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Comune di Santa Giusta

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volterra, 14 aprile 2011... volterra, 14 aprile 2011...

martini!

martini!

Vieni, facciamo la fotoVieni, facciamo la foto di gruppo! di gruppo!

Lascialo stare, non èLas uno dei stare nostri... un nos meno male che non meno che non sono uno male dei vostri...sono uno dei vostri...


ciao, tutto bene? cosa stai facendo?

Non riesco a farlo funzionare!

Eppure il punto è questo: tra la sesta e la settima colonna, verso il pulpito...

, No a i v i va

forse io ti posso aiutare. Riesco a fare il cubo di rubik in 3 minuti...

guarda che non si fa cosĂŹ, devi far combaciare i numeri come se fossero i colori...


non devi stare qua! vai via ti ho dett...

ma chi è che fa le foto in chiesa, non è vietato?

No, noN toccarlo!


cos'è successo? come hai fatto? come hai fatto a farlo funzionare?

Hai fatto funzionare il cubo, siamo tornati indietro!

ma dove siamo?

Deve essere un incubo, ora mi sveglio e sono a casa...

Io voglio tornare a casa! Voglio svegliarmi!

Noooo... Non è la chiesa giusta! Siamo a San Quilico, ecco dove siamo... ma perchè?

smettila di piagnucolare e dammi una mano invece...


hai capito come funziona?

siamo tornati nel tempo giusto, siamo in corsica, ma nella chiesa sbagliata!

no, non ci sto capendo niente di niente!

in corsica?!

non tutte, solo quelle della confraternita SĂŹ, ogni chiesa ha un varco... ogni chiesa? vuoi dire che sono tutte collegate?

quale confraternita?


Il varco è dove guardano le prime due monofore, al centro sopra il gradino

Mono..cosa?

Monofore, questo tipo di finestra, si chiama così

Se riusciamo a capire come funziona il cubo... altrimenti ci può aiutare solo mio padre, o un altro custode, però è difficile trovarne uno

Portami a casa, devo salvare mio padre...

Poi mi farai tornare...?

Allora, andiamo da tuo padre...

Sì, la data è 20 giugno 1107, la chiesa è quella di san giovanni battista in corsic...


Nooo! ma ma Nooo! dove siamo?! dove siamo?!

nonnon lo lo so so la Vedi la Vedi quella città quella città in fondo alla in fondo alla valle? E' E' valle? Lucca, Lucca, Abbiamo Abbiamo sbagliato! sbagliato!

ho ho capito! capito!

Questa è laè la Questa pieve di pievesan di san giorgio a giorgio a brancoli... brancoli...

...io...io sono un'esperta sono un'esperta di chiese romaniche, di chiese romaniche, mio mio padre mi ha padre mi ha insegnato molte cose, insegnato molte cose, anche l'italiano, lo lo anche l'italiano, parlo bene? parlo bene?

sì, con un un sì, con accento un accentopo' un po' strano... strano...

è è l'accento l'accento corso corso


Li conosci tutti a memoria?

Adesso devo trovare il varco...

SÏ, ogni chiesa della confraternita ha un varco che è definito in base all'architettura

in questa chiesa dobbiamo entrare dal portale sotto l'architrave del brancolino, l'omino dalle grandi mani Si tramanda oralmente, di custode in custode, ma mio padre li ha insegnati anche a me, per sicurezza...

una volta dentro...


abbiamo sbagliato ancora!

siamo a sant'antioco di bisarcio, in sardegna!

andiamo!

qui dobbiamo percorrere la navata destra con le volte a crociera...

posso chiederti... cos'è successo a tuo padre?

...e fermarci tra la seconda e la terza colonna


mi aspettavo questa domanda... va bene, ti racconterò tutto

mio padre è un membro della confraternita dei custodi del tempo...

... Loro sono incaricati di vegliare i varchi spaziotemporali...

... non devono avere brama di potere...

... Sopra tali varchi sono state costruite delle chiese, per poterli proteggere...

... Il compito dei custodi è vigilare che nessuno possa viaggiare nel tempo per scopi malvagi...

... invece il suo assistente Bastiano l'aveva, eccome! Viaggiando nel tempo sarebbe diventato onnipotente. padrone del tempo e quindi del mondo


... cosĂŹ ha ucciso mio padre...

