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Rinnovabili: Caab, sui tetti 10 campi da calcio di fotovoltaico


AL San Donato lavori conclusi entro un mese

Dal tetto della Rianimazione con i pannelli arriverà energia Impianto da 55.000 kwh l'anno • AREZZO Fare di necessità virtù. Ma anche avere una maggiore coscienza civica contro l'inquinamento, impiegando al meglio lerisorseche ogni anno diminuiscono. Su questi principi si basa il piano dell'Azienda Asl 8 che mira, nell'arco di pochi anni, ad una forte diminuzione dei consumi in campo energetico, tramite un miglioramento delle proprie strutture, ma anche con continui controlli e investimenti mirati sulle nuove tecnologie che consentono la produzione di energia pulita, con costi bassi. La produzione di energia elettrica con pannelli fotovoltaici è uno di questi. Sono molti i progetti già definiti per altrettanti impianti che saranno realizzati nelle strutture sanitarie della nostra provincia negli anni a venire. Il primo impianto vedrà la luce entro un mese. Il tempo necessario alla Impresa CPL Concordia • TvTi't'.'Aica (che ha vinto l'appalto), per costruire sul tetto della nuova rianimazione del San Donato un impianto da 47 kilowatt. fé y \ \ Il costo dell'opera è di 145 ;i ;; 4b jkat I • mila euro più iva e sarà 1ST» Eir.ni in» \ v interamente recuperato ?£' nei primi sette anni tramite la produzione energia elettrica ( 55.000 kwh) e il contributo statale (Gse). I pannelli copriranno un'area di 1.500 metri quadrati, senza però essere visibili dall'esterno. Per il San Donato è solo una piccolarisorsa(copre infatti solo lo 0,5% del suo fabbisogno), ma è un primo passo importante. La vera "rivoluzione è attesa per l'anno prossimo, con la realizzazione di un impianto di cogenerazione che garantirà una diminuzione dei costi attorno al 25%. La Asl, anche per non aggravare sui bilanci, ha affidato il progetto e la direzione del lavori all'interno della propria struttura tecnica. A •

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Fotovoltaico record al Caab Al Caab di Bologna è entrato in funzione il 24 agosto scorso uno dei più grandi impianti fotovoltaici su edificio in Italia per la produzione di energia da fonte rinnovabile, finanziato e realizzato da Unendo Energia. Si tratta di una esperienza pilota, realizzata su edifici di proprietà pubblica, capace di erogare un'enorme quantità di energia che sarà consumata sul posto. L'impianto produce 6.000 kWp, 6.600.000 kWh e l'investimento è di 15 milioni di euro. Sono 25 mila i pannelli solari utilizzati per una superficie di 70.000 me-

tri quadri. Signifcicativo il risparmio emissioni C02: 3.500 tons/anno, equivalenti a 475 volte il percorso della circonferenza terreste di un'auto diesel. Circa 3 milioni di Kwh saranno consumati per alimentare il Caab e le aziende insediate ; 3,3 milioni di Kwh potranno alimentare strutture dell'area e veicoli elettrici per il trasporto. La costruzione di questo grande impianto, e in tempi record (1 mese e mezzo) è stata possibile grazie alla partnership con CPL Concordia, multiutility dell'energia. Il prossimo obiettivo del Caab è arrivare a 11.000 metri quadrati di fotovoltaico.


ROLO

Nuovo impianto fotovoltaico in ella zona industriale > ROLO

L'impianto fotovoltaico realizzato dal Comune di Rolo nell'area "Fabbrico-Rolo", collegato alla rete Enel, è entrato in funzione. L'associazione temporale d'impresa Cpl Concordia e Cmr edile srl ha concluso i lavori di realizzazione nel novembre scorso; la connessione alla rete Enel è stata effettuata il 28 dicembre. In sede di collaudo l'impianto ha prodotto 832 kWp. Considerando che il picco massimo raggiungibile è di circa 998 kWp e che il rilevamento è stato effettuato in una giornata invernale, i tecnici hanno considerato la performance molto soddisfacente. L'impianto in un'area ecologicamente attrezzata, vici-

li nuovo impianto fotovoltaico

no all'Autobrennero e sovrastata dall'elettrodotto, non utilizzabile per insediamenti produttivi. La spesa è di 3 milioni di euro, per il 45% finanziato da fondi dell'Unione Europea e per il restante 55% finanziato dal comune mediante mutui.


ROLO

Fotovoltaico avviata la produzione » ROLO

È in funzione l'impianto fotovoltaico recentemente realizzato per iniziativa del Comune nell'area denominata "Fabbrico - Rolo" e collegato alla rete Enel. L'associazione temporale d'impresa Cpl Concordia e Cmr edile srl ha concluso i lavori di realizzazione nel novembre dell'anno scorso; la connessione alla rete Enel è stata effettuata il 28 dicembre. Lunedì il collaudo. In quella sede l'impianto ha prodotto 832 kWp. Il picco massimo raggiungibile è di circa 998 kWp e il rilevamento è stato effettuato in una giornata invernale, con un limitato numero di ore di sole: la performance è dunque considerata molto soddisfacente. Il piano di investimenti è di circa 3 milioni di euro, per il 45% finanziato da fondi dell'Unione Europea e per il restante 55% finanziato dal Comune mediante mutui. L'utile netto previsto, derivante dalla vendita dell'energia elettrica all'Enel, è stimato in HOmila euro all'anno per 20 anni; con un risparmio di 235 tonnellate di petrolio all'anno, complessivamente equivalenti a circa 530mila kg diC02inmeno. (v.a.)


