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FOREVER BAMBÙ
from Economy Aprile 2022
by Economy
Quel bambù è un gigante anche per (molti) business
Da otto anni Forever Bambù sviluppa un modello di economia realmente circolare. E ora, mentre prepara lo sbarco in Borsa, entra da leader nella compensazione della CO2 con un progetto per le aziende certificato da Rina
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di Sergio Luciano
«I nvestire nel futuro sostenibile del pianeta, quello vero, che spezza i vincoli dei combustibili fossili, ci lial livello precedente! E questa straordinaria forza vegetativa dura – che si sappia – per cento anni. bera dai condizionamenti geopolitici e ci fa vi- Per questo – ne è convinto Rissone, con il suo vere bene in un clima sano: se potessi scrivere team e soprattutto con i suoi 1500 soci – è a modo nostro la ragione sociale di Forever un investimento unico per pregio, redditività Bambù ecco, scriverei che siamo produttori di e valore sociale. «E infatti stiamo attirando clima sano. E anche per questo riteniamo che capitali in Italia da tutte Europa e qualcosa la nostra imminente quotazione in Borsa sia anche da oltreoceano, abbiamo appena inqualcosa che non riguardi soltanto la nostra contrato un fondo di Los Angeles», racconta. impresa e i suoi soci, che sono già 1500, ma E precisa: «Stiamo ultimando l’aumento di tutto il sistema»: l’entusiasmo di Emanuele capitale di una delle nostre società, Forever Rissone, fondatore e amministratore delega- Bambù 29, con un crowdfunding su Opstart. to di Forever Bambù, it, quote in vendita a è trascinante e conta- IL BAMBÙ SEQUESTRA partire da 3280 euro. gioso. 275 TONNELLATE DI ANIDRIDE CARBONICA ALL’ANNO AD ETTARO Entro giugno lo chiuLa sua azienda vanta CONTRO LE 7/8 DEL BOSCO CLASSICO diamo, variamo il oggi in Italia 200 et- nuovo business plan e tari di foreste di bambù gigante, la pianta più poi tutte le società diventeranno un’unica spa, ecologica che esista in natura. Non è nata ieri: pronta per la Borsa. Abbiamo già intrapreso è una start-up, eppure ha otto anni, perché ha il percorso per quotarci all’Euronext Growth condiviso i tempi di maturazione del suo gio- Milan, che significa entrare in un circuito di iello, il bambù gigante, che impiega appunto sei borse internazionali, in linea con le regole otto anni per raggiungere la maturità vegeta- e le esigenze di tutte le grandi banche d’affari tiva. E poi esplode con una potenza ecologica internazionali. Stiamo lavorando con il suppazzesca: la sua canna raggiunge un’altezza porto di Banca Mediolanum come advisor e tra i 15 e i 20 metri, con un diametro alla base di Lca come consulente legale». di 15 centimetri. Il legno e la fibra del bambù La “killer application” che attrae gli investitori gigante sono perfettamenti idonei per tutte le sono le caratteristiche speciali di questa pianprincipali lavorazioni industriali, dal mobilio ta. Unica in natura. Per capirci: un albero difal tessuto (finissimo, da non credersi…) all’e- fuso come il pioppo cresce fino a maturità in dilizia alla logistica, ma la vera peculiarità è 12-15 anni e se viene tagliato per utilizzarne che la pianta può essere recisa praticamente il legno ne richiede altrettanti per ricrescere ad altezza del terreno e in un anno… ricresce ed essere nuovamente tagliato, per una seconda e ultima volta, dopo di che la sua vegetazione si spegne. Il bambù gigante diventa adulto in 9 anni e ricresce in 5 mesi dopo il primo taglio, ed ogni anno può nuovamente essere tagliato. «Questa caratteristica straordinaria comporta molti grandi vantaggi», spiega Rissone: «Vegetando con tanto vigore, il bambù assorbe moltissima CO2. Rapportando questa capacità della nostra pianta alla corrispondente caratteristica del bosco misto mediterraneo, abbiamo studiato – con gli esperti della società di analisi Indaco 2 di Siena – che il bambù sequestra 275 tonnellate all’anno ad ettaro contro le 7/8 del bosco classico, ed emette in corrispondenza moltissimo ossigeno in più. Insomma, i nostri 200 ettari di bambuseti in termini di cattura della CO2 equivalgono a 7200 ettari di foreste mediterranee! Questa capacità vegetativa ha anche uno spiccato valore paesaggistico, perché la foresta di bambù gigante non resta mai a lungo brulla. E poi la flessibilità di utilizzo del legno è strepitosa». Già, questa è un’altra caratteristica peculiare della pianta e basta un giro nel quartier generale dell’azienda a Cernusco sul Naviglio – nella cintura est di Milano – per rendersene conto e… toccare con mano. Oltre agli usi diretti del legno – dalla scrivania che, ovviamente, usa Rissone, a infiniti altri, tra cui delle bellissime sciarpe di fibra, morbida come il lino – il bambù gigante opportunamente tritato in una polvere fine diventa un elemento chiave, fino al 50% del volume totale, di

