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carlo c. montani

Rapporto marmo e pietre nel mondo XXI Report world marble and stones

Euro 38,00

carlo c. montani

XXI Rapporto

2010 marmo e pietre nel mondo

world marble and stones

XXI Report


L’Editore ringrazia gli Enti patrocinatori della presente pubblicazione

COMUNE DI MASSA

PROVINCIA DI MASSA-CARRARA

Decorato di Medaglia d’Oro al Merito Civile

Decorata di Medaglia d’Oro al V.M.

Distretto lapideo carrara

© 2010 Aldus Casa di Edizioni in Carrara Tutti i diritti riservati Carlo C. Montani XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010 XXI World Marble and Stones Report 2010 Presentazione di Nicola Bellini Progetto editoriale Daniele Canali Traduzione di Gabriel Stohrer La riproduzione è consentita per utilizzi didattici o scientifici


carlo c. montani

XXI Rapporto

2010 marmo e pietre nel mondo

world marble and stones

XXI Report

Casa di Edizioni in Carrara


Presentazione di NICOLA BELLINI Direttore Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana (IRPET)

Il settore lapideo appare oggi paradigmatico di molti dei cambiamenti che líeconomia toscana ed italiana sono chiamati ad affrontare. Il primo tra tutti è quello che è particolarmente analizzato in questo rapporto (anche grazie ad un massiccio e pregevole repertorio di dati) ed è costituito dagli effetti della globalizzazione e della drastica redistribuzione delle quote di mercato tra i paesi produttori. Non è in effetti possibile analizzare questo settore se non proiettando sulle vicende locali il peso delle grandi trasformazioni degli ultimi anni ed ancora in atto nell’economia globale. Tra queste vi è soprattutto l’emergere di quella che il rapporto giustamente identifica come “leadershp epocale” della Cina: concorrente temibilissima, ma -non dimentichiamolo- anche mercato che ha avuto ed ha un effetto sostanziale nel contrastare gli effetti della crisi nei settori utilizzatori.

Interpretare la competitività cinese in modo corretto è oggi fondamentale. La caricatura di un’economia (e in questo caso di un settore) che costruisce il proprio vantaggio competitivo sulla capacità di controllo sociale di un regime autoritario, combinata con uno sfrenato sfruttamento capitalistico del basso costo della manodopera, costituisce una rappresentazione vecchia e parziale di quello che oggi sta succedendo in Cina. Il rapporto, molto opportunamente, ci invita a guardare ad essa non come al semplice capofila dei paesi in via di sviluppo, ma come ad una grande economia industriale avanzata, capace anche in questo settore di esprimere a livello globale un “potere di mercato” fondato sì sulla competitività di costo, ma anche sulla enorme varietà di materiali offerti, su solide e ben presidiate conoscenze tecnologiche e su politiche adeguate e moderne, a cominciare da strutture promozionali di prim’ordine.


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Quel “fare sistema” che riempie spesso la nostra retorica d’occasione si ritrova invece nella prassi dello straordinario e rapido sviluppo del settore nella Cina contemporanea. “Prendere la Cina sul serio” è oggi un imperativo sia per l’analisi degli economisti che per le scelte e le azioni di imprese e istituzioni. La leadership italiana, che risente chiaramente degli effetti della congiuntura, è in una crisi che ha caratteri e dimensioni tali da non poter più essere rubricata come “congiunturale”. È necessario allora porsi problemi strutturali di sostenibilità competitiva del settore all’interno delle nostre economie. Il rapporto ci ricorda opportunamente che “la forza del settore lapideo consiste nella sua capacità di valorizzare al massimo creatività, fantasia e competenze professionali dei marmisti” ed in effetti ciò è dimostrato dal peso maggioritario che nei consumi attuali è assunto da materiali estratti e lavorati in paesi diversi da quello di impiego. L’importanza degli scambi internazionali

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è per l’Italia insieme opportunità e sfida. Essa dovrebbe indicarci la “via stretta” che abbiamo di fronte per il possibile mantenimento di quella leadership. Il passaggio epocale che abbiamo di fronte è quello dallo sfruttamento di vantaggi competitivi orientati al passato (dalla qualità della materia prima al patrimonio di competenze tradizionali) a vantaggi competitivi orientati al futuro, che non possono fondarsi su altro che sul presidio delle tecnologie e sulle sviluppo delle conoscenze tecnologiche e di mercato, attraverso una ripresa degli investimenti materiali e soprattutto immateriali, nella ricerca e nella formazione. In un contesto di crisi questo atteggiamento richiede indubbiamente una buona dose di coraggio. Ma, anche in questo settore, alle tante strategie di sopravvivenza è urgente oggi affiancare una strategia della ripresa e di riposizionamento del settore lapideo italiano e toscano in una economia globale ormai definitivamente diversa da quella del passato.


XXI Rapporto marmo e pietre nel mondo 2010

1. Premessa Il comparto lapideo ha assunto una rilevanza strategica sempre più accentuata, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove contribuisce in misura significativa alle politiche di espansione. In tale ottica è stato logico che, già dal 1990, sia stata avvertita l’esigenza di compiere un monitoraggio sistematico della congiuntura settoriale, analizzando l’evoluzione dei parametri più importanti, dalla produzione all’interscambio o dai consumi all’indotto, sia a livello mondiale, sia nell’ambito dei maggiori Paesi. Oggi, il Rapporto è diventato uno strumento di comunicazione fondamentale per comprendere la realtà dinamica di un’industria in rapida crescita, assieme a quella delle macchine e dei beni strumentali, per non dire dei servizi. L’esperienza degli Editori che nel corso del ventennio hanno curato la pubblicazione,

sempre più ampia e documentata (Società Editrice Apuana, Gruppo Editoriale Faenza, Gruppo 24 Ore) ha fatto di questo Rapporto un documento di sicura affidabilità, tanto più importante in un settore caratterizzato da forti difficoltà strutturali di raccolta, elaborazione e interpretazione dei dati. I Paesi oggetto di rilevazioni specifiche sono saliti a un’ottantina, in modo da garantire la completezza dell’informazione, arricchita dalla possibilità di effettuare confronti di lungo periodo e di trarne diagnosi strategiche di utilità generale. Si deve aggiungere che le fonti si riferiscono a Soggetti di indiscussa competenza quali Comtrade ed Eurostat, ferma restando la necessità di taluni interventi correttivi opportunamente illustrati nell’Appendice critica. Marmi e pietre hanno dimostrato una notevole idoneità a promuovere processi di espansione non effimera, tanto da avere


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raddoppiato la produzione ed il consumo mondiali in poco più di un decennio e da esprimere una realtà socio-economica di grande impatto, sottolineata dall’alta occupazione complessiva, stimata in 18 milioni di unità. Alcuni Paesi hanno dato un apporto fondamentale al processo di espansione, mentre altri, soprattutto nelle cosiddette economie mature, hanno acquisito un ruolo subordinato pur conservando caratteri importanti di specializzazione professionale e di “know-how”. Conoscere questa complessa realtà è utile, non solo dal punto di vista scientifico, ma nello stesso tempo perché costituisce uno strumento di indubbia rilevanza nella maturazione delle decisioni imprenditoriali e prima ancora, delle opzioni di matrice pubblica in materia infrastrutturale, a cui si guarda con attese motivate, se non altro perché in campo lapideo la correlazione fra investimenti ed occupazione è particolarmente stretta. Il Rapporto si rivolge anche al mondo dell’edilizia e della progettazione, che assicura almeno tre quarti del consumo mondiale di materiali lapidei. Non a caso, in questa XXI edizione è stata inserita l’analisi dell’attività costruttiva nei maggiori Paesi, caratterizzata da un trend di crescita anche per quanto si riferisce alla preferenza del prodotto di natura: un fattore che, assieme al rapido sviluppo tecnologico di estrazione e lavorazioni, al contenimento dei costi ed alla diffusione di trasporti celeri ed organizzati, ha consolidato in ter-

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mini definitivi, al di là delle problematiche congiunturali, l’idoneità di marmi e pietre a costituire un motore di sviluppo tanto più efficiente, in quanto supportato dalla cultura, dalla tradizione, e quindi da una singolare capacità di ottimizzare la “way of life” dell’uomo contemporaneo.

2. Quadro economico generale Gli ultimi due esercizi, ed in particolare il 2009, sono stati caratterizzati da fenomeni critici di rilevanza mondiale che hanno dato luogo ad effetti proporzionali nel prodotto lordo dei maggiori Paesi e nel suo rapporto con il debito pubblico consolidato. In Europa, la quota del 60 per cento proposta dal trattato di Maastricht è stata largamente derogata, segnatamente in Italia, ma l’accelerazione del fenomeno ha acquisito maggiore consistenza negli Stati Uniti e soprattutto in Giappone (tav. 1). Le misure anticicliche conseguentemente adottate, anche nello scorcio iniziale del 2010, sono state assai importanti, ma il loro effetto reale potrà essere valutato in modo probante soltanto nel medio periodo. L’attività edilizia, a cui sono strettamente legati i volumi produttivi lapidei e gli impieghi conseguenti, ha fatto registrare contrazioni altrettanto diffuse, sebbene la flessione complessiva si sia ridotta a circa due punti per effetto della grande espansione verificatasi in Cina, dove la crescita delle costruzioni residenziali è stata pari al


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20,9 per cento (tav. 2). Nel lungo periodo, sono da evidenziare gli ottimi risultati conseguiti in Russia, Corea del Sud e Turchia, e nell’ambito dell’Unione Europea, anche in Polonia. Nel breve termine, invece, i Paesi che hanno pagato più duramente l’effetto della congiuntura critica sono stati il Nord America ed il Giappone, con un consuntivo speculare a quello del prodotto lordo. La flessione più vistosa, comunque, appartiene alla Spagna, dove ha superato il 35 per cento, anche alla luce di una forte saturazione del mercato ben dimostrata dalla presenza di oltre un milione di unità immobiliari nuove tuttora invendute. Nel resto d’Europa gli effetti sono stati relativamente circoscritti, soprattutto in Germania, ma in questo caso si tratta di un fenomeno apparente perché il mercato tedesco era già stato investito dalla recessione durante il periodo precedente (1). Giova osservare che nei 12 Paesi maggiori il volume delle costruzioni residenziali è rimasto intorno alle 800 mila unità abitative mensili, con un decremento del 3,8 per cento rispetto al massimo del 2006. Consegue che nel solo campione in riferimento il patrimonio edilizio si è ampliato nella misura di circa dieci milioni di appartamenti in ragione annua, sottintendendo

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ampie potenzialità di utilizzo del prodotto lapideo. L’esame degli indici mette in evidenza un andamento sostanzialmente bipolare (tav. 3). Infatti, nell’ultimo quinquennio esiste un gruppo di Paesi che, prescindendo dal ristagno del 2009, hanno progredito più o meno significativamente (Turchia, Cina, Corea del Sud, Russia, Polonia, Portogallo), mentre gli altri (Australia, Francia, Spagna, Germania, Giappone) hanno ceduto quote più o meno rilevanti dell’attività pregressa, con una punta massima negli Stati Uniti, dove la flessione rispetto al 2004 assomma a circa due terzi. Il solo Paese con un trend di costante ascesa resta la Cina, che è pervenuta a 5,8 milioni di unità residenziali costruite nel corso del 2009, contro le 3,5 edificate cinque anni prima. In linea generale, è logico che la congiuntura negativa abbia avuto conseguenze dirette sull’edilizia, a cui è legato, direttamente o meno, circa un terzo dell’intero aggregato produttivo. Gli effetti sui materiali da costruzione sono stati un corollario altrettanto prevedibile, e nel caso di marmi e pietre hanno potuto essere elisi, sia pure in misura minoritaria, dalle potenzialità di usi alternativi ed in qualche caso dall’effetto positivo della comunicazione

1 Le informazioni statistiche sull’andamento dell’edilizia sono fornite a cadenze mensili dall’Organizzazione delle Nazioni Unite attraverso il “Monthly Bulletin”, che riporta i dati progressivi di tutti i maggiori Paesi, con qualche significativa eccezione, tra cui quella dell’Italia, dovuta a vischiosità istituzionali ed ai ritardi nella trasmissione.


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promozionale nel mondo della progettazione e della grande architettura.

3. Produzione: grezzi e lavorati Il settore lapideo, nel corso del 2009, ha fatto registrare una produzione di cava al netto di sfridi, pari a 104,5 milioni di tonnellate (2), a cui corrispondono, detratti i cascami di lavorazione, circa 62 milioni di tonnellate in prodotto finito (tav. 4). A fronte di un’estrazione lorda stimabile in 214 milioni, la perdita complessiva assomma ad oltre 150 milioni, pari ad oltre il 70 per cento del totale: quindi, è congruo sottolineare che il problema della collocazione e della valorizzazione degli sfridi è di importanza fondamentale per il settore lapideo. La flessione produttiva rispetto all’anno precedente, che è la prima verificatasi nel nuovo millennio, è stata piuttosto contenuta. Ciò si deve all’ottimo comportamento della domanda in alcuni mercati interni, con riguardo prioritario a quello cinese, dove l’attività edilizia, come detto in precedenza, continua ad evolvere favorevolmente. Ad ogni modo, il tasso medio di crescita della produzione mondiale negli ultimi sei anni si è ragguagliato al 6,5 per cento, risultando competitivo con quello di

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altri materiali da finitura. Assai più consistente è stato l’aumento dei volumi estratti e quindi degli impieghi, se riferito al lungo periodo: la produzione attuale è sestuplicata nei confronti di quella del 1976, che si collocava intorno a 18 milioni di tonnellate, mentre è cresciuta di circa 60 volte nel raffronto con il 1926, anche alla luce del successo fatto registrare dai silicei (tav. 5) la cui incidenza, peraltro, ha iniziato a ridursi in favore dei calcarei, già dal 2005. Nella ripartizione geografica della produzione il primato dell’Asia si è ulteriormente rafforzato, con una quota complessiva del 59,3 per cento, mentre continua il ridimensionamento proporzionale dell’Europa, che è scesa al di sotto di un quarto (tav. 6), al pari dell’America, il cui “share” oscilla intorno al dieci per cento. Dal canto suo, la produzione lorda di manufatti ha quasi raggiunto i due miliardi di metri quadrati equivalenti, riferiti allo spessore convenzionale di cm. 2, mentre quella netta è stata di 1,14 miliardi, flettendo di circa un punto. La graduatoria dei Paesi produttori pone in evidenza il primato sempre più forte della Cina, con il 29,7 per cento del totale, seguita a distanza dall’India (tav. 7) e da altri nove Paesi che esprimono un volume

2 La stima produttiva è sostanzialmente conforme a quelle rivenienti da altre fonti: la più autorevole, che si riferisce ad un volume mondiale nell’ordine dei 106 milioni di tonnellate, è di S. Napoli, Stone Sector 2009: industria italiana e congiuntura internazionale, Edizione Internazionale Marmi Macchine, Carrara 2010, pagg. 116.


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superiore al milione di tonnellate: nell’ordine, Turchia, Italia, Iran, Brasile, Spagna, Portogallo, Stati Uniti, Grecia, Francia. Complessivamente, questi “top eleven” accentrano oltre quattro quinti della produzione mondiale, che rimane appannaggio di un numero relativamente contenuto di protagonisti, sebbene la crescita produttiva abbia interessato parecchie realtà minori, talvolta in misura cospicua. Nell’Unione Europea, con quantità estratte che sono diffuse dovunque (tav. 8), ha trovato conferma la leadership italiana, con una quota del 33,3 per cento sul totale comunitario, seguita a notevole distanza dalla Spagna, dove gli effetti del ristagno sono stati maggiormente avvertiti. Lo sviluppo dei Paesi orientali, fra i quali emerge la Polonia, è stato relativamente contenuto rispetto alle potenzialità ed alle attese, perché la valorizzazione delle rispettive risorse ha dovuto confrontarsi con permanenti strozzature finanziarie. Resta da accennare all’articolazione merceologica dei manufatti, dove si è rilevata un’ulteriore espansione di quelli destinati all’edilizia, pervenuti a tre quarti del totale con una significativa crescita dei lavori speciali, consentita dallo sviluppo tecnico del settore, e con la permanente incidenza maggioritaria dei pavimenti (tav. 9). Nondimeno, gli utilizzi alternativi, nel cui ambito primeggiano quelli destinati all’arte funeraria e all’arredo urbano, costituiscono un’integrazione fondamentale del ventaglio produttivo in una strategia

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diversificatrice che continua ad esprimere un punto di forza del comparto.

4. Dinamica dell’interscambio La forza del settore lapideo consiste nella sua capacità di valorizzare al massimo creatività, fantasia e competenze professionali dei marmisti: fattori non ultimi che hanno dato luogo a scambi internazionali sempre più consistenti, tanto che la maggioranza assoluta dei consumi riguarda pietre estratte e spesso lavorate in Paesi diversi da quello d’impiego. Nel 2009 questo fenomeno ha avvertito un rallentamento di qualche rilievo, dovuto al ristagno dell’economia mondiale ed in misura minore alla saturazione di alcuni mercati, ma la sua consistenza è di dimensioni tali da essere praticamente inattaccabile. Come emerge dall’elaborazione del modello input-output, i calcarei grezzi sono stati scambiati per 9,5 milioni di tonnellate (tav. 10), facendo registrare un aumento dello 0,9 per cento rispetto all’anno precedente, che risulta essere la sola variazione positiva nell’ambito dei cinque maggiori macroaggregati e conferma la migliore reattività del marmo e del travertino. Al contrario, i silicei grezzi hanno movimentato 8,9 milioni di tonnellate (tav. 11), con una flessione del 17,6 per cento nei confronti del 2008 evidenziando il momento mediamente più difficile del granito e delle altre pietre dure. I lavorati semplici, che sono costituiti per


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la maggior parte da cubetti e manufatti standard per esterni, hanno dato luogo a movimenti internazionali pari a 3,3 milioni di tonnellate (tav. 12), con un decremento di 11 punti (3), mentre quelli ad alto valore aggiunto, che esprimono la struttura portante dell’interscambio lapideo, hanno visto le rispettive esportazioni ed importazioni bilanciare in 18,2 milioni di tonnellate (tav. 13), con una diminuzione dell’ 8,1 per cento. L’ultima componente di rilievo è quella dei lavorati ardesiaci, che sono stati scambiati per un volume pari a 1,2 milioni di tonnellate (tav. 14): in questo aggregato, il calo ha raggiunto il 17,2 per cento. Complessivamente, i materiali grezzi hanno dato luogo a spedizioni internazionali per 18,4 milioni di tonnellate, che corrispondono al 44,7 per cento del totale, mentre i lavorati sono stati scambiati per 22,7 milioni di tonnellate, pari al 55,3 per cento, iterando le quote ponderali dell’anno precedente, con una flessione che in entrambi i casi è stata del 9,1 per cento, al pari di quanto è accaduto nel totale generale (tav. 15), sceso a 41,1 milioni di tonnellate dai 45,2 del 2008 e dai 46,2 del 2007, che resta l’esercizio di massima espansione. A conti fatti, l’interscambio è tornato sui livelli quantitativi del 2006.

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Considerazioni analoghe valgono per i metri quadrati equivalenti, al netto degli sfridi di lavorazione riferiti alla componente grezza. Il movimento complessivo ha avuto riguardo a 620,6 milioni di metri contro i 682,9 del 2008 e contro i 705,8 del 2007. La quota netta effettiva diventa logicamente superiore a quella rilevata in sede di peso, ed attribuisce il 67,7 per cento al prodotto finito, lasciando al grezzo il residuo 32,3 per cento. Le spedizioni internazionali hanno interessato il 54,4 per cento della produzione mondiale di manufatti confermando la loro priorità, anche a prescindere dal valore unitario tradizionalmente più alto, rispetto ai mercati interni, accreditati, nella loro espressione globale, del 45,6 per cento. Il ristagno dell’ultimo biennio non deve far dimenticare che il settore proviene da un lungo periodo di espansione anche nell’interscambio, con la sola modesta eccezione del 1998. In effetti, nel giro di 15 anni le spedizioni sono quasi triplicate, con un tasso medio di crescita pari all’ 8,1 per cento, superiore a quello del commercio internazionale considerato nel suo complesso. Da questo punto di vista, il comparto ha confermato la sua vocazione a costituire un apprezzabile volano di

3 Dalla movimentazione internazionale di lavorati semplici sono espunti i volumi, spesso assai rilevanti, di materiali informi destinati ad usi strutturali. È il caso delle spedizioni dalla Scandinavia, ed in particolare dalla Norvegia, verso Danimarca, Paesi Bassi e Regno Unito, di utilizzo prioritario per la realizzazione delle difese marittime; nonché di vendite analoghe come quelle dell’Indonesia verso Singapore o della Cina verso Hong-Kong e Macao.


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sviluppo, completando quella rilevata in campo produttivo.

5. Mercati di riferimento Gli scambi lapidei mondiali interessano un ventaglio universale di provenienze e destinazioni, nel cui ambito emerge tuttora l’Unione Europea, che nel 2009 ha ascritto il 23,2 per cento dell’export planetario in volume e il 27,4 per cento dell’import: in entrambi i casi, si tratta di incidenze superiori a quella produttiva, confermando una propensione che ha manifestato maggiori accentuazioni nelle politiche di approvvigionamento. Le spedizioni effettuate dall’Unione nell’esercizio di riferimento hanno interessato 9,5 milioni di tonnellate (tav. 16), con origini maggioritarie di manufatti da Italia, Spagna e Portogallo, mentre gli acquisti hanno avuto riguardo a 13,7 milioni di tonnellate (tav. 17), diretti prioritariamente in Germania, Italia, Francia e Belgio. Rispetto all’anno precedente si sono avute flessioni del 13,3 per cento nell’export e del 17,8 per cento nell’import. Ne consegue che l’Unione ha sofferto le conseguenze del ristagno in misura più accentuata rispetto agli altri Paesi. L’Europa extra-comunitaria ha rilevanza integrativa pur potendo contare sulla presenza di realtà importanti, come la Svizzera in sede di acquisto del manufatto, e la Norvegia a livello di Paese fornitore del grezzo. Nei quindici Paesi del gruppo,

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che per consuetudine comprende anche la Russia, tenuto conto della sua gravitazione maggioritaria verso l’Occidente, l’esportazione del 2009 ha interessato 870 mila tonnellate (tav. 18), con una crescita del 9,6 per cento che conferma le strategie di valorizzazione della risorsa locale da parte di realtà emergenti quali Albania, Croazia e Macedonia, sia pure in misura limitata, visto che le spedizioni dei quindici incidono per circa due punti sul volume mondiale. Lo stesso dicasi per l’import, pari a 1,2 milioni di tonnellate (tav. 19), metà delle quali destinate alla sola Svizzera. Il resto del mondo esprime una maggioranza sempre più ampia dell’interscambio, che nell’export è pervenuto a 30,7 milioni di tonnellate (tav. 20), pari ai tre quarti del totale, mentre nell’import si è attestato intorno a 28,6 milioni di tonnellate (tav. 21), che corrispondono al 69,6 per cento. In entrambi i casi, il ruolo della Cina ha assunto un’importanza decisiva, con 11,7 milioni di vendite, in larga prevalenza di lavorati, e 8,2 milioni di approvvigionamenti, quasi tutti grezzi. Non mancano, peraltro, diversi protagonisti di grande importanza strategica: da una parte India, Turchia, Egitto e Brasile, e dall’altra, Stati Uniti, Corea del Sud, Taiwan e Giappone. Si tratta di Paesi che hanno espresso movimenti assai superiori al milione di tonnellate, sia nell’una che nell’altra direttrice di traffico. Complessivamente, il mondo extra-europeo ha fatto registrare diminuzioni apprezzabili rispetto al 2008, ma notevolmente inferiori


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a quelle dell’Europa: in particolare, le sue esportazioni di materiali lapidei sono scese dell’ 8,1 per cento (4), mentre le importazioni hanno ceduto nella misura del 5,3 per cento. Tale ultimo risultato è particolarmente apprezzabile perchè conseguito nonostante la forte contrazione degli acquisti statunitensi: al netto di questo addendo, la flessione si riduce a due punti. Giova aggiungere che i grandi esportatori hanno mantenuto le posizioni anche in cifra assoluta, riuscendo ad elidere gli effetti della congiuntura difficile. La Cina ha chiuso l’esercizio con una flessione dello 0,5 per cento, mentre India e Turchia, che la seguono con volumi rispettivi di 5,3 e di 4,9 milioni di tonnellate, hanno limitato il regresso, nel primo caso al 2,3 e nel secondo allo 0,3 per cento. È da notare, parimenti, la tenuta dell’Egitto, che ha chiuso l’esercizio con esportazioni per circa due milioni di tonnellate, superando nettamente il Brasile, il cui consuntivo di 1,6 evidenzia un decremento del 17 per cento, assai superiore a quelli altrui perché indotto dalla concentrazione del suo export sul solo mercato statunitense. In sostanza, il ristagno è stato avvertito in misura maggiore nei Paesi europei mentre il resto del mondo ha potuto affrontare la

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congiuntura senza conseguenze drammatiche, tanto che il consuntivo degli esportatori leader può definirsi stazionario: in una situazione di mercato come quella del 2009, è quasi un successo.

6. Analisi del trend La dinamica macroeconomica non può essere approfondita in maniera congrua e funzionale se non estendendo l’analisi al periodo lungo, e quella del settore lapideo non fa eccezione. Si è già detto che nel volgere di un quindicennio l’interscambio settoriale in volume è quasi triplicato, ma il comportamento dei singoli Paesi è stato profondamente diverso, sia nell’export che nell’import. Basti porre in luce come la quota di mercato della Cina, che nel 1994 era del 14,7 per cento, si sia portata al 28,6 nell’ultimo consuntivo, mentre la Turchia ha fatto ancora meglio, balzando da un modesto 1,4 ad un lusinghiero 11,9 per cento (tav. 22). Ben diverso, invece, è stato il trend dell’Italia, che ha perduto circa 14 punti scendendo al 6,9 per cento, laddove flessioni nell’ordine dei cinque punti sono state ascritte anche da Spagna e Portogallo.

4 Nel mondo extra-europeo non sono mancati casi di Paesi che nonostante il ristagno globale hanno ascritto forti aumenti dell’export lapideo, pur muovendo da consuntivi già apprezzabili: è quanto accaduto in Oman, dove le spedizioni sono salite da 212 mila a 354 mila tonnellate, con una crescita di circa due terzi, ed in misura minore anche in Giordania e Pakistan. Al contrario, i movimenti dell’Unione Europea sono stati generalmente riflessivi: l’export è diminuito dovunque, con la sola eccezione marginale dell’Irlanda.


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Nell’importazione esistono escursioni ancora più significative: ad esempio, la Cina, che nel 1994 aveva limitato i suoi acquisti a 118 mila tonnellate, pari allo 0,8 per cento del totale mondiale, è diventata il primo Paese acquirente con un quarto dell’approvvigionamento planetario di lapidei, senza dire del risultato conseguito dalla Corea del Sud, salita di sei punti percentuali. All’opposto, sono diminuite le importazioni dell’Italia, scese anche in cifra assoluta e passate da oltre 11 punti a meno di quattro (tav. 23), mentre la Germania ha visto ridurre la sua quota dal 12,4 al 4,8 per cento, pur conservando il volume di partenza. Globalmente, la ripartizione dell’interscambio nell’ultimo ventennio ha visto un aumento accelerato del prodotto finito rispetto al grezzo, con la notevole eccezione dei blocchi e delle lastre a piano sega di marmo e travertino, il cui movimento è decuplicato (tav. 24). Il trend complessivo è di forte ascesa, con progressi record nel 1994 e nel 2003 che parrebbero presumere ricorrenze a carattere ciclico, ma con andamento positivo costante, bruscamente interrotto dalle flessioni del 2008 e del 2009, da cui sono derivate contrazioni rispettive del 2,2 e del 9,1 per cento (tav. 25). Gli indici confermano l’assunto, con aumenti generalizzati, ma notevolmente circoscritti negli scambi di silicei grezzi e di lavorati ardesiaci, mentre i consuntivi migliori appartengono ai calcarei grezzi ed ai lavorati con alto valore aggiunto (tav. 26),

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la cui rilevanza globale è determinante, perché nel 2009 hanno costituito il 44,3 per cento della movimentazione (tav. 27), contro il 27,8 per cento del 1991. Nella sostanza, la dinamica di lungo periodo conferma l’esistenza di un trend preferenziale a favore del prodotto finito, pur nell’ambito di vischiosità piuttosto diffuse, e nell’ultimo biennio, di un apprezzabile recupero dei grezzi. Sul piano strategico è utile sottolineare che l’interscambio del materiale grezzo, superiore ai 18 milioni di tonnellate, sottintende il trasporto di una quota di materiale destinato a sfrido di taglio pari ad almeno 7,5 milioni. Va da sé che sul fenomeno, sebbene ampliato dall’opportunità di potenziare il ventaglio dei materiali disponibili sui mercati di destinazione, incidono ragioni prioritarie di convenienza economica, soprattutto in Cina, giunta ad importare la maggioranza assoluta dei grezzi movimentati nel mondo. Ciò ribadisce, se per caso ve ne fosse stato bisogno, la realtà di una modificazione strutturale sostanzialmente irreversibile che il trend di lungo periodo mette in luce con tutta evidenza. Un’altra considerazione di fondo che emerge dal comportamento ventennale del settore riguarda il suo ruolo strategico nel sistema economico di non pochi Paesi, collegato ad una consapevole politica di valorizzazione della risorsa locale. Marmi e pietre, ben lungi dall’essere considerati prodotti di lusso, come accadeva in anni ormai lontani, hanno assunto funzioni


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trainanti grazie alla crescita sistematica dell’edilizia ed al forte sviluppo delle tecniche estrattive e trasformatrici, con effetti positivi sul piano industriale e su quello socio-economico.

7. Gradi di finitura e tipi merceologici Un esame esauriente dell’interscambio lapideo non può prescindere dall’analisi disaggregata delle tipologie: per un verso, in ordine al grezzo, dalla scomposizione fondamentale tra calcarei e silicei, e per l’altro, in materia di prodotto finito, da quella tra lavorati semplici e manufatti con alto valore aggiunto (5). In effetti, la propensione allo sviluppo, la valorizzazione delle risorse e le stesse conseguenze del recente ristagno congiunturale presentano variazioni talvolta assai significative da un Paese all’altro. Nella movimentazione all’export dei calcarei grezzi, che in totale è cresciuta di circa un punto, il vantaggio della Turchia, già in essere dal 2003, è fortemente aumentato grazie ad una cifra assoluta pari a 3,2 milioni di tonnellate, con uno “share” del 33,8 per cento, mentre l’Italia, che si è

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portata all’11,4 per cento, ha consolidato la seconda posizione (tav. 28). L’import corrispondente, come si è detto, ha visto la nuova conferma del primato assoluto della Cina, al cui confronto gli acquisti altrui risultano quasi marginali (tav. 29). Nei silicei grezzi, che in volume globale hanno perduto quasi due milioni di tonnellate, le spedizioni hanno continuato a privilegiare il granito indiano, con partenze pari a quattro milioni di tonnellate ed una quota di mercato in ulteriore aumento, pervenuta al 44,4 per cento, mentre si sono sensibilmente ridotte le provenienze da altri fornitori tradizionali come Brasile, Sudafrica e Spagna (tav. 30). Gli acquisti hanno avuto un’evoluzione speculare: da una parte, la Cina ha consolidato la sua posizione di preminenza, con quasi tre milioni di tonnellate approvvigionate, pari ad un terzo del totale, mentre si sono fortemente ridotti gli arrivi in Italia ed a Taiwan (tav. 31). Nel periodo lungo, è da sottolineare il sostanziale azzeramento dell’import in Giappone, sceso dalle 820 mila tonnellate del 1995 alle 30 del 2009, e dal 13,6 allo 0,4 per cento. I lavorati semplici hanno fatto registrare un decremento vistoso, tornando ai livelli quantitativi del 2003. Anche in questo

5 Nella fattispecie, si sono presi in considerazione i cinque disaggregati a quattro cifre della nomenclatura doganale assunta quasi universalmente, in particolare da Comtrade ed Eurostat, a base delle rilevazioni settoriali: 25.15 (grezzi calcarei); 25.16 (grezzi silicei); 68.01 (lavorati semplici); 68.02 (prodotti finiti ad alto valore aggiunto); 68.03 (manufatti di ardesia). Peraltro, ciascuno di questi codici permette di accedere, per indagini più analitiche, alle ulteriori scomposizioni in otto cifre.


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caso, l’esportazione maggioritaria è stata appannaggio della Cina, che ha quasi raddoppiato la sua incidenza, mentre il Portogallo, tradizionale produttore di detti materiali, ha confermato la propria, ma con una cifra assoluta che assomma a meno di un terzo nei confronti di quella cinese (tav. 32). L’importazione dei manufatti in parola è più articolata, fermo restando il ruolo prioritario della Germania nei rispettivi approvvigionamenti (tav. 33). Con scambi per 18,2 milioni di tonnellate (pari a circa 340 milioni di metri quadrati equivalenti) i lavorati speciali hanno costituito anche nel 2009 la voce merceologica di maggiore consistenza volumetrica evidenziando il conseguimento di ulteriori primati da parte della Cina, che pur ascrivendo una flessione di circa due punti in cifra assoluta ha raggiunto una quota del 52,2 per cento, relativa a spedizioni per 9,5 milioni di tonnellate (tav. 34), mentre Turchia ed Italia seguono con “shares” dell’8,1 e del 7,8 per cento (la seconda appare in caduta libera, avendo perduto ben 34 punti nei confronti del 1995). Nelle importazioni, dove la crisi degli Stati Uniti ha lasciato il segno, con la perdita di ulteriori 600 mila tonnellate di acquisti, la Corea del Sud si è confermata nel ruolo di seconda forza, ed il Giappone, dopo anni di regressi, ha messo in luce una prima ripresa significa-

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tiva (tav. 35). In entrambi i casi si tratta, ad ogni buon conto, di mercati quasi esclusivi dell’export cinese. Resta da dire dell’interscambio ardesiaco, che riguarda prevalentemente l’Europa, dove la Spagna si è confermata quale Paese produttore ed esportatore leader, pur avendo perduto circa 30 punti rispetto al suo massimo storico, mentre Cina e Brasile restano i maggiori “outsider” (tav. 36) anche se hanno avvertito in misura ragguardevole gli effetti della congiuntura negativa; quanto all’Italia, il suo ruolo si è fatto sempre più marginale. Dal canto loro, le importazioni hanno visto la tradizionale prevalenza degli acquisti da parte di Francia, Regno Unito e Germania (tav. 37): questi tre mercati hanno ricevuto il 44,4 per cento delle spedizioni complessive di ardesia lavorata.