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investiiTiciito eia la milioni eli curo Progetto realizzato - Copertura del mercato ortofrutticolo di Bologna con pannelli fotovoltaici Pannelli installati -150.000 Energia prodotta - 6 megawatt

Risparmio per singola

azienda - 20 per cento rispetto ai prezzi di mercato dell'energia elettrica Investimento privato -15.000.000 di euro

Il progetto della salernitana Ambiente Energia (realinato a Bologna) prevede un investimento privato da circa 15 milioni di euro DI BMZ® S£NH?®tiE

C'È ANCHE una società salernitana, la Ambiente Energia della famiglia Vessa, da anni impegnata nel settore delle energie rinnovabili, nel progetto che ha portato alla realizzazione del più grande impianto fotovoltaico d'Italia installato sui tetti del Caab, il Consorzio Agroalimentare di Bologna. L'opera, che ha portato alla copertura complessiva di 76 mila metri quadri mediante l'utilizzo di pannelli fotovoltaici di ultima tecnologia, avviata il 15 luglio di quest'anno, è stata consegnata perfettamente funzionante il 27 agosto scorso: oltre 150 mila pannelli che producono 6 megawatt, l'equivalente del fabbisogno annuo di 1.600 famiglie. II progetto Ambiente e Energia ha curato sia la fase progettuale che l'aspetto burocratico, occupandosi di tutti i permessi necessari. Insieme a Unendoenergia e Cpl, poi, ha realizzato un investimento privato del valore di 15 milioni di euro. Due le fasi previste: la prima, già avviata, prevede la copertura del mercato ortofruttìcolo di Bologna, uno dei più grandi d'Europa, e l'attuazione di un accordo con le aziende che lavorano nel sito per la fornitura di energia elettrica a un costo inferiore del 20 per cento rispetto ai prezzi vigenti sul mercato; la seconda fase tutti i veicoli e gli automezzi alimentati dalle'energia che sa-

rà ricavata, ovviamente, dagli stessi pannelli solari. Un risparmio enorme, utilizzando l'energia solare e, soprattutto, attuando un intervento in una area della struttura che non poteva avere altra destinazione. Campania in ritardo Imprenditore e deputato del Pdl, il numero uno della Ambiente e Energia, Pasquale Vessa, sì rammarica del fatto che un simile business non possa essere realizzato in Campania. Nella sua terra. "L'assessore regionale competente Sergio Vetrella - dice — non ha dato attuazione ad. una legge nazionale che consentiva di procedere ad una sburocratizzazione degli interventi per i micro impianti, determinando una fuga degli investitori che chiaramente sono andati altrove portando con loro soldi e posti di lavoro; in questo modo - chiosa Vessa - si è bruciata una opportunità per il futuro dei nostri giovani". L'imprenditore salernitano cita l'esempio della Puglia "dove l'azione di sostegno allo sviluppo di energie alternative — spiega — ha generato 41 mila nuovi posti di lavoro". Risparmio e lavoro Le energie rinnovabili, secondo Vessa, "rappresentano una grande opportunità per uscire fuori dalla crisi e quindi è necessario passare alla terza fase industriale con l'abbandono degli idrocarburi ad alto impatto ambientale,

nonché costosi, e passare alla generazione diffusa e distribuita delle energie rinnovabili. Con le rinnovabili, che sono fotovoltaico ma anche eolico, geotermico, idroelettrico — conclude l'amministratore delegato della Ambiente e Energia- l'Italia può abbattere i costi energetici e ridurre l'impatto ambientale legato all'uso dei combustibili fossili". La politica, però, sembra essere insensibile verso tali esigenze. "Purtroppo la politica - dichiara Vessa — propone solo convegni inutili e parole mentre sarebbe necessario progettare il futuro, puntare sull'economia ecocompatibile e sulle cosiddette città intelligenti. Devo ammettere che oggi giorno — è la constatazione delFìmprenciitore e deputato salernitano — oltre allo spread finanziario ne esiste anche uno di tipo politico e burocratico che frena la competitività di determinati territori a scapito di altri". ***

Pasquale Vessa


Bologna, al Caab rimpianto fotovoltaico più grande dell'Emilia Romagna (gallery) di Redazione II Fatto Quotidiano | Bologna | 18 settembre 2012

25.000 pannelli solari per una superficie di 70.000mq, pari a 10 campi da calcio. Si presenta così l'impianto fotovoltaico più grande dell'Emilia Romagna, e uno tra i più grandi d'Italia. Parliamo dell'impianto del Caab, il Centro Agroalimentare di Bologna, il maggior mercato italiano di redistribuzione di prodotti ortofrutticoli. L'impianto, costato 15 milioni di euro di investimento e realizzato da Unendo Energia Spa, produce 6,6 milioni di kilowattora ed è già entrato in funzione il 24 agosto. Consentirà di realizzare un risparmio di emissioni C02 di 3.500 tonnellate annue, equivalenti a 475 volte il percorso della circonferenza terreste di un'auto diesel. Il Caab di Bologna, uno dei più importanti poli distributivi del settore alimentare a livello nazionale ed europeo (2.000 lavoratori occupati, 600/650 milioni di euro il fatturato indotto compreso), diventa così esempio all'avanguardia di imprenditoria che utilizza le fonti rinnovabili come strategia per lo sviluppo.

"L'intervento - dichiara Andrea Segré, Presidente Caab - si colloca all'interno di un progetto strategico finalizzato a rendere il Caab totalmente autosufficiente e sostenibile per l'intero fabbisogno energetico. I prossimi passi, oltre alla fase due del fotovoltaico che riguarderà altri 30.000 mq circa sono un progetto di cogenerazione dei rifiuti e l'utilizzo di acque grezze di bonifica al posto di quelle potabili per le operazioni di pulizia". Segré ha inoltre ricordato che l'energia attualmente prodotta non solo soddisferà totalmente il fabbisogno di Caab e delle aziende insediate ma potrà essere utilizzata per soddisfare il fabbisogno delle attività attigue (per esempio la Facoltà di Agraria) e anche per alimentare un gran numero di veicoli elettrici per la distribuzione all'interno della città (la cosiddetta City Logistic sostenibile).


Comuni virtuosi/2 g

Totovoltaico? così l'Imu al minimo"

ROLO - Sarà pronto entro l'anno il campo fotovoltaico, dotato anche di pannelli a inseguimento solare, voluto dal Comune di Rolo e realizzato da Cmr Edile e Cpl Concordia. Il progetto, da 3 milioni di euro dei quali la metà finanziati dal Fondo Europeo, assicurerà al Comune entrate per 140mila euro l'anno. Il sindaco: «Così abbiamo potuto tenere al minimo l'Imu».

