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carlo c. montani

Rapporto marmo e pietre nel mondo XXII Report world marble and stones

Euro 38,00

carlo c. montani

XXII Rapporto marmo e pietre nel mondo

2011

world marble and stones

XXII Report


L’Editore ringrazia gli Enti patrocinatori della presente pubblicazione

PROVINCIA DI LUCCA

PROVINCIA DI MASSA-CARRARA Decorata di Medaglia d’Oro al V.M.

COMUNE DI CASTELNUOVO MAGRA

COMUNE DI ORTONOVO

COMUNE DI SERAVEZZA

COMUNE DI STAZZEMA

COMUNE DI MASSA

Decorato di Medaglia d’Oro al Merito Civile

COMUNE DI FIVIZZANO

Distretto lapiDeo carrara

© 2011 Aldus Casa di Edizioni in Carrara Tutti i diritti riservati Carlo C. Montani XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011 XXII World Marble and Stones Report 2011 Progetto editoriale Daniele Canali Traduzione di Gabriel Stohrer La riproduzione è consentita per utilizzi didattici o scientifici

PROVINCIA DELLA SPEZIA

COMUNE DI MONTIGNOSO

COMUNE DI PIAZZA AL SERCHIO

COMUNE DI PIETRASANTA

COMUNE DI MINUCCIANO


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XXII RappoRto

2011

maRmo e pIetRe nel mondo

woRld maRble and stones

XXII RepoRt

Casa di Edizioni in Carrara


Prefazione

La rilevanza economica e sociale del settore lapideo, con particolare riguardo alle attività di estrazione e lavorazione di marmi e pietre affini, è certamente indiscussa. Basti rammentare che già dal 1964, nel Congresso internazionale di Firenze con cui venne costituita la Federazione europea di settore, fu sottolineata l’idoneità del comparto ad avviare politiche di sviluppo, ribadita una dozzina d’anni più tardi a cura dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Oggi, nelle cave, nelle segherie e nei cantieri di trasformazione industriale ed artigiana del mondo parecchi milioni di persone affermano la dignità di un lavoro millenario, reso più agevole e funzionale dal progresso tecnico, ma tuttora propenso ad esaltare le doti di fantasia e di creatività tipiche di ogni buon marmista. In tale ottica, è logico dedicare a marmi e pietre le specifiche attenzioni di questo Rapporto, confortato da una lunga espe-

rienza e da apprezzamenti diffusi del momento istituzionale e di quello operativo. Il contributo lapideo alla crescita economica globale, accresciuto da quello di un indotto molto vivace sia nella produzione e distribuzione di tecnologie, sia nei servizi, si giova di un interscambio che con lo scorrere degli anni è diventato sempre più importante, anche alla luce di trasporti funzionali e veloci. Non a caso, l’impiego maggioritario si riferisce a materiali estratti e spesso, anche lavorati in Paesi diversi da quello di posa in opera: ecco un buon motivo in più per dedicare alle relazioni internazionali del settore un’attenzione tradizionalmente prioritaria. Il trend di sviluppo di marmi e pietre, che nell’ultimo ventennio è stato sostanzialmente costante, talvolta con accelerazioni quasi impetuose, ha fatto registrare una forte inversione di tendenza nel corso del 2009, innescata da una crisi mondiale che per dimensioni e diffusione è stata


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assimilata a quella del 1929. Le conseguenze negative sono tuttora presenti nel ciclo, soprattutto in alcuni Paesi maturi, ma nell’economia globale la capacità reattiva si è tradotta in consuntivi di segno positivo estesi alla maggior parte dei casi, ed in un recupero dell’interscambio che lo ha condotto al nuovo massimo. In altri termini, nonostante il carattere non sempre rigido della domanda lapidea, legata in misura prevalente all’edilizia, il comparto ha dimostrato di poter fronteggiare una fase assai difficile del-

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la congiuntura con risultati mediamente positivi, resi perseguibili dalla qualità naturale di una materia prima compatibile con l’ambiente; dalla duttilità della sua organizzazione tecnologica; e non ultimo, dalle attenzioni delle imprese per una moderna strategia di investimenti. I problemi sono lontani dall’essere risolti, ma la consapevolezza di poterli affrontare con strumenti idonei, anche dal punto di vista informativo, costituisce un ragionevole motivo di rinnovata fiducia.


XXII Rapporto marmo e pietre nel mondo 2011

1. Congiuntura mondiale Il prodotto lordo mondiale, dopo avere scontato il ristagno congiunturale dell’ultimo biennio, assomma a circa 58 mila miliardi di dollari, con un ragguaglio pro-capite di oltre 8.500 dollari in ragione annua (tav. 1). Nei primi nove Paesi si concentrano tre quinti della somma complessiva, mentre i tre leader, tutti extra-europei, ne esprimono oltre un terzo; il fatto nuovo più significativo è costituito dal recente sorpasso della Cina ai danni del Giappone, retrocesso in terza posizione. Gli Stati Uniti restano saldamente al comando della graduatoria, ma è stato calcolato che, laddove si iterassero i consuntivi attuali, sarebbe sufficiente un trentennio per giungere al primato cinese. Le variazioni annuali del PIL durante l’ultimo quinquennio mettono in evidenza, per quanto si riferisce all’Europa, una crescita generalizzata nel 2006-2007, le prime av-

visaglie critiche nel 2008, ed un regresso altrettanto omogeneo nel 2009, seguito da un recupero parziale nel 2010, a cui non hanno partecipato Grecia e Portogallo, dove il consuntivo ha fatto registrare un ulteriore peggioramento (tav. 2). È logico che gli investimenti ne abbiano risentito negativamente, sia nell’adeguamento impiantistico, sia nelle innovazioni, dove la battuta d’arresto è stata più forte. Del resto, i capitali destinati a ricerca e sviluppo manifestano da parecchi anni, non soltanto in Europa, una tendenza vischiosa: l’analisi di lungo periodo relativa ai maggiori Paesi industriali dimostra che soltanto in Cina si è avuta una crescita importante di questi investimenti trainanti, pari al 13 per cento in ragione annua, mentre in Italia ed in Germania è stata di un solo punto (tav. 3) con una quota specifica del PIL italiano che resta fra le più basse. Quanto al Regno Unito ed alla Francia, si è dovuta registrare una pur


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contenuta contrazione. La politica del credito è riuscita a fronteggiare soltanto parzialmente i fabbisogni produttivi. I costi della raccolta sono diminuiti con rapide progressioni nel corso del biennio, soprattutto nell’area dell’euro, pur conservando un forte differenziale negativo rispetto a quelle del dollaro e dello yen (tav. 4), ma i mezzi finanziari disponibili si sono tradotti in maggiori liquidità del sistema, anche per la strategia prudenziale di molte imprese, in specie nei Paesi più coinvolti dalla crisi. Il ristagno dei consumi, reso più apprezzabile dall’aumento della disoccupazione, ha fatto il resto. Questi fenomeni hanno interessato in modo evidente le economie occidentali, con la sola eccezione dell’Australia, dove il PIL è riuscito a crescere sia pure marginalmente anche nel 2009, mentre quelle dei Paesi in via di sviluppo, pur non essendone totalmente immuni, hanno continuato a progredire. A parte il caso emblematico della Cina, aumenti di particolare consistenza si sono avuti in India ed in altri Paesi del sud-est asiatico, il cui ruolo protagonista ha finito per essere esaltato dalla bassa congiuntura degli Stati Uniti e dell’Europa. Fra le ragioni che hanno reso meno agevole l’azione anticiclica emerge, sostanzialmente dovunque, la maggiore incidenza del debito pubblico consolidato sul prodotto lordo d’esercizio, speculare

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ad un’imposizione fiscale ugualmente in aumento. Spunti positivi sono derivati, invece, dal contenimento del costo energetico indotto dalla domanda riflessiva, ma comunque insufficiente ad avviare un volano di sviluppo valido per tutti, nonostante la minore conflittualità sindacale in parecchi Paesi industriali. È naturale che i settori maggiormente coinvolti dal ristagno congiunturale siano stati quelli caratterizzati dalle potenzialità più significative di rinvio o di posticipazione programmata degli investimenti, a cominciare dall’edilizia, con riguardo prioritario a quella residenziale, mentre le opere pubbliche, se non altro alla luce del ruolo complementare di intervento pubblico in chiave correttiva, hanno ascritto conseguenze relativamente contenute.

2. Attività edilizia Il consuntivo mondiale dell’edilizia mette in evidenza, per il 2010, un decremento più accentuato di quello avutosi nell’anno precedente, anche se in alcuni Paesi, quali Giappone, Francia, Germania e Russia si sono registrati consuntivi in ripresa (tav. 5). Ciò si deve ad un intervallo fisiologico che ritarda gli effetti settoriali della congiuntura negativa per la prosecuzione dei lavori nei cantieri già aperti, ed in misura notevole, anche ad un primo regresso della Cina, dove le nuove abitazioni residenziali costruite nell’esercizio sono


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tornate ai livelli del 2006 e del 2007. In periodo lungo sono pochi i Paesi che hanno chiuso con un bilancio positivo: oltre alla stessa Cina, ciò riguarda, nell’ordine, Turchia, Russia, Corea del Sud e Polonia (tav. 6). Mediamente, si rileva una flessione complessiva del 13 per cento nei confronti del 2004. Il caso della Cina, che appare determinante per la forte consistenza delle cifre assolute (quasi cinque milioni di nuove abitazioni in ragione annua), deve essere approfondito con riguardo prioritario agli investimenti, che risultano in crescita consolidata anche nel 2010, diversamente dal volume di unità costruite, ascrivendo un aumento del 12,1 per cento, omogeneo a quelli, tutti a due cifre, che si erano avuti nel quinquennio precedente (tav. 7). Poiché gli investimenti riguardano l’intero ventaglio dell’attività edilizia, è logico presumere che ciò si debba alla maggiore consistenza delle opere pubbliche e dell’edilizia non residenziale, e naturalmente, ad una qualità migliore. Si deve aggiungere che nessun Paese può vantare investimenti così elevati, oltre che continuativi, come quelli della Cina: soltanto l’India è in grado di competere, sia pure in posizione subordinata. Comunque, nel 2010 si sono registrati consistenti recuperi, nell’ordine, anche in Olanda (grazie ad un forte contributo di lavori pubblici), ed a seguire, in Canada, Stati Uniti, Australia, Russia e Brasile. Dopo il ristagno dell’anno precedente,

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la reattività più significativa si è manifestata a livello extra-europeo, mentre nel vecchio Continente permangono sacche critiche talvolta vistose, come in Spagna, dove è maturato un calo di dieci punti, o sostanzialmente croniche come in Italia, dove il regresso dura da quattro anni. A livello continentale, l’andamento degli investimenti edili premia soprattutto l’Asia e l’America latina, dove la crescita del 2010 è stata superiore ai cinque punti, mentre il Nord America ha messo a segno, dopo il crollo del 2008 e del 2009, una ripresa del 4,3 per cento, ancora lontana dai massimi storici, ma pur sempre considerevole. Al contrario, la congiuntura resta deficitaria in Europa, con una flessione di quasi due punti che si aggiunge alla perdita del 9,3 per cento avutasi l’anno prima; e con un’occupazione edile che dopo le contrazioni dell’1,8 per cento nel 2008 e del 6,7 nel 2009, si è ridotta di un ulteriore 1,3 per cento anche nel 2010. È naturale che gli effetti di questi consuntivi siano stati avvertiti non tanto nella tipologia delle costruzioni che continua ad essere qualitativamente competitiva in tutti i Paesi sviluppati, in specie per l’edilizia residenziale di livello, quanto nel volume di consumo dei materiali d’impiego strutturale, ed a più forte ragione da finitura: le conseguenze più penalizzanti sono state avvertite dai manufatti destinati prevalentemente a mercati puntiformi, od al massimo dalle dimensioni macro-regionali, mentre si sono difesi meglio quelli


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capaci di sopportare l’onere di trasporti ad ampio raggio, quali marmi e pietre, compatibilmente coi relativi costi. Ciò vale, a più forte ragione, per le tipologie che siano in grado di contare su consumi alternativi collaterali a quelli nell’edilizia e sulla capacità di soddisfare una domanda di alta qualità a prezzi competitivi.

3. Costo della manodopera e questioni del lavoro La dinamica dei costi sfugge ad una rilevazione mondiale omogenea, fatta eccezione per quello del lavoro, che d’altra parte costituisce un onere tuttora importante per il settore lapideo. Al riguardo, l’andamento dell’ultimo biennio, almeno per quanto concerne l’Europa, pone in evidenza che la crisi congiunturale ha avuto un’incidenza circoscritta, tanto che nella media dei 27 Paesi membri si sono avuti aumenti sia pure contenuti, tanto nel 2009 quanto nel 2010, con una progressione sostanzialmente analoga nell’industria, nell’attività costruttiva e nei servizi (tav. 8). L’andamento è piuttosto diverso da un Paese all’altro, con escursioni di segno negativo talvolta rilevanti ma limitate ad un numero minoritario di Paesi tra cui emergono, per l’ampiezza del fenomeno, quelle rilevate in Grecia nel 2010, dopo le variazioni positive massime che si erano

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avute nell’anno precedente. In genere, le economie mature sono interessate ad oscillazioni contenute, da porre in rapporto anche ad un aumento generalizzato della disoccupazione (più accentuato in Spagna), mentre in alcuni Paesi dell’Europa orientale il recupero di salari meno lontani dalle medie occidentali è proseguito con progressioni talvolta vistose, come in Bulgaria ed in Romania. Il costo della manodopera è una variabile che si coniuga in modo significativo con le condizioni di lavoro. A questo riguardo, è utile sottolineare che proprio nel 2010 è stato messo a punto il codice di condotta predisposto dal “Working Group in Sustainable Natural Stone” (con sede in Olanda) che aspira a diventare una normativa di riferimento mondiale per il comparto lapideo: tra le direttive più importanti vanno ricordate quelle contro il lavoro forzato e l’occupazione di manodopera infantile, e quelle che propongono l’assenza di ogni forma discriminatoria tra i lavoratori, la necessità di salari idonei a permettere condizioni sufficienti di vita civile nell’ambito di un orario congruo e di condizioni atte a tutelare la sicurezza e la salute delle maestranze, per finire con l’obbligo di un contratto legalmente valido. In realtà, come è emerso dal II Congresso mondiale della Pietra, svoltosi ad Alicante nel marzo 2010, esistono tuttora Paesi anche importanti in cui, per fare un esempio, la pratica del lavoro minorile è tutto-


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ra diffusa, cosa che induce conseguenze significative non solo per l’inosservanza di alcuni diritti fondamentali riconosciuti in sede internazionale, ma anche per gli effetti economici a danno dei Paesi sviluppati, rivenienti dalla maggiore competitività “discriminatoria” dei costi altrui. Nel corso del 2010 l’esigenza, avvertita ormai da tempo, di costituire un Soggetto di rappresentanza imprenditoriale idoneo ad affrontare i problemi mondiali del comparto, non solo a livello tecnico e promozionale, ma anche nell’ambito normativo, ha trovato un primo seguito concreto con la costituzione della “World Natural Stone Association” che ha avuto luogo in ottobre, durante la fiera di Verona, con l’intervento, tra gli altri, di importanti Paesi africani, asiatici e sudamericani quali Egitto, India e Brasile. È quindi auspicabile che l’avviamento di un dialogo ai livelli internazionali di competenza possa consentire un approccio moderno ai problemi del lavoro, anche nel perseguimento di quella “rivalutazione psicologica del mestiere” la cui esigenza era stata espressa sin dal Congresso del 1964 che vide sorgere la prima Federazione dell’industria marmifera europea.

4. Produzione lapidea globale La stasi dell’ultimo triennio, culminata nel pur contenuto regresso di estrazione e trasformazione ascritto nel 2009, è sta-

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ta prontamente superata grazie alla ripresa della domanda, e nello stesso tempo, grazie alla necessità di salvaguardare la competitività dei costi unitari attraverso un utilizzo degli impianti per quanto possibile ottimale, sia pure al prezzo di margini ulteriormente rastremati. Il volume di materiali lapidei estratti, al netto degli scarti di cava, la cui consistenza rimane un problema strategico di fondo, è pervenuto ad oltre 41 milioni di metri cubi, cui corrispondono circa 112 milioni di tonnellate (tav. 9), con un aumento di oltre sei punti che deve ritenersi assai positivo, laddove si tengano in considerazione i fattori critici tuttora presenti nel sistema e la risposta tuttora parziale di alcuni mercati domestici. La ripartizione merceologica della produzione ha visto un ulteriore recupero dei materiali calcarei, attestati intorno a tre quinti del totale (tav. 10). In passato, si erano avuti alcuni incrementi annuali notevolmente più alti, l’ultimo dei quali si era manifestato quattro anni or sono. Ora, il ritorno ad un gradiente di sviluppo non lontano dalla media di lungo periodo relativa all’ultimo ventennio fa presumere che l’evoluzione della congiuntura a breve e medio termine possa essere nuovamente positiva. I massimi Paesi produttori continuano a governare l’economia di settore ed a consolidare le proprie posizioni di leadership. Ciò vale soprattutto per Cina, India e Turchia, che occupano i primi posti


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della graduatoria mondiale ed esprimono un volume pari a metà della produzione planetaria, mentre l’Italia è retrocessa al quinto posto, con un’incidenza nell’ordine dei sette punti percentuali (tav. 11). Dal punto di vista geografico, la tradizionale preminenza dell’Asia ha trovato una conferma scontata nel consuntivo del 2010, grazie all’apporto dei Paesi leader (tav. 12), cui si sono aggiunte, assieme all’Iran, diverse realtà emergenti come Oman, Giordania e Vietnam, senza dire delle vecchie “tigri” Indonesia e Thailandia che sembrano aver superato il momento di congiuntura precaria da cui erano state condizionate. Qualche segnale reattivo è stato manifestato dall’Europa, e soprattutto dall’America Latina, mentre l’Africa è rimasta in posizione di retroguardia, fatta eccezione per la buona conferma di Egitto e Sudafrica. Nel Vecchio Continente le opportunità migliori in campo produttivo sono state conseguite da Grecia, Portogallo e Spagna: paradossalmente, i Paesi che hanno maggiormente sofferto per difficoltà economiche di carattere generale e che hanno trovato nel lapideo un’occasione anticiclica già sperimentata in passato. L’Italia, dal canto suo, ha potuto confermare il tradizionale primato europeo, con un terzo dell’intera produzione comunitaria (tav. 13). In Europa si ravvisa il medesimo fenomeno di concentrazione riscontrabile a livello mondiale. Infatti, i primi cinque

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Paesi produttori (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Francia), che sono i soli a poter contare su volumi estratti superiori al milione di tonnellate in ragione annua, hanno espresso i quattro quinti della produzione, mentre altri dieci non superano la quota di 100 mila tonnellate. Resta da accennare alla produzione di manufatti, che a livello mondiale è pervenuta a 1,22 miliardi di metri quadrati equivalenti, riferiti allo spessore convenzionale di cm. 2, ed articolati in circa tre quarti di destinazioni all’edilizia, con una quota a saldo costituita da altri usi, guidati dalla funeraria e dall’arredo urbano (tav. 14). L’incremento, omogeneo a quello dell’escavazione, si è tradotto in una maggiore offerta nell’ordine degli 80 milioni di metri quadrati. Nel lungo periodo le variazioni più importanti hanno avuto riguardo alla minore incidenza ponderale dei pavimenti e dei rivestimenti esterni ed alla forte ascesa dei lavori speciali resa possibile dalle tecnologie avanzate e dall’interesse del mercato per impieghi di successo anche nelle manutenzioni straordinarie e nelle ristrutturazioni, come i piani da cucina e la finitura dei bagni.

5. Stato dell’arte La crisi del 2009, come spesso accade nelle epoche di transizione, non è stata inutile, perché ha promosso nuove


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ricerche in campo tecnologico rivolte a contenere l’aumento naturale dei costi di produzione e subordinatamente a promuovere ulteriori progressi nell’ambito qualitativo. Ciò, sia nella fase estrattiva, sia in quella trasformatrice. Considerazioni analoghe valgono per il grande tema della sicurezza, dove i lavori del CEN TC 151 sono finalizzati a perseguire importanti avanzamenti nella normativa di riferimento, riguardante diverse tipologie di macchine. Nella tematica di cava, il sistema di perforazione multipla e quello del taglio a filo (con parecchie decine di unità seganti parallele) sono stati oggetto di migliorie che hanno permesso di razionalizzare tempi e metodi di lavoro e di potenziare produttività e rendimenti, anche attraverso la riduzione degli scarti. A valle, i progressi dell’automazione nelle lavorazioni speciali, anche con l’ausilio della robotica, si sono tradotti in una nuova tappa verso la reale industrializzazione massiva del settore. Nella fattispecie, sono da segnalare i processi automatici di stuccatura e resinatura, con programmazione preventiva della miscela ed essiccazione rapida; la produzione di pezzi a spessore ultra-sottile, che si giova di utili integrazioni con la stessa resinatura e persegue obiettivi di competitività nel peso unitario dei manufatti; l’utilizzo della marcatura di garanzia come strumento contrattualmente significativo. La ricerca di una qualità sempre più

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competitiva non si è limitata al contesto strettamente tecnico, essendosi estesa alla cura dell’accompagnamento cromatico attraverso il controllo computerizzato del prodotto con esclusione dei manufatti fuori tolleranza. Il mondo produttivo si è posto in termini sempre più vincolanti il problema della qualità totale subordinando alla sua soluzione, se non altro a livello leader, le opzioni in materia di investimenti, compatibilmente con le strozzature finanziarie rese più forti dalla congiuntura difficile. Questo obiettivo, sia pure tendenziale, ha acquisito un carattere di base perché il convincimento della sua effettiva perseguibilità è diventato patrimonio comune di produttori ed utilizzatori. La variabile in grado di fare la differenza, alla luce dello stato dell’arte, è proprio la qualità, dato che non esistono questioni pregiudizialmente insolubili di tipo fisicomeccanico o fisico-chimico, senza dire che le dotazioni impiantistiche, a cominciare da quelle di segheria per finire alle lavorazioni speciali, sono funzionalmente duttili e si possono gestire in base alle esigenze di ciascun materiale e di ogni grado di processo. In queste condizioni, lo stato dell’arte diventa un elemento importante anche nella scelta delle politiche commerciali e distributive e nella determinazione dei flussi d’interscambio, dove il valore aggiunto è tanto più avanzato, in quanto esistano un’offerta tecnicamente e quali-


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tativamente valida, e una domanda capace di apprezzare il valore di un prodotto destinato a soddisfare elevate esigenze funzionali e decorative. Ciò significa che nelle valutazioni d’acquisto diventano sempre più importanti fattori complementari come la politica di servizio, intesa quale documentazione esauriente, puntualità nelle consegne, supporti professionali, lavori effettuati. Anche per questo, le economie mature sono in grado di consolidare i risultati conseguiti, mentre quelle in via di sviluppo debbono confrontarsi con problemi di ottimizzazione qualitativa e quindi, di adeguati investimenti.

6. Evoluzione dell’interscambio Il momento in cui la ripresa complessiva del 2010 ha trovato espressione più evidente è quello della distribuzione internazionale, dove sono stati recuperati i regressi precedenti, non senza raggiungere un nuovo massimo storico particolarmente significativo, attraverso un’ampia modifica strutturale che ha privilegiato il movimento dei grezzi. Il modello input-output, assunto a base della rilevazione incrociata secondo i criteri illustrati in appendice, pone in evidenza come i calcarei grezzi (blocchi e lastre a piano di sega) siano stati oggetto di scambio per 13,3 milioni di tonnellate (tav. 15), con un aumento del 40,9 per

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cento che è il più alto dell’ultimo ventennio. I silicei grezzi, invece, hanno visto un flusso dell’export e dell’import pari a 10,5 milioni di tonnellate (tav. 16), con un aumento del 18,2 per cento, anch’esso molto soddisfacente, ed intorno ai massimi del periodo. La media dell’incremento grezzo è stata del 29,8 per cento, mentre quella dei lavorati si è attestata su circa nove punti. Più specificamente, i lavorati semplici hanno indotto movimenti per 3,3 milioni di tonnellate (tav. 17) e ad una crescita dell’ 1,2 per cento; i lavorati speciali, che costituiscono il punto di forza del comparto, specialmente in valore, hanno chiuso l’esercizio con scambi per 20 milioni di tonnellate (tav. 18) ed un incremento del 10 per cento; l’ardesia ha fatto registrare spedizioni internazionali per 1,3 milioni di tonnellate (tav. 19) ed un aumento del 5,1 per cento. In pratica, tutte le voci sono in crescita, con una cifra finale di consuntivo pari a 48,5 milioni di tonnellate (tav. 20), in aumento del 18,1 per cento rispetto al 2009: il più alto degli ultimi 16 anni. La movimentazione, al netto della quota di scarto calcolata sulla movimentazione grezza, ha interessato 716 milioni di metri quadrati equivalenti, in aumento del 15,4 per cento. Il grezzo ha recuperato quasi cinque punti portandosi al 49,2 per cento del totale e tornando ai livelli del 1999. Da questo punto di vista, l’inversione di tendenza è stata indubbiamente forte ed improv-


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visa, trovando la motivazione principale nell’accentuata propensione cinese all’acquisto di materiali da destinare a segherie e laboratori locali. L’Unione Europea ha visto un’esportazione di poco superiore agli 11 milioni di tonnellate (tav. 21) ed un’importazione nell’ordine degli 11,3 milioni (tav. 22), entrambe in ripresa, soprattutto nelle vendite, mentre sono apparsi più vischiosi i movimenti del resto d’Europa, sia in uscita (tav. 23) che in entrata (tav. 24), dove si distinguono i consuntivi più importanti di Svizzera e Russia. Assumono carattere decisivo, invece, i grandi flussi che caratterizzano i maggiori Paesi extraeuropei, guidati da Cina, Turchia e India nelle vendite, con Brasile ed Egitto in ottime posizioni di rincalzo (tav. 25); e dalla stessa Cina negli acquisti, seguita a forte distanza da Stati Uniti, Corea del Sud, Taiwan e Giappone (tav. 26). Il panorama si completa con un ampio gruppo di altri Paesi extra-europei la cui importanza è sostanzialmente complementare ma nel cui ambito si registrano risultati significativi ed ulteriori potenzialità notevoli, in specie a livello asiatico, sia nell’esportazione (tav. 27) che nell’importazione (tav. 28). In effetti, il quadro riassuntivo per grandi aggregati mette in evidenza come i maggiori protagonisti extra-europei abbiano assunto un ruolo di mercato determinante, potendo esprimere il 62,7 per cento dell’export mondiale (tav. 29) ed il 47,1 per cento dell’import (tav.

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30), mentre l’Europa, comprensiva di quella extra-comunitaria, si è ridotta rispettivamente al 24,9 ed al 26,5 per cento. In tutta sintesi, il trend del settore sembra avere ripreso una grande forza propulsiva, sia nelle cifre assolute (tav. 31) che nei ragguagli percentuali (tav. 32), e naturalmente negli indici di lungo periodo, da cui emerge come nel giro di un ventennio la movimentazione lapidea mondiale sia quintuplicata (tav. 33) con un’articolazione per gradi di finitura quasi paritetica fra grezzi e lavorati, al di là della forte modifica intervenuta nell’ultimo esercizio, e con una quota crescente del prodotto calcareo grezzo rispetto al siliceo (tav. 34).

7. Dinamica di mercato e tipologie di materiali La potenza settoriale della Cina, che ha trovato ulteriore conferma nel 2010, è fotografata in modo immediato da una prevalenza sostanzialmente paritetica nell’export e nell’import mondiale, con spedizioni che nel 2010 hanno interessato 12 milioni e mezzo di tonnellate (tav. 35) ed acquisti che hanno raggiunto 12,3 milioni (tav. 36). Tuttavia, la quota cinese dell’export si è ridotta di tre punti, scendendo al 25,8 per cento, mentre quella dell’import è balzata avanti di sei, portandosi al 25,4 per cento. Ciò significa che il mercato interno sta attraversando una


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fase molto positiva, al pari delle attività trasformatrici locali. In pratica, un quarto del settore lapideo mondiale è in mano alla Cina, anche se gli altri Paesi protagonisti hanno partecipato vivacemente al recupero ed allo sviluppo del 2010. Ciò, con particolare riguardo a Turchia e India nell’export ed a Stati Uniti e Corea del Sud nell’import. Sette Paesi hanno esportato oltre un milione di tonnellate, mentre il numero corrispondente degli importatori è salito a undici. La sofferenza dell’Europa, che sembra essere elisa, relativamente a cifre assolute e quote di mercato, almeno nell’export di Spagna, Portogallo e Grecia, continua in Italia, sia pure a fronte di migliori risultati in volume, dove lo “share” si è ulteriormente ridotto scendendo al 6,5 per cento in uscita ed al 3,5 per cento in entrata; considerazioni analoghe valgono per gli acquisti statunitensi, la cui ripresa è vischiosa e coincide con un ulteriore abbattimento della quota percentuale. A livello disaggregato in chiave merceologica, i calcarei grezzi hanno posto in luce una forte progressione delle vendite turche oltre il 35 per cento del totale (tav. 37), mentre gli acquisti cinesi sono giunti addirittura al 63,9 per cento, collocando tutti gli altri in un ruolo comprimario (tav. 38). Nei silicei grezzi ha trovato conferma la tradizionale preminenza esportatrice dell’India, sebbene con qualche accenno di stasi, diversamente da quanto è accaduto per altri produttori ed in primo luogo

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per il Brasile (tav. 39), mentre sul fronte dell’import ha prevalso ugualmente la Cina, sia pure con una quota inferiore a quella calcarea e con forte vantaggio su Taiwan (tav. 40). Passando ai lavorati, la leadership cinese ha trovato conferma nell’export di quelli semplici (tav. 41), cui corrispondono acquisti significativi da parte europea ed in primo luogo della Germania (tav. 42), mentre nei manufatti con valore aggiunto il primato della Cina si è tradotto in una nuova maggioranza assoluta, costituita da 10,4 milioni di tonnellate e da oltre 190 milioni di metri quadrati, con la Turchia molto lontana ad occupare la seconda piazza (tav. 43). Le importazioni di lavorati speciali, invece, hanno confermato ai primi posti della graduatoria Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone (tav. 44). Resta da accennare all’ardesia, nelle cui spedizioni il primato della Spagna è insidiato dalla Cina che ha confermato la recente acquisizione del secondo posto ai danni del Brasile (tav. 45), mentre l’import rimane più articolato, con prevalenza degli approvvigionamenti europei (tav. 46). Dalle cifre esposte emerge una realtà consolidata da individuare nella leadership cinese, le cui dimensioni hanno raggiunto un livello che appare sostanzialmente inattaccabile, se non altro nei volumi di riferimento, sia nel breve che nel medio termine. La competizione avviene nelle retrovie, con diverse manifestazioni


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di forza talvolta accentuata, come quelle relative all’export calcareo grezzo dalla Turchia od a quello siliceo dell’India, e con diverse sacche critiche, in specie nelle economie mature. Nell’ottica globale, resta il fatto certamente positivo di un comparto che ha dimostrato di possedere una capacità reattiva assai apprezzabile, idonea a superare gli effetti della congiuntura sfavorevole, sia pure attraverso contributi molto diversi da un Paese all’altro. In ogni caso, le potenzialità appartengono a tutti e sono in grado di pervenire a risultati concreti in funzione delle risorse disponibili, ma prima ancora della propensione ad investire, ed in ultima analisi, della volontà politica.

