e cinematografia. Non importa, quindi, se essa non compare nel successivo elenco analitico riportato: questa lista, infatti, rappresenta solo un insieme di esempi utili a comprendere meglio quali siano, in concreto, alcune di tali opere. Una creazione inquadrabile nell’ambito di una delle classi generali, dunque, è tutelabile anche se non corrisponde a nessuno degli esempi proposti. Chiarita questa premessa, basta leggere la norma per rendersi conto di come la ricetta non sia annoverata tra le famiglie di opere protette dal diritto d’autore: se ne deduce che essa, per tale disciplina, evidentemente non rappresenta una manifestazione dell’ingegno umano espressa in un autonomo e specifico settore, dignità invece riconosciuta alle opere delle scienze, della letteratura, della musica, delle arti figurative, dell’architettura, del teatro e della cinematografia. Continuando l’analisi della norma, non può inoltre sfuggire il fatto che la ricetta non risulti nemmeno tra gli esempi citati. Tuttavia, come visto, ciò non impedisce di verificare se essa possa comunque essere considerata riconducibile a una delle categorie generali elencate e, a questo proposito, il genere più appropriato a cui fare riferimento è la letteratura. Occorre infatti ricordare che, ai fini della normativa sul diritto d’autore, si considerano opere letterarie non solo quelle così qualificabili in senso stretto (appartenenti cioè alla poesia, alla narrativa, alla saggistica, ecc.) ma più in generale tutte quelle espresse tramite la parola e finalizzate a esprimere e comunicare dati informativi e istruzioni di vario genere elaborati in modo personale ed autonomo dall’autore: la ricetta, in effetti, può risultare inquadrabile in tale settore. A conferma di ciò, si possono ricordare alcune sentenze che hanno riconosciuto la tutelabilità dell’opera ricetta in base alla disciplina sul diritto d’autore avendola considerata come una delle tante modalità attraverso cui può manifestarsi il genere opera letteraria (della quale dunque rappresenterebbe una particolare tipologia). Da questi provvedimenti, infatti, emerge chiaramente come i giudici chiamati a decidere abbiano ritenuto di trovarsi di fronte non a manifestazioni dell’ingegno umano concepite nello specifico ed autonomo settore della 22
Es. Food Law-maggio 2016.indd 22
23/05/16 13:42
La ricetta come insegnamento gastronomico
cucina (come sarebbe invece certamente accaduto in presenza di opere musicali, della scultura, della pittura, del disegno, ecc.) ma a componimenti in tutto e per tutto riconducibili alla categoria opera letteraria, che in quanto tale meritano protezione a prescindere dal tema trattato. PRETURA DI VENEZIA Il primo provvedimento in ordine di tempo è la sentenza emanata dalla Pretura di Venezia il 24 aprile 1969, secondo la quale per quanto concerne un ricettario gastronomico, è evidente che la sua forma letteraria, il modo cioè in cui l’autore esprime i concetti e gli argomenti, lo può iscrivere senza possibilità di equivoci tra le opere che la legge (...) protegge istituendo il diritto d’autore. PRETURA DI FERRARA Questo principio si ritrova anche nell’ordinanza pronunciata dalla Pretura di Ferrara il 9 giugno 1992, che ha considerato meritevole di tutela una raccolta di ricette gastronomiche di notevole pregio letterario, e nella sentenza emessa dal Tribunale della stessa città il 5 aprile 2000 a proposito della medesima opera, secondo cui tale lavoro possiede una propria forma letteraria, dotata dei requisiti di originalità e creatività. TRIBUNALE DI MILANO Sulla stessa lunghezza d’onda si pone infine la sentenza del Tribunale di Milano n. 9763 del 10 luglio 2013, che ha concesso a una serie di ricette per la preparazione artigianale di salumi pubblicate su un sito web la tutela prevista dalla disciplina sul diritto d’autore specificando che tale protezione si fonda non sui contenuti delle ricette dei vari tipi di salumi o delle istruzioni per l’esecuzione delle varie fasi di preparazione (...) quanto piuttosto sulla forma espressiva delle stesse.