, Il campo da i megawatt sorgerà sotto un elettrodotto in un'area altrimenti inutilizzabile

Fotovoltaico, Rolo investe 3 min L'impianto frutterà 140mila € di ricavi annui. "Così abbiamo potuto tenere al minimo l'Imu" AMBRA FUSTI

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ROLO - Un campo fotovoltaico da 3 milioni di euro, ricavato in un'area destinata a rimanere inutilizzata a causa di un elettrodotto e un piano ambientale "premiato" da fondi europei. E' quanto è riuscito a realizzare il Comune di Rolo, che nonostante il terremoto ha portato avanti il progetto: da tre settimane sono iniziati i lavori, che termineranno a fine novembre, data nella quale è previsto il collaudo dell'impianto. Rolo era già stata in cima alle classifiche dei Comuni ambientalmente virtuosi, anche se non per merito proprio bensì grazie alla Panattoni Group Europe, una multinazionale che in America produce la Coca-Cola e che, allestendo pannelli fotovoltaici sui tetti dei propri capannoni per migliaia di metri quadrati, aveva fatto "schizzare" la percentuale di energia pulita. In futuro, però, il Comune di Rolo salirà in cima alla media provinciale grazie a un impianto fotovoltaico proprio da 1 megawatt (corrispondente al fabbisogno energetico di un terzo delel famiglie rolesi, sui 4mila residenti) che l'amministrazione comunale ha deciso di realizzare nella stessa zona della Panattoni, l'area industriale Fabbrico-Rolo in Strada Provinciale per Reggio-

Il sindaco di Rolo Vanna Scaltriti racconta: «Da tempo pensavamo all'energia alternativa, anche a scopo didattico. La prima ipotesi, risalente al 2006-2007, riguardava un impianto di cogenerazione, poi rivelatosi improponibile. Nel 2010 abbiamo pensato al fotovoltaico: era l'unico modo per utilizzare quell'area che, essendo sotto l'elettrodotto, era destinata a giacere inutilizzata a causa della normativa che impone una distanza di rispetto dell'elettrodotto da qualsiasi insediamento umano. Questa soluzione ha così recuperato una vasta zona altrimenti compromessa: gli altri campi fotovoltaici occupano terreno che può essere impiegato diversamente, mentre qui non poteva sorgere nient'altro, vista anche la presenza di una cassa d'espansione - mostra il primo cittadino sul posto - alla cassa di espansione si è ovviato predisponendo in una parte del campo dei tegoli in cemento sui quali appoggiare i moduli, per scongiurare il pericolo di allagamento». Il businness pian da tre milioni (due per l'allestimento, uno per la gestione) studiato dal Comune è piaciuto all'Europa, che ha finanziato il progetto per un milione e mezzo di euro: giusto a metà. «Un ottimo risultato. Senza con-

tare che in quanto Comune sotto i 5mila abitanti abbiamo un incentivo del conto energia più alto del 5% - commenta il sindaco - Una cifra ragguardevole, che abbiamo ottenuto tramite la Regione dal Fondo Europeo destinato alle Apea». Ovvero aree produttive ecologicamente attrezzate: in provincia di Reggio le Apea sono a Prato-Gavassa, Mancasale, Fora di Cavola e Fabbrico-Rolo. «Si tratta di aree produttive che devono rispondere a determinati requisiti: le caratteritiche di quell'area, per nostra fortuna, calzavano a pennello. Siamo stati ammessi al finanziamento massimo (il 50% del costo dell'opera), mentre il restante un milione e mezzo proviene da un mutuo che abbiamo contratto con la Cassa Depositi e Prestiti». La gara d'appalto è stata vinta da un'Ati (associazione temporanea d'impresa) costituita da Cpl Concordia e da Cmr Edile Sri: quest'ultima, sorta dalle ceneri della Coop Muratori Reggiolo, si occuperà della parte edile, mentre la prima è un'azienda modenese (leader anche nell'illuminazione publica a Led: è firmata da loro l'illuminazione di Rolo, Correggio e del Golf Club Matilde di Canossa, oltre che dell'intera Bologna) che realizzerà l'impianto e si impegnerà nella gestione e


manutenzione per 1 prossimi vent'anni, nonché nello smaltimento a fine vita dell'impianto. «E' importante anche l'indotto che viene creato per le aziende locali», sottolinea il sindaco. Come è noto, un impianto fotovoltaico è dotato di due contatori che, misurando la medesima energia, costituiscono due "entrate" differenti: uno per il Gse (gestore servizi energia, in pratica lo Stato) che elargisce i contributi di quel determinato conto

energia per tot anni (per il IV conto energia, vent'anni); l'altro è il Rid (ritiro dedicato) ed è l'energia prodotta e rivenduta ad Enel, che la paga finché l'impianto rimane in funzione ma che va a scalare perché man mano che i pannelli "invecchiano" producono un 20% in meno. Prosegue Scaltriti: «Il totale ricavi previsto in un anno è di 270mila euro: 180mila provenienti dai contributi del conto energia e 90mila provenienti da Enel. A Questi 270mila occorre

Il sindaco davanti al campo fotovoltaico

togliere la rata del mutuo (1 lOmila euro) nonché le spese di manutenzione: rimangono 140mila euro, che è l'utile previsto annuo, al netto, per il Comune» - sempre per il primo anno, perché i proventi sono destinati a calare nel tempo con il calare della produzione di energia. «Denaro per noi prezioso: solo grazie a questa cifra ci siamo potuti permettere, almeno per quest'anno, di tenere al minimo le aliquote Imu».


Cambiano inclinazione secondo il giorno e la stagione: producono il 30% in più, ma sono molto costosi

Presentì pannelli che "inseguono" il sole ROLO - Una superficie totale di quasi 7mila metri quadrati, 3.564 pannelli fotovoltaici al silicio policristallino, 50 inverter da 20 kilowatt ciascuno ("scatole" elettroniche che trasformano la corrente continua in corrente alternata) per un totale di 1.121 megawatt /anno e una potenza di quasi 1 megawatt / anno. Sono solo alcuni dei numeri del campo fotovoltaico di Rolo, che secondo le proiezioni di risparmio energetico consentirà di evitare di immettere nell'atmosfera 234.76 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) in un anno e 4.314 tonnellate di petrolio in vent'anni. Rispetto ad altri campi simili, Rolo ha una parte di pannelli rotanti che "inseguono" il

sole: la definizione tecnica è "inseguitori biassiali autoazionati". «Grazie a una ruota girevole sulla quale è appoggiato il modulo, il pannello "gira" inseguendo il sole e cambia inclinazione nel corso della giornata e nel corso delel stagioni - spiegano gli esperti della Cpl Concordia - ne abbiamo posato una piccola parte, il 2%, perché questa tipologia di pannelli produce il 30% in più di energia ma è molto più costosa dei normali moduli fissi». Per la posa della struttura saranno utilizzati limila metri di cavo di bassa tensione, 200 metri di cavo di media tensione, 6mila metri di cavo solare, che renderanno funzionanti 200 strutture portanti in

acciaio zincato a caldo per sostenere i moduli a 30 gradi, 272 vitoni a infissione (ì pali che sostengono i pannelli), 175 tegoli in cemento (la base per il terreno infido). E ancora: 2 cabine elettriche di media e bassa tensione, 1 cabina per il telecontrollo dell'impianto. Il tutto circondato da 2 km di recinzione a rete verde, con sistema di allarme a fibre ottiche, e 10 telecamere per il sistema di allarme che dovranno tenere lontani i ladri dal prezioso silicio. Infine lungo la pista ciclabile adiacente il campo sorgerà un'area destinata alla didattica, dove i ragazzi delle scuole che saranno portati in visita potranno visionare la mostra e il contatore.

