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serafina amoroso contributi di arturo blanco carmen espegel giulio giovannoni flaviano maria lorusso almudena ribot

La CittĂ Intermedia La Ciudad Intermedia Verso una nuova urbanitĂ . Proposte per il Macrolotto 1 a Prato Hacia una nueva urbanidad. Propuestas para el Macrolotto 1 en Prato


La serie di pubblicazioni scientifiche Ricerche | architettura, design, territorio ha l’obiettivo di diffondere i risultati delle ricerche e dei progetti realizzati dal Dipartimento di Architettura DIDA dell’Università degli Studi di Firenze in ambito nazionale e internazionale. Ogni volume è soggetto ad una procedura di accettazione e valutazione qualitativa basata sul giudizio tra pari affidata al Comitato Scientifico Editoriale del Dipartimento di Architettura. Tutte le pubblicazioni sono inoltre open access sul Web, per favorire non solo la diffusione ma anche una valutazione aperta a tutta la comunità scientifica internazionale. Il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze promuove e sostiene questa collana per offrire un contributo alla ricerca internazionale sul progetto sia sul piano teorico-critico che operativo. The Research | architecture, design, and territory series of scientific publications has the purpose of disseminating the results of national and international research and project carried out by the Department of Architecture of the University of Florence (DIDA). The volumes are subject to a qualitative process of acceptance and evaluation based on peer review, which is entrusted to the Scientific Publications Committee of the Department of Architecture. Furthermore, all publications are available on an open-access basis on the Internet, which not only favors their diffusion, but also fosters an effective evaluation from the entire international scientific community. The Department of Architecture of the University of Florence promotes and supports this series in order to offer a useful contribution to international research on architectural design, both at the theoretico-critical and operative levels.


ricerche | architettura design territorio


ricerche | architettura design territorio

Coordinatore | Scientific coordinator Saverio Mecca | Università degli Studi di Firenze, Italy Comitato scientifico | Editorial board Elisabetta Benelli | Università degli Studi di Firenze, Italy; Marta Berni | Università degli Studi di Firenze, Italy; Stefano Bertocci | Università degli Studi di Firenze, Italy; Antonio Borri | Università di Perugia, Italy; Molly Bourne | Syracuse University, USA; Andrea Campioli | Politecnico di Milano, Italy; Miquel Casals Casanova | Universitat Politécnica de Catalunya, Spain; Marguerite Crawford | University of California at Berkeley, USA; Rosa De Marco | ENSA Paris-LaVillette, France; Fabrizio Gai | Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Italy; Javier Gallego Roja | Universidad de Granada, Spain; Giulio Giovannoni | Università degli Studi di Firenze, Italy; Robert Levy| Ben-Gurion University of the Negev, Israel; Fabio Lucchesi | Università degli Studi di Firenze, Italy; Pietro Matracchi | Università degli Studi di Firenze, Italy; Saverio Mecca | Università degli Studi di Firenze, Italy; Camilla Mileto | Universidad Politecnica de Valencia, Spain | Bernhard Mueller | Leibniz Institut Ecological and Regional Development, Dresden, Germany; Libby Porter | Monash University in Melbourne, Australia; Rosa Povedano Ferré | Universitat de Barcelona, Spain; Pablo RodriguezNavarro | Universidad Politecnica de Valencia, Spain; Luisa Rovero | Università degli Studi di Firenze, Italy; José-Carlos Salcedo Hernàndez | Universidad de Extremadura, Spain; Marco Tanganelli | Università degli Studi di Firenze, Italy; Maria Chiara Torricelli | Università degli Studi di Firenze, Italy; Ulisse Tramonti | Università degli Studi di Firenze, Italy; Andrea Vallicelli | Università di Pescara, Italy; Corinna Vasič | Università degli Studi di Firenze, Italy; Joan Lluis Zamora i Mestre | Universitat Politécnica de Catalunya, Spain; Mariella Zoppi | Università degli Studi di Firenze, Italy


serafina amoroso contributi di arturo blanco carmen espegel giulio giovannoni flaviano maria lorusso almudena ribot

La CittĂ Intermedia La Ciudad Intermedia Verso una nuova urbanitĂ . Proposte per il Macrolotto 1 a Prato Hacia una nueva urbanidad. Propuestas para el Macrolotto 1 en Prato


Il volume è l’esito di un progetto di ricerca condotto dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze. La pubblicazione è stata oggetto di una procedura di accettazione e valutazione qualitativa basata sul giudizio tra pari affidata dal Comitato Scientifico del Dipartimento DIDA con il sistema di blind review. Tutte le pubblicazioni del Dipartimento di Architettura DIDA sono open access sul web, favorendo una valutazione effettiva aperta a tutta la comunità scientifica internazionale.

in copertina Containers, Macrolotto 1 (Prato). Foto: Serafina Amoroso

progetto grafico

didacommunicationlab Dipartimento di Architettura Università degli Studi di Firenze Susanna Cerri Gaia Lavoratti

didapress Dipartimento di Architettura Università degli Studi di Firenze via della Mattonaia, 8 Firenze 50121 © 2019 ISBN 978-88-3338-077-3

Stampato su carta di pura cellulosa Fedrigoni Arcoset


indice

Introduzione | Introducción Serafina Amoroso

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Progetti | Proyectos

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Breve presentazione Breve presentación Serafina Amoroso

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Centro-Lotto Gruppo 1 | Grupo 1

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Prato Land Art Gruppo 2 | Grupo 2

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Strips’: dalla strada alla città (e viceversa) ‘Strips’: de la calle a la ciudad (y viceversa) Gruppo 3 | Grupo 3

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Densità (urbana e sociale) Densidad (urbana y social) Gruppo 4 | Grupo 4

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Riflessioni | Reflexiones Learning from Macrolotto 1 ovvero: cosa si può fare con la città di Prato? Learning from Macrolotto 1 es decir: ¿qué se puede hacer con la ciudad de Prato? Serafina Amoroso

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Pezzi di ‘città generica’. Intervenire su strutture post-industriali produttive. Il Macrolotto 1 a Prato 83 Pedazos de ‘ciudad genérica’. Intervención en estructuras post-industriales productivas. El Macrolotto 1 de Prato. Arturo Blanco, Carmen Espegel, Almudena Ribot


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la città intermedia | la ciudad intermedia • serafina amoroso

La Città di sopra: il Macrolotto 1 come opportunità La Ciudad de arriba: el Macrolotto 1 como oportunidad Giulio Giovannoni La terza vita di Prato, tra riparazione e forma nuova. La tessera costituente del Macrolotto 1 La tercera vida de Prato, entre reparación y nueva forma. La tesela constitutiva del Macrolotto 1 Flaviano Maria Lorusso

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Conclusioni | Conclusiones

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Il senso della possibilità El sentido de la posibilidad Serafina Amoroso

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Testo dell’intervista rilasciata da Valerio Barberis, Assessore Urbanistica e Lavori pubblici del comune di Prato | Texto de la entrevista concedida por Valerio Barberis, Concejal de Urbanismo y Obras Públicas del Ayuntamiento de Prato


serafina amoroso

La CittĂ Intermedia La Ciudad Intermedia Verso una nuova urbanitĂ . Proposte per il Macrolotto 1 a Prato Hacia una nueva urbanidad. Propuestas para el Macrolotto 1 en Prato


titolo saggio โ€ข nome cognome

Introduzione Introducciรณn

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la città intermedia | la ciudad intermedia • serafina amoroso


introduzione | introducción Serafina Amoroso

Le ragioni del workshop internazionale ‘La città intermedia’: una breve premessa Il presente volume raccoglie i risultati del Workshop internazionale di progettazione ‘La città intermedia. Verso una nuova urbanità. Proposte per il Macrolotto 1 a Prato’ — organizzato dal DIDA di Firenze in collaborazione con il DPA della ETSAM, con il sostegno di CONSER ed il patrocinio del Comune di Prato — che ha visto il coinvolgimento di un gruppo di docenti del DIDA (Dipartimento di Architettura) della Scuola di Architettura di Firenze e del DPA (Departamento de Proyectos Arquitectónicos) de la Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid1, e di un gruppo di studenti provenienti da entrambe le Scuole appena menzionate (9 italiane/i e 14 spagnole/i). Il workshop, che si è svolto dal 2 al 6 ottobre 2017 presso la Scuola di Architettura di Firenze ed i cui esiti sono stati presentati pubblicamente il 7 ottobre 2017 presso l’Urban center di Palazzo Pacchiani a Prato, ha portato all’eHanno partecipato al Workshop, in qualità di tutors, i seguenti docenti: Serafina Amoroso (DIDA), Arturo Blanco Herrero (ETSAM), Carmen Espegel Alonso (ETSAM), Giulio Giovannoni (DIDA), Flaviano Maria Lorusso (DIDA), Almudena Ribot Manzano (ETSAM). 1

Las razones del taller Internacional ‘La Ciudad Intermedia’: una breve presentación El presente volumen recoge los resultados del Taller Internacional ‘La Ciudad Intermedia. Hacia una nueva urbanidad. Propuestas para el Macrolotto 1 en Prato’ — organizado por el DIDA de Florencia en colaboración con el DPA de la ETSAM, con el apoyo de CONSER y el patrocinio del Ayuntamiento de Prato — que vio la participación de un grupo de profesores del DIDA (Departamento de Proyectos) de la Escuela de Arquitectura de Florencia y del DPA (Departamento de Proyectos Arquitectónicos) de la Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid1, y de un grupo de alumnos procedentes de las dos escuelas mencionadas anteriormente (9 italianas/os y 14 españolas/es). El taller, que tuvo lugar entre el 2 y el 6 de octubre de 2017 en la Escuela de Arquitectura de Florencia y cuyos resultados se presentaron públicamente el 7 de oc1 Participaron en el Taller, como tutores del mismo, los profesores que se nombran a continuación: Serafina Amoroso (DIDA), Arturo Blanco Herrero (ETSAM), Carmen Espegel Alonso (ETSAM), Giulio Giovannoni (DIDA), Flaviano Maria Lorusso (DIDA), Almudena Ribot Manzano (ETSAM).


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la città intermedia | la ciudad intermedia • serafina amoroso

laborazione di quattro visioni/proposte progettuali che riflettono su quale potrebbe essere il ruolo del Macrolotto 1 a Prato nella configurazione e creazione di nuove centralità e spazialità urbane dotate di standards elevati dal punto di vista spaziale (qualità architettonica), prestazionale (efficienza energetica) ed ambientale (sostenibilità). Il workshop, inoltre, si inserisce nell’ambito di un quadro più ampio di iniziative (proposte progettuali sviluppate durante corsi di laurea, seminari, laboratori, progetti di ricerca, dottorati, tesi di laurea, congressi), promosse e portate avanti dall’Amministrazione comunale di Prato in collaborazione con progettisti, intellettuali2 ed istituzioni universitarie italiane ed europee, che hanno reso possibile il confronto di quella pratese con altre realtà ed esperienze internazionali, fornendo numerosi spunti di riflessione. I risultati di questi lavori hanno conseguentemente apportato nuove idee che sono state recepite all’interno del percorso partecipativo, denominato ‘Prato al Futuro’, per la redazione del nuovo Piano Operativo Comunale, che è stato adottato in Consiglio Comunale il 16 settembre 2018 ed approvato il 14 marzo 2019.

tubre de 2017 en el Urban Center de Palazzo Pacchiani en Prato, llevó a la elaboración de cuatro visiones / propuestas de proyectos que reflexionan sobre el rol potencial del Macrolotto 1 de Prato en la configuración y creación de nuevas centralidades y espacialidades urbanas con altos estándares a nivel espacial (calidad arquitectónica), de rendimiento (eficiencia energética) y ambiental (sostenibilidad). Además, el taller forma parte de un marco más amplio de iniciativas (propuestas de proyectos desarrolladas durante cursos de grado, seminarios, laboratorios, proyectos de investigación, doctorados, proyectos fin de carrera, congresos), promovidos y llevados a cabo por la Administración municipal de Prato en colaboración con arquitectos, intelectuales2 e instituciones universitarias italianas y europeas, que han hecho posible comparar la de Prato con otras realidades y experiencias internacionales, proporcionando numerosos elementos sobre los que reflexionar. Consecuentemente, los resultados de estos trabajos han aportado nuevas ideas que se han incorporado dentro del proceso participativo, denominado ‘Prato al Futuro’, para la redacción del nuevo Piano Operativo, adoptado por el Pleno Municipal

2 Per ulteriori approfondimenti sul coinvolgimento e contributo di esperti esterni al gruppo di lavoro del Comune di Prato che ha redatto il Piano Operativo, si vedano, tra i tanti: Marchesini E. 2018, Rigenerazione edilizia, riuso e green fulcro della nuova Prato, «Il Sole 24 ore», <https://www. ilsole24ore.com/art/rigenerazione-edilizia-riuso-e-green-fulcro-nuova-prato-AEFyP4HG> (07/19); Franzoia E. 2019, Prato futura, città verde e policentrica, «Abitare», <http://www.abitare.it/it/habitat/urban-design/2019/02/17/ prato-piano-operativo-riconversione/> (07/19).

2 Para más detalles sobre la contribución de expertos externos al equipo de trabajo del Ayuntamiento de Prato que redactó el Piano Opertativo, véanse, entre otros: Marchesini E. 2018, Rigenerazione edilizia, riuso e green fulcro della nuova Prato, «Il Sole 24 ore», <https://www.ilsole24ore. com/art/rigenerazione-edilizia-riuso-e-green-fulcro-nuova-prato-AEFyP4HG> (07/19); Franzoia E. 2019, Prato futura, città verde e policentrica, «Abitare», <http://www. abitare.it/it/habitat/urban-design/2019/02/17/prato-piano-operativo-riconversione/> (07/19).


introduzione • serafina amoroso

La decisione, dunque, di organizzare un workshop internazionale, scegliendo il Macrolotto 1 come area progettuale di studio, è stata sollecitata dall’amministrazione comunale di Prato, in quanto consapevole del fatto che in questo comparto urbano è possibile sperimentare nuovi modelli di resilienza urbana, di mobilità, di mix funzionali, i cui effetti (in termini sociali, funzionali, spaziali) coinvolgerebbero non soltanto gli utenti del Macrolotto, ma anche gli abitanti delle aree urbane limitrofe. L’intero contesto urbano pratese è dotato di una dimensione molto peculiare, caratterizzata, da un lato, dalla compresenza di una grande varietà di ‘paesaggi’ urbani (il centro storico, la città in espansione, le ‘frazioni’ ed i centri minori consolidati, il paesaggio agrario, le aree industriali) e, dall’altro, dall’assenza di una periferia propriamente detta (grazie alla forte dimensione identitaria, sia sul piano spaziale che sociale, delle unità storiche consolidate che ne compongono la struttura). Questa situazione conferisce al territorio pratese una configurazione policentrica, i cui aspetti meritano di essere approfonditi nei paragrafi successivi, al fine di esplicitare ulteriormente le ragioni del workshop.

el día 16 de septiembre de 2018 y aprobado el 14 de marzo de 2019. La decisión, por tanto, de organizar un taller internacional, eligiendo el Macrolotto 1 como emplazamiento del proyecto y área de estudio, fue solicitada por la propia administración municipal de Prato, siendo consciente de que en este sector urbano es posible experimentar nuevos modelos de resiliencia urbana, de movilidad, de mezclas funcionales, cuyos efectos (en términos sociales, funcionales, espaciales) involucrarían no sólo a los usuarios del Macrolotto, sino también a los habitantes de las áreas urbanas colindantes. Todo el contexto urbano de Prato tiene una dimensión muy peculiar, caracterizada, por un lado, por la coexistencia de una gran variedad de ‘paisajes’ urbanos (el centro histórico, la ciudad en expansión, las ‘aldeas’ y los centros consolidados más pequeños, el paisaje agrario, las áreas industriales) y, por el otro, por la ausencia de una periferia propiamente dicha (gracias a la fuerte identidad, tanto espacial como social, de las unidades históricas consolidadas que forman su estructura). Esta situación otorga al territorio de Prato una configuración policéntrica, cuyos aspectos merecen ser profundizados en los siguientes párrafos, con el fin de explicar con mayor detalle las razones del taller.

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Breve descrizione della struttura urbana e territoriale di Prato La dimensione urbana della città-fabbrica è stata da sempre parte integrante della storia di Prato, ma sia il volto della città che quello dei suoi distretti produttivi sta cambiando profondamente. Le nuove sfide lanciate da questa evoluzione che proietta Prato verso il futuro non possono ignorare il destino sia del Distretto Tessile che del Pronto Moda (un nuovo distretto delle cui dinamiche i Macrolotti 1 e 2 sono i principali protagonisti), fortemente collegato alla presenza della comunità cinese. In particolare, il Macrolotto 1 si sta progressivamente specializzando nella commercializzazione del prodotto, rendendo sempre più plausibile l’ipotesi, già formulata nell’ambito degli indirizzi programmatici per la formazione del nuovo Piano Operativo, di sviluppare luoghi specifici per l’esposizione del prodotto. Sul piano spaziale, si tratta di aree in cui emerge un nuovo connubio inter-scalare tra elementi artificiali e naturali, tra elementi infrastrutturali ed inserti verdi (naturalizzati e/o agricoli) ed urbanizzati, tra una rete di relazioni intangibili ed immateriali (economiche, commerciali) che si sviluppano ad una scala transnazionale e globale e le loro ricadute (spaziali e tangibili) alla scala locale. Tutti questi elementi configurano il distretto pratese del Pronto Moda come un potenziale contesto ‘allargato’ della città di Prato, all’interno del quale il Macrolotto 1 può assumere un ruolo molto importante, in particolare nell’ambito delle future strategie di sviluppo sostenibile dell’intera città.

Breve descripción de la estructura urbana y territorial La dimensión urbana de la ciudad-fábrica desde siempre ha formado parte integrante de la historia de Prato, pero el aspecto tanto de la ciudad como de sus distritos de producción está cambiando profundamente. Los nuevos retos que plantea esta evolución que proyecta Prato hacia el futuro no puede ignorar el destino tanto del Distrito Textil como del Pronto Moda (un nuevo distrito cuyas dinámicas están protagonizadas por los Macrolotti 1 y 2), fuertemente relacionado con la presencia de la comunidad china. Específicamente, el Macrolotto 1 se está especializando progresivamente en la comercialización de productos, haciendo cada vez más plausible la hipótesis, ya formulada bajo las directrices programáticas finalizadas a la formación del nuevo Piano Operativo, de que hace falta desarrollar lugares específicos para la exposición del producto. A nivel espacial, éstas son áreas en las que emerge una nueva unión interescalar entre elementos artificiales y naturales, entre elementos infraestructurales e insertos verdes (naturalizados y/o agrícolas) y urbanizados, entre una red de relaciones intangibles e inmateriales (económicas, comerciales) que se desarrollan a escala transnacional y global y sus efectos (espaciales y tangibles) a escala local. Todos estos elementos configuran el distrito del Pronto Moda en Prato como un potencial contexto ‘expandido’ de la ciudad, en el cual el Macrolotto 1 puede jugar un papel muy importante, especialmente en el ámbito


1. Mappa dei sistemi ambientali (fonte: comune di Prato) | Mapa de los sistemas ambientales (fuente: ayuntamiento de Prato)

Sistema ambientale | Sistema ambiental Sistema della produzione | Sistema de la producción Sistema dei luoghi centrali | Sistema de los espacios centrales Sistema della residenza | Sistema de las viviendas

La struttura urbana di Prato3 (Figg. 1-2) è caratterizzata dalla compresenza di sistemi insediativi lineari e di elementi puntuali, che configurano una dimensione urbana policentrica, già riconosciuta, anche a livello di pianificazione, a partire dal piano Bardazzi Savioli (1954-1956), e confermata successivamente dal piano Secchi (1993/1996) e dal piano strutturale attuale. Il sistema territoriale, che quasi senza soluzione di continuità si salda a quello di Firenze, è pertanto caratterizzato da una costellazione di piccoli e grandi nodi — tra i quali emergono le enclaves urbane dei tre macrolotti industriali — cui si sovrappone una rete di sistemi lineari: in direzione nord-est / sud-o-

de las estrategias futuras para el desarrollo sostenible de toda la ciudad. La estructura urbana de Prato3 (Imgg. 1-2) se caracteriza por la presencia simultánea de sistemas de asentamiento tanto lineales como nodales, que configuran una dimensión urbana policéntrica, ya identificada, a nivel de ordenación urbana, desde el Plan Bardazzi Savioli (1954-1956), y posteriormente confirmada por el plan Secchi (1993/1996) y por el actual plan estructural de ordenación. El sistema territorial, que casi ininterrumpidamente se junta con el de Florencia, está por tanto caracterizado por una constelación de pequeños y grandes nodos — entre los que emergen los

3 Prato è una città dalla tradizione manifatturiera antica, che già in epoca medievale contava con un centro densamente popolato ed attivo e la cui produzione tessile ha assunto, già dal 1788, una dimensione commerciale di portata internazionale.

3 Prato es una ciudad con un historial industrial relacionado con los sectores de las manufacturas, que ya en la Edad Media tenía un centro densamente poblado y activo y cuya producción textil ha asumido, desde 1788, un alcance comercia internacional.


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2. Il macrolotto 1 nel sistema territoriale pratese (elaborazione propria) | El Macrolotto 1 en el sistema territorial de Prato (elaboración propia) Centro storico | Centro histórico Fiume Bisenzio | Rio Bisenzio Area Ex Banci | Área Ex Banci Macrolotto 1 | ‘Macrolotto’ 1 Macrolotti indutriali | ‘Macrolotti’ industrailes Macrolotto zero | ‘Macrolotto’ 0 Autostrada | Autopista Linea ferrovairia | Línea de ferrocarril Stazione | Estación de trenes Declassta | ‘Declassata’ Assi viarii | Ejes viarios

vest, gli assi trasversali di Via Roma, Via Giuseppe Valentini, Viale della Repubblica e la direttrice Via J. P. Monnet/Via Pietro Nenni; in direzione nord-ovest / sud-est, la linea ferroviaria, l’autostrada A11, gli assi di Via Galcianese, Via Pistoiese ed, infine, Viale Leonardo da Vinci, ovvero la Declassata (Fig. 2). Lungo il percorso di quest’ultima (un tempo autostrada, oggi tangenziale urbana ‘declassata’ già intorno al 1954-56 in concomitanza con il piano Savioli, a seguito dello spostamento del tratto autostradale urbano a sud in territori agricoli), emergono due nodalità urbane importanti: quella del Museo Pecci (Centro per l’arte contemporanea) e quella dell’area Ex Banci (un insediamento industriale attualmente dismesso di circa 67.000 mq)4. 4

Sulla Ex Banci venne realizzato uno studio nel 2005

enclaves urbanos de los tres asentamientos industriales de los Macrolotti — a la que se superpone una red de sistemas lineales: en la dirección noreste / suroeste, los ejes viarios transversales de la Via Roma, Via Giuseppe Valentini, Viale della Repubblica y Via J.P. Monnet / Via Pietro Nenni; en la otra dirección, noroeste / sureste, la línea de ferrocarril, la autopista A11, los ejes de Via Galcianese, Via Pistoiese y finalmente Viale Leonardo da Vinci, es decir ‘la Declassata’ (Img. 2). A lo largo de la trayectoria de este último eje viario (que anteriormente era una autopista, pero ha sido convertido en una carretera tangencial urbana ya alrededor de 1954-56, en relación con el plan de ordenación urbana Savioli, como consecuencia del desplazamiento del tramo de la autopista urbana hacia el sur en los territorios agrícolas), emergen dos nodos urba-


introduzione • serafina amoroso

A partire dagli anni 70, e soprattutto nel decennio tra il 1970 ed il 1980, il volto della città è cambiato radicalmente, sia dal punto di vista fisico-spaziale che sociale e produttivo. Nuovi insediamenti industriali occupano precedenti zone agricole (Fig. 4), orientandosi secondo le giaciture del sistema rurale preesistente. Il Macrolotto 1 diventa la più grande lottizzazione industriale realizzata in Italia negli anni 80, con un’estensione complessiva di 150 ettari, occupando un’ampia zona a sud del tracciato dell’autostrada A115. Già con il piano Marconi (1961-64) e Snozzi-Somigli (1975-81), la Declassata ha cominciato ad assumere un ruolo importante nell’ambito della pianificazione comunale, che prevedeva, lungo i suoi bordi, l’insediamento di attività produttive, strutture congressuali e attrezzature culturali. Oggi questa direttrice territoriale riveste un ruolo strategico sia nelle previsioni di piano6 che nell’ambito firmato dall’architetto Massimiliano Fuksas che prevedeva la realizzazione di un centro espositivo e per congressi, hotel uffici, negozi, un parco pubblico di 8 ettari e l’ampliamento del museo Pecci (oltre alla contestuale realizzazione di una viabilità parallela alla Declassata — capace di assorbire il nuovo carico di traffico generato dalle nuove funzioni — che ne prevedeva un parziale interramento per favorire una ricucitura tra questa parte di città ed il centro storico). 5 Nel Macrolotto 1 operano attualmente oltre 700 micro e piccole imprese che danno lavoro a circa 3/4000 dipendenti. Gli oltre 200 proprietari dei terreni che vi ricadono si sono riuniti dando vita ad un unico soggetto gestore dell’area, la società Conser S.c.c.p.A., nel 1982; il Conser cura la rappresentanza ed il coordinamento dei soci nel loro rapporto con gli enti locali per le questioni relative all’area (Fonte dei dati e delle informazioni: http://www.conseronline.it). 6 Le aree industriali lungo la Declassata, infatti, possono essere destinate a funzioni di area vasta legate al settore della moda e del design (sia espositive che di commercializzazione) in una logica di sinergia con i distretti di Firenze e Scandicci.

nos importantes: el Museo Pecci (Centro para el arte contemporáneo) y el area Ex Banci (un complejo industrial actualmente en desuso de unos 67.000 metros cuadrados)4. A partir de los años 70, y especialmente en la década entre 1970 y 1980, el aspecto de la ciudad ha cambiado radicalmente, tanto física como espacial, social y productivamente. Los nuevos asentamientos industriales ocupan zonas originariamente agrícolas (Img. 4), orientándose según los patrones espaciales y la orientación del sistema rural preexistente. El Macrolotto 1 se convierte en el mayor distrito industrial realizado en Italia en los años 80, con una extensión total de 150 hectáreas, ocupando una amplia zona en el sur de la autopista A115. Ya con los planes Marconi (1961-64) y Snozzi-Somigli (1975-81), la Declassata comenzó a desempeñar un papel importante en la planificación urbana municipal, que preveía, a lo largo de sus márgenes, la localización de actividades productivas, instalaciones para 4 En el área Ex Banci se llevó a cabo un estudio en 2005 realizado por el arquitecto Massimiliano Fuksas, que preveía la construcción de un centro para exposiciones y congresos, oficinas, hoteles, tiendas, un parque público de 8 hectáreas y la extensión del museo Pecci (además de la construcción simultánea de una carretera paralela a la Declassata — capaz de absorber la nueva carga de tráfico generada por las nuevas instalaciones — que preveía un enterramiento parcial de la propia Declassata para enlazar esta parte de la ciudad con el casco antiguo). 5 En el Macrolotto 1, actualmente operan más de 700 micro y pequeñas empresas que emplean a aproximadamente 3/4000 trabajadores. Los más de 200 propietarios de los terrenos en los que se desarrolla se reunieron creando, en 1982, un solo gerente del área, la compañía Conser S.c.c.p.A. El Conser se encarga de representar y coordinar las relaciones de los socios con las instituciones locales respecto de los asuntos relacionados con el área (Fuente de datos e información: http://www.conseronline.it).

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delle strategie di mobilità a scala metropolitana e regionale. Anche la struttura agroambientale del territorio pratese (Figg. 1-3) — nelle sue varie forme (parchi, giardini, orti, etc.), sebbene si tratti fondamentalmente di verde di carattere agricolo — occupando gli interstizi urbanizzati, può potenzialmente trasformarsi in un nuovo tessuto connettivo ‘vegetale’, in un nuovo elemento insediativo capace di mettere a sistema le varie parti della città (il centro storico, i borghi storici, i sistemi paesaggistici, i parchi industriali, etc.). A questo riguardo, assume un ruolo centrale, configurandosi quasi come nuova porta di accesso al Parco della Piana, il complesso mediceo delle Cascine di Tavola. La rigenerazione e messa in valore del territorio agroforestale pratese punta a restituire alla Fattoria Medicea ed al suo territorio il ruolo di caposaldo del Parco agricolo della Piana alla scala metropolitana sia attraverso il recupero e lo sviluppo in termini innovativi delle funzioni agricole che sperimentando nuove forme di loisir. Le misure di compensazione messe a punto dalle impostazioni strategiche della pianificazione in atto puntano alla salvaguardia di questi elementi di connessione ed all’incremento e valorizzazione dello spazio pubblico. Si inserisce in quest’ottica anche la previsione di trasformare i Macrolotti industriali in comparti green7, in cui sarà possibile esplorare soluzio7 In riferimento a quest’ultimo aspetto, è bene sottolineare che, nell’ambito delle strategie per il miglioramento energetico ed ambientale nel quadro del protocollo APEA

congresos y culturales. Hoy en día, este eje viario territorial juega un papel estratégico tanto en las previsiones del plan de ordenación urbana6 como en el marco de las estrategias de movilidad metropolitana y regional. También la estructura del sistema de las áreas verdes en el territorio de Prato (Imgg. 1-3) — en sus diversas formas (parques, jardines, huertos, etc.), aunque esté básicamente caracterizado por la presencia de áreas agrícolas — al ocupar los intersticios urbanos podría facilitar la conexión peatonal entre las distintas partes de la ciudad (el centro histórico, las aldeas históricas, los sistemas de los parques urbanos, etc.). En este sentido, el conjunto Medíceo de ‘le Cascine di Tavola’ juega un papel central, convirtiéndose casi en una nueva puerta de entrada al ‘Parco della Piana’. La regeneración y valoración de la zona agroforestal de Prato pretende devolver a la Fattoria Medicea y a su territorio el papel de baluarte del ‘Parco agricolo della Piana’ a escala metropolitana tanto a través de la recuperación y desarrollo en términos innovadores de las funciones agrícolas como experimentando nuevas formas de loisir. Las medidas de compensación desarrolladas por los actuales escenarios de planificación estratégica se centran en la salvaguardia de estos elementos de conexión y en el aumento y me6 Las zonas industriales a lo largo de la Declassata, de hecho, se pueden destinar a funciones a la escala territorial (vinculadas tanto con la exposición como con la comercialización del producto) relacionadas con la moda y el diseño en una lógica que incluye acciones sinérgicas conjuntas con los distritos de Florencia y Scandicci


introduzione • serafina amoroso

ni finalizzate al risparmio energetico, alla produzione piuttosto che al consumo di energia, ed alla riduzione dell’effetto ‘isola di calore’. Un ruolo a sé stante riveste l’area del Macrolotto zero, che, sulla base delle analisi delle recenti evoluzioni del tessuto economico del territorio pratese, possiede le potenzialità necessarie per essere trasformato in un vero e proprio creative district o cultural quarter, secondo quanto già ipotizzato dagli indirizzi programmatici del nuovo Piano Operativo. Un altro importante elemento della struttura urbana pratese è dato dalla presenza dell’acqua: il fiume Bisenzio costituisce l’elemento lineare che ha storicamente determinato il destino produttivo della città, a cui bisogna aggiungere il complesso sistema idraulico delle gore (Fig. 3), con cui le sue acque sono state irregimentate e deviate per rifornire le attività agricole e manifatturiere8. Il Macrolotto 1: alcune considerazioni preliminari Il Macrolotto 1 (Fig. 4) appartiene ad una categoria ambigua di aree, quelle della città ‘intermedia’ — prendendo in prestito la definizione che ne dà Maurizio Bradaschia (2003) (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate), il distretto del Macrolotto 1 si è già dotato di un impianto idrico di riciclo centralizzato: la produzione di acqua riciclata proveniente dai reflui civili ed industriali è distribuita attraverso un acquedotto industriale ed antincendio di 12 km ed è utilizzata nel ciclo produttivo tessile, come presidio antincendio, nelle torri di raffreddamento e nei servizi igienici del centro direzionale. 8 Ben 53 km di gore alla fine del 1200 alimentavano circa 260 edifici. Oggi, la maggior parte di questo circuito idraulico risulta tombata.

jora del espacio público. En este mismo marco hay que incluir también la previsión de transformación de los Macrolotti en polígonos industriales green,7 en los que se hará posible explorar soluciones finalizadas al ahorro y producción, más bien que al consumo, de energía, y a la reducción del efecto ‘isla de calor’. El área del Macrolotto zero se destaca por desempeñar un papel independiente y especifico, ya que tiene el potencial de transformarse en un verdadero distrito creativo y barrio cultural sobre la base del análisis de la evolución reciente del tejido económico del territorio de Prato, como ya había sido formulado en las directrices programáticas del nuevo Piano Operativo. Otro elemento importante de la estructura urbana de Prato es la presencia del agua: el río Bisenzio constituye el elemento lineal que ha históricamente determinado el destino productivo de la ciudad, al que hay que sumar el complejo sistema hidráulico de ‘le gore’ (Img. 3), a través del cual las aguas del río han sido manipuladas y desviadas para abastecer las actividades agrícolas y manufactureras.8

7 Con referencia a este último aspecto, merece la pena señalar que, en el marco de las estrategias de mejora energética y ambiental del protocolo APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate), el distrito del Macrolotto 1 se ha ya equipado con un sistema centralizado de reciclado de agua: la producción de agua de reciclado procedente de aguas residuales civiles e industriales se distribuye a través de un acueducto industrial y antincendios de 12 km, y se utiliza en el ciclo de producción textil, así como para las instalaciones antiincendios, las torres de refrigeración y las instalaciones sanitarias del centro direccional. 8 Casi 53 km de gore a finales de 1200 abastecían 260 edificios. En la actualidad, la mayoría de los tramos de este circuito hidráulico está enterrada.

