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Copia omaggio / anno XV / novembre 2014 Stampato su carta ecologica

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Intervista Elisa D’Ospina Un distretto per la concia

Quando l’acqua fa paura

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editoriale di Stefano Cotrozzi

Più scherzetto che dolcetto

S

ono già passate le 11 di sera quando suona il campanello di casa: “Chi è?”. “Dolcetto o scherzetto?”, rispondono dall’altra parte del citofono. Vista la giovane età degli interlocutori decido di calibrare la risposta in modo educato. Quello che da bambini guardavamo nei telefilm americani è diventato una realtà anche in Italia, come lo è diventato nell’immaginario collettivo il Babbo Natale della Coca Cola.

Terra di conquista Che gli Statunitensi pensino che la nostra provincia sia una loro colonia non è una novità. Ogni 4 luglio sono in migliaia quelli che fanno la coda per entrare nella base americana a Vicenza, un giorno di porte aperte per poter rientrare in quello che era suolo italiano ed ora è terra di non si sa bene chi. Aprono le porte per far contenti gli indigeni, per dar loro una giornata di festa e successivamente tornare a fare quello che vogliono. Dalla strage del Cermis alle scorribande notturne dei militari non c’è freno ma solo assoluta impunità. Aveva ragione Sergio Romano, qualche anno fa sulle pagine del Corriere della Sera, a dire che la nuova base americana a Vicenza era l’occasione buona per rivedere i patti scritti alla fine del secondo conflitto mondiale, più di sessant’anni fa. Invece i contrasti tra destra e sinistra italica hanno permesso agli Statunitensi di comportarsi come in terra di conquista, nulla è cambiato e neanche la città è riuscita a ricavarne nulla di concreto e di tangibile, se non i guadagni delle imprese di costruzione e oggi dei lap dance.

sommario

Direttore Responsabile Stefano Cotrozzi. Vicedirettore Nicoletta Mai. Caporedattore sportivo Stefano Canola. Redazione: Guido Gasparin, Giuseppe Signorin, Francesco Meneghini, Lisa Masiero, Mario Piotto. Editorialisti Lino Zonin, Alberto Fabris, Elisabetta Badiello, Gianfranco Sinico, Luisa Nicoli, Alberto Faedo. Art director Alessandra Peretti. Grafico Amos Montagna. Foto di copertina: Alberto Saltini

SPORT Maurizio Rossi

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L’INTERVISTA Elisa D’Ospina

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Focus Distretto Conciario Vicentino

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arzignano Pellizzari per il Vajont

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arzignano Energie nuove

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MONTECCHIO Il signore delle moto

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BRENDOLA Vita nuova per don Giampaolo CHIAMPO In auto... fino in Oriente SAN pietro m. Nel Consiglio dei Comuni Montorso Il mistero continua 40

si quando hanno dovuto rimpatriare i soldati dalla Liberia; in Germania, dove hanno il loro ospedale europeo, probabilmente avrebbero sortito una rivolta della popolazione locale. Quindi, perché non portare chi si teme abbia contratto l’Ebola in Italia, a Vicenza? Lì tanto nessuna protesta. E così fu. Nessun dolcetto per noi, ma solo questo simpatico scherzetto.

2000 - Bericaeditrice s.r.l.

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Niente dolcetto Deve essere quello che hanno pensato gli Statuniten-

Mensile d’informazione Registrazione del Tribunale di Vicenza n° 965 del 12-01-

Inchiesta Quando l’acqua fa paura

Stampa: Cora Print Srl - Trissino (VI) Redazione e Sede legale Piazza Campo Marzio, 12 36071 Arzignano (VI) tel. 0444 450693 fax 0444 478247 e-mail: info@corrierevicentino.it Per la pubblicità: Alberto Faccin 335 5319350 Alex Bertacche 349 5183614 Federico Hanard 335 5293582

LONIGO Leonicus: tre giorni nella storia 45

SAREGO Campione su due ruote 46

Speciale SCUOLA

© 2014 Le immagini ed i testi sono di proprietà riservata della rivista. Ne è vietata a tutti la riproduzione totale o parziale e l’uso pubblicitario in altra sede. L’editore è a disposizione dei proprietari dei diritti su eventuali immagini riprodotte, nel caso non si fosse riusciti a reperirli per chiedere debita autorizzazione.


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gli uomini e le donne (non) sono uguali Giuseppe Signorin

Cervello multitasking “La maggiore ricchezza di connessioni fra i due emisferi rende il pensiero femminile multitasking, capace cioè di aprire e gestire contemporaneamente più file”. Lo dice un neurochirurgo, il prof. Massimo Gandolfini. Glielo spiegherà quindi il signor Gandolfini a mia moglie che non mi può trattare come se fossi una donna, ma solo come un povero uomo, un povero uomo che come tale non è in grado di pensare sia a cosa scrivere per il giornale, sia a cosa indossare e sia a cosa mangiare. Tanto meno può pensare agli occhiali da cambiare, alle visite da prenotare, alle bollette da pagare, alle immondizie da preparare, ai capelli da tagliare. “L’elaborazione del ‘pensiero’ maschile (detto ‘pensiero lineare’) ha caratteristiche diverse rispetto al pensiero femminile”, sempre Gandolfini. Noi siamo lineari, non multitasking. Glielo deve spiegare il signor Gandolfini a mia moglie e a tutte le donne di questo pianeta che un povero uomo non può pensare a che sorpresa fare per l’anniversario alla sua amata e contemporaneamente all’insalata.

Mondo #cloud Diamo i numeri

di Alberto Faedo

Con #cloud computing (nuvola informatica) si indica un insieme di tecnologie che permettono di memorizzare/archiviare e/o elaborare dati informatici. Circa 981.000.000 risultati su Google (in 0,21 secondi). Nel 2013 il 78% dei worklaod mondiali sono stati di tipo #data center privati, il 22% #data center pubblici. Nel 2018 il 69% saranno di tipo #data center privati e il 31% #data center pubblici. Nel 2013 già 79 paesi sono “cloud ready” per le reti fisse e 42 per reti mobile. Nel 2018 saranno 109 per le reti fisse e 52 per le reti mobile. Nel 2018 l’utilizzo personale di #cloud storage sarà di 811 MB al mese; nel 2013 è stato di 186 MB al mese. Nel 2018 il traffico generato dai data center sarà di circa 8,6 zettabyte ( 1ZB=1 trilione di GB). L’espansione maggiore di #cloud computing avverrà in Medio Oriente e Africa con un +54% all’anno. Poi Europa Centrale e Orientale con +39%, poi Asia Pacifico +37%. Corriere Vicentino |

6 | Opinioni

vipera con garbo

Elisabetta Badiello

Chef per un giorno

Alcuni anni or sono mi inimicai il direttore (alias Mister Cotrozzi) per incaute affermazioni riguardanti la passione degli uomini per le scorribande gastronomiche e il cibo in genere. Sopravvissuta ai suoi strali e alle non tanto velate minacce, debbo ammettere che, da allora, anche le mie convinzioni hanno preso altre strade. Ormai di cucina si parla e si dibatte ovunque. Trasmissioni televisive, fiere e festival, seminari, momenti conviviali in famiglia, riunioni parrocchiali. Quando, interpellato un adolescente su che cosa voglia fare da grande, ci si sente rispondere “lo chef!”, significa che la professione ha ormai varcato la soglia della trattoria per solcare l’empireo celeste in attesa di beatificazione. Ma l’aspetto più eclatante di questa passione diffusa per l’accoppiata “buon cibo e bere consapevole” è che se ne parla, se ne dibatte un sacco e di conseguenza ci si nutre con sempre maggior consapevolezza. Devo quindi ricredermi sulle passate convinzioni e riconoscere che anche le scorribande mangerecce hanno il loro perché. Dietro un fumante piatto di ravioli di zucca – la mia pietanza preferita – c’è un sapere fatto di cultura agricola nel coltivare le materie prime, di manualità e tradizione nel confezionarle, uniti a una grande passione. Ecco quindi che il momento in cui il raviolo incontra il palato sprigionando quel giusto mix di dolce e salato, merita rispetto e predisposizione d’animo. Se è vero che siamo quello che mangiamo, condivido la curiosità di conoscere ciò che porto alla bocca e apprezzo che venga preparato con quella dedizione che può produrre soltanto bocconi eccellenti.


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Sport e dintorni

Gianfranco Sinico

Stefano Canola

La memoria del pirata

Inglese? No, grazie

D

isposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. Non so se era stato per questioni di sintesi, ma in pratica si chiama così quello che per mesi si è rincorso fra le redazioni e i discorsi delle massime autorità dello Stato con il nome di jobs act. Ma perché non l’avevano chiamato “Provvedimenti per il lavoro”, visto che siamo fondati sul lavoro e non sul job? È vero, job fa più tendenza, anzi, più trend. Sì perché ormai se non ci riempiamo la bocca con i vocaboli inglesi facciamo la figura di sprovveduti provinciali. Ma allora è meglio parlare direttamente in inglese, senza farcire i nostri mediterranei spaghetti con il pudding d’oltremanica (un abbinamento inumano). Perché ormai non possiamo commentare un indice di ascolto, ma lo share sì? Così per un ritrovo non viene concordato un posto (troppo banale), bensì una location, dove possiamo prenderci una bibita light, quella leggera è troppo popolare, come l’autoscatto, che nel giro dei modaioli si chiama selfie. Anche le squadrette degli esordienti e dei pulcini hanno il loro coach, altro che allenatore. E voi Vip (persone molto importanti), mi raccomando, non accontentatevi di una proletaria guardia del corpo, pretendete un body guard. E se la sopravvenuta recessione obbliga voi e il Governo a stringere la cinghia e limare i relativi bilanci, non perdetevi a fare una revisione delle spese, troppo grezza e impopolare: meglio una spending revew, di cui fra l’altro pochi capiscono il senso. Assistenza sociale? È un’espressione alquanto infelice: meglio welfare, non trovate? In questi giorni mi sono trovato all’alzabandiera per la commemorazione del 4 Novembre, fine della Grande Guerra, ma anche Giornata dell’Unità Nazionale. Così ho cantato anch’io quel Fratelli d’Italia, compreso “stringiamci a coorte” e il resto, per auspicare tempi migliori. Forse un giorno converrà cantare “Italian Brothers”: chissà che serva a diminuire lo spread e che possiamo rispettare il fiscal compact per buona peacekeeping tra frau Angela e mister (?) Renzi.

È

un classico di questa povera nostra Repubblica: i grandi casi, quelli che hanno segnato la storia d’Italia e appassionato la gente, si riaprono anche quando il verdetto appare assodato. Pure la vicenda della caduta e della scomparsa, sportive e umane, di Marco Pantani sembra destinata a essere riscritta, con sorprese clamorose. E al solito, in questa povera nostra Repubblica, pendiamo dalla labbra di assassini ed ergastolani: Renato Vallanzasca, dopo anni di silenzio, avrebbe confessato che le analisi alla base della squalifica del Pirata al Giro 1999, inizio della sua terribile discesa, furono truccate ad uso scommesse clandestine dalla camorra, implicata anche nella sua morte. Sapere che uno dei più grandi ciclisti di sempre non è stato sconfitto (soltanto) dalla sua fragilità interiore ma (soprattutto) da un tranello ordito da forze maligne rincuorerebbe mamma Tonina e i milioni di sportivi che l’hanno ammirato. Il suicidio degli eroi falcia la speranza degli uomini: a noi freschi orfani di Robin Williams (tu quoque, capitano mio capitano!) piacerebbe recuperare in pieno la memoria di Marco.

Fuorigioco Fa tendenza anche all’esterno del calcio l’arbitro Rocchi, quello che ha malamente diretto Juventus - Roma. Una piacente signora, colta dal marito in atteggiamenti troppo amichevoli col vicino di casa, ha ammesso di essere in fuorigioco, però passivo.

IN VIAGGIO CON DENIS Denis L.

Come preparare correttamente una cena messicana: Sorseggiare, ma senza soluzione di continuità, tre~quattro margaritas. Fine.

Corriere Vicentino |

7 | Opinioni


interno 8

Piccolo Skerno

Alberto Fabris

Parentopoli

Lino Zonin

Sto compulsando Wikipedia per scoprire una cosa che davo per scontato, ovvero: una moglie è anche una parente? Eh? Sicuri? All’università di Bari il dibattito è aperto, pare che sia una congiunta, che è diverso. Soprattutto se il marito ricopre incarichi e cattedre nell’università Aldo Moro, nota soprattutto per la profusione di cognomi uguali, per i cognati, i fratelli, i figli, i mariti e i cugini che si salutano incrociandosi nei corridoi tra un’aula e l’altra, e per le mogli e i mariti che si scambiano baci da una finestra all’altra. Come la famiglia Tatarano, papà Giovanni e due figli, tutti docenti di Diritto privato e tutti nello stesso corridoio, sia mai che ci si perda di vista, o la mitica famiglia Massari, otto, dico OTTO Massari, stesso cognome, stessa facoltà, stessa famiglia, stessa città. Nel 2007, finalmente, il rettore benedisse il nuovo codice etico, che vieta le assunzioni dei parenti, con vibranti e commoventi parole: “È un momento altissimo per l’intera comunità accademica barese, spero che da oggi in poi si parli più della bravura dei nostri ricercatori che degli scandali che in passato han travolto l’intera istituzione”. Finita la pacchia? No se sei un genio, come Raffaele Fiorella, primario del Policlinico: si dimette, va in prepensionamento e fa strada alla figlia, appena Maria Luisa si insedia lui torna ad insegnare, con un contratto a tempo, nel dipartimento che dirigeva. Chapeau! E le mogli? Il nuovo rettore Antonio Uricchio ha convocato il Senato accademico, il tema è: la moglie è una parente? Ah, a proposito nel ranking di Times Higher Education World, l’università di Bari veleggia tra il 351º e il 400º posto in Europa, incredibile vero?

Qual è il tuo profilo migliore? Quello social Il kamasutra per i single

di Roberta Costantini

Una volta per conoscere uno bastava sbirciare i versi delle canzoni scritti con lo sbianchetto sul suo zaino, ora sono i social a svelare le nuove razze umane. Da un lato, gli uomini che si sbizzarriscono tra post retrò alla rivoluzione francese in cui ghigliottinano virtualmente i politici; post anatomici/ escursionistici di seni e chiappe alte come l’Himalaya e, proprio

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per questo, irraggiungibili; e canzoni di gruppi il cui grado di fighezza è direttamente proporzionale all’impronunciabilità dei loro nomi. Dall’altro, le donne che si dilettano in status odoranti di esistenzialismo, cui spiegano il loro Io citando gli altri però. In fin dei conti, essere social è importante. Lo dicono tutti, perfino mia zia. E a lei piace avere ragione. Corriere Vicentino |

8 | Opinioni

Storie Maledette

La critica televisiva si sta accorgendo di Franca Leosini, protagonista assoluta delle “Storie Maledette” che vanno in onda al sabato, nel cuore della notte, su Raitre. Aldo Grasso ne ha elogiato “il lessico aulico, i colpi di sopracciglio con cui accompagna l’eloquio, la cofana laccata”. Difficile aggiungere qualcosa al perfetto ritratto del Maestro, se non che la Franca è anche un’icona gay, qualsiasi cosa voglia dire questa affermazione. Anch’io la Franca la seguo da tempo, incantato come tutti dal sadismo con cui rigira il coltello nella piaga di vite distrutte da un gesto di follia o di esistenze vocate al crimine e giunte, come direbbe lei, “all’epilogo fatale in un attimo di assenza nel quale si è consumato il destino di un tormento senza confine”. Alla Franca poco interessa del dramma vissuto dai suoi ospiti, quello che le preme e farsi inquadrare in primo piano mentre ammicca alla telecamera e lancia i suoi terribili anatemi. Il montaggio della trasmissione è serrato e senza respiro, tutto concentrato sui primi piani della conduttrice e quasi ignaro del “tormento senza confine” degli intervistati. Uno degli ultimi a cadere nella rete è stato Pino Pelosi, il presunto killer di Pier Paolo Pasolini. Solo che lui, l’ex ragazzo di vita sgamato da vent’anni di carcere e rotto a tutte le esperienze, lasciava tranquillo che lei si specchiasse narcisa nel campo e controcampo a colpi di sopracciglio sollevato; e, quando toccava a lui, guardava nella telecamera sorridendo e sembrava che pensasse: “Vediamo questa pazza dove vuole arrivare!”.


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Foto di Loredana Balulli

.it Arianna Lorenzetto terza al concorso “Scriviamoci con cura” Un racconto inedito di Arianna Lorenzetto, già autrice del libro “Ma cosa mi sono messa in testa”, si è aggiudicata il terzo posto del concorso letterario “Scriviamoci con cura. Un racconto per levare l’ancora con la scrittura”.

ERRATA CORRIGE: Nel numero scorso la foto era di Filippo Reginato. Ci scusiamo con i lettori e con il diretto interessato.

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L’ Oroscopo

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SATANISTI MADE IN VICENZA

Tre piccioni con la testa mozzata, una lingua di bovino e un pugno di granturco. Gli ingredienti giusti per un sabba in qualche foresta della Transilvania, vien da pensare. E invece no: siamo a Sant’Agostino, a una manciata di chilometri dalla zona industriale di Vicenza, e lo spettacolo che si è trovato davanti, in mezzo al boschetto, un ignaro passante con il suo cane aveva proprio tutta l’aria di un rito satanico, o ciò che ne rimaneva. Mettici che era pure la sera di Halloween, e vai con la fantasia. Indagini in corso ad opera della Polizia. Insomma, ci mancava solo un gatto nero, ma in terra vicentina mica è il caso di scherzarci troppo su.