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La struttura dei pannelli a inseguimento solare


I costruttori: "Il problema principale in pianura padana è lo smog, che lascia una patina"

esa ottimale m primavera, non m estate ROLO - In quale stagione il pannello fotovoltaico "rende" di più? Se pensate l'estate, vi sbagliate: la resa ottimale si ha nelle mezze stagioni e in particolare in primavera, da marzo a maggio-giugno, mentre nei mesi di luglio-agosto i pannelli "soffrono" l'eccessiva calura proprio come gli umani. Spiega Davide Bonfietti, responsabile area Emilia della Cpl Concordia: «La condizione ottimale per una maggiore resa dei pannelli fotovoltaici è una temperatura ambiente di 20 gradi». Invece in piena estate, quando la temperatura supera i 30 gradi, la resa del pannello diminuisce: «Con l'innalzamento della temperatura ambiente si ha un naturale decadimento della produzione di potenza della cella m silicio, che produce la corrente continua - prosegue Bonfietti La produzione è inversamente proporzionale alla temperatura: più aumenta la temperatura, meno il pannello produce». Altra curiosità: anche i pannelli "sentono" la qualità dell'aria, se

quest'ultima è pulita oppure inquinata. Lo smog è infatti il problema principale della pianura padana, perché «lascia una pellicola, uno strato di sporco sopra il pannello e ci costringe a una pulizia degli stessi, di solito due volte all'anno, con costi aggiuntivi per la manutenzione prosegue Bonfietti - abbiamo notato che nelle nostre zone il modulo si opacizza a causa dell'inquinamento, cosa che non si verifica negli impianti che si trovano in montagna, a duemila metri sopra il livello del mare». La neve invece non è un problema. Commenta l'esperto: «I pannelli sono inclinati a 30 gradi e quindi lo strato nevoso che si forma sul modulo, con il riscaldamento di quest'ultimo dovuto all'irradiazione solare, scivola giù da solo, senza bisogno di essere rimosso e senza conseguenze per il funzionamento dell'impianto». La stragrande maggioranza dei pannelli fotovoltaici utilizzati in Italia sono "Made in China". Non

provengono dalla Germania all'avanguardia in Europa, è vero, per quanto riguarda le energie pulite, ma di alta gamma bensì dalla Grande Muraglia, il maggiore produttore mondiale anche in questo campo. «Per quanto riguarda i pannelli, la Cina è il leader del settore. Noi li importiamo direttamente, onde evitare passaggi inutili di intermediari: così riusciamo ad essere più concorrenziali. Non c'è pericolo di scarsa qualità perché i pannelli cinesi sono garantiti anche a 25 anni e devono rispondere a determinati standard internazionali». Chiediamo quali sono i guasti più frequenti. «L'impianto fotovoltaico è fermo e statico, non ha motori o parte meccaniche, quindi non è soggetto a usura e difficilmente avvengono guasti. Il pericolo maggiore è rappresentato dai ladri: il silicio (importante semiconduttore, è il materiale per eccellenza di tutta l'industria elettronica - da cui Silicon Vallev, ndr) ha un certo valore, perciò il sistema di allarme e videosorveglianza è indispensabile».

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A destra Davide Bonfietti, responsabile Cpl Concordia area Emilia


IN VIA RONDONA

Fotovoltaico, relazione sul sito del Comune: «Impianto compatibile» IL SINDACO Barbara Paron l'aveva annunciata per fornire chiarimenti ai vigaranesi. È già pubblicata sul portale comunale la relazione sulle procedure per progettazione, finanziamento, autorizzazione, acquisizione aree, affidamento ed esecuzione dell'impianto fotovoltaico in via Rondona. Sui rilievi mossi in materia di gestione di risorse pubbliche, si riferisce che l'area necessaria alla realizzazione dell'impianto, della superficie di 22.733 metri quadrati, retrostante l'insediamento ex-Orbit, è stata acquistata a 227mila euro. Circa 10 euro al metro quadrato: costo sensibilmente inferiore ai valori di esproprio fissati dalla normativa. Il prezzo tiene conto, inoltre, della vicinanza del terreno alla cabina di trasformazione di energia elettrica Enel e, quindi, dei minor costi di esecuzione delle opere di connessione alla rete elettrica. In relazione alle tematiche ambientali, si rileva che la Provincia ha rilasciato l'autorizzazione unica per la realizzazione e l'esercizio dell'impianto fotovoltaico. Viene inoltre riportato un carteggio fra Arpa e ufficio tecnico circa il preesistente macero, in passato utilizzato come discarica. Ne risulta che il macero è stato tombato già prima del 1980 e che, infine, Arpa ha ritenuto l'impianto compatibile ambientalmente, purché la posa dei pannelli al di sopra della copertura del macero avvenga senza che siano contemplati pali o asportazioni di terreno. Sono iniziati lo scorso primo marzo i lavori di costruzione dell'impianto, della potenza di 999,81 Kwp, appaltato a un raggruppamento temporaneo di imprese formato da Ing Lease e Cpl Concordia. La sua entrata in funzione è prevista entro il mese di giugno 2012. Cristina Romagnoli


COPRE UNA SUPERFICIE PARI A DIECI CAMPI DA CALCIO

L'oitofrutta fa rima con energia pulite AI Caab rimpianto fotovoltaico più grande d'Emilia BOLOGNA