...sono precipitata nel futuro in maniera casuale perchè io non so usare il cubo del tempo, mio padre non può insegnarmi una cosa del genere

...quanto vuoi andare indietro nel tempo?

tre giorni prima dell'omicidio, per avvertire mio padre

... io ho preso il cubo e sono fuggita...

quindi tu sai dove sono i varchi, ma non sai far funzionare il cubo...


siamo caduti!? aiutami... non sembra ma sei pesante...

Cosa stai facendo!?!

non capisco dove siamo, non vedo ancora la chiesa....

Scusa... scusa.. E' colpa del salto... non l'ho fatto apposta!

ed io non riesco ancora a capire come funzionano gli spostamenti nello spazio

me ne sono accorta!... comunque non importa... andiamo!

eccola la! siamo a Palaia, e quella è la pieve di san martino


il varco è sotto l'arco a sesto acuto, nella navata di sinistra

forse nei numeri del cubo ci sono delle coordinate geografiche, o forse le chiese sono numerate in ordine di costruzione, ci sono talmente tante possibilitĂ .... devo andare a tentativi... proviamo cosĂŹ...


il varco è sotto l'arco a sesto acuto, nella navata di sinistra

forse nei numeri del cubo ci sono delle coordinate geografiche, o forse le chiese sono numerate in ordine di costruzione, ci sono talmente tante possibilitĂ .... devo andare a tentativi... proviamo cosĂŹ...


ma... ma che bella... dove siamo?

...siamo in corsica nella chiesa di san michele di Murato

E' colpa del salto, comunque...

chissĂ  quante volte dovremo ancora saltare!

e se provassimo a cercare il custode, a chiedere a qualcuno se sa chi è? non sarebbe piÚ semplice?

non saprei davvero di chi chiedere... ogni custode è in incognito e ognuno ha un mestiere diverso


magari è qua nei paraggi... guarda quella donna per esempio?

ci sta chiamando!

andiamo a sentire cosa vuole...

salve ragazzi, vi ho osservato...

ho visto che guardavate con interesse la chiesa... vi racconterò una storia...


UNA leggenda NARRA che la chiesa di San Michele SIA stata costruita in una sola notte dagli angeli

UNA leggenda NARRA che la chiesa di San Michele SIA stata costruita in una sola notte dagli angeli, per nascondersi scelsero un luogo molto boscoso...

dobbiamo andare nell'abside semicircolare con conca absidale...

portami al varco

grazie! CHE BELLA STORIA!


UNA leggenda NARRA che la chiesa di San Michele SIA stata costruita in una sola notte dagli angeli

... gli alberi, al mattino, furono abbattuti, rivelando cosĂŹ la chiesa agli occhi degli uomini

dobbiamo andare nell'abside semicircolare con conca absidale...

portami al varco

grazie! CHE BELLA STORIA!


ma è notte! chissa dove siamo?

per fortuna c'è la luna piena

siamo a stazzema e questa è la pieve di santa maria assunta... dobbiamo aspettare che sorga il sole per avere la proiezione della luce dal rosone che ci indicherà il varco

I viaggi nel tempo possono essere effettuati per controllare che nessuno viaggi nel tempo, che nessuno sappia che esistono i varchi e per la sicurezza stessa dei custodi.

qui tra qualche secolo accadrà qualcosa di tremendo, ma né mio padre né gli altri custodi possono cambiare il corso della storia.

tu vuoi salvare tuo padre, ma così non cambieresti l'ordine della storia? Non è proibito usare il cubo del tempo per scopi personali?

capisco... non ti ho chiesto nemmeno come ti chiami...

io sono Tessa. e tu? francesco


ecco il rosone la luce si proietta nella navata centrale...

...tra le due file di archi a tutto sesto...


ecco il rosone la luce si proietta nella navata centrale...

...tra le due file di archi a tutto sesto...


cosa ci fate con un cubo? dove l'avete preso?

Sei la custode? sono la figlia di Cristoforo!

POCO DOPO... Ora ci penso io Ad avvertire tuo padre, così non prenderà mai quella persona come assistente!

Ma cos'è successo? Perchè avete usato il cubo, perchè siete qui a porto torres nella chiesa di san gavino? Dov'è Cristoforo?

