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Downhill

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Downhill

di Patricio Valladares e Lorenzo Scipioni Adattamento a fumetti dell’omonimo film scritto da Barry Keating e diretto da Patricio Valladares Supervisione dell’adattamento a fumetti: Andrea Cavaletto © 2015 Patricio Valladares, Barry Keating © Lorenzo Scipioni per l’adattamento a fumetti © 2025 Solone srl per questa edizione Tutti i diritti riservati. Collana Horror, 28 Direttore Editoriale: Nicola Pesce Caporedattore: Stefano Romanini Ufficio Stampa: Gloria Grieco Cover design, progetto grafico e impaginazione: Sebastiano Barcaroli Illustrazione in cover: Lorenzo Scipioni Correzione bozze: a cura della redazione Stampato in Cina – agosto 2025 Edizioni NPE è un marchio in esclusiva di Solone srl Via Aversana, 8 – 84025 Eboli (SA) edizioninpe.it @edizioninpe @edizioninpe_


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prefazione

A rotta di collo

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Il film .-/%0"++ nasce dalla creatività oscura del filmaker e sceneggiatore cileno Patricio Valladares, che ben conosco e apprezzo anche perché con lui in passato ho avuto modo di collaborare in più occasioni (una su tutte, quell’1%#+(2#(34'&(2#!'#+(# 5"4!(! che è diventato un piccolo cult del genere '67+-",(,"-%). Il regista si è fatto una certa nomea per il suo stile crudo e diretto nell’horror '6,&'8' e 9&"%!0-42'# 74+7. Questa sua nuova pellicola non è da meno delle precedenti, affondando le sue radici in un’idea originale che mescola (5,"-%:#24&*"*(+ e ,0&"++"%9, il tutto shakerato con alcune scene disturbanti e sopra le righe all’altezza delle nefandezze che lo hanno reso famoso. La storia è ambientata in un selvaggio e ostile scenario montano. Valladares ha concepito la trama partendo da un’idea tanto semplice quanto inquietante: cosa accadrebbe se un evento sportivo si trasformasse in una lotta per la vita contro una forza sconosciuta e violenta? I protagonisti sono due coppie di biker esperti che ben presto si ritrovano coinvolti in una situazione decisamente più estrema della semplice competizione per cui si erano allenati. L’adrenalina della corsa si trasforma in terrore puro quando si imbattono in un gruppo di individui misteriosi che sembrano avere brutte intenzioni (il mio è un eufemismo) nei confronti di chiunque entri nel loro territorio. È così che una normale gara in mountain bike si trasforma in un incubo a metà strada tra atmosfere alla Lovecraft e il body horror del cinema di Cronenberg. Una lotta all’ultimo sangue contro nemici implacabili e folli.

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Attraverso una regia serrata e sequenze d’azione mozzafiato, incredibili per un film low budget, Valladares costruisce un’esperienza cinematografica immersiva e sconvolgente, in cui la natura stessa diventa un personaggio crudele e inesorabile. La storia esplora i temi della resilienza, della paura primordiale e della sopravvivenza, spingendo i protagonisti oltre i loro limiti fisici e psicologici. .-/%0"++ non è solo un horror d’azione, ma un viaggio nell’ignoto, un thriller sporco e demoniaco che lascia lo spettatore senza respiro fino all’ultima scena. Come accade per il pubblico del film, anche il lettore si trova a vivere un’esperienza altamente immersiva nella lettura di questo graphic novel perfettamente adattato da Lorenzo Scipioni. L’artista ci trascina lì, nel cuore del sentiero che scende, serpeggia tra gli alberi, si incunea tra rocce e anfratti, una strada che fin da subito ci appare senza ritorno. È un percorso di paura, di inseguimenti senza tregua, di pedalate nervose che spingono in un paesaggio spietato e primitivo, dove non esistono confini tra il possibile e l’inevitabile. L’adattamento di .-/%0"++ è proprio questo: una corsa folle e disperata, un viaggio senza freni lungo la china di un destino che ha il sapore del sangue del sacrificio. Lorenzo Scipioni ne fa un’esperienza visiva brutale, precisa, ineluttabile. Non si limita a illustrare le scene del film, ce le fa vivere. Le incide su carta, nero su bianco. Ogni vignetta è un fotogramma di tensione, costruito con precisione millimetrica e tecnica sopraffina. Il suo è un realismo feroce, chirurgico, che guarda ammiccante al linguaggio della fotografia e del cinema. Lo stile affilato, per quanto scuro, sporco, con i neri netti e densi, pulsa di vita, e l’occhio si perde nei particolari. I corpi emergono dall’ombra, si deformano in una lotta continua tra luce e buio. E proprio nel chiaroscuro sta l’abilità che più ammiro di Scipioni: non concede sbavature, non ha incertezze, non ammorbidisce mai il tratto. Il suo nero è pregno, assoluto. È un segno che si fa linguaggio, come a dirti che la paura non ha sfumature, che l’orrore si plasma nelle ombre. 6