SE NON è il più grande d'Italia, ci va vicino. E di sicuro è il più imponente per quanto riguarda l'Emilia Romagna. Il nuovo impianto fotovoltaico del Caab di Bologna (il Centro agroalimentare) vanta numeri importanti. E ambizioni: potrebbe essere il primo passo verso una piattaforma logistica per mezzi elettrici. L'impianto, realizzato da Cpl Concordia su una superficie di 70.000 metri quadrati (10 campi di calcio),

ha 25.000 pannelli. Tutti posati sui tetti del Caab. Costato 15 milioni in investimenti privati (UnendoEnergia) da agosto produce 6,6 milioni di kilowattora; ma si vuole arrivare a 10,4. OGGI, metà della potenza prodotta dà energia al Caab e alle imprese che ci lavorano. Il surplus sarà usata sul territorio. Tre milioni di kwh, per esempio, possono soddisfare il fabbisogno di elettricità di 850 famiglie. Intanto, spiega Va-

lentino Di Pisa, presidente di Fedagromercati Acino (i grossisti del Caab), «l'energia costa alle aziende il 20% in meno, e questo ci permette di massimizzare la produttività e la redditività per tutti». Di Pisa e Andrea Segrè, neopresidente del Caab, ammettono di avere il desiderio di trasformare il Centro nel punto di riferimento della logistica agroalimentare verso la città, attraverso l'uso di mezzi elettrici.

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SOLE II sistema installato al Centro agroalimentare di Bologna

Comune che vai, Imu che tri Ecco le case più 'tartassate' d'E


E il Caab inaugura il mega impianto fotovoltaico BOLOGNA VALERIA TANCREDI valeriatancredi@gmail.com

Inaugurato ieri l'impianto fotovoltaico da record installato ad agosto scorso sui tetti del Caab di Bologna per servire il Centro alimentare che sorge in zona S. Donato e per diventare un giorno la piattaforma per i veicoli ad energia elettrica. Tra i più grandi impianti installati in Italia, presenta numeri importanti: ha una superficie di 70.000 metri quadri (come 10 campi di calcio), coperta da 25.000 pannelli, produce 6,6 milioni di kilowattora, ma esiste già il progetto di arrivare a produrre 10,4 milioni di kilowattora. UN TAGLIO ALLE EMISSIONI

«L'impianto - aggiunge il direttore generale del Caab Alessandro Bonfiglioli durante la presentazione alla stampaconsentirà di realizzare un risparmio di emissioni di C02 di 3.500 tonnellate annue e 9,9 tonnellate di ossidi di azoto». Il tutto è costato 15 milioni di euro, investiti totalmente dalla Unendo Energia che si ripagherà vendendo l'energia direttamente agli operatori del Caab che da parte loro godranno di un risparmio in bolletta di circa il 20 30% rispetto ai prezzi attuali di merca-

to. Ma rimane un surplus di energia pari a più della metà del totale prodotto: la sua destinazione ancora non è decisa, ma ci sono già diverse proposte in campo per metterla a disposizione del territorio. Una piccola parte, ad esempio, andrà ad alimentare delle colonnine elettriche che ricaricheranno quattro mezzi dello stesso Caab: tre per il trasporto di merci a corto raggio e uno per far viaggiare le persone. Il presidente dell'associazione dei grossisti di Caab, Fedagromercati Acmo Bologna, Valentino di Pisa e il presidente del Caab, Andrea Segrè, sottolineano l'importanza dell'uso dei mezzi elettrici, e ammettono di avere il desiderio di trasformare il Centro nel punto di riferimento e razionalizzazione della logistica agroalimentare verso la città, attraverso mezzi elettrici. Idea che alletta parecchio anche l'assessore comunale alla Mobilità Andrea Colombo che ha invitato Caab ad investire nel trasporto ecosostenibile, considerato che i mezzi che tradizionalmente portano le merci in città sono tra i più obsoleti e inquinanti in circolazione. L'assessore comunale all'Ambiente, Patrizia Gabellini, ha invece posto l'accento sul fatto che l'iniziativa «si inserisce perfettamente nelle linee di intervento che il

Comune ha approvato nel maggio scorso con il Paes, il piano di azione energia sostenibile, visto che rende il centro totalmente autonomo per l'energia elettrica». Anche la costruzione dell'impianto è avvenuta in tempi record: solo 40 giorni effettivi di cantiere hanno impegnato gli uomini della cooperativa Cpl di Concordia che, nonostante fossero stati da poco colpiti dal sisma, hanno subito accettato la sfida proposta loro da Unendo Energia. Quest'ultima, ha spiegato infine il suo amministratore delegato Giuseppe Pirola, avrà in concessione i tetti per 25 anni e conta di ammortizzare l'investimento in circa 8 anni.

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Llmoianto è stato allacciato alla linea Enel: 50mila euro in entrata I ViGARANOMAÌNARDA

Nella mattinata di ieri è stato allacciato alla linea Enel l'impianto fotovoltaico, creato dal Comune, ubicato in via Rondona e quindi sono iniziati i conteggi sulla produzione di energia. L'impianto, della potenza di un mega di energia elettrica, si estende su un'area di 2,30 ettari di terreno. Tutta la struttura, realizzata dalla Cpi Concordia, era già pronta per essere allacciata entro il 23 maggio scorso. Causa i recenti fatti per forza maggiore si è dovuto slittare superando i termini del decreto ministeriale che fissavano la data di fine giugno come termine per l'allacciamento. «Confidiamo - spiegai! sindaco Barbara Paron - che l'istanza di sospensione della scadenza venga accolta perché noi eravamo pronti entro i termini fissati e tutto si sareb-

I sindaco Barbara Paron con i suoi tecnici

be svolto nel rispetto delle scadenze. In ogni caso abbiamo già i requisiti per adeguarci alle ultime deliberazioni». Questo vuol dire che c'è già un accordo, con le proprietà terriere circostanti, di sottoscrivere una servitù e quindi rientrare, a pieno titolo, nelle scadenze prolungate che arrivano fino all'estate avanzata. In ogni ca-

so si arriva a garantire la sostenibilità dell'impianto grazie all'allacciamento alla rete Enel che comporterà, per l'amministrazione comunale, un entrata annua di circa 50mila euro. «Si produce energia alternativa - ha concluso Chiarelli capo dell'ufficio tecnico - senza oneri per la comunità». Giuliano Barbieri


Unicredit mantiene la leadership nel settore ma cresce la concorrenza delle banche spagnole e tedesche