8. Italia: un ristagno strutturale Gli spunti di ripresa che hanno interessato il comparto lapideo mondiale nel corso del 2010 si sono diffusi a macchia di leopardo, con effetti notevolmente diversi secondo le effettive capacità nazionali di confrontarsi con le tendenze critiche tuttora in atto. In Italia, la cui vecchia leadership in materia professionale è sempre in grado di assicurare talune rendite di posizione, in specie per i prodotti di nicchia, la congiuntura negativa è stata bloccata, ma ha fatto registrare risultati complessivi inferiori alla media. Il mercato domestico continua ad avvertire gli effetti di una stasi prolungata

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dell’edilizia, mentre l’esportazione, tradizionale valvola di sicurezza del lapideo, ha posto in evidenza risultati importanti nelle sole spedizioni del grezzo, dove è stato raggiunto un nuovo massimo storico, con quasi un milione e mezzo di tonnellate. Al contrario, nei lavorati al netto di sottoprodotti il recupero è stato marginale, fermandosi intorno ai quattro punti e restando assai lontano dai livelli di dieci anni or sono, quando si destinavano all’estero 2,7 milioni di tonnellate, contro gli 1,6 milioni di oggi (tav. 47). Nell’importazione, costituita per il 77 per cento da prodotti finiti, il rimbalzo è stato pari al 6,5 per cento ma ha permesso di elidere l’ampio regresso ascritto durante il precedente triennio in misura non superiore al nove per cento (tav. 48). È da sottolineare positivamente le nuova contrazione degli approvvigionamenti di lavorati esteri, che ha iterato quella del 2009 ed ha confermato l’interruzione di un lungo trend da cui erano scaturite non poche perplessità strategiche: tuttavia, questo fenomeno deve essere posto in relazione al ristagno del mercato domestico. Nel lungo periodo, il valore dell’export è diminuito in misura naturalmente inferiore rispetto ai volumi, ma il prezzo medio del prodotto finito evidenzia una stazionarietà da cui non emergono considerazioni positive circa le strategie di redditività aziendale: non a caso, negli ultimi cinque anni è rimasto praticamente fermo, intorno a 43 dollari per metro qua-


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drato equivalente (tav. 49), manifestando un carattere vischioso che non sembra imputabile se non marginalmente alla maggiore presenza di materiali correnti nel mix esportato, ma alle oggettive difficoltà di trasferire gli aumenti dei costi sulle quotazioni commerciali. In tale contesto non può sorprendere che l’incidenza del lapideo sul valore complessivo dell’export italiano sia andata progressivamente riducendosi, fino al minimo dello 0,45 per cento raggiunto nel 2010: specchio significativo di una congiuntura che non brilla per soverchie attenzioni nemmeno nell’ambito della promozione istituzionale a favore di marmi e pietre (tav. 50). Un fatto positivo, che del resto è comune ad altri Paesi, riguarda la diffusione del comparto sul territorio, in cui risulta coinvolto un numero largamente maggioritario di Regioni (tav. 51). In questo ambito ha trovato conferma il tradizionale primato della Toscana (grazie al distretto di Massa Carrara e Lucca), sia pure con un vantaggio quantitativo globale sul Veneto ridotto a due soli punti: queste due Regioni esprimono, da sole, circa due terzi dell’esportazione nazionale, con una forte prevalenza della prima nel disaggregato relativo ai grezzi, mentre in quello dei lavorati prevale il Veneto, con un differenziale di cinque punti. Per quanto riguarda le altre Regioni, è da rilevare il consuntivo in buona ascesa della Lombardia, mentre risulta in considerevole

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ridimensionamento quello del Lazio. In un Paese come l’Italia, oberato da strozzature importanti in materia di costi professionali ed energetici (in Europa la sua dipendenza dal petrolio è inferiore solo a quelle di Irlanda e Lussemburgo), da oneri finanziari e fiscali superiori alla media, dalla carenza di una politica nazionale per le cave e da ricorrenti difficoltà di natura sindacale, che uniscono i loro effetti a quelli di una concorrenza davvero impetuosa, il bilancio del 2010 deve considerarsi sostanzialmente interlocutorio, avendo dimostrato la rinnovata presenza di una reattività imprenditoriale tanto più apprezzabile in quanto priva di adeguati supporti normativi, anche nell’ambito dei maggiori distretti locali; ma nello stesso tempo, la conclamata necessità di interventi mirati.

9. Unione Europea L’andamento storico del commercio estero europeo ha progredito in misura inferiore a quanto è accaduto altrove, ma nel lungo periodo permane un differenziale attivo piuttosto importante. Durante il 2010, il recupero conseguito dai Quindici è stato notevole nell’export, con una crescita nell’ordine del milione e mezzo di tonnellate (tav. 52), mentre l’importazione è rimasta praticamente invariata (tav. 53). Oggi, i due flussi in uscita ed entrata si equivalgono, nella misura di oltre dieci


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milioni di tonnellate cadauno. Detto questo, si deve aggiungere che il percorso verso l’integrazione economica si è sostanzialmente compiuto e che l’aggregato complessivo di tutti i Ventisette costituisce una realtà operativa i cui rapporti col resto del mondo debbono essere oggetto di esame specifico anche per quanto riguarda il settore lapideo, pur nell’ambito di incidenze ponderali assai diverse, a vantaggio dell’Italia e degli altri Paesi con maggiori vocazioni settoriali di produzione e consumo (da una parte, Spagna, Portogallo e Grecia, e dall’altra, Germania, Francia e Regno Unito). Il commercio estero dell’Unione a livello extra-comunitario ha avvertito fortemente l’impatto della congiuntura. È quanto emerge dal consuntivo dei grezzi calcarei, dove gli acquisti sono notevolmente diminuiti rispetto al massimo del 2007, mentre le spedizioni hanno raggiunto il quantitativo più alto proprio nel 2010, risultando largamente maggioritarie nei riguardi dell’importazione (tav. 54). Considerazioni analoghe valgono per i grezzi silicei, i cui approvvigionamenti, tuttora quasi quadrupli dell’export, sono in forte calo nei confronti di un massimo che risale addirittura al 2004 (tav. 55). In entrambi i casi l’andamento storico dei valori medi evidenzia una crescita notevolmente inferiore a quella dei volumi. L’interscambio europeo di maggiore significato economico col resto del mondo è quello dei lavorati ad alto valore aggiun-

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to (cod. 68.02), dove il ristagno si è fatto ugualmente sentire, sia pure in misura meno accentuata. L’importazione in valore del 2010 risulta inferiore di non oltre dieci punti rispetto al massimo del 2008, avendo recuperato circa metà del regresso ascritto nell’anno precedente, mentre l’esportazione, in calo del 21,4 per cento nello stesso ragguaglio temporale, è rimasta pressoché invariata nei confronti del 2009, evidenziando una flessione di alcuni punti nel valore medio per unità di prodotto (tav. 56). Non meno significativo, sempre nell’ambito del prodotto finito, è l’esame del disaggregato per maggiori destinazioni e provenienze. L’esportazione risulta distribuita in un ventaglio articolato di Paesi, tra cui emergono gli Stati Uniti, che nel 2010 hanno ricevuto il 12,8 per cento dell’export europeo in quantità ed il 22,8 per cento di quello in valore, mentre nelle posizioni di rincalzo figurano Svizzera, Arabia Saudita, Emirati e Russia, laddove quest’ultimo Paese si distingue per il prezzo medio più alto (tav. 57). La Cina, invece, figura in decima posizione nella graduatoria in valore, e con il prezzo medio più basso. Sono da porre in rilievo anche i buoni affari che gli esportatori europei hanno concluso in taluni Paesi emergenti come il Marocco ed il Qatar. Ben diverso è il panorama dell’importazione, dove la Cina è stata in grado di affermare ulteriormente il suo primato, con forniture che hanno coperto il 58,3


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per cento del totale in volume ed il 49,1 per cento in valore (tav. 58), ad un prezzo medio di poco superiore a 23 dollari per metro quadrato equivalente. Tale quotazione, tuttavia, non è la più bassa, perché le importazioni comunitarie dal Vietnam, quarto Paese fornitore, sono avvenute ad un livello nell’ordine dei 16 dollari. In ogni caso, i primi tre esportatori (Cina, India e Turchia) hanno soddisfatto oltre quattro quinti della domanda specifica, lasciando alla concorrenza quote complementari che per il momento non sono in grado di condizionare significativamente il mercato: considerazione che vale per il Sudafrica e soprattutto per l’Egitto, tradizionali esportatori di grezzi, ma anche per il Brasile, che destina agli empori nordamericani una parte largamente maggioritaria della sua forte esportazione di lavorati. A livello di singoli Paesi, i prezzi disaggregati del prodotto finito, componente essenziale dell’export, mettono in luce diverse notevoli cedenze negli acquisti, quale effetto degli accresciuti approvvigionamenti dalla Cina e dai Paesi in via di sviluppo, mentre i valori medi dell’export attestano maggiori capacità di resistenza in Italia, Germania e Spagna, diversamente da quanto è accaduto in Francia e Portogallo (tav. 59). L’Unione dei Ventisette resta uno sbocco di grande rilievo per il comparto lapideo extra-europeo, ma sembra privilegiare un ristretto gruppo di fornitori che sono in

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grado di coniugare positivamente la competitività economica con l’organizzazione distributiva e promozionale.

10. Cina superstar La potenza settoriale cinese, fotografia di quella complessiva, è attestata in modo evidente dalle cifre dell’interscambio relative al 2010: un esercizio che ha visto riprendere con forza il trend di ascesa già ascritto dagli anni novanta in poi ed elidere rapidamente il contenuto rallentamento da cui era stato caratterizzato il 2009, in concomitanza con una crisi mondiale avvertita in Cina solo marginalmente. L’esportazione quantitativa è pervenuta a 12,5 milioni di tonnellate, nuovo massimo storico, con un aumento del 6,5 per cento rispetto all’anno precedente (tav. 60). Protagonisti assoluti risultano ancora una volta i lavorati ad alto valore aggiunto, le cui spedizioni sono giunte a 10,4 milioni di tonnellate, cui corrispondono oltre 190 milioni di metri quadrati equivalenti, allo spessore convenzionale di cm. 2: la crescita di questa voce è stata pari al 9,2 per cento. L’apporto dei grezzi, pur notevole in cifra assoluta, è stato complementare quanto a “share”, circoscritto al 5,3 per cento delle vendite totali. Gli indici confermano la forza trainante del prodotto finito anche nell’andamento di lungo periodo: nel giro di sedici anni, questa tipologia di export è aumentata di


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18 volte (tav. 61), mentre il totale è sestuplicato. In pratica, il rilievo complessivo pone in evidenza un abbondante raddoppio medio della spedizione di manufatti in ogni esercizio storico. In valore, l’industria lapidea cinese ha superato per la prima volta il muro dei quattro miliardi di dollari esportati, con un incremento del 15 per cento rispetto al 2009 (tav. 62) ed un apporto dei lavorati speciali pari al 94,5 per cento. Dal canto loro, le importazioni hanno progredito con un tasso ancora più elevato, sfiorando un valore nell’ordine di 2,3 milioni di dollari e mettendo a segno un balzo del 55 per cento, dovuto pressoché integralmente al grezzo, che costituisce il 98,7 per cento degli approvvigionamenti (tav. 63): sono numeri che attestano senza bisogno di commenti lo stato di salute dell’industria cinese di settore, nonostante il rallentamento dell’attività edilizia. L’espansione più ampia si è registrata nell’import di calcarei grezzi, che hanno superato gli 8,5 milioni di tonnellate, per un valore prossimo al miliardo e mezzo di dollari, a cui hanno contribuito in maniera determinante gli acquisti dalla Turchia, seguiti da quelli in arrivo da Egitto ed Iran (tav. 64). In questo caso, il progresso compiuto in un solo esercizio è stato di circa tre milioni e mezzo di tonnellate, con una crescita del 66,1 per cento in volume e del 72,7 per cento in valore. In un comparto come il lapideo, che storicamente era stato caratterizzato da variazioni con-

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tenute dei maggiori consuntivi, se non anche da diffuse vischiosità, queste cifre evidenziano l’ampiezza della modificazione strategica indotta dalla Cina. Il valore medio per unità di prodotto, che assume valore decisivo nell’export dei lavorati speciali, è tornato oltre i 20 dollari per metro quadrato equivalente, riprendendo il trend di ascesa che era stato inaugurato nel 2004 e che aveva fatto registrare una pur limitata interruzione nel 2009: il prezzo odierno, praticamente, va quasi a coincidere con quello di 16 anni or sono, quando il flusso quantitativo, al confronto, era quasi minimo (tav. 65). Nel ragguaglio globale a peso, il valore del 2010 si è attestato sul nuovo massimo di 327,8 dollari per tonnellata, con un aumento di otto punti nei confronti dell’anno precedente. Resta da dire del valore medio dell’import, che ha fatto registrare notevoli recuperi in entrambe le tipologie del grezzo, dove le quotazioni unitarie si sono poste sui massimi dell’ultimo decennio con aumenti del 4,1 per cento nei calcarei e del 2,9 per cento nei silicei, e più alti nel prodotto finito (tav. 66). Ciò conferma che la grande espansione lapidea cinese prosegue con attenzioni diffuse anche per la politica di qualità. Si deve aggiungere che i rapporti della Cina si esprimono in un grande ventaglio mondiale di destinazioni e di provenienze, quasi senza distinzioni tra economie mature e Paesi in via di sviluppo, anche se


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con quelli asiatici esiste un rapporto naturalmente preferenziale: lo conferma il fatto che Corea del Sud e Giappone abbiano assorbito da soli, anche nel 2010, un terzo dell’export cinese di manufatti lapidei.

11. Contrasti nella ripresa statunitense Le previsioni di ripresa del mercato americano sono confortate da talune ricerche importanti come quella del Joint Center for Housing Studies (Università di Harvard) che hanno accertato una potenzialità pari a 21 milioni di progetti durante il prossimo decennio nelle sole ristrutturazioni, con una spesa unitaria di circa novemila dollari ed interventi di grande impatto nei bagni e nelle cucine, a cominciare dalle dieci maggiori concentrazioni metropolitane guidate da New York e Los Angeles, dove si realizza un terzo del volume d’affari globale. Il sogno americano, insomma, prosegue alacremente anche per quanto attiene all’edilizia ed al consumo lapideo, costituito per tre quarti del volume da lavorati d’importazione, ma il rilancio del 2010, sebbene non trascurabile, è stato inferiore alle attese, o meglio alle speranze. Il progresso degli approvvigionamenti dall’estero in valore si è limitato a undici punti, portandosi a 2,16 miliardi di dollari contro il massimo storico di 3,22 ascritto nel 2007: in pratica, è stato recuperato il

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16 per cento di quanto si era perduto nel biennio precedente (tav. 67). Sul piano merceologico, la struttura dell’import di valore aggiunto disaggregato evidenzia diffuse sacche residue di consuntivi critici, con particolare riguardo ai semilavorati ed ai manufatti calcarei, mentre la ripresa di quelli silicei, che costituiscono quasi metà del totale, è stata particolarmente vigorosa, sottolineando l’esistenza di una domanda sempre più differenziata (tav. 68). La distribuzione degli acquisti è stata molto selettiva, privilegiando prioritariamente il Brasile, che è tornato in testa alla graduatoria dei maggiori fornitori con notevole vantaggio sulla Cina e sull’Italia: questa, diversamente dagli altri, ha visto ulteriormente ridurre le sue spedizioni in cifra assoluta (tav. 69) ed in quota di mercato (tav. 70). In altri termini, il coefficiente di fedeltà della clientela nordamericana si è andato ulteriormente rastremando a danno dei fornitori europei, con forti penalizzazioni anche per Spagna, Portogallo, Francia e Grecia. Quattro quinti dell’import sono appannaggio di cinque soli Paesi, che risultano essere i maggiori protagonisti del confronto commerciale sul primo mercato del mondo. Da questo punto di vista, bisogna dire che, a parte il trend negativo dell’Italia, il cui “share” è sceso in dieci anni dal 37,9 al 14 per cento, il 2010 ha ridimensionato anche le ambizioni della Cina, che ha mantenuto le posizioni pre-


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gresse incrementandole di due soli punti, mentre soddisfazioni assai maggiori sono state conseguite, dopo il Brasile, dall’India ed in misura minore dalla Turchia. Quanto al Canada, sesto Paese fornitore, non è riuscito a valorizzare compiutamente il suo vantaggio di contiguità, anche a fronte di una politica di verticalizzazione tuttora limitata. Dal successo brasiliano è facile desumere un forte ritorno all’apprezzamento per il granito, compreso quello domestico di maggiore appeal internazionale (Vermont), cui non risulta estranea la fagocitazione della teoria, tutta americana ed obiettivamente infondata, secondo cui il prodotto siliceo sarebbe stato dannoso per la salute. Nello stesso tempo, gli ha giovato una politica di investimenti importanti nella trasformazione e nella distribuzione, senza trascurare quelli a supporto delle referenze tecnologiche e dell’immagine. Il prezzo medio del manufatto importato negli Stati Uniti è stato pari a poco meno di 39 dollari per metro quadrato equivalente (tav. 71), con un incremento di tre punti e mezzo rispetto al 2009. Anche in questo caso la quotazione resta notevolmente inferiore ai livelli precedenti quando aveva superato i 42 dollari. L’Italia ha pagato l’effetto negativo di un valore medio notevolmente più alto di quello complessivo, e praticamente doppio rispetto ai 31 dollari spuntati dagli esportatori della Turchia, su cui ha pesato l’incidenza

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di una quota particolarmente significativa di travertino. A conti fatti, il flusso dei manufatti entrati negli Stati Uniti è stato pari a 55,6 milioni di metri quadrati equivalenti, con una crescita di poco inferiore ai quattro milioni. È uno spunto positivo che vale la pena di sottolineare perché sembra avere avviato un volano utile al perseguimento di previsioni positive, confortate dalla possibilità di incrementare livelli tuttora contenuti di consumo unitario, ma sempre condizionate dalle incertezze finanziarie. In effetti, i livelli di pochi anni addietro sono tuttora lontani, a cominciare da quelli del 2007, quando furono importati oltre 87 milioni di metri quadrati.

12. Gli altri leader extra-europei A parte la Cina, che ormai vanta una preminenza settoriale sostanzialmente irreversibile grazie all’acquisizione di un vantaggio sempre più ampio rispetto ai Paesi concorrenti, i protagonisti del comparto lapideo vanno ascrivendo dimensioni di crescente ampiezza soprattutto a livello extra-europeo, in misura sostanzialmente analoga sia nel campo produttivo, sia in quello della distribuzione e dei consumi. L’India, confermandosi quale principale outsider del primato cinese, ha incrementato di parecchi punti un vivace consumo interno, non lontano dai cento milioni di metri quadrati, sebbene il livello del suo


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impiego unitario sia tuttora minimo. L’export, invece, ha fatto registrare qualche contrazione, più ampia nei calcarei grezzi (tav. 72), dove le spedizioni sono limitate a bianchi e colorati di alto pregio, e più contenuta nei silicei (tav. 73), dove il regresso più significativo ha interessato le spedizioni in Italia, mentre sono cresciute quelle verso Regno Unito, Germania e Paesi Bassi, a cui hanno contribuito i semilavorati ad alto spessore per masselli funerari. Dal canto suo, il prodotto finito indiano ha accusato un regresso del 13 per cento, con riduzioni generalizzate, sia pure assai diverse secondo i Paesi importatori (laddove i risultati migliori iterano quelli ora rilevati per il granito grezzo) ma con una significativa eccezione per il mercato italiano (tav. 74). Va rilevato, tuttavia, che i consuntivi dell’India non sono strettamente omogenei a quelli dei Paesi importatori, per le ragioni di calendario evidenziate in appendice. Assai lusinghiero è stato il consuntivo del Brasile, che ha messo a segno una crescita assai consistente dell’esportazione silicea grezza, tanto da pervenire ad un nuovo massimo, nell’ordine dei 220 milioni di dollari (tav. 75), garantito in maggioranza dalla Cina, che ne ha assorbito il 52,5 per cento, seguita a distanza da Italia, Taiwan e dalla stessa Hong - Kong, che nella sostanza delle cose è un emporio cinese. L’export brasiliano del prodotto finito, anch’esso in forte recupero (tav. 76), si è confermato un fenomeno di grande am-

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piezza, interessante soprattutto i mercati americani, con largo vantaggio di quello statunitense e Canada, Messico e Venezuela nelle posizioni di rincalzo. Meno brillante ma pur sempre apprezzabile è stata la ripresa dei lavorati di ardesia (tav. 77), tuttora assai lontani dal massimo del 2008, anche perché fra i primi quattro importatori figurano clienti europei come Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna, dove l’evoluzione della congiuntura non è immune dalla permanenza di fattori critici. A livello di grandi consumatori, un accenno specifico deve essere riservato anche al Giappone, dove la modificazione strategica maturata nel corso dell’ultimo ventennio ha trovato naturale conferma, sostanzialmente scontata, nei consuntivi per il 2010, che hanno ribadito un disinteresse ormai totale per il grezzo, non disgiunto da acquisti tuttora riflessivi, ma di permanente ampiezza, dello stesso prodotto finito. In particolare, gli approvvigionamenti giapponesi di blocchi e semilavorati sono scesi al nuovo minimo di 18 mila tonnellate (tav. 78), a fronte delle 1.150 mila del 1991, sottolineando l’abbandono quasi assoluto delle attività di segheria e laboratorio, sostituite dal lavorato cinese, capace di soddisfare oltre il 96 per cento della domanda nipponica (tav. 79) e di lasciare a India, Italia ed agli altri Paesi produttori del manufatto quote assolutamente marginali della distribuzione. Quello del Giappone è un caso emblematico,


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che peraltro non è unico, essendo comune ad altri Paesi dell’Estremo Oriente ed in primo luogo alla Corea del Sud. Va aggiunto che la dinamica dei valori medi, in costante diminuzione fino al 2006, ha consentito di ascrivere quattro maggiorazioni consecutive dal 2007 in poi, rivalutandosi complessivamente nella misura del 51,2 per cento, pari al 12,8 in ragione annua (tav. 80). Ciò costituisce un’ulteriore conferma del perseguimento di una nuova politica di redditività delle vendite anche da parte cinese.

13. Forze complementari Un ruolo importante nell’interscambio lapideo è svolto da diversi Paesi che in passato hanno avuto incidenze integrative e che ora si propongono come outsider di livello, in grado di perseguire affermazioni notevoli. Ciò riguarda soprattutto l’export di grezzi, ma in taluni casi anche quello dei lavorati. L’esempio quantitativamente maggiore, che si riferisce a blocchi e semilavorati di marmo, è quello dell’Egitto, inserito tra i maggiori produttori ed esportatori mondiali di questa tipologia grazie alla domanda della Cina, mercato di sbocco per una larga maggioranza delle sue spedizioni (tav. 81). La crisi del 2009 è stata superata solo in parte, ma se l’import cinese del materiale egiziano è rimasto stazionario, sia pure oltre il milione di

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tonnellate, altre destinazioni sono venute alla ribalta: tra di esse, il Libano, e soprattutto la Libia, a dimostrazione di una sua forza trasformatrice crescente. Il prezzo medio dell’export egiziano trova un condizionamento decisivo nella richiesta di materiali correnti da parte cinese, per cui spunta una quotazione inferiore del 50 per cento a quella complessiva: ciò significa che esiste uno sforzo di diversificazione, peraltro non facile, che ha trovato buone risposte tra gli acquirenti occidentali ma anche fra quelli di alcuni Paesi dell’area araba. L’esportazione del granito grezzo di qualità conta sulle tradizionali conferme della Finlandia (tav. 82) e della Norvegia (tav. 83). Tuttavia, anche le spedizioni finniche, capaci di recuperare in un solo anno il regresso del 2009, hanno il punto di forza determinante proprio negli acquisti da parte della Cina, che sono giunti ad esprimere i due terzi delle partenze complessive, lasciando quote relativamente modeste a Italia, Polonia e Spagna, e sostanzialmente marginali a tutti gli altri importatori. Il panorama norvegese è analogo: anche in questo caso la struttura portante dell’export è costituita dalla domanda cinese, che evidentemente è interessata in misura crescente agli approvvigionamenti di materiali pregiati da destinare al proprio mercato interno previa trasformazione sul posto. Si tratta di una modificazione strutturale da sottolineare anche nell’ottica delle produzioni nordiche, carenti di ver-


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ticalizzazione ma garantite nella continuità e nelle prospettive di sviluppo grezzo dalla potenza settoriale della Cina, nei cui confronti taluni fornitori sembrano assumere, come nella fattispecie, una funzione di sostanziale vassallaggio. Un caso notevole di forza emergente nell’export di lavorati, peraltro non unico (considerazioni analoghe potrebbero farsi per Giordania o Palestina), è quello dell’Oman, che diventa emblematico perché le sue vendite sono dirette quasi esclusivamente a Paesi asiatici, guidati dall’Arabia Saudita e dagli Emirati, con qualche “exploit” anche per il Qatar (tav. 84). Per la verità, il flusso delle spedizioni omanite è stato condizionato dalla crisi del 2009 solo in parte superata, ma le risorse del Paese, che può contare su giacimenti con alte rese di monte e su attente politiche di industrializzazione, fanno presumere l’esistenza di prospettive favorevoli, tanto più che sono state avallate da una strategia di prezzi medi in flessione, certamente competitivi. A livello di importazioni, non soltanto del prodotto finito, si deve segnalare il cospicuo sviluppo di talune realtà emergenti, anche in contesti già caratterizzati da condizioni di ristagno. È il caso di non pochi Paesi dell’Africa, ed in primo luogo della Nigeria, che nel 2010 ha acquistato un alto volume di grezzi silicei e circa 300 mila tonnellate di manufatti: il tutto destinato al mercato interno, dato che l’export nigeriano risulta tuttora nullo.

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14. Il caso della Turchia Una situazione che vale la pena di approfondire in maniera specifica è quella della Turchia, grande Paese produttore che secondo notizie di fonte accademica è in grado di vantare riserve accertate capaci di esprimere un volume particolarmente elevato, senza dire delle tradizioni trasformatrici e degli impieghi prestigiosi che risalgono all’antichità classica. La destinazione del prodotto lapideo turco è riservata in larga prevalenza all’esportazione, ma la grande forza della domanda cinese di grezzo ha finito per orientare le scelte strategiche dell’industria locale verso una politica di coltivazione intensiva finalizzata alla vendita dei blocchi. A questo fenomeno ha contribuito in maniera speculare la crisi del mercato più importante del prodotto lavorato, quello statunitense. Oggi, la maggioranza assoluta dell’export dalla Turchia è costituita dai calcarei grezzi, che hanno raggiunto un volume pari a 4,7 milioni di tonnellate, aumentato di oltre 18 volte nel giro di un decennio (tav. 85). Va sottolineato che la quota cinese è salita dall’ 11,9 per cento al 72,5 per cento del 2010, mentre lo “share” delle spedizioni in Europa si è ridotto a livelli frizionali (si sono avvantaggiate altre destinazioni complementari come quelle in Russia e nel Medio Oriente). Al contrario, l’export del valore aggiunto costituito dai lavorati segna il passo.


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Dopo il massimo storico conseguito nel 2007 con due milioni di tonnellate, corrispondenti a circa 37 milioni di metri quadrati equivalenti, il volume si è notevolmente ridotto per effetto principale del ristagno americano ma anche per la stazionarietà dell’Europa, a cui si è sopperito solo parzialmente con le vendite nelle altre zone emergenti, ed in particolare nei Paesi arabi ed in quelli dell’Africa mediterranea (tav. 86). Il minimo è stato toccato nel 2009, cui ha fatto seguito una buona ripresa nell’ultimo esercizio, in misura di oltre un decimo. Il consuntivo della Turchia, che presenta alcuni elementi strategici comuni ad altri Paesi ed alla stessa Italia, è importante perché dimostra come la forza trainante del comparto lapideo cinese sia di tale entità da orientare le scelte strategiche di un concorrente che figura certamente tra i maggiori e che sembra avere subordinato le opzioni di verticalizzazione alla vendita diretta del grezzo di qualità: in effetti, se le segherie ed i laboratori cinesi manifestano una preferenza così spiccata per il prodotto turco, ciò non si deve solo alla competitività dei prezzi, ma prima ancora, ai valori tecnologici e cromatici. È appena il caso di ricordare come le fiere turche settoriali di Istanbul ed Izmir siano frequentate solo marginalmente dai produttori cinesi, che invece sono presenti in forze a quelle occidentali, dove esistono diverse potenzialità di collocamento dei loro prodotti. Per gli acquisti, ovviamen-

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te, non servono importanti impegni promozionali. L’evoluzione strategica del comparto lapideo turco nel senso di una spiccata politica del grezzo trova conferma nel comportamento assunto da altri Paesi in via di sviluppo settoriale, a cominciare dall’Egitto, che è diventato il secondo fornitore di blocchi calcarei alla Cina. Non mancano, peraltro, affinità con economie mature come quella italiana già richiamata, dove si è fatto vivace, soprattutto nel comprensorio di Carrara, il confronto tra coloro che ritengono congrua la politica del grezzo ed i fautori della verticalizzazione, in una logica di valore aggiunto non priva di considerazioni sociali. Da questo punto di vista, in Turchia le valutazioni prevalenti sono dimostrate dal linguaggio talvolta icastico dei numeri, suffragato dalle permanenti difficoltà delle spedizioni negli Stati Uniti e dal richiamo di una strategia diretta al perseguimento del massimo utile col minimo sforzo, a prescindere dal rischio, peraltro consapevole, di chi abbia deciso di puntare in larga prevalenza su di un solo mercato.

15. Attese di investimenti Il carattere congiunturale della ripresa lapidea mondiale che si è tradotta nei consuntivi di produzione e distribuzione per il 2010 trova conferma nell’andamento tuttora critico degli investimenti. In altri


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termini, al rimbalzo della domanda ha corrisposto un maggiore utilizzo delle strutture impiantistiche in essere, ma sono state carenti le innovazioni, ed in alcuni casi anche le sostituzioni, limitate all’essenziale, sia pure per cespiti che abbiano completato il normale ciclo di ammortamenti. Si tratta di un’affermazione confortata da diversi fattori probanti, tra cui è congruo citare l’andamento delle importazioni di tecnologie settoriali nei Paesi leader: in diversi protagonisti forti (fatta eccezione per Cina e Brasile) esistono flessioni diffuse anche nel 2010 che fanno seguito a quelle dell’esercizio precedente, come nei casi di Stati Uniti, India ed Unione Europea. D’altra parte, bisogna pur dire che l’ampiezza degli investimenti effettuati negli ultimi anni era stata tale da rendere disponibili tecnologie altamente produttive, tuttora lontane dall’avere esaurito il proprio ciclo di vita. Giova aggiungere che alla luce di tali considerazioni il buon aumento dell’export di tecnologie dall’Italia, Paese tuttora leader in questo segmento distributivo, è dovuto ad un ventaglio assai articolato di mercati, in cui quelli maggiori hanno assunto un ruolo importante ma non determinante. Il carattere attendista che l’esercizio ha finito per assumere trova conferma nella stazionarietà degli investimenti in ricerca e sviluppo, che del resto è un fenomeno diffuso in tutto il mondo economico, anche a livello generale, con quote specifiche del prodotto lordo in ulteriore contrazione. Considerazioni analoghe valgono per gli

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investimenti promozionali, a cui il mondo lapideo ha sempre guardato con particolare interesse, per necessità collegate alle esigenze di documentazione ed informazione sulle caratteristiche dei materiali e sui processi di estrazione e trasformazione. In questo campo, il ruolo delle fiere si è andato ulteriormente rastremando quale effetto della progressiva mondializzazione, lasciando spazi crescenti alle iniziative leader come quelle di Xiamen (tav. 87) e di Verona, nell’ordine dei 1.500 espositori in rappresentanza di oltre 50 Paesi, mentre altre hanno ridotto il proprio impatto ad un ambito macro-regionale, quando non siano state cancellate dalla legge del mercato, come nei casi di Seul, Singapore e Tokyo, e di alcune piazze dell’Europa orientale. Al contrario, si guarda con crescente e motivato interesse alla politica degli “Awards” e cioè dei premi conferiti in diversi Paesi a progetti in cui l’impiego del prodotto lapideo sia stato improntato a criteri funzionali ed estetici di particolare interesse innovativo, tanto da poterli elevare a moduli di rinnovato riferimento. A questo proposito non si può fare a meno dal ricordare, peraltro, che l’incidenza dei grandi lavori sul volume totale degli utilizzi di marmo e pietre è andata progressivamente riducendosi e che la promozione non è in grado di poter prescindere dal rilancio degli impieghi correnti, anche attraverso l’apertura del mondo lapideo a quello della committenza finale. È il caso di rammentare che la lista d’attesa in cui non pochi investimenti continuano


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a stazionare nell’auspicio di tempi migliori trova motivazioni nell’alto costo del denaro e più generalmente nel clima di scarsa fiducia che distingue diverse economie mature, aggravato, soprattutto in Europa, dai vincoli ambientali, dalle imposizioni del fisco e dal livello abnorme di alcuni costi come quelli del lavoro e dell’energia. Ciò vuol dire che una reale ripresa degli investimenti capace di avviare un significativo effetto moltiplicatore è subordinata, oggi più che mai, alle attenzioni della volontà politica ed ai tempi e modi in cui sia capace di rimuovere gli ostacoli normativi, finanziari e sindacali che condizionano una crescita conforme alle potenzialità della domanda.

