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Dedicato ad A.


Dall’11 Settembre a Barack Obama La Storia co te pora ea ei Fu ei di Luigi Siviero © dell’Autore dei tesi © Tespi srl per questa edizione © degli ave i dirito per le i agi i uilizzate Collana: L’arte delle Nuvole, 8 Diretore Editoriale: Ni ola Pes e Ordi i e i for azio i: i fo@edizio i pe.it Ui io Sta pa: ui iosta pa@edizio i pe.it Sta pato presso Tipolitograia Trullo srl - Ro a service editoriale tespiedit@g ail. o graica i coperi a Se asia o Bar aroli Nicola Pesce Editore èu ar hio i uso di Tespi srl via Appia Nuova, Ro a recapito postale Tespi srl /o Golde Store via de A i is, / 4 Baipaglia SA edizioninpe.it htps://www.fa e ook. om/EDIZIONINPE


Luigi Siviero

Dall’11 Settembre a Barack Obama La Storia contemporanea nei Fumetti


Dall’11 settembre a Barack Obama

a

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PREMESSA

11

1.1 1.2

11

1.3 1.4 1.5 1.6

a q

2.1

2.3 2.4 2.5 2.6

r

12 13 15 16 16

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L’11 SEttEMbRE

2.2

a

11 settembre: dove e quando Il nesso fra l’11 settembre e la Guerra al Terrore La portata della Guerra al Terrore Prima dell’11 settembre Problemi di linguaggio Editorial cartoon e vignette

Storia editoriale dei fumetti dedicati agli attentati dell’11 settembre 2001 La reazione immediata degli autori di fumetti I nuovi eroi I supereroi in crisi 11 settembre: una tragedia di tutti? La ricostruzione delle Torri Gemelle

17 22 22 25 27 30

PRiMA dELL’11 SEttEMbRE

35

3.1 3.2 3.3

35 36

3.4 3.5 3.6 3.7 3.7.1 3.7.2 3.7.3

Il passato delle Torri Gemelle L'Afghanistan prima dell’11 settembre L'invasione dell'Afghanistan in Watchmen Il passato dell'Afghanistan in altri fumetti di finzione L'Iraq prima dell’11 settembre La famiglia Bush L’11 settembre e la globalizzazione verticale Capire Israele in 60 giorni (e anche meno) Il Cavaliere Oscuro di Frank Miller: dalla Guerra Fredda all’11 settembre Il tempo non si ferma per nessuno

4

39 41 42 44 46 49 51 53


Indice 3.7.4 3.7.5 3.7.6

a

o

PRoPAgAndA E MEnzognA dAL LinguAggio PoLitico AL LinguAggio dEL fuMEtto 4.1 4.2 4.3 4.4 4.5 4.5.1 4.5.2 4.5.3

4.6 4.7 4.8 4.8.1

4.9 4.10

a

o

La rimozione del Vietnam La globalizzazione della tortura Un caso di globalizzazione verticale verso il futuro della forma-nuvola

Il linguaggio del governo americano e dei mass media dopo l’11 settembre Stan Lee e la giustizia di frontiera Un caso di linguaggio simbolico: la bandiera degli Stati Uniti Manipolazione del linguaggio nell’opera L’ombra delle torri di Art Spiegelman Julian Assange Il mito della caverna Collateral Murder Linguaggio e verità

La menzogna in politica e nei mass media Doonesbury e l’11 settembre come giustificazione The Boondocks: la guerra del bene contro il male La malvagità dei terroristi in una striscia di Doonesbury

69/11: la libertà messa alla prova Questa è una guerra di estremi che si fronteggiano. Ma le storie stanno nel mezzo

L’11 SEttEMbRE E LA guERRA AL tERRoRE nEi fuMEtti di cRonAcA 5.1 5.2

Premessa I segreti del Quai d'Orsay di Christophe 5

54 56 59

61

61 65 70 62 76 76 78 80

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Dall’11 settembre a Barack Obama Blain e Abel Lanzac La politica internazionale di inizio millennio raccontata dall'interno dei palazzi del potere 5.2.2 La cosa più importante: il linguaggio 5.2.3 Il linguaggio del fumetto 5.2.4 “Tintin” è musica. “Tintin” è una sinfonia 5.2.5 I monologhi del Ministro 5.2.6 Un fumetto sulle miserie umane 5.2.7 De Worms da re a suddito 5.2.8 L'approvazione della risoluzione 1441 5.2.9 Il Nigergate . . je giustificazioni giuridiche della guerra in Iraq: il punto di vista del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti 5.2.11 L’improvvisa minaccia di veto della Francia 5.2.12 Un uomo chiuso nella sua torre d'avorio