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3. Il sistema agroambientale (elaborazione propria) | El sistema agroambiental (elaboración propia)

Centro storico | Centro histórico Fiume Bisenzio | Rio Bisenzio Sistema delle gore | Sistema de ‘le gore’ Macrolotto 1 | ‘Macrolotto’ 1 Struttura agroambientale | Estructura agroambiental Verde urbano | Áreas verdes urbanas Autostrada | Áreas verdes urbanas Ingresso area Parco Cascine di Tavola | Acceso al área del Parque Cascine di Tavola Linea ferrovairia | Línea de ferrocarril Stazione | Estación de trenes Declassta | ‘Declassata’ Assi viarii | Ejes viarios

— in cui possono prendere forma nuove urbanità che, pur rientrando nella dimensione transnazionale delle ‘geografie inter-città’ teorizzate da Saskia Sassen (2005, 2006, 2010) — in cui al contesto urbano locale si sovrappone una rete di relazioni intangibili ed immateriali — restano profondamente ancorate alle dinamiche determinate dalla gestione locale delle ricadute spaziali derivanti sia da attività economiche formali ed informali che dalla coesistenza di una dimensione multi-culturale9. Ma le potenzialità di trasformazione del Macrolotto 1 si iscrivono anche in un’altra dimensione, quella di un nuovo tema progettuale per l’architettura del XXI secolo: la terziarizzazio9 Il 15% dei residenti del comune di Prato è straniera, per lo più cinese, come esito di un forte fenomeno migratorio che a partire dagli anni 90 ha portato all’insediamento di circa 100 etnie diverse sul territorio pratese.

El Macrolotto 1: algunas consideraciones preliminares El Macrolotto 1 (Img. 4) pertenece a una categoría ambigua de áreas, las de la ciudad ‘intermedia’ — tal y como las definiría Maurizio Bradaschia (2003) — donde pueden surgir nuevas urbanidades que, a pesar de tener la dimensión transnacional de las ‘geografías inter-ciudad’ teorizadas por Saskia Sassen (2005, 2010) — en las que al contexto urbano local se superpone una red de relaciones intangibles e inmateriales — permanecen profundamente ancladas a las dinámicas de la gestión local de las relaciones espaciales resultantes de las actividades económicas formales e informales, así como a la coexistencia de una dimensión multicultural9. 9

El 15% de los residentes en Prato son extranjeros, en su


4. Sviluppo dellâ&#x20AC;&#x2122;area del Macrolotto 1 (fonte: comune di Prato) | Desarrollo del ĂĄrea del Macrolotto 1 (fuente: ayuntamiento de Prato)


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5. Via Toscana (settembre 2017) | Via Toscana (septiembre 2017)

ne dei distretti industriali e tutto quello che ciò comporta, ovvero la re-invenzione di spazi un tempo marginali e che oggi, essendo in corso di trasformazione e sfidando, pertanto, le categorie classificatorie tradizionali, si muovono quasi ai limiti della legalità e reclamano un nuovo ruolo urbano. Nel caso del Macrolotto 1 la sfida progettuale risiede, inoltre, in una questione di scala: con il suo perimetro da castrum romano definito dalla immensa mole orizzontale dei suoi capannoni e dal reticolo delle sue strade — la cui sezione trasversale appare talvolta ‘sovradimensionata’, rispetto alle esigenze strettamente funzionali ed ‘ufficiali’ dell’area (Figg.

Sin embargo, el potencial de transformación del Macrolotto 1 está también inscrito en otra dimensión, la de un nuevo tema de diseño para la arquitectura del siglo XXI: la terciarización de los distritos industriales y todo lo que conlleva, es decir la reinvención de espacios que, hace tiempo, eran marginales y que, hoy en día, encontrándose en proceso de transformación y desafiando, por lo tanto, las categorías de clasificación tradicionales, se mueven casi en los límites de la legalidad y reclaman un nuevo rol urbano. mayoría chinos, como resultado de un fuerte fenómeno migratorio que, desde los años 90, ha hecho que casi 100 etnias diferentes se instalaran en su territorio.


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6. Via del Molinuzzo (settembre 2017) | Via del Molinuzzo (septiembre 2017)

5-6), a tal punto da essere utilizzata ed ‘attivata’ da usi ‘informali’, come la vendita al dettaglio di prodotti agricoli o lo street-food (Fig. 7) — il Macrolotto 1 genera una sensazione di straniamento urbano che invita ad un possibile ripensamento delle dinamiche di funzionamento della relazione tra produzione, commercializzazione e consumo. Entrano in gioco nuove variabili, come quelle legate ai rapporti (non solo dimensionali) fra programmi ed usi (che richiedono flessibilità, ibridazione, capacità di adattamento dei contenitori, degli spazi e degli elementi impiantistici e strutturali che li configurano), l’introduzione di una particolare sensibilità ed attenzione nei

En el caso del Macrolotto 1, el desafío proyectual también radica en una cuestión de escala: con su perímetro de castrum romano definido por el inmenso volumen horizontal de sus naves y la retícula de sus calles — cuya sección transversal a veces aparece ‘sobredimensionada’, en comparación con las necesidades estrictamente funcionales y ‘oficiales’ del área (Imgg. 5-6), hasta el punto de ser utilizada y ‘activada’ por usos ‘informales’, como la venta al por menor de productos agrícolas o comida callejera (Img. 7) — el Macrolotto 1 genera un sentimiento de alienación urbana que invita a reflexionar sobre un posible replanteamiento de las propias dinámicas de funciona-

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7. Via Gora del Pero (settembre 2017) | Via Gora del Pero (septiembre 2017)

confronti del risparmio energetico (che comprende anche la produzione, distribuzione e gestione delle risorse energetiche necessarie). Nell’ambito di un sistema multicentrale e policentrico come quello della realtà pratese, il Macrolotto 1 si configura come un potenziale contesto ‘allargato’ della città, all’interno del quale si possono mettere in pratica delle strategie progettuali (basate sul riciclaggio creativo del costruito e sulla realizzazione di spazi pubblici e collettivi) in grado di migliorare le potenzialità di adattamento ai cambiamenti in atto e futuri, ovvero la resilienza di tutto il sistema urbano-territoriale. Creare città laddove in un passato recente c’e-

miento de la relación entre producción, comercialización y consumo. Entran, por tanto, en juego nuevas variables, como las vinculadas con las relaciones (no sólo dimensionales) entre programas y usos (que requieren flexibilidad, hibridación, adaptabilidad de los contenedores, de los espacios, de las instalaciones y de los elementos estructurales que los configuran), la introducción de una especial sensibilidad y atención hacia el ahorro de energía (que también incluye la producción, distribución y gestión de los recursos energéticos necesarios). En el ámbito de un sistema multicéntrico y policéntrico como el de la realidad actual en


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ra dell’altro — ovvero aree e distretti fortemente infrastrutturati, esito dei processi di zonizzazione e di un certo modo di fare urbanistica, che però si sono fisiologicamente evolute verso nuove forme e configurazioni urbane (in definitiva, aree sulle quali l’architettura ed il progetto hanno molto da fare e da proporre) — apre nuove prospettive a inedite forme di socializzazione e vita associata che comprendono, attraverso l’uso di tipologie ibride, la coesistenza di attività produttive/commerciali/ terziarie e residenziali. Il Macrolotto 1 presenta, inoltre, delle specificità di rilievo che dipendono da molti fattori; in primo luogo, non si tratta di un contesto industriale in via di dismissione, bensì piuttosto in via di trasformazione: grandi contenitori spaziali concepiti per un determinato tipo di programmi funzionali si preparano a ospitarne di nuovi, passando dalla produzione alla commercializzazione del prodotto. Si tratta, inoltre, di un contesto urbano vivo, con ritmi differenziati in base alle ore della giornata, ma, ciononostante, sempre brulicante di vita. Pertanto, qualunque proposta progettuale è chiamata a lavorare su questi dati, a considerarli come valori e/o vincoli che devono essere trasformati in pretesti progettuali. Si tratta di luoghi idonei ad un nuovo tipo di distretto industriale e, perché no, ad un nuovo tipo di città, in cui possono convivere, da un lato, spazi di servizio, legati alla produzione ed alla logistica, con, dall’altro, spazi ricreativi, ludici (la cui presenza renderebbe conseguentemente meno passivi ed onerosi i preceden-

Prato, el Macrolotto 1 se configura como un potencial contexto urbano ‘expandido’, dentro del cual se puede actuar a través de estrategias de diseño (basadas en el reciclaje creativo del patrimonio existente construido y la realización de espacios públicos y colectivos) que puedan mejorar el potencial de adaptación a los cambios actuales y futuros, es decir, la resiliencia de todo el sistema urbano-territorial. Crear contexto urbano donde, en el pasado reciente, había otra cosa — es decir, áreas y distritos altamente infraestructurados (resultado de los procesos de zonificación y de ciertas maneras de hacer urbanismo) que, sin embargo, han evolucionado fisiológicamente hacia nuevas formas y configuraciones urbanas (áreas en las que, finalmente, la arquitectura y el proyecto tienen mucho que hacer y proponer) — abre nuevas perspectivas a nuevas formas de socialización y vida asociada que incluyen, a través del uso de tipologías híbridas, la coexistencia de actividades productivas/comerciales/ terciarias y residenciales. El Macrolotto 1, además, presenta especificidades importantes que dependen de muchos factores; en primer lugar, no se trata de un contexto industrial en curso de desmantelamiento, sino en curso de transformación: los grandes contenedores espaciales diseñados para cierto tipo de programas funcionales se están preparando para albergar otros nuevos, pasando de la producción a la distribución del producto. Además, es un contexto urbano vivo, con ritmos diferenciados, en función de la hora del día, pero, sin embargo, siempre lleno de vida.

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ti) ed addirittura residenziali. Offrire alla città di Prato un distretto industriale dell’ambito tessile rinnovato ovvero rifondato su basi completamente nuove è una scelta non solo intelligente ma anche necessaria, proprio in virtù delle grandi trasformazioni che stanno avvenendo in altre parti della città e che sono destinate ad attrarre (perché ne soddisfano le esigenze) nuovi utenti, nuove generazioni. In altre zone di Prato si stanno già sperimentando nuove forme della città post-industriale10, all’interno delle quali sono già comparse nuove modalità di convivenza fra funzioni ed usi, un tempo separati da una rigida zonizzazione (la residenza, l’industria creativa, altre forme ed iniziative imprenditoriali che a volte non hanno nemmeno bisogno di uno spa-

Si definisce città post-industriale la città che ha subito trasformazioni radicali nella sua configurazione come conseguenza dei profondi cambiamenti, verificatisi nei modelli di organizzazione sociale ed economica, della società post-industriale; quest’ultimo concetto è stato utilizzato per la prima volta dai sociologi Alain Touraine (1969) e Daniel Bell (1973) all’inizio degli anni 70 per definire un nuovo tipo di società, all’epoca ancora in processo di formazione, in funzione delle rapide trasformazioni che si stavano verificando nelle forme di produzione. Ai due autori interessava soprattutto insistere sull’esistenza di un importante punto di inflessione, di una profonda differenza tra un prima ed un dopo, ma, al di là delle divergenze concettuali fra le due definizioni proposte (a Touraine interessava di più porre l’accento sul ‘post’, mentre a Bell su ‘industriale’), entrambi non potevano immaginare/prevedere quella che sarebbe stata la reale portata del fenomeno, che era destinato a diventare un processo di trasformazione molto più radicale, coinvolgendo non soltanto i modi di produzione, ma anche i modelli di regolamentazione economica, i modi di sviluppo non solo economici ma anche sociali e culturali. Per ulteriori approfondimenti, si vedano: la voce ‘società postindustriale’ sull’enciclopedia Treccani online (URL:http://www.treccani.it/enciclopedia/societa-postindustriale_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/); Bell D. 1973,The coming of post-industrial society: a venture in social forecasting, Basic, New York; Touraine, A.1969, La société post-industrielle, Denoël, Paris.

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Por tanto, cualquier propuesta de proyecto está llamada a trabajar con estos datos, a considerarlos como valores y/o restricciones que deben transformarse en pretextos proyectuales. Se trata de lugares adecuados para un nuevo tipo de distrito industrial y, por qué no, para un nuevo tipo de ciudad, en la que pueden coexistir, por un lado, los espacios de servicio, vinculados a la producción y la logística, con, por el otro lado, espacios recreativos, lúdicos (cuya presencia, como consecuencia, haría que los anteriores sean menos pasivos y onerosos) e incluso residenciales. Ofrecer a la ciudad de Prato un distrito industrial del sector textil renovado, es decir refundado sobre bases completamente nuevas, no sólo es una opción inteligente sino también necesaria, precisamente en virtud de las grandes transformaciones que se están produciendo en otras partes de la ciudad y que están destinadas a atraer (porque satisfacen sus necesidades) nuevos usuarios, nuevas generaciones. En otras zonas de Prato ya se están probando nuevas formas de ciudad post-industrial10, denSe define ciudad postindustrial una ciudad que ha sufrido transformaciones radicales en su configuración como resultado de los profundos cambios que se han producido en los modelos de organización social y económica de la sociedad postindustrial; este último concepto fue utilizado por primera vez por los sociólogos Alain Touraine (1969) y Daniel Bell (1973) a principios de la década de 1970 para definir un nuevo tipo de sociedad, en aquel momento todavía en proceso de formación, vinculada con las rápidas transformaciones que se estaban produciendo en las formas de producción. Los dos autores estaban interesados principalmente en insistir en la existencia de un punto importante de inflexión, de una profunda diferencia entre un antes y un después, pero, más allá de las diferencias conceptuales entre las dos definiciones propuestas (Touraine estaba más interesado en poner el acento en el ‘post’, mientras que Bell en ‘industrial’), ambos no podían

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zio fisico fisso ed immutabile e per le quali i confini tra ricerca, produzione, ozio, svago, formazione, sono molto diluiti). Nel Macrolotto 1 sta succedendo qualcosa di differente, ma che può preparare la strada ad un’ulteriore riconfigurazione, non solo del distretto del Pronto Moda pratese bensì di tutta la città. La rendita degli immobili è molto elevata, per cui lo spazio fisico ancora conta, e conta il valore aggiunto dato dalla presenza di una rete infrastrutturale che lo rende facilmente accessibile dalle principali reti di comunicazione. In vista di una sua possibile terziarizzazione nel settore commerciale, sfruttare questi potenziali latenti per rendere esplicito il suo speciale contributo alla sopravvivenza del resto della città, grazie all’indotto delle attività economiche ed alla vitalità delle stesse, diventa un materiale su cui il progetto di architettura può lavorare, e molto, offrendo soluzioni architettoniche ibride, flessibili, adattabili, che si possono riconfigurare costantemente, rispondendo in tempo reale alle sfide della complessità e configurando il Macrolotto 1 come un nodo della rete locale e, al tempo stesso, della realtà globale. Indirizzi progettuali e metodologici del workshop Alla luce delle considerazioni preliminari esposte anteriormente, sono stati suggeriti agli studenti, a scopo didattico e come input progettuale, alcuni spunti di riflessione su alcuni temi — da utilizzare come linee guida nelle fasi iniziali del workshop — a cui sono state attribuite le seguenti denominazioni: inter-

tro de las cuales ya han aparecido nuevas formas de coexistencia entre funciones y usos anteriormente separados por una zonificación rígida (vivienda, industria creativa, otras formas e iniciativas empresariales que a veces ni siquiera necesitan un espacio físico fijo e inmutables y por las que los límites entre investigación, producción, ocio, diversión, formación son muy borrosos). En el Macrolotto 1 está pasando algo distinto, que sin embargo puede preparar el camino para una futura reconfiguración no sólo del distrito Pronto Moda de Prato sino de toda la ciudad. La renta inmobiliaria es muy elevada, por lo que el espacio físico, evidentemente, todavía cuenta, y cuenta el valor añadido procedente de la presencia de una dotación infraestructural que lo hace fácilmente accesible desde las redes de comunicación principales. De cara a su posible terciarización en el sector comercial, la explotación de estos potenciales latentes, que explicitaría su contribución especial a la supervivencia del resto de la ciudad, gracias a las actividades económicas inducidas y a su vitalidad, se convierte en un material sobre el cual el proyecto de arquitectura puede trabajar, y mucho, proporimaginar/prever cuál habría sido el alcance real del fenómeno, que estaba destinado a convertirse en un proceso de transformación mucho más radical, involucrando no sólo los modos de producción, sino también los modelos de regulación económica, los modelos de desarrollo no sólo económicos sino también sociales y culturales. Para más detalles, se consulten: la definición de ‘sociedad postindustrial’ en la enciclopedia en línea Treccani (<http://www. treccani.it/enciclopedia/societa-postindustriale_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/>); Bell D. 1973,The coming of post-industrial society: a venture in social forecasting, Basic, New York; Touraine A.1969, La société post-industrielle, Denoël, Paris.

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facce, interstizi, interconnessioni, intervalli, interferenze. Si tratta, evidentemente, di una ‘scomposizione’ del tema progettuale in (sotto-)temi/categorie spaziali (e temporali) che rappresentano la pluralità dei punti di vista e dei modi possibili di affrontare il progetto; sono, al tempo stesso, sia delle chiavi di lettura (e pertanto di analisi) che delle strategie di intervento, che, partendo da alcune delle caratteristiche spaziali intrinseche del Macrolotto 1 — tanto alla scala architettonica (serialità, sistematicità, modularità, funzionalità, economicità, etc. dei capannoni industriali) quanto a quella urbana (definizione organizzativa dei lotti e del reticolo infrastrutturale, orizzontalità accentuata di tutto il comparto, etc.) — le trasformano in pretesti sulla base dei quali innescare i ragionamenti progettuali successivi. Con la denominazione di interfacce si definiscono operazioni di agopuntura urbana che agiscono su alcuni elementi dei capannoni (ad esempio le facciate, le coperture, i piani terra) che, pur appartenendo all’ambito privato, hanno dirette conseguenze su quello pubblico; in particolare, si può pensare ad una demineralizzazione delle facciate e dei tetti (Boeri, 2011, p. 111) ed a strategie di mitigazione micro-climatica, da perseguire mediante la realizzazione, ad esempio, di tetti verdi e /o freddi, di pavimentazioni fredde, l’aumento della superficie verde e permeabile (a mezzo di sistemi drenanti), il recupero delle acque piovane (attraverso appositi sistemi che garantiscono un aumento della capacità di raccolta delle acque, come vasche di accumulo e di calma);

cionando soluciones arquitectónicas híbridas, flexibles, adaptables, capaces de reconfigurarse constantemente, respondiendo en tiempo real a los desafíos de la complejidad y configurando el Macrolotto 1 como un nodo de la red local y, al mismo tiempo, de la realidad global. Enfoques proyectuales y metodológicos del taller A la luz de las consideraciones preliminares presentadas anteriormente, se proporcionaron a los alumnos, con fines educativos y como aporte inicial al proyecto, algunos elementos para reflexionar sobre unos temas — que se utilizarían como guías en las fases iniciales del taller — a los que se les asignaron las siguientes denominaciones: intersticios, interconexiones, intervalos, interferencias. Se trata, obviamente, de un ‘desglose’ del tema proyectual por (sub-)temas/categorías espaciales (y temporales) que representan la pluralidad de puntos de vista y las posibles formas de abordar el proyecto; son, al mismo tiempo, tanto claves de lectura (y, por tanto, de análisis) como estrategias de intervención, que, a partir de algunas de las características espaciales intrínsecas del Macrolotto 1 — a la escala tanto arquitectónica (serialidad, sistematicidad, modularidad, funcionalidad, rentabilidad, etc. de las naves industriales) como urbana (definición organizativa de las parcelas y de la red infraestructural, horizontalidad acentuada de todo el distrito, etc.) — las convierten en pretextos sobre los que desencadenar los siguientes razonamientos proyectuales.


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si tratta, evidentemente, di elementi attraverso i quali è possibile ripensare e ridisegnare le sezioni stradali del Macrolotto 1 e lo spazio urbano nel suo complesso. Con la denominazione di interstizi si definisce una possibile messa a sistema delle aree vuote (preferibilmente ma non esclusivamente di proprietà comunale) presenti nella zona, con l’obiettivo di creare un sistema interconnesso di spazi urbani collettivi che, in continuità con la città esistente e le aree verdi della piana (inclusi i sistemi agricoli ambientali), potrebbero dotarsi di funzioni attrattive ed accessibili e di elevati standard qualitativi architettonici (in termini di elementi di arredo urbano, textures, materiali, e tutti gli elementi necessari all’intensificazione percettiva della qualità urbana). Con la denominazione di interconnessioni si definisce una strategia finalizzata alla creazione, in continuità con i percorsi ciclo-pedonali esistenti, di una rete di percorsi orientati alla mobilità sostenibile ed intelligente (soft mobility). Con la denominazione di intervalli si definisce la messa a punto di strategie di uso e riuso temporaneo degli spazi, reinterpretando le attività spontanee ed informali (quelle legate allo street food, per esempio) già in atto. Con la denominazione di interferenze si definisce la realizzazione di una serie di attività a supporto della progressiva specializzazione dell’area per la commercializzazione del prodotto (showrooms, spazi espositivi e di vendita all’ingrosso), quali locali di ristorazione e som-

Con el término de interfaces se definen acciones de acupuntura urbana que actúan sobre algunos elementos de las naves (por ejemplo, las fachadas, las cubiertas, las plantas bajas) que, a pesar de pertenecer a la esfera privada, tienen consecuencias directas sobre la dimensión pública del espacio urbano; específicamente, se puede pensar en una de-mineralización de las fachadas y de las cubiertas (Boeri, 2011, p. 111) y en estratégias de mitigación micro-climática que pueden actuarse mediante la realización, por ejemplo, de techos verdes y/o fríos, de suelos fríos, el aumento de la superficie verde y permeable (mediante sistemas de drenaje), la recuperación del agua de lluvia (a través de sistemas apropiados que garanticen un aumento de la capacidad de recolección de agua, como tanques de acumulación y depósitos de retención); se trata, evidentemente, de elementos por medio de los cuales es posible repensar y rediseñar las secciones de las calles en el Macrolotto 1, y el espacio urbano en su conjunto. Con el término de intersticios se define una posible red de relaciones entre las áreas vacías (preferentemente, aunque no exclusivamente, de propiedad pública) en la zona, con el fin de realizar un sistema interconectado de espacios urbanos colectivos que, en continuidad con la ciudad existente y las zonas verdes del Parco della Piana (incluidos los sistemas ambientales agrícolas), podrían dotarse de características atractivas y accesibles y de altos estándares de calidad arquitectónica (en términos de mobiliario urbano, texturas, materiales y to-

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ministrazione, spazi di vendita al dettaglio, fino ad arrivare a proposte di inserimento di limitate porzioni destinate alla residenza temporanea. Il passo successivo a questa ‘scomposizione’ del tema progettuale in elementi apparentemente isolati e senza nessuna relazione reciproca è stato quello di rimetterli tutti a sistema all’interno di una strategia progettuale coerente; si è trattato, evidentemente, di una metodologia didattico-progettuale che ha avuto come obiettivo principale quello di permettere agli studenti di lavorare con la ‘complessità’ (del progetto e dell’area di studio) e di comprenderne la pluralità, la multifattorialità e la dinamica delle relazioni fra le parti.

Riferimenti bibliografici Referencias bibliográficas Boeri S. 2011, L’anticittà. Laterza, Roma. Bradaschia M. 2003, Decalogo post-urbano: progetti e politiche per Trieste. Meltemi, Roma. Sassen S. 2006, Why Cities Matter, in R. Burdett (a cura di) Cities: Architecture and Society, Catalogue of the 10th Venice Architecture Biennale, Rizzoli, New York, pp.27-51. Sassen S. 2005 The Global City: Introducing a Concept. «Brown Journal Of World Affairs» 11, pp. 27-44. Sassen S. 2010, La città nell’economia globale. Il mulino, Bologna.

dos los elementos necesarios para la intensificación perceptiva de la calidad urbana). Con el término de interconexiones se define una estrategia destinada a la creación, coherentemente con la red de circulación peatonal y los carriles bici existentes, de una red de recorridos orientados a la movilidad sostenible (soft mobility). Con el término de intervalos se definen estrategias de uso y reutilización temporal de espacios, a partir de la reinterpretación de actividades espontáneas e informales (por ejemplo, las relacionadas con el Street food) ya existentes. Con el término de interferencias se define la puesta en marcha de una serie de actividades de apoyo a la especialización progresiva de la zona en la comercialización de productos (showrooms, espacios de exposición y venta al por mayor), como por ejemplo restaurantes, bares, espacios de venta al por menor, llegando incluso a propuestas para la introducción de porciones limitadas destinadas a la residencia temporal. Tras este ‘desglose’ del tema de diseño por elementos aparentemente aislados y sin ninguna vinculación recíproca, el siguiente paso fue volver a ponerlos en relación el uno con el otro dentro de una estrategia de proyecto coherente; se trata, evidentemente, de una metodología didáctica de proyecto cuyo objetivo principal fue el de permitir a los estudiantes trabajar con la ‘complejidad’ (del proyecto y del área de estudio) y comprender su pluralidad, su multifactorialidad y la dinámica de las relaciones entre las partes.


titolo saggio â&#x20AC;˘ nome cognome

Progetti Proyectos

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la cittĂ intermedia | la ciudad intermedia â&#x20AC;˘ serafina amoroso


breve presentazione | breve presentación Serafina Amoroso

Come si accennava nella sezione precedente, data l’elevata complessità dell’area di progetto è stato adottato un approccio didattico-progettuale basato sulla scomposizione del tema per parti, che poi sono state successivamente rimesse a sistema. I (sotto-)temi progettuali proposti (interfacce, interstizi, interconnessioni, intervalli e interferenze), infatti, si (con)fondono e si mescolano in ogni proposta, che li sviluppa in maniera coerente a seconda delle priorità e degli obiettivi di ciascuna. Il risultato è stato l’elaborazione di quattro progetti in cui la cifra della complessità si è tradotta in strategie operative comprendenti l’ibridazione, la temporaneità, la sostenibilità ed anche un certo grado di indeterminazione. Le proposte progettuali, pertanto, si sono orientate verso una radicale sostituzione dei concetti tanto cari alla zonizzazione (monofunzionalità e/o monoculturalità, polarità dicotomica fra abitante e visitatore). I progetti elaborati dagli studenti sono dotati di un enorme potenziale sperimentale, da questo punto di vista, e sono risultati molto ambiziosi, trascendendo (e superando), in alcune soluzioni proposte, l’ortodossia delle stesse richieste sia dell’amministrazione che dei proprietari. Ma

Tal y como se comentaba en la sección anterior, de cara a la elevada complejidad del área de proyecto, se adoptó un enfoque didáctico-proyectual basado en el desglose del tema por partes, que posteriormente se volvieron a sistematizar recomponiendo las relaciones reciprocas. De hecho, los (sub-)temas proyectuales propuestos (interfaces, intersticios, interconexiones, intervalos e interferencias) se encuentran entremezclados en cada propuesta y han sido desarrollados de forma coherente y diferenciada según las prioridades y los objetivos de cada una de ellas. El resultado ha sido la elaboración de cuatro proyectos en los que el tema de la complejidad se ha traducido en estrategias operativas que incluyen hibridación, temporalidad, sostenibilidad y también un cierto grado de indeterminación. Las propuestas, por tanto, se orientaron hacia una sustitución radical de los conceptos tan apreciados por la zonificación (monofuncionalidad y/o monoculturalidad, polaridad dicotómica entre habitante y visitante). Los proyectos desarrollados por los alumnos están dotados de un enorme potencial experimental, desde este punto de vista, y han resultado ser muy ambiciosos, trascendien-


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Studenti al lavoro durante il workshop. Scuola di Architettura. Sede di Santa Teresa | Alumnos trabajando durante el taller. Escuela de Arquitectura. Sede de Santa Teresa

sta proprio in questo il vero carattere (dirompente) di un workshop di progettazione: portare al limite determinate condizioni di partenza per riuscire ad avere una visione provocatoria — ma, al tempo stesso, profetica — che si apra ad un ampio ventaglio di possibili realtà future, per interpretare (e quindi indirizzare) in maniera più coerente i cambiamenti già in atto nel presente. Il Macrolotto 1 si configura, allo stato attuale, come una zona urbana alla ricerca di un suo nuovo carattere specifico: non è più solo un distretto industriale e non può diventare so-

do (y superando), en algunas soluciones propuestas, la ortodoxia de las peticiones tanto de las administraciones locales como de los propietarios. Pero éste es precisamente el verdadero carácter (disruptivo) de un taller de diseño: llevar al límite ciertas condiciones iniciales para obtener una visión provocativa — pero, al mismo tiempo, profética — que se abre a una amplia gama de realidades futuras posibles, para interpretar (y por tanto orientar) de manera más coherente los cambios que ya están ocurriendo en el presente. En la actualidad, el Macrolotto 1 se configu-


breve presentazione • serafina amoroso

Studenti al lavoro durante il workshop. Scuola di Architettura. Sede di Santa Teresa | Alumnos trabajando durante el taller. Escuela de Arquitectura. Sede de Santa Teresa

lo un centro commerciale a cielo aperto. Gli studenti del workshop hanno dimostrato con le loro proposte che si possono avere visioni più ambiziose, esplorando tutte le potenzialità del progetto architettonico, la sua capacità e versatilità nel poter essere, al tempo stesso, strumento descrittivo, interpretativo e di lettura, da un lato, e strumento predittivo, di nuove configurazioni spazio-temporali, dall’altro. Inoltre, l’aver fatto lavorare fianco a fianco due gruppi di studenti di diversa provenienza e con un diverso background ha prodotto sul piano didattico un enorme vantaggio, quello

ra como un área urbana en busca de un nuevo carácter específico: ya no es sólo un distrito industrial y no puede convertirse en un centro comercial al aire libre. Los alumnos del taller demostraron con sus propuestas que se pueden tener visiones más ambiciosas, explorando todas las potencialidades del proyecto arquitectónico, su versatilidad y capacidad de ser, al mismo tiempo, un instrumento descriptivo, interpretativo y de lectura, por un lado, y una herramienta predictiva, de nuevas configuraciones espacio-temporales, por el otro. Además, el hecho de tener dos grupos de estu-

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Studenti e tutors al lavoro durante il workshop. Scuola di Architettura. Sede di Santa Teresa | Alumnos y profesores trabajando durante el taller. Escuela de Arquitectura. Sede de Santa Teresa

di coniugare, da un lato, la spregiudicatezza, la distanza critica di chi — osservando la realtà dall’esterno in quanto ‘estraneo’ al contesto locale — riesce a sviluppare più rapidamente una visione globale di insieme, con, dall’altro, la sensibilità verso situazioni più puntuali e dettagliate propria di chi conosce bene l’area di progetto per vicinanza (fisica, affettiva). Arricchendolo di usi che un tempo erano considerati incompatibili ma che ora, invece, potrebbero alimentare un sistema di relazioni urbane che mettono in discussione la semplicistica contrapposizione tra spazi produttivi e

diantes de distintas procedencias y con un diferente bagaje trabajando juntos produjo una gran ventaja a nivel didáctico, ya que se pudo combinar la falta de escrúpulos y la distancia crítica de quien — observando la realidad desde el exterior, siendo ‘ajeno’ al contexto local — es capaz de desarrollar una visión de conjunto más rápidamente, con la sensibilidad hacia situaciones más puntuales y detalladas típicas de quien conoce bien el área del proyecto por razones de proximidad (física, afectiva). Enriqueciéndolo con usos que antes se con-


breve presentazione • serafina amoroso

Sessione critica e presentazione dello stato d’avanzamento dei lavori durante il workshop. Scuola di Architettura. Sede di Santa Teresa | Sesión de correcciones y presentación de los avances de los proyectos del taller. Escuela de Arquitectura. Sede de Santa Teresa

spazi della vita quotidiana, il Macrolotto 1 è stato trasformato, nella proposta progettuale elaborata dal gruppo 1, ad esempio, in nuovo contesto (‘centro’) urbano, capace di rispondere contemporaneamente alle esigenze della collettività e di tutti gli attori (inclusi le imprese e gli investitori privati) attivamente coinvolti nelle operazioni di trasformazione. Coniugando la scala territoriale con quella urbana, riannodando e valorizzando le potenzialità strategiche della posizione geografica del Macrolotto1, sono state create nuove ‘trame’ urbane. A tale scopo (e non soltanto nella proposta pre-

sideraban incompatibles, pero que ahora, en cambio, podrían alimentar un sistema de relaciones urbanas que cuestiona la contraposición reduccionista entre los espacios productivos y los espacios de la vida cotidiana, el Macrolotto 1 ha sido transformado, en la propuesta proyectual elaborada por el grupo 1, por ejemplo, en un nuevo contexto (‘centro’) urbano, capaz de responder simultáneamente a las necesidades de la comunidad y de todos los actores (incluidas las empresas y los inversores privados) que participan activamente en las operaciones de transformación. Al conjugar la