8. Unione Europea: congiuntura difficile In taluni casi il settore lapideo deve confrontarsi con problemi mediamente più complessi di quelli globali. In particolare, è il caso dell’ Europa, come emerge in maniera specifica dall’analisi specifica dei suoi scambi (6). Nell’esportazione, le quantità totali spedite nel 2009 sono tornate ai

6 Per ragioni di omogeneità, la rilevazione di lungo periodo è limitata ai soli Paesi che compongono l’Europa dei Quindici, di gran lunga maggioritaria nell’interscambio lapideo dell’Unione: non a caso, nel 2009 questi Paesi hanno espresso il 97 per cento dell’export dal gruppo allargato dei Ventisette, ed il 90,8 per cento


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livelli del 2003, con un regresso del 12,9 per cento nei confronti del 2008 e del 19,9 per cento in quelli del 2007, ed un calo più accentuato in Italia, dove in un solo biennio è stato perduto mezzo milione di tonnellate spedite (tav. 38). Dal canto loro, gli acquisti hanno ascritto un decremento altrettanto rilevante, che ancora una volta ha penalizzato soprattutto l’Italia, la cui perdita, nel ragguaglio biennale, è stata superiore al milione di tonnellate (tav. 39): anche nell’import non esistono Paesi europei in controtendenza, con la sola piccola eccezione del Lussemburgo. L’assunto è confermato dalla rilevazione dei valori, che nel 2009 hanno accusato flessioni generalizzate. Nei calcarei grezzi il regresso è stato pari all’11 per cento nell’export, dove il fatturato si è appiattito su quello del 2005, ed al 31,1 per cento nell’import, in cui si è raggiunto il livello più basso degli ultimi sei anni (tav. 40). Non meno critico risulta il bilancio dei silicei grezzi, con regressi sul 2008 che sono stati pari al 24,4 per cento nelle vendite ed al 31 per cento negli acquisti (tav. 41) e sono saliti al 27 ed al 42,4 per cento nel riferimento al 2007. La sensazione che si ricava da queste cifre è che la tendenza espressa dal raffronto dei dati in valore con quelli in peso ponga in luce crescenti attenzioni per la competitività economica dei materiali, tanto

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più che quella tecnologica viene ritenuta un’opzione necessaria, o meglio un atto dovuto. Si tratta di un rilievo importante anche sul piano delle politiche di comunicazione e di promozione, dove diventa decisivo il riferimento alla convenienza. A siffatte conclusioni si giunge, a più forte ragione, attraverso l’esame dei consuntivi che riguardano il prodotto finito. L’interscambio europeo di lavorati semplici ha chiuso il 2009 con flessioni del 18,7 nel valore dell’export e del 25,1 in quello dell’export, e con nuovi minimi di periodo (tav. 42); a sua volta, la movimentazione del valore aggiunto ha dato luogo a regressi rispettivi del 18 e del 15,8 per cento, tanto più importanti dato che questa tipologia esprime la maggioranza assoluta del giro d’affari (tav. 43). Giova aggiungere che l’Italia vi ha consolidato un’ampia leadership europea nell’ambito delle vendite, ma che ha dovuto scontare un calo in cifra assoluta pari a 330 milioni di euro rispetto al 2008 e di 450 milioni nei confronti del 2007; invece, nell’import si deve segnalare la tenuta relativamente migliore degli approvvigionamenti di Germania e Regno Unito. I lavorati di ardesia non hanno fatto eccezione: i rispettivi valori europei di esportazione ed importazione si sono attestati su nuovi minimi, con flessioni marginali dell’11 per cento nelle spedizioni e del

dell’import. Va aggiunto che i consuntivi globali si riferiscono a grandezze aggregate, comprensive dell’interscambio “domestico” fra gli Stati comunitari.


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20,7 per cento negli acquisti. La stessa Spagna, Paese settorialmente leader, ha sofferto la congiuntura in modo conforme alla media europea, avendo dovuto cedere un altro 12 per cento del proprio volume d’affari (tav. 44). L’Europa, in buona sostanza, vive un momento difficile anche in campo lapideo, che è la proiezione settoriale delle sue strozzature economiche, monetarie e gestionali, rese più evidenti dalla scarsa affidabilità di taluni Stati membri. La tendenza selettiva del comparto continua ma si manifesta con talune modificazioni importanti, indotte dall’impatto dei grandi Paesi concorrenti, con riguardo di gran lunga prioritario a quelli asiatici (Cina, India, Turchia). In questa ottica, è facile presumere come il superamento di quelle strozzature sia legato alla capacità imprenditoriale di coniugare la professionalità con l’investimento, ma prima ancora, agli indispensabili supporti istituzionali.

9. Valori medi al ribasso La congiuntura lapidea europea può essere oggetto di ulteriori approfondimenti attraverso l’analisi dei valori medi, che tendenzialmente sono assimilabili ai prezzi, sebbene la loro evoluzione sia determinata non solo dalla domanda e dall’offerta, ma nello stesso tempo, dal mix delle tipologie oggetto dell’interscambio, tanto nel grezzo quanto nel prodotto finito. In

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realtà, l’esistenza di un ventaglio particolarmente elevato di alternative rende significativa, almeno sul piano potenziale, l’incidenza delle variazioni merceologiche, che nell’attuale dinamica di mercato tendono a preferire i materiali correnti, con riguardo prioritario ai marmi, sia bianchi che colorati, e ad alcune varietà di graniti tecnologicamente e cromaticamente avanzati. Un approccio sufficientemente analitico alla dinamica dei prezzi europei, anche se circoscritto ad alcuni Paesi leader come Italia (tav. 45), Francia (tav. 46), Germania (tav. 47), Portogallo (tav. 48) e Spagna (tav. 49) mette in evidenza che nell’ambito di 30 parametri oggetto di rilevazione (export ed import di calcarei grezzi, silicei grezzi e lavorati ad alto valore aggiunto), due terzi dei dati relativi al 2009 sono di segno negativo più o meno consistente. Ciò, senza dire che In periodo lungo il fenomeno è ancora più apprezzabile. L’andamento riflessivo è più accentuato nell’export, dove le contrazioni del valore medio riguardano il 73,4 per cento dei casi, contro il 60 per cento dell’export. Nel prodotto finito, di maggiore rilevanza sia in quantità che in valore, i consuntivi del prezzo medio sono in calo ancora più generalizzato, con la sola eccezione delle spedizioni dalla Germania, il cui volume è meno significativo di quello altrui: ciò significa che la democratizzazione degli impieghi si sta facendo largo anche in Europa, tanto più che il valore unitario


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degli approvvigionamenti è generalmente inferiore a quello dell’export, grazie alle provenienze di materiali economici dalla Cina, dall’India e dagli altri Paesi in via di sviluppo (7). Non meno rilevanti sono le escursioni da un Paese all’altro: nella categoria dei lavorati, il prezzo medio dell’export rilevato nel 2009 oscilla dai 42,50 euro per metro quadrato equivalente registrati in Italia ai 28,40 del Portogallo, con un differenziale del 50 per cento, tanto più significativo perché si tratta di valori appartenenti a Paesi del sistema comunitario. Considerazioni analoghe valgono per l’import, dove il campo di variazione si colloca fra i 30,40 euro per metro quadrato di cui agli acquisti francesi ed i 14,20 registrati in Spagna: in alcuni casi, l’ultimo biennio ha coinciso con una flessione molto alta delle quotazioni. Nei grezzi le flessioni di lungo periodo sono state ugualmente vistose, anche prima del ristagno che ha caratterizzato l’ultimo biennio. È un effetto del rapido sviluppo produttivo e di un’offerta che in diversi casi è stata superiore alla domanda, sebbene la dinamica estrattiva e trasformatrice sia relativamente duttile, nel senso di potersi adeguare con discreta flessibilità alle esigenze del mercato: motivo non ultimo che

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suffraga la competitività del settore anche sul piano tattico e spiega il facile successo di taluni produttori innovativi come Egitto ed Iran, senza contare talune conferme travolgenti, quale quella della Turchia. Il prezzo, in definitiva, è stato sempre protagonista, ma nella congiuntura attuale ha recuperato un ruolo di priorità generalmente riconosciuta, beninteso senza che le pregiudiziali qualitative siano venute meno, anche per quanto riguarda le politiche di servizio. La maturità del sistema economico è diventata un patrimonio importante anche nel comparto lapideo ed ha finito per allargarsi a macchia d’olio in tutti i Paesi, compresi quelli in via di sviluppo: senza la convergenza di competitività economica e tecnologica, e quindi, senza adeguati investimenti, il loro successo non avrebbe potuto essere altrettanto impetuoso.

10. Emergenza Italia La dinamica del settore presenta differenze assai importanti da un Paese all’altro, sebbene tutti abbiano pari dignità, se non altro perché la diffusione della risorsa lapidea ha caratteri universali, al pari delle

7 È congruo rammentare che l’azione antidumping in sede europea, intrapresa anni or sono dai marmisti francesi e tedeschi nei confronti delle importazioni di manufatti speciali, ed in particolare di masselli funerari, non venne coronata da successo perché non fu possibile dimostrare che quei prodotti venivano effettivamente commercializzati a prezzi medi inferiori al costo. Ciò sottolinea quanto sia arduo, nell’attuale congiuntura internazionale, promuovere iniziative, pur legittime, di carattere protezionista.


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potenziali valorizzazioni. Nondimeno, esistono casi emblematici di ristagno, come di espansione, che richiedono un esame specifico, sia per le cifre assolute in cui si sono tradotti, sia per le variazioni strutturali e strategiche nell’economia del comparto. La congiuntura critica ha colpito in modo particolarmente significativo l’Italia, sebbene questo Paese avesse espresso una lunga e riconosciuta leadership, sia in campo produttivo, sia in quello commerciale. Negli ultimi anni, la tendenza ha assunto aspetti negativi accelerati, come emerge dai risultati dell’interscambio, la cui ufficialità non ammette soverchie discussioni, né tanto meno, esercitazioni interpretative (8). Nel giro di una dozzina d’anni, l’esportazione ha perduto venti punti percentuali, scendendo, al netto dei sottoprodotti, da 3,6 a 2,8 milioni di tonnellate (tav. 50) e l’importazione non è stata da meno, riducendosi a 1,6 milioni di tonnellate, con un regresso di oltre 25 punti (tav. 51). Il fenomeno è stato più grave nell’ultimo biennio, ma la tendenza critica non costituisce una novità: nei 12 anni in esame, l’export è diminuito sei volte e l’import sette, mettendo in luce una situazione di precarietà tanto più rilevante, perché

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fino al 2007 il termometro mondiale era orientato decisamente verso il bello. Nelle spedizioni, il bilancio negativo è stato relativamente contenuto dal buon comportamento dei grezzi, che hanno ascritto una crescita media del 4,6 per cento in ragione annua, mentre i lavorati hanno perduto 1,1 milioni di tonnellate, facendo registrare un calo medio del 3,6 per cento ed uno complessivo del 43,2 per cento, che negli ultimi due anni ha assunto dimensioni particolarmente gravi. Al contrario, nell’import si è verificato l’opposto: sono diminuiti gli approvvigionamenti del grezzo, scesi da oltre due milioni di tonnellate a 1,2 con una perdita annua di tre punti e mezzo, mentre sono cresciuti quelli del prodotto finito, che è quasi quadruplicato, ponendosi stabilmente oltre 400 mila tonnellate, pari a circa otto milioni di metri quadrati equivalenti. Il settore lapideo italiano, in sostanza. manifesta una scarsa propensione ad investire, che si traduce nella minore offerta di prodotto finito e nella disponibilità ad acquistarne volumi importanti, in specie dai Paesi in via di sviluppo. La crisi dell’export esprime il disagio più visibile e diffuso, tanto più che non ha risparmiato alcuni segmenti particolari che

8 La crisi dell’interscambio italiano, in particolare dell’export di manufatti e dell’import grezzo, si è tradotta in conseguenze negative per la produzione e per lo stesso mercato interno, già condizionato dal ristagno dell’attività edilizia e dalle carenze della politica per la casa. Infatti, la riduzione delle vendite all’estero ha indotto una crescita dell’offerta sul mercato interno, dando luogo, anche in questo caso, a prezzi medi cedenti ed a condizioni di redditività obiettivamente marginali.


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in passato erano stati ritenuti di nicchia: è il caso del porfido, testimoniato dalla progressiva riduzione delle spedizioni di lavorati semplici ed in particolare di cubetti, per non dire dell’ardesia, le cui vendite si sono ridotte di tre quarti, inanellando una lunga serie di nuovi minimi storici, mentre le importazioni corrispondenti, già dal 2007, hanno superato il volume esportato. È inutile aggiungere che le responsabilità della congiuntura a forbice sono plurime, perché non appartengono in via prioritaria al momento industriale ma alle carenze della volontà politica ed alla scarsa competitività dei costi, a cominciare da quelli del lavoro e del fattore energetico, che sono componenti decisive di quello globale. In questa sede, è funzionale esprimere una diagnosi netta, nella presunzione che possano derivarne valutazioni oggettive ed interventi opportuni, tanto più che l’Italia lapidea possiede un patrimonio di professionalità e di tradizioni universalmente riconosciuto ed in quanto tale da tutelare e promuovere.

11. Cina: una leadership epocale Nel mondo lapideo taluni nuovi protagonisti si sono fatti luce con rilevanza crescente nella produzione, nell’interscambio e nei consumi, ma l’espansione della Cina è stata tale da annullare in modo definitivo le vecchie certezze circa un settore caratterizzato da modificazioni lente e da una

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realtà di fondo quasi immutabile. È grazie alla Cina che marmi e pietre hanno acquistato una dimensione imprevedibile, con un trend di rapida crescita che soltanto nell’ultimo biennio ha fatto registrare un rallentamento importante, sia pure limitato al commercio internazionale. L’esportazione, che oggi è costituita da prodotti finiti nella misura del 96,2 per cento (tav. 52), non è lontana dai 12 milioni di tonnellate e quindi da oltre 210 milioni di metri quadrati equivalenti: in pratica, un terzo di quella mondiale, con una crescita in volume che è stata di 15 volte in altrettanti anni (tav. 53) e che mediamente ha consentito il raddoppio delle spedizioni in ciascun esercizio. Il valore esportato non è stato da meno, sfiorando i quattro miliardi di dollari con un’incidenza del lavorato che nella fattispecie è superiore al 99 per cento (tav. 54). Un altro punto di forza consiste nell’importazione di grezzi, che a sua volta è pervenuta ad un miliardo e mezzo di dollari in valore, con una buona prevalenza dei calcarei (tav. 55). In altri termini, il primato cinese si esercita a tutto campo, perché si fonda su una realtà trasformatrice particolarmente avanzata, a cui contribuiscono gli approvvigionamenti esteri non meno della produzione nazionale; e naturalmente, la vivacità dell’edilizia interna, supportata, come si è visto, da un’edilizia in forte espansione. A proposito degli acquisti maggioritari, riferiti ai blocchi di marmo e travertino, conviene aggiungere che una quota largamente pre-


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valente proviene da due soli Paesi, Turchia ed Egitto, grazie alle loro quotazioni senza dubbio competitive (tav. 56). Attenzioni specifiche debbono essere attirate sull’andamento dei prezzi medi cinesi, che nel prodotto finito esportato, dopo un quinquennio di considerevoli recuperi, hanno evidenziato nel 2009 una flessione di cinque punti percentuali, portandosi di nuovo sotto i 20 dollari per metro quadrato equivalente e confermando, ad ogni buon conto, una tradizionale competitività che non è azzardato definire assoluta (tav. 57). Ciò significa che gli effetti della congiuntura, già evidenziati dalla stasi delle spedizioni, hanno investito sia pure marginalmente anche la Cina. Negli acquisti di grezzi si è avuta, parimenti, una contrazione del prezzo medio, che nel ragguaglio al 2008 è stata di due punti per i calcarei e di circa nove per i silicei, ma che risulta assai più ampia nel raffronto di lungo periodo, sottolineando come la domanda prevalente sia andata evolvendosi verso materiali correnti, se non anche economici (tav. 58). In crescita notevole, invece, è il prezzo dell’import di lavorati, che d’altra parte costituiscono una quota quasi marginale, destinata a soddisfare una domanda qualificata. A questo punto, considerare la Cina, non solo settorialmente, alla stregua di un Paese in via di sviluppo è quanto meno anacronistico. In effetti, si tratta di un grande Paese industriale, sebbene caratterizzato da sacche ancora diffuse di ritardo socio-

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economico e capace di interagire sul mercato lapideo mondiale con tutte le carte in regola per orientarlo e condizionarlo alla stregua del proprio interesse. Si tratta di un Paese che può vantare un ventaglio di materiali domestici costituito da migliaia di varietà; una tecnologia nazionale avanzata e duttile; per non dire delle strutture promozionali ormai consolidate, tra cui primeggiano le fiere di Shanghai, Pechino, e soprattutto di Xiamen. In queste condizioni, il primato cinese non può essere oggetto di soverchia sorpresa. Al contrario, è il risultato dell’ottima combinazione di parecchi fattori produttivi, consolidata dalla competitività dei costi energetici e professionali, dalla mancanza di un’effettiva conflittualità sindacale e da una spiccata capacità di fare sistema.

12. Grandi protagonisti extra-europei La Cina lapidea, per dimensioni di produzione ed interscambio, e dello stesso consumo interno, appartiene ad un altro pianeta, ma alcuni Paesi, pur senza raggiungere i suoi livelli, hanno un peso parimenti determinante in campo estrattivo e distributivo: in primo luogo, India, Turchia e Brasile, senza contare altre realtà emergenti - soprattutto nel mondo asiatico - che ormai vanno per la maggiore e che hanno dato un contributo importante, prima allo sviluppo del comparto, ed ora alla difesa


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delle posizioni raggiunte (9). In India la congiuntura dell’ultimo periodo è stata caratterizzata da un andamento a forbice (10). Le esportazioni di marmi grezzi, che ormai costituiscono una voce non trascurabile grazie ai bianchi di Makrana ed alcuni colorati, hanno continuato ad aumentare (tav. 59), mentre si sono ridotte di circa 18 punti quelle di blocchi e semilavorati silicei, soprattutto a causa della minore ricettività europea, bilanciata solo in parte dalla crescita cinese (tav. 60). Un punto di forza in espansione, invece, è costituito dal prodotto finito, il cui valore è ormai maggioritario, essendosi ragguagliato a 785 milioni di dollari: ciò, sebbene l’export negli Stati Uniti, tradizionale mercato di sbocco, abbia fatto registrare una brusca contrazione (tav. 61). Notevolmente critico è stato l’andamento del Brasile, le cui esportazioni si sono ridotte del 23,9 per cento nel granito grezzo (tav. 62), del 22,3 per cento nei lavorati speciali (tav. 63) e del 42,5 per cento nei

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manufatti di ardesia (tav. 64). Specialmente nel prodotto finito, la ragione principale di questo ristagno superiore alla media consiste nella forte priorità delle spedizioni verso gli Stati Uniti, seguite da quelle in altri Paesi americani quali Canada, Venezuela e Messico, cosa che sottintende l’opportunità di una migliore diversificazione distributiva. È inutile aggiungere che il Brasile resta un protagonista di rilievo prioritario, soprattutto nell’ambito dei graniti a tonalità accesa. Le conseguenze della congiuntura internazionale sono state meno avvertite in Turchia, dove l’export si è avvantaggiato, come detto, dal forte incremento della domanda di marmi e travertini grezzi, in specie da parte cinese. Nei lavorati, che costituiscono l’addendo di maggiore importanza dal punto di vista del valore, gli effetti della crisi statunitense sono stati ancora una volta palesi, dando luogo ad un regresso del 21 per cento nei confronti del 2008 (ed a quello di 13 punti nel prezzo

9 Il riferimento all’Iran, ma anche al Vietnam ed alle altre “tigri” asiatiche è ormai di prammatica, al pari di quello al Giappone sul piano dei consumi. Dal canto proprio, l’Africa ha cominciato ad esercitare un ruolo più conforme alle sue potenzialità sul mercato internazionale, soprattutto grazie all’Egitto, che ormai è una stella di prima grandezza anche dal punto di vista della trasformazione: si pensi, a titolo di esempio, al grande distretto produttivo di Shak-el-Toaban, nella cintura del Cairo, che secondo stime attendibili di fonte locale ospita migliaia di aziende settoriali, dalla dimensione spesso apprezzabile. Al contrario, la vecchia leadership continentale del Sudafrica è stata elisa dalle carenze di verticalizzazione e dal forte controllo oligopolistico del prodotto di cava, in una politica di alta qualità. 10 I dati statistici dell’India hanno carattere disomogeneo rispetto alle cifre degli altri Paesi, perché il suo esercizio standard muove da aprile per chiudersi nel maggio successivo. Tale discrasia è peraltro ininfluente nelle valutazioni di lungo periodo, con particolare riguardo a quelle dell’interscambio indiano, pur necessitando degli opportuni aggiustamenti in sede di elaborazione input-output.


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medio per unità di prodotto), che tuttavia non mette in discussione la crescita esponenziale di lungo periodo (tav. 65). Sul versante dei consumi, e quindi dell’import, le conseguenze più evidenti del rallentamento mondiale si sono manifestate negli Stati Uniti, dove gli approvvigionamenti di lavorati, che costituiscono una larghissima maggioranza dei loro acquisti, hanno accusato un regresso del 28,9 per cento, che si aggiunge a quello del 15,1 per cento ascritto nell’esercizio precedente (tav. 66): nel biennio, la perdita complessiva è stata pari a 1,3 milioni di dollari ed ha riportato l’import della Confederazione a stelle e strisce sui livelli del 2003. Il sacrificio è stato ripartito su tutti i Paesi esportatori, ma le conseguenze peggiori sono state avvertite dall’Italia e dal Brasile, mentre la Cina, che ha sofferto relativamente meno, è diventata la prima fornitrice (tav. 67). Non a caso, rispetto al 2001, la quota dell’export cinese sul mercato lapideo statunitense è salita dal 5,7 per cento all’odierno 20,9 mentre quella dell’Italia (11) è scesa dal 37,9 al 15,8 per cento (tav. 68). Quanto al prezzo medio dell’import nordamericano, che nel 2009 ha ceduto circa 12 punti, scendendo a 37,5 dollari per metro quadrato equivalente, i

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regressi maggiori sono stati avvertiti proprio nelle quotazioni delle vendite italiane e brasiliane (tav. 69). In definitiva, almeno nel breve termine le potenzialità di ripresa efficace sono legate soprattutto alla domanda statunitense, anche se la crescita di alcuni mercati interni, come quelli della Turchia e del Brasile, ha avuto momenti impetuosi legati alla maggiore pressione dell’offerta, con effetti di naturale contenimento dei prezzi e tendenzialmente, della redditività.

13. Forze complementari La risorsa lapidea è diffusa dovunque: al di là dei grandi protagonisti, che talvolta sono tali per l’ampiezza del territorio e per la quota di popolazione, senza dire del livello di prodotto lordo pro-capite, sono tanti i Paesi di seconda fascia che hanno un ruolo significativo nella produzione e nell’interscambio. A determinare la differenza, caso mai, sono i livelli qualitativi, la volontà politica di valorizzazione delle riserve, ma soprattutto, in specie nell’attuale condizione macroeconomica, la legge del mercato ed il rapporto fra domanda e offerta. Nell’ambito di questi Paesi, due realtà

11 Il trend delle quote italiane sul mercato statunitense evidenzia un decremento sostanzialmente costante, ed a più forte ragione icastico, anche nel lungo periodo: basti dire che nel 1975 il loro “share” era stato pari a circa tre quarti del totale. Tuttavia, nell’ultimo triennio la crisi ha lasciato un segno assai forte anche nelle cifre assolute, visto che l’esportazione del manufatto lapideo “made in Italy” è scesa dai 644 milioni di dollari del 2006 ai 308 milioni del 2009, con una perdita secca del 52,2 per cento.


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interessanti sono, rispettivamente, la Norvegia e la Svizzera: la prima, titolare di alcune esclusive prestigiose che alimentano un tradizionale flusso di esportazioni, e la seconda, che sopperisce con gli approvvigionamenti esteri ad una domanda soddisfatta solo in parte dalle pur notevoli produzioni interne, con riguardo prioritario ai graniti del Ticino. La lista, tuttavia, potrebbe essere lunga (12). Apparentemente, la Norvegia non ha avvertito gli effetti della congiuntura, perché la sua esportazione quantitativa del 2009 è aumentata, raggiungendo 330 mila tonnellate di grezzi, con un aumento del 10,8 per cento (tav. 70), ma il valore corrispondente ha perduto 24 milioni di dollari, con una flessione del 23,5 per cento che sale al 31 per cento nel prezzo medio. Si tratta, quindi, di un tributo pesante al ristagno della domanda nei grandi Paesi trasformatori europei, cui ha fatto riscontro un incremento più che proporzionale delle vendite in Cina, che ormai costituiscono la maggioranza assoluta delle spedizioni norvegesi. Il fenomeno, tra l’altro, è comune alla Finlandia, il cui export grezzo in Cina ha tratto giovamento dal costo competitivo del trasporto per via terrestre tramite la

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ferrovia transiberiana. L’importazione svizzera di lavorati ha ceduto soltanto un punto nelle quantità, ed ha conservato un volume che corrisponde a circa tre milioni e mezzo di metri quadrati equivalenti (tav. 71). Tuttavia, anche in questo caso il valore medio ha fatto registrare una diminuzione maggiore, pari al 4,5 per cento: quello elvetico è un mercato ricco, disposto a pagare prezzi relativamente più alti per forniture di livello, ma ciò non significa che sia insensibile alle offerte competitive provenienti dalla stessa Cina, e prima ancora, da Turchia e Portogallo. In regresso sono risultati soprattutto gli acquisti dall’Italia, che peraltro mantiene con largo vantaggio il rango di primo Paese fornitore. Si deve accennare, poi, ad un gruppo abbastanza nutrito di realtà complementari in cui l’export si accompagna a flussi non meno rilevanti e talvolta maggiori, dell’import. Si pensi all’Argentina, dove i rispettivi volumi sono in equilibrio paritetico, con una tendenza critica più evidente negli imbarchi, indotta dalla minore richiesta di talune esclusive, a cominciare dal porfido. Si pensi al Canada, che nel 2009 ha espresso spedizioni per circa 230 mila tonnellate ed acqui-

12 Un ulteriore esempio fra i tanti, ma emblematico per dimensione quantitativa, è quello degli Emirati Arabi Uniti, che pur essendo titolari di un flusso d’importazione leader nell’area medio-orientale, sono stati accreditati, per il 2009, di spedizioni verso i Paesi contigui tra cui emergono 1,5 milioni di tonnellate in lavorati semplici: visti i bassi valori medi, è facile presumere che si tratti di pietrame per usi strutturali. Non meno significativi sono i casi, già accennati, dell’export di lapidei poveri dall’Europa settentrionale o da alcune grandi realtà asiatiche.


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sti più che doppi, anche se il suo mercato deve considerarsi per vari aspetti un’estensione di quello statunitense. Si pensi alla Giordania, che con 240 mila tonnellate vendute all’estero è uno dei pochi Paesi in controtendenza attiva, assieme all’Oman che ne ha spedite 350 mila; e che pure si distingue per importazioni ragguardevoli, in specie del prodotto finito di qualità. Altrove, la crisi ha colpito in maniera più pesante: è il caso del Venezuela, tradizionale fornitore di grezzi - soprattutto alla Spagna - che ha visto praticamente azzerati flussi quantitativi un tempo apprezzabili. È il caso dell’Uruguay, le cui esportazioni di granito grezzo si sono ulteriormente ridotte, collocandosi su livelli quasi marginali. Non è il caso, invece, dello Zimbabwe, che nonostante le difficili condizioni economiche ed infrastrutturali è riuscito ad esportare 160 mila tonnellate di materiale grezzo, grazie alla qualità cromatica e tecnologica di alcune esclusive, ma nello stesso tempo, alla riduzione dell’offerta sudafricana.

14. Consolidamento dei consumi L’impiego lapideo, forte delle tradizioni più antiche, è diffuso dovunque, sia pure con volumi che si differenziano largamente secondo le diverse realtà nazionali e locali. L’Unione Europea, con circa 250 milioni di metri quadrati annui, posti in opera dai Quindici (tav. 72), vanta la maggioranza

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relativa degli utilizzi, ma quelli della sola Cina, dove risultano pari a 215 milioni. non sono ormai lontani (tav. 73), mentre India e Stati Uniti seguono a distanza maggiore, con livelli rispettivi nell’ordine degli 80 e dei 70 milioni. La graduatoria per Paesi, dopo la terna iniziale, vede l’Italia in quarta posizione, seguita da Corea del Sud e Brasile. Ciò conferma che la leadership del consumo si va spostando verso i grandi Paesi extraeuropei, cui competono cinque posizioni tra le prime sei; e che è in atto una tendenza tuttora significativa alla concentrazione. Infatti, i cinque Paesi di vertice esprimono il 41,6 per cento del consumo mondiale, mentre i primi dieci, che sono i soli a superare i 20 milioni di metri quadrati equivalenti in ragione annua, ne determinano il 56 per cento (tav. 74). Tra i Paesi leader, soltanto cinque sono riusciti ad incrementare più o meno significativamente il proprio consumo: il risultato migliore compete naturalmente alla Cina, che ha progredito del 20,5 per cento rispetto all’anno precedente e del 192,8 per cento nei confronti del 2001, con una media annua di oltre 24 punti. È tuttavia da sottolineare che, in un esercizio obiettivamente difficile quale il 2009, il consolidamento del consumo è andato a buon fine con ulteriori progressi sia pure contenuti in Brasile, Giappone, Belgio e Portogallo. In effetti, la contrazione degli impieghi mondiali si è limitata a meno di un punto: il risultato deve considerarsi obiettivamente


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lusinghiero, sebbene sia stato conseguito in larghissima maggioranza grazie al solo apporto della Cina, che se non altro ha giovato ad una minor pressione della sua grande offerta di prodotti finiti sul mercato lapideo internazionale. Nel periodo lungo, l’incremento rispetto al 2001 è rimasto intorno al 60 per cento, iterando i consuntivi del biennio precedente ma evidenziando la permanenza del regresso in ben sette Paesi: talvolta in misura frizionale, come è accaduto per Italia, Francia e Taiwan, talvolta più accentuata, come in Grecia e Spagna, ed in qualche caso assai pesante, come in Giappone (al di là della ripresa marginale ascritta nel 2009) ed in Germania (dove si scontano gli effetti di una stasi prolungata dell’edilizia). Gli aumenti maggiori, invece, si sono avuti in Cina, India, Corea del Sud e Brasile, ma anche negli Stati Uniti, nonostante il regresso dell’ultimo biennio, ed in Gran Bretagna, in cui si partiva da livelli precedenti molto bassi. Il consumo pro-capite è rimasto quasi stazionario, intorno a 186 metri quadrati equivalenti per mille unità (tav. 76), cosa che costituisce il naturale corollario del consolidamento di cui si è detto. In altri termini, l’utilizzo mondiale del prodotto finito, nonostante la congiuntura avversa,

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ha dimostrato una reattività del marmo e della pietra che altri comparti del “building” non sono stati in grado di esprimere, anche quando abbiano avuto la “chance” di prezzi competitivi sia all’origine, sia nella posa in opera. Il panorama degli impieghi si completa con l’analisi del rapporto fra consumo lapideo e nuove abitazioni residenziali: in un campione di dieci Paesi costruttori leader (13) la media globale, comprensiva dei consumi a carattere collettivo (rivestimenti esterni, atri, scale, opere comuni diverse) risulta di circa 50 metri quadrati per abitazione (tav. 77) con rapporti più alti in Europa, specialmente in Germania, Portogallo e Spagna, mentre i quattro Paesi al di sotto della media sono tutti extra-comunitari (Australia, Giappone, Russia, Cina). Anche per questo, è facile trarne l’impressione che gli spazi maggiori di ulteriore crescita potenziale vadano cercati in primo luogo oltre i confini europei, attraverso un’idonea strategia distributiva e congrue iniziative di comunicazione promozionale.

15. Macchine e impianti Gli investimenti innovativi e sostitutivi nell’impiantistica di produzione, che nel 2008 non erano stati condizionati dal rista-

13 Nell’impossibilità di scomporre a livello analitico di ciascun Paese i consumi lapidei diversi dall’edilizia, comunque largamente inferiori a quelli totali, i rapporti sono stati calcolati in base al consumo complessivo, con una massima eccedenza teorica nell’ordine di un quarto, più alta in Germania e Giappone, dove l’uso funerario è maggiore, e più bassa nei grandi Paesi costruttori come Cina e Stati Uniti.


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gno incipiente del settore lapideo perché programmati nel corso iniziale dell’esercizio, sono stati caratterizzati da una forte flessione nel corso del 2009. Il fenomeno è stato maggiormente avvertito in Italia, Paese tuttora leader nella tecnologia lapidea, dove la contrazione delle quantità esportate è stata pari al 29,8 per cento (tav. 78), senza che il mercato interno abbia potuto sopperire utilmente in quanto di gran lunga minoritario, mentre a livello mondiale il calo si è collocato nell’ordine dei 16 punti percentuali. La competitività del lapideo sul piano dei costi è stata naturalmente condizionata dalla minore propensione ad investire, accentuata nei Paesi in cui la congiuntura ha colpito in misura più forte. Ciò, nonostante l’offerta di innovazioni tecniche importanti, come quelle per la segagione con macchine plurifilo, ulteriormente ampliata e perfezionata. Paradossalmente, la quota italiana, nonostante il nuovo minimo storico fatto registrare in cifra assoluta, si è incrementata a livello di “share” europeo, dove è pervenuta al 70,2 per cento, mentre la concorrenza della Germania, il cui export in peso è crollato di circa tre quarti, si è ridotta all’otto per cento, superata anche dalla Spagna, che è salita al 12,2 per cento (tav. 79). Ciò significa che gli effetti maggiori della congiuntura si sono avuti proprio in Europa, come attesta in modo ancora più icastico il consuntivo dell’import, con un regresso complessivo del 58,9 per cento ed un

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nuovo minimo assoluto (tav. 80), più evidente nei grandi Paesi trasformatori come la Francia e la Germania, e soprattutto la Spagna, i cui acquisti sono diminuiti di quattro quinti: non certo per ampliamenti della produzione interna, che in questi Paesi è generalmente limitata. Considerazioni analoghe valgono per l’interscambio delle sole tecnologie di laboratorio, al netto di quelle relative al momento estrattivo ed agli impianti di segagione e taglio primario, dove la leadership europea dell’Italia è quasi invariata rispetto al totale europeo, con una quota del 67,2 per cento (tav. 81), mentre le maggiori importazioni hanno avuto riguardo, nell’ordine, a Germania, Francia e Belgio. Il “made in Italy” ha raggiunto il punto più basso degli ultimi 12 anni nell’export in volume, e degli ultimi sette anni in valore, che è sceso sotto i 400 milioni di euro con una flessione del 33,1 per cento, a cui ha corrisposto un regresso del prezzo medio da 920 a 870 euro al quintale, pari al 5,8 per cento (tav. 82). L’andamento riflessivo è stato più accentuato nelle macchine di segheria e di levi-lucidatura e più contenuto nella rimanente impiantistica di laboratorio, anche a fronte del minore impegno unitario dei rispettivi investimenti. Nel resto del mondo non sono mancati taluni progressi di forte impatto, anche in controtendenza, come è accaduto in Cina per le macchine di taglio primario, dove il valore importato è addirittura sestuplicato a vantaggio principale dell’export dalla Svizzera


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(tav. 83), Paese produttore ed esportatore tecnicamente avanzato, quasi a sottolineare la ricerca di garanzie qualitative e di una redditività competitiva dell’investimento, anche da parte cinese, nonostante la disponibilità di un’offerta interna certamente articolata. In lieve regresso, invece, è risultato, sempre in Cina, l’import di macchine levi-lucidatrici dove le posizioni di vertice sono state appannaggio di Giappone, Germania e Corea del Sud (tav. 84). Nell’ambito extra-europeo una flessione più ampia della media, coerentemente con l’andamento del settore lapideo, si è registrata negli Stati Uniti, con un decremento delle importazioni di impianti per il taglio primario pari ad oltre 40 milioni di dollari, che si è tradotto in una perdita percentuale di circa 33 punti (tav. 85). Nella fattispecie, il Paese esportatore di maggior successo sul mercato americano risulta essere Taiwan, in seconda posizione alle spalle della Cina, mentre l’Italia è scesa in quarta posizione, con un calo del 69,4 per cento, superiore di circa sette volte a quello complessivo.