16. Trend dei consumi Il settore lapideo produce manufatti su commessa, evitando il rischio di stoccaggio a magazzino del prodotto finito, che in altri settori contigui induce giacenze talvolta abnormi. Ciò consente di presumere che il volume dei consumi sia sostanzialmente analogo a quello della produzione, stimata per il 2010 in oltre 1,2 miliardi di metri quadrati equivalenti: un nuovo massimo, che supera del 71,4 per cento il livello del 2001, determinando in oltre sette punti la crescita media decennale del settore (tav. 88). L’apporto dei maggiori Paesi consumatori all’utilizzo di marmi e pietre non ha fatto registrare variazioni di particolare entità. I

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primi tre posti della graduatoria in cifra assoluta sono sempre occupati, nell’ordine, da Cina, India e Stati Uniti, mentre l’Italia, primo Paese europeo, si trova sul quarto gradino, con circa 60 milioni di metri quadrati equivalenti, intorno al cinque per cento del volume mondiale. Il consuntivo varia sensibilmente da un Paese all’altro, tanto che in alcuni casi il quantitativo utilizzato nel 2010 è inferiore a quello di dieci anni prima (tav. 89): si tratta di un fenomeno quasi esclusivamente europeo, relativo in modo particolarmente visibile a Spagna, Grecia, Olanda e Germania, ma anche al Giappone, dove il decremento è continuativo. Il trend dei consumi si diversifica in funzione degli utilizzi prevalenti: ad esempio, quelli funerari, generalmente più apprezzabili in Europa in specie dal punto di vista qualitativo, hanno carattere meno elastico, salvo trovare condizionamenti non marginali in qualche forte innovazione culturale come quelle delle cremazioni o dei cosiddetti campi verdi. La quota più importante resta quella dell’edilizia, subordinata a naturali condizionamenti finanziari e creditizi: non a caso, la grande crisi del 2009 ebbe inizio con la vicenda dei mutui americani. Il consumo “pro-capite” ha progredito in misura quasi proporzionale, perché l’incremento demografico di un solo esercizio in genere non è determinante. L’ultima rilevazione porta a 195 metri quadrati per mille abitanti (tav. 90): in questo caso, i massimi protagonisti del mondo lapideo, quali Cina e India, cui si è aggiunto il Giappone, figu-


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rano sempre in coda alla graduatoria, cosa che sottintende la presenza di ulteriori opportunità di sviluppo proprio in questi Paesi. Le economie mature, invece, si trovano in testa alla classifica, con risultati di netta evidenza in Belgio e Svizzera, ma anche in Grecia, Portogallo e Italia, tutti Paesi in cui il consumo del 2010 ha superato il metro quadrato per abitante (al pari di quanto è accaduto nella Corea del Sud ed a Taiwan). In effetti, l’Unione Europea vanta gli impieghi più elevati: basti dire che il solo gruppo dei Quindici evidenzia un consuntivo globale nell’ordine dei 250 milioni di metri quadrati, con risultati di tutto rispetto anche nei Paesi di minore consistenza demografica, quali Austria, Danimarca, Finlandia, Irlanda e Lussemburgo (tav. 91). A livello extra-europeo, i grandi protagonisti dettano legge, ma non mancano casi di Paesi fortemente popolati, come Pakistan e Russia (tav. 92), per non dire di quelli africani (a cominciare dalla Nigeria che è leader continentale quanto a persone residenti), dove il consumo unitario è sempre basso. Nei confronti dei prodotti alternativi, tra cui spicca sempre la ceramica, il rapporto è sostanzialmente stazionario, nella proporzione di uno a sette per quanto si riferisce ai volumi (tav. 93) ed in termini di raffronto tra metri quadrati effettivi per le piastrelle e metri quadrati equivalenti per marmi e pietre, cosa che sottintende un significativo differenziale di peso, e soprattutto di valore medio.

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Del resto, molti consumi del marmo e della pietra sono esclusivi, nel senso che non possono essere oggetto di impieghi concorrenti. L’eccezione più rilevante riguarda i pavimenti ed i rivestimenti interni, che tuttavia, come è stato evidenziato trattando delle disaggregazioni produttive, costituiscono quote minoritarie del totale. Altri usi, come l’arredo urbano, i lavori speciali e la stessa funeraria non sono ragionevolmente suscettibili di fungibilità con altro materiale: non a caso, il lapideo può contare su notevoli mercati di nicchia anche sul piano merceologico ed è in grado di valorizzare queste opportunità nell’ambito di specifiche strategie anticongiunturali.

17. Macchine e impianti I fattori critici tuttora presenti nel sistema non hanno precluso un interscambio di tecnologie che vede il suo punto di forza in quello delle macchine e delle strutture impiantistiche. Gli investimenti produttivi sono tuttora lontani dall’avere ritrovato il gradiente di sviluppo degli anni migliori, ma in alcuni Paesi, con particolare riguardo a quelli del terzo mondo, la tendenza alla ripresa ha trovato esplicazioni significative anche in questo campo. Nella sola Unione Europea, l’export del 2010 si è attestato oltre 1.300 milioni di dollari, contro 450 di importazioni (tav. 94): sia le spedizioni che gli approvvigionamenti hanno fatto registrare un recupero notevole dopo il forte decremento del


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2009, ma sono rimaste largamente al di sotto dei rispettivi massimi che risalgono al 2008 sia per il volume delle spedizioni (tav. 95) che per quello degli acquisti (tav. 96). Nelle prime ha trovato conferma il tradizionale primato europeo dell’Italia, mentre nelle seconde il ventaglio risulta più equilibrato. L’export italiano in volume è stato capace di riportarsi non lontano dal massimo del 2004, con vendite pari ad oltre 680 mila quintali (tav. 97). Dal canto suo, il valore globale delle vendite di “made in Italy”, al netto di ricambi e beni strumentali, è pervenuto ad un nuovo record (613 milioni di euro), laddove quello per unità di prodotto, pari a circa nove euro/kg., ha progredito nella misura del 3,2 per cento, recuperando metà della perdita precedente. A livello di singole destinazioni, sono stati dodici i Paesi che nel 2010 hanno acquistato tecnologie italiane per oltre 10 milioni di euro (tav. 98): la relativa graduatoria vede in testa la Cina, con largo vantaggio su Iran, Turchia e Brasile, mentre la Germania, maggior importatore europeo, figura in quinta posizione. Il valore medio si è articolato in un ventaglio assai differenziato, con prezzo massimo in Canada e minimo in India. I Paesi europei extra-comunitari hanno contribuito all’interscambio in misura per quanto possibile significativa, importando tecnologie estere per 108 milioni di dollari a fronte di esportazioni per poco meno di 40. Gli acquisti più rilevanti hanno interessato Russia e Svizzera (tav. 99), ma quelli

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di maggiore impatto sull’economia lapidea mondiale sono stati effettuati, secondo logica, dai protagonisti leader, guidati dalla Cina e dagli Stati Uniti, con Brasile, India e Iran nelle posizioni successive (tav. 100), È il caso di ricordare che questi consuntivi hanno carattere ufficiale ma indicativo, perché prescindono necessariamente dagli acquisti di macchine e di tecnologie domestiche. Ad ogni buon conto, il ruolo dell’Italia come Paese costruttore e progettista si è confermato determinante anche nel 2010, perché le sue forniture hanno espresso la maggioranza relativa degli approvvigionamenti europei e mondiali, con punte superiori ai tre quinti del totale in un gruppo piuttosto numeroso di Paesi (Albania, Egitto, Lettonia, Macedonia, Malta, Serbia, Slovenia), senza contare quelli in cui l’Italia controlla oltre il 50 per cento degli acquisti (tra gli altri, Armenia, Brasile, Croazia, Romania). Il primato tecnologico italiano riesce ad elidere gli effetti della congiuntura e l’impatto della concorrenza, con un riconoscimento che trova riscontro evidente nelle cifre di consuntivo, a conferma di un impegno tradizionale nella ricerca, nella sperimentazione e nel perseguimento di fattori essenziali come rendimenti e sicurezza, parametri oggettivi della qualità. Non a caso, alcuni dei progressi tecnici più significativi degli ultimi anni, come il perfezionamento della perforazione multipla nelle cave o quello del taglio con impianti multifilo nelle attività trasformatrici sono dovuti proprio all’Italia.


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Nel 2010, come si diceva, Cina e Stati Uniti hanno conservato posizioni maggioritarie nell’import di tecnologia estera: cosa tanto più apprezzabile trattandosi, soprattutto nel primo caso, di rilevanti Paesi produttori. Tuttavia, mentre gli acquisti cinesi hanno fatto registrare un ottimo recupero marginale (tav. 101) a cui l’Italia ha partecipato in misura notevole, quelli statunitensi hanno continuato a declinare, penalizzando soprattuttole forniture di Germania, Svizzera e della stessa Italia (tav. 102), diversamente da quanto è accaduto per l’export di Cina, Spagna e Giappone.

18. Beni strumentali e utensili diamantati La produzione di consumabili per il settore lapideo, costituita soprattutto da abrasivi e utensili diamantati, si adegua a quella dei materiali, segnatamente lavorati, con caratteri distributivi che, pur privilegiando la committenza domestica, interessano in misura crescente il mercato internazionale. Un esempio significativo di questa espansione commerciale è costituito dall’Europa dei Ventisette, che nell’ultimo decennio ha visto incrementare le sue esportazioni del 52 per cento in quantità e del 127 per cento in valore, mentre il prezzo medio, nonostante la flessione dell’ultimo biennio, si è incrementato del 49 per cento (tav. 103) . Più vivace è stato l’aumento delle importazioni, che è stato pari al 134 per cento

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

in volume ed all’86 per cento in valore, laddove il prezzo per unità di prodotto ha fatto registrare una flessione del 20,2 per cento. È di tutta evidenza l’ampio differenziale tra il prezzo delle spedizioni e quello degli acquisti che sono divisi nella proporzione di otto a uno a favore del primo. È la prova delle preferenze accordate ad approvvigionamenti molto economici, in cui fattori come qualità e rendimenti assumono un ruolo chiaramente subordinato. Né vale eccepire che la crisi del 2009 aveva colpito anche queste importazioni, la cui funzione strumentale si traduce in vincoli congiunturali sostanzialmente rigidi. Nella determinazione del flusso di consumabili di provenienza extra-europea l’apporto della Cina è stato decisivo, sia nella quantificazione dei volumi e dei valori, sia nella fissazione del prezzo medio, che è diventato un riferimento inderogabile per gli altri Paesi fornitori. In effetti, qualora si pongano a confronto i flussi in arrivo dalla Cina con quelli provenienti dall’Italia, primo Paese europeo produttore ed esportatore, il fenomeno assume immediata chiarezza. Le importazioni di abrasivi ed utensili cinesi da parte dei Ventisette, tra cui compare anche l’Italia con un volume inferiore solo a quello della Spagna, sono aumentate, nel 2010, del 44,6 per cento in quantità (tav. 104) e del 40,5 per cento in valore (tav. 105), mentre le forniture italiane agli altri Paesi europei sono cresciute, rispettivamente, di undici e di 25 punti.


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Esistono diversi mercati in cui l’Italia continua a prevalere sulla Cina, grazie alla competitività tecnologica dei suoi consumabili: è il caso della Francia e soprattutto della Grecia, dove il vantaggio italiano è sempre molto ampio, ma anche di acquirenti minori come Irlanda, Svezia e lo stesso Portogallo. Altrove, il prodotto cinese fruisce di ampie preferenze, a cominciare dalla Spagna, primo importatore europeo, che nel 2010 ha acquistato merci cinesi in proporzione quadrupla rispetto a quelle italiane. Si può aggiungere che gli acquisti dalla Cina nel corso del 2010 hanno fatto registrare incrementi quantitativi generalizzati, con la sola eccezione marginale dell’Irlanda, mentre quelli dall’Italia, pur evidenziando una buona ripresa globale, hanno continuato a cedere in Austria, Danimarca, Spagna e nella stessa Irlanda. L’import cinese in Europa è determinante, in quanto è giunto a coprire due terzi degli acquisti extra-comunitari in quantità, mettendo chiaramente in luce il ruolo che ha assunto anche nell’interscambio dei consumabili. A parte questo, i movimenti quantitativi e valutari dimostrano, con il supporto integrativo dei dati concernenti l’utilizzo di abrasivi e utensili, che la congiuntura negativa del 2009 è stata parzialmente superata e che il comparto lapideo sembra avere trovato nuove prospettive di crescita anche nelle economie mature.

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19. Potenzialità di sviluppo Il settore lapideo proviene da un trend di costante ascesa che si è interrotto soltanto nel 2009, salvo riprendere nell’anno successivo con una propensione alla crescita prontamente recuperata in buona parte dei Paesi avanzati, e non solo in quelli. Si tratta di un fenomeno importante, perché lo sviluppo del settore si distingue, generalmente, per dimensioni superiori a quelle dell’economia mondiale considerata nel suo complesso: rispetto ai volumi prodotti ed impiegati alla metà degli anni novanta, quelli del 2010 sono risultati maggiori nella misura del 140 per cento (tav. 106). Le matrici di tale espansione sono parecchie, ed appartengono, in tutta sintesi, sia alla sfera tecnologica che a quella funzionale e decorativa. Da un lato, l’apporto dei nuovi processi produttivi in una logica di industrializzazione è stato fondamentale, pur avendo lasciato spazi non marginali alla creatività ed alla fantasia del marmista: l’utilizzo della robotica nella fabbricazione seriale di pezzi speciali come i piani da bagno o da cucina è diventato normale, al pari delle tecniche estrattive che hanno permesso di razionalizzare dimensioni e misure del grezzo e di migliorare ulteriormente le rese di segheria e di terza lavorazione. Viene da chiedersi quale ampiezza avrebbe potuto assumere la crescita del comparto, qualora fosse stata supportata da adeguate disponibilità finanziarie e da un’efficace collaborazione creditizia.


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Gli impieghi in architettura hanno visto un significativo ampliamento delle preferenze per il materiale lapideo, suffragato dalle nuove tecnologie e dall’apporto che esse hanno fornito alla competitività del prodotto. D’altra parte, marmi e pietre hanno sempre fruito di attenzioni speciali per la loro idoneità a perseguire contestualmente obiettivi funzionali ed estetici, tanto più apprezzabili a fronte di un interscambio a tutto campo, che ha permesso di ottimizzare l’offerta di colori e tipologie ed ha fatto registrare una crescita conforme a quella industriale, con prospettive di accentuazione a medio e lungo termine (tav. 107). In alcuni Paesi, il contributo lapideo alla dinamica commerciale è stato importante suffragando la tesi, avallata anche dall’ONU, che vede nel settore una realtà particolarmente idonea ad avviare un effetto moltiplicatore, soprattutto nel terzo mondo. Basti citare il caso della Turchia, dove l’incidenza settoriale sul volume d’affari dell’export complessivo ha superato largamente l’uno per cento, senza dire di Grecia, India e Portogallo, dove la stessa quota si ragguaglia ad oltre mezzo punto (tav. 108). Resta da aggiungere che anche nel 2010 l’espansione dell’interscambio lapideo è stata superiore a quella fatta registrare dal sistema economico nel suo complesso, con un’incidenza pari all’ 1,18 per mille (tav. 109) che costituisce un nuovo massimo storico, a conferma dell’idoneità di marmi e pietre ad avviare processi di sviluppo. Qualora si pensi che il livello dei consumi

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unitari è tuttora basso, fatta eccezione per l’Europa mediterranea ed altri Paesi settentrionali a spiccata vocazione lapidea come il Belgio, ne conseguono ulteriori potenzialità di crescita, tali da far presumere che nel volgere di un decennio l’obiettivo dei due miliardi di metri quadrati equivalenti (allo spessore medio di cm. 2) prodotti e posti in opera, possa essere agevolmente raggiunto. È logico che i risultati saranno tanto più importanti nella misura in cui la crescita del settore venga supportata da adeguate provvidenze infrastrutturali, finanziarie e promozionali. La cultura della pietra appartiene alla civiltà umana senza limiti di spazio e di tempo, ma nell’epoca contemporanea ha assunto un tasso di espansione senza precedenti che consente di prevederne diffuse conferme, alla luce di un ampio spettro di motivazioni guidate dalla molteplice idoneità della materia lapidea ad ottimizzare la “way of life” del mondo attuale.

Conclusione Duemila anni or sono, la popolazione mondiale, secondo stime delle Nazioni Unite, ammontava a non oltre 270 milioni di unità, mentre oggi è stato raggiunto il traguardo dei sette miliardi, con una progressione che nel 2010 si è ragguagliata a 145 individui al minuto, tanto più straordinaria qualora si pensi che a metà del Novecento vivevano nel mondo appena due miliardi e


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mezzo di persone. Undici Stati (sette asiatici, tre americani ed uno africano) hanno superato i cento milioni di abitanti e due di essi, Cina e India, guidano la graduatoria con ampio margine, suffragato da una popolazione largamente superiore al miliardo: non a caso, tre quinti di quella planetaria vivono in Asia. Gli aggregati urbani, a loro volta, sono in forte espansione, con dodici città, tutte fuori d’Europa, la cui componente demografica supera i dieci milioni di residenti. Queste grandi cifre bastano a far comprendere come lo sviluppo del comparto lapideo non sia stato casuale ma abbia trovato nell’incremento naturale della popolazione una matrice indispensabile, sebbene sia stata avallata in misura sempre più convinta e crescente dall’avanzamento tecnologico e dall’apprezzamento della progettazione per prodotti naturali, e quindi di alta compatibilità ambientale, come marmi e pietre. Del resto, giova ribadire che il consumo lapideo dell’ultimo mezzo secolo è stato superiore a quello di tutte le epoche precedenti, globalmente considerate. La distribuzione della crescita demografica, così differenziata da un continente all’altro, sottolinea che la massima pro-

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pensione agli impieghi settoriali è appannaggio fisiologico dell’Asia, dove si concentra la maggioranza dei volumi prodotti e posti in opera, e dove insistono le più ampie prospettive di progresso. D’altra parte, le economie mature, con riguardo prioritario a quelle dell’Europa e dell’America settentrionale, possono contare tuttora sul ruolo della tradizione e del gusto, e prima ancora, su disponibilità finanziarie che consentono di programmare un’attività costruttiva qualitativamente di vertice, in grado di impiegare materiali di elevato valore. In siffatte condizioni di base, le prospettive di crescita corrispondono ad esigenze di fondo come quelle di un’edilizia a misura d’uomo e di una valorizzazione esaustiva delle risorse locali. Gli effetti dei momenti di bassa congiuntura, in questa ottica, sono necessariamente circoscritti, in quanto elisi dalla forza trainante di una crescita globale in cui le sacche di ristagno possono costituire problemi locali di qualche rilevanza ma non sembrano in grado di condizionare in modo vincolante un percorso accelerato verso obiettivi di espansione sostanzialmente universali.


Preface

The economic and social significance of the natural stone industry, with particular emphasis on mining and processing of marble and similar stones, is surely indisputable. Just remember that since 1964, at the International Congress in Florence, which gave birth to the Federation of European Stone Industries, there was pointed out the suitability of this sector to engage in policy development, a dozen years later reconfirmed by the Organization of the United Nations. Today, in quarries, sawmills and industrial processing as well as artisanship sites all over the world many millions of people claim the dignity of a millennial work, made easier and more practical by the functional and technical progress, but still intent on enhancing the skills of imagination and creativity, typical of any good mason. In this context, it is logical to devote specific attention to marbles and natural stones in the form of the present Report, that

is comforted by a long experience and widely appreciated at both institutional and operational levels. The contribution of natural stone to global economic growth, also increased by a very lively supply industry that operates in the production and distribution of technologies, as well as services, benefits from an interchange that with the passage of years has become more and more important, especially with regard to fast and functional transportation. Not surprisingly, the major use (of those Technologies) relates to stone materials, which are extracted and often even worked in countries other than that of the installation site: another good reason to devote special attention to the international relations of the sector. The developmental trend of marble and natural stone, which was essentially constant in the last two decades, though sometimes with almost impetuous acceleration, has recorded a strong


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turnaround in 2009, triggered by a global crisis that, in terms of spreading and extent, has been compared to that of 1929. The negative consequences are still present in the cycle, especially in some mature markets, but in the global economy the reactive capacity has resulted to be positive in most cases, also with respect to the interchange recovery leading to a new peak. In other words, despite the demand for natural stone not always being stringent, yet mainly tied to building industry, the sector has proved that it can cope

XXII World Marble and Stones Report 2011

with a very difficult economic situation achieving positive results on average, due to the natural quality of a material that is compatible with the environment, due to the flexibility of its technological organization, and last but not least, to modern investment strategies applied by the enterprises. The problems are far from being resolved, but the awareness that it will be possible to face them with appropriate tools, also from the informative point of view, constitutes a reasonable occasion for renewed confidence.


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1. Global economy The gross world product, after having paid for the economic stagnation of the last two years, amounts to about 58 trillion dollars, with a per capita account of over $ 8,500 annually (Table 1). In the first nine countries are concentrated three-fifths of the total sum, while the three leaders, all non-European, totalize more than a third; however, the most significant news is the recent Chinese overtaking of Japan, relegated to third place. The United States remain firmly in command of the ranking, but it was calculated that under current economy conditions China might reach the world leadership within thirty years. The annual changes in GDP during the last five years reveal, with regard to Europe, a general growth in 2006-2007, the first critical evidence in 2008, and an equally consistent regression in 2009, followed by a partial recovery in 2010, which did

not involve Greece and Portugal, where the balance sheet showed a further deterioration (Table 2). Logically, the investments were negatively affected with regard to both plant adaptation and innovation, where the setback was even stronger. Moreover, the funds provided for research and development have been revealing for several years a sticky trend, not only in Europe: a long-term analysis relating to the major industrial countries shows that in China alone there has been a major growth of these propellant investments, representing 13 per cent of the annual rate, while in Italy and Germany it was only one point (Table 3) with a specific share of the Italian GDP remaining among the lowest. With respect to the United Kingdom and to France, there has been recorded a slight contraction. The credit policy is only partially able to meet the production requirements.


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The collecting costs decreased with rapid progression during the last two years, especially in the euro area, while retaining a strong negative differential compared to the dollar and the yen (Table 4), but the financial resources available have resulted in more liquidity in the system, also due to the prudent strategy of many companies, especially in countries, which are more affected by the crisis. The stagnation in consumption, made more noticeable by rising unemployment, did the rest. These phenomena have clearly affected western economies, except for Australia, where GDP managed to grow, at least marginally, in 2009, whilst the economies of developing countries, though not totally immune, continued to advance. Apart from the emblematic case of China, particularly substantial increases have occurred in India and other countries of Southeast Asia, whose title role has come to be enhanced by the economic downturn of the United States and Europe. Among the reasons, that have made anti-cyclical action more difficult essentially everywhere, there is a higher rate of public debt consolidated for the gross product of the accounting year, in correspondence of an increasing taxation. However, positive effects result from the containment of energy cost due to a decreasing demand, but these effects are insufficient to engage a development flywheel for everyone’s needs, despite the less confrontational position of labor

XXII World Marble and Stones Report 2011

unions in many industrialized countries. Obviously, the sectors mainly affected by economic stagnation were the ones with the most significant potential for planned postponement of investments, starting with building industries (focusing mainly on the residential sector), whereas the public works, with regard to the complementary role of public intervention as corrective factor, have been only relatively affected by those effects.

2. Building activity As for 2010, the global accounting year highlights a decrease, which is more pronounced than that of the previous year, although in some countries such as Japan, France, Germany and Russia there have been financial statements of cyclical upturn (Table 5 ). This is due to a physiological time lag/interval, which delays the effects of the downturn on the sector because of the ongoing work in already open building sites; moreover, it is significantly due to the first step back in China, where the number of dwellings constructed in this economic/ financial year dropped back to the levels of 2006 and 2007. In the long term there are few countries that have closed with a positive outcome: in addition to China this concerns, in order, Turkey, Russia, South Korea and Poland (Table 6). On average, there is an overall decrease of 13 percent against 2004.


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The case of China, which is crucial for the strong consistency of absolute numbers (almost five million new homes per year), must be investigated with priority concerning investment, which results in growth established in 2010, unlike in the unit volume built, attributing an increase of 12.1 percent, homogeneous with those (all in double figures), which had occurred in the previous five years (Table 7). Since the investments cover the entire range of construction, it is logical to assume that this is due to the greater consistency of public works and non-residential buildings, and of course, to better quality. It should be added that no country can boast such high as well as continuous investments as those of China, India is the only country able to compete, although in a subordinate position. However, in 2010 there have been significant recoveries in the order, even in the Netherlands (thanks to a strong contribution of public works), and followed by Canada, the United States, Australia, Russia and Brazil. After the stagnation of the previous year, the most significant reaction occurred in extra-European, while in the old continent there are still some critical pockets, as in Spain, where a ten-point drop occurred, or substantially chronic like in Italy, where the decline has lasted four years by now. At continental level, the pace of building investment awards especially Asia and Latin America, where the growth of 2010 was more than five points, while North

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America has scored, since the drop of 2008 and 2009, a recovery of 4.3 per cent, still far from historical highs, but still substantial. On the contrary, the economy remains in deficit in Europe, with a downturn of almost two points in addition to the loss of 9.3 per cent of progress made in the year before, and with a building employment rate that, after contractions of 1.8 percent in 2008 and 6.7 in 2009, dropped still down to 1.3 per cent in 2010. Naturally, the effects of these statements have been felt not so much in terms of development that continues to be competitive in quality in all the developed countries, particularly in the high level building industry, than the volume of consumption of materials for structural use, and more likely for finishing works: the most penalizing consequences were felt mainly in well restricted markets for manufactured goods, or at most at macroregional level, whereas those which were able to bear the burden of large radius transportation, such as marble and stone, defended themselves better, anyway depending on any related costs. This is even more applicable to the typologies that are able to rely on alternative consumptions other than those of the building industry and on the ability to satisfy a demand for high quality at competitive prices.


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3. Labor costs and labor issues The trend of costs goes beyond a global homogeneous survey, except for that of the work, which on the other hand is a burden that is still important for the stone industry. In this regard, the trend of the last two years, at least for Europe, shows that the economic crisis has had limited impact, so that in the average of the 27 member countries there have been slight increases, in 2009 as well as in 2010, with a substantially analogue progression in the industry, along with construction and service activities (Table 8). The trend is quite different from one country to another, with some considerable negative range swings, that are limited though to a limited number of countries, among which Greece, regarding the extent of the phenomenon which occurred there in 2010, after the positive maximum changes of the previous year. In general, the mature economies are affected by limited fluctuations, which are relatable to a general increase in unemployment (most evident in Spain), while in some countries of Eastern Europe the recovery of wages (that come quit near to the Western average), has continued with sometimes very pronounced progression/ advancement as in Bulgaria and Romania. The cost of labor is a variable that is significantly linked to the occupation/ working conditions. In this regard, it is useful to underline that

XXII World Marble and Stones Report 2011

just in 2010 it was developed the code of conduct drawn up by the “Working Group on Sustainable Natural Stone” (based in Holland) who aspires to become a global reference standard for the stone industry: among the most important directives we should remember those against forced labor, child labor and employment, and those that suggest the lack of any discrimination between workers, the need for adequate wages to allow sufficient conditions of civil life in a reasonable time and conditions to protect the safety and health of workers, ending with the obligation of legally valid contracts. Actually, as revealed by the Second World Congress of the Stone, which took place in Alicante in March 2010, there are still even important countries where, for example, the practice of child labor is still widespread, which leads to significant consequences not only for failure to comply with certain fundamental rights recognized by international forums, but also for the economic effects to the detriment of developed countries, arising from increased “discriminatory” competitiveness of other man’s costs. During 2010, the need (felt since a long time) to built up a subject of business representation suited to deal with global issues of the sector, not only in technical and promotional terms, but also within the legal framework, has found the first concrete follow-up with the establishment of “World Natural Stone Association,


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which took place in October, during the fair in Verona, with the intervention, among others, of important countries in Africa, Asia and Latin America such as Egypt, India and Brazil. It is therefore desirable that the start of a dialogue at international level of expertise might enable a modern approach to the problems of work, even in pursuit of that “appreciation of the psychological revaluation of the specific profession” whose need was expressed as early as 1964 in the Congress where the first Federation of European marble came to birth.

4. Global stone production The stagnation of the last three years, culminating in a limited decline of extracting and processing recorded in 2009, was quickly overcome thanks to the recovery of demand, and at the same time, due to the need of maintaining the competitiveness of the unitary costs through optimal utilization of the facilities, even at the cost of margins even more diminished. The volume of extracted stone, net of quarry waste (whose consistency remains a fundamental strategic issue), reached over 41 million cubic meters, which equals approximately 112 million tons (Table 9), with an increase of more than six points to be considered very positive taking into account the critical factors that still exist

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in the system and the currently partial feedback of some domestic markets. The apportionment by type of production has seen a further recovery of calcareous materials, amounting to about three fifths of the total (Table 10). In the past, there had been some considerably higher annual increments, the last of which was recorded four years ago. Now, returning to a gradient of development not far from the long-term average of the last two decades may suggest that the evolution of the economy in the short and medium term will be positive again. The top producing countries continue to steer the economy of this sector and to consolidate their leadership positions. This applies particularly to China, India and Turkey, which represent the first places in world ranking and make a volume equal to half of global production, while Italy has dropped to fifth place, with a margin of approximately seven percentage points (Table 11). From the geographical point of view, the traditional pre-eminence in Asia has been confirmed for granted in 2010, thanks to the leaders of the countries (Table 12), which were added, along with Iran, several emerging realities as Oman, Jordan and Vietnam, not to mention old “tigers” like Indonesia and Thailand, that seem to have survived the precarious economic situation which conditioned them. Some reactive signal was expressed from Europe, and


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especially from Latin America, while Africa has remained in the position of rear guard, except for good confirmation of Egypt and South Africa. In the Old Continent the best opportunities in the field of production have been achieved by Greece, Portugal and Spain: paradoxically, countries that have suffered most from economic difficulties of general nature and found in the stone sector an anti-cyclical opportunity already experienced in the past. As to Italy, it has been able to confirm the traditional European primacy, with one third of total Community production (Table 13). In Europe occurs the same phenomenon of concentration as it is recorded worldwide. In fact, the top five producing countries (Italy, Spain, Portugal, Greece, France), which are the only ones who can rely on extracted volumes of more than a million tons per year by reason, to express fourfifths of production, while ten others not over the quota of 100 000 tons. Noteworthy the production of manufactures that has globally reached 1.22 billion equivalent square meters, related to a conventional thickness of 2 cm and divided into approximately three quarters for buildings, plus a percentage resulting from other uses, first of all funeral and from urban furnishings (Table 14). The increase is consistent with the excavation and has resulted in a greater supply in the order of 80 million square meters. In the long term, the most important

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changes have regarded the minor impact of flooring and exterior cladding and the strong rise of the special work made possible by advanced technologies and interest in the market in successful uses, also in extra maintenance and refurbishment such as kitchen tops and bathroom finishing.

5. State of the art The crisis of 2009, as often happens in times of transition, wasn’t that useless, because it has promoted research in new technology aimed to reduce the natural increase in production costs and subject to promote further progress in quality. This, both in mining, both in transformation. Similar considerations apply to the major issue of security, where the work of CEN TC 151 are designed to achieve important advances in the relevant legislation concerning different types of machines. With respect to the topic of quarries, the drilling system and that of the multiple wire cutting (with several tens of parallel sawing units) have been the subject of improvements which allowed to rationalize working hours and to streamline the working methods, enhancing productivity and efficiency, along with consistent waste reduction. In the processing facilities, the progress of automation in special applications including the use of robotics have resulted in a further move


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towards the real massive industrialization of the sector. In this specific case, there are noteworthy the automatic processes of filling and resin finish with prior planning and quick drying of the mixture; the production of ultrathin pieces, which again takes advantage of useful additions with resin finish and pursues targets of competitiveness in weight unit of manufactured goods; furthermore, the use of warranty marking as a significant contractual tool. The search for an even more competitive quality was not limited to a strictly technical context, because it has been extended to the care of accompanying color through computer control of the product excluding artifacts out of tolerance. The production sector (at least at leader level) is more and more focusing on the problem of quality in general, by subordinating for a solution of the quality issues investment options, consistent with the financial bottlenecks getting stronger by the difficult economic situation. This goal, though trend, has acquired a basic belief because of its effective prosecution has become the common heritage of producers and users. The variable can make a difference, given the state of the art, it is the quality, since there are no insoluble issues in physical, chemical or mechanical terms, without saying that the plant equipments, from sawmills to special processing facilities, are functionally adaptable and can

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be managed in accordance with the requirements of each material and each processing stage. Under these conditions, the state of the art becomes an important factor in the choice of trade policies and in determining the distribution and flow of exchange, where added value is much more advanced, because there are a technically and qualitatively valid offers, and a demand which is capable to appreciate the value of a product designed to meet high requirements on function and design. That means that with regard to purchase assessments additional factors are becoming increasingly important such as the service policy, as comprehensive documentation, on-time deliveries, professional support, the work carried out. Even so, the mature economies are able to consolidate achievements, while developing ones must cope with qualitative optimization problems and therefore, with appropriate investment.