CHI È CHE FINANZIA L'ENERGIA PULITA Gli istituti italiani svantaggiati dall'aumentato costo della raccolta DI STEFANIA PEVERARO

e banche italiane hanno inasprito le condizioni dei prestiti L alle aziende anche del 40%-50% rispetto a un anno fa. Gli importi si sono sensibilmente ridotti rispetto al valore degli asset dati in garanzia. D'altra parte, la crisi del debito pubblico italiano che F anno scorso ha spinto alle stelle lo spread tra Btp e Bund ha aumentato d'improvviso il costo della raccolta per le stesse banche, che ovviamente hanno trasferito sui clienti l'aggravio di costo. Nel frattempo le norme di Basilea 3, impongono agli istituti di credito di essere sempre più selettivi nel concedere credito. A tutto ciò non è sfuggito nemmeno il settore delle infrastrutture finanziate in project finance o project leasing, dove i finanziamenti sono garantiti dai flussi di cassa dei progetti, che nel caso per esempio di impianti fotovoltaici o autostrade dovrebbero essere considerati meno rischiosi. Il credit crunch e il rischio-Paese hanno fatto anche in questo caso la loro parte, tanto che oggi è impossibile varare un progetto sulle energie rinnovabili senza anticipare almeno il 20-30% del valore dell'impianto. In questo caso le banchefinanzianoil resto, con linee di credito dalla vita media trai 15 e i 18 anni. Ma la nota dolente sono i tassi di interesse, in genere variabili, con spread sull'euribor che superano i 350 e spesso arrivano ai 400 punti base. A questi costi vanno aggiunti quelli dello swap che trasforma il tasso da variabile a fisso, in modo da evitare sorprese lungo la vita del progetto. Ma questa operazione può costare altri 200-300pb. E si tratta di project finance. Sui finanziamenti normali, attualmente a un'azienda di medie dimensioni la banca può richiedere spread di 400-500pb sull'euribor su prestiti a 5-7 anni. Sono questi i principali risultati di un sondaggio che la rivista Lombare! del gruppo Class Editori (che pubblica MF-Milano Finanza) ha condotto tra le principali banche e società di leasing

attive nel settore, chiedendo a ciascuna le condizioni imposte alle aziende, non ai privati, considerando anche la possibilità di progetti di importo molto piccolo. Numeri che impressionano ancora di più se confrontati con i risultati di un analogo sondaggio condotto da MF-Milano Finanza presso gli stessi istituti nel novembre 2009. A quell'epoca, infatti, se è vero che il rapporto debito-equity era già salito all'attuale 80-20 da un più aggressivo 90-10 del 2008, è anche vero che lo spread applicato era comunemente di circa 200pb, già in netto aumento rispetto alla media di 120-130pb del 2008. Una bella differenza, che ha inciso sui rendimenti dei progetti, e per di più generatasi in pochissimo tempo, a partire dalla scorsa estate. Un esempio? Nel febbraio 2011 Cpl Concordia, un gruppo cooperativo multiutility (specializzato negli impianti di produzione di energia e nella distribuzione di gas, acqua e elettricità) con fatturato consolidato di 380 milioni di euro, aveva ricevuto un prestito da 51,5 milioni per costruire impianti fotovoltaici fino a 30 Mw e sistemi di cogenerazione da biogas a uno spread di soli 175 punti base. L'operazione era stata organizzata da La Compagnia Finanziaria e aveva visto la partecipazione della Banca Popolare di Verona-San Geminiano (capofila) e di altri 12 istituti di credito. Pochi mesi dopo, però, era cambiato il mondo. Lo scorso ottobre il fondo Platina Partners si è rivolto a Commerzbank e non alle più costose banche italiane per rifinanziare gli impianti fotovoltaici in Puglia del progetto Archangel, di complessivi 9,5 megawatt di potenza, acquistato da Platina soltanto con equity. Riccardo Cirillo e Giovanni Paolo Di Giovanni, rispettivamente numero uno italiano e investment manager di Platina hanno negoziato con Commerzbank una linea di credito senior da 37 milioni a 17 anni, pagando uno spread inferiore di 100-200 punti base a quello ottenibile dalle banche italiane. Queste ultime per la stessa operazione

avrebbero chiesto 400-500 punti, proprio per coprire l'aumento del costo della raccolta a carico del sistema bancario italiano. Platina Partners è un operatore di private equity con base a Londra specializzato nelle energie rinnovabili, e gestisce impianti per 244 Mw in Europa e ne sta sviluppando per ulteriori 500 Mw. Proprio la presenza internazionale ha consentito al fondo di aggirare F alto costo dei finanziamenti in Italia. La concorrenza agli istituti italiani arriva non solo dalle banche tedesche e degli altri Paesi più virtuosi dell'Eurozona, ma anche dagli istituti spagnoli, che negli scorsi mesi hanno potuto raccogliere fondi sul mercato a costi più bassi rispetto alle italiane. Così il primato di Unicredit in Italia rischia di essere insidiato dai due principali istituti spagnoli, Bbva e Banco Santader, già molto attivi a livello mondiale. Secondo la classifica elaborata da Bloomberg New Energy Finance, che riguarda solo le iniziative nelle rinnovabilifinanziatiin project finance, le due banche spagnole si collocano rispettivamente al quarto (il Bbva con 1,97 miliardi di dollari) e sesto posto (il Santander con 1,8 miliardi) per progetti finanziati nel mondo nel 2010, seguiti al settimo posto da Unicredit con 1,4 miliardi, unica banca italiana tra le prime dieci, grazie alla presenza in Germania ed Europa dell'Est. Banco Santander hafinanziatoil progetto da 276 milioni con il quale a fine 2010 il colosso americano del private equity First Reserve ha acquisito l'impianto fotovoltaico da 70 Mw costruito a Rovigo da SunEdison, l'impianto più grande d'Europa. Alfinanziamentohanno partecipato in pool anche Unicredit Corporate Banking, Dexia Crediop, Natixis, Société Generale e Crédit Agricole. Certo Unicredit in Italia resta il primo della classe. Anche perché la controllata Unicredit Leasing dispone di un centro di competenza dedicato alle energie rinnovabili, con sedi a Milano, Roma e Vienna.