16. Beni strumentali Il consuntivo del momento tecnico si completa con quello dei beni strumentali, nel cui ambito gli abrasivi e gli utensili diamantati si distinguono per importanza funzionale e per valore di mercato. In questo caso, i dati dell’interscambio non hanno carattere

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maggioritario, diversamente da quanto accade nel comparto lapideo ed in quello delle macchine, perché l’assemblaggio e la distribuzione avvengono prioritariamente all’interno di ciascun Paese, tanto più che i fabbisogni hanno carattere quotidiano e gli approvvigionamenti avvengono con la necessaria frequenza. Va aggiunto che dal punto di vista contabile non si tratta di investimenti ma di spesa corrente. Detto questo, è possibile integrare l’esame della congiuntura con gli scambi commerciali dei beni di consumo in sede europea, tanto più che il mercato comunitario è ormai assimilabile ad una sola grande realtà domestica. Ebbene, i consuntivi del settore riferiti ai Quindici confermano a più forte ragione la tendenza critica descritta a proposito di lapidei ed impianti. Gli abrasivi hanno evidenziato flessioni marginali quantitative del 26,7 per cento nell’import e del 23,2 per cento nell’export, e nello stesso tempo nuovi minimi assoluti, conservando posizioni prioritarie rispettive in Germania e Italia (tav. 86). Il calo è stato più forte negli utensili diamantati, dove si è ragguagliato al 51,5 per cento negli acquisti ed al 37,7 per cento nelle spedizioni (tav. 87), ma con escursioni di lungo periodo più contenute, perché il 2008 era stato l’esercizio di massima espansione. In valore, i cui importi illustrano meglio dei volumi l’importanza tattica del settore, il calo europeo registrato nel 2009 è stato del 32,1 per cento nell’export e del 27,1 nell’import, per quanto si riferisce agli abrasivi (tav. 88)


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e del 59,8 e 27,8 per cento, per quanto attiene agli utensili diamantati (tav. 89). Anche in questo caso, si tratta di consuntivi attestati su nuovi minimi. Un utile esame disaggregato può essere effettuato per i due Paesi che mediamente hanno una rilevanza maggioritaria, sia pure in senso relativo, vale a dire Italia e Germania, le cui esportazioni complessive hanno avuto riguardo, sempre nel 2009, a 95 milioni di euro nel primo caso, ed a 128 milioni nel secondo, mentre l’import si è riferito a 36 milioni nel consuntivo italiano ed a 92 in quello tedesco. In particolare, è interessante vedere come i prezzi medi si siano evoluti in modo piuttosto contenuto pur nell’ambito di una tendenza al ribasso che è stata più forte nell’export tedesco di utensili, ed in misura minore, in quello italiano di abrasivi (tav. 90). Negli acquisti, invece, le quotazioni sono cresciute per entrambi i Paesi dopo un precedente regresso, mentre sono diminuite di oltre il 10 per cento solo in Italia; comunque sia, sono mancati i forti ribassi che erano stati paventati a fronte dell’offerta extra-europea. A questo proposito, va sottolineato che i beni strumentali consentono una sperimentazione continua di produttività, rendimenti e sicurezza, con caratteristiche fungibili molto avanzate e quindi con la possibilità di valutare le alternative senza apprezzabili rischi da parte del marmista, più che mai attento a coniugare al meglio qualità e prezzo. Ciò spiega le ragioni di un campo di variazione relativamente limitato

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delle quotazioni in presenza di una domanda che, al contrario, risulta assai ridotta. Nel campo degli abrasivi e degli utensili diamantati, ed a più forte ragione di altri consumabili come i mastici o le lame tradizionali, la pregiudiziale economica non assume carattere strettamente prioritario, essendo di importanza almeno paritetica la duttilità e l’adattabilità, la garanzia di assemblaggio ottimale, l’idoneità ad una rapida sostituzione e persino il carattere ottimale dell’imballo. Ciò sottintende la necessità di un rapporto costante fra utilizzatore e fornitore: senza nulla concedere ad un possibile mercato puntiforme ormai anacronistico, ne consegue che il dialogo a largo raggio può essere impostato soltanto con le Case più funzionali dal punto di vista distributivo e da quello della politica di servizio, dando luogo ad un impatto della concorrenza in chiave obiettivamente selettiva.

17. Concorrenza e servizi Il settore lapideo deve confrontarsi con una concorrenza di materiali alternativi che il ristagno dell’ultimo biennio non ha eliso, anche se le conseguenze della congiuntura sono state necessariamente trasversali. La relazione competitiva più importante resta quella con i materiali ceramici, la cui produzione mondiale si è stabilizzata intorno agli otto miliardi di metri quadrati effettivi, e nel loro ambito, con il grès porcellanato: da diversi anni, il


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rapporto si è stabilizzato nella proporzione di uno a sette sul piano delle quantità prodotte (tav. 91), ponendo fine ad un lungo periodo di avanzamento ponderale della ceramica (14). Sui mercati internazionali, la pressione dell’offerta concorrente è stata meno intensa, perché la produzione ceramica cinese continua ad essere destinata in larga maggioranza al mercato interno, ma in prospettiva è verosimile che il confronto possa estendersi a questa componente, che risulta a sua volta maggioritaria. Marmi e pietre hanno dalla loro parte il carattere irripetibile del prodotto di natura e la sua stessa compatibilità ambientale, ma non possono ignorare il problema delle politiche di servizio, ed in primo luogo della comunicazione e della promozione, se non altro in un’ottica di ragionevole autotutela (15). Come negli esercizi precedenti, la componente promozionale più visibile è stata

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quella fieristica, sia pure arricchita da un numero significativo di manifestazioni collaterali, anche di carattere culturale, con riguardo prioritario alle iniziative per il conferimento degli “Awards” di architettura, che mettono in giusta luce il contributo importante della progettazione alla progressiva riscoperta del lapideo, ma trovano qualche difficoltà fisiologica nel risolvere il problema dei volumi da collocare, per non dire di quello, già accennato, di collocazione e valorizzazione degli sfridi rivenienti da cave e laboratori. L’avvento della globalizzazione, unitamente alla disponibilità di trasporti più celeri e dall’anno scorso relativamente meno onerosi, ha imposto di rivedere il ruolo delle fiere, che ha reso prioritario il confronto tecnologico ed il messaggio motivazionale in favore degli impieghi di marmi e pietre superando i vecchi limiti commerciali; tuttavia, gli operatori più avanzati non hanno rinunciato all’opportunità di destinare

14 L’apporto concorrenziale più efficace è scaturito dalla produzione del grès porcellanato, iniziata nel 1983 e proseguita in misura crescente fino a costituire il maggiore aggregato del settore ceramico, quanto a valore. Ne è derivato, fra l’altro, il problema della cosiddetta “pubblicità ingannevole” basata sull’adozione di nomenclature che iterano quelle del marmo e della pietra e sulla predisposizione di referenze tecnologiche finalizzate a documentare una presunta minore competitività del prodotto di natura. La congiuntura dell’ultimo biennio ha portato alla ribalta urgenze immediate di maggiore impatto, ma la questione è rimasta irrisolta, chiamando in causa prioritaria le Organizzazioni di categoria del lapideo. 15 Nell’ultimo biennio, la campagna collettiva di maggiore impatto è stata quella condotta dal Marble Institute of America contro la teoria, avanzata da alcuni media statunitensi su probabile input della concorrenza, secondo cui i lavorati di granito conterrebbero quote di radon in misura dannosa per la salute pubblica. All’iniziativa, che è stata supportata da pareri di alto livello scientifico e quindi “super partes” hanno aderito numerosi Soggetti settoriali, tra cui diverse Aziende italiane; ma resta il fatto che si è trattato di una partita difensiva.


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una parte significativa dell’investimento in promozione, peraltro assai contenuto nella sua espressione globale, proprio alle fiere, il cui ruolo di servizio si colloca, come è giusto, in una logica d’impresa (16). Contributi di qualche rilievo in chiave di comunicazione sono, del pari, quelli forniti dalle Scuole professionali, ormai diffuse in molti Paesi, con particolare riguardo a quelli europei, e dai laboratori scientifici dislocati presso le Università, con lo scopo di collaborare all’analisi tecnologica dei materiali in un’ottica esaustiva, utilmente perseguita in Italia, Brasile, Germania, Grecia, Portogallo, Spagna, Turchia, come è emerso, fra l’altro, dal recente Congresso lapideo mondiale, tenutosi ad Alicante. In Europa non manca, poi, un riferimento al Marchio di Qualità come strumento di garanzia e di tutela del consumatore, attraverso l’iniziativa di “Pietra Autentica” avallata dalla Federazione internazionale del settore ed integrata a livelli nazionali o locali da altre consimili. La promozione più ricorrente, tanto più che viene perseguita senza costi diretti, è quella praticata dalle singole imprese produttrici in un’ottica di qualità, omogeneità, tempestività, e più generalmente, di servizio, a sua volta supportata dai valori

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della tradizione e dall’esempio dei grandi impieghi lapidei, dall’antichità classica ad oggi. Considerazioni non dissimili valgono per l’indotto, ed in primo luogo per le macchine, la cui attività attraverso il controllo numerico e l’automazione richiede un dialogo costante tra fornitore e cliente, senza dire del “know-how” e dell’assistenza a montaggio ed avviamento, per finire con le consuete garanzie di produttività e di sicurezza.

18. Dietro l’angolo Nel mondo della pietra, il 2009 è stato un anno di forti modificazioni, culminate nel calo della produzione, e per la prima volta, anche in quello del valore d’interscambio, che bilancia in circa 14 miliardi di dollari, con una flessione del 9,2 per cento, sia nell’esportazione (tav. 92) che nell’importazione (tav. 93). Tra i maggiori protagonisti delle spedizioni hanno progredito la Cina, che ha superato il 25 per cento del totale, seguita da India e Turchia, mentre hanno regredito Spagna, Portogallo e Brasile, e soprattutto l’Italia, che ha perduto circa tre punti del proprio fatturato, scendendo al 13,5 per cento dal 16,4 dell’an-

16 Le manifestazioni fieristiche di maggiore successo sono state, nell’ultimo biennio, quelle cinesi di Xiamen, Pechino e Shanghai e quelle indiane di Bangalore e Jaipur, assieme alle iniziative tradizionalmente leader in Europa (Verona e Norimberga). Per converso, non sono poche quelle che hanno esaurito la propria funzione e sono state elise dal calendario, in attesa di eventuali ma problematici tempi migliori (Budapest, Deva, Messico, Seul, Singapore, Tokio e via dicendo).


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no precedente e soprattutto, dal 30,6 del 2001. Nell’import si sono registrati l’avanzamento della stessa Cina e della Corea del Sud, la stazionarietà del Giappone, il calo generalizzato dell’Europa e quello più forte degli Stati Uniti, che pur conservando il primo posto della graduatoria hanno perduto quattro punti, attestandosi sul 14,6 per cento. Resta il fatto che nell’interscambio in valore i veri protagonisti si riducono ulteriormente rispetto a quanto è stato evidenziato dalle quantità: gli esportatori che hanno collocato sui mercati internazionali marmi e pietre per oltre un miliardo di dollari si sono ridotti a quattro (Cina, Italia, India e Turchia) e gli acquirenti che hanno approvvigionato materiali per valore analogo sono appena due (Stati Uniti e Cina). Sembra emergerne il quadro di un comparto dalle dimensioni circoscritte, ma si tratta di una considerazione apparente: i lapidei sono diffusi dovunque e contribuiscono allo sviluppo locale, o quanto meno alla difesa della realtà socio-economica in essere, con piena legittimità e con prospettive di segno positivo che non derivano soltanto dalla tradizione e dall’alto livello professionale, ma impegnano una volontà politica consapevole ed efficace (17). Del resto, negli ultimi otto anni l’inter-

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scambio in valore ha progredito del 168 per cento nella sua espressione globale (tav. 94) con una media del 21 per cento e con risultati particolarmente apprezzabili in Turchia, Cina e India per quanto attiene all’export, ed in Corea del Sud, nella stessa Cina e negli Stati Uniti per ciò che si riferisce all’import. È vero che nell’ultimo esercizio c’è stato l’effetto negativo della congiuntura, ma in misura relativamente limitata rispetto a quanto è accaduto in altri settori, nonostante la presunta elasticità della domanda lapidea, superata, almeno in alcuni Paesi, dalla sopravvenuta dichiarazione del ruolo strategico di marmi e pietre. Hanno sofferto anche i valori medi del prodotto finito, che hanno perduto oltre 12 punti nell’export e circa sei nell’import, riferiti ad un campione di 14 Paesi che vanno per la maggiore (tav. 95), ma ciò significa che la democratizzazione degli impieghi è tuttora in atto, aprendo interessanti potenzialità in nuovi segmenti di mercato, tanto più che il campo di variazione dei prezzi rilevati è molto ampio, spaziando dai 63 euro per metro quadrato equivalente dell’import in Svizzera agli 11 dell’export statunitense. Si è già visto che il trend di ascesa riguarda le quantità non meno che il valore, con l’eccezione dell’ultimo bien-

17 Non da oggi, il lapideo è stato ritenuto particolarmente idoneo ad avviare politiche di sviluppo dove esista una carenza sostanziale di alternative e di altre risorse locali da valorizzare (ONU, The development potential of dimension stone, United Nations Organization, New York 1976, pagg. 96), nel quadro di una corretta programmazione per obiettivi.


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nio (tav. 96), cosa che vale la pena di sottolineare anche a commento dei valori, su cui hanno inciso direttamente le revisioni di prezzo e le fluttuazioni dei cambi. L’estrapolazione delle serie storiche permette di concludere evidenziando previsioni di sviluppo della produzione mondiale (tav. 97) e dell’interscambio (tav. 98) che dovrebbero consentire un ampio recupero (18), reso possibile da una domanda potenziale indotta dall’incremento demografico e dall’attività edilizia, tanto più significativa laddove si tenga conto degli interventi di recupero e di ristrutturazione. Nondime-

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no, perché ciò avvenga è necessario che dietro l’angolo il settore possa trovare volontà politiche capaci di comprenderne il ruolo trainante e di affrontare costruttivamente i maggiori problemi del lapideo, che si chiamano compatibilità ambientale, certezza del diritto nelle cave, valorizzazione degli scarti, finanziamento degli investimenti, ricambio professionale, sicurezza del lavoro. Sono problemi di grande impatto, ma in un settore di rilevanza strategica e di alto contenuto socio-economico non è possibile rinviarne ulteriormente e pervicacemente una giusta soluzione.

18 Le previsioni avvenire, analogamente alla prassi adottata nella stesura dei precedenti Rapporti, sono state formulate sulla base delle medie mobili dell’ultimo quinquennio, che nella fattispecie assumono carattere prudenziale, stante l’incidenza della recente congiuntura, certo sovrastimata rispetto a quella che avrebbe avuto in una valutazione di lungo periodo. Va da sé che si tratta di stime necessariamente elastiche e che saranno necessari aggiornamenti e verifiche a regolari cadenze annuali.


Presentation NICOLA BELLINI Director of the Regional Institute Economic Planning of Tuscany (IRPET)

The stone sector is a paradigm of many of the changes that the Italian and Tuscan economy have to face today. First of all, as analyzed in this report (also thanks to an impressive data set), there are the effects of globalization and of the radical redistribution of market shares among producing countries. As a matter of fact, it is not possible to analyze this industry without projecting on the local trends the impact of the great changes that have occurred during the recent years and are still occurring in the global economy. Among these there is above all the emergence of what the report calls the “epoch-marking leadership” of China: a challenging competitor, but – let us not forget it – also a market that has had a substantial effect in compensating the effects of the crisis on the utilizing industries. Today it is essential to give a correct interpretation of the Chinese

competitiveness. The caricature portraying an economy (or - in our case – an industry), building its competitive advantage on an authoritarian regime’s ability to control society and on the unrestrained capitalistic exploitation of the low labor cost, is an old and partial representation of what is happening in China today. This report invites us to look at China not as a mere leader of the developing countries, but as an advanced industrial economy, able also in this industry to make use of its global “market power”, based of course on cost competitiveness, but also on the huge variety of stone supply, on strong technological know-how and on modern and adequate public policies, starting with outstanding promotional institutions. “System-making”, as we often say in our rhetoric, is a fact in the extraordinary and fast development of this industry in contemporary China. “Taking China seriously” is today


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compulsory both for the economic analysis and for the choices and actions of companies and governments. The Italian leadership has been badly hit by the present conjuncture but the crisis has such characters and size that it cannot be labeled as conjunctural. It is necessary then to face structural problems of competitive sustainability of the stone industry within our economy. The report reminds us of the fact that “the strength of the natural stone sector consists in its ability to emphasize the marble workers’ creativeness, imagination and professional competences” and this is shown by the majority of the consumptions of natural stone being often excavated and manufactured in Countries different from those of the final users. The importance of international trade is both an opportunity and a challenge for

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Italy. It should show to us the “narrow road” to keeping that leadership. The epoch-marking shift we are facing goes from the exploitation of past-oriented competitive advantages (the quality of stones, the traditional competence assets) to future-oriented competitive advantages, which can only be based on the control of technologies and on the development of technological and market knowledge, through an upturn of tangible and intangible investments, especially in R&D and education. In a crisis scenario this attitude requires courage. But also in this industry it is urgent to add to the many survival strategies a strategy for recovery and repositioning in a global economy that has become definitely different from the past.


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1. General considerations The stone sector has nowadays assumed a more and more strategic importance, especially in those developing Countries where it helps largely in growth policies. Since 1990 there has been a demand for systematic monitoring of the sector’s economic situation to take place in order to analyze the most important parameters, from the production to the interchange or from the consumption to the linked industries, both on a global level and with regard to the major Countries. Today the Report has become an important communication device for the understanding of the dynamic reality of the industrial rapid growing, along with that of machines and capital goods, as well as that of services. The experience of publishers who for the last two decades have taken care of the

more and more ample and documented publication (SocietĂ  Editrice Apuana, Gruppo Editoriale Faenza, Gruppo 24 Ore) has made of this Report a document of sure reliability, even more important in a sector characterized by strong structural difficulties of data acquisition, elaboration and interpretation. The target Countries of specific surveys are up to now eighty, thus to guarantee the completeness of information, enriched by the possibility to effect long term comparisons and receive strategic diagnosis of general utility. Moreover, the sources refer to Subjects of undisputed competence like Comtrade and Eurostat, even though there was the need of some corrective interventions which are opportunely illustrated in the critical Appendix. Marbles and natural stones have notably performed in promoting processes of non ephemeral expansion, having even


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doubled the production and the global consumption in more than one decade and expressing a social-economic reality of great impact, underlined by the large general employment, esteemed in 18 million units. Some Countries have given a fundamental contribution to the process of expansion, while others, especially in the so-called mature economies, have acquired a subordinate role though preserving important characteristics of professional specialization and know-how. The knowledge of this complex reality is useful, not only from a scientific point of view, but at the same time because it provides an undoubtedly suitable tool in terms of any maturation of entrepreneurial decisions and moreover, of the public matrix options in the infrastructural matters, which are seen with motivated expectations, and this because in the natural stone sector the correlation between investments and occupation is particularly close. The Report is also addressed to the world of construction and design, that assures at least three quarters of the world consumption of natural stone material. Consequently, in this XXI edition an analysis of the construction activities made in the major Countries has been inserted, characterized by a trend of growth referring to the preference of the natural product: a factor that, together with the rapid technological development of extraction and manufacturing, the containment of

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the costs and the diffusion of swift and organized transports, has consolidated in definitive terms - beyond the economic trend - the fitness of marbles and natural stones to form an even more efficient development motor, if supported through culture and tradition, and therefore by an outstanding ability to optimize the way of life of the contemporary mankind.

2. Macro-economic situation The last two financial years, and particularly the year 2009, have been characterized by critical phenomenon of global importance that have given proportional effects in the gross product of the major Countries and in its relationships with the consolidated public debt. In Europe, the quota of 60 percent proposed by the Treaty of Maastricht has been largely derogated, especially in Italy, but the acceleration of the phenomenon has acquired greater consistence in the United States and especially in Japan (table 1). The anticyclical measures consequently adopted also in the very beginning of 2010 have been an important means but their real effect can be definitely evaluated only in the middle term period. The building activity, to which the productive natural stone volumes and their consequent uses are tightly tied, has recorded as much as diffused contractions, although the general downturn is reduced


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to around two points because of the great expansion taken place in China, where the growth of the residential constructions has been equal to 20,9 percent (table 2). For the long term, the good results achieved in Russia, South Korea and Turkey, and within the European Union also in Poland, are to be highlighted. On the contrary, in the short term the Countries that have paid more harshly the effect of the critical conjuncture are North America and Japan, with a final balance that is opposite to that of the gross product. However, the most striking downturn belongs to Spain where it exceeded 35 percent, even with a strong glut of the market, well shown by the presence of over a million unsold new real estate units. In the rest of Europe, the effects have relatively been circumscribed, especially in Germany, but in this case the phenomenon is only apparent because the German market had already been run over by the recession during the previous period (1). It is important to note that in the 12 greater Countries the volume of the residential constructions has settled at about 800 thousand housing units monthly, with a decrement of 3,8 percent in comparison to the peak of 2006. Consequently, in

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the only referring sample the building patrimony has increased by about ten million apartments per year, implying large potentialities regarding the use of natural stone products. The examination of the indexes substantially puts in evidence a bipolar course (table 3). In fact, aside from the 2009 stagnation, a group of Countries has more or less significantly progressed throughout the past five years (Turkey, China, South Korea, Russia, Poland, Portugal), while the others (Australia, France, Spain, Germany, Japan) have ceded more or less remarkable quotas of the previous activity, with a maximum peak in the United States, where the downturn in comparison to 2004 reaches about two thirds. The only Country with a trend of constant increase remains China, which has reached 5,8 million of residential units built during 2009, against the 3,5 units built five years before. Everything considered, it is logical that a negative conjuncture would have direct consequences on the house building sector to which roughly one third of the whole production aggregate is directly or indirectly tied up. The effects on the construction materials have been as much as a predictable corollary and as to marbles and natural stones they could have been

1 The statistic information on the course of the house-building sector are issued with monthly cadence by the organization of the United Nations through the Monthly Bulletin, which relates to the progressive data of all major Countries, with some meaningful exception, inter alia Italy, due to institutional stickiness and delays in transmission.


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replaced, even though in minor measure, by the potentialities of alternative uses and in some case by the positive effect of the promotional communication in the world of planning and architecture.  

3. Production: raw and manufactured products Throughout 2009, the natural stone sector has recorded a quarry production without off-cuts equal to 104,5 million tons (2), to which correspond roughly 62 million tons in end product excluding the machining waste (table 4). With regard to a respectable gross extraction assessable in 214 million, the general loss amounts to over 150 million, which equals over 70 percent of the total one: therefore it is congruous to underline that the problem of the positioning and the exploitation of the off-cuts is of fundamental importance for the natural stone sector. In comparison to the preceding year, the production downturn - the first one occurred in the new millennium - has been quite contained. This is owed to the good behaviour of the demand in some internal markets, first of all concerning the Chinese market, where the building activity, as

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previously said, is continuous evolution. In any case, the world production average growth rate during the last six years is settled down to 6,5 percent, resulting competitive with that of other finished materials. Much more substantial has been the increase of excavated volumes and therefore of their utilisation, if reported to the long period: the current production is sextupled against the production of 1976, that ranged around 18 million tons, while it has grown about 60 times compared with 1926, also considering the success recorded by the siliceous materials (table 5) whose incidence, has besides been decreasing in favour of the limestone from 2005 up to now. In the geographical division of the production, the supremacy of Asia is subsequently strengthened, with a general quota of 59,3 percent, while the proportional reappraising of Europe is still ongoing and has dropped below one quarter (table 6) of the total quota, the same as for the USA, whose share oscillates around ten percent. Concerning the gross production of manufactured goods, it has almost reached two billions of equivalent square meters, related to a conventional thickness of 2 cm., while

2 The production assessment is substantially conforming to those coming from other sources: the most authoritative among them refers to a world volume in order of 106 million tons and is provided by S. Napoli, Stone Sector 2009: Italian Industry and International Conjuncture, edited by “Internazionale Marmi Macchine�, Carrara 2010, 116 pages.


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the net production has been 1,14 billions, resulting in a downturn of approximately one point. The ranking of the producing Countries points out the growing primacy of China, with 29,7 percent of the total, followed by India (table 7) and by other nine Countries that represent a volume that exceeds one million tons: Turkey, Italy, Iran, Brazil, Spain, Portugal, United States, Greece, France. In general, these “top eleven” totalize over four fifth of the entire world production, which is a prerogative of a relatively limited number of leading players, although production growth has interested several smaller realities, sometimes in a considerable measure. In the European Union, where stone excavation is spread all over the continent (table 8), the Italian leadership still predominates with a quota of 33,3 percent of the Community’s total percentage, followed (with a considerable gap) by Spain, where the after-effects of the stagnation had a major impact. The development of Eastern Countries among which Poland emerges - has been slightly restrained as far as to potentialities and expectations, since the exploitation of the relevant resources had to struggle with permanent financial bottleneck. It may be noteworthy that, as to the market articulation of the manufactured goods, a further expansion of such manufactured items destined to the housebuilding has been noticed gaining up to three

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quarters over the total percentage, with a significant increase of special works owing to technical development in the relevant sector and with the permanent main incidence of the floor-coverings (table 9). Nevertheless, the alternative uses, within excel those provided for the funerary sector and the urban design, provide for a fundamental integration of the production in a diversified strategy that continues to express the sector’s point of strength.                                                                                                                                                   

4. Interchange dynamics The strength of the natural stone sector consists in its ability to emphasize the marble workers’ creativeness, imagination and professional competences: important factors that have more and more resulted in firm international exchanges, so much that the absolute majority of the consumptions concerns natural stone often excavated and manufactured in Countries which do not belong to the final users. In 2009 this trend underwent a slight deceleration due to stagnation of the global economy and, in minor proportions, to the glut of some markets, but its dimensional consistency is such to withstand anyway. As it is results from the input-output model, the raw calcareous have been exchanged for 9,5 million tons (table 10), recording an increase of 0,9 percent in comparison to the previous year; this represents the only positive variation with respect to the five


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major macro-aggregates and confirms the better reactivity of marble and travertine. On the contrary, the raw siliceous stones have enlivened 8,9 million tons (table 11), with a downturn of 17,6 percent against the year 2008, underlining the more difficult period on average for granites and other natural stones. The simple manufacture products including mostly dices and standard manufacturing outdoor items, have resulted in international movements equal to 3,3 million tons (table 12), with a decrement of 11 points (3), while those with a premium content, that represent the supporting structure of the natural stone sector interchange, had seen the respective exports and importations settle down to 18,2 million tons (table 13), with a diminution of 8,1 percent. The last important sector component is the slate manufacturing, that has been exchanged for a volume equal to 1,2 million tons (table 14): in this aggregate, the decrease has reached 17,2 percent. In general, world wide shipped raw materials reached 18,4 million tons, corresponding to 44,7 percent of the total, while of the manufactured ones there has been an exchange of 22,7 million tons, equal to 55,3 percent, repeating the

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weight quotas of the previous year, with a downturn that in both cases corresponded to 9,1 percent, equal to what happened in the general total (table 15), decreased to 41,1 million tons from 45,2 in 2008 and from 46,2 in 2007 – the latter data represents the maximum business expansion so far. After all, the interchange has returned to the same quantitative levels of the year 2006. Analogous considerations are applicable for the equivalent square meters, cleared from the off-cuts due to machining referred to the raw component. Overhead movement has settled down to 620,6 million square meters against 682,9 in 2008 and 705,8 in 2007. The actual net quota logically becomes superior to that recorded in weight and adds a 67,7 percent to the finished product, leaving to the raw material a remaining 32,3 percent. International shipping has amounted 54,4 percent of the worldwide production of manufactured items, confirming its priority - even disregarding a traditionally higher unit value - in comparison to the internal markets, which in global terms correspond to 45,6 percent. In spite of a stagnant last two years period one should keep in mind that the

3 The international flow of simple manufactures doesn’t indicate the often remarkable volumes of shapeless material provided for structural uses. This happens with the shipment from Scandinavia, and particularly from Norway, toward Denmark, the Netherlands and the United Kingdom, where these materials are mainly employed for maritime defences; as well as with analogous sales as those of Indonesia toward Singapore or of China toward Hong-Kong and Macao.


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sector went through a long period of expansion in the interchange, except for a slight slackening in 1998. Indeed, within 15 years shipping has nearly tripled, with an average growth rate of 8,1 percent, superior to that of the overall international commerce. From this point of view, the sector has confirmed its vocation of being an appreciable flywheel of development completing the features recorded in the production field.

5. Relevant markets The world wide stone sector exchanges involve a global range of origins and destinations, and in this context the European Union is still emerging, counting a 23,2 percentage of the planetary export volume and 27,4 percent of importation in 2009: in both cases the incidences are superior to the actual production, confirming a propensity that revealed greater accentuations in the provisioning policies. Shipping carried out by the Union in the domain of reference amounted to 9,5 million tons (table 16), mainly manufactured items from Italy, Spain and Portugal, while purchased items amounted to 13,7 million tons (table 17), that were shipped to main recipient countries like Germany, Italy, France and Belgium. In comparison with the previous year, there have been downturns of 13,3 percent in export and 17,8 percent in import. As a result, the

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Union has suffered the consequences of the stagnation in a more drastic way in comparison to the other Countries. Extra-community Europe has its integrative importance too, counting on the presence of important realities such as Switzerland concerning the purchase of the manufactured items, and Norway as supplier Country of raw products. In the fifteen Countries of the extra-community group conventionally including Russia, the export in 2009 has amounted to 870 thousand tons (table 18) primarily gravitating towards Western Countries, with a growth rate of 9,6 percent that confirms the strategies of exploitation of local resources from emergent realities like Albania, Croatia and Macedonia, yet to a limited extent, if one considers that the shipping of the fifteen Countries affects for about two points on the global volume. Ditto applies for the import, equal to 1,2 million tons (table 19), half of which is destined to Switzerland. The rest of the world represents a continuously increasing majority in interchanging, that has reached 30,7 million tons in the export (table 20) corresponding to three fourths of the total amount, while the import is settled down to approximately 28,6 million tons (table 21) corresponding to 69,6 percent. In both cases, China has achieved a crucial position with 11,7 million in sales (above all manufactured goods) and 8,2 millions in provisioning (almost all raw material).


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Besides, other protagonists of great strategic importance are present: on one side India, Turkey, Egypt and Brazil, and on the other, United States, South Korea, Taiwan and Japan. These are Countries that have recorded movements exceeding one million tons, both in one and in the other traffic direction. All together, the extra-European world has recorded remarkable diminutions with respect to 2008, but clearly inferior to those of Europe: particularly, its exports of natural stone material has diminished by 8,1 percent (4), while the importations underwent a slow down of 5,3 percent. latter result is particularly remarkable because it has been obtained despite the strong contraction of the U.S. purchases: clear of this addendum the downturn is reducible to two points. It may be noteworthy that the major exporters have maintained the positions also with respect to absolute numbers, succeeding in annulling the effects of the difficult conjuncture. China has closed the fiscal year with a downturn of 0,5 percent, while India and Turkey following respectively with volumes of 5,3 and 4,9 million tons, have limited the regress, in

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the first case to 2,3 and in the second to 0,3 percent. Egypt, that has closed its fiscal year with exports for about two million tons, clearly has overcome Brazil, whose final balance of 1,6 marks a decrement of 17 percent, that are superior to those of other Countries, because induced by the concentration of its export on the American market. Essentially, stagnation had a major impact on European Countries, while the rest of the world was able to face the conjuncture without dramatic consequences, in such a way that the leading exporter’s financial balance can be defined as static: almost a success, if considering the market conditions of 2009.

6. Trend analysis The macroeconomic dynamics cannot be deepened in a congruous and functional way, if not by extending the analysis to the long period, and the natural stone sector is no exception of the rule. As already stated above, in the past fifteen years period the sector interchange is almost tripled as to volume, but the course of the single

4 In the extra-European world there have been cases of Countries that despite the global stagnation have counted strong increases of the stone export, moving though from remarkable final balances: it is the case of Oman, where the shipments have climbed from 212 thousand to 354 thousand tons, with a growth rate of around two thirds, and in smaller measure also of Jordan and Pakistan. Contrarily, the movements of the European Union have generally been reverse: the export is decreased everywhere, with the only marginal exception of Ireland.


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Countries has been deeply different, both in the export and in the import. It may be enough to simply point out how the quota of the Chinese market, that was 14,7 percent in 1994, has reached 28,6 in the last final balance, while Turkey has done even better, jumping from a modest 1,4 to a flattering 11,9 percent (table 22). Quite different though has been the trend of Italy, that lost approximately 14 points dropping to a 6,9 percentage, whereas downturns of five points are been recorded also by Spain and Portugal. As to imports, there are even more significant excursions: for instance, China, that in 1994 had limited its purchases to 118 thousand tons corresponding to 0,8 percent of the global total, has become the first purchaser Country with a quarter of the planetary provisioning of natural stone products, except for the result achieved by South Korea, that climbed six points percentage. On the contrary, the Italian imports are decreased, also in absolute figures and passed from over 11 points to less than four (table 23), while Germany has recorded a reduction of its quota from 12,4 to 4,8 percent, though preserving the initial volume. Globally, the division of the interchange in the last twenty years has undergone an accelerated increase of the end product in comparison to the raw product, with the remarkable exception of the blocks and slabs of marble and travertine, whose movement is decupled (table 24).

