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EGOMNIA
from Economy Aprile 2022
by Economy
Quel successo annunciato dello Zuckerberg italiano
La sua Egomnia è una delle aziende che in Europa crescono più velocemente, secondo l’annuale elaborazione del Financial Times. Ecco qual è la strategia vincente del fondatore Matteo Achilli
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di Luigi Orescano
U
n anno e mezzo fa Matteo Achilli aveva dichiarato a Economy, in un’intervista di copertina: «Vogliamo crescere ancora, anzi siamo sicuri di farlo». Diciotto mesi dopo, la sua impresa – Egomnia, un nome creativo che tiene insieme l’“io” e il “tutto” – è appena stata inserita nella lista annuale elaborata dal Financial Times con Statista delle “Europe’s fastest-growing companies”, le aziende che crescono più velocemente in Europa. Lista in cui Egomnia è risultata essere in assoluto la 264° azienda più cresciuta a livello continentale e, in particolare, la 67° azienda informatica più cresciuta. Questo prezioso riconoscimento si aggiunge a quelli recentemente ottenuti a novembre 2021, quando Egomnia S.r.l. è diventata “Campione della Crescita 2022”, classificandosi come 30° azienda italiana più in crescita nel triennio 2017-2020 nella graduatoria stilata da Affari & Finanza de La Repubblica A&F con l’Istituto Tedesco Itqf; e, ancora, “Leader della Crescita 2022”, come 56° azienda italiana più in crescita nel triennio 2017-2020 da Il Sole 24 Ore e Statista. Non sono risultati banali, e soprattutto sono veri e significativi: non uno di quei premietti insignificanti venduti a imprenditori sprovveduti da editori di quart’ordine. Promettere crescita e mantenere le promesse non è cosa da poco. Ma come ha fatto a farcela, Matteo Achilli? Puntando sulla sostanza in un settore complesso e in rapidissima metamorfosi come l’informatica. Aumentando l’organico dei suoi consulenti informatici. Studiando servizi “attrattivi” per il mercato. Lungo sei linee di sviluppo. Le prime tre sono “segmentate” su tre esigenze: quella degli studenti, di avere una piattaforma di orientamento e di creazione online guidata del proprio curriculum vitae; quella dei diplomati/neolaureati, di poter usare una piattaforma di incontro tra domanda e offerta di lavoro; quella delle imprese, di avere a di-
EGOMNIA È UNA REALTÀ CON DUE SEDI OPERATIVE, 24 CERTIFICAZIONI TECNICHE, OLTRE 4 MILIONI DI RICAVI E PIÙ DI 40 DIPENDENTI
sposizione una piattaforma per la gestione del cashflow, una piattaforma di web scraping e una piattaforma per la gestione dei certificati di sicurezza informatica. Le altre tre linee di sviluppo sono settoriali: la consulenza informatica agisce infatti prevalentemente in tre settori, spazio, gaming e telecomunicazioni. Per questi tre comparti industriali, in crescita e cambiamento, Egomnia eroga consulenza sistemistica di primo, secondo e terzo livello, oltre che di rete e di amministrazione dei database. Dunque lo “Zuckerberg italiano”, come lo definì nove anni fa Economy – all’epoca testata
MATTEO ACHILLI
edita dalla Mondadori – non sta deludendo le attese anche se i tempi sono cambiati e il mercato dei social media è ormai olipolistico. La mission di Egomnia è scalabile e concreta, prende il meglio di tutte le esperienze precedenti dell’imprenditore e le mette a disposizione dello sviluppo, proprio e dei clienti. È diventata una realtà solida e concreta, con 2 sedi operative, 24 certificazioni tecniche, oltre 4 milioni di ricavi e più di 40 dipendenti. E partnership di tutto rispetto: con Ibm, Dell, Cisco, Hp, Lenovo. Oltre a un database di oltre 1 milione di curricula. Nel 2017 quell’etichetta di “Zuckerberg italiano”, addirittura un film su di lui prodotto da Luca Barbareschi, un’enorme popolarità e tantissime invidie. Una ventata di successo ma anche di stress. Poi, meritoriamente, il graduale ritorno a una realtà impegnativa ma positiva, fatta di mattoni imprenditoriali posati coerentemente uno sopra l’altro, con una visione strategica chiara e un team di prim’ordine. Oggi, alla luce della crescita acquisita e di un modello di business che funziona, un nuovo obiettivo lucido: sbarcare sul mercato dei capitali, probabilmente la Borsa con Euronext Growth Milan, o alternativamente il private equity, per finanziare la fase due di questa nuova sfida imprenditoriale. Con la ragionevole certezza di poterne parlare, tra altri 18 mesi, come di un altro successo acquisito.