Aspetta un attimo, devo riportare Francesco a casa!

il ragazzo?


mi ha aiutato a trovarti, è tutto merito suo se ce l'abbiamo fatta: lui viene dal futuro.

il cubo è pronto. Tornerai a Volterra, da dove sei venuto, nel giorno in cui sei partito!

dal 2011

grazie!

grazie di tutto...

ora devo andare... Tessa, se vuoi lo puoi accompagnare...


allora... ora... ci dobbiamo salutare... grazie di tutto...

Non ci vedremo mai piĂš, vero?

Tornerò a trovarti...

non ti dimenticherò mai!

ma...ma sono io!


...forse sono ancora in tempo!

FINE


       GLOSSARIO                                                                                  ABSIDE L’abside (dal latino “apsis” cioè arco o volta) è un elemento architetton ico a forma di volta tronca. La parte superio re dell’abside ha generalmente la forma di una semicupola. L’uso delle absidi nacque nell’architettura romana, e si diffuse anc he nell’architettura cristiana, con una gra nde abside che domina la navata dove prende va posto il clero e i presbiteri, oltre alla catt edra vescovile.

ALTARE Un altare è un luogo in cu i si compie un sacrificio o rito religioso. Normalmente l’altare è fisso, costruito in pietra, legno o in zolle di terra e in molte re ligioni è collocato all’interno di un tempio.

ACUTO ARCO SESTO te che contempla arca e è un arco bicentrico e con raggio maggior nz re fe on rc ci a ti en apparten di archi ll’arco stesso. L’uso de se ba la al le ua ug o tica e o dell’architettura go a sesto acuto è tipic avere rco a tutto sesto di l’a al to et sp ri te et perm e slanciata un’apertura più alta


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ARCHITRAVE dal latino “trave maestra”, è un elemento si architettonico orizzontale; tipicamente mette appoggia su due “piedritti” ai quali tras e il suo peso ed eventualmente quello dell strutture superiori che sostiene

MONOFORE La monofora è un tipo di finestra a vetrata sormontata da arco con una sola apertura


                                                                                        NAVATA La navata è la suddivisione interna di un edificio di grandi dimensioni per mezzo di una fila di colonne o di pilastri. Le nav ate furono adottate nell’architettura greca e romana per dividere edifici coperti Ad uso pubblico, quali portici e basilich e civili.

PULPITO dal latino “pulpitum”, che significa impalcatura o piattaforma, indica una str uttura architettonica in pietra o marmo a pianta in genere poligonale, impiegata in origine per le letture sacre, è usata per scopi civili e religiosi

ROSONE Il rosone è un elemento decorativo a forma di finest ra circolare applicata alle fac ciate delle chiese di stile romanic o e gotico, solitamente prese nte sull’asse della navata princ ipal.


                                                                                        NAVATA La navata è la suddivisione interna di un edificio di grandi dimensioni per mezzo di una fila di colonne o di pilastri. Le nav ate furono adottate nell’architettura greca e romana per dividere edifici coperti Ad uso pubblico, quali portici e basilich e civili.


                 CREDIT I                                 Questa pubblicazione rientra nelle attività di ITERR-COST (ITinerari   E Rete del Romanico in COrsica, Sardegna, Toscana), progetto europeo finanziato dal programma di cooperazione territoriale transfrontaliero Italia    Francia Marittimo 2007-2013 e finalizzato alla valorizzazione del patrimonio   romanico presente sui territori toscano (Pisa e Lucca), sardo e corso.    fra l’XI e il XIII Il Romanico è una delle radici della civiltà europea che,    secolo, si presenta come un linguaggio culturale e tecnico caratterizzato da   elementi unitari, ma che allo stesso tempo conosce numerose varianti locali.   Una delle più importanti è l’architettura romanica toscana, sviluppatasi in varie città e centri rurali, e proprio dall’attività di maestranze “pisane” derivano in massima parte quella corsa e quella sarda che presentano   significativa affinità tra loro.     Le chiese romaniche si integrarono nei contesti urbani e rurali arrivando  a connotare in senso significativo il paesaggio stesso.          Illustrazioni: Delia Barbie ri Testi: Alessa ndro Pasqua li Ideazione: d anaeproject.c om


Programma cofinanziato dal FESR Programma dalleFESR Programme cofinanziato cofinancĂŠ par FEDER Programme cofinancĂŠ par le FEDER

Partners del progetto:

Comune di Santa Giusta


I custodi del Tempo  

graphic novel realizzata nell'ambito del progetto Iterr Cost

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