Il passaggio dal film alla carta che opera Scipioni non è una semplice trasposizione: è una mutazione, un cambio di pelle. Qui la tensione non è più nel montaggio serrato, nella corsa disperata dei protagonisti lungo i pendii e in mezzo ai boschi: è nel fermo immagine che dura il tempo che noi vogliamo dedicargli, nei minuziosi dettagli che costringono lo sguardo a rimanere incollato sulla pagina. Nel cinema, l’orrore è un movimento che sfugge nell’ombra, un rumore improvviso e inaspettato, una minaccia che entra sullo schermo in velocità. Qui, invece, è una presenza costante, è la rappresentazione iperrealistica di un bosco da incubo che non offre riparo, di un bubbone di malvagità che aspetta solo di esplodere. Leggendo in anteprima .-/%0"++ ho avuto come un’esperienza fisica. Ho provato il fiato corto, il battito accelerato, il sudore gelato che scende lungo la schiena dei protagonisti. E poi l’angoscia. Quella non mi ha mollato mai, nemmeno a lettura finita. Cresce a ogni pagina, perché Scipioni non permette tregua: con il suo segno netto, il suo iperrealismo implacabile, la sua capacità di fermare il tempo proprio nel momento in cui il terrore si fa più acuto, costringe il lettore a guardare, a sprofondare nell’abisso. E quando l’ultima tavola si chiude su quel sentiero senza ritorno, resta solo una certezza: non c’è via di fuga. Perché certe storie, una volta che ci entri dentro, ti infettano e non ti mollano più.

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Introduzione

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Quando Stefano Romanini (il caporedattore di Edizioni NPE, NdR) mi contattò per dirmi che c’era la possibilità che mi venisse affidato l’adattamento a fumetti di Hidden in the woods fui colto da un guazzabuglio di sensazioni contrastanti. Da una parte ero emozionato per via del fatto che si trattasse del mio primo incarico per Edizioni NPE (la casa editrice alla quale, da lettore, mi ero avvicinato per le stupende edizioni dei lavori di Battaglia e Toppi, scusate se è poco) e non avevo alcuna intenzione di perdere questo treno, né di deludere Nicola Pesce, che aveva già mostrato interesse per i miei lavori in un paio di colloqui in fiera. Dall’altra, devo confessarlo, non sapevo a cosa stessi andando incontro: non conoscevo il film in questione né tantomeno il regista Patricio Valladares, non ero sicuro che fosse il progetto adatto a me e trattandosi di una riduzione di un’opera già esistente, la paura di deludere le aspettative di chi l’aveva partorita o dei suoi appassionati era dietro l’angolo. Ne parlai con un amico, che mi segnalò subito che Hidden in the woods era stato scritto da Andrea Cavaletto che all’epoca conoscevo solo di fama per i suoi lavori nel campo del fumetto e non solo. Decisi di accettare la sfida e mi fiondai nella visione dei film. Sì, al plurale, perché di film con quel titolo, Patricio ne aveva girati ben due. Per ironia della sorte il primo in cui mi imbattei fu il remake nordamericano, che mi piacque il giusto, ma fu quando scoprii l’originale (quello che avrei dovuto effettivamente adattare) En las afueras de la ciudad che me ne innamorai. Capii la portata di quello che avevo per le mani e già dalla prima visione iniziai a pensare come avrei potuto farlo mio, senza snaturarlo o tradirlo, ma semplicemente cercando di esaltarlo con l’ausilio del segno e spingendo sull’utilizzo del bianco e nero o sulla grafitizzazione del gore.