CONTRO IL BULLO, UN SMS

VARIATI RADDOPPIA Achille Variati fa il bis, e dopo la poltrona di Sindaco di Vicenza si piglia pure quella di Presidente della Provincia. All’elezione diretta contro la rivale Milena Cecchetto vince, si porta a casa le chiavi di Palazzo Nievo e si mette subito a lavorare sul doppio fronte.

Ma non stravince, e gongola chi temeva la sua ascesa, risultati alla mano, nel gotha del Pd veneto, magari già pronto a lanciarsi sul direttissimo per le regionali della prossima primavera. “Ma va là, quante cose volete che faccia?”, nicchia il sindaco. Non è dato sapere se pure il presidente è d’accordo.

LO SCIPPATORE SCIPPATO Lezione numero uno dell’aspirante scippatore: bisogna saper scegliere bene le proprie vittime, senza farsi ingannare dalle apparenze. Lo dovrà tenere a mente l’uomo che in viale della Pace a Vicenza ha provato a strappare a un’anziana la preziosa collana che aveva addosso. Lei non solo si è difesa strenuamente, ma si è pure ripigliata il maltolto costringendolo a fuggire. E il negoziante accorso ad aiutarla? Preso pure lui a male parole. Quando si dice “avere una brutta giornata”...

un mese di notizie in Breve

a cura di Mario Piotto

Avete a che fare con un bullo che tutti i giorni vi rovina la vita e le relazioni scolastiche? Bene, la fine delle vostre sofferenze è a portata di telefonino, e non occorrono nemmeno quelli più moderni e tecnologici. Basta segnarsi il numero 43002, il nuovo servizio di sostegno anonimo e telematico promosso dalla Polizia in tutta Italia e attivo anche a Vicenza con la collaborazione di tutti i comparti delle forze dell’ordine. Basta un sms e il gioco è fatto, anche per segnalare piccoli episodi di microcriminalità tra i banchi, spesso vinti dall’omertà.

“PORTI L’EBOLA”, RISSA SFIORATA Quando l’ignoranza si confonde con umorismo di gusto zero. Un 50enne di colore entra in un bar di Vicenza, che frequenta abitualmente, e viene apostrofato da un avventore, un vicentino su di giri, che gli dice “esci, che porti l’ebola”. L’altro lo ascolta, per tornare però poco dopo con il figlio e un amico, e molte poche buone intenzioni. La Polizia scongiura la rissa, e ora il vicentino rischia la denuncia per insulti razzisti.

Corriere Vicentino |

12 | Notizie in breve


ODI IL CALCIO? TI PICCHIO

Passi che il Vicenza sia uscito sconfitto, ma che tu venga a dirmi che non segui il calcio, no, proprio non lo reggo. Che ci crediate o no, questo è l’assurdo motivo per cui un 23enne di Creazzo se l’è presa con un vicentino che si era fermato per soccorerlo. L’uomo infatti aveva visto lui (e la sua scimmia) a terra dopo la partita. Lo ha aiutato a rialzarsi e hanno fatto due chiacchiere parlando di pallone. Alla scoperta che all’altro non interessava per nulla, il giovane è andato su tutte le furie rompendogli due denti con due testate. È scattato l’arresto.

co s e d e l l’ a lt r o m on d o

STRADA DEL TORMENO

CHI LA FA, LE PRENDE

A Vicenza, confini con Arcugnano, c’è una strada che da due anni non esiste. È la strada del Tormeno, che dall’ottobre del 2012 costringe gli automobilisti a un tortuoso aggiramento del quartiere per dribblare un tratto lungo la bellezza di 50 metri. Tutta colpa di un problema ai sottoservizi, che non si sa chi deve pagare e così la strada resta off-limits. L’ultima tegola sui residenti, esasperati dalla folle velocità che ora si trovano sotto i balconi, il nuovo rinvio della perizia a dicembre. C’è chi aggira le case, e chi la burocrazia.

Quindici anni neanche, appena uscito da scuola, e ti scappa un impellente bisogno fisiologico. Che c’è di male se ti apparti un attimo e ti lasci andare? Vorrai mica tornare dentro, che magari ti perdi pure l’autobus. Ecco. Andate a spiegarlo che non si fa, ma non è poi così grave, a quel 55enne tutt’ora ricercato che se l’è presa con un giovane studente vicentino “reo” di aver scambiato l’angusto spazio tra due vetture nel parcheggio della scuola, per un vespasiano. Lui non c’ha visto più e con una livella da muratore gliele ha suonate in testa e sulla schiena: 15 giorni di prognosi. Vogliamo parlare di chi dei due non fosse in bolla?


QUANDO L’ACQUA

Foto di Alberto Saltini

FA PAURA

di Mario Piotto, Guido Gasparin, Giuseppe Signorin

A quattro anni dalla grande alluvione permangono timori sul possibile ripetersi di esondazioni. Il bilancio di ciò che è stato fatto e delle opere che stanno per partire per la sicurezza idraulica. I ritardi causati dalla burocrazia e gli esempi di lungimiranza e di gestione virtuosa del territorio.

G

enova e Carrara sotto i colpi del fango e della pioggia e Vicenza a scrutare il cielo, condividendo nel ricordo gli stessi brividi d’ansia e rabbia. Ma soprattutto chiedendosi se almeno per quest’anno l’acqua avrà pietà. La stagione delle piogge torna prepotente a infestare i peggiori incubi dei tanti che in terra berica chiedono certezze, dopo aver spalato melma e sparso sabbia ormai ciclicamente dal 2010. Silvio Parise, presidente del Consorzio

Bonifica Alta Pianura Veneta, prova a spazzare via, almeno in parte, le tante nubi. “In questi mesi Vicenza non è stata affatto ferma: abbiamo lavorato incessantemente per restituire ai cittadini di città e provincia la sicurezza che chiedono. Bacchiglione e Retrone sono sotto costante monitoraggio lungo gli interi corsi ed entro il mese inaugureremo l’apertura del cantiere per il bacino di Trissino, il cui avvio dei lavori è previsto con l’inizio del nuovo anno”. Lunga la strada che in questo caso ha portato al sospirato


nero su bianco, “ed è assurdo - prosegue Parise - se pensiamo che il bacino di Montebello, che è del ‘26, è stato tirato su con le carriole in otto mesi. Bene, a Trissino noi siamo partiti con i progetti nel 2010, e nel 2015 avvieremo i lavori. Tanto per dare un’idea di cosa vuol dire la burocrazia”. Il 2015 sarà anche l’anno buono per vedere la fine del bacino di laminazione di Caldogno, dice il governatore Zaia. “Diciamo che in cinque anni potremo considerare chiusi dei progetti unici e di importanza fondamentale per il Veneto, quanto ai piani di regimentazione delle acque. Caldogno, Trissino, e poi, non va dimenticato, l’allargamento dell’invaso di Montebello: qui si parla di 3 milioni di metri cubi di capacità, per un progetto da affiancare all’esistente, attraverso cui poter contenere le esondazioni del Chiampo. Ne stiamo discutendo con l’amministrazione”. Una via di salvezza per Vicenza, quindi, ma non solo: “In tutta Europa siamo il territorio a più alta concentrazione idrica, e contenendo le acque a Vicenza siamo in grado di salvare Vicenza, ma anche Padova e Verona. Ecco perché abbiamo il dovere di mettercela tutta per fare presto, per istruire la gente sull’importanza di queste opere, per superare le perplessità dei molti comitati del ‘no’. Abbiamo lavorato bene, di concerto con la Regione e il Genio civile, Foto di Alberto Saltini anche sul fronte della manutenzione e delle piccole opere di contenimento. Mi vengono in mente le risorgive del Bacchiglione, o le falde tra Trissino e Castelgomberto, su cui abbiamo lavorato anche a soluzioni di contenimento innovative”. Insomma, la pioggia da queste parti continuerà a fare paura, ma (si spera) più come fantasma del passato che come reale minaccia per il domani: “Penso che oggi ogni vicentino possa guardare con positività al futuro. Ciò che è stato fatto e ciò che sarà concluso entro i prossimi mesi rappresentano davvero la soluzione strutturale attesa a garanzia della sicurezza dei nostri territori”. Parise, 57 anni, ha assunto il vertice del consorzio lo scorso giugno, dopo il tragico incidente sul lavoro costato la vita ad Antonio Nani, che a dicembre avrebbe concluso il proprio mandato. Il prossimo mese infatti l’organo andrà al rinnovo delle cariche: “Antonio era uno che s’impuntava fino a che i problemi non erano risolti - ricorda affettuosamente Parise - e la speranza è che la linea del Consorzio possa sempre essere questa. Continuare da presidente? Si vedrà, intanto abbiamo presentato la nostra lista, che il prossimo 14 dicembre sfiderà le altre quattro che si sono candidate”. Il Consorzio Alta Pianura Veneta è un organo che coordina la sicurezza idraulica su un comprensorio di 98 Amministrazioni comunali, 63 delle quali della provincia di Vicenza, e le restanti dal veronese e dal padovano; 20 sono i consiglieri eletti che compongono il cda, che oltre a presidente e vice annovera tre sindaci in rappresentanza dei 98 comuni, un rappresentante per ciascuna delle tre province coinvolte, e un rappresentante della Regione Veneto. Corriere Vicentino |

criticità e soluzioni per arzignano Il geologo Pierluigi Marchetto si occupa da anni della zona di Arzignano, di cui conosce le caratteristiche ma anche le criticità. Quali sono i problemi di natura idrogeologica? Si tratta principalmente di due problemi. Il primo riguarda la stabilità dei versanti e nasce a causa delle particolari rocce che compongono la nostra zona. Il 99% del territorio collinare è formato da rocce vulcaniche di due tipi: lave basaltiche e depositi vulcanoclastici (noti col nome di “tufi”). Questi ultimi, predominanti, sotto l’azione degli agenti esogeni si alterano sempre di più in terreno argilloso sciolto. Una coltre superficiale molto sensibile all’acqua, in quanto viene da essa saturata e questo fatto determina un drastico decadimento delle proprietà fisico-meccaniche del materiale - vale a dire della coesione e dell’angolo di attrito interno. In tal modo moltissime aree sono candidate a frane. Come si può intervenire? Bisogna regimare il più possibile le acque meteoriche, incanalandole verso gli scoli naturali, anche a mezzo di eventuali drenaggi. E chiaramente i fossi di scolo devono essere periodicamente resi efficienti. Non bisogna dimenticare poi che molte di queste frane sono favorite dall’uomo, o per abbandono di certe pratiche di coltivazione, e quindi di governo del territorio, o perché sono stati operati sbancamenti e riporti non supportati da adeguati interventi di ingegneria. Il secondo problema? Riguarda il fenomeno dell’acqua alta in determinati settori del territorio. Mi riferisco in particolare alla zona circostante via Duca d’Aosta e via Tiepolo e dintorni. La falda nel sottosuolo, la cui superficie oscilla nel corso dell’anno anche di 10 metri, un tempo era tenuta costantemente bassa dal forte mungimento operato dai pozzi delle concerie sparse nel tessuto urbano. Da quando sono state portate nella nuova zona industriale (negli ultimi 20-30 anni), la falda ha ripreso a salire, posizionandosi ad alcuni metri dal piano campagna. Quindi i locali internati preesistenti vanno periodicamente soggetti ad allagamenti, in quanto costruiti senza tener conto delle tecnologie che oggi consentirebbero di essere realizzati nonostante la presenza periodica della falda a quote alte. Poi c’è l’area di Tezze: una delle concause principali va ricercata nel torrente Agno, il quale è pensile di diversi metri all’altezza del centro del paese, lo avvolge e possiede caratteristiche idrauliche disperdenti. Fatto che avviene anche con il letto asciutto, in quanto in tal caso viene ad agire la falda di subalveo. Come possono i cittadini informarsi di più su questi problemi? Tramite le carte tematiche da me eseguite per il PGR del ‘91 di Arzignano e in quelle del PAT del 2007 con le successive revisioni.

15 | Inchiesta


LAVORI SUL PONTE del RODEGOTTO

La soluzione ai problemi di esondazione del Rio Rodegotto nella zona industriale di Montebello? Sta nel rifacimento e allargamento del ponte in via Trento e allo stesso tempo nell’allargamento dell’alveo del corso d’acqua, che in quel punto si restringe ad imbuto. “Il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta – spiega Diego Zaffari, vicesindaco di Montorso e rappresentante dei Comuni in seno al Consorzio – ha stanziato per questo progetto

CHI FA DA SÈ FA PER TRE Potremmo chiamarla la frana fantasma. Il 21 settembre in pochi a San Pietro Mussolino si sono accorti che nelle prime ore della giornata uno smottamento di circa 5 metri cubi aveva interessato via Cappello. Se ne sono resi conto in pochi perché nel giro di un’ora tutto è stato risolto e senza spese per il Comune. “Alle 8 - spiega il sindaco Gabriele Tasso - sono stato avvisato dai Carabinieri. La prassi avrebbe voluto che venisse fatta un’ordinanza di chiusura della strada, fosse incaricata una ditta e venissero usati i fondi straordinari del Comune. Abbiamo invece usufruito dell’aiuto e della buona volontà di un cittadino che con un trattore ha liberato la strada, rendendola

un bacino che funziona La vera notizia a un anno e mezzo dall’entrata in servizio del bacino del Palù di Brendola è che... non fa notizia. E sì che da queste parti il rischio esondazioni è tutt’altro che acqua passata. Semplicemente non fa notizia per due motivi: uno, perché funziona e quindi gli aspiranti cronisti di disastri qui fanno un buco nell’acqua; e due, perché nonostante il taglio del nastro risalga al maggio del 2013, la sua ideazione nasce in tempi che meno sospetti non si può, quando ancora c’era tutta la calma per pensare bene a prevenire piuttosto che a curare. “Ricordo ancora perfettamente le date - racconta il sindaco di Brendola Renato Ceron, che assieme al Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta ha promosso il progetto del bacino di laminazione. Abbiamo avanzato la domanda di finanziamento il 17 luglio del 2009 e il 17 novembre abbiamo avuto risposta affermativa, ricevendo i 3 milioni di euro dal Ministero per l’Ambiente appena qualche giorno dopo”. Vale

200 mila euro. I lavori potrebbero partire ad inizio della prossima primavera”. E il progetto delle aree golenali da realizzare a Montorso e Montebello? “Per il momento è bloccato – continua Zaffari – perché si ritiene che possa essere sufficiente l’intervento sul ponte e l’alveo del Rodegotto”. “Per quel che riguarda il territorio di Montorso – sottolinea il sindaco Antonio Tonello – sono già stati eseguiti interventi di sistemazione e pulizia dell’alveo del Rodegotto, mentre il Genio Civile si è occupato dell’eliminazione della vegetazione in eccesso nell’alveo del Chiampo, per garantire una maggiore sicurezza nella zona industriale di Montorso e negli abitati a valle. Con la collaborazione del Consorzio e dei privati, abbiamo avviato un progetto di manutenzione delle valli, mentre sul fronte delle frane abbiamo dato inizio ai lavori sullo smottamento di via San Nicolò, anticipando con fondi comunali quanto la Regione non ci ha ancora corrisposto. Per la sistemazione di altri movimenti franosi mancano purtroppo le risorse”.

nuovamente percorribile nel giro di un’ora. La gran parte della cittadinanza non ha nemmeno saputo dell’esistenza di quella frana”. Intanto a San Pietro sono stati avviati due importanti interventi per la prevenzione dei rischi idrogeologici: si tratta dei lavori di sistemazione, a spese del Servizio Forestale, di un tratto dell’argine del torrente Chiampo in zona industriale e del prossimo acquisto, grazie ai finanziamenti statali del progetto “Smart Town” per la digitalizzazione dei Comuni, di un sistema di sensori in grado di segnalare in tempo reale eventuali cedimenti degli argini o l’eccessivo innalzamento del livello dell’acqua. In tal modo sarà possibile attivare ancora più velocemente il servizio di Protezione Civile.

a dire poco meno di un anno prima della grande alluvione che ha sommerso di fango Vicenza e provincia. “Non mi considero certo… un veggente - prosegue Ceron - ma da uomo di campagna sono sempre stato abituato a dare un occhio ai segnali dei nostri fiumi. Un tempo i contadini li pulivano con la ‘baila’ e si andava avanti fino alle prime nevicate. Oggi invece non c’è più modo di farlo, e la scarsa manutenzione è tra i fattori primari dei devastanti fenomeni che si vedono non solo dalle nostre parti”. Tanto più che l’area su cui sorge l’invaso non a caso si chiama ancora oggi Palù (...de), segno che le esondazioni mica sono una scoperta della modernità.

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16 | Inchiesta


Vicenza

BiancoRossa

Maurizio Rossi A

Vicenza è entrato nella storia con il gol al Menti nella finale di Coppa Italia del 1997 contro il Napoli che ha portato i biancorossi alla conquista del trofeo. Ma Maurizio Rossi, classe 1970 nato a Parma, esterno della formazione di Guidolin arrivata in serie A e poi così in alto con la vittoria in Coppa Italia, viene ricordato anche per il suo soprannome. Quel “piedi a banana” che il giocatore, oggi allenatore della Beretti a Venezia, si è praticamente autoassegnato dopo un pareggio a Udine, finito 0-0, e un suo errore a pochi minuti dalla fine davanti alla porta friulana che avrebbe consegnato al Vicenza una vittoria di prestigio. “A fine partita alle interviste tutti a chiedermi di quella palla – ricorda – e io ho risposto così: cosa volete, ho i piedi a banana”. Maurizio Rossi a Vicenza ha comunque lasciato il segno. In termini di gol e prestazioni. Soprattutto nei tre anni di successi biancorossi dal 1994 al 1997, segnando anche il suo primo gol in serie A contro la Fiorentina. Ma quel soprannome e quell’episodio sono un segno distintivo del personaggio. Sempre con la battuta pronta e il sorriso. E mai a prendersi troppo sul serio. È così che ha conquistato la tifoseria biancorossa, in campo e fuori. Lui che arrivava dall’Aosta in C2 e si affacciava in serie B per la prima volta a Vicenza. “Mister Guidolin mi diceva che venivo dai campi in cui c’erano quattro galline a guardarci – racconta Maurizio Rossi – e in effetti essere al Menti era un’altra cosa. Il primo anno abbiamo conquistato la promozione in serie A. E poi sempre più in alto fino alla Coppa Italia. Tutti i giocatori ambiscono alla nazionale. Ecco, per me Vicenza è stata la mia nazionale, il top. Il gol in Coppa Italia? Me lo ricordano i vicentini. Ma ammetto che ogni tanto anche io mi guardo quel filmato e lo faccio vedere agli amici. È sempre un bellissimo momento. Ma a parte il gol ricordo l’inizio della partita, la coreografia allo stadio, la musica e i tifosi, il loro entusiasmo che ci ha caricato. Sono stati i primi a crederci nonostante la sconfitta nella gara d’andata a Napoli per 1 a 0”.