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Sessione critica e presentazione dello stato d’avanzamento dei lavori durante il workshop. Scuola di Architettura. Sede di Santa Teresa | Sesión de correcciones y presentación de los avances de los proyectos del taller. Escuela de Arquitectura. Sede de Santa Teresa

sentata dal gruppo 1 appena citato), è stato necessario, però, lavorare sulla massima capacità del contesto di assorbire e metabolizzare nuovi programmi, raggiungendo una certa massa critica attraverso la densificazione ed intensificazione degli usi. Mediante operazioni di riempimento, appilamento, sovrapposizione, ritaglio, infiltrazione, interferenza, etc. l’esistente è stato riconfigurato: si è lavorato, quindi, sulla intensità e sulla densità, oltre che sulla materialità, di programmi ed usi che si aprono a nuove tipologie ibride capaci di creare nuo-

escala territorial con la urbana, al restablecer y mejorar las potencialidades estratégicas de la posición geográfica del Macrolotto1, se han creado nuevas ‘tramas’ urbanas. Sin embargo, para este propósito (y no sólo en la propuesta presentada por el mencionado grupo 1), fue necesario trabajar sobre la máxima capacidad del contexto de absorber y metabolizar nuevos programas, alcanzando cierta masa crítica a través de la densificación e intensificación de usos. A través de operaciones de relleno, apilamiento, superposición, recorte, infiltración,


breve presentazione • serafina amoroso

ve forme di socializzazione, nuove pratiche urbane di occupazione ed uso. E lo si è fatto attraverso elementi lineari (come le ‘strips’ della proposta del gruppo 3), elementi puntuali (come le torri della proposta del gruppo 2) e lavorando sulle coperture metamorfizzate in opere di Land art (delle proposte dei gruppi di lavoro 2 e 4). Sia le nuove torri che le nuove coperture diventano i cardini (simbolici e funzionali) ed i punti di riferimento di una nuova memoria collettiva, risignificando l’identità dell’area, rompendo la monotonia di un distretto industriale isotropo ed omogeneo. Ecco, dunque, concludendo, il senso ultimo delle proposte progettuali: trasformare il Macrolotto 1 in un nuovo pezzo della città di Prato, conferendogli, grazie ad una forte proposta di innovazione (sociale, tecnologica, programmatica), una nuova identità: non più quartiere industriale esterno, monofunzionale e specializzato, che non partecipa del resto della vita della città, bensì quartiere ibrido, in cui convivono produzione, vendita, consumo, intrattenimento ed altri usi urbani che lo rendono parte integrante della quotidianità della città stessa, della sua vitalità.

interferencia, etc. el contexto existente ha sido reconfigurado: por tanto, las propuestas trabajaron sobre la intensidad y la densidad, así como sobre la materialidad, de programas y usos que se abren a nuevas tipologías híbridas capaces de crear nuevas formas de socialización, nuevas prácticas urbanas de ocupación y uso. Y esto se hizo a través de elementos lineales (como las ‘strips’ de la propuesta del grupo 3), elementos puntuales (como las torres de la propuesta del grupo 2) y trabajando sobre las cubiertas metamorfoseadas en obras de Land Art (de las propuestas de los grupos de trabajo 2 y 4). Tanto las nuevas torres como las nuevas cubiertas se convierten en piedras angulares (simbólicas y funcionales) y referentes de una nueva memoria colectiva, lo que re-significa la identidad del área, rompiendo la monotonía de un distrito industrial isotrópico y homogéneo. He aquí, por tanto, concluyendo, el significado final de las propuestas proyectuales: transformar el Macrolotto 1 en una nueva parte de la ciudad de Prato, dándole, gracias a una fuerte propuesta de innovación (social, tecnológica, programática), una nueva identidad: ya no es un distrito industrial externo, monofuncional y especializado, que no participa en el resto de la vida de la ciudad, sino un barrio híbrido en el que conviven la producción, la venta, el consumo, el entretenimiento y otros usos urbanos que lo convierten en parte integrante de la cotidianidad de la propia ciudad, de su vitalidad.

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Intervento alla scala territoriale: il Macrolotto 1 come elemento intermedio tra lo spazio urbano e quello naturale | ActuaciĂłn a la escala territorial: el Macrolotto 1 como elemento intermedio entre lo urbano y lo natural


centro-lotto Gruppo 1 | Grupo 1 Belén Fe Blasco, Francesca Conti, Giulia Bracci, Giulia Vallorani, Ilaria Mannucci, Juan Ginés García De Vinuesa, Laura Bucero Descalzo, Marta Jimenez Arevalo, Mónica Zaragoza Tortosa

Abbiamo lavorato sul distretto (post)industriale del Macrolotto 1, in pieno processo di terziarizzazione. Il distretto e la città di Prato hanno un passato industriale strettamente legato al settore tessile, elemento dell’identità culturale e storica del luogo che non volevamo dimenticare; pertanto abbiamo provato a prendere proprio questa memoria storica come riferimento nell’elaborazione della proposta che considera il Macrolotto 1 come parte integrante del tessuto urbano, dotandolo di una certa qualità urbana che favorisca lo sviluppo commerciale dell’area. L’intervento agisce su due scale; la prima è quella territoriale. L’area del Macrolotto 1 si trova in una posizione strategica di collegamento tra il centro urbano e le aree ambientali protette del parco attorno all’antica Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola. Pensiamo che questa posizione intermedia, di interstizio tra il contesto urbano e quello naturale, debba essere considerata come un potenziale da valorizzare: il Macrolotto 1 possiede, effettivamente, il potenziale per ‘tessere il paesaggio’. All’interno del tessuto urbano policentrico pratese, esistono una serie di spazi agricoli

Actuamos sobre el polígono (post)industrial del Macrolotto 1, en pleno proceso de terciarización. El polígono y la ciudad de Prato tienen un pasado industrial estrictamente vinculado con el sector textil, elemento de identidad histórica y cultural que no queríamos olvidar; por tanto, intentamos hacer referencia a este pasado en la propuesta, que considera al Macrolotto 1 como parte integrante del tejido urbano, dotándole de cierta calidad urbana que favorezca el desarrollo comercial del área. La propuesta actúa a dos escalas; la primera, a nivel territorial. El polígono del Macrolotto 1 se encuentra en una posición estratégica de conexión entre el centro urbano y las zonas ambientalmente protegidas alrededor de la antigua Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola. Creemos que esta posición intermedia, de intersticio entre lo urbano y lo natural, debe de ser un potencial por explotar: de hecho, el Macrolotto 1 tiene el potencial de ‘tejer el paisaje’. Dentro del tejido urbano policéntrico de Prato, existen una serie de espacios agrícolas libres que constituyen un elemento de conexión con la ciudad — con el Macrolotto 1 ‘rematando’ el borde sin tratar del oeste — y, fi-


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Intervento alla scala territoriale: il Macrolotto 1 si trova in una posizione strategica di connessione tra il centro urbano e le zone protette dal punto di vista ambientale intorno all’antica Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola | Actuación a la escala territorial: el Macrolotto 1 se encuentra en una posición estratégica de conexión entre el centro urbano y las zonas ambientalmente protegidas alrededor de la antigua Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola pagina a fronte | página siguiente Zoom: il Macrolotto 1 e l’antico sistema delle ‘gore’ | Zoom: el Macrolotto 1 y el antiguo sistema de ‘le gore’

che costituiscono un elemento di connessione con la città, con il Macrolotto 1 che ‘definisce’ il bordo occidentale non trattato, ed infine con il contesto circostante; questa sorta di corridoio ecologico dovrebbe essere salvaguardato dalla speculazione urbanistica e mantenuto come un ‘filo conduttore’ verde, libero, che collega gli spazi aperti dell’insediamento industriale attraverso piste ciclabili. Questa soft mobility attraverso il corridoio verde fa parte del flusso di persone che potrebbe attivare commercialmente l’area, creare un nuovo tipo di urbanità che soddisfi meno le esigenze industriali e si avvicini di più ad un tipo di commercio al dettaglio ed alla scala umana. L’altra scala dell’intervento si concentra su come gestire questa serie di spazi liberi all’interno del distretto. Quando ci avviciniamo al Macrolotto 1 troviamo un organismo senza un’identità d’insieme. Di fronte a questa situazione, siamo intervenuti sulle interfacce (sfruttando anche gli spazi tra i recinti e le facciate degli edifici industriali), sull’immagine degli edifici e sulla gerarchia dei percorsi, rivitalizzan-

nalmente, con el entorno; este corredor ecológico debería mantenerse alejado de la especulación urbanística como un ‘hilo’ verde, conectando las áreas libres del polígono mediante carriles bici. Esta soft movility a través del corredor verde es parte del flujo de personas que podría activar comercialmente el área, crear un nuevo tipo de urbanidad que atienda menos a las exigencias industriales y se acerque más a un comercio al por menor y a la escala humana. La otra escala de actuación se centra en cómo tratar esa serie de espacios libres dentro del polígono. Al abordar el Macrolotto 1, nos encontramos con un organismo sin identidad de conjunto. Frente a esta situación, propusimos actuar sobre las interfaces (aprovechando también los espacios entre verjas y fachadas de las


centro-lotto • gruppo 1

do gli interstizi, creando al contempo nuovi nodi e luoghi di interrelazione e socializzazione (nuove piazze, bar, ristoranti, hotel, ecc.). A tal fine, abbiamo progettato un sistema di tensostrutture modulari formato da telai e supporti metallici che possono essere assemblati in modo tale da poter coprire superfici differenti in base alle esigenze e creare spazi coperti di diversa forma. Il materiale usato per coprire questi spazi sarà di natura tessile. Creando una serie di spazi accessori nelle interfacce degli edifici industriali, potendo attribuire loro usi diversi in base alle loro caratteristiche (percorsi pedonali, aree di sosta e ozio, magazzini ausiliari, vendita ed esposizione…), si configura una nuova facciata tessile che restituisce una nuova immagine unificata del luogo. Questa stessa strategia è quella che abbiamo

naves industriales), sobre la imagen de los edificios y la jerarquización de los trazados, revitalizando los intersticios, a la vez que se crean nuevos nodos y lugares de interrelación y socialización (nuevas plazas, bares, restaurantes, hoteles, etc.). Con este fin, hemos diseñado un sistema de tensoestructuras modulares formado por entramados y soportes metálicos que se pueden ensamblar de forma que puedan cubrir diferentes superficies de acuerdo con las necesidades y puedan diseñar espacios cubiertos con diferentes formas. El material utilizado para cubrir esos espacios será de naturaleza textil. Creando una serie de espacios auxiliares en las interfaces de las naves, pudiéndoles dar diferentes usos según sus características (viario peatonal, zonas de descanso y de ocio, almacenes auxiliares, venta y exposición …), se con-

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Intervento alla scala territoriale: soft mobility attraverso il corridoio verde | Actuación a la escala territorial: soft movility a través del corredor verde Piano strategico generale dell’intervento alla scala territoriale | Plano estratégico general de la actuación a la escala territorial pagina a fronte | página siguiente Piano strategico generale dell’intervento alla scala urbana: situazione diurna e notturna | Plano estratégico general de la actuación a la escala urbana: situación de día y noche

usato per dotare di carattere identitario (anche in diverse situazioni di luce, sia di giorno che di notte) le principali zone libere dell’area, in cui potrebbero essere realizzati nuovi epicentri di attività urbana, per accogliere, in maniera più sistematica ed ordinata, eventi già esistenti (come lo Street Food).

forma una nueva fachada tejida que proporciona una nueva imagen unificada del lugar. Esta misma estrategia es la que utilizamos para dotar de identidad (también en situaciones de luz diferentes, tanto diurnas como nocturnas) a las principales zonas libres del área; donde podrían situarse nuevos epicentros de actividad urbana que pueden acoger, de forma más sistemática, distintos eventos ya existentes (como el Street Food).


centro-lotto â&#x20AC;˘ gruppo 1

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Piano strategico generale dellâ&#x20AC;&#x2122;intervento alla scala urbana: il sistema delle tensostrutture modulari che lavorano sugli interstizi e le interfacce | Plano general de la actuaciĂłn a la escala urbana: el sistema de tensoestructuras modulares que trabaja sobre los intersticios y las interfaces


centro-lotto • gruppo 1

Planimetria generale dell’intervento alla scala urbana: il sistema delle tensostrutture come elemento del paesaggio notturno | Plano general de la actuación a la escala urbana: el sistema de tensoestructuras como elementos del paisaje nocturno

Intervento alla scala urbana: creazione di nuovi nodi e luoghi di interazione e socializzazione (nuove piazze, bar, ristoranti, hotels, etc.) e di nuovi epicentri di attività urbane, che possono ospitare, in maniera più sistematica, diversi eventi già esistenti (come lo Street Food) | Actuación a la escala urbana: creación de nuevos nodos y lugares de interacción y socialización (nuevas plazas, bares, restaurantes, hoteles, etc.) y de nuevos epicentros de actividad urbana que pueden albergar, de forma más sistemática, distintos eventos ya existentes (como el Street Food)

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Zoom: planimetria e sezione generale della nuova piazza urbana | Zoom: plano y secciĂłn general de la nueva plaza urbana Sezioni rappresentative delle varie condizioni che si possono verifica utilizzando gli spazi tra le recinzioni e le facciate degli edifici industriali | Secciones representativas de las varias condiciones espaciales que se pueden producir aprovechando los espacios entre verjas y fachadas de las naves industriales


centro-lotto â&#x20AC;¢ gruppo 1

Viste della nuova piazza urbana: il nuovo CENTRO-LOTTO | Vistas de la nueva plaza urbana: el nuevo CENTRO-LOTTO

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Fotomontaggi di possibili scenari di vita sociale nei nuovi spazi urbani del Macrolotto 1 | Fotomontajes de posibles escenarios de vida social en los nuevos espacios urbanos del Macrolotto 1


Concept generale del progetto: il Macrolotto 1 come landmark | Concept general del proyecto: el Macrolotto 1 como landmark


prato land art Gruppo 2 | Grupo 2 Angeles Bueso Requejo, Fabio Staglianò, Javier Benito Martínez, Ludovica Splendiani, Luis Collado Martínez

Prato Land Art rappresenta la nostra visione futura del Macrolotto 1, trasformato in un nuovo tessuto-patchwork urbano la cui doppia trama, quella dell’infrastruttura verde e delle connessioni aeree (da un lato) e quella degli interventi sulla copertura degli edifici esistenti (dall’altro), insieme al nuovo layer dei nodi strategici (le 5 torri dei servizi e delle attrezzature), concorre a creare un nuovo paesaggio (artificiale e naturale al tempo stesso) che si impone alla scala territoriale come un landmark o un’opera di Land art, quasi ricercando un dialogo con la presenza dell’arte contemporanea a Prato (il Centro d’Arte Contemporanea L. Pecci). In questa direzione si muove la proposta di inserimento di pannelli fotovoltaici di diversa cromia sulla copertura dei capannoni industriali esistenti, che conferisce loro una doppia valenza, funzionale ed artistica. Gli elementi verticali delle torri si impongono alla scala territoriale come nuovi elementi di infrastrutturazione del paesaggio urbano e di densificazione ed intensificazione urbana, prestandosi all’inserimento di programmi multi-funzionali in grado di interagire con l’esistente ed attivare nuovi protocolli d’uso dello spazio urbano.

Prato Land Art es nuestra visión futura del Macrolotto 1, transformado en un nuevo tejido-patchwork urbano cuya doble trama (la de la infraestructura verde y la de las conexiones aéreas, por un lado, y, por el otro, la de las intervenciones en las cubiertas de los edificios existentes), junto con la nueva capa de nodos estratégicos (las 5 torres de los servicios y de los equipamientos), contribuye a crear un nuevo paisaje (artificial y natural al mismo tiempo) que se impone a escala territorial como un landmark o como una obra de Land art, casi buscando un diálogo con la presencia del arte contemporáneo en Prato (el Centro de Arte Contemporáneo L. Pecci). En esta dirección se mueve la propuesta de inclusión de paneles fotovoltaicos de diferentes colores en la cubierta de los edificios industriales existentes, lo que les da una doble valencia, funcional y artística. Los elementos verticales de las torres se imponen a escala territorial como nuevos elementos de infra-estructuración del paisaje urbano y de densificación e intensificación urbana, prestándose a la inclusión de programas multi-funcionales capaces de interactuar con el contexto existente y de activar nuevos protocolos de uso del espacio urbano.


Planimetria generale: in evidenza, i pannelli fotovoltaici di diversa cromia sulla copertura dei capannoni industriali esistenti ed i nodi delle torri | PlanimetrĂ­a general: se destacan los paneles fotovoltaicos de diferentes colores encima de las cubiertas de las naves industriales existentes y los nudos de las torres Sezioni-tipo del sistema delle connessioni e del verde | SecciĂłn-tipo del sistema de las conexiones y de los espacios verdes


Zoom: le torri dei servizi e delle attrezzature; (in alto) planimetria e sezione di una torre-tipo e (in basso) vista aerea | Zoom: las torres de los servicios y equipamientos; (arriba) plano y secciĂłn de una torre-tipo e (abajo) vista aĂŠrea


Sezione schematica di una torre-tipo: possibili infills e programmi funzionali | Sección esquemática de una torre-tipo: posibles infills y programas funcionales pagina a fronte | página anterior Vista aerea dell’area | Vista aérea de la zona Sezione concettuale di una torre | Sección conceptual de una torre


Concept. Tre strategie principali: creare spazi di interazione sociale, creare spazi verdi, creare una gerarchia tra le strade ed i percorsi di connessione | Concept. Tres estratégias principales: crear espacios de interacción social, crear espacios verdes, crear una jerarquización en las vías y conexiones Planimetria e sezione generale dell’intervento | Plano y sección general de la actuación


‘strips’: dalla strada alla città (e viceversa) | ‘strips’: de la calle a la ciudad (y viceversa) Gruppo 3 | Grupo 3 Irene Domínguez Serrano, Laura D’Isita, Marta Arrizabalaga Martín, Miguel Sumpsi, Silvia Díaz Blanco

La nostra proposta di intervento sul Macrolotto 1 di Prato ha come obiettivo principale quello di migliorare la qualità urbana, a beneficio della popolazione residente e lavoratrice, nonché delle aree limitrofe. Attualmente il Macrolotto 1 ha una dimensione commerciale internazionale molto importante e sta sperimentando un processo di evoluzione, iniziando ad aver bisogno di nuovi usi, di nuovi spazi urbani e di azioni che si preoccupino del benessere della sua popolazione. Partendo dall’osservazione e dall’analisi della complessità del Macrolotto 1, sono state rilevate tre principali deficienze e necessità all’interno del distretto: carenza di spazi per l’interazione sociale; carenza di spazi verdi; mancanza di gerarchia nelle strade e connessioni. Questo intervento intende valorizzare la sezione della strada come connettore tra l’industria e l’utente (residente, acquirente o visitatore), cercando di fornire al contesto una nuova dimensione identitaria. Allo stato attuale, lo spazio risulta poco utilizzato (destinato principalmente al semplice transito di veicoli che accedono ai capannoni per il carico e lo scarico delle merci) e dotato di percorsi pedonali e ciclabili asfaltati insufficienti.

Nuestra propuesta de actuación en el Macrolotto 1 de Prato tiene como objetivo principal la mejora de la calidad urbana, en beneficio de la población residente y trabajadora, así como de las zonas vecinas. Actualmente el Macrolotto 1 tiene un alcance comercial internacional muy importante y se encuentra en un proceso de evolución, comenzando a necesitar de nuevos usos, nuevos espacios urbanos y de actuaciones que piensen en el bienestar de su población. A partir de la observación y el análisis de la complejidad del Macrolotto 1, se han detectado tres grandes carencias y necesidades en el polígono: falta de espacios de interacción social; falta de espacios verdes; falta de jerarquización en las vías y conexiones. Esta intervención pone en valor la sección de la calle, como conector entre la industria y el usuario (residente, comprador o visitante), buscando dotar al entorno de un nuevo signo de identidad. En el estado actual, nos encontramos con un espacio poco aprovechado (dedicado en su mayoría al mero tránsito de vehículos con accesos a las naves para la carga y descarga de sus productos) y un pobre asfaltado peatonal y de carril bici.


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Dettaglio della planimetria generale dell’intervento | Detalle del plano general de la actuación pagina a fronte | página siguiente Assonometria generale della proposta | Axonométrica general de la propuesta

A livello generale, abbiamo previsto una nuova gerarchia delle strade, che si utilizzano come elementi di connessione tra spazi verdi (costituiti da spazi interstiziali, spazi residuali di proprietà pubblica o lotti vuoti). L’attuale paesaggio industriale risulta, così, sostituito da un nuovo paesaggio la cui presenza mette in collegamento (non solo visivamente) il nuovo patrimonio vegetale del quartiere, giungendo fino all’attuale campo da golf, con il resto della città. Lungo questi nuovi percorsi, la modifica della sezione stradale prevede un allargamento delle piste ciclo-pedonali, con l’intenzione di consentire, inoltre, una grande flessibilità d’uso che arricchisca lo spazio del percorso. Questa nuova flessibilità è resa possibile dalla rimozione della recinzione attuale e dalla

A una escala general, establecemos una nueva jerarquización de las vías, utilizándolas como conectoras entre los espacios verdes (generados en los espacios intersticiales, los residuos de propiedad pública, o en parcelas vacías). Se modifica el actual paisaje industrial por un paisaje cuya presencia conecta (no sólo a nivel visual) la nueva dotación vegetal del barrio, llegando hasta el actual campo de Golf, con el resto del territorio urbano. En estas nuevas vías, las modificaciones previstas en su sección amplían el carril bici y peatonal, con la intención de permitir además una gran flexibilidad de uso que enriquezca la calle. Esta nueva flexibilidad se hace posible mediante la eliminación del vallado actual y la construcción de una estructura ligera, económica y adaptable (que se podría ir modifican-


costruzione di una struttura leggera, economica e adattabile (che si potrebbe modificare in funzione dei cambiamenti che si verificano nell’area) che collega il percorso pedonale con i capannoni commerciali. Questo intervento servirà come deambulatorio coperto che contempla anche la presenza di spazi esterni destinati alle attività commerciali. In questo modo si aumenta la visibilità dei commercianti, che hanno la possibilità di mostrare i loro prodotti nei percorsi così creati e stabilire un tipo di comunicazione molto più diretto tra cliente e venditore. Oltre a migliorare la visibilità delle attività commerciali, il sistema aumenta le opportunità di interazione sociale per rilanciare la vita sia al livello della strada (prevedendo anche l’inserimento di aree per lo street food, o

do a medida que evoluciona la zona) que comunique la vía peatonal con las naves de comercio. Esta construcción servirá como deambulatorio cubierto incluyendo espacios de estancia exterior para los comercios. Se amplía así la visibilidad de los comerciantes al mostrar sus productos en las galerías creadas y se establece una comunicación mucho más directa entre comprador y vendedor. Además de la mejora de visibilidad del comerciante, el sistema amplía los espacios de interacción social al reactivar la vida tanto en el nivel de la calle (mediante colocación de food trucks, o mediante la creación de comunicaciones en plantas baja con los comercios) como en el nivel de las cubiertas, ya que algunas de ellas se hacen accesibles para ello, a modo de jardín público, invitando al desarrollo de


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Le varie fasi dell’intervento: eliminazione della recinzione attuale, realizzazione degli interventi che permettono di accedere alle coperture ed utilizzare i suoi spazi, costruzione di una struttura leggera, economica ed adattabile che serva come passeggiata coperta includendo gli spazi di sosta esterni per le attività commerciali | Las varias fases de la actuación: eliminación del vallado actual, realización de todas las intervenciones que permiten acceder a las cubiertas y aprovechar sus espacios, construcción de una estructura ligera, económica y adaptable que sirva como deambulatorio cubierto incluyendo espacios de estancia exterior para los comercios pagina a fronte | página siguiente Stato attuale sella sezione-tipo delle strade oggetto dell’intervento | Estado actual de la sección-tipo de las calles objecto de la actuación Sezioni rappresentative della trasformazione dello spazio dei percorsi attraverso l’intervento | Secciones representativas de la transformación del espacio de la calle a través de la actuación


‘strips’: dalla strada alla città (e viceversa) • gruppo 3

creando collegamenti al piano terra con le attività commerciali) che al livello delle coperture, dal momento che alcune di loro vengono rese accessibili a questo scopo, come se fossero dei giardini pubblici, favorendo lo sviluppo di ogni tipo di attività civiche. Ciò si traduce in un circuito di connessioni e spazi co-dipendenti sia alla scala della strada (e della città) che a quella degli edifici.

todo tipo de actividades cívicas. Esto da como resultado final un circuito de conexiones y espacios codependientes a escala tanto de la calle-ciudad como de la nave-calle.

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Fotomontaggio di una possibile riconfigurazione delle coperture | Fotomontje de una posible configuraciรณn de las cubiertas Fotomontaggio di possibili scenari di vita sociale nei nuovi spazi delle strade | Fotomontaje de posibles escenarios de vida social en los nuevos espacios de las calles


‘strips’: dalla strada alla città (e viceversa) • gruppo 3

Fotomontaggio di possibili scenari di vita sociale nei nuovi spazi delle strade | Fotomontaje de posibles escenarios de vida social en los nuevos espacios de las calles

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Concept. Densificare ed incrementare gradualmente la porosità e l’intensità d’uso urbana | Concept. Densificar e incrementar gradualmente la porosidad y la intensidad de uso urbana


densità (urbana e sociale) | densidad (urbana y social) Gruppo 4 | Grupo 4 Carmen Lucía Ramo Chamorro, Chiara Arcieri, Enrique Cilleruelo García, Lorenzo Gili

L’approccio progettuale adottato dal nostro gruppo nei confronti del Macrolotto 1 si basa sull’innesco di un processo di densificazione urbana capace di svilupparsi gradualmente nel tempo. L’intenzione espressa dal progetto è quindi quella di potenziare gli spazi già esistenti senza aumentare l’occupazione di suolo, andando a lavorare solo sulla creazione, alla quota zero, di nuovi spazi pubblici di interazione (come piazze attrezzate in cui prevedere, fra le altre cose, aree appositamente destinate allo street food) e favorendo lo sviluppo di una soft mobility interna che consenta il passaggio dei veicoli solo in alcune strade ed in determinate fasce orarie della giornata. Alla quota delle coperture, invece, l’intenzione progettuale è stata quella di sfruttare i capannoni esistenti come base per la creazione di nuovi layers urbani destinati a nuove funzioni e servizi, realizzabili in fasi distanziate nel tempo, sulla base di un ipotetico piano ventennale/trentennale, così da incrementare gradualmente la porosità e l’intensità d’uso urbana; il tutto mediante l’utilizzo di elementi architettonici modulari, aggregabili in sistemi di dimensioni e densità variabili, in base alle caratteristiche delle

El enfoque de proyecto adoptado por nuestro equipo sobre el Macrolotto 1 pretende desencadenar un proceso de densificación urbana que sea capaz de desarrollarse gradualmente en el tiempo. La intención expresada por la propuesta es por tanto la de potenciar los espacios ya existentes sin aumentar la ocupación del suelo, trabajando únicamente sobre la realización, en la planta baja, de nuevos espacios públicos de interacción (como plazas equipadas en las que prever, entre otras cosas, áreas especialmente diseñadas para lo street food) y fomentando el desarrollo de una soft mobility interna que permita el paso de los vehículos sólo en algunas calles y en determinadas franjas horarias. En las cuotas de las cubiertas, sin embargo, la intención del proyecto fue la de aprovechar las naves existentes para crear nuevas capas urbanas destinadas a nuevos usos y equipamientos, que se pueden realizar en fases sucesivas distanciadas en el tiempo, sobre la base de un hipotético plan, dentro de veinte o treinta años, para aumentar gradualmente la porosidad y la intensidad urbana de uso; todo eso se realizaría por medio de elementos arquitectónicos modulares, combinables en sistemas de tamaño


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Schematizzazione delle fasi | Esquematización de las fases

Programma funzionale proposto | Programa funcional propuesto

attività ospitate (tra le quali si può prevedere anche la riallocazione di attività esistenti che dalla quota zero si sposterebbero alla quota di questo nuovo suolo urbano artificiale, liberando così spazio da destinare ai percorsi pedonali e ciclabili ed alle attività di interesse collettivo)

e intensidades variables, según las características de las actividades albergadas (entre las que se puede prever también la relocalización de actividades existentes que se desplazarían desde la planta baja a la cuota de este nuevo suelo urbano artificial, liberando de esta manera espacio para los recorridos peatonales, los carriles bici y las actividades de interés colectivo).


Trasformazione nel tempo | Transformaciones en el tiempo STEP 1 creazione di percorsi verdi ciclo-pedonali e di aree di sosta | Fase 1 creaciรณn de recorridos ciclopeatonales y รกreas de descanso

STEP 2 realizzazione del primo layer urbano destinato a nuove funzioni e servizi | Fase 2 realizaciรณn del primer layer urbano destinado a nuevos usos y equipamientos

STEP 3 realizzazione del secondo layer urbano destinato a nuove funzioni e servizi | Fase 3 realizaciรณn del segundo layer urbano destinado a una ulterior densificaciรณn de usos urbanos


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FASE 2. Interventi sulle coperture per la realizzazione del primo layer: introduzione di nuove aree verdi, realizzazione di sistemi per il riciclo dell’acqua piovana, inserimento di pannelli solari e di elementi di connessione verticale | FASE 2. Actuaciones en las cubiertas para la realización del primer layer: introducción de nuevas áreas verdes, realización de sistemas de reciclado del agua de lluvia, inserción de nuevos paneles solares y elementos de conexión vertical

FASE 3. Ulteriore densificazione: realizzazione del secondo layer che prevede la riallocazione di attività esistenti che dalla quota zero si sposterebbero alla quota di questo nuovo suolo urbano artificiale, liberando così spazio da destinare ai percorsi pedonali e ciclabili ed alle attività di interesse collettivo | FASE 3. Ulterior densificación: realización del segundo layer que prevé la redistribución de las actividades existentes que desde la cuota cero se desplazarían a la cuota del nuevo suelo urbano artificial, liberando de esa forma espacio para la creación de recorridos ciclopeatonales y para las actividades de interés colectivo Fotomontaggi di possibili scenari di vita sociale alle varie quote del progetto | Fotomontajes de posibles escenarios de vida social a las varias cuotas del proyecto Dettaglio di una possibile stratificazione e connessione fra i layers | Detalle de una posible estratificación y conexión entre layers


titolo saggio â&#x20AC;˘ nome cognome

Riflessioni Reflexiones

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learning from macrolotto 1 ovvero: cosa si può fare con la città di prato? | learning from macrolotto 1 es decir: ¿qué se puede hacer con la ciudad de prato? Serafina Amoroso

[L]e nostre parole non corrispondono più al mondo. Quando le cose erano intere, credevamo che le nostre parole le sapessero esprimere. Poi a mano a mano quelle cose si sono spezzate, sono andate in schegge […]. Ma le nostre parole sono rimaste le medesime, non si sono adattate alla nuova realtà. Pertanto, ogni volta che tentiamo di parlare di ciò che vediamo, parliamo falsamente, distorcendo l’oggetto che vorremmo rappresentare. […] Cosa succede quando una cosa non svolge più la propria funzione? È sempre quella cosa, oppure diventa qualcos’altro? […] A meno che non cominciamo ad assimilare il concetto di cambiamento nelle parole d’uso, continueremo ad essere perduti. (Auster, 1998, pp. 82-83)

[L]e nostre parole non corrispondono più al mondo. Quando le cose erano intere, credevamo che le nostre parole le sapessero esprimere. Poi a mano a mano quelle cose si sono spezzate, sono andate in schegge […]. Ma le nostre parole sono rimaste le medesime, non si sono adattate alla nuova realtà. Pertanto, ogni volta che tentiamo di parlare di ciò che vediamo, parliamo falsamente, distorcendo l’oggetto che vorremmo rappresentare. […] Cosa succede quando una cosa non svolge più la propria funzione? È sempre quella cosa, oppure diventa qualcos’altro? […] A meno che non cominciamo ad assimilare il concetto di cambiamento nelle parole d’uso, continueremo ad essere perduti. (Auster, 1998, pp. 82-83)

A fronte della sempre maggiore inadeguatezza del linguaggio e dei tradizionali strumenti definitori e analitico-descrittivi dell’architettura e dell’urbanistica, nei confronti di una realtà in continua trasformazione1, pullulano i neologismi che cercano di interpretare la complessità del presente eludendo le ansie classificatorie del passato e cercando di mettere a punto nuovi statuti inter- e trans-disciplinari, inter- e trans- scalari in grado di gestire tale complessità, giacché la forma architettonica

Ante las cada vez mayores deficiencias del lenguaje y de las herramientas tradicionales definitorias y analítico-descriptivas de la arquitectura y del urbanismo, frente a una realidad en continua transformación1, abundan los neologismos que intentan interpretar la complejidad del presente, eludiendo las ansiedades clasificadoras del pasado y tratando de desarrollar nuevos estatutos inter y transdisciplinarios, inter y transescalares capaces de gestionar esta complejidad, ya que la forma arquitectónica y la forma

1 “[L]a città non è più città, il luogo non è più luogo, lo spazio non ha più frontiere che lo delimitino” (Martinico, 2001, p. 9).