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The general trend shows a strong increasing with some improvement highlights in 1994 and in 2003 that might let suppose cyclical character recurrences, yet with a constantly positive course, brusquely interrupted by the downturns of 2008 and 2009 leading to the respective contractions of 2,2 and 9,1 percent (table 25). The indexes confirm the propositions, with generalized increases, but notably circumscribed in the exchanges of raw siliceous materials and manufactured slate, while the best final balances belong to the raw calcareous stones and the manufactured goods with high added value (table 26), whose global importance is a determining factor, because in 2009 they constituted 44,3 percent of the movement (table 27), against 27,8 percent of 1991. Basically, the long term dynamics confirm the existence of a preferential trend for the end product, though within rather diffused stickiness, and in the last biennium the prevalence of an appreciable recovery of the raw materials. As for the strategic plan, it is helpful to underline that the interchange of raw material, exceeding 18 million of tons, implies the transport of a quota of material destined to off-cut that is equal to at least 7,5 millions. Naturally, the phenomenon - notwithstanding its amplification through the opportunity to extend the range of available materials on the destination markets - is conditioned by priority reasons concerning economic


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convenience, especially in China, where the absolute majority of worldwide moved raw materials has been delivered. It is obvious that on the phenomenon, although widened by the opportunity to strengthen the range of the available materials on the markets of destination, priority reasons of economic convenience are affecting, especially in China, that imports the absolute majority of the raw products enlivened in the world. This would confirm the ongoing process of a substantially irreversible structural modification that the long term trend clearly reveals. Another important consideration that emerges from the twenty-year market behaviour of the sector concerns its strategic role in the economic system of several Countries, linked to an exploitation policy that is aware of the local resources. Marble and natural stone are well afar from being considered luxury products as it happened years ago and have assumed propellant features thanks to the systematic growth of the housebuilding sector and the strong developmental progress of the excavation and transformation technologies, with positive impacts on industrial and social economic matters.

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7. Degrees of finishing and market typologies An exhaustive assessment of the natural stone sector interchange cannot put aside the disaggregated analysis of the typologies: first of all, the fundamental differentiation between calcareous and siliceous materials relating to the raw product, and secondly, the finished product from simple manufacturing items to manufactured items with high added value (5). In fact, the tendency towards development, the exploitation of the resources and the consequences of the recent economic stagnation show from time to time quite significant variations among the relevant countries. As to the export movements of raw calcareous materials which increased roughly one point, the advantage of Turkey, already brought into being since 2003, has strongly grown thanks to an absolute figure equal to 3,2 million tons, with a share of 33,8 percent, while Italy is ranking at 11,4 percent, thus consolidating the second position (table 28). As to the import, absolute supremacy of China has been reconfirmed and the residual purchase results almost marginal if compared with the first one (table 29).

5 In this instance there have been considered the five disaggregated (sectors) with four figures of the almost globally adopted customs nomenclature (particularly from Comtrade and Eurostat) basing on the sectordedicated surveys: 25.15 (raw calcareous); 25.16 (raw siliceous); 68.01 (simple manufacture); 68.02 (finished products with high added value); 68.03 (manufactured slate items). Besides, every of these codes allows to gain access to further factorization in eight figures for more analytical investigations.


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With regard to raw siliceous volumes, that on a global level have lost almost two million tons, the shipping have kept on privileging the Indian granite, with shipping equal to four million tons and an increasing market share of 44,4 percent up to now, while the purchases from other traditional suppliers like Brazil, South Africa and Spain are sensitively reduced (table 30). The purchases have had a symmetrical evolution: on the one hand, China has consolidated its market leadership with almost three million provisioned tons corresponding to a third of the total amount, while the arrivals in Italy and Taiwan are strongly reduced (table 31). As to the long term, the Japanese import rate has virtually dropped to zero and, more precisely, it that has decreased from 820 thousand tons in 1995 to 30 in 2009 and from 13,6 to 0,4 percent. The simple manufacturing products have recorded a striking decrement, returning to the quantitative levels of 2003. Even in this case, the major export has been a prerogative of China, that has almost doubled its incidence, while Portugal, traditionally a producer of those materials, has confirmed its individual incidence too, but with an absolute figure that amounts to less than a third of the Chinese export (table 32). The importation of the manufactured items is more articulated, notwithstanding the priority role of Germany in the respective provisioning (table 33).

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With exchanges for 18,2 million tons (corresponding to approximately 340 million equivalent square meters) the special manufacturing items have constituted also in 2009 the market section with major volumetric consistence highlighting further supremacies achieved by China, which in spite of a recorded downturn of about two points in absolute figure has also reached a quota of 52,2 percent related to 9,5 million shipped tons (table 34), while Turkey and Italy follow with market shares of 8,1 and 7,8 percent (the second one is virtually precipitating, as it has lost 34 points compared with 1995). As for the importations, where the crisis of the United States caused a really serious impact with the loss of 600 thousand tons of purchases more, South Korea is confirmed in the role of second power and Japan that went through years of regresses, has shown a first meaningful restart (table 35). Both cases are almost exclusive markets of the Chinese export. Concerning the slate interchange that is almost limited to Europe, Spain is confirmed as leader Country in both produce and export, despite having lost around 30 points in comparison to its highest level ever, while China and Brazil remain the major outsiders (table 36) even if they were suffering from the effects of the negative conjuncture; as for Italy, its role becomes more and more marginal.


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With regard to importations, the traditional prevalence of the purchases from France, United Kingdom and Germany has to be noticed (table 37): these three markets have received 44,4 percent of the general shipments of manufactured slate.

8. The European Union: a difficult conjuncture In some cases the natural stone sector has to deal with issues which normally are more complex with respect to problems on global scale. Particularly, it is the case of Europe, as it emerges in a specific way from the analysis of its exchanges (6). As for the export, the total quantities shipped in 2009 have returned to the 2003 levels, with a regression of 12,9 percent against 2008 and of 19,9 percent in those of 2007 and a more accented decrease in Italy, where in only two years half million shipped tons have been lost (table 38). Concerning purchases, they have counted a decrement just as much remarkable, that once more has penalized Italy above all, whose loss in the biennial comparison has been superior to one million tons (table 39): regarding import, European

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countertrend Countries do not exist, with the only exception of Luxemburg. The proposition is confirmed by the summary of the values, that in 2009 have revealed generalized downturn. With regard to the export of raw calcareous materials, the regress has been equal to 11 percent, where the turnover flattened down to that of 2005, and equal to 31,1 percent in the import, in which the lowest level of the last six years had been reached (table 40). Not less critic results the budget of the raw siliceous materials, with regresses for 2008 that have been equal to 24,4 percent in the sales and to 31 percent in purchases (table 41) and they have climbed to 27 and to 42,4 percent referring to 2007. These figures might suggest that the tendency expressed by comparing the value data with those considering the weight, points out increasing attentions for the economic competitiveness of the materials, considering that such a technology is seen as a necessary option. It is an important recognition also in the field of the communication and promotion policies, where the reference to convenience becomes decisive. Conclusions of that kind are the result

6 For reasons of homogeneity, the long term survey is limited to the Countries that constitute the Europe of Fifteen, which predominate in the natural stone interchange of the Union: actually, in 2009 these Countries had shared 97 percent of the export carried out by the enlarged group of the Twenty-Seven and 90,8 percent of the import. In addition, the global surveys refer to aggregated categories, including the “domestic� interchange within the Community States.


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of the examination of final balances that concern the end product. The European interchange of simple manufacturing products has closed in 2009 with 18,7 downturn as to the export value and with 25,1 as to the import value, and with new minima of period (table 42); at the same time, the movement of the added value caused regresses of 18 and of 15,8 percent, much more important since this typology expresses the absolute majority of the overturn (table 43). It is noteworthy that Italy has consolidated a large European leadership concerning the sales, but had to record a decrease in absolute figure equal to 330 million Euros in comparison to 2008 and equal to 450 million against 2007; on the contrary, we have to point out the slightly better import firmness of the provisioning of Germany and United Kingdom. The manufactured slate did not differ from this scenario: the respective European values of export and import are settled down to new minima, with marginal downturns of 11 percent in shipping and 20,7 percent in purchases. Spain, which is a sectoral leader Country, has suffered the conjuncture in a way conforming to the European average, being obliged to cede 12 percent of its own overturn (table 44). Basically, Europe is undergoing a difficult moment in the natural stone sector too, which is the sectorial projection of its economic, monetary and managerial

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bottleneck, made more evident by the scarce reliability of some Member States. The selective trend of the sector continues but it reveals some important modifications, induced through the impact of the major competing Countries, considering the priority of Asia (China, India, Turkey). From this point of view, we may easily suppose how the overcoming of those bottlenecks is strictly tied up to the entrepreneurial ability to conjugate the professionalism with the investment, but first of all, to the essential institutional supports.

9. Decrease of the average prices The European natural stone conjuncture can be object of further examinations through the analysis of the average values, that are partially comparable to the prices, although their evolution is not only determined by supply and demand, but at the same time by the mix of typologies involved in the interchange of both raw material and end product. Actually, the existence of a particularly elevated range of alternatives makes meaningful, at least on a potential level, the incidence of the market variations, that in the actual market dynamics have the tendency to prefer current materials, mostly both white and coloured marbles, and to some varieties of technologically and chromatically advanced granites.


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A sufficiently analytical approach to the dynamics of the European prices, even if circumscribed to some leader Countries like Italy (table 45), France (table 46), Germany (table 47), Portugal (table 48) and Spain (table 49) emphasizes that with regard to the 30 parameters of the survey (export and import of raw calcareous, raw siliceous and manufactured stones with a high added value) two thirds of the data relating to 2009 are of a more or less consistent negative sign. Obviously, in a long term period the phenomenon becomes even more evident. The reflexive trend is more accented in the export, where the contractions of the mean value concern 73,4 percent of the cases against 60 percent of the export. regarding the end product, of greater importance for both quantity and value, the final balances of the average price are in a more generalized decrease, with the only exception for the shipping from Germany, whose volume is less significant than that of the other Countries: this means that the democratization of the utilisation is also taking place in Europe, all the more because the unitary value of the provisioning is generally inferior to

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that of the export, thanks to the origins of the inexpensive materials from China, India and from the other developing Countries (7). Not less remarkable are the excursions from one Country to another: in the category of the manufactured products the mean price of the export for the year 2009 varies from 42,50 Euros per square meter recorded in Italy to 28,40 of Portugal, with a differential of 50 percent, even more significant because it deals with values belonging to Countries of the Community system. Analogous considerations are valid for the import, where the variation rate ranges from 30 to 40 Euros per square meter for the French purchases and 14,20 recorded in Spain: in some cases, the last two years has coincided with a very high downturn of the quotations. Concerning raw products, the long term downturns have been substantial too, even before the stagnation that has characterized the last biennium. This is due to the effect of rapid productive development and of a supply that in different cases has been superior to the demand, although the excavating and transforming dynamics are relatively

7 It is noteworthy that the antidumping action in the European area, undertaken years ago by the French and German stone workers against the importations of special manufacture items (in particular of funeral ingots), has not been crowned by success because it was not possible to prove that those products were actually commercialized at average prices which were inferior to the cost. This puts in evidence the difficulties in promoting (undoubtedly) legitimate protectionist initiatives under the present international conjuncture.


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flexible, that means being able to flexibly adjust for the market demands: this also supports the competitiveness of the sector across a tactical level and it explains the effortless success of some innovative producers like Egypt and Iran, not to mention some landslide confirmations like that of Turkey. In conclusion, the price has always been protagonist, but in the present conjuncture it has again achieved a generally recognized role of priority; needless to say that the qualitative characteristics are absent, also concerning the service policies. The maturity of the economic system has become an important patrimony also in the stone sector and has spread over all Countries, including the developing ones: without the convergence of economic and technological competitiveness and thus without suitable investments their success would not have been that vehement.

10. Italy, a case of emergency The dynamics of the sector show remarkable differences between the Countries, although they all have equal dignity, because the diffusion of the natural

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stone resources has universal dimensions according to the potential exploitations. Nevertheless, there are symbolic cases of stagnation and expansion, that require a specific examination, both for the absolute figures in which they are transposed and for the structural and strategic variations in the economy of the sector. The critical conjuncture has struck Italy in a particularly significant way, in spite of the Country’s long lasting and acknowledged leadership both in production and trade. During the last years, the trend has assumed accelerated negative aspects emerging from the results of interchange, whose official nature doesn’t allow for overwhelming discussions nor for interpretative exercises (8). Within twelve years the export has lost twenty points in percentage, sinking from 3,6 to 2,8 million tons excluding the by-products (table 50), and the importation has likewise dropped to 1,6 million tons, with a regress of more than 25 points (table 51). The phenomenon has been more serious in the last two years, but the critical tendency doesn’t indicate a new condition: in the past 12 years under survey the export decreased six times and the import seven, showing a situation of remarkable

8 The crisis of the Italian interchange - particularly of the export of manufactured items and the import of raw material - has caused negative consequences for the production and for the Internal Market, which is already conditioned by the stagnation of the building activity and by the lacks of the housing policy. In fact, the reduction of the sales to the foreign countries has induced a growth of the offer on the Internal Market, leading to sinking average prices and thus to conditions of objectively marginal profitability.


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precariousness, because up to 2007 the world thermometer was surely directed toward “fine weather”. As for shipping, the negative balance has been relatively contained by the good behaviour of the raw materials, that have shown an annual average growth of 4,6 percent, while the manufactured materials have lost 1,1 million of tons recording a mean decrease of 3,6 percent and a general decrease of 43,2 percent, that in the last two years has reached particularly serious dimensions. Regarding the import, a reversed condition has occurred: the provisioning of the raw material has decreased, dropping from over two million tons to 1,2 with an annual loss of three points and a half, while there is an increasing provisioning of final products, which have almost quadrupled, firmly setting down at more than 400 thousand tons corresponding roughly eight million equivalent square meters. The Italian natural stone sector shows basically a scarce tendency for investments, resulting in a minor supply of end products and in purchases of important quantities, especially from the developing Countries. The crisis of the export stands for the most visible and diffused uneasiness that didn’t save any of those sectors that once had been considered a market slot, for example: the porphyry, which underwent a progressive shipment reduction of simple manufacturing products and particularly of cubes, or the slate, whose sales are reduced by three quarters, starting a

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long series of new decreases, while the corresponding importations, from 2007, have overcome the exported volume. Obviously, the responsibilities of the wedge conjuncture are multiple, because they aren’t prioritily generated by the industrial conditions of the moment but by the lack of political willpower and the scarce competitiveness of the costs, starting from the labour cost and the energetic factor, that are decisive components of the global factor. As for this matter, a clear diagnosis may be appropriate, in the conceitedness that objective assessments and suitable interventions will result, even because the Italian natural stone sector owns a patrimony of professionalism and traditions which are recognized throughout the world and therefore should be defended and promoted.

11. China: an epoch-marking leadership In the world of natural stone some new leading actors have obtained an increasing importance in the production, in interchange and in consumptions, but the expansion of China has been such to cancel in a definitive way the old certainties concerning a sector characterized by slack modifications and by an almost unchangeable fundamental reality. Thanks to China, marbles and natural stones have assumed an unpredictable dimension, with


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a trend of rapid growth that only in the last two years has recorded an important, even though limited deceleration of the international commerce. Nowadays, the export consists in end products to the extent of 96,2 percent (table 52), quite close to 12 million tons and therefore to over 210 million equivalent square meters: in other words, a third of the entire world exportation, with a growth in volume that has been 15 times for the same number of years (table 53); on average, this has allowed for the doubling of shipping in each fiscal year. The exported value has not been less, getting close to four million dollars with an incidence of the manufactured product that in this case exceeds 99 percent (table 54). Another major asset consists in the importation of raw material, that has reached one and a half billion dollars in value, with a good prevalence of the calcareous (table 55). In other terms, the Chinese supremacy performs in all fields, because it bases on particularly advanced processing conditions, to which the provisioning in foreign Countries contributes as much as the national production itself; and last but not least, the vivacity of the internal house building industry which is, of course, supported by a building industry in strong expansion. With regard to the main purchases relating to marble and travertine blocks, it may be note-worthy that a largely prevailing quota is supplied by just two Countries, namely

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Turkey and Egypt, due to their doubtlessly competitive quotations (table 56). Special attention has to be paid regarding the Chinese price trend on average, that as for the exported final product had pointed up a downturn of five points percentages in 2009 after a five-year period of remarkable claw-backs, settling again under 20 dollars per equivalent square meter and confirming, in any event, a traditional competitiveness that must be considered as absolute (table 57). This means that the effects of the economic situation, already underlined by the standstill of shipment, have but spared also China, even though in a marginal way. Similarly, in raw material purchasing there has been a contraction of the average price, that in comparison to 2008 has been of two points for the calcareous materials and of roughly nine for the siliceous materials, but the contraction results much larger in a long term assessment, that points up how the prevailing demand has gone evolving toward current and even inexpensive materials (table 58). On the other hand, the import price is increasing for manufactured items, which, however, represent an almost marginal quota destined to satisfy a qualified demand. Now, if we’d still consider China (not only by sectors) the same as any developing Country, we would be at least anachronistic. In fact, this is a major industrial Country, although characterized by some spread pockets of social-economic


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backwardness, yet able to interact on the global natural stone market, in order to steer and condition it at the rate of its own interest. It is a Country that can boast a range of domestic materials set up by thousands of varieties; a national advanced and flexible technology; the promoting facilities by now consolidated have also their importance, among which excel the fairs of Shanghai, Peking, and above all of Xiamen. Under these conditions, the Chinese supremacy cannot be matter of excessive surprise. Contrarily, it is the result of a thriving combination of many production factors, which is consolidated through the competitiveness of the energetic and professional costs, by the lack of a real industrial confrontation regarding trade unions and by a striking system-making capability.

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12. Leading players outside Europe The Chinese natural stone industry belongs to another planet both for production and interchange size and internal consumption, but some Countries, without reaching such levels, have a similarly conclusive weight in terms of excavation and distribution: first of all, India, Turkey and Brazil, without counting other emergent realities - especially in the Asian world - that by this time are superior and have given an important contribution to the development of the sector first, and now to the defence of the achieved positions (9). In India, the economic situation of the last period’s course has been characterized by a scissors effect (10). The export of raw marbles, that by now constitute a non negligible income means thanks to the white marbles of Makrana and some coloured ones, has continued to increase

9 With regard to consumptions, we are by now accustomed to refer to Iran, but also to Vietnam and to the other Asian “Tigers�, as well as to Japan. As for Africa, it has started to exert a more conforming role with respect to its potentialities on the International Market, above all thanks to Egypt, that has already become a star of first magnitude also from the transformational point of view: just think for example to the great productive district of Shak-el-Toaban, in the outer skirts of Cairo, that according to reliable assessments of local source, entertains thousand of sectoral firms, often with remarkable dimensions. On the contrary, the old continental supremacy of South Africa has been undermined by the lacks of vertical organization and by the oligopolistic control of the quarry product, in a high quality policy. 10 The statistical data of India have an inhomogeneous connotation in comparison to the figures of the other Countries, because its standard accounting period starts in April and closes the following year in May. Such dyscrasia is irrelevant in the long-term evaluations, with particular respect to those relating to the Indian interchange; nevertheless, some appropriate adjustments during the input-output elaboration may be necessary.


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(table 59), while the exports of blocks and semi finished siliceous stone products have lost about 18 points, mainly because of the reduced European receptiveness, which could only partly be offset by the growing receptiveness of China (table 60). A major asset in expansion is instead constituted by the end product, whose value is by now major, being compared to 785 million dollars: this, although the export in the United States, traditional market leader, has recorded a sudden contraction (table 61). Seriously critic has been the development of Brazil, whose exports dropped by 23,9 percent in the raw granite (table 62), by 22,3 percent in the special manufacturing (table 63) and by 42,5 percent in the slate manufactures (table 64). Especially in the end product, the principal reason for this above average stagnation consists in the strong priority of the shipment to the United States, followed by those in other American Countries like Canada, Venezuela and Mexico, that implies the opportunity of a better distributive diversification. Nevertheless, Brazil remains one of the top leaders, especially with respect to bright tonality granites. The consequences of the international conjuncture had a slighter impact in Turkey, where the export has benefited, as mentioned, from the strong increase in

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demand for marbles and raw travertine. In the manufactured products that constitute the most important addendum relating to the value, the effects of the American crisis have been once more obvious, resulting in a regress of 21 percent against 2008 (of 13 points in the average price per product unit); however, this doesn’t bring into question the long term exponential growth (table 65). Regarding the consumptions and hence the import, the most evident consequences of global slackening took place in the United States, where the provisioning of manufactured products, that constitute a broad majority of their purchases, had undergone a 28,9 percent regress, addible to that of 15,1 percent counted in the preceding fiscal year (table 66): in that biennium the general loss had been equal to 1,3 million dollars and it brought the import of the United States back to the levels of 2003. The sacrifice had to be shared by all exporting Countries, but the worst consequences had come about in Italy and in Brazil, whilst China suffered not that much eventually becoming the first supplier worldwide (table 67). In comparison to 2001 the Chinese export share on the American natural stone market has risen from once 5,7 percent to 20,9 of today, while the Italian quota (11) has gone down from 37,9 to 15,8 percent

11 The trend of the Italian quotas on the US market substantially underlines a constant decrease and to be realistic, even for a long-term period: need only to say that in 1975 their share had equalled roughly three


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(table 68). As for the mean price of the North American import, that in 2009 had lost about 12 points and thus going down to 37,5 dollars per equivalent square meter, the major regresses have actually been noticed in the quotations of the Italian and Brazilian sales (table 69). In conclusion, the potentialities of an effective restart (at least for the shortterm) are mostly tied up to the American demand, even if the growth of some internal markets as those of Turkey and Brazil have passed through troubled moments due to an increased supply pressure causing a natural curbing of the prices and basically of the profitability.

13. Additional competitors Natural stone resources are white-spread everywhere in the world: besides the leading players, who sometimes base their leading position on the extension of their territory and the number of population (not to mention the level of the gross per-capita product), many second category Countries

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have a significant role in both production and interchange. The difference lies in the qualitative levels, the political wilfulness to exploit the resources, especially in the present macro-economic conditions, the market laws and the relationship between supply and demand. Among these Countries there are two interesting realities, respectively Norway and Switzerland: the first one owns some prestigious and exclusive stone types that feed a traditional flow of exports and the second one provides with the foreign provisioning for a demand, that is only partly satisfied by the significant internal productions, mainly with respect to the granites of the canton Ticino. However, the list would be much longer (12). Norway doesn’t seem to have suffered from the effects of the economic situation, because its export in 2009 has increased by numbers, reaching 330 thousand tons of raw material, with a gain of 10,8 percent (table 70), but the corresponding value has lost 24 million dollars, with a downturn of 23,5 percent that climbs to 31 percent for the average price.

quarters of the total amount. Nevertheless, in the last three-year period the crisis had also a strong impact on the absolute figures, considering that the export of the made in Italy stone manufactures has dropped from 644 million US dollars in 2006 to 308 million in 2009, with a heavy loss of 52,2 percent. 12 A further example among many others, but quite symbolic for its quantitative dimension, is represented by the United Arabic Emirates, which despite their leading role in import flow in the Middle East, in 2009 were confirmed to have shipped to their neighbor states, inter alia, 1,5 million tons of simple manufactured: if we consider the low mean values we easily may come to the conclusion that rockfill for structural purposes is involved. Not less significant are the already mentioned cases of poor stone material exported from Northern Europe or some important Asian area.


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This is therefore a heavy tribute to the stagnation of the demand in the great European transformer Countries, confirmed by a more proportional increase of the sales in China, sales that by now represent the absolute majority of the Norwegian shipping. Besides, the phenomenon is common to Finland, where the raw material export to China has drawn benefit from the competitive cost of the land transport through the trans-Siberian railroad. The Swiss importation of manufactured products has lost only one point as for the quantities, and has preserved a volume corresponding to about three and a half million of equivalent square meters (table 71). Nevertheless, also in this case the mean value has recorded a greater diminution equal to 4,5 percent: the Swiss market is rich and willing to pay relatively higher prices for quality supplies, but this does not mean that it is insensitive to the competitive offers coming from China and first of all from Turkey and Portugal. Above all, purchases from Italy are regressing even if Italy maintains largely the rank of first supplier Country. It also has to be mentioned a group that quite rich of complementary realities, where the export is characterized by flows not less remarkable and sometimes greater than the import. For instance Argentina, where the relevant volumes are in joint equilibrium, with a more evident critical tendency as for the loadings, induced by a smaller demand of some

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exclusive materials starting from porphyry. Or Canada, that has recorded shipments for roughly 230 thousand tons in 2009 and has doubled its purchases, even if its market has to be considered, for various aspects, an extension of that of the United States. Jordan, that is one of the few Countries in active countertendency with 240 thousand tons sold to the foreign countries, together with Oman that has shipped 350 thousand, distinguishing for its remarkable importations, especially of high quality end products. Elsewhere the crisis has struck in a heavier way: this is the case of Venezuela, a traditional supplier of raw material especially into Spain - whose quantitative flows, that were appreciable once, turned down to zero. The same occurred for Uruguay, whose exports of raw granite have subsequently decreased, settling down to almost marginal levels. However, this is not the case of Zimbabwe, that despite the difficult economic and infrastructural conditions has succeeded in exporting 160 thousand tons of raw material, thanks to the chromatic and technological quality of some exclusive material, but at the same time due to the reduction of the supply of South Africa.

14. Consumption consolidation The use of natural stone based on its ancient traditions is spread everywhere,


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even though with largely differentiated volumes according to the different national and local conditions. The European Union with about 250 million square meters per year, realized by the Fifteen Countries (table 72), boasts the relative majority of the utilisations, but those of China, where there result 215 millions, aren’t that far (table 73), while India and the United States follow with a greater gap, with respective levels of 80 and 70 millions. Second to the leader triad is Italy ranking in fourth position, followed by South Korea and Brazil. This confirms that the leadership of the consumption is moving toward the big extra-European Countries, which cover five positions out of the first six; moreover, a significant tendency to concentration is going on. In fact, the top five Countries represent 41,6 percent of worldwide consumption, while the first ten that are the only Countries that exceed 20 millions of equivalent square meters in one fiscal year determine 56 percent of it (table 74). Among the leader Countries, only five of them have succeeded in increasing more or less meaningfully their own consumption: the best result naturally competes to China, that has progressed by 20,5 percent in comparison to the preceding year and by 192,8 percent in 2001, with an annual average of over 24 points. Nevertheless, it has to be pointed out that in a difficult fiscal year like 2009 the consolidation of the consumption had good results with

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further progress though limited in Brazil, Japan, Belgium and Portugal. In fact, the contraction of the world utilisations is limited to less than one point: the result should be objectively considered flattering, although it has been broadly achieved thanks to the sole contribution of China, that has benefited from a slighter pressure of its great supply of end products on the international stone market. As for the long term, the increase compared to 2001 has remained around 60 percent, repeating the accounting of the preceding two years, but highlighting the permanence of the regress in seven Countries: sometimes in frictional measure, as it has happened for Italy, France and Taiwan, sometimes more accented, as in Greece and Spain and in some case very heavy, as in Japan (notwithstanding the marginal upturn recorded in 2009) and in Germany (where the effects of a prolonged stasis of the house building are to paid). On the contrary, major increases are seen in China, India, South Korea and Brazil, but also in the United States, despite the regress of the last two years, and in Great Britain, which started from low preceding levels. The per-capita consumption has almost been static, that is around 186 equivalent square meters per thousand units (table 76), corresponding to the natural corollary of the consolidation already mentioned. In other words, despite the adverse conjuncture the global use of end products


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has shown a reactivity of marble and natural stone that other building sectors weren’t able to record, even getting the “chance� of competitive prices both at the origin and in the accomplishment. The panorama of uses concludes with the analysis of the relationship between natural stone consumption and new residential constructions: considering a sampling of ten manufacturing leader Countries (13), the global average comprehensive of the overall consumptions (external claddings, atria, staircases, different common works) corresponds to about 50 square meters per residence (table 77) with higher ratios in Europe, especially in Germany, Portugal and Spain, while the four Countries below the average are altogether extracommunitarian Countries (Australia, Japan, Russia, China). Also for this reason it is easy to get the impression that the major areas of potential growth in the future have to be identified first of all beyond the European boundaries, through a suitable strategy of distribution and through reasonable initiatives of promotional communication.

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15. Machines and facilities The innovative and substitutive investments in the production facility engineering, that in 2008 had not been conditioned by the incipient stagnation of the stone sector since programmed in the initial progress of the fiscal year, have been characterized by a strong falling during 2009. The phenomenon has mostly been felt in Italy, leader Country in the stone technology, where the contraction of the exported quantities has been equal to 29,8 percent (table 78), without the Internal Market having usefully taken the necessary steps because of big minority, while to a world level the decrease has taken place in the order of 16 points percentages. The competitiveness of the stone sector regarding costs has naturally been conditioned by the smaller propensity in investments, marked in those Countries where the conjuncture has struck in stronger measure. This, despite the offer of important technical innovations as those for the sawing by machines with multiple diamond wires, subsequently widened and improved. Paradoxically, the Italian quota, despite the new all-time-low recorded in total

13 Starting from the assumption that it is not possible to analytically split up the consumption of stone manufactures other than building/construction materials per Nation (in any case much lower than the total consumption), ratios have been calculated based on the total consumption, with a maximum theoretical excess equivalent to a fourth part, major though in Germany and Japan where the utilization for funerary purposes is higher, and lower in great building Countries like China and the United States.


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amount, has increased to a European share level, where it has reached 70,2 percent, while the competition of Germany, whose export in weight has collapsed by about three quarters, is reduced of eight percent, overcome by Spain, that has climbed to 12,2 percent (table 79). This means that the greater effects of the conjuncture have been recorded in Europe, as it is attested even more in a figurative way by the statement of the import, with a general regress of 58,9 percent and a new absolute minimum (table 80), more evident in the great transformers Countries as France and Germany, and above all Spain, whose purchases have decreased of four fifth: and not for the expansion of the home production, that in these Countries is generally limited. Analogous considerations may be valid for the interchange of laboratory technologies, net of those related to the extractive moment and to the sawing installations and primary cut, where the European leadership of Italy is almost unchanged in comparison to the European total, with a quota of 67,2 percent (table 81), while the greater importations have been those, in the order, of Germany, France and Belgium. The Made in Italy has reached the lowest point of the last 12 years in the export in volume, and of the last seven years in value, that has gone down under 400 million Euros with a flexion of 33,1 percent, to which has corresponded a regress of the middle price from 920 to 870 Euros per

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quintal, equal to 5,8 percent (table 82). The reflexive course has been more accented in the sawmill machines and polishing and more contained in the remaining laboratory plants, even in comparison of the smaller unitary engagement of the respective investments. In the rest of the world there has been some progress of strong impact, even in countertendency, like it happened in China for the rough-cutting machineries, where the imported value is even sextupled, to the advantage of the export from Switzerland (table 83) which represents a producing and technically advanced exporter Country, almost as to underline the Chinese search of qualitative guarantees and competitive profitability of the investment, despite the availability of an widespread internal offer. In slight regress is instead the Chinese import of grinding and polishing machines import, where the top positions have been the prerogative of Japan, Germany and South Korea (table 84). Within the extra-European area, a larger downturn of the average, coherently with the course of the stone sector, is recorded in the United States, with a decrement of the importations of plants for the primary cut equal to over 40 million dollars, translated in a percentage loss of around 33 points (table 85). In this instance, the exporting Country of greater success on the American market results to be Taiwan, in second position behind China, while Italy has gone down to the fourth position,


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with a decrease of 69,4 percent, superior of about seven times to the general percentage.

16. Production goods The final balance of the technical aspect is completed with that of the production goods, in whose area the abrasives and the diamond tools are distinguished for their functional importance and market value. In this case, the interchange data don’t have any majority feature, in opposition to the situation in the natural stone sector and in that of the machines, because the assembly and distribution activities take mainly place inside of each Country, all the more because the needs have daily proceedings and the provisioning happen with the requested frequency. However, concerning the bookkeeping there aren’t involved investments but only current expenses. After these considerations it is possible to integrate the assessment of the conjuncture with the commercial exchanges of the consumer goods in the European area, all the more because the community market is by now comparable to a unique great reality. The final balance of the sector reported to the Fifteen confirms the critical tendency described with regard to stone products and plants. The abrasives have underlined quantitative marginal decreases of 26,7 percent for the import and of 23,2 percent for the export,

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and at the same time new absolute minima, preserving respective priority positions in Germany and Italy (table 86). The loss has been stronger in the diamond tools sector, where it corresponds to 51,5 percent in purchases and to 37,7 percent in shipping (table 87), but with more contained long term excursions, because 2008 had been the fiscal year of maximum expansion. As to the values - whose amounts are more suitable than the volumes to indicate the tactical importance of the sector - the European decrease recorded in 2009 has been 32,1 percent in the export and 27,1 in the import regarding the abrasives (table 88) and 59,8 and 27,8 percent regarding the diamond tools (table 89). Also in this case, the balances settled down to new minima. A helpful disaggregated examination of the two Countries, that on average have a major importance, can be performed even though in a relative sense, that is to say Italy and Germany, whose general exports in 2009 have been of 95 million Euros in the first case, and of 128 million in the second, while the import has been of 36 millions in the Italian balance and 92 in the German balance. In particular, it is interesting to see how the mean prices have also evolved in a rather contained way within a tendency to the rebate that has been stronger in the German export of tools, and in a smaller measure, in the Italian export of abrasives (table 90). On the contrary, in purchasing, the quotations have grown for both Countries


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after a previous regress, while they have decreased by over 10 percent only in Italy; anyway, the strong rebates that had been feared comparing the extra-European offer didn’t occur. For this scope, it must be underlined that the production goods allow for a continuous experimentation of productivity, yield returns and safety, with highly advanced functional characteristics and therefore with the possibility to appraise the alternatives without higher risks for the stone worker, more than ever careful in better conjugating to the best quality and price. This explains the reasons of a relatively limited range of variations in presence of a demand that, on the contrary, results quite reduced. In the field of abrasives and diamond tools, and even more for other consumables like mastics or traditional sawing blades, the economic prejudicial question doesn’t assume a tightly priority character because of the importance of ductility and adaptability, of the guarantee of optimal assembly, the capacity of rapid substitutions and even the optimal feature of the packing. This implies the necessity of a constant relationship between the

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user and the supplier: without granting to a possible point-block market by now anachronistic, it results that a wide range dialogue can be planned only with the most functional Firms from the distributive point of view and from that of the service policy, resulting in an impact of the competition in a objectively selective key.

17. Competition and services The stone sector has to deal with a competition of alternative materials that the stagnation of the last two years has not disappeared, even if the consequences of the economic situation have necessarily been transversal. The most important competitive relationship remains that with the ceramic materials, whose world production has settled down to about eight millions of equivalent square meters, especially concerning glazed stoneware: since different years, the ratio is stable in the proportion of one to seven with respect to produced quantities (table 91), putting an end to a long period of advancement of ceramics on average (14). On the international markets, the burden of

14 The most effective contribution in terms of competition has arisen from the production of glazed stoneware that dates back to 1983 and has steadily increased ever since, thus becoming the major aggregate of the pottery sector in terms of value. The problem of the so-called deceptive publicity based on the adoption of nomenclatures that repeat those applied for marble and natural stone and of the predisposition of technological references finalized to document one presumed smaller competitiveness of the product of nature has directly resulted. The conjuncture of the last two years has brought to a call immediate urgencies of greater impact, but the matter has remained unsolved summoning the Category Organizations of the stone sector.