6. Evolution of the interchange The time when the overall recovery of 2010 has resulted in the most obvious way is concerning international distribution, where previous setbacks had been recovered, not without reaching a new historic record of particular significance, through a broad structural change that has favored the movement of rough material.


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The input-output model used as the basis of cross-recognition according to the criteria outlined in the appendix, shows how the raw limestone (sawed blocks and slabs) have been traded for 13.3 million tons (Table 15), an increase of 40.9 percent which is the highest in the last two decades. However, the raw siliceous stones have seen a flow of imports and exports corresponding to 10.5 million tons (Table 16), an increase of 18.2 percent, which is also very satisfactory and around maximum level of that period. The average raw material increase was 29.8 percent, while that of processed material has held steady at about nine points. More specifically, the simply worked products have achieved movements of 3.3 million tons (Table 17) and an increase of 1.2 per cent; the special products, which constitute the strength of the sector especially in terms of value, have ended the business year with trades up to 20 million tons (Table 18) and an increase of 10 per cent; the slate has seen international shipments of 1.3 million tons (Table 19) and an increase of 5.1 per cent. Practically, all items are on the rise, with a final figure amounting to 48.5 million tons (Table 20), an increase of 18.1 percent compared to 2009: the highest in 16 years. The changes, net of the calculated waste amount of rough material handling, affected equivalent 716 million square meters, an increase of 15.4 percent. Raw material has recovered nearly five

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points ranging at 49.2 per cent of the total and returning to 1999 levels. From this point of view, the turnaround was definitely strong and unexpected, finding the main reason for China’s insistence on propensity to purchase materials for local sawmills and workshops. The European Union has seen exports of just over 11 million tons (Table 21) and an import in the order of 11.3 million (Table 22), both in recovery, especially in sales, while the movements of the rest of Europe appeared stickier, both in output (Table 23) and input (Table 24), where we distinguish the most important statements of Switzerland and Russia. However, the large flows that characterize the major non-European countries are led by China, India and Turkey in sales, with Brazil and Egypt in excellent positions (Table 25), and China itself regarding purchases, followed at a great distance by the United States, South Korea, Taiwan and Japan (Table 26). The panorama is completed with a large group of other non-European countries whose importance is largely complementary but in which there are more significant results and significant potential, especially in Asia, both in export (Table 27) that in import (Table 28). In fact, the summary for broad categories highlights like the major players outside of Europe have taken a decisive role in the market, being able to deliver 62.7 per cent of world exports (Table 29) and 47.1


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for percent of the amount (Table 30), while Europe, including the extra-EU, has been reduced respectively to 24.9 and to 26.5 percent. Summarizing, the trend in the sector seems to have taken a great driving force, both in absolute terms (Table 31) and percentage (Table 32), and of course in the long-term indices, which show how in a matter of two decades the global stone movement has increased fivefold (Table 33) with degrees of finishing articulation almost equal between raw and processed material, beyond the sharp changes occurring in the last business year, and with an increasing proportion of the raw limestone product against siliceous materials (Table 34).

7. Market dynamics and types of materials The power sector in China, which has been confirmed in 2010, is photographed in an immediate way across a prevalence substantially equal in exports and in the global import, with shipments in 2010 corresponding to 12 million and a half tons (Table 35 ) and purchases that have reached 12.3 million (Table 36). However, the share of Chinese exports has fallen by three points, falling to 25.8 percent, while that of imports has jumped ahead of six, reaching 25.4 percent. This means that the internal market is undergoing a very positive phase, like the local transforming

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activities. Practically, one quarter of the stone industry worldwide is in the hands of China, even if other countries took very actively part in the recovery and the development in 2010, in particular with regard to Turkey and India in the export and the United States and South Korea in the import. Seven countries have exported more than one million tons, while the corresponding number of importers has risen to eleven. The suffering of Europe, which seems to be elided, in relation to absolute numbers and market shares, at least in the export of Spain, Portugal and Greece, continues in Italy, even in the face of improved performance in volume, where the “share� was further reduced down to 6.5 percent in output and 3.5 percent of incoming. Similar considerations apply to U.S. purchases, whose recovery is viscous and coincides with a further reduction of the percentage. At a disaggregated level in terms of goods, the rough limestone have highlighted a strong progression of Turkish sales of over 35 percent of the total (Table 37), while the Chinese have reached even 63.9 percent, placing all others in a supporting actors role (Table 38). With respect to raw siliceous material, there has been confirmed the traditional exporter rule of India, though with some hint of sluggishness, unlike what has happened to other manufacturers mainly in Brazil (Table 39), while on the front of imports


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has prevailed China too, although with a lower level compared with calcareous and well ahead of Taiwan (Table 40). As to the processed material, the Chinese leadership has been confirmed in the export of the simple products (Table 41), which correspond to significant purchases from European countries, mainly from Germany (Table 42), while for value-added products the primacy of China has resulted in a new absolute majority, consisting of 10.4 million tons and more than 190 million square meters, with Turkey occupying a far second place (Table 43). Imports of special products, however, confirmed at the top of the list the United States, South Korea and Japan (Table 44). Furthermore, the slate, whose expeditions in the primacy of Spain is threatened by China, which has confirmed the recent acquisition of second place instead of Brazil (Table 45), while import is more complex, with a focus on supplies to Europe (Table 46). From the figures emerges a wellestablished Chinese leadership, whose dimensions have reached a level that is substantially impervious, at least in reference volumes, both in the short and medium term. The competition takes place in the rear, with different manifestations of strength sometimes accentuated, such as those relating to raw limestone export from Turkey or siliceous stone from India, and -except from some critical areasespecially in mature economies. In a global perspective, the fact is

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certainly positive for a sector that has demonstrated a good capability to react, such as to overcome the effects of the downturn, although through very different contributions from country to country. In any case, the potentialities belong to all of them and are able to achieve concrete results in light of the available resources, but first of all of the propensity to invest, and ultimately, the political will.

8. Italy: a structural stagnation The hints of recovery that have affected the stone industry worldwide in 2010, with significantly different effects according to the actual national capacities to confront the critical trends still in place. In Italy, where the old professional leadership is always able to provide certain advantageous positions, especially for niche products, the downturn has been blocked, but has performed below average overall. The domestic market continues to feel the effects of a prolonged stagnation of the building sector, while the export, a traditional safety valve of the stone industry, has revealed significant results only in the shipments of raw material, which had reached a new record, with nearly half a million tons. In contrast, net of by-products processed in the recovery was marginal, stopping at about four points and being far away from levels of a decade ago, when 2.7 million tons were sent abroad, against


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1.6 million of today (Table 47). As for the import, consisting for 77 percent in finished goods, the bounce rate was 6.5 per cent but has allowed to elide the large decline during the previous three years enrolled in no more than nine per cent (Table 48). And to emphasize the positive new contraction of supply of foreign workers, which has iterated that of 2009 and confirmed the interruption of a long trend which caused a lot of puzzles about strategies: however, this phenomenon must be related to stagnation of the domestic market. In the long term, the export value has declined far less than the volumes, but the average price of the finished product shows a stationary condition which does not reveal positive comments about the strategies of corporate profitability: over the past five years it remained practically stationary around $ 43 per equivalent square meter (Table 49), showing a viscous character who does not seem to be due to the increased presence of materials in the current export mix, but due to the objective difficulties to transfer the cost increases on commercial prices. In this context it is not surprising that the incidence of stone on the total value of Italian exports has been gradually reduced, until a minimum of 0.45 percent reached in 2010: a reflection of a significant economic situation that isn’t worth exaggerated attentions even in the institutional framework for the promotion of marble

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and natural stone (Table 50). The good thing is that the situation is common to other countries, it concerns the dissemination of the sector in the area, which is involved the major part of the regions (Table 51). In this area it has been confirmed the traditional primacy of Tuscany (thanks to the district of Massa Carrara and Lucca), also with a quantitative advantage against the Veneto region reduced to just two points: these two regions represent approximately two thirds of national export, with a high prevalence of the first region relating to raw material, while the Veneto prevails for processed material, with a differential of five points. As for the other regions, it should be noted the good rise of Lombardy, against a substantial downsizing of the Lazio. In a country like Italy, weighed down by serious bottlenecks regarding professional and energy costs (in Europe, its dependence on oil is second only to Ireland and Luxembourg), fiscal charges and taxes higher than the average level, the lack of a national policy for quarries and recurrent difficulties due to labor unions, that combine their effects to those of a very fiery competition; the 2010 budget must be considered tentative substantially, having demonstrated the renewed presence of a responsive business all the more impressive because without adequate legal support, even within the more local districts, but at the same time, the overt need for targeted interventions.


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9. European Union The history of the European foreign trade has progressed to a lesser extent to what happened elsewhere, but in the long run it rather remains an important active differential. During 2010, the export recovery achieved by the Fifteen has been remarkable, with an increase in the order of half a million tons (Table 52), while imports remained virtually unchanged (Table 53). Today, both incoming and outgoing flows are equal, to the extent of over ten million tons each. However, the path towards economic integration has been substantially completed and the aggregate total of all twenty-seven is an operational reality whose relations with the rest of the world must also be examined specifically with regard to stone industry, but under very different implications for weight, for the benefit of Italy and other countries with more vocations towards production and consumption (on the one hand, Spain, Portugal and Greece, and on the other, Germany, France and United Kingdom). Foreign trade in non European Union has strongly felt the impact of the economy. With respect to what emerges from the final balance concerning raw limestone, where purchases are significantly decreased compared to the maximum of 2007, while shipments have reached their highest amount in 2010, resulting widely superior against imports (Table 54).

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Similar considerations apply to the raw silica, whose purchase still being almost quadruple in export, are falling sharply with regard to a maximum which dates back to 2004 (Table 55). In both cases, the historical trend shows an increase of mean values significantly lower than volumes. The European interchange with greater economic significance with the rest of the world is that of processed material with high added value (code 68.02), where the stagnation is all the same felt, though in a less accentuated way. The import value of 2010 is no more than ten points lower than the maximum of 2008, having recovered about half the decline attributed in the previous year, while exports, going down to 21.4 percent at the same time, were almost unchanged against the 2009, showing a decline of some points in the average value per unit of product (Table 56). Not less significant, again as part of the finished product, is the examination of disaggregated products by major destinations and origins. The export is distributed in a range of countries, including the uprising United States, which in 2010 received 12.8 percent of exports in quantity and Europe 22.8 per cent of that value, while in positions of being tucked include Switzerland, Saudi Arabia, UAE and Russia, where the latter country stands for the highest average price (Table 57). China, however, figures in tenth position in the ranking in terms of value, and with the lowest average price.


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They are also to be emphasized that good business in some European exporters have concluded emerging countries such as Morocco and Qatar. Quite different is the import scene, where China has been able to further establish its leadership, with supplies that have covered 58.3 percent of the total volume and 49.1 per cent in value (Table 58), at an average price of just over $ 23 per square meter equivalent. This quotation, however, is not the lowest, because the EU imports from Vietnam, fourth largest supplier, were made at a level in the order of $ 16. In any case, the top three exporters (China, India and Turkey) met more than four fifths of the specific application, leaving the competition for the complementary units are currently not able to significantly affect the market: the consideration that applies to South Africa and especially Egypt, traditional exporters of raw material, but also for Brazil, which delivers a large majority of its strong export products to North American stores. In terms of individual countries, the disaggregated prices of the finished product, an essential component in exports, are highlighting several significant acquisition losses as a result of increased supplies from China and developing countries, while the average export shows more survivability in Italy, Germany and Spain, unlike what happened in France and Portugal (Table 59). The Union of the Twenty-Seven remains a

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major outlet for the stone industry outside Europe, but seems to favor a select group of suppliers that are able to combine positive economic competitiveness with the organization’s distribution and promotion.

10. China superstar The Chinese power in this sector of China is clearly attested by the figures for the interchange relating to 2010: an accounting year that has seen a strong upraise trend already recorded in the nineties, quickly eliminating the limited slowing down which was typical in 2009, along with a global crisis that was felt only marginally in China. The export quantity has reached 12.5 million tons, a new historical record, with an increase of 6.5 percent over the previous year (Table 60). Protagonists are once again finished products with high added value, whose shipments have reached 10.4 million tons corresponding to more than 190 million equivalent square meters of a conventional thickness of 2 cm: The growth of this item was equal to 9.2 percent. The supply of raw material, although significant in absolute terms, was complementary to the “share�, limited to 5.3 percent of total sales. The indexes confirm the driving force behind the finished product, even in the long-term trend: in the space of sixteen years, this type of export has increased


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by 18 times (Table 61), while the total is six-fold. Practically, the survey highlights a rich overall doubling of the average shipment of manufactured goods for each accounting year. In terms of value, the stone industry of China has exceeded for the first time the wall of four billion dollars exportation, an increase of 15 percent compared to 2009 (Table 62) and an injection of special items amounting to 94.5 per percent. On the other hand, imports have progressed at an even higher rate, touching a value in the range of $ 2.3 million and scoring a leap of 55 percent, due almost entirely to the raw material, which is 98.7 percent of supply (Table 63): these are numbers that prove without comments the health status of the Chinese industry, despite the slowdown in construction activity. The largest expansion was recorded in the import of raw limestone, which have exceeded 8.5 million tons, worth close to half billion dollars, where the purchases from Turkey had a decisive role, followed by the material coming from Egypt and Iran (Table 64). In this case, the progress made in one year was about three and a half million tons, an increase of 66.1 percent in volume and 72.7 percent in value. In a sector like the stone industry, which historically was characterized by limited changes made of the major final balances, if not by widespread viscosity, these figures highlight the magnitude of strategic changes induced by China.

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Concerning the average value of imports, it has achieved significant recoveries in both types of raw material, where unit prices have reached the maxima of the last decade, with increases of 4.1 percent for limestone and 2, 9 per cent siliceous material, and even higher in the finished products (Table 66). This confirms that the booming Chinese stone industry continues also with widespread attention to quality policy. It should be added that China’s relationship is expressed in a wide range of world destinations and origins, with almost no distinction between mature economies and developing countries, although in Asia there is a preferential relationship, of course: it confirms the fact that South Korea and Japan alone have absorbed, in 2010, one third of Chinese exports of manufactured stone.

11. Clashes resumed in U.S. recovery The estimated recovery of the U.S. market is reinforced by certain important research such as the Joint Center for Housing Studies (Harvard University) which have found a potential corresponding to 21 million of projects over the next decade only in the renovation sector at a cost of about nine thousand dollars and high impact interventions in bathrooms and kitchens, starting with the ten largest


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metropolitan concentrations led by New York and Los Angeles, where one third of total turnover is produced. In short, the American dream continues briskly even with respect to building activities and stone, accounting for three quarters of the volume of manufactured imports, but the revival of 2010, although significant, was lower than expected or hoped. Progress in the value of supplies from abroad was limited to eleven points, reaching 2.16 billion dollars against the high of 3.22 in 2007 attributed; practically, there was recovered 16 percent of what had been lost in the previous two years (Table 67). With respect to commodity economics, the structure of disaggregated value added imports shows diffuse residual pockets of critical final balances, particularly with regard to manufactured and semi-finished limestone, and the recovery of siliceous stones, which is almost half the total, was particularly strong, highlighting a growing differentiated demand (Table 68). The distribution of purchasing has been very selective, focusing primarily on Brazil, which has returned to the top of the ranking of the largest providers with significant advantage over China and Italy: the latter, unlike others, saw its shipments to further reduce the absolute number (Table 69) and in market share (Table 70). In other words, the U.S. ratio of customer loyalty has gone further tapered to the detriment of European suppliers, with strong penalties

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for Spain, Portugal, France and Greece. Four-fifths of imports are the prerogative of only five countries that appear to be the major players in the commercial contest on the number one world market. From this point of view, we must say that, apart from the negative trend in Italy, whose “share� has dropped in ten years from 37.9 to 14 per cent in 2010, has reduced the ambitions of China, which has maintained its previous positions of a small two points increase, while much higher satisfaction was obtained by Brazil, India and to a lesser extent by Turkey. As for Canada, the sixth biggest supplier, has failed to fully exploit its advantage of proximity, also because a still limited policy of vertical integration. The Brazilian success lets easily infer a strong return for the appreciation of the granite, including the domestic use of more international appeal (Vermont), which is not foreign to the engulfment of the theory, all-American and objectively unfounded, that siliceous products would be harmful to health. At the same time, it has benefited from a significant investment policy in processing and distribution, without neglecting to support the technology and image references. The average price of imported manufactured goods in the United States amounted to just under $ 39 per equivalent square meters (Table 71), an increase of three and a half points against 2009. Again the stock remains well below the previous levels when they had passed $


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42. Italy has paid the negative effect of a mean value significantly higher than the total, and almost twice trimmed to $ 31 by the exporters in Turkey, which has weighed the impact of a very significant share of travertine. On balance, the flow of manufactured goods that entered the United States totaled 55.6 million equivalent square meters, an increase of just under four millions. A good starting point that it is worth noting because it seems to have engaged a good flying wheel in the pursuit of positive forecasting, comforted by the possibility to increase the consumption levels still limited up to now, but hampered by financial uncertainties. In fact, the levels of few years ago are still far away, beginning with those of 2007, when there were imported over 87 million square meters.

12. The other non-European leaders Apart from China, which now has a prominent position in the sector, essentially irreversible due to the acquisition of an increasingly large advantage compared to competing countries, the protagonists of the stone industry are growing in dimension mainly at non-European level, substantially similar both in production, both in the distribution and consumption. India, confirming himself as the main outsider with respect to the primacy of

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China, has increased by several points a vibrant domestic consumption, not far from one hundred million square meters, although the level of its unitary use is still minimal. Exports, however, showed some contraction, larger in raw limestone (Table 72), where shipments are limited to white and colored high-value material, and smaller in siliceous material (Table 73), where the regression has more significantly affected shipments to Italy, while those to the United Kingdom, Germany and the Netherlands, which have contributed to the semi-thick blocks for funerary, are grown. The finished product of India has suffered a decline of 13 percent, with generalized though very different reductions according to the importing countries (where the best results iterate those now found for the rough granite) but with one significant exception for the Italian market (Table 74). It should be noted, however, that India’s balance sheets are not strictly consistent with those of importing countries, for the calendar reasons outlined in the Appendix. Very flattering was the final balance for Brazil, which has scored a very substantial growth in raw silica export, so as to reach a new record in the order of $ 220 million (Table 75), provided mostly by China, which accounted for 52.5 per cent, followed at some distance by Italy, Taiwan and Hong Kong, that substantially is a Chinese store. The Brazilian exports of finished products, which is undergoing a strong recovery


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(Table 76), had proved to be a phenomenon of great magnitude, particularly involving the American markets, with a large advantage of the U.S. and Canada, Mexico and Venezuela in their support positions. Less bright but still noticeable was the resumption of finished slate (Table 77), still a far cry from its peak of 2008, because among the top four importers are included European customers such as United Kingdom, the Netherlands and Spain, where the development of the economy is not immune against the persistence of critical factors. In terms of large consumers, a special mention must also be given to Japan, where the strategic change over the last two decades has found a natural confirmation, substantially discounted in the 2010 final accounts, which have now confirmed a total disregard for the raw material, not disjointed from still reflective purchases, but of permanent amplitude, of the same finished product. In particular, the Japanese purchase of blocks and semi-finished products have fallen to a new minimum of 18 thousand tons (Table 78), as compared to 1.15 million in 1991, highlighting the almost complete abandonment of the sawmill and laboratory activities, replaced by Chinese labor able to satisfy more than 96 percent of Japan’s demand (Table 79) and leave to India, Italy and other producing countries distribution shares that are absolutely marginal. The case of Japan is

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typical, yet it is not unique, but common to other countries in the Far East and first of all South Korea. Furthermore, the dynamics of the average values, that have been falling steadily until 2006, has allowed to ascribe four consecutive increases from 2007 onwards, a total re-evaluating the extent of 51.2 per cent, equivalent to 12.8 due to year (Table 80). This is further confirmation of the pursuit of a new policy of return on sales also from China.

13. Complementary strengths An important role is played in the interchange of stone from various countries which in the past have previously had additional effects and now offer themselves as outsiders of a certain level, able to pursue substantial claims. This regards particularly the export of raw material, but in some cases even processed material. The quantitatively most important example, which refers to marble blocks and semi-finished items, is Egypt, included among the world’s largest producers and exporters of this type due to Chinese demand, which is market for a large majority of Egyptian shipments (pl. 81). The crisis of 2009 was only partly overcome, but if Chinese imports of Egyptian material have remained steady, that is more than a million tons, other destinations have risen:


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among them Lebanon and above all Libya, reflecting its growing transforming power. The average price of Egyptian export is a crucial condition in the demand for current materials from China, so the price value is lower than 50 percent against the overall value, which means that there is an effort to diversify, which was not easy, he found good answers among Western buyers but even those of some countries in the Arab world. The export of raw quality granite relies on the traditional confirmation of Finland (Table 82) and Norway (Table 83). However, even the Finnish shipping, able to recover within a single year the decline in 2009, are crucial assets in their purchases by China, who have come to express the two-thirds of the total outward, leaving relatively small shares to Italy, Poland and Spain, and essentially marginal shares to all other importers. The Norwegian pattern is similar: in this case the structure of exports is made up by Chinese demand, which is obviously increasingly concerned with the supply of precious materials destined for its domestic market after processing them on site. It is also a structural change to emphasize the perspective of the Nordic production, lack of vertical integration but guaranteed the continuity and development prospects of China’s raw material production, for which some suppliers seem to assume, as in this case, a function of substantial vassalage. A remarkable case of emerging force in

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the export of finished products, although not unique (similar considerations could be made for Jordan and Palestine), is Oman, which becomes emblematic because its sales are directed almost exclusively to Asian countries, led by Saudi Arabia and the UAE, with some “exploit” for the Qatar (Table 84). Actually, the flow of Omani shipments was affected by the crisis of 2009 and was only partially overcome, but the country’s resources, which can count on deposits with high yields and on careful policies on industrialization, suggest the existence of positive prospects, mainly because they have been endorsed by a strategy of sinking average prices down, which certainly are competitive. In terms of imports, not limited to the finished product, we must note a substantial development of certain emerging realities, even under conditions that are already characterized by stagnation. It is the case of many African countries, and first of all Nigeria, which in 2010 bought a large volume of raw silica and about 300 000 tons of manufactured goods: everything for the domestic market, since Nigerian exports is still zero.

14. The case of Turkey A situation that is worth a study in-depth is that in Turkey, big manufacturing country, which according to news from academic


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sources is able to boast of proven reserves that can express a particularly high volume, along with processing traditions and use prestigious applications which date back to classical antiquity. The destination of the Turkish stone product is mainly reserved for export, but the great strength of Chinese demand for raw material has conditioned the strategic choices of the local industry and changed it into to a policy of intensive exploitation aimed to the sale of blocks. To this phenomenon has contributed the crisis of the most important market for processed products: the United States. Today, the absolute majority of exports from Turkey is made up of raw limestone, which reached a volume of 4.7 million tons, increased by more than 18 times within a decade (Table 85). It should be highlighted that the Chinese share has risen from 11.9 percent to 72.5 percent in 2010, while the “share� of shipments in Europe was reduced to minimum levels (other complementary destinations have benefitted, such as Russia and the Middle East). On the contrary, the exports of value added goods consisting of processed items set the pace. After the historical maximum peak reached in 2007 with two million tons, representing around 37 million equivalent square meters, the volume was reduced significantly mainly due to the stagnation in the USA but also due to the stationary conditions in Europe, which was bypassed only in part by sales in other emerging areas,

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particularly in Arab countries and in those of the Mediterranean (Table 86). The minimum was reached in 2009, which was followed by a good recovery in the accounting year at a rate of more than one tenth. The final balance of Turkey, which has some strategic elements common to other countries and Italy itself, is important because it demonstrates how the driving force behind the stone industry of China is of such significance that policy choices from a competitor that certainly figures among the biggest and that seems to have subordinated the vertical options for direct sale of quality raw material: indeed, if the Chinese mills and workshops show a marked preference towards the Turkish products, this should not be owed only to competitive prices, but first of all to the outstanding chromatic and technological levels. Nevertheless, we have to point out that the Turkish sector fairs in Istanbul and Izmir are only marginally frequented by Chinese, who are much present on the western fairs, where there are several potential selling opportunities for their own products. Anyway, for purchases important promotional commitments aren’t that necessary after all. The strategic evolution of the Turkish stone industry concerning a strong raw material policy has been confirmed by the policies adopted by other developing countries in this sector, starting with Egypt, which has become the second largest supplier


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of limestone blocks to China. There are, however, affinity for mature economies like the already mentioned Italian one, where a lively confrontation, especially in the area of Carrara, between those who evaluate a policy of raw material and the proponents of vertical development, that is a logic of added value not without social considerations. From this point of view, prevalent assessments in Turkey are sometimes revealed by the vivid language of numbers, supported by the persistent difficulties of shipments in the U.S. and the lure of a strategy for the pursuit of maximum profit with minimum effort, regardless of risk however, aware of those who have decided to focus largely on the prevalence of a single market.

15. Investment Expectations The nature of the economic situation relating to the global recovery of the stone sector which has had an impact on the financial balance as for production and distribution for 2010 are a confirmation of a still critical investment situation. In other words, the rebound in demand was offset by a greater use of plant facilities in place, but were lacking innovation, and in some cases also the substitutions, limited to the essentials, even for assets that would have completed the normal cycle of depreciation.

XXII World Marble and Stones Report 2011

It is an assertion backed up by several evidence factors, such as the trend regarding imports of sector technologies on behalf of Leader countries: in several strong players (except for China and Brazil) there are widespread declines also in 2010 as a follow-to those of the previous accounting year, as in the case of United States, India and the European Union. On the other hand, it must be said that the extent of investments made in recent years had been such as to make available high-yielding technologies, still far from having exhausted their life cycle. It should be added that with regard to these considerations, the healthy increase in exports of technologies from Italy, still leading in this distribution segment, is due to a highly articulated range of markets, where the majors have played an important but not decisive role. The “waiting for character� that the accounting year has ended up taking is confirmed by the stationary conditions of investment in research and development, which in fact is a widespread phenomenon in the whole economy, even in general, with specific quotas in further contraction of gross domestic product. Similar considerations apply for investment promotion at which the stone world has always looked with particular interest, by requirements linked to the need of documentation and information about material characteristics and the processes of extraction and transformation.


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In this field, the role of fairs was further tapered as a result of progressive globalization, leaving growing spaces to leading initiatives such as Xiamen (Table 87) and Verona, in the order of 1,500 exhibitors representing over 50 countries , while others have reduced their impact at a macro-regional context, or they were deleted from the law of the market, as in the case of Seoul, Singapore and Tokyo, and some places in Eastern Europe. On the contrary, we look with increasing and motivated interest at the policy of “Awards� , that is the prizes awarded in various countries to projects where the use of stone has been guided by the criteria of particular interest in functional and aesthetic innovation, so that they can be elevated to a form of renewed reference. In this regard one cannot help but remember, that the incidence of major works on the total volume of marble and stone utilization has been progressively decreasing and that the promotion is not capable to leave apart the relaunching of current uses, even through the opening of the stone world to that of the final customer. Remember that the waiting list in which many investments continue to be stationed, in the hope of better times, due to the high cost of money and more generally because of distrust that separates several mature economies, getting worse especially in Europe, caused by environmental constraints, fiscal impositions and

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abnormal level of taxation of certain costs such as labor and energy. This means that a real recovery in investment that can start up a significant multiplier effect depends, more than ever, on the attention of political will and the time and manner in which it is capable of removing regulatory, financial and trade union barriers that affect a growth complying with the demand potential.

16. Consumption trend The stone industry sector produces on order, avoiding the risk of warehousing of the finished product, that in other related sectors leads sometimes to abnormal stocks. Therefore we can assume that the volume of consumption is substantially similar to that of production, estimated in 2010 to over 1.2 billion equivalent square meters: a new record, surpassing the 71.4 percent level of 2001, resulting in points in more than seven-year average growth of the sector (Table 88). The contribution of the major consumer countries to the use of marbles and stones did not record changes of particular entity. The first three places in the ranking in the absolute number are held, in order, by China, India and the United States, while Italy, the first European country, is located on the fourth rank, with about 60 million equivalent square meters, around five percent of the world production.


60

The final figure varies considerably from one country to another, so that in some cases the amount used in 2010 is less than ten years earlier (Table 89): it is an almost exclusive European phenomenon particularly visible in Spain, Greece, Holland and Germany, but also in Japan, where the decrease is continuing. The trend of consumption differs according to the prevalent use: for example, funerary products, usually more noticeable in Europe, especially in terms of quality, but less elastic in terms of changes, except if non-marginal influences in some strong cultural innovation might be found, as those of cremations or so-called green graveyard fields. The most important sector remains the building industry, however subject to natural capital and credit constraints: in fact, the great crisis of 2009 began with the story of U.S. mortgages. Consumption “per capita� has progressed in almost proportional measure, because the population growth of a single accounting year is not a decisive factor. The latest survey states 195 square meters per thousand inhabitants (Table 90): In this case, the top players in the stone world, such as China and India, which were joined by Japan, appear always in at the end of the ranking list, which implies the presence of additional development opportunities in these countries. The mature economies, however, are at the top, with clear evidence of results in Belgium and Switzerland, but also in

XXII World Marble and Stones Report 2011

Greece, Portugal and Italy, all countries where consumption has exceeded 2010 per square meter per capita (equal to what has happened in South Korea and Taiwan). In fact, the EU has the highest consumption: only the group of the Fifteen alone records a total balance sheet total in the order of 250 million square meters, with impressive results even in countries with a minor population, such as Austria , Denmark, Finland, Ireland and Luxembourg (Table 91). At Extra-European level, the big players make the law, but there are cases of highly populated countries such as Pakistan and Russia (Table 92), not to mention those in Africa (starting from Nigeria who is leading the continent regarding to residents ), where the unitary consumption is still low. With respect to alternative products, first of all pottery, the ratio is virtually unchanged, the proportion of one to seven with regard to volumes (Table 93) and in terms of comparison between actual square meters for tiles and equivalent square meters for marble and stones, which implies a significant difference in weight and average value. Moreover, many consumptions of marble and natural stone are exclusive ones in such a way that they cannot be subject to competing uses. The most important exception is given by floors and internal linings which however represent only minority shares of the total, as was evidenced concerning some breakdowns


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of production. Other uses, such as street furniture, special works and funerary products are not reasonably likely to suit for other material types: in fact, the stone sector can count on substantial niche markets also on a level of commodity economics and it is able to exploit these opportunities through specific economic related strategies.

17. Machinery and equipment The critical factors that still exist in the system don’t have precluded an exchange of technology that identifies its strength in the machinery and plant facilities. Productive investments are still far from having found the gradient of the best years of development, but in some countries, particularly with regard to the third world, the trend towards recovery has found significant performances in this field too. In the EU alone, the exports in 2010 totaled more than 1,300 million dollars, against 450 of imports (Table 94): both shipments and purchases have recorded a remarkable recovery after the sharp decline in 2009, but remained well below their respective maxima, which date back to 2008 for both the volume of shipments (Table 95) an purchase (Table 96). As to the first one, it has been confirmed the traditional European record held by Italy, while in the second range the situation is more balanced.

61

Italian exports by volume have been able to bring themselves close to the peak of 2004, with sales of more than 680 thousand tons (Table 97). For its part, the total value of sales of “Made in Italy”, net of spare parts and capital goods, reached a new record (613 million), whilst the value per unit of product, equal to about nine Euros / kg., has progressed to the extent of 3.2 percent, recovering half of the previous loss. As for individual destinations, the countries that in 2010 had bought Italian technologies for over 10 million Euros were twelve (Table 98): the relative ranking is headed by China, well ahead of Iran, Turkey and Brazil, while Germany, Europe’s largest importer, is set out in fifth place. The average value was divided in a very diverse range, with maximum price in Canada and minimum price in India. The non-EU European countries have contributed quit significantly to the interchange, by importing foreign technologies for 108 million dollars, compared to exports of just under 40. The most significant purchases had belonged to Russia and Switzerland (Table 99), but those with greater impact on the global stone sector have logically been made by the Leaders, first of all China and the United States, along with Brazil, India and Iran in successive positions (Table 100). It should be remembered that these final balances are official but also indicative data, because they don’t take into account


62

the purchase of equipment and domestic technologies. In any case, the role of Italy as a manufacturer and designer has been crucial also in 2010, because its supplies made up the relative European and global majority in terms of purchased goods, with peaks of more than three-fifths of the total within a large group of countries (Albania, Egypt, Latvia, Macedonia, Malta, Serbia, Slovenia), not counting those in which Italy controls more than 50 percent of purchases (among others, Armenia, Brazil, Croatia, Romania). The primacy of Italian technology is able to bypass the effects of the economic downturn and the impact of competition, with a clear recognition that is reflected in the balance figures, confirming a traditional dedication to research, experimentation and to the pursuit of essential factors such as yields and safety , objective parameters of quality. Not surprisingly, some of the most significant technical advances in recent years, as the completion of multiple drilling in the quarries or multi wire cutting in the transformation activities actually come from Italy. In 2010, as mentioned before, China and the United States have maintained majority positions in the import of foreign technology: this all the more remarkable since, especially in the first case, we have to deal with major producing countries. However, while the Chinese purchases have recorded an excellent marginal recovery (Table 101), to which Italy has

XXII World Marble and Stones Report 2011

contributed to a large extent, those in the U.S. have continued to decline, mainly hitting supplies coming from Germany, Switzerland and Italy too (Table 102), unlike what happened to the exports of China, Spain and Japan.