Nel febbraio 2011 è stata capofila del più grande finanziamento in pool mai organizzato in Italia da un gruppo di società di leasing nel fotovoltaico. Copernico, il fondo immobiliare gestito da Finanziaria Internazionale Alternative sgr, svilupperà infatti in provincia di Foggia tre campi fotovoltaici per totali 39 Mw di potenza grazie a un project leasing della durata di 17 anni e sei mesi e del valore di 135 milioni di euro, circa l'85% dell'importo del progetto, organizzato da Leasint, Bnp Paribas Lease Group, Claris Leasing, Alba Leasing, Centro Leasing e appunto Uriicredit Leasing. Molto attivo anche il gruppo Intesa Sanpaolo, che opera nel settore tramite diversi canali, a seconda del tipo di interlocutore e della dimensione di impianto dafinanziare.A fare da collettore

per l'intero gruppo è lo staff della Divisione Corporate e Investment Banking, che procede poi allo smistamento delle pratiche verso i migliori interlocutori. In particolare, a occuparsi difinanziamenticorporate per impianti medio-piccoli è Banca dei Territori e, per livelli dimensionali leggermente superiori, Mediocredito centrale. Per il leasing c'è Leasint, per il project finance c'è Banca Imi, per progetti che coinvolgono un soggetto pubblico c'è Biis. Nel complesso, fanno sapere da Intesa Sanpaolo, l'intero gruppo ha erogato nel 2010 prestiti per 3,38 miliardi di euro nell'efficienza energetica e l'energia rinnovabile. Leasint vi ha contribuito per 1,2 miliardi, spalmati su 417 contratti e che si conferma il leader del settore in Italia. Non solo. Leasint nel orimo semestre

2011 ha già registrato una crescita del 47% nei volumi e detiene una quota di mercato del 40%. Il 2011 è stato un anno buono anche per Mps Leasing&Factoring, che nei nove mesi ha finanziato progetti nelle rinnovabili per 223 milioni, il 57% in più rispetto allo stesso periodo del 2010, con 99 contratti e una quota di mercato del 6,88%. In crescita anche l'attività di Mps Capital Services, che a fine settembre aveva erogato finanziamenti corporate e in project finance per circa 193 milioni, contro i 211 milioni dell'intero 2010 e i 171 del 2009. Tra gli altri istituti, infine, si distingue Centrobanca (gruppo Ubi), con 335 milioni concessi nel 2011. Numeri ben diversi dai circa 900 milioni del 2009. (riproduzione riservata)

CHI FINANZIA LE ENERGIE RINNOVABILI IN ITALIA E COME

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Federino G [tizzoni, addi Unicredit


ENERGIA PULITA Entro un mese entrerà 'n funzione il primo fotovoltaico sul tetto della Rfj ni inazione

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ROLO In funzione dall'inizio dell'anno. Investimento da tre milioni di euro co-finanziato dall'Ile

Fotovoltaico, impianto a regime Sirìsparmieranno235 tonnellate di petrolio affanno entrato a regime il grande impianto fotoE voltaico di Rolo. I lavori di realizzazione si sono conclusi il 9 novembre 2012 e il 28 dicembre l'impianto è stato connesso alla rete Enel. Realizzato dalla Associazione temporanea d'impresa (Ati) Cpl Concordia e Cmr fidile S.r.l. l'impianto trova sede nella nuova "Area produttiva ecologicamente attrezzata" denominata "Fabbrico - Rolo". Si tratta di un'area sul territorio comunale rolese, confinante con l'Autobrennero

e su cui passa l'elettrodotto, quindi non utilizzabile per insediamenti produttivi. Il Comune di Rolo ha investito in energia rinnovabile e dall'inizio del 2013 l'impianto ha iniziato a cedere energia alla rete Enel. Il giorno 4 febbraio l'impianto ha prodotto 832 Kw, quasi il massimo r a g g i u n g i b i l e (997,92 Kw). I progettisti e gli esecutori dell'impianto si sono detti molto soddisfatti della performance vista la stagione invernale e le limitate ore di irraggiamento del mese di

L'impianto fotovoltaico di Rolo

febbraio. Il piano di investimento è di circa 3 milioni di euro, per il 45% finanziati da fondi dell'Unione europea, e per il resto sostenuti dai fondi comunali tramite mutui; l'utile netto annuo previsto è di nomila euro per 20 anni. «Oltre all'aspetto economico - sottolineano dal Municipio - è importante sottolineare che questo impianto permetterà al Comune di Rolo di "risparmiare" 235 tonnellate di petrolio all'anno, pari a 4.314 t in 20, equivalenti a 529.772 kg in meno di anidride carbonica.

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Eneraìa solare dai tetti del Caab. E' rimpianto più grande d'Italia 18 set - È stato inaugurato oggi l'impianto fotovoltaico su tetti più grande d'Italia. I 25mila pannelli sono stati installati in 40 giorni sul tetto del CAAB di Bologna e sono in funzione già dal 24 agosto scorso. La superficie totale è grande come 10 campi da calcio (70 mila mq) e consentirà di realizzare un risparmio di emissioni di C 0 2 di 3500 tonnellate annue; come percorrere 475 volte la circonferenza della Terra con un auto a diesel. II progetto è stato realizzato da diverse aziende operanti nel settore delle energie rinnovabili con le istituzioni e gli enti locali;Unendo Energia spa è la società che ha stanziato 15 milioni di euro per la costruzione, in solo 1 mese e mezzo di lavoro. "C'erano più persone sui tetti che in strada" ha detto il direttore generale della CAAB, Alessandro Bonfiglioli; 60 operai e tecnici della CPL Concordia (società che ha collaborato alla realizzazione dell'impianto) hanno lavorato senza sosta per 40 giorni e la loro puntualità, come ha raccontato il presidente della CLP Concordia,Roberto Casari, è stata premiata con un viaggio di 4 giorni a Parigi al termine dei lavori. La produzione di energia dell'impianto supera il fabbisogno energetico del CAAB di 3,3 milioni di Kwh. Questo esubero sarà utilizzato per alimentare strutture dell'area circostante e i veicoli elettrici per il trasporto, come anche soddisfare il bisogno di energia elettrica di 850 famiglie in un anno o far circolare per circa un anno 1000 auto (con una percorrenza media di 20 mila km). La stessa energia di un anno alimenterebbe un auto per 14 milioni di km; come un viaggiare per 40 volte A / R dalla Terra alla Luna.