A Vicenza poi Maurizio Rossi ci è anche ritornato, stagione 20002001, ma non altrettanto fortunata. “Era la squadra di Luca Toni in serie A, alla fine siamo retrocessi. Ma il mio legame con Vicenza è sempre stato fortissimo. Anche quando me ne sono andato. A Lecce mi avevano offerto un contratto in bianco e io ho risposto: non mi interessa. Volevo tornare a Vicenza”. In carriera Maurizio Rossi ha vestito anche le maglie di Treviso, Pescara, Siena, Venezia, Padova. Per diventare poi allenatore alla Miranese e ora nelle giovanili del Venezia, dove per qualche giorno è stato anche sulla panchina della prima squadra in Lega Pro, in seguito all’esonero del tecnico Dal Canto, tra l’altro suo compagno a Vicenza, e prima dell’arrivo in laguna di Michele Serena. “L’ambizione ovviamente è quella di allenare una squadra ad alto livello, così come per i ragazzi di un settore giovanile è di arrivare in serie A. A Venezia ho avuto l’opportunità di guidare la Berretti, ma non ho mai pensato di poter restare in Lega Pro con la prima squadra, perché il presidente ha voluto dare un segnale forte e ha preso un tecnico di esperienza”. A Vicenza lo lega una forte amicizia con Luciano Gaggia “se non avessi conosciuto lui sarei arrivato in nazionale” dice ridendo l’ex biancorosso. Che vive a Mirano ed è diventato definitivamente un veneto adottivo. “In effetti da giocatore mi mancavano soltanto Cittadella e Verona, poi le avevo girate tutte”. Oggi è il figlio Mattia, due anni e mezzo, che tenta di ripercorrere le orme paterne. “Giochiamo a gol, mi dice. E poi mi chiede dei piedi a banana. Perché tra le poche cose che conservo, c’è una caricatura che mi è stata fatta a Vicenza. E mi hanno disegnato con due banane al posto dei piedi”. L’ultimo pensiero è per la squadra biancorossa, ripescata in serie B, e per l’esonero di Gianni Lopez. “Lopez, anzi il capitano, non ha potuto preparare il campionato e avrebbe avuto bisogno di più tempo sulla panchina del Vicenza quest’anno. Mi spiace per lui e per il bene della squadra”.

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17 | Sport


Le donne vere?

Sono curvy

Elisa D’Ospina di elisa turra

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opo che anche il prestigioso calendario Pirelli 2015 ha immortalato tra i suoi dodici scatti una modella statunitense super formosa, sembra che la rivoluzione curvy sia in atto. Una battaglia che Elisa D’Ospina, modella vicentina, sta portando avanti da anni. Elisa sensibilizza su temi quali obesità e anoressia, e mostra quanto l’utilizzo di photoshop possa ingannare. Com’è iniziata la tua carriera di modella? È iniziata tardi, nel 2008, dieci anni dopo un incontro con un talent scout che mi aveva consigliato di perdere trenta chili se avessi voluto fare la modella. All’epoca ero quindicenne e con me c’era mio padre che prontamente ha risposto al posto mio. Poi, a venticinque anni, mentre facevo l’hostess a una fiera, un altro talent scout mi ha proposto di fare la modella per taglie comode. Che caratteristiche deve avere una modella curvy? Nel mondo della moda l’altezza è fondamentale: non più bassa di 1,75 m. E deve avere una taglia dalla 44 alla 48. C’è richiesta? Non la stessa del mercato regolare, ma negli anni qualcosa è cambiato. Attualmente siamo una decina di modelle professioniste che indossano taglie comode. Ogni tanto viene organizzato qualche nuovo casting. Cosa significa essere modella nel 2014?  Nel mio caso vuol dire viaggiare, incontrare gente, avere la possibilità di comunicare.

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18 | Intervista


La donna è irresistibile quando? Quando ha qualcosa da dire.

Un sorriso è una curva che raddrizza tutto Phyllis Diller

Che studi hai fatto e cosa fai oltre all’attività di modella? Sono laureata in comunicazione psicologica e scrivo per le testate online del Fatto Quotidiano, Vogue e Leonardo. L’apprezzamento più bello che ti hanno fatto? “Scrivi come Alda Merini”, una delle poetesse che amo di più. Il tuo libro “Una vita tutta curve” di cosa parla? È un’autobiografia ed è un libro di speranza. Parlo dei problemi adolescenziali ma anche della rivincita di chi come me non ha mai smesso di credere nei propri sogni. Inoltre è un libro che cerca di dare piccole pillole sul volersi bene. Ad esempio? Consigli alle donne su come iniziare la giornata con il sorriso e non essere vittime dei pregiudizi. Mi pongo come esempio e dico come ho reagito io davanti alle difficoltà. Sul tuo profilo Facebook si nota una propensione nell’affrontare i temi sociali in genere. Sei sempre stata così sensibile a questi argomenti? Fin da piccola ho frequentato strutture che curano i disturbi alimentari. Il mio impegno attivo è per sensibilizzare i giovani visto che in Italia sono tre milioni i casi di Dca ( disturbo del comportamento alimentare ndr) e ancora non c’è sufficiente conoscenza del tema. Queste problematiche colpiscono anche i maschi? Assolutamente sì. Purtroppo l’anoressia maschile è in aumento e con essa tante altre patologie, come la vigoressia (ossessione per il fitness ndr). Per questo c’è bisogno di comunicazione, prevenzione e assistenza. Attualmente a Vicenza incontri gli studenti sul tema dell’educazione alimentare… Che emozioni provi e quali ostacoli incontri? Gli ostacoli sono le Istituzioni che non danno mai una mano per queste attività. Basti pensare che stiamo aspettando da anni un incontro con il Ministero della Salute per avviare un programma nazionale di sensibilizzazione e ancora non abbiamo avuto risposte. Andare nelle scuole è la parte più bella del mio percorso: con i ragazzi c’è confronto, c’è apertura verso temi molto delicati quali possono essere i Dca o le ecomafie.  Quindi non solo disturbi alimentari, anche temi difficili da affrontare come le ecomafie. Sì, è bene sensibilizzare e informare anche sui territori colpiti dai veleni che minacciano la salute di popolazioni intere. Il più conosciuto di questi in Italia è la “Terra dei fuochi”. Progetti per il futuro? Continuerò a scrivere. Lo faccio da anni e spero di poterlo fare ancora a lungo, anche quando la mia carriera di modella sarà finita. Corriere Vicentino |

19 | Intervista


Distretto

Conciario vicentino

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di Stefano Cotrozzi

uò la valle del Chiampo diventare più competitiva nel mondo della pelle? Ma ancora di più: è possibile che le aziende del territorio comincino a collaborare e a sviluppare progetti assieme? Il conciatore è sempre stato visto come un lupo solitario, in competizione con il resto del branco, ma forse i tempi sono cambiati. La lavorazione della pelle, per quanto artigianale sia, è sottoposta a continue innovazioni. La filiera diventa un elemento importante ma bisogna anche rivedere le basi. Dalla formazione alle problematiche più urgenti: l’accumulo di fanghi. E poi dall’assenza di strutture per la certificazione alla mancanza di progetti comuni di innovazione. Per affrontare tutto questo forse la valle si è risvegliata e tutte le categorie si sono riunite per attivare un unico organo di rappresentanza e di coordinamento: il Distretto Conciario Vicentino. L’obiettivo non è solo quello di definire un percorso

Api. Eh sì, così non peserà una sola voce, ma un distretto intero. Per la prima volta tutte le categorie - conferma Paolo De Marzi di Api Industria - si sono sedute attorno ad un tavolo per fare fronte comune alle esigenze del distretto. Prima c’erano dei gruppi conciari associati, che rappresentavano una parte degli interessi. Oggi siamo tutti dentro, un unico interlocutore per dialogare con Provincia, Regione e Stato per portare avanti le istanze del nostro territorio.

di investimenti, pubblici e privati, ma anche quello di far transitare una valle, entro il 2020, da un territorio inquinato ad un territorio che possa fare del proprio problema una risorsa, aggiungendo alle tradizionali competenze della lavorazione della pelle le nuove tecnologie.

Itis Galilei. Avere un interlocutore unico e così autorevole è fon-

Confartigianato.

“Abbiamo capito di dover fare uno sforzo tutti assieme - ci racconta Guerrino Mazzocco presidente di Confartigianato di Arzignano - eliminare i campanili e cercare di valorizzare questo nostro territorio. Il Distretto, che è stato autorizzato dalla regione Veneto, ha lo scopo di valorizzare le aziende sul territorio e le migliaia di dipendenti che lavorano. Non parliamo solo della concia in senso stretto ma di tutta la filiera, ad esempio del settore chimico o delle macchine per la concia. Perché agli artigiani conviene? Se ognuno fa da sè non si va da nessuna parte. Il distretto, con le persone adatte a sviluppare i progetti, può dare le linee guida per tutti. Tutti insieme facciamo forza, è inutile litigare per fare concorrenza, perché poi alla fine tutti ci perdiamo e nessuno guadagna.

Chimica. Abbiamo un grande difetto – spiega Edgardo Stefani di UNPAC - non riusciamo a creare sinergia. Stando divisi compromettiamo le nostre possibilità mentre con un distretto compatto potremmo accelerare i tempi per fare innovazione di settore, cosa che darebbe un margine di competitività in più rispetto alla concorrenza di tutto il mondo.

damentale per una scuola – racconta Carla Vertuani preside dell’Itis Galilei - per una relazione con il mondo imprenditoriale perché l’interscambio tra scuola e territorio in questo contesto così specifico è vitale. Noi siamo stati coinvolti fin dall’inizio perché il distretto vuole avere un occhio di riguardo per la formazione e hanno già manifestato una forte attenzione verso il Galilei. È una partenza estremamente positiva che non può che portare a ottimi risultati.

Concia. Per me è un’occasione per creare un modello di unicità nelle indicazioni o espressioni che riguardano il comparto conciario, una precisa voce di indirizzo – sottolinea Mirko Balsemin noto rappresentante dell’Associazione industriali -. Per la prima volta le voci di varia natura di questo distretto avranno un’opinione unica e autorevole. Siamo sempre stati un modello industriale frutto di molta individualità e lavoro, vedo nel distretto un momento per noi di formazione e sperimentazione industriale che è necessario. Da soli non si riuscirebbe più a reggere la competitività. L’individualismo è una voce del passato; il futuro è fatto di una voce di insieme.

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20 | Focus


Attenti ai funghi!

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di Guido Gasparin

ue ovuli di Amanita phalloides importati dalla Romania e posti in vendita al mercato ortofrutticolo di Padova. Poteva scapparci il morto, perché si tratta del fungo più pericoloso esistente in natura, ma fortunatamente i controlli degli addetti del Servizio Igiene Alimenti Nutrizione hanno evitato che gli ovuli finissero in qualche negozio e da lì nelle case dei consumatori. I fatti di Padova riportano l’attenzione sulla sicurezza alimentare, soprattutto se si parla di funghi importati dall’estero. “Non è possibile escludere a priori che da noi arrivino funghi trasportati senza le necessarie autorizzazioni”, spiega Pierluigi Braggion, presidente del Gruppo Ecomicologico di Montecchio Maggiore. Quindi è d’obbligo non fidarsi di venditori improvvisati e abusivi, mentre “i funghi in vendita nei negozi – sottolinea Giuliano Ferron, segretario del Gruppo – sono accompagnati da un certificato di un micologo e chi li vende deve aver fatto un corso per il riconoscimento delle diverse specie”. In questo caso, dunque, la sicurezza è garantita. “Nella legge regionale che regola la raccolta e la commercializzazione dei funghi – continua Braggion – c’è però una falla: è vietata la raccolta degli ovuli di Amanita caesarea, che sono commestibili ma del tutto simili a quelli dell’Amanita phalloides, ma non ne è vietata la vendita e quindi possono essere importati”. Ecco perché un occhio non proprio esperto potrebbe confondere gli ovuli

mortali con quelli commestibili: da un errore del genere potrebbe essere scaturita la vicenda di Padova, perché in effetti di importazione si trattava. Ma allora, come è possibile andare sul sicuro? Come fare per evitare pericoli di intossicazione o addirittura di avvelenamento mortale? Il Gruppo Ecomicologico di Montecchio consiglia innanzitutto di non raccogliere funghi ad uno stadio di crescita iniziale, perché non hanno ancora sviluppato i caratteri che distinguono i funghi commestibili da quelli non commestibili e anche un fungaiolo esperto potrebbe essere tratto in inganno. I funghi vanno portati a casa con un cestino rigido e areato e mai in un sacchetto chiuso, perché durante il viaggio “al chiuso” potrebbero sviluppare sostanze tossiche che precedentemente non possedevano. I funghi sono anche accumulatori di veleni e quindi non vanno raccolti lungo strade trafficate o nei pressi di discariche o altri siti inquinati. Chi non è molto esperto si rivolga all’ispettorato micologico dell’Ulss o ad un gruppo micologico per sapere se i funghi raccolti sono o non sono commestibili. Mai fidarsi dell’amico esperto (l’errore è sempre dietro l’angolo) o delle tradizioni e dei detti popolari. Infine è importante non fare analizzare soltanto un fungo a campione: tra gli altri funghi raccolti e del tutto simili tra loro potrebbe nascondersi il nemico mortale, un nemico subdolo, capace di manifestarsi a molti giorni dal consumo, quando ormai sarà troppo tardi per correre ai ripari.

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21 | Focus


Paesi

Arzignano

Pellizzari per il vajont

di alice dalla vecchia

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a vicenda del Vajont del 9 ottobre 1963 sotto il monte Toc è un ricordo vivo in molti di noi, ma soprattutto nei tre “angeli della Pellizzari” che l’hanno vissuta in prima persona. Tre ex dipendenti: Severino Senni, disegnatore tecnico; Enzo Fracasso, progettista impianti; e Renzo Marchezzolo, addetto ufficio vendite. Quel 9 ottobre, la comunità nelle vicinanze del fiume Vajont assistette a un’enorme frana che si riversò nel bacino della diga, causando danni e morti. La stima attuale è di 1910 vittime. “Non è facile dopo 51 anni ricordare con precisione lo svolgersi degli avvenimenti”, spiega Severino, che dopo la tragedia del Vajont si tirò su le maniche per evitare altri disastri nei paesi vicini. Non tutta l’acqua del fiume uscì dal bacino artificiale e migliaia di metri cubi si imprigionarono al suo interno tra la diga e la caduta dei massi del monte Toc. C’era però il timore che la diga fosse danneggiata a causa della frana e bisognava togliere l’acqua dell’avvallamento per evitare alluvioni. Dopo la strage, l’ingegnere Alcherio Bocchese dell’ufficio tecnico sezione pompe grosse della Pellizzari Spa chia-

mò il reparto: “Ragazzi, abbiamo ricevuto l’incarico di costruire delle pompe speciali per lo svuotamento del bacino del Vajont”. Così iniziò l’avventura di Severino, Enzo e Renzo, che da quel giorno lavorarono 24 ore su 24 per evitare altri disagi nella valle. “Si usciva dall’ufficio alle 18 per mangiare qualcosa – spiega Severino – e si rientrava alle 19 rimanendo incollati ai tavoli da disegno anche fino all’una di notte”. Dal mese di ottobre il team della Pellizzari lavorò per quattro mesi interi, senza pause e con l’obiettivo di collaborare per risolvere il problema. “L’azienda era una delle più importanti nella costruzione delle pompe – puntualizza Enzo – perché aveva impianti invidiabili e ingegneri come Galiano Gonnella che ne era la mente”. Nonostante il poco tempo e l’urgenza di avere un piano, entro il 20 febbraio del 1964, termine della messa in atto del progetto, il sistema di pompaggio era studiato e organizzato in modo da evitare disagi ai paesi vicini come Erto e Casso. “Noi, come tutto il personale della Pellizzari, eravamo impegnati nel proget-

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La Pellizzari ha costruito 10 pompe da 300 m³ l’una che venivano montate su carrelli mobili e fatte scendere su rotaie man mano che l’acqua scendeva. La soluzione tecnica prevedeva il travaso dell’acqua pompata dal bacino in altre zone dove scendeva a valle. Il sistema era commissionato dall’Enel che si occupava di dare energia alle pompe e grazie all’aiuto degli elicotteri americani vennero trasportate le attrezzature a 2000 m di altezza.

to del Vajont come se la diga fosse a Crespadoro!” – scherza Enzo, parlando di sensibilità della gente. “Ma quello che più mi fa pensare – interviene Severino, che è stato sulla diga dopo un anno e mezzo dalla tragedia – è che nonostante questa terribile lezione continuino ancora oggi terribili catastrofi, quasi sempre provocate dall’uomo! Ci fermeremo?”.