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the competing offer has been less intense, because the Chinese ceramic production continuous to be largely supplied for the Internal Market, but in the future it is likely that the natural stone sector will have to deal with this component, that results a major product too. On the other hand, marbles and natural stones can boast their unrepeatable features of a natural product with its environmental compatibility, but the problem of the service policies persists, first of all the communication and the promotion, with a reasonable vision of self-preservation (15). As in the preceding fiscal years, the more visible promotional component has been that of fairs, even though enriched by a meaningful number of collateral manifestations, even of cultural nature, with priority respect to the initiatives for the Awards of Architecture conferment, that point out the important contribution of planning to the progressive rediscovery of the stone sector, but that find some physiological difficulties in resolving the

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problem of the volumes to place, and also the already mentioned problem of placing and exploiting the waste deriving from quarries and laboratories. The advent of the globalization, along with the availability of fast transports (since last year less expensive) has imposed to rethink the role of fairs, that privilege the technological comparison and the motivational message in favour of the utilization of marbles and natural stones overcoming the old commercial limits; nevertheless, more advanced operators have not abandoned the opportunity to spend a conspicuous part of the investment in promotion (besides, quite limited as to the global extent), investing into the fairs, which meet with the logic of enterprise (16). Contributions of some relief concerning communication are, at the same time, those supplied by professional Schools, by now diffused in many Countries, with particular respect to the European ones, and by the scientific laboratories displaced

15 In the last two years, the collective campaign of major impact has been the one conducted by the Marble Institute of America against a hypothesis (put forward by several American media, probably involved with some competing firms) according to which the manufactured granite would contain radon in harmful quantities for the public health. The Anti-campaign was supported by qualified scientific “super partes� statements and joined by numerous Subjects of the sector including several Italian Firms; but the fact is that they had to play in defence. 16 The most successful fair events of the last two years were the ones in Xiamen, Beijing and Shanghai (China), along with Bangalore and Jaipur (India), as well as the two European top fairs of Verona and Nuremberg. On the other hand, a plenty of fairs have lost their function and therefore got cancelled, in the meantime awaiting for better though difficult times to come (Budapest, Deva, Mexico, Seoul, Singapore, Tokyo and so on).


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at the Universities, with the purpose to collaborate in the technological analysis of the materials in an exhaustive way, usefully pursues in Italy, Brazil, Germany, Greece, Portugal, Spain, Turkey, as it has emerged from the recent World Stone Congress held in Alicante. A reference to the Quality Mark is not lacking in Europe, as a tool of guarantee and safeguarding of the consumer, through the initiative of “Pietra Autentica� guaranteed by the international Federation of the sector and integrated by other similar initiatives, at national or local levels. The most recurrent promotion (all the more because without direct costs) by the single manufacturing enterprises with regard to quality, homogeneity, timeliness, and in general, to service, supported by the values of tradition and by the example of the stone utilisation, from the classical age up to now. Similar considerations are valid for the linked industry and above all for the machineries, whose activation through numerical control and automation asks for a constant dialogue between the supplier and the client, in particular relating to know-how, assembly and starting assistance and furthermore to production capacity and safety guarantees.

18. Round the corner In the world of natural stone, 2009 has been a year of harsh modifications culminating

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in the decrease of the production, and for the first time, also in a decrease of interchange value, that settles down to about 14 million dollars, with a downturn of 9,2 percent, both in the export (table 92) and in the importation (table 93). Among the major progress making shipment leaders, China has overcome 25 percent of the total, followed by India and Turkey, while Spain, Portugal and Brazil have regressed; so did Italy, that has even lost roughly three points of its own total revenue, going down to 13,5 percent from 16,4 of the preceding year and above all, from 30,6 of 2001. In the import there has been an advancement of China and South Korea, recorded stable conditions in Japan and a general decrease of Europe and the even stronger decrease of the United States, that despite preserving the first place of the classification have lost four points positioning themselves at about 14,6 percent. The fact is that in the interchange in value the true protagonists subsequently reduce themselves in comparison to how much it has been underlined by the quantities: the exporters that have put marbles and stones for over a million dollars on international markets, are now four (China, Italy, India and Turkey) and the buyers that have provisioned material for analogous value are only two (United States and China). It seems to emerge the picture of a sector with circumscribed dimensions, but it deals with an apparent consideration: the


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stone materials are diffused all over and they contribute to the local development, or to the defence of the present social and economic reality, with full legitimacy and with positive perspectives that do not only derive from the tradition and from the high professional level, but that engage a conscious and effective political will (17). Moreover, in the last eight years the interchange has progressed in value by 168 percent in its global expression (table 94) with an average of 21 percent and with particularly appreciable results in Turkey, China and India regarding the export, and in South Korea, in China and in the United States regarding the import. In fact, there has been a negative effect of the conjuncture in the last fiscal year, but in a relatively limited measure in comparison to what has happened in other sectors, despite the presumed elasticity of the natural stone demand, exceeded at least in some Countries by the unexpected declaration of the strategic role of marbles and natural stones. The average values of the end product

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have also suffered, losing over 12 points in the export and around six in the import, referred to a sample of 14 Countries that are the greatest (table 95), but this means that the democratization of the uses is still in action, opening interesting potentialities in new segments of the market, considering that the variation range of the relieved prices is very large, ranging from over 63 Euros for equivalent square meter of the import in Switzerland to 11 of the American export. The trend of increase concerns the quantities not less than the values, with the exception of the last two years (table 96), a fact that is noteworthy also concerning the values, which were directly conditioned by the price revisions and the fluctuations of the exchanges. The extrapolation of the historical series enables to conclude, underlining development expectations of the world production (table 97) and of the interchange (table 98) that should allow for an ample regaining (18), made possible by a potential demand induced

17 For a long time the natural stone sector has been considered particularly suitable to launch politics of development where there is a substantial lack of alternatives and other local exploitable resources to valorise according to an appropriate target planning schedule (U.N., The development potential of dimension stone, United Nations Organization, New York 1976, 96 pages). 18 The expectations for the future, likewise to the routine adopted in the layout of the previous Reports, have been formulated on the base of the mobile averages of the last five years, which in this specific case is characterized by discreetness, being aware of the incidence of the recent conjuncture, certainly been overestimated in comparison to the importance that would have had in along term assessment. Obviously, the assessments are flexible and need to be annually verified and periodically updated according to a schedule.


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by the demographic increase and by the building activity, so much more important whereas the interventions of recovery and restructuring is kept in mind. Nevertheless, to make this happen it is necessary that behind the corner the sector can find the political willingness capable to understand its driving role and to constructively face the major problems of the stone sector, namely environmental

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compatibility, certainty of the right in the quarries, exploitation of the waste products, financing of the investments, professional exchange, safety of the job. These are problems of great impact, but in a sector of strategic importance and high social and economic content it is not possible to subsequently and stubbornly postpone a correct solution.


Documentazione statistica Statistical documents


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1. Debito pubblico / PIL nei Paesi industriali Public debt / GND in the industrial countries Countries

Areas

Years

USA

Japan

France

Germany

Italy

UK

Euro

OCSE

1991

67.7

64.1

39.5

37.7

100.4

32.8

59.2

59.4

1992

55.2

135.4

55.5

60.4

121.0

45.1

75.2

65.7

1993

55.2

143.7

54.3

59.7

120.2

40.4

73.8

65.9

1994

57.5

152.3

67.3

62.1

119.4

32.8

74.2

70.5

1995

60.9

158.0

71.4

65.3

116.3

45.1

75.1

73.0

1996

61.9

165.5

73.8

68.7

117.3

40.4

75.9

74.7

1997

62.3

175.3

76.7

71.1

119.9

40.8

77.0

76.3

1998

61.7

172.1

70.9

69.4

117.2

41.2

74.8

75.0

1999

62.9

167.1

69.9

65.5

112.5

43.5

71.2

73.5

2000

71.1

172.1

76.1

69.0

114.5

45.1

73.4

78.7

2001

87.4

189.5

86.4

78.2

122.9

46.0

82.5

91.6

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


...

...

...

...

289

333

360

396

398

481

20.9

...

Years

01

02

03

04

05

06

07

08

09

09/08

09/00

-58.0

-29.0

66

93

125

165

161

184

168

165

157

157

USA

(Fonte: ONU Monthly Bulletin)

China

00

Japan

-42.2

-33.7

63

95

83

112

108

104

102

102

104

109

Russia 87.1

-9.6

58

64

60

51

43

40

36

33

32

31

Spain 8.2

-35.4

33.1

51.2

53.4

48.7

43.7

41.4

38.1

35.0

30.5

30.6

Turkey 61.2

-22.7

32.4

41.9

25.7

20.6

20.1

13.6

13.2

13.5

20.3

20.1

France -10.9

-14.7

26.2

30.7

36.4

36.1

34.9

31.1

27.2

26.0

27.5

29.4

74.0

-8.0

12.7

13.8

11.1

9.6

9.5

9.1

13.6

8.1

8.8

7.3

Poland

2. AttivitĂ  edilizia residenziale nel mondo (medie mensili x 1000 abitazioni) Residential building in the world (monthly average x1000 dwellings) Germany -64.5

-0.8

12.5

12.6

13.1

18.0

17.6

19.7

22.3

20.7

24.2

35.2

Australia -12.1

-4.1

11.6

12.1

12.7

12.1

13.7

13.5

12.7

12.1

10.2

13.2

Portugal South Korea 69.4

-4.7

6.1

6.4

6.1

4.4

3.2

3.8

5.2

7.5

6.2

3.6

...

-1.8

809.7

824.8

828.5

842.0

792.9

754.4

...

...

...

...

TOTAL

(Source: UNO Monthly Bulletin)

-23.7

16.3

7.1

6.1

6.0

4.5

5.2

5.2

7.2

10.2

9.4

9.3

72 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


...

...

100.0

115.2

124.6

137.0

137.7

166.4

02

03

04

05

06

07

08

09

35.9

50.5

67.9

89.7

87.5

100.0

91.3

89.7

85.3

85.3

USA

(Fonte: Elaborazione dati ONU)

...

01

Years

...

China

00

Japan

60.6

91.3

79.8

107.7

103.8

100.0

98.1

98.1

100.0

104.8

Russia 145.0

160.0

150.0

127.5

107.5

100.0

90.0

82.5

80.0

77.5

Spain 80

123.7

129.0

117.6

105.6

100.0

92.0

84.5

73.7

73.9

Turcky 238.2

308.1

189.0

152.9

147.8

100.0

97.1

99.3

149.3

147.8

84.2

98.7

117.0

116.1

112.2

100.0

87.5

83.6

88.4

94.5

France

3. AttivitĂ  edilizia residenziale nel mondo (indici 2004=100) Residential building in the world (index 2004=100) Poland 139.6

151.6

122.0

105.5

104.4

100.0

149.5

89.0

96.7

80.2

Germany 63.5

64.0

66.5

91.4

89.3

100.0

113.2

105.1

122.8

178.7

Australia 85.9

89.6

94.1

89.6

101.5

100.0

94.1

89.6

75.6

97.8

Portugal South Korea 160.5

168.4

160.5

115.8

84.2

100.0

136.8

197.4

163.2

94.7

107.3

109.3

109.8

111.6

105.1

100.0

...

...

...

...

TOTAL

(Source: UNO data processing)

136.5

117.3

115.4

86.5

100.0

100.0

138.5

196.2

180.8

178.8

XXI World Marble and Stones Report 2010 73


74

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

4. Industria lapidea mondiale: produzione netta World stone industry: net production

000 cub. mt.

000 tons

Par.

Years

Gross quarrying

Quarrying waste (1)

Raw production

Processing waste (1)

Processed production

2003

153.750

78.750

75.000

30.750

44.250

2004

166.500

85.250

81.250

33.300

47.950

2005

174.750

89.500

85.250

34.950

50.300

2006

190.250

97.500

92.750

38.000

54.750

2007

212.000

108.500

103.500

42.500

61.000

2008

215.000

110.000

105.000

43.000

62.000

2009

213.750

109.250

104.500

42.850

61.650

2003

57.000

29.200

27.800

11.400

16.400

2004

61.650

31.550

30.100

12.300

17.800

2005

64.750

33.150

31.600

12.950

18.650

2006

70.450

36.100

34.350

14.100

20.250

2007

78.500

40.200

38.300

15.750

22.550

2008

79.600

40.700

38.900

15.950

22.950

2009

79.150

40.450

38.700

15.900

22.800

(1) Ăˆ compreso lo sfrido destinato a granulati, polveri ed altri usi. Waste material destined for granules, powders and other uses are included. (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

75

5. Industria lapidea mondiale: produzione storica World stone industry: historical production outline Calcareous Years

000 tons

%

Siliceous

Other

000 tons

%

000 tons

Total %

000 tons

Index

1926

1.175

65.6

175

9.8

440

24.6

1.790

10.1

1976

13.600

76.4

3.400

19.1

800

4.5

17.800

100.0

1986

13.130

60.5

7.385

34.0

1.195

5.5

21.710

122.0

1996

26.450

56.9

17.625

37.9

2.425

5.2

46.500

261.2

1997

27.650

55.8

19.350

39.1

2.500

5.1

49.500

278.0

1998

29.400

57.6

19.000

37.3

2.600

5.1

51.000

286.5

1999

31.300

57.4

20.350

37.3

2.850

5.3

54.500

306.2

2000

34.500

57.8

21.700

36.3

3.450

5.9

59.650

335.1

2001

38.500

59.2

23.250

35.8

3.250

5.0

65.000

365.2

2002

39.000

57.8

25.000

37.0

3.500

5.2

67.500

379.2

2003

42.500

56.7

28.500

38.0

4.000

5.3

75.000

421.3

2004

43.750

53.9

33.000

40.6

4.500

5.5

81.250

456.5

2005

46.750

54.8

34.000

39.9

4.500

5.3

85.250

478.9

2006

53.350

57.5

34.800

37.5

4.600

5.0

92.750

521.1

2007

60.500

58.5

37.500

36.2

5.500

5.3

103.500

581.5

2008

61.000

58.0

38.300

36.5

5.700

5.5

105.000

589.9

2009

60.850

58.2

38.000

36.4

5.650

5.4

104.500

587.0

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


76

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

6. Industria lapidea mondiale: produzione di cava e rendimento teorico in lavorati (2009) World stone industry: quarring production and theorical processed yield (2009) 000 tons ZONES

shares

total

waste

net

22.500

21.5

416

171

245

3.250

3.1

60

25

35

25.750

24.6

476

196

280

North America

3.000

2.9

55

23

32

Latin America

7.000

6.7

130

53

77

Subtotal

10.000

9.6

185

76

109

China

31.000

29.7

573

235

338

India

13.200

12.6

244

100

144

Others Asia

17.800

17.0

330

135

195

Subtotal

62.000

59.3

1.147

470

677

6.500

6.2

120

49

71

250

0.3

5

2

3

Subtotal

6.750

6.5

125

51

74

WORLD

104.500

100.0

1.933

793

1.140

EU/27 Others Europe Subtotal

Africa Oceania

(Fonte: Elaborazione propria)

abs. figures

mill. eq. sq. mt./cm2

(Source: own data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

77

7. Unione Europea: produzione di cava e rendimento teorico in lavorati (2009) European Union: quarring production and theorical processed yield (2009) 000 tons COUNTRIES

abs. figures

mill. eq. sq. mt./cm2 shares

total

waste

net

Austria

500

2.2

9.250

3.800

5.450

Belgium

750

3.3

13.875

5.700

8.175

Bulgaria

350

1.7

6.475

2.700

3.775

Cyprus

50

0.2

925

380

545

Czech Republic

250

1.1

4.625

1.895

2.730

Denmark

50

0.2

925

380

545

Estonia

50

0.2

925

380

545

Finland

500

2.2

9.250

3.800

5.450

France

1.100

4.9

20.350

8.345

12.005

Germany

600

2.7

11.100

4.550

6.550

Greece

1.250

5.6

23.125

9.480

13.645

Hungary

50

0.2

925

380

545

Ireland

150

0.7

2.775

1.140

1.635

7.500

33.3

138.750

56.890

81.860

Latvia

50

0.2

925

380

545

Lithuania

50

0.2

925

380

545

Luxembourg

50

0.2

925

380

545

Malta

50

0.2

925

380

545

-

-

-

-

Italy

Netherlands

-

Poland

500

2.2

9.250

3.800

5.450

Portugal

2.450

10.9

45.325

18.585

26.740

Romania

500

0.9

3.700

1.520

2.180

Slovakia

100

0.4

1.850

760

1.090

Slovenia

150

0.7

2.775

1.140

1.635

5.200

23.2

96.200

39.440

56.760

Sweden

300

1.3

5.550

2.270

3.270

Un. Kingdom

250

1.1

4.625

1.895

2.730

Total EU-27

22.500

100.00

416.250

170.750

245.500

Spain

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


78

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

8. Maggiori produzioni mondiali e rendimento teorico in lavorati Leading quarry production and theorical yield in processed stones ooo tons COUNTRIES

mill. eq. sq. mt./cm2

abs. figures

shares

total

waste

net

China

31.000

29.7

573

235

338

India

13.200

12.6

244

100

144

Turkey

8.500

8.1

157

64

93

Italy

7.500

7.2

139

57

82

Iran

6.800

6.5

126

52

74

Brazil

6.000

5.7

111

45

66

Spain

5.200

5.0

96

39

57

Portugal

2.450

2.3

45

19

27

USA

1.800

1.7

33

14

19

Greece

1.250

1.2

23

9

14

France

1.100

1.1

20

8

12

800

0.8

15

6

9

Others

18.900

18.1

351

145

206

WORLD

104.500

100.0

1.933

793

1.140

South Africa

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

79

9. Industria lapidea mondiale: produzione netta di lavorati e principali applicazioni del manufatto World stone industry: net finished production and main uses of worked material 000 sq. m2

000 net tons

Applications

95

09

95

09

Pavimenti Floor and paving

175.750

410.400

78.750

Rivestimenti esterni External wall cladding

55.500

96.900

Scale Steps

18.500

Rivestimenti interni Internal wall cladding

%

ÂąD%

95

09

22.200

38.0

36.0

9.5

3.000

5.250

12.0

8.5

5.3

34.200

1.000

1.850

4.0

3.0

6.1

27.750

108.300

1.500

5.850

6.0

9.5

20.7

Lavori speciali Special works

46.250

205.200

2.500

11.100

10.0

18.0

24.5

Subtotale edilizia Subtotal building sector

323.750

855.000

17.500

46.250

70.0

75.0

11.7

Arredo urbano Civil external uses

46.250

68.400

2.500

3.700

10.0

6.0

3.4

Arte funeraria Memorial art

69.375

171.000

3.750

9.250

15.0

15.0

10.5

Altri impieghi Others uses

23.125

45.600

1.250

2.450

5.0

4.0

6.9

Subtotale usi diversi Others uses subtotal

183.750

285.000

7.500

15.400

30.0

25.0

3.9

Totale Total

462.500 1.140.000

25.000

61.650 100.00 100.0

10.5

(Fonte: Elaborazione propria)

av./year

(Source: own data processing)


4 4 0 0 0 0 3 0 7 0 0 0 0 0 40 58

Italy

3 13 10 8 1 3 45 110 8 17 0 2 1 2 179 402

EXPORT

Italy Germany France Spain Portugal Belgium Greece Turkey Egypt India Iran China USA Mexico Brazil Others TOTAL

(Fonte: Elaborazione propria)

Germany

IMPORT

France

4 0 2 4 1 0 3 1 1 0 0 0 0 0 6 22

Spain

22 0 3 9 0 0 20 7 1 0 0 0 0 0 31 93

Netherlands

Belgium

Portugal 0 4 0 0 0 0 1 6 1 11 6 0 - 1 0 0 - 110 1 0 1 5 0 0 2 0 0 0 0 1 2 0 0 0 0 5 0 0 0 0 0 0 1 0 0 2 10 38 25 27 156

Un. Kingdom 4 0 0 1 2 1 0 9 0 5 0 2 0 0 0 3 27

Switzerland

Austria 0 2 1 52 0 19 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2 326 3 105

S. Arabia 6 0 0 31 1 0 0 4 0 4 0 0 0 0 0 0 46

India

Lebanon

Kuwait 1 34 116 0 0 0 0 0 0 5 12 6 0 2 0 0 0 0 0 0 2 0 13 90 25 32 8 0 1 0 1 8 0 0 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 5 18 31 100 250

Hong-Kong

Singapore 2 17 0 1 0 0 1 47 0 0 0 0 0 0 3 15 0 0 0 9 0 1 0 7 0 0 0 2 0 0 4 2 10 101

Taiwan 23 302 0 38 0 0 5 444 5 242 0 0 4 147 67 2011 3 1263 0 72 1 436 35 0 1 1 10 0 2 58 165 202 5133

China

10. Input-Output dell’interscambio quantitativo 2009 (000 tonn.): calcarei grezzi (cod. 25.15) IInput-Output of quantity trade 2009 (000 tonn.): raw calcareous (cod. 25.15) South Corea 2 0 1 3 0 0 0 3 1 1 0 1 1 0 0 1 13

Others USA

Canada

Japan

1075 128 50 735 313 128 233 3198 1883 203 518 68 35 16 6 877 9466

Total

(Source: own data processing)

3 1 2 526 0 0 0 33 0 0 1 1 1 0 11 139 2 0 0 37 0 0 0 15 0 1 0 74 0 1 1 905 0 0 0 431 0 1 3 89 0 0 0 52 0 1 0 15 0 29 2 0 0 1 1 0 0 0 1 2 1 2 276 8 35 21 2597

80 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


4 11 32 2 0 0 29 6 15 67 415 14 0 1 11 110 67 784

EXPORT

Italy Germany France Spain Portugal Belgium Netherlands Norway Sweden Finland South Africa India China Soth Korea Canada USA Brazil Others TOTAL

Germany

23 12 1 3 2 14 3 16 4 0 42 6 0 0 0 2 56 184

France

16 2 9 28 138 0 9 3 1 10 23 3 0 0 0 18 37 297

Spain

3 2 0 88 0 0 7 0 5 36 90 32 0 0 0 15 147 425

Portugal 1 0 0 36 0 0 25 1 0 0 0 0 0 0 0 0 4 67

Netherlands

Belgium 4 16 6 122 7 0 2 1 0 0 9 41 3 0 0 1 0 0 46 0 50 23 5 6 0 0 0 0 0 0 10 0 2 2 176 180

Un.Kingdom 8 1 1 1 3 11 0 20 28 2 0 239 4 0 0 0 1 87 406

Austria 7 25 0 2 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 0 15 51

S.Arabia

Switzerland 22 3 84 0 7 0 0 1 0 0 0 0 1 0 1 0 0 0 0 0 0 0 1 21 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 38 3 154 28

Singapore 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 11 0 0 1 0 203 217

Hong-Kong 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2 0 285 4 0 1 0 51 0 343

China

Taiwan 4 12 0 1 0 0 4 18 0 10 0 5 0 5 7 183 0 6 4 140 10 73 165 1.819 168 0 10 9 27 3 31 55 484 330 105 759 2.929

USA

Canada

Japan

Others

Australia

0 39 162 0 77 324 0 15 53 0 107 217 0 3 138 0 18 183 0 19 80 0 42 330 0 140 202 0 34 207 0 88 338 3 625 3.960 3 57 379 0 2 12 0 5 68 0 6 98 0 32 786 7 260 1.372 7 1.569 8.909

TOTAL

(Source: own data processing)

1 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 3 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 4 3 58 9 9 82 47 14 3 2 - 0 0 0 0 0 - 25 1 1 44 3 2 1 2 2 4 3 6 112 32 64 125

(Fonte: Elaborazione propria)

Italy

IMPORT South Korea

11. Input-Output dell’interscambio quantitativo 2009 (000 tonn.): silicei grezzi (cod. 25.16) Input-Output of quantity trade 2009 (000 tonn.): siliceous products (code 25.16)

XXI World Marble and Stones Report 2010 81


2

0

16 161

0

1 104

0

0

3

France

Spain

Portugal

Belgium

Netherland

Czech Rep.

Poland

Turckey

26

28

402 865

USA

Brazil

Others

TOTAL

(Fonte: Elaborazione propria)

0

Canada

9

27

0

0

0

China

0

0

80 312

India

1

55

61

60

0

13

-

0

62

Germany

Italy

-

Germany

Italy

EXPORT

IMPORT France 255

53

5

0

0

87

2

5

0

0

0

25

33

12

-

33

0

Spain 25

6

1

0

0

15

0

0

0

0

0

0

1

-

0

0

2

Portugal 0

0

0

0

7

-

14

0

3

2

0

Belgium 3

0

0

1 318

1 116

0

0

0

0 173

0

0

0

0

0

0

-

0

0

0

0

Netherland 40

0

0

0

92

1

1

0

0

0

0

1

0

0

0

1

Un.Kingdom

290 136

7

3

0

0

169

0

0

0

0

-

62

35

0

2

12

0

Austria 147

10

1

0

0

35

0

0

1

12

0

0

0

0

1

51

36

Switzerland 126

1

0

0

0

7

0

9

0

0

0

1

13

1

4

50

40

Hong-Kong 9

0

0

0

0

9

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

Taiwan 50

37

0

0

0

13

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

China 2

0

1

0

0

-

0

0

0

0

0

1

0

0

0

0

0

South Korea 28

2

0

0

0

26

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

Japan 25

4

13

0

0

8

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

Canada 81

71

1

-

5

2

0

0

0

0

0

0

0

0

2

0

0

Others 736

95

12

1

0

412

0

2

13

2

9

29

124

0

3

8

26

9.466

483

95

4

5

1.442

4

21

69

75

121

178

398

13

30

156

168

TOTAL

(Source: own data processing)

12

3

2

3

-

2

1

0

0

0

0

0

0

0

0

0

1

USA

12. Input-Output dell’interscambio quantitativo 2009 (000 tonn.): lavorati semplici (cod. 68.01) Input-Output of quantity trade 2009 (000 tonn.): simple finished products (cod. 68.01)

82 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


Spain

France

Germany

Italy

TOTAL Others

Australia USA

Canada

South Korea

China

Taiwan

Hong-Kong

Singapore

India

Isdrael

Lebanon

Kuwait

S.Arabia

Switzerland

Austria

Un.Kingdom

Netherland

Belgium

Portugal

(Source: own data processing)

1 15 16 22 35 79 125 36 20 5 12 17 13 6 51 9 5 51 145 28 519 1420 0 3 7 4 16 25 0 3 0 0 0 0 0 0 1 1 0 1 3 0 37 110 0 16 1 3 3 10 0 0 0 0 1 0 0 0 1 0 0 0 5 1 24 111 19 7 1 13 1 4 5 4 3 3 3 5 4 0 7 5 1 8 41 4 285 457 - 0 2 10 0 6 60 0 13 0 0 2 0 0 10 0 2 2 14 1 56 234 0 - 6 2 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 1 0 174 206 0 0 0 0 0 1 6 0 0 1 4 13 1 1 1 1 2 2 5 0 70 113 1 13 27 62 4 5 137 58 29 66 8 9 1 3 11 7 2 40 359 17 506 1471 1 1 2 2 1 0 14 10 0 4 10 0 0 0 0 3 1 0 12 0 8 85 1 35 31 50 2 4 25 10 15 8 - 4 6 4 6 5 9 32 242 17 474 1114 0 0 0 2 0 0 0 40 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 3 72 120 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 1 - 8 2 1 6 2 1 2 25 5 208 139 72 69 32 174 60 35 53 28 84 210 265 - 2226 1106 209 454 0 3308 9504 0 3 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 - 113 2 0 119 0 19 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 30 - 0 162 223 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2 101 0 2 105 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 4 0 4 10 1 1 2 4 0 2 0 0 0 0 0 0 0 0 2 2 0 29 441 1 113 610 3 207 8 4 45 8 123 48 50 2 40 3 4 15 0 54 9 4 862 59 530 2162 32 528 242 252 176 177 669 269 165 142 106 137 240 294 101 2315 1138 416 2804 134 6346 18.199

(Fonte: Elaborazione propria)

Italy - 167 30 13 Germany 2 - 5 2 France 26 17 - 3 Spain 7 10 17 Portugal 2 4 14 36 Belgium 0 5 16 0 Greece 2 2 0 1 Turckey 10 28 39 29 Egypt 3 2 7 4 India 36 58 20 20 Iran 2 0 0 0 Taiwan 0 1 0 0 China 88 441 83 155 Canada 0 0 0 0 USA 11 0 0 0 Mexico 0 0 0 0 Argentina 1 0 0 1 Brazil 3 3 1 5 Others 41 10 19 14 TOTAL 234 748 251 283

EXPORT

IMPORT Japan

13. Input-Output dell’interscambio quantitativo 2009 (000 tonn.): lavorati speciali (cod. 68.02) Input-Output of quantity trade 2009 (000 tonn.): special processed stones (cod. 68.02)

XXI World Marble and Stones Report 2010 83


2

0

0

1

0

1

6

0

0

8

0

18 112

Spain

Portugal

Belgium

Norway

Turckey

India

China

Canada

USA

Brazil

Others

TOTAL

(Fonte: Elaborazione propria)

0

France

2

10

0

0

5

0

0

1

3

1

89

0

-

0

1

Germany

Italy

-

Germany

Italy

EXPORT

IMPORT

France

270

1

3

0

14

3

0

0

0

2

0

234

-

11

2

Spain

32

1

14

0

0

15

1

0

0

0

1

-

0

0

0

Belgium 42

1

10

0

4

3

1

0

0

-

0

22

0

1

0

Netherlands 35

5

16

0

0

5

1

0

1

5

0

2

0

0

0

Un.Kingdom 170

11

40

0

4

22

3

0

0

1

1

84

1

2

1

Switzerland 8

1

1

0

0

0

0

0

1

0

0

1

0

3

1

Singapore 6

1

0

4

0

1

0

0

0

0

0

0

0

0

0

Hong-Kong 1

1

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

Taiwan 7

1

0

0

0

6

0

0

0

0

0

0

0

0

0

China 1

1

0

0

0

-

0

0

0

0

0

0

0

0

0

South Korea 2

2

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

Japan 20

1

0

0

0

19

0

0

0

0

0

0

0

0

0

15

0

2

2

-

6

5

0

0

0

0

0

0

0

0

Canada

14. Input-Output dell’interscambio quantitativo 2009 (000 tonn.): ardesia (cod. 68.03) Input-Output of quantity trade 2009 (000 tonn.): slate (cod. 68.03)

USA

Australia 10

2

1

0

1

4

1

0

0

0

0

1

0

0

0

Others 33

154

9

36

340

30

3

6

12

6

546

2

19

10

341 1242

36

38

3

1

173

2

3

2

1

3

108

1

2

4

TOTAL

(Source: own data processing)

116

2

11

-

12

72

15

0

0

0

0

3

0

0

1

84 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


135.7 (61.6) 150,8 (65.1) 171,0 (65.9) 179,2 (63.4) 181,7 (65.3) 195,8 (63.7) 220,6 (65.1) 227.3 (63.8) 243.2 (64.6) 296.6 (66.7) 317.8 (65.0) 361.2 (66.7) 431.3 (68.6) 490.8 (59.5) 462,4 (67.7) 420,0 (67.7)

Mill. eq. sq. mt.

(Source: Eurostat/ISTAT data processing)

220,2 100.0 231,8 100.0 259,4 100.0 282,2 100.0 278,4 100.0 307,3 100.0 338.7 100.0 356.2 100.0 376.7 100.0 444.5 100.0 488.8 100.0 541.6 100.0 628.4 100.0 705.8 100.0 682,9 100.0 320,6 100.0

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat/ISTAT)

Mill. eq. sq. mt.

GENERAL TOTAL 15,083 100.0 15.573 100.0 17.340 100.0 19.191 100.0 8.681 100.0 20.805 100.0 22.751 100.0 24.102 100.0 25.381 100.0 29.586 100.0 31.847 100.0 36.058 100.0 41.368 100.0 46.232 100.0 45.193 100.0 41.078 100.0

7,337 48.7 8.153 52.3 9.245 53.4 9.689 50.5 9.823 52.7 10.585 50.9 11.926 52.4 12.289 51.0 13.149 51.8 16.034 54.2 17.180 52.3 19.527 54.2 23.311 56.4 26.532 57.4 24.993 55.3 22.703 55.3

Total

2009

581 3.9 644 4.1 700 4.0 769 4.0 815 4.4 887 4.3 1.086 4.7 967 4.0 880 3.4 1.070 3.6 1.252 3.8 1.256 3.5 1.369 3.4 1.568 3.4 1.500 3.3 1.242 3.1

2008

68.03

2007

5,029 33.4 5.606 36.0 6.267 36.2 6.675 34.8 6.866 36.8 7.214 34.7 7.845 34.5 8.651 35.9 9.610 37.9 11.758 39.7 13.202 40.2 14.582 40.5 18.138 43.8 21.150 45.8 19.791 43.8 18.375 44.3

2006

68.02

2005

1,727 11.4 1.903 12.2 2,278 13.2 2.245 11.7 2.142 11.5 2.484 11.9 2.995 13.2 2.671 11.1 2.659 10.5 3.206 10.8 2.726 8.3 3.689 10.2 3.804 9.2 3.814 8.2 3.702 8.2 3.262 7.9

2004

68.01

2003

84,5 (34.8) 81,0 (34.9) 88,4 (34.1) 103,7 (36.6) 96,7 (34.7) 111,55 (36.3) 118.1 (34.9) 128.9 (36.2) 133.5 (35.4) 147.9 (33.3) 171.0 (35.0) 180.4 (33.3) 197.1 (31.4) 215.0 (30.5) 220,5 (32.3) 200,6 (32.3)

2002

Mill. eq. sq. mt.