1 “[L]a città non è più città, il luogo non è più luogo, lo spazio non ha più frontiere che lo delimitino” (Martinico, 2001, p. 9).


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e la forma urbana non sono altro che istanze di un processo di trasformazione di un concetto di spazio ben più ampio, che comprende lo spazio progettato, quello costruito e quello vissuto ed abitato (Habraken, 1987, p. 15). La città contemporanea è una urban soup — per definirla con le parole che Dejan Sudjic utilizzò in The 100 Mile City nel 1991 (citato in: Muñoz, 2007, p. 72) — in cui “pockets of traditional urbanism float in among open country, sprawling business parks and vast transport depots” (Sudjic, 2017): pertanto, il centro urbano altro non è che un pezzo di un sistema-zuppa all’interno del quale riveste la stessa importanza degli altri elementi, siano essi centri commerciali, aree industriali, reti infrastrutturali, aree residenziali (e quartieri dormitorio), centri commerciali e direzionali. Si tratta di una nuova (con)formazione (informe) urbana per la quale sono state elaborate varie definizioni, tra cui “outer city, edge city, technopoles, technoburbs, silicon landscapes, metroplex, post-suburbia” (Esposito, 2015), come sottolineano Arturo Blanco, Carmen Espegel e Almudena Ribot nel loro saggio riportato nelle pagine seguenti. Questo materiale (post-)urbano diffuso è caratterizzato da un attributo, la ‘nowness’ (Soja, 2014, p. 89), che lo rende fortemente attrattivo e che lo trasforma in un sistema di nuove centralità urbane di una (im)possibile gerarchia urbano-territoriale: non si tratta né di veri centri né di nuove periferie, bensì di un pluralismo di entità urbane che coesistono una accanto all’altra e dentro l’altra. La città post-urbana, secondo le pre-

urbana no son más que exigencias de un proceso de transformación de un concepto de espacio mucho más amplio, que incluye el espacio proyectado, el espacio construido y el espacio vivido y habitado (Habraken, 1987, p. 15). La ciudad contemporánea es una urban soup — para definirla con las palabras que Dejan Sudjic utilizó en The 100 Mile City en 1991 (citado en: Muñoz, 2007, p. 72) — en la que “pockets of traditional urbanism float in among open country, sprawling business parks and vast transport depots” (Sudjic, 2017): por tanto, el centro urbano no es más que una pieza de un sistema-sopa en el que tiene la misma importancia que los otros elementos, ya sean centros comerciales, áreas industriales, redes de infraestructuras, áreas residenciales (y barrios dormitorio), centros comerciales y edificios de oficinas. Se trata de una nueva (con)formación urbana (informe) para la cual se han elaborado varias definiciones, entre ellas “outer city, edge city, technopoles, technoburbs, silicon landscapes, metroplex, post-suburbia” (Esposito, 2015), tal y como destacan Arturo Blanco, Carmen Espegel e Almudena Ribot en su ensayo, presentado en las siguientes páginas. Este material (post-)urbano expandido tiene una característica, la ‘nowness’ (Soja, 2014, p. 89), que lo hace muy atractivo y lo transforma en un sistema de nuevas centralidades urbanas de una (im)posible jerarquía urbano-territorial: no se trata ni de centros reales ni tampoco de nuevas periferias, sino más bien de un pluralismo de entidades urbanas que conviven una al lado y dentro de la otra. La ciudad


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visioni profetiche di H. G. Wells, è “essentially a bazaar, a great gallery of shops and places of concourse and rendezvous, a pedestrian place, its pathways reinforced by lifts and moving platforms, and shielded from the weather, and altogether a very spacious, brilliant, and entertaining agglomeration” (Wells, 1924, p. 49). Prato è storicamente una realtà urbana multicentrica — in cui elementi naturali ed artificiali hanno creato un nuovo connubio interscalare tra zone fortemente infrastrutturate, inserti verdi naturalizzati e/o agricoli, innesti residenziali, borghi storici, parchi industriali, centri commerciali, etc. — atomizzata in molteplici nodi di una rete che mantiene ancora forti vincoli con la scala geografico-territoriale locale, pur rispondendo, allo stesso tempo, a logiche determinate da una dimensione globale, come sottolineato da Giulio Giovannoni nel suo saggio riportato nelle pagine seguenti. Il Macrolotto 1 è uno dei nodi di questa rete: un tassello di una geografia inter-città (come si diceva nel capitolo introduttivo) che può rappresentare un’area di riconquista dell’urbano e delle sue qualità, giacché i suoi spazi sono già vissuti, frequentati, percorsi ed attraversati come se fossero degli spazi urbani. Paradossalmente, proprio aree di transizione come il Macrolotto 1, “a banal environment from the periphery of the profession” (Theunissen, 2003, p. 30), storicamente nate ai margini dei centri urbani e segnate da una progressiva terziarizzazione, ovvero dal passaggio da un’economia propriamente industriale-produttiva ad una post-industriale, commerciale e di servizi,

post-urbana, de acuerdo con las predicciones proféticas de H. G. Wells, es “essentially a bazaar, a great gallery of shops and places of concourse and rendezvous, a pedestrian place, its pathways reinforced by lifts and moving platforms, and shielded from the weather, and altogether a very spacious, brilliant, and entertaining agglomeration” (Wells, 1924, p. 49). Prato es por su propia historia una realidad urbana multicéntrica — en la que los elementos naturales y artificiales han creado una nueva conjunción inter-espacial entre áreas fuertemente infraestructuradas, insertos verdes naturalizados y/o agrícolas, injertos residenciales, poblados históricos, parques industriales, centros comerciales, etc. — atomizada en múltiples nodos de una red que todavía mantiene fuertes vínculos con la escala geográfica-territorial local, atendiendo al mismo tiempo a lógicas determinadas por una dimensión global, tal y como señala Giulio Giovannoni en su ensayo, presentado a continuación. El Macrolotto 1 es uno de los nodos de esta red: una tesela de una geografía interurbana (como se comentaba en el capítulo introductorio) que puede representar un área de reconquista de lo urbano y de sus cualidades, ya que sus espacios ya se viven, se frecuentan, se recorren y cruzan como si fueran espacios urbanos. Paradójicamente, áreas de transición como el Macrolotto 1, “a banal environment from the periphery of the profession” (Theunissen, 2003, p. 30), nacidas históricamente al margen de los centros urbanos y marcadas por una progresiva terciarización, es decir por el cambio de un mode-

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costituiscono un importante potenziale urbano in quanto “luoghi della non identità e insieme della nuova identità della globalizzazione” (Bradaschia, 2003, p. 31) ovvero di un possibile nuovo tessuto urbano compatto caratterizzato da usi misti ed alta densità, per il quale è necessaria la messa a punto di strategie progettuali resilienti, basate sul riciclo creativo del costruito e sulla sostenibilità ambientale. Sul territorio pratese insistono, ormai, “complessi sistemi di interazioni tra strutture sociali, economiche e modalità d’uso dello spazio fisico” (Martinico, 2001, p. 189) che, intrecciandosi con la dimensione globale della rete del Pronto Moda e delle altre attività economiche, generano spazialità complesse, caratterizzate da tempi e forme d’uso estremamente diversificati. L’irrigidimento dei rapporti tra industrializzazione e urbanizzazione, insieme alla specializzazione non solo degli spazi costruiti per l’industria, bensì anche degli stessi spazi monoculturali urbani che hanno diluito la coesione (fisica e sociale), hanno comportato, in passato, uno sdoppiamento nei sistemi di regolamentazione degli spazi della fabbrica e degli spazi urbani (così come nei relativi modelli di gestione). Però, ora che nel Macrolotto 1 il concetto stesso di attività produttiva si sta evolvendo a favore di attività che si collocano in posizione intermedia tra la produzione di beni materiali e le attività logistiche di controllo e commercializzazione del prodotto, le condizioni normative ed insediative devono necessariamente adeguarsi alle nuove esigenze. La disciplina urbanistica e la pianifi-

lo económico propiamente industrial-productivo a uno post-industrial, comercial y terciario, constituyen justamente un importante potencial urbano en tanto que “luoghi della non identità e insieme della nuova identità della globalizzazione” (Bradaschia, 2003, p. 31) es decir lugares de un posible nuevo tejido urbano compacto caracterizado por usos mixtos y de alta densidad, para el cual es necesario el desarrollo de estrategias de proyecto resilientes, basadas en la reutilización creativa de edificios y en la sostenibilidad ambiental. En el territorio de Prato ya se asientan “complessi sistemi di interazioni tra strutture sociali, economiche e modalità d’uso dello spazio fisico” (Martinico, 2001, p. 189) que, entrelazándose con la dimensión global de la red del Pronto Moda y otras actividades económicas, generan una espacialidad compleja, caracterizada por tiempos y formas de uso extremadamente diversificados. La inflexibilidad de las relaciones entre industrialización y urbanización, junto con la especialización no sólo de los espacios construidos para la industria, sino también de los mismos espacios urbanos monofuncionales que han diluido la cohesión (física y social), han llevado, en el pasado, a un desdoblamiento de los sistemas de reglamentación de los espacios de la fábrica y de los espacios urbanos (así como de los modelos de gestión relacionados). Sin embargo, ahora que en el Macrolotto 1 el propio concepto de actividad productiva se está evolucionando a favor de actividades que se encuentran en una posición intermedia entre la producción de


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cazione territoriale in Italia hanno, in generale, dimostrato, nei confronti delle aree e delle attività industriali, un interesse minore rispetto a quello riservato loro da altre discipline, come, ad esempio, quelle economiche e sociologiche. Le indicazioni presenti nella letteratura tecnica e nella tradizione manualistica hanno avuto, per lo più, carattere prescrittivo, limitandosi a fornire dati quantitativi, distanze minime, indici relativi al rapporto di copertura e superfici medie per addetto in base al settore di attività. È estremamente necessario un cambiamento di paradigma ed un aggiornamento dell’approccio alla pianificazione degli insediamenti produttivi basato sulla definizione di nuovi standards qualitativi e criteri insediativi e su politiche di miglioramento della resilienza medioambientale, economica, sociale che prevedano tipologie ibride di edifici (industriali) capaci di generare nuove aree urbane dense e compatte2. E quali potrebbero essere le caratteristiche di questa densificazione e crescita in termini di compattezza urbana? Partendo dalle premesse progettuali illustrate nella parte iniziale del presente volume, il workshop ha cercato di dare delle risposte a questa domanda lavorando sulla situazione attuale del Macrolotto 1. I sistemi ambientali del passato, quelli della densa città storica, sono cresciuti per sovrapposizione e stratificazione, attraverso proces-

bienes materiales y las actividades logísticas de control y comercialización del producto, las condiciones regulatorias y los patrones de asentamiento deben necesariamente adaptarse a las nuevas necesidades. La disciplina urbanística y la planificación territorial en Italia, en general, han mostrado, por lo que respecta a las áreas y a las actividades industriales, un interés menor en comparación con la atención que otras disciplinas, como la económica y sociológica, les han prestado. Las indicaciones contenidas en la literatura técnica y en los manuales han sido, en su mayoría, prescriptivas, limitándose a proporcionar datos cuantitativos, distancias mínimas, índices relativos a los coeficientes de ocupación del suelo y a los promedios de metros cuadrados por empleado de acuerdo con el sector de actividad. Es extremadamente necesario un cambio de paradigma y una actualización del enfoque de planificación de los distritos productivos, basada en la definición de nuevos estándares cualitativos y nuevos modelos de asentamiento y en políticas de mejora de la resiliencia ambiental, económica y social que proporcionen soluciones tipológicas híbridas de edificios (industriales) capaces de generar nuevas áreas urbanas densas y compactas2. ¿Y cuáles podrían ser las características de esta densificación y crecimiento en términos de compacidad urbana? A partir de las premisas

2 Un esempio di questo nuovo approccio è quello del progetto per l’eco-parco industriale del Torrent Estadella a Barcellona, elaborato dagli architetti e urbanisti Eduard Balcells e Honorata Grzesikowska (si veda: Franco, 2015)

2 Un ejemplo de este nuevo enfoque es el proyecto para el ecoparque industrial del Torrent Estadella en Barcelona, elaborado por los arquitectos y urbanistas Eduard Balcells e Honorata Grzesikowska (véase: Franco, 2015)

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si (formali, informali e spontanei) di intensificazione basati sul riuso dell’esistente, sulla sostituzione di funzioni, su innesti (superfetazioni e plug-in) di nuovi spazi su tipologie edilizie esistenti. Attraverso una ri-lettura in chiave contemporanea di questi strumenti spaziali nonché dei tropi dello spazio urbano della città storica (il poché3, lo spazio porticato, la soglia, per citarne alcuni) si possono individuare nuove strategie progettuali capaci di creare una nuova urbanità (intensità, densità, adattabilità, flessibilità, diversità, accessibilità, sostenibilità). In questa nuova dimensione urbana immaginata per il Macrolotto 1, emergono tipologie ibridate di spazio collettivo le cui potenzialità devono ancora essere esplorate. Densificazione, intensificazione, ibridazione e coscienza del limite Le proposte del workshop per il Macrolotto 1 si appellano ad un concetto di densità che difficilmente può considerarsi come il semplice risultato di una sovrapposizione di layers, programmi o protocolli strategici bidimensionali (o addirittura monodimensionali). “In Cities Full of Space, Uytenhaak (2008) states that an overall sense of density results from the number, diversity, proximity and intensity of people, structures and infrastructures, movements 3 Si vedano su concetto di poché: Toscani, C. 2011, L’invariante architettonico e urbano del poché, Maggioli, Santarcangelo di Romagna; Toscani C. 2011, Le forme del vuoto: spazi di transizione dall’architettura al paesaggio: progetti strategie e ricerche per la citta contemporanea, Maggioli, Santarcangelo di Romagna; Toscani, C. 2014, Verso un principio di urbanità contemporaneo, «Arcduecittà n. zero Italia. Architettura, città, ricerca», Altralinea, Firenze, p. 3.

proyectuales expuestas en la parte inicial de este volumen, el workshop ha tratado de dar respuesta a esta pregunta trabajando sobre la situación actual del Macrolotto 1. Los sistemas ambientales del pasado, los de la ciudad histórica densa, crecieron por apilamiento y estratificación, a través de procesos (formales, informales y espontáneas) de intensificación basados en la reutilización del patrimonio construido existente, en la sustitución de usos, en injertos (superposiciones y plug-in) de nuevos espacios en tipologías edilicias existentes. A través de una relectura en clave contemporánea de estas herramientas espaciales y de los tropos del espacio urbano de la ciudad histórica (el poché3, la galería, el umbral, para nombrar unos pocos) se pueden identificar nuevas estrategias proyectuales capaces de crear una nueva urbanidad (intensidad, densidad, adaptabilidad, flexibilidad, diversidad, accesibilidad, sostenibilidad). En esta nueva dimensión urbana pensada para el Macrolotto 1, surgen tipologías hibridadas de espacio colectivo cuyo potencial aún queda por explorar. Densificación, intensificación, hibridación y conciencia del límite Las propuestas del workshop para el Macrolotto 1 apelan a un concepto de densidad que 3 Acerca del concepto de poché, véanse: Toscani, C. 2011, L’invariante architettonico e urbano del poché, Maggioli, Santarcangelo di Romagna; Toscani C. 2011, Le forme del vuoto: spazi di transizione dall’architettura al paesaggio: progetti strategie e ricerche per la citta contemporanea, Maggioli, Santarcangelo di Romagna; Toscani, C. 2014, Verso un principio di urbanità contemporaneo, «Arcduecittà n. zero Italia. Architettura, città, ricerca», Altralinea, Firenze, p. 3.


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and urban activities. Urban density is thus understood as a relational and dynamic phenomenon” (Cho, Heng & Trivic, 2016, p. 3). Ed è proprio nella qualità delle interazioni fra gli elementi che risiede la chiave di volta della vitalità di uno spazio urbano dinamico, adatto a trasformazioni programmatiche, al confronto ed al dialogo (Cho, Heng & Trivic, 2016, p. 4). Il concetto di densità urbana deve dunque essere ridefinito in funzione di quello di intensità urbana e di ibridazione, generando un concetto multi-funzionale di spazio che permette, grazie alla sua adattabilità e porosità, un’ampia varietà e pluralità di usi. Alla scala territoriale, gli edifici del Macrolotto 1 costituiscono di per sé una sorta di contrappunto dimensionale, un fuori scala che è già capace di fare gerarchia (Boeri, 2011, p. 13); alla scala architettonica, questi grandi contenitori possiedono delle potenzialità inerenti in termini di ‘capacità’ di trasformazione ed adattamento a nuove condizioni di utilizzo. Lavorando sia sulle facciate che sulle coperture, nonché sugli spazi di ‘pertinenza ambigua’ (De Sola Morales, 1999), sono emerse, durante il workshop, alcune proposte progettuali che reinterpretano sia il concetto di edificio ibrido che il tropo architettonico del poché al dissociare la corrispondenza tra involucro e volume spaziale, generando, sia in pianta che in alzato, un nuovo ‘suolo’ urbano abitato, uno spazio in-between che diventa ambiguamente parte tanto dell’edificio quanto del contesto urbano, dovendo, conseguentemente, rispondere alle esigenze d’uso delle attività

difícilmente puede considerarse como el simple resultado de una superposición de capas, programas o protocolos estratégicos bidimensionales (o incluso unidimensionales). “In Cities Full of Space, Uytenhaak (2008) states that an overall sense of density results from the number, diversity, proximity and intensity of people, structures and infrastructures, movements and urban activities. Urban density is thus understood as a relational and dynamic phenomenon” (Cho, Heng & Trivic, 2016, p. 3). Y precisamente la calidad de las interacciones entre los elementos constituye la piedra angular de la vitalidad de un espacio urbano dinámico, adecuado para transformaciones programáticas, para la comparación y el diálogo (Cho, Heng & Trivic, 2016, p. 4). Consiguientemente, el concepto de densidad urbana debe redefinirse en función de el de intensidad urbana y de hibridación, lo que genera un concepto multi-funcional de espacio que permite, gracias a su capacidad de adaptación y a su porosidad, una amplia variedad y pluralidad de usos. A escala territorial, los edificios del Macrolotto 1 son en sí mismos una especie de contrapunto dimensional, un ‘fuera de escala’ que ya de por sí es capaz de generar jerarquía (Boeri, 2011, p. 13); a escala arquitectónica, estos grandes contenedores poseen las potencialidades inherentes en términos de ‘capacidad’ de transformación y adaptación a nuevas condiciones de uso. Trabajando tanto en las fachadas como en las cubiertas y en los espacios de ‘pertenecia ambigua’ (De Sola Morales, 1999), han surgido, durante el taller, al-

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produttive e commerciali e, al tempo stesso, ad esigenze di ospitalità, comfort ed accoglienza. Questa operazione, richiamando il concetto spaziale dello spazio porticato della città storica, trasforma la facciata in una figura spaziale più ambigua, in un dispositivo funzionale attivo della vita sia della strada che dell’edificio. “The enclosed private domain is transcended by the inclusion of arcades. […] The city is turned inside out, both spatially and also as far as the principle of its accessibility is concerned” (Hertzberger, 2005, p. 77). La interazione dialettica ed oppositiva tra spazi interni ed esterni, tra privato e collettivo, viene quindi messa in discussione, e pertanto gli stessi grandi interni dei capannoni industriali possono trasformarsi in spazi urbani coperti. Urbanizzare il privato, questo è il concetto: assorbirlo, cioè, nella sfera del pubblico (De Sola Morales, 1999). Gli spazi del Macrolotto 1 possono diventare degli spazi urbani ibridati, secondo un concetto di ibridazione che non si ottiene semplicemente dalla compresenza, all’interno di una stessa struttura architettonica, di miscugli polifunzionali o spaziali. Si tratta di qualcosa di più complesso che richiede una forte interazione (in termini di intensificazione ed attivazione reciproca) tra elementi sia spaziali / formali — ed in questo senso risulta fondamentale il ruolo non solo della ‘pianta’ bensì anche della ‘sezione’ come strumento di lettura e matrice progettuale — che funzionali (in termini di compresenza di funzioni che permettano usi compatibili dello stesso spazio e che interagiscano mutuamente per attivarlo) ed operati-

gunas propuestas proyectuales que reinterpretan tanto el concepto de edificio híbrido como el tropo arquitectónico del poché ya que disocian la correspondencia entre envolvente y volumen espacial, generando, tanto en planta como en sección, un nuevo ‘suelo’ habitado urbano, un espacio in-between que de manera ambigua forma parte tanto del edificio como del entorno urbano, teniendo, por ende, que responder a la vez a las necesidades de uso de las actividades productivas y comerciales y a las necesidades de hospitalidad, comodidad y recepción. Esta operación, invocando el concepto espacial de los pórticos de la ciudad histórica, transforma la fachada en una figura espacial más ambigua, en un dispositivo funcional activo de la vida tanto de la calle como del edificio. “The enclosed private domain is transcended by the inclusion of arcades. […] The city is turned inside out, both spatially and also as far as the principle of its accessibility is concerned” (Hertzberger, 2005, p. 77). La interacción dialéctica y opositiva entre espacios internos y externos, entre lo privado y lo colectivo, se ve por tanto cuestionada, y los mismos grandes espacios interiores de las naves industriales pueden, entonces, transformarse en espacios urbanos cubiertos. Urbanizar lo privado, este es el concepto: absorberlo, es decir, en la esfera pública (De Sola Morales, 1999). Los espacios del Macrolotto 1 pueden convertirse en espacios urbanos híbridados, según un concepto de hibridación que no se obtiene simplemente a partir de la coexistencia, dentro de la misma estructura arquitectónica, de


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vi/gestionali (in termini di continua rinegoziazione dei confini, ormai porosi, tra pubblico e privato, per ridefinire i concetti di soglia, accessibilità, uso, occupazione, appropriazione) (si veda: Cho, Heng & Trivic, 2016, p. 6-7). Il Macrolotto 1 geograficamente occupa il ‘limite’ meridionale del sistema urbano pratese; lavorare quindi sulla risignificazione urbana di quest’area rappresenta un atto etico di riparazione — come sottolinea Flaviano Maria Lorusso nel suo saggio riportato nelle pagine seguenti — capace di interpretare le dinamiche già in atto per trasformarle in una risorsa per il futuro; costituisce, in altre parole, una presa di coscienza, la consapevolezza del limite, che possa agire come strumento di autolimitazione nell’agire architettonico, nel costruire, nell’occupare ulteriormente un territorio con cui, invece, occorre ristabilire una nuova relazione e nuovi criteri non più antropocentrici (Boeri, 2011, p. 110) di crescita in compattezza, di adattabilità e reversibilità.

mezclas polifuncionales o espaciales. Es algo más complejo que requiere una fuerte interacción (en términos de intensificación y activación mutua) entre elementos espaciales/ formales — y, en este sentido, es fundamental no sólo el papel de la ‘planta’ sino también el de la ‘sección’ como herramienta de lectura y matriz del proyecto — y funcionales (en términos de coexistencia de funciones que permiten usos compatibles del mismo espacio y que interactúan mutuamente para activarlo), aparte de operacionales/administrativos (en términos de renegociación continua de las fronteras, ya porosas, entre público y privado, redefiniendo los conceptos de umbral, accesibilidad, uso, ocupación, apropiación) (véase: Cho, Heng & Trivic, 2016, p. 6-7). El Macrolotto 1 ocupa geográficamente el ‘límite’ sur del sistema urbano de Prato; trabajar en la resignificación urbana de esta área representa un acto ético de reparación — tal y como se indica en el ensayo de Falviano Maria Lorusso, presentado en las páginas siguientes — capaz de interpretar las dinámicas ya existentes para transformarlas en un recurso para el futuro; en otras palabras, constituye una toma de conciencia del límite, una manera para comprenderlo que puede actuar como un instrumento de autolimitación del qué hacer arquitectónico, en el construir, en el ocupar ulteriormente un territorio con el cual, en cambio, es necesario restablecer una nueva relación y nuevos criterios, que ya no son antropocéntricos (Boeri, 2011, p. 110), de crecimiento en compacidad, adaptabilidad y reversibilidad.

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pezzi di ‘città generica’. intervenire su strutture post-industriali produttive. il macrolotto 1 a prato | pedazos de ‘ciudad genérica’. intervención en estructuras post-industriales productivas. el macrolotto 1 de prato Arturo Blanco, Carmen Espegel, Almudena Ribot

Ci sono spazi urbani che gli architetti di solito non prendono in considerazione perché non li considerano un territorio adeguato allo sviluppo di alcun progetto architettonico. La post-periferia, questa nuova formazione metropolitana in tutte le sue possibili varianti formali — technoburbs (Fishman, 1987), edge cities (Garreau, 1991), edgeless cities (Lang, 2003) o exurbia (Soja, 2000) — ci si presenta come un luogo dotato di alto potenziale in cui è possibile sperimentare situazioni programmatiche intense, correzioni tipologiche e nuove pratiche di occupazione. “The real basis of the new city is the invisible web of advanced technology and telecommunications that has been substituted for the face-to-face contact and physical movement of older cities” (Fishman, 1987, p. 17). La post-periferia contiene parchi industriali, complessi direzionali, centri commerciali, centri tecnologici legati alla ricerca universitaria o vari tipi di combinazioni fra questi elementi. Inoltre, è collegato attraverso infrastrutture viarie e ferroviarie di grande potenza, che forniscono e risolvono le loro esigenze logistiche, motore di crescite future, e che, sotto certi aspetti, li rendono qualcosa di meno periferico

Hay localizaciones urbanas a las que habitualmente los arquitectos no miran pues sienten que ese territorio no es un lugar para el desarrollo de ningún proyecto de arquitectura. El post-suburbio, esta nueva constitución metropolitana, en todas sus posibles variaciones formales — technoburbs (Fishman, 1987), edge cities (Garreau, 1991), edgeless cities (Lang, 2003) o exurbia (Soja, 2000) — se nos presenta como un lugar con un extremo potencial para testar situaciones programáticas intensas, correcciones tipológicas y nuevas prácticas de ocupación. “The real basis of the new city is the invisible web of advanced technology and telecommunications that has been substituted for the face-to-face contact and physical movement of older cities” (Fishman, 1987, p. 17). El post-suburbio contiene parques industriales, complejos de oficinas, centros comerciales, centros tecnológicos ligados a la investigación universitaria o algún tipo de combinación entre los cuatro. Además, está enlazado por unas infraestructuras viarias y ferroviarias de gran potencia que abastecen y resuelven la logística de estos lugares, motor de futuros crecimientos, que, en cierta manera, hacen que el post-suburbio se transforme en algo menos su-


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e più urbano, nella misura in cui si combinano residenza e lavoro, aprendo le porte a quella che potremmo denominare una nuova urbanità. La questione centrale è la riconfigurazione di questi tessuti indeterminati sviluppatisi alle spalle della città, sostenuti da una potente infrastruttura e delimitati, nella maggior parte dei casi, da contesti naturali e agricoli. La combinazione di queste tre componenti, ovvero natura, infrastruttura e produzione, fa di queste isole un luogo potenziale per sviluppare, dal punto di vista dalla disciplina architettonica, modelli economici produttivi emergenti che rendano compatibili residenza, ozio, lavoro e paesaggio, partendo da una sensibilità medioambientale che agglutina consumo, cultura e benessere. Si deve tenere in considerazione che l’esistente ha un valore, per lo meno materiale, anche quando si tratta di architetture apparentemente senza importanza e adattate per ragioni economiche alla loro funzione specifica. L’introduzione di programmi complementari all’esistente, che migliorino i nuovi spazi di relazione di questi luoghi che sono diventati da industriali a commerciali, si potrà realizzare manipolando quello che già c’è con i seguenti meccanismi progettuali: impilare, perforare, compattare, infiltrare, riempire, invadere, far scivolare, coprire, accavallare, collegare, innestare, fessurare, impiantare, laminare, piegare o svuotare. L’opportunità di ripensare una post-periferia come il Macrolotto 1, attraverso il workshop svoltosi nella città di Firenze, ha comportato la possibilità di acquisire un repertorio di strumenti progettuali che già sono presenti

burbial y más urbano en la medida en que combina residencia y trabajo, entrando en lo que podríamos denominar una nueva urbanidad. El argumento sería la reconfiguración de estos tejidos indeterminados desarrollados a espaldas de la ciudad, apoyados en una infraestructura poderosa y limitados en la mayor parte de los casos por entornos naturales y agrícolas. La combinación de estos tres componentes, naturaleza, infraestructura y producción, hace de estas islas un lugar potencial para, desde la disciplina arquitectónica, desarrollar modelos económicos productivos emergentes que compatibilicen vivienda, ocio, trabajo y paisaje, desde una sensibilidad medioambiental que aglutine consumo, cultura y bienestar. Se tendrá en cuenta que lo existente tiene valor, al menos el material, aun a pesar de tratarse de arquitecturas aparentemente sin importancia y ajustadas económicamente a su función específica. La introducción de programas complementarios al existente que mejoren los nuevos espacios de relación de estos lugares que han pasado de industriales a comerciales se podría realizar manipulando lo ya dado con mecanismos de tipo: apilar, perforar, compactar, infiltrar, rellenar, invadir, deslizar, cubrir, encabalgar, enlazar, injertar, fisurar, implantar, laminar, plegar o vaciar. La oportunidad de repensar un post-suburbio como el Macrolotto 1 de Prato, desde el workshop desarrollado en la ciudad de Florencia, supone adquirir una colección de herramientas proyectuales que están presentes en el centro histórico de la ciudad y que son exporta-


pezzi di ‘città generica’ • arturo blanco, carmen espegel, almudena ribot

nel centro storico della città e che si possono esportare, risultando estremamente interessanti come tattiche di progetto da utilizzare in altri contesti (come, in questo caso, la post-periferia di Prato). Per poter capire fino in fondo la portata di questi strumenti, basti pensare che la storia della città annovera in abbondanza esempi di sovrapposizioni realizzate in diversi momenti, che conferiscono un nuovo significato a ciò che resta nelle zone sottostanti, costruendo strati collegati fra di loro ed intensificando le condizioni di quelli esistenti. Con l’incorporazione nella città di nuovi usi si producono perforazioni che — a volte, attraverso riempimenti di diversa natura e materialità e, altre volte, seguendo strategie di innesto — propongono nuove realtà e impulsi nella gestione del tessuto urbano, costruendo materialità diverse da quelle che formano irrimediabilmente ciò che già esiste. In altre situazioni, sfruttando fratture localizzate nei tessuti con cui si lavora, si producono infiltrazioni che iniettano nuovi usi compatibili che trasformano le condizioni delle formazioni fratturate, implementando aree di trasformazione concrete. Con queste operazioni si generano differenti aree di interferenza che possono contaminare positivamente qualunque zona urbana e riqualificarla. In altri casi, le tattiche di intervento risultano più delicate e prendono le mosse da processi di slittamento attraverso interventi leggeri che partono dai piani orizzontali della quota del suolo o della copertura, oppure da parametri

bles y de gran interés como tácticas de proyecto para otros contextos, como en este caso el post-suburbio de Prato. Describiendo algunas de estas herramientas, la historia de la ciudad está repleta de apilamientos construidos en diferentes momentos que dan un nuevo sentido a lo que va quedando en las zonas inferiores, construyendo estratos relacionados e intensificando las condiciones de las capas existentes. Con la incorporación en la ciudad de nuevos usos se producen perforaciones que, a veces, a través de rellenos de diferente condición y materialidad y, otras, siguiendo estrategias de injertado, proponen nuevas realidades e impulsos en la gestión del tejido urbano, al construir materialidades distintas que transforman irremediablemente lo preexistente. En otras ocasiones, aprovechando fisuras localizadas en los tejidos con los que se opera, se producen infiltrados que inyectan nuevos usos compatibles que transforman las condiciones de las formaciones fisuradas, implementando zonas concretas de transformación. Con estas operaciones se generan diferentes áreas de injerencia que pueden contaminar positivamente cualquier zona urbana y re-cualificarla. En otros casos, las tácticas de actuación son más suaves y se generan desde procesos de deslizamiento con intervenciones ligeras desde los planos horizontales del suelo o de la cubierta, o bien desde parámetros temporales que asumen nuevas necesidades acotadas en el tiempo. En algunos momentos, pueden llegar a ser más duras, al operar desde la compac-