bioplastiche di lunga durata. «Tengo molto a chiarire questo punto, perché abbiamo studiato una formula perfetta di economia circolare a impatto positivo sulla riduzione della CO2, e pochi approfondiscono il perché», s’infervora Rissone. E dunque ricostruiamo il ciclo completo. Un bambuseto sequestra 275 tonnellate di CO2 ad ettaro ogni anno. Il legno reciso entra a pieno titolo nella filiera del riuso, che è tra le più efficienti e meno impattanti del mondo. Ma anche la bioplastica lo è, nel caso del bambù: perché i derivati di questa pianta si prestano a produzioni plastiche di lunga durata (per intenderci, non solo e non tanto prodotti usa e getta ma rivestimenti, pallets, arredi urbani, contenitori industriali che per il 50 o addirittura il 60% sono fatti di legno tritato di bambù), per cui non si pone il problema di creare ben presto nuova CO2 per la degradazione del prodotto plastico nella sua componente polimerica! Non va trascurato poi l’impatto positivo di queste colture sul paesaggio, perché Forever Bambù è intervenuto quasi sempre su terreni incolti, che ben si prestano a questa specifica riforestazione. «Acquistiamo terreni abbandonati da agricoltura, grandi appezzamenti, l’ultimo comprato è di 1 milione e 30 mila metri quadrati ed era incolto da un decennio. Gli analisti dell’Università di Siena ci affiancano nel monitorare la crescita delle foreste e l’intero ciclo è certificato dal Rina, che è un ente certificatore internazionale riconosciuto da Accredia». È in questo contesto che s’inserisce un’attività fondamentale appena avviata da Forever Bambù, cioè vendere il sequestro della CO2 che le sue foreste effettuano. «Dal mese di marzo abbiamo iniziato ad emettere le prime fatture per i nostri progetti Forever ZeroCO2, cioè piani di cattura e abbattimento delle emissioni di CO2 di aziende desiderose di adempiere agli obiettivi di Cop 26 e compensarle. I crediti che forniamo noi sono appunto quelli certificati da Rina, come certificati verdi Uni Eni Iso 14064-2». Essendo una start-up innovativa, Forever Bambù per i prossimi 36 mesi non distribuirà gli utili derivanti da questo business, che ha avviato con la divisione Forever ZeroCO2. «Ma intanto chi sta investendo in Fb29 recupererà direttamente dall’Irpef il 30% del suo investimento – ricorda Rissone - grazie agli incentivi specifici. A breve, prevediamo che l’Agenzia delle Entrate risponda all’interpello che le abbiamo inviato per sapere qual è il modo giusto per fatturare l’attività di cattura della CO2 e per dimostrare che è un’attività agricola, nel nostro caso, e deve giovarsi dell’Iva agevolata. Ma non ci meravigliamo che la normativa sia ancora generica perché è sempre così con la vera innovazione e la nostra è appunto vera innovazione. Anche la Commissione europea sta studiando il potenziale di sequestro del carbonio che può essere sfruttato nel mondo agricolo». I calcoli del team di Rissone dicono che estendendo questo potenziale di valore e di ricavi connesso all’abbattimento della CO2 a tutte le foreste del gruppo, il fatturato annuale sarebbe già tra i 16 e i 18 milioni, dando alle società clienti diritti di sfruttamento ventennali su determinate porzioni di foresta, dalla cosiddetta “cella” di 8 metri quadrati all’appezzamento da 100 metri quadrati per poi poi salire alla porzione da 11 mila e da 99 mila. E che farà Forever Bambù con la raccolta finanziaria della Borsa? «Acquisiremo altre piantagioni, puntando a decuplicare il totale, aggregando terreni piccoli o grandi purché vitali, come gli ultimi 6 ettari appena acquisti a Torre Pallavicina, nei pressi di Bergamo, o rivitalizzabili – conclude Rissone - E probabilmente investiremo anche in modo diretto nella filiera della bioplastica, un altro orizzonte ricchissimo di possibili innovazioni!».
EMANUELE RISSONE, CEO E FOUNDER DI FOREVER BAMBÙ

INVESTIRE NEL FUTURO SOSTENIBILE CI LIBERA DAI CONDIZIONAMENTI GEOPOLITICI
CON LA RACCOLTA FINANZIARIA DELLA BORSA FOREVER BAMBÙ ACQUISIRÀ ALTRI APPEZZAMENTI PER DECUPLICARE LA PRODUZIONE