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SUPPLY CHAIN
from Economy Aprile 2022
by Economy
LE IMPRESE RIMPATRIANO... CON L’AIUTINO
Esaurita la sbornia per le delocalizzazioni trainate dal minor costo del lavoro, il back reshoring è incentivato anche finanziariamente dal Mise attraverso accordi ad hoc. Gli esempi di Honda, Ariston e Aeroviaggi
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di Nello Rapini*
Il tema della perdita di competitività del nostro sistema industriale ci accompagna ormai da alcuni dedel personale, per avere contributi pubblici massicci, per godere di benefici fiscali, per nuovi mercati di sbocco, per ottimizzare la cenni, già successivamente al primo grande logistica, ecc. ecc. Abbiamo così assistito a shock energetico degli anni Settanta (che periodiche migrazioni verso quelli che di pensavamo di non rivivere più) pochi anni volta in volta apparivano come vere e prodopo il famoso boom economico, si comin- prie nuove “terre promesse”, prima i Paesi ciarono a percepire i primi episodi di quella dell’Est Europa, come Romania e Serbia, che poi soprattutto poi in special modo negli anni Novanta, HANNO DELOCALIZZATO per le confezioni, la diventò una vera e ALL’ESTERO SOPRATTUTTO LE GRANDI IMPRESE: IL 5,6% Tunisia, ed infine l’epropria “fuga delle CONTRO IL 3% DELLE MEDIE stremo oriente, Cina, aziende”. Vietnam, ecc. Con una certa ricorrenza in Italia si torna Secondo i dati Istat, i principali fattori che a parlare delle delocalizzazioni industria- inducono un’azienda a trasferire attività o li che a varie ondate ed in settori diversi, funzioni all’estero sono la riduzione del cohanno interessato il nostro intero settore sto del lavoro, importante per il 62% delle produttivo, le motivazioni sono molteplici, imprese, la riduzione di altri costi d’impresa la stragrande maggioranza delle quali si (49%), e la necessità di un maggior concensono poi rivelate delle vere e proprio effi- tramento delle attività strategiche di Core mere illusioni. Si portavano fuori dai confini business in Italia (40%). nazionali le produzioni per ridurre i costi Il minor costo del lavoro rappresenta in tutti i casi un fattore trainante delle delocalizzazioni. Le industrie manifatturiere ad alta tecnologia, in particolare, ritengono fondamentale l’abbattimento del costo del lavoro (81% del totale), e la riduzione degli altri costi d’impresa (68%). Nel settore dei servizi, soprattutto nelle imprese e nelle attività professionali scientifiche e tecniche, risulta importante il miglioramento della qualità e lo sviluppo di nuovi prodotti (47%). Hanno delocalizzato all’estero soprattutto le grandi imprese, il 5,6% contro il 3% delle medie, e il 4,6% delle imprese appartenenti a Gruppi contro lo 0,6% delle imprese indipendenti. La dimensione aziendale e l’appartenenza a gruppi di impresa risultano quindi essere fattori determinanti per orientare la scelta. L’estero ha attratto maggiormente le imprese industriali (4%) rispetto a quelle del settore dei servizi (2%). Nel settore manifatturiero, in particolare, le industrie ad alta e
medio-alta tecnologia trasferiscono all’estero con percentuali pari a più del doppio della media generale, rispettivamente all’8,5% e al 6,6% del totale. Più della metà dei trasferimenti all’estero, il 60%, si sono indirizzati verso Paesi dell’Unione europea. Guardando ai Paesi extra-europei, molte delocalizzazioni hanno interessato l’India (9%), gli Stati Uniti e il Canada (6%), e la Cina (5,6%). In particolare, le imprese industriali si sono dirette verso la Cina per l’attività principale di produzione di merci (10%), mentre le aziende del settore terziario hanno visto l’India come un’ottima sede per le funzioni aziendali di supporto, come i servizi informatici e di telecomunicazione (36%), e le attività di ricerca e sviluppo (20%). Nel complesso, i 5 Paesi con il maggior numero di dipendenti di società italiane residenti all’estero sono, in ordine: Stati Uniti, Brasile, Cina, Romania e Germania. Questo trend però ora sembra rallentare. Nel periodo 2015-2017, solo il 3,3% delle medie e grandi imprese ha trasferito in altri Paesi attività o funzioni aziendali prima