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temporali che assumono nuove esigenze d’uso vincolate al tempo. In certi momenti, possono risultare più forti, lavorando sulla compattezza, aumentando radicalmente le densità ed offrendo trasformazioni positive di luoghi originariamente obsoleti. Sempre nella città storica hanno origine altri tipi di operazioni come quelle che generano pieghe spaziali, che organizzano dilatazioni e contrazioni, modificando gli equilibri della città e realizzando percorsi alternativi. Allo stesso modo, risultano evidenti le tattiche del vuoto; sebbene a prima vista si possano considerare dannose, permettono la ricostruzione di nuove condizioni nei pieni che aprono nuove possibilità risolutive. Ritornando alla post-periferia di Prato, le condizioni generate dalle preesistenze possono facilitare in molti casi modalità di invasione e contaminazione positiva delle infrastrutture industriali esistenti. In maniera analoga a quelle prodotte all’interno della città storica, le trasformazioni di realtà impreviste, dotate di alto potenziale architettonico, sono catalizzatrici di nuovi impulsi trasformativi. Questi complessi suburbani possiedono, come abbiamo già detto, un grande potenziale, giacché risultano molto ben collegati e possono contare con notevoli infrastrutture. Ci interessa la loro posizione strategica, ma anche il loro potenziale valore interno. L’attività industriale in funzione per la quale furono concepiti già non è di nessuna utilità nella nostra società dell’informazione; nonostante ciò, ci ritroviamo con dei resti all’interno dei quali riusciamo a preve-

tación, aumentando radicalmente las densidades y ofreciendo transformaciones positivas de lugares en principio obsoletos. También se originan en la ciudad histórica otras operaciones como las de plegado, que organizan dilataciones y estrechamientos, al modificar los balances de la ciudad y construir recorridos alternativos. Asimismo, las tácticas de vaciado son evidentes; aunque a primera vista puedan considerarse dañinas, permiten reconstruir nuevas condiciones en los llenos que dejan nuevos caminos de resolución. Volviendo al post-suburbio de Prato, las condiciones que generan las preexistencias permiten en muchos casos modos de invasión o de contaminación positiva de las infraestructuras industriales existentes. De manera similar a las producidas en la ciudad histórica, las transformaciones de realidades no previstas, con alto potencial arquitectónico, son catalizadores de nuevos impulsos de transformación. Estos complejos suburbiales tienen, como decíamos, un gran potencial, pues están bien conectados y cuentan con amplias infraestructuras. Nos interesa su posición estratégica pero también su potencial valor interno. La función industrial con la que fueron concebidos ya no es útil en nuestra sociedad informacional, sin embargo, nos encontramos con unos restos en los que prevemos gran capacidad de recuperación; podríamos considerarlos surrealistas cadáveres exquisitos. En este contexto de reestructuración, las preguntas podrían ser: ¿qué interesaría recuperar?, ¿qué tiende a permanecer y qué partes


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dere una grande capacità di recupero, potendo considerarli come surrealisti cadavres exquis. In questo contesto di ristrutturazione, potrebbero nascere le seguenti domande: cosa vale la pena recuperare? Quali parti possono considerarsi come permanenze e quali risultano essere più contingenti? Organizzando il materiale di lavoro con ordine, dal più permanente al più provvisorio, lo sistemeremmo nel seguente modo. Le strutture industriali si associano abitualmente a strutture urbane a maglie regolari, ampie e semplici; normalmente si organizzano a partire da strade ortogonali e abbastanza ampie. Si tratta di infrastrutture ben attrezzate che sono in grado di ospitare altri usi. È possibile concepire il loro riutilizzo con piccoli aggiustamenti, per esempio, nello spazio pubblico, ampliando i marciapiedi o introducendo luoghi di sosta, corridoi verdi e alberature o proponendo nuovi percorsi trasversali o inserendo nuovi spazi collettivi, sostituendo alcuni capannoni, o migliorando le loro dotazioni tecniche con impianti a gas, fibra ottica o sistemi di regolazione solare. Anche le strutture portanti di questi capannoni possono risultare efficaci. Spesso si tratta di strutture di cemento che hanno sostenuto carriponte e macchinari di grandi dimensioni, mentre altre volte si tratta di capannoni più leggeri, in struttura metallica e di un sol piano. In ogni caso, sono sempre edifici regolari e ripetitivi e, cosa ancora più interessante, dotati di luci strutturali abbastanza ampie. In altre parole, abbiamo a che fare con maglie struttu-

son más contingentes? Ordenándolo desde lo más permanente a lo más eventual, lo sistematizaríamos de la siguiente manera. Las estructuras industriales habitualmente van asociadas a disposiciones urbanas regulares, amplias y sencillas; normalmente se organizan a partir de calles ortogonales y de buena anchura. Se trata de infraestructuras bien dotadas de instalaciones que son muy capaces de dar entrada a otros usos. Es posible pensar en su reutilización con pequeños ajustes, por ejemplo, en el espacio público, ampliando aceras o introduciendo lugares estanciales, corredores verdes y arbolado o proponiendo nuevas vías transversales o insertando nuevos espacios colectivos al sustituir alguna nave, o bien mejorando sus instalaciones con dotaciones de gas, fibra óptica o sistemas de control solar. Las estructuras portantes de estas naves también resultan eficaces. Muchas veces son estructuras de hormigón que han soportado puentes grúas y grandes maquinarias, mientras que en otras ocasiones son naves más ligeras, de estructura metálica y una sola planta. En todo caso, éstas son siempre regulares y repetitivas y, lo que es aún más interesante, de luces estructurales bastante amplias. Es decir, nos encontramos unas mallas neutras, modulares y genéricas; lo que las predispone a absorber infinidad de nuevos programas. De nuevo es factible proyectar adaptaciones: desmontaje, sustitución de algunos módulos, ampliación, superposición de cargas… Los sistemas o núcleos de comunicación de este tipo de estructuras industriales se pensaron

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rali neutre, modulari e generiche, caratteristica che le predispone ad assorbire un’infinità di nuovi programmi funzionali. È fattibile anche in questo caso progettare adattamenti: smontaggi, sostituzioni di alcuni moduli, ampliamenti, sovrapposizioni di carichi… I sistemi o nuclei di collegamento di questo tipo di strutture industriali furono concepiti per un uso produttivo e si trovano solitamente distanziati fra di loro. L’azione progettuale più interessante comporterebbe infra-strutturare questi supporti, tenendo in considerazione la struttura portante, ma anche i collegamenti ed i flussi degli impianti tecnici. Questi entreranno in gioco nelle quantità e nelle modalità necessarie in base ai programmi che occuperanno i nuovi supporti. I sistemi di tamponamento di questi edifici industriali sono forse la parte più debole di ciò che può essere recuperato. Nonostante il fascino della semplice disposizione dei vuoti e dei pieni con cui queste facciate sono solite lavorare, normalmente non si adeguano alle necessità energetiche dei nuovi usi. Le questioni principali sono di solito quelle relazionate con la mancanza di perimetro a contatto con l’esterno e con la gestione dell’aria, della luce e della ventilazione. In questi termini, è possibile pensare a nuove corti, modificare i perimetri ed adattare il fattore di forma ai nuovi usi, persino quelli di scala più minuta come la residenza. Riciclare le realtà suburbane post-industriali implica quindi accettare l’esistente, rendendo poroso il tessuto per dotare di spazi pubblici e re-infrastrutturare i contenitori, raggiungendo

para un uso productivo y suelen estar distantes entre sí. La acción más interesante pasa por infra-estructurar estos soportes, atendiendo al armazón portante, pero también a sus comunicaciones y flujos de instalaciones. Estos entrarán en carga en el número y manera necesaria según los programas que ocupen los nuevos soportes. El cerramiento de estas naves es quizá la parte más débil de lo recuperable. A pesar de la atractiva simple disposición de huecos y macizos con los que suelen trabajar estas fachadas, normalmente no se adecúan a las necesidades energéticas de los nuevos usos. El principal asunto suele ser la falta de perímetro en contacto con el exterior, el aire, la luz y la ventilación. En este sentido, es posible pensar en nuevos patios, modificar perímetros y adaptar el factor de forma a los nuevos usos, incluso a aquellos más menudos como la vivienda. Reciclar los suburbios post-industriales pasa entonces por aceptar lo que existe, esponjar el tejido para dotar de espacios públicos y re-infraestructurar los contenedores, alcanzando la densidad e hibridación que caracterizan a nuestras ciudades favoritas. Se trata pues de refundar unas estructuras dadas con tipologías híbridas que ofrezcan nuevas formas de socialización, consumo, ocio y prácticas comerciales y culturales, trabajando a escalas muy diversas, desde la territorial hasta la del volumen edificado. El proyecto se plantea como un trabajo de investigación capaz de demostrar la capacidad de la arquitectura para describir, analizar, in-


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la densità e l’ibridazione che caratterizzano le nostre città favorite. Si tratta quindi di rifondare delle strutture date con tipologie ibride che offrano nuove forme di socializzazione, consumo, ozio e pratiche commerciali e culturali, lavorando a scale molto diverse, dalla territoriale a quella dell’edificio. Il progetto si configura come un lavoro di ricerca capace di dimostrare la capacità dell’architettura di descrivere, analizzare, interpretare e poetizzare la realtà esistente. La ricerca e la sperimentazione mostrano altri modi di fare città in aree, come quella del Macrolotto 1, che hanno il vantaggio di essere luoghi, quasi privi di regolamentazioni e convenzionalismi, in cui è possibile realizzare queste correzioni tipologiche. Il progetto, con un’elevata capacità proiettiva, permette di pensare in maniera propositiva per far emergere nuovi modi di comprendere ed abitare la città ed il territorio. Questi pezzi di ‘città generica’ associata a grandi infrastrutture di comunicazione si stanno riproducendo in tutte le città del mondo ed acquisiscono sempre più importanza. L’intervento e la riconversione di queste aree è qualcosa che si sta realizzando nei paesi nordici come una possibilità di sviluppo urbano. In questo senso, le intenzioni del workshop sul ruolo propositivo degli architetti sul futuro della città sono state chiare fin dall’inizio. La condizione proiettiva su cui si è impostato tutto il lavoro ha richiesto agli studenti lo sviluppo di un punto di vista spregiudicato e costruttivo, e pertanto i progetti elaborati si sono dotati di un alto grado di ambizione e valore sperimentale.

terpretar y poetizar sobre una realidad dada. La investigación y la experimentación muestran otros modos de hacer ciudad en un área cuya ventaja radica en ser un lugar idóneo sin regulaciones y convencionalismos, donde se realizarán esas correcciones tipológicas. El proyecto con una elevada capacidad prospectiva permite pensar de manera propositiva para que haga emerger nuevas posibilidades de comprender y habitar la ciudad y el territorio. Estos pedazos de ‘ciudad genérica’ asociada a grandes infraestructuras de comunicación se reproducen en todas las ciudades del mundo y cada vez toman una mayor envergadura. La intervención y reconversión de estas áreas es algo que se está realizando en muchos países nórdicos como una vía de desarrollo urbano. En este sentido, el workshop partió con un claro posicionamiento sobre el papel propositivo de los arquitectos en cuanto al futuro de la ciudad. La condición prospectiva con la que se ha planteado ha implicado por parte de los estudiantes una mirada desprejuiciada y constructiva, por lo que los ejercicios proyectuales elaborados tienen un alto grado de ambición y valor experimental.

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Riferimenti bibliografici Referencias bibliográficas Allen S., Mcquade M. 2011, Landform Building: Architecture´s New Terrain, Princeton University School of Architecture, Princeton (N. J.); Lars Muller Publishers, Baden (Switzerland). Fishman R. 1987, Bourgeois Utopias: The Rise and Fall of Suburbia, Basic Books, New York. Garreau J. 1991, Edge City: Life on the New Frontier, Anchor Book sed., New York. Groys B. 2005, Sobre lo nuevo: ensayo de una Economía cultural. Ed. Pre-Textos, Valencia. Harvey, D. 1996, Justice, Nature & the Geography of Difference. Part II “The Nature of Environment”, Blackwell, Oxford. Koolhaas, R. 2003, La ciudad genérica. Gustavo Gili Mínima, Barcelona, 2011. Lang, R. 2003, Edgeless cities: Exploring the Elusive Metropolis, Brookings Institution Press, Washington D.C. Lefebvre, H. 1973, De lo Rural a lo Urbano. Península, Barcelona. Mostafavi, M., Doherty G. 2014, Urbanismo ecológico. Gustavo Gili, Barcelona. Soja, E. W. 2000, Postmetropolis: Critical Studies of Cities and Regions, Willey, Nueva York. Waldheim, C. 2006, The Landscape Urbanism, Princeton Architectural Press, Princeton.


la città di sopra: il macrolotto 1 come opportunità | la ciudad de arriba: el macrolotto 1 como oportunidad Giulio Giovannoni

Nella letteratura anglosassone di economia urbana il punto di una città dove la rendita fondiaria è massima, cioè dove gli immobili costano di più, è indicato come hundred percent location, traducibile letteralmente come ‘località cento per cento’. Infatti, il valore di qualsiasi area urbana può essere espresso come percentuale di questo valore massimo. La hundred percent location è anche un luogo di intensa vita sociale: dove è alta la rendita, infatti, sono in genere alte anche la densità fondiaria e demografica e l’intensità d’uso. Pur non avendo il valore di una legge universale, questa correlazione tra rendita e socialità coglie un aspetto fondamentale del funzionamento sociale ed economico delle città. Del resto, essa è in linea con la teoria dell’offerta di rendita di Alonso (1964), secondo cui la rendita e la densità raggiungono l’apice nel baricentro urbano e diminuiscono progressivamente allontanandosi verso la periferia. Sebbene dopo Alonso la città sia esplosa e le centralità si siano moltiplicate, le leggi economiche che ne regolano il funzionamento restano sostanzialmente invariate. Alla luce di questa banale considerazione è interessante confrontare i valori immobiliari del

En la literatura anglosajona de economía urbana, el punto de una ciudad donde la renta de suelo es máxima, es decir, donde los inmuebles valen más, se indica como hundred percent location, literalmente traducible como ‘localidad al cien por cien’. De hecho, el valor de cualquier área urbana se puede expresar como un porcentaje de este valor máximo. La hundred percent location es también un lugar de vida social intensa, pues donde la renta es alta, la edificabilidad y la densidad de población y la intensidad de usos también suelen ser altas. Aunque no tenga el valor de una ley universal, esta correlación entre renta y sociabilidad captura un aspecto fundamental del funcionamiento social y económico de las ciudades. Además, está en línea con la teoría de la oferta de rentas de Alonso (1964), según la cual la renta y la densidad alcanzan el ápice en el centro de gravedad urbano y disminuyen progresivamente, alejándose hacia la periferia. Aunque después de Alonso la ciudad haya explotado y las centralidades se hayan multiplicado, las leyes económicas que regulan su funcionamiento permanecen prácticamente invariadas. A la luz de este asunto trivial, es interesante comparar los valores inmobiliarios del Macro-


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Macrolotto 1 con quelli del centro storico di Prato. I capannoni commerciali e produttivi del Macrolotto sono affittati mediamente a 15 €/mq al mese1. Per contro, le abitazioni del centro storico di Prato si aggirano attorno ai 7-8 €/mq2. Nonostante la loro struttura prefabbricata, i loro tetti talvolta in amianto, il loro basso costo di costruzione, le loro caratteristiche certamente non di lusso, i capannoni di periferia costano il doppio delle case in centro: con cento metri di capannone si ‘comprano’ duecento metri di case. Quindi il Macrolotto 1 è la hundred percent location di Prato. Questo semplice dato relativo al mercato immobiliare è la chiave di volta per comprendere Prato e il suo ruolo nel mondo, le sue divisioni e conflitti, la sua deindustrializzazione (italiana) e reindustrializzazione (cinese), le sue nuove gerarchie urbane e sociali.

lotto 1 con los del centro histórico de Prato. Las naves comerciales y productivas del Macrolotto se alquilan en promedio por 15 € al mes por metro cuadrado1. Por otro lado, las viviendas en el centro histórico de Prato se alquilan por alrededor de 7-8 € por metro cuadrado2. A pesar de su estructura prefabricada, sus tejados realizados a veces en amianto, su bajo coste de construcción, sus características que ciertamente no son de lujo, las naves suburbanas cuestan el doble que las casas en el centro: con cien metros de nave se ‘compran’ doscientos metros de casas. Entonces el Macrolotto 1 es la hundred percent location de Prato. Este simple dato sobre el mercado inmobiliario es la piedra angular para entender Prato y su papel en el mundo, sus divisiones y conflictos, su desindustrialización (italiana) y la reindustrialización (China), sus nuevas jerarquías urbanas y sociales.

Prato nel mondo: il Macrolotto 1 come nodo globale La stupefacente rendita fondiaria dei capannoni del Macrolotto 1 deve spiegarsi con un salto di scala, ossia con l’appartenenza di una parte del sistema produttivo pratese a un ordine gerarchico di livello superiore. Se a livello locale Prato è uno dei principali nodi del sistema po-

Prato en el mundo: el Macrolotto 1 como nodo global La increíble renta inmobiliaria de las naves del Macrolotto 1 tiene explicación si se cambia de escala, es decir, si se tiene en cuenta que el sistema productivo de Prato pertenece a un orden jerárquico de un nivel superior. Si a ni-

1 Dati derivanti da un colloquio informale con il Presidente del Consorzio del Macrolotto 1 in occasione del sopralluogo effettuato il 2 ottobre 2017 con gli studenti del workshop La città intermedia. Verso una nuova urbanità i cui risultati sono pubblicati in questo volume. 2 Dati medi ricavati da una rapida ricerca su portali immobiliari online condotta dall’autore nel novembre 2017. Il dato esprime unicamente un ordine di grandezza plausibile e molto approssimativo dei valori immobiliari del centro storico di Prato.

1 Datos derivados de una entrevista informal con el Presidente del Consorcio del Macrolotto 1 con motivo de la visita al área realizada el 2 de octubre de 2017 con los alumnos del workshop La Ciudad Intermedia. Hacia una nueva urbanidad cuyos resultados se publican en este volumen. 2 Promedio de datos obtenidos de una búsqueda rápida en portales inmobiliarios en Internet realizada por el autor en noviembre de 2017. Los datos expresan solo un orden de magnitud plausible y muy aproximado de los valores inmobiliarios del centro histórico de Prato.


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licentrico della Toscana centrale, a livello globale essa è uno dei principali centri mondiali della produzione del fast fashion3, il cosiddetto ‘pronto moda’. In particolare, il Macrolotto 1 è la principale vetrina di quella che da oltre dieci anni è la capitale europea del pronto moda4. In quanto nodo globale il Macrolotto 1 è una città superiore. Come noto, la reindustrializzazione ad opera degli imprenditori cinesi è andata di pari passo alla deindustrializzazione ad opera di molti imprenditori italiani. Tra il 2001 e il 2012 l’export tessile si è dimezzato, una riduzione che è stata definita dall’Irpet come tale “da far pensare ad un vero e proprio tracollo dell’intera economia dell’area” (Irpet 2013, p. 13). Contemporaneamente il numero di imprese italiane è diminuito da 5800 a 3000 unità, mentre la manodopera occupata si è ridotta della metà (Pieraccini, 2012). Il declino è stato parzialmente ‘compensato’, se così si può

vel local Prato es uno de los centros principales del sistema policéntrico de la Toscana central, a nivel global es uno de los centros más importantes del mundo en el ámbito de la producción de la fast fashion3, el así llamado ‘pronto moda’. En particular, el Macrolotto 1 es el escaparate principal de lo que ha sido la capital europea del ‘pronto moda’4 durante más de diez años. En calidad de nodo global, el Macrolotto 1 es una ciudad superior. Como es bien sabido, la reindustrialización por parte de los empresarios chinos ha estado acompañada por la desindustrialización llevada a cabo por muchos empresarios italianos. Entre 2001 y 2012, las exportaciones de textiles se han reducido a la mitad, una reducción que según refiere el IRPET ha sido de tal envergadura “da far pensare ad un vero e proprio tracollo dell’intera economia dell’area” (IRPET 2013, p. 13). Al mismo tiempo, el número de empresas italianas se redujo de 5800 a 3000 uni-

3 Si riporta la seguente definizione di fast fashion (pronto moda) fornita da Tsan-Ming Choi (2014, p. 3): “Fast fashion is an industrial trend that is pertinent in practice. It refers to the concept of shortening lead time (production, distribution etc) and offering new products to the market as fast as possible. Nowadays, this phenomenon is commonly adopted in fashion apparel (by brands such as Zara, Topshop, H&Metc) and also ‘fashionable’ consumer electronics (e.g. iphone). From an analytical modelling perspective, the key components of fast fashion systems include: (i) Quick response policy which is employed to reduce the system response time (i.e. lead time) so that volatile demand and supply can better match. (ii) Product assortment which changes frequently. (iii) Product lifecycle which is very short. (iv) Product’s design which fits the fashion trend and market needs”. 4 Si legge in Ceccagno (2012, p. 46): “By the mid-2000s, the new productive organization had transformed Prato into the largest fast fashion garment centre in Europe, able to keep up with the frantic changes in the fashion industry and therefore to withstand competition with garments from China. Thus, the new garment center was able to attract buyers from Europe and beyond”.

3 Se cita a continuación la definición de fast fashion (pronto moda) dada por Tsan-Ming Choi (2014, p. 3): “Fast fashion is an industrial trend that is pertinent in practice. It refers to the concept of shortening lead time (production, distribution etc) and offering new products to the market as fast as possible. Nowadays, this phenomenon is commonly adopted in fashion apparel (by brands such as Zara, Topshop, H&Metc) and also ‘fashionable’ consumer electronics (e.g. iphone). From an analytical modelling perspective, the key components of fast fashion systems include: (i) Quick response policy which is employed to reduce the system response time (i.e. lead time) so that volatile demand and supply can better match. (ii) Product assortment which changes frequently. (iii) Product lifecycle which is very short. (iv) Product’s design which fits the fashion trend and market needs”. 4 Se lee en Ceccagno (2012, p. 46): “By the mid-2000s, the new productive organization had transformed Prato into the largest fast fashion garment centre in Europe, able to keep up with the frantic changes in the fashion industry and therefore to withstand competition with garments from China. Thus, the new garment center was able to attract buyers from Europe and beyond”.

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dire, dalla rapida crescita dell’imprenditoria cinese che nella Provincia è passata dalle 1739 unità del 2002 alle 5676 unità del 2016 (Camera di Commercio di Prato, 2017). Prato come global city: polarizzazione sociale e progetto politico Nella sua celebre opera The Global City: New York, London and Tokyo, Saskia Sassen illustra la geografia sociale di quelle che al 1991, anno di pubblicazione del libro, erano le più importanti città globali del pianeta. Queste sono descritte come divise e polarizzate: da una parte le élites urbane privilegiate e benestanti connesse al treno della globalizzazione, dall’altra le classi di servizio destinate a campare con poco. Il libro della Sassen ha aperto un ampio dibattito sulla polarizzazione sociale, economica e geografica nelle città globali5. Le successive ricerche hanno parzialmente confermato la tesi dell’autrice secondo cui nelle città globali la tendenza alla polarizzazione è più accentuata che altrove. Del resto, l’aumento della disuguaglianza è uno dei tratti fondamentali dell’economia contemporanea (Piketty, 2013). Prato è indubbiamente anche una città globale. Esiste dunque a Prato un problema di polarizzazione sociale connesso alle dinamiche economiche degli ultimi decenni? In man5 Una definizione di polarizzazione sociale è data da Crankshaw (2016, p. 1613): “Polarization means that there has been more employment growth in both highly skilled, high-income jobs and in low-skilled, low-income jobs, and less employment growth in semi-skilled, middle-income jobs”.

dades, mientras que la mano de obra empleada se ha reducido a la mitad (Pieraccini, 2012). La disminución fue parcialmente ‘compensada’, por así decirlo, por el crecimiento rápido del empresariado chino que en la Provincia ha subido de 1.739 en 2002 a 5676 unidades en 2016 (Cámara de Comercio de Prato, 2017). Prato como global city: polarización social y proyecto político En su famosa obra The Global City: New York, London and Tokyo, Saskia Sassen ilustra la geografía social de aquellas que, en 1991, el año de publicación del libro, eran las ciudades globales más importantes del planeta. Éstas se describen como ciudades divididas y polarizadas: por un lado, las élites urbanas privilegiadas y ricas conectadas al tren de la globalización, por el otro las clases bajas destinadas a vivir con poco. El libro de Sassen ha abierto un amplio debate sobre la polarización social, económica y geográfica en las ciudades globales5. Las investigaciones posteriores han confirmado parcialmente la tesis de la autora que afirma que en las ciudades globales la tendencia a la polarización es más pronunciada que en otros lugares. Además, el aumento de la desigualdad es una de las características fundamentales de la economía contemporánea (Piketty, 2013). Prato es, sin duda, también una ciudad global. ¿Hay un problema de polarización social 5 Crankshaw (2016, p. 1613) nos proporciona una definición de polarización social: “Polarization means that there has been more employment growth in both highly skilled, high-income jobs and in low-skilled, low-income jobs, and less employment growth in semi-skilled, middle-income jobs”.


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canza di studi aggiornati che permettano di quantificare il fenomeno e spiegarne l’evoluzione nel tempo si può ricorrere alle fonti letterarie per cogliere se non altro la percezione sociale del problema. Del resto, la letteratura è impiegata da tempo nell’ambito degli studi urbani come strumento di conoscenza territoriale e di interpretazione di determinate realtà sociali6. È significativo a questo riguardo il libro Storia della mia gente di Edoardo Nesi. In esso emerge con forza la preoccupazione circa la crescente divisione tra la minoranza cinese in rapida ascesa economica e la maggioranza pratese rimasta al palo della globalizzazione. In uno dei passi più vivi e certamente più criticati del libro, Nesi descrive un sogno in cui Fabio, un cinquantenne rimasto senza lavoro, vive il confronto umiliante tra la sua nuova condizione di povertà e il benessere materiale acquisito da Zhu, un giovane benestante figlio di imprenditori cinesi. Un banale episodio tra i due a un distributore di benzina fa esplodere un’ondata di violenza che finisce per coinvolgere l’intera città. Questa violenza, nel racconto di Nesi, è come il frutto di una rabbia e disperazione collettiva pronta a scoppiare in qualsiasi momento. Essa deriva dal forte attrito sociale generato dalle due opposte traiettorie di ascesa e di declino. Viene spontaneo chiedersi se la rabbia descritta da Nesi derivi dalla sua storia imprenditoriale, essendo questi uno dei tanti imprenditori tessili ad aver dovuto chiudere. Tuttavia, con le cautele ed i di-

en Prato conectado a las dinámicas económicas de las últimas décadas? En ausencia de estudios actualizados que permitan cuantificar el fenómeno y explicar su evolución en el tiempo, se puede hacer referencias a fuentes literarias para captar por lo menos la percepción social del problema. Después de todo, la literatura ha sido utilizada durante mucho tiempo en los estudios urbanos como una herramienta para el conocimiento territorial y para la interpretación de ciertas realidades sociales6. En este sentido, el libro Storia della mia gente de Edoardo Nesi es significativo. En él, se pone de relieve con fuerza una gran preocupación por la creciente división entre la minoría china, en rápido crecimiento económico, y la mayoría de Prato, que se queda en un limbo tras la globalización. En una de las más animadas y sin duda controvertidas partes del libro, Nesi describe un sueño en el que Fabio, un hombre de cincuenta años que se ha quedado sin trabajo, vive una profunda sensación de humillación al tener que lidiar con su nueva condición de pobreza frente al bienestar material adquirido por Zhu, un adinerado joven hijo de empresarios chinos. Un episodio trivial entre los dos en una gasolinera hace estallar una ola de violencia, que termina involucrando a toda la ciudad. Esta violencia, en la historia que nos cuenta Nesi, es como el fruto de la ira y de la desesperación colectiva, que pueden estallar en cualquier momento. Esta situación se deriva de la fuerte fricción social generada por las

6 Un lavoro pionieristico in questo senso il libro di Pocock (1981).

6 Un trabajo pionero en este sector el libro de Pocock (1981).

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stinguo del caso, non è difficile riconoscere come il sentimento descritto dall’autore sia ancora piuttosto diffuso. La questione, tuttavia, è ben più complessa. La divisione/polarizzazione economica e sociale non riguarda soltanto la comunità cinese e la popolazione indigena. La stessa componente italiana della società pratese è attraversata da una divisione che il libro di Nesi non permette di cogliere. Soltanto una parte dei pratesi ha potuto e può beneficiare della presenza dell’imprenditoria cinese. I vantaggi li ha avuti soprattutto chi ha potuto riscuotere le altissime rendite immobiliari che gli imprenditori del pronto moda hanno pagato e pagano tuttora. Mentre in altre parti d’Italia si è demolito il tetto dei capannoni per evitare l’imposta sugli immobili, i proprietari del Macrolotto 1 riscuotono la cifra esorbitante di 7500 €/mese per cinquecento metri di superficie. Dunque il Macrolotto 1, in quanto nodo di una rete globale, è anche il principale simbolo di questa polarizzazione sociale: cioè della divisione tra chi la globalizzazione l’ha agganciata, benché da una posizione di rendita, e quella di chi ne è rimasto al palo. Occorre dunque un progetto politico e urbanistico che permetta di superare questa divisione e di distribuire maggiormente i benefici economici del pronto moda pratese. La pianificazione urbanistica può giocare un ruolo importante in questa direzione.

dos trayectorias opuestas de ascenso y declive. Es natural preguntarse si el enojo descrito por Nesi procede de su historia empresarial, siendo él mismo uno de los muchos empresarios textiles que tuvieron que cerrar. Sin embargo, con las debidas precauciones, no es difícil reconocer cómo el sentimiento descrito por el autor sigue siendo todavía ampliamente compartido. La cuestión, sin embargo, es aún más compleja. La división/polarización económica y social no afecta tan sólo a la comunidad china y a la población indígena. El mismo componente italiano de la sociedad Pratese está atravesado por una división que el libro de Nesi no permite detectar. Sólo una parte de los ciudadanos de Prato ha podido y puede beneficiarse de la presencia del espíritu empresarial chino. Se han visto beneficiados sobre todo quienes han podido recaudar el dinero procedente de las muy altas rentas inmobiliarias que los empresarios del ‘pronto moda’ han pagado y siguen pagando. Mientras que en otras partes de Italia se demolieron las cubiertas de las naves industriales para evitar el impuesto sobre los bienes inmuebles, los propietarios del Macrolotto 1 cobran la exorbitante cantidad de 7.500 €/mes por quinientos metros cuadrados de superficie. Por tanto, el Macrolotto 1, en tanto que nodo de una red global, es también el principal símbolo de esta polarización social: es decir, la división entre quienes se han enfrentado al reto de la globalización, aunque tan sólo lucrando sobre las rentas inmobiliarias, y quienes han permanecido en un punto muerto. Es entonces necesario un proyecto


la città di sopra: il macrolotto 1 come opportunità • giulio giovannoni

La Città di sopra: il Macrolotto 1 come Nuovo Centro Osservato dal cielo il Macrolotto 1 appare in modo non troppo diverso da come potremmo immaginare una città fondata romana: un enorme quadrilatero di circa 1,5 chilometri quadrati, approssimativamente corrispondente a 3 blocchi della centuriazione romana, nettamente separato dal suo contesto. La cesura tra quest’insediamento produttivo e la campagna urbanizzata circostante è netta: mancano soltanto le mura a delimitare il ‘dentro’ e il ‘fuori’. Osservando con più attenzione si notano però importanti differenze. Anziché essere organizzato attorno a due assi perpendicolari come il cardo e il decumano romani, e quindi proiettarsi verso il territorio a partire da un centro ben definito, il Macrolotto 1 ha un impianto non gerarchico. Esso si struttura attorno a quattro grandi viali paralleli in direzione NE-SO, connessi tra loro soltanto alle estremità. I grandi blocchi individuati da questa elementare griglia stradale sono lunghi poco meno di un chilometro e larghi oltre duecento metri. Un’ovvia conseguenza di questo impianto è la mancanza di un centro. Infatti, ad eccezione di alcuni collegamenti privati di servizio, è quasi del tutto assente la viabilità trasversale necessaria a individuare una gerarchia stradale e urbana. Un’immagine figura/sfondo permette di cogliere le altre peculiarità di questo complesso urbano. Una sua prima caratteristica è l’elevato rapporto di copertura7: i capannoni del Ma7 Il rapporto di copertura è la percentuale di superficie occupata dagli edifici.