90

5.2.1

5.3 5.4 5.5 5.6 5.7 5.8 5.9

a

q

Joe Sacco in Iraq Altri giornalisti embedded Il rapporto illustrato della Commissione sull’11 settembre The Big Lie di Rick Veitch L’ombra delle torri di Art Spiegelman I miei vicini di Dorchester di Greg Cook Ted Rall in Afghanistan

L’11 SEttEMbRE E LA guERRA AL tERRoRE nEi fuMEtti di SuPERERoi 6.1 6.2 6.2.1 6.2.2 6.2.3 6.2.4 6.2.5

La militarizzazione dei supereroi nell’era Bush Capitan America di John Ney Rieber e John Cassaday La rappresentazione degli attentati dell’11 settembre La vendetta La teoria del contraccolpo L'inconsapevolezza delle colpe dell'impero Perché Capitan America svela al mondo

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133

133 134 134 136 138 140


Indice la sua identità segreta 6.2.6 Un nuovo linguaggio a stelle e strisce

6.3 6.4 6.5 6.6 6.6.1 6.6.2

6.7 6.8 6.9 6.9.1 6.9.2

6.10 6.11 6.12 . 6.14 6.15 6.16

6.17 6.18 6.19 6.20 6.21

a q

Ultimates di Mark Millar e Bryan Hitch Civil War L’Iniziativa Garth Ennis The Pro e The Boys Punisher MAX

Ex Machina di Brian K. Vaughan e Tony Harris New X-Men di Grant Morrison Warren Ellis Iron Man: Extremis Black Summer

Iron Man di Daniel e Charles Knauf Capitan America di Ed Brubaker Sacro terrore di Frank Miller j invasione di qtati fittizi Militarizzazione dei supereroi nell’era Bush Altri fumetti di supereroi dell’era Bush La Guerra al Terrore nei fumetti di supereroi dopo l'elezione di Barack Obama I militari diventano supereroi Supereroi musulmani dopo l’11 settembre I supercriminali diventano superterroristi Figli di Watchmen o figli dell’11 settembre? Dalla crisi morale dei supereroi sboccia All Star Superman

LA guERRA AL tERRoRE nEgLi ALtRi fuMEtti di finzionE

7

141 143

145 155 155 159 159 162

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176 179 180 183 186 191

194 196 203 209 212 216

219


Dall’11 settembre a Barack Obama 7.1 7.1.1

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7.2.1

7.3 7.4 7.5 7.6 7.7 7.8 7.9

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m

l

Doonesbury di Garry B. Trudeau Alcuni fumetti satirici

) militari nei fumetti di finzione

Il giudizio morale sui soldati in Iraq

DMZ Settantadue vergini L’esecuzione di ostaggi Le mine antiuomo in Afghanistan Lo zoo di Baghdad Julia Non per la gloria

219 224

225 232

233 236 237 238 238 240 243

gLi StAti cAnAgLiA

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8.1 8.2 8.3 8.4

249 250 253 253

L’Asse del Male L’Iran La Corea del Nord War Heroes di Mark Millar e Tony Harris

)l confl)tto arabo-)srael)ano

255

9.1

255 259

9.2 9.3

La nascita di Israele e il passato del conflitto arabo-israeliano nei fumetti di cronaca Israele negli anni Zero Punti di contatto fra 11 settembre, Guerra al Terrore e conflitto arabo-israeliano

9.3.1 George W. Bush romperà il culo ai palestinesi 9.3.2 Israele, America e Gran Bretagna: i tre pilastri del male . . ja euerra al rerrore e i finanziamenti di Saddam Hussein ai Palestinesi

9.4

La guerra in Cecenia

8

264 264 266 268

269


a

b

iL Mondo dEi fuMEtti incontRA LA REALtà 271 10.1 10.2 10.3

10.4

Premessa Enzo G. Baldoni Il caso delle vignette danesi su Maometto . .