2001

7,746 51.3 7.420 47.7 8.095 46.6 9.502 49.5 8.858 47.3 10.220 49.1 10.825 47.6 11.813 49.0 12.232 48.2 13.552 45.8 15.667 47.7 16.531 45.8 18.057 43.6 19.700 42.6 20.200 44.7 18.375 44.7

2000

Total

1999

6,356 42.1 6,024 38.7 6.562 37.8 7.515 39.2 6.785 36.3 7.901 38.0 7.754 34.1 8.576 35.6 8.426 33.2 8.346 28.2 10.237 31.2 10.266 28.4 10.563 25.5 11.429 24.7 10.816 23.9 8.909 21.7

1998

25.16

1997

1,390 9.2 1,396 9.0 1.533 8.8 1.987 10.3 2.073 11.0 2.319 11.1 3.071 13.5 3.237 13.4 3.806 15.0 5.206 17.6 5.430 16.5 6.265 17.4 7.495 18.1 8.271 17.9 9.384 20.8 9.466 23.0

1996

25.15

1995

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

CODES

1994

15. Industria lapidea mondiale: andamento storico e tipologie dell’interscambio World stone industry: historical outline and types of import-export

Grezzi/Raw

LAVORATI/PROCESSED

XXI World Marble and Stones Report 2010 85


86

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

16. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie (000 tonn./2009): export UE/27 Stone exchange for Countries and types (000 tons/2009): export EU/27 COUNTRIES

25.15

25.16

68.01

68.02

TOTAL

68.03

Austria

163

89

47

15

-

314

Belgium

128

183

178

206

12

707

Bulgaria

26

7

1

19

-

53

Cyprus

-

1

-

1

-

2

Czech Republic

-

8

75

61

-

144

Denmark

-

7

4

9

-

20

Estonia

-

-

-

2

-

2

Finland

-

207

1

33

-

241

France

50

53

30

111

2

246

Germany

128

324

156

110

19

737

Greece

233

12

-

13

1

359

Hungary

-

-

-

1

-

1

Ireland

-

14

-

11

10

35

1075

162

168

1420

10

2835

Latvia

-

-

-

-

-

-

Lithuania

-

-

-

1

-

1

Luxembourg

-

10

1

1

-

12

Malta

-

-

-

-

-

-

20

80

121

93

1

315

1

75

69

23

-

168

Portugal

313

138

398

234

6

1089

Romania

7

-

-

4

-

11

Slovakia

-

-

-

1

-

1

Slovenia

4

-

-

5

-

9

735

217

12

457

546

1968

Sweden

1

202

2

2

1

208

United Kingdom

1

9

3

7

24

44

2.885

1.798

1.267

2.940

632

9,522

Italy

Netherlands Poland

Spain

TOTAL EU-27 (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

87

17. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie (000 tonn./2009): import UE/27 Stone exchange for Countries and types (000 tons/2009): import EU/27 COUNTRIES

25.15

25.16

68.01

68.02

TOTAL

68.03

Austria

3

51

147

176

2

379

Belgium

27

176

318

528

42

1.091

Bulgaria

16

1

1

36

-

54

Cyprus

2

-

2

60

5

69

Czech Republic

2

17

9

29

3

60

Denmark

1

94

118

34

6

253

Estonia

-

2

2

8

1

13

Finland

-

2

38

11

1

52

France

22

297

255

251

270

1.095

Germany

58

184

865

748

112

1.967

Greece

189

95

6

124

1

415

Hungary

10

11

5

34

-

60

Ireland

5

13

18

59

22

117

402

784

156

234

18

1.594

Latvia

-

18

3

3

-

24

Lithuania

-

10

4

17

1

32

Luxembourg

3

211

26

12

7

259

Malta

-

2

-

12

-

14

156

180

290

242

35

903

Poland

8

247

29

221

3

508

Portugal

25

67

-

32

4

128

Romania

3

7

23

73

1

107

Slovakia

2

5

15

26

-

48

Slovenia

4

7

8

23

1

43

93

425

25

283

32

858

1

28

58

23

2

112

27

406

136

252

170

991

1.059

3.340

2.557

3.551

739

11.248

Italy

Netherlands

Spain Sweden United Kingdom TOTAL EU-27 (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


88

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

18. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie (000 tonn./2009): export altri UE Stone exchange for Countries and types (000 tons/2009): export other EU 25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

TOTAL

Albania

7

106

1

16

-

130

Armenia

-

5

-

10

-

15

Belarus

-

-

-

2

-

2

Bosnia

3

5

4

8

-

20

Croatia

101

13

2

22

-

138

Georgia

-

2

-

-

-

2

Iceland

-

1

-

-

-

1

58

3

-

12

-

73

Moldova

-

-

-

-

-

-

Montenegro

5

1

-

14

-

20

Norway

7

330

6

1

6

350

Russia

1

7

1

6

-

15

Serbia

1

1

-

4

-

6

Switzerland

1

51

1

8

-

61

Ukraine

-

27

8

2

-

37

184

552

23

105

6

8701

COUNTRIES

Macedonia

TOTAL other EU (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

89

19. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie (000 tonn./2009): import altri UE Stone exchange for Countries and types (000 tons/2009): export other EU 25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

TOTAL

Albania

20

4

-

11

-

35

Armenia

-

2

-

7

-

9

Belarus

3

22

2

15

-

42

Bosnia

9

15

-

27

-

51

Croatia

4

14

2

65

-

85

Georgia

-

5

-

8

-

13

Iceland

-

-

-

1

-

1

Macedonia

5

1

-

16

-

22

Moldova

-

1

-

5

-

6

Montenegro

-

-

-

-

-

-

Norway

3

37

101

24

2

167

Russia

16

5

4

146

4

169

Serbia

5

34

-

9

-

48

105

157

126

177

8

570

1

6

1

10

-

24

171

300

236

521

14

1.242

COUNTRIES

Switzerland Ukraine TOTAL other EU (Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


90

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

20. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie (000 tonn./2009): export Stone exchange for Countries and types (000 tons/2009): export COUNTRIES

25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

TOTAL

Algeria Argentina Australia Azerbaijan Brazil Canada China Colombia Egypt Emirates Hong Kong India Indonesia Iran Israel Japan Jordan Kazakhstan Malaysia Mexico Morocco New Zealand Oman Pakistan Philippines Santo Domingo Saudi Arabia Singapore South Africa South Korea Taiwan Thailand Tunisia Turkey Uruguay USA Venezuela Zimbabwe Sub-total Others EU-27 Others EU World

1 11 2 6 1 68 15 1883 ... 203 109 518 2 12 5 16 47 13 55 9 1 ... ... 1 2 1 100 3198 35 6,314 83 2885 184 9466

12 32 786 68 379 5 ... 3960 21 5 43 20 64 6 16 75 1 3 ... ... 338 12 3 2 175 5 98 159 6314 430 1798 552 8909

5 95 5 1442 ... 4 7 1 1 3 ... ... 45 21 4 1633 339 1267 23 3262

10 3 4 610 119 9504 9 85 28 ... 1114 97 120 25 5 225 26 105 8 1 266 28 23 12 ... ... 38 4 25 5 9 1471 223 14202 952 2940 105 18199

2 154 36 340 18 ... 30 ... ... 3 1 3 9 596 8 632 6 1242

1 40 37 4 1651 229 11733 24 1973 46 ... 5311 234 644 27 49 237 20 95 130 71 1 354 84 32 16 ... ... 380 16 31 8 154 4868 5 369 159 28874 1812 9522 870 41078

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

91

21. Interscambio lapideo per Paesi e tipologie (000 tonn./2009): import Stone exchange for Countries and types (000 tons/2009): import COUNTRIES Algeria Argentina Australia Azerbaijan Brazil Canada China Colombia Egypt Emirates Hong Kong India Indonesia Iran Israel Japan Jordan Kazakhstan Malaysia Mexico Morocco New Zealand Oman Pakistan Philippines Santo Domingo Saudi Arabia Singapore South Africa South Korea Taiwan Thailand Tunisia Turkey Uruguay USA Venezuela Zimbabwe Sub-total Others EU/27 Others Europe World (Fonte: Elaborazione propria)

25.15 99 1 1 6 15 35 5133 15 ... 68 101 250 37 ... 2 8 42 5 25 ... 15 2 8 46 10 1 13 202 40 102 2 21 6305 1931 1059 171 9466

25.16 1 10 7 13 1 64 2929 5 ... 135 343 36 26 ... 32 2 8 9 ... 22 1 1 10 28 217 8 112 759 155 63 125 1 5123 146 3340 300 8909

68.01 22 1 12 2 ... 9 2 ... 25 16 2 ... 4 3 1 2 28 50 2 11 81 273 199 2557 233 3262

68.02 57 27 134 47 51 416 101 29 ... 627 240 106 35 ... 105 1138 37 97 81 ... 150 15 47 29 55 14 669 137 53 2315 294 2 20 240 6 2804 68 10246 3984 3551 418 18199

68.03 1 10 15 1 2 ... 2 1 ... 2 20 1 2 ... 1 7 5 1 6 6 11 2 7 1 2 2 116 3 227 265 739 11 1242

TOTAL 157 39 174 67 67 542 8166 51 ... 832 694 392 100 ... 109 1223 81 127 119 ... 191 20 58 37 70 17 749 370 73 2470 1312 200 122 318 8 3147 72 22174 6525 11246 1133 41078

(Source: own data processing)


255 1.7 208 1.3 261 1.5 238 1.2 236 1.3 249 1.2 297 1.3 315 1.3 352 1.4 362 1.2 412 1.3 365 1.0 330 0.8 379 0.8 311 0.7 350 0.9

2.218 14.7 2.393 15.4 3.095 17.8 3.130 16.3 2.268 13.7 3.156 15.2 4.095 18.0 4.692 19.5 5.700 22.5 6.992 23.6 7.534 22.9 8.896 24.7 10.338 25.0 11.533 25.0 11.793 26.1 11.733 28.6

1.197 7.9 1.335 8.6 1.346 7.8 2.070 10.8 1.724 9.2 1.888 9.1 2.307 10.1 2.294 9.5 2.431 9.6 3.192 10.8 3.875 11.8 4.044 11.2 4.522 10.9 5.571 12.1 5.426 12.0 5.311 12.9

520 3.4 708 4.6 680 3.9 900 4.7 867 4.6 947 4.6 960 4.2 903 3.7 936 3.7 742 2.5 687 2.1 660 1.8 620 1.5 551 1.2 513 1.1 380 0.9

266 1.8 237 1.5 283 1.6 305 1.6 364 1.9 336 1.6 243 1.1 253 1.0 267 1.1 267 0.9 276 0.8 364 1.0 371 0.9 387 0.8 287 0.6 369 0.9

637 4.2 687 4.4 724 4.2 899 4.7 898 4.8 1.020 4.9 1.084 4.8 1.222 5.1 1.412 5.6 1.508 5.1 1.800 5.5 2.157 6.0 2.536 6.1 2.475 5.4 1.990 4.4 1.651 4.0

3.278 21.7 2.895 18.6 3.785 21.8 3.942 20.5 4.357 23.3 25.7 25.7 4.904 21.6 5.612 23.2 5.445 21.5 6.834 23.1 7.434 22.6 8.020 22.2 9.925 24.0 11.276 24.4 11.306 25.1 8.941 21.6

15.083 100.0 15.573 100.0 17.340 100.0 19.191 100.0 18.681 100.0 100.0 100.0 22.751 100.0 24.102 100.0 25.381 100.0 29.586 100.0 32.847 100.0 36.058 100.0 41.368 100.0 46.232 100.0 45.193 100.0 41.078 100.0

Norway

China

India

South Africa

USA

Brazil

Others

TOTAL

(Source: own data processing)

306 2.0 287 1.8 289 1.7 378 1.9 301 1.6 376 1.8 340 1.5 325 1.3 326 1.3 338 1.1 352 1.1 385 1.1 385 0.9 380 0.8 319 0.7 241 0.6

Finland

(Fonte: Elaborazione propria)

214 1.4 257 1.7 358 2.1 434 2.3 469 2.5 426 2.0 658 2.9 985 4.1 1.470 5.8 2.065 7.0 2.633 8.0 3.045 8.4 4.041 9.8 4.736 10.2 4.886 10.8 4.868 11.9

2009

Turkey

2008

1.002 6.6 954 6.1 903 5.2 914 4.8 1.064 5.7 1.133 5.4 1.217 5.3 1.217 5.0 1.054 4.2 1.046 3.5 1.147 3.5 1.235 3.4 1.335 3.2 1.532 3.3 1.266 2.8 1.089 2.7

2007

Portugal

2006

1.409 9.3 1.514 9.7 1.497 8.6 1.593 8.3 1.586 8.5 1.659 8.0 2.028 8.9 1.861 7.7 1.843 7.3 2.213 7.5 2.460 7.5 2.442 6.8 2.403 5.8 2.635 5.7 2.445 5.4 1.968 4.8

2005

Spain

2004

196 1.3 189 1.2 234 1.3 305 1.6 267 1.4 251 1.2 331 1.5 277 1.1 340 1.3 370 1.3 377 1.1 349 1.0 404 1.0 365 0.8 376 0.8 359 0.9

2003

Greece

2002

179 1.2 186 1.2 198 1.1 272 1.4 228 1.2 234 1.1 241 1.1 248 1.0 194 0.8 181 0.6 237 0.7 225 0.6 255 0.6 285 0.6 266 0.6 246 0.6

2001

France

2000

285 1.9 332 2.1 249 1.4 248 1.3 244 1.3 340 1.6 411 1.8 348 1.4 420 1.7 405 1.4 534 1.6 749 2.1 642 1.6 785 1.7 855 1.9 737 1.8

1999

Germany

1998

3.121 20.7 3.391 21.8 3.438 19.8 3.563 18.5 3.508 18.7 3.429 16.5 3.635 16.0 3.550 14.7 3.191 12.6 3.071 10.4 3.089 9.4 3.122 8.7 3.261 7.9 3.342 7.2 3.154 7.0 2.835 6.9

1997

Italy

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

COUNTRIES

1994

22. Variazioni dell’interscambio quantitativo nei principali Paesi esportatori Quantity exchange variation in leading exporting Countries

92 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


118 0.8 282 1.8 1.119 2.6 887 4.6 908 4.8 1.202 5.8 1.741 7.7 2.196 9.1 2.546 10.0 3.410 11.5 4.197 12.8 4.554 12.6 6.007 14.5 7.245 15.7 8.207 18.2 8.166 19.9

205 1.4 277 1.8 454 2.2 430 2.2 189 1.0 276 1.3 444 2.0 705 2.9 1.541 6.1 1.857 6.3 1.824 5.6 1.833 5.1 2.110 5.1 2.526 5.5 2.528 5.6 2.470 6.0

184 1.2 177 1.1 378 1.2 212 1.1 148 0.8 227 1.1 164 0.7 190 0.8 135 0.6

140 0.9 105 0.7 210 0.9 162 0.8 198 1.1 180 0.9 190 0.8 178 0.7 198 0.8

731 4.8 930 6.0 149 4.4 1.074 5.5 1.320 7.1 1.640 7.9 1.815 8.0 2.006 8.3 2.083 8.2 2.871 9.7 3.273 10.0 3.727 10.3 4.943 11.9 5.277 11.4 3.956 8.8 3.147 7.7

5.254 34.8 4.536 29.1 757 33.7 6.227 32.4 5.895 31.5 6.525 31.4 7.721 33.8 7.551 31.3 8.753 34.5 10.051 34.0 11.078 33.7 13.124 36.4 13.926 33.7 16.819 36.3 17.969 39.9 16.645 40.4

15.083 100.0 15.573 100.0 5842 100.0 19.191 100.0 18.681 100.0 20.805 100.0 22.751 100.0 24.102 100.0 25.381 100.0 29.586 100.0 32.847 100.0 36.058 100.0 41.638 100.0 46.232 100.0 45.193 100.0 41.078 100.0

China

Suth Corea

Singapore

Canada

USA

Others

TOTAL

(Source: own data processing)

219 0.7 307 0.9 423 1.2 464 1.1 596 1.3 505 1.1 542 1.3

173 0.6 210 0.6 276 0.8 272 0.7 283 0.6 423 0.9 370 0.9

469 1.6 529 1.6 539 1.5 575 1.4 620 1.3 594 1.3 570 1.4

651 2.2 931 2.8 994 2.8 1.336 3.2 1.387 3.0 1.185 2.6 991 2.4

205 0.7 181 0.6 156 0.4 176 0.4 177 0.4 140 0.3 128 0.3

(Fonte: Elaborazione propria)

837 5.5 955 6.1 2.533 6.5 1.714 8.9 1.429 7.6 1.796 8.6 1.471 6.4 1.459 6.1 1.458 5.7 1.048 3.5 1.768 5.4 1.896 5.3 1.938 4.7 1.608 3.5 1.484 3.3 1.312 3.2

Taiwan

83 0.4 122 0.7 130 0.6 153 0.7 203 0.8 193 0.8

2.241 14.9 2.173 14.0 313 14.6 2.085 10.9 1.735 9.3 1.744 8.4 1.738 7.6 1.805 7.5 1.755 6.9 1.674 5.7 1.680 5.1 1.735 4.8 1.563 3.8 1.459 3.2 1.238 2.7 1.223 3.0

80 0.5

Japan

68 0.4

926 3.1 933 2.8 1.093 3.0 1.340 3.2 1.331 2.9 1.286 2.8 1.095 2.7

372 2.5 384 2.5 313 1.8 427 2.2 391 2.1 486 2.3 456 2.0 511 2.1 495 2.0

2009

Switzerland

2008

251 1.7 190 1.2 184 1.1 249 1.3 267 1.4 278 1.3 341 1.5 436 1.8 459 1.8

2007

Un. Kingdom

2006

44 0.3

2005

Portugal

2004

377 2.5 482 3.1 541 3.1 563 2.9 713 3.8 795 3.8 843 3.7 1.073 4.5 973 3.8 1.553 5.3 1.344 4.1 1.430 4.0 1.573 3.8 1.653 3.6 1.273 2.8 858 2.1

2003

Spain

2002

782 5.2 744 4.8 659 3.8 795 4.1 834 4.5 944 4.5 1.082 4.8 1.049 4.4 751 3.0

2001

France

2000

1.864 12.4 2.226 14.3 2.175 12.2 2.139 11.1 2.400 12.8 2.386 11.5 2.223 9.8 2.416 10.0 1.871 7.4 2.478 8.3 1.911 5.8 1.795 5.0 2.407 5.8 2.596 5.6 2.098 4.6 1.967 4.8

1999

Germany

1998

1.683 11.2 2.044 13.1 1.946 11.2 2.144 11.2 2.132 11.4 2.196 10.5 2.359 10.4 2.324 9.6 2.170 8.5 2.271 7.7 2.681 8.2 2.483 6.9 2.738 6.6 2.655 5.7 2.307 5.1 1.594 3.9

1997

Italy

1996

COUNTRIES

1995

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1994

23. Variazioni dell’interscambio quantitativo nei principali Paesi importatori Quantity exchange variation in leading importing Countries

XXI World Marble and Stones Report 2010 93


94

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

24. Interscambio lapideo mondiale: quantitĂ  (000 tonn.) World stone trade: quantity (000 tons) Raw materials Years Calcareous Siliceous

Processed materials Total Simple

Special

Slate

Total

GENERAL TOTAL

1989

988

4.140

5.128

1.260

2.904

425

4.589

9.717

1990

915

4.519

5.434

1.327

3.025

448

4.800

10.234

1991

1.050

4.968

6.018

1.398

3.035

471

4.904

10.922

1992

1.000

5.043

6.043

1.490

3.845

502

5.837

11.880

1993

1.074

5.218

6.292

1.628

4.200

548

6.376

12.668

1994

1.390

6.356

7.746

1.727

5.029

581

7.337

15.083

1995

1.396

6.024

7.420

1.903

5.606

644

8.153

15.573

1996

1.533

6.562

8.095

2.278

6.267

700

9.245

17.340

1997

1.987

7.515

9.502

2.245

6.675

769

9.689

19.191

1998

2.073

6.785

8.858

2.142

6.866

815

9.823

18.681

1999

2.319

7.901

10.220

2.484

7.214

887

10.585

20.805

2000

3.071

7.754

10.825

2.995

7.845

1.086

11.926

22.751

2001

3.237

8.576

11.813

2.671

8.651

967

12.289

24.102

2002

3.806

8.426

12.232

2.659

9.610

880

13.149

25.381

2003

5.206

8.346

13.552

3.206

11.758

1.070

16.034

29.586

2004

5.430

10.237

15.667

2.726

13.202

1.252

17.180

32.847

2005

6.265

10.266

16.531

3.689

14.582

1.256

19.527

36.058

2006

7.495

10.562

18.057

3.804

18.138

1.369

23.311

41.368

2007

8.271

11.429

19.700

3.814

21.150

1.568

26.532

46.232

2008

9.384

10.816

20.200

3.702

19.791

1.500

24.993

45.193

2009

9.466

8.909

18.375

3.262

18.199

1.242

22.703

41.078

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

95

25. Interscambio lapideo mondiale: variazioni storiche World stone trade: quantity (000 tons) Raw materials Years Calcareous Siliceous

Processed materials Total Simple

Special

Slate

Total

GENERAL TOTAL

1990

- 7.4

+ 9.2

+ 6.0

+ 5.3

+ 4.2

+ 5.4

+ 4.6

+ 5.3

1991

+ 14.7

+ 9.9

+ 10.7

+ 5.4

+ 0.3

+ 5.1

+ 2.2

+ 6.7

1992

- 4.8

+ 1.5

+ 0.4

+ 6.6

+ 26.7

+ 6.6

+ 19.0

+ 8.8

1993

+ 7.4

+ 3.5

+ 4.1

+ 9.3

+ 9.2

+ 9.2

+ 9.2

+ 6.6

1994

+ 29.4

+ 21.8

+ 23.1

+ 6.1

+ 19.7

+ 6.0

+ 15.1

+ 19.1

1995

+ 0.5

-5.2

-4.2

+ 10.2

+ 11.5

+ 10.8

+ 11.1

+ 3.2

1996

+ 9.8

+ 8.9

+ 9.1

+ 19.7

+ 11.8

+ 8.7

+ 13.4

+ 11.3

1997

+ 29.6

+ 14.5

+ 17.4

- 1.4

+ 6.5

+ 9.9

+ 4.8

+ 10.7

1998

+ 4.3

- 9.3

-6.8

- 4.6

+ 2.9

+ 6.0

+ 1.4

- 2.7

1999

+ 11.9

+ 16.4

+ 15.4

+ 16.0

+ 5.1

+ 8.8

+ 7.8

+ 11.4

2000

+ 32.4

- 1.9

+ 5.9

+ 20.6

+ 8.7

+ 22.4

+ 12.7

+ 9.4

2001

+ 5.4

+ 10.6

+ 9.1

- 10.8

+ 10.3

- 11.0

+ 3.0

+ 5.9

2002

+ 17.6

- 1.7

+ 3.5

- 0.4

+ 11.1

- 9.0

+ 7.0

+ 5.3

2003

+ 36.8

- 0.9

+ 10.8

+ 20.6

+ 22.4

+ 21.6

+ 21.9

+ 16.6

2004

+ 4.3

+ 22.6

+ 15.6

- 15.0

+ 12.3

+ 17.0

+ 7.1

+ 11.0

2005

+ 15.4

+ 0.3

+ 5.5

+ 35.3

+ 10.5

+ 0.3

+ 13.7

+ 9.8

2006

+ 19.6

+ 2.9

+ 9.2

+ 3.1

+ 24.3

+ 9.0

+ 19.4

+ 14.7

2007

+ 10.4

+ 8.2

+ 9.1

+ 0.3

+ 16.6

+ 14.5

+ 13.8

+ 11.8

2008

+ 13.5

- 5.4

+ 2.5

- 2.9

- 6.4

- 4.3

- 5.8

- 2.2

2009

+ 0.9

- 17.6

-9.0

- 11.9

- 8.0

- 17.2

- 9.2

- 9.1

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


96

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

26. Interscambio lapideo mondiale: indici World stone trade: index Raw materials Years Calcareous Siliceous

Processed materials Total Simple

Special

Slate

Total

GENERAL TOTAL

1989

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

1990

92.6

109.2

106.0

105.3

104.2

105.4

104.6

105.3

1991

106.3

120.0

117.4

111.0

104.5

110.8

106.9

112.4

1992

101.2

121.8

117.8

118.3

132.4

118.1

127.2

122.3

1993

108.7

126.0

122.7

129.2

144.6

128.9

138.9

130.4

1994

140.7

153.5

151.0

137.1

173.2

136.7

159.8

155.2

1995

141.3

145.5

144.7

151.0

193.0

151.5

177.7

160.3

1996

155.2

158.5

157.8

180.8

215.8

164.7

201.5

178.5

1997

201.1

181.5

185.3

178.2

229.9

108.9

211.1

197.5

1998

209.8

163.9

172.7

170.0

236.4

191.8

214.1

192.3

1999

234.7

190.8

199.3

197.1

248.4

208.7

230.7

214.1

2000

310.8

187.3

211.1

237.6

270.1

255.5

259.9

234.1

2001

327.6

207.1

230.4

212.0

297.9

227.5

267.8

248.0

2002

385.2

203.5

238.5

211.0

330.9

207.1

286.5

261.2

2003

526.9

201.6

264.3

254.4

404.9

251.8

349.4

304.5

2004

549.6

247.3

305.5

216.3

454.6

294.6

374.4

338.0

2005

634.1

248.0

322.4

292.8

502.1

295.5

425.5

371.1

2006

758.6

255.1

352.1

301.9

624.6

322.1

508.0

425.7

2007

837.1

276.1

384.2

302.7

728.3

368.9

578.2

475.8

2008

949.8

261.3

393.9

293.8

681.5

352.9

544.6

465.1

2009

958.1

215.2

358.3

258.9

626.7

292.2

494.7

422.7

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

97

27. Interscambio lapideo mondiale: quote World stone trade: shares Raw materials Years Calcareous Siliceous

Processed materials Total Simple

Special

Slate

Total

GENERAL TOTAL

1989

10.2

42.6

52.8

13.0

29.9

4.3

47.2

100.0

1990

8.9

44.1

53.0

13.0

31.8

4.2

47.0

100.0

1991

9.6

45.5

55.1

12.8

27.8

4.3

44.9

100.0

1992

8.4

42.5

50.9

12.5

32.4

4.2

49.1

100.0

1993

8.5

41.2

49.7

12.9

33.2

4.2

50.3

100.0

1994

9.2

42.1

51.3

11.4

33.3

4.0

48.7

100.0

1995

9.0

38.7

47.7

12.2

36.0

4.1

52.3

100.0

1996

8.8

37.8

46.6

13.1

36.1

4.2

53.4

100.0

1997

10.3

39.2

49.5

11.7

34.8

4.0

50.5

100.0

1998

11.0

36.3

47.3

11.5

36.8

4.4

52.7

100.0

1999

11.1

38.0

49.1

11.9

34.7

4.3

50.9

100.0

2000

13.5

34.1

47.6

13.2

34.5

4.7

52.4

100.0

2001

13.4

35.6

49.0

11.1

35.9

4.0

51.0

100.0

2002

15.0

33.2

48.2

10.5

37.9

3.4

51.8

100.0

2003

17.6

28.2

45.8

10.8

39.7

3.6

54.2

100.0

2004

16.5

31.2

47.7

8.3

40.2

3.8

52.3

100.0

2005

17.4

28.4

45.8

10.2

40.5

3.5

54.2

100.0

2006

18.1

25.5

43.6

9.2

43.8

3.4

56.4

100.0

2007

17.9

24.7

42.6

8.2

45.8

3.4

57.4

100.0

2008

20.8

23.9

44.7

8.2

43.8

3.3

55.3

100.0

2009

23.0

21.7

44.7

7.9

44.3

3.1

55.3

100.0

(Fonte: Elaborazione propria)

(Source: own data processing)


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

54 3.9

21 1.5

588 42.1 634 41.4 596 30.0 635 30.6 616 26.5 769 25.0 755 23.3 706 18.5 688 13.2 490 9.0 786 12.5 885 11.8 971 11.7 1.007 10.7 1.075 11.4

68 4.9

106 7.6

94 6.7 154 10.0 329 16.5 315 15.2 359 15.5 454 14.8 481 14.9 598 15.7 785 15.1 1.024 18.9 985 15.7 810 10.8 956 11.6 906 9.7 735 7.8

62 4.4

226 16.2 234 15.3 447 22.4 293 14.2 473 20.3 881 31.8 732 22.7 955 25.1 1.462 28.1 1.280 23.6 1.715 27.4 2.101 28.0 2.700 32.6 3.340 35.7 2.643 27.8

1.396 100.0 1.533 100.0 1.987 100.0 2.073 100.0 2.319 100.0 3.071 100.0 3.237 100.0 3.806 100.0 5.206 100.0 5.430 100.0 6.265 100.0 7.495 100.0 8.271 100.0 9.384 100.0 9.466 100.0

India

Iran

Italy

Philippines

Portugal

Spain

Turkey

Others

Total

(Fonte: Elaborazione propria)

34 2.4

61 4.0

98 6.4

34 2.2

29 1.9

37 2.4

48 3.1

96 4.6

43 2.1

49 1.6

54 1.7

54 1.4

54 1.0

75 1.4

42 0.8 112 2.1 78 1.2

93 1.2 120 1.5 116 1.2 128 1.4

74 1.2 110 1.5 118 1.4 105 1.1 101 1.0

80 2.6 114 3.5 138 3.6 174 3.3 159 2.9 117 1.9 173 2.3 210 2.5 218 2.3 203 2.1

75 3.2

62 2.7 87 2.8

40 1.3 76 2.3

63 1.9

34 0.7

29 0.5

31 0.5

35 0.5

28 0.3

27 0.3

28 0.3

80 2.1 101 1.9 149 2.7 169 2.7 250 3.3 286 3.5 293 3.1 313 3.3

29 0.8

44 107 3.5 205 6.3 201 5.3 268 5.2 345 6.4 364 5.8 389 5.2 568 6.9 595 6.3 518 5.5

59 2.5

93 4.0 174 5.7 136 4.2 191 5.0 244 4.7 243 4.5 230 3.7 282 3.8 240 2.9 239 2.5 233 2.5

47 2.0

93 4.5 101

60 2.9

83 4.0

20 1.0

54 1.4

(Source: own data processing)

62 3.2 114 5.5 124 5.3 187 6.1 371 11.5 624 16.4 1.148 22.0 1.363 25.1 1.569 25.0 2.130 28.4 1.718 20.8 2.184 23.3 3.198 33.8

77 3.9

33 1.7

45 2.3

67 3.4

98 4.9

6 0.3

55 1.7

81 1.1 108 1.3 156 1.7 163 1.7

75 1.2 156 2.1 248 3.0 198 2.1 128 1.4

72 1.1

Greece

14 0.9

50 1.6

62 1.1

99 1.8

26 1.9

41 2.7 102 5.1 112 5.4 110 4.7

91 1.8

99 2.6 115 2.2

77 2.0

Germany

75 2.3

32 2.3

74 2.4

26 1.3 122 5.8 108 4.6 119 3.9 120 3.7

92 4.0

Croatia

57 3.7

87 4.2

15 1.1

99 5.0

Belgium

92 6.0

70 5.0

Austria

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

28. Interscambio mondiale di calcarei grezzi (cod. 25.15): export (000 tonn.) World exchange of raw calcareous stones (code 25.15): export (000 tons)

98 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

96 6.9

79 5.7 131 8.5

131 9.4 116 7.6 138 6.9 136 6.6 169 7.3 129 4.2 132 4.1 107 2.8 148 2.8 183 3.4 186 3.0 195 2.6 230 2.8 233 2.5 202 2.1

19 1.4

413 29.5 453 29.5 699 35.1 689 33.2 667

1.396 100.0 1.533 100.0 1.987 100.0 2.073 100.0 2.319 100.0 3.071 100.0 3.237 100.0 3.806 100.0 5.206 100.0 5.430 100.0 6.265 100.0 7.495 100.0 8.271 100.0 9.384 100.0 9.466 100.0

Spain

Switzerland

Taiwan

United States

Others

Total

40 2.6

85 5.5

98 4.2

72 2.3

69 2.1

30 0.8

97 1.8

79 2.1 100 1.9

47 0.9

89 1.6

18 0.3

96 1.5

40 0.5

86 1.1

75 1.0

17 0.2 101 1.0

10 0.5

34 1.6

89 2.7

92 2.4

68 2.2 125 3.9 152 4.0

94 3.1

67 1.3

61 1.1

38 0.6

38 0.5

18 0.2

55 0.5

21 0.2

88 1.7 132 2.4 120 1.9 107 1.4 113 1.4 104 1.1 105 1.1

(Source: own data processing)

28 1.027 33.4 812 25.1 1.260 33.1 1.769 34.0 1.679 30.9 2.317 37.0 2.404 32.1 1.829 22.1 2.312 24.6 2.884 30.8

63 2.7

92 4.6 105 5.1 103 4.4

93 1.0

76 0.9 149 1.6 156 1.6

96 1.2 110 1.2 100 1.0

39 0.5

87 4.4 115 5.5 112 4.8 153 5.0 163 5.0 169 4.4 334 6.4 140 2.6 206 3.3 209 2.8 261 3.2 307 3.3

61 4.0 110 5.5 106 5.1

58 0.6

(Fonte: Elaborazione propria)

54 3.9

87 0.9

22 0.2

Netherlands

56 0.7 119 1.4

26 0.3

153 11.0 170 11.1 168 8.5 189 9.1 154 6.6 106 3.5 106 3.3

32 0.5

20 0.2

Lebanon

47 0.9

20 0.3

12 0.4 139 3.6 183 3.5 225 4.1 236 3.8 259 3.5 316 3.8 228 2.4 189 2.0

47 0.9

86 4.1 113 4.9 114 3.7 125 3.9 112 2.9 129 2.5 125 2.3 112 1.8

59 1.9

36 0.9

21 0.3

261 18. 277 18.1 334 16.8 317 15.3 310 13.4 368 12.0 431 13.3 368 9.7 431 8.3 495 9.1 470 7.5 608 8.1 678 8.2 664 7.1 402 4.2

84 4.2

44 1.9

39 1.2

31 0.6

Italy

33 2.2

29 1.4

62 2.0

37 0.7

42 3.0

29 1.5

70 3.0

29 0.8

Hong-Kong

18 1.2

44 2.1

73 2.4 114 3.5

6 0.4

39 2.0

54 2.3

Greece

36 2.3

63 3.0

45 3.2

65 3.3

Germany

29 1.9

32 2.3

France

84 5.5 132 6.6 160 7.7 362 5.6 746 24.3 1.020 31.5 1.233 32.4 1.776 34.1 2.176 40.1 2.413 38.5 3.398 45.3 4.476 54.1 5.092 54.3 5.133 54.2

65 4.7

China

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

29. Interscambio mondiale di calcarei grezzi (cod. 25.15): import (000 tonn.) World exchange of raw calcareous stones (code 25.15): import (000 tons)

XXI World Marble and Stones Report 2010 99


141 2.3 171 2.6 224 3.0 373 5.4 216 2.7 199 2.6 310 3.6 370 4.4 312 3.7 310 3.0 380 3.7 333 3.2 469 4.1 254 2.3 138 1.5

678 11.3 614 9.4 844 11.2 839 12.4 921 11.7 937 12.1 885 10.3 905 10.7 716 8.6 660 6.4 637 6.2 573 5.4 506 4.4 464 4.3 338 3.8

574 9.5 481 7.3 428 5.7 378 5.6 353 4.5 375 4.8 299 3.5 298 3.5 295 3.5 329 3.2 311 3.0 327 3.1 349 3.1 383 3.5 217 2.4

61 1.0 160 2.4 182 2.4 220 3.2 198 2.5 158 2.0 168 2.0 166 2.0 169 2.0 178 1.7 193 1.9 136 1.3 151 1.3 118 1.1

South Africa

Spain

United States

(Source: own data processing)

6.024 100.0 6.562 100.0 7.515 100.0 6.785 100.0 7.901 100.0 7.754 100.0 8.576 100.0 8.426 100.0 8.346 100.0 10.237 100.0 10.266 100.0 10.562 100.0 11.429 100.0 10.816 100.0 8.909 100.0