político y urbanístico que permita superar esta división para conseguir una mejor distribución de los beneficios económicos del ‘pronto moda’ de Prato. La planificación urbanística puede desempeñar un papel importante en este sentido. La Ciudad de arriba: el Macrolotto 1 como Nuevo Centro Observado desde el cielo, el Macrolotto 1 parece no muy diferente de cómo podríamos imaginar una ciudad de fundación romana: un enorme cuadrilátero de aproximadamente 1,5 kilómetros cuadrados, que corresponde aproximadamente a 3 bloques de la centuriación romana, claramente separado de su contexto. La cesura entre este asentamiento productivo y el territorio urbanizado circunstante es clara: solo faltaría una muralla para delimitar el ‘interior’ y el ‘exterior’. Observando con más atención, sin embargo, se notan diferencias importantes. En lugar de organizarse alrededor de dos ejes perpendiculares, como el cardo y el decumano romanos, y luego proyectarse hacia el territorio desde un centro bien definido, el Macrolotto 1 tiene una estructura no jerárquica. Está estructurado alrededor de cuatro grandes avenidas paralelas en dirección NE-SO, conectadas entre sí sólo en los extremos. Los grandes bloques identificados por esta cuadrícula elemental de carreteras tienen poco menos de un kilómetro de largo y más de doscientos metros de ancho. Una consecuencia obvia de esta estructura es la falta de un centro. De hecho, con la excepción de algu-

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crolotto, oltre ad essere di grande dimensione, hanno spazi esterni ridotti e sono molto vicini tra loro. Quest’enorme quadrilatero di cemento e asfalto è al tempo stesso un problema e un’opportunità. Il problema deriva dall’effetto che una massa artificiale così grande e compatta produce sul clima e sulle acque. Nei mesi caldi e estivi si crea un’isola di calore tale da modificare sensibilmente il clima dell’intera zona8. Inoltre, l’elevato indice di impermeabilizzazione ha importanti ripercussioni sulla sicurezza idraulica9. Anziché essere assorbita dal terreno, l’acqua piovana si riversa interamente sul sistema fognario e fluviale. Le frequenti ‘bombe d’acqua’ cui il cambiamento climatico ci ha abituati, fanno sì che questo insediamento contribuisca ad aumentare sensibilmente il rischio di allagamento e di esondazione. Tuttavia, per come è conformato, il chilometro quadrato di tetti del Macrolotto 1 è anche un’incredibile opportunità. Tre caratteristiche spaziali e tipologiche degli edifici lo rendono tale: a) la grande superficie dei tetti dei capannoni; b) la loro contiguità, derivante dalla scarsità di spazi esterni; c) il fatto di trovarsi su un unico piano orizzontale. Queste caratteristiche, unite all’incredibile forza del mercato immobiliare, ci permettono di immaginare i tetti del Macrolotto 1 come una vera e propria Cit8 L’isola di calore è il fenomeno che determina un microclima più caldo nelle aree urbanizzate rispetto alle circostanti zone rurali. 9 L’indice di impermeabilizzazione è la percentuale di terreni non permeabili, cioè nei quali l’acqua piovana non può essere assorbita dal terreno.

nas conexiones de servicios privados, falta casi totalmente la viabilidad transversal necesaria para identificar una jerarquía viaria y urbana. Una imagen figura-fondo permite detectar la peculiaridad de este asentamiento urbano. Una primera característica suya es el elevado coeficiente de ocupación del suelo7: las naves del Macrolotto, además de ser de gran tamaño, tienen espacios externos reducidos y están muy cerca las unas a las otras. Este enorme cuadrilátero de hormigón y asfalto es a la vez un problema y una oportunidad. El problema se deriva del efecto que produce una masa artificial tan grande y compacta sobre el clima y los recursos hídricos. En los meses cálidos y de verano se crea una isla de calor que modifica significativamente el clima de toda el área8. Además, el alto índice de impermeabilización tiene importantes repercusiones en la seguridad hidráulica9. En lugar de ser absorbida por el suelo, el agua de lluvia se vierte por completo en el sistema de alcantarillado y fluvial. Las frecuentes ‘bombas de agua’ a las que nos ha acostumbrado el cambio climático hacen que este asentamiento contribuya a aumentar significativamente el riesgo de inundaciones y desbordamiento. Sin embargo, por su propia conformación, el kilómetro cuadrado de cubiertas del Macro7 El coeficiente de ocupación del suelo es un coeficiente porcentual que indica la superficie ocupada por una edificación en planta. 8 La isla de calor es el fenómeno que determina un microclima más cálido en las áreas urbanizadas en comparación con las áreas rurales circundantes. 9 El índice de impermeabilización es el porcentaje de suelos no permeables, es decir, que no pueden absorber el agua de lluvia.


la città di sopra: il macrolotto 1 come opportunità • giulio giovannoni

tà di sopra, nella quale ospitare funzioni e servizi che rafforzino la competitività del distretto e ne migliorino l’integrazione con il sistema socioeconomico locale. Qui entra in gioco il ruolo della politica, la cui principale missione deve essere quella di aumentare le ricadute locali di quest’eccellenza economica globale. Benché sia a tutti noto il ruolo che l’imprenditorialità cinese ha avuto nel ‘tenere a galla’ Prato in anni di crisi acuta, essa è ancora percepita da molti come una minaccia al benessere locale. Ciò è dovuto da un lato al suo carattere fortemente introverso, dall’altro alla crescente polarizzazione sociale cui si è prima accennato. E tuttavia questa risorsa è troppo importante per non essere gestita e governata. La pianificazione spaziale può giocare un ruolo fondamentale. Come abbiamo cercato di dimostrare, ci sono tutte le condizioni per un grande progetto di ibridazione funzionale che sia anche un progetto di integrazione economica e sociale. Che piaccia o no, esso è il hundred percent block e il futuro di Prato passa necessariamente anche da qui.

lotto 1 es también una oportunidad increíble. Tres características espaciales y tipológicas de los edificios hacen que sea así: a) la gran superficie de las cubiertas de las naves; b) su contigüidad, derivada de la escasez de espacios externos; c) el hecho de estar en un solo plano horizontal. Estas características, combinadas con la increíble fuerza del mercado inmobiliario, nos permiten imaginar las cubiertas del Macrolotto 1 como una verdadera Ciudad de arriba, en la cual se pueden alojar funciones y servicios que fortalezcan la competitividad del distrito y mejoren su integración con el sistema socioeconómico local. Aquí entra en juego el papel de la política, cuya principal misión debe ser aumentar las repercusiones locales de esta excelencia económica global. Aunque todos conocen el papel que la iniciativa empresarial china ha tenido para mantener a Prato ‘a flote’ en años de crisis aguda, sin embargo, muchos la perciben todavía como una amenaza para el bienestar local. Esto se debe, por un lado, a su carácter fuertemente introvertido, y, por el otro, a la creciente polarización social mencionada anteriormente. Aun así, este recurso es demasiado importante como para no adminístralo y gobernarlo. La planificación espacial puede jugar un papel fundamental. Como hemos tratado de demostrar, existen todas las condiciones para un gran proyecto de hibridación funcional que también sea un proyecto de integración económica y social. Nos guste o no, es el hundred percent block y el futuro de Prato necesariamente pasa también por aquí.

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la terza vita di prato, tra riparazione e forma nuova. la tessera costituente del macrolotto 1 | la tercera vida de prato, entre reparación y nueva forma. la tesela constitutiva del macrolotto 1 Flaviano Maria Lorusso

La terza vita di Prato È tempo che Prato definisca contenuti e forma della sua terza vita. Dopo la città antica, per secoli unitariamente configurata dalla facciata delle mura che la incastonavano, definita e compiuta, tra piana e quinta collinare; dopo la città-fabbrica, dilagata oltre le mura con un corpo edilizio continuo e sfrangiato ad un tempo di residenze e capannoni industriali e ciminiere che pure, infine, s’era imposto come tessuto-paesaggio urbano d’insieme, individuato da uno specifico genio locale; una terza città, una città dell’oggi, ma proiettata in un futuro consapevole di contenuti e forma conformi, chiede, preme di essere definita come visione, come prospettiva promotrice, regolatrice e figuratrice. In definitiva, esige di essere ‘disegnata’, nel senso più inerente e comprensivo di una intenzionalità perseguita ed esercitata come pre-dizione e pre-visione, ovvero finalmente come responsabile ‘prodotto culturale’. Analogamente alle città premoderne, che per questo ci tramandano identità urbano-architettoniche tutte originali e compiute, risultato paziente, accorto ed abile delle visioni e delle opere specifiche delle classi dirigenti interne succedutesi nel tempo, la terza

La tercera vida de Prato Ya es hora de que Prato defina los contenidos y la forma de su tercera vida. Después de la ciudad antigua, durante siglos configurada unitariamente por la fachada de las murallas que la enclavan, definida y completa, entre la llanura y el escenario de las colinas; después de la ciudad-fábrica, que se ha extendido más allá de las murallas con un cuerpo edilicio continuo y deshilachado en viviendas así como en edificios industriales y chimeneas, que, a pesar de todo, finalmente, se había impuesto en su conjunto como un tejido-paisaje urbano, identificado por un específico genius loci; una tercera ciudad, una ciudad del hoy, pero proyectada hacia un futuro consciente de contenidos y forma conformes, pide, exige que se defina como visión, como previsión promotora, reguladora y proyectiva. En última instancia, exige ser ‘diseñada’, en el sentido más inherente y completo de una intencionalidad que se persigue y ejerce como pre-dicción y pre-visión, o finalmente como un ‘producto cultural’ responsable. Al igual que las ciudades pre-modernas, que por esto nos transmiten como legado identidades urbano-arquitectónicas originales y realizadas, resultado paciente, astuto y há-


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Prato del XXI secolo può essere ‘nominata’ e dunque avviare la sua nuova messa in forma secondo studiate procedure, in parallelo, di correzione, riparazione, emendamento della informe e disorganica fenomenologia fisica della sua seconda età e di organica ed originale prefigurazione immaginifica della terza. Secondo il diritto-dovere legittimo e responsabile di esprimersi con le chiavi della propria epoca, di cui lasciare impronta compiuta, sperabilmente ed orgogliosamente altrettanto degna di futura ammirazione, così come accaduto con scontata naturalezza nelle epoche precedenti tanto ammirate nei cuori storici delle nostre città. E come spesso, forse anzi sempre accade, questo processo di necessaria, vitale metamorfosi urbana sia adattativa che proiettiva non può che impostarsi e procedere secondo una doverosa conciliazione tra stato delle cose, anche laddove insoddisfacente e fortemente compromesso e squalificato in termini di strutturazione funzionale e formale, e nuovo disegno prospettico di mondatura, rilegatura e ‘costruzione’ di un nuovo layer, di una ulteriore stratificazione di significati e forme progressivi. Stratificazione che in quella condizione di partenza di semplice consuntivo fenomenologico, informe, immaturo, senza ordine e perfino sbagliato e negativo può trovare addirittura, impensabilmente, involontari suggerimenti, inconsapevoli provocazioni interpretative assumibili come elementi dorsali, come ancoraggi fondativi di una successiva piattaforma progettuale comunque pienamente e libera-

bil de las visiones y obras específicas de las élites internas que se han sucedido en el tiempo, la tercera Prato del siglo XXI se puede ‘nombrar’ y por tanto se puede comenzar a moldear de acuerdo con estudiados procedimientos, en paralelo, de corrección, reparación, modificación de la fenomenología física informe y desordenada de su segunda etapa y de orgánica y original prefiguración imaginativa de la tercera. De acuerdo con el derecho-deber legítimo y responsable de expresarse a través de las claves de su propia época, de las que deja una huella completa, con suerte y con orgullo igualmente digna de futura admiración, tal y como ocurrió con facilidad evidente en épocas anteriores tan admiradas en los corazones históricos de nuestras ciudades. Y tal y como suele, incluso casi siempre, pasar, este proceso de necesaria, vital metamorfosis urbana, tanto de adaptación como de proyección, sólo puede planificarse y proceder de acuerdo con un equilibrio necesario entre el estado de las cosas, por muy insatisfactorio y fuertemente comprometido y descalificado que sea en términos de estructuración funcional y formal, y la nueva proyección proyectual, de refinadura, conexión y ‘construcción’ de una nueva capa, de una estratificación adicional de significados y formas progresivos. Estratificación que en esa condición inicial de simple balance fenomenológico, informe, inmaduro, sin ningún tipo de orden e incluso erróneo y negativo puede encontrar aún, inesperadamente, sugerencias involuntarias, inconscientes provocaciones interpretativas que se


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mente ideativa. Alla quale tocca, in questi casi, semplicemente dare maturazione definitiva ad una sorta di biologia interrotta, di latenza che uno sguardo interpretativo sappia assoggettare ed immettere in nuove figure, questa volta giustificate e dominate secondo una regia disciplinare — concettuale, metodologico-strumentale ed espressiva — invece e finalmente posta e perseguita come delega di una superiore volontà collettiva politico-sociale verso il predominio delle ragioni del bene e del bello comuni. Ed allora: come si può intendere una ineludibile e improcrastinabile rifondazione di Prato quale nuovo, originale e compiuto prodotto culturale conforme all’epoca corrente? Quali i caratteri e la forma che la Prato odierna deve innescare ed assumere d’ora in poi per ri-configurarsi secondo una terza identità adeguata e compiaciuta di sé? Come in fondo per tutte le città, la chiave consiste nell’assumersi la responsabilità di una Nuova Murazione, intesa come ri-definizione di un ‘limite-recinto’ urbano, di un confine chiaro tra costruito e non costruito, tra densità interna alla città e rarità naturale esterna ad essa nelle sue varie declinazioni, realizzato con i materiali più propri del paesaggio urbano storico e contemporaneo, perché la città blocchi per più tempo possibile la colonizzazione ulteriore di territorio naturale circostante e si ridoti finalmente di una facciata-interfaccia che torni a segnare nello spazio un prima ed un dopo, un esterno territoriale e un interno urbano, un passaggio-soglia percettivo e confor-

pueden asumir incluso como piedras angulares, como anclajes fundacionales de una posterior plataforma proyectual de todos modos total y libremente creativa. A la cual, en estos casos, toca simplemente impulsar de manera definitiva el proceso de maduración final de una biología interrumpida, latente, que una mirada interpretativa sepa cómo someter e introducir en nuevas figuras, esta vez justificadas y gobernadas de acuerdo con una coordinación disciplinaria — conceptual, metodológico-instrumental y expresiva — en cambio y finalmente planteada y perseguida como un poder otorgado por una voluntad superior político-social colectiva hacia el predominio de las razones del bien común y de la belleza. Y entonces: ¿Cómo se puede entender una ineludible e inaplazable refundación de Prato como un producto cultural nuevo, original y completo en conformidad con la era actual? ¿Cuáles son las características y la forma que la Prato actual tiene que desencadenar y asumir a partir de ahora para reconfigurarse según una tercera identidad adecuada y auto-satisfactoria? Como quizás en el fondo para todas las ciudades, la clave es asumir la responsabilidad de unas Nuevas Murallas, entendidas como la re-definición de una ‘frontera-valla’ urbana, un límite claro entre construido y no construido, entre densidad urbana interna y rala naturaleza externa en sus diversas formas, realizado con los materiales más apropiados del paisaje urbano histórico y contemporáneo, para que la ciudad bloquee durante todo el tiempo que pueda la colonización adicional del territo-

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mativo come unità, come interezza disegnata, coerente e compiuta: per analogia, una sorta di cinturone, o meglio di cerchiatura da tecnica di consolidamento degli edifici che contenga e dia struttura forte alla deriva informe della vasta periferia prodotta storicamente dalla città moderna con una ritrovata responsabilità formale, appunto. E da questo margine-limite finalmente ristabilito e fatto riemergere nello spazio ad incastonarla di nuovo come intero, con paziente pietas e insieme vitalità innovativa riprendere e riapplicare, procedendo in direzione del centro storico, l’antica sapienza dell’arte della modificazione. Che era capacità di prendere i materiali delle figure urbano-architettoniche preesistenti e di ri-porli entro nuove figure, in un perenne ed abile meticciato in cui vecchio e nuovo pareggiavano nell’affermazione vitale di rispettivi diritti ed enunciazioni. Approfittando allora di lacerti urbani incompiuti, di avanzi di territorio antico fortunosamente sopravvissuti e imprigionati dall’edilizia diffusa, di aree e manufatti industriali dismessi o sottoutilizzati così tanti e disseminati in Prato, delle vaste superfici interstiziali residue a causa perfino dell’applicazione meccanica e compositivamente poco sapiente di norme e standard di una precisa e criticabile, a consuntivo, stagione culturale urbanistica, non solo; ma riprendendo anche, per l’appunto, tracce, segni, elementi, tessere della città attuale reinterpretabili e confermabili nei nuovi processi di mutazione urbana, illuminati dal principio di tornare a fare della densità un’ar-

rio natural colindante y finalmente re-disponga de una fachada-interfaz que pueda volver a marcar en el espacio un antes y un después, un exterior territorial y un interior urbano, un umbral de tránsito perceptivo y figurativo como una unidad, como una totalidad diseñada, coherente y completa: por analogía, una especie de cinturón, o más bien una operación de zunchado de consolidación estructural que ciña y confiera una estructura fuerte a la deriva informe de la vasta periferia, producida históricamente por la ciudad moderna, justamente con una responsabilidad formal redescubierta. Y a partir de este margen-límite que finalmente se ha restablecido y ha vuelto a aparecer en el espacio para enclavarla de nuevo como un todo, con pietas paciente e incluso vitalidad innovadora hay que reanudar y volver a aplicar, avanzando en la dirección del centro histórico, la sabiduría antigua del arte de la modificación. Que era la capacidad de tomar los materiales de las figuras urbano-arquitectónicas preexistentes y de reintroducirlos en nuevas figuras, en una perenne y hábil mezcla en la que lo viejo y lo nuevo se igualaban en la afirmación vital de los respectivos derechos y enunciados. Aprovechando, entonces, fragmentos urbanos incompletos, restos de antiguos territorios que afortunadamente sobrevivieron y quedaron aprisionados por la dispersión urbana, áreas y artefactos industriales abandonados o subutilizados, numerosos y diseminados en Prato, vastas superficies intersticiales restantes que proceden incluso de la aplicación mecánica y compositivamente poco experta de las normas


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te, la città esistente, nuovamente ‘murata’, si fa letteralmente basamento di imposta della città nuova. Per “iterazione, alterazione e rivelazione” (Nouvel, 1992, p. 20), essa ridefinisce e ricrea le sue funzionalità e la propria immagine conseguente, riprendendo e sublimando compositivamente dalla logica di formazione proprio delle sue fabbriche i connaturati, fisiologici processi diacronici di sovrapposizione, superfetazione, addizione, incremento, sostituzione ed integrazione, ognuno con i propri bisogni, caratteri e linguaggi. Una città come mosaico finalmente composito e composto, racchiuso in una cornice-sistema formalmente impostata ed innervata su due capisaldi polari di riferimento: la cerchia muraria storica con il Bisenzio a nord e il lungo asse longitudinale della ‘declassata’ a sud, assunta a lineare baricentro ordinatore della terza città e a sua facciata interna, il cui doppio fronte si ponga come esito e sbocco di alta rappresentazione collettiva del resto del suo corpo edilizio. Il quale, responsabilizzato così a riqualificarsi come connettivo di tramite da rigenerare secondo pratiche più ristrettamente site specific di riuso, sostituzione ed integrazione, sappia interpretarsi come campo rovescio particolarmente funzionale ad accogliere le nuove necessità e modalità di vita contemporanea, tra cui il coinvolgimento della natura urbanizzata quale protagonista cruciale non solo come materia naturalistica, decorativa, ludica, architettonica, ma addirittura anche agricolo-produttiva. La ex declassata diviene allora un nuovo ‘Corso’ a misura conforme del-

y estándares de una, en resumida cuenta, precisa y criticable temporada cultural urbana; y eso no es todo; de hecho, también retomando huellas, signos, elementos, teselas de la ciudad actual que se pueden reinterpretar y confirmar en los nuevos procesos de cambio urbano, iluminados por el principio de volver a hacer de la densidad un arte, la ciudad existente, nuevamente ‘amurallada’, se convierte literalmente en el zócalo de la nueva ciudad. Por “iterazione, alterazione e rivelazione” (Nouvel, 1992, p. 20), ella redefine y recrea su funcionalidad y su imagen consecuente, recuperando y sublimando compositivamente a partir de la propia lógica de formación de sus fábricas los procesos diacrónicos inherentes, fisiológicos de apilamiento, superposición, adición, aumento, sustitución e integración, cada uno con sus propias necesidades, características y lenguajes. Una ciudad como mosaico finalmente complejo y compuesto, definido en un marco-sistema formalmente dispuesto e fundado en dos cimientos polares de referencia: las murallas de la ciudad histórica con el Bisenzio en el norte y el eje longitudinal de la ‘declassata’ en el sur, asumido como baricentro lineal ordenador de la tercera ciudad y como su fachada interna, cuyo doble frente pueda convertirse en éxito y resultado de una alta representación colectiva del resto de su cuerpo edilicio. El cual, al haberle otorgado la responsabilidad de recalificarse como medio conectivo que puede ser regenerado según prácticas estrictamente site specific de reutilización, sustitución e integración, sepa interpretarse como contra-

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la contemporaneità urbana pratese che su di esso può affacciarsi con definitiva nobiltà valoriale eleggendolo a centralità di tipo longitudinale in dialettico contrappunto culturale rispetto all’altra centralità dell’esagono storico, rendendo strategicamente doveroso indagarne le possibili e molteplici configurazioni funzionali e di estetica architettonico-paesaggistica: esattamente quel che si è sondato in un precedente workshop1 con le varie interpretazioni enunciate. Ma certamente pre-vedendone come mira fondativa invariante, con i materiali disciplinari più adeguati, il ruolo di potente landmark estruso nello spazio come referenza del più ampio territorio circostante, ipersegno-insegna visibile da colline e piana, sorta di composita zip urbana di architettura, infrastruttura, natura ed arte pubblica, dalle variate velocità e tempi di fruizione. Ai cui lati, riconoscendone il ruolo di necessaria armatura, di spina dorsale ordinatrice, di artificiale interno orizzonte che regge, trova così forma con nuova risignificazione d’uso e di linguaggi la distesa del tappeto intrecciato di tetti di residenze e volte e shed di capannoni punteggiato dalle residue, preziose sopravvivenze di quella Manhattan di ciminiere che Prato fu in passato. Un tessuto sui generis finalmente compreso come carattere originale da non cancellare del tutto, ma piuttosto da riconoscere e valorizzare come patrimonio unico: dunque come

plano especialmente funcional para tener en cuenta las nuevas necesidades y modalidades de la vida contemporánea, incluyendo la participación de la naturaleza urbanizada como protagonista crucial no sólo en tanto que materia naturalista, decorativa, lúdica, arquitectónica, sino incluso agrícola-productiva. La ex ‘declassata’ entonces se convierte en una nueva ‘Avenida’ a medida ajustada a la contemporaneidad urbana de Prato que en ella puede presentarse con definitiva nobleza de valores eligiéndola como centralidad de tipo longitudinal en un contrapunto dialéctico cultural frente a la otra centralidad del hexágono histórico, haciendo que sea necesario de manera estratégica investigar las posibles y múltiples configuraciones funcionales y de estética arquitectónico-paisajística: exactamente lo que se ha investigado en un taller anterior1 con las diversas interpretaciones enunciadas. Pero sin duda pre-viendo como fines fundacionales invariables, con los materiales disciplinarios más adecuados, el papel de potente landmark extruido en el espacio como referencia de la más amplia zona circundante, hipersigno-cartel visible desde las colinas y la llanura, algo parecido a una compuesta zip urbana de arquitectura, infraestructura, naturaleza y arte público, con velocidades y tiempos de fruición variables. A cuyos lados, reconociendo su papel de armadura necesaria, de columna vertebral

1 Si fa riferimento al workshop internazionale ‘Beyond the boundary. Ex Banci and Declassata. A new development opportunity for Prato’ svoltosi a Prato tra il16 ed il 22 luglio 2017 (si veda: http://www.beyondtheboundary.it/btb2017/).

1 Se hace referencia al taller internacional ‘Beyond the boundary. Ex Banci and Declassata. A new development opportunity for Prato’ que tuvo lugar en Prato entre el 16 y el 22 de julio de 2017 (véase: http://www.beyondtheboundary.it/btb-2017/).


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risorsa unica, come sostanza e volto speciali da agire, gestire ed offrire a rappresentazione, più d’altri, dell’adeguatezza a questa nuova epoca vitale, in conforme pienezza. Oltre le Nuove Mura: la tessera del Macrolotto 1 Al di là di questa potenziale ‘nuova murazione’ di una Prato ricondotta ad unità, l’attuale territorio ibrido di quel che resta dell’aperto agricolo originario può allora intraprendere una riforma complessiva della propria configurazione composta di minuti borghi rurali storici ormai inglobati dalle espansioni residenziali, di infrastrutture viarie e reti di vario grado e tipo e soprattutto di grandi lotti industriali e commerciali il cui effetto complessivo si pone di fatto come accumulo disorganico, disseminazione frammentata ed eterogenea di una miriade di manufatti edilizi esito delle sole ragioni dei lotti fondiari, di solitudini autoreferenziali che si ignorano tra loro. Riforma come proiezione finalmente, in extremis, verso una re-visione in termini di ri-composizione secondo invece un ri-disegno formale come arcipelago sistemico di luoghi-eventi funzionali, architettonici e paesaggistico-naturali dai caratteri questa volta precisamente delineati perché accompagnati alla loro maturazione evolutiva tramite una messa in forma adeguata, in un equilibrio contrappuntistico tra di essi e con la ritrovata unità della città sullo sfondo. Un innesco di processi di individuazione qualitativa che per metamorfosi rigenerativa a tutto campo li offrano ora come agenti innan-

ordenadora, de horizonte interno artificial que rige, encuentra su forma, con una nueva resignificación de uso y de lenguajes, la extensión de la alfombra entramada de los tejados de las viviendas y de las bóvedas y de las cubiertas de las naves salpicada de los residuales y preciosos restos de ese Manhattan de chimeneas que Prato tenía en el pasado. Un tejido sui generis finalmente entendido como una característica original que no debe borrarse del todo, sino más bien ser reconocida y valorada como patrimonio único: por tanto, como recurso único, como sustancia y rostro especiales que hay que activar, gestionar y ofrecer como imagen, más que otra cosa, de la adecuación a esta nueva era vital, en conforme plenitud. Más allá de las Nuevas Murallas: la tesela del Macrolotto 1 Más allá de estas potenciales ‘nuevas murallas’ de una ciudad de Prato devuelta a la unidad, el territorio híbrido actual de lo que queda de los campos abiertos agrícolas originarios puede, entonces, llevar a cabo una reforma completa de su configuración, compuesta de diminutos pueblos rurales históricos ya incorporados a las expansiones residenciales, de las infraestructuras viarias de las redes de diversos grados y tipos y sobre todo de grandes polígonos industriales y comerciales cuyo efecto global se presenta de hecho como acumulación incoherente, diseminación fragmentada y heterogénea de una miríada de artefactos edilicios, resultado únicamente de razones relacionadas con las rentas de los terrenos, de soledades autorreferen-

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zitutto e paradossalmente di una ritrovata ‘discontinuità controllata’, dunque riordinata, dei vari componenti che ripristini la complessità e l’articolazione smarrite di una raffinata sequenzialità sintattica territoriale, intesa come complesso interrelato di ‘manufatti-isole’ autonomamente distinguibili nel paesaggio, stazioni di condensazione e precisazione valoriali che ne ribaltino l’effetto spaesante e generico di diffusa continuità informe perché priva di gerarchie, capisaldi, intervalli, pause, giunti e, infine, di qualificata personalità estetica. In questo scenario, il Macrolotto 1 si pone come paradigma. L’universalità concettuale e progettuale della sua fenomenologia così tipica ed analoga delle addizioni industriali delle periferie del mondo; il tradimento, forse più tipicamente nazionale, delle premesse ideative dell’impianto originario e delle sue prescrizioni nella mancata applicazione o maturazione dei dispositivi progettuali di guida e garanzia di una qualità complessiva finale, almeno delle parti comuni, in grado di educarne e sublimarne gli esiti interni e nel paesaggio; la sua immagine a consuntivo, dall’esterno innanzitutto, di semplice e denso accampamento di manufatti eterocliti ne fanno un campo privilegiato ed esemplare di quel “ri-trattamento della materia esistente” (Lucan, 1992, p. 21) definito da Jean Nouvel come l’applicazione dominante a posteriori dell’intervento dell’architetto — e dell’urbanista — nella città contemporanea. Laddove le stesse negatività, lacune, disfunzioni e immaturità o le sopraggiunte ina-

ciales que se ignoran entre sí. Finalmente, reforma como proyección, in extremis, hacia una re-visión en términos de re-composición según, en cambio, un re-diseño formal como archipiélago sistémico de lugares-eventos funcionales, arquitectónicos y paisajístico-naturales dotados, esta vez, de características precisamente delineadas porque acompañados a su maduración evolutiva a través de una conformación adecuada, en un equilibrio contrapuntístico entre ellos y con la unidad redescubierta de la ciudad en el fondo. Una activación de procesos de individuación cualitativa que a través de una metamorfosis regenerativa completa los ofrezcan ahora como agentes, antes de todo y paradójicamente, de una recuperada ‘discontinuidad controlada’, por tanto reordenada, de los diversos componentes que pueda restablecer la complejidad y la articulación perdidas de una refinada secuencialidad sintáctica territorial, entendida como un complejo de interrelaciones entre ‘artefactos-islas’ autónomamente distinguibles en el paisaje, estaciones de condensación y clarificación de valores que puedan invertir el efecto desorientador y genérico de difusa continuidad informe porque carece de jerarquías, piedras angulares, intervalos, pausas, articulaciones y, finalmente, de una personalidad estética calificada. En este escenario, el Macrolotto 1 se erige como un paradigma. La universalidad conceptual y proyectual de su fenomenología, tan típica y análoga de las adiciones industriales de las periferias del mundo; traición, quizá más típicamente nacional, de las premisas ideacionales del pa-


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deguatezze si offrono paradossalmente non solo a processi ideativi e progettuali di riparazione, ma addirittura di invenzione evolutiva suggerita da quegli stessi limiti ereditati su pressione dei mutamenti vitali. E tutto questo pone e propone ad un tempo la vasta area industriale del Macrolotto 1 come caso studio. Sul primo piano, come mancata assunzione finale di una qualità complessiva e puntuale quanto ad esito architettonico rispetto al paesaggio circostante e interno e per la definitiva torsione nel tempo del suo originario ruolo funzionale da industriale a commerciale per grossisti di moda. Sul secondo piano, come radicale proiezione adattativa della sua mutazione d’uso quale possibile volano di una inedita ri-creazione complessiva in termini di valore ideativo della spazialità comune e dei connaturati dispositivi di comunicazione, di efficientamento funzionale ed estetico perfino sotto forma di potenziale incremento edilizio, della responsabilità referenziale complessiva della propria immagine fisica nel e verso il paesaggio urbanizzato e naturale al contorno. Ecco che allora, in sintesi, sei chiavi progettuali si pongono per il suo ricominciamento. Prima chiave Il Macrolotto 1 si individua come isola-edificio categoricamente definita da margini architettati a scala adeguata per via di estrusione nello spazio con strumenti appropriati da indagare e selezionare, ma concordi nell’obiettivo di dare una facciata unitaria, continua, densa, serrata. Una sorta di ordine gigante alla sca-

trón espacial de ocupación del suelo originario y de sus reglas en la no aplicación o maduración de los dispositivos proyectuales de guía y garantía de una calidad general final, al menos de las partes comunes, capaces de educar y sublimar los resultados internos y en el paisaje; su imagen final, en primer lugar desde el exterior, de simple y denso campamento de heteróclitos artefactos lo convierten en un campo privilegiado y ejemplar de ese “ri-trattamento della materia esistente” (Lucan, 1992, p. 21) definido por Jean Nouvel como la aplicación dominante en retrospectiva de la intervención del arquitecto — y del urbanista — en la ciudad contemporánea. Allí donde las mismas negatividades, lagunas, disfunciones e inmadureces o insuficiencias surgidas de repente se ofrecen paradójicamente no sólo a los procesos ideacionales y proyectuales de reparación, sino incluso de invención evolutiva sugerida por aquellos mismos límites heredados bajo la presión de los cambios vitales. Y todo esto pone y propone al mismo tiempo la gran área industrial del Macrolotto 1 como un caso de estudio. En primer lugar, por no haber asumido al final una calidad general y puntual en términos de resultado arquitectónico con respecto al paisaje circundante e interno y por la torsión definitiva en el tiempo de su papel funcional originario de industrial a comercial para mayoristas de la moda. En segundo lugar, como proyección adaptativa de su mutación de uso en calidad de posible motor de una total recreación sin precedentes en términos de valor conceptual de la espacialidad co-

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la urbano-territoriale, con ruolo ad un tempo di recinto-cortina di velatura della condizione odierna e di macrostruttura fuori porta, al pari dei grandi monasteri, o delle fortezze, o delle grandi fabbriche isolate degli inizi industriali della città. Materia naturale (alberature, alte siepi modellate) o dispositivo artificiale sino ai confini della land art, le quattro facciate si fanno così diretto veicolo comunicativo, perfino insegna distintiva nella geografia ad arcipelago in cui il lotto rientra. Limiti anche qui ‘murati’ a rappresentazione di un salvifico contrasto oppositivo per via di concentrazione-differenziazione al frazionamento e alla disgregazione indistinti che lo circondano. Seconda chiave All’interno, la piattaforma razionale dell’impianto originario impostato su un telaio infrastrutturale di quattro assi paralleli chiede di aggiornarsi sia come articolazione funzionale (viabilità meccanizzata pesante, di distribuzione, di parcheggio, ciclo-pedonale), che come spazio pubblico di più alto carattere qualitativo, più conforme alla fruizione lenta e affollata determinata dalla conversione crescente in hub commerciale specializzato di riferimento internazionale. Un telaio di innervazione, ad un tempo materiale e immateriale, da evolvere e consolidare come impuntura ordinatrice dell’immagine di insieme secondo una soluzione binaria da affidare sia a quinte vegetali di autonomo significato estetico nonché di mitigazione dell’eterogeneità parossistica dei manufatti edilizi schierati in parallelo e dell’indi-

mún y de los intrínsecos dispositivos de comunicación, de eficiencia funcional y estética incluso en forma de potencial aumento edilicio, de la responsabilidad referencial general de su propia imagen física en y hacia el paisaje urbanizado y natural que lo rodea. Aquí, en resumen, se configuran seis claves proyectuales para que vuelva a empezar. Primera clave El Macrolotto 1 se identifica como isla-edificio categóricamente definido por márgenes planificados a una escala adecuada por medio de una extrusión en el espacio realizada con herramientas apropiadas que se pueden investigar y seleccionar, que de todas formas tengan el objetivo común de dar una fachada unitaria, continua, densa, compacta. Una especie de orden gigante a escala urbana-territorial, con al mismo tiempo el papel de recinto-cortina que atenúa la condición actual y de macroestructura exterior, al igual que los grandes monasterios, o las fortalezas, o las grandes fábricas aisladas de los comienzos industriales de la ciudad. Materia natural (árboles, setos altos modelados) o dispositivo artificial hasta las fronteras del Land Art, las cuatro fachadas se convierten entonces en un vehículo directo de comunicación, incluso una insignia distintiva en la geografía del archipiélago al que pertenece el polígono. Límites también en este caso ‘amurallados’ para representar un redentor contraste opositivo a través de una concentración-diferenciación frente al fraccionamiento y la indistinta desegregación que lo rodean.