18. Capital equipment and diamond tools The production of consumption parts for the stone industry, which primarily consists of abrasives and diamond tools, conforms to that of particularly processed materials of large, distribution potential which, notwithstanding the priority given to domestic clients, are increasingly required in the international market. An example of this commercial expansion are the twentyseven member states of the European Union, which over the last decade have seen increasing their exports by 52 percent in quantity and 127 per cent in value, while the average price has increased by 49 per cent, despite the downturn during the last two years (Table 103). More vivid is the increase in imports, which amounts to 134 per cent in volume and to 86 per cent in value, where the price per unit of output recorded a decline of 20.2 percent. The large differential between the price of shipments and the purchase is striking; the purchases are divided in a proportion of eight to one in favor of the shipments.


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This proves the agreed preferences of very cheap purchase, where factors such as quality and performance are clearly subordinated; the crisis of 2009 had also affected these imports, whereas their instrumental function results essentially in rigid economic constraints. In determining the flow of consumables from extra-European origin, the Chinese contribution has been decisive, both in the quantification of volumes and values and in setting the average price, which has become a mandatory reference for the other supplier countries. In fact, if we compare the flows coming from China with those from Italy, the European number one producer and exporter, the phenomenon is of immediate clarity. The imports of Chinese abrasives and tools on behalf of the twenty-seven E.U. members that include also Italy with a purchased volume second only to that of Spain, have increased in 2010 by 44.6 percent in quantity (Table 104) and 40.5 per cent in value (Table 105), while the Italian supplies to other European countries have grown, respectively, eleven and 25 points. There are several markets in which Italy still dominates China, thanks to the technological competitiveness of its consumption products: France and especially Greece, where the Italian advantage is still very big, but also with regard to smaller customers such as Ireland, Sweden, Portugal. Elsewhere, the Chinese product enjoys wide preferences, starting

63

from Spain, the first European importer, who in 2010 bought Chinese goods that were four times the Italian amount. It may be added that the purchases from China in 2010 showed increases in generalized quantities, with the marginal exception of Ireland, while those from Italy, though highlighting a good global recovery, continued to drop in Austria, Denmark, Spain and in Ireland. The Chinese import into Europe is crucial, since it has come to cover two thirds of purchases from outside the EU in quantities; this clearly shows the role that China has gained in the interchange of consumption products. Apart from this, the movements of quantities and currency show, with the support of additional data regarding the use of abrasives and tools, that the economic downturn of 2009 has been partially overcome and that the stone industry seems to have found new opportunities for growth in mature economics.

19. Development potentials The stone industry is characterized by a steadily rising trend that was interrupted only in 2009, restarting in the following year with a propensity to resume growth quickly recovered in most of the advanced countries, and not only in those. This is an important phenomenon, because the development of the sector is generally


64

characterized by larger dimensions than the world economy as a whole: with respect to the volumes produced and used in the mid nineties those of 2010 were greater in extent by 140 per cent (Table 106). The matrices of such expansion are many and belong to both the technological sphere and functional and decorative features. On the one hand, the contribution of new production processes in a logic of industrialization was essential, despite having left marginal spaces for creativity and imagination of the stone mason: the use of robotics in the manufacture of special pieces such as serial bathroom floors and cooking has become normal, like the mining techniques that have allowed to streamline dimensions and measures of raw material and to further improve the yields and third processing. One wonders what scale might have taken the growth of the sector, if it would have been supported by adequate financial resources and effective credit cooperation. applications in architecture have seen a significant expansion of preferences for the stone material, supported by new technologies and by the contribution they have provided to the competitiveness of the product. On the other hand, marbles and stones have always benefited from special attention for their ability to pursue altogether practical and attractive targets, the more valuable compared to an all-

XXII World Marble and Stones Report 2011

out exchange, which has optimized the available range of colors and types and has recorded a growth complying with industrial increase that will continue for the medium and long term (Table 107). In some countries, the contribution to the dynamic natural stone trade was so important thus to support the thesis (also endorsed by the UN), which sees in the stone sector a particularly suitable means to initiate a multiplier effect, especially in the third world. One example is the case of Turkey, where the impact on total export turnover has far exceeded one percent, not to mention Greece, India and Portugal, where the same share settles to more than half a point (pl. 108). It remains to add that in 2010 the expansion of stone interchange was higher than that recorded by the economic system as a whole, with an incidence equal to 1.18 per thousand (Table 109) which is a new historical maximum confirming the adequacy of marble and stone to start up the development process. If we think that the level of consumption per unit is still low, except for Mediterranean Europe and other North European countries with marked stone vocation like Belgium, there result further potentials for growth, such as to suggest that in a decade the goal of two billion equivalent square meters (average thickness of cm. 2) produced and installed, can be easily reached. It makes sense that the results will be most important to the extent that the


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sector’s growth is supported by adequate infrastructural, financial and promotional providences. The stone belongs to the culture of human civilization without limits of space and time, but in modern times it has taken an unprecedented rate of expansion that allows to predict widespread confirmation, in the light of a broad spectrum of motivations guided by the suitability of the stone material in order to optimize the “way of life� in the world today.

Conclusion Two thousand years ago the world population, according to UN estimates, amounted to no more than 270 million units, while today it has reached the threshold of seven billion, with a progression that has been briefed in 2010 to 145 individuals per minute all the more remarkable when one considers that in the first half of the twentieth century there lived just two and a half billion people on earth. Eleven countries (seven from Asia, three from Americas and one from Africa) have exceeded hundred million inhabitants and two of them, China and India lead the rankings by a wide margin, largely supported by a population of over a billion: three-fifths of the world population live in Asia. The urban centers, in turn, are booming, with twelve cities, all outside of Europe,

65

the demographic component of which exceeds ten million residents. These large numbers are enough to understand how the development of stone industry was not random but found an essential matrix in the natural increasing of population, although it was endorsed in an ever more convinced and increasing measure by the technological advancement and thanks to the planners and designers appreciation of natural products, and therefore of high environmental compatibility, such as marble and stone. Moreover, it is useful to reiterate that the last half-century stone consumption was higher than that of all previous eras, globally considered. The distribution of population growth, well differentiated from one continent to another, points out that the highest propensity to employment is a physiological privilege of Asia, home to the majority of produced and installed volumes, and where exist broader perspectives in terms of progress. On the other hand, the mature economies, mainly with regard to those of Europe and North America, can still rely on the role of tradition and taste, and before that, of funds available to program top quality construction activity, able to use materials of high value. In these basic conditions, the growth prospects correspond to basic needs, like buildings tailored according to human requirements, and thorough assessment of local resources. The effects of economic


66

downturn, in this view, are necessarily limited, since they are ignored by the driving force behind global growth in which pockets of stagnation may cause some

XXII World Marble and Stones Report 2011

relevant local problems, but these don’t seem to be able to affect in a binding way the accelerated path towards the targets of a substantially universal expansion.


Documentazione statistica Statistical documents


XXII World Marble and Stones Report 2011

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1. Distribuzione del pil mondiale (2009) World GNP distribution (2009) COUNTRIES

MLD/USD

PER CAPITA

ABS. VALUE

%

ABS. VALUE

±D%

USA

13.820

23.83

45.934

-2.6

CHINA

4.814

8.30

6.778

+9.5

JAPAN

4.262

7.35

32.554

-4.2

GERMANY

2.816

4.85

34.388

-3.6

UNITED KINGDOM

2.154

3.71

34.387

-4.7

FRANCE

2.074

3.58

33.434

-2.2

ITALY

1.814

3.13

29.068

-4.9

SPAIN

1.337

2.31

29.625

-4.0

CANADA

1.263

2.18

37.947

-2.8

OTHERS

23.646

40.76

...

...

WORLD

58.000

100.00

8.530

-2.9

(Fonte: World Economic Outlook)

(Source: World Economic Outlook)


70

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

2. UE/15: variazioni annuali del PIL EU/15: GNP yearly variations COUNTRIES

2006

2007

2008

2009

2010

AUSTRIA

1.8

3.5

2.0

-3.6

-0.5

BELGIUM

2.1

2.6

1.0

-3.4

-0.5

DENMARK

3.7

1.6

-1.2

-3.6

-3.5

FINLAND

2.5

4.1

0.8

-6.7

-3.5

FRANCE

1.3

1.3

0.3

-2.1

1.1

GERMANY

2.5

2.5

1.3

-5.0

2.2

GREECE

3.1

3.1

1.6

-7.4

-6.5

IRELAND

4.7

4.2

-0.7

-7.3

-4.4

ITALY

1.9

1.9

-1.0

-5.0

1.3

NETHERLANDS

2.0

3.6

2.2

-4.3

0.2

PORTUGAL

1.0

1.8

0.0

-3.3

-6.0

SPAIN

3.9

3.7

1.2

-4.6

-0.5

SWDEN

3.0

2.7

-0.4

-4.6

-0.4

UN. KINGDOM

1.5

2.3

-0.3

-4.8

0.5

(Fonte: World Economic Outlook)

(Source: World Economic Outlook)


XXII World Marble and Stones Report 2011

71

3. Invesimenti in ricerca e svilupppo (%PIL) Research and developmen investiment (%GNP) YEAR

ITALY

FRANCE

GERMANY

UK

USA

JAPAN

CHINA

RUSSIA

1996

1.04

2.30

2.26

1.88

2.55

2.77

0.60

0.97

1997

1.05

2.22

2.29

1.81

2.58

2.83

0.68

1.04

1998

1.07

2.17

2.31

1.80

2.60

2.95

0.70

0.95

1999

1.04

2.16

2.40

1.87

2.66

2.96

0.76

1.00

2000

1.05

2.15

2.45

1.86

2.74

2.99

0.90

1.05

2001

1.09

2.20

2.46

1.83

2.76

3.12

0.95

1.18

2002

1.13

2.23

2.49

1.82

2.66

3.17

1.07

1.25

2003

1.11

2.17

2.52

1.75

2.66

3.20

1.13

1.28

2004

1.10

2.15

2.49

1.68

2.54

3.17

1.23

1.15

2005

1.09

2.10

2.49

1.73

2.57

3.32

1.34

1.07

2006

1.13

2.10

2.33

1.75

2.61

3.41

1.42

1.07

2007

1.18

2.04

2.53

1.79

2.66

3.44

1.44

1.12

2008

1.23

2.02

2.64

1.77

2.77

3.42

1.54

1.04

08/96

118

88

117

94

123

257

257

107

(Fonte: Elaborazione dati OECD)

(Source: OECD data processing)


72

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

4. Tassi trimestrali d’interesse (depositi) Quarterly rates of interest YEARLY

REL. INDEX AREA EURO (EURIBOR)

US DOLLARS (LIBOR)

JAPAN JEN (LIBOR)

EURO/USD

EURO/YEN

2008

4.64

2.93

0.93

158.3

498.9

2009

1.22

0.69

0.47

176.8

259.5

2010

0.81

0.34

0.23

238.2

352.2

GEN

0.68

0.25

0.26

272.0

261.5

FEB

0.66

0.25

0.25

264.0

264.0

MAR

0.64

0.27

0.25

237.0

256.0

APR

0.64

0.31

0.24

206.5

266.7

MAG

0.69

0.46

0.24

150.0

287.5

GIU

0.73

0.54

0.24

135.2

304.2

LUG

0.85

0.51

0.24

166.7

354.1

AGO

0.90

0.36

0.24

250.0

375.0

SET

0.88

0.29

0.22

303.4

400.0

OTT

1.00

0.29

0.20

344.8

500.0

NOV

1.04

0.29

0.19

358.6

547.4

DIC

1.02

0.30

0.18

340.0

566.7

MONTHLY

(Fonte: Bollettino Mensile ONU)

(Source: UNO Monthly Bulletin)


XXII World Marble and Stones Report 2011

73

5. AttivitĂ  edilizia residenziale nel mondo (medie mensili x 1000 abitazioni)

China

USA

Japan

Russia

Spain

France

Poland

Germany

Australia

Portugal

South Korea

Total

00

...

157

109

31

30,6

20,1 29,4

7,3

35,2

13,2

9,3

3,6

...

01

...

157

104

32

30,5

20,3 27,5

8,8

24,2

10,2

9,4

6,2

...

02

...

165

102

33

35,0

13,5 26,0

8,1

20,7

12,1

10,2

7,5

...

03

...

168

102

36

38,1

13,2 27,2

13,6

22,3

12,7

7,2

5,2

...

04

289

184

104

40

41,4

13,6 31,1

9,1

19,7

13,5

5,2

3,8 754,4

05

333

161

108

43

43,7

20,1 34,9

9,5

17,6

13,7

5,2

3,2 792,9

06

360

165

112

51

48,7

20,6 36,1

9,6

18,0

12,1

4,5

4,4 842,0

07

396

125

83

60

53,4

25,7 36,4

11,1

13,1

12,7

6,0

6,1 828,5

08

398

93

95

64

51,2

41,9 30,7

13,8

12,6

12,1

6,1

6,4 824,8

09

481

66

63

58

33,1

32,4 26,2

12,7

12,5

11,6

7,1

6,1 809,7

10

368

55

67

60

19,3

23,8 28,4

9,3

13,8

10,7

4,7

5,2 656,2

10/09 -23,5 -16,7

+6,3

10/00

Turkey

YEAR

Residential building in the world (monthly average x 1000 dwellings)

+3,4 -41,7 -26,5 +8,4 -26,8 +10,4

-7,8 -33,8 -14,8 -19,0

... -65,0 -38,5 +93,5 -36,9 +18,4 -3,4 +27,4 -60,8 -18,9 -49,5 +44,4

(Fonte: Bollettino Mensile ONU)

...

(Source: UNO Monthly Bulletin)


74

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

6. AttivitĂ  edilizia residenziale nel mondo (indici 2004=100)

France

Portugal

South Korea

Total

73,9 147,8

94,5

80,2 178,7

97,8 178,8

94,7

...

01

...

85,3 100,0

80,0

73,7 749,3

88,4

96,7 122,8

75,6 180,8 163,2

...

02

...

89,7

98,1

82,5

84,5

99,3

83,6

89,0 105,1

89,6 196,2 197,4

...

03

...

91,3

98,1

90,0

92,0

97,1

87,5 149,5 113,2

94,1 138,5 136,8

...

Australia

Turkey

77,5

Germany

Russia

85,3 104,8

Poland

Japan

...

Spain

China

00

USA

YEAR

Residential building in the world (index 2004=100)

04

100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0

05

115,2

87,5 103,8 107,5 105,6 147,8 112,2 104,4

89,3 101,5 100,0

06

124,6

89,7 107,7 127,5 117,6 152,9 116,1 105,5

91,4

89,6

07

137,0

67,9

79,8 150,0 129,0 189,0 117,0 122,0

66,5

94,1 115,4 160,5 109,8

08

137,7

50,5

91,3 160,0 123,7 308,1

98,7 151,6

64,0

89,6 117,3 168,4 109,3

09

166,4

35,9

60,6 145,0

80,0 238,2

84,2 139,6

63,5

85,9 136,5 160,5 107,3

10

127,3

29,9

64,4 150,0

46,6 175,0

91,3 102,2

70,1

79,3

(Fonte: elaborazione dati ONU)

84,2 105,1

86,6 115,8 111,6

90,4 136,9

87,0

(Source: own data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

75

7. Investimenti in costruzioni: variazioni annue Building investment: yearly variations COUNTRIES

2005

2006

2007

2008

2009

2010

AV.

China

14.7

16.1

15.8

12.1

13.2

12.1

14.0

USA

7.7

2.6

-4.0

-8.8

-14.3

3.7

-2.2

Japan

-0.8

0.2

-5.0

-0.5

0.9

-5.4

-1.8

Germany

-2.8

4.5

0.5

2.6

-1.2

0.8

0.7

France

3.2

4.5

3.4

-2.5

-6.8

-0.7

-0.2

Italy

-0.2

0.9

-0.3

-4.2

-9.0

-2.0

-2.5

United Kingdom

-0.9

1.1

2.2

-0.8

-12.6

-0.8

-1.9

India

20.3

13.1

10.2

7.2

9.1

8.9

11.5

Spain

5.6

6.0

3.0

-17.3

-21.5

-9.7

-5.7

Canada

7.3

8.0

2.6

1.8

0.4

3.0

3.9

Brazil

3.3

6.8

11.6

10.0

-4.0

2.3

5.0

Russia

10.6

18.1

18.2

12.8

-18.2

2.6

7.3

South Korea

-8.5

-4.1

1.8

-4.8

-1.8

-1.4

-3.1

Australia

4.2

5.6

5.6

3.4

1.0

2.7

3.7

Netherlands

3.3

3.8

4.8

4.0

-6.0

9.3

3.2

World

5.1

6.0

3.6

0.4

-3.6

2.9

2.4

Asia

...

8.5

6.6

5.2

5.7

5.8

6.4

Europe

...

5.0

3.8

-1.6

-9.3

-1.8

-0.8

North America

...

3.4

-2.7

-6.6

-11.4

4.3

-2.6

Latin America

...

8.5

10.1

9.6

1.8

5.1

7.0

Oceania

...

4.5

5.0

3.5

-0.3

3.2

3.2

(Fonte: Elaborazione dati CRESME)

(Source: CRESME data processing)


8. Costo del lavoro nominale orario (variazioni) Nominal hourly labour cost (variations) Industry

Construction

Services

2009

2010

2009

2010

2009

2010

Austria

2.8

0.8

3.4

1.3

5.8

3.4

Belgium

2.4

...

3.2

...

2.6

...

Bulgaria

8.6

7.9

26.0

6.7

10.2

8.0

Cyprus

2.3

2.3

2.0

2.6

3.8

2.8

Czech Republic

6.4

5.1

6.4

7.2

5.0

3.0

Denmark

1.8

2.4

-2.0

5.6

2.3

3.1

Estonia

-1.1

1.4

-13.1

-1.2

-6.5

1.0

Finland

0.8

1.4

-1.8

1.3

1.3

0.4

France

1.2

3.7

2.4

3.1

1.5

2.8

Germany

-1.6

1.4

2.1

0.7

1.1

1.6

Greece

10.7

-6.2

13.0

-7.6

11.8

-6.3

Hungary

-0.5

1.0

-0.1

-5.9

-2.2

-4.5

Ireland

4.8

-3.3

5.9

-2.3

0.3

-0.2

Italy

6.7

...

3.1

...

4.3

...

Lettonia

-7.1

1.7

-3.6

-6.1

-6.3

1.0

Lithuania

-9.5

3.3

-19.7

-4.8

-9.1

0.0

LuxembOurg

1.3

1.5

1.5

2.4

3.2

4.3

Malta

6.9

-2.2

1.6

-2.8

0.4

1.8

Netherlands

2.2

...

3.7

...

0.1

...

Poland

-0.1

2.0

1.1

-0.2

7.9

-0.3

Portugal

0.5

5.5

4.9

6.0

0.7

2.9

Romania

9.2

6.9

6.0

0.6

3.6

5.2

Slovakia

-2.1

3.7

-1.9

10.3

-0.3

4.1

Slovenia

-1.1

4.1

-4.7

6.6

-5.0

4.5

Spain

4.2

1.1

5.1

0.4

4.0

0.8

Sweden

5.1

1.5

2.0

-0.6

3.5

1.6

Un. Kingdom

1.7

2.7

0.6

0.2

1.9

4.2

EU-27

1.8

1.9

2.8

1.0

2.7

2.2

Countries

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

(Source: Eurostat data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

77

9. Industria lapidea mondiale: produzione netta World stone industry: net production

000 cub. mt.

000 tons

Par.

Years

Gross quarrying

Quarrying waste (1)

Raw production

Processing waste (1)

Processed production

2003

153.750

78.750

75.000

30.750

44.250

2004

166.500

85.250

81.250

33.300

47.950

2005

174.750

89.500

85.250

34.950

50.300

2006

190.250

97.500

92.750

38.000

54.750

2007

212.000

108.500

103.500

42.500

61.000

2008

215.000

110.000

105.000

43.000

62.000

2009

213.750

109.250

104.500

42.850

61.650

2010

228.000

116.500

111.500

45.715

65.785

2003

57.000

29.200

27.800

11.400

16.400

2004

61.650

31.550

30.100

12.300

17.800

2005

64.750

33.150

31.600

12.950

18.650

2006

70.450

36.100

34.350

14.100

20.250

2007

78.500

40.200

38.300

15.750

22.550

2008

79.600

40.700

38.900

15.950

22.950

2009

79.150

40.450

38.700

15.900

22.800

2010

84.450

43.150

41.300

12.350

28.950

(1) Ăˆ compreso lo sfrido destinato a granulati, polveri ed altri usi. Waste material destined for granules, powders and other uses are included. (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


78

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

10. Industria lapidea mondiale: produzione storica World stone industry: historical production outline Calcareous Years

000 tons

%

Siliceous

Other

000 tons

%

000 tons

Total %

000 tons

Index

1926

1.175

65.6

175

9.8

440

24.6

1.790

10.1

1976

13.600

76.4

3.400

19.1

800

4.5

17.800

100.0

1986

13.130

60.5

7.385

34.0

1.195

5.5

21.710

122.0

1996

26.450

56.9

17.625

37.9

2.425

5.2

46.500

261.2

1997

27.650

55.8

19.350

39.1

2.500

5.1

49.500

278.0

1998

29.400

57.6

19.000

37.3

2.600

5.1

51.000

286.5

1999

31.300

57.4

20.350

37.3

2.850

5.3

54.500

306.2

2000

34.500

57.8

21.700

36.3

3.450

5.9

59.650

335.1

2001

38.500

59.2

23.250

35.8

3.250

5.0

65.000

365.2

2002

39.000

57.8

25.000

37.0

3.500

5.2

67.500

379.2

2003

42.500

56.7

28.500

38.0

4.000

5.3

75.000

421.3

2004

43.750

53.9

33.000

40.6

4.500

5.5

81.250

456.5

2005

46.750

54.8

34.000

39.9

4.500

5.3

85.250

478.9

2006

53.350

57.5

34.800

37.5

4.600

5.0

92.750

521.1

2007

60.500

58.5

37.500

36.2

5.500

5.3

103.500

581.5

2008

61.000

58.0

38.300

36.5

5.700

5.5

105.000

589.9

2009

60.850

58.2

38.000

36.4

5.650

5.4

104.500

587.0

2010

65.230

58.5

40.500

36.3

5.750

5.2

111.500

626.4

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

79

11. Maggiori produzioni mondiali e rendimento teorico in lavorati Leading quarry production and theorical yield in processed stones 000 tons COUNTRIES

mill. eq. sq. mt./cm2

abs. figures

shares

total

waste

net

China

33.000

29.4

610

250

360

India

13.250

11.9

245

100

145

Turkey

10.000

8.9

185

76

109

Italy

7.800

7.0

144

60

84

Iran

8.500

7.6

157

64

93

Spain

5.750

5.2

106

43

63

Brazil

6.750

6.1

125

51

74

Portugal

2.750

2.5

51

21

30

USA

1.850

1.7

34

14

20

Greece

1.650

1.5

31

13

18

France

1.150

1.0

21

9

12

850

0.8

16

7

9

Others

18.200

16.3

338

138

200

WORLD

111.500

100.0

2.063

846

1.217

South Africa

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


80

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

12. Industria lapidea mondiale: produzione di cava e rendimento teorico in lavorati (2010) World stone industry: quarrying production and theorical processed yield (2010) 000 tons ZONES

shares

total

waste

net

24.250

21.7

44.9

184

265

3.750

3.3

69

28

41

28.000

25.0

518

212

306

North America

3.000

2.7

56

22

34

Latin America

8.000

7.2

148

61

87

Subtotal

11.000

9.9

204

83

121

China

33.000

29.7

610

250

360

India

13.250

11.9

245

100

145

Others

19.500

17.5

360

150

210

Subtotal

65.750

59.1

1.215

500

715

6.250

5.6

116

47

69

500

0.4

10

4

6

6.750

6.0

126

51

75

111.500

100.0

2.063

846

1.217

EU/27 Others Europe Subtotal

Africa Oceania Subtotal WORLD (Fonte: Elaborazione propria)

abs. figures

mill. eq. sq. mt./cm2

(Source: own data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

81

13. Unione Europea: produzione di cava e rendimento teorico in lavorati (2010) European Union: quarring production and theorical processed yield (2010) 000 tons COUNTRIES

abs. figures

mill. eq. sq. mt./cm2 shares

total

waste

net

Austria

450

1.8

8.325

3.410

4.915

Belgium

800

3.3

14.800

6.070

8.730

Bulgaria

250

1.0

4.625

1.900

2.725

Cyprus

50

0.2

925

380

545

Czech Republic

200

0.8

3.700

1.520

2.180

Denmark

50

0.2

925

380

545

Estonia

50

0.2

925

380

545

Finland

600

2.5

11.100

4.550

6.550

France

1.150

4.7

21.275

8.725

12.550

650

2.7

12.025

4.930

7.095

1.650

6.8

30.525

12.525

18.00

Hungary

50

0.2

925

380

545

Ireland

150

0.6

2.775

1.140

1.635

Italy

7.800

32.3

144.300

59.150

85.150

Latvia

25

0.1

465

190

275

Lithuania

25

0.1

465

190

275

Luxembourg

50

0.2

925

380

545

Malta

50

0.2

925

380

545

-

-

-

-

650

2.7

12.025

4.930

7.095

Portugal

2.750

11.4

50.875

20.850

30.025

Romania

200

0.8

3.700

1.520

2.180

Slovakia

50

0.2

925

380

545

Slovenia

150

0.6

2.775

1.140

1.635

5.750

23.8

106.375

43.615

62.760

Sweden

350

1.4

6.475

2.650

3.825

Un. Kingdom

300

1.2

5.550

2.280

3.330

Total EU-27

24.250

100.0

448.625

183.950

264.975

Germany Greece

Netherlands Poland

Spain

(Fonte: Elaborazione propria)

-

(Source: own data processing)


82

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

14. Industria lapidea mondiale: produzione netta di lavorati e principali applicazioni del manufatto World stone industry: net finished production and main uses of worked material 000 sq. m2

000 net tons

Applications

’95

’10

Pavimenti Floor and paving

175.750

425.950

9.500

Rivestimenti esterni External wall cladding

55.500

97.360

Scale Steps

18.500

Rivestimenti interni Internal wall cladding

’10

±D%

’95

’10

23.025

38.0

35.0

9.5

3.000

5.250

12.0

8.0

5.0

36.510

1.000

1.917

4.0

3.0

6.5

27.750

121.700

1.500

6.575

6.0

10.0

22.5

Lavori speciali Special works

46.250

219.060

2.500

11.850

10.0

18.0

24.9

Subtotale edilizia Subtotal building sector

323.750

900.580

17.500

48.675

70.0

74.0

11.9

Arredo urbano Civil external uses

46.250

73.020

2.500

3.950

10.0

6.0

3.9

Arte funeraria Memorial art

69.375

194.720

3.750

10.950

15.0

16.0

12.0

Altri impieghi Others uses

23.125

48.680

1.250

2.600

5.0

4.0

7.4

Subtotale usi diversi Others uses subtotal

183.750

316.420

7.500

17.075

30.0

26.0

4.8

Totale Total

462.500 1.217.000

25.000

65.750 100.00 100.0

10.9

(Fonte: Elaborazione propria)

’95

%

av./year

(Source: own data processing)


1 2 1 11 2 2 4 2 3 0 2 0 0 0 30 60

Italy

3 15 12 10 4 5 44 84 4 21 4 0 8 3 210 427

EXPORT

Italy Germany France Spain Portugal Belgium Greece Turkey Egypt India Iran China USA Mexico Brazil Others TOTAL

France

4 0 3 2 1 0 3 1 0 0 1 0 0 0 5 20

Spain

15 0 1 18 0 1 2 7 1 0 1 0 3 0 5 54

Belgium

Portugal 1 2 0 3 0 5 15 4 - 3 0 0 0 4 1 2 2 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 6 1 28 22

Netherlands 0 14 0 0 0 9 1 1 1 0 0 1 0 0 0 39 66

Un. Kingdom 4 0 0 1 0 2 0 8 0 0 0 1 0 0 0 4 20

Austria 5 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 5

Switzerland 6 49 3 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 32 90

S. Arabia 5 0 0 42 4 0 0 5 11 0 0 0 0 0 0 1 68

India

Lebanon

Kuwait 0 39 112 0 0 0 0 0 0 3 13 7 0 2 0 0 0 0 0 0 3 0 14 112 1 63 35 0 0 0 1 5 0 0 3 0 1 1 0 0 0 0 0 0 1 5 40 5 138 318

Hong-Kong

Singapore 1 27 0 16 0 0 1 53 1 8 0 0 1 15 4 16 0 0 0 21 0 1 1 8 0 0 0 1 0 0 5 2 14 168

49 4 0 8 6 0 7 70 0 1 1 53 0 1 1 60 216

501 143 7 678 283 0 372 3393 1088 123 730 2 12 1 1191 8524

South Corea 2 0 0 1 0 0 0 3 3 0 0 1 0 0 0 0 10

Canada

Japan

Others USA

0 545 1321 0 0 234 1 3 37 0 275 1117 0 130 478 0 0 18 0 3 411 1 995 4680 8 302 1610 4 9 166 0 57 817 1 0 80 1 55 1 1 27 0 0 5 2 635 2278 18 2956 13334

Total (Source: own data processing)

1 1 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 1 0 1 1 0 50 0 0 0 0 1 3 7 55

(Fonte: Elaborazione propria)

Germany

IMPORT Taiwan

IInput-Output of quantity trade 2010 (000 tonn.): raw calcareous (cod. 25.15)

China

15. Input-Output dell’interscambio quantitativo 2010 (000 tonn.): calcarei grezzi (cod. 25.15)

XXII World Marble and Stones Report 2011 83


(Fonte: Elaborazione propria)

7 20 41 20 3 1 13 15 0 6 0 11 5 14 19 129 2 7 118 0 7 20 0 1 31 10 5 13 2 0 4 0 26 3 2 12 105 0 20 34 152 45 27 26 8 6 4 14 4 0 0 0 12 0 0 0 174 1 11 23 316 58 53 191 883 186 297 485

Germany

Italy Germany France Spain Portugal Belgium Netherlands Norway Sweden Finland South Africa India China Canada USA Brazil Others TOTAL

France

EXPORT

Spain

Italy

IMPORT Belgium

Portugal 1 1 0 7 0 7 47 1 1 0 0 5 1 2 0 0 0 0 0 47 0 59 0 0 0 0 0 2 0 15 2 33 51 180

Un. Kingdom

Netherlands 0 10 9 0 0 3 0 0 0 10 7 11 0 23 21 0 0 0 0 0 0 1 390 2 7 0 0 1 0 0 0 108 42 561

Switzerland

Austria 9 33 4 33 0 7 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 4 1 0 1 0 0 0 0 0 0 17 104 34 179

Hong-Kong

Singapore

S. Arabia 2 0 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 7 0 0 3 10 0 250 1 5 10 0 0 0 0 1 1 2 0 74 5 220 2 20 226 349

China

Taiwan 4 8 0 2 0 1 2 7 1 28 0 4 0 0 11 213 1 7 5 210 12 65 146 1785 333 15 26 1 48 99 726 360 606 990 3736

USA

South Korea

Others

Australia 0 34 0 150 0 9 0 222 0 4 0 9 0 9 0 63 0 19 0 43 0 73 2 601 3 118 0 4 0 10 0 56 0 500 5 1924

175 229 56 296 212 158 42 395 33 308 363 3720 588 76 122 1182 2576 10531

Total

(Source: own data processing)

2 0 1 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 4 0 13 12 14 182 62 4 5 5 1 0 - 26 1 0 45 0 0 1 0 0 0 0 1 80 18 70 215

Japan

IInput-Output of quantity trade 2010 (000 tonn.): raw siliceous (cod. 25.16)