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Quello che ne venne fuori non fu soltanto un albo di cui andare orgoglioso (il primo di cui curai tutto quanto, dalla copertina ai testi), ma anche più di un’amicizia, seppur a distanza, con gli autori che avevano creato l’opera originale, vale a dire i già citati Patricio e Andrea, con i quali sono rimasto piacevolmente in contatto anche dopo che hanno smesso di seguire la realizzazione dell’albo. Per non parlare di tutto quello che è scaturito dopo la pubblicazione, dalle ospitate in fiera agli incontri faccia a faccia con i lettori: non solo quelli che venivano per me ma soprattutto quelli che si sono avvicinati a Hidden in the woods in quanto parte del catalogo di Edizioni NPE o quelli che l’hanno comprato proprio in quanto fan del film originale, verso i quali mi sono sentito investito di una certa responsabilità, non lo nego. Veniamo al dunque: quando Stefano tornò a contattarmi per l’albo che state stringendo tra le mani, la situazione era leggermente più rilassata rispetto all’ultima volta, ma in un certo modo il senso di responsabilità sembrava maggiore. Questa volta non mi si chiedeva di fare delle prove in quanto veniva riposta in me piena fiducia: questo significava che il mio lavoro precedente era stato apprezzato, e non avevo alcuna intenzione di fare qualcosa da meno. Altro giro altra corsa quindi, altro fumetto, altro horror di Valladares tra le mie mani. L’approccio nel realizzarlo è stato pressappoco lo stesso di Hidden in the woods, cercando di tradurre le immagini prima ancora delle parole, scegliendo attentamente i momenti da mettere in risalto su carta. Se proprio dovessi evidenziare una differenza nel metodo lavorativo, direi che nel primo caso ho sperimentato di più nella prima parte, mentre per quanto riguarda Downhill, mi sono sbizzarrito di più nel secondo tempo. 10


Purtroppo, non ho potuto fare a meno di notare che c’è anche una piccola nota negativa ad accomunare queste due mie opere, durante la realizzazione delle quali sono venuto a sapere della prematura scomparsa dei rispettivi protagonisti, l’attrice Siboney Lo nel caso di Hidden in the woods, a cui ho idealmente dedicato il fumetto, e l’attore Bryce Draper nel caso di Downhill: è a lui e alla sua famiglia che voglio dedicare questo albo che avete tra le mani. Chiudo con qualche ringraziamento, in primo luogo a Nicola per avermi dato questa possibilità, a Stefano che mi ha assistito con molta pazienza, ad Andrea che ha supervisionato in anteprima il mio lavoro, a tutto il team che ha curato l’editing del libro e naturalmente a Patricio, che abbraccio e senza il quale questo fumetto neanche esisterebbe. Ringrazio tutti quelli che hanno creduto e continuano a credere in me, i miei amici, i miei insegnanti ma soprattutto la mia famiglia. In ultima istanza, ma non certo per importanza, vorrei ringraziare la mia metà, Elena, che mi ha sostenuto durante tutta la realizzazione del fumetto, soprattutto nei momenti più bui, e senza la quale non sarei mai arrivato fino in fondo. Sperando di non avervi appesantito troppo con le parole, lascio che siano ora le immagini a parlare per me. Vi auguro una buona lettura.

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…NON TROVI?

BELLISSIMA CREATURA...

AAAAAAAAAAAAAAAH!

JOE… JOE!

NO! NO! MGHMGHMGH

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QUALCHE TEMPO FA

…AVETE DEI SERI PROBLEMI RAGAZZI.

ALLORA, RICORDATE CHE LA VERA CORSA È DOMANI, PERCIÒ HO BISOGNO DI RIPORTARVI A CASA TUTTI INTERI.

BASTA CHIACCHIERE, CORRIAMO.

E A ME NIENTE? UN PO’ DI COCCOLE ANCHE A ME?

L’INDOMANI

SIETE PRONTI? 5,4,3,2,1…

VIA!

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AIUTO! AIUTO! QUALCUNO VENGA AD AIUTARLO CAZZO!

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TEMPO DOPO

HEY AMIGOS! COME STATE?

HEY, MI SPIACE MOLTO DI NON ESSERMI PIÙ FATTO SENTIRE, SONO STATO MOLTO IMPEGNATO…

TRANQUILLO, LO SO. CIAO STEPHIE. ALLORA ANDRÒ DRITTO AL PUNTO, STO METTENDO SU UNA CORSA QUAGGIÙ IN CILE, ABBIAMO DIVERSI SPONSOR E SONO ANCHE IN CONTATTO CON LA X-RACE PER I DIRITTI DELLA RADIOTRASMISSIONE. SI TRATTA DI UN GROSSO AFFARE PER ME E… HO GIÀ DETTO LORO CHE SEI D’ACCORDO E CHE CORRERAI.