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sciplinato arbitrio delle loro recinzioni; sia ad un sistema progettato unitario e coerente di con-formazione guidata e qualificata degli apparati di comunicazione delle singole imprese (insegne, pubblicità, complementi espositivi, dehors) secondo un ventaglio di poche, ma decisive prescrizioni regolatrici. Terza chiave L’affollamento di capannoni con dimensioni e spazi pertinenziali molto variabili e la loro accalcata prossimità ha determinato una spazialità interstiziale di risulta, poco qualificata e labirintica, che invece può rovesciarsi nella dotazione cruciale per la metamorfosi in atto: una risorsa inattesa di spazio e di significato funzionali all’ottimizzazione d’uso dei manufatti stessi. Aumentandone infatti l’accessibilità laterale e retrostante con ruolo primario ne asseconda la partizione in sottomultipli funzionali con accesso e visibilità diretti sui percorsi esterni riqualificando i fronti laterali prima secondari come nuove interfacce-vetrine di equivalente ruolo primario. Ne scaturisce la doverosa necessità di allestimento e sistemazione come opera pubblica qualificata della stessa superficie comune dei percorsi: attrezzatura condivisa da valorizzare massimamente come opportunità fortemente ideativa ed espressiva, di cui pavimentazione, illuminazione, arredi, vegetazione costituiscono i campi di indagine progettuale per una rigenerazione che metta a sistema unitario e coerente l’intero spazio interstiziale, ora proposto con specifica e autonoma intensità valoriale ed attrat-

Segunda clave En el interior, la plataforma racional de la estructura originaria fundada sobre un bastidor infraestructural de cuatro ejes paralelos pide actualizarse como articulación funcional (viabilidad mecanizada pesada, de distribución, de estacionamiento, ciclo-peatonal) y, a la vez, como un espacio público de alto carácter cualitativo, más acorde con la fruición lenta y abarrotada determinada por su creciente conversión en un hub comercial especializado de referencia internacional. Un armazón de inervación, al mismo tiempo material e inmaterial, que se puede desarrollar y consolidar como sutura ordenadora de la imagen general de acuerdo con una solución binaria que hay que encomendar tanto a cortinas vegetales, dotadas de significado estético autónomo e incluso de mitigación de la heterogeneidad paroxística de los artefactos edilicios desplegados en paralelo y de la ingobernable arbitrariedad de sus vallas, como a un sistema unitario y coherente diseñado de con-formación guiada y cualificada de los aparatos de comunicación de las empresas individuales (carteles, publicidad, complementos expositivos, dehors) según una gama de pocos, pero decisivos requisitos reglamentarios. Tercera clave La muchedumbre de naves con dimensiones y espacios auxiliares muy variables y su densa proximidad ha determinado una espacialidad intersticial residual, poco calificada y laberíntica, que en cambio puede volcarse en la dotación crucial para la metamorfosis en curso:

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tiva. Sistema di percorsi, che sfocino anche in nuovi spazi di aggregazione e scambio sociale, come slarghi, piazzette e una piazza principale baricentrica, in grado di riordinare e dare ‘stanze’ adeguate, fisiche e simbolico-estetiche, a necessità, comportamenti, costumi culturali di relazione propri degli attuali gestori delle attività, appartenenti in modo dominante alla comunità cinese, sia tra di essi che nel loro contatto con i fruitori esterni. Quarta chiave L’evoluzione su descritta implica inoltre l’introduzione di nuove funzioni specializzate di rinforzo all’economia globale del Macrolotto 1 così come già configurata e proiettata nel futuro imminente, sia quali supporti alle attività produttive, che come servizi complementari di sostegno alla qualità della vita degli operatori. Hotel, ristoranti, bar attengono al primo caso; asilo e scuola materna, spazi o strutture per attività fisica e perfino quote di residenza, al secondo. Tutti elementi con ruolo di riferimenti focali anche per intrinseco valore architettonico, sia all’interno che verso il territorio circostante. Quinta chiave L’incremento edilizio, accanto ed oltre gli interventi di riuso, riqualificazione e ristrutturazione dei manufatti esistenti, su pressione del potenziamento tendenziale del successo e del ruolo internazionale del Macrolotto 1. La prevedibile necessità di ulteriori spazi aggiuntivi per sopraggiunte necessità funziona-

un recurso inesperado de espacio y de significado necesario para la optimización del uso de los mismos artefactos. De hecho, el aumento en primer lugar de su accesibilidad lateral y trasera favorece la partición en submúltiplos funcionales con accesibilidad y visibilidad directas a lo largo de los trayectos exteriores recalificando las fachadas laterales, que antes desempeñaban un papel secundario, como nuevos interfaces-escaparates dotados de equivalente protagonismo. Por consiguiente, se precisa una ineludible necesidad de preparación y adecuación, en tanto que obra pública calificada, de la propia superficie común de las calles: equipamiento compartido que hay que valorar principalmente como oportunidad fuertemente ideacional y expresiva, de la que suelo, iluminación, mobiliario, vegetación constituyen los campos del estudio proyectual para una regeneración que sistematice de manera unitaria y coherente todo el espacio intersticial, ahora propuesto con una intensidad específica y autónoma atractiva y de valores. Sistema de recorridos, que desemboquen también en nuevas áreas de agregación y de intercambio social, tales como ensanches, pequeñas plazas y una plaza principal que se convierta en un centro de gravedad, capaz de reordenar y proporcionar ‘habitaciones’ adecuadas, físicas y simbólico-estéticas, a necesidades, comportamientos, costumbres culturales de relación propias de los actuales gestores de las actividades, que pertenecen de manera dominante a la comunidad china, tanto entre ellos como en su contacto con usuarios externos.


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li e dimensionali si pone come plausibile territorio di possibilità progettuale da ammettere, ma governandolo tempestivamente e sensatamente secondo prescrizioni direttrici dettate dalle istituzioni preposte, con due finalità complementari: guidare e sorvegliare l’esito qualitativo delle richieste progettuali per costruire un ambito urbano ad alto tasso di sostenibilità a tutto campo rispetto ai dettami tecnici e culturali correnti; esplorare e sperimentare addirittura inedite, predittive forme di urbanità, sulla frontiera di bisogni, modalità, interpretazioni ed espressioni della vita contemporanea, peraltro già in nuce, cui dare legittimamente opportunità di attuazione e di conforme prefigurazione. Un territorio normativo-progettuale che nella qualità architettonica incardini pregiudizialmente autorizzazioni e attese, anzi pretese, in nome del bene-bello comune, per cui le integrazioni volumetriche dell’esistente abbiano il compito ulteriore di concorrere alla riparazione e qualificazione dell’assenza, se non della miseria estetica dell’edilizia industriale realizzata per decenni. Sublimando i processi di aggregazione, sovrapposizione, superfetazione così connaturati alla durata vitale degli edifici industriali, le eventuali integrazioni rimodellano allora con efficacia virale positiva un paesaggio edilizio pregiudicato riscattandolo architettonicamente con articolazioni, variazioni, consistenze, misure consentite all’interno di uno spettro comunque predisposto da un piano regolatore a garanzia dell’esito finale. Una paradigmaticità referenziale del Macro-

Cuarta clave La evolución mencionada anteriormente implica, además, la introducción de nuevas funciones especializadas de refuerzo a la economía global del Macrolotto 1 tal y como está ya configurada y proyectada hacia el futuro inminente, como soportes de las actividades productivas y también como equipamientos complementarios de apoyo a la calidad de la vida de los operadores. Hoteles, restaurantes, bares se ajustan al primer caso; guarderías y jardines de infancia, espacios y estructuras para actividad física e incluso cuotas de viviendas, al segundo. Todos elementos con un papel de referencia focal también por su intrínseco valor arquitectónico, tanto en el interior como hacia los alrededores. Quinta clave El incremento edilicio, junto y más allá de las intervenciones de reutilización, recalificación y restructuración de los artefactos existentes, bajo la presión de la potenciación tendencial del éxito y del papel internacional del Macrolotto 1. La previsible necesidad de un mayor número de espacios adicionales para sobrevenidas exigencias funcionales y dimensionales se presenta como plausible territorio de posibilidad proyectual que resulta admisible, pero se tiene que gestionar de manera tempestiva y sensata según unas pautas directivas dictadas por las instituciones competentes, con dos finalidades complementarias: guiar y vigilar el resultado cualitativo de las postulaciones proyectuales para construir un ámbito urbano con un elevado nivel de sostenibilidad de gran

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lotto 1 per tutte le realtà analoghe disseminate nel mondo, anche nello spingersi a divenire piattaforma sperimentale di una urbanità altra e di un altro paesaggio conseguente, se la necessità vitale di un suo incremento volumetrico giungesse a figurare un insediamento di massima ibridazione, con l’inclusione consistente anche di uffici e abitazioni. Allora lo scenario e la visione progettuali si porrebbero come ipotesi del raddoppio di sé per intersezione e/o sovrapposizione, entro comunque la cintura invalicabile del margine dato, in un processo di condensazione a sviluppo verticale in grado di innescare inedite forme di uso, spazi, tipo-morfologie, tessuto e riproporre a compimento la pienezza artistica della densità. Il vuoto interstiziale diviene allora un volume matrice virtuale configurabile, in ipotesi limite, come una sorta di contro forma continua ma sollevata che incornicia i volumi sottostanti lasciando liberi i percorsi, così protetti per offrire un continuum porticato funzionale alle attività ed ai fruitori. Sesta chiave In questa ipotesi, la conquista di una inedita relazione con il paesaggio, interno e di sfondo, investe come materia ulteriore di reinvenzione creativa il sistema delle coperture esistenti. Acquisite allo sguardo come prospetti orizzontali pongono il doppio tema della risignificazione funzionale e della rifigurazione formale: doppia opportunità di riscatto di una assai vasta superficie inutilizzata e casuale, unificata e conquistata invece da protagonista come

alcance respecto de los preceptos técnicos y culturales actuales; explorar y experimentar incluso inéditas, predictivas formas de urbanidad, frente a las necesidades, modalidades, interpretaciones y expresiones de la vida contemporánea, además ya in nuce, a las que proporcionar de manera legítima una oportunidad de actuación y de conforme prefiguración. Un territorio normativo-proyectual que en la calidad arquitectónica radique de forma prejudicial autorizaciones y expectativas o, mejor dicho, pretensiones, en nombre de un bien-bello común, para el que las integraciones volumétricas de lo existente desempeñen el papel adicional de contribuir a la reparación y calificación de la ausencia, por no decir de la miseria estética de la edilicia industrial realizada durante décadas. Sublimando los procesos de agregación, apilamiento, superposición tan enraizados en la duración vital de los edificios industriales, las eventuales integraciones remodelan entonces con eficacia viral positiva un paisaje edilicio perjudicado rescatándole arquitectónicamente con articulaciones, variaciones, consistencias, medidas admitidas en el marco de un espectro en cualquier caso predispuesto por un plan de ordenación para garantizar su resultado final. Una condición paradigmática referencial del Macrolotto 1 para todas las realidades análogas diseminadas en el mundo, incluso en la actitud de llegar a ser una plataforma experimental de una urbanidad diferente y de un alternativo paisaje consecuente, si la necesidad vital de su incremento volumétrico llegase a fi-


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potente macchina produttrice di energia sostenibile che si trasfigura in inatteso, straordinario evento estetico: una vera e propria sublimazione in una sorta di mat bulding per intreccio a sommatoria, o perfino di opera di land art accessibile all’ammirazione collettiva, a ripresa di una delle anime chiave di Prato, la presenza protagonista dell’arte contemporanea. Sono le cifre concettuali emerse nel workshop attraversandolo con la fertilità straordinaria dello scambio alchemico di scuole, vissuti, interpretazioni, ricavandone, pur nella ristrettezza dei tempi, bagliori enunciativi in grado di aprire ed ispirare discorsi, ad un tempo plausibilmente fondati e visionariamente proiettati in un desiderio di città contemporanea che preme con le sue istanze vitali e chiede di trovare la sua giusta forma. La forma della sua terza vita, nello specifico di Prato, questa volta orgogliosamente capace di trasmettere al futuro un’espressione urbana come degno prodotto culturale, di cui il Macrolotto 1, esemplarmente divenuto ‘città attiva’, secondo il progetto di Jean Nouvel per Nîmes, o ‘giardino di imprese’, riprendendo quello di Bernard Tschumi per Chartres, sia una fondamentale tessera costituente.

gurar un asentamiento dotado de máxima hibridación, también con la inclusión consistente de oficinas y viviendas. Entonces, el escenario y la visión proyectuales se configurarían como hipótesis de la duplicación de sí por intersección y/o apilamiento, de todos modos, dentro del cinturón intransitable del margen dado, en un proceso de condensación con desarrollo vertical capaz de desencadenar formas inéditas de uso, espacios, tipo-morfologías, tejido y volver a llevar a cabo la plenitud artística de la densidad. El vacío intersticial se convierte entonces en un volumen matriz virtual configurable, en hipótesis límite, como una especie de contra-forma continua pero elevada que enmarca los volúmenes subyacentes dejando libres los recorridos, protegidos de esta manera para ofrecer un continuum de pórticos funcional para las actividades y los usuarios. Sexta Clave En esta hipótesis, la conquista de una relación inédita con el paisaje, interno y de fondo, involucra como ulterior materia de reinvención creativa al sistema de las cubiertas existentes. Adquiridas por la mirada como frentes horizontales plantean el doble tema de la resignificación funcional y la re-figuración formal: una doble oportunidad de rescatar una vasta superficie no utilizada y casual, unificada y conquistada en cambio como protagonista y poderosa máquina productora de energía sostenible que se transfigura en inesperado, extraordinario evento estético: una verdadera sublimación en una especie de mat building por entrelaza-

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Riferimenti bibliografici Referencias bibliográficas Lucan J. 1992, Jean Nouvel. Exploration du présent, in I. Blazwick, M. Jacques, J. Winthers (a cura di), Jean Nouvel, Emmanuel Cattani et Associés. Artemis, Arc en rêve centre d’architecture, Zürich, pp. 19-22. Nouvel J. 1992, Sul progetto di architettura, «Domus», 742, pp. 17-20.

miento como sumatoria, o incluso una obra del Land Art accesible a la admiración colectiva, como recuperación de una de las almas clave de Prato, la presencia protagonista del arte contemporáneo. Éstas son las claves conceptuales que surgieron a lo largo del workshop, atravesándolo con la extraordinaria fertilidad del intercambio alquímico de escuelas, experiencias, interpretaciones, obteniendo, a pesar de las limitaciones del tiempo, destellos enunciativos capaces de abrir e inspirar discursos, a la vez plausiblemente basados y proyectados visionariamente en un deseo de ciudad contemporánea que presiona con sus demandas vitales y pide encontrar su forma correcta. La forma de su tercera vida, en el caso específico de Prato, esta vez orgullosamente capaz de transmitir al futuro una expresión urbana como valioso producto cultural, del que el Macrolotto 1, ejemplarmente convertido en ‘ciudad activa’, haciendo referencia al proyecto de Jean Nouvel para Nîmes, o ‘jardín de empresas’, retomando el de Bernard Tschumi para Chartres, sea una tesela constitutiva fundamental.


titolo saggio â&#x20AC;˘ nome cognome

Conclusioni Conclusiones

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il senso della possibilità | el sentido de la posibilidad Serafina Amoroso

Uno dei punti di partenza del workshop è stato quello di rileggere e re-interpretare le coordinate della situazione attuale del Macrolotto 1 per identificare, attraverso lo strumento più inerente alla pratica dell’architettura, ovvero il progetto, degli spunti per le sue evoluzioni future, imminenti ed in parte già in essere. Definire i distretti industriali in contrapposizione alla città equivale ad elaborare una semplicistica e dualistica interpretazione della complessità della contemporaneità e delle trasformazioni in corso. Il progetto di architettura ci consente di rivedere i modelli di urbanità precedenti per ridefinire nuove forme di vita, socialità e produzione che, partendo dall’esistente, possano aprire nuove prospettive, coniugandole, al contempo, con una rinata sensibilità verso l’ambiente. A dispetto della crisi attuale, il progetto si presenta ancora come uno strumento indispensabile in grado di trasformare gli spazi in cui viviamo, partendo dall’esistente e fondando su nuove basi epistemologiche il progetto stesso, in quanto premessa ineludibile del fare architettonico e ponte tra senso della realtà e senso della possibilità (come direbbe Robert Musil…).

Uno de los puntos de partida del taller fue releer y reinterpretar las coordenadas de la situación actual del Macrolotto 1 para identificar, a través del instrumento más inherente a la práctica de la arquitectura, es decir el proyecto, pautas para sus futuras evoluciones, inminentes y, en parte, ya en curso. Definir los distritos industriales en contraposición con las ciudades es equivalente a elaborar una interpretación reduccioncita y dualista de la complejidad de la contemporaneidad y de las continuas transformaciones que la caracterizan. El proyecto arquitectónico nos permite revisar los modelos de urbanidad anteriores para redefinir nuevas formas de vida, sociabilidad y producción que, a partir de lo existente, puedan abrir nuevas perspectivas, conjugándolas, al mismo tiempo, con una nueva sensibilidad hacia el medio ambiente. A pesar de la crisis actual, el proyecto todavía se presenta como una herramienta fundamental capaz de transformar los espacios en los que vivimos, a partir de lo que ya existe, y fundando sobre nuevas bases epistemológicas el propio proyecto, por ser premisa ineludible del quehacer arquitectónico y puente entre un sentido de la realidad y un sentido de la posibilidad (como diría Robert Musil…).


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Le proposte progettuali del workshop hanno raggiunto dei risultati che vanno ben al di là del semplice miglioramento e/o riqualificazione dello spazio pubblico. Si tratta di progetti che sono riusciti a valorizzare la posizione strategica dell’area dal punto di vista infrastrutturale e geografico, proponendo delle strategie omogenee e chiare che, da un lato (sul piano linguistico-formale), ridefiniscono l’identità del Macrolotto 1 come Industrial Park e, dall’altro (nell’ambito di una logica che supera addirittura quella strettamente legata al marketing territoriale, incorporando questioni legate alle specificità storico-culturali del contesto pratese), propongono soluzioni innovative ai temi della rigenerazione urbana — resilienza urbana, sostenibilità ambientale e qualità (in termini di accessibilità, inclusione, qualità architettonica e percettiva) dello spazio urbano, pubblico e collettivo — attivabili mediante una condivisione di intenti e risorse tra la programmazione pubblica e l’iniziativa privata. A questo proposito, e per concludere con un bilancio complessivo sul lavoro svolto durante il workshop e su come il Comune di Prato intenda utilizzarne i risultati, si riporta, di seguito, il testo dell’intervista rilasciata da Valerio Barberis, Assessore Urbanistica e Lavori pubblici del comune di Prato.

Las propuestas proyectuales del taller han logrado resultados que van mucho más allá de la simple mejora y/o renovación del espacio público. Se trata de proyectos que han conseguido poner en valor la posición estratégica del área desde un punto de vista infraestructural y geográfico, proponiendo estrategias homogéneas y claras que, por un lado (a nivel lingüístico-formal), redefinen la identidad del Macrolotto 1 como Industrial Park y, por el otro (en el marco de un enfoque que incluso supera la lógica ligada estrictamente al marketing territorial, incorporando temas relacionados con las especificidades histórico-culturales del contexto del territorio de Prato), proponen soluciones innovadoras a los temas de la regeneración urbana — resiliencia urbana, sostenibilidad ambiental y calidad (en términos de accesibilidad, inclusión, calidad arquitectónica y perceptiva) del espacio urbano, público y colectivo — que se pueden activar mediante una puesta en común de intenciones y recursos entre la programación pública y la iniciativa privada. A este respecto, y para concluir con un balance general del trabajo realizado durante el taller y de cómo el Ayuntamiento de Prato pretende utilizar sus resultados, se presenta a continuación el texto de la entrevista concedida por Valerio Barberis, Concejal de Urbanismo y Obras Públicas del Ayuntamiento de Prato.

SA: Serafina Amoroso | VB: Valerio Barberis SA: Serafina Amoroso | VB: Valerio Barberis SA: Il workshop internazionale ‘La città intermedia. Verso una nuova urbanità. Proposte per il Macrolotto 1 a Prato’ ha fornito un’oc-

SA: El workshop internacional ‘La Ciudad Intermedia. Hacia una nueva urbanidad. Pro-


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casione di riflessione per recepire nuove idee nell’ambito delle attività previste dal processo di partecipazione per la redazione del nuovo Piano Operativo del Comune di Prato. In che termini, secondo te, è possibile ripensare il legame tra la città di Prato e le aree del distretto del Pronto Moda (di cui i Macrolotti 1 e 2 costituiscono la parte preponderante) in cui emerge un nuovo connubio inter-scalare tra elementi artificiali e naturali, tra elementi infrastrutturali ed inserti verdi (naturalizzati e/o agricoli) ed urbanizzati, tra una rete di relazioni intangibili ed immateriali (economiche, commerciali) che si sviluppano ad una scala transnazionale e globale e le loro ricadute (spaziali e tangibili) alla scala locale? VB: Prato è una città che può essere riassunta nell’immagine di un territorio che, fino al secondo dopoguerra, è stato caratterizzato da un centro storico medievale, lambito dal fiume Bisenzio, circondato da un paesaggio agricolo, nel quale esistevano una serie di piccoli centri abitati di altrettanto antica formazione. Il boom economico, che ha portato nei due decenni dopo la guerra, tra il 1951 ed il 1971, a raddoppiare il numero degli abitanti (da 75.000 a circa 150.000), si è sviluppato con modalità del tutto peculiari: non è avvenuta, infatti, l’espansione del solo centro storico verso le aree più esterne, ma è avvenuta anche l’espansione di tutti gli antichi centri abitati, con la conseguenza che questo sviluppo multipolare ha condotto ad un territorio urbanizzato in cui alcune parti della città sono un unicum antropizzato, mentre in altre zone persistono ampie

puestas para el Macrolotto 1 en Prato’ ha intentado brindar una oportunidad de reflexión para incorporar nuevas ideas en el marco de las actividades previstas en el proceso de participación para la redacción del nuevo Piano Operativo de la ciudad de Prato. ¿En qué términos crees que será posible repensar el vínculo entre la ciudad de Prato y las áreas del distrito del Pronto Moda (del que los Macrolotti 1 y 2 constituyen la parte preponderante) en las que está emergiendo una nueva conjunción inter-escalar entre elementos artificiales y naturales, entre elementos infraestructurales e inserciones verdes (naturalizadas y/o agrícolas) y urbanizadas, entre una red de relaciones intangibles e inmateriales (económicas, comerciales) que se desarrollan a escala transnacional y global y sus repercusiones (espaciales y tangibles) a escala local? VB: Prato es una ciudad que se puede resumir en la imagen de un territorio que, hasta después de la Segunda Guerra Mundial, se ha caracterizado por un centro histórico medieval, bañado por el río Bisenzio, rodeado por un paisaje agrícola, en el que existían una serie de pequeños poblados cuyos orígenes son igualmente antiguos. El auge económico, que llegó, en las dos décadas posteriores a la guerra, entre 1951 y 1971, duplicando el número de habitantes (de 75,000 a aproximadamente 150,000), se ha desarrollado de maneras bastante peculiares: de hecho, no se ha producido la expansión del sólo centro histórico hacia las zonas periféricas, más bien se expandieron al mismo tiempo todos los antiguos núcleos de población, con el resultado de que es-

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aree agricole, intercluse all’interno di aree costruite, che preservano i caratteri paesaggistici del territorio precedente all’impetuoso sviluppo del dopoguerra. Questo modello urbano rappresenta una peculiarità della città di Prato da molteplici punti di vista, due in particolare: da una parte un mix di paesaggi urbani costantemente mutevoli — che vanno dal tessuto urbano storico, ai territori abitati della città in espansione, dal paesaggio agrario, alle aree industriali — e dall’altra l’inesistenza della periferia, soprattutto da un punto di vista della connotazione sociale del territorio urbano, per cui a Prato permane la percezione degli antichi centri abitati come delle unità urbane storiche, dotate di una propria identità, che sono caratterizzate da una tenuta sociale straordinaria e che anche nella stessa terminologia utilizzata dai cittadini per descriverle, le ‘frazioni’ o i ‘paesi’, dimostrano di essere totalmente altro dal concetto di periferia. Questo complesso paesaggio urbano ospita oggi il più grande distretto tessile d’Europa ed il più grande distretto del pronto moda d’Europa, oltre ad un nascente distretto dell’innovazione e del comparto tecnologico ed un interessante proliferazione di azioni imprenditoriali nel settore agroalimentare e alimentare, a dimostrazione che Prato è una città costantemente impegnata a produrre nuovi e innovativi modelli di business e, soprattutto, che sviluppa settori economici dalla forte propensione al confronto internazionale ed all’export. In questo senso il territorio pratese rappresenta un formidabile laboratorio per sperimentare

te desarrollo multipolar condujo consecuentemente a un territorio urbanizado en el que algunas partes de la ciudad son un unicum antropizado, mientras que en otras zonas persisten grandes áreas agrícolas, intercaladas dentro de áreas urbanizadas, que preservan las características paisajísticas del territorio anteriores al impetuoso desarrollo de la posguerra. Este modelo urbano representa una peculiaridad de la ciudad de Prato bajo múltiples puntos de vista, especialmente dos: por una parte, una mezcla de paisajes urbanos en constante cambio — que van desde el tejido urbano histórico, hasta las áreas habitadas de la ciudad en expansión; desde el paisaje agrícola hasta las áreas industriales — y, por otra, la inexistencia de la periferia, sobre todo desde el punto de vista de la connotación social del territorio urbano, razón por la cual en Prato permanece la percepción que los antiguos poblados constituyen todavía unidades urbanas históricas, dotadas de identidad propia, que se caracterizan por un extraordinario patrimonio social y que, incluso en la misma terminología utilizada por los ciudadanos para describirlos, ‘le frazioni’ o ‘i paesi’, resultan ser lo más alejado posible del concepto de suburbios. Este complejo paisaje urbano actualmente alberga el distrito textil más grande de Europa y el distrito del ‘Pronto moda’ más grande de Europa, así como un incipiente distrito de la innovación y del sector tecnológico y una proliferación interesante de actividades empresariales en el sector agroalimentario y alimentario, lo que demuestra que Prato es una ciudad


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le nuove forme di integrazione tra i diversi paesaggi urbani, i nuovi modelli di relazione tra il paesaggio antropizzato e quello naturale e, più in generale, per definire le future strategie di sviluppo sostenibile delle città: per questo credo che questi temi non siano semplicemente una sfida ma che rappresentino uno dei valori aggiunti di questo territorio, che possiede già nel suo DNA urbano questa complessità. SA: Le idee introdotte da alcune proposte progettuali sviluppate durante il workshop sembrano apparentemente ambiziose e vanno ben oltre il semplice miglioramento dello spazio pubblico, anche se in realtà si basano su tattiche di ibridazione dell’esistente che traggono ispirazione dagli stessi meccanismi di crescita (per sovrapposizione, superfetazione, innesto, trasformazione, etc.) della città storica. In altri contesti europei, come nel caso del progetto dell’eco-parco industriale del Torrent Estadella a Barcellona, presentato dagli architetti ed urbanisti Eduard Balcells e Honorata Grzesikowska, già si sta investendo in proposte che prevedono l’uso di nuove tipologie ibride di edifici industriali capaci di generare nuove aree urbane dense e compatte, proponendo forme appropriate, innovative e resilienti di adeguamento (sia degli spazi produttivi che di quelli urbani) a nuovi standards che ne garantiscano la qualità e la sostenibilità. Qual è la tua opinione in merito e quali sono, secondo te, le potenzialità del Macrolotto 1 rispetto a questi temi? VB: Il Macrolotto 1 si inserisce nel quadro che ho tratteggiato in precedenza come un’a-

que realiza un constante esfuerzo para producir nuevos e innovadores modelos de negocio y, sobre todo, que desarrolla sectores económicos con una fuerte propensión a la comparación internacional y a la exportación. En este sentido, el territorio de Prato es un laboratorio formidable para experimentar con nuevas formas de integración entre los diferentes paisajes urbanos, los nuevos modelos de relación entre el paisaje antropizado y el medio natural y, de manera más general, para definir las estrategias futuras para el desarrollo sostenible de las ciudades: por esta misma razón creo que estos temas no son tan sólo un reto, pues representan más bien uno de los valores añadidos de este territorio, que ya posee esta complejidad en su ADN urbano. SA: Las ideas introducidas por algunas de las propuestas proyectuales desarrolladas durante el taller son aparentemente ambiciosas y van más allá de la simple mejora del espacio público, a pesar de que, en realidad, se basan en tácticas de hibridación de lo existente que se inspiran en los propios mecanismos de crecimiento (por apilamiento, superposición, injerto, transformación, etc.) de la ciudad histórica. En otros países europeos, como en el caso del proyecto del parque industrial ecológico del Torrent Estadella en Barcelona, presentado por los arquitectos y urbanistas Eduard Balcells y Honorata Grzesikowska, ya se está invirtiendo en propuestas que implican el uso de nuevas tipologías híbridas de edificios industriales capaces de generar nuevas áreas urbanas densas