Arzignano

Energie nuove di GIUSEPPE SIGNORIN

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untare sull’efficienza energetica conviene a tutti: cittadini, aziende, Comuni. Sembra essere questo il quadro che emerge dal piano di riqualificazione degli immobili pubblici che riguarda sia l’illuminazione che gli impianti di riscaldamento e raffrescamento. 2.300.000 euro di investimenti con l’obiettivo di diminuire i consumi di energia del 19% e le emissioni di CO2 di 180 tonnellate all’anno. “Siamo partiti da alcune esigenze: risparmiare energia, ridurre l’inquinamento e intervenire su impianti oggettivamente vecchi che avevano bi-

sogno di un restyling – ci spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Angelo Frigo -. La scommessa ha riguardato la modalità attraverso cui abbiamo affrontato questa sfida: il project financing (finanza di progetto ndr)”. In cosa consiste? È uno strumento che ci permetterà di continuare a pagare il valore attuale delle forniture di energia elettrica e di gas alla società concessionaria del servizio, la CARBOTERMO Spa. Sarà poi l’azienda a gestire il tutto con capitali propri, impegnandosi ad effettuare il programma di investimenti per il miglioramento dell’efficienza energetica, recuperando le somme investite attra-

verso i risparmi ottenuti. I principali interventi previsti? Potrei citarne tre: 1. La realizzazione di una centrale di teleriscaldamento e cogenerazione per la scuola secondaria “E. Motterle”, l’Asilo nido “Giolitti”, il Centro Residenziale Anziani “S. Scalabrin” e la sede della Polizia locale. 2. L’impianto di illuminazione “intelligente” e l’integrazione tra energia solare termica e sistema di riscaldamento a condensazione nella scuola primaria “E. De Amicis” di San Bortolo. 3. La scuola dell’infanzia di Costo, edificio che abbiamo reso energeticamente indipendente.

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Per combattere il bullismo basta un sms

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opo l’episodio del ragazzo di Napoli seviziato perché “troppo grasso”, Vicenza si attiva contro il bullismo con un’iniziativa che interessa tutte le scuole della provincia. Anche Arzignano vuole fare la sua parte, tanto che dal 15 ottobre ha attivato il servizio SMS per combattere il problema. L’iniziativa vede protagonisti non solo gli studenti, ma anche insegnanti e genitori che lavoreranno insieme per combattere l’illegalità. Inviando un messaggio al numero 43002 con inserito il nome della provincia, il luogo e il motivo della segnalazione si potranno smascherare quei fatti illegali che sono ormai all’ordine del giorno. Grazie a un sistema automatico l’sms arriverà alla Prefettura di Vicenza e gli organi competenti potranno così entrare in azione. Nel caso in cui non ci fosse l’indicazione della provincia, l’utente riceverà ulteriori sms per avere più informazioni. Tutte le segnalazioni, sia in forma anonima sia con nome, tuteleranno la privacy con modalità protette per il mittente. “Lo scopo del servizio - spiega Laura Ziggiotto, assessore all’Istruzione e all’Infanzia - è di creare una collaborazione diretta con i cittadini, ma anche un segno di civiltà per la sicurezza del proprio paese”. Il messaggio con tutte le indicazioni può essere inviato dalle scuole durante la pausa, momento in cui i giovani possono usare il cellulare, ma anche da casa. a.d.v

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Arzignano Cultura

Cronaca

Vandali ad Halloween nella chiesa di San Bortolo

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ndignazione ad Arzignano dopo che alcuni vandali nella notte di Halloween hanno rovinato parcheggio, pareti e busto di san Giovanni XIII nella chiesa di San Bortolo. Con una vernice rossa sono stati disegnati simboli, segni e scritte blasfeme. Don Fernando Turro ha provveduto a presentare denuncia ai Carabinieri, che stanno indagando. La comunità si dice amareggiata e delusa poiché nessuno si aspettava questi gesti privi di rispetto.

L

a stagione teatrale al Teatro Mattarello è in partenza. Il primo spettacolo è previsto per mercoledì 19 novembre con l’attore Giorgio Albertazzi nei panni del “Mercante di Venezia” di William Shakespeare. Sarà una rassegna ricca di spettacoli di alto livello. A marzo da non perdere il duo Ale&Franz e Gioele Dix in “Il Malato Immaginario” di Molière. Potete trovare il programma completo sul sito www.inarzignano.it, mentre le prevendite sono presso la Biblioteca civica “Giulio Bedeschi”.

Rissa ai Due Mori: giovane finisce in manette

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n giovane di 25 anni di origini marocchine ha prima scatenato il panico ed è poi finito in manette nel bar pizzeria Due Mori. Il ragazzo, residente a Monteforte D’Alpone nel Veronese, era in condizioni visibilmente alterate, e si è messo a dare in escandescenze scatenando il panico

Mattarello: al via la 15esima Rassegna Teatrale

tra i clienti. Nel locale erano presenti bambini e l’uomo è stato richiamato, viste le numerose bestemmie. A quel punto ha del tutto perso il controllo. L’arrivo dei Carabinieri e della Polizia Locale non l’ha comunque fermato e alla fine è stato arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Sport

Taekwondo Team 2000 si conferma squadra vincente

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ove medaglie per dieci atleti partecipanti. Questo il bilancio finale del Team 2000 al Campionato di Taekwondo del Veneto e Friuli Venezia Giulia 2014, riservato alle categorie degli Esordienti A-B e dei Cadetti B, svoltosi al Palatezze domenica 26 ottobre. 1 oro, 3 argenti, 5 bronzi che hanno valso la scalata della classifica a squadre fino al quarto posto, conquistando la relativa Coppa a Squadre.

Tommaso Biasin è l’incontrastato Campione Regionale del Veneto e Friuli Venezia Giulia, vincendo per la quarta edizione la medaglia d’oro.  

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Foto del mese Due zucchine di 1.96 cm sono cresciute nell’orto di Severino Molon e Biagio Xotta.


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Arzignano

Alghe made in italy di enrico corato

“L

a crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi”, diceva Einstein. Ne è un esempio AlghItaly, società agricola impegnata in ricerca, sviluppo e coltivazione di microalghe tra i laboratori di Sommacampagna e l’impianto produttivo di Tezze. Una novità che impegna alcuni giovani vicentini e veronesi, ha ottenuto il primo premio nella categoria “Ideando” del concorso Oscar Green di Coldiretti Veneto e ora è in finale a Roma. “Le microalghe possono avere applicazioni molto ampie, dall’alimentare alla farmaceutica, dalla cosmesi all’agricoltura – ci spiega l’agronomo Matteo Castioni – sostituendo composti sintetici con un prodotto al 100% naturale”.

Quando è nata la società? Nel maggio 2013, dopo qualche anno di studio e sperimentazioni in collaborazione con società private e le università di Firenze e Verona. Siamo una realtà unica in Italia, grazie a una nuova classe di impianti modulari brevettati da noi. Che tipi di alghe coltivate? Per ora ci concentriamo sulla spirulina, che ha elevatissime proprietà benefiche per la salute, e l’Haematococcus pluvialis, una microalga rossa che produce l’astaxantina, il più potente antiossi-

dante oggi conosciuto. E ora siete in piena crescita… Esatto, siamo passati da 5 mila litri dell’anno scorso a 50 mila e forse potremo intercettare alcuni cervelli in fuga perché ci sono ottime opportunità occupazionali ad alta specializzazione. Alcune sperimentazioni interessanti? Abbiamo testato i prodotti come colorante naturale per astici e per il tuorlo delle uova: grazie all’effetto antistress e antiossidante, le galline sono diventate più produttive e tra gli astici i fenomeni di cannibalismo sono diminuiti.


Arzignano

Che arte che fa di GIUSEPPE SIGNORIN

s

abato 15 novembre, al civico 26 di piazza Campo Marzio, si inaugura Atipografia, un nuovo spazio no profit di eventi artistici, restyling della vecchia tipografia Dal Molin. Ad aprire la serie di eventi in programma, una mostra di Andrea Bianconi, artista arzignanese affermato a livello internazionale e una delle due menti dietro al nuovo progetto. Dopo tanto peregrinare torni ad Arzignano. Come è cambiato il tuo lavoro? In realtà continuo il mio peregrinare, la settimana prima di Arzignano inauguro a Torino e la settimana successiva inaugurerò una mostra a Houston in Texas. Ma il mio lavoro non è

cambiato, parlo sempre di spazio. Cerco solo più semplicità e sintesi. Che cosa presenti? La mostra parlerà dello spazio tra le cose, tra le persone, tra due

parole, dello spazio vuoto ma pienissimo che esiste tra noi e la nostra immagine riflessa nello specchio. Si chiamerà “Tunnel City”. Uno spazio

aperto, con infinite direzioni che vanno a formare un’unica grande direzione. Che cosa ci puoi dire di Atipografia? È uno spazio voluto, fondato e costruito da Elena Dal Molin e da me. Si pone l’obiettivo di essere un laboratorio, un luogo che verrà di volta in volta rimodellato dagli artisti invitati ad esporre. Sarà un luogo in perenne trasformazione ed evoluzione. Un luogo in cui la comunità possa partecipare e mettere in discussione il proprio sguardo. Dopo questa mostra cosa bolle in pentola? Lavorerò a un nuovo libro che con “Romance” e “Fable”, i due precedenti, chiuderà la trilogia. Verrà presentato in primavera a New York. Poi una performance sempre a NY a maggio, una mostra a Houston e un’altra ancora a Zurigo...


Arzignano

Solo italia di giuseppe signorin

“p

rima gli italiani”. Con questo slogan l’Associazione Solidarietà Nazionale propone la corsia preferenziale in cui dovrebbero viaggiare gli aiuti alle persone in difficoltà. Nata nell’orbita politica di Forza Nuova, l’iniziativa ha preso un’impronta associativa per andare incontro alle esigenze di tutti, indipendentemente dalle proprie convinzioni politiche. “Visto il succes-

so e la partecipazione di persone non direttamente legate al movimento – ci racconta il responsabile di Vicenza Daniele Bechin - Solidarietà Nazionale si è staccata dal partito”. Quali sono i vostri obiettivi? Raccogliere anche qui ad Arzignano beni di prima necessità a lunga scadenza e devolverli in favore degli italiani. Vogliamo far capire alle istituzioni che in questo momento di forte crisi economica e sociale, è assurdo privilegiare gli stranieri. Non si rischia di agire in maniera discriminante e favorire gli scontri? Quando ci sono persone che vivono in situazioni disperate l’aiuto deve essere indirizzato a tutti, senza distinzioni, ma in un momento come questo la precedenza deve andare agli italiani.

Voto dall’estero per gli studenti?

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rmai l’emigrazione di studenti all’estero per studio è cosa assai comune. Ma per votare in occasioni delle elezioni politiche? Il Comune di Arzignano, grazie all’associazione Erasmus Student Network, è uno tra i primi in Italia ad aver avviato la raccolta firme necessaria a presentare una proposta di legge ad iniziativa popolare. Oggetto della proposta l’esercizio del diritto di voto da parte degli studenti italiani all’estero nell’ambito dei programmi di mobilità europei. Basterà infatti recarsi presso la Segreteria del Comune e firmare un modulo per evitare di spendere soldi per un volo di ritorno al paese natio.

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...solo

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Arzignano

Runners a Nyc I

l 2 novembre era a New York per la Maratona assieme ad altri amici della nostra valle. Domenica 21 dicembre guiderà la prima StraNatale per le vie del centro. Il 19 aprile dell’anno prossimo si terrà la seconda edizione della StrArzignano, corsa podistica che ha ideato e che lo scorso 6 aprile ha riempito le strade della città del Grifo. Parliamo di Michele Mimmo, tecnico instancabile dell’Atletica Arzignano. Com’è andata a New York? La maratona è una gara speciale. Per 42 km vieni incessantemente incitato da un pubblico fantastico, una fiumana di persone decisamente più numerosa degli oltre 60 mila maratoneti presenti. Ho perso il conto anche dei “cinque” che ho dato ai tantissimi bambini che urlavano per incitarci. Risultati?

La nostra spedizione della Valle del Chiampo ha chiuso con successo la maratona: Andrea Galiotto 3h18’, Carlo Lovato 3h24’, Diego Cisco 3h35’, Michele Mimmo 3h37’, Nicola Pace 3h56’, Oscar Marzotto 3h58’, Roberto Robinelli 4h05’. E l’unica donna del gruppo (mia moglie) ha chiuso con un fantastico 4h33 ‘

la sua prima maratona, è stata bravissima! Correre sembra diventata la sua missione. Muoversi è importantissimo e porta molti benefici: si perde peso, aumenta il buon umore, migliora il cuore. Non è un caso che il livello base della Running School si chiami “Staccati dal Divano”. Cerchiamo di rivolgerci a tutti: c’è chi arriva senza allenamento e nel giro di qualche mese è in grado di correre un’ora. Questa novità della StraNatale? Sarà una camminata/corsa non competitiva per le vie del centro vestiti da Babbo Natale, con cioccolata calda e panettone finali...

Michele Mimmo (il primo da dx) accanto a Stefano Baldini, oro olimpico ad Atene 2004

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...seconda parte

Torneo “luigi cisco” di giuseppe signorin

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o scorso numero abbiamo raccontato che cosa ha significato per Arzignano il Torneo Notturno “Luigi Cisco”. Non esisteva Sky a quei tempi, oltre al fioretto erano poche le occasioni per incontrarsi la sera. Molte coppie oggi sposate si sono conosciute lì. Tanti i ricordi che continuano ad affiorare da chi quegli anni li ha vissuti da protagnoista, come la ressa di tifosi che accompagnava le squadre dei paese vicini, Chiampo, Montebello, Zermeghedo, quando era il loro turno sul campetto di sabbia del Mattarello. La gente assisteva alle partite persino stipata sui balconi del palazzo Valmaden. Non c’era il fuorigioco, all’epoca, bastava una rimessa laterale sbagliata per scatenare i giocatori e gli spettatori più irruenti. “Una volta è dovuta intervenire la Polizia con una carica vera e propria in mezzo al cam-

po”, ci racconta Giulio Stocchetti, ex dirigente della Garcia Moreno. Un evento che riuniva tante persone ma soprattutto odorava di calcio vero. “Un anno, coi Candidi, sponsorizzati da Candido Celadon, ho portato un compagno di squadra del Vicenza, Roberto Rigotto, detto ‘Cece’, che poi ha giocato in

serie A nell’Atalanta – ricorda Giuseppe Facci. Dopo aver vinto la finale con una sua doppietta la gente mi domandava dove lo avessi trovato quello lì. Io rispondevo scherzando: in un camion di pelle…”

“Per prepararci alla finale contro il Costo siamo stati in ‘ritiro’ a Bolca tutto il giorno. Giocavo coi 3P (nella foto ndr) – sono le parole di Giuseppe Fongaro, detto Cavicchi. Ma invece di allenarci abbiamo mangiato e siamo stati in compagnia. Poi però la sera siamo scesi e abbiamo vinto…”. Il clima era festoso, non ci si prendeva troppo sul serio, ma con il passare degli anni tutto è cambiato. Gli investimenti venivano sempre più indirizzati verso le società sportive, piuttosto che verso il torneo; la tv cominciava a tenere le persone in casa; le squadre importanti non mollavano più i loro giocatori per paura degli infortuni. Tante le ragioni per cui non se n’è fatto più nulla, a parte un tentativo nel nuovo millennio, grazie a un nipote di Luigi Cisco, Michele Cisco. Ma i tempi sono cambiati. Il ricordo però rimane impresso nella memoria di tutte le persone che almeno una volta nella vita hanno assistito a una partita del mitico Torneo Notturno.

40° torneo di “Cavabalìn”

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avabalìn. Un nome che forse dice poco, specie alle nuove generazioni, ma una volta era un gioco davvero diffuso. Oggi rimangono solo alcuni appassionati, che ogni anno in occasione della Fiera dei Santi si sfidano in uno storico torneo che ha raggiunto 40 edizioni. Come ha avuto origine la gara? Da un gruppetto di amici - ci spiega Roberto Bauce, attuale responsabile. Nelle prime edizioni si giocava a San Bortolo presso le trattorie Giardino e Dal Monco, mentre dal 1982 si tiene presso il bocciodromo parrocchiale di San Zeno, con campo coperto e riscaldato, l’unica struttura di questo genere rimasta nelle due vallate Agno-Chiampo. Come si gioca? Un pallino viene nascosto dietro una boccia più grande. La sfida è riuscire a colpirlo il più volte possibile, lanciando un’altra boccia da 13 metri di distanza, avendo a disposizione 30 tiri. Chi sono i giocatori più forti? Per questo campo sono passati centinaia di appassionati e anche grandi campioni. Fra i più forti possiamo ricordare Schiavo Fausto, che riusciva a colpire il pallino 27 volte su 30, e Cecchinato Archimede, che gioca da una vita ed è ancora in attività.  In futuro? Quest’anno ci sono stati 25 partecipanti, ma non c’è un seguito da parte dei giovani. Speriamo però di riuscire a rilanciarlo. e.c.