10.5 10.6 10.7 10.7.1

10.8

s

a

a

Un fumetto dello United Nations Population Fund ( ) I fumetti della Marvel per l'esercito americano Fumetti di propaganda Arteterapia a fumetti

Un caso di disturbo post-traumatico da stress in Doonesbury

Problemi di censura

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281 283 286 287 293

296

bARAck obAMA

299

11.1

299

11.1.1 11.1.2 11.1.3 11.1.4 11.1.5 11.1.6

11.2 11.3

b

)l divieto di raffigurare gli esseri viventi nella religione islamica

271 271

Capitan Obama I Da Capitan Obama a Superman Obama Barack Obama e Spider-Man L’Obamania nei fumetti Hope Obama in Doonesbury L’uccisione di Osama Bin Laden

Capitan Obama II 12 settembre

299 303 308 320 322 323

325 327

concLuSioni

331

intERViStA A MAttEo cASALi

335

bibLiogRAfiA

341

RingRAziAMEnti

365

9


Capitolo 1

Premessa

1.1

11 settembre: dove e quando

È impossibile delimitare geograficamente e temporalmente gli attentati dell’11 settembre 2001. C’è una data, l’11 settembre, ci sono degli orari precisi (ore 8:46:30: il volo 11 della American Airlines si schianta nella Torre Nord del World Trade Center; ore 9:03:02: il volo 175 della United Airlines colpisce la Torre Sud), ci sono tre luoghi (Manhattan, il Pentagono, la campagna alla periferia di Stonycreek Township in Pennsylvania), eppure si tratta di dati fuorvianti perché rappresentano solo una porzione di quell’evento. I dirottatori si imbarcarono dall’aereoporto di Boston (altro luogo, altra ora); George W. Bush fu avvertito dell’attacco mentre si trovava in una scuola elementare di Sarasota County in Florida (altro luogo); i terroristi presero lezioni di volo nei mesi precedenti (altra data); i soccorritori scavarono per settimane fra le macerie delle Torri Gemelle (altra data). Fra le 8:46:30 e le 10:28:22, dal primo schianto di un aereo contro una delle Torri del World Trade Center al crollo della Torre Nord, si racchiude il cuore degli avvenimenti dell’11 settembre 2001. L’aereo che si dirige verso la rorre qud, la seconda esplosione, le rorri in fiamme, i crolli e la nuvola di polvere che avvolse New York diventarono l’11 settembre per antonomasia fin dal giorno degli attentati, quando le reti televisive trasmisero le immagini salienti per centinaia di volte. ouei centodue minuti in cui si verificarono gli schianti, le esplosioni, gli incendi e i crolli a New York sono un fotogramma estrapolato da una sequenza più ampia. Ciascuno di essi – il primo schianto, il secondo schianto, il 11


Dall’11 settembre a Barack Obama primo crollo e così via – potrebbero essere analizzati singolarmente oppure potrebbero essere collocati in un quadro più ampio. Una volta deciso di non limitarsi all’esame di un singolo atomo ma di dare all settembre uno sguardo d insieme, quali limiti geografici e temporali si dovrebbero adottare?

1.2

il nesso fra l’11 settembre e la guerra al terrore

Ne L’ombra delle torri1 di Art Spiegelman si può notare la continuità fra gli attentati dell’11 settembre e la politica estera dell’amministrazione Bush. lata come un fumetto autobiografico sugli attentati alle rorri eemelle, la serie dell’autore statunitense diventò da subito un atto di denuncia contro il governo degli Stati Uniti, che il 7 ottobre 2001, ventisei giorni dopo gli attentati, aveva dichiarato guerra all’Afghanistan. Quello che accadde la mattina dell’11 settembre non si risolse in poche ore ma diede forza all’ala neoconservatrice del governo statunitense. Solo un anno prima, nel settembre del 2000, i neoconservatori avevano teorizzato la necessità di un evento shockante che spingesse la popolazione ad accettare una politica estera fondata sull’aumento di risorse destinate all’esercito e sul dispiegamento duraturo di forze militari in Medio Oriente, nel Sudest asiatico e nell’Europa del Sud. Nel Project for a New Century si legge: Anche se destinato a sfociare in un cambiamento rivoluzionario, il processo di trasformazione rischia di essere lungo, senza un avvenimento catastrofico, catalizzatore – come una nuova nearl (arbor.

Gli attentati dell’11 settembre possono dunque essere collocati all’interno di una concatenazione di eventi storici. Ci sarebbero state le guerre in Afghanistan e in Iraq, e più in generale la Guerra al Terrore, se prima non ci fosse stato l’11 settembre? Naturalmente è impossibile rispondere, tuttavia si può affermare che ci furono le guerre in Afghanistan e in Iraq perché prima ci fu l’11 settembre. In particolare è molto forte il nesso di causa ed effetto che

1 Art Spiegelman, L’ombra delle Torri, trad. it. Cristina Previtali, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2004 [2001-2003].