Canada

16. Input-Output dell’interscambio quantitativo 2010 (000 tonn.): silicei grezzi (cod. 25.16)

84 XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011


Italy

- 47 15 1 - 58 3 12 0 2 17 11 122 47 0 50 32 0 92 0 0 44 0 0 75 0 15 2 4 0 0 0 7 73 117 0 0 0 0 0 0 22 27 20 73 69 47 132 615 357

Italy Germany France Spain Portugal Belgium Netherlands Czech Rep. Poland Turkey India China Canada USA Brazil Others TOTAL

Un. Kingdom

Netherlands

Belgium

Portugal 0 0 0 1 0 12 23 0 0 4 2 0 1 0 0 1 - 17 33 13 0 - 65 1 0 11 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 14 10 2 0 0 0 0 0 180 247 43 0 0 0 0 0 0 0 0 0 5 3 0 0 101 8 118 1 344 391 179

Switzerland

Austria 9 29 41 13 1 6 0 0 0 11 0 0 0 2 10 0 1 0 1 0 0 0 26 0 0 0 0 0 2 1 4 45 95 107

Hong-Kong 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 5 0 0 0 0 5

Taiwan 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 18 0 0 0 40 58

China 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 2

Canada

Japan

South Korea

0 0 2 0 0 0 0 0 0 0 0 7 4 1 4 18

58 0 4 0 102 31 110 3 15 2 2 90 0 0 1 300 718

160 149 34 21 359 179 215 57 91 51 2 1038 4 16 101 824 3.301

Total

(Source: own data processing)

0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 75 112 8 0 0 0 0 16 0 15 3 0 6 1 75 134 28

(Fonte: Elaborazione propria)

1 0 0 2 0 0 0 0 1 0 30 0 0 1 7 42

France

EXPORT

Germany

Spain

IMPORT

USA

IInput-Output of quantity trade 2010 (000 tonn.): simple finished products (cod. 68.01)

Others

17. Input-Output dell’interscambio quantitativo 2010 (000 tonn.): lavorati semplici (cod. 68.01)

XXII World Marble and Stones Report 2011 85


(Fonte: Elaborazione propria)

- 120 29 17 3 - 15 1 32 19 5 16 10 22 2 12 42 50 0 71 15 2 1 2 0 3 9 21 55 21 1 0 9 1 56 63 16 11 2 0 0 1 0 0 0 1 78 484 85 87 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 5 0 0 1 4 3 0 3 34 4 21 10 243 809 309 214

Germany

Italy Germany France Spain Portugal Belgium Greece Turkey Egypt India Iran Taiwan China Canada USA Mexico Argentina Brazil Others Total

France

EXPORT

Spain

Italy

IMPORT Israel

Lebanon

Kuwait

Emirates

S.Arabia

Switzerland

Austria

Un. Kingdom

Netherlands

Belgium

Portugal

1 17 6 12 40 85 120 58 28 20 6 0 2 5 4 26 22 0 0 2 0 2 0 20 1 4 3 8 1 0 0 0 0 13 7 1 16 1 3 36 36 3 3 2 6 4 8 2 6 75 5 0 10 0 0 - 54 2 0 1 0 0 0 0 0 1 195 0 0 0 0 9 6 1 0 1 2 26 9 58 5 1 134 32 63 32 72 0 0 0 3 0 0 47 14 13 7 8 2 38 32 96 2 1 17 109 9 16 5 0 0 0 1 0 0 5 6 44 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 4 238 127 59 81 0 26 156 52 52 65 0 3 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 3 0 0 0 3 0 0 0 2 78 3 20 30 5 43 157 50 55 3 25 630 242 287 190 132 513 582 265 195 164

India 10 0 2 2 0 0 0 9 5 0 0 25 0 0 0 0 0 33 86

S.Korea

China

Singapore 14 17 4 8 9 0 0 0 3 1 0 0 2 2 0 2 3 0 15 5 0 0 0 4 3 0 0 0 2 0 18 0 0 0 1 10 2 4 2 8 0 0 0 1 1 4 2 5 2 5 0 0 0 1 1 0 1 - 4 2 101 235 254 - 2246 0 0 0 0 0 0 0 0 4 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 4 5 12 0 57 153 265 281 48 2340

Hong-Kong

IInput-Output of quantity trade 2010 (000 tonn.): processed stones (cod. 68.02)

Taiwan

18. Input-Output dell’interscambio quantitativo 2010 (000 tonn.): lavorati speciali (cod. 68.02)

Japan 5 1 1 2 0 0 2 1 0 6 0 1 835 0 1 0 0 0 14 869

USA

Canada

Australia

27 498 0 16 0 22 4 229 0 80 0 65 1 74 18 550 1 144 22 211 3 75 1 3 57 4400 0 3 0 213 0 2 0 5 0 111 15 950 149 7651

Others

1478 106 128 525 323 213 322 1677 268 1065 139 50 10378 126 250 87 13 777 2101 20.026 (Source: own data processing)

60 267 1 2 2 4 8 76 2 12 0 1 2 5 49 484 0 13 54 281 0 0 8 29 93 538 - 120 30 2 83 0 2 37 613 22 474 370 3004

Total


0

0

0

0

0

2

0

3

0

0

0

8

0

13

Germany

France

Spain

Portugal

Belgium

Norway

Turkey

India

China

Canada

USA

Brazil

Others

Total

Germany

-

10

2

France

4

3

0

8

5

0

0

0

0

5

92 273

0

10

0

0

6

1

0

1

3

1

70 236

0

-

0

Spain

34

0

12

0

0

20

1

0

0

0

1

-

0

0

0

Belgium 42

10

8

0

4

3

1

0

0

-

0

16

0

0

0

Netherlnds 0

0

2

Un.Kingdom 5

47

0

3

24

2

1

0

0

1

17 191

2

6

0

0

1

1

0

1

4

0

2 106

0

0

0

Switzerland 8

0

0

0

0

0

0

0

1

1

0

1

1

2

2

Singapore 3

2

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

1

0

Hong-Kong 1

1

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

Taiwan 7

0

0

0

0

7

0

0

0

0

0

0

0

0

0

China 2

1

0

0

0

-

0

0

0

0

0

1

0

0

0

South Korea 13

0

0

0

0

13

0

0

0

0

0

0

0

0

0

Japan 9

0

0

0

0

6

3

0

0

0

0

0

0

0

0

24

1

3

5

-

11

3

0

0

0

0

1

0

0

0

Australia 4

2

2

4

1

69

1

0

2

Others 38

49

1

0

13 392

2

1

0

0

6 257

2

0

0

0

0

2

0

0

0

1306

47

160

6

26

412

52

3

7

12

9

509

2

13

10

Total

(Source: own data processing)

134

19

13

-

11

53

31

0

0

0

0

5

0

0

2

(Fonte: Elaborazione propria)

-

Italy

Italy

EXPORT

IMPORT Canada

IInput-Output of quantity trade 2010 (000 tonn.): slates (cod. 68.03)

USA

19. Input-Output dell’interscambio quantitativo 2010 (000 tonn.): ardesia (cod. 68.03)

XXII World Marble and Stones Report 2011 87


135.7 (61.6) 181,7 (65.3) 195,8 (63.7) 220,6 (65.1) 227.3 (63.8) 243.2 (64.6) 296.6 (66.7) 317.8 (65.0) 361.2 (66.7) 431.3 (68.6) 490.8 (59.5) 462,4 (67.7) 420,0 (67.7) 455.7 (63.6)

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat/ICE/Comtrade)

(Source: Eurostat/ICE/Comtrade data processing)

220,2 100.0 278,4 100.0 307,3 100.0 338.7 100.0 356.2 100.0 376.7 100.0 444.5 100.0 488.8 100.0 541.6 100.0 628.4 100.0 705.8 100.0 682,9 100.0 320,6 100.0 716.2 100.0

Mill. eq. sq. mt.

50.8

2.7

41.3

15,083 100.0 8.681 100.0 20.805 100.0 22.751 100.0 24.102 100.0 25.381 100.0 29.586 100.0 31.847 100.0 36.058 100.0 41.368 100.0 46.232 100.0 45.193 100.0 41.078 100.0 48.498 100.0

880 3.4 1.070 3.6 1.252 3.8 1.256 3.5 1.369 3.4 1.568 3.4 1.500 3.3 1.242 3.1 1.306

Mill. eq. sq. mt.

967 4.0

7,337 48.7 9.823 52.7 10.585 50.9 11.926 52.4 12.289 51.0 13.149 51.8 16.034 54.2 17.180 52.3 19.527 54.2 23.311 56.4 26.532 57.4 24.993 55.3 22.703 55.3 24.633

4.7

Total

887 4.3 1.086

581 3.9

68.03

815 4.4

5,029 33.4 6.866 36.8 7.214 34.7 7.845 34.5 8.651 35.9 9.610 37.9 11.758 39.7 13.202 40.2 14.582 40.5 18.138 43.8 21.150 45.8 19.791 43.8 18.375 44.3 20.026

6.8

49.2

21.7

27.5

%

68.02

000 tons

2010

1,727 11.4 2.142 11.5 2.484 11.9 2.995 13.2 2.671 11.1 2.659 10.5 3.206 10.8 2.726 8.3 3.689 10.2 3.804 9.2 3.814 8.2 3.702 8.2 3.262 7.9 3.301

2009

68.01

2008

84,5 (34.8) 96,7 (34.7) 111,55 (36.3) 118.1 (34.9) 128.9 (36.2) 133.5 (35.4) 147.9 (33.3) 171.0 (35.0) 180.4 (33.3) 197.1 (31.4) 215.0 (30.5) 220,5 (32.3) 200,6 (32.3) 260.5 (36.4)

2007

Mill. eq. sq. mt.

2006

7,746 51.3 8.858 47.3 10.220 49.1 10.825 47.6 11.813 49.0 12.232 48.2 13.552 45.8 15.667 47.7 16.531 45.8 18.057 43.6 19.700 42.6 20.200 44.7 18.375 44.7 23.865

2005

Total

2004

6,356 42.1 6.785 36.3 7.901 38.0 7.754 34.1 8.576 35.6 8.426 33.2 8.346 28.2 10.237 31.2 10.266 28.4 10.563 25.5 11.429 24.7 10.816 23.9 8.909 21.7 10.531

2003

25.16

2002

000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

2001

1,390 9.2 2.073 11.0 2.319 11.1 3.071 13.5 3.237 13.4 3.806 15.0 5.206 17.6 5.430 16.5 6.265 17.4 7.495 18.1 8.271 17.9 9.384 20.8 9.466 23.0 13.334

%

2000

25.15

1999

000 000 000 000 tons % tons % tons % tons

1998

CODES

1994

GENERAL TOTAL

LAVORATI/PROCESSED

Grezzi/Raw

World stone industry: historical outline and types of import-export

20. Industria lapidea mondiale: andamento storico e tipologie dell’interscambio

88 XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011


XXII World Marble and Stones Report 2011

89

21. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie (000 tonn./2010): export UE/27 Stone exchange for Countries and types (000 tons/2010): export EU/27 25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

TOTAL

Austria

103

82

21

17

1

224

Belgium

18

158

179

213

12

580

Bulgaria

30

6

1

28

-

65

Cyprus

-

-

-

-

-

-

Czech Republic

-

8

57

54

1

120

Denmark

-

2

7

8

-

17

Estonia

-

-

-

2

1

3

Finland

-

308

1

22

-

331

37

56

34

128

2

257

Germany

234

229

149

106

13

731

Greece

411

13

-

322

2

748

Hungary

-

1

-

2

-

3

Ireland

-

9

1

14

9

33

1321

175

160

1478

10

3.144

Latvia

-

-

-

7

-

7

Lithuania

-

-

-

2

-

2

Luxembourg

-

8

1

1

1

11

Malta

-

-

-

-

-

-

18

42

215

131

2

408

1

89

91

26

-

207

Portugal

478

212

359

323

9

1.381

Romania

7

1

2

10

-

20

Slovakia

-

-

-

1

-

1

Slovenia

4

-

-

5

-

9

1.117

296

21

525

509

2.468

Sweden

1

229

2

2

2

236

United Kingdom

1

30

4

6

21

62

3.781

1.954

1.305

3.433

595

11.068

COUNTRIES

France

Italy

Netherlands Poland

Spain

TOTAL EU-27 (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


90

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

22. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie (000 tonn./2010): import UE/27 Stone exchange for Countries and types (000 tons/2010): import EU/27 25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

TOTAL

Austria

5

34

95

190

3

327

Belgium

22

180

344

630

421

218

Bulgaria

12

1

2

27

-

42

Cyprus

2

-

5

55

5

67

Czech Republic

1

18

5

30

4

58

Denmark

1

59

101

32

7

200

Estonia

-

1

1

6

1

9

Finland

-

7

24

10

1

42

France

20

297

357

309

273

1.256

Germany

60

186

615

809

92

1.762

141

68

4

115

-

328

Hungary

5

7

8

32

-

52

Ireland

4

17

18

57

17

113

427

883

132

243

13

1.698

Latvia

-

89

1

3

-

93

Lithuania

-

9

3

19

1

32

Luxembourg

1

190

27

20

7

245

Malta

1

2

-

11

-

14

66

42

391

242

17

758

8

228

34

270

4

544

Portugal

28

51

1

25

4

109

Romania

4

5

17

71

1

98

Slovakia

3

3

17

29

-

52

Slovenia

2

9

7

23

1

42

54

485

42

214

34

829

2

35

45

30

3

115

20

561

179

287

191

1.238

889

3467

2475

3789

721

11.341

COUNTRIES

Greece

Italy

Netherlands Poland

Spain Sweden United Kingdom TOTAL EU-27 (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

91

23. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie (000 tonn./2010): export altri UE Stone exchange for Countries and types (000 tons/2010): export other EU 25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

TOTAL

Albania

14

115

1

4

-

134

Armenia

2

6

-

13

-

21

Belarus

-

-

-

3

-

3

Bosnia

4

2

1

5

-

12

Croatia

129

37

2

27

-

195

Georgia

-

1

-

-

-

1

Iceland

-

-

-

-

-

-

52

1

-

4

-

57

-

-

-

-

-

-

10

-

-

3

-

13

Norway

2

395

5

3

7

412

Russia

3

6

-

16

-

25

Serbia

1

1

1

4

-

7

Switzerland

-

38

1

7

-

46

Ukraine

-

21

27

39

-

87

217

623

38

128

7

1013

COUNTRIES

Macedonia Moldova Montenegro

TOTAL other EU (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


92

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

24. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie (000 tonn./2010): import altri UE Stone exchange for Countries and types (000 tons/2010): export other EU 25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

TOTAL

Albania

41

-

-

23

-

64

Armenia

-

1

-

10

-

11

Belarus

3

24

1

16

-

44

Bosnia

6

17

1

28

-

52

Croatia

3

10

2

55

-

70

Georgia

-

3

-

7

-

10

Iceland

-

1

-

1

-

2

Macedonia

4

1

-

17

-

22

Moldova

-

1

-

5

-

6

Montenegro

1

3

1

9

-

14

Norway

2

27

122

27

3

181

Russia

3

86

63

309

3

464

Serbia

3

30

1

20

-

54

90

179

107

132

8

516

1

-

-

14

-

15

157

383

298

673

14

1525

COUNTRIES

Switzerland Ukraine TOTAL other EU (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

93

25. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie: extra-europei leader (000 tonn./2010). Export

Stone exchange for Countries and types: leading extra-europe (000 tons/2010). Export COUNTRIES

25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

TOTAL

Australia

1

47

1

3

-

52

Brazil

5

1182

101

778

160

2.226

Canada

2

76

4

126

26

234

China

80

588

1.038

10.378

412

12.496

Egypt

1610

4

-

268

-

1.882

India

166

3720

2

1.065

52

5.005

Iran

817

4

-

139

-

960

Japan

1

46

-

2

-

49

South Africa

-

363

-

37

3

403

South Korea

-

10

-

3

-

13

Taiwan

3

4

-

50

2

59

Turkey

4680

192

51

1.677

3

6.603

55

122

16

250

6

449

7420

6.358

1.213

14.776

664

30.431

USA Total (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


94

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

26. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie: extra-europei leader (000 tonn./2010). Import

Stone exchange for Countries and types: leading extra-Europe (000 tons/2010). Import COUNTRIES

25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

TOTAL

Australia

1

5

42

149

13

210

Brazil

1

2

-

68

-

71

55

70

28

370

24

547

China

8.524

3.736

2

48

2

12.312

Egypt

239

40

1

16

1

297

India

318

56

-

86

-

460

Iran

-

-

-

-

-

-

Japan

7

18

134

869

9

1.037

South Africa

-

9

-

59

10

78

South Korea

10

80

75

2.340

13

2.518

Taiwan

261

990

58

281

7

1.597

Turkey

2

69

12

260

3

346

18

215

18

3.004

134

3.389

9.436

5.290

370

7.550

216

22.862

Canada

USA Total (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

95

27. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie: altri extra-europei (000 tonn./2010). Export

Stone exchange for Countries and types: other extra-european (000 tons/2010). Export COUNTRIES

25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

TOTAL

Afghanistan Algeria Argentina Bahrein Colombia Costarica Emirates Ethiopia Hong-Kong Indonesia Israel Jordan Kazakhstan Kyrgyzstan Macao Malaysia Mexico Morocco New Zealand Nigeria Oman Pakistan Panama Peru Philippines Santo Domingo Saudi Arabia Senegal Singapore Sri Lanka Thailand Tunisia Uruguay Venezuela Zimbawe Others Total

1 1 21 2 ... 150 2 2 9 15 27 15 3 147 65 2 10 1 ... 2 101 1 1.339 1961

2 1 ... 2 9 2 19 26 178 1 4 109 19 ... 3 3 1 6 72 1.139 1.596

5 10 107 ... 7 1 3 12 57 1 ... 1 541 745

1 13 4 7 32 ... 130 25 255 9 29 87 1 3 208 25 1 19 58 1 1 ... 7 12 10 651 1.689

1 3 4 ... 1 ... . 31 40

7 1 28 4 8 21 146 ... 289 28 257 9 20 63 144 16 6 545 148 1 21 68 7 110 19 ... 10 17 112 7 1 72 3.701 5.986

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


96

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

28. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie: altri extra-europei (000 tonn./2010). Import

Stone exchange for Countries and types: other extra-european (000 tons/2010). Import COUNTRIES Afghanistan Algeria Argentina Bahrein Colombia Costarica Emirates Ethiopia Hong-Kong Indonesia Israel Jordan Kazakhistan Kyrgyzstan Macao Malaysia Mexico Morocco New Zealand Nigeria Oman Pakistan Panama Peru Philippines Santo Domingo Saudi Arabia Senegal Singapore Sri Lanka Thailand Tunisia Uruguay Venezuela Zimbawe Others Total (Fonte: Elaborazione propria)

25.15 98 1 2 14 9 168 52 3 143 6 5 46 5 14 2 2 4 2 6 68 14 17 45 102 1 35 1.988 2852

25.16 2 6 57 6 1 91 349 28 15 12 13 6 4 14 1 45 218 1 10 20 226 3 172 5 1 85 1.391

68.01 57 2 1 2 5 1 21 2 1 4 1 1 1 41 2 1 15 158

68.02 72 7 58 34 7 582 9 265 47 164 107 94 1 19 72 120 159 20 277 56 26 21 10 24 13 513 4 153 2 2 36 7 70 4.963 8.014

68.03 1 2 1 2 1 6 1 1 1 6 3 3 1 2 2 1 1 1 5 2 3 2 2 3 302 355

TOTAL 57 173 16 120 56 10 690 9 788 129 168 265 139 14 24 129 133 188 29 326 280 29 23 17 40 15 642 4 396 22 223 143 11 109 7.353 12.770

(Source: own data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

97

29. Interscambio lapideo mondiale (000 tonn/2010): export World stone exchange (000 tons/2010): export Raw PAR.

Countries/zones

68.01

68.02

68.03

3.781

1.954

1.305

3.433

595

11.068

217

623

38

128

7

1.013

Leading extra/EU

7.420

6.358

1.213

14.776

664

30.431

Others extra/EU

1.916

1.596

745

1.689

40

5.986

13.334

10.531

3.301

20.026

1.306

48.498

28.4

18.5

39.5

17.1

45.5

22.8

1.6

5.9

1.2

0.6

0.5

2.1

Leading extra/EU

55.6

60.4

36.7

73.8

50.8

62.7

Others extra/EU

14.4

15.2

22.6

8.5

3.2

12.4

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

Abs. Figures

Others Europe

Total EU/27 Others Europe Shares

Total

25.16

EU/27

Total (Fonte: Elaborazione propria)

25.15

Processed

(Source: own data processing)


98

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

30. Interscambio lapideo mondiale (000 tonn/2010): import World stone exchange (000 tons/2010): import Raw

Abs. Figures

PAR.

Total

Countries/zones

25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

EU/27

889

3.467

2.475

3.789

721

11.341

Others Europe

157

383

298

673

14

1.525

Leading extra/EU

9.436

5.290

370

7.550

216

22.862

Others extra/EU

2.852

1.391

158

8.014

355

12.770

13.334

10.531

3.301

20.026

1.306

48.498

EU/27

6.7

32.9

74.9

18.9

55.2

23.4

Others Europe

1.2

3.6

9.0

3.4

1.0

3.1

Leading extra/EU

70.8

50.2

11.2

37.7

16.5

47.1

Others extra/EU

21.3

13.3

4.9

40.0

27.3

26.4

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

Total

Shares

Processed

Total (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

99

31. Interscambio lapideo mondiale: quantitĂ  (000 tonn) World stone trade: quantity (000 tons) Raw materials Years Calcareous Siliceous

Processed materials Total Simple

Special

Slate

Total

GENERAL TOTAL

1989

988

4.140

5.128

1.260

2.904

425

4.489

9.717

1990

915

4.519

5.434

1.327

3.025

448

4.800

10.234

1991

1.050

4.968

6.018

1.398

3.035

471

4.904

10.922

1992

1.000

5.043

6.043

1.490

3.845

502

5.837

11.880

1993

1.074

5.218

6.292

1.628

4.200

548

6.376

12.668

1994

1.390

6.356

7.746

1.727

5.029

581

7.337

15.083

1995

1.396

6.024

7.420

1.903

5.606

644

8.153

15.573

1996

1.533

6.562

8.095

2.278

6.267

700

9.245

17.340

1997

1.987

7.515

9.502

2.245

6.675

769

9.689

19.191

1998

2.073

6.785

8.858

2.142

6.866

815

9.823

18.681

1999

2.319

7.901

10.220

2.484

7.214

887

10.585

20.805

2000

3.071

7.754

10.825

2.995

7.845

1.086

11.926

22.751

2001

3.237

8.576

11.813

2.671

8.651

967

12.289

24.102

2002

3.806

8.426

12.232

2.659

9.610

880

13.149

25.381

2003

5.206

8.346

13.552

3.206

11.758

1.070

16.034

29.586

2004

5.430

10.237

15.667

2.726

13.202

1.252

17.180

32.847

2005

6.265

10.266

16.531

3.689

14.582

1.256

1.256

36.058

2006

7.495

10.562

18.057

3.804

18.138

1.369

23.311

41.368

2007

8.271

11.429

19.700

3.814

21.150

1.568

26.532

46.232

2008

9.384

10.816

20.200

3.702

19.791

1.500

24.993

45.193

2009

9.466

8.909

18.375

3.262

18.199

1.242

22.703

41.078

2010

13.334

10.531

23.865

3.301

20.026

1.306

24.633

48.498

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


100

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

32. Interscambio lapideo mondiale: variazioni storiche World stone trade: historical outline Raw materials Years Calcareous Siliceous

Processed materials Total Simple

Special

Slate

Total

GENERAL TOTAL

1990

- 7.4

+ 9.2

+ 6.0

+ 5.3

+ 4.2

+ 5.4

+ 4.6

+ 5.3

1991

+ 14.7

+ 9.9

+ 10.7

+ 5.4

+ 0.3

+ 5.1

+ 2.2

+ 6.7

1992

- 4.8

+ 1.5

+ 0.4

+ 6.6

+ 26.7

+ 6.6

+ 19.0

+ 8.8

1993

+ 7.4

+ 3.5

+ 4.1

+ 9.3

+ 9.2

+ 9.2

+ 9.2

+ 6.6

1994

+ 29.4

+ 21.8

+ 23.1

+ 6.1

+ 19.7

+ 6.0

+ 15.1

+ 19.1

1995

+ 0.5

-5.2

-4.2

+ 10.2

+ 11.5

+ 10.8

+ 11.1

+ 3.2

1996

+ 9.8

+ 8.9

+ 9.1

+ 19.7

+ 11.8

+ 8.7

+ 13.4

+ 11.3

1997

+ 29.6

+ 14.5

+ 17.4

- 1.4

+ 6.5

+ 9.9

+ 4.8

+ 10.7

1998

+ 4.3

- 9.3

-6.8

- 4.6

+ 2.9

+ 6.0

+ 1.4

- 2.7

1999

+ 11.9

+ 16.4

+ 15.4

+ 16.0

+ 5.1

+ 8.8

+ 7.8

+ 11.4

2000

+ 32.4

- 1.9

+ 5.9

+ 20.6

+ 8.7

+ 22.4

+ 12.7

+ 9.4

2001

+ 5.4

+ 10.6

+ 9.1

- 10.8

+ 10.3

- 11.0

+ 3.0

+ 5.9

2002

+ 17.6

- 1.7

+ 3.5

- 0.4

+ 11.1

- 9.0

+ 7.0

+ 5.3

2003

+ 36.8

- 0.9

+ 10.8

+ 20.6

+ 22.4

+ 21.6

+ 21.9

+ 16.6

2004

+ 4.3

+ 22.6

+ 15.6

- 15.0

+ 12.3

+ 17.0

+ 7.1

+ 11.0

2005

+ 15.4

+ 0.3

+ 5.5

+ 35.3

+ 10.5

+ 0.3

+ 13.7

+ 9.8

2006

+ 19.6

+ 2.9

+ 9.2

+ 3.1

+ 24.3

+ 9.0

+ 19.4

+ 14.7

2007

+ 10.4

+ 8.2

+ 9.1

+ 0.3

+ 16.6

+ 14.5

+ 13.8

+ 11.8

2008

+ 13.5

- 5.4

+ 2.5

- 2.9

- 6.4

- 4.3

- 5.8

- 2.2

2009

+ 0.9

- 17.6

-9.0

- 11.9

- 8.0

- 17.2

- 9.2

- 9.1

2010

+40.9

+18.2

+29.8

+1.2

+10.0

+5.1

+8.5

+18.1

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

101

33. Interscambio lapideo mondiale: indici World stone trade: index

Raw materials Years Calcareous Siliceous

Processed materials Total Simple

Special

Slate

Total

GENERAL TOTAL

1989

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

1990

92.6

109.2

106.0

105.3

104.2

105.4

104.6

105.3

1991

106.3

120.0

117.4

111.0

104.5

110.8

106.9

112.4

1992

101.2

121.8

117.8

118.3

132.4

118.1

127.2

122.3

1993

108.7

126.0

122.7

129.2

144.6

128.9

138.9

130.4

1994

140.7

153.5

151.0

137.1

173.2

136.7

159.8

155.2

1995

141.3

145.5

144.7

151.0

193.0

151.5

177.7

160.3

1996

155.2

158.5

157.8

180.8

215.8

164.7

201.5

178.5

1997

201.1

181.5

185.3

178.2

229.9

108.9

211.1

197.5

1998

209.8

163.9

172.7

170.0

236.4

191.8

214.1

192.3

1999

234.7

190.8

199.3

197.1

248.4

208.7

230.7

214.1

2000

310.8

187.3

211.1

237.6

270.1

255.5

259.9

234.1

2001

327.6

207.1

230.4

212.0

297.9

227.5

267.8

248.0

2002

385.2

203.5

238.5

211.0

330.9

207.1

286.5

261.2

2003

526.9

201.6

264.3

254.4

404.9

251.8

349.4

304.5

2004

549.6

247.3

305.5

216.3

454.6

294.6

374.4

338.0

2005

634.1

248.0

322.4

292.8

502.1

295.5

425.5

371.1

2006

758.6

255.1

352.1

301.9

624.6

322.1

508.0

425.7

2007

837.1

276.1

384.2

302.7

728.3

368.9

578.2

475.8

2008

949.8

261.3

393.9

293.8

681.5

352.9

544.6

465.1

2009

958.1

215.2

358.3

258.9

626.7

292.2

494.7

422.7

2010

1349.6

254.4

465.4

262.0

689.6

307.3

536.8

499.1

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


102

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

34. Interscambio lapideo mondiale: quote World stone trade: shares

Raw materials Years Calcareous Siliceous

Processed materials Total Simple

Special

Slate

Total

GENERAL TOTAL

1989

10.2

42.6

52.8

13.0

29.9

4.3

47.2

100.0

1990

8.9

44.1

53.0

13.0

31.8

4.2

47.0

100.0

1991

9.6

45.5

55.1

12.8

27.8

4.3

44.9

100.0

1992

8.4

42.5

50.9

12.5

32.4

4.2

49.1

100.0

1993

8.5

41.2

49.7

12.9

33.2

4.2

50.3

100.0

1994

9.2

42.1

51.3

11.4

33.3

4.0

48.7

100.0

1995

9.0

38.7

47.7

12.2

36.0

4.1

52.3

100.0

1996

8.8

37.8

46.6

13.1

36.1

4.2

53.4

100.0

1997

10.3

39.2

49.5

11.7

34.8

4.0

50.5

100.0

1998

11.0

36.3

47.3

11.5

36.8

4.4

52.7

100.0

1999

11.1

38.0

49.1

11.9

34.7

4.3

50.9

100.0

2000

13.5

34.1

47.6

13.2

34.5

4.7

52.4

100.0

2001

13.4

35.6

49.0

11.1

35.9

4.0

51.0

100.0

2002

15.0

33.2

48.2

10.5

37.9

3.4

51.8

100.0

2003

17.6

28.2

45.8

10.8

39.7

3.6

54.2

100.0

2004

16.5

31.2

47.7

8.3

40.2

3.8

52.3

100.0

2005

17.4

28.4

45.8

10.2

40.5

3.5

54.2

100.0

2006

18.1

25.5

43.6

9.2

43.8

3.4

56.4

100.0

2007

17.9

24.7

42.6

8.2

45.8

3.4

57.4

100.0

2008

20.8

23.9

44.7

8.2

43.8

3.3

55.3

100.0

2009

23.0

21.7

44.7

7.9

44.3

3.1

55.3

100.0

2010

27.5

21.7

49.2

6.8

41.3

2.7

50.8

100.0

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


306 2.0

255 1.7

2.218 14.7 2.393 15.4 3.095 17.8 3.130 16.3 2.268 13.7 3.156 15.2 4.095 18.0 4.692 19.5 5.700 22.5 6.992 23.6 7.534 22.9 8.896 24.7 10.338 25.0 11.533 25.0 11.793 26.1 11.733 28.6 12.496 25.8

1.197 7.9 1.335 8.6 1.346 7.8 2.070 10.8 1.724 9.2 1.888 9.1 2.307 10.1 2.294 9.5 2.431 9.6 3.192 10.8 3.875 11.8 4.044 11.2 4.522 10.9 5.571 12.1 5.426 12.0 5.311 12.9 5.005 10.3

520 3.4

266 1.8

637 4.2

3.278 21.7 2.895 18.6 3.785 21.8 3.942 20.5 4.357 23.3 25.7 25.7 4.904 21.6 5.612 23.2 5.445 21.5 6.834 23.1 7.434 22.6 8.020 22.2 9.925 24.0 11.276 24.4 11.306 25.1 8.941 21.6 11.844 24.6

15.083 100.0 15.573 100.0 17.340 100.0 19.191 100.0 18.681 100.0 100.0 100.0 22.751 100.0 24.102 100.0 25.381 100.0 29.586 100.0 32.847 100.0 36.058 100.0 41.368 100.0 46.232 100.0 45.193 100.0 41.078 100.0 48.498 100.0

Norway

China

India

South Africa

USA

Brazil

Others

TOTAL

724 4.2

283 1.6

680 3.9

261 1.5

289 1.7

377 1.1

349 1.0

404 1.0

255 0.6

365 0.8

285 0.6

376 0.8

266 0.6

359 0.9

246 0.6

748 1.5

257 0.5

899 4.7

305 1.6

900 4.7

238 1.2

378 1.9

434 2.3

336 1.6

947 4.6

249 1.2

376 1.8

426 2.0

243 1.1

960 4.2

297 1.3

340 1.5

658 2.9

253 1.0

903 3.7

315 1.3

325 1.3

267 1.1

936 3.7

352 1.4

326 1.3

267 0.9

742 2.5

362 1.2

338 1.1

276 0.8

687 2.1

412 1.3

352 1.1

364 1.0

660 1.8

365 1.0

385 1.1

371 0.9

620 1.5

330 0.8

385 0.9

387 0.8

551 1.2

379 0.8

380 0.8

287 0.6

513 1.1

311 0.7

319 0.7

369 0.9

380 0.9

350 0.9

241 0.6

449 0.9

403 0.8

412 0.8

331 0.7

985 4.1 1.470 5.8 2.065 7.0 2.633 8.0 3.045 8.4 4.041 9.8 4.736 10.2 4.886 10.8 4.868 11.9 6.603 13.6