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Montecchio

Il signore delle moto

di francesco gualtieri

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ici Peripoli e pensi all’Oxford, un ciclomotore che per i ragazzini degli anni Ottanta e Novanta era un mito. Uno dei padri dell’Oxford, ma soprattutto di una straordinaria avventura industriale, pochi giorni fa se n’è andato in silenzio e Montecchio Maggiore ha perso un grande pezzo della sua storia. Dino Peripoli, padre dell’attuale vicesindaco Gianluca, assieme ai fratelli Giovanni, Leonildo, Remigio e Luigi, per circa 50 anni è stato assoluto protagonista di un’Italia che, soprattutto in campo motoristico, era all’avanguardia e faceva invidia a tutto il mondo. Un miracolo industriale partito nel 1951 nella piccola officina vicino alla casa natale dei Peripoli in via Conti Gualdo: Dino e i fratelli si occupavano di tornitura e della produzione delle forcelle per le moto Ceccato. Nel 1954 il grande balzo nel mondo industriale, con lo stabilimento in viale dell’Industria (ora viale Ceccato) ad Alte. Le “Officine Fratelli Peripoli” sono la seconda azienda ad insediarsi nel nuovo quartiere e il salto di qualità arriva con le commesse della tedesca NSU (oggi Audi). Poi inizia l’avventura con i motocicli: tra la fine degli anni

Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, la Peripoli dà lavoro a 300 persone e produce i famosissimi motorini con il marchio Giulietta. Negli anni Sessanta apre il reparto corse, che vedrà

gareggiare con i go kart anche il conte Pietro Marzotto. Il boom continua nei decenni successivi con nuovi modelli, come appunto l’Oxford con il suo inconfondibile telaio “tubone”, l’apertura del nuovo stabilimento in zona industriale e la produzione delle biciclette (tra i primi cinque produttori in Italia) e le attrezzature per l’home fitness (è Peripoli la prima cyclette con telaio chiuso e computer). Ma Dino Peripoli è stato anche un asCorriere Vicentino |

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soluto protagonista dello sport. Tifoso sfegatato della Juve (durante il viaggio di nozze a Parigi andò a vedere una partita dei bianconeri, in agosto si recava in ferie nel quartier generale juventino a Villar Perosa ed era amico intimo del terzino Benito Sarti), non mancò di dedicarsi ad altre discipline, organizzando ad esempio i criterium che negli anni Sessanta richiamavano a Montecchio i ciclisti più famosi. È stato tra i fondatori del Club Biancorosso di Montecchio e della Polisportiva Comunale e negli anni Settanta si innamorò del tennis, prima come giocatore e poi come dirigente, per ben 34 anni, del circolo cittadino: un ruolo, quest’ultimo, che gli ha permesso di essere tra i fondatori del Torneo dei Comuni, una sorta di campionato tennistico che di anno in anno è cresciuto esponenzialmente in termini di partecipazione. Proprio quest’anno, Dino Peripoli è stato insignito con una targa di benemerito dal Circolo per quello che ha dato al tennis e in generale allo sport montecchiano. Con Dino Peripoli se ne va uno degli ultimi esempi di imprenditori vecchio stampo. Quelli che non badavano soltanto al profitto, ma volevano anche il bene della collettività.


montecchio Sport

Il team del Giro in visita ai luoghi della partenza di tappa

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rimo sopralluogo tecnico in vista del 22 maggio 2015, quando Montecchio Maggiore ospiterà la partenza della tredicesima tappa del Giro d’Italia con arrivo a Jesolo. Il team del Giro che si occupa degli aspetti organizzativi delle tappe ha prima partecipato ad un incontro in Sala del Consiglio (cui erano presenti il vicedirettore del Giro Stefano Alloc-

chio, il sindaco Cecchetto, il vicesindaco Peripoli, il comitato delle tappe vicentine e il regista RAI Nazareno Balani) e poi si è recato in Piazza Marconi, che assieme agli spazi limitrofi ospiterà il villaggio di partenza aperto al pubblico, il podio per le firme dei ciclisti e i parcheggi dei pullman delle squadre. Una location ideale per una carovana che conta circa 3.000 persone e circa 2.500 mezzi di servizio.

Cronaca

Controlli Polizia Locale - Carabinieri per la sicurezza

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olizia Locale e Carabinieri nella serata del 23 ottobre hanno eseguito una serie di controlli congiunti ad Alte Ceccato e in particolare all’interno del condominio Monte Berico, allo scopo di far emergere eventuali situazioni di illegalità o irregolarità. All’interno del condominio sono stati controllati 30 appartamenti su 46, per un totale di 124 persone identificate, pari ad oltre il 55% dei residenti. Nove

persone straniere non erano comprese nell’elenco dei residenti e quindi sono scattati gli accertamenti. Sempre ai fini dell’identificazione, una persona è stata fotosegnalata perché priva di documenti. I controlli sono stati estesi anche ad un negozio, dove è stata riscontrata una violazione del testo unico sul commercio per la messa in vendita di prodotti privi delle necessarie e minime informazioni merceologiche.

Città Europea dello Sport anche nel 2015

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ontecchio Maggiore fa il bis e manterrà il titolo di Città Europea dello Sport anche nel 2015. L’anno prossimo, infatti, in Italia sarà nominata solo la Capitale Europea dello Sport, cioè Torino, mentre le prossime Città Europee dello Sport saranno elette ufficialmente nel novembre 2015 (per il Vicentino toccherà ad Asiago). La Giunta comunale castellana ha avuto la piacevole notizia nella sede del Coni a Roma, dove l’ACES Europe ha radunato tutte le Città Europee dello Sport 2014 per ringraziarle per quanto fatto nel corso di quest’anno sul fronte della promozione sportiva. Montecchio Maggiore prosegue quindi sull’onda dell’entusiasmo di quest’anno che si sta per concludere e che, solo per citare gli eventi più importanti, è stato caratterizzato dalla Mille Miglia, dalle finali nazionali del campionato under 15 maschile di pallavolo, dalla Supercoppa di calcio femminile e da importanti convegni, come quello sull’uso dei defibrillatori.

Sociale

Fondo straordinario anticrisi per le famiglie in difficoltà economica

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l Comune di Montecchio Maggiore interviene nuovamente a sostegno delle famiglie in difficoltà a causa della perdurante crisi economica ed occupazionale e lo fa attraverso un fondo straordinario di 15.000 euro riservato a quei nuclei famigliari in cui l’unico componente, o almeno un componente fonte di reddi-

to, si trovi in stato di disoccupazione, mobilità e cassa integrazione/sospensione. Si tratta di un importo che si aggiunge ai 10.000 euro stanziati dal Comune per il Patto Sociale per il Lavoro Vicentino, i quali, sommati a quanto stanziato dalla Provincia attraverso la Fondazione Cariverona, portano a quasi 50.000 euro il totale del capitolo Corriere Vicentino |

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di spesa dedicato a questa emergenza sociale. Le domande vanno presentate entro le ore 12 del 21 novembre 2014 all’Ufficio Protocollo del Comune di Montecchio Maggiore utilizzando gli appositi moduli disponibili in Municipio o scaricabili dal sito del Comune.


montecchio

Figlio del vento di guido gasparin

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o Usain Bolt italiano vive a Montecchio Maggiore. Si chiama Simone Zarantonello, ha 40 anni, e a settembre, nel corso dei campionati nazionali CSI di atletica leggera disputatisi a Grosseto, si è laureato campione italiano categoria Amatori A nei 100, 200 e 400 metri. Come se non bastasse, ha stabilito anche i nuovi record nazionali nelle tre distanze. Qualcosa di strabiliante, se si pensa alle differenti doti fisiche necessarie per eccellere nello sprint puro (100 e 200 metri) e nel giro di pista. Zarantonello non è nuovo ad imprese eccezionali: è vicecampione mondiale nei 400 metri (argento conquistato nel 2013 ai World Master Games di Torino) e con la staffetta Master dell’Atle-

tica Vicentina detiene i record nazionali dei 4x200 indoor, 4x400 e staffetta olimpica. Padre di due bambini e ingegnere meccanico, Zarantonello è iscritto all’Atletica Montecchio Maggiore e si allena un’ora al giorno in pausa pranzo dal lunedì al venerdì, perché “il fine settimana – spiega – è dedicato alla famiglia”. Come si spiega questa sua duttilità nell’affrontare distanze diverse? Ho iniziato come centometrista, ma ho un’innata predisposizione anche alla resistenza e quindi ho deciso di affrontare anche i 400 metri. Ho praticato l’atletica fino ai 18 anni, poi ho lasciato per problemi fisici e l’università, ma ho ripreso dieci anni fa con l’intento di calare la pancia. Poi la passione ha preso nuovamente il sopravvento. Che messaggio dà ai giovani atleti?

Con la pazienza, la dedizione e una buona dose di sacrificio si possono raggiungere grandi risultati. Bisogna provare soddisfazione nel fare fatica. Un sogno nel cassetto? L’anno prossimo a Lione si disputano nuovamente i World Master Games. Punto a ripetermi nei 400 metri, ma il sogno sarebbe vincere. E allora, in bocca al lupo, fulmine di Montecchio.


brendola

Vita nuova di valerio luison

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rendola, per dimenticare la paura di quei terribili, lunghissimi cinquantasette giorni. Parte da qui la nuova vita di Giampaolo Marta, parroco in pectore della parrocchia di San Michele, dove è pronto a prendere servizio a partire dal prossimo gennaio in sostituzione di don Agostino Zenere. Lui, che non vede l’ora di tornare a essere per tutti solo... don Giampaolo, dopo che il suo nome assieme a quello di don Gianantonio Allegri ha tenuto con il fiato sospeso tutta l’Italia. Don Giampaolo e Don Gianantonio, assieme alla canadese suor Gilberte Bussière, furono infatti rapiti dal gruppo jihadista nigeriano Boko Haram lo scorso 5 aprile in Camerun, dove i due religiosi vicentini da anni risiedevano nel corso di una missione condotta per conto della Diocesi di Vicenza. Cinquasette giorni, prima della liberazione il primo di giugno, di cui uno dal sapore particolare. “La Pasqua - ricorda con un sorriso nella voce appena percettibile il nuovo parroco di Brendola -, una giornata così particolare, lontano da casa, lontano da tutti, spogliati di ogni cosa materiale. Nella normale apprensione per le nostre sorti, anche un modo per essere più spiritualmente in contatto con sè stessi e con Dio. Sarà una condivisione

che ricorderemo”. Don Marta, originario di Molina di Malo, ha speso l’ultima decina dei suoi 47 anni da missionario nella difficile terra camerunense: “I primi passi li ho mossi come cappellano per la parrocchia del Sacro Cuore di Schio e dopo 10 anni in seminario ho deciso di seguire la via della missione”. Ora il ritorno a casa, anche se anticipato. “Avremmo dovuto rientrare a Pasqua 2015 - spiega - ma l’accaduto, anche dal punto di vista del cari-

co emotivo da noi vissuto, ha spinto la Diocesi a interrompere prima il nostro lavoro. Al termine di un percorso che era comunque destinato a finire, siamo di nuovo qui, a disposizione dei bisogni delle nostre comunità”. Prima però, il doveroso riposo. “Ho passato i primi due mesi a fianco di mia madre Diana, che aveva bisogno di me. Oltre a riabbracciare la famiglia, ho poi ripreso la formazione. Può sembrare strano, ma quando si sta lontani per tanto tempo è necessario ritrovare anche il modo attraverso cui comunicare

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la Parola di Dio. E poi ho cominciato a prendere i primi contatti per avviare al meglio la mia esperienza qui nella parrocchia di San Michele a Brendola”. Presto per essersi fatto un’idea della nuova famiglia che incontrerà, anche se don Giampaolo era già a fianco dei suoi parrocchiani in un momento così difficile per la comunità. “Ho voluto essere presente nel giorno dei funerali dei due 18enni Riccardo Bozzetti e Marco Bisognin, per testimoniare da subito la mia vicinanza alle famiglie. Nel dolore per l’accaduto, ho comunque percepito la forza, la partecipazione e la fratellanza di questa gente e in particolare la grande spinta dei giovani”. Una prova in più, nel già difficile 2014 di don Giampaolo, che con il suo spirito contagioso saprà infondere coraggio, prima del suo insediamento brendolano ormai prossimo, a chi invece intenderà seguire le sue orme oltre confine. “In questi giorni sto incontrando infatti i nuovi missionari pronti a partire svela - per portare loro il mio messaggio, di fede e speranza anche oltre le difficili prove della vita”.


C h i am p o

In auto... fino in Oriente di ELISA TURRA

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settembre 1978. Una vecchia fiat 134. Tre amici ventenni con il pallino di fare il giro del mondo. “Eravamo giovani, pieni di domande e affascinati da culture che non conoscevamo” racconta Giorgio Dall’ Ava. “Siamo partiti in auto, ma poi durante il percorso l’abbiamo venduta iniziando ad usare i mezzi di trasporto locali. Partendo da Chiampo, in nove mesi abbiamo attraversato Jugoslavia, Grecia, Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan, India, Ladakh, Nepal e siamo tornati in autostop da Istanbul dopo

aver preso il “Magic Bus” da New Delhi. L’auto è il mezzo ideale per osservare i cambiamenti. Il paesaggio è passato dal bosco, ai deserti, alla vegetazione tropicale e abbiamo visto gli usi e i costumi cambiare, incontrando differenti popoli ma tutti estremamente ospitali”. Eravate curiosi e avventurosi, ma c’è qualcosa che vi ha ispirato? Si, il libro “Flash. Katmandu il grande viaggio” di Charles Duchaussois. Con lei si è portato anche una macchinetta fotografica. Si, ho optato per una Rollei 35, una piccola macchinetta meccanica e manuale. Ancora adesso organizzo mostre di quel viaggio. Le emozioni più forti provate? Quelle legate ai paesaggi… indescrivibili. Poi… paura, ad esempio quando ai posti di blocco ho fotografato i carri armati in Iran e i poliziotti si sono

accorti. La rivoluzione contro lo scià portata avanti da Khomeini era in atto. Un’altra volta invece ci siamo persi in Nepal durante un trekking e per tre giorni non abbiamo mangiato. E qualche persona incontrata che le è rimasta impressa? Il doganiere pakistano. Non ci lasciava passare alla dogana; una volta convinto, ci ha chiesto un passaggio. Mentre guidavamo, in modo pacato diceva “Left”… poi noi tornavamo a destra, e lui “Left”… fino a che abbiamo visto arrivare un camion. Abbiamo scoperto la guida sulla sinistra. Oppure il reicontro con un certo Peo di Bassano, visto in India e riabbracciato in Turchia. Aspettative soddisfatte, quindi? Non ne avevamo molte, comunque sì. Credevamo però di essere gli unici avventurosi, ma viaggiando abbiamo incontrato molti viaggiatori stranieri. Cosa è cambiato una volta tornato? L’esperienza mi aveva formato indubbiamente. E cambiato. Divenni vegetariano e mi avvicinai al mondo spirituale buddhista, per la precisione al buddhismo zen. Altri viaggi? Viaggio sempre, ma non organizzo, bisogna sempre lasciare spazio al mistero. Prendo il biglietto e vado... in aereo stavolta.

L’ASSOCIAZIONE PICCOLE DOLOMITI CERCA FONDI

“S

ervono fondi per essere pronti ad accogliere in maniera strutturata i turisti innamorati delle nostre montagne”, sentenzia Piero Molon, Presidente dell’Associazione Turistica Piccole Dolomiti dopo l’incontro del “Tourism Meeting” svoltosi all’Auditorium di Chiampo il 16 ottobre. Lo scopo del meeting è stato quello di dimostrare con supporti video e fotografici le potenzialità a livello turistico e geologico del territorio per coinvolgere le eccellenze e trovare fondi. I prossimi step previsti sono un ufficio turistico di incoming e la

richiesta di riconoscimento all’Unesco. “Il sito dell’associazione è visitato da ottanta stati stranieri - continua Piero Molon -. Le potenzialità del territorio sono elevate ed è giunto il momento di creare itinerari e iniziative per chi vuole visitare questo comprensorio ”. Il meeting ha riscosso successo dato che il progetto è stato preso a cuore da studi ed enti, ma l’associazione è in continua ricerca anche di collaboratori quali guide, grafici, redattori e persone che conoscano profondamente il territorio. Per mettersi in contatto con l’associazione la mail alla quale scrivere è info@piccoledolomiti.info.

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san pietro mussolino

Nel Consiglio dei Comuni di marco alessandri

N

el corso dell’assemblea generale tenutasi a Selvazzano Dentro (PD) lo scorso 3 ottobre Gabriele Tasso, primo cittadino di San Pietro Mussolino, è stato eletto nel a consiglio regionale dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) del Veneto, insieme ai colleghi sindaci di Valdagno e Trissino e all’assessore Frigo di Arzignano. “È la prima volta che il sindaco di San Pietro entra nel consiglio regionale, cui partecipano altri 60 consiglieri provenienti da tutti i comuni della Regione – spiega – e inoltre sono stato nominato delegato nazionale per l’elezione del presidente, per cui tra qualche giorno andrò a votare a Milano”. Quali sono le funzioni dell’ANCI? L’associazione rappresenta un punto di riferimento nel rapporto tra gli enti locali e lo Stato centrale, ed inoltre fornisce servizi di consulenza e assisten-

za per le amministrazioni comunali in vari ambiti, organizza convegni e corsi di formazione, oltre a curare pubblicazioni e riviste. Un impegno notevole… Ed è già iniziata alla grande, con una breve esperienza al Consiglio d’Europa, a Strasburgo, come assistente di un delegato.

Com’è andata? Un’esperienza straordinaria, nel corso della seduta è emerso il dibattito sulla questione curda, molto più complessa di come i media ce la presentano. Inoltre ho avuto modo di confrontarmi con il sindaco di Tbilisi, capitale della Georgia. Che obiettivi si pone per questo impegno? Essenzialmente gli obiettivi sono due. Visto il ruolo strategico della Valle in ambito economico, cercheremo di fare in modo che le future scelte in materia di viabilità, sicurezza e infrastrutture portino sviluppo anche alla nostra zona. Inoltre, credo nell’importanza di investire sulla formazione degli amministratori locali sui nuovi sistemi informatici, ad esempio, come anche sul bilancio e la gestione economica in generale. I nostri cittadini meritano amministratori preparati, consapevoli e con le idee chiare. È l’unica ricetta per sopravvivere.