Total

(Fonte: Elaborazione propria)

1.264 21.0 1.634 24.9 1.290 17.2 1.165 17.2 1.962 24.8 1.501 19.4 1.927 11.5 2.010 23.9 1.982 23.7 2.747 26.8 2.216 21.6 2.858 27.1 2.800 24.7 2.650 24.6 1.902 21.5

Others

98 1.1

68 0.8

Portugal

57 0.5

181 3.0 230 3.5 214 2.8 211 3.1 235 3.0 265 3.4 286 3.3 323 3.8 344 4.1 394 3.8 351 3.4 294 2.8 311 2.7 298 2.8 330 3.7

73 0.6

Norway

88 1.0 162 1.9 190 1.9 189 1.8 115 1.1

178 3.0 170 2.6 204 2.7 217 3.2 193 2.4 131 1.7 185 2.2 155 1.8 175 2.1 216 2.1 205 2.0 189 1.8 197 1.7 170 1.6 162 1.8

73 1.1 195 2.6 240 3.5 228 2.9 245 3.2 253 3.0

Italy

2009

1.077 17.9 1.131 17.2 1.670 22.2 1.289 19.0 1.437 18.2 1.762 22.7 1.659 19.3 1.812 21.5 2.110 25.3 2.553 24.9 2.492 24.3 2.934 27.8 3.773 33.0 4.136 38.2 3.960 44.4

2008

India

2007

214 3.6 135 2.1 131 1.7 116 1.7 157 2.0 147 1.9 140 1.6 183 2.2 173 2.1 225 2.2 337 3.3 283 2.7 357 3.1 366 3.4 324 3.6

2006

Germany

2005

265 4.4 267 4.1 354 4.7 275 4.1 352 4.5 314 4.0 295 3.4 303 3.6 313 3.8 324 3.2 342 3.3 312 3.0 325 2.8 301 2.7 207 2.3

2004

Finland

2003

722 12.0 875 13.3 1.006 13.4 709 10.4 818 10.4 916 11.8 1.289 15.0 801 9.5 776 9.3 1.279 12.5 1.569 15.3 960 9.1 942 8.2 713 6.6 379 4.3

2002

China

2001

65 1.1

2000

Canada

1999

604 10.0 621 9.5 773 10.3 753 11.1 831 10.5 804 10.4 880 10.3 1.012 12.0 819 9.8 832 8.1 1.044 10.2 1.248 11.8 1.176 10.3 906 8.4 786 8.8

1998

Brazil

1997

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

30. Interscambio mondiale di silicei grezzi (cod. 25.16): export (000 tonn.) World exchange of raw calcareous stones (code 25.15): export (000 tons)

100 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


203 3.4 210 3.2 193 2.6 108 1.6 140 1.8

272 4.5 350 5.3 386 5.1 450 6.6 502 6.4 527 6.8 665 7.8 653 7.7 943 11.3 898 8.8 890 8.7 735 7.0 801 7.0 546 5.0 425 4.8

117 1.9 131 2.0 156 2.1 124 1.8 183 2.3 151 1.9 210 2.4 195 2.3 185 2.2 200 2.0 154 1.5 160 1.5 178 1.6 169 1.6 154 1.7

736 12.2 893 13.6 1.416 18.8 1.137 16.8 1.426 18.0 1.146 14.8 1.150 13.4 1.051 12.5 640 7.7 1.134 11.0 1.262 12.3 1.256 11.9 1.014 8.9 904 8.4 759 8.5

45 0.7 139 2.1 131 1.7 180 2.7 263 3.3 315 4.1 310 3.6 301 3.6 374 4.5 331 3.3 303 3.0 408 3.9 241 2.1 262 2.4 125 1.4

937 15.6 1.425 21.7 1.823 24.2 1.277 18.9 1.648 20.9 1.585 20.4 1.979 23.1 2.313 27.5 1.958 23.5 2.846 27.8 2.912 28.4 2.356 22.3 3.526 30.8 3.474 32.1 2.752 30.8

6.024 100.0 2.562 100.0 7.515 100.0 6.785 100.0 7.901 100.0 7.754 100.0 8.576 100.0 8.426 100.0 8.346 100.0 10.237 100.0 10.266 100.0 10.562 100.0 11.429 100.0 10.816 100.0 8.909 100.0

South Korea

Spain

Switzerland

Taiwan

United States

Others

Total

67 0.9

44 0.5

87 1.2 123 1.8 125 1.6 142 1.8 155 1.8 52 0.6

94 1.1 63 0.8

63 0.8

54 0.5

45 0.4

48 0.4

30 0.3

32 0.4

38 0.4

50 0.5

58 0.5

41 0.4 112 1.3

(Source: own data processing)

66 0.6

78 0.8 358 3.5 445 4.2 279 2.4 359 3.3 180 2.0

69 0.7

(Fonte: Elaborazione propria)

176 2.9 148 2.3

84 1.0

63 0.9 231 3.1 316 4.7 596 7.5 834 10.8 1.078 12.6 1.244 14.7 1.565 18.8 1.966 19.2 2.079 20.3 2.498 23.7 2.667 23.3 3.041 28.1 2.929 32.9

Netherlands

2009

818 13.6 665 10.1 547 7.3 416 6.1 362 4.6 267 3.4 231 2.7 135 1.6

2008

Japan

2007

1.698 28.2 1.553 23.7 1.692 22.5 1.692 24.9 1.701 21.5 1.830 23.6 1.726 20.1 1.608 19.1 1.589 19.0 1.800 17.6 1.547 15.1 1.660 15.7 1.538 13.5 1.187 11.0 784 8.8

2006

Italy

2005

407 6.8 409 6.2 412 5.5 490 7.2 416 5.3 349 4.5 527 6.1 372 4.4 386 4.6 386 3.8 187 1.8 265 2.5 303 2.7 243 2.2 184 2.1

2004

Germany

2003

244 4.1 223 3.4 218 2.9 242 3.6 269 3.4 332 4.3 290 3.4 201 2.4 224 2.7 203 2.0 196 1.9 205 1.9 312 2.7 337 3.1 297 3.3

2002

France

2001

53 0.8

2000

China

1999

318 5.3 353 5.4 223 3.0 230 3.4 270 3.4 209 2.7 211 2.5 207 2.5 272 3.2 288 2.8 274 2.7 471 4.5 456 4.0 223 2.1 176 2.0

1998

Belgium

1997

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

31. Interscambio mondiale di silicei grezzi (cod. 25.16): import (000 tonn.) World exchange of raw calcareous stones (code 25.15): import (000 tons)

XXI World Marble and Stones Report 2010 101


1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

26 1.2

33 1.3

40 1.3

56 2.1

62 2.3

90 2.8 121 4.4 130 3.5 135 3.5 148 3.9 113 3.1

95 2.9

11 0.6

232 12.2 311 13.7 336 15.0 513 23.9 306 12.3 299 10.0 598 22.4 339 12.7 411 12.8 385 14.1 1.165 31.5 1.172 30.8 1.094 28.8 1.301 35.1 517 15.8

1.903 100.0 2.278 100.0 2.245 100.0 2.142 100.0 2.484 100.0 2.995 100.0 2.671 100.0 2.659 100.0 3.206 100.0 2.726 100.0 3.689 100.0 3.804 100.0 3.814 100.0 3.702 100.0 3.262 100.0

Spain

Others

Total

(Fonte: Elaborazione propria)

490 25.7 416 18.3 384 17.1 382 17.8 598 24.1 665 22.2 526 19.7 353 13.3 354 11.0 393 14.4 397 10.8 441 11.6 440 11.5 447 12.1 398 12.2

10 0.4

12 0.5

13 0.6

15 0.6

30 0.9

...

...

...

...

33 1.1

10 0.4

28 1.1

10 0.4

20 0.7

93 3.4

12 0.3

11 0.3

18 0.5

83 2.2

13 0.4

69 2.1

(Source: own data processing)

13 0.3

45 1.2 153 4.0 101 2.6

78 2.6 127 4.8 119 4.5 195 6.1 278 10.2 267 7.2 195 5.1 218 5.7 168 4.5 212 3.7

99 4.0 123 4.1 151 5.7 145 5.5 226 7.1 306 11.2 485 13.2 480 12.6 509 13.3

95 4.4 122 4.9

35 0.9

Portugal

30 0.8

152 8.0 205 9.0 245 10.9 207 9.7 245 9.9 236 7.9 221 8.3 172 6.5 202 6.3

42 1.9

23 0.6

Poland

53 2.3

20 0.5

58 3.0

20 0.7

Netherlands

98 4.6

16 0.5

80 3.0 113 4.2 112 3.5 153 5.6 209 5.7 155 4.1 176 4.6 239 6.5 156 4.8

23 0.9

232 12.2 220 9.7 224 10.0 205 9.6 213 8.6 231 7.7 221 8.3 223 8.4 208 6.5 210 7.7 198 5.4 201 5.3 208 5.5 180 4.9 168 5.2

25 1.1

79 3.2 137 4.6

28 1.0

Italy

16 0.6

53 2.5

20 0.7

31 1.6

62 2.8

16 0.6

India

33 1.4

21 1.0

26 1.4

16 0.7

Germany

5 0.2

75 2.3

5 0.3

91 2.5

France

73 2.0 113 3.0 106 2.8

104 5.5 138 6.1 222 9.9 142 6.6 188 7.6 208 6.9 204 7.6 161 6.1 166 5.2 126 4.6

21 0.9

Czech Rep.

10 0.4

418 22.0 732 32.1 486 23.1 274 12.8 354 14.3 770 25.7 205 7.7 591 22.2 852 26.6 198 7.3 250 6.8 419 11.0 558 14.6 846 22.8 1.442 44.2

8 0.4

China

Brazil

136 7.1 132 5.8 170 7.6 113 5.3 216 8.7 155 5.2 244 9.1 330 12.4 364 11.4 423 15.5 438 11.9 306 8.0 213 5.6 181 4.9 178 5.5

1998

Belgium

1997

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

32. Interscambio mondiale di lavorati semplici (cod. 68.01): export (000 tonn.) World exchange of simple processed stones (code 68.01): export (000 tons)

102 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

865 45.5 879 38.6 857 38.2 1.024 47.8 1.019 41.0 1.124 37.5 1.021 38.2 869 32.7 1.237 38.6 757 27.8 735 19.9 846 22.2 978 25.6 907 24.5 865 26.5

25 1.3

296 15.6 644 28.2 260 11.6 236 11.0 214 8.6 210 7.0 214 8.0 198 7.4 183 5.7

134 7.0 118 5.2 258 11.5 189 8.8 221 8.9 241 8.0 287 10.7 357 13.4 473 14 435 16.0 586 15.9 403 10.6 408 10.7 373 10.1 290 8.9

43 2.3

26 1.4

86 4.5

9 0.5

Germany

Italy

Japan

Netherlands

Norway

Sweden

Switzerland

Taiwan

97 3.2

98 3.3

56 1.9

54 1.8

55 1.8

92 3.5

68 2.6

66 2.5

76 2.4

55 1.7

60 1.9

53 1.4

88 2.4

...

...

92 2.4

25 0.8

48 1.3

54 1.5

58 1.8

70 1.8 131 3.5 101 3.1

21 0.6 185 4.8 184 4.8 153 4.1

50 1.5

62 2.3 124 3.4 133 3.5 133 3.5 133 3.6 126 3.9

38 1.4

72 2.6

29 1.1

97 3.6 115 3.6 124 4.5 211 5.7 151 4.0 140 3.7 161 4.3 156 4.8

90 3.4 104 3.9 125 3.9 166 6.1 153 4.1 151 4.0 118 3.1 147 4.0

97 3.6

67 2.5

51 1.9

69 2.6

98 3.1 120 4.4 160 4.3 138 3.6 144 3.8 156 4.2 118 3.6

(Source: own data processing)

(Fonte: Elaborazione propria)

1.903 100.0 2.278 100.0 2.245 100.0 2.142 100.0 2.484 100.0 2.995 100.0 2.671 100.0 2.659 100.0 3.206 100.0 2.726 100.0 3.689 100.0 3.804 100.0 3.814 100.0 3.702 100.0 3.262 100.0

89 3.6

95 3.8

43 1.7

45 1.8

56 2.2

90 3.0 145 5.4 120 4.5

Total

27 1.3

64 3.0

43 2.0

41 1.9

49 2.3

61 2.5

140 7.4 159 7.0 294 13.1 120 5.7 278 11.2 524 17.5 219 8.2 345 13.0 310 9.7 427 15.7 828 22.4 938 24.7 796 20.9 748 20.2 753 23.1

6 0.3

78 3.5

29 1.3

39 1.7

46 2.0

64 3.0

Others

10 0.4

80 3.5

24 1.1

37 1.6

43 1.9

92 3.4 110 3.0 112 2.9 116 3.0 103 2.8 147 4.5

98 5.1 104 4.6 165 7.3 129 6.0 186 7.5 240 8.0 174 6.5 143 5.4 194 6.0 237 8.7 314 8.5 374 9.8 397 10.4 334 9.0 255 7.8

63 2.8

75 2.8 101 3.2

France

56 2.5

90 3.4

94 4.4 112 4.5 130 4.3 147 5.5 125 4.7 179 5.6 167 6.1 306 8.3 281 7.4 282 7.4 302 8.2 318 9.7

76 2.5

50 2.6

99 4.4

65 2.6

Denmark

95 4.2

62 2.8

106 5.6

51 2.3

Belgium

29 1.3

25 1.3

Austria

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

33. Interscambio mondiale di lavorati semplici (cod. 68.01): import (000 tonn.) World exchange of simple processed stones (code 68.01): import (000 tons)

XXI World Marble and Stones Report 2010 103


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

46 0.8

Canada

71 1.1

94 1.4

79 1.2 104 1.4 168 2.1 201 2.3 240 2.5 467 4.0 661 5.0 767 5.3 927 5.1 917 4.3 744 3.8 610 3.4

92 1.3 108 1.6 125 1.6 125 1.4 113 1.2 150 1.3 185 1.4 206 1.4 223 1.2 252 1.2 217 1.1 206 1.1

33 0.5 107 1.6 139 2.0 153 2.1 178 2.3 235 2.7 223 2.3 189 1.6 170 1.3 160 1.1 319 1.8 170 0.8 143 0.7 119 0.7

64 1.0

55 0.9

371 6.6 413 6.6 351 5.3 380 5.5 396 5.5 448 5.7 493 5.1 456 4.7 524 4.5 470 3.6 502 3.4 529 2.9 661 3.1 510 2.6 457 2.5

123 2.2 140 2.2 174 2.6 234 3.4 238 3.3 290 3.7 443 5.1 543 5.7 796 6.8 1.080 8.2 1.281 8.8 1.646 9.1 2.651 12.5 2.360 11.9 1.471 8.1

660 11.8 1.100 17.5 948 14.2 1.218 17.7 1.085 15.0 917 11.7 724 8.4 928 9.7 1.299 11.0 1.246 9.4 1.391 9.5 2.202 12.1 2.966 14.0 2.567 13.0 2.735 15.0

5.606 100.0 6.267 100.0 6.675 100.0 6.866 100.0 7.214 100.0 7.845 100.0 8.651 100.0 9.610 100.0 11.758 100.0 13.202 100.0 14.582 100.0 18.138 100.0 21.150 100.0 19.791 100.0 18.199 100.0

Spain

Turkey

Others

Total

(Fonte: Elaborazione propria)

213 3.8 215 3.4 226 3.4 212 3.1 242 3.4 263 3.4 302 3.5 248 2.6 270 2.3 292 2.2 285 2.0 306 1.7 332 1.6 267 1.3 234 1.3

(Source: own data processing)

84 1.2 103 1.4 112 1.4 108 1.2 139 1.5 118 1.0 128 1.0 140 1.0 172 0.9 198 0.9 151 0.8 105 0.6

Portugal

50 0.7

115 2.1

Mexico

42 0.7

2.357 42.0 2.380 38.0 2.503 37.5 2.415 35.2 2.370 32.9 2.471 31.5 2.356 27.2 2.076 21.6 1.976 16.8 2.150 16.3 1.912 13.1 1.965 10.8 1.948 9.2 1.784 9.0 1.420 7.8

Italy

78 0.5 119 0.7 145 0.7 133 0.7 111 0.6

168 3.0 155 2.5 297 4.4 247 3.6 267 3.7 312 4.0 324 3.7 266 2.8 605 5.1 742 5.6 839 5.8 885 4.9 1.023 4.8 1.038 5.2 1.114 6.1

80 0.6

India

85 0.7

155 2.8 185 3.0 207 3.1 183 2.7 153 2.1 150 1.9 132 1.5 121 1.3 112 0.9 127 1.0 113 0.8 118 0.7 112 0.5 121 0.6 113 0.6

90 0.9

Greece

87 1.4 107 1.6 106 1.5 117 1.6 114 1.5 110 1.3

92 1.6

France

1.203 21.5 1.398 22.3 1.540 23.1 1.477 21.5 1.878 26.0 2.297 29.3 3.098 35.8 4.167 43.4 5.167 43.9 5.871 43.9 6.908 47.4 8.727 48.1 9.775 46.2 49.3 2.7 9.504 52.2

55 1.0

Brazil

China

48 0.9

Belgium

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

34. Interscambio mondiale di lavorati speciali (cod. 68.02): export (000 tonn.) World exchange of processed stones (code 68.02): export (000 tons)

104 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


108 1.9

791 14.1 720 11.5 884 12.2 1.028 15.0 1.217 16.9 1.438 16.7 1.483 15.4 2.264 19.3 2.691 20.4 3.080 21.1 4.180 23.0 4.727 22.4 3.411 17.2 2.804 15.4 2.804 15.4

1.681 30.0 2.174 34.6 1.719 25.8 2.181 31.7 2.282 31.6 2.914 37.0 2.938 34.0 3.418 35.6 3.983 33.9 4.557 34.5 5.163 35.4 6.461 35.6 8.876 42.1 9.664 48.7 8.646 52.5

5.606 100.0 6.267 100.0 6.675 100.0 6.866 100.0 7.214 100.0 7.845 100.0 8.651 100.0 9.610 100.0 11.758 100.0 13.202 100.0 14.582 100.0 18.138 100.0 21.150 100.0 19.791 100.0 18.199 100.0

Spain

United States

Others

Total

99 1.6

(Source: own data processing)

86 1.3 139 2.0 170 2.4 144 1.8 226 2.6 130 1.4 250 2.1 263 2.0 270 1.9 537 2.9 490 2.3 348 1.8 283 1.6

68 1.0 125 1.7 358 4.6 655 7.6 1.423 14.8 1.784 15.2 1.745 13.2 1.715 11.8 1.991 11.0 2.434 11.5 2.467 12.5 2.315 12.7

95 1.4 137 2.0 121 1.7 145 1.8 182 2.1 125 1.3 115 1.8 266 2.0 332 2.3 402 2.2 427 2.0 285 1.4 242 1.3

(Fonte: Elaborazione propria)

66 1.2 163 2.6 231 3.5

South Korea

70 0.4 101 0.6

365 6.5 345 5.5 345 5.2 348 5.1 353 4.9 391 5.0 414 4.8 448 4.7 447 3.8 457 3.5 426 2.9 589 3.2 511 2.4 485 2.5 669 3.7

95 0.4

90 0.9 126 1.1 248 1.9 240 1.6 302 1.7 275 1.3 272 1.4 234 1.3

60 0.4 106 0.6

Saudi Arabia

85 1.4

91 1.1

53 0.4

95 1.7

69 1.0 126 1.7 100 1.3

65 0.6

Nethelands

68 1.0

64 0.7

987 17.6 1.168 18.6 1.240 18.5 1.010 14.7 1.135 15.7 1.222 15.6 1.322 15.3 1.383 14.4 1.378 11.7 1.540 11.7 1.628 11.2 1.307 7.2 1.204 5.7 1.034 5.2 1.138 6.3

69 1.1

90 1.0

Japan

2009

57 1.0

2008

Italy

2007

306 5.5 167 2.7 537 8.0 716 6.1 323 4.5 211 2.7 192 2.2 212 2.2 203 1.7 241 1.8 238 1.6 158 0.9 135 0.6 156 0.8 240 1.3

2006

Hong-Kong

2005

754 13.4 713 11.4 685 10.3 703 10.2 738 10.2 540 6.9 710 8.2 480 5.0 675 5.7 597 4.5 734 5.0 1.073 6.0 1.073 5.1 763 3.9 748 4.1

2004

Germany

2003

141 2.5 123 2.0 117 1.8 148 2.2 168 2.3 143 1.8 164 1.9 122 1.3 170 1.5 166 1.3 245 1.7 424 2.3 263 1.2 256 1.3 748 4.1

2002

France

2001

159 2.8 301 4.8 507 7.6 412 6.0 241 3.3 139 1.8

2000

China

1999

96 1.7 140 2.2 161 2.4 207 3.0 215 3.0 218 2.8 229 2.6 232 2.4 298 2.5 378 2.9 451 3.1 583 3.2 640 3.0 580 2.9 528 2.9

1998

Belgium

1997

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

35. Interscambio mondiale di lavorati semplici (cod. 68.01): import (000 tonn.) World exchange of simple processed stones (code 68.01): import (000 tons)

XXI World Marble and Stones Report 2010 105


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

10 1.6

10 1.6

5 0.8

27 4.2

644 100.0 700 100.0 769 100.0 815 887 100.0 1.086 100.0 967 100.0 880 100.0 1.070 100.0 1.252 100.0 1.256 100.0 1.369 100.0 1.568 100.0 100.0 1.500 100.0 1.242 100.0

Taiwan

Un. Kingdom

United States

Others

Total

(Fonte: Elaborazione propria)

464 72.0 439 62.7 473 61.5 500 61.3 536 60.4 718 66.1 578 59.8 463 52.6 597 55.8 617 49.3 632 50.3 726 53.0 656 41.9 628 41.9 546 44.0

Spain

45 6.4

25 3.6

11 1.6

22 3.1

19 2.7

26 3.4

25 3.3

13 1.7

64 8.3

13 1.7

28 3.4

28 3.4

12 1.5

27 3.3

15 1.8

36 4.4

32 3.6

26 2.9

15 1.7

45 5.1

10 1.1

37 4.2

53 4.9

15 1.4

15 1.4

18 1.7

18 1.7

33 3.0

30 2.8

49 5.1

14 1.4

13 1.3

25 2.6

17 1.8

33 3.4

46 4.8

28 3.2

22 2.5

9 1.0

23 2.6

17 1.9

31 3.5

70 8.0

10 1.1

36 2.9

16 2.5

36 4.7

26 2.9

13 1.3

50 3.3

Norway

34 4.9

30 3.7

13 1.2

5 0.6

69 4.4

36 5.6

11 1.4

10 1.1

6 0.6

21 1.5

10 0.8

4 0.3 10 0.8

4 0.3

45 4.2

18 1.7

16 1.5

27 2.5

10 0.9

24 2.2

73 5.8

20 1.6

20 1.6

30 2.4

8 0.6

23 1.8

8 0.6

13 0.9

18 1.3

9 0.7

21 1.5

50 3.7

11 0.8

3 0.2

...

16 1.0

17 1.1

...

7 0.4

18 1.1

56 3.6

13 0.8

2 0.1

7 0.5

18 1.2

1 0.1

7 0.5

13 0.9

30 2.0

13 0.9

1 0.1

65 5.2

9 0.7

24 1.9

1 0.1

6 0.5

10 0.8

30 2.4

19 1.5

2 0.2

(Source: own data processing)

70 5.6 128 9.3 324 20.8 103 6.6

12 1.0

25 2.0

25 2.0

5 0.4

21 1.7

77 7.2 115 9.2 111 8.8

10 0.9

4 0.4

85 7.9 120 9.6 103 8.2 146 10.7 162 10.3 409 27.3 340 57.4

35 2.8

Italy

10 1.4

9 1.1

4 0.4

86 9.8

32 2.6

5 0.8

14 1.8

6 0.7

75 7.8

34 3.2

India

8 1.1

7 0.9

70 6.4

28 3.2

7 1.1

8 1.0

69 7.8

19 2.0

Germany

9 1.3

73 9.0

30 2.8

88 10.0 123 11.5 180 14.4 203 16.2 215 15.7 228 14.5 220 14.7 154 12.4

9 1.4

49 6.4

25 2.8

79 8.2

France

51 7.3

16 2.0

69 6.4

35 5.4

8 1.0

50 5.6

China

4 0.6

34 4.2

8 1.2

29 3.8

Canada

23 3.3

12 1.9

Brazil

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

36. Interscambio mondiale di ardesia (cod. 68.03): export (000 tonn.) World exchange of processed stones (code 68.03): export (000 tons)

106 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

51 7.9

50 7.8

60 9.3 147 21.0 112 14.6 121 14.8 155 17.5 287 26.4 159 16.4 153 17.4 182 17.0 288 23.0 291 23.2 290 21.2 522 33.4 515 34.4 428 34.5

644 100.0 700 100.0 769 100.0 815 100.0 887 100.0 1.086 100.0 967 100.0 880 100.0 1.070 100.0 1.252 100.0 1.256 100.0 1.369 100.0 1.568 100.0 1.500 100.0 1.242 100.0

United States

Others

Total

43 6.1

45 6.4

52 7.4

4 0.6

45 5.9

67 8.7

60 7.8

5 0.7

1 0.1

1 0.1

72 8.8

92 11.3

16 2.0

5 0.6

0 0.1

8 1.0

21 2.6

22 2.7

92 10.4

62 7.0

18 2.0

5 0.6

10 1.1

32 3.6

12 1.4

33 3.7

7 0.7

7 0.7

10 1.0

11 1.1

20 2.1

40 4.1

-

10 1.1

8 0.9

-

12 1.4

12 1.4

6 0.7

7 0.7

7 0.7

4 0.4

10 0.9

17 1.6

50 4.7

16 1.3

8 0.6

1 0.1

10 0.8

39 3.1

36 2.9

15 1.2

8 0.6

2 0.2

7 0.6

14 1.1

48 3.8

10 0.7

8 0.6

8 0.6

17 1.2

22 1.6

52 3.8

10 0.6

10 0.6

9 0.6

8 0.5

36 2.3

61 3.9

7 0.5

9 0.6

11 0.7

10 0.7

33 2.2

39 2.6

7 0.6

8 0.6

11 0.9

6 0.5

35 2.8

22 1.8

(Source: own data processing)

99 9.1 118 12.2 129 14.7 134 12.5 167 13.3 170 13.5 227 16.6 173 11.0 175 11.7 116 9.3

95 8.7 124 12.8 135 15.3 170 15.9 212 16.9 218 17.4 209 15.3 210 13.4 206 13.7 170 13.7

15 1.4

9 0.8

11 1.0

10 0.9

19 1.7

37 3.4

(Fonte: Elaborazione propria)

-

1 0.1

-

5 0.7

21 2.7

98 6.5 112 9.0

Un. Kingdom

-

-

4 0.6

13 1.9

13 19.7 146 19.0 139 17.1 143 16.1 158 14.5 119 12.3 114 13.0 133 12.4 124 9.9 107 8.5 142 10.4 123 7.8

11 1.7

15 1.2

Taiwan

20 1.3

44 3.4

4 0.6

16 1.0

44 2.9

Switzerland

18 1.3

51 3.2

-

16 1.3

49 3.6

South Africa

13 1.0

43 3.4

-

9 0.8

42 3.4

Saudi Arabia

7 0.8

46 4.3

18 2.8

7 0.7

38 4.3

Netherlands

14 1.3

38 3.9

10 1.6

11 1.2

38 3.5

Ireland

13 1.6

47 5.3

155 24.1

25 3.3

53 6.5

Germany

39 5.6

51 6.6

229 35.6 180 25.7 230 29.9 252 30.9 267 30.1 294 27.1 307 31.7 256 29.1 301 28.1 296 23.6 317 25.2 317 23.2 339 21.7 333 22.2 270 21.7

6 0.9

Canada

34 4.9

France

50 7.8

Belgium

COUNTRIES

1996

000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons % tons %

1995

37. Interscambio mondiale di ardesia (cod. 68.03): import (000 tonn.) World exchange of processed stones (code 68.03): import (000 tons)

XXI World Marble and Stones Report 2010 107


6

306

179

285

196

28

Denmark

Finland

France

Germany

Greece

Ireland

16

234

249

198

289

33

324

114

1996

21

305

248

272

378

23

400

143

1997

20

267

244

228

301

24

386

119

1998

31

251

340

234

376

26

488

131

1999

39

331

411

241

340

29

522

139

2000

49

277

348

248

325

28

615

131

2001

36

340

420

194

326

22

628

128

2002

42

370

405

181

338

21

757

202

2003

140

188

... 165

... 171

1 199

9 248

5

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

28

144 35

159 58

255

31

245

31

285

41

290

40

334

54

162

57

236

256

2.445

1.266

311

10

3.154

32

376

855

266

311

18

827

318

2008

208

1.968

1.089

315

12

2.835

35

359

737

246

241

20

707

314

2009

(Source: Eurostat data processing)

40

144

2.635

1.532

435

9

3.342

15

365

785

285

380

33

868

310

2007

9.130

28

222

2.403

1.335

413

5

3.261

22

404

642

255

385

28

830

234

2006

7.258 7.665 7.571 8.200 8.059 8.480 9.410 9.097 8.706 9.230 10.111 10.284 10.401 11.287 10.488

19

1 Codes 25.15 - 25.16 - 68.01 - 68.02 - 68.03 2 1994/2000 include Luxembourg.

Total EU/15

21

174

2.442

1.235

481

4

3.122

95

349

749

225

385

15

862

184

2005

44

23

Un. Kingdom

174

2.460

1.147

365

2

3.089

30

377

534

237

352

43

816

285

2004

43

171

Sweden

914 1.064 1.133 1.217 1.217 1.054 1.046

90

...

1.409 1.514 1.497 1.593 1.586 1.659 2.028 1.861 1.843 2.213

903

83

...

Spain

954

114

...

1.002

137

Netherlands

...

Portugal

...

3.121 3.391 3.438 3.563 3.508 3.429 3.635 3.550 3.191 3.071

Luxembourg

Italy

16

189

332

186

287

36

348

320

Belgium

103

1995

75

1994

2

Austria

Countries

38. UE/15: interscambio lapideo (000 tonn.). Export 1 EU/15: stone exchange (000 tons). Export 1

108 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


375

24

8

782

Belgium (2)

Denmark

Finland

France

5

Ireland

795

16

104

556

213

1997

834

20

125

602

181

1998

28

144

613

230

2000

37

209

649

254

2001

944 1.082 1.049

20

116

663

193

1999

751

30

231

622

216

2002

22

8

28

35 37

64 41

71 66

83 76

141 87

72 64

209

385

44

377

47

251

Netherlands

Portugal

Spain

Sweden

Un. Kingdom

190

65

482

68

533

...

184

33

541

80

416

...

249

41

563

83

555

...

267

59

713

122

576

...

278

60

795

130

577

... 203

713

56

341

103

436

127

843 1.073

153

619

...

459

98

973

193

618

68

651

92

1.553

205

860

73

2.271

122

281

2.478

926

25

202

821

335

2003

931

73

1.344

181

865

78

2.681

119

372

1.911

933

38

214

908

318

2004

994

95

1.430

156

1.308

92

2.483

133

405

1.795

1.093

48

225

1.115

336

2005

1.336

48

1.573

176

1.312

91

2.738

229

469

2.407

1.340

44

236

1.415

327

2006

1.387

107

1.653

177

1.226

74

2.655

281

595

2.596

1.331

59

215

1.453

405

2007

1.185

123

1.273

140

1.199

222

2.307

223

504

2.098

1.286

61

221

1.177

354

2008

991

112

858

128

903

259

1.594

117

415

1.967

1.095

52

253

1.091

379

2009

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

(Source: Eurostat data processing)

1 Codes 25.15 - 25.16 - 68.01 - 68.02 - 68.03 2 1994/2000 include Luxembourg.

6.286 7.372 7.077 7.589 8.143 8.507 8.965 9.705 8.573 10.895 10.966 11.708 13.741 14.214 12.373 10.214

...