svolte in Italia, contro il 13% del periodo 2001-2006 (Annuario statistico Commercio estero e attività internazionali delle imprese Istat & Ice del 2019) Si comincia ad assistere a fenomeni di “back reshoring” o anche di rafforzamento e consolidamento della presenza aziendale in Italia di imprese a capitale straniero, ed infine a vere e proprie nuove localizzazioni nel nostro Paese di investitori esteri. Il Gruppo Ariston ha recentemente deciso di riportare in Italia dalla Cina e dall’Olanda alcune delle principali produzioni top di gamma, ampliando e riqualificando gli storici stabilimenti nelle Marche e concentrando tutta la propria attività di R&S nel nostro Paese. «Green Way 2025 è un programma molto ambizioso con una previsione di oltre 400 milioni di investimenti in Italia», ci dice Umberto Crovella, chief operating officer di Ariston Group. «Anche nel nostro settore il Made in Italy è un valore sempre più percepito e qualificante ed è fondamentale per noi che l’intero processo produttivo, anche quello delegato ai nostri partner industriali, sia in linea con i nostri standard qualitativi. È in quest’ottica che stiamo rafforzando le nostre filiere di subfornitura italiane e ristrutturando, soprattutto in un’ottica di transizione ecologica e digitale i nostri lay out produttivi», continua Umberto Crovella: «Abbiamo presentato ben tre Accordi di Programma al Mise, per tramite di Invitalia, cominciando già un anno fa tutte le inter-
locuzioni istituzionali del caso, ora dopo la nostra quotazione in Borsa ed anche alla luce del nostro impegno per l’assorbimento di una buona parte dei lavoratori ex Elica, ci aspettiamo risposte dal Governo in tempi rapidi e certi». «Lo stabilimento di Atessa in Abruzzo è il più importante plant industriale della Honda in Europa per la produzione di motocicli», recisa Marcello Vinciguerra, managing director Honda Italia Industriale Spa. «L’anno scorso abbiamo festeggiato i 50 anni dall’insediamento in Italia e già dal 2017 abbiamo raggiunto la produzione complessiva di un milione di pezzi del nostro modello di punta: l’SH. Oggi la Honda Italia conta 600 dipendenti (salgono a circa 900 nel periodo di alta stagione) ed ha una linea produttiva da cui possono uscire fino a 500 motocicli al giorno, numeri così lontani dai 2.800 esemplari nel primo anno (12 moto al giorno)», continua con orgoglio Marcello Vinciguerra. «Ma tutto ciò è possibile anche grazie ad una filiera di fornitori locali che sono cresciuti con noi e con i quali continuiamo ad avere un reciproco rapporto di rafforzamento delle competenze e del know how. Proprio in questi giorni stiamo verificando infatti la possibilità di costruire un vero e proprio Contratto di sviluppo di filiera che consolidi ulteriormente la nostra presenza in Abruzzo e ci permetta di crescere ancora nei numeri e nella qualità dei nostri prodotti». «Il settore del turismo è probabilmente uno di quelli che ha sofferto maggiormente per le conseguenze della pandemia». Comincia così Marcello Mangia, presidente Aeroviaggi SpA: «Ci siamo ritrovati in pochissimi mesi a dover ripensare la nostra offerta turistica con un progetto di completa ristrutturazione di ben sei villaggi in Sicilia e Sardegna, trasformandoli in resort e spostando verso l’alto la nostra offerta. Abbiamo presentato al Mise un Accordo di Sviluppo di circa 80 milioni con investimenti infrastrutturali in linea con le nostre nuove politiche di marketing e con le aspettative della nostra clientela. Proprio in questi giorni abbiamo chiuso un importante accordo con un fondo di private equity statunitense che ci affiancherà in questo percorso, supportandoci finanziariamente, ma lasciando interamente a noi la gestione operativa. La nostra capacità di attrarre investitori esteri qualificati è la dimostrazione della bontà del nostro progetto, e la cosa ci inorgoglisce e al contempo ci responsabilizza ancor più anche nei confronti dei nostri dipendenti e dei territori nei quali siamo insediati».
SI COMINCIA AD ASSISTERE AL RAFFORZAMENTO DELLA PRESENZA IN ITALIA DI IMPRESE A CAPITALE STRANIERO

L’AUTORE, NELLO RAPINI *Partner – Financial Grants and Facilities Leader Rsm Italy