Le novità del Sabato mattina di marco alessandri

C

’è aria di novità in questi giorni, a San Pietro Mussolino. La nuova amministrazione del paese sta infatti pensando a due iniziative da attuare per dare un servizio concreto ai cittadini al sabato mattina. In primis, c’è in programma l’apertura degli uffici comunali il sabato mattina. “L’obiettivo è iniziare a novembre partendo per il momento con l’anagrafe, che è l’ufficio di principale utenza – spiega il sindaco Gabriele Tasso – e con il ricevimento degli assessori e del primo cittadino per favorire l’incontro con gli amministratori. Tutto questo sarà agevolato da un

moderno sito internet, che permetterà di mantenere una comunicazione attiva e costante tra il Comune e i cittadini”. Sempre il sabato mattina, in coincidenza con il giorno di mercato a Chiampo, ci sarà un servizio di trasporto gratuito per anziani e disabili. “Sono tra i sindaci più giovani d’Italia – continua il primo cittadino – ma la mia attenzione non va solo ai giovani ma anche e soprattutto a chi è meno fortunato e ha più bisogno di assistenza. Oltre ad aver

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azzerato totalmente la TASI, intendiamo andare incontro alle famiglie in difficoltà, in particolar modo anziani e disabili, garantendo loro un trasporto gratuito il sabato mattina per condurli a fare la spesa e presso i principali servizi (supermercati, farmacie, beni di prima necessità). Essendovi il mercato a Chiampo uniamo l’utile al dilettevole, creando la possibilità di una passeggiata in compagnia”.


c r e s pa d o ro

Al salone del gusto di stefano cotrozzi

C

arciofi! Dove? A Marana? Ma siete matti? Chi non ci credeva all’inizio aveva tutte le ragioni del mondo. Nel Veneto i carciofi si coltivavano solo sull’isola di Sant’Erasmo e poi la stagione… i carciofi arrivano sulle nostra tavole in autunno, non di certo durante l’estate. Eppure, nonostante i più scettici il progetto di Agrimea è andato avanti ed i risultati hanno dato ragione ai pionieri del carciofo della montagna. Il prodotto è andato a ruba, sia per il periodo in cui non ha concorrenti sia principalmente per la grande qualità che lo ha fatto arrivare nei migliori ristoranti, stella Michelin inclusa. La produzione, nonostante fosse il primo

anno, non è riuscita a star dietro alle richieste e per la prossima stagione si prevede di ampliare notevolmente la produzioni per rispondere alle richieste che stanno arrivando da tuta la Regione. Mancava la consacrazione ufficiale che è arrivata nel tempio del cibo italiano: il Salone del Gusto di Torino dove qualche anno fa Crespadoro era già stato presente con le sue storie di terra di confine tra cimbri e veneti. A presentare il carciofo Angelo Peretti, l’eminenza del rilancio del Bardolino. L’occasione era ghiotta, il lancio di un nuovo vino: il chiaretto metodo classico, una platea di gastronomi di prima fila e il carciofo di Marana ad accompagnare il vino. Il nostro prodotto ha ampiamente superato l’esame di maturità, l’anno prossimo sarà a Bardolino (fritto) ad accompagnare il vino del

Lago di Garda. Ma la vittoria è quella di chi ha creduto in una rinascita della montagna attraverso l’agricoltura, un progetto che a breve porterà sulle nostre tavole fagioli e radicchio sbiancato, tutto naturale, sia nella coltivazione che nella cura.

nogarole

Autunnoverde di marco alessandri

“I

l nostro territorio soffre per l’incuria e l’abbandono da parte della mano sapiente del contadino – spiega il sindaco Romina Bauce – che un tempo si prendeva cura della terra e la coltivava. Ora che regna l’incolto, non abbiamo più il controllo sul territorio e basta qualche giorno di maltempo per farci stare in allarme. Per questo stiamo pensando a vari modi per incentivare un ritorno alla terra da parte dei nostri cittadini”. Il primo passo in questo senso è l’”Operazione Autunno Verde”, un ciclo di incontri serali organizzati dall’Amministrazione comunale e dedicati proprio all’agricoltura e alle opportunità

che oggi può offrire, avviato all’inizio di ottobre e che finirà ai primi di dicembre. “Molti contadini del nostro territorio sono hobbisti, coltivano la terra nel tempo libero – prosegue Manuel Dulmieri, consigliere comunale con delega all’Agricoltura – e spesso non sfruttano a pieno le potenzialità dei propri prodotti. Il nostro obiettivo è lo sviluppo della produzione agricola locale incentivando in particolare la piccola e piccolissima azienda agricola, che caratterizza gran parte della nostra realtà. Non a caso, infatti, alcuni esperti hanno spiegato quali sono regole per la vendita diretta dei prodotti agricoli, sia in ambito sanitario che fiscale-amministrativo. Inoltre abbiamo approfondito il “Piano Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020”,

per conoscere le opportunità e i contributi riservati all’agricoltura nella zona montana che arrivano dall’Unione europea”. Tutti gli incontri hanno registrato una grande affluenza di pubblico, segno che l’argomento è di interesse per la popolazione. “Per poter crescere nel rispetto dell’ambiente – conclude Dulmieri – abbiamo organizzato anche un ciclo di incontri sull’agricoltura biologica, per far conoscere le nuove tecniche di sviluppo sostenibile nel settore agricolo. Questo è solo il primo passo nella direzione dello sviluppo del nostro territorio montano, nel frattempo continuiamo con la promozione dei nostri eccezionali prodotti locali, tra cui rientra ad esempio il progetto De.Co. per patate, formaggi e miele”.


Montorso

Il mistero continua

di francesco gualtieri

E

nergie sottili, stati emozionali vincolati nell’ambiente e difficilmente campionabili, ma certificabili con rigore scientifico. Antonio De Bari, presidente dell’associazione Orizzonti Paranormali e soggetto sensibile del gruppo, descrive così le presenze anomale registrate il 18 gennaio all’interno di Villa Da Porto. Non chiamateli acchiappafantasmi, ma piuttosto esperti in fenomeni paranormali. Armati di telecamere, microfoni, registratori e altre diavolerie, hanno passato una notte intera nello storico edificio, partendo da una certezza: gli strani aloni nebbiosi fotografati da Mirella Pieropan nel 2012 durante la Festa di San Biagio non sono presenze spiritiche, ma vapore acqueo fuoriuscito dalla bocca della stessa fo-

tografa ed evidenziato dal flash. Per scoprirlo, gli esperti hanno usato alcuni filtri, che sono stati in grado di spiegare l’anomalia. E quindi? Le leggende che parlano di presenze all’interno della villa sono fantasie? Per Orizzonti Paranormali assolutamente no. Presidente, cosa avete trovato? Durante le registrazioni sonore è emersa una voce, evidenziata da un software che analizza 80 parametri. Sembra una voce maschile, della durata di circa un secondo, proveniente dal piano interrato. E poi? Nell’interrato ho visualizzato un paesino con case in sasso e tetti fatti di canne invaso da una frana, con alcune persone a cavallo attorno alle macerie. In quell’istante le registrazioni audio, pur se disturbate dalla pioggia copiosa di quella notte, hanno evidenziato al-

cuni colpi secchi all’interno di un muro. Subito dopo sono stati uditi alcuni passi provenienti dalla loggia e un nostro apparecchio ha riscontrato un repentino ed anomalo aumento di circa tre gradi della temperatura ambientale. La cosa più strana è che questo apparecchio ha continuato a segnalare anomalie per circa un’ora. Tutto questo cosa significa? Noi crediamo che le emozioni influiscano l’ambiente e che gli stati emozionali si sprigionino attraverso connessioni dinamiche, ma non siamo in grado di dire se lo stato emozionale sia o meno di Luigi Da Porto. L’associazione sostiene insomma di aver riscontrato presenze emozionali anomale, come spiegato in un recente incontro pubblico in Villa e come testimoniato dai risultati della ricerca pubblicati sul sito www.orizzontiparanormali.com. Il mistero sulle presunte presenze rimane però intatto, perché le loro origini non sono interpretabili. Forse non si saprà mai se ancora oggi lo spirito di Luigi Da Porto stia vagando in quella che fu la sua dimora, urlando la sua rabbia per lo scippo subito da Shakespeare della sua novella, che sarebbe diventata la tragedia più famosa, quella di Romeo e Giulietta.

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montebello

Il dopo sindaco di mario piotto

F

are il sindaco? “È un po’ come la ginnastica: quando tiri ogni giorno dopo un po’ senti proprio il bisogno di recuperare il fiato”. E di... esercizio Fabio Cisco, primo cittadino di Montebello per due mandati, ne ha fatto davvero parecchio, prima di lasciare la fascia alle ultime amministrative a Dino Magnabosco. Dieci anni e sei mesi dopo la prima volta, è un Cisco che guarda con soddisfazione al lungo passato amministrativo. “Sono tornato al lavoro che facevo prima, nella mia ditta che si occupa di sistemi hardware e software per l’industria. Finchè amministravo ho lasciato mano libera a mio figlio e a un nostro collaboratore, cercando di dare il supporto che potevo, poca cosa tenuto conto l’impegno in Comune. Ora ho ripreso il mio posto”. Dieci anni... senza

software: avrà avuto bisogno lei per primo, di un aggiornamento... Be’ dai, ho ripreso velocemente il ritmo! Tra l’altro sono ancora qui grazie alla Fornero, altrimenti avrei potuto essere già in pensione. Come giudica la sua esperienza da sindaco? Al di là della fatica, lascio soddisfatto. Ho osservato una notevole differenza tra il primo mandato, senza troppi vincoli nè di patto di stabilità o di finanziarie, e il secondo, quello

Avrei voluto realizzare più opere della crisi e delle restrizioni dei trasferimenti. I primi cinque anni sono quelli in cui abbiamo realizzato la scuola media e lavorato sulle strade

e il centro sociale; nel periodo successivo, se pensiamo che abbiamo subito una restrizione di risorse di quasi un milione di euro, si capisce come ci siamo limitati a condurre l’ordinaria amministrazione. Se ho un rammarico, è proprio quello di non aver portato a termine più opere pubbliche. E il fiore all’occhiello? Su tutto, dico un progetto che è ancora sulla carta: la rotatoria di strada Padana. Saranno i prossimi amministratori a portare avanti i progetti, ma ci abbiamo messo noi un mandato intero a convincere la Regione dell’importanza strategica dell’opera. Prima ci avevano dato l’ok, poi avevano detto che i fondi erano stati tagliati e infine, proprio sulla scadenza del mio mandato, hanno ufficializzato l’accordo di programma. Delle cose fatte e concluse, dico invece lo spostamento della casa di riposo, più centrale rispetto al paese. Come giudica il primo semestre del nuovo sindaco? Magnabosco è un amico, capace, giovane e degno della massima fiducia. Non dico altro, perchè è giusto che ognuno faccia il suo percorso. Proprio per questo io volutamente sto fuori da tutti questi discorsi.

Fonderie di Montorso incontra il territorio

U

n incontro con gli enti locali, per presentare il bilancio sociale e il nuovo sito aziendale, si è svolto alle Fonderie di Montorso lo scorso 31 ottobre. Hanno partecipato l’assessore regionale Elena Donazzan, sindaci e assessori di Montorso Vicentino, Montebello e Zermeghedo, rappresentanti sindacali, delle associazioni di categoria e delle istituzioni del territorio. Patrizia Comello, amministratore delegato e presidente dell’azienda, ha illustrato il proprio programma di responsabilità sociale, l’attenzione per gli aspetti ambientali, per la sicurezza e per le risorse umane. Un quadro dettagliato al quale è seguita una visita guidata nella fonderia e nei laboratori. Trasparenza e dialogo con il territorio sono i principi che hanno guidato anche il progetto del nuovo sito aziendale, all’interno del quale una sezione importante è riservata alle notizie. Si tratta di un vero e proprio blog, uno spazio per veicolare informazioni e far entrare le persone in azienda.

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lonigo

Tre giorni Nella storia L’idea è che diventi

di LINO ZONIN

S

i può dire tutto di “Leonicus” ma non che non sia stato un evento di grande impatto che ha attirato su di sé l’attenzione generale. Per tre giorni, il secondo fine settimana di ottobre, Lonigo è ritornata indietro nel tempo ai primi anni del 1400, quando, cessato il dominio scaligero, la città è passata sotto le ali del leone di San Marco. Il luogo scelto dagli organizzatori del Comitato Storico Culturale (Csc) per ospitare la manifestazione è stata la piazzetta di Castelgiuncoli, cuore della vecchia Lonigo arroccata nel suo castello medioevale. Qui un grande capannone ha accolto lo stand gastronomico mentre tutto attorno si sono sistemati i banchetti che mettevano in mostra arti e mestieri di una volta. Conciatori di pelli, fabbricatori di frecce, tessitori con sete, broccati e cappelli, liutai e musicisti, ceramisti, speziali, insomma tutto il mondo artigianale di sei secoli fa si è materializzato tra il duomo e il patronato attirando un gran numero di visitatori. E poi figuranti in costume, sbandieratori, rievocazioni, spettacoli, convegni, incontri, insomma, una kermesse in grande stile che ha movimentato per qualche giorno tutto il centro storico.

un biglietto da visita per la città

Cominciamo dalla fine: quanto è costato mettere in piedi e far camminare Leonicus? Il bilancio non è ancora chiuso del tutto ed è impossibile essere precisi. Diciamo qualche decina di migliaia di euro. Come ve li siete procurati? In parte grazie agli sponsor, molto numerosi e in alcuni casi altrettanto generosi. Inoltre i due eventi principali – la recita al teatro Comunale dell’Anonima Magnagati e la cena di gala finale – hanno chiuso in utile e portato soldi in cassa.

Uno scompiglio del genere suscita inevitabilmente la curiosità di saperne di più. Cerchiamo di riuscirci parlando con Luca Bolla, presidente del Csc e patron della manifestazione che per oltre un anno si è dato da fare per far crescere la sua creatura e che ora può finalmente riposarsi un po’.

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C’è stato anche un intervento pubblico? La Regione Veneto ha sostenuto fin da subito la nostra iniziativa e ha deliberato a favore di Leonicus un contributo di 3.500 euro. E il comune di Lonigo? Ci ha offerto la più ampia collaborazione mettendo a disposizione i suoi tecnici per il disbrigo delle numerose pratiche burocratiche necessarie e fornendoci l’uso di alcune attrezzature. E poi ha concesso l’occupazione del suolo pubblico davanti alla carceri senza chiedere il pagamento del plateatico. Nessun finanziamento diretto? Finora no. C’è solo la promessa di elargire qualcosa alla fine dell’anno, dopo che l’amministrazione avrà verificato le risorse disponibili per far fronte alle varie richieste da parte delle associazioni. Negli stessi giorni di Leonicus si è tenuto in città un convegno sulla storia della città a cura della biblioteca. Un accavallamento di date che ha generato confusione e fatto discutere. Sarebbe stato preferibile evitare ogni equivoco e, visto che non era possibile spostare le date, concordare un pro-


lonigo

Ciao Gianni di stefano canola

È

finita un’altra stagione di speedway, la seconda senza Gianni Tomba che ha appoggiato per sempre la macchina fotografica l’11 febbraio 2013. Mancano i suoi scatti, la sferzante ironia e l’immensa memoria storica, quasi una wikipedia della derapata. Quante gare documentate in giro per l’Europa come giornalista e fotoreporter di Motosprint, quanti Mondiali curati da addetto stampa del Moto Club Lonigo, in decenni di carriera. Lui non siederà più nel suo ufficio, non salirà a fatica i gradini della tribunetta box con l’inseparabile Nikon, ma una modesta targa potrebbe e dovrebbe ricordarlo, da una parte o dall’altra della pista “Santa Marina”. A proposito Gianni, come l’hai vista dalla curva Paradiso quella fatidica batteria 19 del GP Challenge?

gramma che mettesse assieme i due eventi. Abbiamo cercato di metterci d’accordo ma non ci siamo riusciti. Leonicus ci sarà anche il prossimo anno? È nostra intenzione proseguire nello sforzo per trasformare questo evento in un biglietto da visita da spendere all’esterno al fine di promuovere le aziende leonicene e i loro prodotti di eccellenza. Si sta già pensando a creare un brand con il nome Leonicus per

contraddistinguere i vini prodotti dalle cantine dei Berici. C’è qualcuno che vede dietro questo impegno suo e del Comitato che presiede un anticipo di campagna elettorale. Noi non siamo un partito ma un’associazione culturale. Se qualcuno vorrà a titolo personale mettersi in lista potrà naturalmente farlo ma tra gli scopi di Leonicus non figura l’impegno politico.

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Scuola

Giovani e droga

Appello per l’istituto “Strampelli”

L

a giunta comunale di Lonigo è preoccupata per il futuro dell’Istituto di genetica Strampelli e chiede maggiore impegno alla Provincia di Vicenza, l’ente

pubblico da cui il centro di ricerca leoniceno dipende. Con una apposita delibera si “invita l’amministrazione provinciale a considerare l’Istituto di genetica Strampelli un fiore all’occhiello nell’area di ricerca e formazione delle risorse locali e ad attivare una programmazione di valorizzazione e sostegno, sia in termini di promozione che di formazione della struttura, assicurando la massima disponibilità a collaborare per il raggiungimento di obiettivi concordati e prefissati”.

Viabilità

U

na ragazzina si è sentita male dopo un cocktail di alcol e droga rendendo manifesto un fenomeno di trasgressione della cui diffusione in città in molti sospettavano. L’ambiente sotto osservazione è quello scolastico, dopo i frequenti casi di liti a suon di pugni alle fermate degli scuolabus e le più o meno celate ammissioni di uso di sostanze e di bevande proibite. L’amministrazione comunale, i dirigenti scolastici e i responsabili della sanità si stanno attivando per cercare delle soluzioni.