Luxembourg

Total EU/15

659

11

98

649

222

1996

1.683 2.044 1.946 2.144 2.132 2.196 2.359 2.324 2.170

8

Greece

Italy

744

7

84

594

305

1995

1.864 2.226 2.175 2.139 2.400 2.386 2.233 2.416 1.871

433

Austria

Germany

1994

Countries

39. UE/15: interscambio lapideo (000 tonn.). Import 1 EU/15: stone exchange (000 tons). Import 1

XXI World Marble and Stones Report 2010 109


110

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

40. UE/15: interscambio lapideo in valore (000 euro). Cod. 25.15 EU/15: stone exchange in value (000 euros). Code 25.15 2004 COUNTRIES

2005

2006

2007

2008

2009

Export Import Export Import Export Import Export Import Export Import Export Import

Austria

2.676

Belgium

11.941

Denmark

244

1.288

45

296

54

859

42

614

125

666

83

764

10

51

392

854

40

123

10

112

–

389

19

290

Finland France Germany Greece Ireland Italy

1.313

7.667 12.860

10.465 10.260 3.458

4.815

2.619

6.694

2.340

7.841 11.832

8.581 10.628 10.869 4.283

6.871

1.136

3.695

7.761 13.206

1.752

4.118

961

4.572

1.027

1.796 17.023 10.979 13.342

9.048

9.916 13.653 10.718 11.856 14.480

6.579 12.281

7.678 11.086

9.052 13.327 10.601 11.496 13.062 11.681

2.862

5.767

3.000

1.983

806

2.011

65

4.107

66

1.449

164.600 84.710 151.621 77.165 172.458 95.269 188.639 102.294 198.417 109.768 204.401 72.613 3

713

Netherlands

1.201

9.120

Spain

1.585

35.181 26.710 31.966 28.258 39.615 30.681 41.869 36.194 40.555 31.663 37.256 22.687

Luxembourg

Portugal

2.240

24.774

1

693

1.375 10.181

2.989 27.235

2

1.499

3.962 16.522

4.604 38.366

1

966

5.350 19.930

33

974

3.260 14.445

69

900

4.705 11.040

5.486 45.726 10.065 46.923 10.354 43.786

8.651

215.540 52.024 251.264 50.277 240.245 51.790 243.640 56.995 220.813 40.326 162.495 22.091

Sweden

117

2.349

Un. Kingdom

298 20.484

114

2.115

426 28.922

112

842

251 24.513

443

2.620

607 27.288

450

1.400

330 25.974

1.107

358

568 17.917

Total EU/15 473.127 231.187 495.265 236.057 529.725 260.661 566.739 292.682 554.569 277.982 493.209 191.620 (Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

(Source: Eurostat data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

111

41. UE/15: interscambio lapideo in valore (000 euro). Cod. 25.16 EU/15: stone exchange in value (000 euros). Code 25.16 2004 COUNTRIES Austria Belgium Denmark

2005

2006

2007

2008

2009

Export Import Export Import Export Import Export Import Export Import Export Import 2.688

6.240

2.425

7.285

3.224

6.066

4.165

6.890

3.268

5.840

4.614

29.301 47.907 26.639 46.320 29.134 49.357 49.425 51.807 50.238 47.116 38.469 33.874 664

8.157

489

1.488 34.679

8.065

454

512 15.518

1.008 37.098

570 13.628

724 31.933

911

8.057

1.363 21.386

319

31.453

France

11.375 40.911 10.434 38.441 10.674 42.429 11.986 49.009 10.630 46.345 7.337 51.535

1.672 42.645

9.089

Finland

Germany

3.317

8.749 41.677

9.376 40.275 10.071 36.200 12.055 42.111 11.483 34.576 12.417 31.434

Greece

684

6.098

885

6.576

407

6.723

2.469

6.466

2.375

8.560

2.008

5.003

Ireland

2.376

5.879

3.927

5.241

6.257

8.029

2.304

9.255

5.640

8.853

5.318

3.993

Italy

68.392 349.950 55.333 325.671 49.184 368.025 46.462 332.763 45.277 267.520 38.811 170.069

Luxembourg

1.169

4.452

1.046

3.920

Netherlands

8.187 31.884 12.110 31.953

1.160

3.880

8.624 31.061

1.320

4.297

1.090

4.720

8.320 33.490 14.142 26.299

1.148

4.892

8.199 17.465

Portugal

23.708 10.199 27.571

Spain

39.185 109.937 39.662 115.748 43.148 123.648 43.851 123.313 40.966 90.910 27.453 59.015

Sweden

22.503

Un. Kingdom

2.813 18.640

2.264 86.091

9.568 27.131 11.920 36.718 12.876 30.163 11.236 15.883

3.831 18.588

1.914 105.282

1.253 21.331

2.211 115.561

7.868 21.955

4.080 140.269

1.356 19.837

2.389 131.289

8.980

6.664

1.938 86.687

Total EU/15 251.286 763.541 245.130 749.848 252.912 814.249 282.096 836.656 272.119 699.611 205.844 482.743 (Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

(Source: Eurostat data processing)


112

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

42. UE/15: interscambio lapideo in valore (000 euro). Cod. 68.01 EU/15: stone exchange in value (000 euros). Code 68.01 2004 COUNTRIES Austria Belgium

2005

2006

2007

2008

Export Import Export Import Export Import Export Import Export Import Export Import 2.684 12.789

4.288 13.762

6.738 11.902

5.901 15.392

125 16.200

169 20.092

1.665 15.912

3.511 23.888

Finland

748

939

1.253

1.130

Germany

1.621

7.054 38.367

2.495

7.860 52.973

26

489

27

373

Ireland

407

3.591

313

5.502

Luxembourg

6.567 15.180

2.610

5.319

1.330 22.332 372

5.606

8.885 62.937 10.698 68.901 11.228 57.477

415 13.637 218

4.470

9.965 41.816

12.058 62.670 17.159 72.176 19.785 84.905 22.013 106.615 32.908 96.354 21.359 70.808

Greece

Italy

7.371 14.739

41.164 36.450 43.795 41.398 42.261 37.824 37.466 46.508 31.697 48.272 29.313 44.163

Denmark

France

2009

63

814

113 10.180

107

642

118 12.496

248

602

142

880

130 11.055

45

3.675

40.388 17.254 37.573 25.815 37.917 19.179 40.760 20.533 35.473 22.719 32.601 18.771 243

4.860

159

5.208

601

4.033

197

5.020

516

5.799

550

5.278

Netherlands

19.719 37.205 23.003 46.461 16.732 47.189 20.739 53.514 19.120 57.920 13.953 36.736

Portugal

30.811

84 30.208

362 34.795

135 36.708

Spain

4.781

4.753

5.156

9.257

4.563

9.498

Sweden

2.123

4.309

1.140

5.810

722

9.037

Un. Kingdom

1.677 31.573

2.989 33.477

2.597 42.479

188 39.839

7.190 13.692 516

7.009

1.704 63.096

429 31.393

385

8.892

9.479

6.949

8.395

562

6.729

679

8.583

1.651 38.461

1.373 25.371

Total EU/15 164.008 272.215 174.778 335.161 178.690 358.634 188.758 442.813 191.337 397.973 155.525 298.148 (Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

(Source: Eurostat data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

113

43. UE/15: interscambio lapideo in valore (000 euro). Cod. 68.02 EU/15: stone exchange in value (000 euros). Code 68.02 2004

2005

2006

2007

2008

2009

COUNTRIES

Export

Import

Export

Import

Export

Import

Export

Import

Export

Import

Export

Import

Austria

15.359

65.652

15.601

74.290

16.170

70.047

17.781

81.372

17.204

79.481

19.263

84.653

Belgium

101.996 114.349 109.050 130.894 118.247 155.205

97.672 184.193

95.780 185.109

84.818 150.013

Denmark

18.744

32.565

14.886

33.151

14.555

46.400

15.532

38.816

11.992

35.558

8.917

21.633

Finland

41.690

6.753

48.930

8.359

65.019

8.882

49.049

10.677

50.348

9.426

40.426

7.364

France

84.810 104.158

85.939 116.774

82.869 142.014

86.174 145.087

78.679 152.867

65.078 141.279

Germany

68.590 289.584

69.673 309.991

84.002 324.689

90.436 350.305

93.492 326.312

90.917 297.798

Greece

68.925

24.092

70.140

28.382

80.739

30.016

73.505

45.136

79.061

42.510

99.669

35.042

Ireland

8.743

21.322

7.039

27.723

4.771

56.000

4.783

65.518

5.568

50.884

6.048

27.472

Italy

1.530.270

75.910 1.452.011

81.981 1.566.225

102.102 1.564.020

106.523 1.447.674

106.671 1.116.885

91.221

11.969

12.972

10.883

2.053

10.472

36.244 109.025

37.109

95.423

Luxembourg

88

21.030

630

21.694

Netherlands

20.665

77.778

27.295

95.013

1.648

29.183 108.250

2.658

37.665 125.976

Portugal

121.099

38.255 118.298

36.041 137.694

33.190 122.822

27.570

Spain

287.478

74.640 298.293

88.020 325.047 116.349 370.012 141.130 305.652 112.156 258.559

74.210

Sweden Un. Kingdom

2.110

8.339

11.576 161.389

1.617

9.125

16.259 190.161

2.308

37.974 145.720

2.016

12.116

18.177 241.000

2.238

38.230 151.246

22.384

19.884 249.888

3.583

21.257

14.053 235.931

1.717

16.262

10.971 192.757

Total EU/15 2.382.143 1.115.816 2.335.661 1.251.599 2.546.654 1.463.013 2.577.129 1.618.207 2.396.592 1.511.260 1.965.252 1.273.169 (Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

(Source: Eurostat data processing)


114

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

44. UE/15: interscambio lapideo in valore (000 euro). Cod. 68.03 EU/15: stone exchange in value (000 euros). Code 68.03 2004

2005

2006

2007

2008

2009

Export

Import

Export

Import

Export

Import

Export

Import

Export

Import

Export

Import

79

1.197

114

1.421

105

1.264

114

1.548

213

1.615

314

1.324

Belgium

4.657

22.378

5.730

23.253

7.342

25.786

7.000

26.889

7.606

25.773

6.887

23.365

Denmark

420

3.810

361

5.506

230

6.643

274

7.146

268

7.066

814

4.952

96

623

41

882

162

789

175

228

35

393

6

256

COUNTRIES Austria

Finland France Germany

2.014 156.447

2.235 167.024

2.341 168.119

2.373 182.299

1.360 188.012

1.062 149.998

11.426

62.221

11.315

58.661

11.509

62.455

13.571

66.723

13.717

58.865

10.626

52.383

Greece

656

1.251

932

1.059

292

119

207

204

258

298

164

381

Ireland

619

29.110

1.889

37.349

3.990

39.719

5.468

47.886

3.011

22.317

6.227

11.330

Italy

14.685

12.344

13.047

12.429

13.070

13.882

11.101

15.946

8.664

12.777

6.214

9.823

Luxembourg

1.403

7.206

1.523

7.022

1.472

6.982

1.604

6.065

535

5.848

1.087

6.090

Netherlands

420

3.753

357

4.610

375

5.549

170

5.859

199

9.186

545

6.291

2.084

802

2.278

948

3.160

1.152

2.739

1.114

2.978

2.391

2.365

1.247

14.240 249.944

9.661

Portugal Spain Sweden Un. Kingdom Total EU/15

301.811

7.533 306.784

10.739 316.022

14.099 326.995

16.210 283.382

8

677

45

891

440

1.288

614

1.867

1.080

2.812

1.216

2.022

17.794

85.878

19.973

91.594

11.497

89.008

11.618

97.137

11.754

92.175

10.790

72.597

358.172 395.230 366.624 423.388 372.007 436.854 384.023 477.121 335.060 443.768 298.261 351.720

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

(Source: Eurostat data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

115

45. UE: valori medi dell’interscambio lapideo nei maggiori Paesi. Italia EU: average value of stone exchange in leading Countries. Italy 25.15 - Euro/ton

25.16 - Euro/ton

Export

Import

Export

Import

Export

Import

1991

356

250

377

182

40,00

36,70

1992

317

264

375

182

37,19

31,35

1993

271

237

342

196

33,73

29,30

1994

243

235

276

195

32,81

29,40

1995

218

213

305

175

31,84

24,75

1996

233

212

336

190

34,60

23,57

1997

234

200

295

201

35,45

26,32

1998

209

205

289

200

36,11

29,03

1999

216

199

267

201

35,84

26,32

2000

217

206

298

227

39,08

29,68

2001

226

206

272

225

40,43

29,78

2002

223

189

194

219

39,19

28,32

2003

205

171

284

196

39,30

22,81

2004

235

172

316

194

38,49

16,55

2005

193

164

270

210

41,03

18,48

2006

195

157

260

222

43,08

21,50

2007

194

151

236

216

43,40

20,92

2008

197

165

266

225

43,84

21,19

2009

190

181

240

217

42,52

21,07

Years

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

68.02 - Euro/sq.mt.

(Source: Eurostat data processing)


116

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

46. UE: valori medi dell’interscambio lapideo nei maggiori Paesi. Francia EU: average value of stone exchange in leading Countries. France 25.15 - Euro/ton

25.16 - Euro/ton

Export

Import

Export

Import

Export

Import

1991

321

246

208

195

44,43

33,68

1992

287

224

251

198

45,24

34,27

1993

314

326

239

228

45,89

30,16

1994

362

280

212

180

53,78

32,27

1995

326

318

274

191

54,92

24,49

1996

258

304

237

202

55,90

25,14

1997

239

308

250

215

47,84

28,27

1998

247

206

242

210

51,57

23,19

1999

215

229

252

202

51,62

24,05

2000

261

263

204

164

54,97

30,70

2001

241

212

199

193

58,27

29,50

2002

321

335

207

227

56,65

36,81

2003

370

296

250

188

54,59

32,00

2004

206

330

139

201

57,30

33,89

2005

243

506

166

196

59,51

25,78

2006

286

495

149

207

37,73

28,38

2007

332

536

179

158

32,18

29,84

2008

408

557

157

138

32,00

32,26

2009

374

504

165

140

31,70

30,43

Years

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

68.02 - Euro/sq.mt.

(Source: Eurostat data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

117

47. UE: valori medi dell’interscambio lapideo nei maggiori Paesi. GERMANIA EU: average value of stone exchange in leading Countries. GERMANY 25.15 - Euro/ton

25.16 - Euro/ton

Export

Import

Export

Import

Export

Import

1991

63

135

61

119

43,78

36,22

1992

72

171

74

138

44,92

37,40

1993

63

135

62

137

63,20

38,86

1994

79

98

72

150

48,65

34,87

1995

61

166

82

101

34,75

34,75

1996

112

218

53

133

35,57

34,92

1997

74

161

43

107

50,00

33,68

1998

66

184

46

139

46,48

27,90

1999

63

95

52

178

49,08

26,25

2000

53

115

58

182

41,20

35,35

2001

50

147

56

152

51,73

30,60

2002

62

110

43

185

52,86

31,57

2003

64

103

38

138

57,56

22,32

2004

48

102

33

134

52,27

26,22

2005

55

210

28

152

35,90

22,81

2006

71

219

36

137

45,40

24,27

2007

75

112

34

139

41,08

23,02

2008

92

132

31

142

41,78

23,08

2009

98

200

26

170

44,68

21,52

Years

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

68.02 - Euro/sq.mt.

(Source: Eurostat data processing)


118

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

48. UE: valori medi dell’interscambio lapideo nei maggiori Paesi. PORTOGALLO EU: average value of stone exchange in leading Countries. PORTUGAL 25.15 - Euro/ton

25.16 - Euro/ton

Export

Import

Export

Import

Export

Import

1991

220

240

110

158

40,05

26,32

1992

238

361

120

138

38,81

26,81

1993

260

176

183

163

32,43

22,05

1994

229

169

198

157

28,10

21,95

1995

198

215

124

127

30,70

19,00

1996

219

285

103

149

32,49

15,45

1997

225

175

83

157

33,24

20,16

1998

221

344

80

138

32,86

16,70

1999

226

226

90

126

33,41

15,84

2000

215

518

97

144

33,62

20,48

2001

224

255

89

170

34,76

15,95

2002

227

324

85

142

36,00

20,16

2003

212

185

77

147

34,27

18,22

2004

168

176

76

118

33,08

15,30

2005

161

242

73

144

32,10

17,62

2006

154

305

82

220

33,24

19,62

2007

160

314

78

184

30,27

15,57

2008

161

334

118

219

32,32

17,40

2009

140

346

115

134

28,37

15,52

Years

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

68.02 - Euro/sq.mt.

(Source: Eurostat data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

119

49. UE: valori medi dell’interscambio lapideo nei maggiori Paesi. SPAGNA EU: average value of stone exchange in leading Countries. SPAIN 25.15 - Euro/ton

25.16 - Euro/ton

Export

Import

Export

Import

Export

Import

1991

224

240

88

177

26,81

74,20

1992

240

272

94

175

27,84

58,21

1993

202

281

91

172

28,75

66,75

1994

268

247

86

197

25,30

22,48

1995

200

240

74

192

24,00

13,40

1996

304

268

84

181

25,08

17,89

1997

406

276

127

186

24,54

24,70

1998

397

211

114

183

26,10

22,81

1999

405

232

109

177

24,70

31,12

2000

419

239

119

196

26,32

24,70

2001

423

232

125

185

24,00

31,95

2002

315

218

120

161

24,81

31,24

2003

235

193

128

112

23,35

17,84

2004

210

270

120

122

22,43

27,89

2005

255

244

128

130

22,38

29,95

2006

296

248

132

168

24,32

29,30

2007

254

218

126

154

23,73

31,24

2008

244

231

107

167

30,59

17,42

2009

221

238

126

139

30,58

14,18

Years

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

68.02 - Euro/sq.mt.

(Source: Eurostat data processing)


120

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

50. Italia: export lapideo (000 tonn.) Italy: stone export (000 tons) Raw materials Years

25.15

25.16

Processed materials

Total 68.01 68.02

GENERAL TOTAL

68.03

Total

Vol.

Index

Δ%

1997

596

204

800

224

2.503

36

2.763

3.563

100.0

-

1998

635

217

852

205

2.415

36

2.656

3.508

98.5

- 1.5

1999

616

193

809

213

2.370

37

2.620

3.429

96.2

- 2.3

2000

769

131

900

231

2.471

33

2.735

3.635

102.0

6.0

2001

755

185

940

221

2.356

33

2.610

3.550

99.6

- 2.3

2002

706

155

861

223

2.076

31

2.330

3.191

89.5

- 10.1

2003

688

175

863

208

1.976

24

2.208

3.071

86.2

- 3.8

2004

490

216

706

210

2.150

23

2.383

3.089

86.7

0.6

2005

786

205

991

198

1.912

21

2.131

3.122

87.6

1.1

2006

885

189

1.074

201

1.965

21

2.187

3.261

91.5

4.5

2007

971

197

1.168

208

1.948

18

2.174

3.342

93.8

2.5

2008

1.007

170

1.177

180

1.784

13

1977

3.154

88.5

- 5.6

2009

1.075

162

1.237

168

1.420

10

1.598

2.853

79.6

-10.1

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

(Source: Eurostat data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

121

51. Italia: import lapideo (000 tonn.) Italy: stone import (000 tons) Raw materials

Processed materials

25.15

25.16

Total 68.01 68.02

1997

334

1.692

2.026

46

1998

317

1.692

2.009

1999

310

1.701

2000

368

2001

GENERAL TOTAL

68.03

Total

Vol.

Index

68

4

118

2.144

100.0

-

49

69

5

123

2.132

99.4

- 0.6

2.011

56

126

3

185

2.196

102.4

3.0

1.830

2.198

55

100

6

161

2.359

110.0

7.4

431

1.726

2.157

69

91

7

167

2.324

108.4

- 1.5

2002

368

1.608

1.976

97

90

7

194

2.170

101.2

- 6.6

2003

431

1.589

2.020

115

126

10

251

2.271

105.9

4.7

2004

495

1.800

2.295

124

248

14

386

2.681

125.0

18.1

2005

470

1.547

2.017

211

240

15

466

2.483

115.8

- 7.4

2006

608

1.660

2.268

151

302

17

470

2.738

127.7

10.3

2007

678

1.538

2.216

140

275

24

439

2.655

123.8

- 3.0

2008

664

1.187

1.851

161

272

23

456

2.307

107.6

- 13.1

2009

402

784

1.186

156

234

18

408

1.594

74.3

-30.9

Years

(Fonte: Elaborazione dati Eurostat)

Δ%

(Source: Eurostat data processing)


122

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

52. Cina: export lapideo (000 tonn) China: stone export (000 tons) 25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

Total

1994

13

925

375

870

22

2.205

1995

15

722

418

1.203

35

2.393

1996

39

875

732

1.398

51

3.095

1997

49

1.006

486

1.540

49

3.130

1998

35

709

274

1.477

73

2.568

1999

37

818

354

1.878

69

3.156

2000

42

916

770

2.297

70

4.095

2001

25

1.289

205

3.098

75

4.692

2002

55

801

591

4.167

86

5.700

2003

112

776

852

5.167

85

6.992

2004

66

1.279

198

5.871

120

7.534

2005

66

1.569

250

6.908

103

8.896

2006

86

960

419

8.727

146

10.338

2007

96

942

558

9.775

162

11.533

2008

69

713

846

9.756

409

11.793

2009

68

379

1.442

9.504

340

11.733

Years

(Fonte: Elaborazione dati Comtrade)

(Source: Comtrade data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

123

53. Cina: export lapideo (Index) China: stone export (Index) Years

25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

Total

1994

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

100.0

1995

115.4

78.1

111.5

138.3

159.1

108.5

1996

300.0

95.0

195.2

160.7

231.8

140.4

1997

376.9

108.8

129.6

177.0

222.7

142.0

1998

269.2

76.6

73.1

169.8

331.8

116.5

1999

284.6

88.4

94.4

215.9

313.6

143.1

2000

323.1

99.0

205.3

264.0

318.2

185.7

2001

192.3

139.4

54.7

356.1

340.9

212.8

2002

423.1

86.6

157.6

479.0

390.9

258.5

2003

861.5

83.9

227.2

593.9

386.4

317.1

2004

507.7

138.3

52.8

674.8

545.5

341.7

2005

507.7

169.6

66.7

794.0

468.2

403.4

2006

661.5

103.8

111.7

1003.1

663.6

468.8

2007

738.5

101.8

148.8

1123.6

736.4

523.0

2008

530.8

77.1

225.6

1121.4

1859.1

534.8

2009

523.1

41.0

384.5

1092.4

1545.5

532.1

(Fonte: Elaborazione dati Comtrade)

(Source: Comtrade data processing)


124

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

54. Cina: export lapideo (mill. USD) China: stone export (mill. USD) 25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

Total

1994

3,4

68,9

15,8

341,2

5,8

435,1

1995

4,2

57,9

21,2

528,4

13,9

625,6

1996

6,2

65,4

19,7

597,1

17,9

706,3

1997

4,8

49,5

28,2

639,0

18,8

740,3

1998

3,1

43,9

23,9

568,1

22,6

661,6

1999

3,8

39,2

16,4

608,4

21,0

688,8

2000

4,7

49,5

53,8

708,6

20,2

836,8

2001

3,8

38,7

15,7

849,1

18,8

926,1

2002

10,2

43,1

32,2

1.031,9

21,6

1.139,0

2003

9,4

40,1

11,6

1.249,6

20,7

1.331,4

2004

8,8

42,2

15,2

1.535,6

27,9

1.629,7

2005

8,8

52,1

17,1

2.064,9

28,7

2.171,6

2006

10,4

51,8

22,6

2.654,1

48,5

2.787,4

2007

12,6

34,3

16,0

3.160,5

111,8

3.335,2

2008

11,3

32,2

27,0

3.648,7

124,6

3.843,8

2009

10,4

19,9

48,7

3.380,7

102,8

3.562,5

Years

(Fonte: Elaborazione dati ICE)

(Source: ICE data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

125

55. Cina: import lapideo (mill. USD) China: stone import (mill. USD) 25.15

25.16

68.01

68.02

68.03

Total

1994

6,6

4,4

2,8

57,2

0,3

71,3

1995

10,1

11,6

0,9

99,5

0,8

122,9

1996

16,4

19,7

1,1

117,4

2,3

156,9

1997

24,3

45,6

1,1

133,0

0,9

204,9

1998

33,3

53,4

3,4

128,8

0,7

219,6

1999

86,8

115,1

0,3

81,3

0,3

283,8

2000

188,4

166,7

5,4

39,3

0,5

400,3

2001

216,2

199,7

0,7

31,9

0,2

448,7

2002

212,7

211,7

0,4

15,9

0,1

440,8

2003

287,7

278,2

0,3

17,8

0,1

584,1

2004

348,7

372,1

0,4

22,8

0,5

744,5

2005

387,6

405,5

0,9

23,0

0,2

817,2

2006

535,5

485,4

0,8

24,8

0,2

1.046,7

2007

718,1

511,3

0,5

22,4

0,5

1.252,8

2008

868,7

644,2

0,2

27,0

1,4

1.541,5

2009

860,6

566,2

0,2

23,3

0,3

1.450,6

Years

(Fonte: Elaborazione dati ICE)

(Source: ICE data processing)


468,6

174,2

197,4

138,4

141,7

30,8

17,5

123,5

13,2

15,8

44,3

Turkey

Egypt

Spain

Iran

Italy

Greece

Portugal

Indonesia

India

Pakistan

Philippines

Others

USD ton

9,68 218,51

2,16 136,71

2,52 190,91

18,07 146,32

3,45 197,14

4,99 162,01

21,75 153,49

27,64 199,71

35,67 180,70

31,39 180,19

67,98 145,07

62,37 151,71

mill. USD

2003

43,5

17,9

18,4

105,3

32,0

67,0

125,6

201,2

226,1

258,9

616,5

463,9

000 tons

USD ton

7,75 178,16

2,30 128,49

3,38 183,70

15,82 150,24

5,63 175,94

11,40 170,15

20,99 167,12

40,08 199,20

39,57 175,01

43,66 168,64

85,97 139,45

72,11 155,44

mill. USD

2004 mill. USD

2005 USD ton

58,9

13,5

14,3

63,6

34,0

91,7

106,8

166,3

366,6

294,0

556,5

11,72 198,98

1,73 128,15

2,61 182,52

9,51 149,53

6,05 177,94

15,52 169,25

16,31 152,72

33,66 202,40

60,10 163,93

51,95 176,70

73,41 131,91

646,9 105,00 162,31

000 tons

mill. USD

2006 USD ton

000 tons

mill. USD

2007 USD ton

000 tons

mill. USD

2008 USD ton

000 tons

mill. USD

2009 USD ton

107,8

17,5

11,9

97,8

63,6

143,0

142,6

232,5

420,4

398,5

21,16 196,29

1,88 107,43

2,33 195,80

13,88 141,92

11,27 177,20

23,37 163,43

22,03 154,49

46,96 201,98

65,11 154,88

69,70 174,90

274,1

18,1

36,1

37,0

90,5

151,4

181,8

274,9

448,5

30,46 111,13

2,01 111,05

6,04 167,31

12,82 346,40

14,51 160,33

25,70 169,75

32,36 178,00

61,93 225,28

86,76 193,44

556,8 100,27 180,08

185,1

19,6

60,2

108,6

117,1

176,4

183,0

300,9

497,0

39,92 199,46

2,48 126,53

9,65 160,30

16,35 150,55

19,16 163,62

33,92 192,29

39,11 213,72

79,67 264,77

88,61 178,29

556,5 105,75 190,03

216,1

20,3

78,4

79,3

91,9

169,3

191,4

331,0

435,0

435,4

40,43 187,09

2,51 123,65

13,04 166,33

10,85 136,82

13,76 149,73

31,97 188,84

45,70 238,77

85,94 259,16

71,39 164,11

78,65 180,64

812,8 100,90 124,13 1.047,8 120,60 115,09 1.218,9 130,52 107,08 1.263,6 129,32 102,34

949,9 156,92 165,20 1.359,0 224,64 165,30 1.668,7 306,53 183,69 1.820,8 337.06 185,12

000 tons

(Fonte: Elaborazione dati ICE)

(Source: ICE data processing)

1.776,5 287,67 161,93 2.176,3 348,66 160,21 2.413,1 387,57 160,61 3.398,3 535,51 157,58 4.476,0 718,10 160,43 5.092,0 868,67 170,60 5.133,1 860,62 167,60

411,1

COUNTRIES

Total

000 tons

56. CINA: importazioni di calcarei grezzi (cod. 25.15) CINA: calcareous raw stones import (code 25.15)

126 XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010


XXI World Marble and Stones Report 2010

127

57. Cina: prezzi medi dell’interscambio lapideo (export) China: stone exchange average prices (export) 25.15 YEARS

25.16

68.01

USD/ index USD/ index cub.mt. cub.mt.

68.02

USD/ index sq.mt

68.03

Total

USD/ index USD/ index USD/ sq.mt sq.mt ton.

index

1994

700,6 100.0

201,2 100.0

2,28 100.0 21,19 100.0 14,24 100.0 197,3 100.0

1995

751,7 107.3

216,8 107.8

2,74 120.2 23,74 112.0 21,52 151.1 261,5 132.5

1996

429,3

61.3

202,0 100.4

1,46

1997

262,2

37.4

132,8

66.0

3,12 136.8 22,43 105.9 20,75 145.7 236,5 119.9

1998

237,9

34.0

167,4

83.2

4,71 206.6 20,79 98.1 16,74 117.6 257,7 130.6

1999

274,1

39.1

129,6

64.4

2,51 110.1 17,51 82.6 16,42 115.3 218,3 110.6

2000

305,1

43.5

145,8

72.5

3,78 165.8 16,68 78.7 15,61 109.6 204,3 103.5

2001

413,6

59.0

121,3

60.3

4,15 182.0 14,82 70.0 13,57 95.3 197,4 100.1

2002

498,9

71.2

145,2

72.2

2,94 128.9 13,38 63.1 13,55 95.2 199,8 101.2

2003

225,6

32.2

139,6

69.4

0,73

2004

358,4

51.2

89,1

44.3

4,16 182.4 14,13 66.6 12,57 88.3 216,3 109.6

2005

361,1

51.5

89,6

44.5

3,70 162.3 16,15 76.2 15,04 105.6 261,4 132.5

2006

327,2

46.7

145,6

72.4

2,91 127.7 16,44 77.5 17,96 126.1 269,6 136.7

2007

354,5

50.6

98,3

48.9

1,55

67.9 17,48 82.5 37,32 262.1 289,2 146.5

2008

442,1

63.1

122,0

60.6

1,72

75.4 20,22 95.4 16,47 115.6 325,9 165.2

2009

419,5

58.7

141.7

70.5

1.82

79.8 19.23 90.8 16.34 114,7 303.6 153.9

(Fonte: Elaborazione propria)

64.1 23,09 109.0 19,02 133.5 228,2 115.7

32.1 13,07 61.7 13,17 92.5 190,4

96.5

(Source: our data processing)


128

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

58. Cina: prezzi medi dell’interscambio lapideo (import) China: stone exchange average prices (import) 25.15 YEARS

USD/ cub.mt.

25.16

index USD/ cub.mt.

68.01

index

68.02

USD/ index sq.mt

68.03

Total

USD/ index USD/ index USD/ sq.mt sq.mt ton.

index

1994

686,6 100.0

839,7 100.0

11,30 100.0 41,79 100.0 17,35 100.0 604,9 100.0

1995

419,0

61.0

590,0

70.3

11,98 106.0 33,82 80.9 23,95 138.0 435,6

72.0

1996

528,7

77.0

842,4 100.3

15,06 133.3 21,09 50.5 21,40 123.3 345,6

57.1

1997

496,3

72.3

533,0

63.5

14,71 130.2 14,18 33.9 12,05 69.5 231,0

38.2

1998

561,3

81.8

456,6

54.4

10,92

96.6 16,90 40.4 18,45 77.5 241,9

40.0

1999

647,7

94.3

521,6

62.1

6,35

56.2 18,23 43.6 17,13 98.7 236,1

39.0

2000

681,7

99.3

539,7

64.3

13,79 122.0 15,30 36.6 12,43 71.6 229,9

38.0

2001

572,1

83.3

503,5

60.0

6,10

54.0 19,15 45.8 14,38 82.9 204,3

33.8

2002

465,8

67.8

459,5

54.7

10,54

93.3 13,45 32.2 12,12 69.8 173,1

28.6

2003

437,3

63.7

480,4

57.2

8,08

71.5 14,78 35.4

... 171,3

28.3

2004

432,6

63.0

511,0

60.8

22,49 199.0 23,25 55.6 28,86 166.3 177,4

29.3

2005

433,6

63.2

526,6

62.7

10,95

29.7

2006

425,5

62.0

524,6

62.5

13,64 120.7 12,63 30.2

2007

433,2

63.1

517,6

61.6

6,78

60.0 12,72 30.4

2008

460.6

67.1

572,0

68.1

3,58

31.7 20,83 49.8

... 187,8

31.1

2009

452.5

65.9

521.9

62.2

4.86

43.0 28.05 67.1 29.62 170.7 177.6

29.4

(Fonte: Elaborazione propria)

...

96.9 20,76 49.7 10,12 58.3 179,4 5,73 33.1 174,2

28.8

8,87 51.2 172,9

28.6

...

(Source: our data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

129

59. India: esportazione di calcarei grezzi (cod. 25.15) India: raw calcareous stone export (code. 25.15) 000 USD

Shares

COUNTRIES

05/06

06/07

07/08

08/09

05/06

06/07

07/08

08/09

Hong-Kong

5.669

6.744

5.440

1.152

27.3

26.9

18.3

3.3

China

3.986

4.335

5.191

11.505

19.2

17.3

17.4

32.7

Italy

1.251

1.817

2.087

1.415

6.0

7.2

7.0

4.0

Spain

2.602

3.834

1.193

362

12.5

15.3

4.0

1.0

35

194

726

1.471

0.2

0.8

2.4

4.2

2.390

1.829

408

266

11.5

7.3

1.4

0.8

503

760

405

793

2.4

3.0

1.4

2.3

Indonesia

91

59

352

54

0.4

0.2

1.2

0.2

Taiwan

29

193

278

168

0.1

0.8

0.9

0.5

South Korea

22

112

-

98

0.1

0.4

-

0.3

155

56

-

210

0.7

0.2

-

0.6

Others

4.011

5.167

13.685

17.654.

19.6

20.6

46.0

50.1

Total

20.744

25.100

29.765

35.148

100.0

100.0

100.0

100.0

Germany Un. Kingdom USA

Australia

(Fonte: Elaborazione dati Comtrade)

(Source: Comtrade data processing)


130

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

60. India: esportazione di silicei grezzi (cod. 25.16) India: raw siliceous stone export (code. 25.16) 000 USD

Shares

05/06

06/07

07/08

08/09

05/06

06/07

07/08

08/09

125.644

193.893

223.497

244.612

31.7

34.0

34.2

45.9

Un. Kingdom

42.803

74.934

98.166

33.813

10.8

13.1

15.0

6.3

Italy

70.037

90.140

90.709

70.330

17.7

15.8

13.9

13.2

Hong-Kong

22.409

32.230

32.980

39.832

5.7

5.6

5.0

7.5

Taiwan

21.641

28.616

32.435

25.118

5.5

5.0

5.0

4.7

Belgium

18.624

19.682

24.939

18.891

4.7

3.4

3.8

3.5

Spain

19.315

20.486

19.851

17.953

4.9

3.6

3.0

3.4

USA

18.810

9.537

18.506

18.778

4.8

1.7

2.8

3.5

Germany

5.854

8.115

10.484

4.963

1.5

1.4

1.6

0.9

Netherlands

4.260

5.089

6.670

3.873

1.1

0.9

1.0

0.7

France

4.000

4.566

6.206

4.769

1.0

0.8

0.9

0.9

Others

42.388

83.759

88.810

49.886

10.6

14.7

13.8

9.9

Total

395.785

571.047

653.253

532.818

100.0

100.0

100.0

100.0

COUNTRIES China

(Fonte: Elaborazione dati Comtrade)

(Source: Comtrade data processing)


XXI World Marble and Stones Report 2010

131

61. India: esportazione di lavorati (cod. 68.02) India: processed stone export (code. 68.02) 000 USD

Shares

05/06

06/07

07/08

08/09

05/06

06/07

07/08

08/09

259.362

285.697

283.013

208.307

45.1

40.8

36.6

26.5

Un. Kingdom

30.936

42.407

60.751

49.056

5.4

6.1

7.9

6.2

Germany

31.304

41.722

46.367

58.296

5.4

6.0

6.0

7.4

Emirates

24.790

39.511

42.187

51.264

4.3

5.6

5.5

6.5

Belgium

18.404

24.884

34.272

33.340

3.2

3.6

4.4

4.2

Netherlands

23.381

24.570

24.571

28.339

4.1

3.5

3.2

3.6

Canada

18.172

22.154

22.703

24.284

3.2

3.2

2.9

3.1

China

13.345

14.056

19.383

25.507

2.3

2.0

2.5

3.2

Spain

13.085

22.535

19.089

11.504

2.3

3.2

2.5

1.5

Italy

14.527

21.626

17.353

22.243

2.5

3.1

2.2

2.8

Australia

13.799

11.332

12.334

12.291

2.4

1.6

1.6

1.6

Others

113.660

150.370

190.068

260.824

19.8

21.3

24.7

33.4

Total

575.035

700.864

772.091

785.255

100.0

100.0

100.0

100.0

COUNTRIES USA

(Fonte: Elaborazione dati Comtrade)

(Source: Comtrade data processing)


132

XXI Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo 2010

62. Brasile: esportazione di silicei grezzi (cod. 25.16) Brazil: raw siliceous stone export (code 25.16) 000 USD

Shares

2006

2007

2008

2009

2006

2007

2008

2009

China

74.662

67.870

75.395

73.851

37.3

34.9

42.4

54.5

Italy

66.478

62.251

51.424

26.189

33.2

32.0

28.9

19.3

Taiwan

11.887

13.139

9.813