12


premessa lega l’11 settembre e la guerra in Afghanistan, voluta dall’amministrazione Bush per portare Osama Bin Laden davanti alla giustizia2. L’11 settembre potrebbe essere il punto di partenza di un particolare segmento storico che iniziò con gli attentati sul suolo americano e si concluse con il ritiro delle truppe americane dall’Iraq e con l’uccisione di Osama Bin Laden3. Il legame fra l’11 settembre e le due guerre volute da George W. Bush è così forte che ho deciso di considerare come una sorta di unità il periodo di tempo che va dall’11 settembre 2001 allo scadere del primo mandato di Barack Obama, durante il quale i soldati americani lasciarono l’Iraq e Osama Bin Laden fu ammazzato.

1.3

La portata della guerra al terrore

Il 20 settembre 2001, dinnanzi a una sessione congiunta del Congresso, George W. Bush affermò: ja nostra euerra al rerrore inizia con Al oaeda ma non finisce là. lon finirà fino a quando ogni gruppo terroristico di portata globale sarà trovato, fermato e sconfitto.

La Guerra al Terrore non comprese solo le guerre combattute dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq. Il fronte fu molto più ampio e si estese a tutti i continenti.

2 Ammesso che fosse questo il vero scopo della guerra. In che modo George W. Bush volesse fare giustizia sarà un argomento che affronterò nel paragrafo 4.2. 3 La Guerra in Afghanistan è ancora in corso e in Siria si sta combattendo una guerra civile che potrebbe essere vista come un tentativo di basso profilo di rovesciare un altro governo ostile alla politica estera americana dopo quelli di Iraq e Afghanistan. L’unica differenza fra la guerra civile in Siria e le guerre in Afghanistan e Iraq potrebbe essere che nelle ultime due gli Stati Uniti intervennero direttamente, mentre nella prima forniscono solo un appoggio indiretto. Nonostante la guerra in Afghanistan non si sia ancora conclusa e la guerra civile in Siria sia scoppiata nel 2011, si può affermare che la Guerra al Terrore appartiene al passato perché il terrorismo non è più avvertito dalla popolazione (oppure – non c’è differenza – imposto alla popolazione da politici e mass media) come una minaccia di primo piano, e la guerra in Afghanistan coinvolge un numero esiguo di militari che non sono impegnati in operazioni belliche particolarmente logoranti.

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Dall’11 settembre a Barack Obama Con il nome in codice Operazione Enduring Freedom ( ) gli Stati Uniti non designarono solo la guerra in Afghanistan ma anche le campagne militari – dilippine appoggio alle truppe filippine per combattere Abu Sayyaf, Jemaah Islamiyah e altri gruppi), – Trans Sahara (addestramento di truppe locali e concessione di finanziamenti a dieci naesi fra cui Algeria, Senegal, Nigeria e Marocco per combattere il terrorismo), – Pankisi Gorge (addestramento di truppe locali nella valle del Pankisi in Georgia), – Caraibi e America Centrale e – Corno d’Africa (operazioni contro la pirateria e il terrorismo in Kenya, Somalia, Etiopia, Sudan, Eritrea, Gibuti e Seychelles). La portata della Guerra al Terrore va estesa anche a Iran e Corea del Nord perché nel gennaio 2002 Bush disse che Iran, Iraq e Corea del Nord formavano un Asse del Male. Mi occuperò dell’Asse del Male nel capitolo 8. Furono coinvolti nella Guerra al Terrore anche Pakistan e India, sia perché i due Stati furono teatro di attentati terroristici, sia per la loro vicinanza all’Afghanistan, che li rese parte di un discorso geopolitico sovranazionale. In altre occasioni fu Al Qaeda a coinvolgere degli Stati nella guerra al terrorismo. Fra gli attentati messi a segno dall’organizzazione terroristica di Osama Bin Laden dopo l’11 settembre si possono ricordare quelli a Bali (12 ottobre 2002), Casablanca (16 maggio 2003), Istanbul (15 e 20 novembre 2003), Madrid (11 marzo 2004), Londra (7 luglio 2005) e Algeri (11 aprile 2007). Più controversa è invece l’estensione del concetto di Guerra al Terrore ai conflitti in nalestina, aecenia e jibano. In senso lato tutte queste guerre potrebbero essere ricondotte a una generica guerra al Terrore per più di un motivo. In primo luogo il ricorso ai kamikaze nella seconda Intifada e in Cecenia potrebbe accomunare questi conflitti alle guerre combattute dagli qtati sniti. Anche la fede religiosa dei combattenti fu comune in molte guerre: non che i conflitti in )raq, Afghanistan, Palestina, Libano e Cecenia avessero motivazioni prevalentemente religiose4, tuttavia è un fatto che l’elemento religioso emerse in maniera anche decisa. In terzo luogo, a livello propagandistico, si tentò di trovare un filo rosso fra i vari conflitti sia da parte dei naesi filostatunitensi o interessati ad avallare l’impostazione data alla Guerra al Terrore dagli Stati Uniti, 4 In tutti i casi i musulmani combatterono per difendere un territorio (Iraq e Afghanistan), riconquistare un territorio (Israele) o diventare autonomi in un territorio sul quale risiedevano ma che era controllato da uno Stato (Kashmir e Filippine).