Nuova viabilità in via Dalmazia

P

rosegue il piano di riordino della viabilità urbana di Lonigo predisposto dal comune. L’intervento più recente riguarda l’incrocio tra via 24 Maggio e via Circonvallazione, nei pressi dell’ex bar Italia. In quel punto adesso non è più consentito alle auto entrare direttamente nel quartiere Dalmazia ma si può solo uscire, usando uno svincolo a doppia fila per girare a destra verso Noventa o a sinistra in direzione del centro città. L’accesso al quartiere può avvenire solo da via Dalmazia, imboc-

Tentata rapina al Prix cando la strada che si trova di fronte all’uscita del parco Ippodromo comunale.

V

olevano rubare al supermercato ma sono stati sorpresi dalla vigilanza e, per fuggire, hanno preso a pugni l’addetto alla sicurezza. Il fatto è successo verso le 11 di domenica mattina al supermercato Prix di via San Giovanni, a Lonigo. Due uomini hanno fatto la spesa, mettendo nel carrello generi alimentari per un valore stimato di circa trenta euro e, giunti all’uscita, hanno tentato di allontanarsi dal negozio senza passare per la cassa. L’addetto alla vigilanza si è accorto del tentativo di furto ed è intervenuto per bloccarli. I due hanno reagito con decisione, spingendo il vigilante e colpendolo con dei pugni prima di darsela a gambe.

Lavori pubblici

Passarella delle Oche

L

avori di restauro sono in corso alla Passerella delle Oche, il ponte pedonale che scavalca il fiume Guà collegando al centro città il quartiere della Contrà de Sora. L’intervento si è reso necessario per rimediare al deterioramento delle parti in legno del manufatto, danneggiate sia dal trascorrere del tempo che dalle incursioni dei vandali, i quali hanno trasformato in lavagna per i loro graffiti le pareti interne della protezione. Corriere Vicentino |

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lonigo

Slancio di fede di stefano canola

V

errebbe da pensare che tra i giovani 2.0, presi dai loro mondi virtuali (ma al tempo stesso tangibili, a portata di sms) e dai dilemmi sul futuro lavoro che non c’è, l’interesse per la spiritualità o per la religiosità sia in vertiginoso calo. Invece… “Abbiamo cominciato poco più di un anno fa e le richieste sono andate aumentando: ora arrivano anche da Padova, Varese, Brescia, il passaparola ci ha fatto conoscere oltre Lonigo e i suoi immediati dintorni”. A dire questo è padre Giorgio Grigioni, che insieme a p. Delio Donghi e a fr. Bruno Paoli costituisce la comunità dei Pavoniani presso l’Eremo La Cappuccina. Al termine di un faticoso restauro, l’antico sito dei frati cappuccini (da cui prende il nome) è stato brillantemente

recuperato dall’oblio in cui era caduto per molti decenni, diventando il luogo ideale per ritiri, preparazione ai sacramenti, giornate di formazione spirituale. L’affascinante collocazione geografica, nella parte alta del parco di Villa San Fermo Giovanelli e a poche centinaia di metri dalla Rocca Pisana, contribuisce ad accentuare l’effetto. “Nei gruppi che ospitiamo, formati di solito da ragazzi e ragazze tra i 12 e i 25 anni, vedo il desiderio di fermarsi a riflettere, il bisogno di essere ascoltati – continua il sacerdote pavoniano. –Li vedo tornare a casa con qualcosa, al di là di quello che possiamo fare noi, e sono ottimista sulle loro possibilità e sul nostro futuro, che loro rappresentano. Noi guidiamo il cammino, proponiamo attività e giochi con metodologie anche fuori dagli schemi per non dare l’impressione che sia la solita predica.

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15 anni di cuore di stefano canola

N

on ci si abitua mai alle emozioni che vengono dal cuore. E col cuore aperto sono le famiglie dell’associazione “Aiutiamoli a Vivere Bambini di Chernobyl” di Alonte, che da 15 anni lancia il suo ponte di solidarietà verso Slavgorod per far arrivare i bimbi bielorussi nel Basso Vicentino e offrire loro un mese di vacanza risanamento. Anche lo scorso settembre il rito si è ripetuto: 21 “biondini” tra i 7 e i 9 anni sono stati accolti in altrettante case della zona (soprattutto a Lonigo che è stata amorevolmente contagiata dal paese confinante). “È il numero più alto mai raggiunto qui da noi, grazie agli sforzi di tutti – commenta raggiante Paolo Marangoni, referente locale dell’associazione (per info

339/7772511 o marangonivi@libero. it). - Sappiamo bene quanto importanti siano queste settimane in un ambiente privo di radiazioni e con una buona alimentazione. I bambini sentono l’affetto che li circonda e sono pronti a restituirlo, mentre l’interprete li aiuta con la lingua. Hanno frequentato la scuola con la loro maestra, trascorso una settimana al mare a Cavallino con molti di noi, passato pomeriggi in palestra e giornate di festa come il 7 settembre in villa Bedeschi a Corlanzone o in gita a Recoaro Mille”. Una mattina è arrivato anche un tifoso speciale, in tonaca nera e zucchetto vio-

la. “Il vescovo Beniamino aveva espresso il desiderio di incontrare questi bambini e il 18 settembre ha trascorso qualche ora ad Alonte - racconta ancora Paolo - incoraggiando le famiglie e condividendo l’allegria di balli e giochi che i piccoli protagonisti hanno preparato per lui”. Intanto “Aiutiamoli a Vivere” (che in Italia conta 250 comitati) ha inaugurato poche settimane fa proprio a Slavgorod un ospedale pediatrico, costruito con le energie dei volontari. Alonte ha contribuito con gli arredi di una stanza.

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Campione su due ruote di stefano canola

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casa Mozzato c’è un altro campione. Per lungo tempo è stato Franco a movimentare i weekend con le trasferte dello speedway, partendo da Via Valle a Sarego per andare a sfidare gli assi mondiali della pista lunga in Germania; ora c’è Luca. Classe 1998, un po’ più capellone di papà, ha lasciato in garage i motori per mettere insieme la stagione perfetta nel ciclismo su strada, categoria Allievi. “Èandata oltre ogni aspettativa: otto vittorie nel 2014, un anno da incorniciare”. Quali ricordi con più piacere? Quella che mi ha regalato la maglia di campione regionale, in giugno a Castello di Godego, e quella del Tricolore, in luglio a Boario Terme. Importante anche la Coppa d’Oro a Borgo Valsugana in settembre, prima di me l’hanno vinta Moser, Saronni, Bugno, Ulissi… Ciliegina sulla torta, la pista. Campione italiano col quartetto nella specialità “americana”, bronzo nel singolo, secondo col team nella cronosquadre. Anche nei velodromi è andata di lusso. Da dove nasce il fenomeno Mozzato? Tre anni di nuoto da bambino, a nove anni ho iniziato a pedalare con la Cage Maglierie Capes, la formazione dove sono rimasto fino ad ora. Nel 2013, alla prima stagione tra gli Allievi, due succes-

si e la sensazione di poter fare meglio. La preparazione invernale è servita per il fisico e per la convinzione e i risultati sono fioccati. Che corridore sei? Sono un passista veloce, prediligo la selezione per una volata a ranghi ridotti ma riesco a difendermi anche in salita. In realtà qualche alloro è venuto anche nelle volatone o con arrivi solitari. Pensi ad un futuro da professionista o vivi alla giornata? Le difficoltà sono dietro l’angolo: ora cambio categoria, al primo anno negli

Juniores troverò atleti del 1997 e distanze molto più lunghe rispetto agli Allievi. Con altri tre compagni sono approdato alla squadra veronese Contri Autozai, fino a gennaio si lavorerà soprattutto in palestra. Non mi monto la testa, ma la voglia di faticare per puntare al traguardo professionistico c’è. Vai forte anche tra i banchi di scuola? Frequento il liceo scientifico a Cologna, finora sono riuscito a conciliare bene i due impegni e mi propongo di continuare a farlo. Papà Franco è contento di avere un altro campione in casa, anche se a guardare le volate di Luca c’è più apprensione di quando era lui allo starter, col motore al massimo dei giri. Una bandiera tricolore sventola in giardino, Sarego comincia ad accorgersi di questo ragazzo in rampa di lancio

“Itinerari tra natura e cultura”

È

scita la nuova guida turistica di Sarego, “Itinerari tra natura e cultura”. Contiene informazioni sui luoghi di maggiore interesse del paese e sugli itinerari più suggestivi, oltre a un evento delle attività e delle manifestazioni presenti nel territorio. “Il progetto - commenta l’assessore Flavio Zambon - la cui realizzazione é stata resa possibile grazie ad un finanziamento regionale che copre l’80 per cento della spesa, si inserisce in un disegno più ampio di promozione del territorio che comprende una serie di iniziative in collaborazione con Proloco, associazioni e attività ricettive. L’Amministrazione ha partecipato a questo bando regionale assieme ai comuni di Arcugnano e Orgiano come comune capofila perché crede fortemente nelle potenzialità di questo territorio e intende valorizzarlo e tutelarlo. Sono convinto che grazie ad un progetto ampio e condiviso, Sarego possa divenire una piacevole scoperta non solo per chi vuole fare una gita fuoriporta ma anche per un turismo europeo e di qualità”. La guida verrà presentata domenica 23 novembre a Sarego.

Corriere Vicentino |

45 | Paesi


ISTITUTO TECNICO

“A. TRENTIN” - LONIGO (VI)

Genitori e studenti sono invitati a partecipare alle visite guidate, organizzate presso il nostro Istituto secondo il calendario sotto riportato, al fine di visionare strutture e laboratori e di approfondire l’Offerta formativa proposta

Domenica Sabato Sabato

23 novembre 9.30-11.30 1 29 novembre 14.30-16.30 2 13 dicembre 14.30-16.30 2

Sabato Domenica

20 dicembre 14.30- 16.30 2 18 gennaio 9.30-11.30 1

1- inizio presentazioni ore 9.30; 10.00; 10.30 2- inizio presentazioni: ore 14.30; 15.00; 15.30

Via S. Giovanni, 46 - Lonigo (VI) - Tel. 0444 830493 - www.tecnicoagrariotrentin.it


S peciale

a l o u c S -

I numeri della scuola italiana dati MIUR aggiornati al 10 settembre 2013. I dati escludono valle d’aosta e Trentino Alto Adige

VINCO NO I LI C EI , P R I M O LO S C I EN T IF ICO : Il 46,8% degli studenti della

A LU N N I S TR A N I ER I :

sono 8.644 e si articolano in 41.483 sedi

L E I STITUZION I SCOL AS T ICH E S TATAL I scolastiche distribuite sul territorio na-

scuola secondaria di secondo grado ha

più o meno equamente distribuiti nelle

zionale.

scelto il liceo, mentre il 32,1% gli istitu-

varie fasce d’età (prevalgono le elemen-

Sono 736 mila gli

studenti con cittadinanza non italiana,

ti tecnici e il 21,2% i professionali. Tra

tari con 272 mila alunni). Lombardia,

Il 32,5%

i licei il preferito è lo scientifico (quasi

Emilia Romagna e Veneto le regione con

delle sedi scolastiche è della scuola

460 mila studenti + 115 per l’opzione

maggior numero di alunni stranieri.

d’infanzia, 37% della scuola prima-

scienze applicate), mentre al secondo

ria, il 17,5% per le medie, il 13% per la

posto il classico (171 mila), seguito dal

I P R O F : I posti di organico di fatto sono

scuola secondaria di secondo grado.

linguistico (166 mila). Buono il risultato

728 mila in totale ai quali si aggiungo-

del liceo delle scienze umane ccon 124

no 101 mila circa di sostegno.

TANT I ASILI ED ELEME NTARI:

A L UNNI E CLASSI: Gli alunni sui banchi

mila alunni a cui si aggiungono 46 mila

delle scuole statali sono 7.878.661, per

dell’opzione economico sociale. Nei

LE PA R I TA R I E

un totale di 366.838 classi. Il 65,7% de-

tecnici prevale l’indirizzo tecnologico

zionale nell’anno scolastico 2012/2013

gli alunni ed il 67,2% delle classi sono

(453 mila) su quello economico (373

sono state 13.847, il 72% per l’infanzia,

concentrati nella scuola primaria e se-

mila) mentre il settore servizi è il più se-

l’11% per la primaria, il 5% per le medie

condaria di II grado.

guito tra i professionali (409 mila).

e il 12% per la secondaria superiore.

-

attive nel territorio na-

Com e v a nno gli stud e nt i It al iani?

M a tu r i ta n u o v a ?

Secondo il Pisa (Programme for International Student Assessment) gli studenti ita-

Tra le novità della riforma scolastica ri-

liani si piazzano in Matematica al 32° posto, superando rispetto al 2009 i quindicenni

entra anche l’esame di maturità, anche

statunitensi e svedesi. Al top i cinesi di Shanghai, seguiti dai compagni di Singapore,

se, stando alle ultime dichiarazioni,

Hong-Kong e Taipei. I primi europei sono gli studenti del piccolo Liechtenstein, se-

non dal 2015. Modiche nelle tre pro-

guiti da svizzeri e olandesi. L’Italia si colloca al 31° posto per competenze in Scienze

ve e una commissione tutta interna le

migliorando il 35° piazzamento del 2009. Idem in in Lettura, dove ci piazziamo al 26°

proposte di cambiamento.

posto, tre posti al di sopra del 2009. Corriere Vicentino |

47 | Speciale Scuola


UNA SCUOLA APERTA SUL TUO FUTURO Istituto Tecnico Tecnologico Economico

“Galileo Galilei”

Indirizzi di studio Polo Tecnico-Tecnologico • Chimica e Tecnologia del cuoio • Chimica e biotecnologie sanitarie o ambientali • Costruzioni Ambiente e Territorio Polo Tecnico-Economico • Amministrazione Finanza e Marketing

Vi aspettiamo nelle giornate di scuola aperta sabato 22 novembre 2014 giovedì 11 dicembre 2014 ore 14.30 - 17.00 ore 18.00 - 20.00

sabato 10 gennaio 2015 ore 09.30 - 12.30

Insegnamento teorico delle discipline, utilizzo costante dei laboratori e confronto continuo con le realtà produttive: questi i capisaldi di una proposta educativa e formativa ampia e al passo con le innovazioni. Punto di forza della scuola sono i numerosi laboratori, in grado di soddisfare le esigenze dei diversi indirizzi e pensati per dare ai ragazzi tutti gli strumenti perché si presentino nel mercato del lavoro come tecnici qualificati. Grande spazio, inoltre, viene dato alle attività integrative attraverso le quali i ragazzi possono completare la propria formazione personale e scolastica, ma anche misurare se stessi in un ruolo organizzativo mettendo in campo idee e proposte. Alcune importanti conferme: la settimana corta (da lunedì a venerdì con termine massimo delle lezioni alle ore 14.30), la possibilità di scegliere il tedesco come seconda lingua straniera al tecnico economico oltre allo spagnolo e al francese, le nuove certificazioni informatiche ECDL Health e ECDL CAD 2D e 3D. Le novità 2014/2015: alternanza scuola-lavoro con valutazione nelle materie di indirizzo, tablet e libri digitali, stage all’estero (ERASMUS plus), insegnamento materia non linguistica in inglese. Il Galilei mette al centro gli studenti, il loro benessere e la loro formazione umana e professionale.

Via Vicenza, 49A - Arzignano (VI) TEL. 0444 672016 www.istitutoconciario.com


Speciale

Scuola

Istituto Tecnico A grario Trentin L’Istituto Tecnico Agrario Trentin di

medico-sanitarie.

dell’Erasmus +.

Lonigo è la scelta più indicata per gli

“I nostri studenti ricevono una for-

L’Istituto Trentin dispone di molti la-

studenti del vicentino e del veronese

mazione spendibile sia nel mondo del

boratori, dotati di strumentazioni

interessati al settore primario, alla tu-

lavoro sia nell’ambito universitario

all’avanguardia e tecnologie inno-

tela dell’ambiente e allo studio delle

– spiega la preside Gigliola Tadiello

vative. Annessa all’Istituto, poi, c’è

scienze naturali.