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rea urbana dotata di grande potenzialità. Si tratta della più grande lottizzazione industriale realizzata in Italia negli anni ’80, che si estende per circa 150 ettari a sud del tracciato dell’Autostrada A11, in un ambito urbano caratterizzato dal tessuto urbano di quattro frazioni — Iolo, Tavola, Cafaggio e le Fontanelle — e circondata da ampie aree coltivate che sono parte del Parco Agricolo della Piana tra Prato e Firenze. Un’area industriale, dunque, che oggi risulta interconnessa con antichi centri abitati e con il paesaggio agrario della piana, che ha rappresentato per molti aspetti innovativi, in primis quelli legati alla sostenibilità, un caso unico in Italia. Il Macrolotto 1, quindi, rappresenta uno di quei comparti urbani dove è possibile sperimentare nuove forme di relazione tra costruito e aree naturali e agricole, dove le ampie sezioni stradali esistenti permettono di reimpostare nuovi modelli di mobilità e soprattutto, dove, si possono indagare mix funzionali e inserire nuove funzioni e nuovi servizi, sia a servizio degli utenti del Macrolotto 1 che degli abitanti delle frazioni limitrofe. Un’area urbana che, per effetto della regolarità della sua matrice di impianto, e la compattezza dell’edificato, permette anche di sperimentare soluzioni innovative di resilienza urbana in relazione alle nuove problematiche che le città, a livello internazionale, dovranno sempre più affrontare in relazione ai cambiamenti climatici. SA: Il Macrolotto 1, già classificato come area APEA (Aree Produttive Ecologicamen-

y compactas, proponiendo formas apropiadas, innovadoras y resilientes (para los espacios tanto productivos como urbanos) de adaptación a nuevos estándares que garanticen la calidad y la sostenibilidad. ¿Cuál es tu opinión al respecto y cuáles crees que son las potencialidades del Macrolotto 1 con referencia a estos asuntos? VB: Il Macrolotto 1 se inscribe en el marco que he delineado anteriormente en calidad de área urbana dotada de un gran potencial. Se trata del más grande polígono industrial realizado en Italia en los años 80, que abarca unas 150 hectáreas al sur de la Autopista A11, en un área urbana caracterizada por el tejido urbano de cuatro barrios: Iolo, Tavola, Cafaggio y Fontanelle — y rodeada de grandes áreas cultivadas que forman parte del Parco Agricolo della Piana entre Prato y Florencia. Un área industrial, por lo tanto, que hoy está interconectada con antiguos núcleos de población y con el paisaje agrícola de la piana, que ha representado, gracias a muchos aspectos innovadores, en primer lugar, los relacionados con la sostenibilidad, un caso único en Italia. El Macrolotto 1 es, por tanto, una de esas áreas urbanas donde es posible experimentar nuevas formas de relación entre áreas construidas y áreas naturales y agrícolas, donde las amplias secciones viarias existentes permiten replantear nuevos modelos de movilidad y, sobre todo, donde se pueden investigar mezclas de usos e insertar nuevas funciones y nuevos servicios, destinados tanto a los usuarios del Macrolotto 1 como a los habitantes de los barrios colindantes. Un área urbana que, debido a la regularidad de la


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te Attrezzate), è un insediamento industriale che dal 1990 si è dotato di un soggetto gestore di servizi (la società CONSER) tra i cui soci compaiono tutti i proprietari degli immobili ricadenti nell’area. La presenza di un unico ente gestore ha consentito la realizzazione di una serie di servizi centralizzati innovativi, tra i quali un impianto idrico di riciclo centralizzato che rientra nell’ambito delle strategie per il miglioramento energetico ed ambientale nel quadro del protocollo APEA. Questa gestione sostenibile del ciclo dell’acqua, insieme ad altre azioni progettuali basate, ad esempio, sulla riduzione dell’effetto isola di calore mediante strategie bioclimatiche e sul riciclaggio creativo del costruito, possono costituire degli elementi chiave per migliorare la resilienza di tutto il sistema urbano-territoriale di Prato, in termini sociali, economici ed ambientali. In che modo si può facilitare l’attivazione di possibili sinergie tra settore pubblico e privato per stimolare nuove strategie di gestione e promozione del territorio, da cui tutti possano trarre benefici, favorendo la relazione tra collettività, imprese e utenti/consumatori/clienti? VB: L’obiettivo di questa Amministrazione è sempre stato quello di promuovere una vision complessiva della città che, nel caso delle politiche urbane, si è tradotta in una vera e propria Agenda Urbana che cerca di legare i temi di sviluppo locale sostenibile — sviluppo sociale, culturale ed economico — ad una serie di strategie e aree urbane: l’obiettivo, cioè, è quello di condividere con tutti gli attori presenti in città e nell’area vasta la vision e queste

matriz de su patrón de asentamiento, y a su estructura edificada compacta, permite también experimentar con soluciones innovadoras de resiliencia urbana relacionadas con los nuevos problemas a los que las ciudades, a nivel internacional, tendrán que enfrentarse cada vez más debido a los cambios climáticos. SA: El Macrolotto 1, ya clasificado como área APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate), es un polígono industrial de 150 hectáreas, que, a partir del año 1990, ha estado a cargo de un único sujeto gerente (la empresa CONSER) entre cuyos socios se encuentran todos los propietarios de las naves que recaen en el área. La presencia de un único órgano de gestión ha permitido la creación de una serie de servicios centralizados innovadores, entre ellos un sistema hídrico centralizado que se inscribe en el ámbito de las estrategias de mejora energética y ambiental en el marco del protocolo APEA. Esta gestión sostenible del ciclo del agua, junto con otras acciones proyectuales basadas, por ejemplo, en la reducción del efecto isla de calor mediante estrategias bioclimáticas y en el reciclado creativo del patrimonio construido existente, pueden ser elementos clave para mejorar la resiliencia de todo el sistema urbano-territorial de Prato, en términos sociales, económicos y ambientales. ¿Cómo se puede favorecer la activación de posibles sinergias entre los sectores público y privado para estimular nuevas estrategias de gestión y promoción territorial, de las cuales todos puedan beneficiarse, favoreciendo la relación

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strategie, in modo da impostare un lavoro che sia il più possibile condiviso sulle grandi scelte che riguardano il futuro della città. La presenza della società Conser da questo punto di vista è un grande valore aggiunto del Macrolotto 1, perché permette, grazie al suo ruolo di facilitatore, di realizzare un confronto concreto sulle strategie messe in campo dall’Amministrazione e le necessità dell’area. SA: Fra le varie proposte sviluppate durante il workshop, quali ti sono sembrate più interessanti e perché? In generale, quale pensi possa essere l’apporto di iniziative come queste allo sviluppo di visioni future per la città di Prato? VB: Il workshop internazionale ‘La città intermedia. Verso una nuova urbanità. Proposte per il Macrolotto 1 a Prato’, insieme ad altre esperienze simili, rappresenta la punta più alta di un lavoro che stiamo portando avanti come Amministrazione da anni, che prevede nell’elaborazione culturale e progettuale dei futuri scenari urbani della città di Prato il coinvolgimento di numerose università italiane ed europee, tramite il lavoro di corsi, tesi di laurea, dottorati, ricerche, ecc. Un lavoro di apertura e di confronto tra la città ed esperienze internazionali, che si è sviluppato in sinergia con quello parallelo realizzato all’interno del percorso partecipativo per la redazione del nuovo Piano Operativo Comunale denominato ‘Prato al Futuro’, che ha previsto il coinvolgimento di un grande numero di progettisti, intellettuali e amministratori provenienti da altre realtà italiane ed europee.

entre comunidades, empresas y usuarios/consumidores/clientes? VB: El objetivo de esta Administración siempre ha sido promover una visión general de la ciudad que, en el caso de las políticas urbanas, se ha traducido en una verdadera Agenda Urbana que busca vincular los temas del desarrollo local sostenible — desarrollo social, cultural y económico — a una serie de estrategias y áreas urbanas: el objetivo, es decir, es compartir con todos los actores presentes en la ciudad y en el área metropolitana la visión y estas estrategias, con el fin de formular un plan un trabajo que sea lo más ampliamente posible compartido acerca de las grandes decisiones sobre el futuro de la ciudad. La presencia de la empresa CONSER desde este punto de vista es un gran valor añadido del Macrolotto 1, ya que favorece concretamente el dialogo, gracias a su papel de facilitador, entre las estrategias puestas en marcha por la Administración y las necesidades del área. SA: Entre las diversas propuestas desarrolladas durante el workshop ¿cuáles te parecieron más interesantes y por qué? En general, ¿cuál crees que podría ser la contribución de iniciativas como éstas al desarrollo de visiones futuras para la ciudad de Prato? VB: El workshop internacional ‘La ciudad intermedia. Hacia una nueva urbanidad. Propuestas para el Macrolotto 1 en Prato’, junto con otras experiencias similares, representa la culminación de un trabajo que hemos estado llevando a cabo como administración duran-


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Le proposte che più mi hanno colpito tra quelle elaborate nel workshop sono quelle che hanno sviluppato due tematiche distinte. Da una parte, quelle che hanno sviluppato un’azione progettuale volta a integrare architettura e potenziali strategie di marketing territoriale, ad esempio introducendo elementi dalla forte iconicità e visibilità dall’autostrada A11, o sviluppando il progetto nella direzione di individuare grandi segni unitari che permettono una facile identificazione dell’area del Macrolotto 1, non solo all’interno della città, ma anche da Google Earth, che sempre di più sta assumendo il significato di un vero e proprio luogo nella percezione collettiva a livello internazionale. Dall’altra, quelle proposte che hanno concepito le coperture degli edifici industriali come un vero e proprio suolo su cui costruire una seconda città, un nuovo paesaggio urbano dotato di una propria identità, funzioni e sistemi di mobilità. Nell’insieme i lavori del workshop, a dimostrazione dell’eccellente lavoro svolto dagli organizzatori e dai docenti che hanno coordinato gli studenti delle facoltà di Architettura di Firenze e di Madrid, costituiscono un momento di elaborazione concettuale e progettuale di alto livello, il cui contributo rappresenta un importante momento culturale nel dibattito cittadino sui futuri scenari della città di Prato. SA: Durante la presentazione dei progetti (avvenuta il 7 ottobre 2017 presso L’Urban Center di Palazzo Pacchiani a Prato), il presidente del CONSER, Vincenzo Mellace, si è di-

te años, que prevé la participación de numerosas universidades italianas y europeas en la elaboración cultural y proyectual de los futuros escenarios urbanos de la ciudad de Prato, a través del trabajo de cursos, proyectos fin de carrera, tesis doctorales, investigaciones, etc. Una obra de apertura y de comparación entre la ciudad y las experiencias internacionales, que se ha desarrollado en sinergia con la paralela experiencia llevada a cabo en el ámbito del proceso participativo para la preparación del nuevo Piano Operativo Municipal llamado ‘Prato al Futuro’, que ha implicado la participación de un gran número de proyectistas, intelectuales y administradores de otros contextos italianos y europeos. Las propuestas que más llamaron mi atención entre las elaboradas en el taller son las que han desarrollado dos temas distintos. Por un lado, aquellas que han desarrollado acciones proyectuales finalizadas a integrar la arquitectura y potenciales estrategias de marketing territorial, por ejemplo mediante la introducción de elementos dotados de fuerte valor icónico y visibilidad desde la autopista A11, o mediante el desarrollo del proyecto en el sentido de identificar los grandes signos unitarios que permiten una fácil identificación del área del Macrolotto 1 no sólo dentro de la ciudad, sino también desde Google Earth, que está asumiendo cada vez más el significado de un lugar real en la percepción colectiva a nivel internacional. Por otro lado, aquellas propuestas que han concebido las cubiertas de los edificios industriales como un nuevo suelo encima del cual cons-

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mostrato piuttosto entusiasta dell’idee emerse, riconoscendo il valore e la portata reale di alcuni spunti apparentemente ambiziosi, come la possibilità di intervenire sulle coperture e/o sulle facciate dei capannoni esistenti, generando nuovi usi per sovrapposizione. Al di là delle soluzioni formali proposte, ciò che è stato sicuramente apprezzato è stata la chiarezza (e la radicalità) delle strategie progettuali, all’interno delle quali il Macrolotto 1 è stato trattato, da un lato, come un’entità dotata di una propria autonomia formale e progettuale, e, dall’altro, come nodo di una realtà territoriale interconnessa ben più ampia. In particolare, per quanto riguarda il primo punto, l’introduzione di nuove funzioni urbane (ed il contestuale ‘riordino’ di quelle preesistenti), che rappresenta un elemento comune fra le varie strategie proposte, ha cercato di tradurre, in chiave progettuale e predittiva, alcune delle richieste avanzate proprio dal CONSER (che dà voce a tutti i proprietari dei lotti che insistono sull’area) e che riguardano la necessità di avere dello spazio ‘in più’ — rispetto a quello che per definizione rappresenta lo spazio pubblico-collettivo (le strade, i marciapiedi, i parcheggi, le zone verdi) — per lo svolgimento delle attività commerciali. Il workshop ha dunque avuto in questo senso il merito di innescare un dibattito sulla concreta e reale possibilità di lavorare sull’esistente in maniera consapevole e sostenibile, riducendo il consumo di suolo e cercando di proporre delle alternative progettuali interessanti per recuperare questo spazio esplicitamente richiesto dal-

truir una segunda ciudad, un nuevo paisaje urbano dotado de una propia identidad, de funciones y sistemas de movilidad propios. En general, los proyectos del workshop, que demuestran el excelente trabajo realizado por los organizadores y profesores que coordinaron a los alumnos de la Facultad de Arquitectura de Florencia y Madrid, representan un momento de desarrollo conceptual y proyectual de alto nivel, cuya contribución constituye un momento cultural importante en el debate ciudadano sobre los escenarios futuros de la ciudad de Prato. SA: Durante la presentación de los proyectos (que tuvo lugar el 7 de octubre de 2017 en el Urban Center de Palazzo Pacchiani en Prato), el presidente de la CONSER, Vincenzo Mellace, se mostró entusiasta de las ideas que surgieron en el taller, reconociendo el valor y el alcance real de algunas propuestas aparentemente ambiciosas, como la posibilidad de intervenir encima de las cubiertas y/o de las fachadas de las naves existentes, generando nuevos usos por superposición. Más allá de las soluciones formales propuestas, lo que ciertamente se apreció fue la claridad (y radicalidad) de las estrategias de diseño, dentro de las cuales el Macrolotto 1 ha sido tratado, por un lado, como una entidad dotada de sus propia autonomía formal y proyectual, y, por el otro, como nodo de una realidad territorial interconectada mucho más amplia. En particular, con respecto al primer punto, la introducción de nuevas funciones urbanas (y la ‘reorganización’ con-


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le nuove esigenze delle attività economiche presenti nel Macrolotto 1. Sulla base di tutte le idee emerse attraverso il workshop, il presidente del CONSER ha sottolineato quanto sia necessario ed auspicabile riuscire ad elaborare una strategia progettuale generale che, con il Comune di Prato come interlocutore, possa veramente cambiare il volto del Macrolotto 1 e rispondere contemporaneamente alle sue esigenze ed a quelle di un intero contesto urbano in piena fase di cambiamento. La praticabilità normativa di alcune delle idee proposte potrebbe, infatti, tradursi nell’attribuzione di un certo tipo di capacità edificatoria ai lotti dell’area e/o in procedure per cambi di destinazione d’uso più snelle e flessibili. Ti chiedo, quindi, di raccontarci se ed in che termini sono stati recepiti tutti questi elementi dal Piano Operativo e come il Comune pensa proseguire questo rapporto interlocutorio con il CONSER. VB: Il Piano Operativo del Comune di Prato è stato adottato in Consiglio Comunale il 16 settembre 2018 ed approvato il 14 marzo 2019. Sostituisce il Regolamento Urbanistico approvato nel 1998, il Piano Secchi, un piano importante nella storia della disciplina urbanistica del XX secolo a livello nazionale e non solo, che ha definito i grandi temi territoriali della città, che ancora oggi permangono proprio grazie al ‘disegno’ di Secchi, ma che dopo 20 anni dall’approvazione, aveva concluso la capacità di rispondere alle istanze di innovazione che provenivano dal tessuto sociale ed economico.

textual de las preexistentes), que representa un elemento común entre las diversas estrategias propuestas, ha tratado de declinar en clave proyectual y predictiva algunas de las exigencias planteadas por el CONSER (que da voz a todos los propietarios de las parcelas que se encuentran en el área) y que tienen que ver con la necesidad de tener espacio adicional — más allá de lo que, por definición, representa el espacio público-colectivo (carreteras, aceras, estacionamientos, áreas verdes) — para llevar a cabo actividades comerciales. Por tanto, el taller tuvo el mérito de desencadenar un debate sobre la posibilidad concreta y real de trabajar sobre lo existente de forma consciente y sostenible, reduciendo el consumo de suelo y tratando de proponer alternativas de diseño interesantes para recuperar este espacio explícitamente solicitado por las nuevas necesidades de las actividades económicas presentes en el Macrolotto 1. Sobre la base de todas las ideas surgidas a través del taller, el presidente del CONSER subrayó lo necesario y deseable que sería tener la oportunidad de elaborar una estrategia de planificación general que, con el Ayuntamiento de Prato como interlocutor, pueda realmente cambiar la cara del Macrolotto 1 y responder simultáneamente a sus necesidades y a las de todo un contexto urbano en plena fase de cambio. La factibilidad normativa de algunas de las ideas propuestas podría, de hecho, resultar en la atribución de un cierto tipo de capacidad de construcción a las parcelas del área y/o en la elaboración de procedimientos y trámites para cambios de uso más ágiles y flexibles.

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Il Piano Operativo si muove su tre grandi direttrici, il tema del riuso, quello della città pubblica e quello dell’ambiente e propone un grande disegno strategico di insieme che ponga le condizioni per inserire la città di Prato nel contesto della competizione internazionale in corso tra diverse aree urbane, che propongono strategie di sviluppo sostenibile e operano verso l’innovazione tecnologica e dei servizi. Il Piano Operativo è partito dalle riflessioni e dagli stimoli progettuali provenienti dal workshop ‘La città intermedia. Verso una nuova urbanità. Proposte per il Macrolotto 1 a Prato’, riconoscendone la validità e la spinta verso scenari innovativi, inserendoli nell’ambito delle strategie generali della città. Le idee del workshop sono state l’occasione per riflettere più in generale su tutti i tessuti urbani industriali e artigianali contemporanei, formati con progetti unitari a partire dagli anni ’80 del XX secolo, che caratterizzano ampi brani del paesaggio urbano pratese. In questi tessuti il Piano Operativo prevede semplificazioni negli interventi edilizi e i cambi d’uso, aprendo alla possibilità di insediare praticamente tutte le funzioni, con la sola esclusione della residenza e la possibilità di ampliamenti anche fuori sagoma fino al 20%. Queste norme introducono la potenzialità di una transizione funzionale di questi comparti urbani e, quindi, del Macrolotto 1, verso una maggiore complessità, semplicemente tramite interventi edilizi che vanno nella direzione di rispondere alle nuove istanze che stanno emergendo e in grado di assorbire o indirizzare verso nuove funzioni, nella lo-

Te pido, por tanto, que nos diga si y en qué términos se han incorporado todos estos elementos en el Piano Operativo y cómo el Ayuntamiento pretende continuar esta relación interlocutoria con el CONSER. VB: El Plan Operativo del Ayuntamiento de Prato fue adoptado por el Pleno del Consejo Municipal el 16 de septiembre de 2018 y aprobado el 14 de marzo de 2019. Reemplaza el Reglamento de Planificación Urbana aprobado en 1998, el Plan Secchi — un plan importante en la historia de la planificación urbana en del siglo XX, no sólo a nivel nacional — que ha definido los grandes temas territoriales de la ciudad, que aún se mantienen gracias al ‘diseño’ de Secchi; sin embargo, transcurridos 20 años desde su aprobación, el mismo plan ya había agotado su capacidad de responder a las exigencias de innovación que han ido surgiendo del tejido social y económico. El Piano Operativo se mueve sobre tres líneas principales, el tema de la rehabilitación, el de la ciudad pública y el del medio ambiente, y propone un gran diseño estratégico general que sienta las condiciones adecuadas para insertar la ciudad de Prato en el contexto de la competencia internacional en curso entre las diversas áreas urbanas, que ve actuar las ciudades a través de propuestas estratégicas de desarrollo sostenible que trabajan hacia la innovación tecnológica y de los equipamientos. El Piano Operativo comenzó a partir de las reflexiones y los estímulos proyectuales procedentes del taller ‘La ciudad intermedia’. Hacia una nueva urbanidad. Propuestas para el Ma-


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gica di comparti urbani dotati di maggiore mix funzionale. Accanto a queste possibilità, il Piano Operativo ha preso gli stimoli più radicali provenienti dal workshop, che hanno proposto visioni urbane dotate di nuovi immaginari architettonici ed espressivi, cogliendo la sfida nella logica di proporre una nuova idea complessiva del Macrolotto 1, in grado di sviluppare inediti modelli di marketing urbano, che rinnovano il rapporto pubblico-privato e propendono verso i temi della sostenibilità, che, fin dall’origine, hanno caratterizzato questa lottizzazione industriale. Il Piano Operativo, inserisce, infatti il Macrolotto 1 a pieno titolo all’interno delle strategie sulla forestazione urbana e, più in generale, nella strategia complessiva di come concepire i temi ambientali alla scala complessiva della città. Il Piano Operativo sviluppa un’azione complessiva che concepisce la natura all’interno delle aree urbane come uno strumento che agisce sui temi di tenuta ecologica, di biodiversità e di resilienza urbana, che attribuisce alla natura il ruolo di costituire parti del territorio funzionali nel contrastare l’inquinamento atmosferico, gli effetti dei cambiamenti climatici e, infine, secondo un nuovo paradigma, con un ruolo attivo nei confronti della salute pubblica. Nell’ambito di questa riflessione generale il Piano Operativo ha attribuito una nuova centralità ai temi ambientali, che sono divenuti strategia trasversale e unificante rispetto a tutti gli altri temi che sono stati sviluppati in uno

crolotto 1 en Prato’, reconociendo su validez e impulso hacia escenarios innovadores, ubicándolos dentro de las estrategias generales de la ciudad. Las ideas del taller fueron la ocasión para reflexionar de manera más general sobre todos los tejidos industriales y artesanales contemporáneos de la ciudad, formados con proyectos unitarios a partir de los años ochenta del siglo XX, que caracterizan grandes porciones del paisaje urbano de Prato. En estos tejidos, el Piano Operativo prevé simplificaciones en las obras de construcción y cambios de uso, lo que abre la posibilidad de instalar prácticamente todas las funciones, con la exclusiva exclusión de la vivienda y la posibilidad de extensiones incluso fuera de la forma original, hasta el 20%. Estas normas introducen el potencial de una transición funcional de estos distritos urbanos y, por tanto, del Macrolotto 1, hacia una mayor complejidad, simplemente a través de intervenciones que van en la dirección de responder a las nuevas instancias que están emergiendo y que son capaces de absorber o dirigir hacia nuevas funciones, en la lógica de zonas urbanas dotadas de mayor mezcla funcional. Junto con estas posibilidades, el Piano Operativo ha tenido en cuenta los estímulos más radicales procedentes del taller, que propuso visiones urbanas dotadas de nuevos imaginarios arquitectónicos y expresivos, asumiendo el desafío, y enmarcándolo en la lógica de formular una nueva idea general del Macrolotto 1, capaz de desarrollar nuevos modelos de marketing urbano, renovando la relación público-privado y la propensión hacia temas relacio-

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specifico documento, la “Relazione Generale. Strategie per la Forestazione Urbana”, formato da due approfondimenti: “Green Benefits. Analisi dei benefici del verde urbano di Prato” elaborato dal prof. Stefano Mancuso, con PNAT, e “PRATO — Action Plan per la Forestazione Urbana” elaborato da Stefano Boeri Architetti. I due documenti costituiscono un innovativo strumento di programmazione per la città di Prato che fornisce, da una parte, una metodologia per l’analisi quantitativa dei benefici complessivi degli alberi presenti nella città, in modo da poter valutare con indicatori specifici i benefici delle future piantumazioni; dall’altra, propone una strategia complessiva sulla forestazione urbana, che si compone di 6 azioni che comprendono sia le aree inedificate che la città costruita. Il Macrolotto 1, assieme agli altri tessuti industriali ed artigianali omogenei, è inserito in questa strategia ambientale complessiva, che, per queste aree, prevede la possibilità di operare con sostituzioni edilizie finalizzate a diminuire le superfici impermeabili e introdurre nuovi modelli insediativi con un valore ambientale positivo. Il Piano Operativo permette la sostituzione edilizia, incentivandola con un incremento di slp del 40% e la possibilità di costruire edifici multipiano con un’altezza massima di 30 metri, a condizione che il nuovo assetto abbia consistenti nuove superfici permeabili nella forma di giardini piantumati con alberi. Gli oneri derivanti da queste trasformazioni verranno reinvestiti nella qualificazione

nados con la sostenibilidad que, desde el principio, han caracterizado este área industrial. De hecho, el Piano Operativo incorpora completamente el Macrolotto 1 en el marco de las estrategias de forestación urbana y en la estrategia general de cómo concebir los problemas ambientales a la escala de la ciudad en su conjunto. El Piano Operativo desarrolla una acción general que concibe la naturaleza dentro de las áreas urbanas como una herramienta que actúa sobre temas de estabilidad ecológica, biodiversidad y resiliencia urbana, lo que otorga a la naturaleza el papel de constituir partes funcionales del territorio para contrastar activamente la contaminación del aire, los efectos del cambio climático y cuidar, finalmente, según un nuevo paradigma, la salud pública. Como parte de esta reflexión general, el Piano Operativo ha atribuido una nueva centralidad a las cuestiones ambientales, que se han convertido en una estrategia transversal y unificadora con respecto a todos los otros temas que han sido desarrollados en un documento específico, el informe Relazione Generale. Strategie per la Forestazione Urbana, que consta de dos estudios profundizados: Green Benefits. Analisi dei benefici del verde urbano di Prato desarrollado por el prof. Stefano Mancuso con PNAT, y PRATO — Action Plan per la Forestazione Urbana, desarrollado por Stefano Boeri Architetti. Los dos documentos constituyen una innovadora herramienta de programación para la ciudad de Prato que proporciona, por un lado, una metodología para el análisis cuantitativo de los beneficios generales de los árboles exis-


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e miglioramento ambientale delle strade e degli spazi pubblici, secondo un masterplan generale realizzato dall’Amministrazione Comunale. Questa seconda tipologia di azione programma un nuovo assetto complessivo del Macrolotto 1, con nuove funzioni e nuove architetture che potranno modificare lo skyline di questo comparto urbano verso scenari innovativi, così come promosso in numerose proposte emerse dal workshop, declinando questa trasformazione nella chiave di promuovere il Macrolotto 1 come il primo eco-distretto industriale della Toscana.

tentes en la ciudad, a fin de poder evaluar los beneficios de futuras plantaciones con indicadores específicos, y, por el otro lado, una estrategia general sobre la forestación urbana, que consta de 6 acciones que incluyen tanto las áreas no edificadas como la ciudad construida. El Macrolotto 1, junto con otros tejidos industriales y artesanales homogéneos, ha sido incluido en esta estrategia ambiental general que, para estas áreas, prevé la posibilidad de operar con sustituciones de edificios destinadas a disminuir las superficies impermeables e introducir nuevos modelos de asentamiento con un valor ambiental positivo. El Piano Operativo permite la sustitución de edificios, incentivándola con un aumento de slp (superficie lorda di pavimento) del 40% y la posibilidad de construir edificios de varios pisos con una altura máxima de 30 metros, bajo la condición de que la nueva estructura tenga consistentes nuevas superficies permeable en términos de jardines plantados con árboles. Los cargos derivados de estas transformaciones se reinvertirán en la calificación ambiental y la mejora de carreteras y espacios públicos, de acuerdo con un plan general maestro creado por la Administración Municipal. Este segundo tipo de acción plantea una nueva organización general del Macrolotto 1, con nuevas funciones y arquitecturas que pueden cambiar la silueta de este sector urbano proyectándole hacia escenarios innovadores, de acuerdo con las numerosas propuestas surgidas del taller, orientando esta transformación hasta convertir el Macrolotto 1 en el primer distrito eco-industrial de la Toscana.

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Aspettando la presentazione dei lavori. Urban center di Palazzo Pacchiani. Prato | Esperando la presentación de los trabajos. Urban Center de Palazzo Pacchiani. Prato Presentazione dei lavori. Urban center di Palazzo Pacchiani. Prato | Presentación de los trabajos. Urban Center de Palazzo Pacchiani. Prato


il senso della possibilitĂ â&#x20AC;˘ serafina amoroso

Presentazione dei lavori. Urban center di Palazzo Pacchiani. Prato | PresentaciĂłn de los trabajos. Urban Center de Palazzo Pacchiani. Prato I protagonisti del workshop. Urban center di Palazzo Pacchiani. Prato | Los protagonistas del taller. Urban Center de Palazzo Pacchiani. Prato

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Finito di stampare da Officine Grafiche Francesco Giannini & Figli s.p.a. | Napoli per conto di didapress Dipartimento di Architettura UniversitĂ degli Studi di Firenze Settembre 2019


Il volume raccoglie gli esiti del Workshop internazionale di progettazione ‘La città intermedia. Verso una nuova urbanità. Proposte per il Macrolotto 1 a Prato’ — organizzato dal DIDA (Dipartimento di Architettura) della Scuola di Architettura di Firenze in collaborazione con il DPA (Departamento de Proyectos Arquitectónicos) della Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid, con il sostegno di CONSER ed il patrocinio del Comune di Prato — che ha visto il coinvolgimento di docenti e studenti provenienti da entrambe le scuole. I risultati conseguiti rappresentano un repertorio di approcci progettuali e strategie che, partendo dall’esistente, propongono modelli di urbanità innovativi che definiscono nuove forme di vita, socialità e produzione partendo da un’attenta lettura dei meccanismi di crescita (per sovrapposizione, superfetazione, innesto, trasformazione, etc.) della città storica e declinando, in chiave contemporanea, i dispositivi spaziali e tropi architettonici che la caratterizzano (il poché, lo spazio porticato, la soglia, per citarne alcuni). Superando la dualistica contrapposizione fra distretti industriali e città, tra periferia e centro storico, e lavorando sulla massima capacità del contesto di assorbire e metabolizzare nuovi programmi, raggiungendo una certa massa critica attraverso la densificazione ed intensificazione degli usi, le proposte progettuali elaborate valorizzano il ruolo urbano del Macrolotto 1 attraverso strategie omogenee e chiare che, da un lato (sul piano linguistico-formale), ne ridefiniscono l’identità come Industrial Park e, dall’altro (incorporando questioni legate alle specificità storico-culturali del contesto pratese), propongono soluzioni innovative ai temi della rigenerazione e resilienza urbane, della sostenibilità ambientale e della qualità (in termini di accessibilità, inclusione, qualità architettonica e percettiva) dello spazio urbano, pubblico e collettivo. Il workshop ha dunque avuto, in questo senso, il merito di innescare un dibattito sulla concreta e reale possibilità di lavorare — in maniera consapevole e sostenibile, riducendo il consumo di suolo — sui distretti industriali metamorfizzati dalla terziarizzazione, ma ancora vitali, come territorio privilegiato in cui sperimentare nuove forme di urbanità. Serafina Amoroso, architetta (2001), dottore di ricerca (2006) e ricercatrice indipendente; assegnista di ricerca (2002-2003) e docente a contratto di Progettazione Architettonica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze (2007-2018); master in Proyectos Arquitectónicos Avanzados (ETSAM, 2012); master in Investigación aplicada en estudios feministas, de género y ciudadanía (Universidad Jaume I, 2016). Docente nell’ambito del Visiting Teacher’s Programme dell’Architectural Association (Londra, 2014). Redattrice del blog Un día una arquitecta (dal 2016). Co-organizzatrice del congresso MORE-Expanding architecture from a gender-based perspective - III International Conference on Gender and Architecture (Firenze, 2017). Svolge la sua attività di ricerca e professionale tra l’Italia e la Spagna. I suoi temi di ricerca più recenti, pubblicati in riviste, nazionali e internazionali (tra cui CLOG, MONU magazine, ÁBACO Revista de cultura y ciencias sociales, Asparkía, Urbanistica INFORMAZIONI) e presentati in vari congressi, vertono principalmente sulla relazione tra le questioni di genere, lo spazio (urbano e architettonico) e l’educazione.

9 788833 380773

€ 15,00 € 28,00

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La città intermedia | Amoroso  

Il volume raccoglie gli esiti del Workshop internazionale di progettazione ‘La città intermedia. Verso una nuova urbanità. Proposte per il M...

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