TU HAI BISOGNO DI TORNARE LÀ FUORI, NEL MONDO REALE. DEVI FARLO PER TE. IO DEVO FARLO PER TE.

AVRESTI DOVUTO CHIEDERMELO PRIMA!

FARÒ QUESTA COSA QUANDO SARÒ DANNATAMENTE PRONTO, OKAY? QUANDO IO SARÒ PRONTO, NON QUANDO LO SARAI TU O CHIUNQUE ALTRO.

PERCHÉ STAI GUARDANDO QUESTA ROBA?

MI MANCA MOLTO.

…UN PO’ DI COCCOLE ANCHE A ME?

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HEY, UN UCCELLINO MI HA DETTO CHE IL CILE È GRANDIOSO IN QUESTO PERIODO.


È ASSOLUTAMENTE SICURA CHE LE NOSTRE BICI SIANO IN VIAGGIO VERSO DI NOI? OH LA RINGRAZIO TANTO, DAVVERO.

SARAI UFFICIALMENTE USCITO DAL TUO RITIRO AUTO IMPOSTO DOPO DI QUESTO… DOBBIAMO LASCIARCI TUTTO ALLE SPALLE ORA.

POCO DOPO IL MIO SPAGNOLO FA SCHIFO.

ME LLAMO STEPHANIE… QUESTO È JOE, È DAVVERO UN PIACERE PER NOI CONOSCERLA SIGNORE.

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SA DIRMI DOV’È IL BAGNO?

È LÀ IN FONDO.

OH! ADORAVO QUESTO GIOCO!

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SÌ! STO VINCENDO!

VAFFANCULO!

QUESTO STRONZO MI HA APPENA PALPATO IL CULO.

CHE COSA? CHE CAZZO DI PROBLEMI HAI?

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STEPH, ANDIAMOCENE.

RAGAZZI… NON VOGLIAMO AVERE PROBLEMI…

VOGLIAMO SOLO ANDARCENE PER LA NOSTRA STRADA IN MODO CHE…

HEY, È COSÌ BELLO VEDERVI RAGAZZI!

FORZA, VI MOSTRO LE VOSTRE STANZE COSÌ CHE POSSIATE SISTEMARVI PRIMA CHE INIZI LA FESTA.

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RAGAZZI, QUESTO È RUBÉN ROSALES MARTINEZ, È UNO DI QUELLI CHE SPONSORIZZANO LA CORSA ED È ANCHE RESPONSABILE DI AVERVI PORTATO QUAGGIÙ.

JOE, STEPHANIE, PABLO MI HA DETTO BELLE COSE DI VOI, AD OGNI MODO MI PIACEREBBE RAGGIUNGERVI DOMANI PER PARLARE DEI NOSTRI SPONSOR…

…SE SIETE DISPONIBILI. SIAMO DECISAMENTE DISPONIBILI! ASSOLUTAMENTE! GRAZIE MILLE!

NON HAI IDEA, OH MIO DIO. LUI È IL PIÙ GRANDE UOMO DEL CILE, POSSIEDE TIPO METÀ DEL PAESE… È ENORME!

E ADESSO… È GIUNTO IL MOMENTO DI FARTI UBRIACARE CAZZO!

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SMETTILA DI FARE LO SCEMO!

ED ORA...

CREDO CHE ANDRÒ A PRENDERMI QUALCOSA.

TE LO PRENDO IN PRESTITO! OH… GRAZIE!

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OH MIO DIO, OH MIO DIO NON POSSO CREDERCI, QUANTO MI SEI MANCATO, TI PREGO TIRAMI PER I CAPELLI!

FERMIAMOCI, NON POSSO.

PERCHÉ? È COLPA MIA?

È SBAGLIATO… PABLO…STEPHANIE… È SOLTANTO SESSO, È SEMPRE STATO SOLO SESSO…

…SE NON VUOI SCOPARMI OK… …MA NON VOGLIO SENTIRE STORIE STRAPPALACRIME


AAAAAH!

BUONGIORNO RAGAZZI!

BUONGIORNO A VOI, ABBIAMO UNA CONFERENZA STAMPA ALLE 5:00 PERCIÒ FATE IN MODO DI TORNARE QUAGGIÙ IN TEMPO.

SCATTIAMOCI UNA FOTO.


BENE!

SCUSA, PAUSA PIPÌ.

C’È CAMPO QUI.

OH MIO DIO, CHE COS’ERA?

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