– Ottimi sono i risultati dei test d’in-

un’azienda agraria didattica. Vigneti,

Due i percorsi di studi dell’ordine tec-

gresso alle università a numero chiu-

frutteti e una serra costituiscono un

nico-tecnologico: “Agraria, agroali-

so. Per avvicinare gli allievi alla realtà

laboratorio naturale dove gli alunni ve-

mentare e agroindustria” e “Chimica,

delle imprese, organizziamo attività

rificano concretamente le conoscenze

materiali e biotecnologie”.

di stage e percorsi di alternanza scuo-

apprese in classe. Non manca inoltre

L’indirizzo agrario è articolato in tre

la- lavoro per le classi quarte e quinte,

una ricca offerta extracurricolare, ga-

specializzazioni: Produzioni e trasfor-

garantendo loro anche una formazio-

rantita da progetti e corsi culturali e

mazioni, Gestione dell’ambiente e del

ne adeguata in materia di sicurezza nei

professionalizzanti: Metodo di studio,

territorio, Viticoltura ed enologia. L’in-

luoghi di lavoro”. È stata avviata l’espe-

ECDL, Garden design, Periti grandi-

dirizzo chimico propone invece l’arti-

rienza della mobilità studentesca con

ne, Preparazione ai test universitari,

colazione in Chimica e biotecnologie

la partecipazione di un consistente

HACCP, Certificazione di qualità, solo

sanitarie, che offre una preparazione

numero di studenti ai progetti Leonar-

per citarne alcuni. Per ogni altra infor-

approfondita nell’area chimico-bio-

do e Move for the Future e, per il cor-

mazione: www.tecnicoagrariotrentin.it

logica, propedeutica alle professioni

rente anno scolastico è previsto l’avvio

istituto tecnico tecnologico economico galileo galilei Da sempre polo d’eccellenza per la for-

nostro istituto – ci spiega la preside

gettazione sono i punti di forza della

mazione nel settore conciario l’Istituto

Carla Vertuani – ha sempre cercato di

scuola dove le conoscenze teoriche si

Tecnico Galileo Galilei di Arzignano,

rispondere alle esigenze del territorio.

coniugano armoniosamente con l’e-

con la nuova riforma, offre agli studen-

Il nostro obiettivo è quello di formare

sperienza laboratoriale. “Sono molto

ti due indirizzi fondamentali: l’indiriz-

un soggetto polivalente che utilizza le

numerose – conclude la preside – an-

zo tecnico-tecnologico e l’indirizzo

capacità e le informazioni apprese in

che le attività integrative all’offerta for-

tecnico-economico.

un quadro ampio che gli permette di

mativa, alcune delle quali organizzate

Per il settore tecnologico la scuola offre

rispondere efficacemente alle innova-

dagli stessi ragazzi come il “progetto

la possibilità di scegliere tra Chimica

zioni. Grazie all’insegnamento teorico

astronomia”, oppure i potenziamenti

e tecnologia del cuoio (ex conciario),

delle discipline, all’utilizzo costante

linguistici di tedesco e inglese, la pre-

Biologico Sanitario o Ambientale (ex

dei laboratori e al continuo confronto

senza di un’insegnante madrelingua,

liceo biologico) e Costruzioni Am-

con le realtà produttive il Galilei pro-

il “progetto Galilei e sport”. Dallo scor-

biente e Territorio che prepara gli

pone ai ragazzi una formazione com-

so anno abbiamo la settimana corta e

alunni alla professione di geometra.

pleta, pronta a rispondere alla doman-

la possibilità di scegliere, nel settore

Per il settore economico, invece, la

da di tecnici qualificati.”

economico, come seconda lingua, tra

scuola propone l’indirizzo in Ammi-

Valore aggiunto dell’istituto sono i nu-

francese, spagnolo e tedesco. Queste,

nistrazione Finanza e Marketing, un

merosi laboratori che soddisfano le

invece, le novità 2014-2015: alternan-

percorso di studi che rilascia compe-

esigenze di tutti gli indirizzi: chimica

za scuola-lavoro con valutazione nelle

tenze nel campo dei fenomeni econo-

generale, chimica analitica, chimica

materie d’indirizzo, tablet e libri digi-

mico-finanziari e nei sistemi aziendali.

strumentale, microbiologia, fisica, tec-

tali, stage all’estero e insegnamento

“La proposta educativa e formativa del

nologia conciaria, informatica e pro-

materia non linguistica in inglese.


Leonardo Da Vinci Istituto di Istruzione Superiore

ScuoLa aperta 15 novembre 2014

20 dicembre 2014

24 gennaio 2015

dalle 15.00 -15.30 incontro con il Dirigente Scolastico 15.30-18.00 visita alla scuola

dalle 9.00 alle 12.00 "A scuola con i figli" per assistere alle lezioni del liceo con i figli, ogni mezz'ora inizia una nuova unità didattica.

dalle 15.00 -15.30 incontro con il Dirigente Scolastico 15.30-18.00 visita alla scuola

Sono possibili appuntamenti, visite personalizzate, stages nelle classi su prenotazione allo 0444 672125 o scrivendo a viis00200v@istruzione.it.

Liceo Scientifico tradizionaLe - Liceo Scientifico opzione Scienze appLicate - Liceo LinguiStico - Liceo deLLe Scienze umane - Liceo deLLe Scienze umane opzione economica SociaLe Il nostro obiettivo è una ScuoLa di quaLità che sappia preparare e motivare gli studenti ai quali è richiesta, oggi più che mai, una formazione continua, responsabilità, flessibilità e capacità di gestire eventi ordinari e straordinari.

istituto istruzione Superiore “Leonardo da vinci” Via A. Fortis 3 - 36071 Arzignano (VI) Tel. 0444 676125 - fax. 0444 670599 www.liceoarzignano.it


Speciale

Scuola

I.I.S . Leonardo Da Vinci Attualmente l’I.I.S. “Leonardo Da Vin-

diversi progetti qualificanti: Tandem,

corso “Competenze Medico-Scientifi-

ci” di Arzignano comprende cinque

Lettorato in lingue straniere e relative

che” tenute dal dott. Matteo Borin, ex

indirizzi dei nuovi licei secondo le in-

Certificazioni, Teatro in lingua stranie-

studente del liceo di Arzignano; Centro

dicazioni dell’ultima riforma: Liceo

ra, ASL (alternanza scuola-lavoro) in

sportivo scolastico.

Scientifico tradizionale, Liceo Scien-

ambito regionale e Estero (Germania),

“Vorremmo condurre i giovani- spiega

tifico opzione Scienze applicate, Li-

Tirocini presso enti formativi e Scuole

la preside Eleonora Schiavo - a pren-

ceo linguistico, Liceo delle Scienze

(per le Scienze Umane), Sportelli gra-

dere coscienza che il necessario titolo

umane e Liceo delle Scienze umane

tuiti di recupero e ripasso in Latino,

di studio è solo il primo passo, perché

opzione socio-economica.

Matematica, Fisica e Chimica; Poten-

le competenze devono essere costru-

L’offerta formativa verte sulla volon-

ziamenti di inglese, tedesco e fisica

ite e accresciute nel tempo attraverso

tà di offrire risposte alla crescente ri-

grazie all’aggiunta nel piano di studi

un’alta formazione specializzante e il

chiesta di una solida preparazione di

di ore in più; Corsi integrativi di Rus-

continuo aggiornamento. Per questo il

base, una buona attitudine all’appren-

so e Cinese; Progetti Scientifici legati

nostro obiettivo è il costante migliora-

dimento, flessibilità, integrazione dei

alla didattica aumentata dalle nuove

mento della formazione e dell’istruzio-

saperi, affinamento delle abilità e ac-

tecnologie; il Doppio Diploma Italia-

ne scientifica, tecnologica, linguistica

quisizione di competenze disciplinari

USA; Patente Europea del Computer

e umanistica per la realizzazione di

e trasversali attraverso nuove modalità

a livelli progressivi, ECDL, ECDL CAD;

un’economia basata sulla conoscenza

di apprendimento, ravvisate nelle atti-

concorsi letterari indetti dalla biblio-

e sulla promozione dell’eccellenza e

vità e nei progetti da tempo avviati.

teca dell’istituto; cicli di lezioni tenute

dell’innovazione”.

In particolare, l’Istituto si segnala per

da ricercatori universitari tra i quali il

istituto Pavoni “Il Liceo Pavoni - spiega il preside Gino

nigo, il liceo Pavoni offre un percor-

Le tecnologie dell’informazione e della

Lunardi - cambia fisionomia, diventa

so formativo che mira allo sviluppo

comunicazione sono oggi alla base di

“Istituto Pavoni” perché dal prossimo

intellettuale, fisico, morale e sociale

tutte le attività. È pertanto quanto mai

anno scolastico i Pavoniani propon-

dello studente, che ha la possibilità di

attuale un percorso scolastico specifi-

gono una gamma più ampia di offer-

scegliere tra quattro diversi indirizzi:

co che fornisca conoscenze e certifichi

te scolastiche, che vanno dalla scuola

classico, linguistico, scientifico e delle

le competenze informatiche acquisite,

media al Liceo - così come è stato co-

scienze umane. Le materie di indirizzo

per un inserimento lavorativo efficace

nosciuto in tanti anni di attività - all’I-

vengono affrontate in piccolo gruppo

al termine del quinquennio.

stituto Tecnico Informatico e al Corso

per facilitare l’apprendimento. Due ore

Un’ulteriore novità, fonte di viva sod-

triennale per operatore vitivinicolo

settimanali, aggiuntive, vengono dedi-

disfazione, è rappresentata dall’acco-

(come sede staccata del CFP Lodovico

cate al recupero o allo sviluppo.

glimento della scuola media: è in fase

Pavoni di Montagnana)”.

Il laboratorio di informatica

di chiusura la scuola media paritaria

Con i suoi 45 anni di storia, il Liceo

Tutte le aule sono dotate di lavagna

“Melotto” di Lonigo, attualmente ospi-

“Pavoni” si caratterizza come scuola

interattiva multimediale (LIM) con ac-

tata presso il convento dei francescani.

di formazione generale per eccellenza.

cesso ad internet, ma la scuola dispone

Dal prossimo anno scolastico 2015/16

Qui si sono formate schiere di giovani

anche di due laboratori multimediali.

la scuola media “passerà” ... sul colle

del territorio, che hanno poi affrontato

Proprio sulla base di tali dotazioni, che

San Fermo, con l’attuale corpo docen-

con successo l’università e si sono af-

fanno dell’istituto una scuola all’avan-

ti e con il medesimo Piano dell’offerta

fermati nella professione.

guardia, dal prossimo anno prenderà

formativa, in modo da assicurare agli

Situato nello storico complesso di Villa

avvio un ISTITUTO TECNICO ad indi-

alunni continuità educativa ed un per-

San Fermo, sul colle che domina Lo-

rizzo INFORMATICO.

corso scolastico senza ... “scosse”.

Corriere Vicentino |

51 | Speciale Scuola


Scuola Internazionale

Little English School

è una scuola internazionale ubicata nel centro di Vicenza che fornisce programmi scolastici in lingua inglese combinando il “British National Curriculum” e il “Programma Ministeriale Italiano”.

Scuola Materna - Scuola Primaria - Scuola Media

La noStra ScuoLa offrE una vaLIda aLtErnatIva aLLa ScuoLa tradIzIonaLE grazIE a PrIncIPI Ed obIEttIvI bEn MIratI:

ScuoLa PrIMarIa

• Forte tradizione linguistica con insegnanti qualificati madrelingua • Basso rapporto numerico alunni–insegnante • Atmosfera positiva ed incoraggiante • Apprendimento per competenze e cooperativo • Sperimentazione attiva ed approccio creativo ed inquisitivo • Corsi ed attività doposcuola (musica, nuoto, Cinese, Spagnolo) • Esami Cambridge University a seconda del livello d’età

ScuoLa MEdIa

•Accertamento e potenziamento del livello di competenza nell’inglese per chi proviene da altre scuole elementari • Integrazione del programma ministeriale italiano con il programma britannico (National Curriculum) • Lezioni svolte da insegnanti madrelingua con laurea specialistica • Impronta scientifica più forte rispetto al programma della scuola media italiana • Sperimentazione attiva ed approccio creativo ed inquisitivo La Direzione rimane a Vostra completa disposizione per ogni informazione in merito e per la visita alla nostra Scuola.

Corso Fogazzaro 254 - 36100 Vicenza - Tel. 0444/545007 info@littleenglishschool.it - www.littleenglishschool.it


Speciale

Scuola

la b uona scuola

little english school

La Buona Scuola è il piano che il GoScuola materna, scuola elementare e

programma britannico (National Cur-

da quest’anno anche scuola media.

riculum) e assegna un’equilibrata ri-

La Little English School ha ampliato

levanza all’insegnamento della lingua

la sua offerta formativa permettendo

inglese e della lingua italiana, in modo

ai bambini che hanno concluso le ele-

da garantire una pari padronanza di

mentari di continuare il percorso edu-

entrambe. Al termine dei tre anni, i

cativo proposto dalla scuola.

ragazzi vengono attentamente seguiti e preparati per l’esame ministeriale di

“La nostra scuola media – spiega la

terza media.

verno offre a tutti i cittadini come proposta di riforma della scuola. Dal 15 settembre al 15 novembre è stata data a tutti la possibilità di partecipare con idee e suggerimenti compilando l’apposito questionario. www.labuonascuola.gov.it Ecco in 12 punti “La buona scuola”.

1 - Mai più precari nella scuola

direttrice Lia Alvarez - accoglie alunni che abbiano completato il ciclo di

“I ragazzi che studiano da noi – con-

istruzione primaria presso una scuola

tinua Alvarez -

primaria internazionale. Previo accer-

tissimo livello di inglese e hanno la

tamento e potenziamento del livello

possibilità di ottenere la certificazione

di competenza nella lingua straniera,

Cambridge University. Tuttavia non è

saranno ammessi anche alunni pro-

solo il bilinguismo l’elemento distinti-

venienti da altre scuole elementari,

vo del nostro percorso formativo.

statali e non. Per questi ultimi, la Little

Un elemento caratterizzante riguarda

English School organizza un sistema di

la nostra decisione di dare alla scuo-

accoglienza che permetta loro di sfrut-

la media un’impronta scientifica più

tare appieno le opportunità formative

forte rispetto al programma della

offerte dalla Scuola, molte delle quali

scuola media italiana: 5 ore di mate-

richiedono un elevato livello di com-

matica, 3 di scienze da abbinare ad

petenza linguistica inglese.

un’efficace attività di laboratorio, e 1

Diamo agli studenti la possibilità di

ora di computing che non è semplice

seguire un percorso di potenziamento

utilizzo dei programmi ma nozioni di

da febbraio a giugno, un’ora e mezza

programmazione.

raggiungono un al-

3 - Basta supplenze 4 - Qualità, valutazione e merito 5 - Formazione e innovazione 6 - Dati e profili online 7 - Sblocca scuola

alla settimana, con un’insegnante madrelingua e durante l’anno scolastico è

La differenza principale, però, sta nel-

inoltre possibile aggiungere al piano di

la metodologia. Invece di porre l’ac-

studi alcune ore alla settimana in cui

cento sui contenuti, noi parliamo di

si fa esercizio di comprensione ed ap-

competenze. Favoriamo un approccio

profondimento di materie quali storia

creativo e inquisitivo per cui i percor-

e geografia. Tutte le lezioni si svolgono

si sono guidati dalle domande che gli

in lingua inglese, tranne quelle di ita-

stessi ragazzi pongono all’interno degli

liano, spagnolo, matematica, musica,

argomenti di studio. Questo forte coin-

arte ed educazione fisica e sono svolte

volgimento contribuisce a far vivere la

da insegnati madrelingua con laurea

scuola come una seconda casa. Le le-

specialistica.”

zioni finiscono alle 15, ma spesso si fermano in biblioteca per studiare in-

La scuola integra armonicamente il

sieme, lavorare in gruppo e organizzar-

programma ministeriale italiano con il

si per le ricerche”.

Corriere Vicentino |

2 - Dal 2016 si entra solo per concorso

53 | Speciale Scuola

8 - La scuola digitale 9 - Cultura in corpore sano 10 - Le nuove alfabetizzazioni 11 - Fondata sul lavoro 12- La scuola per tutti , tutti per la scuola


Speciale

Scuola the E nglish point

Se la conoscenza delle lingue straniere

you moving, l’inglese ti tiene in movi-

Framework of Reference For Langua-

è da sempre un valore aggiunto nella

mento, perché vogliamo che chi studia

ges, che dal 2001 costituisce il quadro

vita personale e professionale di ogni

da noi lo senta come una lingua viva,

comune di riferimento per le lingue

persona, oggi potremmo dire che par-

in grado di aprirgli sempre nuove stra-

all’interno dell’Unione Europea, e

lare inglese è diventato addirittura un

de e offrirgli concrete opportunità”.

prepariamo per gli esami Trinity e

must. Ma perché questa conoscenza

Come si raggiunge questo obiettivo?

Cambridge.

sia realmente efficace, è fondamentale

Con la partecipazione e il coinvolgi-

È importante un soggiorno all’estero

diventare padroni della lingua, riusci-

mento. E poi con il confronto, moti-

per l’apprendimento della lingua?

re a padroneggiarla e a utilizzarla nelle

vo per cui le lezioni da noi sono solo

Sicuramente è un aiuto e per i ragazzi

diverse circostanze, mettendo a frutto

di gruppo. Bisogna superare la paura

anche un’occasione di diventare più

le proprie conoscenze.

di sbagliare, imparare ad accettare i

autonomi. Noi ne organizziamo a lu-

propri limiti. Solo così ci si sblocca e

glio per i ragazzi e tutto l’anno per gli

Jackie Frigo, titolare della scuola “The

diventa naturale raccontare e raccon-

adulti. Non dobbiamo però dimenti-

English Point”, attiva da oltre 20 anni

tarsi anche in inglese.

care che una lingua non si impara in

a Lonigo, basa proprio su questa con-

Che tipo di attestato può conseguire

due settimane. Servono determina-

vinzione i suoi corsi, rivolti sia ai ra-

chi frequenta i vostri corsi?

zione, pazienza e grande curiosità. E

gazzi sia agli adulti.

Seguiamo le raccomandazioni e le

questo è un percorso che dura tutta la

“Crediamo nello slogan: English keeps

classificazioni del Common European

vita.

corsi di lingue straniere preparazione esami trinitY college london & cambridge soggiorni studio all’estero tutto l’anno

ENGLISH KEEPS YOU WALKING!!! iscrizioni aperte da 1 dicembre 2014 per soggiorno studio all’estero a luglio 2015 Segreteria aperta dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 20.00 Via Garibaldi, 15 - 36045 LONIGO (VI) - tel e fax 0039.0444.835.715 Corriere Vicentino | 54 | Speciale Scuola info@englishpoint.it - www.englishpoint.it


Janna_Pn

mi piace Scuola Media Liceo [classico, scientiďŹ co, linguistico, scienze umane] Istituto Tecnico Informatico CFP [corso operatore vitivinicolo]

scuola aperta sab 15 novembre 2014

14.30 > 17.30

sab 13 dicembre 2014 sab 17 gennaio 2015

14.30 > 17.30

14.30 > 17.30

www.liceopavoni.it Lonigo [Vi] _via San Fermo, 17_ tel. 0444 830067_ liceo@liceopavoni.it


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Corriere vicentino novembre 2014  

Il mensile della provincia di Vicenza

Corriere vicentino novembre 2014  

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