(Source: own data processing)

898 4.8 1.020 4.9 1.084 4.8 1.222 5.1 1.412 5.6 1.508 5.1 1.800 5.5 2.157 6.0 2.536 6.1 2.475 5.4 1.990 4.4 1.651 4.0 2.226 4.6

364 1.9

867 4.6

236 1.3

301 1.6

469 2.5

(Fonte: Elaborazione propria)

687 4.4

237 1.5

708 4.6

208 1.3

287 1.8

358 2.1

370 1.3

225 0.6

731 1.5

Finland

257 1.7

340 1.3

237 0.7

737 1.8

914 4.8 1.064 5.7 1.133 5.4 1.217 5.3 1.217 5.0 1.054 4.2 1.046 3.5 1.147 3.5 1.235 3.4 1.335 3.2 1.532 3.3 1.266 2.8 1.089 2.7 1.381 2.8

277 1.1

181 0.6

855 1.9

214 1.4

903 5.2

331 1.5

194 0.8

785 1.7

Turkey

954 6.1

251 1.2

248 1.0

642 1.6

1.002 6.6

267 1.4

241 1.1

749 2.1

Portugal

305 1.6

234 1.1

534 1.6

1.409 9.3 1.514 9.7 1.497 8.6 1.593 8.3 1.586 8.5 1.659 8.0 2.028 8.9 1.861 7.7 1.843 7.3 2.213 7.5 2.460 7.5 2.442 6.8 2.403 5.8 2.635 5.7 2.445 5.4 1.968 4.8 2.468 5.1

234 1.3

228 1.2

405 1.4

Spain

189 1.2

272 1.4

420 1.7

196 1.3

198 1.1

348 1.4

Greece

186 1.2

411 1.8

179 1.2

340 1.6

France

244 1.3

Germany

248 1.3

285 1.9

Italy

249 1.4

3.121 20.7 3.391 21.8 3.438 19.8 3.563 18.5 3.508 18.7 3.429 16.5 3.635 16.0 3.550 14.7 3.191 12.6 3.071 10.4 3.089 9.4 3.122 8.7 3.261 7.9 3.342 7.2 3.154 7.0 2.835 6.9 3.144 6.5

COUNTRIES

332 2.1

1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % 000 % tons tons tons tons tons tons tons tons tons tons tons tons tons tons tons tons tons

Quantity exchange variation in leading exporter Countries

35. Variazioni dell’interscambio quantitativo nei principali Paesi esportatori (EX tav. 22/XXI Rapporto)

XXII World Marble and Stones Report 2011 103


205 1.4

184 1.2

140 0.9

731 4.8

5.254 34.8 4.536 29.1

15.083 100.0 15.573 100.0 5842 100.0 19.191 100.0 18.681 100.0 20.805 100.0 22.751 100.0 24.102 100.0 25.381 100.0 29.586 100.0 32.847 100.0 36.058 100.0 41.638 100.0 46.232 100.0 45.193 100.0 41.078 100.0 48.498 100.0

Suth Corea

Singapore

Canada

USA

Others

TOTAL

511 2.1

436 1.8

203 0.8

495 2.0

459 1.8

193 0.8

469 1.6

651 2.2

205 0.7

529 1.6

931 2.8

181 0.6

176 0.4

177 0.4

140 0.3

539 1.5

575 1.4

620 1.3

594 1.3

994 2.8 1.336 3.2 1.387 3.0 1.185 2.6

156 0.4

109 0.2

829 1.7

570 1.4

516 1.1

991 2.4 1.238 2.6

128 0.3

858 2.1

933 2.8 1.093 3.0 1.340 3.2 1.331 2.9 1.286 2.8 1.095 2.7 1.256 2.6

973 3.8 1.553 5.3 1.344 4.1 1.430 4.0 1.573 3.8 1.653 3.6 1.273 2.8

926 3.1

118 0.8

456 2.0

341 1.5

153 0.7

843 3.7 1.073 4.5

751 3.0

China

486 2.3

278 1.3

130 0.6

795 3.8

944 4.5 1.082 4.8 1.049 4.4

837 5.5

391 2.1

267 1.4

122 0.7

713 3.8

834 4.5

Taiwan

427 2.2

249 1.3

83 0.4

563 2.9

795 4.1

(Fonte: Elaborazione propria)

930 6.0

105 0.7

177 1.1

277 1.8

162 0.8

212 1.1

430 2.2

887 4.6

198 1.1

148 0.8

189 1.0

180 0.9

227 1.1

276 1.3

190 0.8

164 0.7

444 2.0

178 0.7

190 0.8

198 0.8

135 0.6

219 0.7

173 0.6

307 0.9

210 0.6

423 1.2

276 0.8

464 1.1

272 0.7

596 1.3

283 0.6

505 1.1

423 0.9

542 1.3

370 0.9

547 1.1

396 0.8

705 2.9 1.541 6.1 1.857 6.3 1.824 5.6 1.833 5.1 2.110 5.1 2.526 5.5 2.528 5.6 2.470 6.0 2.518 5.2

908 4.8 1.202 5.8 1.741 7.7 2.196 9.1 2.546 10.0 3.410 11.5 4.197 12.8 4.554 12.6 6.007 14.5 7.245 15.7 8.207 18.2 8.166 19.9 12.312 25.4

(Source: own data processing)

757 33.7 6.227 32.4 5.895 31.5 6.525 31.4 7.721 33.8 7.551 31.3 8.753 34.5 10.051 34.0 11.078 33.7 13.124 36.4 13.926 33.7 16.819 36.3 17.969 39.9 16.645 40.4 19.294 39.8

149 4.4 1.074 5.5 1.320 7.1 1.640 7.9 1.815 8.0 2.006 8.3 2.083 8.2 2.871 9.7 3.273 10.0 3.727 10.3 4.943 11.9 5.277 11.4 3.956 8.8 3.147 7.7 3.389 7.0

210 0.9

378 1.2

454 2.2

282 1.8 1.119 2.6

955 6.1 2.533 6.5 1.714 8.9 1.429 7.6 1.796 8.6 1.471 6.4 1.459 6.1 1.458 5.7 1.048 3.5 1.768 5.4 1.896 5.3 1.938 4.7 1.608 3.5 1.484 3.3 1.312 3.2 1.597 3.3

313 14.6 2.085 10.9 1.735 9.3 1.744 8.4 1.738 7.6 1.805 7.5 1.755 6.9 1.674 5.7 1.680 5.1 1.735 4.8 1.563 3.8 1.459 3.2 1.238 2.7 1.223 3.0 1.037 2.1

313 1.8

184 1.1

80 0.5

541 3.1

659 3.8

2.241 14.9 2.173 14.0

384 2.5

190 1.2

68 0.4

482 3.1

744 4.8

Japan

2010

372 2.5

2009

Switzerland

2008

251 1.7

2007

Un. Kingdom

2006

44 0.3

2005

Portugal

2004

377 2.5

2003

Spain

2002

782 5.2

2001

France

2000

1.864 12.4 2.226 14.3 2.175 12.2 2.139 11.1 2.400 12.8 2.386 11.5 2.223 9.8 2.416 10.0 1.871 7.4 2.478 8.3 1.911 5.8 1.795 5.0 2.407 5.8 2.596 5.6 2.098 4.6 1.967 4.8 1.762 3.6

1999

Germany

1998

1.683 11.2 2.044 13.1 1.946 11.2 2.144 11.2 2.132 11.4 2.196 10.5 2.359 10.4 2.324 9.6 2.170 8.5 2.271 7.7 2.681 8.2 2.483 6.9 2.738 6.6 2.655 5.7 2.307 5.1 1.594 3.9 1.698 3.5

1997

Italy

1996

COUNTRIES

1995

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1994

Quantity exchange variation in leading importer Countries

36. Variazioni dell’interscambio quantitativo nei principali Paesi importatori

104 XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

226 16.2 234 15.3 447 22.4 293 14.2 473 20.3 881 31.8 732 22.7 955 25.1 1.462 28.1 1.280 23.6 1.715 27.4 2.101 28.0 2.700 32.6 3.340 35.7 2.643 27.8 3850 28.9

1.396 100.0 1.533 100.0 1.987 100.0 2.073 100.0 2.319 100.0 3.071 100.0 3.237 100.0 3.806 100.0 5.206 100.0 5.430 100.0 6.265 100.0 7.495 100.0 8.271 100.0 9.384 100.0 9.466 100.0 13334 100.0

Total

4.6

75

3.2

2.7 87

40 2.8

1.3 76

63 2.3

1.9 80

29

34

2.1 101

0.8

29 1.9 149

0.7

5.8 389

1.9 173

5.2 568

2.3 210

6.9 595

2.5 218

61

4.0

62

3.2 114

5.5 124

5.3 187

5.5 817

2.1 166

2.5 411

1.4 234

31 2.7 169

0.5

35 2.7 250

0.5

28 3.3 286

0.5

27 3.5 293

0.3

28

10

7.8 1117

3.3 478

0.3

8.4

3.6

0.1

(Source: own data processing)

6.1 371 11.5 624 16.4 1.148 22.0 1.363 25.1 1.569 25.0 2.130 28.4 1.718 20.8 2.184 23.3 3.198 33.8 4680 35.1

9.7 735

3.1 313

0.3

9.9

6.1

1.2

3.1

1.8

1.0

(Fonte: Elaborazione propria)

4.4

6.3 518

2.3 203

2.5 233

1.2 128

9.0 786 12.5 885 11.8 971 11.7 1.007 10.7 1.075 11.4 1321

6.4 364

2.9 117

2.9 239

1.5 116

1.0 129

0.1

Others

96

62

5.2 345

3.3 159

3.8 240

1.2 120

1.1 101

18

0.8

62

3.9

2.1

5.3 268

3.6 174

93

3.7 282

1.2

1.4 105

1.4

1.7 103

Turkey

77

43

6.3 201

3.5 138

78

4.5 230

1.4

1.5 118

6.7 154 10.0 329 16.5 315 15.2 359 15.5 454 14.8 481 14.9 598 15.7 785 15.1 1.024 18.9 985 15.7 810 10.8 956 11.6 906

6.4

1.7

3.5 205

2.6 114

75

4.7 243

1.0

1.2 110

2.1 128

1.7 163

94

98

33

44 107

80

54

5.0 244

1.4

74

3.0 198

1.3 156

Spain

7.6

2.2

4.5 101

2.5

54

4.2 191

1.7

2.1

2.1 248

1.1 108

106

34

93

59

5.7 136

54

0.8 112

81

1.2 156

1.1

Portugal

4.9

2.3

2.9

4.0 174

1.6

42

75

72

68

45

60

93

49

1.4

1.1

1.8

Philippines

1.9

3.4

4.0

2.0

54

62

99

588 42.1 634 41.4 596 30.0 635 30.6 616 26.5 769 25.0 755 23.3 706 18.5 688 13.2 490

29

67

83

47

1.7

2.2

1.8

Italy

1.5

2.4

4.9

1.0

55

91

2.6 115

2.0

21

37

98

20

1.6

99

77

Iran

3.9

3.1

0.3

50

3.7

2.3

54

48

6

4.7

75

3.9 120

2.4

India

2.4

0.9

5.4 110

74

4.6 119

4.0

34

14

5.1 112

5.8 108

92

Greece

1.9

2.7 102

1.3 122

4.2

26

41

26

87

Germany

2.3

3.7

5.0

32

57

99

Croatia

1.1

6.0

15

92

Belgium

5.0

70

Austria

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

World exchange of raw calcareous stones (code 25.15): export (000 tons)

37. Interscambio mondiale di calcarei grezzi (cod. 25.15): export (000 tonn.)

XXII World Marble and Stones Report 2011 105


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

96 6.9

79 5.7 131 8.5

131 9.4 116 7.6 138 6.9 136 6.6 169 7.3 129 4.2 132 4.1 107 2.8 148 2.8 183 3.4 186 3.0 195 2.6 230 2.8 233 2.5 202 2.1

19 1.4

413 29.5 453 29.5 699 35.1 689 33.2 667

Spain

Switzerland

Taiwan

United States

Others

40 2.6

85 5.5

98 4.2

72 2.3

69 2.1

30 0.8

97 1.8

79 2.1 100 1.9 47 0.9

89 1.6

18 0.3

96 1.5

40 0.5

86 1.1

75 1.0

17 0.2 101 1.0

10 0.5

34 1.6

89 2.7

92 2.4

68 2.2 125 3.9 152 4.0

94 3.1

67 1.3

61 1.1

38 0.6

38 0.5

18 0.2

55 0.5

21 0.2

88 1.7 132 2.4 120 1.9 107 1.4 113 1.4 104 1.1 105 1.1

18 0.1

261 2.0

90 0.7

54 0.4

66 0.5

138 1.0

427 3.2

168 1.3

141 1.1

60 0.4

28 1.027 33.4 812 25.1 1.260 33.1 1.769 34.0 1.679 30.9 2.317 37.0 2.404 32.1 1.829 22.1 2.312 24.6 2.884 30.8 3367 25.3

63 2.7

92 4.6 105 5.1 103 4.4

93 1.0

76 0.9 149 1.6 156 1.6

96 1.2 110 1.2 100 1.0

39 0.5

87 4.4 115 5.5 112 4.8 153 5.0 163 5.0 169 4.4 334 6.4 140 2.6 206 3.3 209 2.8 261 3.2 307 3.3

61 4.0 110 5.5 106 5.1

58 0.6

20 0.1

(Source: own data processing)

1.396 100.0 1.533 100.0 1.987 100.0 2.073 100.0 2.319 100.0 3.071 100.0 3.237 100.0 3.806 100.0 5.206 100.0 5.430 100.0 6.265 100.0 7.495 100.0 8.271 100.0 9.384 100.0 9.466 100.0 13.334 100.0

(Fonte: Elaborazione propria)

Total

54 3.9

87 0.9

22 0.2

Netherlands

56 0.7 119 1.4

26 0.3

153 11.0 170 11.1 168 8.5 189 9.1 154 6.6 106 3.5 106 3.3

32 0.5

20 0.2

Lebanon

47 0.9

20 0.3

12 0.4 139 3.6 183 3.5 225 4.1 236 3.8 259 3.5 316 3.8 228 2.4 189 2.0

47 0.9

86 4.1 113 4.9 114 3.7 125 3.9 112 2.9 129 2.5 125 2.3 112 1.8

59 1.9

36 0.9

21 0.3

261 18. 277 18.1 334 16.8 317 15.3 310 13.4 368 12.0 431 13.3 368 9.7 431 8.3 495 9.1 470 7.5 608 8.1 678 8.2 664 7.1 402 4.2

84 4.2

44 1.9

39 1.2

31 0.6

Italy

33 2.2

29 1.4

62 2.0

37 0.7

42 3.0

29 1.5

70 3.0

29 0.8

Hong-Kong

18 1.2

44 2.1

73 2.4 114 3.5

6 0.4

39 2.0

54 2.3

Greece

36 2.3

63 3.0

45 3.2

65 3.3

Germany

29 1.9

32 2.3

France

%

2010 000 tons

84 5.5 132 6.6 160 7.7 362 5.6 746 24.3 1.020 31.5 1.233 32.4 1.776 34.1 2.176 40.1 2.413 38.5 3.398 45.3 4.476 54.1 5.092 54.3 5.133 54.2 8.524 63.9

65 4.7

China

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

World exchange of raw calcareous stones (code 25.15): import (000 tons)

38. Interscambio mondiale di calcarei grezzi (cod. 25.15): import (000 tonn.)

106 XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011


574 9.5

61 1.0

United States 158 2.0

375 4.8 168 2.0

299 3.5

885 10.3

166 2.0

298 3.5

905 10.7

169 2.0

295 3.5

716 8.6

312 3.7

178 1.7

329 3.2

660 6.4

310 3.0

193 1.9

311 3.0

637 6.2

380 3.7

351 3.4

136 1.3

327 3.1

573 5.4

333 3.2

294 2.8

189 1.8

283 2.7

312 3.0

151 1.3

349 3.1

506 4.4

469 4.1

311 2.7

197 1.7

357 3.1

325 2.8

118 1.1

383 3.5

464 4.3

254 2.3

298 2.8

170 1.6

366 3.4

301 2.7

98 1.1

217 2.4

338 3.8

138 1.5

330 3.7

162 1.8

324 3.6

207 2.3

122 1.2

296 2.8

363 3.4

212 2.0

395 3.8

175 1.7

229 2.2

308 2.9

588 5.6

76 0.7

(Source: own data processing)

(Fonte: Elaborazione propria)

6.024 100.0 6.562 100.0 7.515 100.0 6.785 100.0 7.901 100.0 7.754 100.0 8.576 100.0 8.426 100.0 8.346 100.0 10.237 100.0 10.266 100.0 10.562 100.0 11.429 100.0 10.816 100.0 8.909 100.0 10.531 100.0

198 2.5

353 4.5

937 12.1

370 4.4

394 3.8

205 2.0

337 3.3

342 3.3

379 4.3

68 0.8

Total

220 3.2

378 5.6

921 11.7

310 3.6

344 4.1

216 2.1

225 2.2

324 3.2

713 6.6

57 0.5

1.264 21.0 1.634 24.9 1.290 17.2 1.165 17.2 1.962 24.8 1.501 19.4 1.927 11.5 2.010 23.9 1.982 23.7 2.747 26.8 2.216 21.6 2.858 27.1 2.800 24.7 2.650 24.6 1.902 21.5 2865 27.2

182 2.4

428 5.7

839 12.4

199 2.6

323 3.8

175 2.1

173 2.1

313 3.8

942 8.2

73 0.6

Others

160 2.4

481 7.3

844 11.2

216 2.7

286 3.3

155 1.8

183 2.2

303 3.6

960 9.1

115 1.1

786 8.8 1182 11.2

Spain

614 9.4

373 5.4

265 3.4

185 2.2

140 1.6

295 3.4

189 1.8

906 8.4

678 11.3

224 3.0

235 3.0

131 1.7

147 1.9

314 4.0

190 1.9

776 9.3 1.279 12.5 1.569 15.3

162 1.9

832 8.1 1.044 10.2 1.248 11.8 1.176 10.3

South Africa

171 2.6

211 3.1

193 2.4

157 2.0

352 4.5

801 9.5

88 1.0

819 9.8

141 2.3

214 2.8

217 3.2

116 1.7

275 4.1

253 3.0

880 10.3 1.012 12.0

916 11.8 1.289 15.0

245 3.2

804 10.4

Portugal

230 3.5

204 2.7

131 1.7

354 4.7

818 10.4

228 2.9

831 10.5

181 3.0

170 2.6

135 2.1

267 4.1

709 10.4

240 3.5

753 11.1

Norway

195 2.6

773 10.3

875 13.3 1.006 13.4

73 1.1

621 9.5

178 3.0

2010

Italy

2009

1.077 17.9 1.131 17.2 1.670 22.2 1.289 19.0 1.437 18.2 1.762 22.7 1.659 19.3 1.812 21.5 2.110 25.3 2.553 24.9 2.492 24.3 2.934 27.8 3.773 33.0 4.136 38.2 3.960 44.4 3720 35.3

2008

India

2007

214 3.6

2006

Germany

2005

265 4.4

2004

Finland

2003

722 12.0

2002

China

2001

65 1.1

2000

Canada

1999

604 10.0

1998

Brazil

1997

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1996

COUNTRIES

1995

World exchange of raw calcareous stones (code 25.15): export (000 tons)

39. Interscambio mondiale di silicei grezzi (cod. 25.16): export (000 tonn.)

XXII World Marble and Stones Report 2011 107


6.024 100.0 2.562 100.0 7.515 100.0 6.785 100.0 7.901 100.0 7.754 100.0 8.576 100.0 8.426 100.0 8.346 100.0 10.237 100.0 10.266 100.0 10.562 100.0 11.429 100.0 10.816 100.0 8.909 100.0 10.531 100.0

(Fonte: Elaborazione propria)

263 3.3

180 1.7

Total

180 2.7

176 2.0

937 15.6 1.425 21.7 1.823 24.2 1.277 18.9 1.648 20.9 1.585 20.4 1.979 23.1 2.313 27.5 1.958 23.5 2.846 27.8 2.912 28.4 2.356 22.3 3.526 30.8 3.474 32.1 2.752 30.8 3240 30.8

131 1.7

223 2.1

Others

139 2.1

456 4.0

45 0.7

471 4.5

United States

183 2.3

151 1.9

527 6.8

67 0.9

142 1.8

267 3.4

349 4.5

332 4.3

210 2.4

665 7.8

44 0.5

155 1.8

231 2.7

527 6.1

290 3.4

195 2.3

653 7.7

52 0.6

94 1.1

135 1.6

372 4.4

201 2.4

315 4.1

310 3.6

301 3.6

893 13.6 1.416 18.8 1.137 16.8 1.426 18.0 1.146 14.8 1.150 13.4 1.051 12.5

124 1.8

274 2.7

736 12.2

156 2.1

502 6.4

288 2.8

Taiwan

131 2.0

450 6.6

272 3.2

117 1.9

386 5.1

140 1.8

207 2.5

Switzerland

350 5.3

108 1.6

211 2.5

200 2.0

898 8.8

38 0.4

78 0.8

69 0.7

386 3.8

203 2.0

154 1.5

890 8.7

50 0.5

358 3.5

54 0.5

187 1.8

196 1.9

160 1.5

735 7.0

58 0.5

445 4.2

45 0.4

265 2.5

205 1.9

178 1.6

801 7.0

66 0.6

279 2.4

48 0.4

303 2.7

312 2.7

374 4.5

331 3.3

303 3.0

408 3.9

241 2.1

640 7.7 1.134 11.0 1.262 12.3 1.256 11.9 1.014 8.9

185 2.2

943 11.3

63 0.8

63 0.8

84 1.0

386 4.6

224 2.7

125 1.4

759 8.5

154 1.7

425 4.8

112 1.3

180 2.0

32 0.4

784 8.8

184 2.1

297 3.3

215 2.0

990 9.4

179 1.7

485 4.6

80 0.8

42 0.4

18 0.2

883 8.4

186 1.8

297 2.8

(Source: own data processing)

262 2.4

904 8.4

169 1.6

546 5.0

41 0.4

359 3.3

30 0.3

243 2.2

337 3.1

834 10.8 1.078 12.6 1.244 14.7 1.565 18.8 1.966 19.2 2.079 20.3 2.498 23.7 2.667 23.3 3.041 28.1 2.929 32.9 3.736 35.5

209 2.7

272 4.5

193 2.6

125 1.6

362 4.6

416 5.3

269 3.4

596 7.5

270 3.4

Spain

210 3.2

123 1.8

416 6.1

490 7.2

242 3.6

316 4.7

230 3.4

203 3.4

87 1.2

547 7.3

412 5.5

218 2.9

231 3.1

223 3.0

South Korea

148 2.3

665 10.1

409 6.2

223 3.4

63 0.9

353 5.4

176 2.9

2010

Netherlands

2009

818 13.6

2008

Japan

2007

1.698 28.2 1.553 23.7 1.692 22.5 1.692 24.9 1.701 21.5 1.830 23.6 1.726 20.1 1.608 19.1 1.589 19.0 1.800 17.6 1.547 15.1 1.660 15.7 1.538 13.5 1.187 11.0

2006

Italy

2005

407 6.8

2004

Germany

2003

244 4.1

2002

France

2001

53 0.8

2000

China

1999

318 5.3

1998

Belgium

1997

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

World exchange of raw calcareous stones (code 25.15): import (000 tons)

40. Interscambio mondiale di silicei grezzi (cod. 25.16): import (000 tonn.)

108 XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011


2005

2006

2007

2008

2009

2010

232 12.2

1.903 100.0 2.278 100.0 2.245 100.0 2.142 100.0 2.484 100.0 2.995 100.0 2.671 100.0 2.659 100.0 3.206 100.0 2.726 100.0 3.689 100.0 3.804 100.0 3.814 100.0 3.702 100.0 3.262 100.0 3.301 100.0

Total

336 15.0

513 23.9

13 0.6 306 12.3

15 0.6 299 10.0

33 1.1

665 22.2

598 22.4

10 0.4

526 19.7

339 12.7

28 1.1

353 13.3

172 6.5

411 12.8

10 0.4

354 11.0

202 6.3

12 0.3

397 10.8

45 1.2

267 7.2

11 0.3

441 11.6

153 4.0

195 5.1

13 0.3

440 11.5

101 2.6

218 5.7

208 5.5

18 0.5

447 12.1

83 2.2

168 4.5

180 4.9

...

...

...

...

91 2.8

21 0.6 517 15.8 897 27.2

13 0.4

398 12.2 359 10.9

69 2.1

212 3.7 215 6.5

168 5.2 160 4.8

...

(Source: own data processing)

385 14.1 1.165 31.5 1.172 30.8 1.094 28.8 1.301 35.1

20 0.7

393 14.4

93 3.4

278 10.2

201 5.3

...

(Fonte: Elaborazione propria)

311 13.7

12 0.5

598 24.1

221 8.3

195 6.1

198 5.4

509 13.3

156 4.8 149 4.5

Others

10 0.4

382 17.8

236 7.9

119 4.5

210 7.7

480 12.6

239 6.5

34 1.0

11 0.6

384 17.1

245 9.9

127 4.8

208 6.5

485 13.2

176 4.6

30 0.9

57 1.7

Spain

416 18.3

207 9.7

78 2.6

223 8.4

306 11.2

155 4.1

35 0.9

75 2.3

490 25.7

245 10.9

122 4.9

221 8.3

226 7.1

209 5.7

30 0.8

91 2.5

Portugal

205 9.0

95 4.4

231 7.7

145 5.5

153 5.6

23 0.6

95 2.9 101 3.1

178 5.5 179 5.4

846 22.8 1.442 44.2 1.038 31.4

113 3.1

181 4.9

152 8.0

42 1.9

213 8.6

151 5.7

112 3.5

20 0.5

106 2.8

558 14.6

148 3.9

213 5.6

Poland

53 2.3

205 9.6

123 4.1

113 4.2

20 0.7

113 3.0

419 11.0

135 3.5

306 8.0

58 3.0

224 10.0

99 4.0

80 3.0

16 0.5

73 2.0

250 6.8

130 3.5

438 11.9

Netherlands

220 9.7

98 4.6

137 4.6

23 0.9

126 4.6

198 7.3

121 4.4

423 15.5

232 12.2

25 1.1

79 3.2

28 1.0

166 5.2

852 26.6

90 2.8

364 11.4

Italy

16 0.6

53 2.5

20 0.7

161 6.1

591 22.2

62 2.3

330 12.4

31 1.6

62 2.8

16 0.6

204 7.6

205 7.7

56 2.1

244 9.1

India

33 1.4

21 1.0

208 6.9

770 25.7

40 1.3

155 5.2

26 1.4

16 0.7

188 7.6

354 14.3

33 1.3

216 8.7

Germany

5 0.2

142 6.6

274 12.8

26 1.2

113 5.3

5 0.3

222 9.9

486 23.1

21 0.9

170 7.6

France

138 6.1

732 32.1

10 0.4

132 5.8

104 5.5

2004

Czech Rep.

2003

418 22.0

2002

China

2001

8 0.4

2000

Brazil

1999

136 7.1

1998

Belgium

1997

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

World exchange of simple processed stones (code 68.01): export (000 tons)

41. Interscambio mondiale di lavorati semplici (cod. 68.01): export (000 tonn.)

XXII World Marble and Stones Report 2011 109


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

43 2.3

26 1.4

86 4.5

9 0.5

140 7.4

1.903 100.0 2.278 100.0 2.245 100.0 2.142 100.0 2.484 100.0 2.995 100.0 2.671 100.0 2.659 100.0 3.206 100.0 2.726 100.0 3.689 100.0 3.804 100.0 3.814 100.0 3.702 100.0 3.262 100.0 3.301 100.0

Sweden

Switzerland

Taiwan

Others

Total

(Fonte: Elaborazione propria)

159 7.0

10 0.4

80 3.5

24 1.1

37 1.6

294 13.1

6 0.3

78 3.5

29 1.3

39 1.7

258 11.5

120 5.7

27 1.3

64 3.0

43 2.0

41 1.9

189 8.8

278 11.2

89 3.6

95 3.8

43 1.7

45 1.8

221 8.9

214 8.6

524 17.5

97 3.2

98 3.3

56 1.9

54 1.8

241 8.0

210 7.0

219 8.2

90 3.4

97 3.6

67 2.5

51 1.9

287 10.7

214 8.0

69 2.6

345 13.0

104 3.9

92 3.5

68 2.6

66 2.5

357 13.4

198 7.4

97 3.6

310 9.7

125 3.9

76 2.4

55 1.7

60 1.9

473 14

183 5.7

115 3.6

427 15.7

166 6.1

62 2.3

38 1.4

72 2.6

435 16.0

29 1.1

124 4.5

828 22.4

153 4.1

124 3.4

53 1.4

88 2.4

586 15.9

21 0.6

211 5.7

...

938 24.7

151 4.0

133 3.5

...