Oltre alle ricette vere e proprie, la tutela può ovviamente essere concessa anche a opere diverse che sviluppano in modo più o meno specifico l’argomento della gastronomia, quali per esempio studi, ricerche, raccolte e quant’altro tratti il tema del cibo riportando anche ricette oltre ad altri elementi (spiegazioni, commenti, descrizione dei territori di cui le ricette stesse sono tipiche, ecc.). 23
Es. Food Law-maggio 2016.indd 23
23/05/16 13:42
FoodLaw
TRIBUNALE DI CASALE MONFERRATO Ciò è confermato dalla sentenza del Tribunale di Casale Monferrato dell’11 novembre 1996, secondo la quale l’opera «L’Agendacasa» di Suor Germana costituisce opera dell’ingegno e (...) in quanto tale (...) è oggetto della tutela prevista dalla legge n. 633/1941 sul diritto d’autore poiché possiede il requisito del carattere creativo: infatti “la creazione di ricette culinarie, unitamente alla raccolta di aneddoti, di pensieri, di guide alla riflessione, l’elaborazione di consigli per l’educazione dei figli, per il giardino, per la bellezza, ecc. (che costituiscono il contenuto di un’agenda per la casa pubblicata annualmente) sono indubbiamente espressione di un atto creativo suscettibile di estrinsecazione nel mondo esteriore che, seppur minimo, legittima la protezione del diritto d’autore, sicché all’autore che realizzi un’opera con siffatti requisiti spetta il diritto esclusivo di pubblicarla e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo nei limiti e per gli effetti fissati dalla legge.
TUTELA SECONDO LA NORMATIVA SUL DIRITTO D’AUTORE IN QUANTO OPERE DELL’INGEGNO DI CARATTERE CREATIVO ELABORATE NEL SETTORE DELLA LETTERATURA
RICETTA
ALTRE OPERE DIVERSE
che sviluppano in modo più o meno specifico l’argomento della gastronomia (es. studi, ricerche, raccolte e quant’altro tratti il tema del cibo) e contengono ANCHE ricette
24
Es. Food Law-maggio 2016.indd 24
23/05/16 13:42
La ricetta come insegnamento gastronomico
Presupposti per l’esistenza di una ricetta tutelabile La prima ovvia condizione richiesta per la tutela dell’opera letteraria ricetta in base alla disciplina sul diritto d’autore è, evidentemente, la sua effettiva e reale esistenza. Non si tratta di una considerazione banale e scontata: a tal fine non basta infatti una semplice idea che, sebbene originale, si presenti ancora allo stadio di ragionamento embrionale né tanto meno è sufficiente una serie di intuizioni non coordinate tra loro. Occorre che l’ispirazione di partenza sia elaborata in modo da divenire un pensiero dotato di un minimo di coerenza, complessità e organizzazione. Tuttavia ciò, se da un lato è necessario, dall’altro non risulta ancora sufficiente: una ricetta che si presenta nel modo descritto, e quindi senza dubbio esiste, beneficia della tutela prevista dalla disciplina sul diritto d’autore solo se ricorrono anche altre particolari condizioni che riguardano la sua forma e la sua originalità, mancando le quali essa, sebbene esista, non può ricevere tale protezione.
25
Es. Food Law-maggio 2016.indd 25
23/05/16 13:42
FoodLaw
CONDIZIONI PER L A TUTE L A DI UNA RICET TA SECO
Idea non sufficientemente compiuta e non elaborata attraverso un ragionamento adeguatamente organizzato Semplice intuizione, ragionamento embrionale In questo caso, non si è in presenza di una ricetta ma di una semplice e astratta idea, come tale non tutelabile in base alla disciplina sul diritto d’autore
Idea sufficientemente compiuta ed elaborata attraverso un ragionamento adeguatamente organizzato In questo caso, si è in presenza di una ricetta
Forma che rende la ricetta oggettivamente percepibile e conoscibile da parte di soggetti diversi dall’autore Scritto Audio Video Immagini /Disegni
Procedimento
Ingredienti Natura Combinazione Proporzione
26
Es. Food Law-maggio 2016.indd 26
23/05/16 13:42
La ricetta come insegnamento gastronomico
ET TA SECONDO LA NORMATIVA SUL DIRITTO D’AUTORE
Ricetta esistente ma priva delle caratteristiche necessarie per ottenere la tutela prevista dalla normativa sul diritto d’autore Non beneficia della relativa protezione
Ricetta esistente e dotata delle caratteristiche necessarie per ottenere la tutela prevista dalla normativa sul diritto d’autore Beneficia della relativa protezione
Originalità tale da permettere di considerare la ricetta “frutto dell’ingegno di carattere creativo dell’autore”
Originalità dell’insegnamento gastronomico
Presentazione
Originalità della forma espressiva
Nome
27
Es. Food Law-maggio 2016.indd 27
23/05/16 13:42