14


premessa sia da parte di Al Qaeda (che tentò di legittimare la propria condotta anche sottolineando le vessazioni subite dai Palestinesi5 a Gaza e in Cisgiordania). )nfine un altro elemento comune potrebbe essere la relazione fra qtati sniti e Israele, così forte negli anni dell’amministrazione Bush da assomigliare a un fronte comune fra i due Stati. A mio parere tutti i conflitti presi in considerazione ebbero una o pi‘ caratteristiche in comune con le guerre in Iraq e Afghanistan, tuttavia ciascuno di essi ebbe anche delle peculiarità che lo differenziarono dagli altri e lo resero unico. Si potrebbe scegliere di prendere in considerazione le caratteristiche comuni, ed ampliare l argomento del libro a conflitti come quelli in Israele, Libano e Cecenia, oppure dare più peso alle peculiarità dei singoli conflitti, segnalando la loro esistenza e i loro possibili punti di contatto con gli attentati dell’11 settembre e la Guerra al Terrore, ma non trasformandoli in un tema rilevante del libro. Nessuna delle due opzioni sarebbe scorretta. ki occuperò del conflitto arabo-israeliano e della guerra in aecenia nel capitolo 9.

1.4

Prima dell’11 settembre

)l fatto di avere trovato nell arco di tempo sopra descritto un unità significativa pregnante che adotterò come ossatura del libro non implica che l’11 settembre e la Guerra al Terrore debbano necessariamente essere incanalati entro questi confini. La portata temporale dell’11 settembre va valutata anche a ritroso perché ciò che accadde prima degli attentati può avere avuto influenza sugli attentati stessi o più in generale può essere un’utile chiave di lettura di quei fatti. Il capitolo 3 sarà dedicato agli avvenimenti che precedettero l’11 settembre. )noltre nel capitolo il conflitto arabo-israeliano sarà esaminato da una prospettiva storica.

5 msama Bin jaden usò la causa palestinese per giustificare la jihad: «lé lAmerica né i suoi cittadini potranno sentirsi sicuri finché noi non lo saremo in nalestina». ba qid hacobson e Ernie Colón, 9/11: il dopo. La Guerra al Terrore, trad. it. Fabrizio Grillenzoni, Alet Edizioni, Padova, 2008, pag. 19.

15


Dall’11 settembre a Barack Obama

1.5

Problemi di linguaggio

Per colpa dei miei limiti linguistici nel libro non prenderò in considerazione i fumetti scritti in lingue come l’arabo, il giapponese e l’indiano. Nonostante in Italia e in Occidente vengano pubblicati moltissimi fumetti giapponesi, ho preferito escludere dal mio campo di osservazione anche le opere di quest area geografica. rramite le edizioni tradotte potrei conoscere le opere pubblicate in Occidente, ma non quelle che non vengono tradotte. Senza la possibilità di ricostruire un quadro generale dei manga dedicati all’11 settembre e alla Guerra al Terrore, rischierei di dare troppa importanza a opere marginali e di escludere fumetti importanti.

1.6

Editorial cartoon e vignette

Negli Stati Uniti il genere degli editorial cartoon racchiude il commento dei fatti di cronaca e la satira politica realizzati per mezzo del disegno. Comprende sia opere formate da una vignetta singola, che corrispondono alle vignette satiriche pubblicate dai quotidiani italiani, sia opere che si articolano in una sequenza di più vignette. A causa della quantità impressionante di editorial cartoons e vignette satiriche, ho deciso di non occuparmene in questo libro, salvo casi particolari. Per capire autori e tendenze, e organizzare il materiale con metodo e razionalità, ci sarebbe bisogno di un libro apposito.

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DALL'11 SETTEMBRE A BARACK OBAMA - La Storia contemporanea a fumetti  

di Luigi Siviero Cartonato, 400 pp., b/n, Euro 19,90. Un volume che osserva come siano stati affrontati dai fumetti temi caldi come l’11 se...

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