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L'ENERGIA alla frutta e alla verdura arrivadal sole. E non è più solo un fenomeno naturale adesso, con l'impianto fotovoltaico che svetta sui tetti del Centro Agroalimentare di Bologna con i suoi 25 mila pannelli solari. Esteso come dieci campi da calcio, circa 70 mila metri quadri di superficie, già adesso fornirà con 6,6 milioni di kilowatIOr3TUTT31 GHGfCf ! 3 n@GGSS3.n3.31 0 3 3 D © 3H@ 3Z!@nClG Cn@

vi operano. A regime, l'impianto progettato da UnendoEnergia con un investimento di 15 milioni di euro, e montato in tempi record dalla Cpl Concordia, sarà in grado di produrre 10,4 milioni di kilowattora su un'area che arriverà a misurare 11 mila metri quadri, che nelle intenzionedel Caabedel Comune, potrebbero aiutareanche ad una riduzione dell'impatto ambientale e del traffico dovuto al trasporto merci sul territorio. Ad esempio,

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sosteneva l'assessore alla Mobilità, Andrea Colombo, con un futuribile progetto di navette elettriche da e per il centro fuori San Donato, per portare gli alimenti verso la città. Secondo il direttore del Caab, Alessandro Gonfiglieli, il nuovo impianto consentirà di ottenere energia con costi del 30% in meno rispetto al mercato; più in generale l'operazione consentirà un risparmio economico del 20%, massimizzando così produttività e redditività delle aziende. L'idea è di fare del Caab, una cittadella che funzioni completamente con l'energia sostenibile, una city logistic ad impatto ambientale vicino allo zero. «Con il lavoro già impostato nella gestione dei rifiuti e delle acque, il Caab stadiventando un laboratorioavanzato per le buone pratiche di riduzione degli sprechi» ha detto il presidente del Caab Andrea Segrè. (luca sancini)

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impianto costato 15 milioni, tra i più grandi in Italia


Al Caab l'impianto fotovoltaico più grande d'Italia

Grande come 10 campi da calcio e capace di fornire energia a tutto il Centro agroalimentare di Bologna e alle aziende che vi lavorano, con solo il 50% della sua potenzialità. E' il nuovo impianto fotovoltaico, il più grande d'Italia, in funzione da fine agosto sui tetti del Caab. Costato 15 milioni di euro, produce attualmente 6,6 milioni di kilowattora, con la possibilità di estenderlo ad una massima potenza di 10,4 milioni. Già adesso il Caab otterrà il 20% di risparmio sulla bolletta energetica, e quando l'impianto andrà a pieno regime consentirà di trasformare il grande mercato all'ingrosso fuori San Donato in un punto di riferimento e razionalizzazione dei trasporti delle merci su tutto il territorio bolognese. (Luca Sancirti, loto Roberto Serra/Iguana Press)


MARTIFER: IMPIANTO DA 750 KWP PER ARISTON THERMO

MartiFer Solar ha realizzato un

impianto fotovoltaico chiavi in mano da 750 kWp sulle coperture dello stabilimento Ariston Thermo di Resana fTV) per conto di Novapower. La struttura utilizza moduli prodotti da Martlfer Solar in Europa.

SOLAR ENERGY CERCA 100 AGENTI Solar Energy Group, società che progetta, realizza e installa impianti fotovoltaici e solari termici, è alla ricerca di 100 agenti per potenziare la propria rete commerciale in Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino, Veneto, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte e Toscana. È possibile candidarsi allegandosi al sito www.supersolar.it.

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NEWS

MEGA IMPIANTO PER IL CENTRO AGROALIMENTARE I TETTI DEL POLO DI DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI DI BOLOGNA SONO STATI SOLARIZZATI CON 25 MILA MODULI CHE PRODURRANNO ENERGIA ELETTRICA PULITA DA UTILIZZARE IN LOCO Unendo Energia ha inaugurato un impianto fotovoltaico da 6 MWp presso il Caab, Centro Agroalimentare di Bologna, che opera nella redistribuzione di prodotti ortofrutticoli. Si stima che l'impianto, realizzato su una superficie di 70 mila metri quadrati con 25 mila moduli, produrrà annualmente 6.600.000 kWh di energia elettrica, che verrà consumata sul posto. «Questa partnership con il Caab», sostiene Giuseppe Pirola, ad di Unendo Energia, «è un modello emblematico della nostra visione: produrre energia da fonte rinnovabile abbattendo i consumi e rendendo il più possibile l'impresa autonoma senza dipendere dalla rete distributiva. Il prossimo passo sarà quello di installare delle colonnine elettriche ed utilizzare l'energia in esubero per alimentare la mobilità elettrica all'interno del Caab e dal Caab alla città di Bologna».

BIKE SHARING A PAOOVA Sono state inaugurate a fine settembre a Padova tre pensiline fotovoltaiche che alimentano 15 postazioni di bike sharing elettrico. Realizzato grazie al Programma Operativo Regionale 2007-2013 il progetto ha coinvolto Solon, Italwin ed il Parco Scientifico Tecnologico Galileo. Ogni pensilina integra cinque moduli in doppio vetro che lasciano filtrare la luce del sole.

POWER-ONE LANCIA IL MICRO-INVERTER AURORA Power-One propone ilmicro-iiiverter Aurora, disponibile nelle versioni da 250 e 300, che viene abbinato al singolo modulo consentendo di controllare la performance di ogni pannello e offre la funzione di inseguimento del punto di massima potenza, massimizzando la resa dell'impianto in ogni condizione.

I COMUNI PIÙ VIRTUOSI DEL CAMPIONATO SOLARE 2012

PV Divìsìon

Sono Cigliano (VQ, Benti-

CAMPIONATO

voglio (BO). Narni (TR) e Forlì (FC) i comuni vincitori del Campionato Solare italiano 2012, premio assegnato da

Legambiente alle realtà più avanzate a livello di efficienza energetica. Durante la premiazione, avvenuta il 7 settembre scorso a Roma in occa-

collaboriamo con il Sole per garantirvi energia naturale e pulita

sione di ZeroEmission, una segnalazione speciale è andata al comune di Bologna per la realizzazione di "Bologna Solar City", un'applicazione web che consente di avere una vera e propria mappatura degli impianti e di analizzare l'energia potenziale solare di tutti i tetti della città. Le classifiche del Campionato Solare hanno messo in luce i risultati più importanti realizzati nei comuni in termini di risposta del solare ai fabbisogni delle famiglie (elettricità, acqua calda sanitaria, riscaldamento). Punteggi "bonus" sono stati assegnati ai comuni che hanno favorito lo sviluppo di fotovoltaico e termico attraverso precise politiche energetiche e per progetti realizzati in aree degradate.

RASSEGNA STAMPA FOTOVOLTAICO  
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