92 2.4

403 10.6

185 4.8

151 4.0

796 20.9

118 3.1

133 3.5

48 1.3

70 1.8

408 10.7

184 4.8

140 3.7

978 25.6

397 10.4

144 3.8

45 1.4

58 1.8 753 23.1 800 24.2

50 1.5

126 3.9 107 3.2

58 1.8

101 3.1 122 3.7

290 8.9 391 11.8

25 0.8 134 4.1

156 4.8 132 4.0

865 26.5 615 18.6

255 7.8 357 10.8

118 3.6 101 3.1

(Source: own data processing)

748 20.2

147 4.0

133 3.6

54 1.5

131 3.5

373 10.1

153 4.1

161 4.3

907 24.5

334 9.0

156 4.2

318 9.7 344 10.4

Norway

118 5.2

236 11.0

55 1.8

846 22.2

374 9.8

138 3.6

302 8.2

95 2.9

134 7.0

260 11.6

56 2.2

735 19.9

314 8.5

160 4.3

282 7.4

147 4.5

Netherlands

644 28.2

49 2.3

757 27.8

237 8.7

120 4.4

281 7.4

103 2.8

296 15.6

46 2.0

194 6.0

869 32.7 1.237 38.6

143 5.4

98 3.1

306 8.3

116 3.0

Japan

43 1.9

174 6.5

120 4.5

167 6.1

112 2.9

25 1.3

240 8.0

857 38.2 1.024 47.8 1.019 41.0 1.124 37.5 1.021 38.2

186 7.5

145 5.4

179 5.6

110 3.0

Italy

879 38.6

129 6.0

90 3.0

125 4.7

92 3.4

865 45.5

165 7.3

61 2.5

147 5.5

101 3.2

Germany

104 4.6

64 3.0

130 4.3

75 2.8

98 5.1

63 2.8

112 4.5

90 3.4

France

56 2.5

94 4.4

76 2.5

50 2.6

99 4.4

65 2.6

Denmark

95 4.2

62 2.8

106 5.6

51 2.3

Belgium

29 1.3

25 1.3

Austria

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

World exchange of simple processed stones (code 68.01): import (000 tons)

42. Interscambio mondiale di lavorati semplici (cod. 68.01): import (000 tonn.)

110 XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

46 0.8

Canada

33 0.5

64 1.0

55 0.9

107 1.6

71 1.1

94 1.4

139 2.0

79 1.2

92 1.3

153 2.1

104 1.4

108 1.6

178 2.3

168 2.1

125 1.6

235 2.7

201 2.3

125 1.4

223 2.3

240 2.5

113 1.2

189 1.6 170 1.3

467 4.0 661 5.0

150 1.3 185 1.4

160 1.1

767 5.3

206 1.4

319 1.8

927 5.1

223 1.2

170 0.8

917 4.3

252 1.2

143 0.7

744 3.8

217 1.1

119 0.7

610 3.4

206 1.1

126

778

213

0.6

3.9

1.1

%

2010

660 11.8 1.100 17.5

5.606 100.0 6.267 100.0 6.675 100.0 6.866 100.0 7.214 100.0 7.845 100.0 8.651 100.0 9.610 100.0 11.758 100.0 13.202 100.0 14.582 100.0 18.138 100.0 21.150 100.0 19.791 100.0 18.199 100.0 20.026 100.00

Total

238 3.3 917 11.7

290 3.7

448 5.7

724 8.4

443 5.1

493 5.1

502 3.4

285 2.0

529 2.9

306 1.7

661 3.1

332 1.6

198 0.9

510 2.6

267 1.3

151 0.8

457 2.5

234 1.3

105 0.6

525

323

87

796 6.8 1.080 8.2 1.281 8.8 1.646 9.1 2.651 12.5 2.360 11.9 1.471 8.1 1.677

524 4.5 470 3.6

270 2.3 292 2.2

172 0.9

8.4

2.6

1.6

0.4

(Source: own data processing)

928 9.7 1.299 11.0 1.246 9.4 1.391 9.5 2.202 12.1 2.966 14.0 2.567 13.0 2.735 15.0 2.926 14.6

543 5.7

456 4.7

248 2.6

140 1.0

(Fonte: Elaborazione propria)

234 3.4

948 14.2 1.218 17.7 1.085 15.0

174 2.6

396 5.5

302 3.5

118 1.0 128 1.0

7.4

5.3

1.6

Others

140 2.2

380 5.5

263 3.4

139 1.5

322

0.6

123 2.2

351 5.3

242 3.4

108 1.2

113 0.6

128

885 4.9 1.023 4.8 1.038 5.2 1.114 6.1 1065

121 0.6

111 0.6

Turkey

413 6.6

212 3.1

112 1.4

839 5.8

112 0.5

133 0.7

371 6.6

226 3.4

103 1.4

605 5.1 742 5.6

118 0.7

145 0.7

Spain

215 3.4

84 1.2

266 2.8

113 0.8

119 0.7

213 3.8

50 0.7

324 3.7

112 0.9 127 1.0

78 0.5

Portugal

42 0.7

312 4.0

121 1.3

80 0.6

115 2.1

267 3.7

132 1.5

85 0.7

Mexico

247 3.6

150 1.9

90 0.9

2.357 42.0 2.380 38.0 2.503 37.5 2.415 35.2 2.370 32.9 2.471 31.5 2.356 27.2 2.076 21.6 1.976 16.8 2.150 16.3 1.912 13.1 1.965 10.8 1.948 9.2 1.784 9.0 1.420 7.8 1478

297 4.4

153 2.1

110 1.3

Italy

155 2.5

183 2.7

114 1.5

168 3.0

207 3.1

117 1.6

India

185 3.0

106 1.5

155 2.8

107 1.6

Greece

87 1.4

92 1.6

France

1.203 21.5 1.398 22.3 1.540 23.1 1.477 21.5 1.878 26.0 2.297 29.3 3.098 35.8 4.167 43.4 5.167 43.9 5.871 43.9 6.908 47.4 8.727 48.1 9.775 46.2 49.3 2.7 9.504 52.2 10378 51.8

55 1.0

Brazil

China

48 0.9

Belgium

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons

1995

World exchange of processed stones (code 68.02): export (000 tons)

43. Interscambio mondiale di lavorati speciali (cod. 68.02): export (000 tonn.)

XXII World Marble and Stones Report 2011 111


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

66 1.2

108 1.9

791 14.1

1.681 30.0 2.174 34.6 1.719 25.8 2.181 31.7 2.282 31.6 2.914 37.0 2.938 34.0 3.418 35.6 3.983 33.9 4.557 34.5 5.163 35.4 6.461 35.6 8.876 42.1 9.664 48.7 8.646 52.5 10.540 52.6

5.606 100.0 6.267 100.0 6.675 100.0 6.866 100.0 7.214 100.0 7.845 100.0 8.651 100.0 9.610 100.0 11.758 100.0 13.202 100.0 14.582 100.0 18.138 100.0 21.150 100.0 19.791 100.0 18.199 100.0 20.026 100.0

South Korea

Spain

United States

Others

Total

(Fonte: Elaborazione propria)

720 11.5

99 1.6

163 2.6

345 5.5

139 2.0

68 1.0

348 5.1

170 2.4

125 1.7

353 4.9

121 1.7

144 1.8

358 4.6

391 5.0

145 1.8 448 4.7

125 1.3 447 3.8

115 1.8

457 3.5

266 2.0

248 1.9

426 2.9

332 2.3

240 1.6

589 3.2

402 2.2

302 1.7

158 0.9

511 2.4

427 2.0

275 1.3

135 0.6

485 2.5

285 1.4

272 1.4

156 0.8

669 3.7

242 1.3

234 1.3

240 1.3

513 2.6

242 1.2

869 4.3

243 1.2

265 1.3

809 4.0

309 1.5

226 2.6

130 1.4

250 2.1

263 2.0

270 1.9

537 2.9

490 2.3

348 1.8

283 1.6

214 1.1

655 7.6 1.423 14.8 1.784 15.2 1.745 13.2 1.715 11.8 1.991 11.0 2.434 11.5 2.467 12.5 2.315 12.7 2340 11.7

414 4.8

182 2.1

126 1.1

238 1.6

748 4.1

748 4.1

(Source: own data processing)

884 12.2 1.028 15.0 1.217 16.9 1.438 16.7 1.483 15.4 2.264 19.3 2.691 20.4 3.080 21.1 4.180 23.0 4.727 22.4 3.411 17.2 2.804 15.4 2.804 15.4 3004 15.0

86 1.3

231 3.5

345 5.2

137 2.0

90 0.9

241 1.8

763 3.9

256 1.3

48 0.2

365 6.5

95 1.4

91 1.1

203 1.7

734 5.0 1.073 6.0 1.073 5.1

263 1.2

101 0.6

Saudi Arabia

85 1.4

100 1.3

212 2.2

597 4.5

424 2.3

70 0.4

630 3.1

95 1.7

126 1.7

192 2.2

675 5.7

245 1.7

95 0.4

528 2.9

Nethelands

69 1.0

211 2.7

480 5.0

166 1.3

106 0.6

580 2.9

987 17.6 1.168 18.6 1.240 18.5 1.010 14.7 1.135 15.7 1.222 15.6 1.322 15.3 1.383 14.4 1.378 11.7 1.540 11.7 1.628 11.2 1.307 7.2 1.204 5.7 1.034 5.2 1.138 6.3

68 1.0

323 4.5

710 8.2

170 1.5

60 0.4

640 3.0

Japan

69 1.1

716 6.1

540 6.9

122 1.3

53 0.4

583 3.2

57 1.0

537 8.0

738 10.2

164 1.9

65 0.6

451 3.1

Italy

167 2.7

703 10.2

143 1.8

64 0.7

378 2.9

306 5.5

685 10.3

168 2.3

90 1.0

298 2.5

Hong-Kong

713 11.4

148 2.2

139 1.8

232 2.4

754 13.4

117 1.8

241 3.3

229 2.6

Germany

123 2.0

412 6.0

218 2.8

141 2.5

507 7.6

215 3.0

France

301 4.8

207 3.0

159 2.8

161 2.4

China

140 2.2

96 1.7

Belgium

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

World exchange of processed stones (code 68.02): import (000 tons)

44. Interscambio mondiale di lavorati speciali (cod. 68.02): import (000 tonn.)

112 XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

8 1.2

35 5.4

9 1.4

7 1.1

5 0.8

36 5.6

16 2.5

464 72.0

10 1.6

10 1.6

5 0.8

27 4.2

644 100.0

Canada

China

France

Germany

India

Italy

Norway

Spain

Taiwan

Un. Kingdom

United States

Others

Total

700 100.0

45 6.4

25 3.6

11 1.6

22 3.1

439 62.7

19 2.7

34 4.9

10 1.4

8 1.1

9 1.3

51 7.3

4 0.6

23 3.3

769 100.0

26 3.4

25 3.3

13 1.7

64 8.3

473 61.5

13 1.7

36 4.7

11 1.4

14 1.8

8 1.0

49 6.4

8 1.0

29 3.8

32 3.6

26 2.9

15 1.7

45 5.1

536 60.4

10 1.1

37 4.2

26 2.9

10 1.1

6 0.7

69 7.8

25 2.8

50 5.6

53 4.9

15 1.4

15 1.4

18 1.7

718 66.1

18 1.7

33 3.0

30 2.8

13 1.2

4 0.4

70 6.4

30 2.8

69 6.4

49 5.1

14 1.4

13 1.3

25 2.6

578 59.8

17 1.8

33 3.4

46 4.8

13 1.3

6 0.6

75 7.8

19 2.0

79 8.2

28 3.2

22 2.5

9 1.0

23 2.6

463 52.6

17 1.9

31 3.5

70 8.0

10 1.1

5 0.6

86 9.8

28 3.2

88 10.0

45 4.2

18 1.7

16 1.5

27 2.5

597 55.8

10 0.9

24 2.2

77 7.2

10 0.9

4 0.4

85 7.9

34 3.2

123 11.5

73 5.8

20 1.6

20 1.6

30 2.4

617 49.3

8 0.6

23 1.8

115 9.2

10 0.8

4 0.3

120 9.6

32 2.6

180 14.4

70 5.6

12 1.0

25 2.0

25 2.0

632 50.3

5 0.4

21 1.7

111 8.8

10 0.8

4 0.3

103 8.2

35 2.8

203 16.2

128 9.3

8 0.6

13 0.9

18 1.3

726 53.0

9 0.7

21 1.5

50 3.7

11 0.8

3 0.2

146 10.7

21 1.5

215 15.7

...

324 20.8

16 1.0

17 1.1

...

656 41.9

7 0.4

18 1.1

56 3.6

13 0.8

2 0.1

162 10.3

69 4.4

228 14.5

103 6.6

7 0.5

18 1.2

1 0.1

628 41.9

7 0.5

13 0.9

30 2.0

13 0.9

1 0.1

409 27.3

50 3.3

220 14.7

26 2.0

7 0.5

10 0.8

52 4.0

13 1.0

2 0.2

65 5.2

9 0.7

24 1.9

1 0.1

86 6.5

6 0.5

21 1.6

2 0.2

546 44.0 509 39.0

6 0.5

10 0.8

30 2.4

19 1.5

2 0.2

340 57.4 412 31.5

36 2.9

154 12.4 160 12.2

(Source: own data processing)

815 887 100.0 1.086 100.0 967 100.0 880 100.0 1.070 100.0 1.252 100.0 1.256 100.0 1.369 100.0 1.568 100.0 100.0 1.500 100.0 1.242 100.0 1.306 100.0

28 3.4

28 3.4

12 1.5

27 3.3

500 61.3

15 1.8

36 4.4

30 3.7

9 1.1

7 0.9

73 9.0

16 2.0

34 4.2

(Fonte: Elaborazione propria)

12 1.9

Brazil

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

World exchange of processed slates (code 68.03): export (000 tons)

45. Interscambio mondiale di ardesia (cod. 68.03): export (000 tonn.)

XXII World Marble and Stones Report 2011 113


6 0.9

229 35.6

155 24.1

10 1.6

18 2.8

-

-

4 0.6

11 1.7

51 7.9

50 7.8

60 9.3

644 100.0

Canada

France

Germany

Ireland

Netherlands

Saudi Arabia

South Africa

Switzerland

Taiwan

Un. Kingdom

United States

Others

Total

39 5.6

34 4.9

-

700 100.0

147 21.0

43 6.1

45 6.4

52 7.4

4 0.6

1 0.1

-

4 0.6

13 1.9

13 19.7

180 25.7

(Fonte: Elaborazione propria)

-

-

50 7.8

Belgium

COUNTRIES

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

769 100.0

112 14.6

45 5.9

67 8.7

60 7.8

5 0.7

1 0.1

1 0.1

5 0.7

21 2.7

146 19.0

230 29.9

25 3.3

51 6.6

815 100.0

121 14.8

72 8.8

92 11.3

16 2.0

5 0.6

0 0.1

8 1.0

21 2.6

22 2.7

139 17.1

252 30.9

13 1.6

53 6.5

287 26.4

99 9.1

95 8.7

15 1.4

9 0.8

11 1.0

10 0.9

19 1.7

37 3.4

158 14.5

294 27.1

14 1.3

38 3.5

887 100.0 1.086 100.0

155 17.5

92 10.4

62 7.0

18 2.0

5 0.6

10 1.1

32 3.6

12 1.4

33 3.7

143 16.1

267 30.1

11 1.2

47 5.3

967 100.0

159 16.4

118 12.2

124 12.8

7 0.7

7 0.7

10 1.0

11 1.1

20 2.1

40 4.1

119 12.3

307 31.7

7 0.7

38 3.9

-

182 17.0

134 12.5

170 15.9

7 0.7

7 0.7

4 0.4

10 0.9

17 1.6

50 4.7

133 12.4

301 28.1

9 0.8

46 4.3

288 23.0

167 13.3

212 16.9

16 1.3

8 0.6

1 0.1

10 0.8

39 3.1

36 2.9

124 9.9

296 23.6

13 1.0

42 3.4

291 23.2

170 13.5

218 17.4

15 1.2

8 0.6

2 0.2

7 0.6

14 1.1

48 3.8

107 8.5

317 25.2

16 1.3

43 3.4

290 21.2

227 16.6

209 15.3

10 0.7

8 0.6

8 0.6

17 1.2

22 1.6

52 3.8

142 10.4

317 23.2

18 1.3

49 3.6

522 33.4

173 11.0

210 13.4

10 0.6

10 0.6

9 0.6

8 0.5

36 2.3

61 3.9

123 7.8

339 21.7

16 1.0

51 3.2

515 34.4

175 11.7

206 13.7

7 0.5

9 0.6

11 0.7

10 0.7

33 2.2

39 2.6

98 6.5

333 22.2

20 1.3

44 2.9

24 1.8

42 3.2

-

7 0.6

8 0.6

10 0.8

-

17 1.3

17 1.3

92 7.0

428 34.5 491 37.6

116 9.3 134 10.3

170 13.7 191 14.6

7 0.6

8 0.6

11 0.9

6 0.5

35 2.8

22 1.8

112 9.0

270 21.7 273 20.9

15 1.2

44 3.4

(Source: own data processing)

880 100.0 1.070 100.0 1.252 100.0 1.256 100.0 1.369 100.0 1.568 100.0 1.500 100.0 1.242 100.0 1.306 100.0

153 17.4

129 14.7

135 15.3

10 1.1

8 0.9

-

12 1.4

12 1.4

6 0.7

114 13.0

256 29.1

7 0.8

38 4.3

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

World exchange of processed slates (code 68.03): import (000 tons)

46. Interscambio mondiale di ardesia (cod. 68.03): import (000 tonn.)

114 XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011


XXII World Marble and Stones Report 2011

115

47. Italia: export lapideo (000 tonn.) Italy: stone export (000 tons) Raw materials Years

25.15

25.16

Processed materials Total 68.01 68.02

GENERAL TOTAL

68.03

Total

Vol.

Index

Δ%

1997

596

204

800

224

2.503

36

2.763

3.563

100.0

-

1998

635

217

852

205

2.415

36

2.656

3.508

98.5

- 1.5

1999

616

193

809

213

2.370

37

2.620

3.429

96.2

- 2.3

2000

769

131

900

231

2.471

33

2.735

3.635

102.0

6.0

2001

755

185

940

221

2.356

33

2.610

3.550

99.6

- 2.3

2002

706

155

861

223

2.076

31

2.330

3.191

89.5

- 10.1

2003

688

175

863

208

1.976

24

2.208

3.071

86.2

- 3.8

2004

490

216

706

210

2.150

23

2.383

3.089

86.7

0.6

2005

786

205

991

198

1.912

21

2.131

3.122

87.6

1.1

2006

885

189

1.074

201

1.965

21

2.187

3.261

91.5

4.5

2007

971

197

1.168

208

1.948

18

2.174

3.342

93.8

2.5

2008

1.007

170

1.177

180

1.784

13

1977

3.154

88.5

- 5.6

2009

1.075

162

1.237

168

1.420

10

1.598

2.853

79.6

-10.1

2010

1.321

175

1.496

160

1.478

10

1.648

3.144

88.2

+10.9

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

(Source: Eurostat data processing)


116

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

48. Italia: import lapideo (000 tonn.) Italy: stone import (000 tons) Raw materials

Processed materials

25.15

25.16

Total

68.03

Total

Vol.

Index

Δ%

1997

334

1.692

2.026

46

68

4

118

2.144

100.0

-

1998

317

1.692

2.009

49

69

5

123

2.132

99.4

- 0.6

1999

310

1.701

2.011

56

126

3

185

2.196

102.4

3.0

2000

368

1.830

2.198

55

100

6

161

2.359

110.0

7.4

2001

431

1.726

2.157

69

91

7

167

2.324

108.4

- 1.5

2002

368

1.608

1.976

97

90

7

194

2.170

101.2

- 6.6

2003

431

1.589

2.020

115

126

10

251

2.271

105.9

4.7

2004

495

1.800

2.295

124

248

14

386

2.681

125.0

18.1

2005

470

1.547

2.017

211

240

15

466

2.483

115.8

- 7.4

2006

608

1.660

2.268

151

302

17

470

2.738

127.7

10.3

2007

678

1.538

2.216

140

275

24

439

2.655

123.8

- 3.0

2008

664

1.187

1.851

161

272

23

456

2.307

107.6

- 13.1

2009

402

784

1.186

156

234

18

408

1.594

74.3

-30.9

2010

427

883

1.310

132

243

13

388

1.698

79.2

+6.5

Years

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

68.01 68.02

GENERAL TOTAL

(Source: Eurostat data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

117

49. Italia: export lapideo di lavorati (000 tonn.) Italy: processed stone export (000 tons) Quantity

Value

Average price

YEARs

000 tons

Index

mill. e

e/sq.mt.

Index

2000

2.471

100.0

1.668,9

100.0

675,4

36,50

100.0

2001

2.356

95.3

1.584,5

94.9

672,5

36,35

99.6

2002

2.076

84.0

1.548,8

92.8

746,1

40,33

110.5

2003

1.976

80.0

1.661,5

99.6

840,8

45,45

124.5

2004

2.150

87.0

1.530,3

91.7

711,8

38,47

105.4

2005

1.912

77.4

1.452,0

87.0

759,4

41,05

112.5

2006

1.965

79.5

1.566,2

93.8

797,0

43,08

118.0

2007

1.948

78.8

1.564,0

93.7

802,9

43,9

118.9

2008

1.784

72.2

1.447,7

86.7

811,5

43,84

120.2

2009

1.420

57.5

1.116,9

66.9

786,5

42,52

116.5

2010

1.478

59.8

1.187,5

73.5

829,5

43,42

119.0

(Fonte: Elaborazione propria)

Index

e/ton

(Source: own data processing)


118

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

50. Italia: export lapideo ed export totale (Valore) Italy: stone and total export (Value) Stone Codes

Sector export

Global export

YEAR

25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

Stone

Index

Total

2000

157,4

56,8

45,4

1.668,9

21,2

1.949,7

100.0

260.413

0.75

2001

153,5

46,3

43,6

1.584,5

21,7

1.849,6

94.9

272.990

0.69

2002

162,6

46,2

42,6

1.548,8

22,3

1.822,5

93.5

269.064

0.68

2003

162,9

57,5

45,3

1.661,5

17,9

1.945,1

99.8

264.616

0.73

2004

164,6

68,4

40,4

1.530,3

14,7

1.818,4

93.3

284.413

0.64

2005

151,6

55,3

37,6

1.452,0

13,0

1.709,5

87.7

299.923

0.57

2006

172,5

49,2

37,9

1.566,2

13,1

1.838,9

94.3

332.013

0.55

2007

188,6

46,5

40,8

1.564,0

11,1

1.851,0

94.9

364.744

0.51

2008

198,4

45,3

35,5

1.447,7

8,7

1.735,6

89.0

369.016

0.47

2009

204,4

38,8

32,6

1.116,9

6,2

1.398,9

71.7

290.800

0.47

2010

259,9

41,8

32,3

1.187,5

6,8

1.528,3

78.4

336.750

0.45

(Fonte: Elaborazione propria)

Stone sh.

(Source: own data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

119

51. Italia: Export lapideo per regioni in valore (quote) Italy: regional stone export in value (shares) Lavorati

Regioni 2010

Grezzi

2009

2010

Totale

2009

2010

2009

Toscana

30.1

29.1

40.5

41.4

32.7

31.8

Veneto

33.4

34.5

10.5

11.6

27.6

29.4

Lombardia

9.4

9.0

14.2

16.1

10.6

10.6

Sicilia

6.9

6.7

3.0

2.5

5.9

5.8

Trentino- Alto Adige

4.6

4.7

3.2

3.8

4.3

4.5

Piemonte-Val d’Aosta

3.0

2.6

5.0

5.3

3.5

3.2

Friuli-Venezia Giulia

2.7

3.1

2.5

2.6

2.7

3.0

Emilia-Romagna

2.8

2.8

2.1

1.5

2.6

2.5

Lazio

2.5

2.5

2.9

2.9

2.6

2.6

Sardegna

0.3

0.2

6.9

5.4

1.9

1.4

Liguria

1.4

1.6

1.4

1.2

1.4

1.5

Puglie

1.4

1.2

1.4

1.8

1.4

1.3

Altre (1)

1.6

1.9

6.3

3.9

2.8

2.3

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

Italia

100.0

(Fonte: Elaborazione dati Marmomacc VR) (1) Abruzzi, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Umbria.

(Source: Marmomacc VR data processing)


306

179

285

196

28

Finland

France

Germany

Greece

Ireland

7.665

21

174

1.514

954

114

...

3.391

16

189

332

186

287

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

1 Codes 25.15 - 25.16 - 68.01 - 68.02 - 68.03 2 1994/2000 include Luxembourg.

7.258

23

Un. Kingdom

Total EU/15

171

1.409

Spain

Sweden

1.002

137

Netherlands

Portugal

...

Luxembourg

Italy

3.121

6

Denmark

36

348

320

Belgium

103

75

2

Austria

1995

1994

Countries

7.571

19

174

1.497

903

83

...

3.438

16

234

249

198

289

33

324

114

1996

8.200

28

222

1.593

914

90

...

3.563

21

305

248

272

378

23

400

143

1997

EU/15: stone exchange (000 tons). Export 1

8.059

28

144

1.586

1.064

140

...

3.508

20

267

244

228

301

24

386

119

1998

8.480

35

159

1.659

1.133

188

...

3.429

31

251

340

234

376

26

488

131

1999

52. UE/15: interscambio lapideo (000 tonn.). Export 1

9.410

58

255

2.028

1.217

165

...

3.635

39

331

411

241

340

29

522

139

2000

9.097

31

245

1.861

1.217

171

1

3.550

49

277

348

248

325

28

615

131

2001

8.706

31

285

1.843

1.054

199

9

3.191

36

340

420

194

326

22

628

128

2002

40

334

2.460

1.147

365

2

3.089

30

377

534

237

352

43

816

285

2004

54

162

2.442

1.235

481

4

3.122

95

349

749

225

385

15

862

184

2005

40

144

2.403

1.335

413

5

3.261

22

404

642

255

385

28

830

234

2006

57

236

2.635

1.532

435

9

3.342

15

365

785

285

380

33

868

310

2007

43

256

2.445

1.266

311

10

3.154

32

376

855

266

311

18

827

318

2008

62

236

2.468

1.381

408

11

3.144

33

748

731

257

331

17

580

224

2010

9.130 10.631

44

208

1.968

1.089

315

12

2.835

35

359

737

246

241

20

707

314

2009

(Source: Eurostat data processing)

9.230 10.111 10.284 10.401 11.287 10.488

41

290

2.213

1.046

248

5

3.071

42

370

405

181

338

21

757

202

2003

120 XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011


8

782

1.864

Finland

France

Germany

385

44

377

47

251

6.286

Netherlands

Portugal

Spain

Sweden

Un. Kingdom

Total EU/15

7.372

190

65

482

68

533

...

2.044

22

8

2.226

744

7

84

594

305

1995

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

7.077

184

33

541

80

416

...

1.946

28

35

2.175

659

11

98

649

222

1996

7.589

249

41

563

83

555

...

2.144

37

64

2.139

795

16

104

556

213

1997

8.143

267

59

713

122

576

...

2.132

41

71

2.400

834

20

125

602

181

1998

8.507

278

60

795

130

577

...

2.196

66

83

2.386

944

20

116

663

193

1999

8.965

341

103

843

153

619

...

2.359

76

141

2.233

1.082

28

144

613

230

2000

9.705

436

127

1.073

203

713

56

2.324

87

72

2.416

1.049

37

209

649

254

2001

651

92

1.553

205

860

73

2.271

122

281

2.478

926

25

202

821

335

2003

931

73

1.344

181

865

78

2.681

119

372

1.911

933

38

214

908

318

2004

994

95

1.430

156

1.308

92

2.483

133

405

1.795

1.093

48

225

1.115

336

2005

1.336

48

1.573

176

1.312

91

2.738

229

469

2.407

1.340

44

236

1.415

327

2006

1.387

107

1.653

177

1.226

74

2.655

281

595

2.596

1.331

59

215

1.453

405

2007

1.185

123

1.273

140

1.199

222

2.307

223

504

2.098

1.286

61

221

1.177

354

2008

991

112

858

128

903

259

1.594

117

415

1.967

1.095

52

253

1.091

379

2009

1.238

115

829

98

758

245

1.698

113

328

1.762

1.256

42

200

1.218

327

2010

(Source: Eurostat data processing)

8.573 10.895 10.966 11.708 13.741 14.214 12.373 10.214 10.227

459

98

973

193

618

68

2.170

64

209

1.871

751

30

231

622

216

2002

1 Codes 25.15 - 25.16 - 68.01 - 68.02 - 68.03 2 1994/2000 include Luxembourg.

...

1.683

Luxembourg

Italy

5

24

Denmark

Ireland

375

Belgium (2)

8

433

Austria

Greece

1994

Countries

EU/15: stone exchange (000 tons). Import 1

53. UE/15: interscambio lapideo (000 tonn.). Import 1

XXII World Marble and Stones Report 2011 121


122

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

54. UE/27. Interscambio lapideo globale extra-Unione (cod. 25.15) EU/27. Global stone exchange extra-Union (cod. 25-15) YEAR

Import 000 tons

Export

mill. USD

USD/ton

000 tons

mill. USD

USD/ton

2001

580

80,3

138,5

560

85,5

152,7

2002

569

82,9

145,7

1.505

338,7

225,1

2003

700

127,4

182,0

1.719

363,2

211,3

2004

802

165,1

205,8

2.016

456,3

226,3

2005

866

171,3

197,8

2.095

500,7

239,0

2006

960

200,4

208,8

2.123

533,3

251,2

2007

1.087

249,7

229,7

2.386

618,6

259,3

2008

1.023

258,1

252,2

2.452

670,3

273,4

2009

685

161,3

235,5

2.411

583,8

242,1

2010

629

159,4

2,534

3.447

748,5

217,2

(Fonte: Elaborazione dati Comtrade)

(Source: Comtrade data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

123

55. UE/27. Interscambio lapideo globale extra-Unione (cod. 25.16) EU/27. Global stone exchange extra-Union (cod. 25.16) YEAR

Import

Export

000 tons

mill. USD

USD/ton

000 tons

mill. USD

USD/ton

2001

3.826

562,9

147,1

402

52,5

130,6

2002

4.059

581,1

143,2

460

61,2

133,0

2003

3.931

604,0

153,6

455

77,1

169,5

2004

4.628

724,7

156,6

525

97,5

185,7

2005

4.235

753,6

177,9

606

101,9

168,2

2006

3.513

845,2

240,6

625

103,9

166,3

2007

3.455

917,9

265,7

644

144,5

177,8

2008

3.674

837,1

277,8

577

118,1

204,7

2009

2.168

530,6

244,7

496

92,8

187,1

2010

2.189

543,8

248,4

640

102,4

160,0

(Fonte: Elaborazione dati Comtrade)

(Source: Comtrade data processing)


124

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

56. UE/27. Interscambio lapideo globale extra-Unione (cod. 68.02) EU/27. Global stone exchange extra-Union (cod. 68.02) YEAR

Import 000 tons

mill. USD

Export USD/ton

000 tons

mill. USD

USD/ton

2001

599

280,0

25,3

2.062

1.363,3

35,7

2002

76,6

333,7

23,5

2.033

1.364,5

36,3

2003

1.009

452,6

24,2

1.871

1.477,2

42,7

2004

1.543

689,4

24,2

1.850

1.594,8

46,6

2005

1.923

861,1

24,2

1.827

1.631,5

48,3

2006

2.467

1.081,0

23,7

1.932

1.808,3

50,6

2007

3.010

1.484,5

26,7

2.023

2.008,8

53,7

2008

2.883

1.588,8

29,7

1.924

2.036,3

57,2

2009

2.663

1.270,6

25,8

1.634

1.619,5

53,6

2010

2.787

1.414,7

27,4

1.789

1.601,4

48,4

(Fonte: Elaborazione dati Comtrade)

(Source: Comtrade data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

125

57. UE/27. Interscambio lapideo extra-Unione (cod. 68.02) EU/27. Stone exchange extra-Union (cod. 68.02) Countries

000 tons

000 usd

USD/sq.mt

abs. fig.

share

abs.fig

share

USA

229,7

12.8

361.993

22.6

85,18

Switzerland

132,1

7.4

168.844

10.5

69,08

Saudi Arabia

223,6

12.5

130.209

8.1

31,48

Emirates

91,1

5.1

96.983

6.1

57,54

Russia

40,3

2.3

95.968

6.0

128,72

Canada

40,9

2.3

66.098

4.1

87,35

112,3

6.3

49.583

3.1

23,87

Quatar

27,7

1.5

37.397

2.3

72,98

Singapore

35,1

2.0

36.829

2.3

56,71

China

112,9

6.3

36.358

2.3

17,41

Others

743,5

41.5

521.092

32.6

37,88

1.789,2

100.0

1.601.354

100.0

48,38

Morocco

TOTAL (Fonte: Elaborazione dati Comtrade)

(Source: Comtrade data processing)


126

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

58. UE/27: interscambio lapideo extra-Unione (cod. 68.02). Import 2010 EU/27: stone exchange extra-Union (cod. 68.02). Import 2010 Countries

000 tons

000 USD

USD/sq.mt

abs. fig.

share

abs.fig

share

China

1.623,8

58.3

695.189

49.1

23,14

India

469,9

16,9

343.035

24.2

39,46

Turkey

254,1

9.1

152.551

10.8

32,45

Vietnam

129,2

4.6

38.747

2.7

16,21

Brazil

34,2

1.2

31.897

2.3

50,41

Indonesia

22,8

0.8

22.987

1.6

54,50

South Africa

23,6

0.8

16,040

1.1

36,74

Egypt

34,6

1.2

15.472

1.1

24,17

USA

10,4

0.4

14.511

1.0

75,42

8,9

0.3

12.206

0.9

74,13

175,4

6.4

72.022

5.2

22,20

2.786,9

100.0

1.414.657

100.0

27.44

Israel Others Total (Fonte: Elaborazione dati Comtrade)

(Source: Comtrade data processing)


XXII World Marble and Stones Report 2011

127

59. Valori medi dell’interscambio lapideo storico (cod. 68.02) nei maggiori paesi europei Average value of historical stone exchange (cod.68.02) in the leading EU countries Year

Italy export

France

Germany

Spain

Portugal

import

export

import

export

import

export

import

export

import

1991

40,00

36,70

44,43

33,68

43,78

36,22

26,81

34,20

40,05

26,32

2000

36,50

29,68

54,97

30,70

41,20

35,35

26,32

24,70

33,62

20,48

2001

36,35

29,78

58,27

29,50

51,73

30,60

24,00

31,95

34,76

15,95

2002

40,33

28,32

56,65

36,81

52,86

31,57

24,81

31,24

36,00

20,16

2003

45,45

22,81

54,59

32,00

57,56

22,32

23,35

17,84

34,27

18,22

2004

38,47

16,55

57,30

33,89

52,27

26,22

22,43

27,89

33,08

15,30

2005

41,05

18,48

59,51

25,78

35,90

22,81

22,38

29,95

32,10

1762

2006

43,08

21,50

37,73

28,38

45,40

24,27

24,32

29,30

33,24

19,62

2007

43,40

20,92

32,18

29,84

41,08

23,22

23,73

31,24

30,27

15,57

2008

43,84

21,19

32,00

32,26

41,78

23,08

30,59

17,42

32,32

17,40

2009

42,52

21,07

31,70

30,43

44,68

21,52

30,58

14,18

28,37

15,52

2010

43,42

23,96

24,95

30,85

40,84

21,95

27,73

21,07

26,36

17,15

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

(Source: Eurostat data processing)


128

XXII Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2011

60. Cina: export lapideo (000 tons) China: stone export (000 tons) YEARS

25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

Total

1994

13

925

375

870

22

2.205

1995

15

722

418

1.203